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	<title>licenza-bsd &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/licenza-bsd/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "licenza-bsd"</description>
	<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 19:38:48 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Off Topic]]></title>
<link>http://owblog.wordpress.com/2008/11/06/off-topic/</link>
<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 10:53:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Jack</dc:creator>
<guid>http://owblog.wordpress.com/2008/11/06/off-topic/</guid>
<description><![CDATA[ATTENZIONE: POST PER SMANETTONI!! Michael Steil ha rilasciato come linguaggio per scripting, il Basi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="color:#cc0000;"><em><strong><span style="text-decoration:underline;">ATTENZIONE: POST PER SMANETTONI!!</span></strong></em></p>
<p>Michael Steil ha rilasciato come linguaggio per scripting, il Basic del Commodore 64.<br />
Adesso viene il bello: è stato rilasciato tutto sotto licenza BSD, ed è disponibile già compilato per Mac e Windows ma è compilabile per funzionare su Linux, Windows, e Mac OS X 10.4/10.5 (Intel e PowerPC) o qualsiasi altra piattaforma, semplicemente cambiando la parte di runtime C.</p>
<p>Trovate tutto <a href="http://www.pagetable.com/?p=48" target="_blank">su Pagetable.com</a>.</p>
<p>[Via <a href="http://www.disordine.com/2008/11/05/back-to-the-basics/" target="_blank">Cristian</a>]</p>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ballmer: Software gratis significa niente soda gratis]]></title>
<link>http://emanuelecipolla.net/2008/02/09/ballmer-software-gratis-significa-niente-soda-gratis/</link>
<pubDate>Sat, 09 Feb 2008 21:52:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Emanuele Cipolla</dc:creator>
<guid>http://emanuelecipolla.net/2008/02/09/ballmer-software-gratis-significa-niente-soda-gratis/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;articolo è breve, e traduco volentieri la parte che m&#8217;interessa. L&#8217;amministrator]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L&#8217;articolo è breve, e traduco volentieri la parte che m&#8217;interessa. </p>
<blockquote><p>L&#8217;amministratore delegato di Microsoft Steve Ballmer ha partecipato stamattina alla giornata annuale per gli studenti disagiati (Minority Student Day) nella sede di Redmond dell&#8217;azienda. <a href="http://seattlepi.nwsource.com/business/259114_msftgates10ww.html">Come in passato</a>, le domande degli studenti sono state frutto di un&#8217;attenta analisi a monte, nonchè incisive &#8212; compresa quella che è stata posta da uno studente che assisteva all&#8217;evento dalla sede Microsoft di Charlotte, in North Carolina: &#8220;Microsoft sta pensando di rilasciare, in futuro, una versione open-source di Windows?&#8221;.</p>
<p>&#8220;No&#8221;, ha risposto Ballmer, senz&#8217;alcuna esitazione. Ed ha continuato dicendo:</p>
<p>&#8220;Beh, che significherebbe ciò? [Rilasciare] una versione open source di Windows significherebbe non solo che pubblicheremmo il codice sorgente di Windows, ma anche che dovremmo renderlo gratuito. Questo significa open-source. Noi non staremmo ospitando il Minority Student Day se avessimo reso open-source Windows, perchè non faremmo abbastanza profitti da poter pagare gli impiegati, figurarsi invitare gente esterna. Non sto dicendo che l&#8217;open-source sia una brutta cosa, ma non ci farebbe pagare le bollette in azienda, perciò non possiamo abbracciare questo modo di fare le cose&#8230; Noi diamo soda gratis a tutti coloro che lavorano qui. Se rendiamo gratuita la nostra roba, la gente dovrebbe restituirci la soda&#8230; è una cosa che proprio stride con ciò che facciamo qui.
</p></blockquote>
<p>Ma povero Steve, tutti a minacciare i tuoi pochi guadagni. Dai, la soda non è un gran problema: di solito gli sviluppatori FOSS preferiscono la birra, e se la pagano da loro (specie <a href="http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.html" title="The Open Source Definition">quelli che hanno fede in Stallmann</a>).</p>
<p>Ah: impara qualche vocabolo nuovo, magari ti serve.</p>
<p style="text-align:right;">[via <a href="http://bink.nu/news/ballmer-free-software-means-no-free-soda.aspx">Bink.nu</a>]</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lawrence Lessig - Il futuro delle idee (1)]]></title>
<link>http://emanuelecipolla.net/2008/01/03/lawrence-lessig-il-futuro-delle-idee-1/</link>
<pubDate>Wed, 02 Jan 2008 23:17:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Emanuele Cipolla</dc:creator>
<guid>http://emanuelecipolla.net/2008/01/03/lawrence-lessig-il-futuro-delle-idee-1/</guid>
<description><![CDATA[Copertina dell&#39;edizione Feltrinelli La tesi di questo libro è che le libere risorse sono state c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_654" class="wp-caption alignright" style="width: 198px"><a href="http://emanuele2.wordpress.com/files/2008/10/ilfuturodelleidee.png"><img class="size-medium wp-image-654" title="Il futuro delle idee" src="http://emanuele2.wordpress.com/files/2008/10/ilfuturodelleidee.png?w=188" alt="Copertina dell'edizione Feltrinelli" width="188" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina dell&#39;edizione Feltrinelli</p></div>
<p style="text-align:justify;"><em>La tesi di questo libro è che le libere risorse sono state cruciali per l&#8217;innovazione e la creatività sempre e ovunque; che, senza di esse, la creatività è monca. La questione chiave, dunque, non sarà stabilire se siano il governo o il mercato a controllare una risorsa, ma se una risorsa debba essere controllata, punto.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Ho cominciato a leggere <a title="The future of ideas" href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Future_of_Ideas">questo</a> libro. Interessante.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Installare Transmission su Debian GNU/Linux, aggiungendo un'interfaccia web per il controllo remoto]]></title>
<link>http://emanuelecipolla.net/2007/09/29/installare-transmission-su-debian-gnulinux-aggiungendo-uninterfaccia-web-per-il-controllo-remoto/</link>
<pubDate>Sat, 29 Sep 2007 13:53:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Emanuele Cipolla</dc:creator>
<guid>http://emanuelecipolla.net/2007/09/29/installare-transmission-su-debian-gnulinux-aggiungendo-uninterfaccia-web-per-il-controllo-remoto/</guid>
<description><![CDATA[Aggiornamento del 27 Dicembre 2007: Ho sostituito i link ai sorgenti e alla patch con delle mie copi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify"><b>Aggiornamento del 27 Dicembre 2007: Ho sostituito i link ai sorgenti e alla patch con delle mie copie, dal momento che gli originali sono stati rimossi. Ho fatto questo perchè ho riscontrato l&#8217;impossibilità di compilare, su Debian stable, qualsiasi release di Transmission successiva alla 0.82 da me testata. Poichè non ho, al momento, il tempo di investigare quale sia il motivo esatto, preferisco fornirvi una versione &#8220;fidata&#8221; del programma da usare, piuttosto che invogliarvi a scaricare i sorgenti dell&#8217;ultima versione (0.96 ad oggi) dai repository di Debian unstable <i>alias</i> sid.</b></p>
<p ALIGN="justify"><b>Aggiornamento del 29 Dicembre 2007: Il pacchetto dpkg-buildpackage non esiste. Un visitatore che si firma Alessandro mi ha segnalato privatamente l&#8217;errore, ed ho così potuto provvedere a referenziare i pacchetti corretti: a me aveva funzionato tutto ugualmente soltanto perchè, in qualche modo, mi ero tirato giù in passato quei pacchetti. Se avete avuto problemi strani, riprovate adesso. Sentiti ringraziamenti ad Alessandro da parte mia ed, immagino, anche da parte vostra.</b></p>
<p ALIGN="justify"><a TITLE="Transmission" HREF="http://transmission.m0k.org/index.php" TARGET="_blank">Transmission</a> è un client BitTorrent molto leggero e performante, e supporta la maggior parte delle <em>features</em> che servono all&#8217;utente medio (ad esempio, la possibilità di controllare la banda assegnata a ciascun torrent) e include anche un daemon che ne permette l&#8217;esecuzione in background. Purtroppo, tale daemon non è fornito con il pacchetto presente nei repository di Debian etch: dal momento che, quindi, dovremmo comunque partire dai sorgenti per ottenere un pacchetto che faccia per noi, ne approfittiamo per usarne una versione più aggiornata che è presente in Debian unstable.</p>
<p ALIGN="justify">Inoltre, a <a HREF="http://mymadcat.com/spip/Transmission-web,5.html">questo indirizzo</a> è disponibile un&#8217;interfaccia web (che richiede PHP 5) che, sebbene sia ai primi stadi di sviluppo, dovrebbe essere sufficiente per chiunque (almeno, per me lo è). Con qualche accorgimento potremo costruire una stazione per i download di torrent gestibile via web e ragionevolmente sicura basata su Transmission 0.82 (la versione presente nei repository di Debian unstable al momento della scrittura di questo articolo). Ricordo che i comandi di installazione dei pacchetti e di cambiamento dei permessi vanno eseguiti dall&#8217;utente root.</p>
<p ALIGN="justify"><strong>Attenzione: Per qualche motivo che non mi è chiaro, non è possibile avviare transmission-daemon con privilegi utente, e il daemon non si occupa di passare ad un account non privilegiato dopo l&#8217;avvio. Se questo costituisce un problema vitale per voi, non seguite questa procedura. Grazie.</strong></p>
<ol>
<li>
<p ALIGN="justify">Scarichiamo <a TITLE="Sorgenti di Transmission 0.82" HREF="http://www.mediafire.com/?2lxiaz2lgcz" TARGET="_blank">i sorgenti</a> e la<a TARGET="_blank"> patch</a> preparata dagli sviluppatori Debian, salvando entrambi i file nella medesima directory.</p>
</li>
<li>
<p ALIGN="justify">Decomprimiamo l&#8217;archivio compresso e applichiamo la patch: <code>tar xfz transmission_0.82.dfsg.orig.tar.gz; cd transmission-0.82.dfsg.orig; gunzip ../transmission_0.82.dfsg-1.diff.gz; patch -p1 &#60; ../transmission_0.82.dfsg-1.diff</code></p>
</li>
<li>
<p ALIGN="justify">Installiamo (se non sono già presenti) fakeroot<strike>, dpkg-buildpackage</strike> e PHP 5, insieme alle dipendenze necessarie alla compilazione di Transmission &#8211; anche se ci basiamo su quelle necessarie a Transmission 0.6, la versione presente in etch, non dovrebbe comunque venirci a mancare nulla. L&#8217;installazione di PHP 5 si porterà dietro anche Apache 2, se non è già installato.<code>apt-get install fakeroot dpkg-buildpackage php5 php5-gd; apt-get build-dep transmission</code></p>
</li>
<li>
<p ALIGN="justify">Compiliamo il programma e installiamo i tre pacchetti che si vengono a creare (transmission, transmission-daemon e transmission-cli): <code>fakeroot <strike>dpkg-buildpackage</strike> debhelper; sudo dpkg -i transmission*</code></p>
</li>
<li>
<p ALIGN="justify">Scarichiamo transmission-web da <a TITLE="Transmission-web" HREF="http://mymadcat.com/spip/fichiers/transmission-web.tar.bz2" TARGET="_blank">qui</a>, e decomprimiamolo nella directory /var/www con <code>tar xfz transmission-web.tar.gz -C /var/www; chown -R www-data:www-data /var/www/bittorrent</code> La directory <em>bittorrent/</em> può, se lo volete, essere ridenominata: assicuratevi di &#8220;compensare&#8221; questa modifica modificando i passaggi che seguono.</p>
</li>
<li>
<p ALIGN="justify">Se Apache 2 non era già installato e configurato, sarà necessario creare una configurazione di default che sostituisca quella di esempio. Potreste volere usare un file come <a TITLE="Configurazione semplificata di Apache 2" HREF="http://www.mediafire.com/?5iimly3qkjj" TARGET="_blank">questo</a>, derivato dalla configurazione d&#8217;esempio: per renderlo operativo, a meno che non gestiate dei server virtuali (cosa abbastanza rara), dovrete piazzare il file in <em>/etc/apache2/sites-available</em> e quindi fare <code>ln -s /etc/apache2/sites-available/apache2-config /etc/apache2/sites-enabled/000-apache2-config; rm /etc/apache2/sites-enabled/000-default</code>, e togliere di mezzo i file di test di Apache 2, per esempio con un <code>mv /var/www/apache2-default /usr/share/doc/apache2-common</code>.</p>
</li>
<li>
<p ALIGN="justify">Scaricate il mio <a TITLE="Script di init per transmission-daemon" HREF="http://www.mediafire.com/?b24wifmevi3" TARGET="_blank">script di init</a> per transmission-daemon, piazzatelo in <em>/etc/init.d</em> e rendetelo eseguibile con <code>chmod +x /etc/init.d/transmission-daemon</code>, quindi fate in modo che transmission-daemon venga fatto partire all&#8217;avvio del sistema, e venga fatto chiudere allo spegnimento dello stesso, eseguendo <code>update-rc.d transmission-daemon defaults 92</code> (la priorità 92 fa in modo che venga eseguito subito dopo e chiuso subito prima di Apache 2, che ha priorità 91 nella configurazione predefinita).</p>
</li>
<li>
<p ALIGN="justify">Modifichiamo il file <em>/var/www/bittorrent/config.php</em> per adattarlo alle nostre esigenze:</p>
<pre class="brush: php;">
      /* Indica il percorso in cui si trova il socket utilizzato per
      comunicare con transmission-daemon. Se non avete
      modificato il mio script di init si trovera' in
      /tmp/transmission-socket */
      $config[&quot;socket_path&quot;] = &quot;/tmp/transmission-socket&quot;;
      /* download_folder e downloadDir impostano le directory
      dove salvare i file temporanei e i file completi.
      Scegliete il posto piu' appropriato. La stessa locazione
      puo' essere utilizzata per entrambe le variabili.*/
      $config[&quot;download_folder&quot;] = &quot;/home/emanuele/documenti/downloads/bittorrent&quot;;
      $config[&quot;downloadDir&quot;] = &quot;/home/emanuele/documenti/downloads/bittorrent&quot;;
      /* Indica la porta su cui Transmission e' in ascolto. */
      $config[&quot;port&quot;] = 6882;
      </pre>
</li>
<li>
<p ALIGN="justify">Impostiamo una password d&#8217;accesso all&#8217;interfaccia web. Supponendo di voler denominare <em>amministratore</em> l&#8217;utente che potrà accedere all&#8217;interfaccia web, eseguiamo <code>htpasswd -c /var/www/bittorrent/.htpasswd admin</code> ed inseriamo la password scelta come richiesto.</p>
</li>
<li>Riavviamo Apache, ed avviamo transmission-daemon: <code>/etc/init.d/apache2 stop; /etc/init.d/apache2 start; /etc/init.d/transmission-daemon start </code></li>
<li>
<p ALIGN="justify">Visitiamo con un browser l&#8217;indirizzo <em>http://localhost/bittorrent/</em> (se stiamo usando la macchina in cui è fisicamente installato Transmission) o <em>http://indirizzoip/bittorrent/</em>. Se ci viene richiesta una password, e quindi viene presentata una pagina simile alla seguente:</p>
<p ALIGN="center"><a HREF="http://www.flickr.com/photos/emanuelecipolla/1467223291/" TITLE="Condivisione di foto"><img SRC="http://farm2.static.flickr.com/1082/1467223291_46dcb8b913_t.jpg" WIDTH="100" HEIGHT="58" ALT="Finestra di controllo web di Transmission" /></a></p>
<p>tutto sta funzionando bene.</li>
</ol>
<p ALIGN="justify">Abbiamo terminato. Se vogliamo, possiamo decidere, oltre a lanciare tutti i nostri torrent, di trasformare la connessione HTTP in una HTTPS, per maggiore sicurezza. Non lo mostro soltanto perchè:</p>
<ul>
<li>Ci sono diversi modi per fornire connettività HTTPS, modi che richiedono passaggi lievemente differenti, ma tali che mi costringerebbero a provare le configurazioni una per una &#8211; mentre l&#8217;autenticazione plaintext è identica dappertutto (anche concettualmente: non ha poi molta importanza quale server web si scelga di utilizzare);</li>
<li>Sul web sono disponibili tonnellate di manuali molto ben fatti (sicuramente meglio delle guide che scrivo) che sono letture praticamente obbligate e, in molti casi, risolutive.</li>
</ul>
<p>Enjoy <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GPL versus BSD: l'opinione di Matthew Dillon]]></title>
<link>http://emanuelecipolla.net/2007/08/18/gpl-versus-bsd-lopinione-di-matthew-dillon/</link>
<pubDate>Sat, 18 Aug 2007 15:17:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Emanuele Cipolla</dc:creator>
<guid>http://emanuelecipolla.net/2007/08/18/gpl-versus-bsd-lopinione-di-matthew-dillon/</guid>
<description><![CDATA[Mi inserisco anch&#8217;io nel discorso annoso &#8211; e, secondo una mia opinione maturata nella mi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Mi inserisco anch&#8217;io nel discorso annoso &#8211; e, secondo una mia opinione maturata nella mia ormai decennale frequentazione del mondo FOSS, abbastanza priva di fondamento, se non nel merito, quantomeno nei metodi adottati da entrambe le comunità &#8211; delle licenze <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/GNU_General_Public_License" target="_blank"> GNU General Public License</a> e <a title="Licenza BSD" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Licenza_BSD" target="_blank">Berkeley Software Distribution</a><em>-style</em>. Lo faccio traducendo un brano di un&#8217;intervista che <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Matt_Dillon_(computer_scientist)">Matthew Dillon</a>, personalità, a mio personale giudizio, molto interessante ed a capo del progetto <a title="DragonFlyBSD" href="http://www.dragonflybsd.org" target="_blank">DragonFlyBSD</a>, ha rilasciato ai tipi di <a href="http://kerneltrap.org" target="_blank">KernelTrap</a> qualche giorno fa. Spero di poter tradurre le scarne notizie presenti sulla pagina della Wikipedia in inglese al più presto.</p>
<p style="text-align:justify;">Il mio interesse per Matthew Dillon è di lunga data: non soltanto perchè è un interlocutore (per chi lo intervista) semplice e diretto, ma perchè, nel suo passato, c&#8217;è un particolare di tutto rispetto: l&#8217;aver scritto diversi programmi &#8211; in particolare, un&#8217;implementazione di cron molto valida e funzionale &#8211; usati quando  GNU/Linux vedeva le prime distribuzioni, come la SLS, come potete vedere da <a href="http://apollo.backplane.com/FreeSrc" target="_blank">qui</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Il mio scopo è fornire un invito alla riflessione, specie dopo le polemiche seguite a <a title="Patrizio, non è mai stata solo un fatto di soldi" href="http://pollycoke.net/2007/08/01/patrizio-non-e-mai-stato-solo-un-fatto-di-soldi/" target="_blank">questo</a> post di <a title=")" href="http://pollycoke.net/" target="_blank">Pollycoke <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </a> e agli esiti di innumerevoli altri post della blogosfera suscitati dall&#8217;uscita della versione 3 della GNU General Public License (ad esempio <a title="GPL3 vs GPL2 vs BSD - Ma chi ha ragione ?" href="http://www.osrevolution.netsons.org/index.php/2007/08/02/gpl3-vs-gpl2-vs-bsd-ma-chi-ha-ragione/" target="_blank">questo</a>, apparso su <a title="O.S. Revolution" href="http://osrevolution.netsons.org/">O.S. Revolution</a>), con particolare attenzione alle modifiche effettuate per rendere più problematica la proprietarizzazione del codice sorgente.</p>
<p style="text-align:justify;">Non esprimerò alcun giudizio sulle affermazioni di Dillon, riservandomi di farlo in separata sede, oppure, se qualcuno volesse aggiungere un commento, in una replica ad esso.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;intervista originale, nella sua interezza, si trova <a title="Matthew Dillon" href="http://kerneltrap.org/node/14116" target="_blank">qui</a>. Di seguito, la traduzione del brano che mi (ci) interessa.</p>
<blockquote><p><strong>Licenza BSD:</strong><br />
<em>JA</em>: Quant&#8217;è importante per te che il tuo codice sia rilasciato secondo i termini della licenza BSD?</p>
<p><em>Matthew Dillon</em>: Incredibilmente importante. Non ho mai aderito al fervore, quasi del tutto &#8220;religioso&#8221;, che circonda la GPL, in particolare non mi piace l&#8217;idea che si debba provare ad imporre il concetto di libertà alle persone inserendo delle righe di testo. La GPL ha creato un maldestro senso di importanza di se stessi nel mondo open source.</p>
<p>Il semplice di fatto di rendere di uso comune software ed algoritmi disponibili in maniera aperta ha un effetto molto più rilevante di qualunque licenza. BSD si adatta di più al concetto di pura invenzione. Cosa più importante, nei grandi progetti collaborativi la licenza BSD permette ai singoli autori di usare sia il progetto nella sua interezza, che parti più o meno grandi di lavoro collaborativo a cui hanno partecipato in qualunque evenienza possano incorrere nella loro vita, incluse le possibilità di sfruttamento commerciale, anche proprietarie.</p>
<p><em>(La licenza)</em> BSD è un modo per affermare che non siamo così avidi da dover legare mani e piedi<sup>1</sup> a chi vuole usare il nostro lavoro e trarne dei profitti. Oppure, in altri termini, la<em> (licenza)</em> BSD è un modo di confermare che fare soldi da un progetto open-source è un evento molto raro, e che ad alcuni di noi non interessa proprio quest&#8217;aspetto del proprio lavoro.</p>
<p>Francamente, non è così facile &#8216;rubare&#8217; da progetti open source come la gente sembra pensare. La licenza BSD riconosce ciò, riconoscendo e financo supportando sia l&#8217;uso commerciale che l&#8217;occasionale proprietarizzazione commerciale del codice di un progetto. In un certo senso, non ha importanza se il codice venga reso proprietario o meno perchè, a meno di non riscriverlo completamente, ogni successo commerciale da esso derivante (si consideri ad esempio l&#8217;uso che fa Apple di BSD e di Mach) forzerà, di per se stesso, quell&#8217;entità commerciale ad usare un gran numero di protocolli con specifiche aperte. Il solo fatto che possano inserire piccoli pezzi proprietari qua e là non cambia il fatto che il 95% della loro piattaforma di lavoro non sarà proprietario, e perciò l&#8217;obiettivo di forzare il mondo ad usare standard più aperti, qualcosa che io VOGLIO, viene conseguito con successo con BSD tanto quanto con la GPL.</p>
<p>È davvero una sfortuna che i fanatici non si accorgano di ciò. Costoro considerano qualche esempio estremo di cosiddetti &#8216;furti&#8217; e della cosidetta protezione che la GPL esercita contro un &#8216;furto&#8217; di questo tipo, senza alcuna reale comprensione di cio che è accaduto realmente. C&#8217;è una differenza molto piccola tra il concetto di &#8216;integrazione&#8217; e quello di &#8216;furto&#8217; nel mondo open-source. Sono più dei toni di grigio.</p>
<p>Se dovessi scrivere una grossa applicazione commerciale proprietaria che per caso funziona su Linux (ed esistono molti esempi di questo tipo), il risultato finale dell&#8217;integrazione sarebbe a tutti gli effetti una scatola chiusa<sup>2</sup>, che ci sia la GPL o meno. E tuttavia anche in questa scatola chiusa, un numero incredibile di standard aperti saranno messi in gioco grazie al fatto che si sta usando codice open-source, e l&#8217;uso di questi standard ha un effetto sempre più consistente che, in quasi tutti i casi, impedisce ogni significativa proprietarizzazione a lungo termine, indipendentemente dalla licenza. Ed anche quando questa proprietarizzazione avviene (si considerino le stupide estensioni di Microsoft a Kerberos) viene da chiedersi se questa proprietarizzazione aiuti l&#8217;entità commerciale, rispetto alla natura di scatola chiusa che già caratterizza il prodotto, e che certamente non ha effetti significativi sul mondo open source.</p>
<p>Dal mio punto di vista, questo significa che la GPL si riduce, praticamente, alla fornitura di protezione ad un progetto dalla competizione, se il progetto &#8220;desidera&#8221;<sup>3</sup> diventare commerciale. MySQL è un buon esempio. Come si è capito, il solo fatto che il codice di base  sia libero non significa che chiunque possa continuare a mantenerlo e svilupparlo. L&#8217;uso della licenza BSD consiste, praticamente, nell&#8217;affermare che nessuno ha seri interessi commerciali in qualunque opera derivata ada quel progetto, e che nessuno ha interesse ad imporre delle righe di testo agli individui che possano voler usare quell&#8217;opera.</p></blockquote>
<hr />
<p style="text-align:justify;"><sup>1</sup> Ho cercato di rendere meglio che potevo quest&#8217;espressione idiomatica dell&#8217;inglese americano.<br />
<sup>2</sup> In lingua originale <em>scatola nera</em>. Penso che con la mia scelta si capisca meglio.<br />
<sup>3</sup> Virgolette mie. Di solito un progetto non ha desideri propri <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> . Dillon si riferisce ai suoi sviluppatori, ma non ho voluto modificare troppo il senso della frase originale.</p>
<p align="right">[via <a title="Matthew Dillon" href="http://kerneltrap.org/node/14116" target="_blank">KernelTrap</a>]<br />
[via <a title="Patrizio, non è mai stata solo un fatto di soldi" href="http://pollycoke.net/2007/08/01/patrizio-non-e-mai-stato-solo-un-fatto-di-soldi/" target="_blank">Pollycoke <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </a>]<br />
[via <a title="GPL3 vs GPL2 vs BSD - Ma chi ha ragione ?" href="http://osrevolution.netsons.org/index.php/2007/08/02/gpl3-vs-gpl2-vs-bsd-ma-chi-ha-ragione/" target="_blank">O.S. Revolution</a>]</p>
</div>]]></content:encoded>
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