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	<title>malato &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/malato/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "malato"</description>
	<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 06:28:56 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Germania, Lafontaine è malato]]></title>
<link>http://lovelogto.wordpress.com/2009/11/23/germania-lafontaine-e-malato/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:17:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>lovelogto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Berlino, 17-11-2009Il leader della sinistra radicale tedesca (Linke), Oskar Lafontaine, ha annunciat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Berlino, 17-11-2009Il leader della sinistra radicale tedesca (Linke), Oskar Lafontaine, ha annunciato oggi di essere malato di cancro, sottolineando che decidera&#8217; il suo futuro politico all&#8217;inizio dell&#8217;anno prossimo.</p>
<p>Per la Linke, un eventuale abbandono potrebbe essere un brutto colpo: alle politiche del 27 settembre scorso, il partito ha registrato un balzo di 3,2 punti rispetto al risultato del 2005, portandosi a quota 11,9%.</p>
<p>Un successo, questo, attribuito alla sua figura carismatica e alla sua linea politica, che in pochi anni e&#8217; riuscita a sottrarre milioni di voti ai socialdemocratici (Spd).</p>
<p>Dopo solo un anno nella sua carica di ministro delle Finanze, pero&#8217;, rassegno&#8217; le dimissioni e nel 2005 abbandono&#8217; il partito per gettare le basi dell&#8217;attuale Linke.</p>
<p> Fonte:<br />
 http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=134188</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[quando potresti fare non fai...]]></title>
<link>http://traccedielfo.wordpress.com/2009/11/15/quando-potresti-fare-non-fai/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 10:34:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>elfo00</dc:creator>
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<description><![CDATA[e poi quando sei bloccato a letto con la febbre vorresti smontare il mondo&#8230;.siamo proprio stra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>e poi quando sei bloccato a letto con la febbre vorresti smontare il mondo&#8230;.siamo proprio strani noi umani!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Metodica delle cose inutili - Ancora sulla psicologia e le pratiche spirituali]]></title>
<link>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/11/12/metodica-delle-cose-inutili-ancora-sulla-psicologia-e-le-pratiche-spirituali/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 06:45:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>scrittoriprecari</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ancora sulla psicologia e le pratiche spirituali. Questo numero della nostra rubrica insiste ancora ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><strong>Ancora sulla psicologia e le pratiche spirituali.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Questo numero della nostra rubrica insiste ancora sul tema dell’uso della psicologia e della pratica spirituale: ognuno è libero di trarre da questa insistenza una sua personale considerazione sulla centralità di queste due branche del mercato nelle nostre esistenze. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Ed è proprio questa centralità che ci impone di scegliere bene, tra le tante offerte, quella migliore, la più adatta, dico, a praticare l’inutilità, ad essere inutili. Queste poche note varranno come un semplice e agile vademecum.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Diffidate gente (questo vale sempre) dalla complessità; la complessità ingolfa l’immaginazione, e quindi fa cultura; e la cultura gonfia, come dice San Paolo: e questo è peccato. E, allora, la prima cosa che dovrete fare nel diventare clienti di uno psicologo o di un maestro spirituale è che la sua dottrina operi innanzitutto su un candido semplificatore appiattimento della vostra compagine esistenziale. Qualcuno vorrebbe farvi cadere in mille lacci; qualcuno vi verrà prima o poi a raccontare che l’anima nessuno può dire che esista, ma nessuno può dire che non faccia per intero tutta la nostra vita. Quale astruseria! È più facile e chiaro dire che l’anima esiste punto e basta (come nella storia del rabbino che incontra un suo collega e gli dice che Dio gli ha parlato; il secondo rabbino non gli crede, gli chiede di dimostraglielo se non vuole passare per mendace. Ma il primo se la cava benone: Dio non parlerebbe mai a un bugiardo). Imponendoci che l’anima esiste punto e basta otteniamo un risultato importante (si chiama <em>concretismo)</em>: l’unica domanda successiva possibile è: allora dov’è l’anima? La risposta più semplice che sia stata trovata è: dentro. Tagliare l’anima da dove è sempre stata, fuori, nel mondo (<em>anima mundi)</em> viene comodo alla nostra causa perché riporta tutto al privato, in greco <em>idios</em>, da cui idiota: e voglio vedere qualcuno dirmi che essere idioti e inutili non sia la stessa cosa. A quel punto noi abbiamo l’anima che è una cosa che abbiamo dentro, al buio, chiusa. E al buio, e poi col fatto che siamo idioti, non riusciamo più a distinguerla dallo spirito, non sappiamo vederla differenziata nei sui vari aspetti, nelle sue infinite anime (ci fanno pena i poveri neoplatonici con le loro demonologie).</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Allora badate bene che il vostro psicologo o il vostro maestro vi dica che dentro avete qualcosa (spirito, anima, <em>prana</em>, energia, superpoteri) che non si capisce bene cosa sia, ma che, per essere tenuta stantia dentro, e poi dentro un idiota, è malata. E qui dobbiamo passare al secondo punto fondamentale: se uno è malato va curato. Così dobbiamo ragionare. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Una volta se uno era cieco lo mettevano a fare il poeta, tipo Omero, o, fino a sessant’anni fa in Giappone, lo sciamano (lo Stato totalitario nipponico si è efficientemente liberato da questo retrivo retaggio: ora i ciechi fanno i barboni). Uno che è malato va curato. Cosa otteniamo con questo? Che l’uomo, per dire, è all’ottanta per cento fatto di acqua, e il resto sono cattivi pensieri, sogni conturbanti, strane fantasie, ansie, manie, paranoie: ci curiamo, leviamo le ansie e le paranoie, e cosa otteniamo? Diventiamo delle bottiglie d’acqua.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">E così la sera torniamo a casa, dopo esserci mondati dai peccati lì dallo psicologo o dal guru, nella nostra casa privata, come degli idioti; ci poggiamo sul nostro tavolino come una bottiglia, e possiamo constatare di essere puri e calmi, anche se questa casa non la pagherò mai, anche se non ho un lavoro fisso, anche se  per me non ha un vero senso vivere e non mi fa neanche più effetto che stanno massacrando di botte sotto casa mia degli emigrati. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Tanto è sotto, è fuori, dove non ho più anima.</span></span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><a href="http://www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=redazione" target="_blank"><em>Pier Paolo Di Mino</em></a><br />
</span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Influenza "A-h1n1"?]]></title>
<link>http://1poditutto.wordpress.com/2009/11/05/influenza-a-h1n1/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 12:08:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>1poditutto</dc:creator>
<guid>http://1poditutto.wordpress.com/2009/11/05/influenza-a-h1n1/</guid>
<description><![CDATA[Con mezza Roma a letto con l&#8217;influenza, potevo io esser da meno? Ovviamente no, infatti da una]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://1poditutto.wordpress.com/files/2009/11/malade-au-lit-2842.gif" alt="l&#39;utente è malato" title="l&#39;utente è malato" width="79" height="67" class="alignleft size-full wp-image-234" />Con mezza Roma a letto con l&#8217;influenza, potevo io esser da meno? Ovviamente no, infatti da una settimana sono a casa con febbre, tosse e mal di testa. Non so se si tratta della famosa influenza &#8220;A-h1n1&#8243; di cui tutti parlano, il mio medico ha detto che è probabile ma solo le analisi possono confermarlo. Posso solo dire, facendo gli opportuni scongiuri visto che ancora non sono guarita, che non mi è sembrata così cattiva come appare dalle notizie dei media. Anzi, qualche anno fa ho avuto un&#8217;influenza assai peggiore, con febbre a 40° per 5 giorni di seguito: roba da stendere un cavallo, figuriamoci uno scricciolo come me.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[BERLUSCONI AGITA LA SPADA DI DAMOCLE SULLA TESTA DELLE REGIONI]]></title>
<link>http://speradisole.wordpress.com/2009/10/25/berlusconi-agita-la-spada-di-damocle-sulla-testa-delle-regioni/</link>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 22:38:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>speradisole</dc:creator>
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<description><![CDATA[BERLUSCONI AGITA LA SPADA DI DAMOCLE SULLA TESTA DELLE REGIONI TOGLIERE L’IRAP che vale oltre 38 mil]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>BERLUSCONI AGITA LA SPADA DI DAMOCLE SULLA TESTA DELLE REGIONI</strong></p>
<p><strong>TOGLIERE L’IRAP che vale oltre 38 miliardi di euro</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1943" title="ospedali-cartello" src="http://speradisole.wordpress.com/files/2009/10/ospedali-cartello.jpg?w=214" alt="ospedali-cartello" width="214" height="300" />L’IRAP è la tassa che le imprese pagano e che serve alle Regioni per finanziare la Sanità</p>
<p>Berlusconi ha già tolto ai Comuni l’ICI ed ora minaccia di togliere alle Regioni l’IRAP.</p>
<p>Non è che voglia abbassare le aliquote che gravano sugli stipendi e sulle pensioni, no quelle non si toccano, o magari alzare le tasse per chi fa profitti e specula in borsa, senza farsi venire i calli alle mani, ma le tasse che servono per finanziare gli ospedali sì, quelle vanno tolte. Allora la sanità cosa diventa?</p>
<p>Cominceranno i respingimenti da parte degli ospedali secondo una graduatoria effettuata sulla base delle malattie:</p>
<ul>
<li>Chi ha un infarto in atto non può essere ricoverato, richiederebbe una medicina costosissima, ma valida, e non è possibile utilizzarla per via del costo. Se poi l’infartuato ha più di 60 anni non se ne parla proprio.</li>
<li>Chi ha il cancro ed è in fase terminale o anche semplicemente all’inizio, non può essere ricoverato. Richiede terapie costose contro il dolore e altre terapie che servirebbero solo per pochi mesi o per anni, quindi niente ricovero, non ci sono soldi disponibili per chi sta morendo e neppure per chi si permette di avere simili malattie.</li>
<li>Chi ha un’appendicite, un’unghia incarnita sì va bene, purché non sia acuta, richiederebbe sala operatoria immediatamente, non disponibile.</li>
<li>Chi ha avuto un incidente, se non è proprio grave si può anche ricoverare, ma se richiede sale operatorie, gessi, tutori, operazioni una dopo l’altra, giammai.</li>
</ul>
<p>Non ci si allontana dalla realtà, a meno che i malati non si dotino di una assicurazione. Allora sì che si può ricoverare, ma anche lì ci sono problemi:</p>
<ul>
<li>Sei un diabetico, un portatore di malattia congenita, un malato di tumore, un malato cronico, la tua assicurazione costa da dieci a venti volte, un’assicurazione normale, perché sei a rischio di cure prolungate, costose, interventi difficili.</li>
<li>Sei un ragazzo di sedici anni, sei sano benissimo, ti assicuriamo subito. E se poi sei anche ricco è meglio. I poveri, a volte, fanno brutti scherzi, anche da giovani.</li>
</ul>
<p>Poi in base al colore dell’assicurazione l’ospedale ricovera nei vari reparti.</p>
<ul>
<li>quello azzurro PDL sarà ai piani alti, e via via si scenderà nei piani inferiori contraddistinti in arancio, verde, blu, giallo, rosa, violetto e giù fino al sotterraneo, dove ricovereranno quelli che hanno avuto il coraggio di stipulare un’assicurazione turchese.</li>
</ul>
<p><strong>Ironia? Non troppo, la mancanza di fondi alla sanità pubblica genererà disastri, per chi non potrà pagarsi un’assicurazione adeguata e per chi, a questo mondo, è più sfortunato degli altri, perché ammalato.</strong></p>
<p><strong>La promessa che Berlusconi fece nel 2001, di togliere l&#8217;IRAP, è rimasta lettera morta, ma se ora la riprende in considerazione per venire incontro alla  Confindustria, deve trovare qualche altra tassa da applicare, per salvare la sanità pubblica. </strong></p>
<p><strong>Dal suo cilindro magico uscirà qualcosa, ma abbassare gli stipendio ai parlamentari, tagliare gli elevati emolumenti ai menager, pagare i giornalisti RAI alla Vespa, normali stipendi da pubblici dipendenti, tassare le rendite cioè passare dal 12 al 20% di tassa, come in tutti gli altri paesi del mondo, perchè no? Dare la caccia vera e non sporadica agli evasori fiscali e, una volta scoperti, metterli in galera, perchè no?.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Malato + Jogo Duplo = Excelente Prémio]]></title>
<link>http://paranoiasnfm.wordpress.com/2009/10/18/malato-jogo-duplo-excelente-premio/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 14:55:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>paranoiasnfm</dc:creator>
<guid>http://paranoiasnfm.wordpress.com/2009/10/18/malato-jogo-duplo-excelente-premio/</guid>
<description><![CDATA[Termina este domingo à noite mais uma temporada de &#8220;Jogo Duplo&#8221;, o popular concurso que ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://fama.sapo.pt/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=4891&#38;Itemid=17" target="_blank">Termina este domingo à noite mais uma temporada de &#8220;Jogo Duplo&#8221;, o popular concurso que José Carlos Malato apresenta da RTP1. Cinco concorrentes participam nesta &#8220;grande final&#8221;. Um deles será vencedor de um prémio muito interessante: 10 mil euros em dinheiro e um cruzeiro de 10 dias pelo mar das Caraíbas.</a></p>
<p>Apetece-me dizer&#8230; GRANDE PRÉMIO! <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_surprised.gif' alt=':o' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Vale a pena ser &#8220;mentiroso&#8221;&#8230; (ou, pelo menos, fazer-se passar como tal)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mostri generati da un...mostro di società]]></title>
<link>http://msdfli.wordpress.com/2009/10/06/mostri-generati-da-un-mostro-di-societa/</link>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 03:23:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>msdfli</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ormai viviamo in una società di mostri e non facciamo nulla per non alimentarla, per opporci al Mael]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ormai viviamo in una società di mostri e non facciamo nulla per non alimentarla, per opporci al Mael]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I grandi governanti.]]></title>
<link>http://carlociufelli.wordpress.com/2009/09/19/i-grandi-governanti/</link>
<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 15:01:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>carlociufelli</dc:creator>
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<description><![CDATA[SONO IL MiGLIORE DA 2000 ANNI     Alcuni anni fa ebbi modo di conoscere e di studiare a fondo un pai]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_877" class="wp-caption alignleft" style="width: 342px"><img class="size-full wp-image-877" title="matto" src="http://carlociufelli.wordpress.com/files/2009/09/matto.jpg" alt="SONO IL MiGLIORE DA 2000 ANNI" width="332" height="364" /><p class="wp-caption-text">SONO IL MiGLIORE DA 2000 ANNI</p></div>
<p> </p>
<p> </p>
<h2 style="text-align:justify;">Alcuni anni fa ebbi modo di conoscere e di studiare a fondo un paio di pazienti che si dichiaravano &#8220;il miglior capo di governo degli ultimi centocinquant&#8217;anni&#8221;. </h2>
<h2 style="text-align:justify;">Erano entrambi lungodegenti ricoverati in reparto di psichiatria,  stanza 7 e 12. Ogni cura fu purtroppo vana.</h2>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Reparto Beato Morconi]]></title>
<link>http://sandrosountryman.wordpress.com/2009/09/11/reparto-beato-morconi/</link>
<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 15:08:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sandro</dc:creator>
<guid>http://sandrosountryman.wordpress.com/2009/09/11/reparto-beato-morconi/</guid>
<description><![CDATA[Terzo piano, reparto Beato Morconi. L’ascensore non funziona. Ci sono le suore: camminano radendo i ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Terzo piano, reparto Beato Morconi. L’ascensore non funziona. Ci sono le suore: camminano radendo i muri come piccole e instancabili formiche.<br />
Odore di caffè e latte, quello in polvere. Giallo e bianco tutto intorno.<br />
Ci sono due donne sedute su una panca. Madre e figlia, anche se la figlia non ha nulla di sua madre. La donna anziana indossa una vestaglia pesante e le babbucce di pelo rosa. Sotto, si intravede un pigiama cipria. Parlano fittamente, le mani nelle mani. La ragazza pare giurare. Mentre giura piange, stringendo le mani alla donna anziana. La donna sta morendo. Si sta facendo promettere che baderà all’anziano padre. L’altra, sua figlia, giurerebbe qualsiasi cosa.  Sul tetto davanti alle finestre sta sorgendo il sole, anche oggi, anche se pare strano qui, che possa sorgere. Sul tetto davanti in contro luce ci sono due piccioni. Camminano in là e in qua, becchettando. Ogni tanto un vecchio li guarda con gli occhi stupiti di un bambino. Li guarda con la bocca semi aperta, con uno stupore del tutto intatto sul suo volto rugoso. I suoi occhi si illuminano nel guardare le giravolte dei piccioni innamorati. A volte lui ritorna; poi si rileva in volo. Lei lo aspetta, sulle tegole caracollando. Il vecchio pensa che al mondo non si deve essere soli. “Vedi?” pensa; “anche i colombi che per dire non capiscono niente al di là del loro becco e del fatto che hanno fame, anche loro sono in coppia, maschio e femmina! Io l’avevo sempre chiesto a Cristo di non rimanere da solo. Gliel’ho sempre chiesto e lui, lui mi fa lo scherzo di farmi morire la moglie! Che possono i figli? I figli non sono capaci a far niente! Sono imbecilli, i figli…” Il vecchio sta pensando questo, quando una infermiera corpulenta e stizzita lo porta</p>
<div id="attachment_551" class="wp-caption alignright" style="width: 220px"><img class="size-full wp-image-551" title="andy_warhol_madre_e_figlia_tina_e_lisa_b" src="http://sandrosountryman.wordpress.com/files/2009/09/andy_warhol_madre_e_figlia_tina_e_lisa_b.jpg" alt="Andy Warhol (madre e figlia)" width="210" height="210" /><p class="wp-caption-text">Andy Warhol (madre e figlia)</p></div>
<p>via, insieme ad una nonnina moldava con il fazzoletto in testa.<br />
“Lei e la signora Novotna, tutti e due con me!”<br />
Qui lungo il muro c’è una lunga fila di sedie. Sopra le sedie, annoiati, i cristiani. Poi c’è una porta e di là, il reparto di visita, attraversato dagli spettri verdazzurro dei dottori.<br />
“Caleffi! C’è Caleffi?”<br />
Caleffi si alza tenendosi i lombi. Deve patire il mal di schiena. La moglie premurosa pare che voglia spingerlo in piedi, ma fa solo il gesto con la mano. L’uomo percepisce l’amore della donna e si alza, curvo, e si dirige verso l’infermiera. Le due donne intanto, madre e figlia, sono andate giù al bar e adesso mangiano avidamente da un sacchetto di carta bianca. La donna anziana lo fa come se stesse lavandosi i denti o pettinandosi. Muove i denti per abitudine, ma si capisce bene che ogni boccone le costa fatica. Lo ha fatto probabilmente per far contenta la figlia, che le ha chiesto di mangiare qualcosa.  Ma qui il prosciutto cotto sa di stagno e il panino di legno marcito. E allora la donna per renderlo un po’ più piacevole guarda lontano, oltre i comunissimi e scontati platani. Guarda verso il mare, che sa essere oltre quella cortina di case. Pensa a quando non doveva pensare. La figlia rimugina dentro di sé di essere una incapace. Si sente inadeguata ed è pentita per aver pianto; per non essere stata abbastanza forte da sostenere la madre. Come sempre è avvenuto il contrario: è stata sua madre a darle coraggio. Ma il coraggio non è banale. Non è che il coraggio uno se lo chiama. Il coraggio non arriva: non è un cazzo di autobus, una metropolitana, il coraggio. Poi sta venendo l’inverno. Con l’inverno, con le sue giornate blu, la sua malinconica pioggia ghiacciata, tutto si fa più difficile. E poi c’è la casa, il bambino che va a scuola e le cose da sistemare.<br />
“Rabboni! Rabboni!”<br />
Rabboni fa cenno di aver sentito. Hai un tubicino infilato nel naso. Se non fosse per questo, sembrerebbe un comune libraio, un operaio dell’enel. Magro, disinvolto, non fa che asciugarsi la punta del naso che evidentemente gocciola. Guarda intorno con lo sguardo sveglio, per niente in imbarazzo. Entra nel reparto di visita e chiude la porta di metallo dietro di sé. L’infermiera lancia un’ultima occhiata a tutto il corridoio. Pensa che la giornata è interminabile. Madre e figlia tornano al reparto di degenza. Si debbono lasciare e sono tutte e due tristi. Tuttavia la giovane ha intorno a sé una sorta di freschezza, una specie di vento autunnale e profumato. L’altra è avvizzita, sconfitta, gialla in volto.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[“Er malato immaginario” ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/08/26/%e2%80%9cer-malato-immaginario%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 05:50:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Roma martedì  1 – domenica 6 settembre 2009 Ore 21,15 Anfiteatro Quercia del Tasso (Passeggiata del ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;"><a href="http://fidest.wordpress.com/files/2009/08/malato.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14251" title="Malato" src="http://fidest.wordpress.com/files/2009/08/malato.jpg?w=196" alt="Malato" width="196" height="300" /></a>Roma martedì  1 – domenica 6 settembre 2009 Ore 21,15 Anfiteatro Quercia del Tasso (Passeggiata del Gianicolo, di fronte all&#8217;Ospedale Bambin Gesù) Alfiero Alfieri in Er malato immaginario due atti comici in dialetto romanesco  riduzione di Alfiero Alfieri dal testo di Molière Con  Elena Pelazza, Gabriele Villa, Paolo Orlandelli, Patrizia Fanelli, Enzo Masci, Davide Alfieri, Raffaella Zappalà regia Alfiero Alfieri Musiche Mauro Tiberi Service Fonica e Luci Trafor Music Service Costumi Bice Minori Foto Lauretta Cardone Grafica Alan D. Baumann Biglietti: Euro 18 (interi) – Euro 12 (ridotti) – Euro 10 (gruppi di almeno 10 persone)<br />
Alfiero Alfieri, esponente del teatro dialettale romano da oltre 50 anni, spalla di tanti noti artisti dell’avanspettacolo ed erede e attore in compagnia col grande Checco Durante, torna al suo affezionato pubblico con uno spettacolo esilarante che rinfrescherà le afose sere di fine estate. Dal primo al sei settembre, all’Anfiteatro Quercia del Tasso, storico spazio ubicato nel parco del Gianicolo, Alfieri rivestirà i panni dell’ipocondriaco Argante, ripercorrendo in chiave romanesca uno tra i più celebri testi di Molière. Er malato immaginario, riduzione in due atti comici con la regia dello stesso protagonista, propone un cast di nove attori impegnati in una serie di situazioni altamente comiche nelle quali troneggia il tipico spirito quirite del protagonista &#8211; romano sornione – ed in cui il dipanarsi di doppi sensi, equivoci e battute dialettali sprigiona un ritmo ferreo che tiene lo spettatore in uno stato di costante esaltazione.  In questo contesto, la riscrittura molieriana viene “umanizzata” e il “malato”, da ipocondriaco che era, si riconcilia con la vita trovando nella domestica l’unica donna sinceramente innamorata di lui. Una libera versione che presenta situazioni e personaggi dai risvolti altamente comici e più ispirati ad una efficacia popolaresca che borghese. (malato)</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Alle cinque della sera]]></title>
<link>http://sandrosountryman.wordpress.com/2009/06/05/alle-cinque-della-sera/</link>
<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 14:39:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sandro</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il malato è riverso sul letto da mesi. Ha imparato le crepe nel muro, le macchie di muffa e il profu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il malato è riverso sul letto da mesi. Ha imparato le crepe nel muro, le macchie di muffa e il profumo di menta e di urina che si spande per la stanza in penombra.<br />
Sulla specchiera, tra le cornici d’argento ci sono i flaconi per le flebo; agli angoli, dei macchinari che occhieggiano ritmicamente di rosso e di giallo, collegati all’uomo disteso tramite tubicini trasparenti.<br />
Il malato ha imparato tutto di tutte le ore del giorno. Ha imparato a distinguerle dal rumore che fanno le cose e le persone per strada: da un certo aprirsi di saracinesca, da un vocio, da un certo rumore di macchina che parte, sempre quello, sempre alla stessa ora. Il momento in cui è più felice è quello in cui, verso le cinque del pomeriggio, liberati dal peso dei compiti quotidiani, i bambini scendono in strada. Li sente correre, nascondersi, giocare con i gatti randagi.<br />
Li sente vivere.<br />
A quell’ora sua moglie gli porta una tisana dal vago sapore di camomilla, che però non è camomilla. Nella testa della donna quella tisana dovrebbe essere qualcosa di risolutivo, di miracoloso e lui la lascia fare. Manda giù lentamente la mistura tiepida e poi lascia cadere la testa sopra il cuscino. Quella si spande nell’esofago, preme dolorosamente contro il petto e va a perdersi, chissà dove, in quel corpo malato.<br />
La donna fa tutto in silenzio: sa che lui vuole ascoltare i bambini che giocano in strada. Gli si accosta, solleva con il palmo della mano la nuca fiacca e leggera dell’uomo e con l’altra avvicina la tazza alla bocca con gesti perfettamente misurati dalla consuetudine. Poi esce, e la porta si chiude piano, con la lentezza esasperante della gentilezza e della cautela. E l’uscio è dapprima una voragine nera, poi un sottile spicchio buio che brulica di polvere rossa che danza. Poi rimane la sagoma bianca della porta chiusa, senza un cigolio, senza un rumore. E lui rimane in silenzio.<br />
“no, tocca a te a te a te!”<br />
“Corriiiiiiii!”<br />
“Chi mi prende? Chi mi prende?”<br />
Si ripensa bambino.<br />
Sono quelli gli unici attimi in cui dimentica tutto e si rivede con le ginocchia sbucciate e i pantaloni corti che la mamma ricavava da quelli lunghi non più buoni da indossare. Si rivede seduto sulla soglia del negozio, giù in strada. Risente il richiamo delle mamme, alle otto di sera, dai balconi.</p>
<p>Ma oggi è un giorno diverso.<br />
Ci sono voci in corridoio ma non riesce a distinguere bene di chi si tratta. In queste occasioni si sente infastidito e impotente. Percepisce dal tono che la voce della donna è ossequiosa e gentile. Sicuramente si tratta di un personaggio di un certo rilievo se si comporta così. Poi una pausa di silenzio che si inserisce in una fitta al fianco. Un attimo in cui tutto si concentra nel suo corpo. La fitta gli lascia la bocca amara, le braccia stanche, gli occhi appannati. Riprende a respirare.<br />
La porta questa volta si apre più lesta del solito. La donna entra a grandi passi.<br />
“Dai su che oggi è venuto Don Brazzi! S’avvicina Pasqua e va per le case a benedire! Ti viene a trovare. Sei contento?”<br />
Vorrebbe dire no, ma non cambierebbe nulla: la donna direbbe che è il solito orso, che non ci si comporta così e che la presenza di un prete in casa è un affare raro e santo. Direbbe “raro e santo”… già l’immagina.<br />
La donna sbuffa davanti a sé, cercando di allontanare l’aria malata. Apre le tende con un gesto teatrale e poi le imposte, facendo entrare la luce abbagliante.<br />
Assieme alla luce entra anche aria leggera, agra, frizzante. E’ l’aria che segue la pioggia, di terra e d’erba.<br />
L’uomo allarga le narici e lascia che l’aria entri dentro di sé e per un attimo sembra stare bene.<br />
“Venga venga Don Brazzi! Venga a vedere chi abbiamo qui!”<br />
Segue una pausa di silenzio. Gli pare, ma è solo un illusione, di udire il garrito di una rondine. Poi passi ordinati, ravvicinati e veloci, uno dietro l’altro, come uno che cammini con il sedere contratto. Non ci si può fidare di chi cammina con il deretano contratto. Si tratta di persone infide.<br />
Eccolo lì, Don Brazzi, sulla soglia della porta, che dritto lo guarda con la faccia senza espressione. Don Brazzi è un prete piccolo e magro, con la faccia lunga che inizia in una fronte ampissima (in questo unico caso non è indice di intelligenza) e termina in un mento lungo e grinzoso, da uomo avvezzo alla lamentela, al pianto, alla lagna. E’ rivestito dell’abito talare nero che termina con una tunica fino a terra e c’è qualcosa d’oro finto che riluce sulla stoffa. Indossa le scarpe “mocassino”; quelle con la pelle leggermente rugosa, nero opaco, anonime. Tutto Don Brazzi si può definire anonimo.<br />
Strano che sia solo. In genere fa coppia con Don Uliano, grosso tre volte tanto e con la pappagorgia. E’ insomma la classica coppia di comici trasferita in ambito clericale.<br />
“Insomma, eccolo qui!” esclama la donna, come se stesse presentando al prete l’ospite di una trasmissione di successo.<br />
“Come va?” chiede Don Brazzi.<br />
“M…” risponde l’uomo malato.<br />
“E’ Pasqua, Don Brazzi… il giorno di Cristo Risorto! Ci lasci una preghiera… una preghiera nel giorno di Pasqua può fare il miracolo!”<br />
All’uomo malato viene da piangere. Non tanto per la rabbia, che pure prova, ma per il fatto di essere lui a vivere quella situazione! Immobile nel letto, del tutto disinteressato al prete e il prete, visibilmente agitato e a disagio che non sa mettere in fila di parole di falso conforto.<br />
Il prete si rifugia in una preghiera bisbigliata, non udibile, non accessibile. Abbassa il mento sulle mani giunte e inizia a mugugnare, mentre la donna, di sua iniziativa, si mette a recitare una Ave Maria.<br />
“Allora è proprio grave!” pensa il malato. “Altrimenti non si metterebbe a pregare con tanta enfasi…” e poi si sente percorso da un lunghissimo brivido dietro la schiena, che gli fa sembrare il letto un giaciglio di ghiacci. A quel punto prova fastidio: prova fastidio a causa di lei, a causa del prete, a causa di quell’aria fredda che proviene dalla finestra, a causa delle tende che svolazzano bianche, quando fino a pochi minuti fa erano di un celeste caritatevole e tiepido. Ora è tutto così… messo in luce!<br />
Si fa forza per non urlare qualcosa. Rimane in silenzio nel letto, immobile.<br />
“Eccosissia… pertuttiisecolideisecoliamen…”<br />
La donna pare come rinvenire; si precipita verso il prete, gli prende le mani nelle sue.<br />
“Grazie Don Brazzi… grazie! Che dono ci ha fatto Don Brazzi!”<br />
“E che vuole… sono momenti della vita… tutto fa parte della vita… le cose buone, le cose meno buone… e che vuole… è così!”<br />
“Ha ragione Don Brazzi! Ha proprio ragione! Che dono ci ha fatto! Venga che la accompagno!”<br />
“Buone cose e… coraggio!” Esclama il prete rivolto all’uomo, che tiene il lenzuolo fin sotto gli occhi.<br />
La stanza illuminata è invasa dai rumori della strada. Un guizzo di l<img class="alignright size-full wp-image-483" title="malato" src="http://sandrosountryman.wordpress.com/files/2009/06/malato.jpg" alt="malato" width="350" height="270" />uce contro il muro: qualcuno del palazzo di fronte ha aperto una finestra. Il sole batte sulle cose. E tutto parla di vita.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[L'egoismo che uccide]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/05/12/legoismo-che-uccide/</link>
<pubDate>Tue, 12 May 2009 16:05:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nei giorni scorsi i giornali hanno raccontato la notizia del panettiere di Sanremo rimasto oltre qua]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Nei giorni scorsi i giornali hanno raccontato la notizia del panettiere di Sanremo rimasto oltre qua]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il diritti del malato terminale]]></title>
<link>http://centrostudikairos.wordpress.com/2009/04/28/il-diritti-del-malato-terminale/</link>
<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 16:00:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>centrostudikairos</dc:creator>
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<description><![CDATA[Scosse da alcuni fatti di cronaca particolarmente crudi, le opinioni pubbliche francese ed italiana ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Scosse da alcuni fatti di cronaca particolarmente crudi, le opinioni pubbliche francese ed italiana ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Stage "Policy &amp; Programme Intern" a Bruxelles]]></title>
<link>http://centrostudikairos.wordpress.com/2009/04/27/stage-policy-programme-intern-a-bruxelles/</link>
<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 09:25:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>centrostudikairos</dc:creator>
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<description><![CDATA[Entro il 15 maggio 2009 EPF &#8211; European Patients&#8217; Forum, rete di associazioni europee che]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Entro il 15 maggio 2009 EPF &#8211; European Patients&#8217; Forum, rete di associazioni europee che]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[SANITA'. 18 aprile: Giornata Europea dei diritti del malato]]></title>
<link>http://centrostudikairos.wordpress.com/2009/04/15/sanita-18-aprile-giornata-europea-dei-diritti-del-malato/</link>
<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 16:55:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>centrostudikairos</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sabato 18 aprile 2009 in 22 Paesi europei e in oltre 50 città italiane si celebra la III Giornata Eu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sabato 18 aprile 2009 in 22 Paesi europei e in oltre 50 città italiane si celebra la III Giornata Eu]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Una nuova consapevolezza]]></title>
<link>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/03/28/una-nuova-consapevolezza/</link>
<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 08:00:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>crescereleggendo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Benvenuti in questo angolo di mondo, dove per una strana coincidenza, noi tutti siamo stati chiamati]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Benvenuti in questo angolo di mondo, dove per una strana coincidenza, noi tutti siamo stati chiamati]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Desideri senza limiti]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/02/23/desideri-senza-limiti/</link>
<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 10:30:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
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<description><![CDATA[Chissà perché, nella nostra società, esistono personaggi che non sono disposti a fermarsi nemmeno di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Chissà perché, nella nostra società, esistono personaggi che non sono disposti a fermarsi nemmeno di]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Musica: morto Mino Reitano]]></title>
<link>http://francescocam.wordpress.com/2009/01/27/musica-morto-mino-reitano/</link>
<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 22:34:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>tronki</dc:creator>
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<description><![CDATA[E&#8217; morto questa sera dopo una lunga malattia Mino Reitano. Il cantante, 64 anni, si e&#8217; s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" src="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/med/3dda94a531e22f1e9a9374d2535f2548.jpg" alt="" />E&#8217; morto questa sera dopo una lunga malattia Mino Reitano. Il cantante, 64 anni, si e&#8217; spento nella sua abitazione di Agrate Brianza. Reitano era malato da due anni, ed era stato sottoposto a un intervento chirurgico un anno e mezzo fa e, successivamente, nello scorso novembre. I funerali del cantante si svolgeranno giovedi&#8217; alle 15 nella chiesa di Agrate Brianza.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Quando torni Steve? (Jobs)]]></title>
<link>http://scappomaresto.wordpress.com/2009/01/24/steve-jobs/</link>
<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 16:48:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>scappomaresto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il 15 gennaio Steve ha annunciato che lascerà Apple per 6 mesi a causa delle sue condizioni di salut]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-1271" title="stevejobs" src="http://scappomaresto.wordpress.com/files/2009/01/stevejobs.jpg" alt="stevejobs" width="355" height="120" /><br />
Il 15 gennaio Steve ha annunciato che lascerà Apple per 6 mesi a causa delle sue condizioni di salute più serie del previsto. Non sapevo fosse malato e nessuno sa quanto gravemente lo sia.<br />
Cosa dire di un personaggio come lui?<br />
Un innovatore, un sognatore, un guerriero e sicuramente <strong>uno che ha fatto breccia nel cuore della gente, come tutti quelli che sanno cadere ma poi risorgere,</strong> arrampicandosi sugli specchi, sputando sangue,  costruendo sui propri errori e non dandosi mai per vinti&#8230;.. (&#8220;2 volte nella polvere, 2 volte sull&#8217;altar&#8230;&#8221;).<br />
Credo sia l&#8217;umanità con cui raggiungi traguardi immortali che fa si che la gente ti voglia bene.<br />
E&#8217; quello che mi ha sempre fatto preferire un Mc Enroe an un Borg, un Agassi a un Lendl, un Senna a uno Schumacker, uno Steve Jobs ad un Bill Gates.</p>
<p>Avevo già citato il suo <a href="http://scappomaresto.wordpress.com/2007/01/11/il-coraggio-e-la-passione/">discorso agli studenti di Stanford</a>, ora vi lascio con un estratto da vanity Fair  04/2008 , trovato su suggerimento di Crissi:</p>
<p><span style="color:#c0c0c0;"><em><span style="color:#333333;">Nel suo celebre discorso di tre anni fa ai laureati di Stanford, cominciato raccontando che la miglior decisione presa in vita sua era stata quella di abbandonare l’università, disse che a 17 anni lo aveva molto colpito la citazione «Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, un giorno avrai sicuramente ragione». E che da allora pensare alla morte per lui era stato «il più importante strumento per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative di eternità, tutto l’orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire – semplicemente svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante.</span><span style="color:#3366ff;"><span style="color:#333333;"> </span>Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che abbiamo sempre qualcosa da perdere. Siamo già nudi. Non c’è ragione, quindi, per non seguire il nostro cuore</span>». <span style="color:#333333;">Sembrava guarito dal cancro al pancreas che gli avevano diagnosticato un anno prima, ma probabilmente direbbe le stesse cose anche adesso che la sua salute è ancora in serio pericolo. Compreso il fatto di aver capito che </span>«<span style="color:#0000ff;">la morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della vita. È l’agente di cambiamento della vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo</span>».<br />
<span style="color:#333333;">Steve Jobs non è solo un grande imprenditore, il genio che ha fondato la Apple, uno che – adottato appena nato da una modesta coppia di Santa Clara – a 21 anni era già milionario. È una specie di guru, di guerriero solitario, un uomo dalla personalità fortissima che, nonostante l’apparente freddezza, ha sempre seguito il suo istinto e centrato l’obiettivo, riuscendo a trasformare i momenti critici, dall’abbandono del college – dove era stato mandato dai genitori adottivi con enormi sacrifici – al licenziamento dall’azienda che lui stesso aveva creato, in passaggi vincenti della sua vita.<br />
Come vivrà la malattia un uomo così? Uno che dice: «Bisogna credere in qualcosa – il nostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Perché </span><span style="color:#3366ff;">credere che alla fine i puntini si uniranno ci darà la fiducia necessaria per seguire il nostro cuore anche quando questo ci porterà lontano dalle strade più sicure e scontate, e farà la differenza nella nostra vita</span>». <span style="color:#333333;">Probabilmente farà il possibile per curarsi al meglio e si dedicherà ai suoi affetti e a lasciare qualcosa di grande.</span><br />
</em></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Abbattuto il grande cipresso di via Pimentel]]></title>
<link>http://campibisenzio.wordpress.com/2008/12/10/abbattuto-il-grande-cipresso-di-via-pimentelie/</link>
<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 05:07:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>campibisenzio</dc:creator>
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<description><![CDATA[E&#8217; da alcuni giorni che purtroppo ho notato un mozzicone di tronco, in prossimità dell&#8217;i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">E&#8217; da alcuni giorni che purtroppo ho notato un mozzicone di tronco, in prossimità dell&#8217;incrocio fra <strong>via Pimentel </strong>e<strong> Via del Paradiso</strong>, dove fino ad allora prendeva posto un <strong>secolare cipresso</strong>. Certamente malato, lo si vede dai segni sulla base del tronco rimasto, era sicuramente divenuto poco sicuro, ma altrettanto sicuro è che esso ha rappresentato un punto di riferimento per gli abitanti del luogo e per chi un tempo lo ha visto isolato in mezzo ad un prato verde e non immerso nell&#8217;asfalto di una trafficata via. Forse è questa ultima sistemazione che ha minato la sua salute, oppure giunto forse alla veneranda età in cui la vita diventa ogni giorno una lotta e non sempre una vittoria. Anche per me e la mia famiglia era diventato una parte della nostra giornata, nel viaggio di andata ed al ritorno dalla scuola di San Martino, quando passando sotto ai suoi enormi rami pareva salutarci ogni volta. Che posso dire di più, questa è la sua parte nella mia storia, sono sicuro che di storie ne avrà avute tante, vi invito a raccontarmene qualcuna per ricordare questa secolare pianta che ha visto forse più di cento anni di vita campigiana.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1969" title="cipresso" src="http://campibisenzio.wordpress.com/files/2008/12/cipresso.jpg" alt="cipresso" width="400" height="533" /></p>
<p style="text-align:center;">&#8230; ecco quello che ne rimane &#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[la ferita, il dolore e il ruolo sociale del malato]]></title>
<link>http://waaa.wordpress.com/2008/11/25/la-ferita-il-dolore-e-il-ruolo-sociale-del-malato/</link>
<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 17:39:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>paghna07</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non importa da chi o da che cosa ma oramai il colpo è stato inferto e si è aperta la ferita. Il bene]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Non importa da chi o da che cosa ma oramai il colpo è stato inferto e si è aperta la ferita. Il bene]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dottore, è grave?]]></title>
<link>http://scegligesu.wordpress.com/2008/11/11/dottore-e-grave/</link>
<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 10:25:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>scegligesu</dc:creator>
<guid>http://scegligesu.wordpress.com/2008/11/11/dottore-e-grave/</guid>
<description><![CDATA[Matteo 9:10-13 Mentre Gesù era a tavola in casa di Matteo, molti pubblicani e «peccatori» vennero e ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://scegligesu.files.wordpress.com/2008/08/thinkcorn.jpg"><img class="alignnone" src="http://scegligesu.files.wordpress.com/2008/08/thinkcorn.jpg?w=268&#038;h=49" alt="" width="268" height="49" /></a></p>
<p><em><span style="text-decoration:underline;">Matteo 9:10-13</span></em><br />
Mentre Gesù era a tavola in casa di Matteo, molti pubblicani e «peccatori» vennero e si misero a tavola con Gesù e con i suoi discepoli.  I farisei, veduto ciò, dicevano ai suoi discepoli: <span style="color:#008000;">«Perché il vostro maestro mangia con i pubblicani e con i peccatori?»</span>. Ma Gesù, avendoli uditi, disse: <strong><span style="color:#008000;">«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Ora andate e imparate che cosa significhi: &#8220;Voglio misericordia e non sacrificio&#8221;; poiché io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori»</span></strong></p>
<p>Spesso crediamo che per avere a che fare con Gesù si debba essere <span style="color:#ff0000;"><strong>&#8220;santi&#8221;</strong></span> e che non siamo degni di andare da Lui perchè siamo peccatori, crediamo che Dio sia accessibile solo per coloro che non sbagliano mai e che sono puri.<br />
E invece Gesù quando moriva su quella croce pensava a tutti i peccatori sulla faccia della terra, <span style="color:#800080;"><strong>pensava a me e A TE che ne facciamo una dopo l&#8217;altra.</strong></span> Lui si stava facendo carico di tutti i nostri errori per distruggerli li, su quella croce.<br />
E non importa se ieri hai sbagliato e oggi non sai rimediare, perchè Gesù è morto proprio per darti sollievo, lascia che sia Lui a farsi carico delle tue sporcizie, dagli spazio per fare pulizia e alleggerire il tuo carico.<br />
<strong>Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati! <span style="color:#993300;">E Lui vuole sederti a tavola con te!</span> <span style="text-decoration:underline;">Che meraviglia!<br />
</span></strong></p>
<p><span style="color:#ff6600;"><strong>Non importa quanto tu sia grave!<br />
Nel sangue di Gesù c&#8217;è potenza!</strong></span></p>
<p>Lui può e vuole cambiare la tua vita, è qui per te, per darti guarigione.<br />
<em>Se tu lo vuoi.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[fragili]]></title>
<link>http://ingiappone.wordpress.com/2008/10/13/fragili/</link>
<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 14:51:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>marco</dc:creator>
<guid>http://ingiappone.wordpress.com/2008/10/13/fragili/</guid>
<description><![CDATA[Haiku: &#8220;ti senti forte, ma sei così fragile&#8230;: come un fiore&#8221; un fiore auguri di bu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Haiku:</p>
<p>&#8220;ti senti forte,<br />
ma sei così fragile&#8230;:<br />
come un fiore&#8221;</p>
<div id="attachment_428" class="wp-caption aligncenter" style="width: 873px"><a href="http://ingiappone.files.wordpress.com/2008/10/dscf6920.jpg"><img class="size-large wp-image-428" title="dscf6920" src="http://ingiappone.wordpress.com/files/2008/10/dscf6920.jpg?w=1024" alt="" width="863" height="642" /></a><p class="wp-caption-text">un fiore</p></div>
<p>auguri di buona guarigione a tutti i malati.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il calcio è malato e anch'io non mi sento troppo bene]]></title>
<link>http://malarablog.wordpress.com/2008/10/07/il-calcio-e-malato-e-anchio-non-mi-sento-troppo-bene/</link>
<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 14:29:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Domenico Malara</dc:creator>
<guid>http://malarablog.wordpress.com/2008/10/07/il-calcio-e-malato-e-anchio-non-mi-sento-troppo-bene/</guid>
<description><![CDATA[Sono i morti che fanno notizia, i feriti un po&#8217; meno. Che vi piaccia o no questa è una delle r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://malarablog.files.wordpress.com/2008/10/ultras_2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-773" title="Ultras" src="http://malarablog.wordpress.com/files/2008/10/ultras_2.jpg" alt="" width="457" height="307" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Sono i morti che fanno notizia, i feriti un po&#8217; meno</strong>. Che vi piaccia o no questa è una delle regole del <strong>giornalismo</strong>. Se domenica scorsa a Reggio Calabria, dove si è giocata <strong>Reggina-Catania</strong>, lo stewart aggredito e ferito da un <strong>ultrà catanese</strong> (esattamente quelli che hanno <strong>assassinato Filippo Raciti</strong>) fosse morto, forse oggi staremmo ancora qui a parlarne. I giornali avrebbero fatto paginoni, Vespa si sarebbe assicurato una bella seratina di Porta a Porta e via nuovamente con la manfrina del calcio malato e violento.<br />
Invece niente di tutto ciò. <strong>Il morto non c&#8217;è scappato e tutto è passato nel silenzio più indifferente</strong>. Insomma, attenzione a non disturbare troppo il calcio, il businnes potrebbe infastidirsi. D&#8217;altronde, come ebbe a dire <strong>Antonio Matarrese</strong>, <em>«morti e feriti fanno parte del sistema»</em>. Resta da capire se Matarrese ha detto queste parole in qualità di <strong>presidente della Lega Calcio</strong>, di ultrà del Bari o da businnes-man pallonaro.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma torniamo alla vicenda di cronaca di domenica scorsa. <strong>Lo stewart ferito</strong> per fortuna se l&#8217;è cavata con qualche giorno di prognosi, mentre l&#8217;aggressore solo martedì è stato rintracciato e arrestato a Catania dalla Digos. Si tratta di <strong>Francesco Patrizio Malato</strong>, di 36 anni,  considerato il leader del gruppo ultras &#8221;A sostegno di una  fede&#8221;. Nome ecumenico, non c&#8217;è che dire, non altrettando pare esserlo Malato (<em>nomen omen</em> dicevano i latini). L&#8217;ultrà catanese, infatti, è una <strong>vecchia conoscenza delle forze dell&#8217;ordine</strong> essendo stato sottoposto a Daspo nel  2001, per un periodo di sei mesi, e nel 2005 per tre anni.<br />
A questo punto la domanda è: <strong>che ci faceva un tale soggetto allo stadio di Reggio Calabria?</strong> Non bastano due Daspo alle spalle e tre anni e mezzo di inibizione dai campi di calcio per capire che questo &#8220;signore&#8221; non è nè un boy-scout nè un&#8217;appartenente all&#8217;Azione cattolica?<br />
A questo punto mi viene il dubbio che quelli sbagliati non sono gli ultrà, ma <strong>il sistema calcio</strong> che deve imparare, una volta per tutte, ad accettare morti e feriti, senza rompere troppo le palle. Non è vero Matarrese? <em><strong>(do.mal.)</strong></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong><a href="http://oknotizie.alice.it/info/69e14090b2236466/il_calcio_e_malato_e_anch_io_non_mi_sento_troppo_bene._le_violenze_in_reggina-catania_di_cui_nessuno_ha_parlato.html" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-1424" title="votami-su-oknotizie" src="http://malarablog.wordpress.com/files/2008/11/votami-su-oknotizie.gif" alt="votami-su-oknotizie" width="440" height="45" /></a><br />
</strong></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Col figlio malato bloccata sul vagone «Aiuto, devo portarlo in ospedale»]]></title>
<link>http://finalntasy.wordpress.com/2008/09/02/col-figlio-malato-bloccata-sul-vagone-%c2%abaiuto-devo-portarlo-in-ospedale%c2%bb/</link>
<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 18:45:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>finalntasy</dc:creator>
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<description><![CDATA[da NapoliQuando i diritti di oltre 250 passeggeri, sono svaniti sotto le minacce e i colpi delle ast]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>da NapoliQuando i diritti di oltre 250 passeggeri, sono svaniti sotto le minacce e i colpi delle aste e dei pugni contro i vagoni, tra i primi ad abbandonare il treno del terrore, c&#8217;era anche Anna, 40 anni, con il figlio. Non era un ritorno a casa dopo le vacanze, tanto meno un viaggio di piacere: l&#8217;Intercity Plus 520, dovevano prenderlo per recarsi a Genova, all&#8217;ospedale pediatrico «Gaslini». Sì, era un viaggio della speranza. La donna e il figlioletto sono poi partiti con molte ore di ritardo, per colpa degli ultrà del Napoli ma hanno temuto di non farcela.Anna ha pianto, si è disperata. Con il suo coraggio di madre, ha pure urlato contro le belve tutto il suo disprezzo per quello che stavano facendo. «Devo portare il mio bambino all&#8217;ospedale, deve essere visitato dai medici», ha gridato chiedendo aiuto, ma senza ricevere risposte. Si è arrangiata, il treno se lo è cercato da sola ed è partita per GenovaLa gente inferocita, ne ha per tutti. Non c&#8217;è solo indignazione ma soprattutto rabbia. Non solo i viaggiatori dell&#8217;Intercity espropriato dagli ultrà partenopei ma anche gli altri passeggeri diretti in altre località ma comunque coinvolti nella bolgia di Napoli Centrale sbraitano il proprio sdegno. «Hanno creato un Osservatorio ma che cosa ci sta a fare se poi non proibiscono lo stadio ai delinquenti», dice Arturo Del Gaudio, 32 anni.Nonostante il pericolo la gente non ne può più e lo manifesta apertamente. <br /><a href="http://www.inserisciannuncio.com/"><span style="color:#000000;">Fonte</span></a><span style="color:#000000;">:  http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287170</span> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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