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	<title>matti-da-slegare &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/matti-da-slegare/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "matti-da-slegare"</description>
	<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 13:58:00 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[13 MAGGIO 2008: 30 anni dalla legge Basaglia]]></title>
<link>http://arcanopennazzi.wordpress.com/2008/05/14/13-maggio-2008-30-anni-dalla-legge-basaglia/</link>
<pubDate>Wed, 14 May 2008 12:07:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Arcano Pennazzi</dc:creator>
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<description><![CDATA[CINEMA E FOLLIA. INTERVISTA CON SILVANO AGOSTI AMICO DI BASAGLIA E AUTORE DI NUMEROSE OPERE DEDICATE]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3 style="text-align:justify;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/p-WTmD7MJSE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/p-WTmD7MJSE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><a href="http://www.azzurroscipioni.com/ita/diario14052008.asp" target="_blank">CINEMA E FOLLIA. INTERVISTA CON SILVANO AGOSTI AMICO DI BASAGLIA E AUTORE DI NUMEROSE OPERE DEDICATE ALLE PERSONE MALATE DI MENTE, TRA CUI “ LA SECONDA OMBRA” ISPIRATO PROPRIO A BASAGLIA</a></h3>
<h3 style="text-align:justify;">Chi era l’uomo Basaglia, come lo hai conosciuto?<br />
‘’Era una persona serena e, come i fiumi e come la vita, incapace di fermarsi. Era una persona estremamente gradevole da frequentare e si leggevano sul suo volto solo tutte le ammaccature della mediocrità circostante, dell’ambiente, della cultura italiana con quella sua ottusità programmatica, con la sua indifferenza pachidermica , con la sua ipocrita volontà di innovare conservando sempre tutto persino le carte stracce, gli stracci, il passato, con le sue lotterie, i suoi campi di calcio pieni di poveri Cristi. Aveva sul volto soltanto queste tracce, ma per il resto era sicuramente un bambino cresciuto’’.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Un oblio dovuto più alla personalità di Basaglia o alla realtà esterna?<br />
‘’Ho voluto far riemerge dall’oblio il nome di Franco Basaglia. Un oblio dovuto al fatto che questa attuale cultura, la cui ferocia è senza pari non gradisce tutto ciò che si riferisce alla vita. Ciò che è vitale è fastidioso per un territorio economico e quindi Basaglia appartenendo in modo totale alla vita va dimenticato”.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Basaglia non era in fondo un po’ utopista?<br />
‘’Prima di tutto il progetto di Basaglia non era un’utopia perché in parte si è realizzato. Cioè che 148.000 persone che vivevano legate ai letti con le camice di forza e venivano picchiate sistematicamente tutti i giorni, subivano l’elettroshock e morivano a grappoli oggi non sono più recluse’’.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Fino a pochi anni fa era aperto, per fare un esempio, il manicomio di Agrigento un posto terribile, come è stato documentato…<br />
‘’Adesso non esiste più, perché qualsiasi manicomio è fuorilegge. L’originaria legge 180 che poi è stata assimilata dalla riforma sanitaria è in vigore da molti anni ma molti ancora non sanno che non è più possibile come allora che una persona venga presa portata in manicomio e tenuta lì per trent’anni. Ti possono tenere due settimane massimo poi devono dare una diagnosi e farti uscire. Ci sono i cosiddetti Cim, day hospital, quelle ASL che hanno questo compito di ricevere queste persone in zone che si chiamano ‘’di riabilitazione’’ che vengono esaminate, curate, aiutate ma non c’è più la reclusione. Ci sono dei residui di manicomi, qua e là, spesso per i cosiddetti ‘’cronici’’ che sono in genere delle persone molto anziane per cui fra un po’ di tempo questi saranno morti tutti per cui i manicomi saranno completamente vuoti.’’</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Il problema è che una volta usciti dai manicomi questi malati si sono ritrovati spesso nel nucleo famigliare d’origine creando talora degli effettivi problemi.<br />
‘’Per prima cosa direi che è la famiglia stessa che molto spesso ha condotto sull’orlo della follia queste persone…”</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Tu consideri dunque la follia come un supporto sociale diciamo ‘successivo’ in una persona, non un’anomalia originaria ed innata…<br />
‘’Intanto il numero delle persone che possono essere soggette a delle reali anomalie mentali è talmente esiguo che si risolverebbe con un solo ospedale in tutt’ Italia… Il problema è che negli ex-manicomi ogni malato rendeva ogni giorno l’equivalente di cento euro di oggi, e quindi venivano reclutate il più possibile malati, gente disoccupata, alcolizzati…tutti i manicomi erano stracolmi. Ogni manicomio poteva contenere, mille, duemila talvolta anche più ricoverati…sa basta fare duemila ricoveri per cento euro fa duecento mila euro al giorno. Li liquidavano con una fetta di mortadella e due savoiardi, ed ecco fatto, duecentomila euro al giorno! Era un business.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">E’ cambiata la tua idea di malattia mentale dai tempi di ‘’Matti da slegare’’?<br />
‘’Io non credo che la malattia mentale sia diversa dal raffreddore, o dalla peritonite. La malattia mentale ha la dignità di qualsiasi altra malattia, certo ci può essere una follia squallida ed una ricca, saggia. Ma, invece, quando la malattia diventa un mercato probabilmente è molto importante che ci siano milioni di persone che prendono l’influenza e allora magari le case farmaceutiche studiano un virus dell’influenza che mettono forse in qualche cibo in modo che così hanno un mercato, capisce… perché dopo potranno produrre il vaccino contro l’influenza. Siccome io non mi fido per niente di questi regimi che in questo momento governano il mondo, immagino che possano fare qualsiasi cosa pur di creare dei mercati e a suo tempo anche la malattia mentale è stata un mercato perché in un centro urbano tutta la città viveva economicamente sul manicomio… duemila persone a cui dar da mangiare, per esempio i negozianti facevano affari d’oro…</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Cosa è cambiato nella società rispetto al rapporto con la malattia mentale dai tempi di “Matti da slegare” (’75) a “La seconda ombra” (2000)?<br />
“La situazione è molto cambiata. Ai quei tempi il rapporto con la malattia mentale praticamente non esisteva. Oggi esiste una cultura diversa, il rapporto c’è anche se c’è il terrore di guardare se stessi di tanti- l’assurdità di tanti comportamenti e situazioni della propria vita scoprirsi un po’ insani di mente, dallo stress semicronico alla frequente e triste audodistruttività della propria vita quotidiana. E’ chiaro allora che la persona con un disturbo mentale può venire allontanata ‘da sé’, anche solo come idea, non dico ricerca; o stigmatizzato, isolato, come forma di autodifesa, scarico, rimozione. E’ un confronto con sé stessi, prima che con una persona che possono risultare difficili e problematici anche se spesso vitali”.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Perché si è parlato molto di questo film ma lo si è visto poco? Perché non ci sono come all’estero delle sale pubbliche anche per un cinema come il suo?<br />
‘’Io amo molto l’idea di rappresentare sempre di più la vergogna di questa cultura. Mi piace molto l’idea di andare avanti a creare delle opere e di lasciar pure che questa società non ne fruisca così come si lascia sbagliare un figlio. Probabilmente gli aggregati sociali hanno bisogno di trascurare gli aspetti forse più importanti che sono la creatività e la poesia e quindi io ho fatto un film come espressione massima della mia vitalità sicuro che se non è adesso sarà tra cinquant’anni tra duecento anni, sicuro che sto dialogando con una parte vitale dell’umanità. Che poi i regimi attuali si frappongono fra la mia voce e l’ascolto di questa parte vitale dell’umanità questo non è problema mia però io sono sicuro che il mio dire, il mio rappresentare , le mie immagini arriveranno allo sguardo di milioni di persone non so quando e non so neanche come, però lo sento. Questo non mi emozione di più di quanto quell’albero lì sappia ogni giorno milioni di persone lo vedono, non è che per questo lui si esalta, dice tanto peggio per chi non mi guarda. Quindi non è che io mi esalto al pensiero che milioni di persone possano vedere i miei films , lo trovo assolutamente naturale, semmai mi sconcerta il fatto che milioni di persone oggi non possano vedere i miei films , grazie anche a dei guardiani molto ferrei del regime’’</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Che cosa è stato il ‘dopo Basaglia’?<br />
‘’Esattamente quello che è un set quando si sono spente le luci. Una volta sparita la luce Basaglia il set della psichiatria è altrettanto malinconico di qualsiasi set quando vengono spente le luci . Per questo io uso il sole, perché il sole non si può spegnere, allora il mio set rimane sempre illuminato.’’</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Quindi diciamo l’evoluzione dell’idea di Basaglia a che punto è arrivata..?<br />
&#8220;E’ molto meglio accorgersi che questa società è contro l’essere umano e cercare di costruire un’altra società dove il pensiero di Basaglia sia non solo normale ma ovvio .’’</h3>
<h3 style="text-align:justify;">UMBERTO RONDI</h3>
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