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	<title>matt-castello &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "matt-castello"</description>
	<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 13:55:01 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Settantacinque allenatori cubani]]></title>
<link>http://doubleplay.wordpress.com/2008/01/28/settantacnque-allenatori-cubani/</link>
<pubDate>Mon, 28 Jan 2008 15:25:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Maurizio Roveri</dc:creator>
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<description><![CDATA[di FRANCO LUDOVISI Il numero dei tecnici cubani che quest’anno arriveranno in Italia a disposizione ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><b>di FRANCO LUDOVISI</b></p>
<p>Il numero dei tecnici cubani che quest’anno arriveranno in Italia a disposizione delle nostre Società è settantacinque; a questi si aggiungeranno senz’altro tecnici stranieri provenienti da altre nazioni.<br />
Un bel numero.<br />
Ricordo che in passato, quando tecnici provenienti da Cuba tramite l’intervento federale erano sì e no una dozzina, si levò il pubblico dissenso di Enzo Blanda, allenatore assai visibile in quel periodo, che non vedeva positivamente questa intrusione “forzata” di persone che toglievano spazio ai nostri Tecnici che allora non ne avevano poi tanto, a suo dire.<br />
E che questo dissenso non dovesse essere manifestato lo dimostrò l’intervento del presidente federale Notari che inflisse una discreta squalifica a Blanda. I toni di Blanda erano, diciamo così, alquanto “forti ed espliciti” nella contestazione.<br />
Qui vorrei trattare non dell’opportunità o meno che questi personaggi allenino da noi, ma i pro e i contro che questa (massiccia) presenza crea.<!--more--><br />
Non parlo per sentito dire dal momento che ho avuto occasione di collaborare a lungo con tecnici cubani e non. Parlo per esperienza diretta.<br />
Si tenga ancora presente, come premessa, che tranne rare eccezioni questi tecnici non vengono impiegati ad altissimo livello.<br />
Il primo problema che si presenta è che questi tecnici, per ragioni di costi, giungono in Italia all’inizio della stagione agonistica. A volte tardano tanto che le Società chiedono ad un tecnico italiano di surrogarli nel pre-stagione: a me è capitato nel 2001 a Verona. Aderii per amicizia.<br />
Questa situazione mette a disagio la squadra che inizia semmai la fase invernale con un preparatore, per passare ad un altro nel pre-stagione  e per finire con un terzo, lo straniero, in campionato.<br />
E tutto va bene se i tre tecnici sono sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda. Se non lo sono nascono problemi grossi che, come per il mio caso personale a Cesena nel 1993, portarono all’interruzione della collaborazione perché i metodi miei, adottati fino all’arrivo del cubano Alcalde, non erano compatibili col suo modo di vedere il baseball.<br />
L’anno seguente il Cesena non ebbe né il suo vecchio allenatore, né il suo cubano.<br />
Ricominciò da capo.<br />
Il tecnico italiano che conduce la preparazione invernale e il pre-stagione può sentirsi defraudato del suo lavoro e della sua squadra; anche se accetta la situazione viene di fatto relegato a mansioni minori. E quando gli chiederai, in autunno, di riprendersi la squadra con che motivazioni accetterà?<br />
Poi se la squadra va bene il merito è dello straniero; se va male la colpa è della preparazione sbagliata, diranno.<br />
Altra problematica è che gli stranieri sono abituati ad allenare tutti i giorni e, a volte, lo pretendono, come successe a Padova nel 1990 quando a  Matt Castello, formidabile giovane coach,<br />
dicemmo che gli allenamenti ufficiali erano due, martedì e giovedì, e i rimanenti giorni facoltativi.<br />
Fortunatamente i ragazzi del Padova li fecero diventare tutti obbligatori, altrimenti si rischiava una forte demotivazione dell’allenatore.<br />
Questo però in genere non avviene con gli allenatori cubani, molto più propensi ad adattarsi alle nostre abitudini: a mio giudizio, perché tengono molto a ritornare in Italia anche per un fattore economio. Quindi si adeguano ai desideri delle Società e non danno più quello che avrebbero potuto dare. E quello che possono dare è tanto: nel 1997, nella Nazionale Militare, avevo come collaboratori  Hernandez pitching coach della Nazionale Seniores, Medina  in seguito a fare grande il Grosseto  ed a volte anche la “supervisione” di Igino Velez campione Olimpico ad Atene e non mi stupivo mai nel vedere i progressi dei ragazzi a noi affidati sotto le cure di questi indubbi campioni dell’allenamento.<br />
Venendo invece agli aspetti positivi, gli allenatori stranieri sono una infinita fonte di novità per i tecnici italiani che non possono avere molti contatti col mondo più evoluto del baseball.<br />
Per i giocatori poi un vantaggio eccezionale, per le nuove tecniche apportate e per il gesto tecnico  correttamente dimostrato.<br />
Sia che tu sia allenatore o giocatore, se segui attentamente l’allenatore straniero aumenti senza ombra di dubbio le tue conoscenze e capacità: e poi, se sei allenatore e vali qualcosa non ti spaventerai mica della concorrenza!<br />
Volutamente non traggo conclusioni.</p>
</div>]]></content:encoded>
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