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	<title>masada &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "masada"</description>
	<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 05:41:53 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[MASADA n° 1042. 26-11-2009. La casta si assolve e impera]]></title>
<link>http://masadaweb.org/2009/11/28/masada-n%c2%b0-1042-26-11-2009-la-casta-si-assolve-e-impera/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 07:48:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Senato vota il processo breve &#8211; B è accusato di essere il referente della mafia nelle strag]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://www.arcoiris.tv/images/vignetta/mauro_biani/mauro_biani_1000.gif" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p><strong>Il Senato vota il processo breve &#8211; B è accusato di essere il referente della mafia nelle stragi – Il ricatto della mafia su B si accresce – Accuse a Schifani di collusione con la camorra  &#8211; Cosentino, il referente dei Casalesi,  scagionato a prescindere – Aumenta di livello l’attacco del Governo alla Magistratura, ma Napolitano non la difende –Lo stato confusionale di Violante – Continua l’irreponsabilità del sistema finanziario e prepara altre bolle speculative – L’ultima frontiera della propaganda di stato – Obama non firma contro le mine antiuomo – Come il Pdl scardina la democrazia &#8211;  Pillola del giorno dopo e RU486- Debiti pubblici record</strong></p>
<p><strong>Il senato ha votato il processo breve all’unanimità</strong></p>
<p><strong>Intanto che la casta si autoassolve le indagini sul premier diventano sempre più incalzanti </strong></p>
<p><strong>Mafia, perché i pentiti accusano Berlusconi</strong><br />
ATTILIO BOLZONI e GIUSEPPE D&#8217;AVANZO<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/mafia-10/resa-conti/resa-conti.html">www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/mafia-10/resa-conti/resa-conti.html</a><br />
(sunto da Repubblica)</p>
<p>Un altro migliaio di pagine al processo di appello a Dell&#8217;Utri a Palermo. Un nuovo testimone dell&#8217;accusa &#8211; Gaspare Spatuzza &#8211; indica in B e Dell’Utri i suggeritori della campagna di stragi di 16 anni fa. L&#8217;intero fronte mafioso è minacciosamente in movimento. La mafia siciliana chiede il conto a B. Il peggio deve ancora venire. Al posto dello scontro politico è sempre più chiara la lotta tra famiglie mafiose. La famiglia Graviano di Brancaccio ritiene di essere stata venduta dopo le trattative degli anni 90 e vuole punire chi &#8220;non ha mantenuto gli impegni&#8221;.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Ci sono anche i messaggi di morte. A Schifani, siciliano di Palermo. E avvertimenti a Dell&#8217;Utri che lo spaventano molto.<br />
E’ una resa dei conti tra Cosa Nostra e B. C’è stato un patto, B ha avuto troppo. Cosa nostra pensa di avere avuto troppo poco.<br />
Risorgono i fantasmi del 93 con le sue stragi: Roma, via Fauro (14 maggio); Firenze, via Georgofili (27 maggio); Milano, via Palestro (27 luglio); Roma, S. Giorgio al Velabro e S. Giovanni in Laterano (28 luglio); Roma, stadio Olimpico (23 gennaio 1994), attentato per fortuna fallito.<br />
Si annuncia una &#8220;verità&#8221; che può essere più distruttiva di una bomba. Per lo Stato, per chi governa il Paese.<br />
Cosa nostra siciliana è la famiglia dei fratelli Giuseppe e Filippo Graviano di Brancaccio a Palermo, i Corleonesi di Riina e Bagarella, i Trapanesi di Matteo Messina Denaro (latitante). Lo &#8220;stato maggiore&#8221; è in carcere. Restano in libertà  piccoli boss senza influenza e senza affari. Non va bene.<br />
Cosa nostra è una lotta tra famiglie, non un’associazione (Giovanni Bontate che, in un&#8217;aula di tribunale, usò con leggerezza il noi fu fatto secco appena libero).<br />
Cosa nostra ha fatto con B e Dell’Utri un patto 16 anni fa, insieme hanno gestito le stragi per destabilizzare il paese e portare al potere ‘il partito dell’ordine’, strumentalizzando la sicurezza, indebolendo la magistratura, indulti, processi intralciati, ceto politico disponibile al compromesso con gli interessi mafiosi. Ma questi interessi non sono stati rispettati e chi non è stato ai patti deve essere punito.<br />
Per questo arriva il 4 dicembre la confessione di Gaspare Spatuzza, mafioso di Brancaccio, nel processo di appello contro Dell&#8217;Utri, già condannato a 9 anni per collusione mafiosa.<br />
E’ l’inizio della resa dei conti dei fratelli Graviano.<br />
Si noti che non si colpisce Maroni che si vanta di arrestare 8 mafiosi al giorno, ma  chi ha tradito, cioè Berlusconi.<br />
Così i pentiti parlano in 4 procure (Firenze, Caltanissetta, Palermo, Milano). Dicono come nacque l&#8217;idea delle stragi che non &#8220;avevano il dna di Cosa Nostra&#8221; e &#8220;si portarono dietro quei morti innocenti&#8221;. Indicano l&#8217;&#8221;accordo politico&#8221; che le comandò. I nomi di Berlusconi e Dell&#8217;Utri sono sempre lì.<br />
Salvatore Grigoli: &#8220;Mi fu detto che bisognava portare questo attacco allo Stato e che c&#8217;era un politico che indicava gli obiettivi. Quando questo politico avrebbe vinto le elezioni, si sarebbe quindi interessato a far abolire il 41 bis. Quando B [è] stato presidente del Consiglio per la prima volta, nell&#8217;organizzazione erano tutti contenti, perché si stava muovendo nel senso desiderato e [si disse] che la proroga del 41 bis era stata solo per &#8216;finta in modo da eliminarlo del tutto alla scadenza&#8221;.<br />
Lo strano di questi pentiti è che nessuno li considera dei traditori, degli infami, sono rispettati. Non era mai capitato.<br />
Gaspare Spatuzza: “Ho gioito per Capaci perché Falcone rappresentava un nemico per Cosa Nostra&#8230; ma il nostro malessere inizia nel momento in cui ci spingiamo oltre (&#8230;) su Firenze, Roma, Milano&#8230;&#8221;.<br />
Vittorio Tutino accetta di essere interrogato dai Pm di Caltanissetta. Parla ma il suo verbale deve essere troppo interessante perché viene secretato.<br />
I fratelli Graviano sono i più vicini a Riina. Hanno progettato la strage &#8211; per fortuna evitata per un inghippo nell&#8217;esplosivo &#8211; di un centinaio di carabinieri all&#8217;Olimpico il 23 gennaio del 1994. Sono in galera da 15 anni. Hanno studiato (economia, matematica) in carcere. Dal carcere hanno curato l&#8217;educazione dei loro figli nei migliori collegi di Roma e di Palermo e ora sono stanchi di aspettare. Alla fine del 2004, Filippo Graviano, 48 anni, aveva detto: &#8220;Bisogna far sapere a mio fratello Giuseppe che se non arriva niente da dove deve arrivare, è bene che anche noi cominciamo a parlare con i magistrati&#8221;. La frase è eloquente. C&#8217;è un accordo. Chi lo ha sottoscritto, non ha rispettato l&#8217;impegno. Per rivalsa si può denunciare alla magistratura 	questo accordo e svelare le responsabilità del politico che si è tirato indietro. Accusarlo non è &#8220;un&#8217;infamia.<br />
Questi &#8220;pentiti&#8221; non sono maledetti da chi, in teoria, stanno tradendo. Ricevono attestati di solidarietà, segnali di rispetto, addirittura cenni di condivisione. Stranamente oggi chi offre piena collaborazione alla magistratura ha l&#8217;approvazione di chi governa la famiglia.<br />
Ecco perché ha paura Berlusconi. Quegli uomini della mafia non conoscono soltanto &#8220;la verità&#8221; delle stragi ma soprattutto le origini oscure della sua avventura imprenditoriale, già emerse e documentate dal processo di 1° grado contro Dell&#8217;Utri.<br />
Dice Spatuzza: &#8220;I Graviano sono ricchissimi e il loro patrimonio non è stato intaccato di un centesimo. Hanno investito al Nord e in Sardegna e solo così mi spiego perché durante la latitanza sono stati a Milano e non a Brancaccio.<br />
È anomalo. “Se a Milano si sentivano più protetti che nella loro borgata di Palermo vuol dire che chi li proteggeva a Milano era più potente e affidabile”.<br />
.<br />
<strong>ASSEDI</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>B è sotto due assedi: la magistratura e la mafia. E’ come una belva accerchiata.<br />
Dichiara che nessuno lo può ricattare. E che andrà avanti a ogni costo.<br />
Non può far altro. Salvo che non si pieghi ad andarsene dall’Italia e a curare il suo immenso patrimonio altrove (di qui forse i suoi affrettati contatti con Putin, Erdogan, Gheddafi e gli emirati arabi). Ma il centro del suo massimo potere è l’Italia e dovrà trovarsi proprio allo stremo per scappare. In caso contrario lotterà fino alla fine. La mafia non si è ritenuta pagata nemmeno con lo scudo fiscale, nemmeno col processo breve che i delitti di mafia li esclude irritandola, anche se qualche industriale (vedi la Todino) ha cercato di includere anche quelli, e il 41 bis resta lì insopportabile, con persino qualche elemento di estrema sx che vorrebbe toglierlo perché punisce i prigionieri politici, indifferente alle ripercussioni mafiose.<br />
Qui occorrerebbe una opposizione durissima che lo incalzasse senza pietà e invece c’è un Casini che gli ridarebbe il Lodo Alfano, un Bersani stanco e piegato che rifiuta persino di scendere in piazza, un Violante pronto a qualunque inciucio confusionale, un D’Alema con cui gli inciuci sono di casa e soprattutto, disgraziatamente, una parte cospiscua di elettori che continua a credere all’innocenza del premier ormai contro  ogni evidenza, insieme a una chiesa che è prontissima ad attaccare i poveri cristi, ma lentissima a prendere una posizione politica favorevole alla democrazia.<br />
..<br />
<strong>La proposta di Sartori è bella e semplice:</strong></p>
<p>ogni parlamentare inquisito scelga pure<br />
-o di presentarsi al processo<br />
-o di scegliere l&#8217;immunità e di continuare a lavorare tranquillo, ma non si possa ripresentare ad elezioni finché il suo procedimento giudiziario non è stato chiuso.</p>
<p>Si capisce perché a un uomo così lineare e intelligente non è mai stato proposto un Ministero.</p>
<p>Il problema è che col processo breve al massimo un politico potrebbe essere processato per due anni per poi tornare assolto e incensurato, ai suoi traffici, ma questi s-politici che abbiamo sono così attaccati al potere che nemmeno un giorno lo vorrebbero lasciare con alle spalle una muta di contendenti famelici pronti a prendere il loro posto.<br />
Questi che a noi sembrano assenteisti fannulloni sbragati alla Brunetta imperiale sono, nelle loro oscure retrovie, degli intrallazzoni megagalattici, che non fanno che ordire trame e adescare clienti ed elettori e patteggiare scambi illeciti o pruriginosi.<br />
E per nostra sventura non hanno nemmeno un anno sabbatico, come invece i professori universitari, così che a turno, ci possano far respirare un po&#8217; un&#8217;aria meno inquinata.</p>
<p>Viviana Vivarelli<br />
..<br />
<em>Serve una nuova marcia su Roma&#8230;per instaurare un nuovo tipo di regime: la Democrazia</em><br />
Mitia<br />
..<br />
<strong>Lo stato confusionale di Violante</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Quando Violante parla in quel modo spreciso e un po’ ansioso di chi è stato sorpreso dal terremoto in mutande e ha dimenticato il gatto, suona un campanello d’allarme, e l’unica cosa che ci si augura su questo nuovo responsabile delle Riforme del nuovo Pd di Bersani  è che riformi se stesso, oscurandosi del tutto.<br />
Intanto è come andasse in giro con un cartello appeso al collo dove c’è scritto: “Ma come, Berlusconi, ti abbiamo regalato le televisioni…!?” Poi dietro porta appeso un altro cartello “I repubblichini sono da onorare come i partigiani”, che già con due cartelli così uno esce dalla storia e si tira lo sciacquone. Ma Violante è come la frittura vecchia, si ripropone.<br />
Così, allibiti, e già in fase di vomito per le battute di Cota e Alfano, abbiamo ascoltato la mummia confusa, mentre fioccavano battute da neuro, tipo Alfano che dava numeretti allegri sui processi andati a male, Casini che proponeva un audace Scudo Berlusconi, Cota che vaneggiava sugli extracomunitari dando con gli occhi pene di morte da strage.<br />
Quelli di stomaco debole qui hanno ceduto.<br />
I masochisti sono arrivati alla frase violantesca fatidica: “Legalità e democrazia son cose diverse”. Mavalà! La legalità al soglio e la democrazia al mercatino?<br />
Violante ha tentato di spiegare qualcosa di indecifrabile: “Ci sono processi che impediscono a Berlusconi di governare”. Ma dove? Negli emirati arabi?<br />
E ha proseguito come una frana fatale: “Occorre abolire i processi ai politici. Allargando a tutti i reati, anche prima o fuori delle funzioni, l’immunità totale “. Non solo per quel che uno dice e per come vota, ma anche se ruba, truffa, evade, stupra, ammazza, corrompe, mafia.<br />
A questo punto la verità si è espressa con spaventosa chiarezza: Violante non ci fa, ci è. Violante dice che la legge è confusa qualche volta. A noi è apparso inoppugnabile che Violante sia confuso sempre.<br />
E su questa opposizione da incapaci stendiamo pietosamente un velo.<br />
..<br />
<em>In banca scoppiano di soldi<br />
Non ti danno interessi<br />
Hanno tanta liquidità che a momenti non prendono neanche qui due spiccioli che hai<br />
Non ti danno credito<br />
Se ne infischiano se fino a ieri te lo hanno dato e se oggi, senza quello, muori<br />
e, se, quando chiudi, chiudono milioni di famiglie<br />
Non ci pensano nemmeno a moralizzare le loro regole</em><br />
<em>o a tassare i loro affari<br />
Prepareranno un&#8217;altra bolla speculativa e poi un&#8217;altra e un&#8217;altra<br />
come impazziti<br />
Di te se ne fottono<br />
Sono entrati in un mondo a parte dove giocano sfacciatamente tra loro e speculano e vincono e perdono e giocano e sono come impazziti<br />
un matrix inesauribile e spaventoso<br />
mentre i governi li guardano benevoli<br />
come bambini folli<br />
divertìti<br />
e mentre il mondo reale muore</em><br />
<em>e quando le loro speculazioni portano profitti ti dicono che la crisi è finita<br />
anche se la tua borsa è vuota<br />
e il tuo posto di lavoro non ritorna<br />
e quando non portano profitti ti dicono: Tu, Stato, fai fessi quei coglioni che governi e taglieggiali in modo da ripianare le nostre perdite, noi vinciamo e aumenta qualche milione di miseri nel mondo, sono come i cinesi i poveri, o le formiche, e chi se ne frega?<br />
E i loro soci sono un centinaio di magnati che su queste speculazioni di Borsa si fanno i loro giochini preziosi<br />
E tu guardi la Borsa che va su o che va giù, la sera, mentre mangi il caffellatte<br />
e sospirando sogni una piccola linea rossa<br />
che va su e giù</em><br />
<em>su e giù<br />
E poi guardi i palazzi di cristallo di Bruxelles<br />
e senti dire: che bello il trattato di Lisbona!<br />
ma è sempre la piccola linea rossa<br />
che va su e giù</em><br />
..<br />
Dal Fatto Quotidiano<br />
<strong>Se questo è uno Stato </strong><br />
di Antonio Padellaro</p>
<p>Tutti i soci di Schifani sono finiti in carcere come mafiosi, ma che fa?<br />
È vero, Renato Schifani è stato l’avvocato di mafiosi patentati (o non ancora definiti tali) ma era la sua professione.<br />
E poi, i mafiosi qualcuno dovrà pure difenderli nelle aule di giustizia o no?<br />
E’ vero, Renato Schifani è stato l’avvocato di un costruttore palermitano poi risultato legato a Cosa Nostra, proprietario di un palazzone dove, forse non casualmente, andarono ad abitare alcuni tra i boss più sanguinari.<br />
Ma lui che c’entra con le questioni di condominio?<br />
Adesso esce fuori l’informativa Dia nella quale il pentito Gaspare Spatuzza sostiene di aver visto, nei primissimi anni Novanta, Renato Schifani, incontrare il boss Filippo Graviano.<br />
Sì, quello successivamente condannato all’ergastolo per le stragi mafiose del ’92-‘93 e per l’omicidio di don Puglisi.<br />
Legittimo che Renato Schifani difenda la sua onorabilità.<br />
Altrettanto legittimo domandarsi, serenamente, se questi suoi, diciamo così, agitati trascorsi professionali lo mettano nella condizione più adatta a esercitare le funzioni di presidente del Senato, che è poi la seconda carica dello Stato.<br />
Sappiamo che Schifani resterà tranquillamente al suo posto, circondato dalla calorosa solidarietà della maggioranza e forse anche di una parte dell’opposizione.<br />
Noi però quella domanda continueremo a farla, immaginando di vivere in un paese normale.<br />
Ma è un paese normale quello nel quale la casta dei parlamentari si autoassolve regolarmente anche di fronte alle accuse più gravi e infamanti?<br />
Sempre ieri quello straordinario lavacro di ogni nequizia che è la Giunta per le autorizzazioni della Camera si è pronunciata contro la richiesta d’arresto dell’onorevole Cosentino indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.<br />
Il Pdl si è stretto attorno al sottosegretario mentre dall’opposizione si è levato alto il grido: che messaggio stiamo dando al paese?<br />
Ce lo chiediamo anche noi mentre giungono notizie sulla richiesta di rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa di Totò Cuffaro, già presidente della regione Sicilia e serbatoio di voti dell’Udc.<br />
Il partito alfiere del nuovo centro ispirato ai valori della legalità e della famiglia.<br />
..<br />
<strong>Cosentino, il referente dei Casalesi</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Nicola Cosentino, sottosegretario all&#8217;Economia, è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per la scandalosa cogestione di politica e camorra sull&#8217;affare rifiuti in Campania.<br />
Lo accusano da 13 anni 9 pentiti, che hanno fatto i nomi anche di Landolfi e di Bocchino. Cosentino è chiamato ‘il referente dei Casalesi’ e ciò non sarà a caso.<br />
Cosentino avrebbe  “contibuito con continuità e stabilità sin dagli anni 90 a rafforzare vertici e attività&#8221; del gruppo casalese Bidognetti-Schiavone, ricevendone puntuale sostegno elettorale quando si è presentato alle elezioni &#8220;divenendo consigliere provinciale di Caserta nel 90, consigliere regionale della Campania nel 95, deputato per FI nel 96 e quindi assumendo incarichi politici prima di vice coordinatore e poi di coordinatore di FI in Campania, anche dopo aver terminato il mandato parlamentare nel 2001&#8243;.<br />
Secondo l’inchiesta “Ha garantito il permanere dei rapporti tra imprenditoria mafiosa, amministrazioni pubbliche e comunali.. e assicurato il perpetuarsi delle dinamiche criminali economiche, per es. col rilascio delle certificazioni antimafia o attivandosi con prefetti o strutture del ministero dell&#8217;Interno per impedire lo scioglimento del Comune di Mondragone per infiltrazione mafiosa&#8221;. “Ha creato e cogestito monopoli d&#8217;impresa in attività controllate dalle famiglie mafiose, quali l&#8217;Eco4 spa .. consentendo lo stabile reimpiego dei proventi illeciti, sfruttando attività di impresa per scopi elettorali, anche mediante l&#8217;assunzione di personale e per diverse utilità&#8221;. “Tutto ciò rappresenta una &#8220;condotta delittuosa avvenuta in provincia di Caserta sin dall&#8217;inizio degli anni Novanta e pedurante&#8221;.<br />
I magistrati hanno impiegato 13 anni per raccogliere le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e i riscontri alle accuse di 9 pentiti che hanno portato alla formulazione dell&#8217;accusa articolata e provata in 351 pagine. L’accusa è grave e il gip ha chiesto l’arresto. Ma per eseguirlo occorre l’autorizzazione a procedere del Parlamento.<br />
La Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera non legge nemmeno l’accusa, la cestina in due ore e nega la custodia cautelare. Pdl e Lega più un membro dell’Udc dicono No compatti all’arresto. Si adduce il fumus persecutionis “a priori”.<br />
Eccezionalmente, vista la gravità del caso, hanno votato per l’autorizzazione a procedere il Pd con l&#8217;IdV. Divisa l&#8217;Udc, astenuto l&#8217;esponente dei radicali. L’autorizzazione viene negata. Il 10 dicembre l’autorizzazione sarà richiesta in aula.<br />
I votanti No hanno dichiarato che &#8220;Negli atti non si evidenziano elementi sufficienti per sradicare Cosentino dal rapporto con i suoi elettori. Non ci sono riscontri oggettivi per l&#8217;arresto&#8221;. (In verità non si sono dati nemmeno il tempo di leggere l’accusa)<br />
I votanti Sì ritengono che: &#8220;C&#8217;è l&#8217;obbligo del provvedimento, perché siamo in presenza di 416 &#8211; bis e la custodia cautelare in carcere è un atto obbligatorio. Durante il dibattito in Giunta sono emersi elementi di solidità e di gravità degli indizi a carico di Cosentino che hanno indotto il gip ad assumere questo tipo di provvedimento&#8221;.</p>
<p>Il radicale Maurizio Turco che si è astenuto ha detto: ““Il reato di concorso esterno in associazione mafiosa è un assurdo logico”. Poi ha espresso “dubbi sulla professionalità dei magistrati che hanno condotto l&#8217;inchiesta”.</p>
<p>Di Pietro: &#8220;L&#8217;assoluzione dell&#8217;on. Cosentino da parte del Parlamento è una vergogna per tutti i cittadini italiani. La casta si è nuovamente autoassolta. Ed è la conferma che la maggior parte di questo parlamento ritiene che la giustizia non deve essere uguale per tutti. Il voto di oggi è una beffa nei confronti dei cittadini onesti e un danno per le istituzioni. Un sottosegretario con delega al Cipe, organo economico che gestisce i soldi degli italiani non può e non deve rimanere a ricoprire quel ruolo, deve farsi giudicare come viene richiesto a tutti i semplici cittadini. I parlamentari che hanno protetto Cosentino si vergognino&#8221;.</p>
<p>Lupi: “«La reazione scomposta di Di Pietro dimostra non solo il suo scarso rispetto nei confronti del Parlamento ma anche che è necessaria una riforma della giustizia che ristabilisca le giuste distanze tra politica e magistratura».</p>
<p>Paolo Ferrero: “Vergognosa ed allarmante la negazione dell&#8217;autorizzazione a procedere nei confronti dell&#8217;onorevole Cosentino, sia perché mi pare sussistessero tutti i motivi perché l&#8217;arresto non apparisse persecutorio, sia perché affrontare con uno spirito di vendetta nei confronti della magistratura la discussione sulla riforma della giustizia significa andare verso uno scontro istituzionale grave&#8221;.</p>
<p>Claudio Fava di Sinistra e libertà: &#8220;La camorra ringrazia. E ringrazia anche Berlusconi. E&#8217; questo è il Parlamento che gli si addice, con una maggioranza obbediente, senza inutili scatti di dignità&#8221;.</p>
<p>Così Cosentino è scampato all’arresto e resta candidato alla guida della Regione Campania per il cdx. Fini è contrario e molti nel cdx pensano che farebbe meglio a ritirarsi, ma B gli dà il suo appoggio. Se veramente Cosentino è legato alla camorra, il via libera di B è un via libera alla camorra.<br />
Del resto se B ritirasse la sua candidatura ci chiederemmo come mai si è opposto al suo arresto. Per lo stesso motivo Casentino non se ne andrà dall’alto posto che occupa di  sottosegretario all&#8217;Economia. L&#8217;opposizione lo ha chiesto con varie mozioni ma sono state tutte respinte.<br />
A prescindere la Casta assolve se stessa.<br />
..<br />
<strong>Commenti di bloggher:</strong></p>
<p>La camorra ringrazia. Un cdx obbediente, senza inutili scatti di dignità Un Pdl pronto a garantire l’impunità dei suoi uomini, sempre e comunque.  E ringrazia anche B. E’ questo è il Parlamento che gli si addice, con una maggioranza obbediente, senza inutili scatti di dignità. Una maggioranza di cdx pronta a garantire l’impunità dei propri uomini. Sempre e comunque.<br />
.<br />
Ormai il palazzo di Montecitorio si avvia a diventare una casa circondariale facendo concorrenza a Regina Coeli.Nonostante ciò, 13 milioni di italiani applaudono festosi. Mi vengono conati di vomito. Una ragione in più per scendere in piazza il 5 Dicembre.<br />
.<br />
Su 63 richieste di arresto nel corso degli anni il parlamento ne ha autorizzate solo 4. Il premier farebbe meglio a darsi una calmata invece di mettere il paese a ferro e fuoco per paura di finire in galera: non lo toccherà nessuno.<br />
.<br />
La Lega ha votato compatta per non fare arrestare un camorrista. Vuol dire che la Lega sta facendo affari con i casalesi? O sono le prove generali per la gestione del grosso affare Expo? he he eh, caro leghista&#8230; Roma sarà ladrona, ma la Lega ci mangia bene. E i leghisti sono delle ottime forchette.<br />
.<br />
Mariapia manda:</p>
<p><strong>Quattro punti per scardinare la democrazia<br />
il documento del Pdl</strong></p>
<p>Presidenzialismo, riforma della magistratura, processo breve e lodo Alfano Costituzionale. Così Berlusconi ridisegna la democrazia. Ecco il documento ufficiale del Popolo della Libertà.</p>
<p>&#8220;Anche il corso dell&#8217;attuale legislatura è stato turbato dall&#8217;azione di una parte tanto esigua quanto dannosa della magistratura, dimentica del proprio ruolo di imparzialità.<br />
Si tratta di una questione che è giunta ormai ad intaccare la natura stessa della democrazia, che si fonda cioé su un corretto e giusto equilibrio fra i diversi poteri e ordini dello Stato. Questo equilibrio, che le diverse tradizioni politiche che contribuirono a scrivere la nostra Carta Costituzionale avevano cercato di garantire e di preservare, è completamente saltato, soprattutto dopo le vicende giudiziarie che hanno travolto il sistema politico della cosiddetta Prima Repubblica.<br />
Cosicché l&#8217;Italia è l&#8217;unico Paese in cui la magistratura ha finito per acquisire un peso così abnorme nella vita democratica e di converso il potere politico fondato sulla sovranità popolare rischia di apparire impotente a svolgere le proprie finalità.<br />
Questo problema non riguarda una sola persona o un solo partito ma la natura stessa della democrazia e la capacità di chi è investito di una responsabilità politica di adempiere alle proprie responsabilità nei confronti dell&#8217;intero Paese.</p>
<p>Per questo il Popolo della Libertà si sente impegnato a sostenere con forza in Parlamento</p>
<p>1. una riforma delle istituzioni che consenta una maggiore efficacia dell&#8217;azione dell&#8217;esecutivo, anche nell&#8217;ambito dell&#8217;elezione diretta del capo del governo e di un sistema di contrappesi fondati anche su un maggior potere di controllo e di indirizzo del Parlamento.</p>
<p>2. Nel contempo il Popolo della Libertà ritiene urgente una riforma della giustizia che ridisegni i rapporti fra i diversi poteri e ordini dello Stato, nel segno dell&#8217;equilibrio e della reciproca autonomia e indipendenza.</p>
<p>3. Nell&#8217;ambito di questa riforma complessiva della giustizia si pone anche l&#8217;opportunità di una legge che ponga un limite alla durata indefinita dei processi, che rappresenta di fatto in Italia una pena aggiuntiva, giustamente condannata dalla Corte europea dei diritti.</p>
<p>4. Infine si è stabilito di riproporre in veste costituzionale il contenuto del Lodo Alfano&#8221;.</p>
<p>L&#8217;Ufficio di Presidenza ha dato mandato ai coordinatori nazionali di presentare entro la prossima settimana le proposte riguardanti i candidati alle prossime elezioni regionali.<br />
Inoltre l&#8217;Ufficio di Presidenza ha dato incarico alla Consulta &#8220;Riforme e problemi dello Stato&#8221; di avviare &#8220;l&#8217;esame delle proposte relative alla questione della cittadinanza verificandone anche la sintonia con il programma di governo sottoposto agli elettori. Mentre ha ribadito che ogni ipotesi di voto ai non cittadini italiani è estranea al programma e alla linea politica del Popolo della Libertà&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.libertaegiustizia.it/">www.libertaegiustizia.it/</a><br />
..<br />
<strong>Se (IF) di Rudyard Kipling</strong></p>
<p><em>Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti<br />
la perdono intorno a te, dandone a te la colpa;<br />
se riuscirai ad aver fede in te quando tutti dubitano,<br />
e mettendo in conto anche il loro dubitare;<br />
se riuscirai ad attendere senza stancarti nell&#8217;attesa,<br />
se, calunniato, non perderai tempo con le calunnie,<br />
o se, odiato, non ti farai prendere dall&#8217;odio,<br />
senza apparir però troppo buono o troppo saggio;<br />
se riuscirai a sognare senza che il sogno sia il padrone;<br />
se riuscirai a pensare senza che pensare sia il tuo scopo,<br />
se riuscirai ad affrontare il successo e l&#8217;insuccesso</em><br />
<em>trattando quei due impostori allo stesso modo;<br />
se riuscirai a riascoltare la verità da te espressa<br />
distorta da furfanti per intrappolarvi gli ingenui,<br />
o a veder crollare le cose per cui dai la tua vita<br />
e a chinarti per rimetterle insieme con mezzi di ripiego;<br />
se riuscirai ad ammucchiare tutte le tue vincite<br />
e a giocartele in un sol colpo a testa-e-croce,<br />
e a perdere ed a ricominciar tutto daccapo,<br />
senza mai fiatare e dir nulla delle perdite;<br />
se riuscirai a costringere cuore, nervi e muscoli,<br />
benché sfiniti da un pezzo, a servire ai tuoi scopi,</em><br />
<em>e a tener duro quando niente più resta in te<br />
tranne la volontà che ingiunge: «Tieni duro!»;<br />
se riuscirai a parlare alle folle serbando le tue virtù,<br />
o a passeggiar coi re e non perdere il tuo fare ordinario;<br />
se né i nemici né i cari amici riusciranno a colpirti,<br />
se tutti contano per te, ma nessuno mai troppo;<br />
se riuscirai a riempire l&#8217;attimo inesorabile<br />
e a dar valore ad ognuno dei suoi sessanta secondi,<br />
il mondo sarà tuo allora, con quanto contiene,<br />
e &#8211; quel che è più &#8211; tu sarai un Uomo, ragazzo mio!</em><br />
..<br />
<strong>L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PROPAGANDA DI STATO</strong><br />
Nunzio Miccoli</p>
<p>Sulla stato dell’economia italiana si hanno continuamente, da parte di vari enti preposti, previsioni pessimistiche e contraddittorie che poi rimbalzano su Radio Apostolica Italiana, cioè la Rai, e gli altri mezzi d&#8217;informazione; le fonti che forniscono questi dati sono Ocse, Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, Confindustria, Banca d’Italia, Banca Centrale Europea e Istat.<br />
I dati dell’Istat, che è un istituzione fortemente politicizzata, dove anche i sindacati hanno un peso ma non contribuiscono a fare chiarezza, servono per convincere gli italiani a lavorare di più, a reclamare di meno ed a rassegnarsi a pagare più tasse; anche la Banca Centrale Europea dà lezioni ai governi, per spingerli a certe scelte, inventandosi previsioni pluriennali su inflazione, occupazione e incremento dei redditi nazionali.<br />
In generale, i giudizi delle istituzioni europee sono influenzati anche dal loro ruolo e dalla loro sede, perciò sono più fiscali verso l’Italia, che è sempre sotto tiro, che verso altri governi; i dati statistici di Confindustria aspirerebbero a ridurre anche la pressione fiscale a carico delle piccole imprese, ma purtroppo non ci riescono perché in Italia conta più l’Associazione bancaria; ormai si sa che i padroni delle banche sono anche padroni degli stati.<br />
Ciò che è importante per i persuasori occulti, è dare al cittadino ed al lettore dei dati non veritieri che però hanno lo scopo di ottenere un comportamento dai sudditi; perciò, le statistiche false o fallaci sono l’ultima frontiera della propaganda di stato e  delle sue istituzioni, queste statistiche si fanno con i numeri e, come la numerologia, pare che abbiano qualche cosa di magico e di profetico; purtroppo però, a consuntivo, risultano sempre sbagliate e, a preventivo, sono sempre contraddittorie.<br />
Mentre lo stato tenta di addomesticare i sudditi con le statistiche false, le grande istituzioni non esercitano una vera attività di controllo, come vorrebbe la legge, infatti, la Banca d’Italia non ha mai operato per prevenire i dissesti bancari e la Consob rimase alla finestra anche nel disastro Parmalat; comunque, all’estero le cose non vanno diversamente, l’agenzia di rating Standard and Poor’s, che dà la pagella a stati e imprese, è finita sotto accusa da parte di Bruxelles perché sono troppe le sue valutazioni sbagliate, come quelle su Parmalat e Lehman Brothers.<br />
Questa agenzia di rating aveva concesso valutazioni positive alla ditta Enron, prima che fallisse, aveva concesso valutazioni ottime anche alle istituzioni finanziarie che concedevano mutui, Fannie Mae e Freddie Mac; queste istituzioni avevano una tripla A, cioè il massimo valutativo. A causa del fallimento della Lehman Brothers, sono stati chiesti risarcimenti alla Standard end Poor’s, per aver fornito notizie errate sulla sua solvibilità; la Parmalat ha bruciato miliardi di risparmio di famiglie, senza segnali d’allarme da parte di questa società di rating.<br />
Del resto, le società di revisione dei bilanci sono pagate bene dalla società che controllano e perciò, raramente hanno mandato segnali negativi sui loro controllati, altrimenti questi avrebbero cambiato società di revisione. Cosicché i numeri di bilancio sono taroccati e certificati dalle società di revisione, da notare che, con i loro indici a consuntivo, anche i bilanci rappresentano valori statistici.<br />
La numerologia è un’altra fede coltivata nei sudditi, afferma che i numeri hanno un significato, studia in numeri perché crede che influenzino il nostro destino, condizionano presente e futuro e forniscono delle previsioni;  oggi lo stato è diventato il supremo custode di questa pseudo-scienza, con il fine recondito di ingannare i sudditi contribuenti e ottenerne certi comportamenti. Le istituzione che ci danno questi numeri al lotto dipendono sempre dallo stato o hanno avuto il beneplacito dello stato.<br />
Ha del miracoloso che tanti si affannino a prevedere quale sarà l’inflazione, il tasso di disoccupazione e l’incremento del reddito italiano nei prossimi anni; infatti, sono troppe le variabili da prevedere, tra cui alcune imponderabili, come guerre e terremoti, queste previsioni sono attendibili, cioè non hanno un riscontro a consuntivo, sono fallaci ma hanno una certificazione statale. I numeri manipolati possono essere magici, spingono a credere, obbedire, combattere, lavorare, pagare le tasse e, in definitiva, a rassegnarci.<br />
Le statistiche che sostengono che la vita si allunga hanno fatto passare l’età normale della morte per durata media della vita, questa manipolazione serve ad allungare l’età della pensione ed a rendere l’Inps un’impresa economicamente piuù attiva; anche adesso ha un bilancio in attivo, dell’attivo, cioè dei contributi del lavoratori,  si appropria lo stato.<br />
Le statistiche sulla disoccupazione, che in Italia si sostiene sia più bassa che in Europa, sono inattendibili, perché in Italia lavora solo il 40% della popolazione, mentre in Alta Europa circa il 50%; in Italia tanti non s&#8217;iscrivono negli uffici collocamento perché non ricevono indennità di disoccupazione come nel nord Europa, perciò la disoccupazione risulta più bassa.<br />
E’ difficile comparare i dati statistici di un paese con quelli di un altro paese, per le statistiche italiane, le prostitute non sono occupate, per quella americana sono occupate; è difficile paragonare la pressione fiscale di un paese con quella un altro paese, perché, per fare solo degli esempi, in certi paesi si paga il pedaggio autostradale e in altri no, in alcuni paesi si pagano tasse per la sanità e in altri no e quelli che pagano tasse per questo servizio non le pagano nella stessa misura.<br />
A volte alcuni servizi pubblici sono pagati con imposte, alcune volte con tasse ed altre volte con tariffe; quindi quando si fanno raffronti con dati grezzi tra stati, magari per chiedere rassegnazione o altri sacrifici ai sudditi contribuenti, si fanno solo delle truffe; anche se, se se esistesse l’onestà e il solo spirito di servizio a muovere lo stato, questi dati potrebbero essere depurati e resi omogenei,  ma gli stati non hanno questo interesse, perché devono ingannare, nell’interesse della governabilità, lo stato è un’impresa economica che deve rendere.<br />
Un accenno va fatto ad esperti, accademici o tecnici che sui giornali e in televisione si affannano a propinarci questi numeri manipolati, lo fanno perché sono stati premiati dal sistema e guadagnano bene, come i medici che fanno propaganda alle medicine; la maggior parte di loro è consapevole dell’inganno ma sta al gioco, altri non si rendono conto e sciorinano numeri magici di cui si sentono schiavi.<br />
..<br />
<strong>Mine antiuomo</strong></p>
<p>Obama, insieme ad altri 14 capi di stato, ha rifiutato di firmare il patto internazionale contro le mine antiuomo, come fece Bush.<br />
Magra consolazione il fatto che, anche se formalmente la firma non c&#8217;è, l’Amministrazione americana rispetta la sostanza del trattato, ha smesso di usare le mine antiuomo dal 1991, ha smesso di esportarle dal 1992 e ha sospeso la produzione dal 1997.<br />
Al momento, non firmando, Obama si risparmia il problema di liberarsi dei 10 milioni di mine presenti nel suo arsenale, ugualmente il suo rifiuto è stato fortemente criticato e stride con quel Premio Nobel che sinora non ha meritato.<br />
Le organizzazioni umanitarie sono rimaste offese dal suo rifiuto e segnalano il contrasto di Obama con la comunità internazionale e la stranezza di avergli dato il Nobel per la pace. Se questo era stato un gesto di incoraggiamento, Obama non lo ha raccolto.<br />
Gli Stati Uniti si limiteranno a èartecipare come osservatori alla conferenza internazionale sulle mine che si terrà in Colombia e si segnalano come il più generoso contribuente allo sminamento, con oltre 1,5 miliardi di dollari versati dal 1993.<br />
Il trattato internazionale contro le mine antiuomo è stato firmato da 156 paesi in tutto il mondo, ma non dalle maggiori potenze: Usa, Russia, Cina e India.<br />
Le mine antiuomo hanno causato 5.197 morti lo scorso anno, un terzo dei quali bambini.<br />
L&#8217;Italia è stata, fino ai primi anni 90, uno dei principali paesi produttori di mine terrestri e anti-uomo, vietate anche nel nostro paese dal 1994. Tra gli stati firmatari l’Italia mantiene però il primato del numero di mine conservate nei magazzini delle forze armate (4,8 milioni).<br />
Le mine antiuomo ancora inesplose nel mondo superano i 100 milioni, in 68 paesi.<br />
Se ne producono 10 milioni di nuove ogni anno. In Cambogia ci sono fra 4 e 7 milioni di mine e una persona su 236 è stata mutilata da una mina. Ci vorranno centinaia di anni per disinnescare le mine già presenti. Esse costituiscono una tragedia per moltissime generazioni future.</p>
<p><em>La marcia verso la civiltà è lenta, lentissima, qualche volta addirittura immobile.</em><br />
..<br />
<strong>Rendiamo alla mafia ciò che abbiamo finto di prendere alla mafia</strong><br />
Giuseppe Giulietti</p>
<p>Sempre sulla linea di un governo che favorisce mafia e camorra, i patrimoni sequestrati saranno messi all’asta e non destinati ad uso pubblico, così la mafia potrà riacquistarli con prestanome e siccome nessuno oserà contrapporsi ad essa, li riprenderò anche a basso prezzo. Il Pdl ha provvidenzialmente già preparato una norma da votare nell’ennesima votazione di fiducia di mettere all&#8217;asta i beni e i terreni sequestrati a mafiosi e camorristi. Cosa nostra, al solito, ringrazia.<br />
Non a caso la legge fortemente voluta da Pio La Torre, il dirigente comunista ammazzato dai mafiosi, disponeva non solo il sequestro, ma anche la possibilità di assegnare i beni alle cooperative giovanili, a quelle associazioni che si battono per la legalità, a quanti non si sono mai arresi di fronte alle minacce e alle intimidazioni; in questo modo le terre di &#8220;cosa nostra&#8221; sono tornate ad essere &#8220;cosa nostra&#8221;, cioè un bene pubblico da amare, da proteggere, da coltivare, da far fruttare, nel senso pieno del termine.<br />
Le ragazze e i ragazzi di Libera, l&#8217;associazione presieduta da don Luigi Ciotti, ha inviato a tutti i blog e siti una lettera appello.</p>
<p>Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l&#8217;uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all&#8217;unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l&#8217;impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.</p>
<p><a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2011">www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2011</a><br />
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<strong>Ancora rimandata la vendita del RU486</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>La RU486 non è da confondere con la pillola del giorno dopo, su cui, pure, si è esercitata la neghittosità di un Governo nemico dei diritti delle donne.</p>
<p>La pillola del giorno dopo (Pgd) è un metodo di contraccezione di emergenza nelle 72 ore successive al rapporto, blocca l&#8217;ovulazione o inibisce il viaggio degli spermatozoi e non è in alcun modo abortiva.<br />
Dal 2002 una Risoluzione del Parlamento europeo raccomanda ai governi degli Stati membri e dei paesi candidati di agevolare l&#8217;accesso alla contraccezione d&#8217;emergenza a prezzi accessibili, ma questa è una di quelle Risoluzioni che il nostro Governo preferisce ignorare.<br />
Negli USA ,dal 2006 la pillola del giorno dopo si vende liberamente in farmacie e  supermercati, senza ricetta a donne sopra i 17 anni, con ricetta per le minori<br />
In Italia ci vuole la ricetta. Non ci vuole in Francia che la dà gratis nelle scuole a minori senza obbligo del nome, in  Spagna  (in alcune città è libera e gratuita), in Svizzera, Inghilterra (a Manchester è gratuita), in Sudafrica, Albania, Algeria, Belgio, Canada (Québec), Cile, Danimarca, Finlandia, Grecia, Israele, Messico, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo e Svezia<br />
La Chiesa ha cercato di bloccarla anche se è dichiaratamente non abortiva dicendo che non appena lo spermatozoo arriva, si deve considerarlo ‘annidato’ e parlare lo stesso di aborto chimico. Siamo sulla stessa linea di malevolenza contro le donne che vieta il preservativo come la spirale o ogni altro contraccettivo, per legare le donne a un destino di fattrici coatte.</p>
<p>Diverso è il Mifepristone o RU486, per l&#8217;interruzione volontaria di gravidanza, uno steroide sintetico utilizzato per l&#8217;aborto chimico nei primi 2 mesi della gravidanza. Esso non rende affatto necessaria l&#8217;ospedalizzazione, ma questo governo italiano l’ha ordinata lo stesso di forza anche se l’assunzione del farmaco non richiede alcun intervento chirurgico, per rendere più difficile la scelta femminile e compiacere le autorità clericali.<br />
Il prodotto blocca l&#8217;azione progestinica sui recettori inibendo lo sviluppo embrionale e causando il distacco e l&#8217;eliminazione della mucosa uterina, come nelle mestruazioni ma non presenta elementi di pericolosità. Quel che si vuole impedire è che la donna lo usi in modo autonomo, e la si costringe, quindi, a entrare in ospedale, rivelarsi e registrarsi, cosa che per molte può essere di per sé una messa alla gogna e una intimidazione, tanto più che le strutture ospedaliere sono tutt’altro che benevole ad accoglierla, visto che l’obiezione di coscienza, dai medici ai portantini, è un altro elemento di rifiuto che rende impossibile in certe regioni addirittura trovare un ospedale disposto a prenderle, e tanto più che la carenza di posti letti è micidiale e questi ricoveri inutili, oltre a far salire le spese degli ospedali, tolgono posti a veri malati che ne avrebbero bisogno.</p>
<p>In Italia questo farmaco è stato attaccato in ogni modo dalla Chiesa come del resto la pillola del giorno dopo o qualunque contraccettivo che renda possibile alle donne la gestione di una maternità voluta e controllata.<br />
La sperimentazione comincia nel 2002 e la blocca Sirchia. Riparte nel 2005 a Torino  e la blocca Storace.  Nel giugno 2007 l&#8217;ente europeo per il controllo sui farmaci (EMEA) approva l&#8217;uso del mifepristone e ne ribadisce la sicurezza ma in Italia si gioca a fare i sordi.<br />
In novembre sembra che sia pronta la registrazione anche in Italia sulla base delle norme comunitarie, ma la Turco blocca la procedura chiedendo il rispetto della 194.<br />
Il 30 luglio 2009 la RU-486 viene approvata dall&#8217;Agenzia italiana del farmaco e sembra che possa entrare tra i farmaci utilizzabili in Italia.<br />
Ma questo 25 novembre la commissione Sanità del Senato la blocca di nuovo chiedendo un altro parere dell’AIFA, ed esige 3 inutili giorni di ricovero in ospedale.<br />
Questi freni intenzionali e malevoli, il cui chiaro intento è esclusivamente politico, sono vergognosi.  In Europa la RU486 c’è da 20 anni. La Francia l’ha messa in commercio nel 98, l’Inghilterra nel 90, la Spagna nel 94, la Germania nel 99. I Paesi che la utilizzano oggi e da tempo sono: Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Lettonia, Norvegia, Paesi Bassi, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.<br />
Noi siamo enormemente indietro ma ancora il Pdl prova a bloccarla.<br />
Pdl e Lega hanno detto che con la RU486, l&#8217;interruzione di gravidanza diventerebbe troppo facile per le donne. In realtà intendono rendere un favore alla chiesa, fingendo che ciò sia nell’interesse della donna e che l’ospedalizzazione sia richiesta nel suo bene e richiedono un nuovo parere dell’AIFA, quando milioni di donne in Europa la usano ormai da 20 anni.  Si strumentalizza la donna  per scopi politici.</p>
<p>Il premio Nobel per la Medicina Luc Montagnier dice: &#8220;L&#8217;uso della pillola è preferibile a un intervento chirurgico. Il farmaco è usato da più di 20 anni. Non ci sono controindicazioni farmacologiche, ma solo politiche. Finché non c&#8217;è un sistema nervoso sviluppato, l&#8217;embrione non può essere considerato un uomo, questo avviene intorno al 3° mese di gravidanza. Il farmaco è un analogo di ormoni naturali e comporta rischi deboli dal punto di vista della salute, proprio come un qualsiasi altro contraccettivo. Non serve alcuna ospedalizzazione&#8221;.</p>
<p>Ma nella enclave cattolico-ipocrita italiana questo ulteriore passo avanti nella emancipazione femminile non può essere permesso affinché non si corrompa questa bell&#8217;aria pura da controriforma e lotta alle streghe che fa tanto bene.<br />
In Italia, paese dove non esiste un Ministro alla Sanità, una Commissione ha sottoposto il farmaco a un esame infinito per rimetterla poi al Governo che l&#8217;ha stoppata per fare favore politico alla Santa Sede, dicendo (Gasparri) &#8220;Che avrebbe reso la cosa troppo facile alle donne!&#8221; Bene! Anzi cerchiamo di rendergliela più dura la vita alle donne, che se sopravvivono a stupri, violenze domestiche, aggressioni e molestie, magari poi si montano la testa!<br />
E&#8217; l&#8217;ennesimo insulto al corpo femminile ed è paradossale che venga perpetrato nel nostro Bel Paese proprio il giorno in cui si celebra la festa contro la violenza alle donne. Ma ormai troppe sono le cose che si celebrano all&#8217;incontrario, anzi, per favore, non celebriamone più nessuna, che abbiamo già un bel trend di discesa a picco così!<br />
In nessun paese occidentale esiste un trattamento delle donne come in Italia, un vero mobbing alla donna, uno schifo conclamato di cui il governo Berlusconi si fa partecipe per mendicare quel consenso che la Chiesa sembra negargli.<br />
Il corpo delle donne è la merce di scambio per contrattare consensi politici. Una volta si compravano le indulgenze. Ora è più facile vendere il corpo di qualcun altro.</p>
<p>E si dovrebbe affrontare una volta per tutte quell’altra vergogna italiana che è l’obiezione di coscienza dei farmacisti alla pillola del giorno dopo e del personale ospedaliero anche alla RU486, come già è stato per l’aborto terapeutico. Altri mezzi con cui in Italia, col silenzio dello Stato, si perpetua la violenza alle donne.<br />
..<br />
<strong>Ti amo quando sei un uomo</strong><br />
Giorgia Vezzoli</p>
<p><em>Quando ti posi sulla soglia, in attesa,<br />
pazientando fra le mie rovine</em>.</p>
<p><em>Quando abiti nel dubbio,<br />
quando rifletti e poi mi guardi<br />
con accanto la tua idea delle cose.</em></p>
<p><em>Quando non dici,<br />
perché stai cercando nuove parole.<br />
Quando non chiedi perché abbiamo già avuto.</em></p>
<p><em>Ti amo così</em></p>
<p><em>quando ti avverti<br />
e tieni conto del tuo respiro,<br />
quando giochi e il tuo sorriso si scioglie nel mio giorno</em>.</p>
<p><em>Ti amo quando mi incontri<br />
senza sapere se verrai accolto,<br />
se sarai il mio amante, il mio sole,<br />
il mio altro</em>.</p>
<p><em>Ti amo quando sei forte ma non mi divori,<br />
e ti schiudi<br />
nel tremore di non saperti maschio</em>.</p>
<p><em>Ti amo quando sei un uomo. </em></p>
<p>Dedico questa poesia al mio uomo perché lo amo e a tutti i maschi del mondo perché vivono in una fase di nuova identità. E perché in mezzo a tanti episodi di violenza, oltre alla rabbia, oltre alla denuncia, a volte occorre anche un grido d&#8217;amore.</p>
<p><a href="http://vitadastreghe.blogspot.com/">vitadastreghe.blogspot.com/</a><br />
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<strong>Sancho</strong><br />
Quest&#8217;attacco a Saviano per il fatto che pubblica con Mondadori mi appare proprio stupido.<br />
Pensate che il marcio sia solo dove c&#8217;è Berlusconi?<br />
L&#8217;interesse dello scrittore, che vuol far conoscere il suo pensiero, è quello di pubblicare, e se si dovesse mettere a cercare la casa editrice linda e pulita, finirebbe per non pubblicare affatto!<br />
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<strong>La fine del “Meridionalismo”</strong><br />
Rosario Amico Roxas</p>
<p>L’ideale che fu di molti statisti del dopoguerra, di promuovere la convivenza tra il meridione d’Italia agricolo, artigianale, piccolo-imprenditoriale, con il Nord opulento, industriale, ben inserito nei circuiti europei, è miseramente naufragato, trascinato dai vortici delle speculazioni, del clientelismo, del malaffare, degli interessi individuali, della politica tout-court, che ha usato il Meridione d’Italia, e la Sicilia in particolare, come serbatoio di consensi elettorali da patteggiare con prebende ed elargizioni ai capi-bastone di turno, senza nulla concedere allo sviluppo dell’isola e al suo progresso.<br />
Oggi il meridione è asfittico, malato, anemico perché privato anche di quelle elargizioni che generavano una parvenza di lavoro e un fittizio circuito economico.<br />
La tanto decantata Cassa del Mezzogiorno rivelò la sua vera natura di cornucopia, gestita dai poteri intoccabili delle mafie legate al potere intoccabile della politica centrale e centralizzata. L’autonomia riconosciuta dalla stessa Costituzione non è mai stata applicata né nello spirito né, tanto meno, nella lettera, perché i partiti che avrebbero dovuto gestire i diritti acquisiti altro non sono mai stati che diramazioni dei medesimi partiti che sono riusciti a gestire contemporaneamente il ruolo di controllori e di controllati.<br />
La malattia del Meridione d’Italia  risiede nei gangli mobili  dello sviluppo, come se una artrosi politica ne bloccasse i movimenti. Sarebbe necessario un buon medico, capace di anamnesi, storia clinica, analisi e conseguente terapia; ma così non è stato, non è arrivato un bravo medico, bensì un coiffeur, una volta più noto come barbiere, che la rifatto il loock, ha tagliato i capelli, ha aggiunto il cerone per nascondere le rughe e il pallore, dopo di che ha mostrato una apparenza dignitosa; ha potuto così  vendere  promesse, pretendendo in cambio quel consenso che gli venne riconosciuto con quell’infausto 61  a  0 che segnò l’irreversibilità della malattia.<br />
Il meridionalismo ormai agonizzante venne sostituito con il settentrionalismo, sostenuto dalla Lega con la forza ricattatoria dei numeri che rendono quel partito indispensabile per la tenuta del governo, mentre il consenso del meridione e della Sicilia, viene dato come acquisito per un diritto mai conquistato.<br />
L’unità d’Italia della quale verrà festeggiata la 150° ricorrenza, non è mai stata una vera unità, ma una annessione che ci ha penalizzato; ma la storia restituisce le ragioni, bisogna saperle cogliere. Oggi la geografia economica mostra sì un Sud, ma coincide con la Padania, intesa come Sud d’Europa, meridione estremo di un europeismo negato dal nazionalismo celtico, sempre più in corsa di ulteriore emarginazione; mentre al Meridione d’Italia spetta il ruolo, mai dovutamente analizzato, di interpretare la  Centralità Mediterranea, vero ammortizzatore sociale, economico e culturale con i continenti che si affacciano nel gran Lago Mediterraneo, non più mare che divide tre continenti, ma Lago che unisce tre culture, tre popoli, tre mondi, alla luce di quella  scelta umanistica che già, nel corso di molti secoli, ha forgiato la cultura umanistica meridionale, antitetica al pragmatismo del mercato e del guadagno immediato.</p>
<p><a href="http://blogsicilia.it/author/rosarioamicoroxas/">blogsicilia.it/author/rosarioamicoroxas/</a><br />
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<strong>I DIRITTI SOVRANI OD ORIGINALI</strong><br />
Nunzio Miccoli</p>
<p>Per le persone, i popoli e gli stati, proprietà, sovranità, possesso e potere legittimo esprimono l’esercizio di un potere sulla terra, il quale si può trasmettere o interrompere a vantaggio di altri solo con titoli idonei, come la compravendita, la successione testamentaria, la successione dinastica e la guerra; con la guerra, il riconoscimento degli altri stati alle conquiste, come dimostra la storia, generalmente arriva sempre, anche se in  ritardo, perché, da parte della comunità internazionale, si finisce con il riconoscere la situazione di fatto.<br />
Quando manca il titolo legittimo alla successione, il giurista Lucifredi (diritto pubblico) affermava che il potere legittimo apparteneva a chi lo aveva posseduto per primo; ad esempio, se oggi esistessero gli etruschi, la sovranità legittima sulla Toscana apparterrebbe a loro, mentre i pellirosse, se non avessero perduto delle guerre, avrebbero il diritto sovrano sulle terre degli Usa.<br />
Poiché gli ebrei avevano abitato per primi Israele, mancando il precedente popolo dei cananiti, il potere sulla Palestina apparterrebbe a loro e non a greci,  arabi o turchi; inoltre, Israele ha occupato delle terre non solo in base ad una successione legittima, peraltro contestata, ma anche avendo acquistato delle terre dai palestinesi ed avendo vinto delle guerre; è inutile fare i moralisti, le guerre sono un titolo idoneo  per acquistare  territorio, così ha fatto, anche dopo la seconda guerra mondiale, cioè in tempi recenti, la Francia con la Germania, la Jugoslavia con l’Italia e la Russia con il Giappone.<br />
Un altro titolo per il passaggio della proprietà della terra è l’usucapione, che si verifica quando il vecchio proprietario trascura o mostra disinteresse verso la sua proprietà; nei rapporti tra popoli si poteva verificare quando i nomadi si spostavano da un  territorio a vantaggio d’altri popoli; nel diritto interno, i diritti reali sugli immobili si acquistano, da parte del nuovo proprietario, in virtù  del possesso continuato per venti anni. Sotto quest’aspetto, la diaspora ebraica, che non avvenne per libera scelta, potrebbe aver favorito questo processo a vantaggio d’altri popoli, ma non solo a vantaggio dei soli arabi, i quali non possono sostenere di aver abitato o di aver posseduto da sempre la Palestina, perché erano originari dell’Arabia.<br />
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Sauro manda<br />
<strong>I conti degli stati</strong><br />
Da Avvenire<br />
<strong>Debiti pubblici record, una bomba sui mercati</strong><br />
Marco Girardo</p>
<p>Uno spettro si aggira per il mercati (e spaventerebbe anche Marx ed Engles): lo spettro del debito pubblico. Per contrastare la più grande recessione globale del Dopoguerra c’è chi ha deciso di tagliare le tasse (Germania), chi ha scucito 35 miliardi di «grande prestito per l’avvenire» (Francia) e chi ha dovuto incerottare il suo sistema finanziario statalizzando le banche (Gran Bretagna). Ma il conto da pagare, alla fine, potrebbe risultare molto salato.<br />
Per salvare l’economia gli Stati hanno dovuto gonfiare a dismisura il debito pubblico.<br />
Secondo le stime dell’Fmi, nei Paesi del G20 salirà nel 2009 al 76,1% del Pil per poi passare all’82,1% nel 2010, fino a toccare l’86,6% nel 2014. Nel 2007, prima della crisi, il debito dei Paesi del G20 risultava pari al 62,4%. Per le economie avanzate del G20 il Fondo stima un debito del 100,6% nel 2009, del 109,7% nel 2010 e del 119,7% nel 2014.<br />
Chi ha comprato – e continua a comprare – quei debiti, composti in larga parte da bond sovrani come i Bot nostrani o i Bund tedeschi, ad un certo punto passerà all’incasso. E se i governi – si è chiesto qualche economista – non fossero in grado di ripagare i creditori? Tecnicamente si rischierebbe il default.<br />
Quanto è successo all’Argentina qualche anno fa. L’ipotesi, alquanto improbabile, è per ora un puro esercizio accademico.<br />
Ma sui mercati contano anche le sfumature, il «sentiment», in grado di condizionare – tanto quanto i «fondamentali economici» – i giudizi sull’affidabilità del debito (rating), l’andamento dei mercati del reddito fisso e la domanda di Titoli sovrani. Avendo aumentato ad esempio enormemente le emissioni di obbligazioni governative per finanziare il debito, molti Stati potrebbero incontrare a breve più di qualche difficoltà nel collocarli. A trovare cioè nuovi finanziatori in una situazione di «eccesso di offerta». E il mancato incontro fra domanda e offerta potrebbe innescare ripercussioni sistemiche sulla stabilità finanziaria.<br />
Nell’area Euro il debito salirà dal 78 all’84% del Pil nel 2010 per puntare al 95,6% del 2014. Negli Stati Uniti lieviterà del 22% quest’anno, passerà al 93,6% del Pil il prossimo per giungere a quota 108,2% nel 2014. Fatti due conti, per gli Usa si tratta già nel 2009 di 2000 miliardi in più che porteranno il debito pubblico a quasi 12mila miliardi di dollari, poco meno del Pil (circa 14mila).<br />
In Gran Bretagna – che secondo la Bri ha messo in campo misure al sostegno finanziario pari al 74% del Pil (più che negli Stati Uniti) – il debito pubblico<br />
potrebbe raggiungere il 159% del Prodotto interno. In Germania aumenterà sicuramente già quest’anno di 200 miliardi e in Francia di 130. In Giappone il<br />
debito pubblico è già al 170% del Pil mentre in Italia, nei primi sei mesi dell’anno, è aumentato di circa 90 miliardi, raggiungendo il record storico dei 1752,2<br />
miliardi di euro.<br />
Ecco perché si prevede che nel solo 2009 l’Europa avrà piazzato sul mercato obbligazioni per 800 miliardi di euro, in massima parte per coprire i nuovi<br />
disavanzi.<br />
A livello globale le nuove emissioni supereranno invece i 3mila miliardi. Non basta: si calcola che nel 2010 Usa ed Europa dovranno rifinanziare Titoli di Stato in scadenza rispettivamente per poco meno di 3mila miliardi di dollari (quasi la metà nelle casse asiatiche) e circa 850 miliardi di euro. L’Italia ne possiede una buona fetta, tanto che nei prossimi 12 mesi dovrà rimborsarne 170.<br />
Ora che il costo del denaro è nel mondo ai minimi storici (1% nella Ue e quasi &#8220;zero&#8221; negli Usa), gli interessi sul debito sono di conseguenza bassi. Ma che succederà quando le Banche centrali inizieranno ad alzare i tassi per fare in modo che l’immensa liquidità con cui è stato inondato il sistema finanziario possa venire lentamente riassorbita? Ripagare i propri debiti, per gli Stati, diventerà infatti più oneroso. Nel frattempo, grazie al denaro facile, le Borse sono decollate, tanto che la stessa Fed, per la prima volta, ha parlato di «speculazione non necessaria e da monitorare».<br />
I mercati di tutto questo hanno però paura. E lo esprimono attraverso l’aumento delle coperture anti-defualt, strumenti chiamati Credit default swap (Cds). Sono in pratica le polizze che gli investitori utilizzano per coprirsi dal rischio che un Paese diventi insolvente. Il costo per assicurarsi dal crac di un colosso come gli Stati Uniti è aumentato nell’ultimo mese del 90%, quello per proteggersi dal default britannico del 60%. Solo un segnale, certo, e per di più soggetto alla speculazione. Ma che rivela quanto sarà importante un coordinamento globale delle &#8220;exit strategy&#8221;, le strategie di uscita dalle misure di stimolo economico che hanno trasformato i debiti pubblici da palloncini a mongolfiere. E il cui eventuale scoppio, considerate le dimensioni, sarebbe devastante.<br />
&#8230;.<br />
<strong>RIDIAMARO : &#8211; )</strong></p>
<p><strong>Graal Angelucci</strong><br />
&#8220;Perche&#8217; ti droghi tu? Pensa a tua figlia!&#8221;. &#8220;Calma, non e&#8217; cosi&#8217; facile trovare due dosi&#8221;.<br />
..<br />
<strong>Vito Farina</strong><br />
Il nostro governatore della Banca d&#8217;Italia ha detto che le vostre pensioni costano troppo perchè voi andate in pensione troppo presto, perciò&#8217; propone un innalzamento dell&#8217;età pensionabile.<br />
Siete sempre gli stessi, sempre a fare brutte figure davanti al governatore!<br />
..<br />
<strong>Viviana</strong><br />
Marrazzo va dal Papa<br />
per rifarsi la faccia<br />
(Confonde il Papa con un laboratorio di estetica)<br />
Anche Berlusconi ci aveva provato<br />
ma il Santo Padre gli ha rifiutato l&#8217;incontro<br />
(L&#8217;incontro scippato in aeroporto è da classificarsi come stalking).<br />
..<br />
<strong>Mauro Maggiora</strong><br />
LA FEDE E GLI INFEDELI<br />
Marrazzo ha visto la luce e ha trovato la fede.<br />
Io che sono più prosaico mi accontenterei di vedere le facce dei carabinieri infedeli, anche in controluce&#8230;<br />
..<br />
Storiellina</p>
<p>Pietro e Luca si rilassano fumando distesi sulle rive di un lago. Pietro vedendo Gesu&#8217; camminare sulle acque si gira verso Luca e gli fa: &#8220;Pero&#8217;&#8230; bono &#8217;sto fumo!!!!&#8221;<br />
..<br />
Il Presidente Americano, quello russo e Berlusconi si incontrano ad un supermeeting delle grandi Potenze. Alla fine della discussione di una cosa importante Obama dice: &#8220;I think so&#8221;, il russo: &#8220;I think so, too&#8221;, Berlusconi: &#8220;I think so, three&#8221;.<br />
..<br />
http://masadaweb.org</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[John Zorn Top 10]]></title>
<link>http://boleuzia.wordpress.com/2009/11/26/john-zorn-top-10/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 23:14:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>guy</dc:creator>
<guid>http://boleuzia.wordpress.com/2009/11/26/john-zorn-top-10/</guid>
<description><![CDATA[1. Live In Middelheim 1999 (Masada) 2. The Big Gundown 3. Grand Guignol (Naked City) 4. Bar Kokhba (]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://boleuzia.wordpress.com/files/2009/11/masadamiddelheim.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2612" title="masadamiddelheim" src="http://boleuzia.wordpress.com/files/2009/11/masadamiddelheim.jpg" alt="" width="297" height="300" /></a></p>
<p>1. <em>Live In Middelheim 1999</em> (Masada)<br />
2. <em>The Big Gundown</em><br />
3. <em>Grand Guignol</em> (Naked City)<br />
4. <em>Bar Kokhba</em> (Bar Kokhba Sextet)<br />
5. <em>50th Birthday Celebration Series Vol. 4</em> (Electric Masada)<br />
6.<em> Six Litanies For Heliogabalus</em> (Moonchild)<br />
7. <em>Godard/Spillane</em><br />
8. <em>Filmworks XIV: Hiding And Seeking<br />
</em>9. <em>Asmodeus: The Book Of Angels Vol. 7</em> (John Zorn/Marc Ribot)<br />
10. <em>Live In Sevilla 2000</em> (Masada)</p>
<p>Nattevingerwerk.</p>
<p><strong>NP:</strong> The Fall &#8211; <em>Dragnet</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nero Fiddling, Masada, and the Christian Persecutions]]></title>
<link>http://2guysreadinggibbon.wordpress.com/2009/11/25/nero-fiddling-masada-and-the-christian-persecutions/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 08:38:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>2guysreadinggibbon</dc:creator>
<guid>http://2guysreadinggibbon.wordpress.com/2009/11/25/nero-fiddling-masada-and-the-christian-persecutions/</guid>
<description><![CDATA[Day 76 &#8211; Ken here (DEF v.1, ch.16, pp.520-530) We continue in this chapter (Chapter 16) with a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Day 76 &#8211; Ken here<br />
(DEF v.1, ch.16, pp.520-530)</p>
<p>We continue in this chapter (Chapter 16) with a history of Christian persecutions by the empire. </p>
<p>Gibbon begins this section with a single page-long paragraph, a mellifluous paean of faith, proclaiming the inestimable riches and unapproachable excellence of Christianity and its author, Jesus.  This marks the beginning of a wild see-sawing of arguments &#8211; first, a few paragraphs of righteously triumphant absolute blinkered orthodoxy, followed by page after page of cutting sarcasm regarding Christianity and the early church.  </p>
<p>It makes for somewhat schizophrenic reading.  </p>
<p>And oftentimes the doctrine-followed-by-skepticism schtik seems contrived to me &#8211; patently a sop offered to conservative churchgoers to soften the blow of devastating attacks to follow. This pattern happens more than once in this chapter.</p>
<p>Also there&#8217;s a little anti-Catholic (anti-Pope), and anti-semitism rearing their ugly heads in this section (and previous ones) &#8211; just instances of late 18th century English cultural values of the upper class showing up as expected.</p>
<div style="border:5px solid #808080;margin:17px;padding:17px;">
<strong>The Story</strong><br />
<strong>Why were the Christians Hated?</strong></p>
<li>Gibbon starts with a very eloquent exercise in praise of the excellence of Jesus and Christianity in general</li>
<li>He makes the point that the empire was built on paranoia: that all emperors from the very beginning have been very suspicious of voluntary associations, or secret societies of citizens, and that Christianity at times <em>looked very much like</em> a terrorist/political group to the empire</li>
<li>Christians also liked to point out (making it worse for themselves) that Christians acknowledged/served a much higher authority than a Roman magistrate (or emperor)</li>
<li>Christians also liked to warn of the impending end of the world, and all the horrible catastrophes of the Apocalypse to come &#8211; not exactly the most patriotic talk</li>
<li>It was also common knowledge that Christians ate babies, had midnight incestuous orgies, held secret meetings which included the drinking of blood, were insufferably proud, stubborn, and usually lower-class, and were the most wicked, depraved of human kind</li>
<li>Christians protested that their morals, laws, and books prohibited anything even approaching such inhuman conduct, but often hinted darkly that maybe Gnostics, or a heretical sect of Christianity <em>might</em> be doing some of those things (another case of making things worse for themselves)</li>
<li>Gibbon notes that a pagan judge would hardly be able to distinguish between two people/Christians arguing about the nature of the trinity and accusing the other of heresy and horrible crimes &#8211; so the vicious rumors would have seemed to have had some independent verification</li>
<p>&#160;<br />
<strong>History of the Persecutions</strong></p>
<li>Gibbon notes that the Roman empire had hardly any martyrs, or extensive periods of violent persecution in any form similar to that of Europe in the last 3 centuries (1500&#8217;s-1700&#8217;s) &#8211; Christians are far more violent and bloodthirsty towards each other than the pagan empire ever was towards the Christians</li>
<p>&#160;<br />
<strong>Gibbons themes on Persecutions</strong><br />
&#160;<br />
<strong>He notes 4 points about the persecutions (which go against popular historical conceptions)</strong></p>
<li>1. It was almost 2 centuries before they started (took a long time to start)</li>
<li>2. Romans proceeded with caution and reluctance whenever they did prosecute Christians</li>
<li>3. Romans were moderate in their punishments (notwithstanding the fantastic embellishments of monks writing martyr&#8217;s histories in centuries to come)</li>
<li>4. The periods of persecution were very short, and were interspersed with very long periods of peace</li>
<p>&#160;<br />
<strong>The History of the Persecutions</strong></p>
<li>At first Christians were disregarded as a minor sect of the Jews</li>
<li>First recorded persecution is Nero (Nero blamed the great fire in Rome on the Christians and tortured and killed them after the fire was controlled as punishment)</li>
</div>
<div id="attachment_1320" class="wp-caption alignleft" style="width: 287px"><a href="http://2guysreadinggibbon.wordpress.com/files/2009/11/nero-fiddling-as-rome-burns1.jpg"><img src="http://2guysreadinggibbon.wordpress.com/files/2009/11/nero-fiddling-as-rome-burns1.jpg" alt="Nero &#39;fiddles&#39; while Rome burns - then persecutes the Christians - Gibbon senses something false in the whole story - the fiddling makes no sense, and the Christian persecution seems bizarre" title="Nero &#39;fiddles&#39; while Rome burns - then persecutes the Christians - Gibbon senses something false in the whole story - the fiddling makes no sense, and the Christian persecution seems bizarre" width="277" height="270" class="size-full wp-image-1320" /></a><p class="wp-caption-text">Nero 'fiddles' while Rome burns - then persecutes the Christians - Gibbon senses something false in the whole story - the fiddling makes no sense, and the Christian persecution seems bizarre</p></div><br />
<strong>The First Persecution</strong><br />
<strong>Nero Fiddling While Rome Burned &#8211; and then Crucifying the Christians </strong><br />
Gibbon rejects out of hand the idea of the fiddling, then goes on to confirm that both <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tacitus">Tacitus</a> and <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Seutonius">Seutonius</a> record the persecutions as historical fact.  Gibbon goes on to question the specific details Tacitus relates (he had to be writing all this 3 or 4 decades later, after the fact). Then he wonders why the Jewish population, rather than the &#8220;obscure and innocent&#8221; Christians were not implicated. There are strains of anti-semitism here and there in his text &#8211; here he speculates that perhaps the Jews were implicated, and that <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Poppaea_Sabina">Poppaea</a> (Nero&#8217;s mistress &#8211; and possibly a Hebrew (per the ancient Jewish historian <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Josephus">Josephus</a>) might have used her influence to push suspicion away from the Jews and implicate the GALILEANS (capitals are Gibbon&#8217;s).  The same name could either have meant the radical, anti-Roman political jewish group headed by Judas in Palestine, or the very small group of Christians in Rome. </p>
<p>A very roundabout way to say the Jews (once again) betrayed the Christians.  A strange, and unlikely speculation about why Christians were Nero&#8217;s scapegoats.  </p>
<p><div id="attachment_1322" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://2guysreadinggibbon.wordpress.com/files/2009/11/masada300px-vista_general_de_masada.jpg"><img src="http://2guysreadinggibbon.wordpress.com/files/2009/11/masada300px-vista_general_de_masada.jpg" alt="Masada, the Jewish stronghold taken by the Romans in the 70&#39;s (under Claudius) - the men killed their wives and children first then took their own lives just before the Romans breached the wall.  That ramp/road you see in the picture is the ACTUAL SIEGE RAMP built by the Romans to take the fortress almost 2000 years ago" title="Masada, the Jewish stronghold taken by the Romans in the 70&#39;s (under Claudius) - the men killed their wives and children first then took their own lives just before the Romans breached the wall.  That ramp/road you see in the picture is the ACTUAL SIEGE RAMP built by the Romans to take the fortress almost 2000 years ago" width="300" height="225" class="size-full wp-image-1322" /></a><p class="wp-caption-text">Masada, the Jewish stronghold taken by the Romans in the 70's (under Claudius) - the men killed their wives and children first then took their own lives just before the Romans breached the wall.  That ramp/road you see in the picture is the ACTUAL SIEGE RAMP built by the Romans to take the fortress almost 2000 years ago</p></div>
<p>Interestingly, Gibbon also describes in a footnote (DEF, v.1, ch.16, fn.42) Judas&#8217; grandson Eleazar defending a mountaintop against Roman siege (during Claudius reign a few decades later) and dying to a man, after first killing their wives and sons and daughters.  Odd to hear of Masada, being referenced as an unknown, strange historical interlude in a text from the later 1770&#8217;s  </p>
<div id="attachment_1317" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://2guysreadinggibbon.wordpress.com/files/2009/11/vatican-st-peters-basilica-vatican-city.jpg"><img src="http://2guysreadinggibbon.wordpress.com/files/2009/11/vatican-st-peters-basilica-vatican-city.jpg" alt="Vatican city - Gibbon points out - raised on the ground of Nero&#39;s gardens and circuses - the site of the deaths of the first Christian persecution - he is sometimes embarrasingly anti-catholic" title="Vatican city - Gibbon points out - raised on the ground of Nero&#39;s gardens and circuses - the site of the deaths of the first Christian persecution - he is sometimes embarrasingly anti-catholic" width="500" height="375" class="size-full wp-image-1317" /></a><p class="wp-caption-text">Vatican city - Gibbon points out - raised on the ground of Nero's gardens and circuses - the site of the deaths of the first Christian persecution - he is sometimes embarrasingly anti-catholic</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MASADA n° 1039. 22-11-2009. Gli amici degli amici]]></title>
<link>http://masadaweb.org/2009/11/24/masada-n%c2%b0-1038-22-11-2009-gli-amici-degli-amici/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 20:40:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
<guid>http://masadaweb.org/2009/11/24/masada-n%c2%b0-1038-22-11-2009-gli-amici-degli-amici/</guid>
<description><![CDATA[(&#8230;della spercie dei Mangano?) “Schifani sembra una di quelle cose che scappano quando alzi una]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://4.bp.blogspot.com/_UitxQqXZa9I/SCt19NHiNyI/AAAAAAAAAKA/9-D01ASSvUM/s400/schifani-biani.gif" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p>(&#8230;della spercie dei Mangano?)</p>
<p>“<em>Schifani sembra una di quelle cose che scappano quando alzi una pietra</em>.”<br />
Daniele Luttazzi</p>
<p><strong>Il cosiddetto Grande Centro – 18 leggi ad personam – Ciampi 1, Ferrara zero &#8211; AGILE ex EUTELIA: COME LICENZIARE 9000 PERSONE SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA – Brenda, un suicidio esemplare – La lista dei 12 clienti insospettabili – Appello per Tabucchi contro le querele di B – Uno Schifani da dimettere – Quanto costa la corruzione – Le grandi opere: il bluff di Berlusconi – Il segreto di stato sul nucleare – Le accuse di Spatuzza &#8211; Zanotelli e l’acqua</strong></p>
<p><strong>Sancho<br />
</strong><br />
C&#8217;era una volta la sinistra ed era il sale della democrazia.<br />
Cos&#8217;era la sinistra? No, non era un&#8217;ideologia!<br />
La sinistra era un&#8217;idea! Un&#8217;idea maturata in due secoli di lotte per i diritti e di conquiste al prezzo del sangue (i diritti per una vita più dignitosa; i diritti quelli queli veri).<br />
Un&#8217;idea che si fondava sulla partecipazione di tutti, che, magari, eleggevano pochi perché questi pochi facessero gli interessi di tutti a partire dagli ultimi. E doveva essere alta la vigilanza sugli eletti da parte della base.<br />
Quest&#8217;idea è morta! E&#8217; stata uccisa! E&#8217; stata uccisa dai partiti della &#8220;sinistra&#8221; e dai grandi sindacati che hanno tradito quell&#8217;idea. Ed hanno usato delle armi precise.<br />
Un&#8217;arma mortale, sul piano sindacale, è stata la &#8220;concertazione&#8221;; sul piano politico, il tradimento è stato totale con l&#8217;interclassismo che finisce per forza per privilegiare i padroni, che non sono più neppure gli imprenditori veri, ma finanzieri speculatori!<br />
La democrazia è morta per l&#8217;apatia che è stata introiettata scientemente nella gente, ad incominciare dai ceti dei lavoratori, non più classe, ma inerme carne da macello.<br />
La &#8220;concertazione&#8221; è il luogo dove i lavoratori sono stati esclusi, dove si decide la quota di diritti da cedere ed il luogo dove è morto anche il diritto di sciopero!<br />
Se non si parte riappropriandosi di quell&#8217;idea, se prima non si chiude il rubinetto che ci sta allagando la casa, sarà inutile armarsi di bacinelle e spugne!<br />
&#8220;Libertà è partecipazione&#8221;!</p>
<p><!--more--></p>
<p><strong>Da Tafanus</strong><br />
&#8230;ma quanto è grande, il &#8220;Grande Centro&#8221;?&#8230;<br />
Cicciobello Rutelli, ha giocato la sua mano. Ha abbandonato indignato il Csx perché &#8220;no&#8230; con Bersani non si può&#8221; (troppo comunista, troppo a sx). Sperava di portarsi dietro mezzo PD coté Margherita, un pezzo di UDC, un pezzetto di Mastella, e dei mammasantissima come Luca Cordero Viendalmare Montezemolo. Si è portato dietro Pisicchio, Calearo e Tabacci, più le rispettive signore.<br />
E&#8217; appena uscito il primo sondaggio ISPO.<br />
Alleanza Salvelox: 1,0%.<br />
Ora, con percentuali sotto le soglie di sbarramento, non solo non si attrae nessuno (gli aspiranti suicidi non sono materiale abbondante), ma prevedo che difficilmente si riuscirà a conservare persino un Pisicchio. Fra 6 mesi, l&#8217;Alleanza Salvelox sarà costituita da Cicciobello e da Barbara Palombelli.</p>
<p>Unione di centro 6,8<br />
Pdl 38,2<br />
Lega 8,5<br />
Destra, MPA, pensionati 1,2<br />
Pd 27,9<br />
Idv 7,7<br />
Rifondazione e comunisti 2,6<br />
Sinistra e Libertà, Fed verdi 2,6<br />
Alleanza per l’Italia 1<br />
Altre minutaglie 2</p>
<p>&#8230;insomma, l&#8217;Alleanza Salvelox ha fatto la fine che meritava di fare. Meno del partito dei Pensionati, molto meno di Pannella-Bonino. Auguri, Cicciobello! Sei piccino, ma vedrai che col tempo potrai persino restringerti&#8230;<br />
..<br />
<strong>Le 18 leggi ad personam di B, il più grande uomo di stato degli ultimi 150 anni<br />
</strong><br />
Questo elenco di Repubblica merita di essere copiato e diffuso in Italia e all&#8217;estero. Monumento imperituro a 15 anni di vergogna (Tafanus)</p>
<p>Qui di seguito tutte le leggi approvate dal 2001 ad oggi dal cdx con benefici effetti per B e le sue società.</p>
<p>1) Rogatorie internazionali. Limita l&#8217;utilizzabilità delle prove acquisite attraverso una rogatoria. Scopo: coprire i movimenti illeciti sui conti svizzeri effettuati da Previti e  Squillante nel processo &#8220;Sme-Ariosto 1&#8243; (corruzione in atti giudiziari)</p>
<p>2) Tremonti bis. Abolizione dell&#8217;imposta su successioni e donazioni per grandi patrimoni</p>
<p>3) Riforma del diritto societario. Depenalizzazione del falso in bilancio. La nuova disciplina del falso in bilancio consente a B di essere assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato nei processi All Iberian 2 e Sme-Ariosto2</p>
<p>4) Legge Cirami che introduce il legittimo sospetto sull&#8217;imparzialità del giudice, come causa di ricusazione e trasferimento del processo. La norma è sistematicamente invocata dagli avvocati di B e Previti nei processi che li vedono imputati</p>
<p>5) Decreto salva-calcio che consente alle società sportive (tra cui il Milan) di diluire le svalutazioni dei giocatori sui bilanci in un arco di 10 anni, con importanti benefici economici in termini fiscali</p>
<p>6) Legge finanziaria con tombale anche per le imprese del gruppo Mediaset</p>
<p>7) Lodo Schifani o 1° tentativo per rendere immune B. Introduce il divieto di sottomissione a processi delle 5 più alte cariche dello Stato. Dichiarata incostituzionale</p>
<p> <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Decreto-salva Rete 4</p>
<p>9) Finanziaria 2004 e 2005 che introduce il digitale terrestre, con un incentivo statale all&#8217;acquisto di decoder. A beneficiare in forma prevalente dell&#8217;incentivo è una società controllata al 51% da Paolo e Alessia Berlusconi</p>
<p>10) Legge Gasparri col riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni, che consente a chi ne detenga il 20% di disporre di strumenti di comunicazione in misura tale da dar luogo alla formazione di posizioni dominanti</p>
<p>11) Estensione del condono edilizio alle aree protette che condona anche Villa Certosa</p>
<p>12) Ex Cirielli che riduce i termini di prescrizione e permette  per prescrizione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio nei processi &#8220;Lodo Mondadori&#8221;, &#8220;Lentini&#8221;, &#8220;Diritti tv Mediaset&#8221;</p>
<p>13) Testo unico della previdenza complementare che inserisce norme che favoriscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale, a beneficio anche della società assicurative di proprietà della famiglia B</p>
<p>14) Legge Pecorella con l&#8217;inappellabilità da parte del PM per le sole sentenze di proscioglimento. Dichiarata incostituzionale</p>
<p>15) Lodo Alfano che sospende il processo penale per le alte cariche dello Stato. La nuova disciplina è emanata poco prima delle ultime udienze del processo per corruzione dell&#8217;avvocato inglese Davis Mills (testimone corrotto), in cui B (corruttore) è coimputato. Mills sarà condannato in 1° grado e in appello a 4 anni e 6 mesi di carcere. Incostituzionale</p>
<p>16) Decreto che aumenta dal 10 al 20% l&#8217;IVA su Sky Italia per colpire Murdock</p>
<p>17) Aumento dal 10 al 20% della quota di azione proprie che ogni società può acquistare e detenere in portafoglio. La disposizione è stata immediatamente utilizzata dalla Fininvest per aumentare il controllo su Mediaset</p>
<p>18) Processo breve. Per l&#8217;imputato incensurato, il processo non può durare più di 6 anni La legge si applicherebbe anche ai  processi di 1° grado in corso di B<br />
Fa niente se annullerebbe anche la metà dei 3 milioni e piò di processi pendenti<br />
..<br />
<strong>Sancho</strong><br />
Anche allora la propaganda aveva la sua forza</p>
<p><em>Quelli, tra Gesù e Barabba, scelsero Barabba!<br />
E voi? Quanti di voi scelgono Barabba? Io dico che tutti gli ideologizzati scelgono Barabba!<br />
Sceglie Barabba chi disprezza il volto di Cristo nell&#8217;uomo che soffre, nello straniero, nel povero, nel malato, e sceglie Barabba chi vuole scacciare via anche il ricordo di quell&#8217;Uomo, così unico nella storia umana, che si fece appendere per amore dei suoi amici ed anche dei suoi nemici!</em><br />
..<br />
&#8220;Sicuro, il mondo è questo e nulla più, ma non starò lì in silenzio ad aspettare che si freghi da solo.&#8221;<br />
Mauro Biani<br />
..<br />
<strong>Le parole di Ciampi </strong></p>
<p>&#8220;<em>Io non do consigli a nessuno, meno che mai a chi mi ha succeduto al Quirinale. Ma il capo dello Stato, tra i suoi poteri, ha quello della promulgazione. Se una legge non va non si firma. E non si deve usare come argomento che giustifica sempre e comunque la promulgazione che tanto, se il Parlamento riapprova la legge respinta la prima volta, il presidente è poi costretto a firmarla. Intanto non si promulghi la legge in prima lettura: la Costituzione prevede espressamente questa prerogativa presidenziale. La si usi: è un modo per lanciare un segnale forte, a chi vuole alterare le regole, al Parlamento e all&#8217;opinione pubblica&#8221;. Ciampi non nomina Napolitano, ma fa un riferimento implicito a Francesco Saverio Borrelli: &#8220;Credo che per chi ha a cuore le istituzioni, oggi, l&#8217;unica regola da rispettare sia quella del &#8220;quantum potes&#8221;: fai ciò che puoi. Detto altrimenti: ..esisti&#8221;</em>.<br />
..<br />
<strong>La frase di Ferrara invece è agghiacciante:</strong><br />
&#8220;Solo chi è ricattabile può fare politica!</p>
<p>“La politica è dominata dai ricatti&#8221;, disse Gherardo Colombo ai tempi della bicamerale, e i tempi non sono molto cambiati, anche perché la classe politica è la stessa. E così, commentava Travaglio, chi ha delle condanne e dei processi in corso diventa il più candidabile, quello che ha le ragioni più robuste per imporre la propria candidatura, perché se tu hai una condanna per una faccenda, di solito ne hai combinate altre 10 per le quali non ti hanno preso, è difficile che uno prenda una tangente e basta nella sua vita, e quando uno le prende sempre, nel giro si viene anche a sapere, tra l’altro è poi difficile che riesca a sottrarsi, lo prendono per una, ne rimangono sconosciute altre 9, quelle altre 9 sono la sua assicurazione sulla vita, perchè lui su quelle 9 tace e su quel silenzio costruisce i suoi ricatti per la carriera futura.<br />
Quindi, come disse Giuliano Ferrara con la consueta brutalità in un forum di Micromega: “Se vuoi fare politica devi essere ricattabile”.<br />
Flores D’Arcais pensava di aver capito male, ma Ferrara fu molto esplicito:<br />
“No, devi essere ricattabile perché nell’ambiente devono sapere qual’è il tuo prezzo e quanto è lungo il tuo guinzaglio. Se sei non ricattabile, non sei controllabile e quindi non ti ci vogliono. “</p>
<p>E&#8217; per questo che De Magistris lo hanno sputato tutti: perché non era ricattabile, perché era onesto. Ed è per questo che è tanto difficile la vita degli onesti in Italia: Ingroia, Caselli, Falcone, Borsellino, Saviano, la Forleo, la Boccassini.. non mi riesce di dire il nome di un politico.. Rosy Bindi forse.<br />
..<br />
Tanto per citare uno che nemmeno mi piace, Sigmund Freud: <strong>il maschio è dominato da due sole pulsioni: la sessualità e l&#8217;aggressività.</strong><br />
Su questo si basa il potere e su questo si basano massimamente i ricatti del potere.<br />
La donna, salvo eccezioni, non rientra in questo schema, per cui sfugge al potere quando non se ne faccia succube per debolezza o tradimento del suo genere.<br />
Ergo: finché il mondo sarà dominato da maschi di questo tipo c&#8217;è poco da sperare.<br />
..<br />
<strong>AGILE ex EUTELIA: COME LICENZIARE 9000 PERSONE<br />
SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA !!!!!</strong></p>
<p>È iniziato il licenziamento dei primi 1200 lavoratori di OLIVETTI-GETRONICS-BULL-EUTELIA-NOICOM-EDISONTEL, TUTTI CONFLUITI IN: AGILE s.r.l. ora Gruppo Omega.</p>
<p>Agile ex Eutelia è stata consegnata a professionisti del FALLIMENTO.<br />
Agile ex Eutelia è stata svuotata di ogni bene mobile ed immobile.<br />
Agile ex Eutelia è stata condotta con maestria alla perdita di commesse e clienti.<br />
Il gruppo Omega continua la sua opera di killer di aziende in crisi , l&#8217;ultima è Phonemedia, 6600 dipendenti che subirà a breve la stessa sorte.</p>
<p>Siamo una realtà di quasi 10.000 dipendenti e considerando che ognuno di noi ha una famiglia, le persone coinvolte sono circa 40.000 eppure nessuno parla di noi.<br />
Abbiamo bisogno di visibilità Mediatica, malgrado le nostre manifestazioni nelle maggiori città italiane ( Roma – Siena- Milano-Torino-Ivrea- Bari- Napoli &#8211; Arezzo &#8211; ) e che alcuni di noi sono saliti sui TETTI, altri si sono INCATENATI a Roma in piazza Barberini, nessun Giornale a tiratura NAZIONALE si è occupato di noi ad eccezione dei TG REGIONALI e GIORNALI LOCALI. E NON siamo mai stati nominati in nessun TELEGIORNALE NAZIONALE perchè la parola d&#8217;ordine è che se non siamo visibili all&#8217;opinione pubblica il PROBLEMA NON ESISTE.<br />
Dal 4-Novembre-2009 le nostre principali sedi sono PRESIDIATE con assemblee permanenti.<br />
Se sei solidale con noi INOLTRA QUESTA MAIL ad almeno 10 amici nei prossimi 30 minuti, non ti costa nulla , ma avrai il ringraziamento di tutti i lavoratori e le Lavoratrici di Agile ex Eutelia che da mesi sono senza stipendio.<br />
Altrimenti questa azienda morirà.</p>
<p>Le Lavoratrici e i Lavoratori di Agile s.r.l. ex Eutelia.<br />
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<strong>Appello per Antonio Tabucchi in difesa della libertà di stampa in Italia</strong></p>
<p>Le democrazie vive hanno bisogno di individui liberi. Di individui coraggiosi, indipendenti, indisciplinati, che osino, che provochino, che disturbino. È così per quegli scrittori per cui la libertà di penna è indissociabile dall’idea stessa di democrazia. Da Voltaire e Victor Hugo a Camus e Sartre, passando per Zola e Mauriac, la Francia e le sue libertà sanno quanto tali libertà debbono al libero esercizio del diritto di osservare e del dovere di dare l’allarme di fronte all’opacità, le menzogne e le imposture di ogni tipo di potere. E l’Europa democratica, da quando è in costruzione, non ha mai cessato di irrobustire la libertà degli scrittori contro ogni abuso di potere e le ragioni di Stato.<br />
Ma ora accade che in Italia questa libertà sia messa in pericolo dall’attacco smisurato di cui è oggetto Antonio Tabucchi.<br />
Il presidente del Senato italiano, Riccardo Schifani, pretende da lui in tribunale l’esorbitante somma di 1 milione e 300 mila Euro per un articolo pubblicato su “l’Unità”, giornale che, si noti, non è stato querelato.<br />
Il “reato” di Antonio Tabucchi è aver interpellato il senatore Schifani, personaggio di spicco del potere berlusconiano, sul suo passato, sui suoi rapporti di affari e sulle sue dubbie frequentazioni – questioni sulle quali costui è riluttante a dare spiegazioni.<br />
Porre domande sul percorso, la carriera e la biografia degli alti responsabili delle nostre istituzioni appartiene al necessario dovere di interrogare e alle legittime curiosità della vita democratica.<br />
Per la precisa scelta del bersaglio (uno scrittore che non ha mai rinunciato a esercitare la propria libertà) e per la somma richiesta (una cifra astronomica per un articolo di giornale), l’obiettivo evidente è l’intimidazione di una coscienza critica e, attraverso tale intimidazione, far tacere tutti gli altri.<br />
Dalle recenti incriminazioni contro la stampa dell’opposizione, fino a questo processo intentato a uno scrittore europeo, non possiamo restare indifferenti e passivi di fronte all’offensiva dell’attuale potere italiano contro la libertà di opinione, di critica e di interrogazione.<br />
Per questo testimoniamo la nostra solidarietà a Antonio Tabucchi e vi chiediamo di unirvi a noi firmando massicciamente questo appello.</p>
<p><a href="http://temi.repubblica.it/micromega-appello/?action=vediappello&#38;idappello=391119">temi.repubblica.it/micromega-appello/?action=vediappello&#38;idappello=391119</a></p>
<p>“<em>Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci guardi:c&#8217;è chi desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi, chi ha bisogno dello sguardo di molti occhi conosciuti, chi di essere davanti agli occhi della persona amata. E c&#8217;è infine una quarta categoria, la più rara, quella di coloro che vivono sotto lo sguardo immaginario di persone assenti. Sono i sognatori</em>&#8220;<br />
(Kundera Milan)</p>
<p>Il Fatto Quotidiano aderisce all&#8217;appello.<br />
Al momento le firme hanno superato le 3000.<br />
Fra le firme più prestigiose, oltre ai francesi Claude Lanzmann, Costagravas, Philippe Solers, Édouard Glissant e Jorge Semprun, Tabucchi ha avuto il sostegno dei premi Nobel José Saramago e Orhan Pamuk, di Philip Roth, Norman Manea, Fernando Savater, Martin Amis,Enrique Villa-Matas, Antonio Lobo Antunes e Theo Anghelopoulos. Ha inviato la sua firma anche l&#8217;ex presidente della Repubblica portoghese Mário Soarse. Fra gli italiani, Camilleri, Magris, Consolo, Benni, Inge Feltrinelli,Salvatore Settis.</p>
<p>L&#8217;appello nasce per iniziativa di Le Monde<br />
..<br />
<strong>Qui non si tratta di aver fede o meno nella Magistratura.</strong><br />
Ma di protestare contro la lesione di un diritto fondamentale della democrazia, quello di espressione e di stampa che è solennemente garantito dalla Costituzione e che viene calpestato continuamente da questo Governo con atti di coercizione e intimidazione quand&#8217;anche non ricatto o diffamazione.<br />
Le domande di Tabucchi a una alta carica dello Stato sono legittime, in quanto qualsiasi alta carica dello Stato in democrazia deve essere trasparente e insospettabile e in grado di rispondere a domande circa la propria reputazione e i suoi rapporti presenti o passati con criminali.<br />
Proprio su questo domande della stampa sono caduti alcuni presidenti americani, riconoscendo il diritto inviolabile degli elettori di vigilare sugli eletti e di poterli quindi interrogare e valutare. E&#8217; su questo rapporto di fiducia e controllo che si basa la sovranità popolare e il fondamento della democrazia: la controllabilità e la critica degli eletti.<br />
Non accade in nessun paese occidentale che una alta carica dello Stato si rifiuti con tanta spudoratezza, come fa del resto Berlusconi, di rispondere a domande legittime che vengono poste in ordine alla sua onestà e moralità e che anzi replichi non facendo chiarezza ma l&#8217;arma della querela, dall&#8217;alto di un potere capace di intidimire o coartare qualunque organo giudicante, tanto più in un momento delicato come questo in cui si tenta di mettere le carriere dei magistrati sotto il tallone del governo.<br />
Tabucchi è una persona stimatissima, ma di più è un simbolo  di chi vuole che la Costituzione non sia fatta a pezzi e che resti fondamentale e rispettato quell&#8217;articolo 21 che detta: &#8220;<em>Tutti hanno diritto a manifestare liberamente il proprio pensiero, con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o a censure</em>.&#8221;<br />
E che proprio la seconda carica dello Stato, quello che in difficoltà di Berlusconi, prenderebbe il suo posto, mostri di ignorare l&#8217;articolo 21 è gravissimo!<br />
..<br />
<strong>Lite temeraria</strong></p>
<p>Schifani che porta in giudizio lo scrittore Tabucchi per avere osato chiedergli conto dei suoi passati rapporti con membri della mafia dovrebbe esser portato a sua volta in giudizio per lite temeraria.<br />
Dal codice di procedura civile, si chiama <em>lite temeraria</em>, l&#8217;azione di chi denuncia qualcun altro con mala fede e colpa grave, con la consapevolezza del proprio torto o con la mancanza della pur minima consapevolezza delle conseguenze dei propri atti.<br />
Per tale comportamento la legge configura una responsabilità aggravata, in quanto, essendo fondata su un illecito, dà luogo all&#8217;obbligo di risarcire tutti i danni che conseguono alla denuncia in modo obiettivamente ingiustificato.<br />
..<br />
<strong>Sostiene Pereira</strong></p>
<p>Sostiene Pereira è il romanzo più noto di Tabucchi, e rispecchia perfettamente ognuno di noi, persone comuni e benpensanti, moderate e perbene, in un paese in cui la dittatura sta lentamente ma spietatamente occupando tutto il potere. E’ il ‘non eroe’ che cerca di vivere modestamente senza infrangere la legge ma anche senza occuparsi di quello che accade, un uomo educato, stanco, vecchio, che pensa che se sta tra le sue cose e si occupa solo di quelle ha fatto il suo dovere<br />
Siamo nel Portogallo di Salazar e il fascismo avanza. Pereira è il redattore della pagina culturale di un piccolo giornale. E’ vedovo e anziano. Conosce il giovane redattore dei necrologi che invece è un socialista anarchico, e un cameriere intellettuale che sarà assassinato nella sua casa, mettendolo a confronto con una realtà feroce che non può essere ignorata. Alla fine anche il vecchio e stanco Pereira capirà che qua&#60;ndo la situazione è grave, ognuno deve fare qualcosa per il proprio paese.<br />
Pereira è l’emblema di una società che è caduta in un  baratro e che da esso vuol risalire per alzare gli occhi al cielo e scrutare quel valore per cui molti uomini, dai primordi, hanno combattuto: la libertà. Un valore che la crisi della borghesia ha ucciso per spianare la strada ai grandi totalitarismi.<br />
Solo alla fine il protagonista si rende conto della sua funzione nella società e del ruolo insostituibile che ognuno può avere nel processo di liberazione del proprio paese.<br />
Un po&#39; alla volta Pereira comprende l’importanza del suo compito che consiste nel far coincidere le pagine della letteratura che legge con quelle della realtà che vive.</p>
<p>&#34;&#8230;<em>la smetta di frequentare il passato, cerchi di frequentare il futuro. Che bella espressione, disse Pereira, frequentare il futuro, che bella espressione, non mi sarebbe mai venuta in mente</em>…&#8221;</p>
<p>&#8220;<em>Tabucchi è convinto che è arrivato il tempo in cui dobbiamo chiedere anche alla letteratura di dire la verità: non la verità metafisica e del cuore ma quella della condizione storica degli uomini, dei pericoli che stanno correndo, degli assassini di cui sono autori e vittime</em>&#8220;.</p>
<p>Sostiene Pereira è l’elegia dell’uomo mite che si trova a dover affrontare i cambiamenti della Storia. Può un uomo qualunque, malinconico e solitario, a tratti apolitico e disinteressato alla cosa pubblica, trovare se stesso e affermare la propria indipendenza nei confronti di una dittatura?<br />
Può e deve, quando i cambiamenti della Storia non possono essere più ignorati. Allora tutti siamo chiamati, per quanto modesto sia il posto che occupiamo, a partecipare a cose più grandi di noi e a lottare per il bene collettivo.<br />
In questo personaggio dunque ci possiamo identificare tutti, non è nato eroe, eroe non si nasce ma si deve diventare quando gli eventi si fanno troppo gravi. Pereira è un uomo con una coscienza civile che gradualmente apre gli occhi di fronte alla realtà. E per questo  Pereira diventa un grande simbolo  in tempi subdoli e perniciosi come i nostri.</p>
<p><em>Svegliati popolo! Non ascoltare i sobillatori e i millantatori! Esci dal chiuso dei piccoli traffici quotidiani dove ti ingaglioffisci. Svegliati dal torpore della gente comune e perbene che pensa di essere in salvo solo perché si tiene alla larga dai soprusi del potere! Perché pensa di non essere toccato!</em><br />
..<br />
<strong>Per Silvio Berlusconi 18 salvacondotti in 15 anni</strong><br />
GIUSEPPE D&#8217;AVANZO (sunto)</p>
<p>Shakespeare fa dire al tiranno minacciato di denuncia dalla vittima: &#8220;<em>E chi vuoi che ti creda? Il mio nome e il posto che occupo nello Stato avranno un peso maggiore di quello della tua accusa. Tutto quello che dirai saprà di calunnia. Di’ pure in giro tutto quello che credi. La mia menzogna avrà più peso della tua verità</em>&#8220;<br />
Così B si difende dalla magistratura: &#8220;<em>La mia menzogna avrà più peso</em>&#8220;. E’ la forza del potere contro la verità. Questo ha sempre fatto.</p>
<p>Nel 94 B vince le sue prime elezioni. Ad Agrigento, i carabinieri inseguono il mafioso  Salvatore Di Ganci, già direttore della Cassa Centrale di Risparmio…telefoni sotto controllo, tra gli altri, di Massimo Maria Berruti, 3 volte parlamentare di FI, che è quel capitano della GdF che controllava Edilnord, si accordò con B e chiuse i controlli fiscali, poi lasciò la GdF, e diventò avvocato di B e poi parlamentare.<br />
Nel 94, Berruti sa che i PM di Milano investigano sui finanzieri corrotti a cui B ha dato 130 milioni di lire per chiudere gli occhi in una verifica fiscale alla Mondadori. Berruti contatta  l&#8217;ufficiale corrotto per dirgli di tacere. La procura arresta il mediatore e il cerchio si stringe attorno a Berruti che telefona a B. L’intercettazione c’è ma per legge può essere usata solo in un processo.<br />
Ecco in quella telefonata tutti gli argomenti che B userà per 15 anni, convinto che la menzogna del potere abbia più peso della &#8220;verità&#8221;. Per lui, convincere non è altro che ingannare.<br />
Berruti avverte B che gli dice cosa deve dire: “Vabbé, lei dice, ma voi siete pazzi&#8230; io non ho niente da nascondere. Voi fate una cosa di questo genere su un cittadino della Repubblica&#8230; poi lei si mette a urlare: siete dei pazzi, delle belve feroci, lei non può mettermi in galera, questo è sequestro di persona, ecc&#8230; Poi faccia dichiarazioni ai giornalisti: non se ne può più di questi matti. Dica che non si fa altro che andare contro l&#8217;interesse del Paese, perché il Paese ha bisogno di lavorare in fiducia, in tranquillità, bisogna ricostruirlo!.. Questi Pm  sono dei nemici pubblici&#8221;.<br />
Ecco cosa si deve dire ai PM, che hanno in mano concrete prove di un sistema economico costruito grazie alla corruzione e la frode.<br />
B non porta prove contrarie, non si scagiona, rifiuta alla radice che sia legittimo chiedergli conto del suo comportamento. Non riconosce fondatezza e costituzionalità alla magistratura. E&#8217; l&#8217;unica via di fuga che può liberarlo da contestazioni che non può affrontare: “I PM sono dei pazzi&#8221;.<br />
Prima di sapere che cosa sanno o vogliono chiedere, bisogna subito urlargli contro; gridare allo scandalo, alla violenza; denunciarli come eversori che distruggono la &#8220;fiducia del Paese&#8221;, &#8220;nemici pubblici&#8221; che bisogna allontanare e annichilire.<br />
Da 15 anni B ha fatto sempre questo.<br />
Si tiene lontano dalle aule. Arringa al &#8220;pubblico&#8221; la sua innocenza e le cattive intenzioni di quei &#8220;matti&#8221; in toga nera. Invoca il maglio dell&#8217;informazione (che controlla) per intimidirli, umiliarli, screditarli e la manipolazione dei media (che influenza) per distruggere il passato, oscurare i fatti, lasciar deperire &#8211; nell&#8217;opinione pubblica &#8211; la memoria.<br />
E&#8217; &#8220;la forza del potere contro la verità&#8221;.<br />
B rivendica il suo potere per eliminare ogni accusa, prova o testimonianza e, insieme, degradare ogni potere dello Stato che possa obbligarlo a fare i conti con la &#8220;verità&#8221;.<br />
La manovra è sfacciata. Si deve ripetere come Confalonieri: &#8220;Se B non fosse entrato in politica, se non avesse fondato FI, noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera con l&#8217;accusa di mafia&#8221;.</p>
<p>Delle 18 leggi ad personam che B si è scritto, 8 proteggono e rafforzano i suoi affari, 10 lo tutelano dalla legge. Si è riscritto le regole del processo (i tempi della prescrizione), dei codici, della procedura (il divieto di appello del pubblico ministero per le sentenze di proscioglimento). Ha legiferato per abolire reati (il falso in bilancio), rimuovere i giudici (legittimo sospetto), annullare fonti di prova (le rogatorie). Infine, per rendersi immune (le leggi &#8220;Schifani&#8221; e &#8220;Alfano&#8221;). All&#8217;inizio, ha travestito il suo conflitto di interessi con pose umili, ha finto di uscire dall’aula quando si discuteva dei suoi interessi.<br />
Oggi non finge nemmeno, pretende di essere &#8220;primus super pares&#8221;.<br />
Dal momento si ritiene  &#8220;investito del suo ruolo dalla sovranità popolare&#8221; (come disse Ghedini alla Corte Costituzionale), pretende una sovranità indivisibile che oscura ogni divisione dei poteri istituzionali.<br />
Chi ha il potere, se non trova un limite, ne abuserà.<br />
Stupefacente è che ciò avvenga nel 2009, nell&#8217;Occidente liberale, in Italia. Dove con la leggenda di un &#8220;accanimento giudiziario&#8221; (16 processi non 106, come dice B), anche i cosiddetti liberali arrivano a sostenere che il rispetto delle regole sia più nefasto della loro violazione o che per salvare la Repubblica si debba immunizzare uno solo.<br />
Sarà grave se B la spunterà e depenalizzerà addirittura il reato di corruzione in una scena pubblica dove è abolita ogni distinzione tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario e si calpesta anche la base del diritto di essere eguali davanti alla legge.<br />
In nome di una sovranità di fatto elusa B invoca poteri assoluti e liquida così la democrazia.<br />
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<strong>Video in cui si smentisce clamorosamente che Berlusconi abbia 106 processi</strong><br />
Ce ne sono stati solo 16<br />
<strong>Che i processi siano cominciati solo dopo la sua discesa in campo.</strong><br />
Erano cominciati anche prima<br />
<strong>Che ci sia persecuzione politica da parte dei Magistrati</strong><br />
Menzogne e solo menzogne. Di verità c’è piuttosto una magistratura che spesso è sembrata compiacente e un governo che sotto ordina di Berlusconi ha fatto di tutto per salvarlo cambiando le leggi</p>
<p><a href="http://tv.repubblica.it/copertina/il-cavaliere-e-la-favola-dei-106-processi/39393?video">tv.repubblica.it/copertina/il-cavaliere-e-la-favola-dei-106-processi/39393?video</a><br />
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<strong>FRANCA RAME: SCHIFANI DEVE DIMETTERSI, AVER LAVORATO PER DEI MAFIOSI E&#8217; INDEGNO</strong></p>
<p>“Se la storia di quest’uomo è davvero così, allora è sicuramente improprio per Renato Schifani restare presidente del Senato”, parla Francis Ford Coppola, regista del “Padrino”, il film sulla cupola siciliana che ha cambiato l’immagine della mafia in America.<br />
Tra gli artisti italiani si registrano posizioni anche più dure: “Schifani deve dimettersi. Aver lavorato per dei mafiosi è indegno, soprattutto per portare avanti spregiudicate operazioni edilizie”, dice Franca Rame, già senatrice dell’Italia dei valori e moglie del premio Nobel Dario Fo, dopo aver letto sul Fatto l’inchiesta che ricostruisce gli anni in cui il presidente del Senato era l’avvocato di un esponente di Cosa Nostra. Una storia di 14 anni fa, senza risvolti penali per Schifani, e per ora senza conseguenze politiche: l’attuale seconda carica dello Stato era il legale di Pietro Lo Sicco, costruttore siciliano poi condannato per mafia, e l’ha difeso davanti al Tar mentre portava avanti abusi e prepotenze nei confronti di persone deboli (le sorelle Pilliu), poi riconosciute vittime di mafia. Nello stesso palazzo (abusivo) di Lo Sicco, si è poi saputo che c’erano nomi noti della cupola: Giovanni Brusca, Stefano Bontate, Leoluca Bagarella. Anche Paolo Borsellino, sei giorni prima di essere ucciso, s’interessò a questo edificio. “Spero che ora che la notizia è uscita, la gente cominci a interrogarsi – dice Daniele Luttazzi , autore satirico e teatrale – perché non bisogna dimenticare che gli avvocati possono rifiutarsi di difendere qualcuno. Si chiama deontologia, è una scelta. I fatti sono due: o Schifani non sapeva, e allora si sarebbe dovuto informare meglio, oppure sapeva. Se io fossi in lui (e per fortuna non lo sono) renderei conto, oggi, di quella storia”. Siamo lontani dall’America di Barack Obama, dove del governo non si fa parte anche solo se nel proprio passato ci sono state amicizie imbarazzanti. S’indigna il grande vecchio del cinema italiano, Mario Monicelli: “La cosa anormale è che Schifani abbia potuto diventare la seconda carica dello Stato. Già questo è al di là di ogni considerazione. Fosse per me, nemmeno deputato, con la sua storia. Ci rendiamo conto che se Napolitano si ammalasse, Schifani prenderebbe il suo posto alla presidenza della Repubblica? Questo è diventato il paese dell’illegalità e della sopraffazione”. Duro anche il filosofo Gianni Vattimo: “Sono così arrabbiato che ormai non me ne importa più niente. Io non sono affatto stupito da questa notizia, è nel normale ordine delle cose. Devo stupirmi se nella maggioranza di Berlusconi c’è l’ex avvocato di altri mafiosi?”. Di parere opposto, molto più moderato, Niccolò Ammaniti, classe 1966, scrittore: “C’è una differenza se Schifani ha difeso dei mafiosi o se era direttamente coinvolto. Se restano situazioni irrisolte, è ovvio che non si debba far parte delle istituzioni. Altrimenti, se non ci sono risvolti penali, non vedo il problema. Se così non fosse, chiunque verrebbe controllato e accusato, potenzialmente, di tutto. Si entrerebbe in una logica da Grande Fratello, anzi kafkiana, che ci toglierebbe la nostra libertà. Tutto è lecito se non c’è un crimine”.<br />
..<br />
Pipillotta segnala<br />
<strong>Quanto costa la corruzione</strong></p>
<p>Dalle recenti analisi della Banca Mondiale risulta che la corruzione divora in Italia 50 miliardi l&#8217;anno. La Banca Mondiale stima che ogni anno nel mondo venga pagato in &#8220;mazzette&#8221; un trilione di dollari senza tener conto delle malversazioni su fondi pubblici e accaparramento illecito di risorse pubbliche ma in questo elenco di mazzette siamo messi ai primi posti<br />
Transparency International esamina quasi tutti i paesi del mondo e dice che in fatto di corruzione &#8220;percepita&#8221; l’Italia è più vicina ai paesi del Terzo Mondo che non a quelli Ocse.<br />
Dopo i miglioramenti seguiti a Mani Pulite, dal 2001 e cioè dall’ascesa di Berlusconi il  peggioramento p chiarissimo, tant’è che l’alto commissario contro la corruzione è alle dipendenze funzionali della presidenza del Consiglio, contro la regola che tale autorità dovrebbe essere indipendente dal potere politico<br />
L’Italia risulta fra i paesi con più frodi contro la cosa pubblica (è ultima in Europa, prima della Grecia) e ha i dati più alti di corruzione e malaffare nel governo e nelle istituzioni. Su 27 paesi siamo al 6° posto per GRAVITÁ del fenomeno<br />
L’Italia è il paese europeo col più ALTO tasso di crescita della corruzione: +9% nelle istituzioni locali, +6% in quelle regionali e +4% in quelle nazionali.<br />
Nelle classifiche internazionali sulla corruzione siamo dietro al Botswana&#8230;<br />
Ora chi parla del malgoverno di B può anche essere chiamato comunista, ma è difficile dare di comunista alla Banca Mondiale<br />
..<br />
<strong>VOGLIO UNO SCIOPERO</strong></p>
<p><em>Voglio uno sciopero in cui trovarci tutti.<br />
Uno sciopero di braccia, di gambe, di capelli,<br />
uno sciopero che nasca in ogni corpo.<br />
Voglio uno sciopero<br />
di operai<br />
di colombe<br />
di autisti<br />
di fiori<br />
di tecnici<br />
di bambini</em><br />
<em>di medici<br />
di donne.<br />
Voglio uno sciopero grande,<br />
che comprenda persino l&#8217;amore.<br />
Uno sciopero in cui tutto si fermi,<br />
l&#8217;orologio<br />
le fabbriche<br />
l&#8217;impianto<br />
le scuole<br />
il bus</em><br />
<em>gli ospedali<br />
la strada<br />
i porti.<br />
Uno sciopero d&#8217;occhi, di mani e di baci.<br />
Uno sciopero in cui non sia permesso respirare,<br />
uno sciopero in cui nasca il silenzio<br />
per ascoltare i passi<br />
del tiranno che se ne va</em>.</p>
<p>Gioconda Belli<br />
..<br />
E per tirarci un po’ su:<br />
<strong>Susan Boyle</strong><br />
la casalinga di 49 anni, bruttina finora ignota, pubblica un dvd e  raggiunge la vetta delle classifiche</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=CgDOBO-h0FQ">www.youtube.com/watch?v=CgDOBO-h0FQ</a><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=S3sPLDx8JNo">www.youtube.com/watch?v=S3sPLDx8JNo</a><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=Izhh-JDigX4&#38;feature=fvw">www.youtube.com/watch?v=Izhh-JDigX4&#38;feature=fvw</a></p>
<p>..<br />
<strong>Gli amici degli amici</strong><br />
(sunto di un articolo di bellaciao.org)<br />
di Crazyhorse70<br />
<a href="http://www.bellaciao.org/it/spip.php?article25354">www.bellaciao.org/it/spip.php?article25354</a></p>
<p>Fermo restando che i vizi sono vizi e non si discute..<br />
Fermo restando che solo gli idioti possono pensare che certi vizi siano esclusività della sx<br />
Si parla tanto di Marrazzo, ma perché nessuno dice quali sono i feroci motivi ‘di potere’ che hanno portato al suo ricatto? Gli stessi poliziotti che lo incastrarono dissero subito che facevano parte di un piano più grosso di cui erano pedine e parlarono di “ordini venuti dall’alto”. Perché tutti i servizi hanno poi ignorato questo punto nascondendolo sotto il polverone sessuale?<br />
Perché nessuno collega Marrazzo, per es., al comune di Fondi, infiltrato dalla camorra, di cui il prefetto aveva chiesto lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, ma B rifiutò? O accenna alle dimissioni di Riccardo Izzi di FI, ex assessore ai lavori pubblici, che prese voti dalla famiglia calabrese dei Tripodo che, con i Trani ed i Zizzi, operano in zona? O alle 500 pag. dell’inchiesta del prefetto di Latina che B finge di ignorare? Perché non si parla delle società che gestiscono il mercato ortofrutticolo di Fondi che si sono bevute 75 miliardi della cassa del Mezzogiorno e per cui Marrazzo aveva respinto la nomina del presidente?<br />
Marrazzo si è opposto ai Casalesi e alle ‘ndrine della piana di Gioia Tauro. Così lo scandalo sessuale arriva giusto per farlo fuori. E chi ci guadagna è la camorra di Casal di Principe, quella che B appoggia ormai palesemente.<br />
Nella relazione del prefetto Frattasi si dice che la Silo srl, una società finanziata da Sviluppo Italia ha 3 titolari: il sindaco Luigi Parisella, suo cugino Peppe, che ha il fratello indagato come prestanome della ‘ndrangheta, e il senatore Claudio Fazzone, numero 1 di FI a Latina.<br />
Il senatore Fazzone ha in mano 50.000 voti utili alla dx in quella zona, e dice che l’attacco a Fondi è un attacco al Pdl. Se Pdl=camorra, ciò è ovvio. Di qui la determinazione feroce di B per bloccare il commissariamento di Fondi, tanto che si presenteranno alle elezioni gli stessi collusi con la camorra.<br />
Matteoli, Brunetta e la Meloni cercano di coprire Fazzone e Parisella per «disinnescare» lo scandalo.<br />
La fidanzata di Brunetta ha per cognato il sindaco di Cisterna, Merolla, candidato con l’aiuto di Fazzone e di Brunetta, che ha scelto tra i fortunati Comuni che, “primi in Italia“, potranno beneficiare del “protocollo e-gov 2012” per l’efficienza amministrativa proprio la Provincia di Latina e il Comune di Cisterna. Che caso!<br />
Matteoli, Ministro delle Infrastrutture, candida Ilaria Bencivenni a sindaco di Aprilia, uno dei comuni più popolosi della provincia, dopo furiose lotte interne chiuse da un diktat del solito Fazzone, ma la Bencivenni non vince.<br />
La Meloni  in un comizio si dichiara pubblicamente contro il  commissariamento di Fondi, e il suo portavoce e  fidanzato è figlio di una ex parlamentare berlusconiana e di  un avv. di Latina che guarda caso difende grossisti del mercato di Fondi come  Garruzzo, arrestato già per usura e difende la moglie di Fazzone, la cui villa è stata sequestrata perché abusiva.<br />
Ne ha di amici il Comune di Fondi! Anche il famoso generale Roberto Speciale, ex comandante della GdF che, dimettendosi dopo una velenosa polemica con Visco, contribuì a mandare a fondo il Governo Prodi, quello delle famose spigole che si fece mandare in aereo militare sulle Alpi da Fondi.  Vicino alla proprietaria del campeggio di Fondi, inquisito ma salvato dal solito amico Fazzone.<br />
Maroni, che si vanta di contrastare la mafia, su Fondi deve cedere a B, dopo che la richiesta di scioglimento del prefetto è stata sul suo tavolo per un anno, centinaia di pag. stese da una commissione di esponenti delle forze dell’ordine e della Prefettura di Messina. Ma il Governo non risponde, nonostante i 17 arresti per mafia e appalti (2a retata in un anno) ordinati in luglio dai magistrati di Roma. Il Consiglio dei ministri decide “di non decidere”, altrimenti “la giunta potrebbe dimettersi»!?!<br />
Marrazzo ha infastidito altri personaggi, anche nella sanità privata,  negando fondi a quell’Angelucci, re delle cliniche private nel Lazio, e proprietario del Riformista e di quel Libero che fu il 1° giornale che tentò di vendere il video su Marrazzo.<br />
Il video venne fuori quando i carabinieri cercavano il boss latitante Iovine, vicerè dei casalesi, ancora a piede libero insieme a Zagaria, l’altra primula rossa della criminalità organizzata del casertano. Un’informativa dei carabinieri di Caserta avvisò che Iovine potrebbe essere a Sperlonga, e chi originario di Sperlonga? Proprio il pusher dei trans, in stretto contatto con Marrazzo e confidente dei carabinieri, che aveva soffiato la presenza di Marrazzo in via Gradoli.<br />
Ora il pusher è morto, per overdose o eroina tagliata con arsenico, si dice, e anche Brenda è morta, ormai i delitti si moltiplicano. E un’altra trans è stata minacciata, picchiata ed è fuggita. E si bisbiglia di una lista di 12 nomi eccellenti, onorevoli e  ministri, che fa tremare Roma.<br />
E come mai Marrazzo ha ritirato tutto quello che aveva detto e nega che vi siano dei colpevoli, dice che i poliziotti non lo hanno ricattato e che nulla è successo? Come mai muoiono provvidenzialmente due testimoni dei traffici che sanno dei clienti non ancora identificati?<br />
E perchè un’istituzione prestigiosa come l’Arma dei Carabinieri si è lasciata trascinare in un pantano di video porno e squallide vicende di ricatti incrociati?<br />
..<br />
<strong>Commento</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>La morale è abbastanza chiara. Questo governo sta al potere grazie a voti ottenuti col chiaro appoggio alla criminalità organizzata: mafia in Sicilia, ‘ndrangheta in Calabria,  camorra nel Lazio e in Campania e, per difendere questo potere mafioso e criminale, non esita ad accettare o a commissionare una scia di morti, attentati, stragi, depistamenti, ricatti.. insieme alla decisione di opere del tutto pazzoidi come il Ponte di Messina o le centrali nucleari, il cui unico scopo è quello di foraggiare la criminalità organizzata.<br />
C’è dentro di tutto, dalla rinascente Cassa del mezzogiorno, alla Salerno-Reggio Calabria, al controllo dei cantieri o dei grandi mercati, alle grandi opere&#8230; un potere politico retto dalla criminalità che ormai non usa solo le armi della diffamazione e dell’intimidazione ma quelli dell’assassinio.<br />
Ed è a questo Governo, associato con la mafia, la ‘ndragheta e la camorra che dovremmo affidare la riforma della Giustizia, lo smantellamento della Costituzione e la trasformazione della Repubblica parlamentare in regime presidenziale forte?</p>
<p>E perché de Magistris è stato costretto ad andarsene? E ha dovuto abbandonare la sua inchiesta sui 20 miliardi di fondi europei spariti in Calabria? Perché anche il Governo Prodi gli si é messo contro? Persino Napolitano.<br />
Perché l’inchiesta successiva ha scagionato de Magistris, ha assolto Prodi e tuttavia l’inchiesta sui 20 miliardi inghiottiti dalla politica corrotta e dalla ‘ndrangheta calabrese è scomparsa nel nulla? E sono rimasti al loro posto quei magistrati che l’inchiesta di De Magistris aveva indicato come colpevoli? E tutto è stato insabbiato per la gloria dei corrotti affinché continuino le loro pratiche infami.<br />
E perché nel processo del CSM contro de Magistris abbiamo dovuto vedere ostile anche quella dottoressa Vacca di Rifondazione? Forse perché ormai la situazione politica è arrivata a un tale grado di corruzione e commistione da essere ingestibile e da mescolare nella stessa fogna tutti i partiti e i politici in uno stesso aberrante crimine di omertà?<br />
..<br />
<strong>Notazione privata</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Io noto questo:<br />
le trans ricevevano il fior fiore della politica romana, ricconi strafatti e viziosi, ormai stufi dei vizi regolari e in cerca di sensazionalismi del genere lercio.<br />
Il via vai era intenso e non mi si venga a dire che era selezionato per colore politico.<br />
Tra trans e coca si parla di 1000, 2000, 5000 € a visita.<br />
Brenda e le altre vivono in una squallida povertà, Brenda dormiva in una cantina di 17 mq e il suo letto sembra la cuccia del cane. Non meno squallido è l&#8217;appartamentino dove riceveva gli &#8217;splendidi&#8217; clienti, gli onorevoli e i ministri.<br />
Dove finivano tutti questi soldi?<br />
E&#8217; noto che le prostitute, femmine, maschi o trans che siano, non lavorano in proprio, dipendono da cricche di magnacci che prendono loro gli utili. Come mai nessuno parla o cerca o interroga i protettori?<br />
Il lusso più costoso che Brenda si era permessa è un paio di vistosi orecchini di plastica bianca a cui teneva molto. Il panorama è di uno squallore impressionante.<br />
E la sua morte dovrebbe aprire immediatamente le indagini sul mondo degli sfruttatori che sta dietro queste povere creature. In realtà doveva aprirsi immediatamente dopo il caso Marrazzo e ora ancor più adesso che ci sono già due morti sospette e un&#8217;altra trans percossa minacciata e fuggita.<br />
Se dietro il ricatto a Marrazzo c&#8217;è il fitto gioco degli sporchi ricatti politici, dietro queste 2 morti e l&#8217;intero mondo della prostituzione di via Gradoli c&#8217;è un mondo criminale di protettori e ricattatori.<br />
Eppure i media non ne hanno nemmeno accennato. Si sono limitati a pescare nel sordido della vicenda Marrazzo come se iniziasse e finisse con lui, in un vuoto di complici.<br />
Ma non è affatto così e i giornali hanno fatto un pessimo lavoro, dello scandalismo sessuale senza vere inchieste sui veri bassifondi, degli spacciatori da una parte e dei politici infami e profittatori dall&#8217;altra.<br />
Mancano 2 cellulari. Il ricatto dunque continuerà. E&#8217; più che verosimile, adesso, che molte teste coronate tremino.<br />
Quando ci si mescola al luridume è improbabile che qualche schizzo non ti sporchi il vestito e potrebbe farlo al punto da renderlo impresentabile.<br />
..<br />
<strong>Davvero esemplare come suicidio!</strong></p>
<p>Faccio sparire due cellulari compromettenti.<br />
Affogo il pc nel lavandino quando anche un bambino sa da tanti telefim che questa è una mossa sciocca perché non cancella l&#8217;hardisk.<br />
Preparo le valigie (per andare in cielo?).<br />
Poi mi sbronzo e prendo un sonnifero, in attesa che qualcuno mi dia fuoco al letto.<br />
Nei panni di Brenda, se avessi voluto ammazzarmi, 1°: non avrei fatto le valigie,<br />
2°: avrei mandato un bell&#8217;elenco di clienti e i due cellulari con foto incorporate a un magistrato di Milano<br />
3°: non avrei scelto davvero di morire bruciata o soffocata.<br />
..<br />
<strong>Le grandi opere: il bluff di Berlusconi</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Non è stato ancora stato iniziato il Ponte di Messina, né è stata mai finita la Salerno-Reggio Calabria e già insorge il tam tam a favore delle centrali nucleari.<br />
Il Ponte di Messina non ha copertura finanziaria né finanziatori privati, non ha assicurazioni che ne sostengano i rischi, non ha nulla di nulla, non ha nemmeno un piano predefinito di costruzione. E lo stesso le centrali nucleari.<br />
Credete voi che possano esistere delle assicurazioni che sostengano i rischi di contaminazione, fuga radioattiva, terremoto, attentato, malgestione o costruzione difettosa di queste dieci centrali? NO, certo. I rischi saranno tutti a carico nostro. I guadagni saranno tutti a vantaggio loro.<br />
Fanno soldi con la nostra morte!<br />
Non abbiamo forse già troppi casi di cancro e leucemia? Li vogliamo aumentare? Ma cosa siamo? Carne da macello?<br />
Nell&#8217;affare del Ponte di Messina ci sono già dentro come forze spartitorie, mafia, &#8216;ndrangheta e mafia, e nessuno controllerà le infiltrazioni mafiose negli appalti. Hanno già inventato uno speciale strumento: il Piano Obiettivo (già apprezzato anche da Prodi) per saltare i controlli di legge.<br />
Ne inventano sempre una. Per la ricostruzione delle zone terremotate, Bertolaso hanno calpestato tutti i piani regolatori dei Comuni, i piani ambientali, le leggi sul territorio&#8230; illiceità assoluta sotto la dizione &#8220;pieni poteri&#8221;!<br />
Col Ponte fanno lo stesso. Non c&#8217;è nemmeno una ricerca di sostenibilità ambientale!<br />
Per le centrali nucleare hanno già detto che i Comuni o gli altri enti locali NON POSSONO OPPORSI, piano militare! Una opposizione sarebbe eversione contro lo Stato!<br />
Tutte le grandi opere del programma di B, quelle per intenderci del programma firmato davanti al notaio e segnato a colpi grossi di pennarello sulla lavagna di Vespa, erano e sono tutt&#8217;ora prive di copertura finanziaria.<br />
Per cui solo gli allocchi possono abboccare a queste sfacciate promesse elettorali.<br />
Si è visto poi che il programma di B serviva solo ad aprire i primi cantieri e a chiuderli subito dopo per mancanza di fondi, per cui il successore Di Pietro fece i salti mortali per tenere in vita qualche lavoro e dovette, per il Ponte di Messina, non sciogliere la società perché le penali sarebbero state superiori allo scioglimento.<br />
Ma a costoro non importa terminare un&#8217;opera.<br />
Vogliono solo distrarre una mole immensa di fondi e spartirseli.<br />
Sono 28 anni che parlano del Ponte di Messina.<br />
Per quanti anni parleranno delle centrali nucleari? Le opere non importa farle, basta annunciarle, e cominciano subito a produrre capitali. Il Ponte non ha ancora un piano di sostenibilità ambientale ma  già ci costa centinaia di miliardi di vecchie lire.<br />
L’importante è mettere in cantiere delle infrastruttura, e a volte nemmeno quello. Basta distrarre dei fondi che poi spariscono anche senza niente di fatto. E a questo serve la cassa del Mezzogiorno, furbescamente resuscitata da Tremonti, che ricomincerà a rifocillare le consorterie ammanicate. Da una parte soldi, dall’altra voti e potere. Ecco a che servono gli annunci delle grandi opere!<br />
Nel 1993 il Consorzio per la bonifica dell&#8217;alto e medio Belice voleva costruire una diga, contro gli affari dei boss che avevano in appalto le sorgenti d&#8217;acqua con cui venivano irrigati gli aranceti della Conca d&#8217;oro. Cosa Nostra s&#8217;impossessò del Consorzio. La diga fu costruita assumendo gli amici degli amici in cambio di voti In un quarto di secolo il consorzio distribuì 30 miliardi di lire e ne dilapidò altri 300 nei 30 anni che precedettero l&#8217;inaugurazione della diga.<br />
E’ sempre così.<br />
Per il ponte Impregilo si è aggiudicato l&#8217;appalto con un&#8217;offerta di 4 mila miliardi di €, lo Stato dovrebbe garantirne la metà per un&#8217;opera, che nelle stime arriverà a 10.000 miliardi. La spesa da parte dello Stato dovrebbe essere coperta dalle Ferrovie. Indovinate come.<br />
Per un risparmio di mezz’ora per chi va in Sicilia si penalizzeranno tutti i viaggiatori d’Italia.<br />
A parte il patto per gli appalti della criminalità organizzata, Impregilo è quella che non ha nemmeno saputo costruire gli inceneritori in Campania ed è coinvolta nella porcheria delle discariche del napoletano. Farà il Ponte con la Calcestruzzi, società accusata dalle procure siciliane di aver barato sulla quantità di cemento nell&#8217;edificare piloni e viadotti di autostrade.<br />
Oltre a ciò, l&#8217;imprevedibilità delle correnti esclude che si possa fare un ponte sicuro.<br />
Il Ponte di Messina ha troppe cose contro, che si finge di ignorare per non perdere i guadagni provenienti dai forti investimenti. La placca del Mediterraneo è in continuo movimento per le sollecitazioni che dal Continente africano coinvolgono la penisola iberica. Il pericolo di un maremoto è in costante agguato.<br />
E&#8217; stato calcolato che a ponte ultimato il risparmio sui tempi attuali di attraversamento dello Stretto sarà di mezz’ora. Un po’ poco per la costruzione di un precario ponte da 10.000 miliardi di euro, privo di collegamenti con la terraferma. Davvero una grossa bufala.<br />
E quanto cose non ci hanno detto e fingono di ignorare sulla pericolosità delle centrali?<br />
Comunque il Governo B si muova, il risultato è sempre lo stesso: una massa enorme di capitali che scompare inghiottita dalla criminalità organizzata e dalla corruzione politica e un peggioramento progressivo delle condizioni di questo disgraziato paese spogliato e depredato da una massa di criminali che fanno della nostra vita e del nostro territorio carne da polpette per la loro avidità senza fine.<br />
E ora in questa spartizione demoniaca si è messa anche la Lega che era apparsa come tutelatrice del territorio e che ora appare addirittura come la fiancheggiatrice della mafia, mentre la cosiddetta opposizione farfuglia qualcosa così flebilmente da non essere nemmeno udita e non è capace nemmeno di fare controinformazione.<br />
Complimenti vivissimi a tutti quanti!<br />
..<br />
<strong>E dove non arriveranno leggi storpiate ci sarà il segreto di Stato</strong><br />
Liliana segnala</p>
<p>Forse il nucleare non passerà&#8230; ma questi stanno già mettendo le mani avanti&#8230;<br />
Il 1° Maggio 2008 in Italia è entrato in vigore il Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) che allarga il campo d’applicazione del segreto di Stato, in nome della tutela della sicurezza nazionale, ad una lunga serie di infrastrutture critiche tra le quali “gli impianti civili per produzione di energia”.<br />
Questo significa che i siti per il deposito delle scorie nucleari, nuovi impianti civili per produzione di energia, centrali nucleari, rigassificatori, inceneritori/termovalorizzatori sono coperti da segreto di Stato. Segreto che si estende anche agli iter autorizzativi, di monitoraggio, di costruzione e della logistica di tutta la filiera quindi anche delle discariche.<br />
“Nei luoghi coperti dal segreto di Stato le funzioni di controllo ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie locali e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono svolte da autonomi uffici di controllo collocati a livello centrale dalle amministrazioni interessate che li costituiscono con proprio provvedimento” e le amministrazioni “non sono tenute agli obblighi di comunicazione verso le aziende sanitarie locali e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco a cui hanno facoltà di rivolgersi per ausilio o consultazione”.<br />
Di fatto vengono poste sotto il segreto di Stato anche le informazioni, le notizie, i documenti, gli atti e le attività attinenti alle materie di riferimento. In altre parole un vero e proprio divieto di divulgazione, in quanto chiunque dovesse rendere noto, per esempio, l’esistenza di una discarica di scorie nucleari nel proprio comune, rischierebbe fino a 5 anni di reclusione (art. 261 del Codice penale)</p>
<p><a href="http://www.reportonline.it/2009111738257/politica/segreto-di-stato-i-rifiuti-argomento-da-servizi-segreti.html">www.reportonline.it/2009111738257/politica/segreto-di-stato-i-rifiuti-argomento-da-servizi-segreti.html</a><br />
..<br />
<strong>Ecco come sono state smaltite le scorie nucleari in Germania</strong><br />
Ed è uno dei motivi perché non si fanno centrali nucleari nel resto d’Europa</p>
<p>Video allucinante</p>
<p>..e se questo è stato fatto nell’efficientissima Germania, figuriamoci cosa accadrebbe in un ‘Italia dominata da criminalità e malaffare. Prendete i danni delle discariche e moltiplicateli per un numero infinito!<br />
Se siamo tanto idioti da non pensare a noi stessi e a crederci immortali e intoccabili, pensiamo almeno ai nostri figli!<br />
Nessuna specie animale è così dannata da condannare a morte certa e precoce i propri figli. Lo dobbiamo fare noi per alimentare i guadagni economici di Berlusconi &#38; soci?</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=JTEdJX6rlrs">www.youtube.com/watch?v=JTEdJX6rlrs</a></p>
<p>..<br />
OT<br />
<strong>Aberrazioni italiane</strong></p>
<p>Appena sentita da mio nipote&#8230;<br />
Muore uno zio e l&#8217;ospedale ovviamente si è precipitato a rimandare lo zio morto a casa appena è peggiorato abbastanza da rendere l&#8217;esito fatale, ma siccome è morto venerdì sera e sabato e domenica il medico legale non lavora (sigh), lo zio non potrà essere dichiarato morto fino a lunedì, a quel punto sarà impossibile trovare un prete libero di fare la funzione che sarà fatta martedì o mercoledì, e il morto deve rimanere in casa, ma, siccome hanno fatto una nuova legge che vieta la puntura di conservazione, a quel punto comincerà a puzzare e a putrefarsi, per cui la famiglia, oltre a esporlo in salotto, dovrà azzerare il riscaldamento per non aumentare la putrefazione e se il riscaldamento è centrale, si immagina che dovrà metterlo in garage o in cantina<br />
Poi, però, la Chiesa ha cambiato idea sulla cremazione che ora si potrò fare, purché ci si compri una costosa sepoltura nel cimitero, si  pensa che ciò sia richiesto per non ledere gli interessi della mafia dei cimiteri che sulle sepolture ci specula alla grande, tant&#8217;è che nella civile città di Bologna continuo a sentire cose aberranti di cremazioni rimandate all&#8217;infinito perché i parenti non hanno pagato l&#8217;apposita tangente, e questo lascia immaginare a che livello di putrefazione arriverà la povera salma.<br />
Ma la Chiesa ci dice che ci si deve preoccupare di avere pietà cristiana per i defunti per cui il cimitero è indispensabile, il che, visto quel che abbiamo raccontato qui sopra, ci sembra non solo insultante ma obbrobrioso.<br />
E questo sarebbe il paese delle radici cristiane, dove le radici cristiane sono calpestate per i vivi e per i morti!<br />
..<br />
<strong>Lo stronzo di Fini</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>&#8220;Stronzo&#8221; in italiano significa in merda, escremento umano. La parola è un insulto cocente e la si usa contro chi calpesta il rispetto delle persone. Eppure questo insulto viene usato proprio da Fini, terza carica dello Stato, in un centro sociale di Roma, per attaccare gli xenofobi e i razzisti, per insultare tipicamente i leghisti, perché Fini chiama ‘stronzo’ chi discrimina un altro per il colore della pelle o per il Paese da cui proviene. Chiunque lo faccia, è uno &#8220;stronzo&#8221;.<br />
&#8220;Vi pesa essere qui? – dice Fini agli extracomunitari &#8211; C&#8217;è qualche stronzo che usa qualche parola di troppo?&#8221;<br />
Tutti restano di stucco. Il portavoce di Fini sbianca. Ma Fini insiste: “ &#8220;perché se qualcuno lo fa, la parolaccia la merita: voi la pensate, io la dico&#8221;.<br />
E’ come se avesse dato di stronzo a Bossi, Calderoli, Borghezio, Cota, Maroni…<br />
Noi non amiamo questa parola, ma credo che Sua Santità, se potesse scendere dalla sua immagine edulcorata, la direbbe anche lui a coloro che usano le ‘radici cristiane’ come una pala per affossare dei poveri cristi.<br />
…<br />
<a href="http://www.altrenotizie.org/politica/2838-il-vaso-di-pandora.html">www.altrenotizie.org/politica/2838-il-vaso-di-pandora.html</a><br />
<strong>Le confessioni di Spatuzza</strong><br />
Mariavittoria Orsolato</p>
<p>Pesano sempre di più le rivelazioni che il pentito Gaspare Spatuzza comincia a fornire sulla famigerata trattativa tra mafia e Stato. In estate aveva rivelato nuovi particolari sulla strage di via D’Amelio e ora dice chiaro e tondo che Berlusconi e il suo amico Marcello Dell’Utri hanno avuto un ruolo chiave nella transizione politica dalla prima alla seconda Repubblica: “In un primo momento hanno fatto fare le stragi a Cosa nostra, e poi si volevano accreditare all’esterno come coloro che erano stati in grado di farle cessare”.<br />
Parole che risalgono al 18 giugno scorso ma che arrivano ora come un fulmine a ciel sereno e per molti significano la conferma di diversi fatti incongrui e repentini, che hanno avuto luogo a cavallo degli anni 1992 e 1994.<br />
Alla fine del 1993 &#8211; è cosa nota &#8211; Berlusconi aveva debiti per circa 7.000 miliardi di lire e, sebbene continui a vaneggiare sul fatto di essersi fatto da solo, i soldi qualcuno glieli doveva aver pure prestati.<br />
Secondo “L’odore dei soldi”, il libro scandalo di Travaglio e Veltri del 2001, l’origine delle fortune finanziarie del biscione sta proprio in Sicilia e nei contatti che l’amico Marcello ha gelosamente cullato, in attesa degli inevitabili tempi bui che avrebbero coinvolto lui e l’indispensabile Silvio.<br />
Spatuzza individua nei contatti del duo milanese i suoi capi, i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano: “Ritengo di poter escludere categoricamente &#8211; spiega l’ex uomo d’onore &#8211; conoscendoli assai bene, che i Graviano si siano mossi nei confronti di Berlusconi e Dell’Utri attraverso altre persone. Non prendo in considerazione la possibilità che Graviano abbia stretto un patto politico con costoro senza averne personalmente parlato”.<br />
..<br />
<strong>Armando</strong><br />
“…<em>quelle lunghe file serali di macchine in cerca di sesso a pagamento &#8211; 9 milioni di maschi italiani sono clienti di prostitute tra preti, politici, militari, giudici, imprenditori, gente comune – tra loro abbondano gli ipocriti che di giorno predicano e legiferano contro la prostituzione definendola &#8216;indecorosa&#8217; e di notte si comprano un angolo di segretezza per dar sfogo ai propri vizi&#8221;</em>,<br />
..<br />
Gli italiani sono 57 milioni. I maschi 28 e le donne 29. Togliendo 10 milioni di minorenni di ambo i sessi, malati e ultraottentenni, i maschi adulti restanti saranno 20 milioni. Togliendo 9 milioni che vanno a prostitute e a trans, e 50.000 preti che non ci dovrebbero andare, di gente sana ne resta poca.<br />
..<br />
<strong>Esperti</strong></p>
<p>Esperti? Un governo trova sempre i tenici che vuole che dicono sì a qualunque monnezza.<br />
L&#8217;ingegnere che diede l&#8217;okei al progetto del Ponte di Messina ora ci ha ripensato e dice che non è fattibile, intanto il suo sì è passato, i suoi dubbi no.<br />
Bush ha trovato fior di esperti che dicevano che non esisteva alcuna crisi climatica e che l&#8217;aumento dei 2 gradi e lo scioglimento dei ghiacciai era una favola, e invece.. ma con tutta la degradazione planetaria davanti, ancora Cina e American rifiutano di moderare il C02.<br />
Fior di esperti ci hanno assicurato che il neoliberismo avrebbe portato benessere e richezza ovunque e invece ha aumentato di un miliardo i poveri del mondo, ha portato a 6 bambini morti ogni secondo, non è riuscito a darsi un minimo di regole finanziarie e ha ricoperto d&#8217;oro quelle stesse banche che hanno portato alla rovina senza uno straccio di idea su come modificare la crisi.<br />
Altri fior di esperti hanno detto che Saddham stava facendo armi di distruzione di massa e non era vero, e che gli eserciti USA portavano la democrazia, e non era vero, per cui non sappiamo nemmeno se è vera la corsa al nucleare militare dell&#8217;Iran , mentre nessuno ha battuto ciglio sulla corsa al militare nucleare israeliano.<br />
Ci rimbombano di bugie.<br />
Ora dicono che il nucleare di ennesima generazione è più sicuro, intanto non riescono a smaltire nemmeno le scorie di Caorso.<br />
E &#8216;l&#8217;esperto&#8217; Alfano ci viene a imbonire dicendo che il processo  breve farà sparire al massimo l&#8217;1% dei processi italiani, quando se quell&#8217;uno fosse pure l&#8217;Enimont, o Parmalat, o la scalata di Consorte o i delitti dei medici del Santa Rita lo scandalo sarebbe insopportabile.<br />
E vengono a dire spudoratemente che la privatizzazione dell&#8217;acqua è stata comandata dalla Comunità Europea quando non è vero affatto.<br />
Nulla di quel che dicono è vero e quando tirano fuori &#8216;gli esperti&#8217; costruiscono solo una catena di menzogne per coprire degli interessi sporchi e privati.<br />
..<br />
<strong>Acqua privatizzata<br />
“MALEDETTI VOI….!”</strong><br />
Alez Zanotelli</p>
<p>Non posso usare altra espressione per coloro che hanno votato per la privatizzazione dell’acqua, che quella usata da Gesù nel Vangelo di Luca, nei confronti dei ricchi :” Maledetti voi ricchi….!”<br />
Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell’acqua.<br />
Noi continueremo a gridare che l’acqua è vita, l’acqua è sacra, l’acqua è diritto fondamentale umano.<br />
E’ la più clamorosa sconfitta della politica. E’ la stravittoria dei potentati economico-finanziari, delle lobby internazionali. E’ la vittoria della politica delle privatizzazioni, degli affari, del business.<br />
A farne le spese è ‘sorella acqua’, oggi il bene più prezioso dell’umanità, che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’aumento demografico. Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese( bollette del 30-40% in più, come minimo),ma soprattutto dagli impoveriti del mondo. Se oggi 50 milioni  all’anno muoiono per fame e malattie connesse, domani 100 milioni  moriranno di sete. Chi dei tre miliardi che vivono oggi con meno di due dollari al giorno, potrà pagarsi l’acqua? “<br />
Noi siamo per la vita, per l’acqua che è vita, fonte di vita. E siamo sicuri che la loro è solo una vittoria di Pirro. Per questo chiediamo a tutti di trasformare questa ‘sconfitta’ in un rinnovato impegno per l’acqua, per la vita, per la democrazia. Siamo sicuri che questo voto parlamentare sarà un “boomerang” per chi l’ha votato.<br />
Il nostro è un appello prima di tutto ai cittadini, a ogni uomo e donna di buona volontà .Dobbiamo ripartire dal basso, dalla gente comune, dai Comuni.<br />
Per questo chiediamo<br />
AI CITTADINI di<br />
-protestare contro il decreto Ronchi, inviando e -mail ai propri parlamentari;<br />
-creare gruppi in difesa dell’acqua localmente come a livello regionale;<br />
-costituirsi in cooperative per la gestione della propria acqua.<br />
AI COMUNI di<br />
-indire consigli comunali monotematici in difesa dell’acqua;<br />
-dichiarare l’acqua bene comune,’privo di rilevanza economica’;<br />
-fare  la scelta dell’AZIENDA PUBBLICA SPECIALE.<br />
LA NUOVA LEGGE NON IMPEDISCE CHE I COMUNI SCELGANO LA VIA DEL TOTALMENTE PUBBLICO, DELL’AZIENDA SPECIALE, DELLE  COSIDETTE  MUNICIPALIZZATE .<br />
AGLI  ATO<br />
-ai 64 ATO( Ambiti territoriali ottimali), oggi affidati a Spa a totale capitale pubblico, di trasformarsi in Aziende Speciali, gestite con la partecipazione dei cittadini.<br />
ALLE REGIONI  di<br />
-impugnare la costituzionalità della nuova legge come ha fatto la Regione Puglia;<br />
-varare leggi regionali sulla gestione pubblica dell’acqua.<br />
AI   SINDACATI  di<br />
-pronunciarsi sulla privatizzazione dell’acqua;<br />
-mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell’acqua.<br />
AI  VESCOVI  ITALIANI  di<br />
-proclamare l’acqua un diritto fondamentale umano sulla scia della recente enciclica di Benedetto XVI, dove si parla dell’”accesso all’acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni o discriminazioni”(27);<br />
-protestare  come CEI (Conferenza Episcopale Italiana) contro il decreto Ronchi .<br />
ALLE COMUNITA’ CRISTIANE  di<br />
-informare i propri fedeli sulla questione acqua;<br />
- organizzarsi  in difesa dell’acqua.<br />
AI  Partiti di<br />
- esprimere a chiare lettere la propria posizione sulla gestione dell’ acqua;<br />
-farsi promotori di una discussione parlamentare sulla Legge di  iniziativa popolare contro la privatizzazione dell’acqua, firmata da oltre 400.000 cittadini.<br />
L’acqua è l’oro blu del XXI secolo. Insieme all’aria , l’acqua è il bene più prezioso dell’umanità. Vogliamo gridare oggi più che mai quello che abbiamo urlato in tante piazze e teatri di questo paese: “L’aria e l’acqua sono in assoluto i beni fondamentali ed indispensabili per la vita di tutti gli esseri viventi e ne diventano fin dalla nascita diritti naturali intoccabili- sono parole dell’arcivescovo emerito di Messina, G. Marra.  L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne  illecito profitto,e pertanto si chiede che rimanga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubbliche, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione al costo più basso possibile.”</p>
<p>..<br />
http://masadaweb.orgspecie </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[MASADA n° 1038. 24-11-2009. Jung 1]]></title>
<link>http://masadaweb.org/2009/11/24/masada-n%c2%b0-1038-24-11-2009-jung-1/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 10:53:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
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<description><![CDATA[Caravaggio Piccolo riepilogo di 8 lezioni di psicoanalisi junghiana– Il Mito di Narciso Da un corso ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://www.sperimentaleleonardo.it/itinerari/ipertestodoppio/NARCISO.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p>Caravaggio</p>
<p><strong>Piccolo riepilogo di 8 lezioni di psicoanalisi junghiana– Il Mito di Narciso </strong><br />
Da un corso e libro di Viviana Vivarelli<br />
Il libro è &#8220;Lo specchio piò chiaro&#8221;. Ha distribuzione privata.</p>
<p>Piano piano cominciamo a prendere confidenza con gli archetipi.<br />
Abbiamo visto quello della Madre, del Padre, del Femminile, del Maschile&#8230;</p>
<p>Gli archetipi sono grandi forme universali dell&#8217;energia psichica, innate nella psiche umana.<br />
Le religioni e le mitologie divinizzano gli archetipi, ne fanno divinità o li raccontano attraverso i Miti, i bambini accedono ad essi attraverso le Fiabe, strutture narrative simili in tutto il mondo.<br />
Fiabe e Miti di tutti i popoli si somigliano, perché non hanno a che fare con la storia materiale e i suoi eventi, ma con la psiche universale, la psiche della specie, che è sempre la stessa in ogni tempo e luogo, perenne e immutabile.<br />
Ognuno di noi ha i suoi archetipi prevalenti.<br />
La malattia psichica si ha quando un archetipo inflaziona la psiche in modo negativo.<br />
Ci sono età della vita in cui alcuni archetipi sono dominanti, per es. in età infantile quelli del Padre e della Madre, figure divinizzate e potenti verso cui si proiettano bisogni infiniti e che occupano tutta la scena psichica del bambino; nella crescita essi vengono superati e ridimensionati in un equilibrio psichico evolutivo che riesce a calarli nella loro realtà contingente che è una realtà limitata e concreta.<br />
Quanto più il soggetto cresce, tanto più è in grado di uscire dalla potenza dell&#8217;archetipo per accogliere la realtà storica per come essa è.<br />
Quando questo non accade, il soggetto resta bloccato in un processo di inflazione energetica. </p>
<p><!--more--></p>
<p>Per esempio nella prima fase di età, l&#8217;egocentrismo è un fenomeno naturale; se persiste in età adulta in modo eccessivo, indica una incapacità del soggetto a rapportarsi con gli altri e a considerarne valori e diritti, e ciò può essere pericoloso.<br />
Per l&#8217;analista junghiano è abbastanza semplice capire di quale archetipo si tratta perché le strutture archetipiche sono sempre le stesse e il paziente proietta le proprie dinamiche inconsce sul medico attraverso il Transfert.<br />
Per es., se è dominato da una Madre negativa che non lo ha amato e da cui è stato abbandonato, proietterà questa Madre negativa sull&#8217;analista provando contro di lui quei sentimenti negativi che prova contro la Madre. L&#8217;analista diventa un sostituto della Madre.<br />
L&#8217;analista partirà dunque proprio dal transfert per lavorare sull&#8217;archetipo in questione, trarne il lato positivo o ridimensionarlo.<br />
I fenomeni di transfert non si hanno solo sull&#8217;analista, ma possono prodursi in modo inconscio su vari soggetti: il partner, un altro membro della famiglia, un amico, un professore, un superiore di lavoro .. che diventano sostituti della persona che è il vero bersaglio del complesso.<br />
E&#8217; come se la persona restasse intrappolata in una dinamica negativa e continuasse a proiettarla dappertutto, rivivendola continuamente.</p>
<p>Come insegnante, ho vissuto spesso in prima persona gli effetti di transfert positivi o negativi di allievi su di me. Nel transfert allievo-paziente ci possono essere rapporti eccessivi di odio o amore, supervalutazione o critica senza fondamento, in cui in realtà si sta parlando d&#8217;altro.<br />
E so che quanto più è forte il complesso dell&#8217;allievo, tanto più rapidamente apparirà il transfert, cioè su di me saranno trasferiti sentimenti di odio o di amore che in realtà inconsciamente l&#8217;allievo prova per un&#8217;altra persona. Ma le condizioni della lezione non sono quelle dell&#8217;analisi e la terapia qui non è possibile.</p>
<p>Alcune difficoltà della terapia sono queste:<br />
-se l&#8217;analista non ha fatto su di sé certe esperienze di sofferenza psichica gli sarà difficile capire la sofferenza del paziente.<br />
Jung dice: &#8220;<em>Il medico ferito guarisce</em>&#8220;. Se hai conosciuto la depressione, potrai capire la depressione, altrimenti resterai estraneo ad essa. Si capisce ciò che si è vissuto dentro.<br />
Ma se l&#8217;analista non ha superato i propri complessi, tenderà a sua volta, inconsciamente, a operare un controtransfert, cioè proietterà sul paziente le proprie inflazioni psichiche, danneggiandolo, o leggerà le sue dinamiche in funzione delle proprie, infilando il paziente nel proprio schema psichico (come faceva Freud) e questo è fuorviante.</p>
<p>-l&#8217;altra difficoltà è che la patologia psichica è infettiva. Lo vediamo anche nelle nostre case quanto sia infettiva la depressione di un congiunto, che alla fine infetterà anche la nostra psiche, distruggendo le nostre difese interne. La patologia psichica è vampirica. Per questo si può sostenere un congiunto malato nel corpo ma difficilmente lo si può sostenere se è malato psichicamente (questo vale anche per i tossici).<br />
Perciò l&#8217;analista stesso, che si trova a contatto con energie fortemente alterate, ogni tanto ha bisogno a sua volta di andare da un altro analista che gli faccia da consultore per riequilibrarlo.</p>
<p>Il compito primario della nostra vita è prendere contatto con gli Archetipi, capire quali sono i nostri Archetipi prevalenti e realizzare un equilibrio psichico soddisfacente. Capire chi siamo e per quale motivo siamo nati e soprattutto quale è il nostro compito in relazione del mondo. Capire quali sono le nostre potenzialità e tirarle fuori.<br />
Jung chiama questo cammino &#8220;<em>Processo di individuazione</em>&#8220;. Cercare di realizzare ciò per siamo venuti al mondo.</p>
<p><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/dc/Benczur-narcissus.jpg/200px-Benczur-narcissus.jpg" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p>Benczúr Gyula </p>
<p>Il Mito può essere una chiave utile per capire lo schema psichico di certi soggetti anche contemporanei.<br />
C&#8217;è un mito greco che è quello di <strong>NARCISO</strong>.<br />
Rappresenta uno smisurato amore di sé.<br />
Il mito racconta di Narciso, giovane di bellissimo aspetto, che, specchiandosi in una fonte, s’innamora follemente della propria immagine tanto da morire di dolore, nel momento in cui si accorge che non potrà mai possederla.</p>
<p>La radice di narciso è &#8220;narkè&#8221; (sopore, stupore), la stessa di narcotico.<br />
L&#8217;amore di sé può essere una droga pericolosa.</p>
<p>Ognuno di noi ha in certa misura un po&#8217; di narcisismo, ma chi è gravato dal mito di Narciso (il narcisista estremo) passa la vita a elogiarsi e pensa solo a soddisfare il proprio Ego cercando soddisfazioni personali senza fine in ogni modo possibile e immaginabile e a fronte di ogni cessione morale, sia riguardo al suo senso di piacere fisico che al suo desiderio di potere e possesso.<br />
Narciso accetta solo chi lo adula o lo venera, si circonda di una corte di adulatori o cloni, non accetta critiche o correzioni di rotta, strumentalizza al proprio interesse o piacere qualsiasi cosa riesca a gestire e qualunque persona riesca a contattare, considera qualsiasi critica alla sua persona o alle sue azioni un atto intollerabile, un vero complotto contro di lui, un tradimento, cercando di far tacere in ogni modo le voci contrarie al suo operato e di oscurare i risultati fallimentari.<br />
In realtà sotto l&#8217;aspetto piacione e di successo di questo soggetto fortemente desideroso di un pubblico acclamante,  c&#8217;è un elemento socialmente pericoloso, in quanto il narcisista estremo, per quanto amplifichi i suoi successi e anche ne raggiunga in forte copia non avendo scrupoli, è oppresso da un senso di fallimento, tragico e patologico proprio perché la sola idea di fallire gli è intollerabile, per cui ad ogni situazione di crisi non potrà far altro che rilanciarsi più in alto, in modo ancora più egocentrico, calpestando principi, valori e leggi e mettendosi perciò in una posizione ancor più precaria, patologica e critica.<br />
Un simile soggetto può diventare socialmente molto pericoloso, in quanto raggiunge facilmente alte posizioni sociali, ma se ne farà strumento solo per soddisfare uno smisurato ego finalizzato solo a se stesso che calpesterà tutto e tutti fino a conseguenze estreme<br />
Perché questo personaggio ha successo? Per un processo di immedesimazione e perché il suo inconscio comunica direttamente con l&#8217;inconscio di molti altri, perché nel suo narcisismo si rispecchia quello del suo pubblico che del suo successo si bea soddisfacendosi per interposta persona. E&#8217; una comunicazione che avviene a livello di inconscio, contro cui non ci sono discorsi razionali che tengano, o valori o principi o considerazioni di benessere generale o constatazioni concrete di fallimenti. Siamo su un livello irrazionale difficilmente raggiungibile che può portare a danni nazionali immani come abbiamo visto con Hitler, che aveva rovesciato il proprio complesso di inferiorità in una presunzione di superiorità in cui si proiettò il malessere di tutta una nazione uscita vinta e sfiancata da una guerra.<br />
Narciso rifiuta ogni confronto con l&#8217;altro, è inflazionato da se stesso, non può confrontarsi perché non può correre il rischio di un fallimento.<br />
Narciso costruisce per sé una soggettività assoluta, che si bea di se stessa, autonoma e non bisognosa di altro, invulnerabile, non soggetta ad alcuna offesa. Narciso è il simbolo di una soggettività non relazionata, perché presuntuosa d’invulnerabilità.<br />
In realtà questa costruzione artificiosa nasconde proprio una enorme debolezza e vulnerabilità.<br />
Narciso è il dio di se stesso e accetta solo chi lo considera un io, l&#8217;altro diventa dunque solo una amplificazione di se stesso.<br />
Incapace di rapportarsi con l&#8217;altro, Narciso non può che conoscere solo se stesso. E&#8217; dunque chiuso in un cerchio che lo rende prigioniero, ma, ciò facendo, imprigiona gli altri, che possono solo ammirarlo come lui fa. Non è permessa altra posizione.<br />
E&#8217; chiaro che dal punto di vista del governo di una nazione, non può esistere nulla di più deleterio. E&#8217; la patologia al potere.</p>
<p>La bellezza del mito è che può essere contenitore di una stessa pulsione letta diversamente, come diversi sono gli ambiti di applicazione umana. Questa è una interpretazione politica. Poi ce ne sono altre. L&#8217;una non toglie valore o efficacia all&#8217;altra.</p>
<p><img src="http://blog.lamiaombra.it/wp-content/uploads/dali_metamorfosis_de_narciso.JPG" alt="" width="60%" height="60%" /></p>
<p>Le metamorfosi di Narciso<br />
Salvator Dalì</p>
<p>.<br />
http://masadaweb.org</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MASADA n° 1037. 21-11-2009. Roma putrefatta]]></title>
<link>http://masadaweb.org/2009/11/21/masada-n%c2%b0-1037-21-11-2009-roma-putrefatta/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 08:14:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
<guid>http://masadaweb.org/2009/11/21/masada-n%c2%b0-1037-21-11-2009-roma-putrefatta/</guid>
<description><![CDATA[Prima Roma era marcia, ora è putrefatta Viviana .. Loro non muoiono mai – Nel paese una scia lunga d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://4.bp.blogspot.com/_BCTBLF7jYAE/SWqILb2qe-I/AAAAAAAAAXE/cNgwfInBSg8/s400/altan.jpg" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p>Prima Roma era marcia, ora è putrefatta<br />
Viviana<br />
..<br />
<strong>Loro non muoiono mai – Nel paese una scia lunga di morti – Le bugie del potere – Candidate Saviano ! – Rifiuti americani al vaccino, tecniche di marketing – E’ necessario un reddito base</strong></p>
<p>&#8220;Sono il miglior presidente del Consiglio che l’Italia abbia avuto nei 150 anni della sua storia&#8221;. Questo delirio di onnipotenza maschera in realta&#8217;, come sempre, un proporzionale e irrisolto &#8220;complesso di inferiorità&#8221;. Se uno e&#8217; davvero convinto di essere il migliore, non ha bisogno di affermarlo, ci sono i fatti a dimostrarlo. Da che cosa gli derivi questo complesso di inferiorita&#8217; e&#8217; impossibile dire. Ci vorrebbe un analista o forse un plotone di analisti.<br />
Per quanto scavi nel passato, recente e remoto, non ricordo qualcuno che si sia espresso in questi termini su se stesso. Nessun regista, per quanto sommo, Ingmar Bergman o Federico Fellini o Orson Welles, ha mai detto di sé: «Sono il migliore fra tutti quelli che si sono cimentati con la macchina da presa». Nessun attore, sia pur straordinario, un Lawrence Olivier, un Vittorio Gasmann, un Dirk Bogarde, ha mai osato affermare: «Sono il meglio fico del bigoncio». Nessun atleta, si chiamasse Fausto Coppi o Pelè, si è mai dichiarato il primo in assoluto. Nemmeno Maradona, che pure era un po’ “svitato”. Neanche Rudy Nureyev, che era un narciso per temperamento e professione, ha mai detto: «Sono il più grande ballerino di tutti i tempi». E lo era. Forse solo Carmelo Bene ha detto qualcosa del genere, ma in termini ironici e autoironici («Sono apparso alla Madonna»). Invece nelle affermazioni di Berlusconi e in tutto il suo atteggiamento non c’è mai un briciolo di ironia e, tantomeno, di autoironia. Si prende sempre e tremendamente sul serio. Come quelli che in manicomio credono di essere Gesù Cristo.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Nonostante nella sua vita abbia fatto cose notevoli (e lasciamo perdere, per una volta, i mezzi molto discutibili che ha usato per affermarsi, anche perché migliaia di altri si sono serviti degli stessi mezzi ma non hanno avuto la sua riuscita), non è stato mai preso veramente sul serio. È stato un grande imprenditore, nel settore immobiliare e dei media, ma non è mai entrato nel “salotto buono”. Stefania Craxi mi ha raccontato che una volta suo padre e Berlusconi andarono a trovare Gianni Agnelli nella sua villa di Saint Moritz. Agnelli ricevette Bettino, ma fece attendere due ore Berlusconi in anticamera. Come politico ha successo in Italia, ma il resto del mondo, dall’Europa agli Stati Uniti al Giappone, ride di lui. Per farsi notare nei meeting internazionali ha bisogno di ricorrere a scherzi infantili, da “asilo Mariuccia”. I suoi colleghi lo sopportano perché non possono far altro, per “dovere istituzionale” per dirla con Zapatero.</p>
<p>Io credo che Silvio Berlusconi abbia perso una formidabile occasione per diventare un grande uomo di Stato. Aveva tutto: esperienza, ricchezza personale, una batteria di media a disposizione, un consenso fortissimo e un’opposizione ridicola. Era considerato, e con buone ragioni, “l’uomo della Provvidenza”. Solo Benito Mussolini si è trovato con un potere altrettanto forte in mano. Ma mentre Mussolini aveva in testa un’idea di Stato e di Nazione che realizzò con coerenza e ha fatto buone cose (l’Iri, la creazione di una burocrazia efficiente, le bonifiche, per spulciarne solo alcune) prima che la sconfitta bellica liquidasse il fascismo, Berlusconi è su piazza da quindici anni, 2500 giorni li ha passati come capo del governo gli altri come capo indiscusso dell’opposizione, ma sfido chiunque a dire che in questo periodo l’Italia sia migliorata di un ette. La sola cosa che è riuscito a fare è spaccare il Paese in due. E adesso sta venendo in uggia anche ai suoi alleati e a parte dei suoi seguaci.</p>
<p>Penso che sia stato proprio il suo debordante narcisismo a perderlo. E di lui, oggi, si potrebbe dire, malinconicamente, quello che Leone Trotzkij, in un famoso discorso, disse dei menscevichi: “Avete sprecato la vostra parte, ritornate nella spazzatura della Storia”.</p>
<p><strong>Massimo Fini</strong><br />
www.massimofini.it<br />
..<br />
<strong>I politici non muoiono mai</strong><br />
<em>Ma cosa sono?<br />
Dei Visitors?</em><br />
Viviana<br />
.<br />
Questi usano droga come fosse pane e fottono qualsiasi cosa che respiri senza garanzie e anche senza preservativo come usa B, bambini o maggiorenni altolocati  da suburbio, maschi, femmine e trans, eppure non si prendono mai l&#8217;AIDS, non gli viene mai un ictus (salvo Bossi) e non muoiono mai di overdose. Angariano il paese ma non c’è un killer a pagarlo oro.<br />
Oltre a ciò non prendono mai quelle malattie che colpiscono i comuni mortali: leucemia, cancro, sclerosi multipla, infarto, Parkinson&#8230;<br />
Non sono nemmeno colpiti da epidemie, pallottole vaganti, incidenti automobilistici (solo Haider), cadute di aerei, vasi che precipitano dal balcone, scivolate nel bagno, esplosione del boiler, avvelenamenti di cibi, attentati mirati o di gruppo, cadute provvidenziali dalle scale, incendi, esplosioni&#8230;<br />
Berlusconi ha detto che vuole vivere 120 anni, praticamente vorrebbe governare ancora mezzo secolo. Ci sotterrerà tutti. L’uomo più vecchio del mondo ha 138 anni, dunque può anche allargarsi.<br />
Cosa c&#8217;è che li protegge a tal punto?<br />
Muoiono tutti in tardissima età, o sembrano immortali. Andreotti ha 89 anni, la Montalcini 90, Scalfaro 91, Ratzinger 82. E’ morto Vassalli pres. Della Consulta, aveva 95 anni!<br />
Ma cosa sono? Dei Visitors?<br />
I politici restano al loro posto ad mortem come il Papa o i cardinali. I magistrati più alti possono restare in carica fino ai 77 anni.<br />
L’Italia è una gerontocrazia. Ultrasettantenni e ultraottantenni immobilizzano la politica e fanno indietreggiare il paese, i politici sono vecchi per età e mentalità, sono delle cariatidi i magistrati di alto grado, vecchissimi i cardinali, vecchi fino alla morte gli industriali. Un paese di vecchi può solo guardare al passato, conservare il proprio potere, curare clientele, respingere i giovani,  araceni il paese.</p>
<p>Fare un patto col diavolo garantisce loro l’immunità eterna oltre all’impunità eterna?<br />
.<br />
<em>&#8220;…..c’è chi un giorno invece ha sofferto / e allora ha detto: io parto<br />
/ ma dove vado se parto? / sempre ammesso che parto: ciao!</em> ….”<br />
(da “E la vita e la vita” di Cochi e Renato)<br />
.<br />
<em>Berlusconi ha il sorriso di un rappresentante di prodotti estetici e gli occhi di Caligola</em><br />
Vi<br />
..<br />
<em>Un uomo perde il contatto con la realtà se è circondato dal potere<br />
Il potere è una droga che non perdona<br />
Uccide l&#8217;uomo e conserva la bestia</em><br />
Vi<br />
..<br />
<strong>Una scia lunga di morti</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Quello che fa tremare veramente Silvio non è il calo progressivo del consenso, o il tentativo di Fini di attrarre visibilità e credibilità, o lo scontro interno del Pdl sempre a rischio di deflagrazione, o l’aver imposto in 19 mesi ben 26 decreti al voto di fiducia, o lo scontro con la CEI e l’UE, o la povera immagine di questo paese in frantumi che all’estero fa ridere e dove non arrivano più capitali stranieri, o quei carrozzoni da votare in cui si stipa indecentemente di tutto e dove non si riesce a discutere decentemente di nulla. B non trema certo per una crisi economica che non ha mai affrontato, per le vuote casse statali, per il disavanzo maggiore del mondo, o per quei processi che lo incalzano come lupi, no, quello che lo fa tremare davvero sono i clan della mafia che hanno deciso di rovesciarlo, e quei pentiti che da Spatuzza in poi sembrano aver preso la rincorsa per affossarlo. Quante cose che non sappiamo pendono sul suo capo come una bomba atomica!<br />
Intanto si tende a chiudere la bocca ai membri del ROS che hanno sicuramente altre rivelazioni scottanti da fare e che devono essere diffamati dai fidi pitbull di regime prima che aprano bocca e si ammazzano i testimoni dei vizi di Stato, come la povera Brenda e il suo spacciatore.<br />
Noi pensiamo agli enormi patrimoni rubati al fisco, ai testimoni e ai giudici corrotti, ai politici comprati, alle truffe gigantesche, ai 63 paradisi fiscali, all’harem di femmine sempre fresche, ma ci sfugge una realtà ben più tremenda: il trono del potere gronda sangue di morti ammazzati, da Borsellino a Falcone, da Pecorelli alle vittime delle stragi, da Ilaria Alpi ai due poveri morti di oggi, lo spacciatore e Brenda, ammazzati perché non rivelassero i nomi dei politici corrotti nel caso Marrazzo.<br />
E’ quella scia lunga di sangue e di morti che alla fine distruggerà lui insieme a tutti gli altri. Perché chi per il potere si mette con i lupi, alla fine dai lupi sarà sbranato.<br />
Camorra e mafia, Casalesi e Corleonesi ormai si mescolano come ombre cupe dietro il potere di B.<br />
Ormai siamo allo Stato che partecipa alla lotta per bande. Spatuzza racconta di aver avuto incarico da Giuseppe Graviano «di mettere ordine a Porta Nuova che era infestata dalla criminalità». Il pentito dice poi che in quel periodo il mandamento mafioso di Porta Nuova «era retto da Vittorio Mangano.”Era strano per noi di Brancaccio occuparci di un mandamento lontano, per mettere ordine, senza l’assistenza di gente del posto». “Ritengo che la persona vicino ai Graviano fosse Marcello Dell’Utri anche se il nome non mi fu mai fatto»<br />
I parenti di Borsellino e Falcone aspettano.<br />
I parenti delle vittime di Via dei Georgofili, 7 morti e 48 feriti) a Firenze vogliono che Spatuzza parli sulla loro strage come si fece per Brusca. Ma le stragi puntellano tutta la storia d’Italia e, a fianco, ci sono sempre ombre politiche, collusioni indicibili. Il potere avanza insieme al braccio armato della mafia, a destabilizzare, a togliere di mezzo voci non allineate.<br />
Questi uomini di Stato vengono in tv a ridere e a scherzare, ci raccontano barzellette, cucinano, ballano, mentono, con la più sfacciata impudenza, e intanto fanno gli interessi della criminalità organizzata, o la usano per i loro regolamenti di conti, portano alle alte cariche mafiosi e camorristi, e nessuno vede dietro le loro facce lisce e spudorate le file di morti,  i feriti, il sangue, la devastazione, la sofferenza… Dire che uno è colluso con la mafia è diventata una barzelletta,  un luogo comune, quasi una patente di nobiltà, un’assicurazione che il bacino elettorale non verrà mai a mancare, ma se i fantasmi di quei morti, se quel sangue, se quelle bombe, se quelle devastazioni sorgessero alle loro spalle in tutta la loro bruttura, allora capiremmo cosa vuol dire essere collusi con la mafia.<br />
E quando la mafia decide di attaccare, anche un Berlusconi può avere paura. Perché noi non sappiamo cosa c’è dietro di lui, ma lui lo sa benissimo.<br />
E ora quante morti ci vorranno perché gli uomini politici insabbino, tra le trans, tra gli spacciatori, nella via Gradoli o nelle altre vie della Suburra, la testimonianza della loro condotta spregevole, il loro rotolarsi nel fango, il luridume delle loro coscienze ormai marce?<br />
Quante morti ci vorranno per chiudere quei sepolcri imbiancati che fuori  splendono di vestiti di Caraceni, di belle donne, di coca e  di lusso esibito e indecente?<br />
Quanta verità sarà tratta fuori da una polizia, serva di regime, destinata a tacere da mezzo secolo e a sotterrare anch’essa le sue nequizie in una omertà che non è mai mancata alle sue pecore nere, in una obbedienza servile non alla Repubblica ma ai padroni del potere?<br />
E’ la Roma imperiale un enorme calderone di vizi, ricoperti di ipocrisia, dove ognuno sa tutto e nessuna denuncia niente, dove le spalle ci si coprono a vicenda e accade che gli oppositori siano così simili ai ricattatori da confondere i colori di partito e da rovesciare le piazze in acquiescenze, e dove la magistratura ammanicata di Roma è un benefico porto delle nebbie in cui i potenti hanno sempre trovato riparo e nascondimento per i loro vizi ed errori.<br />
Non parla, a Roma, Berlusconi di toghe rosse sapendo di muoversi qui in una riserva di carne umana dove le guardie sono d’accordo coi cacciatori di frodo e dove gli enormi capitali illeciti che girano sono coperti da provvidenziali scudi fiscali, la Roma ladrona e fatiscente, che ormai ha assorbito anche quei leghisti che erano nati per combattere il marciume e ora sono immersi fino al collo nella palude, mentre le folle sciocche ripetono slogan di prammatica.<br />
..<br />
<strong>La bugia è un vizio</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Non hanno vergogna i parlamentari del Pdl a presentarsi in televisione a dire le stronzate che dicono? A dire cose tanto false che si stenta a guardarli e si ha vergogna per loro!<br />
Non è vero che i procedimenti giudiziari contro Berlusconi sono 106, sono molti di meno, anche se in un paese civile sarebbe bastato uno solo di essi per estrometterlo per sempre dalla politica. Non è vero che in Italia tutti sono intercettati; per un paese che un tale grado di corruzione che è la patria di mafia, ‘ndrangheta e camorra le 10.000 persone intercettate sono anche poche. E non è vero che i giudici ne abusano. Altrove ci sono molti più organi che le fanno, in UK persino i vigili del fuoco.<br />
Non è vero che i processi contro Berlusconi sono cominciati solo dopo la sua discesa in politica, anzi molti erano cominciati prima e lo avrebbero mandato in galera proprio se non fosse sceso in politica con protettori illustri che gli hanno stesso una rete di salvezza.<br />
I due capisaldi su cui si basa la famosa persecuzione delle toghe rosse sono un falso smaccato e spudorato. E non basta che bestie da servaggio continuino a ripeterli come fossero realtà conclamate, anzi il fatto che tutti, come un solo corpo, con identiche parole, ripetano queste falsità li fa parere tutti un branco di animali, simili a quei somari da circo che tutti insieme, a un cenno del domatore, tentano una difficile acrobazia, facendo credere che gli asini volano o forse credendolo essi stessi.<br />
E non è vero che questa turpe svendita dell’acqua pubblica era un dovere nei confronti di una ingiunzione europea. L’Olanda ha votato contro. La Germania ha detto di no. Nessuna legge dell’UE impone di privatizzare l’acqua e dirlo è una stronzata. Tocca al premier di ogni paese decidere e B ha deciso di farlo per interessi che non sappiamo ed è intollerabile che ai cittadini si rifilino queste bugie.<br />
E non è nemmeno vero che il servizio idrico pubblico in quanto pubblico vada male. A Milano l’acqua è un servizio che funziona benissimo, l’acqua è tanta, non manca mai, è potabile, costa poco. E lo stesso a Roma. E le perdite dall’acquedotto sono minime.  Chi difende il servizio privato in quanto privato è in errore. Al sud e in Sicilia l’acqua non c’è mai stata perché è sempre stata gestita dalla mafia e le perdite dell’acquedotto sfiorano il 50%. Credete forse voi che quando in Sicilia o in Calabria l’acqua sarà gestita privatamente e legalmente dalla criminalità organizzata o da una delle 9 multinazionali dell’acqua, le cose andranno meglio?<br />
Siamo stufi di sentire rappresentanti di governo presentarsi in televisione a dire stronzate, a ripetere con vera sfacciataggine cose assolutamente non vere. Questa sequela di menzogne non fa onore né a loro né al partito che rappresentano, ma soprattutto fanno capire benissimo di che pasta sia il leader che li comanda e quanto poco stimi l&#8217;intelligenza degli italiani.<br />
.<br />
“<em>Quando gira un’infezione, l’organismo dovrebbe avere gli anticorpi per difendersi.<br />
Quando girano tendenze populiste e si dice che il corpo elettorale dovrebbe produrre il suo leader direttamente e dargli poteri assoluti, accentrando tutti i massimi poteri dello Stato, dovrebbero esserci vigorosi anticorpi costituzionali. Ma questi in Italia non ci sono</em>”.<br />
Corrado Augias<br />
…<br />
<strong>Leader porconi</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Il primo giorno della FAO arrivavano dei torpedoni da cui scendono 500 giovani e belle donne. Una giornalista curiosa indaga, scoprendo che le 500 giovani rispondevano a un annuncio fatto da Gheddafi: “Cercasi 500 belle hostess, dai 18 anni ai 35, alte minimo 1,70 m, eleganti ma non scollate o in minigonna. Gettone di presenza: 60 euro.”<br />
Le 500 belle ragazze entrano in una sala, si siedono e arriva Gheddafi, che fa loro una lezione sul Corano, chiedendo loro di diventare musulmane.<br />
Quello che non si capisce è perché dovessero essere tra i 18 e i 35 anni, alte 1,70 e belle.<br />
Come ha detto Lella Costa: “Le vie delle signore sono infinite”.<br />
…<br />
<strong>Pillole al femminile</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Mi sembra logico che il colore del Pdl sia l’azzurro, visto che è il colore del Viagra.<br />
Per affiancare la pillola azzurra del Viagra, hanno inventato il Viagra al femminile, pillola rosa, per l’eccitazione delle parti basse erogene femminili, ma non ha funzionato.<br />
Allora hanno inventato una nuova pillola del piacere, che agisce sul cervello ed ha funzionato.<br />
Non occorrono parole per far capire quanto sia grande la differenza tra uomini e donne.<br />
..<br />
<strong>Alina<br />
Ma quanta acqua ci vuole per una centrale nucleare?</strong><br />
Un impianto da 1000 Megawatt (Caorso era da 830 Megawatt) richiederebbe per il raffreddamento quasi un terzo dell’acqua che scorre nel Po a Torino.<br />
E quanta per un cancrovalorizzatore?<br />
Il Comune di Rivalta (To) per il termovalorizzatore della Provincia di Torino, mostra, tra gli altri, un dato impressionante: il consumo di 2,16 kg di acqua per ogni kg di materiale bruciato! Un inceneritore da 120.000 tonnellate consumerà in un anno circa 260.000 metri cubi di acqua, 260 milioni di litri pari al fabbisogno di oltre tremila persone.<br />
Assetati e affogati &#8230;nella merda !<br />
..<br />
<strong>Armando di Napoli</strong><br />
Oro</p>
<p><em>I banchi dei pegni<br />
gestiti da criminali<br />
con licenza di delinquere<br />
affondano l&#8217;ultimo colpo<br />
mettendo sotto il naso<br />
della miseria affamata<br />
l&#8217;odore sublime di un pollo arrosto<br />
aumentando le tariffe<br />
del pagamento dell&#8217;oro</em></p>
<p><em>mettendo in atto l&#8217;ultima truffa<br />
ai danni delle famiglie impoverite<br />
genuflesse dinanzi al portone della sopravvivenza<br />
scippandosi l&#8217;ultimo ricordo<br />
una coppia di fedi<br />
che hanno unito un matrimonio<br />
una collanina regalo di un battesimo<br />
o un dente d&#8217;oro acquistato<br />
con i risparmi di anni di lavoro</em></p>
<p><em>l&#8217;oro simbolo di purezza valore e lealtà<br />
ormai e&#8217; gia&#8217; nelle mani<br />
dei banchieri del demonio<br />
che si divertono a creare sofferenze<br />
e mostrare la loro vanita&#8217;<br />
di dittatori assoluti<br />
padroni di milioni di bocche<br />
che non riescono a nutrire<br />
corpi svenduti al mercato della miseria</em>&#8230;</p>
<p>georgetown 20 novembre 2009<br />
..<br />
Manuela segnala<br />
<strong>Campania: «Contro Cosentino la candidatura di Saviano»</strong><br />
Massimiliano Amato</p>
<p>«Se il candidato del centrodestra sarà Nicola casentino (che B no ha intenzione di ritirare), non sarà una vittoria per il centrodestra ma una sconfitta per l’intero Paese. Ma se un signore che ben 5 pentiti di camorra sostengono essere stato a disposizione dei clan dei Casalesi fosse candidato per il Pdl, il centrosinistra abbia il coraggio di chiedere a Roberto Saviano di scendere in campo. E Roberto Saviano, dal canto suo, non abbia timore di sporcarsi le mani con la politica per restituire dignità a una terra così martoriata». L’urlo di Claudio Fava, dirigente di Sinistra e Libertà, scuote le alte volte della cappella Palatina del Maschio Angioino a Napoli e scatena un autentico boato in sala. La «provocazione» dell’ex eurodeputato arriva nel corso di un convegno su questione morale e istituzioni, organizzato da Luigi De Magistris, eletto a Bruxelles alle ultime europee con l’IdV e che ha visto la partecipazione di Antonio Di Pietro, Sonia Alfano, Salvatore Borsellino, Paolo Ferrero, Concita De Gregorio e Angela Napoli. Proprio da quest’ultima, coraggiosa deputata calabrese del Pdl, arriva l’applauso più convinto alle parole di Fava. A rafforzare il concetto anche il segretario di Rifondazione Ferrero: «Dobbiamo come centrosinistra saper dire a chi è diventato un simbolo della lotta alla criminalità organizzata di fare un passo avanti». D’accordo con Fava e Ferrero anche Antonio Di Pietro, che arrivando al Maschio Angioino sottolinea di essere a Napoli per testimoniare la sua vicinanza «a De Magistris e sconfessare le illazioni pubblicate dai quotidiani a proposito di presunti dissidi tra me e lui» (l’altro annuisce). A quel punto, mancherebbe solo il Pd, impegnato nell’affannosa scelta della successione di Antonio Bassolino. (segue)</p>
<p>cerca.unita.it/data/PDF0114/PDF0114/text45/fork/ref/09311n2a.HTM?key=Massimiliano+Amato&#38;first=1&#38;orderby=1&#38;f=fir<br />
..<br />
<strong>Roberto Saviano </strong><br />
monologo a Che tempo che fa &#8211; prima parte<br />
www.youtube.com/watch?v=bwgLSDKPBNY</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/bwgLSDKPBNY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/bwgLSDKPBNY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Roberto Saviano intervistato da Fabio Fazio (Parte 1)</p>
<p>www.youtube.com/watch?v=8wRptJsGDJc</p>
<p>www.gallito.eu/2009/03/26/che-tempo-che-fa-speciale-saviano-intervista-con-fazio-del-250309-prima-parte-youtube-vide/</p>
<p>I fatti dell’Iran<br />
www.video-tube.it/2009/11/roberto-saviano-che-tempo-che-fa-111109.html<br />
..<br />
<strong>Vaccino americano</strong><br />
Manuela segnala</p>
<p>La cosa comincia davvero a farsi seria: il Council on Foreign Relations è di nuovo sceso in guerra, come nel 1939. Stavolta, contro coloro che mettono in guardia dai vaccini. Difatti manca il consenso popolare alla vaccinazione di massa: 60 americani su 100 rifiutano il vaccino, sostenendo che non è stato testato ed è pericoloso. Che cosa c’è dentro quei vaccini? Quale ingrediente il CFR è così interessato a inocularci? Perchè i sintomi dell&#8217;influenza ucraina assomigliano tanto a quelli della spagnola? Forse la IBM ne è a conoscenza<br />
Mamme italiane, siete debitamente angosciate per il vostro bambino a rischio d’influenza «letale»? State già affollando le guardie mediche? State già invocando ad alta voce il vaccino anti-influenzale, che – come vi dicono i media – non è in quantità sufficiente per tutti?<br />
E’ esattamente la reazione che hanno pianificato per voi i poteri forti.<br />
«La cosa migliore sarebbe di mettere in giro la voce di una scarsità (del vaccino), perchè la gente tende comprare di più (di qualunque cosa ci sia penuria)&#8230; La gente farà la fila per farsi fare l’iniezione antinfluenzale».<br />
Questa frase è stata pronunciata nel corso di un simposio del Council on Foreign Relations, tenutosi a New York il 16 ottobre, i cui membri hanno discusso come indurre il pubblico a farsi somministrare il vaccini anti-H1N1, nonostante la resistenza che sta montando fra il pubblico e i medici.<br />
Il Council on Foreign Relations (CFR) è la «cupola» dei poteri forti: fondato dalla famiglia Rockefeller nel 1917 come fondazione con lo scopo di suggerire ai governi americani la politica estera in senso mondialista e filo-capitalista, ha avuto una parte decisiva nel far entrare Roosevelt in guerra contro la Germania.<br />
continua&#8230;.</p>
<p>pinkveritas.splinder.com/post/21653520<br />
&#8230;&#8230;<br />
Bella poesia di <strong>Saramago </strong>mandata da Mariapia</p>
<p><em>E&#8217; la lunga interminabile<br />
conversazione delle donne,<br />
sembra una cosa da niente,<br />
questo pensano gli uomini;<br />
neanche loro immaginano<br />
che è questa conversazione<br />
che trattiene il mondo nella sua orbita.<br />
Se non ci fossero le donne</em><br />
<em>che parlano tra loro<br />
gli uomini avrebbero già perso<br />
il senso della casa e del pianeta</em><br />
..<br />
<strong>SALVIAMO L&#8217;ITALIA, SALVIAMO LA DEMOCRAZIA. BERLUSCONI DIMETTITI<br />
ILTESTO DELL&#8217;APPELLO</strong></p>
<p>A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto &#8220;Fair Play&#8221; di alcuni settori dell&#8217;opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera che definisce la nostra &#8220;una dittatura&#8221;- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell&#8217;ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell&#8217;Utri.<br />
Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte.<br />
..<br />
<strong>Non è vero che Berlusconi è stato eletto dal popolo</strong><br />
Pancho Pardi</p>
<p>Ma è poi vero che Berlusconi è stato eletto direttamente dal popolo? Niente affatto. I cittadini italiani sono stati costretti a votare da una legge elettorale infame che, oltre a impedir loro di votare per chi volevano, li ha obbligati a votare per simboli in cui era stato infilato il logo “Berlusconi presidente” o “Veltroni presidente”. Una forzatura cui a suo tempo la classe dirigente di centrosinistra non seppe e non volle opporre tutte le necessarie riserve di ordine costituzionale. Quali? Per esempio: la repubblica è parlamentare e non presidenziale; imporre il trucco di quella scritta è una precisa lesione alla natura della repubblica. Oppure: nella Parte II della Costituzione, al Titolo III (Il Governo) è contemplato nella Sezione I il Consiglio del Ministri e nel suo contesto il presidente del consiglio compare con chiarezza come primus inter pares. Non c’è una sezione dedicata a lui: infatti la Sezione successiva, la II, è dedicata alla Pubblica Amministrazione. Nell’indice il presidente del consiglio è saltato a piè pari. Secondo Pecorella invece, in virtù della formuletta inserita nel logo del simbolo elettorale, Berlusconi sarebbe primus super pares.</p>
<p>E’ una colossale panzana. La cosiddetta elezione diretta è solo un subdolo artificio iconografico: una scritta nel simbolo e niente di più. Quanto alla vera elezione diretta del presidente del consiglio l’unico caso è quello di Israele. Considerato universalmente un disastro istituzionale, che giuristi di tutto il mondo hanno illustrato e commentato. Ma se proprio Berlusconi ritiene di ispirarsi a Israele potrebbe seguire l’esempio del suo presidente del consiglio Olmert che ha lasciato la carica e si è fatto processare per corruzione. Si è anche detto onorato di aver guidato un paese in cui il capo del governo non ha diritti superiori a quelli di tutti i cittadini. Che dirà il sempre più pensoso Pecorella?<br />
…<br />
<em>Un’altra delle bugie del Governo è che la crisi sia alle spalle.</em><br />
..<br />
da repubblica.it<br />
<strong>REDDITO BASE E DISOCCUPAZIONE </strong><br />
LUCIANO GALLINO </p>
<p>Sul fronte dell’occupazione la crisi ci consegna uno scenario con alcuni tratti decisamente negativi. Sindacati e Confindustria sono d´accordo nel prevedere che nei prossimi mesi i disoccupati continueranno ad aumentare. Tolta una minoranza che troverà abbastanza presto un lavoro decentemente retribuito, in linea con la qualifica professionale posseduta, nel 2010 e dopo la loro massa si dividerà in tre gruppi: quelli che per vivere dovranno accettare un lavoro mal pagato, al disotto delle loro qualifiche e titoli di studio; i disoccupati di lunga durata, che dovranno aspettare anni prima di trovare un posto; infine quelli, soprattutto gli over 40, che un lavoro non lo troveranno mai più. Questo perché dopo le ristrutturazioni aziendali imposte o favorite dalla crisi, la produttività crescerà; ma insieme con essa aumenterà il numero di persone che dal punto di vista della produzione appaiono semplicemente superflue.<br />
Dinanzi a un tale scenario, che riguarda milioni di persone, la riforma degli ammortizzatori sociali di cui si parla equivale a proporre a un malato il cui stato si aggrava giorno per giorno di prendere un´aspirina in più. Quale sistema di sostegno al reddito detti ammortizzatori, concepiti 40 anni fa, appaiono oggi del tutto inadeguati. Occorre sostituirli con un sistema completamente diverso, capace di generare effetti benefici in diversi ambiti della vita sociale che il sistema in vigore non sfiora nemmeno. Un sistema di sostegno al reddito che dopo una lunga eclissi sta riprendendo posto nell´agenda politica di diversi paesi, dal Brasile alla Germania, è il reddito base, denominazione internazionale che si è ormai affermata in luogo di &#8220;reddito garantito&#8221;, &#8220;reddito di cittadinanza&#8221; e altri.<br />
In sintesi l´idea di reddito base rappresenta un tentativo di allentare, se non abolire, il legame che esiste tra il reddito e il lavoro salariato. Poiché il lavoro tende a scomparire, ma le persone con i loro diritti e bisogni no, occorre trovare il modo di distribuire un reddito anche a chi non lavora. Nella forma ideale il reddito base dovrebbe quindi consistere in una somma bastante per condurre una vita decente, versata regolarmente dallo stato o un ente locale o altra &#8220;comunità politica&#8221; al singolo individuo, senza che questo debba soddisfare alcuna condizione. Non importa se sia povero o no, se possa dimostrare – quando sia disoccupato – di cercare attivamente lavoro, e nemmeno se lavori o no. Nel caso in cui lavori il reddito base si aggiungerebbe al salario, ma la somma dei due comporterebbe ovviamente un maggior onere fiscale, o l´impegno a svolgere un certo numero di ore di volontariato. Uno dei benefici del reddito base incondizionato, su cui insistono spesso i suoi proponenti, va visto nella libertà che conferisce alla persona disoccupata di cercare a lungo un lavoro, senza doverne accettare per disperazione uno con una paga da fame e al disotto del proprio titolo di studio. Questo è anche un vantaggio per l´economia in generale. Infatti il laureato in fisica che in mancanza di meglio fa il bagnino, o la biologa che lavora da commessa in un outlet, rappresentano un investimento di decine di migliaia di euro in formazione gettato al vento. Ma soprattutto il reddito base viene visto come un mezzo efficace per combattere insieme sia la povertà, sia il più insidioso nemico della stabilità e della democrazia nelle società contemporanee: l´insicurezza socio-economica.<br />
In realtà l´idea di reddito base ha più di due secoli. È stata proposta tra i primi da Thomas Paine, lo scrittore politico inglese trasferitosi in America, in un saggio del 1795. È comparsa e scomparsa ripetutamente nel dibattito interno dei partiti di sinistra europei per tutto il Novecento. In Usa, una commissione nominata dal presidente Johnson pubblicò nel 1969 un rapporto in cui raccomandava di sostituire gran parte delle leggi anti-povertà con un programma che fornisse a tutti gli americani un reddito annuale garantito. Non si trattava propriamente di un reddito base incondizionato, poiché era subordinato al bisogno economico. Tuttavia gli argomenti della commissione, a partire da quello per cui non si possono dividere i poveri tra coloro che vogliono lavorare e coloro che non lo vogliono, erano assai prossimi a quelli che da sempre adducono i fautori del reddito base. La legge sul reddito garantito venne bocciata al Senato per pochi voti, dopo essere stata approvata dalla Camera. In Francia ampie discussioni hanno sollevato dagli anni 80 in poi le proposte di André Gorz, dal &#8220;reddito sociale garantito&#8221; sino all´ultima di un &#8220;reddito incondizionato d´esistenza&#8221;. Ma è nell´ultimo decennio che si sono moltiplicati, in tema di basic income, i testi dovuti a studiosi di differenti paesi e istituzioni. In primo piano quelli pubblicati da dirigenti dell´Organizzazione Internazionale del Lavoro, nel cui consiglio siedono, va ricordato, i rappresentanti di governi, imprenditori e sindacati.<br />
La massa di studi oggi disponibili ha allungato l´elenco di argomenti a favore del reddito base, che due studiosi ispanici hanno compendiato di recente in una battuta: il reddito base va bene durante il boom, ma diventa essenziale con la crisi. Soprattutto ha tolto peso a molti argomenti contro, pur non facendoli sicuramente scomparire. Essa mostra che di tale forma di sostegno al reddito esistono molti modelli diversi, alcuni proposti in passato addirittura da economisti liberali come Milton Friedman, Fredrich Hayek, Herbert Simon; altri invece più vicini al pensiero socialista in tema di sicurezza socio-economica. Le ricerche condotte su casi locali attestano che il reddito base non conduce affatto alla formazione di masse crescenti di oziosi, né che esso – quando il suo ammontare sia congruo – favorisce l´offerta di bassi salari da parte delle imprese. Calcoli approfonditi mostrano inoltre come il suo costo possa esser reso sostenibile, tenendo conto che il reddito base non sarebbe un´aggiunta, bensì sostituirebbe gli ammortizzatori sociali in vigore – da noi la cassa integrazione e i piani di mobilità, il sussidio di disoccupazione e i pre-pensionamenti, oltre a varie indennità – che costano comunque miliardi l´anno. Infine nessuno pensa di proporre l´introduzione secca del reddito base come fosse un nuovo articolo del codice della strada. Occorrono studi, periodi di sperimentazione, locali, verifiche sui costi effettivi e sulle conseguenze che esso avrebbe sul mercato del lavoro, applicazioni graduali. Soprattutto occorrerebbe un´ampia discussione in sede politica.<br />
In Germania un simile compito lo sta svolgendo Die Linke, il partito nato da pochi anni a sinistra dello Spd che ha conseguito un notevole successo alle ultime amministrative. Die Linke ha fondato una comunità federale di lavoro sul tema del reddito base incondizionato che conta migliaia di aderenti, e lo ha inserito a pieno titolo nel programma per le prossime elezioni politiche. La 2a settimana del reddito base (14-20 settembre 2009), che essa appoggia, ha riscosso il consenso di 223 organizzazioni non governative, comprese alcune svizzere e austriache. Da noi, ad onta del meritorio impegno del Basic Income Network Italia, nato da vari anni, la discussione è circoscritta a pochi addetti ai lavori. Se quel che resta dei partiti di sinistra, o del centro-sinistra, volessero proporre ai propri elettori di discutere di qualche autentica riforma, l´idea di reddito base come forma di sostegno al reddito resa necessaria dalla crisi e dalla moltiplicazione delle persone che diventano economicamente superflue, potrebbe essere un buon candidato.<br />
..<br />
<strong>Mariapia scrive</strong>:</p>
<p>T&#8217;invio uno scritto apparso su &#8220;Il Fatto Quotidiano&#8221; del 20 novembre2009<br />
<strong>Una giovane donna pensa che questo paese non voglia salvare sé stesso</strong>.<br />
La capisco, ma non penso proprio che questo paese non voglia salvare se stesso: questo paese non è ancora in grado di salvare se stesso e non abbiamo, purtroppo, la risposta per il professore che le chiede &#8220;quale inferno sta accadendo in Italia?&#8221;<br />
Invasioni lunghe secoli; la presenza del papato che ha raddoppiato la violenza dei dominanti; caratteristiche antropologiche che non devono mai essere dimenticate (e quelle della popolazione italiana sono le caratteristiche delle popolazioni del sud del pianeta terra, che riassumo additandola come &#8220;una certa rissosità&#8221;), non consentono, al momento, di elaborare una favorevole evoluzione politica, ma  quanto di positivo ha alle spalle questo paese darà i suoi frutti.<br />
Il tempo non sarà breve e capisco che i giovani siano frastornati e delusi, ma diamogli una mano resistendo noi, genitori e vecchi. Le retroguardie hanno il compito di fermare chi avanza perché più forte al momento per consentire il recupero delle forze in ritirata che sono esaurite e si devono ricaricare.<br />
Lasciamo che si ricarichino questi nostri figli, non abbandoniamo una impresa che è necessaria, grande, sempre rimandata e che qualcuno dovrà pure assumersi, in quanto non si può pensare che i secoli scorrano e noi si resti sempre cittadini europei, cittadini del mondo di seconda mano.<br />
Teniamo il posto con sofferenza: non e&#8217; un compito &#8220;normale&#8221;, ma i valori non portano come sinonimi codardia, pavidità, limitatezza, normalità, ma il contrario<br />
&#8220;Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiero&#8230; &#8220;<br />
Basta con questo verso, tanto antico e sempre attuale, facciamolo diventare passato.</p>
<p>&#8220;Poco più di un anno fa, quando facevo ancora il procuratore della Repubblica, è arrivata nel mio ufficio una ragazzina. Faceva il 4° anno di Giurisprudenza e mi ha spiegato che voleva scrivere una tesi sulla lentezza dei processi penali in Italia (cause e possibili soluzioni); e che cercava informazioni sul campo, intervistando magistrati e avvocati. Io l’ho guardata un po’ meglio e ho capito che tutto era meno che una ragazzina. Poi ha tirato fuori un registratore e abbiamo parlato per non so quanto tempo; era così acuta e determinata, così pronta a identificare l’essenziale di ogni problema, che le ore sono volate. E’ andata via ringraziandomi garbatamente. Un anno dopo mi è arrivato un grazioso bigliettino (da ragazzina) su cui era scritto “è solo una tesi …” e una pen drive che la conteneva. Sì, era solo una tesi; molto ben scritta e drammaticamente accurata. Poi l’ho dimenticata: quello che lei aveva scritto lo conoscevo fin troppo bene; e ciò che mi divideva da lei era la meditata sfiducia nelle “possibili soluzioni”, tanto più “impossibili” quanto semplici ed efficaci.<br />
Qualche giorno fa la ragazzina mi ha mandato una e-mail: “Si ricorda ancora di me?”. Mi ha raccontato che fa la cameriera in un paese straniero dove cerca di “imparare una lingua che a scuola non ho mai studiato” e dove frequenta un master in materie che “non hanno nulla a che fare con i miei sogni di bambina”. Io lo sapevo quali erano i suoi sogni: voleva fare il magistrato. Mi aveva detto, mentre discutevamo della sua tesi, che voleva servire il suo paese. Adesso, mi ha scritto, non sogna più; adesso ha capito che “non avrei potuto passare la vita ad applicare leggi espressione di un Parlamento che non mi rappresenta: che dei delinquenti potessero promulgare leggi che facciano in modo che la giustizia funzioni sarebbe stata un’illusione alla quale nemmeno la grande sognatrice che ero poteva credere”. Così, ha scritto, ha deciso di “scendere”; e se ne è andata. Adesso studia e lavora in un altro paese, lontana dai suoi affetti e dai suoi luoghi. E’ – così si è definita – “una piccola fuoriuscita” che ogni giorno legge, con altri come lei, il Fatto, ingoiando una rabbia che l’essere scesa dalla giostra non ammorbidisce. “Poi ci sono giorni come oggi, quando il professore ti prende in disparte e ti chiede: ‘What the hell is happening in Italy?’ Questi sono i giorni in cui non mi importa di essere una straniera che fa fatica a trovare il suo posto nel mondo, tutto quello che so è che sono felice di essere scesa”.<br />
Adesso non credo che io e molti altri come me potremo dimenticarla; non lei e nemmeno i “piccoli fuoriusciti” suoi amici. E ora che ho finito di raccontare di Paola, vi chiedo: vi rendete conto di cosa avete fatto a una ragazzina? &#8220;<br />
..<br />
<strong>RIDIAMARO : &#8211; )</strong></p>
<p><strong>Mariapia </strong>manda una storiellina:</p>
<p><strong>Carabinieri</strong></p>
<p>Due archeologi dilettanti scoprono in pieno deserto la punta di una strana roccia.<br />
Scavano e scoprono che si tratta della sommita&#8217; di una piramide antichissima. Incerti sul da farsi, decidono di chiamare il gruppo archeologico americano. Sono professionisti e sicuramente scopriranno qualcosa.<br />
Arrivano gli americani con le loro jeep, caravan, elicotteri, strumenti scientifici. Dopo due anni di studi, se ne ripartono sconsolati.<br />
- &#8220;Dopo lunghe analisi e verifiche abbiamo scoperto solo che questa piramide e&#8217; stata costruita tra il 1500 e il 2500 AC&#8221;.<br />
I due si consultano e decidono di chiamare una squadra tedesca, che sicuramente e&#8217; piu&#8217; metodica.<br />
Dopo altri due anni di studi, arriva finalmente la loro risposta:<br />
- &#8220;Abbiamo verificato che la piramide e&#8217; stata sicuramente costruita intorno al 2000 AC. Non abbiamo potuto scoprire altro, i geroglifici sono molto complicati&#8221;<br />
I due si osservano, sconsolati, finche&#8217; uno dice:<br />
- &#8220;Non ci sono altri rimedi che chiamare i carabinieri italiani&#8221;.<br />
Arriva una coppia di carabinieri, entra nella piramide e ne esce dopo circa due ore.<br />
- &#8220;Pero&#8217;, che veloci! Avete scoperto qualcosa?&#8221;<br />
- &#8220;Si&#8217;. La piramide fu costruita tra il 12 febbraio 1858 e il 22 luglio 1857 AC, agli ordini di tale faraone Ankhetop IV, l&#8217;architetto fu tale Tutmosis detto Il Giovane. Il giorno dell&#8217;inaugurazione era nuvoloso. I sacerdoti si opponevano a detto progetto, a causa di una malefica eclisse parziale di luna in Sagittario&#8230; Parteciparono 2118 schiavi non classificati, che tentarono una rivolta per le insane condizioni di lavoro, soffocata il 5 settembre dai soldati del faraone, con il risultato di 42 morti. Il costo dell&#8217;opera fu di 48 libbre d&#8217;oro e 3 libbre di diamanti. La influenza nella lingua si comprova nell&#8217;accento delle terre alte che presentavano i nobili di&#8230; bla bla bla&#8230; (e cosi&#8217; via, per un&#8217;ora)&#8221;.<br />
- &#8220;Cavolo! Ma come avete fatto?&#8221;.<br />
- &#8220;Eh, ci e&#8217; costato molto, e&#8217; stato difficile, ma alla fine la mummia ha parlato&#8221;<br />
…<br />
2000 persone contraggono l’influenza suina e ci si mette la mascherina… 25 milioni di persone con AIDS e non ci si mette il preservativo…Che interessi economici si muovono dietro l’influenza suina?<br />
..<br />
<strong>Andrea Scanzi</strong><br />
…bocciato il Lodo Alfano, ingiustamente divelto dalla Consulta.. la forza del cdx è stata però quella di reagire con serenità alle traversie bolsceviche della storia. Ieri nessuno è andato sopra le righe: nessuno. E sì che ce n’era motivo. Quei comunisti della Consulta, organo notoriamente stalinista, hanno dato un colpo ferale alla democrazia italiana. Al male non c’è davvero mai fine.<br />
Quanto dolore, ieri, guardando la tivù. Per forza che poi uno si dà alla cedrata guatemalteca: è l’unica salvezza.<br />
Bossi ha detto che scenderà in piazza con i Galli, e non si è capito se la sua fosse un’immagine squisitamente campestre o se piuttosto alludesse a Calderoli quale novello Obelix. Adolfo Urso, che già con quel nome non parte facilitato (peggio sarebbe solo Benito Perego), trascinava stancamente le sue floride membra linguistiche nello scantinato trotzkista di Ilaria d’Amico a La7.<br />
Belpietro, col suo prognatismo bulimico, trasudava la consueta simpatia abbacinante (cit), minacciando di abbandonare lo studio se non lo facevano parlare almeno sette ore e mezzo senza interruzioni.<br />
E poi c’era lui, Maurizio Lupi, il grandissimo Lupi, uno che quando parla sa cosa dice ma non lo sanno gli altri, improvvisamente vittima di una mutazione genetica: le orecchie da Spock, il viso quadrato come un Playmobil uscito sghembo dalla fabbrica, lo sguardo arguto di chi ha capito che il triangolo si chiama così perché non ha 4 angoli (ma 3).<br />
Quanto dolore, quanta mestizia. Che scenario post-atomico. E voi che godete di tutto questo, che leggete le menate di Travaglio, che tintinnate con le vostre manette attaccate alla cintura quasi che fossero portachiavi proletari. Siete davvero dei delinquenti senza cuore.<br />
Fortunatamente c’è chi ha saputo fotografare con lucidità la situazione, unendo l’aplomb di Brunetta con la propensione alla digressione intellettuale di Gasparri. Ecco i tre interventi che più di tutti hanno saputo interpretare l’incresciosa situazione contingente. </p>
<p>La silloge bondiana. “Ogni giorno sono stupefatto (si intuisce dalla pettinatura) dalla determinazione, dal coraggio e dalla forza morale che il Presidente del Consiglio esprime di fronte a quello che di sconcertante accade da quasi 20 anni in questo sventurato Paese (sventurato è la parola giusta). Dobbiamo sapere tutti che senza di lui, senza la testimonianza quasi eroica (togli il quasi, cribbio) e certamente commovente (molto commovente) che offre al servizio della libertà, della democrazia e dello sviluppo dell’Italia, saremmo tutti privati della possibilità di guardare al futuro con un minimo di speranza”. Bravo Bondi. Di lui mi piace la misura, il coraggio intellettuale, quel suo non essere mai servile. Quelle sue iperboli a metà strada tra Milan Channel e l’Istituto Luce. Daje Sandrino!</p>
<p>Il Fede addolorato. Eravamo tutti convinti che Emilio Fede non avrebbe mai più sofferto come quella volta delle bandierine prodiane dopo le elezioni del ‘96. E invece. Ieri è andato in onda alle 19, poco dopo la sentenza della Consulta. Era devastato. ..Ha parlato tre minuti senza dire niente. Ma non tutti possono avere la profondità di Angusto Minzolini.<br />
“L’opposizione… Pifdnd (Pierferdinando) che dice Non è….ehh (ehh)…in questo paese dicepierdndcasin (traduco: dice Pier Ferdinando Casini) che fa parte dell’opposizione… non c’entra Di Pietro e quello che dice Di Pietro non ci interessa (ma infatti: andasse pure a sculacciare le antilopi del Caucaso, quel mona di Di Pietro)… In questo paese dice (chi?) in questo paese c’è scarsa attitudine a rispettare le leggi soprattutto le sentenze (è una critica a Berlusconi, ma Fede pensava che il soggetto fosse Belfagor e quindi non l’ha censurata)… Non è un giudizio universale (quale?) la Corte Costuzionale ha espresso una legge che si è rivlt eeehh ahhhh ghrmrhngtr a questo (chiarissimo). Naturalmente (certo, naturalmente) il Governo dice Casini che ha preso il voto degli elettori (chi li ha presi i voti, Casini? CHI è il soggetto, porca miseria?) deve continuare a fare il suo lavoro a occuparsi cioè del problema degli itlniii (???) che vengono prima di quelli (prima di chi?)… che possono essere contenuti…nella sentenza o il risultato (ma il risultato di che? E poi la sentenza cosa contiene? Gli italiani? Mah). Per Gaetano Pecorella, che è uno degli avvocati che ha difeso davanti alla corte il Lodo Alfano (con risultati straordinari, aggiungerei) il risultato dice non cambia il quadro politico… il risultato la sentenza qualunque essa sia (addio, è andato in loop: resettate Emilio) Se fosse negativo (è negativo) non sarebbeunasentzadicndnaberluscmarim (qui si è sfiorato l’embolo)…riaprirebbe soltanto i processi (hai detto niente)”.<br />
Qui c’è una pausa satura di dramma interiore. Si prosegua con l’esegesi.<br />
“Poi naaaaaa…. (gesticola con fare ansiogeno, se gli avessero sterminato la collezione dei Trudini avrebbe sofferto di meno)… la Lodo (”la Lodo”, certo. E magari pure “Le Alfano”, “Gli Governo”, “I Italia”: articoli in libertà, come la Costituzione) è stato respintoooo (effetto eco-rinculo) non all’unanimità ma a maggioranza (una consolazione, il gol della bandiera lo avete fatto: Leonardo si è fermato molto prima). Eeeehhhhhh (eeeehhhhh)….Cicchitto (oh ecco, Cicchitto lo volevo) dalla Consulta un attacco a Berlusconi (ma chi lo dice? Cicchitto? Fede? E stai calmo, Emilio, che poi non ti capisco) Berlusconi dice orailpopoloitalianodovràfarsentirelasuavoce (qui si è rischiata la sincope) ma… questa è…. Fa parte..ggghm ggghm (toh, ora Fede parla come Java di Martyn Mystère, che però – duole dirlo – si fa capire meglio)… del…diciamo delle…reazioni a caldo (ma COSA dici, Emilio? Sicuro di star bene? Vuoi una Cedrata Guatemalteca anche tu?). Buttiglione dice (ma chi se ne frega di Buttiglione, via) Si rispetti il pronunciamento della Corte Costituzionale ma questo non vuol dire dimissioni né elezioni (sempre arguto, Buttiglione). Eeeeh…chhhh..av…dettoooo (ma che è, un telegrafo rotto?)… il restoooooo…con riflessione (oddio lo stiamo perdendo) legittima e si potrebbe aggiungere serena ammesso che uahhhhhhhhhh il Presdconsiglio (crasi che sta per “Premier”) potesse essere sereno in queste ore (serenissimo, lo vedremo tra poco) ma certamente già convinto da ieri di quello che sarà….eeeeeehhhh…saranno i problemi da affrontare (niente dai, io oggi non ti capisco)…. E ha detto Comunque vada io vado avanti perché devo guidare questo paese legittimato dalla ehhh maggioranza degli elettori (non ti vedo bene, Emilio). Non cambia secondo me… non so cosa diranno i sondaggi (mi sa che in questo momento non sai molte cose, Emilio) ma son quasi convinto che seeeee era ieri il 68 virgola otto (sempre precisi, ’sti sondaggi: 68, non 67 o 79. 68.8. Precisi) di fiducia in Berlusconi ehhh domani o dopodomani sarà forse di più (e qui sono d’accordo) perché si aggiunge a tanti altri di problemi (eeehhh?) e comunque non cambia il quadro politico (sì Emilio, questa è l’unica cosa che abbiamo capito)…tutt’altro”.<br />
Ancora una pausa straziante, poi il finale.<br />
“Eeeeeehhhhh….ghhhhm (ancora il neanderthaliano Java)….c’è Bossi (oh ecco, Bossi mi mancava: che dice quel mattacchione dell’Umberto?)…dice….eeehhhh cosa dice Bossi? (addio, parla da solo)…. Ha espresso naturalmente solidarietà al Presidente del Consiglio (certo: naturalmente)… poi ha detto Andiamo avanti non ci piegano (qui secondo me c’era anche un “cazzo!” rafforzativo, Bossi parla così, ma è stato omesso in rispetto alle casalinghe di Voghera)… ehhhh… nemmeno pupazzocontoggghhh (???????) parla del suo incontroconsilvioberlusconidicendonemmenoluivuoleleelezionianticipate (quando Fede accelera, non è mai un bel segno). L’ho trovato forte e questo mi ha fatto molto piacere l’ho trovato deciso a combattere (ma chi è che sta parlando adesso, Bossi? Fede? Adolfo Urso? Non si sa)… Devo dire che di questo non ci possono essere dubbi (sulla grammatica, magari, un po’ di dubbi sì). Mmmmmmmmhhhhhh (oddio, perché ora muggisce?) Bersani (ah, è Bersani che lo rende ruminante) che è il candidato legittimo (lo decide lui chi è legittimo e chi no) quello che certamente andrà al posto di Franceschini che certamente ha fatto il suo tempo (questo, va detto, è ineccepibile)…. Ehhhhh (ehhhhhh) tra laaaaaa (trallallero-llero-lla) aaaaaaaaaaaahhhh (sì, è andato) alla segreteria del Partito Democratico Mi pare che la decisione metta un punto fermo e dica che senza una legge costituzionale Berlusconi e le alte cariche sono cittadini come tutti gli altri e sono tenuti a sottoporsi a giudizio (virgole mai, eh) Berlusconi continua a fare… continui (ecco, magari il congiuntivo è meglio) a fare il suo mestiere sapendo che poiiii cisi…cisi.. (cisi che?) ci saranno ooohhhh i processi davanti ai quali lui ha detto (lui chi? Bersani? Berlusconi? Biribicchio? SPIEGATI, Emilio, diamine. Sembri il codice fiscale di Martufello) Ma io vado in tribunale sono pronto a tutto a difendermi come ha fatto da tanto tempo (sì, dalla Banca Rasini) se ricordiamo ttoqllabbiamofatto (traduco: tutto quello che abbiamo fatto)”.<br />
Qui Fede è svenuto. Gli siamo vicini.</p>
<p>Il Berlusca Avvelenato. Ecco il 3° e ultimo reperto. Tutto si può dire, di Silvio Berlusconi, tranne che sia iracondo. Lui non sbaglia mai una parola. Certo, i soliti garantisti diranno ora che è stato irrispettoso con il Presidente della Repubblica (”Mi aveva promesso che avrebbe garantito sulla Consulta, lui li conosce quelli di sx”), che è stato sgarbato con Rosy Bindi (”Lei è più bella che intelligente”, battutona peraltro non sua ma di Vittorio Sgarbi). E si potrebbe eccepire (cit) sul suo essersi presentato al Cardinal Bertone, che in via teorica di santità dovrebbe intendersi, come “San Silvio da Arcore”.<br />
Dettagli marginali. E’ il discorso pronunciato a caldo davanti ai cronisti che ci consegna il Berlusconi d’annata. Un uomo sereno, rispettoso delle regole, unicamente teso agli interessi del Paese e piacevolissimo nell’eloquio. A me quasi erotizza, veramente.<br />
“Niente (quando uno comincia una frase con “Niente”, quasi sempre gli girano le palle) non succede nulla (proprio nulla)… Andiamo avanti abbiamo governato 5 anni con o senza Lodo andiamo avanti (si sta incazzando, occhio). Io non ci ho mai creduto (disse la volpe all’uva) perché con una Corte Costituzionale con 11 giudici di sinistra (11, non uno di più, non uno di meno: il voto poi è stato 9 a 6, evidentemente due dei comunisti si son fatti dettare il voto da Latorre) era impossibile che approvassero questo. Dopotutto voglio dire eehhh la la la (la la la) la sintesi qual è: Menomale che Silvio c’è (certo, come no. E’ proprio la sintesi che viene in mente a tutti noi. Uno sente la notizia della Consulta e pensa d’acchito: “Menomale che Silvio c’è”. Un ragionamento molto logico, Silvio: un po’ come se Azeglio Vicini a Italia ‘90, dopo la semifinale con l’Argentina, avesse detto: “La sintesi qual è? Menomale che Zenga c’è”). Perché se non ci fosse Silvio (solo Alberto Tomba, nella storia recente, parlava di se stesso in terza persona) con tutto il suo governo e con il supporto del 70% (70: non 71 o 69, 70. Precisi) degli italiani saremmo in mano a una sx (che non esiste) che farebbe del nostro paese quello che tutti sapete (a dire il vero, se c’è una cosa che nessuno ha ancora capito, è cosa vorrebbe fare la sinistra del paese, e più in generale cosa farebbe la sinistra, ma forse ci siamo distratti).<br />
Qui Berlusconi ci spiega. State attenti.<br />
“E quindi bene così (sì, benissimo: vamos). Abbiamo una minoranza di magistrati rossi organizzatissima (ad es. quella delle sentenze anarchiche su scuola Diaz e Bolzaneto) che usano la giustizia ai fini di lotta politica e uno (e due, e tre, la Rosina fa il caffè). Abbiamo il 72 % della stampa (72: non 71 o 73, 72. Preciso) che è di sx. Abbiamo tutti gli spettacoli di approfondimento della televisione pubblica pagata coi soldi di tutti che sono di sxa (anche il programma a cui ha telefonato ieri sera a RaiUno). Ci prendono in giro anche con gli spettacoli comici (tipo quelli di Grillo e Luttazzi, che la tivù non la faranno mai più), il Capo dello Stato sapete voi da che parte sta e abbiamo 11 nella Corte Costituzionale eletti dai Tre Capi dello Stato della sx (???) che… fanno della Corte Costtznl (solita crasi) non un organo di garanzia ma un organo politico. Noi andiamo avanti (menomale, un po’ di timore lo avevo), i processi che mi scaglieranno addosso a Milano (e che sono, molotov?) sono delle (lo scandisce) autentiche f-a-r-s-e. Io sottrarrò qualche ora alla cura della cosa pubblica (anche più di qualche ora, noi non ci offendiamo mica) per andare là e sbugiardarli tutti (minaccia o promessa?). Queste cose qua a me mi caricano (”a me mi” non si dice: è l’abc della comunicazione), agli italiani gli caricano (GLI caricano?GLI caricano? Ma come parliiiiiiiii??????). Viva l’Italia, viva Berlusconi! (che sarebbe lui)”.<br />
Qui si sente, sullo sfondo, un “bravo bravo!”. Era Amicone, nascosto sul calzino (destro) del Premier.<br />
..<br />
http://masadaweb.org</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[MASADA n° 1036. 20-11-2009- Ci hanno rubato l’acqua]]></title>
<link>http://masadaweb.org/2009/11/20/masada-n%c2%b0-1036-20-11-2009-ci-hanno-rubato-l%e2%80%99acqua/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 08:54:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
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<description><![CDATA[LA DEMOCRAZIA IN ITALIA SI CHIAMA CLEPTOCRAZIA!!! Anton “Nessun uomo è tanto pazzo da vendere la ter]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://www.puta.it/blog/images/natale_2004_ellekappa.jpeg" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p><em>LA DEMOCRAZIA IN ITALIA SI CHIAMA CLEPTOCRAZIA!!!</em><br />
Anton</p>
<p>“<em>Nessun uomo è tanto pazzo da vendere la terra su cui cammina”. Così, stando alla leggenda, il grande capo indiano avrebbe risposto al negoziatore bianco che gli offriva la scelta tra la guerra di sterminio e l’acquisto delle terre ataviche della sua tribù. Che cosa direbbe oggi quel capo indiano di noi che, dopo aver fatto ovunque commercio della terra su cui camminiamo, ci siamo venduti  anche l’acqua che beviamo</em>?</p>
<p>Antonio Scurati<br />
..<br />
<strong>Ci hanno rubato l’acqua</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Con 302 sì contro 263 no, è stato approvato dal Parlamento il decreto Ronchi presentato alla fiducia per ragioni di necessità e urgenza, una necessitò e urgenza che nessuno è riuscito a spiegare in nessun modo.<br />
Ora l’acqua italiana non è più pubblica, è stata privatizzata, anche se Pdl e Lega giurano il contrario. Il motivo di tanta necessità e urgenza è stato sbandierato come una procedura di ingiunzione €pea che si aggiunge ad altre 155 e di fronte a cui il governo Berlusconi, nell’interesse dei cittadini, non poteva fare che ubbidire.<br />
Niente di più falso!</p>
<p><!--more--></p>
<p>Peccato che tra queste 155 ingiunzioni ci sia anche quella per cui B deve mettere immediatamente su satellite l’illecita Rete4 e per cui stiamo pagando 350.000 € di multa al giorno aumentando il deficit dello Stato e impedendo a Europa7, che invece ha tutti i diritti, di trasmettere!<br />
Sulla privatizzazione dell’acqua, non esiste alcuna tassativa ingiunzione €pea e Lega e Pdl lo sanno benissimo tant’è che Parigi ha rifiutato di farlo e la Merkel non ci pensa nemmeno a privatizzare i servizi al cittadino che nelle liberista Germania sono tutti gestiti dallo Stato, compresa l’acqua.<br />
Falso anche che l’infame privatizzazione sia fatta nell’interesse dei cittadini. Ovunque l’acqua sia stata privatizzata il risultato è stato peggioramento della qualità dell’acqua fino a contaminanti colibatterici e rialzo fortissimo delle bollette con tariffe da capogiro, perché ovunque un servizio  pubblico diventa privato crollano tutte le garanzie di qualità e prezzo e l’unico scopo del nuovo gestore è  massimare i profitti tagliando i costi. Ma la Lega si è buttata nel nuovo scempio che indebolirà ancor più gli enti locali e approva la privatizzazione senza alcuna regolamentazione che, si dice, sarà fatta poi, o forse mai.<br />
Alla faccia della difesa del territorio!<br />
Ora qualunque squalo del mercato potrà rubarci l’acqua pubblica, anche un ente straniero, anche una società a infiltrazione mafiosa. E se l’acqua dai rubinetti uscirà cara ma sporca, e buona solo per lo sciacquone, ci saranno sempre le acque minerali, controllate dalla mafia.<br />
Davvero un bel lavoro in nome di un federalismo che, quando sarà raggiunto e se mai sarà raggiunto, avrà la funzione di distribuire le spoglie di qualcosa che non sarà più, perché il mercato o lo stato si saranno presi tutto!<br />
Così sostanzialmente avremo uno stato solidamente accentrato e monocratico sulla persona di un leader del governo dotato di pieni poteri, dall’altra resterà una spoglia formale di uno stato federale che sarà solo una bella finzione, essendo i poteri, i fondi e le funzioni da tutt’altra parte. Ma fregati non saranno solo i leghisti ma tutti i cittadini.<br />
..<br />
Per capire quanto danno facciano le privatizzazioni incontrollate, basta vedere negli USA quanti danni sono stati portati nella gestione privata della luce elettrica, come è diventata rapidamente obsoleta la rete e quanti  black out ha portato negli USA questa obsolescenza con impianti che alla fine erano da buttare, mentre si massimizzavano i consumi e i costi,  fuori da qualsiasi strategia di razionalizzazione degli sprechi e di economicità.<br />
Oppure basta considerare come è stata la gestione privata dei telefoni in Italia e a che dislivello della rete e gap tecnologico rispetto ad altri paesi, con costi pià alti e un altissimo grado di corruzione sopportata!<br />
Non ha alcun senso dire che la privatizzazione sembra una cosa bella &#8220;in teoria&#8221;. Guardiamo &#8220;in pratica&#8221; che cosa è successo in TUTTE le parti del mondo con la privatizzazione dell’acqua, guardiamole TUTTE queste privatizzazioni, IN PRATICA!<br />
Non si butta così l&#8217;acqua pubblica, B approfitta con dolo di un socio incapace seguito da persone che non sanno quello che fanno e si riempiono la bocca di slogan come privato è bello, liberalizzare, viva il mercato.</p>
<p>Il fine massimo del sistema neoliberista è di privatizzare tutto, così ogni cosa diventa merce e su ogni merce si può fare capitale. Ma chi fa capitale non fa beneficenza. Fa profitto! E il profitto da speculazione non è mai stato compatibile col bene pubblico o con l’interesse collettivo.<br />
E devi pensare bene che, quando hai venduto l&#8217;acqua per es. alla francese Veolia o a una società di Gheddafi, quella non ricadrà nemmeno sotto le leggi italiane!<br />
Questi sono tanto idioti che le leggi di regolamentazione delle società concessionarie non le hanno nemmeno fatte!!<br />
Non solo non fanno gli interessi dei cittadini ma nemmeno di quegli enti locali che i leghisti almeno dovrebbero tenere come un fiore all&#8217;occhiello per amore del territorio e che invece hanno depredato, svenduto e impoverito. E&#8217; pazzesco!<br />
B fa gli interessi suoi e del suo capitale e fa gli interessi dei grossi gruppi capitalisti imprenditoriali che del bene nostro se ne fottono, e fa gli interessi della mafia che nel grosso business dell&#8217;acqua c&#8217;è dentro mani e piedi<br />
Eccolo lì l&#8217;alto grado di necessità e urgenza: alimentare interessi sporchi! Altro che l&#8217;ingiunzione €pea!<br />
Le ingiunzioni €pee, guarda caso, vanno bene quando B ci vede dentro i suoi interessi e quelli dei suoi soci occulti, sono totalmente dimenticate quando non combinano con quelli!<br />
E non mi parlate di quel che è buono in teoria!<br />
In teoria la religione cristiana è una fede d&#8217;amore e carità. Nei fatti ha portato le guerre per le eresie, le crociate, l&#8217;inquisizione, la caccia alle streghe, la pedofilia e lo IOR.<br />
Il cittadino deve essere difeso. Non venduto!<br />
..<br />
<strong>Armando di Napoli</strong></p>
<p><em>Acqua acqua acqua<br />
scorre nei sogni dei bambini<br />
tramutando la sete in sorsi<br />
ricavati da spremute di stelle</em></p>
<p><em>acqua acqua acqua<br />
ghiacciai smembrati<br />
falde inquinate<br />
guerre dei poveri incubate</em></p>
<p><em>acqua acqua acqua<br />
oro bianco incastonato<br />
di diamanti<br />
il tuo cuore di ghiaccio</em></p>
<p><em>acqua acqua acqua<br />
acqua divina venduta<br />
al prezzo del vino<br />
imprigionata in un codice barra</em></p>
<p><em>acqua acqua acqua<br />
negata truffata manipolata<br />
privatizzata scomunicata<br />
sbattezzata mercificata</em></p>
<p><em>acqua acqua acqua<br />
un goccia nel deserto<br />
arido dell&#8217;animo umano<br />
non riesce a germogliare misericordia</em></p>
<p><em>acqua acqua acqua<br />
rotte acque per bambini che nascono<br />
solo in parte altri affogano<br />
nella merda della vostra marcia avidita&#8217;</em></p>
<p><em>acqua acqua acqua<br />
in mani sbagliate<br />
intossicata vomitata<br />
avvelenata per fini imbottigliati</em></p>
<p><em>acqua acqua acqua<br />
pubblica scaricata nel cesso<br />
per incutere paura e degresso<br />
all&#8217;umanita&#8217; depressa</em></p>
<p><em>acqua acqua acqua<br />
acqua assassina<br />
uccidi senza scrupolo<br />
milioni di bambini</em></p>
<p><em>acqua acqua acqua<br />
acqua agitata<br />
barconi senza pieta&#8217;<br />
risucchiati negli abissi martoriati</em></p>
<p><em>acqua acqua acqua<br />
con te annaffio questi<br />
volgari versi concime<br />
per porci invettive per avidi<br />
</em><br />
<em>acqua acqua acqua<br />
bollendo il tuo vapore diventa nuvole<br />
infinita e imprendibile<br />
come una lacrima che affoga nei meandri del mare&#8230;</em><br />
..<br />
<strong>Serge Latouche e la catastrofe presente</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Serge Latouche vede nella decrescita l’unica via d&#8217;uscita dalla crisi occidentale.<br />
&#8220;<em>Non siamo più minacciati dalla catastrofe, siamo già nella catastrofe, e abbiamo il privilegio fantastico di assistere al crollo della civiltà occidentale</em>&#8220;<br />
&#8220;<em>Si tratta di un una fatto rarissimo, paragonabile alla fine dell&#8217;Impero Romano. Con la differenza che questo si è svolto in un arco temporale di 700 anni, mentre il crollo della nostra civiltà si compirà in meno di 30 ann</em>i&#8221;.<br />
Adam Smith teorizzava una crescita infinita che portava benessere a tutto, era falso! Abbiamo avuto un addensamento di ricchezza nelle mani di pochissimi mente la miseria del mondo si è decuplicata. E oggi per quanto il neoliberismo sia fallito, si continua a insistere sull’errore.<br />
La privatizzazione fa parte di un sistema fallito che porta il mondo alla morte.<br />
E i governi che insistono su questo sono morti e daranno solo morte.<br />
Il sistema fondato sui consumi e sul mercato dove pochi comandano molti è fallito.<br />
E’ inutile volerlo perpetuare. Il mondo sta morendo. I ghiacci si stanno sciogliendo. Ormai anche se l’inutile G20 facesse qualcosa che nemmeno fa, la temperatura salirà di 2 gradi e parte di questo paese finirà sotto il mare. Molte terre spariranno. E su altre si abbatterà la siccità e l’aridità. L’acqua dolce sarà sempre più rara. Avrà un valore enorme. Inestimabile!<br />
In un futuro molto vicino l’acqua dolce sparirà e noi vendiamo quella che abbiamo?? E’ la follia assoluta.<br />
Siamo nelle mani di sciagurati e di disgraziati che nella completa noncuranza del bene o nell&#8217;ignoranza o nel menefreghismo delle conseguenze dei loro atti, ci stanno portando tutti alla rovina. E&#8217; una cosa da non credere!<br />
E qualcuno mi viene anche a dire che però il Pd.. ma il Pd cosa? Cosa non hanno fatto o hanno fatto anche questi sciagurati che sono complici di tutto quel che accade?! Quelli del Pd sono stati i primi a creare società per azioni nelle città o regioni amministrate da loro! Si pensi solo a Martini e Domenici nella civile Toscana! Qualunque aberrazione compia B, essi ne sono stati i promotori e gli antesignani! E’ questa la cosa peggiore! Che ci troviamo ad avere a che fare con due poli, praticamente tutti e due a favore del neoliberismo, con la differenza che almeno B lo usa per fare gli interessi suoi e gli altri vanno anche contro se stessi.</p>
<p>La criminalità ha generato la follia e la follia ha sorretto la criminalità. E la maggioranza di un popolo imbelle, inerte e disinformato, ha fatto il resto.<br />
Non c’è giustificazione che tenga, non c’è critica alla sciattaggine pubblica, non c’è attacco alla corruzione statale, non c’è qualunquismo politico, non c’è scusante razionale, non c’è ignoranza o imbecillità capace di coprire quanto è stato fatto. Qualunque sistema pubblico anche con le sue magagne sarebbe sempre meglio delle svendita di un bene tanto prezioso come l’acqua, un bene che nel prossimo futuro avrà un valore immenso, e noi lo svendiamo SENZA REGOLE !!!!! al primo che passa, fosse pure la Sacra Corona Unita o una società di Gheddafi, SENZA REGOLE!!!!</p>
<p>Ma certo, ora che i capitali sporchi sono rientrati devono trovare un sicuro investimento, meglio del petrolio, e cosa meglio dell’acqua potrà garantire domani rendite da capogiro? E così un governo compiacente sorretto da un gruppo di scemi e da un popolo di disinformati, svende l’acqua pubblica, il petrolio italiano! E noi dobbiamo anche a stare a sentire degli ipocriti che in televisione ci vengono a dire che “lo hanno fatto perché lo voleva l’€pa”, che lo hanno fatto “per il bene dei cittadini italiani” che “volevano evitare monopoli!” Ma monopoli di che? Dopo sì che ci saranno i monopoli contro cui gli utenti non potranno fare più nulla! E quando dal rubinetto uscirà merda contro chi protesteremo? Contro la mafia? Contro la Veolia? Contro Gheddafi? Contro gli emirati arabi?<br />
Ma la linea precisa è questa: vendere un territorio, vendere i beni necessari, vendere i servizi, vendere tutto!<br />
E’ solo l’inizio, poi venderanno le scuole, le ferrovie, le spiagge, i laghi, il nostro DNA… non c’è limite all’avidità insaziabile e spietata di costoro!<br />
Faremo come a Cochabmaba? Tutti in strada quando la situazione sarà irreversibile e non riusciremo più a vivere e non solo ci spareranno contro ma il Trattato di Lisbona ci dirà che è questo il caso previsto per rimettere la pena di morte contro chi insorge contro un governo<br />
Ma vi rendete conto dove siamo andati a finire a forza di disinformazione e di inciuci?!<br />
Non solo ormai mafiosi e camorristi spadroneggiano dentro lo stato, non solo si fanno leggi a raffica per paralizzare i processi e premiare evasori e criminali ma si svendono persino i beni dei cittadini, i beni fondamentali!?<br />
E poi che faranno? Faranno cassa e scapperanno col malloppo in qualche isola dei Caraibi? Anche i leghisti come Berlusconi pensano di far cassa e di scappare via dalla Padania in qualche isola caraibica lasciandoci nella merda?<br />
Ma ancora ancora  state aspettando che le cose migliorino! Ancora si deve sentire qualcuno minimizzare?! Nulla di quel che è successo basta ancora?<br />
Ancora c&#8217;è chi viene qui a scrivere a favore di Berlusconi o della Lega o del Pd?!<br />
Ma cosa deve succedere ancora perché vi svegliate?<br />
Che si diventi totalmente come l&#8217;Iran o l&#8217;Argentina?<br />
..<br />
<strong>Intervento di Di Pietro</strong></p>
<p>Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio che non c&#8217;è, noi dell&#8217;Italia dei Valori diciamo «no» a questo Governo e «no» a questo decreto-legge che privatizza alcuni servizi, e tra questi l&#8217;acqua.. a questo Governo perché non fa altro che fare leggi schifezze, che nemmeno la sua maggioranza voterebbe se non fosse sotto il ricatto permanente della ricandidatura e del voto anticipato.<br />
Infatti, il vero problema è che questa legge elettorale permette a questo Parlamento di essere composto da persone nominate dal sultano di turno e non dal popolo italiano.<br />
Noi diciamo «no» a questo Governo, perché oltre a privatizzare beni essenziali come l&#8217;acqua privatizza anche la legge, perché utilizza il Parlamento per portare avanti interessi privati invece che pubblici interessi…a questo Governo delle centrali nucleari..a questo Governo che privatizza tutto ciò che è in regime di monopolio naturale, e che quindi trasforma i monopoli pubblici in monopoli privati, anzi in propri monopoli privati .<br />
Diciamo «no» a questo Governo che privatizza la legge, e che dal lodo Alfano al lodo Schifani, e dallo scudo fiscale arriva alla fine al processo breve, che serve solo a sé, a lei, Presidente del Consiglio, e ai suoi amici criminali.<br />
Diciamo «no» a questo Governo, che col sistema della privatizzazione ha ridotto la giustizia sociale allo sfascio,.. a questo Governo a nome e per conto dei precari della scuola, dei lavoratori e dei dipendenti di Omega, di Eutelia, di Agila e di Finmedia, della MALE di Torino, della Cantieri Napoli di Castellammare e della Finmeccanica, della FIAT di Termini Imerese, di Pomigliano d&#8217;Arco, dei lavoratori della Dalmine, della MAC-Iveco di Brescia, dei lavoratori della Merloni, dei lavoratori di Alitalia, delle aziende dell&#8217;indotto di Malpensa, dei lavoratori della chimica di Porto Torres e di Marghera, dei lavoratori dell&#8217;alluminio dell&#8217;Alcoa in Sardegna, di quella della Sellfit di Caserta, della Lasme di Melfi e, da domani, anche della Safilo del nord.<br />
Diciamo «no» a questo Governo, ai decreti-legge che servono per trasformare in servizi quelli che sono diritti; perché si afferma, con il decreto-legge in esame, di privatizzare il servizio dell&#8217;acqua, ma l&#8217;acqua non è un servizio, è un diritto di per sé, che spetta a tutti, per il solo fatto di esistere: non è che uno può bere se ha i soldi, e muore di sete se non ha una lira.<br />
Diciamo «no» a questo Governo, e lo diremo con 3 referendum che subito dopo, da qui, indiremo mano a mano che vengono promulgate queste leggi. «No» alle centrali nucleari, che non servono al pubblico interesse, perché oltre a rubare l&#8217;acqua ruberanno anche l&#8217;aria per respirare, anche l&#8217;ambiente, anche la vita. “No”al decreto-legge in esame, che privatizza l&#8217;acqua; e «no» anche alla legge sulle prescrizioni dei reati che serve a lei perché non vuole essere processato: io vorrei un Presidente del Consiglio che non commette reati, non che non vuole essere processato!<br />
È per questo che noi dell&#8217;Italia dei Valori parteciperemo tutti e da singoli alla manifestazione del 5 dicembre. Vi parteciperemo in quanto cittadini, parteciperemo lasciando che a questa manifestazione sia la rete, siano i cittadini direttamente, a prescindere dalle bandiere e dalle ideologie di appartenenza, a metterci la faccia, a salire sul palco; salgano gli operai di Eutelia, salgano i lavoratori precari della scuola, salgano coloro che non hanno voce, a cui noi vogliamo dare voce, a cui lei toglie il diritto anche di bere, anche il diritto di respirare.<br />
Noi, signor Presidente del Consiglio, diciamo «no» a questa deriva delle privatizzazioni. Noi siamo Liberali, Democratici e Riformatori €pei, siamo per il libero mercato, siamo per la libera concorrenza; ma che libera concorrenza c&#8217;è, quando dal monopolio pubblico si passa al monopolio, all&#8217;oligopolio privato? Quando dalla globalizzazione si passa alla colonizzazione? Quando vengono venduti solo beni e servizi che le multinazionali vogliono, solo al prezzo che vogliono, solo con la qualità che vogliono? Che libero mercato, che libera concorrenza, che migliore economia c&#8217;è, se vengono coltivati solo i prodotti nei luoghi e nei territori che vogliono le multinazionali, solo i prodotti che servono per far diventare ricchi alcuni territori e rimanere poveri altri, nei territori scelti dalla multinazionale, che deve decidere chi deve mangiare, dove deve mangiare e dove deve bere?<br />
Noi siamo convinti che si stia arrivando a una deriva di questa privatizzazione. Pensate che, di privatizzazione in privatizzazione, da ultimo siamo arrivati alla privatizzazione della guerra. Ora la guerra sia affida a contractor privati, si paga a tiro, a pallottola, a morto ammazzato. A questa privatizzazione siamo contrari. Noi siamo per la privatizzazione dei servizi ma non possiamo accettare che si privatizzino i servizi unici ai quali ci si affida e quello c&#8217;è, come l&#8217;acqua che quella è perché il fiume quello è. Lo puoi privatizzare come ti pare e piace ma alla fine chi ha in mano il rubinetto decide se devi bere o non devi bere.<br />
Allora mi chiedo: perché lei, signor Presidente del Consiglio che non c&#8217;è, si mette a fare questa privatizzazione? A chi giova? Giova, lo ripeto, a quelle multinazionali delle quali lei fa parte con le sue imprese private, in pieno conflitto di interessi. Giova a quelle lobby del potere economico che decidono chi deve vivere e chi deve morire, chi deve respirare e chi deve bere. Noi a questa privatizzazione non ci possiamo stare perché non si tratta di privatizzazione, ma di un&#8217;eliminazione dei diritti inalienabili che spettano a ciascuno di noi per il solo fatto di esistere e di stare al mondo. È questa esasperazione del capitalismo che vogliamo contrastare noi liberali, noi che crediamo nel libero mercato e che non vogliamo trasformare la proprietà dei mezzi di produzione in proprietà dei mezzi di sussistenza, perché la sussistenza è un bene che deve spettare a tutti.<br />
Allora, signor Presidente del Consiglio, lei continuerà, fino a quando starà qui a fare il corruttore giudiziario, l&#8217;evasore fiscale impunito, il falsificatore di bilancio, l&#8217;uomo contiguo ai mafiosi, ma noi la contrasteremo sempre, dentro questo palazzo e fuori, manifestando con i cittadini per invogliarli a comprendere, a capire e a non lasciarsi più imbonire dai suoi organi di informazione e dal suo modo di rappresentare la verità.<br />
Lei deve andare a casa il più presto possibile perché prima lei va a casa, prima il nostro Paese riconquisterà la democrazia e la pace sociale<br />
..<br />
<strong>Antonella</strong><br />
A Genova e dintorni prima c&#8217;era l&#8217;AMGA (Azienda Municipalizzata Gas e Acqua), adesso per l&#8217;acqua ti devi rivolgere alla Mediterranea delle Acque. Il passaggio non é stato indolore: aumento delle tariffe, difficoltà di parlare con il call center (di Livorno!), dove non sanno niente e sono di una maleducazione che rasenta il bullismo&#8230;.<br />
Il top lo si raggiunge nelle frazioni extraurbane: qui, per non saper né leggere né scrivere, la Mediterranea delle Acque applica a tappeto la tassa per &#8220;depurazione&#8221; e &#8220;fognatura&#8221;. &#8220;Ma come&#8221; dico loro, &#8220;ma lassù non c&#8217;é nessuna fognatura&#8221;! &#8221; Ah&#8221;, mi rispondono, &#8220;noi adesso applichiamo a tutti queste due tasse, poi per chi protesta le leviamo, ma mandiamo ai competenti comuni i nominativi, perché i Comuni vadano a controllare se le relative fosse settiche sono in regola&#8221;. A me é sembrato un comportamento vessatorio, ma anche un tantino mafioso. Soprattutto, mi sembra che dovrebbe essere compito loro controllare che gli utenti siano in regola con le fosse settiche, e non demandare ai Comuni.<br />
La regola della privatizzazione é sempre la stessa: gli oneri al pubblico e i profitti al privato.<br />
..<br />
<strong>Enna</strong></p>
<p>Quello che accadrà lo vediamo chiaramente a Enna che  è stata una delle prime a privatizzare l&#8217;acqua.<br />
Quello che esce ora dal rubinetto è una massa fecale giallastra con roba che galleggia a fronte ad aumenti spaventosi delle bollette.<br />
Quando 300 famiglie hanno protestato per questa schifezza che li costringe a usare per uso alimentare minerale, la società ha chiuso loro i contatori. E chi doveva pagare per es. 300 € ha dovuto pagare altri 100 € per un contatore nuovo.<br />
L&#8217;acqua inquinata ha colpito 23 comuni delle province di Caltanissetta, Enna ed Agrigento, serviti dagli Ato idrici che si approvvigionano dall’invaso Fanaco, per la distribuzione, da marzo ad oggi, di acqua inquinata da triolometani prima e manganese poi.<br />
Alla luce della perdurante situazione di inquinamento sindaci ed amministratori dei 23 comuni interessati hanno deciso di mettere a punto iniziative comuni “per fronteggiare un’emergenza che non appare superata”.<br />
Ad Agira, i rubinetti asciutti dal sabato al lunedì: ormai è una situazione abituale per i residenti del quartiere di San Pietro. Dopo due mesi di disagi i cittadini hanno deciso di raccogliere delle firme e di stilare un documento di denuncia inviato alle autorità politiche regionali e provinciali, alle autorità di pubblica sicurezza, ai vertici di AcquaEnna.<br />
Qualcuno si è sentito rispondere ironicamente di installare delle vasche di riserva. E’ davvero una beffa per chi ha continuato a pagare regolarmente le bollette dell’acqua nonostante i notevoli aumenti delle tariffe rispetto a quando il servizio era gestito dal comune.<br />
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<strong>Padre Alex Zanotelli</strong><br />
<strong>Per la campagna &#8220;acqua pubblica ci metto la firma&#8221;</strong></p>
<p>La ragione fondamentale di questa privatizzazione sono gli enormi interessi: l’acqua è ormai l’oro blu del futuro che sostituirà l’oro nero.<br />
Tant’è che “la banca Fideuram lo sa: vale più un litro di acqua che uno di petrolio…..”!<br />
Infatti senza petrolio possiamo vivere, senza acqua no.<br />
Le grandi multinazionali dell’acqua stanno mettendo le mani sul bene più prezioso dell’umanità.<br />
Loro sanno che è già scarsa oggi e che andrà scarseggiando.<br />
Di tutta l’acqua, solo il 3% è potabile.<br />
Di questo 3%, il 2,70% è usato nell’agricoltura industriale.<br />
Ci rimane solo lo 0,30% dell’acqua su cui c’è già una pressione enorme (ricordiamoci che il 20% ricco consuma l’87% dell’acqua potabile e che 1.400 miliardi dei poveri non hanno accesso all’acqua).<br />
Una pressione che andrà aumentando nel prossimo futuro. Infatti la temperatura mondiale, per l’effetto serra, crescerà al minimo di 2° centigradi.<br />
Gli scienziati ci dicono che basta 1.5° centigradi in più per sciogliere neve e ghiacciai.<br />
Ci salteranno così le fonti idriche. L’acqua sarà sempre più scarsa.<br />
Ecco perché le multinazionali stanno mettendo le mani su quest’acqua.<br />
Dobbiamo avere il coraggio di dire no a questa logica.<br />
È chiaro che, se noi l’accettiamo, sarà un altro peso insopportabile sulle classi deboli (100% aumento della bolletta e tagli dell’acqua se non si paga!) e sui poveri del mondo (avremo centinaia di milioni che moriranno di sete nel sud del mondo!)<br />
La grande domanda è:  l’acqua è fonte di vita o fonte di guadagno?<br />
Sarebbe così bello che L’Italia potesse dare una “lezione di civiltà” e di etica<br />
Sono sicuro che ce la faremo: che vinca la vita!</p>
<p><a href="http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article545">www.acquabenecomune.org/spip.php?article545</a><br />
..<br />
<strong>Mariapia</strong></p>
<p>T&#8217;invio un estratto  di una questione che noi cittadini abbiamo già sollevato e che resta senza alcuna risposta.<br />
&#8220;Bologna è il posto, in Italia, dove l’acqua costa di più, anche rispetto ai luoghi in cui è stata completamente privatizzata o quasi. E’ di ieri la notizia che nel 2008 Hera SpA ha aumentato i ricavi del 29,8% ed il margine operativo lordo del 16,5%, con valori d’incremento a doppia cifra in ciascuna delle principali aree di business, «la maggiore crescita mai realizzata dal gruppo». Inoltre è proseguita l’azione di consolidamento con l’integrazione, tra l’altro, di Sat di Sassuolo: non è il Parco della Vittoria (Enìa, Iride) ma, nel gioco di monopoli, non si butta via niente.<br />
Da parte sua, Hera SpA  che gestisce la risorsa acqua, lucrerà facili e lauti incassi. Extra gettiti derivanti dal fatto che si pagherà l’acqua anche 8 volte il suo prezzo (calcolato secondo i criteri previsti dalla legge) con un aumento delle bollette, per la sola voce “acquedotto”, di almeno il 10 %&#8221;&#8230;.)<br />
Evviva, una sinistra perfetta!!!</p>
<p>Per noi cittadini di una città di Sinistra (o sinistrata), che già nella lunga lotta per non farci imporre un sindaco deciso dal vertice nella persona del Sig. Cofferati abbiamo capito parecchie cose nel breve tempo di 5 anni, la questione dell&#8217;acqua, che qui è privatizzata e costosissima, si aggiunge alle mille e mille questioni che vediamo risolte in modo verticistico, antidemocratico e che somiglia tanto a un capitalismo di Stato di cui solo i vertici economici e politici hanno benefici, per cui cominciamo a non avere troppe meraviglie sulla cosiddetta sinistra e c&#8217;interroghiamo, come tutti, come arrivare a un mutamento della situazione.<br />
La sx qui  ci spaventa quasi quanto la dx, ma questo fatto di apre gli occhi e speriamo di essere &#8211;  poiché  l&#8217;impegno civile della popolazione dei luoghi emiliani è da tempo più  affermato che in altri luoghi del nostro paese -tra coloro che aprono gli occhi e non si fanno condurre con l&#8217;anella al naso.<br />
Cerchiamo idee nuove, nella consapevolezza che è un tempo faticoso per via della perdita delle identità di classe ci rende estranei, per cui, visto i mutamenti rapidi e imponenti che sono avvenuti in 30-40 anni, sappiamo che il &#8220;nuovo tempo&#8221; richiede pazienza.<br />
La sx a Bologna è come una zattera leggera in un mare in tempesta, per cui metà dei salvati ci stanno sopra e, a turno, l&#8217;altra metà nuota per spingerla per raggiungere la salvezza, nella consapevolezza di essere una razza forte, con il nostro filosofo che ride e dice: certo, una razza forte, forte come l&#8217;aceto!<br />
Ma noi abbiamo un sogno, questa è una terra di sogni.<br />
..<br />
<em>Se per Itaca volgi il tuo viaggio,<br />
fa voti che ti sia lunga la via,<br />
e colma di vicende e conoscenze.<br />
Non temere i Lestrìgoni e i Ciclopi<br />
O Positone incollerito: mai<br />
troverai tali mostri sulla via,<br />
se resta il tuo pensiero alto, e squisita<br />
è l’emozione che ti tocca il cuore<br />
e il corpo. Né Lestrìgoni o Ciclopi<br />
né Positone asprigno incontrerai,<br />
se non li rechi dentro, nel tuo cuore,<br />
se non li drizza il cuore innanzi a te.</em></p>
<p><em>Fa voti che ti sia lunga la via.<br />
E siano tanti i mattini d’estate<br />
Che ti vedano entrare (e con che gioia<br />
Allegra!) in porti sconosciuti prima.<br />
Fa scalo negli empori dei Fenici<br />
Per acquistare bella mercanzia,<br />
madrepore e coralli, ebani e ambre,<br />
voluttuosi aromi d’ogni sorta,<br />
quanti più puoi voluttuosi aromi.<br />
Recati in molte città d’Egitto<br />
A imparare imparare dai sapienti.</em></p>
<p><em>Itaca tieni sempre nella mente.<br />
La tua sorte ti segna quell’approdo.<br />
Ma non precipitare il tuo viaggio.<br />
Meglio che duri molti anni, che vecchio<br />
tu finalmente attracchi all’isoletta,<br />
ricco di quanto guadagnasti in via,<br />
senza aspettare che ti dia ricchezze.</em></p>
<p>Itaca t’ha donato il bel viaggio.<br />
Senza di lei non ti mettevi in via.<br />
Nulla ha da darti.</p>
<p><em>E se la trovi povera, Itaca non t’ha illuso.<br />
Reduce così saggio, così esperto,<br />
avrai capito che vuol dire un’Itaca</em>.</p>
<p>Costantino Kavafis<br />
..<br />
<strong>Pia scrive:</strong></p>
<p>Ciao Vi&#8217;, capisco le preoccupazioni. Giovanni Bacheket, deputato del PD, è un persona seria e preparata, ma credo che queste persone non vivano sulla propria pelle lo spregio che gli italiani stanno vivendo. Roba da strapparsi i capelli.<br />
Tutti questi uomini politici vivono in &#8220;ambiente protetto&#8221; e non si rendono conto che non esiste piu&#8217; uno spazio per il dissenso.<br />
Il PD non si muove e il nuovo fascismo della partitocrazia unita e&#8217; saldamente insediato<br />
Ancora non vedo come una intera popolazione possa ritrovare &#8220;un vivere civile&#8221; davanti a un evento mai accaduto prima nella storia occidentale.<br />
La crudeltà del comportamento di questi dominanti non è inferiore a quella espressa nei gulag e nei campi di concentramento verso gli oppositori del sistema.<br />
Non siamo nulla, non esistiamo: un popolo di fantasmi che ancora non ha compreso di essere stato cancellato.<br />
…<br />
<strong>La minaccia di fine impero</strong><br />
di MASSIMO GIANNINI</p>
<p>In una &#8220;normale&#8221; democrazia, bipolare e liberale, le parole di Renato Schifani (che se la  maggioranza non tiene si deve tornare alle urne) suonerebbero come un&#8217;ovvietà. La maggioranza degli eletti è garante del patto programmatico sottoscritto con gli elettori attraverso il voto. Se quella garanzia salta, la parola torna al popolo sovrano. Nell&#8217;autocrazia berlusconiana, plebiscitaria e illiberale, questi concetti elementari diventano un&#8217;enormità.<br />
Probabilmente è ancora presto per considerare il discorso del presidente del Senato come un &#8220;certificato di morte&#8221; del governo. Più verosimilmente quel testo riflette un male incurabile di questo cdx, ma non ancora la sua crisi finale. Va catalogato sotto la voce &#8220;minacce&#8221;. Minacce alle istituzioni &#8220;nemiche&#8221;: il capo dello Stato non si illuda, in caso di caduta di questo governo, di ripercorrere le orme di Scalfaro e di evitare le elezioni anticipate cercando altre maggioranze. Minacce alle istituzioni &#8220;amiche&#8221;: Gianfranco Fini non si illuda, la sua idea di una dx laica, istituzionale, repubblicana, cioè &#8220;alta&#8221; e &#8220;altra&#8221; rispetto a quella da bassa macelleria costituzionale incarnata dal Cavaliere, non avrà diritto di cittadinanza fuori dal berlusconismo. Minacce alle opposizioni &#8220;interne&#8221;: tutti coloro che, dentro la coalizione, sono tentati di seguire il presidente della Camera sui paletti alla legge-vergogna del processo breve, sulla bioetica, sull&#8217;immigrazione, magari anche sulla sfiducia a Cosentino, non avranno più un posto dove sedersi in Parlamento, in una quarta legislatura berlusconiana. Minacce alle opposizioni &#8220;esterne&#8221;: il Pd non coltivi ambizioni neo-proporzionaliste, in uno schieramento che aggreghi tutti, dall&#8217;Udc all&#8217;Idv, perché in una nuova campagna elettorale il premier asfalterebbe qualunque &#8220;Comitato di liberazione nazionale&#8221;.<br />
C&#8217;è tutto questo, nel monito che il Cavaliere ha lanciato per interposto Schifani. Ma sarebbe altrettanto sbagliato non leggere, in quelle parole, anche qualcosa di più serio e più grave. Per due ragioni. La prima ragione è tattica. Il ricatto delle elezioni anticipate, da tempo ventilato nei corridoi e adesso gridato dalla 2a carica dello Stato, rischia di non essere &#8220;un&#8217;arma fine di mondo&#8221;, ma &#8220;una freccia spuntata&#8221;. Intanto perché, a dispetto delle sue certezze ufficiali, il premier non è più così sicuro di vincere le elezioni. E poi perché, in caso di scioglimento anticipato delle Camere, svanirebbe per lui qualunque possibilità di costruirsi l&#8217;ennesimo &#8220;scudo&#8221; legislativo contro i processi Mills e diritti tv Mediaset. E lui di quella &#8220;protezione&#8221; ha un bisogno vitale. Anche a costo di far ingoiare al Parlamento un&#8217;altra dose di &#8220;ghedinate&#8221;. Anche a costo di far riesplodere un conflitto istituzionale con il Quirinale e con la Consulta.<br />
La 2a ragione è strategica. Se dopo appena 20 mesi dal clamoroso trionfo del 13 aprile 2008 questa maggioranza è chiamata ogni giorno ad interrogarsi sulla sua sopravvivenza e ad esorcizzare lo spettro delle elezioni anticipate, vuol dire che un destino sta per compiersi. Nell&#8217;avvertimento del presidente del Senato di oggi si sente un&#8217;eco sinistra di quello che lanciò l&#8217;allora presidente della Camera nell&#8217;autunno del 2007. All&#8217;epoca Bertinotti definì Prodi, capo del governo unionista, &#8220;il più grande poeta morente&#8221;, rubando la celebre definizione che Flaiano usò per Cardarelli. Per il B attuale vale la stessa immagine. Anche il Cavaliere, ormai, appare come &#8220;il più grande poeta morente&#8221;. Da mesi ha smesso di governare l&#8217;Italia. Da settimane mena solo fendenti contro alleati e avversari. Da giorni non riesce più neanche a parlare al Paese.<br />
Sabato scorso il suo esegeta più fine, Giuliano Ferrara, si chiedeva sul Foglio: &#8220;L&#8217;avvenire del berlusconismo è forse alle nostre spalle?&#8221;. La risposta è sì. Assisteremo ad altre scosse. Magari vedremo altri &#8220;predellini&#8221;. Ma il Cavaliere, ormai, potrà solo sopravvivere a se stesso.<br />
..<br />
<strong>Di Pietro</strong></p>
<p>L&#8217;on. Cosentino, è parlamentare e sottosegretario al ministero dell&#8217;Economia, un &#8220;soprasegretario&#8221; perché è il capo del Cipe, il massimo organo economico che gestisce i soldi dello Stato. Le 400 pag. della richiesta di autorizzazione all’arresto inviata alla Camera, dicono che Cosentino è un associato esterno della criminalità organizzata, un componente esterno del clan dei Casalesi, la peggior organizzazione criminale camorristica presente in questo momento, e forse di tutti i tempi, nel nostro Paese. Ho letto le 400 pag. con cui i quali i giudici chiedono l’arresto, ma  la Camera deve dare l&#8217;autorizzazione all&#8217;arresto e, a parte l&#8217;IdV, nessuno vuole concederla. E&#8217; una volgarità morale: Cosentino, almeno, si dimetta dal Governo; faccia il parlamentare ma non resti membro del Governo. Non possiamo lasciargli “chiavi del Cipe” se è accusato di aver intrattenuto rapporti con la camorra e il clan dei Casalesi. Noi dell&#8217;IdV abbiamo presentato una mozione affinché il Parlamento voti la sfiducia.<br />
Persino parlamentari del cdx mi hanno incoraggiato ad andare avanti e chiedere il voto segreto, perché nel segreto voteranno anche loro per la sfiducia. Ci vogliono 60 parlamentari per firmare la mozione di sfiducia e metterla ai voti. Noi dell&#8217;IdV siamo 25. Ho chiesto a Bersani di far firmare la mozione e ha detto:“No, siccome lo avete fatto voi, non metto la firma sotto la vostra”. Che metta pure la sua firma sopra la mia, ma che firmi questo documento! Bersani ha detto che la mozione di sfiducia l&#8217;avevano già depositata loro al Senato l&#8217;anno scorso, ma non è mai stata messa all&#8217;ordine del giorno.   Bersani, firma prima tu alla Camera, firma prima tu al Senato, ma ti prego, metti in condizione il Parlamento di far votare la mozione di sfiducia nei confronti di Cosentino. Ne va del bene degli italiani, non è importante il diritto di primogenitura che, se vorrai, ti riconoscerò senza dubbio alcuno, per l&#8217;amor di Dio.<br />
..<br />
Papillotta<br />
<strong>IL MITO SUGLI EXTRACOMUNITARI</strong></p>
<p>Sorpresa: i clandestini lavorano più degli italiani.<br />
“I dati del rapporto sovvertono la retorica sull’immigrazione irregolare in base alla quale l’equivalenza straniero = immigrato = irregolare = clandestino = delinquente è centrale e ormai divenuta senso comune”, afferma Pietro Massarotto, presidente del Naga&#8221;&#8230;<br />
&#8220;Altro che nullafacenti: gli immigrati irregolari lavorano più degli italiani. Pagati in nero. E hanno un grado di istruzione in certi casi superiore alla media nazionale. Sono questi due degli elementi più sorprendenti che emergono da “Ingombranti esistenze”, il rapporto 2009 dell&#8217;associazione Naga sugli stranieri non in regola presenti sul territorio di Milano e dintorni.&#8221;<br />
&#8220;L’analisi dei dati raccolti dal Naga tra il 2000 e il 2008,&#8230;.permette così di sfatare alcuni miti radicati nell’immaginario comune italiano riguardo l’immigrazione irregolare, mettendo in luce tendenze inedite nell’evoluzione della popolazione straniera senza documenti.&#8221;&#8230;&#8230;.&#8221;il livello di istruzione e il tasso di occupazione dei cittadini stranieri irregolari è comparabile (e in alcuni casi superiore) a quello degli italiani. Il 10% degli immigrati irregolari ha un’istruzione universitaria, poco al di sotto della media italiana, al 12%. Solo il 4% degli stranieri si dichiara analfabeta, mentre il 43% ha frequentato almeno le scuole superiori, dato superiore a quello degli italiani doc, fermi al 39%. Le donne, infine, tendono ad essere più istruite degli uomini.&#8221;<br />
&#8230;“purtroppo le centinaia di migliaia di persone oggi irregolari, nonostante abbiano spesso un lavoro e un elevato grado d&#8217;istruzione, devono vivere &#8216;in nero&#8217;, senza diritti. Per questo si possono considerare delle &#8216;inesistenze ingombranti&#8217;, nel senso che comunque ci sono e cercano di portare avanti la loro vita”.<br />
&#8220;Per quanto riguarda il tipo di lavoro, dalla ricerca del Naga si evince che le donne hanno in prevalenza ruoli da collaboratrici domestiche (58%) e addette di imprese di pulizie (23%), mentre gli uomini sono impegnati come operai edili (20%) e artigiani/operai specializzati (19%).&#8221;</p>
<p><a href="http://beta.vita.it/news/view/97134">beta.vita.it/news/view/97134</a><br />
..<br />
<strong>Bocciato D’Alema come Ministro degli esteri europeo</strong></p>
<p>Si preferisce una signora inglese, la baronessa Ashton, poco esperta di politica estera. La bocciatura di D’Alema mostra quanto poco l’Italia di B conti ormai sul piano europeo. Nella battuta agra di Schulz, d’Alema è stata rifiutata dai capi di governo socialisti che lo hanno respinto in quanto uomo di Berlusconi. Insomma il bocciato è Berlusconi e D’Alema paga un’altra volta un inciucio col Cavaliere che ha sempre rovinato la sua reputazione e da cui non si libererà più.<br />
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<strong>Due morti nella vicenda Marrazzo</strong><br />
Da repubblica</p>
<p>E&#8217; stata trovata morta carbonizzata la trans brasiliana Brenda, coinvolta nella vicenda di sesso, droga e ricatti che ha portato alle dimissioni del presidente della Regione. Brenda era in queste condizioni nel suo appartamento, un seminterrato trasformato in appartamento, in via Due Ponti, a Roma. Il corpo &#8211; secondo fonti dalla polizia scientifica &#8211; non presenta segni di violenza. Secondo le prime testimonianze, accanto al cadavere era stata trovata una bottiglia di whisky. Ma le sue colleghe avrebbero riferito che ieri sera Brenda era sobria anche se molto giù di morale: avrebbe detto loro che non ce la faceva più ad andare avanti. Un particolare forse significativo: nel suo appartamento sarebbero trovate delle valigie pronte.<br />
Brenda è il secondo morto della vicenda Marrazzo. Il primo è Gianmarino Cafasso, protettore di transessuali, stroncato da un&#8217;overdose di cocaina nel settembre scorso in circostanze non ancora del tutto chiarite: l&#8217;allarme, infatti, fu dato solo la mattina dopo dalla trans che era con lui.<br />
..<br />
Luca P manda</p>
<p><strong>L&#8217;otto per mille destinato ai poveri finisce a parrocchie e monasteri</strong><br />
Da un articolo di Carmelo Lopapa</p>
<p>Pontificia Università Gregoriana in Roma, 459 mila €<br />
Fondo librario della Compagnia di Gesù, 500 mila €<br />
Diocesi di Cassano allo Ionio, 1 milione 146 mila €<br />
Confraternita di Santa Maria della Purità, Gallipoli, 369 mila €<br />
17 pagine firmate da B. E’ il decreto con cui B ripartisce per il 2009 i 43 milioni 969.400 € di IRPEF che gli italiani hanno destinato allo Stato..<br />
Confraternite, monasteri, congregazioni e parrocchie assorbono la quota prevalente di quanto abbiamo devoluto a finalità umanitarie o per scopi di assistenza e sussidi al volontariato.<br />
E invece? I 10 milioni 586 mila € assegnati al capitolo &#8220;Beni culturali&#8221; sono finalizzati in realtà a restauri e interventi in favore di 26 immobili ecclesiastici. Opere che dovrebbero usare l’8 per mille destinato alla Chiesa cattolica, col suo apposito fondo &#8220;edilizia di culto&#8221;.<br />
Come non bastasse, vanno a chiese e parrocchie anche gli altri 19 milioni destinati alle aree terremotate, 14 per l&#8217;Abruzzo.<br />
B era reduce dall&#8217;incidente diplomatico do agosto con la Segreteria di Stato Vaticano. Sullo sfondo, la (mancata) Perdonanza dopo il caso Giornale-Boffo.<br />
I soldi vanno allo Stato ma ne decide solo B che cerca di accattivarsi la chiesa.<br />
Il decreto è sottoposto al parere delle sole commissioni Bilancio ma B non sente la maggioranza di cdx che ha lamentato finalità distorte, carenze e incongruenze.<br />
Insomma poco ai poveri, moltissimo alle chiese. Al capitolo &#8220;Fame nel mondo&#8221;, risultano solo 10 le onlus e associazioni finanziate per 814 mila €, il 2% del totale.<br />
E tutto il resto delle quote IRPEF?<br />
32 interventi per l’Abruzzo&#8221; dovevano assorbire 14 milioni 692 mila € ma anche un quinto del totale va a chiese a beni della chiesa nemmeno danneggiati dal sisma. Il sisma del dicembre 2008 in Emilia garantisce a 9 tra parrocchie e monasteri del Parmense altri 4 milioni, mentre 11 milioni sono divisi tra le restanti calamità in tutta Italia.<br />
Oltre 10 finiscono ai Beni culturali. Ma 26 tra consolidamenti e restauri, vanno a diocesi, chiese, parrocchie, monasteri. Un milione 314 mila € per la cattedrale dell&#8217;Assunta di Gravina di Puglia, un milione 167 mila € per il restauro degli affreschi della chiesa dei Santi Severino e Sossio di Napoli, 987 mila € per il<br />
restauro di Santa Maria ad Nives di Casaluce (Caserta), i 579 mila € per San Lorenzo Martire in Molini di Triora o i 413 mila € per la &#8220;valorizzazione della chiesa San Giovanni in Avezzano&#8221;. Prendono anche la Pontificia Università Gregoriana e la Compagnia di Gesù.<br />
Eppure la priorità doveva andare a &#8220;progetti presentati da enti territoriali&#8221;, non ecclesiastici.<br />
Per l’&#8221;Assistenza ai rifugiati&#8221;, solo 2,6 milioni, poco più del 5% del totale. E quasi tutto (2,3 milioni) va al solo Consiglio italiano per i rifugiati.<br />
.<br />
Gisella manda<br />
<strong>George Gray </strong><br />
Dalla Antologia di Spoon River di Master</p>
<p><em>Molte volte ho studiato<br />
la lapide che mi hanno scolpito<br />
una barca con vele ammainate in un porto<br />
in realtà non è questa la mia destinazione ma la mia vita.<br />
Perchè l&#8217;amore mi si offri&#8217; e io mi ritrassi dal suo inganno<br />
il dolore bussò alla mia porta ed io ebbi paura,<br />
l&#8217;ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.<br />
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.<br />
E adesso so che bisogna alzare le vele<br />
e prendere i venti del destino</em><br />
<em>dovunque spingano  la barca.<br />
Dare un senso alla vita può condurre alla follia<br />
ma una vita senza senso è la tortura<br />
dell&#8217;inquietudine e del vano desiderio<br />
è una barca che anela al mare eppure lo teme </em><br />
..<br />
<strong>RIDIAMARO : &#8211; )</strong></p>
<p>Cettina<br />
A Napoli ci sono i cantieri della metropolitana aperti da 30 anni.<br />
Un vecchietto si avvicina agli operai, li guarda e chiede:<br />
&#8220;Scusate, voi state scavando da trent&#8217;anni. Ma questa metropolitana la state FACENDO, o la state CERCANDO?&#8221;<br />
..<br />
Congediamoci da d&#8217;Alema,non più mister Pesch, con un saluto alla Ellekappa<br />
Ma non sarà che gli ha nuociuto il tifo da stadio dei suoi fan: &#8220;De-vi mo-ri-re!&#8221;<br />
Per la par condicio lo rivolgiamo anche a Mister B così si raddoppia: &#8220;De-vi mo-ri-re!&#8221;<br />
Ah, se Gallipoli ci avesse le gnocche e la coca sembrerebbe Villa Certosa!<br />
A&#8217; D&#8217;Ale&#8217;, hai distrutto la sinistra, hai sfiancato il partito, hai rovinato l&#8217;Italia&#8230; rassegnati, con l&#8217;€pa ti è andata buca, nella vita non si può avere tutto!</p>
<p><strong>Viviana</strong><br />
..<br />
La lista della spesa di Berlusconi<br />
<strong>Vi</strong></p>
<p>Un paio di miliardi alla Marcegaglia, Fatto<br />
Tre stronze al Governo. Fatto<br />
Vaccini inutili per l&#8217;A1. Fatto<br />
Primi in consumo €peo di coca. Fatto<br />
Processi annullati. Fatto<br />
Scuola distrutta. Fatto<br />
Camorra candidata. Fatto<br />
Mafia candidata. Fatto<br />
&#8216;ndrangheta nell&#8217;affare del Ponte. Fatto<br />
Scudo fiscale ai capitali mafiosi. Fatto<br />
Reati finanziari depenalizzati. Fatto<br />
63 paradisi fiscali per la Finivest. Fatto<br />
Rai distrutta. Fatto<br />
Veto alle intercettazioni. Quasi fatto<br />
Premi ai poliziotti assassini. Fatto<br />
Acqua pubblica privatizzata. Fatto<br />
Bossi preso per il culo. Fatto<br />
Fini pure. Fatto<br />
Sua Santitò fregata. Fatto&#8230;</p>
<p>A parte due o tre stragi, un paio di terremoti,<br />
qualche alluvione, l&#8217;impunità parlamentare, la cacciata di Santoro, l&#8217;azzeramento di rai3, il Lodo Alfano 4, il regime presidenziale forte, l&#8217;introduzione della gogna per i nemici politici, un attentato a Di Pietro, lo sputtanamento finale di Girllo e la svendita del culo degli italiani, cosa ci rimane da fare?<br />
..<br />
Napolitano: &#8220;In Parlamento vedo grosse difficoltà&#8221;<br />
Porello, mi pare quello schiacciato da un elefante caduto dal terzo piano che diceva: &#8220;Mi pare di avvertire un certo peso sullo stomaco&#8221;<br />
..ora non chiedetemi come fa un elefante a cadere dal 3° piano sennò vi chiedo come fa un come B e esserci.<br />
..</p>
<p><img src="http://www.arcoiris.tv/images/vignetta/marco_vuchich/marco_vuchich_00280.gif" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p>Noooo, l&#8217;ambrogino d&#8217;oro dato a Saviano insieme alla Marina Berlusconi, nooo , non voglio vederlo!<br />
Non reggo a tanto sconcio!!<br />
Piuttosto mangio la pizza col gorgonzola e le caramelline spolverate di Nutella a vita!<br />
Ma che ha fatto di male Saviano per meritare una figuraccia simile?<br />
Forse ha fatto arricchire con Gomorra la Mondadori?</p>
<p><strong>Vi</strong><br />
..<br />
Via i crocifissi dalle aule scolastiche? E&#8217; un bel problema. E se ci fosse un&#8217;invasione di vampiri?<br />
Fausto Lombardi<br />
..<br />
Bersani: &#8220;Il crocifisso? Una tradizione innocua&#8221;. Un po&#8217; come la sinistra.<br />
<strong>Massimo Unali</strong><br />
..<br />
Giustizia<br />
I Poli cercano un accordo bypartisan per salvare Berlusconi<br />
Uno gli salverà la parte destra<br />
L’altro la sinistra</p>
<p><strong>Viviana</strong><br />
..<br />
Berlusconi al vertice FAO: &#8220;Mangiate più mignotte!&#8221;<br />
<strong>Gianluca Fauci</strong><br />
..<br />
Via i crocefisso dalle aule<br />
Li inchioderanno direttamente in cella</p>
<p><strong>Viviana</strong><br />
..<br />
Berlusconi: “Anche se mi condannassero all’ergastolo resterò al mio post”<br />
Campagna di Attak?</p>
<p><strong>Viviana</strong><br />
..<br />
L’Africa ha sete<br />
Tranquilli, con la privatizzazione dell’acqua, la sete ci sarà anche qui</p>
<p><strong>Viviana</strong><br />
..<br />
spinoza.it</p>
<p>Giustizia: pronta la norma sul processo breve. Poi dicono che Berlusconi non si fa le leggi su misura.</p>
<p>Questa legge manderà all&#8217;aria migliaia di processi. Vien quasi nostalgia del lodo Alfano.</p>
<p>Il ddl si intitola testualmente &#8220;Misure per la tutela del cittadino&#8221;. Non ci resta che scoprire chi è.</p>
<p>Si abbreviano i tempi di prescrizione. La data di scadenza è impressa sul tappo.</p>
<p>Berlusconi illustra il processo breve: &#8220;Prrr&#8221;.</p>
<p>La maggioranza rifiuta l&#8217;etichetta di legge ad personam e assicura che Berlusconi potrà ancora essere beatificato.<br />
..<br />
Ora è partito in quarta per il regime presidenziale forte e la magistratura debole<br />
La crisi se l&#8217;è proprio messa alle spalle</p>
<p><strong>Viviana</strong><br />
..<br />
E ora una bella canzone di un cantautore che la manda a Masada:</p>
<p><strong>Daniele Gabriele : “Napoleone.”</strong></p>
<p>(E&#8217; stata anche sul sito di beppe grillo sotto i post &#8220;L&#8217;accappatoio selvaggio che il modo ci invidia&#8221;, Agosto e &#8220;Il regalo di Berlusconi&#8221;, ottobre).)</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=-lWtYmH4BMI">www.youtube.com/watch?v=-lWtYmH4BMI</a></p>
<p>la canzone si trova anche su www.danielegabriele.it o su<br />
<a href="http://www.myspace.com/danielegabriele">www.myspace.com/danielegabriele</a></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/-lWtYmH4BMI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/-lWtYmH4BMI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><strong>NAPOLEONE ( Autore Daniele Gabriele)</strong></p>
<p><em>Napoleone è dentro di me, con il bicorno in testa e in mano il suo caffè.<br />
Con il piglio da potente, sfoggia ancora il suo talento:<br />
non ha perso il vecchio vizio di volere tutti al suo servizio</em>.</p>
<p><em>Dice “non posso proprio farci niente se sono bravo a sottomettere la gente.<br />
Per di più adesso la mia arte l’ho affinata e Bonaparte<br />
non commetterà più errori, lo prometto e giuro a lor Signori”.</em></p>
<p><em>Napoleone è sempre con me, generale vittorioso e un poco osé.<br />
Segue la folla che lo acclami e paga perché lo si ami.<br />
poi controlla pure nelle case a scanso di brutte sorprese</em>.</p>
<p>“<em>Ve la do io – dice &#8211; la Libertà! Confezionata sottovuoto non si deteriorerà.<br />
State tranquilli, per il resto ci son io, che faccio questo dopotutto<br />
per il vostro bene, riflettete vi conviene”.</em></p>
<p>RIMBAMBA RIMBAMBE RIMBAMBA RIMBAMBERO</p>
<p><em>È uno che vince sempre e che sa tutto; e se lo contraddici lui ti dice che sei brutto<br />
e tu, guardandoti allo specchio, ti convinci che ha ragione<br />
ed in giro più nessuno oserà farne una discussione</em>.</p>
<p><em>Sa scegliersi gli amici più lontani: “meglio!”; così non dovrà dare troppo conto dei suoi affari.<br />
“La Costituzione è roba da gastrite e il Parlamento, Non ci fosse!”<br />
Lui saprebbe come farci uscire dall’impasse.</em></p>
<p>RIMBAMBA RIMBAMBE RIMBAMBA RIMBAMBERO</p>
<p>Napoleone è dentro di me, non è di te che parlo, ma proprio di me.<br />
Perché la sete di potere, scopro adesso, mi appartiene,<br />
dunque non mi posso lamentare se stai tu lì a comandare.</p>
<p><em>Voglio essere come te, questa è la verità, al di sopra della legge e reticente se mi va.<br />
Con la mia truppa che, se voglio, per un niente la sguinzaglio<br />
contro chi vorrebbe, per invidia, esiliarmi dalla storia. </em></p>
<p><em>Le tue follie sono le mie, mie son le voglie tue perverse, le bugie.<br />
Maledette sian le tasse e le regole e chi le ha fatte,<br />
e non è vero che perdesti a  Waterloo</em>.</p>
<p>RIMBAMBA RIMBAMBE RIMBAMBA RIMBAMBERO<br />
..<br />
http://masadaweb.org</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[We are still here and here to stay...]]></title>
<link>http://avivavictoriabrueckner.wordpress.com/2009/11/19/we-are-still-here-and-here-to-stay/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 16:59:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Aviva Victoria Brueckner</dc:creator>
<guid>http://avivavictoriabrueckner.wordpress.com/2009/11/19/we-are-still-here-and-here-to-stay/</guid>
<description><![CDATA[acrylic on canvas, 50 x 100 cm My latest picture finished last Sunday (Nov 15, 2009). I had the idea]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 528px"><img title="We are still here" src="http://i141.photobucket.com/albums/r76/Nymphchild/S7300003-6.jpg" alt="We are still here and here to stay" width="518" height="1024" /><p class="wp-caption-text">acrylic on canvas, 50 x 100 cm</p></div>
<p>My latest picture finished last Sunday (Nov 15, 2009). I had the idea to this picture during my trip to Israel in September. One Friday Josh and I visited Yad V&#8217;Shem and were invited afterwards to a Shabbat dinner with a family at Jerusalem. Only a few days afterwards we climbed Masada during sunrise. And every time I visit this rock in the desert I hear this voice in my mind saying &#8216;Masada mustn&#8217;t fall again!&#8217; This time this little voice added: &#8216;As often as they have tried to bring the Jewish people to fall, they never managed to succeed completely. After Masada, after the holocaust and everything in between &#8211; We are still here and we are here to stay.&#8217;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MASADA n° 1035. 19-11-2009. La conoscenza rende liberi]]></title>
<link>http://masadaweb.org/2009/11/19/masada-n%c2%b0-1035-19-11-2009-la-conoscenza-rende-liberi/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 09:32:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
<guid>http://masadaweb.org/2009/11/19/masada-n%c2%b0-1035-19-11-2009-la-conoscenza-rende-liberi/</guid>
<description><![CDATA[Lo scempio italiano – I livelli della conoscenza – Importanza del web – La falsità dell’A1 – Manifes]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://www.arcoiris.tv/images/vignetta/mauro_biani/mauro_biani_0991.gif" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p><strong>Lo scempio italiano – I livelli della conoscenza – Importanza del web – La falsità dell’A1 – Manifestazione contro Berlusconi – D’Alema – Il ritorno degli speculatori – L’utopia della decrescita – Il Natale bianco del sindaco di Coccaglio </strong></p>
<p><em>La conoscenza rende liberi. L’odio e il potere no</em><br />
Viviana<br />
..<br />
Depauperato il Parlamento (si arriva a chiuderlo per inutilità per 10 giorni quando sono migliaia i disegni di legge in attesa di esame).<br />
Ridotti i poteri dei Ministri.<br />
Tagli immani sulla sicurezza, sulla giustizia, sulla scuola, sulla sanità, sugli enti locali.<br />
Esautorato la Corte dei Conti che dovrebbe valutare le spese del Governo.<br />
Calpestati i referendum e seppelliti i disegni di legge a iniziativa popolare.<br />
Il premier ordina sempre più al parlamento di votare alla fiducia e minaccia nuove elezioni se tutti non stanno zitti e allineati.<br />
Comprata la stampa e asservita la televisione.<br />
Pagata Confindustria e ignorati i sindacati.<br />
Decreti legge contro i principi costituzionali. Non rispettato nemmeno l’habeas corpus. Militarizzazione del territorio. Impunità o premi alle forze di polizia che seviziano o uccidono i cittadini.<br />
Fatta a pezzi la Costituzione a colpi di legge ordinaria.<br />
Derubate le Regioni delle loro prerogative e scempiato il territorio.<br />
Incaprettata la magistratura e bloccati i processi.<br />
Aiutati evasori e criminali a rimpatriare e ripulire i capitali sporchi.<br />
Infiltrati mafiosi e camorristi nel parlamento e nelle Regioni.<br />
Fatte leggi a favore dei capitalisti più delinquenziali e perfino delle organizzazioni criminali.<br />
Aumentato il gap tra poveri repressi e umiliati e ricchi impuniti e trionfanti.<br />
Eliminati uno dopo l’altro tutti i reati finanziari, con l’incrudelimento della legge contro poveri, stranieri ed emarginati.<br />
Sempre più impuniti i crimini sessuali.<br />
Ininfluenti i crimini politici.<br />
Un quadro politico di dissoluzione morale senza precedenti.<br />
Sempre più accentrati su una sola persona i poteri dello Stato con lo svuotamento progressivo dei poteri e delle funzioni di tutti gli altri organi statali.<br />
Distruzione dell’equilibrio dei poteri e annullamento della sovranità popolare.<br />
Unico potere soverchiante: il capitale. Unici interessi riconosciuti: quelli di chi detiene il maggior capitale.<br />
In Italia come in Europa.<br />
Non è nemmeno il neoliberismo. E’ peggio.</p>
<p>Ma questo, in nessuna parte del mondo, può chiamarsi ancora “democrazia”.</p>
<p><!--more--></p>
<p><em>Dittatura: &#8220;La situazione data dall&#8217;accentramento, in via straordinaria e temporanea, di tutti i poteri in un solo organo&#8221;. </em>(Vocabolario &#8211; G. Devoto e G.C. Oli).<br />
..<br />
<em>Contro la propaganda: i fatti.</em></p>
<p>“<em>I fatti sono la cosa più testarda del mondo</em>.“<br />
Michail Bulgakov</p>
<p><em>Contro Minculpop: il web.Il web è l’ultimo baluardo di libertà.</em><br />
..<br />
<strong>Dino Colombo</strong><br />
&#8220;<em>Raggiungerai il paradiso, allora, quando avrai raggiunto la velocità perfetta. Il che non significa mille miglia all&#8217;ora, né un milione di miglia, e neanche vuol dire volare alla velocità della luce. Perché qualsiasi numero, vedi, è un limite, mentre la perfezione non ha limiti. Velocità perfetta, figlio mio, vuol dire solo ESSERCI, ESSERE LA (dove dovresti essere ndr)</em>.<br />
..<br />
<strong>Dino Colombo</strong><br />
Dal romanzo breve &#8220;il gabbiano Jonathan Livingston&#8221;<br />
<em>“Johnathan è un gabbiano diverso dagli altri: il suo desiderio non è mangiare, ma imparare a volare in modo perfetto. Per questo è rimproverato dai suoi genitori ed escluso dagli altri componenti del suo stormo, lo Stormo Buonappetito, in quanto nessuno capisce la sua passione per il volo, dal momento che volare è considerato dai più soltanto come una necessità per procurarsi il cibo. Nonostante la buona volontà di Jonathan per cercare di essere un gabbiano come tutti gli altri e di non dedicarsi più alla sua passione, il suo desiderio di trovare il volo perfetto è più forte di lui e in poco tempo riesce a compiere acrobazie incredibili, mai compiute da nessun altro volatile. Ma lo Stormo non lo accetta. Abbandonato e SOLO, Jonathan trascorre diversi anni ad esercitarsi nel volo finché un giorno,dopo essere morto, cioè, passato ad un livello successivo dopo la morte, lo raggiungono due gabbiani dalle piume candide, che si librano nell’aria insieme a lui. Questi lo convincono a seguirli nel Paradiso dei Gabbiani, un luogo dove potrà volare con più facilità, e tutto quello che aveva appreso sarebbe stata una piccolissima parte del cammino verso la perfezione. Jonathan accetta, diventando anche lui bianco e splendente come i suoi nuovi compagni</em>&#8220;.<br />
..<br />
Paolo Rivera segnala<br />
<strong>32a SCONFITTA DEL GOVERNO</strong><br />
Il governo e&#8217; stato battuto 32 volte alla Camera. A renderlo noto e&#8217; stato Erminio Quartiani, segretario d&#8217;aula. &#8220;E&#8217; chiarissimo ormai perche&#8217; il governo Berlusconi e&#8217; costretto a ricorrere cosi&#8217; spesso al voto di fiducia&#8221;, ha aggiunto.<br />
..<br />
<strong>Buggerature sulla A1</strong></p>
<p>Ogni anno una comune influenza fa dai 7000 agli 8000 morti solo in Italia,nel 2008 8000 morti su 4 milioni di influenzati e nessuno ha detto niente o ha sparso psicosi<br />
Si pensi che per malattie molto gravi come le leucemie, AIDS, o cumuli di malattie in persone deboli e anziane, non essendoci sistema immunitario funzionante, anche un raffreddore può essere letale.<br />
Ma a un anziano debilitato molte cose possono essere fatali. Sempre nel 2008 morirono migliaia di anziani per il caldo eppure il governo non predispose piani di aiuto .<br />
Finora i morti per l&#8217;influenza A in tutta la Russia sono stati 14.<br />
In Turchia 6.<br />
In Germania 3 ma &#8220;dopo&#8221; la vaccinazione.<br />
In Italia ci sono a tutt&#8217;ora 16 morti su circa 400 mila casi, quindi lo 0,03 per mille: statisticamente 8 volte in meno delle influenze precedenti.<br />
In Italia manca un Ministero della Sanità, per la stoltezza di un B che ha creato Ministeri del tutto inutili come quello dei Rapporti con le Regioni  (Fitto), dell’ Attuazione del Programma (Rotondi), delle Pari opportunità (Carfagna), delle Politiche Europee  (Ronchi), dei Rapporti con il Parlamento (Vito), della Gioventù (Meloni), della Semplificazione Normativa (Calderoli) che dopo 19 mesi non sappiamo ancora cosa abbiano fatto, però ha volutamente ignorato un Ministro della Sanità come ha qualunque paese civile, forse pensava di abolire la sanità pubblica per sostituirla con un sistema di assicurazioni pro-ricchi come in USA. Così Ferruccio Fazio, sottosegretario al lavoro è stato lì per lì nominato viceministro e passato ad altro impiego.<br />
A questa mancanza si aggiunge un&#8217;informazione tv di talmente basso livello da dare solo informazioni contrastanti e caotiche, in cui il cittadino non ha nemmeno capito se i vaccini ci sono o no, a chi li danno, dove, come e quando e se l&#8217;influenza A sia davvero pericolosa.<br />
Insomma un governo di incapaci, nessun Ministro addetto alla salute dei cittadini e dei servizi televisivi pietosi per idiozia e mancanza di professionalità, che continuano a dire morti per malattie pregresse. In totale un quadro squallido sia del governo che di Rai o Mediaset, una cosa da terzo mondo ovunque la si guardi.<br />
Una sola cosa è certa: prima le corporazioni farmaceutiche stimolavano i cittadini a comprare i farmaci, ora li vendono direttamente ai governi. E&#8217; chiaro il vantaggio e per chi.<br />
..<br />
<strong>News A1</strong><br />
H1N1: 4 infermiere morte e centinaia di ricoveri in Svezia in seguito al vaccino<br />
Sono quattro donne svedesi che, in quanto infermiere, rientravano nelle categorie a rischio indicate dai governi e si sono sottoposte a vaccinazione usando il farmaco Pandemrix della GlaxoSmithKline, un preparato contenente mercurio e squalene.<br />
Aumentano anche i casi di effetti tossici dovuti all&#8217;inoculamento del vaccino. Sono ormai centinaia i ricoveri avvenuti a causa delle forti reazioni allergiche seguite alla vaccinazione; i primi sintomi che si denunciano sono febbre, dolori muscolari, mal di stomaco, mal di testa, vertigini, stanchezza seguiti da forti dolori in sede di iniezione e da un senso di costrizione toracica che causa dispnea.<br />
..<br />
<strong>Nel paese degli inganni</strong><br />
Viviana</p>
<p>A momenti il grande ingannatore ingannava se stesso.<br />
A forza di dire ai suoi che stessero buoni o lui minacciava elezioni anticipate, ha diffuso un tale virus depressivo per cui si è capito che era costretto ad andare a elezioni anticipate per eccessivo dissenso interno, dunque per crisi  e debolezza di un partito che volgeva verso il crack.<br />
Così ha dovuto fare un repentino dietrofront:<br />
&#8220;Niente allarme, camerati, il Pdl è più solido che mai! Nessuno vuole elezioni anticipate!&#8221;<br />
E non sia mai che a forza di scherzare e bluffare ci si andasse davvero alle elezioni!? E quel famoso consenso del 68% si vaporasse come nebbia al vento!?<br />
..<br />
<strong>5 DICEMBRE: NO-BERLUSCONI DAY ! </strong><br />
Paolo Ferrero &#38; Antonio Di Pietro</p>
<p>La crisi economica sta determinando una sofferenza sociale sempre maggiore. L’aumento della precarietà, la perdita di posti di lavoro, salari e pensioni con cui si fatica ad arrivare a fine mese sono il panorama comune a tutto il Paese. Il Governo invece di intervenire per risolvere questa situazione la aggrava con tagli alla spesa sociale e all’istruzione, con la compressione di salari e pensioni di cui l’attacco al contratto nazionale di lavoro è solo l’ultimo atto. Inoltre, questo Esecutivo si adopera a fomentare la guerra tra i poveri con provvedimenti razzisti e xenofobi sull’immigrazione.<br />
Come se non bastasse, il Governo ha varato provvedimenti come lo scudo fiscale che legalizzano l’evasione fiscale e il malaffare, ha stanziato una quantità enorme di denaro per le banche, per l’acquisto di cacciabombardieri e per grandi opere inutili come il ponte sullo stretto di Messina.<br />
Il Governo contribuisce, quindi, ad aggravare la crisi, difende i poteri forti e parallelamente si adopera per demolire la democrazia italiana portando a compimento la realizzazione del piano della P2 di Licio Gelli. Le proposte di manomissione della Carta Costituzionale si accompagnano ad una quotidiana azione di scardinamento della Costituzione materiale, al tentativo di mettere il bavaglio alla libera informazione, di limitare l’autonomia della Magistratura, di snaturare il ruolo del sindacato e di ridurre al silenzio i lavoratori.<br />
Per contrastare quest’operazione che è allo stesso tempo antidemocratica, fascistoide e socialmente iniqua, riteniamo necessario costruire una risposta politica generale, forte e unitaria. Siamo impegnati a costruire un’opposizione di massa per ripristinare la democrazia nel paese e nei luoghi di lavoro e che obblighi il Governo a cambiare la politica economica e sociale. Ecco perché chiediamo le dimissioni di Berlusconi anche alla luce della sua manifesta indegnità morale a ricoprire l’incarico di Presidente del Consiglio.<br />
E proponiamo a tutte le forze di opposizione di convocare per il prossimo 5 dicembre una manifestazione unitaria contro la politica del Governo e per le chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio.</p>
<p>www.piemonte.indymedia.org<br />
..<br />
<strong>DATECI I COSTI</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Vorremmo avere nero su bianco il costo di ogni cosa.<br />
Il costo dell&#8217;inutile G8 dell&#8217;Aquila, compresi i regali fastosi in marmo e oro dal peso di 30 kg l&#8217;uno con la riproduzione del Canova.<br />
Il costo di questo inutilissimo vertice della FAO, inutile almeno per la diserzione dei Grandi perché per il resto le persone intervenute sono state nobilissime e si sono dimostrate più utili al mondo di questi 8 o 20 o 100 ignobili palloni gonfiati che comandano e vengono qui a stringersi la mano.<br />
Il costo di tutti vertici di Kioto e dopo Kioto che non hanno salvato un grammo di questa disgraziata esosfera.<br />
Il costo di ognuno di questi fastidiossimi vertici o summit di presunti Grandi, che potrebbero tenerli sempre negli stessi luoghi già precostituiti presso le Nazioni Unite, o meglio, potrebbero con enorme risparmio  e utile pubblicizzazione tenerli in videoconferenza, visto che in un mondo dove la finanza mondiale va a carte 48 senza che un piede faccia un passo, vedere queste mostruose carovane di politici e guardie del corpo e personale addetto che si spostano materialmente da un punto all&#8217;altro del globo per mangiare caviale e farsi delle fotografie sta diventando, se non pietoso, ridicolo.<br />
E poi vorremmo finalmente sapere:<br />
quanto ci costa la Banca Mondiale ogni anno<br />
quanto ci costa l&#8217;Organizzazione Mondiale del Commercio<br />
quanto ci costa  il Fondo Monetario Internazionale<br />
quanto ci costa ogni anno ognuno degli strabordanti carrozzoni internazionali, la Fao, l&#8217;Unicef, l&#8217;Unesco,  l&#8217;OMS, l&#8217;ILO..<br />
Quanto ci costa la Comunità Europea.<br />
Visto che questa banda di cialtroni superpagati prospera a spese nostre, avremmo o no il diritto di confrontare quanto costano con quanto rendono? O questi stessi fanno parte di un potere medievale feudale dove grandi strutture si mantengono a spese dell&#8217;intera comunità per mantenere il potere dei plutocrati al vertice, mentre i servi della gleba devono solo pagare e ubbidire sotto leggende costruite ad usum populi per mantenerlo nel suo abbrutimento?<br />
..<br />
<strong>Jenni</strong></p>
<p>A Roma si è svolto il vertice mondiale della FAO.<br />
Faccio alcune osservazioni per vedere fino a che punto i partecipanti avrebbero contribuito allo scopo della lotta alla fame.<br />
Con il denaro dei pranzo offerti nei giorni dl convegno si sarebbero potuti salvare almeno i 17.000 bambini che, secondo il Papa, sono morti di fame lo stesso giorno.<br />
Ho provato a vedere dove finiscono i soldi. Ho trovato dati in quantità, diversi a seconda di come vengono raggruppate o suddivise le spese. Alcuni però sono significativi e sicuri.<br />
Nel bilancio FAO il programma della sicurezza alimentare, quello di cui fa parte la festicciola romana, ha uno stanziamento di 59 milioni, le forniture alimentari di 90 milioni, l’ufficio del direttore generale di 41,5 milioni di euro, l’ufficio di rappresentanza di Bangkok di 18 milioni&#8230;<br />
La commissione Christoffersen, revisori esterni nominati dall’ONU, ha concluso il suo rapporto dicendo che «L&#8217;organizzazione si trova in una crisi che pone in pericolo il suo futuro».<br />
Il presidente del Senegal Abdoulaya Wade, ha dichiarato che la FAO deve chiudere.<br />
Il digiuno di 24 ore di Jacques Diouf a questo punto può essere visto come una barzelletta: è finito in coincidenza con l’inizio della cena ufficiale.</p>
<p>PS: l’ideale della lotta alla fame nel mondo è giusto, ma quel che fa la FAO è usare un maggiordomo per dare ad un affamato un brodino su un piatto d’oro (a rendere)<br />
..<br />
<strong>LA CONOSCENZA RENDE LIBERI</strong><br />
Rosellina</p>
<p>Come è stato possibile che poche persone su Facebook abbiano creato questo ambaradan che ormai detta l’agenda politica del paese?<br />
Quale è la forza vera, forse ancora sconosciuta, del web che cambia lo stesso concetto di partecipazione popolare, che modifica le relazioni umane quantitativamente e qualitativamente in modo tale che presumibilmente nulla sarà come prima dopo il 5 dicembre 2009?<br />
Io non sono in grado di rispondere a queste domande in modo esauriente, posso solo raccontarvi come la sottoscritta, mezza schiappa del web, abbia avuto la fortuna di star vicino a questa storia, di sentirne l’odore attraverso la sua amicizia e la sua disinteressata collaborazione con Franca Corradini.<br />
Franca Corradini lavora ad Arezzo, è una direttrice amministrativa combattiva che ha sempre lottato per la trasparenza amministrativa nella scuola. Ha condotto battaglie interne ed esterne sul web contro la corruzione e le sacche di malversazione, spesso da sola ma mai veramente isolata. Perchè aveva ed ha un alleato forte, il web.<br />
Lei ha quasi sempre messo la sua faccia ed il suo nome, talvolta è stata costretta ad utilizzare dei nick nei momenti più delicati quando solo il web è stato suo amico centuplicando il suo messaggio nelle mille voci che si disperdono in mille rivoli dappertutto e con ciò garantendole la necessaria pubblicità, garanzia per se stessa e le proprie battaglie.<br />
La conosco ormai da un paio  d’anni, ma dico subito che il concetto di tempo nel web è molto relativo. Conoscersi sul web crea una complessità di rapporti ed una profondità di scambi che fa sì di ottenere in pochi mesi una reciproca conoscenza di livello tale che nella vita cosiddetta reale si raggiunge con almeno il  triplo del tempo.<br />
Posso dire che Franca è una donna tosta in concreto, nei fatti. Io ho la prova provata di quel che dico. Lei non ha mai avuto paura di iniziare battaglie anche da sola come ho detto perchè  ”sola” nel web non lo sei mai.  Mi ha sempre detto dell’importanza di internet e ha smentito ogni mia prudenza o riluttanza.<br />
Prima organizzando da sola una serie di battaglie che l’hanno resa famosa nel suo ambiente, la scuola, vero punto di riferimento nel tempo per molti. Poi organizzando insieme a San Precario il NO GELMINI DAY e mobilitando tutta Italia: annuncio il 1° settembre sul blog  a scuola di  BUGIE ed il 5 successivo la mobilitazione con grande successo.<br />
Matura poi nel tempo, in particolare dopo la sentenza sul Lodo Alfano, l’idea del NBD  a tre mesi esatti di distanza dal No Gelmini Day.<br />
Erano pochi, fra gli altri San Precario, che si  definisce “un tizio che nessuno conosce e che, vi garantisco, è un cittadino comune che lavora, rispetta le regole e le leggi e che è mosso dal desiderio di vivere in un Paese normale“<br />
E poi oltre alla coppia già sperimentata nella giornata contro la Gelmini c’erano e ci sono tutt’ora  altri  eroi del web come Giuseppe Grisorio, Franz Mannino, Zio Elio, Tony Troja e il gruppo Freek.<br />
Ma come si è passati da una idea semiclandestina che i primi tempi provocava sorrisi ironici e fastidi espliciti a quella che sarà sicuramente una giornata di svolta epocale per la stessa idea di partecipazione politica in Italia?<br />
Questo è quel che dice San Precario che  la vede così “come una straordinaria esperienza, come le pratiche innovative che ci hanno consentito di costruire questo percorso e che ci porteranno alla manifestazione del 5 dicembre; una manifestazione che, a mio avviso, avrà effetti importanti nel quadro politico e che sarà, per livello di partecipazione e di contenuti, tra le più importanti della storia della Repubblica“.<br />
Io non sono in grado di spiegare l’alchimia magica che sottende a questi miracolosi eventi ma so bene che c’é una ragione,  c’é qualcosa di sommamente giusto e razionale in tutto ciò.<br />
Pensiamo in concreto alle forme della partecipazione politica, utilizzando come esempio gli aspetti logistici ed organizzativi. Chi ha fatto politica sa l’importanza di permettere alla gente di ritrovarsi, mettere a disposizione risorse economiche e logistiche solide, collaudate e durature. Questo è proprio il compito che la costituzione italiana affida ai partiti politici: l’articolo 49, secondo il quale tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere “con metodo democratico” a determinare la politica nazionale.<br />
Non è questa la sede adatta per discettare del metodo democratico e del perché per ragioni storiche –   talvolta giustificate altre volte un po’ meno &#8211;  molti partiti   hanno spesso rifiutato nel corso degli anni di compiere fino in fondo il passo verso l’associazione riconosciuta, anche se si può tranquillamente affermare che lo scopo fosse quello di non esser sottoposti al controllo dello stato. Se poteva esser giustificabile tale atteggiamento nel PCI antisistema degli anni ‘50 certo non lo era successivamente né per quel partito né per tutti gli altri perchè quello che era considerato un illegittimo controllo politico in realtà era e nel tempo sicuramente sarebbe stato per tutti  solo ed esclusivamente un controllo a garanzia della democrazia interna, verificando in sostanza la compatibilità democratica degli statuti. E qui il riferimento è invece al partito azienda di Berlusconi.<br />
Dico questo per ricordare ogni aspetto – anche quelli negativi – del  partito come mezzo, come filtro politico tra lo stato ed il cittadino, un filtro che comunque ha funzionato nel tempo proprio con questo scopo: organizzare la partecipazione politica. Questo è quello che facevano una volta i partiti specialmente a sinistra connotandosi poi loro stessi per la partecipazione popolare alle scelte, alle lotte. Unire studenti ed operai, intellettuali e braccianti agricoli in unico idem sentire fu una delle caratteristiche  principali delle stagioni di lotta ormai lontane nel tempo.<br />
Oggi non c’e’ più, anzi da tempo manca questa  funzione, le  sedi dei partiti  sono vuote e  si riempiono solo in vista di elezioni. Come sempre quando c’e’ un vuoto politico per una legge fisica quel vuoto viene immediatamente riempito da altri. Ed andiamo alle dolenti note del berlusconismo, ma qui ci fermiamo, perchè il punto é che quel vuoto non può né deve a tutti i costi esser riempito come lo è stato fino ad oggi.<br />
C’é anche altro che può riempirlo questo vuoto, un mezzo neutro non un contenuto patologico.<br />
Questo altro è il web e ciò è facilitato dalla natura stessa intrinseca del mezzo.<br />
Difatti quella attività di filtro e di agevolazione alla partecipazione avviene sul web in pochi microsecondi, in maniera piena e consapevole, con modalità chiare e estremamente diffuse.<br />
Basta scorrere le pagine locali su Facebook dedicate al «No Berlusconi Day» per rendersi conto di come prende forma una manifestazione dal basso: trovare le persone necessarie per riempire un pullman è un gioco da ragazzi, così come non è più un problema cercare la persona giusta per svolgere questo o quel lavoro. Qualcuno ha bisogno di disegnare un banner, lo scrive in bacheca e in un baleno arriva il grafico.<br />
Lo stesso accade per trovare le persone per scegliere la società dai prezzi più convenienti, o la tipografia a cui far stampare i volantini. Saltano le mediazioni, cambia il peso del tempo e dello spazio nelle relazioni.<br />
Da tempo ormai internet permette di svolgere questa funzione con grande efficienza e funzionalità. La buona volontà, la velocità di ideazione ed esecuzione, la capillarità della diffusione delle informazioni, sono aspetti che  rendono superabile ogni ostacolo, anche quello talvolta fastidioso e misterioso dell’anonimato.<br />
Perchè si crea un lavoro che é in fieri, sicché work in progress diventa tale da selezionare di per sé i compiti e le aspettative, da specificare e professionalizzare il metodo prima ancora dei protagonisti. Ed in ultimo anche questi, rendendo l’anonimato di alcuni  non più un ostacolo ma talvolta addirittura una risorsa, uno degli ultimi terreni adatti al frutto anarchico, uno sberleffo, professionale e quindi inattaccabile, alla autorità costituita.<br />
Mi fermo qui perchè sono una mezza schiappa del web ma sento fortemente che nulla dopo il 5 dicembre 2009 sarà come prima.</p>
<p><a href="http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2009/11/17/la-mia-verita-sul-no-berlusconi-day-e-perche-niente-sara-piu-come-prima-dopo-il-5-dicembre/">laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2009/11/17/la-mia-verita-sul-no-berlusconi-day-e-perche-niente-sara-piu-come-prima-dopo-il-5-dicembre/</a><br />
..<br />
<strong>I livelli dell’informazione</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>La conoscenza gira su più livelli.<br />
Quello dei media ufficiali e organici al potere, sia esso politico o capitalista o mafioso o golpista, è ormai così spregevole che non fa parte più di alcun livello informativo.<br />
Quando un Panebianco, apologeta della tortura, o un Ichino, elogiatore del neoliberismo, continuano a infierire sul quotidiano più diffuso d&#8217;Italia e un Minzolini continua a &#8220;spudorare&#8221; peggio di un Fede qualsiasi o di un Capezzone venduto sulla prima rete nazionale, o un Ferrara ci viene a dire che &#8220;la prescrizione breve è il momento fondamentale del diritto&#8221; o un Feltri qualsiasi usa impunemente lo spionaggio e la diffamazione come ricatto politico ufficiale comandato, siamo fuori da ogni decenza, siamo allo spaccio di droga, al libercolo di propaganda puzzolente e inaccettabile<br />
che l&#8217;informazione se la mette sotto i piedi.<br />
Il web predispone un altro livello di informazione, una caotica miscellanea di tutto e di più, okei, ma almeno un mondo dove la libera circolazione di notizie resta possibile, dalla Cina all&#8217;Iran all&#8217;Italia.<br />
Prendiamo un tema qualunque: l’acqua. Appare ovvio anche a un deficiente non criminale che l’acqua appartiene a una risorsa limitata ma fondamentale che dovrebbe rientrare in uno di quei beni socialmente protetti che non dovrebbero essere nemmeno discutibili e che devono essere sacri e intoccabili, perché rientrano nei diritti fondamentali dell’uomo, come la libertà di espressione, senza cui non c’è democrazia, o l’habeas corpus, che è  il diritto sacrosanto a non essere menomato né fisicamente né moralmente da sicari dello Stato. Senza l’acqua non c’è vita, esattamente come senza rispetto umano abbiamo i morti ammazzati nelle carceri o nelle piazze o nei centri di polizia.<br />
Quale bene dovrebbe essere più protetto della vita e dell’acqua?<br />
Ma l’acqua, oggi, è oggetto di un indecente mercato da parte di quella squallida società di banche e plutocrati che è la Comunità Europea, la quale avrebbe come unica scusa per esistere quella di difendere i nostri interessi, a invece, per quanti elogi le possano fare B o Prodi, è e resta una società di azionariato neoliberista che ha come unico fine quello di massimare i profitti di pochi speculatori cinici e amorali.<br />
Questi hanno posto la loro avidità finanziaria sulla privatizzazione dell’acqua perché è il business di un futuro in cui l’acqua costerà più del petrolio, anche perché il riscaldamento globale riduce sorgenti e fiumi irrimediabilmente e questa cricca di plutocrati, che gestisce il potere mondiale, della nostra vita se ne frega.<br />
Il 5 agosto, con mezza Italia in vacanza e nel completo silenzio dei media, il governo B privatizza l’acqua, col Parlamento (il 5 agosto!!) che vota celermente  l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112, scritto da  Tremonti che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica.<br />
Scrive Zanotelli su Carta: “Così il governo Berlusconi, “con l’assenso dell’opposizione”, ha decretato che l’Italia e&#8217; oggi tra i paesi per i quali l’acqua e&#8217; una merce (in mano alle multinazionali).”<br />
Si noti che all’orrenda legge con cui B ha privatizzato l’acqua non è mancato il tacito e fulmineo consenso dell’opposizione!  Ma quale opposizione !?!<br />
Ma perché B ha avuto tanto interesse a privatizzare l’acqua e farlo in così rapido silenzio? Il 5 agosto addirittura?! Chi sono i soci occulti e oggi molto meno occulti che B vuole favorire? Chi sono i veri gestori dell’acqua oggi in Italia? Chi è che ha sempre condizionato l’economia siciliana col controllo di dighe e sorgenti? Non importa che la dica io la parola ‘mafia’. Non importa che lo dica io che il grosso business delle acque minerali in Italia è gestito da sempre dalla criminalità organizzata o da imprenditori tanto privi di scrupoli da avere già avuto indagini su affari molto poco leciti e molto prossimi alla criminalità organizzata, gli stessi per cui Bombassei di Confindustria approva lo scudo fiscale berlusconiano sul rientro dei capitali illeciti in una gravissima omertà con chi delinque. Da notare poi la schizofrenia da malnati di una Confindustria che da una parte elogia Confindustria siciliana che minaccia di cacciare gli imprenditori che pagano il pizzo, poi elogia chi quello stesso pizzo lo fa rientrare ripulendolo per legge.<br />
Noi siamo il paese dell’acqua e abbiamo le sorgenti migliori del mondo, ma non solo “tutti” i governi l’hanno “regalata” in cambio di pochi spiccioli a società prive di scrupoli i cui confini tra mafia e crimine imprenditoriale sono saltati da un pezzo, ma ci hanno fatto assistere allo spettacolo pietoso di amministratori della sx, Domenici o Martini in primis, che l’acqua dei cittadini l’hanno data via da tempo in spa, mentre prosegue l’atrocità delle municipalizzate come Hera in cui troviamo mafiosi eccellenti.<br />
Il risultato sarà uno e uno solo: una caduta secca dei controlli sull’acqua e un costo per l’utente in rapida ascesa, come è accaduto a Cochabamba (Bolivia) dove le multinazionali hanno spinto alla privatizzazione di elettricità, petrolio, ferrovie.. e perfino acqua e dove le tariffe dell’acqua sono salite del 300%, fino al quinto di uno stipendio medio, e per un’acqua sempre meno potabile e inquinata da colibatteri.<br />
Ma di Cochabamba non parlerà nessun Minzolini e nessun Vespa. Mentre sulla Rai si assiste al balletto pietoso di un Ronchi o di altri del Pdl che balbettano di “lotta ai monopoli” e “difesa di un bene pubblico”, il contrario di quanto avviene.<br />
I cittadini non hanno diritto di arrivare al livello in cui gli interessi della mafia si collegano a quelli dei politici e in cui diventa chiaro perché la vendita dell’acqua è una cosa così elogiata in nome di un neoliberismo in cui la criminalità del capitale si intreccia con la criminalità di eversori e assassini sotto il velo di politici compiacenti.</p>
<p>Quello che accade al di fuori della propaganda falsificatrice è un livello di informazione meno accessibile, aperto benissimo anche a quei politici che continuano a chiamarsi di opposizione contro ogni evidenza e che, chissà perché, rifiutano di scendere in piazza contro B persino di fronte a uno scudo fiscale o alla distruzione del sistema giustizia, ma che le leggi peggiori di B le hanno permesse se non addirittura votate o hanno regalato a Berlusconi comode assenze in aula persino quando potevano abbatterlo, un livello di sconcezza informativa e politica che va bene a un Minzolini ma purtroppo anche a una Berlinguer o a un Cannoni, quella Confindutria che ad ogni passo verso il basso di Berlusconi vede solo un mero interesse economico e non valuta male nessuna infamità se questa finanziariamente è un affare.</p>
<p>Dunque i livelli di informazione sono tanti. I media sono quello più infimo e ci aprono a una netta disinformazione falsificante, soprattutto quelli televisivi, dove si dichiara spesso il contrario di quanto avviene, come è oggi per la privatizzazione dell’acqua.<br />
I partiti sono un altro livello di disinformazione iniqua, con l’avvallo di uno zoccolo duro di adepti che crede prima di sapere.<br />
Inutile sperare nell’UE, sarebbe da sciocchi. O nella Chiesa che una informazione sana non l’ha data mai e si è opposta nei tempi persino all’alfabetizzazione dei cittadini, al voto alle donne, alla parità tra sessi, al razionalismo e all’illuminismo, alla scienza e alla cultura.<br />
Ci resta il web. Ci restano giornali come Il Fatto, nella speranza che qui non arrivi mai il nebbione prodotto da chi gestisce affari che quasi sempre sono sporchi, sia che si tratti di mafia o Confindustria o di interessi di partito.</p>
<p>I livelli di informazione sono tanti.  Ma dove entrano gli affari di informazione non ce n’è nessuna.<br />
..<br />
<strong>L’Italia all’acqua pazza</strong><br />
<strong>Ugo Arcaini (scrive per noi)</strong></p>
<p>Sarebbe giusto prendere atto che la pazzia è il vero male che da sempre affligge l’uomo.<br />
Non illudetevi voi che state leggendo e pensando che sia un problema degli altri…anche voi  siete matti da legare!!!!<br />
Figuriamoci se coloro che, attraverso spinte emotive da Supereroi,  abbiano raggiunto elevati livelli di potere possano non essere, nella stragrande maggioranza dei casi, completamente pazzi.<br />
Ognuno sa perfettamente, anche se non vuole riconoscerlo, che sarebbe giusto passare quasi tutti i suoi pomeriggi in analisi da qualcun altro  che ovviamente ha gli stessi nostri problemi.<br />
Un esempio di follia?&#8230;.. L’ultimo?……Eccolo….l’acqua…..l’acqua privata…..lo slogan afferma ed affermerà “ l’acqua privata è meglio ed è più conveniente dell’ acqua pubblica.<br />
Voi mi direte no, non sono pazzi costoro, sono delinquenti della peggior specie, sono persone&#8230;no poffarbacco non sono persone…..sono delle schifezze immonde indefinibili con le parole.<br />
No cari miei….sono solo dei malati di mente ….dei pazzi scatenati che rifiutano di ammetterlo ed a causa di questo rifiuto stanno distruggendo noi ed il mondo intero.<br />
Sono persone che hanno avuto “Mamme Transformers” che hanno loro inserito il virus del “non mi  basta mai”.<br />
Stante il fatto che molti di noi hanno avuto mamme o papà “transformers” tutto sommato li comprendiamo ci sentiamo loro vicini in alcuni casi li ammiriamo.<br />
Il 60% degli Italiani amerà fino a marzo, dopo si vedrà, il figlio di mamma Rosa per esempio.<br />
Questo bravo figlio del “non mi basta mai della mamma transformer”, come vedete anche se non volete,  le sta inventando tutte per mantenere il potere che ha raggiunto, perché, se lo perdesse, penso io,  sentirebbe quella vocina dentro di sé,  che da tutta la vita  lo perseguita,  che gli ripeterebbe ossessivamente…..”stupido…sei uno stupido…te l’ho sempre detto….hai sbagliato….sei un fallito come tuo padre….non ti puoi fermare mai….ecc. ecc.”<br />
Non l’avete mai sentita una vocina così? Dai… dite la verità….<br />
Ed ecco come per incanto, per soddisfare la vocina della follia, comparire  anche da noi l’Acqua Privata….l’Acqua Privata è bella.  come cantava l’andreottiano Ciarrapico, antesignano della privatizzazione italiana delle acque, a quel tempo minerali.<br />
Infatti vista l&#8217;ingenuità  di chi le compra ad un € il litro, il minerale era ed è l’oro, rileggetevi per curiosità gli scandali dell’epoca. Fatti i debiti conti immaginatevi la fregatura di oggi.<br />
La nostra eterna guerra interiore, l’incapacità ed il rifiuto di essere liberi  scatenano i disastri di cui  siamo corresponsabili  continuando a far  finta di nulla<br />
Sarebbe inspiegabile altrimenti  il desiderio o l’impulso di essere un dittatore, un torturatore che picchia fino ad uccidere il figlio di un suo simile, un magnate del petrolio che aumenta la benzina quando andiamo in ferie e c’è una crisi pazzesca o un magnate dell’acqua  che asseta il mondo dove muore di fame un bambino ogni 6 secondi, uno che bombarda e che uccide, uno che sottomette e che vuol comandare ed opprimere perchè gli hanno messo un cappello in testa e le righe sulla giacca, uno che mangia e beve a quattro palmenti bendandosi gli occhi davanti ad un mondo che muore.<br />
A noi che siamo “diversamente pazzi” dai pazzi di cui abbiamo parlato dianzi, abbiamo il dovere di invertire la marcia inesorabile della follia, dell’autodistruzione, della Paura di essere Liberi.<br />
Come diceva Leo Longanesi : ”Non è la libertà che manca mancano gli uomini liberi”.<br />
Per favore proviamo a dar torto a Longanesi……….<br />
..<br />
<strong>Alberto scrive per noi</strong></p>
<p>Quando il virus entra nel PC, ogni operazione fallisce e più si tenta di proseguire e più il virus prolifera così che subentra rapidamente la paralisi. Meglio fermarsi in tempo, passare un efficace antivirus per ripulire per bene il software. La sosta si tradurrà in un guadagno di tempo e di qualità del lavoro.<br />
La similitudine con la situazione italiana non è poi tanto velata. Il virus, sotto forma di corruzione, clientelismo e scambi di favori ha trovato di che sovralimentarsi e di fatto paralizza la politica. Non si sa se l&#8217;ipocrisia sia una degenerazione proliferata dal virus principale ma è certo che esiste e gode di abbondante alimentazione.<br />
Infatti come si può affermare che sia la magistratura a controllare la politica se è stata la politica a determinare l&#8217;intervento della magistratura. Intervento massiccio a causa della straripante corruzione riscontrata. Poiché anche la magistratura è suscettibile di errori, questa sua aggressione frontale, la pone in condizione di strenua autodifesa a scapito dei sereni giudizi che potrebbero essere emessi dagli organi preposti.<br />
Stupisce dunque molto che non ci sia una presa di posizione generale chiara e ferma contro ogni tentativo di piegare la giustizia alle pressanti necessità della politica.<br />
È dunque riconducibile alla melmosa ipocrisia la teoria della salvaguardia dei governanti dai processi affinché essi possano governare sereni! Individui che non siano moralmente cristallini non dovrebbero nemmeno entrare in politica e qualsiasi nube appaia all&#8217;orizzonte dovrebbe indurli alla dimissioni. Con quale serenità può lavorare un politico che sa di avere un procedimento aperto e i suoi elettori non possono sapere se egli è colpevole o innocente? Peggio ancora per reati commessi durante il mandato politico, specie se approfittando dei vantaggi che da questo derivano. Le sanzioni dovrebbero essere raddoppiate. Godendo di retribuzioni adeguate all&#8217;onestà non è consentito derogare. In fatto di retribuzioni vi è da dire che presentano due incongruenze: la prima è un conflitto di interessi perchè la retribuzione è stabilita da chi ne usufruisce. La seconda insinua il sospetto che esse, retribuzioni, siano molto superiori alla effettive necessità così che il surplus induce alla tentazione di spese “azzardate” con grosso rischio per la serenità mentale dei nostri eletti.<br />
È dunque auspicabile una compatta presa di posizione da parte dei cittadini che non intendono cedere, incluso referendum.</p>
<p>Allotropico<br />
..<br />
<em>D’Alema è il punto critico di un’opposizione Hara Kiri.<br />
Dire D’Alema e dire inciucio è la stessa cosa.<br />
E che Bersani sia figlio di D’Alema sta nei fatti</em>.<br />
..<br />
<strong>D’Alema</strong><br />
<strong>Beppe Grillo</strong></p>
<p>D&#8217;Alema ha detto della sua nomina a ministro degli esteri della UE che: &#8220;Meno ne parliamo, meglio è&#8221;. Il blog è qui proprio per questo. Per parlarne alla grande e diffondere la notizia di questa meravigliosa candidatura. Dopo la nomina di Mastella il ceppalonico (con moglie profuga) a Bruxelles, D&#8217;Alema è il punto più alto della nostra politica europea. D&#8217;Alema è l&#8217;uomo che non deve chiedere, a quello ci pensa lo psiconano. Lui preferisce dare. E&#8217; un generoso. Ha consegnato Telecom (la più grande azienda pubblica italiana) ai capitani coraggiosi Colaninno e Gnutti vendendola a debito (da allora non si è più riavuta e Tronchetti gli ha dato il colpo di grazia). Ha fatto una legge (numero 488, articolo 27, comma 9, pagina 32) per Testa d&#8217;Asfalto che gli assegna le frequenze televisive pubbliche (quindi nostre) al modico prezzo dell&#8217;uno per cento del fatturato. Nell&#8217;ultimo periodo della sua carriera politica si è un po&#8217; offuscato. Parla poco (ha delegato il suo maggiordomo Bersani). Non si fa vedere in giro, neppure in Parlamento. Alla votazione per l&#8217;incostituzionalità dello Scudo Fiscale non c&#8217;era. Sulla legge per la prescrizione breve non fiata (una candidatura a mister Pesc a Bruxelles vale cento prescrizioni). Per il No Berlusconi Day del 5 dicembre preferisce non pronunciarsi. La sua aria da statista corrucciato, pensoso e profondo è stata notata dal Financial Times che lo ha elogiato giusto ieri con le incoraggianti parole: &#8220;Leftwinger familiar with italian intrigue (Politico di sinistra familiare con gli intrighi italiani)&#8221;, ma anche: &#8220;Pratico con le oscure arti degli intrighi politici italiani avendo cospirato per rimpiazzare Romano Prodi, un suo collega, come premier nel 1998&#8243;. Un riconoscimento internazionale inaspettato. Uno così l&#8217;Europa non lo merita (ma neppure l&#8217;Italia che lo mantiene come deputato dal 1987, prima della caduta del Muro di Berlino). Io non voglio farmi rappresentare da un individuo che ha detto: &#8220;Berlusconi è un pericolo anche per l&#8217;Europa, potrebbe dare origine a una crisi democratica capace di allargarsi anche ad altri Paesi&#8221; e che ora aspetta con il piattino in mano l&#8217;appoggio dello psiconano.<br />
E&#8217; l&#8217;ora di un &#8220;D&#8217;Alema mail bombing&#8221; al presidente della UE Barroso e a tutte le testate internazionali. Un messaggio semplice, semplice in italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo e olandese: &#8220;Io sono un cittadino italiano e non voglio essere rappresentato in Europa da Massimo D&#8217;Alema in qualità di Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune ( mister Pesc) dell’Unione europea&#8221;.<br />
..<br />
Sauro segnala</p>
<p><strong>Il ritorno degli speculatori</strong><br />
VITTORIO ZUCCONI<br />
Da Repubblica</p>
<p>&#8220;Siamo sempre noi, vi ricordate di noi, sì? Il popolo delle scatole di cartone cacciati dalla terra promessa di Wall Street. Beh, siamo tornati, le nostre scatole vuote si stanno di nuovo riempiendo di soldi e la bolla si rigonfia. Tutto doveva finire, remember September? ricordate il settembre nero. E tutto è ricominciato&#8221;. Dalle finestre a vetri, il traffico di passanti e delle poche auto strozzate nella strettoia di Times Square sotto i nostri piedi si coagula e si liquefa come se nulla fosse mai accaduto e il settembre nerissimo sembra, come un altro settembre, un incubo sfumato nel ricordo. L&#8217;uomo che guarda la strada dalla vetrata, uno dei pochi scampati ai giorni dei lunghi coltelli, quando nomi come Lehman Brothers, Bear &#38; Sterns, Merryl Linch, Citibank, Bank of America, per non citare neppure i mega pataccari alla Bernie Madoff, sprofondavano o sbandavano, riesce persino a sorridere.<br />
&#8220;Vedi la gente là sotto? Non sono cambiati loro, non siamo cambiati noi. Tutti vogliono fare soldi, tutti hanno paura di perderli quando li hanno. Fino a quando esisteranno gli uomini, esisteranno le bolle&#8221;. Qui nella trading room, nel termitaio del salone scambi di questa grande maison finanziaria, come in tutte le altre che un anno fa dovevano morire e un anno dopo guardano il corso delle proprie azioni puntare di nuovo alla stratosfera, il vento, se potesse entrare dalle finestre sigillate, porterebbe non più la paura di andare a fondo, ma semmai il timore di volare troppo in alto. In ogni ufficio di Goldman Sachs, che in un anno ha visto il proprio &#8220;stock&#8221; passare dai 49 dollari del novembre 2008 ai quasi 180 di ieri, di Morgan Stanley (dagli 11 dollari di un anno fa ai 33), di Citigroup (da 1 dollaro e 11 centesimi all&#8217;inizio dell&#8217;anno ai 4 di ieri), blaterano all&#8217;unisono gli schermi piatti sintonizzati sulla network che fa e disfa il mercato, la CNBC, sparando messaggi e profezie contraddittorie. Ma tra annunci di prossime catastrofi portate dai pessimisti e l&#8217;ottimismo garrulo di Jim Cramer, seguitissimo miliardario da talk show che esorta tutti a buttarsi dentro la nuova bolla, la sola certezza è che 12 mesi dopo quell&#8217;epifania di cartone che fece gridare alla &#8220;fine del capitalismo&#8221; non è cambiato nulla. &#8220;Si è organizzata un po&#8217; di messinscena per dare alle gente l&#8217;impressione che fossero finalmente arrivati i governi a mettere ordine e regole, ma chi ha voluto speculare al ribasso, al rialzo, con i famosi derivati e con i fondi hedge lo ha continuato a fare&#8221; urla Jim Cramer.<br />
Una ex managing director di Lehman Brothers cacciata con la scatola di cartone piena di merendine zuccherose e di pillole alla caffeina, che era arrivata a incassare un milione e mezzo di bonus a fine 2007 (più lo stipendio), si è concessa una vacanza di sei mesi e ha fatto il giro del mondo, dal Bangladesh a Londra, dalla Terra del Fuoco al Vietnam. E&#8217; tornata, ha telefonato ai suoi ex clienti e colleghi, ha creato una propria finanziaria e finirà il 2009 con un portfolio da 750 milioni di dollari. &#8220;Quello che i governi fanno finta di non capire è che i soldi veri, i miliardi, non sono mai scomparsi&#8221;.<br />
Scrive Fortune che le prime 100 corporation americane hanno complessivamente riserve liquide per 948 miliardi di dollari, che tengono stretti in attesa di avere la certezza che la buriana politica sia passata. E poi? &#8220;E poi li dovranno investire. Appena l&#8217;inflazione ripartirà, come ripartirà con il disavanzo pubblico creato per salvarci, non potranno tenerli nel materasso a perdere valore. Guardi la gente là sotto, a Broadway, a Times Square. Mangiano, bevono, spendono, comprano. Consumano. E quando si saranno convinti che l&#8217;Apocalisse non c&#8217;è stata, che non saranno spazzati via da un altro &#8216;29, i soldi ricominceranno a bruciare in tasca e vorranno rendimenti migliori di quello 0,5% all&#8217;anno che i buoni del Tesoro oggi gli offrono. E noi siamo qui, per accoglierli&#8221;.<br />
C&#8217;è un piccolo indice, in Borsa, che racconta meglio di tutti perché si stia riformando la &#8220;bolla&#8221;. Si chiama &#8220;Vix&#8221; e non è un prodotto per il raffreddore. Sta per &#8220;Volatility Index&#8221; e segnala appunto la volatilità, la violenza degli sbalzi nelle quotazioni. E&#8217; tornato ai massimi dell&#8217;anno, spinto dal Dow Jones capace di perdere e di guadagnare il 2% in 48 ore e garantisce che il mare di soldi sciabordanti nella stiva dell&#8217;economia tornerà a cercare quegli strumenti di vera, o illusoria, protezione finanziaria che si chiamano &#8220;derivate&#8221; e &#8220;hedge funds&#8221;. Proprio quei prodotti che furono accusati di avere causato il giudizio universale del settembre 2008 e avrebbero dovuto essere spazzati via.<br />
Si era sparso il panico delle retribuzioni e della fine dell&#8217;età dell&#8217;oro, i &#8220;bonus&#8221; di fine anno, quelle mostruosità che avevano regalato al presidente della Morgan Stanley, John Mack, soprannominato &#8220;Big Mac&#8221; come la polpetta a due piani della McDonald&#8217;s, 40 milioni di dollari a fine 2006. Un record che aveva resistito appena due giorni, fino a quando la rivale Goldman Sachs attribuì al proprio leader maximo, Lloyd Blankfein, 53,4 milioni di dollari. Ma nessuna delle grandi banche ha atteso che la ghigliottina delle famose &#8220;nuove regole&#8221; immaginate per rabbonire le folle, cadesse sui loro manager. &#8220;Ci siamo semplicemente aumentati gli stipendi, per compensare il fatto che per un po&#8217; di tempo avremmo dovuto limitare i bonus di fine anno&#8221; sorride l&#8217;uomo che guarda Times Square.<br />
Anche la mongolfiera che da sempre fa volare o precipitare nel proprio cestello l&#8217;economia americana prende quota: la casa. A San Francisco per prima, ma addirittura anche a Miami, la terra del disastro immobiliare, le case si ricominciano a vendere, sia pure a prezzi di saldo. Le banche, con i miliardi di profitti e di liquido pompati dalla Fed a tasso zero nelle loro casseforti, devono tornare a prestarli al 5%, perché le banche per questo esistono, per lucrare fra il costo e il rendimento del danaro, e il governo estende per altri tre mesi l&#8217;abbuono fiscale di 8 mila dollari sull&#8217;acquisto. Il vento della nuova speculazione non soffia ancora nelle case dei senza lavoro, che sono ormai quasi il 10%. Ma l&#8217;occupazione è sempre l&#8217;ultima a svegliarsi dal coma della recessione, perché le aziende aspettano prima di riassumere.<br />
&#8220;Siamo rimasti in meno, noi delle scatole di cartone, e un terzo di quelli che sparecchiavano bonus nel 2007 hanno cambiato lavoro o città&#8221; dice l&#8217;uomo che guarda la bolla gonfiarsi dalla vetrata su Times Square. &#8220;Per ora, chi di noi è sopravvissuto vive alla giornata, sapendo che tutto può finire domattina, come il 15 settembre del 2008, perché niente è cambiato e il danaro non sta mai fermo, si riversa oggi sull&#8217;oro, poi sul petrolio, poi sulle Borse, poi sui derivati, poi sull&#8217;immobiliare e anche i governi più sinceri sono come i bagnanti che vogliono vuotare il mare con il cucchiaio delle loro regole. La lezione del fallimento delle Lehman Brothers non ha insegnato a noi, ma ai governi, il rischio di voler fare i duri davvero. Usano i loro soldi per salvarci, quando si accorgono che siamo ormai diventati troppo grandi per lasciarci fallire&#8221;. Come sempre? &#8220;Come sempre&#8221;.<br />
..<br />
<strong>Scommettiamo sulla decrescita</strong><br />
<strong>Serge Latouche</strong></p>
<p>Per il filosofo ed economista francese è la via d&#8217;uscita dalla crisi. &#8220;Non siamo più minacciati dalla catastrofe, siamo già nella catastrofe, e abbiamo il privilegio fantastico di assistere al crollo della civiltà occidentale&#8221;<br />
di Fabrizio Ricci</p>
<p>C&#8217;è un legame evidente tra il pensiero di Aldo Capitini, filosofo e politico antifascista, &#8220;partigiano&#8221; della non violenza e Serge Latouche, filosofo ed economista, &#8220;partigiano&#8221; della decrescita. Anche la teoria della decrescita infatti è una forma di pensiero non violento, rivolto nei confronti del pianeta. Non sorprende dunque che in occasione del 40esimo anniversario della morte dell&#8217;ideatore della Marcia per la Pace Perugia-Assisi, la Fondazione Aldo Capitini abbia voluto invitare proprio il professor Latouche a tenere a Perugia una lectio magistralis sulla &#8220;Decrescita come uscita dalla crisi&#8221;.<br />
Il pubblico, numerosissimo e costretto a stringersi all&#8217;inverosimile per ascoltare il professore francese, è stato comunque ripagato con un&#8217;ora e mezza di analisi e teoria, a metà tra sogno e realtà, utopia e concretezza. Peraltro in un ottimo italiano.</p>
<p>L&#8217;esordio di Latouche è di quelli fulminanti: &#8220;<em>Noi che siamo qui in questo momento abbiamo il privilegio fantastico di assistere al crollo della civiltà occidentale. Si tratta di un una fatto rarissimo, paragonabile alla fine dell&#8217;Impero Romano. Con la differenza che questo si è svolto in un arco temporale di 700 anni, mentre il crollo della nostra civiltà si compierà in meno di trent&#8217;anni</em>&#8220;.</p>
<p>Da &#8220;<em>obiettore della crescita</em>&#8220;, Latouche fa partire la sua critica da Adam Smith, che della crescita è &#8220;sognatore&#8221; e teorizzatore. Sì, perché l&#8217;idea di Smith, quella di costruire una società in cui tutti si arricchiscono sempre di più, è all&#8217;inizio soltanto un&#8217;utopia, un &#8220;sogno&#8221; appunto. &#8220;Ma come spesso accade e speriamo che sarà così anche per la Decrescita &#8211; osserva Latouche &#8211; <em>le utopie di oggi possono diventare almeno in parte la realtà di domani</em>&#8220;. Quella di Adam Smith lo diventa intorno al 1850, grazie all&#8217;invenzione del sistema termoindustriale, basato sull&#8217;energia fossile, che nell&#8217;arco di un secolo porta al compimento della società &#8220;dei consumi&#8221;. Essa, secondo Latouche, poggia su tre piedi: la pubblicità, che spinge al consumo &#8220;rendendoci infelici di ciò che abbiamo&#8221;, il credito, che dà i mezzi per realizzare l&#8217;impulso consumistico e &#8220;l&#8217;obsolescenza programmata&#8221; che forza a consumare di continuo.</p>
<p>Questi elementi,fanno della società dei consumi una &#8220;<em>società totalitaria soft</em>&#8220;, in cui l&#8217;uomo non è più padrone del suo destino perché è sottomesso &#8220;all&#8217;imperialismo dei mercati&#8221;, al &#8220;dominio della mano invisibile&#8221;. Una società simile è destinata pertanto a condurci inesorabilmente a quella che gli esperti chiamano &#8220;la sesta scomparsa delle specie&#8221;, un&#8217;estinzione di massa come quella che cancellò dal pianeta i dinosauri. La differenza è che stavolta si viaggia a una velocità impressionante. &#8220;Bisogna stare seduti bene per sentire quello che sto per dire &#8211; ha avvertito Latouche rivolto al pubblico in sala -<em> ogni giorno si estinguono tra le 50 e le 200 specie&#8221;</em>.<br />
Campanelli di allarme talmente clamorosi che portano Latouche a dire: &#8220;<em>Non siamo più minacciati dalla catastrofe, siamo già nella catastrofe</em>&#8220;. L&#8217;ultimo rapporto dell&#8217;Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change) afferma infatti che anche se smettessimo da oggi di bruciare anche una sola goccia di petrolio non potremmo comunque evitare l&#8217;innalzamento di due gradi della temperatura globale entro la fine del secolo. Conseguenze? &#8220;<em>Centinaia di milioni di emigrati dell&#8217;ambiente, la metà del Bangladesh sott&#8217;acqua, ma anche una buona parte dell&#8217;Italia</em>&#8220;. E questo, secondo il professore francese, è &#8220;lo scenario migliore&#8221;, perché i due gradi potrebbero diventare sei e allora possiamo &#8220;dire addio alla specie umana&#8221;.</p>
<p>Occorre creare una alternativa alla società della crescita per uscire dalla crisi. Arriviamo cioè alla Decrescita. Il progetto politico di Latouche è &#8220;l&#8217;utopia concreta della Decrescita&#8221;. <em>8 parole d&#8217;ordine:<br />
rivalutare (prima di tutto la sobrietà),<br />
riconcettualizzare (la scarsità e l&#8217;abbondanza, il pubblico e il privato),<br />
ristrutturare (il sistema produttivo, costruendo cose più utili),<br />
rilocalizzare (&#8220;non è possibile che 8.000 camion trasportino ogni giorno acqua San Pellegrino dall&#8217;Italia alla Francia e acqua Evian dalla Francia all&#8217;Italia&#8221;),<br />
ridistribuire (&#8220;l&#8217;occidente rappresenta il 20% della popolazione mondiale e consuma più dell&#8217;86% delle risorse naturali&#8221;),<br />
riutilizzare (&#8220;per risparmiare risorse naturali e creare posti di lavoro&#8221;),<br />
riciclare (&#8220;ciò che non è possibile riutilizzare&#8221;),<br />
ridurre (&#8220;la nostra impronta ecologica, ma anche gli orari di lavoro&#8221;).<br />
</em><br />
&#8220;<em>Ho sognato che mi candidavo alle elezioni presidenziali con un programma elettorale in pochi punti. Proponevo di ridurre del 75% la nostra impronta ecologica, introducendo una tassa ambientale sui trasporti, per favorire il consumo a &#8216;chilometri zero&#8217;. Al tempo stesso proponevo di ricostruire l&#8217;agricoltura contadina, rinunciando all&#8217;uso dei pesticidi, di trasformare i guadagni di produttività in riduzione dell&#8217;orario di lavoro e altre cose simili. Sulla base di questo programma mi sono candidato, sono stato eletto con il 51% e ho iniziato ad applicare il programma. La settimana dopo sono stato assassinato</em>&#8220;.</p>
<p>Quale è la morale della favola?<br />
<em>&#8220;1° Ciò che non è ancora possibile a livello globale, può comunque esserlo a livello locale o individuale.<br />
2° Ciò che non è possibile oggi potrebbe esserlo domani.<br />
3° Ciò che non è possibile qua è già possibile altrove, come in America Latina.<br />
La Decrescita è una scommessa che non siamo sicuri di vincere. Ma in ogni caso, vale la pena di tentare&#8221;.</em><br />
..<br />
<strong><br />
I SUMMIT DEL NULLA</strong></p>
<p>Ma i Grandi del mondo si sono riuniti per l’inquinamento dell’atmosfera e non hanno concluso niente. Usa e Cina si oppongono a qualunque limitazione industriale.<br />
Al convegno della FAO su un miliardo di persone a rischio di morte per fame e sete nono sono nemmeno andati. 6 bambini muoiono ogni 6 secondi, ma loro non sono nemmeno andati, mentre tutto l’Occidente si preoccupa solo dell’influenza.<br />
Tassare le transazioni finanziarie? Lo aveva proposto il premier britannico. Si sono riuniti e non hanno concluso nulla! Per un istante le parole di Brown hanno fatto balenare un vecchio sogno di Attak: la Tobin Tax. Truman Brown chiedeva una riforma condivisa dei sistemi finanziari e bancari globali, che &#8220;devono avere maggiore allineamento con i valori della maggioranza delle persone: duro lavoro, responsabilità, integrità e giustizia&#8230; non può essere accettabile che i benefici del successo di questo settore siano raccolti da pochi ma i costi del fallimento siano sopportati da tutti noi&#8221;. Da qui la proposta di tassazione delle operazioni finanziarie. Ma l’invito è caduto nel nulla, Un altro vertice sprecato, mentre riprende la speculazione bancaria e borsistica. Le banche ormai straripano di denaro ma le porte sono chiuse ai presiti, mentre le aziende per mancanza di liquidità chiudono aumentando la disoccupazione, e i tassi di chi lascia i suoi soldi in banca sono ormai un insulto al risparmiatore. Unicredit lancia con grande grancassa un’offerta incredibile che è un vero schiaffo all’intelligenza: apri un conto corrente da noi con almeno 50.000 euro che non siano già sui nostri conti e ti daremo l’ 1’% di interesse. Naturalmente lordo!<br />
..<br />
<strong>La Tobin Tax</strong><br />
Carlo Clericetti</p>
<p>La Tobin tax prende nome dal premio Nobel per l&#8217;economia James Tobin che la propose nel 1972 è stata discussa spesso, soprattutto dopo le 3 maggiori crisi finanziarie, quella del 1992, che scardinò il Sistema monetario europeo e portò l&#8217;Italia sull&#8217;orlo della bancarotta, con una svalutazione della lira del 30%; e quella asiatica del 1997, che mise in ginocchio numerosi paesi dell&#8217;Estremo Oriente arrivando a provocare disordini per fame.<br />
Consisterebbe in una tassazione delle transazioni finanziarie con un&#8217;aliquota molto bassa, per es. lo 0,5%, e anche così si diminuirebbe la quantità enorme di transazioni, rendendole non più convenienti. Nella finanza ormai completamente gestita attraverso pc, infatti, è sufficiente che i guadagni siano infinitesimali, perché l&#8217;altissima frequenza delle operazioni e l&#8217;enormità delle somme spostate permettono lo stesso di ottenere profitti stellari.<br />
In pratica, una grossa fetta dei movimenti puramente speculativi sarebbe cancellata dai mercati, che ne guadagnerebbero in stabilità.<br />
Inoltre il gettito della tassa sarebbe comunque ingente e si avrebbero oltre 80 miliardi di dollari l&#8217;anno, sufficienti ad eliminare la povertà estrema in tutto il mondo.<br />
Ma questa tassa ha sempre incontrato la fortissima opposizione di tutti gli operatori finanziari e anche di molti economisti perché frenerebbe la speculazione.<br />
Persino George Soros, lo speculatore che provocò la crisi valutaria del &#8216;92, ha dichiarato che sicuramente avrebbe danneggiato i suoi interessi, ma sarebbe stata positiva per l&#8217;economia mondiale.<br />
La Tobin tax è chiesta da tutti i movimenti no-global per lottare contro la povertà nel mondo, ma Tobin precisò che a lui premeva solo di far funzionare meglio l&#8217;economia mondiale.<br />
Da molti anni esiste un&#8217;organizzazione che sostiene questa tassa: si chiama Attac (Associazione per la Tassazione delle Transazioni finanziarie e per l&#8217;Aiuto dei Cittadini).<br />
Sembrava che fosse favorevole anche il ministro francese dell&#8217;Ecologia Jean-Louis Borloo e la Merkel e ora anche Brown. Ma occorrerebbe il consenso del G20 al completo. Ma il G20 l’ha rifiutata.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/economia/g20/tobintax-7nov/tobintax-7nov.html">www.repubblica.it/2009/09/sezioni/economia/g20/tobintax-7nov/tobintax-7nov.html</a><br />
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<strong>Il bianco Natale del sindaco di Coccaglio</strong><br />
Don Aldo</p>
<p>Le cronache di questi giorni, dal tema fisso del satrapo che continua a stracciare costituzione e democrazia, all&#8217;ammutinamento dei due rami del parlamento su temi che scottano la società ma rinfrescano le loro tasche, non ultimo quello dell&#8217;acqua, non fanno altro che dare mazzate in testa alla nostra voglia di riscatto e al desiderio di continuare a sperare nonostante tutto.<br />
Questa mattina, poi, la notizia anticipata del Buon Natale!<br />
Non c&#8217;è ormai più limite al dilagare di fango e di impudenza che straripano dalle menti malate ed ossessionate di leghisti, ex-forzitalioti e nuovi pidiellisti. Così, dopo averle provate tutte (dallo sradicamento delle panchine a Treviso all&#8217;erezione del muro di via Anelli a Padova, dal fossato anticaravan di Schio alle panchine anticlochard di Trieste) arriviamo a programmare un bellissimo e cristianisssimo&#8221;White Christmas&#8221; in quel di Brescia. Un Natale tutto &#8220;Bianco&#8221; come la loro nera coscienza.<br />
A Coccaglio, un paese di montagna nel Bresciano, l&#8217;assessore alla sicurezza, il leghista Claudio Abiendi, ha avuto la brillante idea di voler &#8220;ripulire&#8221; il paese dagli extracomunitari; di qui l&#8217;idea del &#8220;Bianco Natale&#8221;.<br />
&#8220;Per me il Natale non è la festa dell&#8217;accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità&#8221;, ha dichiarato.<br />
Straordinario. Meriterebbe un monumento all&#8217;imbecillità suprema!<br />
Ma cosa si intende per &#8220;tradiziomne cristiana&#8221;? Forse le truppe conquistatrici che al grido di &#8220;Cristo Re&#8221; scotennavano gli indios d&#8217;America Latina non prima di averli però battezzati? O le truppe di mercanti che sempre da quelle terre hanno importato in Europa tanto e tanto di quell&#8217;oro e argento che non basterebbe la lunghezza dell&#8217;equatore per scriverne l&#8217;attuale valore? O gli imperi coloniali che hanno schiavizzato continenti interi mercificando la bibbia e sacralizzando diamanti? Se queste sono le radici cristiane io mi dichiaro anticristiano. E se questa è la civiltà europeaoccidentale io mi dichiaro apolide e clandestino!<br />
Alla fine del 900 un cittadino americano agnostico si appellò alla Costituzione degli Stati Uniti, la quale non prevede feste religiose nel calendario nazionale e chiese la soppressione del Natale come giornata festiva. La Corte Suprema, dopo lungo esame, respinse l&#8217;appello, sentenziando che già da tempo il Natale aveva cessato di essere una festa religiosa. C&#8217;est vrai! Ma finora c&#8217;eravamo anche adattati a questa profanazione dal Natale trasformato in una festa di luci e di suoni e di dolci e di regali&#8230;. Ma mai che mai avremmo pensato di dover assistere al suo tradimento, facendone una sagra di egoismi etnici e di razzismi xenofobi.<br />
E di sicuro non finisce qui.<br />
Il domani ci serberà ancora altre corbellerie!<br />
Aspettiamo, ma non in silenzio.<br />
…<br />
Il sindaco di Coccaglio, 6000 abitanti (Franco Claretti e tre assessori leghisti), altri che difendono le “radici cristiane” e  leggono il cristianesimo “in nome dell’identità”! Quale identità? Quella del razzismo?<br />
..<br />
Citazione da Doriana Goracci<br />
<strong>Una impiegata della scuola</strong></p>
<p>“Guardo quì le forze dell’ Odine messe contro di  noi…manco fossi la nipote di Riina… malpagata la Polizia  come noi nella scuola…la smettano di parlare dei nostri morti, Falcone e Borsellino, noi diventati bacino di voti, raccolti in Sicilia ancora con i pacchi di pasta e le banconote tagliate a metà. Vengono nascoste le realtà nelle scuole del nostro Paese, le lezioni si fanno nell’illegalità più assolute…altro che la Gelmini che  entra nelle carceri  con le forze dell’Ordine…dobbiamo entrare nei negozi nelle case, dove le televisioni non ci permettono di parlare.<br />
C’è un’ emergenza non solo sociale,emergenza della cultura, e vediamo donne che aprono le bocche per fare politica. E’ una vergogna n azionale…perchè un ragazzo dovrebbe entrare in una classe quando per affermarsi c ‘è Sgarbi che ci riempie dagli schermi di parolacce.<br />
Maledetti punti, come fossimo in un supermercato, chi c’è prima e chi c’è dopo, dopo non c’è niente, i figli non hanno speranza, vadano all’estero, basta con le pacche sulle spalle, voglio le persone con me ogni giorno…<br />
Lo dobbiamo spiegare, entrando nelle scuole, parlando con il nostro vicino di casa, fuori…<br />
DOBBIAMO ANDARE AVANTI!”<br />
..<br />
Ugo segnala:<br />
<strong>Scopri l&#8217;eolico d&#8217;alta quota </strong>&#8230; SORPRENDENTE !</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Zl_tqnsN_Tc">www.youtube.com/watch?v=Zl_tqnsN_Tc</a><br />
&#8230;.<br />
<strong>RIDIAMARO : &#8211; )</strong></p>
<p><strong>Aniello</strong><br />
COLPO DI GENIO DI GHEDINI&#8230; LA SCADENZA DEL PROCESSO IN BASE ALL&#8217;ALTEZZA DELL&#8217;IMPUTATO&#8230;&#8230;</p>
<p>Maroni</p>
<p><img src="http://www.arcoiris.tv/images/vignetta/marco_vuchich/marco_vuchich_00279.gif" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p>Grande battuta di un umorista da poco scomparso, Valter Veltroni: “Si può fare!”<br />
Berlusconi sta ridendo ancora<br />
<strong>Gepy</strong><br />
..<br />
&#8220;Si va alle elezioni anticipate&#8221;<br />
&#8220;Nessuno ha mai detto che si va alle elezioni anticipate&#8221;<br />
Berlusconi è uno che quando dice le bugie si eccita tanto che non gli si allunga solo il naso</p>
<p><strong>Parafrasando Gepy</strong><br />
..<br />
Il Parlamento è proprio fatto da fankazzisti<br />
Praticamente più che un Parlamento è un Paramento<br />
Proprio nel senso di “parare il sacco”<br />
Pensate che c’è un’opposizione<br />
che sta a Roma<br />
lavora a Roma<br />
si riunisce a Roma<br />
eppure quando parte una manifestazione di opposizione<br />
a Roma<br />
ha detto che si faticava a partecipare</p>
<p><strong>Viviana</strong><br />
…<br />
<em>Berlusconi è un uomo che trasforma in oro tutto quello che tocca<br />
Come trasforma il crimine in oro lui non ci riesce nessuno</em></p>
<p><strong>Viviana</strong><br />
…<br />
Certo pensare che Belen Rodriguez è una extracomunitaria<br />
E che i leghisti caccerebbero pure lei….<br />
<strong>Viviana</strong><br />
..<br />
D’Alema il nocchiere che ha sempre mandato la nave Italia sulle secche<br />
Ottimo per gli affari esteri europei<br />
Meglio di una mina vagante<br />
Come dirotta una nave lui non la dirotta nessuno</p>
<p><strong>Viviana</strong><br />
..<br />
<strong>Nonciclopedia</strong></p>
<p>D’Alema: “Francamente non riesco a capire perché un uomo della mia smisurata cultura e intelligenza suprema non sia amato da tutti “</p>
<p>“Veltroni ha detto che è pronto a sacrificarsi per il bene della sx. Ci penso io.”</p>
<p>Sabrina Ferilli:  “D&#8217;Alema mi piace per quella sua vaga aria da &#8220;Ma vattel&#8217;a pijà &#8216;nder culo”</p>
<p>D’Alema: “Ora capisco il motivo del lodo Alfano” (dopo un anno che è passata la legge. Quando si dice la smisurata intelligenza)</p>
<p>Nasce ad Auckland nel 49 dopo aver ordinato a sua madre di partorirlo. Lo mandano subito in un Collegio dei Gesuiti per nasconderlo ai mass media. La sua infanzia fu molto sola, i coetanei tendevano a non capire il suo genio onnicomprensivo, e il suo unico amico era Kissinger, che gli insegnò l&#8217;arte della vela e dell&#8217;arrangiarsi<br />
Diplomato al Liceo Stalin di Vimodrone, è raccomandato per il ruolo di 1° lavapiatti aggiunto presso la mensa aziendale del Priorato di Sion dove incontra l&#8217;amico e futuro mentore Pino Eichmann che lo avvierà al comunismo, allo stalinismo e all&#8217;onanismo. Grande appassionato di enigmistica si iscrive alle Paraolimpiadi di matematica classificandosi 14°, ex aequo con uno gnu che sapeva contare fino a 12. &#8220;Senza esagerare sono il migliore&#8221;<br />
Nel 56 gli crescono i baffi, e poiché dopo averli tagliati questi ricrebbero, decise di lasciar perdere e tenerseli. Sull&#8217;argomento ha anche scritto il saggio &#8220;Tempo perso&#8221;. Nel 60, in seguito ai successi nel campo della vela, fu eletto Presid. della Nuova Zelanda che fino ad allora non ne aveva mai avuto uno. Nel 62 risolse la crisi dei missili a Cuba, piantando un albero maestro alto 70 km al centro dell&#8217;isola diventata una gigantesca barca a vela, così da poterla spostare nelle acque territoriali russe. Per questo vinse il Premio No-bel per la pace</p>
<p>Nei primi anni &#8216;70 si iscrive all&#8217;Anormale di Pisa, dove si laurea in Tutto, con una tesi su Tutto, nel 74, pochi giorni dopo aver fregato la fidanzata a Mussi. In seguito si trasferisce definitivamente in Italia, attirato dal clima mite ma, soprattutto, dalla inferiorità della gente che si prestava maggiormente a essere disprezzata. Il padre Super Mario decise che era ormai giunto il momento di lanciare il figlio in politica. Così lanciarono sul mercato il Nintendo DS, che in breve conquistò prima i bambini e poi i genitori. Nel 96 finalmente vince le elezioni grazie all&#8217;alleanza con Prodi, ma subito dopo la vittoria Prodi con l&#8217;appoggio degli altri Superamici lo estromette dal potere<br />
Dopo 2 anni di esilio e aver vinto quasi tutte le edizioni della Coppa America, organizza un colpo di stato contro Prodi: aiutato da Jack Sparrow e Capitan Uncino, comanda l&#8217;arrembaggio del traghetto con cui Prodi si stava recando in Sardegna a trovare Cossiga e lo costringe ad abdicare in suo favore. La trascinante simpatia e la congenita modestia gli permettono di governare per ben 1,5 anni prima di essere detronizzato da un altro colpo di stato, questa volta organizzato da Joe d&#8217;Amato<br />
Dopo un’ulteriore Coppa America nel 2001 decide di far vincere le elezioni a B con uno stratagemma diabolico nella sua semplicità: vincere una Coppa America, proporre come candidato la persona con meno possibilità di vincere le elezioni cioè Rutelli,  un uomo il cui unico sogno nella vita è di far bene l&#8217;imitazione di Alberto Sordi, e infine presentarsi come l&#8217;uomo della Provvidenza. Allo scopo di perdere ulteriormente voti durante la campagna elettorale affigge cartelloni concordati con B per impedire qualsiasi credibilità alla sx. Così D&#8217;Alema poteva finalmente dimostrare che nessuno era al suo livello e solo lui poteva riportare il csx alla vittoria<br />
Rutelli perse con ignominia le elezioni anche perché lui stesso gli aveva consigliato di andare da Vespa a fare l&#8217;imitazione di Gigi Sabani e D&#8217;Alema procedette alla fase 2 del piano, vincere altre due Coppe America e ricandidarsi alle prossime elezioni con un potere incontrastato. Forte di questi risultati sportivi, alle elezioni 2006 organizzò vasti brogli elettorali conseguendo un notevole successo in termini di audience. Ovviamente fu lui il capo supremo del regime comunista italiano del Biennio Rosso 2006-2008, quello che vedevamo in tv non era Prodi bensì un costume disegnato da Rambaldi, cavo all&#8217;interno e dotato di frigobar, dove vive comodamente D&#8217;Alema. Il vero Prodi dal 98 è rinchiuso a Sant&#8217;Elena<br />
Dopo la caduta del Governo Luxuria, la maggior parte delle funzioni vitali di D&#8217;Alema si sono svolte a bordo dell&#8217;Ikarus. Attualmente è impegnato a fondo nella Coppa America di Barcellona<br />
D&#8217;Alema è un fervente agnostico mosconiano, anche se disconosciuto dal Vate Mosconi, che lo considera un aprostata, per avere preferito il Ministero degli Esteri a quello delle Poste e Telecomunicazioni</p>
<p>Se D’Alema vi rivolge la parola è perché vi disprezza, se non vi rivolge mai la parola significa che non vi ritiene degni di essere disprezzati.<br />
Gli amici lo chiamano &#8220;Baffino&#8221;, ma D&#8217;Alema non ha amici, quindi Nessuno lo chiama &#8220;Baffino&#8221;<br />
Di notte esce dagli armadi per spaventare i bambini, incolpando il povero Babau, una volta usava gli armadi per rapire i bambini e portarli in qualche sede del pc per dividerli insieme agli alieni comunisti<br />
D&#8217;Alema è l&#8217;inventore della famosa loffa pugliese, tipo di loffa pressocché mortale, capace di abbattere l&#8217;intero parlamento in seduta plenaria. Indubbiamente deve considerarsi il 1° alloffatore d&#8217;Italia ed è noto che i suoi viaggi in mare gli servono per sperimentare il potenziamento di quest&#8217;arma con la quale ha obbligato alla fuga sia Natta che Occhetto per rimanere lui segretario<br />
D&#8217;Alema ha vinto il premio di politico più intelligente del 21°secolo. Il premio gli è stato consegnato con oltre 90 anni di anticipo per aver voluto avvisare il suo amico Consorte che era indagato e che quindi il suo telefono era sotto intercettazioni. Telefonandogli.<br />
D&#8217;Alema è il più grande equilibrista del mondo con baffi. Di 2° lavoro fa il sarto nel senso che sarta da un membro all&#8217;altro<br />
D&#8217;Alema si nutre principalmente di leader della sx<br />
..<br />
Una volta  i comunisti mangiavano i bambini<br />
Oggi non li mangiano più perché li mangia tutti D’Alema<br />
Il suo metabolismo è straordinario<br />
Berlusconi è invidiosissimo perché lui se mangia un solo bambino<br />
gli viene una pancia così<br />
Vi<br />
..<br />
Franco F<br />
Sono giorni che nel PD Bersani cerca di presentarsi come il &#8220;nuovo che avanza&#8221;.<br />
Un consiglio spassionato da un ex:<br />
se è davvero questo il nuovo che &#8220;avanza&#8221; mettetelo subito in frigo, prima che finisca di marcire completamente.<br />
..<br />
http//masadaweb.org</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MASADA n° 1034. 17-11-2009. IL PROCESSO E' MORTO]]></title>
<link>http://masadaweb.org/2009/11/17/masada-n%c2%b0-1034-17-11-2009-il-processo-e-morto/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 19:32:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
<guid>http://masadaweb.org/2009/11/17/masada-n%c2%b0-1034-17-11-2009-il-processo-e-morto/</guid>
<description><![CDATA[5 dicembre a Roma manifestazione contro Berlusconi – Bersani scantona &#8211; Un criminale al potere]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://www.arcoiris.tv/images/vignetta/mauro_biani/mauro_biani_0988.gif" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p><strong>5 dicembre a Roma manifestazione contro Berlusconi – Bersani scantona &#8211; Un criminale al potere- La distruzione della giustizia – La Lega nell’odio ai clandestini – Diserzione alla FAO – Banca Arner di Lugano – Berlusconi e il paradiso fiscale di Antigua – Un parlamento esautorato – Stop alla par condicio – La privatizzazione dell’acqua – No alla banda larga – I poveri aquilano votano Berlusconi – Cos’è oggi la filosofia – Soluzione finale</strong></p>
<p><strong>Il 5 dicembre 2009 la Rete scende in piazza: costruiamo insieme il No Berlusconi Day </strong></p>
<p>Nella convinzione che la democrazia si fondi su tre momenti fondamentali – la proposizione, il dibattito e la decisione – crediamo sia indispensabile disporre di metodi e strumenti che consentano di partecipare collettivamente alla costruzione della Manifestazione del 5 dicembre per chiedere le dimissioni di Berlusconi.<br />
A questo scopo, il Coordinamento Iniziative dei gruppi antiberlusconiani di Facebook mette a disposizione, sul sito <a href="http://www.berlusconisidimetta.org">www.berlusconisidimetta.org</a>, aree di proposizione, discussione e votazione per definire insieme i temi e le forme della protesta e, sulla base di quanto democraticamente deciso, dare il nostro contributo all&#8217;organizzazione della manifestazione.&#8221;<br />
..<br />
<em>Quando un popolo teme il suo governo allora hai tirannia.<br />
Quando un governo teme al suo popolo allora hai libertá.</em><br />
Thomas Jefferson</p>
<p><!--more--></p>
<p><strong>Un criminale al potere</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>B è un criminale che sta distruggendo l&#8217;Italia.<br />
E quelli che lo sostengono sono dei criminali che mandano alla rovina il paese per difendere un pezzo di potere personale, senza un minimo di coscienza personale e di dignità.<br />
Quello che sta accadendo in Italia è gravissimo e i partiti sembrano rassegnati al peggio, cedono a una monocrazia di tipo totalitario, allo strapotere di una criminalità politica e organizzata che ha toccato ormai le vette di una malvagità incosciente e irresponsabile.<br />
Il nostro paese è a chiaro rischio di iniquità.<br />
Chiunque di noi può trovarsi in grave pericolo: può essere derubato da amministratori disonesti, truffato da azionariati folli, può morire di cancro a causa di imprenditori dissoluti o subire espianti di organi sani da parte di medici assassini.. e in ognuno di questi casi, col processo breve voluto da B per salvare se stesso, si troverà davanti la porta della giustizia sbarrata, non riceverà giustizia, non potrà far valere le sue ragioni, dovrà vedere libero e impunito chi lo ha derubato, truffato, fatto ammalare, messo a rischio di morte, ferito, violentato, ucciso. Lui o i suoi vedranno i criminali restare incensurati nelle condizioni di perpetuare i loro crimini ancora e ancora, restando ogni volta impuniti e incensurati, in una catena infinita del male, senza che lo Stato attui quei doveri che sono propri di ogni Stato  e senza cui cessa la sua ragione di essere: difendere il cittadino nella sua persona, nella sua dignità, nei suoi beni, nella sua vita, nei suoi diritti.<br />
B, per liberarsi dalle pene per i suoi crimini che in qualsiasi paese civile comporterebbero l&#8217;estradizione da ogni pubblico ufficio e il carcere, offende la giustizia, violenta i diritti del cittadino. E con ciò annulla l&#8217;essenza del suo ruolo, nega lo Stato.<br />
..<br />
<strong>Le firme contro il processo breve sono arrivate a 210.000.</strong><br />
Se non lo hai fatto ancora, firma contro la legge perversa di Berlusconi<br />
a<br />
<a href="http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&#38;idappello=39">temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&#38;idappello=39</a><br />
..<br />
<strong>Cesare Beccaria</strong><br />
I delinquenti ringraziano Berlusconi, insieme agli evasori, ai corrotti, ai corruttori, ai diffamatori, alle veline, ai ricattatori, ai prosseneti, ai venduti, ai dipendenti complici in reato, agli ingiusti, ladri, assassini, violenti ecc. insomma il male trionfa, viva il male, il Paese è governato dal male.<br />
La Chiesa tace e prega che tutto continui così perchè per i malfattori ci sarà il regno dei cieli.<br />
L&#8217;imputato è prescritto .<br />
la pena è prescritta.<br />
il processo è prescritto.<br />
il reato è prescritto.<br />
Berlusconi si è prescritto tutti i suoi reati  i ladri ringraziano, i derubati s&#8217;incazzano, la giustizia è diventata una ingiustizia di stato.<br />
La legge non è più uguale per tutti, grazie a Berlusconi.<br />
L&#8217;Italia sta per essere prescritta per sempre.<br />
Siamo una dittatura berlusconiana, un regime berlusconiano, un fascismo berlusconiano.<br />
..<br />
<strong>BERLUSCONI: INDECENZA SENZA LIMITI</strong><br />
Margherita Hack</p>
<p>Sebbene dovessimo ormai esserci abituati, la spudoratezza di Berlusconi riesce ancora a sorprendere, la sua ostinazione nel far lavorare a ritmi serrati il parlamento alla ricerca di una qualsiasi legge che lo liberi una volta per tutte dai suoi processi per bazzecole come corruzione di giudici, corruzione di testimoni, falso in bilancio, evasione fiscale, non ha limiti di decenza.<br />
Chi quasi lo supera in fatto di indecenza è il suo fedele burattino di nome Alfano di cui ho potuto leggere due recenti affermazioni: 1) che i giudici devono rispettare il parlamento perché è questo che fa le leggi &#8211; dimenticando che le leggi devono rispettare la Costituzione e l’ultima parola in merito spetta alla Corte costituzionale;<br />
2) che una “buona legge” (quella accorcia processi, attualmente in discussione) non si può bloccare solo perché sarebbe utilizzata anche dal Cavaliere.<br />
“Non ci fermeremo, figurarsi se possiamo farlo solo perché facendo una cosa per il bene degli italiani (!!!!) avrà un impatto anche per il presidente del Consiglio…”.<br />
Ma il ministro Alfano crede proprio che tutti gli italiani siano una massa di imbecilli? Sia lui che il suo padrone dovrebbero vergognarsi di mostrare in giro la propria faccia. Ma possibile, che in nome della democrazia si debba sopportare questo vergognoso degrado che umilia le persone oneste?<br />
..<br />
<strong>Bloggher</strong><br />
Giusto per ribadire il concetto.<br />
<em>Cos&#8217;è il processo breve&#8230;?<br />
&#8220;è come dire: da domani la lista d&#8217;attesa x una TAC deve essere di 10 giorni. Altrimenti? Altrimenti sei guarito.&#8221;</em><br />
..<br />
<strong>Le nefandezze della Lega</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Indifferente alle atrocità di una legge che mozzerà centinaia di migliaia di processi, anzi impedirà loro anche di cominciare, di cosa soltanto si preoccupa la Lega? Che dal processo breve siano estromessi i clandestini. Nella sua cecità folle dove domina solo l’odio per il diverso, equipara la badante che resta senza lavoro al mafioso, al terrorista, all’assassino.<br />
Null’altro le importa. Solo di aggiungere male al male, secondo un’equazione per cui il clandestino è un elemento votato al reato e che per forza di cose cadrà sotto il controllo della mafia. E la Lega quindi facilita questo percorso, con la sua politica di rigetto facilita proprio la via del delinquere come unica strada obbligata con cui il clandestino potrà salvarsi dalla morte per fame. Saranno infatti esclusi dal processo breve i reati di mafia, terrorismo, rapina, omicidio, estorsione, stalking, incendio, traffico di rifiuti, pedopornografia, sequestro di persona, furto aggravato e anche l’immigrazione clandestina. Un omicida è equiparato al san papiers, un terrorista, un mafioso, un sequestratore saranno come la badante o il muratore che restano senza lavoro.. Non fa conto  che per tale reato ci sia solo una ammenda. E che nessun paese civile lo considererebbe reato quando chi arriva sta fuggendo da paesi che calpestano ogni diritto umano, per cui dovrebbero valere i trattati che abbiamo firmato per il diritto di asilo.<br />
Si ripetono le funeste trame d’odio del nazismo. E An e il Pdl accettano succubi l’ulteriore ricatto, quello per cui un partito sceglie di gettare un’intera nazione alle ortiche della barbarie pur di soddisfare un odio cieco e barbaro. Non solo non si vogliono politiche di assistenza e integrazione, ma si dividono gli uomini in ricchi e poveri, si costruisce una giustizia che premia i reati dei ricchi e che si accanisce crudelmente contro i più poveri. E questo la Lega lo chiama “avere radici cristiane”!<br />
..<br />
Silvanetta segnala:<br />
<strong>Fao: anche Berlusconi ha fame. D&#8217;impunità</strong><br />
Belfagor</p>
<p>A chi chiama la Fao per conoscere l’agenda del Vertice, capita di sentirsi rispondere:<br />
“È probabile che Berlusconi sia qui dalle 8 a mezzanotte, altrimenti dovrebbe andare al tribunale di Milano&#8230;”.<br />
Ma che oggi il Cavaliere presenzi alla Conferenza Fao per sottrarsi all’udienza del processo Mediaset è un’infame insinuazione.<br />
È nota la dolente passione del nostro premier per il Terzo mondo, come dimostrano il taglio dei fondi alla cooperazione e la sua memorabile performance al vertice Fao del giugno 2002.<br />
Esordio:<br />
“Un saluto a tutti voi, ma in particolare alle belle delegate”.<br />
Brusìo fra le signore.<br />
Poi intervenne il direttore Fao, il senegalese Jacques Diouf, e il Cavaliere lo apostrofò spiritosamente:<br />
“Dovresti dimagrire un po’”.<br />
Altro brusìo.<br />
Il presidente del Togo Gnassingbè Eyadéma stava raccontando la tragedia del Malawi, dove stavano morendo di fame 13 milioni di persone.<br />
Sconvolto dalla commozione, Berlusconi lo interruppe:<br />
“Bisogna accorciare i tempi degli interventi perché la nostra non sarà una tragedia, ma anche noi abbiamo fame… Grazie di essere stati con noi, il pranzo è pronto, spero che il menu sia totalmente italiano, così sarete soddisfatti”.</p>
<p>da Il Fatto Quotidiano<br />
..<br />
<strong>Sancho</strong></p>
<p><em>Sempre caro mi fu quest&#8217;ermo blog,<br />
e questo nano, che da tanta parte<br />
dell&#8217;ultimo orizzonte il guardo esclude.:)</em><br />
..<br />
Al summit della FAO Berlusconi non ha trovato di meglio che raccontare una trita balzellettina su Marx. L&#8217;aveva raccontata anche nel 2003, nello stesso identico modo. Però aveva meno capelli e dimostrava 20 anni più di adesso.<br />
..<br />
<strong>5 dicembre a Roma</strong><br />
Bersani si nega a Di Pietro, perché, dice, la manifestazione non l’ha indetta il Pd!!!!<br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>.. e ancora accade che il partito che dovrebbe essere di opposizione davanti a tali fatti, ancora dica di non voler scendere in piazza&#8230;<br />
ancora la vigliaccheria, l&#8217;insipienza, la collusione dominano sovrane<br />
&#8230;ancora dobbiamo vedere queste divisioni, queste ignavie mortali, questi egoismi meschini, questi comportamenti letali!<br />
&#8230;ancora un popolo che ha fatto la resistenza, che ha costruito la democrazia, che ha lavorato fin in Patagonia, che ha sofferto e sopportato pene indicibili.. un popolo offeso nell&#8217;onore, nel rispetto, nei principi, nella democrazia,  ancora questo popolo dorme, subisce, giace&#8230;</p>
<p>ancora la rivoluzione è lontana<br />
e non dico delle armi o dei corpi<br />
ma delle menti e delle anime<br />
la rivoluzione della luce e del coraggio<br />
la rivoluzione degli onesti che non possono subire oltre, perché non è giusto, non è umano, non è più accettabile, non ne possiamo più, oltre<br />
contro tutti i vigliacchi, gli inesperti, gli ignoranti, gli insipienti, i collusi, i corrotti, i venduti, i traditori, i meschini.. non è accettabile e non è giusto<br />
non possiamo subire oltre<br />
Ma dov&#8217;è questo popolo?<br />
Il popolo che deve essere vivo e non morto?<br />
Quando torna questo popolo a rinascere?<br />
Quando torna a vivere questo popolo morto?</p>
<p>Così scriveva <strong>César Vallejo</strong></p>
<p><strong>Massa</strong></p>
<p><em>Finita la battaglia,<br />
e morto il combattente, un uomo gli venne incontro<br />
e disse: «Non morire; ti amo tanto!».<br />
Ma il cadavere, ahi!, continuò a morire.<br />
Gli si accostarono due ripetendo:<br />
«Coraggio! Non lasciarci! Torna in vita!».<br />
Ma il cadavere, ahi!, continuò a morire.<br />
Ne accorsero venti, centomila, cinquecentomila,<br />
gridando: «Tanto amore e non poter nulla contro la morte!».<br />
Ma il cadavere, ahi!, continuò a morire</em>.<br />
<em>Milioni di individui lo attorniarono,<br />
con una stessa supplica: «Rimani, fratello!».<br />
Ma il cadavere, ahi!, continuò a morire.<br />
Allora, tutti gli uomini della terra<br />
lo circondarono; li vide il cadavere triste, emozionato;<br />
si alzò lentamente,<br />
abbracciò il primo uomo; e si avviò</em>&#8230;<br />
..<br />
Utopia: Eu topos o Ou topos?<br />
Luogo della Felicita&#8217; o non luogo?<br />
Pervasi da una strana, &#8220;lucida follia&#8221;&#8230;.<br />
Libero arbitrio?<br />
Non Terra, non Casa, non Pensiero, non Liberta&#8217;, non Lavoro, non Preghiera, non Speranza, non Giustizia, non Politica&#8230;..<br />
Non è un bel modo per incominciare la giornata.<br />
Buonanotte al Secchio.<br />
C&#8217;è un Buco nel Secchio.</p>
<p>Enrico Novara<br />
..<br />
<strong>Il cavaliere del secchio</strong><br />
Kafka</p>
<p><em>Consumato tutto il carbone; vuoto il secchio; inutile la pala; la stufa che respira aria gelida; la stanza gonfia di gelo; davanti alla finestra, gli alberi rigidi nella brina; il cielo, uno scudo d’argento contro chi cerca da lui un aiuto. Devo procurarmi del carbone; non posso certo morire congelato; dietro di me la stufa impietosa, impietoso il cielo davanti a me; perciò devo andare al trotto in mezzo a loro, e nel frattempo, cercare aiuto dal carbonaio. Questi però è ormai indurito contro le mie solite preghiere; devo dimostrargli con chiarezza che non ho più neppure la più piccola particella di carbone, e che dunque lui rappresenta per me il sole nel firmamento. Devo arrivare come il mendicante intenzionato a morire sulla soglia rantolando di fame, e al quale perciò la cuoca si decide a lasciare i fondi dell’ultimo caffè; similmente il carbonaio, pur schiumante di rabbia, ma sotto il raggio del comandamento &#8220;Non uccidere!&#8221;, dovrà scaraventarmi nel secchio un’intera badilata</em>.<br />
<em>Già il mio decollo sarà decisivo; e dunque mi metto a cavalcare sul secchio. Da cavaliere del secchio, la mano in alto sull’impugnatura, che è la briglia più semplice, scendo con difficoltà le curve della scala; quando però sono giù, il mio secchio allora sale splendido, splendido; i cammelli sdraiati bassi per terra, quando il bastone del padrone li incita, non si sollevano con maggiore eleganza. Trottando a velocità adeguata percorro le strade congelate; spesso mi sollevo fino all’altezza del primo piano; non scendo mai fino alle porte d’ingresso. E a straordinaria altezza mi libro sulle arcate della cantina del carbonaio, dove questi sta rannicchiato laggiù al suo tavolino scrivendo; per lasciar defluire l’eccessivo calore ha aperto la porta.<br />
&#8220;Carbonaio!&#8221; grido con voce arsa e arrochita dal freddo, avvolto dalle nuvole di vapore del mio respiro, &#8220;per favore carbonaio, dammi un po’ di carbone. Il mio secchio ormai è tanto vuoto che ci posso cavalcare sopra. Sii buono. Appena posso te lo pago.</em>&#8220;<br />
<em>Il carbonaio mette la mano all’orecchio. &#8220;Ho sentito bene?&#8221; chiede da sopra la spalla a sua moglie, che lavora a maglia vicino alla stufa, &#8220;ho sentito bene? Ci sono clienti.&#8221;<br />
&#8220;Io non sento proprio niente&#8221;, dice la donna, respirando tranquilla sopra i ferri, piacevolmente riscaldata sulla schiena.<br />
&#8220;Oh sì&#8221;, grido io, &#8220;sono un cliente, un vecchio cliente, un cliente fedele, solamente, per il momento impossibilitato a pagare.&#8221;<br />
&#8220;Moglie&#8221;, dice il carbonaio, &#8220;è così, c’è proprio qualcuno; non posso ingannarmi fino a questo punto; dev’essere un vecchio, un vecchissimo cliente se sa toccarmi così profondamente il cuore.&#8221;<br />
&#8220;Che ti prende, marito?&#8221; chiede la donna, e riposandosi un attimo preme sul petto il suo lavoro a maglia, &#8220;non c’è proprio nessuno; il vicolo è vuoto; tutti i nostri clienti sono stati riforniti; potremmo anche chiudere il</em> <em>negozio per giorni interi e riposarci.&#8221;<br />
&#8220;Ma io sono qui, seduto sul secchio&#8221; grido, e lacrime insensibili di freddo mi velano lo sguardo, &#8220;per favore, guardate in su; mi troverete subito; vi prego, datemi una palata di carbone; e se me ne darete due, mi farete felice oltre misura. In fondo, tutti gli altri clienti sono riforniti. Ah, se lo sentissi già risuonare nel secchio!&#8221;<br />
&#8220;Vengo&#8221;, dice il carbonaio e con le sue gambe corte vorrebbe già salire le scale della cantina, ma la moglie gli è già vicina, lo ferma prendendogli il braccio e dice: &#8220;Resta qui. Se non la finisci con questa idea, salirò io stessa. Ricordati che tosse hai avuto stanotte. Per un affare, e per di più immaginario, dimentichi moglie e figli e metti in pericolo i tuoi polmoni. Vado io.&#8221; &#8220;Allora però digli tutti i tipi di carbone che abbiamo in magazzino; io da sotto ti dirò i prezzi.&#8221; &#8220;Va bene&#8221;, dice la moglie, e sale nel vicolo. Naturalmente mi vede</em> <em>subito.<br />
&#8220;Signora carbonaia&#8221;, grido, &#8220;i miei saluti più devoti; solo una palata di carbone; subito qui nel secchio; me la porto a casa da solo; una palata del peggiore. Naturalmente la pago a prezzo intero, non subito però, non subito.&#8221; Che suono di campane, nelle due parole &#8220;non subito&#8221;, e come disorienta il loro mescolarsi con le campane serali che proprio ora cominciano a suonare dal vicino campanile.<br />
&#8220;Allora, cosa vuole?&#8221; grida il carbonaio. &#8220;Niente&#8221;, gli risponde la moglie, &#8220;non c’è nessuno; non vedo nessuno, non sento nessuno; solo hanno suonato le sei e noi chiudiamo il negozio. Il freddo è terribile; c’è da prevedere che domani avremo molto lavoro.&#8221;<br />
Non vede niente e non sente niente; però scioglie il grembiule e agitandolo cerca di soffiarmi via. Purtroppo ci riesce. Il mio secchio ha tutti i vantaggi di qualsiasi buon animale da cavalcare; ma non ha capacità di </em>resistenza; è troppo leggero; basta il grembiule di una donna per cacciarlo a gambe levate.<br />
&#8220;Cattiva!&#8221; le grido dietro, mentre lei, voltandosi verso il negozio, agita la mano in aria un po’ sprezzante, un po’ soddisfatta di se stessa, &#8220;cattiva! Ti ho chiesto una palata di carbone del peggiore e tu non me l’hai data.&#8221; E dicendo così salgo nelle regioni delle montagne di ghiaccio e mi perdo per non tornare mai più.<br />
…<br />
<strong>Obama in Cina</strong></p>
<p>&#8220;<em>Io credo nella trasparenza perché più l&#8217;informazione circola liberamente, più una società diventa forte. In questo modo i cittadini possono chiedere dei conti a chi li governa. Perciò sono contrario alla censura, anche quella che colpisce Internet. In America la libertà di accesso a tutti i contenuti online ci rende migliori. Come presidente, qualche volta preferirei che ci fossero meno critiche contro di me, e ne ho tante. Ma questo rende la nostra democrazia più sana, e mi costringe a governare meglio</em>&#8220;.<br />
..<br />
<strong>Una guerra di cosche</strong><br />
Viviana</p>
<p>L&#8217;ipotesi perversa è che nella guerra delle cosche si sia infilato lo Stato che parteggia per una contro le altre.<br />
Più che una guerra alla mafia, un regolamento di conti tra bande. E una banda che parteggia con bande è lo Stato.<br />
Per questo assistiamo a casi di mafiosi che per 15 anni non si sono mai spostati dal loro territorio e un bel giorno vengono presi in una strana retata della polizia, e per questo i pentiti cantano.<br />
Non è la giustizia che avanza.<br />
Sono equilibri mafiosi che cambiano.<br />
E ora Berlusconi ha aggiunto a questa bella compagnia la bella forza della camorra.<br />
Camorristi e amici dei camorristi avanti!<br />
I Letizia e Cosentino in testa!<br />
200 famiglie si spartiscono la Campania.<br />
Con l&#8217;aiuto di Berlusconi si spartiranno l&#8217;Italia!</p>
<p>Io non sono una kamikaze, ma dove caxxo stanno gli strumenti e partiti democratici o pure alternativi per opporsi a tanto orrore? Il Pd ha deciso che non scende neanche in piazza, si fatica già troppo così; contro il processo breve ha quella vocetta flebile che si confonde con gli spifferi delle porte&#8230; e quando c&#8217;è da votare va in gita fuori porta o si astiene, ed è già tanto che non vada tutte le sere a cena ad Arcore.<br />
Violante già freme di fare il presidente della Corte Costituzionale e scondinzola a Berlusconi.<br />
E Mancino è più obliquo della torre di Pisa.<br />
A D&#8217;Alema basta avere la sua bella carica europea come se in politica estera ci avesse mai azzeccato qualcosa, o come se al parlamento europeo avesse mai fatto qualcosa. Noi siamo qui a guardare Fini!!!!??? Io non ho più neanche lacrime per piangere. Ieri Albano mi ha detto: &#8220;Viviana, sei un po&#8217; feroce!&#8221; Io sono feroce?!?!??? E la tigre allora?<br />
…<br />
Report<br />
<strong>Banca Arner, a Lugano</strong></p>
<p>Sospettata di operazioni illecite di riciclaggio. Ci tengono dei capitali Berlusconi (60 milioni) e Teresa Macaluso (13 milioni), moglie di Francesco Zummo, costruttore di Palermo, considerato dalla procura vicino alle cosche mafiose. Coerente contiguità questa dei patrimoni di B con quelli delle cosche della camorra.<br />
I  60 milioni di B sono divisi tra un conto corrente personale (è il numero 1 della banca!!) di 10 milioni e 50 su conti riconducibili a società di famiglia, amministrate da Marina e Piersilvio.<br />
Una banca su misura, visto che è piccolissima, e la Macaluso con B da soli fanno un quarto degli attivi.<br />
La Arner da sempre è il crocevia di operazioni sospette riconducibili alla galassia B e di recente è di nuovo piombata al centro delle cronache giudiziarie per l&#8217;arresto di Bravetti, amministr. e membro della direzione generale nonché dirigente dell&#8217;Organo di contatto svizzero per la lotta al riciclaggio. Con lui sono finiti ai domiciliari, gli imprenditori Francesco e Ignazio Zummo, padre e figlio, per intestazione fittizia di beni, per conto di Cosa nostra.<br />
Altri celebri correntisti della Arner sono: Ennio Doris, fondatore del gruppo Mediolanum, la famiglia di  Previti e il fiscalista Salvatore Sciascia di Fininvest.<br />
Qui vengono gestite 2 società anonime che a loro volta controllano 2 società dell’avv. Acampora condannato con Previti per il Lodo Mondadori. E vengono gestiti i soldi della Flat Point, immobiliare che costruisce ville ad Antigua anche per B (un bonifico da 3,367 milioni di B è indirizzato proprio ad una di queste)<br />
Uno dei fondatori della Arner  è uomo di fiducia di B, Paolo Del Bue e c’era quando  la società panamense New Amsterdam, amministrata fiduciariamente da Arner, versò in nero 10 miliardi di lire al Torino per il passaggio di Lentini al Milan.<br />
Mills si fece pagare per nascondere ai giudici italiani che le società offshore Century One e Universal One erano riconducibili non ai manager della Fininvest, ma &#8220;direttamente a B&#8221;. I conti esteri di quelle due società erano gestiti proprio da Del Bue, che in 3 anni  ha trasformato in moneta sonante ben 100 miliardi di lire.<br />
Dalla banca Rasini di Milano unica fiduciaria della mafia alla banca Arner di Lugano, fiduciaria della camorra. La storia è sempre la stessa. Arner, piccolissima banca con 250 dipendenti, riservatezza assoluta e rifugia esentasse, dove spariscono i fondi neri di B e famiglia, quel che ha rubato al fisco italiano e non sono bazzecole. La famiglia B investe alle Bahamas, al Lussemburgo e ad Antigua, 63 paradisi fiscali  di Finivest, uno anche a Dubai.<br />
Attraverso questa banca si investe in un paradiso fiscale, Antigua, dove B compra 7 splendide ville. Già 4 anni fa B sposta dalla Arner 3 milioni e 367.000 euro per favolose ville caraibiche.  Il premier di Antigua è Baldwin Spencer, messo nella lista nera dei paradisi fiscali, ma grande amico di B, che lo incontra a New York in un viaggio che come sempre mescola funzioni pubbliche a interessi privati. B promette addirittura che convincerà la Comunità Europea a ripianare il debito estero di Antigua (un miliardo e mezzo di dollari) e offre il suo architetto di fiducia per rifare le strade di Antigua impegnandoci anche la Moratti che si fa tramite con l’ONU, stimola inoltre imprenditori e calciatori del Milan a investire là i loro patrimoni e vi costruisce le ville per i suoi figli.<br />
Ad Antigua c’è il villone megagalattico dove B passa le vacanze.<br />
La banca Arner serve a strani giri di soldi della mafia. B ci sta come un pascià.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/banca-arner/banca-arner/banca-arner.html">www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/banca-arner/banca-arner/banca-arner.html</a><br />
..<br />
Dice la vignetta di  <strong>Natangelo</strong>:</p>
<p><em>Berlusconi pensa alla vecchiaia<br />
Una bella villa ai Caraibi<br />
Dove passare una serena prescrizione</em>.<br />
…<br />
&#8220;<em>Quando ti uccide lo Stato è come se non ti uccidesse nessuno</em>&#8220;<br />
E.M.Salerno, in veste di capo delle guardie di Stato nel film &#8220;Nell&#8217;anno del Signore&#8221;.<br />
..<br />
Citazione<br />
<em>La sofferenza è l’esito finale dell’amore, perché è amore perduto. Tu capisci, lo so. Però non vuoi pensarci. E’ il completamento del ciclo dell’amore: amare, perdere, soffrire, lasciare e lasciarsi, poi amare di nuovo. Jason, soffrire è la consapevolezza che dovrai essere solo, e al di là di questo non c’è nulla, perché essere solo è il destino ultimo, definitivo di ogni creatura vivente</em>.<br />
Philip K. Dick, Scorrete lacrime, disse il poliziotto.<br />
..<br />
<strong>Tinazzi<br />
</strong><br />
<em>NON<br />
Non abbiamo parlamento<br />
Non abbiamo elezioni<br />
Non possiamo dare il voto di preferenza<br />
Non possiamo eleggere chi vogliamo<br />
Non possiamo avere il diritto allo<br />
studio (chiuso)<br />
Non abbiamo il diritto al lavoro (perso)<br />
Non abbiamo il diritto di scegliere<br />
Non abbiamo il diritto a decidere (Trattato di Lisbona )<br />
Non abbiamo piu&#8217; la moneta (è della BCE)<br />
Non abbiamo piu&#8217; l&#8217;acqua<br />
Non abbiamo piu&#8217; l&#8217;etere  risorse<br />
(concessioni regalate )<br />
Non abbiamo piu&#8217; il bene pubblico (è loro)<br />
Non abbiamo piu&#8217; una giustizia uguale per tutti<br />
Non abbiamo piu&#8217; informazione<br />
Non abbiamo piu&#8217; il diritto di protestare<br />
Non abbiamo piu&#8217; il diritto di manifestare<br />
Non abbiamo piu&#8217; alcuna privacy<br />
Non abbiamo piu&#8217; garanzie costituzionali<br />
Non abbiamo futuro<br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.CI HANNO UCCISO&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.<br />
&#8230;&#8230;.IL COLPO DI STATO C&#8217;E&#8217; GIA&#8217; STATO&#8230;.</em>&#8230;..<br />
..<br />
Leggendo il fatto quotidiano di oggi, a pagina 3 mi ha colpito la seguente frase, pronunciata dal papà di Daniele, un bambino affetto da una rarissima forma di distrofia muscolare: &#8220;Quando ho saputo che i soldi per l’Alitalia sono stati presi anche dai fondi della ricerca raccolti con Telethon volevo sparare.<br />
Mi sono chiesto: ma quanti italiani lo sanno?”<br />
Già quanti italiani lo sanno?<br />
I soldi raccolti in Tv a donatori volontari, per la ricerca, usati per ripianare i debiti Alitalia e per dare la parte &#8220;buona&#8221; della compagnia alle solite 20 persone.</p>
<p><strong>Nicola Rindi</strong><br />
..<br />
&#8220;<em>Sono passati 19 mesi e questo governo non ha fatto niente</em>&#8220;<br />
Parola di Schifani, presidente del Senato, seconda carica dello Stato, gruppo Pdl.<br />
Per la serie quando anche i servi si rivoltano<br />
..<br />
<strong>le turpi frasi di Ferrara:</strong><br />
“<em>La prescrizione breve è un fondamento del diritto di difesa</em>”<br />
La prescrizione di ogni reato ancora di più.<br />
Parola di Silvio Provenzano.<br />
..<br />
<strong>Beppe Grillo</strong></p>
<p>Il non-Parlamento è incostituzionale, è una finzione, non esiste. Il non-Parlamento va chiuso. E&#8217; un non-luogo in cui non-vanno i non-eletti che non-discutono le non-leggi. La Camera e il Senato sono il deserto dei Tartari. E i non-eletti ci prendono anche per il culo. Luca Barbareschi, spesso in tournée (non si è visto per il 52,95% delle sedute), afferma: “Non ce la farei ad andare avanti con il solo stipendio da politico” di 23.000 euro mensili. Mavalà Ghedini scomparso 3.564 volte su 4.789 (74.42% di assenze), tallonato da Massimo D&#8217;Alema: 3.294 su 4.789 (68.78% di assenze). Non va dimenticata Emma Bonino che detiene la leadership di assenza in Senato: 2.099 su 2.725 (77.03% di assenze) (dati da openpolis.it). Il non-parlamentare non-eletto continua a farsi i cazzi suoi per tutta la legislatura e può percepire un doppio stipendio dopo essere stato promosso dal capo in Parlamento. Come l&#8217;insuperato Lurch Ghedini rastrellatore di parcelle private e dei soldi da deputato.<br />
Il non-Parlamento è un non-luogo perché non ci sono i non-parlamentari. Nessun cittadino ha eletto nessuno. Quelli che non si aggirano sono stati assunti dallo psiconano, da Topo Gigio Veltroni, da Casini. Sono non-parlamentari. Non parlano mai, prendono ordini. Premono un pulsante in aula, quando ci vanno. Questo è il loro lavoro, scimmie ammaestrate e ben pagate. Un intero non-Parlamento &#8220;nominato&#8221; da sei persone. La legge elettorale che nega il voto di preferenza ha trasformato l&#8217;Italia in una oligarchia. Nessun partito la mette più in discussione. I loro problemi giudiziari, chiamati riforma della giustizia, sono più importanti del ripristino delle regole democratiche. Non hanno neppure il pudore di sospendere Cosentino da sottosegretario all&#8217;economia. Un intero Paese è in loro ostaggio.<br />
Il non-Parlamento non è neppure in grado di discutere non-leggi. Approva solo decreti su decreti. I decreti di Testa d&#8217;Asfalto. Sono decreti governativi con la correzione espresso del Pdmenoelle che li approva con la non-presenza in aula come è avvenuto per lo Scudo Fiscale. Il Senato in due anni non ha trovato il tempo di discutere la legge popolare &#8220;Parlamento Pulito&#8221; legittimata da 350.000 firme. Schifani (seconda carica dello Stato, ma vi rendete conto di dove siamo arrivati?) non è interessato. E&#8217; solo un non-presidente-del-Senato con il riporto. Fini ha sospeso per dieci giorni i lavori della Camera per mancanza di copertura finanziaria delle non-leggi. Mai successo nel dopoguerra.<br />
Mussolini minacciò di fare diventare il Parlamento un bivacco di manipoli. I partiti lo hanno trasformato in un bivacco di condannati, di ruffiani, di famigli. Chiunque abbia un minimo di dignità dovrebbe dimettersi da parlamentare. Chiunque rimane in Parlamento è complice della fine della democrazia. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.<br />
..<br />
<strong>Disertori alla FAO</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Un giorno ci diranno quali enormità costano questi G8, G20 Gzero, festival spocchiosi di super-ricchi ostili alla salvezza del mondo.<br />
La sagra del grottesco alla FAO.<br />
I Grandi disertano e solo B tiene il campo dalle 8 alle 22, per avere un buon motivo di assenza al processo che si riapre e si chiude, rimandato di 2 mesi.<br />
Due esseri inutili alla FAO: un Papa buono solo a far chiacchiere e un leader latitante in cerca di un alibi.<br />
Si rimandano anche gli impegni per la fame. Vaghe promesse e nemmeno un dollaro, peggio che pria.<br />
B fa il pavone e racconta barzellette stantie, come Marx che chiede perdono. Intanto fa l’impunito, non chiede perdono a nessuno e procede imperterrito verso la monocrazia su una strada liscia liscia, neanche una buca, Fa il fervorino ai Grandi mentre è ancora inadempiente sulle vecchie promesse al terzo mondo. Nel 2008 B aveva promesso lo 1% di aiuti al terzo mondo, è sceso a un decimo e non ha dato neanche quello. Le nuove barzellette sono queste.<br />
Astruso il Papa che predica l’opulenza dei ricchi dai palazzi del potere con lo IOR che pensa solo a destabilizzare governi e a investire in corporation. Ancor più ridicolo Gheddafi che si tiene gas e petrolio, mentre aspetta elemosine per i libici che muoiono di fame<br />
Intanto 6 milioni di bambini continuano a crepare nell’indifferenza dei potenti mentre procede indisturbata la marcia del crimine al potere in un’altrettanto simile indifferenza.<br />
Crescono le pressioni all’interno del G8 per espellere l’Italia di B, ma questo Minzolini non lo dice.<br />
Specchio, specchio delle mie brame, chi è il più opulento del reame?<br />
..<br />
<strong>Charles Bukoswki</strong></p>
<p>E’ rimasto famoso il menù del vertice Fao di Roma 2008 quando fra una discussione sulla fame in Ruanda, sulla desertificazione in Mauritania, fra uno shopping in Via Veneto, l’unico accordo concreto, preso dai delegati, sull’alimentazione fu preso per il menù così composto:<br />
Foie gras su toast con kiwi<br />
Aragosta in vinaigrette<br />
Filetto d’anatra con le olive<br />
Verdure di stagione<br />
Composta di frutta alla vaniglia<br />
Vol au vent con mais e mozzarella<br />
Pasta con crema di zucca e gamberetti<br />
Vitello alle olive con pomodorini e basilico Macedonia di frutta con gelato alla vaniglia Orvieto Classico Poggio Calvelli 2005.<br />
..<br />
<strong>Scriveva sul summit dell’anno scorso Gian Antonio Stella</strong></p>
<p>L’Italia e la fame nel mondo. Aiuti ridotti a un decimo.<br />
Aveva la voce rotta, Silvio Berlusconi, raccontando al G8 del bimbo africano morto di fame tra le braccia della madre: «Le disse di non preoccuparsi perché sarebbero arrivate le Nazioni Unite. Ma non sono arrivate mai». Bene: avanti così arriveranno ancora di meno, il dimezzamento dei fondi dei Paesi ricchi al programma conto la fame, infatti, fa già mancare la benzina agli aerei che portano gli aiuti nei luoghi più remoti, più impervi, più disperati. E l’Italia, purtroppo, è tra i Paesi più tirchi.<br />
L’allarme viene lanciato dal sito del PAM, il Programma Alimentare Mondiale, la più grande organizzazione umanitaria internazionale, che dipende dalle Nazioni Unite e ha sede a Roma: il Servizio aereo umanitario ha «crescenti difficoltà a mantenere operativi i voli in molte parti dell’Africa a causa della drammatica scarsità di fondi». Cosa vuol dire? Vuoi dire che nel giro di due settimane, se non saranno recuperati in tutta fretta 6,7 milioni di dollari, potrebbero essere sospesi i voli che nel Ciad consentono di raggiungere i campi profughi in cui sono ammassati 250.000 rifugiati del Darfur e altri 180.000 sfollati nell’est del Paese che hanno bisogno di assistenza. Per non dire di altri punti di crisi dei pianeta, dalla Costa d’Avorio (dove già i voli sono stati soppressi a febbraio) all’Afghanistan. Il servizio costa 160 milioni di dollari l’anno: per il 2009 ne sono arrivati 40. Un quarto. E siamo già in agosto.<br />
Quello dei voli umanitari, però, è solo uno dei problemi. Il Programma Alimentare Mondiale «sarà costretto a quasi dimezzare gli aiuti per il 2009 portandoli da 6,7 a 3,7 miliardi di dollari». A dispetto delle promesse, ribadite per l’ennesima volta il mese scorso al vertice dei Grandi all’Aquila e a Roma, dove la Sheeran offrì alle «first lady» una tazza di plastica rossa simbolo della campagna per l’alimentazione scolastica (che nutre ogni giorno 22 milioni di bambini in una settantina di Paesi con una zuppa di cereali e vitamine), i contributi al PAM da parte dell’Occidente sono sempre più risicati.<br />
Certo, non si può generalizzare. Il Giappone aumenta il suo apporto da 94 a 109 milioni di dollari e il Belgio da 17,9 a 20. Ma in genere i tagli per queste emergenze sono pesanti: gli Stati Uniti passano da 1.154 milioni a 854, la Germania da 50 a 33, l’Olanda da 58 a 12, il Canada da 184 a 49, 11 Regno Unito da 159 a 33… Sono un po’ tutti a serrare i cordoni della borsa. Come già li avevano serrati al G8 destinando ai Paesi poveri quei 20 miliardi di dollari complessivi, pari a 13 millesimi dei fondi investiti per aiutare le banche e arginare la crisi finanziaria.<br />
Spicca tuttavia il caso dell’Italia da 40,4 a 3,3 milioni di dollari. Più che un colpo dl forbice, un colpo di accetta. Il fatto è che l’Italia (non solo col governo attuale: la tendenza è netta e, sia pure con qualche isolato ritocco, prosegue da molti anni) è agli ultimi posti in tutte le tabelle di questo genere. Tutte. Basti ricordare che, nonostante gli impegni del Cavaliere al G8 di Genova («Non basta lo 0,70 del PIL: gli Stati ricchi dovrebbero dare ai poveri l’1%!») siamo via via scesi coi nostri contributi al punto che quest’anno potremmo assestarci tra lo 0,12 e lo 0,14% solo grazie alla cancellazione di una parte dei debiti, altrimenti potremmo finire intorno allo 0,09: sette volte meno di quanto avevamo garantito. Dieci volte di meno di quanto B, non a caso costretto ad ammettere «siamo nel torto assoluto» dopo essere stato bacchettato dal premio Nobel per la Pace Desmond Tutu e da Bob Geldof, aveva incitato a fare.<br />
Ricordate quel solenne giuramento? «Dimezzeremo entro il 2015 il numero degli affamati». Erano allora, gli affamati, 800 milioni Oggi sono 220 milioni in più: 1,020 miliardi. Un essere umano su sei. E la crisi che ha messo in grave difficoltà l’Occidente, stando alla denuncia del direttore generale della FAO, Jacques Diouf, ha determinato in «combinazione letale» con l’impennata dei prezzi dei prodotti alimentari, un «aumento delle bocche affamate dell’11%».<br />
Solo pochi giorni fa Umberto Bossi ha ripetuto per l’ennesima volta quanto va dicendo da anni: «I popoli poveri vanno aiutati a casa loro».<br />
Giusto. Ma sono questi numeri la risposta all’invettiva del Papa contro certe «ingiustizie strutturali non più tollerabili»? Milioni e milioni di persone disperate, ha spiegato l’altro giorno Josette Sheeran, «hanno soltanto tre scelte: la rivolta, l’emigrazione o la morte».</p>
<p>E dopo un anno siamo a questo punto: fondi versati zero.<br />
B conciona in una sala vuota, disertata da tutti, parla, parla, per far vedere che non può andare al suo processo. E intanto che B parla nella sala vuota un quinto del mondo muore.<br />
..<br />
<strong>La crisi è passata! Gaudete gaudete!</strong><br />
La voce</p>
<p>Rischiano di passare 15 anni prima che l&#8217;Italia ritorni ai livelli di reddito precedenti alla crisi. Si fa un gran parlare (e urlare) di tutto, nel dibattito pubblico italiano, tranne che di scelte strategiche in grado di far ripartire il paese a tassi più sostenuti di quelli che hanno preceduto la recessione. Eppure le ricette a costo zero ci sarebbero.<br />
Il non possumus di Obama a Singapore sull&#8217;accordo sul clima ci fa perdere un&#8217;altra occasione per colmare il divario tra ciò che andrebbe fatto e ciò che si è disposti a fare. E, mentre il negoziato ha lo scopo di spostare più avanti possibile la seconda asticella, la prima non resta ferma: i continui aggiornamenti sul fronte scientifico ci dicono che quanto ieri ritenevamo fosse necessario fare, oggi non è già più sufficiente.<br />
Il disegno di legge del Governo sulla riforma della giustizia porterà a sprechi di risorse in processi che non raggiungeranno mai la sentenza, concede una quasi amnistia dei reati più gravi, incentivando corruzione e concussione. E soprattutto sollecita la difesa a pratiche dilatorie, favorendo gli interessi concentrati a danno della collettività.<br />
Un emendamento alla Finanziaria prevede che possano essere venduti gli immobili confiscati alle mafie dopo 90 giorni. Si abolisce così di fatto l&#8217;uso sociale dei beni sottratti alle organizzazioni criminali e si rischia di restituirli a mafiosi o ai loro prestanome, pronti a riacquistarli dallo Stato.<br />
È rimandata, ma non accantonata, la creazione della Banca del Mezzogiorno ideata da Tremonti. Un ennesimo carrozzone clientelare che non risolverebbe i problemi del credito nel Sud del paese. Meglio che il progetto venga archiviato definitivamente.<br />
E intanto il Ponte di Messina…<br />
..<br />
<strong>Par condicio stop</strong></p>
<p>B dichiara che è di vitale importanza &#8220;cancellare la par condicio&#8221;, perché non gli pare giusto &#8220;questo obbligo di dare spazi uguali a tutti i partiti, a prescindere dai voti che prendono&#8221;. Ha 3 reti nazionali private, e controlla 3 reti nazionali pubbliche. Per non parlare del monopolio assoluto della pubblicità e delle centinaia di holding sparse qua e là che spaziano dall&#8217;editoria alle assicurazioni, alla distribuzione e produzione dei film. Ma non gli basta!<br />
“Non si può andare avanti così! Fino ad oggi abbiamo sempre vinto le elezioni con due mani legate dietro la schiena e un piede legato. Il piede almeno ce lo vogliamo slegare?&#8221;. &#8220;Adesso cancelliamo la legge-bavaglio&#8221;. La par condicio, appunto.<br />
Intanto medita un vero blitz, prima di Capodanno. Un rimpasto minimo per poter poi affrontare la riforma tv a mani libere. &#8220;Guardate gli Usa! Lì non ci sono tutti questi divieti, lacci, lacciuoli&#8230; E vi pare giusto che io mi debba trovare al Costanzo Show o da Vespa come un qualsiasi altro leaderino di serie c? Non sta né in cielo né in terra questo obbligo di dare spazi uguali a tutti i partiti, a prescindere dai voti che prendono&#8221;. La par condicio deve essere abrogata, restano gli spazi gratuiti in tv per i partiti ma in proporzione alla consistenza elettorale, insomma il grosso del piatto a lui.<br />
Anche questa cosa “è una priorità assoluta&#8221;. Tutto quello che gli fa comodo è una priorità assoluta. E’  l&#8217;ennesima legge ad personam, cioè a favore di se stesso.<br />
Non pago dei suoi 3 canali televisivi e dello strapotere sul 1° e il 2° canale Rai, non pago del controllo della Mondadori e di tutti i suoi giornali, non sentendosi sicuro nemmeno mentre bluffa su un consenso al 68%, teme in realtà a tal punto una sconfitta (che sarebbe a anche fisiologica visto tutto quel che ha combinato) che vuole stravincere con un potere abnorme e fa  una legge per cui chi ha più voti in parlamento (cioè lui) ha diritto a più spazio sui media, e chi ha più soldi, cioè lui, può fare tutti i manifesti elettorali che vuole, schiacciando tutti gli altri.<br />
.. e se questo non significa avere fifa nera&#8230;o voler esercitare una dittatura!<br />
Non fa differenza che B abbia sempre violato quella par condicio su cui sputa. Vincere non gli basta, vuole stravincere e per farlo conta solo sulle sue capacità ipnotiche che rifiutano ogni domanda, ogni confronto, ogni contraddittorio, e si basano sulla strategia del serpente che ipnotizza la preda.<br />
..<br />
<strong>DATI</strong></p>
<p>I morti dell&#8217;aviaria sono stati 127 in 4 anni in tutto il mondo.<br />
I morti che avevano preso l&#8217;A1 sono stati 16 e quasi tutti sono morti per altre patologie più gravi.<br />
I morti sul lavoro in 15 anni e solo in Italia sono stati 15.000 solo nel settore edilizio.<br />
11 milioni di bambini nel mondo muoiono per malattie banali come varicella o morbillo o la diarrea.<br />
E&#8217; vicino alla morte per  fame un miliardo di persone.<br />
Se la montagna spaventosa di soldi che è stata investita dagli stati per combattere aviaria e influenza si trasformasse in cibo, acqua, medicine comuni e sicurezza sul lavoro avremmo un mondo più civile e non assisteremmo con sgomento alle follie attuali dominate solo dall&#8217;avidità della multinazionali che i governi servono come divinità grottesche.<br />
..<br />
E intanto che il terzo mondo muore di fame e di sete, il mondo europeo vende l’acqua pubblica ai privati</p>
<p><strong>L’acqua ai privati </strong><br />
Paolo De Gregorio</p>
<p>Ecco il meccanismo che consegna un bene pubblico ai profitti dei privati:<br />
-con la complicità degli amministratori comunali, le società municipalizzate hanno lasciato marcire i sistemi di distribuzione senza manutenzione e senza innovazione con il risultato di forti disservizi e oltre il 50% dell’acqua perduta per dispersione della rete<br />
-in zone dove la mafia è proprietaria di pozzi privati si sabota o si devia il flusso dell’acqua pubblica per costringere la gente a rifornirsi a pagamento dalle cisterne private, con taniche da trasportare faticosamente in casa<br />
-in molte zone del Sud Italia l’acqua arriva un giorno a settimana, da anni, e ciò convince la popolazione che il ricorso all’efficienza dei privati è indispensabile<br />
-la sorpresa sarà la bolletta, che sicuramente sarà salata<br />
-come al solito, si ricorrerà alla ambigua forma di società mista, pubblico-privata, dove i profitti andranno ai privati e le perdite saranno addossate alla parte pubblica.<br />
Nella Sanità abbiamo assistito allo stesso scempio: le ricche convenzioni, a carico del Servizio Sanitario Nazionale,  con i privati, ospedali del Vaticano compresi, che gonfiano le prestazioni o se le inventano, corruzione politica, sabotaggio o lentezze estreme per avere prestazioni diagnostiche o interventi negli ospedali pubblici a vantaggio delle cliniche private.<br />
Questi sono i regali di una classe politica inefficiente, incapace, corrotta.<br />
&#8230;.<br />
<strong>No alla banda larga</strong><br />
Di Pietro</p>
<p>Il governo B ha &#8220;congelato sine die&#8221; 800 milioni di euro destinati allo sviluppo della banda larga, divenuta bene di primaria importanza per la vita quotidiana di 60 milioni di cittadini. Una cifra poco più alta di quella di un pilastro del ponte di Messina, opera che servirà a meno di un decimo della popolazione ma avviata in tempi record dal governo.<br />
Ma perché quest’ennesima legge da età della pietra?<br />
Non l’avrà mica ispirata lo stesso spirito che, nel 2005, diede alla luce il decreto che bloccò la diffusione del Wi-Max nelle grandi città per attuare &#8220;urgenti norme contro il terrorismo&#8221;? L’obiettivo della decisione di oggi come allora, in materia di Internet, è arginare il tracollo del sistema televisivo e dell’editoria, strumenti senza i quali la classe politica attuale invecchierebbe di 100 anni in un sol colpo.<br />
Se internet entrasse nelle case, con la diffusione del tubo catodico, questo Parlamento durerebbe un periodo pari a quello tra Natale e Santo Stefano. E loro, quelli che fanno le leggi per l&#8217;Italia, lo sanno benissimo. Insomma, sarebbe come dire che entrerebbero nelle case Travaglio o Grillo e verrebbe messo fuori Emilio Fede; dentro Amazon fuori la Mondadori.<br />
E non fatevi ‘infinocchiare’ dalla subdola giustificazione che quei soldi servono per gli ammortizzatori sociali perché questo governo ha bruciato miliardi fregandosene dei cancelli chiusi della fabbriche. Poco importa a questi politici se 800 milioni di euro, investiti per lo sviluppo di nuove tecnologie, rappresenterebbero una cura da cavallo adeguata per aiutare l’economia, il lavoro e i giovani.<br />
Che importa a questi politicanti se l’Italia è la nazione a minor sviluppo tecnologico, grazie a barriere normative e infrastrutturali, nel privato come nella pubblica amministrazione? Loro, i politicanti, mangiano ogni giorno in doppiopetto blu, hanno una macchina con il lampeggiante sempre acceso, un aereo di Stato per le villeggiature, un panfilo a Portofino e ce l’hanno anche perché internet non c’è.<br />
Figuriamoci promuovere la diffusione della Rete, meglio rinnovare 140 milioni di euro in due anni all’editoria e stampare “Donne di cuori” che fare harakiri, non c&#8217;è paragone: dopotutto gli italiani stanno così bene con la decima edizione del Grande Fratello&#8230;..<br />
&#8230;.<br />
<strong>Mi sono stufata di dire ‘poveretti’ agli aquilani</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Il terremoto non è stato prevenuto in nessun modo. Si potevano evitare morti e feriti se solo ci fosse stato un governo decente, magli elettori hanno ringraziato col voto<br />
Hanno sofferto moltissimo nelle tende. La ricostruzione è stata più lenta che negli altri terremoti. Eppure hanno creduto alle favole di B e dei suoi record fasulli.<br />
Il centro dell’Aquila non ha visto nessun intervento. Sono rimasti a soffrire nelle tende quando nessuno faceva niente per le loro case con piccoli danni.  Eppure credono a quello che dice la tv. Se la tv dice che la ricostruzione è un record, loro ci credono. Credono più alla tv che ai loro occhi.<br />
Sono stati esposti alle curiosità dei capi del G8 come bestie allo zoo per la gloria di B, che li ha usati e li usa come spot per guadagnare consenso.<br />
I tg di Rai e Mediaset hanno evitato con cura di riprendere il loro scontento e le loro manifestazioni di protesta e si sono sperticati in elogi a B.<br />
Ma loro lo hanno votato.<br />
B vince all’Aquila addirittura col 52,37%<br />
Il Pd ha preso solo il 22,12%<br />
L’IdV il 10,10%<br />
Se sono tanto idioti da rivotarlo, si meritano una prevenzione nulla e una scarsa e lenta ricostruzione. Chi vota il peggio, si merita il peggio.<br />
Hanno voluto B e lo rivogliono. E noi ci dobbiamo anche preoccupare per loro?<br />
Come per la Sicilia, possiamo solo dire: chi è causa del suo mal pianga se stesso.<br />
..<br />
<strong>Norberto Bobbio</strong> era uno che scriveva:</p>
<p>&#8220;<em>Qualche volta è accaduto che un granello di sabbia sollevato dal vento abbia fermato una macchina. Anche se ci fosse un miliardesimo di miliardesimo di probabilità che il granello, sollevato dal vento, vada a finire nel più delicato degli ingranaggi per arrestarne il movimento, la macchina che stiamo costruendo è troppo mostruosa perché non valga la pena di sfidare il destino</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>La democrazia è il più grande tentativo di organizzare una società per mezzo di procedure non violente&#8221;</em></p>
<p>&#8220;<em>La storia insegna che l&#8217;unico modo di rispondere alla violenza è la violenza. La sola soluzione possibile sarebbe quella di sostituire all&#8217;uso delle armi l&#8217;uso della parola</em>.&#8221;</p>
<p>&#8220;<em>Mai come nella nostra epoca sono state messe in discussione le tre fonti principali di diseguaglianza, la classe, la razza e il sesso. La graduale parificazione delle donne agli uomini, prima nella piccola società familiare e poi nella più grande società civile e politica è uno dei segni più certi dell&#8217;inarrestabile cammino del genere umano verso l&#8217;eguaglianza.Si capisce che per cogliere il senso di questo grandioso movimento storico occorre alzare la testa dalle schermaglie quotidiane e guardare più in alto e più lontano</em>&#8220;</p>
<p>&#8220;Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità… La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti. Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme&#8221;</p>
<p>Norberto Bobbio è stato uno dei più grandi uomini di cultura italiano e un grande studioso della democrazia. E&#8217; un peccato non conoscerlo.<br />
..<br />
<strong>Il ritorno dei Beati Paoli</strong><br />
Rosario Amico Roxas</p>
<p>Non si tratta di una previsione, ma solo di un auspicio, un desiderio, un sogno forse.<br />
Nel sec. XII i Vendicosi si riunirono in una setta segreta che la storia, diventata leggenda, identificò come i Beati Paoli. Lo scopo era quelle di raddrizzare i torti che le fasce più deboli della popolazione dovevano subire. Il solo storico che si occupò di quel fenomeno significativo dello spirito genuinamente siciliano, fu Francesco Maria Emanuele Gaetani marchese di Villabianca, nel XVIII secolo; ma la memoria popolare ne ricorda bene le gesta.<br />
Si volle anche attribuire ai beati Paolo la prima formazione di quella che sarebbe stata la mafia, ma si tratta di una mezza verità, contraddetta, oggi, dalla reale consistenza dell’attuale mafia, che è proprio quella che opera per  commettere i torti e non certo per combatterli.<br />
La mafia perse presto l’originario spirito rivendicativo dei diritti dei più deboli, per affiancarsi al potere dei ricchi aristocratici, specialmente con l’annessione della Sicilia alla Savoia, con la piratesca spedizione dell’avventuriero Garibaldi.<br />
Anche Buscetta cercò di salvare la faccia tentando di identificarsi nella prioritaria immagine di una mafia “pulita”, ma già quando il fenomeno mafioso aveva ampiamente dimostrato di avere superato il Rubicone  che divideva, contrapponendole,  le classi.<br />
In una delle sue tante deposizioni affermò:<br />
«La mafia non è nata adesso, viene dal passato. Prima c&#8217;erano i Beati Paoli che lottavano coi poveri contro i ricchi […]: abbiamo lo stesso giuramento, gli stessi doveri».<br />
Peraltro già ai tempi dell&#8217;inchiesta sull&#8217;uccisione di Joe Petrosino era emerso che alcune organizzazioni legate alla malavita si erano impadronite del mito dei Beati Paoli intesi come una sorta di Robin Hood siciliani, riunendosi negli stessi luoghi in cui, secondo dicerie popolari, nel passato si riunivano i membri di tale setta, vera o leggendaria che fosse (cfr. G. Montemagno, Luigi Natoli e I Beati Paoli, Palermo, Flaccovio, 2002, pp. 51-53).<br />
Oggi la mafia si identifica sempre più con la politica, mentre la politica si serve della mafia per consolidare il proprio potere.<br />
Mafia e politica rappresentano, oggi, mandanti ed esecutori materiali dei torti che subisce l’intera Sicilia.<br />
Per questo la politica, specialmente questa politica attuale, non combatterà mai la mafia, così come la mafia resterà al servizio di questa politica per ottenerne la legittimazione.<br />
Cos’altro è lo scudo fiscale che permette il rientro in Italia del denaro sporco, frutto dei traffici illeciti (droga, armi, prostituzione, pizzo, ricatti, truffe, ) se non una palese legittimazione dei reati ?<br />
La mafia non si combatte legalizzando i reati e facendoli scomparire dalle pagine del Codice Penale, come è accaduto con il falso in bilancio, depenalizzato con conseguente assoluzione di B da quei reati “per sopravvenuta modifica delle leggi”.<br />
Oggi la depenalizzazione riguarda l’evasione fiscale, i traffici illeciti che producono illeciti profitti,<br />
le grandi opere con cemento depotenziato, il traffico di armi ed esplosivi barattati con la droga afgana dentro una ignobile guerra.<br />
Tornerà l’originaria aspirazione dei Beati Paoli di raddrizzare i torti con  lo spirito di giustizia che oggi viene negato e sopraffatto dal malaffare difeso e sostenuto dalle istituzioni ?<br />
,,<br />
A domanda rispondo<br />
In breve<br />
<strong>Cos&#8217;è oggi la filosofia?</strong></p>
<p>Io insegno Freud  e Jung che sono considerati due filosofi moderni, in particolar modo Jung che elabora un intero sistema filosofico, sulle dinamiche inconsce e sulla metafisica.<br />
Il filosofo italiano più noto oggi è Giorello (discipline fisico-matematiche e analisi dei vari modelli di convivenza politica), ma si può considerare tale anche Sartori per ciò che attiene la scienza della politica.<br />
E un grande filosofo della politica è stato Norberto Bobbio, con i suoi studi sulla democrazia, come potrebbero essere messi nella filosofia storici della cultura Cesare Vasoli, Giovanni Reale, Paolo Rossi, Vittorio Mathieu o Tullio Gregory.<br />
Certamente è noto Umberto Galimberti che studia il rapporto tra corpo, natura e cultura, e, per l&#8217;estetica citiamo Mario Perniola, Franco Rella e Stefano Zecchi,  Gillo Dorfles e Sergio Givone.<br />
Umberto Eco non so se si può definire filosofo (è un semiologo strutturalista e uno storico del pensiero medioevale) poi c&#8217;è Gianni Vattimo con la sua teoria del pensiero debole, di una societò che rifiuta grandi schemi rifondativi e analizza l´etica, la politica, l&#8217;indebolimento della religione, la comunicazione&#8230;.<br />
Altri sono Carlo Sini, Salvatore Natoli, Salvatore Veca, Roberta De Monticelli, Giovanni Ferretti, poi teologhi come Armando Plebe e Mario Tronti che analizzano il processo di secolarizzazione e di allontanamento da Dio della società contemporanea.<br />
Emanuele Severino è considerato il maggior filosofo italiano e uno dei più grandi a livello mondiale. Severino analizza l&#8217;essere e l&#8217;apparire secondo un&#8217;analisi ontologica, vede la civiltà della tecnica come la realizzazione di una estrema volontà di potenza, legge la storia attuale come nichilismo, un mondo che ha ucciso Dio e gli assoluti.<br />
Molti proseguono il pensiero di Wittgenstein come Aldo Giorgio Gargani e Diego Marconi; Giuseppe Riconda porta avanti James.<br />
Fino a Marx si è tentato di costruire uno schema per l&#8217;intera realtà, oggi si fanno piuttosto ricerche sociologiche, sul linguaggio, sulla politica, sull&#8217;economia.<br />
La filosofia è spesso insegnamento di un nuovo stile di vita, per es. il pensiero no global si basa su una filosofia operativa della Terra e dell&#8217;umanità come realtà globale. In tal senso è un filosofo operativo anche Francesco Gesualdi con la sua teoria della sobrietà e dell&#8217;economia sostenibile. E indubbiamente ha esercitato grande influsso sui giovani americani Noam Chomski.<br />
All&#8217;interno del pensiero no global troviamo molti filosofi come Zygmunt Bauman che connette la cultura della modernità col totalitarismo, e parla di società liquida per indicare la situazione attuale di sgretolamento e insicurezza e la trasformazione delle persone in consumatori e dei valori in merci. In tal senso non so se debba ascriversi al mondo della filosofia anche la  Naomi Kline, che in verità è più una giornalista ma ha indubbiamente modificato la critica della società e dell&#8217;economia.<br />
Può considerarsi un filosofo anche l&#8217;economista Stieglitz  che spiega perché il socialismo dell&#8217;Europa dell&#8217;est è fallito, e studia i mercati nel sistema capitalista-liberista, la globalizzazione, il sistema monetario internazionale ecc .<br />
Sempre all&#8217;interno del pensiero no global hanno avuto diffusione internazione l&#8217;ecoeconomista indiana Vandana Shiva e l&#8217;economista indiani Amantya Sen, critica dell&#8217;economia del benessere che sviluppa una teoria dell&#8217;uguaglianza e delle libertà e crea nuove categorie economiche come quella delle capacità, basando un nuovo concetto di sviluppo sociale sulla qualità e non sulla quantità.<br />
Molto del lavoro filosofico moderno (ed è quello che seguo) si incentra tra alcune decine di anni sulla critica alla società neoliberista ed ha  influenzato soprattutto i giovani anglosassoni. Rientra nel pensiero cosiddetto no global.<br />
Citiamo l&#8217;economista Jeremy Rifkin attivista del movimento pacifista ed ambientalista, questi sono due filoni del pensiero moderni a cui si contrappongono i teorici del neoliberismo. Anche Rifkin è operativo, non fa solo analisi e teorie, ma tenta di cambiare il mondo. Ha preso parte al documentario di denuncia &#8220;The corporation&#8221; con Michael Moore, Naomi Klein e Milton Friedman. Ha partecipato anche al documentario realizzato da Beppe Grillo e Greenpeace &#8220;Terra Reloaded&#8221;, insieme ad esperti come Joseph Stiglitz e Michael Pollan. E&#8217; impegnato negli Stati Uniti e in Europa come consigliere di alcuni statisti e capi di governo, è stato consigliere personale sulle questioni energetiche di Romano Prodi quando questi era Presidente della Commissione Europea. È stato consulente per il Ministero dell&#8217;Ambiente della Repubblica Italiana. Ha fatto un progetto in Puglia per la costruzione di distributori di idrogeno, metano e idrometano, con l&#8217;idrogeno  ottenuto da fonti rinnovabili.<br />
Come si vede i nuovi filosofi cercano di incidere sui meccanismi economici del mondo.<br />
Cambiano il modo di pensare comune e alcuni di essi riescono a influenzare i programmi di governo.<br />
..<br />
<strong>LA BANCA DEI NUMERI UNO</strong><br />
Paolo Mondani</p>
<p>Con lo scudo fiscale del 2001, poi prolungato fino al 2003, sono stati messi in regola circa 78 miliardi di euro. A fronte di questa enorme massa di denaro sono state inviate circa 90 segnalazioni di operazioni sospette, di cui nessuna che riguardava la Sicilia.<br />
Le banche hanno evidenziato poco o nulla proprio grazie alle garanzie di anonimato accordate da quella legge. E quindi non e’ stato possibile intercettare il denaro sporco frutto di reati di natura fiscale per i quali era stata accordata la non punibilità. È stato solo per una fortuita coincidenza investigativa che la Procura di Palermo ha individuato e sequestrato alcuni milioni di euro che uno dei riciclatori più importanti di Cosa Nostra, già condannato per mafia, stava tentando di fare rientrare in Italia. È proprio in quegli anni che all’improvviso sul palcoscenico della finanza sono apparsi una miriade di nuovi ricchi che hanno acquistato a tutto spiano pacchetti azionari, immobili, attività imprenditoriali e commerciali offrendo denaro contante fresco e abbondante, soprattutto per quello che erano gli ordinari standard di mercato.<br />
Quel massiccio e improvviso rientro di denaro in contante gonfiò a dismisura la bolla speculativa sugli immobili con la quale, in parte, ancora stiamo facendo i conti.<br />
Con il terzo scudo – che pure ha alle spalle la nuova legge antiriciclaggio (la 231 del 2007) – di fatto sono state rimosse le segnalazioni di operazioni sospette che i vari operatori, commercialisti, avvocati d&#8217;affari, fiduciarie, banche, sono obbligati a inviare alla UIF, l’Unita’ di Informazione Finanziaria, della Banca d&#8217;Italia nel caso le caratteristiche del soggetto, la natura dell&#8217;operazione, la sua provenienza, l&#8217;ammontare dell&#8217;importo destino sospetto di un tentativo di riciclaggio. Peraltro, i reati che il nuovo scudo fiscale coprirebbe sarebbero ben più gravi della semplice evasione. Cosa si nasconde dietro il mondo delle fiduciarie e delle banche svizzere? Come spariscono i soldi oltre frontiera?<br />
..<br />
<strong>RIDIAMARO : &#8211; )</strong></p>
<p><strong>Soluzione finale </strong><br />
Marco Travaglio</p>
<p>In questi 15 anni la parola “dialogo”, peggio se associata alla parole “riforme” e “giustizia”, ha mietuto più vittime dell’influenza suina.<br />
Di chiunque abbia abboccato al dialogo con B, non è rimasta traccia vitale.<br />
Infatti Bersani, pur essendo un D’Alema travestito e rivestito, continua a ripetere che “dialogo” è un termine malato, jettatorio, e lui non lo vuole nemmeno pronunciare.<br />
Preferisce vivere.<br />
E’ già qualcosa, ma non basta.<br />
Perché il guaio non è la parola: è la sostanza. Per sapere che cosa intenda B per dialogo, basta leggere i suoi house organ.<br />
L’altroieri Il Foglio spiegava che “il Cav. prepara il Gran Consiglio di maggioranza sulla giustizia” e ha pronto “un documento politico per chiudere con l’assedio di Milano e una legge esplicitamente ad personam”, determinato com’è a “porre la propria messa in sicurezza dal Tribunale di Milano come primo punto nell’agenda del Pdl e della maggioranza”, anche a costo di “rischiare la crisi di governo e ad azzardare nei rapporti con Fini e la presidenza della Repubblica”. Siamo alla soluzione finale.<br />
L’impunito, come scrive Francesco Verderami sul Corriere della Sera, l’ha già annunciato ai suoi: “Stavolta avverrà tutto alla luce del sole, spiegherò personalmente al Parlamento e al paese”.<br />
Che cosa spiegherà?<br />
Che il punto 1° e unico del suo programma di governo è una legge che cancelli i suoi processi o, meglio ancora, i suoi reati.<br />
Ci sono addirittura 30 bozze di legge pronte al varo, che passano per la prescrizione dei processi o dei reati, oppure per il trasloco dei dibattimenti da Milano a Roma, dove tradizionalmente riposano in pace per sempre, con l’aggiunta di una maialata che cancellerebbe pure i procedimenti tributari.<br />
Non c’è dunque alcuna “riforma della giustizia” all’ordine del giorno.<br />
C’è l’ennesima porcata impunitaria, stavolta presentata come tale, senza nemmeno l’ipocrisia di camuffarla da riforma erga omnes e di trovare qualche prestanome che la firmi per conto terzi. La firmerà lui, in tandem con i suoi onorevoli avvocati.<br />
E’ un colpo di Stato contro la Costituzione e contro il diritto universale, che vuole le leggi “generali e astratte”: per tutti, non per uno solo. A questo punto le chiacchiere (e il “dialogo”) stanno a zero.<br />
Se esistesse uno Stato e una classe politica, tutti i partiti non golpisti presenti in Parlamento – dal Pd all’Idv, dall’Udc ai finiani del Pdl agli eventuali leghisti dissenzienti – dovrebbero firmare una mozione che li impegni a opporsi con ogni mezzo a qualunque legge che riguardi, direttamente o indirettamente, i processi del premier.<br />
Ma, siccome di leghisti dissenzienti non se ne vedono più da anni e siccome i finiani e i casiniani, finora, sono sempre rientrati all’ovile quando si trattava degli affari privati del padrone, basta e avanza una dichiarazione congiunta del Pd e dell’Idv.<br />
Perché una legge ordinaria tagliata su misura del premier violerebbe la Costituzione, dunque finirebbe come tutte le altre: cassata dalla Consulta (sempreché il capo dello Stato – che incredibilmente seguita a invitare i magistrati a “dialogare” col governo anziché intimare al governo di rispettare la magistratura – sia disposto a perdere un’altra volta la faccia promulgando l’ennesima legge destinata al macero).<br />
Dunque l’impunito, per la sua personale “messa in sicurezza”, ha bisogno di una legge costituzionale.<br />
Che però richiede tempi lunghi (doppia lettura: Camera-Senato-Camera-Senato) e maggioranza dei due terzi.<br />
Altrimenti, prima che entri in vigore, si dovrebbe attendere il referendum confermativo, rischioso e di là da venire.<br />
Ecco perché, per la prima volta nella sua storia, B ha bisogno del dialogo con l’opposizione.<br />
E, per la prima volta, l’opposizione ha il coltello dalla parte del manico.<br />
C’è da sperare che non lo usi, come sempre, per fare harakiri.<br />
..<br />
<em>La sostanza del tema giustizia è una sola:<br />
l&#8217;imputato breve!</em></p>
<p>Franco Antonio<br />
.. &#8230;.</p>
<p><img src="http://www.arcoiris.tv/images/vignetta/bandanas/bandanas_2894.gif" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p>..<br />
http://masadaweb.org</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MASADA n° 1033. 17-11-2009. JUNG 1- PSICOANALISI. LEZIONE  6-7]]></title>
<link>http://masadaweb.org/2009/11/17/masada-n%c2%b0-1033-17-11-2009-jung-1-psicoanalisi-lezione-6-7/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 06:07:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questa lezione fa parte di un corso tenuto a Bologna dalla prof. Viviana Vivarelli ed è estratta da ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://www.leggere-i-tarocchi-per-crescere.com/images/ar09.jpg" alt="" width="30%" height="30%" /></p>
<p>Questa lezione fa parte di un corso tenuto a Bologna dalla prof. Viviana Vivarelli ed è estratta da un libro della stessa su Jung dal titolo: LO SPECCHIO PIU’ CHIARO.</p>
<p>I<strong>L MITO DI EDIPO E DI EROS – GLI ARCHETIPI DI PADRE E MADRE &#8211; APPARIZIONE DELLA COSCIENZA:  L&#8217;IO MOLTEPLICE &#8211; DUALISMO DIVINO &#8211; APPARIZIONE DELL&#8217;OMBRA : L&#8217;EREMITA </strong></p>
<p><strong>LE FIGURE PARENTALI &#8211; IMMAGINI STORICHE E IMMAGINI INCONSCE</strong></p>
<p>&#8220;<em>Ed Egli disse: &#8220;Lascia tuo padre e tua madre e vieni via con me..</em>.&#8221;<br />
(Dal Vangelo)</p>
<p>&#8220;<em>Per riscoprire la sua umanità, dovette liberarsi dai legami e mettersi in cammino</em>&#8220;<br />
( Bruce Chatwin)</p>
<p>&#8220;<em>Dovetti viaggiare, sviare gli incantesimi che si affollavano sul mio cervello&#8221;</em><br />
(Rimbaud)</p>
<p>Freud riferisce tutto a un livello istintuale, dominato dal principio del piacere. La pulsione desiderante si deve confrontare con un principio di realtà che deriva dal mondo sociale, dalla famiglia o dall’ambiente, e che può opporsi alla realizzazione del desiderio, così che l’io dovrà mediare tra le due istanze.<br />
Per Jung, invece, l’uomo si pone tra due assoluti: gli istinti e gli archetipi, un luogo materiale e un luogo spirituali, due topos distinti anche se comunicanti.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Se usiamo lo schema della Blavatsky, vediamo che Freud è focalizzato sui primi tre chakra: radicamento e autoasserzione, pulsioni sessuali e istinto del potere. Jung invece si orienta sui tre chakra alti: simbolismo e comunicazione, medianità e spiritualità. Roberto Assagioli, psichiatra e teosofo fondatore della psicosintesi, si concentrerà sul chakra intermedio: affettività e cuore.<br />
Questa scelta dipende da ciò che siamo e da ciò che vogliamo.<br />
L’uomo è un cercatore di assoluto, ma ogni assoluto richiama a una soddisfazione totale che è di per sé inesistente, perciò lascia lo spasmo inesausto della mancanza.<br />
Il realismo di Jung sta nel riconoscere il limite della natura umana contro  l’insaziabilità della pulsione; l’uomo è limitato ma aspira all’infinito.<br />
Evoluzione sarà attuare il progresso del desiderio trasmutandolo in spirito in una scala ascendente verso l’assoluto, come nella teoria platonica.<br />
La discrasia tra limite e assoluto è fondamentale. L’uomo deve riconoscere il suo limite altrimenti cade nella megalomania ma ha tutto il diritto di aspirare a  qualcosa che lo sovrasta, a trascendere se stesso.</p>
<p>Ogni tensione umana può essere rappresentata da un MITO. Il mito è la metafora narrativa con cui nella storia dei popoli la psiche universale proietta se stessa.<br />
La psicoanalisi si avvale spesso dei miti per descrivere specifiche patologie. E ogni uomo può trovare il mito o la fiaba o il personaggio storico o di fantasia in cui rispecchiarsi.<br />
La mia nipotina di due anni, da quando è arrivato il fratellino, non fa che guardare l cartone anima di Bambi; è una favola triste in cui muore la mamma, e può darsi che la bambina proietti nella favola il suo dolore per una mamma che è presente ma si occupa costantemente del fratellino e dunque è morta per lei; sempre nella fiaba Bambi è in pericolo ma il padre lo salva, dunque la bambina si sente insicura perché la mamma le dedica meno tempo e rafforza la figura paterna.<br />
La favola che io preferivo da piccola era ‘La sirenetta’, in cui si rappresentava l’amore impossibile tra due creature diverse, una del mare e l’altra della terra, e in cui la protagonista, per adattarsi all’incontro col principe, sacrificava la sua dove migliore, la sua voce, per avere delle gambe. Questo significava il sacrificio che io dovevo fare della mia natura per essere riconosciuta dal padre. Più tardi ho scoperto che questo sacrificio era un po’ lo schema della mi avita per essere accettata da un mondo maschile che non apprezzava le mie doti e mi costringeva a nasconderle. Anche La sirenetta è la rappresentazione di un dolore, peraltro molto diffuso nel mondo femminile, di quelle donne che devono contrarre o alterare la loro natura per poter avere una difficile convivenza col maschile.<br />
Allo stesso modo ognuno di noi può identificarsi in un mito, un personaggio storico, una favola, un film, un personaggio dello spettacolo, che sente vicino.<br />
Quello rappresenta, in qualche modo, la sua vicenda esistenziale. Per cui a volte la guarigione da una condizione troppo dolorosa del vivere può comportare il passaggio da un mito a un altro.</p>
<p>Di miti biblici è formata la cultura di Freud. Di miti universali quella di Jung.<br />
Se Freud si appoggia al <strong>mito di Edipo</strong>, per Jung occorre il <strong>mito di Eros</strong>.</p>
<p><em>Una leggenda greca narra che Edipo era figlio di Laio e di Giocasta, re e regina di Tebe. L’oracolo di Apollo aveva predetto al re che avrebbe avuto un figlio che lo avrebbe ucciso, giacendo poi con la madre. Spaventato, Laio cercò di non unirsi a sua moglie ma una notte si ubriacò, giacque con lei e nacque un bambino; il re, spaventato dalla predizione, ordinò che gli fossero trafitti i piedi (Edipo vuol dire ’piedi gonfi’) e fosse esposto su un monte fino alla morte. Ma il bambino non morì e fu raccolto dalla regina di Corinto che lo allevò come suo figlio. Quando Edipo fu adulto, di nuovo l’oracolo parlò, dicendo che avrebbe ucciso suo padre e sposato sua madre. Edipo, credendosi figlio dei re di Corinto, fuggì dalla città. In una stretta gola montana il suo carro si scontrò col carro di uno straniero che veniva in senso opposto; era guidato dal suo vero padre ma lui non lo sapeva. Scoppiò una disputa su chi doveva passare per primo. I due estrassero la spada e Edipo uccise lo straniero. Senza saperlo, aveva ucciso suo padre. Giunse presso Tebe e alle porte della città c’era un mostro a forma di sfinge che sottoponeva ogni passante ad un indovinello e, se non lo risolveva, lo divorava. Edipo riuscì a trovare la soluzione. Il mostro se ne andò e Tebe fu liberata da questa sciagura. La città era in lutto perché era giunta notizia che il re era morto, ma festeggiò Edipo come vincitore della Sfinge e, per premiarlo, gli dette la regina Giocasta in sposa. Così anche la seconda parte dell’oracolo si avverò e Edipo sposò, senza saperlo, la propria madre. Divenne re di Tebe ed ebbe due figli. Ma una terribile peste colpì la città. Si interrogò l’indovino, il quale dapprima non voleva parlare, poi rivelò che, se la città era colpita dalla peste, la colpa era di Edipo che aveva commesso i due più grandi crimini dell’anima: parricidio e incesto. Edipo, atterrito da ciò che aveva fatto, si cavò gli occhi con le sue stesse mani e fuggì, cieco, in esilio a Colono.<br />
</em><br />
Questo è il mito che rappresenta la particolare sindrome di Freud, il desiderio che aveva provato da bambino di essere lui il marito della propria giovane madre e di far fuori il padre. Freud prende questo suo sogno personale e lo fa diventare uno schema valido per ogni uomo, per cui, secondo Freud, ogni bambino è affetto dal complesso di Edipo e vorrebbe destituire il padre e sposare la madre. Nel triangolo edipico, il bambino prova sentimenti ambivalenti. Questi sentimenti si acutizzano dai 3 ai 5 anni, quando la rivalità del bambino verso il padre urta con l’amore che egli ha comunque per lui, poi cadono in una sorta di latenza fino all’adolescenza quando il maschio incorpora le valenze paterne e riversa la propria libido (ovvero il proprio desiderio sessuale) su una partner femminile esterna alla famiglia.</p>
<p>Freud presenta anche un complesso per la figlia femmina nel suo rapporto col padre e nella sua rivalità con la madre, il complesso di Giocasta, che non ha avuto molta fortuna.<br />
Giocasta era la madre e sposa di Edipo, e questo complesso indicherebbe un amore eccessivo della madre per il proprio figlio maschio.</p>
<p>Il mito rappresenta una configurazione psichica distesa a livello narrativo.<br />
Ogni uomo è vissuto da un mito, una trama che lo sostiene, per cui qualche volta guarire significa sostituire un mito a un altro migliore per vivere.<br />
Il mito è eterno, come la psiche universale, si ripresenta invariato, e riaffiora, quando le circostanze lo richiedono, nella psiche di ognuno, a suo modo. E’ archetipico.<br />
Un mito che si attaglia meglio a Jung è invece il mito platonico di Eros.</p>
<p><em>Narra Platone che il desiderio è un dio, Eros, figlio di Povertà e ricchezza, dunque come l’uomo, limitato ma spinto a superare il limite; egli non è povero né ricco e ciò che acquista gli sfugge di mano. Allo stesso modo non è sapiente né ignorante, infatti un dio non desidera essere sapiente perché lo è già e se fosse ignorante non vorrebbe la sapienza, perché chi immerso nel buio dell’ignoranza  non sente le proprie mancanze e non pensa a migliorarsi. Eros, amore, è invece come chi sta tra gli ignoranti e gli dei, non sa ma vorrebbe sapere.<br />
Amore non è bello né brutto, non ha Bellezza ma desidera averla, non è mortale né immortale, ora germoglia e ora vive, ora muore e ora resuscita. Eros è Amore, ed è amore della Bellezza e la Bellezza, per Platone, è la Conoscenza. “E’ cos’è quell’atto desioso, quella tensione viva dell’animo che si chiama Amore?  E’ tendenza al possesso perpetuo del Bene ed è esigenza a procreare nel Bello, sia secondo il corpo che secondo l’anima”. Eros vuole possedere per l’eternità il Bene e vuol essere immortale. Cerca dunque la</em> <em>Bellezza, e prima la cerca in un solo corpo bello, ed è spinto a generare in esso altri corpi belli (figli), poi la cerca in più persone, arrivando a concepire l’IDEA che tutte esse incarnano. Poi cerca la Bellezza nelle anime belle e, unendosi ad esse, genera belle idee, passando dalla generazione materiale a quella spirituale; infine cerca la Bellezza nelle istituzioni, nelle leggi e nelle scienze; da ultimo arriva alla Bellezza nella sua forma pura, la Bellezza perfetta ed immutabile, che supera uomini e popoli e finalmente il Bello splende in lui e lo rende intimamente bello, così che egli può contemplare direttamente la Sapienza e vedere l’Ordine universale su cui si articolano tutte le cose.</em></p>
<p>Platone è un grandissimo filosofo e parla all’anima degli uomini di ciò che è eterno e assoluto, usando la forme dei miti.<br />
Il mito di Eros parla del desiderio inesausto che può generare brama insaziabile e può diventare spinta per l’evoluzione, crescita per la saggezza.</p>
<p>Vediamo ora questo desiderio assoluto in rapporto ai due archetipi primari del  Padre e della Madre, passando dall’istinto sessuale di Freud alla forma archetipica di Jung.<br />
Noi siamo guidati da istinti e archetipi. Per esempio noi abbiamo un istinto materno, che deriva da alcuni ormoni che non sono presenti in tutti e non sono presenti solo nelle donne.<br />
Quando l’istinto funziona, abbiamo dei comportamenti reattivi, automatici, per es. di tenerezza e protezione di fronte a certe caratteristiche dei cuccioli, presenti nella specie umana come in quella di certi animali: testa grossa, occhi grandi, lineamenti rotondi, corpi piccoli ecc. Sono le caratteristiche su cui si fondano i fumetti di Walt Disney che ha creato dei personaggi che riprendono queste caratteristiche infantili, gli occhi grandi, le forme rotonde ecc. Questi elementi sono accattivanti per certi istinti che la natura ha messo in noi affinché i genitori di qualunque specie non uccidano ma proteggano i cuccioli, anche quelli di altre specie. Qui abbiamo la maternità come istinto.<br />
Quando invece si passa all’archetipo, siamo a un livello superiore, la protezione, in cui l’accoglienza e la cura non si hanno solo verso i cuccioli ma verso qualunque creatura bisognosa, per es. i poveri o i popoli del terzo mondo, e l’archetipo ai allarga alla famiglia, la patria, il partito, la chiesa, si universalizza, diventa un ideale che non riguarda più i cuccioli, per cui per es. fu chiamato ‘Grande Madre’ Gandhi o si considera materna la figura di papa Giovanni.<br />
Nella forma dell’archetipo, la Madre può essere individuata con molti simboli: il mare e la Terra come matrici di vita, l’acqua, la casa, la conca, le braccia aperte…<br />
Dunque la madre è allo stesso tempo un istinto biologico e un archetipo dell’anima. Le grandi madri attraversano tute le religioni e  costituiscono spesso la prima divinità, quella che nasce da se stessa: Gaia, Rhea, Era, Demetra, Iside, Ishtar, Astante, Kali…<br />
Freud vedeva nella madre solo la prima partner sessuale, per Jung abbiamo molto di più, in quanto noi vogliamo una madre carnale ma anche una madre spirituale. Nel bisogno della madre, corpo ed anima si uniscono come piani confluenti. L’amore non è più, come crede Freud, solo una pulsione biologica, ma è un desiderio complesso che si soddisfa su piani complessi, che parte dall’istinto e si sublima nell’archetipo.<br />
La stessa molteplicità di piani si può attivare in ogni rapporto d’amore, in quanto, con ogni partner, più livelli convergono a una soddisfazione unitaria. Quasi nessuno vuole un rapporto solo carnale o almeno quasi nessuno tra gli umani evoluti. Le corrispondenze che cerchiamo sono in genere molto più ampie, in ragione della nostra complessità.<br />
Riconoscere la pluralità di livelli e di motivazioni rende il vivere più intenso, cangiante e profondo. Noi siamo una moltitudine e il sentimento che attraversa la nostra moltitudine volge a una pienezza totale.<br />
L’uomo è come uno strumento musicale più o meno ricco e, più ha corde per vibrare, più può appagarso a molti livelli. E l’amore dovrebbe toccare molte  corde, non solo un desiderio carnale, o è destinato a soccombere, per questo l’amore sopravvive anche alla lontananza, alla malattia, alla vecchiaia, al cambiamento, alla morte.</p>
<p>Freud vive la madre e il padre all’interno delle pulsioni primarie e istintuali, del possesso carnale o dell’antagonismo del potere (secondo e terzo chakra).<br />
Jung cala le due figure biologiche e storiche nella realtà dell’archetipo, nella visione universale dell’energia.<br />
Principio paterno e principio materno rappresentano le due ENERGIE PRIMARIE, inizio della molecola vitale e insieme psichica e spirituale; esprimono due ruoli dell’energia universale, due prototipi o qualità assolute. Un Taoista direbbe che sono i rappresentanti delle due energie fondamentali dello Yin e dello Yang.<br />
Principio paterno e materno sono modi in cui l’energia universale si incarna, e chi evolve dal mero piano materiale riesce a trascendere la finitezza e i limiti dei genitori storici in ragione dell’archetipo che li sovrasta.<br />
I genitori fin da subito noi li soffriamo o li trasvalutiamo, perché su di loro grava una esigenza ideale assoluta.<br />
Nel mondo taoista, il Padre è lo Yang, la forza ‘attiva’ della volontà, che si realizza sul piano dell&#8217;azione e dell&#8217;etica, è la progettualità del fare e l’eticità della legge.<br />
La Madre invece è lo Yin, la forza ‘ricettiva’ e accogliente, che esprime l’amore, l’affettività e le emozioni; la Madre è la fonte dell’amare e dell’essere amati; rappresenta la relazione e il sentimento.<br />
Ognuno ha il suo campo e il suo ruolo prevalente.<br />
Padre e Madre, per Jung, sono forme dell’energia, da una parte soggetti biologici e storici, dall’altra funzioni dell’Anthropos o GRANDE UOMO primario, che rappresenta la psiche umana universale.<br />
Padre e madre sono le condizioni di partenza, che ci sono capitate o che forse abbiamo scelto in una vita precedente come occasioni da cui iniziare, sono le coordinate di base, i primi condizionamenti e spesso i primi problemi.<br />
Se una di queste figure è assente o carente, o se ingloba l&#8217;altra, il figlio riceve un imprinting confuso che condizionerà da una parte la sua legge morale, la condotta e volontà, dall’altra le sue relazioni sessuali, amorose e affettive.<br />
Nel nostro mondo la famiglia è un tessuto sociale spesso disgregato e le separazioni familiari o le assenze o mancanze di uno o di entrambi i genitori sono frequenti, oppure non è detto che ogni genitore, anche quando è presente, lo sia in modo positivo, o incarni in modo equilibrato il suo ruolo, o soddisfi le esigenze del figlio che deve comunque scontrarsi con la sua diversità.<br />
Essere genitori è una fonte di grande responsabilità e l’unica cosa certa è che si sbaglierà per difetto o per eccesso. Dal punto di vista del figlio, il genitore perfetto non esiste. Ancor meno esistono ‘due’ genitori perfetti.<br />
L’unica cosa certa è che, in quanto genitori, non corrisponderemo mai a ciò che un figlio richiede. D’altro lato, un amore eccessivo è deleterio come un amore mancante. Tutto dovrebbe stare nel mezzo. Non si agisce per il nostro piacere o per il piacere del bambino. Educare significa e-ducere, emancipare, rendere autonomi, portare una creatura alla sua completezza, a saper amare, saper agire, essere responsabile di fronte a se stesso e al mondo. I figli non sono giocattoli, né compensazioni a mancanze, ci sono stati affidati perché ne facciamo delle persone integre e complete ma non è un compito facile. Dobbiamo crescerli a loro stessi. Nessuno ci ha preparati a farlo e il fallimento è inevitabile. Del resto la storia ci insegna che i geni più grandi erano orfani.</p>
<p>Il padre dovrebbe insegnare al bambino l’azione, la scelta, il lavoro e l’osservanza della legge; la madre dovrebbe trasmettergli la sensibilità, la giusta relazione, la dolcezza e l’affetto; insieme dovrebbero guidare la sua totalità educando azione e sentimento, volontà e cuore, razionalità e intuizione.<br />
Fin da subito ci saranno delle differenze ambientali e culturali. Una società guerresca insegnerà valori aggressivi, una società pacifica valori di pace. Una società estroversa come quella americana stimolerà le relazioni e il successo materiale, una introversa come quella tibetana, invece, la riflessione e l’evoluzione spirituale. Le differenze tra una cultura e un’altra saranno materiali e formali. Per es. nella cultura giapponese non ci sono manifestazioni di tenerezza fisiche, la madre non accarezza il bambino né lo bacia. Al contrario una cultura mediterranea può esagerare nelle manifestazioni fisiche di affettuosità verso i figli, anche quando sono grandi.<br />
Ma in linea di massima i valori che discendono da padre e madre dovrebbero essere complementari. La figlia si identifica nei valori femminili della madre, il figlio nei valori maschili del padre, meglio ancora: la nostra parte femminile prende a modello la madre, la nostra parte maschile il padre. Se queste identificazioni sono mancanti (ma vediamo bene che stessi genitori producono figli diversi), si possono avere delle difficoltà nello sviluppo delle proprie valenze maschili o femminili e nel loro reciproco rapporto. In genere, poi, ogni figlio vive nel rapporto col genitore di sesso opposto delle dinamiche che tenderà a proiettare sul partner, per cui i nostro rapporti amorosi o sessuali dipenderanno anche dai rapporti che abbiamo avuto con le figure primarie, in un gioco di energie che va molto oltre la sfera sessuale.</p>
<p>Freud fu influenzato fortemente da un padre molto anziano, buono ma severo, da cui trasse i concetti di imperativo morale, colpa e punizione 1) . Grazie alle sue pulsioni, visse l’energia paterna in modo conflittuale, amando il padre e odiandolo allo stesso tempo, e questa ambivalenza irrisolta gli produsse una nevrosi su cui Freud costruì una teoria generale  2). L’identificazione con il padre restò un atto mancato 3) , senza un’emancipazione liberatoria e, quando il padre morì, il quarantenne Freud acutizzò la sua nevrosi, cadendo in una pesante crisi depressiva.</p>
<p>La scuola di Freud si chiama ‘Scuola di Vienna’, quella di Jung ‘Scuola di Zurigo’. Avevano caratteristiche diverse e formarono analisti diversi.<br />
Nella scuola di Vienna, Freud ripropose se stesso come successore del Padre totemico e la sua scuola fu una specie di setta dogmatica di cui egli era il capo o Padre indiscutibile. Nei suoi rapporti amicali Freud ripropose spesso il modulo padre-figlio, vivendo l’amico come un figlio antagonista, ciò che lui era stato per il padre; questo schema era automatico e inconscio e Freud lo visse più volte con i suoi amici migliori e soprattutto con Jung. La relazione di amore-rivalità che Freud riviveva ogni volta col suo amico più caro ripeteva in modo ossessivo la relazione che il bambino Freud aveva avuto con suo padre.<br />
Probabilmente essa sottintendeva una latente omosessualità, ma nascendo già con questo tarlo, portava inevitabilmente a rotture rovinose.</p>
<p>La madre di Freud era molto giovane, dolce e affettuosa, ma senza potere, così nel suo immaginario la donna fu sempre un referente sessuale debole e subordinato.<br />
Per Jung invece la madre era la figura forte di famiglia, il padre era un soggetto marginale di cui si liberò. I suoi condizionamenti vennero dalla forte e complessa figura materna, la cui duplicità lo affascinava e spaventava.  La madre gli appariva come un’immagine potentemente contraddittoria, insieme protettiva e minacciosa, una figura iniziatica che gli indicò una dimensione alternativa.<br />
Il padre non contò molto per la formazione della sua personalità e, quando morì, Jung non provò molto dolore, occupò la sua camera e ne prese tranquillamente il posto nella conduzione domestica.</p>
<p>La scuola di Vienna di Freud somigliava a un gruppo patriarcale, basato sulla gerarchia e il potere autoritario. La scuola di Zurigo di Jung era più libera e aperta, ripetendo l’accoglienza e l’ospitalità che la madre dava ai suoi ospiti. La stessa atmosfera si viveva nei famosi incontri di Eranos.<br />
Eranos, nel mondo greco, indicava i banchetti con discussione filosofica, e questi incontro conviviali furono magnifiche occasioni di scambio culturale, che si ebbero dal ‘49 al ‘78 in una bella villa di Ascona, con cadenza annuale, in modo interdisciplinare e internazionale, con la partecipazione di personalità illustri della grande cultura europea. Vi parteciparono intellettuali di discipline diverse (religioni comparate, sinologia, islamistica, egittologia, indologia, chimica, biologia, astronomia, mitologia comparata, misticismo, buddhismo zen, letteratura, filosofia, scienze politiche, psicologia), che condividevano tutti un orientamento spiritualista.</p>
<p>Le riunioni di Jung coi suoi analisti erano di martedì, quelle di Freud nella sua scuola erano di mercoledì.</p>
<p>Freud e Jung vissero sentimenti ambivalenti riferiti a un genitore diverso, producendo quadri di riferimento polari che coinvolsero l’archetipo. Ambedue trasvalutarono il genitore ‘forte’ in potenti figure simboliche. Freud proiettò il padre Jacob nel grande Padre Totemico che dominava il clan primitivo. Jung vide, dietro la duplicità della madre la figura, arcaica e profonda, della grande Madre Terra, madre diurna, amorevole e protettiva, e madre notturna, occulta e inquietante.<br />
L’archetipo ha sempre due facce polari, e, nelle due immagini del materno, Jung trasferì la fata e la strega, la donna che accoglie, nutre e protegge e la donna che sconcerta per la sua estraneità e distrugge.<br />
Ritroviamo, nelle favole, nei miti, nelle saghe, questo doppio mitico femminile: la donna angelicata che attrae l&#8217;uomo, portando pace, amore e fecondità, e la strega vampirica, succhiatrice di vita, che crea abbandono e terrore, degenerazione e morte.<br />
Nei sintomi nevrotici o nei sogni straordinari, le due immagini estreme si presentano in modo forte, e molte difficoltà nel rapporto di coppia possono derivare dall’insorgere dei due lati estremi dell’archetipo. Per cui molte sono le possibilità dell’essere madre o donna: remota o accogliente, punitiva o protettiva, severa o dolce, anaffettiva o amorosa, assente o intima, desiderata o temuta. Può essere dunque che nel rapporto di coppia uno cerchi l’angelo e trovi la strega o cerchi la remissiva e trovi il despota. Può darsi anche che noi troviamo alla fine ciò che proiettiamo, la parte oscura di noi, quella non riconosciuta, affinché, oggettivandola, possiamo prendere contatto col problema che essa rappresenta.</p>
<p>Secondo Jung, ogni nostra esperienza sta tra la terra dell’istinto e il cielo dell’archetipo, e così avviene per l’esperienza primaria familiare.<br />
Noi discendiamo da due genitori in carne ed ossa ma nello stesso da due figure mitiche che sono i nostri primi dei. La loro energia crea un Olimpo simbolico in cui tracciamo i primi passi. Da una parte essi sono due figure contingenti e umane, dall’altra attingono a una realtà ideale che suscita in noi la grandiosità del desiderio e del rifiuto, scatenando lotte psichiche gigantesche.<br />
I nostri genitori potenziali sono dunque quattro: le due figure concrete da cui siamo nati nella materia e le due figure dell&#8217;immaginario da cui pure nasciamo nello spirito.<br />
Il padre freudiano di ‘Totem e Tabu’, il Grande Capo del Branco che possiede le donne e tiene il potere, è una immagine mitica, che non corrisponde certo a Jacob Freud, è una figura protostorica, prodotta dalla psiche di Freud che raccoglie in sé i conflitti e i terrori della specie. Similmente, dietro la madre di Jung traspare il mito della Grande Madre Terra, collegata ai culti sotterranei e alla conoscenza del profondo, divinità insieme protettiva e inquietante, transvalutazione archetipica del divino materno, presente in tutte le religioni.<br />
Le immagini parentali sono i materiali di base, fisici e psichici, oggettivi e soggettivi, su cui si costruisce la personalità del figlio, il quale elabora non solo il materiale storico che viene dal vissuto concreto, ma anche il materiale dell’immaginario, qui immaginario non vuol dire fantasia o immaginazione, ma contatto con l’inconscio e i suoi archetipi. Il grande immaginario proviene dalla memoria della specie, e qui troviamo il Padre e la Madre divini, come grandi indicatori energetici  4).<br />
La storia trascorre nel tempo, ma gli <strong>ARCHETIPI</strong> restano eterni in un luogo che è fuori dal tempo e dallo spazio, anche se ne ritroviamo i simboli e i miti in ogni tempo e spazio. Gli archetipi sono le grandi immagini presenti da sempre dall’inconscio collettivo, come se esistesse una umanità ideale dal cui seno promanano con stessi requisiti tutti i popoli e tutti gli uomini.<br />
Come l’uomo trae dalla sua natura materiale gli istinti, uguali per tutta la specie, così trova nella sua psiche l’accesso agli archetipi, come moduli psichici ereditari, primari, antichissimi, che possiede fin dalla nascita, <strong>MODELLI DELL’ENERGIA</strong>, forme innate della psiche, così come gli istinti sono forme innate del corpo 5) .<br />
Si esce così dallo psichico individuale per entrare in una dimensione transpersonale, in un orizzonte più ampio, proprio della specie.<br />
Quello che il modello istintivo di comportamento è per il corpo, lo è l’archetipo per la psiche, una forza che si attiva in un certo modo quando si creano le condizioni giuste, come uno schema ereditato pronto per l’uso, che emerge a livello biologico (istinto) o a livello psichico (archetipo), al momento opportuno, per dirigere il nostro comportamento. Noi non apprendiamo questi schemi di comportamento, essi sono già in noi, nel DNA, anche se a livello inconscio, sono in dotazione, non sappiamo esattamente cosa siano ma ne vediamo gli effetti e possiamo prevederne gli sviluppi. Quando Jung vedeva apparire uno di questi schemi comportamentali, capiva dove andava a finire, perché esso ha sempre un decorso fisso. Se per esempio capiva che il paziente vedeva in lui il grande Padre salvico, sapeva che quella era una energia di cui il paziente aveva bisogno ma che doveva armonizzare perché non lo divorasse.<br />
L’istinto come l’archetipo ha sempre due facce, due polarità estreme e va usato bene, senza eccessi o difetti. Ma, essendo una via dell’energia e dunque della vita, elaborarlo significa suscitare vita e far evolvere l’essere umano.<br />
Gli archetipi rappresentano la realtà originaria della vita, che viene prima dell’esperienza concreta e la guida e modella, sono idee matrici che condizionano il fenomeno, forme ideali che si attivano nell’esperienza concreta.<br />
I genitori in carne e ossa evocano l’archetipo corrispondente 6) , e le emozioni che esso suscita ci condizioneranno nella valutazione dei fatti.</p>
<p>L’archetipo ha sempre due aspetti. In base a questa duplicità, un genitore è molto più di ciò che un figlio dice di lui, o molto meno. Se volete conoscere una persona non interrogate suo figlio perché la sua visione è distorta, egli non parlerà mai del genitore reale in modo obiettivo ma sarà invaso e agito da immagini inconsce  7).  Il ‘padre archetipico ’ è &#8220;il rappresentante dello spirito, la cui funzione è quella di opporsi alla pura istintualità &#8220;; la ‘madre archetipica’ è la forza primaria che rappresenta la fecondità, l’accoglienza e la protezione cosmica.<br />
Nella psiche non si può separare i genitori archetipici da quelli concreti. Perciò incolpiamo questi ultimi di non soddisfare pienamente il nostro bisogno di assoluto. Abbiamo uno spasmodico bisogno d’anima, che non potrà mai essere soddisfatto da persone o cose limitate e fallibili. L’uomo conosce l’infinito per deprivazione e mancanza, non come appagamento, perché non esiste, in questo mondo limitato, alcun appagamento a un desiderio infinito.<br />
Siamo creature limitate nelle nostre possibilità, ma illimitate nei nostri desideri e bisogni, e ciò dovrebbe essere stimolo per una via graduale di evoluzione, dove ogni passo è fondamentale ma non è mai quello conclusivo o esaustivo.<br />
Il fine dell’anima non è raggiungibile nella materia, e non se ne può incolpare di questo la materia. E tuttavia noi viviamo il desiderio e il bisogno come un diritto assoluto. Per questo l’imperioso bisogno del bambino che i genitori siano divinità assolutamente buone sarà deluso in modo necessario, ed è giusto che sia così, nessuno dovrebbe incolpare i genitori di aver tradito il suo ideale, in quanto l’ideale li oltrepassa, trascende la loro limitatezza, come trascende ogni relazione d’amore ed ogni via di possesso di questa terra.<br />
La materia è destinata a deludere perché è relativa e finita, perciò non potrà mai contenere o soddisfare il desiderio infinito nato dall’anima, che è sempre bisogno di assoluto. L’assoluto non può soddisfarsi nel relativo, sono due ordini di grandezza incommensurabili, l’uno non si relaziona all’altro.<br />
Se l’uomo capisse questo, non graverebbe ogni partner di richieste infinite e forse troverebbe più facile soddisfarsi di quello che ha.<br />
Come diceva un poeta: “<em>Io voglio te, perché è più semplice che abbracciare l’umanità intera che sarebbe necessaria a sostituirti”</em>. Bellissimo, ma improponibile.<br />
Nella relazione (col padre o la madre o il partner) ci sarà una certa misura inevitabile di insoddisfazione, che è fisiologica; se riuscissimo ad accettarla, se riuscissimo a relativizzare il nostro bisogno di assoluto e ad essere più realisti e saggi, diventeremmo più maturi e sereni, uscendo da quelle velleità infantili che spesso ci opprimono tutta la vita.<br />
L’aspirazione all’infinito non deve riguardare ciò che riceviamo, ma ciò che possiamo dare o fare, come sprone senza cadere in esasperazioni anche nei riguardi di noi stessi. E’ su di noi che si misura l’infinito, non sull’altro. Ma già prendere atto che il desiderio può essere insaziabile ma la realtà è quella che è dovrebbe costituire una presa di realtà più forte contro le nostre velleità insoddisfatte.<br />
Raggiungere un più evoluto Principio di Realtà dovrebbe essere la prima conseguenza di una riflessione che distingue desiderio da esaudimento. L’ostacolo al conseguimento della felicità deve essere un incentivo, non un blocco storico; la difficoltà a essere felici nasce dalla complessità dei livelli dell’essere, ma il limite deve diventare uno sprone metafisico per ciò che possiamo dare, non ricevere.<br />
Possiamo acquisire un senso maggiore di realtà quando riusciamo a comprendere che siamo sospesi tra più livelli, come creature materiali ma anche spirituali, individuali ma anche universali, calati nello spazio e nel tempo ma anche capaci di esistere oltre lo spazio e il tempo. Solo così possiamo riconoscere la vera realtà del bisogno e proiettarla oltre l’oggetto. L’ideale può solo spostarsi in avanti, come nel mito platonico, in un progressivo scavalcamento del limite, passando dal particolare all’universale, dal materiale allo spirituale, in una scala di Realtà sempre più ampia e astratta.<br />
E’ specifico della dimensione terrena sottostare alla realtà ideale. Sono due ordini di valori distanti, gradini lontanissimi in una scala di qualità.<br />
Il luogo empirico non può che essere imperfetto e serve solo a spingere avanti le nostre aspettative di perfezione. Ogni volta che ci confronteremo col limite storico, una parte di noi non lo accetterà e dovremo lavorare si questo  continuamente. Jung diceva: <em>“Per tutta la vita ho dovuto combattere col mio infantilismo</em>”.<br />
L’infantilismo si perpetua quando, crescendo, non prendiamo atto dei fatti, non li distinguiamo dall’illusione, e continuiamo ad avanzare pretese ingiustificate in quanto esse non potranno mai essere soddisfatte. Proiettare sull’altro l’infinito  e aspettarsi dalle sue limitazioni soddisfazioni infinite è infantile e porterà solo delusioni infinite. Molti sono infelici non per le cause concrete del loro vivere ma perché non riescono a cambiarne nemmeno i dettagli, nell’attesa inutile di realizzazioni che non esisteranno mai.<br />
Spesso siamo pozzi senza fondo che pretendono l’assoluto da ciò che è limitato in una insoddisfazione senza fine, mentre potremmo relativizzare l’altro o la situazione ambientale e modificarne qualche parte marginale per una migliore vivibilità, riversando la nostra energia su altre vie di soddisfazione ideale o materiale.<br />
Il 90% dei casi presentati agli analisti riguarda le crisi col partner, che a loro volta hanno dietro le vecchie crisi genitoriali, come se in queste situazioni conflittuali di insicurezza e insoddisfazione, si focalizzasse tutta l’energia del paziente, che diventa incapace di vivere la sua vita su fronti diversi, tirando fuori i suoi talenti, esplicando le sue facoltà, realizzando la sua natura. La prima cosa che Jung faceva era di rivolgere l’energia dei pazienti verso nuove attività: cura un giardino, gli diceva, segui il tuo hobby, scolpisci, dipingi, crea. Quello che il soggetto non capisce è che lo scopo della sua vita non è essere soddisfatto da un partner, ma realizzare tutto quello che egli è e questo lo può fare in molti modo, seguendo le proprie doti naturali e la soddisfazione che se ne prova è tale da relativizzare il rapporto incompleto o insoddisfacente col partner. Allargare la propria coscienza e aumentare i propri punti di sicurezza e realizzazione cambia tutto il quadro e permette al soggetto di crescere in se stesso uscendo dal giro vizioso delle proprie insoddisfazioni affettive. Ma accade anche che, come cambia lui, cambia spesso anche il quadro relazionale.<br />
Dobbiamo accettare che il desiderio sia infinito ma l’oggetto insufficiente. Siamo creatura potenzialmente illimitate ma legate nei fatti e nelle possibilità concrete. Siamo esseri complessi e dobbiamo riconoscere la nostra complessità, non come una causa di disperazione ma come uno stimolo di crescita.<br />
Una curiosa poesia sottolinea la differenza tra ciò che vorremmo e ciò che riceviamo, come occasione di evoluzione:</p>
<p>“<em>Chiesi a Dio di essere forte<br />
per eseguire progetti grandiosi<br />
ed Egli mi rese debole per conservarmi nell’umiltà<br />
Domandai a Dio che mi desse la salute<br />
per realizzare grandi imprese<br />
Ed Egli mi ha dato il dolore per comprendere meglio<br />
Gli domandai la ricchezza per possedere tutto<br />
E mi ha lasciato povero per non essere egoista<br />
Gli domandai il potere perché gli uomini<br />
avessero bisogno di me<br />
Ed Egli mi ha dato l’umiliazione</em><br />
<em>perché io avessi bisogno di loro<br />
Domandai a Dio tutto per godere la vita<br />
E mi ha lasciato la vita<br />
Perché io potessi essere contento di tutto.<br />
Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo<br />
ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno<br />
e quasi contro la mia volontà.<br />
Le preghiere che non feci furono esaudite<br />
Sii lodato, o mio Signore. Fra tutti gli uomini</em><br />
<em>Nessuno possiede più di quello che io ho” </em>  8 )<br />
.<br />
Può sorgere dall’anima un bisogno possente o una grande immagine-guida. Ma non esiste sulla terra nulla di donato in cui tale bisogno o tale immagine possa incarnarsi interamente. Tuttavia è proprio questo divario che alimenta lo slancio. La grandiosità del desiderio manifesta la forza vitale. Se ci fosse qualcosa di facile, di esterno e concesso, in cui il desiderio si soddisfi interamente, la spinta vitale si esaurirebbe e con essa l&#8217;evoluzione. Vivere significa bramare, essere mancanti e dunque cercare. La mancanza è la molla della vita. Tutto si origina con la cacciata dall’Eden perché: “&#8230;<em>fuori, la Terra Promessa non c’era</em>”  . 9)<br />
Se il bisogno di donna si soddisfacesse interamente nella prima madre, nessun uomo cercherebbe altra compagna che la madre e non uscirebbe mai dal nido materno. Se il bisogno di ideale si soddisfacesse interamente nel primo oggetto che troviamo, nessuna persona cercherebbe un compito, un Dio, un qualcosa di superiore. Il bisogno di amore è enormemente superiore all&#8217;amore realizzabile. L&#8217;insoddisfazione porterà al mutamento, all’espressione dell’energia oltre ‘quel rapporto ’ o ‘quell’oggetto ’, col lavoro o la creazione o la volontà, o farà cercare nel rapporto stesso un livello superiore di manifestazione e di compensazione. Il fine è capirsi oltre l’amore, perché nell’amore terreno l’amore ideale fatalmente fa naufragio. Il bisogno è infinito, l&#8217;oggetto limitato. Questo può portare l’io oltre l’oggetto o verso la sublimazione dell’esperienza. La bellezza della vita è proprio nello spingersi sempre al di là, affinché l’energia che è in noi allarghi i suoi confini o migliori la sua qualità espressiva. Se il partner non ci soddisfa pienamente, ciò è fisiologico. Nel mito, Eros non cerca un altro partner ma solleva il suo desiderio oltre l’unione sessuale, a oggetti più alti, in primo luogo la conoscenza.<br />
L’uomo che crede materialmente di soddisfare nella materia l&#8217;immensità del suo bisogno è votato all’insuccesso. La vita dà lo slancio totale ma non il pieno e duraturo conseguimento; la pulsione spinge l&#8217;uomo ad altra evoluzione. Ogni sazietà parziale è negativa perché significa un arresto, la pulsione deve perciò restare in parte inesausta, affinché si guardi oltre la realtà immediata, senza perdere lo slancio. Oppure si può sublimare la tensione crescendo nell’interiorità, cambiando il modo di sperimentare la vita, elevando o approfondendo l’esperienza. Ma è bene sapere che dietro le figure storiche ci saranno quelle archetipiche, che dietro il contingente ci sarà l&#8217;Universale, così da distinguere la realtà concreta dal bisogno. Solo questo può farci uscire dalle illusioni o dalle velleità.</p>
<p>Quando la mia amica Licia si è ammalata per la seconda volta di leucemia ed è stata di nuovo nelle torture della chemioterapia, ha detto che la cosa che più le mancava in ospedale era ‘la mamma!’, quella mamma che ha perduto a 12 anni. Nel momento grave della sofferenza ognuno ha bisogno di qualcosa di caldo e accogliente che protegga e dia conforto. Se Licia avesse avuto una madre come la mia, una povera madre anaffettiva, avrebbe avuto sì una madre ma non certo ‘quella madre archetipica’ di cui desiderava tanto la presenza. L’energia si personalizza in una figura immaginaria dotata di perfezione.</p>
<p>Distinguere il bisogno dalla soddisfazione possibile è il primo passo di una ‘VIA DI REALTA’. Ogni uomo ha in sé grandi immagini ideali che gli fanno da guida,  perdere l’illusione non significa diventare più poveri ma diventare più consapevoli. Perdere l’illusione della materia limitata può farci capire l’assolutezza dell’ideale; l’ideale non è utopico, è esattamente ciò che deve essere per trarre l’uomo in alto. “E’ impossibile, ma tenterò”, dice Padre Brown. La materia è parte del tutto, non fine dell’essere. I piani sono molti e si sviluppano verso l’alto; non ha senso diventare scettici solo perché l’ideale non s’incarna nel primo gradino; con maggiore senso della realtà possiamo salvare l’ideale e tendere ad esso, ma occorrerà allargare lo sguardo. Dobbiamo essere lieti che l’ideale esista e che, intuendolo, possiamo farlo nostro e realizzarlo ‘in parte’. Questa parte è gloriosa, ma l’ideale non è un oggetto da possedere bensì uno stimolo da realizzare e il non realizzato è la nostra spinta ulteriore.</p>
<p>Jung postula l&#8217;esistenza di modelli o strutture che non vengono né dal vissuto storico né dall’immaginario ma che appartengono alla memoria della specie, come un DNA psichico, che non solo ci guida ma spesso travalica i limiti del possibile terreno.</p>
<p>Noi siamo il risultato della nostra esperienza esterna, della nostra esperienza interna, e dell’esperienza collettiva che l’energia sta facendo con se stessa. La prima si contatta col mondo visibile fuori di noi, la seconda con un mondo altrettanto reale ma invisibile dentro di noi, la terza con l’energia stessa che guida l’umanità. Le tre esperienze sono: l’IO, l’ANIMA, l’INCONSCIO COLLETTIVO.<br />
Ci arrivano più messaggi: dalla storia che ci scorre fuori, dalla storia interna che ci portiamo dentro e dal senso che fluisce da una dimensione parallela superiore; un livello individuale, uno collettivo, uno spirituale, in cui, mentre viviamo, la mente del mondo riflette su se stessa, perché noi non siamo solo la nostra storia, siamo anche la storia dello Spirito, sospesi tra una realtà finita, storica e spazio-temporale e una realtà inconscia fuori dallo spazio-tempo e in fondo infinita.</p>
<p><strong>APPARIZIONE DELLA COSCIENZA &#8211; L&#8217;IO MOLTEPLICE</strong></p>
<p>&#8220;<em>Vidi nella notte un piccolo Adamo e una piccola Eva./  E una voce disse: &#8220;Questo è l&#8217;UNO e questo è il DUE.”/ Poi un serpente guizzò come un fulmine tra le due figure, comprendendole  entrambe&#8221;/  E la voce disse: &#8221; Ma non è l&#8217;UNO e non è il DUE./  E&#8217; il TRE, e il TRE è il serpente&#8221;</em> . 10)<br />
(V)</p>
<p>“<em>Noi siamo il nostro spettacolo, ma siamo un intermezzo, l’opera vera non sta lì”</em>.<br />
(Fernando Pessoa)</p>
<p>All’età di nove anni, Jung vede la nascita di una sorellina, debole di salute, che  morirà alle soglie dell’età adulta. Jung bambino è spesso solo, gli manca moltissimo la compagnia di coetanei, ma quando va a scuola scopre di essere molto più avanti degli altri e si annoia. A 11 anni frequenta il ginnasio di Basilea, è un ragazzo solitario e riservato, senza amici.<br />
“<em>Quando andai a scuola, da principio fui molto contento di avere dei compagni di gioco, perché prima ero sempre molto solo. Stavamo in campagna e non avevo né fratelli né sorelle. Mia sorella nacque molto più tardi, quando avevo nove anni, perciò mi ero abituato a stare da solo, ma mi mancava la compagnia e a scuola era bellissimo avere dei compagni. Ma ben presto.. in una scuola rurale io ero molto più avanti degli altri e cominciai ad annoiarmi</em>”  . 11)<br />
Tra i coetanei il bambino Jung si scopre povero e diverso. Il prezzo della diversità è il disagio, anche quando si è diversi per originalità e intelligenza. Da una parte egli sente il bisogno dell’accettazione, dall’altra la spinta a essere se stesso. Dal divario discende la sottile sofferenza dell’anima alienata che si sente costretta a essere ciò che non è. Questo trauma da non-inserimento gli produrrà una piccola <strong>NEVROSI </strong> 129, urto non risolto di due correnti psichiche opposte, il ragazzo Jung desidera integrarsi ma nello stesso tempo sente la difficoltà di questa integrazione.<br />
La nevrosi scatta quando un compagno lo spinge e gli fa battere la testa contro il marciapiede, allora comincia ad avere crisi nervose e svenimenti e così ottiene di stare a casa e di non andare a scuola. Per 6 mesi si rifugia nella malattia, poi sente il padre che si lamenta di questa sua infermità e guarisce di colpo.<br />
Da adulto capisce di aver voluto punire, attraverso sé, i compagni che lo rifiutavano. Freud dice giustamente che la malattia può avere dei vantaggi secondari, l’inconscio può dire: “mi ammalo per punirti”  13) , oppure “mi ammalo per uscire da una situazione spiacevole” o “per attirare l’attenzione”, o anche “mi ammalo per prendermi cura di me stesso perché non so farlo in altri modi”. La nevrosi ovviamente è un atto inconscio, non meditato.</p>
<p>Crescere vuol dire ‘essere’ e il primo passo è <strong>LA COSCIENZA DI SE’ </strong>o autocoscienza. Normalmente essa si sviluppa gradualmente ma per Jung ragazzo l’illuminazione è improvvisa. Aveva undici anni, racconta, e: “<em>Mentre andavo a scuola mi sembrò di essere emerso da una densa nebbia. Nacqui a me stesso. Potei dire:‘Io sono’. E pensai: ma prima cos’ero? Allora capii che prima ero incapace di differenziare me stesso dagli oggetti. Ero un oggetto tra gli altri</em>”.<br />
Come affiora in lui il senso dell&#8217;Io, comprende anche che<strong> l’Io non è unitario ma MOLTEPLICE</strong>. L’uno è molti. Alcune di queste parti possono essere tracce di vite precedenti e il ragazzo sente di essere stato un personaggio maestoso e importante del 1700   14); da una parte si percepisce come uno scolaretto insicuro, dall’altra come un uomo potente, anziano, con sobri abiti neri, con scarpe con fibbie, parrucca bianca, che va in una grande carrozza nera, un tipo di carrozza  del 1700 che egli poi vedrà realmente, riconoscendola. Pensa di appartenere al 1700 e si sente defraudato come se gli avessero sottratto la sua vera vita. Il 1700, del resto, sarà un motivo ricorrente nell’opera di Jung; ci sarà sempre qualcosa, un libro, una casa, un sogno&#8230; che lo riportano a quel tempo.<br />
Più tardi la memoria di questo personaggio maestoso si affievolisce per lasciar emergere altre figure, questa volta simboliche, sub-personalità o sovra-personalità, una di queste sarà Filemone, un essere fuori del tempo e dello spazio, che ha la funzione di spirito-guida e da cui Jung riceverà delle vere lezioni.<br />
Più tardi dirà che con la morte finisce la coscienza individuale legata a un corpo e a un destino ma il processo psichico continua perché la coscienza non è legata al cervello  15)  o alla materia, tuttavia la sua idea di continuità non comprende la reincarnazione né l’azione che perdura come nel kahrma indiano, quanto una continuità di esperienza in ordine a un ‘compito’ voluto dallo Spirito che si realizza in vite successive.<br />
&#8220;<em>Ognuno ha molte personalità</em>&#8220;, dice Jung. L’organizzazione di una coscienza passa attraverso la complessità di queste parti; tenerle insieme in modo armonico è uno dei nostri compiti. Ognuno deve trovare l’interna armonia, integrando le sue parti in giusto accordo. Quando questa armonia viene a mancare si ha la malattia psichica, per esempio la nevrosi è una dissociazione psichica, e la schizofrenia è una dissociazione ancora più grave che spezza la psiche in modo irreversibile  16).<br />
Lo specchio in cui poniamo la nostra immagine è sfaccettato, non ci dà una forma unitaria, quel che possiamo fare è gestire armonicamente la nostra complessità attorno a un forte centro capace di controllo. “<em>Io sono un baule pieno di gente</em>”  , diceva Pessoa 17).<br />
Questo concetto di unificazione e armonia della psiche domina tutto il pensiero di Jung. Dapprima egli elaborerà il concetto dell’io come pluralità contraddittoria, poi chiarirà il concetto di unificazione degli opposti in una grande sintesi pacificatrice.<br />
Occorre aprire la comunicazione di una parte psichica con l’altra. Nei sogni queste parti diventano persone o oggetti o sono rappresentate da familiari e amici che agiscono nel teatro interiore come proiezioni energetiche.<br />
Mentre Freud è il grande medico che cura le pazienti isteriche, considerando la nevrosi una dinamica familiare a base sessuale, Jung dice: &#8220;<em>Siamo tutti nevrotici</em>&#8220;, cioè abbiamo tutti problemi intrapsichici; la nevrosi non è una patologia d&#8217;organo né è per forza un trauma del vissuto ma emerge da una  complessità d&#8217;anima non orientata, è un disordine energetico.<br />
Armonizzare la psiche, in analisi, significherà incontrare, riconoscere e accogliere anche le nostre parti ombra, cioè portare alla luce gli attori nascosti, che comunque agiscono anche se non li riconosciamo. Quest’opera di unificazione Jung la vive prima come terapia della psiche sofferente e infine come divenire evolutivo e grande sintesi alchemica, unione cosmica degli opposti. Cercherà questa unificazione con l’analisi, la ricerca interiore,  il viaggio d’anima, l’esoterismo, l’alchimia…</p>
<p><strong>DUALISMO DIVINO</strong></p>
<p>“<em>Un libro che non includa il suo antilibro è considerato incompleto</em>” 18)<br />
(Borges )</p>
<p>&#8220;<em>Io sono la fiamma e la boscaglia secca / e una parte di me consuma l&#8217;altra</em>&#8220;<br />
(Gibran)</p>
<p>Come il giovane Jung emerge dalla nebbia dell&#8217;inconsapevolezza, la sua riflessione si appunta sul carattere sovrumano di Dio e sui problemi metafisici che la fede formalista del padre non gli risolve.<br />
Anche la sua concezione di Dio è duplice. Il ragazzo si pone molte domande. Se l&#8217;uomo è buono, perché vuole fare il male? Perché c&#8217;è la tentazione? Già nell&#8217;Eden Adamo viene tentato, come se Dio avesse creato, con un solo atto, Adamo, l&#8217;Eden e il serpente, la legge, la trasgressione e la colpa; ma, se il Male non è una potenza simile al Bene, tuttavia Dio stesso ha fatto esistere il Bene come ha fatto esistere la tentazione, ha voluto la legge come la trasgressione, dunque da Lui viene tutto, il Bene e il Male. Ma allora l’essenza di Dio deve per forza essere più complessa di quanto dice la religione ortodossa. Dio è un essere totale che comprende tutto ciò che si manifesta.</p>
<p>Il problema della tentazione è centrale nel FAUST di Goethe.<br />
Si parla molto di Goethe nella casa di Jung, perché la sua famiglia pensa di discendere da lui, e il Faust è un’opera basilare nella formazione di ogni giovane di lingua tedesca. La madre gli fa conoscere il Faust che diventa il suo testo formativo. Goethe è un profeta che comprende i suoi turbamenti e sa indirizzarlo.<br />
Come Jung aveva intuito una doppia personalità nella madre e in sé, così la duplicità di Dio lo colpisce come un assioma. Mentre il protestantesimo come il cattolicesimo gli trasmettono l’idea di un Dio unilaterale solo buono e giusto, egli intuisce una divinità onnicomprensiva, che crea insieme Bene e Male e tenta le sue creature  19), ma ciò significa che Dio è contraddittorio in quanto possiede una polarità universale.<br />
Intuizioni simili sono alla base della filosofia religiosa cinese, il Taoismo. Duale è il concetto del TAO, per cui l&#8217;Essere Universale è l&#8217;unione di tutti i contrari, maschio-femmina, luce-tenebre, bene-male… tutto si alterna in poli energetici e la vita è lo scorrimento da un polo all&#8217;altro.<br />
In questa visione dell’essere, anche il Male entra nel disegno di Dio, in quanto da lui stesso creato e voluto. L’Yahweh ebraico è al di là del Bene e del Male, è giusto e ingiusto allo stesso tempo; per mettere alla prova Giobbe, lascia che Satana lo aggredisca; il problema di Giobbe è il problema stesso della sofferenza, la perenne domanda umana: com’è possibile che Dio permetta tanto dolore?<br />
Così il tema centrale della psicologia junghiana sarà la constatazione degli opposti e la loro integrazione; non si può pensare di eliminare il Male (Jung parla più precisamente dell’OMBRA) ma si può cercare di elaborare la sua energia trasformandola. “<em>Finché Satana non è reintegrato, il mondo non è risanato né l’uomo redento. Occorre assimilare il Male, la ‘neritudine’, portarla a livello della coscienza</em>”.<br />
Questo vuol dire che non possiamo rimuovere la nostra Ombra per sempre, occorre affrontarla e reintegrarla.<br />
Jung dirà: “<em>Noi tendiamo a identificare la nostra natura materiale con il Male e la nostra natura spirituale con il Bene. Dobbiamo accettare le forze oscure dentro di noi e smettere di proiettarle su oggetti esterni. Quando troppa parte della natura istintiva viene rimossa, essa trabocca</em>”.<br />
Il Male è un’energia, che, se viene rimossa, si vendica.  Jung raccontava di un uomo molto poi e stimato che si credeva perfetto, non attribuendosi alcun errore in tutta la sua vita “ma dei suoi figli, il maschio diventò un ladro e la femmina una prostituta. Poiché il padre non voleva riconoscere la sua Ombra, cioè la sua parte di umana imperfezione, i figli furono costretti a esprimere nella loro vita il lato oscuro che il padre aveva ignorato”.<br />
Il Bene e il Male camminano vicini. “Più brillante la luce, più tenebrosa l’Ombra”.  E’ realistico prenderne atto.</p>
<p>Jung diceva che, quando nacque Gesù, il dio malevolo Saturno e il dio benevolo Giove erano così vicini da formare una stella sola  20); il Cristo era il nuovo Sé, Bene e Male insieme, purezza e sofferenza uniti.<br />
Le riflessioni su Dio occupano Jung per anni senza che egli ne parli ad alcuno, capisce che pensare Dio come totalità onnicomprensiva può suonare blasfemo ad orecchie ortodosse. Ci vuole un grande atto di coraggio per una intuizione di totalità. Il ragazzo inizialmente la ricaccia indietro finché un giorno essa esplode in una visione grottesca. La cosa avvenne così: ogni giorno il ragazzo andava a scuola passando vicino a una grande cattedrale, bellissima e bianca, perfetta rappresentazione della luce divina, ma un giorno ebbe una terribile allucinazione:<br />
&#8220;<em>Sopra la cattedrale bellissima contro il cielo azzurro vidi Dio seduto su un trono d&#8217;oro, e, di colpo, da Lui, un enorme stronzo cadde sulla cattedrale scintillante e la mandò in mille pezzi</em>”.<br />
L’innominabile pensiero che aveva rimosso era esploso in tutta la sua potenza, il ragazzo si sente liberato e piange di gioia e sollievo. Così Dio si manifesta: Bellezza Infinita insieme a una montagna di sterco, sublime e infimo insieme  21). Il ragazzo sperimenta un mistero terribile, la negatività come l’altro lato di Dio  22). Si sente sollevato e responsabile, come fosse arrivato a un livello superiore di conoscenza, ma non racconterà questa visione a nessuno, vergognandosene, fino ai 65 anni.<br />
Dunque Il giovane Jung compie una grande riflessione su Dio, un lavoro mentale solitario, del resto egli non partecipa alle infinite discussioni teologiche tra i vari preti di famiglia; trova noiosi e tristi questi parenti preti, prigionieri di una mentalità superficiale e sente che sono molto lontani dal mistero del sacro. Per lui l&#8217;Energia divina sarà sempre magnifica e terrificante insieme, ‘numinosa’, cioè misteriosa e sovrumana.<br />
Aver coscienza del numinoso significa comprendere non solo la potenza di Dio che sta nel Bene ma anche la potenza di Dio che sta nel Male, cioè cogliere l&#8217;infinita contraddittorietà dell&#8217;Essere Universale  23, energia della totalità in tutte le sue forme, la cui grandezza sta proprio nell’essere non umano né umanizzabile,  in quanto unione di tutti i contrari.<br />
Come l&#8217;uomo accetta l’intero fuori di sé, allo stesso modo deve poter contenere la contraddittorietà dentro di sé. La realtà è totale e molteplice. Questo concetto sarà chiave specifica del pensiero junghiano, che, ricordiamolo, è un pensiero filosofico che lo pone a buon diritto nella storia della filosofia occidentale, tra i grandi filosofi del 900.</p>
<p>Il primo modo con cui viviamo la molteplicità è il DUE. Il concetto della duplicità del reale appare molto spesso nella storia del pensiero occidentale, nasce 2500 anni fa alle soglie della filosofia greca con Eraclito, che ispirerà Hegel con la triade dialettica e Marx con la lotta di classe.<br />
In Oriente la cifra DUE è alla base del Taoismo.<br />
L’energia primaria si dualizza nella creazione, ma fra i due poli non c’è antagonismo bensì un movimento fluido e dinamico di complementarità e compensazione.<br />
Il ragazzo Jung intuisce da una parte una realtà conflittuale, dall’altra la  possibilità di una integrazione armoniosa. All’inizio vive questo come percezione, poi come meditazione e infine come trasformazione evolutiva. Questi pensieri sono più grandi di lui e lo stordiscono, e, quando la sua mente arriva al massimo, di colpo sboccia in lui &#8220;<em>un improvviso spazio interiore, come se una porta si chiudesse ermeticamente su una stanza rumorosa</em>&#8220;. &#8220;<em>C&#8217;era sempre</em> &#8211; scrisse &#8211; n<em>el mio intimo, la sensazione della presenza di qualcosa di diverso da me stesso, come un soffio che spirasse dal grande mondo delle stelle e dallo spazio infinito, o come uno spirito invisibile, scomparso ma  pure eternamente  presente. Pensieri di tale sorta erano circondati da un&#8217;aureola luminosa.</em>&#8220;<br />
Questa è metafisica; per quanto Jung ripeta di limitarsi a osservare fatti empirici, tuttavia egli ebbe da sempre pensieri di ordine superiore.<br />
Fin da piccolo aveva la capacità di spostarsi da un livello di realtà a un altro, verso un sapere che non ha più nulla a che fare con le religioni formalistiche, ma  apre all’intuizione di un puro Essere che lo sopraffà con visioni di totalità, sollevandolo alle dimensioni imperscrutabili dell’anima.<br />
Allora egli scrive: &#8220;<em>Qui vive l&#8217;Altro, al quale Dio è noto come un segreto nascosto; qui nulla divide l&#8217;uomo da Dio, come se la mente umana potesse mirare la creazione all&#8217;unisono con Lui</em>&#8220;.<br />
Noi abbiamo chiamato questo Altro col nome di ‘Spirito’.<br />
Tuttavia, per quanto egli senta la spiritualità, non si identifica né con la Chiesa cattolica né con quella protestante e sarà attaccato da entrambe e addirittura screditato come irreligioso. Ma noi sappiamo che il pensiero della realtà ‘numinosa’ non lo abbandona mai. “<em>Qui vive l’Altro</em>”, dice.<br />
E’ ancora un ragazzo ma pensa a una realtà extradimensionale, un superiore livello dell’anima, come al vero se stesso, LA PERSONALITA’ n° 2, più profonda e sapiente.<br />
I suoi compagni di scuola sentono l’anomalia di questo ragazzo più maturo di loro e lo prendono in giro, chiamandolo ‘Padre Abramo’.<br />
La vita di Jung sarà una continua alternanza fra questi due livelli, una continua comunicazione tra la sua parte storica e contingente e l’‘altro da sé, la personalità n° 1 e quella n° 2, la prima determinata e contingente, l’altra sovraordinata e assoluta: &#8220;Quando si presentava l’Altro, la personalità n°1 svaniva; quando invece l’Ego dominava la scena, l&#8217;uomo antico sembrava lontano e irreale&#8221;. &#8220;Ciò che ora cominciavo a conoscere come realtà apparteneva a un altro ordine di cose, differente dalla visione del mondo che mi ero fatta&#8230;&#8221;. &#8220;Era semplicemente il mondo di Dio, ordinato a quel modo da Lui e dotato di un significato segreto&#8221;.<br />
C’è un altro livello di realtà, un mondo più vasto, in cui imparerà a porsi ogni volta che arriveranno le tempeste della vita.  Come scrive Leopardi di fronte alla siepe che gli chiude lo sguardo, “&#8230;<em>ma, sedendo e mirando interminati spazi / di là da quella e sovrumani /  silenzi, e profondissima quiete/ io nel pensier mi fingo, ove per poco / il cor non si spaura. E come il vento / odo stormir tra queste piante, io quello / infinito silenzio a questa voce / vo comparando; e mi sovvien l’eterno / e le morte stagioni, e la presente / e viva, e il suon di lei. Così tra questa / immensità s’annega il pensier mio; / e il naufragar m’è dolce in questo mare</em>”.<br />
Una delle mete dell’uomo è proprio la capacità di rapportarsi al livello di una realtà superiore, stato che può soccorrerlo nei momenti di crisi o di dolore.<br />
Jung dirà che, quando uno è colpito dalla pena, deve comportarsi come chi viene colpito da una tempesta in montagna:&#8221;<em>Ciò che, a un livello più basso, porta ai più insanabili conflitti ed emozionali irruzioni di panico, ecco che, dai superiori livelli della psiche, appare quale una tempesta nella vallata a chi la osserva dalla cima del monte. Ciò non significa che la tempesta perda la propria realtà, ma semplicemente che, invece di essere coinvolti in essa, ci si trova ad esserne sopra. Ma siamo sempre valle e montagna.  Si prova l&#8217;emozione, da essa si è scossi e tormentati, ma si è anche consci di una coscienza più alta che sta a guardare e impedisce di divenire tutt’uno con l&#8217;emozione, la quale è in grado di dire &#8220;Io soffro!&#8221; ma anche di vedere da fuori la sofferenza.</em>”<br />
Jung intenderà l’analisi non solo come via per eliminare certi disturbi del vivere, ma anche come modo per ampliare la  consapevolezza spirituale, aprendo il passaggio ad altre dimensioni dell’essere.</p>
<p>Con l’adolescenza, Jung diventa un bel ragazzo alto e atletico, supera le inibizioni sociali e instaura più facilmente rapporti con gli altri, è simpatico, ha un sorriso luminoso e un grande fascino con le ragazze. Tra i 16 e i 19 anni prende il sopravvento la personalità profana, com’è giusto che sia.<br />
Studia scienze e filosofia, ma a scuola trova solo informazioni aride per la mente razionale, mentre cerca qualcosa che sia una esperienza totale. Vi sono due possibili vie conoscitive: il pensare logico verbalizzato che procede in modo lineare e la percezione intuitiva che si apre a illuminazioni improvvise. Nella prima l’uomo ‘capisce’, nella seconda ‘comprende‘ (cum prehendo= prendo con me), cioè si trasforma.<br />
Il giovane Jung pensa che i massimi problemi esistenziali abbiano a che fare col mondo spirituale che ognuno ha in sé ma di cui non si parla e che non ha nulla a che vedere con la vita ordinaria. A quel mondo si accede con la seconda via.<br />
Jung ha preso dal padre l&#8217;interesse per la religione, ma dalla madre l&#8217;intuito paranormale, la partecipazione mistica, il senso profondo della totalità, la capacità di aprire altri canali di conoscenza. Unisce la religione tradizionale a quella misterica, la mente sinistra alla destra.</p>
<p>La capacità paranormale lo accompagnerà sempre, come una caratteristica  naturale. Un giorno, a un pranzo di nozze, racconta a uno sconosciuto una storia fittizia per esemplificare un concetto, inventando in dettaglio la vita di un personaggio immaginario, ma vede che i presenti manifestano disagio e che il suo interlocutore sbianca, gli diranno poi che ha raccontato per disteso proprio la sua vita. Come la madre, ha<strong> la SECONDA VISTA, o Terzo Occhio,</strong> un altro livello di consapevolezza, che gli sarà utile nel lavoro di analista, perché gli dà intuizioni sul paziente al di là delle informazioni ordinarie  24). Spesso, come la madre, parla in modo automatico, senza coscienza delle parole che dice, oppure sogna il paziente, i suoi problemi e le possibili soluzioni, prima ancora di incontrarlo. Anche il razionale Jung aveva scoperto che analista e paziente formano una diade telepatica e possono avere gli stessi sogni, concetto che sarà poi affermato dall’analisi sistemica.<br />
La personalità n° 1 e 2 interferiscono con la scelta universitaria, Jung è incerto tra scienza e religione, è affascinato dalla geologia e dall&#8217;archeologia, poi decide di fare medicina e si iscrive, con un sussidio perché è povero, all&#8217;università di Basilea. Continua la dicotomia tra le due personalità, la n° 1 è insicura e  debole, la 2° sembra avere il sapere di chi è già “nato, vissuto e morto”, con una visione totale della vita.  “Ogni concepibile espressione di essa sarebbe stata come una pietra, che venisse lanciata oltre il limite del mondo&#8221;. &#8220;(La personalità n° 2) possedeva significato e continuità storica, in forte contrasto con l&#8217;incoerente  fortuità della vita della personalità n°1&#8243;   25).</p>
<p><strong>APPARIZIONE DELL&#8217;OMBRA : L&#8217;EREMITA</strong></p>
<p>“<em>Vivo, io sono un’ombra minacciata dall’Ombra<br />
Morirò senza aver visto la mia sconfinata dimora”</em><br />
( Borges)<br />
&#8220;<em>Una pioggia di scintille per riempire il giorno<br />
Una luce per trovare la strada attraverso la notte<br />
Ecco il nostro compito</em>&#8220;<br />
(Clarissa Pinkola Estes, &#8220;Donne che corrono coi lupi&#8221;)</p>
<p>Una notte Jung fa un sogno, che possiamo chiamare ‘il sogno dell&#8217;eremita’.<br />
Nei Tarocchi   26) c&#8217;è un arcano che mostra un vecchio chiuso nel mantello, che cammina con difficoltà nella tenebra, portando in mano un lume, mentre un&#8217;ombra scura lo segue. Gli arcani maggiori dei Tarocchi presentano archetipi, immagini psichiche fondamentali; molti dei loro simboli provengono dai sogni e il sogno dell’eremita si presenta frequentemente. Indica la ricerca di luce che è in ognuno e preannunzia tempi di difficoltà, in cui occorrerà far appello alla luce interiore per non essere soverchiati dalle tenebre. E’ una immagine molto antica.</p>
<p><em>La mia amica Laura sognò che era avvolta in un mantello e camminava in una notte fredda e scura stringendo una piccola luce nella tasca; con suo grande terrore vide una grande ombra che avanzava verso di lei, ma l’ombra la oltrepassò senza farle del male, così lei poté attraversare un piccolo ponte e andare di là. Il sogno preannunciò chiaramente che un pericolo esterno la sovrastava (poco dopo suo marito si ammalò e per due anni le sue condizioni furono molto gravi). Per quanto questo fosse chiaramente un sogno premonitore, al momento dell&#8217;interpretazione io ho taciuto sul pericolo imminente, perché non serve a nulla impaurire l’altro, invece ho sottolineato molto le valenze del ponte e del passaggio verso il nuovo. Il pericolo sarebbe stato superato e la sognatrice sarebbe arrivata a un nuovo livello della sua vita e a una nuova dimensione di coscienza. Il ponte spesso allude a questo attraversamento, che può accompagnarsi al pericolo di una morte esterna o di un forte cambiamento interno, che è anch’esso una piccola morte</em>.</p>
<p>Jung sogna di camminare a fatica avvolto in un mantello nell&#8217;oscurità contro un forte vento (anche Cartesio si vede così nei tre sogni profetici riportati all’inizio del Discorso sul Metodo). Jung porta una piccola luce e sente che alle spalle c’é una figura gigantesca che lo segue. Malgrado il terrore, sa che non deve lasciar spegnere la luce. L’uomo che porta la luce è la coscienza, <strong>il TELESFORO</strong>, il portatore d’anima; la  figura minacciosa è<strong> l’OMBRA</strong>, la parte sconosciuta e terribile  dentro di noi, che può essere anche la premonizione di un evento o un pericolo esterno ma è comunque l’ignoto che dobbiamo affrontare. Il compito dell’Io è salvare la coscienza senza dimenticare l&#8217;Ombra, da cui provengono i sogni e le visioni. L’Ombra, come il Male, è una energia che va reintegrata. Io ed Ombra sono i due poli tra cui trascorre la vita. L’Io è il limite del territorio conosciuto e controllabile, l’Ombra è l’assoluto ignoto. Il tonal e il nagual, come dice il Don Juan di Castaneda. Così noi ci muoviamo, tra luce ed ombra. L’Ombra rappresenta tutta la nostra precarietà, l’oscuro niente che ci circonda  27) , ciò che non è illuminato ancora dalla coscienza. &#8220;<em>Cosa sono gli uomini in fondo? Nascono muti e ciechi come cuccioli e sono dotati di debolissima luce, insufficiente a illuminare l&#8217;oscurità nella quale si muovono a tentoni.</em>&#8220;<br />
Ogni giorno cerchiamo la luce, cerchiamo Dio e l’anima, e non si può farlo né se si è atei né se si è prigionieri di una chiesa formale o nominalista.<br />
Il padre di Jung vuole che il figlio creda senza sperare, ma una religione senza speranza è cieca come una ragione senza fede. Jung cerca qualcosa che impegni l’esperienza ma non riguardi solo l&#8217;intelletto né sia una credenza ottusa, vuole qualcosa che impegni tutto l’uomo e produca una  trasformazione sensibile dell’energia. Un atto di solo intelletto o di sola fede non bastano, non sono ancora evoluzione. Crescere vuol dire assumere la propria responsabilità totale.<br />
..<br />
<strong>NOTE</strong></p>
<p>1 Il Cristianesimo istituzionale si struttura tutto sull’archetipo paterno, mentre quello popolare preferisce il culto mariano, proseguendo gli antichissimi culti della Dea-Madre. L’Ebraismo dell’Antico Testamento è tutto incentrato sul paternalismo autoritario del Dio-Padre. Ugualmente la potenza del Padre è indicata dal primo comandamento cristiano: &#8220;Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio fuori di me&#8221;, dove si assolutezza un assolutismo maschile con la conseguenza di porre una società patriarcale, che emargina le donne, e che è dominata da dogmatismo e intolleranza.</p>
<p>2 La nevrosi scaturisce dall’urto di due energie contrastanti, per esempio rivalità e amore.</p>
<p>3 Prima il bambino si identificherà col genitore che prende a modello, poi si emanciperà da lui per ricreare in sé la nuova identità e il nuovo modello. L’energia che il genitore rappresenta è una modalità simbolica, una necessità virtuale, la prima pietra necessaria alla costruzione dell’Io. L’amore sarà recuperato passando dalla dipendenza del bambino alla parità dell’adulto, che non ama perché subisce ma ama perché comprende.</p>
<p>4 Platone capiva perfettamente questa distinzione e vedeva come l’uomo è formato non solo dalla storia che avviene nel mondo materiale ma dalle grandi immagini che provengono dal mondo dello spirito. Diceva: sopra ‘la cosa’ esiste ‘l’immagine della cosa’, che è la sua forma ideale, eidos. Noi accediamo alla conoscenza attraverso l’esperienza materiale, ma l confrontiamo con l’idea attraverso l’esperienza spirituale. Per esempio nessuna realtà concreta ci dà il concetto perfetto dell’amicizia, né noi la conosceremo come esperienza, e tuttavia siamo in grado di paragonare le amicizie reali a un’idea perfetta e assoluta di amicizia. L’esperienza materiale viene dal mondo materiale, quella spirituale dal mondo spirituale.</p>
<p>5 Per esempio il modo con cui un uccello fa il nido è una forma ereditata dalla specie che si attiverà quando arriverà la situazione giusta. Ugualmente può attivarsi l’archetipo dell’Eroe, quando ce ne sarà la necessità.</p>
<p>6 Per Platone l’esperienza della realtà materiale suscita in noi il ricordo di una realtà ideale esistente su un altro livello, un mondo sopraceleste o iperuranio, cioè che trascende l’esperienza ordinaria.</p>
<p>7 Ciò è verificabile nelle interviste a bambini della scuola materna, i quali rappresentano con immagini molto drammatiche dei genitori che possono risultare, nella realtà, molto banali e comuni. Lo stesso appare nei disegni sulla famiglia. Il bambino non disegna figure storiche ma divinità.</p>
<p>8 Ignoto.</p>
<p>9 Toulouse Lautrec.</p>
<p>10 Da un sogno-visione.</p>
<p>11 Jung parla ’, op. cit.</p>
<p>12 La prima accezione di nevrosi è: malessere apparentemente organico con cause psichiche.</p>
<p>13  “Ecco”- diceva mia figlia a tre anni, quando ne combinava una e io mi arrabbiavo con lei -“allora non mangio la cioccolata!”. Puniva se stessa per punire me.</p>
<p>14 Abitava in una canonica del 1700.</p>
<p>15 ‘Anima e morte. Sul rinascere ’.</p>
<p>16 Poiché anche le droghe producono una dissociazione psichica, per molto tempo Jung pensò che la scissione psichica fosse aumentata da un’ignota tossina metabolica, simile a una mescalina naturale. Il mescal è una sostanza estratta dal peyote usata dagli stregoni toltechi del Messico che dissocia il corpo astrale da quello fisico, permettendo l’apertura di altre dimensioni.</p>
<p>17 Fernando Pessoa.</p>
<p>18 Borges, ‘Finzioni’.</p>
<p>19 Concetto presente nell&#8217;Induismo, nell&#8217;Ebraismo, che parla di mano sinistra di Dio, e nel primo Cristianesimo.</p>
<p>20 Quella che erroneamente si chiama stella cometa è la congiunzione Giove-Saturno.</p>
<p>21 Una analogia potrebbe essere lo scarabeo egiziano, che è simbolo del Sole, cioè del dio supremo della vita, ma insieme il sole che spinge è in realtà la pallina dei suoi escrementi.</p>
<p>22 Non diversamente in India i santoni dicono che Dio è anche nella polvere o negli escrementi.</p>
<p>23 Del resto l&#8217;aggettivo ‘sacro’ ha originariamente il significato di ‘mostruoso’, ‘tremendum’.</p>
<p>24 La conoscenza diretta, o chiaroveggenza, è uno dei caratteri della sensitività.</p>
<p>25  ‘Ricordi, &#8230;’, Jung, pag. 120</p>
<p>26 I Tarocchi sono immagini archetipiche</p>
<p>27 Come nella visione tolteca di Castaneda il nagual e il tonal. Il tonal è l’isola della consapevolezza, circondata dal mare ignoto del nagual.<br />
&#8230;..<br />
<strong>LEZIONI PRECEDENTI </strong></p>
<p>Lezione 1:<a href="http://masadaweb.org/2009/10/06/masada-n%C2%B0-1003-6-10-2009-jung-1-psicoanalisi-lezione-1/"> masadaweb.org/2009/10/06/masada-n%C2%B0-1003-6-10-2009-jung-1-psicoanalisi-lezione-1/</a></p>
<p>Lezione 2:  <a href="http://masadaweb.org/2009/10/13/masada-n%C2%B0-1007-13-10-2009-jung-1-lezione-2/">masadaweb.org/2009/10/13/masada-n%C2%B0-1007-13-10-2009-jung-1-lezione-2/</a></p>
<p>Lezione 3-4. <a href="http://masadaweb.org/2009/10/27/masada-n%C2%B0-1020-27-10-2009-jung-1-psicoanalisi-lezione-3-4/">masadaweb.org/2009/10/27/masada-n%C2%B0-1020-27-10-2009-jung-1-psicoanalisi-lezione-3-4/</a></p>
<p>Lezione 5 -6 : <a href="http://masadaweb.org/2009/11/06/masada-n%C2%B0-1025-6-11-2009-jung-1-psicoanalisi-lezione-5-malattie-psicosomatiche/">masadaweb.org/2009/11/06/masada-n%C2%B0-1025-6-11-2009-jung-1-psicoanalisi-lezione-5-malattie-psicosomatiche/</a></p>
<p>..<br />
http://masadaweb.org</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Land of the Free]]></title>
<link>http://frmarkdwhite.wordpress.com/2009/11/15/land-of-the-free/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 19:42:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>frmarkdwhite</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8230;Thanks to the wonders of internet technology, I am sitting here in the empty ballroom of a hu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://frmarkdwhite.wordpress.com/files/2009/11/church-of-all-nations.jpg"><img src="http://frmarkdwhite.wordpress.com/files/2009/11/church-of-all-nations.jpg" alt="church of all nations" title="church of all nations" width="450" height="336" class="aligncenter size-full wp-image-6366" /></a></p>
<p>&#8230;Thanks to the wonders of internet technology, I am sitting here in the empty ballroom of a huge Jerusalem hotel listening to the second quarter of the Redskins-Broncos game.  Suprisingly close!  Go &#8216;Skins!</p>
<p>&#8230;This morning we celebrated Holy Mass at the rock where the Lord Jesus agonized in the Garden of Gethsemane.  The place is enclosed by an evocative Barluzzi church, which is known as the Church of All Nations.  It was built by donations from various countries, including the U.S.  One of the interior domes is subtly emblazoned with the seal of the United States.</p>
<p><a href="http://frmarkdwhite.wordpress.com/files/2009/11/us-seal.jpg"><img src="http://frmarkdwhite.wordpress.com/files/2009/11/us-seal.jpg?w=98" alt="US seal" title="US seal" width="98" height="96" class="alignright size-thumbnail wp-image-6367" /></a>The Agony in the Garden may be the most important mystery of Christ&#8217;s life for us Americans&#8211;citizens of the land of the free.</p>
<p>Yesterday in Bethlehem we meditated on the Incarnation.  The Son of God united our humanity to Himself, remaining a divine Person.  As Fr. Golas put it, the Lord Jesus never agonized about His identity.  He always knew His mission, His destiny.  He always knew the gracious plan of the Father, a plan for our welfare but for His woe&#8211;at least for His woe in Gethsemane.</p>
<p>Christ, knowing all things, freely chose to embrace the will of the Father.  In the Garden of Gethsemane, He taught the world what freedom really is.</p>
<p>Christ never agonized about His identity.  But He <em>did</em> agonize.  He agonized so intensely that He sweated drops of His Precious Blood.</p>
<p><div id="attachment_6369" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://frmarkdwhite.wordpress.com/files/2009/11/masada.jpg"><img src="http://frmarkdwhite.wordpress.com/files/2009/11/masada.jpg?w=300" alt="masada" title="masada" width="300" height="195" class="size-medium wp-image-6369" /></a><p class="wp-caption-text">Masada on the Dead Sea</p></div>Christ&#8217;s perfect freedom did not entail His stopping being human.  We human beings do not want to suffer and die.</p>
<p>God truly became man; therefore, He wanted to live and be happy.  He did not come to the garden because of some sick death-wish.</p>
<p>&#8220;Father, let this cup pass from me.  Nevertheless, not my will, but yours be done.&#8221;</p>
<p>Freedom does not allow us to avoid all pain.  Our generation of Americans has forgotten that freedom is something noble for which our forefathers suffered and died.</p>
<p>Freedom means doing the will of the Father.  Freedom means harmonizing our wills with God&#8217;s will.  Freedom means trusting God.  The most free person is the one who trusts God the most.  Trusting in Providence is the consummate act of freedom.  The great anthems of our country have sung this truth.</p>
<p>The Father utterly vindicated Christ&#8217;s free act of trust.  Christ loved life; He did not want to die.  But He obeyed the will of the Father to the end.  He offered His human life&#8211;then the Father gave it back to Him&#8230;</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/rU558SVGU_I&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/rU558SVGU_I&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>&#8230;We also visited <a href="http://whc.unesco.org/en/list/1040">Masada</a>, where the last Zealots of the first Jewish rebellion held out against the Roman Tenth Legion.  The Jews committed suicide rather than surrender.</p>
<p>We conducted a moral analysis of what happened.  We concluded that committing suicide was not the right thing to do.  Fight to the death, sure.  Suicide?  No&#8230;</p>
<p>&#8230;We also visited Qumran, and we floated in the Dea Sea for a few relaxing minutes.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MASADA n° 1033. 15-11-2009. La mela sana]]></title>
<link>http://masadaweb.org/2009/11/15/masada-n%c2%b0-1033-15-11-2009-la-mela-sana/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 15:46:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
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<description><![CDATA[Appello di Saviano contro il processo breve – Il governo di Attila – L’esempio del male – Caso Cucch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/eol/eol2-extra/2009/11/12/jpg_2114634.jpg" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p><strong>Appello di Saviano contro il processo breve – Il governo di Attila – L’esempio del male – Caso Cucchi: tutti colpevoli – Se la tortura non è reato – L’elogio della tortura di Panebianco – Due morti e due misure – L’imperialismo beffato – Il crocefisso come tradizione – Acqua sulla luna – Giovani vecchi – La legge di D’Alema per Berlusconi – La vergogna del caso Cosentino. E’ colluso con la camorra? Va bene lo stesso</strong></p>
<p>GuyFawkes<br />
&#8220;<em>Le parole non perderanno mai il loro potere perchè esse sono il mezzo per giungere al significato e, per coloro che vorranno ascoltare, all&#8217;affermazione della verità e la verità è che c&#8217;è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese!</em>&#8220;<br />
Liberte&#8217;, Egalite&#8217;, Fraternite&#8217;.<br />
<strong>Enrico W. Novara</strong><br />
..<br />
<strong>Già 50.000 firme all’appello di Saviano su Repubblica contro la legge che annullerebbe i processi</strong></p>
<p><a href="http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&#38;idappello=391117">temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&#38;idappello=391117</a></p>
<p><strong>APPELLO DI SAVIANO </strong></p>
<p>SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul &#8220;processo breve&#8221; e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.<br />
Con il &#8220;processo breve&#8221; saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l&#8217;unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.<br />
Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di dx o sx. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E&#8217; una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia (segue)<br />
non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.</p>
<p>ROBERTO SAVIANO</p>
<p><!--more--></p>
<p><strong>Video di Saviano</strong>:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=tFBpp21ARTg&#38;feature=sub">www.youtube.com/watch?v=tFBpp21ARTg&#38;feature=sub</a></p>
<p>Mentre troppe persone comuni sono arrestate per piccolissimi reati o anche senza aver commesso nulla e troppi vengono massacrati di botte dalla polizia o dai secondini o ammazzati in carcere, Berlusconi sta per far votare alla fiducia una legge vergognosa, la madre di tutte le vergogne, con cui darà carta bianca ai delitti dei potenti e che li manderà tutti impuniti e liberi di delinquere ancora sicuri che i loro processi non vedranno mai la fine.<br />
Questa legge è in pratica un via libera alla criminalità di chi è ricco, in primo luogo Berlusconi stesso, che si assolve dei suoi atti criminosi e si autorizza a commetterne ancora.<br />
Firma l&#8217;appello di Saviano e mandalo ai tuoi amici.<br />
In poche ore l&#8217;appello ha raggiunto le 75.000 firme.</p>
<p>Berlusconi ha paura di essere processato in 3 processi in cui la sua responsabilità è chiarissima e sta tentando di far votare una legge iniqua per eliminarli; con tale legge non solo lui non sarà mai processato, ma si annulleranno 600.000 processi attuali per aver superato i 2 anni di dibattimento e i colpevoli andranno liberi senza pena alcuna. Si pensi che solo dal 1° avviso di garanzia all&#8217;inizio del processo passano adesso 8 mesi. La legge è anticostituzionale e, se passerà, annullerà tutti i processi delle persone ricche e potenti che hanno avvocati costosi che possono trovare lungaggini processuali, per es. chiedendo che siano sentiti centinaia di testimoni, in 1°luogo si annulleranno i processi della Parmalat (200.000 persone truffate), della Thyssen (7 morti), della Cirio (11.000 truffati), dell&#8217;Eternit (3000 morti per l&#8217;amianto), degli scandali dei rifiuti in Campania (8874 casi di cancro in un anno nella sola provincia di Salerno), dei reati finanziari in Bankitalia, della Clinica Santa Rita di Milano (5 morti, 90 accuse per omicidio aggravato, crudeltà e operazioni chirurgiche inutili su anziani)..<br />
Andranno in prescrizione tutti questi reati: &#8220;abuso d&#8217;ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d&#8217;ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti; traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d&#8217;autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino&#8221;. Tutti quei reati che hanno meno di 10 anni di pena e sono commessi da persone incensurate. Queste persone, restando incensurate, potranno commettere ancora uno di questi stessi reati sicuri di non aver alcun processo. Per liberare se stesso, Berlusconi intende liberare migliaia di colpevoli.<br />
..<br />
<em>Ora io mi chiedo..con quale coraggio bisognerebbe credere nelle &#8220;istituzioni&#8221;?Con quale coraggio bisognerebbe votare questi vomiti umani? Con quale coraggio bisogna restare inermi?</em></p>
<p>Mark Kaps<br />
..<br />
<strong>Il governo di Attila</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Questo è il governo di Attila che si impone con la forza per la razzia degli invasori e depreda e distrugge tutto quello che può indifferente al futuro<br />
E che la Lega e la dispersa Alleanza nazionale si prestino così vilmente a questa razzia è vergognoso e terribile!</p>
<p>Ma che Bersani, anche in questa situazione di democrazia calpestata e uccisa, dica che non scenderà in piazza contro Berlusconi è del tutto incomprensibile e altrettanto vergognoso e terribile!<br />
..<br />
<strong>L’esempio del male</strong><br />
Cesare Beccaria</p>
<p>Se il sonno lo sorprende durante il giorno è perché passa le notti insieme ai suoi avvocati ed esperti di finanza, siccome la causa di divorzio espone l’impero berlusconiano a rischi finora non calcolati. Da quindici anni vive il conflitto con la giustizia sempre in emergenza, ma stavolta è un’emergenza diversa che deve fronteggiare. Questione di mesi. E non c’è dubbio che il disegno di legge approntato dopo un braccio di ferro con Fini gli serviva (e gli serve) per prendere tempo, per guadagnare un altro anno, perché nel centrodestra tutti mettono nel conto la ghigliottina della Corte Costituzionale se la procura di Milano nel processo Mills impugnasse il provvedimento. Lo stesso presidente della Camera teme che il ddl contenga elementi di incostituzionalità. Il problema adesso non è legato alla nuova trattativa che si sta per aprire nella maggioranza, così da modificare alcune norme del testo appena presentato al Senato. Per certi versi è secondario anche il contrasto che si è riaperto tra Berlusconi e Fini a causa della Lega, che ha ottenuto di escludere il reato di clandestinità dai processi brevi, facendo saltare i nervi all’inquilino di Montecitorio.<br />
Ora che lo scudo giudiziario gli serve per non venire inghiottito dalle sentenze, misura con una dose sempre maggiore di diffidenza i suggerimenti e le promesse. Perché Giorgio Napolitano gli aveva fatto a suo dire «una promessa » ai tempi del lodo Alfano, e lo stesso &#8211; sostiene &#8211; aveva fatto Gianfranco Fini la scorsa settimana, invitandolo ad accettare la mediazione sulla legge per i processi brevi.<br />
Con il Quirinale i rapporti sono ormai inesistenti, Gianni Letta pare addirittura aver esaurito la funzione di mediatore, e non c’è dubbio che Berlusconi ormai incontri più spesso Gheddafi del capo dello Stato. Con il presidente della Camera è saltata la consuetudine di parlarsi quotidianamente, ritrovata appena un mese fa.<br />
In questo regime incivile e volgare come il padrone di tutto c&#8217;è chi muore in carcere ucciso, c&#8217;è chi muore per ingiustizia, c&#8217;è chi subisce perchè è povero p debole, tutto ciò per causa di un governo formato da un capo mafia ed i suoi picciotti, crudeli, odiosi, avidi ed avari, quando alzeremo la testa per reagire una volta per tutti senza attendere i partiti collusi o meno.<br />
Tralla la la , muori odioso bandito. Muori presto, lasciaci vivere in pace, oppure fuggi subito, vai in Australia e restaci essere maledetto. L&#8217;esempio del male.<br />
..<br />
<strong>Beppe Grillo</strong><br />
<a href="http://www.beppegrillo.it/">www.beppegrillo.it/</a></p>
<p>L&#8217;ennesima morte in carcere di un ragazzo. L&#8217;ennesimo Stefano Cucchi. Questa volta, per Giuseppe Uva di Varese, non c&#8217;è neppure la consueta giustificazione: &#8220;Era un tossico, uno spacciatore, se l&#8217;è cercata&#8221;. Giuseppe non era né uno, né l&#8217;altro, era ubriaco, è morto per una bravata. Questa strage deve finire. 1531 morti in dieci anni solo in carcere, senza contare gli altri casi: Federico Aldrovandi è morto in strada, Riccardo Rasman in casa sua. Muoiono i poveri diavoli, gli incensurati, i ragazzi, gli invisibili. Entro l&#8217;anno sarà attiva l&#8217;associazione: &#8220;Vittime di Stato&#8221; per aiutare le famiglie colpite.<br />
..<br />
<strong>Bloggher</strong></p>
<p>&#8220;Ho una figlia di 19 anni. E&#8217; una secchiona, lo e&#8217;sempre stata, fa il primo anno di Medicina. Un po&#8217; timida, non ci ha mai dato problemi, non fuma, niente droghe, compagnie sane, ragazzini ancora adolescenti. Esce con un amico di 17 anni, anche lui un po&#8217; timido ed educato. Suona la batteria. Tanti sogni in tasca. Metti una sera, incrociano una pattuglia in divisa, forse non proprio con la testa a posto, e ci chiamano da un Pronto Soccorso, massacrati di botte&#8230;.Come posso, io, fidarmi di questo &#8220;Stato&#8221;, che assomiglia sempre piu&#8217; a quell&#8217;Argentina che scaricava ragazzi da un aereo nell&#8217;Atlantico da 4000 metri&#8230;<br />
..<br />
<strong>Mauro Cardoni</strong><br />
Vi risulta, per caso, che qualcuno dei cosiddetti &#8220;casalesi&#8221; o &#8220;amici &#8221; dei Provenzano, Riina ecc. sia &#8220;caduto&#8221; incidentalmente dalle scale o sia andato in escandescenza e si sia picchiato da solo? Certo è sicuramente più facile sfogare il proprio delirio di onnipotenza su delle persone innocue e fragili!E&#8217; più facile fare la scorta a dei &#8220;potenti&#8221; o magari manganellare operai che manifestano perchè qualcuno di quei &#8220;potenti&#8221;gli stà togliendo il lavoro o fermare un&#8217; auto e confiscarla , rovinare la vita ad una persona perchè ha mangiato un Moncherì ? Poi magari questi stessi servitori dello stato, chiedono solidarietà nei media, perchè si sentono sottopagati e sfruttati!<br />
P.S. Un&#8217; ultima cosa:non sono comunista.<br />
..<br />
<strong>Bloggher</strong><br />
<strong>Il sabato sera esci con il tuo avvocato o muori</strong></p>
<p>Poliziotti o carabinieri impreparati e frustrati dalla soverchiante sproporzione tra la criminalità e i mezzi materiali e giuridici per affrontarla si sfogano su inoffensivo casinista, trasformandosi in mostri di stato.<br />
Uva è stato vittima di un Italia schifosa&#8230; se sei mafioso la sfanghi alla grande anche qui a Varese ( anzi fai strada ), se ti sbronzi senza avvocato rischi una morte orrenda.<br />
Chi l&#8217;ha ucciso probabilmente non si rende conto del crimine bestiale che ha commesso&#8230;<br />
Io Uva lo conoscevo, era buono e simpatico, gli piaceva ridere e far casino, e veramente non ha mai fatto del male a nessuno, semmai del bene.<br />
Siamo nel 2009 &#8230;oggi in Italia un Riina qualunque dal basso del suo lurido potere può minacciare i giudici in tribunale senza paura neanche di uno sberlone, e un inoffensivo ubriaco (perchè UVA NON E&#8217; MAI STATO UN VIOLENTO) viene gratuitamente tritato di mazzate ed ora non c&#8217;è più&#8230;<br />
Certo, siamo a Varese, culla della Lega e di Maroni ( ma chiunque può confrontarla con la propria città) : nonostante il maquillage securitario e la propaganda ci sono due tre volanti in tutta la città il sabato notte, giocoforza metodi duri; piccola cittadina con personale medico raccomandato ( politica pervasiva quanto in Sicilia ) inciuciatissimo con polizia/carabinieri, quindi reciproco paramento di chiappe all&#8217;infinito; giudice che indaga che non può certo indagare/condannare quelli che lavorano per lui, pena il sabotaggio; avvocato rettile senza dignità che ti fotte per ingraziarsi l&#8217;ambiente in cui lavora/lucra; opinione pubblica inesistente, se non addirittura sadicamente compiaciuta nel &#8220;se l&#8217;è cercata&#8221;.<br />
Ma questa ingiustizia non può passare nell&#8217;indifferenza e nell&#8217;omertà&#8230; è un crimine, anche se chi l&#8217;ha commesso non è un criminale di professione&#8230;si può dire quel che si vuole, pro o contro, ma Uva non c&#8217;è più. era pieno di vita e ora non c&#8217;è più. Chi sbaglia paga, deve valere per tutti.<br />
..<br />
<strong>FILM. “LA ZONA”</strong><br />
Domenico Ciardulli, Educatore Professionale</p>
<p>Il film è ambientato in una città circondata da muri altissimi sovrastati da filo spinato e attraversati dall’alta tensione; telecamere e squadre di polizia privata scrutano ogni movimento insolito e sospetto.<br />
Appena al di là delle mura sulle colline circostanti si affollano discariche e favelas, fango e disperazione. Il regista ha voluto evidenziare il lato oscuro e collettivo che può condurre onesti cittadini al male più insensato e può far perdere anche la comprensione del significato dei loro gesti violenti per cui si continua a vivere come se nulla fosse.<br />
&#8220;La zona&#8221; potrebbe essere uno degli strumenti culturali multimediali da far circolare in tutte le carceri italiane, inserito in un programma di formazione e aggiornamento degli agenti di polizia penitenziaria.<br />
La morte di Stefano Cucchi sta facendo emergere altre storie sotterrate dall’omertà di un circuito impenetrabile dove, dei diritti sanciti dalla carta costituzionale, viene fatta strage quotidiana. Dice infatti l’art. 27 della Costituzione della Repubblica Italiana: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.<br />
Oltre i pestaggi culminati in omicidio, a volte, la stampa riesce a far circolare storie di abusi sessuali a danno di detenute extracomunitarie.<br />
Dal nostro paese, culla di antiche civiltà e culla di quel diritto romano dal quale ha preso spunto gran parte dell’Europa, stanno girando in tutto il mondo le immagini e le notizie dei massacri su fragili corpi e di violenze consumate all’interno di strutture giudiziarie della &#8220;Repubblica&#8221;.<br />
Ma a chi deve essere attribuita la responsabilità di quello che accade nelle carceri italiane? Soltanto alla categoria agenti di custodia tra i quali, da sempre, vi sono casi di suicidio o di malattie psichiche invalidanti? Soltanto agli autori materiali del reato, ultimo anello della catena gerarchica dell’Amministrazione Penitenziaria?<br />
Occorrerebbe dare un’occhiata attenta al bilancio del ministero della Giustizia. Credo che avendo in mano questi dati potrebbero essere individuate sia le responsabilità eccellenti, sia le chiavi di lettura per una svolta di sistema.<br />
Il buon funzionamento della Pubblica Amministrazione e, in questo caso, del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria, non dipende dall’installazione di tornelli contro i fannulloni o dalle maggiori o minori concessioni economiche ai sindacati.</p>
<p>Occorre, invece, una urgente e profonda revisione del &#8220;sistema carcere&#8221; che rimetta al centro il Diritto Internazionale e la Costituzione della Repubblica Italiana. Ciò si realizza offrendo agli agenti di polizia penitenziaria momenti formativi adeguati per una maggiore professionalità e autotutela e restituendo dignità e diritti alle persone private della loro libertà e offrendo agli operatori penitenziari strumenti professionali. A mio avviso, quindi, il Ministero della Giustizia dovrebbe porsi l’obiettivo prioritario di un adeguato stanziamento per un programma capillare di formazione e aggiornamento del personale penitenziario, quello che sta a quotidiano diretto contatto con i detenuti. Sembra, invece paradossalmente, che la pianificazione formativa attuale sia stata più orientata verso il personale che sta dietro le scrivanie.</p>
<p>Il 2° obiettivo che dovrebbe essere perseguito dal Ministero è l’effettiva ampia applicazione degli artt. 17 e 78 dell’Ordinamento Penitenziario. Aumentare la trasparenza e ridurre le &#8220;zone oscure&#8221; agevolando e aprendo ancora di più le porte del carcere ai singoli volontari e alle associazioni di volontariato. Favorire e incentivare anche economicamente tutti quei progetti culturali e/o socio-economici, presentati da privati e associazioni, finalizzati ad avvicinare la comunità carceraria al resto della società civile. Vengono in mente a questo proposito progetti di lavoro messi in piedi e poi lasciati marcire, come l’officina di falegnameria inutilizzata e pronta da anni nella &#8220;terza casa&#8221; (detenuti in semilibertà) di Rebibbia. Viene in mente la mancanza di volontà di coordinamento organizzativo nelle carceri piemontesi e lombarde dove non decollano potenziali progetti sociali di collegamento con le imprese artigiane, agricole e del terziario per la rieducazione e il reinserimento nella società civile.</p>
<p>Il 3° obiettivo prioritario che mi permetto di suggerire è la riorganizzazione sanitaria all’interno delle carceri e il suo rapporto con le strutture ospedaliere e ambulatoriali esterne. La negazione del diritto alle cure e alla salute nei confronti di persone detenute e sofferenti è stata probabilmente, se non una vera istigazione al suicidio, una causa importante della lunga catena di suicidi avvenuti in questi anni nelle carceri italiane. Molti operatori sanitari e medici penitenziari hanno avuto un ruolo ambiguo. Non sembra casuale che tra di essi vi siano indagati nell’inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi. L’Ordine dei Medici deve ripristinare i valori fondativi &#8220;ippocratici&#8221; impedendo che l’uso della professione medica negli istituti di pena viaggi su binari di complicità con la distorta prassi dei pestaggi nascosti.</p>
<p>Mentre attendiamo con fiducia che gli autori di violenze siano assicurati alla Giustizia, così ci attendiamo che paghino e/o vengano rimossi o sostituiti quei funzionari, dirigenti e politici di più alto livello, responsabili, per negligenze, omissioni e inadempienze, di una gestione che favorisce questi episodi di macelleria dei diritti umani nelle carceri italiane.</p>
<p><a href="http://www.ciardullidomenico.it">www.ciardullidomenico.it</a><br />
..<br />
<strong>Caso Cucchi: tutti colpevoli</strong><br />
Adriano Sofri</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/morte-cucchi-3/sofri-colpevoli/sofri-colpevoli.html">www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/morte-cucchi-3/sofri-colpevoli/sofri-colpevoli.html</a></p>
<p>Si chiamano di sicurezza. Ci si sta al sicuro. Si può star sicuri che Stefano Cucchi fu picchiato, e che in capo a 5 giorni morì. Sul resto non c’è alcuna sicurezza. Sul resto, ordinario e allucinante com’è, niente si può escludere. Nemmeno che Stefano Cucchi sia stato picchiato due, tre volte. Nemmeno che si siano dati il turno, a picchiarlo, carabinieri e agenti penitenziari, che a turno da giorni se ne accusano.<br />
Al punto cui sono arrivate le indagini, il pestaggio sarebbe avvenuto la mattina del 16 ottobre, nel sotterraneo del tribunale romano, e gli autori, indagati per omicidio preterintenzionale, sarebbero 3 agenti della polizia penitenziaria, 3 uomini fra i quaranta e i cinquant’anni. Gli inquirenti hanno creduto di aggiungere che &#8220;i carabinieri sono estranei&#8221;. (Alla vigilia il capo della Procura non aveva detto che il detenuto era restato quella mattina nelle mani della polizia giudiziaria che l’aveva arrestato, cioé i carabinieri?) E, indagando per omicidio colposo 3 medici del reparto penitenziario dell’ospedale Pertini &#8211; il primario e due dottoresse &#8211; gli stessi inquirenti hanno definito l’avviso &#8220;un eccesso di garanzia&#8221;.<br />
Nel balletto di versioni dei giorni scorsi, i magistrati hanno deciso di fondarsi sulla testimonianza del detenuto &#8220;africano, clandestino&#8221;, che avrebbe visto coi propri occhi e poi raccolto le parole di Cucchi: &#8220;Guarda come mi hanno ridotto&#8221;. Altri argomenti, per il momento, restano inspiegati.<br />
Resta inspiegato il primo referto medico, redatto a piazzale Clodio in quello stesso 16 ottobre, secondo cui Cucchi &#8220;riferisce di una caduta dalle scale alle 23 della sera precedente&#8221;: sera in cui era chiuso in una caserma di carabinieri. I quattro agenti penitenziari &#8211; colleghi, certo, dei tre indiziati &#8211; che lo accompagnano quel pomeriggio a Regina Coeli completano a loro volta la frase detta al detenuto testimone: &#8220;Guarda come mi hanno ridotto ieri sera&#8221;. Ieri sera vuol dire i carabinieri. Questa mattina vuol dire forse i carabinieri, forse gli agenti penitenziari, che si accusano a vicenda.<br />
È difficile decidere se questo grottesco rinfacciarsi versioni e colpe renda più spregevole la trama che ha schiacciato Cucchi, o induca ad apprezzare, coi tempi che corrono, il fatto che almeno né carabinieri né poliziotti penitenziari negano che il giovane uomo fragile sia stato pestato e spezzato a morte. Fragile: dunque da custodire più rispettosamente e premurosamente. Abbiamo ascoltato un bel repertorio di porcherie nei giorni scorsi. Che Cucchi era tossicodipendente, ovvietà pronunciata come se fosse un’aggravante, o un’attenuante dei suoi massacratori.<br />
La tossicodipendenza è una sciagura per chi ci incappa e per chi gli vuol bene, e diventa un danno per tutti quando il fanatismo proibizionista esalta gli affari illegali. In Italia oggi è una ragione per finire nelle celle &#8220;di sicurezza&#8221;, o di galera, o nei letti di contenzione dei manicomi giudiziari &#8211; come per il coetaneo di Cucchi morto in cella a Parma, Giuseppe Saladino, che aveva rubato &#8220;le monetine dei parchimetri&#8221; &#8211; o nel reparto confino dell’ospedale Pertini.<br />
È bello, è edificante, è spettacolare che questo succeda mentre si propone di abolire, più o meno, i processi, per i ricchi e potenti. È bello e istruttivo che, per adescare l’opinione intontita, si proclami che dall’abolizione dei processi saranno esclusi i reati di maggior allarme e &#8220;i recidivi&#8221;. I &#8220;recidivi&#8221; sono i tossicodipendenti, che spacciano al minuto o rubano per la dose, e spacciano di nuovo e rubano per la prossima dose, e così via.<br />
Stefano Cucchi era uno dei tanti nostri ragazzi che possono aver spacciato per la loro dose, e non sono meno meritevoli del nostro amore e delle nostre cure. Era anche sieropositivo, ha osato dire qualcuno. Non lo era: ma non importa niente. Importa che ancora, in questo paese, persone che danno il proprio nome a leggi fautrici di dolore e delitti pronuncino il nome di una malattia come quello di una condanna. Il paese in cui si tratta ancora una malattia come una vergogna è un paese di cui vergognarsi.<br />
Dovremmo dirlo, che siamo sieropositivi. E che nessuno chieda a nessuno se è vero o no: non cambia niente. Stefano Cucchi era un giovane uomo inerme dal viso dolce e dal corpo esposto: un corpo così è fatto per essere stretto da un abbraccio materno, per essere accarezzato da una sorella, per sentirsi la mano di un padre sulla spalla. Non per &#8220;essere scaraventato in terra e, dopo aver sbattuto violentemente il bacino procurandosi una frattura dell’osso sacro, colpito a calci&#8221;, secondo la ricostruzione &#8211; provvisoria, parziale, vedrete &#8211; degli inquirenti.<br />
Né per giacere senza soccorso, sottratto alla vista dei suoi e del mondo, dentro una branda d’ospedale carcerario, coi medici, donne e uomini (fa sempre più impressione che tocchi a donne), che lo ignorano, che forse scherzano sulle sue ossa rotte e sporgenti, che dicono che rifiuta cure e farmaci, e scrivono solo in capitulo mortis che aveva dichiarato dall’inizio di volere il proprio avvocato, e di non voler mangiare e non voler bere solo per quell’infimo fra i diritti: una confessione di fatto, che non ha impedito agli stessi medici di continuare a mentire e a manipolare la verità quando il ragazzo era morto. Abbiano pure il loro &#8220;eccesso di garanzia&#8221;, in cambio. Anche questa è una creatività italiana: chiameremo di sicurezza le celle dei pestaggi, ci vanteremo della garanzia in eccesso. Del resto, siamo ancora all’inizio. Non sarà facile, per l’omicidio di Cucchi, trovare il non colpevole.<br />
..<br />
<strong>Se la tortura non è reato</strong><br />
Lino Buscemi<br />
Presidente comitato scientifico Associazione nazionale difensori civici italiani<br />
<a href="http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2009/mese/11/articolo/1810/">www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2009/mese/11/articolo/1810/</a></p>
<p>Da oltre 20 anni, malgrado gli sforzi compiuti, non si riesce a produrre una legge contro la tortura, che difenda l’intoccabilità della persona nel corpo e nella mente.<br />
Eppure in Parlamento c’è chi, senza distinzione di schieramenti politici, si è impegnato a presentare, nelle diverse legislature, organiche proposte per trasformare la tortura in reato, con tanto di sanzioni, a difesa della dignità della persona e dei diritti umani in generale. Proposte coerenti con la necessità di onorare impegni internazionali giacché l&#8217;Italia, fin dal novembre 1988, ha ratificato la Convenzione dell&#8217;Onu contro la tortura e sottoscritta l&#8217;apposita Convenzione europea. Dichiarazioni solenni nelle quali si definisce il concetto (art. 1) di tortura, senza mezzi termini e con lo scopo di sottolinearne l&#8217;incompatibilità con i valori civili, culturali e politici assai diffusi nelle grandi democrazie occidentali.<br />
Tortura è «qualsiasi atto con il quale sono inflitti a una persona dolore o sofferenze acute, fisiche o psichiche, al fine di ottenere informazioni o confessioni,  per mano di un funzionario pubblico o di altra persona che agisca a titolo ufficiale». E anche «il complesso delle sevizie esercitate sui carcerati o i fermati.<br />
E’ necessario un aumento di pena se ciò è opera di pubblici ufficiali. Fatti recenti  hanno messo a nudo comportamenti di soggetti che, abusando della loro qualifica hanno agito con ferocia dando per scontata l&#8217;impunità. Il reato di tortura non c&#8217;è ma la tortura è ampiamente praticata.  Occorre una incisiva norma giuridica non solo per consentire agli operatori del diritto di agire efficacemente, ma anche per evidenziare l&#8217;esistenza di una organica tutela in favore di tutti gli esseri umani, titolari di diritti e di doveri, soggetti alla giurisdizione italiana. Nella tortura si manifesta una sorta di delirio di potenza molto spesso conseguenza di un deserto morale e culturale.</p>
<p>Un 1° tentativo di legge ci fu a iniziativa dei senatori Poretti, Fleres, Bonino, Bianco, Carofiglio, Casson, Finocchiaro, Marino, Rutelli, Rita Levi Montalcini.. ma mancarono i voti (123 a favore e 129 contrari, astenuti 15, votanti 267) , per colpa del cdx e del csx.<br />
I diritti umani è bene ricordarlo sono patrimonio di tutti gli uomini liberi. Oggi più che mai è possibile coniugare l&#8217;innegabile esigenza di sicurezza con la necessità di tutelare i diritti di chi è privato della libertà personale. Partendo dalla Costituzione per agire in maniera corretta con lo scopo di garantire una espansione dei diritti e degli imprescindibili doveri nel quadro del rispetto della persona e delle libertà civili, così come si sono affermati nelle società democratiche e liberali. Sapranno i nostri governanti, i deputati ed i senatori, una volta tanto, distogliere la loro attenzione dalla sterile polemica quotidiana per impegnarsi davvero e a fondo sul versante della positiva tutela dei diritti dell&#8217;uomo?<br />
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<strong>Elogio della tortura</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Questo è il paese dove un infame editoriale di Panebianco sul Corriere, primo quotidiano d’Italia, con l&#8217;elogio della tortura per &#8220;giustificare&#8221; gli orrori di Abu Graib passa in un silenzio tombale.<br />
Inutile cercare radici cristiane o traccia di pietà umana nella Chiesa, sollecita solo a difendere gli embrioni e a penalizzare le donne.<br />
Sul silenzio attorno alla tortura, la Chiesa purtroppo ha sempre mostrato la sua faccia più retriva e malvagia. Il suo supporto a regimi spaventosi come quelli di Peron o Pinochet ne fa prova. La Chiesa strepita sui crocifissi appesi nelle scuole, ma sui poveri cristi pestati a morte non apre bocca e offre il suo tacito consenso ai peggiori dittatori. Del resto uno dei suoi vescovi più stimati fu proprio quel Pio Laghi che assisteva personalmente alle torture cilene e visitava con piacere i campi di concentramento. Ed è già tanto che non l&#8217;abbiano beatificato.<br />
Non solo dx e sx si sono religiosamente passati i due personaggi chiave della macelleria messicana di Genova e hanno promosso i maggiori responsabili dal basso, ma dx e sx si sono anche sempre rifiutate di fare sia una commissione parlamentare per appurare le responsabilità politiche del massacro di Genova (il pio Fini), sia una legge che aumenti le pene per quei membri della polizia normale o carceraria, che usano pestaggi e torture.<br />
E anche nei 4 mesi di propaganda i 3 candidati alla guida del Pd si sono guardati bene dal toccare l&#8217;argomento.<br />
Intanto che i cosiddetti politici si defilano, le morti, i pestaggi e le torture continuano nella più totale impunità come sfogo di sadici assassini.<br />
Alla impunità cieca e irresponsabile del capo del governo corrisponde quello delle forze di sicurezza che nei confronti delle loro mele marce hanno usato la politica dell&#8217;omertà e dell&#8217;assoluzione quando non quella della premialità.<br />
Una vignetta di Altan mostra un bambino che da una pila di mele marce estrae trionfante una mela sana e la mostra al padre come una rarità.<br />
Ecco, sembra spesso che la situazione sia questa.<br />
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<strong>Due morti e due misure</strong><br />
Liliana. Roma</p>
<p>&#8216;800, &#8216;900, due secoli in cui si sono fatti timidi passi avanti sulla strada dell&#8217;uguaglianza degli uomini, ma mentre i passi avanti sono passettini lenti e faticosi, quelli indietro sono a passo di carica.<br />
E mai come in questi ultimi 30? 40? anni si è assistito a un così rapido smantellamento dei pochissimi traguardi raggiunti.<br />
Si è tornati rapidamente a gente di serie a e gente di serie b, la cosa più sconvolgente è che anche la morte, grande livella per il poeta, è stata arruolata per rispettare queste appartenenze.<br />
Proprio in questi giorni assisto in tv, (unico luogo dove le cose esistono) con mia grande rabbia a un spettacolo straniante e schizofrenico: due morti, perfettamente uguali nelle modalità: aggressione selvaggia da parte di bestie subumane, e due misure nel raccontarle, due misure nelle reazioni, due misure nelle condanne, due misure nelle conseguenze, e due misure, presumo, nel futuro castigo.<br />
Mi riferisco, per chi non l&#8217;avesse capito, al caso del commerciante ucciso dai &#8220;rom&#8221;, e già le parole con cui sono costretta a caretterizzarlo per farmi capire sono un insulto, perchè O ROM O POLIZIOTTI O GUARDIE CARCERARIE SONO SOLO ASSASSINI!!!<br />
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In 10 anni nelle carceri italiane sono morti più di 1.500 detenuti, di cui oltre 1/3 per suicidio<br />
Anni&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.Suicidi&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.Totale morti<br />
2000&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.56&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..160<br />
2001&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.69&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..177<br />
2002&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.52&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..160<br />
2003&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.57&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..157<br />
2004&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.52&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..156<br />
2005&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.57&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..172<br />
2006&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.50&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..134<br />
2007&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.45&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..123<br />
2008&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.46&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..142<br />
2009*&#8230;&#8230;&#8230;..61&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;148</p>
<p>Totale&#8230;&#8230;&#8230;545&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..1.531<br />
* Dati aggiornati al 31 ottobre 2009<br />
…<br />
Il monito di Napolitano<br />
&#8220;I<em>n politica la moralità è tutto</em>&#8221; (La Repubblica)</p>
<p>Napolitano soffre di un grave caso di schizofrenia.<br />
Dice quello che non fa.<br />
E non vede quello che viene fatto.<br />
Non ha capito, inoltre, che il suo è un ruolo molto importante di vigilante costituzionale del sistema democratico.<br />
Crede che gli abbiano dato un titolo onorifico che deve onorare non rompendo i coglioni e rispettando con reverenza quei padroni che gli hanno dato una sede lussuosa, 1400 persone in dipendenza, e un ricco emolumento, troppa grazia che lui non intende sciupare rompendo qualche uovo nel paniere, nemmeno se si tratta di uova guaste di gallina cieca.<br />
In pratica è il più inutile e costoso yesman d’Italia.</p>
<p>Vi<br />
..<br />
<em>Il nostro paese, questo paese sta perdendo ogni umanità, oramai è prevalente la legge della giungla dove il più forte ha ragione sia esso singolo o in gruppo lo stato, il nostro stato è nelle mani di uomini di infimo livello morale che la mafia e le organizzazioni criminali usano solo per rendere i loro affari sempre più sicuri. Il marcio parte dalla testa</em>.<br />
Silenzio<br />
..<br />
<strong>Debito pubblico</strong><br />
Sante Marafini</p>
<p>Debito pubblico. Nuovo record del debito pubblico a settembre. Lo stock, informa il Supplemento al bollettino statistico della Banca d&#8217;Italia, si è attestato a quota 1.786, 841 miliardi di euro, con un incremento dell&#8217;1,66% rispetto ai 1.757,496 miliardi di agosto, precedente massimo storico. In dodici mesi il debito è cresciuto di 138,768 miliardi rispetto ai 1.648,073 miliardi segnati a settembre dell&#8217;anno scorso, pari all&#8217;8,42%.<br />
138.768.000.000 : 60.000.000 = € 2313 a testa compresi i neonati. Se questo non è mettere le mani in tasca agli italiani, che cos&#8217;è?.<br />
Ogni volta che governa Berlusconi con quella specie di cartone animato di Tremonti diventiamo tutti più poveri e più indebitati.<br />
..<br />
<strong>L’imperialismo beffato </strong><br />
Paolo De Gregorio</p>
<p>Nel dicembre 2001 abbiamo l’ingresso della Cina nella WTO (organizzazione mondiale del commercio), evento sollecitato e auspicato da tutte le nazioni globalizzatrici e dalle multinazionali, convinte che l’apertura al mondo del mercato cinese avrebbe presto portato quei frutti che normalmente i paesi ricchi e avanzati raccolgono nelle nazioni più povere e arretrate.<br />
Dopo nemmeno un decennio abbiamo la Repubblica Popolare Cinese che vanta crediti per 1300 miliardi di dollari, espressi in Buoni del Tesoro americano, che se fossero messi all’incasso segnerebbero la fine dell’egemonia del dollaro su tutte le altre monete ed economie e una pesante svalutazione.<br />
La capillare presenza militare nel mondo con la bellezza di oltre 900 basi militari, il controllo della Nato, il primato mondiale delle spese militari, le guerre fatte dopo la seconda guerra mondiale, non sono servite e non servono a nulla, ed è proprio sul terreno del “libero commercio”, cavallo di battaglia della ideologia capitalista, che si è determinato un mondo multipolare, con economie in straordinario sviluppo che strappano grandi mercati e interi settori produttivi all’Occidente avanzato (che non li riconquisterà più, tanto meno con la forza militare).</p>
<p>In Europa il dinosauro NATO con i suoi missili puntati contro la Russia, non ha impedito che l’interscambio commerciale ed energetico con quel grande paese europeo raggiungesse un peso vitale,e sono molti a pensare che l’Europa dovrebbe integrare la Russia e buttare fuori l’Inghilterra, che non ha adottato l’euro complotta con gli USA per non far arrivare l’Europa ad una forte integrazione politica e militare, Russia compresa.<br />
E’ chiaro che in uno scenario simile le basi Nato e quelle americane sarebbero soldi buttati e sparirebbero, come sarebbe ovvio avvenisse con tutte le altre sparse nel mondo, se solo quei pugili suonati di americani la smettessero con la pretesa di avere un ruolo di guida e aprissero gli occhi sul fatto che spendere quelle enormità di dollari in spese militari non gli rende un bel nulla, e anzi si sono attirati l’odio mortale di molti popoli.<br />
Andarsene senza condizioni dall’Iraq e dall’Afghanistan non sarebbe una sconfitta per gli USA, ma la vittoria della ragione e del buon senso, se la smettessero di ingerirsi nella politica del Pakistan per coinvolgerlo contro i talebani, naturalmente a suon di dollari, la finissero di spingere l’India in direzione anti-cinese, e chiudessero la base americana nell’isola cinese di Taiwan, tutto il mondo vivrebbe più in pace.</p>
<p>Quanto poi alla questione nucleare e a considerare come “minaccia” l’Iran e una bomba che ancora non possiede, vi è la dolcissima Hilary Clinton che concretamente minaccia l’Iran e usa il termine “vaporizzare” quel paese, e praticamente questa signora non fa altro che spingere chi non la possiede a dotarsi di questa arma atomica, visto che fornisce l’immenso potere di  poter cancellare dalla faccia della terra un paese ostile.<br />
L’unica strada per pretendere dall’Iran l’interruzione dei suoi progetti nucleari è quella del disarmo totale e della distruzione delle migliaia di ordigni, quelli che danno alla Clinton l’arroganza di minacciare di vaporizzare l’Iran.</p>
<p>Sono sicuro che se gli USA rinsavissero e usassero tutto il denaro per il loro apparato militare nella economia interna, e al limite mettessero anche dazi per non essere invasi dalle merci cinesi, vivrebbero molto meglio di oggi e nessuno li minaccerebbe.<br />
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<strong>Il Crocifisso come tradizione</strong><br />
Rosario Amico Roxas</p>
<p>Si sta facendo un gran discutere sulla presenza del crocifisso nelle scuole; per assurdo i più ardenti sostenitori forniscono una interpretazione del crocifisso che non rispecchia l’iconografia che ci si aspetta da un valore fondamentale della fede.<br />
L’accanimento difensivo sconvolge l’itinerario spirituale e trasforma quel simbolo della fede in un oggetto che ha segnato “una tradizione”.<br />
Ho cercato di sintetizzare la storia e la dimensione spirituale di quella croce che sta nei cuori dei credenti, altrimenti si riduce ad espressione di una tradizione o, peggio, ad un elemento antropologico distintivo  della razza europea, trascurando l’universalità del messaggio di Cristo.<br />
L’articolo è pubblicato nel sito tellusfolio, come da link, dove è possibile inviare un commento, stante il fatto che l’argomento è tutt’altro che esaurito.</p>
<p><a href="http://www.tellusfolio.it/index.php?prec=%2Findex.php&#38;cmd=v&#38;id=9940">www.tellusfolio.it/index.php?prec=%2Findex.php&#38;cmd=v&#38;id=9940</a></p>
<p>I paladini volontari, schierati con questo Vaticano, ripropongono ossessivamente l’idea di un Crocifisso come motivo dominante di una tradizione, e non si rendono conto di svilire i principi portanti della Fede.<br />
Elemento di una tradizione come l’antica “saga del pesce azzurro” che si pratica nel periodo estivo per attirare turisti; come la “saga del fungo porcino” della Sila; come il Palio di Siena; come la regata storica di Venezia o come il più noto carnevale.<br />
Tradizione che si vorrebbe far risalire e decorrere da quel fatidico giorno nel quale Gesù venne sacrificato, ma così non è.<br />
I primi cristiani non avrebbero mai esaltato la croce, perché punizione per gli schiavi e i servi; ne utilizzarono il simbolo solo intorno al VI secolo, ma senza l’immagine di Cristo; chi avrebbe osato crocifiggere Gesù una seconda volta? Intorno all’anno 1.000 cominciano a comparire affreschi che descrivono una croce, con accanto un agnello sacrificale; più avanti di qualche decennio comparirà l’immagine di Gesù, ma non inchiodato nella croce, bensì accanto alla croce, in abiti splendenti, ma non ancora raffiguranti la Resurrezione, vero simbolo del cristianesimo: l’immagine di un vittorioso che aveva sconfitto la morte.<br />
Due sono i momenti salienti del mistero cristiano: la croce che si assimila all’ultima cena e la Resurrezione che si assimila all’Eucarestia  in quella medesima cena che diventerà la prima cena del popolo cristiano.<br />
Fu l’ultima cena ebraica di Gesù e, con l’Eucarestia, la prima cena cristiana.<br />
“Fate questo in memoria di me!” fu l’invito rivolto a tutte le genti.<br />
Ma la croce presto acquistò un significato mutevole e, spesso, contraddittorio.<br />
Il monachesimo esaltò la croce penitente, mentre il Vaticano ne fece il simbolo bellicoso delle crociate, quindi il braccio armato della Fede che in nome di Cristo accendeva i roghi dell’Inquisizione.<br />
La persecuzione degli ebrei fu una costante drammatica, che avrà il suo epigono nella “soluzione finale di Hitler”. Gli ebrei vennero indicati  come deicidi e come tali puniti.<br />
Ma un malcelato pudore impediva di ricordare che Gesù era ebreo. I pittori asserviti al potere vaticano dipingevano i loro crocifissi con un pudico drappo sui fianchi; volevano rispettare l’immagine di Gesù e risparmiare l’onta dell’ultima umiliazione, o volevano nascondere quel segno della circoncisione che ricordava al mondo l’origine ebraica di Gesù ?<br />
Non c’è risposta plausibile, c’è la certezza storica che la croce divenne simbolo di una vendetta postuma che un ebreo avrebbe consumato contro il suo popolo.<br />
Ci vorrà Giovanni XXIII per dirimere una plurisecolare controversia e cancellare quella condanna al popolo ebraico.<br />
Oggi la medesima croce viene presentata ed esaltata come il fondamento delle radici cristiane, ma limitatamente all’Europa, come se il diritto di amare e credere in Cristo fosse un monopolio di questo occidente, che, pure, si è servito della croce per le più inimmaginabili  crudeltà.<br />
In quella croce c’è un uomo, un ebreo, figlio di Dio, che ha voluto, per sua scelta patire i più drammatici momenti che uomo possa subire, ma per esaltarsi nella Resurrezione, esaltando l’uomo e nell’uomo tutti gli uomini, chiamati dall’insegnamento di Cristo<br />
Ora è diventato una suppellettile da scrivere nell’elenco delle dotazioni di un’aula, oppure un elemento antropologico distintivo di una razza, mortificando e rinnegando lo spirito stesso del sacrificio di Cristo, che nell’ultimo anelito di vita perdonò i suoi carnefici “perché non sanno quello che fanno”.<br />
&#8230;.<br />
Neera Fallaci, nel libro &#8220;Vita del prete Lorenzo Milani&#8221; racconta che don Lorenzo &#8220;tolse il crocifisso perché non doveva esserci neppure un simbolo che facesse pensare che quella era una scuola confessionale. Lì c&#8217;erano solo uomini che studiavano e discutevano per la propria elevazione civile e morale&#8221;&#8230; Don Milani &#8220;più laico&#8221; di tanti adepti di (centro)sinistra ?<br />
Bloggher</p>
<p>Nella scuola di Barbiana da lui creata, don Lorenzo Milani aveva gia&#8217; tolto il crocifisso dalle aule, all&#8217;insegna della logica di &#8221;Meno croce e piu&#8217; Vangelo&#8221;. Lo ricordano, in un comunicato diffuso oggi, le Comunita&#8217; cristiane di base, che citano anche l&#8217;esempio del senatore cattolico Mario Gozzini, autore della legge sulla umanizzazione del carcere, che &#8221;nel 1988 scrisse sull&#8217;Unita&#8217; due forti articoli di critica verso i difensori dell&#8217;ostensione pubblica della croce. Egli da fine politico e da buon legislatore fa la proposta di &#8216;uno strumento che impegni il presidente del Consiglio a studiare e compiere i passi opportuni per ottenere, dalla Conferenza episcopale, l&#8217;assenso a togliere di mezzo un segno diventato, quantomeno, equivoco&#8230; Ci vorra&#8217; tempo e pazienza &#8211; concludeva Gozzini &#8211; ma ho speranza che alla fine la ragione e l&#8217;autentica coscienza cristiana, quella che bada a Cristo piu&#8217; che ai patrimoni storici, avranno la meglio&#8221;. &#8221;La speranza di Gozzini &#8211; commentano le Comunita&#8217; di base &#8211; e&#8217; sempre piu&#8217; la speranza nostra, di tanti laici ma anche di tante realta&#8217; cattoliche&#8221;, aggiungendo che la sentenza della Corte europea di Strasburgo e&#8217; &#8221;un traguardo di civilta&#8217;, laicita&#8217;, tolleranza, liberta&#8217; e pacificazione religiosa&#8221;. &#8221;Sappiamo di essere controcorrente &#8211; concludono le Comunita&#8217; di base &#8211; perche&#8217; la maturazione della societa&#8217;, della realta&#8217; religiosa e della politica sul tema della laicita&#8217; e&#8217; un percorso lungo e conflittuale. Ma non siamo affatto soli&#8221;&#8230; purtroppo leggendo molti dei commenti sviluppati in questi giorni su questo sito sembrerebbe che le speranze dei cristiani delle comunità di base (che gli uomini e donne, cattolici o meno, siano il veicolo della sentenza) siano vane&#8230;</p>
<p>Bloggher<br />
..<br />
Dice Bagnasco &#8220;<em>la croce può suggerire solo valori di amore vicendevole</em>&#8220;: chissà quanto amore vedevano in quel simbolo gli abitanti di Gerusalemme annientati dai crociati, o quelli della cristiana Costantinopoli ammazzati, stuprati e derubati da altri crociati fratelli in Cristo, e cosa pensassero della croce i Catari di Montsegur, o gli Ugonotti, o i Valdesi, o gli Anabattisti, o gli ortodossi serbi ammazzati dai cattolici ustascia croati, o i musulmani di Bosnia etnicamente purificati da cristiani ortodossi e cattolici&#8230; O le decine di migliaia di &#8220;eretici&#8221;, giudei, musulmani, streghe, dissidenti, abbruciati su cattolicissimi roghi con davanti agli occhi l&#8217;imposizione del crocefisso. E questo non toglie che sotto il segno della mezzaluna e della croce di David siano state fatte altrettante schifezze. I simboli religiosi colano sangue, come e di più di tanti simboli politici&#8230;<br />
Giorgio<br />
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<strong>Il popolo che dice basta</strong><br />
Antonio Padellaro<br />
Il Fatto Quotidiano di oggi</p>
<p>“Adesso basta” è il titolo che abbiamo stampato ieri sulla prima pagina del Fatto Quotidiano.<br />
Adesso basta è scritto sulle migliaia di messaggi che giungono al nostro giornale.<br />
Tutti indistintamente chiedono di mettere la parola fine allo scandalo che da 15 anni sta sfibrando l’Italia: la produzione incessante di leggi personali per garantire a Silvio Berlusconi la totale immunità e impunità in spregio alla più elementare idea di giustizia.<br />
Quello che rivolgiamo a voi che rappresentate la 1a e la 3a istituzione della Repubblica (sulla 2a, il presidente del Senato Schifani pensiamo di non poter contare) non è un appello ma una richiesta di ascolto che, siamo certi, non andrà delusa.<br />
Tutte quelle lettere, e-mail, fax esprimono una protesta e una speranza.<br />
Di protesta “contro l’arroganza di un Potere che sembra aver perso ogni senso della misura e anche quello del decoro”, scrisse Indro Montanelli sulla Voce nel 1994, all’epoca del decreto Biondi.<br />
Fu il primo tentativo di colpo di spugna al quale ne sarebbero seguiti altri 18 negli anni a seguire fino all’ultima vergogna chiamata “processo breve”.<br />
Allora la battaglia fu vinta.<br />
La redazione della Voce fu alluvionata di fax dei lettori disgustati, il decreto fu ritirato e il grande giornalista così rese omaggio allo spirito di lotta dei concittadini:<br />
“Fino a quando questo spirito sarà in piedi, indifferente alle seduzioni, alle blandizie e alle minacce, la democrazia in Italia sarà al sicuro”.<br />
Malgrado abbia attraversato tante sconfitte e tante delusioni quello spirito non appare per nulla fiaccato e chiede di trovare una risposta capace di dirci che la politica non è solo interesse personale e disprezzo per gli altri.<br />
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<strong>Acqua sulla luna</strong><br />
Doriana Goracci<br />
<a href="http://www.reset-italia.net/2009/11/14/acqua-sulla-luna-acqua-sulla-terra-acqua-santa/">www.reset-italia.net/2009/11/14/acqua-sulla-luna-acqua-sulla-terra-acqua-santa/</a></p>
<p>Mia nonna non ci credeva che erano andati sulla Luna ma mia nonna era una credente nata e vissuta in Africa, come la mamma sua: tutte italiane. Purtroppo sono umane e sono morte, glielo farei vedere volentieri quanto è vero che l’Acqua è stata trovata sulla Luna e  sulla Terra ce n’è sempre di meno, a parte quella salata e quella avvelenata…<br />
Ma c’è sempre una potenziale Bomba Risorsa Santa a portata di mano per le future generazioni, che dispensa Acqua:  “Acquasantiera Elettronica è semplice, pura ed innovativa. I fedeli non dovranno più intingere le mani nelle vecchie acquasantiere, ma basterà attendere qualche millesimo di secondo e l’acqua arriverà dall’alto, come un segno divino. Un piccolo spruzzo, azionato dal sensore in grado di riconoscere la presenza della mano, darà la giusta e necessaria quantità di acqua prima del segno della croce. Un simbolo dei tempi che cambiano, della nostra fede che segue e comprende la modernità.”<br />
Preghiamo all’ingrosso, perchè non ci manchi l’acqua: “Bottiglie per l’acqua benedetta in plastica, vetro e peltro…tutte realizzate in Italia. Tutte con meravigliose immagini della Miracolosa, della Madonna di Lourdes, di Fatima, del Gesù Misericordioso e altro ancora!”<br />
Altro che mail bombing e acqua bene comune, preghiamo preghiamo preghiamo…siamo apprezzati anche all’estero per il nostro lavoro e l’arte di arrangiarci. Una Base sulla Luna, può cambiare il nostro futuro, come una  Missione in Africa con Acqua Santa e Acquasantiera liberaci dai mali,  ideata da Luciano Marabese che bene  se ne intende insieme a  Don Mazzi di Menù Televisivi: Salviamo l’Africa! Rinfreschiamoci  è Din Don Dan, è Rivoluzione, sono Suoni Lavici.</p>
<p>Giù le mani dall’Acqua? Ma figurarsi…Baciamo le Mani a vossia. Navighiamo al ritmo di un  Mare Sicuro. Mia nonna era anche siciliana all’origine della  Famiglia. Una Malarazza?  “Tu ti lamenti ma di che ti lamenti, pigghia lu bastone e tira fora li denti”. Acqua e vento portami, fammela la cortesia.<br />
“Unguento, unguento, mandame a la noce di Benivento supra acqua et supra ad vento et supra ad omne maltempo”<br />
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<strong>Giovani vecchi</strong><br />
Ugo Arcaini</p>
<p>Parlando con mio figlio, ormai trentatreenne, mi accorgo che le ultime generazioni sono condannate a soccombere.<br />
A soccombere alla politica, all’economia, alla famiglia che non riusciranno a farsi, alla paura che probabilmente per colpa nostra, della nostra generazione fa ormai parte del loro DNA.<br />
La mia giovinezza non era fondata sulla paura, la mia giovinezza era fondata su una voglia irrefrenabile di cambiare il mondo, forse sulla rabbia…non sulla paura.<br />
Loro no…i “venti quarantenni” subiscono, non si ribellano mai, ormai da troppo tempo ed il sistema li sta stritolando.<br />
Non è servito neppure un dramma come quello della Thyssen per farli imbestialire, non servono neppure i casi come Eutelia oggi Agile ieri……come sempre Fregatura s.r.l.<br />
Nella mia vita di lavoro ho avuto la fortuna di vivere gli anni 60, 70, 80 e di incontrare le persone, gli imprenditori, i dirigenti che in quegli anni hanno dato vita al benessere del nostro paese, poi dalla fine degli anni 80 come per incanto hanno cominciato ad arrivare i “mostri del privato è bello”.<br />
E’ necessario che i giovani, ormai quasi  vecchi, capiscano che nei rapporti di forza o fai tremare i calzini a qualcuno o non ottieni nulla……assolutamente nulla.<br />
Quando vedo i sindacalisti in TV ho un desiderio irrefrenabile di entrare nello schermo ed affibbiare loro  una sequenza interminabile di calci nel sedere, la stessa CGIL ancorché mantenga un minimo di credibilità è molle come un fico.<br />
Cari Cipputi dei tempi attuali, o gli ridate forza e sbattete a casa le amebe carrieriste che cercano solo di diventare presidenti di regione o per voi è veramente la fine.<br />
Come è pensabile che costoro abbiano interesse a difendere “VOI”, sono parte integrante del sistema che vi sta sotterrando, sono gli accordi che hanno firmato negli ultimi 20 anni che ci hanno ridotti così.<br />
E’ necessario rimettere in conto che per ottenere qualcosa è indispensabile rischiare, mettersi in gioco per davvero, non solo lavorando come bestie sino a mezzanotte in qualche banca di affari anglosassone.<br />
Vi prego non offendetevi per le mie parole, non affermano la vostra debolezza, cercano solo di dire che esiste la possibilità di cambiare, esiste la possibilità di invertire ciò che ci fanno credere vero, cioè che sia giusto avere le mutande in mano che non si possa ormai più fare nulla.<br />
Lasciamo per un attimo i nostri PC a casa e ricominciamo a dare vita alle piazze, come quei duecentomila giovani che conclusero la vicenda disgustosa del muro di Berlino.<br />
Solo voi giovani potete cambiare la vostra vita, solo voi giovani potete cambiare anche la nostra vita e se lo desiderate con tutto il cuore……chiamateci non aspettiamo che di darvi una mano.<br />
&#8230;.<br />
<strong>Guccini: la locomotiva</strong></p>
<p>..<br />
<strong>La legge di D’Alema per Berlusconi</strong></p>
<p>Non si può organizzare una raccolta firme per abrogare la legge D&#8217;Alema 1999 (pagina 32, legge 488, art. 27 comma 9) che regala le frequenze televisive nazionali a Mediaset?<br />
Il Musso<br />
..<br />
Graziella Iaccarino manda:</p>
<p><strong>STAMPA BOLLENTE. SPUNTANO I NOMI DI LANDOLFI E BOCCHINO NELLE DICHIARAZIONI DEI PENTITI E DUE NIPOTI DEL CARDINALE SEPE ASSUNTI IN UNA SOCIETA’ DEI CASALESI </strong></p>
<p><strong>Il pentito e i nomi dei politici Spuntano Landolfi e Bocchino</strong><br />
Fulvio Bufi e Marco Imarisio da il Corriere della Sera</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_11/cosentino_carte_2fca2aa6-ce8b-11de-9c90-00144f02aabc.shtml">www.corriere.it/politica/09_novembre_11/cosentino_carte_2fca2aa6-ce8b-11de-9c90-00144f02aabc.shtml</a></p>
<p>«Sappi che il mio padrone è Nicola Cosentino, e più di quello nessuno ti poteva raccomandare… fai conto che sei già dentro». Così diceva l’imprenditore in odore di camorra al giovane che aspettava l’assunzione nel consorzio Eco4, nato per gestire lo smalti¬mento dei rifiuti nell’area casertana. E lui, Nicola Cosentino, confermava: «L’Eco4 è una mia creatura, l’Eco4 song’io ! ».<br />
È la storia di questo consorzio già al centro di altre indagini antimafia che porta il sottosegretario all’Economia, nonché coordinatore del Pdl in Campania, all’accusa di concorso esterno in associazione camorristica, con la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dalla procura di Napoli al giudice per le indagini preliminari. I capi di imputazione contro Cosentino sono pesanti. «<em>Contribuiva, sin dagli anni Novanta, a rafforzare vertici e attività dei gruppi camorristi Bidognetti e Schiavone, dai quali riceveva puntuale sostegno elettorale». Inoltre, negli anni avrebbe «garantito il permanere dei rapporti tra imprenditoria mafiosa e amministrazioni pubbliche</em>». E la richiesta di arresto viene giustificata anche con «la persistenza del debito di gratitudine» che il sottosegretario avrebbe verso i clan di Casal di Principe.</p>
<p>L’inchiesta si basa sulle dichiarazioni di 6 collaboratori di giustizia. Il ruolo centrale è quello di Gaetano Vassallo, un imprenditore legato, per sua stessa ammissione, alla cosca di Francesco Bidognetti. Il nome dell’esponente politico del Pdl Vassallo lo fa ai magistrati per la prima volta l’1 aprile del 2008, raccontando di un incontro tra il sottosegretario e Sergio Orsi, l’imprenditore che definiva Cosentino «mio padrone», e che con il fratello Michele (ucciso a Casal di Principe nel giugno del 2008) gestiva l’Eco4. «Posso dire che la società Eco4 era controllata dall’onorevole Cosentino e anche l’onorevole Landolfi (Mario Landolfi, parlamentare e vicecoordinatore del Pdl in Campania; ndr. AN ) aveva svariati interessi in quella società. Presenziai personalmente alla consegna di cin¬quantamila euro in contanti da parte di Orsi Sergio all’onorevole Cosentino, incontro avvenuto a casa di quest’ultimo a Casal di Principe».</p>
<p>In un’altra deposizione, Vassallo riferisce quanto gli avrebbe raccontato uno degli esponenti della famiglia Bidognetti nel corso di un summit: «Ricordo che si fecero i nomi anche di alcuni politici nazionali. In particolare, Bidognetti Raffaele (…) riferì che gli onorevoli Italo Bocchino (vicecapogruppo del Pdl alla Camera; ndr ), Nicola Cosentino, Gennaro Coronella (senatore Pdl; ndr ) e Landolfi facevano parte del ‘nostro tessuto camorristico’».</p>
<p>L’Eco4 era un’azienda che il gip definisce «pura espressione della criminalità organizzata». Va ricordato che si tratta di società a capitale misto, quindi anche pubblico, governata di fatto da personaggi detti «Zio» (soprannome di Francesco Bidognetti), «Panzone» e «Gigino o’ drink» e dove aveva un ruolo anche un personaggio come Emilio Di Caterino (poi pentito), uno degli autori del massacro di Castelvolturno, in cui il gruppo stragista dei Casalesi uccise sette immigrati. Nel 2002, Eco4 entra nel progetto per la realizzazione del termovalorizzatore nella provincia di Caserta. La sede viene scelta a Santa Maria La Fossa, attraverso una procedura che passa dal Commissariato straordinario per i rifiuti, all’epoca gestito da Antonio Bassolino, il quale, chiamato a testimoniare, «non sapeva fornire ragioni» sull’ordinanza firmata dal suo vice Giulio Facchi, nome che appare più volte nelle in¬tercettazioni telefoniche dei «dirigenti» di Eco4. A quel tempo, Santa Maria La Fossa non è però sotto il controllo dei Bidognetti ma degli Schiavone, il più potente clan dei casalesi. Quindi Vassallo, che nella società è il referente dei Bidognetti, viene messo da parte: «L’onorevole Cosentino mi spiegò quali erano le ragioni della mia esclusione dal consorzio. Mi spiegò che ormai gli interessi economici del clan dei casalesi si erano focalizzati, per quanto riguarda il tipo di attività in questione, nell’area geografica controllata dagli Schiavone (…) e che pertanto il gruppo Bidognetti era stato ‘fatto fuori’ perché non aveva alcun potere su Santa Maria La Fossa. Ne derivava la mia estromissione. In poche parole l’onorevole Cosentino mi disse che si era adeguato alle scelte fatte ‘a monte’ dal clan dei casalesi».</p>
<p>Dell’Eco4 e di Cosentino parla ai giudici anche Michele Orsi, in una deposizione del giugno 2007: «Circa il 70 per cento delle assunzioni che vennero operate per la Eco4 erano inutili ed erano motivate per lo più da ragioni politico- elettorali, richieste da Valente (Giu¬seppe Valente, presidente del consorzio; ndr ), Cosentino e Landolfi (…) Ricordo ad esempio le assunzioni di Picone Nicola, vicesindaco di Trentola, e quella di Oliviero, consigliere di Villa Literno, entrambe richieste dall’on. Cosentino. Sempre Cosentino ci richiese l’assunzione di due nipoti del Cardinale Sepe, da noi regolarmente attuate».<br />
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<em>Cosentino è uno che Berlusconi se lo tiene.</em><br />
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<strong>Due nipoti del Cardinale nella società dei casalesi</strong><br />
Titti Beneduce da il Corriere del Mezzogiorno</p>
<p>La società mafiosa Eco4 controllata dai fratelli Orsi, dai Bidognetti e, secondo l’accusa, da Nicola Cosentino, era anche uno strumento per assumere persone gradite ai potenti: tra queste, due nipoti dell’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe. Quello che l’Arpac rappresentava per l’Udeur, la Eco4, secondo il gip Raffaele Piccirillo, rappresentava per gli amici di Cosentino: aveva la funzione di erogare stipendi. A gente che spesso non si faceva neppure vedere sul posto di lavoro, ma che era vicina ai centri del potere. In cambio, Cosentino e Mario Landolfi, anche lui pesantemente tirato in ballo dall’imprenditore pentito Gaetano Vassallo, garantivano gli appalti per la raccolta dei rifiuti nei Comuni del Casertano e la realizzazione di un ciclo dei rifiuti, inclusa la costruzione di un termovalorizzatore, alternativo a quello portato avanti dal commissariato straordinario di governo. Un ciclo provinciale, da gestire in loco e, soprattutto, senza dividerne i proventi con nessuno. Delle assunzioni imposte dai politici parlò invece a lungo nei suoi interrogatori Michele Orsi, l’imprenditore arrestato per le vicende della Eco4 e poi assassinato dal gruppo di Giuseppe Setola il primo giugno 2008. Prima di riportare le dichiarazioni di Orsi, il gip nota: «Massicce assunzioni (Orsi parla del 70% delle risorse umane) di personale inutile e talvolta del tutto inoperoso, effettuate in concomitanza con le scadenze elettorali o per conquistare il favore di persone che potevano tornare utili in ragione del ruolo professionale o politico rivestito (un consigliere comunale liternese; un un membro della giunta comunale di Trentola Ducenta; un giornalista del maggiore quotidiano della provincia; un ispettore di Pg in servizio presso la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere; un cardinale) rappresentavano la contropartita che i protettori politici richiedevano e puntualmente ottenevano dagli imprenditori mafiosi della Eco4 s.p.a.». Ed ecco che cosa raccontò Orsi: «Vi erano poi alcune assunzioni che furono motivate dalla necessità di assecondare gli interessi delle amministrazioni comunali, utili per otte¬nere gli affidamenti: ricordo ad esempio le assunzioni di Picone Nicola, vicesindaco di Trentola, e quella di Oliviero, consigliere di Villa Literno, entrambe richieste dall’on. Cosentino. Sempre Cosentino ci richiese l’assunzione di due nipoti del cardinale Sepe, da noi regolarmente attuate così come ricordo anche l’assunzione del fratello di Merola Carmine quale autista, richiesta da quest’ultimo, trattandosi di un ispettore di polizia che lavorava presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere. Faccio presente che molte delle assunzioni, quali ad esempio quelle di Picone Nicola e Oliviero erano non solo inutili ma sostanzialmente fittizie, dato che questi praticamente non svolgevano alcuna attività continuativa. In questo momento mi sovviene anche l’assunzione di Gianni Di Rosa, il ‘commercialista’ dell’Eco4, assunto su richiesta dell’On. Cosentino e genero di un giornalista de Il Mattino di nome Di Stasio». Nell’ordinanza di custodia cautelare inviata alla Camera, il gip insiste su un punto: Cosentino era il garante politico della Eco4, costituita per volontà del gruppo dei casalesi che fa capo a Francesco Bidognetti. Quando la Eco4 mette mano all’affare dell’inceneritore di Santa Maria la Fossa, i fratelli Orsi devono cambiare casacca: poiché a Santa Maria la Fossa comanda «Sandokan», e non Bidognetti, avviene il voltafaccia. Vassallo, che di Bidognetti è un fedelissimo, deve uscire dalla società. Allora va a lamentarsi da Cosentino: «L’onorevole Cosentino mi spiegò quali erano le ragioni del suo diniego, e quindi della mia esclusione dal Consorzio. Mi spiegò pertanto che ormai gli interessi economici del clan dei Casalesi si erano focalizzati, per quanto riguarda il tipo di attività in questione, nell’area geografica controllata dagli Schiavone e che pertanto il gruppo Bidognetti era stato fatto fuori perché non aveva alcun potere su Santa Maria la Fossa. Ne derivava la mia estromissione. In poche parole l’onorevole Cosentino mi disse che si era adeguato alle scelte fatte ‘a monte’ dal clan dei casalesi».<br />
.. ..<br />
<strong>Cosentino spacca il Pdl</strong><br />
Ida Rotano (sunto)</p>
<p>E&#8217; arrivata alla Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio la richiesta per l&#8217;arresto del sottosegretario all&#8217;Economia Nicola Cosentino, avanzata dal Gip di Napoli. Fini, ha detto di ritenere che la candidatura di Cosentino alla guida della regione Campania non è più nel novero delle cose possibili. Il Pdl difende il sottosegretario. Le opposizioni chiedono le dimissioni, ma Berlusconi lo riconferma.<br />
Cosentino è accusato di collusione mafiosa e non è certo una figura politica secondaria: fa parte del Governo. È il candidato per la Campania, dirige il Cipe e quindi ha la possibilità di gestire danaro e in grandi quantità.<br />
La maggioranza tuttavia lo difende anche se il gip chiede la custodia cautelare per &#8220;concorso esterno in associazione camorristica&#8221;.<br />
In attesa che la Giunta si riunisca e che l&#8217;aula decida se approvare o meno la richiesta di arresto il cdx il governo fanno quadrato attorno al sottosegretario.<br />
Solo Fabio Granata dice: &#8220;dalle stragi del &#8216;92 alle presenze delle mafie sul territorio nazionale serve pieno sostegno all&#8217;azione della magistratura&#8221;. E ancora, Beppe Pisanu: &#8220;Io non candiderei nessuno se sospettato anche infondatamente finché quel sospetto non fosse stato fugato. E dice a Corrado Augias: &#8220;In ragione del mio incarico di presidente dell&#8217;Antimafia &#8211; aggiunge &#8211; conosco documenti riservati, comunque bisogna attendere le motivazioni della richiesta avanzata dalla magistratura per capirci meglio. Purtroppo la penetrazione delle organizzazioni criminali nel mondo dell&#8217;economia e della politica è molto ampia e si manifesta proprio a partire dalle amministrazioni locali&#8221;.<br />
Ma i colleghi di partito fanno muro.<br />
Capezzone sta agli ordini e parla di vergognoso pestaggio mediatico.<br />
Duro Denis Verdini, uno dei tre coordinatori del Pdl: &#8220;Ancora una volta la sinistra giustizialista ha chiamato e certa magistratura ha prontamente risposto. Siamo in presenza dell&#8217;ennesimo, inquietante tentativo delle toghe di condizionare il corso della politica e di impedire a colpi di provvedimenti giudiziari un esito elettorale altrimenti certo e inequivocabile&#8221;.<br />
Belisario de l’IdV: &#8220;Ma quale meccanismo ad orologeria! Oltre un anno fa avevamo consigliato a Cosentino di dimettersi. Ci dispiace non lo abbia fatto allora, forse oggi avrebbe già chiarito la sua posizione&#8221;. E già nell&#8217;ottobre dell&#8217;anno scorso, quando ben 5 pentiti, in tempi e modalità diverse chiamarono Casentino per presunta connivenza col clan dei casalesi, aveva chiesto le sue dimissioni.<br />
“La Giunta e la Camera non devono emettere sentenze, né di condanna né di assoluzione. Ma nel caso del sottosegretario Cosentino, &#8220;appare evidente che si tratta di accuse gravissime, circostanziate, precise che rendevano assolutamente necessaria l&#8217;emissione di un provvedimento di custodia cautelare&#8221; spiega Federico Palomba (Idv), vicepresidente della Commissione Giustizia alla Camera. &#8220;Si è in presenza di fatti che dimostrano collusione tra politica e criminalità organizzata, in cui oltre le speculazioni economiche e finanziarie, spicca lo scambio di voti contro favori. Ci sono quindi tutte ed anche di più le condizioni per l&#8217;emissione di un provvedimento di custodia cautelare. E questo è l&#8217;unica cosa di cui la Giunta e la Camera si devono occupare, soprattutto in riferimento al gravissimo rischio di reiterazione di reato&#8221;.<br />
&#8230;.<br />
Sauro manda</p>
<p><strong>Una regione da sciogliere</strong><br />
Marco Travaglio</p>
<p>Uno s’illude che esista un limite alle fesserie. Poi ascolta Maurizio Lupi e si mette il cuore in pace. L’altra sera l’ubiquo pretino devoto a San Silvio era in pellegrinaggio a Ballarò. Dove gli è toccato difendere pure San Nicola, nel senso di Cosentino, il sottosegretario che sarebbe già in galera se non si fosse rifugiato per tempo in Parlamento e al governo. Il cosiddetto onorevole Lupi strillava: “Non si può parlare del caso Cosentino in tv, tantomeno nel servizio pubblico, in assenza di Cosentino e del suo avvocato”. E l’impavido Floris: “Giusto, qui non si fa cronaca giudiziaria”. Non sia mai che gli scappi una notizia. Scodinzolini non avrebbe saputo dire meglio. Così del caso Cosentino ha parlato solo Lupi, ovviamente per assolvere San Nicola: “Non può essere un camorrista visto che fa parte di un governo e di un partito quotidianamente impegnati nella lotta alle mafie”. E giù la solita sfilza di dati sui beni sequestrati e sui latitanti arrestati, come se a sequestrarli e ad arrestarli fossero il Popolo della libertà e il governo B.</p>
<p>Nessuno ha ricordato a questo bel tomo che gli arresti e i sequestri li fanno i magistrati: gli stessi che lui e la sua cricca attaccano ogni giorno come deviati, politicizzati, golpisti, antropologicamente diversi dalla razza umana. Gli stessi che vogliono arrestare Cosentino. Per fortuna, con buona pace di Menzognini e Floris, un po’ di cronaca giudiziaria sopravvive sui giornali e sulla Rete.</p>
<p>Così chi volesse sapere qualcosa delle accuse a Cosentino senza farsele raccontare da Lupi ce la può fare. Basta leggere qualche pagina a caso dell’ordinanza del gip di Napoli per farsi un’idea di cos’è diventata la politica in Campania. Roba da rimpiangere i Gava, detti anche “Fetenzìa”. La regione s’è messa in pari con la Calabria, dove su 50 consiglieri regionali 35 sono inquisiti o condannati. Al confronto la regione Sicilia è un convento di clarisse. Oggi Il Fatto pubblica le pagine gialle degli inquisiti campani di dx, centro e sinistra. Ma si faceva prima con l’elenco dei non indagati. Il governatore Bassolino ha tre procedimenti e un rinvio a giudizio per monnezza e dintorni, con l’accusa di aver truffato la regione che egli stesso rappresenta (è imputato e contemporaneamente parte civile contro se stesso). Infatti il Pd vuole sostituirlo col sindaco di Salerno, De Luca, che di rinvii a giudizio ne ha due. L’ex presidente Pd della provincia di Caserta, De Franciscis, dopo aver dato un appaltone al fratello di un boss casalese, è scappato a Lourdes. La presidente del consiglio regionale Sandra Mastella, imputata per concussione, non può più metter piede in Campania: dovrà convocare il consiglio regionale della Campania fuori dalla Campania, come i governi in esilio in tempo di guerra. Il marito Clemente, eurodeputato ma del centrodx, è imputato pure lui per concussione. Ed eccoci al Pdl. Cosentino è coordinatore regionale. Il suo vice è Landolfi, indagato per corruzione e truffa “con l’aggravante di aver favorito il clan camorristico La Torre”. Il vicecapogruppo alla Camera Bocchino è indagato per lo scandalo Romeo, assieme al pidino Lusetti e a mezza giunta Iervolino (che almeno qualcuno l’ha mandato a casa). Qualche anno fa, su MicroMega, i pm Ingroia e Scarpinato proposero di allargare alle regioni la legge che consente di sciogliere i comuni infiltrati dalle mafie. Apriti cielo: furono tacciati di golpismo giudiziario. Ora, con le notizie che arrivano dalla Campania, quella proposta appare minimalista. Andrebbe estesa alle regioni e ai comuni infiltrati dalla corruzione. Altro che elezioni: la regione Campania va sciolta e commissariata per cinque anni. Perché la politica s’è infiltrata nella camorra e, a lungo andare, ha finito per corromperla.</p>
<p>da Il Fatto Quotidiano n°44 del 12 novembre 2009<br />
..<br />
<strong>DIVAGAZIONI</strong></p>
<p><strong>TRENI</strong></p>
<p>Bergonzoni</p>
<p><em>IL SOLE ERA ALTO<br />
E I SETTE NANI INVIDIOSISSIMI<br />
(NON SOLO DEL SOLE,<br />
MA ANCHE DEI VENTI<br />
CHE ERANO PIU&#8217; DI LORO)<br />
QUANDO, QUEL MATTINO<br />
IL PRIMO CAPOSTAZIONE<br />
SULLA TERRA ALZO&#8217; LE BRACCIA,<br />
MA ANCHE LE GAMBE<br />
PER NON FARLE SENTIRE<br />
ARTI INFERIORI: IL TRENO,</em><br />
<em>A QUEL SEGNALE, PARTI&#8217;<br />
CON L&#8217;ACCENTO SUL PASSATO<br />
MENTRE STAVA GIA&#8217;<br />
ENTRANDO NEL FUTURO.</em><br />
..<br />
Viviana Vivarelli</p>
<p><em>Quando sono sul treno del blog<br />
me ne sto in disparte<br />
fingo<br />
di leggere i fatti miei, ma ascolto<br />
con la coda dell’occhio<br />
non parendo<br />
e quando la conversazione mi prende<br />
dico<br />
la mia<br />
Qualche battibecco<br />
Ci conosciamo ..<br />
La signora strabilia<br />
Siamo della stessa età<br />
oppure<br />
parenti di cuore<br />
Il signore non è d’accordo<br />
E’ anche un po’ cafone<br />
Si riconosce come vota dal fatto che interrompe<br />
e insulta un po’ qua e un po’ là senza nemmeno capire<br />
ma forse è un po’ cecato<br />
è da compatire<br />
C’è chi vuol fumare<br />
nella carrozza dei non fumatori<br />
e chi deve fumare per vie traverse<br />
anche non volendo<br />
e tossisce<br />
inascoltato<br />
C’è chi tira fuori la cioccolata<br />
Il caffè nel thermos<br />
Chi dice una poesia<br />
che sembra che nessuno senta<br />
Ma il viaggio ti cambia<br />
E’ come la vita<br />
E quando sei arrivata<br />
è come se lasciassi<br />
un po’ di famiglia.<br />
sul treno</em></p>
<p><em>nel primo vagone<br />
non abbiamo fatto<br />
che litigare<br />
nel secondo<br />
nasceva qualche amore<br />
nel terzo ci chiedevamo dubbiosi<br />
dove va questo treno<br />
e che ci stavamo<br />
a fare<br />
nel quarto ho incontrato un vecchio amico<br />
gli abbracci!<br />
nel quinto mi sono presa<br />
con un tizio<br />
che a momenti lo sbracavo<br />
nel sesto di nuovo due innamorati<br />
persi,<br />
nel corridoio<br />
uno che dava fastidio<br />
perché nessuno lo prendeva<br />
e ce l’aveva<br />
con gli amori degli altri<br />
dal settimo ho visto dal finestrino<br />
una donna bellissima<br />
ma lei era giù e io su<br />
e il treno sfrecciava<br />
lasciandomi una rimembranza malinconica<br />
come un dolore<br />
nell’ottavo mangiavano robusti panini<br />
in nome dell’anima<br />
il nono era una tradotta che puzzava di cose vecchie<br />
che vorrei dimenticare<br />
ancora non ho visto gli altri<br />
ma dicono<br />
che nella locomotiva c’è un ferroviere bravissimo<br />
che sa tutto<br />
e che con lui alla guida<br />
arriveremo tutti<br />
dove dobbiamo arrivare</em><br />
..<br />
http://masadweb.org</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MASADA n° 1031. 13-11-2009. Impunito a vita]]></title>
<link>http://masadaweb.org/2009/11/14/masada-n%c2%b0-1032-13-11-2009-impunito-a-vita/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 09:15:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ma se proprio si vuol fare uno snellimento dei processi italiani perché non si fa una seria class ac]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://files.splinder.com/bc6441dde01c4608b66333b20fe3a88a_medium.jpg" alt="" width="60%" height="60%" /></p>
<p>Ma se proprio si vuol fare uno snellimento dei processi italiani perché non si fa una seria class action, dove al posto di 200.000 processi se ne fa un solo?<br />
E perché non si elimina un grado di giudizio?<br />
..<br />
<em>Come fare un campo di battaglia per occultare un morto</em><br />
..<br />
“<em>Quando penso al mio paese, alla mia vita, mi vedo in condizioni &#8220;che non l&#8217;avrei mai penso&#8221;, ma così è e quindi prendere o lasciare</em>”<br />
Mariapia<br />
..<br />
<em>Incensurato = che non ha riportato condanne penali</em><br />
..<br />
<em>Che cosa accadrà ad un paese dove il maggior corrotto e corruttore riceve da stolti e delinquenti tanto potere da cambiare a suo piacere le leggi così da restare incensurato a vita?</em><br />
Viviana</p>
<p><!--more--></p>
<p><em>Nella più totale indifferenza<br />
l’incoerenza<br />
è virtù.<br />
La pagliacciata<br />
giustificata.<br />
Il reato<br />
perdonato.<br />
Il diritto<br />
riformato.<br />
E il popolo<br />
risucchiato.</em></p>
<p>Viviana<br />
..<br />
<em>Questa fatica spaventosa di vedere ogni giorno il male escogitato!<br />
…. e non quetano mai</em></p>
<p>Viviana<br />
..<br />
Non al potere, ma a chi lo nutre</p>
<p><em>Il potere è tale solo se al suo cospetto<br />
si radunano le nostre intelligenze.<br />
Non inchinate i vostri talenti a quanti<br />
li consumeranno per il proprio gozzoviglio.<br />
Non mercificate di padrone in padrone</em><br />
<em>ciò che non può essere passato di mano in mano.<br />
Non permettete che i compromessi<br />
smarriscano il confine fra la necessità di sopravvivere<br />
e la cupidigia di accumulare a discapito dell’altro.<br />
Se di rado è possibile decidere del proprio talento,<br />
sempre si può scegliere il limite entro il quale sottometterlo.<br />
In un mondo dove ciascuna eccellenza si offrisse<br />
non al servizio dell’uno ma dell’umanità tutta,<br />
il potere perderebbe la radice del proprio sostentamento</em><br />
<em>in favore di una diffusa possibilità di esistere,<br />
che voi negate,<br />
sovente a voi medesimi</em>.</p>
<p>Giorgia Vezzoli<br />
..<br />
<strong>La spada di Damocle</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Lo storico Timeo. e dopo di lui Cicerone, raccontano che alla corte di Dionigi, tiranno di Siracusa, c’era un principe adulatore di nome Damocle che invidiava Dionigi per il suo immenso potere. Allora Dionigi gli offrì di prendere il suo posto per un giorno per poter  assaporare tale fortuna. Damocle accettò. La sera si tenne un banchetto e Damocle si accorse che, sopra la sua testa, c’era una spada affilata, sostenuta da un esile crine di cavallo. Sembra invidiabile la posizione di un tiranno, in realtà non c’è persona più minacciata di lui. Damocle capisce immediatamente che invidiare un tiranno è da stupidi. In verità chi ha troppo potere è in una crisi continua perché è sempre a rischio di perderlo. Nel passato il tiranno temeva per la propria incolumità, oggi chi ha preso per sé troppo potere non può averlo fatto che in modo illecito o associandosi a criminali e teme due volte di essere defraudato di quel che ha rubato: o perché cade sotto le maglie della giustizia per i suoi reati, o perché viene tradito dai suoi stessi soci in affari.</p>
<p>Con 3 processi che lo incalzano da presso e senza quel lodo Alfano che gli avrebbe dato una copertura di ferro, B calpesta i bisogni e gli interessi dello Stato e pensa solo a rendersi impunito, macellando la giustizia italiana con una legge fatta a sua misura che manda al macero centomila processi e in pratica uccide la giustizia per salvare lui solo, una legge per cui, se ogni grado di giudizio non si esaurisce in 2 anni, il processo si annulla e l’imputato va libero, una legge truffa, per cui chi è incensurato (come lui) e per reati al di sotto dei 10 anni di pena (come i suoi) gode di una scorciatoia che gli garantisce la libertà assoluta, non solo ora, ma anche in futuro, in quanto ogni volta gli permette di avvalersi di un processo che non riuscirà a finire per legge, mantenendolo in uno stato perenne di incensurato che continuerà a godere tale beneficio, restando per sempre impunibile.</p>
<p>Nel caso Mills risulta da sentenza che l’avvocato inglese ha ricevuto da B 600.000 euro per testimoniare il falso su una grave truffa della Fininvest per evadere il fisco. La truffa è stata provata, Mills è già stato condannato per corruzione a 4 anni e 6 mesi, c’è già stata la sentenza. Si deve ora processare B che lo ha corrotto, e il processo dovrebbe essere breve perché non c’è da provare più niente. Ma non solo il processo ricomincerà da capo come se niente fosse, non solo non si terrà conto della sentenza già emessa, ma si intende presentare centinaia di testimoni, è un diritto della difesa, e il giudice ha l’obbligo di ascoltarli tutti. Ce la farà questo processo che dovrebbe essere ormai brevissimo e scontato a finire? Con la nuova legge certamente no. E B andrà libero. Non libero in quanto innocente, perché la sua colpevolezza è già stata provata, libero per decadenza dei termini processuali.</p>
<p><strong>Ascolta l’audio di Caselli</strong><br />
<a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/legge-salva-premier-caselli-una-mannaia-sulla-giustizia-audio/">temi.repubblica.it/micromega-online/legge-salva-premier-caselli-una-mannaia-sulla-giustizia-audio/</a></p>
<p>Caselli dice che dal 1950 al 2003 il numero di processi registrati è aumentato paurosamente, da 380.000 a 2.500.000 nel penale, raggiungendo i 5 milioni nel civile, si pensi solo alle denunce per malasanità, ma non c’è stato un aumento proporzionale dei magistrati o dei fondi a loro disposizione per l’organico giudiziario, anzi, siamo arrivati al punto che per mancanza delle segretarie del cancelliere le udienze si tengono solo due giorni la settimana, mentre la distribuzione delle sedi giudiziarie sul territorio è arcaica e irrazionale con sedi giudiziarie quasi disoccupate ed altre sovraccariche; la razionalizzazione di questa distribuzione dovrebbe essere il1° passo, il 2° dovrebbe essere mettere i giudici nelle condizioni materiali di celebrare i processi, sia dando loro fondi sufficienti, che alleggerendo il dibattimento di tutte quelle pastoie che sono state via via aggiunte per allungare i tempi a dismisura. E’ vero che la lunghezza dei processi italiani è una vergogna di cui l’UE ci fa carico e che non esiste in Europa nessun paese dove la giustizia sia amministrata male come in Italia, ma fare questa legge sarebbe come risolvere il problema di un malato che viene curato con medicine sbagliate, dicendo che si lasciano le cattive cure ma se lui non guarisce entro 2 anni si smetterà di curarlo.<br />
Non solo questa legge è irrazionale e balza agli occhi che è stata costruita a tavolino nel completo menefreghismo dei diritti dei cittadini italiani, in 1° luogo che i delinquenti siano puniti, ed è stata fatta solo per gli interessi strettissimi di B, ma essa è totalmente incostituzionale, mancando di ogni rispetto per l’eguaglianza di tutti verso la legge.<br />
Si pensi solo al fatto che se uno è incensurato e commette un reato con pena di 9 anni non sarà punito affatto, ma se è stato condannato a una lieve pena in precedenza e commette lo stesso reato sarà sicuramente punito, per lo stesso reato avremo da una parte nessuna pena, dall’altra una pena alta.<br />
Se lo stesso reato, per esempio una rapina, è commesso da due persone, una incensurata e una no, una potrebbe beccarsi 9 anni e l’altra niente. E’ palese l’enorme disparità. Non solo, ma se ci fosse un successivo processo per un successivo reato, l’incensurato continuerebbe a non prendere nessuna condanna e a restare incensurato a vita, godendo di un privilegio infinito.<br />
Insomma se tu rubi una mela potresti avere le peggiori pene in ogni successivo processo, se invece fai un incendio doloso in cui muoiono delle persone o un sequestro o una pesantissima truffa finanziaria puoi restare improcessabile a vita.<br />
Con questa legge vanno liberi i responsabili di una truffa come quella della Parmalat, il più grande scandalo di bancarotta fraudolenta e aggiotaggio perpetrato da una società privata in Europa, un crac di 600 milioni di euro su 200.00 azionisti truffati (e senza un governo che abbia permesso l’action class). Mentre viene condannato uno che ha truffato pochi euro ma non è incensurato.<br />
A Torino si hanno processi che durano da poche ore a 124 giorni, e in genere ora tutti scelgono il rito abbreviato, ma se la legge passa nessuno vorrà il rito abbreviato, tutti vorranno la procedura più lunga così da arrivare belli sicuri all’annullamento del processo dopo 2 anni, un annullamento garantito per chi può permettersi costosi avvocati e cavilli pretenziosi e astuti, ma basta la richiesta di un alto numero di testimoni per garantire assoluzione perenne. E con tale annullamento accade anche una cosa più grave: il reato è dichiarato “estinto”. Dunque non lo hai più commesso. E’ come per i matrimoni annullati dalla Sacra Rota che magari lo sono per impotentia generadi, anche se hai tre figli.</p>
<p>Da notare che B voleva all’inizio “la prescrizione breve PER TUTTI I REATI” e Fini non ha accettato, anche se poi ha accolto vilmente questa ulteriore porcheria. Insomma, per rendere impunibile se stesso, B voleva annientare la giustizia italiana PER TUTTI I REATI, rendendo impunibili tutti i delitti italiani!!!! La sua idea di giustizia e sicurezza, quella per cui ha vinto le elezioni grazie a una massa di rincoglioniti o corrotti, si basa solo sul rafforzamento del suo potere con una giustizia e sicurezza a orologeria che nascono e muoiono sulla mera impunità di se stesso, favorendo al contempo l’infierire del crimine impunito in tutto il paese.<br />
E noi dobbiamo anche sentire brutti ceffi come Lupi, o Capezzone, o Alfano o Bricolo che giurano  in tv che questa legge non è affatto incostituzionale e che risolverebbe in un colpo solo tutti i problemi della giustizia italiana, quando questa menzogna è di una tale evidente sfacciataggine da farci venire i conati di vomito.</p>
<p>Dice Caselli, noi usiamo il sistema accusatorio, ma in nessun paese dove ci sia il sistema accusatorio esistono 3 gradi di giudizio, c’è al contrario “un solo grado di giudizio” che finisce con assoluzione o condanna, e solo in rarissimi casi dopo una condanna ci può essere un appello e solo perché sono intervenuti motivi nuovi e fondamentali che danno una svolta inattesa al giudizio. Invece da noi ricorrere è norma corrente come è norma allungare più che si può il processo, perché può sempre sopravvenire un condono, una compravendita di giudice, una virgola fuori posto in un incartamento, una nuova norma di prescrizione, o una legge berlusconiana che depenalizza il reato o abbrevia o annulla il processo. Insomma il fine non è amministrare la giustizia ma tenere in stato di libertà e impunità i colpevoli.<br />
..<br />
<strong>Stanno per cadere 600.000 processi…</strong><br />
..<br />
L&#8217;Associazione Nazionale Magistrati parla decisamente di una &#8220;sostanziale depenalizzazione di fatti di rilevante e oggettiva gravità&#8221;.<br />
Ed elenca tutti i reati destinati ad andare in prescrizione: &#8220;abuso d&#8217;ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d&#8217;ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti; traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d&#8217;autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino&#8221;.</p>
<p>Persino la Bongiorno, del Pdl, ha qualche perplessità:<br />
“Suscita un certo stupore la scelta di includere nell&#8217;elenco dei reati di grave allarme sociale, come quelli di mafia e terrorismo, l&#8217;immigrazione clandestina che è una semplice contravvenzione peraltro punita con una banale ammenda&#8221;.</p>
<p>E anche il Presidente della Corte costituzionale Antonio Baldassarre, ritenuto vicino alla destra,  definisce il ddl sul processo breve &#8220;incostituzionale&#8221; e &#8220;imbarazzante&#8221;. E spiega, dicendosi &#8220;desolato innanzitutto come cittadino&#8221;, che il provvedimento viola il principio di uguaglianza soprattutto perchè si applica a &#8220;reati gravissimi, come quelli di corruzione e concussione&#8221; mentre tra quelli esclusi ce ne sono alcuni &#8220;lievi&#8221;.</p>
<p>La Finocchiaro dice: &#8220;Il ddl non si applicherà per il furto aggravato. Così per il rom che ruba il processo rimarrà, mentre processi come Eternit, Thyssen, Cirio e Parmalat andranno al macero&#8221;.</p>
<p>Di Pietro: “L’Italia dei valori è pronta a chiedere il referendum contro la legge sul processo breve targata Pdl.<br />
Il 5 dicembre con la manifestazione a piazza Navona annunceremo l&#8217;impegno a raccogliere le firme per un referendum contro una legge incostituzionale, immorale e contro gli interessi degli italiani. &#8211; dice Di Pietro &#8211; La legge proposta dice che dopo 2 anni il processo non si deve fare più. Per questo migliaia di processi, tra cui quelli sui maggiori scandali italiani da Parmalat ai bond argentini, andranno tutti estinti: è la più grande amnistia mascherata della storia&#8221;.</p>
<p>Ma intanto Bersani parte col piede sbagliato e si dissocia dalla manifestazione. Opposizione sì, ma con prudenza. Non si vorrà contrastare l’ascesa di D’Alema a Ministro degli Esteri europeo!?<br />
..<br />
<strong>Le Associazioni dei Consumatori sono in grave allarme</strong></p>
<p>Il testo sulla riforma della giustizia è stato depositato in Senato dal Pdl e ad esso si associa  la Lega.<br />
Le associazioni dei consumatori dichiarano:</p>
<p>“ Non siamo disposti ad accettare che si camuffi come una legge destinata a migliorare la giustizia  una riforma vergognosa ed inaccettabili”</p>
<p>&#8220;Non è una riforma ma una vera e propria sanatoria, che, di fatto, per salvare una sola persona, permetterà a bancarottieri ed avvelenatori di cibi di scampare alla giustizia&#8221;.</p>
<p>“Cadrebbero in prescrizione tutti i processi che riguardano risparmiatori truffati, cittadini avvelenati dalle frodi alimentari, oltre che lavoratori gravemente danneggiati dalla mancata sicurezza degli impianti. I cittadini vedrebbero ridursi drasticamente la possibilità di ottenere giustizia per gravi torti subiti, come tutti i processi riguardanti il risparmio tradito, i crack Parmalat e Cirio. Per ridurre veramente la durata dei processi è indispensabile una riforma organica, che preveda maggiori fondi al sistema giudiziario ed una riorganizzazione tesa ad aumentarne l&#8217;efficienza. Quella che si sta mettendo in atto, invece, è una manovra che, al posto di abbreviare i tempi, rischia di annullare del tutto l&#8217;efficacia dei processi e la certezza della giustizia&#8221;.</p>
<p>&#8220;Nel caso si intenda procedere in questa direzione le nostre associazioni avvieranno iniziative, ricorrendo in ogni sede a tutti i mezzi possibili, dalla Corte Costituzionale, alla Corte Europea, al Referendum, per fare in modo che un tale scempio non entri nel nostro ordinamento&#8221;.</p>
<p>&#8220;Imporre per legge una durata di due anni finirebbe con lo svuotare completamente di significato la stessa funzione del servizio giustizia. Forse avremo anche processi di due anni ma non avremo giustizia. La prescrizione del reato è un vero e proprio buco nero del sistema penale che finisce per inghiottire un numero spropositato di processi. In questo modo non solo viene vanificato il lavoro di innumerevoli operatori giudiziari e bruciate enormi risorse finanziarie, ma l&#8217;accertamento processuale diventa virtuale e privo di esito utile&#8221;.</p>
<p>&#8220;La legge finirebbe per colpire i più deboli nel processo, cioè le vittime dei reati. Che ne uscirebbero danneggiati proprio nei procedimenti più delicati per il loro aspetto sociale, come l&#8217;errore medico, un reato che già oggi finisce quasi sempre sotto la scure della prescrizione, o il risparmio tradito, come i casi Parmalat e Cirio&#8221;. &#8220;Inoltre creare diversità di trattamento tra tipologie di reati,e dunque tra tipologie di colpevoli, va contro il principio costituzionale della parità di trattamento&#8221;.</p>
<p>&#8220;Infine rischiano di cadere in prescrizione anche importanti processi in tema di corruzione.  Non si dimentichiamo che il nostro paese risulta uno con la corruzione più alta tra i paesi dell’Occidente.”</p>
<p>“Questa è &#8220;una legge contro i cittadini, un insulto, una vera e propria amnistia campata in aria che danneggia ancora una volta i cittadini&#8221;. &#8220;E&#8217; folle pensare che i processi in corso possano essere eliminati con un colpo di spugna. Una prescrizione che ci porta a subire una condizione di profonda e di inaccettabile ingiustizia&#8221;.<br />
..<br />
Ma ancora non basta. Agli scempi con Berlusconi non c’è mai fine e il Pdl chiede, con firma della Boniver, il <strong>ritorno dell’immunità parlamentare.</strong> Non c’è crisi che tenga. L’unica crisi evidente è la mancanza di credibilità e la furia difensiva della casta che comanda.</p>
<p>Cicchitto: “L&#8217;immunità parlamentare era un tassello di un sistema concepito per regolare in modo equilibrato i rapporti fra politica e magistratura. Aver fatto saltare nel 1993 dalla Costituzione quel tassello ha contribuito a mettere in crisi il delicato equilibrio fra politica e magistratura. Oggi quell&#8217;equilibrio va ricostruito, meglio se nell&#8217;ambito di una grande riforma costituzionale e di una globale riforma della giustizia&#8221;.</p>
<p>Già un equilibrio tanto delicato che la Magistratura non ha ancora capito che l’equilibrio dei poteri è una emerita balla e che in uno stato “diversamente democratico” l’unica giustizia praticabile è quella che i signori della casta li onora e basta qualunque reato commettano.<br />
..<br />
<strong>Da Tafanus</strong><br />
www.tafanus.it</p>
<p>Il testo integrale dell&#8217;orrendo DDL sul processo brevissimo: &#8220;tana libera tutti&#8221;</p>
<p><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Pdf/ddl_giustizia.pdf">www.adnkronos.com/IGN/Assets/Pdf/ddl_giustizia.pdf</a></p>
<p>Angelino Alfano ha parlato: di questa autentica porcheria &#8220;condivide lo spirito&#8221;. E chi lo avrebbe messo in dubbio??? Uno che &#8220;condivide&#8221; non solo lo spirito, ma anche il contenuto dell&#8217;omonimo &#8220;Lodo Alfano&#8221;, sonoramente segato dalla suprema corte, può condividere lo spirito di qualsiasi cagata. Però questa cagata non poteva, per decenza, essere di origine governativa. Bisognava trovare qualcuno disposte a far passare questa porcheria come un DDL di origine parlamentare. Non ci hanno messo molto, a trovarlo. Ecco i giuristi che su questa porcheria hanno messo la firma e la faccia:<br />
Gasparri, Quagliariello, Bricolo, Tofani, Casoli, Bianconi, Izzo, Centaro, Longo, Allegrini, Balboni, Benedetti Valentini, Delogu, Gallone, Mazzatorta, Mugnai, Valentino.<br />
L&#8217;Utilizzatore Finale è riuscito a fare il capolavoro di trovare, come primo firmatario, tale Gasparri, AN, in modo da poter dire che non solo in questa porcheria non c&#8217;è la mano del governo, ma neanche quella di Forza Italia. Insomma, una porcheria nata per germinazione spontanea dalla Volontà del Parlamento Sovrano. Di che meravigliarsi? Caligola ha nominato senatore un cavallo, B ha nominato senatori tali Gasparri e Bricolo (quello dalla fronte inutilmente spaziosa).<br />
Chissà cosa pensano di questo DDL gli ubriaconi della spianata di Pontida, sacra ad Alberto da Giussano&#8230;<br />
..<br />
<strong>Firmatari</strong></p>
<p>Maurizio Gasparri: negli anni novanta, nel mezzo dello sconvolgimento politico di Tangentopoli che azzera una parte di classe politica, tiene un atteggiamento di totale approvazione e appoggio delle indagini portate avanti dal pubblico ministero Antonio Di Pietro con fermezza, e non accetta un atteggiamento ostile da parte dei suoi alleati verso il magistrato, affermando &#8220;per noi è un mito&#8221; &#8211; Poi ha cambiato idea</p>
<p>Gaetano Quagliariello: scritto in giovane età al Partito Radicale, negli anni ottanta ne fu segretario cittadino a Bari e poi vice-segretario nazionale. Ebbe un ruolo attivo nelle attività promosse dal partito, quali le campagne referendarie sull&#8217;aborto, il nucleare e la caccia, oltre che la biocard, un testamento biologico in cui il sottoscrittore poteva rifiutare anche l’idratazione forzata &#8211; Poi ha cambiato idea&#8230;</p>
<p>Federico Bricolo: noto per aver presentato una legge che obbliga alla esposizione del crocifisso nelle scuole, ispirato ai &#8220;regi decreti&#8221; fascisti del 1924 e del 1928.</p>
<p>Oreste Tofani: nel 2005 è stato nominato &#8220;Personaggio Illustre della Città&#8221; dal Presidente del Consiglio Comunale di Mar del Plata (Argentina), è stato insignito della qualifica di &#8220;Profesor Extraordinario Visitante&#8221; dell&#8217;Università FASTA di Mar del Plata (Argentina). Azz&#8230;.</p>
<p>Francesco Casoli: di lui Wikipedia sa solo che è nato. Nel 1961, per la precisione.</p>
<p>Cosimo Izzo. Forza Italia. Avvocato (ma va??!&#8230;)<br />
Roberto Centaro: Forza Italia, siciliano come Alfano, magistrato (ma non erano solo &#8220;rosse&#8221;, le toghe???) e membro della Commissione Giustizia. Insomma, non si fa mancare niente&#8230;</p>
<p>Piero Longo, figlio d&#8217;arte: alla morte del penalista padovano Giuseppe Ghedini, subentra nello studio legale di quest&#8217;ultimo costituendo un&#8217;associazione professionale con le figlie Nicoletta e Ippolita Ghedini; alcuni anni più tardi entrerà nello studio anche Niccolò Ghedini [...] Longo non ha mai nascosto le sue simpatie per l&#8217;estrema dx, e ha difeso alcuni imputati nel processo celebrato nel 1975 per la riorganizzazione del disciolto partito fascista.</p>
<p>Laura Allegrini, AN, ha maturato una grande esperienza politica e sulla giustizia come Presidente della scuola musicale comunale di Viterbo (&#8230;esticazzi&#8230;)<br />
Alberto Balboni, AN: è membro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari (&#8230;così ci garantiamo l&#8217;ennesimo conflittino d&#8217;interessi&#8230;)</p>
<p>Domenico Benedetti Valentini: AN, Avvocato (&#8230;ma va??!&#8230;)</p>
<p>Mariano Delogu: AN, Avvocato (&#8230;ma va??!&#8230;)</p>
<p>Maria Alessandra Gallone: si sa solo che è nata, e che è entrata in parlamento per la morte di Scotti. PdL</p>
<p>Sandro Mazzatorta: si sa solo che è un avvocato (&#8230;ma va??!:::)</p>
<p>Franco Mugnai: AN, avvocato (ma va??!&#8230;) E&#8217; stato membro della fantastica Commissione Mitrokhin, ed è membro della Commissione per i procedimenti d&#8217;accusa (&#8230;ma va??!&#8230;)</p>
<p>Giuseppe Valentino: AN, Avvocato (&#8230;ma va??!&#8230;)<br />
Insomma, un parterre de roi&#8230; quasi tutti avvocati, quasi tutti siciliani&#8230; quasi tutti di provenienza AN, il Partito delle Mani Pulite; il partito di quello statista che risponde al nome di Gianfranco Fini, quello che &#8220;mai accetterò una legge che vada a favore di una sola persona&#8221;. Il berluska ha compiuto l&#8217;ennesimo capolavoro. Lui non si è sporcato le mani. Né come governo (il DDL è &#8220;di origine parlamentare&#8221;), nè come partito di casa (Forza Italia), avendo trovato un bel gruppo di peones di AN, capitanati dal mitico Gasparri, disposti a fare il lavoro sporco per conto suo.</p>
<p>Domani potrà urlare nei microfoni di Minzolini che lui con questa porcheria non c&#8217;entra, perchè è un DDL  fortemente voluto dal parlamento sovrano, e in particolare dai seguaci di Fini. Complimenti vivissimi allo statista subacqueo. Tafanus<br />
..<br />
<strong>LA PERLA FINALE</strong></p>
<p>Articolo 3<br />
(Entrata in vigore)<br />
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua<br />
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.</p>
<p>2. Le disposizioni dell’articolo 2 si applicano ai processi in corso alla data di entrata in<br />
vigore della presente legge, ad eccezione di quelli che sono pendenti avanti alla Corte<br />
d’appello o alla Corte di cassazione.».<br />
Come tutti sanno, &#8220;si applica&#8221;, in primis, ai processi del Sig. B Silvio, in corso al momento in cui la legge dovesse entrare in vigore, e che non è ancora in appello o in cassazione. Fantastico, questo Ghedini! E con la Costituzione come la mettiamo?<br />
.. ..<br />
Da Dazebao<br />
<strong>Decreto giustizia: una amnistia mascherata per tutelare il premier</strong></p>
<p><a href="http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=7465%3Addl-giustizia-una-amnistia-mascherata-per-tutelare-il-premier&#38;catid=37%3Apolitica-interna&#38;Itemid=154&#38;utm_source=feedburner&#38;utm_medium=feed&#38;utm_campaign=Feed%3A+dapper%2FZGte+(Primo+Piano)">www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=7465%3Addl-giustizia-una-amnistia-mascherata-per-tutelare-il-premier&#38;catid=37%3Apolitica-interna&#38;Itemid=154&#38;utm_source=feedburner&#38;utm_medium=feed&#38;utm_campaign=Feed%3A+dapper%2FZGte+(Primo+Piano)</a></p>
<p>Mariafrancesca Ricciardulli</p>
<p>Presentato al Senato il disegno di Legge nel segno dell’accordo Fini-B. Gasparri annuncia altre misure devastanti<br />
Elaborato dal consigliere giuridico del premier, Niccolò Ghedini, porta le firme del capogruppo Maurizio Gasparri, del vice capogruppo Gaetano Quagliariello e di altri senatori del Pdl (Tofani, Casoli, Bianconi, Izzo, Centaro, Longo, Allegrini, Balboni, Benedetti Valentini, Delogu, Gallone, Mugnai, Valentino) ed è stato siglato anche dal presidente dei senatori della Lega Federico Bricolo e dal senatore Sandro Mazzatorta.<br />
Il titolo è  «Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell’articolo 111 della Costituzione e dell’articolo 6 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo». Ecco il disegno di legge sul “processo breve” arrivato questa mattina in Senato. Solo uno dei primi passi verso il compimento di un progetto più grande, definito da Gasparri stesso come il «decalogo sulla giustizia» che il centrodx intende portare avanti e che comprende fra le altre cose «nuove norme antimafia, riforma del processo civile, riforma della professione forense, intercettazioni e riforma costituzionale della giustizia».<br />
Il documento si compone di tre articoli. E’ proprio sfogliando il cosiddetto decalogo della giustizia si comprende bene come in realtà si punti ad una vera e propria devastazione di uno dei pilastri fondamentali della società italiana. In effetti, quando si giunge al termine della lettura del disegno di Legge, mettendo insieme i vari tasselli, si scopre che di riforma c’è ben poco, ma si tratta di un provvedimento che è un’amnistia mascherata.</p>
<p>RAGIONEVOLE DURATA DEI PROCESSI &#8211; Il primo articolo modifica la legge Pinto che, approvata nel 2001, introduce una riparazione per chi ha subito processi troppo lunghi. Finora, il giudice doveva decidere a sua discrezione se fosse stato violato il principio della ragionevole durata dei processi, mentre ora per la prima volta viene esplicitato che il processo, per non essere ingiusto, ma in linea con le sollecitazioni del Consiglio d’Europa, non deve durare più di 2 anni in primo grado, 2 anni in appello e altri 2 in Cassazione, cui si aggiunge un altro anno se viene disposto il rinvio. In pratica tutti i processi &#8211; penali, civili e amministrativi &#8211; non dovranno durare nel complesso più di 6 anni, termine oltre il quale il cittadino può reclamare un risarcimento danni dallo Stato per violazione della ragionevole durata del processo. &#8221;L&#8217;obiettivo &#8211; è scritto nella relazione illustrativa al ddl &#8211; è quello di rendere più certi i presupposti, la procedura e la quantificazione dell&#8217;equo indennizzo, nel quadro di un generale contenimento degli effetti, anche economici, derivanti dalla ragionevole durata dei processi&#8221;. Prima della richiesta di indennizzo, però, la &#8220;vittima&#8221; dovrà presentare al giudice un’istanza di accelerazione che farebbe scattare una corsia preferenziale per definire il processo in tempi brevi, con tanto di sentenza motivata in modo sintetico.</p>
<p>PRESCRIZIONE PROCESSUALE &#8211; Il secondo punto del ddl riguarda la prescrizione processuale con la creazione di una nuova norma del codice di procedura penale (l’articolo 346 bis). Il testo prevede che, in caso di processi per reati con pene non superiori a 10 anni, ciascuna fase del processo non possa durare più di due anni (sei in totale), altrimenti scatterà la prescrizione. Tale norma non si applicherà ai recidivi e ai delinquenti professionali o abituali e nei processi relativi a delitti come: associazione a delinquere, incendio, pornografia minorile, sequestro di persona, atti persecutori, furto aggravato, circonvenzione d&#8217;incapace, delitti in violazione di norme sulla sicurezza e l&#8217;igiene sul lavoro e sulla circolazione stradale, reati previsti dal testo unico di disciplina dell&#8217;immigrazione, traffico illecito di rifiuti.</p>
<p>ENTRATA IN VIGORE &#8211; Tutto ciò, forse, almeno in parte, sarebbe indiscutibile se non avesse effetti retroattivi. In realtà il &#8220;tranello&#8221; arriva al terzo articolo, dove cioè si legge che la prescrizione viene applicata anche ai processi in corso, ma limitatamente a quelli pendenti in primo grado. In questo modo, rientrano nella previsione sia il processo sui diritti tv Mediaset, in cui il premier è imputato per reati societari, sia quello Mills, nel quale B deve rispondere per corruzione in atti giudiziari. Ma insieme a questi andranno estinti altre migliaia di processi. E più che di riforma allora si dovrebbe parlare di amnistia.<br />
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<strong>Avanti camorra!!</strong></p>
<p>Da dazebao<br />
Fini smentito: Casentino si candida col consenso di B</p>
<p><a href="http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=7469%3Afini-smentito-cosentino-si-candida-con-il-consenso-di-B&#38;catid=37%3Apolitica-interna&#38;Itemid=154&#38;utm_source=feedburner&#38;utm_medium=feed&#38;utm_campaign=Feed%3A+dapper%2FZGte+(Primo+Piano)">www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=7469%3Afini-smentito-cosentino-si-candida-con-il-consenso-di-B&#38;catid=37%3Apolitica-interna&#38;Itemid=154&#38;utm_source=feedburner&#38;utm_medium=feed&#38;utm_campaign=Feed%3A+dapper%2FZGte+(Primo+Piano)</a></p>
<p>Ancora un colpo per Gianfranco Fini assestato da B. Il  sottosegretario all&#8217;Economia e coordinatore del Pdl  della Campania, Nicola Cosentino, per il quale pende la richiesta di arresto per concorso esterno in associazione mafiosa,  ha reso noto che &#8220;mantiene la candidatura&#8221; a presidente della Regione. L&#8217;annuncio dopo un incontro a Palazzo Grazioli con B che &#8211; dice Cosentino &#8211; &#8221; ha preso atto di questa posizione&#8221; e gli ha espresso &#8220;la più ampia solidarietà&#8221;.<br />
Una smentita, uno schiaffo in faccia per il presidente della Camera che proprio ieri aveva sostenuto che il sottosegretario non sarebbe stato candidato e che anche B aveva espresso identica posizione. Cosentino sarebbe rimasto sotto se non fosse stato presentato ma, assicurava Fini, non sarebbe stato presente alle elezioni regionali di  marzo. Dagli  ambienti del presidente della Camera si faceva circolare la notizia che l&#8217;intesa fra Fini e B sulla esclusione del  sottosegretario dalle liste elettorali   faceva parte dell&#8217;accordo che ha portato al disegno di legge che evita al premier di essere processato.<br />
Parlando dell&#8217;incontro con B  chiarisce. &#8220;Gli ho spiegato le ragioni del territorio, non possono essere i procuratori  a decidere l&#8217;evoluzione democratica. Sulla mia candidatura c&#8217;è un largo consenso&#8221; e &#8220;non faccio un passo indietro&#8221;.   Il sottosegretario ha illustrato la situazione al premier, ma lui &#8220;conosceva un po&#8217; le carte processuali&#8221;.  B ha preso atto della decisione di Cosentino di andare avanti e &#8211; spiega il sottosegretario &#8220;non saranno brevissimi i tempi per la scelta delle candidature&#8221;. &#8220;B &#8211; assicura &#8211; non mi ha chiesto di fare un passo indietro&#8221;.  Riferendosi  alle posizioni sostenute da Gianfranco Fini ha detto: &#8221; E&#8217; giusto che lo faccia, ma lui deve tenere conto anche delle richieste che vengono dal territorio&#8221;</p>
<p>&#8220;La mia candidatura &#8211; afferma Cosentino &#8211; non nasce dal nulla, ma è espressione dell&#8217;intera regione Campania. Mantengo questa candidatura  perché è ancora forte e nasce dal territorio. Qualsiasi scelta diversa dovrà tenere conto delle indicazioni del territorio&#8221; E la dx fa muro attorno a Cosentino e spara palle infuocate contro il magistrati napoletani.  30 senatori del Pdl hanno presentato un&#8217;interrogazione urgente al ministro della Giustizia sollevando, così come aveva  fatto un gruppo di deputati della Camera qualche giorno fa, il problema &#8220;del clima di preoccupante conflittualità che regna presso la procura della Repubblica di Napoli&#8221;. &#8220;I senatori  hanno chiesto  un&#8217;ispezione urgente alla Procura di Napoli avanzando pesanti accuse  sulla gestione di quell&#8217;ufficio.Hanno chiesto addirittura di conoscere  se&#8221; i criteri di assegnazione dei fascicoli giudiziari garantiscano l&#8217;equidistanza e l&#8217;indipendenza dei magistrati che procedono alle indagini&#8221;. Insomma da accusatori i magistrati che hanno la sola colpa di esercitare  la loro funzione, di battersi contro la camorra, di mettere a nudo il torbido intreccio fra criminalità e certa politica  diventano per i parlamentari della maggioranza , per la corte Bana, degli accusati. La riprova del potere che  in Campania come in Sicilia, in Calabria, ma anche in Lombardia, nelle regioni del Nord, hanno i clan camorristi mafiosi.<br />
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Da Dazebao<br />
<strong>Decreto giustizia seppellito in un coro di critiche</strong></p>
<p><a href="http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=7479:ddl-giustizia-seppellito-da-un-coro-di-critiche-casini-una-vera-porcheria&#38;catid=93:giustizia&#38;Itemid=292">www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=7479:ddl-giustizia-seppellito-da-un-coro-di-critiche-casini-una-vera-porcheria&#38;catid=93:giustizia&#38;Itemid=292</a></p>
<p>Fulvio Lo Cicero (sunto)</p>
<p>Gli sherpa del Cavaliere ci provano ma sono sfiancati, i  barellieri non riescono più ad arginare le critiche  e a cercare di dimostrare che il provvedimento è a favore di tutti gli italiani che soffrono principalmente, non per la crisi economica e la disoccupazione, ma per la lunghezza dei processi.<br />
Il più eroico è Gasparri. A “Radio anch’io” ha maltrattato il conduttore perché aveva riferito critiche di radioascoltatori infuriati e poi è arrivato a dichiarare sfidando l’ilarità degli ascoltatori che «era urgente farlo perché l’Unione europea ci multa ogni anno per 30 milioni per processi troppo lunghi”. Questa ancora non si era sentita, perché forse nessuno aveva avuto il coraggio di dirla (e ora diverrà il tormentone del Pdl).<br />
Sfiniti per l’impossibilità di giudicare positivamente il ddl, i barellieri cominciano a cedere.  Uno dei primi firmatari, Quagliarello, ha precisato: «Non ci nascondiamo dietro un dito. Non siamo ipocriti. Ci assumiamo le nostre responsabilità. Il disegno di legge serve a risolvere il dissidio tra il verdetto della sovranità popolare e le sentenze di quella piccola parte della magistratura politicizzata». Insomma, il “processo breve” serve a dare una nuova impunità al pluripregiudicato B. Un ddl contro le toghe rosse.<br />
Casini: «Questa è una vera porcheria. Facciano il Lodo Alfano per B e non se ne parli più! Almeno salviamo il resto dei processi!”<br />
Intanto la Boniver deposita una proposta per il ripristino dell’immunità parlamentare. Si oppone la Lega.<br />
Anche Tabacci è d’accordo con  Casini: “La riforma della giustizia non può essere confusa con gli interessi di B. Chi è investito di responsabilità non può dare ai suoi concittadini l&#8217;esempio di porsi al di sopra della legge».<br />
Per Giuseppe Lumia (Pd), membro della commissione parlamentare antimafia, «Questo è un provvedimento per i delinquenti furbi e facoltosi che hanno la possibilità di pagare avvocati per allungare i tempi dei processi e non giungere mai al giudizio definitivo. I cittadini onesti non vogliono che i processi cadano in prescrizione, ma che si celebrino in tempi rapidi».<br />
Le critiche di incostituzionalità fioccano.<br />
Il processo Mills, con giudici nuovi e ripreso dall’inizio, cadrebbe subito sotto i colpi di maglio del “processo breve” a meno che i giudici non sollevino la questione di legittimità costituzionale, che sospenderebbe il computo della prescrizione del processo. Tanto che B è terrorizzato, e infatti non si sente.  Capisce che (anche coi suoi scherani schierati ndv)  non ha affatto vinto lo scontro con i giudici.<br />
Dice Luca Palamara, segretario dell’ANM, «ma come? Un anno fa il Governo ci obbligava a dare priorità ai processi per i recidivi. Oggi ci dice il contrario, perché bisogna invece darla a quelli che hanno imputati incensurati?!?!».<br />
La maionese è impazzita. B e i suoi avvocati danno botte a caso, come folli, senza alcuna logica giuridica scardinando il sistema in modo sempre più rozzo.<br />
Altro che riforma seria della giustizia!<br />
19 leggi ad personam in 15 anni!!!! E la crisi di B diventa sempre più profonda.<br />
Bersani: “Dobbiamo fermare in ogni modo quelle leggi che buttano sempre questo Paese è sempre nel tritacarne dei problemi di Berlusconi».<br />
(E come? Restando assenti quando si vota, come con lo scudo fiscale, o non andando alla manifestazione di Roma, o attaccando Di Pietro, o sostenendo un regime presidenziale forte ??? ndv)<br />
..<br />
Da Dazebao (sunto)<br />
<strong>Evaporano 100.000 processi </strong> (ma si dice 600.000 ndv)</p>
<p><a href="http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=7482%3Aevaporano-centomila-processithyssen-cirio-parmalat-vittime-senza-giustizia&#38;catid=93%3Agiustizia&#38;Itemid=292&#38;utm_source=feedburner&#38;utm_medium=feed&#38;utm_campaign=Feed%3A+dapper%2FZGte+(Primo+Piano)">www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=7482%3Aevaporano-centomila-processithyssen-cirio-parmalat-vittime-senza-giustizia&#38;catid=93%3Agiustizia&#38;Itemid=292&#38;utm_source=feedburner&#38;utm_medium=feed&#38;utm_campaign=Feed%3A+dapper%2FZGte+(Primo+Piano)</a><br />
Mariafrancesca Ricciardulli</p>
<p>Il Consiglio superiore  della Magistratura convoca i presidenti dei Tribunali  e i procuratori  capo. Delinquenti in libertà. I procedimenti a rischio estinzione</p>
<p>Il Csm si prepara ad esprimere il suo parere, con tanto di avvio di istruttoria sull&#8217;impatto che le norme proposte avranno sul sistema giudiziario. Convoca per il 24 novembre i presidenti di Tribunale e i procuratori capo dei maggiori distretti giudiziari italiani, per avere dati precisi sul numero di processi che sarebbero a rischio estinzione.<br />
Molti processi salteranno – almeno centomila secondo le prime stime &#8211; con il duplice effetto di rimettere in libertà dei delinquenti e di non rendere giustizia alle vittime.<br />
Sono a rischio di prescrizione processi per reati gravi:<br />
abuso d’ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d’ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti, traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d’autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino.</p>
<p>Quelli più a rischio sono per i reati economico-finanziari. Ovviamente i due processi riguardanti Berlusconi (in quello per la vicenda Mills la richiesta di rinvio a giudizio è del 10 marzo 2006, mentre in quello per le presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi e cinematografici è del 22 aprile 2005), se la legge passa finiscono processi importantissimi come quello contro l&#8217;ex governatore della Banca d&#8217;Italia Antonio Fazio, il tentativo di scalata ad Antonveneta, le tangenti pagate da ex manager di Enelpower ed Enipower, il crack Parmalat, il processo Cirio e quello contro Eternit per la morte da amianto di oltre 2mila lavoratori.</p>
<p>La richiesta di giudizio per il crac Parmalat è a luglio del 2007 e la prima udienza è stata fissata a marzo 2008, 8 mesi dopo. Calisto Tanzi andrà certamente a giudizio, ma non chi è stato accusato di bancarotta preferenziale.</p>
<p>Stesso discorso per il processo Cirio, i cui 2 anni sono già trascorsi.</p>
<p>E’ in bilico il processo Thyssen, perché con le attenuanti generiche la pena scende sotto i 10 anni. Il processo è cominciato il 13 gennaio 2009. La prescrizione scatterebbe a maggio del 2010. i 5 imputati di omicidio colposo andrebbero liberi.</p>
<p>Cadrebbe il processo per i rifiuti in Campania a Bassolino e soci. Reati come la truffa e la corruzione cadrebbero come un domino..</p>
<p>E anche il processo per lo scandalo alla clinica Santa Rita di Milano, dove anziani vennero operati inutilmente o morirono per avere rimborsi dallo Stato. 85 casi di lesioni gravissime e truffa.<br />
..<br />
<strong>Capolinea</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Al capolinea non c&#8217;è solo l’economia, c’è anche  l&#8217;informazione, c’è sempre la giustizia,  c’è infine tutto lo Stato nelle mani di uno che, come dice uno del Pdl, &#8220;è come un animale braccato capace di tutto&#8221;.<br />
Caduto il Lodo Alfano con la sua impunità e improcessabilità, B è come pazzo, sente il cappio della giustizia sul collo, e non dedica certo poche ore ai suoi processi come promesso, bensì si butta in un corpo a corpo sullo Stato per stravolgerlo a colpi di legge ordinaria per una prescrizione immonda che gli accorci tutti i suoi processi e gli regali la liberazione a vita, là dove non gli riesca comprare giudici, testimoni, Guardie di Finanza, avvocati, giornalisti, deputati e senatori.. e resta sempre quel margine di spazio non controllato e non controllabile che l&#8217;Iniquo non riesce a mettere ai suoi ordini nel disegno infame di quella monocrazia che vuole in modo furibondo.<br />
Così, per avere a forza quella prescrizione senza la quale rischia accuse pesantissime di truffa ai danni dello Stato e di corruzione, B  ha litigato con Fini per due ore per far passare quella che più che una prescrizione breve è una mannaia che taglierebbe migliaia di processi, e ci dicono che Fini ha resistito almeno per evitare quello sfracello giudiziario che persino il succube Napolitano avrebbe dovuto non firmare. Una resistenza? Ma dove?<br />
A parte il fatto gravissimo della tepidezza costante dell&#8217;opposizione, che quando non dorme è assente, a parte il fatto gravissimo della Lega che per avere il suo piatto di lenticchie regala a un golpista mafioso il paese nel silenzio-assenso di un popolo di rimbambiti a cui basta l&#8217;odio al migrante &#8230; a parte una situazione gravissima con una stampa e  tv imbavagliate a forza di dikat bulgari in cui  si vuole azzerare rai3&#8230; ma non hanno detto che il Parlamento era in ferie per 10 giorni perché &#8220;non si potevano votare, nella crisi attuale, leggi prive di copertura finanziaria?&#8221; E allora perché presentare un ddl che accorcia i tempi dei processi, quando fare processi celeri, MA FARLI, implica &#8220;destinare più risorse alla sicurezza e alla magistratura&#8221;, perché la crisi attuale della giustizia, non si dimentichi, è stata voluta con feroce proposito di paralisi e libera-tutti, e allora via persino i cancellieri, gli  impiegati, la carta, i pc, la benzina, i giubbotti antiproiettile, le scorte .. e non si è fatto che tagliare e tagliare..,.fino alla paralisi?<br />
“…la giustizia, che quando c&#8217;è il presidente del Consiglio di mezzo è un modo elegante per indicare la sua personale tutela dai guai processuali.”<br />
Ma questa sconcia tv pubblica alla Minzolini cosa ci dice della gravissima cosa che sta accadendo e in cui un reo tenta in ogni modo di bloccare la giustizia per impedire i suoi processi?<br />
Non è umano che si taglino tutti i modi e i mezzi per amministrare la giustizia, e si prolunghino ad libitum tutti i rimandi e le lungaggini per non arrivare mai a sentenza, e poi si intenda accorciare i tempi per annullare quei processi che non ce l’hanno fatta alla data prevista.<br />
In tv ci vengono a dire che la giustizia è avere processi che finiscono in tempi brevi. Eccellente! Perché non ci dicono però che invece di rendere più efficienti i giudici e più agili i processi, c’è qualcuno che tenta di annullare migliaia di processi solo per salvarsi il culo?<br />
Ora la giustizia è lenta, domani sarà morta.<br />
Avremo sentenze veloci e abbiamo già incarceramenti veloci solo per i poveracci, mentre per i ricchi avremo, peggio di adesso,  processi impaniati da freni di vario tipo fino al rapido scadere dei tempi e la fine certa in prescrizione. In pratica l’impunità garantita.<br />
Sento dei tipi del Pdl dire che in altri paesi occidentali si danno meno fondi alla Magistratura e si hanno sentenze più celeri, qui la falsità del discorso diventa disinformazione dolosa, menzogna. Perché non aggiungono che altrove non ci sono 3 gradi di giudizio, e si permette un ricorso dopo la sentenza di 1° grado solo nei casi gravissimi in cui siano emerse prove nuove e schiaccianti? Perché non dicono che negli ultimi 15 anni in Italia è stato un continuo sopravvenire di legge che legavano i giudici, li sguarnivano di risorse, ne impedivano l’agilità, rimettevano tutto nelle mani dell’avvocato difensore più bravo, tentavano di far diventare avvocati persino  i Pm con la separazione delle carriere, operavano solo per bloccare o falsare il processo?<br />
E ora si vuole aggiungere a questo scempio la prescrizione breve? Sarebbe la morte certa.<br />
E noi ci dobbiamo fidare di gente come Fini, Bossi, Napolitano e Bersani? Ma andiamo&#8230;.! Qui ci stanno massacrando tutti!<br />
..<br />
<strong>Armando Di Napoli</strong><br />
Sonia Alfano</p>
<p><em>Fra ricatti minacce ed intimidazioni<br />
la tua energia di una verita&#8217; cristallina<br />
si inerpica sui monti della giustizia</em></p>
<p><em>strisciano vermi ai tuoi piedi<br />
su monti di corruzioni e omerta&#8217;<br />
esseri feroci ricamati di menzogne</em></p>
<p><em>provano ancora una volta<br />
a giocare sporco con carte truccate<br />
ti ammiro mio gigante imperterrito</em></p>
<p><em>mentre io ex poeta mezzo clandestino<br />
e mezzo esiliato ti spio di nascosto<br />
dal buco della serratura</em></p>
<p><em>della piu&#8217; luminoso stella<br />
che indica il mio tortuoso cammino<br />
che mi permette di seguirti da lontano</em></p>
<p><em>incantato dal tuo infinito splendore<br />
odo battiti di ali di una lotta<br />
che indica la strada della resistenza..</em>.<br />
..</p>
<p>Un altro caro amico che scrive articoli per Masada è<br />
<em>Rosario Amico Roxas</em></p>
<p><strong>&#8220;No B day&#8221;, certezza di infiltrazioni violente. </strong></p>
<p>L’idea di una giornata di protesta popolare per chiedere le dimissione di questo premier, sarebbe libera e democratica in uno Stato libero e democratico, ma l’Italia non lo è; non sappiamo rendercene conto ma siamo ostaggio di un uomo, spregiudicato, arrogante, convinto di potere dominare una nazione intera e turlupinare  il resto del mondo.<br />
Ha inventato una dx che dx non è, basando il suo potere sull’entusiasmo più o meno pilotato e sull’indignazione contro chiunque si ritrovasse a dissentire; stimola ammirazione ma anche disgusto. Non riesce ad essere riflessivo, perché necessiterebbe di autocritica, cos’ cede alla reazione; da qui le reazioni, le contraddizioni, le affermazioni seguite da smentite, sempre emotive e mai ragionate, di fronte a qualunque evento, per cui ne risulta il limite di fermarsi sempre alla superficialità degli eventi, alla divinizzazione dei sondaggi, alla religione delle ricerche di mercato, descrivendo una mosca come un elefante e un elefante come un insignificante parassita, ma sempre evitando di analizzare e valutare le vere cause.<br />
Da questa serie di contraddizioni che appartengono all’uomo nella sua reale natura, discende la teorizzazione del complottismo, che arriva al delirio interpretativo.<br />
Una manifestazione come quella programmata per il 5 dicembre, giorno del “ No B Day”, non può essere accettata dal personaggio come manifestazione democratica, ma verrà manipolata come cospirazione, come tenebrose alleanze, per cui reagirà e lo farà a suo modo.<br />
Intanto saranno incrementati i soldati nelle strade di Roma, quindi la tecnica dell’infiltrazione facilmente realizzabile. Bastano poche centinaia di euro a testa (o anche niente ndv) per raccogliere un paio di centinaia di ragazzotti ansiosi di scatenare la loro repressa violenza.   Anche a formalizzarsi una manifestazione pacifica, basteranno quei pochi giovani per scatenare la violenza; basterà bruciare qualche cassonetto, fracassare qualche vetrina, e, se la necessità dovesse richiederlo, anche il lancio di qualche bomba molotov. Il tutto sufficiente a scatenare la verve repressiva di selezionati reparti delle forze dell’ordine, che dichiareranno di essere insufficienti per contrastare la folla (per la prima volta sarà aumentata la stima dei presenti, per innalzare il livello di pericolo); interverranno i ministri competenti, in pieno accordo con il CdM e con il presidente del consiglio, per allertare rinforzi fino alla “necessità” di esercitare la repressione, la  più violenta possibile.<br />
Si dirà che la democrazia era in pericolo, perché il complotto super-nazionale voleva sovvertire l’ordine voluto dagli elettori; così democraticamente, in difesa della democrazia, verrà soffocata  (non è improbabile anche nel sangue !) una libera e democratica manifestazione che ha osato chiedere le dimissioni dell’incensurato  in forza delle sue stesse leggi che lo assolvono.<br />
Spero che gli organizzatori della manifestazione provvedano a chiedere la presenza di osservatori internazionali, palesando i rischi che si presentano come certezze.<br />
..<br />
<strong>Non vorrà prendersi il merito ! </strong><br />
Rosario Amico Roxas</p>
<p><strong>L&#8217;Ocse vede la ripresa, Italia al top<br />
B: noi sesta nazione più ricca</strong><br />
(Il Messaggero del  7 novembre)</p>
<p>Quando il cavaliere predicava la sua criminale ricetta contro la crisi, invitando, sollecitando, stimolando la gente a spendere, a sperperare. Come se nulla fosse, per avvantaggiare i soliti sciacalli che vendono apparenze, superficialità, il popolo italiano ha reagito a suo modo, riversandosi nel risparmio, nelle certezze dell’economia familiare.<br />
Così la massa dei risparmi degli italiani supera il volume del debito pubblico, offrendo all’analisi delle valutazioni internazionali un panorama unico nel mondo occidentale.<br />
Se il popolo avesse seguito i suggerimenti provenienti dalla incosciente e incompetente predicazione del cavaliere, oggi, con la perdita dei posti di lavoro, con il consolidarsi della crisi rivolta verso il superfluo, ci ritroveremmo nelle condizioni di quella incosciente America che ha provocato questa crisi dilatando enormemente il GAP tra pochi ricchissimi (lobby delle armi, dell’energia, petrolieri, case farmaceutiche –con in testa la Roche e l’imposizione del panico planetario per vendere quel suo inconcludente tamil-) e l’intera popolazione afflitta dall’aumento dei prezzi e dalla disoccupazione galoppante.<br />
L’Italia supererà questa crisi meglio di molte nazioni occidentali, MALGRADO questo presidente del consiglio abbia esercitato tutti i mezzi a sua disposizione per condurre la nazione allo sfacelo.<br />
..<br />
<strong>Mariapia</strong></p>
<p><em>Questo è il paese dei balocchi, il paese di Pinocchio, e quelli che lo guidano stanno cercando di portare i cittadini italiani al mercato per venderli come somari,  e attraverso la pubblicità, e ci stanno quasi riuscendo.<br />
Resto sempre con la piccola speranza che ci  si possa svegliare, uscire dalla favola becera del mago-nano e diventare cittadini normali.</em><br />
..<br />
Pia segnala:<br />
<strong>Campo della Gloria del cimitero monumentale di Milano , 1 novembre 2009- Intervento di Mons. Gianfranco Bottoni a nome dell’arcivescovado della Diocesi di Milano </strong></p>
<p>La memoria dei morti qui, al Campo della Gloria, esige che ci interroghiamo sempre su come abbiamo raccolto l’eredità spirituale che Caduti e Combattenti per la Liberazione ci hanno lasciato.<br />
Rispetto a questo interrogativo mai, finora, ci siamo ritrovati con animo così turbato come oggi. Siamo di fronte, nel nostro paese, ad una caduta senza precedenti della democrazia e dell’etica pubblica. Non è per me facile prendere la parola e dare voce al sentimento di chi nella propria coscienza intende coniugare fede e impegno civile. Preferirei tacere, ma è l’evangelo che chiede di vigilare e di non perdere la speranza.<br />
E’ giusto riconoscere che la nostra carenza del senso delle istituzioni pubbliche e della loro etica viene da lontano. Affonda le sue radici nella storia di un’Italia frammentata tra signorie e dominazioni, divisa tra guelfi e ghibellini. In essa tentativi di riforma spirituale non hanno potuto imprimere, come invece in altri paesi europei, un alto senso dello stato e della moralità pubblica. Infine, in questi ultimi 150 anni di storia della sua unità, l’Italia si è sempre ritrovata con la “questione democratica” aperta e irrisolta, anche se solo con il fascismo l’involuzione giunse alla morte della democrazia. La Liberazione e l’avvento della Costituzione repubblicana hanno invece fatto rinascere un’Italia democratica, che, per quanto segnata dal noto limite politico di una “democrazia bloccata” (come fu definito), è stata comunque democrazia a sovranità popolare.<br />
La caduta del muro di Berlino aveva creato condizioni favorevoli per superare questo limite posto alla nostra sovranità popolare fin dai tempi di “Yalta”. Infatti la normale fisiologia di una libera democrazia comporta la reale possibilità di alternanze politiche nel governo della cosa pubblica. Ma proprio questo risulta sgradito a poteri che, già prima e ancora oggi, sottopongono a continui contraccolpi le istituzioni democratiche. L’elenco dei fatti che l’attestano sarebbe lungo ma è noto.<br />
Tutti comunque riconosciamo che ad indebolire la tenuta democratica del paese possono, ad esempio, contribuire:  campagne di discredito della cultura politica dei partiti; illecite operazioni dei poteri occulti; monopolizzazioni private dei mezzi di comunicazione sociale; mancanza di rigorose norme per sancire incompatibilità e regolare i cosiddetti conflitti di interesse; alleanze segrete con le potenti mafie in cambio della loro sempre più capillare e garantita penetrazione economica e sociale; mito della governabilità a scapito della funzione parlamentare della rappresentanza; progressiva riduzione dello stato di diritto a favore dello stato padrone a conduzione tendenzialmente personale; sconfinamenti di potere dalle proprie competenze da parte di organi statali e conseguenti scontri tra istituzioni; tentativi di imbavagliare la giustizia e di piegarla a interessi privati; devastazione del costume sociale e dell’etica pubblica attraverso corruzioni, legittimazioni dell’illecito, spettacolari esibizioni della trasgressione quale liberatoria opportunità per tutti di dare stura ai più diversi appetiti…<br />
Di questo degrado che indebolisce la democrazia dobbiamo sentirci tutti corresponsabili; nessuno è esente da colpe, neppure le istituzioni religiose. Differente invece resta la valutazione politica se oggi in Italia possiamo ancora, o non più, dire di essere in una reale democrazia. È una valutazione che non compete a questo mio intervento, che intende restare estraneo alla dialettica delle parti e delle opinioni. Al di là delle diverse e opinabili diagnosi, c’è il fatto che oggi molti, forse i più, non si accorgono del processo, comunque in atto, di morte lenta e indolore della democrazia, del processo che potremmo definire di progressiva “eutanasia” della Repubblica nata dalla Resistenza antifascista.<br />
Fascismo di ieri e populismo di oggi sono fenomeni storicamente differenti, ma hanno in comune la necessità di disfarsi di tutto ciò che è democratico, ritenuto ingombro inutile e avverso. Allo scopo può persino servire la ridicola volgarità dell’ignoranza o della malafede di chi pensa di liquidare come “comunista” o “cattocomunista” ogni forma di difesa dei principi e delle regole della democrazia, ogni denuncia dei soprusi che sono sotto gli occhi di chiunque non sia affetto da miopia e che, non a caso, preoccupano la stampa democratica mondiale.<br />
Il senso della realtà deve però condurci a prendere atto che non serve restare ancorati ad atteggiamenti nostalgici e recriminatori, ignorando i cambiamenti irreversibili avvenuti negli ultimi decenni. Servono invece proposte positivamente innovative e democraticamente qualificate, capaci di rispondere ai reali problemi, alle giuste attese della gente e, negli attuali tempi di crisi, ai sempre più gravi e urgenti bisogni del paese. Perché finisca la deriva dell’antipolitica e della sua abile strumentalizzazione è necessaria una politica nuova e intelligente.<br />
Ci attendiamo non una politica che dica “cose nuove ma non giuste”, secondo la prassi oggi dominante. Neppure ci può bastare la retorica petulante che ripete “cose giuste ma non nuove”. È invece indispensabile che “giusto e nuovo” stiano insieme. Urge perciò progettualità politica, capacità di dire parole e realizzare fatti che sappiano coniugare novità e rettitudine, etica e cultura, unità nazionale e pluralismi, ecc. nel costruire libertà e democrazia, giustizia e pace.<br />
Solo così, nella vita civile, può rinascere la speranza. Certamente la speranza cristiana guarda oltre le contingenza della città terrena. E desidero dirlo proprio pensando ai morti che ricordiamo in questi giorni. La fede ne attende la risurrezione dei corpi alla pienezza della vita e dello shalom biblico. Ma questa grande attesa alimenta anche la speranza umana per l’oggi della storia e per il suo prossimo futuro. Pertanto, perché questa speranza resti accesa, vorrei che idealmente qui, dal Campo della Gloria, si levasse come un appello a tutte le donne e gli uomini di buona volontà.<br />
Vorrei che l’appello si rivolgesse in particolare a coloro che, nell’una e nell’altra parte dei diversi e opposti schieramenti politici, dentro la maggioranza e l’opposizione, si richiamano ai principi della libertà e della democrazia e non hanno del tutto perso il senso delle istituzioni e dell’etica pubblica. A voi diciamo che dinanzi alla storia &#8211; e, per chi crede, dinanzi a Dio &#8211; avete la responsabilità di fermare l’eutanasia della Repubblica democratica. L’appello è invito a dialogare al di là della dialettica e conflittualità politica, a unirvi nel difendere e rilanciare la democrazia nei suoi fondamenti costituzionali. Non è tempo di contrapposizioni propagandistiche, né di beghe di basso profilo.<br />
L’attuale emergenza e la memoria di chi ha combattuto per la Liberazione vi chiedono di cercare politicamente insieme come uscire, prima che sia troppo tardi, dal rischio di una possibile deriva delle istituzioni repubblicane. Prima delle giuste e necessarie battaglie politiche, ci sta a cuore la salute costituzionale della Repubblica, il bene supremo di un’Italia unitaria e pluralista, che insieme vogliamo “libera e democratica”.<br />
..<br />
<strong>Un carcere a  5 stelle</strong><br />
Rosario Amico Roxas</p>
<p>Prestigiacomo convince Alfano: Pianosa non riaprirà, no carceri in gioielli naturali<br />
(da Il Messaggero del 6 novembre)</p>
<p>Pianosa, perla dell’arcipelago toscano, adesso parco naturale, secondo Alfano potrebbe riaprire i battenti come carcere di massima sicurezza, ma con i comfort di alta ospitalità; ma si oppone la Prestigiacomo che non ha capito le vere intenzioni del guardasigilli.<br />
L’idea iniziale sarebbe stata quella di operare ulteriori migliorie alla struttura carceraria, immersa in un parco naturale; una specie di carcere a 5 stelle, dove ospitare carcerari illustri, abituati a ville da mille e una escort.<br />
Ma è intervenuta la Prestigiacomo a dirimere la controversia che sarebbe certamente sorta nella individuazione degli aventi diritto a tale trattamento. Facendo un rapidissimo calcolo la ministra ha evidenziato l’insufficienza dei posti per soddisfare la domanda.<br />
Così per evitare un ulteriore e devastante conflitto di interesse, Pianosa non aprirà, piuttosto sarà costruito un carcere con i crismi richiesti dagli aspiranti… ma ci vorrà del tempo…!<br />
Niente paura, tra una prescrizione e l’altra il tempo passa !!!<br />
..<br />
<strong>L&#8217;acqua che non mi appartiene</strong><br />
(No alla privatizzazione dell&#8217;acqua)</p>
<p><em>Non ho diritto di bere.</em></p>
<p><em>Non ho diritto di possedere<br />
ciò che mi compone.</em></p>
<p><em>Ogni goccia è mancanza<br />
e reca con sé<br />
il silenzio di chi non l&#8217;ha difesa.</em></p>
<p><em>Ogni respiro è sete d&#8217;affanno,</em></p>
<p><em>d&#8217;acqua che non arriva,<br />
che non casca e non bagna la guerra,</em></p>
<p><em>o di noi,<br />
prosciugati per terra</em>.</p>
<p>Giorgia Vezzoli<br />
..<br />
<strong>Dove sono quelli</strong><br />
Viviana</p>
<p>Dove sono quelli che urlavano che si doveva votare Berlusconi per salvare la sicurezza in Italia, per rafforzare la giustizia, per impedire che il paese fosse razziato dagli albanesi che rubavano in villa o dai senegalesi che mettevano il tappetino?</p>
<p>Dove sono quelli che parlavano di democrazia diretta e diritti del territorio e ora il territorio lo scempiano la democrazia la strangolano per gli interessi di uno e dei suoi accoliti?</p>
<p>Dove sono quelli che urlavano che la Rai e l&#8217;informazione sono dei comunisti da 60 anni? che elencavano puntigliosamente come presunti comunisti pallidi organi di informazione dicendo che il povero B ne era accerchiato, che rifiutavano testardamente di vedere che l&#8217;unico nemico del pluralismo dell&#8217;informazione, della democrazia è proprio quel B di cui rifiutano di vedere l&#8217;avidità, la soperchieria, gli istinti dittatoriali in un disegno criminale e micidiale?</p>
<p>Dove sono quelli che attaccavano con accanimento Prodi per aver fatto una donazione ai figli usufruendo di una legge esistente, mentre rifiutano testardamente di vedere un B che le leggi le corrompe con interi sistemi legislativi e pezzi fondamentali della Costituzione smantellati, tradendo fin i principi fondamentali, per proseguire indisturbato i suoi sporchi interessi di furto, rapina e collusione con la criminalità a danno di un intero paese?</p>
<p>Dove sono quelli che urlavano alla necessità della guerra e della morte di interi popoli e alla devastazione di interi stati per &#8220;esportare la democrazia&#8221;, e ti sbattevano i loro insulti in faccia quando parlavi di pacifismo? E ancor oggi dopo un fallimento inenarrabile e cumuli di morti hanno la faccia di dire che dobbiamo stare in Afghanistan? E sono gli stessi che odiano i migranti e che aggrediscono i diversi?</p>
<p>Dove sono quelli che continuano a difendere il delirio di un neoliberismo davanti a un mondo in rovina, con un ecoclima devastato, rifiutando di salvare l&#8217;aria e la Terra e il mare, sull&#8217;orlo di un precipizio colossale che ci sterminerà tutti, con gli inutili G8 totalmente privi di volontà di bene, incapaci di migliorare l&#8217;ambiente, incapaci di mettere regole alla finanza, incapaci di frenare l&#8217;aumento della miseria e della fame, e continuano a elogiare il profitto, l&#8217;avidità, l&#8217;egoismo?</p>
<p>Sono sempre gli stessi, virus del mondo, sciagura della Terra, dominio di Satana, sempre gli stessi sciagurati che oggi agitano un crocefisso di cui non capiscono il senso perché l&#8217;unico loro dio è l&#8217;egoismo.</p>
<p>Vorrei avere qui davanti tanti con cui ho lottato sul web e di persona, che erano così pieni di insulti e di insolenza, tanti il cui fallimento palese è stato dimostrato dai fatti e che difendevano cose abominevoli e ne difendono ancora</p>
<p>Ricordo un assatanato che diceva di vivere in USA e difendeva a spada tratta il sistema sanitario americano respingendo come colossali bugie le critiche a un paese che si vanta di essere il più civile del mondo e vuole anche esportare la sua democrazia ed ergersi a sceriffo mondiale, quando 60 milioni dei suoi cittadini non hanno nemmeno cure sanitarie e vanno in crisi per una appendicite, uno Stato che non ha un servizio sanitario pubblico nazionale come ogni paese civile, dove, se una famiglia vuol mandare un proprio figlio all&#8217;università, deve cominciare a risparmiare appena nasce perché la cifra è pari all&#8217;acquisto di un appartamento di lusso.<br />
Ma lui strepitava che non è vero e che si voleva solo parlar male degli Stati uniti da sporchi comunisti.</p>
<p>Io vorrei sapere dov&#8217;è oggi quello strepitante  insolente che difendeva Bush e il sistema neoliberista come il migliore del mondo, quel sistema che il mondo oggi lo sta precipitando in un baratro senza che nessuno faccia nulla per modificarne le avide leggi di profitto e sopraffazione.</p>
<p>E vorrei sapere dove sono tutti i grandi difensori &#8220;dello stile anglosassone&#8221;, i grandi difensori del neoliberismo, del sistema plutocratico americano, del potere per il potere, della difesa della Banca Mondiale, della Banca Europea, dell&#8217;arbitrio folle dell Borsa, dello strapotere delle corporazioni, della dittatura  dei grandi magnati, della svendita della politica agli squali sorretti dalla parte più marcia e corrotta del sistema.</p>
<p>Vorrei sapere dove sono tutti questi distruttori della Terra o di questo disgraziato paese che continuano a blaterare di un comunismo inesistente e continuano a degradare la democrazia e a rubare diritti agli uomini in nome della lotta a mostri immaginari mentre i mostri reali dominano indisturbati.</p>
<p>Vorrei averli tutti qui davanti e misurare la loro vergogna, salvo che il demonio continua a giurare il falso e la sua vergogna la sbandiera come un onore per trovare laidi imitatori.</p>
<p>Da dx o da sinistra solo chi ha i soldi governa e i partiti, di dx o di sinistra, gli fanno da scendiletto o ne sono soci di maggioranza. Rcordate i famosi &#8216;comunisti&#8217; di Veltroni, di D&#8217;Alema, di Violante,&#8230;con Colaninno, Calearo, Fazio, De Benedetti..?<br />
Il comunismo italiano è come il fantasma dell&#8217;opera, tutti ne parlano, nessuno ne ha mai visto la faccia. E’ l&#8217;alibi che permette al più feroce egoismo di procedere indisturbato.<br />
Ma chi tiene realmente in ostaggio il paese non è una ideologia, è il capitale.<br />
E il vero scomparso non è il comunismo, che qui non ha mai attecchito, è la democrazia.</p>
<p>Viviana Vivarelli<br />
..<br />
<strong>RIDIAMARO : &#8211; )</strong></p>
<p><em>LA PAZIENZA DEL POPOLO E&#8217; LA MANGIATOIA DEI POLITICI</em><br />
Cosimo<br />
..<br />
Quindi la RAI come l&#8217;Alitalia, messa in ginocchio poi venduta per un pezzo di pane ad amici?<br />
Panino<br />
..<br />
Sapete che i lavori parlamentari erano ricominciati dopo 10 giorni di ferie suppletive ma sono stati immediatamente rimandati &#8220;per assenza del numero legale&#8221;!!!!!!<br />
Brunetta, dove sei, impiccati!!!!!<br />
Viviana<br />
..<br />
Serenella<br />
.. UN ALTRO MORTO IN CARCERE A PARMA..<br />
Giuseppe Paladino.. 32 anni. Un pericolosissimo razziatore di monetine nei parchimetri.<br />
..<br />
Viviana<br />
La barzelletta del giorno<br />
<strong>De Benedetti propone di tassare i patrimoni!?!?</strong><br />
Ma non fatemi ridere che ci ho le labbra screpolate! : &#8211; )</p>
<p>&#8230;quali patrimoni tassiamo?<br />
quelli rimpiattati nei paradisi fiscali?<br />
quelli rientrati con lo scudo che impedisce di indagare sulla loro provenienza?<br />
quelli che pagano la camorra per il lavoro nero?<br />
quelli delle escort, dei trans e della coca?<br />
quelli del caro B, il più grande evasore d&#8217;Italia che pure si lamenta di essere troppo indagato?<br />
quelli dell&#8217;evasione più grande del mondo che ha permesso la formazione del deficit pubblico più grande del mondo?</p>
<p>Nel paese dei razziatori dove anche i vigilanti razzolano come possono e la polizia si allinea ai ricatti mafiosi, parlare di una taglia sulla razzia diventa particolarmente ridicolo.<br />
Hai mai visto la volpe cedere benevolmente al pollaio parte del pollo?<br />
..<br />
<strong>Enzo de Rosa</strong><br />
D&#8217;Alema gli ha dato le frequenze nel &#8216;99 e lui lo nomina ministro degli esteri europeo. Questa si che è opposizione<br />
..<br />
<strong>Un Cosentino oggi, un Corona domani</strong><br />
Viviana</p>
<p>Il fotografo Corona dice che se è condannato scappa in Brasile? Non scappa, non scappa..<br />
Questo è un paese all&#8217;incontrario<br />
Dove un paese in ostaggio si bea di mirare gli ostaggi del Grande Fratello invece di lottare per la sua libertà (grande metafora della stupidaggine umana).<br />
Dove può accadere persino senza meraviglia che il Pdl candidi Corona alle prossime elezioni perché è un bel ragazzo, dopotutto ha candidato intelligenze e moralità ben peggiori, dopotutto ha fatto la ola al family day a uno come B!<br />
Un paese dove il lavativo e inutile Sgarbi trova sempre consensi elettorali in qualche comune che lo vuole sindaco.<br />
E dove l&#8217;insopportabile, megalomane e assenteista Brunetta diventi addirittura Ministro per chissà quali meriti.<br />
E il più grande eversore, evasore e truffatore d&#8217;Italia è addirittura il padrone del vapore.<br />
Dove si dà la vigilanza del pollaio a volpi e faine.<br />
Dove non si può combattere la mafia per il semplice fatto che la politica viene ormai comandata dalla mafia.<br />
E dove le piazze sono talmente rimbischerite da sostenere coloro per i quali avevano tuonato vendetta e vergogna.<br />
Che ha di peggio Corona di fronte a certi candidati?  Non capita forse che si candidi uno come Cosentino? O che si porti la propria succhiatrice preferita alla carica di Ministro? O che si affidi l&#8217;istruzione pubblica ad una tizietta presentata dal giardiniere? O si dia l&#8217;ambiente a una imprenditrice già accusata di offesa all&#8217;ambiente? O la commissione antimafia a chi ci racconta che Ilaria Alpi morì perché era andata a fare i bagni in Africa?<br />
Non capita forse qui che al posto dello stanco Bertolaso si pensi di mettere quello Scelli che si coprì di infamità con la Croce Rossa?<br />
E che si continui a proporre impresentabili come Bassolino o Loiero? O si porti ancora avanti la politica scellerata di inciuci di D&#8217;Alema?<br />
Questo non è il paese del sole, è il paese all&#8217;incontrario, il paese degli scemi e dei folli<br />
e in un tale paese io Corona lo farei Ministro della Cultura, cul-tura alternativa si intende.<br />
..<br />
Viviana<br />
<strong>Bello il museo degli eroi di Arcore:</strong></p>
<p>Provenzano<br />
Ciancimino<br />
Mangano<br />
i Corleonesi<br />
Previti<br />
Dell&#8217;Utri<br />
i Letizia<br />
i boss del narcotraffico colombiano<br />
Licio Gelli<br />
la Banca Rasini</p>
<p>accanto agli eroi di casa nostra<br />
gli eroi di Cosa Nostra<br />
e Maroni ci viene pure a raccontare che combatte la mafia!<br />
Dimenticavo Mambro e Fioravanti che furono presentati come eroi da Dell’Utri a Firenze ai giovani azzurri perché prendessero esempio!<br />
A chi la raccontano della riforma della giustizia???? A chi????<br />
..<br />
<em>Ber: Vogliono la banda larga<br />
Bos: E tu che hai risposto?<br />
Ber: Che nella banda ci siamo solo noi e non si allarga a nessuno!</em></p>
<p><em>Vukic</em></p>
<p><img src="http://temi.repubblica.it/UserFiles/micromega-online/Image/processi_bassa2.gif" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p>htt://masadaweb.org</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MASADA n° 1030. 11-11-2009. Numicco]]></title>
<link>http://masadaweb.org/2009/11/12/masada-n%c2%b0-1031-11-11-2009-numicco/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 16:45:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
<guid>http://masadaweb.org/2009/11/12/masada-n%c2%b0-1031-11-11-2009-numicco/</guid>
<description><![CDATA[Nunzio Miccoli ha inviato tanti articoli a Masada. Oggi li pubblichiamo tutti. IL SISTEMA DELLE BANC]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://images.artnet.com/artwork_images_260_480862_igor-mitoraj.jpg" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p>Nunzio Miccoli ha inviato tanti articoli a Masada. Oggi li pubblichiamo tutti.</p>
<p><strong>IL SISTEMA DELLE BANCHE CENTRALI &#8211; GLOBALIZZAZIONE E DEMOCRAZIA &#8211; NOTE SULL’IRAN &#8211; LA SX ITALIANA OGGI &#8211; LA SCUOLA IN ITALIA &#8211; NUOVO ORDINE MONDIALE &#8211; IL SISTEMA DELLE BANCHE CENTRALI &#8211; LA FIDUCIA NELLA CATTEDRA  &#8211; NOTE SUL DIRITTO E LA GIUSTIZIA &#8211; LA LIBERTA’ DI PENSIERO &#8211; LA DEMOCRAZIA &#8211; LIBERISMO E STATALISMO<br />
</strong></p>
<p>Com’è noto, compito delle banche centrale dovrebbe essere controllare le altre banche ordinarie, emettere banconote, finanziare lo stato, contrastare le speculazioni sulla valuta nazionale e contrastare l’inflazione, evitando che l’incremento annuale di banconote superi l’incremento del reddito nazionale. Di fatto, queste sono astrazioni, come  quelle della costituzione, spesso baipassata dalle leggi ordinarie, del resto si sa che in Italia i controlli non si fanno o non funzionano.<br />
Il commendatore Giambattista Giuffrè, uomo dalla chiesa e detto banchiere di Dio, raccoglieva denaro a tassi elevati da organizzazioni religiose, al di fuori della legge bancaria, finché non sospese  i rimborsi; la Banca d’Italia, per sollevarlo dai guai, precisò che la sola raccolta o il solo impiego del risparmio senza sua autorizzazione, non violava la legge bancaria; in secondo tempo, la Banca d’Italia si pronunciò contro le casse peote del Veneto che, a favore di comitati laici locali, facevano lo stesso mestiere di Giuffrè, ma a tassi più bassi.</p>
<p><!--more--></p>
<p>La Banca d’Italia conosceva le irregolarità delle banche di Sindona, che avrebbero dovuto portare all’estromissione degli amministratori, all’amministrazione straordinaria ed alla loro liquidazione, ma non intervenne tempestivamente; anche Banca di Roma, Banco di Napoli e Banco di Sicilia, con il mancato controllo della Banca d’Italia, sono arrivate al dissesto ripianato dallo stato.<br />
La Banca d’Italia si decise in ritardo a sottoporre ad ispezione le banche di Sindona, che portarono alla scoperta di gravi irregolarità, però all’inizio preferì non procedere, affermando che non voleva  provocare serie turbative al sistema bancario; Andreotti difendeva Sindona e lo chiamava salvatore della lira, anche se aveva speculato sulla lira, d’accordo con Calvi e Ior, la banca del Vaticano.<br />
La Banca d’Italia accordò protezione a Calvi, presidente del Banco Ambrosiano, non difese adeguatamente la lira dagli attacchi speculativi, non perseguì per truffa e falso in bilancio Calvi, bene introdotto in Vaticano come Sindona,  mentre Guido Carli, governatore della Banca d’Italia, a favore dei dirigenti del Banco di Sicilia, propose l’irresponsabilità penale dei banchieri. Sulla vicenda Calvi, ci fu poca collaborazione da parte della Banca d’Italia con la magistratura ed omissione di atti d’ufficio da parte della Banca Centrale, passarono mesi prima che la Banca d’Italia mandasse ispettori alla banca di Calvi.<br />
L’emissione di banconote inconvertibili e con circolazione fiduciaria, sono il più grosso business della terra; con l’emissione di banconote da parte degli istituti centrali, lo stato paga alla banca centrale interessi passivi che aumentano il suo debito; ciò è accaduto perché lo stato ha rinunciato ad emettere direttamente denaro, vietandone la stampa anche ai privati, ma permettendone la stampa ad un’istituzione privata come la Banca Centrale, controllata da banche ordinarie. Oggi però, in alcuni paesi, si emettono anche banconote locali senza interessi.<br />
Dopo l’unità, diverse banche italiane emettevano banconote, poi questa facoltà fu riservata alla Banca d’Italia; fin dalla prima guerra mondiale, il Banco di Roma e il Banco di Sconto erano alleate della Banca d’Italia, mentre le banche commerciali del nord, come il Credito Italiano e la Banca Commerciale, erano all’opposizione, la Banca d’Italia preferiva essere a fianco di banche speculative.<br />
Oggi le prerogative e l’autonomia delle Banca d’Italia e delle banche in generale sono difese strenuamente dalla sx, le banche sono lobby che finanziano i partiti; prima del recente crack finanziario, nei tribunali italiani giacevano tante denunce a carico delle banche ed i magistrati non procedevano contro di esse, tante volte i magistrati hanno rinunciato volontariamente alla loro indipendenza, per favorire lo stato, un partito o potenti in generale.<br />
Bisogna ricordare che il mercato, indipendentemente dal fatto che sia una cosa buona o cattiva,  è stato spesso contrastato da stato e corporazioni, però ha sempre dominato nelle istituzioni; nella Roma dei papi si faceva mercato di sentenze e la Sacra Rota non volle correggersi, il peccato di simonia dei papi era quasi una costante; perciò oggi le lobby commissionano a parlamento e governo leggi a loro favorevoli, inviando in cambio cesti di denaro; è così che funziona la nostra democrazia, la sovranità del popolo è una chimera.<br />
Già nel III secolo i vescovi facevano gli strozzini, ad Antiochia, Alessandria e Roma e questa pratica continuò nei secoli, i vescovi erano spesso usurai o banchieri, anche se generalmente si avvalevano di prestanomi; anche Gregorio XVI (1831-1846) aprì scuole d’usura e nel XX secolo il cardinale Giordano di Napoli è stato inquisito per usura, poi prosciolto dalla magistratura; a Venezia erano stati usurai il doge Sebastiano Ziani (1172-1178) e il doge Nicola Tron (1471-1473); chi faceva l’usuraio, non disdegnava fare anche il pirata e lo schiavista, comunque, i potenti esercitavano l’usura o la finanza tramite prestanomi, spesso ebrei, che erano poi odiati dal popolo.<br />
Il denaro amministrato da finanzieri ebrei non è stato mai loro perché le banche, per definizione, amministrano denaro degli altri, anche quelle che operano all’ingrosso ed anche le finanziarie di famiglia quotate in borsa; i principi autorizzavano gli ebrei a fare tassi usurai perché guadagnavano di più sui loro capitali e li potevano passare meglio, poi gli ebrei erano indicati al popolo come usurai.<br />
Per prevenire l’usura, nel 1492 nacque a Perugia il primo Monte di Pietà, queste nuove istituzioni  prestavano ai poveri ad interessi bassi, che servivano a coprire solo le spese, erano cioè senza profitto, i loro capitali erano forniti dai comuni e dalla carità. Oggi i monti di pietà sono stati assorbiti dalle banche ordinarie, fanno prestiti con garanzie in oro e quindi i relativi tassi dovrebbero essere più bassi di quelli dei comuni prestiti bancari, ma non è così, anzi sono più alti; forse le banche non si vogliono fare troppi danni agli usurai, i quali sono in aumento, hanno affidamenti in banca a tassi di favore, cioè sono amici delle banche e, come le banche, sono raramente perseguiti dalla magistratura “indipendente”.<br />
Per quanto riguarda le norme contro il riciclaggio di denaro mafioso, che ha previsto i certificati antimafia, che hanno creato complicazioni solo ai piccoli imprenditori onesti, questo riciclaggio in attività legali è stato ostacolato in Italia ma è tranquillamente accettato negli altri paesi dell’Europa occidentale, dove i capitali mafiosi sono regolarmente investiti; è come se ci fosse un accordo tacito dell’élite mondialista, in Italia si delinque, però i relativi alti proventi si possono investire legalmente solo all’estero.<br />
In passato l’economia criminale, basata su traffico di schiavi, usura, racket, brigantaggio, pirateria e contrabbando, ha arricchito dei centri marittimi in tutto il mondo, ora pare che dall’elite sia venuta una direttiva che tollera le attività illegali in Italia, ma i relativi profitti devono essere investi all’estero, in Svizzera, Germania, Scozia e Spagna, dove chi beneficia di questi investimenti ne conosce l’origine ma fa finta di niente e li accetta. Sarebbe meglio che lo stato italiano, invece di ospitare a palazzo e tollerare i mafiosi, perseguisse i loro crimini invece di inseguire il riciclaggio.<br />
Speculatori italiani e internazionali si sono arricchiti con le periodiche svalutazioni della lira, con la passività della Banca d’Italia che doveva prevenirle e contrastarle; per favorire le svalutazioni della lira, si alimentarono anche crisi di governo e terrorismo; allora gli italiani, che sono sempre contro tutti i loro governi ma vanno a votare, erano anche vittime del dogma dell’Unione Europea.<br />
Tanto denaro italiano, provento d’attività illecite criminali, evasioni, speculazioni sui cambi, speculazioni in generale, furti allo stato, alle aziende ed ai piccoli azionisti, affluì all’estero, principalmente in Svizzera e Usa e poi nei paradisi fiscali; fino a venti anni fa, questi miliardi andarono a pareggiare le rimesse che i poveri emigranti italiani facevano dall’estero in Italia, un’altra pagina di vergogna della classe dirigente italiana.<br />
Ancora, maggiori tasse, maggiori costi, maggiore burocrazia e omessi rimborsi fiscali alle imprese,  sono serviti ad incentivare gli investimenti all’estero ed a delocalizzare industrie, provocando crisi occupazionale e di consumi in Italia; il fatto è che i gli imprenditori capitani di ventura, prestanome e soci dell’élite, non sono ideologici come i militanti di partito e seguono solo i loro interessi, perciò sono stati protezionisti quando in Italia i costi erano bassi e il paese si voleva industrializzare, mentre oggi sono liberisti perché preferiscono produrre all’estero a costi più bassi e poi importare i loro prodotti in Italia.<br />
Mentre in Italia non affluivano investimenti dall’estero, fino a poco tempo fa, l’esportazione di capitali dall’Italia era soprattutto di provenienza illecita oppure erano esportazioni valutarie del Vaticano; ora, grazie alla nostra classe politica ottusa, con la liberalizzazione del movimento dei capitali, attraverso i moderni circuiti finanziari, anche i piccoli risparmiatori esportano all’estero i loro risparmi di una vita, risparmi che poi sono polverizzati dalla note insolvenze finanziarie; ciò è accadito mentre la nostra costituzione afferma di tutelare il risparmio (art.47), un’altra delle promesse della costituzione.<br />
Ci sono dirigenti politici, bancari e industriali che, al servizio dell’élite, hanno  promosso speculazioni, però, poiché rispondevano di atti ispirati dai loro padroni occulti e potevano ricattare, erano  remunerati bene;  purtroppo poi hanno affidato i loro risparmi alla speculazione internazionale e li hanno perduti ed oggi non hanno il coraggio di lamentarsi perché dovrebbero spiegare dove hanno preso tutti quei soldi.<br />
Il progetto di nascita di un nuovo Nuovo Ordine Mondiale si fonda anche su una valuta  unica  per il commercio internazionale, ma anche su un unico governo mondiale autoritario; oggi, per prevenire la crisi del dollaro, pare che anche Russia e Cina non siano contrarie alla moneta unica. Le grandi emissioni di dollari da parte della Federal Reserve, giustificate dalla crisi americana e dalle necessità di bilancio americane, possono alimentare inflazione e svalutazione del tasso di cambio del dollaro.<br />
La Cina teme questa svalutazione perché è il primo creditore degli Usa e non  vuole che i suoi crediti si svalutino, perciò propone di ampliare il ruolo dei diritti speciali di prelievo del Fondo Monetario Internazionale e propone anche il ritorno ad un regime di cambi fissi, come al tempo degli accordi di Bretton Woods, il che però presuppone più valute e non una valuta unica. Bisogna dire però che i cambi fissi non erano sempre fissi, perché erano periodicamente aggiustati dalle autorità monetarie, spesso in accordo, con le svalutazioni, cioè erano fissi ma periodicamente aggiustabili; sulle svalutazioni c’era chi guadagnava e chi perdeva, come in borsa.<br />
Attualmente i Diritti Speciali di Prelievo del Fondo Monetario Internazionale si fondano su quattro valute, cioè dollaro, euro, yen e sterlina, perciò la Cina ha chiesto un allargamento del paniere; i cinesi temono che, visto che attualmente esiste la contrarietà ad accettare il dollaro come moneta di pagamento, si potrebbe arrivare  ad un blocco del commercio internazionale e ad una grande depressione, con la caduta delle loro esportazioni e della loro produzione.<br />
Nel Nuovo Ordine Mondiale, la banca centrale del sistema, presumibilmente la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea, avrebbe la funzione di sorveglianza  e godrebbe di linee di credito da parte delle banche centrali nazionali, non sarebbe alla mercé delle legislazioni nazionali e dei governi, ma potrebbe essere sotto il controllo del G20 o di un’Autorità Monetaria Globale, banche e finanziarie dovrebbero registrarsi presso questa autorità.<br />
Un sistema monetario basato su cartamoneta o moneta di conto elettronica si finanzia da se e non ha bisogno di contributi statali  o di banche o finanziarie, funzione monetaria e contributi statali  servirebbero a rafforzare il governo mondiale perché, con il controllo della moneta, si controllano gli stati. Si dice che la nuova banca centrale e la moneta unica dovrebbero servire a scongiurare un’altra crisi finanziaria, ma nessuno lo può garantire; attualmente fondi speculativi, fondi sovrani islamici e private equity, diversamente dalle banche, sono esenti da regolamentazione, perciò un nuovo regolamento dovrebbe disciplinare queste attività e prevedere sanzioni, però i sudditi non devono sperare molto.<br />
Anche il barone David Rothschild  è a favore del progetto di un Nuovo Ordine Mondiale, la moneta unica riduce la sovranità degli stati e dei popoli, supera  il concetto di collaborazione economica e di alleanza tra nazioni, implicherebbe un corpo di leggi imposte agli stati aderenti, secondo il modello dell’Unione Europea; anche l’Europa dispone di leggi, di una corte suprema ed di una valuta, perciò l’Europa potrebbe essere l’esempio per il nuovo progetto.<br />
Un mercato finanziario globale implicherebbe un dominio globale di certe leggi su tutta la terra o sui paesi che partecipano al sistema; poiché il nuovo governo globale tenderebbe all’efficienza, sarebbe per forza antidemocratico, infatti, la democrazia è anche paralizzante. L’esperienza insegna che quando i singoli paesi dell’Unione Europea  si sono rivolti agli elettori  su dei progetti di maggiore coesione, sono stati anche  sconfitti, anche per questo l’Italia preferisce non consultarli, quindi questi referendum dovrebbero essere banditi; oggi le democrazie sono in crisi o sono una truffa, mentre soprattutto i regimi autoritari del terzo mondo paiono poco efficienti, perciò, secondo il Nuovo Ordine Mondiale, tutti gli stati necessitano di regolamentazione o direzione esterna.<br />
Come data fatidica per il progetto si prospetta il 2025, per quella data alcuni integralisti islamici affermano che il mondo sarà islamizzato, strana coincidenza, forse pianificata dall’élite che desidera un nuovo ordine medievale ed uomini schiavi. Un’altra data fatidica è il 2012, che è vicina, per allora vedremo cosa ci stanno preparando.<br />
Oggi. accanto al progetto della valuta unica, accanto alle valute nazionali, esistono progetti  di valute regionali asiatiche, americane, eccetera, con accordi continentali tra paesi; purtroppo, sono tanti i paesi che considerano più importane lo sviluppo economico che la democrazia, la quale nello stesso occidente è falsata da leggi, politica, religione ed economia; con il Nuovo Governo Mondiale,  il popolo consegnerà totalmente il potere nelle mani di èlite internazionali, mentre attualmente lo fa, con una delega in bianco, nelle mani di politici  nazionali, con il sistema elettorale rappresentativo.<br />
Le banche centrali nazionali,  che sono istituzioni private in mano a banche, fino ad oggi hanno  agito  in coordinamento, anche per svalutare valute, sotto il controllo della Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea, che è pure un’istituzione privata, perché sotto il controllo delle banche centrali. Lo schema è lo stesso della Banca d’Italia, della Banca d’Inghilterra e delle Federal Reserve, che appartengono alle banche, ma dovrebbero controllare le banche.<br />
Prima della banconote degli Istituti centrali, erano esistiti certificati rappresentativi di beni emessi da privati che circolavano come denaro, biglietti di stato che attestavano un credito verso lo stato e circolavano come denaro, inoltre esistevano gli assegnati della rivoluzione francese, che all’inizio erano garantiti dalla terra espropriata agli aristocratici e alla chiesa. Con le banconote inconvertibili delle banche centrali, sulle quali gli stati pagano interessi, tutto cambiò e la circolazione divenne solo fiduciaria, quindi oggi le banconote ufficiali sono garantite da niente, cioè sono a corso forzoso e inconvertibili in oro.<br />
Durante la Grande depressione degli anni trenta, poiché la disoccupazione era alta e mancava il denaro, nacquero valute complementari locali in Europa e Usa, queste favorirono scambi e produzione; attualmente le valute locali operano legalmente il 35 paesi. Queste monete locali pare che rimettano in moto l’economia e non prevedono interessi a favore della Banca Centrale, come avviene con la moneta nazionale.<br />
Nel 1995, forse a causa delle ricette del FMI sulle privatizzazioni,  l’Argentina subì il tracollo e in quel paese la gente cedeva beni in cambio di tagliandi regionali, poi nacque una Rete di Scambio Globale con una valuta complementare, l’iniziativa fu poi imitata da altri paesi sudamericani; oggi queste valute locali potrebbero affiancare quella unica mondiale, dopo aver debellato stati nazionali e relative monete.<br />
Oggi in Nordamerica sono disponibili oltre 30 valute cartacee complementari, gli americani sono spesso senza dollari e tanti dollari, a causa del deficit della bilancia valutaria americane e del ruolo del dollaro come moneta di riserva, sono detenuti all’estero; queste monete, se sono accettate, stimolano l’economia locale, creano posti di lavoro e sono garantite solo dal lavoro muscolare; sono valute indipendenti dal governo e dalle banche, ragguagliate in dollari od ore lavoro; sono rappresentate da tagliandi, tengono unite le comunità locali ed aiutano agricoltori e commercio.<br />
Oggi non è più necessario stampare moneta, perché i regolamenti monetari possono avvenire per via elettronica, perciò negli Usa la moneta elettronica è anche moneta complementare, non  prevede né imposte, né interessi, né scadenze, né riserve; si prendono a credito beni e servizi e si restituiscono altri beni e servizi, come nel baratto che precedeva la moneta, questi sistemi di pagamento si sono diffusi.  Purtroppo, poiché a volte questi debiti non sono restituiti, si sono richieste garanzie a copertura dei debiti; è da notare che, con queste valute complementari, riconosciute solo da comunità locali, tasse, utenze e benzina sono comunque pretese in valute nazionali, perciò, chi vuole certi servizi, ha bisogno della valuta legale.<br />
Per quando riguarda l’Islam, con i suoi ricchi fondi sovrani, poiché il corano vieta l’usura, con artifici si è tentato di eliminare  l’interesse, sostituito da contratti di riporto, società di venture capital anche temporanee e tassi di mora e rate maggiorate, che sono modi surrettizi per reintrodurre l’interesse e l’utile che scaturisce dalla finanza; però nell’Islam si progetta anche di  reintrodurre l’oro come moneta.<br />
La crisi monetaria e finanziaria non significa solo carenza di denaro, ma anche inflazione, la quale può essere sanata con il ritorno all’oro, assieme a platino, argento, carte di credito e moneta elettronica; sarebbe una scelta valida ma è osteggiata dalle banche e da chi sta loro dietro, perché  prosperano e s’ingrassano con il signoraggio bancario ed il signoraggio monetario; poi, quando decidono di far sparire i soldi guadagnati, nascondere scandali e speculazioni, si dicono insolventi e chiedono aiuto alla comunità.<br />
Le banche centrali lavorano segretamente ed in coordinamento, sotto la Banca dei Regolamenti Internazionali, tutte istituzioni private controllate da banche, le quali sanciscono il dominio di un sistema monetario speculativo, per favorire il quale in Usa, come in Italia, si abolì la separazione tra banche commerciali e banche d’affari. Da allora, le speculazioni finanziarie sono cresciute fino alla bancarotta attuale, con il declino dell’economia reale americana e lo sviluppo dei derivati, che sono spesso solo un gioco d’azzardo; però lo stato non dovrebbe garantire i debiti di gioco, ma  aiutare famiglie e piccole imprese produttive indebitate, la politica ha deciso una strada diversa.<br />
La dittatura dei banchieri di Maastricht e Lisbona, affermando di voler preservare il patto di stabilità, impone multe agli stati che superano il debito consentito, il che porta al restringimento del credito e fissa un limite al credito produttivo ma non ai salvataggi bancari. Attualmente l’economia è dominata dai sistemi monetari, invece che da quelli creditizi, con ridotta sovranità degli stati, perché il controllo centrale sulla moneta  è un modo surrettizio di governare, in barba alla sovranità popolare.<br />
La costituzione italiana tutela il risparmio (art. 47), è uno dei tanti sproloqui della nostra costituzione; i governi italiani, anche a causa della sudditanza verso l’oligarchia mondialista e verso la Banca dei Regolamenti Internazionali, alla quale è soggetta la Banca d’Italia, hanno portato a sistemi d’insolvenze che mortificano il risparmio, senza i necessari controlli statali o della banca centrale; a tale proposito, di fronte ad un crollo generalizzato del sistema finanziario, a nulla servono le garanzie statali sul risparmio, si sa che gli stati non mantengono promesse, cambiano le leggi in corso d’opera e, con le emissioni monetarie e l’aumento delle tariffe pubbliche,  alimentano l’inflazione; generalmente, ciò che è lecito per lo stato, non è lecito per i privati.<br />
Fascismo e nazismo furono sostenuti da un’alleanza internazionale di banchieri, il progetto dei sinarchisti voleva una fratellanza di finanzieri ed un’Europa autoritaria, perciò nel 1930 diedero vita alla Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS); gli artefici furono Montagiu Norman, governatore della Banca d’Inghilterra, Hjalmar Schacht, che divenne ministro dell’economia di Hitler e capo della Banca centrale tedesca e l’italiano Alberto Benedice, a capo della politica economica del fascismo.<br />
Benedice garantì la massima indipendenza della Banca d’Italia dal fascismo e perciò divenne vicepresidente della BIS, questa indipendenza della banca dal governo rimase anche in era repubblicana ed oggi è caldamente tutelata dalla sx;  lo scopo ufficiale era assicurare stabilità al sistema economico finanziario, controllare le anticipazioni al Tesoro, influenzare attività economica e commercio e regolare i cambi; erano tutti bluff perché si favorirono, soprattutto da parte dei banchieri, anche le speculazioni sui cambi, senza i necessari controlli da parte della Banca d’Italia.</p>
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<p><strong>GLOBALIZZAZIONE E DEMOCRAZIA</strong></p>
<p>Oggi oltre un miliardo e mezzo di persone non hanno accesso all&#8217;acqua potabile; nel 2020 saranno piu’ di tre miliardi. E’ un&#8217;utopia pensare che tutti nel mondo potranno disporre dell&#8217;acqua fra vent&#8217;anni? Quali sono le soluzioni percorribili? E’ giusto privatizzare e lasciare al mercato il compito di risolvere il problema?<br />
Un&#8217;alternativa esiste, ed e’ quella che viene proposta dal Manifesto dell&#8217;acqua, pubblicato ora anche in Italia, vincitore nel 2000 del Premio Internazionale delle scritture d&#8217;acqua.<br />
L&#8217;acqua non deve diventare il petrolio di domani.<br />
Contrariamente all&#8217;idea che l&#8217;acqua sia &#8220;l&#8217;oro blu&#8221;, questo testo afferma che essa deve essere considerata come bene comune, patrimonio dell&#8217;Umanita’.<br />
Propone inoltre la definizione e la messa in opera di un sistema pubblico di gestione delle risorse idriche organizzate dal livello locale a quello mondiale, avente anche la funzione di &#8220;tribunale&#8221; per la risoluzione dei conflitti e di garante dell&#8217;accesso per tutti nella quantita’ e qualita’ sufficiente alla vita.<br />
La sfida lanciata dal Manifesto dell&#8217;acqua si inserisce nella Campagna mondiale che coinvolge ONG, enti pubblici, governi e imprese private, e che sara’ portata avanti nelle scuole fino al 2006.<br />
Riccardo Petrella, economista politico (studi all&#8217;Universita’ di Firenze), e’ consigliere della Commissione Europea a Bruxelles e professore di mondializzazione presso l&#8217;Universita’ Cattolica di Lovanio (Belgio). Insegna anche alla &#8220;Libera Universita’ di Bruxelles&#8221; (sessione olandese).<br />
Presidente del Gruppo di Lisbona e’ collaboratore di &#8220;Le Monde Diplomatique&#8221; ed e’ stato per cinque anni presidente dell&#8217;Associatión des Amis de Le Monde Diplomatique.<br />
Militante, e’ un &#8220;operaio della parola&#8221; presente ovunque e’ possibile proporre soluzioni alternative alla mondializzazione dell&#8217;economia capitalistica di mercato.<br />
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<p><strong>NOTE SULL’IRAN</strong></p>
<p>Ciro in Grande (558-529 a.c.) adorava il dio del bene o Ahura Mazda, da cui derivò il mazdeismo o zoroastrismo; in una visione dialettica, i persiani credevano anche ad un dio del male, corrispondente al nostro diavolo; dopo la caduta di Babilonia, nel 538 a.c., Ciro consentì agli ebrei di tornare in Giudea. Il mazdeismo, durante la diaspora ebraica o esilio o cattività babilonese (586-538 a.c.) influenzò la teologia dei rabbini, i rabbini divennero dei riformatori religiosi e dei revisionisti dell’ebraismo, prendendo dai persiani la credenza nella resurrezione, nell’immortalità dell’anima e nell’inferno.<br />
Nel 331 a.c. Alessandro Magno conquistò l’impero persiano, però dalla metà del II secolo a.c. la Persia era di nuovo indipendente sotto la dinastia  persiana dei Parti, nel 227 d.c. questa fu sostituita da quella persiana dei Sassanidi; nel 648 la capitale persiana,  Persepoli, fu presa dagli Arabi, ma i persiani si convertirono completamente all’islamismo solo nell’IX secolo<br />
Nel 661 Alì, genero e cugino di Maometto  ed erede legittimo, nel corso di una congiura fu ucciso e andò al potere la dinastia araba Omayyade, che diede vita al canone islamico, nel 750 questa fu sostituita dalla dinastia persiana degli Abassidi, che governò a Bagdad fino al XIII secolo; i persiani, spesso in polemica con gli arabi,  non solo per motivi religiosi, seguivano i diritti del legittimo successore di Maometto, Alì, e perciò fondarono la versione islamica dello sciitismo, che aveva il clero dei mullah, monaci sufi ed aspettava un messia, il Mahadi.<br />
Il dominio turco sulla Persia andò dalla metà dell’XI secolo all’inizio del XIII, quello mongolo dal XIII al XIV secolo; nel XVI secolo il paese, sotto la dinastia dei Safavidi, originaria dell’Arzebaigian,  ottenne l’indipendenza. Gli sciiti avevano una gerarchia religiosa con a capo un  Imam o Guida ed al disotto il clero dei mullah; ogni Imam riceveva il suo potere dal precedente, l’Imam era la legge e la successione e degli Imam si riteneva miracolosa.<br />
Secondo lo sciitismo duedecimano, il dodicesimo Imam, al Mahadi, perseguitato da un califfo, era  stato nascosto da Allah in attesa del giorno in cui sarebbe stato rimesso sul trono, come nella parusia o regno di dio cristiano; alla fine dei tempi, questo salvatore sciita avrebbe ripristinato la giustizia sulla terra. Nel XVIII secolo la dinastia safavide cadde sotto i colpi di russi e afgani, questi secondi erano sunniti, poi il  paese tornò formalmente sotto una dinastia turca, ma fu diviso in sfere d’influenza tra russi ed inglesi; un trattato del 1907 sancì definitivamente che era un protettorato anglo-russo.<br />
Da quel momento, l’interesse per il paese da parte degli stranieri era dato principalmente dai suoi giacimenti petroliferi; alla fine del primo conflitto mondiale, la Russia si ritirò dal paese e vi dominò l’impero britannico con le sue compagnie petrolifere, mentre tra gli intellettuali del paese si diffondevano gli ideali marxisti d’origine bolscevica. Nel 1925 il generale Reza Khan, sostenuto dall’occidente, depose il re e si proclamò scià, nel 1935 cambiò nome al paese chiamandolo Iran o paese degli Arii; lo scià cercò di recuperare autonomia rispetto alle potenze estere e si accostò ai nazisti, perciò nel 1941 gli inglesi lo costrinsero ad abdicare.<br />
Gli successe il figlio Reza Pahlavi, che tentò alcune riforme, a cominciare dalla distribuzione della terra, il clero sciita era padrone di vasti latifondi, perciò nel 1961 lo scià fece una riforma agraria, nel 1967 per emancipare la donna, abolì il vecchio codice familiare d’influenza sciita, e abolì il velo; cercò anche di contenere lo strapotere delle compagnia petrolifere anglo-americane, accordandosi con la compagnia italiana l’Eni.<br />
Il clero sciita, colpito nei suoi interessi economici, utilizzò la fede dei contadini, che erano inebetiti dalla religione, per alimentare una rivolta contro lo scià, ora inviso anche alle compagnie petrolifere, che probabilmente tramavano nell’ombra. Vista la coalizione di forze contrarie allo scià Reza Pahlavi,  nel 1979 anche l’esercito e la polizia lo abbandonarono e questo lasciò il paese. Nello stesso anno  tornò a Teheran l’ayatollah Khomeini, osannato come fosse il dodicesimo Imam nascosto e tanto atteso.<br />
Così nacque una repubblica islamica teocratica, che combatté il dissenso e volle subordinare lo stato alla religione; la costituzione prevedeva un parlamento e un presidente, però le proposte di legge dovevano essere esaminate dal Consiglio dei Guardiani della Costituzione, fatto di dodici membri, sei erano teologi scelti dall’ayatollah, e sei erano giuristi nominati dal potere giudiziario; anche oggi il consiglio controlla che nessuna legge contrasti con il corano e con la visione sciita duodecimana sull’Islam.<br />
Ogni potere è nelle mani dall’ayatollah o Guida suprema, negli ultimi anni il nuovo ayatollah è divenuto Khamenei,  che dirige anche le forze armate;  il regime è sempre  sostenuto dai contadini, che sono molto religiosi, anche se, con l’industrializzazione, sono in parte immigrati in città. Il regime  persegue liberi pensatori politici e religiosi, gay ed è contro i diritti delle donne, ha abrogato le riforme civili dello scià e fin dal 1979 ha imposto nuovamente il velo alle donne.<br />
Con l’avvento alla direzione del potere civile di Ahmadinejad,  un ex pasdaran (in Iran i pasdaran sono i guardiani della rivoluzione o meglio della teocrazia, anche il fascismo fu definita una ruivoluzione); Ahmadinejad  è sempre sotto il controllo della Guida religiosa, anche se i poteri di uno stato non sempre lavorano in sintonia; comunque, oggi sembra che il paese abbia perso il consenso popolare, è avversato da donne e studenti,  gli iraniani vorrebbero sottrarsi alla Sharia e recuperare i diritti civili.<br />
Agenti della polizia religiosa controllano la moralità pubblica, che le donne non siano scoperte, che non usino smalto alle unghie e vesti attillate, che non mostrino i capelli e il volto o si bacino in pubblico; però il paese non è rassegnato a queste imposizioni, infatti, l’8.3.2007 la piazza a Teheran ha reagito e ci sono state, solo tra le donne, 40 arresti; il 21/4/2007 le donne arrestate furono 1300.<br />
Anche se nel paese, per merito dello scià e di questo regime, l’istruzione femminile si è diffusa, con  la teocrazia, le donne laureate che sostengono i diritti della donna, sono ostacolate nella carriera; spesso le donne sono torturate, frustate e impiccate  per adulterio. Oggi in Persia una bambina è penalmente responsabile a 9 anni, mentre i ragazzi a 15 anni; però, a causa soprattutto della reazione delle donne e degli studenti, il regime persiano pare molto nervoso e più insicuro di prima, perciò a volte pare più disponibile a fare concessioni.</p>
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<p><strong>LA SX ITALIANA OGGI</strong></p>
<p>Premesso che in politica esiste un gap tra teoria e pratica, cioè tra democrazia teorica e quella pratica, tra socialismo teorico e quello pratico, tra liberismo teorico e quello pratico e tra comunismo teorico e quello pratico; la prima considerazione banale da fare è che in politica la teoria è sempre meglio della pratica. Oggi la sx italiana, fatta di catto-comunisti ossequiosi alla chiesa e affini e laici timorosi di farsi sentire, ha le mani in pasta nell’economia e nel sottogoverno, è collusa con banche e Vaticano, che sono la stessa cosa, non vuole in realtà le riforme e non vuole cambiare niente.<br />
Come la dx, vuole conservare i privilegi; quando è stata al governo, per fare un esempio, non propose la reintroduzione della scala mobile per i lavoratori o la restituzione del fiscal dreg, tuttavia è sempre preoccupata di salvaguardare l’autonomia delle banche, che in Italia sono controllate dalla chiesa e finanziano i partiti, ma contano soprattutto sulla sx. La sua rivoluzione, la sx l’ha fatto occupando in gran parte l’apparato dello stato, il che ha favorito la carriera di alcuni dirigenti di sx, dimenticando i lavoratori, però pare che queste cose siano accadute in tutte le rivoluzioni, le quali servono solo a creare una nuova classe dirigente, cioè a favorire una rivoluzione ristretta a vantaggio di pochi.<br />
L’argomento della scala mobile non è ozioso, perché l’inflazione è dovuta anche al deficit di bilancio, all’emissioni monetarie, agli incrementi delle tariffe pubbliche, agli aumenti del costo delle materie prime, all’usura bancaria ed alle tangenti  pagate dal sistema alla mafia ed alla politica, che pure incidono sui prezzi finali; per combattere l’inflazione, con l’eliminazione della scala mobile, pagarono solo i lavoratori, mentre le imprese, con l’aumento dei costi, periodicamente aggiornavano i listini prezzi.<br />
In Italia si pagano più tasse che negli altri paesi, l’evasione parziale per alcuni è un modo per  sopravvivere, le piccole imprese sono strangolate anche da banche e usura; invece i grandi o evadono le tasse o possono eluderle legalmente, grazie a leggi di favore della repubblica; oggi nessuno più propone di abolire l’evasione legale o elusione; questi grandi evasori dell’elusione sono amici del sistema, sono soci e prestanome del governo occulto, possono ricattare  e perciò sono trattati meglio degli altri cittadini.<br />
Se si guarda agli ultimi 20 anni, si vede che ad un aumento medio reale annuo  del 2% del reddito nazionale, a causa dell’inflazione al 2%, corrispondeva un aumento nominale del 4%; l’inflazione però alimentava il  fiscal dreg, che faceva aumentare la pressione tributaria e perciò le entrate dello stato aumentavano del 6% l’anno. Se questo fiscal drag non è restituito, a questi tassi, in 15 anni lo stato si prende con le imposte tutto il reddito nazionale.<br />
Come si può chiedere ai lavoratori di produrre, pagare tasse, fare la guerra e fare figli senza un reddito spendibile; è chiaro che una restituzione va fatta, però la voce della sx è timida al riguardo, soprattutto quando è maggioranza, non vuole guastarsi i padroni dello stato che vivono su queste rendite e parla solo di lotta all’evasione. B aveva promesso una riduzione delle tasse e poi, per rispetto verso il Vaticano, non mantenne la promessa, però anche suoi alleati di dx e la sx allora si pronunciarono contro questa riduzione.<br />
Il paese è pieno di conflitti d’interesse, la Banca d’Italia è controllata dalle banche e svolge servizio ispettivo sulle stesse o, viste le recenti malefatte, fa finta di svolgerlo, esistono conflitti d’interesse anche alla RAI (Radio Apostolica Italiana),  i sindacalisti, grazie alla rivoluzione promessa, fanno carriera nei posti di lavoro e così, da dirigenti,  finiscono con il rappresentare contemporaneamente lavoratori e datori di lavoro; malgrado questi fatti si denuncia solo il conflitto d’interesse televisivo di B.<br />
B passera ma oggi è diventato un comodo alibi per la sx, la quale, come la dx, è incapace di promuovere riforme; se non ci fosse B con i suoi scandali, i suoi processi, la sx si dovrebbe inventare un altro nemico, per dimostrare che fa opposizione; B, è divenuto un capro espiatorio come Craxi, però, morto B, l’Italia non è destinata a cambiare perché nemmeno la sx la vuole cambiare, perché è collusa con i poteri forti a tutti i livelli, lo ha detto anche il ministro Brunetta.<br />
La magistratura è stata tante volte distratta e collusa; per rispetto verso chi conta, tante volte ha girato la testa dall’altra parte, infatti, contro le banche le erano state presentate tante denunce senza che procedesse; forse B non è innocente delle colpe che gli fa la magistratura, però i responsabili dell’andazzo italiano sono tanti e lo zelo della magistratura contro B è sospetto, ma rivela che oggi la magistratura, se vuole, in Italia può essere indipendente dal governo.<br />
Storicamente la magistratura è sempre stata soggetta allo stato, salvo alcune eccezioni personali con gravi conseguenze, ciò era quasi inevitabile perché era selezionata dallo stato, applicava le leggi dello stato ed era pagata dallo stato, il che incideva sulla sua indipendenza; generalmente la  magistratura vuole solo servire un partito, mi riferisco a tutti i paesi, salvo alcune epoche e alcune persone a titolo personale,  però può essere divisa al suo interno ed in conflitto con altri organi dello stato; non è interessata veramente ad affermare che tutti gli italiani sono uguali davanti alla legge, ma nemmeno il legislatore, cioè governo, dx e sx, sono interessati ad affermare questo principio e perciò si mettono sotto i piedi l’articolo 3 della costituzione.<br />
Si accusa B di aver voluto introdurre la sua irresponsabilità penale, ma questa irresponsabilità del re fu ereditata già dal presidente della Repubblica ed, in misura minore, dai parlamentari, a  detrimento dell’articolo 3 della costituzione, anche il papa è irresponsabile; si ignora che i comunisti, collusi dopo la guerra con la DC, dopo aver ottenuto posti di sottogoverno, hanno conservato tutte le leggi fasciste, cioè concordato, legge sulla stampa, codice Rocco, reati d’opinione e leggi di polizia.<br />
Non si può dire che B minaccia la libertà di stampa se la libertà di stampa, per legge, non esiste; in Italia esiste solo una tolleranza pratica verso la stampa, per allontanare il sospetto che il paese sia antidemocratico, però, con queste leggi, lo stato, se vuole, può colpire qualunque giornalista o scrittore, in qualunque momento; è la solita ambiguità italiana. In Italia alcuni organi, costituzionali o meno, cioè governo, parlamento, magistratura, stampa, sindacati, partiti, ecc., sono teoricamente o per legge indipendenti e perciò possono ricattare il potere, poi contrattano la loro dipendenza chiedendo  privilegi, favori, carriere, soldi, esenzioni fiscali, esenzioni giudiziarie ed irresponsabilità; in pratica immunità e privilegi.<br />
Il potere occulto che dirige l’Italia sa che i sergenti ed i capitani di ventura gracidano ma si fanno comprare, ma non con una stecca di tabacco; infatti i manager bancari sono pagati tanto per assumersi responsabilità del governo occulto e per portarsi i segreti nella tomba; senza questi privilegi, questi signori farebbero un servizio al popolo invece che ai veri sovrani, le candidature al parlamento, al governo ed ai posti nevralgici sono vagliate accuratamente dai soliti ignoti, questi signori sono i garanti locali di un sistema.<br />
Dalla fine della seconda guerra, ricattando, i comunisti non hanno solo rinunciato alla rivoluzione, la quale però ha deluso spesso in tutto il mondo, ma hanno avuto l’amnistia per tutti gli atti della resistenza, hanno occupato scuola, magistratura, stampa, banche, televisione, ecc. In questi settori, la maggioranza dei lavoratori e dei dirigenti si collocano a sx, però in questi comparti dello stato la vere scelte politiche sono decise solo dalla chiesa, di fronte alla quale la sx s’inginocchia, anche i cani sanno a chi devono muovere la coda; l’Italia non è uno stato sovrano.<br />
Nella TV pubblica, con redazioni di sx, non si fa pubblicità a B, né si affrontano i veri mali del paese, cioè, generalmente si nascondono le notizie, si fa pubblicità solo al papa e al sistema sanitario nazionale, che è un grosso affare con tanti scandali e dissipazione di risorse; la trasmissione Report è un’eccezione ed ha il merito di non fare da battistrada ad un partito.<br />
Non è B il padrone d’Italia, lo dimostra un’indagine del Ministero della Finanza, ma la chiesa, non  è B che controlla la televisione pubblica, ma il Vaticano, il primo socio di Mediaset è la conferenza Episcopale Italiana; non è B che controlla i grandi giornali, ma i grandi centri di potere che li finanziano; le redazioni di sx di questi giornali offrono loro dirigente collaborazione, nascondendo le vere notizie e, per dimostrare che servono a qualche cosa, attaccano solo B, invece di denunciare i mali d’Italia. La conseguenza è che gli italiani non leggono più i giornali ma seguono Internet e oggi comprano più libri.<br />
Sono curioso di vedere cosa succederà quando finirà B, quale nemico si sceglierà la sx invece di cambiare l’Italia; però la sx, invece di tutelare i lavoratori, si è data delle altre bandiere, si dice per l’Europa, l’Onu, la resistenza e la costituzione, sono questi i dogmi moderni della sx.<br />
L’Europa vuole calpestare la sovranità popolare e degli stati europei, l’ONU è un’Assemblea faziosa e una tribuna retorica che tutto fa meno che salvaguardare la pace, civetta con le dittature, non lotta contro la schiavitù e sembra che abbia a cuore solo il problema palestinese; la resistenza è servita anche a coprire malefatte gratuite e senza giustificazione, la costituzione è stata tradita dai legislatori repubblicani che hanno fatto passare tante leggi anticostituzionali, lesive dell’articolo 3, regolarmente promulgate dai presidenti della repubblica che, con ciò, attentavano alla costituzione.<br />
Il governo è il palo della cuccagna dei partiti, per questo la lotta politica è così aspra, al governo se ne hanno dei privilegi, si possono fare favori agli amici e si ricevono regalie dalle lobby, in cambio di leggi che calpestano il diritto del popolo. La sx, per cercare di arrivare al governo, ha investito molto, compromettendosi con tutti i poteri e perdendo in credibilità, scaricando il popolo; quando è stata maggioranza, per tranquillizzare il Vaticano, si è fatta guidare da leaders cattolici come Prodi e Franceschini.<br />
Io non faccio il tifo per l’estremismo ma mi limito a denunciare un fatto, grazie alla sua disponibilità verso i poteri forti, la sx è stata premiata con sottogoverno, posti, carriere e appalti, ha piazzato i suoi uomini in posti chiave, ha occupato organi costituzionali e non costituzionali; pertanto è stata coinvolta in tangentopoli e corruzione e suoi dirigenti locali sono stati collusi con la mafia; inevitabilmente, ha perso alla urne la maggioranza degli italiani. B non può essere usato per celare tutti gli altri scandali del paese e gli scandali che coinvolgono la sx, gli italiani non sono scemi.<br />
Non facciamoci forviare, in Italia hanno risorse illimitate solo la chiesa e la mafia  e per i loro affari si servono di prestanome, la mafia è stata sempre ospitata nel palazzo dai tempi dei papi, dei Borboni e dei Savoia; i signori, al riparo delle leggi fatte per i sudditi e coperti di privilegi, si sono sempre circondati di sgherri e di bravi, un vera democrazia non esiste ed il popolo non è stato mai sovrano. Gli italiani che lavorano devono ritrovare dei rappresentanti che non li rimproverino solo di evadere le tasse; a proposito, B non vuole più ridurre le tasse, ma pare che stia lottando contro l’evasione, anche se questa era una battaglia della sx.<br />
Non c’è niente da fare, il popolo si deve rassegnare, non troverò mai avvocati sinceri della sua parte,  non sarà mai rappresentato, non sarò mai  sovrano, lo stato è un grande inganno; però la sx serve allo stato perché lo difende e perché difende gli esattori dello stato, oggi la sx è statalista, mentre i primi comunisti, che volevano la salvezza in terra, l’eguaglianza e la rivoluzione, non lo erano. Se lo stato è un’impresa economica occulta, nata per riscuotere le tasse in cambio di una generica protezione, cioè di sicurezza pubblica, i padroni occulti dello stato, sanno che devono sostenere soprattutto quelli che difendono lo stato e non quelli che chiedono giustizia, eguaglianza o riforme.</p>
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<p><strong>LA SCUOLA IN ITALIA</strong></p>
<p>Senza dubbio la cultura è necessaria, ma quella fornita dal sistema scolastico non è cultura, la scuola pubblica o privata serve a creare sudditi irregimentati che parlino una sola lingua e rafforzino lo spirito nazionale, che seguano una mistica ed una religione. A parte l’istruzione elementare, quello che s’insegna nella scuola è inutile per un mestiere o per la cultura, anzi l’insegnamento scolastico, poiché vuole programmare le menti, ostacola la ricerca personale e quindi la vera cultura.<br />
Ciò che insegna a scuola è indottrinamento utile per la governabilità, cioè per il governo dei sudditi contribuenti, che devono lavorare, contribuire, combattere e fare figli per lo stato e la religione. Gli studenti che memorizzano nozioni sterili e spesso false sono plagiati e promossi e s’inseriranno nel mondo del lavoro; tra loro, i più zelanti diverranno sergenti, capitani di ventura e dirigenti; invece gli allievi che rifiutano la didattica scolastica escono dalla scuola e verranno adibiti a lavori manuali.<br />
Che spreco, infatti, quanta scienza naturale esiste in un contadino e in un artigiano, queste sono le categorie che contribuiscono di più al nostro benessere, ma nella scala gerarchica sono anche quelle che contano di meno e sono le più disprezzate; perciò la schiavitù esiste ancora, non è tale solo quella che nasce dal debito.<br />
Ci si lamenta che la scuola è carente, però in Italia si vuole riformare soprattutto la scuola, soprattutto le elementari, le altre riforme non si possono fare per non toccare importanti centri di potere e per non disturbare gli amici. Nessuno ama la scuola, però secondo un sondaggio di Sky, la scuola è la meno peggio tra le istituzioni italiane, in fondo alla classifica sono stampa, partiti e sindacati.<br />
Quando lo stato non aiuta chi è capace ma non ha i mezzi, è il paese che ne perde;  lo stato ed i partiti dimostrano  di essere disposti a fare favori solo agli amici e non a chi ha solo dei mariti o delle capacità, ciò avviene anche nel mondo del lavoro; grazie ai partiti che hanno occupato e lottizzato lo stato, i concorsi pubblici sono una truffa e non sono un metodo per selezionare i migliori.<br />
Il professor Israel, consulente del ministero dell’istruzione, doveva accennare anche a questo fatto, come alla questione dell’ora di religione, al fatto che in Italia la chiesa condiziona la scelta del ministro della pubblica istruzione, dei programmi e dei libri di testo;  in Italia, dal punto di vista dei contenuti, non esiste differenza tra scuola pubblica e privata, perché lo stato è controllato dalla chiesa.<br />
Ci si lamenta che nella scuola italiana si curi poco la scienza, matematica e lingue, si dimentica però di ricordare che la chiesa è stata sempre ostile alla scienza, che perciò in Italia si sono coltivati soprattutto le materia umanistiche (nel senso italiano e non europeo), cioè latino, italiano e religione, cioè catechismo, con il crocifisso in evidenza. In Italia, se in un liceo arriva un individuo eccezionalmente dotato in scienza e matematica, ma negato in disegno e latino, è costretto a cambiare scuola invece di essere valorizzato nelle sue materie preferite, professori e programmi vogliono così. Cioè alla colpa dei professori, evidenziata da Gelmini e Israel, si somma quella del legislatore, succube della chiesa.<br />
Qualche studente, grazie ai pochi docenti originali  ed al suo estro riesce ad interiorizzare dei contenuti culturali importanti che però non lo aiuteranno nella scalata sociale, ma gli forniranno il metodo  per comprendere il mondo e per togliersi delle curiosità; praticamente, società e mondo del lavoro ci rimettono. A scuola nessuno impara veramente un mestiere.<br />
Tanti professori e scienziati sono dogmatici, alla moda ed hanno certezze, sono opportunisti desiderosi di carriera, però sono affidabili per il sistema, perciò sono valorizzati dalla scuola e dallo stato controllato dalla chiesa; i veri scienziati non sono quelli che hanno cultura scolastica, ma quelli le cui scoperte sono il risultato d’intuizioni, di cambiamenti di paradigma, d’anticonformismo contro i dogmi della scienza e della cultura ufficiale; quelli che hanno  un modo di pensare libero, sono creativi e sognatori, quelli che sono guidati da idee nuove.<br />
Oggi nessun uomo del genere potrebbe imporsi all’attenzione del sistema, come accadeva al tempo di Giotto o di Leonardo da Vinci; tuttavia pare ci sia un’inflazione di scienziati e ricercatori, e si chiedono sempre più ricercatori che producono poco, certi pseudo-scienziati non fanno altro che spigolare su scoperte altrui; dopo essersi a lungo arrovellati con studi defaticanti che spesso non capiscono veramente, pontificano su tutto e, grazie alla politica, diventano accademici e consulenti.<br />
Gli studenti, se vogliono essere promossi, devono stare all’insegnamento dei professori, alle loro interpretazioni ed alle loro valutazioni scientifiche; per avere il massimo dei voti si devono far plagiare, non devono essere troppo critici. In realtà, a scuola bisognerebbe studiare poche materie, avere classi poco numerose,  puntare su alcuni argomenti centrali delle singole materie; gli approfondimenti e la ricerca andrebbero fatti assieme, tra studenti e professori; il professore dovrebbe più insegnare che giudicare, invece preferisce giudicare perché, in questa società, chi è chiamato a giudicare, ha potere; avviene in famiglia, in tribunale, a scuola e nel posto di lavoro.<br />
Nella pubblica amministrazione i lavoratori sono giudicati dai capi, ma il mestiere lo imparano da se grazie ai colleghi, qualche insegnante ha cercato di introdurre il metodo anche a scuola, dove si dovrebbe imparare dai compagni e non dagli insegnanti. Gli esperti di corte ironizzano sugli studiosi improvvisati  e intimidiscono i ricercatori indipendenti, ironizzano sulla loro scarsa preparazione scientifica, priva di riconoscimenti e pubblicazioni scientifiche; chiedono una laurea scientifica specifica, invitano gli autodidatti a tacere e studiare prima di parlare.<br />
Per questi professori, bisogna imparare  a memoria le formulette e le equazioni, altrimenti non si può asserire nulla d’importante; accade ciò puntualmente quanto certi accademici rivelano poca  libertà di pensiero o coraggio quando s&#8217;inoltrano in territori di frontiera. Certi studiosi, scienziati, professori  e accademici  mescolano fisica quantistica e  Dio, affermano d’essere  razionali, ma credono alla  presenza reale di Cristo nell’ostia; il loro opportunismo rivela solo arrivismo compiacente.<br />
Queste persone  si accaniscono contro chi pubblica articoli senza competenze riconosciute, vorrebbero che scrivere saggi  fosse riservato solo a chi è iscritto ad un ennesimo albo, poi però pontificano sul liberismo. Attaccano quelli che attingono ai loro saggi, invece di avere a cuore che si diffondano le loro parole; però anche questi professori sono degli spigolatori, il risultato del loro tanto lavorio è la creazione di opere indigeste, cioè che non attraggono i lettori.<br />
Quante volte abbiamo rimpianto  i soldi spesi per un saggio, eppure l’autore era noto e reclamizzato! Per opportunismo, queste anime belle non osano sfiorare il sistema, con le sue colossali menzogne;  non vogliono demistificare, ma accreditano la versione dei fatti dello stato, del padrone, della chiesa o di un partito; strizzano l’occhio ai padroni dei nostri destini e cercano di tenere i piedi in due staffe, servono contemporaneamente Dio e Mammona, scrivono prolissi e noiosi pamphlets.<br />
Questi studiosi affermano che conoscono bene la lingua, perciò riprendono gli errori di scrittura degli altri, però la lingua serve a comunicare il pensiero, perciò ciò che conta sono le idee ed i contenuti;  ad ogni modo, gli italiani si esprimono meglio  oggi che all’unità d’Italia, quelli che allora parlavano in dialetto, se conoscevano la scrittura e non erano tanti, non potevano scrivere in italiano, al massimo lo comprendevano; oggi il dialetto è molto ridimensionato e l’istruzione è più diffusa, però i professori affermano che l’italiano era conosciuto dagli studenti meglio nel 1945 che oggi, ciò è molto strano perché allora erano tanti i figli di contadini ed in famiglia si parlava il dialetto.<br />
Nei paesi anglosassoni s’impara a scrivere più tardi che in Italia, naturalmente è colpa della lingua e non della scuola, però colà si coltivano meglio le scienze, cioè la conoscenza e le idee; invece in Italia la lingua, soprattutto quella scritta, serve per esorcizzare le idee, per fare retorica con la bella forma senza contenuti, si parla e si scrive per non comunicare il pensiero più recondito;  non è così che si aiuta il libero pensiero, la circolazione delle idee e la curiosità, ma s’incrementa la falsità, l’ipocrisia e la doppiezza.<br />
Chi occupa tanto tempo a denigrare il pensiero delle persone fuori moda culturale o al di fuori dei circoli accademici riconosciuti,  afferma che non sa come trovare il tempo per le sue ricerche. Tanti affermano di avere una verità condivisa con un partito, però sul piano pratico non offrono mai un contributo personale concreto; questi signori sanno che è facile discettare sullo scibile umano, nelle vesti paludate dello scienziato o dell’accademico, è facile sparare nel mucchio degli studenti, però è meglio non inimicarsi i potenti.<br />
Gli accademici sono deboli con i forti e forti con i deboli, non dimenticano di appoggiare le religioni istituzionali, cioè gli ipnotizzatori e gli incantatori di. serpenti. Le religioni sono potentissimi mezzi di controllo e di manipolazione mentale; per rispetti verso chi conta, questi scienziati non vogliono che si aprano gli occhi dei sudditi, questi accademici, dopo essere stati imboccati dalla cultura dominante, sono intenti  ad esaltare se stessi, perciò non possono essere né distratti, né interrotti, né contraddetti.<br />
Non vogliono niente che scuota il loro pensare comune, sono codardi rivestiti di saggezza; a causa loro, dei programmi scolastici e delle direttive ministeriali,  la scuola è divenuta espressione del perverso apparato di potere e serve solo a fornire i mattoni per il muro  del sistema, eretto per nascondere le verità, per tenere fuori la verità, per delimitare un campo di prigionia dove; con la retorica, si mira ad illudere il popolo d’essere libero. La scuola e  l&#8217;università producono persone istruite affinché siano integrate nel sistema e lo rafforzino; si sbarazzano di personaggi originali ma scomodi, perché il sistema sia legittimato e coperto nelle sue bieche strategie.<br />
La sx lamenta sempre che si spende poco per la ricerca e quel poco che si spende si spende male, è meglio che ricercatori italiani rimangano all’estero, almeno producono qualche cosa. Il ministro istruzione Gelmini ha scoperto che i soldi per la ricerca sono sprecati dalle università, che i professori  pagati per la ricerca poi non la fanno e s’intascano soldi; c’era da aspettarselo, queste cose si possono fare solo con la protezione della politica e di chi conta, lo stato è un grande inganno.</p>
<p><img src="http://www.festivalopera.it/incms/multimedia/operafestival/images/upload/med/1/1229942164164_MItoraj3.jpg" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p>.<br />
<strong>NUOVO ORDINE MONDIALE</strong></p>
<p>Le operazioni chimico-biologiche del scie chimiche sono uno degli strumenti del piano occulto di dominio globale; infatti, esiste ed è attivo un gruppo finanziario d’estrema potenza economica che programma gli eventi a livello mondiale. Questo gruppo finanziario internazionale, in nome del Nuovo Ordine Mondiale,  controlla e ricatta i governi nazionali.<br />
Il ministro Brunetta ha accennato a questo fatto, con il risentimento della sx, che sostiene le banche, che in Italia sono per lo più controllate dalla chiesa, però recentemente anche il Presidente<br />
Napolitano, in un discorso pubblico e dinanzi alle telecamere, ha citato il Nuovo Ordine<br />
Mondiale (visibile su Youtube digitando Napolitano + Nuovo ordine mondiale); forse il presidente voleva mandare  un segnale tranquillizzante a chi comanda, dietro le quinte, il teatro politico mondiale; anche la Banca d’Italia, con Mario Draghi,  sta a questo gioco.<br />
La globalizzazione economica, preludio di quella politica, è il primo degli strumenti per imporre una progressiva esautorazione dei governi nazionali, a favore di entità soprannazionali; l&#8217;Unione Europea  è il primo passo, queste unioni sono prive dei requisiti di democraticità e calpestano la sovranità dei popoli. Il trattato di Lisbona n’è la prova, infatti,  prevede che le competenze principali degli stati-nazione  siano affidate alla commissione europea, non eletta dal popolo, la quale potrà, a sua volta, delegarle ad entità superiori e, perfino, a società private.<br />
In caso di disordini, il trattato prevede praticamente la pena di morte, anche se per mano della  polizia, e la legge marziale, ne nasce cioè una nuova santa alleanza, un stato autoritario, la repressione del dissenso  e lo stato di polizia. È un altro passo verso la costituzione del Governo Unico Mondiale, progettato dai grandi finanziari internazionali, di cui si conoscono nomi e cognomi e che fanno parte delle peggiori logge massoniche occulte.<br />
Durante l&#8217;ultima campagna elettorale, Giulio Tremonti ha citato più volte, di fronte alle telecamere, i responsabili della globalizzazione selvaggia a tappe forzate, senza regole, definendoli &#8220;un gruppo di pazzi che si definiscono Illuminati&#8221; (vedi i filmati su Youtube digitando &#8220;Tremonti+illuminati&#8221;).<br />
Gli illuminati ordiscono congiure, il loro obiettivo finale è stato sempre la creazione di un Nuovo Ordine Mondiale.<br />
Il massone americano Albert Pike (1809-1891) progettava cospirazioni, anche Mazzini era un massone cospiratore, in collegamento con i servizi inglesi ed ancora oggi la City di Londra dirige un progetto di dominio mondiale, la massoneria moderna ha la sede in Gran Bretagna. Il 15.8.1871 Pike, per arrivare al Nuovo Ordine Mondiale,  con una lettera, annunciò prima, seconda e terza guerra mondiale.<br />
La prima guerra mondiale doveva servire ad abbattere gli zar in Russia ed a trasformare questo paese nella fortezza del comunismo ateo, vagheggiato nel 1848 da Marx; il confronto tra pangermanesimo e panslavismo doveva servire a fomentare la guerra, il comunismo doveva servire ed indebolire le religioni; allora i massoni erano nemici della chiesa cattolica e anticlericali, oggi sono alleati e Roma, la città del papa, si è riconciliata con Londra, per gabbare assieme il popolo.<br />
La seconda guerra mondiale, secondo Pike, si sarebbe nutrita d’antisemitismo e, caduto il nazismo, avrebbe favorito la nascita di Israele. La terza guerra mondiale sarebbe nata  sfruttando la contesa tra sionismo e islamismo, fino ad arrivare al Nuovo Ordine Mondiale. Il sogno degli Illuminati è destabilizzare gli stati-nazione e sostituirli con un governo globale autoritario; questo traguardo sarà preceduto da disordini per cui sarà il popolo stesso, per fermare gli orrori, a rinunciare ad ogni forma di democrazia e di libertà.<br />
Secondo il prof. Giacinto Auriti, il sistema monetario moderno è stato creato dalla Banca d&#8217;Inghilterra nel 1649 e poi si è diffuso in tutto il mondo, è responsabile di aver espropriato<br />
illegittimamente i popoli del diritto naturale a stampare denaro, attribuendolo ad istituzioni private con a capo i soliti Illuminati; fornendo così loro le risorse finanziarie per attuare i loro piani.<br />
Lord Palmerston (1784-1865), dal 1855 primo ministro inglese sotto la regina Vittoria (1837-1901), a capo della frammassoneria di rito scozzese  fu l’artefice di tante cospirazioni, suo cancelliere era Gladstone che era anticlericale, avverso al papa e a favore dell’unità italiana; Palmerston intervenne nella guerra civile americana a favore dei confederati e nel risorgimento italiano, non con l’incoraggiamento ma con il denaro; allora Giovanni Mazzini era il capo della frammassoneria italiana ed agente di Londra asseme a Garibaldi. Del resto, anche il papa ha finanziato le rivolte antinglesi in Irlanda, come poi avrebbero fatto anche nazisti e comunisti.<br />
Durante la guerra civile americana, i frammassoni erano in entrambi gli schieramenti, il presidente dei confederati era il framassone Jefferson Davis. Anche se il governo di Londra sosteneva militarmente i confederati, poiché la guerra è sempre un buon affare economico, anche Abramo Lincoln al nord era vicino ai banchieri massonici di Londra, ai quali promise la creazione di una banca centrale privata americana, ad imitazione della Banca centrale di Londra.<br />
Così i frammassoni crearono in America una banca federale privata che emetteva banconote, in cambio di un certo tasso d’interesse; a favorirne l’innovazione fu anche il ministro del tesoro Salomon Chase; i frammassoni, per onorarne il nome, diedero il suo nome ad una banca, la Chase Manhattan Bank, controllata da David Rockefeller, pure ubbidiente a Londra.<br />
Vinta la guerra, Lincoln fece un voltafaccia e capì che la stampa di banconote da parte di una banca centrale privata era una truffa, perciò fece stampare denaro direttamente dal governo, in modo da non essere costretto a pagare gli interessi alla banca centrale; nel 1865, per questo suo tradimento nei confronti dei frammassoni  di Londra, fu assassinato. Era coinvolto nella congiura anche il generale confederato Albert Pike, gran maestro della loggia di rito scozzese dell’Arkansas, anche Pike come Mazzini, era agente inglese.<br />
La Carboneria era una società segreta creata da Filippo Buonarrotti (m.1837), amico di Robespierre, per alimentare complotti ed insurrezioni, ed operava in Italia, Francia e Spagna. Mazzini sconfisse le tendenze napoleoniche all’interno della Carboneria, a vantaggio dei servizi segreti inglesi, per lui la Carboneria doveva costituire una società segreta all’interno della massoneria, per attività cospirative nell’interesse britannico, favorendo l’unità italiana, ostacolando l’espansionismo austro-francese in  Europa  e destabilizzando l’impero austriaco nei Balcani.<br />
Nel 1870 Mazzini a Londra, seguendo le disposizioni dei servizi segreti inglesi SIS, riorganizzò la massoneria internazionale e, d’accordo con Albert Pike, agente segreto britannico, diede vita al Rito Supremo, una banca segreta all’interno del rito scozzese; questa banca si serviva dei suoi mezzi, cioè del denaro stampato dai frammassoni,  per i complotti. Nel SIS Mazzini era un alto funzionario di collegamento tra gli interessi inglesi  e quelli della nobiltà nera italiana, dedita alla finanza, con basi in Svizzera ma originaria  dell’Italia centro-settentrionale, soprattutto genovese e veneziana, ma anche fiorentina, milanese e romana, cioè i guelfi neri del papa.<br />
Negli anni in cui Mazzini era a Londra anche Marx era in quella città, come gli inglesi, era  fiero nemico degli zar e ricevette aiuti dagli inglesi; oggi pare che anche Hamas abbia sede a Londra e il governo inglese è molto disponibile con l’Islam,  pare che a Londra abbia la sede anche la Jihad egiziana, con le proteste del governo egiziano.<br />
Nel 1864 la capitale era stata trasferita a Firenze e cominciarono le invasioni del Lazio da parte dei volontari garibaldini, il massone Adriano Lemmi aveva raccolto, a tale proposito, soldi a Londra che era sempre avversa al papa. Nel 1972 Adriano Lemmi prese il posto di Mazzini come gran maestro massonico, anche lui aveva dietro i  servizi segreti britannici, dietro Lemmi c’era anche Francesco Crispi, seguace di Mazzini; Crispi  fu massone di 33° grado e divenne primo ministro italiano dal 1887 al 1896.<br />
Nel 1855, durante un viaggio a Malta, Crispi si era iscritto nella loggia massonica Zetland, a giurisdizione inglese, a Londra conobbe Mazzini, ne divenne amico e si legò anche a  Lord Palmerston, gran maestro del rito scozzese antico e accettato; in pratica divenne agente inglese come Mazzini. L’ebreo d’origine veneziana Disraeli, rappresentante della nobiltà nera italiana dedita alla finanza, convertito al protestantesimo, fu nel 1859 cancelliere inglese e  dal 1875 al 1880 primo ministro; seguendo l’ispirazione di Pike, fece una politica contraria agli zar che poi sfociò nella prima guerra mondiale</p>
<p><img src="http://images.artnet.com/artwork_images_424121842_456981_igor-mitoraj.jpg" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p><strong>LA FIDUCIA NELLA CATTEDRA</strong></p>
<p>Papa Pio IX (1846-1878) emanò un dogma che affermava l’infallibilità del papa, in materia di fede e di morale, quando parlava ex cattedra; allora vari vescovi, non solo protestanti, ma anche cattolici,  protestarono contro questa pretesa, c’è da dire però che tanti dittatori, come Mussolini, hanno sostenuto la loro infallibilità. La domanda che viene da porsi non è tanto sull’infallibilità, sempre contestata, perché tutti gli uomini sono fallaci e seguono solo tornaconto e passioni personali, ma sulla voce ex-cattedra; risulta che il potere, soprattutto quello assoluto, rappresentato dal trono, dall’altare o dalla cattedra, ha cercato sempre di tutelarsi con un alone d’infallibilità.<br />
La cattedra è il luogo in cui si hanno i titoli per sentenziare, mentre il popolo e costretto ad ascoltare la sua sorte ed i paternali; inoltre, il potere che si asside in cattedra ricorda ai colti ed agli autodidatti che non hanno i titoli per parlare e per avere credito; secondo il popolo e secondo Pio IX, in cattedra si acquista credito e si diventa degni di fede, cioè di fiducia. Accade perciò che se uno è laureato ed autodidatta in una materia, ma non accademico, se si addentra in questioni che non insegna, finisce con urtare gli accademici. Non si vuole che una persona istruita sollevi una questione interessante, con un punto di vista originale, preti e accademici lo redarguiscono, prima gli chiedono da chi a preso quell’idea, perché un’ignorante come lui non può esserne l’autore, se non fornisce la fonte, con fastidio, lo invitano a tacere.<br />
Il cattedratico dice chiaro: “Il professore sono io” perciò solo io posso pontificare, è proprio questa pretesa che denuncia la sua intrinseca debolezza, a livello cognitivo; bisogna dire che le leggi italiane sulle corporazioni riservano certe facoltà solo agli iscritti ad ordini professionali, il che è ragione sufficiente per abolire questi ordini. La conseguenza di tutto questo che è sufficiente avere una cattedra, una targa professionale ed un titolo riconosciuto, per poter parlare saccentemente su problemi che riguardano la vita di tutti.<br />
Il corollario di questo sistema è che diminuiscono le persone intelligenti e critiche ed aumentano quelle omologate che seguirono i protocolli, i dogmi e gli andazzi precedenti; si mira ai titoli di studio, non per la conoscenza recondita delle cose, ma per il titolo in se, che dà naturalmente credito; per raggiungere questo risultato, ci si fa plagiare dai professori, per poter diventare professori a nostra volta, in una catena infernale e inibente la vera conoscenza. Eppure, i medici buoni sono quelli che sanno osservare, sanno dialogare con i pazienti e sanno ascoltare e non quelli che seguono solo i protocolli.<br />
In cattedra s’insegna e dalla cattedra si riceve autorità, però sarebbe opportuno che i docenti dicessero, ma non lo fanno mai, che sulla materia da loro insegnata, oltre a quello che loro sanno e insegnano, si potrebbero aggiungere tante altre cose che anche loro ignorano; sarebbe una prova di modestia e il giusto riconoscimento di una loro ignoranza relativa in materia. Così facendo darebbero spazio ad osservazioni critiche ed agli apporti originali da parte dell’auditorio, il quale sarebbe più coinvolto nella scuola.<br />
A volte la scuola afferma di voler valorizzare la ricerca e lo spirito critico, ma ciò è raramente vero, la scuola è una macchina che tende a livellare ed omogeneizzare, perciò reprime, ammonisce e tenta di plagiare o  condizionare i creativi, per normalizzarli. Superata la scuola dell’obbligo, il metodo scolastico dovrebbe fondarsi sulla ricerca in comune tra docenti e studenti, e non nel plagio o nel condizionamento degli studenti; invece la lezione in cattedra è solo apostolato e indottrinamento, è per questo che la chiesa ha sempre mirato al controllo della scuola, soprattutto quella dell’obbligo; sotto questo aspetto, anche i libri di testo possono essere dannosi, perché sono presentati come delle bibbie.<br />
Dopo la scuola dell’obbligo, ognuno dovrebbe cercare di farsi culturalmente da se, perché nella scuola non c’è vera cultura, inoltre, a volte pare che docenti preferiscano giudicare invece che insegnare a ragionare ed a ricercare; in effetti, in questa società, più che ad insegnare, il potere mira a giudicare, il ruolo di giudice ce l’anno i datori di lavoro, i magistrati, gli insegnanti ed i genitori; eppure sappiamo che i giudizi sono spesso fallaci e quelli dei giudici sono riformati da altri giudici, il che dovrebbe far riflettere.<br />
Io sono laureato e mi sarebbe piaciuto insegnare storia o economia, tuttavia, per paura di sbagliare, mi sarebbe dispiaciuto giudicare e avrei chiesto aiuto agli studenti, se i sudditi possono giudicare i governi, anche gli studenti possono giudicare professori ed altri studenti; è accaduto che troppo spesso persone straordinarie e innovative sono state sanzionate in una materia scolastica, ma poi nella vita hanno creato nuove teorie, nuovi teoremi e nuove correnti di pensiero, proprio nelle materie in cui la scuola li aveva bollati.<br />
La nostra è una società clientelare ed una repubblica dei favori e delle corsie preferenziali, i furbi ed i privilegiati hanno corsie preferenziali a loro riservate, spesso gli stessi professori si acconciano a stendere tappeti ai piedi di questi studenti, che sono peggiori di altri ma destinati a fare splendida carriera, perciò il giudizio della scuola non può essere da meno. Con questo modo di procedere, si perdono competenze, comunque, e meglio che i ricercatori italiani rimangano all’estero, almeno producono qualche cosa.<br />
L’ idea di abolire il titolo di studio non è sbagliata, perché anche il titolo di studio universitario fa cattedra ed aiuta a pontificare, tanti sono stati rimproverati per aver scritto di cose anche se privi di laurea; nessuno si deve pavoneggiare con titoli onorifico o legali, per dimostrare tesi che non sono sue e spesso sono sbagliate, però, a causa dell’indottrinamento, non se n’accorgono. Chi crede alla cattedra, è dogmatico e vuole certezze, non vuole fare ricerche e vuole formule preconfezionate, ciò va bene per i bambini, che sono fiduciosi verso chi li sovrasta, ma non per gli adulti.<br />
Purtroppo oggi anche gli editori non sono più capaci di fare un esame autonomo e critico dei testi proposti, in base al loro contenuto; giudicano solo in base alla notorietà dell’autore, dal suo indirizzo ideologico e tengono conto del fatto che l’opera  è stata già pubblicata all’estero; per questo oggi l’editoria italiana è ancora molto tributaria verso l’estero, come se gli italiani non fossero più capaci di produrre idee. Così l’editore non dimostra competenza  e rifiuta il rischio; non ci si dimostra competenza nell’accogliere un cantante lirico reclamato da tutti, con questo metro, Giotto non sarebbe mai diventato un pittore; purtroppo, la nostra società è diventata un circolo chiuso ed una società autoreferenziale.<br />
La cattedra è un simbolo che rappresenta l’autorità, per la chiesa imporre questo simbolo ha significato  lottare contro le menti critiche ed aperte; è noto che  dal potere della chiesa, dalla sua censura e dai suoi roghi,  ne scaturì un potere accademico prostituito ai potenti. Fortunatamente, oggi la rete reagisce alla cultura preconfezionata della scuola, sia essa pubblica che privata, dell’informazione e degli storici di corte; reagisce contro la cultura di massa commissionata da chiesa, partiti e stato e si muove contro censure ed autocensure; se la rete è libera, è in grado di infrangere i pregiudizi ed i tabù, è in grado di stimolare la ricerca della verità e di mettere alle corde conformisti, arrivisti e falsi moralisti.<br />
Il mondo e soprattutto la politica è un teatro che costringe i sudditi a guardare dal basso i teatranti in cattedra, sul trono o sull’altare; ti costringe a guardare dal basso chi è a te gerarchicamente  superiore e dall’alto chi ti è inferiore. Chi non è capace di questo esercizio oculare, non s’immedesima nel suo ruolo di attore e perciò non sa fare l’attore.</p>
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<p><strong>NOTE SUL DIRITTO E LA GIUSTIZIA</strong></p>
<p>Lo stato di diritto è quello i  cui esiste un principio di legalità diffusa, con una giustizia equa, celere ed economica, che riconosca l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, con un’amministrazione  non vessatoria ed efficiente ed una partecipazione reali dei cittadini ala vita politica; in realtà, lo stato abusa spesso del suo ruolo, riducendo la libertà dei singoli, discriminando, facendo favori e stabilendo che ciò che non è concesso ai singoli è concesso allo stato.<br />
La legge e le pene sono incerte, le leggi sono contraddittorie, le sentenze, con i loro gradi, arrivano in ritardo, vanificando qualsiasi giustizia, la carcerazione preventiva è troppo lunga. L’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge  è il primo principio rivoluzionario, mentre la giustizia è il primo compito dello stato derivante dal patto sociale. Malgrado ciò, lo stato imparò subito a fare favori, cioè  fare discriminazioni con le leggi, inoltre, il potere ha sempre considerato la giustizia un lusso per i sudditi.<br />
La classe dirigente era “legibus soluta”, cioè aveva immunità giudiziarie, in Italia, la cassazione ha cancellato sentenze scomode per lo stato, la corte costituzionale non ha eliminato le leggi anticostituzionali, il presidente della repubblica ne ha promulgate altre; la magistratura a volte ha  fatto finta di non vedere su fatti gravi e delittuosi, previsti come tali dalla legge, ha archiviato e assolto quando non doveva.<br />
L’esistenza di reati d’opinione, dei finanziamenti alla stampa e della legge sulla stampa, dimostra che in Italia non è facile esercitare la libertà di pensiero, la quale si esercita praticamente nell’informazione; l’articolo 3 della costituzione è regolarmente baipassato, in materia fiscale, si sono fatte leggi elusive per gli amici, i trattamenti pensionistici sono diversi nelle varie categorie e il diritto del lavoro viola spesso il principio d’eguaglianza, cioè è anticostituzionale.<br />
I dipendenti pubblici, da un’amministrazione all’altra, a parità di qualifica e anzianità, hanno stipendi diversi, l’esercizio dei diritti politici è reso difficile dalle leggi elettorali e dal fatto che i partiti impongono i loro candidati; il cittadino è schiacciato dalla pubblica amministrazione, alla quale deve chiedere licenze, autorizzazioni e concessioni, perché tutto è vietato, salvo quello che è permesso, però il permesso, e non è un caso, si ottiene pagando.<br />
Il sistema fiscale è espropriativo; con autotassazione e sostituto d’imposta, lo stato è veloce nel riscuotere e lento nel pagare, di questo fatto non è colpevole solo la burocrazia, ma anche di chi criminalmente fa le leggi e di chi, dietro le quinte, dirige le sorti dello stato;  il popolo non governa mai realmente, nemmeno per interposta persona. Lo stato non è una democrazia trasparente, l’omertà statale si chiama segreto di stato, segreto militare e segreto della pubblica amministrazione.<br />
I gusci vuoti della repubblica, della democrazia e del socialismo tradiscono la realtà perenne dell’oligarchia, in Italia rappresentata dalla chiesa; l’Italia è ancora uno stato confessionale ed è un  protettorato Vaticano, che condiziona la vita pubblica italiana; se l’Italia è un paese democratico, anche per governi turchi la Turchia è un paese democratico.<br />
Lo stato è la più grande sanguisuga mai inventata, è l’impresa economica di miglior successo;  se un  imprenditore opera con i suoi soldi e lavora dodici ore il  giorno, alla fine dell’esercizio la sua impresa pagherà imposta sul reddito, i suoi dipendenti imposta sul reddito e i suoi clienti, l’Iva; lo stato, sommando queste imposte, dalla sua attività avrà guadagnato molto più di lui; servizi pubblici, deficit di bilancio dello stato e debiti dello stato sono un alibi per giustificare un’esazione così sfrontata. Forse l’evasione è nata anche come reazione a questi fatti.<br />
Poiché lo stato non è giusto ed efficiente, non riesce a garantire la convivenza civile, come aveva promesso con il patto sociale; le diverse fortune economiche, certificate o favorite dallo stato, generano gelosie e divisioni, il lavoro subordinato ha conservato alcune caratteristiche della schiavitù, infatti, i salariati non sono autonomi, non sono liberi  e non si autodeterminano.<br />
Per garantire il lavoro agli avvocati, i processi sono lunghi, mentre i gradi di giudizio dovrebbero essere due, con sentenza esecutiva già in primo grado; nei processi penali si dovrebbe poter appellare solo l’avvocato difensore e non il pubblico ministero, la sentenza d’appello dovrebbe essere anche peggiorativa; invece oggi la giustizia pare conforme all’interesse degli avvocati, ben rappresentati in Parlamento.<br />
Chi gode del gratuito patrocino, ha maggior ragione per appellarsi, perciò, con l’appello, questo diritto andrebbe sospeso; i dipendenti pubblici si appellano perché hanno diritto allo stipendio fino all’ultimo grado d’appello, se lo stipendio fosse sospeso dopo la prima sentenza, forse non si appellerebbero. La democrazia non si valuta in base ai gradi d’appello, i quali servono solo a ritardare il corso della giustizia.<br />
Anche i fiscalisti sono favoriti dalle leggi dello stato, la macchinosità delle leggi fiscali ne garantisce il lavoro, è per questa ragione che tante norme non si possono semplificare; dopo il patto, statuto o costituzione, fatto con lo stato, la giustizia dovrebbe essere gratuita per tutti, invece oggi è pagata ma non esiste; per lo stato,  una giustizia giusta e l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge sono un lusso per i cittadini, non vuole che rispondano dei loro atti i detentori del potere effettivo ed i loro politici e dirigenti tirapiedi.<br />
Se i giudici  non archiviano, se gli inquisiti eccellenti non sono assolti, ci sono sempre la corte d’appello e la corte di cassazione che possono cancellare le sentenze scomode, poi ci sono le grazie, gli indulti e le amnistie; perciò non esiste una giustizia operante in concreto. Agli uomini è stato inculcato il rispetto della legge, era così per ebrei, romani e oggi per l’Islam, però il diritto positivo è spesso iniquo, arbitrario e convenzionale, cioè irrazionale; nasce all’interno di una maggioranza e dal potere di legislazione illimitata da parte dello stato, mentre il diritto naturale e consuetudinario era un diritto circoscritto, limitato e legato al costume delle genti, cioè sentito dal popolo.<br />
Se le norme sono di difficile interpretazione, favoriscono la litigiosità ed il lavoro degli avvocati; non tutto quello che è scritto nella norma è giusto, perché il diritto si trasforma con il tempo, i costumi ed i luoghi, oltre che con  gli equilibri polittici, perciò deve essere continuamente riformato; quasi mai le leggi sono logiche, altrimenti sarebbero  uguali in  tutte le epoche ed in tutti i paesi, le leggi servono anche a tutelare precisi interessi.<br />
Le leggi positive di diritto comune sono caduche come tutte le cose umane, furono definite sacre dagli ebrei, per facilitarne il rispetto e per tornaconto dello stato; comunque, in Italia oggi, malgrado quello che se ne dice da parte dei politici, manca civiltà giuridica e il paese non è un paese di diritto.</p>
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<strong>LA LIBERTA’ DI PENSIERO </strong></p>
<p>In politica hanno successo non le ideologie ma i compromessi e chi si rende accetto alla parte avversa, il che può essere un tradimento verso i militanti; però è importante carpire il punto di vista degli avversari ed i settari difficilmente ci riescono, inoltre l’uomo ha diritto a cambiare idea, se non lo fa dopo essersi venduto al vecchio avversario. Chi rifiuta un’opinione libera è un  militante, uno schiavo per libera scelta che non accetta la libertà di pensiero.<br />
Analizziamo delle questioni dolenti care agli intellettuali, sulla pena di morte penso che si possa dire che il detenuto giustiziato costa meno, non può più fuggire, la pena di morte è stata vista come un  deterrente e nelle società nomadi (lo sono state tutte le società umane) non esistono carceri come pena sostitutiva; d’altra parte, con il lavoro forzato dei condannati, lo stato fa profitto, sembra la carità pelosa di stati contrari alla pena di morte.<br />
Il razzismo o antipatia verso i diversi sembra un  pregiudizio e un condizionamento culturale, però può avere anche delle motivazioni perché non tutti i popoli sono ugualmente evoluti; infatti, esistono popoli che praticano schiavitù, pirateria, cannibalismo, mafia, hanno rivalità economiche, territoriali, politiche, culturali, religiose; tutti fatti che sfociano nell’avversione razziale, perciò pare che quasi tutti abbiano pregiudizi razziali, l’importante è non assumano comportamenti lesivi verso gli altri.<br />
Si dice che le punizioni corporali sono sbagliate, però è proprio quello che fanno gli animali con i cuccioli, la religione cristiana non ha seguito solo la via del perdono, ma anche quella della vendetta e l’uomo è schizofrenico anche in queste cose; le rivoluzioni hanno ampiamente applicato tortura, detenzione e  pena di morte. Il problema della pena di morte si è ripresentato  periodicamente con i prigionieri di guerra, quando  non si possono portare dietro o vendere come schiavi; mancando le carceri, non si possono rinchiudere, è lo stesso problema dei nomadi verso i condannati.<br />
Tutte le ideologie rivoluzionarie di liberazione sono state contro la pena di morte, la violenza, la tortura e il carcere, poi, nella pratica di governo, hanno fatto scelte opposte; infatti, non è facile recuperare tutti quelli che delinquono e che mettono in pericolo il gruppo, con le loro tare; la preoccupazione maggiore deve nascere per gli innocenti e per i prigionieri politici che finiscono ingiustamente sotto i colpi dello stato.<br />
Sulla prostituzione andrebbe anche detto che alcune donne la esercitano liberamente per guadagnare di più e perciò si considerano più emancipate; d’altra parte, tra gli uomini c’è chi vende le mani, chi la testa e chi il sesso. Quando si afferma che tutte le prostitute sono state costrette a quel mestiere, si afferma che le donne sono donne oggetto, il che è la peggiore offesa per le donne.<br />
Con il plagio si può trasformare un individuo debole mentalmente in kamikaze o eroe di guerra, il lavaggio del cervello è stato praticato dai regimi autoritari e dalle religioni, con l’asservimento di un soggetto nella sfera di altri, poi le pratiche commerciali ne hanno mutuato i meccanismi persuasivi e suggestivi, limitando il libero arbitrio e disumanizzando le persone.<br />
Sono stati plagiati eroi di guerra, consumatori e seguaci di religioni; per i persuasori occulti, una bugia ripetuta diventa una verità; il plagio conta sulla credulità popolare, coltivata  normalmente da politica, religione e commercio; purtroppo, il plagio è difficile da provare, a plagiare non sono solo i maghi di turno, il plagio è l’imprinting collettivo che funziona sia sui bambini che sugli adulti.<br />
I partiti sono sette, nate per la difesa d’interessi di clan e per la presa del potere, possono essere segreti e armati e sono più antichi del parlamento; sono partiti tutte le associazioni, le religioni, i sindacati e le società segrete, anche le femministe sono un partito.<br />
La legge afferma che la patria potestà sui figli l’hanno padre e madre, però oggi in occidente, diversamente che nell’Islam, in famiglia pare che l’abbia più la madre che il padre; inoltre, anche lo stato esercita questa potestà  sui figli, perché li chiama al servizio militare, attribuisce loro un codice fiscale che li fa contribuenti ad esclusivo vantaggio dello stato; inoltre, per esercitare certe libertà, i figli  hanno bisogno del permesso dello stato come di quello dei genitori. Insomma, i figli non appartengono solo ai genitori, ma anche allo stato.<br />
L’omosessualità non è normalità, perché la norma rappresenta il valore statistico più elevato, è forse un modo escogitato dalla natura per controllare le nascite; è giusto che gli omosessuali vengano tutelati, però non tutti sono discriminati. Nella chiesa gli omosessuali sono bollati ma possono essere anche favoriti nella carriera, nella chiesa storicamente esistono anche adulterio, incesto, pedofilia e pederastia, gli adulteri sono la categoria più numerosa; da questi fatti ne è derivata, a causa di un senso di colpa, l’avversione della gerarchia verso tutti gli aspetti della vita legati al sesso.<br />
L’istruzione pubblica mira all’acculturamento dell’individuo ed ad omologarlo, soprattutto in materie come storia, filosofia, economia, diritto, lingua nazionale e religione; è un investimento per lo stato, calpesta la creatività e l’originalità individuale, rende simili scuola privata, in mano alla chiesa, e la scuola dello stato. La chiesa ha condannato libertà di coscienza, di stampa e di pensiero ma ha esaltato l’obbedienza, perciò voleva il controllo della scuola, ha simpatizzato anche per la vita militare.<br />
Anche per Lutero, le scuole statali erano indispensabili per lottare contro il diavolo, cioè cattolici, ebrei e protestanti di altra corrente, l’istruzione scolastica obbligatoria è servita per combattere il dissenso religioso  o politico e per inculcare nel suddito indisciplinato l’obbedienza allo stato; ha contribuito a far scomparire le minoranze linguistiche e culturali  a favore del gruppo dominante. La scuola prepara i fanciulli all’obbedienza, perché i cultori dell’obbedienza cieca non credono alla legge della coscienza, la quale è una legge naturale e non statale o religiosa.<br />
L’indipendenza della stampa è un grosso bluff, sarebbe meglio chiamarla dipendenza segreta e contrattata. De Gaulle denunciò che Italia e Germania avevano finanziato la stampa francese per tenere la Francia fuori dal secondo conflitto mondiale;  Nitti ha scritto che l’Italia, per potere occupare la Libia, dovette far arrivare soldi ai giornali francesi; per spingere l’Italia a entrare in guerra a fianco della Francia o della Germania, alla vigilia della prima guerra mondiale arrivarono ai giornali italiani fiumi di denaro.<br />
Il fascismo creò la figura del direttore responsabile, l’orientamento del giornale era determinato dall’editore, perciò ancora oggi giornalisti indipendenti non esistono, ma ne esistono di teleguidati; i problemi della stampa sono gli stessi della televisione e della radio, la stampa fa spesso propaganda e disinformazione, nasconde le notizie o fa parte di una tifoseria politica; i giornalisti d’influenza sono prostitute intellettuali al servizio di potenze straniere o di partiti; gli editori che controllano i giornali sono anche imprenditori, perciò possono ricattare con le notizie e, per conseguenza, ne hanno vantaggiosi contratti da paesi esteri e da partiti che decidono di fiancheggiare. I giornali sono anche condizionati da pubblicità e contributi pubblici, sempre veicolati con l’aiuto dei partiti.<br />
Non è facile ricostruire l’evoluzione della conoscenza umana, a causa della censura, tanti libri sono stati distrutti e non sono arrivati fino a noi, i libri avevano offerto una sintesi della memoria dei popoli; poi però, grazie all’intervento di chiesa e stato, hanno cercato, più che di invitare alla riflessione, di sostituire le convinzioni personali, con le tesi altrui, cioè con la propaganda dello stato, di un  partito o della religione.<br />
La scrittura oltre a comunicare serve a dissimulare, inoltre, nemmeno la forma scritta ha un significato univoco, illuminante, sotto quest’aspetto, è la contraddittoria interpretazione delle leggi; si scrive per informare o disinformare, esiste anche un codice di lettura; certe reticenze possono essere anche nate per paura della censura, anche per questo nacquero gli pseudomini.<br />
Tanti giornalisti italiani sono stati spie e agenti non disinteressati dello straniero, evidentemente l’amore patrio è preso poco sul serio; oggi stampa e scuola sono due facce della stessa medaglia, su di loro si allunga la mano della chiesa, tutti i partiti italiani prendono ordini dalla chiesa, mentre il popolo lavora, combatte e paga le tasse, costretto a vendere braccia e testa per sopravvivere.<br />
Sui giornali e in televisione è difficile trovare la verità, l’ordine dei giornalisti difende mafie e interessi corporativi; l’albo dei giornalisti, in contrasto con l’articolo 21 della costituzione, nacque sotto il fascismo per controllare il loro lavoro. L’albo o corporazione dei giornalisti ha rappresentanti in parlamento che ne difendono gli interessi, è garantista verso gli aderenti, mentre sarebbbe meglio la liberalizzazione dell’accesso alla professione.<br />
In Germania, Francia e Inghilterra non esiste un albo del genere, invece in Italia l’esame per l’iscrizione all’albo lo vincono i raccomandati, come avviene negli altri esami e nei concorsi; le commissioni sono fatte di giornalisti e magistrati, questi ultimi non si dissociano. Se lo stato paga  magistrati e giornali, non esiste libertà di stampa e della magistratura, infatti, non può essere indipendente chi è nel libro paga dello stato; come ha fatto la chiesa con la scuola, i partiti controllano la stampa per fare propaganda e per formare l’opinione pubblica.</p>
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<p><strong>LA DEMOCRAZIA </strong></p>
<p>Le scelte della politica, cioè della maggioranza, non sono scelte scientifiche, perché la scienza non si pronuncia a maggioranza, le leggi sono commissionate dalle lobby; a livello legislativo, il popolo non conta niente, le maggioranze cambiano e le leggi sono cambiate, perciò e leggi sono solo il risultato di un compromesso; le decisioni prese a maggioranza non sono una caratteristica esclusiva della falsa democrazia, infatti, decidevano a maggioranza anche corsari e briganti. Le decisioni prese a maggioranza non sono infallibili, ma sono prese per scontentare il minor numero di persone possibili.<br />
Oggi gli italiano votano soprattutto per ricevere dei favori, perciò nella nostra democrazia è stato falsato ed è stato stravolto l’uso del voto, si è perso il concetto di benessere comune. Il parlamento è nato per controllare il re, in altre parole  la spesa pubblica e le tasse, la costituzione è nata per controllare il re e il parlamento, cioè per controllare la legislazione; però in Italia, soprattutto i controlli, a tutti i livelli, non funzionano, in Italia tutto ciò che è pubblico sembra proprietà dei partiti.<br />
I parlamentari sono stati ricoperti di privilegi perché accettino il sistema senza cambiarlo, così hanno rinunciato a fare un servizio pubblico; oggi esistono i professionisti della politica, tanti hanno capito che la politica è la cuccagna; perciò i politici si ergono a difensori dell’ordine sociale esistente e, sostanzialmente, non vogliono cambiare più niente; d’altra parte, la pubblica amministrazione non corregge i  vizi, perché i pubblici funzionari sono assunti grazie ai buoni uffici dei partiti.<br />
L’oligarchia anonima ha interesse a porre suoi uomini nei gangli del potere, questi suoi garanti locali sono i  suoi occhi e sue orecchie, non vuole uomini preparati, seri, indipendenti ed onesti, ma piuttosto servi e corruttibili, che si facciano condizionare dai privilegi e dal denaro; questi oscuri personaggi  si assumono  la responsabilità di scelte che non sono loro, ma dell’oligarchia anonima. Questi uomini nel medioevo si chiamavano capitani di ventura, nell’organizzazione mafiosa si chiamano teste di legno, uomini di paglia e pupazzi, perché privi di veri poteri d’iniziativa. La politica fa scelte per clientelismo, interessi privati e ricerca del voto, gli stessi tecnici non sono  indipendenti dai partiti e sono mossi anche da interessi corporativi.<br />
Gli sprechi della capitale sono emulati dalla periferia, così il deficit del bilancio dello stato è dovuto anche al deficit degli enti locali, dei quali non si riesce a controllare la spesa; lo stato moderno è posseduto da un gruppo di parassiti che hanno occupato lo stato che non può più essere riformarlo. Chi è vicino al Palazzo, diventa amico e complice di chi lo abita e non ascolta più le richieste di riforma che arrivano da fuori; chi frequenta  classe dirigente ed oligarchia diventa suo cortigiano, tra questi cortigiani sono molti giornalisti. Giornali e televisione servono per ricattare o influenzare la politica, per avere aiuti dallo stato e per sostenere dei potentati; la televisione pubblica non è usata per l’informazione o per elevare il livello culturale della gente, in supporto alla scuola.<br />
Secondo la sinistra che segue i suoi miti, i qualunquisti fanno di tutta l’erba un  fascio, essi   sono gli avversari dei manichei, perché non distinguono il partito del bene da quello del male; in  pratica sono uomini regrediti a  prima del peccato originale, mentre i manichei sono guidati da una fede incrollabile e da un’idea fissa, sono militanti organici di una fede, sono i portatori del regno del bene, mentre i loro avversari sono portatori del regno del male.<br />
I militanti sono portatori di un’ideologia e ritengono di dover votare sempre lo stesso partito; come i  militari, non possono disertare o evadere, anche se il loro partito cambia politica; per loro, il peccato d’apostasia è grave come quello di qualunquismo, sono degli schiavi per scelta libera. Se i partiti cambiano politica, i loro militanti devono seguirli lo stesso, i militari fanno lo stesso quando cambiano alleanze o nemici; allo stato, alla chiesa ed ai partiti convengono uomini che, grazie anche all&#8217;obbedienza ed alla disciplina, si possano manovrare come fossero un solo uomo.<br />
E’ bello parlare senza preconcetti ideologici, cioè senza rete, tutte le ideologie politiche di liberazione sono state tradite, così, da un punto di vista pratico, sono diventate utopie democrazia, repubblica, stato di diritto, liberismo, socialismo, sovranità popolare. Quando i comunisti sollecitano l’intervento dello stato, lo rafforzano e così questo più diventare sempre più intromissivo e invasivo; lo stato è una finanziaria anonima al cubo che sfrutta con le tasse e fa pagare i servizi quattro volte quello che costano.<br />
Furono trasformisti tutti i grossi politici italiani, cioè Giolitti, Crispi, Mussolini, Andreotti; accade che le ideologie, calate nella pratica, tendono ad avvicinarsi, forse perché sono tradite nei loro principi; mentre i militanti sono disposti a farsi scannare per principi astratti, i loro dirigenti di partito sono sempre disposti a vendersi e sanno che quei principi non li applicheranno mai; perciò, le ideologie vanno giudicate nelle realizzazioni pratiche e non in base alle promesse.<br />
Cioè è vero anche per il cristianesimo, che un’ideologia religiosa per fare soldi e per il potere, le religioni bottega, con il loro clero, vivono parassitariamente sulle spalle dei sudditi. Il potere, in dittatura e in democrazia, rimane sostanzialmente esclusivo e non partecipativo, il governo è ancora l’emarginazione politica dei più da parte dei meno, le elezioni sono un inutile e stanco rituale e non cambiano sostanzialmente niente; le leggi si fanno su commissione delle lobbies, in  cambio di cesti di denaro per i partiti.<br />
Dalla fine della seconda guerra, in Europa e in Africa, i signori della guerra, della rivoluzione o della resistenza, sono diventati capi di stato, di governo, dell’esercito o ministri, poi, potendo ricattare poteri forti e multinazionali, in cambio di privilegi e regalie, si sono accordati con essi;  in Italia il trasformismo è un costume normale della politica. La laicità dello stato italiano è un mito, lo stato italiano è quello che spende di più per la religione, i governi italiani sono controllati dalla chiesa. Dal punto di vista del popolo, ci sono state sempre delle ottime ragioni per fare la rivoluzione, la protesta fiscale o per secedere dallo stato centrale, ciò è vero ancora oggi, però tutte le rivoluzioni sono fallite o degenerate, così il potere, comprando alcuni capipopolo e perseguendo altri, ha riassorbito il dissenso ed il popolo è stato scaricato.<br />
Vecchi dirigenti di sinistra sono stati cooptati dal potere e rivoluzionari politici e sindacalisti sono diventati dirigenti, resi inoffensivi dai privilegi, oggi anche il sindacato è ricchissimo di denari e privilegi. Non bisogna mai dimenticare che gli stati criminali e illiberali sono la maggioranza, che la corruzione è diffusa a livello politico, che notevoli sono i rapporti tra mafia e politica. L’informazione e gli intellettuali di sinistra hanno fatto fatica a riconoscere che i profughi di guerra non sono solo palestinesi, che russi e cinesi trattano i detenuti peggio degli americani, che la Cina e la Russia difendono i loro  interessi economici all’estero ed usano  la repressione contro i cittadini dissidenti.<br />
Contro tutte i condizionamenti della politica, oggi i lavoratori preferiscono i padroncini allo stato, quando il loro padroni violano la legge non fanno la spia, cioè non li denunciano, entrano in conflitto con loro solo per difendere i loro diritti di lavoro. Esiste un trattato internazionale favore dell’autodeterminazione dei popoli, recepito nel 1956 dalla legislazione italiana, è inattuato come tanti buoni trattati, perciò in Italia è una bestemmia parlare di devolution, mentre bisognerebbe dire che se la chiedono la maggioranza dei votanti di una regione, è una richiesta legittima. Da sempre, dietro il terrorismo ci sono mandanti, che sono stati o multinazionali, il terrorismo è uno dei modi di fare politica, soprattutto quando non ci si vuole impegnare in  una guerra.<br />
Lo stato e la religione si nutrono di divieti, i tabù sono sempre serviti a condizionare gli uomini, i divieti calpestano la libertà, in Italia è tutto vietato, salvo ciò che è permesso. In barba a  regolamenti o divieti, si possono ottenere favori, che sono come i miracoli; guai all’ipotesi che i cittadini abbiano uguali diritti,  perché in questo caso non  si potrebbe più fare un  favore o un miracolo a nessuno; in queste cose, stato e  religione si compenetrano a vicenda.<br />
Per quanto riguarda il perdurare della criminalità organizzata, in tutta la storia d’Europa, la nobiltà e gli stati hanno protetto i briganti e i bravi, questi erano spesso delinquenti comuni, sottratti alla giustizia, cioè amnistiati di fatto dai potenti, ai quali erano affidate operazioni sporche; i papi avevano protetto i briganti poi evolutesi nella banda della Magliana, i borboni avevano favorito, per ragioni  politiche e contro i piemontesi, lo sviluppo del brigantaggio; nello stato della chiesa, i briganti facevano politica a favore di clan familiari.<br />
In tutta Europa la nobiltà accordava protezione alla criminalità ed ai briganti, dai quali si sentiva protetta ed attratta e con i quali aveva un’origine comune; infatti, in origine gli aristocratici furono capi clan e signori della guerra che esercitavano l’eversione e l’estorsione, prima di assumere il potere.  Il Piemonte dopo l’unità  non considerava immorale l’alleanza con il brigantaggio.<br />
Si dice da più parti che lo stato deve essere laico, sovrano, di diritto, democratico, costituzionale, con libertà di pensiero e liberista. Lo stato italiano, per i condizionamenti politici e culturali che subisce da parte della chiesa cattolica, non è laico, anche in forza del concordato inserito come corpo estraneo, nella costituzione; non è sovrano ma protettorato vaticano, per le stesse ragioni di cui sopra, l’Italia non è stato di diritto perché privo di un vero servizio di giustizia, come testimoniano le numerose condanne della corte dei diritti europea. Non è uno stato democratico perché la democrazia presuppone il governo del popolo, in realtà i governi si fondano sull’emarginazione politica dei sudditi; la democrazia rappresentativa è un concetto assurdo, come la transustanziazione o presenza reale di Cristo nell’ostia.<br />
In Italia non esiste la libertà di pensiero, che concretamente significa libertà di stampa, perché tutti sono liberi di pensare e poi di parlare in casa, perché esistono reati d’opinione e la legge fascista sulla stampa è ancora vigente; l’Italia non rispetta l’articolo 3 della costituzione, centrale in tutto l’impianto costituzionale, violato dallo stato clientelare e concordatario, perciò i cittadini non hanno gli stessi diritti davanti alla legge. Il mercato non esiste perché è sabotato da monopoli, corporazioni,  regolamenti, concessioni, autorizzazioni e licenze, per avere le quali si paga.<br />
La democrazia è una mistificazione, i rappresentanti non sono vincolati agli elettori ed in Italia i referendum sono invisi alla classe politica, che si sente scavalcata, li accettano solo per i rimborsi elettorali e poi li fa fallire, nel senso che non si raggiunge il quorum richiesto per i votanti. Diversamente dalla scienza, la politica fa promesse e gira sempre intorno, non vuole progredire, ma progredisce solo nella forma, forse ciò è accaduto per il fine primario della tassazione che ha giustificato la nascita dello stato; la sua vera vocazione, senza la quale lo stato si estinguerebbe, perché,  quando l’oggetto sociale non si può raggiungere,  un’impresa si estingue.<br />
I militanti hanno culto dell’obbedienza, del dogma e dell’ortodossia, non vogliono dissentire o essere anticonformisti od originali, hanno rinunciato volontariamente alla libertà di pensiero, per i militanti, chi dissente rischia  il linciaggio morale; sono manipolati dai partiti e dall’oligarchia che sa che se l’uomo non crede, non obbedisce e combatte ancora peggio ed allora le guerre giuste chi le fa?<br />
In Italia la separazione dei poteri non esiste, perché sindacati, autorità, magistrati, partiti e governo hanno espropriato i poteri del parlamento, perciò la sovranità parlamentare è minata e la nostra non è più una democrazia parlamentare; i parlamentari hanno rinunciato a legiferare ed a proporre riforme e, per acquistarne la complicità, sono stati coperti d’oro. Tuttavia, nemmeno in Europa il parlamento conta, oggi anche in Usa il governo federale è prevalente sul congresso; in Italia, Europa e Usa la democrazia rappresentativa è in crisi; chi, in base alla costituzione ha il potere, non lo ha effettivamente ma è succube d’altri poteri, spesso soprannazionali e occulti.<br />
Militari e basso clero sono gli ultimi schiavi dell’era democratica, soggetti a gerarchia, subordinazione, obbedienza, ordine, disciplina, omertà, devono reprimere la libertà di pensiero e di movimento. Durante il feudalesimo, i servi della gleba prestavano lavoro gratuito, non potevano allontanarsi dal fondo, non potevano sposarsi senza l’autorizzazione dei feudatario, facevano testamento a suo favore e non potevano cambiare mestiere. Oggi i preti cattolici non possono facilmente cambiare mestiere, non possono sposarsi e assieme ai membri degli ordini religiosi  fanno testamento a favore della chiesa, le prestano lavoro gratuito perché sono pagati dallo stato; anche i militari sono limitati nelle libertà, nel movimento e nel matrimonio.<br />
Con la schiavitù, un uomo normale può perdere l’autoconsiderazione verso se stesso, l’uomo non può essere usato come una macchina;  però l’uomo obbedisce per abitudine alle gerarchie sociali, nate per ereditarietà,  istruzione e clientelismo; alcuni uomini, per il ruolo rivestito, ne sono sopravvalutati ed altri sottovalutati, così alcuni si convincono, a torto, di valere più di altri e la società complessivamente ci rimette.<br />
L’individuo è plagiato da religione e ideologia, è omologato e si sente più protetto dal gruppo, tuttavia l’individualismo di alcuni uomini sarebbe da coltivare e non da combattere, perché è critico, creativo e porta alla curiosità scientifica; purtroppo, stato e religione congiurano contro l’individualismo. I politici, una volta che sono stati screditati dalla politica loro imposta dai poteri occulti, sono messi da parte e sostituiti con volti nuovi, intanto il popolo continua a sperare nel giorno della salvezza e della liberazione.<br />
Quando non esistono libere elezioni per cambiare il governo, si ricorre ai complotti ed agli omicidi politici, è accaduto sotto papi, sovrani assoluti e governi autoritari, che aspiravano a durare a lungo.<br />
Prima che nascesse il parlamentarismo inglese, i partiti erano delle sette e le persone dabbene affermavano di non appartenere ad un  partito ma di essere a favore della società; allora i partiti erano contrapposti alla società e rappresentavano etnie, religioni, classi, famiglie; comunque, volevano il controllo dello stato, contro il partito o la dinastia al potere  e contro il bene comune.<br />
I complotti, come le rivoluzioni, avevano programmi egualitari, ma favorivano solo alcuni che n’erano promossi cambiando di classe; i programmi dei partiti per il popolo sono una scusa, le promesse elettorali non sono mantenute. I signori della guerra, arrivati al potere, occupano i posti migliori e ne hanno una promozione sociale, mentre i contadini, come nel vecchio regime, continuano a lavorare la terra. In pratica, le rivoluzioni non hanno mai abolito le classi sociali.<br />
La rivoluzione è causa di cambiamenti sociali solo per alcuni, cioè è una rivoluzione ristretta, le società segrete sono partiti segreti costituiti per il potere e gli affari; anche le gang sono società segrete mentre la repubblica dovrebbe essere una cosa pubblica trasparente, in realtà, il comune cittadino è emarginato dalla politica che serve solo ad avere il consenso delle masse. Lo stato è diretto da una società segreta in mano a pochi, avente per fino lo sfruttamento dei sudditi, con l’uso dello strumento monetario, delle tasse, delle requisizioni, degli espropri, del lavoro coatto, della coscrizione; i servizi concessi al cittadino sono da lui pagati a caro prezzo; con L’Unione Europea, il cittadino è ancora più estraneo di prima al potere.<br />
La monarchia costituzionale fu un compromesso accettato dal liberalismo, che all’inizio reclamava la repubblica, però fu un inganno, se fosse nata, i monarchi avrebbero dovuto essere uguali agli altri cittadini davanti alla legge, invece, come in precedenza, il re rimase irresponsabile per i suoi atti, anche se il re ispirava l’azione di governo, al suo posto rispondevano i ministri; l’istituto dell’irresponsabilità del re è stato ereditato dal nostro presidente della repubblica.<br />
L’irresponsabilità è anche tipica dei servizi segreti e dei poteri occulti come la massoneria, però il vero potere è quello anonimo dell’oligarchia che non risponde mai di niente, il vero potere si fonda sull’irresponsabilità e l’anonimato, è vero anche per le società commerciali. I poteri ufficiali sono chiamati a rispondere senza che abbiano vera libertà di decidere, sono strumenti pagati per assumersi la responsabilità di decisioni altrui, è ciò che accade in parlamento ed al governo.<br />
Comunque, anche l’alta politica chiede di essere irresponsabile, alcuni vorrebbero far derivare l’irresponsabilità dal loro ruolo, non contenti delle protezioni delle loro corporazioni; l’hanno desiderata anche medici, fiscalisti, magistrati e governatori della Banca d’Italia. Stipendi, liquidazioni e pensioni favolose di dirigenti, diligentemente selezionati,  sono il prezzo per comprare silenzio e complicità, per ottenere la loro discrezione e perché si portino i segreti nella tomba, altrimenti bisognerebbe ammazzarli.<br />
A causa di questa pretesa discrezione, sono nati segreto d’uffici, segreti di stato, segreti militari e segreti d’impresa, i personaggi tenuti alla discrezione devono portarsi i segreti nella tomba, perché  la schiavitù dell’uomo non deve cessare. Anche nella pubblica amministrazione esiste l’irresponsabilità, anche se non prevista dalla legge; dal punto di vista pratico, pochi rispondono dei loro atti.<br />
L’indipendenza è un valore per tutte le istituzioni dello stato, per magistrati, sindacalisti dirigenti, insegnanti e giornalisti, non solo per gli organi costituzionali o per quelli di rilevanza costituzionale; di fatto, è raramente effettiva, perché gli uomini di successo, cioè che fanno carriera, si piegano al potere o ad un  partito  o sono vittime d’ideologie; non desiderano veramente fare un servizio al popolo, usano questo argomento per ricattare il potere e ricevere privilegi.<br />
Giornalisti, sindacalisti, insegnanti e  magistrati sono legati a partiti, i dirigenti sono condizionati nelle scelte riguardanti il personale e i contratti; il potere preferisce uomini servi, anche se di lusso, piuttosto che uomini indipendenti e responsabili, la chiesa li voleva obbedienti;  al potere fanno paura gli uomini indipendenti e li controlla attraverso i suoi garanti locali, uomini posti ai vertici dell’amministrazione e garanti dell’oligarchia che possono provocare la caduta di un ministro o del governo interno, anche per mezzo di complotti e assassini.<br />
L’uomo obbedisce al principio d’autorità e di gerarchia, l’obbedienza è insegnata in famiglia, a scuola, in caserma ed in convento; chi obbedisce, anche ad ordini sbagliati, ritiene di doverlo fare per dovere, con l’obbedienza, individui normali possono diventare sadici, perché la loro lealtà verso i superiori supera le considerazioni morali, questi uomini sono militanti o militari.<br />
Lo stato è costituto da una popolazione stanziata su un territorio e soggetto all’autorità di un’oligarchia occulta, mediata dall’ordinaria classe politica che partecipa ai fasti dello stato; l’oligarchia opera in concreto attraverso forme di governo monarchica, aristocratica, repubblicana, dittatura, democrazia, ecc. Queste sono le forme apparenti del potere, il quale, in realtà, si concreta sempre in un’oligarchia, il testo è parodia, grancassa e messa in  scena per abbagliare il popolo.<br />
Gli stati riscuotono coattivamente le imposte, in cambio di una generica protezione accordata ai sudditi, però in realtà non riescono ad assicurare ordine pubblico e giustizia, però riescono sempre bene nella riscossione delle imposte, funzione originaria ed autentica vocazione dello stato. Lo stato ha punito duramente i cittadini che non pagavano le tasse o protezione, con espropriazioni e  fino alla condanna a morte, ai contadini che non pagavano sequestravano le pecore e incendiavano la casa, la mafia non si comporta diversamente, il che rivela l’origine comune; lo stato è solo una mafia più evoluta, è un’organizzazione più scientifica; la mafia ordinaria contrasta il suo  monopolio fiscale, però talvolta lavora anche in sintonia con lo stato.</p>
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<p><img src="http://images.artnet.com/artwork_images_260_480845_igor-mitoraj.jpg" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p><strong>LIBERISMO E STATALISMO</strong></p>
<p>Secondo alcuni, il mercato dovrebbe premiare i migliori produttori ed abbassare i prezzi, in realtà gli accordi di monopolio impediscono questo risultato ed il prezzo di mercato, un altro dogma, pare esistere solo per le materie prime. Tutto sommato, il mercato esiste solo in parlamento, in chiesa, nel sindacato e  in magistratura, cioè laddove si dovrebbe tutelare il popolo.<br />
Gli intellettuali sollecitano a rimettere i debiti dei paesi poveri, nati con l’importazione d’armi, di generi di lusso da parte delle classi dirigenti e con esportazione di capitali rubati al popolo; questa  remissione farebbe un favore ai creditori che non riescono più a riscuotere i loro crediti ed i debiti rimarrebbero a carico dei contribuenti dei paesi ricchi; perciò la proposta potrebbe essere stata alimentato da banche creditrici. Val la pena di rimarcare che, se al posto della remissione dei debiti, fosse stata proposta la loro denuncia da parte dei paesi debitori, a sopportare la perdita sarebbero stati i creditori, cioè le banche, perciò gli intellettuali teste di legno non fecero mai questa proposta.<br />
Il liberismo nacque come reazione ai dazi interni ed ai dazi doganali, che ostacolavano la circolazione delle merci e facevano aumentare i prezzi, il liberismo quindi nacque anche come rivolta fiscale, poi la parola fu assunta a difesa della libertà; in Usa il liberismo difese la proprietà della terra  perché in Europa, reduce dalla servitù della gleba, l’assenza di questa proprietà era associata alla servitù, alla povertà ed alla mancanza di libertà.<br />
Purtroppo, aboliti i dazi, lo stato, che non voleva tassare i ricchi, già esentati in era precedente aristocratica, inventò le imposte di consumo a carico dei poveri; allora i produttori non erano tutti liberisti, chi doveva difendere la sua produzione dalle importazioni era protezionista, cioè per la reintroduzione di un dazio. Oggi sono liberisti i produttori che producono all’estero a prezzi più bassi e la politica, obbediente all’oligarchia, non coglie la contraddizione; produrre all’estero significa restringere in patria base produttiva, occupazione e, competenze tecniche che passano ad altri paesi; perciò anche il protezionismo, in certi casi, se si a cuore le sorti di un paese e di un popolo intero, può essere una scelta logica.<br />
Gli imprenditori che esportano imprese sono spesso prestanomi dell’oligarchia che, avendo il controllo delle banche, fornisce loro tutti i mezzi economici di cui abbisognano; vale la pena di ricordare, che il marxismo, con un sistema industriale in crisi di sovrapproduzione, aveva profetizzato miseria crescente e disoccupazione, è quello che stiamo vivendo in questi giorni, però il marxismo non va seguito in blocco. Con la crisi del comunismo, il liberismo ha avuto nuovo impulso, però, come il comunismo, non è stato mai realizzato nella sua forma pura, coesiste con i monopoli, alleati con i parassiti di stato, e non premia le persone migliori ma i furbi.<br />
Regolamenti, vincoli e legislazione statale minano l’automatismo di mercato; i monopoli legali sono favori di stato che, assieme ai privilegi fiscali, attestano che lo stato di diritto e l’eguaglianza dei cittadini avanti alla legge, sono solo un’astrazione. Il prezzo unico di mercato non esiste per i prodotti finiti; il liberismo, favorendo lo scambio di prodotti uguali, intasa i trasporti e fa aumentare l’inquinamento; per quanto possibile, si dovrebbe privilegiare il consumo di produzioni locali. Le ideologie sono idee forti e degli strumenti di programmazione politica, in pratica, diventano un  miraggio irraggiungibile perché i politici si vendono e fanno compromessi; perciò non è utopico solo il socialismo, ma tutte le ideologie amministrati da governi di bari venduti.<br />
Per alcuni lo stato è un filantropo che, con poche tasse, fornisce tanti servizi e perciò è perennemente in  deficit; in realtà, lo stato non può eliminare deficit di bilancio ed il debito pubblico, perché essi sono lo strumento per chiedere sempre maggiori sacrifici ai sudditi contribuenti; lo stato è l’impresa economica più redditizia, grazie alla quale, oltre l’oligarchia, vivono bene tanti parassiti, cioè superburocrati, dirigenti e politici.<br />
Come esiste il plus valore d’impresa o profitto, esiste il plus valore di stato, come differenza tra imposte e valore dei servizi resi ai cittadini, complessivamente, il plus valore di stato è maggiore di quello privato; attraverso le tasse, anche lo statalismo sfrutta i lavoratori, lo stato li sfrutta anche quando è direttamente proprietario dei mezzi di produzione, ma si contenta di tasse minori.<br />
Lo stato è distruttore netto di ricchezza, perché utilizza più della metà del risparmio nazionale e quasi metà del reddito nazionale con l’imposizione, ma fa un  decimo degli investimenti complessivi, soprattutto in opere pubbliche. Se si obietta che lo stato italiano deve pagare anche 3.600.000 dipendenti, si può replicare che l’industria di dipendenti ne ha di più e fa più investimenti; lo stato è nato per riscuotere imposte, accordando in cambio una generica protezione ai sudditi.<br />
I burocrati sono conformisti, bisognosi di protezione e timorosi di assumersi responsabilità, come i militari, confidano su ordini e regolamenti, che ufficialmente servono per combattere l’arbitrio personale del potere; oggi  lo stato sembra servire più ai burocrati che ai cittadini. La spesa pubblica è cresciuta perché ogni partito di governo ha dovuto fare assunzioni e concedere miglioramenti ai dipendenti pubblici, i quali sono meglio pagati di quelli privati, possono andare in pensione prima, lavorano meno e non sono licenziati.<br />
L’alta a burocrazia è ligia al potere, disprezza i sudditi e non ha il senso del servizio pubblico, nella storia è accaduto che la l’alta burocrazia si è anche sollevata contro i potenti troppo solleciti verso il popolo. Purtroppo, anche le rivoluzioni hanno moltiplicato la burocrazia, la classe burocratica è l’alleato ideale di un progetto di dominio e di sfruttamento del popolo, reso possibile in cambio di privilegi concessi ai burocrati; la burocrazia è stata nemica naturale del mercato ed ha visti gli imprenditori con sospetto, vedendoli sempre come evasori.<br />
La politica premia cinici e furbi ed emargina  gli idealisti indipendenti, invece lo stato ideale dovrebbe accogliere i reclami contro gli abusi della burocrazia e premiare i dipendenti pubblici disponibili verso il pubblico. Oggi i gangli del potere accademico, giornalistico, scientifico  e giudiziario sono stati appaltati agli amici del regime, riempiti di privilegi, perciò non si riesce più a riparare ai guasti. Si è tentato di ridurre il numero dei disoccupati aumentando il numero dei burocrati, mettendoli a carico dei lavoratori del settore privato; gli alti burocrati dipendono dai politici per la loro sopravvivenza, i privilegi e la carriera, sono insicuri e irresponsabili, s’identificano con l’autorità e schiacciano il comune suddito.<br />
I burocrati sacrificano la propria libertà alla propria sicurezza, non amano il rischio, vivono d’attività inutili e trovano godimento ad imporre procedure assurde, perseguitando cittadini e dipendenti; il loro rituale è assurdo, non capiscono lo scopo del loro lavoro ma sanno che devono  obbedire agli ordini, il loro fine è ottenere note di merito e la promozione, come gli scolaretti. Ogni gerarchia è così, soprattutto quelle militari, queste personalità sono terrorizzate dall’idea di dover prendere delle decisioni autonome, con il rischio di svelare la loro inadeguatezza, perciò preferiscono obbedire. La sinistra ha affidato allo stato servizi pubblici essenziali, favorendo così lo sviluppo della burocrazia conformista e conservatrice.<br />
Le cattedre universitarie sono state attribuite a discrezione di partito, premiando mediocri, conformisti, opportunisti ed isolando personalità creative ed indipendenti; così le università, i giornali e le istituzioni culturali sono cadute in mano ai fiduciari dei partiti e la cultura è venuta meno alla sua funzione di stimolo e di ricerca. Ormai in Italia gran parte della cultura è incapace di pensare in maniera innovativa; intimidita dai potentati politici, la cultura universitaria è diventata sterile, gli accademici sono caratterizzati da servilismo ed opportunismo; per aumentare i gravami del popolo, fanno dichiarazioni false in televisione e sulla stampa. Nei gradi più bassi della pubblica amministrazione personalità creative e indipendenti non mancano, ma sono messe sistematicamente da parte dagli alti burocrati al servizio dei partiti e dei potenti più in alto.<br />
La politica spinge al dogmatismo e chiede fede in qualche cosa che non esiste, cioè nella repubblica, nella democrazia, nello stato di diritto, nella sovranità popolare, nel socialismo, nel liberismo; in tutte queste ideologie esiste un notevole gap tra teoria  e pratica, dobbiamo essere consapevoli di ciò, l’uomo non ha conquistato la libertà di parola per rimunciare alla libertà di pensare.<br />
Gli intellettuali dimenticano sempre di ricordare che tra le cause della povertà del terzo mondo c’è la concentrazoione della terra e la loro classe dirigente che è peggio della nostra e di norma non è stata imposta da multinazionali o dagli Usa; in quei paesi la proprietà si è concentrata, a causa di insolvenze, successione e cattiva gestione.<br />
Anche se ci sono uomini affetti da sindrome di stato-dipendenza, la differenza tra stato capitalista e stato collettivista è oziosa, perché in entrambi i casi siamo tutti dipendenti dello stato, per il quale lavoriamo ed al quale versiamo le tasse; attraverso le tasse lo stato è proprietario indirettamente delle attività economiche. Mentre i problemi rimangono e non si risolvono; la politica chiede sempre d’essere pro o contro un partito, un’ideologia o un politico, gira sempre in tondo e non progredisce, il popolo non raggiunge mai la salvezza in terra.<br />
Lavoratori e  piccola impresa sono vessati dalle tasse, mentre la grande impresa, associata allo stato o ai suoi padroni, paga poche tasse e riceve aiuti dallo stato, cioè più di quello che paga in tasse. Lo stato è l’affare più redditizio; in  America in origine le compagnie private o corporatios presero il controllo dello stato e, per non pagare le tasse all’Inghilterra, alimentarono la rivoluzione; la classe parassitaria sa che le tasse è meglio riscuoterle che pagarle, la ricchezza è più comodo rubarla che produrla, Giorgio Washington era socio di una  di queste compagnie.<br />
Non dobbiamo fare del mercato una religione, le virtù del mercato non sono illimitate, nel mercato dominano i furbi, con gli scambi si favoriscono gli inquinamenti, con gli accordi di cartello si fanno aumentare i prezzi. Se il deficit del bilancio dello stato serve a stimolare la domanda in periodi di crisi, come afferma la teoria economica, nei momenti di boom economico il bilancio avrebbe dovuto essere in attivo o in pareggio, ma non è così; il bilancio in deficit serve a chiedere altri sacrifici ai sudditi, lo stato si vendica con i sudditi perché, non si sono contentati della sola protezione e gli hanno estorto i servizi, perciò li ha messi loro in conto ad un prezzo quattro volte superiore al loro vero costo.<br />
Purtroppo gli animali rubano e fanno i parassiti e l’uomo appartiene al regno animale, perciò sfrutta e ruba come può, magari anche aiutato dallo stato, la natura prevede sempre il sacrificio del più debole. Se siamo fisicamente schiavi, la nostra libertà nasce solo dall’indipendenza e dall’autonomia di giudizio, l’ateo è tale solo quando si mette al riparo anche dai condizionamenti ideologici e della politica, non solo quando rinnega dio.<br />
La concentrazione della ricchezza crea diverse condizioni di partenza e non premia i migliori; da un punto di vista pratico, il mercato premia i furbi e quelli senza scrupoli e non i più capaci, sacrifica le persone indipendenti; le cose non vanno diversamente nello statalismo, infatti, delle persone indipendenti diffidano sia lo stato che gli imprenditori, perché si punta ad inquadrare le persone in una struttura gerarchica di lavoro; chi ha il potere, vuole strumenti ciechi da manovrare. Per lo stato è un lusso garantire la parità dei diritti ai cittadini avanti alla legge, anche se l’art .3 della costituzione, abusando della credulità polare, tenta di far credere che lo stato non fa favori a nessuno.<br />
Se in politica non si vuole rispondere dei propri atti e con i propri beni, nemmeno nell’attività economica si vuole rispondere, perciò sono state inventate società di capitali, finanziarie, partecipazioni a catena, prestanome e paradisi fiscali; il tutto in frode allo stato, ai piccoli azionisti, ai creditori, ai dipendenti, ai clienti ed ai risparmiatori. Questo modo di procedere è perfettamente oleato e reso legale dallo stato, il quale solo eccezionalmente sembra perseguire gli autori delle speculazioni economiche.</p>
<p><a href="http://www.viruslibertario.it">www.viruslibertario.it</a></p>
<p>(Nelle figure: opere di Iog Mitoraj)<br />
..<br />
http://masadaweb.org</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MASADA n° 1029. 10-11-2009. Aguzzini]]></title>
<link>http://masadaweb.org/2009/11/10/masada-n%c2%b0-1030-10-11-2009-aguzzini/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 15:41:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
<guid>http://masadaweb.org/2009/11/10/masada-n%c2%b0-1030-10-11-2009-aguzzini/</guid>
<description><![CDATA[Il delirio di Giovanardi &#8211; In onore delle vittime innocenti &#8211; Uno Stato basato sul vizio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://www.puntozenith.org/files/che_guevara.jpg" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p><strong>Il delirio di Giovanardi &#8211; In onore delle vittime innocenti &#8211; Uno Stato basato sul vizio &#8211; Solo il 2,9% dei parlamentari accetta la prova del capello &#8211; La dittatura continua</strong></p>
<p><em>E in quel frastuono assordante in difesa di un crocefisso<br />
si fece di colpo un inquietante silenzio<br />
e quelli  che prima si azzannavano<br />
la chiesa, i politici, gli osservanti, i ricchi di opinione,<br />
gli straricchi di culto, i democratici, i teodem, i progressisti, i nazionalisti, i tradizionalisti, gli amanti di arredi sacri, i difensori della fede…<br />
ebbero improvvisamente molte cose da fare<br />
e svanirono chi da una parte chi dall’altra<br />
variamente affaccendati</em></p>
<p><em>Giaceva il morto solo<br />
il crocefisso vivente.</em></p>
<p><strong>Viviana<br />
..</strong></p>
<p>Parafrasando Guccini <em>&#8220;E voi politici ipocriti che a parole difendete la vita se c&#8217;è, come voi dite, un Dio nell&#8217;infinito guardatevi nel cuore, l&#8217;avete già tradito&#8221;</em>.<br />
Agi 63<br />
..<br />
Restiamo impietriti alle parole ciniche e in malafede di Giovanardi: “Stefano Cucchi è morto perché anoressico, drogato e sieropositivo. Era in carcere perché era uno spacciatore abituale. La verità verrà fuori, e si capirà che è morto soprattutto perché era di 42 chili. La droga ha devastato la sua vita, era anoressico, tossicodipendente, poi c&#8217;è il fatto che in 5 giorni sia peggiorato, certo bisogna vedere come i medici l&#8217;hanno curato. Ma sono migliaia le persone che si riducono in situazioni drammatiche per la droga, diventano larve, diventano zombie: è la droga che li riduce così. La droga ha svolto un ruolo determinante, perchè è stata la causa della fragilità di Stefano, anoressico, tossicodipendente e soggetto a crisi di epilessia, secondo le sue dichiarazioni: ma proprio le sue patologie non dovevano e non potevano indurre i medici a prendere per oro colato le sue presunte volontà&#8221;.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Dunque proprio per il fatto che era malato, Stefano non poteva e non doveva esigere rispetto per la sua vita? Ma cosa dice costui?<br />
Stefano non era tossicodipendente e non era uno spacciatore abituale. E’ stato arrestato per pochi grammi di droga. Gli è stato rifiutato di vedere il suo avvocato e la sua famiglia. E’ stato abbandonato nelle mani di feroci aguzzini, che resteranno impuniti, perché in Italia, mentre si dibatte sui crocifissi, la tortura da parte della polizia non è reato, e nemmeno l’omicidio e nessuno si cura dei delitti dello Stato, come se nessuno di noi potesse essere la prossima vittima. Già l’inchiesta è cominciata con una presunzione di omicidio colposo, come se questa morte fosse accidentale e preludesse a una soluzione certa di irresponsabilità. Ma sulle responsabilità dello Stato Giovanardi non dice una parola. Sì, è vero, Stefano era un ragazzo giovanissimo, fragilissimo e malato, ma cosa c’entra questo col giustificare la sua esecuzione? Dunque siamo in uno Stato dove è lecito giustiziare un debole, come è lecito assolvere un potente, e lo dimostra la furia di B per una prescrizione breve che ammazzerà tutti i processi di chi può permettersi costosi avvocati e riempirà le carceri di innocenti.<br />
Anoressia ed epilessia sono malattie che dovevano semmai evitare a Stefano il carcere o implicare una maggiore cura dell’ente carcerario per la sua fragilità. Per molto meno qualunque politico avrebbe ottenuto immediatamente i domiciliari. Le parole di Giovanardi sono odiose e ripugnanti. Non c’è un solo riferimento al fatto che un ragazzo sia stato pestato a morte e il suo corpo mostri tracce evidentissime di sevizie, ossa rotte, un occhio sfondato… Il cinismo di quest’uomo impuro che ha la faccia di chiamarsi cattolico ci riempie di schifo. Giovanardi sentenzia e accusa, quando di questo ragazzo non sa niente e non è uscito niente. Come ogni laido Inquisitore pieno del proprio lerciume e della propria arroganza, trasforma la vittima in colpevole e con ciò lava le mani sporche dello Stato e prepara altre esecuzioni. Non così si difende il bene pubblico. Non così si onorano il cristianesimo e la democrazia.<br />
Stefano non è morto perché pesava 45 chili. Stefano è morto perché è stato consegnato a uno Stato che protegge i suoi carnefici perché ha perso ogni senso dello Stato. Se questo arresto non fosse stato fatto, Stefano avrebbe pesato sempre 45 kg ma sarebbe vivo.<br />
In quali mani è finito questo disgraziato paese?</p>
<p>Reazioni di protesta ovunque, centinaia di lettere ai giornali. Nell’IdV Stefano Pedica attacca Giovanardi: &#8220;Ha perso una buona occasione per tacere. Non si puo&#8217; fare sterile propaganda politica su un ragazzo morto per circostanze ancora tutte da verificare&#8221;. Massimo Donadi chiede le sue dimissioni.  Durissimo il Pd: &#8220;Parole vergognose, Giovanardi taccia e non sproloqui per ragioni propagandistiche sulla pelle di un ragazzo che non c&#8217;è più&#8221;.<br />
Nicola Zingaretti: “Quelle di Giovanardi sono parole disumane. Si scusi o intervenga Berlusconi&#8221;.<br />
Della vicenda si potrebbe occupare anche Amnesty International.<br />
..<br />
I commenti per le ignobili parole di Giovanardi sono stati raccolti da Repubblica solo per un giorno e mezzo, poi il giornale li ha chiusi per la valanga unanime di insulti alla persona di Giovanardi. Solo uno o due lettori hanno tentato una debole difesa o forse era proprio lui che tentava di difendere se stesso. Del resto la legge che Giovanardi ha firmato come Ministro è una delle peggiori nella storia di questo Stato e fu infilata di contrabbando in un enorme polpettone che riguardava i giochi invernali a Torino. La legge Fini-Giovanardi sulla droga e la legge Bossi-Fini sui migranti sono due delle più vergognose leggi italiane e il fatto che Fini le abbia firmate tutte e due toglie ogni attendibilità a chi spera che qualcosa di civile sia difeso da Fini in questa legislatura o mai.<br />
<strong>Prendiamo alcuni di questo commenti:<br />
</strong></p>
<p>Quando sento parlare così uno che si definisce cattolico sono contentissimo di essere ateo<br />
<strong>Michele51<br />
</strong><br />
Da una fervida intelligenza come quella di Giovanardi non ci si poteva aspettare altro. Era da molto che non lo si sentiva delirare. Il livello di bigottismo di questa persona è tale da oscurare in modo totale ogni capacità cognitiva. E&#8217; tale il pregiudizio che neanche a cose così gravi perde quella indelicatezza che dovrebbe avere qualsiasi essere umano davanti a un microfono. Non pensa neanche un attimo alla situazione che stanno vivendo i familiari. Non riesce proprio a pensare prima di parlare. E questo, forse è il suo più grande limite: riuscire a fare due cose, semplici, semplici in una volta, pensare e parlare contemporaneamente.<br />
<strong>Neusciremo</strong></p>
<p><em>Una cosa è certa, questo non è uno Stato di Diritto</em>.<br />
<strong>Eknate</strong></p>
<p>Ovviamente la droga tra i suoi tanti effetti ha anche il potere di romperti le vertebre, spezzarti le costole, riempirti di ecchimosi il volto&#8230;. Non ho mai avuto la benché minima stima per un politico come Giovanardi e dopo questa ennesima deliberata e gratuita stupidaggine gradirei che chi di dovere prendesse le giuste misure nei confronti di un uomo che è un insulto vivente alla capacità di intelligenza dell&#8217;homo sapiens<br />
<strong>Sbllok</strong></p>
<p>E&#8217; stata la droga? Si, Giovanardi? E&#8217; stata la droga, vero? In Italia siamo arrivati al punto, che per detenzione di qualche grammo di cannabis, si viene sequestrati dalle forze dell&#8217;ordine, condannati a morte e in seguito uccisi con la metodologia fascista del pestaggio collettivo. Per un &#8220;reato&#8221; che nella maggior parte dei paesi dell&#8217;Europa occidentale comporta al massimo una multa, o una lieve sanzione amministrativa. Per lo stesso &#8220;reato&#8221;, in Italia, da qualche anno, si viene condannati a morte senza processo, e uccisi nel segreto di un carcere. Non è la prima volta che accade, non sarà l&#8217;ultima. Per cosa? Per qualche spinello. Che differenza c&#8217;è con il Cile di Pinochet?<br />
<strong>Chinask64</strong></p>
<p>Capita a volte che il livello intellettuale e culturale siano anche un indice del livello morale. Ciò è sicuramente vero nel caso di Giovanardi. Prima che ripugnante uno così è pericoloso. A renderlo tale non sono le parole che ha pronunciato, ma la posizione che occupa e quindi il potere che ha di affliggere il paese e la società con le conseguenze della sua miseria.<br />
<strong>Desmond99</strong></p>
<p>Ricordo a tutti che quest&#8217;uomo è il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia, al contrasto delle tossicodipendenze e al servizio civile,mentre in questa intervista ,oltre alla sua assurdità,si evince una profonda ignoranza circa le materie che dovrebbero essere di sua competenza,vedi le sostanze. Detto questo,non dovrebbero permettere a nessuno di parlare in questo modo in vicende del genere,soprattutto un politico.<br />
<strong>Crisss83</strong></p>
<p>Questa dichiarazione è riuscita a farmi venire le lacrime agli occhi dalla rabbia. Giovanardi&#8230;sei veramente un uomo piccolo così&#8230;<br />
<strong>Saltatempo78</strong></p>
<p>Questa terribile frase, nella sua banale stupida gratuità, è la riprova che non basta avere crocefissi dappertutto, per essere illuminati da un minimo di buon senso e pietà. L&#8217;on. Giovanardi si vergogni<br />
<strong>Alixest</strong></p>
<p>Neanche la pietà, per questo sedicente cristiano, può nulla: è più forte l&#8217;ignoranza, è devastante l&#8217;arroganza.<br />
<strong>Brunovalenti</strong><br />
..<br />
<strong>La prova del capello</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p><em>In verità ti dico che è più facile che un cammello passi dalla cruna di un ago che uno solo di questi politici vada in paradiso</em></p>
<p>Mentre piccoli consumatori di spinelli sono trucidati in carcere nel silenzio dei partiti e delle istituzioni, e mentre la diffusione in Italia della cocaina batte i record europei e la mafia domina più incontrastata che mai, la proposta della prova del capello per vedere chi tra gli onorevoli si droga o no ha portato a soli 28 parlamentari che si sono offerti di farla. 28 su 952! Il 2,9% del totale! Davvero vergognoso!<br />
Ed è questa la gente che ha votato la legge Fini-Giovanardi sulla droga, incarcera anche il ragazzo portatore di pochi grammi di hashish e implicitamente ne permette l’assassinio?<br />
Stefano è stato massacrato da tutori dell’ordine e i suoi assassini resteranno impuniti. La Chiesa tace su questa ulteriore vergogna, mentre le carceri scoppiano di poveri cristi e in 15 anni, malgrado tante chiacchiere a vuoto, non è stato costruito un solo carcere, né si sono eliminate quelle leggi malvagie e anticristiane come la Fini-Giovanardi sulla droga e la Bossi-Fini sui clandestini che hanno reso le carceri italiane simili alle carceri turche. Ma si continua a blaterare di crocefisso e radici cristiane!<br />
L’onorevole Miccicché si fa venire il pusher fin nell’ufficio per fiutare la coca a suo comodo mentre il presidente B onora alla sua mensa un narcotrafficante pluriassassino, lo dichiara eroe nazionale e fa il vergognoso scudo fiscale per il rientro dei capitali  dei narcotrafficanti e dei mafiosi con l’applauso di una Confindustria spudorata quanto iniqua. Il luogo del potere pone se stesso sopra la legge e vota decreti che non valgono per la casta o che aumentano l’impunibilità della casta. I leader di partito e massimamente B continuano a sgretolare la giustizia e ora vogliono la prescrizione breve, dopo aver appesantito il processo di ogni sorta di rimando, per un’impunità garantita che legalizzi i loro reati per continuare a delinquere in pace. B ha detto che per i suoi processi avrebbe tolto “qualche ora” alla sua presenza in Parlamento mentre non si fanno leggi ormai altro che per aumentare la sua impunità e persino i governatorati di Regione diventano merce di scambio per garantirgli una giustizia dimezzata.  Mezzo parlamento è colluso con  narcotrafficanti, mafia, camorra e ‘ndragheta e si continua spudoratamente a candidare pregiudicati nelle amministrazioni locali (vedi Cosentino) mentre l’opposizione affoga nelle sue stesse incertezze e nella mancanza cronica di una questione morale.<br />
Una simile genia merita solo di essere distrutta!</p>
<p>Oggi io riconosco un solo crocefisso e si chiama Stefano Cucchi.<br />
..<br />
<strong>Mariapia scrive:<br />
</strong><br />
Non siamo mostri, ma siamo incivili, questo sì.<br />
Se la nostra inciviltà sia genetica o storica o entrambe, non lo so, ma nelle varie ipotesi presentate c&#8217;è del vero.<br />
Non possiamo pensare che una storia o una caratteristica genetica nata tanto tempo fa sia sanabile in un tempo breve, ma cominciare si deve.<br />
Siamo animali gregari che si cercano naturalmente un capo, come i canidi, come i topi,<br />
e senza capo facciamo fatica ad uscire dal branco, a diventare  protagonisti  come gli operai, le mondine, i braccianti del secolo scorso, che avevano uomini-capo che li  indirizzavano allo sviluppo.<br />
Qui servirebbe un antropologo molto acuto per capire  cosa è successo al branco Italia.</p>
<p><em>Tieni alta la tua speranza, che e&#8217; indispensabile in tempi come questi.<br />
Tutti quelli che hanno avuto un sogno di civiltà, giustizia, fratellanza<br />
ci hanno lasciato la pelle ma hanno portato avanti<br />
la fiaccola dello spirito umano.</em><br />
..<br />
Sauro scrive:</p>
<p>Siamo mostri. Tutti. Anche noi. Perchè con ciò che è successo ad un ragazzo, Stefano Cucchi, dovremmo scendere tutti in piazza e chiedere giustizia.<br />
Anche sommaria. Come ai tempi della rivoluzione russa.<br />
Invece nulla ci tocca più.<br />
Niente ci inorridisce. NULLA CI SCONVOLGE, non proviamo più un sussulto, il vuoto. La pace dei sensi.<br />
Possono farci quello che vogliono. Io sono veramente veramente preoccupato.<br />
Non è possibile vivere in un paese dove per un qualsiasi motivo per cui finisci in carcere, non importa quale, corri il rischio di finire ammazzato come nell&#8217;Argentina del sanguinario generale Jorge Videla. NON DEVE ESSERE POSSIBILE. Io mi rifiuto di credere che vivo in un paese così.<br />
MA DOV&#8217;E&#8217; L&#8217;EUROPA?<br />
Quale Europa?<br />
E NON PENSIATE CHE FINISCANO IN CARCERE SOLO I DELINQUENTI. DETENUTO IN ATTESA DI GIUDIZIO è ancora valido, più che mai.<br />
Io mi rifiuto di accettare di vivere in un paese dove un onorevole liquida la faccenda in maniera sbrigativa e cinica da far rabbrividire: &#8220;Cucchi era in carcere perché spacciatore abituale; la verità verrà fuori: è morto soprattutto perché pesava 42 chili&#8221;.<br />
Dietro questa frase sentenziante e tranciante io ci leggo: era un drogato, CAZZI SUOI.<br />
Non possiamo continuare ad andare avanti così, facendo finta di niente. NON PUO&#8217; ANDARE.<br />
Quanti altri Aldovandi e Cucchi dovremo offrire a questi mostri prima che qualcuno si ribelli?</p>
<p>Sulle frasi di Giovanardi sono piovute critiche da sinistra, destra e centro e una valanga di contestazioni su Facebook. &#8220;Quando in politica, come nella vita&#8221;, attacca Lorenzo Cesa, segretario Udc, &#8220;manca ogni senso di umanità, si diventa barbari: oggi è Giovanardi il nuovo barbaro&#8221;.<br />
&#8220;E pensare&#8221;, dice Antonio Di Pietro, segretario Idv, &#8220;che Giovanardi ha le deleghe alle Politiche giovanili: si dimetta per manifesta incapacità&#8221;.<br />
&#8220;È vergognoso&#8221;, commenta Paolo Ferrero, segretario del Prc, &#8220;che chi si scandalizza per la sentenza sul crocifisso non abbia alcun rispetto per la vita umana&#8221;.&#8221;<br />
..<br />
<strong>Doriana Goracci scrive:</strong><br />
<a href="http://www.reset-italia.net/2009/11/10/e-ancora-non-la-sai-tutta-la-cattiveria-del-mondo/">www.reset-italia.net/2009/11/10/e-ancora-non-la-sai-tutta-la-cattiveria-del-mondo/</a></p>
<p>Anna Magnani in Mamma Roma in preda ad un’angoscia grande infinita quanto il suo amore, grida con la sua voce roca al figlio: “<em>E ancora  non la sai tutta la cattiveria del mondo!</em>”.<br />
Ho letto che altre madri di Roma  chiamano a raccolta sabato 14 novembre, le altre,  anche quelle che non lo sono, non lo saranno mai, quelle sparse in ogni angolo della Terra, che aspettano un ritorno, quelle che non aspettano più e cercano una spiegazione, non vogliono stare sole nel loro dolore, nell’assenza allora ho pensato a quella dimora del tempo sospeso… “<em>Spegniamo il fuoco e torniamo a vivere e a morire nelle nostre case. Non cerchiamo mai di opprimere o di rassegnarci ma di essere liberi, innanzitutto. Di sorprendere e meravigliarci. Mai dormire in sè stessi ma addormentarsi fuori di sé, per uscire dai nostri corpi, lasciando a chi resta l’insegnamento del sogno e qualche gesto da ricordare“</em>.</p>
<p><strong>Morire di Stato</strong><br />
Salutare un figlio. Rivederlo morto.<br />
E’ il dramma di Patrizia, madre di Federico Aldovrandi, ucciso da quattro poliziotti durante un fermo.<br />
E’ il dramma di Ornella madre di Niki  Aprile Gatti, morto nel carcere di Sollicciano (Firenze).<br />
E’ il dramma di Maria, madre di Manuel Eliantonio, morto nel carcere di Marassi a 22 anni.<br />
E’ il dramma della mamma di Stefano Cucchi, morto in carcere a Roma dopo un arresto per pochi grammi di droga.<br />
Uno stato che sottrae un figlio e lo restituisce morto, negando ogni possibilità di avvicinarlo, di esercitare il diritto di ogni madre di constatare la salute e le condizioni del proprio figlio, anche di chi si trovi in carcere.<br />
In ricordo di Renato, accoltellato per odio e intolleranza nel 2006, le Madri per Roma Città Aperta vogliono interrogarsi su questi eventi, su queste maternità negate che calpestano i diritti dell’individuo e rappresentano un gravissimo segnale di deriva della nostra democrazia. Anche queste morti appartengono al tema della sicurezza. Sicurezza anche dei cittadini quando hanno a che fare con le istituzioni repressive e carcerarie. Per questo come madri non vogliamo dimenticare Nabruka Mimuni, la donna che si è tolta la vita nella notte tra il 6 e il 7 maggio di quest’anno nel lager di Ponte Galeria, alle porte di Roma.<br />
Abbiamo contestato ai vari sindaci la risposta xenofoba e repressiva delle istituzioni a fenomeni di grave disagio e precarietà, che ha alimentato episodi di razzismo e violenza, opponendo, praticando e sostenendo la cultura della diversità e del rispetto.<br />
Vogliamo affrontare il tema della sicurezza portandolo anche dietro le mura di un carcere o di un CIE. Vogliamo riproporre il tema dei diritti dentro la città e soprattutto nei luoghi dove sembra che rappresentanti dello Stato possano esercitare un diritto di vita e di morte su cittadini italiani e stranieri.<br />
Come le madri argentine di Plaza de Majo, le madri cinesi di Piazza Tien a men e le madri iraniane hanno chiesto giustizia e verità per i loro figli, le Madri per Roma Città Aperta vogliono sostenere e dar voce ad ogni madre che voglia rivendicare la dignità e i diritti dei suoi figli strappati alla vita.</p>
<p>Comitato Madri per Roma Città Aperta<br />
<a href="http://madrixromacittaperta@libero.it">madrixromacittaperta@libero.it</a><br />
..<br />
<strong>Carceri. Nel 2009 già 61 suicidi, 300-400 tentati suicidi l&#8217;anno, troppe morti sospette</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Stefano Cucchi, 31 anni, deceduto in carcere.<br />
Riccardo Rasman, 34 anni, deceduto durante l&#8217;arresto.<br />
Federico Aldrovandi, 18 anni, deceduto durante l&#8217;arresto.<br />
Domenico Palumbo, 30 anni, deceduto durante l&#8217;arresto.<br />
Manuel Eliantonio, 22 anni, deceduto in carcere.<br />
Gabriele Sandri, 28 anni, ucciso da un agente.<br />
Niki Aprile Gatti, 26 anni, deceduto in carcere.<br />
Marcello Lonzi, 29 anni, deceduto in carcere.<br />
Sorin Calin, 24 anni, deceduto durante l&#8217;arresto.<br />
Giuseppe Turrisi, 58 anni, deceduto durante l&#8217;arresto.<br />
Aldo Bianzino, 44 anni, deceduto in carcere.<br />
Stefano Frapporti, 48 anni, deceduto in carcere.<br />
Francesco Mastrogiovanni, 58 anni, deceduto in reparto psichiatrico.<br />
Dibe Rachid Salah, 35 anni, deceduto in carcere.<br />
Antonio Virelli, 24 anni, deceduto in carcere.</p>
<p>Che cosa è successo in Italia dell&#8217;<strong>habeas corpus</strong>?<br />
Quel diritto che ogni uomo ha per nascita, anche in un carcere, anche in un ufficio di polizia, anche in una manifestazione di piazza, di essere rispettato dalle autorità di sicurezza o penitenziarie nella sua integrità psicofisica?<br />
Perché in Italia la tortura non è reato? Perché la gente può essere massacrata in carcere o negli interrogatori senza che nessun responsabile sia punito? Perché le sevizie di Genova si ammucchiano come reati abnormi e si aggiungono alle sevizie quotidiane subite da poveri Cristi deboli e indifesi che cadono nelle mani di  sadici assassini in divisa che agiscono indisturbati? Cosa ha a che fare tutto questo con la democrazia e la civiltà?<br />
La Corte Europea si occupa di salvaguardare i diritti fondamentali dell&#8217;uomo, ma, sembra, agisce solo su richiesta.<br />
E allora, se una privata cittadina ha potuto essere ascoltata dalla Corte europea per una faccenda dopo tutto minimale e solo rappresentativa come quella del crocefisso, perché non salgono voci potenti e collettive verso la Comunità Europea, magari convogliate dal nostro solerte Grillo o da qualcuno di questi  giuristi che tanto spesso dicono il loro parere richiesto o non richiesto? Perché non si può  mandare qualche migliaia di firme all&#8217;UE affinché  anche in Italia diventi reato il crimine di tortura, maltrattamento e morte perpetrato dagli organi di polizia o carcerari?<br />
..<br />
<strong>Per la morte di Stefano</strong><br />
Viviana</p>
<p><em>Cosa si può dire alla madre<br />
cosa si può dirle del suo figlio<br />
ora che è morto<br />
ora che belve senza nome<br />
gliel’hanno ammazzato?<br />
Un uomo di Stato ha detto:<br />
“Era solo un tossico!”<br />
Lo avrebbe detto la iena<br />
se avesse parlato</em><br />
<em>Lo avrebbe detto lo sciacallo<br />
che si ciba di cadaveri<br />
Non lo avrebbe detto il lupo<br />
che pure ha un cuore<br />
E nemmeno lo scorpione<br />
che pure difende i suoi nati<br />
Cosa si può dire alla madre<br />
di quel suo figlio distrutto<br />
a pugni a calci, a sprangate<br />
da uno Stato che non può dirsi più Stato</em><br />
<em>Cosa dirà quello Stato solo di nome<br />
ma marcio ormai nell’infamia<br />
nel midollo<br />
nelle viscere<br />
ad una madre<br />
di quel suo figlio rubato<br />
a lei<br />
che lo ha portato in seno<br />
a lei</em><br />
<em>che lo ha allattato<br />
che ha giocato con lui bambino?<br />
che lo ha visto crescere, bene, male,<br />
una madre è sempre in ansia<br />
per il suo bene e il suo male<br />
una madre è sempre felice o malata<br />
del bene e del male di suo figlio<br />
una madre è sempre in lui<br />
nasce e muore con lui<br />
una madre dovrebbe capire </em><br />
<em>cos’è un buono Stato<br />
e cos’è un carnefice di figli<br />
di madri<br />
Chi gliela renderà a quella madre<br />
quella parte di lei<br />
strappata per la crudeltà di carnefici<br />
carne e sangue e vita<br />
rapita a morte precoce<br />
da aguzzini pagati<br />
da uomini dello Stato?<br />
Il nemico dovrebbe essere là fuori</em><br />
<em>-noi in casa sicuri-<br />
Il nemico non può essere dentro<br />
o siamo tutti finiti<br />
o non c’è salvezza per nessuno.</em><br />
..<br />
<strong>Iacopone da Todi</strong> (1200)<br />
<strong>Canto della Madonna sul figlio morto<br />
</strong><br />
<em>O figlio, figlio, figlio !<br />
figlio, amoroso giglio,<br />
figlio, chi dà consiglio<br />
al cor mio angustiato ?<br />
Figlio, occhi giocondi,<br />
figlio, co&#8217; non respondi ?<br />
figlio, perché t&#8217;ascondi<br />
dal petto o&#8217; se&#8217; lattato ?</em><br />
<em>Se glie tollete &#8216;l vestire,<br />
lassàtelme vedire<br />
come &#8216;l crudel ferire<br />
Figliolo, mio deporto,<br />
figlio, chi me t&#8217;ha morto,<br />
figlio mio delicato ?<br />
Meglio averìen fatto<br />
che &#8216;l cor m&#8217;avesser tratto,<br />
che, nella croce tratto,<br />
starce descilïato.<br />
Figlio, che m&#8217;agio anvito,</em><br />
<em>figlio, patre e marito,<br />
figlio, chi t&#8217;ha ferito ?<br />
figlio, chi t&#8217;ha spogliato ?<br />
Figlio, questo non dire,<br />
voglio teco morire,<br />
non me voglio partire,<br />
fin che mò m&#8217;esce il fiato.<br />
Figlio, l&#8217;alma t&#8217;è uscita,<br />
figlio de la smarrita,<br />
figlio de la sparita,<br />
figlio attossicato !</em><br />
<em>Figlio bianco e vermiglio,<br />
figlio senza simiglio<br />
figlio a chi m&#8217;appiglio ?<br />
figlio, pur m&#8217;hai lassato.<br />
Figlio bianco e biondo,<br />
figlio, volto iocondo,<br />
figlio, perché t&#8217;ha el mondo,<br />
figlio, così sprezato ?<br />
Figlio, dolce e piacente,<br />
figlio de la dolente,<br />
figlio, hatte la gente</em><br />
<em>malamente trattato !<br />
</em><br />
..<br />
<strong>A mio figlio</strong><br />
Camilla</p>
<p><em>Vorrei leggessi questi versi,<br />
nelle pieghe che il tempo porterà,<br />
forse solo allora capirai il tuo passato, le mie paure,<br />
la nostra vita scivolata via.<br />
Ricordami, perchè ti ho amato più di quanto hai visto<br />
e più di quanto ho detto.<br />
Non pensare che abbia calpestato i tuoi occhi tristi<br />
girando l&#8217;angolo,<br />
ho solo provato a guardarli,<br />
nello specchio dei miei<br />
e ho buttato all&#8217;aria quel velo nero<br />
per un abito di fiori</em><br />
<em>che avresti visto su di me.<br />
Per il tempo non vissuto e per quello perduto,<br />
prendi la mia mano ancora,<br />
come una volta e per sempre,<br />
se lo vorrai,<br />
serenamente, adesso,<br />
ti guiderò.</em><br />
..<br />
<strong>Istinto proprietario</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Parlo a chi difende B, a chi si appoggia a questi nuovi potenti, tanti potenti da distruggere questo paese senza che nessuno li freni, a chi segue solo l&#8217;interesse avido e smisurato di uno che preclude ogni futuro a tutti gli altri<br />
Parlo a chi considera sua proprietà suolo, leggi e diritti, escludendo tutti gli altri.</p>
<p>Caro ‘istinto proprietario’, tutto parte dalla visione che si ha delle cose.<br />
Tu consideri la nazionalità come una proprietà esclusiva da cui si devono cacciare gli estranei, pensi con un duro senso proprietario, un senso che, quando è ristretto e meschino, spinge avanti solo l&#8217;avidità e l&#8217;egoismo e mette l&#8217;io in lotta contro tutto e tutti nella difesa spasmodica del proprio possesso esclusivo.<br />
Io invece considero l&#8217;uomo come un abitante del mondo, uno che nemmeno verso il mondo può attivare istinti proprietari esclusivi, come se la natura o l&#8217;umanità fossero cose da usare, sfruttare o distruggere a proprio piacere.<br />
L&#8217;istinto del possesso risiede nel cervello più antico dell&#8217;uomo, quello animale, detto cervello rettile, perché è proprio dei rettili, degli alligatori, dei serpenti.. esso comanda di marcare il proprio territorio e di difenderlo dagli invasori con violenza, non conosce accoglienza e alleanza, partecipazione o cooperazione, divide il mondo in possessori e invasori in una lotta smisurata.<br />
Ma sopra il cervello rettile gli uomini più evoluti hanno sviluppato un cervello mammifero, che elabora discorsi più complessi e si allarga dal territorio personale ai valori collettivi. E sopra ancora la natura ha voluto un cervello razionale e uno intuitivo, e infine una mente fatta di ideali e valori collettivi e universali che trascendono l&#8217;egoismo.<br />
Ora, sarebbe auspicabile che fosse questa mente a governare la vita umana e il mondo, e avremmo pace, benessere per tutti e giustizia, ma siamo ancora dominati da chi usa la forza bruta, colpisce, mente, truffa, uccide&#8230; per il proprio potere, il cervello rettile.<br />
Questo cervello è in tutti. Sta a noi non lasciarcene dominare e portare avanti, invece, al governo e non al potere, coloro che sono i saggi della società, non i bruti.<br />
..<br />
<strong>Don Santoro. Discriminazione</strong><br />
Da vita di streghe</p>
<p>Voglio parlare di un caso di discriminazione di genere che traccia in maniera sempre più evidente un solco profondo fra la Chiesa delle alte cariche e la Chiesa &#8220;dal basso&#8221;, quella che i valori di Cristo li incarna ogni giorno con gesti rivoluzionari, appassionati e d&#8217;amore senza misura. E che non ha bisogno del crocefisso in classe per diffondere i suoi valori.<br />
A Firenze ho conosciuto un prete che l&#8217;amore di Cristo verso gli ultimi ce l&#8217;aveva tutto addosso. Mi occupavo di promuovere il microcredito ed una delle realtà italiane pioneristiche di queste iniziative era stata proprio la Comunità delle Piaggie, alla periferia di Firenze. Un territorio difficile eppure da qualche tempo ricco di fermento, proprio grazie a Don Santoro, che con una lucidità ed una passione che mille politici insieme non avrebbero, aveva capito anzitempo come creare uno stato sociale alternativo e prospero, partendo dai più disagiati: dal doposcuola per i bambini alla scuola di alfabetizzazione per adulti e stranieri; dal recupero e riciclaggio dei rifiuti all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate; dal commercio equo e solidale al fondo di microcredito; dal giornale l’Altracitta’ alla casa editrice Edizioni Piagge.<br />
Don Santoro nei giorni scorsi aveva celebrato un matrimonio decisamente non convenzionale: quello fra Fortunato e Sandra,64enne cattolica praticante, che aveva una particolarità: era nata uomo ed ora, 30 anni dopo essere diventata donna anche per la legge italiana, è stata finalmente trattata come una qualsiasi altra fedele.<br />
Le gerarchie ecclesiastiche hanno minacciato di invalidare il matrimonio e di far pagare un prezzo molto alto ad Alessandro Santoro per questo atto di “disobbedienza”. Ma il prete non ha desistito.<br />
Ora Don Santoro è stato rimosso dalla comunità delle Piagge dal Vescovo di Firenze ma a don Santoro va il nostro GRAZIE per aver avuto il coraggio di stare dalla parte dell&#8217;amore anche a costo dell&#8217;esilio.  Rivedo il suo volto e la sciarpa della pace legata al suo collo e penso a quanti Cristi che si schierano dalla parte degli ultimi continuiamo a crocefiggere, mentre ci indigniamo per la rimozione del suo simbolo.</p>
<p>Altracitta.org<br />
.<br />
<strong>L’amarezza di una cittadina</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Se un carcerato muore massacrato di botte per pochi grammi di droga, sembra che il fatto sia etichettabile come eccesso di zelo. Non troverete mai nessun responsabile tra le guardie carcerarie che venga punito per questo delitto. Se anche si trovasse, la canaglia si aspetterebbe non una punizione ma una promozione, sulla falsariga dei macellai del G8 di Genova. La lezione che e’ stata data e’ questa: ammazza la plebaglia e difendi il potere, te ne sarà reso merito.<br />
Non sapete che in Italia non esiste il reato di tortura nelle carceri?<br />
E che tra poco il Trattato di Lisbona reintrodurra’ la pena di morte da comminarsi nel caso specifico di un popolo che si ribelli al proprio governo, per quanto questo governo sia dittatoriale  e corrotto?<br />
Vi risulta che uno qualsiasi dei tre candidati alla segreteria del Pd si sia  mai occupato di questa lesione dell&#8217;habeas corpus? Persino Di Pietro, che e’ il piu’ attento ai diritti civili, vi risulta sia mai stato dalla parte di coloro che furono massacrati a Genova o a Napoli o che muoiono oggi nelle carceri del regime?</p>
<p>Si dice che ci sono 15000 trans e 70.000 prostitute, sterile dividerle tra dx e sx, e’ fisiologico che raccattino in modo bypartisan. Si ilude chi crede che la dx vada a escort e la sx a trans, come se una cosa fosse meglio dell&#8217;altra.  Tra B che prende la D&#8217;Addario da dietro e Marrazzo che prende la Brenda da dietro, mi dite come si fa a fare una graduatoria del meglio?<br />
In quanto a droga ne scorre a fiumi ormai ovunque e le leggi puniscono solo i piccoli consumatori, ma lasciano intatti i grandi centri del narcotraffico.<br />
Maroni dice che sta combattendo la mafia. Viste le infiltrazioni negli organi di potere, potremmo dire piuttosto che lo Stato combatte ormai le cosche avversarie in regolamenti di conti interni, per cui la mafia stessa dirige le operazioni contro la criminalità così da liberarsi dei concorrenti e lo fa col concorso della polizia.<br />
Il problema non e’ trovare chi va a trans o a escort, ma chi non ci va affatto. Come dice Michele Serra: &#8220;Pagare per avere sesso mercenario non e’ un obbligo ma una scelta; qualcuno ha scelto di non farlo mai. Per completezza sociologica ogni tanto si parli anche di lui&#8221;.<br />
..<br />
Io sono un cittadino modello, non rubo, non delinquo, non uccido, non mento, pago le tasse, pago persino il canone di una televisione che mi fa schifo, non commetto reati, non faccio del male al prossimo, anzi il prossimo ogni giorno lo aiuto, sono regolarmente sposata e non tradisco mio marito né lo infamo, ho mandato un figlio all’estero per non farlo pesare sul bilancio di uno stato che non dà lavoro ma corruzione e malaffare, non bevo, non fumo, non mi drogo, lavoro e non sottraggo niente a nessuno. Sono un cittadino operoso e onesto.<br />
Ho solo la mia opinione.<br />
Ma quando scrivo la mia opinione sul web sono assalita e insultata da gente che sostiene ladri, assassini, narcotrafficanti, eversori. Persino sono stata minacciata di morte o di stupro per aver sempre difeso l’onestà, la Costituzione, l’osservanza alle leggi civili, il rispetto della persona e della Terra.<br />
Io so che la mia esistenza dà noia a qualcuno.<br />
Io so che quando dovessi avere bisogno, questo Stato me lo troverò sempre contro.<br />
Io non potrà mai essere dalla parte di questo potere. Io sarà per solidarietà sempre dalla parte delle sue vittime.<br />
Come è difficile essere cittadini in uno Stato come questo!<br />
..<br />
<strong>Il vizio e la casta</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Bormioli, quello dei vetri gialli, un riccone d’Italia, si è svenato per la dipendenza da droga. I suoi persecutori non gli hanno solo sottratto immensi patrimoni, lo hanno messo in ginocchio, umiliato, avvilito. La polizia in una retata ha ripreso una parte del bottino: orologi di grandissimo valore, quadri da 400.000 euro l’uno…; altra merce rubata è passata nelle mani compiacenti di orefici, orologiai, antiquari, ricettatori d’arte, tutta gente del mondo per bene, che ha una solida reputazione, che gira nei salotti dei vip, che non paga le tasse, incetta merce rubata, affianca gli spacciatori e la mafia, e viene alla fine gratificata dal caro Berlusconi che permette loro di legalizzare i capitali rubati e di ripulirli riportandoli in Italia.<br />
Un vizio non è solo un vizio. E’ un mondo, un mondo di miseria e abbrutimento, di ricatti e circonvenzione, di schiavitù materiale e morale, di privazione di libertà e autodistruzione, un mondo di cui il lerciume di Marrazzo è stato solo uno spiraglio, subito chiuso (non si sono interrogati nemmeno i pusher) perché interessava far fuori Marrazzo sul feltri-style ma a nessuno importava poi veramente far luce completa sul fenomeno della droga e dei suoi succubi altolocati.<br />
Un vizio non e’ qualcosa a cui si indulge una tantum, e’ una dipendenza grave da qualcosa di illecito o di vergognoso a cui si soggiace in una specie di schiavita’ cieca e folle che ottunde il cervello al punto da far disertare azioni o presenze fondamentali della vita, come la propria famiglia, la propria immagine sociale, il proprio lavoro, e al punto che per perpetuare questa schiavitu’ si accetta di soggiacere a ricatti, intimidazioni,  situazioni di grande rischio vitale.<br />
B che telefona al procacciatore di donne e droga Tarantino dieci volte al giorno e che non esista a gettare nel puttanaio la propria famiglia e la propria immagine e farsi ridere dietro dai giornali di tutto il mondo con foto grottesche e indecenti e disertando riunioni ufficiali e internazionali…. Marrazzo che deve andare in quel lurido cesso di Via Gradoli due volte a settimana e che continua per 4 mesi a frequentare quell’immondezzaio, pur sapendosi ricattato&#8230; Sono cose da neurodeliri.<br />
E sentire anche dire da B a Ballaro’ che a quell&#8217;ora in genere “lavora”, quando sanno tutti come occupi le sue serate e le sue notti in un bordello continuo e in compagnia di spacciatori, sarebbe come sentir dire a Marrazzo che in Via Gradoli c&#8217;era andato a fare un sopralluogo delle Belle Arti.<br />
Ci sono prese per il culo che non tolleriamo piu’.<br />
Ci sono vizi che stanno facendo pagare un prezzo troppo alto alla democrazia.<br />
Una palude di immondizia e scorie tossiche, ecco l&#8217;immagine che il potere sta dando di se stesso. E votare affinche’ questo letamaio continui e’ la peggior cosa che un italiano possa fare al suo paese.</p>
<p>In quanto agli omofobi, ovvero a coloro che detestano gli omosessuali in modo compulsivo e cercano anche di massacrarli, si tiene proprio in questi giorni a Roma il convegno &#8220;Omosessualita’ e terapia&#8221; in cui si afferma che nei casi di omofobia spinta e’ facile che ci sia una omosessualita’ latente, per cui il soggetto cerca di difendersi dalle proprie pulsioni sessuali  aggredendo i gay per il timore di essere riconosciuto come uno di loro.<br />
L&#8217;uomo vero non ha bisogno di queste sceneggiate spettacolari, lo sa da solo a che genere appartiene, e non deve dimostrarlo con scene d&#8217;odio spinto che semmai provano proprio il contrario.</p>
<p>Notiamo che troppi di questi zozzoni che ci comandano sono ormai a un livello di corruzione insostenibile, non si sa piu’ cosa cercano e cosa vogliono<br />
Sono i piu’ grandi assenteisti d&#8217;Italia, anche se Brunetta continua ad ignorarlo, ora gli onorevoli hanno fatto dieci giorni di &#8220;pausa&#8221; parlamentare perche’ tanto le leggi che dovrebbero discutere sono prive di copertura finanziaria e il loro compito si e’ ridotto ad approvare leggi e decreti discussi altrove sui quali la loro presenza e’ quasi superflua, fanno una vita lussuosa, hanno belle mogli e belle case, spesso comprate per niente, non lavorano quasi affatto, hanno scorte, privilegi, esenzioni, impunita’&#8230; possono far perfino entrare il pusher o le escort nelle stanze del potere, o candidare mafiosi e puttane ad altre cariche, godono della possibilita’ di perpetrare impunemente clientelismo, nepotismo, voto di scambio, addirittura strage, sono protetti dai processi, tutelati nell’incolumita’, incensati dai media.. possono avere gratis le piu’ belle donne d&#8217;Italia ed essere accolti nei salotti migliori, hanno soldi, potere, lusso, spreco, applausi, incensi<br />
e tutto quello che desiderano e’ infilarsi in un lupanare lercio, nel puzzo di fritto e di cavolo, in caseggiati fatiscenti, stanzette anguste, sporchi, mobili barcollanti, su pagliericci scomposti e sporchi, tra le urla di brasiliane immonde e toccare la volutta’ di sprofondare nella abiezione piu’ assoluta<br />
Ma se e’ questo che vogliono, essendosi saziati ormai di tutto, mettiamoli a 800 euro al mese, senza provvigioni ed emolumenti, in situazioni da fame, con la paura di uno sfratto, lavoro insicuro, nelle lentezze insostenibili della USSL, senza cliniche di lusso o avvocati o guardie del corpo, senza auto blu, coi figli che hanno fame e l&#8217;impossibilita’ di un futuro, e vediamo se la perdono quella smania di persone viziose, corrotte e arroganti, perche’ l&#8217;Italia ne ha piene le tasche delle loro escort, dei loro trans, della loro coca, della loro mafia, della loro sbobbia e di tutte le sporche cose impestate con cui ci rovinano la vita!<br />
..<br />
<strong>Attacco a Rai3</strong><br />
Da dazebao<br />
Vincenzo Vita</p>
<p>Un colpo di mano. Di questo si tratta vista la telefonata con cui il direttore generale della  Rai, Mauro Masi, avrebbe annunciato a Paolo Ruffini, direttore di Rai 3 che dovrà lasciare l’incarico. Motivazione: nessuna.<br />
Un colpo di mano devastante non solo perché si tenta l’assalto finale alla rete televisiva che ha ottenuto significativi risultati ma è invisa a Berlusconi. In effetti nelle intenzioni di Masi si intravede una vera e propria devastazione della Rai. Addirittura si rfimettono in gioco non solo Rai news 24,RaiCinema, ma anche gli incarichi di Giuliana Del Bufalo Fabrizio Del Noce Evidentemente il Pdl ha bisogno di posti. Al tempo stesso c’è chiaro e dichiarato l’obiettivo di indebolire la Rai. Disarticolare Rai3 fa parte di questo piano. Non a caso il consigliere Nizzo Nervo ha chiesto che si facciano nomine là dove ci sono incarichi scoperti affermando che “ Paolo Ruffini è la linea del Piave. Non si tratto solo della difesa di una professionalità che è patrimonio prezioso dell’azienda. Ma di un punto di resistenza che chiama in causa l’intero Consiglio di amministrazione, il Presidente Garimberti, la Commissione di vigilanza, una difesa dell’autonomia del servizio pubblico, il suo sviluppo, il pluralismo dell’informazione. Non è un caso che l’attacco finale venga portato a Rai3. Qualche giorno fa il “ Fatto quortidiano” non smentito, ha anticipato i contenuti della proposta del nuovo contratto di servizio tra lo Stato e la Rai. Ovviamente, il percorso decisionale deve ancora passare per la Commissione parlamentare di vigilanza dove la battaglia sarà assai aspra. Se davvero il testo assomiglierà a quanto scritto, si cancellerà di fatto la terza rete televisiva, secondo i voleri di Berlusconi. Infatti, il canale tornerebbe esattamente come trent&#8217;anni fa ad essere regionalizzato con la probabile fine delle trasmissioni considerate scomode a Villa Grazioli. Senza nulla togliere al decentramento, quest&#8217;ultimo dovrebbe riguardare l&#8217;insieme del servizio pubblico e non solo la terza rete. Inoltre, entrerebbe in scena una sorta di comitato di valutazione delle trasmissioni, una specie di gran giurì.<br />
E poi vengono quasi abolite le quote obbligatorie di produzione di film audiovisivi italiani ed europei, e così via.<br />
Il contratto di servizio era nato come uno strumento &#8220;pattizio&#8221;, volto a regolamentare le attività tecniche e organizzative dell&#8217;azienda pubblica. Non è una legge e neppure un suo decreto attuativo. Insomma, è un &#8220;colpetto&#8221; di mano che si aggiunge al tentativo di queste ore di cambiare la legge sulla par condicio. Il resto è tristemente noto, a cominciare dal conflitto di interessi. Per non sbagliare, comunque, la Direzione generale , secondo una lista di proscrizione lungamente annunciata, rende noto il siluramento di Ruffini.<br />
Il 3 ottobre vi fu una straordinaria mobilitazione in Piazza del Popolo a Roma promossa dalla Federazione della stampa. Evidentemente non è bastata. L&#8217;iniziativa democratica non può avere pause ed è l&#8217;occasione per riunire tutte le opposizioni.<br />
In ogni caso si è chiesto al Presidente della vigilanza Sergio Zavoli di convocare urgentemente la commissione, che chiaramente la destra vuole cancellare</p>
<p><a href="http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=7393%3Arai3-assalto-finale-dei-berluscones-vogliono-cacciare-il-direttore-ruffini&#38;catid=39%3Aopinioni&#38;Itemid=156">www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=7393%3Arai3-assalto-finale-dei-berluscones-vogliono-cacciare-il-direttore-ruffini&#38;catid=39%3Aopinioni&#38;Itemid=156</a><br />
..<br />
Ha tre televisioni e ne domina due della tv pubblica mentre ne tiene addomesticata una quarta. Ma non gli basta. Non gli basta. Non gli basta mai. Vuole tutto nel suo pugno. Non sopporta democrazia. Non sopporta libertà. Non sopporta opinione. Come un faraone egizio ordina solo venerazione.<br />
E con tutto questo si deve sentire di stolti che gridano di 60 anni di dominio della sinistra, di una televisione in mano alla sinistra, di una magistratura che fa sentenze da sinistra. Cani che ululano alla preda affiancando i cacciatori spietati, ma la preda, qui, è l&#8217;uomo. La preda siamo noi.<br />
..<br />
<strong>Supplica a mia madre</strong><br />
Pasolini</p>
<p><em>E&#8217; difficile dire con parole di figlio<br />
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio</em>.</p>
<p><em>Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,<br />
ciò che è stato sempre, prima d&#8217;ogni altro amore</em>.</p>
<p><em>Per questo devo dirti ciò ch&#8217;è orrendo conoscere:<br />
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia</em>.</p>
<p><em>Sei insostituibile. Per questo è dannata<br />
alla solitudine la vita che mi hai data</em>.</p>
<p><em>E non voglio esser solo. Ho un&#8217;infinita fame<br />
d&#8217;amore, dell&#8217;amore di corpi senza anima</em>.</p>
<p><em>Perché l&#8217;anima è in te, sei tu, ma tu<br />
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù</em>:</p>
<p><em>ho passato l&#8217;infanzia schiavo di questo senso<br />
alto, irrimediabile, di un impegno immenso</em>.</p>
<p><em>Era l&#8217;unico modo per sentire la vita,<br />
l&#8217;unica tinta, l&#8217;unica forma: ora è finita</em>.</p>
<p><em>Sopravviviamo: ed è la confusione<br />
di una vita rinata fuori dalla ragione</em>.</p>
<p><em>Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.<br />
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile</em><br />
…</p>
<p>http://masadaweb.org</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MASADA n° 1028. 7-11-2009. Un paese senza fede può ben pensare al Crocefisso]]></title>
<link>http://masadaweb.org/2009/11/08/masada-n%c2%b0-1028-7-11-2009-un-paese-senza-fede-puo-ben-pensare-al-crocefisso/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 16:23:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
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<description><![CDATA[s.p. Mi permetto di suggerire che la corte europea non ha imposto la rimozione dei crocifissi nei lu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:gXW3R4MB0b9ljM:http://polignum.files.wordpress.com/2009/02/dscn66025.jpg" alt="" width="30%" height="30%" /></p>
<p>s.p.<br />
Mi permetto di suggerire che la corte europea non ha imposto la rimozione dei crocifissi nei luoghi pubblici.<br />
Ha detto semplicemente che bisogna rispettare le minoranze presenti eventualmente nei luoghi pubblici, e raccogliere eventuali loro lamentele. Io aggiungerei che bisognerebbe chiedere loro se gradiscono o no la presenza del crocifisso.<br />
Questo perchè non si dica che la buona educazione è segno di stupidità (come vorrebbe far credere qualcuno).<br />
La temporanea stupidità comunque sia tollerata, in luogo di cose peggiori.<br />
..<br />
Viviana<br />
Al sondaggio sul crocefisso<br />
http://temi.repubblica.it/repubblica-sondaggio/?pollId=1720<br />
il 68% si è detto favorevole alla corte europea<br />
e solo il 28 no!<br />
Davvero questo paese è più democratico dei suoi governanti, e la chiesa e i suoi (pochi)seguaci lo sono meno di tutti.<br />
Onorare il crocefisso non vuol dire metterlo dappertutto.<br />
Metterlo per es. su una procace scollatura o usarlo in modo provocatorio come la cantante Madonna, farne un uso blasfemo o impugnarlo per ragioni elettorali o per odio razziale. Tali usi sviliscono un segno di fede in qualcosa di totalmente opposto.<br />
Il cattolicesimo non è più religione di stato da 25 anni e non si può far finta che lo sia o confondere fede e tradizione come fa la Gelmini che altera le parole a casaccio. Se si dovesse appendere un simbolo della tradizione italiana, tanto varebbe attaccare al muro spaghetti e mandolino o il cornetto rosso napoletano. La fede è tutt&#8217;altra cosa e sfugge all&#8217;impagabile somara raccomandata dal giardiniere.<br />
Invece di accapigliarci sull&#8217;uso &#8216;arredativo&#8217; del crocefisso, meglio sarebbe fare a gara nel realizzarne il significato: la giustizia in 1° luogo, la pace, il rispetto altrui, la carità per chi soffre, la partecipazione con gli umili..<br />
Ma immagino sia più facile brandire il cocefisso come un&#8217;arma, cosa che hanno fatto per duemila anni tutti coloro che se ne sono serviti per marcare la loro supremazia o darlo in testa ai nemici. Ma certo, a fil di logica e di fede, costoro sono da considerarsi tutt&#8217;altro che cristiani. Cristo ha predicato l&#8217;amore e l&#8217;accoglienza, non l&#8217;odio e il potere.<br />
Il Cristo esplose varie volte nella sua vita: contro i mercanti del tempio, che fanno merce delle cose sacre, e contro gli scribi e i farisei, gente elitaria con la puzza al naso che si considera più degli altri, superiore e con legge a parte, che usa la religione come una clava sul popolo. E non credo che volesse che il simbolo del suo sacrificio fosse un arredo da parete, almeno non fuori delle sue chiese.</p>
<p><!--more--></p>
<p>La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito: “<em>La presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche è una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni</em>&#8220;.<br />
Lo ha detto in risposta alla istanza di una cittadina italiana.<br />
Il governo italiano ha presentato ricorso e, in caso di accoglimento, il caso verrà ridiscusso nella Grande Camera. Altrimenti la sentenza diventerà definitiva fra 3 mesi. Durissime le prime reazioni, soprattutto nel centrodestra tra i cattolici. La Cei e il Vaticano attaccano. Prudente Bersani.</p>
<p>Il caso era stato sollevato da Soile Lautsi, cittadina italiana originaria della Finlandia e socia dell&#8217;Uaar (Unione atei e agnostici razionalisti). L&#8217;Unione precisa di aver &#8220;promosso, sostenuto, curato tecnicamente l&#8217;iter giuridico, che era già passato da Tar del Veneto, Corte Costituzionale e Consiglio di Stato&#8221;. Soile Lautsi, infatti, nel 2002 aveva chiesto all&#8217;istituto statale &#8220;Vittorino da Feltre&#8221; di Abano Terme, in provincia di Padova, frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocifissi dalle aule. A nulla erano valsi i suoi ricorsi davanti ai tribunali in Italia. Ora i giudici di Strasburgo le hanno dato ragione, stabilendo inoltre che il governo italiano debba pagare alla donna un risarcimento di 5.000 euro per danni morali. La sentenza è la prima in assoluto in materia di esposizione dei simboli religiosi nelle aule scolastiche.<br />
..<br />
La Gelmini ha detto: La presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo, ma è un simbolo della nostra tradizione&#8221;. La seguono Maroni e Alfano.<br />
Bersani: “Un&#8217;antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno. Penso che su questioni delicate come questa, qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto&#8221;.<br />
Buttiglione parla di &#8220;decisione aberrante&#8221;.<br />
A febbraio, una sentenza della Cassazione aveva annullato una condanna per interruzione di pubblico ufficio nei confronti del giudice Luigi Tosti, &#8220;colpevole&#8221; di aver rifiutato di celebrare udienze in un&#8217;aula dove era affisso un crocifisso.<br />
..<br />
<strong>Riporto più articoli, tra atei e credenti.</strong></p>
<p><strong>Aldo Antonelli</strong></p>
<p>Non nelle aule del tribunale, là dove spesso vengono condannati gli innocenti ed assolti i delinquenti; né sulle vette dei monti e delle colline, deturpate dalla bulimia vorace di impresari senza scrupoli e amministratori conniventi; e nemmeno nelle aule scolastiche, là dove spesso si ricicla una cultura intrisa di violenza e di soprusi. No! L’unico luogo in cui degnamente può stare una croce è un non luogo: è la coscienza del credente, là dove nascono e maturano quei comportamenti che fanno del cristiano, questo sì, il vero segno della di Lui presenza. Lamentiamo e protestiamo contro quello che nei secoli è stato un vero e proprio trasloco abusivo da una testimonianza esistenziale interiore ad una invadenza superficiale esteriore. Una croce ridotta a simbolo culturale costituisce, per la sensibilità del credente, una profanazione di svuotamento; mentre per molti politici ed altrettanti ecclesiastici diventa moneta di scambio per il consolidamento del loro potere. Simbolo equivoco è diventata questa croce trasformata in spada, che invece di unire divide e che invece di proporsi si impone.<br />
..<br />
<strong>Il Crocifisso nelle scuole</strong><br />
Rosario Amico Roxas</p>
<p>In una società che sta diventando sempre più multietnica, con culture diverse che già trovano difficoltà di integrazione, il simbolo massimo di una religione ostacolerebbe ulteriormente il processo di assimilazione culturale.<br />
Peraltro escludere il Crocifisso dalle aule non significa cancellarlo dai cuori. Anche in questo caso questa democrazia malata, privilegia l&#8217;apparenza di una icona alla sostanza di un sentimento di Fede e di Amore.<br />
Ho visto troppi crocifissi al collo di scollacciate escort di turno, che esibivano una croce tempestata di brillanti, sballottolata tra i seni generosamente esposti  ma si è sempre trattato di un crocifisso senza Cristo, sostituito dal simbolo dell&#8217;opulenza e del possesso materiale.<br />
Cristo non può essere ridotto ad una occasionale icona da esibire per privata convenienza.<br />
Ora il governo italiano si leva a paladino di ciò in cui non crede; il ministro che fa spettacolo per incrementare il turismo, M.V. Brambilla, esibisce senza pudore una croce tempestata di brillanti, simbolo di opulenza e generosa donazione, ma nulla a che vedere con il Crocifisso di Cristo; alla ricerca di consensi questo remoto palliativo di governo non teme nemmeno di offendere la sensibilità del vero “cattolicesimo dei cristiani”, pur di esibirsi di fronte al “cattolicesimo di Ratzinger”.<br />
..<br />
<strong>Cristo non è Odino</strong><br />
Rosario Amico Roxas</p>
<p>Voler imporre la presenza del crocifisso è sintomo di debolezza, di incertezza, di timore che possa essere dimenticato&#8230; ma la certezza della fede dove risiede ?<br />
Sarebbe come voler imporre un amore piazzando una foto ai piedi del letto.<br />
C’è una parola molto significativa&#8230; testimonianza&#8230;!<br />
I primi cristiani affrontavano il martirio con la fede nella promessa Resurrezione; cantavano e si confortavano a vicenda recandosi al Colosseo per diventare pasto per i leoni.<br />
Oggi ci assedia un frazionamento del cattolicesimo che non lascia molto spazio alla speranza: abbiamo infatti:<br />
a) il “cattolicesimo degli atei”, con il testa Marcello Pera, diventato consigliere laico di questo pontefice, il quale scrive &#8220;Perchè dobbiamo dirci cristiani&#8221;, bada bene dirci, non essere, quindi apparenza contro fede vissuta e sentita;<br />
b) quindi c’è il “cattolicesimo dei politici”, che recitano la parte e chiedono, sfidando il sacrilego: “perché noi divorziati non possiamo fare la comunione ?&#8221;, dimostrando di non aver capito nulla, perché la comunione non “si fa”, ma “si è” in comunione con Dio.<br />
Quella particola è e rimane un impasto di farina e acqua, solo la Fede permette il miracola della transustansazione, perché con la fede si entra in comunione con Dio.<br />
c) al termine c’è  il “cattolicesimo di Ratzinger”, il più pericoloso, perché indossa gli abiti del Vicario di Cristo, mentre Cristo non c’entra niente, è stato emarginato, isolato, messo da parte come un suppellettile diventato inutile e superfluo, da sostituire con una icona.<br />
Ratzinger, dall’alto del trono di Pietro, propaganda e vorrebbe imporre la sua personale visione di un Cristo diverso, dissolutore della soggettività umana, come improvvisata risposta al nichilismo e al relativismo, entrambi combattuti a parole, servendosi del peggior relativismo e del peggior nichilismo. Con le risposte provenienti dal più alto seggio della cristianità, viene riproposto, sotto mentite spoglie, un ritorno a quel neo-positivismo che riduce la sfera umana e umanistica nella oggettività del processo evolutivo, intrinsecamente deterministico.<br />
La demolizione della soggettività operata da Benedetto XVI, fatta per esaltare la dipendenza dall’autorità ( per questo piace tanto a questo presidente del consiglio, che si piega  -e non solo materialmente-  in ipocriti baciamano), finisce con l’annullare l’individuale distinzione tra “interno ed esterno”, in quanto aderente ad un meccanismo di rispondenza tra apparati sensoriali, che suggeriscono comportamenti positivisti, informazioni funzionali, tutti mirati alla sopravvivenza e alla riproduzione; per tutto ciò che di interno potrebbe risultare desiderato, interviene il potere a indicare e risolvere il metodo.<br />
L’impatto con questa esaltazione del senso comune e del senso pratico non distingue il credo religioso, per questo viene indicata l’inalienabile radice cristiana dell’Europa, come carattere antropologicamente distintivo, assimilabile ai tratti somatici distintivi delle razze.<br />
Viene, implicitamente, esaltata l&#8217;abitudine a non pensare, a non riflettere, a non credere, a non sperare, che viene presentata come il culmine del nuovo progresso che riduce l&#8217;uomo alla stessa stregua delle formiche o delle termiti, impostando l&#8217;intera vita senza un perché, sostenuta solo dall&#8217;istinto di sopravvivenza. La storicizzazione della fede, implicita nel tentativo di storicizzare la divinità di Cristo,  non eleva una superstizione in certezza, ma scardina tutto il contenuto culturale sul quale è cresciuto l’Occidente.<br />
La strada che Ratzinger vuole dare alla cultura della fede è quella indicata dal “pensiero nordico”, in senso geopolitico, che si contrappone alla tradizione mediterranea, quella delle grandi religioni monoteiste, che non si pone nemmeno il problema di perdere la trascendenza a vantaggio di una pagina di storia.<br />
Cristo non è Odino !!!!<br />
Così si ripropone il problema di Dio e della sua configurazione, che nel pensiero nordico è scientista, probabilistico, pratico, mentre nella cultura mediterranea si è sempre nutrita del rapporto con il sacro, con il mistero.<br />
In pratica il pensiero nordico propone il crocifisso come simbolo di fede, mentre il pensiero mediterraneo privilegia la Resurrezione, in quanto esaltazione della vita.<br />
La imposizione del crocifisso, fatta propria dai politici che sbirciano dal buco della serratura gli umori del Vaticano per soddisfarne le esigenze al fine di recuperare il consenso del mondo cattolico , è segno di debolezza e di carenza di fede incrollabile, ossessionata dal dubbio; per questo, ricercando le radici dell’Europa, imponendo l’idea di una superiorità religiosa e culturale del mondo occidentale, si vorrebbe dare i leoni in parto ai cristiani, capovolgendo il senso stesso della storia e dell’antica promessa: “Non praevalebunt”.<br />
Amare significa essere in comunione con Cristo; alleviare le sofferenze, assistere i bisognosi, restituire il sorriso a chi piange è comunione è con-divisione, è com-passione, perché Cristo è entrato nel cuore e sostiene la coscienza.<br />
Chi non ci crede, ma finge di credere per opportunismo, e impone un simbolismo di ripiego&#8230;bestemmia.<br />
..<br />
Don Aldo manda:</p>
<p><strong>La Croce di Gasparri e Calderoli</strong><br />
Raniero La Valle</p>
<p>La sentenza è ineccepibile: una volta investita del caso, la Corte non poteva che decidere così; infatti in discussione non c’era l’utilità, l’opportunità, il significato, religioso o civile, del crocefisso, la percezione positiva o negativa che dei minori, per lo più ignari del cristianesimo, possono avere di un uomo “appeso nudo alla croce” e, così umiliato e ucciso, esposto alla vista di tutti.<br />
Non su questo verteva il giudizio e non su questo dovrebbe svilupparsi il dibattito sulla sentenza, in odio alle ragioni degli uni o degli altri, come ho visto fare anche in giornali amici.<br />
Il giudizio verteva sull’obbligo, imposto dallo Stato, di mettere il crocefisso nelle aule scolastiche; come dice la Corte di Strasburgo “sull’esposizione obbligatoria di un simbolo di una data confessione religiosa” nel contesto di una funzione pubblica gestita dal governo. È evidente che a quest’obbligo, derivante da decreti reali e da circolari fasciste che imponevano insieme al crocefisso  il ritratto del re, si oppongono tutti i principi del moderno Stato di diritto, le norme della Costituzione, la Convenzione europea e forse anche la Dichiarazione conciliare “Dignitatis humane” sulla libertà religiosa.<br />
Nondimeno vorrei dire il mio sentimento di dolore per ciò che è accaduto e ancor più per ciò che può accadere.<br />
Anzitutto mi dispiace che ad attivare il procedimento nelle sue diverse fasi, con innegabile tenacia, sia stata una madre di due bambini che è anche socia dell’Unione Atei e Agnostici Razionalisti (UAAR), il che fa pensare che oltre alla difesa dei due figli da indesiderate interferenze religiose, tra i motivi del ricorso ci fosse un più generale interesse ideologico.<br />
Mi dispiace anche che la giurisdizione amministrativa italiana e il governo siano stati così miopi, sia nella sostanza che nelle motivazioni, nel respingere le ragioni della ricorrente (mentre per darle ragione sarebbe bastata la Costituzione), da provocare l’appello alla Corte di Strasburgo e da chiamare perciò in causa addirittura la Convenzione dei diritti dell’uomo; testo normativo certo pertinente, ma alquanto sproporzionato se si pensa a quali e quanti diritti umani sono impunemente e atrocemente violati in tutto il mondo, e alla compressione vicino allo zero che per contro la presenza del crocefisso nelle aule scolastiche infligge ai diritti umani dei fanciulli che sono costretti a vederlo.<br />
Inoltre mi dispiace che l’Italia, in una sede significativa come la Corte di Strasburgo, abbia mostrato il grado infimo a cui la considerazione del diritto è arrivata nel governo del nostro Paese, mettendo tra le motivazione della sua memoria difensiva “la necessità di trovare un compromesso con i partiti di ispirazione cristiana”, che nella migliore delle ipotesi è una ragione inerente alla politica politicante, cioè al potere, e non al diritto.<br />
Ma soprattutto mi dispiace che, riconoscendosi da parte di tutti che non c’è più una religione di Stato, e che non si può imporre a tutti la rappresentazione simbolica di una sola confessione, ci sia una gara per dire che il crocefisso andrebbe mantenuto perché avrebbe cessato di essere un simbolo religioso, e sarebbe invece “un simbolo dello Stato italiano”, “un simbolo della storia e della cultura italiane”, un segno “dell’identità italiana”, “una bandiera della Chiesa cattolica, l’unica – ha osservato il tribunale amministrativo di Venezia – a essere nominata nella Costituzione italiana”; anzi, secondo il Consiglio di Stato, la croce sarebbe diventata un valore laico della Costituzione e rappresenterebbe i valori della vita civile. Come dice giustamente un terzo intervenuto nel giudizio di Strasburgo (un’organizzazione per l’attuazione dei principi di Helsinki), questa posizione “è offensiva per la Chiesa”.<br />
Questa posizione è infatti atea, ma è devota, e tende a lucrare i benefici della religione come religione civile. E io dico la verità: se il Crocefisso diventasse la bandiera di un’identità, di un nazionalismo, di un razzismo, di una lotta religiosa, e se la sua difesa dovesse essere messa nelle mani di Gasparri, di Calderoli o di Pera, della Lega o di Villa Certosa, e cessasse di essere la memoria di un Dio che si è fatto uomo, per rendere gli uomini divini, e che “avendo amato i suoi fino alla fine” ha accettato dai suoi carnefici la sorte delle vittime, e continua a salire su tutti i patiboli innalzati dal potere, dal danaro e dalla guerra, allora io non vorrei più vedere un crocefisso in vita mia.<br />
E mi dispiace infine che questa controversia abbia preso il via da una regolamentazione giudiziaria, norma contro norma, obbligazione contro abolizione. Il diritto non può che operare così, e quello che era obbligatorio prima può rendere illegittimo oggi. Ma io penso che non c’è solo il diritto scritto; ci sono le consuetudini, c’è una cultura comune, che pian piano muta, che ieri era “cristiana”, oggi è agnostica, domani sarà laica; si possono far crescere i processi, senza imposizioni e senza strozzature, accompagnando col variare delle proposte educative, dei mondi vitali, delle culture diffuse, delle etnie compresenti, il variare delle forme e dei simboli mediante i quali una società rappresenta se stessa. E non è detto che tutto il cambiamento debba avvenire tutto in una volta e in tutto il Paese, come quando a un solo segnale vennero rovesciati i ritratti del re e i simboli del fascismo.<br />
Non credo che quello che oggi manca in Italia sia il riaccendersi di un conflitto religioso, di una guerra ideologica. Certo al governo piacerebbe, perché sarebbe ancora un altro modo per dirottare l’attenzione, per restare esente dal giudizio sul disastro prodotto dalle sue politiche reali.<br />
Se dovessi dire come procedere, direi che lo Stato smetta di imporre alle scuole il crocefisso, e non impugni Strasburgo; che la Chiesa non ne rivendichi l’obbligo, tanto meno come simbolo d’identità e di radici, piuttosto che come simbolo di salvezza, e per ottenerlo non corra nelle braccia del governo; e che con buon senso, secondo le tradizioni e le esigenze dei luoghi, si trovi un consenso tra genitori, alunni e maestri, sul lasciare o togliere la croce. L’ultima cosa che vorrebbe quel Dio schiavo che vi si trova appeso, è di portare l’inquietudine, l’inimicizia e lo scontro nei luoghi dove una generazione sta scegliendo, e forse solo subendo, il suo futuro.<br />
..<br />
<strong>Povero Cristo in mano a Berlusconi</strong><br />
Paolo Farinella, prete</p>
<p>I giornali del giorno 5 novembre 2009, riportano la foto di B che tiene in mano un Crocifisso, abbastanza grande. Le cronache dicono che glielo abbia dato il prete di Fossa, nell’ambito della consegna delle case.<br />
Se c’è una immagine blasfema è appunto questa: colui che ha varato una legge incivile contro i «cristi immigrati», che parla di «difesa dei valori cristiani». Un prete che consegna il crocifisso a Berlusconi è uno spergiuro come e peggio di lui.<br />
Povero Cristo! Difeso da una massa di ladroni che non solo lo beffeggiano, ma lo crocifiggono di nuovo con la benedizione del Vaticano, che per bocca del suo esimio segretario di Stato, ringrazia il governo per il ricorso che presenterà alla Corte di appello di Strasburgo.<br />
Possiamo dire che c’è una nuova «Compagnia di Gesù» fatta di corrotti, di corruttori, di ladri, di evasori, di mafiosi, di alti prelati còrrei di blasfemìa e di indecenza, di atei opportunisti, di cultori di valori e radic(ch)i(o) cristiani … chi prepara la croce, chi le fune, chi i chiodi, chi le spine, chi l’aceto … e i sommi sacerdoti a fare spettacolo ad applaudire.<br />
Intanto sul «povero Cristo» di nome Stefano Cucchi, morto per mancanza di «nutrizione e idratazione», da nessuno è venuta una parola di condanna verso i colpevoli di omicidio, nemmeno dai monsignori che hanno gridato «assassino» al papà di Eluana Englaro.<br />
Povero Cristo, difeso dai preti come suppellettile e raccoglitore di polvere nei luoghi pubblici e da tutti dimenticato come Uomo-Dio che accoglie tutti e dichiara che sono beati i poveri, i miti, coloro che piangono, i costruttori di pace, i perseguitati, gli affamati!<br />
Povero Cristo, difeso dagli adoratori del dio Po e di Odino che ne fanno un segno di civiltà, mentre lasciano morire di fame e di freddo poveri sventurati in cerca di uno scampolo di vita.<br />
Povero Cristo, difeso dalla “ministra” Gelmini che trasforma il Crocifisso in un pezzo di tradizione “de noantri”, esattamente come la pizza, il pecorino, i tortellini.<br />
Povero Cristo, difeso da Bertone che lo mette sullo stesso piano delle zucche traforate.<br />
Povero Cristo! Gli tocca ringraziare la Corte di Strasburgo, l’unica che si sia alzata in piedi per difenderlo dagli insulti di chi fa finta di onorarlo. Signore, pietà!<br />
Guardando a quel Cristo che è il senso della mia vita di uomo e di prete, ho la netta sensazione che dalla sua comoda posizione di inchiodato alla croce, dica: Beati voi, difensori d’ufficio&#8230; beati voi che ho i piedi inchiodati, perché se fossi libero, un calcio ben assestato non ve lo leverebbe nessuno!</p>
<p>Un abbraccio appassionato così come sono appassionati i nostri interventi per la dignità.<br />
Aldo<br />
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<p><img src="http://www.altrestorie.org/e107_images/crocifisso.jpg" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p>..<br />
<strong>A Firenze il discusso prete delle Piagge sposa una donna che un tempo era stata un uomo. Sospeso. E il matrimonio annullato</strong>.</p>
<p>vi giriamo la prima risposta ufficiale della Comunita’ delle Piagge alla scandalosa rimozione di Alessandro Santoro da parte del vescovo di Firenze. Chi non avesse seguito la vicenda puo’ trovare delle informazioni sul sito del nostro giornale alle pagine: <a href="http://www.altracitta.org/?p=9810 e http://www.altracitta.org/?p=9822">www.altracitta.org/?p=9810 e http://www.altracitta.org/?p=9822</a><br />
Grazie per il sostegno che vorrete offrirci.<br />
Cristiano per la Comunita’ delle Piagge<br />
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<strong>Comunita’ delle Piagge</strong></p>
<p>«Scandalo e indignazione» per l’allontanamento di Alessandro Santoro, prete alle Piagge, deciso lunedi’ scorso dal vescovo Giuseppe Betori. E’ il sentimento espresso dalla Comunita’ di base delle Piagge riunita in assemblea ieri sera al centro sociale Il Pozzo nella periferia ovest di Firenze. L’incontro era stato organizzato per conoscere la decisione presa nei confronti di Santoro, anticipata invece dalla curia alla stampa prima ancora che lo stesso sacerdote potesse comunicarla alla sua gente.<br />
L’assemblea ha prodotto un documento in cui si afferma: «In quanto parte della comunita’ cristiana non ci sentiamo ne’ “sconcertati” ne’ “confusi”, come dichiarato da Betori in merito alla celebrazione del sacramento del matrimonio di Sandra e Fortunato. Eravamo invece partecipi della scelta presa. Siamo, al contrario, estremamente “sconcertati”, “confusi”, oltreche’ scandalizzati, che la decisione di allontanare Alessandro dalle Piagge sia arrivata senza che il vescovo, ad un anno dalla nomina a Firenze, abbia sentito la necessita’ di incontrare e conoscere da vicino la nostra realta’.»<br />
«Il vescovo ha inoltre affermato che il matrimonio tra Sandra e’ Fortunato “genera inganno” nei loro riguardi. Vorremmo chiarire invece che i due sposi erano pienamente consapevoli che il matrimonio sarebbe stato purtroppo invalidato dalla Chiesa. E anche noi lo eravamo. Nonostante questa consapevolezza e’ stato comunque deciso di celebrarlo.»<br />
«Vogliamo dire altrettanto chiaramente a tutte e a tutti, anche al vescovo, che il nostro lavoro sul territorio, condiviso e costruito quotidianamente con gli abitanti del quartiere, e non solo, va avanti» . «E’ per noi inconcepibile fermare anche solo per un’ora quel laboratorio di innovazione sociale, quel mosaico di attivita’ che ogni giorno si ricrea lungo la via Pistoiese: dal doposcuola per i bambini alla scuola di alfabetizzazione per adulti e stranieri; dal recupero e riciclaggio dei rifiuti all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate; dal commercio equo e solidale al fondo di microcredito; dal giornale l’Altracitta’ alla casa editrice Edizioni Piagge. Quel luogo di aggregazione e di sostegno rappresentato dal centro sociale Il Pozzo e’ la spina dorsale della Comunita’ e non sara’ piegato da nessuna volonta’ esterna».<br />
«Ci chiediamo quindi perche’ queste attivita’ debbano essere colpite, invocando il diritto canonico, sollevando Alessandro anche dagli incarichi sociali rivestiti all’interno dell’associazione Il Muretto e delle cooperative Il Cerro e Il Pozzo».<br />
«Vorremmo che da oggi, ancor piu’ che nel passato  tutto il nostro impegno possa diventare sempre piu’ patrimonio condiviso e partecipato di chi vive la citta’ di Firenze, di coloro che credono in una Chiesa capace di sporcarsi le mani con gli ultimi, di tutti quelli che difendono la dignita’ umana.»<br />
.<br />
<strong>Enrico Peyretti</strong></p>
<p>La chiesa, la disciplina, sono buone cose. La bonta’ e’ di piu’.<br />
Non conosco di persona il prete Santoro. Non ho alcuna simpatia, anzi una istintiva ritrosia tradizionalissima davanti a questi slittamenti di identita’ sessuale che oggi vanno forte. Li considero una sfortuna, ma temo di offenderli. Ho sentito alla radio l’essenziale della notizia, mi sono trovato sul monitor davanti alla tastiera un messaggio di solidarieta’, ho pensato: e’ un prete che ha rotto una disciplina per bonta’ verso degli “esclusi”. Non sostengo affatto di avere tutta la ragione. Non ci ho pensato molto, ne’ mi pare una cosa tanto grave.<br />
Si danno battesimi e matrimoni ben fuori dal campo della fede cristiana, come semplici riti sociali di buon augurio, e &#8211; assai peggio &#8211; si fanno messe militari con grida bestiali di “Folgore!” dentro la chiesa-edificio (basilica di san Paolo, funerale dei soldati mandati e andati a morire a Kabul), davanti al tavolo della Cena e alla Croce, e cosi’ si benedice la guerra sporcando Dio e la sua Parola. Cosa vuoi che sia, al confronto, un prete che chiama sacramento – ma tutto e’ sacramento! &#8220;tutto e’ grazia&#8221;! – una preghiera e una benedizione su due persone che appoggiano l’una all’altra le loro povere vite, povere come tutte le nostre, di vescovi e non-vescovi.<br />
Il vescovo, principe della disciplina piu’ che della bonta’, faccia il suo mestiere, ma allora scagli la sua disciplina anche contro esercito e governo che sacrilegano assai di piu’ l’eucaristia di Gesu’, per rafforzare le loro armi e i loro profitti a danno dei poveri ingannati con la falsa retorica militare, tacendo ben bene sulla popolazione afghana che subisce la guerra.<br />
Non sappiamo dove arriva la grazia, la chiesa «senza confini» (come proclamava sorella Maria di Campello), e stiamo li’ col centimetro della disciplina. Santoro forse faceva bene a non sacramentalizzare quel gesto, e piuttosto dirgli che la loro vita era gia’ un sacramento. E fa male il vescovo-disciplina a non dare lui questo annuncio, che amore e amicizia sono l’unico universale sacramento di Dio, in qualunque sesso e trans-sesso, roba di cui Dio – oso immaginare – non e’ ossessionato come le gerarchie cattoliche.<br />
Per &#8220;esagerare&#8221; ancora un po&#8217; (spesso la verita’ sta &#8220;ex-agro&#8221;, fuori dal campo), mi verrebbe voglia di parafrasare il profeta e il vangelo: “Misericordia voglio, e non sacramenti!”<br />
..<br />
<strong>Ermanno Bartoli</strong></p>
<p>SONO TRA NOI</p>
<p><em>Gli assassini<br />
sono tra noi&#8230;<br />
Siedono nelle nostre scuole,<br />
nelle nostre chiese<br />
e case.<br />
Fanno le nostre comunioni<br />
le nostre lezioni,<br />
le nostre cattedriate.<br />
Poi&#8230;<br />
Salvo poi<br />
trasformarsi in manganelli</em>,<br />
<em>pugni di ferro<br />
e ammazzagente.<br />
Spesso si confessano e si dicono timorati di Dio<br />
e così sono a posto.<br />
Uccidono a cuor leggero perchè lo fanno<br />
per salvare &#8220;patria&#8221; e &#8220;libertà&#8221;.<br />
E così sono a posto<br />
e tutto<br />
è a posto</em>.<br />
..<br />
<strong>Aldo Antonelli</strong></p>
<p>Dio è laico perché strettamente legato all’uomo e non alle leggi.<br />
Dio è laico perché abita il cuore della realtà e non gli slogans delle etichette.<br />
Dio è laico perché fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.<br />
Su queste linee si snoderà la conferenza che il biblista Alberto Maggi, direttore del Centro Studi Biblici “G. Vannucci” terrà ad Antrosano<br />
E&#8217; questo il comunicato stampa che ho inviato ai giornali locali.</p>
<p>&#8220;<em>La laicità è la caratteristica dei Vangeli. Non esiste nei Vangeli un profeta, un unviato da Dio, che appartenga alla gerarchia religiosa. Dio, quando deve inter- venire nell&#8217;umanità, evita accuratamente luoghi sacri e persone religiose. L&#8217;unica volta che ci prova è un fiasco completo: ci ha provato con il prete Zaccaria e questi non gli ha creduto. Dio evita accuratamente queste categorie di persone e sceglie gente qualundue</em>&#8221; (Alberto Maggi: Prologo al Vangelo Giovanni &#8211; Assisi 1993)</p>
<p>&#8220;<em>In una laicità che non dubita c&#8217;è sempre qualcosa di sospetto. In una laicità che indossa il mantello di arlecchino dei &#8216;neocons&#8217;, dei sedicenti &#8216;atei devoti&#8217; c&#8217;è anche di peggio, un affrettarsi al bacio dei sacri anelli per consolidare la servitù della Chiesa e mettere le mani sul principio spirituale nella storia.C&#8217;è il vecchio tentativo di far coincidere ed esaurire il Cristianesimo con una civiltà, la fede con una cultura, di ridurre la Chiesa a cappellana militare dell&#8217;Occidente</em>&#8221; .<br />
(Giancarlo Zizola)</p>
<p>&#8220;<em>L&#8217;atteggiamento laico del credente sta nel fatto che egli sceglie e agisce nel concreto dell&#8217;esistenza non deducendo dalla fede le soluzioni, ma elaborandole lui queste soluzioni, attivando al meglio la ragione, impegnando la propria persona le responsabilità, in un contesto di pluralismo dialettico, ispirandosi agli imperativi fondamentali del Vangelo</em>&#8221; .<br />
(Romolo Menighetti: Rocca 21/05)</p>
<p>&#8220;<em>Chi confonde i piani del temporale e dell&#8217;eterno, e pretende di imporre alla politica i modi della religione o viceversa, prepara il decadimento dell&#8217;una e dell&#8217;altra</em>&#8220;.<br />
( don Primo Mazzolari: Adesso 1.8.50)</p>
<p>&#8220;<em>Uno stato che si serva della religione per fini politici rinnega la propria laicità e rinuncia alla propria autonomia, mentre una Chiesa che si serva della politica per rafforzare il potere temporale si opacizza e opacizza il messaggio evangelico, mentre riduce la religione a fenomeno culturale</em>&#8220;.<br />
(Romolo Menighetti &#8211; Rocca1/6)</p>
<p>&#8220;<em>Laico non è colui che rifiuta o peggio deride il sacro, ma letteralmente colui che vi sta di fronte&#8230; Laico è ogni credente non superstizioso, capace cioè, anzi desideroso di discutere faccia a faccia col proprio Dio&#8230;.E così è laico ogni non credente che sviluppi senza mai assolutizzare o idolatrare il proprio relativo punto di vista</em>&#8220;<br />
(Massimo Cacciari su Repubblica)<br />
..<br />
<strong>Don Aldo manda</strong></p>
<p>Cosa ci hanno a che fare Alberto Maggi e Alda Merini da una parte e il mentitore-bugiardo-spergiuro dall&#8217;altra?<br />
Niente, se non il rapporto che passa tra le stelle e le stalle, le profondità siderali del pensiero e della poesia, da una parte, e gli imi putrescenti dell&#8217;imbroglio dall&#8217;altra.<br />
Il fatto è che mi porto dentro il bellissimo, interessantissimo e partecipatissimo incontro di ieri in parrocchia con Alberto Maggi, mentre leggo la bellissima poesia di Alda appena scomparsa e mi ri volta le viscere il titolo del giornale che ho sottomano: &#8220;Berlusconi: non sono ricattabile&#8221;.</p>
<p><strong>Le stelle</strong></p>
<p>Spiritualità e Religione<br />
Nel presentare Alberto Maggi ho voluto rifarmi ad una mia cara e preziosa distinzione tra Fede e Religione citando da un suo intervento a un Convegno a Cefalù del 2004 dal titolo: &#8220;E se Dio rifiuta la religione?&#8221;.<br />
Diceva Alberto:<br />
&#8220;La differenza tra religione e spiritualità (o fede) è che mentre la prima nasce dagli uomini ed è diretta verso la divinità, la seconda nasce da Dio ed è rivolta agli uomini. Mentre nella religione conta ciò che l&#8217;uomo fa per Dio, la spiritualità nasce da ciò che Dio fa per gli uomini.<br />
Nella religione è sacro il Libro.<br />
Nella spiritualità è sacro l&#8217;uomo.<br />
Nella religione è importante il sacrificio, nella spiritualità l&#8217;amore.<br />
Le crociate e le guerre sante non nascono dalla spiritualità, ma dalla religione.<br />
Per questo è illusorio pensare che le religioni possano portare la pace nell&#8217;umanità.<br />
Le religioni sono per loro natura violente&#8221;.<br />
(Dal libro &#8220;E se Dio rifiuta la religione?&#8221; &#8211; Pagina 57 &#8211; Cittadella Editrice</p>
<p><strong>Magnificat di Alda Merini</strong></p>
<p><em>Se Tu sei la mia mano,<br />
il mio dito,<br />
la mia voce,<br />
se Tu sei il vento<br />
che mi scompiglia i capelli,<br />
se Tu sei la mia adolescenza<br />
io ho il diritto di servirti<br />
e il dovere,<br />
perché l’adolescenza<br />
non ha mai chiesto nulla</em><br />
<em>alle sue stagioni.<br />
Tu mi hai presa<br />
perché io non ero una donna<br />
ma solo una bambina.<br />
E le bambine si accolgono<br />
e si avvolgono di mistero.<br />
Tu mi hai resa donna, Signore,<br />
e la donna è soltanto<br />
un pugno di dolore.<br />
Ma questo pugno</em><br />
<em>io non lo batterò<br />
verso il mio petto,<br />
lo allargherò verso di Te<br />
come una mano<br />
che chiede misericordia.<br />
Tu sei la mia mano, Signore,<br />
Tu sei la vita,<br />
e quando una donna partorisce un figlio</em><br />
<em>la disgrazia e l’amore<br />
abitano in lei<br />
come il dubbio della sua esistenza.<br />
Tu mi hai redenta<br />
nella mia carne<br />
e sarò eternamente giovane<br />
e sarò eternamente madre.<br />
E poiché mi hai redenta<br />
posi vicino a Te</em><br />
<em>la pietra della Tua resurrezione.<br />
E poiché mi hai redenta<br />
fammi carne di spirito<br />
e spirito di carne.<br />
E poiché mi hai redenta<br />
Dammi un figlio<br />
atrocemente mio</em>.<br />
..<br />
<strong>LA LIBERTA’ RELIGIOSA</strong><br />
Nunzio Miccoli</p>
<p>Imporre il crocefisso agli uffici significa attestare ancora la confessionalità dello stato, come al tempo dello statuto albertino del 1848 e del concordato del 1929. Lo statuto albertino del 1848 dichiarava che la religione cattolica era la sola religione dello stato, mentre le altre religioni erano tollerate, anche se avevano diritti civili; nel 1867 la legge Coppino cancellò l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole e nel 1889 il codice Zanardelli garantì libertà ed eguaglianza a tutti i culti, i patti lateranensi del 1929 reintrodussero il cattolicesimo come religione di stato e l’insegnamento della religione nelle scuole, con il relativo crocefisso; erano un debito di riconoscenza del fascismo verso la chiesa che aveva appoggiato l’avvento di Mussolini.<br />
Con la costituzione italiana del 1929, lo stato era dichiaratamente confessionale, con quella del 1984 lo rimaneva anche se non dichiaratamente, perché privilegiava una religione e sulle altre; infatti, l’art. 8 della costituzione, in barba all’articolo3, non afferma che tutte le religioni sono uguali avanti alla legge, ma che tutte sono ugualmente libere, anche se disuguali. Con la costituzione del 1984, i cittadini furono divisi in quattro categorie, quelli che professavano religioni riconosciute dallo stato e regolate dal concordato, quelli che professavano religioni che avevano fatto delle intese con lo stato, quelli che professano altre religioni e gli atei nel senso più ampio.<br />
Oggi in Italia, se un cattolico è studente, detenuto, spedalizzato o militare, ha diritto all’assistenza religiosa e ad un luogo di sepoltura conforme alla sua religione, agli altri è negato questo diritto automatico, ma può essere concesso per favore. Nelle scuole s’insegna solo religione cattolica, cittadini di classe A, grazie ad un concordato, hanno diritto a prendere l’8%° dell’Irpef a favore della loro burocrazia religiosa, mentre le religioni senza concordato o senza intesa non possono. Secondo la legge italiana, un prete cattolico, un rabbino ed un pastore valdese sono ministri di culto e perciò non sono tenuti a testimoniare davanti all’autorità giudiziaria, mentre un pope ortodosso,  un lama buddista ed un Imam sono privati cittadini e perciò, se nella stessa circostanza, mantengono il silenzio, possono essere incriminati per favoreggiamento.<br />
In generale, in ossequio alla religione dominante nello stato, la magistratura “indipendente” della corte costituzionale è raramente è intervenuta per correggere le discriminazioni religiose, rinunciando con ciò a difendere l’articolo 3 della costituzione. Per la nostra costituzione e per il concordato, stato e chiesa sono reciprocamente indipendenti e sovrani, mentre i rapporti con le altre religioni sono regolati unilateralmente dalla legge dello stato; tutto ciò in contrasto con l’articolo 21 che garantisce la libertà di pensiero, l’articolo 3 che garantisce l’eguaglianza e l’articolo 8 che garantisce la libertà di religione.<br />
Per la corte costituzionale, gli atei hanno meno tutele dei credenti, non meritano un concordato; in caso di separazione dei coniugi, dai giudici sono stati discriminati nell’affidamento dei figli; in epoca repubblicana, la polizia, sollecitata dal Vaticano, ha ostacolato i Testimoni di Geova e gli evangelici nell’esercizio del loro apostolato; nel 1964 a Roma fu impedita la rappresentazione  dell’opera teatrale: “Il Vicario”, che criticava il comportamento di Pio XII di fronte all’olocausto ebraico.<br />
In Italia il diritto al riposo nei giorni festivi del proprio culto trova applicazione solo per le confessioni che hanno stipulato intese con lo stato; il DPR 487 del 1994 dispone che le prove di concorso non possono avere luogo nei giorni festivi, civili o religiosi, ma riguarda solo i culti cattolico, ebraico e valdese.<br />
L’art. 724 del c.p, puniva la bestemmia contro la religione dello stato, poi nel 1995 la corte costituzionale, molto in ritardo dall’avvento della costituzione, dichiarò incostituzionale il primo comma, estendendo il reato a tutte le religioni, infine il reato di bestemmia fu abolito; la corte costituzionale, con sentenza, ritenne lecito pretendere in tribunale il giuramento sulla bibbia, poi a costituzione invariata, con altra sentenza, anche quest’obbligo fu abolito.<br />
Sono strani questi tentennamenti, la corte costituzionale dovrebbe essere al disopra del tempo e delle mode culturali, dovrebbe essere veramente indipendente.<br />
Con sentenza 508/2000, la corte costituzionale ha abolito il reato di vilipendio della sola religione cattolica, estendendo la tutela alle altre religioni; con sentenza 327/2002 ha abolito la norma che puniva più gravemente il turbamento delle funzioni cattoliche, rispetto a quelle delle altre religioni; per sudditanza verso la chiesa, la corte costituzionale ha rinunciato ad intervenire in altre questioni ed è intervenuta in ritardo in altre; in fondo, anche Togliatti aveva accettato il concordato.<br />
In Italia sembra che il parlamento, prima di fare certe leggi, debba chiedere il permesso alla conferenza episcopale italiana, destra e sinistra sono ai piedi del Vaticano e delle banche della chiesa; oggi l’Italia è il giardino del Vaticano e uno stato a sovranità limitata, il Vaticano straripa in tutta la vita pubblica e privata italiana e nell’economia italiana.<br />
Tutte le legislazioni moderne, per concedere alle religioni i benefici di legge, hanno difficoltà a definire cosa sia una religione; la religione ha rappresentanti, ma possono essere divisi, ha un rituale, divide il sacro dal profano; alcune religioni, come il buddismo, sono senza Dio, altre religioni adorano gli extraterrestri; non tutte le religioni hanno libri sacri, alcune adorano solo la natura. Anche se il reato di plagio è stato eliminato dal nostro ordinamento, le religioni paiono plagiare i loro aderenti, manipolano le loro menti ed abusano della credulità popolare, che è reato per lo stato, ma è un costume normale della religione e la giurisprudenza non ha niente da dire; normalmente la gente crede alla bugie ripetute di religione, informazione, politica e commercio.<br />
Nel 1993 la chiesa di Scientology fu condannata dalla corte d’appello di Milano, per associazione per delinquere, estorsione e circonvenzione d’incapace; nel 1979 Eugenio Siracusa, che asseriva di essere in contatto con extraterrestri, fu accusato di plagio, truffa e violenza carnale; in Italia e all’estero esistono anche sette sataniche, che fanno violenze, orge e droga–parties, dietro di loro è la società bene che è mandante in incognito; nel 1996 la procura di Bologna condannò una setta del genere per violenza ai bambini, la pedofilia è ampiamente praticata tra religiosi.<br />
Queste sette gestiscono giornali, società commerciali e fondazioni, perché la religione è una bella bottega redditizia, i loro dirigenti sono spesso oggetto di denunce da parte di genitori di ragazzi plagiati; l’associazione spirituale per l’unificazione del mondo cristiano, nata nel 1950 per opera di Moon, è proprietaria d’imprese, fattorie, scuole, alberghi, fabbriche d’armi e di una casa cinematografica.<br />
L’Islam non riconosce eguaglianza alla donna, né libertà di religione, gli stati islamici sono stati confessionali e non laici e non separano lo stato dalla religione; oggi diversi stati islamici hanno ripristinato la legge islamica, che è lesiva verso i moderni diritti dell’uomo, le loro scuole islamiche educano all’intolleranza ed all’odio verso le altre religioni.<br />
La chiesa non è influente solo in Italia, due curiosità, in Germania, in forza del concordato stipulato da Hitler, le tasse ecclesiastiche le pagano anche i disoccupati senza convinzione religiosa e negli asili comunali tedeschi i bambini sono costretti alla preghiera.<br />
Il rispetto per le altre religioni da parte della chiesa cattolica cominciò con il concilio Vaticano II, prima di allora, insultare e deridere ebraismo, protestantesimo e islamismo era parte dell’insegnamento cattolico, la stessa cosa accade oggi nelle scuole islamiche verso le altre religioni.<br />
Nel 1962 il concilio Vaticano II si era aperto al pensiero laico ed alle altre religioni, oggi il Vaticano è tornato indietro, strizza l’occhio alla teocrazia musulmana e all’ONU il rappresentante Vaticano vota spesso assieme ai paesi musulmani, in materia sessuale, controllo delle nascite, vertenze con Israele, ecc.; i dirigenti della chiesa guardano sempre con nostalgia al medioevo, che era teocrazia più fascismo o autoritarismo, oggi la chiesa di Roma ha rinunciato all’ecumenismo e pare puntare al fondamentalismo.<br />
Dal 1929 la religione tornò nelle scuole ed oggi la Rai dedica sempre almeno un servizio giornaliero al papa, nelle commissioni Rai sono presenti sacerdoti cattolici ed è evidente l’influenza del Vaticano su tutti i canali televisivi; In Italia, una parte consistente del parlamento non risponde al popolo ma alla chiesa. Ruini, come presidente della conferenza episcopale italiana, ha controllato il parlamento; presidenti della repubblica e primi ministri, appena eletti, fanno atto di sottomissione alla chiesa, facendosi per prima cosa ricevere dal papa; nel corso di una crisi politica italiana, il segretario di stato Sodano ha fatto consultazioni tra i partiti, al posto del presidente della repubblica e si sono fatti presidenti della repubblica con il sostegno determinante della chiesa.<br />
Però la chiesa governa anche attraverso laici suoi fiduciari, che sono nei consigli d’amministrazione delle banche controllate dalla chiesa. Mentre negli edifici pubblici troneggia il crocefisso, i comuni si rifiutano di allestire nei cimiteri una sala per onoranze funebri per i non credenti, già prevista dalla legge.<br />
Quasi tutti i mass media sono succubi del Vaticano, all’ingresso dell’Enea, il più importante ente scientifico italiano, è stata posta una statua della madonna.<br />
Il concordato con la Croazia postcomunista prevede il finanziamento della chiesa cattolica da parte dello stato, la restituzione dei beni della chiesa e l’insegnamento della religione nelle scuole, mentre i profughi italiani, fuggiti dalla Croazia, non hanno avuto in restituzione le loro case; oggi in Croazia ogni cittadino deve pagare la pensione ai preti, nel paese è stato eluso il principio di separazione tra chiesa e stato, caduto il comunismo, la chiesa ne ha occupato lo spazio politico.<br />
Anche in Slovenia i beni nazionalizzati da Tito sono tornati in proprietà della chiesa, che controlla la televisione e vuole il ritorno dell’insegnamento religioso nelle scuole. In Serbia la devozione alla chiesa ortodossa favorisce la carriera, come accadeva per la fede comunista nei paesi comunisti e com’è accaduta in Italia sotto la democrazia cristiana per la fede cattolica; la democrazia cristiana  fu una grande agenzia di collocamento.<br />
Nel 2001, dissoltasi la Jugoslavia, il clero macedone ortodosso si è opposto alla parificazione dei culti religiosi, ha chiesto l’insegnamento religioso nelle scuole e vuole esercitare il massimo potere sulla società.<br />
In Grecia, il presidente della repubblica giura in nome della santissima trinità, lì non è possibile fare proselitismo a favore d’altre religioni, nelle scuole esiste l’insegnamento religioso ed i preti sono stipendiati dallo stato; la costituzione irlandese è stata emanata nel nome della santissima trinità e nel paese l’aborto è vietato.<br />
Però i paesi europei non si muovono all’unisono; in Francia è vietata l’esposizione dei simboli religiosi nei luoghi pubblici; in Germania l’unico matrimonio ammesso è quello civile; la Gran Bretagna punisce la bestemmia solo nei confronti della religione cristiana, nel paese non esiste separazione tra stato e chiesa, la religione dipende dalla regina ed i vescovi sono nominati dal governo.<br />
In Spagna Zapatero vuole uno stato veramente laico.<br />
Dal 2000 in Svezia si è passati al regime di separazione tra chiesa e stato, i vescovi non sono più nominati dal governo, la chiesa non riceve più finanziamenti statali e le coppie gay sono riconosciute; oggi la Svezia ha le leggi sulla religione più avanzate in Europa.<br />
In Italia dell’8%° dell’Irpef ricevuto dalla chiesa, solo la metà è destinato al sostentamento del clero, la chiesa non vuole preti sposati perché costerebbero di più e li può sfruttare meglio, però tollera adulterio, pedofilia, pederastia ed omosessualità da parte dei preti e sono trasferiti solo quelli che scoperti danno scandalo.<br />
Lo stato paga gli insegnanti di religione, asili, giubilei, manutenzione di chiese, scuole private e pubblicazioni cattoliche; la chiesa ha esenzioni fiscali, controlla la maggior parte di scuole private e cliniche private, controlla la maggior parte delle banche italiane, è  proprietaria d’immobili e azioni in tutto il mondo.<br />
Tramite Acli-Enaip, la chiesa amministra miliardi di euro dell’Unione Europea e delle regioni per la formazione professionale, alcune regioni finanziano gli oratori cattolici e gli assistenti religiosi agli ospedali; la chiesa cattolica usa il volontariato ed il lavoro a costo zero del basso clero, massimizzando i profitti; alcune banche cattoliche, come la banca Intesa, hanno fatto transitare miliardi di euro per l’esportazione d’armi, il Vaticano, tramite finanziarie, ha fabbriche d’armi.<br />
Dal 1929, con l’indennizzo ricevuto da Mussolini, la chiesa cattolica ha sviluppato una ricchezza enorme che, anche grazie a lasciti ed esenzioni fiscali, cresce più rapidamente del reddito italiano e mondiale, di questo passo, la chiesa può impossessarsi di quasi tutta la ricchezza nazionale.<br />
Oggi in Italia le leggi malviste dal Vaticano non passano, i veti vaticani alla sfera scientifica non sono cessati; il Vaticano vuole che la morale cattolica valga per tutti, perché afferma che in Italia i cattolici sono la maggioranza, ma nessuno e nemmeno l’Istat vuole verificare con un referendum se sia vero.<br />
Gli italiani battezzati sono il 90%, quelli che si confessano e pagano l’8%° Irpef il 40%, i praticanti sono il 20%, quelli che credono a tutti i dogmi del cattolicesimo forse sono solo il 10%; perciò il vescovo di Como, Maggiolini, ha affermato che il cattolicesimo è destinato ad estinguersi, per la poca fede nei principi dogmatici, per la mancanza d’obbedienza alla gerarchia e per la propensione alla libera circolazione delle idee; questo vescovo ammette che la nostra società è secolarizzata.<br />
Ciò malgrado, la nostra classe dirigente è sempre saldamente legata alla chiesa e scodinzola davanti ad essa, come fanno i cani con i loro padroni.<br />
Oggi, a causa dell’incredulità diffusa, si fa meglio a parlare di cittadini abitanti in territori di tradizioni cristiane che di veri cristiani o di cattolici, anche tra i cristiani della domenica esistono gli increduli; in Italia, appena si ebbe la tendenza degli italiani a definirsi atei, l’Istat, per secretarne il numero,  ha smesso di censire la religione degli italiani.<br />
In Italia i crocefissi sono imposti nelle scuole, negli edifici pubblici e nei seggi elettorali; gli studenti che non frequentano l’ora di religione sono schedati dall’ufficio catechistico nazionale e perciò hanno meno possibilità nel lavoro; l’insegnamento della religione concorre nel credito scolastico. Per ostacolare la scelta della non frequenza, l’ora di religione è stata inserita in mezzo alle altre ore d’insegnamento; gli insegnanti di religione sono assunti con raccomandazione del vescovo e non per concorso, non possono essere licenziati e, se sono revocati dal vescovo, cambiano di ruolo, cioè materia, scavalcando i colleghi che devono fare concorsi.<br />
Per la chiesa, i vescovi indegni non possono essere destituiti, i preti pedofili continuano a dire messa, al massimo sono trasferiti, quelli adulteri sono tollerati e sono trasferiti se scoperti.<br />
Nel XX secolo la chiesa ha sostenuto le dittature in Europa e America Latrina, con le quali ha stipulato concordati, speciali trattati internazionali disuguali, che mettono lo stato in posizione subalterna rispetto alla chiesa; quello con l’Italia prevedeva come unico obbligo della chiesa una preghiera per il re.<br />
Il Vaticano non ha ratificato la convenzione dei diritti dell’uomo del 1950, è una monarchia elettiva assoluta e autoritaria.<br />
Nei primi secoli dell’era cristiana, la chiesa chiese tolleranza e nel IV secolo si alleò con Costantino, che con il suo aiuto voleva unificare l’impero, fu così che nel 325 nacque il primo concordato tra stato e chiesa; nel 380, sotto Teodosio, bisognava essere cristiani per ricoprire cariche di comando e fu archiviata la tolleranza verso le altre fedi, così a Roma tutti si fecero cristiani, perché i non cristiani erano discriminati, erano stranieri in patria e senza diritti.<br />
Teodosio si accanì contro eretici cristiani, pagani ed ebrei, li colpì con confische ed esilio; caduto l’impero romano, la chiesa ne ereditò il potere e nel medioevo lottò per il primato del potere spirituale su quello temporale; la chiesa di Roma ostacolò longobardi e  Federico II, che volevano unificare l’Italia, per bloccare questo piano e difendere il suo territorio che divideva l’Italia, chiamò spesso lo straniero; dal 1945, caduto fascismo e monarchia, la chiesa s’impossessò di tutta l’Italia.<br />
Il crocefisso tridimensionale s’impose definitivamente con la controriforma e divenne oggetto d’artigianato a vantaggio dei monasteri, perciò la lotta al culto delle immagini e al crocefisso divenne perdente. E’ un simbolo macabro  abusato, non è simbolo dello stato ma della chiesa, era un simbolo antecedente il cristianesimo; i protestanti rigettano il crocefisso tridimensionale e  gli ortodossi preferiscono raffigurare Cristo come un bambino in braccio alla madre.<br />
Durante la controriforma nacque il gusto del macabro, con chiese che pullulavano di crocefissi, teschi e tibie; invece nel medioevo, cattolico e bizantino, prevalse l’immagine gloriosa del bambino tra le braccia della madre; fu la controriforma ad imporre Cristo sofferente, piagato e coperto di sangue, destinato a generare timore, compassione  e rispetto nel popolo.<br />
Il crocefisso è stato usato dall’Inquisizione come ammonimento verso i sudditi, minacciati da sanzioni terrene ed ultraterrene.<br />
Le religioni, abusando della credulità popolare, sono uno strumento per governare e per accumulare ricchezze; poiché il mercato ammette l’uso di tutti gli strumenti e di tutte le tecniche per raggiungere la ricchezza, la libertà di religione si concilia con il liberismo, tuttavia, la religione propende sempre per i regimi autoritari. Tutte le religioni hanno dei rappresentanti religiosi o delle autorità religiose, anche se non si vogliono chiamare sacerdoti, questi rappresentanti godono sempre di privilegi; tuttavia oggi, in occidente, i miscredenti sono la maggioranza, includendo atei, agnostici, deisti, naturalisti e cristiani che non credono a tutti i dogmi della chiesa e non condividono il ruolo del papa.<br />
Poiché, secondo la mitologia biblica, nel paradiso terrestre l’uomo non lavorava ed era immortale e con il regno di Dio è stata promesso all’uomo il recupero di queste prerogative, se n’evince che l’uomo prova angoscia per la morte e per il lavoro subordinato, soprattutto manuale, che lo rende oggetto della produzione; sono queste le paure ataviche dell’uomo, gli unici uomini liberi sono quelli che vivono senza lavorare. La propaganda e l’abuso di credulità sono tipiche di religione, politica e commercio, cioè laddove, per ottenere un certo comportamento dell’uomo, si fanno false promesse.<br />
I membri del basso clero costituiscono i moderni servi della gleba della chiesa, anche se oggi vivono meglio che in passato, soprattutto grazie ai finanziamenti pubblici; una volta si diventava preti non per libera scelta, ma per sistemarsi o per studiare. I preti non possono sposarsi, perché i preti celibi costano meno di quelli sposati, il celibato obbligatorio dei preti ha favorito il loro sfruttamento; i preti fanno testamento a favore della chiesa, non hanno limite d’orario di lavoro, non hanno sindacati, prestano lavoro gratuito alla chiesa, hanno difficoltà ad abbandonare l’abito talare perché difficilmente troverebbero un altro impiego; sono vincolati alla chiesa come i servi della gleba lo erano alla terra o ai feudatari.<br />
Se i preti sono subordinati alla chiesa, nemmeno i laici si vogliono indipendenti, infatti, la chiesa ha raccomandato l’obbedienza, come l’Islam la subordinazione e lo stalinismo, il centralismo democratico; naturalmente non è mancato il dissenso all’interno della chiesa, anche se represso, infatti, Don Milani ha affermato che l’obbedienza non è una virtù. L’obbedienza mira a contrastare il dissenso religioso ed esorta ad obbedire anche allo stato, anche se è autoritario, purché sia alleato della chiesa. L’obbedienza è il cardine di tutte le organizzazioni religiose e militari, con essa si fanno degli uomini degli strumenti docili da manipolare, che non possono disertare o fare gli apostati.<br />
Anche i partiti vogliono dei militanti e non vogliono che disertino, almeno questa è la loro aspirazione, che calpesta libero pensiero e spirito libero; eppure nell’obiettore c&#8217;è più coraggio, obbedire è più facile, chi capisce che non si deve obbedire ad un ordine delittuoso manifesta autonomia di giudizio e di comportamento. Però, secondo ebraismo, cristianesimo e islamismo, la religione vuole gli uomini pecore, mentre i sacerdoti devono essere i loro pastori; le pecore si mungono, si tosano e si macellano, però sono protette e curate perché sono un capitale che frutta, senza il lavoro dell’uomo, la terra ed il capitale non rendono.<br />
Purtroppo, generalmente, il pensiero del popolo non è un pensiero critico ma automatico, chi obbedisce ritiene di doverlo fare per dovere, così, obbedendo, individui normali diventano sadici, perché la lealtà verso i superiori supera le considerazioni morali, è per questo che la religione è stata utilizzata anche in guerra. La chiesa e lo stato hanno perseguitato i ribelli disobbedienti, però, anche se la chiesa controlla seminari e scuola, non riuscirà mai a  far tacere gli spiriti liberi che sono anche nel suo interno, soprattutto nel basso clero.<br />
L’Islam predica la sottomissione dei sudditi ed il buddismo mira a sopprimere il desiderio, che significa anche riscatto e ambizione, cioè invitano, come il cristianesimo, alla rassegnazione; nel terzo mondo è un desiderio una riforma agraria per la distribuzione delle terre, in mano a latifondisti, spesso uomini di religione, in India, Iran, Italia e nell’antico Egitto. Sopprimere queste aspirazioni significa cristallizzare le differenze di classe e difendere la grande proprietà, il decimo comandamento della bibbia recita: ”Non desiderare la roba di altri!”.<br />
Tra i desideri o le aspirazioni degli spiriti liberi vi sono anche il desiderio di libertà, di benessere, di conoscenza e di una libera informazione, a queste persone la chiesa ha replicato che il desiderio di conoscenza è un peccato se non è finalizzato alla conoscenza di Dio; la chiesa preferisce gli uomini ignoranti e impregnati di sola dottrina cristiana, è stata sempre ostile alla scienza; autodeterminazione del paziente, aborto ed eutanasia rientrano tra le libertà e le aspirazioni umane, anche se non condivise, ovviamente, sono combattute dalla chiesa.<br />
Tanti tramano contro le libertà umane, non tutti amano la democrazia, peraltro sempre difettosa, s’invita l’uomo a sopprimere certi desideri perché l’uomo ha anche le aspirazioni di chi desidera riscattarsi; il desiderio può portare alla rivoluzione e perciò è visto con sospetto; chiesa e stato, per controllare l’uomo, hanno voluto il controllo sulla stampa, della televisione e della scuola.<br />
La religione ha cercato di ostacolare ragione, libertà e libero pensiero, ha identificato il demonio con l’opposizione; secondo il mito, Adamo ed Eva, poiché non desideravano rimanere ignoranti, assaggiarono la mela dell’albero della conoscenza  e furono scacciati dall’Eden. In questa società, il lavoro è riservato agli uomini normali, mentre privilegianti, baroni, predicatori laici, come i politici, e religiosi e reddituari ne sono esentati; però, chi è costretto a lavorare per vivere, non è libero e perciò ha perduto la faccia, gli unici uomini liberi o uomini d’onore sono i privilegiati che non lavorano, hanno immunità giudiziarie e sono esentati, parzialmente o totalmente, dalle tasse.<br />
La libertà religiosa è un test importante per stabilire il grado di democrazia in un paese, infatti, se c’è libertà si può appartenere a qualsiasi fede, si può cambiare liberamente fede e si può essere anche atei; in Italia la democrazia è imperfetta perché privilegia oil Vaticano e la religione cattolica; il Vaticano, come l’Islam, è stato contro libertà religiosa e contro apostasia, anche il Dalai Lama si è detto contro le conversioni al cristianesimo dall’induismo e dal buddismo, l’Islam condanna a morte gli apostati.<br />
L’uomo è mosso da pregiudizi religiosi, politici, ideologici, razziali, familiari e culturali, sembra incapace di pensare liberamente ed autonomamente, perciò i militanti di partito non possono essere liberi pensatori; il pregiudizio è una visione di massa che dà sicurezza e inventa dei nemici; la cultura di massa, sponsorizzata anche dalla sinistra, è una bestemmia contro la libertà del pensiero individuale.<br />
La chiesa è contro il controllo delle nascite, perché lo stato ha bisogno di soldati e contribuenti, la terra e il capitale senza uomini non rendono; con pochi uomini, la terra vale poco, più uomini abbassano i salari e fanno aumentare le tasse; le famiglie vorrebbero compensare la caduta della mortalità infantile con il controllo delle nascite, ma la chiesa non è d’accordo, per lo stato ed i partiti, il numero è potenza.<br />
Bambini e adulti sono coltivati nelle favole, che sono bugie edificanti, l’insegnamento morale non dice tutta la verità. Pare che non sia sufficiente affermare che tutti devono avere gli stessi diritti, per aiutare le donne, bisogna affermare che hanno solo virtù e sono sempre vittime, per aiutare i popoli oppressi, bisogna affermare che non hanno mai oppresso nessuno, per salvare gli ultimi lupi rimasti, bisogna affermare che non hanno mai mangiato uomini; sono tutte bugie, ma servono a migliorare i comportamenti dell’uomo.</p>
<p>www.viruslibertario.it<br />
..</p>
<p><strong>RIDIAMARO : &#8211;  )</strong></p>
<p>Via i crocifissi dalle aule. Suggerivano la risposta.</p>
<p>Via il crocifisso dalle scuole italiane. Questo sì che sarebbe un miracolo.</p>
<p>Secondo l&#8217;Europa sarebbero più rappresentativi i due ladroni.</p>
<p>(La Corte Europea è stata inflessibile: il crocifisso andrà sul satellite)</p>
<p>Quando ha appreso la notizia, la Binetti è esplosa.</p>
<p>Gelmini: &#8220;Il crocifisso rappresenta l’Italia&#8221;. Pensandoci bene, non le si puo&#8217; dare torto.</p>
<p>Il cardinal Bertone: &#8220;Dobbiamo cercare con tutte le forze di conservare i simboli della nostra fede&#8221;. È tutto ciò che ci rimane.</p>
<p>La replica di Gesù: &#8220;Non mi dimetto&#8221;.<br />
..</p>
<p><img src="http://www.arcoiris.tv/images/vignetta/marco_vuchich/marco_vuchich_00266.gif" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p>http://masadaweb.org</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MASADA n° 1027. 8-11-2009. DISTRAZIONI]]></title>
<link>http://masadaweb.org/2009/11/08/masada-n%c2%b0-1028-8-11-2009-distrazioni/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 04:36:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
<guid>http://masadaweb.org/2009/11/08/masada-n%c2%b0-1028-8-11-2009-distrazioni/</guid>
<description><![CDATA[BeffaTotale Se l&#8217;occhio non si esercita, non vede. Se la pelle non tocca, non sa. Se l&#8217;u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://1.bp.blogspot.com/_PDxOpvqVTpo/SvQ6NN8iC9I/AAAAAAAAXyM/SFOSbPOVDtk/s1600/risposteB.jpg" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p><strong>BeffaTotale </strong></p>
<p><em>Se l&#8217;occhio non si esercita, non vede.<br />
Se la pelle non tocca, non sa.<br />
Se l&#8217;uomo non immagina, si spegne.</em><br />
E se l’uomo non ride<br />
è come<br />
un cerino<br />
spento<br />
…<br />
<strong>Ellekappa</strong></p>
<p><em>Berlusconi ha lo stesso problema con le sentenze e con le donne: se non le paga non sono carine con lui</em>.<br />
..<br />
La situazione è disperata ma non è seria<br />
La crisi c’è ma non è tragica<br />
La democrazia non c’è<br />
ma a tutto<br />
si fa l’abitudine</p>
<p>Viviana<br />
..<br />
<em>La democrazia è in pericolo? Lo sapremo dopo la pubblicità.</em></p>
<p><!--more--></p>
<p><em>Berlusconi<br />
aveva un boss<br />
che gli girava<br />
per casa<br />
ma non lo sapeva<br />
ne era solo<br />
l’utilizzatore finale</em></p>
<p><strong>ELLEKAPPA</strong><br />
..<br />
Essere cattivi<br />
fa crescere<br />
la solidarietà<br />
Adesso quando un naziskin<br />
vede picchiare un negro<br />
va subito a dargli<br />
una mano</p>
<p><strong>Ellekappa</strong><br />
..</p>
<p><strong>spinoza.it</strong></p>
<p>Don Verzè :&#8221;B è un regalo di Dio&#8221;. Beh, bastava il pensiero.</p>
<p><em>Primarie Pd, vince Bersani. Ora può rimettersi i baffi.</em></p>
<p>Eletto Bersani, ora B dovrà preoccuparsi. Già faticava a gestire un partito solo.</p>
<p>Il primo a telefonare a Bersani è stato D&#8217;Alema. Voleva i complimenti.</p>
<p>Rutelli intanto dice addio al Pd: &#8220;Tragitti differenti&#8221;. Capita, brancolando nel buio.<br />
(Vuole mettere la sua mancanza di idee a disposizione di un nuovo progetto)</p>
<p>Rutelli abbandona Bersani per allearsi con Casini. &#8220;È una decisione che ci sconcerta e certamente ci indebolirà&#8221;, ha dichiarato Casini.</p>
<p><em>Per fortuna ci sono le forze dell&#8217;ordine a ricordarci che la droga uccide</em>.</p>
<p>Per Stefano Cucchi è stata scrupolosamente rispettata la procedura prevista dall&#8217;Arma: fermo, arresto, pestaggio, morte misteriosa.</p>
<p>Quest&#8217;anno nelle carceri italiane sono già morti 146 detenuti, di cui 59 suicidi. Tutti gli altri per ko tecnico.</p>
<p>Piero Marrazzo ricattato con un video compromettente: pare che in passato abbia lavorato per il Tg2.</p>
<p>Il governatore del Lazio era solito incontrare dei trans in un vecchio covo delle Br. Colpa dei tagli al bilancio. (Prima le Br, poi i trans. Una volta i servizi segreti sceglievano inquilini meno appariscenti)</p>
<p><em>L&#8217;ex giornalista Rai si giustifica: &#8220;Avevo nostalgia del secondo canale&#8221;</em>.</p>
<p>Dopo le escort di B, i trans di Marrazzo. Finalmente ci si confronta sui programmi.</p>
<p>B avvisò Marrazzo. Si erano incontrati sulle scale.</p>
<p>Pare che B abbia custodito il filmato per parecchi mesi. Quando si dice unire l&#8217;utile al dilettevole.<br />
(Di una cosa bisogna dare atto a Marrazzo: è sempre stato dalla parte dei consumatori)</p>
<p>Si sospettano mandanti occulti. Il filmato si chiude con il trans che dice &#8220;Italia uno!&#8221;.</p>
<p>Adesso è ospite di una struttura gestita da sacerdoti. Ha optato per una disintossicazione graduale. (Una scelta discutibile. Non ne ha abbastanza di uomini che vanno in giro con la gonna?)</p>
<p>Insistenti le voci su Gasparri frequentatore di trans. Che adesso temono per la loro reputazione.<br />
..<br />
Il Fannullone</p>
<p><img src="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/r/IlSecoloXIXWEB/levante/foto_trattate/2009/05/26/Brunetta--499x285.JPG" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p><img src="http://matteogiam.files.wordpress.com/2008/07/previti2.jpg" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p>..<br />
Bassa definizione<br />
<strong>Naima2</strong></p>
<p><em>Lasciate a casa i parenti<br />
ma non il taccuino<br />
degli appunti visivi,<br />
dice il maestro di grafica</em>.</p>
<p><em>Da anni invece<br />
porto con me la fotocamera</em></p>
<p><em>Apro e chiudo il diaframma<br />
(il mio), lo tendo e lo distendo,<br />
respiro a fondo mentre<br />
incido pixel per pixel<br />
nella memoria (la mia).<br />
Fotografo</em><br />
<em>per ricordare, dopo</em>.</p>
<p><em>I luoghi ci trascendono,<br />
serenamente eccedono<br />
il nostro esserci, prescindono<br />
da noi. Nostro malgrado<br />
e comunque<br />
ci comprendono</em>.</p>
<p><em>Fotografo<br />
per comprendere come sto<br />
nei luoghi che mi attraversano.</em></p>
<p><em>Fotografo<br />
e i luoghi esterni si fanno<br />
mappa, paesaggio mio,<br />
luoghi della mia mente</em>.<br />
..<br />
ART BRUT<br />
<strong>Naima2</strong></p>
<p>Si scrive a volte per meglio tacere.</p>
<p><em>Buttavano, gli infermieri dell’atelier dell’ospedale,<br />
le “pitture sporche” i disegni scomposti<br />
tremolanti (“mal riusciti”, dicevano) dei matti.<br />
Che bei quadri di art-therapy ne uscivano,<br />
genio e sregolatezza, ma con misura.<br />
Il sangue, il marcio finalmente esternato<br />
il muco il guasto il vomito lo sperma<br />
quel liquame organico, vitale… via, via….<br />
che non si offendano i raffinati e coltivati sensi</em>.<br />
<em>Lo sfaldamento del mondo, l’inelegante crollo<br />
il trascinarsi pietoso del corpo vulnerato…<br />
ma no, testa e coda vanno tagliate, nella grappa<br />
e nella bestia da macello, che nessuno mangerebbe<br />
carne rossa, se vedesse il sangue sparso ovunque<br />
nei capannoni da cui escono incorniciati di bianco<br />
filetti e roast-beef. Che bei quadri di art brut,<br />
all’ospedale </em><br />
<em>nell’atelier ben riordinato, quando il peggio<br />
è stato mondato, cessato il grido, il fremito<br />
l’urlo inarticolato.<br />
E’ il lamento educato<br />
che va privilegiato.</em></p>
<p><em>Così a volte si parla per meglio tacere</em>…<br />
..<br />
Recensione di un&#8217;opera d&#8217;arte involontaria: il grembiule del Maestro  grafico F. Vecchietti<br />
<strong>Naima2</strong></p>
<p><em>“Non uno di meno&#8221;, dice il Maestro<br />
rifiutando l&#8217;alternativa binaria<br />
e riduttiva tra il bianco e il nero,<br />
spaccando in tre il capello&#8230; il campo il foglio,<br />
deragliando deciso dal binario banale<br />
degli aut-aut, coi consueti opposti<br />
da elidere. Il bianco e il nero dapprincipio<br />
si oppongono si escludono si sfuggono<br />
come nell&#8217;infanzia i due generi:</em><br />
<em>bambine e bambini si odiano,<br />
si sa, ma poi da grandi si sposano</em>.</p>
<p><em>&#8220;Tertium datur&#8221;, dice tacendo il grembiule<br />
del Maestro, c&#8217;è una strada<br />
una linea di fuga, rossa, che regge.<br />
Nella lotta corpo a corpo<br />
di chiari e scuri, sulla bianca distesa<br />
del foglio c&#8217;è dell&#8217;Eros, c&#8217;è passione.<br />
Lottano il segno fermo, ieratico<br />
univoco, che di nulla si intriga<br />
e l&#8217;empatico muoversi di Dioniso<br />
fluido e manesco, che tutto tocca e sfuma</em><br />
<em>nell&#8217;hibris di tutto segnare e marchiare<br />
col proprio odore. Nella stoffa-scudo<br />
al corpo del sacerdos, rimane traccia<br />
del combattimento tra due vettori,<br />
due colori, due amori in tutto opposti<br />
e paralleli. Sarà il terzo elemento,<br />
il fil rouge della mano che cala e torce<br />
e imprime, che stampando </em><br />
<em>rivelerà ogni cosa</em>.</p>
<p><em>Su quella veste il campo resta chiaro,<br />
(traspare ancora il candore primo)<br />
ma un sole nero allude, a oriente,<br />
nel brumoso mattino, al lungo itinere<br />
della lotta amorosa ed impari, da cui<br />
si sa,  nessuno pulito o intonso uscirà.</em></p>
<p><em>Ecco il maestro colto nell&#8217;atto<br />
di valutare la morsura dell&#8217;acido:<br />
dapprima distaccato, controllato,<br />
poi coinvolto; prima diffidente, irridente,<br />
e poi, finalmente &#8220;&#8230;ma si&#8217;, proviamo!&#8221;<br />
Tarlatane nere come il peccato subito<br />
sfiorano, tolgono, spalmano<br />
lastre incise che mal sopportano il velo<br />
nero e se ne liberano sotto pressione<br />
mute rassegnate torchiate a morte.<br />
Opera al nero, l&#8217;acquaforte</em>.</p>
<p>Testimone del duro travaglio<br />
quel lino rituale, quel limes<br />
che torna di stampa in stampa<br />
a distillar sostanza, a separar nel foglio<br />
sporco e pulito, e a ricordare<br />
il filo rosso salvifico, sorprendente<br />
che porta avanti l&#8217;artista, oltre sè stesso<br />
e altrove, nell&#8217;arte senza tempo<br />
e lo rende già pronto ad un altro viaggio<br />
sul foglio bianco libero e leggero.</p>
<p><em>Resta, quale spoglia sacrificale<br />
o gloriosa vecchia bandiera,<br />
appeso in luogo recondito e riposto<br />
quel lino frusto e nobile:<br />
salvifica armatura<br />
distanza che difende</em>.<br />
..<br />
Fermenti<br />
<strong>Naima2</strong></p>
<p><em>Non sopravvivono alle glaciazioni<br />
domestiche i bacilli del bulgaricus, generoso<br />
artefice di casalinghe preparazioni<br />
(yogurt dal latticello acidulo&#8230;). Non tutto<br />
nel freezer puo&#8217; venir ibernato e resuscitato.<br />
Il tempo non si doma, e mentre scorre<br />
sfiorisce il fiore e svanisce lo splendore.<br />
Cosi&#8217; il talento.<br />
Ogni creatura, allo stato nascente,<br />
possiede un suo &#8220;fermento&#8221; vivente</em><br />
<em>valore da spendere, moneta da investire<br />
e negoziare&#8230; che non  si puo&#8217; congelare<br />
aspettando tempi migliori, stagioni<br />
propizie, come le cinquecento ghinee<br />
della pensione che libera le ore<br />
finalmente, o una casa tutta per sé,<br />
senza più bimbi da nutrire<br />
e vecchi da accudire</em></p>
<p><em>Come il bulgaricus, scaduto il tempo<br />
annegheremo nel buon latte intero<br />
che non ci ha nutrito al momento giusto<br />
né reso forti abbastanza per superare<br />
il gelo.</em><br />
..<br />
Armadio<br />
<strong>Naima2</strong></p>
<p><em>La porta di noce apre<br />
la scatola di un gioco di ruolo<br />
ammiccante. Dentro<br />
si fingono altre porte,<br />
eco visuale di antichi<br />
specchi di famiglia,<br />
cento abiti per cento aspetti<br />
intercambiabili ma indifferenti<br />
al corpo. Basta,<br />
voglio cambiare gioco,<br />
chiarire</em><br />
<em>l&#8217;equivoco trasparenza/opacità,<br />
voglio una nuova nudità</em>.</p>
<p><em>Il nudo riporta alla verità<br />
e non vuole sguardi,<br />
né essere guardato né guardare.<br />
Non vuole attenzione,<br />
non distrarsi né distrarre.<br />
Veicola senza veli<br />
una spoglia spiritualità</em>.</p>
<p><em>Chiudo gli occhi al vecchio<br />
gioco di immagini e invoco<br />
un luminoso nirvana<br />
di luce senza forma.<br />
L&#8217;abito forse ri-significherà<br />
quando avrò toccato<br />
la prima identità</em>.</p>
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..<br />
<strong>Il Capitalismo liberista secondo Berluska </strong><br />
Rosario Amico Roxas</p>
<p>Il cavaliere compra due cavalli per la sua tenuta di Arcore; senza cavalli che cavaliere sarebbe !!!<br />
Assume Vittorio Mangano come stalliere ma deve fargli spiegare cos’e’ un cavallo: “….un cavallo e’ un animale quadrupede, ha quattro lati, dx, sx, sopra e sotto; quando si sente belare non e’ il cavallo che bela, ma la pecora di quel comunista del vicino… etc.etc. “<br />
Con quei due cavalli ne vende 4 a mediaset utilizzando lettere di credito aperte dal fratello presso la banca diretta dal padre.<br />
Disponendo di una lettera di credito per 4 cavalli, fa uno scambio di lettere con una societa’ soggetta a OPA, nello scambio di lettere guadagna 6 cavalli (sarebbero stati 8, ma 2 sono serviti per corrompere l’addetto alla conta dei cavalli !), cosi’ puo’ godere del finanziamento europeo riservato agli allevamenti con almeno 10 cavalli.<br />
I diritti sportivi dei 10 cavalli, per partecipazione a gare, vengono trasferiti, da un intermediario panamense, sul conto di una societa’ cinese con sede nelle isole Cayman, posseduta clandestinamente da un finanziere che rivende alla societa’ iniziale ad Arcore i diritti sportivi di 18 cavalli.<br />
Nei libri contabili di questa societa’ figurano 18 cavalli, con una opzione al 50% per l’acquisto di altri 15 cavalli.<br />
Intanto Vittorio Mangano scambia i due cavalli iniziali per delfini e li catapulta nella piscina olimpionica, impedendo loro di uscire da quello che “eroicamente” riteneva fosse il loro habitat naturale.<br />
I cavalli muoiono barbaramente annegati, con grande stupore di Vittorio Mangano, che giornalmente portava loro il pesce fresco.<br />
Quando viene scoperta la truffa e stanno per scattare le manette…. diventa presidente del consiglio: nasce cosi’ il capitalismo liberista secondo Berluska.<br />
..<br />
<strong>E a voi Checco ZALONE!!!</strong></p>
<p>YouTube – Checco Zalone Show – Parodia Patrizia D’Addario</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=fLWH4UP8upo">www.youtube.com/watch?v=fLWH4UP8upo</a></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/fLWH4UP8upo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/fLWH4UP8upo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><strong>Perche’ sempre a me?</strong></p>
<p><a href="http://">www.youtube.com/watch?v=yMkPWQ7lpxA</a></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/yMkPWQ7lpxA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/yMkPWQ7lpxA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><strong>Non sono un figlio di pooh</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=kJkNVCsPfwY&#38;feature=rec-LGOUT-exp_stronger_r2-HM">www.youtube.com/watch?v=kJkNVCsPfwY&#38;feature=rec-LGOUT-exp_stronger_r2-HM</a></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/kJkNVCsPfwY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/kJkNVCsPfwY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>..<br />
<strong>spinoza.it</strong></p>
<p>I banchieri svizzeri: &#8220;Se parlassimo, il governo italiano cadrebbe&#8221;. Allora ce lo dicano con uno jodel!<br />
..</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2613/3976590362_2858f520f9.jpg" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p>..<br />
Il motto di Mussolini: Me me frego!<br />
Il motto di Berlusconi: Embè?!<br />
..<br />
Pia manda<br />
Cade a marzo?  Per grazia ricevuta vado a San Luca anche con le stampelle.</p>
<p><strong>&#8220;B? Cade a marzo&#8221;</strong><br />
Intervista a Daniele Luttazzi<br />
dal blog di Andrea Scanzi</p>
<p>Il satirico più amato e odiato d’Italia non si ferma. Nuova stagione teatrale (Va’ dove ti porta il clito), tournèe musicale per i club, palestra comica nel suo blog, blitz a RaiNews (“la giornalista è una mia amica”) e un libro per Feltrinelli (La guerra civile fredda). Daniele Luttazzi è ovunque, tranne che in tivù. E ha una certezza: “Silvio B è finito, a marzo cade”. Ecco un’intervista senza rete, in esclusiva per questo blog.</p>
<p>Perché riprendere la parodia di Susanna Tamaro?<br />
“In origine era uno spettacolo del ’96, l’autrice mi fece causa e la perse. La prima di una lunga serie. L’ho riscritto per più di metà, il tono è satirico-surreale. Il libro della Tamaro esprimeva tutti quei valori, per me decrepiti, che ne spiegavano il successo. Valori da spazzare via con la satira: si percepiva che portavano con sé qualcosa di fascistoide. Ora quei valori sono diventati un programma di governo. Un incubo esistenziale per molti. Non a caso adesso l’autrice scrive per Famiglia Cristiana”.</p>
<p>Lo spettacolo comincia con un’affermazione impegnativa: “Questo monologo celebra la fine del regno birbonico”.<br />
“Con la bocciatura del Lodo Alfano, B giustamente dovrà andare a processo. Tutto un sistema di potere che convergeva sulla sua figura si dissolverà come neve al sole. Credo verso marzo. Andremo a elezioni anticipate, governo tecnico, eccetera. B è finito: do questa bella notizia ai lettori. Ora bisogna occuparsi di chi B ce l’ha messo. Ovvero gli italiani. B è l’ennesima espressione dell’eterno fascismo italico, che come un fiume carsico viene ciclicamente in superficie e provoca danni. Come diceva Petrolini quando qualcuno dal loggione lo importunava: “Io non ce l’ho con te, ce l’ho con quello accanto a te che non te butta de sotto”. Ecco: gli italiani sono quelli accanto a lui. B è finito, il Bsmo no”.</p>
<p>Se gli italiani restano malati di fascismo congenito, perché B cadrà a marzo?<br />
“Alcuni indicatori &#8211; settori della finanza, economia, politica, industria, Vaticano, USA- segnalano, come un aumento di radon dal sottosuolo, che B anche per loro è superato. Da adesso fino a marzo sarà solo un problema di tempi tecnici. B andrà a processo, verrà condannato e materialmente salterà. E’ stato già mollato. Servono altri personaggi, dicono Fini. Lo Stato, a quel livello cui noi non abbiamo accesso, non può permettere che uno come B demolisca i fondamenti della Costituzione”.</p>
<p>C’entra anche l’immagine dell’Italia all’estero?<br />
“Un po’ sì. Non è possibile che gli italiani siano diventati lo zimbello d’Europa per colpa di una persona malata, che ha problemi con le donne e con l’universo mondo. Questo però, attenzione, è solo l’epifenomeno. E’ molto più grave che Tremonti e B, da un punto di vista economico, non abbiano fatto nulla per uscire dalla crisi economica. Assolutamente nulla, anche se il Tg1 di Minzolini non lo dice”.</p>
<p>Anche il Vaticano ha scaricato B?<br />
“Sì. La Chiesa è così: finché B ha uno stalliere mafioso in casa, va bene. Falso in bilancio, corruzione, leggi ad personam: okay. Se però B va a letto con una puttana, allora no, questo non si può fare. Spero che abbiano capito che non esiste una persona più profondamente anticattolica di B. I suoi riferimenti sono altri, il suo stesso mausoleo non brilla certo per simbolismi cristiani”.</p>
<p>Lei non è mai stato tenero con il Pd. E’ diventato più indulgente dopo le primarie?<br />
“No. Lo dicevo anche due anni fa, in due interviste a Repubblica e Unità. Stavano tirando la volata a Veltroni e mi chiesero cosa pensassi del Pd. Io risposi che il Pd era un’inevitabile stronzata. Tagliarono domanda e risposta. Il Pd è un progetto inconsistente e sbagliato. Anche la narrazione del Pd è inadeguata. Il Pd non sa chi rappresenta: a chi parla? Cosa dice? Non lo sa. Va sempre in televisione, ma parla a vanvera. Non ha alcuna efficacia. Sentire D’Alema che parla di “amalgama non riuscito” e vederli ancora impegnati nelle baruffe chiozzotte, non stupisce. Però, anche qua: perché un satirico due anni fa c’era arrivato e gli Scalfari no? Stanno ancora lì a fare propaganda”.</p>
<p>Chiederlo a lei fa un po’ ridere, ma esiste un problema di libertà d’informazione?<br />
“Certo. All’origine di tutto c’è il conflitto di interessi Berlusconiano. Inoltre, in Italia, la voce libera da appartenenze non ha accesso. Esistono clan di sx, clan di dx, chiesa, massonerie. Ciascuno difende interessi particolari. Io aspetto ancora che Repubblica faccia una seria inchiesta sulla Sorgenia di De Benedetti, sui progetti Sorgenia di produrre energia bruciando paglia o metano ad Aprilia e in Val D’Orcia. Oltretutto il progetto Aprilia fu autorizzato da Pierluigi Bersani, quando era ministro. E aspetto ancora che qualcuno chieda conto ai maggiori propagandisti italiani della guerra in Iraq, Giuliano Ferrara e Carlo Rossella, delle centinaia di migliaia di morti innocenti. L’ottava puntata di Decameron parlava di questo, ma mi hanno sospeso alla quinta”.</p>
<p>Internet è più libero?<br />
“Su Internet ho enormi riserve. Innanzitutto è un Panopticon micidiale: i carcerati sono anche i carcerieri. Chi interviene in un blog, è osservatore e osservato. I suoi gusti sono monitorati sempre. La tua personalità viene trasferita interamente in Rete, fino al caso micidiale di Facebook. A quel punto non avrai più difese: c’è un’aria del pudore che Internet violenta costantemente. Baudelaire diceva che l’artista è sempre quello che mantiene viva la sua vulnerabilità, la sua sensibilità. Quello che non viene ottuso dall’alienazione. Se non ti proteggi, ti offri alla violenza. Il web diventa uno spazio molto impudico. Inoltre il web favorisce il populismo, come dimostra il caso Grillo. Fra l’altro, la sua “democrazia dal basso” non è che marketing partitico in cui sono esperti quelli della Casaleggio Associati, la società che ne segue le mosse. Il modello è la guerrilla advertising del Bivings Group”.</p>
<p>Però almeno Grillo ha sciolto l’ambiguità: non più satirico, ma politico. Quello che lei gli aveva chiesto dopo il primo V Day.<br />
“Sì e no. L’ambiguità non è stata risolta completamente. Grillo ha creato un partito. Da quel momento, ogni suo punto di vista è pregiudiziale. Fine della satira. Adesso i suoi sono comizi. A pagamento. La satira è politica, ma l’attività partitica è un’altra cosa. Al Franken, grande satirico, si è candidato coi democratici, ora è senatore, e ha subito smesso di fare spettacoli satirici. Grillo no”.</p>
<p>Il satirico, in tutto questo, che ruolo ha?<br />
“Far ridere commentando i fatti. Quando funziona, i bersagli non ridono. Il satirico inquadra il problema e lo mette in prospettiva. Non dà indicazioni su come comportarsi o dire per chi votare, ma fa sì che ognuno si interroghi e cominci un percorso personale di approfondimento. L’arte fa questo: ha tempi più lunghi della politica, ma è inesorabile. Rimane. La satira ha il ruolo della poesia: apparentemente nullo. Ma bisogna credere in ciò che si fa. Poi, una volta scoperte certe cose, il pubblico potrà anche rimpiangere il Matrix di prima, perché magari aveva un buon sapore. Ma il compito del satirico resta quello: provare a svelare il Matrix”.</p>
<p>Molti satirici si sono avvicinati a Di Pietro. Lo stesso Travaglio, da lei “lanciato” in tivù, non lo nasconde. Luttazzi no. Perché?<br />
“Sarebbe un atteggiamento di parte. La satira non è propaganda per questo o quel partito. Con la sua arte, il satirico ricrea un’agorà in cui suggerisce dubbi e lascia liberi di decidere. L’arte ha tempi più lunghi della politica, ma è inesorabile. La satira ha una sua nobiltà, di tipo artistico, molto più potente della semplice denuncia partitica. L’artista è il primo che deve mettersi in discussione, non deve credere di avere sempre ragione. Si tratta di rispettare il pubblico, non di plagiarlo. Io ho ricevuto una solida educazione cattolica. Agli inizi mi capitava di dire battute sulla religione che mi facevano molto ridere, anche se non le condividevo ideologicamente. Dopo vent’anni, ho scoperto che quelle mie battute avevano ragione. Devi fidarti della piccola verità che c’è in una risata. La satira ti rende terzo a te stesso”.</p>
<p>Tutte queste cose, lei potrebbe dirle da Santoro, ma non ci va. Non potrebbe sfruttare lo spazio come Sabina Guzzanti?<br />
“E’ una buona obiezione, ma io conosco il potere del contesto. Ho rifiutato anche Celentano e la conduzione di Sanremo: certi contesti sono più forti di te. Basta leggere McLuhan. Se vai a Sanremo, sei Sanremo. Non sei tu”.</p>
<p>Michele Santoro non è Sanremo. C’è Vauro, c’è Travaglio.<br />
“Vero, ma anche lì c’è un contesto. Santoro è in onda per ordine di un giudice. La dirigenza Rai ha detto esplicitamente che, se potesse, lo farebbe subito fuori. Io non vado in un posto che è una riserva e un altro deve garantire per me. La satira è libera. Quando accetti anche solo un controllo minimo, hai accettato un limite alle tue opinioni. La satira non può avere limiti, a parte quelli di legge”.</p>
<p>Tutto bello, ma così lei si preclude una fetta smisurata di pubblico.<br />
“Non faccio satira “per andare in tv”. Ci vado se posso fare satira. La satira è come un’arte marziale. Quando porti il colpo, la forza che ci metti è l’ultimo dei problemi. Posso colpirti con molta più efficacia col minimo di potenza, se so il fatto mio. Infatti io non colpisco mai a vuoto. A differenza del Pd”.</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&#38;ID_articolo=200&#38;ID_sezione=&#38;sezione=">www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&#38;ID_articolo=200&#38;ID_sezione=&#38;sezione=</a><br />
..<br />
<strong>Le forze del male e il cavaliere</strong><br />
Rosario Amico Roxas</p>
<p>Il primo pensiero che viene spontaneo nella mente, alla luce del ripetersi degli eventi disastrosi che si stanno succedendo, è quello di affermare che il cavaliere porta una jella stramaledetta; le coincidenze sono troppe per rassegnarci a considerarle pure e semplici coincidenze.<br />
Ma sembra proprio che non si tratti di semplice jella da contrastare con gli scongiuri.<br />
Quando emerse lo scandalo delle escort, delle feste a luci rosse, delle foto compromettenti, dei matrimoni per farsa nel corso delle festicciole per soli adulti; quando la stessa moglie lo identificò come un maniaco assatanato, che va con le minorenni, che candida nel suo partito il ciarpame politico elevando le più attive al rango di ministro, quando il suo stesso maggior alleato Fini si ribellò alle candidature pornografiche alle europee, utilizzate per piazzare in ruoli parlamentari quell’harem che si era costruito, magari illudendosi di avere conquistato con il suo settantatreenne fascino ricucito, stiracchiato chirurgicamente, e delegarne i compensi pattuiti per le prestazioni da “fruitore ultimo”, ai contribuenti italiani, ecco che la natura sconvolse l’Abruzzo con un terremoto che attirò la pietosa attenzione degli italiani.<br />
Come uno sciacallo, il cavaliere si precipito sui morti, sulle distruzioni, sullo sfacelo per esibirsi come il salvatore, svendendo anche il più doveroso degli atti come un eccezionale intervento di un grande statista.<br />
Ora riesplodono ulteriori momenti di sfacelo morale e comportamentale, nel quale emerge la parte peggiore dell’uomo, aggravata dalla sua visibilità in quanto presidente del consiglio. Si tratta di un momento critico che vede il cavaliere in balia di una tempesta che rischia di affogarlo.<br />
Ma anche stavolta la natura viene incontro al cavaliere con un nubifragio a Messina e dintorni che provoca morti, dispersi, distruzione. Lo sciacallo che alberga nell’animo del cavaliere si risveglia dal torpore dell’abbattimento e si precipita sui morti, chiedendo loro di restituirgli visibilità, credibilità, consensi e punti percentuali di popolarità, scesa ben sotto i tacchi delle scarpe.<br />
Sembra proprio che le forze del male siano all’erta per correre in soccorso del loro beniamino, del loro massimo rappresentante in terra, altro che jella, altro che scaramanzia, si tratta di una mobilitazione massiccia di quelle forze che restituiscono al cavaliere i servizi loro resi.<br />
Mi chiedo cos’altro accadrà quanto, fra giorni, la Consulta consegnerà la sentenza che dichiara incostituzionale il Lodo Schifani/Alfano e spoglierà il cavaliere delle prerogative che si era cucito addosso per nascondere la ben più pertinente divisa a righe ?  Cos’altro dovrà succedere in questa martoriata italietta gestita da un governicchio composto da ominicchi, nani, ballerine, truffatori, mafiosi condannati per mafia, inquisiti, ora che l’azienda leader del cavaliere è stata condannata a pagare, solo come “danno emergente” 750 milioni  (1.500 miliardi delle vecchie lire !) di euro alla CIR, per riaprire, immediatamente, il conto in altra sede per il “lucro cessante”?<br />
Se i due fatti dovessero sommare la loro potenzialità distruttiva, c’è da attendersi un cataclisma per potere distrarre l’attenzione degli italiani.<br />
..</p>
<p><img src="http://www.gianfalco.it/wp-content/uploads/2009/11/suina.jpg" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p><strong>Il cavaliere va avanti….!   Ma dove crede di andare ??? </strong><br />
Rosario Amico Roxas<br />
(Dal messaggero)</p>
<p>E&#8217; frastornato, incredulo, sgomento; la sua intangibilità mostra crepe da tutte le parti, la musica è finita e &#8230;gli amici se ne vanno, ma gli avversari restano, perchè ormai adusi ad attendere sul greto del fiume.<br />
Dice: vado avanti&#8230; e non si accorge di essere sull&#8217;orlo del precipizio e di trascinarsi appresso quel pochissimo che resta della nazione, ormai ridotta a raschiare il fondo del barile, svalutata a livello internazionale come mai era accaduto prima, con la sola robusta alleanza di&#8230;Gheddafi.<br />
E&#8217; diventato un anti-re-Mida&#8230; tutto ciò che tocca, o anche solamente sfiora, va a finire a puttane; i fedelissimi si guardano intorno atterriti e immaginano movimenti nazional-popolari a sostegno dell&#8217;imprenditore sull&#8217;orlo del collasso, confondendo il privato con il pubblico, a dimostrazione che da 15 anni privato e pubblico sono stati amministrati dalla medesima persona, con il medesimo intento personalistico. Anche la sorte del Milan è stata trascinata nel baratro del fallimento, in attesa che l&#8217;amico-socio-alleato Gheddafi acquisti l&#8217;equipe di calcio&#8230;ma con i quattrini dei contribuenti italiani; le due storie, del Milan e dell&#8217;Italia si somigliano troppo per non evidenziarne l&#8217;infausta sorte comune.<br />
I tempi delle smargiassate sono finiti per entrambi, ed entrambi sono avviati alla medesima sorte, mentre il cavaliere comunica: &#8220;vado avanti&#8221;, ma dove crede di andare ?<br />
Forse dal suo ex pupillo Kakà ?</p>
<p><img src="http://antoniomontanarinozzoli.blog.lastampa.it/.a/6a00d8345217d369e20120a51bba91970b-320wi" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p><strong>Le stalle</strong><br />
Marco Travaglio</p>
<p>Colui che più volte è stato capace di spergiurare sulla testa dei figli (poveretti) ha detto, ancora spergiurando: &#8220;Non sono ricattabile&#8221;!<br />
E allora, perché memoria non falla, ricordiamo che:<br />
Nel 1975 B subisce un attentato mafioso in una delle sue ville e non lo denuncia.<br />
Nel 1986, replay: stessa villa, stessa bomba; stavolta se ne accorgono i carabinieri; il Cavaliere, al telefono con Dell’Utri, parla di “segnale estorsivo” del suo ex “stalliere” Mangano e rivela di aver detto ai militari: “Se mi avesse telefonato, 30 milioni glieli davo!”.<br />
Nel 1988 confida all’amico immobiliarista Renato Della Valle: “Mi han fatto estorsioni in maniera brutta. Mi è capitato altre volte, dieci anni fa, e son tornati fuori. Mi han detto che, se entro una certa data non faccio una roba, mi consegnano la testa di mio figlio ed espongono il corpo in piazza Duomo. Se fossi sicuro di togliermi questa roba dalle palle, pagherei tranquillo, così non rompono più i coglioni”.<br />
Nel 1990 la Standa di Catania è bersagliata da attentati mafiosi, finché i dirigenti Bani pagano il pizzo (180 milioni di lire); ma la Fininvest nega tutto e non denuncia gli estorsori, nemmeno quando vengono arrestati e processati.<br />
Nel 2007 una gang di paparazzi minaccia di diffondere foto compromettenti di Barbara B: Papi cede al ricatto e paga 20 mila euro.</p>
<p><img src="http://www.gianfalco.it/wp-content/uploads/2009/11/crisifinita.jpg" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p><strong>Ellekappa</strong></p>
<p>Minzolini<br />
al tg1<br />
Mazza<br />
a rai 1<br />
il pluralismo<br />
dell’adulazione<br />
..<br />
<strong>Ma cos’è questa crisi?</strong></p>
<p><a href="http://">www.youtube.com/watch?v=A6lbIIQjIsU</a></p>
<p>..</p>
<p><img src="http://montanari.blogautore.repubblica.it/files/2009/02/altan.jpg" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p>..<br />
http://masadaweb.org</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MASADA n° 1026. 7-11-2009. Un paese alla deriva ]]></title>
<link>http://masadaweb.org/2009/11/07/masada-n%c2%b0-1026-7-11-2009-un-paese-alla-deriva/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 15:12:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
<guid>http://masadaweb.org/2009/11/07/masada-n%c2%b0-1026-7-11-2009-un-paese-alla-deriva/</guid>
<description><![CDATA[Bicamerale e bicameralina. L’inciucio ritorna – Moralità e moralismo – Omofobia, delitto federale – ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://www.capitanharlock.com/weblog/wp-content/uploads/2009/04/vauro-berlusconi_marchese_del_grillo.jpg" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p><strong>Bicamerale e bicameralina. L’inciucio ritorna – Moralità e moralismo – Omofobia, delitto federale – Assalto alla giustizia – Festa delle forze armate – La Svizzera contro l’export di armi &#8211;  Relazioni pericolose – Il lato osceno del potere – Dati su droga e prostitute &#8211; Lodi e lodini</strong></p>
<p>“<em>Negare l&#8217;evidenza non è mai stato sinonimo di verità, ma i fanatici lo fanno, senz&#8217;ombra di pudore</em>”.<br />
.<br />
“<em>Un Paese moralistico profondamente immorale</em>”<br />
Massimo Fini<br />
.<br />
<em>&#8220;Conosco parecchi furfanti che sono anche moralisti. Non ho mai conosciuto nessun moralista che non fosse anche un furfante</em>&#8221; (J. Renard)<br />
.<br />
&#8220;<em>Invidio i bigotti; possono essere carogne con animo sereno&#8221;</em><br />
(Charlton Heston nel film: &#8220;Il re delle isole&#8221;)<br />
..<br />
<strong>Karamazov</strong></p>
<p><em>La corruzione della moralità &#8211; oggi particolarmente in voga &#8211; si chiama moralismo. Il moralismo è la scelta unilaterale dei valori per avallare la propria visione delle cose. Normalmente gli uomini capiscono che, senza un certo ordine, non si può concepire la vita. Ma come definiscono quest&#8217;ordine? … mettono in fila un seguito di principi e di leggi, adempiendo i quali sono persuasi che l&#8217;ordine si crei. …“Bisogna fare così e così”. I farisei definivano l&#8217;ordine con un numero quasi infinito di leggi: da un certo punto di vista il fariseo è l&#8217;uomo affezionato all&#8217;ordine, il difensore della morale intesa come quell&#8217;ordine affermato e delineato.<br />
Il moralismo si traduce in due sintomi gravi. Il primo è, appunto, il fariseismo. Nessuno è più antievangelico di chi si considera onesto, perchè non ha più bisogno di Cristo. Il fariseo vive senza tensione, perchè stabilisce lui stesso la misura del giusto e la identifica con ciò che crede di poter fare. Come contraccolpo, egli usa la violenza contro chi non è come lui. Il secondo sintomo perciò è la facilità alla calunnia. Da un lato, dunque, giustificazione per se stessi. Dall&#8217;altro, odio e condanna del prossimo.</em></p>
<p><!--more--></p>
<p><strong>Ma perché B vuole tanto la separazione delle carriere?</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Non è solo un problema tecnico se la chiede da sempre.<br />
Si dice che è perché Pm e giudice fanno lavori diversi, ma non è vero. Il Pm riceve le denunce, raccoglie le prove aiutato dalla polizia, fa interrogatori ecc. Se si convince che l’indagato è colpevole va avanti, sennò archivia l’inchiesta. Nel 1° caso lo rimanda al giudice che decide se rinviarlo a giudizio o no. Anche il giudice esamina le prove, ne chiede altre, fa interrogatori e valuta se procedere o no. Le operazioni sono le stesse. Il Pm le compie nel suo ufficio. Il giudice nella sede processuale. In più, il giudice, al termine del processo, se le prove risultano valide, emette la sentenza.<br />
Non ci sono differenze.<br />
Il Pm se è convinto della colpevolezza, la sosterrà al processo a nome dello Stato, se arrivano prove che lo convincano dell’innocenza sosterrà l’innocenza. Cerca la verità e lo fa a nome dello Stato.<br />
Fanno lo stesso lavoro e dunque non c’è niente di strano se alcuni Pm diventino giudici.<br />
Alcuni dicono che, se Pm e giudice appartengono alla stessa carriera, possono essere più amici di quanto il giudice lo sia con un avvocato, ma non è vero nemmeno questo, perché tra loro c’è anche rivalità. Il giudice Bruno Tinti dice che nella sua carriera ha combattuto più coi giudici che con gli avvocati. Perché non separare allora anche giudici di 1°grado e di Cassazione?<br />
Vediamo i veri motivi dell’accanimento di B. Il Pdl è il partito degli avvocati, il Pd dei giudici. B ha travasato in politico tutto il suo amplissimo parco avvocati. Accade invece che molti magistrati che lasciano la carriera vadano all’opposizione. Separare le carriere vuol dire limitare i poteri del Pm di trovare la verità e B non vuole che questi indaghi a 360°, agisca d’ufficio o cerchi la verità. Vuole due avvocati alla pari, dell’accusa e della difesa, all’americana.<br />
Ma un avvocato non è uno che cerca la verità, è uno che difende un cliente. Se vuole dimostrare che è innocente, le prove della sua colpa le scarterà. Purtroppo in USA funziona così. C’è il Pm (Procuratore Distrettuale) e una giuria di incompetenti che decide in base a sensazioni, che si trova davanti due avvocati, uno per l’accusa e uno per la difesa, ed è convinta dal più bravo (e più pagato). Ma gli avvocati sostengono tesi, non cercano la verità. E B ha il partito degli avvocati, può pagare i migliori, odia i giudici e vuole portarli al rango di avvocati.<br />
In USA le carceri sono piene di innocenti e non ci sono i 3 gradi di appello. Il povero che non può permettersi un avvocato bravo soccombe. I poveri devono pagare chi cerca le prove della loro innocenza; se non possono farlo, nessuno lo aiuta. Il difensore d’ufficio spesso è un incapace o un cialtrone. E accade che siano condannati non in quanto innocenti, ma in quanto poveri.<br />
B vuole un avvocato che sostiene l’accusa e uno che sostiene la difesa, non vuole un Pm indipendente dalle parti ma due avvocati di parte che  difendono clienti, e vuole che vinca il più abile che sarà inevitabilmente il più pagato.<br />
Oggi in Italia abbiamo già troppe istituzioni che dovrebbero difendere il cittadino e difendono invece gli interessi del premier.  Per es. l’Avvocatura dello Stato ha difeso il Lodo Alfano davanti alla Consulta dicendo “ Il Lodo Alfano deve passare sennò B deve dimettersi e sarà un danno per il paese!”<br />
Creare due avvocati alla pari assolverebbe tutti i ricchi, specie uno come B. I processi ai ricchi diventerebbero tutti politici e finirebbero in tante assoluzioni e non ci sarebbe nulla di più iniquo, sancendo ancora di più quella deriva verso un potere plutocratico, cioè dei più ricchi, che vogliono leggi e giustizia a proprio vantaggio, contro il bene collettivo.<br />
In Francia funziona così, la Magistratura e non solo la Polizia è agli ordini del Ministro dell’Interno, e ci sono Pm che si dimettono per non seguire chiari ordini politici di assoluzione di colpevoli o condanna di innocenti per ordine del Governo.<br />
Con B gli abusi sarebbero sicuri e salterebbe qualunque processo passato o futuro che lo riguarda. Già adesso sta tentando per legge di far confluire a Roma i processi delle prime 4 cariche dello Stato, ben sapendo che i giudici romani sono già acquistati o acquistabili.<br />
Ma in una democrazia sana il principio fondamentale della separazione dei poteri va difeso. E che D’Alema nella bicamerale abbia tentato di eliminarlo d’accordo con B è infame. Ora tutto ricomincia. D’Alema tira di nuovo le fila e B ci riprova, distorcendo la nostra Costituzione che è una delle migliori del mondo.<br />
La giustizia italiana non è allo sfascio perché non c’è la separazione delle carriere, ma perché hanno cambiato le leggi in modo da bloccare i processi e liberare i colpevoli.<br />
…<br />
<strong>Replica a questo articolo da bellaciao.org</strong><br />
Michele</p>
<p>A mio parere la separazione delle carriere è vista solo in funzione di una irregimentazione dei PM (come in Francia) in maniera da usare il potere giudiziario in funzione politica per colpire gli avversari (come B sta facendo con giornali e televisioni) e perseguire solo i &#8220;ladri di polli&#8221; (magari marocchini o zingari), tacendo dei reati finanziari o contro la pubblica amministrazione.<br />
E’ chiaro infatti che, anche avendo una magistratura autonoma, se i reati non arrivano alla sua attenzione non vi saranno sentenze. Quindi non credo che con la separazione delle carriere si miri a diminuire i poteri di indagine dei PM ma, al contrario, di aumentarli. In pratica B. vuole una superpolizia al servizio del governo (cioè lui) non del cittadino.<br />
Per quanto riguarda il sistema americano si vede che non lo conosci molto bene in quanto non è vero che gli appelli sono meno di tre ma, tra corti, distrettuali, statali, federali e Suprema Corte gli appelli sono in pratica infiniti e ci sono casi di persone con casi anomali che ne hanno fatto più di venti con risultati ambigui ed altalenanti.<br />
Questo senza contare che si può fare ricorso direttamente al Governatore ed al Presidente al termine della trafila giudiziaria ma ci vogliono i soldi, tantissimi soldi. Non è poi vero che la causa viene decisa da una giuria di incompetenti in quanto i casi che vanno ad una giuria sono un’infima minoranza dei casi (nonostante nei film sembri il contrario).<br />
Piuttosto i problemi del sistema americano sono altri: oltre al fatto dei costi enormi per chi vuole avvocati bravi o almeno decenti, c’è la mancanza di aule giudiziarie per cui molti processi vengono tenuti in camere di albergo fittate a giornata, il fatto che gli avvocati d’ufficio sono pessimi (alcuni si addormentano in udienza e non conoscono quasi mai la causa), i giudici sono nella maggioranza degli Stati di nomina politica per cui vengono scelti tra la cerchia dei finanziatori o amici del governatore (ci sono moltissimi magistrati laureati in filosofia o storia e persino in medicina) con conoscenza assai approssimative della legge.<br />
Poi è chiaro che le cose siano un pò diverse da Stato a Stato ma in generale il sistema fa acqua un po’ da tutte le parti e gli stessi avvocati americani se ne lamentano tanto.<br />
..<br />
Caro Michele, non ho fatto che semplificare e riassumere l’argomentazione del Giudice Bruno Tinti, Procuratore aggiunto presso la Procura di Torino, autore del famoso &#8220;Toghe rotte&#8221;. Puoi leggere da te uno dei suoi articoli <a href="http://togherotte.ilcannocchiale.it/post/2338959.html">togherotte.ilcannocchiale.it/post/2338959.html</a>. Credo che lui ne sappia più di me e di te.<br />
cari saluti<br />
viviana<br />
..<br />
<strong>Michele</strong></p>
<p>Quella del giudice Tinti, se pur autorevole, è pur sempre un’opinione e comunque non mi sembra che siamo in totale disaccordo.<br />
Entrambi riteniamo la separazione delle carriere una disgrazia per il funzionamento della giustizia, già martoriata da una continua opera di delegittimazione, e della democrazia stessa che si basa su di una separazione dei poteri.<br />
Lui vede uno svuotamento delle funzioni ed io un potenziamento ma entrambi vediamo il pericolo di una subordinazione della funzione inquisitrice alle ubbie del potere politico.<br />
Sul processo americano è stato molto generico ma su una cosa ha perfettamente ragione: è una giustizia da ricchi. Negli S.U. un avvocato appena appena decente prende 100- 150 dollari l’ora (ma ce ne sono da 2000 dollari l’ora) e non ti puoi mettere a discutere se lui afferma che dalla tale ora alla tal’altra ora ha pensato intensamente a te e solo a te per cui devi pagare la fattura senza discussioni.<br />
Il sistema giudiziario poi è semplicemente pazzesco tra decine di corti in competizione spesso senza una competenza territoriale o per materia specifica per cui districarsi è abbastanza difficile. I loro giudizi poi spesso non si basano sulla legge ma sui precedenti giudiziari secondo il sistema della common law tipicamente anglosassone per cui in udienza alle volte si citano precedenti di 30 o 40 anni prima (e questa è una delle ragioni per cui non si ritiene necessario essere laureati in legge per fare il giudice).<br />
Certo ci sono gli avvocati di ufficio come in tutti i paesi civili ma spesso sono dei neolaureati in legge che vogliono fare un po’ di pratica ed oltre che demotivati sono spesso incompetenti come dimostrano centinaia e centinaia di cause sottoposte a revisione da avvocati che lavorano per organizzazioni per i diritti civili. Comunque non è in discussione il sistema americano per cui mi sembra inutile dilungarci.<br />
Posso solo dirti che ho partecipato a vari congressi in America e la risposta tipica degli avvocati americani quando gli chiedi del loro sistema è: CRAAAZYYY!<br />
..<br />
<strong>Carceri e colletti bianchi</strong><br />
Viviana</p>
<p>Un terzo delle persone in carcere sono tossici, un terzo extracomunitari, un terzo sono in carcere per reati comuni.<br />
Non c&#8217;è un solo politico. Non ci sono colletti bianchi.<br />
Per Stefano Cucchi non si permise che i famigliari lo vedessero, per i pochi giorni di Previti fu una processione di politici amici, il direttore del carcere gli fece un menù speciale e fu attivata sky per lui.<br />
In un anno si sono uccisi 61 carcerati e 3 guardie carcerarie.<br />
..<br />
<em>Un tempo in Italia si marciava al passo dell&#8217;oca, ora si marcia al passo del gambero.</em><br />
Mariapia<br />
..<br />
<strong>Omofobia delitto federale. Obama firma la legge</strong></p>
<p>Obama ha firmato una legge che definisce delitto federale qualsiasi attacco contro una persona solo per il suo orientamento sessuale o la sua identità sessuale.<br />
La legge è stata dedicata a Matthew Shephard, un giovane gay del Wyoming morto dopo essere stato rapito e quindi riempito di botte nel 1998, e a James Byrd, un giovane nero texano che subì la stessa sorte lo stesso anno.<br />
«Dopo oltre un decennio di opposizioni e di ritardi – ha detto Obama – abbiamo approvato una legge sui delitti legati all’odio per contribuire a proteggere i nostri cittadini dalla violenza basata sull’aspetto, i loro amori, il loro modo di pregare o semplicemente chi sono».<br />
Secondo il ministro della Giustizia Eric Holder, il provvedimento rappresenta «la nuova grande legislazione sui diritti civili». Ufficialmente sono circa 12mila i delitti legati all’orientamento sessuale in questi ultimi dieci anni, e secondo Obama la nuova legge rappresenta un passo avanti nella lotta per la difesa dei diritti umani.<br />
Il predecessore di Obama, George W. Bush, aveva minacciato di veto qualsiasi iniziativa legislativa di questo tipo, che non piace agli ambienti religiosi più conservatori. C’è il timore infatti che la legge possa essere sfruttata per condannare chi pronuncia discorsi contrari all’aborto o all’omosessualità.</p>
<p><a href="http://www.unita.it/news/mondo/90498/omofobia_delitto_federale_obama_firma_la_legge">www.unita.it/news/mondo/90498/omofobia_delitto_federale_obama_firma_la_legge</a><br />
.<br />
<em>A livello di investimenti ambientali l’Italia è pari al Pakistan. Complimenti!</em><br />
..<br />
<strong>Bicamerale e bicameralina</strong><br />
Viviana Vivarelli</p>
<p>Il 24 gennaio 1997, D’Alema, in condizioni di inferiorità ma supponente di natura, decise di fare un infame patto con B, per smantellare la Costituzione, insieme ai centristi, Fi, An, e, in seguito, la Lega. Il patto stipulato a casa Letta fu detto Patto della crostata. Presidente della Commissione costituzionale era D’Alema, vicepresidenti Elia, Urbani e Tatarella. Il tentativo di rovesciamento costituzionale fu perpetrato per un anno.<br />
Il 1° gennaio del 98 B chiese cancellierato e proporzionale. Il 27 maggio rovesciò il tavolo.<br />
Il giudice Gherardo Colombo definì la bicamerale “figlia di un ricatto”. In seguito Violante chiarì che una delle merci di questo ricatto era stata la cessione a B delle frequenze in quanto &#8220;era stata data piena garanzia a B a Letta che non sarebbero state toccate le tv&#8221;. Questo turpe regalo rimase.<br />
Oggi D’Alema ventila una nuova ‘bicameralina’, come se non fosse accaduto tutto quello che ha accaduto e facendosi forte dell’elezione di Bersani. Inutilmente durante la campagna elettorale Marino e Franceschini hanno messo in guardia gli elettori del  Pd da scegliere uno che è nella corrente di D’Alema e che avrebbe avuto gli ordini di D’Alema dietro la testa.<br />
L’inciucio di D’Alema resta un atto gravissimo nella storia della Repubblica. Tentare dei patti con B era e resta folle.<br />
Di questa follia la riforma della Magistratura fu il pezzo forte insieme al tentativo di smantellare la Repubblica Parlamentare per accentrare i poteri sul Presidente del Consiglio, in una pericolosa assenza di qualunque contrappeso forte.<br />
Oggi B, incalzato dai suoi processi e sotto lo smacco del rifiuto del Lodo Alfano,  rilancia la bicamerale 2 e D’Alema torna a essere il suo interlocutore preferito. L’infamia continua.<br />
Col suo aiuto B intende accorciare di un quarto i tempi di prescrizione per i processi precedenti il 2006, così da bloccare il processo Mills assieme a qualche altro migliaio di processi italiani, tenta di fare una legge per trasferire ai compiacenti magistrati di Roma i suoi processi, tenta di fare una riforma della Giustizia che ponga una volta per sempre la Magistratura sotto il suo comando politico.<br />
La bicamerale 1 andava pericolosamente vicino alla separazione delle carriere e alla spaccatura del Csm in due sezioni. Ora questo cammino inquietante riprende.<br />
Ogni volta che B ha patteggiato con D’Alema, D’Alema è stato giocato, ma la sua presunzione e quella dei suoi cloni lo porta a credere costantemente di essere lui che riesce a giocare B. Alla fine risultano due compari uniti in un micidiale gioco di distruzione del corpo costituzionale e di svuotamento dei poteri dello Stato per un accentramento nelle mani di un solo despota, per un regime presidenziale forte a diretta elezione popolare del premier senza contrappesi di sorta, uno Stato monocratico assoluto in cui il federalismo sopravviverà come un vestito senza contenuto finanziario.<br />
La storia non insegna nulla a D’Alema e i suoi sostenitori sembrano essere ciechi e sordi di fronte alla realtà, fissi in una difesa insensata di un uomo molto pericoloso per la Repubblica e molto ambizioso, che finora ha prodotto solo la costante disfatta dell’opposizione.<br />
Non occorre voler fare i duri e i puri per vedere chiaro come la luce del sole che il primo che è andato in tasca ai lavoratori è stato proprio D&#8217;Alema. Io sono una no global, una specie a parte rispetto ai comunisti duri e puri, ma spesso mi sono sentita vicina ai loro ideali e lontanissima, proprio lontanissima, dalle scalate velleitarie e dai verticismi assolutistici di un D&#8217;Alema, il cui livello democratico vale tanto poco che lo stesso Asor Rosa parlò di un D&#8217;Alema che riassumeva in sé tutto il partito, eliminandone la base, e, quando la Comunità Europea tentò di introdurre la Direttiva Bolkestein che permetteva a un datore di lavoro di applicare con qualche marchingegno i diritti e i salari minimi esistenti in tutta Europa, calpestando lo statuto dei lavoratori e nullificando la presenza dei sindacati, io non ho sentito una sola parola da parte di un D&#8217;Alema, che invece apriva ad un precariato selvaggio distruggendo meriti, diritti e tutele dei lavoratori. A quel tempo la cosiddetta sinistra moderata tenne un rigoroso silenzio sulla faccenda, evitando con cura qualsiasi informazione ai suoi elettori, e le uniche voci che sentii, come le uniche che sentii nella campagna di pace pre-Afghanistan, furono quelle della CGIL e io non ho mai confuso la CGIL, a cui va tutto il mio rispetto, con le manovre e i tatticismi di basso livello di D&#8217;Alema e soci. Nella CGIl vigono criteri democratici. Nelle mire di D&#8217;Alema no. Di qui le sue affinità con B.<br />
Oggi non è dato sapere, col Trattato di Lisbona che sancisce in modo truculento un neoliberismo per altri versi fallimentare, che ne sarebbe di quelle conquiste civili e sociali che i lavoratori ottennero con fatica e sangue in tanti decenni di lotta, ma, se le loro sorti fossero affidate alle ambizioni di un D&#8217;Alema, non spenderei due soldi per la loro salvaguardia.<br />
Dunque ci risiamo con la bicameralina e tornano le parole che scriveva Rossana Rossanda nel 98: “Più deplorevole ancora il sospetto che a Berlusconi premesse solo assicurarsi un&#8217;impunità sia attraverso la rispettabile immagine di costituente sia modificando i poteri delle procure. Ben umiliante per D&#8217;Alema. Avrebbero riscritto le regole fondamentali della repubblica con un signore così inguaiato e così poco affidabile? A repubblica di Weimar agonizzante si sarebbe dovuto proporre una costituente a Hitler, che ne aveva di più. B non è Hitler, non per questo ha le fattezze d&#8217;un decente padre della patria. Bisognerà pure che una democrazia si regga su qualcosa che va oltre i numeri. C&#8217;è un altro principio che non si aggira senza danno. Esso riguarda il rapporto fra stato e chiesa o chiese. Una democrazia compiuta le riconosce tutte, non ne fa sua né ne alimenta nessuna. Che abbiano ricominciato ad avanzare, dimostra che questo papato tende a sfondare la divisione libera chiesa in libero stato. E che intendono imperversare dovunque le leggi intersecano una qualche dimensione etica della persona o della convivenza, cioè, fuori di qualche procedura tecnica, quasi tutto. Ora si può essere allergici al tema dei valori, ma è certo che sulla base di pochi ma sicuri valori poggia una qualsiasi convivenza comune o progetto di cambiamento &#8211; se Marx non avesse creduto che gli uomini nascono liberi e uguali, che è un giudizio esclusivamente di valore, non lo avrebbe scaldato gran ché il fatto che diventassero merci&#8221;.</p>
<p>I punti essenziale della riforma della giustizia perpetrata dalla commissione presieduta da D’Alema nel 98 erano: separazione delle funzioni per pm e giudici; due sezioni diverse del Csm, una Corte disciplinare diversa dal Csm; aumento del numero dei membri laici del Consiglio; scelte di politica criminale fissate ogni anno dal Parlamento per evitare discrezionalità delle singole Procure.<br />
Sono i punti che Berlusconi desidera oggi sopra ogni altra cosa e che distruggerebbero per sempre ogni traccia di democrazia nel nostro paese. Chi difenda a spada tratta un D’Alema che ha tentato questo, e per di più insulti chi si oppone a questo infame piano di smantellamento della democrazia prova solo quanto siamo caduti in basso.<br />
Dopo 12 anni da quell’infame inciucio, la vittoria del dalemiano Bersani riporta tutto avanti, come se nulla fosse, come se B non avesse fatto qualcosa di diverso dallo smantellare progressivamente lo Stato democratico secondo i piani di Licio Gelli. Vien quasi da pensare che anche D’Alema faccia parte di quel piano.<br />
B intende riformare il codice processuale e penale in modo da liberarsi da tutte le sue pendenze giudiziarie e rendersi improcessabile e impunibile con la completa paralisi della Magistratura.<br />
A questo piano diabolico D’Alema, oggi come ieri, dà il suo malefico appoggio.<br />
Si può anche insultare chi si oppone a quanto accade, la verità e la giustizia non potranno mai essere conquistare a suon di insulti e questi provano che i fanatici di opposto schieramento usano allo stesso modo insulti simili.<br />
Oggi B dichiara sfacciatamente che la riforma della giustizia sarà portata avanti anche senza il concorso dell’opposizione.<br />
Cosa si vuole di più per capire dove si sta andando? Chi vuole un nuovo fascismo lo dica apertamente e vada a militare nelle file del Pdl che è il suo giusto posto!<br />
..<br />
<strong>Assalto alla giustizia</strong><br />
De Magistris</p>
<p>Non possiamo aspettarci nulla di positivo dalla cosiddetta riforma della giustizia che non è altro che il desiderio di piegare &#8211; da parte di chi dovrebbe invece perseguire il bene pubblico &#8211; una delle più importanti funzioni statuali ad interessi di parte. Il potere politico controriformatore non ha a cuore il servizio Giustizia; non vuole la tutela dei diritti ed il rispetto delle garanzie per tutti. Non ha come obiettivo la celerità dei procedimenti e la certezza del diritto (men che mai della pena, osannando la prescrizione per i colletti bianchi e gli amici degli amici)<br />
Lo sciopero delle toghe è nell&#8217;aria<br />
I poteri forti &#8211; in primis la casta politica del malaffare &#8211; non tollerano il controllo di legalità esercitato dalla magistratura in ossequio agli articoli 3 e 112 della Costituzione che sanciscono l&#8217;uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e l&#8217;obbligatorietà dell&#8217;azione penale.<br />
L&#8217;esercizio della giurisdizione è tollerato, anzi preteso, se riguarda la cosiddetta criminalità comune (da perseguire sia ben chiaro): in quel caso forca e manette sono i rigurgiti della pancia non solo di una parte della popolazione drogata dalla campagna propagandistica sulla &#8220;tolleranza zero&#8221;, ma della stessa borghesia opulenta. La borghesia &#8211; quella mafiosa ovviamente (quella che ha i colletti bianchi, ma la coscienza intrisa di macchie indelebili) &#8211; non tollera, invece, la magistratura autonoma ed indipendente che indaga sulle deviazioni del potere, sulla corruzione, sulle collusioni tra mafie e politica, sul riciclaggio del denaro sporco, sui poteri occulti che, di fatto, governano, in parte, la cosa pubblica nel nostro Paese. Ed è per tale motivo che non possiamo aspettarci nulla di positivo dalla cosiddetta riforma della giustizia che non è altro che il desiderio di piegare &#8211; da parte di chi dovrebbe perseguire il bene pubblico &#8211; una delle più importanti funzioni statuali ad interessi di parte. Il potere politico controriformatore non ha a cuore il servizio Giustizia; non vuole la tutela dei diritti ed il rispetto delle garanzie per tutti. Non ha come obiettivo la celerità dei procedimenti e la certezza del diritto (men che mai della pena, osannando la prescrizione per i colletti bianchi e gli amici degli amici).<br />
Qualche esempio. La cancellazione di fatto delle intercettazioni avviene con norme criminogene che consolideranno le varie forme di criminalità ed impediranno ai giornalisti liberi ed indipendenti di esercitare il diritto di cronaca costituzionalmente tutelato. La privatizzazione della sicurezza, attraverso le ronde, è il peggio che potesse produrre un Governo che abbia a cuore l&#8217;incolumità dei cittadini: delegittima le forze dell&#8217;ordine ed istituzionalizza, in talune aree, il controllo del territorio da parte della criminalità organizzata. Del resto, questo Governo, profondamente autoritario, subisce anche la pressione xenofoba della Lega Nord che guida pure il Ministero dell&#8217;Interno. L&#8217;assenza del contrasto al crimine organizzato soprattutto dei colletti bianchi &#8211; anche attraverso il riciclaggio di Stato dello scudo fiscale ed il pressing contro i magistrati onesti che ancora non piegano la schiena &#8211; è la testimonianza che questa maggioranza mette in atto un&#8217;azione politica che rafforza il ruolo delle mafie all&#8217;interno delle Istituzioni, dell&#8217;economia e della finanza, nel nostro Paese come all&#8217;estero.<br />
L&#8217;obiettivo principale dei poteri forti &#8211; di chiara ispirazione piduista &#8211; è quello di eliminare l&#8217;indipendenza del pubblico ministero, oppure ridurla in modo drastico, nella giusta misura in cui sia solo il braccio togato dei desiderata di un potere che vuole il maglio della giustizia impietosa solo nei confronti degli scarti sociali e dei residui di una società sempre più diseguale, da buttare, poi, nelle discariche umane delle carceri. Come si sta raggiungendo tale obiettivo. In primo luogo, i poteri forti stanno operando, da tempo, anche in modo occulto, dall&#8217;interno della magistratura, attraverso una sempre maggiore vicinanza di parte dei magistrati al potere politico. In secondo luogo, con l&#8217;avallo anche di settori non residuali della magistratura, gerarchizzando sempre di più l&#8217;ordine giudiziario ed intimidendo i magistrati liberi &#8211; soprattutto quelli non proni alla degenerazione carrieristica lottizzatoria del correntismo &#8211; con uso indebito del potere disciplinare che è tornato ad essere quello degli anni ‘50 e &#8216;60 del secolo scorso: la conformazione dell&#8217;azione della magistratura (auspicando anche, indebitamente, scelte di opportunità che il magistrato dovrebbe fare quando si trova di fronte taluni potenti) in piena sintonia con l&#8217;affermazione del magistrato burocrate e conformista che interpreta il diritto in modo gradito al potere ed in maniera tale da non disturbare i manovratori di turno. La maggioranza &#8211; in attesa della riforma costituzionale che il dittatore di Arcore vuole imporre per sottomettere il PM direttamente all&#8217;esecutivo &#8211; ha deciso di violare ancora una volta la Costituzione attraverso legislazione ordinaria, perseverando nell&#8217;uso illegittimo del diritto, così come già fatto, ad esempio, con il Lodo Alfano del Ministro dell&#8217;(in)giustizia. In che modo. Il codice di procedura penale prevede che il pubblico ministero è il dominus delle indagini preliminari e che &#8211; come necessario corollario dei principi costituzionali di indipendenza dell&#8217;ordine giudiziario, uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge ed obbligatorietà dell&#8217;azione penale &#8211; può, quindi, prendere anche di propria iniziativa le notizie di reato. Il Governo vuole &#8211; con qualche ammiccamento negli ambienti del centro-sinistra che hanno forse nostalgia del clima di quella bicamerale che voleva stravolgere la Costituzione Repubblicana &#8211; che la magistratura inquirente possa indagare solo su segnalazione della polizia giudiziaria che, come noto, dipende dal potere esecutivo. Con l&#8217;addio anche alla cultura della giurisdizione della magistratura e con uno scivolamento sempre più costante dal Rechtstaat al Polizeistaat.<br />
Il controllo della magistratura e dell&#8217;informazione sono due traguardi da raggiungere al più presto per il regime nazionalpopulista per soggiogare la democrazia in Italia. Lo smantellamento di questi due pilastri dello Stato di diritto si deve accompagnare ad un assetto sempre più concentrato e verticistico dei poteri dello Stato, annichilendo tutti i balance of powers, prevedendo l&#8217;elezione diretta del Capo dello Stato, padrone di tutto ed al di sopra della legge: controllore dei mezzi di informazione, capo del popolo narcotizzato dalla propaganda, capo di un Consiglio Superiore della Magistratura ancor più politicizzato di quanto non lo sia ora, con una Corte Costituzionale che si vuole cortigiana, capo delle forze armate che debbono essere sempre più plasmate simbolicamente nelle strade più in delle nostre città, capo dei poteri forti, mandante di quei servi che hanno il compito di massacrare umanamente e professionalmente gli oppositori del regime, ed, infine, ma non da ultimo, Capo di tutti i Capi.<br />
..<br />
<strong>Lettera aperta a Pierluigi Bersani</strong><br />
Rosario Amico Roxas</p>
<p>Rutelli ha lasciato il PD sostenendo di uscire da un partito che non è mai “partito”; basta questa affermazione per definire il personaggio molto più esigente di quanto non sia capace; mutuando la logica del cavaliere Rutelli è “molto più esigente che capace”.<br />
Non è una gran perdita, se serve a create unità di intenti all’interno del PD, non certo secondo la logica del pensiero unico, bensì secondo l’esigenza di unità di intenti.<br />
La separazione dei poteri tra laico e confessionale è un valore irreversibile; gli eletti da popolo devono obbedienza alla Costituzione e al sistema democratico che ha permesso la loro elezione, non ci possono essere compromessi o mezze misure, la lotta per le investiture è finita da oltre 800 anni; ciò significa che sarebbe bene che altri seguano l’esempio di Rutelli ed escano di loro volontà, prima che sia la base del PD a pronunciarsi.<br />
E’ chiaro che il PD deve elaborare una strategia operativa capace di offrire alla nazione una alternativa credibile, perché “in regno coecorum monoculus rex”, mentre l’intera nazione ne paga il fio; la credibilità, in democrazia, transita attraverso i numeri che vengono espressi, così nel frazionamento attuale (vera salvaguardia democratica contro il bipartitismo autoritario) necessita trovare con altre forze politiche il comune con-divisore in grado di coagulare una diversa maggioranza sulla base di progetti, ipotesi di lavoro e programmi, a breve, medio e lungo termine, tralasciando la politica dei sondaggi che ha vituperato la vita politica riducendola ad un “do ut des” tra potere e questuanti.<br />
Vorrei mettere bene in chiaro l’impressione che ha suggerito la svolta di Rutelli; non ha cambiato partito aderendo all’UDC, è andato con Casini, che non è l’UDC, perchè nel PD non si ritrovava più alcun sostegno che lo reggesse in piedi, rischiando di tornare al “pane e cicoria” da lui tanto aborrito.  Per questo ritengo, insieme a quelli che mi leggono e condividono, che un dialogo con l’UDC sia oggi indispensabile per trovare i valori e gli elementi necessari per capovolgere l’attuale disastrosa situazione. Ma insisto con l’UDC, nella sua globalità, non limitatamente al suo segretario, che brilla per indecisione di fondo, in quanto ritiene di poter gestire un ruolo di equilibrio tra elementi assolutamente squilibrati:</p>
<p>•         Lotta alla mafia…. con posto al senato per Totò Cuffaro.<br />
•         Laicità della politica…. con posto al parlamento europeo per Magdi Allam.<br />
•         Coerenza nell’attività politica…. con caloroso abbraccio al transfuga  Rutelli.</p>
<p>Ci sono altri svarioni che è meglio non sottolineare, perché allora diventerebbe impossibile qualsiasi incontro, specie se a dominare la scena dovesse essere Casini in esclusiva.<br />
Bruno Tabacci dice:<br />
«L’Unione di centro (che unisce noi, Casini, i popolari di De Mita e i liberal di Adornato), è stato una grande esperienza politica ma non può riassumere da solo tutte le potenzialità del centro. Non basta più. Ora si deve intercettare quello spazio al centro che il nuovo posizionamento del Pd libera. Mentre Bersani può dialogare con Vendola e mettere su un altro piano il rapporto con Di Pietro, le energie centriste devono trovare collocazione in un nuovo soggetto».<br />
Con queste affermazioni Tabacci si pone come l’interlocutore, decisivo e senza tentennamenti di comodo, senza titubanze di mestiere, ma con la chiarezza del politico per vocazione, anche perché la sua elezione non ha liberato, svuotandolo di contenuti, un qualsiasi spazio al centro, perché non c’è alcuno sbandamento a sinistra, quanto, piuttosto, una diversa apertura alle istanze sociali che sono le più penalizzate dell’intero pianeta occidentale.<br />
Non si è aperta una partita a scacchi dove all’attacco di torre si risponde con la trasversalità dell’alfiere; i posizionamenti che non tengono nel doveroso conto le esigenze prioritarie del paese, lasciano il tempo che trovano e stimolano, piuttosto, il disinteresse generale.<br />
Il mondo del lavoro deve recuperare la sua priorità a fronte della finanza, e questa non è politica di sx o di centro (certamente non è politica di questa dx che ha stracciato lo “Stato sociale” propugnato da Almirante nel congresso di Genova) è la politica per una “scelta umanistica” che riporti alla centralità dell’uomo, del suo lavoro, del suo stesso essere, alternativo all’apparire che si è imposto con l’inganno.</p>
<p>Alla domanda di concorrenza al centro, ancora, Tabacci risponde:<br />
«Vedo più una spinta a trovare convergenze e ridefinire il sistema politico. Bisogna che Casini sia capace di apertura e disponibilità verso Rutelli e verso  i mondi che guardano all’opzione centrista in modo interessato».<br />
In questa risposta, molto sibillina, come nello stile di Tabacci, leggo una puntualizzazione su Rutelli che non è detta, ma lascia trapelare il metodo “intelligenti pauca”; come dire a Casini: “Hai voluto la bicicletta….ora pedala!”.  L’opzione centrista, propugnata da Tabacci deve innanzitutto tagliare nettamente i ponti con le derive personalistiche e autoritaristiche, senza i ventilati compromessi di collusione in talune regioni, “valutate di volta in volta”: Casini non ha ancora capito che se porge una mano al cavaliere lui la cannibalizza senza tentennamenti. Tabacci questo lo sa !</p>
<p>Anche con Di Pietro il dialogo resta possibile (ed è il dialogo che terrorizza il cavaliere, per questo lo demonizza) purchè vengano smorzati i toni, recuperando una cultura di governo che deve costruire certezze e non solamente demolire le altrui storture.<br />
Anche talune istanze della sx possono rientrare nella scelta umanistica, ma non certo alla ricerca dello scopo “Anche i ricchi piangono”, bensì per far tornare il sorriso a chi lo ha perso insieme al lavoro e alla speranza.<br />
..<br />
<strong>Festa delle forze armate</strong><br />
Doriana Goracci</p>
<p>Immagina di fare la guerra per fare la pace, immagina di fare l’amore per avere la verginità, immagina che il cielo è sempre più blu, immagina un 4 novembre al ritmo di rosso di tango, immagina che ridono tragicamente dei morti, quelli tuoi , quelli nostri, quelli loro.<br />
Immagina… chi  Infesta, chi NON  è in Festa in questa Giornata delle Forze Armate.</p>
<p>COMUNICATO STAMPA del Patto Permanente contro la Guerra</p>
<p>MERCOLEDI 4 NOVEMBRE GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE CONTRO LA GUERRA, PER IL RITIRO DELLE TRUPPE DALL’AFGHANISTAN E IL TAGLIO DELLE SPESE MILITARI.<br />
INIZIATIVE si svolgeranno a TORINO, GENOVA, NOVARA, VICENZA, TRIESTE, BOLOGNA, FIRENZE, PISA, LIVORNO, ROMA, TARANTO, NAPOLI, CATANIA.<br />
A ROMA, DALLE ORE 15.00 ALLE 19 INIZIATIVA A PIAZZA NAVONA<br />
CON PRESIDIO INFORMATIVO, COMIZI VOLANTI, VOLANTINAGGIO, MOSTRE<br />
MUSICA E PAROLE<br />
(partecipano Un ponte per…, Statunitensi per la pace e la giustizia, le reti Disarmiamoli e Semprecontrolaguerra e le organizzazioni del Patto permanente controlaguerra)<br />
Il consiglio dei ministri ha appena votato il rifinanziamento delle missioni militari all’estero compresa quella dell’Afghanistan, e il ministro della guerra La Russa prevede che le truppe italiane resteranno in Afghanistan per altri 5 anni.<br />
A 8 anni dall’inizio dei bombardamenti su Kabul, la resistenza all’occupazione si è notevolmente rafforzata mettendo in crisi gli obiettivi politici e militari della Nato e delle potenze occidentali alleate degli Usa. Le recenti elezioni presidenziali si sono rivelate una farsa con un milione di schede annullate su 5 milioni di votanti, e la commedia del voto continuerà con il ballottaggio tra Karzai e Abdullah fissato per il 7 novembre prossimo.<br />
Intanto sono circa 40.000 i morti civili che nessuno commemora, e dal 2001 ad oggi c’è stata una progressiva crescita, anno dopo anno, dei soldati stranieri morti.<br />
Nell’opinione pubblica internazionale è cresciuta la convinzione che la cosa giusta da fare è porre fine alla guerra.<br />
Il 4 Novembre – festa delle forze armate e della retorica militarista – giornata di mobilitazione nazionale per il ritiro delle truppe dall’Afghanistan, il taglio delle spese militari, per non dimenticare le centinaia di migliaia di civili ignoti morti in Afghanistan, Iraq, Palestina, effetti non collaterali della guerra di cui siamo complici.<br />
Patto Permanente contro la Guerra<br />
info: Roberto Luchetti (3381028120); Nella Ginatempo (3772110687)</p>
<p>All’Ordine del giorno:<br />
a) Rammentare al Governo che a tutti i militari caduti in tempo di pace venga riconosciuta la dignità di esseri umani, nonché la dignità di soldati di uno Stato libero, civile e democratico.<br />
b) Che anche i familiari di tutti i militari caduti in servizio Istituzionale sono cittadini a pari merito, e con pari riconoscimenti.<br />
c) Che si dia seguito alle 2 Proposte di Legge risarcitorie, una del Senatore Ramponi (PdL) e una della Senatrice Pinotti (PD).<br />
d) Che l’Italia non è un paese aggressore e che ripudiando la guerra (come da art. 11 della Costituzione Italiana) i familiari dei militari caduti durante la leva obbligatoria, o in cosiddette “missioni di pace” chiedono il ritiro dei nostri soldati dai fronti di guerra.<br />
ore 14.00 Manifestazione davanti ingresso della Camera dei Deputati per chiedere incontro con il Presidente della Camera On. Gianfranco Fini;<br />
ore 14.30 Deposizione di una corona d’alloro all’Altare della Patria;<br />
ore 15.00 fine (ma se verrà confermato possibile incontro in Senato con Commissione Difesa).<br />
Si ricorda che per tutta la durata della giornata, sarà presente con noi l’On. Maurizio Turco promotore di questa giornata.<br />
Nota importante: si consiglia ai familiari partecipanti (qualora ne fossero provvisti) di indossare magliette con foto dei congiunti caduti in servizio o piccoli ma efficaci poster da mostrare tenendoli in mano.<br />
Invitiamo tutte le forze politiche, la Stampa e tutti quei cittadini sensibili al tema delle tante morti di militari Caduti in tempo di pace e dei Loro familiari ignorati dallo Stato, a partecipare con semplicità a questa modesta e silenziosa cerimonia unitamente a noi genitori.<br />
Vi saluto affettuosamente.<br />
x il COGEMIL: Angelo Garro<br />
..<br />
Enrico Peyretti segnala<br />
<strong>La Svizzera contro l’export di armi</strong></p>
<p>Con un referendum popolare legislativo, gli svizzeri decideranno il 29 novembre se proibire l’esportazione di armi, compresi i “beni militari speciali”. Il divieto non riguarda i beni utilizzabili sia militarmente sia civilmente (dual use). Se l’iniziativa sara’ approvata il divieto sara’ immediato.<br />
Le industrie delle armi stanno investendo centinaia di migliaia di franchi in una campagna contro il referendum.<br />
La Commissione Giustizia e Pace della Conferenza dei vescovi svizzeri raccomanda di accettare l’iniziativa.<br />
Non è messo in causa il diritto della Svizzera ad assicurare la propria legittima difesa; ma non e’ accettabile il mantenimento di una industria degli armamenti al solo scopo di mantenere dei posti di lavoro. Con questo divieto la Svizzera guadagnerebbe in coerenza tra la sua politica estera di cooperazione e neutralita’ e la sua politica economica, e accrescerebbe la credibilita’ per il suo impegno umanitario e diplomatico.<br />
Le esportazioni svizzere di armi rappresentano lo 0,1% del prodotto interno lordo. Sul totale dei posti di lavoro la percentuale di addetti al settore armi va, nei diversi cantoni, dallo 0,0% al massimo del 2%-5%.<br />
La riconversione e’ possibile: la Ruag, la maggiore industria di armi, statale, ha aumentato la parte di prodotti civili, dal 1999 al 2007, dal 7% al 51%.<br />
Le industrie svizzere di armi forniscono ai paesi in via di sviluppo sia cooperazione allo sviluppo (per quasi 180 milioni di franchi) sia materiale di guerra (per 115 milioni di franchi)!  Per acquistare armi, quei paesi si indebitano e riducono le spese per salute, educazione, previdenza sociale. Il Pakistan spende il 3,5% del suo pil per materiale di guerra e solo lo 0,4% per il sistema sanitario. Inoltre la facilita’ di accesso alle armi favorisce la criminalita’ e i regimi autoritari. Le armi servono spesso a gruppi privilegiati per controllare le risorse naturali.<br />
Malgrado gli impegni presi, la Svizzera vende armi a paesi che violano sistematicamente i diritti umani. C’e’ un divario considerevole tra le dichiarazioni politiche svizzere di sostegno alla lotta contro la poverta’ e la realta’ delle esportazioni di armi.<br />
obiezione@serviziocivile.ch<br />
..<br />
<strong>Le relazioni pericolose</strong><br />
Ugo Arcaini</p>
<p>Ve lo ricordate quel bellissimo film di qualche anno fa con Glen Close che si svolgeva nel  decadente mondo del XVIII secolo prerivoluzionario dove la lussuria la faceva da padrona.<br />
Dove il mondo dei ricchi cortigiani, strabattendosene del popolo brutto sporco e cattivo, passava le sue giornate a inventare zozzerie di ogni genere perche’ la normalita’ di un amplesso era decisamente banale ….esattamente come oggi.<br />
In quel mondo, come anche oggi avviene, mentre la maggioranza del popolo non sapeva come mettere insieme il pranzo con la cena e forse neanche quello, nei giardini delle corti  e nei vicoli dei sobborghi il ceto dominante ne combinava di tutti i colori.<br />
Come anche oggi avviene, il popolo aveva paura e “scavalcava i morti ammazzati con serena noncuranza”, come dice Saviano.<br />
Quello che non capivano allora, oggi “gli identici” non capiscono e tirano la corda, in modo cosi’ sciocco e smidollato non  avvedendosi  e non  rendendosi conto, come allora avvenne, che l’ebollizione fa saltare i coperchi delle pentole quando meno te lo aspetti.<br />
E’ una sensazione strana, ma le similitudini sono troppe, ed oggi come allora il popolo sembra inerme, completamente ed irreversibilmente sodomizzato, disposto ad accettare  di tutto e di piu’.<br />
Qualche  Robespierre e qualche de Saint Just, carissimi “viagranti” prima o poi arrivera’.<br />
Anche stamani tra le multiformi analisi televisive di “trans DVD” il buon Vaime si faceva una domanda che e’ la domanda…..” come  e’ possibile che Marrazzo, non essendo un magnate delle TV, potesse disporre di 5000 € alla settimana da dedicare ai suoi vizietti, ovvero di 20000 € al mese”?<br />
E chi te li da 20000 € al mese per queste facezie? Non sicuramente le prebende regolari percepite da parlamentari e assimilabili….spero.<br />
Il popolo dei fessi, quello che perde il lavoro e lo stipendio, quello che  paga le tasse, quello che gli evasori prendono per il…, quello a cui la pensione concede sempre meno, quello che e’ tanto povero e triste che l’ultima cosa che gli interessa ormai e’ il sesso, perche’ come dicono a Napoli “il coso non vuole pensieri”, quello che si aggrappa alla sera di giovedi’ con Santoro ed alla sera della domenica con la Gabanelli, quello che ormai prende a calci la televisione quando per errore schiacciando il telecomando appare Vespa…quel popolo li’, come nel XVIII secolo, cari “viagranti” di voi non ne puo’ piu’…….<br />
..<br />
<strong>Annozero e il lato osceno del potere</strong><br />
Carlo Tecce</p>
<p>Le telecamere di Annozero mostrano le strade zozze e oscure di via Gradoli, palazzi lucidi fuori e opachi dentro: rifugi per sesso e droga. I microfoni penzolano sui marciapiedi e gli intervistati danno un prezzo al proprio corpo: “A me dava 1.500, 2.000 euro”. Quelle telecamere fissano una realta’ che esiste e a tanti sfugge, che l’ex governatore Marrazzo frequentava e per “conoscerlo” siamo costretti a guardare. Il tasso di moralita’ della politica si misura anche dagli argomenti e dai luoghi che si toccano, che ci fanno toccare: se ieri erano le prostitute (ops, le escort), oggi sono i transessuali di Roma nord. Da palazzo Grazioli all’appartamento di Natalie ci passano chilometri e picchetti d’onore, e anche sensazioni. Non sono uguali.<br />
Marco Travaglio cita Ostellino e Battista del Corsera e si chiede: ma un uomo delle istituzioni deve dimettersi? Marrazzo l’ha fatto. Sappiamo frammenti di verita’, imbozzolati nella vergogna personale dell’ex presidente. Annozero ha ricostruito l’irruzione dei carabinieri: in due con la pistola, la messa in scena, la richiesta di denaro. E poi gli assegni staccati e bloccati. Il 15 luglio due croniste di “Libero” &#8211; allora diretto da Vittorio Feltri &#8211; visionano il video. L’asta continua per mesi. Marrazzo ormai e’ un uomo solo. E nemmeno i consigli per gli acquisti di Silvio Berlusconi &#8211; che gli fornisce i contatti dell’agenzia per comprare il video &#8211; possono salvarlo dalla pubblica espiazione.</p>
<p><a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578">antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578</a><br />
..…<br />
<strong>Ogni giorno è una nuova pena per il cinghialone alla ricerca di continue protezioni contro i cacciatori che ormai lo braccano da vicino</strong><br />
Crazihorse70<br />
<a href="http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2009/11/05/si-moltiplicano-i-cacciatori-al-cinghiale-ferito-ed-ormai-isolato/">laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2009/11/05/si-moltiplicano-i-cacciatori-al-cinghiale-ferito-ed-ormai-isolato/</a></p>
<p>Sempre meno scudi e scudieri pronti ad immolare la propria – scarsa – dignità mentre anzi si moltiplicano i segnali di divisioni interni al PDL anche sulle questioni della giustizia. Nel  senso, l’unico, in cui tale materia è stata trattata , ossia  i processi del premier. Ed intanto  si ingrossano sempre più le file dei prudenti , alcuni fra i leghisti ed i  Finiani. Costoro tentano coraggiosamente di resistere alle numerose trovate di Ghedini, come quella di  abbreviare la prescrizione ai processi del capo, piuttosto che inviare tutti i processi a Roma -Porto delle nebbie pieno di toghe azzurre od ancora  aumentare i casi di legittimo impedimento a presenziare alle udienze .<br />
Insomma una ne pensa e cento ne fa il fido scudiero del marchese del grillo in salsa arcoriana. Vi ricordate il personaggio storico del nobile romano portato sugli schermi da Alberto Sordi, quello che diceva “ io so’ io e voi nun sete un cazzo “?<br />
Chissà come si traduce  in milanese stretto; comunque il concetto è più o meno quello espresso nella recente dichiarazione” pur condannato non mi dimetto” .<br />
Però non tutti nelle file destriche , a differenza di prima,  sono ora diposti a passare da servi sciocchi  ed indignitosi,  senza ricevere nulla  in cambio ( presidenza  delle regioni, finanziamento di spese clientelari, ecc.) e pertanto la risoluzione dei problemi risulta sempre più improbabile per il boss che sta penando per avere tutti  i topini allineati e coperti dietro di  lui nella lotta senza quartiere che ha scatenato contro i giudici per sfuggire ai processi.<br />
Oltre a questo aspetto, l’attualità mostra come  molti nuovi topini in fuga raggiungano i loro predecessori ( Casini, Tabacci, La Malfa, Guzzanti, Fini ed altri) andando ad ingrossare il partito del malessere che a destra, contando tutti i distinguo, comincia ad essere maggioritario.<br />
Ora ci si mette anche Maroni – neo sorcione padano coi baffi  &#8211;  il quale,  messo in croce dalle Forze dell’Ordine che avevano creduto &#8211;  come imperdonabili  gonzi  – alle sue promesse sulla sicurezza,  decide per un attimo di scuotersi e provare a rimanere fedele alla parola data mostrando le gengive al governo… solo per un attimo, però, e solo le gengive perchè i denti non li ha più da tempo, quelli li ha solo il vecchio Bossi che pur rincoglionito ricorda a tutti chi comanda veramente nella Lega ed  agitando la dentiera  sottomette il pischello jazz e  lo riporta all’ordine.<br />
Bella figura, l’ennesima…<br />
Intanto il consenso sul berlusca si erode in modo lento ma costante ,  poche centinaia di migliaia di persone ogni mese lasciano disillusi la corte del califfo e ciò accade , come previsto in questo blog, dal tempo delle numerose passeggiate sui cadaveri dei  terremotati, quando raggiunse l’apice del potere e dell’ipocrisia.</p>
<p>MIILANO, 25 ottobre (Reuters) – La fiducia negli italiani nei confronti dell’esecutivo guidato da B è calata di 3 punti a ottobre rispetto al mese precedente, ma resta ancora solida, secondo il sondaggio Ispo pubblicato oggi dal Corriere della Sera.<br />
Il sondaggio, commissionato dal quotidiano, indica che la popolarità del governo è scesa dal 54,1% di gennaio al 44,4% di ottobre. Il calo prosegue da giugno (48,8%), dopo l’estate degli scandali a sfondo sessuale e il picco massimo del 55,5% toccato a maggio sulla scia degli interventi post-terremoto in Abruzzo.<br />
Ispo indica anche che circa il 70% degli italiani interpellati giudica “inopportuno” il provvedimento sullo scudo fiscale.<br />
In calo anche il consenso del governo tra i sostenitori della Lega Nord, ora pari al 74%, dai quali emerge qualche lamentela sulla mancanza di incisività del governo.<br />
“Il governo gode ancora oggi di un buon consenso ma  &#8211;  scriveMannheimer  &#8211;  esaminando i dati degli ultimi mesi, non si può non notare un calo piuttosto consistente”.<br />
L’ultimo schiaffo viene proprio da dove erano venute le migliori notizie negli anni precedenti, la Sicilia, dove ormai le destre sono scoppiate e  divise in almeno 3 partiti , apparentemente  in lotta fra loro intorno all’idea di opporre un partito  del sud all’asse nordista del governo.<br />
In realtà la questione vera è  come meglio spartirsi quei soldi che  – meno del previsto &#8211;  sono comunque arrivati o stan per arrivare;  sullo sfondo peraltro di convenienti appoggi mafiosi da disputarsi, perchè come tutti sanno, la mafia è una impresa in forte attivo  che tira e fa girare molti soldi in tutti i mercati.<br />
Specie quando, come con lo scudo fiscale, trova un governo amico,  inetto e corrotto, che la premia  in modo sfacciato.</p>
<p>Palermo – 3 novembre ( Ansa ). Si chiama “Pdl Sicilia” ma ha tutta l’aria di essere il primo vero strappo all’interno del Pdl. Dopo mesi di trattative e avvertimenti, la frattura all’interno del partito di B c’è stata. E la segna ufficialmente la nascita del nuovo gruppo parlamentare all’Assemblea regionale siciliana, composto da 15 deputati regionali, vicini al sottosegretario Gianfranco Miccichè e al presidente della Camera, Fini, che hanno lasciato il vecchio gruppo del Pdl composto da compagni di partito vicini al presidente del Senato, Renato Schifani, al ministro della Giustizia Alfano, e “leali” con i due coordinatori regionali del partito in Sicilia.<br />
Lo sfacelo continua sotto i nostri occhi insomma, lento e graduale, come previsto. Il cinghiale ferito sente l’odore del cacciatore e comincia ad avere brividi freddi. Ma è ancora forte e può devastare la foresta caricando alla cieca.<br />
Intanto l’Italia va giù, sempre più giù e ci si chiede quanto potremo resistere ancora davanti a questa occupazione privata ed abusiva delle istituzioni.<br />
..<br />
<strong>Dati su prostitute e droga</strong><br />
Viviana vivarelli</p>
<p>In Italia ci sono probabilmente piu’ di 70.000 prostitute e piu’ di 15.000 trans. L’Italia e’ ai primi posti in Europa per consumo di droga e nei prossimi 3 anni si prevede un aumento del 40% di consumo di cocaina. Nel 2012 i consumatori delle dro¬ghe da discoteca arriveranno a un milione (700 mila snifferanno cocaina e 270 mila cercheranno lo sballo con l’ec¬stasy e gli anfetaminici), saranno dunque il 3% degli italia¬ni tra i 15 e i 54 anni. Intanto, per preparare il mercato futuro, gli spacciatori abbassano i prezzi, gia’ ai mini¬mi storici: per una dose di coca nel 2012 si spende¬ranno 13 €. Solo 7 per una di eroinabrown . Meno di una serata in pizzeria. Ci saranno 160.00 eroinomani, con dipendenza molto maggiore, superiore a quella della cocaina. Un grammo di coca costa oggi 74 € che nel 2012 scende¬ranno a 67. Una dose di coca (0,20 grammi) costera’ 13 euro, mentre per l’eroina si scendera’ a 7 euro. Costeranno di piu’ solo gli spinelli: nel 2002 ci voleva¬no 6 euro, nel 2012 saranno 11.<br />
La diffusione di hashish e ma¬rijuana si conferma altissima: tra i 5 e i 6 milioni di italiani. E da qui al 2012 sulla piazza si af¬facceranno anche le cyber drugs. Inutile sperare che i vizi siano in diminuzione o che non riguardino la classe politica di un colore o di un altro.<br />
La casta c’e’ in pieno con percentuali altissime e la stupida legge Fini-Giovanardi finisce per aiutarla, rende ancora piu’ ferreo il distacco tra casta e cittadino comune; il politico infatti in carcere non ci va mai. La polizia non ci pensa nemmeno a fare la prova del capello a un onorevole e tanto meno a uno del Governo. Ed è inutile pensare che l’uso costanze di cocaina o eroina non riduca le capacita’ mentali di chi le consuma. L’uso di droghe produce minore vitalita’ sia sul piano dell’iniziativa (politica come economica per non parlare dell’indebolimento etico) che su quello cognitivo e affettivo (instabilita’ delle relazioni, apertura alle devianze).<br />
Mentre i secondini in carcere massacrano a morte i piccoli fumatori di spinelli (ne sono morti di botte già 4 e Stefano Cucchi è solo l’ultimo di una fila), la Casta presenta un quadro abnorme di vizi: tossicodipendenza, corruzione, frequentazioni di ambienti criminali&#8230;e adesso ci aggiungiamo un alto grado di ricattabilita’.<br />
A sentire le trans, gli uomini politici che frequentano questi ambienti di puro squallore sono di dx come di sx e non li ferma la paura di essere spiati e ricattati. Il vizio vince su tutto in un inferno senza limiti o remore. O<br />
In tale quadro difficile pensare che il caso dei 4 carabinieri sia isolato e non coinvolga molti più onorevoli in un giro di squallore senza limiti.<br />
Ricattati e ricattatori sono ben di più di quello che emerge I ricattatori sono molti di piu’ e, conoscendo i metodi di spionaggio di un certo individuo, e le sue capacita’ di gestire forze dell’ordine, servizi segreti e media, e’ facile capire la potenziale forza di ricatto di uno solo. Il che potrebbe finalmente spiegare la deriva di certa opposizione, perche’, quando si e’ sotto ricatto, non si puo’ che obbedire.</p>
<p>La cannabis cala in tutti i paesi occidentali meno che in Italia. La presenza da noi di 3 grandi associazioni criminali di smercio mondiale come mafia, ‘ndrangheta e camorra, tutte e 3 immerse nel narcotraffico e colluse con politici, rende il caso italiano ancora piu’ tragico<br />
Anche l’ultimo World Drug Report dell’Onu segnala il continuo aumento dell’uso di droghe in Italia, tanto da dedicare un apposito paragrafo al fenomeno italiano del &#8220;raddoppio&#8221; nell’uso di cannabis e derivati. La droga piu’ usata nel mondo non diminuisce il suo costo ma lo aumenta pur avviando a volte ad altre droghe. (I governi hanno anche bypassato il continuo aumento di alcool tra giovani)<br />
L’Italia e’ &#8220;l’unico Stato&#8221; che mostra dati in crescita per la cannabis e in cui non si fa nulla per frenare l’uso di droghe pesanti o almeno per regolare i vizi di una classe politica arrivata a livelli immondi<br />
In tutti i paesi occidentali l’uso di cannabis sta diminuendo, in Italia aumenta<br />
Negli ultimi anni il  tasso di consumo di cannabis dai 16 ai 59 anni e’ piu’ che raddoppiato Siamo il maggiore mercato europeo della cannabis, con quasi 6 milioni di utilizzatori nel 2007, su un totale di 30 milioni di utenti dell’intera Europa<br />
L’Unodc dice che nel mondo viene sequestrato il 42% della droga, su una produzione di 845 t, cioe’ 300 t; in Italia si sequestra solo il 15%. Lo conferma anche don Ciotti.</p>
<p>Gli ultimi dati mettono l’Italia al primo posto in Europa per consumo di cocaina. 100 tonnellate l’anno per un giro d’affari di 30 miliardi di euro. Nessun paese europeo è come noi. E’ il totale fallimento della lotta al narcotraffico tanto decantata da Maroni e la dimostrazione plateale dell’inutilità della legge Fini-Giovanardi che anzi si rivela come un enorme aiuto al giro dello spaccio di mafia e dintorni, perché la trasgressione è un incentivo, come ci insegna il proibizionismo americano.<br />
I continui blitz della polizia con confisca di droga e i 3000 arresti di mafiosi che fanno esultare il Ministro dell’interno fanno sembrare una cosa da niente le operazioni della polizia e fanno dubitare perfino che, quando si arrestano latitanti o mafiosi, ciò avvenga col beneplacito delle cosche rivali in un giro di lotte interne che ora fanno vincere Provenzano, ora Riina, ora i Corleonesi ora altri gruppo rivali, all’interno di un regolamento di conti, che fa sì che quella polizia che per 30 anni ha tollerato l’esistenza di un ricercato in un certo territorio, un certo giorno si svegli e lo arresti.</p>
<p>Si continua a dire che la cocaina non fa male, ma ogni anno la droga provoca 8000 morti in Europa, certo molto di più dell’influenza A1 o dell’aviaria. Possiamo dire che ogni ora un uomo muore per overdose. I morti accertati in Italia in 30 anni sono stati 22.000. 13 europei su cento si fanno di coca, 11 ragazzi su 100 fumano spinelli. Secondo i carabinieri i ragazzi cominciano a fumare spinelli già a 12 anni.<br />
Gli spacciatori cercano d invogliare quanti più clienti è possibile e cercano di abbassare sempre più il prezzo delle droghe. La media dei prezzi è passata per la cocaina da 96 euro a grammo a 78, per l’eroina nera da 64 a 47, per l’eroina bianca da 84 a 60, una pasticca di extasy è passata da 24 euro a 19. Riguardo alla cannabis il cui prezzo è rimasto invariato, è stata affiancata adesso dal super shunk, un’erba con un principio attivo più forte della cannabis.</p>
<p>C’e’ un partito di governo che sembra preoccuparsi solo di quanti migranti arrivano coi barconi ma non ha ancora detto una parola sulle tonnellate di droga in circolazione, si accontenta dei successi, a questo punto discutibili di Maroni e sembra che tra i suoi corrieri annoveri anche una propria segretaria che trasportava 8 kg di coca ma nessuno ci ha detto se e’ stata condannata e a quanto. O si tratta della ‘modica’ quantita’ &#8220;di un partito&#8221;?<br />
In quanto a B, oltre ad avere come eroe ed amico il narcotrafficante Mangano, ha tra i suoi amici piu’ intimi lo spacciatore Tarantino, a cui sembra che il premier telefonasse anche 10 volte al giorno, gran mercante di coca e puttane. Davvero uno stato da stimare!<br />
..<br />
<strong>Il cinghiale ed i suoi servi: dossier e servilismo </strong><br />
Crazy horse<br />
l<a href="http://aconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2009/10/29/il-cinghiale-ed-i-suoi-servi-dossier-e-servilismo/">aconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2009/10/29/il-cinghiale-ed-i-suoi-servi-dossier-e-servilismo/</a></p>
<p>La bella edificante storia di B che avverte Marazzo dell’esistenza di porno video su di lui.<br />
Una antica e sempre meno premiata tattica per mettersi al riparo dall’eventuale accusa di essere il regista dell’operazione. Una cosa che fanno spesso gli indagati colpevoli per confondere le acque e precostituirsi un falso alibi morale, una ipoteca sui motivi per cui si mettono le mani avanti per non cadere, una specie di autosclusione per i gonzi, insomma.<br />
Del resto ci ha pensato a lungo sul da farsi se e’ vero che sono passate ben due settimane di attenta e lenta meditazione tra il giorno in cui il cinghialone ammette di essere stato avvertito dalla figlietta buona &#8211; Marina, le altre son gia’ da considearare ingrate e figlie politiche di Cacciari, poco meno che puttane, direbbe Feltri – ed il giorno in cui ha deciso di chiamare Marrazzo per fare il “gesto nobile”. Come mai tutto questo tempo?<br />
A sentire i commenti frizzanti dei berluscloni sul caso Marrazzo sembrava di assistere ad un coro animale di godimento, tipo ricci in calore. Essi notano gaudiosi, come tento’ di fare il loro rimpianto Bettino Craxi, che essendo tutti ladri, nessuno era ladro. Tutti porci, quindi nessun porco, vai tranquillo Silvio, grufola sereno.<br />
Altri un po’ imprudenti sono usciti addirittura con improbabili distinguo sulle abitudini sessuali della dx e della sx formulando orgogliosamente una preferenza destrica per le donne-donne. Beh le ultime notizie su 2 parlamentari di dx beccati coi trans nella stessa indagine per cui Marrazzo si e’ dimesso fa ritenere probabile un’altra bella figura di cacca per i teorici di cui sopra. Ma stiamo a vedere.<br />
Magari qui qualcuno arriva prima dei ROS, compra tutto e fa sparire.<br />
Per altro verso si avverte nell’aria il fastidio dei servi per quello scandalo di andare a votare in 3 milioni alle primarie. Si avverte il rodimento di (censura) dei criceti giornalistici del governo che denunciano i “pasticci elettorali” alle primarie del Pd. Qualcuno ha votato piu’ di una volta, stridono i criceti e magari e’ pure vero. Orrore. Scandalo.<br />
Ma sarebbe interessante sapere quante volte gli iscritti al Pdl abbiano potuto votare per eleggere B alla guida del loro democratico movimento. Facciamo zero?<br />
Anche perchè un’acclamazione dentro un capannone al suono melenso e sciropposo di “Meno Male che Silvio C’è” non viene considerata un’elezione popolare neppure in Corea del Nord, dove peraltro usano canzoncine simili per incensare il capo.<br />
Mentre parliamo saranno invece già pronti i dossier per la Operazione Bersani sul neo eletto segretario del PD (che schif , un leader di partito eletto), da passare ai vari mandamenti tele-radio-giornalistici del Padrone affinchè, in assoluta autonomia e libertà naturalmente, decidano di pubblicarli.<br />
Forse diranno delle sue giacche stazzonate ed un pò retrò, stravaganti simboli di malessere psichico?<br />
Peraltro la strada è in discesa per i moralisti a pagamento del boss. Difatti pur avendolo addirittura cercato a suo tempo per fargli fare il ministro, oggi B lo considera certamente più affidabile di Franceschini – ha dietro D’Alema &#8211;  ma comunque poco meno di un bolscevico.<br />
E’ stato iscritto al Pci, possibile che non abbia un paio di pedalini stravaganti, che non vada mai dal barbiere e che zio Vladimiro, qui ritratto nello splendore della propria gloriosa uniforme, non abbia trovato qualche papello negli archivi del suo caro KGB, giusto per farsi un paio di risate fra amici tra le betulle, durante una visita personale e una vacanza? Forza brigadie’, al lavoro. La fotocopiatrice attende.<br />
Un pensiero rispettoso ad un fascista che fu: Ignazio La Russa.<br />
L’altra sera a Ballarò è stato prima bastonato dall’ironia del duo Bindi-De Gregorio e poverino si sentivano le unghie stridere sullo specchio. Poi per confermare che quando le sere partono male finiscono peggio, appariva talvolta terreo con quella sua  faccia mesta e con gli occhi bassi e spenti mentre B imperversava umiliando tutti, ma ancor di più lui ed Alfano, che è di gomma,  con la telefonata riparatrice delle “cattiverie” di Floris.<br />
Il boss urlante al telefono è fuori di testa: attacca i giudici rossi dimenticando che uno di quelli lo aveva assolto sul caso SME (lo smemorato di Cologno) grida come un OSSESSO di mancato contraddittorio così sotterrando la serata inutile del duo di centrodestra…<br />
Che pena La Russa: dalle barricate di Milano allo scodinzolare triste di Ballarò…<br />
Intanto refoli di palazzo dicono di un Tremonti sempre più isolato a difendere un rinvio del taglio dell’IRAP: B  gli ha scatenato contro il partito della spesa per fargli pagare quel suo agitarsi per la successione…<br />
Bossi lo difenderà ancora o in cambio di una regione al nord lo lascerà nei guai e si ripeterà la sua esclusione di qualche anno fa?</p>
<p><a href="http://www.bellaciao.org/it/spip.php?article25185">www.bellaciao.org/it/spip.php?article25185</a><br />
..<br />
&#8220;<strong>Per i reati commessi dalle alte cariche il tribunale competente e’ quello di Roma&#8221;. E’ tutto da decidere se ne fruiranno anche ministri e parlamentari</strong>.<br />
Liana Milella (Repubblica)<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/processo-mills/lodo-ghedini/lodo-ghedini.html">www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/processo-mills/lodo-ghedini/lodo-ghedini.html</a></p>
<p>E’ l&#8217;ultima spiaggia di Ghedini, l&#8217;ultima creatura. La sua &#8220;soluzione finale&#8221;. Maturata negli ultimissimi giorni dopo un sondaggio con Lega e finiani sulla prescrizione breve che ha sortito un esito catastrofico.</p>
<p>Intendiamoci: e’ quella la misura che l&#8217;avvocato vorrebbe veramente incassare. Sicura, perche’ farebbe &#8220;morire&#8221; d&#8217;un colpo i processi Mills e Mediaset. Ma gli ostacoli sono insormontabili. Netto il no della finiana Giulia Bongiorno che gliel&#8217;ha comunicato la settimana scorsa. Ora s&#8217;aggiunge il niet della Lega che non potrebbe giustificare la nuova amnistia, centinaia di processi chiusi e di imputati liberi, con gli elettori malati di zero tolerance.<br />
Sia nuovo lodo allora. Stavolta firmato direttamente dal suo proponente, Ghedini, pronto a tuffarsi in una perigliosa avventura che, alle viste, rischia di risolversi in un altro scontro col Quirinale. Le prime avvisaglie gia’ ci sono. Un lodo che rende obbligatorio il trasferimento a Roma dei processi alle alte cariche, per di piu’ esteso a ministri e parlamentari, rischia di scontrarsi con il principio della Costituzione che, all&#8217;articolo 25, garantisce il rispetto del giudice naturale. Sul Colle, dove gia’ Napolitano ha messo in guardia Berlusconi da leggi eterogenee e soprattutto dettate dall&#8217;emergenza, la prospettiva di un trasferimento forzato dei processi, soprattutto di quelli gia’ in corso come Mills e Mediaset, viene considerata una pericolosa forzatura costituzionale. Ne’, d&#8217;altronde, il Colle apre sulla prescrizione che, per come viene disegnata, finirebbe per avere gli stessi effetti devastanti della famosa norma blocca-processi (fermarli tutti per un anno pur di fermare quelli del Cavaliere).<br />
L&#8217;affanno e’ massimo. I margini stretti. Nel Pdl molti sono stanchi di immolarsi sull&#8217;altare di norme ad personam che si risolvono in continui insuccessi.<br />
Anche il lodo Ghedini ha dei rischi perche’, gli obiettano, se da un lato i processi vengono trasferiti a Roma, dall&#8217;altro per l&#8217;imputato e’ meno facile accampare impegni da spendere come legittimo impedimento. Molti deputati e senatori potrebbero essere perplessi. Ma Ghedini va avanti. Sul piatto e’ pronto a lanciare un ammorbidimento sulle intercettazioni. Lo teorizza, con il relatore al Senato Roberto Centaro, nella riunione della Consulta. I famosi &#8220;gravi indizi di colpevolezza&#8221; diventerebbero soltanto &#8220;sufficienti&#8221;. E’ un &#8220;vedo&#8221; per aprire una trattativa con l&#8217;opposizione, la nuova era di Bersani, e spuntare una tregua armata sul futuro lodo.<br />
..<br />
http://masadaweb.org</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[The Masada]]></title>
<link>http://livingoutthebox.wordpress.com/2009/11/07/the-masada/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 02:19:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>getoutthebox1</dc:creator>
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<description><![CDATA[This was an amazing day! We took a cable car to reach the top of this historic spot in Israel! When ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://4.bp.blogspot.com/_q2OpsKNpc3g/Slp_66_M9xI/AAAAAAAAACQ/ZOtAe_0mXdE/s1600-h/6.JPG"><img style="width:400px;height:265px;cursor:hand;" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_q2OpsKNpc3g/Slp_66_M9xI/AAAAAAAAACQ/ZOtAe_0mXdE/s400/6.JPG" /></a></p>
<p>This was an amazing day! We took a cable car to reach the top of this historic spot in Israel! When we got to the top the views were amazing. This place is called the Masada. It has a very sad history . Masada (Hebrew מצדה, pronounced Metzada, from מצודה, metzuda, &#8220;fortress&#8221;) is the name for a site of ancient palaces and fortifications in the South District of Israel on top of an isolated rock plateau, or large mesa, on the eastern edge of the Judean Desert overlooking the Dead Sea. After the First Jewish-Roman War (also known as the Great Jewish Revolt) a siege of the fortress by troops of the Roman Empire led to the mass suicide of the sicarii rebels, who preferred death to surrender.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[MASADA n° 1025. 6-11-2009. JUNG 1- PSICOANALISI. LEZIONE 5- MALATTIE PSICOSOMATICHE]]></title>
<link>http://masadaweb.org/2009/11/06/masada-n%c2%b0-1025-6-11-2009-jung-1-psicoanalisi-lezione-5-malattie-psicosomatiche/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 11:26:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questa lezione fa parte di un corso tenuto a Bologna dalla prof. Viviana Vivarelli e fa parte di un ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://ima.dada.net/image/4261541.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p>Questa lezione fa parte di un corso tenuto a Bologna dalla prof. Viviana Vivarelli e fa parte di un libro della stessa dal titolo: LO SPECCHIO PIU’ CHIARO</p>
<p>Dobbiamo tener presente una regola fondamentale: noi siamo formati da molte parti. Ognuna di queste parla il suo linguaggio. Abbiamo un linguaggio del corpo, della psiche, dell’anima, dello spirito. Se vogliamo comunicare con una di queste parti, dobbiamo imparare il suo linguaggio, come se imparassimo una lingua straniera.<br />
Il corpo ci manda messaggi usando un linguaggio corporeo. Può usare dei simboli generali e dei simboli specifici, per cui noi non ci ammaliamo a caso ma secondo un codice significante; in più ognuno di noi ha delle parti bersaglio che si fanno carico di comunicare qualcosa alla nostra mente, secondo il nostro temperamento personale.<br />
Quando qualcosa nella nostra vita non va, il corpo si fa carico di dircelo usando il sintomo. E’ quello che si chiama ‘somatizzazione’. Attraverso il sintomo l’inconscio ci dice qualcosa. Il sintomo è un indicatore, una spia, di un disagio esistenziale. Dunque quello che il corpo dice ha un significato psichico. Questa fu l’intuizione non solo di Freud ma anche di un brillante medico,  suo contemporaneo, Georg Groddeck (“Il linguaggio dell’Es”), il quale introdusse il concetto di ‘malattia psicosomatica’.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Groddeck riteneva che quasi tutte le malattie organiche fossero modi con cui l’inconscio parlava. Analizzava quindi i suoi disturbi, per esempio una tonsillite, e ne usava la forma come una metafora, perché il linguaggio dell’inconscio è figurativo. Se la gola si gonfiava, ciò poteva significare che la gola rifiutava, metaforicamente, di ingoiare qualche boccone amaro del vissuto. Nel suo caso specifico la sua gola gonfia indicava la ferita dell’orgoglio di dover riconoscere che certe dinamiche dell’inconscio erano state scoperte da Freud e non da lui. Una volta decodificato il messaggio, il sintomo spariva. Non era una cosa facile, ma si poteva usare il metodo delle associazioni automatiche, creando una catena di parole che portavano a galla il problema, lo stesso metodo che Freud usava per interpretare i sogni.<br />
I nostri medici sono divisi in scuole di pensiero diverse. Ci sono medici, e perfino analisti, organicistici, che pensano che la causa del sintomo organico sia organica e cercano di curare il corpo attraverso il corpo con prodotti per lo più chimici. Nella scuola di Pisa, per esempio, le depressioni sono curate attraverso prodotti ormonali; osservando che nella depressione si hanno variazioni nella secrezione di alcuni ormoni, questa secrezione, che è un sintomo, viene trasformata  in causa ed essi agiscono per modificare il  sintomo.<br />
Ci sono medici che pensano di curare il corpo in relazione al vissuto e al temperamento della persona, usando farmaci per lo più non chimici, come gli omeopati o i naturisti. Ci sono infine gli analisti della parola che cercano di trovare la causa del sintomo nel vissuto e mirano a modificare le reazioni psichiche del paziente sul suo vissuto.</p>
<p>Se si parte dal paziente e si considera il sintomo in relazione alla sua complessità, nasce poi l’esigenza di inserire il paziente stesso in una tipologia psico-fisica, perché non solo egli parla un linguaggio corporeo, ma può avere delle tipicità in relazione al suo temperamento specifico.</p>
<p>Le tipologie sono antichissime e non risalgono solo all’antica Grecia.<br />
Ippocrate (460 a.C.) pensava che l’uomo fosse era la mescolanza di 4 umori: flegma, sangue, bile gialla e bile nera, e l’umore che prevaleva dava luogo al temperamento flemmatico, sanguigno, bilioso e malinconico. Ognuno aveva le sue caratteristiche fisiche e psichiche. La malattia derivava dall’eccesso di uno dei 4 umori.<br />
Nella medicina cinese (Taoismo) le energie principali sono chiamate Yin e Yang e si ritiene che possano formare 64 configurazioni psicofisiche, che però variano di giorno in giorno. In più abbiamo, come in tutti i mondi antichi, le configurazioni astrali che dipendono dalla posizione dei pianeti al momento della nascita. L’astrologia cinese si basa su metafore animali (il cane, la scimmia ecc.), quella greca su costellazioni relazionate a figure mitiche (il Leone, il Cancro ecc.). I Celti avevano tipologie mensili collegate agli alberi.<br />
Noi possiamo parlare dei 12 tipi dello Zodiaco (configurazioni basate sulla somiglianza che certe formazioni siderali hanno con figure di animali, Leone, o personaggi mitologici, il Sagittario per es., che è un centauro). Possiamo farlo in quanto Jung era un appassionato di astrologia (e anche sua figlia lo era), usava l’astrologia per i suoi pazienti (più tardi userà l’I Ching taoista) e aveva anche tentato di dimostrare un collegamento tra segni zodiacali e riuscita di coppia col suo amico Pauli, che era premio Nobel per la fisica, solo che il tentativo non riuscì per le profonde differenze interpretative dei vari astrologi.</p>
<p>Possiamo quindi tentare un collegamento tra tipi astrologici e organi bersaglio, precisando però che molto raramente uno è un tipo astrologico puro e che vedere dove ha il Sole al momento della nascita non basta, perché un Sole per es. in un segno di Fuoco può contrastare col resto del tema natale in una valenza diversa, Terra o Acqua o Aria, per cui le nostre complessità restano comunque troppe per poter essere etichettate in tipologie semplici.</p>
<p>Comunque, accettando che l’astrologia occidentale possa darci qualche lume, si dice genericamente che ogni segno zodiacale può avere un organo bersaglio, cioè che somatizza più di altri certi disagi della vita.<br />
La ripartizione astrologica è:</p>
<p>Toro         21 aprile 20 maggio<br />
Gemelli     21 maggio 21 giugno<br />
Cancro     22 giugno 22 luglio<br />
Leone       23 luglio   23 agosto<br />
Vergine    24 agosto 22 settembre<br />
Bilancia     23 settembre 23 ottobre<br />
Scorpione  23 ottobre 23 novembre<br />
Sagittario  23 novembre 21  dicembre<br />
Capricorno 22 dicembre  20 gennaio<br />
Acquario    21 gennaio    19 febbraio<br />
Pesci         20 febbraio     20 marzo</p>
<p>E dunque si dice che:<br />
le persone nate nei segni di Terra (Toro, Vergine, Capricorno) percepiscono il mondo attraverso i sensi e il contatto fisico che amano moltissimo. Pragmatici e zelanti, non credono a nulla che non sia dimostrabile empiricamente. Tenaci, sanno attendere per ottenere dei risultati ma rischiano di divenire, così, pigri e temporeggiatori.<br />
I segni di Fuoco (Ariete, Leone, Sagittario) confidano essenzialmente nel proprio intuito. Nonostante siano spesso accusati di egocentrismo, questi tre segni dimostrano insofferenza verso espressioni di esplicita intimità da parte di qualcuno. Più passionali che sensuali, riescono, nonostante l&#8217;impulsività, ad applicarsi scrupolosamente per conseguire progetti a lunga scadenza.<br />
I segni d&#8217;Aria (Gemelli, Bilancia, Acquario) percepiscono il mondo attraverso il pensiero. Idealisti, rischiano di essere ostacolati da impedimenti materiali non previsti. Ipersensibili agli stimoli esterni come suoni o gusti, i segni d&#8217;Aria sono divertenti, ottimisti e amanti dei giochi intellettuali.<br />
I segni d&#8217;Acqua (Cancro, Scorpione, Pesci) vivono attraverso i sentimenti e le emozioni. Dotati di grande comprensione per gli altri, rimangono delusi quando non si dimostra loro la stessa attenzione. Abili nell&#8217;individuare le esigenze altrui per soddisfarle e raggiungere così i propri obiettivi, i segni d&#8217;Acqua sono sensibili alle critiche e ai consensi. Hanno spesso pochi amici intimi ma amano essere circondati da conoscenti. Per questa ragione affinano doti sociali come l&#8217;ironia.</p>
<p>ARIETE=Il capo, la testa. E’ un eccessivo e ha il metabolismo alto, tende a bruciare rapidamente tutte le energie presenti. Ha malattie da eccesso. Quando è molto squilibrato ha brevi febbri che bruciano le scorie, spesso perché mangia male e accumula tossine, le sue sono febbri terapeutiche come valvole di sicurezza. In genere non riesce a seguire posologie mediche, dopo un po’ smette di prendere le medicine, o addirittura non comincia nemmeno la cura. Può soffrire di mal di testa o di occhi e orecchi, infezioni, ferite e scottature. L’Ariete rappresenta la testa, fa un grosso lavoro mentale, può avere problemi agli occhi (specie se c’è un ascendente Toro che riguarda la vista), o ai denti o dolore alle tempie; cade spesso, come il bambino che inciampa e batte la testa e dunque ci rimette di persona.<br />
La prima decade ha problemi alla tempia sinistra. La seconda alla calotta cranica. La terza alla tempia destra.</p>
<p>AQUARIO= vola via dalle radici. Le parti del corpo interessate sono le caviglie (ma su questo non sono tutti d’accordo).  Le caviglie sono uno snodo importantissimo del corpo, quello dove si hanno le fratture peggiori. Indicano lo sviluppo delle radici.</p>
<p>CANCRO=la madre, il cibo. La parte del corpo che gli compete è quella femminile o materna: la pancia, seni, ventre, stomaco, il luogo dove nasce la vita, dove si assimila il nutrimento, o si dà il nutrimento. Spesso soffre di stitichezza, perché tende a trattenere tutto anche gli affetti. Sistema nervoso fragile. Somatizza facilmente l’ansia.</p>
<p>GEMELLI= la comunicazione. I suoi punti deboli sono braccia e polsi, orecchi, timpani e polmoni ma anche fegato che si stressa facilmente per troppa ambizione o accumula rabbia.<br />
Prima decade: polsi, bronchi, orecchi, timpani. Seconda: gomiti. Terza: polmoni, braccia e spalle.</p>
<p>SCORPIONE=morte e trasformazione. Corrisponde alle ghiandole di riproduzione. Ovaie. Attenti all’apparato gastrointestinale (più facili le coliti che la stipsi) (buona l’argilla).<br />
1° d. ghiandole a secrezione esterna, 2° intestino, retto e ano, 3° nell’uomo problemi ai testicoli, agli spermatozoi, alla capacità di procreare.</p>
<p>SAGITTARIO=la freccia. Il punto del corpo focale per il Sagittario sono le gambe. Molti Sagittari sono podisti, corridori, sciatori, viaggiatori e anche ballerini. Gambe, caviglie, ginocchia, cosce sono esposte e a rischio. Parti molto usate ma anche fragili, per cui possono avere qui della sofferenza.<br />
La prima decade è interessata alle caviglie, la seconda alle ginocchia,<br />
la terza alle cosce.</p>
<p>PESCI=l’inquietudine. E’ sempre un po’ nevrotico. Il suo punto debole sono i piedi, che non stanno mai fermi, mossi da eterna inquietudine, e non stanno mai comodi nelle scarpe, che sono sempre avvertite come strette o rigide.<br />
La prima decade ha piedi artistici legati al ballo, alla danza classica e alla coreografia. Negli ultimi gradi abbiamo corridori e podisti.</p>
<p>VERGINE=la previdenza. Le parti del corpo che la riguardano sono mani, intestino tenue e crasso, cioè la pancia interna, la parte del corpo che digerisce. La Vergine soffre tipicamente di stitichezza, coliti, coliti spastiche, diarree. Non digerisce bene, perché il suo sforzo è concentrato molto all’interno. In psicoanalisi le passioni si concentrano negli intestini, nel controllo degli sfinteri e la Vergine è una passionale controllata.</p>
<p>BILANCIA=la seduzione. Venere ha il suo domicilio nella Bilancia e interessa una parte particolare della seduzione del corpo, la curva delle reni. Per la Bilancia i punti a rischio sono: vescica, fegato, pancreas, reni. Il rene serve a tutte le cellule e disintossica (qui abbiamo le ghiandole che filtrano e la Bilancia filtra e soppesa). La Bilancia deve stare attenta a fare diete leggere, a disintossicarsi spesso.<br />
Prima decade: vescica. Seconda: fegato e pancreas. Terza: reni.</p>
<p>TORO=la forza. Punto debole la gola, il collo: tonsille, asma, ghiandole sessuali, circolazione, tendenza all’obesità. Può avere un forte odore personale. Il Toro può essere individuato già sentendolo parlare, per le inflessioni della voce, la profondità, le pause, il tono della voce. E dunque si ammalerà nella gola, nelle tonsille.<br />
La prima decade corrisponde al naso. La seconda alla bocca e occhi. La terza alla gola, tonsille e corde vocali.</p>
<p>CAPRICORNO=l’ascensione. La parte del corpo che somatizza è la colonna vertebrale, le ossa, specie dopo i 50 anni, quando agisce la forza di Saturno.<br />
La prima decade: vertebre lombari. La seconda: vertebre centrali. La terza: vertebre cervicali. Per cui sarebbe bene che il Capricorno facesse un po’ di nuoto o di ginnastica o anche del ballo.</p>
<p>LEONE= la solarità. Il suo organo è il cuore, il plesso solare e la circolazione. Se i Leoni controllano troppo il cuore o lo rifiutano come cosa pericolosa, scaricano sul cuore tutte le proprie pulsioni. Tendono a essere anemici e ad avere cadute dei globuli rossi, Dovrebbero mangiare carne di cavallo e fare ogni tanto un’analisi del sangue.</p>
<p>Potete constatare immediatamente che i casi personali possono non rientrare in questo schema, ma lo ripetiamo, ogni individuo è unico e irripetibile ed è un’entità troppo complessa per poter essere inserita in un qualsiasi schema semplice. Malgrado questa continua possibilità di scarto da una schematizzazione, in ogni tempo e luogo hanno provato a farne.</p>
<p>La pelle è la pagina su cui scrive la psiche. Le malattie della pelle possono essere di origine emotiva: nei, porri, formazioni sottocutanee, cisti, fibromi ecc. Questi segnali possono essere messaggi che si segnano sulla mappa corporea visibile per indicare una situazione di forte disagio e squilibrio interiore. La psiche si manifesta sul corpo. Eritemi, esantemi, eczemi, psoriasi, macchie bianche, ragadi, angiomi, screpolature, essudazioni, pelle seborroica, acne, colore rossastro o giallastro, edemi, couperose ecc., possono rientrare in un codice di espressività corporea, che rivela un sottostante disagio psichico. Il fatto poi che possiamo nascere già con certi indicatori (es. angiomi o ittero) potrebbe indicare che anche nella vita fetale l&#8217;essere reagisce emotivamente a energie perturbanti e le segnala sulla sua pelle. Ma alcuni pensano che anche eventi di vite precedenti possano segnarci. La pelle è il primo codice di comunicazione, il primo schermo per lo sguardo, dove l’energia invisibile si manifesta nel visibile. Soprattutto quando la sofferenza e il malessere non riescono a diventare parola, lo schema corporeo può diventare schermo di comunicazione. La mia nipotina Veronica, che a tre anni è rimasta orfana del padre, manifestò la sua angoscia da deprivazione con macchie bianche; il bianco è l&#8217;assenza del pigmento, cioè assenza del colore vitale, indice per eccellenza della mancanza, la non vita, tanto che in Oriente, come in Occidente fino al Medioevo, il bianco è stato usato come colore di lutto, dunque la sua pelle si vestiva a lutto. Le macchie della mia nipotina sono state diagnosticate inguaribili, in realtà poi si sono sparite con la crescita, quando la vita ha surrogato con altre emozioni il lutto della perdita. Ci possono essere chiazze bianco-latte sulla pelle prive di melanina, così come piccole parti di ciglia, sopracciglia o ciocche di capelli completamente bianchi. E’ la vitiligine, detta così da una malattia dei vitelli. Compare all’improvviso prima dei vent’anni e può anche coprire tutto il corpo. La guarigione completa sembra essere impossibile. Eppure non è sempre cosi. Scompare la melanina che è il colorante della pelle. Ma insieme c’è un abbassamento del sistema immunitario. E sappiamo che la depressione produce lo stesso abbassamento di difese. Spesso nei bambini la vitiligine compare alla nascita di un fratellino, oppure nel bambini più emotivi di fronte alle difficoltà scolastiche&#8221;. Il bambino, che è sottoposto al trauma di un cambiamento che non è in grado di elaborare, è particolarmente predisposto alle malattie esantemiche, i medici direbbero che esse dipendono solo da contagio. Nella scuola materna per es. si scatenano le malattie della pelle (morbillo, rosolia, scarlattina, sesta malattia…) o dell’intestino (diarree, dissenterie…, che dicono: “voglio liberarmi da questa condizione o da questo luogo”). Ci sono periodi della vita in cui dobbiamo affrontare cambiamenti di ambiente o di abitudini, situazioni stressanti e ristrutturazioni violente della nostra energia psichica, e si producono, anche per gruppi, manifestazioni patologiche, come predisposizioni comuni ad ammalarsi allo stesso tempo e della stessa cosa, come segnali omogenei del vissuto. Ci sono malattie, come l’ulcera, che sono state lette in passato come risposte emozionali (rabbia, stress) e ora sono diagnosticate come risposte virali. Ma non è sempre molto chiaro se la causa del disturbo sia organica o psichica, perché le due cose sono legate. Per esempio, quando uno è depresso, è abbattuto, si ha un abbassamento del sistema immunitario e questo lo rende più sensibile alle infezioni. La depressione è allo stesso tempo una diminuzione della vitalità psichica e delle difese immunitarie. Nel nostro organismo sono presenti virus che non creano di per sé patologie. Ma, se siamo di umore negativo, è facile che emergano spiacevolmente. Allo stesso modo, se arriva un nuovo virus influenzale, non tutti lo prendono, perché? Condizioni psichiche e organiche spesso sono correlate. Il messaggio è uno solo e si manifesta su livelli diversi. Vi sono lutti o traumi che possono aumentare la propensione ad ammalarsi fino a generare forme tumorali. Anche il cancro, diceva Jung, può avere connessioni psicosomatiche. Egli fece uno studio sulle connessioni psichiche delle malattie bronchiali.  Agenti esogeni nocivi, sommati a condizioni psichiche vulnerabili, facilitano l’insorgere della malattia. Jung diceva che i fattori emotivi possono creare patologie nuove o accentuare quelle in corso. Siamo equilibri globali molto fragili e correlati e le malattie a volte si manifestano in modo mirato come segnali. La pelle dunque può essere la prima spia di un malessere profondo. Ricordo una signora che, pur essendo stata colpita da malattie gravissime (stava anche per essere operata di tumore alla gola), manifestava una smisurata preoccupazione per tre puntini piccolissimi che le erano comparsi tra pollice e indice. Tra tutti i mali che aveva, la comparsa di questi tre microscopici puntini che non riuscivo a vedere, le dava forte agitazione per la loro visibilità, mentre gli altri mali per quanto gravissimi erano però invisibili. Non mi poteva indicare i mali interni e cercava di attrarre la mia attenzione nell’unico luogo in cui la sua sofferenza sembrava manifestarsi visibilmente. Chirologicamente, la zona era relativa alla donazione di sé agli altri (ogni punto del corpo ha un significato simbolico), la sua apertura pollice-indice era eccessiva. La microscopica costellazione era per lei un segnale grave da prendere in considerazione.  Così ho lavorato con lei prendendo per buona l&#8217;indicazione chirologica (angolo pollice-indice troppo aperto), e programmando la sua vita futuro, dopo l&#8217;immediata operazione al tumore, per una ristrutturazione della sua vita in modo che si occupasse meno degli altri, come aveva fatto fino a quel momento, ma recuperasse la propria centralità narcisistica e felice e la propria creatività soddisfatta. </p>
<p>Se le somatizzazioni possono avere un organo bersaglio personale dove abbiamo maggiori reazioni organiche agli urti della vita, possiamo poi fare una lettura metaforica dei sintomi secondo una topografia generale e una interpretazione simbolica delle varie parti del corpo.<br />
In linea generale, per la maggior parte delle persone, il lato destro del corpo rappresenta le nostre valenze maschili o il rapporto col padre o il partner di sesso maschile, la parte sinistra del corpo rappresenta le nostre valenze femminili e il rapporto con la madre e il partner di sesso femminile. Per cui la prima cosa interessante è guardare in quale lato del corpo abbiamo più patologie.</p>
<p>Precisiamo che maschile e femminile per Freud sono due generi contrapposti ben distinti in base a differenze sessuali, mentre per Jung sono come lo Yin e Yang taoisti, due energie polari ma complementari, due valenze che coesistono nello stesso individuo, indipendentemente dal suo genere, due archetipi, cioè due vie dell’energia che come ogni archetipo possono avere un lato negativo e un lato positivo.<br />
Per Freud esisteva solo il genere maschile, come genere sessuale vincente, prioritario e forte, mentre il genere femminile restò per lui sempre un enigma, quasi fosse difettato e mancante. L’omosessualità era per lui una patologia grave che doveva essere curata, una devianza patologica dalla normalità. In quanto alla sessualità femminile, la considerò un tale mistero, al punto da dire che, essendo le donne mancanti del pene, non poteva valere per loro un’idea di morale basata sulla minaccia arcaica di una castrazione ed erano perciò prive di qualsiasi morale.<br />
Jung fece un balzo dalla considerazione sessuomane del maschile freudiano all’intuizione di due valenze psichiche universali coesistenti nello stesso individuo, che dovevano trovare il loro equilibrio e il loro accordo, essendo ambedue necessarie all’armonia della vita. Qualora questo equilibrio fosse trovato nella cittadella della psiche, sarebbe stato più facile armonizzare nella vita famigliare e sociale uomini e donne, riconoscendo la loro diversità e la loro complementarietà, con un valido aiuto al benessere collettivo.</p>
<p>Leggendo le parti del corpo in modo simbolico, ogni patologia può essere letta come una indicazione a carattere psicologico, un messaggio che già nella sua localizzazione dà delle indicazioni.<br />
In modo molto semplice si può operare un chek up da soli, mettendosi seduti su un tappeto in terra e saggiando col pollice i vari punti del corpo partendo dai piedi, sopra e sotto, e compiendo dei piccoli cerchietti sulla pelle, saggiando tutti i punti del corpo dove si può arrivare, premendo di più se si trovano punti dolenti.</p>
<p>I piedi sono la nostra base, il punto dove ci appoggiamo alla sicurezza della terra-madre e rappresentano il primo chraka, il radicamente, la stabilità, la sicurezza. Ma senza le dita dei piedi non staremmo eretti. Le dita dei piedi sono il primo rapporto con la madre, quando da neonati la nostra prensilità è simile a quella delle scimmie e ci aggrappiamo al dito che ci viene porto  dalla madre o dalla nutrice e lo stringiamo in modo automatico con le dita dei piedi e delle mani, questo è il primo aggancio alla madre e alla sicurezza. La figura materna non ci dà solo cibo, ci dà amore. Latte e amore sono i nostri primi elementi nutritivi, senza i quali noi moriamo.<br />
Nel metabolismo l’amore materno diventa il dolce del cibo, gli zuccheri. Il diabete, che è una mancata assimilazione degli zuccheri da parte del pancreas, provoca gravi scompensi fisici e chimici e potrebbe essere la conseguenza organica della mancanza di amore materno o della mancanza di amore in genere. Da notare che l’alzarsi della glicemia colpisce in modo particolare i piedi, e in modo doloroso la carne sotto le unghie finché, nei casi più gravi, le dita dei piedi non vanno in cancrena e devono essere amputate, situazione in cui il paziente non può più camminare. In particolare, dolore e amputazione possono colpire l’alluce, un dito del piede che corrisponde al pollice della mano e che, nella medicina cinese come in quella indiana, ha un enorme valore. Esso corrisponde al primo chakra, al radicamento, alla sicurezza, alla sopravvivenza materiale primaria, e, sempre secondo la medicina cinese, è attraversato da un meridiano importante che va al cuore.</p>
<p>Il pollice è tanto importante che, per es., in caso di innalzamento febbrile, si può bucare con un ago sterilizzato (basta metterlo sulla fiamma) la pelle presso l’angolo destro in basso dell’unghia del pollice sinistro e farne uscire una goccia di sangue e il piccolo salasso farà abbassare la temperatura di un grado. 1)<br />
In linea generale, le ginocchia rappresentano simbolicamente la nostra capacità di piegarci, di inchinarci, a una volontà superiore, maschile se è il ginocchio destro, femminile se è il sinistro.</p>
<p>Le zone femminili, zone ovariche o seni, hanno patologie per pene d’amore, abbandoni, lutti, divorzi. Il corpo percepisce la mancanza in modo fisico e reagisce compensandola con un eccesso di cellule, che però sono dannose all’organismo, come se volesse colmare una mancanza.<br />
Caso tipico la morte o l’allontanamento di un figlio, o anche un suo matrimonio preso molto male, che portano a tumori al seno destro per i figli maschi, sinistro per le femmine. La reazione ad un matrimonio o ad un allontanamento di un figlio non è uguale per tutti i figli, ma risente di una complessità di situazioni. In casi più lievi al posto di un tumore si può avere un nodulo o una ciste, per es. una ciste ovarica, e anche qui la localizzazione porta il suo messaggio.</p>
<p>C’è un punto che nella medicina cinese è due dita sopra l’ombellico e nello schema induista corrisponde al terzo chrakra, che è il luogo della volontà, del dominio, del potere. Un uomo ha in qualche modo la possibilità di esercitare su qualcuno questo potere, la donna meno. Per questo quando il potere di autonomia, libertà e indipendenza di una donna è leso, si genera una rabbia che può essere introiettata e non agita, e questa rabbia repressa fa gonfiare la pancia delle donne. La pancia gonfia di rabbia.<br />
L’uomo invece quando eccede nella sua volontà di potere, può rendere massiccio lo stomaco. E’ difficile che un uomo abbia la pancia gonfia, più facile notare un ispessimento e irrigidimento sullo stomaco che in certi uomini diventa come se portassero una corazza.<br />
Ancora diciamo che nell’uomo la rabbia repressa porta a patologie del fegato.</p>
<p>Circa una malattia come l’ulcera si nota come nel tempo se ne sia parlato come di una malattia psicosomatica mentre oggi la si attribuisce a un batterio.</p>
<p>Per i reni si dice che trattengano le lacrime non piante che cristallizzano nei calcoli.</p>
<p>Le spalle riguardano ovviamente i pesi della vita e circa le patologie della colonna dorsale si dice che se la vita è pesa quanto un piccolo sacco di farina la si porta sul collo (artrosi cervicale), se il sacco è più grande, ci si deve piegare di più e sostenerla con la parte della schiena sopra la vita, se è più peso ancora, si deve appoggiarlo fin sotto la vita (creste iliache).<br />
..<br />
<strong>NOTE<br />
</strong><br />
1) La casa editrice Red, che è la casa junghiana per eccellenza, ha testi molto chiari e semplici con mappe del piede e della mano per il massaggio zonale che per ogni punto indicano la corrispondenza con i vari organi del corpo secondo la medicina cinese. In linea di massima il massaggio dell’orecchio, della mano e del piede fanno comunque bene e possono essere usati in forma diagnostica o terapeutica anche in modo autonomo. Potete provare subito a fare queste piccole pressioni circolari due dita sopra il malleolo interno della caviglia, questo punto corrisponde all’intestino ed è spesso dolente. Un altro punto dolente facilmente individuabile è sul palmo; tirate giù una linea dell’indice, un’altra dal pollice, formano una V, nella punta della V c’è come una buchetta che corrisponde alla vescica. Un altro punto che nelle donne è quasi sempre dolente e che dovremmo massaggiare spesso è sullo sterno tra i seni, ed è in relazione alle pene d’amore.<br />
L’orecchio rappresenta un neonato in posizione fetale rovesciata, così che la testa viene a coincidere con il lobo e il bordo è la spina dorsale. Allo stesso modo la parte laterale del piede e della mano sono in corrispondenza con la spina dorsale.</p>
<p>..</p>
<p><strong>ELENCO LEZIONI di JUNG 1</strong></p>
<p>Lezione 1: <a href="http://masadaweb.org/2009/10/06/masada-n%C2%B0-1003-6-10-2009-jung-1-psicoanalisi-lezione-1/">masadaweb.org/2009/10/06/masada-n%C2%B0-1003-6-10-2009-jung-1-psicoanalisi-lezione-1/</a></p>
<p>Lezione 2: <a href="http://masadaweb.org/2009/10/13/masada-n%C2%B0-1007-13-10-2009-jung-1-lezione-2/">masadaweb.org/2009/10/13/masada-n%C2%B0-1007-13-10-2009-jung-1-lezione-2/</a></p>
<p>Lezione 3-4: <a href="http://masadaweb.org/2009/10/27/masada-n%C2%B0-1020-27-10-2009-jung-1-psicoanalisi-lezione-3-4/">masadaweb.org/2009/10/27/masada-n%C2%B0-1020-27-10-2009-jung-1-psicoanalisi-lezione-3-4/</a></p>
<p>Lezione 5: <a href="http://masadaweb.org/2009/11/06/masada-n%C2%B0-1025-6-11-2009-jung-1-psicoanalisi-lezione-5-malattie-psicosomatiche/">masadaweb.org/2009/11/06/masada-n%C2%B0-1025-6-11-2009-jung-1-psicoanalisi-lezione-5-malattie-psicosomatiche/</a><br />
.<br />
http://masadaweb.org</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MASADA n° 1024. 2-10-2009. Alda Merini, una sacra follia ]]></title>
<link>http://masadaweb.org/2009/11/02/masada-n%c2%b0-1025-2-10-2009-alda-merini-una-sacra-follia/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 10:21:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
<guid>http://masadaweb.org/2009/11/02/masada-n%c2%b0-1025-2-10-2009-alda-merini-una-sacra-follia/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;unica radice che ho mi fa male. .. Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/cultura/200911images/merini01g.jpg" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p><em>L&#8217;unica radice che ho mi fa male.</em><br />
..<br />
<em>Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri</em>.<br />
..<br />
<em>Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita</em>.<br />
..<br />
E’ morta Alda Merini per un male incurabile. Se ne va la poetessa dagli esclusi.<br />
Se ne è andata fumando le sue sigarette fino all’ultimo, nel reparto oncologico, a letto, incurante dei divieti. Aveva 78 anni.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Alda Merini è una delle più grandi poetesse italiane del Novecento. Di sigarette ne fuma settanta, a volte ottanta il giorno. «In manicomio ce le passavamo gli uni con gli altri. Stavamo in fila, a testa bassa, dentro i nostri camicioni, nel darci la cicca indugiavamo un po’ per accarezzarci le mani. Erano le uniche ricchezze che avevamo, la sola cosa da fare, il solo gesto umano che ci univa nell’illusione di un breve spazio di normalità». In giro nella sua casa non si vedevano posacenere, il pavimento assomigliava a un campo di stoppie annerite dai falò autunnali. «Le sigarette mi hanno allungato la vita». Sollevava appena il vestito, mostrava le gambe bianche: «Guardi che bella pelle che ho. Lei che ne dice?». La sua simpatia è dolce, nostalgica, attraversata da tenerezze e pudori di bambina.<br />
..<br />
<strong>Dario Cresto-Dina</strong> (Repubblica)</p>
<p><em>I poeti sono spesso poveri. Quasi mai tristi. Si portano dentro l’allegria dei naufraghi. Oppure lo sberleffo, che è la vanità degli artisti. È così per la Merini. La immaginavo, chissà perché, sempre sola nel cerchio tracciato dalla sua musa e invece ho scoperto che aveva dietro moltitudini di anime, amori, vite, dolori e piccole felicità passeggere, un’esistenza spezzata in tanti fiumi alcuni dei quali si sono seccati nella terra mentre altri, alla fine e fortunosamente, sono riusciti a riemergere e ricongiungersi. I poeti non perdono mai nulla, o abbandonano soltanto ciò di cui vogliono liberarsi. Alda Merini parlava per esempio di Eugenio Montale, uno dei suoi uomini preferiti. Diceva proprio così, «uomini», anche se con Montale non c’è stato nulla di più di un’amicizia. Ricordava quei versi indimenticabili che riportano tanti di noi al sapore dell’infanzia: Qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza, ed è l’ odore dei limoni</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Dacia Maraini</strong></p>
<p>&#8220;<em>Alda Merini era una persona straordinaria, con un umorismo incredibile che applicava anche a se stessa. Sapeva ridere, di sé e degli altri, e aveva uno sguardo acutissimo sulle cose del mondo. Poi però era di un&#8217;ingenuità&#8230; quasi come se cadesse dalla luna. Era bello questo misto di ingenuità e grande sapienza. Avrebbe meritato il Nobel per la poesia. Se fosse vissuta ancora, avrebbe scritto ancora tante poesie, aveva una freschezza e una giovinezza che si portava dietro nonostante gli anni.<br />
Era stata rinchiusa in manicomio quando ancora esistevano i manicomi, che poi erano delle prigioni. Ha sofferto tanto sulla sua pelle e solo tardi e&#8217; stata riconosciuta come scrittrice ed e&#8217; stata molto amata come poetessa</em>».</p>
<p><strong>Canzone per Alda Merini</strong><br />
Roberto Vecchioni</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZndZqVSzSIs">www.youtube.com/watch?v=ZndZqVSzSIs</a></p>
<p><em>Noi qui dentro si vive in un lungo letargo,<br />
si vive afferrandosi a qualunque sguardo,<br />
contandosi i pezzi lasciati là fuori,<br />
che sono i suoi lividi, che sono i miei fiori.<br />
Io non scrivo più niente, mi legano i polsi,<br />
ora l&#8217;unico tempo è nel tempo che colsi:<br />
qui dentro il dolore è un ospite usuale,<br />
ma l&#8217;amore che manca è l&#8217;amore che fa male.<br />
Ogni uomo della vita mia<br />
era il verso di una poesia<br />
perduto, straziato, raccolto, abbracciato;<br />
ogni amore della vita mia<br />
ogni amore della vita mia<br />
è cielo è voragine,<br />
è terra che mangio<br />
per vivere ancora </em></p>
<p><em>Dalla casa dei pazzi, da una nebbia lontana,<br />
com&#8217;è dolce il ricordo di Dino Campana;<br />
perchè basta anche un niente per essere felici,<br />
basta vivere come le cose che dici,<br />
e divederti in tutti gli amori che hai<br />
per non perderti, perderti, perderti mai.</em></p>
<p><em>Cosa non si fa per vivere,<br />
cosa non si fa per vivere,<br />
guarda&#8230; Io sto vivendo;<br />
cosa mi è costato vivere?<br />
Cosa l&#8217;ho pagato vivere?<br />
Figli, colpi di vento&#8230;<br />
La mia bocca vuole vivere!<br />
La mia mano vuole vivere!<br />
Ora, in questo momento!<br />
Il mio corpo vuole vivere!<br />
La mia vita vuole vivere!<br />
Amo, ti amo, ti sento</em>!</p>
<p><em>Ogni uomo della vita mia<br />
era il verso di una poesia<br />
perduto, straziato, raccolto, abbracciato;<br />
ogni amore della vita mia<br />
ogni amore della vita mia<br />
è cielo è voragine,<br />
è terra che mangio<br />
per vivere ancora</em></p>
<p><strong>Doriana Goracci</strong></p>
<p>Cari studenti delle scuole italiane, leggete ancora Ada Negri,  mandate giù a memoria l’ Adelchi e anche qualche brano dei Promessi Sposi? La Ginestra vi hanno detto che non è solo un fiore forte e selvaggio? Oggi vi dico, pretendete che vi facciano leggere Alda Merini, che la biblioteca della scuola abbia i suoi libri di poesia, da comprare  con la cassa comune, cercate come un tesoro notizie della sua vita, ne scoprirete tante di gemme. Voi copiatela, scopiazzatela, rubate le frasi, scrivetele sui diari e nelle mani, anche su un muro, che tanto fanno schifo quelli delle città. Fatevi carezzare da questa matta, scomparsa oggi a qualunque sguardo non a quello di chi ancora fruga tra le sue parole, i sogni…Ogni mattina, un piccolo morso, un assaggio, un ripasso d’amore di normale follia…”Cambierà  Schiena dritta contro il vento…”</p>
<p>Alda Merini</p>
<p><em>Fosse mai scesa una carezza<br />
che attraversasse i secoli<br />
come una lama aperta.<br />
Oh strazio della mia mente<br />
che ha amato un ragazzo libero<br />
che non conosce patria<br />
ti avrei rinchiuso in un manicomio<br />
se le lacrime verdi del tuo sguardo<br />
non mi avessero regalato canzoni</em></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/sdDnHbmHfQM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/sdDnHbmHfQM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><strong>Roberto Vecchioni parla di lei:<br />
</strong></p>
<p><a href="http://tv.repubblica.it/copertina/e-morta-alda-merini-il-ricordo-di-roberto-vecchioni/38571?video">tv.repubblica.it/copertina/e-morta-alda-merini-il-ricordo-di-roberto-vecchioni/38571?video</a></p>
<p><strong>Alda Merini</strong></p>
<p><em>&#8220;Gli anni piu’ belli della mia vita li ho trascorsi in manicomio. Li’ non scrivevo piu’, ma ho imparato cos’e’ l’amore, che e’ molto piu’ grande della poesia. Li’ nessuno si lamentava, nonostante si soffrisse molto. Ed e’ stata una felicita’ per noi tutti, l’accorgersi del dolore dell’altro. E’ questo l’amore che intendo. Mi infastidisce la curiosita’, l’infelicita’ degli altri, la lagnosita’. Io non ho mai desiderato il mio compagno di cella, ma gli ho voluto molto bene. Ultimamente, uno di loro mi ha chiamata dicendo: “ mi vien da piangere, adesso che sei diventata celebre, non per amore, ma perche’ non ti ricordi piu’ di quando ti coprivo le spalle</em>”.<br />
..<br />
<em>Si va in manicomio per imparare a morire</em>.<br />
..<br />
<em>Di fatto, non esiste pazzia senza giustificazione e ogni gesto che dalla gente comune e sobria viene considerato pazzo coinvolge il mistero di una inaudita sofferenza che non è stata colta dagli uomini</em>.<br />
..<br />
<em>La salute non ha mai prodotto niente. L&#8217;infelicità è un dono. Io mangio solo per nutrire il dolore. La preparazione alla morte dura una vita intera</em>.<br />
..<br />
<em>È una vita che cerco riparo dalla santità.</em><br />
..<br />
Il gobbo</p>
<p><em>Dalla solita sponda del mattino<br />
Io mi guadagno palmo a palmo il giorno:<br />
il giorno dalle acque cosi’ grigie,<br />
dall’espressione assente</em>.</p>
<p><em>Il giorno io lo guadagno con fatica<br />
Tra le due sponde che non si risolvono,<br />
insoluta io stesa per la vita<br />
… e nessuno m’aiuta</em>.</p>
<p><em>Ma viene a volte un gobbo sfaccendato,<br />
un simbolo presago d’allegrezza<br />
che il dono di una strana profezia</em>.</p>
<p><em>E perche’ vada incontro alla promessa<br />
Lui mi traghetta sulle proprie spalle</em>.</p>
<p>..</p>
<p><em>Io come voi sono stata sorpresa mentre rubavo la vita,<br />
buttata fuori dal mio desiderio d&#8217;amore.<br />
Io come voi non sono stata ascoltata<br />
e ho visto le sbarre del silenzio<br />
crescermi intorno e strapparmi i capelli.<br />
Io come voi ho pianto,<br />
ho riso e ho sperato.<br />
Io come voi mi sono sentita togliere<br />
i vestiti di dosso<br />
e quando mi hanno dato in mano<br />
la mia vergogna<br />
ho mangiato vergogna ogni giorno.<br />
Io come voi ho soccorso il nemico,<br />
ho avuto fede nei miei poveri panni<br />
e ho domandato che cosa sia il Signore,<br />
poi dall&#8217;idea della sua esistenza<br />
ho tratto forza per sentire il martirio<br />
volarmi intorno come colomba viva.<br />
Io come voi ho consumato l&#8217;amore da sola<br />
lontana persino dal Cristo risorto.<br />
Ma io come voi sono tornata alla scienza<br />
del dolore dell&#8217;uomo,<br />
che e’ la scienza mia</em> &#8220;</p>
<p>..</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2590/4065530793_ac7566bb1a.jpg" alt="" width="40%" height="40%" /></p>
<p><em>Bambino, se trovi l&#8217;aquilone della tua fantasia<br />
legalo con l&#8217;intelligenza del cuore.<br />
Vedrai sorgere giardini incantati<br />
e tua madre diventera’ una pianta<br />
che ti coprira’ con le sue foglie.<br />
Fa&#8217; delle tue mani due bianche colombe<br />
e portino la pace ovunque<br />
e l&#8217;ordine delle cose.<br />
Ma prima di imparare a scrivere<br />
guardati<br />
nell&#8217;acqua del sentimento</em>.</p>
<p>..</p>
<p><em>Che la terra ti sia finalmente lieve<br />
Io non ho bisogno di denaro.<br />
Ho bisogno di sentimenti,<br />
di parole, di parole scelte sapientemente,<br />
di fiori detti pensieri,<br />
di rose dette presenze,<br />
di sogni che abitino gli alberi,<br />
di canzoni che facciano danzare le statue,<br />
di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.<br />
Ho bisogno di poesia,<br />
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,<br />
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi</em>.</p>
<p>La pace</p>
<p><em>La pace che sgorga dal cuore<br />
e a volte diventa sangue,<br />
il tuo amore<br />
che a volte mi tocca<br />
e poi diventa tragedia<br />
la morte qui sulle mie spalle,<br />
come un bambino pieno di fame<br />
che chiede luce e cammina.<br />
Far camminare un bimbo è cosa semplice,<br />
tremendo è portare gli uomini<br />
verso la pace,<br />
essi accontentano la morte<br />
per ogni dove,<br />
come fosse una bocca da sfamare.<br />
Ma tu maestro che ascolti<br />
i palpiti di tanti soldati,<br />
sai che le bocche della morte<br />
sono di cartapesta,<br />
<em>più sinuosi dei dolci<br />
le labbra intoccabili<br />
della donna che t&#8217;ama</em>.<br />
..</em></p>
<p><a href="http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=29f410e813fd33d4">oknotizie.virgilio.it/go.php?us=29f410e813fd33d4</a></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/qzO7FviRWgU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/qzO7FviRWgU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><em>La sua poetica, fatta di ardente visionarietà, profonda, ma al tempo stesso sommessa e inquieta, colloca Ada Merini tra le maggiori autrici del Novecento e dei primi anni 2000.</em></p>
<p><em><em>Sono nata il ventuno a primavera<br />
ma non sapevo che nascere folle,<br />
aprire le zolle<br />
potesse scatenare tempesta</em>.</em></p>
<p><em>Nata in una famiglia modesta, minore di tre fratelli, frequenta le scuole professionali e non riesce ad essere ammessa al Liceo Manzoni. Studia il pianoforte che ama molto.<br />
Esordisce a soli quindici anni, sotto la guida di Giacinto Spagnoletti che fu lo scopritore del suo talento artistico. Nel 1947, Merini incontra &#8220;le prime ombre della sua mente&#8221; e viene internata per un mese a Villa Turro. Quando ne esce, alcuni amici le sono vicino tra cui Giorgio Manganelli.</em></p>
<p><em>“<em>Grande vena, e grande follia: la scoprirono insieme lei e Giorgio Manganelli, il nostro scrittore più lunare, nel corso di un amore agitatissimo, che segnò anche il primo ricovero in ospedale psichiatrico. Di lui diceva: «Fu il mio primo amore, fu grande amore. Era timidissimo, cincischiava, arzigogolava per paura di amare. Oh non era un conquistatore! Io, ogni tanto, gli davo qualche sberla&#8230;». Per il resto, la vita schiaffeggiava lei</em>.”(Mario Baudino)</em></p>
<p><em>Giacinto Spagnoletti sarà il primo a pubblicarla nel 1950, nell&#8217;Antologia della poesia italiana 1909-1949, con le poesie Il gobbo e Luce.<br />
Tra il 1950 al 1953 la Merini frequenta per lavoro e per amicizia Salvatore Quasimodo. Nel 1953 si sposa e ha la prima figlia.</em></p>
<p><em>«<em>Ho avuto quattro figlie. Allevate poi da altre famiglie. Non so neppure come ho trovato il tempo per farle. Si chiamano Emanuela, Barbara, Flavia e Simonetta. A loro raccomando sempre di non dire che sono figlie della poetessa Alda Merini. Quella pazza. Rispondono che io sono la loro mamma e basta, che non si vergognano di me. Mi commuovono».<br />
Ha avuto un marito, Ettore Carniti, molto amato, molto geloso e, dice lei, anche parecchio infedele. Una notte che era rientrato a casa con addosso il profumo di un’ altra donna, come il Tomàs dell’Insostenibile leggerezza dell’essere di Kundera, lei gli spaccò in testa una sedia dorata. «Quella lì», me la indica. La spalliera è tutta incerottata. Mi invita a sollevarla. È pesantissima. Lui sopravvisse eroicamente allo schianto, chiamò l’ambulanza e la portarono in ricovero coatto al Paolo Pini, l’ex manicomio di Milano ora diventato un parco e un teatro. «Ma io laggiù non ci ho mai più messo piede, ho paura. Terrore purissimo</em>». (Dario Cresto-Dina)</em></p>
<p><em>Inizia un triste periodo di silenzio e di isolamento, dovuto all&#8217;internamento in manicomio che dura fino al 1972 (anche se intervallato da alcuni ritorni in famiglia, durante i quali nascono altre tre figlie).<br />
Si alterneranno periodi di salute e malattia che durano fino al 1979 quando la Merini ritorna a scrivere, dando il via ai suoi testi più intensi sulla drammatica e sconvolgente esperienza del manicomio, &#8220;La Terra Santa&#8221;.<br />
Nel 1981 muore il marito e, rimasta sola, la poetessa dà in affitto una camera della sua abitazione al pittore Charles e comincia a comunicare telefonicamente con il poeta Michele Pierri che aveva dimostrato di apprezzare la sua poesia. Lo sposa nell&#8217;ottobre del 1983 e va a vivere a Taranto, dove rimane per tre anni.<br />
Torna a Milano nel 1986 dopo aver sperimentato nuovamente gli orrori del manicomio di Taranto. Riprende a scrivere e ad incontrare i vecchi amici.<br />
Sono anni fecondi dal punto di vista letterario e di conquista di una certa serenità. Nell&#8217;inverno del 1989 la poetessa frequenta il caffè-libreria &#8220;Chimera&#8221;, situato poco lontano dalla sua abitazione sui Navigli, e offre agli amici del caffè i suoi dattiloscritti.</em></p>
<p>“<em>Lei è così. Salta da un argomento all’altro. Li accatasta alla rinfusa, come gli oggetti di questa minuscola casa al 47 su Ripa di Porta Ticinese. Di fronte ci sono una chiesa di mattoni bruniti e l’acqua scura come la pece del naviglio. Camera da letto, bagno, cucinino, studio. Ci si sposta solamente mettendosi di fianco, schiacciandosi come acciughe contro gli indecifrabili relitti che coprono le pareti. Nel gioco dei pieni e dei vuoti, questi ultimi hanno avuto clamorosamente la peggio.</em>” (Dario Cresto-Dina)</p>
<p>Negli anni seguenti diverse pubblicazioni consolidano il ritorno sulla scena letteraria.  Le viene assegnato il Premio Librex-Guggenheim &#8220;Eugenio Montale&#8221; per la Poesia, che la consacra tra i grandi letterati contemporanei e la accosta a grandi scrittori, poi il&#8221;Premio Viareggio&#8221; e  il &#8220;Premio Procida-Elsa Morante&#8221;.<br />
Alla fine degli Anni 90, le fu conferita la laurea honoris causa dall’Università di Messina.</p>
<p>“<em>La tv aveva fatto di quel personaggio così inconsueto, così attraversato dalla follia e proteso quasi selvaggiamente verso tutto ciò che è vita, l’amore in primo luogo, un’icona mediatica. Da allora, da quando Maurizio Costanzo aveva preso a invitarla al suo talk show, rappresentò l’unico caso di poeta italiano che vendesse anche ventimila copie l’anno</em>”. (Mario Baudino)</p>
<p>La sua poesia nasce spontaneamente in forma orale e altri trascrivono, fenomeno che resta unico dentro all&#8217;universo della poesia contemporanea.<br />
La sua poesia più recente aveva carattere mistico.</p>
<p>&#8220;<em>La mia religiosità è molto pagana. Pagana e gaudente. Mi sono sempre comportata da grande peccatrice e non mi sono mai pentita. Non vado in chiesa a mormorare, d’altra parte le chiese sono sempre vuote. Non prego. Ma credo che Dio sia qui con me. Ne avverto la presenza, annuso il suo odore, sento dentro di me la pace divina. Due cose sopra tutte mi convincono dell’esistenza di Dio: che non sono padrona delle mie volontà e che l’Oceano Pacifico non possono averlo creato gli scienziati. Mi basta questo. Nego l’aldilà e la resurrezione. Se guardo tutto ciò di meraviglioso che Dio ha creato su questo terra, come posso credere che mi regali anche il paradiso? Sarà per questo motivo che non penso mai alla morte. A meno che non sia già morta. Lei che ne dice?</em>»</p>
<p>&#8220;<em>Non potrei vivere senza la fede, scrisse in passato. Quand’era ragazzina, affezionata alla storia di Santa Teresina del Bambin Gesù, tentò di entrare in convento. Fu una fugace esperienza. «Sono una contemplativa, non mi piacciono i rumori, amo la solitudine». La famiglia andò a riprendersela. Finì a fare pratica da stenografa negli studi di alcuni avvocati fallimentari. Il primo impiego lo perse subito perché componeva poesie durante l’orario di lavoro. «Mi buttarono fuori. Erano taccagni, mamma mia, lei non ne ha idea dell’avarizia degli avvocati. Ma adoravo il loro modo di scrivere gli atti. Mi accorsi che gli avvocati scrivono bene». Nel centro di Milano percorreva ogni mattina la stessa strada. Era il 1948. Le capitava di incontrare sovente un signore minuto, curvo, silenzioso, di un’eleganza dimessa. A lui dedicò una delle sue prime poesie, Il gobbo. Mi viene incontro a volte un gobbo sfaccendato, un simbolo presago d’allegrezza che ha il dono di una strana profezia. Quell’uomo era Enrico 