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	<title>luigi-tenco &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/luigi-tenco/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "luigi-tenco"</description>
	<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 12:19:38 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Giuseppe Cucè in un nuovo concerto “live” a Catania]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/23/giuseppe-cuce-in-un-nuovo-concerto-%e2%80%9clive%e2%80%9d-a-catania/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:53:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Daniela Domenici Mercoledì 25 novembre alle ore 21.30 presso ZO – Centro Culture Contemporanee di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Daniela Domenici Mercoledì 25 novembre alle ore 21.30 presso ZO – Centro Culture Contemporanee di]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Ma dove?]]></title>
<link>http://bakunin1269.wordpress.com/2009/11/20/ma-dove/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 00:57:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Bakunin</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ci si ricorda sempre dove si è dato il primo bacio. Dov&#8217;eravamo l&#8217;11 Luglio 1982. Dove s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/srfP2JlH6ls&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/srfP2JlH6ls&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:center;">Ci si ricorda sempre dove si è dato il primo bacio.</p>
<p style="text-align:center;">Dov&#8217;eravamo l&#8217;11 Luglio 1982.</p>
<p style="text-align:center;">Dove siamo saliti la prima volta su di un aereo.</p>
<p style="text-align:center;">Ma dove abbiamo mangiato la prima quaglia?</p>
<p style="text-align:center;">Dove abbiamo bevuto la prima caipirinha?</p>
<p style="text-align:center;">Io lo so! Coincide con la prima ed ultima volta che ho visto Tom Jobim.</p>
<p style="text-align:center;">Al teatro Ariston di Sanremo, ottobre 1989 o 1990 (gra aiutami!).</p>
<p style="text-align:center;">Si era già carburati da svariati pellegrinaggi all&#8217;inferneria, e l&#8217;ancora più carburato Carlin Petrini inizia a favoleggiare di uno strano beverone che viene preparato al bar di sotto, nel foyer.</p>
<p style="text-align:center;">Davanti ai nostri occhietti vispi e curiosi, un signore di mezza età si dava un gran da fare con strani limoni verdi ed un mortaio. Il tutto veniva annaffiato da un generosa dose di un liquido mai visto.</p>
<p style="text-align:center;">&#8230;e noi che si credeva di essere &#8220;uomini&#8221; di mondo, sbirciavamo sull&#8217;etichetta della bottiglia sconosciuta, e leggevamo il nome, che in quel momento rappresentava la quintessenza dell&#8217;esotismo.</p>
<p style="text-align:center;">Ma quanto era buona quella prima caipirinha!!!</p>
<p style="text-align:center;">Quello che non ricordo bene è il numero di quelle che sono seguite quella sera, anche perchè la sera è poi scivolata nella notte, che si consumava liturgicamente assieme a qualche centinaio di compagni di avventura, in un albergo requisito a tale scopo.</p>
<p style="text-align:center;">E fino all&#8217;alba si mangiava, si beveva, si cantava molto&#8230;</p>
<p style="text-align:center;">&#8230;e Flaco Biondini doveva sempre cantare una Milonga da un&#8217;ora e mezza&#8230;</p>
<p style="text-align:center;">Ma per tornare a Jobim&#8230;</p>
<p style="text-align:center;">adesso che l&#8217;aereoporto di Rio si chiama &#8220;Tom Jobim&#8221;, mi chiedo spesso se un giorno quello di Asti si chiamerà &#8220;Paolo Conte&#8221;.</p>
<p style="text-align:center;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Questo perché non riesco a stare zitto.]]></title>
<link>http://fogliedite.wordpress.com/2009/11/12/questo-perche-non-riesco-a-stare-zitto/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 00:59:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>VanillaTea</dc:creator>
<guid>http://fogliedite.wordpress.com/2009/11/12/questo-perche-non-riesco-a-stare-zitto/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA["Luigi Tenco, quando la musica diventa poesia" - CAGLIARI]]></title>
<link>http://infopointcagliari.wordpress.com/2009/11/11/luigi-tenco-quando-la-musica-diventa-poesia-cagliari/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 17:13:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Infopoint  Cagliari</dc:creator>
<guid>http://infopointcagliari.wordpress.com/2009/11/11/luigi-tenco-quando-la-musica-diventa-poesia-cagliari/</guid>
<description><![CDATA[Luigi Tenco Venerdi 13 novembre 2009 Ore 21.00, Teatro Club di Cagliari – Via Roma 257 Cricot Teatro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><a href="http://infopointcagliari.files.wordpress.com/2009/11/image46.png"><img title="image" style="display:inline;border-width:0;" height="124" alt="image" src="http://infopointcagliari.files.wordpress.com/2009/11/image_thumb46.png?w=94&#038;h=124" width="94" border="0" /></a> </h3>
<p>Luigi Tenco</p>
<p><i>Venerdi 13 novembre 2009</i></p>
<p><i>Ore 21.00, Teatro Club di Cagliari – Via Roma 257</i></p>
<p><b>Cricot</b><b> Teatro </b>presenta “<b>Luigi </b><b>Tenco</b><b>, quando la musica diventa poesia</b>”, uno spettacolo della durata di circa 60 minuti come omaggio alla prematura scomparsa del grande artista.</p>
<p>Verranno presentate le canzoni più significative del cantautore genovese, la regia è di Carlo Porru, Voce e pianoforte Franco Corda, testi recitati da Carlo Porru. </p>
<p><strong>CONTATTI:</strong></p>
<p>Teatro Club</p>
<p>Cooperativa musica Sardegna</p>
<p>Via Roma, 257</p>
<p>Cagliari</p>
<p><strong>Tel: </strong>070 663328</p>
<p>Email: <a href="mailto:musicasardegna@virgilio.it">musicasardegna@virgilio.it</a></p>
<p align="right"><strong><em>V.C.</em></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gli inediti di Luigi Tenco]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/11/10/gli-inediti-di-luigi-tenco/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 22:31:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Radiocucaio</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/11/10/gli-inediti-di-luigi-tenco/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: &#8220;italianotizie.it&#8220; Il debito che la musica italiana ha nei confronti di Luigi Ten]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: &#8220;<a href="http://www.italianotizie.it/?p=6889" target="_blank">italianotizie.it</a>&#8220;</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.italianotizie.it/wp-content/uploads/2009/11/luigi_tenco_inediti.jpg" alt="" width="259" height="245" />Il debito che la musica italiana ha nei confronti di Luigi Tenco è smisurato.<br />
E’ grazie a lui se è diventata adulta. Se i suoi testi si sono fatti più maturi, guardando l’essenza della realtà e non la sua idealizzazione. Se il sentimentalismo disincantato della canzonetta ha ceduto il passo alla disillusione intimista della canzone d’autore. Una vita breve quella di Tenco, ma sufficiente a tracciare un solco profondo a separare il nuovo modo di fare canzone dal vecchio, e a fare di lui un autentico rivoluzionario della composizione, cui tutti coloro che oggi fanno canzone devono qualcosa.<br />
E’ stato amato ma, spesso, incompreso e non di rado rifiutato. Ma forse questo è il destino di quegli artisti che hanno l’ardire di travalicare le frontiere dei tempi in cui vivono. Il trascorrere degli anni, come sempre accade, ha dato lui ragione, elevandolo tra i padri nobili della musica d’autore italiana. <!--more--><br />
Eppure, nonostante tale contributo, la sua memoria meriterebbe di più. Il suo nome e la sua musica dovrebbero ricorrere più spesso di quanto non accada. Soprattutto tra le generazioni più giovani che, con ogni probabilità, ne sconoscono la bellezza.<br />
E’ vero. Esiste un premio a lui intitolato. Varie manifestazioni canore che lo ricordano. Non di rado le sue canzoni sono reinterpretate: un elenco infinito e trasversale che, solo per limitarsi ai tempi più recenti, spazia da Claudio Baglioni a Morgan, dai La Crus a Ivano Fossati, sino a giungere a Mango.<br />
Ma sono ancora insufficienti a restituire a Tenco quanto gli è dovuto. Soprattutto se si tiene conto che, sempre più spesso, il nome di Tenco è associato alla tormentata storia d’amore con Dalida, nonché al gesto estremo che ne concluse la vita ed ai supposti misteri che l’avvolgerebbero, piuttosto che all’arte indiscussa. Amaro destino per un poeta dell’anima.</p>
<p>In questo clima giunge dunque piacevolmente inattesa la notizia della prossima pubblicazione, il 13 novembre, di un doppio cd, edito all’interno della collana “I dischi del club Tenco” e realizzato da “Ala bianca”: “Luigi Tenco, inediti”.</p>
<p>Il piatto forte dell’album è costituito dalle 39 registrazioni inedite del primo cd. Un ricco bottino frutto di un’autentica caccia al tesoro tra cimeli di famiglia e gli archivi della Bmg che ha visto protagonista Toni Verona, presidente di Ala bianca.<br />
Spiccano “Padroni della terra”, prima versione italiana de “Il disertore” di Boris Vian. Versioni straniere che avrebbero dovuto essere il lancio del cantautore piemontese all’estero (“Un giorno dopo l’altro” in versione francese e inglese, “Ognuno è libero” in spagnolo). Performances televisive dal vivo per la Rai (“Non sono io” e “Vedrai vedrai”).  “Guarda se io” su una musica del tutto diversa da quella che poi avrebbe visto la luce. Così come “Il tempo passò” e “Come mi vedono gli altri” arricchite, anche in questo caso, da orchestrazioni differenti da quelle ufficiali. Reperti che confermano le ipotesi secondo le quali l’estro musicale di Tenco fosse stato spesso tenuto ingiustamente a freno da opinabili scelte delle case discografiche.<br />
Tra i brani del primo cd, si segnalano anche tre composizioni inedite mai cantate da Tenco e affidate al sax Stefano Bollani (“No no no”) e alle voci di Massimo Ranieri (“Se tieni una stella”) e Morgan (“Darling remember” versione inglese di “Vola colomba”). Completano il tutto due curiose bonus track (“I know, don’t know how” e “The Continental”): due standard jazz eseguiti nel 1957 dal Settetto Moderno Genovese, il cui sax contralto era un Tenco ancora diciannovenne.</p>
<p>Il secondo cd raccoglie 17 interpretazioni che – nelle varie edizioni della “Rassegna della canzone d‘autore” organizzate dal club Tenco – sono state eseguite dal vivo da diversi artisti italiani, tra cui Alice, Roberto Vecchioni, Ricky Gianco e Simone Cristicchi . A “Lontano lontano” spetta il compito di aprire e chiudere il cd nelle versioni, antitetiche ma coerenti, di Vinicio Capossela ed Eugenio Finardi.</p>
<p>L’album verrà presentato a Sanremo il 12 novembre, in occasione della 34ma edizione del Premio Tenco, insieme a “GenovaJazz‘50”, ulteriore progetto sonoro avente per protagonista Tenco, ai tempi della sua frequentazione degli ambienti jazz.</p>
<p>L’opera è il preludio alla pubblicazione dell’opera omnia di Tenco che, secondo le intenzioni dei curatori, dovrebbe vedere la luce entro il prossimo anno.</p>
<p>Ci auguriamo che tali iniziative beneficino del dovuto risalto mediatico. Sarebbe l’occasione giusta per portare le canzoni di questo “acchiappanuvole” nuovamente sotto la luce dei riflettori, raggiungendo anche quelle fasce di pubblico che ancora non lo conoscono.</p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fsmnewsblog.wordpress.com%2F2009%2F11%2F10%2Fgli-inediti-di-luigi-tenco%2F&#38;linkname=Gli%20inediti%20di%20Luigi%20Tenco"><img src="http://www.senzamusica.net/condividi.png" alt="Share" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA["Luigi Tenco, Inediti"]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/10/luigi-tenco-inediti/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 09:50:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sanremo 12 novembre alle ore 16 nel Roof del Teatro Ariston di Sanremo verranno presentati, durante ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sanremo 12 novembre alle ore 16 nel Roof del Teatro Ariston di Sanremo verranno presentati, durante ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Luigi Tenco, gli inediti]]></title>
<link>http://lerane.wordpress.com/2009/11/05/luigi-tenco-gli-inediti/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 11:12:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>lerane</dc:creator>
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<description><![CDATA[Credevamo di sapere tutto del leggendario cantante genovese. Ma ora stanno per uscire una serie di s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Credevamo di sapere tutto del leggendario cantante genovese. Ma ora stanno per uscire una serie </span><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">di suoi testi e di canzoni mai ascoltate. Alcuni brani sono eseguiti da lui, altri da interpreti di oggi.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1158" title="luigi tenco" src="http://lerane.wordpress.com/files/2009/11/luigi-tenco.jpg?w=150" alt="luigi tenco" width="150" height="146" />La voce è nota, ma la canzone no. E il tono, poi, arrabbiato, contestatario, coglie di sorpresa anche il fan più competente. Pensavamo di aver sentito tutto dalla voce di Luigi Tenco, spenta tragicamente più di quarant’anni fa. E invece ecco che torna, e sorprende. Con un inno pacifista battagliero, un atto d’accusa contro i “Padroni della terra”, un invito esplicito alla diserzione. «Non lo voglio più fare, non posso più ammazzare la gente come me», canta il giovane richiamato alle armi. Perché «la guerra è un’idiozia», perché «c’è un nemico solo: la fame che nel mondo ha gente come noi. E quindi «se c’è da versar sangue versate solo il vostro»: il mio, conclude Tenco con voce decisa, lo verso solo in nome della pace: «Con me non porto armi: coraggio, su, gendarmi, sparate su di me». “Padroni della Terra” è la perla che apre gli “Inediti” di Luigi Tenco che il gruppo Ala Bianca lancerà nei prossimi giorni, dopo la presentazione il 12 al Premio Tenco, al Teatro Ariston di Sanremo.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Sono due cd che cambiano l’immagine vulgata di questo cantante leggendario. In fondo pensiamo di sapere tutto, di Tenco, e la sua vita sembra una parabola dal corso regolare: i grandi successi intimisti (“Lontano lontano”, “Vedrai vedrai”, “Mi sono innamorato di te”), le delusioni (il film “La cuccagna” di Luciano Salce che non basta a lanciarlo come divo, le tensioni con le case discografiche), gli amori infelici (Dalida, la cantante italofrancese che si ucciderà vent’anni dopo di lui), fino al suicidio il 27 gennaio del 1967, dopo la bocciatura al Festival di Sanremo. E invece Tenco era un artista più complesso, più interessante di così: lo testimonia il primo dei due cd, che raccoglie una ventina di inediti &#8211; incisioni per la radio o la tv, provini mai pubblicati, versioni “unplugged” di suoi successi. Ci sono canzoni con testi o accompagnamenti diversi da quelli noti &#8211; “Guarda se io”, “Quello che tu vorresti avere da me” &#8211; versioni straniere pensate per un lancio internazionale del cantante (“Un giorno dopo l’altro” in versione francese e inglese, “Ognuno è libero” in spagnolo). Alcuni brani per voce e pianoforte sono in linea con il Tenco noto, ma altre canzoni, arricchite da accompagnamenti rockeggianti o jazzati, ricordano la vena più sperimentale del cantante, spesso tarpata dalle strategie dei discografici. </span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">«Sono anni che lavoriamo a questo disco con l’aiuto degli eredi di Tenco», racconta Toni Verona, presidente della Ala Bianca: «Il progetto è arrivare l’anno prossimo a pubblicare un cofanetto con l’opera omnia». La caccia al tesoro è stata lunga e complicata: «I brani sono stati ritrovati tra il materiale della famiglia o negli archivi della Bmg, che ha da poco riunito Ricordi e Rca», racconta Enrico de Angelis, il massimo esperto del cantante, che ha curato i due dischi. I primo cd propone tre inediti mai incisi dal cantante genovese: un brano solo musicale, “No no no”, affidato a Stefano Bollani in onore delle radici jazzistiche di Tenco (nel disco c’è una sorpresa: due brani jazz eseguiti dal musicista diciottenne al sax contralto del Settetto Moderno Genovese); poi la bellissima “Se tieni una stella”, affidata alla voce di Massimo Ranieri, e una versione inglese di “Vola Colomba” di Nilla Pizzi, trasfigurata dalla traduzione di Tenco e dall’esecuzione virtuosistica di Morgan.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Ma la vitalità del cantante, la sua importanza per la musica di oggi, si coglie anche nel secondo dei due cd. Qui sono raccolti i risultati di anni di lavoro da parte del Club Tenco, il gruppo fondato da Amilcare Reverberi e diretto da Enrico de Angelis che anima il Premio Tenco e la Rassegna della canzone d’autore a cui vengono invitati i migliori cantanti e cantautori italiani. Nel disco di cover tenchiane sfilano molti nomi noti: da Roberto Vecchioni ai Têtes de Bois, da Alice agli Skiantos. Il tutto incorniciato da due versioni completamente diverse di “Lontano lontano”: marcia zingaresca per Vinicio Capossela, testamento esistenziale per Eugenio Finardi. C’è anche “Cara Maestra”, cantata, con quell’accento inglese mai cancellato da quarant’anni di successi italiani, da Shel Shapiro: «Cara maestra, un giorno m’insegnavi che a questo mondo noi, noi siamo tutti uguali; ma quando entrava in classe il direttore tu ci facevi alzare tutti in piedi, e quando entrava in classe il bidello ci permettevi di restar seduti». “Cara maestra” introduce al Tenco più impegnato, pre-sessantottino. «Una sezione consistente nel disco è quella delle canzoni satiriche», racconta de Angelis. «Sono brani misconosciuti che Tenco aveva eseguito in tv ma che sono usciti solo nei dischi postumi». Ecco quindi la “Ballata della moda” di Giovanni Block, la “Vita sociale” di Simone Cristicchi, e la “Ballata del marinaio” cantata in sardo da Elena Ledda. Sono canzoni impegnate che fanno capire meglio l’invettiva ai “Padroni della Terra”, la canzone che apre questo cofanetto e che ha una lunga storia. Il testo originale, scritto ai tempi della guerra in Indocina da Boris Vian, grande irregolare della letteratura francese, chiama in causa il presidente De Gaulle: e costò agli autori e ai cantanti anni di pubblico disprezzo da parte della destra francese, ma anche una fama solida tra i pacifisti. In Italia la canzone resta praticamente sconosciuta, racconta de Angelis, «fino a quando rimbalza dagli Stati Uniti, dove Peter Paul e Mary la traducono in inglese e ne fanno un inno contro la guerra del Vietnam». </span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Poi sono venute le versioni di Ornella Vanoni negli anni Settanta, e da Ivano Fossati. L’incisione di Tenco è del ’66, e la canta in una bella traduzione tutta sua. La registrazione conserva i rumori “di studio”. Si chiude con Tenco che chiede al tecnico del suono: «Senti non si può fare in due volte?». «Ma guarda che va bene», lo rassicura il tecnico. Va bene, sì: eppure resta per quarant’anni nei cassetti della casa discografica. Forse perché era una canzone un po’ rischiosa, soprattutto per un cantante che già con “Cara Maestra” &#8211; quell’attacco all’ipocrisia di maestri e funzionari riciclati dopo il fascismo, aveva fatto scandalo, guadagnandosi due anni di esilio dalla Rai. Meglio puntare sui cuori spezzati. E le canzoni impegnate, se proprio si dovevano pubblicare, relegarle sul “lato B”.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">(articolo <span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">di Angiola Codacci-Pisanelli</span> - in uscita sull&#8217;Espresso di domani)</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LUIGI, FIGLIO MIO]]></title>
<link>http://romalive.biz/2009/10/27/luigi-figlio-mio/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 09:15:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>romalive</dc:creator>
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<description><![CDATA[Emanuela, sassofonista e mia grande amica, da mesi ha iniziato un percorso di ricerca sulla vita e l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a title="photo sharing" href="http://www.flickr.com/photos/romalive/4049592470/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3534/4049592470_d051c783c8_m.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Emanuela, sassofonista e mia grande amica, da mesi ha iniziato un percorso di ricerca sulla vita e la morte di uno dei cantautori più significativi del nostro &#8216;900. <strong><span style="color:#ff0000;">Luigi Tenco</span></strong>. Personalità ricca di sfaccettature che ci ha regalato le Parole tra le più profonde che la musica abbia mai prodotto e Note, che ancora oggi sono motivo di ispirazione per musicisti e compositori, dal pop al jazz, senza distinzione. La sua morte tragica e misteriosa lascia un grande vuoto  e il desiderio, nonostante siano passati molti anni di chiarirne le dinamiche, tuttora non ben definite. Emanuela è una delle persone che sta seguendo la vicenda e durante un viaggio nei luoghi dell&#8217;infanzia di Luigi Tenco, ha scritto questa poesia, dedicata al ricordo di Teresa, madre del cantautore. Con immenso piacere oggi la pubblico per tutti voi.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>__________________________________________</strong></span></p>
<p><em>Cara Cri, Spero ti possa emozionare così come ha emozionato me. Mi sono fatta madre in quel momento, quella madre, e scrivendola ho sofferto anche io. Di certo non l&#8217;ho copiata, di certo non l&#8217;ho scritta per nessun motivo. L&#8217;ho scritta e basta. Tenco  è nel mio cuore, e  da quando ho iniziato la mia ricerca mi sento molto &#8216;fertile&#8217;. Vediamo se riusciamo a fare qualcosa di più ambizioso&#8230;.Ovviamente condividerò tutto con te&#8230;</em></p>
<p><em>Un abbraccio, Manu</em></p>
<p><strong>Figlio,<br />
che sei nato quando la terra si svegliava,<br />
e così come lei si preparava a dare i suoi frutti,<br />
sei venuto alla luce.</strong></p>
<p><strong>Figlio,<br />
che il destino ha voluto che mai pronunciassi il nome papà,<br />
spero di essere stata l&#8217;ombra silenziosa di quell&#8217;uomo che ti mancò.</strong></p>
<p><strong>Figlio,<br />
che quando da piccolo cadevi,<br />
mi rimproveravo di non essere stata la, dietro di te<br />
ma che poi guardando quegli occhi bagnati di vita,<br />
tu mi regalavi un sorriso, ed io tornavo a vivere grazie a te.</strong></p>
<p><strong>Figlio,<br />
che sei scappato dietro ad un sassofono ed una chitarra,<br />
ed io con quel libro in mano mi facevo odiare se ti riportavo alla realtà.</strong></p>
<p><strong>Figlio,<br />
che ti vedevo in quella scatola strana<br />
e del tuo bel volto riconoscevo solo il nero ribelle dei tuoi capelli&#8230;<br />
come mi arrabbiavo quando quel grigio ingiusto si impossessava delle tue labbra!</strong></p>
<p><strong>Figlio,<br />
che sapevo che eri tu alla porta perchè solo con te il cane abbaiava così,<br />
mi sorridevi quando ti dicevo di farla finita di giocare con le note<br />
e abbracciandomi mentre di spalle facevo finta di essere altrove mi dicevi:<br />
Vedrai mamma, vedrai che un giorno cambierà!</strong></p>
<p><strong>Figlio,<br />
che quando eri li su non so a far cosa,<br />
io mi sentivo regina e facendomi piccola e silenziosa<br />
per nulla al mondo avrei disturbato quel misterioso lavorio.</strong></p>
<p><strong>Figlio,<br />
che quando quel giorno ti ho stirato la camicia bianca,<br />
non lo sapevo mica che ti avrebbe accompagnato in cielo.<br />
Neanche quella pulita t&#8217;hanno messo,<br />
a te Figlio mio che ci tenevi tanto ad andar preciso!</strong></p>
<p><strong>Figlio,<br />
che se avessi saputo che quel CIAO era l&#8217;ultimo,<br />
t&#8217;avrei accompagnato io dal buon Dio,<br />
prendendoti la manina come quando andavamo a scuola.</strong></p>
<p><strong>Figlio,<br />
che il giorno in cui ho chiuso gli occhi<br />
è stato il più bello della mia vita,<br />
perchè ora che sono con te<br />
finalmente credo a quel&#8230;<br />
“Vedrai mamma, vedrai che cambierà”</strong></p>
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<span style="color:#ff0000;"><br />
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<p>&#62;&#62;&#62; <a href="http://romalive.biz/2009/07/23/lettera-a-luigi-tenco/">POST: LETTERA A TENCO </a>di Emanuela Cianfrocca</p>
<p>&#62;&#62;&#62; <a href="http://www.flickr.com/photos/romalive/sets/72157621684292487/">FOTO e PAROLE </a>di Tenco su Flickr.com</p>
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<title><![CDATA[luigi tenco]]></title>
<link>http://paolomaggioni.wordpress.com/2009/10/15/luigitenco/</link>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 15:50:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>paolomaggioni</dc:creator>
<guid>http://paolomaggioni.wordpress.com/2009/10/15/luigitenco/</guid>
<description><![CDATA[Mi capita spesso di pensare alle canzoni di Luigi Tenco. La morte violenta e mai chiarita, l&#8217;a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://paolomaggioni.wordpress.com/files/2009/10/tenco220.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-229" title="tenco220" src="http://paolomaggioni.wordpress.com/files/2009/10/tenco220.jpg?w=241" alt="tenco220" width="145" height="180" /></a> Mi capita spesso di pensare alle canzoni di <strong>Luigi Tenco</strong>. La morte violenta e mai chiarita, l&#8217;atteggiamento <em>rebelde, </em>le scelte forti, hanno sempre coperto la grandezza dei suoi pezzi. Soprattutto alle giovani generazioni. Alla voce &#8220;nostalgia&#8221; porta acqua anche il fatto che non esistano che sue immagini in bianco e nero, che disegnano un&#8217;iconografia <em>sixties </em>di grande fascino. Quello che mi colpisce non è la voce, notevole, né le bellissime orchestrazioni. E&#8217; la tremenda <strong>attualità del linguaggio</strong>. Il confronto generazionale non regge. I tempi cambiano ma la storia è sempre la stessa: la differenza che passa tra una bella canzone e una canzone brutta. Aggiungo che se non fosse morto, probabilmente saremmo qui a rivedere molti parametri sulla storia delle nostre canzonette, partendo dal primato -a mio avviso indiscutibile- di <strong>Faber</strong> e<strong> De Gregori</strong>.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Anche i silenzi, lo sai, hanno parole...]]></title>
<link>http://sweetsvevaomine.wordpress.com/2009/09/15/anche-i-silenzi-lo-sai-hanno-parole/</link>
<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 16:46:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>xxx Sveva</dc:creator>
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<description><![CDATA[Spesso sono anche molto più eloquenti di diecimila discorsi inutili: quando si smette di parlare, ci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Spesso sono anche molto più eloquenti di diecimila discorsi inutili: quando si smette di parlare, ci si rende conto di quanto sia bello potersi guardare negli occhi, specchiarsi in quelli degli altri&#8230; okay, il mio romanticismo sta sfiorando il ridicolo, lo so. Ma purtroppo cosa ci si può aspettare da una giovane &#8220;vedova&#8221; perseguitata dall&#8217;emicrania che passa i pomeriggi guardando &#8220;Gossip Girl&#8221; e ascoltando canzoni tutt&#8217;altro che allegre?</p>
<p>Stamattina sono andata a scuola: il secondo giorno. Comincio già ad abituarmi, anche se le lezioni (e i professori) sono terribilmente noiose: per fortuna ci sono i miei amici&#8230; stamattina avevo un idea per riavvicinarmi a Luigi: avete presente la tattica più scarsa e inutile? Ecco, è proprio quella che avevo progettato. In pratica volevo mandargli un sms con scritto &#8220;puoi venire davanti alla scuola alla fine delle lezioni? Vorrei parlarti!&#8221;. Le mie amiche mi hanno incitato, ma alla fine non l&#8217;ho mandato. A che sarebbe servito? Se davvero ci tenesse a me, già si sarebbe fatto vivo&#8230; invece è ormai da un mese, se non più, che non ci vediamo, da quando ci siamo lasciati&#8230; Comunque è stata una giornata relativamente divertente: sono stata con la mia bff e ci siamo davvero divertite. Lei ha la capacità di distrarmi completamente da casini e cuori infranti: riusciamo a ridere come matte anche se un secondo prima ero tormentata da pensieri stupidi&#8230; Come in ogni classe che si rispetti, non siamo tutti amici: quella della &#8220;amicizia tra tutti&#8221;, &#8220;solidarietà tra compagni&#8221; è una favoletta che non è mai valsa nemmeno alle elementari. I gruppi, malgrado ci si sforzi, esistevano, esistono ed esisteranno per sempre. Inoltre, nel giro di un anno ho perso alcune amicizie: ad esempio quella con Francesca! Tutto a causa di una invidia che non comprendo ne accetto. Non mi pento di niente: io personalmente ce l&#8217;ho messa tutta per ritornare amiche, ma quando dall&#8217;altra parte c&#8217;è solo il muro dell&#8217;indifferenza è praticamente inutile ogni singolo sforzo. Un altra è quella con Arianna: il mio problema è quello che odio essere trattata come ripiego! Mi spiego meglio: lei mi cerca solo quando quattro <span style="text-decoration:line-through;">troiette</span> simpatiche ragazze non ci sono. E io sono veramente stufa dell&#8217;ipocrisia, quindi&#8230; In compenso però ho stretto una amicizia fortissima con la mia attuale bff, Debora, la ragazza con cui ero in piscina quando ho conosciuto Luigi. L&#8217;anno scorso, quando ci siamo conosciute, ci odiavamo: adesso è scontato dire che è l&#8217;esatto contrario :</p>
<p>Forse dovrei ripartire daccapo, voltare pagina, mettere &#8220;Luigi&#8221; via&#8230; ora non ci riesco.</p>
<blockquote><p>Mi sono innamorato di te e adesso non so neppur io cosa fare! Il giorno mi pento d&#8217;averti incontrato&#8230; la notte ti vengo a cercare.</p></blockquote>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/DAhtAf2NMrE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/DAhtAf2NMrE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Ho vissuto]]></title>
<link>http://emmedigi.wordpress.com/2009/09/05/ho-vissuto/</link>
<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 03:17:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mario</dc:creator>
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<description><![CDATA[Rossana cara Nonostante le tue preghiere queste parole non mi hanno mai trovato. Forse non sarebbe c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Rossana cara Nonostante le tue preghiere queste parole non mi hanno mai trovato. Forse non sarebbe c]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Lontano lontano]]></title>
<link>http://bozzantonio.wordpress.com/2009/08/28/lontano-lontano/</link>
<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 15:09:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>bo..zzetto</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ye3g1slZVwY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/ye3g1slZVwY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Eclipse rojo lunar]]></title>
<link>http://nefelibatrad.wordpress.com/2009/08/18/eclipse-rojo-lunar/</link>
<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 16:38:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>nefelibatrad</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tomó la pistola con sumo cuidado y asomando la cabeza miró por la ventana. La luna plateada moría y ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Tomó la pistola con sumo cuidado y asomando la cabeza miró por la ventana. La luna plateada moría y ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Tov Meod]]></title>
<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/08/13/tov-meod/</link>
<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 10:00:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabrizio centofanti</dc:creator>
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<description><![CDATA[da qui Nel racconto ebraico della creazione troviamo un Dio ottimista a cui piace ogni cosa che ha p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/zEDif8mPbiQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/zEDif8mPbiQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=zEDif8mPbiQ">qui</a></p>
<p>Nel racconto ebraico della creazione troviamo un Dio ottimista a cui piace ogni cosa che ha plasmato. Si diverte, gioca, come è scritto nel libro dei <em>Proverbi</em>. Ma in <em>Genesi </em>raggiunge il vertice; ogni cosa è buona, e al sesto giorno &#8211; è la volta dell&#8217;uomo &#8211; prorompe in un&#8217;esclamazione: non è soltanto <em>tov</em>, buono, ma <em>tov meod</em>, molto buono. Si sa come si chiude la faccenda: l&#8217;ottimo elemento, il molto buono, decide di essere se stesso in modo non proprio irreprensibile, convinto dal serpente dei culti idolatrici, simbolo fallico, dio della fecondità, custode delle recondite stanze di prostitute sacre, e tutto finisce, come si dice a Napoli, <em>a schifio</em>. Eppure resta il lampo di quella esclamazione che Dio, passeggiando nella brezza della sera, non ha potuto trattenere: <em>tov meod</em>, un&#8217;emozione ingenua, davanti al suo capolavoro.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Raffaele]]></title>
<link>http://emmedigi.wordpress.com/2009/07/31/raffaele/</link>
<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 04:56:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mario</dc:creator>
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<description><![CDATA[Era piombato nella sua vita, quell’uomo che sembrava avere una storia da raccontare. Aveva corso sem]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Era piombato nella sua vita, quell’uomo che sembrava avere una storia da raccontare. Aveva corso sem]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[QUELLA PUTTANA DELLA BOVARY]]></title>
<link>http://moulinrouge.wordpress.com/2009/07/30/quella-puttana-della-bovary/</link>
<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 01:13:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Chiara Daino</dc:creator>
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<description><![CDATA[  «Io sto morendo, ma quella puttana di Emma Bovary vivrà in eterno!». È così, Gustave, per quanto s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/JCwb1LipSMg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/JCwb1LipSMg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p> </p>
<p style="text-align:justify;">«Io sto morendo, ma quella puttana di Emma Bovary vivrà in eterno!». È così, Gustave, per quanto sia dura da digerire. Anche se sei Flaubert in persona, è inutile imprecare! Respira, un respiro profondo, un respiro di profonda rassegnazione. E poi, rallegrati. Essere un Personaggio non è così divertente. Nessuno può tutto. Neanche tu, neanche io. E non ne posso più, credimi. È tutto sbagliato. Tutto. Tranne la tristezza. Che la bocca non dice. Non deve più dire. Né scusa, né grazie. È la perfetta tristezza di ogni Personaggio. Di ogni Personaggio che carisma una Vita Autonoma, senza maschere e con tutte le maschere del mondo. È la grazia di una tristezza autentica, amara e assoluta. Di cosa, dimmi, di cosa? Dimmi di cosa, piccolo e presuntuoso saccente, dimmi di cosa, patetica parodia di Mosè, dimmi di che cosa – deve ridere un Personaggio? Dell’Amore, certo. Dell’Amore si deve sempre ridere. Perché è ridicolo tutto questo Amore di cui parlate, parlate, parlate… Vi riempite le mani e le lingue con l’Amore, solo per sbatterlo e per sputarlo in faccia agli altri, a sfregio, solo per rimanere dalla parte dei buoni, dei salvatori. Quale Amore? Siamo seri, per una volta. Per una volta, facciamo questo gioco. Siamo seri. Seri come Personaggi, seri come Persone, seri come le Pupille di pietra. Congela tutto questo clima ipocrita dell’Italietta misera che manipola e mistifica. E basta! Basta con l’arte anonima, basta con l’arte senza artista, che basta così poco ormai per dirsi artisti. Non è divertente! Non lo è più, da quando  avete ammazzato tutti, uno dopo l’altro. Li avete ammazzati, senza sporcarvi mai le mani. Quelle mani di miele corrotto, quelle mani viscose di muffa e ovatta liquida. Basta! Che non vi basta mai! Mai sazi dei nostri sacrifici! Ora, basta! L’Io NON è morto: l’avete ucciso con le vostre menate! Sparite o tacete! Un minimo di dignità – e risparmiateci l’allacrima coccodrilla! L’Ego si è suicidato perché non vi sopportava più! <strong>Siete troppo vecchi per morire giovani</strong>. Almeno un briciolo di rispetto per chi spala la vostra mole di merda! I nostri sono giochi pericolosi e giochi seri, seri come le statue ormai lise – da tutte quelle vostre mani unte e prepotenti. Come statue deturpate, per la noia di qualche vandalo, rimaniamo saldi – ma basta sconti! Scendete da quei dannati piedistalli e pagate, pagate le statue che avete sfigurato! Pagate le vostre Puttane! Perché un Personaggio è una Puttana! Hai avuto quello che volevi. E ora: paga! Noi che non abbiamo un solo Io, ne abbiamo centinaia, migliaia, Noi tutti abbiamo scelto! E abbiamo scelto di vivere da Puttane, ma senza mecenati-papponi. Abbiamo recitato, redatto, resistito. Abbiamo ridotto i bisogni al minimo. Disperati prima, disillusi poi, abbiamo piagato rotule e scalato tetti, patito la fame e bruciato ponti. Abbiamo pagato tutto, sempre, a pelle. Non abbiamo più salute fisica né mentale. Non godiamo più, ma se potete e volete godere: pagate! Anche l’anima vi abbiamo dato e dedicato e devoluto, ma non è stato abbastanza. Non è mai abbastanza, per voi. Continue prove di coraggio e non un solo compromesso. Non è abbastanza. Abbiamo abbassato la testa a testa alta: sconfitta dopo sconfitta. Tutto, senza riserve. Senza scorte. Dritto, di taglio, affondo. Altro da dire? Da dimostrare? È abbastanza? Dimmelo tu! Ti è piaciuto dare addosso all’untore, sentirti sano e dalla parte dei buoni? Ora paga! Non pensare che un  Personaggio si accontenti dei lividi! Ora paga. Paga il prezzo che devi! Paga i tuoi scheletri e i tuoi armadi, dopo che hai razziato i miei sogni e i miei cassetti! Complimenti e condanne, consigli e critiche non bastano più! Non dopo il 9 maggio 1921, almeno, non da quando – sciamo scesi, strappando i fili, dal vostro teatrino di burattini. E siamo scesi in strada e dalla strada abbiamo imparato. Se sgarri, paghi. Se consumi, paghi. Siamo le Puttane che devi pagare, per sentirti migliore, per sentirti potente, per fingerti dio. Non è più un problema nostro quale sia il vostro ruolo. Paga. In contanti. Paga il tuo capro. Paga che è arrivato il momento del conto. Che comunque devi pagare il biglietto. Protesta, diffama, chiama i tuoi amichetti e gridate pure, tutti in coro: “Manicomio! Manicomio!”. Non uscirete da questo Casino, senza prima avere pagato. Ti sbarro il passo io per prima, da gran Puttana e Fiera di essere il Personaggio in Persona. Ascolta bene, con attenzione, chi canta per quella Puttana di Emma, per ogni Puttana che Impersona, perché tu paga – che noi si prega. Siamo tutti qui per salmodiare il vangelo dell’<em>Iguana</em>:</p>
<p>Tu che mi affoghi gli occhi senza fine<br />
Tu sei felice quando divento una furia<br />
Tu non mi ami, ma non mi lascerai stare<br />
Non mi amate, ma non mi lasciate essere<br />
Non sei mai stanco di farmi male?<br />
Non siete mai stanchi di ferirmi?</p>
<p>Devi essere davvero convinto<br />
che il sorriso NON MI DONI<br />
perché in tutto questo tempo<br />
non hai mai permesso che ne vestissi<br />
NEANCHE uno – un solo sorriso</p>
<p>Penso, provo, ripenso<br />
come può essere…</p>
<p>Metallo freddo, questo pomeriggio<br />
È meglio, meglio salvare un albero…</p>
<p style="text-align:justify;">Non sprecare carta, tempo, fiato. Abbiamo ascoltato: predicatori e coglioni, geni e babbei, fornitori e fruitori. Abbiamo assorbito: ogni genere di profezia, di prognosi, di postumi. Abbiamo esaurito tutti gli esempi. Avete distrutto i nostri futuri, appestato i nostri presenti per la gloria delle vostre gengive in bella mostra. Ci avete buttato nell’arena per divertirvi, per distrarvi. E i nostri cadaveri puzzano più degli altri, ammorbano l’aria perché non muoiono. Siamo già morti. Siamo i vostri incubi. Potete giurarci: avremo la nostra vendetta. E pagherete con la vita: una vita lunga, lunghissima, infinita,… Vivrete tanto, così tanto, da non poterne più! Lunga vita! Lunga vita a voi! La vita più lunga possibile perché ogni giorno e ogni notte dovrete pagare. Pagherete gli occhi di Luigi e di Luigi, gli occhi di Kurt e di Karen, di Cesare e di Emilio, di Anne e di Sid, e di tutti – quelli che avete succhiato e sputato! Vi è piaciuto? Ora <em>leccate bene la canna del Metallo</em>, sentite il sapore della polvere, sentite che è ancora caldo, sentite che è un rosso fresco, e vi tremi la vita che ci avete negato:</p>
<p>E vi saluto, e vi chiedo come state?<br />
E vi mando un sorriso!<br />
Non sprecate il fiato è fiato sprecato<br />
NON spreco il mio odio – per voi<br />
NON sprecherò questo mio odio<br />
NON spreco il mio odio – per te</p>
<p>credo che lo durerò per me<br />
niente più macelli, non più<br />
non ho più tempo per aiutarti a fare punti<br />
credo sia tempo di fare: come più ti piace<br />
come vi pare…</p>
<p>Buongiorno. Com’è?<br />
E vi lascio un sorriso!<br />
Non sprecate il fiato è fiato sprecato<br />
Non sprecherò il mio odio – per voi<br />
Non sprecate il fiato è fiato sprecato<br />
Non spreco il mio odio – per voi<br />
Non sprecherò questo mio odio<br />
Non spreco il mio odio – per te</p>
<p>Astio! Fiele! Odio! Bile! Disprezzo!</p>
<p>Adesso, credi di essere – degno?<br />
[credi DAVVERO di esserne degno?]<br />
Credi che basti alzare la fronte<br />
e ridere e sussultare quella bifida corona?</p>
<p style="text-align:justify;">Levati il cappello – e conta gli schizzi di sangue! Hai il corpo coperto di sangue, gromme di coaguli. Secchi. Li vedi? Li sai chiamare per nome? Come puoi dormire? Se mi spacchi le ossa, se mi cavi il cuore, se mi spari alle gambe e mi tagli la gola, come puoi non sapere il mio nome? Come puoi non sentire il Bene che ti denuncia: ‘sono anni che prendo a calci in culo me stesso. Così mi son fatto fuori!’. Come puoi dormire quando Kurt prende a testate il Marshall? Come potete dormire quando Emilio vi ricorda: ‘a voi che vi siete arricchiti con la mia pelle, mantenendo me e la mia famiglia in una continua semi-miseria od anche di più, chiedo solo che per compenso dei guadagni che vi ho dati pensiate ai miei funerali. Vi saluto spezzando la penna’. Come si può? Non ho mai capito come, ma continuate a dormire, da bravi. Fate la nanna, vi siete lavati i denti? Da bravi, continuate a dormire, che vi rimbocco le coperte. Da bravi, avete spento tutte luci? Fate i bravi e dormite sereni, riposate che la scuola è finita. Domani niente sveglia, da bravi, ragazzi, posate il pallone e andate a dormire. Da brave, ragazze, smettetela con queste fantasie e andate a dormire. Dormite, continuate a dormire, avete detto le vostre preghiere? Dormite, dormite, tornate a dormire: è stato solo un brutto incubo.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[a luigi]]></title>
<link>http://kimerica.wordpress.com/2009/07/14/a-luigi/</link>
<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 09:57:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>kimerica</dc:creator>
<guid>http://kimerica.wordpress.com/2009/07/14/a-luigi/</guid>
<description><![CDATA[“Tante sono le cose che segnano una vita, e tante vite sognano qualcosa che verrà”]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong></strong><strong><a title="Modifica ““Tante sono le cose che segnano una vita, e tante vite sognano qualcosa che verrà””" href="http://demo.eticatrepuntozero.com/wp-admin/post.php?action=edit&#38;post=149">“Tante sono le cose che segnano una vita, e tante vite sognano qualcosa che verrà”<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/MZ2s4KTLUj8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/MZ2s4KTLUj8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Arrivederci!]]></title>
<link>http://diariodamusica.wordpress.com/2009/06/22/arrivederci/</link>
<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 19:07:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>rzouain</dc:creator>
<guid>http://diariodamusica.wordpress.com/2009/06/22/arrivederci/</guid>
<description><![CDATA[E a Itália, quem diria, perdeu a vaga pros EUA. Sim, no futebol. Esse mundo tá mesmo de cabeça pra b]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>E a Itália, quem diria, perdeu a vaga pros EUA. Sim, no futebol. Esse mundo tá mesmo de cabeça pra baixo.</p>
<p><strong><a href="http://www.amazon.com/gp/redirect.html?ie=UTF8&#38;location=http%3A%2F%2Fwww.amazon.com%2FCiao-Amore%2Fdp%2FB001YIP070%3Fie%3DUTF8%26s%3Ddmusic%26qid%3D1245696984%26sr%3D8-1&#38;tag=diardamusi-20&#38;linkCode=ur2&#38;camp=1789&#38;creative=9325">Luigi Tenco and Dalida &#8211; Ciao amore ciao</a><img src="http://www.assoc-amazon.com/e/ir?t=diardamusi-20&#38;l=ur2&#38;o=1" width="1" height="1" border="0" alt="" style="border:none!important;margin:0!important;" /></strong></p>
<p><em>Andare via lontano cercare un altro mondo<br />
Dire addio al cortile andarsene piangendo<br />
E poi mille strade grige come il fumo<br />
In un mondo di luci sentirsi nessuno<br />
Saltare cent´anni in un giorno solo<br />
Dai carri nei campi agli aerei nel cielo<br />
E non capirci niente e aver voglia di ritornare da te</em></p>
<p>Brincadeiras à parte, a história da música é bem dramática. Luigi Tenco, compositor, não se conformou com a derrota da música num festival em 1967 e se suicidou poucos dias depois de anunciar seu noivado com Dalida, parceira nessa música. Ela também tentaria o suicídio meses depois, e no fim do ano lançou o disco Olympia 67, no qual cantava essa música e outros sucessos de sua carreira. 20 anos mais tarde ela pôs fim à vida conturbada com uma overdose de remédios.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/r4RsMVjrrQ0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/r4RsMVjrrQ0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pomeriggio Luigi Tenco]]></title>
<link>http://saravisentin.wordpress.com/2009/06/02/pomeriggio-luigi-tenco/</link>
<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 18:47:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>saravisentin</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Un giorno dopo l&#8217;altro il tempo se ne va le strade sempre uguali, le stesse case. Un gi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8220;Un giorno dopo l&#8217;altro il tempo se ne va</p>
<p>le strade sempre uguali, le stesse case.</p>
<p>Un giorno dopo l&#8217;altro e tutto e&#8217; come prima</p>
<p> un passo dopo l&#8217;altro, la stessa vita.</p>
<p>E gli occhi intorno cercano quell&#8217;avvenire che avevano sognato, <strong>ma i sogni sono ancora sogni e l&#8217;avvenire e&#8217; ormai quasi passato.</strong></p>
<p>Un giorno dopo l&#8217;altro la vita se ne va</p>
<p>domani sarà un giorno uguale a ieri.</p>
<p>La nave ha già lasciato il porto e dalla riva sembra un punto lontano</p>
<p>qualcuno anche questa sera torna deluso a casa piano piano.</p>
<p>Un giorno dopo l&#8217;altro la vita se ne va e la speranza ormai e&#8217; un&#8217;abitudine.&#8221;</p>
<p>Ma &#8220;vedrai vedrai, vedrai che cambierà&#8230;.&#8221;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Perché non avevo niente da fare]]></title>
<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/05/21/perche-non-avevo-niente-da-fare/</link>
<pubDate>Wed, 20 May 2009 22:34:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabrizio centofanti</dc:creator>
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<description><![CDATA[da qui  Non s&#8217;era mai sentita una cosa simile.      ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/DAhtAf2NMrE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/DAhtAf2NMrE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=DAhtAf2NMrE&#38;feature=related">qui</a> </p>
<p>Non s&#8217;era mai sentita una cosa simile.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=DAhtAf2NMrE&#38;feature=related"></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=DAhtAf2NMrE&#38;feature=related"></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sul nucleare]]></title>
<link>http://ilbarbante.wordpress.com/2009/05/01/sul-nucleare/</link>
<pubDate>Fri, 01 May 2009 15:04:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>italylimited</dc:creator>
<guid>http://ilbarbante.wordpress.com/2009/05/01/sul-nucleare/</guid>
<description><![CDATA[Cito a memoria: Non voglio un mondo di maglioni larghi, o di capelloni. Io voglio un mondo di uomini]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Cito a memoria: </p>
<blockquote><p>Non voglio un mondo di maglioni larghi, o di capelloni. Io voglio un mondo di uomini in giacca e cravatta e il casco a ossigeno.</p></blockquote>
<p>Lo disse un uomo di sinistra. Lo disse <strong>Luigi Tenco</strong>. “Ti daremo le forbici” &#8211; gli venne risposto &#8211; “Sei un borghese!”. Era borghese, Tenco, perché ricordò quanto in là si spingesse la misura programmatica cui ogni comunista faceva riferimento? Perché ricordò, assai meglio e assai più concisamente di molti intellettuali “veri”, che certa ideologia metteva davvero – letteralmente – l’uomo nello spazio, veramente presso il luogo dell&#8217;Infinito? Ebbene, la faccio breve e arrivo al punto.<!--more--> &#8220;uno che sorride di rado, perché ce ne sono già tanti che ridono e sorridono sempre&#8221;, aveva un’idea precisa, estremamente seria, dei concetti di progresso, civiltà, di futuro condiviso. Il suo “casco a ossigeno” è l’uomo della tecnologia pura, che non teme le sue scoperte, ma anzi le sviluppa e le innalza motivato dal bene comune. Lo fa con intelligenza, con spirito rinnovato del vero benessere che non è mai, né può esserlo, della fortuna come ricchezza, della particolarità identitaria come proprietà, ma necessità comuni affrontate prima che si trasformino in bisogni, e di slancio all’invenzione, alla creazione, alla vita._Immagino un mondo di persone che non temono lo smascheramento del proprio io, &#8211; e quindi non si costruiscono maschere le une e le altre diversamente colorate ma tutte ugualmente utili a far sparire l’uomo dietro il personale costume &#8211; e immagino queste persone che camminano erette, senza bisogno di spendere sempre nuove parole finendo per non dire niente.<br />
La questione del nucleare è centrale – è evidente. Non occorre che mi ci metta io a indicare i perché, li vediamo ogni giorno. Lo sfruttamento delle risorse fossili già non dà più una risposta sensata, semplicemente perché già non porta la produzione e non sviluppa ricchezza comune come si vorrebbe. Aggrappandoci a quei serbatoi, ormai quasi vuoti, gocciolanti degli ultimi rimasugli, ci sta imbrutendo non poco, per non dire che ci sta facendo impoverire da più punti, non già finanziarimante, ma moralmente, e culturalmente. Per non essere vago, dirò che ci sta portando più bisogni che soddisfazioni.<br />
Ora: la discussione sull’energia ha mosso ben più che semplici opinioni, come questa mia fin troppo banale, ma ha avanzato soluzioni, proposte vere, almeno parzialmente adottabili fin da subito, diseducate alla lentezza mediatica (e legislativa) attraverso cui ormai ogni cosa pare debba passare necessariamente per essere ritenuta più degna. Lo si chiama “polverone” – in realtà è un filtro funzionante e non poco – quello alzato da <strong>Beppe Grillo</strong>, che è solo uno di coloro che nel mondo ci stanno provando, ma certamente il più rappresentativo in Italia. Ebbene, occorre che io non mi soffermi a riprendere le fila di un discorso complesso e molto lungo &#8211; che si vada per cui tra i materiali da lui raccolti a fare il punto; si badi alla faccenda dei termovalorizzatori, che sono tecnologia superata, obsoleta rispetto ad altre che mirano a un più intenso riciclaggio possibile e traggono da esso energia quasi del tutto pulita. Ci sono, esistono, vengono utilizzate già in diversi paesi. Non sono nascoste dai servizi segreti o dal Ku Klux Klan. Se viaggi le vedi, sono disponibili. Grillo ha ragione a incazzarsi sui termovalorizzatori, e io, per quanto può contare la mia personale esposizione a una determinata visione delle cose, sono con lui. Ma Grillo pone sullo stesso piano, fra le tecnologie inutili – o quanto meno troppo dispendiose, sproporzionatamente dispendiose – quella del nucleare.<br />
A mio parere, quello degli italiani che votarono contro il nucleare, non ritendoli io degli scemi del tutto incoscienti delle proprie azioni e dei significati di queste, si trattò fondamentalmente di un voto di sfiducia. Votarono contro il prorpio costume. La loro fu espressione, voglio dire, di una presa di coscienza verso il modo di fare italiano, dell’italiano che si accoda alle rincorse – monetarie, armamentarie, finanziarie, energetiche – degli altri paesi e lo fa sempre, quindi, senza mai una propria capacità critica. L’Italia non crea mai un proprio pensiero sulle questioni fondamentali. I cittadini se ne accorsero, però. Furono dei critici raffinati, perché si guardarono senza chiudere gli occhi, si osservarono con molta pietà; e potendo estromettere il potere dei cretini su cose così importanti, ne approfittarono per lasciare le cose come stavano. E’ fin troppo avvio, però, che chi “lascia le cose come stanno”, agisce per non agire, perché non sa cosa fare. Si stabilizza nella decisione di non decidere. Sceglie di non scegliere. Certo molti, altrettanto criticamente, e forse di più, scelsero di non utilizzare il nuclare. Scelsero, però, di vivere a un passo dalla Francia che di centrali nucleari ne ha 59. Dalla Svizzera verde, che ne possiede 5, e poi la Germania con le sue 17, come 17 sono quelle del Regno Unito. La Spagna ne conta 8 attive, la Russia 31, altre 10 la Svezia, 7 il Belgio. Ben altre 34 se ne stanno costruendo fra le 6 della Russia, 6 della Cina, 6 dell’India, 3 della Corea, poi Pakistan, Iran, 2 della Bulgaria, Ucraina, Giappone, e ancora degli Stati Uniti, i quali già ne sfruttano ben 104. Votare esplicitamente per paura di un incidente mi pare sciocco, quantomeno._Si parla tanto di ragioni etiche. Esiste un pensiero etico contro il nucleare?<br />
Grillo ne ha uno che etico lo è davvero, ed è quello dell’etica della convenienza, vale a dire &#8211; soprattutto per lanciare presto l’attenzione sul punto del suo “messaggio”, e per scavalcare così la schiuma della retorica politica utilizzando però a sua volta il linguaggio della politica – che semplicemente “non conviene agli italiani” (fa lo stesso Travaglio, quando parla dei mafiosi in Parlamento. Egli dice che il suo non è accanimento politico, meno che mai ideologico, ma che non conviene agli italiani, ponendosi in uno spazio che trova a lato del potere &#8211; il quale spazio, guarda caso, si apre con un sorriso beffardo, e noi con lui, come dire vi do il contentino, ma arriviamo al punto).</p>
<p>Dunque un pensiero etico c’è, benché di natura economica, “olimpionica” per così dire (derivato anch’esso da un mondo in cui le regole le detta l’economia e non più la politica negli effetti) che prevede sì, al suo interno, un’etica complessa e composita, occorre dirlo, ma, si veda pure, che non esclude la paura._Essa continua infatti a essere il motore trainante delle scelte che paiono già “evidenti”, persino “ovvie”, quindi più che suggerite, direi condizionate. Nel bene e nel male, anche le soluzioni di Grillo tendono a condizionarci._Per cui la domanda: esiste, piuttosto, un pensiero che escluda la paura?<br />
A questo, mi pare invece, la risposta sia negativa benché in realtà non esista proprio, giacché nessuno, o quasi, si pone la domanda. Chiedo tanto: esiste un pensiero contrariamente “olimpionico”, quindi dionisiaco persino, che arrivi ad affermare, con spirito alto (più che ottimista); che dica sì all’impegno, un impegno che a definire complesso e profondo è dire poco? Un impegno capace di risolvere quell’angoscia radicata negli italiani che votarono No per paura, che costruisca non già le centrali, blocchi di cemento, ma energia quasi pura per l’umanità, controllandone intelligentemente il potere, e la potenza? Che poi equivale a chiedersi, come una scatola dentro l’altra, dall’atomo alla mani: riuscirà l’uomo a prendere il controllo del suo potere, della sua potenza?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA["Oltre le Nuvole- Luigi Tenco Tribute" . Il 30 maggio, Giuseppe Cucè live in 4et b- side.]]></title>
<link>http://luciavagliviello.wordpress.com/2009/04/22/oltre-le-nuvole-luigi-tenco-tribute-il-30-maggio-giuseppe-cuce-live-in-4et-b-side/</link>
<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 22:34:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>luciavagliviello</dc:creator>
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<description><![CDATA[Special Guest: Mario Venuti , Carlo Murtatori, Gabriella Grasso feat, Vincenzo Virgillito, Fabio Aba]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Special Guest: Mario Venuti , Carlo Murtatori, Gabriella Grasso feat, Vincenzo Virgillito, Fabio Abate e Mario Incudine .<br />
Catania- Quarant&#8217;anni dopo la scomparsa di Luigi Tenco, nel gennaio del 2008 nasce il progetto &#8220;Oltre le nuvole&#8221; grazie all&#8217;idea di Francesco Bazzano, batterista e percussionista , volto a rendere omaggio al grande &#8220;cantautore genovese&#8221; . L&#8217; &#8220;incontro&#8221; con il cantautore catanese Giuseppe Cucè, porta a compimento la gestazione di &#8221; Oltre le nuvole &#8221; spettacolo di Teatro-Canzone nel quale questi musicisti siciliani ripercorrono fedelmente alcune delle tappe, proponendo la convivenza della forma artistica teatrale con quella musicale attraverso l&#8217;alternanza di monologhi e canzoni. Grazie alla risposta e all&#8217;affetto del pubblico, presente numeroso ad ogni occasione, il concerto-teatrale ha un&#8217;ulteriore conferma sulla validità del progetto che ha come intento quello di far conoscere il grande artista genovese a chi non avesse avuto il piacere e di farlo ricordare a chi invece già lo conosce.<br />
La formazione teatral-musicale, dello spettacolo 2008/09 di &#8220;&#8230;oltre le nuvole&#8221; è composta da Giuseppe Cucè (voce), Francesco Bazzano (batteria e percussioni), Antonio Masto (chitarra), Marco Carnemolla (contrabbasso), Claudio Alibrandi (pianoforte), Alessandro Longo (violoncello) e Adriano Murania (violino). Oltre le nuvole, alla prima stagione teatrale, vuole affrontare quelle tematiche che, forse più di altre, hanno contraddistinto Tenco nella sua produzione artistica che lo hanno definito nel panorama musicale italiano d&#8217;autore come l&#8217;artista del dramma sentimentale. Passionale inteso come rapporto dell&#8217; Io con se stesso, con l&#8217;altro sesso e con la societa.<br />
Solo Luigi è stato in grado con le sue parole di entrare così profondamente nell&#8217;animo e nella coscienza dell&#8217;uomo. E lo ha fatto guardando quell&#8217;uomo in toto, senza riduzionismi di alcun tipo, considerandolo sempre nella sua individualità e allo stesso tempo facente parte della società.<br />
Lo spettacolo esprime l&#8217;essenza e la vita di Luigi Tenco e presenta un forte distacco dai fatti di cronaca che avvolsero la sua morte .Il pessimismo s&#8217;intravede, anche se non manca il desiderio di raccontare la realtà e di immaginare utopisticamente un futuro migliore.<br />
Luigi attribuiva un valore cruciale al senso di appartenenza, alle radici, all&#8217; identità del singolo individuo, e solo grazie a questo appassionato rispetto poteva frugare nelle sue contraddizioni e nelle sue crisi.<br />
Oltre le nuvole, vuole portare avanti questa linea, che forse spiazza, ma pretende una partecipazione che non può essere passiva: smuove le coscienze, le vivifica, le rende tali !<br />
Infine ricordiamo che Giuseppe Cucè live in 4ET B presenta &#8220;Oltre le nuvole- Luigi Tenco Tribute&#8221; vede Nicola Costa impegnato nell&#8217;interpretazioni teatrali . Mentre, special guest sono: Mario Venuti, Carlo Muratori, Gabriella Grasso feat, Vincenzo Virgillito, Fabio Abate e Mario Incudine. I musicisti di Gabriella Grasso invece sono: Denis Marino alla chitarra classica e Ivan Cammarata alla tromba.</p>
<p>Per informazioni sulle prevendite basta scrivere all&#8217;indirizzo email: info@giuseppecuce.it .<br />
La prevendita ufficiale è sita a Catania , ticket&#8217;s- Boxoffice sita in via Giacomo Leopardi, 95 &#8211; Tel. 095.7225340 &#8211; Fax. 095.384147<br />
Orari di apertura: lunedì al venerdì , dalle 09.00 alle 19.00 , mentre il sabato dalle 09.00 alle 12.00 e il costo del biglietto è di 15 euro più diritti di prevendita.</p>
<p>Lucia Vagliviello</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Oggi in radio]]></title>
<link>http://giodibe.wordpress.com/2009/04/06/oggi-in-radio/</link>
<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 19:12:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giovanni di Benedetto</dc:creator>
<guid>http://giodibe.wordpress.com/2009/04/06/oggi-in-radio/</guid>
<description><![CDATA[(In ascolto: Vedrai vedrai &#8211; Luigi Tenco) Oggi è stata veramente una diretta molto intensa, qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><em>(In ascolto: Vedrai vedrai &#8211; Luigi Tenco</em>)</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi è stata veramente una diretta molto intensa, quella con Savio. Un&#8217; occasione, quella offerta dal tema (musica e poesia), per poter passare in radio brani come <em>Canzone per te</em>, <em>Arrivederci</em>, <em>Ritornerai</em>, <em>Il suonatore Jones</em>, <em>La cura</em> e <em>Vedrai vedrai</em>, ma anche <em>I want you</em> di Bob Dylan e <em>Hey, that&#8217;s no way to say goodbye</em> di Leonard Cohen. Un&#8217;occasione per poter strillare davanti al microfono i versi de <em>L&#8217;urlo</em> di Ginsberg. Insomma, mi sono sentito a casa.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/BrW67O3HX48&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/BrW67O3HX48&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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