<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>maurizio-pallante &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/maurizio-pallante/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "maurizio-pallante"</description>
	<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 23:35:02 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[I Probiotici sono una bufala, perciò fatevi lo yogurt in casa!!!]]></title>
<link>http://unpodimondo.wordpress.com/2009/10/19/i-probiotici-sono-una-bufala-percio-fatevi-lo-yogurt-in-casa/</link>
<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 14:41:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>unpodimondo</dc:creator>
<guid>http://unpodimondo.wordpress.com/2009/10/19/i-probiotici-sono-una-bufala-percio-fatevi-lo-yogurt-in-casa/</guid>
<description><![CDATA[Foto &quot;Homemade yogurt&quot; by Leamington Malfoof - flickr Oggi parliamo di yogurt. Quando ero ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img title="Homemade yogurt" src="http://farm3.static.flickr.com/2309/2064771464_c3036a6302.jpg" alt="Foto Homemade yogurt by Leamington Malfoof - flickr" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">Foto &#34;Homemade yogurt&#34; by Leamington Malfoof - flickr</p></div>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Oggi parliamo di yogurt. Quando ero ragazzo nel supermercato c&#8217;erano solo tre o quattro marche, e lo  yogurt si distingueva fra quello bianco e quello alla frutta, con alcuni (ma non tantissimi) gusti: fragola, banana, malto, ananas, ciliege  e poco più. Oggi se andate in un supermercato trovate metri e metri di scaffali ripieni di yogurt di tutti i tipi: in quello in cui vado io, occhio e croce, lo scaffale dello yogurt è di circa 6 &#8211; 7 mt. di lunghezza per 2 di altezza. Ormai lo yogurt non è più un prodotto “semplice” (latte che ha subito una fermentazione da parte di alcuni bacilli che hanno trasformato il lattosio in acido lattico) ma grazie ai maghi del marketing è diventato un elisir di lunga vita: ci sono yogurt che aumentano le difese immunitarie, alcuni che vi fanno andare al bagno come orologi svizzeri ed infine altri che vi permettono di mangiare tutte le schifezze dei fast food garantendovi che bevendo una boccettina vi rimetteranno a posto il colesterolo&#8230; Presto avremo sicuramente anche qualche yogurt che guarirà le unghie incarnite! Se proprio non abboccate al richiamo degli yogurt &#8220;salutistici&#8221; i pubblicitari vi attireranno con messaggi godereccio-sensuali: avete presente lo slogan &#8220;fate l&#8217;amore con il sapore&#8221;? Non avete una donna? Uno yogurt vi eviterà il ricorso alle escort o alle bambole gonfiabili del sexy shop&#8230;</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Perchè tutta questa premessa? Perchè nei giorni scorsi l&#8217;Efsa, ovvero L&#8217;Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, ha bocciato la bellezza di 180 claims pubblicitari di bacilli probiotici, a seguito dalle analisi fatte dal panel che si occupa di prodotti dietetici, alimentazione e allergie. E&#8217; semplicemente emerso che non esistono prove scientifiche sulla reale efficacia dei probiotici nel mantenere le promesse veicolate dai messaggi pubblicitari salutistici.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Leggete cosa scrive sul blog <a href="http://trashfood.com/2009/10/i-probiotici-fanno-bene-anzi-no-lefsa.html#comments" target="_blank">Trashfood.com</a>, Gianna Ferretti, docente presso l’istituto di Biochimica della Facoltà di Medicina e Chirurgia e della Scuola di Specializzazione in Scienze dell&#8217;Alimentazione dell’ Università Politecnica delle Marche.</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><strong>I probiotici fanno bene alla salute. Anzi no</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Se dico Lactobacillus johnsonii, Lactobacillus plantarum, Lactobacillus rhamnosus,Lactobacillus casei F19, Bifidobacterium longum cosa vi vengono in mente?<br />
Microrganismi, esatto…sono alcuni esempi di nomi di probiotici, batteri selezionati dai centri di ricerca delle aziende del settore e aggiunti a vari prodotti. Qualche nome dei probiotici e le aziende che li hanno immessi sul mercato.</p>
<p style="text-align:justify;">Lactobacillus casei Shirota (Yakult, Giappone);<br />
L. casei DN114 001 (Danone, Francia)<br />
Lactobacillus rhamnosus GG (Valio, Finlandia);<br />
L. rhamnosus HN001 (Danisco, Danimarca);<br />
L. rhamnosus 19070-2 and Lactobacillus reuteri DSM 12246 (Chr. Hansen, Danimarca)<br />
L. reuteri ATCC 55730 (BioGaia, Svezia)<br />
Lactobacillus plantarum 299V (Probi, Svezia)<br />
Lactobacillus acidophilus La5 (Chr. Hansen, Denmark)<br />
L. acidophilus L1 (Campina Melkunie, Olanda)<br />
Lactobacillus johnsonii La1 (Nestle, Svizzera)<br />
Lactobacillus gasseri OLL 2716 (Meiji Milk Products, Giappone).<br />
Saccharomyces cerevisiae boulardii lyo (Biocodex, Francia)<br />
B. animalis/lactis DN-173 010 (Danone, Francia)<br />
Bifidobacterium longum BL1 (Morinaga, Giappone)<br />
Bifobacterium infantis 35624 (Ardeypharm,Germania) [...]</p>
<p style="text-align:justify;">Ma sono così indispensabili per il benessere intestinale e per rinforzare le difese immunitarie? E’ quello che abbiamo sentito per anni negli spot della pubblicità.</p>
<p style="text-align:justify;">Dopo tanti proclami,l’Efsa, per la precisione il panel che si occupa di prodotti dietetici, alimentazione e allergie, chiamata a pronunciarsi sui numerosi claims, ha risposto con una sonora bocciatura. 180, dico 180 richieste di autorizzazione dei claims sono state respinte al mittente.</p>
<p style="text-align:justify;">A leggere i reports dell’Efsa viene da chiedersi come possa accadere che alcune aziende abbiano sottoposto documenti scientifici così carenti o addirittura privi di dati riferiti ai propri prodotti. [...]</p>
<p style="text-align:justify;">I due principali protagonisti del settore Danone (Actimel) e Yakult, non sono stati inclusi nello studio perché le due aziende -si legge in alcuni quotidiani stranieri- hanno ritirato le loro pratiche prima che potessero essere valutati. Essi hanno ripresentato solo piu’ di recente le loro richieste. I risultati, saranno disponibili il prossimo anno.</p>
<p style="text-align:justify;">E adesso un interrogativo, come mai non troviamo traccia di questi dati sui quotidiani?[...]</p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://trashfood.com/2009/10/i-probiotici-fanno-bene-anzi-no-lefsa.html#comments" target="_blank"><em>tratto dall&#8217;articolo di Gianna Ferretti &#8220;I probiotici fanno bene alla salute. Anzi no&#8221; pubblicato sul sito Trashfood.com</em></a></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">La domanda sul perchè nella stampa italiana nessuno ne abbia parlato se l&#8217;è posta anche Roberto La Pira (storico giornalista che si occupa di tutela dei consumatori), che sul suo <a href="http://robertolapira.nova100.ilsole24ore.com/2009/10/in-europa-tutti-i-giornali-pi%C3%B9-importanti-time-the-independente-e-i-siti-internet-lexpress-hanno-riportato-lanotiza-d.html" target="_blank">blog</a> scrive:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><strong>I PROBIOTICI SONO STATI BOCCIATI DALL&#8217;EUROPA MA IN ITALIA NESSUNO LO DICE -IGNORANZA, DISTRAZIONE O AUTOCENSURA PER NON PERDERE PUBBLICITA&#8217;</strong></p>
<p style="text-align:justify;">In Europa  i giornali e i siti più importanti come BBC, Times, The independent, Guardian, Le point, L&#8217;express ..e persino  femminili  come  Marie Claire Francia &#8230;. hanno riportato con enfasi la notizia della bocciatura degli effetti salutistici dei batteri probiotici, presente  in 180 dossier  inviati mesi fa  all&#8217;Autorità per la sicurezza alimentare europea (Efsa) con sede a Parma! Anche in Germania, Olanda e  Svezia  la notizia ha fatto breccia. Alcuni giornali inglesi sostengono che Danone e  hanno addirittura ritirato la richiesta di certificazione sui benefici dei probiotici inviata tempo fa, per evitare brutte sorprese e hanno ripensato il dossier.  In Italia non ne ha parlato nessuno. [...] L&#8217;Efsa precisa che  la news sul sito della BBC è stata tra le prime dieci  più cliccate e dice che le richieste di chiarimenti da parte di giornalisti europei per questo comunicato  sono state otto volte superiori rispetto alla media. Possibile che i giornalisti italiani abbiano bucato così la notizia?[...]</p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://robertolapira.nova100.ilsole24ore.com/2009/10/in-europa-tutti-i-giornali-pi%C3%B9-importanti-time-the-independente-e-i-siti-internet-lexpress-hanno-riportato-lanotiza-d.html" target="_blank"><em>Tratto dall&#8217;articolo di Roberto La Pira &#8220;I PROBIOTICI SONO STATI BOCCIATI DALL&#8217;EUROPA MA IN ITALIA NESSUNO LO DICE -IGNORANZA, DISTRAZIONE O AUTOCENSURA PER NON PERDERE PUBBLICITA&#8217;I PROBIOTICI SONO STATI BOCCIATI DALL&#8217;EUROPA MA IN ITALIA NESSUNO LO DICE -IGNORANZA, DISTRAZIONE O AUTOCENSURA PER NON PERDERE PUBBLICITA&#8217;&#8221; pubblicato sul blog &#8220;Il futuro dei Consumi&#8221;.</em></a></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">Altri link per approfondire la notizia:</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.independent.co.uk/life-style/health-and-families/health-news/health-claim-of-probiotics-not-accepted-1796375.html" target="_blank">Da &#8220;The indipendent&#8221;</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/health/8286646.stm" target="_blank">Dalla BBC</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.43zero58.com/probiotici-integratori-vitamine-co-efsa-fa-piazza-pulita-1013" target="_blank">Dal blog &#8220;Mala Cibus Currunt&#8221;</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.43zero58.com/probiotici-una-invenzione-pubblicitaria-140" target="_blank">Un altro articolo  da &#8220;Mala Cibus Currunt&#8221;</a></p>
<p><a href="http://robertolapira.nova100.ilsole24ore.com/2009/10/lefsa-occiate-66-delle-diciture-salutistiche-delle-etichette-alimentari-350-su-523-giudicati-non-ver.html" target="_blank">Un altro articolo di Roberto La Pira</a></p>
<p><a href="http://www.efsa.europa.eu/EFSA/efsa_locale-1178620753820_1211902907847.htm" target="_blank">Dal sito della Efsa</a></p>
<p><a href="http://www.efsa.europa.eu/EFSA/efsa_locale-1178620753820_1211902907674.htm" target="_blank">Ancora dal sito della Efsa</a></p>
<p style="text-align:justify;">Personalmente da anni autoproduco il mio yogurt secondo i<a href="http://www.unmondopossibile.net/articolo/art0076.htm" target="_blank"> dettami di Maurizio Pallante e della decrescita felice</a>&#8230; Ecco come faccio: innanzitutto, per non perdermi fra pentolini, termometri, forno, etc mi sono comprato una yogurtiera dal modico prezzo di circa 12€ che mi permette di produrre 7 vasetti di yogurt con 1 lt. di latte. Prendo uno yogurt intero bianco da agricoltura biologica, sciolgo il contenuto del vasetto in un litro di latte crudo biologico  o in assenza di questo, nel latte fresco biologico del supermercato, verso nei vasetti e lascio una nottata nella yogurtiera, poi chiudo i vasetti e li metto nel frigo. L&#8217;ultimo vasetto di yogurt autoprodotto lo uso per rifare lo yogurt successivo, questo per circa 6 o 7 volte (a meno che qualcuno in casa non si mangi l&#8217;ultimo vasetto). Dopo 6 o 7 volte riparto usando uno yogurt bio bianco comprato al supermercato (magari cambiando marca), per rinnovare la famiglia dei bacilli!</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Il tutto alla faccia dei probiotici! E quando voglio “fare l&#8217;amore con il sapore”, prendo il mio yogurt autoprodotto, ci metto un paio di cucchiai di marmellata di fragole biologica fatta in casa, slurp, slurp&#8230; e vai col “sesso sicuro”!</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LATOUCHE E PALLANTE A ROMA]]></title>
<link>http://energiapulita1.wordpress.com/2009/09/29/latouche-e-pallante-a-roma/</link>
<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 08:17:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>nauram</dc:creator>
<guid>http://energiapulita1.wordpress.com/2009/09/29/latouche-e-pallante-a-roma/</guid>
<description><![CDATA[SABATO 10 OTTOBRE &#8211; Sala Convegni della Città dell&#8217;Altra Economia largo Frisullo -Testac]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#ff0000;">SABATO 10 OTTOBRE &#8211; Sala Convegni della Città dell&#8217;Altra Economia largo Frisullo -Testaccio<br />
ore 9:30-13:00 Pallante interviene all&#8217;incontro &#8216;Popoli Nativi&#8217;di cui potete leggere di più negli allegati</p>
<p>VENERDI&#8217; 16 OTTOBRE ore 17:30 Teatro Liceo Morgagni via Fonteiana 125 (Monteverde) dibattito con Pallante e Latouche</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cantieri di rinnovamento]]></title>
<link>http://franzblog2.wordpress.com/2009/08/19/cantieri-di-rinnovamento/</link>
<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 17:14:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Franz</dc:creator>
<guid>http://franzblog2.wordpress.com/2009/08/19/cantieri-di-rinnovamento/</guid>
<description><![CDATA[. Superato il trauma della piccola svolta rappresentata nella mia vita quotidiana da quella curva e ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-755" title="cantiereedit" src="http://franzblog2.wordpress.com/files/2009/08/cantiereedit.jpg" alt="cantiereedit" width="257" height="155" /></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#ffffff;">.</span><br />
Superato il trauma della piccola svolta rappresentata nella mia vita quotidiana da quella curva e da quel gard-rail, su cui ho indugiato fin troppo con racconti e memorie, vorrei ora riprendere il tema di cui parlavo nel post immediatamente precedente.<br />
Ho almeno un paio di motivi per farlo.<br />
Il primo mi è offerto, tanto per cambiare, da Beppe Grillo e da una sua ennesima nuova idea, che, come un piccolo sasso gettato nell&#8217;acqua stagnante di questi canicolari giorni di agosto, potrebbe generare un&#8217;espansione di piccole onde virtuose, al contrario dei soliti macigni leghisti e berlusconiani che meritano solo un silenzio più sdegnato che pietoso.</p>
<p style="text-align:left;">Si tratta di &#8220;<span style="color:#330066;">un&#8217;iniziativa permanente dal nome: &#8216;Mamme 2.0&#8242; per consentire alle mamme di scambiarsi vestiti, giocattoli, scarpe, passeggini dei figli. Film e libri e tutti gli articoli che durano pochi mesi e poi bisogna comprarne subito di nuovi. Perchè comprarli quando si possono scambiare? Il PIL crollerà e chi se ne frega. Nasceranno mille nuove amicizie tra mamme, si migliorerà il bilancio famigliare e si consumerà un po&#8217; di meno il pianeta in cui i bambini dovranno vivere.</span>&#8220;<br />
<a title="Beppe Grillo: Mamme 2.0" href="http://www.beppegrillo.it/iniziative/mamme2-0/" target="_blank">Clicca qui</a> per saperne di più.</p>
<p style="text-align:left;">La lettura di Maurizio Pallante e della sua &#8220;Decrescita felice&#8221;, che ho già citato un sacco di volte nel corso di questi tre anni di blog, mi aprì nuove prospettive, comunicandomi fra l&#8217;altro una sorta di sacro entusiasmo verso l&#8217;attenzione agli impatti ambientali ìnsiti nei miei gesti quotidiani, e ad ogni possibile loro contenimento.<br />
In un secondo tempo, pur mantenendo questa consapevolezza, la ragione mi ha forzatamente indicato i limiti, di una rivoluzione così solitaria, ad un&#8217;efficace salvaguardia e salvezza dell&#8217;habitat planetario dell&#8217;intera specie umana.<br />
Tutti i risparmi e le efficienze che posso realizzare nel resto della mia vita sono probabilmente annullati, nel bilancio globale, anche da un solo viaggio aereo intercontinentale effettuato per le vacanze di una sola persona, giusto per fare un esempio.<br />
La trasformazione dello stile di vita, per avere effettive opportunità di salvezza, dev&#8217;essere collettiva, condivisa, prima di tutto nella coscienza di quei princìpi, per me così entusiasmanti.<br />
E dunque priorità assoluta alla diffusione di una rivoluzionaria quanto urgente consapevolezza.</p>
<p style="text-align:left;">Beppe Grillo ha un patrimonio di seguito popolare, sia pur prevalentemente telematico, che rende un&#8217;iniziativa piccola e semplice, come questa sua ultima, un fenomeno di carattere, appunto, sociale, pubblico, condiviso, e soprattutto trainante come esempio di nuove abitudini quotidiane. Il che si aggiunge al valore intrinseco, di simili scelte ecologiche, non più solitarie ma moltiplicate per il numero di chi viene raggiunto dal suo messaggio e dal tam-tam che ne viene e verrà fatto, proprio come in queste righe.</p>
<p style="text-align:left;">Nel mio post citavo poi, forse in modo un po&#8217; stringato, il diffondersi di una molteplicità di iniziative di vario genere, comunque assimilabili nel principio ispiratore della decrescita, e il loro apporto al graduale mutamento della percezione collettiva della realtà ambientale, anzi della realtà nel suo complesso.</p>
<p style="text-align:left;">Ne avevo sentito parlare di sfuggita alla radio dalle mie amiche &#8220;<a title="Facebook: &#34;Povere ma belle&#34;" href="http://www.facebook.com/home.php?#/pages/Povere-ma-belle/95059576658?ref=nf" target="_blank">Povere ma belle</a>&#8220;, poi un recente messaggio ricevuto dalla <a title="Decrescita.it: mailing list" href="http://liste.decrescita.it/wws/arc/decrescita" target="_blank">&#8220;mailing-list Decrescita</a>&#8221; mi ha fatto approfondire un po&#8217; l&#8217;argomento, che ha attinenza con quanto dicevo, cioè con l&#8217;approccio sociale al cambiamento:  una nuova etichetta nata pochi anni fa e che comincia ora a vedere le prime realizzazioni anche qui da noi.<br />
L&#8217;etichetta è quella della &#8220;transizione&#8221;; ad introdurci alla conoscenza di questo movimento è un professionista nel campo della comunicazione pubblicitaria che risponde al nome di Cristiano Bottone, in particolare <a title="blog di Cristiano Bottone: cos'è la transazione" href="http://ioelatransizione.wordpress.com/cose-la-transizione/" target="_blank">in questa pagina del suo blog</a>, da cui estraggo i seguenti passaggi:</p>
<p style="text-align:right;"><img class="alignright size-full wp-image-756" title="Robedit" src="http://franzblog2.wordpress.com/files/2009/08/robedit.jpg" alt="Robedit" width="90" height="97" /></p>
<p style="text-align:left;">&#8220;<span style="color:#330066;">Transition è un movimento culturale nato (&#8230;) in Irlanda dalle intuizioni e dal lavoro di Rob Hopkins, un guru davvero improbabile.</span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#330066;"><br />
</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#330066;">(&#8230;) I progetti di Transizione mirano (&#8230;) a creare comunità libere dalla dipendenza dal petrolio e fortemente resilienti <span style="color:#330033;">(elastiche, adattabili; nota del sottoscritto)</span> attraverso la ripianificazione energetica e la rilocalizzazione delle risorse di base della comunità (produzione del cibo, dei beni e dei servizi fondamentali) (&#8230;) con proposte e progetti incredibilmente pratici, fattivi e basati sul buon senso. Prevedono processi governati dal basso e la costruzione di una rete sociale e solidale molto forte tra gli abitanti delle comunità. La dimensione locale non preclude però l’esistenza di altri livelli di relazione, scambio e mercato regionale, nazionale, internazionale e globale</span>.&#8221;</p>
<p style="text-align:left;">Del fenomeno si è occupata anche pochi giorni fa &#8220;La Repubblica&#8221; on-line <a title="La Repubblica: le &#34;transition town&#34;" href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/ambiente/transition-town/transition-town/transition-town.html" target="_blank">in questo articolo</a>, da cui ho appreso (con un pizzico di orgoglio campanilistico) che in Italia esiste già una cittadina riconosciuta dalla &#8216;rete internazionale della Transizione&#8217; ed è Monteveglio, a pochi chilometri da Bologna, e che altre città hanno già un &#8216;gruppo guida&#8217; costituente: Granarolo (pure a due passi da Bologna), L&#8217;Aquila, Lucca e Carimate in provincia di Como.<br />
Non solo, ma &#8220;<span style="color:#330066;">altri<span style="color:#330033;"> (gruppi guida) </span>si stanno organizzando in decine di comuni italiani tra cui Ferrara, Firenze, Mantova, Perugia, Reggio Emilia, Bologna, Bari e anche Palermo, Torino e Roma perché la &#8216;Transition town&#8217; non è una filosofia adatta solo a piccoli centri. Un esempio? Il quartiere di Brixton a Londra e l&#8217;intera città di Bristol.</span>&#8220;</p>
<p style="text-align:left;">Ogni gruppo guida è dotato di un blog. Se volete mettere il naso e spiare che cosa si dicono questi neo-carbonari di Monteveglio, potete <a title="Blog Monteveglio città della Transizione" href="http://montevegliotransizione.wordpress.com/" target="_blank">cliccare qui</a>.<br />
La citata pagina di spiegazione di Cristiano Bottone, poi (<a title="blog di Cristiano Bottone: cos'è la Transizione" href="http://ioelatransizione.wordpress.com/cose-la-transizione/" target="_blank">che torno a linkare qui</a>), contiene a sua volta il link ai blog di Granarolo, L&#8217;Aquila, Lucca e Carimate.</p>
<p style="text-align:left;">Mi sembra che queste nuove acquisizioni confermino la mia impressione di un diffondersi abbastanza rapido di movimenti a base popolare finalizzati ad una trasformazione sociale e culturale.<br />
In fondo l&#8217;idea di essere una voce più o meno solitaria nel deserto ha qualcosa di presuntuoso: pur continuando più che mai l&#8217;impegno per la diffusione degli argomenti in questione, è tempo di abbandonare questo atteggiamento, ed è giusto e normale che sia così, vista l&#8217;implicita forza trainante contenuta dalla verità delle tesi di ecologia, decrescita, ed ora transizione, a me più care.<br />
<span style="color:#ffffff;">.<br />
.<br />
.<br />
.</span><br />
&#8212;&#8212;&#8211;<br />
<span style="color:#e0771e;">L&#8217;immagine iniziale è tratta da:</p>
<p>http://www.edilbaraldi.it/Strutturaaziendale.htm</p>
<p>Quella di Rob Hopkins da:</p>
<p>http://transitiontowns.org/Lewes/Bulapr07</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fare lo yogurt in casa]]></title>
<link>http://energiapulita1.wordpress.com/2009/07/21/fare-lo-yogurt-in-casa/</link>
<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 15:12:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>nauram</dc:creator>
<guid>http://energiapulita1.wordpress.com/2009/07/21/fare-lo-yogurt-in-casa/</guid>
<description><![CDATA[Da un po&#8217; di tempo produco yogurt in casa con ottimi risultati. Il 17 luglio ho condiviso ques]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#ff0000;">Da un po&#8217; di tempo produco yogurt in casa con ottimi risultati. Il 17 luglio ho condiviso questa esperienza con altre persone; ecco una sintesi della serata:</span></p>
<h2><span style="color:#ff0000;">Autoproduzione di yogurt: vantaggi per la salute e non solo.</span></h2>
<p><strong>1) Ingredienti</strong></p>
<p>Per produrre yogurt occorrono latte e batteri (liofilizzati o non).</p>
<p><strong>- Batteri<br />
</strong>Lo yogurt si ottiene grazie all’azione di lattobacilli (Lactobacillus bulgaricus e lactobacillus yogurti) e di streptococchi (streptococcco termophilus), sono i fermenti lattici vivi, che si possono comprare in farmacia.<br />
Sono organismi viventi che si cibano di alcune componenti del latte (principalmente il lattosio, che è uno zucchero) trasformandole in acido lattico. L&#8217;acido lattico (e l&#8217;ambiente acido in generale) riduce la formazione di agenti dannosi per l&#8217;organismo. Troppo acido lattico renderebbe disgustoso lo yogurt.</p>
<p>I fermenti continuano a vivere finché hanno di che nutrirsi. La loro attività (la velocità con la quale operano) dipende principalmente dalla quantità di cibo e gas disciolti nel latte  e dalla temperatura (più scende e meno sono attivi).</p>
<p><strong>2) Strumenti </strong></p>
<ol>
<li>Vaso di vetro della capacità di circa un litro, con tappo</li>
<li>Panno  di lana (sciarpa o altro)</li>
<li>Bollilatte</li>
</ol>
<p><strong>3) Dosi:</strong></p>
<p>-         1 bustina di fermenti liofilizzati</p>
<p>-         1 litro di latte intero (o mezzo litro per farlo più denso)</p>
<p><strong>4) Procedimento</strong>:</p>
<p>Sciogliere  una bustina di fermenti liofilizzati nel vaso di vetro ben pulito con poco latte tiepido della temperatura di 37-42°C (non occorre il termometro, la temperatura del nostro dito va bene), aggiungere il resto del latte. Non tappare, ma coprire solo con un tovagliolo di carta e avvolgere interamente nel panno di lana, per mantenere la temperatura costante.</p>
<p>Riporre in <strong>posto</strong> della casa non freddo, magari non lontano dai fornelli e non su superfici che vibrano.</p>
<p><strong> </strong><strong>5) Tempi</strong></p>
<p>Dopo 8-12 ore lo yogurt è pronto, denso e dolce. Se si allungano i tempi diventa acido e si forma del siero giallo in superficie (che si può asportare o non, prima di consumarlo).</p>
<p><strong>6) Conservazione e riproduzione</strong></p>
<p><strong> </strong>Si può conservare questo yogurt per 5 o 6 giorni in frigorifero. Preparare la dose successiva con qualche cucchiaiata di questo primo preparato e così via finché quello nuovo non inizia a venire molto liquido e acquoso: allora vuol dire che è ora di rinnovare e ripartire coi fermenti liofilizzati o con un vasetto di yogurt del supermercato( i cui fermenti possono essere già morti). Si riesce a riprodurlo dalla bustina iniziale circa 20-30 volte.<strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Vantaggi economici per il singolo</strong></p>
<p> Lo yogurt fatto in casa costa il prezzo del latte, 1,20 € al litro più quello (una tantum della bustina) o del vasetto di yogurt industriale (da evitare, in quanto i fermenti potrebbero essere non più vivi e improduttivi).</p>
<p>Una scatola di 4 bustine costa 5 € (1,25 € a bustina) e può durare diversi mesi.</p>
<p>Lo yogurt industriale costa circa 4 € al litro.</p>
<p><strong>Vantaggi per la salute </strong></p>
<p>Il <em>Lactobacillus delbrueckii</em>, specie <strong>Bulgaricus</strong>, promuove l&#8217;<strong>acidificazione</strong> dell&#8217;<strong>intestino tenue</strong>, contribuendo così a creare un <strong>ambiente inospitale</strong> per i batteri <strong>patogeni;produce inoltre un <strong>antibiotico naturale; </strong></strong>grazie alla sua capacità di <strong>scomporre</strong><strong> </strong>adeguatamente il <strong>lattosio</strong>, risulta di grande <strong>aiuto</strong> per i soggetti affetti da <strong>intolleranza</strong> al lattosio.”Da <a href="http://protonutrizione.blogosfere.it/2007/05/lactobacillus-b.html">http://protonutrizione.blogosfere.it/2007/05/lactobacillus-b.html</a>.</p>
<p>Inoltre, consente: la <strong>ricolonizzazione del tratto intestinale, la <strong>prevenzione delle malattie allergiche, l&#8217;assorbimento di vitamine, la prevenzione di malattie tumorali.</strong></strong><a href="http://www.aldozecca.net/alimentazione/i_fermenti_lattici_e_gli_al.htm">http://www.aldozecca.net/alimentazione/i_fermenti_lattici_e_gli_al.htm</a></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Lo yogurt fatto in casa è più salutare in quanto i fermenti sono sicuramente vivi ed attivi.</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Vantaggi per la società e l’intera economia (vedi anche Maurizio Pallante).</strong></span></p>
<p> L&#8217;autoproduzione in genere dei beni alimentari, di vestiti&#8230; è un potente mezzo per contrastare l&#8217;egemonia del mercato, le imposizioni della grande distribuzione, gli abusi da questi soggetti perpretati anche a danno della salute del consumatore (quante sostanze tossiche ci sono negli alimenti sugli scaffali?).</p>
<p>Facendo lo yogurt in casa, o marmellate, conserve&#8230; ,cucinando molto, azzerando l&#8217;acquisto di cibi confezionati, specie se precotti, si combattono le aziende che mirano alla vendita di grandi quantità di merci (pensiamo ai polli in batteria che da pulcini diventano grandi in 37 giorni, mentre occorrerebbero 4-5 mesi o a quegli avicoltori che producono 200.000 uova al giorno) a discapito della qualità. Queste aziende non si curano dei bisogni dei cittadini (da esse chiamati consumatori, con la speranza che consumino il più possibile per aumentare i profitti). Sui testi universitari e scolastici il Marketing è definito come la disciplina che studia i bisogni dei consumatori per offrire loro proprio ciò che desiderano. E&#8217; così? O forse studia come creare bisogni indotti?</p>
<p>Facendo lo yogurt in casa io <span style="color:#ff0000;">mi sottraggo all&#8217;egemonia del mercato</span>, allo strapotere della grande distribuzione, e fuggo dall&#8217;acquisto di merci messe sugli scaffali da altri, secondo le logiche ed i gusti di altri, secondo i tempi ed i modi di altri. </p>
<p><span style="color:#ff0000;">Rifiuto il CONSUMISMO</span> ( alla base dei disvalori e dei disordini psicolgici dei giovani) <span style="color:#ff0000;">ED IL CAPITALISMO</span>.</p>
<p>Inoltre, produco <span style="color:#ff0000;">RIFIUTI ZERO&#8230;</span></p>
<p>faccio calare la domanda di plastica (leggi <span style="color:#ff0000;">petrolio</span>) per i vasetti, quella di carta per gli imballaggi&#8230;</p>
<p>mangio un alimento a <span style="color:#ff0000;">KM ZERO&#8230;</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">conservo le tradizioni</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">l&#8217;uso della manualità&#8230;</span></p>
<p><strong> </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le reti di solidarietà per il rilancio delle economie locali - Video]]></title>
<link>http://rossimarko.wordpress.com/2009/07/12/le-reti-di-solidarieta-per-il-rilancio-delle-economie-locali-video/</link>
<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 17:08:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>rossimarko</dc:creator>
<guid>http://rossimarko.wordpress.com/2009/07/12/le-reti-di-solidarieta-per-il-rilancio-delle-economie-locali-video/</guid>
<description><![CDATA[Sabato 20 giugno, durante la 18° festa del Solstizio d&#8217;Estate organizzata dall&#8217;Ecoistitu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sabato 20 giugno, durante la <a href="http://www.ecoistitutoticino.org/iniziative/pieghevole_solstizio_web.pdf">18° festa del Solstizio d&#8217;Estate</a> organizzata dall&#8217;<a href="http://www.ecoistitutoticino.org/">Ecoistituto della valle del Ticino</a> si è tenuta una conferenza dal titolo:<br />
<strong>Oltre la crisi globale per una decrescita felice: Le reti di solidarietà per il rilancio delle economie locali</strong><br />
a cui hanno partecipato il prof. Massimo Amato (docente di economia all&#8217;Università Bocconi), Pierluigi Paoletti (presidente nazionale di <a href="http://www.arcipelagoscec.org/">Arcipelago SCEC</a>) e in collegamento video Maurizio Pallante (presidente del movimento <a href="http://www.decrescitafelice.it/">Decrescita Felice</a>).</p>
<p>Vi riporto i video dell&#8217;evento</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=wjx3MTf858I">Parte 1</a><br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/wjx3MTf858I&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/wjx3MTf858I&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=lGWkXNw8cJc">Parte 2</a><br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/lGWkXNw8cJc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/lGWkXNw8cJc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=UbbwVm6rESY">Parte 3</a><br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/UbbwVm6rESY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/UbbwVm6rESY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Z1quk2WftLo">Parte 4</a><br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Z1quk2WftLo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/Z1quk2WftLo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=IEWj2p5ZF-w">Parte 5</a><br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/IEWj2p5ZF-w&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/IEWj2p5ZF-w&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>A <a href="http://www.youtube.com/watch?v=fxJThXMPanU" target="_blank">questo indirizzo</a> la serie completa di video dell&#8217;evento</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Inceneritori - La grande bufala]]></title>
<link>http://rossimarko.wordpress.com/2009/07/07/inceneritori-la-grande-bufala/</link>
<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 19:16:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>rossimarko</dc:creator>
<guid>http://rossimarko.wordpress.com/2009/07/07/inceneritori-la-grande-bufala/</guid>
<description><![CDATA[Video di Luca Landi:]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.vimeo.com/2066350" target="_blank">Video di Luca Landi:</a></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><br />
<object type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" data="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=2066350&amp;server=www.vimeo.com&amp;fullscreen=1&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=01AAEA"><param name="quality" value="best" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="scale" value="showAll" /><param name="movie" value="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=2066350&amp;server=www.vimeo.com&amp;fullscreen=1&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=01AAEA" /></object><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un miliardo di senza cibo]]></title>
<link>http://energiapulita1.wordpress.com/2009/06/19/un-miliardo-di-senza-cibo/</link>
<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 13:38:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>nauram</dc:creator>
<guid>http://energiapulita1.wordpress.com/2009/06/19/un-miliardo-di-senza-cibo/</guid>
<description><![CDATA[La FAO lancia l&#8217;allarme sull&#8217;aumento della fame nel mondo: le stime per il 2009 sul nume]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a id="thumbnail" href="http://www.taxistory.net/public/fame.jpg"><img style="border-right:1px solid;border-top:1px solid;float:left;border-left:1px solid;border-bottom:1px solid;margin:10px 10px 0;" src="http://tbn1.google.com/images?q=tbn:wHcl9SHUfom73M:http://www.taxistory.net/public/fame.jpg" alt="Mostra immagine a dimensione intera" width="105" height="80" /></a></p>
<p>La FAO lancia l&#8217;allarme sull&#8217;aumento della fame nel mondo: le stime per il 2009 sul numero di persone che soffrono la fame indicano la cifra di 1,02 miliardi. La cifra supera di oltre 100 milioni il livello dell&#8217;anno scorso e rappresenta circa un sesto della popolazione mondiale.<br />
La crisi economica mondiale ha ridotto i redditi, aumentato la disoccupazione e ridotto l&#8217;accesso al cibo ai più poveri.<br />
Secondo il direttore generale della Fao Jacques Diouf, &#8220;questa silenziosa crisi alimentare costituisce un serio rischio per la pace e la sicurezza nel mondo&#8221;. Non possiamo rimanere indifferenti&#8221;.</p>
<p><span style="color:#008000;">Da quando i paesi ricchi hanno iniziato ad intervenire nei paesi cosiddetti poveri per portarvi ciò che è considerato &#8220;sviluppo&#8221; e hanno steso progetti per &#8220;occidentalizzare&#8221; il mondo, il risultato è stato un aumento continuo ed oggi accelerato della povertà e della fame.<br />
Col pretesto di aiutare le popolazioni del terzo mondo, le hanno in realtà assoggettate e rese incapaci di autoprodurre i beni alimentari: l&#8217;introduzione di tecniche agricole estensive basate sulla monocoltura (destinata all&#8217;esportazione) e il ricorso a concimi chimici hanno distrutto la naturale fertilità della terra e la varietà biologica. In tal modo i popoli indigeni sono diventati dipendenti dalla fornitura di sementi e concimi dall&#8217;estero, cioè schiavi a tutti gli effetti dei paesi ricchi, la cui reale finalità era alimentare il commercio, il mercato globale, il libero scambio, l&#8217;arricchimento di pochi.<br />
Per approfondimenti, &#8220;Come sopravvivere allo sviluppo&#8221; di Serge Latouche e &#8220;La decrescita felice&#8221; di Maurizio Pallante.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://energiapulita1.wordpress.com/2009/06/09/410/</link>
<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 12:44:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>nauram</dc:creator>
<guid>http://energiapulita1.wordpress.com/2009/06/09/410/</guid>
<description><![CDATA[12  Giugno  ore 21:00-23:00 La Città dell’Utopia,via Valeriano 3F, (vicino metro S.Paolo)Roma Ingres]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="center">12  Giugno  ore 21:00-23:00</p>
<p align="center">La Città dell’Utopia,via Valeriano 3F,</p>
<p align="center">(vicino metro S.Paolo)Roma</p>
<p align="center">Ingresso libero</p>
<p> </p>
<h3 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">La Città dell’Utopia </span></h3>
<h3 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">ed </span></h3>
<h3 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">Il Circolo territoriale della decrescita felice di Roma </span></h3>
<p>                                  </p>
<p align="center"> presentano: </p>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">CAMPAGNA PUBBLICA PER UNA GESTIONE DEI RIFIUTI SENZA INCENERITORI</span></h2>
<p align="center"><strong>VIDEO</strong><strong>:</strong></p>
<p align="center"><strong>VEDELAGO:</strong> il riciclo al 100 %</p>
<p align="center"><strong>NULLA SI DISTRUGGE: </strong>la raccolta differenziata ha origini antiche</p>
<p align="center"><strong>THE STORY OF STUFF: </strong>la storia delle cose</p>
<p align="center"><strong>INTRODUZIONE CIRCOLO MDF</strong></p>
<p align="center"><strong>INTERVENTO DI MASSIMO PIRAS</strong> PORTAVOCE DELLA CAMPAGNA</p>
<p align="center"><strong>DIBATTITO</strong></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>saranno disponibili i moduli per la firma della proposta di legge regionale di iniziativa popolare sui rifiuti predisposta dalla Campagna pubblica</p>
<p align="center"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[NON BRUCIAMOCI IL FUTURO= RIFIUTI ZERO]]></title>
<link>http://energiapulita1.wordpress.com/2009/05/25/non-bruciamoci-il-futuro-rifiuti-zero/</link>
<pubDate>Mon, 25 May 2009 14:26:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>nauram</dc:creator>
<guid>http://energiapulita1.wordpress.com/2009/05/25/non-bruciamoci-il-futuro-rifiuti-zero/</guid>
<description><![CDATA[Come è stato accennato nei post precedenti, è stata avviata una campagna finalizzata a quanto riport]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Come è stato accennato nei post precedenti, è stata avviata una campagna finalizzata a quanto riportato di seguito</p>
<p><strong>Comunicato Stampa del 21/05/2009</strong></p>
<p> <strong>La filosofia di riferimento che la Campagna ha adottato sin dalla sua costituzione è quella denominata <em>Strategia Rifiuti Zero</em>, intendendo con questo obiettivo l’orizzonte di qualsiasi iniziativa nel settore. </strong></p>
<p><strong>la Campagna propone all’attenzione dei cittadini del Lazio due documenti, base della sua azione, su cui intende proseguire la sua attività:</strong> </p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">Una proposta di legge regionale di iniziativa popolare in cui SINTETICAMENTE:</span></strong><strong> </strong></p>
<p><strong>1.    </strong><strong>La regione Lazio ripudia l’incenerimento con mezzo di risoluzione del problema dei rifiuti.</strong><strong> </strong>  </p>
<p><strong>2. Si ribadisce la gerarchia europea d’intervento</strong> : prima la riduzione, poi il riuso, quindi il riciclo ed il recupero e solo in ultima istanza lo smaltimento in discarica;</p>
<p> </p>
<p><strong>3. Si introduce la differenziata porta a porta su tutto il territorio regionale come sistema di raccolta principale</strong>, invece della inutile e scarsa raccolta stradale con i cassonetti;</p>
<p> </p>
<p><strong>4. Si pongono obiettivi di riduzione e di differenziazione per il 2011 e 2020</strong> (al 2020 rifiuti procapite 350 kg/ab/anno contro gli attuali 604 e l’80% di raccolta differenziata control l’attuale 12%);</p>
<p> </p>
<p><strong>5. Si propone una tassa contro l’”<em>usa e getta</em>”</strong> e la messa al bando nelle mense scolastiche, aziendali e nelle manifestazioni pubbliche di questi materiali;</p>
<p> </p>
<p><strong>6. Si introduce il principio di una netta separazione tra le attività di raccolta e riciclaggio, e le attività di smaltimento dei rifiuti</strong>, attività che dovranno obbligatoriamente essere gestite da soggetti diversi in modo da evitare posizioni di monopolio gestionale, sovrapposizioni di competenze e conflitti di interesse (simile approccio nella Regione Piemonte e Veneto);</p>
<p> </p>
<p><strong>7. Si respinge il concetto di Ambito Territoriale Ottimale</strong>, quale atto preliminare alla privatizzazione della gestione rifiuti, responsabilizzando le Province ed i Comuni;</p>
<p> </p>
<p><strong>8. Si organizza la partecipazione attiva della cittadinanza nel controllo della gestione</strong>.</p>
<p> </p>
<p>L’attuale legge, ancora del 1998, non è stata mai rivista sia durante la passata Giunta Storace ne durante l’attuale Giunta Marrazzo malgrado nel settore gli avvenimenti, tecnologici, normativi e di pensiero, in oltre dieci anni, siano stati tali da richiedere una profonda revisione. La proposta di legge, che avvierà a breve la raccolta delle 10000 firme necessarie verrà depositata alla Regione Lazio entro la fine del mese di maggio 2009.</p>
<p> </p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">Un piano regionale di gestione rifiuti alternativo e sostenibile</span></strong>,</p>
<p>ricordando che nel Lazio il Piano Rifiuti ancora vigente è quello elaborato dalla Giunta Storace.</p>
<p>In sintesi:</p>
<p> </p>
<p>1. Si constata che la riduzione dei rifiuti, derivata dalla crisi economica, attiva un percorso diverso rispetto alle previsioni del Piano Marrazzo.</p>
<p> </p>
<p>2. Si evidenzia che ancora una volta si ricorre solo a soluzioni impiantistiche costose, obsolete e pericolose come discariche ed inceneritori, escludendo completamente il riciclo ed il recupero: con semplici calcoli e diagrammi si evidenzia la necessità di:</p>
<p> </p>
<p><strong>a)      </strong><strong>avviare la realizzazione di impianti di compostaggio</strong> di basso costo per la frazione organica, quasi inesistenti, e attività di compostaggio domestico e di condominio,</p>
<p> </p>
<p><strong>b)      </strong><strong>avviare la riconversione/modifica degli impianti di preselezione dei rifiuti indifferenziat</strong>i, ne abbiamo a sufficienza, oggi legati a prodotte il C.D.R. (carta e plastica per l’incenerimento) domani utili per la selezione “a freddo”;</p>
<p> </p>
<p><strong>c)      </strong><strong>sostenere la realizzazione dei Centri di riciclo del secco residuo da raccolta differenziata</strong> (con tecnologie tipo quelle dell’impianto di VedeLago (Treviso)  peraltro utilizzate anche nel Centro Riciclo di Colleferro recentemente attivato.</p>
<p> </p>
<p><strong>3. Si rileva come i Centri di Riciclo, a costo zero ed impatto zero, e riescono a <span style="text-decoration:underline;">restituire ai Comuni i costi della raccolta e trasporto</span></strong><span style="text-decoration:underline;"> </span>(circa 60 €/ton)<span style="text-decoration:underline;"> eliminandone di fatto i relativi costi di conferimento in discarica</span> (circa 100 €/ton): un doppio risultato per i Comuni che possono finanziare i costi della raccolta differenziata porta a porta.</p>
<p> </p>
<p><strong>4. Il Contropiano prevede una riduzione al 2011 del conferimento in discarica al solo 12% del rifiuto prodotto e a praticamente zero nel 2020 senza l’uso di inceneritori.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><strong> </strong><strong><span style="text-decoration:underline;">Il Comitato tecnico scientifico</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Dott. Fabio Musmeci,                    Ricercatore ambientale   Bracciano</strong></p>
<p><strong></strong><strong>Ing. Piergiorgio Rosso,                Esperto sistemi industriali          Roma</strong></p>
<p><strong></strong><strong>Dott.ssa Carla Poli,                    Imprenditrice C.R.V.                      Vedelago (TV)</strong></p>
<p><strong></strong><strong>Dott.ssa Patrizia Gentilini,        Oncologo – ISDE Italia               Forlì</strong></p>
<p><strong></strong><strong>Dott. Enzo Favoino                       Scuola Agraria Parco di Monza</strong></p>
<p><strong></strong><strong>P.I. Massimo Piras                         Portavoce Campagna pubblica   Lazio</strong><strong> </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Campagna "NON BRUCIAMOCI IL FUTURO"]]></title>
<link>http://energiapulita1.wordpress.com/2009/05/22/campagna-non-bruciamoci-il-futuro/</link>
<pubDate>Fri, 22 May 2009 14:56:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>nauram</dc:creator>
<guid>http://energiapulita1.wordpress.com/2009/05/22/campagna-non-bruciamoci-il-futuro/</guid>
<description><![CDATA[Sabato 9 maggio 2009 è nata l&#8217;Associazione di promozione sociale &#8220;Non bruciamoci il futu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sabato 9 maggio 2009 è nata l&#8217;<strong>Associazione di promozione sociale &#8220;Non bruciamoci il futuro&#8221;. </strong></p>
<p>Partendo da una campagna di vera controinformazione sui rischi sanitari ed ambientali connessi all’uso della tecnologia inceneritrice,  è STATA ELABORATA UNA <strong>PROPOSTA DI LEGGE</strong> PER affermare  un nuovo ciclo dei rifiuti che si basi su tre caposaldi: <strong>(1) Raccolta e differenziazione attraverso il trattamento meccanico–biologico (2) Riciclaggio dei materiali attraverso i Consorzi di recupero e (3) Riuso finale dei prodotti</strong>.</p>
<p>CERCHIAMO ADESIONI PER presentare la proposta di legge. Info su<a href="http://www.http://www.nonbruciamocilfuturo.org/Adesioni"> </a><a href="http://www.nonbruciamocilfuturo.org/">www.nonbruciamocilfuturo.org/</a></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:red;">Adesioni Collettive:</span></span></strong> </p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Associazione Uniti per il Decentramento            Fiumicino</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Comitato di Malagrotta                                             Roma</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Movimento per la Decrescita Felice                      Italia</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Medicina Democratica                                             Italia</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Cittadinanzattiva                                                        Regione Lazio </strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Nuove Alleanze Comitati Nord Ovest                    Roma</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Coordinamento Comitati No Elettrosmog            Roma</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Movimento Governo Civico per Cerveteri            Cerveteri</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Movimento Nocoke Alto Lazio                                Tarquinia</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Movimento Nocoke     </strong>                                              <strong>Civitavecchia</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Associazione Culturale Oltretorrente                   Ladispoli</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Associazione Culturale La Filastrocca                 Fiumicino</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Associazione Culturale L’Albero                            Fiumicino</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Associazione Natura 2000                                       Fiumicino</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Associazione Robin Hood                                         Fiumicino</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Associazione 99 Fontanili                                         Fiumicino</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Associazione Nazionale Robin Hood                      Roma</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Associazione Scuolambiente                                  Cerveteri</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Associazione Scuolambiente                                  Ladispoli</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Associazione Scuolambiente                                  Santa Marinella</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Associazione Nuovo Municipio IV                           Roma</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Associazione Parco Archeologico Centocelle    Roma</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Rete per la Tutela della Valle del Sacco               Colleferro</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Associazione Vivere Meglio                                     Santa Marinella</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Lista Civica Un’altra Città è possibile                    Santa Marinella</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Associazione Spazio Aperto                                    Manziana</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Comitato Ambiente Cerveteri e Ladispoli             Ladispoli</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Comitato Nazionale Medici per l’ambiente/ ISDE  Lazio</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Associazione Diritti Pedoni                                       Roma</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Associazione Ananke                                                Roma</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Comunità territoriale Municipio X                           Roma</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Comitato Acquedotto Alessandrino                       Roma</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Comitato NO Corridoio Roma-Latina                      Roma</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Associazione A.F.F.I.                                                   Roma</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Comitato XX Municipio                                               Roma</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Associazione Ex Lavanderia XIX Municipio          Roma</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Associazione Vivere Vitinia XIII Municipio             Roma</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Italia Nostra-Sezione Castelli Romani                    Roma</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><a href="mailto:Alternativ@mente"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>Alternativ@mente</strong></span></span></a><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><strong>- Castelli Romani                        Roma</strong></span></span></span><br />
<span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Comitato sotto terra il treno non i cittadini           Pavona (Albano)</strong><br />
</span></span><strong>Comitato cittadino Pavona 1                      Pavona (Albano)</strong></p>
<p><strong>Associazione politica Amici di Beppe Grillo   ROMA                                </strong></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:red;">Adesioni Individuali:<span style="text-decoration:none;"> <br />
</span></span></span></strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Maurizio Pallante        – Esperto gestione rifiuti         Rivoli (TO) </strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Ivano Peduzzi             &#8211; Consigliere Regionale            Lazio     (Capogruppo Rifondazione Com.)</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Enrico Luciani               &#8211; Consigliere regionale             Lazio    (Rifondazione Com. Civitavecchia)</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Gino De Paolis               &#8211; Consigliere Provinciale         Roma    (Sinistra Arcobaleno Civitavecchia)</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Alessio Pascucci &#8211; Vicesindaco e consigliere com.  Cerveteri   (Lista Governo civico Cerveteri)</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Giuseppe Zito     - Assessore pubblica istruzione   Cerveteri   (Rifondazione Comunista)</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Matteo Luchetti   - Assessore Agricoltura               Cerveteri  (Lista civica per Ciogli)</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Alessandro Gazzella  &#8211; Consigliere comunale         Cerveteri   (Lista civica per Ciogli)                       </strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Mauro Porro           &#8211; Consigliere comunale             Cerveteri    (Lista civica per Ciogli)     </strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Roberto Giardina    &#8211; Presidente Circolo Verdi       Cerveteri </strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Massimo Astolfi           &#8211; Consigliere comunale PD   Ladispoli </strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Alessandro Putero     &#8211; Delegato all’Ambiente        Ladispoli    (Portavoce Verdi)</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Marina Cozzi               &#8211; Delegata Agenda 21           Ladispoli   (membro direttivo PD)</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Ida Rossi                     &#8211; Delegata al Volontariato    Ladispoli   (Riformisti democratici)</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Marco Papi                  &#8211; Portavoce Verdi                  Fiumicino </strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Massimo Iannarella  &#8211; Segretario Sin. Dem.            Fiumicino </strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Attilio Albiani               &#8211; Direttivo Sin. Dem.              Fiumicino   </strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Paola Rocchi               &#8211; Consigliere comunale          S. Marinella   (Lista Un&#8217;altra città è possibile)  </strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Giovanni Dani             &#8211; Consigliere comunale          S. Marinella    (Lista Un&#8217;altra città è possibile)  </strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Giuseppe Girardi    &#8211; Cons. comunale del. amb.     Anguillara   (Sinistra Democratica)</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Massimiliano Ortu  - Consigliere Municipio Roma XVI  Roma   (Rifondazione Comunista)</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Marco Giustini       - Consigliere Municipio Roma XVI   Roma    (Lista Civica Amici Beppe Grillo) </strong></span></span></p>
<p><strong><span style="font-size:12px;"><span style="font-family:Arial;">Alfredo Toppi         &#8211; Consigliere Municipio Roma XV   Roma   (Sinistra Arcobaleno)</span></span></strong></p>
<p><span class="article_separator"> </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Maurizio Pallante a Roma il 28 maggio]]></title>
<link>http://energiapulita1.wordpress.com/2009/05/19/371/</link>
<pubDate>Tue, 19 May 2009 14:32:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>nauram</dc:creator>
<guid>http://energiapulita1.wordpress.com/2009/05/19/371/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a title="28 MAGGIO Pallante a Roma" href="http://energiapulita1.files.wordpress.com/2009/05/28-maggio.jpg"><img class="attachment-full" title="28 MAGGIO Pallante a Roma" src="http://energiapulita1.files.wordpress.com/2009/05/28-maggio.jpg?w=450&#038;h=661" alt="" width="450" height="661" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Viaggio nell’Italia dei Comuni a 5 stelle]]></title>
<link>http://procidattiva.wordpress.com/2009/05/06/viaggio-nell%e2%80%99italia-dei-comuni-a-5-stelle/</link>
<pubDate>Wed, 06 May 2009 08:28:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesco lubrano</dc:creator>
<guid>http://procidattiva.wordpress.com/2009/05/06/viaggio-nell%e2%80%99italia-dei-comuni-a-5-stelle/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ruSsOCfVWZg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/ruSsOCfVWZg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Festa della Decrescita Felice]]></title>
<link>http://energiapulita1.wordpress.com/2009/04/29/festa-della-decrescita-felice/</link>
<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 08:44:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>nauram</dc:creator>
<guid>http://energiapulita1.wordpress.com/2009/04/29/festa-della-decrescita-felice/</guid>
<description><![CDATA[Il Movimento della Decrescita Felice organizza il 19-20-21 giugno 2009 a Carrega Ligure (AL) l’”MDF-]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><a title="Festa della Decrescita Felice" href="http://www.decrescitafelice.it/?page_id=465"><img class="banner" src="http://www.decrescitafelice.it/download/apetta_Fest_web.png" border="5" alt="Festa della Decrescita Felice" width="270" height="129" /></a></strong></p>
<p><strong><br />
</strong>Il Movimento della Decrescita Felice organizza il 19-20-21 giugno 2009 a Carrega Ligure (AL) l’”MDF-FEST”: evento nazionale con tre giorni di festa, incontri, laboratori, dibattiti attorno ai temi del Movimento.</p>
<p align="center">Obiettivi del “MDF-FEST”:</p>
<ul>
<li>radunare per tre giorni in un unico spazio le realtà che si riconoscono e aderiscono al MDF;</li>
</ul>
<ul>
<li>mettere insieme i cittadini che si riconoscono o che sono incuriositi dal MDF;</li>
</ul>
<ul>
<li>promuovere i programmi futuri di MDF;</li>
</ul>
<p>La gente dovrebbe andare via <em>“diversa”</em> da come è arrivata, con notizie in più, pratiche diverse, contatti/reti nuove.<br />
Vi saranno artisti di vario genere, conferenze e dibattiti, laboratori decrescenti, ospiti e tante altre cose.<br />
L’ingresso è libero.</p>
<p align="center">Cosa:</p>
<ul>
<li>Imparare: laboratori didattici per le scuole, i bambini e i presenti</li>
</ul>
<ul>
<li>Informare/ informarsi: contenuti, materiali open source, free access.</li>
</ul>
<ul>
<li>Fare festa: spettacoli, concerti a tema, artisti locali che animano la festa.</li>
</ul>
<ul>
<li>Sperimentare stili di vita: allestimento di un orto virtuoso dove sperimentare, vedere, capire.Il discorso delle scelte a Km zero, mercati di prossimità mille angoli di sperimentazione, azione, buone prassi per una decrescita felice.</li>
</ul>
<ul>
<li>Incontrarsi, confrontarsi: costruire luoghi di incontro su diversi temi, tavole rotonde, dibattiti, discussioni, in cui persone interessanti raccontano, incontrano, avendo la possibilità di scambiare, lasciare dei feed back, progettare stili di vita alternativi, costruire reti, progettare.</li>
</ul>
<p align="center">Temi:</p>
<ul>
<li>Agricoltura</li>
</ul>
<ul>
<li>Autonomia/autoproduzione</li>
</ul>
<ul>
<li>Rifiuti: riuso, riciclo, uso <em>fino in fondo</em></li>
</ul>
<ul>
<li>Risparmio energetico</li>
</ul>
<ul>
<li>Comprare meno. Donare/ricevere, dovere di donare, dovere di ricevere, dovere di restituire a valore maggiore</li>
</ul>
<ul>
<li>Cibo, alimentazione, risorse, impatto ambientale della produzione e distribuzione cibo</li>
</ul>
<p align="center"> </p>
<p align="center">Il luogo:</p>
<p align="justify">Carrega Ligure si trova all’estremo sud-est del Piemonte, in montagna, facilmente raggiungibile anche con mezzi pubblici ( si arriva in treno fino ad Arquata Scrivia, poi pulman di linea per Cabella e navetta per Carrega Ligure, per i giorni della festa che si terrà su tre/quattro comuni verrà potenziato il servizio navette per poter muoversi su tutta la festa senza usare i mezzi privati.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center">Contatti:</p>
<p>Tutti coloro che volessero dare il proprio contributo nell’organizzazione scrivano a <em>labfab.segreteriaATgmail.com</em> (Gino Abrigo ed Enrico Gentina), invece chi volesse dare una mano nei giorni della festa, a titolo di volontariato, scrivano a <em>festaATdecrescitafelice.it</em>. Per ulteriori informazioni, varie ed eventuali, scrivere a <em>segreteriaATdecrescitafelice.it</em></p>
<p>MDF-FEST, in collaborazione con Associazione Culturale “Laboratorio della Fabula”, socio MDF</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://energiapulita1.wordpress.com/2009/04/29/349/</link>
<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 08:32:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>nauram</dc:creator>
<guid>http://energiapulita1.wordpress.com/2009/04/29/349/</guid>
<description><![CDATA[  LA DECRESCITA FELICE Un nuovo Rinascimento per il terzo millennio   di Giorgio Cattaneo «La vita è]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> </p>
<p><span style="font-size:12.5pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;"></p>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:12.5pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPS-BoldMT;">LA DECRESCITA FELICE</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:12.5pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPS-BoldMT;">Un nuovo Rinascimento per il terzo millennio</span></h3>
<p> </p>
<p></span></p>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:12.5pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;"><a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://files.meetup.com/300838/logo%2520MDF.JPG&#38;imgrefurl=http://beppegrillo.meetup.com/250/messages/boards/thread/2890758/10&#38;usg=__fv1PGo5O9F7YAZISgCqxf2Q5b_I=&#38;h=288&#38;w=500&#38;sz=28&#38;hl=it&#38;start=7&#38;um=1&#38;tbnid=4_xBJ37Tzz0SNM:&#38;tbnh=75&#38;tbnw=130&#38;prev=/images%3Fq%3Ddecrescita%26hl%3Dit%26rlz%3D1T4DVXA_enIT310IT263%26sa%3DN%26um%3D1"><img style="border:1px solid;" src="http://tbn1.google.com/images?q=tbn:4_xBJ37Tzz0SNM:http://files.meetup.com/300838/logo%2520MDF.JPG" alt="" width="130" height="75" /></a></span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:12.5pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">di Giorgio Cattaneo</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">«La vita è bella, anche senza sviluppo. Anzi: solo rinunciando all’idea di sviluppo illimitato, la vita può essere</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">addirittura felice». E’ questo l’orizzonte culturale della Decrescita, l’ultima risposta alla degenerazione suicida del</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">recente <span style="color:#ff0000;">capitalismo consumistico</span>, sempre più fondato sull’ideologia del <span style="color:#ff0000;">Pil</span>, dottrina «economica e mitologica» divenuta</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">ormai «una sorta di teologia», da cui deriva la catastrofe planetaria alle porte. L’antidoto? E’ la Decrescita: un nuovo</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">Rinascimento, che liberi gli individui dalla <span style="color:#ff0000;">schiavitù dei consumi</span> e dalle loro nefaste conseguenze in ogni campo:</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">ambiente, salute, qualità della vita e dei rapporti umani.</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">Primo obiettivo: smascherare il <span style="color:#ff0000;">falso mito dello sviluppo illimitato</span>, fonte di tutti i nostri guai. Ma è possibile concepire</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">un futuro senza sviluppo? «Certo. Perché non c’è alcun progresso, nello sviluppo», afferma Maurizio Pallante, ideologo</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">italiano della Decrescita. «Il concetto di sviluppo illimitato è una mistificazione. In realtà, non può esistere nessuno</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">sviluppo sostenibile: perché lo sviluppo è di per sé il problema, non la soluzione».</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">Saggista e scrittore, ecologista della prima ora, allievo dell’economista Claudio Napoleoni e fondatore con <span style="color:#ff0000;">Tullio Regge</span></span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">del <span style="color:#ff0000;">Cure, comitato per l’uso razionale dell’energia</span>, Pallante è ora l’ispiratore in Italia del Movimento per la Decrescita</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">Felice, proposta culturale e sociale che punta a creare riflessione, networking, comunicazione, solidarietà informata e</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">consapevole. Una specie di rivoluzione culturale. «La Decrescita – sostiene Pallante – è davvero l’unica soluzione per</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">guarire i mali del nostro sistema, basato sul culto del prodotto interno lordo». E spiega: «La salute dell’economia viene</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">ancora misurata in base all’andamento del Pil, che in realtà è soltanto un indicatore del valore monetario delle merci</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">commercializzate». Come disse <span style="color:#ff0000;">Bob Kennedy nel 1968, «il Pil misura di tutto, tranne quello che ci serve per essere</span></span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="color:#ff0000;">felici».</span></span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">Proprio qui, alla parola “felice”, si inserisce la peculiarità italiana della Decrescita: non una nuova tendenza settaria,</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">magari di sapore new age, ma una vera e propria ridefinizione antropologica di priorità. «A una vita fondata sul mercato</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">dei beni di consumo e su un “fare” di origine industriale, finalizzato a “fare sempre di più” – afferma Pallante –</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">dobbiamo prepararci a sostituire un’esistenza fondata su valori autentici, e cioè sullo scambio genuino di beni d’uso; su</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">un “fare bene”, che innanzitutto ci dia soddisfazione e ci renda, appunto, felici».</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">Sembra una sottigliezza, ma non lo è. Togliendo al mercato il suo potere mitologico, ora peraltro messo in crisi dal</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="color:#ff0000;">terremoto finanziario mondiale</span>, e restituendo capacità e responsabilità dirette agli individui, certamente si ridurranno gli</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">sprechi, i consumi energetici, il business del trading e i trasporti delle merci: fatalmente, si comprimerà il Pil. Malgrado</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">ciò – anzi, proprio per questo – si costruirà «un orizzonte pulito, abitabile, alternativo allo scempio speculativo: l’unico</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">possibile orizzonte, ormai, nel quale sia ancora pensabile la sopravvivenza di questo pianeta».</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">Il nuovo movimento italiano guidato da <span style="color:#ff0000;">Maurizio Pallante</span> si collega per alcuni aspetti ad altre tendenze europee, come</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">quella rappresentata dall’economista francese <span style="color:#ff0000;">Serge Latouche</span>, autore di analisi che negli ultimi anni hanno elaborato</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">una severa critica nei confronti del modello occidentale basato sull’ideologia di uno sviluppo potenzialmente illimitato:</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">«In natura, lo sviluppo illimitato non esiste. Negli ultimi tre secoli, il mito dello sviluppo inarrestabile ha minato le</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">risorse del pianeta. E la situazione è ulteriormente peggiorata negli ultimi quarant’anni, con l’avvento dei prodotti “usa</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">e getta”, concepiti per durare il meno possibile e pronti per essere trasformati in rifiuti che è sempre più costoso,</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">difficile e pericoloso smaltire: pensiamo alle discariche-colabrodo o agli inceneritori, che sono fabbriche di tumori».</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">Ora, la crisi climatica e l’implosione economica planetaria non fanno che confermare questa diagnosi: è necessario</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">invertire la rotta, o la Terra non reggerà al collasso che si profila all’orizzonte. E dunque: via libera a fonti rinnovabili,</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">riduzione e riciclaggio dei rifiuti, contenimento dei consumi, ritorno all’agricoltura tradizionale e promozione delle</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">filiere corte. «Non solo: è fondamentale anche il recupero di capacità perdute, quelle che servono ad auto-produrre beni</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">d’uso fondamentali». </span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">Per questo, il Mdf ha aperto<span style="color:#ff0000;"> l’Università del Saper Fare</span>, network formativo che coordina corsi di</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">auto-produzione che in tutta Italia radunano migliaia di neo-autoproduttori. «Ognuno, nel suo piccolo, può fare molto</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">per ridurre costi, sprechi e inquinamento, imparando a risparmiare e condividere: fare il pane in casa può diventare</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">innanzitutto un piacere».</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">La Decrescita Felice “fai da te” è il primo passo verso un network evoluto, una società più solidale e consapevole.</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">Come quella che lascia intravedere l’associazione dei Comuni Virtuosi, che promuove progetti esemplari: grazie ai</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">quali si migliora la qualità dei servizi in tutti i campi (energia, rifiuti) salvaguardando l’ambiente e pesando meno sul</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">bilancio economico delle comunità. «E’ un processo complesso, una riconversione globale che richiede tempo –</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">aggiunge Pallante – ma, proprio per questo, l’azione dei singoli può contribuire moltissimo ad accelerare i tempi,</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">inducendo la politica a compiere finalmente le scelte giuste».</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">Da sempre sostenitore delle <span style="color:#ff0000;">“tecnologie di armonia</span>” al servizio dell’ambiente e grande fautore di ogni forma di</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">prevenzione (il risparmio su tutto: meno costi, meno rifiuti, meno dispendio energetico, meno inquinamento), Pallante</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">sintetizza in modo poetico il suo ideale di Decrescita Felice: «In fondo, si tratta si recuperare l’antico sapere dei nonni:</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">il falso progresso l’ha scartato come obsoleto, ora invece ne sentiamo la mancanza». Un sapere che deriva da uno stile</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">di vita sobrio, a diretto contatto coi mezzi di produzione dei beni essenziali. «E’ un po’ la filosofia dei monaci</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">medievali, che erano innanzitutto auto-produttori comunitari e contemplatori del loro lavoro», come spiega lo stesso</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">Pallante ne “<span style="color:#ff0000;">I monasteri del terzo millennio</span>” (“Ricchezza ecologica”, ManifestoLibri). «Nel loro motto, “ora et labora”,</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">il riferimento spirituale viene prima di quello materiale: un suggerimento che, a distanza di secoli, vale la pena</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">rivalutare».</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">Decrescita Felice, dunque. «Per ricreare socialità, riscoprire valori essenziali, ridurre le dipendenze, gli sprechi e i costi</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">ambientali. E migliorare la qualità della vita». Una rivoluzione culturale, ispirata dal bisogno di un nuovo umanesimo.</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">«Dobbiamo riappropriarci della nostra esistenza, dei nostri ritmi vitali e del destino della Terra. Ci servono nuovi</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">strumenti pratici, nuove consapevolezze, nuovi saperi». L’obiettivo? «Essere felici, partecipi. Aderendo alla Decrescita,</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">ognuno sa di poter cominciare a fare finalmente qualcosa di concreto, da subito, senza attendere i tempi eterni delle</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">strategie globali».</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">Non è poco, in un mondo che si pretende costituito di soli numeri, di masse inerti e rassegnate di tele-consumatori dove</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">gli individui non contano niente. Maurizio Pallante e la sua Decrescita Felice fanno mostra di ottimismo: «E’ ormai</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">evidente a tutti che un’epoca di errori disastrosi si è conclusa. Ora è tempo di riprendere per mano il nostro futuro, con</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">fiducia: insieme, malgrado tutto, possiamo farcela».</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPS-BoldMT;">Per informazioni:</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">Decrescita Felice: </span><span style="font-size:9pt;color:#000081;font-family:TimesNewRomanPSMT;">www.decrescitafelice.it</span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">Università del Saper Fare in costruzione il sito (</span><span style="font-size:9pt;color:#000081;font-family:TimesNewRomanPSMT;">www.unisf.it</span><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:TimesNewRomanPSMT;">) </span><span style="font-size:9pt;color:#000081;font-family:TimesNewRomanPSMT;">segreteria@unisf.it &#8211; 331/7088697</span></h3>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'assurdità dell'acqua in bottiglia]]></title>
<link>http://ainostriposti.wordpress.com/2009/04/20/lassurdita-dellacqua-in-bottiglia/</link>
<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 08:17:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>sandro</dc:creator>
<guid>http://ainostriposti.wordpress.com/2009/04/20/lassurdita-dellacqua-in-bottiglia/</guid>
<description><![CDATA[di MAURIZIO PALLANTE Alla fine dell’Ottocento, quando mia nonna era bambina, viveva in una casa in c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">di MAURIZIO PALLANTE</p>
<p style="text-align:justify;">Alla fine dell’Ottocento, quando mia nonna era bambina, viveva in una casa in cui non c’era l’acqua corrente, come in quasi tutte le case. Così ogni giorno doveva andare a prenderla alla fontana nella piazzetta vicina. La vedo con gli occhi dell’immaginazione scendere le scale insieme a sua madre o sua sorella cariche di brocche e secchi, fare un piccolo tratto di strada, mettersi in coda chiacchierando con le altre donne e le altre bambine in attesa del suo turno, tornare a casa portando a braccia i recipienti pieni. Una vita faticosa e dura.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi, dopo più di cento anni di progresso, nei supermercati le persone riempiono i carrelli di bottiglie di plastica piene d’acqua, le scaricano nei portabagagli delle automobili con cui le portano fino alle loro abitazioni, le scaricano dai portabagagli e le portano a braccia in casa. Proprio come faceva mia nonna. Ma con sei differenze rispetto a lei.</p>
<p style="text-align:justify;">1. Mia nonna era costretta a fare la fatica di portare a braccia l’acqua in casa. La sua non era una scelta. Oggi le persone che fanno questa fatica, non vi sono costrette. La loro è una scelta. E il passaggio dalla costrizione alla libertà di scelta è un progresso, baby!</p>
<p style="text-align:justify;">2. Mia nonna per portare l’acqua a casa doveva soltanto scendere le scale e fare un breve tratto di strada a piedi. Oggi le persone per coprire il tragitto casa &#8211; supermercato &#8211; casa usano l’automobile. Impiegano più tempo, hanno costi di trasporto e consumano fonti fossili, che emettono CO2, ossidi di azoto (NOx) e polveri sottili (pm 10), incrementando l’effetto serra e inquinando l’aria. Ma andare in automobile invece che a piedi è un progresso, baby!</p>
<p style="text-align:justify;">3. L’acqua che portava a casa mia nonna era attinta dalla falda idrica sottostante; l’acqua in bottiglia che si porta a casa oggi dai supermercati viene da centinaia, o migliaia di chilometri di distanza. Ha un costo di trasporto e consuma fonti fossili, che emettono CO2, ossidi di azoto (Nox) e polveri sottili (pm 10), incrementando l’effetto serra e inquinando l’aria. Ma l’estensione dei mercati è un progresso, baby!</p>
<p style="text-align:justify;">4. I recipienti di metallo con cui mia nonna trasportava l’acqua erano sempre gli stessi; quelli utilizzati oggi sono di polietilene tereftalato (PET) monouso. Per produrli si è consumato petrolio in un’industria petrolchimica (2 kg. di petrolio per kg. di plastica); si è consumato gasolio per trasportarli dall’industria petrolchimica allo stabilimento dove è stata imbottigliata l’acqua; altro gasolio si consumerà per portarli dalle abitazioni ai cassonetti della raccolta differenziata e di qui a… Al consorzio obbligatorio Replastic? Alla discarica? All’inceneritore? Ogni trasporto delle bottiglie di plastica ha comportato un costo e un consumo di fonti fossili, che emettono CO2, ossidi di azoto (Nox) e polveri sottili (pm 10), incrementando l’effetto serra e inquinando l’aria. Ma l’economia di mercato e l’industria sono un progresso, baby!</p>
<p style="text-align:justify;">5. La produzione di un chilogrammo di PET richiede 17,5 chilogrammi di acqua e rilascia in atmosfera 40 grammi di idrocarburi, 25 grammi di ossidi di zolfo, 18 grammi di monossido di carbonio e 2,3 chilogrammi di anidride carbonica (Paul Mc Rande, The green guide, in State of the world 2004, Edizioni Ambiente, Milano 2004, pagg. 136-137). Poiché una bottiglia in PET da 1,5 litri pesa 35 grammi, con un chilo di PET se ne fanno 30. Pertanto, per trasportare 45 litri d’acqua se ne consuma quasi la metà. A mia nonna poteva caderne qualche goccia per strada se riempiva troppo i suoi recipienti. Quanto all’emissione di gas, al massimo qualche volta sotto lo sforzo poteva rilasciare qualche scorreggetta.</p>
<p style="text-align:justify;">6. L’acqua che portava in casa mia nonna non costava nulla, l’acqua in bottiglie di plastica costa da 2 a 4,5 euro alla confezione di 6 bottiglie da 1,5 litri (prezzi di novembre 2004). In realtà il costo effettivo dell’acqua contenuta nelle bottiglie è solo l’1 per cento del costo di produzione totale, mentre l’imballaggio ne assorbe il 60 per cento. Ma si può spendere di più solo se si è più ricchi e la crescita della ricchezza è un progresso, baby!</p>
<p style="text-align:justify;">Rispetto ai tempi di mia nonna, per fare la stessa fatica e avere la stessa utilità ci vuole più tempo, si inquina molto mentre prima non si inquinava affatto e si paga mentre prima non si pagava. Il contributo alla crescita del prodotto interno lordo dato dalla produzione e dal commercio delle acque in bottiglia ha comportato un peggioramento della qualità della vita individuale e della qualità ambientale. Questo è il progresso, baby?</p>
<p style="text-align:justify;">Quanto paga e quanto inquina in un anno una persona che consuma acqua in bottiglie di plastica nella misura di 1 litro al giorno?</p>
<p style="text-align:justify;">Trecentosessantacinque litri corrispondono a poco più di 40 confezioni da 6 bottiglie di 1,5 litri (240 bottiglie). Ai prezzi attuali il costo va da 80 a 180 euro all’anno.</p>
<p style="text-align:justify;">Per trasportare 15 tonnellate, che corrispondono a 10.000 bottiglie d’acqua da 1,5 litri, un camion consuma 1 litro di gasolio ogni 4 km (25 litri ogni 100 km). Ipotizzando una percorrenza media di 1.000 km, tra andata e ritorno (l’acqua altissima e purissima che va dall’Alto Adige alla Sicilia ne percorre molti di più), il consumo di gasolio ammonta a 250 litri, ovvero 250.000 cm3 che, divisi per 10.000 bottiglie corrispondono a 25 cm3 di gasolio per bottiglia. Moltiplicando 25 cm3 per 240 si deduce che il consumo giornaliero pro-capite di 1 litro di acqua in bottiglia comporta un consumo di 6 litri di gasolio all’anno. A questi 6 litri di gasolio vanno aggiunti:<br />
- i consumi di petrolio per produrre le bottiglie di plastica (8 kg per 240 bottiglie);<br />
- i consumi di gasolio dei camion che trasportano le bottiglie di plastica vuote dalla fabbrica che le produce all’azienda che imbottiglia l’acqua e dei camion della nettezza urbana che le trasportano dai cassonetti agli impianti di smaltimento;<br />
- i consumi di benzina degli acquirenti nei tragitti casa – supermercato &#8211; casa e casa – cassonetti &#8211; casa.<br />
Ipotizziamo quindi che il consumo annuo totale di combustibili fossili pro-capite di una persona che compri l’acqua in bottiglie di plastica sia di almeno di 8 litri di gasolio/benzina oltre gli 8 kg di petrolio.</p>
<p style="text-align:justify;">Una famiglia di quattro persone spende quindi ogni anno da 320 a 720 euro e fa bruciare almeno 32 litri di combustibili fossili per bere acqua in bottiglie di plastica invece dell’acqua potabile che sgorga dal rubinetto di casa. Evidentemente pensa di ottenere vantaggi superiori ai costi economici che sostiene e ai danni ecologici che genera. Dal punto di vista chimico e batteriologico questi vantaggi non ci sono. Dal punto di vista organolettico possono esserci se l’acqua distribuita dall’acquedotto è troppo clorata. Ma per toglierle il sapore del cloro è sufficiente scaraffarla con un po’ di anticipo, o utilizzare appositi filtri che con un costo molto minore, senza fatica né perdite di tempo consentono di eliminarlo.</p>
<p style="text-align:justify;">In realtà il costo dell’acqua minerale in bottiglia comprende anche il costo delle frottole che si bevono insieme ad essa. Una di queste acque, secondo la pubblicità fa digerire tutto. Non c’è indigestione o ingordigia che tenga. Più ne bevi e più digerisci. Una fa fare tanta pipì (come tutte le acque; più ne bevi e più ne fai, anche con quella del rubinetto). Una ha un effetto collaterale sorprendente: risveglia il desiderio erotico. Una è fatta con energia verde al cento per cento. Ammesso che un’energia senza impatto ambientale esista, anche la plastica della bottiglia è di energia verde, anche il gasolio necessario a trasportarla? Un’altra è altissima (embè?) e purissima (vorrei vedere…). Una si pubblicizza facendo fare una pernacchia a una particella di sodio che poi se la ride da sola. Una è di qualità trasparente (ci mancherebbe anche che fosse torbida…). Una a volte fornisce l’apporto di calcio necessario a prevenire l’osteoporosi nella terza età, a volte è utile nella prevenzione della calcolosi perché è povera di calcio. Insomma solo se si beve di tutto si può scegliere di bere l’acqua in bottiglia.</p>
<p style="text-align:justify;">Se invece non si beve di tutto e al posto dell’acqua in bottiglia si beve l’acqua del rubinetto, si ottiene un risparmio economico che comporta una diminuzione dell’inquinamento ambientale e un miglioramento della qualità della vita individuale. E una decrescita del prodotto interno lordo in conseguenza della diminuzione non solo della domanda di acqua in bottiglia, ma anche dei prodotti petroliferi utilizzati in tutte le fasi della produzione e del trasporto.</p>
<p style="text-align:justify;">Ciò disturba non solo le industrie che imbottigliano e vendono acqua minerale, le aziende di trasporti e le industrie petrolchimiche, ma anche i ministri delle finanze perché riduce il gettito dell’IVA sulle vendite di acqua in bottiglia e delle accise sui carburanti che si consumano per produrle e trasportarle; gli altri ministri perché di conseguenza si riducono gli stanziamenti dei loro bilanci; i sindaci e i presidenti delle aziende municipalizzate, o consorzi, o S.p.A. a prevalente capitale pubblico per la gestione dei rifiuti perché diminuiscono gli introiti delle discariche e degli inceneritori; i gestori di reti di teleriscaldamento alimentate da inceneritori, perché devono rimpiazzare la carenza di combustibile derivante da rifiuti (che ritirano a pagamento) con gasolio (che devono comprare).</p>
<p style="text-align:justify;">«Prima di trasferirmi in città per trovare lavoro, al paese ho sempre bevuto acqua di sorgente. L’acqua dell’acquedotto non ce la faccio proprio a berla. Ma con i soldi dello stipendio posso comprarmi l’acqua di sorgente imbottigliata. E pagare la benzina necessaria per andare a prenderla e portarla a casa. Sì lo so che al paese non la pagavo nulla e che le bottiglie di plastica fanno aumentare i rifiuti, ma io ho una coscienza ecologica e sono convinto che non c’è futuro per l’umanità senza uno sviluppo sostenibile. Per questo faccio una scrupolosa raccolta differenziata. Inoltre comprando l’acqua in bottiglia sostengo l’occupazione nelle aziende che producono bottiglie di plastica, nelle aziende che imbottigliano l’acqua, nelle aziende di trasporto, nelle agenzie pubblicitarie che inventano tanti spot spiritosi, nelle aziende che raccolgono e smaltiscono i rifiuti. Sono un benefattore dell’umanità. Eppure, nonostante i miei comportamenti virtuosi, adesso vogliono costruire un termovalorizzatore nel quartiere in cui abito. Dicono che è un impianto sicuro e non emette inquinanti, come i vecchi inceneritori. Anzi, le ultime analisi dimostrano che ne esce un’aria più pulita di quella che entra. D’altra parte se i rifiuti aumentano occorrerà pure trovare un sistema ecologicamente corretto di smaltirli. Però l’inceneritore, pardon il termovalorizzatore, avrei preferito che lo facessero un po’ più lontano da casa mia».</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Fonte: www.paea.it</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dalla decrescita all'autosufficienza, come sopravvivere. ]]></title>
<link>http://buoneletture.wordpress.com/2009/04/17/dalla-decrescita-allautosufficienza-come-sopravvivere/</link>
<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 22:54:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>atlantidelibri</dc:creator>
<guid>http://buoneletture.wordpress.com/2009/04/17/dalla-decrescita-allautosufficienza-come-sopravvivere/</guid>
<description><![CDATA[C&#8217;è voluta una crisi economica come non ne avevamo memoria per fare interessare il pianeta ai ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-family:Verdana,Geneva,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:x-small;color:#000000;">C&#8217;è voluta una crisi economica come non ne avevamo memoria per fare interessare il pianeta ai temi della decrescita. Termine già in uso da tempo, solo ora (sic) diventato popolare. Che serva un nuovo modo di agire,più consapevole dei limiti del pianeta, più attento ad evitare gli sprechi e le lusinghe di una economia dominata dal &#8220;profitto facile ed immediato&#8221;, ci pare evidente, e pare essere percepito da ampie fette di popolazione. Nella speranza che la crisi possa anche essere motivo di riflessione e possa servire da spunto per un cambiamento, proponiamo ai lettori un discreto elenco di titoli che ruotano attorno a questi argomenti.</p>
<p>Un paio di nuovi titoli:<br />
<strong>John Naish,Basta!,Fazi </strong></p>
<p>Negli ultimi due secoli, l&#8217;uomo ha messo in atto una semplice ma brillante strategia di sopravvivenza: l&#8217;abbondanza. Di qualunque cosa avesse bisogno, il trucco era cercare di ottenere sempre di più: un rango più elevato, una maggiore quantità di cibo, di denaro, o di informazioni. E senza mai accontentarsi, cercare ancora e ancora. Solo in questo modo è riuscito a superare carestie, epidemie, catastrofi naturali. Ma oggi, grazie alle moderne tecnologie, viviamo addirittura nell&#8217;eccesso: abbiamo molto più di quanto sia mai possibile usare, godere, permetterci. Ciò nonostante, continuiamo a volere di più, con la conseguenza che, pur di seguire questo istinto, finiamo per ammalarci, stressarci, ingrassare, arrabbiarci e indebitarci. Per non parlare delle ripercussioni sull&#8217;ambiente. Adesso è giunto il momento di smettere. I segnali d&#8217;allarme sono ovunque: la crisi economica e quella ecologica, lo spettro della recessione, la precarietà lavorativa ed emotiva. Eppure i media &#8211; e persino i governi dei paesi occidentali &#8211; non fanno che dirci: &#8220;Comprate! Il peggio passerà&#8221;. Ecco perché, sostiene il giornalista britannico John Naish, si deve iniziare a sviluppare un senso di appagamento per quello che già si possiede, in netto contrasto con una cultura consumistica che spinge ad avere sempre nuovi bisogni sociali e materiali.</p>
<p><strong>Valerio Pignatta, insostenibile leggerezza dell&#8217;avere,						 	EMI </strong><br />
In un passato anche recente molti preannunciarono che il sistema economico e il modello di sviluppo del mondo occidentale sarebbero presto entrati in collasso. Avevano ragione. Oggi sono molto chiari i limiti di questo sistema impostato sullo sfruttamento irresponsabile delle risorse naturali e sull&#8217;unico valore del guadagno a tutti i costi. Il pianeta si sta esaurendo e si sta avviando pericolosamente a diventare &#8211; se non lo è già &#8211; un&#8217;enorme discarica a cielo aperto abitata da fantasmi programmati per lavorare a basso costo e approfittare fino all&#8217;ultimo di ogni risorsa ancora disponibile.</p>
<p>Nonostante gli annunci di catastrofi imminenti siano ormai all&#8217;ordine del giorno, una reazione positiva &#8211; che pur esiste &#8211; stenta a decollare. Forse manca una vera coscienza di quello che sta accadendo e di quello che potrebbe e dovrebbe essere fatto.</p>
<p>In questo libro, l&#8217;Autore riporta prima di tutto una sintesi dei movimenti sociali e politici che hanno fatto crescere la responsabilità sociale e ambientale per poi far conoscere esperienze di vita di persone che si sono date come ideale quello della &#8220;decrescita&#8221;, cioè di una crescita su altre basi. Compone un quadro suggestivo che stimola il lettore a riflettere su sé stesso e a capire che anche lui può cambiare, recuperando, tra l&#8217;altro, cose spesso sacrificate sull&#8217;altare del progresso come l&#8217;incontro con la natura, con il tempo, con gli altri, con la vita e tutte le sue espressioni.</p>
<p><strong>Dalla decrescita all&#8217;autosufficienza, come sopravvivere. </strong></p>
<p><strong>Breve trattato sulla decrescita serena	,	Latouche Serge	,	Bollati Boringhieri</strong><br />
La decrescita &#8211; sostiene l&#8217;autore &#8211; non è la crescita negativa. Sarebbe meglio parlare di &#8220;acrescita&#8221;, così come si parla di ateismo. D&#8217;altra parte, si tratta proprio dell&#8217;abbandono di una fede o di una religione (quella dell&#8217;economia, del progresso e dello sviluppo). Se è ormai riconosciuto che il perseguimento indefinito della crescita è incompatibile con un pianeta finito, le conseguenze (produrre meno e consumare meno) sono invece ben lungi dall&#8217;essere accettate. Ma se non vi sarà un&#8217;inversione di rotta, ci attende una catastrofe ecologica e umana. Siamo ancora in tempo per immaginare, serenamente, un sistema basato su un&#8217;altra logica: quella di una &#8220;società di decrescita&#8221;.</p>
<p><strong>La decrescita felice, Maurizio Pallante, Editori Riuniti, nuova edizione</strong><br />
Come dice spesso l&#8217;ing. Palazzetti (inventore del microcogeneratore Totem) visto che viviamo in un mondo dalle risorse finite la decrescita prima o poi ci sarà comunque. Quello che possiamo fare è di renderla felice! Pallante espone con grande chiarezza e lucidità una possibile strada, evidenziando le numerose contraddizioni insite in uno stile di vita che non lascia più spazio all&#8217;individuo al di fuori della produzione e del consumo. Uno stile di vita che siamo purtroppo ormai abituati a pensare come l&#8217;unico possibile, e che ci sta portando &#8211; infelici &#8211; verso una catastrofe.</p>
<p><strong>Vivere senza soldi. L&#8217;esperienza sorprendente di una donna che da undici anni ha eliminato del tutto il denaro dalla propria vita	,	Schwermer Heidemarie	,	Aam Terra Nuova </strong><br />
Offre una visione completa sulla realtà della grande distribuzione svelando al lettore e al consumatore le pratiche commerciali e di vendita scorrette utilizzate dai principali gruppi distributivi. La prima parte del testo è un percorso tra i settori di un grande centro o distretto commerciale: alimentazione, ristorazione veloce, tecnologia, fai da te, multisala. Un&#8217;attenta analisi dei grandi marchi di distribuzione &#8211; Ipercoop, Esselunga, Carrefour, Auchan, Mc Donald&#8217;s, Mediaworld, Ikea &#8211; mette in luce le politiche di vendita scorrette e la conseguente emarginazione delle piccole attività locali, produttive e commerciali.</p>
<p><strong>Schiavi del Supermercato. La grande distribuzione organizzata in Italia e le Alternative concrete	,	Di Bari Monica e Pipitone Saverio	,	Arianna </strong><br />
Uno sguardo alla realtà della grande distribuzione svelando al lettore e al consumatore le pratiche commerciali e di vendita scorrette utilizzate dai principali gruppi distributivi. La prima parte del testo è un percorso tra i settori di un grande centro o distretto commerciale: alimentazione, ristorazione veloce, tecnologia, fai da te, multisala. Un&#8217;attenta analisi dei grandi marchi di distribuzione &#8211; Ipercoop, Esselunga, Carrefour, Auchan, Mc Donald&#8217;s, Mediaworld, Ikea &#8211; mette in luce le politiche di vendita scorrette e la conseguente emarginazione delle piccole attività locali, produttive e commerciali.</p>
<p><strong>Elogio dello spreco. Formule per una società sufficiente. Libro+ cd	,	Segrè Andrea	,	Emi </strong><br />
Il testo è una &#8220;lezione&#8221; che ruota attorno ai termini spreco e sufficienza. Lo spreco da atto negativo può diventare occasione positiva, da cui l&#8217;elogio, per uscire dalla crisi e dalle paure che animano il nostro tempo. È necessario però comprendere in questa direzione anche la logica della sufficienza. Per supportare la formula del titolo, il professore Segrè, riporta una serie di immagini, esperienze, letture interdisciplinari, giochi di parole che conducono sulla via della cooperazione e dello sviluppo, dell&#8217;economia del dono, della sobrietà e della semplicità. L&#8217;Elogio dello -spr+eco vuole essere una guida per l&#8217;economia della sufficienza, uno stile di vita alla portata di tutti. In allegato un dvd con il testo letto dall&#8217;autore, con le note al testo, con collegamenti ipertestuali e filmati sull&#8217;esperienza del Last Minute Market.</p>
<p><strong>Bebè a costo zero. Guida al consumo critico per neomamme e futuri genitori	, Cozza Giorgia	,	Il Leone Verde </strong><br />
Caro bimbo, ma quanto mi costi? Alzi la mano quel genitore che non si è posto -almeno una volta nella vita &#8211; questa fatidica domanda. Del resto è inutile negarlo: non è solo il latte in polvere a costare di più in Italia. Da noi tutta la spesa per il bambino è più cara che nel resto d&#8217;Europa: dagli omogeneizzati alle pappe, dai pannolini ai vestitini, dai giocattoli ai prodotti per l&#8217;igiene, dai farmaci alle visite dei pediatri. Un&#8217;anomalia alla quale non si sottrae nemmeno il periodo della gravidanza, tra esami diagnostici, articoli premaman e corredino per il neonato in arrivo. Il motivo? Non volendo far mancare nulla ai nostri amatissimi frugoletti, anche di fronte a prezzi spropositati o ad aumenti ingiustificati, finiamo per non rinunciare all&#8217;acquisto. Complice la pubblicità che in questo senso gioca un ruolo fondamentale. Eppure basterebbero un po&#8217; di attenzione e le giuste informazioni per operare &#8211; anche nel campo degli acquisti per i più piccini scelte consapevoli e all&#8217;insegna del risparmio.</p>
<p><strong>Guida all&#8217;autosufficienza. Ovvero come coltivare il proprio orto, allevare gli animali, produrre cibi genuini, risparmiare energia scegliendo di viver	,	Seymour John	,	Mondadori</strong><br />
Il volume contiene tutte le informazioni necessarie per progettare il proprio orto, per conservare il raccolto e organizzare la dispensa. Propone in modo efficace di recuperare anche in cucina le abitudini di una volta, sfruttando le materie prime per fare il pane, cimentarsi con conserve, sottaceti e marmellate, produrre artigianalmente vino o birra. Affronta inoltre l&#8217;allevamento degli animali con un approccio integrato e organico alla gestione della terra. A chi vuole seguire la strada dell&#8217;autonomia anche nella sfera del fai da te, rinunciando alla spirale dei consumi inutili e dispendiosi, vengono forniti gli strumenti per allestire un laboratorio ed eseguire piccole opere di falegnameria. Non mancano, infine, i consigli su come combinare su scala ridotta le fonti di energia alternativa all&#8217;insegna del risparmio e del rispetto per l&#8217;ambiente.</p>
<p><strong>Riscaldamento naturale della casa. Guida ai sistemi di riscaldamento a fonti rinnovabili	,	Pahl Greg	,	Muzzio </strong><br />
È libro è completamente dedicato al riscaldamento domestico attuato con energia rinnovabile. In una panoramica ben strutturata e di facile approccio, Pahl passa in rassegna le possibilità esistenti per riscaldare le case con fonti rinnovabili di energia, quali stufe a legna, a pellet, a cereali, caminetti, caldaie, stufe in maiolica ad accumulo, sistemi solari attivi e passivi, impianti di riscaldamento a pompa di calore, soffermandosi su tutto ciò che c&#8217;è da sapere riguardo ai combustibili, i sistemi, le tecnologie, i costi, i vantaggi e gli svantaggi di ciascuna opzione. L&#8217;autore mostra come riadattare sistemi di riscaldamento già esistenti o progettare una casa completamente nuova ma adeguatamente riscaldata, con costi e impatto ambientale minimi. Insegna che il biodiesel a basso impatto ambientale può essere utilizzato non soltanto per alimentare le automobili ma anche per le caldaie. Fa scoprire al lettore il funzionamento di una pompa di calore geotermica spiegando perché può raggiungere un&#8217;efficienza del 400% e come bruciare la legna in modo davvero sostenibile.</p>
<p><strong>GAS. Gruppi d&#8217;Acquisto Solidali. Chi sono, come si organizzano e con quali sfide si confrontano i GAS in Italia	,	Valera Lorenzo	,	Terre di mezzo </strong><br />
Cambiare il mondo facendo la spesa. Questo l&#8217;obiettivo con cui nel 1994 nasce il primo &#8220;gruppo di acquisto solidale&#8221;. Singoli e famiglie che scelgono di comprare insieme beni d&#8217;uso quotidiano. Selezionando i fornitori in base a criteri di giustizia, solidarietà e rispetto per l&#8217;ambiente. In undici anni i gas si sono diffusi in tutto il Paese. Oggi sono centinaia e continuano a crescere. Ma se la radice è comune, la declinazione pratica di questi principi sorprende per varietà e capacità creative. Partendo dalla voce diretta di decine di gruppi, Lorenzo Valera sfata il mito di un &#8220;popolo dei gas&#8221; omogeneo e facilmente collocabile e restituisce al lettore un mosaico di esperienze vive.</p>
<p><strong>Vivi con stile. Caloriferi e condizionatori, elettrodomestici, detersivi, auto e tempo libero: 150 consigli pratici per una vita a basso impatto ambie	,	Poggio Andrea	,	Terre di mezzo </strong><br />
Anche il risparmio è questione di stile. Soprattutto se in ballo c&#8217;è l&#8217;energia. Meglio il riscaldamento centralizzato o quello autonomo? Come scegliere le lampadine più efficienti? E il frigorifero? Quanto costa installare i pannelli solari? Per non parlare dell&#8217;isolamento della casa, dei detersivi per il bucato o dell&#8217;automobile. È ora di aprire gli occhi: l&#8217;energia che consumiamo incide (e sarà sempre più così) sul nostro conto in banca, oltre che sull&#8217;ambiente. Questa guida, suddivisa in facili schede pratiche, suggerisce come rendere più sostenibili e coerenti, per noi e per il mondo, le nostre scelte di vita quotidiana.</p>
<p><strong>Cambio casa cambio vita. Dal cohousing all&#8217;autocostruzione, dalle comunità di famiglie alle cooperative edilizie: come cambiare casa (o costruirla) e	,	Rottini Andrea	,	Terre di mezzo </strong><br />
Per famiglie e persone singole: il sogno di cambiare casa e andare a vivere in una realtà più ricca di relazioni e &#8220;umana&#8221;. Ogni anno centinaia di persone cambiano vita così, e non soltanto decidendo di trasferirsi in campagna: una guida pratica per tutti, che spiega come si realizza un co-housing, come ci si può costruire la casa con altri, come entrare nell&#8217;esperienza di comunità e famiglie oppure in una cooperativa edilizia. In tutti questi casi, l&#8217;unione fa la casa.</p>
<p><strong>Manuale del risparmiatore etico e solidale. Un&#8217;altra finanza per investire e risparmiare i propri soldi nel rispetto delle persone e dell&#8217;ambiente	,	Gallicani Marco	, Terre di mezzo </strong><br />
La finanza &#8220;etica&#8221; è un fenomeno consolidato in Italia e all&#8217;estero: oggi ogni istituto di credito offre numerosi prodotti &#8220;responsabili&#8221; ai propri clienti e un numero sempre maggiore di persone chiede di poter investire i propri soldi solo in aziende che rispettino le persone e l&#8217;ambiente. Ma non tutte le proposte sono uguali, e rispondono agli stessi criteri &#8220;etici&#8221;. Come districarsi in questo universo dai contorni sfumati? Questo piccolo manuale si propone di rispondere a questa domanda, a partire dal punto di vista dei lettore: a chi posso affidare i miei risparmi, a quale banca posso rivolgermi? O ancora: a chi posso chiedere denaro per avviare la mia impresa o realizzare i miei progetti? E infine: come posso investire il mio denaro, senza rischiare di essere complice di sfruttamento, commercio di armi e devastazione ambientale? </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Blog di Beppe Grillo - Prima stella, l'Ambiente - Maurizio Pallante]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/04/17/blog-di-beppe-grillo-prima-stella-lambiente-maurizio-pallante/</link>
<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 18:37:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
<guid>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/04/17/blog-di-beppe-grillo-prima-stella-lambiente-maurizio-pallante/</guid>
<description><![CDATA[Blog di Beppe Grillo &#8211; Prima stella, l&#8217;Ambiente &#8211; Maurizio Pallante. &#8220;Non sa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/117crmJABa4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/117crmJABa4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><a href="http://www.beppegrillo.it/2009/04/prima_stella_la.html">Blog di Beppe Grillo &#8211; Prima stella, l&#8217;Ambiente &#8211; Maurizio Pallante</a>.</p>
<blockquote><p>&#8220;Non sarà facile parlare dopo Beppe, comunque farò insieme a voi delle riflessioni a partire da qualche considerazione sulla crisi che stiamo vivendo, una crisi terribile perché somma due aspetti: l’aspetto economico della sovrapproduzione di berci che non si riescono a vendere e l’aspetto ambientale sia dal punto di vista dell’esaurimento delle risorse, sia dal punto di vista delle emissioni inquinanti e in particolare dell’aggravarsi dell’<strong>effetto serra</strong>.<br />
E’ stata una crisi di sovrapproduzione fin dall’inizio, anche quando la volevamo mascherare come una crisi di carattere finanziario, quando cioè le banche americane prestavano dei soldi per comprare delle case a persone che non avrebbero potuto restituirle e che facevano in questa maniera, sostenevano l’industria dell’edilizia, consentivano di continuare a produrre al di là di quello che il mercato era in grado di assorbire, era una maniera semplicemente di ritardare la crisi di carattere di <strong>sovrapproduzione </strong>che stava esplodendo. Entrambi gli aspetti della crisi, sia quello economico – finanziario, occupazionale, sia quello ambientale sono dovuti al meccanismo della crescita economica, al fatto che l’economia ha come scopo quello di produrre, ogni anno, quantità sempre maggiori di merci e quindi consuma quantità sempre maggiori di risorse e quindi produce quantità sempre maggiori di rifiuti e quindi mette sul mercato quantità sempre maggiori di merci che non si riescono più ad assorbire, perché tutti quanti abbiamo delle case strapiene di oggetti che potremmo anche per anni non comprare più e continuare ad avere ciò di cui abbiamo bisogno.<br />
La recessione che stiamo vivendo è un’opportunità perché pone freno alla crisi ambientale, non tutto il male viene per nuocere, ci costringe a rimettere in discussione i 50 anni di follia in cui siamo vissuti, a partire dal fatto che c’era una sovrabbondanza di petrolio a prezzo molto basso, ci ha fatto perdere ogni buonsenso nell’affrontare le cose, ogni <strong>buonsenso </strong>a rapportarci con il mondo, ogni buonsenso a rapportarci tra di noi e nella nostra stessa vita individuale.<br />
C’è una pericolosa illusione in questo momento che si possa uscire dalla crisi rimettendo in moto l’economia con il rilancio della domanda e delle produzioni tradizionali, in particolare l’edilizia e l’automobile. Questa maniera che è quello che stanno facendo oggi, non ha via d’uscita, non ha possibilità di realizzazione per due ragioni: 1) perché i mercati dell’automobile e dell’edilizia sono più che saturi, abbiamo moltissime case vuote, abbiamo delle automobili che non sappiamo più dove mettere e il traffico nelle città è un traffico ormai <strong>impossibile</strong>; 2) perché non soltanto il mercato di questi prodotti sono saturi, ma sono prodotti estremamente energivori, noi siamo abituati a pensare che l’automobile è energivora perché consuma delle benzina, non siamo abituati a pensare che gli edifici, le case sono energivori e sono più energivori delle automobili, perché soltanto per il riscaldamento in 5 mesi il nostro patrimonio edilizio consuma tanta energia quanto consuma tutto il parco delle automobili e dei camion nel corso di un anno.<br />
Queste scelte non portano da nessuna parte, io che vivo vicino a Torino ne ho la prova provata, si è pensato di lanciare l’economia della città attraverso l’edilizia con le Olimpiadi, il risultato è che abbiamo degli edifici che sono già in degrado, abbiamo degli edifici che hanno dei consumi energetici e la popolazione, i cittadini di Torino si trovano ad avere in questo momento un debito di 6 mila Euro a testa, neonati compresi, se la città vendesse tutto il suo patrimonio edilizio potrebbe pagare la metà dei debiti che ha accumulato e tutto questo si è bloccato, tutta questa spinta dell’edilizia.<br />
Il secondo aspetto ancora più problematico è quello dell’automobile, il 4 luglio del 2007 si lanciavano fuochi d’artificio nel cielo di Torino dicendo che ripartiva l’economia e la produzione attraverso la Cinquecento, sono bastati un anno e 4 mesi per mettere in cassa integrazione tutti i dipendenti della FIAT, queste persone non sanno cosa fare, non hanno una capacità di previsione del futuro minima, neanche di un anno, tentano semplicemente di riproporre quello che si è riproposto nei decenni passati e guardate che non c’è nessuna fantasia, nessuna creatività, avete letto i giornali oggi? Berlusconi come propone di rilanciare l’economia? Attraverso l’edilizia, da una parte incentivando l’<strong>edilizia privata</strong> per aumentare le cubature, dall’altra incentivando l’edilizia pubblica attraverso le grandi opere.<br />
Neanche la dimostrazione dei fatti li convince che questa strada non porta da nessuna parte, allora cosa occorre fare per uscire? Guardate che anche questo discorso è un discorso che riguarda anche Obama, perché sicuramente c’è un salto di qualità enorme tra Bush e Obama ma non è tutto oro quello che luccica, anche Obama ha un impegno nei confronti dell’automobile e quando si parla di energia, noi mettiamo sempre in evidenza il fatto che parla delle fonti rinnovabili, ma parla anche del nucleare, delle biocombustibili, ma parla anche del carbone pulito, perché siamo sempre nell’ottica di tentare di continuare a produrre quello che si è fatto in passato.<br />
Qual è la strada che invece dobbiamo percorrere? Qual è l’alternativa? E’rimettere in moto il ciclo economico, rilanciare la produzione e l’occupazione con misure politiche finalizzate a ridurre le cause dei due aspetti della crisi, dobbiamo sviluppare delle tecnologie che riducono il consumo di risorse e l’impatto ambientale, queste tecnologie hanno un enorme spazio di mercato perché negli ultimi <strong>50 anni</strong> non le abbiamo neanche prese in considerazione e ci consentono di ridare senso al lavoro con attività umana che migliora il mondo, ci consentono di trasformare la crisi in una grande opportunità di cambiamento e di miglioramento che non dobbiamo assolutamente perdere.<br />
Da questo punto di vista ritengo che le liste civiche che si presenteranno alle elezioni, dovranno porre alla centralità del loro programma lo sviluppato di iniziative, di misure che consentono di sviluppare queste tecnologie finalizzate a ridurre il consumo di risorse, finalizzate a ridurre l’impatto ambientale, gli enti locali possono fare molto da questo punto di vista.<br />
Faccio degli esempi semplici: l’energia, dobbiamo porci l’obiettivo di ridurre i consumi energetici almeno del 50%, noi abbiamo degli sprechi che arrivano al 70, all’80% dell’energia, non ha nessun senso che una civiltà si chiami tecnologicamente avanzata con queste performance così negative! Come possono gli enti locali ridurre i consumi di energia, il primo punto è fare una diagnosi energetica dei loro edifici e mettere a posto i loro edifici perché non hanno nessun diritto di dire alla gente di comportarsi bene, se non sono i primi a comportarsi bene!<br />
Ci sono degli amministratori pubblici che hanno fatto la diagnosi energetica di tutti i loro edifici, sono in grado di sapere quanto consumano e quanto sprecano e sono in grado di intervenire per metterli a posto anche di seconda battuta, se devono rifare un tetto per ragioni che devono farlo di per sé stesso, le opere di manutenzione straordinaria, nel momento in cui si sa quanto spreca un edificio, possono, con una integrazione di costi, diventare delle opere che riducono i consumi a parità di servizi finali.<br />
Basta a quel punto semplicemente l’extracosto in più del materiale maggiormente efficiente, tanto gli operai devo metterli, tanto il tetto devo scoperchiarlo, tanto i ponteggi devo metterli, con piccolissimi costi la manutenzione straordinaria può diventare una grande occasione di occupazione e di riduzione dell’<strong>impatto ambientale</strong>.<br />
Il secondo punto, una volta messa a posto casa propria sono i regolamenti edilizi, ogni ente pubblico può fare un regolamento edilizio, un allegato energetico in cui dice: nel mio territorio comunale non si possono più costruire case o non si possono più ristrutturare le case esistenti se consumano più di 7 litri al metro quadrato all’anno, che è la misura massima consentita in Alto Adige, in Germania e in altri paesi europei. Devono, sempre per rilanciare l’occupazione e la produzione di queste tecnologie, favorire lo sviluppo di società che si chiamano Energy Service Company, società che fanno le ristrutturazioni energetiche a loro spese e che si ripagano incassando, per un certo numero di anni, il risparmio energetico che riescono ad ottenere, si tratta di mettere in moto un gigantesco trasferimento di denaro, di soldi che oggi spendiamo per comprare petrolio all’estero, per pagare salari e stipendi alle persone che ci consentono di ridurre il consumo di acquisto di petrolio dall’estero, è una maniera di rilanciare l’economia e di autofinanziare questo tipo di progetti. Bisogna dire: no a ogni tipo di centrale, in più che venga proposta nel nostro territorio!<br />
Le fonti rinnovabili che noi sosteniamo come seconda misura dopo la riduzione dei consumi devono essere fatti su piccoli impianti per autoconsumo degli edifici, come diceva prima Beppe, non abbiamo bisogno di grandi centrali, ma abbiamo bisogno di tanti cittadini che si <strong>autoproducono </strong>la loro energia e che vengono mettendo in rete le eccedenze quando hanno delle eccedenze. Un’altra misura molto importante e che andrà nei Consigli Comunali, è proporre il pagamento del riscaldamento nei condomini a consumo o non a forfait, perché se il riscaldamento viene pagato sui millesimi dell’appartamento, non c’è nessun incentivo da parte delle persone a metterle a posto, se viene pagato a consumo invece, se qualcuno fa delle opere di ristrutturazione per consumare di meno, si ripaga questo lavoro attraverso una riduzione del consumo di fonti fossili.<br />
Si tratta di trasformare i risparmi in salari e stipendi per un sacco di persone che hanno delle competenze che sono a spasso in una maniera che è inaccettabile da un punto di vista civile!<br />
Un ultimo elemento è che si parla molto di biocombustibili, di un’agricoltura finalizzata a produrre dei biocarburanti, nessuno parla del fatto che alcune forme di agricoltura possano essere utilizzate per produrre dei materiali che consentono di ridurre i consumi di energia e non di implementare l’offerta di energia, per esempio ci sono delle esperienze molto interessanti sul fatto che si può usare la canapa per fare la coibentazione delle case, oppure voi pensate che abbiamo oggi la lana delle pecore che non è particolarmente raffinata, che viene considerata rifiuto speciale e viene portata in discarica a dei prezzi molto alti, con questa lana si possono fare dei cappotti nelle intercapedine delle case per diminuire i consumi, si riducono i rifiuti, si riducono i consumi di energia, si riduce l’impatto ambientale, si creano dei posti di lavoro.<br />
Secondo punto, è l’uso del territorio, bisogna dare uno stop all’espansione dei piani regolatori, non si deve più costruire neanche un centimetro quadrato di terreno agricolo!<br />
Guardate che in questa maniera non si blocca l’occupazione, non si blocca l’edilizia, si indirizza l’edilizia a ristrutturare l’esistente, abbiamo costruito 50 anni in una maniera vergognosa, abbiamo da mettere a posto disastri fatti da 50 anni, c’è un mare di lavoro da fare, una misura di questo genere costringe tutti coloro che lavorano nell’edilizia a implementare la loro <strong>professionalità </strong>per rimettere a posto guasti che si sono fatti per costruire in una maniera più rispettosa dell’ambiente!<br />
Sempre per quanto riguarda l’uso del territorio, già Beppe lo diceva, la riqualificazione dell’esistente, non si deve costruire del nuovo ma rimettere a posto, abbattere se è necessario e ricostruire in maniera più decente, ma la riqualificazione del verde urbano ha un’importanza che noi spesso sottovalutiamo perché pensiamo che sia qualcosa da fare, qualche viale alberato, da fare qualche giardinetto, invece va riequilibrato il rapporto tra organico e inorganico nelle città, perché se noi <strong>sviluppiamo il verde</strong> in maniera significativa e non soltanto per abbellimento, abbiamo 3 risultati fondamentali: 1) le aree verdi assorbono l&#8217;acqua e consentono di riempire le falde freatiche, le aree impermeabilizzate fanno disperdere l’acqua, noi aumentiamo i consumi di acqua e diminuiamo contemporaneamente attraverso l’asfaltatura, attraverso la cementificazione la capacità delle falde freatiche di riempirsi, quindi questo è il primo elemento. 2) perché il verde urbano abbassa la temperatura dei microclimi delle città che sono di 3 o 4 gradi superiori ai microclimi delle zone circostanti. 3) perché una forestazione urbana consente di assorbire la Co2 e quindi di ridurre anche l’effetto serra e di ridurre anche l’innalzamento climatico!<br />
Occorre percepire a pieno l’importanza dell’uso del verde nelle città. Altro punto fondamentale è quello dei rifiuti, ci sarà una relazione specifica, quello che voglio dire soltanto è che dobbiamo cominciare a impostare quelli che di noi andranno nelle amministrazioni comunali, il problema dei rifiuti da un punto di vista economico, perché è l’unica maniera di affrontarlo anche da un punto di vista ecologico, se diminuiscono i rifiuti, se si recuperano le materie prime secondarie che contengono, si ha un risparmio sui costi di conferimento allo smaltimento, se non porto un chilo in discarica perché non l’ho prodotto, o perché l’ho riciclato ho un risparmio del costo in discarica o dell’incenerimento, ma se non lo porto allo smaltimento, vuole dire che lo sto vendendo a qualcuno che ne fa una materia prima secondaria.<br />
Per cui la raccolta differenziata, la <strong>riduzione di rifiuti </strong>devono consentire agli enti pubblici di ridurre i costi che oggi sostengono le popolazioni, la cittadinanza per i rifiuti e addirittura di farli trasformare in un introito per accrescere i proventi del loro bilancio, cosa necessaria per sostituire la tendenza suicida a riempire il bilancio svendendo il territorio come stanno facendo in questo periodo.<br />
Sulle questioni tecniche ci sarà un’altra rela</p>
<p>Poi i comuni possono entrare anche nel piano della politica economico – <strong>occupazionale</strong>, si parlava delle filiere corte, bisogna valorizzare i prodotti del territorio, non è più concepibile che si facciano fare tutti questi chilometri dai prodotti perché è una questione che crea impatto ambientale che aumenta l’effetto serra e che toglie occupazione delle persone perché andiamo a supersfruttare dei lavoratori di popoli anche lontani che non vengono pagati per il giusto e che ci consentono di avere questi materiali che non fanno bene e non fanno tanto bene quanto costano poco!<br />
Bisogna aumentare gli acquisti verdi da parte dei comuni, di prodotti in maniera <strong>ecocompatibile </strong>oltre che vicini dal punto di vista territoriale, bisogna che i comuni gestiscono in maniera seria i rifiuti organici delle mense scolastiche, ci sono degli sprechi che gridano vendetta al cospetto di Dio, ci sono delle quantità di cibo che vengono buttate impressionanti, questo cibo non può… vengono buttati interi plateau di materiale non toccato per chissà quale motivo sanitario che viene accampato, quando questo cibo potrebbe nutrire moltissime persone che hanno bisogno!<br />
Quello che non può essere utilizzato per questo scopo, deve essere utilizzato per fare del compostaggio per arricchire di sostanza organica i suoli. Bisogna valorizzare un massimo le popolazioni contadine, dei piccoli contadini di prossimità e favorire il fatto che possano vendere i loro prodotti nelle città, superando tutti gli obblighi burocratici, partite Iva etc., perché sono comprensibili per le grandi aziende, ma per il piccolo contadino, azienda familiare non sono comprensibili.<br />
Guardate che questo fenomeno dei mercati contadini, delle filiere corte è un fenomeno che sta avendo un grande sviluppo dappertutto, in tutti i paesi industriali avanzati, bisogna che chi di noi va nelle istituzioni, favorisca questo tipo di processo.<br />
Due cose ancora e poi ho finito: la questione del traffico, bisogna da questo punto di vista impedire che vengano costruiti i parcheggi nei centri storici, fare parcheggi dei centri storici significa attivare del traffico nelle città, bisogna impedire che vengano fatti i parcheggi negli edifici di uffici e di fabbriche, perché questo significa incitare le persone ad andare a lavorare con l’automobile e non con i mezzi pubblici e bisogna trovare delle forme di mobilità alternativa, una delle cose fondamentali, non so per quale motivo sono stati tolti dalla circolazione sono i filobus, il mezzo di trasporto ecologico per eccellenza perché è un mezzo elettrico che non ha tutto il peso dalle batterie e prende l’elettricità dalla rete, il filobus è stato cancellato dalle nostre città, bisogna reintrodurre i filobus e meglio ancora sarebbe ancora reintrodurre dei filobus che prendono corrente, non da una linea aerea, ma da sotto l’asfalto perché se si ha l’alimentazione elettrica sotto l’asfalto, come si alimentano i filobus, si possono alimentare anche delle automobili elettriche che non hanno le batterie, bisogna affiancare ai mezzi pubblici collettivi una flotta di automobili pubbliche a uso privato che possono essere prese con una scheda pre-pagata, scaricabile e che possano essere lasciate dove una persona deve arrivare e che possano essere riutilizzate da altre persone.<br />
Se l’elettrificazione avvenisse sotto l’asfalto, potremmo alimentare in maniera elettrica non soltanto dei pullman ma anche una flotta di auto pubbliche a uso privato.<br />
Ci sono anche altri sistemi che dovremmo prendere in considerazione, in particolare c’è un gruppo di persone a <strong>Rimini </strong>che sta sperimentando un sistema di si chiama Jungo che è un sistema di autostop con tessera, questo consente di ridurre moltissimo il traffico, lo sta sperimentando questo sistema Jungo la Provincia di Trento, dovremmo analizzarlo con maggiore attenzione.<br />
Infine il discorso dell’acqua, sul fatto che l’acqua deve essere pubblica penso che non dobbiamo neanche più discutere perché è una cosa talmente evidente e giusta che non dovremo più spenderci parole, ma non basta questo, credo che dovremo impegnarci molto per la riparazione degli acquedotti, noi abbiamo gli acquedotti che perdono fino al 40% di acqua, pompiamo l’acqua e la perdiamo, dobbiamo fare in maniera di non disperdere questa acqua e quindi un grosso impegno in questa direzione.<br />
Credo che delle aziende che lavorino in una logica tipo delle Esco (Energy Service Company) possono supportare i comuni in questo tipo di iniziativa, mettere a posto gli acquedotti e guadagnare sul risparmio idrico conseguente al loro intervento, penso che una miriade… mi auguro che sia la più possibile la presenza di liste civiche nei nostri comuni perché non ci vuole molto, basta uno, due Consiglieri comunali, di fronte al vuoto uno o due <strong>Consiglieri </strong>comunali riescono a prendere le redini della situazione e a portare gli altri sulla propria strada perché questi non hanno idee, non sanno cosa fare!<br />
Anche se il risultato elettorale dovesse essere limitato, sappiate che ognuno di noi che andrà in un Consiglio Comunale, vale per 10, perché l’importante è che abbia le idee chiare, che sappia fare delle proposte costruttive, che sappia trascinarsi dietro gli altri e credo che questa nostra presenza negli enti locali non soltanto può migliorare le condizioni di vita dei comuni in cui viviamo, ma possa dare una spinta molto grossa, più in generale per uscire dalla crisi con un recupero di occupazione qualificata, di senso del lavoro, di miglioramento dell’ambiente e quindi trasformare il pericolo che stiamo vivendo in una grande opportunità di cambiamento, grazie e arrivederci!&#8221;</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le giuste sinergie]]></title>
<link>http://sceltaetica.wordpress.com/2009/04/02/le-giuste-sinergie/</link>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 22:40:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>jacktisana</dc:creator>
<guid>http://sceltaetica.wordpress.com/2009/04/02/le-giuste-sinergie/</guid>
<description><![CDATA[Maurizio Pallante è il presidente del movimento della decrescita felice. Pierluigi Paoletti è il pre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.decrescitafelice.it/?page_id=7">Maurizio Pallante</a> è il presidente del movimento della <a href="http://www.decrescitafelice.it/?page_id=3">decrescita felice</a>.</p>
<p><a href="http://www.centrofondi.it/">Pierluigi Paoletti</a> è il presidente del movimento <a href="http://www.arcipelagoscec.org/">ArcipelagoŠcec</a>.</p>
<p>E&#8217; arrivato il momento: la <a href="http://cms.arcipelagoscec.net/?p=469">decrescita felice incontra lo Scec</a>.</p>
<p>E&#8217; arrivato il momento della solidarietà alla riscossa.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Report - L'inganno]]></title>
<link>http://rossimarko.wordpress.com/2009/04/01/report-linganno/</link>
<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 22:00:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>rossimarko</dc:creator>
<guid>http://rossimarko.wordpress.com/2009/04/01/report-linganno/</guid>
<description><![CDATA[La puntata di report di domenica 29 marzo (L&#8217;inganno) ha approfondito la tematica del nucleare]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La <a href="http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E1084794,00.html" target="_blank">puntata di report di domenica 29 marzo (L&#8217;inganno)</a> ha approfondito la tematica del nucleare e del fabbisogno energetico:</p>
<blockquote><p>Alla fine si tratta solo di riscaldare acqua per far girare delle turbine che devono produrre elettricità. Ma non è che è esagerato mettere in moto una reazione nucleare per fare l&#8217;acqua calda? E&#8217; pericoloso? Conviene realmente? Si può fare diversamente? La Storia comincia nel 1953 e le intenzioni erano ottime: atomi per la pace – diceva Eisenhower – sottrarre  l’atomo al controllo militare e usarlo per fare l’elettricità. Andò tutto bene per molti anni, poi successe quello che non doveva succedere: gli incidenti. Sellafield, Three Miles Islands, Chernobyl. E fu così che cominciò un lento declino del sistema. Nel 2002 l’ultima punta massima di produzione elettronucleare. Nel mondo i reattori sono 436: 8 in meno rispetto al 2002. Stanno invecchiando e nessuno si affretta a rimpiazzarli. Dal 1979 negli Usa non sono state più costruite centrali nucleari. Bush aveva promesso un rilancio dell’elettronucleare ma non se ne fece niente: l’investimento troppo rischioso per le banche e i soldi pubblici in giro ce ne sono pochi per via della crisi. Barak Obama taglia gli incentivi all’atomo e punta su rinnovabili e efficienza energetica. Stessa cosa fa la Germania dove una legge del 2002 stabilisce che non si costruiscono più centrali  e i reattori esistenti  man mano che giungono a fine vita si spengono. Intanto però si devono ancora fare i conti con le scorie. Di quanto costi poi il nucleare in termini di salute delle persone sembra meglio non parlarne. L’azione dell’Oms è blindata da un accordo del 1959 con L’AIEA (Organizzazione internazionale per l’energia atomica) che a sua volta dipende  dal Consiglio di sicurezza dell’ Onu:  in poche parole quello che sappiamo degli effetti del nucleare sulla nostra salute dipende dagli interessi dell’industria atomica. E la Francia con 58 reattori? Non è per niente indipendente per quanto riguarda l’energia e i problemi sul territorio sono tanti. Ma l’industria nucleare – francese, americana – è sempre in piedi e preme da tutte le parti per costruire. In Italia si sta parlando di rinascimento nucleare, ci siamo affidati ai francesi perche ci hanno detto che le loro centrali sono le più sicure, è vero? E poi quando saranno terminate la nostra bolletta elettrica sarà veramente più bassa?</p></blockquote>
<p>All&#8217;interno del video troverete anche una breve intervista a Maurizio Pallante del movimento <a href="http://www.decrescitafelice.it" target="_blank">Decrescita Felice</a>:</p>
<div id="attachment_296" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-17f2ebfb-98a5-428f-8df2-d1634b60decc.html?p=0"><img class="size-full wp-image-296" title="Visualizza video" src="http://rossimarko.wordpress.com/files/2009/04/report-linganno.png" alt="Puntata di Report del 29-03-2009 : L'inganno" width="500" height="239" /></a><p class="wp-caption-text">Puntata di Report del 29-03-2009 : L&#39;inganno</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cronaca fotografica: convegno e gita]]></title>
<link>http://nostrovirgolo.wordpress.com/2009/03/29/cronaca-fotografica-convegno-e-gita/</link>
<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 10:49:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>nostrovirgolo</dc:creator>
<guid>http://nostrovirgolo.wordpress.com/2009/03/29/cronaca-fotografica-convegno-e-gita/</guid>
<description><![CDATA[Cronaca fotografica del convegno: Il Prof. Maurizio Pallante e Claudio Vedovelli parlano di decresci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Cronaca fotografica del convegno:</p>
<div id="attachment_761" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-761" title="pallante" src="http://nostrovirgolo.wordpress.com/files/2009/03/pallante.jpg?w=300" alt="Il Prof. Maurizio Pallante e Claudio Vedovelli parlano di decrescita" width="300" height="201" /><p class="wp-caption-text">Il Prof. Maurizio Pallante e Claudio Vedovelli parlano di decrescita</p></div>
<p style="text-align:center;">
<div id="attachment_746" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-746" title="osvaldo-negra" src="http://nostrovirgolo.wordpress.com/files/2009/03/osvaldo-negra.jpg?w=300" alt="Osvaldo Negra-WWF- illustra la biodiversità del Virgolo" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Osvaldo Negra-WWF- illustra la biodiversità del Virgolo</p></div>
<div id="attachment_747" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-747" title="peter-ortner" src="http://nostrovirgolo.wordpress.com/files/2009/03/peter-ortner.jpg?w=300" alt="Dr. Peter Ortner del Heimatpflegeverband Südtirol spiega l'importanza della tutela del territorio e delle aree verdi intorno a Bolzano " width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Dr. Peter Ortner del Heimatpflegeverband Südtirol spiega l&#39;importanza della tutela del territorio e delle aree verdi intorno a Bolzano </p></div>
<div id="attachment_748" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-748" title="karl-e-verena" src="http://nostrovirgolo.wordpress.com/files/2009/03/karl-e-verena.jpg?w=300" alt="Ing. Karl Angerer e Verena Segato spiegano i dettagli della raccolta di idee per uno sviluppo sostenibile del Virgolo come zona ricreativa di vicinanza per la città" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Ing. Karl Angerer e Verena Segato spiegano i dettagli della raccolta di idee per uno sviluppo sostenibile del Virgolo come zona ricreativa di vicinanza per la città</p></div>
<div id="attachment_749" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-749" title="oscar" src="http://nostrovirgolo.wordpress.com/files/2009/03/oscar.jpg?w=300" alt="Il consulente energetico Oscar Dibiasi illustra la possibilità di ristrutturare edifici storici come l'ex-albergo Bellavista secondo i criteri di Casa Passiva ed i conseguenti utilizzi " width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Il consulente energetico Oscar Dibiasi illustra la possibilità di ristrutturare edifici storici come l&#39;ex-albergo Bellavista secondo i criteri di Casa Passiva ed i conseguenti utilizzi </p></div>
<div id="attachment_750" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-750" title="lettieri-5" src="http://nostrovirgolo.wordpress.com/files/2009/03/lettieri-5.jpg?w=300" alt="L'intervento appassionato ed appassionante dell'Ing. Michele Lettieri su come è riuscito a realizzare i prati del Talvera malgrado la contrarietà delle istituzioni" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">L&#39;intervento appassionato ed appassionante dell&#39;Ing. Michele Lettieri su come è riuscito a realizzare i prati del Talvera malgrado la contrarietà delle istituzioni</p></div>
<div id="attachment_751" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-751" title="rudi-benedikter" src="http://nostrovirgolo.wordpress.com/files/2009/03/rudi-benedikter.jpg?w=300" alt="Il consigliere comunale Rudi Bendedikter interviene per spiegare la posizione del cons. com. in merito al Virgolo" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Il consigliere comunale Rudi Bendedikter interviene per spiegare la posizione del cons. com. in merito al Virgolo</p></div>
<div id="attachment_753" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-753" title="tutti-insieme" src="http://nostrovirgolo.wordpress.com/files/2009/03/tutti-insieme.jpg?w=300" alt="Foto di gruppo: relatori ed organizzatori" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Foto di gruppo: relatori ed organizzatori</p></div>
<div id="attachment_755" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-755" title="gita-arrivo" src="http://nostrovirgolo.wordpress.com/files/2009/03/gita-arrivo.jpg?w=300" alt="L'arrivo al Kohlerhof al termine della gita sul Virgolo pomeridiana" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">L&#39;arrivo al Kohlerhof al termine della gita sul Virgolo pomeridiana</p></div>
<div id="attachment_756" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-756" title="gita-leone-e-signora" src="http://nostrovirgolo.wordpress.com/files/2009/03/gita-leone-e-signora.jpg?w=300" alt="Arrivati alla meta felici e contenti." width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Arrivati alla meta felici e contenti.</p></div>
<p>Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno collaborato e partecipato al nostro convegno!</p>
<p>Ein herzliches Dankeschön all jenen, die mitgeholfen und mitgewirkt haben!</p>
<p>Special thanks to L. for the nice pictures!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Udite, udite!]]></title>
<link>http://mangrovie.wordpress.com/2009/03/26/udite-udite/</link>
<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 16:27:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>mangrovie</dc:creator>
<guid>http://mangrovie.wordpress.com/2009/03/26/udite-udite/</guid>
<description><![CDATA[Di solito non uso questo spazio per fare pubblicità, vorrei però catapultare la vostra vacillante at]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Di solito non uso questo spazio per fare pubblicità, vorrei però catapultare la vostra vacillante attenzione su  una lodevole iniziativa (non proprio disinteressata&#8230;):</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-471" title="virgolo2" src="http://mangrovie.wordpress.com/files/2009/03/virgolo2.jpg" alt="virgolo2" width="450" height="636" />Oltre  ad essere interessantissimo nei contenuti e nella forma, il convegno offre la possibilità di scampare al solito ingaggio come portaborse al seguito di moglie eo fidanzata al mercato del sabato, a turni di pulizia massacranti in casa, a lavaggi inutili e dispendiosi dell&#8217;autovettura, a faticosi allenamenti mattutini&#8230;e poi ci sono io, che altro volete?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Locali della Decrescita]]></title>
<link>http://rossimarko.wordpress.com/2009/03/18/locali-della-decrescita/</link>
<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 22:34:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>rossimarko</dc:creator>
<guid>http://rossimarko.wordpress.com/2009/03/18/locali-della-decrescita/</guid>
<description><![CDATA[Vi segnalo questo bel video in cui Maurizio Pallante parla dell&#8217;iniziativa Locali della Decres]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Vi segnalo questo bel <a href="http://www.youtube.com/watch?v=5X23DlD5TuY">video</a> in cui Maurizio Pallante parla dell&#8217;iniziativa <strong>Locali della Decrescita</strong>. In questo caso particolare si prende spunto dalla prima iniziativa che è stata intrapresa a <a href="http://www.decrescitafelice.it/?p=463" target="_blank">Maretto, tra le colline dell&#8217;astigiano</a>:</p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/5X23DlD5TuY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/5X23DlD5TuY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:center;">Sempre sul tema della decrescita sabato 15 nella trasmissione Che Tempo Che Fa è stato intervistato Serge Latouche:<br />
<a title="Intervista a Serge Latouche" href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d8f3faa7-b798-4d8a-9cf0-65690782794f.html?p=0" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-235" title="Serge Latouche" src="http://rossimarko.wordpress.com/files/2009/03/chetempochefa_latouche.png?w=300" alt="chetempochefa_latouche" width="300" height="143" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Convegno sul Virgolo 28.03.2009 Virgl-Tagung]]></title>
<link>http://nostrovirgolo.wordpress.com/2009/03/13/convegno-sul-virgolo-28032009-virgl-tagung/</link>
<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 21:28:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>nostrovirgolo</dc:creator>
<guid>http://nostrovirgolo.wordpress.com/2009/03/13/convegno-sul-virgolo-28032009-virgl-tagung/</guid>
<description><![CDATA[Mit großer Freude laden wir alle Bürger und Interessierten zur Virgl-Tagung, welche am Samstag, 28.0]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-741" title="virgolo2" src="http://nostrovirgolo.wordpress.com/files/2009/03/virgolo2.jpg" alt="virgolo2" width="450" height="636"></p>
<p>Mit großer Freude laden wir alle Bürger und Interessierten zur</p>
<p>Virgl-Tagung, welche am Samstag, 28.03.2009, 09.00 Uhr im Konferenz-Saal der Berufschule L. Einaudi in der St. Gertraudstraße in Haslach stattfinden wird.</p>
<p><span lang="DE">Bei dieser Gelegenheit werden wir zusammen mit Experten aus den Gebieten Umwelt, Nachhaltigkeit, Artenvielfalt&#160; diskutieren sowie unsere Ideensammlung für eine sanfte Erschliessung des Virgls als Naherholungszone besser kennenlernen.</span></p>
<p><span lang="DE">Am Nachmittag findet&#160; unsere mittlerweilen bekannte</span></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><b><span lang="DE">Virgl-Wanderung statt: Treffpunkt um 14,30 Uhr bei der Berufsschule L. Einaudi in der St. Gertraudstraße</span></b></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><b><span lang="DE">***<br />
</span></b></p>
<p>E&#8217;con grande gioia che invitiamo tutti i cittadini interessati al</p>
<p style="text-align:center;" align="center"><b>convegno sul Virgolo che si terrà sabato, 28 marzo, dalle ore 9 presso la sala congressi delle scuole professionali L. Einaudi in via S. Geltrude nel quartiere di Aslago</b>.</p>
<p>In tale occasione avremo l&#8217;opportunità di ascoltare esperti del settore dell&#8217;ambiente, della decrescita, della biodiversità nonchè di conoscere meglio la nostra raccolta di idee per uno sviluppo alternativo del Virgolo come zona ricreativa di vicinanza per la città di Bolzano.</p>
<p>Nel pomeriggio si potrà partecipare ad una delle nostre ormai famose</p>
<p style="text-align:center;" align="center"><b>gite guidate sul Virgolo (partenza ore 14.30 dalle scuole professionali L. Einaudi in via S. Geltrude)</b></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Maurizio Pallante, un grande!]]></title>
<link>http://lucapilolli.wordpress.com/2009/03/11/maurizio-pallante-un-grande/</link>
<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 17:59:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucapilolli</dc:creator>
<guid>http://lucapilolli.wordpress.com/2009/03/11/maurizio-pallante-un-grande/</guid>
<description><![CDATA[Avete mai sentito parlare in politichese così bene? Così semplice e chiaro? Politica deriva da Polit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Avete mai sentito parlare in politichese così bene? Così semplice e chiaro? Politica deriva da Politike cioè che attiene alla città, e dal greco da Polis = Città).</p>
<p><a title="wiki" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Pallante" target="_blank"></p>
<div id="attachment_547" class="wp-caption alignleft" style="width: 175px"><img class="size-full wp-image-547" style="margin-left:0;margin-right:10px;" title="maurizio-pallante" src="http://lucapilolli.wordpress.com/files/2009/03/maurizio-pallante.jpg" alt="Maurizio Pallante" width="165" height="192" /><p class="wp-caption-text">Maurizio Pallante</p></div>
<p>Maurizio Pallante</a> spiega magistralmente quali sono i temi che dovrebbero essere trattati per l&#8217;amministrazione pubblica, e come affrontarli.</p>
<p>Purtroppo wordpress non permette di fare l&#8217;embed di USTREAM.TV (Ahi ahi ahi ahi!)</p>
<p>Se volete vederelo bene basta cliccare al seguente link e caricare in fondo alla pagina il penultimo video: <a href="http://www.ustream.tv/channel/i%C2%B0-incontro-nazionale-delle-liste-civiche" target="_blank">http://www.ustream.tv/channel/i%C2%B0-incontro-nazionale-delle-liste-civiche</a></p>
<p>Altrimenti potete vedere qui sotto da youtube il filmato diviso in 2 parti:</p>
<p>Prima parte</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/TCb1Br0hxm4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/TCb1Br0hxm4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Seconda parte <!--more--><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/mogkEWr3EjQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/mogkEWr3EjQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un'estate da leggere]]></title>
<link>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/07/14/unestate-da-leggere/</link>
<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 20:49:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simona Maggiorelli</dc:creator>
<guid>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/07/14/unestate-da-leggere/</guid>
<description><![CDATA[di Simona Maggiorelli Picasso Estate tempo di riposo. E, finalmente, tempo di letture. Si direbbe co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
<div>
<div>di Simona Maggiorelli</div>
<div>
<div id="attachment_1937" class="wp-caption alignleft" style="width: 254px"><img class="size-medium wp-image-1937" title="Picasso3 dona llegint" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/07/picasso3-dona-llegint.jpg?w=244" alt="Picasso" width="244" height="300" /><p class="wp-caption-text">Picasso</p></div>
<p>Estate tempo di riposo. E, finalmente, tempo di letture. Si direbbe con il signor Lapalisse. Quelle agognate durante tutto l’inverno affogato di impegni e di lavoro. Ma a dare retta a un certo vecchio e usurato costume dei giornali nostrani, che sotto il solleone vanno a caccia di gossip e delitti, gli italiani con l’arrivo delle ferie manderebbero anche il cervello in vacanza. Stanchi di questo vecchio adagio, curiosando fra le novità in libreria, ci siamo immaginati un piccolo vademecum per chi sia già con un piede sull’aereo, sul treno, sulla bicicletta&#8230; cercando di fare incetta di enzimi per la mente&#8230;</p></div>
</div>
</div>
<p><strong>Sotto l’ombrellone</strong></p>
<p>«Tempo!», chiedono con le mani gli allenatori di Pallavolo. E di questi tempi vacazieri, quelli del Beach Volley sulle spiagge. E allora diamoci tempo per un tuffo nelle pagine per cercare di capire qualcosa di più di questo strano Paese in cui viviamo. Un Paese in cui i giornali dei grandi gruppi editoriali “non sempre” fanno il proprio lavoro, mentre singolarmente, e con coraggio, giornalisti e scrittori, passandosi il timone, scrivono la vera storia degli ultimi anni. Parliamo, per esempio, di giornalisti come Lirio Abbate, al lavoro quotidiano in Sicilia contro la mafia, ma anche autore di libri come<em> I complici, tutti gli uomini di Provenzano da Corleone al parlamento </em>(Fazi) scritto due anni fa con Peter Gomez; un libro, pensiamo, che ognuno di noi dovrebbe avere in casa.</p>
<p>Ma pensando a Napoli, alle stragi di camorra e non solo, parliamo anche dei libri di Roberto Saviano che, recentemente per Mondadori ha raccolto i suoi reportage scritti fra il 2004 e il 2009, nel libro <em>La bellezza e l’inferno.</em> Abbate e Saviano, due giornalisti diversissimi, ma che in questo Paese strano vivono entrambi sotto scorta. Una stranezza che la statunitense Freedom house ha passato al vaglio classificando l’Italia all’ultimo posto in Europa per la libertà di stampa.</p>
<p><strong>In campagna</strong></p>
<p>Dedicato a chi va in campagna. In senso letterale. E metaforico, pensando a ciò che si muove o non si muove, ahinoi, a sinistra sulla scena politica italiana. Pensando al teatrino delle candidature alle primarie del Pd a cui già in questi giorni stiamo assistendo e, a chi non rassegnandosi a morire democristiano, berlusconiano o finiano, già si sente in campagna elettorale per le elezioni regionali dell’anno prossimo. Così, fra i molti titoli nuovi che ci si propongono ci viene, in primis, da suggerire come lettura per l’estate il libro, anche se non nuovissimo, di Beppino Englaro <em>Eluana, la libertà e la vita</em> (Rizzoli) accanto a <em>Storia di una morte opportuna</em>, il diario del medico di Welby, Mario Riccio, pubblicato da Sironi.</p>
<p>Poi venendo ai libri freschi di stampa, un titolo importante come <em>Religione e politica </em>(Meltemi) in cui si ricostruisce tutto il percorso che va da Del Noce a Habermas allo statuto del Pd, che in molti ricorderanno, stabiliva che la religione non fosse un fatto al limite privato, ma dovesse rientrare a pieno titolo nel dibattito pubblico; persino, in quello parlamentare. Ma guardando ancora in casa propria pur sforzandoci di pensare Antonio Di Pietro di sinistra, memori delle sue sacrosante battaglie da magistrato, vale la pena approfondire la deriva populista dell’Antonio nazionale, analizzata da Alberico Giostra in <em>Il Tribuno. Vita politica di Antonio Di Pietro </em>(Castelvecchi).</p>
<p><strong>Per chi va in montagna</strong></p>
<p>Pensieri in vetta, dopo lunghe camminate. Un libro, un rifugio. Recita il titolo di una rassegna di incontri con l’autore in Alta Badia, che il 5 agosto, a La Villa-Corvara, invita il direttore del domenicale de <em>Il Sole 24 ore</em>, Riccardo Chiaberge, a presentare il suo ultimo libro<em> La variabile Dio</em> (Longanesi) che indaga le radici dell’insanabile conflitto fra religione e scienza. Ma di scienza e di scoperte mentalmente “ad alta quota” si occupa, fra romanzo e storia, anche il libro del fisico Gino Segré, <em>Faust a Copenaghen</em> (Il Saggiatore) che ricostruisce la vita, le relazioni (nonché la passione per l’alpinismo) e l’impegno assoluto nella ricerca del gruppo di scienziati, sei uomini e una donna, che nel 1932 lavoravano per Istituto di fisica teorica di Copenaghen.<br />
Erano il gruppo di Niels Bohr e di Werner Heisenberg, i “rivoluzionari” della fisica quantistica. Per i più contemplativi, invece, c’è il bel libro curato da Chiara Dall’Olio <em>La Montagna rivelata Fotografie di grandi viaggiatori e alpinisti tra ’800 e ’900 (</em>Skira) e per gli scalatori del limite, invece, il libro testimonianza di uno dei più grandi scalatori al mondo, Alexander Huber <em>La montagna ed io </em>(Corbaccio). E ancora sul versante più “domestico”, riecheggiando il titolo del celebre viaggio in Italia di Dürer, ecco <em>In viaggio sulle Alpi</em> (Einaudi) di Marco Albino Ferrari, che l’autore presenta il 24 luglio a Courmayeur.</p>
<p><strong>Per chi va al lago</strong></p>
<p>Maurizio Pallante, il teorico italiano della decrescita, presenta il 23 luglio nel Parco Laghi Margonara a Gonzaga, in provincia di Mantova il suo ultimo libro<em> La felicità sostenibile</em> (Rizzoli) che parte da alcuni assunti semplici ed essenziali: tra processo di trasformazione e uso finale, una lampadina a incandescenza disperde il 95 per cento dell’energia; per ricavare una bistecca di manzo da un etto, occorrono tremila litri di acqua. Invitando a una battaglia, in teoria elementare ed evidente a tutti, contro gli sprechi. Ma un pesante sasso nel lago stagnante della politica italiana, che sotto Berlusconi (e purtroppo, anche sotto l’ultimo governo di centrosinistra) si è dimostrata quanto mai genuflessa ai diktat vaticani lo getta in primo luogo Gianluigi Nuzzi, con il libro <em>Vaticano Spa</em> (Chiarelettere).<br />
In un Paese cattolico come il nostro da alcune settimane, curiosamente, in cima alle classifiche di vendita dei libri troviamo proprio questo titolo che documenta come lo Ior, la Banca vaticana, abbia negli anni prestato il fianco al riciclaggio di denaro sporco. E non solo. Una storia che si riesce a mettere ancor più a fuoco leggendo il libro di Nuzzi in parallelo con il libro <em>Qualunque cosa succeda</em> del giovane avvocato Umberto Ambrosoli, figlio dell’assassinato Giorgio (appena uscito per Sironi con la prefazione di del presidente Carlo Azeglio Ciampi). E per chi voglia andare ancora più a fondo in questa storia cruciale d’Italia, utilissima è anche la lettura comparata del libro <em>Il Caffé Sindona</em> (Garzanti) che gli autori Gianni Simoni e Giuliano Turone presentano il primo agosto a Courmayeur proprio con Umberto Ambrosoli.</p>
<p><strong>Per chi viaggia</strong></p>
<p>«Per viaggiare basta vivere», scriveva giustamente il portoghese Fernando Pessoa. E proprio per chi sceglie di vivere intensamente attraverso un viaggio ci sentiremmo di suggerire alcuni titoli che ci liberano dalla maschera della felliniana Gelsomina: di chi nulla sa, ma peggio ancora, nulla vuole sapere. Pensiamo a libri come l’autobiografia di Rebya Kader, ex imprenditrice dello Xinjiang, acclamata ai massimi gradi del parlamento cinese perché «arricchirsi è glorioso» e poi subitaneamente cacciata per la sua strenua difesa dei diritti umani nel Turkmenistan orientale. Qualche mese fa Kadeer, leader degli uiguri, esule negli Usa dopo anni di prigione in Cina, è venuta in Italia per presentare il suo libro, <em>La guerriera gentile </em>(Corbaccio), preconizzando un drammatico giro di vite nella sua terra.<br />
Alla luce degli oltre 800 morti denunciati da fonti uigure, uccisi dalla repressione cinese, questo appassionante libro è essenziale per tentare di capire cosa sta succedendo. Dall’Estremo al Medio Oriente, altri focolai di rivolta e repressioni che si consumano sanguinosamente sotto il nostro sguardo distratto. Pensiamo all’Iran e alla rivolta di tanti giovani contro le elezioni truccate dal presidente Ahmadinejad. Anche in Italia sono usciti alcuni titoli che interrogano radicalmente il regime, a cominciare dalla<em> Storia dell’Iran 1890-2008 </em>(Bruno Mondadori) dell’italo-iraniana Farian Sabahi e dalla <em>Storia dell’Iran dai primi del ’900 a oggi </em>di Ervand Abrahamian (Donzelli).</p>
<p>Ma non solo. Con fantasia, raccontando per metafore, spinte da esigenze espressive ma anche dalla necessità di sviare la censura, giovani scrittrici iraniane raccontano tra le righe il cambiamento sotterraneo che la società di Teheran sta vivendo, anche grazie all’impegno delle donne. La studiosa Anna Vanzan ha raccolto le loro voci nel libro Figlie di Shahrazad. Scrittrici iraniane dal XIX secolo a oggi (Bruno Mondadori). E ancora. Dal Medio Oriente all’emergenze dell’Africa, Benito Li Vigni, esperto di geopolitica nel libro<em> I predatori dell’oro nero e della finanza globale </em>(Baldini Castoldi Dalai), indaga a tutto campo sui legami tra «mondo del petrolio» e potere politico-finanziario, inquadrando le verità nascoste che riguardano il futuro dei giacimenti, le guerre, le tensioni geopolitiche e l’uso dell’«arma petrolifera» da parte dei maggiori produttori, primo fra tutti la Russia. «Lungo una sorta di cintura che lega il Sud del mondo, passando dall’Iraq al Sudan e alla Nigeria, per arrivare in Venezuela e Colombia scrive Li Vigni &#8211; gli “imperi del profitto” si scontrano e si alleano. La fame di petrolio spinge a mutamenti epocali negli assetti politici internazionali, basti pensare alla silenziosa colonizzazione cinese dell’Africa e a un evento impensabile come l’affacciarsi della flotta militare di Pechino nel Mediterraneo». Uno scenario instabile nel quale si affaccia la «svolta verde» di Barack Obama e la sua politica estera fin qui moderata.</p>
<p>E ancora a chi voglia viaggiare con cognizione in terra d’Africa suggeriamo <em>I signori della sete </em>(Piemme) di Sergio Grea che offre &#8211; in chiave di romanzo ma sostanziata da una fitta messe di documenti &#8211; un drammatico spaccato delle conseguenze delle guerre per una risorsa primaria come l’acqua. Il libro sarà presentato il 19 luglio a San Marzano Oliveto in provincia di Asti. Last but not least, un libro essenziale per chi quest’estate prendesse le rotte dell’India: parliamo di<em> Quando arrivano le cavallette</em> (Guanda) della scrittrice e coraggiosa reporter Arundhati Roy. Nonostante i passi avanti che ha fatto la più grande democrazia mondiale, sono molte ancora le pagine di ingiustizia. La straordinaria romanziera de Il dio delle piccole cose qui fa cronaca di denuncia documentando azioni di apparati dello Stato deviati e la corruzione di una magistratura prona agli interessi delle multinazionali.</p>
<p><strong>Per chi sta a casa</strong></p>
<p>«L’amore è un viaggio. Ed è meglio viaggiare che arrivare, come diceva qualcuno». Quel qualcuno era il maestro del romanzo d’avventura Stevenson, quello dell’Isola del tesoro. Ma chi siglava questa nota nel 1918 era uno scrittore di lingua anglosassone, forse ancor più grande: D.H. Lawrence, l’autore scandaloso per quegli anni del romanzo <em>L’amante di Lady Chatterly</em>. Di Lawrence in questi giorni Adelphi fa uscire una interessante raccolta di saggi intitolata <em>Classici americani</em>. Di fatto una serie di folgoranti ritratti, di grande penetrazione psicologica di maestri come Edgar Allan Poe, Nathaniel Hawthorne (l’autore de La lettera scarlatta) e di Herman Melville. Il libro, scritto in prima persona, ha come voce narrante quella di un ragazzino di 11 anni che vede suo padre morire improvvisamente.</p>
<p>Ma volendo continuare a viaggiare con la mente nella grande e contraddittoria terra americana, Adelphi offre anche un altro titolo da non perdere di vista: l’affascinante <em>Zia Mame</em> di Patrick Dennis in cui si racconta la grande mela degli anni Venti ricca di jazz e nuove culture con lo sguardo ancora una volta di un ragazzino rimasto orfano, ma in questo caso affidato a una affascinate zia che non aveva mai voluto sposarsi. E ancora per restare in terra a stelle e strisce, mentre il giovanissimo Todd HasakLowy in <em>Prigionieri </em>(Minimum Fax) traccia un corrosivo ritratto dell’America dei nostri giorni in cui &#8211; ipse dixit «tutto è andato completamente a puttane, il governo, le grandi aziende, tutto», esce in rinnovata edizione italiana <em>Uomo invisibile</em> (Einaudi), il romanzo dello scrittore afroamericano Ralph Ellison, che per primo nel 1947 seppe fondere la tradizione orale del Sud con il registro poetico di Dostoevsky per raccontare la storia di un meticcio che ha più di qualche assonanza con quella del presidente Obama, il quale in passato, se non proprio citando Uomo invisibile, ha fatto riferimento ai libri di Ellison.</p>
<p>Un tempo, parlando di superpotenze culturali e non solo politiche, sbirciando da casa il mappamondo e avendo a portata di mano una degna biblioteca, a questo punto, si sarebbe andati a scovare qualche perla di novità letteraria nei territori della ex Urss. Ma letterariamente parlando oggi la temperatura culturale di Mosca sembra essere “non pervenuta”. Come se di dittatura in dittatura, da quella staliniana a quella putiniana, la voce dell’arte fosse stata più che mai tacitata. Mentre le voci critiche dei giornalisti, drammaticamente, vengono azzerate a colpi di pistola. Come la cecena Natalya Estemirova, come Anna Politkovskaya. Alle quali Voland dedica<em> Ragazze della guerra</em> di Susanne Scholl, in uscita nei prossimi mesi.</p>
<p>Nello scacchiere mondiale dell’arte, accanto a nuovi voci emergenti da vaste aree e continenti fin qui ingiustamente considerati periferia del canone occidentale come India, Africa, Caraibi, America Latina, svetta ancora, nonostante la censura, il colosso cinese, che uno scrittore di tradizione alta come Mo Yan ne <em>Le sei rincarnazioni di Ximen Nao</em> (Einaudi) racconta con accenti epici e sottile ironia nel passaggio lungo mezzo secolo che va dalla riforma agraria, alla rivoluzione culturale di Mao, fino agli esiti più recenti, di un’economia liberista e macchiata di sangue. Più giovane, caustico e disposto a raccontare gli ultimi anni della storia cinese al grado zero, Ma Jan, l’autore di folgoranti storie dal Tibet, raccolte in <em>Tira fuori la lingua</em> (Feltrinelli), nel nuovo romanzo <em>Pechino è in coma </em>(Feltrinelli) traccia un poderoso e agghiacciante ritratto di quel che è accaduto nel Paese di Mao a partire dal quel fatidico 4 giugno 1989 in cui la migliore gioventù cinese morì n piazza Tienanmen.</p>
<p><strong>Dovunque andiate</strong></p>
<p>«Nonostante l’epoca sia così nera, così difficile, piena di teologi, di ladroni, la poesia non ha perduto il suo valore, la sua efficacia, l’unica cosa che rimane ancora che possa trasformare il mondo, almeno allusivamente &#8211; un ultimo miracolo che ci resta &#8211; è forse la poesia; anche per questo suo dono di avere gli occhi divaricati, di poter abbracciare diverse cose insieme… ». Così, ricordando queste parole forti che Angelo Maria Ripellino affidò al suo <em>Splendido violino verde</em> (Einaudi), dovunque andiate o non andiate, ci sono dei libri che non deludono mai: sono le raccolte di versi.E fra i tanti classici a cui si può ricorrere per trovare buona linfa, ne segnaliamo anche uno uscito in questi mesi. è Ecco il mio nome (Donzelli) del poeta siriano Adonis. Un libro di versi dedicato al Medio Oriente dove l’autore è nato, ma anche ai sentieri incrociati di New York e di Parigi, dove ha scelto di vivere. A far da filo rosso della raccolta i temi che Adonis esplora poeticamente da cinquant’anni, il desiderio, il rapporto con la donna, il rifiuto della violenza, a cominciare da quella della religione. «Sono nato anti-ideologo e areligioso, perché temo molto tutti coloro che hanno la risposta a ogni domanda», spiega Adonis in una recente intervista.«Il monoteismo è la fonte dei nostri problemi e delle guerre che hanno sempre insanguinato il Mediterraneo; questo posso dirlo certamente come conoscitore dell’islam. Ma lascio a voi la critica del giudaismo e del cristianesimo, gli altri due grandi monoteismi». Nei suoi versi Adonis configura una sua laica antropologia. Con parole risonanti, sfaccettate, dense di significati. Lontane da ogni astrattezza filosofica. «Io vedo l’uomo come essere capace di amore e come creatura anti violenta. Credo davvero che l’uomo possa essere al sommo della creazione, intesa non in senso religioso, ma naturalistico».</p>
<p>dal quotidiano<span style="color:#008000;"> Terra</span>, 18 luglio 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
