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	<title>lettura &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/lettura/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "lettura"</description>
	<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 08:24:45 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Diario di bordo - Colle Val d'Elsa]]></title>
<link>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/11/30/diario-di-bordo-colle-val-delsa/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 23:01:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>scrittoriprecari</dc:creator>
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<description><![CDATA[Rieccoci nuovamente. Come anticipato ieri, per questo lunedì interrompiamo la rubrica Poesia precari]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Rieccoci nuovamente. Come anticipato ieri, per questo lunedì interrompiamo la rubrica <a href="http://scrittoriprecari.wordpress.com/category/poesia-precaria/" target="_blank"><em>Poesia precaria </em></a>per dar spazio al <a href="http://scrittoriprecari.wordpress.com/category/diario-di-bordo/" target="_blank"><em>Diario di bordo</em></a> di <strong>Scrittori precari</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Buona lettura.</p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://gianlucaliguori.wordpress.com" target="_blank"><em>Gianluca Liguori </em></a></p>
<p style="text-align:justify;">Scoppio ancora di emozioni colorate ed accoglienza immersa nella natura. Avrei voluto vedere lo spettacolo ma ero sul palco.</p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://www.zabaglioangelo.splinder.com" target="_blank"><em>Andrea Coffami </em></a></p>
<p style="text-align:justify;">Secondo Google mappe Colle Val d&#8217;Elsa è raggiungibile velocemente da Montevarchi tramite una strada alternativa, che risparmierebbe il passaggio per la superstrada e per Siena tagliando attraverso il Chianti. Stampo la cartina e parto. Un&#8217;ora e mezza più tardi, perduto tra Radda e Castellina in un incubo di tornanti, medito il suicidio.</p>
<p style="text-align:justify;">Raggiungo infine Colle in clamoroso ritardo e vengo recuperato dal Chimenti in una bizzarra piazza postmoderna. Il regista mi conduce attraverso misteriosi cunicoli nel ventre della collina fino a un ascensore fantascientifico; inizio a pensare che Colle Val d&#8217;Elsa è un posto <em>davvero</em> molto strano. E molto bello: per qualche motivo, dal Valdarno immaginiamo sempre i paesi del senese come brutti, forse per la fosca fama di Poggibonsi, e irrimediabilmente questi si rivelano infinitamente più belli dei nostri.</p>
<p style="text-align:justify;">Attraversiamo questa Loro Ciuffenna monumentale finché scorgo le sagome note, inconfondibili nella postura e nei gesti, degli Scrittori Precari, professionisti della pausa cicchino. Chimenti e Montagnani mi lanciano in prova generale (più tardi Chimenti avrà modo anche di lanciarmi <em>letteralmente</em>) senza spiegazioni, ma dalla luce che brilla negli occhi dei Precari, e dalle luci vere, sparate con sapienza sul palco, capisco che la faccenda funzionerà.</p>
<p style="text-align:justify;">A prove concluse scendiamo nel Foyer per rimetterci in sesto a caffè e whisky; benché mi tocchi bere un terrifico blended, il buonumore tiene. Inizia a trasformarsi in tensione quando realizziamo che sta effettivamente arrivando gente, e che anzi il teatro dei Varii sarà pieno.</p>
<p style="text-align:justify;">Neanche il tempo per tremare, e siamo già in scena; avendo i registi studiato per me un ruolo da &#8220;finto spettatore&#8221;, pronto a entrare in scena dalla platea, posso godermi lo spettacolo dalla prima fila. E funziona, lo spettacolo, non solo nel documentare il collettivo Scrittori Precari e la sua attività letteraria, ma anche nel cogliere, grazie all&#8217;incrocio tra materiale filmato e lettura dal vivo, i tratti salienti di ciascuno, e così abbiamo uno Zabaglio tanto spassoso quanto amaro, laziale più che romano, che in controluce carica macchinette del caffè e auspica segreti piani di rivolta; un Piccolino corporale e romantico, imbianchino pratoliniano, che estrae poesie dal secchio della calcina, un Liguori dolente, quasi un personaggio di de Amicis, nel suo farsi carico con dignità di tutte le ingiustizie del mondo, un Ghelli felino, solo apparentemente mite, Bianciardi reincarnato, e salvato, forse, dall&#8217;aver scelto Roma invece di Milano. E li troviamo tutti insieme, a imbarazzarmi con la lettura di un mio brano, e poi sagome nere, di nuovo inconfondibili, mentre la regia gli spara addosso un filmato torcibudella. C&#8217;è tempo poi anche per i miei cinque minuti di gloria, con una lettura dal prossimo romanzo, ma gli applausi sono certamente, e giustamente, tutti per loro.</p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://sarmizegetusa.wordpress.com/" target="_blank"><em>Vanni Santoni </em></a></p>
<p style="text-align:justify;">Andare in scena non è stato facile: due giorni di prove, pochi mezzi tecnici e un budget ridicolo sono ciò che abbiamo a disposizione. Quando le luci si abbassano ci accorgiamo però che il teatro è pieno. Un senso di incredulità che raddoppia la tensione. Alla fine gli applausi, la voglia del pubblico di non andare subito a casa, di parlare di quanto hanno appena visto e sentito. Questo volevamo: prolungare la messa in scena attraverso il lavoro cognitivo dello spettatore.</p>
<p style="text-align:justify;">Leggendo i giornali, guardando i telegiornali, comunemente parlando, siamo allo stesso tempo vittime e propugnatori di un inarrestabile impoverimento del senso comune. Un impoverimento che passa attraverso il linguaggio, cavalcando parole-marionetta &#8211; “precario”, “straniero”, “extracomunitario”-  che ci annebbiano la vista sul mondo per farne una terra straniera.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci muoviamo da tempo in un orizzonte comunicativo verbo-visivo che basa la sua efficacia sulla devalorizzazione e sulla desemantizzazione dell’esperienza, come sull’anestetizzazione del comune sentire: per ridare un corpo semantico all’immaginario non resta allora che rivendicare l’extraterritorialità della “scrittura di scena” e la sua capacità di comporre l&#8217;eterogeneità delle deposizioni e delle registrazioni, di attraversare le terre ed incrociare gli sguardi. Ma per riuscirci è necessario sapere esattamente <em>cosa</em> raccontare e <em>come</em> farlo.</p>
<p style="text-align:justify;">Quello che noi, assieme a Scrittori Precari e Vanni Santoni, volevamo raccontare è il paese Italia, il paese che muore, il paese che dello spettacolo ha fatto la realtà perché la realtà potesse sembrare uno spettacolo. E per farlo abbiamo usato ogni mezzo a nostra disposizione: il documentario e la performance, la luce e la musica, il videoclip e la pagina scritta.</p>
<p style="text-align:justify;">Adesso bisogna rilanciare la posta in gioco, portare lo spettacolo in giro, sino a dove possiamo arrivare.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Dimitri Chimenti</em> e <a href="http://www.myspace.com/sintesi19" target="_blank"><em>Andrea Montagnani</em></a></p>
<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><strong>LIVE THE WRITING </strong>– omaggio breve a <em>Trauma Cronico</em> e ai pigiami singolari</p>
<p style="text-align:justify;">“Prima ci facciamo un&#8217;idea, poi semmai&#8230;”, così dicendo il pubblico entra in sala e si siede in platea dopo aver ispezionato di fretta libriccini cd e volumi riposti in bella vista sul tavolo all&#8217;ingresso.</p>
<p style="text-align:justify;">Piccolo gingillo questo teatro dei Varii, i cui fronzoli ottocenteschi cozzano meravigliosamente con l&#8217;apparato scenico vuoto dei Precari, creando una strana attesa incerta e diffidente.</p>
<p style="text-align:justify;">A terra i cavi sembrano serpenti dormienti in attesa di venire scossi e manipolati dalla fonazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Nessuno sa. Si può solo immaginare a scatola chiusa cosa mancherà, essendo solo un reading. Cosa non si vedrà, visto che è solo un reading. Quanti tempi si dovranno aspettare in tossicchio nervoso a causa di virgole e punti e fogli da girare. “E&#8217; solo un reading!”</p>
<p style="text-align:justify;">Scorrendo, le immagini per qualche minuto restano schiacciate sul fondo. Innocue. Distanti. Finché lo spirito si fa carne e qualcuno esce dallo schermo, invadendo lo spazio che prende a riempirsi. Sotto l&#8217;occhio di bue sale la voce e lo scrittore s&#8217;allontana dal precario. Lo vedi perchè si premura di centrare la carta e se stesso sotto l&#8217;occhio di luce, finendo, senza volerlo, col dare preminenza al foglio. Deformazione professionale.</p>
<p style="text-align:justify;">Lasciando cadere le pagine a terra sembra sospeso su una nuvola bianco sporco e finisce per fondersi con le immagini in un gioco serrato di dentro e fuori, casa e palco, voi e noi. Noi. 4+1   moschettieri immobili, illuminati psichedelicamente dalle luci che, ora, sparano su un pubblico calato e assorto. In attesa di altro.</p>
<p style="text-align:justify;">Lo sguardo che dopo un&#8217;ora e mezza davanti al tavolo all&#8217;ingresso ripassa in rassegna a mente fresca le copertine dei libri, ha un&#8217;altra coscienza.</p>
<p style="text-align:justify;">“E&#8217; solo un reading&#8230; forse”.</p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://precariementi.splinder.com/post/21730560/Nasce+%27Nautilus%27+-+la+rubrica+" target="_blank"><em>Donatella Livigni</em></a></p>
<p style="text-align:justify;">La prima volta degli  Scrittori precari in un teatro.</p>
<p style="text-align:justify;">Una prima volta che emoziona ma intriga fin da subito.</p>
<p style="text-align:justify;">Le tavole di legno sotto ai piedi. Un’acustica particolare e a noi nuova.  Le luci puntate su di noi che non riusciamo a vedere il pubblico davanti a noi. Strano.</p>
<p style="text-align:justify;">Da quando abbiamo iniziato l’avventura di Scrittori Precari abbiamo avuto col pubblico un rapporto quasi simbiotico. Ed ora siamo soli, in una bolla di luce che non svela i volti in platea.</p>
<p style="text-align:justify;">E’ l’applauso che accompagna la nostra uscita di scena a sollevarci.  Man mano che ci alterniamo ci rendiamo conto che questa nuova dimensione non ci è poi tanto estranea.</p>
<p style="text-align:justify;">Lo spettacolo dura un’ora e quaranta ma vola via come se niente fosse. E noi, nonostante tutto ancora leggeri, ci rendiamo conto che avremmo persino voglia di rifarlo daccapo.</p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://www.myspace.com/milingo" target="_blank"><em>Luca Piccolino </em></a></p>
<p style="text-align:justify;">Erano anni che non tornavo a Colle: anni ingoiati dalla vita metropolitana, dove il tempo scorre ad alta velocità. Una volta amavo fuggire dalla bolla d’aria che è la vita di provincia, oggi sento a tratti la necessità di ritornarvi, come per un principio di liberazione e rigenerazione, per disintossicarmi dai miasmi della vita di città.</p>
<p style="text-align:justify;">Ad attenderci, dunque, non soltanto il tempo sospeso della provincia protetta da mura medievali, ma anche il tempo pieno del teatro, che per la prima volta abbiamo sperimentato venerdì. Tutto per merito di due folli chiamati Dimitri Chimenti e Andrea Montagnani, che prima hanno passato tre giorni a girare per Roma dietro a questi quattro ceffi rabberciati che siamo noi; che poi hanno fatto le ore piccole per due settimane a montare quelle immagini; e che infine si sono rinchiusi nel Teatro dei Varii, dove li abbiamo trovati al nostro arrivo, per concludere la regia di questa incredibile video performance. Che adesso tocca lavorare per esportarla in giro, perché lo spettacolo funziona, anche se nato in condizioni d’emergenza, o forse soprattutto per quello, perché c’era e c’è l’urgenza di farlo.</p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://simoneghelli.blogspot.com" target="_blank"><em>Simone Ghelli </em></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una cosa da nulla - Mark Haddon]]></title>
<link>http://rascarlo.wordpress.com/2009/11/29/una-cosa-da-nulla-mark-haddon/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 22:06:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Carlo Di Nuccio</dc:creator>
<guid>http://rascarlo.wordpress.com/2009/11/29/una-cosa-da-nulla-mark-haddon/</guid>
<description><![CDATA[lafeltrinelli.it Ho letto questo libro perché mi era molto piaciuto Lo strano caso del cane ucciso a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[lafeltrinelli.it Ho letto questo libro perché mi era molto piaciuto Lo strano caso del cane ucciso a]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Come si chiama?]]></title>
<link>http://tascla.com/2009/11/29/come-si-chiama/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 07:35:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>tascla</dc:creator>
<guid>http://tascla.com/2009/11/29/come-si-chiama/</guid>
<description><![CDATA[Immagine da: http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/01/ Come si chiama il detenuto rumeno più ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption alignnone" style="width: 469px"><img title="detenuto " src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/01/nick-in-evasione.jpg?w=459&#038;h=354" alt="" width="459" height="354" /><p class="wp-caption-text">Immagine da: http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/01/</p></div>
<p><strong>Come si chiama il detenuto rumeno più bravo a evadere di prigione?</strong></p>
<p>Attenzione! &#8220;Rumeno&#8221; vuol dire &#8220;della Romania&#8221; e non &#8220;di Roma&#8221;.</p>
<p><em>Clicca qui sotto per leggere la risposta &#8230;</em></p>
<p><!--more--><strong>Si chiama Ciau Escu !!</strong></p>
<p>Se vi ricordate il verbo USCIRE al presente indicativo, dovreste averla capita. Ciau Escu è la versione pseudorumena di Ciao Esco, nome perfetto per un detenuto che evade! <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>______________________________</p>
<pre>MEMO: USCIRE
io esco
tu esci
lui/lei esce
noi usciamo
voi uscite
loro escono
</pre>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dedicata]]></title>
<link>http://fernirosso.wordpress.com/2009/11/27/10501/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 21:35:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://fernirosso.wordpress.com/2009/11/27/10501/</guid>
<description><![CDATA[Henry Moore Hanno aperto l&#8217;estate affondata tra le alghe del tuo ventre nel profondo dove nuot]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><strong>Henry Moore</strong></em></p>
<p><a href="http://www.tate.org.uk/collection/N/N05/N05387_9.jpg"><img class="alignnone" src="http://www.tate.org.uk/collection/N/N05/N05387_9.jpg" alt="" width="391" height="277" /></a></p>
<p>Hanno aperto l&#8217;estate</p>
<p>affondata tra le alghe del tuo ventre</p>
<p>nel profondo dove</p>
<p>nuotano pesci e respirano madrepore<strong><br />
</strong></p>
<p>un fatto di sabbia  antichissimo</p>
<p>il tuo corpo è l&#8217;indice del tempo</p>
<p>l&#8217;albero maestro del vento</p>
<p>e declina in latitudini e longitudini</p>
<p>i verbi della vita.</p>
<p>In un tempo senza fine  i greti dei tuoi fiumi corrono</p>
<p>corrono ai rami dei salici agli estuari dove  i granchi</p>
<p>scrivono nel linguaggio dei ciechi dileguandosi essi stessi</p>
<p>nel cavo di quelle scritture come in una clessidra.</p>
<p>Premuto il respiro si fa strada nel sogno</p>
<p>d&#8217;essere acceso e  nel canto</p>
<p>perdersi nella polvere di ogni pensiero</p>
<p>oltre l&#8217;orma del tempo</p>
<p>oltre il velo di uno spazio immutabile</p>
<p>balzato  da ieri</p>
<p>fino  a queste bianche spiagge dell&#8217;ora</p>
<p>sotto una piogga fitta</p>
<p>di aghi e sermoni che chiedono</p>
<p>chiedono</p>
<p>chiedono incessanti la tua presenza.</p>
<p>Verranno</p>
<p>le memorie verrano</p>
<p>a togliere i recinti</p>
<p>il filo spinato del rimpianto</p>
<p>la trappola del tempo</p>
<p>verranno camminando sull&#8217;erba</p>
<p>ai limiti del prato</p>
<p>avvicinandosi alla casa</p>
<p>e un fievole tramestio di passi</p>
<p>dichiarerà che finalmente è giunto</p>
<p>l&#8217;istante</p>
<p>e il fiato fattosi corto</p>
<p>sarà già al limite del cielo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La mia vita senza internet a casa]]></title>
<link>http://balbilife.wordpress.com/2009/11/27/la-mia-vita-senza-internet-a-casa/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 10:07:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>greg84</dc:creator>
<guid>http://balbilife.wordpress.com/2009/11/27/la-mia-vita-senza-internet-a-casa/</guid>
<description><![CDATA[Il mio pc fisso di casa è arrivato alla fine della sua vita “biologica”. Dopo 6 anni era anche preve]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->Il mio pc fisso di casa è arrivato alla fine della sua vita “biologica”. Dopo 6 anni era anche prevedibile che succedesse. Così ora, a casa, senza avere un router ADSL, son senza internet. Vivo solo con il mio pc portatile il quale, come funzioni principali, ha quello di videoscrittura essendosi, non riesco a capire ancora come, disattivati di colpo gli effetti grafici e non riesco a vedere neanche i video. Ora nell&#8217;attesa delle discussioni famigliari inevitabili sull&#8217;evento appena successo, vivo senza internet a casa, e son curioso di vedere l&#8217;evoluzione della mia vita quotidiana senza questo strumento che, è inutile nasconderlo, era per me essenziale per i contatti sociali e per la stessa funzione d&#8217;intrattenimento.</p>
<p>Vi terrò aggiornati!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Leggere; e leggere una foto attraverso il punctum di Roland Barthes]]></title>
<link>http://gruppodilettura.wordpress.com/2009/11/26/leggere-2/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 17:19:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>luiginter</dc:creator>
<guid>http://gruppodilettura.wordpress.com/2009/11/26/leggere-2/</guid>
<description><![CDATA[Smoking Woman with Lonely Planet Guide - flickr/the daily funk La sigaretta è il punctum di Roland B]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption alignnone" style="width: 598px"><a href="http://www.flickr.com/photos/dr_funk/4130799360/in/pool-24769506@N00"><img title="Smoking Woman with Lonely Planet Guide" src="http://farm3.static.flickr.com/2798/4130799360_d3eed7f764_b.jpg" alt="Smoking Woman with Lonely Planet Guide" width="588" height="588" /></a><p class="wp-caption-text">Smoking Woman with Lonely Planet Guide - flickr/the daily funk</p></div>
<p>La sigaretta è il <em>punctum</em> di <a href="http://www.einaudi.it/libro/scheda/(isbn)/978880616497/">Roland Barthes</a>?<br />
<!--more--></p>
<blockquote><p>[...] non sono io che vado in cerca di lui [...] ma è lui che, partendo dalla scena, <strong>come una freccia, mi trafigge</strong>. [...] Io sono attratto da un &#8220;particolare&#8221;. Io sento che <strong>la sua sola presenza modifica la mia lettura</strong>, che quella che sto guardando è una nuova foto, contrassegnata ai miei occhi da un <strong>valore superiore</strong>. Questo particolare è il punctum (ciò che mi punge). [...] Per quanto folgorante sia, il punctum ha, più o meno virtualmente, una forza di espansione. Tale forza è spesso metonimica.<br />
[...]<br />
Così il particolare che mi interessa non è, o per lo meno non è rigorosamente, intenzionale, e probabilmente bisogna che non lo sia; esso si trova nel campo della cosa fotografata come un supplemento che è al tempo stesso inevitabile, non voluto; esso non attesta obbligatoriamente l&#8217;arte del fotografo; dice solamente che il fotografo era là,oppure, più poveramente ancora, che non poteva non fotografare al contempo l&#8217;oggetto parziale e l&#8217;oggetto totale. [...]</p>
<p>La veggenza del fotografo non consiste tanto nel &#8220;vedere&#8221; quanto piuttosto nel trovarsi là.<br />
[...]</p>
<p>Purtroppo, sotto il mio sguardo, molte foto sono inerti. Ma anche fra quelle che ai miei occhi hanno una qualche esistenza, la maggior parte non suscita in me che un interesse generico, e, se così si può dire, <em>educato</em>: in esse non vi è alcun punctum: esse mi piacciono o non mi piacciono senza pungermi.<br />
<strong>Roland Barthes</strong>, <em><a href="http://www.einaudi.it/libro/scheda/(isbn)/978880616497/">La camera chiara</a></em>, Einaudi.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tre reazioni (scolastiche) al libro]]></title>
<link>http://lafinesoltanto.wordpress.com/2009/11/26/tre-reazioni-scolastiche-al-libro/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 15:44:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>emiliano</dc:creator>
<guid>http://lafinesoltanto.wordpress.com/2009/11/26/tre-reazioni-scolastiche-al-libro/</guid>
<description><![CDATA[1)     Di solito, all&#8217;ultima campanella, gli studenti fuggono via come faine sorprese in un po]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>1)     Di solito, all&#8217;ultima campanella, gli studenti fuggono via come faine sorprese in un pollaio. L&#8217;altro ieri, invece, ne vedo un paio di terza (un ragazzino e una ragazzina) fermi all&#8217;uscita. Da professore educato quale sono, con la borsa a tracolla e una fame da lupo, li saluto (ovviamente in inglese) mentre esco:</p>
<p>Teacher: Bye-bye, see you on Thursday.</p>
<p>Student (boy): Professore, scusi, le posso fare una domanda?</p>
<p>Teacher (<em>una domanda? all&#8217;uscita? di sicuro mi dovranno dire di un qualche atto di bullismo che hanno visto o subìto, forse li hanno rinchiusi al bagno, gli hanno rubato il cellulare o chissà che altro. Ma dico, semplicemente</em>): Yes, tell me.</p>
<p>Student (boy): Siccome sto leggendo il suo libro (<em>il teacher pensa: Ahi!</em>) e c&#8217;è un racconto con questa XXX (<em>nome non troppo comune</em>)&#8230;</p>
<p>Teacher: Ah, stai leggendo il libro?</p>
<p>Student: Sì, e c&#8217;è questa XXX, volevo sapere se si è ispirato a XXX di classe nostra.</p>
<p>(<em>XXX era la ragazza accanto a lui, che sorrideva</em>)</p>
<p>Teacher: No, ho preso solo il nome XXX, il resto è tutto diverso. E&#8217; una donna di 40 anni che fa l&#8217;insegnante, non c&#8217;entra niente.</p>
<p>Student: No, così, ero curioso.</p>
<p>Teacher: OK, no problem, have a nice day, see you!</p>
<p>StudentS: Bye!</p>
<p>&#160;</p>
<p>Mmmmm&#8230; Stamani il ragazzino era assente. Ormai il libro lo avrà finito di leggere. Quel che è fatto è fatto. Gli chiederò un&#8217;opinione, sono troppo curioso&#8230;</p>
<p>&#160;</p>
<p>2)     Stamani, dopo l&#8217;ultima campanella, in sala insegnanti mi ferma una mia collega di lettere, persona da me stimata per il suo carattere pacato e l&#8217;affinità di un certo sentire, anche se abbiamo stili di vita completamente diversi (lei è sposata con prole, credente, ecc.). Una dei pochi milanesi simpatici che abbia mai conosciuto (l&#8217;altro, così a pelle, è Enzo Jannacci). Sta passando un brutto periodo in famiglia, più o meno come quello passato da me negli ultimi anni. La madre le è morta da poco e il padre sta male. Io so benissimo come si sente, e lei sente che io lo so. Comunque, per dare un&#8217;idea della sua gentilezza, 10 giorni fa mi chiamò per dirmi che non sarebbe potuta venire alla presentazione del libro alla Biblioteca Labronica, che aveva già sistemato i figli per un paio d&#8217;ore, aveva organizzato tutto per venire, ma poi il padre si era sentito male ed era sul treno per andare a Milano. Questo per dire. Insomma, stamani mi ferma in sala insegnanti:</p>
<p>Collega: Senti, Emiliano.</p>
<p>Io: Dimmi.</p>
<p>Collega: Ho cominciato a leggere il tuo libro.</p>
<p>Io: Bene. Ti piace?</p>
<p>Collega: Scusa, ma non posso leggerlo, ora.</p>
<p>Io: Non ti preoccupare, lo leggerai in un altro momento.</p>
<p>Collega: Ascolta, mi piace, ma mi fa stare troppo male, mi ci ritrovo troppo.</p>
<p>Io: Non ti preoccupare, ho capito, lo so che non sono proprio racconti allegri, lo leggerai quando sei più tranquilla.</p>
<p>Collega: Sì, infatti, guarda, scusa, ti spiego, nei racconti che ho letto finora mi ci ritrovo in qualche modo, sicché mi immedesimo, e ci sto male. E poi quei finali coi bimbi&#8230;</p>
<p>Io: Tranquilla, lo so, lo riprendi quando hai voglia.</p>
<p>Collega: Lo volevo regalare anche a mia sorella (<em>ndr: che oltretutto vive a Milano col genitore malato</em>)&#8230;Poi però ci ho ripensato, non è un buon momento neanche per lei.</p>
<p>Io: No, infatti, direi di no. Comunque, se hai bisogno di qualcosa, di parlare, lo sai, ci sono.</p>
<p>Collega: Grazie, lo so.</p>
<p>(è triste pensare che, a livello razionale, la sua tranquillità arriverà solo con la scomparsa di qualcuno, oltretutto qualcuno che lei ama molto. è strana, la vita. è così)</p>
<p>&#160;</p>
<p>3)     Anche questo è successo in sala insegnanti, stavolta alla prima ora.</p>
<p>Collega1 (matematica): Emiliano, ho cominciato a leggere i tuoi raccontini. Lo sai, mi sto divertendo&#8230;</p>
<p>Io: Mi fa piacere&#8230;</p>
<p>Collega1: E poi ci sono quei finali&#8230;deliziosi!</p>
<p>Collega2 (Lettere): Deliziosi? Sono STILETTATE DI GHIACCIO NEL CUORE!</p>
<p>&#160;</p>
<p>E con questo, visto che l&#8217;ho nominato, vi lascio con Jannacci e una delle canzoni più belle (e tristine) che abbia mai scritto. Ho scoperto che è stata la sigla di un programma del 1980, <em>Saltimbanchi si muore </em>(che io non ricordo per niente), praticamente un concentrato della scuola di cabaret milanese. Basta guardare i nomi nella sigla. La canzone si intitola <a href="http://www.youtube.com/watch?v=EUOluLJOOoE&#38;feature=related" target="_blank">Io e te</a>.</p>
<p>Avrei voluta scriverla io.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Allegro ma non troppo - Carlo Maria Cipolla]]></title>
<link>http://rascarlo.wordpress.com/2009/11/26/allegro-ma-non-troppo/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 11:43:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho avuto occasione di rileggere questo spiritosissimo libretto, che avevo ricevuto in regalo da raga]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ho avuto occasione di rileggere questo spiritosissimo libretto, che avevo ricevuto in regalo da raga]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La mia intervista a Ildefonso Falcones: "La Mano di Fatima". Milano, 17 novembre 2009.]]></title>
<link>http://violablanca.wordpress.com/2009/11/25/la-mia-intervista-a-ildefonso-falcones-la-mano-di-fatima-milano-17-novembre-2009-2/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 14:19:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>violablanca</dc:creator>
<guid>http://violablanca.wordpress.com/2009/11/25/la-mia-intervista-a-ildefonso-falcones-la-mano-di-fatima-milano-17-novembre-2009-2/</guid>
<description><![CDATA[Abbiamo incontrato Ildefonso Falcones durante la presentazione del suo nuovo romanzo storico, “La ma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Abbiamo incontrato Ildefonso Falcones durante la presentazione del suo nuovo romanzo storico, “La ma]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Memorie di un Cartografo Veneziano - Francesco Ongaro]]></title>
<link>http://rascarlo.wordpress.com/2009/11/25/memorie-di-un-cartografo-veneziano-francesco-ongaro/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 12:53:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Carlo Di Nuccio</dc:creator>
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<description><![CDATA[longanesi.it Davvero un bel libro Memorie di un Cartografo Veneziano scritto, in un&#8217;appassiona]]></description>
<content:encoded><![CDATA[longanesi.it Davvero un bel libro Memorie di un Cartografo Veneziano scritto, in un&#8217;appassiona]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Si sbagliava da professionisti]]></title>
<link>http://ilmestieredileggere.wordpress.com/2009/11/24/si-sbagliava-da-professionisti/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 06:50:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
<guid>http://ilmestieredileggere.wordpress.com/2009/11/24/si-sbagliava-da-professionisti/</guid>
<description><![CDATA[SI SBAGLIAVA DA PROFESSIONISTI José Giovanni, Il buco, Longanesi 1960 Non me ne voglia Paolo Conte p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><strong>SI SBAGLIAVA DA PROFESSIONISTI</strong></p>
<p style="text-align:center;">José Giovanni, <em>Il buco</em>, Longanesi 1960</p>
<p><a href="http://ilmestieredileggere.wordpress.com/files/2009/11/il-buco.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-802" title="Il buco" src="http://ilmestieredileggere.wordpress.com/files/2009/11/il-buco.jpg?w=200" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Non me ne voglia Paolo Conte per l&#8217;appropriazione indebita, ma affettuosissima, di una sua frase tratta da <em>Boogie</em>. <em>Il buco</em> è uno dei pochissimi libri di Giovanni tradotti &#8211; tanto tempo fa &#8211; in Italia. Titolo originale <em>Le Trou</em>, Série Noire Gallimard. José Giovanni è stato, prima che regista cinematografico, scrittore di talento apprezzato da Camus e da Cocteau, tanto per dire. In un certo senso l&#8217;ha salvato la letteratura, l&#8217;ha salvato dalla galera e dalla malavita. Dalla ghigliottina l&#8217;aveva salvato suo padre: <em>Il m&#8217;a sauvé la vie</em>, ricordava José e lo tradurrà nel suo ultimo romanzo (<em>Il avait dans le</em> <em>coeur des jardins introuvables</em>) e nel suo ultimo suo film (<em>Mon père</em>).</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Le Trou</em> invece è stato il suo primo romanzo. Ed è stata anche la prima riduzione cinematografica, l&#8217;occasione per muovere i primi passi su un set. Poi José vi ha preso gusto e ha cominciato a girare da solo, dopo una lunga gavetta come aiuto, soggettista, sceneggiatore. Bellissimi film, come non se ne fanno più. Anche il noir d&#8217;Oltralpe oggi è tutta un&#8217;altra cosa. Una volta era forse meno spettacolare e tecnicamente più ingenuo, ma aveva il gusto amaro del fumo di una gallica che ti brucia gli occhi fino a farti lacrimare e insieme ti tira un pugno allo stomaco per non illuderti troppo sul sentimentalismo, con una fotografia in bianco e nero che aveva sempre l&#8217;aria di un cielo d&#8217;autunno, anche quando giravano a colori, e un&#8217;atmosfera di rassegnata consapevolezza in qualche modo saturnina. Gli autori si chiamavano Claude Sautet, Robert Enrico, Jacques Deray, José Giovanni, e gli attori erano giganti come Jean Gabin, Lino Ventura, Michel Constantin, Jean Paul Belmondo, Alain Delon. Talvolta erano persone tratte dalla strada o dalla galera, come Roland Barbat alias Jean Keraudy alias Roland Darban che in <em>Le Trou</em> interpretò se stesso. Perché in fondo Giovanni raccontava storie vere, decorate dal talento narrativo e rese poetiche dalla sua sensibilità crepuscolare, e rese eroiche dal suo piglio anarchico, uno contro tutti, ma tratte dalla cronaca, le sue storie erano prima di tutto vita vissuta.</p>
<p style="text-align:justify;">Una vita che troppo presto fu costretta a fare i conti con la violenza. José, classe 1923, nato a Parigi ma di origine corsa, ha appena vent&#8217;anni quando, come molti suoi coetanei in Francia e in Europa, è tirato dentro la guerra, guerra contro l&#8217;occupazione tedesca, guerra civile, dove il valore della vita, propria e altrui, scende al ribasso. Sperimenta il contatto freddo con l&#8217;acciaio delle armi, l&#8217;odore di cordite, il colore del sangue, i muri fradici di una cella: imprigionato dai tedeschi, evade.<a href="http://ilmestieredileggere.wordpress.com/files/2009/11/le-trou.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-803" title="Le Trou" src="http://ilmestieredileggere.wordpress.com/files/2009/11/le-trou.jpg" alt="" width="200" height="286" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Dopo la Liberazione si trova a Parigi ed insieme allo zio e al fratello entra nel <em>milieu</em>, la malavita di Pigalle. Come in tutti i dopoguerra (vedi, per un parallelo italiano, le imprese di Ezio Barbieri e della banda dell&#8217;Aprilia ricordate nel romanzo di Bevilacqua <em>La Pasqua rossa,</em> e il film<em> </em>di Lattuada<em> Il bandito</em>) circolano molte armi, molto denaro sporco e molti disadattati, ex partigiani, ex collaborazionisti, disertori, borsaneristi, approfittatori, pescecani di tutte le risme, e la vecchia malavita cerca di trattenere rabbiosamente le proprie quote di mercato di fronte all&#8217;assalto di questi nuovi <em>affaristi</em> (vedi l&#8217;efficace rappresentazione di questo contesto in <em>La Scoumoune</em>, it. <em>Il clan dei</em> <em>marsigliesi</em>).</p>
<p style="text-align:justify;">José e parenti mettono su un racket per estorcere denaro ai pescecani di guerra e ai borsaneristi, ma qualcosa va storto, qualcuno si ribella, e ci scappa il morto. José è arrestato e paga per tutti, benché non abbia mai ucciso nessuno. Caparbio e ligio all&#8217;onore, da vero duro tiene la bocca chiusa e le Assise, severissime, lo condannano a morte. Gli salva la vita suo padre, pokerista severo, che si danna l&#8217;anima finché riesce ad ottenere la grazia dal Presidente della Repubblica e la commutazione della pena in vent&#8217;anni di lavori forzati. José ne sconterà una decina, senza aver rinunciato a qualche tentativo di evasione. Sarà riabilitato soltanto nel 1986.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Le Trou</em> è il racconto di uno di questi tentativi, memorabile nella resa cinematografica di Jacques Becker con la consulenza appunto di Giovanni: quattro detenuti in attesa di giudizio, un giudizio d&#8217;Assise che già presumono senza misericordia, decidono di evadere dalla Santé, contando sull&#8217;esperienza e l&#8217;abilità tecnica di un re delle evasioni, Roland Darban (Roland Barbat), sul fatto che la cella si trova al primo piano del carcere e comunica con i sotterranei, i quali a loro volta sono contigui al collettore delle fogne di Parigi, sul fatto che in quel braccio della Santé sono in corso lavori edili ed idraulici di manutenzione. Sennonché, inaspettato, arriva un quinto detenuto nella cella già affollata, un ragazzo accusato di tentato omicidio nei confronti della moglie, molto ricca e più anziana di lui. I duri indovinano subito in quel ragazzo troppo perbene qualcosa che non va e il loro istinto li spinge a diffidare del nuovo venuto, però gli accordano fiducia lo stesso e lo fanno partecipe del piano di evasione, al quale il ragazzo aderisce con entusiasmo.</p>
<p style="text-align:justify;">È questo uno dei temi preferiti di José Giovanni, l&#8217;amicizia virile, la solidarietà tra disperati che in fondo restano uomini soli, gravati da un passato che non dà tregua, chiusi nella loro cupa consapevolezza di destino, inesorabili e al limite violenti, mai disumani tuttavia. L&#8217;amicizia virile e il pathos che sgorga dal dramma dell&#8217;amicizia tradita.</p>
<p style="text-align:justify;">Gesti parchi e misurati, sguardi e silenzi che dicono tutto, dialoghi asciutti rivelatori di introspezione e psicologia non banali, sono le tecniche narrative con le quali Giovanni esprime senza gridarla la solitudine esistenziale di questi duri, di cui l&#8217;epitome perfetta è lo sguardo deluso, ferito ma severo di Roland Darban e le sue parole soffiate tra i denti: <em>Povero Gaspard</em>…, quando il ragazzo, manovrato dal direttore del carcere che ha intuito e sfruttato il suo debole carattere, li tradirà.</p>
<p style="text-align:justify;">Il resto è appassionante ed epica ricostruzione millimetrica di un tentativo di fuga: lo scavo del buco in un angolo della cella, il periscopio costruito con uno specchietto legato al manico di uno spazzolino ed infilato nello spioncino della porta della cella (l&#8217;altro <em>buco</em>, l&#8217;occhio invisibile e onniveggente del Guardiano) per controllare il corridoio, chiavi improvvisate con materiale di fortuna, lime occultate negli spigoli del tavolo, clessidre artigianali &#8211; due boccette da infermeria e sabbia per pulire la gavette &#8211; per misurare lo scorrere del tempo nel buio delle gallerie, pupazzi animati via filo per simulare il movimento dei corpi sotto le coperte, quando di notte i detenuti lavorano a coppie nei sotterranei per aprire il varco che li condurrà alla libertà.</p>
<p style="text-align:justify;">È questo un altro dei temi presenti spesso nella narrativa letteraria o cinematografica di Giovanni, la fuga, l&#8217;evasione, la rivolta tutta personale e non sanguinaria in barba ai sistemi di oppressione, che rilancia allo spettatore/lettore un gioioso retrogusto di riscossa, di un&#8217;epica lotta contro il Tempo e contro il Guardiano &#8211; figura che assurge a ruolo simbolico &#8211; il quale, per dirla alla Arsenio Lupin, è il vero carcerato giacché non evade mai.</p>
<p style="text-align:justify;">Così ritroviamo i tentativi di evasione, spesso ritmati dalle cadenze magicamente evocative delle musiche di François de Roubaix, il Morricone francese morto troppo giovane per ottenere tutta la gloria che meritava il suo talento, in <em>Ho! (Storia di un criminale)</em>, in cui François Holin prende le sembianze e il posto di un barbone rinchiuso alla Santé per svignarsela in un crescendo rossiniano di simulazione ed irrisione, e li troviamo anche in <em>La Scoumoune</em> (<em>Il clan dei</em> <em>marsigliesi</em>) dove Roberto e Xavier costruiscono pezzo per pezzo il castello di sogni chiamato libertà senza poterlo vedere realizzato, e ancora in <em>Comme un boomerang</em> (<em>Il figlio del gangster</em>) che si chiude tragicamente con il tentativo di fuga oltre frontiera o in <em>Un aller simple</em> (<em>Solo andata</em>) con la fuga dall&#8217;infermeria del carcere.</p>
<p style="text-align:justify;">Tema peraltro molto francese, da Vidocq e i suoi epigoni letterari (Jacques Collin/Vautrin e Jean Valjean, rispettivamente di Balzac e di Hugo) al più recente Papillon/Henri Charrière. Così francese che ancora oggi è in grado di esaltare gli amici d&#8217;Oltralpe, come testimonia la corrispondenza da Parigi di Domenico Quirico &#8220;<em>La Francia tifa per Jean-Pierre l&#8217;evaso fuggito nei boschi</em>&#8221; (La Stampa, 24 ottobre 2009), in cui si narrano le imprese di Jean-Pierre Treiber, evaso dal carcere e rifugiatosi nella foresta come i fuorilegge d&#8217;antan.</p>
<p style="text-align:justify;">Sospettato di duplice omicidio e in attesa di giudizio, Jean-Pierre evade &#8220;<em>con estro,</em> <em>confortevolmente nascosto in uno scatolone caricato sul camion di una ditta che fa le consegne nel carcere di presunta massima sorveglianza di Auxerre</em>&#8220;. Nell&#8217;accusa che lo vuole inchiodare non c&#8217;è niente di romantico (due ragazze assassinate) e lui non è fisicamente il bel tenebroso da film, eppure la gente stravede per lui, sostiene la sua innocenza, si dichiara disposta ad aiutarlo nella fuga.</p>
<p style="text-align:justify;">Il nero di Francia, come scrive bene Quirico:<em> amaro e brutale, pieno di fatalismo e di pernod</em>, sublimato in un idealismo di natura consolatoria, diventa fonte di epica letteraria e cinematografica in cui l&#8217;evasione è uno degli stereotipi cardine: non c&#8217;è una bella storia noir se non c&#8217;è una bella evasione, se non c&#8217;è <em>se faire la belle</em>, che nell&#8217;argot malavitoso significa svignarsela.<a href="http://ilmestieredileggere.wordpress.com/files/2009/11/mon-pere.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-804" title="Mon pere" src="http://ilmestieredileggere.wordpress.com/files/2009/11/mon-pere.jpg" alt="" width="180" height="252" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Come cantava Serge Gainsbourg su un arpeggio di chitarra che ritmava i passi dei forzati alla catena, <em>générique</em> della mitica serie televisiva ORTF <em>Vidocq</em> (la prima, quella del 1967 con Bernard Noël), <em>Qui ne s&#8217;est jamais laissé enchainer/Ne saura jamais c&#8217;qu&#8217;est la liberté/Moi, oui, je le sais/Je suis un evadé</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Nelle storie di José Giovanni invece non c&#8217;è consolazione, non c&#8217;è sublimazione falsamente idealistica. La realtà è quella che è e gli uomini restano quelli che sono, con i loro slanci di umanità e le loro crudeltà, le loro miserie e la loro dignità, con il peso delle loro azioni, con qualcosa da dire e molto da nascondere, <em>professionisti</em> in quanto sanno sempre essere se stessi, sanno accettare la loro condizione, il loro destino, senza piagnistei e falsi moralismi, sanno ribellarsi all&#8217;ingiustizia senza pretendere visioni del mondo, sanno essere benevoli senza pretendere santità, sanno cioè essere grandi personaggi.</p>
<p style="text-align:justify;">È questa qualità che ha fatto apprezzare l&#8217;eroe tipico di Giovanni e che lo conserverà nella storia del cinema e della letteratura come carattere indelebile e non dozzinale, anche se poi tale eroe cadeva, era sconfitto, vedeva svanire amaramente tutte le illusioni, si sbagliava. Ma sbagliava da professionista.</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align:right;"><strong>Mauro Del Bianco</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Guida: abilitare il supporto nativo alla lettura/scrittura NTFS in Snow Leopard]]></title>
<link>http://user94.wordpress.com/2009/11/23/guida-abilitare-il-supporto-nativo-alla-letturascrittura-ntfs-in-snow-leopard/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 21:32:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nomeutente94</dc:creator>
<guid>http://user94.wordpress.com/2009/11/23/guida-abilitare-il-supporto-nativo-alla-letturascrittura-ntfs-in-snow-leopard/</guid>
<description><![CDATA[- Per prima cosa disintalla NTFS-3G/Paragon se li hai installati. - Apri l&#8217;applicazione Termin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://user94.wordpress.com/files/2009/11/ntfs-1.jpg"><img src="http://user94.wordpress.com/files/2009/11/ntfs-1.jpg" alt="" title="ntfs-1" width="300" height="225" class="aligncenter size-full wp-image-578" /></a></p>
<p>- Per prima cosa disintalla NTFS-3G/Paragon se li hai installati.<br />
- Apri l&#8217;applicazione Terminal.app (/Applications/Utilities/Terminal)<br />
- Dai il comando:</p>
<p><code>diskutil info /Volumes/volume_name" and copy the Volume UUID</code></p>
<p>- Fai un backup del file /etc/fstab se lo hai. In Snow Leopard non è presente di default.<br />
- Dai quest&#8217;altro comando:</p>
<p><code>sudo nano /etc/fstab</code></p>
<p>- Inserisci la seguente stringa:</p>
<p><code>UUID=INCOLLA_QUI_IL_TUO_UUID none ntfs rw</code></p>
<p>Oppure se non hai l&#8217;UUID del disco:</p>
<p><code>LABEL=NOME_VOLUME none ntfs rw</code></p>
<p>- Ripeti l&#8217;operazione per tutti i dischi/le partizioni NTFS.</p>
<p>- Una volta finito salva il file (ctrl+x e poi y) e riavvia il sistema.</p>
<p>Enjoy <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CRISTO È UN RE CHE DOMINA CON L'AMORE, SPIEGA IL PAPA. NON SI IMPONE, MA RISPETTA LA LIBERTÀ ]]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/2009/11/23/cristo-e-un-re-che-domina-con-lamore-spiega-il-papa-non-si-impone-ma-rispetta-la-liberta/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 16:00:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
<guid>http://papaboys.wordpress.com/2009/11/23/cristo-e-un-re-che-domina-con-lamore-spiega-il-papa-non-si-impone-ma-rispetta-la-liberta/</guid>
<description><![CDATA[CITTA&#8217; DEL VATICANO &#8211; Cristo è un Re che domina con l&#8217;amore, senza imporsi ma risp]]></description>
<content:encoded><![CDATA[CITTA&#8217; DEL VATICANO &#8211; Cristo è un Re che domina con l&#8217;amore, senza imporsi ma risp]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quando le letture al bagno ci danno ispirazione]]></title>
<link>http://lafinesoltanto.wordpress.com/2009/11/23/172/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:04:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>emiliano</dc:creator>
<guid>http://lafinesoltanto.wordpress.com/2009/11/23/172/</guid>
<description><![CDATA[Oggi e domani ho i rientri pomeridiani per i consigli di classe. Avrei dovuto postare la nuova class]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Oggi e domani ho i rientri pomeridiani per i consigli di classe. Avrei dovuto postare la nuova classifica, ma mi ci vuole troppo tempo, tra mezz&#8217;ora devo uscire. Quindi un&#8217;ora fa ho pensato: su cosa posso scrivere il post di oggi (visto che ho anche saltato il post di ieri)? Ho pensato di scriverlo sul libro di racconti che sto leggendo al momento e sul suo autore. Ma non ero ancora sicuro. Sono andato al bagno, luogo, per me, di <a href="http://www.flickr.com/photos/loungerie/1787812202/" target="_blank">letture lunghette</a>. Stavo leggendo il racconto &#8220;Continuità&#8221;, quando trovo questo brano:</p>
<p><em>[...] Papà gli strappò di mano il secchio. Il granchio era sempre lì, che zampettava nell&#8217;acqua di mare.</em></p>
<p><em>&#8220;Chi ti ha detto di portarlo in casa?&#8221; disse papà. Mi agitò il granchio davanti alla faccia. &#8220;Questa porcheria puzzolente!&#8221; E gli strappò le zampe, a una a una.</em></p>
<p><em>Era paonazzo e ansimava. Noi tre &#8211; mamma, Clive e io &#8211; lo fissammo in silenzio mentre faceva a pezzi il granchio. Quello che non poté strappare, lo gettò a terra e lo calpestò.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p>Ora, chi ha letto il mio libro, e in particolare il racconto &#8220;meduse&#8221; (per chi non ha il libro &#8211; vergogna! &#8211; il racconto si trova <a href="http://lafinesoltanto.wordpress.com/2009/10/26/meduse-un-racconto-sulla-vita-e-sullamore/" target="_blank">qui</a>t), si sarà accorto che c&#8217;è questa cosa del granchio che li accomuna. Quindi ho pensato che fosse un segno e, appena uscito dal bagno, eccomi qui a scrivere questo (per forza di cose breve) post su PHILIP RIDLEY.</p>
<p>La prima volta che ho letto il nome di Philip Ridley è stato su Anobii. Avevo letto <a href="http://www.anobii.com/books/Fenicotteri_in_orbita/9788804416814/0136d69fe8ec0e2cd1/" target="_blank">delle recensioni</a> sul suo libro di racconti, Fenicotteri in orbita, e mi avevano incuriosito. Il libro era però fuori stampa e non si trovava, nemmeno in inglese. Allora ho cominciato a leggere quello che ho trovato di lui (perlopiù in inglese e perlopiù teatro); e mi è piaciuto. Poi mi sono informato: Philip Ridley è una specie di enfant prodige della letteratura inglese. Ha iniziato come pittore, e poi ha scritto romanzi per ragazzi e non, teatro per ragazzi e non, sceneggiature (ad esempio, un film inglese cult degli anni &#8216;80, <a href="http://www.imdb.com/title/tt0099951/" target="_blank">The Krays</a>, con protagonisti i fratelli Kemp degli Spandau Ballet!!!), ha diretto film (uno, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Reflecting_Skin" target="_blank">Riflessi sulla pelle</a>, l&#8217;ho visto, ed è bello, per quanto cupo e inquietante&#8230;), e chi più ne ha più ne metta.</p>
<p>Una delle sue tematiche preferite è l&#8217;infanzia, di solito triste, marginale, abusata, ma anche piena di quella carica vitale che poi perdiamo nell&#8217;età adulta (ammesso che uno ci arrivi&#8230;). Ha un bello stile, questo Ridley, in tutte le cose che fa; ha una visione lucida e ambigua, e la comunica perfettamente al lettore/spettatore; ha, come direbbe Patrizia Pasqui, il TONO dell&#8217;autore.</p>
<p>La scorsa settimana ho scoperto che hanno ristampato in italiano la sua principale raccolta di racconti <em>Fenicotteri in orbita </em>(Salani editore, 13 euro). L&#8217;ho comprato subito, l&#8217;ho cominciato ieri e purtroppo l&#8217;ho quasi finito. Bravo, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Philip_Ridley" target="_blank">Mr Ridley</a>.</p>
<p>Beati voi che non l&#8217;avete ancora letto&#8230;</p>
<p>Io ora vado ai consigli di classe (yeppiiiiii!!!)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Hanno iniziato a settentrione]]></title>
<link>http://fernirosso.wordpress.com/2009/11/22/hanno-iniziato-a-settentrione/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 13:03:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://fernirosso.wordpress.com/2009/11/22/hanno-iniziato-a-settentrione/</guid>
<description><![CDATA[un albero alla volta sfilato dalle righe dei fossi come da rime di poesia cui si strappa la parola e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://bur.regione.veneto.it/resourcegallery/photos/45_Colli%20Euganei_pd.jpg"><img class="alignnone" src="http://bur.regione.veneto.it/resourcegallery/photos/45_Colli%20Euganei_pd.jpg" alt="" width="551" height="380" /></a></p>
<p>un albero alla volta sfilato dalle righe dei fossi</p>
<p>come da rime di poesia cui si strappa la parola</p>
<p>e non collima più il sentiero con la cima del sogno</p>
<p>tra quelle<em> m n m </em> in cui tutti siamo segno</p>
<p>messi e messia dipinti da una bianca mezzeria</p>
<p>una nuova autostrada che si è fatta</p>
<p>in  tre  quattro e quatt- rotto rompendo ogni condotto</p>
<p>sgemmando le morbide quartine dell&#8217;erba</p>
<p>nascostesi tra il microsolco di una bicicletta</p>
<p>e l&#8217;impronta di un piede</p>
<p>che sfogliava adagio un tempo</p>
<p>un passo alla volta</p>
<p>parsimonia di quel verde</p>
<p>da sempre colono delle nostre pianure</p>
<p>per farne bracieri di un turismo da corsa addomesticato ai piaceri</p>
<p>del denaro e della cementazione del sentire del vedere del godere.</p>
<p>Verde è tutto il veneto</p>
<p>una grande fitta rete che si vela di nebbia e s&#8217;invena</p>
<p>di vento fin dentro al cuore</p>
<p>il centro di una selva senza resa</p>
<p>mare anch&#8217;essa e verde</p>
<p>della stessa sostanza</p>
<p>di quelle morbide colline.</p>
<p>Verde vescicolante la bile che mi prende quando con gli occhi</p>
<p>al vecchio abito sgargiante di colori</p>
<p>in sostituzione mi ritrovo addosso un grigio cencio cementizio</p>
<p>che non ha nomi di storia né di leggenda sa parlare se non per frasi mozze</p>
<p>e senza più viaggio dentro il suo mappario.</p>
<p>Correvano  i greci   qui    sulle loro barche    veloci</p>
<p>come in  groppa ai grandi bellissimi cavalli</p>
<p>venuti dal  mare galoppando sulle onde</p>
<p>per sfuggire la guerra anch&#8217;essi</p>
<p>una guerra che non volevano</p>
<p>che volevano dimenticare</p>
<p>per sempre</p>
<p>per sempre</p>
<p>senza opporre  armi alle armi</p>
<p>corpi ai corpi</p>
<p>e sotto gli zoccoli premere la vita.</p>
<p>Ai veneti</p>
<p>devono aver soffiato i venti nelle vene</p>
<p>devono aver cantato sortilegi e cantilene le sirene</p>
<p>chè tutto s&#8217;è fatto un vecchio fascio</p>
<p>come ancora qualche traccia ricorda qua e là per le vie</p>
<p>di un centro che non ha intorno né ritorno</p>
<p>un centro che vale qualunque altro punto</p>
<p>con case allargatesi negli uffici delle troppe banche</p>
<p>vecchie baldracche gonfiate</p>
<p>con sintesi chirurgica</p>
<p>alla moda dei corpi e ingombri  di detriti.</p>
<p>Oggi tutto si gonfia</p>
<p>le case le auto  i corpi</p>
<p>anche i pensieri si gonfiano</p>
<p>gli zeri sono diventati uno sproposito</p>
<p>e comprimono i pensieri   neri anch&#8217;essi</p>
<p>dentro un buio che non lascia respiro.</p>
<p>Eppure c&#8217;è al cambio di ogni stagione</p>
<p>lungo le rive delle acque la scrittura lieve delle serpi</p>
<p>il periodico gracchiare delle rane</p>
<p>la concertata erotica teoria delle cicale e</p>
<p>grande nudo l&#8217;incontaminato silenzio della neve.</p>
<p>Da qui, da queste orme mi torno a cercare</p>
<p>mi torno ad ascoltare fino a questa stazione incivile</p>
<p>in cui la memoria sta impiccata nella pubblicità progresso</p>
<p>scritta da qualcuno che non sa</p>
<p>che non sente che un solo tintinnio.</p>
<p><a href="http://www.ballacoimussi.com/itinerari/colli-main.jpg"><img class="alignnone" src="http://www.ballacoimussi.com/itinerari/colli-main.jpg" alt="" width="446" height="294" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[OkNo è fallito o abbiamo fallito noi?]]></title>
<link>http://nikitaitaly.wordpress.com/2009/11/21/okno-e-fallito-o-abbiamo-fallito-noi/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 16:06:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>nikitaitaly</dc:creator>
<guid>http://nikitaitaly.wordpress.com/2009/11/21/okno-e-fallito-o-abbiamo-fallito-noi/</guid>
<description><![CDATA[OkNo sarebbe anche un ottimo social network se solo non si postassero ripetutamente le solite notizi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#339966;">Ok</span><span style="color:#ff0000;">No</span> sarebbe anche un ottimo social network se solo non si postassero ripetutamente le solite notizie.A volte entrando e vedendo i titoli,mi sento presa per il culo.Quante notizie riportano lo stesso argomento?<br />
Di Berlusconi? che du coioni!Marazzo e che cazzo!Destra,sinistra,centro,centro destra,centro sinistra,ok mi compro il TomTom almeno so dove mi trovo.Certo essere informati su cosa combinano in quel di Roma è indubbiamente utile,ma si cade sempre nelle solite discussioni.Dai su,in quanti al mattino mentre prendono il caffè non leggono il quotidiano o non sentono un tg?Abbiamo veramente bisogno di leggere?,si leggere che utopia,dal titolo abbiam già capito se è un <span style="color:#339966;">Ok</span> o un <span style="color:#ff0000;">No</span>,o se è meglio dare un <span style="color:#339966;">Ok</span> per far si che il voto ci venga ricambiato..ops,però se do un <span style="color:#ff0000;">No</span>,la mia notizia potrebbe passare e quindi avrei piu&#8217; entrate,ma aspetta un secondo,quante persone ho online? no no forse è meglio se aspetto che qualche amico si colleghi,almeno passo il link e puff ecco che sono in Home! Wauw,ma sono un genio,cio&#8217; che ho postato è veramente di grande interesse.</p>
<p>Ahi ahi i voti,bhè c&#8217;è decisamente poco da dire,piu&#8217; persone hai tra i contatti e piu&#8217; <span style="color:#339966;">Ok </span>ti prendi,non importa quanto sia o non sia interessante la notizia/post,ma appunto quanto sei popolare.Comunque non tutto è rosso in <span style="color:#339966;">Ok</span><span style="color:#ff0000;">No</span>,un esempio personale? la storia di Sara,molti utenti l&#8217;hanno seguita proprio grazie al social network,altra nota verde è la satira della quale molti blogger son dotati,o la massaia che ti da la dritta su come arabattarti in cucina,(quanto sale metto in due litri di acqua se devo cucinare 500gr di pasta? con un click ecco la risposta al mio quesito,su Answers ci metterei troppo <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> dovrei attendere che qualche utente si colleghi ed avere la fortuna che legga la mia domanda e che sappia poi rispondermi. Ma,c&#8217;è anche chi, grazie alla propria passione per lo sport ti aggiorna sui vari avenimenti(ma per questo non c&#8217;è Tv Sorrisi e Canzoni?),la poesia?Oddio bella,ma se dico che non ci ho capito na mazza fa nulla vero? Ma si stiamo tranquilli <span style="color:#339966;">Ok</span><span style="color:#ff0000;">No</span>tizie arriverà di certo al panettone&#8230;escort,trans,gay,coca,video,omicidi,suicidi,inseriti nella categoria&#8221;Politica&#8221; ,sono in fondo,&#8221;Gossip&#8221;! </p>
<p>Chi ha occhi per leggere, legga!</p>
<p>Good Luck <span style="color:#339966;">OK</span><span style="color:#ff0000;">No</span>!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Turkmenbasy. Ruhnama (Cap. 4-5)]]></title>
<link>http://msdfli.wordpress.com/2009/11/20/turkmenbasy-ruhnama-cap-4-5/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 09:02:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>msdfli</dc:creator>
<guid>http://msdfli.wordpress.com/2009/11/20/turkmenbasy-ruhnama-cap-4-5/</guid>
<description><![CDATA[Siamo lieti di informarvi che anche i capitoli 4-5 del Ruhnama, opera dello scomparso Presidente del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Siamo lieti di informarvi che anche i capitoli 4-5 del Ruhnama, opera dello scomparso Presidente del]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[È mio!!!!]]></title>
<link>http://ziopeee.wordpress.com/2009/11/20/e-mio/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 07:40:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>ziopeee</dc:creator>
<guid>http://ziopeee.wordpress.com/2009/11/20/e-mio/</guid>
<description><![CDATA[Introvabile perché fuori catalogo, finalmente è nella mia libreria e presto sarà nella mia mente. Un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p><a title="More about La camera di Giovanni" href="http://www.anobii.com/books/La_camera_di_Giovanni/01522681f97b426d3f/"><img class="alignleft" style="border:5px solid white;margin:5px;padding:5px;" title="More about La camera di Giovanni" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&#38;item_id=01522681f97b426d3f&#38;time=0" alt="More about La camera di Giovanni" width="74" height="127" /></a><br />
Introvabile perché fuori catalogo, finalmente è nella mia libreria e presto sarà nella mia mente.<br />
Un bel regalo di compleanno, inaspettato direi. Devo ringraziare un amico che mi ha fatto dono della sua copia (data 1981) perché ne avevo sentito parlare e quando ho cercato di averlo, mi sono accorto che non era in catalogo da un bel po&#8217;.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="James Baldwin" href="http://it.wikipedia.org/wiki/James_Baldwin" target="_blank">James Baldwin</a> racconta, in una Parigi degli anni &#8216;50, l&#8217;intensa storia d&#8217;amore fra Giovanni, di origine italiana, e David, americano e fidanzato con una compatriota, Hella. Il tragico triangolo amoroso al centro di questo romanzo diventa una finestra che si apre sull&#8217;immenso panorama delle relazioni umane, sulla capacità di amare se stessi e gli altri, sul conflitto fra convenzioni sociali e libertà personale, e sulle difficoltà di esprimere le molteplici sfaccettature dell&#8217;io.<br />
E mentre scrivo tutto questo, sto divorando una scatola di Visser chocolade. <em><strong>BONiiiiiiiiiiiiii</strong></em></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Censis, crolla la lettura dei quotidiani Volano i social network ...]]></title>
<link>http://christmaes.wordpress.com/2009/11/19/censis-crolla-la-lettura-dei-quotidiani-volano-i-social-network/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 17:56:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>christmaes</dc:creator>
<guid>http://christmaes.wordpress.com/2009/11/19/censis-crolla-la-lettura-dei-quotidiani-volano-i-social-network/</guid>
<description><![CDATA[ROMA &#8211; La diffusione di Internet segna un po&#8217; il passo, la lettura di libri e giornali r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>ROMA &#8211; La diffusione di Internet segna un po&#8217; il passo, la lettura di libri e giornali regredisce di qualche punto percentuale, ma guadagna molto terreno l&#8217;entusiasmo per i social network, che hanno contagiato 19 milioni di italiani: è lo scenario che emerge dal rapporto sui consumi mediatici del Censis.</p>
<p>La lettura è la prima tre le attività che si sacrificano a vantaggio di Facebook (la domanda è stata rivolta agli utilizzatori del più popolare tra i social netword): lo afferma il 42,4% degli iscritti.</p>
<p>Il 54,6% degli utenti fa parte di gruppi di interesse o ha sottoscritto citazioni apparse su facebook, e il 10% ha effettivamente partecipato a eventi sociali, manifestazioni politiche, spettacoli di cui è venuto a conoscenza tramite il social network.</p>
<p>Poco più di un utente su quattro constata che da quando si è iscritto a facebook tende a dedicare meno tempo ad altre attività (il 26,8%) e tale sensazione è maggiormente percepita dalle donne (il 32,2%) e dalle persone meno istruite (il 31,2%).</p>
<p> Fonte:<br />
 http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/censis-comunicazione/censis-comunicazione/censis-comunicazione.html</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Censis: gli italiani leggono ancora meno libri. Davvero colpa di Facebook?]]></title>
<link>http://gruppodilettura.wordpress.com/2009/11/19/censis-gli-italiani-leggono-ancora-meno-libri-davvero-colpa-di-facebook/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 15:30:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>luiginter</dc:creator>
<guid>http://gruppodilettura.wordpress.com/2009/11/19/censis-gli-italiani-leggono-ancora-meno-libri-davvero-colpa-di-facebook/</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; stato presentato questa mattina l&#8217;ottavo rapporto del Censis sulla comunicazione. A p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>E&#8217; stato presentato questa mattina l&#8217;ottavo rapporto del Censis sulla comunicazione. A parte la sottolineatura sulla popolarità di Facebook, informazione su cu si stanno accanendo tutti  i media, il dato che interessa più noi è &#8211; ovviamente &#8211; quello sulla <strong>lettura dei libri</strong>.<br />
Il dato è in peggioramento rispetto alla precedente rilevazione del 2007. </p>
<p>Così si esprime il Censis:</p>
<blockquote><p>In leggera flessione anche la lettura dei libri, che era cresciuta per tutto il decennio, raggiungendo il 59,4% nel 2007, per ripiegare poi al <strong>56,5% nel 2009</strong>. La flessione si presenta tra uomini e donne, soggetti più istruiti e meno scolarizzati, <strong>per cui è difficile non considerarla collegata alla congiuntura economica</strong> (del resto, <strong>anche tra i lettori diminuisce leggermente il numero medio dei libri letti nell’anno</strong>: altro sintomo della ricerca di risparmiare). Però non manca uno spiraglio di ottimismo, perché <strong>tra i giovani il numero dei lettori aumenta</strong>, anche se di poco, passando dal 74,1% al 75,4%.<br />
Sintesi del Rapporto, pag. 5</p></blockquote>
<p>(Ricordo che per il Censis si rientra fra quel 56,5 % di Lettori <strong>se si legge almeno un libro all&#8217;anno</strong>)<br />
<!--more--><br />
Altra informazione per noi rilevante è il fatto che, secondo il Censis, la crescita di popolarità di Facebook è a scapito della lettura dei libri<br />
Il 42,4% degli iscritti a Facebook che avvertono di dedicare meno tempo ad altre attività cita proprio la lettura dei libri come attività cui hanno sottratto tempo.</p>
<p>Infine: anche dal punto di vista linguistico, è interessante come il Censis definisca la situazione dell&#8217;uso e consumo dei media da parte degli italiani:<br />
&#8220;Press divide&#8221;:<br />
<em>Nasce il press divide: i mezzi a stampa fuori dalla «dieta mediatica» del 39,3% degli italiani</em> , è il titolo del comunicato stampa di sintesi del rapporto.<br />
Questo il passaggio chiave:</p>
<blockquote><p>Se il digital divide si sta attenuando, <strong>il press divide invece aumenta</strong>, visto che nel 2006 era il 33,9% degli italiani a non avere contatti con i mezzi a stampa, mentre nel 2009 si è arrivati al 39,3% (+5,4%). Ad aumentare negli ultimi anni l’estraneità ai mezzi a stampa, e in misura rilevante, sono stati i giovani (+10%), gli uomini (+9,9%) e i più istruiti (+8,2%), cioè i soggetti da sempre ritenuti il traino della modernizzazione del Paese.</p></blockquote>
<p>per approfondire:</p>
<p>- <a href="http://www.censis.it/277/372/6697/6935/6956/6958/content.asp">Nasce il press divide: i mezzi a stampa fuori dalla «dieta mediatica» del 39,3% degli italiani</a></p>
<p>- <a href='http://gruppodilettura.wordpress.com/files/2009/11/censis-rapporto-media09.pdf'>La sintesi dell&#8217;ottavo Rapporto Censis sulla comunicazione, in Pdf</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LIBERI&amp;LIBRI#42]]></title>
<link>http://scegligesu.wordpress.com/2009/11/18/liberilibri42/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 14:58:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>scegligesu</dc:creator>
<guid>http://scegligesu.wordpress.com/2009/11/18/liberilibri42/</guid>
<description><![CDATA[Immaginatevi al calduccio, accanto al camino con il vostro libro in mano a godervi le basse temperat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Immaginatevi al calduccio, accanto al camino con il vostro libro in mano a godervi le basse temperature invernali <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
Bè per chi non ha il camino può sedersi vicino al termosifone o alla stufa.. e chi non ha neanche quelli può tuffasi sotto le coperte.. e insomma, basta scuse!<br />
<span style="text-decoration:underline;"><strong>Leggete e basta!</strong></span> <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://scegligesu.files.wordpress.com/2008/07/libricorn.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" src="http://scegligesu.files.wordpress.com/2008/07/libricorn.jpg?w=273&#038;h=50" alt="" width="273" height="50" /></a><span style="color:#800000;"><strong>CHARLES FINNEY<br />
SULLA POTENZA SPIRITUALE</strong></span></p>
<p><a href="http://scegligesu.wordpress.com/files/2009/11/libro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2947" title="libro" src="http://scegligesu.wordpress.com/files/2009/11/libro.jpg" alt="" width="91" height="129" /></a>Il libro di questa settimana, è semplicemente la raccolta di 30 penetranti meditazioni di un predicatore dell’800, il cui messaggio risuona ancora oggi con maggiore forza.<br />
Il suo nome è Charles Finney, e già in quegli anni affrontava il tema della potenza spirituale in termini che anche oggi, per molti possono sembrare rivoluzionari, ma non sono altro che concetti basilari del cristianesimo.<br />
Libro consigliato a tutti, per riflettere su un tema forse troppo trascurato, ma su quale nel nuovo testamento si pone molto l’accento(1° Cor. 4:19), perché il regno di Dio non consiste in parole ma in Potenza!(1° Cor. 4:20).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Che figuraccia!]]></title>
<link>http://tascla.com/2009/11/17/che-figuraccia/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 13:48:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>tascla</dc:creator>
<guid>http://tascla.com/2009/11/17/che-figuraccia/</guid>
<description><![CDATA[Guarda questo spot pubblicitario di una compagnia aerea norvegese. Cosa ne pensi? Situazioni imbaraz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Guarda questo spot pubblicitario di una compagnia aerea norvegese. Cosa ne pensi?</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ZA0MPTLSnu0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/ZA0MPTLSnu0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><strong>Situazioni imbarazzanti. Se ci ripenso vorrei sprofondare&#8230; </strong></p>
<p><em>(Da margherita.net)</em></p>
<p>Ognuno di noi conserva ben impresse e altrettanto ben nascoste nella memoria delle situazioni assolutamente, estremamente, indelebilmente imbarazzanti che non vorremmo mai aver vissuto. Il solo pensiero ci fa venire i brividi. Così tanto che anche se non le abbiamo vissute noi in prima persona, il solo sentirle raccontare ci fa venire lo stesso i brividi. […]</p>
<p>Eccovi tre storie imbarazzanti …</p>
<p><em>Clicca qui sotto per continuare &#8230;</em></p>
<p><em><!--more--><br />
</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>(Da margherita.net)</em></p>
<p>A) Questa è capitata ad una mia amica. Ristorante, torna dal bagno. Mentre torna al nostro tavolo noto che gli altri clienti del ristorante si contorcono dalle risate&#8230; aveva un metro e mezzo di carta igienica che le usciva dalla minigonna&#8230; sono stata male per un mese &#8211; per lei &#8211; al solo ripensarci.</p>
<p>B) Serata tra amici. Mi ero disegnata e confezionata la gonna in seta. Contentissima del risultato, unico neo la chiusura che mancava del bottoncino. In pratica confidavo nella tenuta della zip. Ed avevo fatto male! Nel bel mezzo della serata la zip si apre e mi ritrovo in mutande in mezzo a tutti. Avrei voluto morire, sprofondare, scomparire dal pianeta&#8230; <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> </p>
<p>C) un mio amico: prima esperienza di lavoro da consulente, riunione col cliente (una decina di persone), lui impacciato e un po&#8217; impreparato&#8230;era raffreddato. Fa un salto in bagno per prendere alla veloce dei tovagliolini di carta da usare come fazzoletti&#8230;durante la riunione starnutisce, tira fuori il fazzoletto dalla tasca, lo scuote&#8230;.era il copriasse di carta per il water! Tutti a fissarlo!</p>
<p><strong>COMPRENSIONE GLOBALE. </strong>Associa le immagini seguenti con le tre storie A, B e C:</p>
<p><a href="http://tascla.wordpress.com/files/2009/11/bottone.png"><img class="alignleft size-full wp-image-659" title="BOTTONE" src="http://tascla.wordpress.com/files/2009/11/bottone.png" alt="" width="100" height="131" /></a><a href="http://tascla.wordpress.com/files/2009/11/carta-ig.png"> <img class="size-full wp-image-660 alignnone" title="CARTA IG" src="http://tascla.wordpress.com/files/2009/11/carta-ig.png" alt="" width="151" height="137" /></a><a href="http://tascla.wordpress.com/files/2009/11/carta-wc.png"> <img class="size-full wp-image-661 alignnone" title="CARTA WC" src="http://tascla.wordpress.com/files/2009/11/carta-wc.png" alt="" width="156" height="126" /></a></p>
<p><strong>DOMANDE. </strong>Vero o falso?</p>
<p>1. Nella prima storia la ragazza non si accorge che le è rimasta attaccata la carta igienica. Vero o falso?</p>
<p>2. Nella seconda storia alla ragazza cadono i pantaloni. Vero o falso?</p>
<p>3. Nella terza storia il ragazzo scambia la carta che serve per coprire il water per una salvietta. Vero o falso?</p>
<p><strong>ANALISI LESSICALE.</strong> Cerca nel testo le parole mancanti delle frasi seguenti.</p>
<p>Se ci ripenso vorrei _____________</p>
<p>Il solo pensiero ci fa venire i ______________</p>
<p>Sono stata _________ per un mese &#8211; per lei &#8211; al solo ripensarci</p>
<p>Avrei voluto __________, sprofondare, ____________ dal pianeta</p>
<p><strong>LA PILLOLA DI GRAMMATICA.</strong> Guarda i tre avverbi di modo seguenti:</p>
<p>assolutamente</p>
<p>estremamente</p>
<p>indelebilmente</p>
<p>Quali sono gli aggettivi da cui si formano?  Sugli avverbi guarda questo link interessante:  <a href="http://www.loescher.it/studiareitaliano/download/Scheda36_Avverbi.pdf">AVVERBI</a></p>
<p>N.B. c&#8217;è solo da aggiungere che anche gli avverbi che finiscono in -RE perdono la -E. Ad esempio: regolare &#8211; regolarmente</p>
<p>&#160;</p>
<p><strong>SCRIVERE</strong>. Racconta in un commento la tua storia imbarazzante.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mankell, Wallander e I cani di Riga]]></title>
<link>http://ziopeee.wordpress.com/2009/11/17/mankell-wallander-e-i-cani-di-riga/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 10:39:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>ziopeee</dc:creator>
<guid>http://ziopeee.wordpress.com/2009/11/17/mankell-wallander-e-i-cani-di-riga/</guid>
<description><![CDATA[Ho finito I cani di Riga. &#8230;.. Non so che dirvi. &#8230;.. Non so se sono rimasto deluso, perch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>Ho finito <em><strong>I cani di Riga</strong></em>.<br />
&#8230;..<br />
Non so che dirvi.<br />
&#8230;..<br />
Non so se sono rimasto deluso, perché dal suo primo libro gli indizi di un ottimo scrittore  superavano ogni aspettative.<br />
<a href="http://www.anobii.com/peppepis/books" target="_blank"><strong><em>I cani di Riga</em></strong></a> è stato un libro faticoso. A tratti noioso. E poi Wallander, che si innamora perdutamente come un ragazzino alle prime armi, di qualsiasi gentildonna che si t difficoltà. Non so bene ma credo che quest&#8217;opera sia stata un errore per Mankell. Solo la parte finale mi ha portato a finire il libro. Eppoi l&#8217;attesa alla risposta di portare la vedova in Svezia mi è sembrato uno stillicidio e una follia la stessa proposta.<br />
Mah ci provo con il <a href="http://www.marsilioeditori.it/rassegna-stampa/libro/3178721-la-leonessa-bianca" target="_blank">terzo</a> e vi saprò dire, o desisto?</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Test psicologico 1]]></title>
<link>http://tascla.com/2009/11/17/test-psicologico-1/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 09:48:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>tascla</dc:creator>
<guid>http://tascla.com/2009/11/17/test-psicologico-1/</guid>
<description><![CDATA[Image: SS Photography / FreeDigitalPhotos.net TEST. Leggi e rispondi. È la storia di una ragazza. Al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_576" class="wp-caption alignnone" style="width: 370px"><a href="http://www.freedigitalphotos.net/images/view_photog.php?photogid=474" target="_blank"><img class="size-full wp-image-576" title="photo_5562_20090404" src="http://tascla.wordpress.com/files/2009/11/photo_5562_20090404.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a><p class="wp-caption-text">Image: SS Photography / FreeDigitalPhotos.net</p></div>
<p><strong>TEST. Leggi e rispondi.</strong></p>
<p>È la storia di una ragazza. Al funerale della madre la ragazza vede un ragazzo. Lei si innamora follemente di lui ma non riesce a rivolgergli nemmeno una parola. Qualche giorno più tardi la ragazza uccide la sorella. Perché?</p>
<p>Riflettete bene prima di dare la soluzione!</p>
<p>Per leggere la risposta, <em>cliccate qui sotto &#8230;</em></p>
<p><!--more--></p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" width="191">
<tbody>
<tr>
<td align="left" valign="top"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>RISPOSTA</strong>.</p>
<p>La ragazza uccide la sorella solo per rivedere quel ragazzo al nuovo funerale.</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" width="877">
<tbody>
<tr>
<td align="left" valign="top"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>CONCLUSIONI</strong>.</p>
<p>Se avete risposto correttamente, pensate come uno psicopatico.</p>
<p>Questo test è stato utilizzato da uno psicologo americano per capire se una persona avesse o meno una mente criminale. Un buon numero di assassini seriali è stato sottoposto a questo test e ha risposto correttamente alla domanda. Se non avete dato la risposta esatta, molto meglio per voi! Se avete un&#8217;amica o un amico che non vi convince, potete usare questo test e regolarvi di conseguenza &#8230;</p>
<p><strong>DOMANDE. Vero o falso?<br />
</strong></p>
<p>1. Questo non è un vero test ma un gioco. Vero o falso?</p>
<p>2. Molti serial killer danno la risposta corretta. Vero o falso?</p>
<p><strong>GRAMMATICA</strong>. Facciamo una piccola revisione degli articoli indeterminativi. Rileggete le CONCLUSIONI e scrivete i sostantivi a fianco degli articoli qui sotto:</p>
<p>UNA ______________________________</p>
<p>UN&#8217; _______________________________</p>
<p>UN _______________________________</p>
<p>UNO ______________________________</p>
<p>Quando si usa UNO? UN&#8217; (con l&#8217;apostrofo) può essere maschile?</p>
<p>______________________________________________________________________</p>
<pre>SOLUZIONI.
UNA persona / mente
UN' amica
UN buon / amico
UNO psicopatico /psicologo

UNO si usa quando la parola che segue è maschile e comincia per: S+consonante,
Z, PS, Y, GN, X

UN' è solo femminile</pre>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" width="886">
<tbody>
<tr>
<td align="left" valign="top"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Editoria allo staccio continua con "Infanzia di sogno e grande letteratura" il 26 novembre a Villa Montalvo]]></title>
<link>http://campibisenzio.wordpress.com/2009/11/17/editoria-allo-staccio-continua-con-infanzia-di-sogno-e-grande-letteratura-il-26-novembre-a-villa-montalvo/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 07:26:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>campibisenzio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ancora un&#8217;incontro rivolti ai bibliotecari dal titolo Editoria allo Staccio, giunti ormai alla]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Ancora un&#8217;incontro rivolti ai bibliotecari dal titolo Editoria allo Staccio, giunti ormai alla quinta serie.Giovedì 26 novembre 2009, Adalinda Gasparini presenta &#8220;Infanzia di sogno e grande letteratura&#8221;, dal Brutto Anatroccolo al Piccolo Principe: una lettura psicoanalitica.<br />
Il Brutto Anatroccolo aiuta il bambino rifiutato a sperare di sbocciare da grande, o permette al genitore di amare il figlio non per quello che è, ma per qualcosa che potrebbe diventare, ma che non è? E il Piccolo Principe, permette di sognare e progettare un mondo più bello, dove si può essere sinceri e dove i propri disegni verranno compresi, oppure invita ad allontanarsi dalla vita quotidiana con le sue opacità dolorose, magari con l&#8217;aiuto di un serpente che manda in cielo?<br />
Molti sogni, oggi più che mai, hanno trovato rifugio nella stanza dei bambini: sono utili per crescere, per diventare adulti ancora capaci di sognare, o ci prendono in ostaggio, perché l&#8217;infanzia deve sostenere la speranza che i &#8220;grandi&#8221; hanno perduto?<br />
Il bambino polimorfo perverso di Freud ha una grazia irresistibile unita a spinte distruttive. L&#8217;adulto troppo spesso lo idealizza in un&#8217;immagine innocente e rimuove quanto lo disturba o lo interroga in modo impertinente, condannando queste spinte a restare senza nome, ma non senza effetti.<br />
La lettura psicoanalitica di alcuni capolavori ci permetterà di vedere che non avendo un significato univoco, come i sogni notturni, ci parlano sia del rischio radicale che della bellezza dei bambini che abbiamo da crescere e dei bambini che siamo stati.<br />
L&#8217;incontro, promosso dal Centro regionale di servizi per le biblioteche per ragazzi toscane in collaborazione con la Regione Toscana, si svolgerà presso la Biblioteca di Villa Montalvo, via di Limite 15, Campi Bisenzio, dalle ore 9.30 alle 12.30.<br />
Gli incontri, sono rivolti a bibliotecari, operatori che lavorano nel campo dei libri per bambini e ragazzi, insegnanti ed educatori, si svolgono <strong>presso la Biblioteca di Villa Montalvo a Campi Bisenzio dalle ore 9.30 alle 12.30. La partecipazione è gratuita</strong>, previa iscrizione che può essere fatta on-line.<br />
<span style="text-decoration:underline;">Segreteria e iscrizioni</span>: <strong>Idest srl </strong>- Via Ombrone 1, 50013 Campi Bisenzio – Tel. 055 8944307-055 8966577 – Fax 055 8953344 convegni@idest.net<br />
Biblioteca di Villa Montalvo. Centro regionale di servizi per le biblioteche per ragazzi – Via di Limite 15 – 50013 Campi Bisenzio (FI) – Tel. 055 8959600 – Fax 0558959601<br />
Sito Web: http://www.comune.campi-bisenzio.fi.it/biblioteca – E-mail: biblio.centroregionale@comune.campi-bisenzio.fi.it</p>
<p style="text-align:center;"><a title="Come raggiungere la sede del seminario" href="http://www.comune.campi-bisenzio.fi.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1514" target="_blank">Come raggiungere la sede degli incontri</a><br />
<a title="Dove dormire a Campi Bisenzio" href="http://www.comune.campi-bisenzio.fi.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/649" target="_blank">Dove dormire a Campi Bisenzio</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
