<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>lindo-ferretti &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/lindo-ferretti/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "lindo-ferretti"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 11:48:42 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[DÍA 35 - surplus]]></title>
<link>http://emigrationfordummies.wordpress.com/2009/11/05/dia-35-surplus/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 00:32:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucha</dc:creator>
<guid>http://emigrationfordummies.wordpress.com/2009/11/05/dia-35-surplus/</guid>
<description><![CDATA[Oggi ho messo piede per la prima volta al Corte Ingles. È la principale catena commerciale di IperCe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/r92clMggYXA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/r92clMggYXA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Oggi ho messo piede per la prima volta al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/El_Corte_Ingl%C3%A9s">Corte Ingles</a>. È la principale catena commerciale di IperCentriCommerciali in Spagna, conta di espandersi in Italia a breve, ed è un po&#8217; il piccolo Walmart locale. Possiede praticamente intere strade, vende <em>qualunque cosa</em> (ha perfino una diffusa compagnia di viaggi), c&#8217;è una fermata della metro con uscita direttamente nel centro commerciale. Insomma, è uno grosso.</p>
<p>Non so a cosa assomigli in italia. Non i posti che frequento io, o in cui comunque sono stato. Non è la Coop, l&#8217;Upim o la Standa. Entrarci è <strong>disorientante</strong> &#8211; non è tutto lineare come da Ikea. A parte che è assolutamente anti-intuitivo, e tra scale ascensori e ascensori per il parcheggio mi ci sono perso subito. Poi ci sono <strong>cose ovunque</strong>. Ogni singolo pixel del tuo campo visivo è occupato da una qualche merce in esposizione, che siano pentole, vestiti, dolcetti o cellulari. Ci sono così tante cose che non si riesce a vedere nulla. Io mi confondo moltissimo, troppi stimoli visivi, non guardi da nessuna parte in particolare, non riesci a fissare i dettagli. Disorientante. È come girare su se stessi un centinaio di volte, con della tequila in bocca, e poi mandar giù.</p>
<p>Ci ho messo cinque minuti a capire a quale dei 7 piani dovevo andare, e 15 a cercare un ascensore o delle scale che mi ci portassero. Arrivato al piano, oramai assuefatto all&#8217;atmosfera densa, mi sono aggirato per un po&#8217; vagando a caso tra le varie zone, finché mi sono apparsi le lenzuola e le federe, che era quello che dovevo comprare (non sapevo dove altro andare). Il tempo -poco- di cercare una marca economica (di solito io non sono per il cheap ma per il bio, ma non potevo pretendere tanto dal tempio del consumismo di massa), e mi è piombata addosso una commessa, che mi ha mandato in paranoia mentre mi chiedeva che cosa mi serviva. Dopo per aver discusso per un po&#8217; e aver visto le 4-5 dimensioni diverse di lenzuona e federe, abbiamo concordato che mi lasciava un attimo in pace a scegliere con calma il colore. La mia piccola forma di ribellione.</p>
<p>(alla fine, ho scelto con arroganza per il nero.)</p>
<p><em>il sogno proibito di ogni blocco nero.</em></p>
<p><iframe width="425" height="350" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.it/maps?f=d&amp;#38;source=s_d&amp;#38;saddr=Av Complutense&amp;#38;daddr=40.449405,-3.725889&amp;#38;hl=it&amp;#38;geocode=FYIeaQId8yDH_w;&amp;#38;mra=dme&amp;#38;mrcr=0&amp;#38;mrsp=1&amp;#38;sz=17&amp;#38;dirflg=w&amp;#38;sll=40.449331,-3.725964&amp;#38;sspn=0.003756,0.009645&amp;#38;ie=UTF8&amp;#38;ll=40.447045,-3.723593&amp;#38;spn=0.007512,0.01929&amp;#38;t=h&amp;#38;z=16&amp;#38;output=embed"></iframe><br /><small><a href="http://maps.google.it/maps?f=d&amp;#38;source=s_d&amp;#38;saddr=Av Complutense&amp;#38;daddr=40.449405,-3.725889&amp;#38;hl=it&amp;#38;geocode=FYIeaQId8yDH_w;&amp;#38;mra=dme&amp;#38;mrcr=0&amp;#38;mrsp=1&amp;#38;sz=17&amp;#38;dirflg=w&amp;#38;sll=40.449331,-3.725964&amp;#38;sspn=0.003756,0.009645&amp;#38;ie=UTF8&amp;#38;ll=40.447045,-3.723593&amp;#38;spn=0.007512,0.01929&amp;#38;t=h&amp;#38;z=16&amp;#38;source=embed" style="color:#0000FF;text-align:left">View Larger Map</a></small></p>
<p>Questo percorso che vedete indicato è la strada che devo fare per andare dall&#8217;uscita della metro nella ciudad universiaria alla porta della facoltà di matematica (qui la gerarchia universitaria è un po&#8217; diversa, non ci sono i due livelli facoltà-dipartimenti). Dopo numerosi esperimenti e tentativi, posso dichiarare con assoluta certezza che è più rapido farla a piedi che con un bus. Il bus fa la stessa identica strada, non ci sono problemi di sensi unici o scorciatoie: solo deve fermarsi ai semafori, alle fermate per far salire e scendere la gente. Se esco dalla metro e di fronte a me c&#8217;è un bus fermo, ho scoperto che se invece di mettermi in fila per salire mi incammino a piedi, arrivo prima del bus. Quindi ricordate: non sempre un motore a benzina è il modo migliore per spostare un certo numero di persone da un posto A ad un posto B, e a volte andare a piedi conviene! Ovviamente, il mezzo più efficiente in ogni caso è la bici, però avremmo comunque dovuto trasportarcela fino a lì, mentre i piedi ce li abbiamo gratis. <strong>Sono un dono diiddio.</strong></p>
<p>A tal riguardo -di iddio- mia madre mi chiede se in Spagna si festeggia l&#8217;8 dicembre l&#8217;immacolata concezione. Eh, pensate siano tutti laici e comunisti come il Zapatero della Guzzanti. In realtà, non è proprio così. Il PP è una cosa brutta &#8211; ve lo ricordate Aznar? E anche il Zapatero di Zapatero non è così ganzo come quello della Guzzanti. Si, si festeggia l&#8217;8 dicembre, ci sono le scuole cattoliche private che ricevono finanziamenti dallo Stato e hanno qualche crocifisso nelle aule.</p>
<blockquote><p>Io sono scrupoloso al riguardo di dio<br />
è a nostra immagine e somiglianza<br />
io sono scrupoloso al riguardo di dio<br />
è a nostra immagine somiglia a noi.</p>
<p><em>(Giovanni Lindo Ferretti prima di quell&#8217;incidente con quel vaso di fiori)<br />
(G.L.F., quello che gridava &#8220;il mondo è pieno di sessuofobi e di maschietti repressi: fottetevi!&#8221;. Ora che si fotta.)<br />
(G.L.F., dal 2006 riconosciuto ufficialmente come la prova principale a sostegno che l&#8217;eroina fa male.)<br />
(Lindo: falla finita. Chiedilo al Settantasette se non sai come si fa.)<br />
(glf, ti ricordi? Erano tre parole. Produci hai prodotto. Consumato hai consumato. Fai te.)</em></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cantanti, non scrivete libri]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/04/14/cantanti-non-scrivete-libri/</link>
<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 08:29:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>SMNews</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/04/14/cantanti-non-scrivete-libri/</guid>
<description><![CDATA[FONTE Si salvano Franz Di Cioccio, Giulio Casale e l&#8217;ottimo Mauro Pagani. Ma il resto è quasi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&#38;ID_articolo=116&#38;ID_sezione=518&#38;sezione=" target="_blank">FONTE</a></p>
<p><strong>Si salvano Franz Di Cioccio, Giulio Casale e l&#8217;ottimo Mauro Pagani. Ma il resto è quasi sempre disastro. Perfino i grandissimi (De André, Guccini, Capossela) hanno deluso. Per non parlare dei diari di Drigo. Il migliore? Sergio Endrigo. Ma non se ne accorse nessuno.</strong> <br />
<em>Pubblico anche qui questo articolo, uscito stamani nel cartaceo de La Stampa.</em></p>
<p>Uomo dalle molteplici rivoluzioni, Mauro Pagani. Ha conquistato il mondo con la Pfm, stanato Fabrizio De André in Creuza de mà. Le sfide lo esaltano. L’ultima, vinta pure questa, è Foto di gruppo con chitarrista. Un bel romanzo, edito da Rizzoli. Gli anni Settanta – “che non sono stati soltanto di piombo” &#8211; visti dall’ottica di Sonny, musicista che attraversa la Milano non ancora da bere da Piazza Fontana fino al funerale di Demetrio Stratos. <br />
Evidentemente la Pfm porta bene. Anche Franz Di Cioccio, ora con Riccardo Bertoncelli e ora con Guido Harari, ha scritto libri riusciti. Nel suo caso si trattava però di biografie, prima Battisti (Sulle corde di Lucio) e poi De André (lo straordinario Evaporati in una nuvola rock). Il romanzo è ben più insidioso. Ci hanno provato in tanti, riuscendoci in pochi. Si è salvato Ligabue, che prima di approdare al fantascientifico (La neve se ne frega) e alle poesie (Lettere d’amore nel frigo), aveva firmato l’ottimo Fuori e dentro il borgo, da una cui costola è nato Radiofreccia (già, i musicisti si scoprono anche registi, con esisti quasi sempre in “stile” Musikanten di Battiato: meglio evitare).<br />
Il libro sembra congeniale ad artisti controcorrente, dal Massimo Zamboni sperimentale di Emila Parabolica al Giulio Casale di Intanto corro (racconti) e Se ci fosse un uomo (il miglior saggio su Giorgio Gaber). Lodi trasversali hanno poi ricevuto Davide Van Sfroos (Le parole sognate dai pesci) e – un po’ meno – Cristiano Godano con I vivi.<br />
Per i cantautori sembrerebbe naturale passare dal verso alla pagina, ma non era un caso se Rino Gaetano parlava di “più prosa che poesia”. Francesco De Gregori e Ivano Fossati (al di là del divertissement Il giullare) si sono ben guardati dallo scrivere romanzi. Roberto Vecchioni produce libri dal 1983, e considerando la sua dittatura del testo (dotto) sulla melodia (pressoché inesistente) parrebbe per questo avvantaggiato, ma della sua numerosa produzione – da Viaggi del tempo immobile a Il libraio di Selinunte – si sono accorti più che altro i fedelissimi. Grande successo di vendite ha avuto Francesco Guccini, sontuoso burattinaio di parole, ma i suoi libri più autobiografici (Croniche epafaniche, Vacca d’un cane) trasudano ampollosità; senz’altro più gradevole la saga scritta con Loriano Macchiavelli.<br />
Guccini è un caso estremo, per lui “i libri sono ormai l’attività primaria”. Per gli altri è una tassa, un obolo: il “fiorino” di Non ci resta che piangere. Cristina Donà (con Michele Monina) non convinse in God Less America, meno ancora Manuel Agnelli ne Il meraviglioso tubetto (che di meraviglioso aveva ben poco). Apparve imbarazzante Rock Notes, diario adolescenziale di Drigo, chitarrista dei Negrita. <strong>QPGA, romanzo (e film) di Claudio Baglioni, sta vendendo molto ma la critica non ha avuto pietà.</strong> E Giovanni Lindo Ferretti, uno che le parole ha saputo usarle come pochi, trasformò il suo Reduce nel più integralista dei cantici teo-con.<br />
E’ opinione comune che il paroliere più ispirato sia oggi Vinicio Capossela, ma il suo Non si muore tutte le mattine è una farraginosa centrifuga di trovate geniali e riferimenti solipstici: tradotto, quasi illeggibile. Il libro è una brutta bestia, brucia anche i grandissimi. E così il “fallimento” più rovinoso è toccato proprio a Fabrizio De André, incapace come Dylan (disastroso in Tarantula) di ingranare la quinta marcia del romanzo: Un destino ridicolo, scritto con Alessandro Gennari, tutto è fuorché irrinunciabile.<br />
Alla fine gli episodi migliori vanno cercati col lumicino, lontani dai riflettori. E’ il caso di Gianfranco Manfredi, ormai scrittore (e fumettista) a tempo pieno: Magia rossa, Il èeggio deve venire. E c’è poi Sergio Endrigo, che prima di morire firmò Quanto mi dai se mi sparo?: un j’accuse irrinunciabile, una goccia di splendore in un mare di parole rinunciabili.<br />
Forse è meglio se, salvo rari casi, i cantanti si limitano a cantare. E a volte neanche quello.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sunny Afternoon #2]]></title>
<link>http://orangeskies.wordpress.com/2008/06/19/sunny-afternoon-2/</link>
<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 14:18:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>filpaz</dc:creator>
<guid>http://orangeskies.wordpress.com/2008/06/19/sunny-afternoon-2/</guid>
<description><![CDATA[Sunny afternoons are quite common, especially during the summer, so here I am annoying you with the ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sunny afternoons are quite common, especially during the summer, so here I am annoying you with the ]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
