<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>maniaco &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/maniaco/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "maniaco"</description>
	<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 23:56:13 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[rold&atilde;o arruda]]></title>
<link>http://homofobiajaera.wordpress.com/2009/11/24/roldo-arruda/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 00:56:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>J.W.Kielwagen</dc:creator>
<guid>http://homofobiajaera.wordpress.com/2009/11/24/roldo-arruda/</guid>
<description><![CDATA[Palestra proferida na 1ª Semana de Diversidade de Joinville 2009]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><code>Palestra proferida na <strong>1ª Semana de Diversidade de Joinville</strong> 2009</code></p>
<p><code><object width="425" height="254"><param name="movie" value="http://www.dailymotion.com/swf/xalaaq"></param><param name="allowfullscreen" value="true"></param><embed src="http://www.dailymotion.com/swf/xalaaq" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="334" allowfullscreen="true"></embed></object></code></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Raise or Die]]></title>
<link>http://elblogdeluismi.wordpress.com/2009/11/02/raise-or-die/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 18:04:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>elblogdeluismi</dc:creator>
<guid>http://elblogdeluismi.wordpress.com/2009/11/02/raise-or-die/</guid>
<description><![CDATA[Raise or Die Problema: Tenemos al maníaco a nuestra izquierda. Estamos vendidos. Vete pensando en ca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Raise or Die</p>
<p>Problema: Tenemos al maníaco a nuestra izquierda. Estamos vendidos. Vete pensando en cambiar de mesa o bien elige todavía mejor las cartas con las que vas a jugar. A nadie le gusta que un maníaco te eche de la mesa PERO recuerda amigo por lo que estas jugando al poker y cual debe ser tu actitud.</p>
<p>PD: tengo una gran entrada para el blog pero hoy me da pereza, mañana tal vez la reutilice xD</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Altro maniaco su Myspace...eccheppalle]]></title>
<link>http://liberolamiamente.wordpress.com/2009/10/31/altro-maniaco-su-myspace-eccheppalle/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 17:10:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>simovit</dc:creator>
<guid>http://liberolamiamente.wordpress.com/2009/10/31/altro-maniaco-su-myspace-eccheppalle/</guid>
<description><![CDATA[Sputtanamento numero 2. Dopo il &#8220;simpaticissimo&#8221; Leonardo, ecco qui Max Mix (che culo!).]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sputtanamento numero 2.</p>
<p>Dopo il &#8220;simpaticissimo&#8221; <a href="http://liberolamiamente.wordpress.com/2009/10/05/evvai-che-ti-sputtano-sei-veramente-triste/" target="_blank">Leonardo</a>, ecco qui <a href="http://www.myspace.com/506029859" target="_blank">Max Mix</a> (che culo!).</p>
<p>Mi contatta scrivendomi questo:</p>
<p><em>soffermato slulla tua foto&#8230;esprimi ilmassimo della sensualita sai..complimenti..mi hai stimlato una fantasia..regalarti una brasiliana pizzo e merletto..e indossarla per me&#8230;sarebeb una gran bella cosa sai..mi descrivo 179 moro okki scuri piacente..se ti va facciamo 2 kiakiere in msn?</em></p>
<p>Ora, precisiamo che sul myspace ho come avatar una foto con una mattonella che nasconde la faccia&#8230;immagino questo sia un piastrellista se si eccita con una foto del genere!!!!!</p>
<p>Ma passando avanti, se anche ha guardato le foto del mio profilo, questo è un messaggio che può tranquillamente copiare e incollare e mandare in giro a tutti i contatti femminili del web respiranti&#8230;</p>
<p>Stavolta non mi sono manco sprecata a offenderlo via mail perchè cheppalle, ma l&#8217;ho segnalato come al solito come &#8220;abuso&#8221; ai tizi di Myspace&#8230;e ignorato.</p>
<p>Ma dico io, ma un completino di pizzo non me lo può regalare chi dico io invece del solito, triste maniaco? <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E poi&#8230;cazzo ma li acchiappo tutti io?! :&#124;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[cadi, stella, cadi]]></title>
<link>http://anaffettivitaconclamata.wordpress.com/2009/10/06/8/</link>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 21:15:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giulio Speranza</dc:creator>
<guid>http://anaffettivitaconclamata.wordpress.com/2009/10/06/8/</guid>
<description><![CDATA[Corso Como 10. Luci della sera, la freschezza di ottobre, tavolini affollati, ragazzi goliardici, ra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Corso Como 10. Luci della sera, la freschezza di ottobre, tavolini affollati, ragazzi goliardici, ragazze bellissime. Griffe. Drinks. E’ tutto così banale. Bevo una coca cola: alcolici mai. Amici sempre, anche se mi distraggo facilmente: noia e stanchezza.</p>
<p>Prendo il cellulare e leggo velocemente: “Sei bellissimo stasera,… vieni al solito posto a mezzanotte?” Il cuore accellera a mille: è qui? Mi sta seguendo? Spiando? </p>
<p>Mi rilasso: è Dorian, uno dei pochi scrittori in circolazione che da ragazzino poteva anche fare il modello. Oggi, secondo lui, io sono bellissimo mentre il suo viso si è arrotondato.</p>
<p>“Sì.” Rispondo senza nemmeno pensarci troppo, e mi accorgo di avere voglia di rivederlo.</p>
<p>Eccomi quindi sul monte Stella a mezzanotte, precisione svizzera. Il Duomo a sinistra, San Siro a destra e un albero alle mie spalle. Le luci della città  intorno a me e le stelle sopra la mia testa.</p>
<p>Lui sopraggiunge cinque minuti dopo, un metro e novanta seminordmediterranei. Iniziamo a camminare stancamente, dopo la fatica della giornata, verso la cima del monte.</p>
<p>“Ciao Brutto.” Gli dico.</p>
<p>“Ciao…” Mi racconta brevemente di avermi intravisto in corso Como poche ore prima. Io scrollo le spalle, stranamente malinconico. “Che hai?”</p>
<p>“In genere sono stupido, ma oggi non mi viene.”</p>
<p>“Beh, io sono sempre stupidissimo.”</p>
<p>“Di te si vede.” Rispondo ironico, con un sorriso.</p>
<p>Lui ride, “Quindi?”</p>
<p>“Comunque?”</p>
<p>“Comunque cosa?”</p>
<p>“Punto.” Concludo di nuovo scrollando le spalle.</p>
<p>“Quindi?” Mi richiede nuovamente.</p>
<p>“Però.”</p>
<p>“Però cosa?”</p>
<p>“Punto.”</p>
<p>Avvicina il suo viso al mio, un paio di centimetri ancora e il bacio è servito.</p>
<p>“Quindi?” Mi domanda per la terza volta.</p>
<p>“Ti bacerei, ma non vorrei perdere tiri preziosi della mia sigaretta.” Gli dico sollevando la sigaretta.</p>
<p>Lui mi tiene testa: “Io bacio solo i miei fidanzati.”</p>
<p>Cazzo, ora devo assolutamente baciarlo, così lo smerdo. Penso mentre arriviamo sulla cima del monte. Invece lui si sdraia sul muretto di roccia e, afferrandomi sotto le ascelle, mi trascina sul suo corpo, schiena contro torace, avvinghia le sue braccia sul mio petto.</p>
<p>Inizia a parlarmi del suo romanzo e chiede a me di fare lo stesso del mio.</p>
<p>“Allora,…” Cerco di trovare le parole adatte per raccontargli la trama senza dargli indizi fondamentali da cui copiare abbondantemente, “E’ la storia di quattro che da giù vanno su e poi tornano giù, ma vanno più giù di giù.”</p>
<p>“Bello!” Esclama Dorian, mi stringe fortissimo e, per liberarmi dalla sua stretta, gli prendo le mani e gli tendo le braccia verso il cielo, inquadrando manciate di stelle.</p>
<p>“Giochiamo allo shuttle.” Gli propongo.</p>
<p>“Ok.”</p>
<p>“Siamo in una tempesta di meteore.”</p>
<p>“No, la tempesta di meteore no,… facciamo una cosa più rilassante.”</p>
<p>“Stiamo atterando su Marte?”</p>
<p>“Va bene. Io cosa faccio?”</p>
<p>“Tu fai i comandi dello shuttle.” Gli dico stringendogli i polsi, “E fai anche Houston. Facciamo una prova: Houston, mi ricevi?”</p>
<p>“Crrr Crrrr…” Imita dei disturbi nella comunicazione, “Mi sa che non funziona.”</p>
<p>“Allora faremo da soli…” Qualche manovrina e atterriamo sul pianeta rosso.</p>
<p>“Ora vai a esplorare il pianeta mentre io cucino.” Propone lui, dopo mezzo secondo di esplorazione concludo che su Marte non c’è vita. Di nuovo la sua voce: “E’ pronto!”</p>
<p>Eccomi rientrare nello shuttle, ed entrambi giriamo i nostri visi a sinistra, ci cerchiamo con la coda dell’occhio quando l’impercettibile scia di una stella cadente si ravviva e muore nella notte.</p>
<p>“Una stella cadente!” Esclamiamo all’unisono.</p>
<p>“Desiderio!” Rinsaldo io, e subito emetto dei versetti di grande concentrazione: “Grrr Mmmuuuuiiiiii… Espresso! Tocca a te.”</p>
<p>“Fatto.”</p>
<p>“Dici che si avvererà?”</p>
<p>“Se lo vuoi davvero sì.” Mi sussurra in un orecchio.</p>
<p>“Ma il mio ne comprendeva circa una decina.”</p>
<p>“Ah,… sui desideri eclettici non garantisco.”</p>
<p>E intanto si sfila il cazzo, ancora moscio, dai jeans. Mi basta portare il braccio dietro la schiena per afferrarlo con decisione e iniziare a segarlo: qualche attimo dopo è già in tiro, grosso, venoso, maschio.</p>
<p>Un’ora più tardi, rivestendoci, siamo di nuovo di fronte al panorama, gli sorrido timidamente, lui invece è più convinto e così, senza nemmeno un preavviso, mi bacia… Significa che sono il suo fidanzato? Faccio finta di non badarci, c’incamminiamo verso la base del monte Stella tra i suoi discorsi di letteratura e la sua promessa di tenermi una lezione di editing.</p>
<p>Vuole rivedermi presto, dice lui. Una parte di me ne è anche felice, l’altra ascolta le sue parole sui vari scrittori italiani degli anni settanta. Di mio, nel discorso, ci metto solo delle congiunzioni avversative: ma, però,… e nel mentre penso a quella stella cadente.</p>
<p>Capita che Dorian nomina Pasolini.</p>
<p>“Una volta qualcuno gli chiese se diventando vecchi si diventa anche più felici.” M’intrometto io.</p>
<p>“E che ha risposto Pasolini?”</p>
<p>“Che diventando vecchi si ha meno futuro e meno speranza, e questo è un gran sollievo.”</p>
<p>Forse è questa la chiave per la mia tanto sognata vita perfetta, invecchiare, assopire, appassire. Se è davvero questa, allora non posso sbagliare strada.</p>
<p>Il sollievo della serata però è un altro. Per la prima volta da molto tempo sono nudo, esposto, vivo. Ho abbattuto i muri che mi proteggevano dalla pazzia universale e, meraviglia, ho rivisto il mondo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Sociedad Maniaco-Depresiva Mexicana ]]></title>
<link>http://desdeeldivan.wordpress.com/2009/09/30/la-sociedad-maniaco-depresiva-mexicana/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 17:58:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Marisol Zimbrón</dc:creator>
<guid>http://desdeeldivan.wordpress.com/2009/09/30/la-sociedad-maniaco-depresiva-mexicana/</guid>
<description><![CDATA[Compartiendo con Denise Maerker De mi columna semanal en la Revista Líderes Mexicanos El día 28 de s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Compartiendo con Denise Maerker De mi columna semanal en la Revista Líderes Mexicanos El día 28 de s]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ecos da Ditadura]]></title>
<link>http://thirinhas.wordpress.com/2009/09/16/ecos-da-ditadura/</link>
<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 21:58:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>robmaia</dc:creator>
<guid>http://thirinhas.wordpress.com/2009/09/16/ecos-da-ditadura/</guid>
<description><![CDATA[Série: O General Saudosista / Episódio 1 &#8211; Ecos da Ditadura. [Obs.: se copiar, não altere a im]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-665" title="Episódio 1 - Ecos da Ditadura." src="http://thirinhas.wordpress.com/files/2009/09/episodio-1-ecos-da-ditadura.jpg" alt="Episódio 1 - Ecos da Ditadura." width="700" height="317" /></p>
<p style="text-align:center;"><span style="background-color:#ffffff;">Série: O General Saudosista / Episódio 1 &#8211; Ecos da Ditadura.</span></p>
<p style="text-align:center;">[<span style="color:#000080;">Obs.: se copiar, não altere a imagem ou o texto; coloque um 'link' ou 'backlink' para esta página.</span>]</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Maníaco acusado de matar e castrar mais de 30 garotos é condenado no Maranhão]]></title>
<link>http://blogdenoronha.wordpress.com/2009/08/28/maniaco-acusado-de-matar-e-castrar-mais-de-30-garotos-e-condenado-no-maranhao/</link>
<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 11:42:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Marcelo Jorge Loureiro</dc:creator>
<guid>http://blogdenoronha.wordpress.com/2009/08/28/maniaco-acusado-de-matar-e-castrar-mais-de-30-garotos-e-condenado-no-maranhao/</guid>
<description><![CDATA[O mecânico Francisco das Chagas Rodrigues de Brito, 45 anos, foi condenado a 36 anos e seis meses de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>O mecânico Francisco das Chagas Rodrigues de Brito, 45 anos, foi condenado a 36 anos e seis meses de prisão pela morte de duas crianças em São José de Ribamar (Região Metropolitana de São Luís). Brito é acusado de ter assassinado mais de 30 meninos, entre 1989 e 2003, no episódio conhecido como os meninos emasculados do Maranhão e de Altamira (PA) – na maioria dos casos, os órgãos sexuais das vítimas foram retirados.</p>
<p>Réu confesso, ele já havia sido condenado em outubro de 2006 a 20 anos e oito meses de prisão pelo homicídio e pela ocultação do cadáver de um jovem de 15 anos. Na ocasião, a pena foi reduzida em oito anos pelo fato de o mecânico ter sido considerado semi-imputável – ele teve responsabilidade penal diminuída em razão de sua baixa capacidade de autocontrole e entendimento.</p>
<p>Na última segunda-feira, Francisco Brito foi a julgamento novamente, agora pelo assassinato das duas crianças, uma de 10 e outra de 11 anos, em 2000. Foi condenado por duplo homicídio qualificado por motivo torpe e sem chance de defesa das vítimas, ocultação de cadáver e vilipêndio. De acordo com o Ministério Público do Estado, as lesões encontradas nas duas vítimas indicam que elas sofreram violência sexual.</p>
<p>Mais uma vez, Chagas teve a pena reduzida em um terço, porque os jurados também reconheceram a semi-imputabilidade do réu.</p>
<p>Segundo o promotor de Justiça Carlos Henrique Brasil Teles de Menezes, durante as investigações Brito se mostrou solícito com as autoridades. “Ele era bom vizinho, bom amigo e se mostrava solícito com a polícia durante a reconstituição dos crimes. Faz parte da personalidade perversa dele, que se vangloriava dos crimes que tinham a sua assinatura.”</p>
<p>Segundo o promotor, Brito dava detalhes dos casos durante as investigações e se divertia com isso, fazendo um jogo para saber se os policiais eram capazes de desvendar os crimes. Francisco Brito está preso desde o final de 2004. Jamais foi solto.</p>
<p>A reportagem telefonou ontem para a Defensoria Pública do Maranhão, mas foi informada de que o advogado do caso não poderia se pronunciar sobre o julgamento.</p>
<p>Fonte: Jornal do Commércio / PE</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le palpeggia il seno e poi tenta lo stupro]]></title>
<link>http://italiaallosfascio.wordpress.com/2009/07/30/palpeggio-e-tentato-stupro/</link>
<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 16:12:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>panorama87</dc:creator>
<guid>http://italiaallosfascio.wordpress.com/2009/07/30/palpeggio-e-tentato-stupro/</guid>
<description><![CDATA[View This Pollpolls Una turista americana di 29 anni, nel tardo pomeriggio di martedì, all’interno d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[View This Pollpolls Una turista americana di 29 anni, nel tardo pomeriggio di martedì, all’interno d]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cadi, stella, cadi]]></title>
<link>http://romanzorosso.wordpress.com/2009/07/10/cadi-stella-cadi/</link>
<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 08:30:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>romanzorosso</dc:creator>
<guid>http://romanzorosso.wordpress.com/2009/07/10/cadi-stella-cadi/</guid>
<description><![CDATA[Corso Como 10. Luci della sera, tavolini affollati, ragazzi goliardici, ragazze bellissime. Griffe. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style="font-size:small;">Corso Como 10. Luci della sera, tavolini affollati, ragazzi goliardici, ragazze bellissime. Griffe. Drinks. E&#8217; tutto così banale. Bevo una coca cola: alcolici mai. Amici sempre, anche se mi distraggo facilmente: noia e stanchezza.</span></div>
<div><span style="font-size:small;">Prendo il cellulare e leggo velocemente: &#8220;Sei bellissimo stasera,&#8230; vieni al solito posto a mezzanotte?&#8221; Il cuore accellera a mille: il maniaco è qui? Mi sta seguendo? Spiando? </span></div>
<div><span style="font-size:small;">Mi rilasso: è lo Scrittore; dieci anni fa io ero acerbo e lui era uno dei pochi scrittori in circolazione che potesse anche fare il modello. Oggi, secondo lui, io sono bellissimo mentre il suo viso si è arrotondato.</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Sì.&#8221; Rispondo senza nemmeno pensarci troppo, e mi accorgo di avere voglia di rivederlo dopo il break delle ultime due settimane.</span></div>
<div><span style="font-size:small;">Eccomi quindi sulla cima del monte Stella a mezzanotte, precisione svizzera. I</span><span style="font-size:small;">l Duomo a sinistra, San Siro a destra e un albero alle mie spalle. Le luci intorno a me e le stelle sopra la mia testa.</span></div>
<div><span style="font-size:small;">Lui sopraggiunge cinque minuti dopo, un metro e novanta di carne abbronzata e trentasei anni di bellezza mediterranea. </span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Ciao Brutto.&#8221; Gli dico.</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Ciao&#8230;&#8221; Mi racconta brevemente di avermi intravisto in corso Como poche ore prima. </span><span style="font-size:small;">Io scrollo le spalle, stranamente malinconico. &#8220;Che hai?&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;In genere sono stupido, ma oggi non mi viene.&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Beh, io sono sempre stupidissimo.&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Di te si vede.&#8221; Rispondo ironico, con un sorriso.</span></div>
<div><span style="font-size:small;">Lui ride, &#8220;Quindi?&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Comunque?&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Comunque cosa?&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Punto.&#8221; Concludo di nuovo scrollando le spalle.</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Quindi?&#8221; Mi richiede nuovamente.</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Però.&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Però cosa?&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Punto.&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">Avvicina il suo viso al mio, un paio di centimetri ancora e il bacio è servito.</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Quindi?&#8221; Mi domanda per la terza volta.</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Ti bacerei, ma non vorrei perdere tiri preziosi della mia sigaretta.&#8221; Gli dico sollevando la sigaretta.</span></div>
<div><span style="font-size:small;">Lui mi tiene testa: &#8220;Io bacio solo i miei fidanzati.&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">Cazzo, ora devo assolutamente baciarlo, così lo smerdo. Penso. Invece lui si sdraia sul muretto di roccia e, afferrandomi sotto le ascelle, mi trascina sul suo corpo, schiena contro torace, avvinghia le sue braccia sul mio petto.</span></div>
<div><span style="font-size:small;">Inizia a parlarmi del suo romanzo e chiede a me di fare lo stesso del mio.</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Allora,&#8230;&#8221; Cerco di trovare le parole adatte per raccontargli la trama senza dargli indizi fondamentali da cui copiare abbondantemente, &#8220;E&#8217; la storia di quattro che da giù vanno su e poi tornano giù, ma vanno più giù di giù.&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Bello!&#8221; Esclama lo Scrittore, mi stringe fortissimo e, per liberarmi dalla sua stretta, gli prendo le mani e gli tendo le braccia muscolose verso il cielo, inquadrando manciate di stelle. </span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Giochiamo allo shuttle.&#8221; Gli propongo.</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Ok.&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Siamo in una tempesta di meteore.&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;No, la tempesta di meteore no,&#8230; facciamo una cosa più rilassante.&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Stiamo atterando su Marte?&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Va bene. Io cosa faccio?&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Tu fai i comandi dello shuttle.&#8221; Gli dico stringendogli i polsi, &#8220;E fai anche Houston. Facciamo una prova: Houston, mi ricevi?&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Crrr Crrrr&#8230;&#8221; Imita dei disturbi nella comunicazione, &#8220;Mi sa che non funziona.&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Allora faremo da soli&#8230;&#8221; Qualche manovrina e atterriamo sul pianeta rosso. </span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Ora vai a esplorare il pianeta mentre io cucino.&#8221; Propone lui, dopo mezzo secondo di esplorazione concludo che su Marte non c&#8217;è vita. Di nuovo la sua voce: &#8220;E&#8217; pronto!&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">Eccomi rientrare nello shuttle, ed entrambi giriamo i nostri visi a sinistra, ci cerchiamo con la coda dell&#8217;occhio quando l&#8217;impercettibile scia di una stella cadente si ravviva e muore nella notte.</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Una stella cadente!&#8221; Esclamiamo all&#8217;unisono.</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Desiderio!&#8221; Rinsaldo io, e subito emetto dei versetti di grande concentrazione: &#8220;Grrr Mmmuuuuiiiiii&#8230; Espresso! Tocca a te.&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Fatto.&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Dici che si avvererà?&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Se lo vuoi davvero sì.&#8221; Mi sussurra in un orecchio.</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Ma il mio ne comprendeva circa una decina.&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Ah,&#8230; sui desideri eclettici non garantisco.&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">E intanto si sfila il cazzo, ancora moscio, dai jeans. Mi basta portare il braccio dietro la schiena per afferrarlo con decisione e iniziare a segarlo: qualche attimo dopo è già in tiro, grosso, venoso, maschio.</span></div>
<div><span style="font-size:small;">Un&#8217;ora più tardi, rivestendoci, siamo di nuovo di fronte al panorama, gli sorrido timidamente, lui invece è più convinto e così, senza nemmeno un preavviso, mi bacia&#8230; Significa che sono il suo fidanzato? Faccio finta di non badarci, c&#8217;incamminiamo verso la base del monte Stella tra i suoi discorsi di letteratura e la sua promessa di tenermi una lezione di editing.</span></div>
<div><span style="font-size:small;">Vuole rivedermi presto, dice lui. Una parte di me ne è anche felice, l&#8217;altra ascolta le sue parole sui vari scrittori italiani degli anni settanta. Di mio, nel discorso, ci metto solo delle congiunzioni avversative: ma, però,&#8230; e nel mentre penso a quella stella cadente.</span></div>
<div><span style="font-size:small;">Capita che lo Scrittore nomina Pasolini.</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Una volta qualcuno gli chiese se diventando vecchi si diventa anche più felici.&#8221; M&#8217;intrometto io.</span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;E che ha risposto Pasolini?&#8221; </span></div>
<div><span style="font-size:small;">&#8220;Che diventando vecchi si ha meno futuro e meno speranza, e questo è un gran sollievo.&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size:small;">Forse è questa la chiave per la mia tanto sognata vita perfetta, invecchiare, assopire, appassire. </span><span style="font-size:small;">Se è davvero questa, allora non posso sbagliare strada. </span></div>
<div><span style="font-size:small;">Il sollievo della serata però è un altro. Per la prima volta da molto tempo sono nudo, esposto, vivo. Ho abbattuto i muri che mi proteggevano dal Maniaco e, meraviglia, ho rivisto il mondo.</span></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bipolaridade]]></title>
<link>http://xii75.wordpress.com/2009/07/05/bipolaridade/</link>
<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 23:19:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>CHITO 75</dc:creator>
<guid>http://xii75.wordpress.com/2009/07/05/bipolaridade/</guid>
<description><![CDATA[Quando você está na sua&#8230;não fala muita coisa&#8230;mais ouve que fala&#8230;dorme que é uma be]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Quando você está na sua&#8230;não fala muita coisa&#8230;mais ouve que fala&#8230;dorme que é uma beleza&#8230;fica só observando&#8230;</p>
<p>Está tudo bem&#8230;nossa&#8230;as vezes as pessoas e parentes te perguntam por que está tão quieto?</p>
<p>Mas&#8230;ninguém fala em SURTO&#8230;ninguém fala em MANIA.</p>
<p>Deprê? Baixo astral? Muito trabalho&#8230;o coitado tem que assobiar e chupar cana lá na loja.</p>
<p>OK</p>
<p>Agora, passam-se anos&#8230;alguns momentos de maior animação&#8230;e tudo bem&#8230;CONTROLADO</p>
<p>Mas&#8230;se engata a terceira e vai até 110&#8230;dai o sinal de alerta está ligado.</p>
<p>Outro sinal é quando&#8230;do nada&#8230;depois de responder uma pergunta como se fosse a coisa mais normal do mundo o interlocutor pergunta na sequência (editor, continua o chapéu?) O QUE TEM NESSA ÁGUA QUE VOCÊ ESTÁ BEBENDO?</p>
<p>Opaaaa opaaaaaaaaa opa!</p>
<p>Tá ACELERANDOOOOOO</p>
<p>Nisso o giroflex da galera já está para tocar a sirene.</p>
<p>Por que?</p>
<p>Por que?</p>
<p>Nenhuma &#8220;regra&#8221; da sociedade foi quebrada, nem um tom de voz passou dos limites, nada que não aconteceu foi relatado. Epa, epa, epa!</p>
<p>Quando deixei acontecer até o final&#8230;não estava só.</p>
<p>Pode parecer estranho, mas como meu pai e herói me repetiu tantas vezes&#8230;REPETIR O ERRO É BURRICE.</p>
<p>Complemento: REPETIR ERROS PODEM LEVAR AO ACERTO PERFEITO.</p>
<p>Vide LULA.</p>
<p>Se você viu um filme&#8230;e parece que só você gostou&#8230;se você está, numa sala lotada, do meio de uma multidão mesmo&#8230;e parece que só você está em conexão (não CÇ, editora) com o mestre&#8230;isso leva a reflexão (estou desenferrujando&#8230;.) que as vezes a gente está só. Parei com a leitura aos 12 anos por começar a achar meus colegas muito chatos&#8230;sem assunto comigo&#8230;um &#8220;intelectual&#8221; HAHAHAHAHAH</p>
<p>Pasmem, tive que sofrer um processo de controle da sabedoria, visando poder ser uma pessoa SOCIAL.</p>
<p>Por essas e outras o conhecimento via leitura de livros&#8230;deixando bem claro, foi o facto (essa é homenagem ao Rui) que me fez&#8230;como um deficiente visual que desenvolve mais a audição&#8230;fato&#8230;a começar um crescimento associativo interhumanos. Lógico que o fato de ser filho de um médico ginecologisca obstetra neurótico e uma pedagoga e psicóloga&#8230;influenciaram. Deu nisso.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Labora et Labora]]></title>
<link>http://romanzorosso.wordpress.com/2009/07/02/labora-et-labora/</link>
<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 22:52:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>romanzorosso</dc:creator>
<guid>http://romanzorosso.wordpress.com/2009/07/02/labora-et-labora/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;unico posto in cui ancora vengo trattato come un giovane è l&#8217;ufficio. Lo fanno per giu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L&#8217;unico posto in cui ancora vengo trattato come un giovane è l&#8217;ufficio. Lo fanno per giustificare una misera paga, ovvio. Ma se pensano che la mia vita perfetta la costruirò con dei soldi guadagnati onestamente, si sbagliano di grosso.</p>
<p>Parto con l&#8217;umore sbagliato: Dorian non vuole accompagnarmi in tribunale, e io mi riprendo il bacio che gli ho regalato. Come faccio a fronteggiare da solo tutti i maniaci che cercano di rovinare i miei piani di vita perfetta?</p>
<p>Mi rintano in ufficio: lavoro, chiacchiero, rido, molesto una mia collega e lei mi sorride sbarazzina. Amo il mio lavoro, è l&#8217;unica cosa che abbia veramente amato negli ultimi mesi.</p>
<p>Stringo i denti. Sto diventando quello che faccio, oppure faccio quello che sono?</p>
<p>E così esco dall&#8217;ufficio. AG mi aspetta sotto un cielo plumbeo, che promette fulmini e acqua. Dannato sole, oggi stai zitto e subisci.</p>
<p>Lei è bellissima, alta, sexy, tonica, perfetta. E dentro è ancora più bella. E la sua maschera cini-simpatica si è costruita alla perfezione con gli anni è strepitosa: un mix d&#8217;irrestibilità e sfrontatezza da maschio. Eppure è una ragazza.</p>
<p>Il maschio che c&#8217;è in lei mi avvisa subito che si è appena depilata la figa. E deve assolutamente scoparsi qualcuno della palestra, ma non l&#8217;istruttore: quello è un tamarro che poi ti scopa a picchio per due ore di fila. Tanto lubrificante, tanta noia, tanto male, zero orgasmi.</p>
<p>Devo annunciarle i miei piani di vita perfetta. In fondo, voglio sposarla.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Maníaca que adora abaixar as calças dos jogadores]]></title>
<link>http://blogdocrovis.wordpress.com/2009/06/24/maniaca-que-adora-abaixar-as-calcas-dos-jogadores/</link>
<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 16:15:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>crovislimone</dc:creator>
<guid>http://blogdocrovis.wordpress.com/2009/06/24/maniaca-que-adora-abaixar-as-calcas-dos-jogadores/</guid>
<description><![CDATA[Todo mundo tem uma mania. A mania desta &#8221; chica&#8221; é abaixar as calças dos jogadores em pl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Todo mundo tem uma mania. A mania desta &#8221; chica&#8221; é abaixar as calças dos jogadores em pleno jogo. Um vídeo ridículo e ao mesmo tempo bem humorado:<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Nh_TSoMsEso&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/Nh_TSoMsEso&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pwong]]></title>
<link>http://pagosparavadiar.wordpress.com/2009/06/22/pwong/</link>
<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 14:12:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Edu</dc:creator>
<guid>http://pagosparavadiar.wordpress.com/2009/06/22/pwong/</guid>
<description><![CDATA[Não há nem comandos a explicar aqui, trata-se simplismente de um Ping Pong, mas não é qualquer Ping ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="display:block;width:425px;margin:0 auto;"> <embed src='http://widgets.vodpod.com/w/video_embed/ExternalVideo.841040' type='application/x-shockwave-flash' AllowScriptAccess='always' pluginspage='http://www.macromedia.com/go/getflashplayer' wmode='transparent' flashvars='' /> </span></p>
<p>Não há nem comandos a explicar aqui, trata-se simplismente de um Ping Pong, mas não é qualquer Ping Pong&#8230; Jogue e descubra o porquê&#8230; <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span style="display:block;width:425px;margin:0 auto;"></p>
<div style="font-size:10px;"></div>
<p></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Polemica per il gioco "RapeLay"]]></title>
<link>http://nippolandia.wordpress.com/2009/05/13/polemica-per-il-gioco-rapelay/</link>
<pubDate>Wed, 13 May 2009 09:12:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>nippolandia</dc:creator>
<guid>http://nippolandia.wordpress.com/2009/05/13/polemica-per-il-gioco-rapelay/</guid>
<description><![CDATA[Rapelay In molti paesi del mondo sta suscitando grandi polemiche il gioco &#8220;RapeLay&#8221;, che]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1885" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-1885" title="rapelay" src="http://nippolandia.wordpress.com/files/2009/05/rapelay.jpg" alt="Rapelay" width="250" height="174" /><p class="wp-caption-text">Rapelay</p></div>
<p>In molti paesi del mondo sta suscitando grandi polemiche il gioco &#8220;RapeLay&#8221;, che ha come protagonista un maniaco, il cui obiettivo principale è quello di violentare una famiglia di donne. In molti paesi è stata vietata la vendita del gioco, che è stato realizzato dalla società Illusion di Yokohama nel 2006, ma il gioco si può facilmente scaricare da internet. La storia inizia in una stazione della metropolitana di una grande città del Giappone, dove una ragazza &#8220;minorenne giovane e formosa&#8221; aspetta il treno. Il gioco &#8220;insegna&#8221; come &#8220;molestare, perseguitare, adescare e violentare&#8221; una vittima sui mezzi di trasporto. Il protagonista è uno psicopatico, che dopo essersi accanito contro la ragazza incontrata alla stazione, si rivolge contro le sorelle della ragazza e infine contro la madre. Le scene risultano molto realistiche. Per questo motivo in America e in Gran Bretagna è stato bandito sia dai negozi che dal web. E dopo le proteste di paesi come Spagna, Germania e Irlanda, i siti Ebay ed Amazon hanno deciso di vietarne la vendita. Ma il gioco si è diffuso sul web, dove è possibile scaricare una versione modificabile, per rendere la storia più cruda.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[dieta ]]></title>
<link>http://iohosmessocosi.wordpress.com/2009/04/02/dieta/</link>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 21:47:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>quitlikeme</dc:creator>
<guid>http://iohosmessocosi.wordpress.com/2009/04/02/dieta/</guid>
<description><![CDATA[cibo,prova costume la domanda e :e vero che smettere di fumare poi si ingrassa?Molti ingrassano di 5]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>cibo,prova costume la domanda e :e vero che smettere di fumare poi si ingrassa?Molti ingrassano di 5 a volte 10 chili si confermo e non sono un endocrinologo o specialista in scienze dell&#8217;alimentazione per affermarlo e facile smettere con una dipendenza da nicotina e tabacco e sostituirla con un&#8217;altra un sostitutivo,generalmente si tende ad una forma compulsiva</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[dipendenza psicofisica]]></title>
<link>http://iohosmessocosi.wordpress.com/2009/03/26/dipendenza-psicofisica/</link>
<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 19:58:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>quitlikeme</dc:creator>
<guid>http://iohosmessocosi.wordpress.com/2009/03/26/dipendenza-psicofisica/</guid>
<description><![CDATA[Parole che vanno di moda,la tendenza di andare in analisi,importata dagli Stati Uniti,come quasi tut]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Parole che vanno di moda,la tendenza di andare in analisi,importata dagli Stati Uniti,come quasi tutto dal chewingum per finire all&#8217;Ipod,ora molti si scoprono pieni di ansia e paure,saltano i matrimoni,i rapporti interpersonali,chi comincia a bere smodatamente,mangiare,usare droghe ricreative,in maniera ossessiva,la ricerca della trasgressione,si comincia a frequentare gli studi degli psicologi ,da quelli delle ASL,ai privati,con fatture che oscillano dai 60 ai 130 euro l&#8217;ora.</p>
<p>Per scoprirci:Depressi,Maniaco Compulsivi,Bulimici,Anoressici,ctutte le malattie inserite in un glossario di un testo di Psichiatria proviamo tutti i sintomi come la sindrome di Munchausen</p>
<p>Saltiamo da una dipendenza all&#8217;altra,gente che ha smesso di fumare <a href="http://www.iohosmessocosi.it">www.iohosmessocosi.it</a> smesso di bere ed altre dipendendenze adesso e diventata &#8220;dipendente&#8221; dal suo psicologo(forse perchè è l&#8217;unico che la ascolta)ecco noi sappiamo ascoltare?non solo noi stessi?Voi ascoltate le persone che vi stanno intorno?</p>
<p>Accendetevi una sigaretta,sorseggiatevi un drink,rollatevi una canna,preparatevi una &#8220;striscia&#8221;,eh si ci vuole ogni tanto,per staccare da tutto e da tutti,questa frase l&#8217;ho sentita in varie parti del mondo,il luogo comune?Londra,Milano,New York,Vicenza,Roma,Amsterdam,Atene,etc,etc</p>
<p>posti dove il lavoro,la frenesia,i soldi,vengono messi davanti a tutto e tutti</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sara torna a casa]]></title>
<link>http://piedidivini.wordpress.com/2009/03/22/sara-torna-a-casa/</link>
<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 21:06:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>rubys2005</dc:creator>
<guid>http://piedidivini.wordpress.com/2009/03/22/sara-torna-a-casa/</guid>
<description><![CDATA[Un maniaco prende di mira la ragazza sbagliata La tiepida brezza primaverile soffiava per le vie del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Un maniaco prende di mira la ragazza sbagliata</em></p>
<p>La tiepida brezza primaverile soffiava per le vie del quartiere residenziale, era inizio maggio. Un sabato notte verso l’una Sara tornava a casa dopo una serata trascorsa a casa di amici.<br />
Camminava a passo spedito, dopo essere scesa all’incrocio principale dall’auto di uno degli amici che si era offerto di riaccompagnarla verso casa.</p>
<p>In un paio di minuti Sara arrivò alla soglia di casa, frugò nella sua borsetta di finta pelle per cercare le chiavi, ci mise un po’ più di tempo del solito ma alla fine le trovò. Prima di aprire la porta si guardò rapidamente intorno, come se avesse qualche sospetto. Non notò nulla di strano e così aprì la porta ed entrò.</p>
<p>Tutto era tranquillo e in ordine nella sua abitazione. Sara in quel periodo stava in casa da sola perché i suoi genitori erano fuori città per motivi di lavoro.</p>
<p>Sara aveva venticinque anni, era una brava studentessa di economia ormai in procinto di laurearsi, era una ragazza semplice e carina, era alta 1.65 e pesava 54 kg. Aveva lunghi capelli castani lisci e occhi verdi. Il suo viso era dolce con un grazioso nasino all’insù e una bocca ben proporzionata, con le labbra coperte quella sera da un sottile strato di rossetto glitterato.</p>
<p>Nelle occasioni particolari Sara ci teneva a vestirsi elegante, sempre indossando abiti che mettessero in risalto la sua femminilità.<br />
Quella sera indossava una camicetta bianca finemente ricamata, una gonna nera al ginocchio, collant trasparenti e scarpe nere col tacco di 8 cm.</p>
<p>La serata era stata lunga e tenere i tacchi per tutte quelle ore cominciava a diventare un supplizio per Sara. Si sfilò lentamente le scarpe e facendo due passi sulla moquette arrivò nei pressi di una poltrona, lì era appoggiato il suo abitino di seta azzurra che indossava abitualmente in casa. Accese la tv, poi si tolse con calma la camicetta e la gonna, le ripiegò con cura e le appoggiò su un tavolino accanto sotto la finestra, poi si mise indosso il suo abitino da casa e si mise a posto i capelli.</p>
<p>A questo punto Sara si rannicchiò sul divano. Mise un cuscino in mezzo ai suoi piedini velati da calze 15 den e lo strofinò delicatamente con le sue estremità, per scaricare lo stress.<br />
Saltava nervosamente da un canale all’altro con il telecomando, programmi interessanti in tv in quel momento proprio non ce n’erano. Aveva bisogno di svuotare la mente ma di andare a letto ancora non ne aveva voglia.</p>
<p>Intanto, all’esterno dell’abitazione, sotto la veranda si era avvicinato un tipo losco. Un uomo alto circa 1 metro e 80 e piuttosto robusto. Già da alcuni giorni aveva messo gli occhi su Sara e l’aveva pedinata di nascosto. Quella sera sembrava il momento propizio per quell’uomo, approfittando del fatto che la ragazza era da sola in casa.</p>
<p>Il soggiorno era la prima stanza della casa e aveva una grande finestra che si affacciava sulla veranda.<br />
L’uomo rimase all’esterno inginocchiato sotto la finestra. Ogni tanto alzava lentamente la testa per guardare all’interno. Sara rimaneva quasi immobile sul divano in uno stato di torpore, solo i suoi piedi si muovevano, strofinando il cuscino.</p>
<p>L’uomo pensò che era ormai giunto il momento di tentare il tutto per tutto e di entrare nella casa ma come sarebbe stato possibile farlo? Tentare di forzare la porta principale avrebbe richiesto molto tempo e Sara si trovava a pochi metri dall’ingresso. Bisognava trovare un’altra strada.</p>
<p>Il maniaco girò intorno alla casa e poco dopo si trovò nel cortile sul retro. Notò una finestra dalla quale proveniva una debole luce. Era la finestra della cucina e la luce era quella del soggiorno dove si trovava Sara.</p>
<p>Dopo una rapida ma attenta ispezione l’uomo notò che la finestra sul retro non era chiusa del tutto, decise quindi di attrezzarsi per aprirla. Aprì una tasca del suo marsupio ed estrasse un cacciavite. Poi spostò un grosso vaso vuoto e lo piazzò sotto la finestra affinché fungesse da gradino.<br />
Senza fare troppo rumore, in pochi minuti l’uomo riuscì ad aprire la finestra. Sembrava aver predisposto tutto alla perfezione ma non si era accorto che accanto alla finestra c’era un barattolo di latta che cadde a terra, facendo molto rumore.<br />
Sara si voltò di scatto verso la cucina ma non vide nulla. Il suo torpore era però svanito nel nulla, improvvisamente.</p>
<p>Si alzò dal divano di scatto poi andò verso la cucina moderando il passo. Non aveva scarpe e questo le permetteva di non farsi sentire dal malintenzionato.<br />
Arrivò fin quasi alla porta della cucina, che era semichiusa. La luce era spenta all’interno e Sara non poté vedere l’uomo ma qualcosa nel suo intuito le suggerì di pensare che qualcuno era entrato in casa.<br />
Si fermò in quel punto per pochi istanti poi decise di fare qualche passo indietro sempre con lo sguardo rivolto verso la porta della cucina. Passo dopo passo si trovò ai piedi della scala che portava al piano superiore.<br />
Sara salì le scale gradino dopo gradino, fermandosi a sentire eventuali rumori provenire dalla casa. Alla fine si trovò in cima alla prima rampa di scale e si nascose dietro il corrimano della seconda rampa, rimanendo in attesa.</p>
<p>Giusto qualche minuto e Sara sentì un rumore di passi, la sua impressione era giusta, qualcuno era entrato in casa.<br />
Cercò di mantenere la calma ma intanto strofinava nervosamente un piede sull’altro.<br />
Il rumore di passi diventava sempre più forte finché Sara non ebbe un certezza: l’uomo era giunto ai piedi delle scale.</p>
<p>Per qualche interminabile istante a Sara sembrò di non avere fiato e rimase immobile. Poi però, sentendo l’uomo che stava pian piano salendo le scale, il suo istinto le comandò una mossa fulminea.</p>
<p>Sara si girò di scatto e si trovò davanti il maniaco, che stava tre gradini più in basso. Sara ebbe appena il tempo di guardare in volto l’uomo mentre questi rimase stupito dalla mossa della ragazza.</p>
<p>Per Sara non c’erano più alternative, doveva difendersi. Prima alzò delicatamente una gamba e poi di scatto stampò il suo piede velato sulla faccia dell’uomo, calciandolo.<br />
Il maniaco perse l’equilibrio e rotolò giù dalle scale. Era dolorante ma dopo poco provò a rialzarsi. Sara quindi scese di corsa i gradini e con un salto scavalcò il malintenzionato.<br />
Poi si diresse verso il soggiorno e quando si girò notò che l’uomo si era rialzato e con fare rabbioso si stava scagliando contro di lei.</p>
<p>Sara reagì prontamente con una scarica di calci allo stomaco dell’uomo che rimase letteralmente di sasso.<br />
Rantolò sempre più rumorosamente e alla fine si accasciò a terra nello stretto spazio tra un divano e la parete.</p>
<p>La ragazza si mise a debita distanza da lui e lo fissò cercando di controllare ogni sua possibile reazione.<br />
Non appena l’uomo si rimise almeno in parte dal trauma, estrasse dalla tasca dei jeans un coltello a serramanico e tentò nuovamente di rimettersi in piedi.</p>
<p>Sara sentì che stavolta doveva mettere definitivamente ko l’uomo. Il successo delle mosse precedenti diede parecchia fiducia alla ragazza.<br />
Sara si avvicinò e con un preciso calcio al polso dell’uomo scaraventò il coltello lontano dalla scena. A questo punto la ragazza salì sopra il petto dell’uomo e cominciò a pestarlo con tutte le sue forze sotto i suoi piedi velati.<br />
Nonostante Sara fosse senza scarpe, essa riuscì a procurare un intenso dolore al maniaco.</p>
<p>“Bastaaaa! Non ce la faccio più! Mi schiacciiii! Ti prego, lasciami andare!”, urlò l’uomo con le residue forze rimastegli in corpo.</p>
<p>Sara non ascoltò le sue suppliche, era troppo preoccupata di difendere se stessa e le era ormai chiaro che quell’uomo rappresentava un pericolo concreto ed immediato.</p>
<p>Dopo un paio di minuti di furioso calpestamento, il maniaco era ormai allo stremo delle forze. Sara se ne rese conto e lentamente calò il ritmo fino a quando non scese dal corpo dell’uomo.<br />
Lei rimase accanto a lui per un po’. Successivamente l’uomo, rantolando, cominciò a strisciare sul pavimento in preda a dolori lancinanti. Si diresse verso l’uscita e Sara aprì la porta.<br />
L’uomo si trascinò con grandissima fatica oltre la soglia, poi piegò verso la parete esterna della casa, sotto la veranda. Strisciò solo per un paio di metri poi cominciò a vomitare sangue.</p>
<p>Sara prese allora il telefono e chiamò i soccorsi. Dopo poco arrivarono polizia e ambulanza.<br />
Alla ragazza venne riconosciuto di aver agito per legittima difesa e non venne condannata.<br />
L’uomo invece, con parecchi organi interni schiacciati, fu costretto a parecchi mesi di ospedale.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
