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	<title>library-tools &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/library-tools/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "library-tools"</description>
	<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 12:10:55 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Library Mashups 2 - Mashing Up Open Data with biblios.net Web Sevices]]></title>
<link>http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/11/22/library-mashups-2-mashing-up-open-data-with-biblios-net-web-sevices/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 12:20:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>bonaria</dc:creator>
<guid>http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/11/22/library-mashups-2-mashing-up-open-data-with-biblios-net-web-sevices/</guid>
<description><![CDATA[Di questo servizio abbiamo già parlato ma mi fa piacere riprenderlo attraverso il capitolo 11 di Lib]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Di questo servizio <a href="http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/02/07/catalogazione-sociale-il-modello-wikipedia-applicato-ai-dati-bibliografici/" target="_blank"><strong>abbiamo già parlato</strong></a> ma mi fa piacere riprenderlo attraverso il capitolo 11 di <a href="http://mashups.web2learning.net/" target="_blank"><em><strong>Library Mashups</strong></em></a> (come sapete, nell&#8217;esplorazione dei vari capitoli, <em>non</em> procederemo con ordine <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> , intitolato <strong><em>Mashing Up Open Data with biblios.net Web Sevices</em></strong> e scritto da <strong>Joshua Ferraro</strong> di <a href="http://www.liblime.com/" target="_blank"><strong>LibLime</strong></a>.</p>
<p>All&#8217;inizio del 2009 la società che vende servizi per software open source, <a href="http://www.liblime.com" target="_blank"><strong>LibLime</strong></a>, ha rilasciato un <strong>servizio di catalogazione gratuito, web based</strong> e che poggia su una base di <strong>milioni di record bibliografici liberamente adoperabili </strong>(<em>openly licensed</em>): <a href="https://biblios.net/how" target="_blank"><strong>biblios.net</strong></a>. In particolare, il capitolo si focalizza sui servizi web (web services) offerti da LibLime insieme al software di catalogazione e alla base dati di record.</p>
<p>I<strong> biblios.net Web Services (BWS)</strong> poggiano su una conquista fondamentale: gli <strong>Open (Bibliographic and not) Data</strong>, che a loro volta consentono la libertà e gratuità di intervenire sui record bibliografici, sui <strong>metadati</strong> prodotti dalle biblioteche e rilasciati/messi a disposizione di tutti attraverso licenze dedicate. Questo dei dati è sempre stato un grosso ostacolo nel mondo bibliotecario &#8211; e chi frequenta questo blog da un po&#8217; lo sa bene. Spesso i molti e ricchi e <strong>riccamente strutturati metadati</strong> che i bibliotecari con grande fatica e sudore di fronte creano quando catalogano i libri, rimangono poi confinati entro ILS (software di automazione e catalogazione) proprietari o comunque chiusi alla <strong>possibilità del rilascio libero e del riutilizzo</strong> (al netto delle esperienze di catalogazione cooperativa, che però sono un&#8217;altra cosa).</p>
<p>Joshua Ferraro, invece, mette subito in rilievo lo slancio che la nascita di licenze come la <a href="http://www.opendatacommons.org"><strong>PDDL (Open Data Commons Public Domain and Dedication Lincese)</strong></a> e di iniziative di apertura dei forzieri dei propri metadati prese da biblioteche come la <a href="http://www.loc.gov" target="_blank"><strong>Library of Congress</strong></a> o la <a href="http://openlibrary.org/" target="_blank"><strong>Open Library</strong></a> di Brewster Kahle, ha dato all&#8217;impresa di LibLime, di <strong>rilasciare nel pubblico dominio così grandi quantità di record bibliografici</strong> a disposizione di tutti (di nuovo, se n&#8217;era parlato <a href="http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/01/22/libraries-need-freedom/" target="_blank"><strong>qualche tempo fa</strong></a>). Recod bibliografici che sono stati poi utilizzati dalla stessa LibLime per i suoi servizi e in particolare per la creazione di un <strong>livello di accesso e di interrogazione</strong> (le famose <strong>API, Application Programming Interface</strong>) concreto e usabile da tutti gli utenti.</p>
<p>I BWS sono infatti proprio un <strong>set di API</strong> create per consentire ai programmatori o geek librarian che dir si voglia, di scrivere <strong>applicazioni che interagiscano con il database di biblios.net</strong> e creare quindi <strong>mashup </strong>con i dati e i servizi ritornati da questo provider. I <a href="https://bws.biblios.net/doku.php" target="_blank"><strong>web services</strong></a> disponibili sono attualmente:</p>
<ul>
<li>
<div><strong><a title="searching_for_bibliographic_and_authority_records" href="https://bws.biblios.net/doku.php/searching_for_bibliographic_and_authority_records">Searching for bibliographic and authority records</a></strong> (OpenSearch, SRU/W and Z39.50)</div>
</li>
<li>
<div><strong><a title="retrieving_single_records" href="https://bws.biblios.net/doku.php/retrieving_single_records">Retrieving single records</a></strong> (UnAPI)</div>
</li>
<li>
<div><strong><a title="harvesting_with_oai-pmh" href="https://bws.biblios.net/doku.php/harvesting_with_oai-pmh">Harvesting with OAI-PMH</a></strong></div>
</li>
<li>
<div><strong><a title="sending_data_to_biblios.net" href="https://bws.biblios.net/doku.php/sending_data_to_biblios.net">Sending data to ‡biblios.net</a></strong></div>
</li>
</ul>
<p>Verranno invece presto attivati i seguenti:</p>
<ul>
<li>
<div><strong>Download the ‡biblios.net Dataset (BitTorrent)</strong> (coming soon)</div>
</li>
<li>
<div><strong>Programming Guide</strong> (coming soon)</div>
</li>
<li><strong><acronym title="Application Programming Interface">API</acronym> Reference</strong> (coming soon)</li>
</ul>
<p>Uno degli interessanti esempi mostrati nel capitolo, è il <strong>mashup creato grazie al SRU target service</strong>, che restituisce i dati delle <strong>liste di autorità</strong> contenute nella base dati di biblios: il catalogatore che stia inserendo nella scheda catalografica di un volume una cosiddetta <strong>voce controllata </strong>(potrebbe essere quella del nome dell&#8217;autore oppure del soggetto/topic con cui si classifica il volume), può attingere <em>on the fly</em> alle voci controllate conservate e messe a disposizione da biblios, attraverso un <strong>semplice ed efficace menu ad auto-complete</strong> &#8211; in questo modo non solo potendo attingere a dati uniformi, controllati e di qualità, ma anche evitando di perdere tempo nell&#8217;andare a interrogare separatamente un altro database.</p>
<p>L&#8217;altro esempio che Ferraro propone è quello relativo agli<strong> strumenti per facilitare la catalogazione cooperativa</strong> delle biblioteche, sempre usufruendo dei web services messi a disposizione da biblios. In questo caso si sfrutta la potenza del <strong>protocollo <a href="http://www.openarchives.org/" target="_blank">OAI-PMH</a></strong>, dei<strong> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Really_simple_syndication" target="_blank">feed RSS</a></strong> e del buon vecchio <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Z39.50" target="_blank"><strong>Z39.50</strong></a>, per costruire un mashup di <strong>notifica e aggiornamento delle modifiche avvenute su un record</strong>: le biblioteche in una rete cooperativa possono così venire a conoscenza dei cambiamenti intervenuti su una scheda che è stata già acquisita dal catalogo e, se del caso, anche decidere di accogliere quei cambiamenti, sovrapponendo la scheda catalografica modificata con quella del proprio OPAC, in maniera del tutto rapida e automatizzata.</p>
<p>Forse questo capitolo è il più interessante di tutti almeno sotto un profilo: mostra come<strong> il catalogo e la catalogazione </strong>non solo non sono esclusi, in quanto<strong> ambiti di attività tradizionali</strong>, dalla creazione di <strong>servizi innovativi e mashup</strong>, ma possono con la loro ineludibile centralità venire<strong> impattati pesantemente dalla creazione di servizi agili</strong>, in grado di <strong>eliminare le parti più ripetitive e meccaniche</strong> di certe attività e aprire la strada alla creatività nell&#8217;utilizzo delle informazioni e dei dati contenuti negli OPAC, frutto di anni e anni di lavoro delle migliori menti bibliotecarie&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[BOA: tesi di dottorato e nuove funzionalità]]></title>
<link>http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/11/16/boa-tesi-di-dottorato-e-nuove-funzionalita/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 19:15:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>bonaria</dc:creator>
<guid>http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/11/16/boa-tesi-di-dottorato-e-nuove-funzionalita/</guid>
<description><![CDATA[BOA (Bicocca Open Archive), il repository istituzionale dell&#8217;Università di Milano-Bicocca ha r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.boa.unimib.it" target="_blank"><strong>BOA (Bicocca Open Archive)</strong></a>, il repository istituzionale dell&#8217;<strong><a href="http://www.unimib.it" target="_blank">Università di Milano-Bicocca</a></strong> ha rilasciato nuove, importanti funzionalità. Dopo cinque mesi di lavoro, presentiamo agli utenti in questi giorni le seguenti innovazioni:</p>
<ul>
<li><strong>Deposito delle tesi di dottorato in formato elettronico</strong></li>
<li><strong>Export delle citazioni delle pubblicazioni nei  principali formati bibliografici</strong></li>
<li><strong>Aumento dell&#8217;utenza potenziale e dell&#8217;inserimento pubblicazioni</strong></li>
<li><strong>Servizio di verifica delle policy editoriali</strong></li>
<li><strong>Miglioramento del sistema di notifica</strong></li>
<li><strong>Miglioramento del sistema di alerting</strong></li>
<li><strong>Miglioramento di alcuni aspetti del layout</strong></li>
</ul>
<p>In realtà, per alcune funzionalità sono stati necessari ben più di cinque mesi di lavoro (es.:<strong> tesi di dottorato</strong>) così come su altre lavoriamo all&#8217;incirca dall&#8217;entrata in produzione dell&#8217;archivio (es.: il <strong>servizio di verifica delle policy editoriali</strong>). Se volete saperne di più, potete consultare la <a href="http://www.biblio.unimib.it/XML/contenuti/news/dett.jsp?_cid=c613786c&#38;param1=91434430&#38;param2=682020802&#38;_crc=ac3b5b1a" target="_blank"><strong>news dedicata</strong></a> sul <a href="http://www.biblio.unimib.it" target="_blank"><strong>sito della Biblioteca</strong></a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Library Mashups 1 - SOPAC 2.0: the trashable, mashable catalog]]></title>
<link>http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/11/08/library-mashups-1-sopac-2-0-the-trashable-mashable-catalog/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 15:32:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>bonaria</dc:creator>
<guid>http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/11/08/library-mashups-1-sopac-2-0-the-trashable-mashable-catalog/</guid>
<description><![CDATA[Per far conoscere Library mashups: exploring new ways to deliver library data, ho pensato di inaugur]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Per far conoscere <a href="http://mashups.web2learning.net/" target="_blank"><em><strong>Library mashups</strong></em><em><strong><em><strong>: </strong></em>exploring new ways to deliver library data</strong></em></a>, ho pensato di inaugurare una serie di <strong>post dedicati ai vari capitoli</strong>. Affinché l&#8217;impostazione non sia troppo burocratica, non procederò proprio in sequenza. Comincerò la serie con una delle puntate più avvincenti: quella  sul capitolo 12,  <em><strong>SOPAC 2.0: The Trashable, Mashable Catalog</strong></em>, scritto da <a href="http://www.blyberg.net/" target="_blank"><strong>John Blyberg</strong></a> e dedicato a <a href="http://thesocialopac.net/" target="_blank"><strong>SOPAC</strong></a> (Social OPAC), l&#8217;interfaccia web per i cataloghi di biblioteca creata da Blyberg medesimo, bravissimo programmatore e appassionato di open source e biblioteche.</p>
<p>SOPAC nasce nel 2005 come un <strong>progetto open source della <a href="http://www.aadl.org/" target="_blank">Ann Arbor District Library</a> </strong>(NdR adesso Blyberg lavora presso la <a href="http://www.darienlibrary.org/" target="_blank"><strong>Darien Library</strong></a>), quando a Blyberg viene chiesto di riprogettare l&#8217;interfaccia web del catalogo della biblioteca. L&#8217;intento del nostro è subito chiaro: <strong>disegnare un OPAC che non sia percepito come qualcosa di estrinseco</strong> ma che si fonda perfettamente con l&#8217;interfaccia web del sito della biblioteca. Dunque SOPAC viene concepito come <strong>nativamente integrato nel CMS <a href="http://drupal.org/" target="_blank">Drupal</a></strong>, e sviluppato a partire proprio da moduli del Content Management System. La prima interfaccia va online nel 2007 e si presenta molto bene, ricca di funzionalità sociali tipiche della Library 2.0.</p>
<p>Qualcosa però non funziona ancora bene e non permette quell&#8217;integrazione <em>seamless</em> tra OPAC e sito web che Blyberg si era proposto. L&#8217;<strong>interfaccia</strong> è da un lato <strong>troppo dipendente dalla configurazione del sistema di automazione</strong> della AADL e dunque non facilmente esportabile, e dall&#8217;altro l&#8217;<strong>architettura</strong> nel suo insieme è <strong>troppo poco ricettiva verso i contenuti generati dagli utenti (UGC)</strong>, che infatti <strong>non sono inclusi nell&#8217;indice dell&#8217;OPAC</strong> che viene interrogato all&#8217;atto di ricerca di un libro da parte degli utenti.</p>
<p>Così prende il via il progetto <strong>SOPAC 2.0</strong>, che nasce da un&#8217;architettura molto più robusta e concepita in modo da rendere l&#8217;<strong>interfaccia perfettamente adottabile e adattabile</strong> da chiunque. La prima rivoluzione Blyberg la compie <strong>&#8220;esternalizzando&#8221; </strong>tutti gli elementi non strettamente inerenti l&#8217;interfaccia, in <strong>due librerie</strong> che accompagnano il prodotto: <strong>Locum</strong> e <strong>Insurge</strong>. La prima è un<strong> livello di astrazione</strong> che viene posto tra l&#8217;interfaccia e ciò che sta sotto di essa, ovvero l&#8217;ILS (sistema di automazione) specifico usato dalla biblioteca, e che quindi rende veramente l&#8217;<strong>OPAC agnostico</strong> rispetto al sistema sottostante adoperato, mentre la seconda gestisce il nuovo <strong>repository di informazioni sociali</strong>: ciò che prima era riservato ai soli utenti di una biblioteca (tag, commenti, recensioni, voti), adesso viene <strong>esteso a tutte le biblioteche che adottino SOPAC</strong> e soprattutto viene<strong> utilizzato in fase di ricerc</strong>a dagli utenti dell&#8217;OPAC!</p>
<p>Nel capitolo sono presentati alcuni esempi di come sia <strong>facile istanziare le classi </strong>delle due librerie: in effetti uno dei driver di SOPAC2 è  proprio la semplicità d&#8217;uso anche per il medio IT staff di biblioteca. Il capitolo si conclude con ulteriori esempi di come, essendo SOPAC costruito sul CMS Drupal, sia <strong>modulabile</strong> e di come i suoi contenuti possano essere integrati davvero in maniera <em>seamless</em> nell&#8217;interfaccia web attraverso <strong>la composizione e la giustapposizione dei vari blocchi </strong>(contenuti del blog/sito della biblioteca con, per esempio, l&#8217;elenco dei 50 libri più prestati; contenuti del sito con altri contenuti del sito; contenuti dell&#8217;OPAC con altri contenuti dell&#8217;OPAC), il tutto con massimi livelli di <strong>personalizzazione, flessibilità e&#8230; mashabilità</strong> (il layout come anche il livello delle informazioni che vengono presentate, possono essere modificati con semplicità, grazie all&#8217;architettura di classi e librerie associate a SOPAC). Ugualmente, l&#8217;architettura adottata, fa sì che i <strong>blocchi di SOPAC</strong> possano essere non solo <strong>&#8220;amalgamati&#8221; con contenuti provenienti dall&#8217;esterno</strong>, ma possano essi stessi venire <strong>esportati e pubblicati</strong>, per esempio, in un blog o in una pagina web (classico l&#8217;esempio del box di ricerca).</p>
<p>Blyberg conclude augurandosi che<strong> il numero delle biblioteche che adottano SOPAC 2.0 cresca sempre di più</strong>, poiché il reale utilizzo da parte di un numero sempre più ampio di utenti finali è l&#8217;unica garanzia perché il <strong>progetto continui ad essere sviluppato</strong> e <strong>il repository di contenuti sociali aggregati ai record bibliografici si arricchisca</strong> e divenga sempre più funzionale e utile. Le ultime righe sono quindi un invito alla comunità dei bibliotecari e degli sviluppatori perché aiutino SOPAC a cresce e prosperare, e noi speriamo vivamente che studenti e colleghi interessati all&#8217;argomento raccolgano l&#8217;invito!</p>
<p>Potete leggere tutti i <strong>contenuti relativi al libro</strong> attraverso il <strong>tag <a href="http://bonariabiancu.wordpress.com/tag/library-mashups/" target="_blank">library mashups</a></strong>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mashup e biblioteche? Un binomio vincente]]></title>
<link>http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/11/01/mashup-e-biblioteche-un-binomio-vincente/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 13:12:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>bonaria</dc:creator>
<guid>http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/11/01/mashup-e-biblioteche-un-binomio-vincente/</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; stato pubblicato Library mashups: exploring new ways to deliver library data, il libro sui ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>E&#8217; stato pubblicato <em><strong>Library mashups: exploring new ways to deliver library data</strong></em>, il libro sui mashups e le biblioteche atteso ormai da quasi un anno! Il capitolo con cui ho partecipato si intitola <strong><em>Behind the scenes</em></strong>, proprio perché intende fornire delle<strong> informazioni su ciò che accade dietro le quinte di servizi e prodotti</strong> di cui in genere vediamo solamente il front end &#8211; che sia un&#8217;interfaccia web o un client.</p>
<p>Il libro si compone sia di una<strong> parte teorico-tecnica</strong> sia sopratutto di<strong> esempi concreti progettati e realizzati presso biblioteche</strong> sparse per il mondo: è questo approccio molto orientato alla pratica e di respiro internazionale che me lo fa considerare &#8211; conflitto di interesse a parte <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  &#8211; un ottimo libro su un argomento tecnico come il <strong>mashup</strong>, probabilmente finora poco sviluppato al livello di riflessione e di implementazione.</p>
<p>Nel libro potrete spaziare dagli <strong>esperimenti sui repository</strong> effettuati dal grande <a href="http://blog.stuartlewis.com/" target="_blank"><strong>Stuart Lewis</strong></a> alle modalità con cui <strong>rendere un sito <em>mashable</em></strong><em> </em>all&#8217;immancabile hacking sugli OPAC. L&#8217;aspetto che trovo molto soddisfacente in quanto autrice è che il modello di pubblicazione proposto dalla <a href="http://www.web2learning.net/" target="_blank"><strong>curatrice</strong></a> e dall&#8217;editore è stato di stampo scientifico-accademico. La <strong>remunerazione per il capitolo</strong> è consistita in una copia omaggio del volume, ma ci è stata data per contratto la<strong> possibilità di pubblicare il contributo su archivi aperti e siti personali</strong>, e di farne uso per <strong>presentazioni </strong>o <strong><em>coursepack </em>didattici</strong>.</p>
<p>Aiutandoci così come autori sia a<strong> far conoscere il libro</strong> e sia a<strong> far conoscere i nostri modesti contributi</strong>. Inutile dire che personalmente trovo questo modello vincente per le pubblicazioni scientifiche. Quindi&#8230; vi comunico con grande piacere che<strong> il mio capitolo è accessibile a testo pieno </strong>sul sito del <a href="http://www.boa.unimib.it" target="_blank"><strong>Bicocca Open Archive</strong></a> all&#8217;indirizzo <strong><a><strong> </strong></a></strong><strong><a href="http://hdl.handle.net/10281/5117" target="_blank">http://hdl.handle.net/10281/5117</a></strong>. Segnalo nuovamente il <a href="http://mashups.web2learning.net/preliminary-table-of-contents/chapter-2-behind-the-scenes-some-technical-details" target="_blank"><strong>blog</strong></a> che fa da corredo e complemento (e che ha fatto da anticipazione) al libro, il <a href="http://hdl.handle.net/2292/5258" target="_blank"><strong>contributo</strong></a> &#8211; anch&#8217;esso in open access &#8211; di Stuart Lewis e infine, come è giusto, le due case editrici: <a href="http://books.infotoday.com/books/LibraryMashups.shtml" target="_blank"><strong>Information Today</strong></a> commercializza il libro in U.S.A., <a href="http://www.facetpublishing.co.uk/title.php?id=703-6" target="_blank"><strong>Facet Publishing</strong></a> in Europa. Potrete giudicare dai contenuti finora pubblicati in accesso aperto se il libro sia meritevole del vostro acquisto: nel caso lo fosse, commenti, osservazioni e suggerimenti sono i benvenuti!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gli archivi aperti e la valutazione della ricerca]]></title>
<link>http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/09/13/gli-archivi-aperti-e-la-valutazione-della-ricerca/</link>
<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 18:01:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>bonaria</dc:creator>
<guid>http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/09/13/gli-archivi-aperti-e-la-valutazione-della-ricerca/</guid>
<description><![CDATA[Il 22 settembre si terrà a Trieste un convegno sugli archivi aperti e la valutazione della ricerca s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il 22 settembre si terrà a Trieste un <a href="http://www.aib.it/aib/sezioni/fvg/c090922.htm" target="_blank"><strong>convegno sugli archivi aperti e la valutazione della ricerca scientifica</strong></a>, cui parteciperò con un intervento su <a href="http://www.boa.unimib.it" target="_blank"><strong>Bicocca Open Archive</strong></a>, il repository dell&#8217;università presso cui lavoro [grassetti miei]:</p>
<blockquote><p>La rapida <strong>evoluzione delle modalità di produzione, diffusione e valutazione della letteratura scientifica</strong> ha modificato radicalmente il ruolo dei mediatori tradizionali (biblioteche e case editrici), mentre offre nuove opportunità e impone nuovi impegni agli scienziati, produttori e utilizzatori di queste conoscenze.</p>
<p>Ci troviamo di fronte all’esplosione del cosiddetto “<strong>green Open Access</strong>”, cioè degli archivi e repositories istituzionali (con oltre 23 milioni di documenti) e ad una crescita significativa del “<strong>gold Open Access</strong>”, cioè delle riviste ad accesso aperto. Allo stesso tempo è evidente che in Italia in questo campo siamo ancora lontani da quanto realizzato in molti altri paesi, nonostante l’ipegno formale a sostenere l’Open Access preso da quasi tutte le università italiane, che hanno sottoscritto la <a href="http://oa.mpg.de/openaccess-berlin/BerlinDeclaration_it.pdf" target="_blank"><strong>Dichiarazione di Berlino sull’accesso aperto</strong></a>.</p>
<p>Questo convegno intende fare il punto sulla situazione e stimolare la discussione tra gli attori coinvolti in queste tematiche, docenti, ricercatori, bibliotecari, informatici, per far conoscere meglio le <strong>esperienze più interessanti a livello gobale ed italiano sia nel campo delle riviste Open Access che in quello degli archivi aperti</strong>, e soprattutto le interazioni possibili con la <strong>valutazione della ricerca</strong>, che può utilizzare come indicatori anche i dati sulle citazioni e gli scarichi provenienti dagli archivi aperti.</p></blockquote>
<p style="text-align:center;"><!-- SlideShare error: doc is missing or has illegal characters /[^-_a-zA-Z0-9]/ --></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Shibboleth]]></title>
<link>http://librarianofalltrades.wordpress.com/2009/04/28/shibboleth/</link>
<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 19:48:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>xenoarrives</dc:creator>
<guid>http://librarianofalltrades.wordpress.com/2009/04/28/shibboleth/</guid>
<description><![CDATA[In English, a Shibboleth is a means of security &#8211; a word or phrase that only somebody in the i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>In English, a Shibboleth is a means of security &#8211; a word or phrase that only somebody in the in-crowd would know. <a href="http://kingjbible.com/judges/12.htm" target="_blank">It comes from a story in the Biblical book of Judges.</a> The protagonists used the word &#8220;shibboleth&#8221; as a password to discover spies from a neighboring group that pronounced it differently. <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_shibboleths" target="_blank">Wikipedia has a fascinating list of shibboleths in many languages.</a></p>
<p><a href="http://shibboleth.internet2.edu/about.html" target="_blank">In the library world, Shibboleth is an authentication and single sign-on service,</a> and we&#8217;re looking into using it.</p>
<p>From the end-user and frontline user services standpoint, Shibboleth is a tool that operates invisibly in the background to make it possible for users to log into all the College&#8217;s services one time (per session.) Log in to register for classes, and then you can check your financial aid, post a message on the College social networking page, access your e-mail account, get to your online course page, access all the library databases, e-reserves, the helpdesk ticketing system, etc. all without having to log in again. It&#8217;s a foundation that needs to be laid before we can move onto the &#8220;portal&#8221; model.</p>
<p>There are similar products, but Shibboleth</p>
<ul>
<li>is for single sign-on to websites and services both within and outside of an institution.</li>
<li>doesn&#8217;t require the end user to do anything except remember that one username and password combo.</li>
</ul>
<p>Sentinel, in contrast, appears to be single sign-on within an institution and Athens seems to be single sign-on for an assortment of hosted services. Maybe I&#8217;m wrong about that. I will have to do further research.</p>
<p>It&#8217;s difficult for me to find out what services and tools integrate with Shibboleth out of the box. A lot of the information available on the public Web seems to be out of date. But from what I&#8217;ve read, Shibboleth has been successfully integrated with</p>
<ul>
<li>EZ Proxy</li>
<li>Angel LMS</li>
<li>ILLiad</li>
<li>Domino web access for Lotus (Yes, we use Lotus Notes for almost everything, including our websites. Version 6, if you must ask. *sigh*)</li>
<li>RefWorks</li>
</ul>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cataloghi eXtensibili, interfacce e metadati]]></title>
<link>http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/04/07/cataloghi-extensibili-interfacce-e-metadati/</link>
<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 17:43:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>bonaria</dc:creator>
<guid>http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/04/07/cataloghi-extensibili-interfacce-e-metadati/</guid>
<description><![CDATA[Il gruppo di lavoro di XC, Extensible Catalog, ha partorito, dopo alcuni studi condivisi con la comu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il gruppo di lavoro di <a href="http://www.extensiblecatalog.org/" target="_blank"><strong>XC, Extensible Catalog</strong></a>, ha partorito, dopo alcuni studi condivisi con la comunità bibliotecaria internazionale, i primi applicativi: <strong>tool open source sviluppati per arricchire le funzionalità degli OPAC</strong> e soprattutto per lavorare a una<strong> emersione dei loro contenuti</strong> (se n&#8217;era già parlato <a href="http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/01/22/libraries-need-freedom/" target="_self"><strong>qualche tempo fa</strong></a>).</p>
<p>Il progetto mi interessa moltissimo &#8211; sempre a proposito di <strong>metadati</strong> ed esigenze di <strong>riconvertire/trasformare(/appiattire?) i nostri schemi di rappresentazione delle informazioni </strong>verso interfacce universali basate su<em> lingue franche</em>. <strong>Paul Weston</strong> ha dedicato<strong> </strong>al tema un interessantissimo e originale intervento alle <strong>Stelline</strong>.</p>
<p>Peraltro qui si lavora anche ai <strong>moduli di circolazione</strong> &#8211; che mi sembrano in assoluto quelli più negletti quando si parla di costruire interfacce ai cataloghi (in genere si privilegia l&#8217;interrogazione di risorse; <strong><a href="http://www.blyberg.net/downloads/patrest_1.1_overview.pdf" target="_blank">questa</a> </strong>è un nota eccezione). Inoltre l&#8217;obiettivo è non solo una<strong> rappresentazione più completa e ricca </strong>delle risorse descritte in catalogo ma l&#8217;<strong>interoperabilità </strong>con (informazioni provenienti da) altri sistemi (tipicamente i learning management systems) e l&#8217;integrazione con altri tipi di <strong>contenuti &#8211; anche quelli forniti dagli utenti</strong>.</p>
<p>Recentemente uno dei gruppi di lavoro che ho la fortuna di coordinare, ha rilasciato <strong>MetaBib</strong>, il <strong>meta-motore di interrogazione delle risorse digitali</strong> della mia biblioteca basato sul software <a href="http://www.exlibris.co.il/category/MetaLibOverview" target="_blank"><strong>Metalib</strong></a>. E&#8217; stata un&#8217;esperienza interessante e formativa sotto vari aspetti, tra cui proprio quello della creazione<em> from scratch</em> e non, di <strong>modalità di interrogazione delle diverse banche dati, motori, archivi aperti, piattaforme di e-journals</strong>.</p>
<p>Prendiamo il nostro <a href="http://www.boa.unimib.it" target="_blank"><strong>archivio aperto</strong></a>, per esempio. Tra le altre, dispone &#8211; ovviamente &#8211; di un&#8217;<strong>uscita <a href="http://www.openarchives.org/OAI/openarchivesprotocol.html" target="_blank">OAI-PMH</a></strong>, lo standard verso cui XC è &#8211; giustamente &#8211; focalizzato, per favorire<strong> l&#8217;interrogabilità e la reperibilità sul Web delle risorse digitali</strong>, delle informazioni contenute nei cataloghi.</p>
<p>Configurando il nostro archivio per renderlo interrogabile in MetaBib, è emerso un problema con il <strong>campo <em>data</em></strong>. In BOA vi sono <strong>tre date</strong>, di cui due interne e una terza che rappresenta la data di <strong>pubblicazione del documento </strong>(poniamo: un articolo) che il record descrive. Queste date, come tutti gli altri metadati, sono espresse con <a href="http://dublincore.org/documents/dcmi-terms/" target="_blank"><strong>Dublin Core qualified</strong></a>, che rendono conto delle diversità dei campi.</p>
<p>Il protocollo OAI-PMH si basa però sui<strong> Dublin Core simple</strong>, cioè lo schema base <em>schiacciato </em>sui<strong> quindici metadati primari</strong>. E in essi vi è <strong>un </strong>solo campo data. Ergo: in MetaBib, BOA non può essere interrogato, sfruttando il protocollo OAI-PMH, per la sola data di pubblicazione: ogni qual volta si lancia una ricerca per data, <strong>vengono interrogati anche i campi delle date di creazione/validazione dei record</strong> &#8211; che sono ovviamente campi interni, il cui contenuto poco interessa all&#8217;utente.</p>
<p>Vi sono potenzialmente altre modalità di uscire dalla situazione: ad esempio creando delle <strong>interfacce standard di programmazione</strong>, sfruttando la rappresentabilità dei record nei vari dialetti XML. Ma il problema dei <strong>Dublin Core simple &#8211; formato diventato grande </strong>(in tutti i sensi) proprio grazie alla sua universalità e applicabilità &#8211; resta. Resta la difficoltà di esprimere la ricchezza dei dati attraverso pochi campi, e così generici, da un lato, da consentire la <strong>semplicità di adozione</strong>, e, dall&#8217;altro, da impedire che la <strong>ricchezza delle informazioni</strong> emerga intatta nel Web. Come pure resta la difficoltà di confrontarsi con dei <strong>qualificatori che richiedono comunque ulteriori personalizzazioni</strong>, che vengono talvolta codificate in <strong>application profile</strong> &#8211; ma che rimangono spesso e inevitabilmente <strong><em>locali</em></strong> all&#8217;applicazione che le implementa (e parliamo solo di <em>descrizione </em>delle informazioni!).</p>
<p>Concludo segnalando l&#8217;uscita del <a href="http://www.loc.gov/bibliographic-future/rda/" target="_blank"><strong>sito di RDA</strong></a> e quella, scoperta grazie al Friendfeed di Massimo Menichinelli, di un <a href="http://www.peerson.net/index.shtml" target="_blank"><strong>social network</strong></a> &#8211; peer-to-peer, di nicchia e in erba, ma che pone l&#8217;accento su questioni di vitale importanza, come la privacy, l&#8217;accessibilità e la portabilità dei dati. Last but not least, segnalo l&#8217;<a href="http://bits.blogs.nytimes.com/2009/03/30/microsoft-encarta-dies-after-long-battle-with-wikipedia/" target="_blank"><strong>uscita (di scena) di Encarta</strong></a> (cui va il mio de profundis inquieto).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[The Scripting Library (from Web 2.0 to the Linked Data)]]></title>
<link>http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/03/12/the-scripting-library-from-web-20-to-the-linked-data/</link>
<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 19:46:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>bonaria</dc:creator>
<guid>http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/03/12/the-scripting-library-from-web-20-to-the-linked-data/</guid>
<description><![CDATA[Le biblioteche hanno gestito storicamente imponenti quantità di informazioni strutturate ma non semp]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Le biblioteche hanno gestito storicamente <strong>imponenti quantità di informazioni strutturate </strong>ma non sempre sono state inclini a sfruttare questi giacimenti di dati nel modo più appropriato. L&#8217;utilizzo dei dati bibliografici così come di quelli amministrativi è spesso reso difficoltoso dalla <strong>mancanza di uniformità nei formati di rappresentazione</strong> e soprattutto dall&#8217;assenza di <strong>interfacce standard</strong> di accesso ad essi.</p>
<p>I <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mashup_(web_application_hybrid)" target="_blank"><strong>mashup</strong></a>, una delle idee cardine del Web 2.0, con le sue diramazioni di <strong>riusabilità e manipolazione delle informazioni</strong>, costituisce un tentativo di riscatto e valorizzazione di quanto è contenuto (cioè archiviato, catalogato, classificato nonché gestito amministrativamente) nei nostri scrigni dorati. Insieme a concetti come <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/API" target="_blank">API</a> </strong>e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Web_service" target="_blank"><strong>web service</strong></a>, nell&#8217;<a href="http://www.slideshare.net/bonaria/the-scripting-library-combining-data-and-information-in-the-library" target="_blank"><strong>intervento</strong></a> tenuto oggi presso il <a href="http://www.cenfor.net/agenda/bibliostar2009.htm#pomeriggio" target="_blank"><strong>Seminario Cenfor</strong></a>, alle <a href="http://www.bibliotecheoggi.it/stelline2009/" target="_blank"><strong>Stelline</strong></a>, ho cercato di affrontare i<strong> nodi teorici del mashup </strong>partendo dal Web 2.0 per approdare alla promessa del futuro prossimo venturo: il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Linked_Data" target="_blank"><strong>Web of Data</strong></a>.</p>
<p style="text-align:center;"><!-- SlideShare error: doc is missing or has illegal characters /[^-_a-zA-Z0-9]/ --></p>
<p>Non perdete anche l&#8217;ottimo <a href="http://www.slideshare.net/virna/partecipazione-e-credibilit-nellepoca-del-reference-20" target="_blank"><strong>intervento</strong></a> di <a href="http://nonbibliofili.splinder.com/" target="_blank"><strong>Virginia Gentilini</strong></a>, sull&#8217;attualissimo tema dell&#8217;<strong>affidabilità delle fonti online</strong>, e in particolare di quelle enciclopediche (utilissima la lettura in parallelo degli articoli di <a href="http://xoomer.virgilio.it/fmetitie/" target="_blank"><strong>Fabio Metitieri</strong></a> <a href="http://www.bibliotecheoggi.it/content/20090101501.pdf" target="_blank"><em><strong>Spiacenti, la conoscenza enciclopedica si è trasferita online</strong></em></a> e soprattutto <em><strong>Fonti online: dalla valutazione alla contestualizzazione</strong></em>, che disegna un nuovo paradigma di interpretazione e valutazione delle informazioni online, di cui è disponibile pubblicamente sul sito di <a href="http://www.bibliotecheoggi.it/content/n200810.html" target="_blank"><strong>Biblioteche oggi</strong></a> l&#8217;<a href="http://www.bibliotecheoggi.it/content/abstract/a20081001601.htm" target="_blank"><strong>abstract</strong></a>). Gli altri interventi del Seminario Cenfor saranno resi certamente disponibili al più presto (e non mancherò di segnalarli!).</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Italian Library 2.0? One question, many answers]]></title>
<link>http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/03/08/italian-library-20-one-question-many-answers/</link>
<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 18:18:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>bonaria</dc:creator>
<guid>http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/03/08/italian-library-20-one-question-many-answers/</guid>
<description><![CDATA[Questo è il titolo dell&#8217;intervento che ho tenuto venerdì scorso a Roma, per il convegno Web 2.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Questo è il titolo dell&#8217;intervento che ho tenuto venerdì scorso a Roma, per il convegno <a href="http://www.uniciber.it/index.php?id=485" target="_blank"><strong>Web 2.0 and libraries</strong></a>. Posto di seguito le slide. Come promesso, pubblico anche il link ai <a href="http://bonariabiancu.altervista.org/questionario_library20.xls" target="_blank"><strong>risultati del questionario</strong></a> di cui al <a href="http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/02/22/questionario-sulle-biblioteche-20-in-italia/" target="_blank"><strong>post dedicato</strong></a>: ho pensato di riassumerli in un file xls con diversi tab dedicati a esplorare le risposte ai quesiti. Come vedrete, le risposte offrono uno <strong>spaccato interessante delle biblioteche italiane</strong>.</p>
<p>Benché il questionario fosse del tutto a-scientifico, intendeva <strong>tracciare a grandi linee lo stato delle applicazioni 2.0 </strong>o comunque più avanzate e innovative in uso nelle nostre strutture. E credo che un&#8217;idea di ciò sia riuscito a darla. Inoltre sono di estremo interesse i <strong>commenti di voi tutti</strong>: spesso accorati, sempre interessati e coinvolti.</p>
<p>Devo dire che ho ricevuto diverse mail in aggiunta alle risposte al sondaggio, in cui molti bibliotecari mi sollecitavano a <strong>rendere pubblici i risultati</strong> soprattutto per individuare sulla scorta di essi <strong>buone pratiche utili per tutti</strong>. Insomma, ho percepito non solo curiosità ma vera e propria fame di <strong>informazioni concretamente applicabili sul lavoro </strong>da parte di tanti colleghi &#8211; e questo non può essere che un bene. Grazie ancora a tutti per la collaborazione e il sostegno.</p>
<p style="text-align:center;"><!-- SlideShare error: doc is missing or has illegal characters /[^-_a-zA-Z0-9]/ --></p>
<p style="text-align:left;">Dimenticavo: come forse saprete, il seminario è stato registrato e tra poco sarà distribuito in video. Vi terrò informati: Non potete certo perdere gli interventi di Mary Joan, Gerry e Andrea!</p>
<p style="text-align:left;">&#8211;</p>
<p style="text-align:left;">Aggiornamento: I link ai video dei relatori si possono trovare sempre sulla <a href="http://www.uniciber.it/index.php?id=485" target="_blank"><strong>pagina del convegno</strong></a>, mentre Cettina Cosenza ha meritoriamente pubblicato un <a href="http://www.uniciber.it/fileadmin/doc_imm2/Varie/seminario6marzo_vers1.pdf" target="_blank"><strong>resoconto</strong></a> molto completo della manifestazione.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Questionario sulle biblioteche 2.0 in Italia]]></title>
<link>http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/02/22/questionario-sulle-biblioteche-20-in-italia/</link>
<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 14:04:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>bonaria</dc:creator>
<guid>http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/02/22/questionario-sulle-biblioteche-20-in-italia/</guid>
<description><![CDATA[In vista dell&#8217;intervento che terrò al convegno Web 2.0 and libraries il prossimo 6 marzo a Rom]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>In vista dell&#8217;intervento che terrò al convegno <strong><em><a href="http://www.uniciber.it/index.php?id=485">Web 2.0 and libraries</a></em></strong> il prossimo 6 marzo a Roma, ho preparato un piccolo <strong>questionario sulle applicazioni 2.0 in Italia e sulle loro modalità di implementazione nelle biblioteche</strong>. Si tratta di alcune domande che vertono sul rapporto dei bibliotecari e delle biblioteche italiani con strumenti come blog, wiki, feed RSS, social tagging e così via.</p>
<p>Il questionario è assolutamente a-scientifico e informale: è solo un tentativo di <strong>individuare le linee di tendenza dell&#8217;adozione di quelle tecnologie</strong> che per comodità chiamiamo &#8220;2.0&#8243;.</p>
<p>Tutti coloro che abbiano avuto esperienze in merito e/o desiderino &#8220;dire la propria&#8221; sono quindi invitati a visitare la pagina<br />
<a href="http://www.questionpro.com/akira/TakeSurvey?id=1157337"><strong>http://www.questionpro.com/akira/TakeSurvey?id=1157337</strong></a> e a rispondere alle otto domande proposte.</p>
<p>Il questionario sarà attivo fino al <strong>28 febbraio 2009</strong>; i risultati saranno resi pubblici nel corso del convegno e poi messi a disposizione di tutti online. Non sono richiesti dati personali.</p>
<p>Per qualsiasi chiarimento o suggerimento, invito a scrivermi all&#8217;indirizzo: bonariabiancu AT gmail.com. Grazie!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Catalogazione sociale: il modello Wikipedia applicato ai dati bibliografici]]></title>
<link>http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/02/07/catalogazione-sociale-il-modello-wikipedia-applicato-ai-dati-bibliografici/</link>
<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 14:08:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>bonaria</dc:creator>
<guid>http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/02/07/catalogazione-sociale-il-modello-wikipedia-applicato-ai-dati-bibliografici/</guid>
<description><![CDATA[Sempre a proposito di condivisione dei dati e anche, in questo caso, di catalogazione cooperativa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sempre a proposito di <strong><a href="http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/01/22/libraries-need-freedom/" target="_self">condivisione dei dati</a> </strong>e anche, in questo caso, di <strong>catalogazione cooperativa</strong>&#8230; Uno strumento che mi sembra rivoluzionario, almeno nella concezione, è il nuovo <strong><a href="http://bws.biblios.net/doku.php/Home" target="_blank">Biblios.Net</a></strong> rilasciato da <strong><a href="http://liblime.com/" target="_blank">LibLime</a></strong>, un&#8217;azienda di servizi sui <strong>software open source per le biblioteche</strong> (in effetti era da qualche tempo che accanto al nome di <strong><a href="http://www.web2learning.net/" target="_blank">Nicole Engard</a></strong>, in GTalk, vedevo comparire il simbolo di Biblios&#8230; <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://bws.biblios.net/doku.php/Home" target="_blank"><strong>Biblios.Net</strong></a> (da non confondere con l&#8217;applicativo <strong><a href="http://biblios.org/" target="_self">Biblios</a></strong>) è un&#8217;<strong>interfaccia di catalogazione web-based</strong> in piena regola (compliance con tutti gli standard del caso) che sfrutta la <strong><a href="http://www.opendatacommons.org/odc-public-domain-dedication-and-licence/" target="_blank">licenza ODC</a></strong> per il <strong>libero riutilizzo dei dati</strong> ai fini della creazione di un <strong>database di record catalografici condivisi </strong>al livello internazionale. Il db di record catalografici può essere gratuitamente <strong>acceduto e arricchito, modificato, esportato dagli utenti </strong>(è richiamato non a caso il modello Wikipedia). Il supporto all&#8217;accesso locale al db catalografico viene garantito da <a href="http://gears.google.com/" target="_blank"><strong>Google Gears</strong></a>, un&#8217;applicazione in grado di offrire l&#8217;accesso offline a servizi e informazioni normalmente fruiti online. E&#8217; possibile creare, modificare e caricare/esportare record.</p>
<p>La <strong>prassi catalografica</strong> è assolutamente semplice e <strong>ricalca un qualsiasi editor MARC</strong> (io ho in mente quello di <strong><a href="http://www.exlibrisgroup.com/category/Aleph" target="_blank">Aleph</a></strong>, per esempio, ma immagino siano all&#8217;incirca tutti così: campi con relative etichette (nome del tag) e spazi in cui inserire i valori). Se si desidera <strong>inviare i record verso l&#8217;esterno</strong>, si può scegliere se mandarli al db dello stesso Biblios.Net oppure ad altri <strong>&#8220;send target&#8221; </strong>- per esempio si potrebbe scegliere il proprio catalogo (di nuovo, Aleph e simili). Naturalmente occorre in questo caso entrare con le apposite credenziali. Ugualmente si possono <strong>configurare ulteriori target di ricerca</strong> compatibili con lo <strong>Z39.50</strong>: basta inserire l&#8217;indirizzo, la porta e la sintassi di ricerca (esistono già <strong><a href="http://targettest.indexdata.com/" target="_blank">directory che censiscono i target Z39.50</a></strong>). Quanto all&#8217;<strong>export</strong> sono invece disponibili di default i formati <strong>MARC21 e MARCXML</strong>.</p>
<p>Chiaramente esistono già in Biblios ulteriori modalità di <strong>accesso ed esportazione dei record</strong>: nella <strong><a href="https://bws.biblios.net/doku.php" target="_blank">pagina dei web service</a></strong> sono dettagliate le varie <strong>unAPI</strong>, <strong>SRU </strong>etc. Per i raffinati utilizzatori dei cataloghi esistono anche <strong>macro e plugin già sviluppati</strong>. Infine, i tracciati MARC sono già suddivisi in <strong>schede catalografiche</strong>: libro, risorse in continuazione, musica etc. Ad ognuna di queste tipologie corrispondono<strong> template (e quindi campi) diversi</strong>. Inoltre le richerce di titoli già presenti nel db sono agevolate dalla <strong>possibilità di navigare per faccette</strong>. Sinceramente sono rimasta molto impressionata dall&#8217;efficacia e dall&#8217;eleganza dell&#8217;interfaccia di<strong> </strong><a href="http://bws.biblios.net/doku.php/Home" target="_blank"><strong>Biblios.Net</strong></a> (anche se alcune funzionalità sembrano un po&#8217; zoppicare). Aggiungo che i catalogatori possono usufruire di <strong>strumenti di comunicazione integrati </strong>nella piattaforma (forum, chat) per scambiare opinioni, informazioni, aiuto.</p>
<div>Notevole, infine, l&#8217;<strong><a href="http://liblime.com/news-items/press-releases/talis-and-liblime-open-data-on-biblios.net/" target="_blank">accordo siglato da LibLime e Talis</a></strong> proprio sul db di record catalografici: </div>
<blockquote><p>Talis, the UK market leader in providing academic and public library solutions, and LibLime, the leader in open solutions for libraries, are pleased to announce a partnership to make available over five million bibliographic records to the library community on the ‡biblios.net platform.</p></blockquote>
<p>P.S. sarebbe da capire come <a href="http://bws.biblios.net/doku.php/Home" target="_blank"><strong>Biblios.Net</strong></a> si relaziona a <a href="http://openlibrary.org/" target="_blank"><strong>OpenLibrary</strong></a> &#8211; altro db di record in potenza universale e omnicomprensivo e dall&#8217;editing condiviso à la Wikipedia.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nasce il blog in vista della pubblicazione di "Library Mashups"]]></title>
<link>http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/01/11/nasce-il-blog-in-vista-della-pubblicazione-di-library-mashups/</link>
<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 15:51:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>bonaria</dc:creator>
<guid>http://bonariabiancu.wordpress.com/2009/01/11/nasce-il-blog-in-vista-della-pubblicazione-di-library-mashups/</guid>
<description><![CDATA[Inauguro il 2009 con una notizia che non vedevo l&#8217;ora di darvi: è in uscita Library mashups: e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Inauguro il 2009 con una notizia che non vedevo l&#8217;ora di darvi: è in uscita<em><strong> Library mashups: exploring new ways to deliver library data</strong></em>, un potente e completo libro sui mashup e le biblioteche! Ok, non mi esalto solo per la poetica bellezza del libro in sé ma anche perché sono l&#8217;autrice del secondo capitolo <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> , intitolato <em><strong>Behind the scenes: some technical details</strong></em> e vertente sulle tecnologie che stanno dietro i mashup.</p>
<p>Per le anticipazioni, segnalo il <a href="http://mashups.web2learning.net/" target="_blank"><strong>blog omonimo</strong></a> (del libro) testé pubblicato dalla curatrice, <a href="http://web2learning.net/" target="_blank"><strong>Nicole Engard</strong></a>: potrete trovare in esso i <strong>riferimenti alle varie tematiche</strong> e l&#8217;elenco dei <strong>link proposti nei capitoli</strong> (anche raccolti su <a href="http://delicious.com/librarymashups" target="_blank"><strong>Delicious</strong></a>). Spero di poter postare presto la copertina e magari anche il mio capitolo in accesso aperto (in <a href="http://www.boa.unimib.it" target="_blank"><strong>BOA</strong></a>, perché no).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pubblicato il libro "LibWorld - Library blog worldwide"]]></title>
<link>http://bonariabiancu.wordpress.com/2008/12/18/pubblicato-il-libro-libworld-library-blog-worldwide/</link>
<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 16:00:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>bonaria</dc:creator>
<guid>http://bonariabiancu.wordpress.com/2008/12/18/pubblicato-il-libro-libworld-library-blog-worldwide/</guid>
<description><![CDATA[A un anno dalla segnalazione del post pubblicato in rete per la rassegna LibWorld, anche il 2008 si ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>A un anno dalla <a href="http://bonariabiancu.wordpress.com/2007/12/28/applicativi-per-biblioteche-fuori-il-codice/" target="_self"><strong>segnalazione</strong></a> del <a href="http://infobib.de/blog/2007/12/24/libworld-italy/" target="_blank"><strong>post</strong></a> pubblicato in rete per la rassegna<strong> <a href="http://infobib.de/blog/?page_id=385" target="_blank">LibWorld</a></strong>, anche il 2008 si chiude con un <strong>omaggio alla biblioblogosfera</strong>, e in particolare a quella <strong>italiana</strong>: gli editor di <strong> <a href="http://infobib.de/blog/?page_id=385" target="_blank">LibWorld</a> </strong>hanno finalmente dato alle stampe <a href="http://www.lulu.com/content/5307801" target="_blank"><em><strong>LibWorld &#8211; library blogs worldwide</strong></em></a>, un libro &#8211; <a href="http://infobib.de/blog/2008/12/17/libworld-book-available/" target="_blank"><strong>disseminato in più luoghi online</strong></a> &#8211; con tutti i resoconti del <strong>panorama dei biblioblog/ger da ben 29 differenti nazioni</strong>!</p>
<p>Per scelta degli autori e dei curatori,<strong> il contenuto è disponibile gratuitamente online</strong> con licenza <a href="http://creativecommons.org" target="_blank"><strong>Creative Commons</strong></a>, e se lo si desidera, è anche possibile acquistare una copia cartacea del libro. Un&#8217;idea notevole di <strong>Christian Hauschke, Nadine Ullmann, Sarah Lohre</strong>, che sono poi gli autori dell&#8217;ottimo blog <a href="http://infobib.de/" target="_blank"><strong>InfoBib</strong></a>, è stata quella di <strong>salvare in Delicious</strong> tutti <a href="http://delicious.com/libworld" target="_blank"><strong>i siti richiamati all&#8217;interno del libro</strong></a>, categorizzati per nazione di appartenenza: in questo modo è possibile <strong>ripercorrere le tracce dei biblioblog/ger</strong> e seguire tutti gli sviluppi che hanno attraversato.</p>
<p>Di estremo interesse lo squarcio aperto anche su <strong>scenari che non è consueto frequentare</strong>, come quelli della <strong>agguerrita biblioblogosfera iraniana</strong>. Il merito principale di questa raccolta (senza particolari pretese scientifiche) sta, credo, proprio in questo: nell&#8217;aver raccontato uno <strong>spaccato di quegli ambienti bibliotecari che normalmente non fanno notizia</strong>, se in essi non si parla inglese.</p>
<p>Il <a href="http://www.lulu.com/content/4898086" target="_blank"><strong>resoconto</strong></a> analogo, e anche più completo e ragionato, di <a href="http://walt.lishost.org/" target="_blank"><strong>Walt Crawford</strong></a>, per esempio, pubblicato qualche giorno fa anch&#8217;esso su <a href="http://www.lulu.com/" target="_blank"><strong>Lulu</strong></a> (un sito di auto-pubblicazione simile a <a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/" target="_blank"><strong>Il mio libro</strong></a>), nasce con l&#8217;intento di dare conto della <strong>biblioblogosfera anglofona</strong> e spesso accade che anche le <strong>interpretazioni </strong>della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Library_2.0" target="_blank"><strong>Library 2.0</strong></a> (e di tutto quello che con questa label si è soliti intendere), siano <strong>filtrate da questa lente linguistica</strong>, che purtroppo lascia fuori una grossa fetta di bibliotecari, biblioteche e semplici appassionati. Speriamo che i cari amici di <a href="http://infobib.de/" target="_blank"><strong>InfoBib</strong></a> abbiano contribuito a colmare questa lacuna e ancora <strong>grazie a tutti coloro che un anno fa hanno voluto contribuire al progetto inviandomi notizie dei loro blog</strong> <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Public Library Innovation Grant from ICMA]]></title>
<link>http://libraryeverywhere.wordpress.com/2008/11/18/public-library-innovation-grant-from-icma/</link>
<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 15:40:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mandy</dc:creator>
<guid>http://libraryeverywhere.wordpress.com/2008/11/18/public-library-innovation-grant-from-icma/</guid>
<description><![CDATA[From ICMA: Once an institution devoted to book circulation, the public library is evolving. A recent]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>From ICMA:</p>
<blockquote><p>Once an institution devoted to book circulation, the public library is evolving. A recent study of the members of ICMA, the premier local government leadership and management organization, found some communities are using their public libraries for compelling new projects, such as providing services for teens, immigrant residents, recycling, health, and public safety.</p>
<p>During the next two years, with the help of the Bill &#38; Melinda Gates Foundation, ICMA plans to encourage adoption of more such leading practices among local governments and demonstrate the value of public libraries as a vital tool in supporting community sustainability through the ICMA Public Library Innovation Grant. Local governments can employ these grants to develop new and creative ways of using their public library to deliver services in areas such as public safety, disaster preparedness, sustainability, health, immigration, civic engagement, and economic development.</p></blockquote>
<p>Um, hello? That is awesome. Individual grants will range from $20K- $60K with a total of $500K being provided for the program. It looks like they&#8217;re really trying to encourage local governments to look at libraries as a direct link to their communities and to get creative with using those links to address important local issues.</p>
<p>Hopefully I can drum up some interest around here so we can move forward with applying. I would love to implement either some kind of literacy program with a focus on native Spanish speakers or something related to educating the community on sustainable living. There&#8217;s a great little community garden on 7th Street where residents can sign up for a plot and grow their own fruits and veggies. They even grew cotton one year! Some of them take their produce home to their families, some of them take it to local markets to sell, and some of them donate it to those who need it more. Seems like that could be a great starting place and a great model for bigger projects down the line.</p>
<p><a href="http://icma.org/publiclibrarygrants">More info on the grant here</a>. The deadline is January 9th of next year.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Growing Readers and Creative Commons]]></title>
<link>http://libraryeverywhere.wordpress.com/2008/11/17/growing-readers-and-creative-commons/</link>
<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 17:00:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mandy</dc:creator>
<guid>http://libraryeverywhere.wordpress.com/2008/11/17/growing-readers-and-creative-commons/</guid>
<description><![CDATA[Last week our director gave us the go-ahead to put our early literacy video, Growing Readers, under ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Last week our director gave us the go-ahead to put our early literacy video, <em>Growing Readers</em>, under a BY-NC-ND Creative Commons license. This is exciting for several reasons. What this means is that anybody who wants to is now free to screen, copy and distribute our video as long as 1) we get credit, 2) no one is making a profit from it and 3) the video isn&#8217;t modified in any way. Any group, institution or individual is free to show and share this video without worrying about obtaining our permission. The BY-NC-ND CC license is the most restrictive, and is sometimes referred to as the &#8220;free publicity&#8221; license in that it essentially encourages the sharing and distribution of the licensed work while prohibiting any modifications from being made.</p>
<p>This seems to fall in line beautifully with what libraries are about- the free sharing of information. I hope to see other libraries and non-profit educational and cultural institutions that produce media looking to Creative Commons as an alternative to traditional copyright. It seems to me that releasing work under this type of license could only benefit the participating institutions- it&#8217;s a great way to encourage people to find, use, and share your work with others.</p>
<p>I&#8217;ll be uploading and linking to <em>Growing Readers</em> soon- both the English and Spanish versions!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Google Books fa pace con gli editori e promette guadagni per tutti (comprese le biblioteche!)]]></title>
<link>http://bonariabiancu.wordpress.com/2008/10/29/google-books-fa-pace-con-gli-editori-e-promette-guadagni-per-tutti-comprese-le-biblioteche/</link>
<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 15:31:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>bonaria</dc:creator>
<guid>http://bonariabiancu.wordpress.com/2008/10/29/google-books-fa-pace-con-gli-editori-e-promette-guadagni-per-tutti-comprese-le-biblioteche/</guid>
<description><![CDATA[Con un&#8217;azione che si riverbera su molteplici piani, Google Books risolve i suoi problemi legal]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Con un&#8217;azione che si riverbera su molteplici piani, <strong><a href="http://books.google.it/books" target="_blank">Google Books</a></strong> risolve i suoi <strong>problemi legali</strong>, incrementa la possibilità (legittima) di <strong>trarre ricavi dai suoi progetti di digitalizzazione</strong> e implementa una modalità di pubblicazione online che (tenta di) risolve(re) l&#8217;annosa questione dei <strong>libri orfani</strong> (quei libri ancora sotto copyirght ma per i quali non si riesce a risalire al detentore dei diritti) e dei <strong>libri fuori stampa</strong> (a volte le due categorie coincidono).</p>
<p>Contestualmente alla <strong>composizione dei conflitti con gli editori</strong> (risoluzione di due cause pendenti), il motore di Mountain View aprirà un <strong>registro dei diritti per autori e publisher</strong> – sperando che la possibilità di guadagnare possa <strong>spingere i detentori dei diritti degli <em>orphan works</em> a farsi avanti</strong> e reclamare quanto di loro pertinenza senza lasciarlo nel limbo giuridico – e darà inizio alla <strong>commercializzazione dei libri fin qui digitalizzati</strong>. Dal <strong><a href="http://www.nytimes.com/external/readwriteweb/2008/10/28/28readwriteweb-end_of_snippet_view_google_books.html" target="_blank">NYT</a></strong>:</p>
<blockquote><p>Libraries, universities, and other organizations will also be able to purchase an institutional subscription, which will give users the ability to access the full text of all the titles in the Google Books index. This, depending on the pricing, could turn out to be a revolutionary development for libraries.</p></blockquote>
<p>E, dal <strong><a href="http://googleblog.blogspot.com/2008/10/new-chapter-for-google-book-search.html" target="_blank">blog dello stesso Google Books</a></strong>:</p>
<blockquote><p>This agreement is truly groundbreaking in three ways. First, it will give readers digital access to millions of in-copyright books; second, it will create a new market for authors and publishers to sell their works; and third, it will further the efforts of our library partners to preserve and maintain their collections while making books more accessible to students, readers and academic researchers.</p></blockquote>
<p>Su questa apertura di Google &#8211; che per inciso mi sembra una mossa realmente <strong><em>groundbreaking</em></strong> &#8211; non ho ancora le idee chiare, ma credo senz’altro <strong>alzi di un (altro) livello il confronto con editori, autori e anche biblioteche</strong> (per ora solo statunitensi). Devo però anche dire che avrei auspicato che il problema dei <strong>libri orfani</strong> (ma anche di quelli out-of-print, per i quali davvero le biblioteche svolgono un ruolo di conservazione della memoria insostituibile&#8230;) potesse aspirare a una <strong>risoluzione non esclusivamente orientata al ricavo economico </strong>(ma alla <em>liberazione</em> dei libri, per esempio &#8211; anche se il miraggio del guadagno potrebbe almeno contribuire a una chiara definizione dello status di questa particolare tipologia di testi).</p>
<p>Pur non condividendo la stessa idea di copyirght degli editori, alla fine <strong>Google ha trovato un onorevole compromesso</strong> sottraendosi alle cause legali ma anche proponendo una <strong>visione <em>win-win</em></strong>. Perché, oltre ai libri orfani, anche <strong>i libri &#8220;in-copyright, out-of-print&#8221; ritornano ad avere un mercato</strong> che avevano perso (magari anche ingiustamente, perché obiettivamente che i libri vadano fuori stampa dopo così poco tempo è una follia!) &#8211; e questo nuovo mercato ora viene spalancato proprio grazie alle digitalizzazioni di Google.</p>
<p>Occorre dire che le <strong>biblioteche pubbliche e universitarie</strong> avranno la possibilità sia di sottoscrivere abbonamenti alle <strong>collezioni </strong><strong>proposte da </strong><a href="http://books.google.it/books" target="_blank"><strong>Google Books</strong></a> sia di avere <strong>accesso gratuito</strong> &#8211; solo da una postazione interna alla biblioteca &#8211; ai <strong>libri fuori commercio</strong> <strong>digitalizzati</strong> e quindi disponibili online (sorta di <strong>compensazione per tutto il lavoro di preservazione </strong>da esse svolto &#8211; lavoro onestamente e pubblicamente riconosciuto da Google).</p>
<p>A fronte dei pacchetti di ebooks o delle piattaforme alla <strong><a href="http://www.ebrary.com/corp/" target="_blank">ebrary</a></strong>, bisognerà vedere quanto la forza di <strong>milioni di digitalizzazioni</strong> e la <strong>diversificazione della provenienza dei testi</strong> (che vengono non solo da 22.000 editori ma anche dalle più importanti biblioteche al mondo!) spingerà Google più avanti dei suoi concorrenti&#8230; Sarà certamente interessante valutare, oltre al valore del <strong>mero accesso ai contenuti digitali</strong>, anche i <strong>servizi editoriali e informativi aggiuntivi</strong> offerti dai vari provider. Per esempio, <a href="http://www.ebrary.com/corp/" target="_blank"><strong>ebrary</strong></a> offre <strong>l&#8217;integrazione delle collezioni</strong> di e-book con le altre risorse elettroniche della biblioteca (es.: con quelle di reference, con le banche dati bibliografiche etc.), ma <strong>Google ha dalla sua l&#8217;integrazione con&#8230; l&#8217;intero Web</strong>!</p>
<p>I suoi tool di ricerca di <strong>citazioni negli e-book così come negli articoli </strong>degli e-journal o nei siti web sono una bella finestra aperta sul mondo. L&#8217;ideale &#8211; come sempre per gli utenti di una biblioteca &#8211; sarebbe poter disporre di entrambe le soluzioni e, per esempio, poter <strong>consultare al volo le citazioni di un autore</strong> selezionando il suo nome all&#8217;interno di un e-book e scegliendo un ipotetico &#8220;verifica gli articoli di questo autore censiti in <strong><a href="http://isiknowledge.com/" target="_blank">Web of Science</a></strong>&#8221; (-&#62; banca dati bibliografica a pagamento), così come, con lo stesso meccanismo, scandagliare le <strong>parole più ricorrenti</strong> o <strong>trovare su una mappa i luoghi citati nel testo</strong> grazie a <strong><a href="http://books.google.it/books" target="_blank">Google Books</a></strong>&#8230; E così via: su questa strada gli incroci possibili sono teoricamente infiniti.</p>
<p>Interessante il punto di vista dell&#8217;<strong>Open Access advocate</strong> <strong><a href="http://www.earlham.edu/~peters/fos/2008/10/google-and-publishers-settle.html" target="_blank">Peter Suber</a></strong> sull&#8217;intera vicenda, nonché molti dei commenti seguiti all&#8217;annuncio di Google, linkati alla fine del <strong><a href="http://googleblog.blogspot.com/2008/10/new-chapter-for-google-book-search.html" target="_blank">post</a></strong>. Sul <strong><a href="http://books.google.com/intl/it/googlebooks/agreement/" target="_blank">sito italiano di Google Libri</a></strong>, invece, una sintetica ma chiara spiegazione in italiano. E voi, che ne pensate?</p>
<p>[dimenticavo: l'accordo con editori/autori è costato a Google la modica cifra di 125 milioni di dollari]</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Video Production for Libraries, Part 2: Video Subjects]]></title>
<link>http://libraryeverywhere.wordpress.com/?p=100</link>
<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 18:02:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mandy</dc:creator>
<guid>http://libraryeverywhere.wordpress.com/?p=100</guid>
<description><![CDATA[Oh, hi! We&#8217;re back with another installation of Video Production for Libraries (or &#8220;VPFL]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Oh, hi! We&#8217;re back with another installation of Video Production for Libraries (or &#8220;VPFL,&#8221; as I will refer to it henceforth). But first, if you&#8217;re a library and you&#8217;re reading this (or if you&#8217;re a person that works for a library), I hope you&#8217;ll check out our <a href="http://www.vimeo.com/groups/vid4libs">Video for Libraries group on Vimeo.com</a>! We&#8217;re building a community of media-centric library people who&#8217;d like to share videos, ideas, and technical advice!</p>
<p>OK so- you&#8217;re all for making a video for your library. Maybe you know exactly what you want to do, in which case- great! You might be ready to jump right in and get started. But maybe you&#8217;re not quite sure where to begin. In this post I&#8217;m going to try and explore several possible video subjects that I think could have great potential for promoting and enriching your library&#8217;s programs and services. I talked about a few of these as examples in my first VPFL post, but I&#8217;d like to go into a little more in depth here.</p>
<p>As my favorite American Buddhist nun, Pema Chödrön, would say: start where you are. When brainstorming for ideas, think about what&#8217;s already happening at your library. Do you have any regular programs with good attendance? Do you have any long-time patrons with interesting stories to tell? Many times the very best ideas for video projects are right in front of you, waiting to be discovered.</p>
<p>Here are some other ideas to get you started:</p>
<ul>
<li>Document a speaker or a community event. If your library hosts a visiting author, ask him or her if you can do a brief one-on-one interview in addition to just taping the talk. Get candid interviews and comments from event participants (with their permission, or course- more on the legalities of video releases later!).</li>
<li>Create a short promo videos for one of your ongoing programs. Tape a program session and interview a few regular participants about why they enjoy it. Post the video online and send a link to it in an email newsletter.</li>
<li>Create a &#8220;virtual tour&#8221; of your library. Ask your library manager or other staff member to take you on a guided tour of your libraries programs and resources.</li>
<li>Ask your patrons and staff what they&#8217;re reading! Create a series of video book reviews.</li>
<li>Do a series of local history interviews. Do you have any patrons that are long-time residents of your community? Invite them to the library and ask them about their experiences and how the area has changed.</li>
<li>Enter video contests! Look online for any library-themed contests.</li>
<li>Make a series of instructional videos starring staff or patrons doing something they enjoy and want to share. Try crafts, cooking, and other simple D.I.Y. projects. Use the videos to promote your collection by following up with a list of recommended books containing similar projects!</li>
</ul>
<p><a href="http://libraryeverywhere.com/2008/10/07/video-production-for-libraries-part-1-how-video-production-can-benefit-your-library/">Video Production for Libraries, Part 1: How Video Production Can Benefit Your Library</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[thing #18: web 2.0 award winners]]></title>
<link>http://wakeupmaggie.wordpress.com/2008/10/20/thing-18-web-20-award-winners/</link>
<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 18:01:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Maggie Baxter</dc:creator>
<guid>http://wakeupmaggie.wordpress.com/2008/10/20/thing-18-web-20-award-winners/</guid>
<description><![CDATA[In looking over the list, it&#8217;s so nice to see WorldCat made the cut in the books category!  Li]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://wakeupmaggie.files.wordpress.com/2008/10/82136931.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-86" title="82136931" src="http://wakeupmaggie.wordpress.com/files/2008/10/82136931.jpg?w=300" alt="" width="300" height="215" /></a></p>
<p>In looking over <a href="http://www.seomoz.org/web2.0/short" target="_blank">the list</a>, it&#8217;s so nice to see <a href="http://www.worldcat.org/" target="_blank">WorldCat</a> made the cut in the books category!  Library tools are often the red-headed step child of web 2.0; but not in this case.  In my never-ending attempt to get us to consume less (and to make libraries look a little more cool), whenever I mention a book online anywhere, I always try to link to the WorldCat info page, rather than Amazon, etc.  So often, it seems that people automatically jump to buying a book, rather than checking it out from their local library.  May my links to WorldCat be a friendly reminder that a more prudent choice is possible.</p>
<p>And for mostly aesthetic reasons, I am loving <a href="http://www.visualcomplexity.com/vc/" target="_blank">Visual Complexity</a>.  Pretty pretty!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La governance della ricerca nelle università]]></title>
<link>http://bonariabiancu.wordpress.com/2008/10/13/la-governance-della-ricerca-nelle-universita/</link>
<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 19:27:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>bonaria</dc:creator>
<guid>http://bonariabiancu.wordpress.com/2008/10/13/la-governance-della-ricerca-nelle-universita/</guid>
<description><![CDATA[Mercoledì appuntamento imperdibile a Milano, per La governance integrata delle informazioni relative]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Mercoledì appuntamento imperdibile a Milano, per <strong><em>La governance integrata delle informazioni relative alle attività di ricerca all’interno di atenei e istituti di ricerca: gestione, misura, controllo, disseminazione dei risultati</em></strong>. Ci sarà anche un intervento sull&#8217;archivio aperto <strong><a href="http://www.boa.unimib.it" target="_blank">BOA</a></strong>! (e molte più info sul prossimo numero del Bollettino Cilea&#8230;), oltre a presentazioni sulla piattaforma <a href="http://www.cilea.it/index.php?id=820" target="_blank"><strong>SURplus</strong></a>, che &#8220;ingloba&#8221; anche il nostro repository come modulo dedicato all&#8217;archiviazione dei prodotti della ricerca. Scarica la <strong><a href="http://www.cilea.it/typo3conf/ext/naw_securedl/secure.php?u=0&#38;file=fileadmin/Documenti/locsurplus_v062.pdf&#38;t=1224015726&#38;hash=a7032ce4fec9b01ddad32fca67b3d075" target="_blank">locandina</a></strong>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Do it ourselves: Social Technologies for Information Retrieval]]></title>
<link>http://bonariabiancu.wordpress.com/2008/10/13/do-it-ourselves-social-technologies-for-information-retrieval/</link>
<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 19:15:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>bonaria</dc:creator>
<guid>http://bonariabiancu.wordpress.com/2008/10/13/do-it-ourselves-social-technologies-for-information-retrieval/</guid>
<description><![CDATA[Il workshop Do it ourselves: Social Technologies for Information Retrieval si è svolto il mattino de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Il workshop <strong><em>Do it ourselves</em></strong><strong><span><em>: Social Technologies for Information Retrieval</em><span style="font-weight:normal;"> si è svolto il mattino del secondo giorno dell&#8217;ottimo convegno </span><a href="http://2008elisadmeeting.pbwiki.com/" target="_blank">ELISAD 2008</a><span style="font-weight:normal;">: si è trattato di un incontro molto partecipato, con bibliotecari e documentalisti provenienti da diverse nazioni europee. Abbiamo cominciato con una presentazione dell&#8217;</span>attuale panorama informativo<span style="font-weight:normal;"> e delle sue tendenze focalizzato sul </span>surplus di contenuti<span style="font-weight:normal;"> che spesso investe l&#8217;utente medio (lo stesso che statisticamente lo ha prodotto!).</span></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong></strong><strong><span><span style="font-weight:normal;">Il peso dell&#8217;</span>information overload<span style="font-weight:normal;"> – che i documentalisti e i bibliotecari ben conoscono e che tanto spesso sono chiamati ad attenuare – acquista così una nuova intensità e </span>la sovrabbondanza di contenuti online ci spinge a costruire nuovi strumenti sempre più raffinati di organizzazione e selezione dei contenuti digitali<span style="font-weight:normal;">, utili sia per usi interni – auto-formazione – sia soprattutto per aiutare i nostri utenti a svolgere una </span>navigazione consapevole, adeguata ed efficace<span style="font-weight:normal;">.</span></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span><span style="font-weight:normal;">Tra i tool che negli ultimi tempi i grandi o piccoli provider hanno proposto sulla scena 2.0, ho scelto di mostrare l&#8217;utilizzo di</span> <a href="http://www.google.com/coop/cse/?hl=it" target="_blank">Google CSE (Customised Search Engine)</a><span style="font-weight:normal;">, una piattaforma per realizzare</span> motori di ricerca personalizzati<span style="font-weight:normal;"> proposta da Google gratuitamente a tutti coloro che vogliano aprire un account presso la società di Mountain View. <a href="http://www.google.com/coop/cse/?hl=it" target="_blank"><strong>Google CSE</strong></a> è in tutto e per tutto un vero motore di ricerca, che usufruisce della </span>raffinatezza <span style="font-weight:normal;">e dell&#8217;</span>efficacia<span style="font-weight:normal;"> che l&#8217;indice di Google può vantare e della </span>semplicità<span style="font-weight:normal;"> che ha fatto di Google un marchio affidabile e il motore più utilizzato e amato al mondo.</span></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span><span style="font-weight:normal;"><a href="http://www.google.com/coop/cse/?hl=it" target="_blank"><strong>CSE</strong></a> propone ai suoi utilizzatori un pannello di controllo nel quale è possibile stabilire </span>i siti che andranno utilizzati nell&#8217;indice, le parole chiave per delimitare il focus delle ricerche, i </span></strong><strong><em><span>perfezionamenti</span></em></strong><strong><span><span style="font-weight:normal;"> (</span></span></strong><strong><em><span><span style="font-weight:normal;">refinement</span></span></em></strong><strong><span><span style="font-weight:normal;">, nel linguaggio di Google) per restringere ulteriormente i risultati a determinati topic o tipologie di documenti, </span>diversi strumenti per calibrare il ranking<span style="font-weight:normal;"> generale del risultati (per sviluppi più raffinati in CSE si può operare anche direttamente sull&#8217;XML che determina la configurazione del motore),</span> la possibilità di personalizzare l&#8217;interfaccia e infine il codice<span style="font-weight:normal;">, per coloro i quali desiderano </span></span></strong><strong><em><span><span style="font-weight:normal;">embeddare</span></span></em></strong><strong><span><span style="font-weight:normal;"> direttamente il motore nel proprio sito o blog. </span></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span><span style="font-weight:normal;">I </span>partecipanti al workshop <span style="font-weight:normal;">hanno avuto la possibilità di sperimentare l&#8217;uso di <a href="http://www.google.com/coop/cse/?hl=it" target="_blank"><strong>CSE</strong></a>: suddivisi in quattro gruppi – per ognuno dei quali era disponibile un computer collegato a Internet – </span>hanno adoperato la griglia<span style="font-weight:normal;"> proposta durante la presentazione per provare a sviluppare un motore personalizzato ritagliato sulle </span>particolari esigenze dei centri di documentazione e delle biblioteche sulle dipendenze<span style="font-weight:normal;">. Durante la mezz&#8217;ora dedicata all&#8217;esercitazione diverse sono state le domande e</span></span></strong><strong><span><span style="font-weight:normal;"> le sperimentazioni pratiche – credo a testimonianza del fatto che <a href="http://www.google.com/coop/cse/?hl=it" target="_blank"><strong>Google CSE</strong></a> sia stato percepito come uno </span>strumento di immediata utilità<span style="font-weight:normal;"> per coloro i quali si trovano ogni giorno a sperimentare </span>le difficoltà della costruzione di filtri<span style="font-weight:normal;"> per circoscrivere le informazioni di qualità.</span></span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><!-- SlideShare error: doc is missing or has illegal characters /[^-_a-zA-Z0-9]/ --></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vimeo and Vid4Libs]]></title>
<link>http://libraryeverywhere.wordpress.com/2008/10/03/vimeo-and-vid4libs/</link>
<pubDate>Fri, 03 Oct 2008 12:00:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mandy</dc:creator>
<guid>http://libraryeverywhere.wordpress.com/2008/10/03/vimeo-and-vid4libs/</guid>
<description><![CDATA[I think YouTube is icky and creepy and commercial-y. I think the site is ugly and their compression ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://libraryeverywhere.files.wordpress.com/2008/10/vimeo_logo_header.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-215" title="vimeo_logo_header" src="http://libraryeverywhere.wordpress.com/files/2008/10/vimeo_logo_header.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a></p>
<p>I think YouTube is icky and creepy and commercial-y. I think the site is ugly and their compression is for crap and I try to avoid it at all costs. But when I started my position doing media production, it was the only video sharing site I really knew about, so I started uploading our videos there. However, after a little research, I came across Vimeo. Right from the welcome page, the look and feel of Vimeo is completely different from YouTube. The site&#8217;s design is thoughtful, sleek, and very user-friendly.</p>
<p>Despite it&#8217;s rapidly expanding size (280,000 users and growing strong), Vimeo manages to cultivate a tightly knit community feel. Vimeo was created by people who make videos and who were not satisfied with the existing video sharing sites. They have a real presence on the site and I think that really contributes to the sense of community.</p>
<p>After signing up for a free account, you can create groups based around certain subjects and participate in all kinds of ongoing discussions and forums. You can also make contacts and subscribe to other user&#8217;s videos. You&#8217;re allowed to upload 500 MB per week. Uploading is easy, and the image quality far outshines YouTube and Google Video. Vimeo has higher bitrates and better resolution than either of those sites, and it shows. Vimeo also offers HD support, which neither of those sites do (yet. I&#8217;m sure they will and I&#8217;m sure it won&#8217;t look as nice and shiny).</p>
<p>I emailed Vimeo with a technical question when I was getting started, and I heard back from Mr. dalas verdugo (he insists on using those lower case letters), Vimeo Community Director, literally within five minutes. (Side note: I have a kind of internet crush on dalas- it might have something to do with his unruly facial hair. Check out his site <a href="http://dalasverdugo.com">here</a>, if you want to care about my internet crushes.)</p>
<p>So, in summation, Vimeo is the best. You should use it. I set up an account for library videos, plus I have my own personal account. I also recently (yesterday) started a lovely group on Vimeo called &#8220;Vid4Libs,&#8221; or &#8220;Video for Libraries&#8221;. I thought it would be nice to kind of round up all the video-producing library folks out there and create a place for us to share videos and exchange ideas. Come hang out with us at <a href="http://www.vimeo.com/groups/vid4libs">vimeo.com/groups/vid4libs</a>.</p>
<p>P.S. Here&#8217;s a good picture of dalas:</p>
<p><a href="http://libraryeverywhere.files.wordpress.com/2008/10/dalas.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-218" title="dalas" src="http://libraryeverywhere.wordpress.com/files/2008/10/dalas.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[John Blyberg Awesome Show]]></title>
<link>http://libraryeverywhere.wordpress.com/?p=134</link>
<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 14:14:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mandy</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sopac 2.0 logo- from J. Blyberg on Flickr John Blyberg was 2.0 before 2.0 was cool. In fact he]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_144" class="wp-caption alignnone" style="width: 495px"><a href="http://libraryeverywhere.files.wordpress.com/2008/09/sopca_logo.jpg"><img class="size-full wp-image-144" title="sopca_logo" src="http://libraryeverywhere.wordpress.com/files/2008/09/sopca_logo.jpg" alt="Sopac 2.0 logo" width="485" height="485" /></a><p class="wp-caption-text">Sopac 2.0 logo- from J. Blyberg on Flickr</p></div>
<p><a href="http://www.blyberg.net/">John Blyberg</a> was <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Web_2.0">2.0</a> before 2.0 was cool. In fact he&#8217;s so ahead of the game that he&#8217;s pretty solidly 3.0, going on 4.0. Back in 2005, when Blyberg was working for the <a href="http://www.aadl.org/">Ann Arbor District Library</a> as Network Administrator, he re-built AADL&#8217;s network and server from scratch. The result was a user-centric website, beautifully integrated with the library&#8217;s catalog, dubbed &#8220;AADL 3.0&#8243;.</p>
<p>From Library Journal:</p>
<blockquote><p><span>AADL 3.0 includes cross-postable blog entries, user comments, RSS feeds, gaming tournaments, and interwiki links, making for a dynamic, interactive online experience. In fact, some posts have garnered hundreds of patron comments. The site also integrates seamlessly with the catalog, offering RSS feeds of holds and checkouts and fluidity between site and catalog user accounts. Much more than just adding blogs or RSS feeds to an existing site, AADL 3.0 embraces a “Library 2.0” perspective (though it predates the coining of the term). Borrowing principles from Web 2.0, Library 2.0 takes a new and disruptive approach to library service that emphasizes the importance of a two-way flow of information from users to institutions, resulting in a constant evolution and improvement of library service.</span></p></blockquote>
<p>Yah! Disruptive!</p>
<p>Now John works for <a href="http://www.darienlibrary.org/">Darien Library</a> in Connecticut as Head of  Technology and Digital Initiatives, and he&#8217;s busy disrupting things over there, too. Just last week he announced that <a href="http://www.thesocialopac.net/">the new SOPAC2 website</a> was live and that the software was available for FREE DOWNLOAD. SOPAC2 (which stands for &#8220;Social <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/OPAC">Online Public Access Catalog</a>,&#8221; the first version of which was integrated with the Ann Arbor site) was built for <a href="http://drupal.org/about">Drupal</a> with the intention of being fully customizable and fully compatible with any <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Integrated_library_system">ILS</a> (&#8220;Integrated Library System&#8221;).</p>
<p>This is really revolutionary. Every part of it feels so thoughtful and organic. John himself has stated that he created SOPAC so that the &#8220;library experience&#8221; could be extended into the digital realm. With SOPAC2, users can not only browse their library catalogs, place holds, renew books and pay fines- they are also invited to tag, rate, and write their own reviews.</p>
<p>Check out the Darien site, which is using SOPAC2. You don&#8217;t even have to have a Darien library card  to create an account and use the site! Anyone is free to review, rate and tag items in the catalog. This is an amazing feature, one that truly extends all their library has to offer well beyond the walls of the actual institution.</p>
<p>I love what John had to say about Social OPACs and their potential for enriching the library services:</p>
<blockquote><p>Let&#8217;s not forget the role <em>libraries</em> play in a community. Perhaps the view from inside sometimes is only a view of ourselves reflected back at us, when in fact, the truth is that the public comes to us in need. Sometimes that need is small, casual. Sometimes it&#8217;s the type of need that transcends record authority and can only be redressed by another in similar need. Are we really the final say on what the best resources are if someone wants help with teen pregnancy, domestic abuse, or cystic fibrosis?  Can all of our collective training tell that needful person exactly what material best suits their situation?</p>
<p>Of course not. Our OPACs cannot be the golden kiosks we all want, but by inviting participation in the stewardship of a community resource, we can begin to build unique meta-collections that slide value, pertinence, and humanity into the search process. It may be that in that moment when a patron is about to turn away from the library, something catches their eye&#8211;a tag, a comment, some marginalia, perhaps, that puts the patron in front of the material they truly need.</p></blockquote>
<p>So not only is John Blyberg a genius, the man is also a poet.</p>
<p>John Blyberg Awesome Show- Great Job!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
