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	<title>lucio-garofalo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/lucio-garofalo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "lucio-garofalo"</description>
	<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 06:59:53 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[OLTRE al DANNO, ANCHE la BEFFA]]></title>
<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/02/11/oltre-al-danno-anche-la-beffa/</link>
<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 15:10:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>comunitaprovvisoria</dc:creator>
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<description><![CDATA[ La questione dei rifiuti non riguarda solo Napoli e la Campania, anzi. Il problema non è sempliceme]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div align="left"><a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/files/2008/02/dscf7138.jpg" title="dscf7138.jpg"><img src="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/files/2008/02/dscf7138.thumbnail.jpg" alt="dscf7138.jpg" /></a> <strong><font color="#333300">La questione dei rifiuti non riguarda solo Napoli e la Campania, anzi. </font></strong><strong><font color="#333300">Il problema non è semplicemente locale o regionale, e nemmeno solo nazionale, ma è di portata globale. Esso investe la natura e la struttura stessa di un intero modo di produzione, eccessivamente energivoro e consumistico, un sistema economico imposto a livello <!--more-->planetario che, per produrre merci di consumo su scala industriale e soddisfare le</font></strong> richieste di un mercato di massa in costante crescita (basti pensare, ad esempio, al mercato cinese in fase di netta espansione), brucia e divora ogni giorno ingenti risorse energetiche, alimentari ed ambientali che non sono inesauribili, generando una quantità abnorme di rifiuti, scarti, ciarpame, ma anche scorie e sostanze altamente tossiche che l&#8217;ambiente stenta a smaltire.</div>
<div align="left">Lo stesso processo di smaltimento dei rifiuti è diventato una vera e propria merce, un &#8220;business&#8221;, un affare d&#8217;oro che ha assunto proporzioni gigantesche, un&#8217;attività estremamente lucrosa e redditizia che consente l&#8217;accumulazione di colossali fortune economiche a vantaggio di organizzazioni economico-imprenditoriali di stampo criminale. Il problema mette dunque in luce tutti i limiti, i conflitti e le contraddizioni sociali e strutturali del sistema complessivo, ponendo seriamente in discussione la validità e la razionalità dell&#8217;attuale modello di sviluppo (e sottosviluppo) che possiamo definire tardo-capitalistico.</div>
<div align="left">Le drammatiche vicende di questi giorni hanno fatto emergere dalle macerie sociali e dai cumuli di spazzatura, dove qualcuno intendeva tenerle sepolte, le gravissime responsabilità storico-politiche, locali e nazionali, che hanno condotto all’attuale situazione di esasperazione, rabbia e rivolta popolare. E&#8217; necessario spiegare e far comprendere all’opinione pubblica le ragioni che hanno spinto (e spingeranno) la gente a ribellarsi. E&#8217; evidente che le responsabilità politiche e morali (ma anche penali)  sono molteplici e complesse, ed investono vari livelli di gestione: locale, regionale e nazionale. Senza dubbio Prodi non è stato l&#8217;ultimo ma nemmeno il primo colpevole. Poiché la gestione del problema è stata affidata ad un livello di natura commissariale, le responsabilità dipendono anche e soprattutto, ma non solo, dal governo nazionale. Inoltre, poiché la cosiddetta &#8220;emergenza&#8221; dura e si trascina ormai da anni, esattamente da oltre un decennio, è innegabile che le responsabilità non sono da attribuire solo al governo Prodi, bensì anche ai governi precedenti. E&#8217; altrettanto ineccepibile che i principali responsabili del disastro sono gli amministratori locali, dal momento che la gestione di un problema come quello dei rifiuti e del ciclo dei rifiuti, è di ordine territoriale. Pertanto, le principali responsabilità vanno ascritte agli esponenti di maggior spicco delle amministrazioni locali in Campania, vale a dire Rosa Russo Iervolino in qualità di sindaco del Comune di Napoli, e Antonio Bassolino nella triplice veste di commissario straordinario dell&#8217;emergenza, sindaco della città partenopea e governatore della regione. L&#8217;arroganza del ceto politico campano ha raggiunto livelli talmente assurdi e parossistici da oltrepassare ogni immaginazione. Oltre al danno (economico, sanitario, sociale, morale, d&#8217;immagine, ecc.), anche la beffa. Anzitutto, la beffa di mancate dimissioni. Quindi, la beffa di nuove candidature (addirittura blindate) alle prossime elezioni parlamentari.</div>
<div align="left">A ciò si deve aggiungere anche la beffarda e complice opera di disinformazione svolta dai mass-media locali e nazionali. Occorre contrastare con fermezza gli squallidi tentativi mediatici di criminalizzazione di una giusta vertenza di massa, che da Pianura approda ad Ariano Irpino. Altrimenti si rischia di tacere le reali responsabilità politiche (che sono criminali) assecondando il meccanismo di propaganda che punta ad affermare la linea (filo-camorrista) degli inceneritori e delle megadiscariche come soluzione della “emergenza”. Un problema esploso drammaticamente negli ultimi anni, ma che affonda le sue radici in tempi senza dubbio più remoti.</div>
<div align="left">Pertanto, è ovvio che il problema riguarda tutti, non solo le popolazioni di Napoli e della Campania, non solo le comunità meridionali, e nemmeno solo gli italiani, ma tutti gli abitanti del pianeta. La questione non può essere ridotta ad un ragionamento circoscritto che asseconda gli istinti più egoistici e particolaristici, per cui nessuno vuole la spazzatura altrui, in questo caso l&#8217;immondizia di Napoli, ma è necessario vincere ogni campanilismo e localismo, per promuovere ed impostare, invece, un discorso di solidarietà, di educazione e di sensibilizzazione culturale, morale e civile, a livello sovracomunale e intercomunitario. Oltretutto, la spazzatura in questione non appartiene solo ai napoletani, ma probabilmente proviene in gran parte da fuori, anche e soprattutto dal Nord Italia e dal Nord Europa. Per decenni il territorio di Napoli e della Campania ha ospitato (ed ospita tuttora) numerose discariche abusive, gestite come tutti sanno dalla camorra, discariche dove vengono riversati i residui e i veleni più nocivi e pericolosi, di tipo chimico e persino nucleare, provenienti dalle zone più sviluppate e industrializzate del Nord Italia e del Nord Europa.</div>
<div align="left">Questa piaga decennale è una delle conseguenze che paghiamo a causa di un processo di sottosviluppo storico coloniale favorito dall&#8217;occupazione militare e politica del Regno delle Due Sicilie da parte dello Stato &#8220;unitario&#8221; italiano, sorto in seguito alle cosiddette &#8220;guerre di indipendenza&#8221; che furono guerre di conquista e di espropriazione economica e culturale, condotte dalla monarchia sabauda con la complicità di alcune potenze europee (Francia e Inghilterra in testa), della massoneria anglo-francese e piemontese, nonché grazie all&#8217;apporto decisivo di personaggi ambigui tra cui il pirata-massone Giuseppe Garibaldi, esaltato come &#8220;eroe nazionale&#8221; dalla falsa mitologia filo-risorgimentale.</div>
<div align="left">La soluzione estrema escogitata dal governo Prodi per rispondere al problema che ormai sembra essergli sfuggito di mano, è stata la nomina del &#8220;prefetto di ferro&#8221; Gianni De Gennaro (famigerato &#8220;manganellatore&#8221; responsabile della mattanza di Genova nel luglio 2001) in qualità di &#8221;Commissario straordinario per l&#8217;emergenza&#8221;, dotato di superpoteri e delegato a &#8220;risolvere&#8221; il problema così come è stato abituato a fare finora, ossia ricorrendo alla brutalità poliziesca.</div>
<div align="left">Insomma, se ancora ci fossero dubbi, la risposta adottata dal governo è precisamente una reazione di segno colonialista, che si traduce nell&#8217;invio dell&#8217;esercito guidato da un &#8220;uomo forte&#8221;, così come fanno da sempre tutti gli Stati colonialisti di fronte ad una rivolta che esplode in una colonia. L&#8217;uso della forza e della repressione militare è esattamente nello stile, nella natura e nella storia di De Gennaro.  Come ha scritto Franco Berardi, in arte Bifo, in un bell&#8217;articolo apparso su vari siti web, &#8221;la scelta di spedire De Gennaro a Pianura trasforma il governo dell’impotenza in un governo di polizia&#8221;. A questo punto, con tale scelta infausta è caduta anche l&#8217;ultima differenza che si poteva scorgere, benché a fatica, con l&#8217;esperienza del governo Berlusconi.</div>
<div align="left"></div>
<div align="left">Lucio Garofalo</div>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Libertà individuali e libertà Collettive]]></title>
<link>http://antonioromano75.wordpress.com/2008/01/02/liberta-individuali-e-liberta-collettive/</link>
<pubDate>Wed, 02 Jan 2008 08:57:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonio Romano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Spesso ritorno con il pensiero alle vicende ed ai personaggi della favolosa CP. Fatta di gente incaz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Spesso ritorno con il pensiero alle vicende ed ai personaggi della favolosa CP. Fatta di gente incazzosa e polemica faziosa e ideologizzata, manichea e priva di una grossa capacità di ascolto ma di una grossa capacità di eloquio e soliloquio.  Sono gli irpini, miei adorati conterranei comunque. Da vecchi montanari e pecorari hanno un grosso senso dell’autorità e dell’individualità, un senso quasi statunitense di autonomia e di difesa violenta delle proprie prerogative e libertà.  Conoscono da tempo le libertà individuali ed il rispetto che si deve al signore locale. Hanno un minor senso delle libertà collettive che derivino dalla partecipazione libera ed incondizionata a quella che si chiama la Società Civile.  In questi mesi di CP ho visto questo: il grande genio irpino insofferente per lo stesso genio irpino detenuto da altri. Una cosa desolante e allo stesso tempo che fa ben sperare sulla necessità che nei prossimi anni ci sia un immane lavoro da fare per costruire un senso di appartenenza alla comunità che oggi non c’è. Ringrazio Franco Arminio perché quasi tutte le sere mi telefona Gaetano Calabrese e ridiamo per circa un’ora per tutte le sere. Peccato che Gaetano non sia una donna e che non sia più giovane. Ma mi piacciono le sue poesie ed il suo tono da vero irriverente: anche Benigni avrebbe da imparare dal nostro professore di Lioni. Un grazie a Franco Arminio che spesso mi consente di leggere gli umoristici interventi del Compagno Lucio Garofano: mi è simpatico per la quasi assonanza del suo <span style="font-size:0;"></span>cognome con un fiore che sto studiando in questi mesi come simbolo della mancata stagione politica degli anni 80 e 90 in Italia. Un grazie a Franco Arminio che mi ha consentito di parlare con persone di Nusco che non siano Don Ciriaco. Un grazie a Franco Arminio che mi ha fatto scoprire una vecchia parentela con il fratello di Angelo Verderosa ma non con Angelo Verderosa. Vi pare poco? Incontrarsi e poter parlare e potersi sentire quasi una famiglia anche se un po’ litigiosa? A me tutto questo pare splendido: sento l’esigenza di un senso di solidarietà fra noi che va al di là di qualsiasi differenza. Vedo le mie libertà accresciute grazie anche all’ipocondriaco di Visazz. Che poi ogni tanto va ad Avellino a Via Tagliamento, posso anche pensare qualche giorno di sabotargli la macchina cosi non parte manco da Bisaccia. Con affetto</p>
<p>Un saluto ( vado a capo senò il compagno Garofano si incazza) ROMANO</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[libertà individuali / collettive]]></title>
<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2007/12/30/liberta-individuali-collettive/</link>
<pubDate>Sun, 30 Dec 2007 08:58:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>comunitaprovvisoria</dc:creator>
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<description><![CDATA[Spesso ritorno con il pensiero alle vicende ed ai personaggi della favolosa CP. // Fatta di gente in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal">Spesso ritorno con il pensiero alle vicende ed ai personaggi della favolosa CP. // Fatta di gente incazzosa e polemica faziosa e ideologizzata, manichea e priva di una grossa capacità di ascolto ma di una grossa capacità di eloquio e soliloquio. // Sono gli irpini, miei adorati conterranei comunque. Da vecchi montanari e pecorari hanno un grosso senso dell’autorità e dell’individualità, un senso quasi statunitense di autonomia e di difesa violenta delle proprie prerogative e libertà. // Conoscono da tempo le libertà individuali ed il rispetto che si deve al signore locale. Hanno un minor senso delle libertà collettive che derivino dalla partecipazione libera ed incondizionata a quella che si chiama la Società Civile. // In questi mesi di CP ho visto questo: il grande genio irpino insofferente per lo stesso genio irpino detenuto da altri. Una cosa desolante e allo stesso tempo che fa ben sperare sulla necessità che nei prossimi anni ci sia un immane lavoro da fare per costruire un senso di appartenenza alla comunità che oggi non c’è. Ringrazio Franco Arminio perché quasi tutte le sere mi telefona Gaetano Calabrese e ridiamo per circa un’ora per tutte le sere. Peccato che Gaetano non sia una donna e che non sia più giovane. Ma mi piacciono le sue poesie ed il suo tono da vero irriverente: anche Benigni avrebbe da imparare dal nostro professore di Lioni. Un grazie a Franco Arminio che spesso mi consente di leggere gli umoristici interventi del Compagno Lucio Garofano: mi è simpatico per la quasi assonanza del suo <span style="font-size:0;"></span>cognome con un fiore che sto studiando in questi mesi come simbolo della mancata stagione politica degli anni 80 e 90 in Italia. Un grazie a Franco Arminio che mi ha consentito di parlare con persone di Nusco che non siano Don Ciriaco. Un grazie a Franco Arminio che mi ha fatto scoprire una vecchia parentela con il fratello di Angelo Verderosa ma non con Angelo Verderosa. Vi pare poco? Incontrarsi e poter parlare e potersi sentire quasi una famiglia anche se un po’ litigiosa? A me tutto questo pare splendido: sento l’esigenza di un senso di solidarietà fra noi che va al di là di qualsiasi differenza. Vedo le mie libertà accresciute grazie anche all’ipocondriaco di Visazz. Che poi ogni tanto va ad Avellino a Via Tagliamento, posso anche pensare qualche giorno di sabotargli la macchina cosi non parte manco da Bisaccia. Con affetto // Un saluto ( vado a capo senò il compagno Garofano si incazza) ROMANO</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[per non dimenticare]]></title>
<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2007/11/23/per-non-dimenticare/</link>
<pubDate>Fri, 23 Nov 2007 19:53:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>comunitaprovvisoria</dc:creator>
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<description><![CDATA[UNO SPARTIACQUE STORICO &#8211; Sono ormai trascorsi 27 lunghi anni dal terribile sisma che il 23 no]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>UNO SPARTIACQUE STORICO &#8211; Sono ormai trascorsi 27 lunghi anni <span class="GramE">dal terribile sisma che il 23 novembre 1980 rase</span> al suolo alcuni centri dell&#8217;Alta <span class="SpellE">Irpinia</span> e della Basilicata, cancellando intere famiglie, decimando e stremando le popolazioni locali. Si trattò di un immane cataclisma, le cui rovinose conseguenze non furono causate solo da elementi naturali, bensì pure da fattori di tipo storico-politico e <span class="SpellE">antropico-culturale</span>. Ricordo che nei <!--more-->mesi immediatamente successivi alla catastrofe, non furono pochi gli osservatori e gli analisti politici che si spinsero a formulare l&#8217;agghiacciante ipotesi di una vera e propria <i><span style="font-style:italic;">&#8220;strage di Stato&#8221;.</span></i> La furia tellurica investì in modo traumatico e devastante le comunità di <span class="SpellE">Sant&#8217;</span>Angelo dei Lombardi, <span class="SpellE">Lioni</span> e <span class="SpellE">Conza</span> della Campania, i centri più gravemente danneggiati dal sisma. <span class="GramE">Ebbene</span>, da quel funesto giorno sembra separarci un&#8217;eternità! In tutti questi anni, le <span class="GramE">tematiche</span> collegate al terremoto del 1980 e alla ricostruzione post-sismica sono state oggetto di validi e complessi studi, inchieste e approfondimenti, condotti e pubblicati anche su <span class="SpellE">blog</span> e siti Internet (naturalmente sono state scritte anche scempiaggini). <span class="GramE">Per cui sembrerebbe che non ci sia molto da aggiungere</span>. <span class="GramE">Invece, credo che valga la pena di spendere qualche frase in occasione delle consuete e rituali commemorazioni, celebrate nel 27° anniversario del triste evento</span>. Per gli abitanti dell&#8217;Alta <span class="SpellE">Irpinia</span>, in modo particolare per i cittadini di <span class="SpellE">Lioni</span>, <span class="SpellE">Sant&#8217;</span>Angelo dei Lombardi e <span class="SpellE">Conza</span> della Campania (i tre Comuni più disastrati dell&#8217;area del cratere) il terremoto del 23 novembre 1980 ha costituito indubbiamente un avvenimento luttuoso, <span class="GramE">per cui</span> quel giorno non rappresenta una data qualsiasi del calendario, ma segna un vero spartiacque storico-cronologico e <span class="SpellE">antropologico-culturale</span>. Equivalente all&#8217;11 settembre 2001 per gli Americani, oppure <span class="GramE">all&#8217;</span>anno zero, ossia all&#8217;avvento di <span class="SpellE">Gesù</span>, per i cristiani. L&#8217;espressione <i><span style="font-style:italic;">&#8220;data-spartiacque&#8221;</span></i> indica anzitutto che, <span class="GramE">a partire da</span> quel momento storico, la nostra vita quotidiana è radicalmente mutata sotto ogni profilo. La realtà delle nostre zone si è trasformata v<span class="SpellE">isceralmente</span> sul versante economico e sociale, persino a livello psicologico ed esistenziale, facendoci letteralmente regredire sul piano antropologico e culturale. Il terremoto ha straziato le nostre vite, turbato le <span class="GramE">nostre</span> emozioni e percezioni, segnando profondamente le nostre menti, i nostri stati d&#8217;animo, la sfera interiore degli affetti e dei sentimenti più intimi, perfino i nostri istinti più elementari. Il cambiamento, inteso come imbarbarimento, si è insinuato dentro di noi, negli atteggiamenti e nelle relazioni più comuni, penetrando fino in fondo alle viscere della terra. <span class="GramE">Una terra sempre più infetta e corrotta dall&#8217;inquinamento chimico-industriale, avvelenata dai rifiuti e dalle scorie d&#8217;ogni genere</span>. Così pure l&#8217;aria e l&#8217;acqua, che un tempo erano assolutamente pure e incontaminate. Ciò che invece sembra mantenersi perennemente intatto, immutato e quasi indisturbato, è l&#8217;assetto del potere politico-clientelare che continua a ricattare i soggetti più deboli e indifesi, a condizionare la libertà di scelta delle coscienze individuali, influenzando gli orientamenti elettorali dei singoli, vale a dire di vasti strati della popolazione. Pertanto<span class="GramE">,</span> al fine di non dimenticare l&#8217;immane tragedia collettiva che 27 anni or sono fece precipitare nel lutto più doloroso ed insanabile le comunità dell&#8217;Alta <span class="SpellE">Irpinia</span> e della Basilicata, concludo citando un celebre aforisma: <em>&#8220;</em><span style="font-weight:bold;"><em>UN POPOLO SENZA MEMORIA E&#8217; UN <span class="GramE">POPOLO</span> SENZA SPERANZA E SENZA FUTURO&#8221;. lucio garofalo</em></span></p>
</div>]]></content:encoded>
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