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	<title>merce &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/merce/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "merce"</description>
	<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 11:33:43 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Proroga sfratto dogane di Roma 1]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/27/proroga-sfratto-dogane-di-roma-1/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 08:57:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Abbiamo appreso dal Consigliere Capitolino Maurizio Berruti che la pubblica amministrazione Romana s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Abbiamo appreso dal Consigliere Capitolino Maurizio Berruti che la pubblica amministrazione Romana si appresta a chiedere alla proprietà degli immobili dei locali dove risiede la Dogana Roma 1 siti a Roma in scalo San Lorenzo, una proroga dello sfratto  di sei mesi. Le motivazioni addotte sono quelle di tutelare gli interessi pubblici che orbitano nei servizi doganali, in attesa di trovare una sede appropriata per la movimentazione delle merci. Questa richiesta del Comune di Roma è un ulteriore importante passo per far rimanere a disposizione della città, la rilevante struttura doganale. Infatti a seguito dello sfratto, la Direzione Regionale delle Dogane aveva predisposto il trasferimento da via Scalo San Lorenzo centro della città, all’estrema periferia ovest della Capitale. Questa soluzione oltre a comportare un notevole disagio per gli utenti, andava a collocare il servizio in un’area che già vedeva tre importanti poli doganali Ciampino, Pomezia e Fiumicino. Questa proroga consentirà che fino a quando non sarà operativa una nuova sezione nella città di Roma che possa completare “l’Ufficio delle Dogane di Roma 1” di Via del Commercio, non venga trasferita la Dogana di S. Lorenzo. Questo permetterà il naturale proseguimento delle attività doganali in tutti i suoi aspetti operativi. Dobbiamo prendere atto con soddisfazione, che il Comune di Roma si sta comportando diligentemente a tutela degli interessi pubblici della economia della Capitale e di tutti i lavoratori interessati.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rispetta le donne, rispetta il mondo]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/26/rispetta-le-donne-rispetta-il-mondo/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 09:52:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un articolo di Roberto La Pira “Rispetta le donne, rispetta il mondo” così dice il manifesto firmato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Un articolo di Roberto La Pira</p>
<p>“Rispetta le donne, rispetta il mondo” così dice il manifesto firmato dalla Presidenza del consiglio dei ministri per la giornata del 25 novembre. Il  messaggio è rivolto anche ai pubblicitari che pur di vendere un prodotto usano il corpo femminile in modo vergognoso. In Italia la legge non contempla  la censura di messaggi pubblicitari sessisti o violenti per cui c’è libertà di azione.</p>
<p><a href="http://paoblog.wordpress.com/files/2009/11/6a00d8341c684553ef012875de32ae970c-500pi.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-17517" title="6a00d8341c684553ef012875de32ae970c-500pi" src="http://paoblog.wordpress.com/files/2009/11/6a00d8341c684553ef012875de32ae970c-500pi.gif" alt="" width="189" height="400" /></a></p>
<p>Il compito è demandato ad una struttura privata come l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria che censura e interrompe le campagne che ledono la dignità della donna, quasi sempre però quando sono finite. Gli esempi  peggiori risalgono a qualche anno fa.</p>
<p><strong>Nel 2004 La Gazzetta dello Sport </strong>proponeva un messaggio degli utensili Maurer con la  a foto di una ragazza procace in reggiseno e pantaloncini corti, che  indossa una cintura con gli attrezzi  La scritta all&#8217;altezza del ventre dice &#8220;WOW che attrezzo!&#8221; … &#8220;L&#8217;unico difetto è che la ragazza non è inclusa nella confezione&#8221;. La campagna è stata censurata perché la figura femminile  viene mostrata  come merce da esporre e non rispetta la dignità della persona.</p>
<p><a href="http://paoblog.wordpress.com/files/2009/11/6a00d8341c684553ef0120a6dc3c70970b-800wi.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-17518" title="6a00d8341c684553ef0120a6dc3c70970b-800wi" src="http://paoblog.wordpress.com/files/2009/11/6a00d8341c684553ef0120a6dc3c70970b-800wi.jpg?w=300" alt="" width="300" height="198" /></a></p>
<p><strong>Nel 2003 la campagna stampa di Gucci </strong>proponeva la fotografia di un giovane inginocchiato davanti ad una donna. Il ragazzo guarda la modella con lo slip a metà gamba e il pube rasato in modo da  evidenziare una  lettera &#8220;G&#8221; simile al logo Gucci.<strong> Il Giurì ha censurato il messaggio</strong> perché  sostiene che la lettera rasata sul pube è quasi un marchio e Il corpo viene quindi equiparato, ad un qualsiasi prodotto griffato e, come tale, mercificato.</p>
<p><strong>Nel 2004 i manifesti dalla società Teobras</strong> che promuovevano la linea di  costumi da bagno mostrano in primo piano una giovane donna sdraiata in bikini, ripresa dall’alto, in mezzo ad un gruppo di uomini piegati  verso di lei. La società produttrice di costumi di bagno sostiene  che la modella  viene sollevata in alto da un gruppo di uomini incantati dalla bellezza e dall’espressione  del volto, come potrebbe accadere  in un sogno. <strong>Per il Giurì il corpo della donna è trattato alla stregua di un oggetto</strong> e  sottoposto al  richiamo un po’ ossessivo degli uomini e le fotografie “trasmettono  la percezione di una donna in una posizione obbligata,  imposta dalle mani che la toccano in ogni parte del corpo”.</p>
<p><strong>Una pagina pubblicitaria firmata da Aspesi</strong> abbigliamento mostrava un collage di disegni e fotografie, tra cui un corpo nudo di donna, suddiviso in vari tagli di carne. <strong>La pubblicità della Camos marmitte</strong> pubblicata sulla rivista Moto mostrava una giovane donna in tanga, fotografata di schiena sul predellino di una moto affiancata dalla scritta : “La vogliono montare tutti&#8221;.</p>
<p>Nel 2004 Il manifesto della società <strong>Alfio Zappalà </strong>rappresenta due mozzarelle, che  simulano un seno femminile, coperte da un reggiseno a triangolo, appoggiate su un piatto di verdure e pomodorini. Il <strong>Giurì </strong>ha censurato il messaggio perchè  ritiene  che l&#8217;identificazione delle mozzarelle col seno femminile sia una forma offensiva della dignità della donna, e si spinge oltre ritenendo la fotografia una sorta di mercificazione  del corpo femminile.</p>
<p>Purtroppo  solo pochi media come <strong>Il Salvagente</strong> riprendono queste condanne. Il più delle voltela censura di uno spot o di un annuncio sessista non fa notizia ma fa cultura!</p>
<p>Fonte: <a href="http://robertolapira.nova100.ilsole24ore.com/">http://robertolapira.nova100.ilsole24ore.com/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[2. 4FUNKY_IMMAGINIAMO LA REALTÀ]]></title>
<link>http://dimoites.wordpress.com/2009/11/21/2-4funky_immaginiamo-la-realta/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 15:41:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>gruppopigreco</dc:creator>
<guid>http://dimoites.wordpress.com/2009/11/21/2-4funky_immaginiamo-la-realta/</guid>
<description><![CDATA[Marco e Lara si scambiano spille e bottoni. Marco acquista spille per il valore d’uso che le spille ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Marco e Lara si scambiano spille e bottoni.<br />
Marco acquista spille per il valore d’uso che le spille hanno per lui e intende quindi consumare queste spille.<br />
Lara acquista fermacapelli per il valore d’uso che i fermacapelli hanno per lei e intende quindi consumare questi fermacapelli.<br />
Questo è un esempio di scambio diretto o baratto.</p>
<p style="text-align:justify;">Supponiamo che Marco porti sul mercato due fermacapelli, Lara due spille e Stefano due bottoni.<br />
Supponiamo che Marco desideri acquistare una spilla e un bottone, Lara un fermacapelli e un bottone e Stefano un fermacapelli e una spilla.<br />
Se le valutazioni soggettive permettono lo scambio di ciascuna unità delle merci interessate con una unità di una delle altre merci, è possibile uno scambio diretto.<br />
Se questo presupposto non si dà, allora diventa necessario lo scambio indiretto.</p>
<p style="text-align:justify;">Lo scambio indiretto è acquistare un bene per rivenderlo e acquistare il bene di cui si ha bisogno.</p>
<p style="text-align:justify;">Immaginiamo.<br />
Le spille sono desiderate solo dai possessori di fermacapelli.<br />
I fermacapelli non sono desiderati dai possessori di spille.<br />
I fermacapelli sono desiderati dai possessori di una terza merce, i bottoni.<br />
I bottoni sono desiderati solo dai possessori di spille.<br />
Nessun baratto è possibile. Perché non c’è una coincidenza di bisogni.<br />
Se devono verificarsi scambi, questi devono essere indiretti. I possessori di spille scambiano le loro spille con i fermacapelli, e scambiano i fermacapelli acquistati con i bottoni, che desiderano per il proprio consumo.</p>
<p style="text-align:justify;">Con l’intensificazione della divisione del lavoro e con la raffinazione dei bisogni, il baratto ha luogo in via del tutto eccezionale. Immaginiamo. Da un lato, un datore di lavoro usa il lavoro per l’immediato soddisfacimento dei suoi bisogni e non deve procurarsi tramite uno scambio i beni con cui compensare il lavoro. Dall’altro, il lavoratore consuma, e non vende, i beni che riceve.<br />
È quello che si chiama compenso in natura.</p>
<p style="text-align:justify;">Nello scambio indiretto, nella complessificazione dell’assetto sociale, ci sono beni di cui noi umani desideriamo disporre semplicemente per scambiarli con beni di cui abbiamo bisogno.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci sono beni che sono domandati per questo: per ulteriori scambi.</p>
<p style="text-align:justify;">Uno scambio simile, finalizzato a ulteriori scambi, è effettuato solo se attraverso di esso ci si aspetta di avvicinarsi maggiormente all’obiettivo, cioè all’acquisizione di beni per il consumo.</p>
<p style="text-align:justify;">Non tutti i beni sono ugualmente commerciabili. Per alcuni beni la domanda è limitata e occasionale, per altri è più generale e costante.<br />
Coloro che portano sul mercato beni del primo tipo per scambiarli con beni di cui abbisognano hanno una minore prospettiva di successo.</p>
<p style="text-align:justify;">È un processo di selezione.<br />
Immaginiamo un passato. Quanto maggiore era la commerciabilità dei beni acquistati per primi nello scambio indiretto, tanto maggiore sarebbe stata la prospettiva di raggiungere senza deviazioni l’obiettivo.</p>
<p style="text-align:justify;">Alla fine rimane una singola merce (o più di una) a essere universalmente utilizzata come mezzo generale di scambio.</p>
<p style="text-align:justify;">Avete capito cosa diventa questa merce!</p>
<p style="text-align:justify;">Diventa moneta.<br />
In tempi remoti, in alcuni luoghi prima che in altri, la diffusione dello scambio indiretto portò all’impiego di due metalli preziosi, l’oro e l’argento.</p>
<p style="text-align:right;"><em>postliberalia oeconomica 4funky</em></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-3880" src="http://dimoites.wordpress.com/files/2008/12/dimoites_la-scienza-intelligenza-firma.jpg" alt="firma dimoites" width="149" height="44" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[VIDEO SCORE: NOV 6]]></title>
<link>http://ginaperforma.wordpress.com/2009/11/17/video-score-nov-6/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 14:42:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>ginaperforma</dc:creator>
<guid>http://ginaperforma.wordpress.com/2009/11/17/video-score-nov-6/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><br />
<object type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" data="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=7662841&amp;server=www.vimeo.com&amp;fullscreen=1&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=01AAEA"><param name="quality" value="best" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="scale" value="showAll" /><param name="movie" value="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=7662841&amp;server=www.vimeo.com&amp;fullscreen=1&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=01AAEA" /></object><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SOUND SCORE: NOV 6]]></title>
<link>http://ginaperforma.wordpress.com/2009/11/16/sound-score-nov-6/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 14:45:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>ginaperforma</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><object height="81" width="100%"><param name="movie" value="http://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fsoundcloud.com%2Fginaperforma%2Fgina-performa-nov-6-sound-score&amp;g=1&amp;"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed allowscriptaccess="always" height="81" src="http://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fsoundcloud.com%2Fginaperforma%2Fgina-performa-nov-6-sound-score&amp;g=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" width="100%"> </embed> </object></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Las piñas y sus piñones no son cuestiones menores]]></title>
<link>http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/14/las-pinas-y-sus-pinones-no-son-cuestiones-menores/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 23:29:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>fjvicente</dc:creator>
<guid>http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/14/las-pinas-y-sus-pinones-no-son-cuestiones-menores/</guid>
<description><![CDATA[El lunes por la mañana como es habitual me dirigía a iniciar mi jornada laboral, una vez desayuné me]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>El lunes por la mañana como es habitual me dirigía a iniciar mi jornada laboral, una vez desayuné me dirigí al tajo con mucho desparpajo, la cadena Ser me ponía al día de la trama Gurtell y el de la Morena comentaba que lo del Madrid y el Alcorcón era de pena.<br />
<img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/botero2.jpg" alt="botero2" title="botero2" width="299" height="232" class="alignleft size-full wp-image-2206" />Al llegar al Hospital tome el ascensor y en la Planta del Servicio me baje con mucho primor. Alzando la vista me encuentro sentado a un artista, no puede ser, es el orondo Grasosol sentado a la salida del ascensor. Lo acompaña su esposa que había sido citada para que un anestesista la visitara. Ella padece un mal que le produce mucho disconfort al orinar, no es un problema grave pues su autentico mal radica en el elemento con el que se fue a casar. En la silla no cabía y por ambos lados de la misma se salía, con desprecio lo miré y la mirada no me supo mantener, metió la cabeza entre los pies y pensó “Tierra trágame” pues este tio de aquí otra vez me echa.<br />
Al final de la jornada laboral a mi casa me fuí a descansar y por el camino sin dilación a Mikel le comunique mi aparición. El en ese momento me comenta que otra aparición inesperada fue por el soportada. Paseando por el Bulevar con el gran capo se fue a cruzar y la reacción de éste fue la misma que la de su aliado, es decir mirar para otro lado.<br />
Hace unos meses en el Colegio de Médicos asistí a una reunión para la celebración de un congreso regional y a la salida con el Bizcolatex fuí a topar. Le miré a la cara y respuesta no pude encontrar, un ojo miraba a la Gran Vía y el otro a la Catedral.<br />
En plena reforma de la finca hace años Candelaria y Jack coincidieron en un peldaño y de forma desairada no fueron capaces ni de mantenerse la mirada.<br />
<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/14/las-pinas-y-sus-pinones-no-son-cuestiones-menores/pina-2/" rel="attachment wp-att-2187"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/pina.jpg?w=300" alt="piña" title="piña" width="300" height="208" class="alignleft size-medium wp-image-2187" /></a>Mikel I y Mercé hace ya unas décadas crearon su piña familiar, Dios los premió con muchos elementos, muchos piñones para armar una piña ejemplar. Mikel I como buen conoceder del material de construcción, pues esa fue su primera profesión, unió los piñones con el mejor de los cementos<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/14/las-pinas-y-sus-pinones-no-son-cuestiones-menores/cemento3/" rel="attachment wp-att-2188"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/cemento3.gif?w=199" alt="Cemento3" title="Cemento3" width="199" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2188" /></a>. Sin embargo no utilizó otros materiales más contundentes, como la solidaridad, le empatía, el amor, la dignidad y la amplitud de mentes que en principio no son muy estables pero a larga son más perdurables. Las grandes catedrales que perviven en tiempos actuales se construyeron piedra sobre piedra con el cariño y la inteligencia de los antiguos canteros y arquitectos, la unión es tan sólida que tras 1000 años historia todavía estan en pie.<br />
<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/14/las-pinas-y-sus-pinones-no-son-cuestiones-menores/aluminosis/" rel="attachment wp-att-2189"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/aluminosis.jpg" alt="Aluminosis" title="Aluminosis" width="240" height="180" class="alignleft size-full wp-image-2189" /></a>Mikel y Mercé basaron la unión en el cemento, el cemento y los bienes materiales. Con el paso del tiempo el cemento enfermó, la aluminosis hizo mella en él y la hermosa piña creada ha sido del todo resquebrajada, cada piñón va por su lado, defiende sus intereses sin pensar en el fastidio que le crea a los demás. Si yo trinco que me importa el de al lado si se ve perjudicado, son efectos colaterales de mi avaricia y mi codicia, si un familiar sin pensión se queda que se las apañe como pueda, eso de la solidaridad es algo para los demás.<br />
Los piñones de Mikel y Mercé han estallado cada una por su lado y si en el camino se encuentran esto se convierte en una afrenta, el saludo se niegan y la mirada  no se cruzan es el final lógico de algo que se unió por la material condición. Todo se ha creado alrededor de la finca Urraqueña y ésta puesta en valor supone el elemento distorsionador, tal vez sino hubiese existido y los piñones se hubiesen fusionado de otro modo, con amor, respeto, solidaridad, dignidad, responsabilidad, la piña se pudo ensamblar y la situación no sería la misma pues se basaría en otras premisas. Xavier se encargaría de la salud del clan, Don Guissepe resolvería las cuitas oficiles, Mikel la educación en general, Grasasol aportaría su escaso conocimiento, Biscolatex y Charly su gracia personal, Adelaida su Pret a porter, Jack su Oxigeno, Filippa su gambillas, Trinificación sus sangrias, etc, etc.<br />
Es este el mensaje de esta entrada: lo material nunca puede sustituir a los sentimientos, el cemento solo sirve para unir ladrillos y marmolillos, las personas se unirán por materiales más nobles y éstos con euros no se pueden adquirir pero al final nunca se podrán despegar.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aspettando i saldi]]></title>
<link>http://stampadigitale.wordpress.com/2009/11/12/aspettando-i-saldi/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 16:30:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>capponiluca</dc:creator>
<guid>http://stampadigitale.wordpress.com/2009/11/12/aspettando-i-saldi/</guid>
<description><![CDATA[Puntuali come ogni anno, l’attesa dei saldì è sempre molto sentita, nella speranza di soddisfare i p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Puntuali come ogni anno, l’attesa dei saldì è sempre molto sentita, nella speranza di soddisfare i propri desideri ad un costo più basso. Ma non sempre con i saldi si possono fare degli ottimi affari.</p>
<p><strong><span style="font-weight:normal;">Fate attenzione durante le vostre spedizioni di shopping sfrenato, gli inganni sono dietro l’angolo e bisogna essere attenti ad evitare le false occasioni.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight:normal;">Alcune regole da seguire per evitare imbrogli.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight:normal;">• </span></strong><strong><span style="font-weight:normal;">Sulla merce in saldo devono essere indicati in modo chiaro e ben leggibile i due prezzi: quello originale e quello scontato in più la percentuale di sconto applicato.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight:normal;">• </span></strong><strong><span style="font-weight:normal;">Date un’occhiata ai prezzi prima dei saldi, i veri saldi sono quelli applicati su merce della stagione che sta finendo e non su merce riesumata dai magazzini.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight:normal;">• </span></strong><strong><span style="font-weight:normal;">Conservate sempre lo scontrino nel caso in cui il capo fosse difettoso. Secondo un decreto legislativo del 2002 anche la merce acquistata in saldo può essere sostituita.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight:normal;">• </span></strong><strong><span style="font-weight:normal;">Diffidate dei negozi che coprono le vetrine con i manifesti e non vi permettono di vedere la merce in vendita.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight:normal;">• </span></strong><strong><span style="font-weight:normal;">I negozi che espongono in vetrina l&#8217;adesivo della carta di credito o del bancomat, sono obbligati ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight:normal;">In caso di fregature rivolgersi all&#8217;</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;"><a href="http://www.intesaconsumatori.it/">Associazioni dell&#8217;Intesa Consumatori</a></span></strong><strong><span style="font-weight:normal;">, all&#8217;Ufficio Comunale per il commercio o ai Vigili Urbani.</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="font-weight:normal;"><a href="http://www.v-g-s.it/stampa_cartotecnica_digitale.php?piano=1"><img class="pc_img aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2612/4097820827_54fd7ea744_m.jpg" border="0" alt="Vetrine" width="218" height="240" /></a></span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="font-weight:normal;"><a href="http://www.v-g-s.it/stampa_cartotecnica_digitale.php?piano=1"><img class="pc_img aligncenter" style="border:0 initial initial;" src="http://farm3.static.flickr.com/2799/4097820791_e266882bd8_m.jpg" border="0" alt="Pescara 1" width="160" height="240" /></a></span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="font-weight:normal;"><a href="http://www.v-g-s.it/stampa_cartotecnica_digitale.php?piano=1"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2576/4097820769_7f3f86cf35_m.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight:normal;"><br />
</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight:normal;"><br />
</span></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[TEXT SCORE: NOV 6]]></title>
<link>http://ginaperforma.wordpress.com/2009/11/10/text-score-nov-6/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 16:43:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>ginaperforma</dc:creator>
<guid>http://ginaperforma.wordpress.com/2009/11/10/text-score-nov-6/</guid>
<description><![CDATA[GINA PERFORMA is: -Behind schedule -Squeezing it in -Making it happen -Forgetting shit -Reeling from]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>GINA PERFORMA is:</strong></p>
<p>-Behind schedule</p>
<p>-Squeezing it in</p>
<p>-Making it happen</p>
<p>-Forgetting shit</p>
<p>-Reeling from experience</p>
<p>-Pregnant with information</p>
<p>-Anxious about creation</p>
<p>-Dropping items from her calendar</p>
<p>-Taking a night for herself to work</p>
<p>-Working</p>
<p><strong>To Get:</strong></p>
<p>Soap (still)</p>
<p><strong>To Begin:</strong></p>
<p>Text score for day 6 of Performa 09 (happening now)</p>
<p>Text score for day 7 of Performa 09 (happening concurrently)</p>
<p><strong>To Finish:</strong></p>
<p>Audio score for Day 4 of Performa 09 (happening tonight)</p>
<p>Video score for Day 4 of Performa 09 (also happening tonight)</p>
<p>Audio and video scores for days 6 and 7 of Performa 09 (happening…eventually)</p>
<p><strong>FRIDAY, NOVEMBER 6, 2009 </strong></p>
<p>Quote of the day: “Just stand up and make a noise for a minute.&#8221; -Woman from audience at Performance 1 (possibly the artist)</p>
<p><strong>Performance 1</strong></p>
<p>Artist: Shana Lutker</p>
<p>Title: Hear It Here</p>
<p>Date: Friday, November 6, 2009</p>
<p>Time: 6:00PM</p>
<p>Venue: X Initiative</p>
<p>Geographic Location: Chelsea</p>
<p><strong>REALNESS Present (in all caps):</strong></p>
<p>-WE&#8217;RE ALL HERE REALNESS</p>
<p>-WAITING REALNESS</p>
<p>-STAGE FRIGHT REALNESS</p>
<p>-REVELATION REALNESS (there are two microphones)</p>
<p>-SILENCE REALNESS</p>
<p>-THE BYSTANDER EFFECT REALNESS</p>
<p>-DIRTY WORDS REALNESS</p>
<p>-FIJI WATER BOTTLE REALNESS</p>
<p>-ACCORDION REALNESS</p>
<p>-GUY READING FORWARD TO NAKED LUNCH REALNESS</p>
<p>-DRAPES REALNESS (changed from &#8220;CURTAINS REALNESS&#8221;)</p>
<p>-BEAUTIFUL FLOOR TILES REALNESS</p>
<p>-PLAY REALNESS</p>
<p>-QUIET REALNESS</p>
<p>-GETTING THE HANG OF IT REALNESS</p>
<p>-B-B-B-B-B-B-B-B REALNESS</p>
<p>-VOCAL VIRTUOSITY REALNESS</p>
<p>-NAUSEA REALNESS</p>
<p>-BREAK FREE REALNESS</p>
<p>-WEIRD REALNESS (added)</p>
<p><strong>Performance 2 (Screening)</strong></p>
<p>A Performa Premiere</p>
<p>Artist: Tacita Dean</p>
<p>Title: Craneway Event</p>
<p>Date: Thursday, November 6, 2009</p>
<p>Time: 8:30PM</p>
<p>Venue: Danspace Project</p>
<p>Geographic Location: The East Village</p>
<p><strong>REALNESS present (in the dark; in all caps):</strong></p>
<p>-PELICAN REALNESS</p>
<p>-TAKING FLIGHT REALNESS</p>
<p>-SCRAMBLE REALNESS</p>
<p>-THERE IS NO FILMING INSIDE ST. MARK&#8217;S CHURCH REALNESS</p>
<p>-HOLLY FARMER REALNESS</p>
<p>-MARLEY REALNESS</p>
<p>-VANISHING POINT REALNESS</p>
<p>-&#8221;OK? GO!&#8221; REALNESS</p>
<p>-CUE BOAT REALNESS (several occurrences)</p>
<p>-SMOKING BREAK REALNESS</p>
<p>-16MM REALNESS</p>
<p>-RASHAUN REALNESS</p>
<p>-WHISTLE AS CUE REALNESS</p>
<p>-SQUEAKY REALNESS</p>
<p>-MODERN DANCE REALNESS</p>
<p>-BIPED REALNESS</p>
<p>-ALL ACCESS REALNESS</p>
<p>-GLOSSY REALNESS</p>
<p>-EXQUISITE REALNESS</p>
<p>-SURREALNESS</p>
<p><strong>Summary (Optional)</strong></p>
<p>What is “the voice”?</p>
<p>Is it an object, recognizable and identifiable?</p>
<p>Is a voice that cannot be deciphered or recognized a voice at all?</p>
<p>Must it contain words?</p>
<p>Must it produce words?</p>
<p>Must it deliver words?</p>
<p>Must it carry words from me to you, and vice versa?</p>
<p>Is the voice possessable?</p>
<p>Does it belong to a person, group, or program?</p>
<p>If so,</p>
<p>at what point does it belong to some one or thing?</p>
<p>Does it simply belong to the body that originates the sound or words that constitute the voice? (i.e. I love her voice!, His voice was soothing&#8230;)</p>
<p>Or, does it belong to the collective body of individuals who believe in and attribute value and social meaning to the voice? (i.e. “voice of a nation,” or “the word of god”?)</p>
<p>Is that &#8220;our voice&#8221;?</p>
<p>At what point do my words cease to belong to my voice?</p>
<p>When they leave my body?</p>
<p>When your body stores my words within you as a memory?</p>
<p>As echo?</p>
<p>Is the voice, then, ours?</p>
<p>Do we share it?</p>
<p>I mean, who is responsible for this voice?</p>
<p>Isn’t any voice just one softly buzzing fiber within the collective YAWP of humanity?</p>
<p>Are you really hearing my voice inside your head?</p>
<p>Can you feel me there?</p>
<p>Or are you just listening to yourself again?</p>
<p>Are you listening at all?</p>
<p>Is my voice…boring you?</p>
<p>These are all questions.</p>
<p>-</p>
<p>It is commonly understood that an artist—</p>
<p>One way or another—</p>
<p>Must find her voice</p>
<p>Not as if she had lost it (even though ownership would at first seem a natural prerequisite to loss),</p>
<p>But rather,</p>
<p>As if she had never had it.</p>
<p>To find one’s voice…</p>
<p>As a culture, we value the finding,</p>
<p>Don’t we?</p>
<p>Doesn&#8217;t it give us pleasure to experience the work of an artist and to be able to recognize her voice?</p>
<p>That&#8217;s Ludwig&#8230;</p>
<p>That&#8217;s Paul</p>
<p>That&#8217;s Virginia</p>
<p>That’s Luciano</p>
<p>That&#8217;s Merce</p>
<p>That&#8217;s Edward</p>
<p>That&#8217;s Philip</p>
<p>That&#8217;s Kara</p>
<p>By saying that an artist has found her voice, we imply that the artist has achieved many desirable values:</p>
<p>Quality</p>
<p>Clarity</p>
<p>Consistency</p>
<p>Maturity</p>
<p>Homogeny</p>
<p>Idiosyncrasy, or, originality</p>
<p>The fulfillment of a detected potential;</p>
<p>of promise;</p>
<p>A prediction of what the artist should become—</p>
<p>if all goes according to plan&#8211;</p>
<p>IN THE FUTURE</p>
<p>Ah, the future</p>
<p>What part of the artist&#8217;s voice resides in the future?</p>
<p>What part of any voice resides in the future?</p>
<p>“I believe the children are our future”</p>
<p>Thanks, Whitney</p>
<p>Who could have predicted her future?</p>
<p>Aretha Franklin?</p>
<p>Chaka Khan?</p>
<p>a-Bobby a-B?</p>
<p>(sigh)</p>
<p>Whitney Houston recently tried to find her voice again,</p>
<p>because, I guess,</p>
<p>she had once found it,</p>
<p>then lost it</p>
<p>I listened to the song</p>
<p>And,</p>
<p>What can I say?</p>
<p>No comeback will ever reclaim a voice that is truly lost</p>
<p>There, there&#8230;</p>
<p>It will do us no good</p>
<p>to spend time and energy grieving over this</p>
<p>Better for us to face the truth:</p>
<p>That, as much as we try to secure our voices in text, in writing, in recording; in countless and ever more ingenious and electronic methods of documentation and storing information:</p>
<p>All voices are mortal,</p>
<p>All sound fades,</p>
<p>And we will always lose the voices of our divas</p>
<p>Divas</p>
<p>Divas</p>
<p>Divas</p>
<p>Divas</p>
<p>Divas</p>
<p>Divas</p>
<p>Divas</p>
<p>Divas</p>
<p>Divas</p>
<p>Divas</p>
<p>Divas</p>
<p>Divas</p>
<p>Divas</p>
<p>Divas</p>
<p>Divas</p>
<p>Divas</p>
<p>Divas</p>
<p>Divas</p>
<p>Divas</p>
<p>Divas</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[merce royce]]></title>
<link>http://pxleyes.wordpress.com/2009/11/06/merce-royce/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 02:14:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>fatabbot</dc:creator>
<guid>http://pxleyes.wordpress.com/2009/11/06/merce-royce/</guid>
<description><![CDATA[New image in the deco girl photoshop contest &#8230; merce royce photoshop picture]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>New image in the <a href='http://www.pxleyes.com/photoshop-contest/11401/deco-girl.html'>deco girl photoshop contest</a></p>
<p> &#8230; <br /><a href='http://www.pxleyes.com/photoshop-picture/4af3869b83077/merce-royce.html'>merce royce photoshop picture</a></p>
<p><a href='http://www.pxleyes.com/photoshop-picture/4af3869b83077/merce-royce.html'><img src='http://www.pxleyes.com/images/contests/deco girl/fullsize/deco girl_4af3869b83077.jpg' alt='merce royce' /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il lavoro non è una merce, è la leva per cambiare il mondo]]></title>
<link>http://rifondazioneliguria.wordpress.com/2009/11/05/il-lavoro-non-e-una-merce-e-la-leva-per-cambiare-il-mondo/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 00:09:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>rifondazionegenova</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nel nostro paese vi sono  evidenti segnali di un risveglio dell’opposizione sociale alle politiche d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1140" title="tempi moderni" src="http://rifondazioneliguria.wordpress.com/files/2009/11/tempi-moderni.jpg" alt="tempi moderni" width="454" height="340" /></p>
<p style="text-align:justify;">Nel nostro paese vi sono  evidenti segnali di un risveglio dell’opposizione sociale alle politiche del governo delle destre e delle classi dominanti, dopo la dura sconfitta elettorale e la profonda crisi nella quale è entrata la sinistra. I movimenti non si sono spenti. Molti di essi hanno ritrovato vivacità.  Dalla fine dell’estate in poi non vi è stato un fine settimana che non sia stato caratterizzato da un grande appuntamento, dalla manifestazione per la libertà di stampa a quella contro il razzismo, passando per quelle contro l’omofobia e il precariato nella scuola. Senza contare i tanti momenti di lotta e di conflitto locali. Anche il movimento sindacale non è inerte, malgrado la profonda divisione che lo attraversa.<br />
Eppure dobbiamo riconoscere che  il tema del lavoro non appare essere il centro motore, la leva moltiplicatrice di questa rinascente opposizione. Il cono di luce che si è acceso questa estate sulla vicenda Innse, grazie alla tenacia e alla vittoria degli operai, si è già spento. Non si può certo dire che il dibattito congressuale del più grande sindacato italiano la Cgil, stia muovendo i suoi primi passi con la dovuta attenzione da parte dei mass-media e del dibattito politico. Siamo convinti che tutto questo non deriva da una perdita del ruolo del lavoro nella società contemporanea, quanto dalla perdita della sua percezione da parte del mondo politico e  di gran parte della sinistra.<img class="alignright size-thumbnail wp-image-400" title="simbolo2" src="http://rifondazioneliguria.wordpress.com/files/2009/03/simbolo2.jpg?w=150" alt="simbolo2" width="90" height="90" />                             </p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://home.rifondazione.it/xisttest/content/view/6776/314/" target="_blank">Leggi tutto l&#8217;articolo</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[traccia 10295]]></title>
<link>http://bgmole.wordpress.com/2009/11/04/traccia-10295/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 15:39:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>bgmole</dc:creator>
<guid>http://bgmole.wordpress.com/2009/11/04/traccia-10295/</guid>
<description><![CDATA[l&#8217;inglese commerciale dei tuoi desideri. http://canopo.splinder.com/]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>l&#8217;inglese commerciale dei tuoi desideri.</p></blockquote>
<p style="text-align:right;"><a title="canopo" href="http://canopo.splinder.com/" target="_blank">http://canopo.splinder.com/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[TARANTO: SEQUESTRATI 482MILA CONFEZIONI DENTIFRICI CON MARCHIO CONTRAFFATTO]]></title>
<link>http://beppegrillotaranto.wordpress.com/2009/11/02/taranto-sequestrati-482mila-confezioni-dentifrici-con-marchio-contraffatto/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 13:41:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>letaizia</dc:creator>
<guid>http://beppegrillotaranto.wordpress.com/2009/11/02/taranto-sequestrati-482mila-confezioni-dentifrici-con-marchio-contraffatto/</guid>
<description><![CDATA[Taranto, 29 ott. &#8211; (Adnkronos) &#8211; La Guardia di Finanza di Taranto, durante alcuni contro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Taranto, 29 ott. &#8211; (Adnkronos) &#8211; La Guardia di Finanza di Taranto, durante alcuni controlli effettuati al porto, in collaborazione con funzionari della Dogana, ha sequestrato 482 mila confezioni di dentifricio che riportavano un noto marchio internazionale abilmente contraffatto. Il valore della merce ammonta a oltre 600 mila euro.</p>
<p>Grazie a un&#8217;attenta analisi dei documenti doganali, e&#8217; emerso che i prodotti parafarmaceutici erano stivati all&#8217;interno di due container provenienti dalla Cina. Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno nello scalo marittimo jonico le Fiamme Gialle hanno sequestrato oltre 800 mila articoli con marchi contraffatti.</p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" alt="" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=d309f847-3869-872f-b8a2-2b942fd5de14" /></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Castell de Sant Miquel]]></title>
<link>http://joanmolar.wordpress.com/2009/10/27/castell-de-sant-miquel/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 17:35:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>joanmolar</dc:creator>
<guid>http://joanmolar.wordpress.com/2009/10/27/castell-de-sant-miquel/</guid>
<description><![CDATA[El castell de sant Miquel domina, des de la seva limitada alçada, una bona part del Vallès. Enfilat ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-2608" title="castellsantmiquel" src="http://joanmolar.wordpress.com/files/2009/10/castellsantmiquel.jpg" alt="castellsantmiquel" width="385" height="513" /></p>
<p>El castell de sant Miquel domina, des de la seva limitada alçada, una bona part del Vallès. Enfilat dalt del seu turó boscós, enrunat, desmuntat, espera una restauració que, potser, mai no arribarà. La vegetació s&#8217;ha ensenyorat de les velles pedres. Les alzines creixen al seu voltant, impenetrables. I, tanmateix, la seva torre de l&#8217;homenatge encara es veu a la llunyania. Milers d&#8217;ulls l&#8217;han mirada sense veure-la, tot i que es fa present en l&#8217;ski line, del <a href="http://www.diba.es/parcsn/parcs/index.asp?Parc=6">Parc de la Serralada Litoral</a>. Podeu arribar-hi de dues maneres. La més fàcil és anar amb el cotxe, fins a  Montornés del Vallés, o des de Barcelona per l&#8217;autopista de Mataró fins  Alella. Des d&#8217;aquestes vil·les cal seguir la carretera B-5002 que uneix les dues poblacions, passant si cal el coll de Font de Cera, que divideix Maresme i Vallés. Cal arribar-se fins prop de la desviació de Vallromanes. Allà trobareu l&#8217;entrada al Club de Golf Vallromanes, i de l&#8217;urbanització de Can Corbera. Heu de pujar pels camins asfaltats d&#8217;aquesta urbanització fins arribar el més alt possible, prop d&#8217;una caseta de l&#8217;empresa d&#8217;aigües Sorea. Molt a prop del Coll de can Corbera. Allà podeu deixar el cotxe i seguir a peu fins el castell, dalt del turó, són un parell de kms. escassos, però de pujada forta. El camí és estret i està ple de vegetació. Però, per això mateix és esplèndit. L&#8217;altra manera de pujar és més llarga, i es fa més tros caminant, però és més bonica i està més ben senyalitzada. Arribeu-vos per  la carretera B-5006 de Mollet a  Santa Maria de Martorelles. Abans d&#8217;arribar a aquesta petita població, preneu un camí asfaltat, ben senyalitzat, a l&#8217;esquerra, cap a Can Girona. Aparqueu prop d&#8217;aquesta casa de colònies. Podeu pujar directament, pel Coll de Can Mercader, seguint el camí ample que va a Montornés, (són uns 3 kms.), o bé fer una volta, molt agradable i bonica, per la Font de la Mercè, pujant després el Coll de can Corbera fins el castell. Potser fareu 5 kms. en total. Evidentment podeu fer una ruta circular, molt més llarga, des de Can Girona. O bé, encara més forta, des de l&#8217;estació de tren de Montornés. La ruta més curta és ideal per una primera iniciació al senderisme pel més petits de la casa. Les altres ja les dosificareu vosaltres. Una matinal en plena natura a tocar de Barcelona. <a href="http://farm3.static.flickr.com/2181/2376781880_a85cb7ae6c_b.jpg">En aquesta web </a>hi ha un bon planell de l&#8217;excursió.</p>
<p>El castillo de San Miguel domina, desde su limitada altura, una buena parte del Vallès. Encaramado en su cerro boscoso, en ruinas, desmochado, espera una restauración que, tal vez, nunca llegará. La vegetación se ha adueñado de las viejas piedras. Las encinas crecen a su alrededor, impenetrables. Y, sin embargo, su torre del homenaje todavía se ve en la lejanía. Miles de ojos la miran cada dia  sin verla, aunque se hace presente en el ski line, de la Serralada de Marina. Puede llegar de dos maneras. La más fácil es ir con el coche, hasta Montornés del Vallés, o desde Barcelona por la autopista de Mataró hasta Alella. Desde estas villas hay que seguir la carretera que une las dos poblaciones, pasando si es necesario el collado de Font de Cera, que divide Maresme y Vallés. Hay que llegar hasta cerca de la desviación de Vallromanes. Allí encontrará la entrada al Club de Golf Vallromanes, y de la urbanización de Can Corbera. Hay que subir por los caminos asfaltados de esta urbanización hasta llegar lo más alto posible, cerca de una caseta de la empresa de aguas Sorea. Muy cerca está el Coll de Can Corbera. Allí puede dejar el coche y seguir a pie hasta el castillo, en lo alto del cerro, son un par de kms. escasos, pero de subida fuerte. El camino es estrecho y está lleno de vegetación. Pero, por eso mismo es espléndido. La otra manera de subir es más larga, y se hace más trozo andando, pero es más bonita y está mejor señalizada. Acercaos por la carretera de Mollet hasta Santa Maria de Martorelles. Antes de llegar a esta pequeña población, tomad un camino asfaltado, bien señalizado, a la izquierda, hacia Can Girona. Aparque cerca de esta casa de colonias. Pueden subir directamente, por el Coll de Can Mercader, siguiendo el camino ancho que va a Montornés, (son unos 3 kms.), O bien dar una vuelta, muy agradable y bonita, por la Font de la Mercè, subiendo después el Coll de can Corbera hasta el castillo. Quizá haréis 5 kms. en total. Evidentemente podéis hacer una ruta circular, mucho más larga, desde Can Girona. O bien, aún más fuerte, desde la estación de tren de Montornés. La ruta más corta es ideal para una primera iniciación al senderismo para los más pequeños de la casa. Las otras ya las dosificareis vosotros. Una matinal en plena naturaleza junto a Barcelona.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Barcelona]]></title>
<link>http://colloc.wordpress.com/2009/10/27/barcelona/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 08:25:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>eartells</dc:creator>
<guid>http://colloc.wordpress.com/2009/10/27/barcelona/</guid>
<description><![CDATA[Ce dernier septembre Clément est venu à la maison. Celà a été au même temps que les fêtes de la vill]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ce dernier septembre Clément est venu à la maison. Celà a été au même temps que les fêtes de la vill]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Font de la Mercè a Martorelles]]></title>
<link>http://joanmolar.wordpress.com/2009/10/18/font-de-la-merce-a-martorelles/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 14:57:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>joanmolar</dc:creator>
<guid>http://joanmolar.wordpress.com/2009/10/18/font-de-la-merce-a-martorelles/</guid>
<description><![CDATA[Els voltants de Barcelona estan plens de possiblilitats de passar un bon matí, fent pocs kms. i gaud]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-2571" title="martorelles" src="http://joanmolar.wordpress.com/files/2009/10/martorelles.jpg" alt="martorelles" width="406" height="540" /></p>
<p>Els voltants de Barcelona estan plens de possiblilitats de passar un bon matí, fent pocs kms. i gaudint de la natura. <a href="http://www.diba.es/parcsn/parcs/index.asp?Parc=7">El parc de la Serralada de Marina</a> és molt familiar, de paisatges senzills, camins amples i entorn amable. Està ple de rutes fàcils de fer, a peu o en bici, planeres i agradables, que us portaran a racons d&#8217;una bellessa poc estrident, cassolana, però asequibles per a totes les edats. Avui us en volem proposar una. La que des de Santa Maria de Martorelles us portarà, en primera instància, a la Font de la Mercè. Es tracta d&#8217;un recorregut mínim, que no arriba al parell de kilòmetres, molt adequat per famílies amb nens petits. L&#8217;inici és la <a href="http://www.cangirona.cat/">casa de colònies de Can Girona</a>. S&#8217;hi arriba per la carretera què, des de Mollet, o de Sant Fost de Campcentelles, puja a Martorelles i, després a Santa Maria de Martorelles. Abans d&#8217;arribar a aquesta darrera població, quan ja la teniu a tocar, heu de girar a mà esquerra seguint les indicacions de &#8220;Can Girona&#8221;. Aparqueu al final del carrer o a l&#8217;inici de la pista de terra. Aquí comença l&#8217;excursió. Heu de passar tocant la pared de can Girona. Després veureu la bassa de reg més gran de Catalunya. Més endavant el camí, ben ample, entra en una zona de bosc de ribera. En 10 minuts arribeu a la Font de la Mercè. Un lloc molt bonic. Un camí planer, gens cansat. La font raja tot l&#8217;any, amb sequera o sense. Des de la font podeu fer diferents rutes, totes ja més difícils, amb pujades pronunciades. Podeu anar fins el castell de Sant Miquel, damunt Montornés, que domina tota la plana des de les seves ruïnes. O bé pujar cap al poblat ibèric de CastellRuf, talaia dobre el Vallés, o visitar el dolmen amagat en mig del bosc. O la secreta font d&#8217;en Gurri. Però això ja no és tan fàcil. Una matinal amb infants pels boscos que rodejen Santa Maria de Martorelles és molt agradable. Animeu-vos. Només a 15 kms. de Barcelona.</p>
<p>Los alrededores de Barcelona están llenos de posiblilidades de pasar una buena mañana, haciendo pocos kms. y disfrutando de la naturaleza. El parque de la Serralada de Marina es muy familiar, de paisajes sencillos, caminos anchos y entorno amable. Está lleno de rutas fáciles de hacer, a pie o en bici, llanas y agradables, que le llevarán a rincones de una belleza poco estridente, casera, pero asequibles para todas las edades. Hoy os queremos proponer una. La que desde Santa Maria de Martorelles les llevará, en primera instancia, hasta la Fuente de la Merced. Se trata de un recorrido mínimo, que no llega al par de kilómetros, muy adecuado para familias con niños pequeños. El inicio está en la casa de colonias de Can Girona. Se llega por la carretera que, desde Mollet, o de Sant Fost de Campcentelles, asciende a Martorelles y, después hasta  Santa Maria de Martorelles. Antes de llegar a esta última población, cuando ya la tienen al lado, deben de  girar a mano izquierda siguiendo las indicaciones de &#8220;Can Girona&#8221;. Aparquen el final de la calle o al inicio de la pista de tierra. Aquí comienza la excursión. Debe pasar tocando la pared de Can Girona. Después veran la balsa de riego más grande de Cataluña. Más adelante el camino, amplio y llano, entra en una zona de bosque de ribera. En 10 minutos llegaran a la Fuente de la Merced. Un lugar muy bonito. Un camino llano, nada cansado. La fuente mana todo el año, con sequía o sin ella. Desde la fuente pueden hacer diferentes rutas, todas ya más difíciles, con subidas pronunciadas. Pueden ir hasta el castillo de San Miguel, sobre Montornés, que domina toda la llanura desde sus ruinas. O bien subir hacia el poblado ibérico de Castellruf, una atalaya dobre el Vallés, o visitar el dolmen escondido en medio del bosque. O la secreta fuente de Gurri. Pero esto ya no es tan fácil. Una matinal con niños por los bosques que rodean Santa Maria de Martorelles es muy agradable. Animaos. Sólo a 15 kms. de Barcelona.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non multa sed multum. Qualità della vita, qualità letteraria - 1]]></title>
<link>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/10/16/non-multa-sed-multum-qualita-della-vita-qualita-letteraria-1/</link>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 22:01:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>scrittoriprecari</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non multa sed multum. Qualità della vita, qualità letteraria Questo testo è la seconda parte di un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:center;"><strong><em>Non multa sed multum</em>. Qualità della vita, qualità letteraria</strong></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em><span style="font-size:x-small;">Questo testo è la seconda parte di un&#8217;introduzione alla collana di narrativa <a title="Novevolt" href="http://novevolt.wordpress.com/" target="_blank">Novevolt</a>, curata da Enrico Piscitelli e Alessandro Raveggi, a partire dal 2011, per la casa editrice Zona. Il primo testo può essere letto <a title="qui" href="http://novevolt.wordpress.com/cura/" target="_blank">qui</a>, ed ha il carattere di un&#8217;apertura violenta del vaso di Pandora. Questo secondo testo, dopo l&#8217;apertura del vaso, ci guarda circospetto dentro, e si interroga sul futuro e la possibilità di scardinarne le pareti, o almeno distanziarle.</span></em></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;"><em>La collana Novevolt, oltre a proporsi come soggetto culturale nell&#8217;organizzazione di un festival letterario nazionale (<a title="ULTRA - Festival della letteratura, in effetti" href="http://novevolt.wordpress.com/ultra/" target="_blank">ULTRA-Festival della letteratura, in effetti</a>) e di altri progetti collaterali, auspicherà una promozione, attraverso piccoli libretti, romanzi brevissimi e racconti lunghi di autori affermati e giovani promesse, di luoghi quali la qualità, la densità e il rischio nella letteratura italiana. Le prime due uscite saranno gli autori Enzo Fileno Carabba e Franz Krauspenhaar.</em> [Enrico Piscitelli e Alessandro Raveggi]</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><img class="alignleft" src="http://novevolt.files.wordpress.com/2009/10/lacura2.jpg?w=152&#038;h=162" alt="" width="152" height="162" />Viviamo, oggi, in una condizione in cui le nostre parole sono un nodo, una <em>tag</em> associata a un&#8217;informazione, verso le quali e dalle quali si irradia una rete, alcune reti, nella Rete. La Rete è un modello di autonomia relativa, di libertà limitata e temporanea, meravigliosamente anarchico e labirintico (per i fanatici del labirinto), ma anche ambiguamente accessibile. Siamo completamente accessibili, siamo completamente visibili, purtroppo, ovvero: vulnerabili. La Rete ha le sue falle e i suoi pescecani, che navigano a vista con i propri specchietti per le allodole tra i denti. La possibilità di essere fregati, di essere illusi, di perdere la nostra libertà, è paradossalmente maggiore. Dal Sistema anarco-capitalistico in crisi, dal mainstream che pur sta cercando di mimetizzarsi nella nostre forme di resistenza vitale, quasi biologica – per rinascere quando forse rinasceremo – si è sempre delusi.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Il diffondersi della letteratura nel mezzo partecipativo delle comunità-web italiane e mondiali ha moltiplicato quantitativamente i luoghi dove la qualità <em>può</em> (ma non necessariamente <em>deve</em>) essere rintracciata. Al di là della possibilità che le forme rapide di pubblicazione del weblog ci stanno offrendo, e del ricrearsi blando della comunità in una simulazione gioco in cui possiamo pur sempre mascherarci da <em>avatar</em>, bisogna preservarsi dal rischio del consenso qualitativo, ovvero dalla pretesa di valutare un testo come qualitativamente letterario, dipendendo dalla quantità di frequentazioni del testo, di apprezzamenti, di click, poll e commenti telematici. La letteratura qui viene spesso classicamente mercificata, anzi mercificata al secondo grado. “Non è merce, <em>questa</em> è letteratura, un nuovo modo <em>cool</em> di farla”, ma è sempre paradossalmente merce, termometro di consenso. Quello che vogliamo dalla qualità non è consenso, è <em>diffusione</em> e <em>differenziazione</em>, movimento di visione e divisione, non partecipazione da prova d&#8217;acquisto.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Bisogna comunque fare un tentativo per togliere uno strato immancabile di spocchia dalla nozione di qualità letteraria.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Cosa è allora questo richiamo alla qualità, in un mondo felice e utopico in cui Tutti scrivono Tutto, e in un mondo infelice e distopico in cui nessuno pare comprare i libri? Facciamo un parallelo. Cosa intendiamo con l&#8217;espressione <em>qualità della vita</em>? Il semplice adeguamento al gusto della massa (o della massa al suo gusto preconfezionato), la semplice capacità di possedere e dominare ammennicoli tecnologici, divani confortevoli e televisori al plasma, di essere <em>oggi</em> up-to-date e <em>domani</em> chissà&#8230;? Questa concezione non è più proponibile, visto che il modello economico che l’ha portata in auge sta crollando, o rientrando nel proprio guscio protezionistico (anche se forse lì dentro marcirà). La qualità della vita è ora molte cose assieme, un vettore di tante variabili in rapporto al nostro Welfare State individuale, ma sicuramente è una condizione in rapporto a una gittata, a una potenzialità futura. Appunto: la gittata delle nostre azioni future. Vivo qualitativamente bene se quello che faccio oggi potrà durare domani, senza per questo andare in cancrena, ma vivendo nella metamorfosi, nell&#8217;apertura, non in un eterno presente insipido. E questo vale sia per la classe media italiana in lenta fissione, che per i <em>Paria</em> dei paesi in via di sviluppo. Vivo qualitativamente bene non necessariamente se oggi possiedo un divano di lusso (o un libro in prima fila sullo scaffale), ma se potrò permettermi un divano anche domani, magari più piccolo, anche per i miei figli. La qualità della vita è così poter pensare alla propagazione, e metamorfosi, della mia vita, e della mia opera, domani. Ed è qualcosa che ha a che fare dunque con la possibilità (non l&#8217;obbligo) di fare figli, di riconoscersi in un&#8217;alterità che nasce dal nostro ventre.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Il disprezzo per i giovani che le generazioni che ci precedono dimostrano e hanno dimostrato, un disprezzo che si è caratterizzato come spettacolarizzazione della gioventù, almeno dal Dopoguerra a oggi – e che è uno dei nostri faticosissimi compiti annullare – ci fa capire che la loro visione di qualità della vita era necessariamente <em>contraria</em> alla nostra possibilità di propagarci, era in qualche modo castrante. Il benessere borghese è ed è rimasto un concetto statico e ottocentesco basato sull&#8217;accumulazione, l&#8217;appropriazione, l&#8217;accatastamento di beni, entrato in crisi proprio nell&#8217;era del consumo e della sovrapproduzione. Dall’accumulazione si è passati, linearmente, alla mercificazione della cultura. Questo dobbiamo ripensarlo. Sono le nostre discariche vicine e lontane che ce lo chiedono. Persino tutta questa discarica del senso che ci ha consegnato il cosiddetto post-moderno dimostra in fondo una mancanza, un dolore nascosto, anestetizzato più che esorcizzato, annullato più che ritualizzato.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Questo per dire che qualità non è possesso, una <em>eudemonia</em>: la qualità non si possiede, ma si produce, si narra, si propaga, si consegna e si perpetua, potendo guardare al di là del presente. Adesso speriamo che il parallelismo sia chiaro, anche se il rapporto vita/letteratura è obliquo, necessariamente inclinato, mai verisimile: la qualità letteraria è un insieme di forze che producono un effetto d&#8217;intensità, una durata che garantisce la possibilità di trasmissione. Effetto sul lettore, effetto sulla comunità, effetto sul futuro. Non è solo una questione di stile, ma di efficacia di stile. Per questo, la qualità letteraria <em>sta</em>, e a un tempo <em>non sta</em>, nella forma libro. Forma che molti (non noi) sono pronti a demolire o sorpassare, senza riuscire a pensare alla <em>transmedialità</em> originaria della letteratura, dalla lingua schioccante degli aedi alle USB roventi dei piccoli editori.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">La qualità è così la capacità del libro, del romanzo, del poema, di prefigurare il futuro, uscendo da se stesso, uscendo dal proprio presente statico e cristalizzato del linguaggio e del desiderio. Qualcosa di molto vecchio e di molto nuovo. Senza per questo dimenticare il passato, anzi, rinnovando il desiderio di comprenderlo in quello che chiamiamo memoria. Già, la <em>memoria</em>: in Italia pare solo il nome dato al tour di un gruppo di partigiani, che vanno affaticati, di liceo in liceo, a rammentare i combattimenti su per i monti, le rupi e le brumose vallate. Già, l&#8217;Italia&#8230; Oggi più che mai, parlare di qualità letteraria in Italia, ancora senza snobismo e pretese decadenti, esotico-esoteriche, significa enucleare una serie di topic-salvagente non del tutto inutili anche per quello che si chiamerebbe condizione di vita (almeno nel <em>Bel</em> Paese). Il parallelo qualità letteraria-qualità della vita potrebbe diventare un&#8217;istruzione. Visto che paiono saltati da tempo i parametri di distinzione tra reale e finzionale, almeno dobbiamo trovare una strategia sostenibile per muoverci in queste ambiguità, un efficacia che ci permetta di distinguere. Non opere efficienti, che fanno il loro bravo lavoro di decalcomania feticistica della realtà, che rispettano il lettore e il suo mondo di agi e ombrelloni, ma opere efficaci.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:right;"><a title="Alessandro Raveggi" href="http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/" target="_blank"><em>Alessandro Raveggi</em></a> e <a title="Enrico Piscitelli" href="http://milanoromatrani.wordpress.com/" target="_blank"><em>Enrico Piscitelli</em></a></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">* La seconda parte del testo sarà pubblicata venerdì 23 ottobre 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA["Consentimos que la tele invada nuestra casa"]]></title>
<link>http://entreocho.wordpress.com/2009/10/09/consentimos-que-la-tele-invada-nuestra-casa/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 06:00:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Miguel Carvalho</dc:creator>
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<description><![CDATA[Por Miguel Carvalho Júnior y Romi tocando en la fiesta mayor de Barcelona Foto: Jordi Ruiz En la mús]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Por Miguel Carvalho Júnior y Romi tocando en la fiesta mayor de Barcelona Foto: Jordi Ruiz En la mús]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Red Bull Air Race 2009]]></title>
<link>http://darthteixido.wordpress.com/2009/10/06/red-bull-air-race-2009/</link>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 16:48:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Darth T</dc:creator>
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<description><![CDATA[Este fin de semana pasado, tras dos años de ausencia, se ha vuelto a celebrar la Red Bull Air Race e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Este fin de semana pasado, tras dos años de ausencia, se ha vuelto a celebrar la Red Bull Air Race e]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Mito caído: la cultura popular]]></title>
<link>http://laplayacultural.wordpress.com/2009/09/29/mito-caido-la-cultura-popular/</link>
<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 18:43:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>btrullas</dc:creator>
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<description><![CDATA[No se trata de andar el día entero derribando mitos, la verdad, pero talar alguno de vez en cuando n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>No se trata de andar el día entero derribando mitos, la verdad, pero talar alguno de vez en cuando no viene nada mal. Por eso de la salud colectiva, y para ir diciendo de una vez por todas que las cosas no son lo que parecen, y casi nunca parecen lo que son. Eso es, exactamente, lo que consiguieron el sábado en la Plaça Sant Jaume de Barcelona el grupo <em>Qui hi ha?</em>, de Sant Boi de Llobregat. En plena fiesta de la Mercè, nada más y nada menos que en medio de la Plaça Sant Jaume, cocinar una <em>deconsturcción </em>de la cultura popular está a la altura del mismísimo Ferran Adrià.</p>
<p>Me dejé contagiar, lo reconozco, por el fervor de un público que machacaba a hachazo limpio las ideas preconcebidas de la cultura popular. Ni folk, ni celta, ni nada. Otra cosa. Algo que transmitía alegría, ritmo y <em>buenrollismo</em> por todos los poros. Bailé, salté, y volví a bailar. 3 apreciaciones antes de concluir la crítica: 1. sublimes las proyecciones, 2. mejor las instrumentales que las cantadas, y 3. muy buenos intentos de innovación con el marinero y el compañero árabe (aunque el sonido de la plaza no ayudó a hacerles justicia).</p>
<p>Acabo con un par de consejos. Primero, visitar su <a href="http://www.myspace.com/quihiha" target="_blank">myspace</a> (¡dime quién son tus amigos y te diré quién eres!). Luego, valorar uno mismo. Próxima oportunidad: el viernes en Sant Boi, en el <a href="http://www.santboi.cat/fotos/cooperacio/BARREJANT%2009%20programa.pdf" target="_blank"><em>Barre</em><em>jan</em><em>t’09</em></a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La Mercè 2009 Recap]]></title>
<link>http://mysomedayistoday.wordpress.com/2009/09/28/la-merce-2009-recap/</link>
<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 22:51:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>dianepadilla</dc:creator>
<guid>http://mysomedayistoday.wordpress.com/2009/09/28/la-merce-2009-recap/</guid>
<description><![CDATA[Well, I survived my first Mercè, this is definitely a week I&#8217;ll remember. During the day there]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-96" href="http://mysomedayistoday.wordpress.com/2009/09/28/la-merce-2009-recap/merce-2/"><img class="aligncenter size-full wp-image-96" title="Merce" src="http://mysomedayistoday.wordpress.com/files/2009/09/merce1.jpg" alt="Merce" width="980" height="150" /></a></p>
<p>Well, I survived my first Mercè, this is definitely a week I&#8217;ll remember. During the day there are a bunch of festivals and family friendly activities, but at night it was pretty much a huge party in the streets of Barcelona. There were a bunch of concerts taking place all throughout the city with music and bands from all around the world. Streets and plazas were closed down and on Friday and Saturday the concerts at the Forum continued until five in the morning. After the concerts, the city was trashed, there were cans and bottles all over the streets, but what shocked me was that come the morning, it was all cleaned up.</p>
<div id="attachment_105" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-105" href="http://mysomedayistoday.wordpress.com/2009/09/28/la-merce-2009-recap/dscn5330/"><img class="size-medium wp-image-105 " src="http://mysomedayistoday.wordpress.com/files/2009/09/dscn5330.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">I can&#39;t remember, but I think The Hives are on stage in this pic.</p></div>
<p style="text-align:left;">Programs were passed out a week prior, but all the events listed were in Catalan so with some of friends, I was able to decide on which events to attend. I made sure to see the traditional Mercè events such as the Castells (human pyramids), Gigantes (people walking in giant paper mache costumes) and catch some of the concerts in the park. Although there were some events that I stumbled upon that were unexpected such as, <a title="Correfoc" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Correfoc" target="_blank">Correfoc</a>. Correfoc is a Catalan tradition where people dress up as devils and parade down the streets while drumming and setting off huge fireworks. It was actually really scared when I saw it, there were sparks flying in the air and people watching were pushing trying to avoid the sparks from hitting them &#8211; I&#8217;m not a big fan of fire. There was also an amazing firework and fountain show that closed the Mercè events in Plaza Espana on Sunday. The fireworks show was themed around popular movie music and lasted for about 45 minutes. Sparklers were passed out when you entered the park and at 10:30 p.m. everyone lit their sparkler and held it in the air, it was an amazing sight and an awesome way to put a close to the week long event.</p>
<div id="attachment_104" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-104" href="http://mysomedayistoday.wordpress.com/2009/09/28/la-merce-2009-recap/dscn5363/"><img class="size-medium wp-image-104" title="Bad picture, but you get the idea... everyone with their lit sparker! " src="http://mysomedayistoday.wordpress.com/files/2009/09/dscn5363.jpg?w=300" alt="Bad picture, but you get the idea... everyone with their lit sparker! " width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Bad picture, but you get the idea... everyone with their lit sparker! </p></div>
<p>One of my favorite things was that a lot of the museums supported Mercè by offering discounted or free entrances to their museums. I visited both the <a title="Museau de la Xocolata" href="http://www.pastisseria.com/es/PortadaMuseu" target="_blank">Museu de la Xocolata</a><span style="line-height:normal;font-size:small;"> (a museum dedicated to the history of chocolate and a bunch of chocolate sculptures) and <a title="Poble Espanyol" href="http://www.poble-espanyol.com/" target="_blank">Poble Espanyol</a> (a mini Spain, with replicas of all the main attractions and streets throughout Espana).</span></p>
<div id="attachment_102" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-102" href="http://mysomedayistoday.wordpress.com/2009/09/28/la-merce-2009-recap/dscn5308-2/"><img class="size-medium wp-image-102   " title="A Wally sculpture made out of chocolate!" src="http://mysomedayistoday.wordpress.com/files/2009/09/dscn53081.jpg?w=300" alt="A Wally sculpture made out of chocolate!" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">A Wally sculpture made out of chocolate!                                     Museu De La Xocolata - Carrer Comerç 36, en El Born, Ciutat Vella</p></div>
<div id="attachment_103" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-103" href="http://mysomedayistoday.wordpress.com/2009/09/28/la-merce-2009-recap/dscn5361/"><img class="size-medium wp-image-103" title="Poble Espanyol - Avinguda Marquès De Comillas 13" src="http://mysomedayistoday.wordpress.com/files/2009/09/dscn5361.jpg?w=300" alt="Poble Espanyol - Avinguda Marquès De Comillas 13" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Poble Espanyol - Avinguda Marquès De Comillas 13</p></div>
<p><span style="line-height:normal;font-size:small;"><br />
</span></p>
<p><span style="line-height:normal;font-size:small;"><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Meneo Móbil]]></title>
<link>http://heartinmigration.com/2009/09/28/meneo-mobil/</link>
<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 19:53:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>heartinmigration</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/B3GI_VvjQN0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/B3GI_VvjQN0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Barcelona, denuevo de festival]]></title>
<link>http://denuevo.wordpress.com/2009/09/28/barcelona-no-se-detiene/</link>
<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 15:49:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>denuevo08</dc:creator>
<guid>http://denuevo.wordpress.com/2009/09/28/barcelona-no-se-detiene/</guid>
<description><![CDATA[Este fin de semana en Barcelona la fiesta se hizo sentir en todas las plazas, calles y parques. Así,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-672 aligncenter" title="Merce091" src="http://denuevo.wordpress.com/files/2009/09/merce091.png" alt="Merce091" width="499" height="74" /></p>
<p style="text-align:justify;">Este fin de semana en Barcelona la fiesta se hizo sentir en todas las plazas, calles y parques.</p>
<p style="text-align:justify;">Así, los conciertos, desfiles, los juegos pirotécnicos, la cultura, las tradiciones, la buena música y actividades para toda la familia, conformaron este año la fiesta de la <a href="http://www.bcn.cat/merce/ca/index.shtml" target="_blank"><strong><span style="color:#000080;">Mercè 09</span></strong></a>  a la que asistieron 1.6 millones de ciudadanos, 100 mil mas que en 2008. Por esto, desde <strong>denuevo</strong>, queremos agradecer a todos los que hacen posible que el espacio público sea un lugar de encuentro pacífico y divertido, al tiempo que recordaros que nuestros amigos de <a href="http://demano.net" target="_blank"><span style="color:#000080;"><strong>demano</strong></span></a> se encuentran ya recogiendo las banderolas para hacer la bolsa <a href="http://www.bcn.cat/merce/ca/index.shtml" target="_blank"><strong><span style="color:#000080;">Mercè 09</span></strong></a>. </p>
<p style="text-align:justify;">Sin embargo, la vida cultural de la ciudad no se detiene y por estos días es el cine, quien invade la ciudad  por medio de <a href="http://cinedepernambucocaste.wordpress.com/" target="_blank"><span style="color:#000080;"><strong>La Mostra de Cinema de Pernambuco (Brasil)</strong></span></a> y el reconocido internacionalmente, festival de cine documental: <a href="http://www.docupolis.org/" target="_blank"><strong><span style="color:#000080;">Docúpolis 09</span></strong></a><strong><span style="color:#000080;">.</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-675 aligncenter" title="docupolis 09" src="http://denuevo.wordpress.com/files/2009/09/docupolis-09.gif" alt="docupolis 09" width="400" height="566" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[1,7 miljoen feestgangers, 1 dode]]></title>
<link>http://barcelonaaaaa.wordpress.com/2009/09/28/17-miljoen-feestgangers-1-dode/</link>
<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 13:45:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>edwin</dc:creator>
<guid>http://barcelonaaaaa.wordpress.com/2009/09/28/17-miljoen-feestgangers-1-dode/</guid>
<description><![CDATA[Blij kun je er natuurlijk niet mee zijn, met deze kop. Eén dode in vier dagen feest. Vanochtend over]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-1331" title="fuegosmerce1" src="http://barcelonaaaaa.wordpress.com/files/2009/09/fuegosmerce1.jpg" alt="fuegosmerce1" width="500" height="332" /></p>
<p>Blij kun je er natuurlijk niet mee zijn, met deze kop. Eén dode in vier dagen feest. Vanochtend overleed een 52-jarige onderhoudsman van hotel AC Forum in Barcelona. Hij lag al enkele dagen in coma, na incidenten in de eerste nacht van de stadsfeesten, de Mercè. Grote concerten op het in de rest van het jaar desolate Forum-terrein aan de noordrand van de stad, mensen die bezopen bij het eerste ochtendlicht naar huis gaan, de metro opzoeken (die was, in tegenstelling tot andere dagen, afgelopen week 24 uur per dag geopend) en onderweg ergens een plasje willen doen. Wildplassen (mooi, dat Nederlands, goed in het vinden van woorden die nergens anders bestaan) mag ook hier niet, gebeurt echter wel veel, maar die jongens wilden per se in het hotel AC pissen. De receptionisten zeiden dat dat slechts voor gasten was en werkten de onwelkome bezoekers met hulp van het slachtoffer de deur uit. De laatste kreeg een stomp in zijn gezicht, viel op de grond, met zijn hoofd op de stoeprand. De werknemers van het hotel hadden de directie al sinds vorig jaar om bewakers gevraagd op altijd moeilijk avonden en nachten als deze, wanneer duizenden feestgangers voor de deur langslopen en dus soms naar binnen komen. De directie vond dat te duur, maar de nacht na de incidenten was die bewaking er wel.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-1333" title="correfoc (c) Julio Carbo" src="http://barcelonaaaaa.wordpress.com/files/2009/09/correfoc-c-julio-carbo.jpg?w=300" alt="correfoc (c) Julio Carbo" width="300" height="199" />Maar toch: verder was het redelijk pais en vree in de stad. Vier dagen en nachten feest en liefst 1,7 miljoen mensen op pad voor allerlei gratis evenementen (concerten, circus, theater, <em>castellers </em>en de voor toeristen verbijsterende maar tegelijk aantrekkelijke <em>correfoc, </em>de vuurrijke optocht van duivels en draken. (Tip voor als je eens naar de stadsfeesten van Barcelona of andere Catalaanse dorpsfeesten komt: voor de <em>correfoc </em>zijn lange mouwen en een hoedje van stro of dikke capuchon, een zonnebril en eventueel een zakdoek voor de mond noodzakelijk om de vonkenregen zonder pijnlijke brandwondjes van Lucifer te overleven.)</p>
<p>Naar het afsluitende vuurwerk van gisteravond bij de Plaça Espanya (een <em>piromusical </em>noemen ze het, het vuur danst er op de tonen van loeiharde muziek) kwamen 175.000 mensen af. En wéér geen incidenten, ook niet onder de automobilisten die, zoals ik, een enorme omweg moesten maken om de stad uit te komen . Er zijn volken die van feestvieren houden zonder dat er voortdurend hommeles is. Maar tóch jammer van en voor die ene dode; één te veel.</p>
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