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	<title>livello-internazionale &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<pubDate>Sun, 26 May 2013 07:04:16 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[IMMIGRATI: VATICANO, DIFFICILI VISITE IN CIE O PRIGIONI ]]></title>
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<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 18:18:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>immigratoamico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tra le questioni che piu&#8217; preoccupano il Vaticano sul versante del contrasto all&#8217;immigra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> Tra le questioni che piu&#8217; preoccupano il Vaticano sul versante del contrasto all&#8217;immigrazione clandestina e&#8217; quello dell&#8217;accesso a prigioni o Centri di detenzione anche da parte dei sacerdoti. A farne cenno e&#8217; stato stamane il segretario del Pontificio Consiglio dei migranti e itineranti, mons. Agostino Marchetto nel corso di una conferenza stampa di presentazione dei lavori del prossimo Congresso mondiale della pastorale dei migranti che si svolgera&#8217; in Vaticano dal 9 al 12 novembre prossimi. Marchetto ha posto le prigioni e i Cie e, piu&#8217; in generale i &#8221;campi dove avvengono le identificazioni e le espulsioni&#8221;, come luoghi dove la Chiesa si sente piu&#8217; impegnata nel suo apostolato lamentando, pero&#8217;, che oggi &#8221;e&#8217; molto difficile farlo&#8221; e chiedendo alle autorita&#8217; statali che &#8221;si lasci la possibilita&#8217; ai pastori di visitare questi luoghi&#8221;. Non e&#8217; un caso che proprio al tema della cura pastorale &#8221; dei migranti e rifugiati in carcere e nei campi di detenzione&#8221; verra&#8217; dedicata una apposita sessione di lavori del convegno. Dal canto suo, il presidente dell&#8217;organismo vaticano che si occupa di immigrazione, mons. Antonio Maria Veglio&#8217; ha notato come ancora il mondo, anche affrontando temi come quello delle migrazioni, e&#8217; ben lontano dall&#8217;aver creato &#8221;l&#8217;agognato ordine sociale giusto e umano&#8221; mentre si e&#8217; ancora &#8221;prigionieri dell&#8217;incubo della guerra, nelle sue diverse forme, della fame, della stagnazione economica, delle varie minacce alla salute e alla liberta&#8221;&#8217;. Questo mentre &#8221;la globalizzazione ha creato un nuovo mercato del lavoro e di conseguenza ha spinto molti ad emigrare, anche per fuggire da poverta&#8217;, miseria, catastrofi naturali e conflitti locali ed internazionali&#8221;. La Chiesa, ha concluso mons. Viglio&#8217;, &#8221;e&#8217; vicina ai migranti, specialmente alle vittime del traffico degli esseri umani, ai rifugiati, ai richiedenti asilo e alle persone che soffrono i drammi della mobilita&#8221;&#8217;. Una Chiesa che &#8221;e&#8217; chiamata a difendere la loro causa nei diversi contesti, anche collaborando a promuovere adeguate normative, a livello locale e internazionale, che favoriscano la buona integrazione&#8221;.</p>
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