<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>liberta &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/liberta/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "liberta"</description>
	<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 12:09:21 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Dio e dio.]]></title>
<link>http://osare.wordpress.com/2009/11/29/dio-e-dio/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 11:21:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>osare</dc:creator>
<guid>http://osare.wordpress.com/2009/11/29/dio-e-dio/</guid>
<description><![CDATA[“Sei venuto al mondo con a disposizione un solo respiro. Vite legati a fogli di carta: da quando nas]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>“Sei venuto al mondo con a disposizione un solo respiro. Vite legati a fogli di carta: da quando nasci a dopo che muori. Cerchi un senso, trovi un senso. Scopri che sembrava vero ma era un trucco. Tutti tentano di trovare la loro strada, tu trovi La strada. Un uomo si alza quando fuori è buio, nemmeno gli animali lo fanno. Sogni rampicanti sulle rovine del Rockfeller Center e vedi anime spente a Piazza Affari. Il novantotto per cento della nostra società vale molto meno di un numero. Un’equazione senza personalità può cambiare chi sei. Io non pretendo niente, ho un solo desiderio per te: che tu sopravviva. Non si tratta di vita o di morte, non si tratta di quando e come lascerai la realtà, ma devi sempre restare vivo: restare libero.”<br />
Questo mi aveva detto mio padre, forse con altre parole, forse senza tenermi in braccio, e probabilmente non aveva nemmeno aperto la bocca, ma l’importante era averlo sognato. Mio padre non mi ha dato una vera educazione, sarei uno schiavo anch’io se l’avesse fatto.</p>
<p>Altri dieci chilometri di marcia.</p>
<p>Lui non era un uomo qualsiasi, aveva un sogno, aveva un ideale e, cosa che lo distingueva da chiunque altro, era riuscito a non farsi possedere dal suo sogno e dal suo ideale. È morto sotto le rovine di un palazzo, è entrato dopo l’esplosione e ha salvato quattro persone. Qualche mese dopo aveva fatto molto più che estrarre i loro corpi dalle macerie: li aveva resuscitati, rendendoli finalmente vivi, regalandogli un altro respiro, un altro e poi un altro ancora: solo quando perdi ogni cosa incominci veramente a vivere.</p>
<p>Come serpi, attendiamo il momento per colpire. Se uno di noi muore sarà come se non fosse mai esistito, sfuggirà all’equazione, ne sarà cancellato: un grande onore. Siamo inconoscibili, intoccabili, esistiamo solo per brevi periodi di tempo e per i nostri compagni. Cinque ombre, per salvare il culo a un politicante bastardo, figlio e padre di anime mai nate, se arriveremo alla fine lui risorgerà, e finalmente avrà un anima oltre ad un portafoglio. Cinque ombre: ci ha salvati mio padre, è morto per salvarci, io sono il suo sangue, l’unico che non ha salvato da quel palazzo. Io sono libero da sempre: la sua più grande speranza.</p>
<p>Ha un cappuccio sul volto, vogliono che legga un foglio mentre lo filmano, queste cose le avrà viste in televisione, sa bene che lo ammazzeranno in ogni caso, e così sceglie di essere un eroe, con atteggiamento di chi segue l’onore afferma di preferire la morta al piegarsi verso i suoi carnefici.<br />
Non è onore, l’onore è morto nei campi di battaglia attorno le mura di Troia, è morto quando Socrate è divenuto concime per i campi, pochi uomini hanno conosciuto l’onore, nessuno ha scelto di farlo.</p>
<p>Noi non siamo eroi, siamo feccia, parassiti, pattumiera ai bordi delle strade, ma quell’uomo domani mattina sarà vivo per la prima volta nella sua esistenza.<br />
Siamo come Gesù Cristo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'avvento della società spiona]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/29/lavvento-della-societa-spiona/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 10:30:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/29/lavvento-della-societa-spiona/</guid>
<description><![CDATA[. di ILVO DIAMANTI . // POCHI GIORNI fa l&#8217;amministrazione di una località in provincia di Mant]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://www.smanettona.it/archivio-immagini/la%20spia.jpg/image_preview" alt="http://www.smanettona.it/archivio-immagini/la%20spia.jpg/image_preview" /></p>
<p>.</p>
<p><strong><em>di <span style="color:#ea0000;">ILVO DIAMANTI</span></em></strong></p>
<h3><!-- fine FIRMA --><!-- fine SOMMARIO --></h3>
<p>.</p>
<div id="adv160x600r">// </div>
<div id="testo"><!-- inizio TESTO --> <span style="color:#ea0000;"><strong>POCHI GIORNI fa l&#8217;amministrazione</strong></span> di una località in provincia di Mantova, governata da una coalizione Lega-Pdl, ha invitato i cittadini, con manifesti eloquenti, a denunciare i clandestini che risiedono entro i confini comunali. D&#8217;altronde, un&#8217;esortazione analoga era stata rivolta ai medici ospedalieri, in una versione preliminare del &#8220;pacchetto sicurezza&#8221; presentata dal governo. Segni di una marcia inarrestabile, che conduce &#8211; anzi: ci ha già immersi &#8211; in un mondo nuovo. La società spiona. Che tutti sono chiamati a costruire, rafforzare, estendere. In nome della sicurezza.<br />
.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>È strano, questo orientamento,</strong></span> perché contrasta con il pensiero unico dell&#8217;epoca, che ha come riferimenti la libertà e l&#8217;individuo. Riassunti nella libertà individuale. Ancora oggi, reclamata come valore irrinunciabile della nostra civiltà. Liberale (appunto) e liberata da ogni totalitarismo. Tanto più dopo il passaggio dalla comunità tradizionale alla metropoli. Fino alla nascita della &#8220;società in rete&#8221;, di cui parla Manuel Castells. Dove le relazioni avvengono a distanza, senza vincoli di spazio e di tempo. A dispetto di ciò, oggi il paradigma dominante si ispira alla sicurezza. Reclama il controllo sociale. Affidato non più alla comunità, ma agli individui stessi. Oppure allo stato. O ancora: al mercato.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Ciascuno è, dunque,</strong></span> chiamato a difendere se stesso, la famiglia: dagli altri, da ogni altro. Mentre, fra i cittadini, c&#8217;è ampia disponibilità a delegare alle istituzioni pubbliche e ad agenzie private il compito di difenderli. A costo di cedere porzioni crescenti della nostra libertà personale. D&#8217;altronde, il territorio desertificato delle nostre infinite periferie urbane è controllato dai sistemi di videosorveglianza.<br />
<!--inserto--></p>
<div id="adv180x150m"><!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --> <!--script language="javascript" type="text/javascript"&#62;OAS_RICH('Middle');&#60;/script--><br />
<!-- Template Id = 1 Template Name = Banner Creative (Flash) --> <!-- Copyright 2002 DoubleClick Inc., All rights reserved. --> <a TARGET="_blank" HREF="http://ad-emea.doubleclick.net/click%3Bh=v8/38f4/17/b6/%2a/z%3B219806767%3B0-0%3B0%3B42419831%3B4307-300/250%3B34303194/34321072/1%3B%3B%7Esscs%3D%3fhttp://oas.repubblica.it/5c/repubblica.it/nz/politica/interna/973300572/Middle/OasDefault/AMREF_nov09_NwInf_SqIn_231109/AMREF_INFO_SQUARE_nov09.html/35643230653737333462306437393030?http://www.amref.it/locator.cfm?pageID=2095"><img SRC="http://s0.2mdn.net/2197348/300x250_Sostegno_distanza.gif" alt="" BORDER="0"/></a></div>
<div>.</div>
<div><span style="color:#ea0000;"><strong>Telecamere dovunque,</strong></span> che registrano i nostri passi e i nostri passaggi. Soggetti pubblici e privati ci spiano e filmano tutti, dappertutto. Davanti agli sportelli bancari, nei supermercati, nei giardini pubblici, nei parcheggi sotterranei e all&#8217;aperto. Senza sollevare grandi timori, fra i cittadini. Al contrario. Come rileva un&#8217;indagine di Demos-Unipolis, condotta nelle scorse settimane (per l&#8217;Osservatorio su &#8220;Sicurezza, percezione e informazione&#8221;), circa nove italiani su dieci sono favorevoli ad &#8220;aumentare la sorveglianza con telecamere in strada e nei luoghi pubblici&#8221;. Circa uno su due: a &#8220;consentire al governo di monitorare le transazioni bancarie&#8221;. Infine, uno su tre: a &#8220;rendere più facile per le autorità leggere la posta, le e-mail o intercettare le telefonate senza il consenso delle persone&#8221;.<br />
.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>Insomma, spioni e spiati,</strong></span> senza troppa angoscia, senza troppi dubbi. È il clima del tempo. Favorito dai media e dalle tecnologie. Evocare Orwell è fin troppo facile. Visto che il Grande Fratello è divenuto un format televisivo di successo globale. Archetipo di tutti i reality show. Il GF, dove i concorrenti stanno rinchiusi in una casa, ciascuno da solo contro tutti gli altri, come ha osservato Bauman. Mentre il mondo fuori li spia, a (tele) comando. Una società allo specchio, fatta di spettatori che apprendono l&#8217;arte di arrangiarsi, di guardare e di guardarsi. Dagli altri. Non a caso 7 italiani su 10 dicono che occorre cautela nel rapporto con gli altri; che ti potrebbero fregare (sondaggio Demos, novembre 2009). Dunque: ciascuno per proprio conto. Sottoposto a un &#8220;controllo continuo&#8221;, in un presente istantaneo e dilatato (per evocare Deleuze).<br />
.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>D&#8217;altronde, le nuove tecnologie </strong></span>della comunicazione rendono possibile ogni intrusione nel privato, immediatamente (senza mediazione). E lo rendono, anzi, di pubblico dominio. Ogni cellulare è dotato di videocamera e di apparecchio fotografico. Per cui ciascuno può riprendere chiunque, in ogni luogo. Riversarne le immagini in rete. In tempo reale. E tutti possono essere spiati e ascoltati ovunque, da soggetti pubblici ma anche privati. Per motivi di sicurezza, ma anche di interesse. Visto che le informazioni private e personali hanno un valore di mercato crescente.<br />
.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>Così avviene il paradosso </strong></span>della perdita di libertà prodotta dalla conquista della libertà. Perché la comunicazione è libertà, Internet è libertà. Come è possibile ribellarsi, opporsi, semplicemente criticare: senza apparire &#8220;nemici&#8221; della libertà? Nostalgici del tempo passato? Tuttavia, lo sconfinamento fra società della comunicazione e della sorveglianza; fra società in rete e spiona: è continuo e pervasivo. Questa tendenza ha da tempo contaminato la politica. Basta pensare, per ultimi, ai grandi &#8220;affaires&#8221; degli ultimi mesi. Berlusconi, Marrazzo. Fino alle indiscrezioni sulla Mussolini. Filmati, video, telefonate, servizi fotografici.<br />
.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>Chissà quanti altri capitoli</strong></span> in preparazione o già predisposti, sul punto di irrompere, in questa saga della società spiona. Che ha, da tempo, un organo ufficiale autorevole, pubblicato &#8211; ovviamente &#8211; in rete, la cui testata recita &#8211; ovviamente &#8211; DagoSpia. Così rischiamo di scivolare, rapidamente, lungo la deriva delatoria senza accorgercene. E di subirla senza quasi combattere. Assuefatti, più che sopraffatti.<br />
.<br />
<!-- do nothing --> <span style="color:#ea0000;"><strong>Spinti dalla &#8220;società spiona&#8221;, </strong></span>dove i confini tra privato e pubblico, fra noi e gli altri si confondono, anche nella vita quotidiana. Dove ciascuno si rinchiude nel (e si maschera da) privato anche in pubblico; quando è con gli altri. Dove ciascuno è osservato dagli altri e sorvegliato dal pubblico, anche nel privato. Quando si illude di essere solo. Dove tutti &#8211; o quasi &#8211; indossano occhiali scuri. Non per difendersi dalla luce abbagliante. (Molti li portano anche di sera, perfino di notte). Ma dagli altri. Per guardare senza essere guardati. Per puntare gli occhi sugli altri senza che gli altri possano vedere i nostri occhi. La società spiona: in nome della sicurezza rischia di trasformarci in nemici. Non solo degli Altri. Ma anche di noi stessi.</div>
<div>.</div>
<div><strong>29 novembre 2009</strong></div>
<div>.</div>
<div>fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/mappe-diamanti/mappe-diamanti/mappe-diamanti.html?rss" target="_blank"> http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/mappe-diamanti/mappe-diamanti/mappe-diamanti.html?rss</a></div>
<div>&#8230;</div>
<p><!--/inserto--></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cristianesimo:Identità tra perdono ed intolleranza]]></title>
<link>http://goodmorningumbria.wordpress.com/2009/11/29/cristianesimoidentita-tra-perdono-ed-intolleranza/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 09:55:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>goodmorningumbria</dc:creator>
<guid>http://goodmorningumbria.wordpress.com/2009/11/29/cristianesimoidentita-tra-perdono-ed-intolleranza/</guid>
<description><![CDATA[Papa Benedetto XVI Vangelo è il luogo in cui certezza e dubbio vengono sotterrati da una manciata di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1719" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://goodmorningumbria.wordpress.com/files/2009/11/benedetto-xvi.jpg"><img class="size-full wp-image-1719" title="benedetto XVI" src="http://goodmorningumbria.wordpress.com/files/2009/11/benedetto-xvi.jpg" alt="" width="300" height="368" /></a><p class="wp-caption-text">Papa Benedetto XVI</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Vangelo è il luogo in cui certezza e dubbio vengono sotterrati da una manciata di libertà personale</strong></p>
<p>di Massimo Capacciola<strong><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>La più grande preoccupazione dei teologi è quella di trovare una collocazione al cristiano nel mondo: strana preoccupazione in verità perché il Vangelo ci insegna che il cristiano non vi ha alcun ruolo. La paurosa estromissione dall’orizzonte della relazione umana dell’opzione cristiana, oggi come non mai, percepita come retaggio metafisico fuori tempo massimo, ha reso sterile, opaca ed inutilizzabile la categoria etica dell’accoglienza e della comprensione. Oggi, l’opinione pubblica (l’unica e vera macchina omologante di neutrale irresponsabilità)  preferisce al confutare lo spaventare; allo stigmatizzare il tollerare; al consigliare il pretendere; si preferisce cioè attuare una tattica grossolana di lenta ed inesorabile estraniazione del soggetto dalla propria responsabilità per poterne poi disporre esaltare, avvilire a seconda dell’utile. Il mio Vangelo però è per pochi; è il luogo in cui certezza e dubbio vengono sotterrati da una manciata di libertà personale: guerra privata contro l’effimero divenuto certezza; una solitaria inquietudine cinetica contro l’angoscia costante della folla! Il lento passo dello spirito lascia tracce pesanti nella coscienza spaesata del multiculturalismo e del relativismo: quello che si profila essere il dimissionamento della “ragionevolezza della fede” dalla coscienza occidentale si rivela sempre più  come una disfatta globale della “humanitas” giudeo-cristiana. A volte l’uomo crede che la sua impotenza sia la misura di tutte le cose per cui, con Gomez Dàvila, dico che l’unica possibilità di salvarci stia nell’ingiustizia di Dio! Nonostante tutto credo che la sana ed onesta ironia, quel sagace e screanzato squilibrio del cervello con cui Peguy e Chesterton hanno foderato i confessionali di tutte le chiese del mondo, è la sola arma tattica contro il finto moralismo laicista ed il neo clericalismo ateo da una parte e la terribile intolleranza islamica con la sua “ fatwa al tritolo “, sperando che i nipotini di Nietzsche e i fratelli Musulmani si daranno la mano in una piazza della Libertà di qualunque città del mondo. Dice Papa Ratzinger :” nella Verità, la pace!”. Occorre sperarlo anche se dipendere solo dalla volontà di Dio è la nostra vera autonomia.  Servirebbe, adesso! non domani,  una certa negligenza della legge, una anomalia disarmonica del volto che si atteggi a riso o almeno a sorriso! Ecco, quasi una sorta di sentire superiore. Mettiamoci pure in ginocchio! Umiliamoci per amare meglio! Ma intanto, contro lo scetticismo delle Civiltà, contro chi pretende classificare perfino la santità, sorridiamo nel cuore perché verrà un giorno in cui l’uomo non sorriderà più. Dopo di quel giorno  <em>“…la grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato e tutto diventerà un credo: sarà una posizione ragionevole negare le pietre della strada e diventerà un dogma religioso riaffermarle. Vivremo razionalmente addormentati e misticamente svegli. Fuochi verranno accesi per testimoniare che due più due fa quattro; spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate; ci troveremo a difendere l’incredibile sensatezza e le virtù della vita umana:  noi saremo tra coloro che hanno visto eppure hanno creduto”</em>. Noi, appunto! Noi chi?</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>VUOI ESSERE AMICO DI GOODMORNINGUMBRIA?</p>
<p>scrivi a <a href="mailto:redazione@goodmorningumbria.it"><strong>redazione@goodmorningumbria.it</strong></a></p>
<p>————————————————————————————————————————</p>
<p><strong>HOTEL RISTORANTE LA ROSETTA****</strong></p>
<p>Centro Storico di Perugia  p. Italia tel. 075 5720841</p>
<p><a href="mailto:larosetta@perugiaonline.com">larosetta@perugiaonline.com</a></p>
<p>————————————————————————————————&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong>“C’ERA UNA VOLTA” – GIOCATTOLI</strong></p>
<p>di Lorena Tega</p>
<p>PROSSIMA APERTURA Via Vittorio Veneto – Gualdo Tadino</p>
<p>tel. 075 9140664</p>
<p>————————————————————————————————————————</p>
<p><strong>OTTO Abbigliamento Donna</strong></p>
<p>di Maurizio Giorgelli</p>
<p>via Bonazzi 8 Perugia tel. 075 5729084</p>
<p>————————————————————————————————————————</p>
<p><strong>PARAFARMACIA EMALFARMA</strong></p>
<p>di Emanuela Coreno e C.</p>
<p>via Settevalli 208/b  Perugia  tel. 075 5004777</p>
<p>————————————————————————————————­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La dernière bêtise (à la mode de chez nous)]]></title>
<link>http://danilla.wordpress.com/2009/11/29/la-derniere-betise-chez-nous/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 09:48:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>danilla</dc:creator>
<guid>http://danilla.wordpress.com/2009/11/29/la-derniere-betise-chez-nous/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;espressione francese rende meglio l&#8217;idea, visto che ormai siamo oltre le normali ordin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L&#8217;espressione francese rende meglio l&#8217;idea, visto che ormai siamo oltre le <em>normali</em> ordinanze pazze e/o creative.<br />
Il luogo è <strong>Favara</strong> (Agrigento).  L&#8217;oggetto è il linguaggio del corpo abitualmente utilizzato in caso di <strong>funerali</strong>.  Il risultato dell&#8217;ennesima <a title="repubblica - ordinanza Favara" href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/nuova-influenza-7/divieto-di-cordoglio/divieto-di-cordoglio.html" target="_blank"><strong>ordinanza</strong></a> di un sindaco è che sarà proibito condividere il lutto e il dolore in modo <em>fisico</em>.<br />
Però c&#8217;è tempo fino al 10 dicembre per adeguarsi alla nuova regolazione dei sentimenti.</p>
<p>Che poi  il riferimento alle <em>bestie</em> mi pare consono a questo ultimo effetto della doppia, o magari tripla,  sindrome da decoro/sicurezza + &#8216;influenza suina.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Come quando Ulisse dovette tornare a casa, un mare a forma di dslam .]]></title>
<link>http://pistulunestaminchiazza.wordpress.com/2009/11/29/come-quando-ulisse-dovette-tornare-a-casa-un-mare-a-forma-di-dslam/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 03:54:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>openmusk</dc:creator>
<guid>http://pistulunestaminchiazza.wordpress.com/2009/11/29/come-quando-ulisse-dovette-tornare-a-casa-un-mare-a-forma-di-dslam/</guid>
<description><![CDATA[giovedì 26 novebre 2009 , l&#8217;epopea si conclude . Dopo quasi un mese di cirrosi epatica da part]]></description>
<content:encoded><![CDATA[giovedì 26 novebre 2009 , l&#8217;epopea si conclude . Dopo quasi un mese di cirrosi epatica da part]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Libertà]]></title>
<link>http://bergamottorosso.wordpress.com/2009/11/28/liberta/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 22:59:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>salvadoralex</dc:creator>
<guid>http://bergamottorosso.wordpress.com/2009/11/28/liberta/</guid>
<description><![CDATA[Libertà Tutta curva e stanca Quando passi non ti riconosco più Libertà Hai la faccia bianca E i miei]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/1avYEo6lqKA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/1avYEo6lqKA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Libertà</p>
<p>Tutta curva e stanca</p>
<p>Quando passi non ti riconosco più</p>
<p>Libertà</p>
<p>Hai la faccia bianca</p>
<p>E i miei sogni li hai lasciati dentro a un bar</p>
<p>O all’osteria sbocciati all’ombra del frascati</p>
<p>Con quelli nati con la mamma e con papà</p>
<p>Libertà</p>
<p>Son più di vent’anni</p>
<p>Che nei panni di straccione me ne vo</p>
<p>E coi ragazzi come me solo questioni</p>
<p>Mentre i capoccia dividevano i milioni</p>
<p>Libertà</p>
<p>Io ti ho dato tutto</p>
<p>Anche i testi e la mia voglia di cantar</p>
<p>Pensare che volevo fare il violinista</p>
<p>E mi ritrovo a far canzoni da estremista</p>
<p>Libertà</p>
<p>M’hai fregato bene</p>
<p>E coi resti di me stesso eccomi qua</p>
<p>E con la scusa della crisi e del consumo</p>
<p>Qui ci amministrano le nascite ed il fumo</p>
<p>Libertà</p>
<p>T’ho voluto bene</p>
<p>Ed insieme a te volò la bella età</p>
<p>Ma poi ti dissi : Amica sei condizionata</p>
<p>Da quella volta bella mia ti sei negata</p>
<p>Libertà</p>
<p>Come sei invecchiata</p>
<p>Quando passi non ti riconosco più</p>
<p>Libertà come sei cambiata</p>
<p>Quasi quasi penso che non eri tu.</p>
<p style="text-align:right;"><strong>Stefano Rosso </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L come Libertà]]></title>
<link>http://sonostorie.wordpress.com/2009/11/28/l-come-liberta/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 20:47:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>sonostorie</dc:creator>
<guid>http://sonostorie.wordpress.com/2009/11/28/l-come-liberta/</guid>
<description><![CDATA[Bene pubblico, recentemente privatizzato dal Ministero del Tesoro mediante D.L. 25 settembre 2009, n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>Bene pubblico, recentemente privatizzato dal Ministero del Tesoro mediante D.L. 25 settembre 2009, n. 113a poi convertito in legge , D.D.L. n.113bis, recante “disposizioni urgenti in merito di beni e servizi pubblici”.</p></blockquote>
<p>Per saperne di più,  <a href="http://www.imille.org/2009/11/l-come-liberta/" target="_blank">ecco</a> il nostro vocabolario democratico.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lontano]]></title>
<link>http://goasktoalice.wordpress.com/2009/11/28/lontano/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 16:49:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>AlessiaVSAlice</dc:creator>
<guid>http://goasktoalice.wordpress.com/2009/11/28/lontano/</guid>
<description><![CDATA[Persa tra il qui e il fare! Persa tra le alte onde del mondo. In realtà esiste qualcosa di diverso o]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:right;"><span style="color:#8b4513;"><strong>Persa tra il qui e il fare!<br />
Persa tra le alte onde del mondo.</strong></span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#8b4513;"><strong>In realtà esiste qualcosa di diverso oltre il cielo. Qualcosa per cui vale la pena combattere ancora. Qualcosa che salda ben stretti i nostri pensieri fra loro. Li rende leggeri e in grado di volare. Volare lontano. Da quel tocco di colore alle monotone pareti bianche delle nostre mura. La prigione dalla quale tutti dicono di scappare. Ma sono ancora là affacciati alla finestra credendo di essere fuori.</strong></span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#8b4513;"><strong>Lontano lontano lontano&#8230; fin dove il cuore può sperare. Lontano. Oltre qui.</strong></span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#8b4513;"><strong>In realtà siamo diversi dal cielo. E vogliamo ardentemente mischiarci con lui. Vogliamo far volare quello che rimane di dolci pensieri e sparanze. Vogliamo solo andare per poi ritrovare magari noi stessi. La speranza è solo portatrice di gioia. Riempie i nostri cuori goccia dopo goccia. E son le lacrime del cuore quelle. Le stesse lacrime che vengono versate per le emozioni. Ma sono lascrime che vanno lontano queste. Gocce che ci dicono chi siamo. Particelle che appartengono a noi come&#8230; anzi! Più del nostro stesso corpo.</strong></span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#8b4513;"><strong>Ci porta lontano l&#8217;avventura del nuovo e le risate e i passi grandi, fatti per ridere e per avventurarci nell&#8217;asfalto.</strong></span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#8b4513;"><strong>Sogno di andare via col vento. Con le speranze. E i miei sogni. E tutto ciò che può definirmi ancora libera.</strong></span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#8b4513;"><strong>Lo squallore mi ha circondata. Vedere peggio di ciò che già si vede non si può. E&#8217; al limite della realtà. E&#8217; al limite del sogno. Forse bisogna accontentare anche la vista ogni tanto. E farla riposare. E farle notare che i colori non sono standar, che le stagioni sono indipendenti, che il vento veramente porta le speranze sulla sua sella. Basta volerlo vedere.</strong></span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#8b4513;"><strong>La perfezione esiste. Io, nel mio mondo non la vedrò mai.. è questa è l&#8217;unica risposta che fa portare sempre più in alto. Ma gli altri in me vedranno quella luce, quella perfezione. Non saremmo qui se non perfetti. Se non in grado di alzarci dal suolo e di portar la nostra mente lontano. Di poter vedere l&#8217;alba.. insieme. Di potere ridere e scherzare, di poter piangere e soffrire. Di essere in grado di amare&#8230; e di odiare. Non saremmo perfetti se il cielo non fosse blu e se i fiori non sbocciassero quasi all&#8217;improvviso.</strong></span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#8b4513;"><strong>Il testo rimane scritto nelle pagine di un antico manuale.</strong></span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#8b4513;"><strong>Aver paura dell&#8217;oltre deve essere un passato lontano dalla mia portata. Deve essere lasciato chiuso nelle pareti bianche della mia casa. E rimanere lì. E io e la mia volontà libere di viaggiare altrove. Di salire in alto e  lasciarmi cadere e con un salto rimettermi dritta sulle due zampe posteriori. Il bisogno di libertà è più forte di quello di amare. Forse i profeti predicavano la libertà e non l&#8217;amore. L&#8217;amore ci appartiene molto più di quello che pensiamo, fa parte di noi come le mani e i piedi. Non va ricercato ma ascoltato.</strong></span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#8b4513;"><strong>La libertà é quello che bramiamo da sempre. Quello che cerchiamo di reprimere.</strong></span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#8b4513;"><strong>Essere libero è l&#8217;accendere una candela, giocare un pò con la sua fiamma ardente, provare quel dolore e quell&#8217;emozione che ci fa fermare. Spegnere la fiammella. Ritirarci sotto le lenzuola&#8230;</strong></span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#8b4513;"><strong>ssshhhh!! Buonanotte mondo.</strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Polonia: presentata una legge per mettere al bando tutti i simboli del comunismo]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/28/polonia-presentata-una-legge-per-mettere-al-bando-tutti-i-simboli-del-comunismo/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 11:36:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/28/polonia-presentata-una-legge-per-mettere-al-bando-tutti-i-simboli-del-comunismo/</guid>
<description><![CDATA[la nuova norma, se approvata, dovrebbe entrare in vigore a partire dal prossimo anno Chiunque li uti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3>la nuova norma, se approvata, dovrebbe entrare in vigore a partire dal prossimo anno</h3>
<h1><strong><span style="color:#ea0000;">Chiunque li utilizza o ne è in possesso potrebbe rischiare fino a 2 anni di carcere</span></strong></h1>
<p><strong><span style="color:#ea0000;">.<br />
</span></strong></p>
<table width="1" align="left">
<tbody>
<tr>
<td><img title="Le bandiere rosse potrebbero essere vietate in Polonia a partire dal prossimo anno (Ap)" src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2009/11/27/che2--140x180.jpg" border="0" alt="Le bandiere rosse potrebbero essere vietate in Polonia a partire dal prossimo anno (Ap)" width="140" height="180" align="left" /></td>
</tr>
<tr>
<td><strong><span style="color:#ea0000;">Le bandiere rosse potrebbero essere vietate in Polonia a partire dal prossimo anno (Ap)</span></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong><span style="color:#ea0000;">MILANO</span></strong> &#8211; Vent&#8217;anni fa, dopo la caduta del Muro di Berlino, decisero di buttare giù le statue di Lenin e di Marx e di seguire le democrazie occidentali. Adesso i politici polacchi hanno presentato un breve emendamento che mette al bando qualsiasi simbolo comunista dal paese dell&#8217;Est europeo. Il Senato ha infatti approvato una modifica all&#8217;articolo 256 del codice penale che dichiara illegali tutti i simboli comunisti. Chiunque li utilizza o ne è in possesso rischia fino a due anni di carcere per aver commesso il reato di «glorificazione del comunismo». Il Presidente della Repubblica Leck Kaczynski lunedì prossimo dovrebbe firmare la legge che probabilmente entrerà in vigore dal prossimo anno. A questo punto anche indossare t-shirt con l&#8217;immagine di Che Guevara o solamente canticchiare l&#8217;Internazionale nelle strade di Varsavia sarà considerato un crimine in Polonia.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>EMENDAMENTO </strong></span>– La nuova legge infatti proibisce espressamente tutte le immagini che inneggiano a sistemi antidemocratici: l&#8217;articolo afferma che è vietata «la produzione, la distribuzione, la vendita o il solo possesso di oggetti che richiamano al fascismo, al comunismo o ad altri simboli di totalitarismi». Uno dei principali promotori della norma è Jaroslaw Kaczynski, fratello gemello del Presidente della Repubblica e capo del partito di opposizione «Legge e Giustizia». Secondo Kaczynski questa legge è sacrosanta perché il comunismo è uno dei simboli negativi del &#8216;900: «Nessuna immagine del comunismo ha diritto di esistere in Polonia &#8211; ha spiegato ai media locali il leader dell&#8217;opposizione &#8211; Il comunismo e il suo sistema genocida deve essere comparato al nazismo». Molti storici polacchi condividono la tesi di Kaczynski: «Quello comunista era un sistema terribile e omicida che ha causato la morte di milioni di vite» ha dichiarato lo storico Wojciech Roszkowski. «Non è sbagliata la comparazione con il nazismo &#8211; sottolinea lo studioso polacco &#8211; e per questo i due sistemi e i loro simboli devono essere trattati allo stesso modo».</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>PASSATO CHE NON PASSA</strong></span> &#8211; Sebbene i comunisti non abbiano più alcuna influenza politica, in Polonia sembra che il passato non voglia proprio passare. Nelle scorse settimane la Polonia infatti è stato il Paese che più si è <em><strong>battuto contro la candidatura di Massimo D&#8217;Alema a Ministro degli Esteri dell&#8217;Ue.</strong></em> <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_05/polonia-no-dalema_e24298fa-ca06-11de-9720-00144f02aabc.shtml"><span style="text-decoration:underline;">L&#8217;ambasciatore della Polonia presso la Ue Tombinski definì D&#8217;Alema «un problema»</span></a> <em><strong>per il suo passato comunista</strong></em> e precisò che era più adatto a quest&#8217;incarico «una persona la cui autorità non può essere contestata a causa delle sue appartenenze politiche passate». Recentemente l&#8217;uscita dell&#8217;ultimo film del famoso regista Andrzej Wajda che racconta il massacro di Katyn durante la Seconda Guerra Mondiale ( i sovietici uccisero oltre 20.000 tra civili e soldati polacchi) ha suscitato un rinnovato odio contro gli oppressori russi.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>LIBERTA&#8217; D&#8217;ESPRESSIONE </strong></span>- Come sottolinea il<a rel="nofollow" href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article6934211.ece" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"> Times di Londra</span></a> lo scopo dei politici polacchi è chiaro: «rendere invisibile il comunismo». Il ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski ha ribadito che il Palazzo della Cultura e della Scienza, il più alto grattacielo in Polonia, deve essere abbattuto solo perché è un regalo fatto da Stalin ai cittadini di Varsavia. Non importa che, nel corso degli anni, sia diventato una delle strutture simbolo della città: «Se lo abbattessimo, anche la Polonia avrebbe il simbolo della fine del comunismo come la Germania ha i resti del muro di Berlino. Poi in termini ecologici è anche una costruzione molto inquinante». La battaglia contro il comunismo ha comunque il sostegno della popolazione e della stampa: «Il punto centrale è dimostrare che non vi è nulla di romantico o di divertente nel comunismo» dichiara un cronista polacco al Times. «Il comunismo &#8211; prosegue il giornalista &#8211; non è stato un gioco. E neppure un’ideologia che riscaldava il cuore. Il comunismo invece fermava i cuori, li faceva appassire e li rendeva freddi».</p>
<p><!-- google_ad_section_end -->Francesco Tortora<br />
<strong>27 novembre 2009</strong></p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.corriere.it/esteri/09_novembre_27/polonia-simboli-comunisti-francesco-tortora_391878b8-db58-11de-abc5-00144f02aabc.shtml">il Corriere della Sera</a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[into the wild di Sean Penn]]></title>
<link>http://esulecinefilo.wordpress.com/2009/11/28/into-the-wild-di-sean-penn/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 11:10:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>esulecinefilo</dc:creator>
<guid>http://esulecinefilo.wordpress.com/2009/11/28/into-the-wild-di-sean-penn/</guid>
<description><![CDATA[         L&#8217; ESSENZA DELLO SPIRITO DELL&#8217; UOMO STA NELLE NUOVE ESPERIENZE                 ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[         L&#8217; ESSENZA DELLO SPIRITO DELL&#8217; UOMO STA NELLE NUOVE ESPERIENZE                 ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Attivista di sinistra finisce in ospedale «Picchiato con le mazze dai neofascisti»]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/28/attivista-di-sinistra-finisce-in-ospedale-%c2%abpicchiato-con-le-mazze-dai-neofascisti%c2%bb/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 11:07:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/28/attivista-di-sinistra-finisce-in-ospedale-%c2%abpicchiato-con-le-mazze-dai-neofascisti%c2%bb/</guid>
<description><![CDATA[Il giovane sotto osservazione al Cardarelli. Prc: intollerabile, intervenga la Iervolino La denuncia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3>Il giovane sotto osservazione al Cardarelli. Prc: intollerabile, intervenga la Iervolino</h3>
<h1><span style="color:#ea0000;">La denuncia della Rete antirazzista: «Sette studenti<br />
aggrediti dai militanti di CasaPound a Materdei»</span></h1>
<p><img src="http://abruzzo.indymedia.org/attachments/oct2009/casapound.jpg" alt="http://abruzzo.indymedia.org/attachments/oct2009/casapound.jpg" /></p>
<p><strong><span style="color:#ea0000;">NAPOLI </span><span style="color:#ea0000;">- La rete antirazzista di Napoli</span></strong> denuncia una pesante aggressione da parte di esponenti del movimento di destra Casapound. Un «agguato» con tanto di mazze da baseball finito drammaticamente. Un attivista di sinistra è stato ricoverato all&#8217;ospedale Cardarelli.</p>
<p><strong><span style="color:#ea0000;">RICOVERO</span></strong> &#8211; Si tratta di L.T., 19 anni, studente universitario. I medici gli hanno consigliato di restare in osservazione almeno 24 ore. Gli esami avrebbero riscontrato infatti un grumo di sangue ai polmoni e un piccolo enfisema.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>TAFFERUGLI </strong></span>- L&#8217;aggressione, sempre secondo gli attivisti che hanno occupato l&#8217;ex scuola Schipa nel quartiere Materdei, è avvenuto nel pomeriggio. Sette giovani dei centri sociali stavano attaccando alcuni manifesti quando sarebbero stati avvicinati dai militanti di CasaPound (che a loro volta occupano da settembre un ex convento nel medesimo quartiere). Da qui gli inevitabili attriti e la scintilla che scatena una serie di tafferugli ed il conseguente ferimento del diciannovenne con una mazza da baseball .</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>D&#8217;ALESSANDRO (PRC): EPISODIO GRAVE</strong></span> &#8211; Immediate le reazioni politiche. «È stata un&#8217;irruzione neofascista» denuncia il commissario provinciale del Prc, Antonio D’Alessandro, che parla di «episodio grave» e chiede al sindaco di Napoli «lo sgombero dell’ex convento occupato da Casa Pound».</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>CGIL: CLIMA PREOCCUPANTE </strong></span>- Dal canto suo, la Cgil Campania e la Cgil Napoli parlano di «sdegno e netta condanna della vergognosa aggressione. Ci preoccupa il crescente clima d&#8217;intolleranza e di violenza in città».</p>
<p><!-- google_ad_section_end --><strong>27 novembre 2009, fonte: </strong><strong><a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2009/27-novembre-2009/attivista-sinistra-finisce-ospedalepicchiato-le-mazze-neofascisti-1602074266917.shtml">il Corriere del Mezzogiorno</a></strong></p>
<p>.</p>
<p><img src="http://degeneri.noblogs.org/gallery/258/nopasaran.JPG" alt="" /></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chi mi aiuta? Sto piangendo]]></title>
<link>http://mrlemtiodia.wordpress.com/2009/11/28/chi-mi-aiuta-sto-piangendo/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 02:33:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>mrlemtiodia</dc:creator>
<guid>http://mrlemtiodia.wordpress.com/2009/11/28/chi-mi-aiuta-sto-piangendo/</guid>
<description><![CDATA[Il lento e inesorabile disgregarsi della capacità di vivere degli adolescenti è ottimo per scrivere ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il lento e inesorabile disgregarsi della capacità di vivere degli adolescenti è ottimo per scrivere ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[“LIBERO”, l’ultimo romanzo di Luca Rota (Giraldi Editore) è in libreria e sul web – insieme a tutti i precedenti libri!]]></title>
<link>http://rota.wordpress.com/2009/11/27/%e2%80%9clibero%e2%80%9d-l%e2%80%99ultimo-romanzo-di-luca-rota-giraldi-editore-e-in-libreria-e-sul-web-%e2%80%93-insieme-a-tutti-i-precedenti-libri-5/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 18:30:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>rota</dc:creator>
<guid>http://rota.wordpress.com/2009/11/27/%e2%80%9clibero%e2%80%9d-l%e2%80%99ultimo-romanzo-di-luca-rota-giraldi-editore-e-in-libreria-e-sul-web-%e2%80%93-insieme-a-tutti-i-precedenti-libri-5/</guid>
<description><![CDATA[(Clicca sull&#8217;immagine per avere ulteriori informazioni) &#8220;LIBERO&#8220;, il nuovo romanzo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.lucarota.it/mipresento.html#libripubblicati"><img src="http://rota.wordpress.com/files/2009/07/copertine_libri1.jpg" alt="Copertine_Libri" title="Copertine_Libri" width="500" height="163" class="alignnone size-full wp-image-3930" /></a><br />
<em>(Clicca sull&#8217;immagine per avere ulteriori informazioni)</em></p>
<p>&#8220;<strong>LIBERO</strong>&#8220;, il nuovo romanzo di <strong>Luca Rota</strong> (<a href="http://www.giraldieditore.it/">Giraldi Editore</a>), è in tutte le librerie &#8211; <strong>ma lo sono anche le precedenti opere edite</strong>, che potete acquistare in libreria oppure on line <a href="http://www.ibs.it/libri/Rota+Luca/libri.html">QUI</a> o <a href="http://www.bol.it/libri/ricerca?tpr=30&#38;sort=7&#38;g=Luca%20Rota&#38;swe=S">QUI</a>.</p>
<p><a href="http://www.lucarota.it/lucanews.html#libero">QUI potrete avere ogni notizia utile su &#8220;LIBERO&#8221;.</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Felicità]]></title>
<link>http://giorniacolori.wordpress.com/2009/11/27/felicita/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 16:29:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>astralla</dc:creator>
<guid>http://giorniacolori.wordpress.com/2009/11/27/felicita/</guid>
<description><![CDATA[LA FELICITA&#8217; E&#8217; UNA LAMA DI LUCE]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#4b9593;">LA FELICITA&#8217; E&#8217; UNA LAMA DI LUCE</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://giorniacolori.wordpress.com/files/2009/11/img_14241.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-873" title="lUCE" src="http://giorniacolori.wordpress.com/files/2009/11/img_14241.jpg" alt="" width="336" height="448" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ru486. Non sai cos'è? Non importa...perchè ora il nostro Governo l'ha abortita!]]></title>
<link>http://pistulunestaminchiazza.wordpress.com/2009/11/27/ru486-non-sai-cose-non-importa-perche-ora-il-nostro-governo-lha-abortita/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 14:46:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vanilla</dc:creator>
<guid>http://pistulunestaminchiazza.wordpress.com/2009/11/27/ru486-non-sai-cose-non-importa-perche-ora-il-nostro-governo-lha-abortita/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;Ru486 è meglio nota come la &#8220;pillola del giorno dopo&#8221;, assunta dopo un rapporto ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[L&#8217;Ru486 è meglio nota come la &#8220;pillola del giorno dopo&#8221;, assunta dopo un rapporto ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La paura che nega il diritto]]></title>
<link>http://ammiraglio61.wordpress.com/2009/11/27/la-paura-che-nega-il-diritto/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 13:39:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>ammiraglio61</dc:creator>
<guid>http://ammiraglio61.wordpress.com/2009/11/27/la-paura-che-nega-il-diritto/</guid>
<description><![CDATA[La concorrenza ha sconfitto democrazia e sicurezza che, con la paura e i diritti è diventata oggetto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong></strong><br />
La concorrenza ha sconfitto democrazia e sicurezza che, con la paura e i diritti è diventata oggetto di inquietanti antinomie: si calpestano i diritti per garantire la sicurezza ma con quelle violazioni si creano paure e torna la violenza del Leviatano<br />
Negli ultimi vent&#8217;anni la globalizzazione ha cambiato radicalmente la vita economica, politica e sociale dei popoli e degli individui, senza che il diritto ne abbia seguito e disciplinato l&#8217;evolversi.</p>
<p><!--more--><br />
Jacques Derrida nei suoi seminari su «La Bestia e il Sovrano» (Jaca Book, 2009, p.61) ha fatto un esempio illuminante, chiedendosi quale sarebbe stata la reazione allo sventramento delle Torri Gemelle del World Trade Center dell&#8217;11 settembre 2001, se l&#8217;immagine non fosse stata registrata, filmata, indefinitamente riproducibile e compulsivamente trasmessa in tutti i Paesi del mondo. Il ritorno a Hobbes, dove lo Stato, il Leviatano, altro non è che una macchina per far paura e la paura è l&#8217;unica cosa che motiva l&#8217;obbedienza alla legge, induce a concludere che «siccome non c&#8217;è legge senza sovranità (&#8230;) questa chiama, suppone, provoca la paura».<br />
Il pericoloso filosofo del diritto tedesco, Carl Schmitt, amato oggi sia a destra che a sinistra, precisava che «Protego ergo obligo è il cogito ergo sum dello Stato». E questo principio era stato uno dei fondamenti dello stato nazista.<br />
Ma lo Stato attuale nella sua dimensione politico-mediatica ha strumenti per la creazione di paura e quindi di esigenze di protezione o addirittura di omologazione con la Gewalt, cioè la violenza, ben maggiori di quanti se ne potessero immaginare. La cronaca quotidiana, purtroppo, mi esime da qualsivoglia esemplificazione. Mi basterà citare il Patriot Act e Guantanamo, perché sono forse fra gli esempi più clamorosi della sconfitta del diritto di fronte alla paura. Tant&#8217;è che il presidente Obama ha recentemente dovuto contraddirsi smentendo la promessa di chiudere Guantanamo.<br />
La verità è spesso manipolata in nome della sicurezza. È così che la costruzione della categoria degli enemy combatants ha tolto a costoro, dopo l&#8217;11 settembre, ogni diritto a un giusto processo, ad una normale istruttoria, all&#8217;assistenza di un avvocato, ad un regolare dibattimento. Purtroppo neppure la Corte Suprema, altre volte ben più attenta, nel caso Hamdi versus Rumsfeld (124, S.Ct. 2633 , è riuscita a garantire quei diritti a chi viene definito enemy combatant, anche se si trattava di un cittadino americano: il tutto in nome della sicurezza. Sempre identica è la conclusione: la violenza del Leviatano per proteggerti dalla paura (questa volta dei terroristi) colpisce sempre chi non è in grado di difendersi: dai minori, agli immigrati, a tutti i diversi che le società attuali tendono sempre più ad escludere.<br />
Né è possibile sottacere che l&#8217;impero della violenza, e quindi quello omonimo della paura, è diventato planetario e trascende ormai la Gestalt del Leviatano. La letteratura apocalittica è immensa. Mi limiterò qui a citare solamente tre testi recenti che ne danno un quadro complessivo, abbastanza preciso, ancorché forse non completo.<br />
Il primo è l&#8217;ultima opera di René Girard («Portando Clausewitz all&#8217;estremo», Milano 2008, 312) il quale dimostra come la violenza e le guerre nel mondo siano portate all&#8217;estremo e come l&#8217;accelerazione della storia crei nel genere umano una inconscia angosciante corsa verso l&#8217;apocalisse. Precisa Girard in conclusione che «il riscaldamento climatico del pianeta e l&#8217;aumento della violenza sono due fenomeni assolutamente legati (&#8230;) e questa confusione di naturale e artificiale rappresenta forse il messaggio più forte contenuto nei testi apocalittici». E ovviamente la globalizzazione ha reso la sorte dei minori più precaria, poiché &#8211; ripeto &#8211; la violenza si scarica sempre sui più deboli.<br />
Martin Rees, il cui saggio «Our Final Century» (London, 2003) lascia poche speranze di sopravvivenza, entro la fine di questo secolo, non solo per il pericolo delle armi atomiche, al quale siamo fortunosamente scampati nel secolo scorso, ma per gli altrettanto gravi pericoli ai quali ci sottopongono ora le biotecnologie, piuttosto che gli errori, sempre più frequenti, negli esperimenti scientifici e nelle tecnologie di vario tipo. E ciò, indipendentemente dalle ulteriori osservazioni di R. Posner («Catastrophe», Oxford, 2004), sui rischi catastrofici delle malattie pandemiche, piuttosto che sulle possibili collisioni astrali e via discorrendo. Con una popolazione mondiale che, secondo i calcoli di Levy-Strauss, nel 2050 ammonterà a più di 9 miliardi di individui, difficilmente sfamabili ma soggetti a rischi di carestia. L&#8217;ultima copertina del settimanale The Economist intitola &#8220;How to feed the world&#8221; (come sfamare il mondo), per giungere alle stesse conclusioni. La sottovalutazione della portata di questi rischi non riduce certo la loro costante riproposizione nei media e il conseguente aumento collettivo dello stato di paura e di angoscia.<br />
A questi rischi apocalittici si è ora aggiunta una grave crisi economica mondiale che nelle sue ricadute sull&#8217;economia reale e in particolare sulla disoccupazione aumenta in tutti i paesi la sensazione di instabilità e di minaccia alla sopravvivenza. La crisi ha dimostrato i limiti di un&#8217;ideologia basata sulla ricerca individualistica della ricchezza che ha portato all&#8217;autodistruzione del sistema in una recessione economica mondiale che colpisce soprattutto i paesi più poveri. Per di più, in un sistema dove vige la forza, chi è destinato a perdere è sempre il più debole che è sprovvisto di forza contrattuale, l&#8217;unica alla quale un&#8217;ostinata volgare ideologia continua ad attribuire valore anche agli effetti risolutivi della crisi. L&#8217;autoregolamentazione e il contratto sono nuovi idoli del mercato globale che ha clamorosamente fallito.<br />
Senza contare che lo stesso sviluppo economico orientato sempre più verso il consumismo ha provocato un fenomeno brillantemente descritto di recente da Robert Reich («Supercapitalismo», 2009). La spinta all&#8217;estremo della concorrenza fra le imprese, al fine di ridurre sempre più i prezzi dei prodotti, per conquistare i consumatori, ha necessariamente portato alla riduzione dei costi, laddove era più facile e cioè come sempre nei confronti dei più deboli, vale a dire i lavoratori. Questi si sono visti via via sottrarre i diritti che avevano faticosamente conquistato. Insomma, l&#8217;interesse del consumatore ha avuto la meglio sui diritti del cittadino e così la concorrenza ha sconfitto la democrazia e la sicurezza.<br />
Quella sicurezza, che con la paura, e i diritti è diventata oggetto di inquietanti antinomie: si calpestano i diritti per garantire la sicurezza, ma con quelle violazioni si creano paure e così in un circolo vizioso torna la violenza del Leviatano.<br />
Allora la soluzione sta altrove: cioè sopra il Leviatano, sopra gli stati, cioè nel rispetto dei diritti umani e in quei principi che stanno sopra e al di fuori delle norme imposte dal Leviatano.<br />
È pur vero che, come ci hanno insegnato sia N. Bobbio, sia M. Ignatieff, i diritti umani, nella loro pretesa di universalità, sono assolutamente storici e neppure assoluti. Alla loro base, tuttavia, nella diversità delle culture, esiste un minimum senza il quale le società non potrebbero sopravvivere. È in quel minimum che si sconfigge il loro supposto relativismo ed è in quel minimum che oggi G.B. Vico riconoscerebbe il senso comune insito nella facoltà dell&#8217;ingenium propria a tutto il genere umano, ed alla sua naturale propensione alla giustizia. A quella giustizia, alla quale il filosofo napoletano riconduceva altresì la «sapienza volgare» dei popoli primitivi. Uno dei maggiori esponenti di questa corrente di pensiero è, attualmente, il filosofo americano Ronald Dworkin.<br />
Si tratta insomma di massime generali, di standards, pur difformi dalle norme positive, il cui contenuto si ritrova nei principi soprattutto costituzionali e poi anche morali di comune accettazione, rappresentati da quel minimum di cui ho sopra parlato. Ed è questo il momento dell&#8217;incontro fra diritto ed etica, a fini di giustizia e lontano invece dalle equivoche e fuorvianti formule di codici etici o della responsabilità sociale, o peggio ancora morale, delle imprese.<br />
Il contenuto di questi principi, di questi standards è estremamente vario e complesso. E forse non è un caso che a tali principi, i cosiddetti global legal standards, anche l&#8217;Europa stia lavorando per evitare che ci sia la replica della crisi che ha sconvolto l&#8217;economia mondiale.<br />
I principi devono essere accettati dai vari paesi, secondo le modalità e le strutture del diritto internazionale. Essi serviranno altresì a decidere gli hard cases, cioè i casi difficili dove la norma manca o è lacunosa. Mi basta qui citare la straordinaria sentenza della Corte suprema degli Stati uniti nel caso Roper versus Simmons del 1° marzo 2005. Si trattava di giudicare sulla pena di morte sentenziata a carico di Christopher Simmons per un assassinio da lui commesso quando aveva 17 anni. E&#8217; noto che l&#8217;art. 37 della Convenzione dell&#8217;Onu sui diritti dei minori del 1989 stabilisce, tra l&#8217;altro, che: «Né la pena capitale né l&#8217;imprigionamento a vita senza possibilità di rilascio devono essere decretati per reati commessi da persone di età inferiore ai 18 anni». Ma è altrettanto noto che gli Stati uniti e la Somalia sono gli unici due paesi al mondo che non hanno sottoscritto la Convenzione. Ebbene, la Corte Suprema, nella sua magistrale sentenza, concluse che: «È corretto che noi si consideri il peso determinante dell&#8217;opinione internazionale contro la pena di morte nei confronti dei minori, consistente in larga misura sull&#8217;instabilità e labilità emozionale dei minori che può essere spesso fattore del crimine». E così la pena di morte non fu applicata, perché, secondo l&#8217;estensore, il giudice Anthony Kennedy, sarebbe stata, tra l&#8217;altro, contro gli evolving standards of decensy. La decenza diventa criterio interpretativo e principio fondamentale del diritto! Il riferimento all&#8217;opinione internazionale nell&#8217;interpretare la Costituzione americana è stata poi oggetto di ampie discussioni, che alla fine hanno confermato il principio statuito dalla Corte suprema.<br />
Vorrei, come finale meditazione, concludere che in presenza di alluvioni normative e amministrative scoordinate e sovente contraddittorie da parte dei poteri legislativi ed esecutivi non solo italiani od europei, ma di tutto il mondo, l&#8217;orizzonte del diritto si può aprire soltanto se i giudici sia interni, sia internazionali, di qualunque categoria, in tutti i paesi democratici, continueranno impegnando la loro dignità e indipendenza, a rivendicare con vigore i principi delle libertà democratiche e della giustizia, sia con valutazioni corrette della realtà, sia con riferimento, quando necessario, agli standard di civiltà per bloccare la violenza e le iniquità del Leviatano.<br />
Mi piace allora terminare con l&#8217;ultima frase scritta da Ronald Dworkin ne «L&#8217;impero del diritto» (Milano, 1989): «L&#8217;atteggiamento del diritto è costruttivo: il suo scopo, nello spirito interpretativo, è quello di far prevalere il principio sulla prassi per indicare la strada migliore verso un futuro migliore, mantenendo una corretta fedeltà nei confronti del passato. Infine, esso rappresenta un atteggiamento fraterno, un&#8217;espressione del modo in cui pur divisi nei nostri progetti, interessi e convinzioni, le nostre esistenze sono unite in una comunità. Questo è comunque ciò che è diritto per noi: per gli individui che vogliamo essere e la comunità in cui vogliamo vivere».</p>
<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/argomenti/numero/20091126/pagina/06/pezzo/265599/">Fonte</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[E' giusto vietare i simboli della tirannia?]]></title>
<link>http://andreamacco.wordpress.com/2009/11/27/e-giusto-vietare-i-simboli-della-tirannia/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 13:36:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea "feynman82"</dc:creator>
<guid>http://andreamacco.wordpress.com/2009/11/27/e-giusto-vietare-i-simboli-della-tirannia/</guid>
<description><![CDATA[Mentre in Italia e in vari stati d&#8217;Europa si discute se sia il caso di levare o no il crocifis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Mentre in Italia e in vari stati d&#8217;Europa si discute se sia il caso di levare o no il <strong>crocifisso dalle aule scolastiche</strong>, è uscita una interessante notizia riguardante tutt&#8217;altri simboli. Parliamo della <strong>Polonia</strong>  dove il parlamento ha appena stabilito che saranno proibite le bandiere rosse e tutti i simboli della tirannia comunista.</p>
<p>Ecco uno stralcio dell&#8217;articolo:  </p>
<h2><img class="alignright" title="bandiere rosse proibite" src="http://www.tgcom.mediaset.it/bin/52.$plit/C_0_articolo_467134_listatakes_itemTake_0_immaginetake.jpg" alt="" width="270" height="163" /><span style="color:#800000;">Stop alle bandiere rosse!</span></h2>
<h3><span style="color:#800000;">Polonia: legge vieta simboli comunisti</span></h3>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;"><em>Giù i poster di <strong>Che Guevara</strong> dai muri delle camere degli studenti in tutto il territorio polacco. Via le t-shirt con <strong>falce e martello</strong>. Vent&#8217;anni anni dopo la caduta delle statue di Lenin nell’est Europa, il governo polacco ha deciso di completare il lavoro. Così nessuno potrà più sventolare una bandiera rossa neanche per scherzo.</em></span></p>
<p style="text-align:right;"><em>Per leggere il resto dell&#8217;articolo su TGCOM </em><a href="http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo467134.shtml" target="_blank"><em>cliccare qui</em></a><em>.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Che pensate di questa decisione? Giusto proibire i simboli della tirannia o si rischia di ledere la libertà di espressione?</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Compra!!!]]></title>
<link>http://peppecarpentieri.wordpress.com/2009/11/27/compra/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 13:31:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>matierno</dc:creator>
<guid>http://peppecarpentieri.wordpress.com/2009/11/27/compra/</guid>
<description><![CDATA[Dove ci stanno portando? In che modo ci hanno reso così schiavi ed automi? Vi sembrano parole forti:]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/N3vAHoJk8H8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/N3vAHoJk8H8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><a href="http://peppecarpentieri.wordpress.com/files/2009/11/consumismo.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1694" title="consumismo" src="http://peppecarpentieri.wordpress.com/files/2009/11/consumismo.jpg?w=150" alt="" width="150" height="101" /></a>Dove ci stanno portando? In che modo ci hanno reso così schiavi ed automi? Vi sembrano parole forti: schiavitù ed apatia politica? Eppure noi e, non riesco a trovare un termine corretto, perché non siamo né cittadini e né civili, ecco noi e basta, non siamo stati capaci di opporre resistenza e di progettare un mondo diverso da questo, non di dico di pensarlo di ma di realizzarlo.</p>
<p>Allora, ripeto la domanda: in che modo ci hanno reso così schiavi ed automi? Sono certo che ognuno di noi saprebbe dare una risposta, una sua verità.</p>
<p>E sono certo che alcuni di voi stanno pensando: molti non sanno di esser schiavi poiché credono di essere felici acquistando l’auto nuova, o andando in vacanza al mare, poi col trascorrere degli anni, chiusi nella propria stanza si guardano intorno e lasciano montare un senso di insoddisfazione, di noia, ed a volte di paranoia. Ora si avvicina il periodo natalizio e le famiglie affogheranno i bisogni insoddisfatti nell’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_da_acquisto_compulsivo">acquisto compulsivo</a> di merce inutile, a volte tossica, per riempire un senso di vuoto che tornerà il giorno dopo la fine delle vacanze. Che dire, siamo praticamente psico-programmati dall’ambiente, inteso come società, stili di vita, amicizie, lavoro, amori e soprattutto circondati da ordini e direttive comportamentali indotte dalla comunicazione commerciale dei media. La tristezza è che molti si accorgono di questi messaggi sempre meno subliminali ma non fanno proprio nulla per cambiare stile di vita.<br />
Le SpA da decenni fanno uso di tecniche di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Programmazione_neuro_linguistica">programmazione neuro linguistica</a> per vendere le loro merci, oggi, soprattutto attraverso la televisione. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edward_Bernays">Edward Louis Bernays</a> nipote di Freud fu il primo <em>spin doctor</em> ad usare le teorie dello zio per manipolare le masse.<br />
<a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__bambini_pisco-programmati.php"><img class="alignleft" title="bambini piscoprogrammati" src="http://www.macrolibrarsi.it/data/cop/big/b/bambini-psico.gif" alt="" width="115" height="160" /></a>I bambini diversamente dagli adulti non hanno ancora sviluppato la capacità di discernere il bene dal male, ciò che utile dall’inutile.  E’ noto che le SpA pagano ingenti consulenze a psichiatri e psicologi per studiare metodi sempre più persuasivi col fine di “entrare nella testa” dei bambini che a loro volta “costringeranno” i loro genitori a comprare quel prodotto grazie a piccoli “traumi” indotti. Eppure il codice penale parla chiaro: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Circonvenzione_di_persone_incapaci">Circonvenzione di persone incapaci</a> : <em>La circonvenzione di incapace è un delitto previsto e punito dall&#8217;<a title="s:Codice Penale/Libro II/Titolo XIII" href="http://it.wikisource.org/wiki/Codice_Penale/Libro_II/Titolo_XIII#Art._643_Circonvenzione_di_persone_incapaci">art.643</a> del <a title="Codice penale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_penale">codice penale</a>. Consiste nell&#8217;abusare dei bisogni, passioni o dell&#8217;inesperienza di persona minore o in stato d&#8217;infermità o deficienza psichica, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto. Completa la fattispecie la circostanza per cui la condotta dell&#8217;incapace deve consistere in un atto dannoso per sé o per altri. Il reo è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da lire quattrocentomila a quattro milioni. Procedibilità d&#8217;ufficio, perseguibile dal Tribunale Monocratico.</em></p>
<p><a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__neuro_schiavi.php"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1559" title="neuro-schiavi-macro" src="http://peppecarpentieri.wordpress.com/files/2009/01/neuro-schiavi-macro1.jpg?w=98" alt="" width="98" height="150" /></a>Le tecniche di PNL sono sconosciute ai popoli ma ampiamente usate nel campo politico ed istruttivo. Le usano i Governi, le SpA ed i docenti universitari e purtroppo non per aiutare le persone ma per schiavizzarle. I cittadini informati si liberano “facilmente” delle &#8220;gabbie mentali&#8221;: costruite ad arte per impedire uno sviluppo libero ed autonomo delle persone, soprattutto per impedire una libera capacità di critica utile a discernere il vero del falso e compiere scelte consapevoli.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Senato chiede lo stop alla RU486: No all'immissione sul mercato]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/27/il-senato-chiede-lo-stop-alla-ru486-no-allimmissione-sul-mercato/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 12:11:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/27/il-senato-chiede-lo-stop-alla-ru486-no-allimmissione-sul-mercato/</guid>
<description><![CDATA[Il dicastero della Salute dovrà definire la compatibilità della pillola abortiva con la legge 194 La]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><strong>Il dicastero della Salute dovrà definire la compatibilità della pillola abortiva con la legge 194<br />
La Roccella, sottosegretario al Welfare: &#8220;Lo daremo in 24 ore&#8221;</strong></h3>
<h1><span style="color:#ea0000;"><strong>Dura la reazione degli esponenti dell&#8217;opposizione: &#8220;E&#8217; una svolta antiabortista, un passo indietro&#8221;</strong></span></h1>
<h3>Il Nobel per la medicina, Luc Montagnier: &#8220;E&#8217; preferibile a un intervento chirurgico&#8221;<!-- fine SOMMARIO --></h3>
<p>.</p>
<div><!-- inizio FOTO1 --> <img src="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/pillola-abortiva/pillola-abortiva/stor_17295913_42500.jpg" alt="Il Senato chiede lo stop alla RU486 No all'immissione sul mercato" width="230" /></div>
<div>.</div>
<p><!--end multimedia--></p>
<div id="testo"><!-- inizio TESTO --> <strong>ROMA</strong> <span style="color:#ea0000;"><strong>- La commissione Sanità</strong></span> del Senato ha approvato, a maggioranza, con i voti favorevoli di Pdl e Lega (13) e quelli contrari (8) del Pd, il documento finale dell&#8217;indagine conoscitiva sulla pillola abortiva RU486 presentato dal presidente e relatore Antonio Tomassini. Nel testo si chiede al governo di fermare la procedura di immissione in commercio della pillola in attesa di un parere tecnico del ministero della Salute circa la compatibilità tra la legge 194 e la RU486.<br />
.<br />
<a href="http://canali.kataweb.it/salute-donna/2009/07/16/slitta-ancora-lapprovazione-della-ru486-come-funziona-la-pillola-abortiva/"><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#990000;">LA SCHEDA: come funziona la pillola abortiva</span></span></strong></a><br />
.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>Secondo la maggioranza</strong></span> con la RU486, l&#8217;interruzione di gravidanza diventerebbe molto più facile rispetto alle procedure previste dalla legge sull&#8217;aborto. &#8220;La coerenza con la legge 194 si realizza solo se c&#8217;è il ricovero ospedaliero ordinario per tutto il ciclo fino all&#8217;interruzione verificata della gravidanza&#8221; ha detto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. &#8220;Un processo che se invece avvenisse al di fuori di questo contesto sarebbe una violazione della legge 194. La procedura corretta è evidente. Richiede prima il parere del governo e dopo una nuova delibera dell&#8217;Aifa&#8221;, il ministro ha aggiunto che &#8220;la pronuncia del governo sarà sostanzialmente analoga a quella dell&#8217;Aifa&#8221;.<br />
.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>Non sarà un processo lungo.</strong></span> Il parere richiesto al governo in merito alla pillola abortiva Ru486 &#8220;avrà tempi brevissimi, e sarà espresso anche nel giro di 24 ore&#8221;. Lo dice il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, precisando che non c&#8217;è alcuno stop all&#8217;immissione nel mercato, e che dopo il parere ci sarà un nuovo Cda dell&#8217;Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e, a quel punto, si potrà procedere alla pubblicazione in gazzetta del provvedimento per l&#8217;immissione in commercio in Italia della Ru486. &#8220;Perché non ci sia contrasto con la 194, è però fondamentale il ricovero ospedaliero &#8211; ha concluso Roccella -. Nessun day hospital, ma bisogna garantire la presenza del medico durante l&#8217;intera procedura di aborto, per evitare che gli effetti collaterali rappresentino un rischio grave&#8221;. Non sarà un ricovero coatto però, le donne potranno firmare per uscire, ha specificato Rocella aggiungendo che &#8220;nessuno impedirà di andare via, ma le donne devono essere informate sui rischi che corrono&#8221;.</div>
<div>.</div>
<div><span style="color:#ea0000;"><strong>La pillola RU486 &#8220;sarà commercializzata in ogni caso&#8221;,</strong></span> dice Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani, spiegando come &#8220;per legge se l&#8217;Agenzia preposta ne decide l&#8217;immissione sul mercato non può essere un parere del ministero della Salute, come quello richiesto oggi dal Senato, a poterne bloccare la vendita&#8221;.<br />
.<br />
<span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ea0000;"><strong>Soddisfazione per lo stop</strong> </span></span>è stata espressa dal presidente dell&#8217;Udc Rocco Buttiglione, dal senatore del PdL Stefano De Lillo, da Arturo Iannaccone, parlamentare e responsabile del dipartimento sanità del Mpa: &#8220;E&#8217; evidente che la commercializzazione della pillola è in palese contrasto con la legge 194, che punta a evitare che l&#8217;aborto venga considerato un metodo contraccettivo&#8221;. Soddisfatto anche il presidente dei senatori del PdL, Maurizio Gasparri: &#8220;C&#8217;erano troppi dubbi sulle conseguenze che la pillola avrebbe potuto avere sulla salute delle donne. E&#8217; assurdo che le opposizioni, accecate dal pregiudizio politico, non pensino agli effetti devastanti che può avere sulle donne. Per noi lo stop &#8211; ha concluso &#8211; è una vittoria di civiltà, una vittoria in difesa della salute&#8221;.<br />
<span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ea0000;"> </span></span></div>
<div><img src="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/pillola-abortiva/pillola-abortiva/ansa_17306655_45420.jpg" alt="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/pillola-abortiva/pillola-abortiva/ansa_17306655_45420.jpg" /></div>
<div>.</div>
<div>
<div><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ea0000;"><strong>Dura la reazione degli esponenti dell&#8217;opposizione.</strong></span></span> &#8220;La furia oscurantista della maggioranza blocca la commercializzazione di un medicinale già utilizzato da milioni di donne, da molti anni&#8221;, ha detto Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera. &#8220;Un autentico colpo di mano &#8211; ha ribadito Felice Belisario (Idv) -. E&#8217; assolutamente indecente, una scelta oscurantista che fa fare salti indietro rispetto ai Paesi più evoluti, nei quali viene già somministrata da anni senza battaglie che nascondono altri sconci baratti&#8221;. Per il capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro: &#8220;Quelle della maggioranza e del governo ancora una volta sono chiacchiere, ci dicano una volta per tutte cosa vogliono fare&#8221;. Per Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del Pdci: &#8220;E&#8217; una vergogna, tipica di un regime fondamentalista&#8221;. Contrario al blocco però si è detto anche il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto: &#8220;Francamente non condivido lo stop, agendo in modo del tutto regolare e legittimo, l&#8217;Aifa aveva ammesso la pillola con vincoli assai rigorosi (la commercializzazione e l&#8217;uso è consentita solo in ospedale) che rispettano la legge 194&#8243;. Così Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl: &#8220;All&#8217;interno del centro-destra alcuni parlamentari ritengono che il legislatore possa correggere le verità scientifiche e mediche. E&#8217; un&#8217;idea pericolosa&#8221;. Anche Giovanna Melandri, deputata del Pd, si è dichiarata contro la decisione del blocco: &#8220;Gran parte degli stati europei ha adottato la RU486 nel 1999, in Francia viene utilizzata dal 1988, mentre in Gran Bretagna è stata introdotta nel 1990. La decisione delle forze di maggioranza in seno alla Commissione è del tutto politica, nascondersi dietro la pretesa di difendere la salute della donna è un espediente vergognoso che lascia le donne italiane ancora una volta sole e indifese&#8221;.<br />
.<br />
<span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ea0000;"><strong>I medici</strong>.</span></span> Secondo Silvio Viale, il ginecologo torinese che ha sperimentato la RU486, la richiesta della Commissione &#8220;allinea l&#8217;Italia alle posizioni di Polonia, Malta e Irlanda, dove l&#8217;aborto è vietato. Sul piano scientifico è il sintomo di come la donna sia sempre più lasciata sola in balia di posizioni antiabortiste che manipolano la scienza per i propri scopi politici&#8221;. Ancora più sicuro il premio Nobel per la Medicina Luc Montagnier: &#8220;L&#8217;uso della pillola è preferibile a un intervento chirurgico. Il farmaco è usato da più di venti anni. Non ci sono controindicazioni farmacologiche, ma soprattutto etiche&#8221;. Lo scienziato ha poi chiarito che &#8220;finché non c&#8217;è un sistema nervoso sviluppato l&#8217;embrione non può essere considerato un uomo, questo avviene intorno al terzo mese di gravidanza&#8221;. Concludendo: &#8220;Il farmaco messo a punto in Francia è un analogo di ormoni naturali e comporta rischi deboli dal punto di vista della salute, proprio come un qualsiasi altro farmaco contraccettivo&#8221;.</div>
</div>
<div>.</div>
<div><strong>26 novembre 2009</strong></div>
<div>.</div>
<div>fonte:  <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/pillola-abortiva/pillola-abortiva/pillola-abortiva.html?rss" target="_blank">http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/pillola-abortiva/pillola-abortiva/pillola-abortiva.html?rss</a></div>
<div>&#8230;</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Proiezione "Liberi altrove"]]></title>
<link>http://voiceoff.org/2009/11/27/proiezione-liberi-altrove/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 11:19:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>As</dc:creator>
<guid>http://voiceoff.org/2009/11/27/proiezione-liberi-altrove/</guid>
<description><![CDATA[Mercoledì 9 dicembre alle 20.30 alla Tenda, prima assoluta di “Liberi altrove”, video documentario r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://voiceoffmodena.wordpress.com/files/2009/11/volantino-diritti.jpg"><img class="size-medium wp-image-149 aligncenter" style="border:5px solid black;margin:5px;" title="Diritti negati, diritti affermati" src="http://voiceoffmodena.wordpress.com/files/2009/11/volantino-diritti.jpg?w=300" alt="Volantino Diritti negati, diritti affermati" width="392" height="286" /></a><strong></strong></p>
<p><strong>Mercoledì 9 dicembre alle 20.30 alla Tenda</strong>, prima assoluta di “<strong>Liberi altrove</strong>”, video documentario realizzato da Andrea Solieri e Cristiano Regina di VOICE OFF.</p>
<p><strong>Attraverso le testimonianze dirette di tre esuli del Kurdistan turco, oggi residenti in provincia di Modena, il video racconta l’oppressione e la repressione di un popolo costretto a scappare dalla propria terra alla ricerca della libertà.</strong></p>
<p>La proiezione di Liberi altrove rientra nell’evento “<strong>Diritti negati, diritti affermat</strong>i” realizzato in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, in collaborazione con Casa per la pace, Emergency (gruppo di Modena), Amnesty Italia (gruppo di Modena), Gavci, Manitese e Rete Lilliput.</p>
<p>***</p>
<p>SCHEDA DOCUMENTARIO</p>
<p><strong>Titolo</strong>: Liberi altrove</p>
<p><strong>Anno</strong>: 2009</p>
<p><strong>Durata</strong>: 20 minuti</p>
<p><strong>Soggetto</strong>: Andrea Solieri, Cristiano Regina</p>
<p><strong>Regia</strong>: Andrea Solieri, Cristiano Regina</p>
<p><strong>Con</strong>: Kemal, Memet, Francesco</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[No al processo breve, 410mila firme Le adesioni di Abbado, Villaggio, Barbarossa / Il Cav. che parla di pm è sicuro che il Paese lo ascolti?]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/27/no-al-processo-breve-410mila-firme-le-adesioni-di-abbado-villaggio-barbarossa-il-cav-che-parla-di-pm-e-sicuro-che-il-paese-lo-ascolti/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 08:03:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/27/no-al-processo-breve-410mila-firme-le-adesioni-di-abbado-villaggio-barbarossa-il-cav-che-parla-di-pm-e-sicuro-che-il-paese-lo-ascolti/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;appello di Roberto Saviano, sul sito di Repubblica molti commenti Il sì dei nomi noti. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><strong>L&#8217;appello di Roberto Saviano, sul sito di Repubblica molti commenti</strong></h3>
<h1><span style="color:#ea0000;"><strong>Il sì dei nomi noti. &#8220;Far sentire la nostra voce è un dovere&#8221;</strong></span></h1>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>.</strong></span></p>
<p><strong><em> </em><em>di <span style="color:#ea0000;">MAURO FAVALE</span></em></strong></p>
<p><em>.</em></p>
<div id="multimedia">
<div><!-- inizio FOTO1 --><img src="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-19/appello-firme-adesioni/stor_17312245_23170.jpg" alt="No al processo breve, 410mila firme Le adesioni di Abbado, Villaggio, Barbarossa" width="230" /><!-- fine FOTO1 --><!-- inizio DIDA -->Claudio Abbado
<p>&#160;</p>
<p>.<span style="color:#ea0000;"><br />
</span></p>
</div>
</div>
<p><!--end multimedia--> <!-- inizio TESTO --><span style="color:#ea0000;"><strong>ROMA &#8211; &#8220;Avanti sul processo breve&#8221;,</strong> </span>dice con forza il Pdl. Ma va avanti anche la sottoscrizione all&#8217;<a href="http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&#38;idappello=391117"><span style="text-decoration:underline;">appello di Roberto Saviano</span></a> proprio per ritirare il ddl che detta tempi contingentati per le cause in corso. Sono 410 mila le firme degli italiani depositate sul sito di Repubblica. Migliaia di cittadini condividono il messaggio che lo scrittore ha deciso di inviare (dalle colonne di Repubblica) al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Un appello per chiedere, &#8220;in nome della salvaguardia del diritto&#8221;, il ritiro della &#8220;norma del privilegio&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Al coro si sono unite</strong></span> anche ieri adesioni di nomi noti che hanno fatto propri i contenuti del testo di Saviano. Ha firmato Claudio Abbado, il direttore d&#8217;orchestra, famoso in tutto il mondo. E con lui l&#8217;attore Paolo Villaggio e gli artisti Daniele Silvestri e Luca Barbarossa. Dal mondo politico è arrivata la sottoscrizione dell&#8217;ex europarlamentare Giovanni Berlinguer. Anche loro sono d&#8217;accordo con l&#8217;autore di Gomorra quando scrive che &#8220;con il processo breve saranno prescritti, di fatto, reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>A fronte di questo rischio, </strong></span>inoltre, l&#8217;associazione nazionale magistrati, due giorni fa, ha denunciato un &#8220;allarme paralisi&#8221; nelle procure italiane, già prive di magistrati, dove mandare avanti il lavoro diventa sempre più complicato. &#8220;L&#8217;unico modo per accorciare i tempi della giustizia &#8211; scrive Saviano &#8211; è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>La mobilitazione si sviluppa</strong></span> soprattutto su internet con i social network Facebook e YouTube che rilanciano l&#8217;appello e invitano a sottoscrivere. Sul sito di Repubblica, i lettori dibattono tra loro e lasciano messaggi. Un utente che si firma &#8220;costituzione&#8221; scrive: &#8220;Penso che sia necessario, che tutti coloro che hanno a cuore la democrazia, che implica, essenzialmente, un rapporto corretto e trasparente tra i poteri che sono alla base di uno Stato di diritto, si debbano impegnare in prima persona perché non si debba dire &#8211; e il rischio è assai concreto &#8211; &#8220;io c&#8217;ero, ma non ho fatto nulla per impedire una deriva autoritaria&#8221;. La nostra Costituzione deve essere il punto costante di riferimento. Facciamo sentire la nostra voce: è un dovere&#8221;.</p>
<p>.</p>
<p><strong>27 novembre 2009</strong></p>
<p>fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-19/appello-firme-adesioni/appello-firme-adesioni.html" target="_blank"> http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-19/appello-firme-adesioni/appello-firme-adesioni.html</a></p>
<p>____________________________________________________________</p>
<h3><strong><span style="color:#ea0000;">L&#8217;appello di Saviano contro il processo breve / VIDEO</span></strong></h3>
<p><strong><span style="color:#ea0000;">.<br />
</span></strong></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/p2TR2yBkhzY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/p2TR2yBkhzY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>____________________________________________________________</p>
<h3 style="text-align:center;"><img src="http://lh4.ggpht.com/valtergallo/SFzj1yns3qI/AAAAAAAAAPE/xmOsiu9wPZo/None.jpg" alt="http://lh4.ggpht.com/valtergallo/SFzj1yns3qI/AAAAAAAAAPE/xmOsiu9wPZo/None.jpg" /></h3>
<h3><strong>IL DISCORSO ALLA NAZIONE</strong></h3>
<h1><strong><span style="color:#ea0000;">Il Cav. che parla di pm è sicuro che il Paese lo ascolti?</span></strong></h1>
<p><span style="color:#ea0000;">.</span></p>
<p><strong>di <span style="color:#ea0000;">Peppino Caldarola</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#ea0000;">.</span></strong></p>
<h4>L’annunciato discorso alla nazione sui temi della giustizia potrebbe rivelarsi un boomerang per Silvio Berlusconi. I falchi del centrodestra, in primis il direttore del Giornale Vittorio Feltri, lo invitano a sfidare i pubblici ministeri e l’opinione pubblica nella convinzione che gli italiani daranno ragione al presidente del Consiglio.
<p>&#160;</p>
<p>Secondo me sbagliano. L’unico effetto sicuro del probabile proclama del Cavaliere è che si avvicineranno le elezioni anticipate. I sondaggi dicono che Berlusconi le rivincerebbe. L’ossessione dell’invincibilità ha travolto, nel passato, uomini che sembravano saldi alla guida del potere. Un padre della patria come De Gaulle fu costretto a lasciare la guida della Francia.</p>
<p>L’uomo che unificò la Germania, Helmut Khol, si ritirò dalla scena politica nel momento del trionfo. C’è un dato imponderabile che spesso modifica il quadro politico anche quando sembra che sia immobile. Questo dato ha un nome: la stanchezza. L’opinione pubblica viene logorata dall’immobilità apparente della politica, dal ripetersi di un copione che non cambia mai, dal bisogno di cercare altre strade. In Italia siamo vicini a questo punto di crisi. Il berlusconismo sta vivendo questo passaggio. Non è in discussione il consenso personale del premier, che resta assai alto, ma la risposta che il premier sta dando ai problemi del Paese sta rivelando punti di frattura fra aree di opinione pubblica e la tolda di comando.</p>
<p>I sondaggi che allietano le giornate di Berlusconi e dei suoi fan non calcolano tre variabili. La prima riguarda la tenuta della maggioranza. L’immagine che il centrodestra sta mostrando è quella di una coalizione rissosa e nervosa. L’elenco dei “casi” che la dilaniano è assai lungo. Si va da Fini, a Tremonti, a Brunetta, al partito del Sud, all’ingordigia della Lega. Nessuna di queste vicende è risolvibile sul piano della diplomazia. Fini cerca di riscrivere le tavole di un nuovo decalogo della destra italiana. È vero che nella crescita della popolarità del presidente della Camera interviene la simpatia che a sinistra suscitano le sue posizioni. Tuttavia l’ex leader di An è ancora fortemente insediato nella destra, malgrado i giornali berlusconiani vogliano espellerlo. Mentre si inaridisce la sorgente del berlusconismo, costretto ripetere antichi schemi, Fini è impegnato in una ridefinizione della cultura politica della nuova destra rendendola più simile al popolarismo europeo. Laicità, multiculturalità, primato del Parlamento rappresentano i punti di maggior conflitto con la vecchia destra berlusconiana e nordista. Tremonti rappresenta, invece, la vocazione dirigista di quella componente socialista del centrodestra che riscopre i limiti del mercato incontrando il bisogno di Stato che attraversa anche la Lega. Quest’ultima è arrivata al momento culminante del suo lungo viaggio nelle stanze romane. Se non impone in tempi brevi la riforma federalista dello Stato rischia un grave contraccolpo. Brunetta e il partito del Sud sono uniti dall’esigenza di riaprire i cordoni della spesa. Il ministro si fa paladino dell’innovazione, il partito del Sud teme di perdere i consensi di un’area del Paese penalizzata dalle politiche restrittive del ministro dell&#8217;Economia. Nel centrodestra non c’è solo uno scontro di personalità. Divergono i progetti, fino al punto di mettere in discussione la tenuta stessa della maggioranza e del Pdl.</p>
<p>La seconda variabile riguarda lo stato dell’arte nell’opposizione. Oggi è divisa, ma non è detto che di fronte alla richiesta di plebiscito pro Silvio le cose restino così. Un’opposizione unita, capace di attrarre spezzoni dell’attuale maggioranza, potrebbe fare il miracolo. Non sappiamo ancora quanto vale la cura Bersani. Tuttavia nel giro di poche settimane il quadro è cambiato. Il fronte giustizialista resta in campo ma emergono contraddizioni profonde nel suo interno. Il protagonismo di Repubblica sembra ridimensionato. Di Pietro deve fare i conti con la fronda interna. A sinistra i progetti alternativi non decollano. Nella parte centrale del sistema bipolare riemerge la proposta dei nuovi moderati con Casini e Rutelli. Forse Fini non sarà della partita, ma sarebbe un errore sottovalutare la capacità di attrazione verso il voto moderato, di destra e di sinistra, di una nuova formazione che proponesse di superare l’antico bipolarismo. In breve, niente è come prima. Chi pensa, come fanno i berlusconiani, di dover solo recintare il proprio campo rischia di non vedere che molti buoi sono fuggiti. Nel Paese sta crescendo il fenomeno dei nuovi antiberlusconiani, spesso assai più radicali dei vecchi, che invocano una svolta, stanchi di polemiche vecchie di quasi ventanni.</p>
<p>La terza variabile è più di sostanza. L’attenzione degli italiani si è spostata su altri temi. Ho visto un sondaggio, mostratomi da un grande imprenditore che conta molto nella formazione dell’opinione pubblica, che descrive una vera rivoluzione nel senso comune degli italiani. Le notizie sulla “ripresina” non riguardano le famiglie che vivono ormai drammaticamente il peso della crisi e l’assenza di prospettive. Due anni fa la sicurezza era la preoccupazione principale, oggi sono il lavoro e il tenore di vita. Le questioni sociali stanno riguadagnando un peso preponderante nell’immaginario collettivo. La politica discute di Berlusconi e dei pm, oppure si arrovella sui vizi di Marrazzo, la gente comune torna a occuparsi di sé stessa. Quello strano fenomeno tipicamente occidentale per cui nei momenti di crisi emergono temi diversivi che catalizzano l’attenzione sembra in netto declino nel nostro Paese. La situazione è surreale. Berlusconi vuole parlare di sé a un Paese che è afflitto da paure profonde sul proprio domani, e in molte aree della popolazione addirittura sull’oggi. Una campagna elettorale puntata tutta sulla giustizia non incontrerà i problemi dei cittadini. Questo è il punto debole dell’attuale fase del berlusconismo. Il messaggio ottimista dell’attuale premier si scontra ormai con la realtà delle cose. Non si va avanti per vent&#8217;anni solo con le promesse. E il Governo, lo dicono ormai anche i suoi ministri, ha distribuito solo sogni. Potrà accadere che Berlusconi parli e il Paese non lo ascolti.</h4>
<p>.</p>
<p>25 NOVEMBRE 2009</p>
<p>.</p>
<p>fonte:  <a href="http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/132280_il_cav._che_parla_di_pm__sicuro_che_il_paese_lo_ascolti_di_peppino_caldarola/" target="_blank">http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/132280_il_cav._che_parla_di_pm__sicuro_che_il_paese_lo_ascolti_di_peppino_caldarola/</a></p>
<p>&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[wikipedia]]></title>
<link>http://vaccaricarlo.wordpress.com/2009/11/27/wikipedia/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 07:54:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaccaricarlo</dc:creator>
<guid>http://vaccaricarlo.wordpress.com/2009/11/27/wikipedia/</guid>
<description><![CDATA[wikipedia ha smesso di essere un sito web molto tempo fa per molti di noi wikipedia è diventata un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[wikipedia ha smesso di essere un sito web molto tempo fa per molti di noi wikipedia è diventata un]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Matrimonio e dintorni]]></title>
<link>http://chicchediriso.wordpress.com/2009/11/27/matrimonio-e-dintorni/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 07:00:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>bugianen55</dc:creator>
<guid>http://chicchediriso.wordpress.com/2009/11/27/matrimonio-e-dintorni/</guid>
<description><![CDATA[Il matrimonio, un contratto tra due persone che decidono di odiarsi per tutta la vita! Una dichiaraz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter" src="http://www.lideachetimanca.biz/images/categories/matrimonio000.jpg" alt="" width="230" height="296" /></p>
<p style="text-align:justify;">Il matrimonio, un contratto tra due persone che decidono di odiarsi per tutta la vita! Una dichiarazione di guerra in tempo di pace. Mi domando come mai la Chiesa sponsorizzi questo sacramento quando Dio non si è mai sposato. Noi ci leghiamo a una donna senza conoscere il pericolo al quale andiamo incontro e poi ne scontiamo le conseguenze con anni di tormenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Il matrimonio a livello mondiale testimonia che i musulmani sono caratterialmente più forti dei cristiani. Loro riescono a sopportare anche cinque mogli mentre noi non ne reggiamo manco una&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Ad un amico molto saggio dissi che volevo bene ad una donna e lui mi guardò con aria sconsolata, poi con voce calma mi disse – Se vuoi bene ad una donna vuoi male a te stesso! &#8211; parlava per esperienza vissuta. Quando un uomo si sposa dovrebbe avere davanti due fogli bianchi, scrivere sul primo i vantaggi e sul secondo gli svantaggi. Il primo resterebbe bianco mentre il secondo sarebbe pieno su entrambe le facciate. Ci sono poi due punti fondamentali, chiaramente negativi, che saranno presenti nel periodo di arresti domiciliari (niente amici al bar, niente partita a calcetto, niente uscite per comprare le sigarette dopo cena…e non avete mai fumato in vita vostra) sono la suocera e l’anniversario. La suocera è sempre in mezzo alle scatole, interferisce sempre anche se dice di essere neutrale come la Svizzera. In realtà lei è un Masaniello in gonnella, una sobillatrice, una che cospira ai vostri danni in modo subdolo. È lei quella che dice alla figlia  &#8220;Ma chi ti sei andato a prendere? Ma guardalo come cammina! Sembra uno che ha le patate ai piedi. Guarda come si veste con quelle camicie orribili e quei pantaloni sempre mezzi calati. Ha la pancia da commenda, è mezzo pelato e si mette sempre le dita nel naso!&#8221;  e continua a descrivere tutti i vostri difetti apparenti perché quelli intimi li conosce vostra moglie ma prima o poi li conoscerà anche lei e dirà &#8220;Ci avrei giurato! &#8220;  non accorgendosi di aver fatto il ritratto di vostro suocero! Il mio amico saggio mi raccontò a proposito: &#8221; Un giorno dissi a mia suocera che l’avevo sognata ed era uguale a Marylin Monroe! Lei sorrise (stranamente) e mi domandò se era per la bellezza. Io le risposi: &#8211; No…perché era morta!- &#8220;</p>
<p style="text-align:justify;">La suocera càpita una volta alla settimana, di solito di domenica, ma gli effetti collaterali durano fino al sabato successivo.</p>
<p style="text-align:justify;">L’anniversario! Cos’è l’anniversario? Per i più ottimisti è la ricorrenza dell’ultimo successo nel talamo nuziale, avvenuto nella prima notte di nozze. Per i meno ottimisti è l’otto settembre del matrimonio, ovvero l’inizio della resistenza! È la data che vostra moglie segna sul calendario e che voi avete rimosso per esorcizzare il ricordo di quel giorno. Eravate vestito di scuro, quasi un lutto indossato in memoria della libertà deceduta. È il giorno che lei festeggia ricordandovi che ve lo siete dimenticato, e con questa scusa vi attribuisce colpe morali. La frase più classica è….”Sei un mostro !” In quel momento vi viene in mente Landru, le tante donne ammazzate. Lui le seduceva promettendo il matrimonio, ma le ammazzava prima, mentre voi ne avete conosciuta una che vi sta ammazzando lentamente.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">Claudio Pompi</span></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[RU486... libere di scegliere]]></title>
<link>http://incognita2.wordpress.com/2009/11/26/ru486-libere-di-scegliere/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 22:24:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>incognita2</dc:creator>
<guid>http://incognita2.wordpress.com/2009/11/26/ru486-libere-di-scegliere/</guid>
<description><![CDATA[Perchè a decidere della vita e delle scelte delle donne ci devono sempre essere stuoli di moralisti,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter" src="http://www.musicainfinita.org/contenuti/wp-content/uploads/2006/07/donna%20con%20ombrello1.jpg" alt="" width="495" height="495" />Perchè a decidere della vita e delle scelte delle donne ci devono sempre essere stuoli di moralisti, quasi sempre maschi, il più delle volte sessualmente frustrati  che non potranno mai comprendere i sentimenti  e le ragioni che portano ad una scelta simile!</p>
<p>La pillola abortiva, segno di civiltà e di rispetto per la donna, diverrà l&#8217;ennesimo moneta di scambio per salvare il governo da una fine annunciata?</p>
<p>E&#8217; ingiusto e barbaro costringere le donne a sottoporsi a sofferenze gratuite in nome di un presuntuoso moralismo!</p>
<p>Le donne del ventunesimo secolo hanno il diritto di scegliere  se diventare mamme o meno &#8230; ed hanno il diritto di farlo in perfetta autonomia e nella più assoluta tutela!</p>
<p>Ascolto: <a title="Guccini Piccola storia ignobile" href="http://www.youtube.com/watch?v=GYK4A1ryI6Y" target="_blank">PICCOLA STORIA IGNOBILE di Guccini</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[“Wikipedia perde collaboratori”. La conoscenza libera ai tempi dei social network]]></title>
<link>http://simoneaversano.wordpress.com/2009/11/26/%e2%80%9cwikipedia-perde-collaboratori%e2%80%9d-la-conoscenza-libera-ai-tempi-dei-social-network/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 21:34:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simone Aversano</dc:creator>
<guid>http://simoneaversano.wordpress.com/2009/11/26/%e2%80%9cwikipedia-perde-collaboratori%e2%80%9d-la-conoscenza-libera-ai-tempi-dei-social-network/</guid>
<description><![CDATA[(Sanniopress) Fa rumore la notizia della possibile “crisi” della enciclopedia online Wikipedia, cres]]></description>
<content:encoded><![CDATA[(Sanniopress) Fa rumore la notizia della possibile “crisi” della enciclopedia online Wikipedia, cres]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
