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	<title>luoghi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/luoghi/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "luoghi"</description>
	<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 14:31:43 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Le stagioni dell'arte]]></title>
<link>http://essentialart.wordpress.com/2009/12/04/le-stagioni-dellarte/</link>
<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 11:01:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>silviared</dc:creator>
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<description><![CDATA[La territorialità dell&#8217;arte, i luoghi in cui si possono fruire le opere, le persone che posson]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La territorialità dell&#8217;arte, i luoghi in cui si possono fruire le opere, le persone che possono fare avvicinare il pubblico agli artisti e gli artisti al diritto al lavoro sono soltanto alcuni tra i temi che si sono auspicati di portare alla luce i firmatari dell&#8217;appello di ottobre alla Presidenza della Repubblica. Una richiesta al Presidente Giorgio Napolitano per sottolineare la necessità di aprire un dibattito in merito alle politiche culturali in un paese come l&#8217;Italia che ha bisogno, più di altri, di pensare la cultura come strumento di democrazia, come patrimonio collettivo, in particolare per le nuove generazioni. A firmare sono stati i cittadini, gli esponenti attivi nel campo artistico e gli studenti. La risposta è stata quella di un impegno a realizzare le richieste di centinaia di artisti e giovani che vorrebbero vedere riconosciuto il diritto a lavorare per la cultura. Il dibattito che vorrebbe essere aperto è quello che riguarda il modo di far risplendere l&#8217;arte in un&#8217;Italia da sempre considerata il fiore all&#8217;occhiello dell&#8217;Europa per l&#8217;arte e la crescita culturale democratica.</p>
<p>Nei siti web che impazzano in questi ultimi anni si presentano opere come se fossero quelle l&#8217;oggetto della fruibilità. Per quali motivi un apprezzato artista contemporaneo è costretto a rinunciare alla sua presenza sulla scena per affidarsi alla virtualità? Dove risiede oggi l&#8217;etica della comunicazione artistica, mentre la lettera amorfa della rete condanna ai rapporti con autori automi, molto più automatici e androidi che artisti nella loro complessità? Un sito che parli di arte figurativa, della classica e ormai soppressa pittura a mano libera, che voglia privilegiare il lavoro assiduo di un formatore di figure che hanno una tattilità, un corpo solido e inimitabile, un&#8217;aura, cosa può dare allo spettatore rispetto a ciò che una tela può offrire in una galleria alla presenza dell&#8217;artista? La retorica della fede nella mostra impressionistica con i cavalletti sporchi di oli e densi di un odore a volte nauseante non minaccia la galleria on-line che si fregia della sua presenza liminare.</p>
<p>Al di sotto della fragilità liberata dalle note della presa di posizione tradizionalista risiede una situazione duplice che riequilibria la caducità della forza empatica del quadro visto dallo spettatore. Senza un visionario che osservi la sedimentazione della fibra vicina al suo sguardo l&#8217;opera non può darsi. La lingua del silenzio non ha spazi comunicativi e la poetica della figura è un dialogo continuo e incessante con la distrazione che dalla parola dell&#8217;artista arrivi alla parola dello spettatore. Due forme di chiarezza, quella della forma dell&#8217;opera e quella dell&#8217;interpretazione del pubblico che vi dà senso, sono alla base della lingua della pittura. Come molti critici tra cui Maurice Blanchot e Emilio Garroni hanno sottolineato, non esiste un&#8217;interpretazione al di fuori del linguaggio stesso della forma matura dell&#8217;opera che si presenti nuda agli occhi della mente umana. Nessuno è al di fuori della complessità sostanziale della figurabilità del senso poetico, neanche se a essere messo in discussione è un oggetto tridimensionale. L&#8217;icona sterile non è quella della tela colorata, ma è il segno privato della sua plurivocità, quindi simile a quella fotografia non palpabile che scorre davanti agli occhi mentre il mouse dissolve l&#8217;immagine della memoria.</p>
<p>Il movimento onrico dell&#8217;opera figurativa, del sogno senza rapporto con il teatro della vita nella veglia, fino al ricongiungimento con la decostruzione dell&#8217;immaginazione trova in quella circolarità una formazione che ha tante dimensioni quante sono le persone che rendono significativa la ricezione. Lo spazio che andrebbe aperto sarebbe quello reale di luoghi dedicati a chi vorrebbe poter vivere per l&#8217;arte come forma culturale: potrebbe rendere il nostro paese luogo di scambio e di apertura all&#8217;attenzione vigile e istruttiva dell&#8217;arte.</p>
<p>Silvia Redente</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[L'autunno, la caccia e il Pescatore]]></title>
<link>http://cibario.wordpress.com/2009/11/30/lautunno-la-caccia-e-il-pescatore/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 14:33:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcobolasco</dc:creator>
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<description><![CDATA[E&#8217; autunno inoltrato e questa è la stagione preferita dai gourmet. L&#8217;estate finisce e re]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" src="http://www.stefanooliva.com/images/Galleria%20ospiti/Bellusci%20Laura/Autunno.jpg" alt="" width="497" height="394" />E&#8217; autunno inoltrato e questa è la stagione preferita dai gourmet. L&#8217;estate finisce e regala grandi funghi (quest&#8217;anno straordinari), poi arrivano i primi tartufi, le castagne, fa più freddo e si aggiunge un po&#8217; di burro&#8230; Poi, ecco la cacciagione.</p>
<p>Ho avuto la fortuna di fare la mia seconda cena dell&#8217;anno <a href="http://www.dalpescatore.com" target="_blank">Dal Pescatore</a>, a Canneto. Ma in questa stagione non ero venuto mai. Alla consueta perfezione, all&#8217;accoglienza e ai tanti piatti per i quali varrebbe la pena di venire qui a piedi, in pellegrinaggio (piedini di maiale con le verze, sorbir d&#8217;agnoli e tortelli di zucca su tutti), questa volta si è aggiunta la caccia. E in particolare una lepre e una pernice indimenticabili. Cotture perfette, frollature millimetriche, profumi inebrianti, consistenze mai provate prima. Ci penso e ci ripenso da mercoledì scorso.</p>
<p>E la grandezza dei Santini è quella di saper emozionare ogni volta. E&#8217; una sensazione che provo sempre meno altrove. Qui, sempre.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Fuori dal coro ]]></title>
<link>http://catrafuse.wordpress.com/2009/11/29/fuori-dal-coro/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 13:43:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>catrafuse</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dieci anni fa tenni dei corsi all&#8217;Università di Bucarest. Tre persone resero davvero splendido]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Dieci anni fa tenni dei corsi all&#8217;Università di Bucarest. Tre persone resero davvero splendido]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Mormanno ripropone il rito di "Perciavutti"]]></title>
<link>http://slowtime.wordpress.com/2009/11/29/mormanno-ripropone-il-rito-di-perciavutti/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 08:00:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>slowtime</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dal 5 all&#8217;8 dicembre degustazioni e animazioni all&#8217;insegna di Bacco Mormanno (CS) - Quat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Dal 5 all&#8217;8 dicembre degustazioni e animazioni all&#8217;insegna di Bacco Mormanno (CS) - Quat]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[una casa a kiel]]></title>
<link>http://willyco.wordpress.com/2009/11/28/una-casa-a-kiel/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 18:38:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>willyco</dc:creator>
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<description><![CDATA[In una sera come questa, ero a Kiel, via dalla compagnia, per nausea e per tedio. E come capita, ai ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/lUnf19MQOdo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/lUnf19MQOdo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">In una sera come questa, ero a Kiel, via dalla compagnia, per nausea e per tedio. E come capita, ai cortesi insofferenti, il mare quetava le furie.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Nel buio, intenerito di chiazze gialle, davanti a me, una casa accese improvvise le luci. Tutte. Una sola figura si muoveva all&#8217;interno e passava da una stanza all&#8217;altra, incurante d&#8217;essere vista. Finchè una finestra s&#8217;aprì e le note di Chopin uscirono con la luce. Quella figura aveva addosso la solitudine della sera, voleva scrollarla di dosso e la spargeva attorno.</span></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Vi porto a "Il bar dei giovani senza fissa dimora" ]]></title>
<link>http://meucci.wordpress.com/2009/11/28/vi-porto-all-bar/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 18:36:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>meucci</dc:creator>
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<description><![CDATA[da Bussole di Ilvo Diamanti &#8211; Repubblica online (&#8230;) I bar si sono adeguati in fretta a q]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>da Bussole di Ilvo Diamanti &#8211; Repubblica online</em></p>
<p>(&#8230;) I bar si sono adeguati in fretta a questi cambiamenti sociali. Il mercato, del resto, è sempre pronto e rapido a trasformare le novità culturali sul piano dei consumi. I bar oggi non sopportano una clientela (troppo) fissa e soprattutto (troppo) stabile e stanziale. La loro offerta varia di continuo, a seconda dell&#8217;ora e del giorno. Pasticceria, macchiatoni e cappuccini per la prima colazione, poi, a metà mattina, spuntineria e all&#8217;ora di pranzo, fast food, paninoteca. Per diventare, a tardo pomeriggio e fino a sera inoltrata, luogo di happy hour, che accompagna l&#8217;aperitivo ma può anche sostituire la cena. Infine, più tardi, cambia ancora. È semi-discoteca, pub, birreria. Dalla mattina a notte inoltrata: molti bar nello stesso bar. E molte persone diverse, molti giovani diversi, da soli o in compagnia. Per cui progettare un bar &#8220;dedicato&#8221; non ha senso. È come progettare una dimora fissa per i nomadi. E i giovani, i più giovani, in fondo, sono una generazione nomade. Senza fissa dimora. Anche se risiedono a lungo, molto a lungo, nella casa dei genitori. Ma sono sempre di corsa, sempre di passaggio. Senza territorio. Non hanno un posto fisso &#8211; non ci riferiamo solo al lavoro. E, forse, neppure lo cercano. Per ora, almeno. Domani chissà. Però domani è troppo avanti, troppo in là, troppo futuro, per una società &#8211; e una generazione &#8211; dove il futuro, più che imprevedibile, è imprevisto.</p>
<p>(6 novembre 2009)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[San Severino Lucano e il Pollino a Vienna ]]></title>
<link>http://slowtime.wordpress.com/2009/11/28/san-severino-lucano-e-il-pollino-a-vienna/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 10:53:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>slowtime</dc:creator>
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<description><![CDATA[Franco Fiore e l&#39;ambasciatore Massimo Spinetti Vienna (Austria) &#8211; Il Comune di San Severin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Franco Fiore e l&#39;ambasciatore Massimo Spinetti Vienna (Austria) &#8211; Il Comune di San Severin]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Algeciras (Cadiz)]]></title>
<link>http://esserciessendo.wordpress.com/2009/11/28/algeciras-cadiz/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 10:01:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>esserciessendo</dc:creator>
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<description><![CDATA[              Ibn Abiamir, più noto come Al-Manzor, nato in Algeciras nel 940. Fù primo Ministro del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[              Ibn Abiamir, più noto come Al-Manzor, nato in Algeciras nel 940. Fù primo Ministro del]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Discoteca Pineta - Milano Marittima]]></title>
<link>http://riminiromagnastyle.wordpress.com/2009/11/26/38/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 20:59:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>riminiromagnastyle</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cubiste al centro della disco Baricentro della vita notturna, il Club Pineta è più di una semplice d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_37" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://riminiromagnastyle.wordpress.com/files/2009/11/pineta-7.jpg"><img class="size-full wp-image-37" title="Pineta-7" src="http://riminiromagnastyle.wordpress.com/files/2009/11/pineta-7.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Cubiste al centro della disco</p></div>
<p>Baricentro della vita notturna, il <strong><em>Club Pineta</em></strong> è più di una semplice discoteca: è il club più fashion d’Italia e degli anni ‘90, costituisce un vero e proprio cult per il popolo della notte.<br />
Ideale per chi ama le feste a tema e la bellezza femminile, la musica <strong>r’n’b’, la soft-house e commerciale</strong>, selezionata dai più famosi dj italiani che si alternano alla console.<br />
Un pubblico elegante, amante del buon gusto, <strong>vip ed ospiti importanti</strong>, il tutto in un ambiente raffinato ed esclusivo, impeccabile.<br />
Esibirsi e piacersi, intrecciare relazioni con altri, ballare e sentirsi superstar…questo è il segreto del Pineta.</p>
<div id="attachment_39" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://riminiromagnastyle.wordpress.com/files/2009/11/pineta-26.jpg"><img class="size-full wp-image-39" title="Pineta-26" src="http://riminiromagnastyle.wordpress.com/files/2009/11/pineta-26.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;interno del Pineta: unico ed elegante</p></div>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/EW0nVp6gaBg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/EW0nVp6gaBg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il parco di Cervia]]></title>
<link>http://riminiromagnastyle.wordpress.com/2009/11/26/il-parco-di-cervia/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 20:36:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>riminiromagnastyle</dc:creator>
<guid>http://riminiromagnastyle.wordpress.com/2009/11/26/il-parco-di-cervia/</guid>
<description><![CDATA[Verde tranquillità Splendido ed incontaminato parco naturalistico, fin dal 1963 il parco naturale di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_29" class="wp-caption alignnone" style="width: 235px"><a href="http://riminiromagnastyle.wordpress.com/files/2009/11/parco-di-cervia-7.jpg"><img class="size-medium wp-image-29" title="Parco-di-Cervia-7" src="http://riminiromagnastyle.wordpress.com/files/2009/11/parco-di-cervia-7.jpg?w=225" alt="" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Verde tranquillità</p></div>
<p>Splendido ed incontaminato parco naturalistico, fin dal <strong>1963</strong> il parco naturale di Cervia offre ai visitatori di ogni età un <strong>contatto diretto con la natur</strong>a. Attraverso un interessante percorso, il parco si snoda tra pini marittimi e rovi di more, biancospini, ginepri e piccoli laghetti dove convivono diverse specie di animali come <strong>cervi, pavoni</strong>, caprette, lepri, daini, pony, galletti, fagiani, asini, anatre, <strong>cigni</strong>, oche, nonchè numerose specie di volatili come fringuelli, corvi, cardellini e molti altri.<br />
Inoltre il nuovissimo percorso “<strong>CerviAvventura</strong>” dove esperte guide aiuteranno grandi e piccoli nell&#8217;affrontare in piena sicurezza percorsi tecnici con passarelle, ponti sospesi e tronchi.<br />
Un vero e proprio tuffo nella natura, immancabile meta per riavvicinarci all&#8217;ambiente in maniera sana, sicura e divertente.</p>
<div id="attachment_30" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://riminiromagnastyle.wordpress.com/files/2009/11/parco-di-cervia-31.jpg"><img class="size-full wp-image-30" title="Parco-di-Cervia-31" src="http://riminiromagnastyle.wordpress.com/files/2009/11/parco-di-cervia-31.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Splendidi poni all&#39;interno parco</p></div>
<p><strong>Orari di apertura:</strong><br />
Tutti i giorni<br />
dal 30 giugno al 16 settembre dalle 9,30 alle 19,30;<br />
dal 17 settembre al 4 novembre sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 18.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/pyLivpG98H0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/pyLivpG98H0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un altro Grifone e' tornato a volare nel Parco del Pollino]]></title>
<link>http://slowtime.wordpress.com/2009/11/26/un-altro-grifone-tornera-a-volare-nel-parco-del-pollino/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 16:00:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>slowtime</dc:creator>
<guid>http://slowtime.wordpress.com/2009/11/26/un-altro-grifone-tornera-a-volare-nel-parco-del-pollino/</guid>
<description><![CDATA[Il Grifone nella valle del Raganello (Ph.Roberto Fittipaldi) Civita (CS) - E&#8217; stato rilasciato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il Grifone nella valle del Raganello (Ph.Roberto Fittipaldi) Civita (CS) - E&#8217; stato rilasciato]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[si addensano]]></title>
<link>http://willyco.wordpress.com/2009/11/25/si-addensano/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 22:46:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>willyco</dc:creator>
<guid>http://willyco.wordpress.com/2009/11/25/si-addensano/</guid>
<description><![CDATA[    Si addensano le nubi, erano regali senza promessa le striature della sera.  Non durerà per sempr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;"> <span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/AzWw9CrIPMg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/AzWw9CrIPMg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;"> </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">Si addensano le nubi, erano regali senza promessa le striature della sera.  </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;"><em>Non durerà per sempre, occorre veder oltre la stagione e il giorno.</em></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">Con la notte i propositi addensano in timori: bisogna costruire solide case, per piazze lastricate in pietra; fare angoli senza fregi, come spie distratte di flussi convergenti.  </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;"><em>Ma non durerà se lo sguardo non s&#8217;allunga: a volte basta un colore per mutare una direzione.</em> </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">Costruire case, semplici d&#8217;eleganza, da beffare il tempo e</span><span style="color:#3366ff;"> giardini arabi, impudichi nel sole con gli alberi da frutto . </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">Progettare e costruire cose, tutte inutili nel giorno, prima che si sciolga la fretta che c&#8217;opprime.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;"><em>Far della costanza, solida pietra iridescente, una stella da incastonare in cielo.</em></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Prova]]></title>
<link>http://mediatecagrassano.wordpress.com/2009/11/25/prova/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 09:57:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>annalavecchia</dc:creator>
<guid>http://mediatecagrassano.wordpress.com/2009/11/25/prova/</guid>
<description><![CDATA[PROVA]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>PROVA</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LE COSE MUTANO VELOCEMENTE...(Per viaggiare basta esistere)]]></title>
<link>http://alerika.wordpress.com/?p=2263</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 19:12:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>alerika</dc:creator>
<guid>http://alerika.wordpress.com/?p=2263</guid>
<description><![CDATA[A pochi giorni di distanza , nello stesso luogo, ho scattato queste fotografie. Le ho riguardate que]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://alerika.wordpress.com/files/2009/11/varie-autunno-09-0253.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2356" title="VARIE AUTUNNO 09 025" src="http://alerika.wordpress.com/files/2009/11/varie-autunno-09-0253.jpg" alt="" width="497" height="373" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em> <a href="http://alerika.wordpress.com/files/2009/11/varie-autunno-09-0603.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2370" title="VARIE AUTUNNO 09 060" src="http://alerika.wordpress.com/files/2009/11/varie-autunno-09-0603.jpg" alt="" width="496" height="372" /></a></em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>A pochi giorni di distanza , nello stesso luogo, ho scattato queste fotografie.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Le ho riguardate questa sera e mi sono soffermata a riflettere su come alcune cose esterne ed interne a noi a volte mutano velocemente.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Tutto è in continua evoluzione, noi stessi ci modifichiamo giorno dopo giorno spesso senza neppure avere il tempo di accorgercene.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Lo so, le fotografie non sono particolarmente belle, ma ci tenevo a pubblicarle comunque anche per invitarvi ad osservare con più attenzione quello che ci circonda tutti i giorni.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Penso che a volte guardiamo con troppa superficialità ciò che siamo abituati a vedere, rischiando di perdere &#8220;viaggi gratuiti&#8221; in luoghi che solo in parte conosciamo; luoghi che se osservati con occhi nuovi ci possono aiutare ad osservare quello che fa parte del nostro mondo in modo diverso e più ampio.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Alessandra</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>&#8220;Il vero viaggio dello scoprire non consiste nel vedere paesaggi nuovi, </em></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>ma nell&#8217;avere nuovi occhi.&#8221;</em></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Marcel Proust</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>&#8212;</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>&#8220;Viaggiare? Per viaggiare basta esistere.</em></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>Passo di giorno in giorno come di stazione in stazione,</em></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>nel treno del mio corpo, o nel mio destino,</em></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>affacciato sulle strade e sulle piazze,</em></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>sui gesti e sui volti,</em></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>sempre uguali e sempre diversi</em></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>come in fondo sono i paesaggi.&#8221;</em></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>G. Pessoa</strong></p>
<p style="text-align:center;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Case Palazziate]]></title>
<link>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/24/case-palazziate/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 15:01:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediatecatricarico</dc:creator>
<guid>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/24/case-palazziate/</guid>
<description><![CDATA[Elementi determinanti dell&#8217;archittettura privata di Tricarico sono i numerosi palazzi nobiliar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="size-medium wp-image-206 alignleft" title="Arcata palazzo nobiliare" src="http://mediatecatricarico.wordpress.com/files/2009/11/dsc01116.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" />Elementi determinanti dell&#8217;archittettura privata di Tricarico sono i numerosi<strong> palazzi nobiliari </strong>o <strong><em>&#8220;case palazziate</em></strong>&#8221; individuabili anche nella stampa del 1618, che riproduce più tosto fedelmente l&#8217;attuale cetro storico.<br />
Residenze cinque-seicentesche delle ricche famiglie del <strong>Seggio della nobiltà</strong> ( <strong>Palazzo Putignani, Palazzo Ronchi, Palazzo Ferri</strong> e altri..) e del ceto più colto ( <strong>Palazzo di Notar Gliptoleo</strong>), sovrastano con la loro struttura imponente, pur nella essenzialità e severità delle linee, le modeste abitazioni contadine che le circondano. A questi edifici si affiancano, tra &#8216; 700 e &#8216;800 , i palazzi della borghesia agraria (<strong>Palazzo Santoro, Palazzo Cigliese, Palazzo di Nubila</strong>) e tutti si fortificano con il brigantaggio. <!--more--></p>
<p>Sono accomunati da una ricorrente tipologia e da alcuni caratteri planimetrici della costruzione, di probabile<img class="size-medium wp-image-205 alignright" title="Palazzo nobiliare" src="http://mediatecatricarico.wordpress.com/files/2009/11/dsc01096.jpg?w=225" alt="" width="225" height="300" /> <strong>influenza araba</strong>: passando dalla strada (spazio pubblico), al cortile (privata), pavimentato a riquadri con ciottoli di fiume e laterizi, l&#8217;ingresso è caratterizzato da un portale, per lo più sormontato dallo stemma gentilizio in pietra scolpita, materiali con cui sono lavorati pure gli stipiti delle finestre e le mensole dei balconi, arricchiti da ringhiere in ferro battuto; l&#8217;atrio, coperto o scoperto, presenta un percorso voltato o un ambiente filtro che immette nel giardino interno e, nel contempo, vi sono ubicati gli ambienti di servizio: cantine, cisterne, stalle, magazzini per le derrate alimentari di una famiglia dagli interessi agro-pastorali. Sempre nel cortile, una scala in pietra conduce al piano psuperiore adibiro a residenza.<br />
Qui il salone centrale con il suo grande camino in pietra, comunica con la cucina e la dispensa e permette anche l&#8217;accesso alle camere da letto, allo studio, alla biblioteca, e alla cappella con altare in stucco. Gli ambienti hanno volte a crociera o a padiglione realizzata in mattoncini, canne o &#8220;cucun&#8221; , nei piani inferiori anche in pietra spesso presentano pitture murali. Questi palazzi, con i loro arredi, i dipinti, le ricche biblioteche, di cui per la verità rimane poco, testimoniano la ricchezza e la cultura di famiglie locali che sapevano interesse legami con gli ambienti intellettuali di<strong> Napoli</strong>.</p>
<p>Bibliografia:<br />
<em><strong>Tricarico: Storia &#8211; Arte- Architettura</strong></em>, Carmela Biscaglia, Sabrina Lauria, Edizioni 129 , Matera pg. 59</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Convento di Santa Maria del Carmine]]></title>
<link>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/23/convento-di-santa-maria-del-carmine/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:27:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediatecatricarico</dc:creator>
<guid>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/23/convento-di-santa-maria-del-carmine/</guid>
<description><![CDATA[Convento dell&#8217; Ordine dei Carmelitani Scalzi, edificato tra il 1605 e 1626, sulle fondamenta d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-140" title="Chiesa Madonna del carmine" src="http://mediatecatricarico.wordpress.com/files/2009/11/dsc01150.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" />Convento dell&#8217;<strong> Ordine dei Carmelitani Scalzi</strong>, edificato tra il <strong>1605 e 1626</strong>, sulle fondamenta dlla chiesa di S<strong>. Maria del Soccorso</strong>, con i lasciti del nobile tricaricese <strong>Giovanni Antonio</strong> <strong>Russo</strong>, custodisce èreziose testimonianze locali di culto e di arte.</p>
<p>L&#8217; ingresso della chiesa è costituito da un portale interamente in pietra del <strong>sec. XVII</strong> la cui sommità è dominata dall&#8217; iscrizione: &#8221; <em>dumfluet unda mar scurretque per aera Phoebus/ vivet Carmeli candidus Ordo mihi. Anno Domini. 1605</em>&#8220;.<!--more--></p>
<p>La chiesa è a navata unica alle cui pareti possimo ammmirare un &#8220;Ciclo di affreschi&#8221; di P<strong>. A. Ferro</strong> raffiguranti scene di vita della Madonna sulla parete destra e scene di vita di Gesù della navata. <img class="alignright size-medium wp-image-142" title="Convento Carmine 023" src="http://mediatecatricarico.wordpress.com/files/2009/11/convento-carmine-023.jpg?w=300" alt="" width="210" height="158" />Sull&#8217;arco del presbiterio troviamo, da sinistra S<strong>. Sebastiano, S. Giorgio, S. Martino, S. Rocco.</strong> I dottori della Chiesa: <strong> S. Gerolamo, S. Gregorio, S. Ambrogio</strong>, sul sottarco da sinistra. Sulla parete sinistra del presbiterio è dipinta la Nascita di Gesù e Adorazione dei pastori e dei Magi sullato sinistro; a lato destro troviamo invece l&#8217; Angelo che avverte i pastori della nescita di Gesù e la Fuga in Egitto.<br />
Sulla parete centrale sono raffigurati Cristo Creatore del mondo, S<strong>. Francesto d&#8217; Assisi e S. Francesco di Paola</strong>, i profeti <strong>Elia ed Eliseo.</strong><br />
I sottarchi di destra e di sinistra i dodici Apostoli sulla volta troviamo: Assunzione della Madonna, Virtù morali e teologali; nei quattro rosoni : Nascita della Madonna, Presentazione al Tempio, Annunciazione, Visita di Maria a Elisabbetta. In tutta la chiesa sono presenti diverse tele di diversi autori.     </p>
<p>Bibliografia:<br />
<strong><em>Tricarico:storia-arte-architettura, </em></strong>Biscagli Carmela, Sabrina Lauria, edizioni 129, matera, (1993) pg. 69</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Convento di Santa Maria delle Grazie]]></title>
<link>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/23/convento-di-santa-maria-delle-grazie/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:00:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediatecatricarico</dc:creator>
<guid>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/23/convento-di-santa-maria-delle-grazie/</guid>
<description><![CDATA[Convento fondato dai Cappuccini negli ultimi decenni del secolo XVI e sede di questa comunità monast]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Convento fondato dai Cappuccini negli ultimi decenni del secolo XVI e sede di questa comunità monastica fino alla generale soppressione degli ordini (sec. XIX). Portale della chiesa in pietra, 1707.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Convento e chiesa di S. Antonio di Padova]]></title>
<link>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/23/convento-e-chiesa-di-s-antonio-di-padova/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 14:49:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediatecatricarico</dc:creator>
<guid>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/23/convento-e-chiesa-di-s-antonio-di-padova/</guid>
<description><![CDATA[Fu Gerolamo Sanseverino, principe di Bisignano e conte di Tricarico, che il 27 settembre 1479 ottenn]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;"><img class="alignleft size-medium wp-image-129" title="Chiesa S. Antonio" src="http://mediatecatricarico.wordpress.com/files/2009/11/dsc01128.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" />Fu <strong>Gerolamo Sanseverino</strong>, principe di <strong>Bisignano </strong>e conte di <strong>Tricarico</strong>, che il <strong>27 settembre 1479</strong> ottenne da<strong> Sisto IV</strong> la facoltà di edigere fuori le mura del paese, questo convento dei<strong> Frati Minori dell&#8217; Osservanza</strong>, uno dei primi cinque della Basilicata.</p>
<p style="text-align:left;">Ultimato nel <strong>1491 </strong>con i contributi della comunità tricaricese e dello stesso principe, fu per secoli centro della più genuina spiritualità francescana e di apostolato nelle missioni, come attesta padre <strong>Michelangelo Pacelli</strong> di Tricarico, tra i primi missionari in <strong>Etiopia</strong>, su cui scrisse un&#8217; opera. <!--more--></p>
<p style="text-align:left;">Alcuni suoi frati, di estrazione più popolare, si distinsero nel campo dell&#8217;artigianato e dell&#8217;arte, con opere ancor oggi fruibili nel convento.  Nella sua chiesa esisteva la tomba dei nobili albanesi <strong>Giovanni Mattes</strong>, sua moglie <strong>Porfida Mosaccia Scanderberg</strong> e del loro figlio, capitano di 300 stradioti albanesi, al servizio dei Sanseverino (1576). Dopo l&#8217;abbandono di fine &#8216; 800, fu affidato dall&#8217; ammiistrazione comunale al vescovo<strong> Raffaello delle Nocche</strong> e si trasformò in <strong>Casa Madre delle Discepole di Gesù Eucaristico</strong> (1923) e nella casa di riposo per i poveri ed anziani &#8220;<strong> Pia Opera di S. Antonio</strong>&#8220;, fondata nel 1926 dal sacerdote<strong> Don Pancrazio Toscano. </strong><a rel="attachment wp-att-131" href="http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/23/convento-e-chiesa-di-s-antonio-di-padova/dsc01131/"></a></p>
<p>Bibliografia:<br />
<strong><em>Tricarico: Storia- Arte- Architettura</em>;</strong> Carmela Biscaglia, Sabrina Lauria; Edizioni 129, Matera (1993) pg. 64</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Convento di San Francesco]]></title>
<link>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/23/convento-di-san-francesco/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 11:25:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediatecatricarico</dc:creator>
<guid>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/23/convento-di-san-francesco/</guid>
<description><![CDATA[Fondato nel 1314 da Tommaso Sanseverino conte di Marsico e di Tricarico e da sua moglie Sveva, è uno]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-124" title="Centro documentazione Rocco Scotellaro 021" src="http://mediatecatricarico.wordpress.com/files/2009/11/centro-documentazione-rocco-scotellaro-021.jpg?w=225" alt="" width="225" height="300" />Fondato nel 1314 da <strong>Tommaso Sanseverino</strong> conte di<strong> Marsico </strong>e di <strong>Tricarico </strong>e da sua moglie<strong> Sveva</strong>, è uno dei più antichi conventi francescani della regione, fino alla fine dell&#8217;800, sede dei Conventuali. La loro secolare presenza promosse tra la popolazione fervore mistico e pratiche devozionali, l&#8217;istituzione di confraternite e fermenti culturali, di cui restano poche testimonianze.</p>
<p>Nella chiesa esisteva una monumentale sepoltura marmorea dei <strong>Sanseverino di Bisignano</strong>, sita &#8220;in un cornu evangelii&#8221; dall&#8217;altare maggiore, ormai scomparsa come pure le numerose cappelle patronali, di cui rimane solo documentazione scritta. <!--more-->Dal refertorio del convento provenfono dipinti murali raffiguranti: &#8220;Crocifissioni&#8221;, &#8220;Hodigitria&#8221;, &#8220;S. Bartolomeo&#8221; e &#8220;S. Giacomo Minore&#8221;, attribuiti a Maestro della Bruna o alla sua bottega (metà sec. XIII), custodite in Episcopio. Se le strutture del convento sono state demolite o rimaneggiate, la chiesa invece, restaurata nel 1882 e dopo il sisma dell&#8217;80, domina sull&#8217;abitato con la sua mole elegante. Oggi le natiche mmura del convento ospitano la mediateca,biblioteca e centro di documentazione<strong> Rocco Scotellaro</strong>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chiesa di Santa Chiara]]></title>
<link>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/23/chiesa-santa-chiara/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 11:11:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediatecatricarico</dc:creator>
<guid>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/23/chiesa-santa-chiara/</guid>
<description><![CDATA[Di stile originariamente gotico, ad aula unica, anticamente coperta a capriata, avente una tribuna a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-118" title="S. Chiara " src="http://mediatecatricarico.wordpress.com/files/2009/11/s-chiara-109.jpg?w=225" alt="" width="158" height="210" />Di stile originariamente gotico, ad aula unica, anticamente coperta a capriata, avente una tribuna affrescata, un finistrone sulla parete di fondo, un muro di separazione ad arcate e colonne tra il clero e i fedeli, sui due lati finistre ad arco ogivale (dalla &#8220;santa Visita&#8221; del vescovo G. B. Santonio,sec. XVI), attualmente presenta un soffitto ligneo a cassettoni e le pareti ornate da stucchi e oro zecchino (restauro del 1852 alla Badessa suor Luisa Ippolito, in forme neo rinascimentali).Attualmente in ristrutturazione.<!--more--></p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>Bibliografia:<br />
<strong><em>Tricarico.storia-arte-architettura; </em></strong>Biscaglia Carmela, Sabrina Lauria, Edizioni 129, Matera,(1993) pg.48.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La cattedrale di Tricarico]]></title>
<link>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/23/la-catteddrale-di-tricarico/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 10:57:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediatecatricarico</dc:creator>
<guid>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/23/la-catteddrale-di-tricarico/</guid>
<description><![CDATA[Tra i secoli XI e XII il processo di latinizzazione delle strutture ecclesiastiche di Tricarico, cos]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-111" title="cattedrale" src="http://mediatecatricarico.wordpress.com/files/2009/11/dscf2163.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" />Tra i <strong>secoli XI e XII</strong> il processo di latinizzazione delle strutture ecclesiastiche di<strong> Tricarico</strong>, così come in altre aree della <strong>Basilicata,</strong> giunge a conclusione e trova un forte elemento simbolico nella costruzione della nuova Cattedrale, voluta dai<strong> Normanni</strong>, <em>dedicata all’Assunta</em>.</p>
<p>La più antica attestazione di una sede episcopale a Tricarico risale all’anno 968. La probabilità dell’esistenza di una sede episcopale tricaricense prima della dominazione normanna, non è da escludere, come pure l’esistenza di una cattedrale altomedievale connessa alla presenza del Vescovo.<!--more--> Infatti la tradizione storica locale conserva la memoria di una chiesa intitolata a<strong> S. Pietro</strong>, eretta nell’area retrostante l’attuale palazzo vescovile, dove effettivamente l’agiotoponimo (Borgo S. Pietro) ancora esiste. La costruzione della nuova cattedrale nel secolo XI, secondo una tradizione consolidata voluta da <strong>Roberto Conte di Montescaglioso</strong> nipote del<strong> Guiscardo</strong>, segna anche il consolidarsi di una lunga fase espansiva della città nella quale il nuovo edificio,esterno al nucleo altomedievale di <strong>epoca longobarda e bizantina,</strong> funziona quale cerniera tra la parte più antica dell’abitato e le aree di nuova espansione. <img class="alignright size-medium wp-image-112" title="interno Cattedrale" src="http://mediatecatricarico.wordpress.com/files/2009/11/09052008003.jpg?w=225" alt="" width="225" height="300" /></p>
<p>La storiografia ha generalmente collegato l’esistenza della nuova Cattedrale alle donazioni di <strong>Roberto di Montescaglioso</strong> a favore del Vescovo di Tricarico dei feudi di Armento e Montemurro, riportate nei documenti del 1068 e del 1070, ed alle bolle degli Arcivescovi di Acerenza,Godano ed Arnaldo del 1060 e del 1097.Le carte, poiché sono ritenute inattendibili, non possono essere considerate documenti probanti l’esi stenza della Cattedrale già alla fine del secolo XI.  L’elemento significativo per collocare la fondazione della Cattedrale in questo periodo, è, invece costituito dall’impianto basilicale della chiesa, ancora individuabile con le dovute cautele, nell’attuale edificio formato <strong>da tre navate</strong> affiancate da una serie di cappelle, da un <strong>transetto sporgente</strong> e da una <strong>zona presbiteriale</strong> suddivisa in tre ambienti quadrangolari. Le cappelle laterali e le attuali terminazioni sono il risultato di profonde trasformazioni ed aggiunte, realizzate tra i secoli XVI e XIX e documentate in numerose fonti. La pianta, senza le cappelle ed il transetto, evidenzia un impianto tripartito riconducibile alla chiesa di secolo XI. La torre campanaria, attualmente inglobata nelle aggiunte di secolo XVIII e XIX, era isolata dal complesso ed assolveva probabilmente anche a funzioni difensive dettate dalla prossimità alla principale porta urbana del perimetro fortificato normanno svevo che aveva ampliato il circuito delle mura altomedievali. La parte inferiore della massiccia struttura denota un apparecchio murario di grande qualità, formato da conci lapidei ben squadrati, che sembrano foderare una struttura preesistente. L’abside di destra risulta trasformata in locale diservizio e presenta l’archivolto occultato da un monumento sepolcrale, mentre quella di sinistra, rimossa probabilmente nel secolo XVII, appare con l’arco chiuso dalla sepoltura di mons. Delle Nocche realizzata nel 1960. La cattedrale di Tricarico costituisce oggi uno dei monumenti più complessi della regione e, per le fasi edilizie, storiche ed artistiche che la caratterizzano,sintetizza la vicenda storica del territorio circostante.</p>
<p>Bibliografia:</p>
<ul>
<li><em><strong>Tricarico:storia-arte-architettura</strong></em>;Carmela Biscaglia, Sabrina Luria;Edizioni 129, Matera, (1993) pp. 55;</li>
<li>Opuscolo &#8220;Basilicata Regine&#8221;-<strong><em> La cattedrale di Tricarico</em></strong>, Annunziata tataranno pp. 95-98</li>
</ul>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Orti Saraceni]]></title>
<link>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/23/orti-saraceni/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 10:18:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediatecatricarico</dc:creator>
<guid>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/23/orti-saraceni/</guid>
<description><![CDATA[Gli  Orti saraceni sono risalenti al sec. IX-X ed ancora in uso, testimoniano un modo sapiente delle]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-104" title="Orti Saraceni " src="http://mediatecatricarico.wordpress.com/files/2009/11/orti-saraceni-2-011.jpg?w=300" alt="" width="270" height="203" />Gli  <strong>Orti saraceni</strong> sono risalenti al <strong>sec. IX-X ed ancora in uso</strong>, testimoniano un modo sapiente delle <strong>popolazioni arabe</strong> di sfruttare i terreni, altrimenti brulli ed improduttivi.<br />
Esse, infatti, sfruttarono le loro conoscenze e capacità di insediarsi in luoghi inadatti alle coltivazioni creando numerosi giardini-frutteti terrazzati, utilizzando un ingegnoso sistema di raccolta delle acque meteoriche e sorgive.<br />
Da un&#8217;attenta lettura degli orti di <strong>Tricarico</strong> si evincono due tipi di coltivazione, uno prossimo alle mura dell&#8217;abitato, costituito per lo più da frutteti (gli orti di crinale) e l&#8217;altro posto ai piedi del crinale (gli orti di valle) adibito principalmente alla coltivazione degli ortaggi.<br />
Linkografia:<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tricarico">http://it.wikipedia.org/wiki/Tricarico</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Torre Rabatana]]></title>
<link>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/26/torre-rabatana/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 15:44:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediatecatricarico</dc:creator>
<guid>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/26/torre-rabatana/</guid>
<description><![CDATA[Verso il 980 giunsero  a Tricarico i Saraceni: entrarono dalla parte bassa del paese, la quale non e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-406" title="DSC01159" src="http://mediatecatricarico.wordpress.com/files/2009/11/dsc011591.jpg?w=225" alt="" width="135" height="180" />Verso il<strong> 980</strong> giunsero  a Tricarico i<strong> Saraceni: </strong>entrarono dalla parte bassa del paese, la quale non era difesa dalle mura di cinta, come gli altri rioni. Poichè era loro intenzione fermarsi, pensarono subito a costruire, nella parte ove mancavano, le mura con i fortilizi cominciarono così a sorgere quelle che ancora oggi sono chiamate<strong> porta e torre &#8220;Rabatana&#8221;.<!--more--><br />
</strong>Per la costruzione furono costretti a lavorare i cittadini stessi di Tricarico i quali erano trattati del tutto come schiavi; si racconta che durante i lavori i <strong>Saraceni</strong>, che si erano già bene annidati nel <strong>Castello di Pietrapertosa</strong> assalivano le popolazioni dei centri vicini, catturavano gli uomini validi e ne assegnavano 30 al giorno per la costruzione delle nouve mura; ogni sera, quindi, ne eliminavano la maggior parte uccidendoli o mandandoli in catene verso la costa, dove erano venduti come schiavi.</p>
<p>La nuova cinta muraria e la torre furono così costruite in breve tempo; la torre venne su senza pretesa artistica, ma in compenso molto solida; dovette anche avere delle piccole porte mascherate e ben difese per le uscite  improvvise e le ricognizioni. Fu sempre adibita a guardia della parte bassa di<strong> Tricarico</strong>, ed in essa i signori tennero costantemente un corpo di militari.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Rimini]]></title>
<link>http://riminiromagnastyle.wordpress.com/2009/11/26/13/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 15:02:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>riminiromagnastyle</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;immagine di questa citta&#8217; riflette svago e divertimento, sole e mare, ma Rimini sa ess]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/8NqGoLPLPdQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/8NqGoLPLPdQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>L&#8217;immagine di questa citta&#8217; riflette <strong>svago e divertimento</strong>, sole e mare, ma Rimini sa essere molto di piu&#8217;:<br />
Importante colonia romana fin dall&#8217;antichità, non nasconde le sue <strong>origini storiche</strong> ricche di cultura e fascino.<br />
Passato e presente oggi si confrontano rimanendo comunque le due grandi facce contrastanti di quella che ha saputo diventare la capitale turistica Europea delle vacanze.<br />
Di giorno come di notte la citta&#8217; si lascia ammirare e scoprire, tra importanti testimonianze del passato dall&#8217; <strong>Arco d&#8217;Augusto al Ponte di Tiberio, dal Duomo</strong> alle Mura di cinta che racchiudono in sè piazze e vie ricche di storia di un passato che racconta di gente solidale, umile ed ingegnosa che ha saputo inventare il turismo rimboccandosi le maniche e mettendo a frutto l&#8217;ingegno sognatore che con <strong>Fellini</strong> ha trovato la sua massima espressione.<br />
Vivere Rimini significa scoprire una città nuova che sa essere gioviale e piena di stimoli, <strong>intima ed affascinante</strong>, in grado di far <strong>sognare e sorridere</strong>.</p>
<div id="attachment_12" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://riminiromagnastyle.wordpress.com/files/2009/11/rimini-12.jpg"><img class="size-medium wp-image-12" title="Rimini-12" src="http://riminiromagnastyle.wordpress.com/files/2009/11/rimini-12.jpg?w=300" alt="" width="300" height="184" /></a><p class="wp-caption-text">Veduta del ponte di Tiberio</p></div>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Ritorna il "Luigiano d'Oro", premio nazionale di Ecologia]]></title>
<link>http://slowtime.wordpress.com/2009/11/26/ritorna-il-luigiano-doro-premio-nazionale-decologia/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 10:00:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>slowtime</dc:creator>
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<description><![CDATA[Paola (CS) &#8211; Il prossimo 12 dicembre a Paola, Cinema Teatro Odeon, con inizio alle ore 21.00, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Paola (CS) &#8211; Il prossimo 12 dicembre a Paola, Cinema Teatro Odeon, con inizio alle ore 21.00, ]]></content:encoded>
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