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	<title>lunita &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/lunita/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "lunita"</description>
	<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 12:43:30 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Le donne non fanno la guerra]]></title>
<link>http://ospiteinquietante.wordpress.com/2009/11/30/le-donne-non-fanno-la-guerra/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 16:57:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>matteocarati</dc:creator>
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<description><![CDATA[Una riflessione acuta e sottile dalla Direttrice dell&#8217;Unità, Concita De Gregorio, sui maschi e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Una riflessione acuta e sottile dalla Direttrice dell&#8217;Unità, Concita De Gregorio, sui maschi e la cultura maschilsta. <a href="http://concita.blog.unita.it//Nei_panni_degli_altri_780.shtml">Qui</a> potete trovare il testo completo.</p>
<blockquote><p>Manca completamente la censura sociale del comportamento violento. Manca la disapprovazione collettiva del bullismo, del machismo. La censura reciproca: nessuno ferma un ragazzo che dà fastidio a una ragazza per strada perché se lo fa gli altri lo indicano come omosessuale. Mancano padri che non siano fieri delle conquiste seriali dei figli maschi. Mancano madri che sappiano essere meno indulgenti con loro. Mancano leggi che suscitino questi sentimenti, che li ergano a norma. Leggi anche disuguali se disuguali sono le condizioni di partenza. Ci sono paesi in cui un gesto violento se compiuto da un uomo su una donna è punito più severamente: si chiama uguaglianza sostanziale, ripristina la disuguaglianza di partenza. Manca il rispetto che si deve a chi subisce. Manca la capacità di mettersi nei panni dell&#8217;altro, dell&#8217;altra. Se vince la cultura dei &#8220;vincenti&#8221; le donne perderanno. Non fanno la guerra, in genere. È una perdita di tempo: hanno altro da fare.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'ennesima balla di Berlusconi smentita da un articolo dell'Unità]]></title>
<link>http://pernienteserio.wordpress.com/2009/11/30/lennesima-balla-di-berlusconi-smentita-da-un-articolo-dellunita/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 11:07:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>sfattucci</dc:creator>
<guid>http://pernienteserio.wordpress.com/2009/11/30/lennesima-balla-di-berlusconi-smentita-da-un-articolo-dellunita/</guid>
<description><![CDATA[Uno stralcio dell&#8217;articolo ( molto interessante ) dell&#8217;intervista a Marcelle Padovani gi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Uno stralcio dell&#8217;<span style="text-decoration:underline;"><a href="http://www.unita.it/index.php?section=news&#38;idNotizia=91978">articolo ( molto interessante ) </a></span>dell&#8217;intervista a Marcelle Padovani giornalista straniera:</p>
<p>&#8220;<strong><em>Berlusconi dice che nessuno ha combattuto la mafia più di lui. </em></strong><em><br />
</em></p>
<p><em>«Le forze dell’ordine (le migliori in Europa nel contrasto alla criminalità organizzata) hanno portato in carcere il gotha di Cosa Nostra. Ma questo non dipende dal governo che, al contrario, permette il rimpatrio dei capitali con la sola multa del 5%. E fra quei capitali ci sono quelli mafiosi.E poi c’è l’autorizzazione a vendere i beni sequestrati, con il rischio che, la criminalità organizzata, attraverso prestanome, si ricompri ciò che lo Stato gli ha tolto».</em>&#8220;</p>
<p>Poche parole, per confermare la politica di Silvio Berlusconi per combattere la mafia,</p>
<p><strong>ma questo &#8230; lo si sapeva già, la tragedia è che non ha creato nessuna polemica nell&#8217;ambito parlamentare!</strong></p>
<p><strong>E&#8217; soltanto l&#8217;ennesima distrazione di massa, l&#8217;attenzione che dovrebbe distogliere le attenzioni dai guai &#8220;seri&#8221; che il cavaliere ha con la giustizia. E&#8217; ormai regola, non si parla sui media di certe cose, automaticamente non esistono &#8230; </strong></p>
<p><strong>&#8230; e Mister B. ringrazia &#8230;.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Allarme terrorismo: quel vizio del “Giornale” di imbastire false notizie]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/11/27/allarme-terrorismo-quel-vizio-del-giornale-di-imbastire-false-notizie/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 11:03:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cronista del Giornale denunciato per procurato allarme. Aveva redatto un falso volantino siglato Br ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><strong><span style="color:#339966;">Cronista del <em>Giornale</em> denunciato per procurato allarme. Aveva redatto un falso volantino siglato Br</span><br />
</strong><strong></strong></h2>
<p>Paolo Persichetti<br />
<span style="color:#ff0000;"><em>Liberazione</em></span> 27 novembre 2009</p>
<p><a href="http://insorgenze.wordpress.com/files/2009/11/ilgiornale_011.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4293" title="ilgiornale_01" src="http://insorgenze.wordpress.com/files/2009/11/ilgiornale_011.jpg?w=300" alt="" width="210" height="132" /></a>Scoperto l’autore del volantino firmato Brigate rosse giunto alla redazione genovese del <em>Giornale</em> nei giorni scorsi, dopo l&#8217;enorme clamore mediatico che ha accompagnato la notizia dell’arrivo nelle sedi di altri giornali e tv (Bologna, Milano e altri centri del nord), di un volantino di 4 pagine siglato Nat, <a href="http://insorgenze.wordpress.com/2009/11/17/alle-radici-della-fraseologia-dei-nuclei-di-azione-territoriali/">Nuclei di azione territoriale</a>. Si tratta di Francesco Guzzardi, 49 anni, un nome che da solo dice poco. Molto più interessante è invece la sua professione. Non è un operaio, non è un precario, non è uno studente. Non frequenta i centri sociali, al contrario lavora proprio nella redazione del quotidiano fatto oggetto di minacce. Si tratta, infatti, di un giornalista. Denunciato dalla digos per procurato allarme e simulazione di reato, Guzzardi ha spiegato agli agenti di aver scritto il volantino minatorio per far uscire allo scoperto una storia di minacce gravi rivolte nei suoi confronti, da parte di non meglio precisati «malavitosi e nomadi della periferia genovese», a causa di una serie di inchieste giornalistiche sulla Valbisagno. Il testo, un grossolano falso scritto a mano e con una stella a cinque punte, un logo talmente inflazionato che ormai non si nega più a nessuno, era stato messo da Guzzardi davanti alla porta della redazione. All’interno il giornalista proferiva contro se stesso frasi dal significativo contenuto politico, del tipo: «Non abbiamo ancora deciso se spaccare il culo al vostro servo». Senza percepire il benché minimo senso del ridicolo, il capo della redazione genovese dello stesso quotidiano, Lussana, nel dichiarare il proprio stupore per quanto emerso dall’indagine, ha tuttavia voluto ringraziare, «lettori ed istituzioni per la solidarietà e la vicinanza espresse in questi giorni al <em>Giornale</em> ». La vicenda suscita ovvia ilarità. Ma il semplice sghignazzo non basta. Oltre ad osservare che il narcisismo vittimistico è ormai una delle posture più ambite nello spazio pubblico, al punto da rasentare vertigini autopersecutorie, forse vale la pena trarre qualche considerazione in più. Dopo l’arrivo del volantino dei Nat, vi è stata una rincorsa generale ad accreditare un nuovo allarme terrorismo. Una fretta fin troppo sospetta, quasi una voglia malcelata. Intervistato, il magistrato Ferdinando Pomarici ha parlato di «imitatori delle Br». Gli ha fatto eco l’ex pm Libero Mancuso, «Non è un delirio, ma un’analisi lucida». <a href="http://insorgenze.wordpress.com/files/2009/11/brigadiere1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4296" title="brigadiere" src="http://insorgenze.wordpress.com/files/2009/11/brigadiere1.jpg" alt="" width="240" height="278" /></a>Quando il fenomeno armato esisteva e aveva radici, il suo linguaggio veniva definito «delirante», ora che è fantasmatico diventa «lucido». Nel gioco di ombre cinesi che prende per vero i fantasmi, chi accredita lo fa per <em>darsi credito</em>. È ormai lontana l&#8217;epoca in cui nelle redazioni, in particolare quelle di sinistra come <em>l&#8217;Unità</em>, una circolare interna ordinava ai giornalisti di non citare mai per esteso la firma “Brigate rosse”, preferendogli la sigla Br o la dizione <em>bierre</em> , accompagnata con aggettivi come «sedicenti» e «deliranti» per evitare imbarazzanti riferimeti a terminologie sulle quali, ovviamente, si voleva mantenere il monopolio assoluto evitando, anche solo attraverso la semplice evocazione di alcuni termini, riferimenti all&#8217;immaginario della storia del movimento operaio, al patrimonio memoriale della Resistenza e della lotta internazionalista. In questa rincorsa a dare per buone anche le bufole più inverosimili, il <em>Giornale</em> si è contraddistinto lanciando una campagna su «Milano incubatrice del nuovo terrorismo», descrivendo una situazione di «tensioni, sgomberi e arresti» e il «rischio infiltrazioni Br nei cortei». Il quotidiano di Feltri si riferiva all’arresto di alcuni militanti di un centro sociale, tra cui il figlio di Mario Ferrandi, detto «coniglio», un importante collaboratore di giustizia passato per Prima linea e altri gruppi armati milanesi degli anni 70. Di «clima avvelenato» e «<a href="http://insorgenze.wordpress.com/2009/11/18/italia-a-un-soffio-dagli-anni-violenti/">soffio degli anni violenti</a>», ha scritto anche «l’agente Betulla», al secolo Renato Farina, vice direttore del <em>Giornale</em> quando si scoprì la sua collaborazione con il Sismi, ed oggi firma di <em>Libero</em>. La sua proposta? «Lavoro repressivo, <em>condito</em> con analisi sulle fucine di questi pensieri» sovversivi. Farina si riferiva forse a Guzzardi?</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Link</strong><br />
<a href="../2009/11/17/2009/11/17/2009/11/17/alle-radici-della-fraseologia-dei-nuclei-di-azione-territoriali/">Populismo armato, alle radici della fraseologia dei Nuclei di azione territoriale</a><br />
<a href="../page/2009/11/17/nta-una-sigla-vuota-utilizzata-per-lanciare-intimidatori-allarmi-terrorismo/">Nta, la sigla vuota utilizzata per lanciare intimidatori allarmi terrorismo</a><br />
<a href="http://www.sensibiliallefoglie.it/memoria_libri.asp">Progetto memoria, Le parole scritte</a><br />
<a href="http://baruda.net/2009/07/08/ad-annamaria-mantini/">Annamaria Mantini</a><br />
<a href="../2009/11/17/terrorismomaroni-in-volantino-analogie-con-vecchie-bransa/">Roberto Maroni: Nat, analogie con vecchie Br</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[«Dopo secoli, la donna reale per la società ancora non conta»]]></title>
<link>http://effeferro.wordpress.com/2009/11/26/%c2%abdopo-secoli-la-donna-reale-per-la-societa-ancora-non-conta%c2%bb/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 10:42:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>effeferro</dc:creator>
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<description><![CDATA[Federica Fantozzi intervista Nicla Vassallo &#8211; ci sono delle affermazioni illuminanti, che dovr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://effeferro.wordpress.com/files/2009/11/donne2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-371" title="donne" src="http://effeferro.wordpress.com/files/2009/11/donne2.jpg?w=300" alt="" width="270" height="225" /></a></p>
<p>Federica Fantozzi intervista Nicla Vassallo &#8211; ci sono delle affermazioni illuminanti, che dovrebbero far riflettere&#8230;-<br />
da<a href="http://www.unita.it/news/donne/91800/dopo_secoli_la_donna_reale_per_la_societ_ancora_non_conta" target="_blank"> L&#8217;Unità</a></p>
<p><em>Nicla Vassallo, docente di filosofia teoretica all’Università di Genova, ha inaugurato ieri a palazzo Ducale la mostra fotografica «Non ho mai subito violenze. È vero?», progetto da lei ideato per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.Ha senso questo appuntamento? O gli anni passano in dibattiti mentre la violenza non smette?<br />
«È utile che esista una giornata contro i molti tipi di violenza che non è solo sessuale nè solo maschile. Il problema è che ci si riduce a grandi dichiarazioni, e sennò se ne parla in modo strumentale. I media hanno dato risalto alla violenza degli extracomunitari.Mail dato impressionante è che il contesto in cui avviene la maggioranza delle aggressioni è familiare».</p>
<p>Spesso l’aguzzino ha le chiavi di casa. È un problema, allora, di sicurezza sociale o una questione culturale?<br />
«Un problema di sicurezza c’è, non lo contesto. Ma chi non ha gli strumenti per difendersi da certa propaganda è messo in condizione di temere lo straniero anziché il valicare lo zerbino di casa».</p>
<p>La violenza non è solo sessuale o maschile. Che faccia può avere?<br />
«L’idea che le donne non siano violente per definizione è falsa. Pensiamo alle kapò naziste ieri e a quelle che gestiscono il racket della prostituzione oggi».</p>
<p>Chi gestisce un racket lo fa per motivi economici. È sempre abietto, ma non rientra in una casistica diversa?<br />
«È difficile definire i motivi economici. Si rischia di giustificare quasi tutti i tipi di violenza: il marito che stupra la casalinga perché la considera inferiore, o se ha una posizione economica meno buona perché si sente infragilito. Come la motivazione biologica dell’uomo cacciatore rispetto alla donna passiva. Come esseri evoluti avremmo dovuto sviluppare una cultura dove la violenza è sempre fuori luogo».</p>
<p>Le donne sbagliano qualcosa? Subiscono troppo?<br />
«C’è una società molto rassegnata che trasferisce alle donne immagini e stereotipi pericolosi. Uguali a quelli di una volta. la bellona seminuda e oca, o la Madonna ligia e madre di famiglia. Dopo secoli, la donna concreta si trova ancora di fronte a questo bivio.Mahaunmargine di scelta limitato».</p>
<p>Perché?<br />
«Non conta se è un individuo che riflette su se stesso, che ha conquistato un buon rapporto con sé e gli altri uomini e donne. Considerarla una persona al di là del sesso di appartenenza interessa poco la società ».</p>
<p>I figli: molla per reagire o pretesto per sopportare?<br />
«Dipende dalla donna e dal partner. E da come e quanto i figli sono stati desiderati, intesi, amati».</p>
<p>Quale violenza è la più nociva?<br />
«Tutte. Quelle sessuali lasciano un segno indelebile, di quelle psicologiche siamo meno consapevoli. Tutto parte da una violenza di tipo conoscitivo: negarle consapevolezza di sé come essere che merita dignità. Così nonsanno valorizzarsi, credono di dover usare scorciatoie per raggiungere gli obiettivi».</p>
<p>Una donna che usa scorciatoie per acquisire potere e successo è vittima o libera?<br />
«C’è molta ignoranza, e c’è anche chi ama molto il potere e lo sceglie. Ma alla fine, il problema è che la società sottovaluta e svalorizza le competenze. Così manca in uomini e donne la cognizione che a certi traguardi si arriva con il sapere, e allora si pensa alle scorciatoie».</p>
<p>La prima cosa che una vittima di violenza deve fare rispetto a se stessa?<br />
«Ammetterla, non sminuire il trauma nè giustificare l’autore. Dirsi “beh, non è stato così grave” è umano ma sbagliato».</p>
<p></em></p>
<p><em> </em><em> </em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Campagna "Testamento biologico. Liberi di scegliere" – Rassegna stampa 24.11.2009]]></title>
<link>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/11/24/campagna-testamento-biologico-liberi-di-scegliere-rassegna-stampa-24-11-2009/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 13:54:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rete Laica Bologna</dc:creator>
<guid>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/11/24/campagna-testamento-biologico-liberi-di-scegliere-rassegna-stampa-24-11-2009/</guid>
<description><![CDATA[Dopo l&#8217;approvazione di ieri in Consiglio Comunale dell&#8217;odg presentato dal Partito Democr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div align="justify">
<p>Dopo l&#8217;approvazione di ieri in <a href="http://www.sergiologiudice.it/blog/2009/11/24/bologna-ha-deciso-presto-il-registro-delle-dichiarazioni-anticipate/">Consiglio Comunale dell&#8217;odg presentato dal Partito Democratico</a> sul <a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/testamento-biologico-liberi-di-scegliere/">registro dei testamenti biologici</a>, pubblichiamo la rassegna stampa di Martedì 24 Novembre 2009.</p>
<p><strong>Quotidiani</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/11/registro-testamento-biologico-rassegna-stampa-24-11-2009.pdf">La Repubblica Bologna</a></li>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/11/registro-testamento-biologico-rassegna-stampa-24-11-2009.pdf">Il Bologna</a></li>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/11/registro-testamento-biologico-rassegna-stampa-24-11-2009.pdf">L&#8217;informazione &#8211; Il Domani di Bologna</a></li>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/11/registro-testamento-biologico-rassegna-stampa-24-11-2009.pdf">Avvenire</a></li>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/11/corriere-repubblica-unita-carlino24-novembre.pdf">Corriere di Bologna</a></li>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/11/corriere-repubblica-unita-carlino24-novembre.pdf">L&#8217;Unità Bologna</a></li>
</ul>
<p><strong>Web</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://www.agi.it/cronaca/notizie/200911241308-cro-rt10051-testamento_biologico_bologna_via_libera_a_registro_dichiarazioni">AGI</a></li>
<li><a href="http://www.ansa.it/salute/regionali/emilia/20091123204134986019.html">ANSA</a></li>
<li><a href="http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/politica/2009/23-novembre-2009/tra-polemiche-spaccature-consiglio-dice-si-registro-testamento-biologico-1602052612057.shtml">Corriere di Bologna</a></li>
<li><a href="http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/bologna/politica/2009/11/24/263998-biotestamento_polemiche.shtml">Il Resto del Carlino</a></li>
<li><a href="http://www.viaemilianet.it/notizia.php?id=3451">EmiliaNet</a></li>
<li><a href="http://www.bolognanotizie.it/2009-11/testamento-biologico-bologna-via-libera-a-registro-dichiarazioni/">BolognaNotizie</a></li>
<li><a href="http://radio.rcdc.it/archives/biotestamento-dopo-il-voto-le-polemiche/">Città del Capo &#8211; Radio Metropolitana</a></li>
<li><a href="http://www.lucacoscioni.it/rassegnastampa/fine-vita-anche-bologna-un-registro-dei-testamenti-biologici">Associazione Luca Coscioni</a></li>
<li><a href="http://www.sergiologiudice.it/blog/2009/11/24/bologna-ha-deciso-presto-il-registro-delle-dichiarazioni-anticipate/">Sergio Lo Giudice</a></li>
<li><a href="http://urp.comune.bologna.it/comunica/comstampa.nsf/a4897572e36016a14125691900584bd0/1168a2812fcf209ec12576770054676f?OpenDocument">Comune di Bologna</a></li>
</ul>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ho portato la moralità in politica]]></title>
<link>http://panormitanus.wordpress.com/2009/11/22/ho-portato-la-moralita-in-politica/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 23:59:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Tanus</dc:creator>
<guid>http://panormitanus.wordpress.com/2009/11/22/ho-portato-la-moralita-in-politica/</guid>
<description><![CDATA[di Tanus Vi consiglio questo articolo su l&#8217;Unita, ogni commento mi pare superfluo&#8230; si co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Tanus Vi consiglio questo articolo su l&#8217;Unita, ogni commento mi pare superfluo&#8230; si co]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nuove Brigate rosse? Un Magistrato autorevole è preoccupato.]]></title>
<link>http://xamax.wordpress.com/2009/11/20/nuove-brigate-rosse-un-magistrato-autorevole-e-preoccupato/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 10:45:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>xamax</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il metodo della lotta armata non è così efficace e risolutivo per come passa apparire. Perché? Perch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il metodo della lotta armata non è così efficace e risolutivo per come passa apparire. Perché? Perché la violenza non porta da nessuna parte. Non porta da nessuna parte puntare una pistola e uccidere un uomo per far valere i propri diritti. Non porta da nessuna parte fare esplodere bombe e seminare morte e panico sociale. Non è uno stato di Diritto quello fondato sull’uso delle armi e del terrore. E’ il ragionamento sembra anche abbastanza semplice, ma non per questo banale.</p>
<p>Ed è abbastanza allarmante che un magistrato del calibro di Libero Mancuso, risulti preoccupato. Non so quanto sia stata evidenziata pubblicamente questa preoccupazione, ma l’Unità nel numero del 13 novembre scorso gli ha dedicato una intervista della quale riporto qualche spunto che può rendere l’idea:</p>
<p>“… Il pericolo che, come gli anni Settanta, la risposta assurda alla crisi possa essere il conflitto armato, a mio avviso c’è. Anche se la storia del nostro Paese ha già ampiamente dimostrato come, in ogni momento in cui il terrorismo è stato forte, i diritti delle fasce deboli si siano ristretti notevolmente. Come il sistema dei diritti si sia arretrato, invece di avanzare come credevano i fautori della lotta armata”.</p>
<p>Altre sono le parole del Magistrato che colpiscono:</p>
<p>“… la società non fa che dare esempi di caduta della legalità e dei diritti: pensi – dichiara Mancuso al giornalista dell’Unità che lo sta intervistando- solo a quello che è accaduto, qualche giorno fa, in quella fabbrica di Roma. Dove il titolare e una squadra di vigilantes privati hanno sgomberato con la forza gli operai che protestavano pacificamente”. Ecco appunto ancora violenza per la risoluzione delle controversie.</p>
<p>Il dott. Mancuso adesso è in pensione. Si è occupato di terrorismo, criminalità organizzata, strage di Bologna e quella dell’Italicus.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[[Su:Barralliccu] ...e l'Unità citò suBarralliccu !]]></title>
<link>http://subarralliccu.wordpress.com/2009/11/19/subarralliccu-e-lunita-cita-subarralliccu/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 21:15:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giampaolo</dc:creator>
<guid>http://subarralliccu.wordpress.com/2009/11/19/subarralliccu-e-lunita-cita-subarralliccu/</guid>
<description><![CDATA[Adesso, però, non dateci dei comunisti Il nostro post dedicato alla stupenda iniziativa promossa da ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignnone" src="http://photos-h.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs072.snc3/13952_102045436483526_100000342106947_50565_4384159_n.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p style="text-align:justify;">Adesso, però, non dateci dei comunisti<strong> <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </strong> <a href="http://subarralliccu.wordpress.com/2009/09/19/tonara-una-via-per-john-strummer/#comment-1564" target="_blank">Il nostro post </a>dedicato alla stupenda iniziativa promossa da quelli di <strong>Tonara</strong> (intitolare una via al grande John Strummer) ha fatto il giro dell&#8217;Web e alla fine è finito <a href="http://www.unita.it/news/culture/91451/sardegna_punk_una_via_per_joe_strummer" target="_blank">nella pagina cultura del sito de l&#8217;Unità.</a> Quando <em><strong>Violentina</strong></em> me l&#8217;ha fatto leggere m&#8217;è quasi preso un colpo.</p>
<p style="text-align:justify;">Questa cosa qui, dimostra una volta di più <strong>il valore </strong>di questa nostra iniziativa, di questo blogaccio della malora. Letto da molti, snobbato da qualcuno, continua a mietere consensi, attirando l&#8217;attenzione su quello che succede nella provincia sarda, che ribolle di fermenti, di idee, di prospettive.</p>
<p style="text-align:justify;">Altro che bronzetti. L&#8217;<strong>essere sardi</strong>, oggi, non si traduce necessariamente nel gesto meccanico di indossare un costume o suonare con uno strumento tradizionale. Ché l&#8217;identità non è un tessuto o un modo di bere al bar. L&#8217;identità è il modo in cui il nostro passato (millenario) interagisce e si confronta con le trasformazioni che sono venute con l&#8217;età moderna e contemporanea. È il nostro modo particolare di essere moderni, che proprio perché si confronta con la nostra storia, ha delle peculiarità che lo rendono distinguibile (non superiore, nè inferiore) a quello di altre comunità umane, nazionale o meno.</p>
<p style="text-align:justify;">Insomma, che lo vogliate o no, e al di là e prima dell&#8217;articolo de l&#8217;Unità, noi di questo blog costituiamo <strong>un capitale con quale confrontarsi.</strong> Certo, in diversi paesi dei quali ci siamo occupati e ci occuperemo, i <strong>muratori dell&#8217;indifferenza </strong>hanno già iniziato ad erigere i muri che dovrebbero impedirci &#8211; bontà loro &#8211; di essere visti, o di non influire nella riflessione che le persone fanno sulla realtà che le riguarda più da vicino, quella <strong>comunale</strong> (sopratutto alla vigilia delle <strong>elezioni amministrative</strong>).</p>
<p style="text-align:justify;">Ma noi siamo una corazzata anti-muro, nati poco prima che quello di Berlino venisse giù. E dell&#8217;era che qualla caduta ha inaugurato noi abbiamo tanti segni, sparsi nei nostri corpi, che ci piace ostentare come fossero un tatuaggio nuovo.</p>
<p style="text-align:justify;">Non sarà facile ignorarci. Sopratutto se altri amministratori ci invitano a cena o altri ancora, come  quelli del comune di Tonara, ci sbattono nella prima pagina del sito del loro Comune, per settimane.</p>
<p style="text-align:justify;">Questioni di stile.</p>
<p style="text-align:justify;">keep in touch!</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em>p.s.</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;">grazie alla citazione dell&#8217;Unità<span style="text-decoration:underline;"><em> solo ogg</em></span>i <strong>ci hanno letto oltre 700 persone</strong>. Non male per un bloghettino presuntuoso e anche un po&#8217; rinco&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Campagna "Testamento biologico. Liberi di scegliere" – Rassegna stampa 19.11.2009]]></title>
<link>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/11/19/campagna-testamento-biologico-liberi-di-scegliere-rassegna-stampa-19-11-2009/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 19:23:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rete Laica Bologna</dc:creator>
<guid>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/11/19/campagna-testamento-biologico-liberi-di-scegliere-rassegna-stampa-19-11-2009/</guid>
<description><![CDATA[Dopo la discussione in Commissione Affari Istituzionali del registro dei testamenti biologici, ecco ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div align="justify">
<p>Dopo la <a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/11/17/rete-laica-bologna-presenta-il-registro-dei-biotestamenti-al-consiglio-comunale/">discussione in Commissione Affari Istituzionali</a> del <a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/testamento-biologico-liberi-di-scegliere/">registro dei testamenti biologici</a>, ecco la rassegna stampa di Giovedì 19 Novembre 2009.</p>
<p><strong>Quotidiani</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/11/testamento-biologico-rassegna-stampa-19-11-2009.pdf">L&#8217;Unità Bologna</a></li>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/11/testamento-biologico-rassegna-stampa-19-11-2009.pdf">La Repubblica Bologna</a></li>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/11/testamento-biologico-rassegna-stampa-19-11-2009.pdf">Il Resto del Carlino</a></li>
</ul>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[200 ragazze 200]]></title>
<link>http://panormitanus.wordpress.com/2009/11/18/200-ragazze-200/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 16:40:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Tanus</dc:creator>
<guid>http://panormitanus.wordpress.com/2009/11/18/200-ragazze-200/</guid>
<description><![CDATA[di Tanus immagini da l&#8217;Unità La domanda è&#8230;ma ste&#8217; povere 200 ragazze, avevano capi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Tanus immagini da l&#8217;Unità La domanda è&#8230;ma ste&#8217; povere 200 ragazze, avevano capi]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il dopo Berlusconi]]></title>
<link>http://ch4in.wordpress.com/2009/11/18/il-dopo-berlusconi/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 14:38:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>BubbleGun</dc:creator>
<guid>http://ch4in.wordpress.com/2009/11/18/il-dopo-berlusconi/</guid>
<description><![CDATA[In un articolo di Pietro Spataro apparso stamane sull’Unità, si profetizza una probabile disfatta de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" src="http://pravda.noblogs.org/gallery/2684/logo_PD.png" alt="" width="303" height="301" />In un articolo di Pietro Spataro apparso stamane sull<em>’Unità</em>, si profetizza una probabile disfatta del “Berlusconismo” in tempi abbastanza brevi, ad opera dei<strong> membri interni del PdL</strong>. L’articolo suddivide ed ipotizza <strong>tre destre</strong> che si formerebbero sui binari delle personalità più o meno forti del centro-destra:  <strong>una destra da combattimento intorno al capo dei capi, che punterebbe tutto sul movimentismo</strong> e sulla demonizzazione del comunismo e della magistratura, in cui elementi di spicco notevole sarebbero i berluscones Brunetta, Cicchitto, Alfano, Sacconi, Gasparri..e con due giornali o presunti tali a disposizione, tale <em>“Libero”</em> e tale <em>“Il Giornale”</em>. <strong>Un’altra destra sarebbe quella statalista(nordista), burocratica e stalinista</strong> (soprattutto nell’epurazione degli avversari) che avrebbe in Giulio Tremonti il suo pioniere, e i leghisti fidi cavalieri. <strong>Una terza destra sarebbe quella liberale, attivista, istituzionale e conservatrice,</strong> legata a Gianfranco Fini ed alla maggior parte degli ex An. Ragionando sulle suddivisioni generali delle destre, che rispecchiano poi l’andamento storico (monarchica, fascista, liberalconservatrice), ciò che si evince è la discesa in campo di una <strong>quarta ipotetica destra: quella anti-movimentista, moderata, anti-sindacalista, americanista e cattolica, che si incarna perfettamente nel Partito Democratico</strong> e nell’Udc di Casini, tendendo radicalmente a mirare alla sconfitta e scomparsa della sinistra. In contrapposizione, il Ministro Gelmini, ha dichiarato che i 150.000 studenti scesi in piazza ieri per protestare contro la sua maestosa riforma, sarebbero solo <strong>“facinorosi da centri sociali”</strong>, esatto, 150.000 studenti dei centri sociali; ma non li avevano chiusi tutti?</p>
<p>Enzo Castaldi</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un Clandestino in edicola!]]></title>
<link>http://malarablog.wordpress.com/2009/11/15/un-clandestino-in-edicola/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 17:36:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Domenico Malara</dc:creator>
<guid>http://malarablog.wordpress.com/2009/11/15/un-clandestino-in-edicola/</guid>
<description><![CDATA[Sarà in edicola dal 24 novembre Il Clandestino, nuovo quotidiano &#8211; estensione cartacea dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://malarablog.wordpress.com/files/2009/11/clandestino-caso.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3477" title="CLANDESTINO-CASO" src="http://malarablog.wordpress.com/files/2009/11/clandestino-caso.jpg" alt="" width="500" height="301" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Sarà in edicola dal 24 novembre<em><strong> Il Clandestino</strong></em>, nuovo quotidiano &#8211; estensione cartacea dell&#8217;omonima testata online (<a href="http://www.clandestinoweb.com/" target="_blank">www.clandestinoweb.com</a>) &#8211; diretto da <strong>David Parenzo</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>«Saremo meno di dieci in redazione ma agguerritissimi»</em>, promette il direttore <strong>David Parenzo</strong>, classe 1976, un passato televisivo in Veneto, un periodo al fianco dello scomparso <strong>Sandro Curzi</strong> a <strong><em>Liberazione</em></strong> e due libri all’ attivo. <em>«Il Clandestino, per far onore al suo nome, in una stagione di chiacchiere guarderà ai fatti e farà le pulci al palazzo attraverso le inchieste &#8211; aggiunge Parenzo – senza far sconti a nessuno»</em>. E sulla collocazione politica, il direttore mostra idee chiare: <em>«Dalla parte di chi acquisterà Il Clandestino – dice – senza destra e senza sinistra»</em>.<br />
L&#8217;editore della nuova testata sarà <strong>Fabio Caso</strong> della &#8220;Giornali e Associati&#8221;<strong><em></em></strong>, figlio di quel Giangaetano che aveva tentato la scalata all’Unità. Parenzo mantiene l’ultimo segreto: <em>«Sugli editorialisti top secret</em> – dice – <em>posso solo aggiungere che saranno firme di rilievo»</em>.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://oknotizie.virgilio.it/info/21f51a68afbc979b/un_clandestino_in_edicola_.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-1424" title="votami-su-oknotizie" src="http://malarablog.wordpress.com/files/2008/11/votami-su-oknotizie.gif" alt="" width="440" height="45" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Berluscomatic]]></title>
<link>http://pdobama.wordpress.com/2009/11/14/berluscomatic/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 15:18:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>redazionepdobama</dc:creator>
<guid>http://pdobama.wordpress.com/2009/11/14/berluscomatic/</guid>
<description><![CDATA[Il nuovo esilarante virus gadget, su l&#8217;Unità online.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il nuovo esilarante virus gadget, <a href="http://virus.unita.it/virusgadget/90182#" target="_blank">su l&#8217;Unità online</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Campagna "Testamento biologico. Liberi di scegliere" – Rassegna stampa 13.11.2009]]></title>
<link>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/11/13/campagna-testamento-biologico-liberi-di-scegliere-%e2%80%93-rassegna-stampa-13-11-2009/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 13:29:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rete Laica Bologna</dc:creator>
<guid>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/11/13/campagna-testamento-biologico-liberi-di-scegliere-%e2%80%93-rassegna-stampa-13-11-2009/</guid>
<description><![CDATA[Dopo la conferenza stampa di Giovedì 12 novembre, in cui abbiamo presentato i risultati della raccol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div align="justify">
<p>Dopo la conferenza stampa di Giovedì 12 novembre, in cui abbiamo presentato i risultati della raccolta firme a sostegno del <a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/testamento-biologico-liberi-di-scegliere/">registro dei testamenti biologici</a>: <strong>35 banchetti, 40 volontari impegnati, 2.540 firme raccolte in tre settimane</strong> e in cui <strong>abbiamo chiesto che la nostra proposta e quella avanzata dal Partito Democratico siano discusse congiuntamente</strong>, pubblichiamo la rassegna stampa di Venerdì 13 Novembre 2009.</p>
<p><strong>Quotidiani</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/11/registro-testamenti-biologici_rassegna-stampa_13-11-2009.pdf">Il Resto del Carlino</a></li>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/11/registro-testamenti-biologici_rassegna-stampa_13-11-2009.pdf">L&#8217;Unità Bologna</a></li>
</ul>
<p><strong>Web</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://radio.rcdc.it/archives/rete-laica-al-pd-discussione-congiunta-sul-biotestamento/">Città del Capo &#8211; Radio Metropolitana</a></li>
<li><a href="http://www.telesanterno.com/biotestamento-rete-laica-bologna-deposita-2-540-firme-1112.html">TeleSanterno [servizio video]</a></li>
<li><a href="http://www.sder.it/index.php/2009/11/12/testamento-biologico-no-a-mediazioni-al-ribasso/">Sinistra Democratica Emilia-Romagna</a></li>
<li><a href="http://salute.aduc.it/eutanasia/notizia/bologna+testamento+biologico+depositate+oltre+2500_113803.php">ADUC</a></li>
</ul>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I soliti luoghi comunisti]]></title>
<link>http://lerane.wordpress.com/2009/11/11/i-soliti-luoghi-comunisti/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 09:15:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>lerane</dc:creator>
<guid>http://lerane.wordpress.com/2009/11/11/i-soliti-luoghi-comunisti/</guid>
<description><![CDATA[In prima sull&#8217;Unità: &#8220;Giovanardi liquida Cucchi: uno zombie, è morto perché drogato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://lerane.wordpress.com/files/2009/11/giovanardi.jpg?w=97" alt="giovanardi" title="giovanardi" width="97" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-1211" />In prima sull&#8217;Unità: &#8220;Giovanardi liquida Cucchi: uno zombie, è morto perché drogato&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Campagna "Testamento biologico. Liberi di scegliere" – Rassegna stampa 10.11.2009]]></title>
<link>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/11/10/campagna-testamento-biologico-liberi-di-scegliere-rassegna-stampa-10-11-2009/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 19:07:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rete Laica Bologna</dc:creator>
<guid>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/11/10/campagna-testamento-biologico-liberi-di-scegliere-rassegna-stampa-10-11-2009/</guid>
<description><![CDATA[La Provincia di Bologna approva un ordine del giorno a favore del testamento biologico. Ecco la rass]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div align="justify">
<p>La <a href="http://www.ansa.it/salute/regionali/emilia/20091110121734977583.html">Provincia di Bologna approva un ordine del giorno</a> a favore del testamento biologico. Ecco la rassegna stampa di Martedì 10 Novembre 2009.</p>
<p><strong>Quotidiani</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/11/biotestamento-provincia-rassegna-stampa-10-11-2009.pdf">L’Unità Bologna</a></li>
</ul>
<p><strong>Web</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://www.bologna2000.com/2009/11/10/biotestamento-provincia-bologna-approva-odg-a-favore-della-legge/">Bologna 2000</a></li>
<li><a href="http://www.ansa.it/salute/regionali/emilia/20091110121734977583.html">Ansa</a></li>
</ul>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Forse una crepa, o un'infiltrazione]]></title>
<link>http://pdobama.wordpress.com/2009/11/09/forse-una-crepa-o-uninfiltrazione/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 15:36:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>redazionepdobama</dc:creator>
<guid>http://pdobama.wordpress.com/2009/11/09/forse-una-crepa-o-uninfiltrazione/</guid>
<description><![CDATA[da Wittgenstein]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:right;">da <a href="http://www.wittgenstein.it/2009/11/09/forse-una-crepa-o-uninfiltrazione/" target="_blank">Wittgenstein</a></p>
<p><img class="aligncenter" title="muroberlino" src="http://files.splinder.com/8be44fd2979cba38a4ba0595bbdd40d6_medium.jpg" alt="" width="481" height="396" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quella croce rappresenta tutti]]></title>
<link>http://fontanavivace.wordpress.com/2009/11/07/non-togliete-quel-crocifisso/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 10:33:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>fontanavivace</dc:creator>
<guid>http://fontanavivace.wordpress.com/2009/11/07/non-togliete-quel-crocifisso/</guid>
<description><![CDATA[di Natalia Ginzburg Dicono che il crocifisso deve essere tolto dalle aule della scuola. Il nostro è ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="alignnone" title="Natalia Ginzburg" src="http://blogsimages.skynet.be/images_v2/002/535/747/20080714/dyn005_original_209_300_pjpeg_2535747_05a0b078a63999d681f994e2a0d49437.jpg" alt="" width="209" height="300" /></p>
<p><em>di Natalia Ginzburg</em></p>
<p>Dicono che il crocifisso deve essere tolto dalle aule della scuola. Il nostro è uno stato laico che non ha diritto di imporre che nelle aule ci sia il crocifisso. La signora Maria Vittoria Montagnana, insegnante a Cuneo, aveva tolto il crocefisso dalle pareti della sua classe. Le autorità scolastiche le hanno imposto di riappenderlo. Ora si sta battendo per poterlo togliere di nuovo, e perché lo tolgano da tutte le classi nel nostro Paese. Per quanto riguarda la sua propria classe, ha pienamente ragione. Però a me dispiace che il crocefisso scompaia per sempre da tutte le classi. Mi sembra una perdita. Tutte o quasi tutte le persone che conosco dicono che va tolto. Altre dicono che è una cosa di nessuna importanza. I problemi sono tanti e drammatici, nella scuola e altrove, e questo è un problema da nulla. E’ vero. Pure, a me dispiace che il crocefisso scompaia. Se fossi un insegnante, vorrei che nella mia classe non venisse toccato. Ogni imposizione delle autorità è orrenda, per quanto riguarda il crocefisso sulle pareti. Non può essere obbligatorio appenderlo. Però secondo me non può nemmeno essere obbligatorio toglierlo. Un insegnante deve poterlo appendere, se lo vuole, e toglierlo se non vuole. Dovrebbe essere una libera scelta. Sarebbe giusto anche consigliarsi con i bambini. Se uno solo dei bambini lo volesse, dargli ascolto e ubbidire. A un bambino che desidera un crocefisso appeso al muro, nella sua classe, bisogna ubbidire. Il crocifisso in classe non può essere altro che l’espressione di un desiderio. I desideri, quando sono innocenti, vanno rispettati. L’ora di religione è una prepotenza politica. E’ una lezione. Vi si spendono delle parole. La scuola è di tutti, cattolici e non cattolici. Perchè vi si deve insegnare la religione cattolica? Ma il crocifisso non insegna nulla. Tace. L’ora di religione genera una discriminazione fra cattolici e non cattolici, fra quelli che restano nella classe in quell’ora e quelli che si alzano e se ne vanno. Ma il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. E’ l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino allora assente. La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo? Sono quasi duemila anni che diciamo “prima di Cristo” e “dopo Cristo”. O vogliamo forse smettere di dire così? Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. E’ muto e silenzioso. C’è stato sempre. Per i cattolici, è un simbolo religioso. Per altri, può essere niente, una parte dei muro. E infine per qualcuno, per una minoranza minima, o magari per un solo bambino, può essere qualcosa dì particolare, che suscita pensieri contrastanti. I diritti delle minoranze vanno rispettati. Dicono che da un crocifisso appeso al muro, in classe, possono sentirsi offesi gli scolari ebrei. Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato, e non è forse morto nel martirio, come è accaduto a milioni di ebrei nei lager? Il crocifisso è il segno del dolore umano. La corona di spine, i chiodi, evocano le sue sofferenze. La croce che pensiamo alta in cima al monte, è il segno della solitudine nella morte. Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo. Per i cattolici, Gesù Cristo è il figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere semplicemente l’immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e dei prossimo. Chi è ateo, cancella l’idea di Dio ma conserva l’idea dei prossimo. Si dirà che molti sono stati venduti, traditi e martoriati per la propria fede, per il prossimo, per le generazioni future, e di loro sui muri delle scuole non c’è immagine. E’ vero, ma il crocifisso li rappresenta tutti. Come mai li rappresenta tutti? Perché prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei e neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà fra gli uomini. E di esser venduti, traditi e martoriati e ammazzati per la propria fede, nella vita può succedere a tutti. A me sembra un bene che i ragazzi, i bambini, lo sappiano fin dai banchi della scuola. Gesù Cristo ha portato la croce. A tutti noi è accaduto o accade di portare sulle spalle il peso di una grande sventura. A questa sventura diamo il nome di croce, anche se non siamo cattolici, perché troppo forte e da troppi secoli è impressa l’idea della croce nel nostro pensiero. Tutti, cattolici e laici portiamo o porteremo il peso, di una sventura, versando sangue e lacrime e cercando di non crollare. Questo dice il crocifisso. Lo dice a tutti, mica solo ai cattolici. Alcune parole di Cristo, le pensiamo sempre, e possiamo essere laici, atei o quello che si vuole, ma fluttuano sempre nel nostro pensiero ugualmente. Ha detto “ama il prossimo come te stesso”. Erano parole già scritte nell’Antico Testamento, ma sono divenute il fondamento della rivoluzione cristiana. Sono la chiave di tutto. Sono il contrario di tutte le guerre. Il contrario degli aerei che gettano le bombe sulla gente indifesa. Il contrario degli stupri e dell’indifferenza che tanto spesso circonda le donne violentate nelle strade. Si parla tanto di pace, ma che cosa dire, a proposito della pace, oltre a queste semplici parole? Sono l’esatto contrario del modo in cui oggi siamo e viviamo. Ci pensiamo sempre, trovando esattamente difficile amare noi stessi e amare il prossimo più difficile ancora, o anzi forse completamente impossibile, e tuttavia sentendo che là è la chiave di tutto. Il crocifisso queste parole non le evoca, perché siamo abituati a veder quel piccolo segno appeso, e tante volte ci sembra non altro che una parte dei muro. Ma se ci viene di pensare che a dirle è stato Cristo, ci dispiace troppo che debba sparire dal muro quel piccolo segno. Cristo ha detto anche: “Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia perchè saranno saziati”. Quando e dove saranno saziati? In cielo, dicono i credenti. Gli altri invece non sanno né quando né dove, ma queste parole fanno, chissà perché, sentire la fame e la sete di giustizia più severe, più ardenti e più forti. Cristo ha scacciato i mercanti dal Tempio. Se fosse qui oggi non farebbe che scacciare mercanti. Per i veri cattolici, deve essere arduo e doloroso muoversi nel cattolicesimo quale è oggi, muoversi in questa poltiglia schiumosa che è diventato il cattolicesimo, dove politica e religione sono sinistramente mischiate. Deve essere arduo e doloroso, per loro, districare da questa poltiglia l’integrità e la sincerità della propria fede. lo credo che i laici dovrebbero pensare più spesso ai veri cattolici. Semplicemente per ricordarsi che esistono, e studiarsi di riconoscerli, nella schiumosa poltiglia che è oggi il mondo cattolico e che essi giustamente odiano. Il crocifisso fa parte della storia del mondo. I modi di guardarlo e non guardarlo sono, come abbiamo detto, molti. Oltre ai credenti e non credenti, ai cattolici falsi e veri, esistono anche quelli che credono qualche volta sì e qualche volta no. Essi sanno bene una cosa sola, che il credere, e il non credere vanno e vengono come le onde dei mare. Hanno le idee, in genere, piuttosto confuse e incerte. Soffrono di cose di cui nessuno soffre. Amano magari il crocifisso e non sanno perché. Amano vederlo sulla parete. Certe volte non credono a nulla. E’ tolleranza consentire a ognuno di costruire intorno a un crocifisso i più incerti e contrastanti pensieri.</p>
<p>L’Unità, 22 marzo 1988</p>
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<title><![CDATA[L'Unità: archivio digitale di tutti i numeri (1926- )]]></title>
<link>http://filosofiastoria.wordpress.com/2009/11/06/lunita-archivio-digitale-di-tutti-i-numeri-1926/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 15:52:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>EF</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sul sito del quotidiano L&#8217;Unità sono disponibili in versione digitalizzata tutte le annate del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sul sito del quotidiano L&#8217;Unità sono disponibili in versione digitalizzata tutte le annate del]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Libertad de prensa en Italia]]></title>
<link>http://angelgomezfuentes.wordpress.com/2009/11/06/libertad-de-prensa-en-italia/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 13:38:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>angelgomezfuentes</dc:creator>
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<description><![CDATA[La revista &#8220;Cuadernos de Periodistas&#8221;, que edita la Asociación de la Prensa de madrid y ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-392" title="logo stampa estera" src="http://angelgomezfuentes.wordpress.com/files/2009/11/logo-stampa-estera.jpg?w=211" alt="logo stampa estera" width="211" height="300" />La revista &#8220;Cuadernos de Periodistas&#8221;, que edita la Asociación de la Prensa de madrid y la Federación de Asociaciones de la Prensa de España,  me pide un artículo sobre la libertad de prensa en Italia. Este es el texto:</p>
<p>SILVIO BERLUSCONI INTENTA EL CONTROL TOTAL DE LA INFORMACIÓN .</p>
<p>Silvio Berlusconi sueña con una información que lo trate como “<em>L’Osservatore Romano</em>” hace con el Papa.  Todos los discursos, las homilías y las audiencias del Pontífice son recogidos fielmente por el órgano oficial de la Santa Sede, con trato reverencial y nunca crítico. Ese es el modelo que le gustaría a Berlusconi, según comenta Eugenio Scalfari, fundador del diario <em>La Repubblica</em>,  bestia negra del primer ministro italiano.</p>
<p>El propio Berlusconi no se anda con rodeos sobre sus intenciones. Delante de las cámaras de la RAI define inaceptable que la televisión pública pueda criticar al Gobierno. En rueda de prensa anuncia que responderá solamente a las preguntas que sean de su agrado y se refieran a realizaciones de su Gobierno. A quien lo critica, Berlusconi lo define antiitaliano, identificando en su persona lo patriótico y lo italiano, hasta el punto de gritar “¡Viva Italia! ¡Viva Berlusconi!”  al término de una declaración en la que descalificó a periodistas y jueces, y trató con desprecio al presidente de la República Italiana, Giorgio Napolitano, cuando Tribunal Constitucional anunció, el  pasado 7 de octubre,  que consideraba ilegítimo, y por tanto, inconstitucional, la ley de inmunidad conocida como Laudo Alfano que ha mantenido paralizados cuatro procesos contra el primer ministro.</p>
<p>En esos días de tensión, Berlusconi habló de complot contra él  y reiteró sus ataques a la prensa extranjera, porque, en su opinión, tiene una percepción “contraria a la realidad” de la situación actual en Italia, “porque se relaciona sólo con periódicos de izquierdas italianos”.</p>
<p>Para Silvio Berlusconi, esos periódicos de izquierda son fundamentalmente dos<em>: La Reppublica</em> y <em>L´Unità</em>. En una reunión con empresarios, les pidió que se rebelaran contra el primero, porque “me desacredita a mí  y a los productos italianos”. El mensaje era claro.  Berlusconi estaba pidiendo que no se financie con publicidad a los periódicos que no se atienen a sus normas.</p>
<p><strong>Diez preguntas a Berlusconi <img class="alignright size-full wp-image-394" title="libertad prensa 10 preguntas berlusconi" src="http://angelgomezfuentes.wordpress.com/files/2009/11/libertad-prensa-10-preguntas-berlusconi1.jpg" alt="libertad prensa 10 preguntas berlusconi" width="116" height="96" /></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>La Reppublica </em>es “culpable” de haberle formulado  diez preguntas, que Berlusconi se niega a responder  desde el mes de junio, poco después de que estallara el escándalo por sus relaciones con prostitutas y menores. Éstas son las diez preguntas:</p>
<p>1.¿Cuándo ha conocido a Noemi Letizia? ¿Cuántas veces la ha encontrado y dónde?               ¿Ha frecuentado y frecuenta otras menores?</p>
<p>2. ¿Cuál es la razón que le ha obligado a no decir la verdad por dos meses ofreciendo cuatro versiones diversas sobre su relación con Noemi?</p>
<p>3. ¿ No le parece grave el haber recompensado con candidaturas a elecciones políticas y promesas de responsabilidad a chicas que le llamaban “papi”?</p>
<p>4.  Usted ha pasado con una prostituta la noche  del 4 de noviembre del 2008 y son decenas las “jóvenes de compañía”, según las investigaciones,  conducidas a sus residencias. ¿Sabía que eran prostitutas?</p>
<p>5. ¿Ha sucedido que  “vuelos de estado”, sin  su presencia a bordo, hayan transportado a sus residencias las huéspedes de sus festines?</p>
<p>6. ¿Se puede decir con certeza que sus contactos no han comprometido asuntos de Estado? ¿Puede asegurar al país que ninguna mujer, que haya sido su huésped, tiene en su mano el arma del chantaje?</p>
<p>7. Su conducta está en contradicción con sus políticas: ¿Usted podría hoy participar todavía  en el “Family Day”  o firmar una ley que castigue el cliente de una prostituta?</p>
<p>8. ¿Vd. considera posible todavía presentar su candidatura a la presidencia de la República?</p>
<p>Y si lo excluye, ¿considera posible cumplir con las funciones de Primer Ministro?</p>
<p>9. Vd. ha hablado de un proyecto subversivo que lo amenaza. ¿Puede garantizar el no haber usado ni querer usar servicios secretos y policías contra testigos, magistrados, periodistas?</p>
<p>10. A la luz de cuanto ha salido a la luz en estos dos meses, ¿cuáles son, señor presidente, sus condiciones de salud?</p>
<div id="attachment_405" class="wp-caption aligncenter" style="width: 139px"><img class="size-full wp-image-405" title="berlusconi y veronica lario" src="http://angelgomezfuentes.wordpress.com/files/2009/11/berlusconi-y-veronica-lario.jpg" alt="berlusconi y veronica lario" width="129" height="95" /><p class="wp-caption-text">Berlusconi y su mujer Verónica Lario, que ha pedido el divorcio.</p></div>
<p>Estas diez preguntas se originaron a raíz de una declaración de la mujer de Berlusconi, Verónica Lario, a la agencia Ansa, en la que anunciaba su intención de divorciarse, tras conocer que su marido había asistido a la fiesta de cumpleaños de Noemi Letizia. Tras calificar de “basura sin pudor” la pretensión de Berlusconi de recurrir a misses y a jóvenes, cuyo único mérito era poco más que la belleza, para presentarlas como candidatas  a diputadas al Parlamento Europeo y renovar la clase política, Veronica Lario concluía así su duro ataque al marido: “No puedo permanecer con un hombre que frecuenta a menores”.</p>
<p>Solo seis meses después, Silvio Berlusconi responde a algunas de esas preguntas en un libro de un periodista fiel, siempre servicial, Bruno Vespa, presentador del programa “Porta a Porta” de la RAI y colaborador de su revista “Panorama”.  Para que todo quede en casa, el libro, a la venta  desde el 7 de noviembre, lo publica la editorial de su propiedad, Mondadori.</p>
<div id="attachment_406" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-406" title="berlusconi vespa besa mano" src="http://angelgomezfuentes.wordpress.com/files/2009/11/berlusconi-vespa-besa-mano.jpg?w=300" alt="berlusconi vespa besa mano" width="300" height="235" /><p class="wp-caption-text">Bruno Vespa, periodista fiel servidor de Berlusconi</p></div>
<p>Las respuestas de Silvio Berlusconi, sin citar las preguntas del diario La Repubblica, son evasivas  y siempre exculpatorias. Así, sobre Noemi Letizia, afirma que nunca ha mantenido “relaciones con esa señorita. Son solo calumnias”.</p>
<p>El diario La Repubblica subraya que en las respuestas de Berlusconi hay mentiras, contradicciones y silencios, y llegan con muchísimo retraso, lo que es también muy significativo. Su director Ezio Mauro afirma en un editorial que “se ha demostrado que las preguntas eran necesarias y legítimas, pero queda una última inevitable cuestión: señor presidente: ¿cuál es la razón que sobre estos temas le impide decir realmente la verdad a sus ciudadanos?”</p>
<p>La oposición de centro izquierda tampoco se dió por satisfecha con esas respuestas y pidió a coro que Silvio Berlusconi acuda para hablar de ello al parlamento. No lo hará, porque Berlusconi prefiere la política espectáculo. Pero, en cualquier caso, la constancia de La Repubblica y la lucha por la libertad de prensa demuestra que ésta no es un lujo ni un capricho, sino una conquista de una sociedad democrática. La libertad de prensa, como deseo de conocer la verdad, no puede ser sustituida o cambiada con las tentaciones del dinero y del poder. En definitiva, las respuestas de Berlusconi a las preguntas de La Repubblica son incompletas, pero representan una victoria de la información libre frente al hombre más rico y poderoso de Italia.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-396" title="logos periodicos" src="http://angelgomezfuentes.wordpress.com/files/2009/11/logos-periodicos1.jpg" alt="logos periodicos" width="300" height="102" /> </strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Querella contra periódicos </strong></p>
<p>Silvio Berlusconi se ha querellado contra <em>Repubblica y L’Unità</em>,  pretendiendo que un juez calle a esos dos periódicos de izquierda, a los que el hombre más rico de Italia ha pedido una indemnización de tres millones de euros. Berlusconi ha interpuesto también demandas contra el diario “El País” por la publicación de fotografías sobre una de sus fiestas en su villa de Cerdeña y contra el semanario francés “Le Nouvel Observateur”, por una información sobre una supuesta infiltración de la mafia rusa en el Gobierno de Italia.</p>
<p>Cuando el escándalo de las prostitutas y jóvenes “velinas”  llenaba todavía páginas de la prensa italiana e internacional, el corresponsal de El País en Roma, Miguel Mora, le preguntó, el pasado 10 de septiembre, tras pactar la cuestión con el resto de los periodistas españoles, si pensaba dimitir. Berlusconi, que ofrecía junto al presidente José Luis Rodríguez Zapatero una rueda de prensa en la Magdalena (Cerdeña) le respondió en tono intimidatorio: “ Podría añadir muchas cosas sobre lo que escribe su periódico, pero deben ustedes abrir los ojos y no ser facciosos. Los periódicos están perdiendo tirada y publicidad y se arriesgan a la quiebra empresarial. “<em>EL PAÍS” </em>sabe mucho de eso”. En realidad, el acto que cerraba la cumbre hispano-italiana no fue una rueda de prensa, sino un espectáculo de Berlusconi. En una respuesta que duró una decena de minutos, Berlusconi afirmó que nunca pagó a una prostituta y que era el mejor primer ministro en los 150 años de historia de Italia. Se mostró además como víctima: “He interpuesto causas contra la libertad de prensa (sic), para tratar de poner fin a la libertad de calumnia y a la desinformación. Muchos periódicos citan frases mías que no he pronunciado y eso demuestra que la realidad de los periódicos es distinta de la de los políticos. ¡Pobre Italia con esta información!”.<strong> </strong></p>
<p><strong>Intimidación a directores, políticos y a la Iglesia  <img class="alignright size-full wp-image-397" title="periodicos quiosco" src="http://angelgomezfuentes.wordpress.com/files/2009/11/periodicos-quiosco.jpg" alt="periodicos quiosco" width="113" height="150" /></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Las intimidaciones y los ataques de Silvio Berlusconi a la libertad  de información se han ido incrementando desde su llegada al poder. Quien se atreve a protestar o criticar al Gobierno corre el riesgo del descrédito. Es lo que le pasó a Dino Boffo, director del periódico de la Conferencia Episcopal italiana,  <em>Avvenire.</em> Boffo se vió  obligado a dimitir por su presunta homosexualidad tras los ataques de <em>Il Giornale</em>, el periódico de la familia Berlusconi. Pagaba así por sus críticas, aunque moderadas, sobre el comportamiento privado del primer ministro. Además de lograr la cabeza del director del influyente periódico, Berlusconi enviaba una advertencia a la Iglesia, para que se abstuviera de dar juicios de valor sobre sus escándalos, y a los directores de periódicos para que no pusieran sus antenas en dirección hacia los asuntos turbios del primer ministro. Poco después, de nuevo su periódico Il Giornale lanzaba otra advertencia contra el presidente del Congreso de los diputados, Gianfranco Fini, por haberse mostrado distante y crítico con Berlusconi. En tono amenazante el director del  <em>Giornale,</em> Vittorio Feltri  le recordaba a Fini que su nombre podía estar implicado  en un informe del pasado, dando a entender que aparecían explícitas alusiones sexuales.</p>
<p>Su afán por controlar  los medios informativos se debe a que Berlusconi ha llevado el debate político no al Parlamento, sino a  la prensa y sobre todo a la televisión, convertidos en verdadero campo de batalla.  Para Berlusconi, que se desayuna todos los días con una encuesta y gobierna a golpe de los números de esos sondeos, los datos de las audiencias son fundamentales. En la campaña electoral para las elecciones europeas del 9 de junio, el 69’3  por ciento de los electores se informó y eligió a quién votar por medio de las noticias y comentarios de los telediarios, según un estudio del Centro de Estudios de Políticas Sociales.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-399" title="berlusconi en rai" src="http://angelgomezfuentes.wordpress.com/files/2009/11/berlusconi-en-rai1.jpg?w=300" alt="berlusconi en rai" width="300" height="220" /></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Control de la televisión y prensa</strong></p>
<p>Silvio Berlusconi no se conforma con controlar todo el universo televisivo italiano, los  seis canales más importantes: tres de la RAI (televisión pública ) y otros tres de  Mediaset, grupo del que es propietario. Su presencia en la televisión es fija, como si fuera de plantilla. Aparece como un  hombre solo contra todos, o al menos así actúa, fundamentalmente por tres motivos: En primer lugar, el escándalo sexual en el que se ha visto envuelto lo ha irritado más que las polémicas por su grave conflicto de intereses y le ha hecho bajar en popularidad ; en segundo lugar,  en su mayoría de gobierno hay divisiones y rivalidades políticas, personales y territoriales. Gianfranco Fini, por ejemplo, le disputa el liderazgo de la derecha; y finalmente, la oposición política de centro-izquierda está dividida y sin  fuerte liderazgo. Así las cosas, la única verdadera oposición que preocupa a Berlusconi es la que le puede venir de los pocos medios que lo critican e indagan en su vida pública y privada, dos niveles  que en su caso vienen a ser lo mismo porque en su actividad todo se mezcla.</p>
<p>Una de las mayores anomalías del sistema de información en Italia se centra en la televisión pública. Berlusconi considera la RAI como su casa. Por eso le indigna que el programa <em>Annozero</em> emita una entrevista con la prostituta que pasó una noche en su residencia romana, Patrizia D’Addario, que apareció en la RAI solo meses después de comparecer en varias televisiones europeas.  El programa fue definido como una “porquería, infame y vergonzoso” por el ministro de la Actividad Productiva, Claudio Scajola, quien, por mandato de Berlusconi decidió abrir una investigación sobre el programa, en lugar de ocuparse, y tarea no debería faltarle, del desarrollo económico italiano como le exige su cartera ministerial.  Tal medida supone marginar incluso a la dirección general de la RAI, su consejo de administración y de la comisión parlamentaria de Vigilancia.</p>
<p>La extraordinaria anomalía que representa su conflicto de intereses ha llevado a Berlusconi ha atacar el canon de la RAI, la tasa anual de poco más de 100 euros que paga quien tiene un televisor. Silvio Berlusconi advirtió que en la actualidad no lo abona el 35 por 100 de los italianos, cifra que puede subir al 50 por 100 a final de año. Además, Il Giornale y otro periódico próximo, Libero, han hecho campaña para incitar a no pagar el canon.  Se trata de algo insólito, que roza lo ilegal, porque el canon es un impuesto y evadirlo es un delito. Obviamente, a Berlusconi le interesa una televisión pública débil, sin recursos, porque así puede afrontar con ventaja la batalla de las audiencias.</p>
<div id="attachment_400" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-400" title="libertad de prensa manifestacion roma" src="http://angelgomezfuentes.wordpress.com/files/2009/11/libertad-de-prensa-manifestacion-roma.jpg?w=300" alt="libertad de prensa manifestacion roma" width="300" height="198" /><p class="wp-caption-text">Manifestación en Roma por la libertad de prensa</p></div>
<p>La mordaza, directa o indirecta, también la puede ejercer sobre la prensa. En efecto, la financiación pública a los periódicos cuesta al ciudadano italiano casi mil millones de euros al año, un tema polémico con dos bandos: De una parte los que defienden esa lluvia de dinero público porque así se tutela el pluralismo de la información; de otra, los que critican el derroche del dinero público que, a veces, financia incluso periódicos fantasma.  De ese dinero público se benefician tanto los mayores periódicos italianos (grupo “<em>Corriere della Sera” </em>con una subvención<em> </em>de 23 millones<em>,” Repubblica” -</em>16 millones<em>-  e ” Il Sole” -</em>19 millones-), como los más pequeños, o cotidianos de izquierda como “<em>Il Manifesto</em>”  (4,4 millones de euros) o “<em>L’Unità</em>” (9 millones).</p>
<p>Quienes consideran que en Italia existe un alto índice de libertad de prensa y que los medios no están amordazados, ponen como ejemplo la subvención a los periódicos de izquierda, muy críticos desde su nacimiento con el Estado y el Gobierno. Pero no hay duda de que en el fondo subyace el tema de la independencia, que es la base para que pueda haber instituciones de control que en democracia son absolutamente necesarios.</p>
<p>Francia es el único país europeo que se da financiación pública, desembolsando 250 millones de euros, pero solamente a los periódicos de partido o con poca publicidad.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-401" title="libertad de prensa manifestacion" src="http://angelgomezfuentes.wordpress.com/files/2009/11/libertad-de-prensa-manifestacion.jpg?w=300" alt="libertad de prensa manifestacion" width="300" height="199" /></p>
<p><strong>Índice de libertad de prensa: Italia cae en picado</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Las señales preocupantes sobre la libertad de prensa y el pluralismo han llevado incluso al presidente de la República, Giorgio Napolitano, a pedir que la televisión, especialmente la pública, tenga en cuenta el “insustituible valor del pluralismo”.</p>
<p>La misma preocupación han expresado instituciones internacionales.  Así, la Osce (Organización para Seguridad y Cooperación Europea) ha pedido a Berlusconi que retire sus denuncias por difamación contra Repubblica y L’Unità. Igualmente, la organización Reporteros Sin Fronteras, por medio de su secretario general Jean-François Julliard,  ha advertido a Silvio Berlusconi de que está a punto de integrar su lista de “Depredadores de la Libertad de Prensa” por sus “ataques” y demandas contra medios de comunicación. “Sería la primera vez –añadió Julliard- que lo hiciera un líder europeo”.</p>
<p>A la hora de valorar el índice de libertad de prensa, Reporteros Sin Fronteras deja malparada a Italia, que retrocede 5 posiciones en la última clasificación y se sitúa en el puesto 49, lo que supone la peor puntuación entre los seis países fundadores de la Unión Europea. Este retroceso se explica por las presiones de Berlusconi sobre los medios de comunicación, los ataques de la criminalidad organizada contra los periodistas y por el  proyecto de ley Alfano, como se denomina un texto muy polémico que prevé penas de cárcel para los periodistas que osen publicar el contenido de interceptaciones  telefónicas, como las que salieron de Berlusconi, unas relacionadas con su último escándalo de prostitutas y otras en las que  recomendaba una amiga a un alto responsable de la RAI, la radiotelevisión pública italiana.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-403" title="libertad de prensa manifestazione libera" src="http://angelgomezfuentes.wordpress.com/files/2009/11/libertad-de-prensa-manifestazione-libera.jpg" alt="libertad de prensa manifestazione libera" width="150" height="113" /></p>
<p><strong>“En tres años, </strong><strong>200 periodistas intimidados y amenazados”</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p>Hay otros aspectos que agravan aún más lo que algunos llaman anomalía italiana y que convierten a este país en más frágil que otras democracias europeas. Lo cuenta así el escritor Roberto Saviano, condenado a muerte por la camorra por contar sus negocios en el libro Gomorra y que hoy se encuentra bajo fuerte protección policial: “En 2003, John Kerry, entonces candidato a la Casa Blanca, presentó en el Congreso un documento con el título de <em>The New War</em>, donde se indicaba a las tres mafias italianas como tres de los cinco elementos que condicionan el libre mercado mundial, cuantificando en 110 millardos de dólares al año la montaña de dinero que reciclan las mafias en Europa. Italia es el segundo país del mundo en hombres bajo protección, después de Colombia. Y en Europa ostenta un récord absoluto: en los últimos tres años ha habido unos 200 periodistas intimidados y amenazados por sus artículos, muchos de los cuales han acabado bajo protección. La escolta concedida a quien trabaja en el terreno de la información se da precisamente en nombre del principio de la libertada de expresión y de la libertad de prensa. Comparto el destino de estas personas en gran parte desconocidas o ignoradas por la opinión pública, viviendo la condición de quien se encuentra físicamente amenazado por aquello que ha escrito. Y comparto con ellos la experiencia de quien sabe lo peligrosos que son los mecanismos de la difamación y del chantaje”.</p>
<p>Es verdad que el poder político intenta siempre condicionar a los medios de comunicación. Obviamente no solo en Italia. La gran anomalía italiana, que constituye un caso único en Europa, es que el principal propietario de las televisiones privadas, accionista mayoritario de uno de los más grandes grupos editoriales de Italia,  Mondadori, es al mismo tiempo el jefe del Gobierno y el destacado líder de la mayoría gubernamental, que controla además la televisión pública. Se trata de un gigantesco conflicto de intereses.</p>
<p><strong>Manifestación por la libertad de prensa<img class="alignleft size-medium wp-image-404" title="libertad de prensa manifestacion 3 octubre" src="http://angelgomezfuentes.wordpress.com/files/2009/11/libertad-de-prensa-manifestacion-3-octubre.jpg?w=201" alt="libertad de prensa manifestacion 3 octubre" width="201" height="300" /></strong></p>
<p><strong></strong>Contra esa anomalía y para exigir libertad de prensa se echaron a la calle en Roma, el 3 de octubre, decenas de miles de ciudadanos. Los ataques de Silvio Berlusconi contra los medios críticos fueron rechazados por los manifestantes al grito de “somos todos farabutti (canallas)”, calificativo que emplea habitualmente Berlusconi contra los periodistas.</p>
<p>La manifestación fue un éxito, pero la RAI volvió a dar la nota. El director del telediario del primer canal, Augusto Minzolini, nombrado a dedo por Berlusconi para ese cargo, apareció en imagen para atacar con un comentario la manifestación y calificar de absurdo el que algunos piensen que está en peligro la libertad de prensa en Italia. La posición de  Minzolini fue muy criticada por el centro izquierda, al considerarla incompatible con el servicio público radiotelevisivo. Era una posición sin precedentes, pero acorde con la línea marcada por Berlusconi, que no es otra que la de buscar fieles servidores de sus intereses. Agusto Minzolini había dejado ya muy claro ese sometimiento al poder cuando evitó dar en el telediario noticias sobre el escándalo de Berlusconi con prostitutas. Entonces argumentó que esa información era cotilleo, algo referido a la vida privada del jefe del Gobierno, y que no tenía cabida  en un telediario.<strong> <img class="aligncenter size-medium wp-image-410" title="berlusconi OGGI harem" src="http://angelgomezfuentes.wordpress.com/files/2009/11/berlusconi-oggi-harem1.jpg?w=239" alt="berlusconi OGGI harem" width="239" height="300" /> </strong></p>
<p><strong>Nuevo escándalo sexual</strong></p>
<p>Sin embargo, a finales de octubre saltaba un nuevo escándalo que implicaba también a un político, esta vez del centro izquierda. Y, en esa ocasión, la información que dio el telediario dirigido por Augusto Minzolini, fue abundante y llena de particulares:  Piero Marrazo,  presidente de la región del Lazio, cuya capital es Roma, fue sorprendido violentamente “in fraganti” por dos carabineros (policía militarizada) en el apartamento de un transexual brasileño, llamado Natali, a comienzos de julio. Para chantajear al político del Partido Democrático, los policías grabaron con el teléfono móvil un video en el que aparece Marrazo  en camisa, con imágenes de cocaína en una mesita.  Piero Marrazo, según confesó al juez, había concordado con el transexual un  pago de 5.000 euros, por la prestación sexual y la cocaína, dinero que se guardaron los carabineros, a los que, además, dió tres cheques por un total de 20.000 euros.</p>
<div>
<div id="attachment_414" class="wp-caption alignleft" style="width: 137px"><img class="size-full wp-image-414" title="images-2" src="http://angelgomezfuentes.wordpress.com/files/2009/11/images-2.jpeg" alt="images-2" width="127" height="74" /><p class="wp-caption-text">El transexual brasileño, Natali, amigo de Piero Marrazo</p></div>
<div id="attachment_415" class="wp-caption alignright" style="width: 101px"><img class="size-full wp-image-415" title="images" src="http://angelgomezfuentes.wordpress.com/files/2009/11/images.jpeg" alt="images" width="91" height="118" /><p class="wp-caption-text">El ex presidente del Lazio, Piero Marrazo</p></div>
</div>
<p>El escándalo adquirió tal dimensión que Marrazo se vió obligado a dimitir a la semana siguiente. Anunció que abandonaba la política,  afirmando que se encuentra en “condiciones personales de sufrimiento extremo”.</p>
<p>La consideración importante que cabe hacer  es que un político, representante del pueblo, no debe ponerse en condiciones de ser extorsionado o chantajeado. Marrazo cometió un error muy grave y su dimisión era inevitable. Pero eso vale tanto para Marrazo como para Silvio Berlusconi. Es más,  la preguntas que muchos italianos se hacen hoy es la siguiente: ¿Es más grave frecuentar un transexual o la corrupción de un testigo y un juez? Berlusconi ha sido declarado “corresponsable de corrupción” de un juez, lo que permitió a su grupo Fininvest hacerse con el control de la editorial Mondadori. En consecuencia, una reciente sentencia ha condenado a Fininvest a pagar 750 millones de euros a Carlo De Benedetti, gran rival de Berlusconi.</p>
<p>El primer ministro ya ha anunciado que no piensa dimitir, si siquiera si es condenado en los juicios que tiene pendiente por corrupción.</p>
<p>La anomalía que vive Italia motiva que se termine por deformar la opinión pública. De ahí que el escritor Claudio Magris, premio Príncipe de Asturias de las Letras, afirmara, en un reciente artículo , que antes en la escuela elemental se enseñaba que no se podían sumar litros a los kilos o metros, cosa que ahora se hace normalmente, en un coro de mentiras y mentirosos. Ahora, en la Italia actual todo se mezcla, todo vale igual, porque se están perdiendo valores. Magris evocaba con nostalgia y amargura la figura de Norberto Bobbio, el gran jurista,  filosofo y politólogo italiano, y concluía:  “ El maestro laico Bobbio encarna exactamente lo que le falta a Italia cada día de forma más evidente:  la capacidad de razonar, de distinguir, premisa fundamental de la honestidad hacia los demás y hacia uno mismo”.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Mtf ovvero Male to Female e quel mondo Trans che diventa cronaca e scandalo]]></title>
<link>http://xamax.wordpress.com/2009/11/05/mtf-ovvero-male-to-female-e-quel-mondo-trans-che-diventa-cronaca-e-scandalo/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 18:33:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>xamax</dc:creator>
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<description><![CDATA[Si legge su un articolo “dell’ Unità” del numero di oggi scritto da Vittorio Lingiardi dell’Universi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Si legge su un articolo “dell’ Unità” del numero di oggi scritto da Vittorio Lingiardi dell’Università La Sapienza: “La notizia del giorno riguarda le persone Mtf (Male to Female). E la domanda del giorno è: perché un uomo può desiderarle?”.</p>
<p>Chissà quanti italiani di sesso maschile non sanno dare una risposta precisa a questa domanda. Ma trovare una risposta non è  facile. Scrive ancora Lingiardi: ”Mettiamoci in testa che nel campo della sessualità, non c’è mai una risposta certa”. E’ non è facile intuire il perché&#8221;.  Quanti programmi televisivi parlano di sessualità? Non rispondo perché è troppo ovvio. Eppure, quello della sfera sessuale è un argomento, che se affrontato in modo scientifico ed educativo, avrebbe dei risvolti davvero positivi nella vita sociale e nella qualità della vita individuale. Bisognerebbe, educare, innanzi tutto, a rispettare le scelte sessuali di ciascuno, quando queste però non ledono i diritti inalienabili dell’essere umano, o peggio ancora, toccano l’innocenza dei bambini.</p>
<p>Nello specifico, il mondo Trans perché resta nel segreto? Perché diventa motivo di scandalo? Una risposta assai convincente la dà lo stesso Vittorio Lingiardi che afferma: ”La nostra mente spesso si nutre di dimensioni mitiche, ma in certi casi è meglio rivolgersi all’umano. Umanizzare il mito trans, e riportarlo tra noi. Finché resta un oggetto mitico, sublime o abietto, non potrà che abitare mondi segreti. Molte persone (ripeto: persone) trans vorrebbero invece un lavoro “normale” che non trovano”.</p>
<p>Ottime le citazioni, erudite, inserite nello stesso articolo:</p>
<p> “Uno è tanto più autentico quanto più assomiglia all’idea che ha di se stesso” (Pedro Almodovar)</p>
<p>“Non domandare mai che cosa uno faccia, bensì come uno lo fa” (Jung)</p>
<p>Parole virgolettate tratte dal quotidiano “l’Unità” del 5/11/09, articolo scritto da Vittorio Lingiardi a p. 13</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[IL CHIODO FISSO DELLE DIMISSIONI DI BERLUSCONI]]></title>
<link>http://giovannialvaro.wordpress.com/2009/11/05/il-chiodo-fisso-delle-dimissioni-di-berlusconi/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 18:20:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>vanni</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Giovanni ALVARO -ilcalcestruzzo.it- Per giorni la sinistra ha ‘lavorato’ a far passare la tesi de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://www.ilcalcestruzzo.it/images/stories/giovanninovembre/dimissioni%20silvio.jpg" alt="" width="270" height="197" align="left" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">di <strong>Giovanni ALVARO</strong> -ilcalcestruzzo.it- Per giorni la sinistra ha ‘<strong>lavorato</strong>’ a far passare la tesi della necessità delle immediate dimissioni del premier così come aveva fatto l’ex Governatore del Lazio, <strong>Piero Marrazzo</strong>. Per giorni <strong>Rosy Bindi, la news entry Serracchiani, la Repubblica, l’Unità, Il Fatto </strong>e via via a scendere fino all’ultimo militante che, ormai allevato all’odio viscerale per il nemico, si è fortemente prodigato a inviare <strong>SMS </strong>ai propri amici con preghiera di<br /> <!--more-->effettuare la solita catena di S. Antonio con la richiesta di uscita di scena di <strong>Silvio Berlusconi</strong>.  Per giorni hanno teso a costruire la loro ‘verità’ sui due episodi che hanno interessato <strong>Marrazzo </strong>e<strong> Berlusconi.</strong><br />
Alla fine hanno dovuto buttare la spugna, ad eccezione di qualche <span style="text-decoration:underline;">soldato giapponese come <strong>Padellaro</strong></span>. Non reggeva per nulla l’accostamento. Il <strong>Marrazzo</strong>, <span style="text-decoration:underline;">con moglie e prole, è andato volontariamente a incontrare transenssuali, a consumar cocaina, a tener nascosto l’eventuale ricatto, a negare decisamente nella prima fase l’accaduto</span> (è una bufala, è un complotto, parleranno solo i miei legali, stanno tentando di incastrarmi), mentre <strong>Berlusconi</strong>, <span style="text-decoration:underline;">separato dalla moglie, ha fatto sesso con una donna che, arrivata a casa sua armata di registratore e telefonino, aveva il semplice e chiaro obiettivo di volerlo e doverlo ‘sputtanare’</span>.  <img src="http://www.ilcalcestruzzo.it/images/stories/giovanninovembre/mobilitazione.jpg" alt="" width="270" height="196" align="right" /></p>
<p>&#160;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong>Marrazzo sapeva</strong> del trans,   <strong>Berlusconi ignorava </strong>la qualifica di   sgualdrina della <strong>D’Addario</strong>. Le <strong>non </strong>dimissioni di Marrazzo sarebbero   state, quindi, inconcepibili e   ingiustificabili, come inconcepibili e   ingiustificabili sarebbero state le   dimissioni di Berlusconi per assoluta   mancanza di motivazione. Sarebbero   state, infatti, un grandioso regalo ai   <strong>pasdaran dell’odio </strong>e a quanti   avevano architettato il trappolone, e   un danno enorme per l’intero Paese.<br />
Ed allora, senza soluzione di continuità, avanti con ‘altro’ e, quindi, proclamano ai quattro venti: “<em>Berlusconi, senza lodo Alfano, deve dimettersi perché, senza bisogno dello svolgimento dei suoi processi, va considerato reo dato che l’avvocato <strong>Mills </strong>è stato condannato</em>”, facendo finta di ignorare che la sentenza <strong>Mills </strong>non è ancora passata in giudicato, e che sull&#8217;intero processo pesa, come un macigno, la vicenda prescrizione, la cui scadenza è fissata a <strong>marzo 2010 </strong>per lo spostamento della data dalla quale conteggiare i termini previsti dalla legge.<br />
La <strong>Magistratura di Milano </strong>per conteggiare i termini di scadenza, infatti, ha fatto questo ragionamento: <span style="text-decoration:underline;">il reato (falsa testimonianza di Mills)</span> sarebbe stato commesso <strong>nel 1998</strong>, ma <span style="text-decoration:underline;">il pagamento (per la falsa testimonianza)</span> sarebbe avvenuto <strong>nel 2000</strong>, ergo il conteggio dei termini parte dal 2000. E&#8217; opinione diffusa che si tratti di un marchingegno per evitare la prescrizione ed arrivare alla conclusione magari, secondo la sinistra, &#8216;<strong>sfasciando</strong>&#8216; (vecchio verbo dipietresco) il premier. Ma la legge non è uguale per tutti? Il rifiuto del lodo Alfano non è stato costruito su questo assunto? E la falsa testimonianza, se c&#8217;è stata, non è reato indipendentemente dal successivo pagamento?<br />
Ma anche considerando i nuovi tempi della prescrizione, che a causa del lodo Alfano erano congelati, la scadenza definitiva, per Berlusconi, si è spostata a <strong>giugno 2011</strong>. E’ chiaro, e lo avevamo già scritto in un precedente articolo, che la velocità usata per Mills (<strong>primato da Guinness</strong>: in sette mesi 1° e 2° grado di giudizio) non potrà essere usata per <strong>Berlusconi </strong>perché bisogna rispettare l’agenda degli impegni istituzionali del premier. Nel lasso di tempo che intercorre da oggi alla scadenza dei termini, al massimo, si potrà avere la sentenza di primo grado.<br />
Sapendo ciò, ed avendo capito, in ritardo, che la battaglia contro il <strong>lodo Alfano </strong>è stata una <strong>vittoria di Pirro </strong>(“non riescono a vedere aldilà del proprio naso”) si buttano a reclamare le dimissioni di <strong>Berlusconi </strong>senza le quali la speranza di conquistare il potere è rinviata a fine legislatura. Ma sono stati gelati dalla dichiarazione di  Berlusconi che senza tentennamenti ha dichiarato, quanto volevano sentire i cittadini italiani: <strong>non mi dimetterò anche in presenza di una condanna</strong>. Ha omesso di aggiungere: <strong>politica</strong>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Campagna "Testamento biologico. Liberi di scegliere" – Rassegna stampa 05.11.2009]]></title>
<link>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/11/05/campagna-testamento-biologico-liberi-di-scegliere-rassegna-stampa-05-11-2009/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 16:12:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rete Laica Bologna</dc:creator>
<guid>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/11/05/campagna-testamento-biologico-liberi-di-scegliere-rassegna-stampa-05-11-2009/</guid>
<description><![CDATA[Dopo la prima giornata di discussione in commissione consiliare sul registro dei testamenti biologic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div align="justify">
<p>Dopo la <a href="http://www.sergiologiudice.it/blog/2009/11/04/comune-di-bologna-il-biotestamento-avanza/">prima giornata di discussione in commissione consiliare</a> sul registro dei testamenti biologici, ecco la rassegna stampa di Giovedì 05 Novembre 2009.</p>
<p><strong>Quotidiani</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/11/registro-testamento-biologico_rassegna-stampa-completa_05-11-2009.pdf">Il Bologna</a></li>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/11/registro-testamento-biologico_rassegna-stampa-completa_05-11-2009.pdf">Il Resto del Carlino</a></li>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/11/registro-testamento-biologico_rassegna-stampa-completa_05-11-2009.pdf">Corriere di Bologna</a></li>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/11/registro-testamento-biologico_rassegna-stampa-completa_05-11-2009.pdf">Repubblica Bologna</a></li>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/11/registro-testamento-biologico_rassegna-stampa-completa_05-11-2009.pdf">L&#8217;Unità Bologna</a></li>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/11/registro-testamento-biologico_rassegna-stampa-completa_05-11-2009.pdf">L&#8217;Informazione &#8211; Il Domani di Bologna</a></li>
</ul>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il nostro Obama]]></title>
<link>http://democraticallyspeaking.wordpress.com/2009/11/04/il-nostro-obama/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 17:20:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>elianigris</dc:creator>
<guid>http://democraticallyspeaking.wordpress.com/2009/11/04/il-nostro-obama/</guid>
<description><![CDATA[&#8230; ce lo siamo lasciati scappare da sotto il naso, complimenti a tutti! (qui una grande intervi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8230; ce lo siamo lasciati scappare da sotto il naso, complimenti a tutti!</p>
<p>(<a href="http://www.unita.it/news/mondo/90749/lentamente_il_suo_sogno_sta_diventando_realt_e_parla_al_mondo_intero">qui</a> una grande intervista)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[l'Unità: "Natale al cinema in 3d"]]></title>
<link>http://wordpress2012.com/2009/11/02/lunita-natale-al-cinema-in-3d/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 11:20:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Asterion2012</dc:creator>
<guid>http://wordpress2012.com/2009/11/02/lunita-natale-al-cinema-in-3d/</guid>
<description><![CDATA[    Non solo &#8220;A Christmas Carol&#8221; di Robert Zemeckis, il Dickens-Disney in 3D dalle deriv]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-97" title="testata_home" src="http://wordpress2012.wordpress.com/files/2009/11/testata_home.gif" alt="testata_home" width="216" height="50" /></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Non solo &#8220;A Christmas Carol&#8221; di Robert Zemeckis, il Dickens-Disney in 3D dalle derive horror presentato oggi a Londra: per il prossimo Natale tecnologia e paura sembrano aver fatto un patto per mettere in campo almeno altri tre film con mondi in pericolo &#8211; da distruggere o da salvare &#8211; con umani o cartoon presi, anche se in diversa misura, da vero terrore. Feste natalizie nel segno dell&#8217;apocalisse sia con l&#8217;attesissimo &#8220;2012&#8243; che con altri tre film (tutti in 3D) come &#8220;Planet 51&#8243;, &#8220;Avatar&#8221; e &#8220;9&#8243;, animazione firmata da Shane Acker e prodotta da Tim Burton.  Partiamo da &#8220;2012&#8243;, che uscirà il 13 novembre in contemporanea mondiale distribuito dalla Sony Pictures. Firmato da Roland Emmerich, (Independence Day) prende spunto dalla data indicata dall&#8217;antico calendario dei Maya, il 21 dicembre 2012, giorno per questo popolo dell&#8217;apocalisse.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more-->La pellicola, con protagonisti John Cusak e Thandie Newton, è piena di immagini suggestive e raccapriccianti: ci sono il crollo di simboli come la cappella Sistina, San Pietro e la statua del Cristo Redentore che sovrasta Rio De Janeiro. Ma a venire giù ci saranno ovviamente anche i grattacieli di Manhattan, mentre un&#8217;onda immensa, prima di abbattersi sulla costa, travolge la portaerei americana John Fitzgerald Kennedy. In tutto questo si agita l&#8217;eroico protagonista John Cusack che dal parco di Yellowstone tenta di raggiungere l&#8217;ex moglie a Los Angeles per portarla in salvo.</p>
<p>Un ET al contrario è quello che invece propone &#8220;Planet 51&#8243; (dal 20 novembre distribuito da Moviemax) film di animazione con un budget di 60 milioni di euro e prodotto e realizzato agli Ilion Animation Studios (leader nella produzione di videogame). Tutto inizia quando l&#8217;astronauta Chuck Baker atterra su Planet 51, pianeta lontano che la Nasa ritiene disabitato. Uno sbaglio. Questo mondo è abitato da minuscoli esseri verdi che vivono pacificamente in una societ… molto simile a quella americana degli anni Cinquanta e dove l&#8217;unica vera paura è quella di essere invasi dagli alieni proprio come è per loro Chuck.</p>
<p>Un investimento da oltre 200 milioni di dollari, 1.000 persone di troupe, una preparazione di tredici anni, ideazione curata dallo stesso James Cameron e speciali cineprese capaci di catturare espressioni e movimenti degli attori da riprodurre negli scenari di mondi alieni in 3D: questi alcuni degli elementi che hanno permesso al regista di &#8220;Titanic&#8221; la realizzazione di uno dei film più attesi dell&#8217;anno, &#8220;Avatar&#8221; (nelle sale dal 15 gennaio dalla Fox). Il fantasy mette in scena un&#8217;umanità futuristica impegnata nella colonizzazione di altri mondi. Il protagonista è Worthington (Jake Sully), ex marine paralizzato che accetta di partecipare a un esperimento: dar forma a un avatar, cioè una propria trasposizione genetica controllata mentalmente, che esteriormente ha le sembianze di un membro dei Navi, razza di alieni umanoidi blu e alti tre metri. L&#8217;avatar viene portato così su Pandora, il pianeta dominato dai Navi, con il compito di infiltrarsi tra gli alieni. Ma Jake si innamora di una di loro (Zoe Saldana) e si trova a dover decidere se continuare a portare avanti la missione di colonizzazione o schierarsi con la popolazione che l&#8217;ha accolto.</p>
<p>Nel caso di &#8220;9&#8243;, infine, il regista visionario Tim Burton e Timur Bekmambetov (Wanted, Nightwatch) hanno unito le forze per produrre un film d&#8217;animazione 3D con le voci di Elijah Wood, John C. Reilly, Jennifer Connelly, Martin Landau, Christopher Plummer e Crispin Glover e la musica di Danny Elfman. Il film si annuncia un capolavoro d&#8217;animazione con tinte goticheggianti e da incubo. Basato sull&#8217;omonimo corto del regista Shane Acker (www.shaneacker.com) rifatto con la computer animation. Il film parla di un mondo parallelo e surreale dove tutto, ovviamente, può e deve accadere e dove dei post-umani sono alle prese con creature minacciose.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.unita.it/news/culture/90668/natale_al_cinema_in_d">Articolo originale</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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