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	<title>madre &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/madre/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "madre"</description>
	<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 11:05:00 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[We Are All In This Together-Human Rights Day 2009]]></title>
<link>http://autonomieproject.wordpress.com/2009/12/09/we-are-all-in-this-together-human-rights-day-2009/</link>
<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 04:24:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>autonomieproject</dc:creator>
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<description><![CDATA[As International citizens we all remember the atrocities of World War II and the lessons to be learn]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://autonomieproject.wordpress.com/files/2009/12/3702387380_888d443cae.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2024" title="UN Building Photo By hmerinomx" src="http://autonomieproject.wordpress.com/files/2009/12/3702387380_888d443cae.jpg?w=225" alt="" width="135" height="180" /></a>As International citizens we all remember the atrocities of World War II and the lessons to be learned. However, its events like those which are vital to keep in our minds to<strong> prevent such injustices from occurring</strong> again. Which is exactly why the United Nations created <a href="http://www.un.org/en/events/humanrightsday/2009/"><strong>Human Rights Day</strong></a><strong> on December 10th.</strong> Human Rights Day has been recognized since 1950 to mark the anniversary of all participating nations in <a href="http://www.un.org/en/documents/udhr/">Universal Declaration of Human Rights</a>. Although, this day is often overshadowed by December holidays, it is of grave importance to our world and should be recognized.</p>
<p>Sadly the world has not quite learned the lessons from World War II. <strong>Violations of human rights still exist in many parts of the world today</strong>. Unfortunately, there are still people involved in <strong>genocide, slave labor, human trafficking, sexual slavery, and torture</strong>. These are alarming acts that should not even exist in this world, yet sadly for many in the world they are a harsh reality. Its days like December 10th that we should<strong> look somber upon but also let it inspire us to take action.</strong></p>
<p><a href="http://autonomieproject.wordpress.com/files/2009/12/3027041017_4111031a8d.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2025" title="Encampment for Darfur Photo By futureatlas.com" src="http://autonomieproject.wordpress.com/files/2009/12/3027041017_4111031a8d.jpg?w=300" alt="" width="180" height="135" /></a>How does one get involved? Well you can start with acknowledging the events are existing and to commemorate December 10th. But if you want to attend an event for Human Rights Day, check out the panel discussion <a href="http://www.un.org/en/events/humanrightsday/2009/pdf/HR_Day_UNHQ_Event.pdf">Race, Poverty, and Power</a> at the UN headquarters in New York. However, if New York is out of the question, <strong>consider volunteering or donating to a number of different Human Rights Organizations</strong> such as <a href="http://www.hrw.org/">Human Rights Watch</a>, <a href="http://www.humanrightsfirst.org/index.aspx">Human Rights First</a>, <a href="http://www.amnesty.org/">Amnesty International</a>, <a href="http://www.madre.org/index.php?video=1">MADRE</a>, <a href="http://www.savedarfur.org/">Save Darfur</a>, and  <a href="http://www.notforsalecampaign.org/">Not For Sale</a>. <strong>Lastly, stay informed!</strong> Do your research and pay attention to world events going on. </p>
<p>Most holidays call for celebration but not Human Rights Day. <strong>Because the world is still seeing extreme violations of human rights, there just isn&#8217;t much to celebrate.</strong> Here&#8217;s where you and I and the international community have to step in. <strong>We can not continue to stand by while these atrocities occur</strong>. After all, we are all in this together.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Do&ntilde;a Francisquita &ndash; Amadeo Vives]]></title>
<link>http://sinalefa2.wordpress.com/2009/11/30/doa-francisquita-amadeo-vives/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 23:01:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>sinalefa</dc:creator>
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<description><![CDATA[  Es una comedia lírica en tres actos que está basada en “La discreta enamorada” de Lope de Vega que]]></description>
<content:encoded><![CDATA[  Es una comedia lírica en tres actos que está basada en “La discreta enamorada” de Lope de Vega que]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dovresti tatuarti il mio nome sul palmo delle tue mani...]]></title>
<link>http://ilmondovistodaquaggiu.wordpress.com/2009/11/29/dovresti-tatuarti-il-mio-nome-sul-palmo-delle-tue-mani/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 22:21:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilmondovistodaquaggiu</dc:creator>
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<description><![CDATA[Qualcuno, non so chi, non so quando, non so dove&#8230;mi fece leggere questo pezzo&#8230; Di tanto ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Qualcuno, non so chi, non so quando, non so dove&#8230;mi fece leggere questo pezzo&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Di tanto in tanto lo rileggo&#8230;e ne scopro la bellezza.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Non incomincio con la parola “Cara” perché non so cosa scriverci dopo: mi sembra che non stia bene metterci subito il tuo nome senza premettere un appellativo&#8230;<span style="color:#000000;"> Non sei infatti semplicemente una mia amica</span>. Sai, è la prima volta che scrivo ad una suora. E non so bene come chiamarti…. I miei amici ti chiamano semplicemente <em>suora</em>, ma a me non va forse perché in me crea distanza. Il parroco ho sentito che ti chiama sorella, ma… visto l’esperienza che vivo con le mie sorelle preferisco evitare questa parola. Ieri ho sentito una signora anziana, quella che ogni giorno mette un’offerta in chiesa e che si ferma in silenzio davanti al capitello della Madonna, che ti ha chiamato madre. Mi ha colpito tale appellativo anche se, a dir la verità, mi sembrava non adeguato a te. Avrebbe dovuto chiamarti figlia, data la tua e la sua età.</span></p>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">E invece ti ha chiamato madre. C’ho pensato&#8230; <span style="color:#000000;">Anche a me piace chiamarti così anche se non capisco bene cosa significhi per te essere madre.</span> E cosa possa significare per me essere figlia, ammesso che io lo voglia essere.</span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Cara madre, allora, ti scrivo, anche se non so se avrò mai il coraggio di darti queste righe, semplicemente perché fartele leggere significa dover accettare di aver bisogno di qualcuno e ammettere di non bastare a me stessa. E come tu ben sai, io voglio invece arrangiarmi da sola, sebbene viva momenti in cui sono non solo abbandonata ma anche devastata. Non sto qui a dirti i motivi o i fatti, a raccontarti le sconfitte della vita. Ti dico solo che è proprio brutto sentirsi abbandonati: è come vagare in mezzo alla gente ed essere ignorati. Penso che sia la povertà più grande che un uomo, che una donna possano sperimentare. Quando a volte sento che non c’è nessuno che si prende cura di me e che mi degna di uno sguardo… mi sembra di morire e tocco con mano che l’amore altrui è più importante dell’ossigeno che respiro. </span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Cara madre, se vuoi far onore a questo appellativo che ti do, ti chiedo innanzitutto di aver cura di me, di guardarmi negli occhi, anche se non lo vorrei perché so quello che uno vi può vedere, per riaccendere in me quella speranza di cui ho bisogno e che ora non trovo più. Da qualche parte ho letto che Dio ha scritto il nostro nome sulle palme delle sue mani. Fallo anche tu, madre, non con la biro però, bensì con un inchiostro indelebile. Anzi, se mi vuoi davvero bene dovresti tatuarti il mio nome sul palmo delle tue mani: fallo, perché non voglio essere dimenticata o diventare uno dei tanti volti che incontri e che poi metti in archivio. Ho bisogno di essere amata in modo unico e irripetibile. Non dirmi che i miei problemi sono anche quelli di altri perché anche nel dolore voglio essere unica. Accompagnami dandomi del tempo, ma ancor più interessandoti di me, ricordandoti di me, facendomi sentire sulla pelle che c’è almeno una persona su questa terra per la quale conto qualcosa. Ti chiedo di far tu il primo passo: io non penso di esserne capace. Non ti chiedo cose particolari; a me basta stare vicino ad una persona da cui so di essere amata. A me basta sapere di essere speciale almeno per qualcuno, fosse anche una sola persona. E questa potresti essere proprio tu. Non tirarti indietro perché il buon Dio, se c’è, potrebbe aver pensato proprio a te per rendere fertile la terra della esistenza, ora inaridita, e convertire la mia vita facendola diventare una splendida corona, e non una corona di spine che non sono ancora capace di portare.</span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Cara madre, dato che sono in vena di richieste, te ne faccio un’altra. Ti chiedo di ridarmi la capacità di sognare in grande. Non so quali siano le tue capacità o le tue mansioni. So che nella Chiesa c’è chi predica, chi guarisce, chi fa profezie, chi impara mille lingue… Ma poco importa: non penso che il buon Dio, se c’è, faccia differenze tra voi perché una sa fare una cosa e una un’altra. Anche perché non ti voglio bene per quello che sai fare ma per quello che sei per me. È quello che tu sei che mi seduce e affascina e che a volte mi fa provare una sana invidia per la tua vita. Ti chiedo di accompagnarmi verso quei sogni che fin da bambina ho coltivato e che ora, in questa mia avventurosa adolescenza che non vuol finire, sembrano svaniti. Te lo chiedo perché so che farò e sarò qualcosa di grande solo se oserò sognare. Ma la tentazione di smettere di sognare è grande. </span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Sai, una volta ho pensato, nella mia poca fede, che anche Dio sogna, e che anche lui quando da lassù guarda le vicende di questo mondo, ha la tentazione di smettere di sognare… Ho pensato a questa cosa nell’ultimo venerdì santo quando, durante la lettura di quel lungo vangelo che non finisce mai che si legge in quel giorno, ho sentito le parole di Gesù in croce che diceva: «Dio mio, Dio mio, perché mi ha abbandonato?». Quel giorno tutti i sogni potevano morire… Invece non è accaduto. I giorni scorsi mi son scritta su un foglietto una frase di mia nonna che, terminato il suo silenzioso rosario, mi ha detto: «Sai piccola, ho scoperto un mistero nuovo». Pensavo si riferisse a qualche strano evento inspiegabile riguardante il suo oscuro passato… Poi ho capito che si riferiva al rosario. Mi ha detto: «Ho aggiunto un mistero che dice: <em>Contempliamo Maria ai piedi della croce che piange ma non dispera</em>». Interessante… piangere ma non disperare. Immediatamente ho ripensato a quella frase «Dio mio, Dio mio, perché mi ha abbandonato?» e mi son detta che Maria in quel momento nel pianto ha sperato al posto di suo figlio. Ecco madre, spera anche tu al posto mio quando straccio la speranza buttandola nel cestino della spazzatura della mia vita. Ti prego: non disperare mai di me.</span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Cara madre, questo nome con cui mi rivolgo a te e che mi sta diventando familiare, mia nonna lo usa sempre in riferimento a Maria di Nazareth. C’è per caso qualcosa che vi accomuna? Non so perché, ma mi verrebbe da dire: «Spero di sì».</span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Sai, ti ho obbedito. Ho letto quel foglietto in cui si racconta del primo miracolo di Gesù, quello fatto a Cana. E dir la verità mi è sembrato un po’ buffo scoprire che il primo miracolo è consistito nel trasformare dell’acqua in vino. Sarebbe stato meglio se Gesù avesse cominciato con un miracolo un po’ più utile… Scusami se mi permetto, ma penso che il vero miracolo sia un altro. È il fatto che Gesù, che è Dio, così almeno mi hai insegnato, ha obbedito a sua madre. Che storia strana: il creatore che obbedisce alla creatura. Forse è questo il miracolo che vorrei che si realizzasse anche nella mia vita: scoprire di avere qualcuno a cui obbedire, scoprire di avere una madre di cui fidarmi ciecamente semplicemente perché mi vuol bene. Sai, quando penso a Maria penso sempre che dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna. Vorrei che anche dietro le quinte della mia vita ci fosse qualcuno…</span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Ti confesso che comunque è un altro il particolare che mi ha colpito. Il testo che mi hai dato termina così: «Dopo questo fatto, discese a Cafarnao insieme con sua madre, i fratelli e i suoi discepoli». Beh… sull’atlante ho visto che da Cana a Cafarnao c’è un po’di strada: Cafarnao non era proprio dietro l’angolo. Nella mia curiosità, che tante volte è la mia salvezza, ho scoperto che ci sono 26 chilometri ovvero almeno un giorno pieno di cammino. Ma io mi chiedo: che cosa si saranno detti in quel giorno di cammino Gesù e sua madre? Hanno camminato un giorno insieme dicendosi che cosa? Mah… Forse sua madre gli ha detto perché aveva osato tanto a Cana o Gesù gli ha detto perché ha obbedito. Fatto sta che hanno camminato un giorno intero insieme e non penso che Gesù camminasse più veloce e non aspettasse sua madre. Hanno camminato insieme, fianco a fianco, forse semplicemente cercando di cogliere quanto stava avvenendo nella loro vita attraverso i segni che si realizzavano. </span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Cara madre, puoi fare lo stesso con me? Mi puoi camminare a fianco e leggere tra le pieghe e le piaghe della mia vita quello che mi sta succedendo? Non ti chiedo abilità particolari, ti chiedo solo di esserci, di avere il mio passo per portarmi a camminare come cammini tu.</span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Termino questa mia lettera facendoti una confessione. Io, quel Gesù di cui tu parli tanto, e di cui sembri essere innamorata, non l’ho ancora incontrato. E chissà quando lo incontrerò, ammesso che esista. Ma per il bene che mi vuoi ho la certezza che un giorno dirò: «Io Gesù l’ho incontrato. L‘ho incontrato negli occhi di mia madre».</span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;"> </span></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La madre di Brenda a Roma: “Oggi è un giorno tristissimo, è il suo compleanno”]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/29/madre-di-brenda-a-roma-%e2%80%9cgiorno-tristissimo-oggi-e-suo-compleanno%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 07:31:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[La madre di Brenda è arrivata a Roma per rendere omaggio al figlio trans: «Oggi per me è un giorno t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La madre di Brenda è arrivata a Roma per rendere omaggio al figlio trans: «Oggi per me è un giorno t]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[&iquest;Por qu&eacute; tenemos el agujerito del ombligo?]]></title>
<link>http://sinalefa2.wordpress.com/2009/11/29/por-qu-tenemos-el-agujerito-del-ombligo/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 23:01:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>sinalefa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cuando antes de nacer, el niño se encuentra en el interior de la madre, no se alimenta por la boca c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Cuando antes de nacer, el niño se encuentra en el interior de la madre, no se alimenta por la boca c]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[UNO SPOT SULL'AUTISMO]]></title>
<link>http://autismoincazziamoci.org/2009/11/28/uno-spot-sullautismo/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 20:36:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Autismo Incazziamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Copio-incollo da BROTTURE, il blog di Fabio Brotto Questo spot, realizzato per la federazione (FANTA]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#ff6600;"><strong>Copio-incollo <a href="http://brotture.wordpress.com/2009/11/28/uno-spot-sullautismo/#more-2613" target="_blank"><em>da <span style="text-decoration:underline;">BROTTURE</span></em>,</a> il <a href="http://brotture.wordpress.com" target="_blank"><span style="color:#0000ff;"><span style="text-decoration:underline;">blog di Fabio Brotto</span></span></a></strong></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/KO9nmsUpgUU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/KO9nmsUpgUU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Questo spot, realizzato per la federazione (<a href="http://www.fantasiautismo.org/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">FANTASiA</span></a>), che riunisce le tre associazioni nazionali più serie e più documentate sulla ricerca scientifica che esistano oggi in Italia, richiede un’analisi attenta, e il più possibile razionale. Purtroppo, e con mia grande amarezza, risulta immediatamente che <strong>si tratta di uno spot radicalmente sbagliato, e anche controproducente</strong>.</p>
<p>Ho già verificato una prima cosa: chi non sa nulla di autismo da questo spot non trae alcuna informazione reale (e corretta), anzi non capisce assolutamente niente. Inoltre, come oggi capita in molti spot publicitari, la “storia”, e in questo caso la recitazione, tesa e drammatica, oscura il messaggio. E dal messaggio una cosa che un inesperto capisce è che gli autistici non parlano e scappano, mentre la realtà è che molti di loro parlano (anche troppo) e non scappano affatto.<br />
Recitazione e contenuto hanno qui un carattere del tutto tragico. Sembra un brano di tragedia greca. L’attrice, l’anziana Giulia Lazzarini, potrebbe essere Ecuba, o meglio ancora Giocasta, la madre di Edipo.<br />
Non c’è una famiglia, ma una madre isolata. E questo è l’errore capitale. Qualsiasi difesa dello spot che punti sulla volontà di colpire duramente l’opinione pubblica, con una sorta di shock salutare, che risvegli le coscienze, urta qui contro uno scoglio insuperabile: <strong>si è messa in scena, ancora una volta, la Madre</strong>. La madre irrelata, assolutamente sola, senza l’uomo, senza la famiglia. Ma la scienza da tempo ha dimostrato che l<strong>’autismo non sorge dalla relazione distorta madre-figlio, come qualunque spettatore sprovveduto</strong> (la maggioranza degli spettatori)<strong> invece penserà, inevitabilmente, dopo aver visto lo spot</strong>.<br />
La percezione che si ha dalla visione della Lazzarini, che dice : “Io ti ho fatto nascere”, “Io ti ho allattato” è quella di un’oscura colpa, di un destino misterioso e irrevocabile. Manca solo l’indovino Tiresia. E, appunto, la Madre dice Io, Io, come se esistesse solo il rapporto Madre-Figlio. Questo spot è letale.</p>
<p>Se lo spot fosse stato pensato da un lacaniano sarebbe stato perfettamente uguale: incombe sulla protagonista e sul suo invisibile figlio l’ombra dell’Altro Persecutore.<br />
Lo spot comunica soltanto angoscia profonda, e vi è uno squilibrio totale tra l’elemento tragico, incarnato nella potente figura della madre, e la speranza evocata dalla voce alla fine, debole e ridotta all’invito a parlare e alla comunicazione  dell’indirizzo di un sito web. <strong>Alla disperazione incarnata da una figura reale si dovrebbero contrapporre, all’interno di un messaggio che dovrebbe veicolare anche speranza, altre figure, non parole disincarnate, che suonano vane.</strong><br />
C’è molto da ripensare, e subito, da parte dei vertici di <strong>FANTASi</strong>A. Che forse di comunicazione capiscono poco, molto poco.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[UNA MADRE?....NO MEGLIO IL CAGNOLINO]]></title>
<link>http://speradisole.wordpress.com/2009/11/28/una-madre-no-meglio-il-cagnolino/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 12:42:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>speradisole</dc:creator>
<guid>http://speradisole.wordpress.com/2009/11/28/una-madre-no-meglio-il-cagnolino/</guid>
<description><![CDATA[ UN CENNO D’AFFETTO AD UNA MADRE? ..NO, MEGLIO IL CAGNOLINO  Il treno sul quale viaggiavo si era fer]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> <strong>UN CENNO D’AFFETTO AD UNA MADRE? ..NO, MEGLIO IL CAGNOLINO</strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1582" title="treno_rif_trenovsauto" src="http://speradisole.wordpress.com/files/2009/10/treno_rif_trenovsauto.jpg?w=150" alt="treno_rif_trenovsauto" width="150" height="85" /> Il treno sul quale viaggiavo si era fermato alla stazione di Torino. E’ una sosta piuttosto lunga, come capita spesso. Ero seduta in uno di quei vagoni pullman, accanto al finestrino, dal lato della banchina. Esattamente di fronte a me, dall’altra parte del corridoio, ha preso posto una coppia con un cagnolino e molte valigie. Lui doveva essere americano o inglese, faccia anonima e fisico asciutto, sulla sessantina. Lei, che era italiana, aveva quell’età perfettamente in bilico tra maturità e vecchiaia, quando il corpo comincia a inabissarsi in se stesso, come se sprofondasse nelle sabbie mobili, con il collo gelatinoso e i lineamenti della faccia che iniziano a perdere definizione. Più tardi ho capito che da Milano sarebbero andati a Londra, dove probabilmente vivevano.</strong></p>
<p><strong>Voltandomi verso il binario ho visto una signora molto anziana che faceva ampi gesti di saluto: mi ha colpito perché pioveva a dirotto e lei era l’unica persona ferma lì fuori. Nonostante si riparasse sotto un grande ombrello nero era già bagnata. Mi sono guardata intorno per capire a chi si rivolgesse, ma nessuno tra noi dava segno di conoscerla. Allora lei ha iniziato a bussare al mio finestrino, lo sguardo rivolto alla coppia con il cagnolino che nel frattempo si era rivelato un animale isterico che tremava, mugolava e abbaiava contemporaneamente. Infatti i due, dopo aver armeggiato per un po’ con i bagagli, si stavano dedicando ai suoi disagi, e mentre lei lo teneva in braccio avvolto in una giacca di lana parlandogli sottovoce, consolandolo con baci e carezze, lui cercava di infilargli amorevolmente in bocca non so quale calmante. La vecchia signora intanto si era messa a battere contro il vetro con un anello, per fare più rumore, cercando così di attirare la loro attenzione: chiedeva un ultimo saluto, si capiva che ci teneva. Aveva appunto l’espressione che hanno  i bambini quando qualcosa li delude enormemente ma non osano protestare e sono sull’orlo del pianto, indecisi tra la disperazione e la rabbia.</strong></p>
<p><strong>Allora non ne ho potuto più e ho detto a quei tizi che già detestavo che una persona stava cercando di salutarli: lei ha distolto per una frazione di secondo gli occhi dal suo cane psicotico. Ha detto “Ah, mia madre”, le ha fatto un brevissimo ciao senza neanche muovere le lebbra, distratto e seccato ed è tornata alla sua ragione di vita.</strong></p>
<p><strong>La madre  è rimasta lì, con il suo ombrello grondante, la faccia accartocciata, la mano a mezz’aria mentre il treno ripartiva. L’ho salutata io, per solidarietà umana, consapevole di un gesto inutile. Ma avrei voluto gridare a quella donna che si comportava come una giovane puerpera con il suo surrogato di neonato (dal primo momento che li ho visti ho immaginato che quei due non avessero figli): ma cosa crede, di essere un’adolescente imbronciata in gita scolastica? Quanti anni pensa che possa ancora vivere sua madre? Quanto tempo crede vi resti per stare insieme? E quanti altri saluti vi riserverà la vita? Gli addii  alla nostra età sono una cosa seria, dovremmo sempre separaci dalle persone che amiamo come fosse l’ultima… Quale idea di futuro ha in testa per permettersi di lasciarla in modo tanto sciatto, vacuo e crudele?</strong></p>
<p>(Iaia Caputo- Le donne non invecchiano mai)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[tu existencia]]></title>
<link>http://estaesquinaesmia.wordpress.com/2009/11/27/tu-existencia/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 04:02:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>nat</dc:creator>
<guid>http://estaesquinaesmia.wordpress.com/2009/11/27/tu-existencia/</guid>
<description><![CDATA[Viernes por la noche. No voy a salir. Desde hace mucho que no lo he hecho, no por falta de invitacio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Viernes por la noche. No voy a salir. Desde hace mucho que no lo he hecho, no por falta de invitaciones o recursos sino porque desde algunos meses mi vida ha cambiado demasiado, no me molesta, en realidad me siento bien. Es hora de que vayas a dormir. Preparo tu cama mientras juegas con tu camión favorito.</p>
<p>Siempre me preguntas por tu padre, en realidad no lo conoces, la verdad es que desde que se enteró de tu existencia él no quiso saber de ti. No te miento sobre él. Lo quise mucho, pero parece que él no a mí, a nosotros. Si me pidiera conocerte no te negara, tú eres lo que nosotros fuimos alguna vez. Pero el abandono es imperdonable, sabes? Jamás soportaría que intente alejarme de ti. No quiero que tengas rencor por él, solo que sepas cuál fue su posición con respecto a ti.</p>
<p>Es interesante cómo cambiamos, jamás pensé que me sucedería esto, pero no me arrepiento. Las cosas son un poco difíciles, pero cada una vale la pena. Por ahora solo estamos los dos. Mientras a ti no te falte nada yo estaré bien.</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Catamarca busca a Sandra Mabel Madueño]]></title>
<link>http://infocatamarca.wordpress.com/2009/11/28/catamarca-busca-a-sandra-mabel-madueno/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 01:12:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>webmaster</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sandra Mabel Madueño foto diario el Ancasti La policía busca intensamente a una mamá de dos pequeños]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone" title="sandra mabel madueño" src="http://img266.imageshack.us/img266/2691/sandramabelmadueo.jpg" alt="" width="206" height="212" /><br />
Sandra Mabel Madueño foto diario el Ancasti</p>
<p>La policía busca intensamente a una mamá de dos pequeños nenes que se encuentra desaparecida desde el lunes pasado. Según se informó, se trata de Sandra Mabel Madueño, de 29 años, quien vive en una pensión ubicada en calle Prado al 900.</p>
<p>La denuncia de desaparición fue realizada por un hermano de la mujer, quien indicó que la última vez que Sandra fue vista fue en inmediaciones de la avenida Manuel Navarro el lunes por la tarde, donde realiza trabajos domésticos.<br />
A raíz de la denuncia, y la desaparición, la justicia investiga también a un hombre que estaría manteniendo una relación amorosa con la mujer.</p>
<p>Por el momento ayer se llevaron a cabo allanamientos y rastrillajes por distintas zonas de la ciudad, con el propósito de dar con el paradero de la mujer. También se tomaron declaraciones testimoniales de vecinos, familiares y amigos de Sandra, a fin de obtener datos que permitan avanzar hacia una hipótesis firme.</p>
<p>fuente: http://www.catamarcactual.com.ar/</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Difficoltà a restare incinta e a tenere la gravidanza (da La tenerezza dell'eros)]]></title>
<link>http://gigicortesi.wordpress.com/2009/11/27/difficolta-a-concepire-e-a-tenere-la-gravidanza-da-la-tenerezza-delleros/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 20:51:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gigi Cortesi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Rita1 non riusciva a rimanere incinta. Per anni si era sottoposta all’inseminazione artificiale, ma ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;">Rita</span></span><sup><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"><a name="sdfootnote1anc" href="http://gigicortesi.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote1sym"><sup>1</sup></a></span></span></sup><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"> non riusciva a rimanere incinta. Per anni si era sottoposta all’inseminazione artificiale, ma regolarmente aveva ogni volta perduto il bambino dopo pochi giorni, con grave frustrazione assommata alla lunga sequela di visite e visite e alla lacerante esperienza della laparotomia. Il marito di Rita, un uomo con un Sé poco confermato</span></span><sup><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"><a name="sdfootnote2anc" href="http://gigicortesi.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote2sym"><sup>2</sup></a></span></span></sup><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"> e una autostima non molto adeguata, intratteneva con la moglie una relazione giocata solo sulla paura di perderla e sul controllo, non tale cioè da avviare un dialogo che potesse aiutarli in funzione strutturante e identificativa e tale da dare profondità a entrambi. La struttura di personalità di Rita presentava, d’altro lato, una certa dose di rabbia isterica aggravata da alcuni nodi di area psicotica dovuti a forti carenze nella relazione con una madre</span></span><sup><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"><a name="sdfootnote3anc" href="http://gigicortesi.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote3sym"><sup>3</sup></a></span></span></sup><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"> non molto adeguata e incapace di contenere emotivamente e affettivamente la figlia.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;">Rita a livello inconscio profondo presentava una percezione del Sé corporeo come di un’unica vaga e indistinta cavità, percezione tale da darle, sempre a livello profondo e inconscio, la percezione di una altrettanto vaga e indistinta sovrapponibilità dei tre orifizi (bocca, vagina, ano), che fungevano d’accesso o d’uscita nei confronti di quell’unica cavità. Non a caso Rita parlava molto e a getto immediato e continuo, del tutto incapace di tenere un segreto, un’emozione; mangiava in fretta; defecava subito e spesso, vittima di una “colite cronica”; e, come si è detto, abortiva ripetutamente, a pochi giorni dal concepimento. Era come se l’unica vaga e indistinta cavità, che a livello profondo costituiva il suo Sé corporeo, non potesse contenere né segreti e parole, né feci, né frutti di concepimento; era come se da parte di tutti e tre gli orifizi fosse impossibile trattenere i contenuti. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;">Con questa donna i medici da una decina d’anni imperversavano fino, da ultimo, a giungere a prognosi del tutto negative e sconfortanti circa la possibilità di portare a termine una gravidanza, non vedendo, a mio parere, che la vera radice del problema di Rita era non medica o fisica, ma psicologica e relazionale. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;">Bastò infatti una psicoterapia di pochi mesi, che abituasse Rita a sapere tacere, unendo il gusto del silenzio a quello della parola (sapere tacere o anche soltanto sapere rinviare nel tempo una comunicazione fu per lei una enorme, decisiva conquista), avviandola a una più equilibrata e più consaputa gestione relazionale della sua bocca e della sua comunicazione verbale. Fondamentale fu per lei la prescrizione di non dire nulla ad alcuno del contenuto delle sedute, in particolare al marito, che, controllante, voleva sapere ogni cosa, e alla sorella, suo vero e proprio </span></span><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"><em>alter ego</em></span></span><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;">. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;">Rita scoprì il gusto di “tenersi dentro”</span></span><sup><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"><a name="sdfootnote4anc" href="http://gigicortesi.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote4sym"><sup>4</sup></a></span></span></sup><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"> qualcosa, tenendolo almeno per un po’ tutto per sé, senza buttarlo </span></span><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"><em>fuori</em></span></span><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"> subito; scoprì il gusto di potere elaborare </span></span><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"><em>dentro</em></span></span><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"> di sé le cose che “si teneva dentro”, di poterci ragionare su per una settimana intera prima di poterne riparlare con me in seduta. Questo le diede il gusto della propria intelligenza e della propria ragione e soprattutto le diede la percezione e il vissuto in un primo tempo della seduta terapeutica e in un secondo tempo di sé stessa come di una </span></span><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"><em>cavità</em></span></span><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"> definita, trasformante, piacevolmente elaborante, capace di “tenere dentro” e di “fare proprio”. Corollario non insignificante, il marito dovette, a sua volta, imparare a elaborare nuove tecniche relazionali con la moglie, cominciando a sostituire gli abituali interrogatori controllanti con approcci più rispettosi e più capaci di attenzione e ascolto, più mirati a cogliere le intenzioni di Rita che a carpirne le informazioni (in parallelo la psicoterapia lavorò sull’autostima del marito, così da portarlo a viversi come persona interessante, tale da non essere obbligato a controllare Rita, temendo di perderla). Dopo solo quattro o cinque sedute Rita cominciò, guarda caso, a mangiare con più gusto, sedendosi con calma a tavola e prendendo piacere dai cibi e dalla compagnia del marito; la colite poi quasi magicamente sparì del tutto, alla faccia della sua dichiarata “cronicità”. Cinque mesi dopo Rita era incinta, non più timorosa di perdere la gravidanza, ma piacevolmente presa da questa sua esperienza, curiosa di questo suo “tenere dentro”, come se si trattasse del suo primo vero concepimento e della sua prima vera gravidanza. Dopo nove mesi esatti dal concepimento è nata Giada, una bellissima bambina dagli occhi di cerbiatto. </span></span></p>
<div id="sdfootnote1">
<p><span style="font-family:Garamond, serif;"><a name="sdfootnote1sym" href="http://gigicortesi.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote1anc">1</a> È figlia primogenita, con una sorella di poco più giovane.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote2">
<p><span style="font-family:Garamond, serif;"><a name="sdfootnote2sym" href="http://gigicortesi.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote2anc">2</a> Si tratta di Vincenzo, un secondogenito concepito non molto volentieri dalla madre, quando il fratello primogenito non aveva ancora compiuto l’anno; pochi mesi dopo la nascita di Vincenzo, venne poi concepito il terzogenito. Come si può notare anche solo da questa rapida sequenza di concepimenti e di nascite, per Vincenzo non ci fu molta possibilità di essere oggetto della attenzione e dell’abbraccio materni: la madre appoggiava il biberon sul cuscino, così che Vincenzo doveva da solo arrangiarsi a succhiare senza che nessuno lo abbracciasse e sostenesse sia lui che il suo biberon.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote3">
<p><span style="font-family:Garamond, serif;"><a name="sdfootnote3sym" href="http://gigicortesi.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote3anc">3</a> La madre di Rita fu una bambina poco amata e guardata e, come spesso capita alle figlie poco amate e guardate, fu vittima di un abuso in età preadolescenziale, di cui nessuno si preoccupò e che solo la terapia in atto fece emergere dal buio dei ricordi; con entrambe le figlie ebbe scarsa capacità di contenimento e di empatia; non a caso, quando l’unica sorella di Rita da bimba venne a sua volta abusata, non ne parlò con il marito e si limitò a inviare la figlia solo un paio di volte da un sedicente psicologo, senza peraltro dirgli il perché gli inviava la figlia.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote4">
<p><span style="font-family:Garamond, serif;"><a name="sdfootnote4sym" href="http://gigicortesi.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote4anc">4</a> Giocai molto, nel corso della psicoterapia, sull’uso di questa espressione, rinforzandola spesso con gesti delle braccia e delle mani che contribuissero a dare l’idea visiva del contenere, dell’avvolgere; accompagnavo spesso la parola al disegno, facendo, come se fosse per caso, cerchi sul foglio che stava sul tavolo tra me e Rita, cerchi sempre più grandi e dalla circonferenza sempre bene marcata. Le parole, le espressioni e i gesti, se bene posti e riproposti, hanno un forte valore strutturante, sinesteticamente poi interrogano più livelli coscienziali e percettivi.</span></p>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Madre]]></title>
<link>http://edymoreno.wordpress.com/2009/11/27/madre/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 20:05:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Edy Moreno</dc:creator>
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<description><![CDATA[Para mi querida madre María Ramírez Zavalela con lodo mi amor. Eres una víspera de alegría tan fuert]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://edymoreno.wordpress.com/files/2009/11/04-madre.jpg"><img src="http://edymoreno.wordpress.com/files/2009/11/04-madre.jpg?w=106" alt="" title="Madre" width="106" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-87" /></a>
<div style="font-size:.75em;text-align:right;">Para mi querida madre María Ramírez Zavalela con lodo mi amor.</div>
<p>Eres una víspera de alegría<br />
tan fuerte que siempre nos une<br />
Madre alumbras nuestro camino<br />
para no torcer nuestro destino.<!--more--><br />
La vida das por tus hijos<br />
con el corazón destellante de amor y agonía.<br />
El sublime candor de tu rostro<br />
y el reflejo de tu mirada<br />
que transcurre en el tiempo<br />
de las lágrimas caídas<br />
de tu sufrimiento en soledad.<br />
¡No llores¡&#8230; ¡no llores ¡madre<br />
por algo que todo es pasajero en el tiempo,<br />
en la vida, en el mundo, en el universo.<br />
Ese sufrimiento no será eterno<br />
pues pronto una aurora con tus hijos verás.<br />
Ten seguro madre querida<br />
que el tiempo transcurrirá<br />
y el sufrimiento y agonía<br />
pronto se esfumará.<br />
No habrá barreras ni obstáculos<br />
que me impida ver tu rostro<br />
en una ondulada felicidad.<br />
Aquel arco iris venidero<br />
siempre nos prometa<br />
que nos unirá eternamente<br />
con amor y felicidad.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mediación Familiar, otra forma de solucionar conflictos.]]></title>
<link>http://instruccionuno.wordpress.com/2009/11/27/mediacion-familiar-otra-forma-de-solucionar-conflictos/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 11:39:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Blanca</dc:creator>
<guid>http://instruccionuno.wordpress.com/2009/11/27/mediacion-familiar-otra-forma-de-solucionar-conflictos/</guid>
<description><![CDATA[MEDIACIÓN FAMILIAR    La mediación, es un proceso, en el cual, un tercero, el mediador ayuda a los p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#ff6600;"><strong>MEDIACIÓN FAMILIAR</strong></span></p>
<p>   La <strong><em>mediación</em></strong>, es un proceso, en el cual, un tercero, el mediador ayuda a los participantes a la resolución de un conflicto. Esta solución debe ser aceptada por ambas partes, permitiendo si es necesario, la continuidad de las relaciones entre las personas involucradas en el conflicto.</p>
<p>   A través de la <strong><span style="color:#ff6600;">Mediación familiar</span></strong>, las personas que se encuentren inmersas en una <strong><em>situación de conflicto</em></strong>, bien sea con su pareja, sus hijos, sus padres o cualquier otro miembro de su entorno familiar pueden recibir la ayuda necesaria para resolver sus problemas sin necesidad de acudir a la autoridad judicial pertinente. La mediación familiar no es terapia familiar y tiene su fundamento en la equidad, privacidad, en la libertad de las personas para solucionar sus propios asuntos.</p>
<p>   El <strong>mediador </strong>es un <em>experto en el arte de devolver a las partes su capacidad negociadora</em>, permitiendoles recuperar la gestión de la vida familiar acordando soluciones beneficiosas.</p>
<p>   Hay que tener muy en cuenta, que la familia que llega a la mediación, está viviendo un momento que se puede considerar como &#8220;crisis&#8221;, y esto significa que los sujetos seguramente tendrán malestares emocionales. Todas las familias tienen los recursos necesarios para resolver estos problemas, pero hay veces que estas negociaciones fallan debido a la falta de comunicación desde hace mucho tiempo, exceso en el número de problemas&#8230; por lo que necesitan de una persona objetiva, exterior al ámbito familiar, que los ayude, y este sujeto externo es el mediador.</p>
<p><strong><em>OBJETIVOS DE LA MEDIACIÓN FAMILIAR</em></strong></p>
<p>-Ayudar a los progenitores en situación de &#8220;crisis&#8221; a tomar las decisiones pactadas, lo que favorecerá la actitud de los hijos con respecto a ellos.</p>
<p>-Facilitar a los progenitores el contacto con los hijos.</p>
<p>-Es una alternativa al litigio judicial.</p>
<p>-Los acuerdos alcanzados serán en su mayoría duraderos y estables en el tiempo.</p>
<p>-La mediación apunta por una reestructuración familiar.</p>
<p>Pero a parte de todo lo anterior, la Madiación, también puede darse en otras situaciones:</p>
<p>-Dificultades en la pareja, en casos de toma de decisiones como donde vivir, si conviene un cambio de trabajo, educación de los hijos&#8230;</p>
<p>-Cuando hay dificultades en las relaciones entre padres e hijos.</p>
<p>-Problemas encontrados por el reparto de una herencia.</p>
<p>De esta forma, la mediación se encuentra como un modelo adecuado para la resolución de conflictos familiares en genera y en casos de separación o divorcio en particular.<a href="http://instruccionuno.wordpress.com/files/2009/11/mediacion-familiar.jpg">  </a></p>
<p>                                     <img title="Mediación Familiar" src="http://instruccionuno.wordpress.com/files/2009/11/mediacion-familiar.jpg" alt="" width="185" height="157" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Me gusta como soy (para la autoestima)]]></title>
<link>http://sinalefa2.wordpress.com/2009/11/27/me-gusta-como-soy-para-la-autoestima/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 23:01:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>sinalefa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Había una vez, un chico que tenía el pelo color blanco, pero blanco-blanquísimo, como la nieve, como]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Había una vez, un chico que tenía el pelo color blanco, pero blanco-blanquísimo, como la nieve, como]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Déjate Caer]]></title>
<link>http://mrspeer.wordpress.com/2009/11/25/dejate-caer/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 05:55:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>srspeer</dc:creator>
<guid>http://mrspeer.wordpress.com/2009/11/25/dejate-caer/</guid>
<description><![CDATA[♫ : Juan Son El Viento Ya No Sopla&#8230; Piensa En Tu Madre, Déjate Caer]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#78964a;"><strong><span style="font-size:xx-small;">♫ : Juan Son</span></strong></span></p>
<p><strong><strong><a href="http://mrspeer.wordpress.com/files/2009/11/caer.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-835" title="caer" src="http://mrspeer.wordpress.com/files/2009/11/caer.png" alt="" width="497" height="334" /></a></strong></strong></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#78964a;">El Viento Ya No Sopla&#8230; Piensa En Tu Madre, Déjate Caer</span></p>
<p><span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0xf8f8f8&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0x666666&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fwww.goear.com%2Ffiles%2Fsst5%2Fmp3files%2F26112009%2F9763a875a89dc9fe1a6540632ed0ecb7.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /></object></p></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Michael Jackson y los Beatles alivian pérdidas de Warner Music ]]></title>
<link>http://cubaout.wordpress.com/2009/11/26/michael-jackson-y-los-beatles-alivian-perdidas-de-warner-music/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 00:13:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>cubaout</dc:creator>
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<description><![CDATA[ANDREW EDGECLIFFE-JOHNSON | cronista.com El negocio de la edición de música, que era una de las poca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[ANDREW EDGECLIFFE-JOHNSON | cronista.com El negocio de la edición de música, que era una de las poca]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[25609: La fecha de la muerte de Jackson favorita para la Lotería]]></title>
<link>http://cubaout.wordpress.com/2009/11/26/25609-muerte-jackson-loteria/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 00:09:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>cubaout</dc:creator>
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<description><![CDATA[La Razon Digital. El 25 del 6 del 2009 fue la fecha en que murió Michael Jackson en su casa de Los A]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La Razon Digital. El 25 del 6 del 2009 fue la fecha en que murió Michael Jackson en su casa de Los A]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Los dos amigos y el oso &ndash; Samaniego]]></title>
<link>http://sinalefa2.wordpress.com/2009/11/26/los-dos-amigos-y-el-oso-samaniego/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 23:01:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>sinalefa</dc:creator>
<guid>http://sinalefa2.wordpress.com/2009/11/26/los-dos-amigos-y-el-oso-samaniego/</guid>
<description><![CDATA[A dos Amigos se apareció un Oso: el uno, muy medroso, en las ramas de un árbol se asegura; el otro, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[A dos Amigos se apareció un Oso: el uno, muy medroso, en las ramas de un árbol se asegura; el otro, ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Frase do dia]]></title>
<link>http://reflexovp.wordpress.com/2009/11/25/frase-do-dia-14/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 20:54:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>viniciuspacheco</dc:creator>
<guid>http://reflexovp.wordpress.com/2009/11/25/frase-do-dia-14/</guid>
<description><![CDATA[As palavras de amizade e conforto podem ser curtas e sucintas, mas o seu eco é infindável. (Madre Te]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>As palavras de amizade e conforto podem ser curtas e sucintas, mas o seu eco é infindável.</p>
<p>(Madre Teresa)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La contaminación atmosférica, causa del bajo peso al nacer]]></title>
<link>http://lasaluddelbebe.wordpress.com/2009/11/25/la-contaminacion-atmosferica-causa-del-bajo-peso-al-nacer/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 20:19:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>CeciliaF</dc:creator>
<guid>http://lasaluddelbebe.wordpress.com/2009/11/25/la-contaminacion-atmosferica-causa-del-bajo-peso-al-nacer/</guid>
<description><![CDATA[Los bebés sometidos a contaminación atmosférica durante el proceso de gestación, tienen un menor pes]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Los bebés sometidos a contaminación atmosférica durante el proceso de gestación, tienen un menor peso al nacer. Un estudio ambicioso y revolucionario. </em></p>
<p><a href="http://lasaluddelbebe.wordpress.com/files/2009/11/embarazada.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-280" title="embarazada" src="http://lasaluddelbebe.wordpress.com/files/2009/11/embarazada.jpg" alt="" width="116" height="92" /></a></p>
<div>
<p>Un reciente proyecto de investigación, logró constatar que la exposición durante el embarazo a la contaminación atmosférica, generada principalmente por el tráfico de autos y los pesticidas presentes en los alimentos,  provoca el nacimiento de bebés que pesan alrededor de 50 gramos menos que aquellos que se desarrollan en un ambiente limpio y libre de humos.</p>
<p>Los investigadores señalaron el hallazgo se encuadra en reciente de un proyecto de investigación, llevado adelante desde hace diez años. Dicho estudio ha seguido la evolución de más de 3.500 niños en diferentes lugares de España, con el objetivo de estudiar el papel de los contaminantes ambientales durante el embarazo e inicio de la vida, y sus efectos en el crecimiento y desarrollo infantil.</p>
<p>El proyecto plantea además,  seguir cada año a una cohorte de mujeres embarazadas en ocho lugares distintos de España.</p>
<p>De acuerdo con los resultados obtenidos hasta el momento, se señaló que está ampliamente documentado que los contaminantes atmosféricos, los desinfectantes presentes en el agua y los residuos que se incorporan al organismo a través de la dieta, tienen un efecto adverso claro en el desarrollo de los niños y en las enfermedades que sufren.</p>
<p>La afectación incluye casos de polución pulmonar, asma y un peor desarrollo neurológico y mental. En concreto, los especialistas recordaron los datos publicados en 2005 que constataron que una mayor presencia de DDT provoca cierto retraso en las funciones superior del cerebro, aquellas que tienen que ver con la capacidad de organización del individuo, la toma de decisiones y la competencia social.</p>
<p>Entre otras de las investigaciones destacadas, se mencionan la comprobación de que existen diferencias entre regiones, y así el consumo de determinados peces, como el pez espada, supone una mayor presencia de mercurio en sangre porque se trata de una especie depredadora que acumula en su organismo los contaminantes de sus presas.</p>
<p>En cualquier caso, los especialistas declararon que las peores consecuencias para el feto las siguen provocando las conductas de riesgo más extendidas y más contraindicadas, como serían el alcoholismo y el tabaquismo, por encima de otro tipo de contaminantes.</p>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PERDONAD. OCUPAD&Iacute;SIMA. SOBREVIVIENDO.]]></title>
<link>http://aliycia.wordpress.com/2009/11/25/perdonad-ocupadsima-sobreviviendo/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 08:32:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>aliycia</dc:creator>
<guid>http://aliycia.wordpress.com/2009/11/25/perdonad-ocupadsima-sobreviviendo/</guid>
<description><![CDATA[Sobreviviendo a un ritmo de vida frenético. A exigentes “primeras veces” profesionales. A meses de “]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sobreviviendo a un ritmo de vida frenético.</p>
<p>A exigentes “primeras veces” profesionales.</p>
<p>A meses de “mañana le pagamos”.</p>
<p>A avalanchas de stress paralizantes.</p>
<p>A la gripe A en familia.</p>
<p>A una crisis de pareja que exigió poner punto y aparte</p>
<p>y empezar de cero.</p>
<p>Pero con la ayuda de los amigos, </p>
<p>con autoconfianza,</p>
<p>con paciencia,</p>
<p>con AMOR,</p>
<p>todo llega: </p>
<p>la conciliación de horarios, </p>
<p>el “saber hacer” en el trabajo, </p>
<p>el dominio de los nervios,</p>
<p>la inmunidad ante el virus “terrible”</p>
<p>y el acelerar del corazón, de nuevo,</p>
<p>como cuando te besan unos labios nuevos.</p>
<p>La lucha valió la pena.</p>
<p>La vida ha vuelto a ser mágica, </p>
<p>dulce, </p>
<p>sorprendente.</p>
<p>Es una sensación maravillosa,</p>
<p>como de haberme librado de muchas cosas.</p>
<p>Una sensación de ligereza,</p>
<p>de calma,</p>
<p>de paz.</p>
<p>Me siento… ¿Cómo podría explicarlo?… </p>
<p>Just like starting over.</p>
<div style="width:425px;display:block;float:none;margin-left:auto;margin-right:auto;padding:0;" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:ec53187d-862b-468a-b9f5-1b473c1290a2" class="wlWriterEditableSmartContent">
<div><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/_IXX5gFBkfY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/_IXX5gFBkfY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[UNITED STATES OF TARA: "Betrayal"]]></title>
<link>http://laguiadetv.wordpress.com/2009/11/24/united-states-of-tara-betrayal/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 00:41:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>marielgo</dc:creator>
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<description><![CDATA[MARTES 24 NOVIEMBRE CANAL FOX  23:00 hrs, SKY 201 / CABLEVISION 209 Jordin Althaus/Showtime &nbsp; ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#008080;">MARTES 24 NOVIEMBRE</span></span></h2>
<h2><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#008080;">CANAL FOX  23:00 hrs, </span></span></h2>
<h2><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#008080;">SKY 201 / CABLEVISION 209</span></span></h2>
<p><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#008080;"> </span></span></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 456px"><img class=" " title="United States of Tara - Season 1 - &#34;Alterations&#34; - Toni Collette as Tara, John Corbett as Max" src="http://static.tvguide.com/MediaBin/Galleries/Shows/S_Z/Ui_Up/United_States_Tara/crops/united-states-tara25.jpg" alt="" width="446" height="311" /><p class="wp-caption-text">Jordin Althaus/Showtime</p></div>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align:justify;">Tara sufre un colapso nervioso cuando Dr. Ocean termina inesperadamente su tratamiento.</p>
<p style="text-align:justify;">Uno de los alter egos de Tara traiciona a Marshall de tal manera que puede destruir a la familia completa.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[&iquest;Por qu&eacute; se echa sal en las calles nevadas?]]></title>
<link>http://sinalefa2.wordpress.com/2009/11/25/por-qu-se-echa-sal-en-las-calles-nevadas/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 23:01:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>sinalefa</dc:creator>
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<description><![CDATA[En contacto con la sal, la nieve refuerza su resistencia a la congelación, que de otro modo se produ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[En contacto con la sal, la nieve refuerza su resistencia a la congelación, que de otro modo se produ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mató de una puñalada a su hijo porque no consiguió suficiente dinero cuando mendigaba]]></title>
<link>http://palabrasdemaspalabrasdemenos.wordpress.com/2009/11/24/mato-de-una-punalada-a-su-hijo-porque-no-consiguio-suficiente-dinero-cuando-mendigaba/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 15:56:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Monsieur Flavio Sandona</dc:creator>
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<description><![CDATA[El Blues del Noticiero Una mujer de 38 años fue detenida por efectivos de la Policía Federal acusada]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_3297" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://palabrasdemaspalabrasdemenos.wordpress.com/files/2009/11/noticiero2.gif"><img class="size-medium wp-image-3297" title="noticiero" src="http://palabrasdemaspalabrasdemenos.wordpress.com/files/2009/11/noticiero2.gif?w=300" alt="" width="300" height="234" /></a><p class="wp-caption-text">El Blues del Noticiero</p></div>
<p>Una mujer de 38 años <strong>fue detenida por efectivos de la Policía Federal </strong>acusada de haber asesinado de una puñalada a su propio hijo, de 12 años, porque no había conseguido suficiente dinero mientras mendigaba en la estación de tren de Flores.</p>
<p>La mujer, en un principio, <strong>denunció que su hijo había sido apuñalado por un hombre </strong>en los andenes de la estación, pero posteriormente la investigación judicial y policial permitió determinar que ella misma lo había atacado con un arma blanca.</p>
<p>Al parecer, las heridas ejecutadas <strong>en el abdomen del menor </strong>le habrían provocado<strong> lesiones mortales</strong>.</p>
<p>Según revelaron esta mañana fuentes policiales, la mujer quedó detenida acusada por el delito de &#8220;<strong>Homicidio agravado por el vínculo</strong>&#8220;, en una causa que lleva adelante la fiscal de Instrucción Felisa Krasucki.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Los Cuentos de Hoffmann - J.Offenbach]]></title>
<link>http://sinalefa2.wordpress.com/2009/11/24/los-cuentos-de-hoffmann-j-offenbach/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 23:01:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>sinalefa</dc:creator>
<guid>http://sinalefa2.wordpress.com/2009/11/24/los-cuentos-de-hoffmann-j-offenbach/</guid>
<description><![CDATA[En los últimos años de su vida, y tras haber conquistado la fama en la composición de casi un centen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[En los últimos años de su vida, y tras haber conquistado la fama en la composición de casi un centen]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vídeos musicales - C. Saint-Saëns]]></title>
<link>http://sinalefa2.wordpress.com/2009/11/23/5370/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 23:01:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>sinalefa</dc:creator>
<guid>http://sinalefa2.wordpress.com/2009/11/23/5370/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
</item>

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