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	<title>licenze &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/licenze/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "licenze"</description>
	<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 13:37:48 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Cambio di licenza per i contenuti di questo blog...]]></title>
<link>http://rejex.wordpress.com/2009/11/19/cambio-di-licenza-per-i-contenuti-di-questo-blog/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 05:30:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>jp</dc:creator>
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<description><![CDATA[Con questo post intendo presentare e spiegare il perchè del cambio di licenza applicata ai contenuti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Con questo post intendo presentare e spiegare il perchè del cambio di licenza applicata ai contenuti]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[esercizi pubblici. e ribadisco pubblici.]]></title>
<link>http://lucioscarpa.wordpress.com/2009/11/18/esercizi-pubblici-e-ribadisco-pubblici/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 18:06:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucioscarpa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il nuovo regolamento per gli “Esercizi di somministrazione di bevande e alimenti” del Comune di Roma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il <a id="e8m4" title="nuovo regolamento" href="http://roma.repubblica.it/dettaglio/stop-ai-nuovi-bar-nei-luoghi-della-movida-e-la-licenza-a-punti/1757143" target="_blank">nuovo regolamento</a> per gli “Esercizi di somministrazione di bevande e alimenti” del Comune di Roma ha adottato un sistema di valutazione a punti per concedere l&#8217;autorizzazione ad aprire nuovi Bar o ristoranti. Sulla scia anche Firenze ha adottato un sistema analogo dall&#8217;altisonante nome &#8220;<a title="Corriere Fiorentino" href="http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2009/11-novembre-2009/locale-vuol-aprire-dehors-cambio-wi-fi-fasciatoi-1601995481783.shtml" target="_blank"><span style="color:#c82216;">Riforma dei dehors</span></a>&#8221; per chi vuole aprire uno spazio all&#8217;esterno del proprio locale.</p>
<p>Il fasciatoio nel locale vale 10 punti, tanti quanti rinunciare alle macchinette mangiasoldi. Il parcheggio privato 40 e l&#8217;insonorizzazione addirittura 50. Altri requisiti in ordine sparso sono un’area giochi sicura per i bambini, l&#8217;assenza di barriere architettoniche, il servizio di vigilanza. Il Sindaco Renzi si conferma più innovativo, infatti mette fra i requisiti anche il wi-fi. <!--more--></p>
<p>Il punteggio minimo per ottentre la licenza varia a seconda della zona in cui si intende aprire. Nel centro storico servono 170 punti. Nella B 155. Nella C; in periferiane bastano 120.</p>
<p>Visto che qui a Venezia il problema della proliferazione di esercizi lo conosciamo bene potrebbe essere uno spunto da recepire. Prima o poi si dovrà ricominciare a concedere licenze, e avere dei criteri ben congegnati per valutare a chi e come risulterà fondamentale.</p>
<p>Si sa che l&#8217;accoglienza turistica italiana non ha buona fama in giro per il giorno, quindi &#8220;incentivare&#8221; il miglioramento del servizio è un&#8217;opera meritoria sia per gli esercenti stessi (anche se brontoleranno come da tradizione), sia per migliorare l&#8217;immagine della città.</p>
<p>Però farei un passo avanti rispetto a quanto pensato a Roma e Firenze, strutturerei i punteggi in base non solo ai servizi ai clienti, ma anche al cittadino in genere. Qui a Venezia di turismo ci si arricchisce (non sempre magari, ma spesso sì) creando un crescente disagio sociale.</p>
<p>Cosa si potrebbe prevedere? Come prima cosa metterei degli orari non basati esclusivamente sui flussi turistici, quindi bar aperti la sera, ristoranti con la cucina fino a mezzanotte così magari riesco a cenare dopo essere stato a teatro.</p>
<p>E poi? Giornali da consultare (non lo fa quasi più nessuno), un computer disponibile gratuitamente, cestini dei rifiuti nell&#8217;area (Veritas li sta togliendo&#8230;) e così via&#8230;</p>
<p>Ovviamente, tanto per rendermi ancora più simpatico agli esercenti, penserei anche a un sistema per togliere la licenza a chi ce l&#8217;ha già oggi e non garantisce i servizi di cui sopra.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Digitale terrestre e decoder unico ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/17/digitale-terrestre-e-decoder-unico/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 08:30:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/17/digitale-terrestre-e-decoder-unico/</guid>
<description><![CDATA[Roma è passata definitivamente al digitale terrestre. È la più grande area metropolitana d&#8217;Eur]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Roma è passata definitivamente al digitale terrestre. È la più grande area metropolitana d&#8217;Europa a compiere questo &#8220;salto tecnologico&#8221;, anticipando città come Londra, Parigi e Madrid, che effettueranno lo stesso passaggio tra il 2010 e il 2012. Tra il 16 e il 30 novembre 2009 il segnale analogico non sarà più ricevibile per cinque milioni di cittadini di 363 comuni del Lazio (3,4 milioni solo nella capitale). Nel frattempo, è stata avviata dall&#8217;AGCOM (Autorità Garante per le Garanzie delle Comunicazioni) un&#8217;istruttoria volta ad accertare le tipologie dei set top box sul mercato, la loro conformità degli accordi di cessione delle licenze e alla normativa di settore. Obiettivo dell&#8217;AGCOM è individuare tutte le iniziative utili all&#8217;adozione di un &#8220;decoder unico&#8221;, in relazione all&#8217;evoluzione tecnologica e di mercato in corso, con l&#8217;obiettivo di tutelare più efficacemente gli interessi degli utenti nel rispetto del quadro comunitario. La televisione digitale terrestre offrirà ai cittadini una più ampia possibilità di fruizione di programmi gratuiti e una maggiore qualità audio e video. Rispetto agli attuali 10 analogici, saranno 34 i canali nazionali gratuiti trasmessi dal digitale terrestre. La linea d&#8217;indirizzo è stata di procedere gradualmente al passaggio al digitale del Paese attraverso un calendario suddiviso per aree, condiviso con le Regioni italiane e stabilito per legge dal Governo. Per facilitare il passaggio è stato attivato dal ministero dello Sviluppo economico &#8211; Settore comunicazioni un sito web e un Numero Verde 800.022.000 &#8211; attivo dal lunedì al sabato, escluso i giorni festivi, dalle ore 8:00 alle ore 20:00 ed eccezionamente nei giorni 16, 17, 18 e 19 novembre attivo fino alle ore 23:00.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[2a Commissione Consiliare - 03 novembre 2009]]></title>
<link>http://sensocivicocesena.wordpress.com/2009/11/05/2a-commissione-consiliare-03-novembre-2009/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 17:21:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Kurt</dc:creator>
<guid>http://sensocivicocesena.wordpress.com/2009/11/05/2a-commissione-consiliare-03-novembre-2009/</guid>
<description><![CDATA[*************************************************************************************** COMUNE di CE]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;">***************************************************************************************</p>
<h2 style="text-align:center;"><strong>COMUNE di CESENA</strong></h2>
<p style="text-align:center;"><strong>*******</strong></p>
<h1 style="text-align:center;">03 NOVEMBRE 2009</h1>
<div id="attachment_695" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.vimeo.com/album/142680"><img class="size-full wp-image-695  " title="2^-COMMISSIONE" src="http://sensocivicocesena.wordpress.com/files/2009/11/2-commissione.png" alt="2^-COMMISSIONE" width="500" height="79" /></a><p class="wp-caption-text">CLICCA ED ENTRA NELL&#39;AREA VIDEO</p></div>
<p>1. AGGIORNAMENTO DELLA PROCEDURA DI RILASCIO DELLE AUTORIZZAZIONI PER L&#8217;APERTURA DELLE ATTIVITA&#8217; DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E DI BEVANDE (PUBBLICI ESERCIZI). PROPOSTA N.522/2009.</p>
<p>2. DELIBERA &#8220;FUORI SACCO&#8221;. APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO E COSTITUZIONE DEL COMITATO CONSULTIVO PER LE ATTIVITA&#8217; AGRICOLE.</p>
<p>3. AZIENDA AGRICOLA DI MORIGI GIOVANNI. APPROVAZIONE DEL PIANO DI RICONVERSIONE E MIGLIORAMENTO AZIENDALE. PROPOSTA N.535/2009.</p>
<h4 style="text-align:center;"><a href="http://issuu.com/sensocivico/docs/2commissione031109" target="_blank"><strong>ACCEDI ALLA DOCUMENTAZIONE</strong></a></h4>
<p style="text-align:center;"><strong>***************************************************************************************</strong></p>
<p style="text-align:center;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[#2 – pubblicita' aggregatori di feed online]]></title>
<link>http://idl3.wordpress.com/2009/10/29/2-pubblicita-aggregatori-di-feed-online/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 15:00:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>idl3</dc:creator>
<guid>http://idl3.wordpress.com/2009/10/29/2-pubblicita-aggregatori-di-feed-online/</guid>
<description><![CDATA[In un altro post ho avuto modo di fare alcune considerazioni sugli aggregatori di feed online. Non r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>In un <a href="http://idl3.wordpress.com/2009/09/26/1-pubblicita-aggregatori-di-feed-online/">altro post</a> ho avuto modo di fare <strong>alcune considerazioni sugli aggregatori</strong> di feed online. Non ripetero&#8217; qui le considerazioni gia&#8217; fatte allora, ma ne faro&#8217; di nuove. Comunque, tanto per dare un perche&#8217; al titolo, vediamo di fare un po&#8217; di <strong>pubblicita&#8217;</strong>. Il soggetto della promozione <em>bloghereccia</em> e&#8217; <a href="http://www.feedelissimo.com/">Feedelissimo</a>.</p>
<div id="attachment_702" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img src="http://idl3.wordpress.com/files/2009/10/feedelissimo.gif?w=150" alt="Logo Feedelissimo" title="feedelissimo" width="150" height="44" class="size-thumbnail wp-image-702" /><p class="wp-caption-text">Logo Feedelissimo</p></div>Cos&#8217;e&#8217; <strong>Feedelissimo</strong>? Gia&#8217; il nome, che tra l&#8217;altro e&#8217; <strong>molto carino</strong>, lo fa capire, usando i <em>feed</em> dei blog iscritti, crea delle pagine con i post. Dunque e&#8217; un <strong>aggregatore</strong> &#8220;<em>creato appositamente per raccogliere tutte le news provenienti dai blog italiani e per permettere ai lettori di trovare facilmente gli articoli più interessanti della rete</em>&#8220;. Le news (i post parziali) sono suddivise in <strong>categorie e tag</strong>, ognuna delle quali con un proprio <em>feed</em>, in questo modo chi si vuole iscrivere al feed dell&#8217;aggregatore, ma e&#8217; interessato ad una sola categoria (e/o tag), prendera&#8217; solo il corrispondente feed rss e non altri. Chi si vuole iscrivere a <strong>Feedelissimo</strong> puo&#8217; farlo tramite l&#8217;<a href="http://www.feedelissimo.com/iscrivi-blog/">apposito <em>form</em></a>, i propri post verranno inseriti nell&#8217;aggregatore sono in forma parziale, quindi l&#8217;eventuale lettore per leggere tutto il post dovra&#8217; entrare nel blog originario. Bla bla bla&#8230; il sito e&#8217; <a href="http://www.feedelissimo.com/">www.feedelissimo.com</a></p>
<p>Come scritto nella <strong>pagina delle <a href="http://www.feedelissimo.com/info-feedelissimo/">informazioni</a></strong> (da cui ho scopiazzato cio&#8217; che ho scritto prima) l&#8217;aggregatore e&#8217; nato &#8220;<em>per permettere ai lettori di trovare facilmente gli articoli più interessanti della rete</em>&#8220;. Certo, Sappiamo che i blogger che iscrivono il proprio blog danno questa funzione ad un aggregatore, ossia quella di <strong>permettere una maggiore visibilita&#8217; al proprio blog</strong>. Di questo avevo <a href="http://idl3.wordpress.com/2009/09/26/1-pubblicita-aggregatori-di-feed-online/">gia&#8217; parlato</a> in un&#8217;altra occasione, quindi evito di farlo ora.</p>
<p>Quello su cui mi piacerebbe soffermarmi questa volta invece e&#8217; il <strong>vero</strong> motivo per cui nascono gli aggregatori. Puo&#8217; essere riassunto in &#8220;<em>minimo sforzo massimo guadagno</em>&#8220;. Una volta scritto il sito dell&#8217;aggregatore, preparati tutti gli script, impostato il o i database, attivato il sito, non resta che diffondere la notizia di questo nuovo fantastico aggregatore e <strong>aspettare che i blogger si iscrivano</strong>. E poi starsene <strong>in panciolle</strong> aspettando che il duro lavoro iniziale (non sempre duro, a volte si usano <acronym title="Content Management System">CMS</acronym> gia&#8217; pronti) dia i suoi <strong>frutti</strong>.</p>
<p>Quanti sono gli <strong>aggregatori privi di banner pubblicitari</strong>? Nessuno. Ecco che allora il <strong>vero motivo per cui nascono tutti questi aggregatori</strong> (nessuno escluso) e&#8217; <strong>per guadagnare sui post scritti dagli altri</strong>. Almeno dividessero i guadagni con chi scrive a volte con tanta fatica i post. Invece no, si tengono tutto per loro [<a href="#padfo1">1</a>]<a name="padfoa">.</a> E visto quanto <a href="http://idl3.wordpress.com/2009/09/26/1-pubblicita-aggregatori-di-feed-online/">avevo scritto</a> l&#8217;altra volta (purtroppo mi devo citare), gran parte delle <strong>persone che arrivano</strong> sull&#8217;aggregatore sono navigatori <strong>disinteressati</strong>:</p>
<blockquote><p>&#8220;hanno un problema o una curiosita’ momentanea e cercano disperati una soluzione, leggono avidamente tanti post sullo stesso argomento ma non badano ne’ all’autore ne’ al contenitore. Appena risolto il problema o soddisfatta la loro curiosita’ si dimenticano dei blog e/o aggregatori che hanno visitato&#8221;</p></blockquote>
<p>Questo significa che <strong>sono anche i piu&#8217; portati a premere qualunque <em>link</em></strong> che contenga una <strong>parola chiave</strong> che faccia loro pensare che li&#8217; possa esserci <strong>la risposta ai loro problemi</strong>. Cos&#8217;e&#8217; quella cosa che contiene parole chiave in tema col contenuto della pagina in cui si trovano, capace di attirare l&#8217;attenzione e far pensare a chi lo legga che premendolo possano risolvere i propri problemi? Si, avete pensato bene, e&#8217; proprio il banner pubblicitario. AdSense soprattutto, ma anche molti altri (tutti quelli in formato testo per lo meno).</p>
<p>Ed ecco che l&#8217;<strong>utente disinteressato</strong> scrive su <strong>Google</strong>, arriva sull&#8217;<strong>aggregatore</strong> e preme il <strong>banner pubblicitario</strong>. Conclusione, l&#8217;aggregatore guadagna e <strong>sul vostro blog non arriva nessuno</strong>. Come avevo scritto non e&#8217; che il 100% dei naviganti sono disinteressati, e non tutti loro premono i banner pubblicitari. E&#8217; difficile stabilire le percentuali, pero&#8217; come si vede dal <a href="http://idl3.wordpress.com/2009/09/26/1-pubblicita-aggregatori-di-feed-online/">post dell&#8217;altra volta</a> ci si puo&#8217; fare un&#8217;idea anche se molto ma molto <strong>approssimativa</strong>.</p>
<p><img src="http://idl3.wordpress.com/files/2009/10/creative-commons-non-commercial.png?w=150" alt="creative-commons-non-commercial" title="creative-commons-non-commercial" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-706" />Il comportamento degli aggregatori tutto sommato e&#8217; <strong>normale</strong>, lecito, comprensibile e persino <strong>ammirevole</strong> (sotto un certo punto di vista). Cio&#8217; che invece <strong>non capisco</strong>, sono tutte quelle <strong>persone che espongono</strong> nel loro sito/weblog il <strong>bannerino della licenza <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Creative_Commons">Creative Commons</a></strong>, avete presente? Ebbene, nulla da dire, non fosse per il fatto che <strong>gran parte</strong> (se non tutti) dei blogger <strong>usa questo banner</strong>:<br />
<img src="http://idl3.wordpress.com/files/2009/10/by-nc-nd.png" alt="by-nc-nd" title="by-nc-nd" width="88" height="31" class="aligncenter size-full wp-image-700" /><br />
Questo e&#8217; il banner corrispondente a <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">questa licenza</a>, che lascia la liberta&#8217; di <strong>riprodurre</strong>, <strong>distribuire</strong>, <strong>comunicare</strong> al pubblico, <strong>esporre</strong> in pubblico, <strong>rappresentare</strong>, <strong>eseguire</strong> e <strong>recitare</strong> quest&#8217;opera, <strong>purche&#8217; attribuisca la paternita&#8217;</strong> dell&#8217;opera, <strong>non la usi per fini commerciali</strong>, <strong>non la alteri e non la trasformi</strong>.</p>
<p>Mi chiedo dunque, quando uno di questi blogger che pubblica i propri post sotto questa licenza e poi va a iscriversi ad un aggregatore, lo sa che in questo modo <strong>contravviene alla licenza</strong>? Infatti l&#8217;aggregatore secondo questa licenza non potrebbe &#8220;<strong><em>usare quest&#8217;opera per fini commerciali</em></strong>&#8220;. Ma e&#8217; proprio per fini <strong>commerciali</strong> (guadagnare con i <strong>banner pubblicitari</strong>) che gli aggregatori pubblicano parzialmente (o totalmente) i post dei blog iscritti.</p>
<p><img src="http://idl3.wordpress.com/files/2009/10/creative_commons.gif?w=149" alt="creative_commons" title="creative_commons" width="149" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-705" />Allora, per essere coerenti, i blogger dovrebbero pubblicare i propri post ad esempio sotto <a href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.5/deed.it">quest&#8217;altra licenza</a>, questo e&#8217; il <strong>bannerino</strong>:<br />
<img src="http://idl3.wordpress.com/files/2009/10/by.png" alt="by" title="by" width="88" height="31" class="aligncenter size-full wp-image-701" /><br />
Questa licenza (che e&#8217; tra l&#8217;altro la mia preferita) consente di <strong>riprodurre</strong>, <strong>distribuire</strong>, <strong>comunicare</strong> al pubblico, <strong>esporre</strong> in pubblico, <strong>rappresentare</strong>, <strong>eseguire</strong>, <strong>recitare</strong> e <strong>modificare</strong> quest&#8217;opera. <strong>Unico obbligo</strong>: &#8220;<em>devi attribuire la paternita&#8217; dell&#8217;opera nei modi indicati dall&#8217;autore o da chi ti ha dato l&#8217;opera in licenza e in modo tale da non suggerire che essi avallino te o il modo in cui tu usi l&#8217;opera</em>&#8220;.</p>
<p>Riassumendo (e aggiungendo), i <a href="http://creativecommons.org/licenses/">tipi di licenze</a> della Creative Commons sono <strong>principalmente sei</strong>:</p>
<ul>
<li><a href="http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/deed.it">by</a> &#8211; obbligo di attribuzione;</li>
<li><a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nd/3.0/deed.it">by-nd</a> &#8211; obbligo di attribuzione e divieto di derivazione;</li>
<li><a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/deed.it">by-nc-nd</a> &#8211; obbligo di attribuzione e divieto di commercializzazione e derivazione;</li>
<li><a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc/3.0/deed.it">by-nc</a> &#8211; obbligo di attribuzione e divieto di commercializzazione;</li>
<li><a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/deed.it">by-nc-sa</a> &#8211; obbligo di attribuzione e di condivisione con la stessa licenza, divieto di commercializzazione;</li>
<li><a href="http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.it">by-sa</a> &#8211; obbligo di attribuzione e di condivisione con la stessa licenza.</li>
</ul>
<p>Allora se volete che il vostro iscrivervi ad un aggregatore sia <strong>coerente</strong> con la licenza che esponete nel vostro blog (forse <strong>piu&#8217; per moda che per consapevolezza</strong>) usate la licenza <strong>giusta</strong>, quella che consente l&#8217;uso dei vostri post per scopi <strong>commerciali</strong>.</p>
<p>[<a name="padfo1">1</a>] Ovviamente questo e&#8217; populismo, gli aggregatori sono liberi di fare quello che fanno, se il blogger vuole guadagnare dai suoi post puo&#8217; farlo in altro modo, non certo aspettandosi denaro da un aggregatore. [<a href="#padfoa">^</a>]
<hr />
<p style="text-align:right;"><a href="#content" title="torna su">[^] torna su</a>&#160;&#124;&#160;<a href="http://postli.com/post?u=http://idl3.wordpress.com/2009/10/29/2-pubblicita-aggregatori-di-feed-online/&#38;t=2 – pubblicità aggregatori di feed online" title="Post to Postli" style="color:blue;text-decoration:none;">post<span style="color:orange;">&#60;</span><span style="color:red;">li</span><span style="color:orange;">&#62;</span></a>&#160;&#124;&#160;<a href="http://www.wikio.it/vote?url=http://idl3.wordpress.com/2009/10/29/2-pubblicita-aggregatori-di-feed-online/" target="_blank"><img src="http://www.wikio.it/shared/img/vote/wikio2.gif" border="0" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chi l'avrebbe mai detto?]]></title>
<link>http://pdobama.wordpress.com/2009/10/22/chi-lavrebbe-mai-detto/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 15:48:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>redazionepdobama</dc:creator>
<guid>http://pdobama.wordpress.com/2009/10/22/chi-lavrebbe-mai-detto/</guid>
<description><![CDATA[I tassisti votano Bersani.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>I tassisti <a href="http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=76286&#38;sez=NORDEST" target="_blank">votano</a> Bersani.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nuovo sistema di licenze europeo per la musica on-line]]></title>
<link>http://marketingmusicale.wordpress.com/2009/10/20/nuovo-sistema-di-licenze-europeo-per-la-musica-on-line/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 15:58:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>marketingmusicale</dc:creator>
<guid>http://marketingmusicale.wordpress.com/2009/10/20/nuovo-sistema-di-licenze-europeo-per-la-musica-on-line/</guid>
<description><![CDATA[Nel mercato classico c&#8217;era la distribuzione classica, si incideva il cd e lo si distribuiva ne]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Nel mercato classico c&#8217;era la distribuzione classica, si incideva il cd e lo si distribuiva nei vari negozi della nazione, o nel caso di artista internazionale, anche fuori dalla nazione di riferimento.</p>
<p>Con internet e la musica digitale questo non avviene più: il fatto di &#8220;distribuire mp3 agli store online&#8221; non avrebbe senso, ecco quindi che si parla di &#8220;licenze&#8221;. Licenze che stanno andando verso un unificazione dei territori in modo tale da abbattere anche i confini territoriali tipici del &#8220;vecchi mercato&#8221;</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Da <a href="http://www.macitynet.it/macity/aA40300/musica_on_line_per_leuropa_finalmente_un_sistema_di_licenza_moderno.shtml">Macity</a></p>
<p>&#8220;La conferma di un accordo su una nuova modalità per la concessione dell&#8217;autorizzazione di nuovo stampo che prevede la possibilità di acquisire <strong>diritti multi territoriali così da poter vendere on line canzoni senza essere costretti ad stilare contratti multipli in ciascun paese</strong>, arriva da un comunicato stilato dal commissario alla concorrenza Neelie Kroes&#8221;</p>
<p>&#8220;In termini pratici questo significa che una società come Apple, ad esempio, potrà ottenere il diritto ad esercitare il commercio di canzoni on line semplicemente stilando un accordo con una singola società dei diritti senza essere costretta a ricorrere a licenze multiple&#8221; <strong>&#8220;Per i clienti a quel punto diventerebbe possibile comprare musica da qualunque negozio on line, basato in qualunque paese europeo, andando semplicemente alla ricerca dell&#8217;offerta migliore&#8221;</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Campidoglio avverte i tassisti disonesti]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/07/il-campidoglio-avverte-i-tassisti-disonesti/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 08:55:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/07/il-campidoglio-avverte-i-tassisti-disonesti/</guid>
<description><![CDATA[Nota di Pao: Giusto per curiosità, integro il tutto con un link inviatomi da un amico romano http://]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Nota di Pao: </strong>Giusto per curiosità, integro il tutto con un link inviatomi da un amico romano <a href="http://www.cotabo.it/news.do?id=54" target="_blank">http://www.cotabo.it/news.do?id=54</a></p>
<p>°°°</p>
<p>Il Comune di Roma interviene sul caso dei tassisti truffaldini che rovinano l&#8217;immagine della categoria e dell&#8217;intera Capitale. E promette di intensificare i «controlli anti-truffe». Intanto tra i conducenti di auto bianche si riapre il dibattito sulle «pecore nere». Loreno Bittarelli, presidente dell&#8217;Unione nazionale radiotaxi e leader della cooperativa 3570, ammette che «questa campagna è positiva, perchè cerca di far emergere la parte corretta della nostra categoria, che è la maggioranza». Perciò, spiega, anche se «è innegabile che negli ultimi anni ci siamo sentiti un pò nel mirino come categoria, sosteniamo la guerra alle truffe».</p>
<p>Intervenendo dopo l&#8217;articolo di Corriere.it sulla truffa dei taxi lunga-corsa a via Giolitti, Maurizio Berruti, tassista e membro della commissione Mobilitá del Comune di Roma sostiene che «le doglianze riguardanti i taxi rilevate sul territorio di Roma, sono giá da tempo oggetto di attento interessamento da parte dell&#8217;assessore alla Mobilitá, Sergio Marchi e da parte mia».</p>
<p>Berruti rivendica «numerosi interventi della Polizia Municipale, della Polfer e dei Carabinieri» che dimostrerebbero «l&#8217;intenso controllo che viene effettuato quotidianamente sul territorio capitolino».</p>
<p>Ma i lettori di Roma.corriere.it contestano: «Da oltre due anni tassisti abusivi e conducenti con regolare licenza fanno quello che vogliono in via Giolitti. E nessuno interviene». «Io e la mia ragazza siamo stati aggrediti dai tassisti che non volevano caricarci per una breve corsa e aspettavano invece turisti da spennare &#8211; racconta Marco -. Abbiamo chiamato i carabinieri, ma i militari (parecchio riluttanti) ci hanno detto che sono a conoscenza del problema però non possono farci nulla. Hanno nomi e cognomi, targhe delle macchine. Ma non si muovono».<br />
Un altro romano rincara: «E&#8217; incredibile che a 30 metri da furgoni di polizia, carabinieri e vigili urbani si possano compiere questi scempi».</p>
<p>I tassisti replicano: sì a controlli più rigidi, purchè «a pagare non siano sempre i poveri cristi». E assurdo «fare il verbale a chi ha parcheggiato fuori dalle strisce e poi lasciare impunito chi opera fuori dalle regole». E c&#8217;è chi allarga il tiro, come Rifreddi78: «Oltre al caso del turista truffato dai tassisti a Termini &#8211; racconta il blogger &#8211; su TripAdvisor alcuni si lamentano di 2 distinti signori che si spacciano per poliziotti in borghese e avvicinano i turisti per fregargli il portafoglio».</p>
<p>Berruti giustifica i ritardi con il fatto che «da oltre due anni erano stati sospesi i lavori della commissione di garanzia, che giudica e sanziona eventuali omissioni o infrazioni commesse dai Taxi e dagli Ncc (i noleggi con conducente, ndr.). Al momento della sua riattivazione, questa amministrazione ha trovato un arretrato di 5mila pratiche». Cinquemila casi di irregolarità truffe ai danni di turisti e romani?</p>
<p>Comunque sia, il Campidoglio promette di impegnarsi per dotare la commissione «di strumenti tecnologici e personale al fine di evadere il pregresso e ottimizzare il lavoro». Quanto alle eventuali revoche della licenza, unico provvedimento efficace per togliere di mezzo i disonesti, per il tassista-consigliere capitolino «c&#8217;è l&#8217;ostacolo di alcuni passaggi amministrativi che rendono difficile far cadere il requisito a fronte di eventuali gravi infrazioni». Insomma, il regolamento e le norme sono inefficaci. Eppoi, spiega Berruti, ci sono i possibili ricorsi «che rimandano la revoca a una definitiva sentenza del tribunale di ultimo grado».</p>
<p>La Commissione Mobilità intende tuttavia «riportare nelle regole il servizio pubblico taxi tutelando, in questo modo, sia l&#8217;utenza sia la gran parte degli onesti operatori tassisti». Ringrazia Loreno Bittarelli, che tuttavia precisa: «Ritirare la licenza equivale a togliere lavoro a un padre famiglia. Questa è una estrema ratio, da usare in caso di eccessi comprovati e ripetuti. In casi di questo tipo, niente in contrario».</p>
<p>Bittarelli ammette che nella Capitale si verificano episodi di scorrettezza e vere e proprie truffe. «Da tempo &#8211; dice &#8211; chiediamo aiuto alle istituzioni per stanare queste sacche di irregolarità, per individuare gli operatori che in maniera costante e vergognosa continuano a danneggiare la categoria e i turisti, dettando legge nei luoghi d&#8217;arrivo dei viaggiatori, come stazioni e aeroporti. Ma anche noi siamo in parte disarmati e pensavamo che le istituzioni fossero più forti».</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/">www.corriere.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lo stato fa male. Anche in pillole]]></title>
<link>http://residenclave.wordpress.com/2009/09/15/lo-stato-fa-male-anche-in-pillole/</link>
<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 23:25:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>z3ruel</dc:creator>
<guid>http://residenclave.wordpress.com/2009/09/15/lo-stato-fa-male-anche-in-pillole/</guid>
<description><![CDATA[Ci voleva l&#8217;ultima uscita di Benny XVI per risvegliare dal torpore il vostro caro z3ruel. Il t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-2014" title="firstaid_medicines" src="http://residenclave.wordpress.com/files/2009/09/firstaid_medicines.jpeg?w=254" alt="firstaid_medicines" width="254" height="300" />Ci voleva l&#8217;ultima uscita di Benny XVI per risvegliare dal torpore il vostro caro z3ruel. Il tema di per sé non è poi una novità. Si parla di obiezione di coscienza per i farmacisti cattolici. Credo che il dibattito attorno a questo tema sia cominciato in concomitanza con la polemica sull&#8217;introduzione della RU 486. Queste sono le parole del pontefice:</p>
<p><em>«Nella distribuzione delle medicine, il farmacista non può rinunciare alle esigenze della sua coscienza in nome delle leggi del mercato, né in nome di compiacenti legislazioni». Perciò, «il guadagno, legittimo e necessario, deve essere sempre subordinato al rispetto della legge morale e all’adesione al magistero della Chiesa». Inoltre, «per il farmacista cattolico l’insegnamento della Chiesa sul rispetto della vita e della dignità della persona umana sin dal suo concepimento e fino ai suoi ultimi momenti, è di natura etica e morale», quindi «non può essere sottoposto alle variazioni di opinioni o applicato secondo opzioni fluttuanti».</em></p>
<p>Nell&#8217;esplicito invito del papa all&#8217;obiezione di coscienza rivolto ai farmacisti cattolici non ci vedo nulla di strano. Certo, si tratta di una posizione alquanto &#8220;pesante&#8221;, visto che in fin dei conti sta chiedendo ad una categoria di credenti di sfidare la legge italiana. Ma non fa forse parte dei suoi compiti richiamare le sue pecorelle al rispetto degli insegnamenti della Chiesa di Roma? Le parole di Benedetto XVI e gli echi dell&#8217;associazione che riunisce i farmacisti cattolici, che si lamentano del fatto che, ora come ora, la legge non prevede che il farmacista possa rifiutarsi di vendere una specialità prescritta da un medico ad un paziente, hanno scatenato una prevedibile polemica. Per quanto la stragrande maggioranza della popolazione mondiale sia convinta che lo stato sia necessario per ridurre al minimo le controversie, qui ci troviamo di fronte ad un caso che mi fa venire in mente quanto scrisse Rothbard a proposito di &#8220;chi ha il diritto di decidere la destinazione d&#8217;uso di una strada&#8221;. Il padre del libertarismo americano, dopo un semplice ragionamento, arrivò a concludere che non esiste un modo per giudicare in maniera equa se la ragione stia dalla parte dei cittadini che vorrebbero utilizzare una strada per svolgervi una manifestazione ed un&#8217;altra parte che la vorrebbe usare semplicemente per percorrerla con la propria auto. Quando è lo stato a decidere le cose si complicano. Se il mercato dei farmaci fosse davvero libero, ovvero, se l&#8217;associazione per delinquere che ha sede a Roma non pretendesse di controllare il numero delle farmacie con lo stramaledetto rilascio delle licenze, non ci sarebbe nessun bisogno di ricorrere alla disobbedienza civile (l&#8217;obiezione, con la legislazione attuale, comporterebbe una violazione della legge). Sinceramente non riesco a dare ragione né a chi non vorrebbe vendere un determinato prodotto (qualunque sia la motivazione che lo spinge a quella decisione) facendo parte di una corporazione ben protetta, né a chi si lamenta del fatto che i farmacisti, essendo titolari di una licenza, non possono esimersi dall&#8217;offrire al pubblico dei prodotti prescritti dal medico. Insomma, la situazione attuale è un rompicapo irrisolvibile, a meno di fare un torto ad una delle due parti in causa. Certo che, ricordando il vespaio che si sollevò in seguito all&#8217;approvazione della norma che permette alle parafarmacie di vendere i farmaci generici, sperare nella messa al rogo delle licenze è una cosa da veri sognatori. Come andrà a finire? Suppongo che nessun farmacista disobbediente verrà arrestato e che, molto probabilmente, verrà modificato l&#8217;articolo 38 del testo unico delle leggi sanitarie che al momento non permetterebbe alcuno scampo al farmacista pro-life. Come sempre, l&#8217;attenzione della massa è rivolta lontano dal problema reale, lasciando così campo libero alla decisione politica, che per sua definizione non può esser null&#8217;altro che coercizione.</p>
<p><em>&#8220;La civiltà non è altro che il tentativo di costringere la forza ad ultima ratio&#8221;. José Ortega y Gasset<br />
</em></p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;">-z3ruel</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Servizi di autorizzazioni e concessioni]]></title>
<link>http://riusopeople.wordpress.com/2009/09/08/servizi-di-autorizzazioni-e-concessioni/</link>
<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 07:00:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>paolosub</dc:creator>
<guid>http://riusopeople.wordpress.com/2009/09/08/servizi-di-autorizzazioni-e-concessioni/</guid>
<description><![CDATA[Comprende 114 diversi servizi, in ambiti differenti e rivolti sia alle imprese, in molti ambiti – da]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Comprende 114 diversi servizi, in ambiti differenti e rivolti sia alle imprese, in molti ambiti – dalla variazione del giorno di chiusura per pubblico esercizio all’agriturismo – sia ai cittadini, specialmente in tema di mobilità.</p>
<p><strong><img title="Continua..." src="https://riusopeople.wordpress.com/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /><!--more-->Ente proponente</strong>: Comune di Firenze &#8211; <strong>N. catalogo Cnipa: </strong>344</p>
<p><a title="Scheda catalogo" href="http://riuso.cnipa.gov.it/soluzioni/anteprima.bfr?id=344">Scheda catalogo</a> – <strong>Soluzione on line</strong>: <a title="Comune di Firenze" href="http://centroservizi.lineacomune.it/portal/page/portal/MULTIPORTALE/FIRENZE">Comune di Firenze &#62; Richieste</a> – <a title="Comune di Firenze &#62; Comunicazioni" href="http://centroservizi.lineacomune.it/portal/page/portal/MULTIPORTALE/FIRENZE">Comune di Firenze &#62; Comunicazioni</a></p>
<h2>Enti che utilizzano questa soluzione</h2>
<ul>
<li>Comune di Firenze</li>
<li>Comune di Ravenna</li>
<li>Comune di Udine</li>
<li>Tutti i Comuni della provincia di Ferrara</li>
<li>Regione Emilia-Romagna (Portale regionale per autorizzazioni e concessioni)</li>
</ul>
<h2>Enti che intendono utilizzare questa soluzione</h2>
<ul>
<li>Comune di Genova</li>
</ul>
<h2>Stato di consolidamento al 2009*</h2>
<p><strong> </strong>Attualmente, i servizi A&#38;C presenti sul repository PEOPLE sono quelli della versione 1.4.5b. La versione attuale dei servizi in produzione su Firenze è la v.1.4.17.</p>
<h2>Nuove funzionalità/miglioramenti realizzati dal Comune di Firenze*</h2>
<p>Attualmente, i servizi A&#38;C presenti sul repository PEOPLE sono quelli della versione 1.4.5b.</p>
<p>La versione attuale dei servizi in produzione su Firenze è la v.1.4.17.</p>
<ul>
<li><strong>Modulo di Layout dinamico</strong>: è stato realizzato, con spesa diretta del Comune di Firenze, un modulo ulteriore del sistema PEOPLE A&#38;C, che permette di connettersi al front-office e di rendere modificabile a piacere il layout della domanda che viene inviata via web. Ciò consente anche una consistente personalizzazione dei moduli in bianco, il che abilita l’allineamento della modulistica a sportello con i moduli compilati ed inviati via web. Tale modulo è stato chiesto in riuso da Parma e Ravenna.</li>
<li><strong>Invio allegati superiori a 5MB</strong>:  è stato creato un workaround sul framework, non installato, in quanto si è voluta mantenere la versione condivisa del framework (2.0.1l), ed inoltre impattava sugli altri servizi non A&#38;C.</li>
<li><strong>Inserimento dei dettagli del pagamento oneri </strong>(ossia delle singole voci del pagamento) dentro l’XML inviato al back-office</li>
</ul>
<h2>Modifiche proposte da Firenze/aggregazione SP2CON*</h2>
<p><strong>Problema</strong>: nella versione attuale del servizio, oneri e dichiarazioni all’interno dell’istanza sono separati: pertanto, il servizio prevede che si debbano compilare le dichiarazioni previste ai fini della presentazione dell’istanza e quelle utili al calcolo degli oneri, senza tuttavia che venga effettuato un controllo fra quanto dichiarato ai fini del calcolo e quanto riportato nelle dichiarazioni inserite nell’istanza. Ciò in quanto fra le due dichiarazioni non ci sono legami.</p>
<p><strong>Soluzione proposta</strong>: oneri e dichiarazioni non devono più essere concepite come due entità distinte. Occorre collegare i due aspetti in modo tale che, sulla base delle dichiarazioni rilasciate nell’istanza, anche gli oneri vengano calcolati in automatico dal servizio. Si prevede, pertanto, di eliminare le dichiarazioni finalizzate al solo calcolo oneri, garantendo in tal modo l’univocità delle dichiarazioni ed evitando la necessità del doppio inserimento di dati. A Firenze è stata realizzata in autonomia una patch provvisoria: occorre tuttavia individuare una soluzione più strutturata all’interno dei servizi.</p>
<p><strong>Problema</strong>: non è possibile effettuare la precompilazione dei dati e l’invio di istanze per bookmark anonimi</p>
<p><strong>Soluzione proposta</strong>: A Firenze è stata realizzata in autonomia una patch provvisoria: occorre individuare una soluzione più strutturata all’interno dei servizi. Inoltre, in relazione a questa esigenza, si ritiene di dover implementare su java l’invio di cortesia (ossia l’invio dell’istanza anche con accesso anonimo), già implementato su .Net da Ravenna.</p>
<p><strong>Problema</strong>: Se non viene configurato nella PeopleConsole il parametro verticalizzazione comune, nelle pagine del servizio ci sono malfunzionamenti.</p>
<p><strong>Soluzione proposta</strong>: Sarebbe utile fare un controllo sull&#8217;esistenza del parametro e se obbligatorio dare un messaggio di errore in modo che venga configurato.</p>
<p><strong>Problema</strong>: Visualizzazione campi multipli: è nata l&#8217;esigenza di creare una dichiarazione con molti campi che deve in pratica essere replicata n volte.</p>
<p><strong>Soluzione proposta</strong>: occorre modificare il DB e l’applicativo per poter visualizzare campi multipli in modo più user-friendly.</p>
<p>* Aggiornamento a cura del Comune di Firenze.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Questo Uccidera' Quello]]></title>
<link>http://madbob.wordpress.com/2009/08/18/questo-uccidera-quello/</link>
<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 19:34:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>m4db0b</dc:creator>
<guid>http://madbob.wordpress.com/2009/08/18/questo-uccidera-quello/</guid>
<description><![CDATA[Ieri sera e&#8217; accaduto un fatto che offre una ricca serie di spunti di riflessione sull&#8217;e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ieri sera e&#8217; accaduto un fatto che offre una ricca serie di spunti di riflessione sull&#8217;essenza del software libero, e vorrei qui esporre le successive elucubrazioni nella speranza che possano tornare utili a chi si e&#8217; posto certe domande ed ancora non ha ottenuto risposta.</p>
<p>Il fatto: ho rilasciato la <a title="TuxChan 0.1.0" href="http://barberaware.org/forum/forum.php?forum_id=151">versione 0.1.0</a> di un mio modestissimo <a title="TuxChan" href="http://tuxchan.barberaware.org/">programmino</a> che permette di seguire l&#8217;avvicendarsi dei nuovi threads su <a title="4chan" href="http://4chan.org/">4chan</a>, popolare <a title="Definizione di &#34;image board&#34;" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Imageboard">image board</a> estremamente attiva ed oramai divenuta uno dei pilastri della cultura Internettiana, ed ho ben pensato di annunciarne la disponibilita&#8217; su 4chan stesso, nel canale dedicato alla tecnologia (<a title="Canale &#34;technology&#34; su 4chan" href="http://zip.4chan.org/g/imgboard.html">/g/</a>, per la precisione). Alla precisazione che l&#8217;applicativo e&#8217; solo per Linux ho ricevuto una ondata di commenti negativi, sul fatto che nessuno se ne sarebbe curato e che era totalmente inutile, ed un poco alla volta sono giunte minacce sul proposito di rubare il codice, togliere il mio nome, e rilicenziarlo con un formato totalmente incompatibile con la GPLv3 per il solo gusto di farmi un dispetto, facendo leva sul fatto che da solo non avrei certamente potuto intraprendere una azione legale internazionale per violazione di copyright.</p>
<p>Sorvolando sull&#8217;infantilita&#8217; dei miei interlocutori &#8211; ma in fin dei conti non ci si poteva aspettare di meglio da un forum noto per essere punto d&#8217;origine dei <a title="Fenomeno del &#34;rickrolling&#34;" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rickrolling">peggiori scherzi</a> della Rete &#8211; occasioni come queste sono ottime per raccogliere percezioni e sentimenti di chi, consapevolmente o meno, e&#8217; ostile al software libero ed alle sue modalita&#8217; di diffusione.</p>
<p>Per molti l&#8217;idea di distribuire il codice sorgente del proprio sforzo programmatorio equivale ad un suicidio intellettuale, in quanto ogni riferimento al realizzatore primo dell&#8217;opera &#8211; e di conseguenza il riconoscimento e la glorificazione della paternita&#8217;, spesso unico motivo della distribuzione gratuita del software &#8211; e&#8217; alla merce&#8217; di qualsivoglia lestofante, che con un edit ed un giro di compilazione puo&#8217; assegnare a se&#8217; stesso il merito della composizione e farne cio&#8217; che piu&#8217; gli garba (ivi compreso trarne profitto economico, che penso sia il massimo affronto nei confronti di uno sviluppatore freeware). Il &#8220;furto di merito&#8221;, in una cultura principalmente meritocratica come e&#8217; appunto quella del freesoftware e del freeware, e&#8217; assimilabile al furto di denaro contante nel mondo reale contemporaneo, anzi e&#8217; forse anche piu&#8217; grave poiche&#8217; il riconoscimento della bravura e dell&#8217;abilita&#8217; del programmatore e&#8217; l&#8217;unico ed assoluto mezzo con cui si e&#8217; identificati all&#8217;interno dell&#8217;ecosistema sociale di riferimento. Secondo tale visione essere privati del proprio copyright sul proprio programma equivale ad essere privati non solo del lavoro, ma anche della possibilita&#8217; di ottenerne un&#8217;altro, in una spirale di perdizione ed autodistruzione che spaventa chiunque sia anche solo vagamente tentato di condividere il codice sorgente e preferisce dunque tenerselo ben stretto.</p>
<p>Sia ben chiaro che tale affezione all&#8217;ego informatico non e&#8217; esclusivo dei programmatori freeware, ma e&#8217; diffusamente sentito anche dai programmatori freesoftware &#8211; come gia&#8217; detto, entrambi i sistemi si poggiano su una meritocrazia di fatto &#8211; e non poche sono state le occasioni in cui ho personalmente raccolto dubbi e perplessita&#8217; dai piu&#8217; disparati esponenti della community open in merito ai rischi che comporta la messa a nudo dell&#8217;opera intellettuale e la (apparente, come vedremo) inclinazione alla predazione. Cio&#8217; indica che, per quanto spesso il desiderio di avvantaggiare non il singolo individuo ma l&#8217;intero gruppo di riferimento sia forte, taluni non sono pienamente convinti di cio&#8217; che fanno e perseverano sulla strada della condivisione quasi per inerzia.</p>
<p>Ebbene: io ritengo tali timori ancestrali e destinati a sparire spontaneamente nel corso del tempo, vestigia di un tempo lontano lontano in cui non esisteva l&#8217;Internet.</p>
<p>Partiamo da qualche presupposto di base, scontato ma che e&#8217; bene chiarire subito:</p>
<ol>
<li>taroccare un software closed per alterarne il copyright non e&#8217; tanto piu&#8217; difficile che taroccarne uno open. I decompilatori per qualsiasi linguaggio di programmazione abbondano, ed anzi con un po&#8217; di fortuna basta un semplice editor esadecimale per individuare la stringa che riporta il nome dell&#8217;autore e sostituirla con cio&#8217; che piu&#8217; aggrada. Indi per cui l&#8217;idea che tenendo il codice per se&#8217; si evita qualsiasi illecito e&#8217; totalmente infondata, una falsa sicurezza</li>
<li>nonostante il presupposto di cui sopra, non mi risultano casi in cui qualcuno ha rubato la proprieta&#8217; intellettuale di un&#8217;altro e ne ha cavato grandi benefici, tantomeno ostacolando il vantaggio dello sviluppatore originario. Inutile tirarla per le lunghe: nel sottobosco delle produzioni amatoriali sono ben poche le applicazioni impareggiabili ed insostituibili, moltissime &#8211; la maggior parte &#8211; sono replicabili partendo da zero nel giro di una settimana, ed illudersi che il proprio prodotto sopra tutti gli altri analoghi possa essere cosi&#8217; interessante da essere rubato e/o possa aprire le porte a chissa&#8217; quale notorieta&#8217; e&#8217; indice di presunzione che mai sara&#8217; soddisfatta</li>
</ol>
<p>Detto cio&#8217;, enunciamo un concetto semplice ma che rappresenta l&#8217;importante nodo di fondo da sciogliere: quel che preme preservare non e&#8217; il software, ma la dichiarazione di paternita&#8217;. Banale, ma non scontato. La volonta&#8217; di non rendere pubblico il sorgente coincide esattamente con la volonta&#8217; di non rendere vulnerabile la dicitura sul copyright, che alla fine e&#8217; il vero obiettivo delle premure del programmatore. Abbiamo gia&#8217; visto che pur se consegnato in forma binaria il programma puo&#8217; comunque essere falsificato, e tanto basterebbe a chiudere la questione, ma la vera domanda e&#8217;: basta un nome ed un cognome nella finestrella di &#8220;About&#8221; per garantire l&#8217;assoluta certezza in merito al creatore dell&#8217;opera? Basta scolpire le proprie iniziali sulla corteccia di un albero per dichiarare che il parco in cui si trova e&#8217; a noi intitolato? A tal proposito il <a title="Notre Dame de Paris" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Notre-Dame_de_Paris_%28Victor_Hugo%29">Notre Dame de Paris</a> di <a title="Victor Hugo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Victor_Hugo">Victor Hugo</a> (e piu&#8217; precisamente nel Libro 5, Capitolo II, &#8220;This Will Kill That&#8221;, reperibile <a title="Notre-Dame de Paris, English version" href="http://www.gutenberg.org/dirs/etext01/hback10.txt">in inglese qui</a>) e&#8217; assai esplicito, e le congetture sul rapporto tra architettura e stampa &#8211; la seconda ha preso il posto della prima, potenziandone i significati &#8211; sono splendidamente traducibili anche nel rapporto tra stampa ed Internet: la forza e l&#8217;immortalita&#8217; di una espressione non si misura nella profondita&#8217; con cui essa e&#8217; scolpita nella roccia, ma quanto essa sara&#8217; riproducibile ed accessibile al prossimo.</p>
<p>Per tornare al caso concreto, ed alla storia di apertura di questo brano. Sebbene non abbia particolare interesse nel difendere la proprieta&#8217; intellettuale del mio stupido programma, facilmente re-implementabile in pochi giorni da qualsiasi mediocre programmatore, ho comunque voluto provare ad ingegnarmi per individuare la miglior forma di protezione a disposizione. E con discreta sorpresa mi sono reso conto che la soluzione e&#8217; lapalissiana: per far sapere a tutti di essere l&#8217;autore di un programma, occorre comunicarlo. Ho aggiunto il mio progettino <a title="TuxChan su OpenDesktop" href="http://opendesktop.org/content/show.php/TuxChan?content=110470">su OpenDesktop</a>, <a title="TuxChan su Ohloh" href="http://www.ohloh.net/p/tuxchan">su Ohloh</a> e <a title="TuxChan su FreshMeat" href="http://freshmeat.net/projects/tuxchan">su Freshmeat</a>, tre noti siti che indicizzano applicazioni opensource rendendone facile il reperimento e la scoperta da parte degli altri utenti, ma soprattutto riportano la data di inserimento e (nel caso di Ohloh) importano l&#8217;intero repository SVN mettendone in evidenza l&#8217;intera storia di modifiche e correzioni, si&#8217; da placare ogni possibile incertezza sull&#8217;andamento dello sviluppo. Da oggi chiunque dichiarera&#8217; di essere autore del programma, e per quanto egli possa alterare tutti gli headers in cui compare il mio nome e il nome originario del software, potra&#8217; essere facilmente sbugiardato puntando il dito verso la quantita&#8217; di tracce lasciate in giro sull&#8217;Internet dal vero ed unico autore, per cui la mole di servizi (gratuiti) sopra citati fanno da muti ed inconsapevoli garanti. Un po&#8217; come nel secolo scorso si usava spedire a se&#8217; stessi in busta chiusa e sigillata documenti importanti, lasciando che un ente autorevole e legittimato (le Poste) apponesse il suo timbro con il giorno il mese e l&#8217;anno del recapito, e tanto bastava per valere come prova della data di stesura del documento stesso in sede di tribunale.</p>
<p>Ma di tribunali non ci sara&#8217; mai bisogno: solo un pazzo, o una persona immensamente motivata, potrebbe intentare causa ad un burlone dalla parte opposta del pianeta al solo scopo di essere riabilitato dalla societa&#8217; civile. La societa&#8217; tecnocratica in cui i programmatori domestici si muovono, invece, si accontenta di riconoscere il valore del singolo, e di ostracizzare chi non rispetta le regole del gioco: tutti sono consapevoli di quanto possa essere una facile tentazione quella di rieditare i sorgenti per farli apparire come propri, tutti sono ugualmente sensibili dinnanzi a tale potenziale abuso, nessuno sara&#8217; disposto a perdonare o a tacere su un atto criminale di tal fatta, tanto piu&#8217; efferato perche&#8217; fondato sulla buona intenzione del creatore del software. Di tribunali non c&#8217;e&#8217; bisogno, perche&#8217; sono tutti giudici.</p>
<p>Tra poggiare ogni propria convinzione su una semplice frase all&#8217;interno del programma ed avere mezza Internet come testimone c&#8217;e&#8217; una discreta differenza, ma gia&#8217; so che questo non basta a rispondere ad ogni titubanza.</p>
<p>Ad esempio: se non vengo a sapere che qualcuno sta&#8217; sfruttando il mio lavoro? Assai probabile, ed in tal caso &#8220;occhio non vede, cuore non duole&#8221;. Ma nel momento in cui dovesse essere intercettato un uso non conforme alla licenza applicata sara&#8217; facile individuare il responsabile: poiche&#8217; l&#8217;unico profitto che si trae dalla distribuzione di codice open e&#8217; la costruzione della propria reputazione assieme alla copia non autorizzata ci sara&#8217; un nome che vuol farsi elogiare, e spesso un indirizzo mail (nonche&#8217; un paese di origine, e da li&#8217; con qualche ricerca un indirizzo di residenza, per coloro con istinti particolarmente vendicativi&#8230;). Triangolare un usurpatore e&#8217; semplice quando tale personaggio compie il gesto per il solo scopo di essere identificato.</p>
<p>E ancora: se qualcuno chiude il sorgente, come faccio a dimostrare che e&#8217; opera mia? Questo e&#8217; un po&#8217; piu&#8217; complicato, e sebbene non impossibile (esistono tecniche di analisi statica dei binari per tracciare i comportamenti di due programmi e dunque capire se uno e&#8217; stato tratto dall&#8217;altro) stando al punto 2 dell&#8217;elenco sopra riportato e&#8217; totalmente inutile: avendo due o piu&#8217; programmi che fanno la stessa cosa gli utilizzatori saranno portati a scegliere quello migliore, ed il valore aggiunto della disponibilita&#8217; del sorgente (con tutte le conseguenti implicazioni: certezza dell&#8217;assenza di malware, spyware, apprezzamento dei valori del software libero&#8230;) si sta imponendo verso ogni fascia di pubblico.</p>
<p>Insomma: le minacce di un gruppetto di ragazzini non sono bastate ad incrinare neppur minimamente la mia fiducia nel modello free, anzi mi ha offerto l&#8217;ennesima e sempre gradita occasione di riflessione (nonche&#8217; una mole di visite al sito di TuxChan, essendo stato implicitamente pubblicizzato senza ritegno nella fase di affermazione della paternita&#8217;: 19 downloads in meno di 24 ore li ritengo un piccolo successo). Mi stupisco come invece molti si lascino intimorire da simili spauracchi, dalle pretese di furto e isolamento, paradossalmente limitando la diffusione del proprio parto creativo nel vano ed ingiustificato sforzo di detenerne un controllo che comunque non puo&#8217; essere assoluto.</p>
<p>Questo uccidera&#8217; quello. Il freesoftware uccidera&#8217; il freeware. Perche&#8217; tu sei solo, noi siamo tanti.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[2.To Hack: Fare a pezzi, sezionare, creare]]></title>
<link>http://oneeye01.wordpress.com/2009/08/18/2-to-hack-fare-a-pezzi-sezionare-creare/</link>
<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 10:23:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>oneeye01</dc:creator>
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<description><![CDATA[Stabilita una base di beta-tester e co-sviluppatori sufficientemente ampia, ogni problema verrà rapi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Stabilita una base di beta-tester e co-sviluppatori sufficientemente ampia, ogni problema verrà rapi]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[regolamenti locali e cappuccini]]></title>
<link>http://aprireunbar.wordpress.com/2009/06/28/regolamenti-locali-e-cappuccini/</link>
<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 21:12:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>gabriele</dc:creator>
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<description><![CDATA[In questi giorni molto da correre, ma sto preparando dei post, penso interessanti, che hanno per tem]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>In questi giorni molto da correre, ma sto preparando dei post, penso interessanti, che hanno per tema la situazione delle licenze e delle regolamentazioni in varie aree d&#8217;Italia. Insomma, dopo aver detto per tanto tempo che REC, HACCP, licenze per aprire un locale e variealtre burocrazie sono soggette alle regolamentazioni degli organismi competenti nelle varie città, proveremo a visitare queste realtà locali.<br />
Intanto un cappuccino divertente di qualche giornofa. Un elefantino.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-313" title="26062009(002)" src="http://aprireunbar.wordpress.com/files/2009/06/26062009002.jpg?w=300" alt="26062009(002)" width="300" height="225" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Yacme e Isab fanno "migrare" le aziende]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/05/21/yacme-e-isab-fanno-migrare-le-aziende/</link>
<pubDate>Thu, 21 May 2009 05:45:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Yacme, software house bolognese attiva nel mondo open source, e Isab Informatica, azienda che propon]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Yacme, software house bolognese attiva nel mondo open source, e Isab Informatica, azienda che propone soluzioni IT a supporto del business aziendale, annunciano un accordo di collaborazione per la promozione di OpenOffice.org, la più diffusa suite libera per l&#8217;ufficio, con l&#8217;obiettivo di affiancare qualsiasi azienda che voglia passare da Microsoft Office al mondo open source. OpenOffice.org è un software libero disponibile sulle piattaforme più comuni (Microsoft Windows 98/ME/2000XP/Vista, Linux, Solaris, MacOSX), tradotto in più di 100 lingue e compatibile con i più comuni formati di file. Le soluzioni OpenOffice.org possono rivelarsi molto interessanti per coloro che si trovino nella condizione di rinnovare o regolarizzare le licenze Office o acquistare le nuove licenze Office, nonché per chi vuole valutare una soluzione alternativa per valutarne potenzialità e fattibilità per la propria azienda. Un processo di migrazione deve essere inteso sia dal punto di vista tecnologico che dal punto di vista orgnizzativo. Affrontarlo insieme a un partner esperto consente all&#8217;azienda di massimizzare l&#8217;efficenza di ogni singola fase e ridurre sensibilmente il margine di errore e le perdite di tempo, senza rinunciare a una propria autonomia nella gestione del progetto e riqualificando le risorse interne che diventeranno in seguito autonome nel mantenimento dell&#8217;infrastruttura.<br />
Isab Informatica Il marchio ISAB (www.isab.it), sul mercato dal 1982, è garanzia di esperienza e continuità nel rapporto con i propri clienti, con un&#8217;offerta di soluzioni tecnologiche mirate al miglioramento dei processi di business e all&#8217;ottimizzazione delle risorse. ISAB INFORMATICA opera nelle aree del consolidamento e ottimizzazione dell’ infrastruttura, delle soluzioni di Business Intelligent e statistica e della  sicurezza e gestione delle reti aziendali.<br />
Yacme Srl (http://www.yacme.com) è un’azienda di consulenza e servizi di information technology nata nel maggio del 2000, che ha scelto &#8211; in modo strategico &#8211; di operare in ambito Linux. L’attività è focalizzata in tre aree: l’amministrazione dei sistemi informativi, dove c’è una forte componente di integrazione con i sistemi proprietari; lo sviluppo di applicazioni, come quella per i punti vendita della GDO/GDS, o il progetto open source MystiqueXML; e la migrazione da software proprietario a software libero, in particolare a OpenOffice.org, nell’ambito della quale gestisce anche le attività di formazione, oltre a migrazioni desktop linux. Yacme ha sede a Bologna. E&#8217; Novell Gold Linux Specialist ed è Partner ISV di Motorola Enterprise Business.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Linux e Microsoft, nemici-amici]]></title>
<link>http://gianmichele.wordpress.com/2009/05/19/linux-e-microsoft-nemici-amici/</link>
<pubDate>Tue, 19 May 2009 08:11:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianmichele</dc:creator>
<guid>http://gianmichele.wordpress.com/2009/05/19/linux-e-microsoft-nemici-amici/</guid>
<description><![CDATA[Chi l&#8217;avrebbe mai detto, Microsoft e Linux Foundation che firmano la stessa lettera aperta rel]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Chi l&#8217;avrebbe mai detto, Microsoft e Linux Foundation che firmano la stessa lettera aperta rel]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Siae libera le opere sul web]]></title>
<link>http://wondermark.wordpress.com/2009/05/07/la-siae-libera-le-opere-sul-web/</link>
<pubDate>Thu, 07 May 2009 06:18:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>wondermark</dc:creator>
<guid>http://wondermark.wordpress.com/2009/05/07/la-siae-libera-le-opere-sul-web/</guid>
<description><![CDATA[Brani musicali diffusi sul web o sul telefonino liberi dal pagamento Siae e che quindi potranno anch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img alt="" src="http://www.siae.it/images/news/3_20080107121051_SIAE_GiorgioAssumma%2021%20dicembre.jpg" title="Giorgio Assumma" class="alignleft" width="188" height="250" />Brani musicali diffusi sul web o sul telefonino liberi dal pagamento Siae e che quindi potranno anche essere forniti gratuitamente. Ad annunciarlo è stato Giorgio Assumma, presidente della Siae, al forum &#8220;Diritto d&#8217;autore, web e pirateria&#8221; organizzato dalla Siae all&#8217;Assemblea regionale Sicilia, a Palazzo dei Normanni a Palermo.<br />
&#8220;La Siae – ha detto Assumma &#8211; apre all&#8217;utilizzazione eventualmente anche gratuita delle opere da parte del popolo della rete attraverso Internet. Il web è uno strumento eccezionale e noi non vogliamo in alcun modo ostacolare la libera diffusione dei brani&#8221;.<br />
Il meccanismo dell&#8217;affidamento alla Siae quindi cambierà: &#8220;Finora l&#8217;autore che ha affidato le proprie opere alla gestione della Siae non può liberarle, quindi è stata sempre la Siae a dare l&#8217;autorizzazione a terzi per il loro utilizzo, facendo da intermediario. Ora, invece, con la nuova regolamentazione annunciata un autore può mettere su Internet una propria composizione anche a titolo gratuito facendo una semplice dichiarazione alla Società che in questo caso dà piena libertà all&#8217;autore senza pretendere nessun indennizzo per il proprio servizio di gestione&#8221;. In pratica l&#8217;autore &#8220;può chiedere alla Siae di escludere dalla sua tutela i diritti relativi all&#8217;uso di queste opere sulle reti telematiche e di telefonia mobile o di altre forme analoghe di fruizione&#8221;.<br />
Liberalizzazione che vale sia che l&#8217;autore decida di metterle sul web gratuitamente sia che le faccia pagare. Per dare avvio a questa novità ieri <a href="http://www.siae.it">la Siae</a> ha istituito un pubblico registro delle opere musicali che potranno essere gratuitamente utilizzate su Internet con l&#8217;indicazione dei rispettivi autori.<br />
(di Salvo Butera &#8211; Il Sole 24 Ore)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Questioni culturali]]></title>
<link>http://andreachiarelli.wordpress.com/2009/04/28/questioni-culturali/</link>
<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 07:01:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Chiarelli</dc:creator>
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<description><![CDATA[Qualche giorno fa sono stato contattato da un potenziale cliente per avere alcune delucidazioni su u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Qualche giorno fa sono stato contattato da un potenziale cliente per avere alcune delucidazioni su u]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Creative Commons nella TV pubblica]]></title>
<link>http://lucazingone.wordpress.com/2009/03/30/creative-commons-nella-tv-pubblica/</link>
<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 17:52:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucazing</dc:creator>
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<description><![CDATA[Creative Commons nella TV pubblica: un sogno o il futuro?? Andrea Maffini, presidente di AssowebTV, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.creativecommons.it">Creative Commons</a> nella TV pubblica: un sogno o il futuro??</p>
<p>Andrea Maffini, presidente di <a href="http://www.assowebtv.it">AssowebTV</a>, qualche giorno fa, al termine del <a href="http://www.forumdellacomunicazione.it">Forum della Comunicazione</a> tenutosi a Roma, mi spiegava che sul fronte <a href="http://www.creativecommons.it">Creative Commons</a> qualcosa si sta muovendo e anche rapidamente. Sosteneva, infatti, che ci saranno grandi sviluppi soprattutto nel settore pubblico. Ad Aprile, per esempio, tutti i contenuti, o la maggior parte di essi, della nuova webTV della <a href="http://www.regione.lazio.it">Regione Lazio</a> probablimente saranno protetti da licenze <a href="http://www.creativecommons.it">Creative Commons</a>. Pensando ora in modo più lungimirante ma comunque lineare concreto, la televisione pubblica, dopo aver effettuato completamente il passaggio al digitale, dovrebbe continuare il suo percorso innovativo raggiungendo sempre più alti livelli di interazione. In quest&#8217;ottica contenuti aperti e licenze <a href="http://www.creativecommons.it">Creative Commons</a> dovrebbero assumere un ruolo rilevante per la televisione del futuro. Ma il punto è: quanto conta la linearità e la concretezza nel contesto della televisione pubblica italiana??</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pa: proposta Pd su software libero]]></title>
<link>http://2dei.wordpress.com/2009/03/15/pa-proposta-pd-su-software-libero/</link>
<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 23:15:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>leonefragile</dc:creator>
<guid>http://2dei.wordpress.com/2009/03/15/pa-proposta-pd-su-software-libero/</guid>
<description><![CDATA[Introdurlo comporterebbe un risparmio di almeno 30 mln di euro (ANSA) - ROMA, 15 MAR &#8211; Interne]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Introdurlo comporterebbe un risparmio di almeno 30 mln di euro   <img class="section_image_not" src="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/internet/med/5480ab064d5fff016f3e1486133c1bdc.jpg" border="0" alt="" hspace="10" align="left" /> (ANSA) -</em> ROMA, 15 MAR &#8211; Internet compie 20 anni e Vincenzo  Vita (Pd) chiede al Ministro Brunetta di introdurre   software libero nella Pubblica amministrazione. &#8216;Ci sarebbe  un risparmio di almeno trenta milioni di euro, quanto piu&#8217; o  meno costano all&#8217;erario i contratti con Microsoft. Si  destinino al fondo dell&#8217;Inps per l&#8217;occupazione. Si batta  ogni tentazione censoria  &#8211; spiega &#8211; e si seguano le linee  del forum Onu su internet: autoregolamentazione, diritti e  doveri, cittadinanza elettronica&#8217;.</p>
<p><a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/internet/news/2009-03-15_115320673.html">ANSA.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GIMP è illegale!]]></title>
<link>http://ercolinux.wordpress.com/2009/03/14/gimp-e-illegale/</link>
<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 11:42:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>ercolinux</dc:creator>
<guid>http://ercolinux.wordpress.com/2009/03/14/gimp-e-illegale/</guid>
<description><![CDATA[Non sono impazzito: è la risposta di un esperto ad un amico. Adesso vi spiego come si è arrivati a q]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non sono impazzito: è la risposta di un esperto ad un amico. Adesso vi spiego come si è arrivati a questa &#8220;verità&#8221;.</p>
<p>Giorni fa un amico fotografo mi ha detto di dover acquistare un programma di fotoritocco per il suo negozio, ma di non voler spendere i 900€ di CS4: conoscendo il tipo di lavoro che fa gli ho consigliato GIMP, spiegandogli dove prenderlo e come installarlo. Ieri passo a trovarlo per vedere come andava l&#8217;esperimento: sorpresa! Non l&#8217;aveva nemmeno provato. Alla mia richiesta di spiegazioni la risposta è stata che dovendolo usare in ambito aziendale ha chiesto consiglio al commercialista il quale gli ha detto di non scaricarlo neppure poichè è illegare detenere software di cui non si possiede una fattura di acquisto.</p>
<p>Ovviamente gli ho detto di cambiare commercialista!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nuovo Synchro Arts VocALign Project V3 ]]></title>
<link>http://it.audiofanzine.com/2009/03/13/nuovo-synchro-arts-vocalign-project-v3/</link>
<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 15:49:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>audiofanzineitalian</dc:creator>
<guid>http://it.audiofanzine.com/2009/03/13/nuovo-synchro-arts-vocalign-project-v3/</guid>
<description><![CDATA[Le licenze VocALign project v3 sono ora licenze multi-platform consegnate a iLok. Così acquistando u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span><a href="http://audiofanzineit.files.wordpress.com/2009/03/143098.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2984" title="143098" src="http://audiofanzineit.wordpress.com/files/2009/03/143098.png?w=120" alt="143098" width="120" height="96" /></a>Le licenze<strong> VocALign project v3 </strong> sono ora licenze multi-platform consegnate a iLok. </span></p>
<p><span>Così acquistando una licenza multipiattaforma, l&#8217;utente può eseguire VocALign project v3 come versione AU con Logic, come versione Audio Suite con Pro Tools e  come versione indipendente nelle altre DAEs. </span></p>
<p><span>Questo è progettato per consentire all&#8217;utente di passare da un sistema di audio editing all&#8217;altro e avere comunque accesso a una versione di VocALign project v3.</span></p>
<p><span>Le nuove AU VocALign plug-in possono essere acquistate inizialmente tramite un download con  licenza elettronica dall&#8217;archivio web su <a rel="nofollow" href="//www.synchroarts.com/');"> www.synchroarts.com </a> o dai rivenditori SYNCHRO ARTS.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LE LICENZE PER APRIRE UN BAR]]></title>
<link>http://aprireunbar.wordpress.com/2009/03/10/le-licenze-per-aprire-un-bar-2/</link>
<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 08:54:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>gabriele</dc:creator>
<guid>http://aprireunbar.wordpress.com/2009/03/10/le-licenze-per-aprire-un-bar-2/</guid>
<description><![CDATA[Le liberalizzazione degli ultimi anni hanno portato a numerose novità nel campo delle licenze. Quest]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Le liberalizzazione degli ultimi anni hanno portato a numerose novità nel campo delle licenze.<br />
Queste novità si sono però diffuse in Italia, come spesso succede (anche in altre nazioni) a macchia di leopardo.<br />
La liberalizzazione, o meglio la diversa filosofia di rilascio dei permessi per avviare un bar è stata infatti recepita solo da alcune regioni o addirittura solo da alcuni comuni, che hanno reso più comprensibile e certamente più veloce i meccanismi di richiesta delle licenze.</p>
<p><a href="http://aprireunbar.com/2009/03/10/le-licenze-per-aprire-un-bar-2/">Continua</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Asus Eeepc 1000H e rimborso licenza [3]]]></title>
<link>http://denebinside.wordpress.com/2009/01/30/asus-eeepc-1000h-e-rimborso-licenza-3/</link>
<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 11:38:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>denebinside</dc:creator>
<guid>http://denebinside.wordpress.com/2009/01/30/asus-eeepc-1000h-e-rimborso-licenza-3/</guid>
<description><![CDATA[Dopo un breve periodo di riflessione in cui sono andata &#8220;a caccia&#8221; di altri casi di rich]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dopo un breve periodo di riflessione in cui sono andata &#8220;a caccia&#8221; di altri casi di richiesta rimborso, questa mattina ho nuovamente contattato la Asus con questa mail:<!--more--></p>
<blockquote><p>
A questo proposito credo ci siano delle discrepanze tra quanto<br />
scrittomi in questa mail e quanto indicato nel vostro sito internet.<br />
Dal sito risulta infatti che per problemi di assistenza occorre<br />
contattare il centro italiano e non la sede centrale. (mi riferisco ai<br />
passi 1 e 2 della procedura indicata e reperibile alla pagina<br />
http://support.asus.com/service/service.aspx?no=407&#38;SLanguage=en-us )</p>
<p>Inoltre, consultandomi con l&#8217;associazione per i diritti degli utenti e<br />
consumatori (ADUC), ho scoperto che in quanto voi distributori<br />
commerciali in Italia per ASUS Technology Incorporation siete<br />
responsabili delle licenze presenti nei prodotti da voi commercializzati.</p>
<p>Il loro consiglio (ADUC) e&#8217; quello di portare la questione davanti ad<br />
un Giudice di Pace poiche&#8217; esiste gia&#8217; in Italia una sentenza in<br />
favore dei consumatori (http://www.aduc.it/dyn/documenti/allegati/sentenza_hp.pdf) che risulta essere un precedente legalmente valido.</p>
<p>Conosco inoltre il precedente caso del signor VINCENZO AMPOLO, vostro acquirente di CALTAGIRONE; vorrei essere messa al corrente delle procedure necessarie per avere il rimborso che mi spetta per la licenza WINDOWS di cui non usufruirò.<br />
Sono inoltre al corrente del fatto che è nella politica della vostra<br />
azienda non restituire alcuna somma di denaro, per tal motivo mi rendo sin da ora a vostra disposizione per un eventuale rimborso sotto forma di un componente hardware di pari valore (come nel caso citato precedentemente, che è stato liquidato con un banco di RAM).</p>
<p>Conosco a fondo tutta la vicenda citata e vi sarei grata se rispondeste personalmente a questa mail invece di rispondermi con qualche modello prestampato.</p>
<p>Ovviamente preferirei non dover ricorrere al Giudice di Pace qualora<br />
riscontrassi in voi la disponibilita&#8217; ad accordarci sulle forme del<br />
rimborso del costo della licenza.
</p></blockquote>
<p> Restiamo in attesa&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rim permette di scaricare gratuitamente il BlackBerry Professional Software ]]></title>
<link>http://softwarepaghe.wordpress.com/2009/01/27/rim-permette-di-scaricare-gratuitamente-il-blackberry-professional-software/</link>
<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 10:29:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>HI</dc:creator>
<guid>http://softwarepaghe.wordpress.com/2009/01/27/rim-permette-di-scaricare-gratuitamente-il-blackberry-professional-software/</guid>
<description><![CDATA[Con la sua nuova campagna promozionale Tic Tac fino al 28 Febbraio Rim regala il Blackberry Professi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-114" title="rim_blackberry professional software gratuito - tic tac" src="http://softwarepaghe.wordpress.com/files/2009/01/rim_blackberryprofsoftware.jpg" alt="rim_blackberry professional software gratuito - tic tac" width="120" height="161" />Con la sua nuova <strong>campagna promozionale</strong> <strong>Tic Tac</strong> fino al 28 Febbraio<strong> Rim</strong> regala il <strong>Blackberry Professional Software</strong>. Il <strong>programma</strong> è una <strong>piattaforma</strong> di <strong>mobile messaging</strong> studiata per le <strong>PMI</strong>, ha le stesse funzionalità del <strong>Blackberry Enterprise Server</strong> ma un numero limitato di <strong>palmari</strong> che riesce a gestire. E’ necessario avere una piattaforma di <strong>posta elettronica</strong> <strong>Microsoft Exchange</strong> o <strong>Lotus Domino</strong>, si può installare sullo stesso <strong>mailserver</strong> o su un apposito <strong>hardware</strong> e sono 30 le <strong>licenze</strong> <strong>CAL</strong> dei <strong>Blackberry</strong> che possono interagire tra loro.<br />
Viene supportata la <strong>sincronizzazione</strong> bidirezionale dei <strong>database</strong> <strong>PIM</strong> &#8211; <strong>Personal Information Manager</strong> &#8211; rappresentati dal <strong>calendario</strong>, rubrica, <strong>note</strong> e <strong>attivita</strong>&#8216; presenti nella propria casella di <strong>posta</strong> (<strong>MS Outlook</strong> e <strong>Lotus Notes</strong>). In aggiunta a questi servizi base e&#8217; possibile controllare le <strong>impostazioni</strong> di <strong>sicurezza</strong> (Criteri IT, detti anche &#8220;<strong>IT Policy</strong>&#8220;) e gestire remotamente i propri palmari da una comoda <strong>console</strong> di <strong>gestione</strong> (BlackBerry <strong>Manager</strong>).  <img class="aligncenter size-medium wp-image-115" title="RIM Blackberry software gratuito messaging server" src="http://softwarepaghe.wordpress.com/files/2009/01/img_8088.jpg?w=202" alt="RIM Blackberry software gratuito messaging server" width="202" height="300" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
