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	<title>magistrati &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/magistrati/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "magistrati"</description>
	<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 06:46:39 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Il Presidente della Repubblica ha parlato.]]></title>
<link>http://quadernisocialisti.wordpress.com/2009/11/28/il-presidente-della-repubblica-ha-parlato/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 14:12:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>giusarn</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Presidente della Republica Napolitano ha parlato nell’intento di abbassare i toni della polemica ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/6_u-F1kx5T4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/6_u-F1kx5T4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Il Presidente della Republica Napolitano ha parlato nell’intento di abbassare i toni della polemica fra il Presidente del Consiglio e la magistratura. Pur condividendo il senso del discorso del Presidente alcune considerazioni vanno fatte. Dice il Presidente della Repubblica &#8220;I magistrati si attengano al loro ruolo Intoccabile un governo che ha fiducia&#8221;<br />
Ma il ruolo non dei magistrati non quello di stabilire se tizio è colpevole o meno di un reato?<br />
Quella parola poi: intoccabile. Nessuno è intoccabile: se ha commesso un reato, ne deve rispondere.</p>
<p>&#8220;<em><a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_27/napolitano-funzione-magistratura-governo-maggioranza_f87c1b68-db46-11de-abc5-00144f02aabc.shtml">Basta tensioni tra giudici e politica</a></em>&#8220;: ma chi è che grida al complotto e alla guerra civile?</p>
<p>Dice Gaspare Spatuzza “<em>Giuseppe Graviano mi ha detto &#8220;che tutto si è chiuso bene, abbiamo ottenuto quello che cercavamo; le persone che hanno portato avanti la cosa non sono come quei quattro crasti dei socialisti che prima ci hanno chiesto i voti e poi ci hanno venduti. Si tratta di persone affidabili&#8221;. A quel punto mi fa il nome di Berlusconi e mi conferma, a mia domanda, che si tratta di quello di Canale 5; poi mi dice che c&#8217;è anche un paesano nostro e mi fa il nome di Dell&#8217;Utri (&#8230;) Giuseppe Graviano mi dice [ancora] che comunque bisogna fare l&#8217;attentato all&#8217;Olimpico perché serve a dare il &#8220;colpo di grazia&#8221; e afferma: ormai &#8220;abbiamo il Paese nelle mani&#8221;".</em><br />
Se fosse vero? Non è compito della magistratura scoprirlo?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Libera magistratura]]></title>
<link>http://ospiteinquietante.wordpress.com/2009/11/26/libera-magistratura/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 18:21:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>matteocarati</dc:creator>
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<description><![CDATA[I magistrati che si occupano della confisca dei beni dei mafiosi hanno aderito all&#8217;iniziativa ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>I magistrati che si occupano della confisca dei beni dei mafiosi hanno aderito all&#8217;<a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1780">iniziativa</a> di Libera. Si calcola che siano in tutto poche decine e fin&#8217;ora hanno firmato in 40.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Toghe rosso sangue di Paride Leporace]]></title>
<link>http://lucaniart.wordpress.com/2009/11/25/toghe-rosso-sangue-di-paride-leporace-2/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 17:52:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>maria pina ciancio</dc:creator>
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<description><![CDATA[La vita e la morte dei magistrati italiani assassinati nel nome della giustizia E’ un testo di forte]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>La vita e la morte dei magistrati italiani assassinati nel nome della giustizia</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://lucaniart.wordpress.com/files/2009/11/paride.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3289" title="paride" src="http://lucaniart.wordpress.com/files/2009/11/paride.jpg" alt="" width="242" height="158" /></a>E’ un testo di forte impegno civile, che vuole scuotere dall’oblio e dall’indifferenza una comunità distratta da gossip ed effimero. “Toghe roso sangue” di Paride Leporace è un meticoloso saggio giornalistico sull’uccisione di ventisei magistrati italiani, più un ventisettesimo giudice scomparso nel nulla, che racconta -con la cronaca dei delitti- anche le emozioni collettive, a volte straordinariamente indignate per gli omicidi, altre volte, tantissime altre volte, perdutamente vaghe e superficiali. Leporace rende omaggio a tutti i giudici trucidati dalla criminalità organizzata, dalle bande armate nere e rosse, dal terrorismo internazionale, ma leggendo “Toghe rosso sangue”, si prova vivo disagio nel constatare come la nostra memoria collettiva abbia perso traccia di questi strenui difensori della legalità.<!--more--> Nel libro, Leporace ricorda anche i diciassette agenti di scorta massacrati insieme agli uomini che cercavano di proteggere. Le storie personali dei magistrati uccisi variano, così come variano i moventi della loro morte. Alcuni giudici sono consapevoli dei rischi e li affrontano sino alle estreme conseguenze, altri sono ammazzati senza preavvisi, per logiche distorte della follia umana o per assurde strategie del terrorismo.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em>“Mi dispiace, ma qualcuno dovevo far fuori”</em></strong>: così Agostino Pianta, primo magistrato ucciso in Italia, diviene vittima di un ex detenuto in cerca di vendetta contro la giustizia. E’ il 1969, seguiranno altri 25 anni di lutti e dolori.</p>
<p style="text-align:justify;">L’ultimo nome della crudele mattanza è quello di Luigi Daga, magistrato di fama internazionale, esperto di problemi dell’amministrazione penitenziaria, con idee molto avanzate. Il giudice viene sparato a Il Cairo nel 1993 da un giovane integralista islamico. Dopo venti giorni di agonia, Daga muore al San Filippo Neri di Roma; i giornali gli “riserveranno” 10 righe nelle pagine di cronaca. E Leporace commenta nel capitolo dedicato a Daga: <em>“…un musicista integralista si sarà mai domandato che sparava contro uno che voleva ridurre le carceri nel mondo?”</em></p>
<p style="text-align:justify;">Delinquenti e terroristi, assassinio dopo assassinio, uccidono uomini e straziano famiglie. Il dolore nella solitudine degli affetti infranti è un altro tema che emerge drammatico dalla lettura del libro.</p>
<p style="text-align:justify;">Paolo Adinolfi, giudice civile della sezione fallimentare tribunale di Roma, scompare nel nulla, dopo aver preso il bus numero 4 per recarsi a casa della mamma. Da quel lontano 1994, la sua famiglia rivendica almeno gli onori della memoria, per un uomo coraggioso che stava indagandosi strani crak finanziari e vorticosi affari economici tra colletti bianchi e criminalità organizzata. Un’impenetrabile cappa di silenzio è calata sul suo nome. L’oblio dell’opinione pubblica appare vertiginoso anche in tantissimi episodi di sangue, ridimensionati a fatti locali. Accade nella vicenda del giudice Nicola Giacumbi, ucciso nel marzo 1980, sotto casa a Salerno, dalla colonna “Pelli” delle Br. A distanza di anni la moglie del magistrato continua a vivere nella sua solitudine affettiva accanto alle pipe e alla collezione di orologi del marito. Come scrive Leporace “<em>Le sentenze del delitto Giacumbi troveranno spazi solo sui giornali locali… Giuseppone quel bambinone che non vide tornare più suo padre oggi è ingegnere chimico a Taranto e nessuno ha mai sentito il suo dolore, forse perché non è giornalista o perché suo padre non lavorava a Milano” </em></p>
<p style="text-align:justify;">“Toghe rosso sangue” è un’accurata cronologia degli omicidi che hanno funestato la magistratura italiana; il libro descrive con tratti rapidi ma esplicativi anche pezzi di storia d’Italia, sprofondata negli anni di piombo e incupita dalle stragi eversive e dalla tracotanza mafiosa. Ci sono le macchinazioni oscure dei servizi deviati, i depistaggi, il cinismo della corruzione, le rivendicazioni sociali e politiche, le trame del terrorismo internazionale e le piccole vicende quotidiane di uomini divenuti protagonisti di una lunga stagione di sangue. Leprace, direttore del Quotidiano di Basilicata, ricostruisce gli eventi con un rigore giornalistico estremo: fatti, dettagli, rappresentazione del contesto in cui maturano i delitti non debordano mai in considerazione inopportune. La scrupolosa ricerca delle fonti, le testimonianze dei parenti, le ricostruzioni di colleghi giornalisti sono strumenti chiari, adoperati da Paride Leporace per scrivere un libro di alto valore letterario, per ridare Memoria alla nostra comunità, per rimediare agli oltraggi della Storia.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Toghe rosso sangue. La vita e la morte dei magistrati italiani assassinati nel nome della giustizia” di Paride Leporace; Newton Compton Edizioni; Euro 12,90 – pp. 288</em></p>
<p style="text-align:right;"><strong>Raffaele Grimaldi</strong><em><br />
(giornalista)<br />
</em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">I magistrati le cui storie vengono narrate nel libro sono:</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Agostino Pianta</strong> ucciso da un detenuto &#8211; <strong>Pietro Scaglione </strong>ucciso dalla mafia &#8211; <strong>Francesco Ferlaino</strong> ucciso dalla ‘Ndrangheta &#8211; <strong>Francesco Coco</strong> ucciso dalle Brigate Rosse &#8211; <strong>Vittorio Occorsio</strong> ucciso da Ordine Nuovo &#8211; <strong>Riccardo Palma</strong> ucciso dalle Brigate Rosse &#8211; <strong>Girolamo Tartaglione</strong> ucciso dalle Brigate Rosse- <strong>Fedele Calvosa</strong> ucciso dalle Unità combattenti comuniste &#8211; <strong>Emilio Alessandrini</strong> ucciso da Prima Linea &#8211; <strong>Cesare Terranova</strong> ucciso dalla mafia- <strong>Nicola Giacumbi</strong> ucciso dalla colonna “Pelli” &#8211; <strong>Girolamo Minervini</strong> ucciso dalle Brigate Rosse &#8211; <strong>Guido Galli</strong> ucciso da Prima Linea &#8211; <strong>Mario Amato</strong> ucciso dai Nar &#8211; <strong>Gaetano Costa</strong> ucciso dalla mafia &#8211; <strong>Gian Giacomo Ciaccio Montalto</strong> ucciso dalla mafia &#8211; <strong>Bruno Caccia</strong> ucciso dalla mafia &#8211; <strong>Rocco Chinnici</strong> ucciso dalla mafia &#8211; <strong>Alberto Giacomelli</strong> ucciso dalla mafia &#8211; <strong>Antonino Saetta</strong> ucciso dalla mafia &#8211; <strong>Rosario Angelo Livatino</strong> ucciso dalla mafia &#8211; <strong>Antonio Scopelliti</strong> ucciso dalla ‘Ndrangheta e dalla mafia &#8211; <strong>Giovanni Falcone e Francesca Morvillo</strong> uccisi dalla mafia &#8211; <strong>Paolo Borsellino </strong>ucciso dalla mafia -<strong> Luigi Daga</strong> ucciso da terroristi islamici &#8211; <strong>Paolo Adinolfi</strong> rapito da ignoti</p>
</blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La scheda - Il concorso esterno in associazione mafiosa]]></title>
<link>http://ilpicco.wordpress.com/2009/11/25/la-scheda-il-concorso-esterno-in-associazione-mafiosa/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 11:13:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Emilio Fabio Torsello</dc:creator>
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<description><![CDATA[Concorso esterno in associazione mafiosa. È questo l&#8217;ultimo degli incubi del premier Silvio Be]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Concorso esterno in associazione mafiosa. È questo l&#8217;ultimo degli incubi del premier Silvio Be]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Giustizia lenta? Troppe cause e pochi magistrati]]></title>
<link>http://ilpicco.wordpress.com/2009/11/24/319-processo-breve-lavoro-magistrati/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 09:30:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Ribichini</dc:creator>
<guid>http://ilpicco.wordpress.com/2009/11/24/319-processo-breve-lavoro-magistrati/</guid>
<description><![CDATA[Un giudice italiano lavora il doppio rispetto ai colleghi francesi e inglesi e il quadruplo di quell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Un giudice italiano lavora il doppio rispetto ai colleghi francesi e inglesi e il quadruplo di quell]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La Legge è uguale per tutti?]]></title>
<link>http://theeverydayshow.wordpress.com/2009/11/20/la-legge-e-uguale-per-tutti/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 17:52:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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<description><![CDATA[La legge è uguali per tutti? Ormai abbiamo più di un dubbio a riguardo. Nelle aule giudiziarie è for]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://pdnwlodigiano.wordpress.com/files/2009/11/processo-breve.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-171" title="Processo breve - Vauro" src="http://pdnwlodigiano.wordpress.com/files/2009/11/processo-breve.jpg?w=300" alt="Processo breve - Vauro" width="300" height="299" /></a>La legge è uguali per tutti? Ormai abbiamo più di un dubbio a riguardo. Nelle aule giudiziarie è forse tempo di modificare la frase simbolo dell&#8217;uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Dopo il disegno di legge Gasparri-Quagliariello è necessario integrare questa frase, sottolineando in questo paese ormai ci sono molte eccezioni&#8230;</p>
<p>Vogliamo evitare che questo nostro scritto alimenti polemiche sterili, vogliamo invece far sentire la voce di chi si è stufato di vedere lesi i diritti di uguaglianza dei cittadini.</p>
<p>Spacciata come una mossa per snellire ed accorciare i tempi della giustizia, in realtà questa norma porta a conseguenze drammatiche: sono a rischio prescrizione migliaia di processi civili e penali e, giusto per essere concreti, in materia di: abuso d&#8217;ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d&#8217;ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti, traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d&#8217;autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino…</p>
<p>Il Ministro Alfano afferma che questo provvedimento avrà effetti indesiderati solo sull&#8217;1% dei procedimenti in corso&#8230; Ciò si traduce con una mancata risposta da parte dello Stato, alla domanda di giustizia di almeno 35.000 persone! Sempre che quell&#8217;1% abbia un effettivo riscontro con la realtà, cosa della quale dubitiamo dato che l’ANM parla di almeno 100.000 procedimenti a rischio!</p>
<p>Tanto per intenderci, questa legge rischia di mandare al macero, tra gli altri, il processo “Antonveneta” che vede coinvolto Gianpiero Fiorani e che ha rischiato di affossare le sorti della Banca Popolare di Lodi e insieme ad essa il futuro di migliaia di lavoratori, famiglie e risparmiatori lodigiani.</p>
<p>Non possiamo tacere poi, di fronte alla palese costruzione del provvedimento ad uso e consumo dei problemi giudiziari personali del primo ministro italiano.</p>
<p>Il paradosso nasce nel momento in cui, proprio in questi giorni, a Lodi una persona è stata condannata per direttissima a diciotto mesi di carcere per aver rubato un maglione dal valore di 22 Euro!</p>
<p>Crediamo, e non ci riteniamo extraterrestri per questo, che quando una legge pone uno o più cittadini al di sopra della legge, è bene affermare con forza che quella legge è incostituzionale.</p>
<p>L&#8217; Art. 3 della Costituzione Italiana afferma infatti che <em>“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione </em><em>di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”</em>.</p>
<p>È ora di smettere di usare a sproposito parole come democrazia, uguaglianza e  libertà, quando poi si fa uso strumentale e personalistico del potere esecutivo e legislativo: il bisogno di giustizia dei cittadini italiani non deve essere soddisfatto da scelte che in apparenza semplificano i processi giudiziari, ma che in realtà hanno conseguenze devastanti: siamo ben consapevoli che è necessaria una riforma della giustizia e il nostro compito come partito non è solo quello di sottolineare le mancanze, ma anche quello di proporre delle valide alternative; in data 20 Novembre infatti il PD ha presentato, durante una conferenza nazionale a Roma, una seria proposta di riforma promossa da Walter Veltroni e Lanfranco Tenaglia intitolata “Ricostruire la Giustizia”: <em>possibili soluzioni all&#8217;obbligatorietà dell&#8217;azione penale</em> e <em>riforma del processo civile e penale,</em> i due punti principali oggetto del documento, disponibile in rete.</p>
<p>Insomma, la giustizia è lenta, ma se c’è Berlusconi di mezzo deve correre come Usain Bolt per toglierlo dai guai! Nel frattempo il Parlamento è costretto a rallentare la discussione sui reali problemi della gente, fatti di esigenze concrete, che vengono soprattutto dal lavoro e dagli effetti della crisi. Si discute ora di come salvare Berlusconi, e poco importa se insieme alla cancellazione dei suoi processi se ne va anche la voglia di giustizia di tantissimi cittadini che, oltre ad essere stati frodati, ora si vedono anche beffati. Abbiamo cercato di porre alla vostra attenzione i fatti nella maniera più trasparente e concreta possibile. Riflettiamo seriamente su quanto sta avvenendo e smettiamola di tacere e di lasciare che tutto passi nell&#8217;indifferenza generale: è tempo di cambiare!</p>
<p style="text-align:right;"><em> E. Rancati, P. Bianchi – Giovani Democratici del Nord-Ovest Lodigiano<br />
</em></p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In Francia si attuano i progetti di Berlusconi]]></title>
<link>http://loriscosta.wordpress.com/2009/11/20/in-francia-si-attuano-i-progetti-di-berlusconi/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 00:28:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>loriscosta</dc:creator>
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<description><![CDATA[(da Vip) &#8211; Per diventare giudice in Francia bisognerà superare un test psicologico: lo ha deci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://4.bp.blogspot.com/_Ksms9oHlhqo/ST7cl1h4afI/AAAAAAAAAMc/AH-IxeKr9mw/s320/20080409_test_magistrati.jpg" alt="http://4.bp.blogspot.com/_Ksms9oHlhqo/ST7cl1h4afI/AAAAAAAAAMc/AH-IxeKr9mw/s320/20080409_test_magistrati.jpg" /></p>
<p>(da <a href="http://www.vip.it/francia-per-diventare-giudice-serve-test-psicologico/">Vip</a>) &#8211; Per diventare giudice in Francia bisognerà superare un test psicologico: lo ha deciso la Scuola Nazionale di Magistratura, secondo la quale questa prova sarà necessaria per valutare se un giudice sappia emettere una sentenza seguendo, oltre che la legge, anche principi di “buonsenso”.</p>
<p>L’idea di sottoporre i magistrati a esami psicologici non ha però il “copyright transalpino”, visto che era già venuta in mente a Berlusconi qualche tempo fa: dopo le dichiarazioni del premier, però, in Italia non se ne fece più niente.</p>
<p>In Francia invece gli aspiranti magistrati dovranno rispondere a domande come «Ti senti superiore agli altri? Sei un maniaco dell’ordine?», che verranno poi seguite da un colloquio con un analista.</p>
<p>«L’idea – ha spiegato  il direttore della Scuola nazionale di Magistratura di Bordeaux, Jean-François Thony – è di scartare chi non è adatto al ruolo».</p>
<p>Nel frattempo, però, i sindacati di categoria si sono mobilitati per far cancellare il test, presentando al Consiglio di stato un ricorso che chiede la soppressione del questionario.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[peccato ben più grave]]></title>
<link>http://nicolamartocchiadiodati.wordpress.com/2009/11/14/peccato-ben-piu-grave/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 20:43:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nicola Martocchia Diodati</dc:creator>
<guid>http://nicolamartocchiadiodati.wordpress.com/2009/11/14/peccato-ben-piu-grave/</guid>
<description><![CDATA[lo ha scritto oggi Roberto Saviano su repubblica, io ci aggiungo un periodo, poche parole. non è una]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>lo ha scritto oggi Roberto Saviano su repubblica, io ci aggiungo un periodo, poche parole.</p>
<p>non è una questione politica, una questione di opportunità, una questione personale.</p>
<p>è una questione di diritto. è una questione di civiltà.</p>
<p>la società che non si cura dei suoi carcerati e del rispetto delle leggi è una società che tende all&#8217;anarchismo arrogante.</p>
<p>nulla a che vedere con Bakunin e Proudhon. puro pensiero di libertà, rispetto, amore.</p>
<p>quindi, Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi prima, a lei mi rivolgo con rispetto.</p>
<p>non trascini questo nostro Paese in un girone più vicino a Satana. non più vicino di quanto non lo siamo già.</p>
<p>lo chiedo da cittadino, da uomo, da persona, da essere animale distinto dalle bestie dal raziocinio.</p>
<p>non costringa anime dedite allo Stato, magistrati e forze dell&#8217;ordine, quelle oneste e rispettabili, a non poter difendere me, lei, chiunque sia suo, mio, nostro concittadino.</p>
<p>non permetta a ladri e assassini, peccatori, di vagare per strada.</p>
<p>non accorci i processi.</p>
<p>non cambi la pagliuzza che abbiamo tutti negli occhi, nelle pupille, in trave. non lo faccia.</p>
<p>sarebbe peccato ben più grave di quello che ha commesso e che molti commettono e che è stato sui giornali per troppo tempo.</p>
<p>sarebbe peccato che Dio stesso perdonerebbe storcendo il naso.</p>
<p>sarebbe peccato che gli uomini, quelli per bene, non potrebbero perdonare.</p>
<p>non lo scordi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il processo breve: come non impostare una riforma]]></title>
<link>http://spazioalmaso.wordpress.com/2009/11/13/il-processo-breve-come-non-impostare-una-riforma/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 14:09:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>spazioalmaso</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il processo a breve recentemente decantato dalla maggioranza lascia perplessi i cittadini. Anche col]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il processo a breve recentemente decantato dalla maggioranza lascia perplessi i cittadini. Anche col]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Blog Brevis: L'ingiustizia ad orologeria]]></title>
<link>http://serrature.wordpress.com/2009/11/12/blog-brevis-lingiustizia-ad-orologeria/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 21:32:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Serraturestaff</dc:creator>
<guid>http://serrature.wordpress.com/2009/11/12/blog-brevis-lingiustizia-ad-orologeria/</guid>
<description><![CDATA[Tra diversivi, differimenti, false piste, frivolezze e specchietti per le allodole, dal 6 Ottobre in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/hFStllFvOYQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/hFStllFvOYQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></div>
<div>Tra diversivi, differimenti, false piste, frivolezze e specchietti per le allodole, dal 6 Ottobre in Italia non si fa che parlare di Giustizia. La giustizia delle toghe rosse, la giustizia dei magistrati antimafia delegittamati, la giustizia di Cesare Battisti, la giustizia del processo Mills, la giustizia delle riforme pidielline, la giustizia per Stefano Cucchi e tutti gli altri, la giustizia ad orologeria contro Nicola Cosentino, la giustizia negli editoriali di <img class="alignright size-medium wp-image-414" title="magistratura_351" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/magistratura_351.jpg?w=300" alt="magistratura_351" width="300" height="217" />Minzolini. Quando alla vita pubblica di un paese diviene così <strong>profondamente connaturato</strong> l&#8217;argomento &#8220;processi ed indagini&#8221;, tanto che in quel paese non si può muovere un passo, o trascorrere un giorno, senza imbattersi in vicende corruttive, abusi d&#8217;ufficio, legislazioni a getto continuo, querele, strumentalizzazioni politiche di sentenze, credo che ci si possa rendere facilmente conto di come una deriva simile sia, oltre che sconsolante, davvero critica. Per evidenziare (se mai ce ne fosse bisogno) la cronica e gravissima futilità dei nostri dibattiti, basta riprendere gli esempi che ho elencato ad inizio intervento:<br />
1 )<strong> La giustizia delle toghe rosse</strong>: lo sappiamo ormai, quando usiamo il termine &#8220;toghe rosse&#8221; si pensa solo alle esternazioni rancorose di un Presidente del Consiglio. L&#8217;unico colore rosso che ci sentiamo di riconoscere è quello di cui parla l&#8217;ANM, il colore del sangue e del sacrificio.<br />
2 ) <strong>La giustizia dei magistrati antimafia delegittimati</strong>: chi si permette di infangare il lavoro di questi personaggi, evidentemente ha qualcosa da nascondere e qualche voto da difendere e tenere a bada<br />
3 ) <strong>La giustizia di Cesare Battisti</strong>: se non si fosse fatto evadere nel 1981 dal carcere di Frosinone, non saremmo qui a parlarne, quasi fosse una grande vittoria del Governo ottenere l&#8217;estradizione.<br />
4 ) <strong>La giustizia del processo Mills</strong>: ci sono solo fatti e prove tangibili in merito a questa vicenda, eppure sembra si discuta di gossip estivo.<br />
5 ) <strong>La giustizia delle riforme pidielline</strong>: invece di snellire i tempi della giustizia, si propone puntualmente e con ogni mezzo di bloccarli. Il cavallo di ritorno dell&#8217;immunità, poi, lungi da sanare un vulnus, come direbbe Minzolini, ripropone il vero, quotidiano sgomento della collusione tra malaffare e politica, quello sì un vulnus.<br />
6 ) <strong>La giustizia per Stefano Cucchi</strong>: i nostri Ministri si nascondono dietro un dito, difendono l&#8217;operato delle forze dell&#8217;ordine, rivolgono improperi verso chi non si può difendere. Ed allo stesso tempo tagliano i fondi.<br />
7 ) <strong>La giustizia ad orologeria contro Nicola Cosentino</strong>: è davvero tempismo sospetto il richiedere una limitazione della libertà personale per un personaggio chiaramente legato alla Camorra? E quanto è sospetto, allora, candidarlo?<br />
8 ) <strong>La giustizia negli editoriali cinesi di Minzolini</strong>: &#8220;<em>I padri costituenti introdussero l&#8217;istituto dell&#8217;immunità parlamentare non perchè fossero dei malandrini, ma perché ritenevano quella norma necessaria per evitare che il potere giudiziario arrivasse a condizionare il potere politico</em>.&#8221; Vero, direttore. Ma se i &#8220;padri&#8221; di oggi sono i <span style="text-decoration:underline;">delinquenti abituali</span> di ieri, vale lo stesso ragionamento?</div>
<p><em>D.Piselli</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Greşelile magistraţilor]]></title>
<link>http://iuriesandutza.wordpress.com/2009/11/12/greselile-magistratilor/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 11:39:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Iurie Sanduta</dc:creator>
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<description><![CDATA[Constat că hotărârile de judecată semnate de mai mulţi magistraţi sunt pline de erori şi de greşeli ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-528" title="proteste%20magistrati" src="http://iuriesandutza.wordpress.com/files/2009/11/proteste20magistrati.jpg" alt="proteste%20magistrati" width="257" height="257" />Constat că hotărârile de judecată semnate de mai mulţi magistraţi sunt pline de erori şi de greşeli gramaticale. Să nu fie suficient că persoanele vizate în dosar aşteaptă ani de zile o decizie definitivă în cauzele lor? Se pare că nu. Vicepreşedinta Curţii de Apel Economică (CAE), Maria Moraru, a examinat un litigiu de două ori. În 2006 şi în 2009. În 2006, a pronunţat o hotărâre favorabilă unei părţi implicate în dosar, pe când în 2009 a decis să favorizeze partea opusă. La fel de important e de observat eroarea comisă în decizia pronunţată în 2009. Judecata de Circumscripţie Economică (JCE) a hotărât că SA “Edificiu” trebuie să cedeze 24 de ari din pământul privatizat de SRL «Suantos».</p>
<p>Societatea pe Acţiuni a făcut recurs la CAE. Judecătoarea Moraru a subliniat în decizie că menţine hotărârea JCE. Totodată, a decis să respingă ca nefondat apelul depus de SRL «Suantos». Să fi uitat judecătoarea cine anume a depus apelul sau a confundat părţile pe dosar? Pentru a înţelege dacă a fost o eroare intenţionată, aşa cum <!--more-->cred părţile implicate în dosar, am solicitat judecătoarea să facă o precizare. «Este o greşeală mecanică. Deciziile sunt scrise la calculator şi noi facem doar câteva modificări. Dar nu cred că această greşeală este un subiect de presă». Nu înţeleg cât de justificată şi argumentată este explicaţia magistratei. Dar dacă ar fi examinat un caz penal şi în decizie comitea o greşeală similară, atunci victima risca să devină infractor. Ca să mai dezamorseze atmosfera, magistrata a încercercat să-mi dea un curs gratuit de jurnalism. «În societate sunt atâtea întâmplări frumoase, dar voi încercaţi să ponegriţi oamenii. Cineva vă manipulează, ca voi să scrieţi la comandă. Ştiu că materialele comandate sunt plătite de oameni cu interes». Afirmaţiile judecătoarei Maria Moraru sunt depăşite totalmente. La cele declarate, nici măcar nu a încercat să aducă un argument sau o probă, aşa cum solicită de obicei în instanţa de judecată. Percepţia magistratei despre profesia de jurnalism oarecum m-a făcut să-mi schimb opinia despre inteligenţa unor judecători.</p>
<p>Apropo, am mai întâlnit un judecător care afirma că avocaţii sunt nişte proşti pentru că nu ştiu să facă referire la documentele internaţionale. Se pare că magistraţii se consideră elita societăţii. Dar ce facem cu greşelile, chiar şi cele tehnice, pe care le comit?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In cosa consiste il processo breve?]]></title>
<link>http://vistadafuori.wordpress.com/2009/11/12/in-cosa-consiste-il-processo-breve/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 06:59:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>vistadafuori</dc:creator>
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<description><![CDATA[Verrà presentato oggi in Senato il disegno di legge che prevede, in caso di processo in primo grado,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" title="magistrati" src="http://claudiocordova.files.wordpress.com/2009/01/magistrati.jpg?w=240&#038;h=166" alt="" width="240" height="166" /> Verrà presentato oggi in Senato il disegno di legge che prevede, in caso di processo in primo grado, per reati con pene inferiore a dieci anni, l’estinzione dell&#8217;accusa se il processo non si chiude entro due anni. Se il reato di cui si è accusati è stato commesso prima del Maggio del 2006 e se si è incensurati, l’estinzione scatta già prima.</p>
<p style="text-align:justify;">Quale processo si chiude in due anni in questo paese? Perchè invece  non si migliorano le strutture, gli archivi dei tribunali, il sistema delle notifiche degli atti e delle ricerche dei dati di un soggetto? Ad oggi un tribunale per comporre il fascicolo di un accusato deve chiedere conferma al comune di residenza del soggetto, solitamente via fax o via lettera (carta carta carta). Per le notifiche la procedura non è certo più veloce.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;Associazione Nazionale Magistrati ci ricorda quali sono le riforme di cui la <a href="http://www.associazionemagistrati.it/articolo.php?id=1934" target="_blank">giustizia italiana</a> ha davvero bisogno per arrivare agli standard europei.</p>
<p style="text-align:justify;">Spiegatemi la differenza tra questa proposta di legge e un&#8217;amnistia.</p>
<p style="text-align:justify;">Per fortuna che c&#8217;è <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2009/11/11/visualizza_new.html_1616631795.html" target="_blank">Fini</a> che mi tranquillizza e dice che il suo compito è far riflettere una quota della società e la prescrizione breve è esclusa sia da lui che dal premier.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il consenso non abita qui]]></title>
<link>http://angelaallegria.wordpress.com/2009/11/10/il-consenso-non-abita-qui/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 10:01:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>angelaallegria</dc:creator>
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<description><![CDATA[Incontro con il procuratore Francesco Puleio Cambio di guardia al vertice della Procura della Repubb]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2>Incontro con il procuratore Francesco Puleio</h2>
<p style="text-align:justify;">Cambio di guardia al vertice della Procura della Repubblica di Modica. In virtù dell’applicazione della norma Mastella che pone il limite di otto anni alla permanenza di titolari di incarichi direttivi nella stessa sede, il procuratore capo Domenico Platania cede il posto al dott. Francesco Puleio che si è insediato il 3 settembre scorso.<br />
Proveniente dalla DDA di Catania, Francesco Puleio, 49 anni, schietto e disponibile magistrato dal sorriso sulle labbra e lo sguardo pacato, era già stato protagonista nelle zone del ragusano allorquando si era occupato del processo Cabrera.<br />
Non soltanto un magistrato diligente e preciso, ma anche un uomo che nel tempo libero si diletta a scrivere, comporre versi, testi teatrali caratterizzati da una pungente ironia, fare sport.<br />
A conclusione del discorso il nuovo Procuratore capo ricorda una frase che evidenzia l’umiltà e la consapevolezza di far bene il proprio lavoro: “Si impara sempre qualcosa da tutti, e bisogna lasciare una traccia indelebile del lavoro che si svolge”.<br />
Accingendosi a ricoprire il nuovo incarico il dott. Puleio, ha accettato di rispondere a qualche domanda.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D: Dott. Puleio, innanzitutto benvenuto a Modica. Durante la cerimonia di insediamento ha detto di essersi innamorato di Modica tanto da tenere due litografie della città della Contea nel suo studio. Come è nato questo amore?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">R: Sono venuto a Modica tredici anni fa quando ho seguito il processo Cabrera che è durato un anno, periodo nel quale mi spostavo in questa zona settimanalmente. In quell’occasione ho avuto la possibilità di conoscere Modica, le sue campagne, il circondario, Ragusa Ibla, una zona che mi ha davvero entusiasmato.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D: Quando è importante il rapporto tra magistrato e territorio in cui opera?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">R: È importante perché chi svolge un lavoro di servizio alla collettività deve rendersi conto, secondo me, di quali sono i bisogni, le aspettative e le necessità delle persone che sono insediate in quel determinato territorio. Chiaramente questo non vuol dire che il magistrato deve fare solamente ciò che le persone si aspettano o ciò che porta maggiore consenso in termini di favori o di entusiasmo popolare. Noi non dobbiamo né temere né cercare il consenso delle persone, dobbiamo, invece, conoscere le necessità ed i bisogni e la sensibilità di chi è insediato in una determinata zona.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D: Lei proviene dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania. Come vede il suo ritorno in provincia?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">R: Sicuramente è un’esperienza diversa. Personalmente considero questa esperienza come un’occasione di arricchimento che mi da la possibilità di guardare delle cose che prima, per necessità, avevo messo un po’ da parte.<br />
Il lavoro in DDA è molto avvincente, affascinante sicuramente, ma comporta una specializzazione estrema perché le ipotesi di reato che si perseguono sono quattro o cinque, magari in Sicilia c’è l’aspetto degli interessi della criminalità organizzata nel settore della Pubblica Amministrazione che amplia il ventaglio degli illeciti di cui ci si occupa, però, tendenzialmente, si fa sempre un certo tipo di attività, impegnativa, complessa, ma molto settoriale.<br />
Il lavoro in Procura della Repubblica che ha una competenza diversa, legata soprattutto a reati di minore allarme sociale ma non per questo da trascurare, comporta, invece, la necessità di studiare ed approfondire materie molto diverse fra loro ed anche abbastanza particolari.<br />
Qui a Modica ho trovato un eccesso non di conflittualità bensì di ricorso al giudice anche per questioni che tutto sommato non meriterebbero un denuncia ai Carabinieri, come nei casi di liti in famiglia, questioni di condominio, di rapporti fra vicinato che potrebbero essere risolti con il buon senso, senza proporre una querela che magari dopo sei mesi o un anno si rimette perché la situazione si è ricomposta.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D: Quale è stato il processo più complicato di cui si è occupato quando era alla DDA?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">R: Da ultimo mi sono occupato del processo Garibaldi che ha riguardato gli interessi della criminalità organizzata di Cosa nostra nella realizzazione del nuovo plesso ospedaliero Garibaldi di Catania.<br />
Nel tempo mi sono occupato dei processi al clan Laudani, dei Cursoti, clan Cappello, alcuni con centinaia di imputati, processi di grosse dimensioni.<br />
Inoltre ho seguito diversi processi per omicidio. Gli ultimi processi che ho trattato sono stati quelli sul c.d. buco di bilancio del Comune di Catania e quello sui parcheggi di piazza Europa, processi che non riguardavano la criminalità organizzata, bensì la Pubblica Amministrazione.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D: Su 140 posti liberi nella magistratura in Sicilia sono state proposte solamente 6 domande di cui nessuna nei fori di Modica e Ragusa. Secondo Lei, perché i suoi colleghi sono restii a scegliere il sud?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">R: È chiaro che ciascuno tende a svolgere il proprio lavoro vicino al territorio di appartenenza. Queste sedi sono viste come più faticose, più lavorate, lontane dal posto di provenienza e quindi scartate in una prima scelta.<br />
Inoltre una legge recente ha stabilito che i magistrati di prima nomina, quelli che venivano tradizionalmente destinati alle Procure meridionali che sono i posti di maggiore impatto, non possono svolgere più le funzioni di Sostituto Procuratore della Repubblica. Ciò indubbiamente ha inaridito quella linfa vitale che arrivava negli uffici come le Procure di Modica e Ragusa che si reggevano da decenni ormai con gli uditori giudiziari. Impedire che giungano in tali sedi i magistrati più giovani vuol dire porre le premesse per una situazione di difficoltà anche perché allo stato non è ancora previsto un regime alternativo a questo meccanismo.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D: Come vede la realtà modicana e come organizzerà il Suo lavoro a fronte della carenza di organico?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">R: Ho ancora una esperienza troppo ristretta per poter formulare un giudizio sulla realtà modicana, devo maturare un periodo più ampio per potermi esprimere con cognizione di causa.<br />
Con riferimento al problema dell’organico cercheremo di fare fronte per quello che è possibile. Chiaramente le carenze di organico ci sono e non si possono nascondere. A mio parere, per la realtà del comprensorio tre  magistrati alla Procura della Repubblica sono pochi, di questi al momento ce ne siamo solo due, io ed un sostituto. Personalmente cercherò di fare presente questa situazione al Ministero, al Csm, ma, come si diceva prima, è una situazione generalizzata e la soluzione deve essere trovata non solo per la Procura di Modica, ma per tutte le Procure che versano nelle stesse condizioni, in particolare quelle del Meridione.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D: Con riferimento agli episodi di randagismo, corrisponde a verità la voce circa il rinvio a giudizio degli indagati?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">R: No, non mi risulta. Il fascicolo è ancora in Procura, siamo ancora in sede di indagini preliminari. C’è una richiesta di incidente probatorio in seguito al quale si potrà procedere alle conclusioni.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D: Cosa risponde al comandante dei vigili urbani di Scicli, Nifosì, il quale ha chiesto che ad indagare sia un giudice esterno?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">R: Io faccio il mio lavoro che è quello di svolgere il mio ruolo nel processo, non devo rispondere a nessuno.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D: Con riferimento all’altro processo importante che coinvolge un noto politico modicano, Peppe Drago, seguirà la stessa linea del suo predecessore oppure no?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">R: Non sono abituato a dare queste risposte alla stampa in anteprima, quando prenderò una decisione sarà comunicata prima all’indagato poi, se ci saranno profili di rilevanza pubblica, anche all’esterno.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D: Con riferimento ai trecento immobili abusivi che dovrebbero essere acquisiti dal Comune di Modica, che posizione assume la Procura?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">R: Una mia risposta sarebbe prematura.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D: Le faccio un’ultima domanda. La Giustizia deve fare il suo corso, ma in che modo i cittadini possono aiutarla e, indirettamente, agevolare anche il Suo lavoro?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">R: Innanzitutto con una maggiore sensibilità verso il rispetto della Legge e della legalità, poi con la collaborazione con la Giustizia, con la disponibilità a denunciare, a segnalare tutto quello che possa essere significativo ai fini del corretto andamento delle cose. C’è la necessità che ognuno faccia il suo dovere: sia noi che abbiamo il compito di perseguire i reati e trovare le prove, sia i cittadini che non possono sottrarsi alle responsabilità che derivano loro dall’essere membri della società.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Angela Allegria</strong><br />
Novembre 2009<br />
In <strong>Ragusa in Prima Pagina</strong> anno I, n. 9.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Esecutivo giudiziario: riforma in atto]]></title>
<link>http://loriscosta.wordpress.com/2009/11/09/esecutivo-giudiziario-riforma-in-atto/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 16:03:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>loriscosta</dc:creator>
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<description><![CDATA[A sentire Giovanardi su Stefano Cucchi (&#8220;La droga ha devastato la sua vita, era anoressico, to]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://www.feedati.com/voli/images/sentenza.jpg" alt="http://www.feedati.com/voli/images/sentenza.jpg" /></p>
<p>A sentire <a href="http://www.affaritaliani.it/cronache/cucchi_sentenza_di_giovanardi_era_anoressico_drogato091109.html">Giovanard</a>i su Stefano Cucchi (<strong>&#8220;La droga ha devastato la sua vita, era anoressico, tossicodipendente,</strong> poi il fatto che in cinque giorni sia peggiorato, certo bisogna vedere come i medici l&#8217;hanno curato. Ma sono migliaia le persone che si riducono in situazioni drammatiche per la droga, diventano larve, diventano zombie: è la droga che li riduce così&#8221;) si ha l&#8217;impressione che non servano inchieste.</p>
<p>Il Governo ormai giudica da solo. I magistrati? Inutili. La riforma della giustizia, è chiaro, è già in atto.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Attraverso lo sport, si impara la legalità.]]></title>
<link>http://stiben.wordpress.com/2009/11/09/attraverso-lo-sport-si-impara-la-legalita/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 13:18:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stiben Mesa Paniagua</dc:creator>
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<description><![CDATA[L’Associazione Sportiva Magistrati Catania si è aggiudicata, sabato mattina, il triangolare d’inaugu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-383" title="Sport e legalità" src="http://stiben.wordpress.com/files/2009/11/sport-e-legalita.jpg" alt="Sport e legalità" width="334" height="250" />L’Associazione Sportiva Magistrati Catania si è aggiudicata, sabato mattina, il triangolare d’inaugurazione del progetto “Sport e legalità”, battendo nell’ordine il X Reparto Mobile della Polizia di Stato – 5-3 ai rigori dopo il pareggio 1-1 – e il Consiglio Superiore della Magistratura – 6-0 –. <strong>Il progetto, presentato venerdì nell’aula magna del Palazzo Centrale dell’Università, è promosso dal Cus Catania con la collaborazione della Polizia di Stato e col patrocinio dell’assessorato alle Politiche Scolastiche del Comune di Catania.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>“Sport e legalità”, progetto a cui aderiscono 12 scuole medie catanesi, ha due obiettivi principali</strong>: in primo luogo, la diffusione e l’incoraggiamento della pratica sportiva insieme con la cultura del vivere sano e poi, non per questo meno importante, far conoscere le attività e le finalità delle Forze dell’Ordine e degli altri Corpi dello Stato. E sarà lo sport, chiaramente, il mezzo attraverso il quale si veicoleranno questi messaggi ai ragazzi e quindi, oltre al triangolare inaugurale, sono previsti un torneo di calcio a 7 e gare di atletica fra gli studenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Durante la conferenza di presentazione – alla quale hanno partecipato il rettore dell’Università di Catania Antonino Recca, il dott. Luca Di Mauro presidente del Cus Catania, il comandante del X Reparto Mobile Pietro Gambuzza, il dott. Ignazio Fonzo magistrato catanese – il prof. Ignazio Russo, responsabile del progetto per il Cus, ha sottolineato l’avviamento di alcune borse di studio che saranno offerte alle scuole partecipanti e, ancora, l’istituzione di tre premi dedicati a personaggi scomparsi dello sport catanese.</p>
<p><!--more-->Il triangolare inaugurale ha regalato una giornata all’insegna della legalità, del fair play e del buon calcio. Durante le tre partite le squadre hanno dato il cento por cento entusiasmando il pubblico che, nonostante la presenza della sola Dante Alighieri, dagli spalti si è fatto sentire con cori ed urla. Le altre scuole ­– Malerba, Nosengo (Gravina), Leonardo da Vinci, Pestalozzi, Brancati, Fontanarossa, Petrarca, Dusmet, Quirino Maiorana, De Roberto, Giovanni XXIII, Galileo Galilei (Acireale) –, probabilmente, si saranno spaventate per le sbagliate previsione del meteo, infatti il sole ha accompagnato la mattinata. Oltre a ciò, l’organizzazione ha offerto merendine e succhi di frutta agli spettatori ma, soprattutto tanti gol, ben 11 senza contare gli 8 nei calci di rigore. Adesso col torneo di calcio a 7, a partire da dicembre, tocca agli studenti scendere in campo per giocare e attraverso lo sport imparare cos’è e come si vive la legalità.<br />
[Foto Stiben's blog]</p>
<p style="text-align:right;">(<a href="http://www.votailprof.it/Unimagazine/locale/Catania/prima-pagina/Attualita/Attraverso-lo-sport-si-impara-la-legalita-152821" target="_blank">per Unimagazine</a>)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Delitto e prescritto ]]></title>
<link>http://discutere.wordpress.com/2009/11/04/delitto-e-prescritto/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 14:58:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>discutere</dc:creator>
<guid>http://discutere.wordpress.com/2009/11/04/delitto-e-prescritto/</guid>
<description><![CDATA[Berlusconi agita l’amnistia per ottenere un nuovo Lodo su misura. E intanto su fondi neri Mediaset s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><em>Berlusconi agita l’amnistia per ottenere un nuovo Lodo su misura. E intanto su fondi neri Mediaset scappa dai giudici.</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Tutto come previsto. Silvio Berlusconi, per non presentarsi in aula il 16 novembre davanti ai giudici del dibattimento per i presunti fondi neri di Mediaset, gioca la carta del legittimo impedimento. Tenta di far saltare l’udienza, spiegando che proprio quel giorno dovrà parlare di fame nel mondo davanti alla Fao, e prende tempo in attesa che dal cilindro dei suoi avvocati parlamentari spunti fuori l’ennesima legge che lo allontani dai suoi processi.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Niccolò Ghedini, in queste ore sempre più ospite fisso del Cavaliere ad Arcore e a Palazzo Grazioli, si muove però su una strada strettissima. L’avvocato-deputato sta studiando due norme dal sapore antico: abbreviare ulteriormente i termini di prescrizione, come era già accaduto nel 2005 con la legge ex Cirielli, o stabilire che tutti i processi contro le alte cariche dello Stato si tengano nel palazzo di Giustizia di Roma, evidentemente ritenuto un nuovo porto delle nebbie.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Ma i problemi sono molti. Bisogna convincere gli alleati e soprattutto evitare al ministro della Giustizia una brutta figura. “Non stiamo pensando a nessuna norma per accelerare la prescrizione in relazione al processo Mills”, aveva detto solo il 27 ottobre, Angelino Alfano, davanti alle telecamere di Ballarò. Smentirlo subito sembra davvero troppo. E allora? Più fonti all’interno del Pdl concordano nel dire che il duo Ghedini-Berlusconi stia facendo pretattica. E che si prepari, semplicemente, a una replica di quanto già fatto in occasione dell’approvazione del Lodo Alfano. Allora era stata proposta per iniziativa parlamentare una norma che sospendeva per un anno tutti i processi &#8211; ad esclusione di quelli per la mafia e il terrorismo &#8211; riguardanti reati commessi (anche dal premier) prima del 30 giugno 2002 e puniti con meno di dieci anni di reclusione. Si trattava di una sorta di amnistia mascherata che, secondo l’Associazione nazionale magistrati avrebbe mandato in fumo 100.000 dibattimenti (fermarli e farli ripartire equivaleva dire prescriverli). Un colpo di spugna generalizzato che aveva provocato la rivolta di avvocati, giudici e parti lese. In questo modo Berlusconi aveva avuto vita facile nel proporre e far approvare l’alternativa: il lodo che portava il nome del suo ministro.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Oggi la storia si ripete. Da una parte c’è la legge sulla prescrizione breve (o in subordine quella per obbligare i tribunalia esaminare tutte le prove e tutti i testimoni proposti dalle difese, con conseguenti enormi perdite di tempo) . Dall’altra c’è la norma per spostare i processi contro Berlusconi nella Capitale. Se la prima legge venisse approvata il limite tassativo per chiudere un dibattimento verrebbe fissato in sei anni: 3 in primo grado, 2 in appello e uno in Cassazione. Troppo pochi per sperare di arrivare a una sentenza defintiva nei casi che coinvolgono colletti bianchi come, ad esempio, il patron della Parmalat Calisto Tanzi, i “furbetti del quartierino” protagonisti delle scalate bancarie dell’estate 2005 o i tanti componenti di quelle organizzazioni criminali che truffano l’Unione Europea e truccano gli appalti pubblici. Sei anni invece sarebbero sufficienti per continuare a processare e condannare i poveracci. Proprio Alfano ha spiegato che in Italia nel 2008 i processi in corso erano più di un milione 260mila. E che in media per arrivare a una sentenza di primo grado ci volevano 430 giorni che salivano a 730 in appello. A tenere bassa la media (si fa per dire) ci pensano però decine di migliaia direttissime e i processi per i reati da strada. E tutto questo non basta per evitare che ogni anno si prescrivano oltre 150mila reati. Ecco allora perché le norme sulla “prescrizione breve”, sostengono in privato gli uomini del premier, finiranno per essere un grimaldello. Una sorta di pistola, messa sul tavolo prima della trattiva con i finiani e la Lega, che punta un bersaglio preciso: i processi celebrati a Roma.</p>
<p><em><strong>(Peter Gomez, Il Fatto, 04-11-2009)</strong></em></p>
<p><em>(c) Il Fatto Quotidiano</em></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Magistraţii, medierea şi principiul rolului activ în procesul civil]]></title>
<link>http://jurefani.wordpress.com/2009/11/03/magistratii-medierea-si-principiul-rolului-activ-in-procesul-civil/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 09:06:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fănuţa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Articolul de fata are menirea de a sublinia rolul activ al judecătorului pe parcursul desfăşurării u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Articolul de fata are menirea de a sublinia rolul activ al judecătorului pe parcursul desfăşurării u]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Ce este femeie, este oarba si are bratele frante?!?]]></title>
<link>http://zizzou.wordpress.com/2009/11/03/ce-este-femeie-este-oarba-si-are-bratele-frante/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 23:38:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>zizzou</dc:creator>
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<description><![CDATA[Justitia *sursa aici Tot am amanat sa vorbesc despre acest subiect caci pot sa va marturisesc ca nu-]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><em>Justitia</em></h3>
<p style="text-align:left;"><a href="http://zizzou.wordpress.com/files/2009/11/justitia.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1527" style="border:3px solid black;" title="justitia" src="http://zizzou.wordpress.com/files/2009/11/justitia.png?w=228" alt="justitia" width="228" height="300" /></a><em>*sursa </em><a href="http://kalaalog.com/2008/05/18/illustrating-lady-justitia/"><span style="color:#3366ff;">aici</span></a></p>
<p style="text-align:justify;">Tot am amanat sa vorbesc despre acest subiect caci pot sa va marturisesc ca nu-mi face nici cea mai mica placere sa-l dezbat, ba chiar pot spune ca ma scarbeste. Si totusi imi pare ca <strong>justitia </strong>de la noi este din ce in ce mai handicapata; nu cred ca exista vreun cunoscut care sa fi avut (chiar si tangential) legaturi cu o instanta de judecata sa nu aibe o parere proasta, sa nu zic o atitudine de dezgust.</p>
<p style="text-align:justify;">Intamplarea face ca de cativa ani (buni) sa am de-a face cu cea de-a treia putere din stat  &#8211; la inceput tangential si acum direct &#8211; la inceput eram un tanar care credea in <em>corectitudine</em>, in <em>dreptate </em>si toate aceste valori indispensabile unei societati ce se vrea europene, civilizate si democratice; destul de repede am inteles ca nu are niciun sens sa mai fiu credul, as putea spune chiar prost, si sa mai ma &#8220;agat&#8221; de asemenea principii complet false si inexistente in practica.</p>
<p style="text-align:justify;">Primul contact direct cu aceasta lume duhnind a putregai a fost una cat se poate de definitorie pentru tot ce inseamna <strong>judecata</strong> in Romania. Sa fie cam un an si jumatate cand m-am trezit pentru prima data singur singurel intr-un <em>tribunal &#8211; </em> murdar, urat mirositor,  ticsit de oameni ce se imbulzeau: sa-si faca loc in salile de judecata, sa ajunga dupa ore de asteptare la dosarele aflate la arhiva, sa-si gaseasca un &#8220;<em>avocat bun</em>&#8220;, ori sa negocieze un deal de culise cat mai &#8220;<em>profitabil</em>&#8221; acolo in &#8220;<em>casa dreptatii</em>&#8220;. Mi-a luat ceva vreme sa ma obisnuiesc cu tot acel haos, cu mersul tantos al avocatilor, cu sictirul cu care esti tratat <strong>TU </strong>ca biet plebeu de catre toti functionarii. Totusi cel mai greu a fost sa ma imunizez impotriva atitudinii de superioritate &#8211; etalata emfatic si nonsalant &#8211; de catre magistrati, incepand cu grefierii si ajungand pana la stimabilii &#8220;mirunsi ai Legii&#8221; (amantii cei mai viril ai tinerei si frumoasei <em>Iustitia </em>[gr. <em>Themis</em>]): <strong>judecatorii</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Nici &#8220;locul&#8221; in care judecatorii impart dreptatea nu este mai breaz: <em>sali arhipline, caldura nadusitoare, oameni stand in picioare prin fiecare spatiu neocupat al salii ore in sir, zapuseala</em> (se lesina in salile de judecata mai rau ca la concertele lui Michael Jackson, parol) <em>si sarjele cavaleresti ale avocatilor ce sunt intr-un continuu dute-vino </em>(aplicandu-ti in trecere cate un ghiont bine plasat sau cate o imbranceala ticluita). Toate acestea pentru a ti se face dreptate si pentru a aparea 3 minute in fata <em>&#8220;fetelor sfinte&#8221;</em> ale dreptatii.</p>
<p style="text-align:justify;">De cele mai multe ori odata ajuns acolo m-am abtinut cu greu sa nu ripostez violent la lipsa de interes si atentie, si poate cel mai rau in fata acelui miserupism general. Odata ajuns acolo te simti prins in rotile macinatoare ale unui angrenaj corupt si profund imoral, nimanui nu-i pasa catusi de putin de tine si de problemele tale (cu care intr-un moment de slabiciune le-ai externalizat si te-ai tarat in fata &#8220;onoratei instante&#8221;). In cele 3-5 minute &#8220;de glorie&#8221; nu esti altceva decat o marioneta aflata in mana unui papusa infernal. 2-3 replici de o parte si de alta date aparatorii dreptatii si o decizie rapida ce pica precum lama unei ghilotine. <strong>Gata</strong>! Asta a fost tot! Fara sentimente si in mod cert fara nicio slabiciune&#8230; Te retragi incet la locul tau si asisti alaturi de cei asemeni tie la acest spectacol grotesc. Uneori te mai trezesti abordat de <strong>oameni </strong>ca si tine, de pioni in acelasi joc, care incearca sa &#8220;empatizeze&#8221; cu dreptatea ori nedreptatea ta.</p>
<p style="text-align:justify;">Am asistat in toti acesti ani, vreo 14 la numar (intai indirect, mai apoi direct), la o gramada de nedreptati, de judecati subiective si partinitoare, de incercari/reusite de fortare a mainii legii, fapt pentru care ma simt nevoit sa imbratisez pozitia unui om scarbit si neincrezator. Urasc modul in care merg lucrurile pe la noi, de multe ori stau si ma gandesc carui fapt ii datoram aceasta situatie ingrata?!? Justitia a depasit categoria tragicului si a devenit comedie (expresia cea mai inalta a creatiei artistice umane, dupa Heidegger). In ultima vreme am inceput sa fiu amuzat de acest spectacol, caci suntem cu totii niste pierzatori: si cei care castiga (oricum ar face o), cat si cei care pierd &#8211; pierdem timp, calmul, bani, rabdarea, neuronii  si poate cel mai rau increderea si corectitudinea.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>P.S. M-am hotarat sa scriu acest articol dupa ce am primit cretina, dar in acelasi timp amuzanta citatie prin care sunt anuntat ca brusc sunt chemat (ca parat alaturi doar de parati [?!?!]) intr-un proces cu tatal meu [?!?!] should i mention that he&#8217;s actually dead?!?! Nu ma credeti look for yourselves (click pentru a o mari):</em></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://zizzou.wordpress.com/files/2009/11/citatie_tribunal.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1530" style="border:2px solid green;" title="Citatie_Tribunal" src="http://zizzou.wordpress.com/files/2009/11/citatie_tribunal.jpg?w=300" alt="Citatie_Tribunal" width="300" height="199" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Magistraţii, medierea şi principiul rolului activ în procesul civil]]></title>
<link>http://medierea.wordpress.com/2009/11/02/magistratii-medierea-si-principiul-rolului-activ-in-procesul-civil/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 23:27:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fănuţa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Articolul de fata are menirea de a sublinia rolul activ al judecătorului pe parcursul desfăşurării u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3 style="text-align:justify;"><a href="http://jurefani.wordpress.com/2009/07/15/in-vacanta-la-judecatorie/#comment-26"></a></h3>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter" title="magistrati" src="http://medierea.wordpress.com/files/2009/11/magistrati.jpg?w=150" alt="magistrati" width="150" height="76" /></p>
<h3 style="text-align:justify;">Articolul de fata are menirea de a sublinia rolul activ al judecătorului pe parcursul desfăşurării unui proces civil şi de a stabili câteva repere privind conţinutul acestui principiu, din perspectiva instituţiei medierii, aşa cum este ea prevăzută de<span style="color:#008000;"><a href="http://medierea.wordpress.com/legislatiemediere/"> Legea 192/2006 </a></span>(privind medierea şi organizarea profesiei de mediator).</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Într-un <a href="http://rnsj.ro/89152/medierea-institutie-moderna-in-statul-de-drept-importanta-cunoasterii-acesteia-de-catre-viitorii-juristi.html">articol anterior</a> am arătat care sunt <a href="http://medierea.wordpress.com/2009/10/15/medierea-%E2%80%93-institutie-moderna-in-statul-de-drept-%E2%80%93-si-importanta-cunoasterii-acesteia-de-catre-viitorii-juristi/">avantajele </a>pe care le poate aduce medierea pentru stat în general si pentru justitie în special, motiv pentru care nu le vom relua în articolul de faţă ci doar subliniem faptul că medierea poate fi instituţia care să ajute la degrevarea instanţelor de numărul mare de dosare aflate pe rol.</h3>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://jurefani.wordpress.com/2009/07/15/in-vacanta-la-judecatorie/#comment-21"><img class="aligncenter size-full wp-image-186" title="arhiva magistrati" src="http://medierea.wordpress.com/files/2009/11/arhiva-magistrati.jpg" alt="arhiva magistrati" width="327" height="327" /></a></p>
<h3 style="text-align:justify;"><strong>Pentru acest motiv, am dorit să arătăm care este rolul activ al judecătorului în procesul civil şi care este corelaţia cu procedura medierii.</strong></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><strong>Un aspect foarte putin abordat în literatura de specialitate este cel privitor la conţinutul principiului rolului activ al judecătorului prin prisma art. 129 alin 2 din Codul de procedură civilă, potrivit cu care <span style="color:#993300;"><em>&#8220;Judecătorul &#8230; va stărui, în toate fazele procesuale, pentru soluţionarea amiabilă a cauzei.&#8221;</em>.</span></strong></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><strong>Sub acest aspect s-au făcut puţine referiri în literatura juridică, motiv pentru care ne propunem să-l abordăm mai pe larg şi din perspectiva medierii.</strong></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><strong>Astfel, potrivit art. 129 alin. 2 Cod pr. civ. , în exercitatrea rolului său activ, judecătorul are îndatorirea de a stărui pentru soluţionarea amiabilă a cauzei. Această prevedere are forma actuală încă din 2005 (potrivit modificării aduse de Legea 219/2005 şi anterior de OUG 138/2000), adică dinainte de apariţia legii medierii (L. 192/2006).</strong></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><strong>Cu alte cuvinte, încă dinaninte de a avea o reglementare specială care să permită părţilor recurgerea la o anumită procedură pentru rezolvarea unui conflict pe cale amiabilă, în exercitarea rolului activ, judecătorii aveau dreptul şi totodată obligaţia nu doar de a informa părţile că pot stinge litigiul dintre ele oricând pe parcursul procesului (<em><span style="color:#800080;">în toate fazele procesuale</span>, </em>după cum se exprimă legiuitorul ) ci şi de a stărui ca părţile să recurgă la soluţionarea conflictului pe cale amiabilă.</strong></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><strong>Altfel spus, în conţinutul principiului rolului activ al judecătorului intră şi obligaţia (desigur şi dreptul)  acestuia  de a depune toate diligenţele ca părţile să aleagă o altă cale de soluţionare a conflictul dintre ele, şi anume calea amiabilă.</strong></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><strong>Dacă această obligaţie (de diligenţă) a judecătorului există încă dinainte de intraraea în vigoare a Legii 192/2006 privind medierea, prin prevederea expresă a articolului 6 din lege, această îndatorire a judecătorului este întărită prin noua reglementare şi, totodată, i se stabileşte un conţinut mai clar.</strong></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><strong>Potrivit art. 6, <span style="color:#993300;"><em>&#8220;Organele judiciare si arbitrale, precum si alte autoritati cu atributii jurisdictionale vor informa partile asupra posibilitatii si avantajelor folosirii procedurii medierii si le pot îndruma sa recurga la aceasta pentru solutionarea conflictelor dintre ele.&#8221;</em></span></strong></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><strong>Potrivit propriei opinii, art. 6 (mai sus evocat) trebuie interpretat prin prisma normei prevăzută la art. 4 alin. 1 din Legea 192/2006 care stabileşte că medierea este o activitate de interes public. Prin prisma acestei prevederi, <span style="color:#993300;">„<em>Organele judiciare &#8230; vor informa partile asupra </em>posibilitatii<em> si </em>avantajelor<em> folosirii procedurii medierii&#8230;”</em> </span>legiuitorul instituie pentru organele judiciare o obligaţie imperativa si concisa, aceea de a informa părţile cu privire la procedura medierii.</strong></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><strong>După modul în care este formulată de legiuitor şi ţinând totodată cont de faptul că medierea este o activitate de interes public, credem că această normă este una imperativă, de la care nu se poate deroga. Prin această formulare, legiuitorul impune magistratului obligaţia informării părţilor cu privire la mediere şi, completând cu norma generală (şi ea imperativă) a Codului de procedură civilă (art. 129 alin. 2), impune magistratului obligaţia de a stărui pentru soluţionarea diferendului pe cale amiabilă.</strong></h3>
<h3 style="text-align:justify;">Altfel spus, judecatorul (presedintele instantei), in toate fazele procesuale (art. 129 alin 2 Cod pr. Civ), trebuie ca dintru inceput sa informeze partile ca au posibilitatea alegerii unei alte cai de solutionare a conflictului, ca aceasta cale este una amiabila si care le ofera anumite avantaje, situatie in care procesul se va suspenda iar partile, intr-un anumit interval de timp, se pot intoarce in instanta fie pentru a pune capat litigiului fie pentru a continua procesul.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">In exercitarea rolului sau activ, judecatorul trebuie sa arate partilor si care sunt avantajele recurgerii la o astfel de procedura. Printre avantajele pe care judecatorul trebuie sa le aduca la cunostinta partilor avem in vedere restituirea taxei de timbru (art. 63 alin 2 din Legea 192/2006), reducerea timpului petrecut in instanta, posibilitatea pastrarii bunelor relatii cu partea aflat in conflict.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Mai mult decat atat, manifestarea rolului activ al judecatorului trebie sa ia forma staruintei, presedintele insatntei fiind obligat de legiuitor sa insiste, in mod repetat (DEX, <em>staruinta</em> = a ruga insistent si in mod repetat pe cineva pentru a fi de acord cu ceva; a insista) ca partile sa puna capat conflictului pe cale amiabila.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Aceste text a fost recent <a href="http://medierea.ro">modificat </a>(se asteapta publicarea modificarilor in M.Of.), in sensul urmator: <em>„</em><em>Organele judiciare şi arbitrale, precum şi alte autorităţi cu atribuţii jurisdicţionale informează părţile asupra posibilităţii şi a avantajelor folosirii procedurii medierii şi le îndrumă să recurgă la această cale pentru soluţionarea conflictelor dintre ele.&#8221;.</em></h3>
<h3 style="text-align:justify;">Observam ca se inlocuieste sintagma <span style="color:#993300;">„<em>pot indruma</em>” </span>(partile) cu urmatoarea: (organele judiciare si alte organe) <span style="color:#993300;">„<em>indruma</em>”</span>( partile). Astfel ca ne indreptateste sa afirmam faptul ca legiuitorul impune magistratului (si celorlalte organe mentionate de Lege) obligatia de a indruma partile spre solutionarea diferendului lor pe cale amiabila. Prin modificarile aduse legii, magistratul nu mai are posibilitatea de a alege daca sa indrume sau nu partile in alegerea procedurii medierii. Potrivit textului mentionat, asa cum a fost el modificat, organele judiciare, dupa informarea prealabila asupra  <span style="color:#993300;">„</span><em><span style="color:#993300;">posibilităţii şi a avantajelor folosirii procedurii medierii”</span> <span style="text-decoration:underline;">vor indruma</span> </em>partile sa aleaga aceasta procedura.<em> </em></h3>
<h3 style="text-align:justify;">Prin urmare, presedintele instantei, in exercitarea rolului sau activ (in stransa corelatie cu alte principii fundamentale ale dreptului procesual civil precum cel al contradictorialitatii sau al dreptului la aparare) va pune in discutia partilor acest fapt.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Prin transpunere in plan procesual, aceasta indatorire a organelor judiciare trebuie exercitata, asa cum am mai afirmat, inainte de etapa dezbaterilor (prima zi de infatisare).</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Motivele sunt urmatoarele:</h3>
<h3 style="text-align:justify;">1.Dat fiind faptul ca legiuitorul a prevazut ca este indatorirea organelor judiciare de a informa partile cu privire la avantajele medierii, prin prisma reglementarilor art. 20 teza a II-a din OUG 51/2008 (ajutorul public judiciar in materie civilă), pentru ca avantajele sa fie resimtite efectiv de catre parti, aceasta informare credem ca trebuie facuta inainte de prima zi de infatisare.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Art. 20 din OUG 51/2008 prevede: „În cazul în care persoana care îndeplineşte condiţiile prevăzute la art. 8 alin. (1) sau (2) face dovada că, anterior începerii procesului, a parcurs procedura de mediere a litigiului, beneficiază şi de restituirea sumei plătite mediatorului cu titlu de onorariu.<em> De acelaşi drept beneficiază şi persoana care îndeplineşte condiţiile prevăzute la art. 8 alin. (1) sau (2), dacă solicită medierea după începerea procesului, dar înainte de prima zi de înfăţişare. Suma la a cărei restituire partea are dreptul se stabileşte de instanţă, prin încheiere pronunţată potrivit art. 15.”.</em></h3>
<h3 style="text-align:justify;">Astfel, prin raportare la articolul mai sus mentionat (avem in vedere in mod special teza a II-a), in ipoteza in care una din parti nu este asistata de avocat si face o cerere de acordare a ajutorului public judiciar, judecatorul, potrivit rolului sau activ, trebuie sa arate partilor ca pot beneficia si de restituirea sumei plătite mediatorului cu titlu de onorariu, daca vor solicita medierea inainte de prima zi de infatisare.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Prin urmare, pentru ca ajutorul judiciar sa fie unul efectiv, in ipoteza descrisa mai sus, instanta trebuie sa arate partilor si sa puna in discutie, inca din prima zi de judecata (inainte de etapa dezbaterilor – in situatiile in care este posibil ca prima zi de infatisare sa coincida cu prima zi de judecata), posibilitatea recurgerii la mediere si totodata sa arate partilor care sunt drepturile de care pot beneficia in urma parcurgerii medierii.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Desi nu face obiectul analizei noastre, dar pentru ca  este un element de interes general, fiind si un element de noutate, trebuie subliniat faptul ca legiuitorul a avut in vedere atat situatia in care partile ajung la un acord dupa ce au parcurs etapa medierii, cat si ipoteza in care partile nu au incheiat acordul de mediere. In ambele situatii partile, dupa ce au parcurs procedura medierii revin in instanta fie pentru hotararea de expedient fie pentru reluarea procesului din stadiul in care a ramas, la momentul suspendarii. Ca atare, restituirea sumei plătite mediatorului cu titlu de onorariu nu este conditionata de incheierea acordului ci numai de indeplinirea conditiilor cerute de art, 8 din OUG 51/2008.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">2. Un alt argument ce vine sa intareasca opinia potrivit cu care organul judiciar trebuie sa informeze si sa arate partilor posibilitatea si avantejele recurgerii la mediere inainte de prima zi de infatisare, este dat de faptul ca acesta este momentul cel mai potrivit pentru reducerea costurilor atat in ceea ce-i priveste pe justitiabili cat si in ceea ce priveste costurile cu asigurarea serviciului public judiciar.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Mai mult decat atat, se va putea realiza efectiv dezideratul de a reduce numarul dosarelor aflate pe rolul instantelor. Daca tot vor fi indrumate partile catre mediere, de ce sa nu se intample acest lucru inca de la inceput, inainte de a se cheltui si de o parte si de alta sume de bani pe care, uneori, tot statul trebuie sa le suporte, in ipoteza acordarii ajutorului public judiciar?</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Totusi, nu trebuie pierdut din vedere faptul ca instanta poate oricand pune in vedere partilor ca pot apela la mediere.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Cu toate acestea, nu este afectat in niciun chip dreptul partilor de a cere instantei, oricand pe parcursul procesului, suspendarea acestuia pentru a li se permite sa parcurga procedura medierii. Desi legiuitorul nu prevede care este momentul procesual in care organul judiciar trebuie sa informeze partile, potrivit art. 129 alin 2 Cod de pr. Civ, judecatorul va starui in toate fazele procesului pentru solutionarea conflictului pe cale amiabila. Asa cum se arata in cuprinsul art. 61 alin. 1 din Legea 192/2006, conflictul dedus judecatii poate fi solutionat prin mediere fie la initiativa partilor fie la recomandarea instantei.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">3. Intr- o ordine logica, firesc ar fi ca mai intai sa fie parcursa procedura medierii si mai apoi, daca partile nu ajung la o solutie amiabila, reciproc avantajoasa, partile sa revina in instanta pentru solutionarea diferendului pe cale judiciara. Mai mult decat atat, Legea medierii prevede ca partile pot ajunge si la un acord partial, ceea ce justifica inca o data faptul ca este firesc sa se incerce initial rezolvarea conflictului. Care ar mai fi utilitatea unei astfel de proceduri?</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Daca s-ar proceda altfel, ar trebui sa admitem si faptul ca exista posibilitatea ca la un moment dat – dupa parcurgerea mai multor etape procesuale, cand presedintele instantei se hotaraste sa recomande partilor sa aleaga o cale amiabila de solutionare a litigiului – partile, apeland la mediator, sa ajunga la un acord. Intr-o astfel de ipoteza putem spune ca eforturile depuse de toti participantii procesului au fost inutile, cu atat mai mult cu cat rata de solutionare a conflictului prin mediere este una foarte mare.</h3>
<h3 style="text-align:justify;"><strong>Conchidem prin a spune că magistratul are atât dreptul cât şi îndatorirea de a informa părţile despre existenţa procedurii <a href="http://medierea.ro/">medierii </a>şi a avantajelor recurgerii la mediere şi totodată are dreptul şi îndatotirea de a stărui pentru soluţionarea conflictului pe cale amiabilă. Şi toate acestea, magistratul le îndeplineşte în exercitarea rolului său activ, lărgind astfel conţinutul acestui principiu fundamental al procedurii judiciare – principiul rolului activ al judecătorului.</strong></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><strong>Acest rol activ trebuie să se manifeste, aşa cum prevede atât art. 129 alin 2 din Codul de procedură civilă cât şi art. 2 alin 1 din Legea 192/2006, în toate fazele procesuale.</strong></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><strong>Având în vedere faptul că legiuitorul a prevăzut la  art. 2 alin (1) din Legea 192/2006 că <em> <span style="color:#993300;">,,&#8230; persoanele fizice sau persoanele juridice, pot recurge la mediere în mod voluntar, <span style="text-decoration:underline;">inclusiv dupa declansarea unui proces</span></span></em><span style="color:#993300;"><em> în fata instantelor competente, convenind sa solutioneze pe aceasta cale orice conflicte&#8230;&#8221; </em></span>, înţelegem că legiuitorul a avut în vedere faptul că părţile ce se află în conflict pot recurge la mediere şi inainte de declanşarea litigiului pe cale judecătorească.  În această situaţie nu putem vorbi de existenţa rolului activ al judecătorului, întrucât există posibilitatea ca prin procedura  medierii să se pună capăt conflictului înainte ca părţile să ajungă în instanţă.</strong></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><strong>Desigur că există şi posibilitatea (în cazuri rare, potrivit statisticilor) ca părţile să nu ajungă la un acord sau acordul lor să fie unul parţial, situaţie în care, pentru soluţionrea conflictului, acestea trebuie să apeleze la instanţă.</strong></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><strong>Suntem de părere că, deşi părţile au trecut mai întâi prin procedura medierii, judecătorul trebuie să-şi exrcite şi în aceste situaţii rolul său activ şi să recomande părţilor solutionarea conflictului pe cale amiabilă, întrucât legiuitorul nu a prevăzut o derogare de la acest principiu, în astfel de situaţii.</strong></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><strong>Cu alte cuvinte, părţile unui diferend au posibilitatea de a alege iniţial procedura medierii şi mai apoi procedura judiciară (dacă mai este cazul) sau pot apela mai întâi la instanţa de judecată pentru a pune capăt diferendului. În oricare din situaţii ne-am afla, judecătorul trebuie să-şi manifeste rolul său activ, obligaţia sa fiind una ce apără un interes public.</strong></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><strong>Prin prisma celor evidenţiate, conchidem că rolul judecătorului în alegerea procedurii medierii este unul esenţial. În măsura în care se va înţelege acest lucru de către fiecare magistrat în parte, putem spera că lucrurile vor evolua în sensul implementării cu adevărat a instituţiei medierii şi implicit vom asista şi la o reformă a sistemului judiciar din România.</strong></h3>
<h3 style="text-align:justify;">Trebuie observat ca magistratul este cel dintai precursor al medierii.  Magistratul este cel ce pregateste, prin activitatea sa, ternul fertil pentru mediere in societatea romaneasca.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Iata o noua responsabilitate pe umerii magistratului. Desi este forte greu sa fii cel care desteleneste un teren nelucrat, am incredere ca magistratii se vor ridica la nivelul asteptarilor pe care le are societatea in ansamblul ei, si chiar mai mult.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Imi exprim aceasta convingere cu atat mai mult cu cat, prin promovarea institutiei medierii, se va imbunatati semnificativ actul de justitie si totodata gradul de satisfactie al cetateanului in raport cu serviciul public al justitiei.</h3>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[APPELLO ALLA PROCURA GENERALE PRESSO LA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE ED ALLA SEZIONE DISCIPLINARE DEL CSM]]></title>
<link>http://lamentelibera.wordpress.com/2009/11/02/appello-alla-procura-generale-presso-la-suprema-corte-di-cassazione-ed-alla-sezione-disciplinare-del-csm/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 13:18:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>alfonzino</dc:creator>
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<description><![CDATA[In questi giorni circolano &#8220;appelli&#8221; di vario contenuto, rivolti da alcuni magistrati al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[In questi giorni circolano &#8220;appelli&#8221; di vario contenuto, rivolti da alcuni magistrati al]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Berslusconi-Vespa: “In caso di condanna non mi dimetterò”]]></title>
<link>http://ondazone.wordpress.com/2009/10/31/berslusconi-vespa-%e2%80%9cin-caso-di-condanna-non-mi-dimettero%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 17:33:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>sweetarky89</dc:creator>
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<description><![CDATA[E’ proprio quanto annunciato dal premier Silvio Berlusconi in una dichiarazione in merito ad alcuni ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-221" title="silvio_berlusconi" src="http://ondazone.wordpress.com/files/2009/10/silvio_berlusconi.jpg?w=233" alt="silvio_berlusconi" width="290" height="296" /></p>
<p style="text-align:justify;">E’ proprio quanto annunciato dal premier Silvio Berlusconi in una dichiarazione in merito ad alcuni processi in atto a suo carico, contenuta in “<em>Donne di cuori</em>”, ultimo libro di Bruno Vespa, in uscita per il prossimo 17 Novembre, edito dalla Mondadori.</p>
<p style="text-align:justify;">Fortemente risentito dai pesanti attacchi in riferimento alla sua situazione giudiziaria, a quanto pare divenuta motivo di particolare interesse per l’opinione pubblica, il premier sostiene: “Ho ancora fiducia nell&#8217;esistenza di magistrati seri che pronunciano sentenze serie, basate sui fatti. Se ci fosse una condanna in processi come questi, saremmo di fronte a un tale sovvertimento della verità che a maggior ragione sentirei il dovere di resistere al mio posto per difendere la democrazia e lo Stato di diritto”.</p>
<p style="text-align:justify;">In risposta alla citazione di Vespa sulla condanna in appello dell’avvocato Mills, il Presidente del Consiglio replica: “E’ una sentenza che certo sarà annullata dalla Corte di Cassazione”. Aggiunge poi, nel tentativo di fornire una spiegazione per la campagna internazionale scatenatasi dallo scorso maggio su di lui: “E&#8217; partita da &#8216;Repubblica&#8217; e l’ &#8216;Espresso&#8217;, e su sollecitazioni di questo gruppo si è estesa ai giornali e ai giornalisti &#8216;amici&#8217;. Per gettare fango su di me ha finito col gettare fango sul nostro Paese e sulla nostra democrazia&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Vespa prosegue, inoltre, con una riflessione sugli attacchi del <em>Times </em>in concomitanza alla bocciatura del lodo Alfano, avvenuta lo scorso 7 ottobre, supponendo: ” Frutto della guerra con Rupert Murdoch, che ne e&#8217; proprietario, per i contrasti su Sky Italia?” A tale provocazione Berlusconi, invitando il giornalista a “non esagerare”, afferma: “La coincidenza fa riflettere, ma sono cose che io non farei mai, e quindi sono portato a credere che non le facciano neppure gli altri&#8230; Da mesi negli USA è polemica ferocissima tra Fox News, una rete televisiva del gruppo Murdoch, e il Presidente Obama. Non mi pare che ne derivi un problema&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Per il nostro Presidente del Consiglio, dunque, nessun sotterfugio alle sue spalle. Le <em>sorti </em>del governo non soffriranno del fluire delle tante voci inquisitorie su ciò che pare rimarrà un misterioso <em>caso irrisolto</em> per chissà quanto tempo ancora. <em>Ai posteri l’ardua sentenza.</em></p>
<p style="text-align:right;"><em><strong>SweetArky89</strong><br />
</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Questa tanto ambita Scuola della Magistratura...]]></title>
<link>http://simoneaversano.wordpress.com/2009/10/29/questa-tanto-ambita-scuola-della-magistratura/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 19:20:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simone Aversano</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Simone Aversano (Sanniopress) E alla fine Alfano disse “no”. La Scuola della Magistratura per il ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Simone Aversano (Sanniopress) E alla fine Alfano disse “no”. La Scuola della Magistratura per il ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il procuratore aggiunto di Milano, Robledo: Toghe rosse? Sì, dal sangue versato da Falcone]]></title>
<link>http://discutere.wordpress.com/2009/10/29/il-procuratore-aggiunto-di-milano-robledo-toghe-rosse-si-dal-sangue-versato-da-falcone/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 17:23:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>discutere</dc:creator>
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<description><![CDATA[“Toghe rosse? Sì: per il sangue versato”. Alfredo Robledo, procuratore aggiunto a Milano, è abituato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">“Toghe rosse? Sì: per il sangue versato”. Alfredo Robledo, procuratore aggiunto a Milano, è abituato a parlar chiaro. Così, quando i cronisti delle agenzie gli hanno chiesto come aveva reagito alle parole di Silvio Berlusconi a “Ballarò” («La vera anomalia italiana sono i pm e i giudici comunisti»), ha risposto così: «Se le nostre toghe sono rosse, lo sono per il sangue versato dai magistrati che hanno pagato con la vita la difesa della legalità e dei valori costituzionali, a cominciare da Falcone e Borsellino», e di tutti gli altri che «hanno perso la vita in nome della difesa della legalità».</p>
<p style="text-align:justify;">L’Associazione nazionale magistrati in una nota ha scritto: «Ogni occasione sembra buona per denigrare l’ordine giudiziario e descrivere i palazzi di giustizia come sezioni di partito. Nessun ufficio giudiziario merita queste infondate e ridicole definizioni, tanto meno quello di Milano. Rispondiamo solo alla legge e alla Costituzione: i magistrati non devono essere intimiditi». Ma sono state le parole di Robledo ad avviare una piccola valanga di messaggi di sostegno. Il più vibrante è quello di Giovanni Tamburino, oggi giudice di sorveglianza a Venezia: «Bravo Alfredo Robledo. Bravo perché bastano poche parole. Tre. Rossi per il sangue versato. ROSSI PER IL SANGUE VERSATO. È proprio così. Ricordiamolo. Stavolta davvero tutti. E diciamolo. Ripetiamolo. Scriviamolo a intestazione dei messaggi, delle lettere, delle mailing list. Da oggi. Fino a quando? Fino a quando non ve ne sarà più bisogno».</p>
<p style="text-align:justify;">Tamburino è un magistrato che ha visto la nascita del termine «toghe rosse» e che ha memoria delle due stagioni degli attacchi ai magistrati. La seconda, quella in corso, è nata dopo “Mani pulite” come reazione alle indagini (e poi alle sentenze) sulla corruzione degli uomini della politica. Ha in Berlusconi il suo campione assoluto, ma ben anticipato da Bettino Craxi che attaccò duramente i magistrati di Milano che osarono mettere in carcere Roberto Calvi per la bancarotta dell’Ambrosiano. La prima stagione d’attacchi (oggi ormai dimenticata) nacque invece nel marzo 1972: quando uno sconosciuto giudice istruttore di Treviso, Giancarlo Stiz, con il pm Pietro Calogero, aprì la “pista nera” nelle indagini sulla strage di piazza Fontana: la stampa di destra si scatenò per la prima volta contro i “giudici comunisti”. Non importava che Stiz, uomo d’ordine, provenisse da una famiglia di tradizioni militari. Due anni dopo, fu la volta di un altro uomo d’ordine, Giovanni Tamburino appunto, allora giudice a Padova, a cui fu assegnata per caso un’indagine proveniente da La Spezia: quella sui tentativi golpisti della Rosa dei venti. Poi toccò, a Milano, a Gerardo D’Ambrosio ed Emilio Alessandrini, che ereditarono l’inchiesta su piazza Fontana proveniente da Treviso. A Bologna, a Libero Mancuso e Claudio Nunziata, che per dieci anni ha dovuto difendersi dalle accuse disciplinari e penali. Poi è stata la volta di Giuliano Turone e Gherardo Colombo a Milano, colpevoli di aver scoperto le liste della P2. Nella prima stagione, almeno, il comunismo esisteva ancora. Oggi di rosso resta proprio solo il sangue versato.</p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<p><strong><em>(Gianni Barbacetto, Il Fatto, 29-10-2009)</em></strong></p>
<p><em>(c) Il Fatto Quotidiano</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Toghe rosse]]></title>
<link>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/10/28/toghe-rosse/</link>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 18:18:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilmondodigalatea</dc:creator>
<guid>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/10/28/toghe-rosse/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Le nostre toghe sono rosse per il sangue di Falcone e Borsellino.&#8221; Oltre che comunisti,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3608" title="toga rossa" src="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/files/2009/10/toga-rossa.jpg?w=300" alt="toga rossa" width="300" height="195" /></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:Georgia,serif;">&#8220;Le nostre toghe sono rosse per il sangue di Falcone e Borsellino.&#8221;</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Oltre che comunisti, non fanno mai il bucato.</span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:Georgia,serif;">&#8220;I Tribunali non sono sezioni di partito.&#8221;</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Già, sennò gli imputati riuscirebbero ad interrogarli subito.</span></p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Despre răspunderea patrimonială a magistraţilor]]></title>
<link>http://jurefani.wordpress.com/2009/10/25/despre-raspunderea-patrimoniala-a-magistratilor/</link>
<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 15:08:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fănuţa</dc:creator>
<guid>http://jurefani.wordpress.com/2009/10/25/despre-raspunderea-patrimoniala-a-magistratilor/</guid>
<description><![CDATA[Despre răspunderea patrimonială a judecătorilor şi procurorilor/ Publicat pe  Juridice.ro, in data d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Despre răspunderea patrimonială a judecătorilor şi procurorilor/ Publicat pe  Juridice.ro, in data d]]></content:encoded>
</item>

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