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	<title>letteratura &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/letteratura/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "letteratura"</description>
	<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 11:31:37 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Birmania football club - Andrew G. Marshall]]></title>
<link>http://rascarlo.wordpress.com/2009/11/30/birmania-football-club-andrew-g-marshall/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 21:42:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Carlo Di Nuccio</dc:creator>
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<description><![CDATA[lafeltrinelli.it Contributo di The Doctor, nuova misteriosa voce in questo blog. Un libro di favole]]></description>
<content:encoded><![CDATA[lafeltrinelli.it Contributo di The Doctor, nuova misteriosa voce in questo blog. Un libro di favole]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La Responsabilità è del Poeta]]></title>
<link>http://karinhofer.wordpress.com/2009/11/30/la-responsabilita-e-del-poeta/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 21:10:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>karinhofer</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;As I&#8217;ve often told Ginsberg,&#8221; he began, &#8220;you can&#8217;t blame the Presiden]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://karinhofer.wordpress.com/files/2009/11/tinker-the-thinker1.jpg"><img src="http://karinhofer.wordpress.com/files/2009/11/tinker-the-thinker1.jpg" alt="" title="Tinker the Thinker" width="130" height="150" class="alignleft size-full wp-image-721" /></a><br />
&#8220;As I&#8217;ve often told Ginsberg,&#8221; he began, &#8220;you can&#8217;t blame the President for the state of the country, it&#8217;s always the poets&#8217; fault. You can&#8217;t expect politicians to come up with a vision, they don&#8217;t have it in them. Poets have to come up with the vision and they have to turn it on so it sparks and catches hold.&#8221;<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Qualcuno_vol%C3%B2_sul_nido_del_cuculo">Ken Kesey </a></p>
<p>“Come spesso ho detto a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Allen_Ginsberg">Ginsberg</a>”, iniziava, “non puoi criticare il presidente per lo stato in cui versa un paese, è sempre da addebitare ai poeti.  Non puoi aspettare una visione venire fuori dai politici, non l’hanno in se. Poeti devono proporre la visione e la devono accendere che scintilli e afferra.”</p>
<p>Questa la cruda osservazione di uno stato di fatto.</p>
<p>In aggiunta c’è un altro fatto che mi sembra di osservare:</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Marrazzo">Piero Marrazzo</a></p>
<p>Il maschio, partendo da una società arcaica nella quale aveva un ruolo di procreatore, di protettore, di procacciatore di proteine, per cui doveva trovare soluzioni pratiche, avere coraggio, essere in azione, mettersi in prima linea, mente e corpo focalizzato alla preda, ai pericoli costituiti da animali feroci, umani feroci, incidenti, malattie, morte, nascita, corteggiamento, fuoco…<br />
..questo maschio è stato depauperato della sua essenza nelle decadi ultimi.</p>
<p>Lo sport come fenomeno da guardare, non più da esercitare, ha sostituito l’individuo delegando azione, forza, ingegno, allenamento, capacità di esecuzione, sofferenza, perdità e riuscita, carica ormonale, esperienza del proprio corpo, delle sostanze sprigionate (endorfine..) dopo uno sforzo estremo con esito positivo… a terzi.<br />
Son convinta che la maggior parte dei maschi odierni non sappia di cosa parlo, semplicemente non ha avuto l’occasione di sperimentarsi nei suoi più elementari bisogni.<br />
  Lo “spersonalizzato” pensa che il goal fatto dal suo prediletto del momento gli dia un’immensa emozione, perché vede gl’altri nello stadio esultare, di cui tribalmente discorrere per tutta la settimana (gazzetta dello sport alla mano… quale la tiratura di questo giornale in relazione ad altri giornali??) fino alla prossima “caccia”, ovviamente seduti ed osservando il prode eroe. Quelle caratteristiche per cui in milioni di anni di evoluzione il fisico e la mente si sono adattate per meglio sopravvivere vengono ridotti, lasciandoli alla fame, in lillipuziani pseudo istinti. In breve: UN ESSERE FRUSTRATO, disatteso nei bisogni più basilari – spesso o quasi sempre – totalmente inconsapevole del proprio stato.</p>
<p>Il divertimento delegato ai media (tv, cinema, radio, affissioni pubblicitarie, immagini dappertutto..non ci credete ma il mio parrucchiere ha messo uno screen in bottega dove corre mtv  e altra inevitabile invasione  mentale non scelta, e manifestazioni..sempre di massa).</p>
<p>Il ragionamento delegato ai media, ad alcuni personaggi.</p>
<p>Il gusto per la femmina delegato dacché quel che è lo sport  per lui è diventato il dettame di moda ed canoni estetici per lei:<br />
Un assurdo evidenziare di marcatori sessuali (seni, sedere, bocca, capelli, magrezze).  Esigenze pratiche e pragmatice totalmente eluse. Tutto portato all’esagerazione all’iper &#8211; stimolazione di un maschio sedentario passivo – o perverso (pratiche sessuali delle più contorti quando non denigranti, quando consumate esclusivamente a <a href="http://www.ormeeditori.it/collane/pornopotere.html">mezzo telematico</a>) </p>
<p>Accettazione da parte della femmina di stili di vita lontani da quelle che sono conformi e salutari una madre, donna menstruata, educatrice di valore.</p>
<p>Le qualità per cui la cooperazione fra sessi risulta soddisfacenti sono messe in disparte, ignorate e taciute.<br />
La cooperazione umana resa strumento in servizio di quel lavaggio del cervello che avviene sulla pubblica piazza senza opposizione.</p>
<p>Un Piero Marrazzo emblema per una moltitudine di maschi in politica, in economia, nella gestione del sapere, oramai privati  di un senso di se e inconsapevoli di non essere più.</p>
<p>Il privato delegato, liberamente fatto gestire da pochi che ne traggono profitto in danaro e potere,<br />
in una giostra denigrante la crescita e la valorizzazione dell’individuo.</p>
<p>Tempo e ritmi adulterati le reali necessità di un’essenza umana.</p>
<p>Questo MASCHIO privato della sua essenza non può che smarrirsi fra pratiche sessuali deviate, insoddisfazione della propria persona- fisica come mentale &#8211; da compensare con alcool, stupefacenti, abusi di potere, assunzione di cibo in eccedenza.<br />
Ha perso completamente la relazione con il suo corpo con un’essenza autentica.<br />
Ha  delegato ed è dominato.</p>
<p>Leggete, le cose più differenti.<br />
&#8230;.. é cosi che mi piace.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Isolamento]]></title>
<link>http://karinhofer.wordpress.com/2009/11/30/isolamento/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 18:50:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>karinhofer</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non ho bocca per dire Ammutolita Non posso dichiarare Censurata da un’istanza inappellabile Intoccab]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non ho bocca per dire<br />
Ammutolita<br />
Non posso dichiarare<br />
Censurata da un’istanza inappellabile<br />
Intoccabile, sopra l’uomo<br />
Regna la bestialità, il gruppo si oppone<br />
Devo stare ferma<br />
Ogni mio passo impedito<br />
Perché?<br />
Chi è questa autorità<br />
Quella legge non scritta<br />
Inversamente attuata &#8211; ineludibile<br />
Chi possiede autorevolezza<br />
Da cosa proviene<br />
Perché debba acconsentire<br />
Non avendo altra – non c’è altra via!<br />
Liberamente costretta ad abdicare<br />
IO da me  &#8211;  mandata al confine<br />
 nel buio indefinito d’un assenza di lingua,<br />
calore…attimi di testimonianza alla sua vita<br />
 riconoscimento del suo talento<br />
il gruppo –<br />
 lupo al individuo</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pamela - book trailer "Non abito più qui"]]></title>
<link>http://pamelablog.wordpress.com/2009/11/30/pamela-book-trailer-non-abito-piu-qui/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 18:13:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>pamelablog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Chiuso nella mia tenuta e sentendo il bisogno di parlare con qual­cuno, ogni sera siedo davanti al c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;">Chiuso nella mia tenuta e sentendo il bisogno di parlare con qual­cuno, ogni sera siedo davanti al camino e lo fisso senza posa. Guardo il cuore ardente della fiamma, avvicino lo sguardo alle punte infuocate e, con calma, mi lascio andare al ricordo, cercando di dare forma alle mie riflessioni, altrimenti compresse nei recessi della mia anima. Adoro sedermi sulla sedia a dondolo e da lei mi lascio cullare dolcemente. Sistemo il computer portatile sulle gambe nella posizione più opportuna, infilo le mani nel fuoco per scaldarmi e, al contempo, tento di dominarne le fiamme ricavando figure e contorni dalla materia incandescente. Ciò che segue è il risultato di quelle conversazioni davanti al fuoco e, anche se per loro ancora non ho trovato un titolo valido, adesso vi presento una prima bozza.</p>
<p style="text-align:center;">incipit <em><strong>Non abito più qui</strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/pesJzHwlPwc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/pesJzHwlPwc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:center;">********************************************************************</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A Reggio la prima biblioteca degli scrittori migranti]]></title>
<link>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/11/30/a-reggio-la-prima-biblioteca-degli-scrittori-migranti/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 17:34:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>immigratoamico</dc:creator>
<guid>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/11/30/a-reggio-la-prima-biblioteca-degli-scrittori-migranti/</guid>
<description><![CDATA[Nasce nel 1997, con un finanziamento del CNR, la Banca dati degli Scrittori Immigrati in Lingua Ital]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Nasce nel 1997, con un finanziamento del CNR, la Banca dati degli Scrittori Immigrati in Lingua Italiana (BASILI). E’ l’unica banca dati online e si trova sul server del Dipartimento di Italianistica e spettacolo presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. La BASILI, sotto la guida del Responsabile scientifico Prof. Armando Gnisci, contiene più di 1300 schede bibliografiche, in continuo aggiornamento. Oggi, prima e unica in Italia, nasce a cura dell’Associazione Immigrati Senza Frontiere di Reggio Calabria, la Biblioteca “Migrant Writers”, presso la struttura di Reggio Calabria, in via Cardinale Portanova 119, dove sarà raccolta tutta la produzione letteraria di scrittori stranieri che vivono in Italia ed hanno scelto di esprimersi nella lingua del nostro Paese. Questa letteratura – dichiara il presidente dell’AISF ONLUS Giuseppe Tedesco – realizza l’incontro tra le varie culture dell’immigrazione della migrazione con la cultura italiana e, nello stesso tempo, l’incontro tra le varie culture dell’immigrazione in Italia tra di loro. La letteratura migrante e la letteratura d’immigrazione, prosegue Tedesco, sono forse due facce dello stesso foglio, la parola si plasma dell’incontro tra culture diverse. L’italiano si va costituendo come lingua interetnica che permette anche a migranti di lingue diverse di comunicare tra loro e non solo nella pratica comunicativa quotidiana. La costituzione della Biblioteca, prima nel suo genere, vuole essere uno strumento per la circolazione della letteratura degli immigrati, in una città aperta alla cultura interetnica e dove ha sede l’Università per Stranieri “Dante Alighieri”. Le opere sono disponibili per la consultazione a tutti i cittadini, studenti e immigrati. La provincia di Reggio Calabria ha finanziato la prima parte del progetto grazie all’Assessore all’Associazionismo e Volontariato, Dott. Michele Tripodi, che ha creduto e sostenuto il progetto con la sensibilità culturale che lo contraddistingue. Dopo la prima fase di avvio del progetto, l’associazione auspica che vi sia il coinvolgimento degli amministratori locali, certamente sensibili ai temi trattati, oltre che il sostegno al Progetto stesso, sicuramente una nota positiva per la Città e per la provincia di Reggio Calabria. Non si può inoltre prescindere da un interesse da parte dell’Università “Dante Alighieri” e, in particolare, si chiede pubblicamente il contributo culturale del Rettore e della sua sapiente esperienza.  Per maggiori informazioni visitare il sito dell’Associazione www.aisfonlus.it</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Colpevole di vivere: amore e morte in “Diceria dell'Untore” al Teatro Verga di Catania]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/30/colpevole-di-vivere-amore-e-morte-in-%e2%80%9cdiceria-delluntore%e2%80%9d-al-teatro-verga-di-catania/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 13:33:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Antonella Sturiale Lo dobbiamo proprio ammettere: non ci siamo nemmeno accorti che il sipario, do]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Antonella Sturiale Lo dobbiamo proprio ammettere: non ci siamo nemmeno accorti che il sipario, do]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Evento]]></title>
<link>http://marcocasula.wordpress.com/2009/11/30/evento/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 11:52:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Marco Casula</dc:creator>
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<description><![CDATA[Domenica prossima 6 dicembre con inizio alle ore 11,30 presso la LIBRERIA PRIMALIBRI di Quartu Sant’]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0106fd;"><strong>Domenica prossima 6 dicembre</strong> con inizio alle ore 11,30 <strong>presso la LIBRERIA PRIMALIBRI</strong> di Quartu Sant’Elena  in via Gorizia 95/A doppia presentazione del mio romanzo «La maschera sotto la neve» e quello di Giulia Balzano «Isa e il faro». Relatrice delle due opere sarà la scrittrice Maria Lidia Petrulli. (INGRESSO LIBERO)<br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[[UMBERTO SIMONETTA: "LO SBARBATO"]]]></title>
<link>http://blaluca.wordpress.com/2009/11/30/umberto-simonetta-lo-sbarbato/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 11:21:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>blaluca</dc:creator>
<guid>http://blaluca.wordpress.com/2009/11/30/umberto-simonetta-lo-sbarbato/</guid>
<description><![CDATA[Torno a parlare di un libro ambientato a Milano. Di Umberto Simonetta (1926 &#8211; 1998) ho già scr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Torno a parlare di un libro ambientato a Milano. Di Umberto Simonetta (1926 &#8211; 1998) ho già scritto <a href="http://blaluca.wordpress.com/2009/10/31/umberto-simonetta-tirar-mattina/">qui</a> ma, aggiungo subito, odiava essere annoverato nella &#8216;letteratura milanese&#8217;; e fondatamente. Da qualche anno i suoi romanzi sono fuori catalogo ma dopo <em>Tirar Mattina</em> (1963) su Ebay, ho trovato <em>Lo sbarbato</em> (1961) alla <a href="http://www.inventati.org/apm/">Calusca City Lights</a> (la libreria di <a href="http://cox18.noblogs.org/">Cox 18</a>, per intenderci). Due titoli che insieme a <em>Il giovane normale</em> (1967) fanno parte della trilogia pubblicata nel 1994 da <a href="http://bcdeditore.it/">Baldini Castoldi Dalai</a> in un unico volume dal titolo <em>Le ballate dei Cerutti</em>. Concepito per secondo, dopo <em>Tirar mattina</em>, in origine <em>Lo sbarbato</em> è stato pubblicato per primo; quindi per ora, caso vuole, sto seguendo l’ordine dettato proprio da Simonetta, che pare si animasse con chi invertiva la cronologia della pubblicazione con quella del suo parto creativo.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><a href="http://blaluca.wordpress.com/files/2009/11/lo-sbarbato.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1548" title="Lo sbarbato" src="http://blaluca.wordpress.com/files/2009/11/lo-sbarbato.jpg" alt="" width="311" height="472" /></a></span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><em>Lo sbarbato</em> racconta l&#8217;incontro tra ragazzini di &#8220;famiglie bene&#8221; e ragazzini di ceti popolari o disagiati. In entrambi i casi alle loro spalle ci sono dei genitori, ma distratti, sprovveduti, assenti per forze maggiori o per supponenza. Dalle prime righe si mette in chiaro il conflitto di classe e quello generazionale. L&#8217;incomunicabilità tra generazioni regna e l’unica eredità che i genitori lasciano ai figli sembra proprio la sprovvedutezza. L’incomunicabilità tra classi differenti invece è più lenta ma puntualmente arriva lasciando ognuno al proprio destino (già segnato prima dell’incontro).<br />
Siamo agli inizi degli anni Sessanta, a Milano, quasi sempre in centro, intorno a Via Torino, a parte un paio di puntate verso l’Idroscalo e una nell’hinterland. I ragazzini in questione, ognuno col suo soprannome, subiscono il fascino della città in notturna, parlano il gergo di strada (o da bar) e anche un po&#8217; di dialetto milanese. Ma soprattutto vivono nel fascino della scorciatoia malavitosa: se hai fretta di cavartela da solo ma sei del tutto impreparato alla vita ecco che un coltello o una pistola e il sostengo di un gruppo di “amici” ti facilitano i piani. Sostenere che la &#8220;banda&#8221; descritta da Umberto Simonetta sia progenitrice delle baby gang che da qualche anno fanno notizia sui mass media è un po&#8217; azzardato, ma il disagio degli adolescenti anni Sessanta è sì lo stesso dei loro attuali coetanei, dato che da allora i genitori si sono prodigati nella carriera &#8211; spesso solo con l&#8217;illusione dell&#8217;ascesa sociale &#8211; perdendo di vista per forza di cose i figli. I diciottenni di ieri però, già considerati adulti, erano meno viziati, dunque lasciati allo sbando in tutti i sensi, così la loro condizione assomiglia più a quella dei trentenni di oggi: senza esperienza e con un’educazione rimasta in sospeso; quando ci si trova di fronte alla vita allora per lo più ci si arrangia per mantenersi. Se arrivare al (micro)crimine ha il sapore di una storia d’altri tempi, dall’esplosione della crisi attuale il gap tra le epoche sembra sia sulla strada giusta per colmarsi anche in questo senso, come se stessimo vivendo &#8211; a livello economico &#8211; un altro lungo dopoguerra.<br />
Mario, lo sbarbato, figlio di un ingegnere, non ha alcun senso del dovere; lui non ha bisogno di lavorare, può studiare ancora, ma rifiuta il lavoro a priori, e nell’operosa Milano ben rappresentata dal padre &#8211; un mediocre -, il crimine lo attira dandogli sicurezza e forti emozioni. Il Mangia invece, figlio di disgraziati e balordi, non ha scelta e da tempo segue le orme dei genitori; mano a mano però, lui che non può spegnere l’interruttore e farsi inserire nella società quando decide che il gioco è finito, sente il bisogno di una prospettiva. Una storia universale insomma, oltre che nota (nel cinema per esempio si è vista, con altre sfumature, in <em>Belli e dannati</em> di Gus Van Sant), ma nello stesso tempo lungimirante, quindi scritta da chi era capace di penetrare a dovere e con lucidità nella realtà di allora. Se il punto di forza del romanzo sono i monologhi interiori di Mario, subito dopo ecco i dialoghi: “Eh la madonna non sarà mica un reato conoscere uno che cerca di lavorare no?!”&#8230; un estratto dal penultimo capitolo dove il prolungato scambio tra i due risulta quanto mai realistico, ben fotografa questo incontro/scontro tra classi, come uno scatto fatto di nascosto nel momento in cui le parti si rendono conto che l’intesa è davvero finita: sembrava chissà cosa, ma in fretta si è rivelata inconsistente e forse non c’è mai stato nulla. Che poi la borghesia da tutta questa storia ne esca immune, addirittura rifiatando in vacanza nonostante abbia il peso di colpe concrete (scontate da uno dei disgraziati dell’epoca, ossia un “terrone”), passa quasi in secondo piano di fronte al destino di una generazione piena di astio verso il proprio futuro.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Punto di vista...: Racconti di Natale ( Charles Dickens )]]></title>
<link>http://southernspirit.wordpress.com/2009/11/30/punto-di-vista-racconti-di-natale-charles-dickens/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 10:21:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Max</dc:creator>
<guid>http://southernspirit.wordpress.com/2009/11/30/punto-di-vista-racconti-di-natale-charles-dickens/</guid>
<description><![CDATA[Punto di vista&#8230;: Racconti di Natale ( Charles Dickens ) &nbsp; &nbsp;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2 style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://2.bp.blogspot.com/_G4jcCd3fljY/SxOT-kuWB8I/AAAAAAAAAaY/P96udaT7_Tw/s320/Dickens.JPG" alt="" width="240" height="320" /></h2>
<h2 style="text-align:center;"><strong><em><a href="http://dreamax65.blogspot.com/2009/11/racconti-di-natale-charles-dickens.html">Punto di vista&#8230;: Racconti di Natale ( Charles Dickens )</a></em></strong></h2>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dio nella letteratura e nella poesia]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/30/dio-nella-letteratura-e-nella-poesia/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 08:11:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/30/dio-nella-letteratura-e-nella-poesia/</guid>
<description><![CDATA[Roma 10 dicembre alle ore 18.00 Lumsa, via di Porta Castello  44,   Robert Schneider, l&#8217;autore]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;"><a href="http://fidest.wordpress.com/files/2009/11/l_apocalisse_2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-21975" title="l_apocalisse_2" src="http://fidest.wordpress.com/files/2009/11/l_apocalisse_2.jpg" alt="" width="142" height="218" /></a>Roma 10 dicembre alle ore 18.00 Lumsa, via di Porta Castello  44,   Robert Schneider, l&#8217;autore di Kristus e di L&#8217;Apocalisse prende parte all&#8217;incontro &#8220;Dio nella letteratura e nella poesia&#8221; con Ferruccio Parazzoli, Davide Rondoni e Alessandro Zaccuri, alla  Robert Schneider è nato a Bregenz, in Austria, nel 1961. Ha studiato composizione, storia dell&#8217;arte e teatro a Vienna. Il suo primo romanzo, Schlafes Bruder (apparso in Italia col titolo Le voci del mondo), fu pubblicato nel 1992 e divenne immediatamente un successo internazionale, tradotto in 25 lingue. Schneider ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Premio Grinzane Cavour e il Prix Médicis. Con Neri Pozza ha pubblicato Kristus, il suo quinto romanzo apparso nel 2006, e L&#8217;Apocalisse (2009). (Robert Schneider L&#8217;Apocalisse  EAN 978-88-545-0291-8 Pagine 288 Euro 17,50 I Narratori delle Tavole Neri Pozza). (l’apocalisse)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Noterelle su romanzo e racconto]]></title>
<link>http://lastrategiadellacipolla.wordpress.com/2009/11/30/noterelle-su-romanzo-e-racconto/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 07:34:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>davidone1967</dc:creator>
<guid>http://lastrategiadellacipolla.wordpress.com/2009/11/30/noterelle-su-romanzo-e-racconto/</guid>
<description><![CDATA[Di David Di Luca Romanzo e racconto mi sono sempre sembrati parenti stretti, almeno a prima vista. L]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Di David Di Luca Romanzo e racconto mi sono sempre sembrati parenti stretti, almeno a prima vista. L]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Architetture del vuoto (Parte terza: 2001-2004); VII "Andiamo adesso, io e te poeta..."]]></title>
<link>http://circeo59.wordpress.com/2009/11/30/architetture-del-vuoto-parte-terza-2001-2004-vii-andiamo-adesso-io-e-te-poeta/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 03:25:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Diego Scarca</dc:creator>
<guid>http://circeo59.wordpress.com/2009/11/30/architetture-del-vuoto-parte-terza-2001-2004-vii-andiamo-adesso-io-e-te-poeta/</guid>
<description><![CDATA[высокое напряжение &#8211; Vartan (photodom.com) VII Andiamo adesso, io e te, poeta, nella sera impr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://circeo59.wordpress.com/files/2009/11/d0b2d18bd181d0bed0bad0bed0b5-d0bdd0b0d0bfd180d18fd0b6d0b5d0bdd0b8d0b5-vartan-photodom-com.jpg"><img src="http://circeo59.wordpress.com/files/2009/11/d0b2d18bd181d0bed0bad0bed0b5-d0bdd0b0d0bfd180d18fd0b6d0b5d0bdd0b8d0b5-vartan-photodom-com.jpg" alt="высокое напряжение - Vartan (photodom.com)" title="высокое напряжение - Vartan (photodom.com)" width="418" height="418" class="aligncenter size-full wp-image-1467" /></a><br />
<em>высокое напряжение</em> &#8211; Vartan (photodom.com)</p>
<p>VII</p>
<p>Andiamo adesso,<br />
io e te, poeta,<br />
nella sera improvvisata<br />
contro il cielo.</p>
<p>Andiamo verso improbabili rifugi,<br />
incontro ad imprevisti ostacoli:<br />
scogli, scariche elettriche,<br />
malattie morali e mortali,<br />
esplosioni ed epidemie&#8230;</p>
<p>Andiamo, io e te, poeta,<br />
incontro alle grandi ipocrisie.</p>
<p style="text-align:center;">***</p>
<p>Andiamo, io e te, da soli<br />
nelle terra desolata<br />
a forza di illusioni.</p>
<p>Verso oasi d&#8217;orrore,<br />
deserti di noia illuminati<br />
da pallide luci.</p>
<p style="text-align:center;">***</p>
<p>Nella notte passano<br />
e ripassano le immagini,<br />
sfilano i ricordi<br />
e si sfilacciano i sogni.</p>
<p>Si ritagliano uno spazio,<br />
come in un incubo,<br />
solo gli errori.</p>
<p>La nostra vita è un inganno.</p>
<p>Andiamo, io e te, poeta,<br />
allo sbando, a spasso<br />
per il mondo.</p>
<p><a href="http://circeo59.wordpress.com/files/2009/10/lamp-vartan-photodom-com.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1055" title="Lamp - Vartan (photodom.com)" src="http://circeo59.wordpress.com/files/2009/10/lamp-vartan-photodom-com.jpg" alt="Lamp - Vartan (photodom.com)" width="418" height="418" /></a><br />
<em>Lamp</em> &#8211; Vartan (photodom.com)<br />
<a href="http://circeo59.wordpress.com/files/2009/10/photo-vartan-5-photodom-com.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1056" title="Photo Vartan.5 (photodom.com)" src="http://circeo59.wordpress.com/files/2009/10/photo-vartan-5-photodom-com.jpg" alt="Photo Vartan.5 (photodom.com)" width="418" height="418" /></a><br />
Photo Vartan (photodom.com)</p>
<p style="text-align:center;">***</p>
<p>La nostra stagione è finita.<br />
Abbiamo seminato poco<br />
e raccolto male.</p>
<p>Poeta, dimmi, che cosa<br />
mi resta ancora da inventare?</p>
<p>Mi mancano pochi versi alla fine.<br />
Vorrei qualcosa che potesse<br />
sbalordire il mondo.</p>
<p>Suggeriscimi un verso<br />
che suggelli il tutto:<br />
una specie di sigillo<br />
che serva da commiato.</p>
<p>Poeta, dammi conforto.</p>
<p>Dimmi che non ho avuto torto<br />
a sussurrare al mondo<br />
che il nostro mondo<br />
è una vergogna.</p>
<p>Prendimi per mano, adesso:<br />
andremo, io e te, maestro,<br />
dove tu vorrai.</p>
<p style="text-align:center;">***</p>
<p>Conducimi verso strade<br />
dal significato incerto.</p>
<p>Verso metafore sinistre,<br />
verso strategie poetiche disuguali,<br />
verso assurdi artifici retorici,<br />
verso inutili alchimie verbali.</p>
<p style="text-align:center;">***</p>
<p>Andiamo, io e te, poeta,<br />
da soli, in questa sera macchiata<br />
di ruggine e di rabbia,<br />
in questa sera rischiarata<br />
da un barlume grigiastro,<br />
in questa sera incorniciata<br />
da un riverbero di rancore.</p>
<p>Poeta, dammi ragione.</p>
<p><a href="http://circeo59.wordpress.com/files/2009/10/waltz-vartan.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1057" title="Waltz - Vartan" src="http://circeo59.wordpress.com/files/2009/10/waltz-vartan.jpg" alt="Waltz - Vartan" width="418" height="418" /></a><br />
<em>Waltz </em>- Vartan (photodom.com)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["oui"]]></title>
<link>http://giorgiabenazzo.wordpress.com/2009/11/30/oui/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 00:22:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>G.</dc:creator>
<guid>http://giorgiabenazzo.wordpress.com/2009/11/30/oui/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;oui&#8221; Make up e Fotografia_Giorgia Benazzo Bellezza e Carisma_Martina Francesca Albertin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://giorgiabenazzo.wordpress.com/files/2009/11/oui.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-654" title="oui" src="http://giorgiabenazzo.wordpress.com/files/2009/11/oui.jpg" alt="" width="497" height="372" /></a><br />
<span style="color:#ff9900;">&#8220;oui&#8221;<br />
Make up e Fotografia_Giorgia Benazzo<br />
Bellezza e Carisma_Martina Francesca Albertini<br />
[un grazie particolare ad una persona bella,<br />
nel senso più esteso del<span style="color:#ff9900;"> termine</span></span><span style="color:#ff9900;">]</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tutte le volte in una sola]]></title>
<link>http://sonostorie.wordpress.com/2009/11/30/tutte-le-volte-in-una-sola/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 23:26:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>sonostorie</dc:creator>
<guid>http://sonostorie.wordpress.com/2009/11/30/tutte-le-volte-in-una-sola/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Uhmm. D&#8217;accordo. C&#8217;era una volta&#8230;&#8221; &#8220;Una volta quando?&#8221; ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>&#8220;Uhmm. D&#8217;accordo. C&#8217;era una volta&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Una volta quando?&#8221;<br />
&#8220;Tutte le volte in una sola. Tanto tempo fa e in questo stesso momento.&#8221;<br />
&#8220;Tutt&#8217;e due?&#8221;<br />
&#8220;Si, sempre tutt&#8217;e due.&#8221;<br />
&#8220;Com&#8217;è possibile?&#8221;<br />
&#8220;Vuoi che ti racconti questa storia o no?&#8221;<br />
&#8220;Si&#8230;&#8221;</p>
<p><strong>Audrey Niffenegger</strong>, <em>La moglie dell&#8217;uomo che viaggiava nel tempo</em></p></blockquote>
<p>Non sono certo che esistano, davvero, romanzi, film, canzoni, che cambiano la vita in assoluto. Ma so che tanti romanzi, canzoni, film, fumetti, hanno segnato diversi momenti della mia vita. Non capita sempre, però ogni volta che accade è una piccola magia. <!--more-->La qualità assoluta dell&#8217;opera non è importante, o meglio la qualità &#8211; ammesso di poterla misurare sino in fondo &#8211; , non è la sola corda attraverso cui il racconto ci tocca. C&#8217;entrano il gusto, la sensibilità, c&#8217;entra &#8211; soprattutto &#8211; il modo in cui quella storia incontra la nostra storia in un certo momento.<br />
E&#8217; andata così anche stavolta, con Henry e Clare. E&#8217; bastato l&#8217;incipit del racconto, per piombare in un mondo meravigliosamente altro e, al tempo stesso, malinconicamente vicino. In questa vicenda d&#8217;amore che si dispiega negli anni, malgrado gli anni, c&#8217;è il senso di cose che tutti, anche se non siamo smarriti naufraghi cronologici come Henry De Tamble, ci ritroviamo prima o poi ad affrontare. Cose che fanno bene e fanno male: la distanza, la nostalgia, la paura di perdere i propri cari e il valore del ricordo di ogni esperienza, anche la più dolorosa.<br />
Soprattutto, mi ha colpito la capacità del racconto di restituire la bellezza del sentimento nel corso del tempo. Lì, dove alla passione che accende l&#8217;innamoramento, si aggiunge l&#8217;incanto del bastarsi l&#8217;uno per l&#8217;altra, nonostante il riconoscimento delle debolezze reciproche, o forse ancor di più attraverso le debolezze reciproche. Quell&#8217;incanto che ti spinge anche verso la ricerca profonda di qualcos&#8217;altro che completi il senso assoluto dell&#8217;amore.</p>
<p>Forse, potrei aggiungere qualcosa sullo stile di scrittura, o sugli aspetti tecnici del <em>plot </em>ma, ora come ora, non sarei obiettivo. Ora come ora, so solo che questa storia mi ha aperto un buco dentro e me la porterò appresso per un pezzo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Disincantati sussulti]]></title>
<link>http://wripainter.wordpress.com/2009/11/29/disincantati-sussulti/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 22:16:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>sandro</dc:creator>
<guid>http://wripainter.wordpress.com/2009/11/29/disincantati-sussulti/</guid>
<description><![CDATA[Da Patrizia Burgatto (www.achero.it) ricevo questa poesia, che oserei definire commossa e densa. Ecc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Da Patrizia Burgatto (www.achero.it) ricevo questa poesia, che oserei definire commossa e densa. Ecc]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una cosa da nulla - Mark Haddon]]></title>
<link>http://rascarlo.wordpress.com/2009/11/29/una-cosa-da-nulla-mark-haddon/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 22:06:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Carlo Di Nuccio</dc:creator>
<guid>http://rascarlo.wordpress.com/2009/11/29/una-cosa-da-nulla-mark-haddon/</guid>
<description><![CDATA[lafeltrinelli.it Ho letto questo libro perché mi era molto piaciuto Lo strano caso del cane ucciso a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[lafeltrinelli.it Ho letto questo libro perché mi era molto piaciuto Lo strano caso del cane ucciso a]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mi basta]]></title>
<link>http://karinhofer.wordpress.com/2009/11/29/mi-basta/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 20:48:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>karinhofer</dc:creator>
<guid>http://karinhofer.wordpress.com/2009/11/29/mi-basta/</guid>
<description><![CDATA[Oggi, ho avuto a che da mangiare Non so se basterà per saziarmi Ma il mal di pancia lo senti dopo Ve]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://karinhofer.wordpress.com/files/2009/11/sciascia4.jpg"><img src="http://karinhofer.wordpress.com/files/2009/11/sciascia4.jpg" alt="" title="Sciascia" width="250" height="181" class="aligncenter size-full wp-image-712" /></a></p>
<p>Oggi, ho avuto a che da mangiare<br />
Non so se basterà per saziarmi<br />
Ma il mal di pancia lo senti dopo<br />
Verso la fine<br />
Ora ho una fame ammaestrata<br />
Un arcobaleno nascente<br />
Nutrito e messo a riposare<br />
Su un letto di supposta comprensione<br />
…non mi fido<br />
So dell’umana ambiguità<br />
Frugali – i miei desideri -<br />
Riesco a godermi i colori tenui d’una cosa nascente<br />
… e – cara amica -<br />
Mi basta</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gregory Corso, <em>Poesie</em>]]></title>
<link>http://lorispadaro.wordpress.com/2009/11/29/gregory-corso-poesie/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 20:46:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Loris Spadaro</dc:creator>
<guid>http://lorispadaro.wordpress.com/2009/11/29/gregory-corso-poesie/</guid>
<description><![CDATA[Gregory Corso, accompagnato dal bravissimo Ethan Hawke durante le riprese del documentario Corso: Th]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Gregory Corso, accompagnato dal bravissimo Ethan Hawke durante le riprese del documentario <em>Corso: The Last Beat</em>, davanti ad una cella nella quale aveva trascorso gran parte della sua gioventù dichiarò di aver ricevuto lì, in quell&#8217;angusto e disumano spazio, la sua educazione. L&#8217;attaccamento alla vita celebrato dai suoi viscerali e vigorosi versi è in una certa misura figlio di quell&#8217;esperienza così determinante, durante la quale ebbe anche luogo il suo primo approccio alla letteratura. Il suo personale percorso di formazione, tanto diverso rispetto agli altri &#8220;Daddies&#8221; della <em>Beat Generation</em> &#8211; tutti avevano compiuto studi regolari &#8211; gli fornirà quegli strumenti con i quali darà vita ad una poesia che non suona come tale, che non ha sequenza logica, spesso così poco godibile, incomprensibile, ma sempre capace di veicolare al massimo la vera sostanza del messaggio <em>Beat</em>, fino a spingersi oltre. Gli permetterà di costruire versi giocando con i riferimenti all&#8217;arte, alla letteratura, sconfinando nella storia, nell&#8217;attualità, nell&#8217;immaginario collettivo, nel quotidiano dell&#8217;America moderna.</p>
<p style="text-align:justify;">Se in <em>Sulla strada</em> tanti e disseminati lungo il viaggio di Dean e Sal erano presagi e visioni di morte, soltanto in Corso la Morte è il tema centrale di una produzione vastissima. Soltanto in Corso la Morte aleggia con la sua presenza su ogni verso nel quale il poeta celebra la Vita.</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">Io non dico <em>Ave</em> a nessun particolare Potere se non quello della Vita/Neppure condanno alcuna forma di Potere se non quella della Morte/L&#8217;inaugurazione della Morte è un Potere assurdo/La vita è il Potere supremo/Chiunque ferisce la Vita è una caramella nella confetteria del Potere/Chiunque si lamenta della Vita è un mostro abbagliante nello zoo del Potere/Gli amanti della Vita sono meritevoli del trofeo del Potere/Non devono saltare le olimpiadi del Potere né attestare pellegrinaggi/Ogni uomo è felice spia del Potere nel regno della Debolezza</p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">Controcorrente e con innata irriverenza, seppe esprimere al meglio un attaccamento febbrile alla vita, una vitalità dirompente. Seppe protrarre e celebrare nel tempo la visione dell&#8217;America che fu di Kerouac, pur ricorrendo a parole &#8211; &#8220;Potere&#8221;, appunto &#8211; o versi &#8211; Buttafuori della storia Blocco del tempo Tu Bomba/Giocattolo d&#8217;universo Massimo di tutti i rubacieli Non posso odiarti &#8211; che non furono mai del tutto condivisi e compresi nemmeno all&#8217;interno dello stesso movimento.</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">Che sono incapace di odiare ciò che è necessario amare/Che non posso esistere in un mondo che acconsente/un bambino in un parco un uomo sulla sedia elettrica/Che sono capace di ridere di tutte le cose/di tutto ciò che so e che non so per nascondere così il mio dolore/Che dico di essere un poeta e perciò amo ogni uomo</p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">Corso opponeva all&#8217;odio, al controllo &#8211; di cui erano frutti la Bomba e l&#8217;<em>American Way</em> &#8211; l&#8217;amore incondizionato per tutto ciò che esiste. L&#8217;accettazione totale e onnicomprensiva della vita. Nulla se amato può nuocere, nemmeno il carnefice. Nemmeno la Bomba sulla quale si andava costruendo l&#8217;equilibrio politico di un intero pianeta. Fedele al suo nome di battesimo, Nunzio, si fece araldo di quello che definì con abile gioco di parole «spirito autoctonio», cioè originario della stessa terra e sotterraneo. Erede dello spirito di Kerouac, cantore dello spirito dei sotterranei di Kerouac da cui tutto ebbe origine.</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">Caro Pubblico,/noi precursori dell&#8217;attuale stile e coscienza/(con Kerouac in spirito)/siamo i padri dell&#8217;Età/16 anni fa, nati da noi stessi,/la nostra era una storia con un futuro/E dalla nostra Petroniana visione della società/una poesia sotterranea della strada/impreziosita dal divino macellaio, l&#8217;umorismo,/scalò le torri della Grande Menzogna/e prese a calci il carretto di mele d&#8217;avorio dei valori tiranni/gettandolo nell&#8217;oblio illusorio/senza spargere una goccia di sangue/&#8230; beati i Rivoluzionari dello Spirito!</p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">Versi di amore illimitato per la vita raccolgono un&#8217;eredità e si spingono oltre, scagliandosi verso l&#8217;odio nemico del mondo e dell&#8217;umanità. La ribellione diventa rivoluzione. Perché rivoluzionario, più di qualunque altro, è il messaggio del nunzio Gregory e della sua poesia.</p>
<h5 style="text-align:justify;">Gregory Corso, <em>Poesie</em>. Mindfield &#8211; Campo mentale, edizione integrale con testo inglese a fronte e disegni dell&#8217;autore, con testimonianze di William S. Burroughs e Allen Ginsberg, a cura di Massimo Bacigalupo, Newton Compton, 2007</h5>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Poesie e vini" a Catania]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/29/poesie-e-vini-a-catania/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 19:27:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
<guid>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/29/poesie-e-vini-a-catania/</guid>
<description><![CDATA[di Daniela Domenici Oggi pomeriggio alle 17 ha avuto luogo nell’Auditorium “G. De Carlo” del Monaste]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Daniela Domenici Oggi pomeriggio alle 17 ha avuto luogo nell’Auditorium “G. De Carlo” del Monaste]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dovunque vai conteco porti il cesso]]></title>
<link>http://taumazein.wordpress.com/2009/11/29/dovunque-vai-conteco-porti-il-cesso/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 14:35:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>taumazein</dc:creator>
<guid>http://taumazein.wordpress.com/2009/11/29/dovunque-vai-conteco-porti-il-cesso/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp;&nbsp;&nbsp;Dovunque vai conteco porti il cesso, oi buggeressa vecchia puzzolente, che quale-u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&nbsp;&nbsp;&nbsp;Dovunque vai conteco porti il cesso, oi buggeressa vecchia puzzolente, che quale-u]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il museo dell'innocenza, l'ultimo romanzo di Orhan Pamuk]]></title>
<link>http://vispateresa.wordpress.com/2009/11/29/il-museo-dellinnocenza-lultimo-romanzo-di-orhan-pamuk/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 09:09:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>teresaciceri</dc:creator>
<guid>http://vispateresa.wordpress.com/2009/11/29/il-museo-dellinnocenza-lultimo-romanzo-di-orhan-pamuk/</guid>
<description><![CDATA[einaudi.it Una vita rinnovata dagli oggetti che hanno il potere di annullare il tempo e di far riviv]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<div id="attachment_266" class="wp-caption alignleft" style="width: 103px"><a href="http://vispateresa.wordpress.com/files/2009/11/pamuk1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-266" title="pamuk" src="http://vispateresa.wordpress.com/files/2009/11/pamuk1.jpg?w=93" alt="" width="93" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">einaudi.it</p></div>
<p>Una vita rinnovata dagli oggetti che hanno il potere di annullare il tempo e di far rivivere l’istante. Una “Vita nova” sul Bosforo?<br />
L’ultimo romanzo di Orhan Pamuk sorprende a ogni pagina il lettore e non solo perché continuamente lo chiama in causa, lo vuole partecipe di un meccanismo narrativo che si dipana sul tempo lungo dell’attesa: solo il lettore che con Kemal avrà reso tributo alla memoria di Fusun potrà essere il visitatore del “museo dell’innocenza”.<br />
Chi legge è chiamato a compiere un percorso di purificazione che renderà degna di essere ricordata la memoria dell’amata.<!--more--></p>
<p>Pronta a concedersi generosamente, ma anche a resistere alla tentazione dei sensi, Fusun è la donna nel suo significato proprio, lo è per definizione. Attrae e respinge chi la ama, pretende dal suo uomo una dedizione assoluta e, nel momento in cui l’avrà, si sottrae al compimento della speranza con un gesto estremo. E’ una Beatrice turca che, elevando l’animo di Kemal, lo conduce alla costruzione di un mausoleo della memoria da intendersi come un vero e proprio inno alla vita. Quando, intervistato dall’autore che darà voce ai suoi ricordi, Kemal affermerà di avere vissuto veri momenti di felicità, le sue parole non suoneranno diverse da quelle di chi scopre nell’umano la natura del divino.</p>
<p>Per anni, quelli in cui si snoda la vicenda, le strade di Istanbul percorse dalla Chevrolet del protagonista concorrono a creare lo scenario che fa da sfondo all’amore dei due protagonisti. Verrebbe da dire, un amore che non sarebbe quello raccontato, se non fosse stato vissuto in questa cornice. In questo romanzo ricchezza e povertà, desolazione e sviluppo, modernità e tradizione s’incontrano e si conservano, ciascuna con le ragioni della propria giustificazione,. Due mondi sono in bilico, ma l’uno avverte la necessità dell’altro e, nel momento in cui il nuovo trionfa sul vecchio, quest’ultimo fa sentire la sua voce attraverso la forza delle cose. Nella storia di Kemal e Fusum gli oggetti non sono simboli che richiamano a realtà perdute, sono piuttosto frammenti di realtà che l’amore sottrae alla forza corrosiva del tempo, testimonianza di un vissuto che rivive nel momento in cui lo si richiama dalle tenebre, in cui lo si vorrebbe sprofondato.</p>
<p>L’ossessione con cui Kemal colleziona le cose di Fusun non ha nulla da condividere con l’orgoglio che i colleghi collezionisti confessano, non si tratta di accumulare in nome della soddisfazione di un egoistico piacere. Il “museo dell’innocenza” è piuttosto il tributo di un uomo alla speranza della felicità, riconosciuta appena e subito perduta. E’ un tributo alla pazienza grazie a cui Kemal aspetta per otto anni che l’amata torni sua, illudendosi ad ogni istante di meritare la sua attenzione e la sua cura.</p>
<p>La dedizione del giovane discendente di una famiglia di industriali che in una Paese povero ha avuto la fortuna di essere ricco è nutrita della fede in una visione: la “vita nuova” che sarà possibile una volta che Fusun avrà accettato di ritornare al suo fianco. La visione dà forma alla vita, le dà forza e sostanza, in una parola la rende felice, anche nel solo attendere. Per questo il romanzo di Pamuk, che la critica ha definito malinconico, è insieme un’opera triste e luminosa. La tristezza nasce dal rimpianto, la luce dalla fiducia incrollabile che gli oggetti possano raccontare un’altra storia, quella di una donna che dà beatitudine anche quando non c’è più.</p>
<p><strong>Prof.ssa Antonella Grignola</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cronache dalla fine del mondo /3 - Lo sguardo del mago]]></title>
<link>http://oldendailylog.wordpress.com/2009/11/29/cronache-dalla-fine-del-mondo-3/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 23:22:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paul Olden</dc:creator>
<guid>http://oldendailylog.wordpress.com/2009/11/29/cronache-dalla-fine-del-mondo-3/</guid>
<description><![CDATA[Lo stronzo astioso arrivò davanti alla pizzeria. Fermò la macchina di punta, dritta contro la porta ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Lo stronzo astioso arrivò davanti alla pizzeria. Fermò la macchina di punta, dritta contro la porta d&#8217;ingresso. Guardando dritto avanti a sè, come in una trance scaturita dall&#8217;odio, fece rombare tre volte il motore. Poi fece scendere la moglie, o compagna che fosse.<br />
Lo stronzo fece una rapida retromarcia, poi una manovra, poi un&#8217;altra manovra, e ripartì a razzo, circumnavigando la pizzeria. Si ritrovò di nuovo davanti alla porta d&#8217;ingresso, ma stavolta messo di fianco. Sgasò ancora. E ancora.<!--more--></p>
<p>Fu a quel punto che incrociammo gli sguardi. Lo sguardo di uno stronzo astioso e il mio si scontrarono come protoni nell&#8217;acceleratore del CERN. Con gli occhi della mente vidi nascere particelle infinitesimali d&#8217;energia, leggermente luminescenti e a carica negativa. Poi, le particelle evaporarono.<br />
Lo stronzo gridò qualcosa al bambino che era seduto sul sedile posteriore. Il bambino tacque. Io guadai di nuovo. Scaturirono altre particelle. Lui iniziò a picchettare sul volante con le dita della mano. Sembrò prendere un respiro, poi iniziò a guardarmi di sottecchi. Distolsi lo sguardo e camminai più avanti, lungo il marciapiede fino a giungere davanti al muso della sua macchina blu scuro.</p>
<p>Realizzai che mi ero ficcato dentro ad un gigantesco campo negativo. Non era la prima volta che incontravo uno stronzo astioso, ma questo esemplare era particolare: generava cortocircuiti nella mia mente. Scacciai il pensiero, e ripresi a camminare.<br />
Poco dopo, però, non potei fare a meno di voltarmi: il mio autocontrollo era in ritirata.<br />
Lo fissai ancora. Lui, attraverso il finestrino dell&#8217;auto, sostenne il mio sguardo per interminabili secondi.<br />
Fu subito dopo quella lunga occhiata che il cofano della sua macchina iniziò a fumare. Tentò di partire, gracchiando la marcia. L&#8217;auto si imballò e sussultò goffamente, senza però spegnersi del tutto. Il fumo che furiusciva da cofano aumentava rapidamente di intensità e si potevano vedere piccole fiammelle.<br />
Lo stronzo trasalì. Aprì la portiera, uscì dalla macchina e fece segno di scendere alla donna e al bambino. Bestemmiò in diversi modi coloriti. Poi tornò a fissarmi, come ringhiando.<br />
Non riuscii a trattenere un accenno di sorriso, che lui sicuramente interpretò come un ghigno sadico.</p>
<p>Proprio mentre stavo per chiedere se aveva bisogno di aiuto notai i suoi capelli prendere improvvisamente fuoco. Il calore era diventato insopportabile.<br />
In quel momento mi accorsi che le suole delle mie scarpe si stavano sciogliendo, impastandosi con l&#8217;asfalto. Gli urli dello stronzo astioso che ardeva come una torcia umana mi giungevano come da un&#8217;altra stanza: ormai ero in uno stato confusionale prossimo alla paranoia.<br />
Pochi secondi dopo la temperatura dell&#8217;aria raggiunse i trecentodieci gradi. Dello stronzo astioso non c&#8217;era più traccia. E non c&#8217;era più alcuna traccia di me.</p>
<p>In fondo, fui contento che la mia vita fosse finita in bellezza: il giorno della mia morte avevo vissuto l&#8217;elettrizzante sensazione di essere un mago dallo sguardo inceneritore.<br />
Nessuno avrebbe mai saputo che non le cose non stavano affatto così, anche perchè nessuna forma di vita animale  o vegetale sopravvisse al trasporto del Pianeta Terra verso quel tranquillo punto della galassia Alpha Centauri dove è situato il Grande Reattore Sociale Intergalattico che fornisce energia costante e a basso costo a più di cinquemila pianeti abitati  facenti parte dell&#8217;universo civilizzato. Con un pianeta perfettamente rispondente allo Standard dei Carburanti Autorizzati come la Terra, sì possono rifornire almeno trecento pianeti civili per una unità-anno convenzionale, producendo pochissime scorie inquinanti.</p>
<p>Ed è assoluitamente chiaro che questo ottimo risultato energetico val bene il sacrificio di quelle piccole, insignificanti forme di vita primordiale che lo abitavano prima che la crosta fosse purificata a caldo.</p>
<p><em><strong>Paul Olden</strong></em></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Orfana di mia figlia]]></title>
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<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 21:30:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>inpurissimoazzurro</dc:creator>
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<description><![CDATA[Che cosa succede quando un’esistenza apparentemente tranquilla e felice si spezza in due? C’è un pri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Che cosa succede quando un’esistenza apparentemente tranquilla e felice si spezza in due? C’è un pri]]></content:encoded>
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<title><![CDATA["Non smetterò d'amarti"]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/28/non-smettero-damarti/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 19:58:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Antonella Sturiale Non ho mai smesso d&#8217;amarti. Nel cuore il pensiero intimo nella magia di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Antonella Sturiale Non ho mai smesso d&#8217;amarti. Nel cuore il pensiero intimo nella magia di ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[23esima edizione del premio letterario Martoglio]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/28/23esima-edizione-del-premio-letterario-martoglio/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 19:22:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Daniela Domenici Si è svolta oggi pomeriggio al Teatro Comunale di Belpasso, , la cerimonia di co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Daniela Domenici Si è svolta oggi pomeriggio al Teatro Comunale di Belpasso, , la cerimonia di co]]></content:encoded>
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