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	<title>lobbies &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "lobbies"</description>
	<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 22:22:43 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Mafias farmacéuticas - Ignacio Ramonet]]></title>
<link>http://americalatinaunida.wordpress.com/2009/11/14/mafias-farmaceuticas-ignacio-ramonet/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 23:30:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>marianike</dc:creator>
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<description><![CDATA[1 Septiembre 2009 Le Monde Diplomatique Muy pocos medios de comunicación lo han comentado. La opinió]]></description>
<content:encoded><![CDATA[1 Septiembre 2009 Le Monde Diplomatique Muy pocos medios de comunicación lo han comentado. La opinió]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Recovery towards what?]]></title>
<link>http://eurpolicy.wordpress.com/2009/11/11/recovery-towards-what/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 12:17:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>germanacanzi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Last week I attended the &#8220;Recovery Towards What?&#8221; conference in central London, organise]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Last week I attended the &#8220;<a href="http://www.brettonwoodsproject.org/art-565192">Recovery Towards What?</a>&#8221; conference in central London, organised by a group of trade unions and development organisations. The topic was right up our lane &#8211; the role that global finance has in developed and developing countries, and the interplay between the current measures being taken to overcome the economic crisis and other major issues the world faces, from world poverty to climate change. </p>
<p>It was a very well organised conference and I found it extremely informative, although perhaps there could have been more on the environmental and &#8220;green economics&#8221; aspect of the debate &#8211; which we found a bit lacking. </p>
<p>One of the most interesting sessions was a breakout group that discussed proposed EU and UK measures for re-regulation of the financial sector in the wake of the near-collapse of the global banking system last year. Speakers included Nicolas Veron of the think tank <a href="http://www.bruegel.org">Bruegel</a> and  Myriam Vander Stichele of the <a href="http://www.somo.nl">Centre for Research on Multilateral Corporations</a> (SOMO). </p>
<p>Vander Stichele in particular highlighted a variety of <a href="http://somo.nl/publications-en/Publication_3219/view">problems with the current financial sector re-regulation proposals</a> that are being floated at EU level, including the virtually non-existant mention of climate change and the important role the financial sector is supposed to play in helping us fight this crisis. This was interesting to hear, and generally this issue of EU financial re-regulation is only covered in some detail in the Financial Times &#8211; which does a great job (as generally is the case on  its EU policy coverage) but which tends to focus mostly on the concerns that the financial industry itself has about these proposals. </p>
<p>It was refreshing to hear that the public interest is being represented by people of high calibre from SOMO &#8211; but it was also worrying to hear that public interest lobbyists are vastly outnumbered by big bank representatives. It&#8217;s hard to imagine that this is not having on influence on the final outcome &#8211; as it&#8217;s pretty clear to any reasonable person that the financial industry has proven that it is not capably of self-regulation and needs far more oversight. </p>
<p>This problem of big banks effectively dictating to EU policy makers what the solutions to the current crisis are, is also highlighted in a new report, <a href="http://www.corporateeurope.org/lobbycracy/content/2009/11/financial-industry-shapes-eu-regulation">&#8220;A captive Commission&#8221;.</a> The report was supported by key Members of the European Parliament. Euractiv published a <a href="http://www.euractiv.com/en/financial-services/lawmakers-scold-city-lobbying-eu-finance-rules/article-187176">good article</a> about it.  </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il Grano, il Caffè e le lobbies dell'oro colato]]></title>
<link>http://larcante.wordpress.com/2009/11/09/il-grano-il-caffe-e-le-lobbies-delloro-colato/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 19:15:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Angelo Di Costanzo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Proprio negli ultimi mesi si stà tanto discutendo delle problematiche degli aumenti dei prezzi di ma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="size-full wp-image-66 alignleft" title="Grano[1]" src="http://larcante.wordpress.com/files/2009/11/grano1.jpg" alt="Grano[1]" width="240" height="237" />Proprio negli ultimi mesi si stà tanto discutendo delle problematiche degli aumenti dei prezzi di materie prime essenziali e vitali per le economie di alcuni paesi in via di sviluppo o di ampie aree geografiche legate economicamente a tali risorse. Perchè? molte riflessioni sono riferite alle nuove destinazioni d&#8217;uso di molte risorse (carburanti biologici ecc&#8230;) molte altre su palesi speculazioni in atto sui mercati di tutti il mondo e basta digitare un paio di parole sui più importanti motori di ricerca per avere ben chiaro cosa stia accadendo sotto i nostri occhi. E&#8217; tutto molto semplice, o quasi.</p>
<p>Il grano, il caffè come molte altre materie prime non possono &#8220;fallire&#8221;. Le aziende possono andare male e fallire, le materie prime come il grano ed il caffè non possono farlo. Avranno sempre un valore intrinseco proporzionale al loro utilizzo su scala mondiale. Le materie prime sono sensibili alla legge della domanda e dell&#8217;offerta perché di esse c&#8217;è il Bisogno. Nessuno ha invece veramente bisogno di possedere azioni di borsa, se non quello di effettuare una speculazione.<br />
Nel campo delle merci, oltre alla speculazione, esiste in tutto il mondo un effettico scambio di merci e denaro allo scopo di risolvere effettivi bisogni della popolazione. Questo crea un mercato molto più affidabile, spesso rapportato alle stagioni dell&#8217;anno, e molto più legato al mondo reale della produzione, commercio e consumo. Le semine e le raccolte si ripetono ogni anno senza interrompersi mai. Ci sarà sempre grano da vendere e da comprare e questo crea: Il Mercato delle COMMODITIES*</p>
<p><em><span style="color:#666699;">*Commodity (commodities al plurale) è un termine inglese entrato oramai nel gergo commerciale ed economico per la mancanza di un equivalente italiano, e deriva dal francese “commodité”, che in italiano si può tradurre, col significato di “ottenibile comodamente”, col termine “pratico”. Indica materie prime o altri beni assolutamente standardizzati, tali da potere essere prodotti ovunque con standard qualitativi equivalenti e commercializzati senza che sia necessario l’apporto di ulteriore valore aggiunto. Una commodity deve essere facilmente stoccabile e conservabile nel tempo, cioè non perdere le caratteristiche originarie.</span> <br />
</em><br />
L&#8217;elevata standardizzazione che caratterizza una commodity ne consente l&#8217;agevole negoziazione sui mercati internazionali. Le commodities possono costituire un&#8217;attività sottostante per vari tipi di strumenti derivati, in particolare per i future. Nonostante vengono commercialmente chiamate &#8220;commodities&#8221; quelle merci che il mercato richiede in ogni caso, poiché sono legate alla sopravvivenza di una popolazione, come i fertilizzanti ed i prodotti agricoli, o permettono il funzionamento dell&#8217;economia di una nazione, come l’energia o più spesso le fonti energetiche, il legname ed i metalli in genere, possono considerarsi tali anche gli acciai e i microprocessori.<br />
<em>Il prezzo di una commodity viene fissato in apposite borse merci o da ristretti club o gruppi di aziende o stati, denominati &#8220;lobbies&#8221;, che in qualche modo ne detengono il controllo sulla produzione (anche se questa pratica non è legale e verrà sempre e comunque smentita).<br />
</em>Sapete quali sono le principali Commodities? prodotti agricoli come avena, farina di soia, frumento, mais, olio di soia, soia, coloniali e tropicali come cacao, caffè, cotone, legname, succo d&#8217;arancia, tabacco, zucchero, metalli  come alluminio, argento, nickel, oro, palladio, platino, rame, zinco, energetici come benzina, etanolo, gas, naturale, nafta, petrolio, carni tipo bovini, ma anche bovini da latte, maiali e pancetta di maiale.</p>
<p>Insomma la nostra vita è nelle loro mani, il nostro futuro rappresenta la commodity più garantita sulla quale investire. Almeno indigniamoci!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le choc des Titans... Stévia épisode 2]]></title>
<link>http://corinnehamet.wordpress.com/2009/10/28/le-choc-des-titans-stevia-episode-2/</link>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 14:21:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>corinnehamet</dc:creator>
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<description><![CDATA[Les hostilités ne font que commencer, il faut dire que les enjeux sont de tailles&#8230; Combien de ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Les hostilités ne font que commencer, il faut dire que les enjeux sont de tailles&#8230; Combien de rounds pour les deux géants Coca Cola et Pepsi ?</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-193" title="prod3" src="http://corinnehamet.wordpress.com/files/2009/10/prod3.jpg" alt="prod3" width="143" height="99" /> Cargill (en partenariat avec Coca Cola ) vient de commercialiser la &#8220;Truvia™&#8221;, édulcorant zéro calorie dérivé de la plante stévia. Son petit nom est issu de la combinaison de &#8220;truth&#8221; (vérité) et de &#8220;the way&#8221; (la manière). Ça laisse rêveur&#8230;</p>
<p><img class="size-medium wp-image-192 alignleft" title="purevia copie" src="http://corinnehamet.wordpress.com/files/2009/10/purevia-copie.png?w=217" alt="purevia copie" width="104" height="145" /></p>
<p>De son coté, Pepsi (en partenariat avec Whole Earth Sweetener) met son édulcorant &#8220;PureVia™&#8221; sur le marché.</p>
<p>Alors, déclin du sucre annoncé ? La stévia est partie pour en faire courir plus d&#8217;un&#8230;</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/i46JmlhTBjY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/i46JmlhTBjY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[El nuevo paquete telecom de la UE: El Imperio del copyright contra-ataca]]></title>
<link>http://chemtrailsevilla.wordpress.com/2009/10/26/el-nuevo-paquete-telecom-de-la-ue-el-imperio-del-copyright-contra-ataca/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 10:19:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>zass7</dc:creator>
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<description><![CDATA[Estamos ante uno de los momentos más duros de la historia de Internet. Tras dos intentos fallidos, l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://chemtrailsevilla.wordpress.com/files/2009/10/censura-internet1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2632" title="Censura Internet1" src="http://chemtrailsevilla.wordpress.com/files/2009/10/censura-internet1.jpg" alt="Censura Internet1" width="200" height="200" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Estamos ante uno de los momentos más duros de la historia de Internet. Tras dos intentos fallidos, los lobbies de la industria del copyright van a volver a intentar que el parlamento europeo apruebe el Paquete Telecom. Dicho paquete de medidas legales supone un recorte de derechos digitales sin precedentes:</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--><strong>a)</strong> Va a permitir que te corten la conexión a internet sin garantias judiciales (luego podrás ir a juicio para recuperar tus derechos tres años más tarde)</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>b)</strong> Terminará con la neutralidad en la red, es decir, dejará que las operadoras filtren el tráfico fomentando a las webs con las que tengan contratos firmados y marginando (o directamente censurando) el tráfico que moleste a sus intereses (Skype, YouTube, P2P, o lo que quieran) y finalmente</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>c)</strong> Sistematizará y legalizará las escuchas y monitorización del tráfico sin garantias judiciales, ni respeto por la presunción de inocencia, ni garantías para la privacidad de los usuarios. Infórmate y actúa antes de que sea demasiado tarde.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>¿Qué está pasando ahora mismo con el Paquete Telecom?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Acabamos de conocer por Twitter de la Telecomix News Agency que la Enmienda 138, que protegía el derecho al acceso a Internet como uno nuestros derechos, ha muerto.</p>
<p style="text-align:justify;">Los lobbies del copyright han conseguido que algunos euro-representantes abandonen su misión de representar a sus ciudadan@s y salvaguardar el bien común para entregar nuestros derechos de privacidad y de acceso a una Internet neutral a las industrias del entretenimiento. Distintos medios de comunicación alertan ante la preparación del borrador del &#8220;Telecoms Package&#8221; por parte de la Comisión Europea y una delegación del Parlamento. Todo apunta a una propuesta que o bien elimina la Enmienda 138 o bien incluirá otras enmiendas que permitan a la industria del entretenimiento cortar nuestras libertades.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Un chiringuito de &#8220;democracia&#8221; corrupta a la medida de la industria de la propiedad intelectual</strong></p>
<p style="text-align:justify;">La política demócrata europea de pasillos ocultos y movimientos invisibles, inescrutable para la ciudadanía, llega a las más altas cumbres de sus instituciones; acuerdos y enmiendas manipulados con claros intereses particulares acaban dirigiendo nuestra forma de vida. No es algo que empiece ahora: el robo de nuestras libertades en el Europarlamento es tan viejo como él mismo. Estos últimos años hemos visto de todo: desde introducir enmiendas sobre &#8220;Propiedad intelectual y patentes&#8221; en comisiones de pesca, intentando que no haya posibilidad de discusión, hasta la más reciente traición política de Alejo Vidal-Quadras, que, contra el 88% de los Europarlamentarios que votaron mantener la enmienda 138, acaba de anularla completamente en la primera negociación de la conciliación del paquete (los proyectos de ley pasan a comisiones de conciliación para llegar a un consenso, lo lobbies han conseguido colar a Vidal-Quadras como jefe de la comisión dedicada al paquete telecom). Para que os hagáis una idea, a los europarlamentarios del grupo Verde / Partido Pirata y GUE/NGL (¡pertenecientes a la comisión!) que ni siquiera se les permitió LEER el texto final. Vidal-Quadras terminó la sesión diciendo que el texto &#8220;había sido dicustido por todos&#8221; (justo después de haberseles negado la posibilidad de leer siquiera el texto a los europarlamentarios de la comisión) puedes comprobarlo directamente en el blog del europarlamentario sueco Henrik Alexandersson.</p>
<p><strong>Ofensiva mediática de los lobbies y complicidad del gobierno</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Mientras tanto, esta semana sucede una increible ofensiva mediática de las empresas multinacionales del entretenimiento como Warner o EMI, que apoyadas por la Federación Internacional de la Industria Fonográfica (IFPI) han sembrado en los medios de comunicación masiva desinformación y confusión. Mientras, el gobierno español (Miguel Sebastián y Paco Ros) invita a volver a sentarse a la mesa a la coalición de creadores y a los operadores asociados en REDTEL pese a la ruptura sin acuerdos de hace unos meses. Ahora les pide que busquen el acuerdo en base a lo que podrían venir si el paquete telecom se aprueba con una propuesta que se lo permita, todo pagado por nosotr@s, todo contra nosotr@s.</p>
<p style="text-align:justify;">Mientras nos dicen que defienden la libertad, el PP de Vidal-Quadras apunta y el PSOE-Gobierno dispara, ambos (con la ayuda de ciertos partidos nacionalistas) pretenden crear las nuevas leyes corcuera de internet, cortar nuestras libertades, que internet deje de ser libre para proteger los intereses de unos accionistas multimillonarios, todo un ejemplo de democracia.</p>
<p style="text-align:justify;">
<strong>Llamamiento a la acción</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Profesionales del lobby llevan mas de 2 años persiguiendo las libertades de los ciudadanos Europeos mediante el Paquete Telecom. ¿Qué enmienda introducirán que permita saltarse las garantias judiciales?, ¿podré seguir usando Skype o VoIP con mi conexión a internet?, ¿alguna entidad privada estará monitoreando o espiando las cosas que me descargo?&#8230; Cada día de estos 2 años nos hemos hecho esas y muchas más preguntas, como si tuviéramos que avergonzarnos de querer mantener nuestras libertades civiles, nuestro derecho a la intimidad y privacidad, a compartir.</p>
<p style="text-align:justify;">Siendo esta red una forma de la expresión de resistencia P2P y de espacio de cooperación, hacemos un llamamiento todas las personas interesadas en mantener una red libre y neutral a la organización de resistencias contra el Paquete Telecom.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Participa y vence</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Porque tu computadora está conectada a una red neutral, eres un punto con la misma importancia que el resto, podemos responder con otras formas de hacer política; algunas empresas como Google arañan millones de céntimos de cada movimiento en sus webs: nosotras podemos arañar colectivamente millones de clicks para bloquear sus campañas. Sólo por participar ya vences el esquema del inmovilismo en el que nos desean.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Organízate y crea</strong></p>
<p style="text-align:justify;">No hay esfuerzo pequeño o inútil, quizás sólo mal difundido. Crea banners, vídeos que desmonten las mentiras, publica en tu blog, difunde los comunicados, escribe a la prensa, crea contenidos que amplifiquen las luchas, enlázate a otras personas y otras asociaciones para conectarlas, pregunta y participa en los foros, atento a las acciones colectivas de tu territorio y a nivel Europeo. No esperes que se asocien por ti, asóciate y multiplica tu participación, busca puntos de encuentro y genera movimiento. Cada palabra cuenta, pero también cuenta la forma en la que lo organizas.</p>
<p style="text-align:justify;">Ponte en contacto con nosotras para coordinarte y/o acude al Foro de Cultura Libre, FCFORUM, en Barcelona.</p>
<p style="text-align:justify;">Tenemos 2 semanas para conocer la propuesta definitiva, si pretenden monitorizar nuestras conexiones o romper la neutralidad de la red no permitiremos que los políticos que participen en este asalto se vayan sin ser señalados como corresponde.</p>
<p>Mas información:</p>
<p>* <a href="http://www.laquadrature.net/">La Quadrature du Net</a><br />
*<a href="http://www.telecomix.org/"> Telecomix News Agency</a><br />
* <a href="http://fcforum.net/">FCForum</a><br />
* <a href="http://exgae.net/la-avaricia">La Avaricia &#124; EXGAE</a><br />
* <a href="http://hacktivistas.net/">Hacktivistas</a></p>
<p>Fuente: <a href="http://hacktivistas.net/node/38/">Hacktivistas </a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[«Dans votre café… un sucre, une sucrette ou une feuille de stévia ?» ]]></title>
<link>http://corinnehamet.wordpress.com/2009/10/24/%c2%abdans-votre-cafe%e2%80%a6-un-sucre-une-sucrette-ou-une-feuille-de-stevia-%c2%bb-par-corinne-hamet-vendredi-23-octobre/</link>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 10:09:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>corinnehamet</dc:creator>
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<description><![CDATA[Qu’est ce que la stévia ? Pourquoi tant d&#8217;obstacles à sa mise sur le marché ? Imaginez… vous i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Qu’est ce que la stévia ? Pourquoi tant d&#8217;obstacles à sa mise sur le marché ?</strong></p>
<p>Imaginez… vous invitez quelques amis à boire le café et, en guise de sucre vous leur tendez, non plus l’habituel pot de sucre mais un joli pot de plante…</p>
<p>Il vous suffit de tendre la main pour la délester de l’une de ses feuilles <strong>afin de </strong><strong>gratuitement, </strong><strong>vous sucrer le bec</strong>. Cette plante, devient donc un sérieux concurrent du sucre et autres édulcorants&#8230;</p>
<p>Et oui, cette petite maligne possède un pouvoir édulcorant 300 fois supérieur à celui du saccharose (sucre du commerce), mais ce ne sont pas là ses seuls talents. Nous savons de<img class="size-thumbnail wp-image-4 alignleft" title="Stevia photo" src="http://corinnehamet.wordpress.com/files/2009/10/stevia-photo.jpg?w=150" alt="Stevia photo" width="359" height="248" />puis 1931 que ses agents édulcorants n’apportent aucune calorie à l’organisme, puisqu’ils ne sont  pas absorbés par le corps. Ce qui fait de lui, malgré sa nature glucidique, un aliment sans aucune valeur nutritive ni calorique (un peu comme la salade). De plus, la stévia possède des propriétés médicinales intéressantes (hypotenseur, diurétique, cardiotonique).</p>
<p>Elle fait partie de la famille des pissenlits et est aussi appelée «Chanvre d’eau». Originaire du Paraguay,  où les indiens Guaranis en étaient les premiers consommateurs, elle fut découverte en 1905 par le botaniste Moisès Santiago Bertoni. Les Guaranis l&#8217;appelaient <em>caá-êhê</em>, ce qui signifie <em>herbe sucrée</em>, et l&#8217;utilisaient pour adoucir l&#8217;amertume du <a title="Maté" href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Mat%C3%A9">maté</a>. En clair, elle remplaçait le sucre…</p>
<p><strong>Voici une herbe sauvage dont on a eu bien du mal à rendre l’utilisation légale en France<sup>(1)</sup></strong><strong>. </strong></p>
<p>Le Japon ne s’y est pas trompé…  La stévia occupe aujourd’hui 40 % du marché des produits sucrants ! Après avoir interdit en 1970 l’usage d’édulcorants artificiels (aspartame et saccharine) pour cause «d’effets négatifs sur la santé», il est le premier à autoriser la culture et la commercialisation de la stévia en 1977.</p>
<p>Pourtant, en 1991 la FDA (Food and Drug Administration) rend illégale l’utilisation de la stévia au Canada et en Europe, affirmant que «sa consommation pourrait être dangereuse pour la santé et qu’une étude plus poussée est nécessaire» (affirmation surprenante quand on sait que la consommation d’estragon à haute dose est toxique, et autorisée…). Les japonais estiment eux avoir démontré l’innocuité de la stévia.</p>
<p>Puis cette même F.D.A. l’autorise en 1995 mais uniquement pour l’ornement.  Nous avons le droit de la regarder, mais pas de la manger…</p>
<p>Une demande de commercialisation des feuilles séchées est à nouveau proposée en 1997 au Parlement Européen, elle sera encore déboutée à l’unanimité<sup>(2)</sup>. Ce refus s’appuie sur l’avis du C.S.A. (comité scientifique de l&#8217;alimentation), qui souligne que «les données disponibles ne sont pas probantes, en particulier sur le plan des spécifications du produit et il n&#8217;existe pas de données suffisantes quant à la toxicologie du produit permettant de conclure que celui-ci est propre à la consommation humaine » <sup>(3)</sup>.</p>
<p>La situation réglementaire est la même au Canada et aux États-Unis. Du moins jusqu’en 2008, car en décembre, la F.D.A. autorise l’usage d’un dérivé de la stévia pour ces deux pays, un an donc avant l’Union Européenne. Coca Cola et Cargill <sup>(4)</sup> obtiennent l’autorisation pour la synthèse d&#8217;un des composants  de la stévia (Coca-Cola dépose 24 brevets)…</p>
<p>Pendant ce temps, le marché des produits sucrés flambe, et l’obésité ne cesse d’augmenter !</p>
<p><strong> «L’obésité, une liberté individuelle ?» </strong><img class="size-thumbnail wp-image-14 alignright" title="sucre-blanc-brun" src="http://corinnehamet.wordpress.com/files/2009/10/sucre-blanc-brun.jpg?w=150" alt="sucre-blanc-brun" width="312" height="312" /></p>
<p>Considérée comme une épidémie par l&#8217;OMS (Organisation mondiale de la santé), l&#8217;obésité fait des ravages.  En France, 15 % des enfants sont obèses ou en surpoids (ils seront 25 % en 2020 d&#8217;après l&#8217;Académie de médecine), plus de 5,3 millions d’adultes obèses et 14,4 millions en surpoids.</p>
<p><strong>500 millions d’individus concernés sur la planète !</strong> La majeure partie d&#8217;entre eux souffre de pathologies liées à leur poids. Le tiers, vit dans les pays en voie de développement<sup>(5)</sup>. L’obésité aux États-Unis, est médaille d’argent des principales causes de décès (300 000 morts par an). La médaille d’or étant détenue par le tabac (environ 400 000 morts par an)<sup>(9)</sup>.</p>
<p>Il faut dire qu’entre 1998 et 2001, les investissements publicitaires français ont augmenté de 42 % pour la confiserie et de 268 % pour les biscuits. Chaque jour, rien que dans les collèges, 100 000 produits de grignotage et boissons sucrées sont écoulés via les distributeurs automatiques. On notera que les propriétaires des machines reversent environ 12 % des bénéfices aux établissements scolaires. La boucle est bouclée…</p>
<p>Évidemment pour les industriels, il faut éviter de faire un lien entre sucre, édulcorant et problèmes de santé publique. Face à l&#8217;épidémie d&#8217;obésité, ils invoquent l&#8217;argument de la «liberté individuelle»<sup>(6)</sup>. Vo<img class="size-thumbnail wp-image-15 alignleft" title="edulcorant pastilles" src="http://corinnehamet.wordpress.com/files/2009/10/edulcorant-pastilles.jpg?w=150" alt="edulcorant pastilles" width="302" height="224" />us m’en direz tant…</p>
<p>La France est un des premiers producteurs au monde de sucre de betterave (34 000 betteraviers).  Chaque année, nous engloutissons<sup>(7)</sup> environ 34 kilos de sucre. Onze de plus qu&#8217;il y a cinq ans. La consommation des moins de 15 ans est passée de 29 à 39 kilos ! 80 % de ce sucre est pré-incorporé par les industriels dans les aliments et les boissons. En 2006 la consommation de saccharose est estimée à 25,5 kg par an et par habitant, soit une moyenne de 70 g/jour !</p>
<p>Et l’édulcorant chimique dans tout ça ? Il faut rappeler que la stévia comme n&#8217;importe quel édulcorant, doit faire partie d&#8217;une stratégie alimentaire intelligente ! Aujourd’hui plus de 6 000 produits contiennent de l’édulcorant… <strong>Dans le </strong><strong>Monde, 62 000 tonnes d&#8217;édulcorants sont consommés par an </strong>(10 000 tonnes pour l’Europe).</p>
<p>La stévia va donc directement concurrencer les plus gros lobbies, en se plaçant sur ce marché monopolisé.</p>
<p>Les industriels voyant qu’ils avaient fort à perdre auraient-ils usé de leurs pouvoirs pour éviter l’arrivée de la stévia en Europe ?</p>
<p>Pourquoi les géants des boissons gazeuses, dont la plupart des centres de productions sont aux USA et au Canada, ont eu un an d’avance pour se préparer à diffuser des boissons à base de stévia ?</p>
<p>La stévia est une plante qui se cultive aisément sous nos tropiques, dans nos appartements… Dorénavant, <strong>nous pouvons consommer quasi gratuitement l’objet de nos convoitises sucrées</strong>, grâce à une graine désormais disponible… Cette réalité à dû en faire frémir plus d’un&#8230;</p>
<address>(1) : La Stévia raffinée est officiellement devenue un édulcorant autorisé en France le 6 septembre 2009 &#8211; Journal  officiel, <em>loi JORF n°0206 du 6 septembre 2009 page 14774 texte n° 6</em> -</address>
<address>(2) : document 300DO196 du 22 février 2000</address>
<address>(3)  : (CE) n° 258/97</address>
<address>(4)  : <a href="http://www.cargill.com/products/index.jsp">http://www.cargill.com/products/index.jsp</a></address>
<address>(5)  : <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Ob%C3%A9sit%C3%A9">http://fr.wikipedia.org/wiki/Ob%C3%A9sit%C3%A9</a></address>
<address>(6)  :http://www.lefigaro.fr/sante/2009/04/09/01004-20090409ARTFIG00010-obesite-de-l-enfant-les-boissons-sucrees-en-cause-.php</address>
<address>(7)  : <a href="http://insee.fr/fr/insee_regions/reunion/themes/revue/revue114/R114_march%C3%A9_sucre.pdf">http://insee.fr/fr/insee_regions/reunion/themes/revue/revue114/R114_march%C3%A9_sucre.pdf</a></address>
<address>(8)  :  <a href="http://www.web-libre.org/dossiers/aspartame-grossir,5551.html">http://www.web-libre.org/dossiers/aspartame-grossir,5551.html</a>)</address>
<address>(9)  :  <a href="http://www.inra.fr/internet/Departements/ESR/publications/iss/pdf/iss09-02.pdf">http://www.inra.fr/internet/Departements/ESR/publications/iss/pdf/iss09-02.pdf</a></address>
<address> </address>
<address> </address>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ War is peace]]></title>
<link>http://jeanneemard.wordpress.com/2009/10/14/war-is-peace/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 10:05:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>jeannemard</dc:creator>
<guid>http://jeanneemard.wordpress.com/2009/10/14/war-is-peace/</guid>
<description><![CDATA[Afin d&#8217;encourager la performance scolaire de leur enfant, des parents se demandent s&#8217;il ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright" src="http://www.bant-shirts.com/images/nonph/war-is-peace-290sq.gif" alt="" width="136" height="136" />Afin d&#8217;encourager la performance scolaire de leur enfant, des parents se demandent s&#8217;il serait bénéfique de lui offir le cadeau de Noël lors de l&#8217;Halloween.  De son côté, le professeur songe à octroyer de bonnes notes à l&#8217;élève, peu importe la performance réelle.  Dans le but de promouvoir la réussite, songea-t-il.</p>
<p>On offre le prix Nobel de la Paix à Barack Obama.  L&#8217;homme a sans doute de bonnes intentions.  Il reste à espérer qu&#8217;il saura convaincre le Parti Démocrate, le Congrès, l&#8217;establishment, les lobbies et le peuple américain que le temps est venu d&#8217;arrêter les bombardements au Pakistan, d&#8217;exiger le retrait des troupes israëliennes en Palestine, de fermer Guantanamo et d&#8217;en finir avec la torture, de ne pas envoyer de troupes additionnelles en Afghanistan et de retirer les troupes américaines de l&#8217;Irak.</p>
<p>&#8220;<em>War is Peace.  Freedom is Slavery.  Ignorance is Strength.</em>&#8221; &#8211; George Orwell, 1984</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[De Lobbies, multinacionales, grandes empresas, leyes y el parlamento europeo - HackMeeting 2009]]></title>
<link>http://mdm84.wordpress.com/2009/10/12/de-lobbies-multinacionales-grandes-empresas-leyes-y-el-parlamento-europeo-hackmeeting-2009/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 09:09:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>mdm84</dc:creator>
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<description><![CDATA[Este fin de semana se ha celebrado el HackMeeting 2009. Como ellos lo definen, el HackMeeting es un ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Este fin de semana se ha celebrado el HackMeeting 2009. Como ellos lo definen, el HackMeeting es un ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bought and Paid For]]></title>
<link>http://norcaltruth.org/2009/10/10/bought-and-paid-for/</link>
<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 07:10:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>norcaltruth</dc:creator>
<guid>http://norcaltruth.org/2009/10/10/bought-and-paid-for/</guid>
<description><![CDATA[source: Washingtons Blog Lobbyists from the financial industry have paid hundreds of millions to Con]]></description>
<content:encoded><![CDATA[source: Washingtons Blog Lobbyists from the financial industry have paid hundreds of millions to Con]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dossier King Tamatoa : illustration d'une malgouvernance]]></title>
<link>http://hirofarepote.wordpress.com/2009/10/08/dossier-king-tamatoa-illustration-dune-malgouvernance/</link>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 04:57:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>hirofarepote</dc:creator>
<guid>http://hirofarepote.wordpress.com/2009/10/08/dossier-king-tamatoa-illustration-dune-malgouvernance/</guid>
<description><![CDATA[Le dossier &#8220;King Tamatoa&#8221; a fait couler beaucoup d&#8217;encre et semble provoquer un ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-931" title="petrole" src="http://hirofarepote.wordpress.com/files/2009/10/petrole.jpg" alt="petrole" width="120" height="80" />Le dossier &#8220;King Tamatoa&#8221; a fait couler beaucoup d&#8217;encre et semble provoquer un &#8220;tsunami&#8221; politique. Rien que ça. <strong>Deux lobbies s&#8217;affrontent dans un contexte où la carence des pouvoirs publics dans l&#8217;actualisation d&#8217;un schéma de desserte interinsulaire est criante</strong>.</p>
<p><strong>De flou en flou, d&#8217;hésitations en hésitations, ce dossier mal géré par la technostructure politico-administrative du Pays illustre l&#8217;incompétence de notre administration, incapable de faire évoluer un schéma de desserte répondant le mieux possible aux besoins <em>actuels</em> de la population</strong>.</p>
<p><strong>Face à cette carence, les élus politiques en sont réduits à louvoyer au gré de leurs sympathies vis à vis de tel ou tel lobby. Enième exemple de malgouvernance chronique&#8230;</strong></p>
<p><strong>A ma gauche</strong> : le lobby des armateurs existants, celui qui nous fait subir des navires à bout de souffle, inadaptés et lents ainsi que des tarifs exorbitants, notamment en ce qui concerne le transport de marchandises. Un oligopole qui &#8220;sévit&#8221; depuis des décennies, qui dit ne pas gagner sa vie, mais qui défend son pré carré par tous les moyens : bizarre, bizarre&#8230;. Les exemples de coûts prohibitifs sont légion. Ainsi le tarif de transport de marchandises Papeete-Moorea équivaut au tarif du transport maritime international Papeete-Los Angeles. Cherchez l&#8217;erreur&#8230;. Ce lobby a la préférence d&#8217;une partie de la classe politique polynésienne, résultat d&#8217;une longue cohabitation passée, je suppose. Mais ce lobby est clairement rejeté par la population des archipels victime d&#8217;abus répétés de cette corporation.</p>
<p><strong>A ma droite</strong>, le nouvel entrant, l&#8217;impétrant dont la sympathie pour l&#8217;actuel président du Pays est notoire. A l&#8217;issue d&#8217;une campagne menée intelligemment sur la base de diffusion d&#8217;informations partielles distillées depuis de longs mois aux citoyens raromatai, celui-ci a réussi à mettre &#8220;dans sa poche&#8221; une large partie de l&#8217;opinion des iles sous le vent.</p>
<p><strong>Résultat : au lieu d&#8217;une évaluation froide et objective des tenants et aboutissants du dossier par une technostructure compétente ayant fait évoluer une organisation de la desserte aux besoins du moment, nous avons une polémique passionnée où les arguments sont balancés à la figure des uns et des autres.</strong></p>
<p>Quelque part, l&#8217;opinion publique polynésienne est prise en otage face à des informations parcellaires et distillées semaine après semaine, sans qu&#8217;elle n&#8217;y comprenne plus grand chose. On lui demande de pétitionner ou, même, de vôter dans le cadre d&#8217;une consultation populaire des raromatai, par exemple, sans lui donner les moyens de choisir en connaissance de cause. Loin du modèle de démocratie participative et responsable que je défendais dans mon précédent billet.</p>
<p><strong><em>Et pourtant, cette population, dans sa très large majorité, a fait savoir ce qu&#8217;elle voulait</em></strong> :</p>
<ul>
<li><strong>un choix multiple de desserte par voie aérienne ou maritime : le monopole du transport aérien a donc vécu</strong> ;</li>
<li><strong>des tarifs multiples et adaptés à toutes les catégories de clientèle</strong> ;</li>
<li>ces deux critères se résumant dans la volonté d&#8217;avoir une <strong>réelle concurrence entre différents types d&#8217;opérateurs</strong> ;</li>
<li><strong>en ce qui concerne la desserte maritime des passagers : une desserte au confort acceptable, relativement rapide et régulière, aux tarifs accessibles pour la population </strong>( de l&#8217;ordre de 3000 à 6000 F CFP le trajet) ;</li>
<li><strong>en ce qui concerne le transport de marchandises : des tarifs raisonnables qui ne peuvent être engendrés que par une réelle concurrence entre armateurs sous le contrôle d&#8217;une autorité de la concurrence indépendante</strong>.</li>
</ul>
<p><strong>Sur cette base, le champ des possibles s&#8217;élargit</strong>. Il ne s&#8217;agit pas de choisir X au détriment de Y. Il s&#8217;agit de répondre à la demande qui s&#8217;exprime dans un cadre de desserte défini par la puissance publique et qui respecte l&#8217;intérêt général, c&#8217;est à dire la volonté de la population dans sa large majorité.</p>
<p><strong>L&#8217;alternative actuellement proposée n&#8217;est pas satisfaisante</strong> :</p>
<ul>
<li><strong><em>&#8220;L&#8217;offre Degage&#8221;</em></strong> défendue par l&#8217;ensemble de la corporation des armateurs (tous pour un, un pour tous ! définition même du cartel), est fictive, car purement tactique : il s&#8217;agit de bloquer un nouvel entrant par une proposition non préparée ;</li>
</ul>
<ul>
<li>&#8220;<strong><em>L&#8217;offre Ravel&#8221;</em></strong> est coûteuse pour le budget du Pays, énergivore, donc non conforme aux principes d&#8217;un développement durable et les tarifs semblent être conditionnés à l&#8217;octroi ou non de diverses incitations du Pays (la fameuse défiscalisation discrétionnaire ou obligatoire du Pays) . L&#8217;incidence budgétaire pour le Pays se situe, selon les affirmations des uns et des autres, entre 1,5 milliard et 3 milliards de F CFP, ce qui est effectivement considérable à l&#8217;échelle du Pays. Les pétitionnaires raromatai avaient-ils été informés &#8220;honnêtement&#8221; par les promoteurs de ce projet ? On peut en douter au regard des réactions observées au fur et à mesure de l&#8217;avancement du dossier.</li>
</ul>
<p><em><strong>J&#8217;aurais donc tendance à conclure : match nul, balle au centre. Revenons à la case départ : que le ministère concerné définisse un cadre de desserte &#8220;intelligent&#8221;, respectant les voeux de la population, lance un appel à projets pour une concrétisation à six mois ou un an sur la base d&#8217;un cahier des charges pertinent ( capacité du ou des navires, rapidité, niveau de confort, tarifs, bénéfice ou non de la défiscalisation avec plafonnement éventuel du montant défiscalisé&#8230;) et que le (ou les deux) meilleur(s) gagne(nt)</strong></em>.</p>
<p>Ce qui est clair, c&#8217;est que la population ne veut plus de &#8220;poubelles des mers&#8221;, des navires ultra amortis après avoir navigué sur toutes les mers du globe, complètement inadaptés et indignes de notre niveau de vie. Mais elle ne veut pas forcément aussi de navires TGV ( des NGV) qui leur fera gagner deux ou trois heures par rapport à d&#8217;autres navires tout aussi confortables, mais beaucoup moins énergivores.</p>
<p><strong>Dans ce vaste monde, c&#8217;est bien le diable si des opérateurs motivés ne nous trouveront pas des navires qui concilient les critères raisonnables énoncés plus haut.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La economía circular como fundamento de la economía sostenible]]></title>
<link>http://juanjogabina.com/2009/10/04/la-economia-circular-como-fundamento-de-la-economia-sostenible/</link>
<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 10:30:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Juanjo Gabiña</dc:creator>
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<description><![CDATA[En la medida que China, en muchos e importantes recursos minerales, energéticos y alimenticios, no p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[En la medida que China, en muchos e importantes recursos minerales, energéticos y alimenticios, no p]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La fiscalidad sostenible (y II)]]></title>
<link>http://juanjogabina.com/2009/09/27/la-fiscalidad-sostenible-y-ii/</link>
<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 09:00:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Juanjo Gabiña</dc:creator>
<guid>http://juanjogabina.com/2009/09/27/la-fiscalidad-sostenible-y-ii/</guid>
<description><![CDATA[En cuanto a la energía se refiere, diríamos que la fiscalidad sostenible pretende internalizar algun]]></description>
<content:encoded><![CDATA[En cuanto a la energía se refiere, diríamos que la fiscalidad sostenible pretende internalizar algun]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'accusa di Lord Turner ]]></title>
<link>http://nafop.wordpress.com/2009/09/24/laccusa-di-lord-turner/</link>
<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 07:45:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>giorgiocanella</dc:creator>
<guid>http://nafop.wordpress.com/2009/09/24/laccusa-di-lord-turner/</guid>
<description><![CDATA[Il Sole 24 ore di oggi dedica un articolo a Lord Turner, presidente della FSA (autorità di controllo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" title="Lord Turner" src="http://i.telegraph.co.uk/telegraph/multimedia/archive/01351/lordturner_1351563c.jpg" alt="" width="361" height="225" />Il Sole 24 ore di oggi dedica un articolo a Lord Turner, presidente della FSA (autorità di controllo dei servizi finanziari in UK): Lord Turner accusa, senza mezzi termini, le banche di essere state le artefici della crisi&#8230; oltre a ciò, Lord Turner afferma anche che non tutte le innovazioni finanziarie hanno un valore. Che si condivida o no il pensiero di Lord Turner  riguardo alle cause della crisi è innegabile che,  da diverso tempo ormai, le banche si siano scordate di avere anche un ruolo sociale; purtroppo sono in pochi ad avere il coraggio di ricordarglielo e di rammentarlo anche ai consumatori.</p>
<p>Per quanto mi riguarda  sono assolutamente d&#8217;accordo con pensiero di Lord Turner quando dice che non tutte  le innovazioni finanziarie hanno un valore e aggiungo che lo stesso concetto riguarda anche i prodotti assicurativi; vi ricordate della campagna di &#8220;trasformazione&#8221; della polizze tradizionali e, in particolare, di quelle di rendita  a favore delle polizze unit linked?&#8230; in pratica  il cliente ha rinunciato, spesso  del tutto inconsapevolmente, alle garanzie assicurative  previste dai vecchi contratti , si è accollato il rischio e ha continuato a pagare costi che, dopo la trasformazione, sono divenatati ancor più ingiustificati.</p>
<p>Io mi auguro e auguro a tutti i consumatori che la voce di Lord Turner  non sia una voce isolata e che dalle esternazioni si passi, subito, ad interventi che inducano ad  un VERO cambiamento che, tuttavia, troverà forti resistenze perchè &#8220;le lobbies&#8221;  sono ancora troppo forti&#8230; speriamo che non sia solo una illusione.</p>
<p><strong>Giorgio Canella &#8211; <a href="http://www.giorgiocanella.it">www.giorgiocanella.it</a> &#8211; Padova</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[USA: una potencia con muy mala salud]]></title>
<link>http://oskarmatute.wordpress.com/2009/09/21/usa-una-potencia-con-muy-mala-salud/</link>
<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 08:55:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Oskar Matute</dc:creator>
<guid>http://oskarmatute.wordpress.com/2009/09/21/usa-una-potencia-con-muy-mala-salud/</guid>
<description><![CDATA[Hace no demasiados años, los apologetas de este ruinoso nuevo orden, repetían una y otra vez con ton]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Hace no demasiados años, los apologetas de este ruinoso nuevo orden, repetían una y otra vez con ton]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PM lobbies top U.S. politicians over 'Buy American']]></title>
<link>http://businessnewss.wordpress.com/2009/09/20/pm-lobbies-top-u-s-politicians-over-buy-american/</link>
<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 23:28:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>businessnewss</dc:creator>
<guid>http://businessnewss.wordpress.com/2009/09/20/pm-lobbies-top-u-s-politicians-over-buy-american/</guid>
<description><![CDATA[Prime Minister Stephen Harper, flanked by House minority leader John Boehner and House Speaker Nancy]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://www.cbc.ca/gfx/images/news/photos/2009/09/17/harper-pelosi-cp-300-733703.jpg" alt="PM lobbies top U.S. politicians over Buy American" /></p>
<p> Prime Minister Stephen Harper, flanked by House minority leader John Boehner and House Speaker Nancy Pelosi, talk on Capitol Hill. Harper was lobbying to exempt Canada from the &#8220;Buy American&#8221; clause.(Harry Hamburg/Associated Press)?
<p> Prime Minister Stephen Harper met with some of Washington&#8217;s top lawmakers on Thursday, taking aim at the controversial &#8220;Buy American&#8221; provision of the U.S. stimulus package.</p>
<p> But despite the meetings, it appeared no concrete commitment was reached that would exempt Canada from the policy.</p>
<p> Harper met with House Speaker Nancy Pelosi and House minority leader John Boehner on Capitol Hill, where he signed a guest book.</p>
<p> &#8220;We do want to welcome the prime minister here to the capital,&#8221; said Boehner, a Republican. &#8220;We enjoy a great friendship with the Canadian people.&#8221;</p>
<p> Democrat Pelosi praised the Canada-U.S. relationship, saying Canadians are &#8220;our biggest trading partners, they&#8217;re our very close neighbour and our very good friend.&#8221;</p>
<p> Harper also sat down with several U.S. senators, including majority leader Harry Reid, a Democrat, and minority leader Mitch McConnell, a Republican.</p>
<p> &#8220;The prime minister took the opportunity to raise the continued importance to fight protectionism by promoting open and free trade ? and expressed the importance of the role that the American Senate can play in supporting a resolution,&#8221; Harper spokesman Dmitri Soudas said in a statement.</p>
<p> The meeting came a day after Harper&#8217;s hour-long meeting with U.S. President Barack Obama at the White House.</p>
<p> During that meeting, Harper made a pitch for an exclusion for Canada from recent &#8220;Buy American&#8221; provisions.</p>
<p> Harper and Obama said the two sides were looking into ways of addressing the issue, including the possibility of including the provinces in a multilateral deal.</p>
<p> Both leaders said the trade irritant would not affect trade relations between the U.S. and Canada.</p>
<p> The provision, which is included in the U.S. stimulus package, gives priority to U.S. iron, steel and other manufactured goods for use in state-level and municipal public works and building projects funded with taxpayer money. Canadian governments and businesses have railed against the policy.</p>
<p> The prime minister also addressed the Canadian-American Business Council and the Canadian Association of New York on Thursday evening.</p>
<p> In his speech in Manhattan, Harper stresssed what he saw as Canada&#8217;s critical position in the energy security of the United States.</p>
<p> &#8220;We are also the only American energy supplier that is growing, stable and market-oriented,&#8221; he said.</p>
<p> &#8220;Canada is an emerging clean energy superpower,&#8221; Harper added.</p>
<p> With files from The Canadian Press<!--more--> </p>
<p> <a href="" rel="bookmark" title="Column: How will Democrats answer call on health reform?">Column: How will Democrats answer call on health reform?</a><a href="http://businessnewss.wordpress.com/2009/08/15/buy-american-hard-to-halt-harper/" rel="bookmark" title="&#8216;Buy American&#8217; hard to halt: Harper">&#8216;Buy American&#8217; hard to halt: Harper</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'industrie du disque veut facturer les 30 secondes de prévisualisation...]]></title>
<link>http://istillbelieveinmusic.wordpress.com/2009/09/19/lindustrie-du-disque-veut-facturer-les-30-secondes-de-previsualisation/</link>
<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 15:35:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Seb</dc:creator>
<guid>http://istillbelieveinmusic.wordpress.com/2009/09/19/lindustrie-du-disque-veut-facturer-les-30-secondes-de-previsualisation/</guid>
<description><![CDATA[Je parlais dans mon précédent post de  la mutation inéluctable de l&#8217;industrie du disque. Voici]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Je parlais dans mon précédent post de  la mutation inéluctable de l&#8217;industrie du disque. Voici]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A favor del plan de Obama de quitar el escudo antimisiles en Europa]]></title>
<link>http://columnacritica.wordpress.com/2009/09/18/a-favor-del-plan-de-obama-de-quitar-el-escudo-antimisiles-en-europa/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 22:11:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>alvarito1986</dc:creator>
<guid>http://columnacritica.wordpress.com/2009/09/18/a-favor-del-plan-de-obama-de-quitar-el-escudo-antimisiles-en-europa/</guid>
<description><![CDATA[Hoy he escuchado la noticia del presidente de los EEUU, Barack Obama de que renunciaba a instalar fi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Hoy he escuchado la noticia del presidente de los EEUU, Barack Obama de que renunciaba a instalar finalmente un escudo antimisiles en Europa que tenía como objetivo fundamental evitar y contener la amenaza antes países como Irán o Corea del Norte, este controvertido método de defensa fue ideado por la anterior administración norteamericana de George Bush Jr., ya que se creía que los países del eje del mal según Washington tenían ambiciones atómicas, militares y una tensa relación con el mundo occidental.</p>
<div id="attachment_847" class="wp-caption alignright" style="width: 233px"><img class="size-thumbnail wp-image-847" title="Obama 2008" src="http://columnacritica.wordpress.com/files/2009/09/obamapoint.jpg?w=111" alt="Barack Obama" width="223" height="256" /><p class="wp-caption-text">Barack Obama</p></div>
<p>En mi humilde opinión me parece muy acertado este cambio de mentalidad norteamericana y no es por darle la razón a Obama por no gustarme los republicanos de Bush, sino que por primera vez en muchos años, EEUU en vez de recurrir a la amenaza de la fuerza como le gusta hacer en su política exterior mediante la instalación de este escudo en la Europa del Este, concretamente en la Republica Checa y en Polonia, aliados de los norteamericanos desde la caída del Telón de Acero, Washington ha decidido retirar esta medida, cosa que ha alegrado y mucho a Rusia, ya que Moscú veía como una amenaza directa el escudo instalado muy cerca de su territorio con misiles norteamericanos a las puertas del país.</p>
<div id="attachment_850" class="wp-caption alignleft" style="width: 377px"><img class="size-thumbnail wp-image-850" title="escudo17gg" src="http://columnacritica.wordpress.com/files/2009/09/escudo17gg3.jpg?w=150" alt="Funcionamiento del Escudo Antimisiles" width="367" height="354" /><p class="wp-caption-text">Funcionamiento del Escudo Antimisiles</p></div>
<p>Eso sí el Gobierno de los EEUU ha quitado este escudo antimisiles pero a cambio va a obtener barcos ultramodernos con unos radares y sensores de última generación con el objetivo de proteger militarmente a sus aliados europeos y frente a las amenazas que se den en el terreno, con esto EEUU vigilará a todos sus posibles enemigos pero desde otros puntos del continente europeo, que es lo que quería pero con menos material tecnológico y militar ya que este escudo iba a ser una de las mejores defensas militares en toda la historia. Con esto Moscú el que iba a ser el principal enemigo en el terreno diplomático de momento de los EEUU, con esta acción norteamericana, Rusia quiere aliarse conjuntamente en una defensa global para evitar mutuas amenazas como son el terrorismo de diversos ámbitos.</p>
<p>En este asunto se ve claramente que los lobbies que son los grupos de presión de EEUU en lo referente a temas militares han perdido esta batalla, y bien que querían fomentar el escudo ya que desde que se acabó el comunismo de la URSS, ya no tienen un gran enemigo sino que ahora se ha transformado en ciertos países que albergan terroristas islámicos, peligro actual de los EEUU, a estos lobbies, en especial los famosos neo con quieren hacer la guerra al precio que sea, si hay que atacar a Rusia, pues se ataca violando todo el derecho internacional existente, es una gran tontería que hubieran hecho este escudo antimisiles ya ideado en tiempos de Ronald Reagan en su famosa Guerra de las Galaxias contra el imperio soviético, cosa que terminó en fracaso ya que costaba una barbaridad hacerlo funcionar y cualquier analista de política exterior sabía que la URSS no le quedaban muchos años en el poder, ya se podían ocupar de luchar contra todas las dictaduras que hay en el mundo y no la combaten por diversos motivos que el principal de estos es el económico claramente.</p>
<div id="attachment_855" class="wp-caption alignright" style="width: 264px"><img class="size-thumbnail wp-image-855" title="medvedev" src="http://columnacritica.wordpress.com/files/2009/09/medvedev.jpg?w=109" alt="Medvedev, presidente de Rusia" width="254" height="251" /><p class="wp-caption-text">Medvedev, presidente de Rusia</p></div>
<p>Esta decisión de Obama lo que ha conllevado es una gran critica en los países del Este de Europa ya que veían este escudo de Bush como una garantía de seguridad frente al ogro ruso según ellos, yo personalmente no creo que esta actitud del Gobierno norteamericano lo considere Moscú como una debilidad como he leído en algunos periódicos de diversa ideología, todos los países del Este de Europa con esto que hace Obama no van a perderlo como aliado tradicional, va a seguir allí, aunque también hay que decir que ya es hora que estos países, la gran mayoría de ellos, pertenecientes a la UE, se independicen de la política exterior norteamericana cuando actúan como Estados soberanos en el contexto internacional y no ver si los posibles acuerdos o tratados internacionales que lleven a cabo estos países les dé el visto bueno EEUU. Con todo esto que digo es que tampoco que se hagan acérrimos amigos de la política de Moscú, sino que actúen como estados independientes que son y no tengan miedo de ningún tipo ni a Washington ni a Moscú por su actuación ante la sociedad internacional.</p>
<p>EEUU en estos tiempos que corremos de grave crisis económica global se debería ocupar de sus asuntos interiores que los tiene, algunos de ellos delicados como el tema de la sanidad universal, y en el contexto internacional mantener una política exterior basado en una diplomacia ante todos los estados que conforman la sociedad internacional y aquellas dictaduras existentes tanto de izquierdas como de derechas, decirlas como llegar a la democracia mediante una transición pacífica e insistir a todos los países que no defienden los derechos humanos, cabe citar a Irán, China, Cuba para que dejen de cometer todas las barbaries que desgraciadamente se cometen todos los días. Espero que esta medida de quitar el escudo, se mantenga en el tiempo y no la vuelva a ejercer en un futuro.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lo mejor del "Le monde diplomatique" de Septiembre]]></title>
<link>http://andresfluxa.wordpress.com/2009/09/16/los-mejor-del-le-monde-diplomatique-de-septiembre/</link>
<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 13:22:08 +0000</pubDate>
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<guid>http://andresfluxa.wordpress.com/2009/09/16/los-mejor-del-le-monde-diplomatique-de-septiembre/</guid>
<description><![CDATA[La dictadura de los lobbies (recorte) Por Serge Halimi ¿Podemos creer en un cambio? El proyecto defe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>La dictadura de los lobbies (recorte)<br />
</strong></p>
<p><strong>Por Serge Halimi</strong></p>
<div id="attachment_317" class="wp-caption alignleft" style="width: 431px"><img class="size-full wp-image-317" title="Obama ¿Podemos creer en un cambio" src="http://andresfluxa.wordpress.com/files/2009/09/obama-c2bfpodemos-creer-en-un-cambio1.jpg" alt="¿Podemos creer en un cambio?" width="421" height="480" /><p class="wp-caption-text">¿Podemos creer en un cambio?</p></div>
<p>El proyecto defendido por Obama incluía en un principio dos avances reales. Por una parte, preveía hacer obligatoria la cobertura de salud para los 46 millones de estadounidenses que no están cubiertos subvencionando a los más pobres. Por otra parte, proyectaba la creación de un sistema público de seguros capaz de ofrecer tarifas menos prohibitivas que las de los trusts privados <a href="#_ftn1">[1]</a>. En efecto, estos últimos consagran sumas enormes a la investigación de las argucias jurídicas que les permitirán no pagar los cuidados de sus asegurados apenas éstos se enferman. Ahora bien, ¿por qué se alarma la derecha? “Si nace una ‘opción pública’ –fulmina el gobernador republicano de Luisiana–, ésta impondrá a las aseguradoras privadas una competencia desleal que las llevará a la quiebra” <a href="#_ftn2">[2]</a>. Otras quiebras, más desgarradoras, deberían haber llamado su atención. Particularmente, en Luisiana, uno de los estados más pobres del país.</p>
<p>La política estadounidense está a tal punto gangrenada por el poder del dinero de los lobbies industriales y financieros que sólo las reducciones de impuestos pasan sin dificultad la barrera del Congreso. Imponer cualquier cosa a los bancos, a las compañías de seguros, a la industria farmaceútica se convierte en un desafío…</p>
<hr size="1" /><a href="#_ftnref1">[1]</a> En 15 de los 50 estados que forman el país, más de la mitad del “mercado” está en manos de una sola compañía privada. Véase “The Tight of Health Insurers”; Business Week, Nueva Cork, 3-8-09</p>
<p><a href="#_ftnref2">[2]</a> Bobby Jindall, “How to Make Helth-Care Reform Bipartisan?”, The Wall Street Journal, Nueva Cork, 22-7-09</p>
<p>&#8212;</p>
<p><strong>Una advertencia llamada Honduras (recorte)<br />
</strong></p>
<p><strong>Por Maurice Lemoine</strong></p>
<div id="attachment_332" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-332" title="República bananera" src="http://andresfluxa.wordpress.com/files/2009/09/republica-bananera6.jpg?w=300" alt="República bananera" width="300" height="197" /><p class="wp-caption-text">República bananera</p></div>
<p>Un ejército de trabajadores pobres, machete en mano; gigantescas plantaciones; vías férreas que desembocan en tres puertos –Cortés, Tela, La Ceiba– desde donde las bananas, principal riqueza de Honduras, se embarcan hacia el extranjero. Febrero de 1974: la compañía estadounidense Standard Fruit despide a setecientos trabajadores en represalia por la creación de un impuesto a la exportación de 1 dólar por caja de 40 libras. Abril: el impuesto se reduce a 50 centavos, y luego a 25 centavos. 22 de abril de 1975: el jefe de Estado, el general Oswaldo López Arellano, es destituido; había recibido 1.250.000 dólares de otra multinacional, la  United Brands –nueva denominación de la tristemente célebre United Fruit <a href="#_edn1">[1]</a>–, a cambio de reducir el impuesto.</p>
<p>Otros tiempos. ¿Otras costumbres? En diciembre de 2008, el presidente Manuel Zelaya aumenta el salario mínimo de 126 euros a 202 euros. Conmoción en el seno del directorio de la empresa Chiquita, ¡ex United Brands! La compañía, que produce alrededor de 8 millones de cajas de ananás y 22 millones de cajas de bananas por año, moviliza sus conexiones en Washington, a través de Covington and Burling –un poderoso estudio jurídico que asesora a multinacionales <a href="#_edn2">[2]</a>– y hace causa común con el Consejo Hondureño de la Empresa Privada (COHEP), también muy descontento.<br />
En octubre de 2006, cuenta Rafael Murillo Selva, asesor de Zelaya y actual embajador de Honduras en Ecuador, ya se había producido un primer enfrentamiento. A través de un llamado a licitación, el poder cuestionó entonces el monopolio que ejercían las compañías Chevron, Exxon Mobil, Shell y la empresa local Dippsa en la venta y distribución de combustibles. “Acostumbradas a que nadie intervenga en sus privilegios, las transnacionales declararon que ‘con esta licitación, se habían modificado las reglas de juego’. Una alianza formada por un sector de la patronal hondureña, la Corte Suprema de Justicia y el embajador de Estados Unidos, Charles Ford, logró en parte que esta iniciativa, que respetaba las reglas del libre mercado, no alcanzara sus objetivos”. Razón por la cual Zelaya se volcó posteriormente a Caracas y se sumó al acuerdo Petrocaribe, que permitió desde entonces a su país recibir petróleo venezolano en condiciones financieras ventajosas.</p>
<p>Lo que es intolerable para “la banana” o “el petróleo” también lo es en materia de salud. Cuando Tegucigalpa firmó con el gobierno cubano un acuerdo para la provisión de medicamentos genéricos a muy bajo costo, las empresas importadoras hondureñas y las multinacionales del sector se unieron al frente de protesta. Es sabido, precisa Murillo, que la empresa local más importante, Laboratorios Finlay, “pertenece a la familia Canahuati Larach, propietaria de dos grandes diarios de circulación nacional, El Heraldo y La  Prensa”.</p>
<p>Queda claro: contrariamente a lo que adujo el presidente usurpador Roberto Micheletti, el derrocamiento de Zelaya y su expulsión manu militari a Costa Rica, el 28 de junio, nada tienen que ver con el intento de organizar un referéndum ilegal que permitiera su reelección en noviembre próximo. La consulta, sin carácter vinculante, que pretendía organizar a partir de una posible convocatoria a una Asamblea Nacional Constituyente <a href="#_edn3">[3]</a>, se basaba en la Ley de Participación Ciudadana del 27 de enero de 2006, cuyo artículo 2 garantiza “los derechos de los ciudadanos a proponer y decidir sobre asuntos públicos”.</p>
<p><strong>Los que operan en las sombras</strong></p>
<p>Desde entonces, no obstante la condena unánime de la “comunidad internacional”, la expulsión de Honduras de la Organización de Estados Americanos (OEA) y una resistencia popular que crece día a día en el mismo país, a pesar de la represión, Zelaya no pudo regresar a Honduras. Sus dos intentos –por avión, a Tegucigalpa, el 5 de julio, y a través de la frontera nicaragüense, el 25 del mismo mes– fracasaron. Desataron incluso las críticas del portavoz del Departamento de Estado estadounidense, Robert Wood: “Esta iniciativa pone en peligro los esfuerzos de mediación que encabeza (el presidente costarricense Oscar) Arias”. La secretaria de Estado Hillary Clinton, por su parte, se dedicó esencialmente a solicitar al&#8230; presidente venezolano Hugo Chávez que no interviniera en los asuntos de Honduras.</p>
<p>Obama or not Obama? Ésa no es la cuestión. Se puede muy bien ocupar el Salón Oval sin controlar totalmente las dependencias, menos aun la propia tropa. Esta crisis pone en evidencia no sólo las diferencias entre republicanos y demócratas, sino también entre los propios demócratas. Barack Obama asumió inicialmente una posición clara en favor de Zelaya. Pero fue la iniciativa de Hillary Clinton, desde la OEA, donde sesionan varios gobiernos firmemente anclados en la izquierda, la que trasladó el manejo de la crisis al silencioso despacho de Arias. De las negociaciones llevadas a cabo por este último surgirá una propuesta que tendrá la ventaja de alinearse con la condena general al golpe de Estado, haciendo que Zelaya sólo regrese a la presidencia, en el marco de un gobierno de reconciliación nacional, con prerrogativas limitadas.</p>
<hr size="1" /><a href="#_ednref1">[1]</a> Creada en 1899, la compañía bananera estadounidense United Fruit es símbolo de explotación colonial en América Central. Participó directamente en el derrocamiento del presidente Jacobo Arbenz, en 1954, en Guatemala.</p>
<p><a href="#_ednref2">[2]</a> Eric Holder, actual secretario de Justicia de Estados Unidos, copresidente de la campaña de Barack Obama y ex fiscal general adjunto bajo la administración de William Clinton, trabajó, desde 2001 y hasta recientemente, en este estudio. Era el abogado de Chiquita cuando, en 2007, ésta fue condenada a pagar 25 millones de dólares de multa, en Estados Unidos, por sus lazos con los paramilitares en Colombia. Véase Nikolas Kozloff, “From Arbenz to Zelaya: Chiquita in Latin America”, Counterpunch, 17/19-7-09.</p>
<p><a href="#_ednref3">[3]</a> Véanse “Golpe de Estado”, Le Monde diplomatique, ed. Cono Sur, agosto de 2009, y “Retour des ‘gorilles’ au Honduras”, www.monde-diplomatique.fr/carnet/2009-07-01-Honduras</p>
<p>&#8212;</p>
<p><strong>Mafias farmacéuticas (recorte)<br />
</strong></p>
<p><strong>Por Ignacio Ramonet</strong></p>
<div id="attachment_334" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-334" title="medicamentos" src="http://andresfluxa.wordpress.com/files/2009/09/medicamentos.jpg?w=300" alt="Sana sana..." width="300" height="238" /><p class="wp-caption-text">Sana sana...</p></div>
<p>Muy pocos medios lo han comentado. La opinión pública no ha sido alertada. Y sin embargo, las preocupantes conclusiones del Informe final <a href="#_edn1">[1]</a> publicado por la  Comisión Europea el pasado 8 de julio sobre los abusos en materia de competencia en el sector farmacéutico merecen ser conocidas por los ciudadanos y ampliamente difundidas.</p>
<p>¿Qué dice ese informe? En síntesis: que, en el comercio de medicamentos, la competencia no está funcionando, y que los grandes grupos farmacéuticos recurren a toda suerte de juegos sucios para impedir la llegada al mercado de medicinas más eficaces y sobre todo para descalificar a los medicamentos genéricos, mucho más baratos. Consecuencia: el retraso del acceso del consumidor a los genéricos se traduce en importantes pérdidas económicas no sólo para los propios pacientes, sino para la Seguridad  Social a cargo del Estado (o sea de los contribuyentes). Ésto, además, ofrece argumentos a los defensores de la privatización de los Sistemas Públicos de Salud, acusados de ser fosos de déficits en el presupuesto de los Estados.</p>
<p>El mercado mundial de los medicamentos representa unos 700.000 millones de euros<a href="#_edn2">[2]</a>, y una docena de empresas gigantes, entre ellas las llamadas “Big Pharma” (Bayer, GlaxoSmithKline (GSK), Merck, Novartis, Pfizer, Roche, Sanofi-Aventis), controlan la mitad de ese mercado. Sus beneficios son superiores a los cosechados por los poderosos grupos del complejo militar-industrial. Por cada euro invertido en la fabricación de un medicamento de marca, los monopolios ganan un millar en el mercado<a href="#_edn3">[3]</a>. Y tres de esas firmas, GSK, Novartis y Sanofi, se disponen a ganar miles de millones de euros más en los próximos meses gracias a las ventas masivas de la vacuna contra el virus A(H1N1) de la nueva gripe<a href="#_edn4">[4]</a>.</p>
<p>La ofensiva de los monopolios farmacéutico-industriales no tiene fronteras. También estarían implicados en el reciente golpe de Estado contra el presidente Manuel Zelaya en Honduras, país que importa todas sus medicinas, producidas fundamentalmente por las Big Pharma. Desde que Honduras ingresó en el ABPA (Alianza Bolivariana de los Pueblos de América, ex ALBA), en agosto de 2008, Manuel Zelaya negociaba un acuerdo comercial con La Habana para importar genéricos cubanos, con el propósito de reducir los gastos de funcionamiento de los hospitales públicos hondureños. Además, en la Cumbre del 24 de junio pasado, los Presidentes del ABPA se comprometieron a “revisar la doctrina sobre la propiedad industrial”, o sea la intangibilidad de las patentes en materia de medicamentos. Estos dos proyectos, que amenazaban directamente sus intereses, impulsaron a los grupos farmacéuticos transnacionales a apoyar con fuerza el movimiento golpista que derrocaría a Zelaya el 28 de junio último<a href="#_edn5">[5]</a>.</p>
<p>Por su lado, Barack Obama, que pretende reformar el actual sistema de salud de Estados Unidos que deja sin cobertura médica a 47 millones de ciudadanos, está afrontando las iras del complejo farmacéutico-industrial. Aquí, las sumas en juego son gigantescas (los gastos de salud representan el equivalente del 18% del PBI) y las controla un vigoroso lobby de intereses privados que reúne, además de las Big Pharma, a las grandes compañías de seguros y a todo el sector de las clínicas y de los hospitales privados. Ninguno de estos actores quiere perder sus opulentos privilegios. Por eso, apoyándose en los grandes medios más conservadores y en el Partido Republicano, están gastando decenas de millones de dólares en campañas de desinformación y de calumnias contra la necesaria reforma del sistema de salud.</p>
<p>Es una batalla crucial. Y sería dramático que las mafias farmacéuticas la ganasen. Porque redoblarían entonces los esfuerzos para atacar, en Europa y en el resto del mundo, el despliegue de los medicamentos genéricos y la esperanza en unos sistemas de salud menos costosos y más solidarios.</p>
<hr size="1" /><a href="#_ednref1">[1]</a> http://ec.europa.eu/comm/competition/ sectors/pharmaceuticals/inquiry/index.html</p>
<p><a href="#_ednref2">[2]</a> Intercontinental Marketing Services (IMS) Health, Norwalk (Estados Unidos), 19-3-09. En: www.imshealth.com</p>
<p><a href="#_ednref3">[3]</a> Carlos Machado, “La mafia farmacéutica. Peor el remedio que la enfermedad”, 5-3-07. En: www.ecoportal.net/content/view/ full/67184</p>
<p><a href="#_ednref4">[4]</a> Ignacio Ramonet, “Los culpables de la gripe porcina”, Le Monde diplomatique, ed. Cono Sur, Buenos Aires, junio de 2009.</p>
<p><a href="#_ednref5">[5]</a> Observatorio Social Centroamericano, 29-6-09, www.lahaine.org/index.php?p=38979</p>
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<h2><span style="font-size:12pt;">Una advertencia llamada Honduras (recorte)</span></h2>
<p class="MsoNormal">por Maurice Lemoine</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 .0001pt;">
<p style="text-align:justify;margin:0 0 .0001pt;">Un ejército de trabajadores pobres, machete en mano; gigantescas plantaciones; vías férreas que desembocan en tres puertos –Cortés, Tela, La Ceiba– desde donde las bananas, principal riqueza de Honduras, se embarcan hacia el extranjero. Febrero de 1974: la compañía estadounidense Standard Fruit despide a setecientos trabajadores en represalia por la creación de un impuesto a la exportación de 1 dólar por caja de 40 libras. Abril: el impuesto se reduce a 50 centavos, y luego a 25 centavos. 22 de abril de 1975: el jefe de Estado, el general Oswaldo López Arellano, es destituido; había recibido 1.250.000 dólares de otra multinacional, la  United Brands –nueva denominación de la tristemente célebre United Fruit <a name="_ednref1" href="#_edn1"><span class="MsoEndnoteReference"><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[1]</span></span><!--[endif]--></span></a>–, a cambio de reducir el impuesto.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 .0001pt;">
<p style="text-align:justify;margin:0 0 .0001pt;">Otros tiempos. ¿Otras costumbres? En diciembre de 2008, el presidente Manuel Zelaya aumenta el salario mínimo de 126 euros a 202 euros. Conmoción en el seno del directorio de la empresa Chiquita, ¡ex United Brands! La compañía, que produce alrededor de 8 millones de cajas de ananás y 22 millones de cajas de bananas por año, moviliza sus conexiones en Washington, a través de Covington and Burling –un poderoso estudio jurídico que asesora a multinacionales <a name="_ednref2" href="#_edn2"><span class="MsoEndnoteReference"><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[2]</span></span><!--[endif]--></span></a>– y hace causa común con el Consejo Hondureño de la Empresa Privada (COHEP), también muy descontento.<br />
En octubre de 2006, cuenta Rafael Murillo Selva, asesor de Zelaya y actual embajador de Honduras en Ecuador, ya se había producido un primer enfrentamiento. A través de un llamado a licitación, el poder cuestionó entonces el monopolio que ejercían las compañías Chevron, Exxon Mobil, Shell y la empresa local Dippsa en la venta y distribución de combustibles. “Acostumbradas a que nadie intervenga en sus privilegios, las transnacionales declararon que ‘con esta licitación, se habían modificado las reglas de juego’. Una alianza formada por un sector de la patronal hondureña, la Corte Suprema de Justicia y el embajador de Estados Unidos, Charles Ford, logró en parte que esta iniciativa, que respetaba las reglas del libre mercado, no alcanzara sus objetivos”. Razón por la cual Zelaya se volcó posteriormente a Caracas y se sumó al acuerdo Petrocaribe, que permitió desde entonces a su país recibir petróleo venezolano en condiciones financieras ventajosas.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 .0001pt;">
<p style="text-align:justify;margin:0 0 .0001pt;">Lo que es intolerable para “la banana” o “el petróleo” también lo es en materia de salud. Cuando Tegucigalpa firmó con el gobierno cubano un acuerdo para la provisión de medicamentos genéricos a muy bajo costo, las empresas importadoras hondureñas y las multinacionales del sector se unieron al frente de protesta. Es sabido, precisa Murillo, que la empresa local más importante, Laboratorios Finlay, “pertenece a la familia Canahuati Larach, propietaria de dos grandes diarios de circulación nacional, El Heraldo y La  Prensa”.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 .0001pt;">
<p style="text-align:justify;margin:0 0 .0001pt;">Queda claro: contrariamente a lo que adujo el presidente usurpador Roberto Micheletti, el derrocamiento de Zelaya y su expulsión manu militari a Costa Rica, el 28 de junio, nada tienen que ver con el intento de organizar un referéndum ilegal que permitiera su reelección en noviembre próximo. La consulta, sin carácter vinculante, que pretendía organizar a partir de una posible convocatoria a una Asamblea Nacional Constituyente <a name="_ednref3" href="#_edn3"><span class="MsoEndnoteReference"><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[3]</span></span><!--[endif]--></span></a>, se basaba en la Ley de Participación Ciudadana del 27 de enero de 2006, cuyo artículo 2 garantiza “los derechos de los ciudadanos a proponer y decidir sobre asuntos públicos”.</p>
<h2 style="text-align:justify;margin:0 0 .0001pt;"><span style="font-size:12pt;"> </span></h2>
<h2 style="text-align:justify;margin:0 0 .0001pt;"><span style="font-size:12pt;">Los que operan en las sombras</span></h2>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 .0001pt;">
<p style="text-align:justify;margin:0 0 .0001pt;">Desde entonces, no obstante la condena unánime de la “comunidad internacional”, la expulsión de Honduras de la Organización de Estados Americanos (OEA) y una resistencia popular que crece día a día en el mismo país, a pesar de la represión, Zelaya no pudo regresar a Honduras. Sus dos intentos –por avión, a Tegucigalpa, el 5 de julio, y a través de la frontera nicaragüense, el 25 del mismo mes– fracasaron. Desataron incluso las críticas del portavoz del Departamento de Estado estadounidense, Robert Wood: “Esta iniciativa pone en peligro los esfuerzos de mediación que encabeza (el presidente costarricense Oscar) Arias”. La secretaria de Estado Hillary Clinton, por su parte, se dedicó esencialmente a solicitar al&#8230; presidente venezolano Hugo Chávez que no interviniera en los asuntos de Honduras.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 .0001pt;">
<p style="text-align:justify;margin:0 0 .0001pt;">Obama or not Obama? Ésa no es la cuestión. Se puede muy bien ocupar el Salón Oval sin controlar totalmente las dependencias, menos aun la propia tropa. Esta crisis pone en evidencia no sólo las diferencias entre republicanos y demócratas, sino también entre los propios demócratas. Barack Obama asumió inicialmente una posición clara en favor de Zelaya. Pero fue la iniciativa de Hillary Clinton, desde la OEA, donde sesionan varios gobiernos firmemente anclados en la izquierda, la que trasladó el manejo de la crisis al silencioso despacho de Arias. De las negociaciones llevadas a cabo por este último surgirá una propuesta que tendrá la ventaja de alinearse con la condena general al golpe de Estado, haciendo que Zelaya sólo regrese a la presidencia, en el marco de un gobierno de reconciliación nacional, con prerrogativas limitadas.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<div><!--[if !supportEndnotes]--></p>
<hr size="1" /><!--[endif]--></p>
<div id="edn1">
<p class="MsoEndnoteText" style="text-align:justify;"><a name="_edn1" href="#_ednref1"><span class="MsoEndnoteReference"><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size:10pt;font-family:&#34;">[1]</span></span><!--[endif]--></span></a> Creada en 1899, la compañía bananera estadounidense United Fruit es símbolo de explotación colonial en América Central. Participó directamente en el derrocamiento del presidente Jacobo Arbenz, en 1954, en Guatemala.</p>
</div>
<div id="edn2">
<p class="MsoEndnoteText" style="text-align:justify;"><a name="_edn2" href="#_ednref2"><span class="MsoEndnoteReference"><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size:10pt;font-family:&#34;">[2]</span></span><!--[endif]--></span></a> Eric Holder, actual secretario de Justicia de Estados Unidos, copresidente de la campaña de Barack Obama y ex fiscal general adjunto bajo la administración de William Clinton, trabajó, desde 2001 y hasta recientemente, en este estudio. Era el abogado de Chiquita cuando, en 2007, ésta fue condenada a pagar 25 millones de dólares de multa, en Estados Unidos, por sus lazos con los paramilitares en Colombia. Véase Nikolas Kozloff, “From Arbenz to Zelaya: Chiquita in Latin America”, Counterpunch, 17/19-7-09.</p>
</div>
<div id="edn3">
<p class="MsoEndnoteText" style="text-align:justify;"><a name="_edn3" href="#_ednref3"><span class="MsoEndnoteReference"><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size:10pt;font-family:&#34;">[3]</span></span><!--[endif]--></span></a> Véanse “Golpe de Estado”, Le Monde diplomatique, ed. Cono Sur, agosto de 2009, y “Retour des ‘gorilles’ au Honduras”, www.monde-diplomatique.fr/carnet/2009-07-01-Honduras</p>
</div>
</div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Beloved banana republic self-replicates banana status]]></title>
<link>http://fullmetalcynic.wordpress.com/2009/09/14/beloved-banana-republic-self-replicates-banana-status/</link>
<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 15:09:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>fullmetalcynic</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;&#8230;The American people have been taken hostage to a broken system. It is a system that re]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8220;&#8230;The American people have been taken hostage to a broken system. It is a system that remains in place to this day. A system where bank lobbyists have been spending in record numbers to make sure it stays that way. A system that corrupts the most basic principles of competition and fair play, principles upon which this country was built. It is a system that so far has forced the taxpayer to provide the banks with the use of $14 trillion from the Federal Reserve, much of the $7 trillion outstanding at the US Treasury and $2.3 trillion at the FDIC. A system partially built by the very people who currently advise our President, run our Treasury Department and are charged with its reform&#8230;&#8221; Article <a href="http://www.huffingtonpost.com/dylan-ratigan/americans-have-been-taken_b_285225.html">here</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Health Care Reform - My View]]></title>
<link>http://jfistere.wordpress.com/2009/09/07/medical-reform-my-view/</link>
<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 07:42:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>jfistere</dc:creator>
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<description><![CDATA[We&#8217;ve recently been having discussions with a variety of people and reading and listening to a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>We&#8217;ve recently been having discussions with a variety of people and reading and listening to a number of public statements on health care.  I have read the four-page table of contents and parts of the 1018 page  Dingle House bill as it existed about a week ago.  It is heavy going but interesting.  It has three Divisions: Affordable Health Care Choices, Medicare and Medicaid Improvements, Public Health and Workforce Development.  It does not reflect the ideas presented below.</p>
<p>I have reached some conclusions that make sense to me.  I am a registered Republican but for some time I have felt disconnected from what the party has become.  What follows below is apolitical.</p>
<p><strong>The Need</strong><br />
The fundamental point is that everyone needs to be covered by some form of medical insurance.  It is a moral issue.  When it comes to illegal aliens there is some wiggle room, but since they already get medical care in emergency rooms, we might as well include them too, at a lower cost.</p>
<p>Some say that we don&#8217;t need medical reform because anyone can get emergency room care.  However, emergency rooms are not a substitute for appropriate medical care. In the first place they are too expensive for many of services they provide.  Doctors&#8217; offices and urgent care clinics are the most appropriate and economical place for much of what goes on in emergency rooms.  Secondly, preventive medical care is what people need, and nobody goes to the ER to deal with obesity or high blood pressure until it is too late.  The nation&#8217;s medical costs will be reduced if we develop more universal preventive care practices.  And we will feel better.</p>
<p>I have heard that the death rate for children under one year in Europe is 4 per thousand while in the US it is 6.3 per thousand.  Although there are differences in the standards of measurement, it says something about the quality of our health care.  We can do better, and part of the solution is better preventive medicine.</p>
<p><strong>The Public Option</strong><br />
I believe we can and should expand Medicare as the &#8220;public option&#8221;.  For the most part, people on Medicare are satisfied with the service they receive.  The fact that Medicare is &#8220;running out of money&#8221; is due to a number of causes including the aging of the population, fraud, and the high cost of medical care in general.   We absolutely need to fix the fraud problem.  The aging of the population is an actuarial fact that we just have to accept.  The high of medical care is discussed below. It looks like the &#8220;pay as you go&#8221; approach will not work for Medicare and so we will have to accept substantial support from the government (your taxes) as is done in other countries. Our schools don&#8217;t pay for themselves, and neither do our libraries.</p>
<p>Consider the United States Post Office.  It provides excellent service.  The fact that you can use a competing service at lower cost in some cases may be that they can at least theoretically tailor their service to minimize their costs, while only the Post Office is legally required to provide economical service to everyone no matter where they may live.</p>
<p>In effect, the US Post Office is the &#8220;public option&#8221; for mail delivery, with UPS, Fedex, etc., playing the role of independent providers.  The analogy soon breaks down, but it does provide a starting point for discussion.  The point is that they are an example of public and private service providers that successfully co-exist and compete with each other.</p>
<p>We would need to charge a reasonable price for the &#8220;Public Option&#8221;, which will allow private insurers to compete. They may not make money at the same level as they do now, and that&#8217;s why they are lobbying so intensively, and apparently, successfully so far.</p>
<p>We would need to subsidize those who cannot afford it.  Of course this is a tricky issue, and one which will need fine tuning along the way.</p>
<p>Another tricky issue is how to handle people in marginal categories such as illegal aliens, people who have not yet gotten green cards, those who have, and so forth.  I think that is a matter, while extremely controversial, can be worked out and must be worked out.  It cannot be allowed to divert us from the overall goal.</p>
<p>Insurance providers should be required to accept clients with preexisting conditions, and should be prevented from dropping patients with poor medical histories.  Portability would be a feature of all future insurance coverage.</p>
<p>There are many details to be worked out, and that is, in part, why the proposed bills have so many pages.  We have to rely on our legislators and their staffs to get it right, or at least close to the mark.</p>
<p><strong>The Cost of Medical Care</strong><br />
The high cost of medicine, is to a certain extent, a separate issue.  Two reasons for the high cost seem to be 1) Our current fee-for-services approach to medicine, and 2) The lack of tort reform.</p>
<p>The fee-for-services approach, which pays a doctor for each test or procedure performed, provides an incentive to provide services that might be only marginally necessary, especially when justified on the basis of defensive medicine as a result of lack of tort reform, as a result of which some settlements are unreasonably large.</p>
<p>The Mayo and Cleveland Clinics operate at low cost and provide excellent medical care and service.  They operate as multi-specialty clinics and the doctors are on salary.  That doesn&#8217;t mean they are not well-paid.  They are rewarded for the quality of the care and service they provide, and not the number of procedures they perform.  Can we extend that model?  I think we have to. Not every multi-specialty clinic would have to be a center of excellence as the Mayo and Cleveland are, but the others could provide excellent care with the doctors appropriately rewarded, which should mean well-paid.</p>
<p>Tort reform would require bucking the lawyers&#8217; lobby, and Congress is dominated by lawyers.  I don&#8217;t have a high expectation of solving that problem anytime soon, but reform is needed.</p>
<p>The high cost of medicine cannot be allowed to divert us from the goal of acceptable health care for all. High medical costs are a problem that requires a solution, but we can&#8217;t do everything at once.</p>
<p>I am not qualified to comment on the effect of medical care reform on our national budget and deficit.  We can probably agree that we have spent much more than the cost of medical reform on activities that have returned significantly less value. Regardless of the cost, it is something that must be done.</p>
<p><strong>The Need for Leadership</strong><br />
Achieving the goal will take the kind of Presidential leadership we have not seen in many years.  At a minimum, Barack Obama will have to bring his own party into line, and hopefully convince many others that it is time to &#8220;do the right thing&#8221;.  As journalist and commentator Bill Moyers said on Bill Maher&#8217;s &#8220;Real Time&#8221;, it&#8217;s a moral issue.  &#8220;We need to care about each other.&#8221;  If Obama is beholden to insurance companies and/or pharmaceutical companies, he will have to cut himself loose and take the political consequences.  It could cost him a second term, but it might instead make his place in history.</p>
<p>I would be pleased if you would add your comments to the discussion.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[¡Monsanto!, ¿a qué sabe este maíz?]]></title>
<link>http://pipasdecoco.wordpress.com/2009/09/06/%c2%a1monsanto-%c2%bfa-que-sabe-este-maiz/</link>
<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 14:38:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>boigandreau</dc:creator>
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<description><![CDATA[Si hace unos meses colgaba en Pipas de Coco un esclarecedor documental sobre los transgénicos llamad]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Si hace unos meses colgaba en Pipas de Coco un esclarecedor documental sobre los transgénicos llamado <a href="http://pipasdecoco.wordpress.com/2009/04/10/el-mundo-segun-monsanto/" target="_blank">&#8220;El mundo según Monsanto&#8221;</a>, así como hacía referencia a <a href="http://www.somloquesembrem.org/" target="_blank">una página</a> que buscaba dar información sobre transgénicos a los ciudadanos, hoy quiero presentarles <strong>COMBAT MONSANTO</strong>.</p>
<p>&#8220;Combat Monsanto&#8221; tiene un lema: &#8220;Que el mundo de Monsanto no sea el nuestro&#8221;. Quién mejor que ellos para presentarse:</p>
<p><!--more--></p>
<div id="alaune">
<p><em>&#8220;Bienvenid@s/os  a la nueva versión internacional del portal Combat-Monsanto.org.</em></p>
<p><em>De ahora en adelante, cabe la posibilidad de consultar nuestros articulos en francés, ingles y español. Desde ahora, nuestro combate se hace global, con el fin de difundir una información completa a la atención de todos los ciudadanos del mundo, sobre la verdadera cara de la empresa de biotecnología Monsanto.</em></p>
<p><em>En este portal, encontrarán, no sólo toda la información sobre los principales productos fabricados y comercializados por Monsanto, entre los cuales los <a href="http://www.combat-monsanto.es/spip.php?rubrique5" target="_blank">Organismos Modificados Genéticamente</a> (OMG) y el herbicida <a href="http://www.combat-monsanto.es/spip.php?rubrique6" target="_blank">Roundup</a>, pero también la <a href="http://www.combat-monsanto.es/spip.php?rubrique7" target="_blank">hormona lechera</a> artificiale (Posilac) o el <a href="http://www.combat-monsanto.es/spip.php?article231" target="_blank">Agente Naranja</a>.</em></p>
<p><em>En el menú Resistencias se halla toda la información sobre las <a href="http://www.combat-monsanto.es/spip.php?rubrique12" target="_blank">iniciativas de asociaciones</a>, pero tambien toda la <a href="http://www.combat-monsanto.es/spip.php?rubrique55" target="_blank">actualidad mundial</a> de los movimientos ciudadanos contra Monsanto, detallada país por país, en la sección <a href="http://www.combat-monsanto.es/spip.php?rubrique10" target="_blank">Un mundo de resistentes</a>.</em></p>
<p><em>Por último, la sección El sistema Monsanto les revela el lado oscuro de la empresa, sus metodos opacos de trabajo, sus apoyos por parte de <a href="http://www.combat-monsanto.es/spip.php?rubrique15" target="_blank">las administraciones</a>, la presión ejercida sobre los <a href="http://www.combat-monsanto.es/spip.php?rubrique18" target="_blank">investigadores científicos</a>, y da tambien las claves para descifrar <a href="http://www.combat-monsanto.es/spip.php?rubrique19" target="_blank">la propaganda</a> de Monsanto lanzada al gran público.</em></p>
<p><em>Muchos articulos contienen información difundida por la periodista francesa Marie Monique Robin en su señalado trabajo de investigación « El mundo según Monsanto”,que tuvó mucho exitó en Europa.&#8221;</em></p>
<p>La lucha contra Monsanto es la contínua lucha de los ciudadanos contra el poder de sus propìos gobiernos y el ansia de muchas multinacionales de ocupar espacios de poder que no les competen. Aquí, es España, se sospecha que varios funcionarios del Ministerio de Agricultura han actuado como &#8220;puente&#8221; entre la multinacional Monsanto y el Gobierno espaol, para que éste sea el único paria en Europa que legaliza el cultivo de transgénicos. ¡Olé la democracia!¡Viva el gobierno del pueblo que es envenenado por sus propios REPRESENTANTES!&#8230;.Qué asco de paisito&#8230;</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Arrogant Politicians Need To Go]]></title>
<link>http://conservativewanderer.wordpress.com/2009/09/05/arrogant-politicians-need-to-go/</link>
<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 21:57:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>wapiti307</dc:creator>
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<description><![CDATA[I have provided a set of audio and video recordings illustrating the need for a clean sweep of those]]></description>
<content:encoded><![CDATA[I have provided a set of audio and video recordings illustrating the need for a clean sweep of those]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Obama's Plan for a Healthy America: The Hazards of Mercury Dental Fillings]]></title>
<link>http://dprogram.net/2009/08/31/obamas-plan-for-a-healthy-america-the-hazards-of-mercury-dental-fillings/</link>
<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 17:05:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>sakerfa</dc:creator>
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<description><![CDATA[The government seems to be speaking out of both sides of its mouth, as the President preaches one th]]></description>
<content:encoded><![CDATA[The government seems to be speaking out of both sides of its mouth, as the President preaches one th]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Between the Rhetoric and the Reality - Ralph Nader]]></title>
<link>http://dprogram.net/2009/08/24/between-the-rhetoric-and-the-reality/</link>
<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 21:38:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>sakerfa</dc:creator>
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<description><![CDATA[The Obama White House &#8211; full of supposedly smart political advisors led by the President of th]]></description>
<content:encoded><![CDATA[The Obama White House &#8211; full of supposedly smart political advisors led by the President of th]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[¿quién gobierna Europa?]]></title>
<link>http://analoga.wordpress.com/2009/08/19/%c2%bfquien-gobierna-europa/</link>
<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 14:17:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>analoga</dc:creator>
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<description><![CDATA[Las empresas que tienen más poder económico son aquellas a las que damos más dinero con nuestro cons]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Las empresas que tienen más poder económico son aquellas a las que damos más dinero con nuestro cons]]></content:encoded>
</item>

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