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	<title>linseguitore &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/linseguitore/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "linseguitore"</description>
	<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 06:46:27 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[L'inseguitore? Già visto, già letto]]></title>
<link>http://lideablog.wordpress.com/2009/10/12/linseguitore-gia-visto-gia-letto/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 17:41:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>lideablog</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#39;inseguitore L&#8217;INSEGUITORE di Matt Hilton ed. Longanesi Traduzione di Stefano Mogni Sapet]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.illibraio.it/imagesfe/Inseguitore2755_img.jpg"><img alt="Linseguitore" src="http://www.illibraio.it/imagesfe/Inseguitore2755_img.jpg" width="240" height="355" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;inseguitore</p></div><br />
<strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788830426580/hilton-matt/inseguitore.html">L&#8217;INSEGUITORE</a><br />
di <a href="http://www.matthiltonbooks.com/">Matt Hilton</a><br />
ed. <a href="http://www.longanesi.it/">Longanesi</a><br />
Traduzione di Stefano Mogni</strong></p>
<p>Sapete quali sono le recensioni più difficili da scrivere? Quelle il cui oggetto d’analisi è un’opera mediocre, sia essa un libro oppure un film. È dura trovare qualcosa da dire per riempire la paginetta, per buttare giù almeno quelle tremila battute che siano in grado di rendere un articolo decoroso o, quando va bene, di giustificare gli spiccioli che qualche rivista è disposta a pagare per pubblicare le tue dotte elucubrazioni. </p>
<p>Mi trovo a fare questa introduzione nel tentativo e con la speranza che, come spesso mi accade, scrivendo e scrivendo mi venga l’ispirazione per dire qualcosa di buono. Mi succedeva la stessa cosa, porca merda, tutte quelle volte in cui mi trovavo davanti al mio portatile da quattro soldi dovendo scrivere le famigerate tremila battute sul palio delle galline o sulla sagra della patata di questo o quel paesello del ridente Verbano Cusio Ossola. Puoi rimanere affascinato dalle performance della gallina ovaiola Oba Oba, ma scriverne due colonne è ben altro discorso, credetemi. </p>
<p>Va bene, scusate, sto divagando non sapendo cosa dire de “L’inseguitore”, osannata opera di Matt Hilton, talmente pubblicizzata che, mannaggia a me, l’ho pure messa insieme a Dennis Lehane, James Lee Burke e Christian Lehmann in un passato post intitolato <a href="http://lideablog.wordpress.com/2009/09/23/prossimamente-in-libreria-un-poker-dassi/"><strong>“Prossimamente in libreria: un poker d’assi”</strong></a>. Cambio il titolo: “Prossimamente in libreria: un tris d’assi”. </p>
<p>Non è che “L’inseguitore” faccia poi così cagare come potreste aver erroneamente intuito dalle mie righe sopra, il problema consiste nel suo essere uno di quei tanti libri che leggi e dopo due ore non ti ricordi più una mazza, che scorrono e passano, indifferenti. A chi mi dovesse chiedere perché leggere “L’inseguitore” risponderei con un’altra domanda, anche se so che non è cosa da persone per bene: hai mai letto Lee Child? Robert Crais? Barry Eisler? Se la sua risposta fosse negativa gli ribatterei perentorio: allora cazzo perdi tempo con Hilton? Leggili. Se la sua risposta, diversamente, fosse affermativa gli direi di lasciar perdere, non troverebbe niente di nuovo sotto il Sole. </p>
<p>È questo il peccato capitale del primo romanzo di Matt Hilton, libro che sembra aver fatto andare fuori di testa tutti gli anglosassoni, tanto da riuscire a strappare alla sua casa editrice inglese un bel contratto per altre cinque opere con Joe Hunter (Hunter… che fantasia!) protagonista: la mediocrità. “L’inseguitore” è una sorta di collage di 300 e rotti pagine di altri libri di altri autori, tutto già visto, tutto già letto. Dopo poche pagine e l’aver inquadrato i personaggi e la situazione in cui si trovano sai già come andrà a finire, come sarà il redde rationem e chi vincerà e chi morirà. </p>
<p>Intanto, però, ti sarai anche un po’ incazzato perché Joe Hunter è un personaggio nazionalpopolare, non può essere un antieroe brutto, sporco e cattivo come piace a noi, certo che no, ma deve essere una sorta di pizza quattro stagioni, deve piacere un po’ a tutti. E allora è ovviamente tormentato per i tanti cattivoni terroristi baffuti e barbuti che ha fatto secchi nel passato (“Solo chi ha tolto la vita a un altro uomo può capire quali fantasmi infestassero la nostra mente in quel momento. Rink aveva ragione: per quanto uno provi a seppellirli, i ricordi non ti abbandonano mai” [pg. 105]), però quando due briganti da strapazzo cercano di accopparlo con un confettino rovente sputato da un pistolone lui come si comporta? Li ammazza direte voi, uno così che altro può fare? E no, amici miei, Joe Hunter deve vendere anche a quei bacchettoni puritani di yankee, quindi ad uno spacca solo il naso, mentre all’altro spara in un ginocchio. Francamente c’è solo una cosa che mi dà più fastidio, in un libro, del moralismo: il moralismo da quattro soldi, da recupero esami del Cepu. Joe Hunter è come Tex Willer. Dà la caccia a un assassino spietato per un tomo altro tre centimetri, ci gonfia due palle così con il fratellino rapito poi, quando potrebbe con il suo comprare Rink (diminutivo di Rinkoglionito?) fare fuori il cattivo che ha già dato ampiamente prova delle sua abilità di combattimento etc. prendendolo alle spalle con un colpo di fucile che fa? Gli urla “getta la pistola”. Cazzo, ma spara! Che barba, che noia. Moralismo da quattro soldi. Soldato spietato sì, ma poi non così tanto. Sono una macchina da guerra, ma alla fine avrei voluto coltivare rose e viola per tutta la vita leggendo Marguerite Yourcenar. Come vuole il regolamento? Il primo colpo in aria. </p>
<p>Per questo amo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joe_Pike"><strong>Joe Pike</strong></a> e <a href="http://www.robertcrais.com/"><strong>Robert Crais</strong></a>. Lui l’avrebbe fatto secco alla prima occasione. Poi si sarebbe aggiustato gli occhiali da sole e la canotta. Tutto lì. </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Prossimamente in libreria: un poker d'assi!]]></title>
<link>http://lideablog.wordpress.com/2009/09/23/prossimamente-in-libreria-un-poker-dassi/</link>
<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 13:01:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>lideablog</dc:creator>
<guid>http://lideablog.wordpress.com/2009/09/23/prossimamente-in-libreria-un-poker-dassi/</guid>
<description><![CDATA[James Lee BurkeÈ un inizio d’autunno scoppiettante per gli amanti della letteratura noir. Sta infatt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><div class="wp-caption alignright" style="width: 201px"><a href="http://www.orionbooks.co.uk/graphics/authors/4559_1.jpg"><img alt="James Lee Burke" src="http://www.orionbooks.co.uk/graphics/authors/4559_1.jpg" width="191" height="283" /></a><p class="wp-caption-text">James Lee Burke</p></div>È un inizio d’autunno scoppiettante per gli amanti della letteratura noir. Sta infatti per arrivare nelle nostre amate librerie un bel gruppetto di romanzi frutto del sudore di autori consacrati e di qualche interessantissimo esordiente. Ma gettiamo uno sguardo più approfondito sui titoli che da qui a poche decine di giorni ci attendono e che, con l’accorciarsi delle giornate, allieteranno le nostre lunghe nottate. Per saperne di più cliccate sui link presenti nel post e, mi raccomando, prendete appunti!</p>
<p><a href="http://lconti.com/2009/09/22/il-prezzo-della-menzogna/"><strong>IL PREZZO DELLA VERGOGNA</strong></a><br />
di <a href="http://www.jamesleeburke.com/"><strong>James Lee Burke</strong></a> (traduzione di <a href="http://lconti.com/"><strong>Luca Conti</strong></a>)<br />
ed. <a href="http://www.fanucci.it/"><strong>Fanucci</strong></a></p>
<p>Secondo il mio modestissimo parere è l’autentico pezzo forte di questo inizio autunno. Tornano il celeberrimo Dave Robicheaux e il suo Sancho Panza Clete Purcel. Questa volta non saranno impegnati nella risoluzione di qualche caso nell’amata Lousiana, bensì sarà il Montana e, più precisamente, Missoula (territorio di <a href="http://lideablog.wordpress.com/2009/08/14/il-caso-sbagliato-di-james-crumley/"><strong>James Crumley</strong></a>, uno dei Padri Fondatori del genere noir)  a fare da contorno ai nostri eroi. Fidatevi: prendetelo a scatola chiusa. Non ve ne pentirete. </p>
<p><a href="http://lideablog.wordpress.com/2009/06/08/born-on-the-bayou/"><strong>CLICCANDO QUI</strong></a> potete leggere la recensione su Pegasus Descending de “Prima che l’uragano arrivi”. </p>
<p><a href="http://www.thrillercafe.it/quello-era-lanno-da-dennis-lehane-un-nuovo-romanzo/"><strong>QUELLO ERA L’ANNO</strong></a><br />
di <a href="http://www.dennislehanebooks.com/"><strong>Dennis Lehane</strong></a> (traduzione di Gianna Lonza)<br />
ed. <a href="http://www.edizpiemme.it/pm/"><strong>Piemme</strong></a></p>
<p>Un Lehane probabilmente diverso da quello che siamo stati abituati a conoscere tra letteratura e <a href="http://lideablog.wordpress.com/2009/08/18/guida-ai-migliori-film-del-2009/"><strong>cinema</strong></a>, ma su cui nutro elevate aspettative. Il libro potrebbe rientrare in un ristretto gruppo di autori &#8211; di cui fanno parte anche Don Winslow con <a href="http://lideablog.wordpress.com/2009/08/08/le-anime-perdute-del-messico/"><strong>“Il potere del cane”</strong></a> e il James Ellroy di “American Tabloid”, “Sei pezzi da mille” e del prossimo <a href="http://www.thrillercafe.it/il-sangue-e-randagio-torna-james-ellroy/"><strong>“Il sangue è randagio”</strong></a> – che tramite il noir raccontano la storia, celata o manifesta, del proprio Paese. È questo un filone che anche in Italia ha trovato terreno fertile (ad es. Simone Sarasso, Giancarlo De Cataldo o Patrick Fogli). </p>
<p><a href="http://www.thrillercafe.it/linseguitore-matt-hilton/"><strong>L’INSEGUITORE</strong></a><br />
di <a href="http://www.matthiltonbooks.com/"><strong>Matt Hilton</strong></a> (traduzione di S. Mognon)<br />
ed. <a href="http://www.longanesi.it/"><strong>Longanesi</strong></a></p>
<p>Questo è il primo romanzo di Matt Hilton tradotto in italiano e che al suo esordio nei Paesi di lingua inglese tanto successo gli fece ottenere. Il protagonista, Joe Hunter, è uno di quei duri che più duri non si può. Cazzi vostri se gli fate girare le balle. O se gli inseguite il fratellino per fargli la pelle. Il tema dell’inseguimento non è nuovo – pensate, ad esempio, a <a href="http://lideablog.wordpress.com/2009/09/01/killshot-la-fortuna-e-una-zoccola/"><strong>Killshot</strong></a> di Elmore Leonard, libro del 1989 ma ristampato e ritradotto recentemente da Einaudi -, vedremo come Hilton l’avrà affrontato. Per il momento i giudizi di chi lo ha letto in lingua originale sono entusiastici. Leggeremo, leggeremo. </p>
<p><a href="http://lideablog.wordpress.com/2009/10/12/linseguitore-gia-visto-gia-letto/"><strong>CLICCANDO QUI</strong></a> potete leggere la recensione pubblicata su Pegasus Descending.</p>
<p><a href="http://angolonero.blogosfere.it/2009/09/il-seme-della-colpa-di-christian-lehmann.html"><strong>IL SEME DELLA COLPA</strong></a><br />
di Christian Lehmann (traduzione di Giovanni Zucca)<br />
ed. <a href="http://www.meridianozero.it/"><strong>Meridiano Zero</strong></a></p>
<p>Ve lo devo confessare, io ho un problema. Quando entro in una libreria, reparto giallo/noir, inizio a scorrere i molti titoli di costa in cerca della M della Meridiano Zero. Non mi lascio scappare nessun suo gustoso nuovo o vecchio titolo. Chi ha portato in Italia il sopraccitato James Lee Burke? E <a href="http://lideablog.wordpress.com/2009/09/09/la-gabbia-delle-scimmie/"><strong>Victor Gischler</strong></a> (occhio che a Novembre esce “Pistol Poets”!)? Vogliamo parlare di Angelo Petrella? Io 13,50 euro, se fossi in voi, li spenderei per questo libro. Potreste guadagnarci moltissimo e perdere tre birre al massimo. Ve le offro io.    </p>
<p><a href="http://lideablog.wordpress.com/2009/10/19/il-seme-della-colpa-romanzo-sulla-solitudine/"><strong>CLICCANDO QUI</strong></a> potete leggere la recensione de &#8220;Il seme della colpa&#8221; pubblicata su Pegasus Descending.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[l'inseguitore]]></title>
<link>http://auryness.wordpress.com/2008/06/08/linseguitore/</link>
<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 12:30:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>auryness</dc:creator>
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<description><![CDATA[ Molto contenta! mi piace molto andare a teatro ma purtroppo non è una cosa che faccio spesso. Ieri ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[ Molto contenta! mi piace molto andare a teatro ma purtroppo non è una cosa che faccio spesso. Ieri ]]></content:encoded>
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