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	<title>malinconia-di-fine-estate &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/malinconia-di-fine-estate/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "malinconia-di-fine-estate"</description>
	<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 02:08:59 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[When the summer ends: Hanalei]]></title>
<link>http://emotionalbreakdown.wordpress.com/2008/08/27/when-the-summer-ends-hanalei/</link>
<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 22:36:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>mattiaebd</dc:creator>
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<description><![CDATA[L’hanno fatto tutti, tocca farlo pure a me. La storia dei dischi estivi, intendo. Magari farlo alla ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L’hanno fatto tutti, tocca farlo pure a me. La storia dei dischi estivi, intendo. Magari farlo alla terza settimana di agosto non è esattamente quel che di dice un intervento tempestivo, ma tant’è: prendetelo come il consiglio estivo definitivo ed eventualmente riciclatelo per le belle stagioni a venire. </p>
<p><img src="http://emotionalbreakdown.wordpress.com/files/2008/08/hawai.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" class="alignnone size-medium wp-image-212" /></p>
<p><strong>Hanalei</strong> è un paesino – ma proprio piccolo piccolo – dell’isola di Kauai, arcipelago della Hawaii. Che sarebbe quella in foto, cioè dove <strong>Brian Moss </strong>– beato lui &#8211; passava le vacanze da bambino. E proprio a quel posto tutto spiaggie, acqua turchese e collane di fiori ha pensato il ragazzo di Chicago quando ha deciso di prendersi una pausa dai <strong>The Ghost </strong>– emo/post-punk dissonante di gran qualità – e dedicarsi tutto solo a qualcosa di più intimo ma anche e soprattutto di più semplice, fresco, solare. Più estivo.<br />
Gli è riuscito e non bene, di più. <em>We Are All Natural Disaster </em>è il primo tentativo, datato 2004, subito un centro pieno. Un disco delicato ed equilibrato, pop in abbondanza e malinconico quanto basta. C’è un pò tutto dei dischi indie/emo che adoravamo in quegli anni: quelli di <strong>Matranga</strong>, quelli dei <strong>Death Cab For Cutie </strong>e quelli dei <strong>Weakerthans</strong>. E poi il 2003 era stato l’anno dei <strong>Postal Service </strong>e qui si sente, eccome se si sente: qua e là spuntano tappeti di loop elettronici che ti fanno pensare a quante volte hai ascoltato qualche anno fa <em>Give Up</em>. Proprio come questo esordio degli Hanalei, disco che ho consumato e che continuo ad adorare: <em>Asbury Ashes </em>e <em>Beacon in The Distance </em>– tanto per dirne due – sono dei pezzi immensi. Canzoni da viaggio di ritorno, zeppe di ricordi e nostalgia.<br />
Ci spostiamo in avanti di due anni e scopriamo che molte cose sono cambiate: i The Ghost non esistono più e Brian si trova impegnato a tempo pieno con il progetto Hanalei che da side-project solista diventa band vera e propria. Il secondo album si dimentica di effetti elettronici e compagnia bella e punta tutto su brani che più catchy di così non si può: più alt. country che mai, ora semi acustici ora più tirati ed elettrici, sempre melodici ed irresistbili. Più maturo e più immediato al tempo stesso, di certo meno malinconico.<br />
Buona fine estate con gli Hanalei.</p>
<p><img src="http://emotionalbreakdown.wordpress.com/files/2008/08/hanalei3ob.jpg" alt="" width="326" height="324" class="alignnone size-full wp-image-213" /></p>
<p>www.myspace.com/hanaleisounds<br />
qui trovate le solite cose, ma anche un paio di video niente male e i demo delle nuove canzoni. Giusto per prendersi in anticipo per la prossima estate.</p>
<p>www.mediafire.com/download.php?u2qdkpkrnib<br />
qui i primi due dischi</p>
<p>Mattia</p>
</div>]]></content:encoded>
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