<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>metafora &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/metafora/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "metafora"</description>
	<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 00:31:11 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Settimo piano.]]></title>
<link>http://davidissimo.wordpress.com/2009/11/30/settimo-piano/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 00:32:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>davidissimo</dc:creator>
<guid>http://davidissimo.wordpress.com/2009/11/30/settimo-piano/</guid>
<description><![CDATA[Settimo piano. tre stanze. Due finestre ed un balcone. Settimo piano. Tre persone. Qualche bottiglia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://davidissimo.wordpress.com/files/2009/11/settimop.jpg"><img class="size-medium wp-image-721 aligncenter" title="settimop" src="http://davidissimo.wordpress.com/files/2009/11/settimop.jpg?w=300" alt="" width="444" height="330" /></a></p>
<p><strong>Settimo piano</strong>. tre stanze. Due finestre ed un balcone. Settimo piano. Tre persone. Qualche bottiglia e troppi ricordi.</p>
<p><strong>Settimo piano</strong>, alla finestra una donna disillusa guarda le stelle, lacrime agli occhi… letto sfatto, foto sparse; sulla scrivania, sul letto, a terra. Nuvole all’orizzonte, nuvole sopra la testa, tra l’una e l’altra lo squarcio di una speranza, l’ultima rimasta appesa al cielo. <strong>L’unica che prevede un finale diverso da quello temuto</strong>. Buio, silenzio spaventoso, ombre lunghe, foto irriconoscibili… o no? Troppo dolore. Finestra aperta. Aria fredda, vento penetrante scava a fondo, scava dentro, dentro i polmoni, dentro i ricordi… scava, scava due palmi buoni di memoria… incroci del destino, giochi di terrore. Prove tecniche di sofferenza. <strong>La forza di una donna, gracile, esile, sconvolta ma coraggiosamente in piedi davanti al vento gelido…</strong></p>
<p><strong>Settimo piano</strong>, sul balcone un amico deluso guarda il vuoto. Nella mano una sigaretta, spenta. Nell’altra un ombrello, chiuso. <strong>Non è facile fissare il nulla, ma per lui  è semplice</strong>… basta guardare il posto lasciato vuoto. Basta un ricordo, uno a caso tra tutto il mazzo di promesse ed esperienze insieme. C’è una sedia, ma chi ha voglia di sedersi ora? C’è una bottiglia… piena di ricordi e cartoline. Profondo sud. Profondo nord. <strong>Nel centro lui,</strong> lasciato solo con le sue domande. Nel cuore l’eco, ridondante. <strong>Nelle orecchie parole, vuote. Le tue.</strong></p>
<p><strong>Settimo piano</strong>, seduto al centro di una stanza senza arredo, c’è un amante abbandonato. Davanti a lui una sedia vuota. La guarda. <strong>4 minuti prima lei era lì,</strong> di fronte a lui. C’è ancora il suo profumo. <strong>Trattiene il respiro. Apnea.</strong> Sulle pareti foto di gruppo, foto da soli, lettere appese e ingiallite, <strong>pezzi di vite che si dividono</strong>. Scritte sui muri. Ognuna parla di lei, ognuna rivela un pezzo di lui. <strong>Finestra chiusa</strong>, effetto specchio, riflesso di un uomo. Sguardo fisso, sguardo disarmato, <strong>occhi lucidi</strong>. Lei è andata senza salutare. Senza spiegare. Senza capire. <strong>Lui è rimasto lì</strong>, senza capire, senza combattere, senza volere.</p>
<p><strong>Piano terra</strong>. Portone aperto. Strada deserta. Un uomo esce furtivamente, occhiali scuri per nascondere a se stesso gli occhi di un debole. <strong>Piano terra</strong>. Portone Aperto. Strada deserta. Un ragazzo esce correndo,fugge, prima che l’eco delle proprie bugie lo travolga. <strong>Primo piano</strong>. Scale in marmo. Rumore di passi. Una donna scende svogliatamente, non si volta mai, in mente un uomo, quello sbagliato.</p>
<p><strong>Piano terra</strong>. Portone chiuso. Per la strada tre persone fuggono nella stessa direzione. <strong>Hanno rinunciato all’amore</strong>.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://oknotizie.virgilio.it/Davidissimo/news"><span style="color:#ff0000;"><strong>VOTAMI SU OK NOTIZIE</strong></span><br />
<img title="oknotizie" src="http://davidissimo.files.wordpress.com/2009/10/oknotizie.gif?w=40&#038;h=40" alt="oknotizie" width="40" height="40" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mahjong]]></title>
<link>http://reflexovp.wordpress.com/2009/11/27/mahjong/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 17:25:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>viniciuspacheco</dc:creator>
<guid>http://reflexovp.wordpress.com/2009/11/27/mahjong/</guid>
<description><![CDATA[Mahjong. Esse joguinho de encontrar os pares de peças muito parecidas, valendo apenas quando a peça ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img alt="" src="http://flutuante.files.wordpress.com/2008/12/mahjong_tiles.jpg?w=380&#038;h=285" title="mahjong" class="aligncenter" width="380" height="285" /></p>
<p>Mahjong. Esse joguinho de encontrar os pares de peças muito parecidas, valendo apenas quando a peça está com seus lados livres, é totalmente viciante. Existe em versões para jogar sozinho e com 2 jogadores ( um contra o outro). A nossa sociedade ( lá vem eu com essa expressão&#8230;) é muito igual também. Segue um padrão universal, tanto de beleza quanto de comportamento. Alguns conseguem formar pares, mas apenas quando os dois pensam de maneiras iguais. Divergência é um fator que, praticamente, não permite a união de duas pessoas. Muitas vees limites nos impedem de nos unirmos, mas podemos ir pelas beiradas e conseguir inverter a situação.</p>
<p>Gente, a vida é o Mahjong!!!<br />
Clique aqui para jogá-la <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' />  : http://qplaygames.ojogos.com.br/games/mahjong.htm#content</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Metafore per sopravvivere]]></title>
<link>http://sicapisce.wordpress.com/2009/11/25/metafore-per-sopravvivere/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 06:00:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Samuel Zarbock</dc:creator>
<guid>http://sicapisce.wordpress.com/2009/11/25/metafore-per-sopravvivere/</guid>
<description><![CDATA[La mente umana tende a interpretare gli stimoli che riceve seguendo un modello: cercando di adattars]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La mente umana tende a interpretare gli stimoli che riceve seguendo un modello: cercando di adattarsi a determinate aspettative che sono già presenti in testa. Questo significa che, una volta ottenute <strong>informazioni incoerenti</strong>, il cervello cerca di completarle seguendo quegli <strong>schemi </strong>e quei modelli che gli stanno più a cuore (fuga dai predatori, ricerca di cibo, corteggiamento&#8230;).</p>
<p>Si chiama &#8220;<strong><em>priming effect</em></strong>&#8220;. In altre parole si tratta di individuare, nel mondo che ci circonda, un&#8217;associazione di causa-effetto (oppure una correlazione tra elementi) all&#8217;interno di una serie di dati non completi. In informatica questa cosa si chiama &#8220;<strong><em>pattern matching</em></strong>&#8220;.</p>
<p>Un&#8217;attività di questo tipo può portare a tre diverse conclusioni:</p>
<ul>
<li>il pattern c&#8217;era ed è stato riconosciuto</li>
<li>il pattern c&#8217;era e non è stato riconosciuto</li>
<li>il pattern non c&#8217;era ed è stato riconosciuto</li>
</ul>
<p>Nel primo caso l&#8217;attività di interpretazione ha dato il suo risultato positivo. Tutto bene: ho pensato ci fosse un gatto e l&#8217;ho effettivamente visto.</p>
<p>Nel caso in cui gli stimoli esterni non portano a nulla (non si riconosce una correlazione che invece esisteva) si parla di <strong>falso negativo</strong>. Ad esempio: un software antivirus che fallisce il riconoscimento di un nuovo virus.</p>
<p>Nel caso in cui si crede di riconoscere una correlazione là dove invece non c&#8217;è niente si parla di <strong>falso positivo</strong>. Nel linguaggio comune è il classico &#8220;falso allarme&#8221;.</p>
<p>E quest&#8217;ultimo è il caso che più spesso ha garantito la sopravvivenza ai nostri antenati. Perché se l&#8217;uomo crede che quelle foglie mosse dal vento siano un predatore, fugge. Compiendo talvolta un&#8217;azione inutile, è vero: ma se l&#8217;uomo avesse invece creduto che quel predatore fossero foglie mosse dal vento, non avrebbe reagito, rischiando la pelle. Da questa preferenza per i falsi positivi nasce la facilità umana a credere nelle <strong>superstizioni</strong>: meglio immaginare che due cose siano correlate e fuggirle, che mancare proprio quel pattern che ci avrebbe salvato la pelle.</p>
<p>La selezione naturale favorisce dunque chi fa un numero di associazioni causa-effetto sufficientemente alto da identificare quelle che sono essenziali per la sopravvivenza e la riproduzione. E se le altre sono sbagliate, pazienza. Avrà fatto un po&#8217; di fatica in più.</p>
<p>La tendenza al <strong>falso positivo</strong> (lo ricordo: riconoscere un evento là dove non c&#8217;è nulla) è anche un fenomeno che interessa i linguisti: se uno scrittore accosta tra di loro due parole a caso, i lettori maggiormente propensi a credere che lo scrittore stia comunicando qualche cosa cercheranno di individuare in quelle due parole un senso &#8220;altro&#8221;, i tasselli mancanti che permetteranno di completare l&#8217;informazione. E lo schema atteso, il modello, sarà stabilito interpolando tra di loro tutti i possibili significati (letterali e figurati) di quelle due parole.</p>
<p>Come dire: la <strong>metafora </strong>è nelle orecchie di chi ascolta.<br />
Oppure, detto meglio:</p>
<blockquote><p>&#8220;E&#8217; noto quanto vi sia di sconcertante nella prossimità degli estremi, o anche semplicemente nella vicinanza improvvisa delle cose senza rapporto; l&#8217;enumerazione che le fa cozzare le une contro le altre possiede in sè un potere d&#8217;incantesimo&#8221;<br />
(<a title="Voce di Wikipedia dedicata al filosofo Michel Foucault" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michel_Foucault" target="_blank">Michel Foucault</a>, &#8220;Le Parole e le Cose&#8221;)</p></blockquote>
<p>Poi, che sia chiaro: non è che la metafora mente. Semplicemente, non ti dice tutta la verità: anzi, ti chiede di trovare da te quel pezzetto che manca.<br />
Il che è una buona metafora del linguaggio nel suo complesso&#8230; <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>A chi è interessato all&#8217;argomento consiglio &#8220;<em>The Evolution of Superstitious and Superstition-like Behaviour</em>&#8220;, di Kevin R. Foster (Harvard University) e Hanna Kokko (biologa alla University of Helsinki)</p>
<p>Altri miei articoli sull&#8217;effetto che l&#8217;accostamento di due messaggi causa:<br />
- <a title="Articolo sull'effetto causato dall'accostamento casuale di un messaggio ad un'immagine" href="http://sicapisce.wordpress.com/2008/10/30/la-lingua-e-nelle-orecchie-di-chi-ascolta/" target="_self">http://sicapisce.wordpress.com/2008/10/30/la-lingua-e-nelle-orecchie-di-chi-ascolta/</a><br />
- <a title="Articolo sulle figure retoriche utilizzate negli slogan pubblicitari" href="http://sicapisce.wordpress.com/2009/10/07/le-figure-retoriche-in-pubblicita/" target="_self">http://sicapisce.wordpress.com/2009/10/07/le-figure-retoriche-in-pubblicita/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[renunt la viata]]></title>
<link>http://adriansahr.wordpress.com/2009/11/25/renunt-la-viata/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 23:28:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>adriansahr</dc:creator>
<guid>http://adriansahr.wordpress.com/2009/11/25/renunt-la-viata/</guid>
<description><![CDATA[am destule minute incluse si fac report cand vrea vointa muschiilor mei. hai, repeziti-va in metafor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[am destule minute incluse si fac report cand vrea vointa muschiilor mei. hai, repeziti-va in metafor]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alcuni link odierni]]></title>
<link>http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/11/23/alcuni-link-odierni/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:52:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>michelemerola</dc:creator>
<guid>http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/11/23/alcuni-link-odierni/</guid>
<description><![CDATA[Oggi ci sono alcune cose interessanti che in qualche modo hanno a che fare con la politica. Faccio u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://briciolecaotiche.wordpress.com/files/2009/11/web3.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2173" title="web3" src="http://briciolecaotiche.wordpress.com/files/2009/11/web3.jpg?w=150" alt="" width="150" height="112" /></a><span style="color:#0000ff;">Oggi ci sono alcune cose interessanti che in qualche modo hanno a che fare con la politica.<br />
Faccio un unico post generalista.<br />
<a href="http://civati.splinder.com/post/21747452#21747452">Pippo Civati sullo sfida a Formigoni</a>: mancano 5 mesi e non si conoscono né le alleanze, né tanto meno il candidato, né (figurarsi) il programma, né un’idea, né chi e come deciderà! Primarie…io la penso così…non abbiamo nulla da perdere: sai che bello far scegliere dai cittadini un bel candidato con un profilo (e un programma) alto e ben distinto dal nostro attuale governatore…ma temo non sarà così. (Ora <a href="http://www.wittgenstein.it/2009/11/23/prima-chiedere-per-favore/">anche su Wittgenstein</a>.)<br />
</span><span style="color:#0000ff;"> In occasione del ventennale della caduta del muro di Berlino,</span><span style="color:#0000ff;"> <a href="http://marcosimoni.wordpress.com/2009/11/22/le-paure-della-sinistra-europea-e-il-suo-declino-lunita-oggi/">Marco Simoni (blog Odisseo) racconta una bella storia di alcuni cervi</a>, tra la Germania Ovest e la Cecoslovacchia, che non hanno il “coraggio” di superare i vecchi confini e “<em>rimangono negli angusti spazi della guerra fredda, piuttosto che andare e scoprire gli spazi disponibili in quella che una volta era l’altra parte</em>”. I cervi, <span style="color:#0000ff;">secondo Marco Simoni, sono la metafora della sinistra europea</span><span style="color:#0000ff;">…</span></span><span style="color:#0000ff;"><br />
Il Giornale (sì Il Giornale…la mia migrazione a destra è ormai inesorabile…scherzo, che già ieri alcuni amici mi hanno chiesto se sto con Rutelli!) <a href="http://www.ilgiornale.it/spettacoli/current_tv_record_antiberlusconismo/21-11-2009/articolo-id=400714-page=0-comments=1">parla di Current TV</a>, la tv di Al Gore che è sbarcata in Italia un anno e mezzo fa (canale 130 su Sky). Il giornalista Paolo Bracalini forse vorrebbe parlarne male, ma in realtà ne fa un bel ritratto. A me <a href="http://current.com/">Current TV</a> piace, è molto ambientalista e si vedono cose che tutti gli altri rifiutano.<br />
Buona lettura!</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cubul lui Rubik]]></title>
<link>http://psihologiepractica.wordpress.com/2009/11/22/312/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 11:21:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>getatr</dc:creator>
<guid>http://psihologiepractica.wordpress.com/2009/11/22/312/</guid>
<description><![CDATA[M-am indragostit de cubul lui Rubik. Poate unii dintre voi va mai aduceti aminte cat de greu era de ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" src="http://psihologiepractica.wordpress.com/files/2009/11/480px-rubiks_cube-svg-e1258888654851.png" alt="cubul lui rubik" width="120" height="125" /> M-am indragostit de <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rubik%27s_Cube" target="_blank">cubul lui Rubik</a>.  Poate unii dintre voi va mai aduceti aminte cat de greu era de cumparat un astfel de cub. Ieri l-am luat cu 3 lei dintr-un magazin. Si vreau sa invat sa il fac. De ce m-am indragostit acum, de acest cub?</p>
<p>Imi place sa folosesc cubul pe post de metafora. Ca si terapeut consider ca ai de lucrat cu mintea omului ca fel ca si cum ai lucra cu cubul. Incerci mai multe abordari pana a o gasi pe cea potrivita pentru omul din fata ta. Unii fac cubul foarte repede, altii au nevoie de luni. Asa e si in terapie, unele probleme ti le rezolvi mai repede, altele dureaza chiar si ani. Prin incercare si esec, rezolv cubul. La fel si persoana care vrea sa se schimbe, incearca noua schimbare, mai esuaza, iar incearca si in final reuseste.</p>
<p>Ce obtin in final? Satifactia de a face cubul. Satisfactia de a vedea ca oamnenii din jurul meu sunt fericiti.</p>
<p>Tu cand te-ai jucat ultima oara cu cubul lui Rubik? Ce ai vrea sa schimbi la tine ca sa ai o viata mai implinita?</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/_p29zPmIJjE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/_p29zPmIJjE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Igualdad]]></title>
<link>http://jvillalba.wordpress.com/2009/11/22/igualdad/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 08:00:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>jvillalba</dc:creator>
<guid>http://jvillalba.wordpress.com/2009/11/22/igualdad/</guid>
<description><![CDATA[Ni mujeres ni hombres, personas. &#8211; Le debo este vídeo a una amiga y compañera. Gracias, Cris_ ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ni mujeres ni hombres, personas. &#8211; Le debo este vídeo a una amiga y compañera. Gracias, Cris_ ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Metafora tarzie]]></title>
<link>http://theshapeoflife.wordpress.com/2009/11/21/metafora-tarzie/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 23:00:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>theshapeoflife</dc:creator>
<guid>http://theshapeoflife.wordpress.com/2009/11/21/metafora-tarzie/</guid>
<description><![CDATA[Ti s-a intamplat sa privesti cerul; e noapte si e tarziu. Aceleasi stele sa fi aparut si ieri? Dar t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ti s-a intamplat sa privesti cerul; e noapte si e tarziu. Aceleasi stele sa fi aparut si ieri? Dar t]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CORPO E MENTE: UMA LINGUAGEM UNIFICADA]]></title>
<link>http://oshumanos.wordpress.com/2009/11/19/corpo-e-mente-uma-linguagem-unificada-2/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 03:37:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Yamashita Ricardo</dc:creator>
<guid>http://oshumanos.wordpress.com/2009/11/19/corpo-e-mente-uma-linguagem-unificada-2/</guid>
<description><![CDATA[Olá, colegas. Estou disponibilizando o artigo na íntegra cujo título e introdução já foram publicado]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://oshumanos.wordpress.com/files/2009/11/as-dificuldades-teoricas-presentes-na-dualidade-entre-corpo-e-mente1.jpg"><img src="http://oshumanos.wordpress.com/files/2009/11/as-dificuldades-teoricas-presentes-na-dualidade-entre-corpo-e-mente1.jpg?w=300" alt="" title="AS-DIFICULDADES-TEORICAS-PRESENTES-NA-DUALIDADE-ENTRE-CORPO-E-MENTE[1]" width="300" height="280" class="alignleft size-medium wp-image-74" /></a></p>
<p>Olá, colegas.<br />
Estou disponibilizando o artigo na íntegra cujo título e introdução já foram publicados aqui no blog: Corpo e mente: uma linguagem unificada. Com isso, pretendo expôr a teoria da metáfora conceptual e a abordagem interacionista da cognição. Espero que gostem.</p>
<p>PREFÁCIO</p>
<p>Este trabalho, baseado nos pressupostos teóricos da Lingüística Sociocognitiva, tem como objetivo explicitar as relações entre corpo e mente que dizem respeito à linguagem do ser humano. Através da leitura de renomados autores que trabalham com essa abordagem teórica, procuro considerar alguns aspectos que possibilitam a comunicação verbal do ser humano, demonstrando o quanto fatores corporais e cognitivos estão relacionados com a produção e a compreensão da linguagem. A mente, por muito tempo, foi vista como algo desemparelhado do corpo. Seguindo essa visão, alguns modelos teóricos no interior da Lingüística defendem que a mente tem uma estrutura especifica, e inata, a partir da qual a linguagem seria desenvolvida. A gramática gerativa proposta por Chomsky talvez seja o modelo mais conhecido que segue esse pressuposto. Essa e muitas outras teorias, que abrangem campos como psicolingüística, neurolingüística, objetivismo, behaviorismo, etc., vão tratar de maneira bem própria a relação corpo e mente. </p>
<p>O objetivo principal aqui não é desmerecer as demais teorias existentes e já consagradas no campo da Lingüística, mas sim procurar explanar uma abordagem que vem ganhando espaço, desde meados da segunda metade do século XX, e se consolidando no interior dos estudos da linguagem: a Lingüística Sociocognitiva. O enfoque proposto por essa abordagem articula fatores cognitivos, culturais, sociais, contextuais, dentre outros, no estudo da linguagem. Meu intuito, obviamente, não é abordar o vasto campo da ciência cognitiva, mas de forma bem específica considerar o quanto a linguagem pode ser compreendida a partir desse enfoque. </p>
<p>Existe, e vale salientar, uma diferença marcante entre a perspectiva cognitivista clássica e a perspectiva sociocognitivista aqui considerada. A abordagem clássica vai desconsiderar os aspectos sociais da linguagem, por compreender que esses aspectos, embora relacionados à linguagem, não interferem na teoria de uma forma geral, como veremos a seguir.</p>
<p>Em suma, este trabalho tem como base conceitos e pressupostos que dialogam com diferentes áreas do conhecimento, procurando expor as preocupações da teoria sociocognitiva, que, certamente, consolida-se cada vez mais como um dos marcos paradigmático no interior dos estudos lingüísticos. </p>
<p>1.	INTRODUÇÃO </p>
<p>Conforme visto anteriormente, a abordagem cognitivista se encontra em ampla expansão dentro do campo da Lingüística e seus fundamentos são extremamente vastos, visto que a cognição é um estudo que acabou por incorporar autores das mais variadas origens teóricas e campos de atuação. Certamente, ainda há um leque de possibilidades dentro dessa área, que pode tomar rumos ainda inimagináveis. Entretanto, existem alguns fundamentos já consolidados pela abordagem e que consistem de grande relevância para a análise dos fenômenos lingüísticos.</p>
<p>A abordagem cognitiva partiu da investigação de pesquisadores que, procurando estudar o raciocínio lógico, mostraram ser possível cientificamente o estudo dos processos inteligentes. Desde os antigos filósofos, a lógica e o modo racional de se pensar foram temas freqüentes de estudos, fazendo parte da doutrina de inúmeras pesquisas. A partir do início do século XX, os cognitivistas passam a oferecer um embasamento científico para tais estudos. Com o advento desse campo científico, algumas perguntas se fizeram presentes e até hoje motivam debates e controvérsias: como a mente funciona? Existem módulos mentais para determinadas funções, ou a mente trabalha em bloco, como uma unidade? Temos conceitos inatos de linguagem? Aprendemos com a experiência? Essas e outras questões giram em torno do tema aqui proposto.</p>
<p>Tradicionalmente, e de forma bastante objetiva, é possível se dizer que existem dois caminhos distintos para abordar a linguagem: um que prioriza o contexto extralingüístico (sociedade, cultura, história, ideologia, etc.), e outro que prioriza aspectos internos relativos aos processos mentais. O grande desafio dos cognitivistas atuais é exatamente mostrar que a mente e o contexto, interpretado também através do corpo, trazem o conceito de linguagem de uma forma unívoca.</p>
<p>Para que possamos melhor compreender essas duas perspectivas, será descrita, primeiramente, uma visão da abordagem clássica do cognitivismo. Em seguida, alguns conceitos que permitem compreender a articulação entre mente e corpo na construção da linguagem.</p>
<p>2.	A COGNIÇÃO CLÁSSICA</p>
<p>A teoria cognitiva clássica se alicerça na compreensão de que a mente humana está organizada de maneira modular, separando, de um lado, os processos individuais, mentais, e, de outro, os processos sociais, os fenômenos relacionados às experiências externas, que ocorrem em nossa volta. Essa compreensão encontra respaldo nas idéias defendidas pelo filósofo RENÉ DESCARTES, no século XVII, e é criticada atualmente por alguns autores, principalmente por sustentar que a mente, embora ligada ao corpo, não tem relação perceptiva nenhuma com ele; as percepções do corpo seriam “desconsideráveis” pela mente.</p>
<p>Inicialmente, os estudos cognitivos tiveram como alvo o estudo das formas inteligentes de pensar e de agir, advindo, daí, a busca pela criação de uma inteligência artificial. Pode-se associar, ainda, a criação do computador com os estudos cognitivos datados de 1940, que, naquela época, receberam a denominação de “estudos cibernéticos”. Foram criadas diversas máquinas que tinham por objetivo traduzir da forma mais fiel possível a mente humana. Esses estudos foram levados em conta por diversas áreas, e na lingüística não foi diferente. Conforme MUSSALIN E BENTES (2003), a idéia de estudar os processos mentais sem levar em conta aspectos da exterioridade social foi, e ainda é, fator determinante nesse viés da Lingüística Cognitiva.  </p>
<p>Através da reprodução da inteligência artificial, os pesquisadores buscavam a compreensão de como isso acontece no ser humano. Mas foi justamente aí que o projeto fracassou, pois a reprodução de comportamentos inteligentes não traduzia o modo como isso acontece no ser humano. Tomando o exemplo do enxadrista russo Kasparov; sabemos que ele jogou xadrez contra um computador capaz de calcular um sem número de jogadas para poder vencer seu adversário. Ou seja, o raciocínio do computador se dá através de cálculos matemáticos e decisivos, que se baseiam numa pré-absorção do compreendimento de símbolos. Não existe aí nenhum raciocínio parecido com o do humano, pelo contrário, o que existe é uma leitura matemática das possibilidades de se jogar da melhor forma possível. E não parece ser assim que funciona a mente humana. A mente humana, diante da necessidade de tomadas de decisão, não está a todo o momento pensando em termos de representações da realidade organizadas por uma ordem lógica, matemática.<br />
Os cognitivistas clássicos afirmam ainda que a mente está dividida por módulos, e que cada módulo é responsável por uma determinada função. </p>
<p>Ao que parece, o tratamento que a abordagem clássica dá à cognição humana, separando, de um lado, os processos tidos como exclusivamente mentais, e, de outro, questões consideradas puramente “externas” (tais como corpo, contexto, sociedade, etc.), acaba suscitando mais problemas que soluções para as questões relacionadas ao processamento e a compreensão de linguagem. A abordagem sociocognitiva procura romper com essa forma estanque de se trabalhar com o tema.</p>
<p>3.	O SOCIOCOGNITIVISMO</p>
<p>Diferente da abordagem cognitiva clássica, que busca compreender os processos da mente de forma separada do que acontece fora dela, o sociocognitivismo afirma que, para que se possam entender os processos a partir dos quais a mente se torna participativa na produção e na compreensão dos fenômenos de linguagem, faz-se necessário analisar o ambiente em que se vive e toda base cultural resultante das experiências vivenciadas no decorrer da vida dos indivíduos.  </p>
<p>Segundo CLARK (1992), os conhecimentos adquiridos por cada indivíduo partem de três fontes: (i) da comunidade da qual as pessoas fazem parte, (ii) de “versão pública do mundo”, também relacionada à determinada comunidade, (iii) da cultura e da experiência compartilhada pelos membros da referida comunidade. Para o mesmo CLARK (1996), a língua é um tipo de “ação conjunta” de onde pode se depreender todos os aspectos contextuais, sócio-culturais, etc. Para exemplificar esse trabalho conjunto, o autor cita a tarefa de dois pianistas executando um dueto. As ações são realizadas de acordo com os conhecimentos prévios de ambos, o que resulta em uma unidade no som. O mesmo ocorre quando existe uma partida de futebol, por exemplo. Neste jogo, existe uma ação conjunta que busca uma finalidade em comum, no caso, a vitória. Em alguns casos, essa finalidade pode não se apresentar de uma forma muito clara, como em um bate-papo entre dois amigos, por exemplo. Mas mesmo nesses casos também existe uma intenção que é detectada conjuntamente, como, por exemplo, a de se divertir, de se jogar conversa “para o ar”, etc.</p>
<p>As ações conjuntas acima citadas são o resultado de diversas ações conjuntas mais simples, que resultam na ação principal. Sendo assim, pode-se concluir que tais atividades intersubjetivas, por levarem em conta aspectos relativos à exterioridade cultural, tornam-se também ação social. Conseqüentemente, podemos compreender o fato de que existe, em uma ação conjunta no interior da cultura onde se vive, uma forte interação entre mente e corpo. As “interpretações do mundo” vêm até o cérebro através de nossas experiências e, sobretudo, a parir das experiências detectadas pelo corpo. Portanto, as interações com o meio são limitadas fisicamente. Retomando o conceito de Clark de que a língua é um tipo de ação conjunta, chega-se também à conclusão de que, para essa ação ser conjunta, é necessário que exista um objetivo específico.  Jamais se chega à realização de uma partida de futebol, como no exemplo já mencionado, sem a linguagem. O consenso com o horário e com as regras do jogo, por exemplo, resulta de conceitos pré-estabelecidos e consensualizados por determinada comunidade. Por isso, vale salientar novamente a visão de Clark em relação às diferentes concepções que as comunidades constroem a respeito de tal assunto, relacionadas a determinadas culturas.</p>
<p>Outro ponto importante dentro do estudo sociocognitivo é o tratamento que é dado ao discurso e à materialidade textual da linguagem. A construção do sentido do texto traz aspectos cognitivos que mostram o conhecimento de mundo da pessoa que cria esse texto. Embora este trabalho não tenha como prioridade o tratamento de questões relacionadas à produção/compreensão textual, sabe-se que esse é um campo que envolve diversas áreas, tanto da Psicologia Cognitiva como da Lingüística Textual. </p>
<p>Concluindo, a sociocognição visa mostrar um modelo cognitivo que se baseia no conceito de que a compreensão se deve através da interação homem-sociedade, levando-se em conta, dentre outros, aspectos individuais, cognitivos e socioculturais.</p>
<p>4.	A LINGUAGEM E A METÁFORA</p>
<p>Diferentemente do que é proposto por inúmeros autores e lingüistas, LAKOFF e JOHNSON (1979) apresentam uma visão muito particular acerca das construções metafóricas, gerando polêmicas inclusive no interior dos estudos cognitivos. A metáfora vem sendo costumeiramente traduzida em nossas conversas como “algo” que representa &#8220;outro algo&#8221; de uma forma figurada, como no exemplo &#8220;estou cheio&#8221;. Essa metáfora, que se acredita seja compreendida por todos, tem a intenção de traduzir o fato de que a pessoa que disse essa frase esteja “bem alimentada”, “cansada” e, dependendo do contexto, até mesmo muito &#8220;atarefada&#8221;. O fato de fazermos essa leitura da metáfora mostra exatamente que ela ultrapassa o campo da estrutura, ou seja, ela não está ali somente para caracterizar um sentido &#8220;figurado&#8221; da frase, mas também para explicitar que a mente associa o mundo que vivemos com a forma de demonstrarmos isso, tanto no pensamento como na fala. E é exatamente partindo desse pressuposto que Lakoff e Johnson alicerçam sua obra. Os conceitos que temos armazenados na mente não se baseiam somente na questão cognitivo-mental, mas mostram clara associação com as questões já apresentadas neste trabalho: o meio em que vivemos, a cultura adquirida, a forma subjetiva e individual de cada ser humano, etc.  </p>
<p>Esses conceitos mostram que a linguagem humana traduz as experiências que vivenciamos no decorrer de nossas vidas. Pensando dessa forma, torna-se improdutivo trabalhar com a dicotomia proposta por SAUSSURE (1916), a fala é individual e subjetiva e a língua seria um instrumento social uniforme. Porém, esse mesmo ser que profere a fala individual profere a língua também, não se tratando de dois seres distintos e nem parece ser o caso de atitudes &#8220;cognitivas&#8221; diferenciadas para cada caso. Resumindo, para Lakoff e Johnson, a metáfora seria necessária para a compreensão humana.<br />
_______________________________________________________________________<br />
1. Vale ressaltar que a obra de Saussure se tratou de uma obra póstuma, idealizada por seus alunos, o que vem a mostrar uma visão tomada por &#8220;sua&#8221; na obra.</p>
<p> Lakoff e Johnson falam também sobre o sistema conceptual. Esse sistema seria definitivo para a forma como absorvemos e compreendemos o mundo ao nosso redor. Para os autores, trata-se de um sistema que &#8220;estrutura o que percebemos, a maneira como nos comportamos no mundo e o modo como nos relacionamos com outras pessoas”. De acordo com esse raciocínio, pode-se concluir que a linguagem humana ultrapassa o campo da estrutura e da semântica para ser, também, uma forma de ação. Na frase &#8220;Não consigo ganhar em uma discussão com Paulo.&#8221; O ato (ação) de ganhar vem a traduzir na linguagem que Paulo sempre se sobressai em uma diferenciação de idéias com a referida pessoa. A partir daí, chega-se a um dos pontos defendidos por Lakoff e Johnson de que a metáfora não se baseia em conceitos aleatórios para traduzir linguagem e mundo, mas sim em conceitos cognitivamente organizados. Dessa forma, ficou caracterizado dentro do exemplo dado, o conceito de que DISCUSSÃO É GUERRA. Vejamos outros exemplos: &#8220;Ele derrubou todos meus argumentos&#8221;, &#8220;Não encontrei defesa para sua tese&#8221;, etc. Assim sendo, para Lakoff e Johnson, o sistema conceptual do ser humano elabora conceitos &#8220;abstratos&#8221; a partir de conceitos “concretos”, mais diretamente relacionados à experiência “cotidiana” que vivenciamos.</p>
<p>Outro exemplo que podemos destacar seria no campo sentimental. Na frase &#8220;O amor é uma dor&#8221;, vemos o &#8220;amor&#8221;, sentimento, sendo conceitualizado a partir de uma experiência física, no caso a dor, algo que sentimos fisicamente. Pode-se, então, observar a mente e o corpo agindo juntos para que se consiga extrair o sentido dessa oração. A experienciação corpórea, bem como cultural e social, agem na mente de uma forma que fica perceptível através da linguagem explicitada.</p>
<p>Ainda destacando outros aspectos do estudo, percebemos também que a mente procura associar a linguagem com o mundo através de categorizações. Vejamos o exemplo &#8220;casa&#8221;. Da perspectiva estritamente gramatical, trata-se de um substantivo. Porém, quando considerado a partir dos seus diferentes efeitos de sentido, observamos, por exemplo, que a casa, para um pai de família, pode significar o lar, para um sem-teto que vive em um abrigo, pode significar um lugar onde se vive com outros companheiros financiados pela sociedade, para uma pessoa que vive em uma metrópole, pode significar segurança. Enfim, o que se pretende concluir desse exemplo é o fato de que a mente foi amplamente &#8220;influenciada&#8221; pela exterioridade sócio-histórico-cultural para elaborar uma categorização de determinada coisa, construindo um sentido da mesma. Embora se tratando do mesmo objeto, no caso a casa, as categorizações de cada pessoa para essa mesma referência têm &#8220;protótipos&#8221; diferentes, de acordo com aquilo que essa pessoa vivencia ou vivenciou no mundo. </p>
<p>POSFÁCIO</p>
<p>Os estudos cognitivos apresentados mostram o grande viés que a teoria vem tomando. Embora de uma forma bem resumida, penso ter deixado neste trabalho os principais aspectos de discordância entre a abordagem cognitivista clássica e a perspectiva sociocognitivista, além de reafirmar a idéia de que a mente e o corpo não podem ser vistos como dois pontos dissociados nas atividades de produção e compreensão de linguagem. O corpo vem a ser o nosso elo com o mundo, trazendo-nos até a mente a forma como interpretaremos esse mundo, dentro de nossas próprias limitações (físicas, cognitivas, dentre outras). Acredito que a separação de ambos não trará uma contribuição mais aprofundada no que diz respeito às diversas questões relacionadas à linguagem. Ficam então em aberto as perspectivas e a dimensão que esse estudo irá tomar, cabendo ao próprio homem dar o próximo passo.</p>
<p>Referências Bibliográficas </p>
<p>CLARK, H. Arenas of language use. Chicago: University of Chicago Press, 1992.<br />
_______. Using language. Cambridge: Cambridge University Press, 1996.</p>
<p>LAKOFF, G., JOHSON, MARK. Metáforas da Vida Cotidiana. Tradução de Mara Sophia Zanotto. Campinas: Educ, 2002.</p>
<p>MUSSALIM, F. &#38; BENTES, A. C. (orgs.). Introdução à lingüística 2: domínios e fronteiras.  São Paulo: Cortez, 2003.</p>
<p>SAUSSURE, F. de. Curso de Lingüística geral. 2. ed. Tradução: Antônio Chelini et al. São Paulo: Cultrix, 1970 (Título original, 1916).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Gatto"]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/17/gatto/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 15:06:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
<guid>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/17/gatto/</guid>
<description><![CDATA[Oggi è la giornata del gatto nero; voglio pubblicare questo racconto scritto da una persona detenuta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Oggi è la giornata del gatto nero; voglio pubblicare questo racconto scritto da una persona detenuta]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Karl.Marc.John.]]></title>
<link>http://sabthaglam.wordpress.com/2009/11/13/karl-marc-john/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 14:17:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>sabrinna</dc:creator>
<guid>http://sabthaglam.wordpress.com/2009/11/13/karl-marc-john/</guid>
<description><![CDATA[Acum ceva vreme am scris un articol intitulat Chloe , pentru ca m-a inspirat o rochie vazuta intr-un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Acum ceva vreme am scris un articol intitulat <a href="http://sabthaglam.wordpress.com/2009/10/02/chloe/">Chloe</a> , pentru ca m-a inspirat o rochie vazuta intr-un magazin. Numai ca rochia accea frumoasa a fost doar o metafora pentru viata pe care mi-o doresc, pentru cel care imi va schimba universul. Vladuts a inteles asta,  si a comparat sentimentul asta, vital pentru mine, cu Football Manager-ul lui.</p>
<p>Multi insa mi-au reprosat ca ma las orbita de un simplu material stralucitor, ca nu poti sa ridici o textila la rang de arta.</p>
<p>Si atunci va intreb: Cine e John Galliano ? Un simplu croitor?</p>
<p>Marc Jacobs &#8211; un gay cu o obsesie ciudata pentru kilturi?</p>
<p>Karl Lagerfeld &#8211; un batranel care nu zambeste?</p>
<p>Ei sunt oamenii care imi creeaza mie zambetul, care scriu in fiecare zi un pic de istorie pe paginile aurite ale ultimului numar din Vogue, care ma fac pe mine sa am mai multa incredere in mine, atunci cand ma ia de brat Ladybag-ul meu.</p>
<p>Pentru mine, sunt niste genii pentru ca munca lor de zi cu zi ma transforma in fiecare dimineata, din tipa aia care vrea sa mai doarma in cea care stie ca arata genial azi! Si pentru cei care n-au stiut nici de aceasta data sa citesca printre randuri, nu ma refer la brandul care te imbraca, pentru ca trust me, si geanta aia pe care tocmai ti-ai luat-o din Obor a plecat de la una din ideile lor, sau daca nu a fost ideea  acestor 3 designeri, a fost a altora ca ei..</p>
<p>Morals: inainte sa iti pierzi timpul judecand/blamand industria modei pentru &#8220;superficialitatea&#8221; ei, gandeste-te cu ce esti tu mai bun decat o industrie care functioneaza de sute de ani? Esti mai bun decat oamenii care au gandit chilotii pe care ii porti acum?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Idei Libere]]></title>
<link>http://amintiridininconstient.wordpress.com/2009/11/13/idei-libere/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 22:20:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Claudiu Balan</dc:creator>
<guid>http://amintiridininconstient.wordpress.com/2009/11/13/idei-libere/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-171" title="Idei Imprastiate" src="http://amintiridininconstient.wordpress.com/files/2009/11/idei-imprastiate.jpg" alt="Idei Imprastiate" width="510" height="382" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Reverente vizuale]]></title>
<link>http://andibob.wordpress.com/2009/11/12/reverente-vizuale/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 09:48:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andi</dc:creator>
<guid>http://andibob.wordpress.com/2009/11/12/reverente-vizuale/</guid>
<description><![CDATA[Pentru incepatori sau pasionati de blog care doresc sa isi dezvolte calitatile scriitoricesti, incep]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Pentru incepatori sau pasionati de blog care doresc sa isi dezvolte calitatile scriitoricesti, incep]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Jiwa Yang Terabai]]></title>
<link>http://devieriana.wordpress.com/2009/11/12/jiwa-yang-terabai/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 01:00:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>devieriana</dc:creator>
<guid>http://devieriana.wordpress.com/2009/11/12/jiwa-yang-terabai/</guid>
<description><![CDATA[  Berdiri dia dalam diam di sudut sebuah persimpangan.. Jalanan didepannya terpecah dalam satuan kil]]></description>
<content:encoded><![CDATA[  Berdiri dia dalam diam di sudut sebuah persimpangan.. Jalanan didepannya terpecah dalam satuan kil]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Untuk Bulat Duniamu..]]></title>
<link>http://devieriana.wordpress.com/2009/11/11/untuk-bulat-duniamu/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 17:05:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>devieriana</dc:creator>
<guid>http://devieriana.wordpress.com/2009/11/11/untuk-bulat-duniamu/</guid>
<description><![CDATA[  Kau bilang duniamu itu bulat, persis seperti bola yang mudah menggelinding kesana kemari. Aku bila]]></description>
<content:encoded><![CDATA[  Kau bilang duniamu itu bulat, persis seperti bola yang mudah menggelinding kesana kemari. Aku bila]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[S T U D E R A]]></title>
<link>http://nubbly.wordpress.com/2009/11/09/s-t-u-d-e-r-a/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 23:21:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>nubbly</dc:creator>
<guid>http://nubbly.wordpress.com/2009/11/09/s-t-u-d-e-r-a/</guid>
<description><![CDATA[Jag ska söka en utbildning till hösten 2010. Helt galet att jag hittat en jag faktiskt vill gå. Men,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Jag ska söka en utbildning till hösten 2010. Helt galet att jag hittat en jag faktiskt vill gå. Men, det vill jag, mer än nåt annat!</p>
<p style="text-align:center;">Kursen heter &#8220;The international workshop&#8221; och finns på en skola som heter Metáfora i Barcelona. Alla lektioner är på engelska. I kursen kan man även välja till &#8220;Art therapy&#8221;, vilket jag vill göra om jag kommer in. Kursen är 1 år och de tar bara in ca 30 elever per år till den. Den är Csn-berättigad av Sverige, men det finns ändå en avgift på 60 000 för hela året + 10 000 kr för att reservera en plats om man får en och vill ha den. Dyrt. Men pengar är en världslig sak!</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Fan vad jag vill komma in. Damn</strong></p>
<p style="text-align:center;">Nubbly.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Jan Grzegorczyk na Targach Książki w Krakowie]]></title>
<link>http://gornapolka.wordpress.com/2009/11/09/jan-grzegorczyk-na-targach-ksiazki-w-krakowie/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 19:37:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>tomaszalbecki</dc:creator>
<guid>http://gornapolka.wordpress.com/2009/11/09/jan-grzegorczyk-na-targach-ksiazki-w-krakowie/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/1hhUUU_N1BI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/1hhUUU_N1BI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Siamo tutti ranocchie per loro....Ma si sbagliano!]]></title>
<link>http://beppegrillotaranto.wordpress.com/2009/11/09/siamo-tutti-ranocchie-per-loro-ma-si-sbagliano/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 19:22:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>letaizia</dc:creator>
<guid>http://beppegrillotaranto.wordpress.com/2009/11/09/siamo-tutti-ranocchie-per-loro-ma-si-sbagliano/</guid>
<description><![CDATA[Ecco a voi una metafora che spiega bene come hanno fatto a rendere di questa città il loro territori]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-605" title="ranocchia" src="http://beppegrillotaranto.wordpress.com/files/2009/11/ranocchia.jpg" alt="ranocchia" width="170" height="128" /></p>
<p>Ecco a voi una metafora che spiega bene come hanno fatto a rendere di questa città il loro territorio di conquista&#8230;<br />
Sono riusciti ad ingannarci somministrandoci il veleno poco alla volta fino a ucciderci sia a livello di salute che di forza di volontà. Se avessero cercato di fare lo stesso ma in poco tempo ci saremmo ribellati e non lo avremmo permesso&#8230;Hanno fatto un bel giochetto ma non ci sono riusciti del tutto.<br />
NOI ABBIAMO ANCORA LA FORZA DI COMBATTERE E FARE IL POSSIBILE PERCHE&#8217; ANCHE GLI ALTRI RIESCANO AD USCIRE DALL&#8217;ENORME CALDERONE ASSASSINO NEL QUALE CI HANNO MESSI TUTTI! SPEGNEREMO LA FIAMMA SOTTO QUEL CALDERONE! E IL NOSTRO SALUTARE COLPO DI ZAMPE SARA&#8217; IL REFERENDUM!</p>
<p>Grazie a Peppe per la segnalazione di questa istruttiva presentazione&#8230;.Che fà davvero riflettere&#8230;</p>
<p><!-- SlideShare error: doc is missing or has illegal characters /[^-_a-zA-Z0-9]/ --></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La leva politica della classe '75]]></title>
<link>http://pdobama.wordpress.com/2009/11/08/la-leva-politica-della-classe-75/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 22:54:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>redazionepdobama</dc:creator>
<guid>http://pdobama.wordpress.com/2009/11/08/la-leva-politica-della-classe-75/</guid>
<description><![CDATA[Pippo Civati si ritaglia un posto da numero 10, sulla trequarti sinistra: Il mio posto è in quella p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/mGW_VSBnKJA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/mGW_VSBnKJA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Pippo Civati si ritaglia un posto da numero 10, sulla trequarti sinistra:</p>
<blockquote><p>Il mio posto è in quella posizione, da sempre: la fascia, quella sinistra, sulla tre quarti. Un po&#8217; di passaggi e, quando si riesce, qualche pallone buono, qualche <em>assist</em>. Il campionato democratico, del resto, è appena iniziato. E anche se il campo è stato un po&#8217; pesante, finora ci siamo divertiti. Perché siamo una squadra di persone («di persona, personalmente») che viene dai campetti dell&#8217;Italia periferica. E lì è già tornata, a recuperar palloni. Un consiglio sempre utile è quello di non affezionarsi troppo alla palla, darla via &#8220;di prima&#8221;, velocemente, con precisione. Questo è quello che vorremmo fare. Da sinistra, verso la porta (ma senza &#8216;accentrarci&#8217; più del dovuto), se ne saremo capaci.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Johannes ja äiti]]></title>
<link>http://freepathways.wordpress.com/2009/11/08/johannes/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 13:31:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>freepathways</dc:creator>
<guid>http://freepathways.wordpress.com/2009/11/08/johannes/</guid>
<description><![CDATA[Kaukaisina aikoina eli varakkaassa ja kunnioitetussa perheessä poika nimeltä Johannes. Johanneksen o]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Kaukaisina aikoina eli varakkaassa ja kunnioitetussa perheessä poika nimeltä Johannes.</p>
<p>Johanneksen ollessa vasta koulupoika hän tutustui vaeltavaan munkkiin, joka kierteli maailmaa evankeliumia julistaen omistamatta itse mitään. Johannes tapasi munkin koulunsa pihalla ja kuunteli tarkkaan hänen opetustaan. Pieni Johannes ajatteli, ettei mikään muu ole niin tärkeää kuin omistautuminen omalta puoleltaan köyhänä Jumalan evankeliumin levittämiseen. Johannes pyysi, että hän pääsisi munkin mukaan elämään kristityn elämää, yksin armosta, palvelemalla muita. Munkki näki lapsen katseessa aitoa kutsumusta ja lupasi joskus palata hakemaan häntä, jos hän vielä olisi samaa mieltä. <img class="alignright size-full wp-image-2712" title="Bible 2 P" src="http://freepathways.wordpress.com/files/2009/11/bible-2-p.jpg" alt="Bible 2 P" width="233" height="255" /></p>
<p>Myöhemmin illalla Johannes pyysi vanhemmiltaan Raamattua. Vanhemmat teettivät pojalleen kauniin Raamatun, joka oli koristeltu kullalla ja  jalokivillä. Johannes alkoi lukea joka päivä pyhää kirjaa ja odotti munkin palaavan.</p>
<p>Vuosien kuluttua Johanneksen odotus päättyi. Vaeltava munkki saapui ja Johannes karkasi munkin mukaan. Vanhemmat etsivät poikaansa kauan ja surivat syvästi hänen katoamistaan. Vuosien odottelun jälkeen he vakuuttuivat siitä, että Johannes oli ryöstetty ja ehkä murhattu.</p>
<p>Vaeltaja vei Johanneksen luostariin oppimaan lisää palvelemisesta ja Raamatusta. Johannes palveli luostarissa kuusi vuotta. Johannesta kuitenkin kalvoi koti-ikävä ja huono omatunto siitä, että hän oli lähtenyt sanomatta vanhemmilleen hyvästejä. Luostarin johtaja huolestui ja lähetti hänet lopulta takaisin kotiin selvittämään asiat heidän kanssaan. <img class="alignright size-full wp-image-2713" title="Rauhanyhdistys Espoo M" src="http://freepathways.wordpress.com/files/2009/11/rauhanyhdistys-espoo-m.jpg" alt="Rauhanyhdistys Espoo M" width="282" height="176" /></p>
<p>Johannes saapui kotikaupunkiinsa. Tänä aikana kotitaloa oli kohennettu ja laajennettu entistä komeammaksi. Portti oli kiinni, sillä oli jo myöhä. Johannes vietti yön kotinsa portilla rukoillen Jumalalta voimaa vastustaa rikkauden kiusauksia.</p>
<p>Kun aamu koitti, talonmies löysi Johanneksen portilta. Kuusi vuotta luostarissa olivat muuttaneet hänen ulkomuotonsa tunnistamattomaksi. Talonmies luuli Johannesta kerjäläiseksi ja ryhtyi hätistelemään häntä pois.</p>
<p>“Älä aja minua pois”, pyysi Johannes. Talonmiehen tuli silloin sääli kurjaa poikaa ja hän antoi tämän jäädä rappusille. Pian Johanneksen vanhemmat astuivat ovesta. He kulkivat poikansa ohi välinpitämättöminä, tunnistamatta ja edes katsomatta häntä. Heidän mentyään Johannes itki kauan, mutta päätti olla edelleen ilmaisematta itseään. Hän päätti elää kerjäläisenä oman kotinsa kynnyksellä.</p>
<p>Oman poikansa menettäminen oli tehnyt Johanneksen isästä hyväsydämisen ja nöyrän ihmisen. Hän alkoi sääliä talonsa edustalla majailevaa kerjäläistä ja antoi tälle usein runsaita almuja. Jopa niin paljon, että Johannes jakoi siitä toisillekin köyhille, tyytyen itse vain välttämättömään.</p>
<p>Johanneksen äidistä sen sijaan oli tullut katkera ja kovasydäminen ihminen. Hän inhosi talonsa portille asettunutta sairaalloista, haisevaa kurjaa nuorukaista. Äiti käski kylmästi talonmiestä ajamaan hänet heti pois. Myötätuntoinen talonmies ei kuitenkaan tohtinut ajaa kerjäläistä tiehensä, vaan rakensi tälle pienen vaatimattoman kojun jossa poika sai levät yöllä suojassa.</p>
<p>Johannes asui talonmiehen rakentamassa kojussa kuusi vuotta. Päivä toisensa jälkeen hän näki silmiensä edessä kaiken sen loiston, rikkauden ja puuhakkaan keskinäisen seurapiirin, jossa hänen vanhempansa ystävineen elivät.  Hän tiesi, että se kaikki voisi olla jokapäiväistä elämää hänellekin. Häneltä ei siellä puuttuisi ulkonaisesti mitään. Siitä huolimatta hän eli mieluummin puutteessa ja kurjuudessa, äitinsä halveksimana ja oudoksi leimaamana.</p>
<p>Eräänä yönä Johannes näki unessa enkelin. Enkeli kertoi, että kolmen päivän perästä Johannes otetaan tästä elämästä. Aamulla Johannes pyysi talonmiestä kertomaan emännälleen, että kojun kerjäläinen tahtoisi tavata hänet. Talonmies vei terveiset, mutta emäntä ei ottanut talonmiehen viestiä kuuleviin korviinsakaan.</p>
<p>Sitkeän taivuttelun jälkeen rikas Äiti-rouva kuitenkin astui kerjäläisen kojuun. Taivaan kutsun saanut nuorukainen kertoi äidilleen kuolevansa seuraavana päivänä ja pyysi, että saisi tulla haudatuksi talon portin luo kojuunsa. Sitten Johannes kertoi naiselle, että tahtoi antaa hänelle lahjan. Johannes ojensi äidilleen Raamatun.</p>
<p>Äiti tunnisti kirjan samaksi, jonka oli itse yli kymmenen vuotta sitten teettänyt kadonneelle pojalleen. “Tämä on poikamme Johanneksen Raamattu”, hän sanoi vihaisena. “Kerro heti, mistä sait tämän kirjan!” “Sinulta äiti”, sanoi Johannes vaitonaisesti. Silloin äidin silmät aukenivat ja hän tunnisti vihaamassaan kerjäläisessä oman poikansa. Seuraavana päivänä Johannes kuoli pois.</p>
<h3>Käänteinen tuhlaajapoikakertomus</h3>
<p>Tämä on käänteinen tuhlaajapoikakertomus. Poika lähtee kotoaan, mutta ei tuhlaamaan elämäänsä pinnallisissa nautinnoissa, vaan voidakseen uskoa syntinsä anteeksi, löytääkseen evankeliumin, löytääkseen taivaallisen Isänsä.  Hän jätti kasvuvuosiensa yhteisön.</p>
<p>Johannes oli elänyt rauhanyhdistyksen miellyttävien puuhien, selkeiden normien ja sisäisen keskinäisen arvostuksen keskellä. Hänellä oli ystäviä ja hyödyllisiä verkostoja siionissa. Hän tiesi hyvin, että tuo kaikki voi olla hänen koko elämän ajan. Mutta hänen omatuntonsa ei voinutkaan hyvin, sillä hän oli lukenut Raamattua. Pyhän Hengen ääni alkoi muistuttaa, että se mitä hänelle oli opetettu, ei ollutkaan Raamatun mukaista. Lähtemiselle ei ollut vaihtoehtoja, vaikka ratkaisulla  oli ajallisesti kallis hinta.</p>
<p>Elettyään jonkin aikaa kaukana poissa, erillään vl-yhteisöstä, hän tunsi että on edelleen sydämessään kiintynyt läheisin ihmisiin heihin. Hän tunsi lisäksi hengellistä vastuuta heistä ja kaipasi sitä että asioista voitaisiin kunnolla ja suoraan keskustella.</p>
<p>Tuntemattomana ihminen voi tarkkailla läheisiään, omaa herätysliikettään, uudella tavalla. Hän voi nähdä suoremmin sen sydämeen. Johannes olisi milloin vain voinut paljastaa henkilöllisyytensä ja olisi päässyt takaisin siihen samaan vauraaseen siionin sosiaaliseen elämään.</p>
<p>Mutta toisin kuin tuhlaajapojan tapauksessa, kodin ovet eivät avaudukaan hänelle. Johannes näki yhteisönsä todelliset arvostukset. Ne paljastuvat suhtautumisessa kaikkein hyljekstyimpään ja köyhimpään. Ulossuljettuun.</p>
<p>Taivaallisen Isän kodin ovi oli avautunut hänelle omakohtaisesti yksin armosta, mutta maallisessa kodissa, rauhanyhdistyksessä, oli tapahtunut jotakin sellaista, minkä tähden Johannes ei voinut sinne mennä. Tarjoamalla Raamattua äidilleen hän osoitti, missä on liikkeen vaikein kipukohta. Opillisessa  harhassa.</p>
<p>Mutta oliko jo liian myöhäistä?</p>
<p>Maalliset kotimme ovat hetken majoja.</p>
<p>(Aleksi)</p>
<p>*     *     *<img class="alignright size-full wp-image-2717" title="Heinimäki Pieni mmies" src="http://freepathways.wordpress.com/files/2009/11/heinimaki-pieni-mmies.jpg" alt="Heinimäki Pieni mmies" width="128" height="197" /></p>
<p>Johanneksen tarina on alkuaan julkaistu <strong>Jaakko Heinimäen</strong> kirjassa <em>Pieni mies jalustalla. Kertomuksia pyhimyksistä ja sankareista.</em> Like, 1994</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Soco no estômago]]></title>
<link>http://christianrocha.wordpress.com/2009/11/07/soco-no-estomago/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 17:55:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Christian</dc:creator>
<guid>http://christianrocha.wordpress.com/2009/11/07/soco-no-estomago/</guid>
<description><![CDATA[O que você esperava? Uma crítica de cinema? A resenha de um livro? Uma metáfora?]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://img20.imageshack.us/img20/6157/punchr.jpg" alt="soco estômago" /></p>
<p>O que você esperava? Uma crítica de cinema? A resenha de um livro? Uma metáfora?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[tuburi]]></title>
<link>http://calatorru.wordpress.com/2009/11/07/tuburi/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 16:15:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>calatorru</dc:creator>
<guid>http://calatorru.wordpress.com/2009/11/07/tuburi/</guid>
<description><![CDATA[din tuburi, multe tuburi ne e făcută carnea şi-s ochii nişte goluri umplute de privire când picuri c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p><span style="color:#000000;">din tuburi, multe tuburi ne e făcută carnea </span></p>
<p><span style="color:#000000;">şi-s ochii nişte goluri umplute de privire</span></p>
<p><span style="color:#000000;">când picuri cînd şuvoaie ni se prelinge starea</span></p>
<p><span style="color:#000000;">şi sufletul ne suflă în delire</span></p>
<p><span style="color:#000000;"></p>
<p></span></p>
<p><span style="color:#000000;">&#8230; pla, pla, pleosc, pic&#8230;</span></p>
<p><span style="color:#000000;">ce nai sub anotimpuri pe-o margine de buză</span></p>
<p><span style="color:#000000;">oftează şi suspină şi respiră</span></p>
<p><span style="color:#000000;">în carnea care toată-i numa tuburi</span></p>
<p><span style="color:#000000;">pentru idee, pentru sânge, pentru fire</p>
<p></span></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
