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	<title>maremoto &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/maremoto/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "maremoto"</description>
	<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 11:12:13 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Haeundae (Tidal Wave) Je-gyun Yun (2009) Coreia do Sul]]></title>
<link>http://cinemasiatico.wordpress.com/2009/11/21/haeundae-tidal-wave-2009-coreia-do-sul/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 22:28:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>alcaminhante</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ultimamente ando em maré de filmes com Tsunamis. Já algum tempo que estava longe de cinema catástrof]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ultimamente ando em maré de filmes com Tsunamis. Já algum tempo que estava longe de cinema catástrof]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[2022 Tsunami Wan Sang-Haan Lohk (2022 Tsunami) Toranong Srichua (2009) Tailândia]]></title>
<link>http://cinemasiatico.wordpress.com/2009/11/21/2022-tsunami-wan-sang-haan-lohk-2022-tsunami-toranong-srichua-2009-tailandia/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 00:02:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>alcaminhante</dc:creator>
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<description><![CDATA[Existem obras que parecem querer testar o meu fascinio pelo cinema oriental. Ás vezes esqueço-me que]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Existem obras que parecem querer testar o meu fascinio pelo cinema oriental. Ás vezes esqueço-me que]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Messina, un altro crimine del profitto]]></title>
<link>http://pclpalermo.wordpress.com/2009/10/06/messina-un-altro-crimine-del-profitto/</link>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 14:44:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>pclpalermo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Come in Abruzzo, “la fatalità” non c’entra. Il pietoso tentativo del famigerato TG1 di attribuire la]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>Come in Abruzzo, “la fatalità” non c’entra. Il pietoso tentativo del famigerato TG1 di attribuire la strage di Messina ad un eccesso imprevedibile di acqua piovana trasuda un cinismo inqualificabile. Le decine di morti chiamano in causa responsabilità precise: piani regolatori tracciati da interessi speculativi e criminali, concessioni elargite da giunte locali compromesse coi poteri forti , taglio dei fondi pubblici per il risanamento del territorio e dirottamento degli stessi fondi dimezzati per altri scopi. In poche parole è un crimine del profitto e di tutti i governi che hanno amministrato i suoi affari.<br />
Ha una bella faccia Berlusconi a presentarsi a Messina. Il suo governo ha saccheggiato i fondi FAS per destinarli a banche e imprese del Nord. Ha abbattuto del30% i fondi per la protezione civile, nella programmazione finanziaria dei prossimi tre anni. Ha varato un nuovo piano casa all’insegna della drastica riduzione dei controlli ambientali e delle procedure di autorizzazione. Ha destinato miliardi a quel “Ponte di Messina” che proprio la tragedia di oggi denuncia come autentica provocazione. E per di più dichiara.. “di aver previsto l’accaduto”, senza accorgersi che il suo delirio di onnipotenza e onniscienza tradisce nel caso una confessione di colpa (oltre a smentire la tesi dell’”imprevedibilità” dell’incauto Minzolini).<br />
Il grido di “assassini” che si è levato spontaneamente contro il Presidente del Consiglio e le Autorità politiche al seguito è dunque non solo comprensibile ma appropriato.<br />
Ora, come in Abruzzo, non basta la denuncia. Va sviluppata una mobilitazione che raccolga e organizzi la rabbia della popolazione colpite con la formazione di comitati popolari. Dev’essere tracciata l’anagrafe di tutti i costruttori criminali; di tutti gli assessori e le giunte che,a vari livelli, hanno fornito le concessioni ai costruttori; di tutte le autorità che hanno omesso i controlli e che hanno coperto il crimine annunciato. Non si tratta di affidarsi alla magistratura , ai suoi interminabili tempi, alle sue incerte sentenze. L’anagrafe delle responsabilità va subito istruita dal basso,dai comitati popolari, col concorso di tutte le forze e competenze disponibili ( tecniche, giuridiche, ambientaliste) . Il processo ai colpevoli va promosso dalle loro vittime , e non affidato ad un apparato di stato colluso. Lo stesso vale per la ricostruzione, che va sottoposta ad un vigile controllo popolare e orientata da un piano democraticamente definito dalle popolazioni interessate: a garanzia del loro diritto alla salute e alla vita.<br />
Ma non basta. Quanto è avvenuto a Messina pone su scala generale le questione del dissesto idrogeologico del territorio come piaga nazionale, ed in particolare del Meridione. Il buon Bertolaso ha quantificato pubblicamente in 25 miliardi di euro la cifra necessaria per il risanamento ambientale del territorio italiano. Mentre Il ministro Prestigiacomo, tra una boutique e un’altra, confessa di non disporre “nemmeno di un euro” per il 2010; e Berlusconi, tra escort e tribunali, dichiara candidamente che chiederà qualche spicciolo a Tremonti. Questo spettacolo è intollerabile. Sono necessari 25 miliardi, come dichiara Bertolaso ( cifra presumibilmente sbagliata per difetto)? Bene, si trovino: nelle pieghe dei miliardi previsti per il Ponte di Messina e per la Tav, dei 30 miliardi stanziati ogni anno per le spese militari e di guerra, dei 6 miliardi annui regalati al Vaticano e alla Chiesa, dei 4 miliardi di profitti netti incassati ( in tempi di crisi e in soli 6 mesi) dalle prime 5 banche italiane… E’ il caso di dire tanto più oggi:”Paghi chi non ha mai pagato”.<br />
Più in generale Il risanamento ambientale potrebbe costituire un grande cantiere della rinascita meridionale capace di dare lavoro e dignità di vita. Ma alla condizione, ancora una volta, di colpire l’interesse della borghesia ( del Nord e del Sud) e di sottoporre l’intero cantiere al controllo operaio e popolare: controllo sui fondi e la loro destinazione, sui libri contabili delle aziende coinvolte, sulla regolarità delle assunzioni, sulle scelte edilizie e paesaggistiche. Tutte le sinistre politiche, sindacali,associative, ambientaliste possono unire le proprie forze in una grande battaglia nazionale per il riassetto territoriale e ambientale del Sud: promuovendo capillarmente paese per paese il censimento dei lavori pubblici necessari e dei relativi investimenti, con la convocazione di apposite assemblee popolari; e definendo progressivamente per questa via una piattaforma complessiva , di carattere unificante, che organizzi i più ampi settori popolari attorno ad una vera e propria vertenza di lotta: contro il governo nazionale, le amministrazioni locali, i potentati territoriali. Una “vertenza Sud” che per sua natura potrebbe raccogliere la domanda di milioni di disoccupati,favorendo la loro organizzazione; potrebbe estendersi ad altre esigenze sociali insoddisfatte che inevitabilmente emergerebbero in ogni assemblea popolare( in fatto di edilizia popolare e scolastica, servizi sanitari, idrici,ferroviari..); potrebbe intrecciarsi con le tante vertenze aziendali a difesa del lavoro, anche nel Sud; potrebbe trascinare la contrapposizione frontale agli interessi criminali e mafiosi, svelando il loro indissolubile intreccio con la cosiddetta “borghesia onesta” meridionale; potrebbe insomma divenire la leva di un processo di autorganizzazione e sollevazione sociale di settori di massa del meridione, sottraendoli all’egemonia clientelare dei partiti borghesi dominanti ( di centrodestra e centrosinistra) e ricomponendoli attorno alle ragioni generali del mondo del lavoro e della stessa classe operaia del nord.<br />
In conclusione:la tragedia di Messina offre lo spunto per il rilancio di una iniziativa politica e di massa del movimento operaio e delle sinistre sulla questione meridionale. Non l’ennesimo convegno per addetti ai lavori sui problemi del Sud (nel mentre si custodiscono assessorati e connivenze con le forze dominanti del meridione). Ma una campagna unitaria e indipendente di mobilitazione, capace oltretutto di incidere sulle contraddizioni del blocco sociale di centrodestra ( effetto Lega), di svelare l’inganno del disegno federalista, di demistificare l’imbroglio speculare del populismo borghese meridionale ( Lombardo, io Sud..), di mettere a nudo una volta di più le compromissioni organiche del PD. In ogni caso il PCL lavorerà , con la propria proposta, anche dal versante Sud, per la ricomposizione di un blocco sociale nazionale anticapitalistico: nella prospettiva di quel governo dei lavoratori che è l’unica reale soluzione di svolta per le stesse masse meridionali.</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aggiornamenti ]]></title>
<link>http://serpentario.wordpress.com/2009/10/03/aggiornamenti/</link>
<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 09:12:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>M. Begato</dc:creator>
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<description><![CDATA[Scrive oggi Blondet (effedieffe.com), in un incipit free dell&#8217;articolo &#8220;L&#8217;America ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Scrive oggi Blondet (effedieffe.com), in un incipit free dell&#8217;articolo &#8220;<em>L&#8217;America si presta i soldi..</em>.&#8221;:</p>
<p><em>Ponendo le condizioni per un’iper-inflazione esplosiva, la FED &#8211; con denaro creato dal nulla &#8211; ha comprato il 50% dei titoli emessi dal Tesoro USA. Un trucco non sostenibile a lungo che mette in grave pericolo i fondi che gestiscono le pensioni private degli americani. L’enormità del debito è tale da rovinare le famiglie, le istituzioni e scuotere la stabilità dell’intera economia globale, come l’intera struttura manifatturiera cinese, minacciata di crollo quando la bolla scoppierà. L’economia, più è globale, più è destabilizzante.</em></p>
<p>Questo basti sugli ottimismi economici.<br />
Per quelli ecologici valgano le pulizie autunnali che Madre Natura ha anticipato in quel d&#8217;Asia.</p>
<p>Saranno segni dei tempi? Beh, materialmente lo sono. Il punto è farsene qualcosa. E noi, ormai è chiaro, non sappiamo proprio che farcene: parola d&#8217;esegeti.<br />
Poco male, dimentichi di Babilonia la Grande abbiamo già ricreato un alveo analogalmente degno dei migliori sfoghi di progresso et cultura nostra: le escort di Silvio.<br />
B(u)ona la prima.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Jungle Juice: terremoto em Padang traz recordações do Sari Club, em Bali]]></title>
<link>http://afichacaiu.wordpress.com/2009/10/01/jungle-juice-atentado-em-padang-traz-recordacoes-do-sari-club-em-bali/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 15:11:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rodrigo Vieira da Cunha</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ontem à noite, apesar de não conhecer (ainda) Padang, na ilha de  Sumatra, na Indonésia, base de sur]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ontem à noite, apesar de não conhecer (ainda) Padang, na ilha de  Sumatra, na Indonésia, base de surfistas que exploram ilhas paradisíacas do pacífico, ao saber do<a href="http://www.nytimes.com/2009/10/02/world/asia/02quake.html?_r=2&#38;ref=global-home" target="_blank"> terremoto</a>, tive uma sensação parecida com o dia 12 de outubro de 2002. Naquele dia, explodiram o Sari Club, em Bali, lugar que eu frequentava bastante quando fiquei por lá 60 dias em 2000<a href="http://www.flickr.com/photos/rodrigocvc/sets/72157603981129691/" target="_blank"> (fotos da viagem no Flickr)</a>. Fiquei chocado com a notícia. Tanto que sentei na hora e escrevi as linhas abaixo no computador. O original está publicado no <a href="www.waves.com.br" target="_blank">Waves </a>(na época não havia blog).</p>
<p>Terremoto é algo chocante demais. Impressionante como varre a história de um local em poucos segundos. Mais impressionante ainda é como as localidades, as pessoas, todo mundo, se recupera e segue tocando a vida em frente. Afinal, não há outro jeito.</p>
<p><strong><span style="color:#0000ff;">Segue o texto que escrevi em 2002 </span>(<a href="http://waves.terra.com.br/surf/noticia//boate-atingida-era-reduto-de-brasileiros-na-noite-balinesa/7431" target="_blank">aqui, no original)</a>: </strong></p>
<h2><strong>Boate atingida era reduto de brasileiros na noite balinesa</strong></h2>
<p>Por Rodrigo Vieira da Cunha em 15/10/02 14:10 GMT-03:00</p>
<p>Jungle Juice. Confesso que até hoje não entendi direito porque o drink tinha aquele nome. Era uma coisa rosada-alaranjada com um leve gosto de fruta e um pesado cheiro de vodca. Talvez tenha sido batizado assim em homenagem a alguma fruta da Indonésia. Para brasileiros não havia grande novidade, afinal, &#8220;jungle&#8221; é o que não falta no Brasil.</p>
<p>Mesmo assim, era a bebida preferida da turma do Balão, formada por um paulistano de descendência japonesa que comandava a diversão da turma dos imigrantes-brasileiros-que-trabalhavam-no-Japão-para-ficar-seis-meses-em-Bali. Márcio, Nando e até Bingin, um francês de pele negra, alto, de cabeça raspada, segurança de casa noturna em Paris que não falava duas palavras em inglês, estavam sempre acompanhados por um Jungle Juice no Sari Club.</p>
<p>Até havia outras casas noturnas em Bali, como o Double Six e o Bounty, mas o Sari era o ponto de partida e também de chegada. Brasileiro tinha má fama. Talvez por causa dos primeiros surfistas que chegaram por lá, provavelmente na mesma época em que o jiu-jitsu já havia se popularizado na beira da praia no Rio, São Paulo e no sul.</p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="0" width="180" align="right">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><a href="//waves.terra.com.br/fotos/5689.jpg','Festa%20brazuca%20na%20Indon%C3%A9sia','Darci',400,273)"><img src="http://waves.terra.com.br/fotos/5689s.jpg" border="0" alt="" hspace="0" width="210" height="140" /></a></p>
<div>Em Bali tudo é motivo para festa, principalmente no Sari Club. Foto: Darci.</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>A fama era de que provocávamos briga e confusão. Os seguranças (ou o nome que se possa dar aos minúsculos leões-de-chácara balineses) ganhavam os brasileiros pelos pés. Os balineses desenvolveram um método próprio de identificar quem era quem antes da abordagem, para conversar ou para vender. Nossa origem era denunciada pelas sandálias havaianas.</p>
<p>Nosso calçado oficial em Bali fosse para pegar onda, fosse para jantar, fosse para dançar, era passaporte para os bli (o mesmo que balinês) dizerem algo do gênero: &#8220;Fala, memo!&#8221;, para dizer &#8220;Fala, meu irmão&#8221;, ou &#8220;Gatina gostosa&#8221;, para dizer &#8220;Gatinha gostosa&#8221;. Estas e outras frases &#8211; que repetiam feito papagaios &#8211; sempre vinham antes da oferta de alguma mercadoria (artesanato da loja do pai) ou serviço (onde comprar maconha, por exemplo). Palavras básicas de qualquer língua serviam para começar um bate-papo.</p>
<p>No Sari não tinha muita intimidade ou brincadeira. Os seguranças queriam mesmo era achacar dinheiro de brasileiro. Era uma espécie de taxa por &#8220;antecedentes criminais&#8221;. Nossa técnica de contra-ataque era fácil. Entrávamos no Sari com a cabeça erguida (acredite, eles eram menores que a gente!) e sem olhar para o lado. Funcionava em 90% dos casos. Quando não, vinham pedir 5 mil ou 10 mil rúpias (entre 50 centavos e um dólar) para entrarmos.</p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="0" width="180" align="right">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><a href="//waves.terra.com.br/fotos/6967.jpg','Padang%20%C3%A9%20especial%20para%20surfistas%20e%20fot%C3%B3grafos.','Darcy',640,480)"><img class="alignright" style="border:0 none;margin-left:0;margin-right:0;" src="http://waves.terra.com.br/fotos/6967s.jpg" border="0" alt="" hspace="0" width="245" height="163" /></a></p>
<div>A onda de Padang é a mais procurada por quem está em Bali. Foto: Darcy.</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Obviamente, não pagávamos. Desconversávamos (um: &#8220;hello, my friend&#8221; ajudava). Algumas vezes, nos vendiam uma Bintang (a Brahma local) por baixo dos panos.</p>
<p>No lugar do preço habitual de 10 000 rúpias, cobravam 5 000 rúpias. A cerveja vinha quente. A compra &#8220;ilegal&#8221; não era para economizar esta mixaria. Era para jogar o jogo dos seguranças. Se você comprasse a mercadoria dele hoje, amanhã você deixava de ser incomodado.</p>
<p>E como incomodavam. Ninguém podia ficar parado na beira da pista com as mãos vazias. Um deles sempre estava lá para exigir que você comprasse alguma bebida (uma espécie de consumação profissional balinesa). A turma do Balão comprava Jungle Juice. Eu comprava cerveja. E Gugo comprava água. Apesar disso, o Alemão era sempre o mais agitado da turma.</p>
<p>Dançava reggae, rock dos anos 80 e trance, claro, como se tivesse bebido um engradado de Jungle Juice. Era sempre o primeiro a chegar no Sari. Enquanto a turma checava e-mail em um das dezenas de cybercafés de Kuta, Gugo preferia observar o movimento antes da pista abrir. Só meu irmão Bruno conseguia concorrer na categoria balançar o esqueleto, em algumas noites inspiradas.</p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="0" width="180" align="right">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><a href="//waves.terra.com.br/fotos/8425.jpg','P%C3%B4r%20do%20sol%20em%20Padang,%20Indon%C3%A9sia','Adriana%20Jord%C3%A3o',450,292)"><img class="alignright" style="border:0 none;margin-left:0;margin-right:0;" src="http://waves.terra.com.br/fotos/8425s.jpg" border="0" alt="" hspace="0" width="210" height="140" /></a></p>
<div>Pôr-do-sol mágico em Padang. A ilha de Bali nunca mais será a mesmaFoto: Adriana Jordão.</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Às 22 horas era um bom horário de chegar. A pista ainda estava devagar e podíamos tomar alguma coisa sem acotovelamentos. À meia-noite já ficava um pouco difícil de circular. A pista do Sari não era grande &#8211; cerca de 15 metros de diâmetro.</p>
<p>Ao redor dela, havia algumas mesas e um bar com bancos altos. À esquerda da pista de quem entrava na danceteria estava o outro bar. Este era mais estratégico. Ficava perto da pista e da entrada, onde havia cerca de cinco mesas que davam para a rua.</p>
<p>Nunca sentamos em uma destas, onde geralmente ficavam turistas mais perto dos 40 anos do que dos 30. Eles faziam uma turma homogênea, de pele bronzeada. Muito ao contrário dos freqüentadores da pista e das mesas mais ao fundo. A fauna era totalmente variada. Havia surfistas brasileiros (nós!), americanos, australianos e peruanos. Nos dias de mar pequeno, esta população crescia. Uma variação que não acontecia com a turma da balada. Eles estavam sempre lá, em peso.</p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="0" width="180" align="right">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><a href="//waves.terra.com.br/fotos/8424.jpg','Infogr%C3%A1fico%20do%20local%20do%20atentado%20em%20Bali','Portal%20Terra',400,550)"><img src="http://waves.terra.com.br/fotos/8424s.jpg" border="0" alt="" hspace="0" width="210" height="140" /></a></p>
<div>Infográfico do local do atentado em Bali. Foto: Portal Terra.</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Afinal, a cor denunciava, estavam em Bali pela vida noturna. Eu ficava impressionado com a quantidade de gente branca, totalmente branca, na pista. Gente que fazia festa até o dia amanhecer (mas não no Sari, que fechava às 2 horas) e não pisava nas areias de Bali.</p>
<p>Era interessante o contraste: de um lado a turma da praia, homens e mulheres com o mínimo de roupa emoldurando peles bronzeadas, e de outro os baladeiros, em geral de camisa larga para disfarçar a barriga. Em comum, a dança.</p>
<p>Raramente ficávamos depois da meia-noite. Quando isso acontecia, bebíamos todas e só voltávamos para o Warung Indra, nossa pousada-QG, quando tínhamos certeza de que não havia nenhum outro lugar aberto para tomar a saideira. Geralmente o Bounty, lugar do segundo escalão da Legian, rua onde ficava o Sari Club, estava. Era o preferido dos espanhóis: Axel, Paulo, Ganu e Jesus.</p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="0" width="180" align="right">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><a href="//waves.terra.com.br/fotos/8423.jpg','Fachada%20do%20Sari%20Club,%20em%20Bali','AP/Terra',300,203)"><img src="http://waves.terra.com.br/fotos/8423s.jpg" border="0" alt="" hspace="0" width="210" height="140" /></a></p>
<div>Fachada do Sari Club depois do atentado terrorista: tristeza. Foto: AP/Terra.</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Quando o Sari fechava, quem ainda queria dançar ou paquerar ia para o Bounty. O diferencial é que ali havia uma mistura de estrangeiros com nativos. Os espanhóis gostavam disto.</p>
<p>No Sari, balinês não entrava, com exceção dos garçons. Sem dúvida, por essa razão, ontem, dia 12 de outubro, a casa tenha entrado de vez para a história folclórica de Bali, a &#8220;ilha dos Deuses&#8221;, paraíso dos turistas e surfistas.</p>
<p>Um atentado terrorista explodiu o Sari Club. No levantamento mais recente, havia 188 mortos e 281 feridos, levando em conta as vítimas de outra explosão, em um restaurante perto de Denpasar. Muita gente com Jungle Juice na mão.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Homem x Natureza]]></title>
<link>http://blogdamafia.wordpress.com/2009/08/26/homem-x-natureza-3/</link>
<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 18:22:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>funbrothers</dc:creator>
<guid>http://blogdamafia.wordpress.com/2009/08/26/homem-x-natureza-3/</guid>
<description><![CDATA[O homem continua a judiar da Natureza. Um mar enfurecido derruba tudo o que vê pela frente, quase ma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>O homem continua a judiar da Natureza. </p>
<p>Um mar enfurecido derruba tudo o que vê pela frente, quase mata um capitão do resgate e tudo mais.</p>
<p>Aqueles que não destroem nem agridem a Natureza não estão nem aí, pelo contrário, se divertem e são agraciados pela mesma com o mar do ano.</p>
<p>Surfistas se divertem no Olho do Furacão&#8230;</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/47hmqfXuA3A&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/47hmqfXuA3A&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Maremoto Presenta: Simplifires, Bill y On TV @ Lunario]]></title>
<link>http://thehuajirodreams.wordpress.com/2009/08/18/maremoto-presenta-simplifires-bill-y-on-tv-lunario/</link>
<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 20:11:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>ThE Huajiro Dreams</dc:creator>
<guid>http://thehuajirodreams.wordpress.com/2009/08/18/maremoto-presenta-simplifires-bill-y-on-tv-lunario/</guid>
<description><![CDATA[Maremoto es un movimiento que consta de una serie de conciertos con el propósito de apoyar a la esce]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3975" title="Maremotogreen" src="http://thehuajirodreams.wordpress.com/files/2009/08/maremotogreen.jpg" alt="Maremotogreen" width="374" height="514" /></p>
<p style="text-align:justify;">Maremoto es un movimiento que consta de una serie de conciertos con el propósito de apoyar a la escena de rock independiente en México. Este año, tendrá lugar en los meses de agosto, septiembre y octubre en el Lunario del Auditorio Nacional.</p>
<p style="text-align:justify;">Y bueno para el primer concierto estarán nuestros amigos Simplifires seguidos de Bill y On TV, tal concierto lleno de rock alternativo será este viernes 21 de agosto y tendrá un costo de $150 (incluye disco compilatorio), este show es ampliamente recomendable así que cáiganle!</p>
<p style="text-align:justify;">Ya para terminar les recordamos que este es el primero de varios shows más de Maremoto en los cuales contaran con la presencia de bandas como Disco Ruido, Dirty Karma, Neon Walrus, Ventilader, etc. Asi que como podrán ver todos serán muy buenos shows.</p>
<p style="text-align:justify;">Para mas info en <a href="http://www.myspace.com/maremotofest" target="_blank">www.myspace.com/maremotofest</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Temblor de magnitud M6.6 sacude Prefectura de Shizuoka, interrumpiendo trenes y las operaciones del reactor nuclear]]></title>
<link>http://noticiasjapon.wordpress.com/2009/08/10/temblor6-6/</link>
<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 23:41:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>noticiasjapon</dc:creator>
<guid>http://noticiasjapon.wordpress.com/2009/08/10/temblor6-6/</guid>
<description><![CDATA[Traducción libre de M6.6 quake jolts Shizuoka Pref, disrupting trains, nuclear reactor operations Ma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Traducción libre de<em> M6.6 quake jolts Shizuoka Pref, disrupting trains, nuclear reactor operations<br />
</em></p>
<p>Martes 11 de agosto de  2009    Tokyo News</p>
<p>Un temblor, con una magnitud preliminar de 6.6 agitó la Prefectura de Shizuoka, en el centro de Japón y sus <span><span>inmediaciones</span></span>, incluyendo el área metropolitana de Tokio, se dio en la madrugada del martes, sin reportes de daños mayores o heridas serias.</p>
<p>Algunos pequeños maremotos fueron observados en la prefectura después del temblor de las 5:07 a.m., el cual se originó alrededor de 20 kilómetros bajo la superficio del océano en la Bahía Suruga, dijo la Agencia Meteorológica de Japón.</p>
<p>Dos reactores nucleares en la planta nuclear Hamaoka en Omaezaki, Shizuoka, se suspendieron automáticamente, no hubo escape radioactivo.</p>
<p>A las 6:30 a.m., no se habían reportado muertes o heridos graves, de acuerdo a la Agencia Nacional de Policía.</p>
<p>El primer Ministro Taro Aso ordenó a miembros del destacamento establecerse en la oficina del primer ministro para recolectar información del terremoto, mientras que el Secretario Jefe del Gabinete, Takeo Kawamura dijo que a los reporteros que el temblor no parece estar relacionado con el gran terremoto que se teme golpee la región de Tokai del centro de Japón en el futuro —el llamado temblor Tokai.</p>
<p>La policía local en Shizuoka dijo que han recibido reportes sobre deslizamientos, heridos leves, un incendio y un derrumbe, mientras que algunas personas fueron llevadas a hospitales en Nagoya, Prefectura de Aichi.</p>
<p>El temblor alcanzó menos 6 en la escala sísmica Japonesa y de 7 en varios puntos de Shizuoka, incluyendo Izu, Yaizu, Omaezaki y Makonohara, de acuerdo con la agencia.</p>
<p>La Corporación Ferroviaria de Japón Central suspendió sus operaciones de trenes de alta velocidad y de trenes locales en Shizuoka y partes de la Prefectura de Nagano, mientras que algunas partes de la autopista Tomei han sido cerradas.</p>
<p>La superficie de la carretera se levantó en el cruce Kikugawa de la autopista en la Prefectura de Shizuoka, de acuerdo a la policía local.</p>
<p>En Omaezaki, algunas tuberías se rompieron en varios puntos y el abastecimiento de agua fuecortado, de acuerdo al gobierno municipal.</p>
<p>El temblor se dio después de un terremoto con una magnitud preliminar de 6.9 que sacudió Tokio y extensas áreas del este de Japón el domingo.</p>
<p>http://www.japantoday.com/category/national/view/m66-quake-jolts-shizuoka-pref-and-vicinity-disrupting-trains</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Vai pra cima deles SANTOS!]]></title>
<link>http://escoriafc.wordpress.com/2009/08/07/vai-pra-cima-deles-santos/</link>
<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 14:36:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>mateussantastico</dc:creator>
<guid>http://escoriafc.wordpress.com/2009/08/07/vai-pra-cima-deles-santos/</guid>
<description><![CDATA[Como estou com o braço engessado, não posso permanecer dentro do meu ambiente de trabalho, é&#8230;c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Como estou com o braço engessado, não posso permanecer dentro do meu ambiente de trabalho, é&#8230;c]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Avvertita scossa in mare al largo delle isole Ryukyu]]></title>
<link>http://nippolandia.wordpress.com/2009/08/05/avvertita-scossa-in-mare-al-largo-delle-isole-ryukyu/</link>
<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 21:49:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>nippolandia</dc:creator>
<guid>http://nippolandia.wordpress.com/2009/08/05/avvertita-scossa-in-mare-al-largo-delle-isole-ryukyu/</guid>
<description><![CDATA[Una scossa di terremoto di magnitudo 6,4 è stata avvertita a circa 30 km di profondità nell&#8217;ar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Una scossa di terremoto di magnitudo 6,4 è stata avvertita a circa 30 km di profondità nell&#8217;arcipelago delle isole Ryukyu. L&#8217;United States Geological Survey (Usgs) ha reso noto che il sisma è avvenuto alle 9:18, mentre in Italia era l&#8217;1:18. Non sono stati riscontrati danni a cose o persone e l&#8217;Agenzia meteorologica giapponese non ha diffuso nessuna allerta tsunami.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Maremotos e o Dilúvio]]></title>
<link>http://blacksmoker.wordpress.com/2009/07/14/maremotos-e-o-diluvio/</link>
<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 19:09:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>blacksmoker</dc:creator>
<guid>http://blacksmoker.wordpress.com/2009/07/14/maremotos-e-o-diluvio/</guid>
<description><![CDATA[Os sismos no mar e os maremotos Maremoto é o termo português para Tsunami. Quando um abalo se produz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" src="http://farm1.static.flickr.com/60/182111895_e92ef11582.jpg" alt="" width="180" height="171" /></p>
<p><strong>Os sismos no mar e os maremotos</strong></p>
<p>Maremoto é o termo português para Tsunami.</p>
<p>Quando um abalo se produz no mar, propagam-se ondas elásticas através da água: são estas ondas que provocam choques a bordo dos navios, fazendo, por vezes, crer aos seus capitães que o barco encalhou num banco de areia. Questionários análogos àqueles que são usados em terra permitem obter algumas indicações acerca da intensidade dos abalos sentidos no mar. No entanto, a fraca densidade de observadores impede geralmente uma determinação macrossísmica exacta do epicentro.</p>
<p>Mas um sismo submarino pode também conduzir a modificações bruscas do fundo oceânico, e em particular a desabamentos; produz-se então um «apelo» às massas de água vizinhas que invadem o espaço livre: o mar começa por se afastar da costa, mas em breve a massa de água entra em vibração e regressa à costa, destruindo tudo na sua passagem. É esta a explicação dos <strong>maremotos</strong>, particularmente frequentes nas costas do Japão e do Chile, vizinhos das grandes fossas oceânicas, que são, como veremos mais adiante, a origem de numerosos sismos. No Japão, os &#8220;tsunamis&#8221; são tanto mais violentos quanto mais recortada é a costa e mais baías em forma de V apresenta. A vaga, muralha de água rebentando na costa, pode então atingir 20 m a 30 m de altura, como sucedeu quando do grande tsunami de Sanriku (15 de Junho de 1896), que causou a morte de 27 000 pessoas e destruiu mais de 10000 casas.</p>
<p><strong>Suess explica o acontecimento conhecido pela designação de Dilúvio</strong> através de um maremoto que teria sido desencadeado por um violento sismo originado no golfo Pérsico e que teria destruído a planície do Baixo Eufrates. O importante tremor de terra produzido no golfo de Oman, em 27 de Novembro de 1945, em ligação com as cadeias submarinas iranianas, e que foi acompanhado dum maremoto destruidor nas costas do Balochistâo e da Índia, proporciona uma justificação desta audaciosa hipótese.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://api.photoshop.com/home_43ce09bfeaba4f658b9dd393a170381e/adobe-px-assets/5ee52ccf68484c669db12890e4dbd246" alt="" width="600" height="347" /></p>
<p>Os sismos originados na fossa que margina as ilhas Aleútas dão frequentemente origem a maremotos devastadores nas costas das ilhas Havai e mesmo das ilhas Marquesas e das ilhas austrais. Após a catástrofe de l de Abril de 1948 foi criado pelas autoridades americanas um serviço de protecção: estações sismológicas, munidas de aparelhos avisadores de sismos, determinam rapidamente o epicentro e estações fornecidas de marégrafos seguem o desenvolvimento da vaga, cuja velocidade de propagação através do oceano Pacífico é de 800 km/h aproximadamente; a 9 de Março de 1957 pôde ser dado a tempo o alerta nas ilhas ameaçadas.</p>
<p>Um maremoto devastador originado na costa do Chile, quando do grande sismo de 22 de Maio de 1960, submergiu os portos de numerosas cidades costeiras,  e depois atravessou todo o Pacífico; nas ilhas Havai, apesar do alerta, houve 61 mortos: uma educação mais completa da população é, sem dúvida, a chave do sistema de protecção.</p>
<p><strong>Mais recentemente</strong> (Wikipédia)</p>
<p><img class="alignleft" src="http://news.bbc.co.uk/nol/shared/spl/hi/pop_ups/04/asia_pac_asia_earthquake_explained/img/2.jpg" alt="" width="240" height="240" />O Terramoto  do oceano Índico de 2004 ocorreu a 26 de Dezembro daquele ano, por volta das oito da manhã na hora local da região de seu epicentro, em pleno oceano (devendo por isso ser designado como maremoto), a oeste da ilha de Sumatra, nas coordenadas 3,298°N latitude e 95,779°O longitude. O abalo teve magnitude sísmica estimada primeiramente em 8,9 na <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Escala_de_Richter">Escala de Richter</a>, posteriormente elevada para 9,0, sendo o sismo mais violento registado desde 1960 e um dos cinco maiores dos últimos cem anos. Ao tremor de terra seguiu-se um <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Tsunami">tsunami</a> de cerca de dez metros de altura que devastou as zonas costeiras . O tsunami atravessou o Oceano Índico e provocou destruição nas zonas costeiras da <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/%C3%81frica">África</a> oriental, nomeadamente na <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Tanz%C3%A2nia">Tanzânia</a>, <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Som%C3%A1lia">Somália</a> e <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Qu%C3%A9nia">Quénia</a>.</p>
<p>O terramoto foi causado por ruptura na <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Zona_de_subduc%C3%A7%C3%A3o">zona de subducção</a> onde a <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Placa_tect%C3%B3nica">placa tectónica</a> da Índia mergulha por baixo da placa da <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Burma">Birmânia</a>. A área de ruptura está calculada em cerca de 1,200 km de comprimento e a deslocação relativa das placas em cerca de 15 m. Este deslocamento pode parecer pouco, mas em condições normais as placas oceânicas movimentam-se com <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Velocidade">velocidade</a> da ordem do milímetro por ano. A energia libertada provocou o terramoto de magnitude elevada, enquanto que a deslocação do fundo do oceano, quer das placas tectónicas quer de sedimentos remobilizados pelo abalo, deram origem ao tsunami.</p>
<p>O número de vítimas, que era de aproximadamente 150.000, elevou-se para 220.000 quando o governo da Indonésia suspendeu as buscas por 70.000 desaparecidos e os incluiu no saldo de vítimas fatais do desastre.</p>
<p>Fonte : Wikipédia / Sismos e Vulcões &#8211; Jean-Pierre Rothé (Europa-América)</p>
<p><a href="http://sites.google.com/site/geologiaebiologia/Home/cn/terra-em-transformao/consequncias-da-dinmica-interna/sismologia">Para saber mais</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[MAREMOTO 2009 - Appuntamento motociclistico termolese]]></title>
<link>http://termoli.wordpress.com/2009/07/05/maremoto-2009-appuntamento-motociclistico-termolese/</link>
<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 10:40:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
<guid>http://termoli.wordpress.com/2009/07/05/maremoto-2009-appuntamento-motociclistico-termolese/</guid>
<description><![CDATA[http://www.maremotofreegroup.it/home.html &#8212;&#8212;- Sta per concludersi nell&#8217;area di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[http://www.maremotofreegroup.it/home.html &#8212;&#8212;- Sta per concludersi nell&#8217;area di ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Berlin: cuisine moléculaire au Maremoto]]></title>
<link>http://tasteofparis.wordpress.com/2009/06/16/berlin-cuisine-moleculaire-au-maremoto/</link>
<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 22:02:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>LN</dc:creator>
<guid>http://tasteofparis.wordpress.com/2009/06/16/berlin-cuisine-moleculaire-au-maremoto/</guid>
<description><![CDATA[Dernière escapade à Berlin&#8230;Je vous emmène cette fois-ci voir le Maremoto, le restaurant de cui]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-large wp-image-316" title="P1080168" src="http://tasteofparis.wordpress.com/files/2009/05/p10801681.jpg?w=768" alt="P1080168" width="430" height="574" /></p>
<p style="text-align:justify;">Dernière escapade à Berlin&#8230;Je vous emmène cette fois-ci voir le <a href="http://www.maremotoberlin.de/Maremoto/Home.html" target="_blank">Maremoto</a>, le restaurant de cuisine moléculaire de Berlin.</p>
<p style="text-align:justify;">J&#8217;ai rencontré par hasard le chef <a href="http://www.flickr.com/photos/tasteofparis/3543002417/" target="_blank">Cristiano Rienzner </a>qui donnait de sa personne dans un grand magasin assez conceptuel de la Friedrichstrasse. Attirée par ce qui ressemblait fort à de la cuisine moléculaire, on avait discuté un peu, et il m&#8217;avait fait goûter entre autres ces fraises. J&#8217;ai honnêtement oublié ce qu&#8217;il y avait dedans, mais c&#8217;était bon! Comme quoi les rencontres impromptues peuvent se révéler être les meilleures.</p>
<p style="text-align:justify;">Il a récemment ouvert son restaurant <a href="http://www.maremotoberlin.de/Maremoto/Home.html" target="_blank">Maremoto</a>. Voici son <a href="http://www.flickr.com/photos/30484980@N07/" target="_blank">photostream </a>sur Flickr, et le <a href="http://www.flickr.com/photos/tasteofparis/tags/maremoto/" target="_blank">mien. </a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Puente Cucao]]></title>
<link>http://fotosdelsur.wordpress.com/2009/06/11/puente-cucao/</link>
<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 19:46:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Canon S5IS</dc:creator>
<guid>http://fotosdelsur.wordpress.com/2009/06/11/puente-cucao/</guid>
<description><![CDATA[Una buena posibilidad de asomarte al océano Pacífico, es cruzando un maravilloso paso natural formad]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-74" title="Puente Cucao" src="http://fotosdelsur.wordpress.com/files/2009/06/dscn9307.jpg" alt="Puente Cucao" width="1024" height="766" /></p>
<p>Una buena posibilidad de asomarte al océano Pacífico, es cruzando un maravilloso paso natural formado por dos lagos: Huillinco y Cucao.<br />
Tomando <a title="Castro" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Castro_(Chile)" target="_blank">Castro</a> como punto de partida, la ruta <a title="Panamericana" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Carretera_panamericana" target="_blank">Panamericana</a> al sur tiene en el kilómetro 24 el desvío a Huillinco; cultivos y antiguas viviendas son mudos exponentes de la colonización regional.</p>
<p>En el kilómetro 33 está el lago Huillinco (336 habitantes), con playa, hostería y albergues. Su profundidad máxima su supera los sesenta metros; el camino continúa costeando el lago Cucao, de no más de 20 metros de profundidad.</p>
<p>Ambos cuentan con puentes de horcones de madera, de auténtica técnica chilota.<br />
En el kilómetro 58 aparece la aldea de Cucao, antiguo pueblo de indios cuya historia fue arrasada por el maremoto del año 60. La selva y la blanca arena de 20 kilómetros de largo son su rasgo absoluto, que se pueden recorrer a caballo (se alquilan allí en la playa).</p>
<p>Tomando el camino que está en la desembocadura del lago lleva al <a title="Parque Nacional Chiloé" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Parque_Nacional_Chiloe" target="_blank">Parque Nacional Chiloé</a>, con cabañas y camping, senderos de interpretación natural y una naturaleza en la que predominan la selva siempreverde y los arrayanes.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La natura si scatena nel Pacifico: onde anomale, terremoti ed eruzioni sottomarine ... ]]></title>
<link>http://peppecaridi2.wordpress.com/2009/03/20/prova/</link>
<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 11:03:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>peppecaridi</dc:creator>
<guid>http://peppecaridi2.wordpress.com/2009/03/20/prova/</guid>
<description><![CDATA[Un vulcano sottomarino da giorni erutta nell’arcipelago di Tonga, mandando una spettacolare collana ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright" style="border:3px solid black;margin:3px;" src="http://www.meteoweb.it/cgi/uploads/sezioni/1531/foto/1.jpg" alt="http://www.meteoweb.it/cgi/uploads/sezioni/1531/foto/1.jpg" width="101" height="122" />Un vulcano sottomarino da giorni erutta nell’arcipelago di Tonga, mandando una spettacolare collana di fumo e ceneri a centinaia di metri nel cielo sopra l’Oceano Pacifico. <strong><a class="postlink" href="http://www.meteoweb.it/cgi/intranet.pl?_cgifunction=form&#38;_layout=sezioni&#38;keyval=sezioni.sezioni_id=1531">http://www.meteoweb.it/cgi/intranet.pl?_cgifunction=form&#38;_layout=sezioni&#38;keyval=sezioni.sezioni_id=1531</a></strong> E non è mancato un violentissimo terremoto: <strong><a class="postlink" href="http://www.meteoweb.it/cgi/intranet.pl?_cgifunction=form&#38;_layout=sezioni&#38;keyval=sezioni.sezioni_id=1532">http://www.meteoweb.it/cgi/intranet.pl?_cgifunction=form&#38;_layout=sezioni&#38;keyval=sezioni.sezioni_id=1532</a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Canzone di Maremoto]]></title>
<link>http://mauriziomorabito.wordpress.com/2009/01/09/canzone-di-maremoto/</link>
<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 08:03:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>omnologos</dc:creator>
<guid>http://mauriziomorabito.wordpress.com/2009/01/09/canzone-di-maremoto/</guid>
<description><![CDATA[(libera traduzione dall&#8217;originale &#8220;Here Comes The Flood&#8221; di Peter Gabriel, una can]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>(libera traduzione dall&#8217;originale &#8220;<a href="http://www.azlyrics.com/lyrics/petergabriel/herecomestheflood.html" target="_blank">Here Comes The Flood</a>&#8221; di Peter Gabriel, una canzone che straordinariamente sembra descrivere perfettamente il maremoto che distrusse Messina e Reggio Calabria il 28 dicembre 1908 )</p>
<p><em><strong>Ecco, arriva la marea</strong></em></p>
<p>Quando arriva la notte<br />
I disturbi crescono<br />
Fra le onde radio<br />
E tante altre cose strane<br />
Accadono, come preavvisi del futuro prossimo<br />
Poi ecco le stelle del mare senza piu’ rifugio<br />
Immobili attendono, la marea<br />
Noi, non abbiamo piu’ direzione,<br />
ne’ possiamo scegliere da che parte stare</p>
<p>Percorrevo il vecchio sentiero<br />
Vuoto sul bordo, nel vuoto delle acque<br />
Sulle colline intorno<br />
Stavano diventando grandi, bambini e bambine<br />
Quando da sotto il mondo di pietra e’ venuto in su’<br />
Con onde di metallo scaraventate verso il cielo<br />
E mentre i chiodi si conficcavano nelle nubi, la pioggia<br />
Era calda, e inzuppava gia’ la gente</p>
<p>Ecco, arriva la marea<br />
Diciamo addio alla nostra carne, e alle nostre ossa<br />
Se poi i mari torneranno al silenzio<br />
Di fronte a qualcuno ancora vivo<br />
Sopravviveranno quelli con la loro isola<br />
Bevete pure, voi che ancora sognate. Fra poco tornera’ l’asciutto</p>
<p>Quando e’ il momento della marea<br />
Non hai piu’ casa, non hai piu’ mura<br />
Nel fragore di tuono<br />
Ci sono mille anime, in un lampo<br />
Non aver paura di piangere a cio’ che vedi<br />
Tutti sono andati via, ci siamo solo noi<br />
E se poi ci perdiamo prima dell’alba, costruiranno<br />
Su quel che resta di noi</p>
<p>Ecco, arriva la marea<br />
Diciamo addio alla nostra carne, e alle nostre ossa<br />
Se poi i mari torneranno al silenzio<br />
Di fronte a qualcuno ancora vivo<br />
Sopravviveranno quelli con la loro isola<br />
Bevete pure, voi che ancora sognate. Fra poco tornera’ l’asciutto</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Ww9JS8dJ9fY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/Ww9JS8dJ9fY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Hoje na História: terremoto na Itália]]></title>
<link>http://depokafe.wordpress.com/2008/12/28/hoje-na-historia-terremoto-na-italia/</link>
<pubDate>Sun, 28 Dec 2008 17:00:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Henderson</dc:creator>
<guid>http://depokafe.wordpress.com/2008/12/28/hoje-na-historia-terremoto-na-italia/</guid>
<description><![CDATA[A série &#8220;Hoje na História&#8221; volta nesse finzinho de ano para relembrar uma data centenári]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>A série &#8220;Hoje na História&#8221; volta nesse finzinho de ano para relembrar uma data centenária: hoje faz cem anos que um violento terremoto, seguido de um tsunami, arrasou a região italiana de Messina.</p>
<p>O estreito de Messina é uma estreita (dãããããã) faixa de mar que separa a Itália (a parte da &#8220;bota&#8221;) da ilha da Sicília. Um lugar tranqüilo, lar de pescadores e antigas cidades portuárias.</p>
<p>Mas essa tranqüilidade toda foi abalada as 5h25 da manhã de 28 de dezembro de 1908, quando o primeiro de uma série de terremotos começou a demolir tudo o que estava em pé na região. Como geralmente acontece, os terremotos causaram um tsunami de 15 metros de altura que ajudou a tornar a destruição ainda mais terrível. Entre as cidades afetadas estavam <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Reggio_di_Calabria" target="_blank">Reggio di Calabria</a>, <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Cosenza" target="_blank">Cosenza</a> e <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Cat%C3%A2nia" target="_blank">Catânia</a>. Mas a cidade mais atingida foi <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Messina" target="_blank">Messina</a>.</p>
<p>Boa parte das construções da cidade ruíram como se fossem feitas de papelão. Os incêndios tomaram conta da cidade. Cães e ratos comiam os corpos dos mortos. Pessoas presas nos escombros mastigaram os dedos até atingir os ossos antes de morrerem de inanição. Saqueadores agiam impunemente roubando os mortos e feridos. Algumas imagens da destruição são impressionantes:</p>

<p>O desastre só não foi pior por causa dos&#8230;russos. Um navio de guerra russo que fazia manobras de guerra no Mediterrâneo chegou no dia seguinte à catástrofe e começou o trabalho humanitário. Em poucas horas os russos já tinham um hospital de campanha funcionando numa praia, onde mais de 1000 pessoas foram tratadas. Os marinheiros russos &#8211; e os ingleses, que chegaram duas horas depois &#8211; também organizaram grupos de busca de sobreviventes e um &#8220;esquadrão da morte&#8221; para os saqueadores de plantão &#8211; eles eram enfileirados em grupos de 12 e fuzilados todos juntos. Até o rei da Itália, <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/V%C3%ADtor_Emanuel_III_da_It%C3%A1lia" target="_blank">Vítor Emanuel III</a>, ajudou no resgate dos corpos.</p>
<p>No meio de toda essa destruição e caos, Jesus Cristo permaneceu de pé. O mosaico com a imagem de Cristo na cúpula da Catedral do Duomo, construída em 1197, manteve-se milagrosamente inteira, enquanto boa parte do prédio ruiu.</p>
<div id="attachment_375" class="wp-caption aligncenter" style="width: 306px"><img class="size-medium wp-image-375" title="duomo-di-messina-61" src="http://depokafe.wordpress.com/files/2008/12/duomo-di-messina-61.jpg?w=296" alt="duomo-di-messina-61" width="296" height="300" /><p class="wp-caption-text">A Catedral do Duomo em Messina, totalmente restaurada nos dias atuais</p></div>
<p>O resultado da combinação terremoto-tsunami custou algo entre 160 mil (o número mais aceito) e 300 mil mortos. É um número bem parecido com outro terromoto seguido de maremoto <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Terramoto_do_%C3%8Dndico_de_2004" target="_blank">que aconteceu em 26 de dezembro de 2004 na Indonésia</a> que, estima-se, matou 200 mil pessoas. Curiosamente, os dois eventos aconteceram com somente dois dias de diferença.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[El Evangelio: No un Maremoto Cultural]]></title>
<link>http://transformaelmundo.wordpress.com/2008/12/12/el-evangelio-no-un-maremoto-cultural/</link>
<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 12:39:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Scott Armstrong</dc:creator>
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<description><![CDATA[Hoy terminamos esta semana de examinar el libro Bible and Mission: Christian Witness in a Postmodern]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Hoy terminamos esta semana de examinar el libro Bible and Mission: Christian Witness in a Postmodern]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Messina 1908. Diario da una città distrutta]]></title>
<link>http://memoriastorica.wordpress.com/2008/12/04/messina-1908-diario-da-una-citta-distrutta/</link>
<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 05:00:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>memoriastorica</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lo storico Lucio Villari racconta il drammatico maremoto che si abbatté il 28 dicembre 1908 su Reggi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><em>Lo storico Lucio Villari racconta il drammatico maremoto che si abbatté il 28 dicembre 1908 su Reggio Calabria e Messina e pubblica alcuni stralci dal diario inedito del medico Leonardo Carboni, tra i primi a prestare soccorso alle vittime di Reggio. Il cataclisma uccise più di centomila persone sulle due sponde dello Stretto, decapitando la borghesia colta e liberale di Reggio Calabria. Nel diario Carbone insiste sull’incredulità e sullo stupore per il numero dei parenti morti che colpì i sopravvissuti, gettandoli nell’apatia piuttosto che nella disperazione.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://memoriastorica.files.wordpress.com/2008/12/messina12.jpg"><img class="size-medium wp-image-861 aligncenter" title="messina12" src="http://memoriastorica.wordpress.com/files/2008/12/messina12.jpg" alt="messina12" /></a>I terremoti lasciano tracce indelebili nella storia alterando per sempre civiltà, economie, rapporti sociali, identità collettive. Quando nel passato hanno colpito popoli e città evolute e organizzate del Mediterraneo, i terremoti hanno cambiato il corso di intere società: dall’esplosione di Santorini, a Pompei, al terremoto dell’Italia meridionale del 1783 [...] e le “ricostruzioni” non sono state mai guaritrici delle ferite ricevute. Non è soltanto la morte a prendere il posto di quello che c’era prima; c’è lo smarrimento e lo stupore dei sopravvissuti e dei testimoni, l’assenza che risucchia, in chi si è salvato, la percezione del tempo e persino il dolore fisico dei superstiti feriti. Questo avvenne nella livida alba del 28 dicembre 1908 a Reggio, a Messina e lungo le coste a nord e a sud di queste due città, per decine di chilometri. Un cataclisma che uccise oltre centomila persone. Il 28 dicembre di cento anni or sono era uno dei giorni festosi delle vacanze di Natale e possiamo immaginare le luci delle due città, i teatri aperti [...], i caffè illuminati e la passeggiata sul Corso, le signore con pelliccia e manicotti, i bambini felici. All’improvviso, nel buio, alle 5 e 20, un boato che dura trenta secondi e un risveglio dentro la morte, la polvere, le pareti, le travi, i mobili sopra i letti schiacciati. La prima luce dell’alba illumina il paesaggio del disastro. Molte sono state le ricostruzioni storiche di quella tragedia che colpiva un’Italia avviata a una fase di sviluppo economico e di evoluzione democratica del sistema liberale. Presidente del consiglio era in quell’anno Giovanni Giolitti e il re, Vittorio Emanuele III, era stato salutato come nuovo capo dello Stato otto anni prima proprio a Reggio Calabria, dove era sbarcato il giorno dopo l’assassinio del padre. Lo stretto di Messina, soprattutto dopo l’apertura del canale di Suez, era attraversato dalle navi militari e mercantili di tutti i paesi ed era ammirato come uno dei luoghi più affascinanti del Mediterraneo.<!--more Continua...--><br />
E furono infatti navi russe e inglesi, oltre quelle della Marina italiana, che in quell’alba tragica transitavano per lo stretto o erano alla fonda, a prestare i primi soccorsi alle due città e a salvare molte vite umane. I marinai, i medici e i chirurghi militari sbarcati dalle navi fecero per ore e giorni l’impossibile. Purtroppo le loro testimonianze sono scarse ma molto si sa dell’assistenza e dell’aiuto da loro dato. Per questo mi pare di particolare interesse pubblicare alcune pagine del diario inedito di un medico militare di Reggio, Leonardo Carbone, che, sopravvissuto al crollo della casa, svolse la sua opera umanitaria e scientifica che gli meritò la medaglia d’oro al valore civile. Devo all’amicizia del nipote, l’avvocato Domenico Carbone, l’opportunità di ricordare l’impegno di un medico nel cataclisma che a Reggio decapitò una borghesia colta e liberale &#8211; anche il sindaco Demetrio Tripepi, deputato e amico di Giustino Fortunato, morì insieme alla famiglia -, erede di tradizioni risorgimentali e garibaldine e con aperture politiche alle nuove prospettive del “decennio giolittiano.”<br />
Anche della Messina liberale, della sua antica Università, della distruzione provocata dal sisma di opere d’arte [...] e delle moltissime vittime resta il ricordo di testimoni illustri, da Giovanni Pascoli a Gaetano Salvemini, che perdette nel disastro la moglie e cinque figli. [...] Nel diario del dottor Carbone vi è il lucido racconto delle prime ore, quando egli, da solo, tentò i primi soccorsi nei locali lesionati e cadenti della &#8220;Difesa&#8221;, il distretto della Marina militare: «Io e la mia famiglia usciti all’aperto sentimmo grida altissime e strazianti venire dalla città nel fragore dei palazzi che crollavano. Era ancora buio e il freddo intenso. Pieno d’angoscia pensai allo sterminato numero di vittime e compresi dovermi recare presto alla Difesa dove potevo dare qualche aiuto. Attraversando lunghissime macerie, rovine pericolosissime e larghi stagni per esser rotta la conduttura d’acqua della città, giunsi alla marina. [...] «Circa 550 furono i feriti trasportai alla Difesa nelle prime trenta ore. Quasi tutti i feriti presentavano estese contusioni escoriate pel corpo per aver subito schiacciamenti in mezzo alle macerie. La calcina e le pietruzze si internavano e aderivano alle carni in modo dolorosissimo. I feriti arrivavano in condizioni gravissime, cioè pallidi, incapaci di qualsiasi movimento e di risposte esaurienti. (&#8230;). «Una povera giovane con frattura del femore sinistro complicata giunse in stato di stupore: era inutile ogni cura e non lo nascosi alla madre che l’accompagnava. Questa senza lacrime mi disse: “Ho perduto già altre figlie sotto le macerie”. Quando la figlia morì la madre mi domandò e io ottenni dal comandante che il cadavere fosse separato dagli altri&#8230; “Se mi togliete questo conforto &#8211; essa diceva &#8211; mi annegherò”. (&#8230;) Una giovane donna con frattura complicata alla gamba destra mi diceva di non voler morire solo per potere rivedere un suo figlio a Venezia. [...] Un giovane signore bellissimo di quasi venti anni era giunto in condizioni disperate per gravissima emorragia, avendo il piede destro squarciato, la gamba sinistra fratturata e ferite alle mani, al viso e al capo.(&#8230;).<br />
«Qualche ricca persona aveva fatto proposta di cure speciali dietro lautissimi compensi, ma ho fatto comprendere quanto ignominioso era un cenno simile in tanta sventura. E posso con sicura coscienza affermare che tutti, poveri e ricchi, senza distinzioni di classi sociali sono stati egualmente trattati e se vi fu preferenza essa riguardava persone che ne avevano maggior bisogno.(&#8230;) La notte dal 28 al 29 specialmente è stata spaventevolmente tragica, notte angosciosa, infinita, in mezzo agli infermi che domandavano soccorso, mentre una pioggia gelata ci rendeva intirizziti e da Messina si levava estesamente il fioco chiarore degli incendi e il crepitio delle fiamme distruggitrici. (&#8230;) Cercavo di confortare l’animo degli infermi dicendo che l’alba era vicina e con l’alba i soccorsi sarebbero venuti da tutte le parti.<br />
«Venne l’alba finalmente, ma l’orizzonte ancora non mostrava le desiderate navi. Verso le 8,30 apparve la squadra russa, mostratasi poi eroica negli aiuti prestati, e alle 9 una nave inglese che mi portava un aiuto di grandissimo valore. (&#8230;) Alle ll,30 giungeva la squadra italiana ed io mi recai sulla “R. Elena” a riferire e ricevetti viveri e carne fresca che mi permisero di ristorare i feriti. (&#8230;) Gli infermi si confortavano a vicenda e rapidamente si erano formate intime amicizie specialmente fra donne, mentre vi era una forma di dolorosa apatia per le perdite dei loro cari. Quante persone, senza pianto, mi dicevano: ”Ho perduto mia moglie e i miei figli. Ho perduto i miei genitori e le mie sorelle&#8230;” E si rimaneva esterrefatti per questa angosciosa rassegnazione. «Il disastro avvenuto era talmente imprevedibile ed è stato così straordinariamente esteso e terrificante che non può dare sistematici insegnamenti. Quando la radio telegrafia sarà più diffusa ed estesa, più celeri potranno essere i mezzi di aiuto da inviare. (&#8230;) «Alle ore 9 del giorno 31 avemmo la visita di Sua Maestà la quale rincorò molto gli infermi e il re partendo volle lasciare un grande aiuto, il prof. Bastianelli il quale, da quel sommo maestro che è, lavorò fino a sera, riprendendo il suo lavoro il mattino appresso di buon’ora fino alle due pomeridiane, quando tutti gli infermi erano trasportati sulle navi per esser trasferiti in altri luoghi di cura».<br />
(da “Repubblica”)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Poste Italiane in ritardo anche sulla storia]]></title>
<link>http://malarablog.wordpress.com/2008/10/25/poste-italiane-in-ritardo-anche-sulla-storia/</link>
<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 13:48:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Domenico Malara</dc:creator>
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<description><![CDATA[Esattamente a distanza di 100 anni, grazie a Poste Italiane, apprendiamo che il catastrofico terremo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://malarablog.files.wordpress.com/2008/10/terremoto_1908_rcme.jpg"><img class="size-full wp-image-1209 alignleft" title="terremoto_1908_rcme" src="http://malarablog.wordpress.com/files/2008/10/terremoto_1908_rcme.jpg" alt="" width="269" height="375" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Esattamente a distanza di 100 anni, grazie a <strong>Poste Italiane</strong>, apprendiamo che il catastrofico <strong>terremoto del 1908</strong> colpì solo la città di Messina, <strong>Reggio Calabria non venne neppure sfiorata</strong>. La scena che mi viene in mente è più o meno quella del <strong>Titanic</strong>: mentre fuori il transatlantico affondava e tutti si accalcavano per mettersi in salvo, dentro <strong>l&#8217;orchestra continuava a sunare</strong> come se niente fosse.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;incidente di Poste Italiane è presto spiegato, ma prima fatemi dire che le cose, ovviamente, andarono in modo completamente diverso, così come riportano tutte le cronache dell&#8217;epoca. <strong>Erano le 5:21 del mattino di lunedì 28 dicembre 1908</strong> quando una forte scossa di terremoto (7,2 magnitudo della scala Richter &#8211; 10° della scala Mercalli), con epicentro nello Stretto tra la Sicilia e la Calabria, <strong>rase al suolo Reggio, Messina e i centri limitrofi</strong>, provocando circa <strong>100.000 vittime</strong> e distruggendo gran parte del patrimonio edilizio e urbanistico delle due città. Il sisma fu seguito da un <strong>maremoto violentissimo</strong>, con onde alte tra i 6 e i 10 metri, che causò con ogni probabilità il maggior numero di vittime perché la gente, uscita di casa per timore dei crolli, si era riversata proprio sulle spiagge.</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco come &#8220;La Domenica del Corriere&#8221; riportò la <strong>cronaca di quel tragico evento</strong> nell&#8217;edizione del gennaio 1909. In un passaggio si legge:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:left;"><em>«Che spaventosa, che immane catastrofe! Forse la più grande di quante le cronache dei secoli andati ricordino. Lo stesso terremoto di Lisbona, come quello di Messina del febbraio 1783, produssero un numero di vittime di gran lunga inferiore. Da Rosarno a Porto Santo, vale a dire per una estensione di novanta chilometri lungo la costa calabrese con Reggio quasi al centro, e dal Faro a poco oltre Messina &#8211; che fu centro del terremoto &#8211; lungo la costa dell&#8217;isola dei Vespri è tutto strage, desolazione, sangue. I morti che pareva dovessero essere mille, duemila, diecimila salirono via via a cifre terribilmente fantastiche». </em> (<a href="http://malarablog.files.wordpress.com/2008/10/terremoto_messina.pdf" target="_blank">scarica qui l&#8217;articolo completo in pdf</a>)</p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">Ed eccoci alla <strong>perla di Poste Italiane</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Guardate con attenzione il <strong>francobollo commemorativo</strong> che sarà emesso il prossimo 4 novembre. La parte superiore del valore bollato reca la dicitura: <strong>&#8220;1098 Terremoto di Messina&#8221;</strong>. E Reggio che fine ha fatto? Forse una gaffe. Assolutamente no. La vignetta del francobollo, infatti, raffigura, in modo stilizzato, una veduta dall&#8217;alto di Messina con lo Stretto e, <strong>solo sullo sfondo, Reggio Calabria</strong>, con alcuni cerchi concentrici che rappresentano le onde sismiche causate dal terremoto.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://malarablog.wordpress.com/files/2008/10/francobollo-terremoto1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1200" title="francobollo-terremoto1" src="http://malarablog.wordpress.com/files/2008/10/francobollo-terremoto1.jpg" alt="" width="329" height="246" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Permettetemi di dire che <strong>più che una gaffe</strong>, quella di Poste Italiane è un autentico <strong>atto di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ignoranza" target="_blank">ignoranza</a></strong> che offende chi ha pagato un enorme tributo di sangue al sisma del 1908. E non è un caso che c&#8217;è già chi invita a <strong>boicottare il francobollo</strong> della beffa. <em><strong>(do.mal.)</strong></em></p>
<p style="text-align:justify;">Sull&#8217;argomento consiglio anche questo <a href="http://www3.comune.reggio-calabria.it/intranet/Rete/Artee/Biblioteca/terremoto.htm" target="_blank">link</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://oknotizie.alice.it/info/48e00869975ba292/poste_italiane_in_ritardo_anche_sulla_storia._il_francobollo_sul_terremoto_del_1908_che_ignora_reggio_calabria.html" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-1424" title="votami-su-oknotizie" src="http://malarablog.wordpress.com/files/2008/11/votami-su-oknotizie.gif" alt="votami-su-oknotizie" width="440" height="45" /></a></p>
<p><a></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Hazte de Cuenta... (I).]]></title>
<link>http://pulsarbeta.wordpress.com/2008/10/19/hazte-de-cuenta-i/</link>
<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 17:10:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>pulsarbeta</dc:creator>
<guid>http://pulsarbeta.wordpress.com/2008/10/19/hazte-de-cuenta-i/</guid>
<description><![CDATA[&#8230; que venga un maremoto. &#8230; que Hipólito sea presidente de nuevo. &#8230; que te digan qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://pulsarbeta.files.wordpress.com/2008/10/the-tree.jpg"><img class="size-medium wp-image-980 aligncenter" title="the-tree" src="http://pulsarbeta.wordpress.com/files/2008/10/the-tree.jpg?w=220" alt="" width="220" height="300" /></a></p>
<p>&#8230; que venga un maremoto.<br />
&#8230; que Hipólito sea presidente de nuevo.<br />
&#8230; que te digan que no!<br />
&#8230; que te saques la loto.<br />
&#8230; que te choquen el carro.<br />
&#8230; que seas gay.<br />
&#8230; que te quedes solo para siempre.<br />
&#8230; que nunca te visiten.<br />
&#8230; que todos te comprendan.<br />
&#8230; que se rompa el condón.<br />
&#8230; que te digan que si.</p>
<p>(Continuará&#8230;)</p>
<p><strong>pb</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Strage in Birmania: come aiutare la popolazione colpita]]></title>
<link>http://termometropolitico.wordpress.com/2008/05/06/strage-in-birmania-come-aiutare-la-popolazione-colpita/</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 14:55:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>areazione</dc:creator>
<guid>http://termometropolitico.wordpress.com/2008/05/06/strage-in-birmania-come-aiutare-la-popolazione-colpita/</guid>
<description><![CDATA[Chiunque avesse informazioni su Conti Correnti speciali, iniziative benefiche ed altro, è calorosame]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Chiunque avesse informazioni su Conti Correnti speciali, iniziative benefiche ed altro, è calorosame]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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