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	<title>micorrize &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/micorrize/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "micorrize"</description>
	<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 05:06:14 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Deliri al volo]]></title>
<link>http://ortodicarta.wordpress.com/2009/05/27/deliri-al-volo/</link>
<pubDate>Wed, 27 May 2009 21:25:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nicola</dc:creator>
<guid>http://ortodicarta.wordpress.com/2009/05/27/deliri-al-volo/</guid>
<description><![CDATA[Siete ancora qua a leggere&#8230; basta! Via! Via! Che c&#8217;è un mondo che si muove! Per dire]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Siete ancora qua a leggere&#8230; basta! Via! Via! Che c&#8217;è un mondo che si muove!<br />
Per dire&#8230; &#8220;<a href="http://www.informatoreagrario.it/ita/Riviste/Vitincam/09vc06/sommario_num.asp">Vita in Campagna</a>&#8220;, la rivista per &#8220;il campagnolo di ritorno&#8221; s&#8217;è finalmente resa  conto di avere un pubblico leggermente più eterogeneo di quello che supponeva (ne andrà a discapito dei trattorini tosaerba e degli ultimi modelli di &#8220;gator&#8221; per potare rumorosamente?) e sul numero di questo mese pubblica un lungo articolo sul progetto <a href="http://www.sunseed.org.uk/">Sunseed </a>(da cui ho tratto il <a href="http://ortodicarta.wordpress.com/fai-da-te-inoculo-micorrize/">fai da te sulle micorrize</a>).<br />
Ci avevano già provato con un&#8217;articolo sulle consociazioni ma m&#8217;ero sganasciato dal ridere a vedere la faccia di G. mentre lo leggeva&#8230; </p>
<p>Cambiando assolutamente tono e spessore. <a href="http://meristemi.wordpress.com/">Meristemi </a>sta pubblicando alcuni dei migliori post che abbia letto ultimamente su <a href="http://meristemi.wordpress.com/2009/05/20/biodiversiche/">biodiversità </a>e <a href="http://meristemi.wordpress.com/2009/05/27/anche-i-marziani-sono-verdi/#comment-2924">specie aliene </a>(marziani verdi e ailanto compresi)&#8230; prendetevi il tempo di leggere anche i commenti. Non so quando capiterà di nuovo un confronto pubblico tra il Dott. M. e <a href="http://www.marcovalussi.it/">Silphion</a>&#8230; da mettersi in un angolino in silenzio&#8230;</p>
<p>Il mio babbo, che agisce dietro le quinte e non si palesa, mi passa un <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/ambiente/hrubrica.asp?ID_blog=51">articolo </a>su <a href="http://www.seedhunter.com/ken-street.html">Ken Street il &#8220;cacciatore di semi</a>&#8221; (lasciate perdere l&#8217;aspetto più folkloristico alla Indiana Jones&#8230; quello serve a tirar su i soldi per un <a href="http://www.icarda.org/">progetto interessante.</a>..)</p>
<p>Intanto, dopo le lunghe attese di un collegamento a 56K, sono finalmente riuscito a vedere la conferenza di <a href="http://www.boingboing.net/2009/02/05/ted2009-louise-fresc.html">Louise Fresco ai TEDtalks</a> (via <a href="http://agro.biodiver.se/2009/02/nibbles-wolf-conservation-agriculture-odi/">Agricultural Biodiversity Weblog</a>).<br />
La presentazione e geniale e lei è molto brava anche se non condivido un granchè la tesi di fondo. Da salvare, comunque, l&#8217;abbattimento del mito un po&#8217; radical chic e facilone del &#8220;<em>o che bella la vita rurale di un tempo&#8230;</em>&#8221; (in cui, per gusto della contraddizione&#8230; credo ciecamente&#8230; un po&#8217; come al medioevo di LeGoff&#8230;)</p>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bio-Hacking !]]></title>
<link>http://ortodicarta.wordpress.com/2009/05/09/bio-hacking/</link>
<pubDate>Sat, 09 May 2009 12:29:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nicola</dc:creator>
<guid>http://ortodicarta.wordpress.com/2009/05/09/bio-hacking/</guid>
<description><![CDATA[C’è da fare, c’è da fare… cantava il vate. Vago tra l’orto ed il giardino in preda alle prime canico]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>C’è da fare, c’è da fare… cantava il vate.<br />
Vago tra l’orto ed il giardino in preda alle prime canicole umide della bassa alluvionale.<br />
L’aria inizia a farsi pesante e le piantine ad inorgoglirsi dell’essere sopravvissute un giorno in più all’attacco delle lumache… intanto io monto, smonto, costruisco e sperimento…</p>
<p>Mi piacerebbe anche muovermi ma obbiettivamente il periodo non è il più adatto per mille motivi quindi mi vedrò costretto a declinare l’invito di <a href="http://reginazabo.noblogs.org/post/2009/05/02/permacultura-il-paradiso-nel-mio-orto">Reginazabo </a>per andare al “<a href="http://doityourtrash.noblogs.org/">Do It Your Trash 2009</a>”.<br />
Un po’ mi spiace. Anche perché <a href="http://reginazabo.noblogs.org">RZ </a>ha in animo di organizzare un laboratorio sull’idroponia semplificata ed il vertical gardening urbano, insomma, “robetta”!!</p>
<p>In ogni caso mi do disponibile da subito per il prossimo anno. Non mi spiacerebbe affatto portare un po’ di esperimenti sul Bio-Hacking! Cosa intendo per Bio-Hacking?<br />
Avete presente quando sui cataloghi di giardinaggio vi propongono pozioni miracolose per micorrizzare le piante? O quando vi vendono nematodi ammazza lumache? Ecco, tendenzialmente quelli sono prodotti “registrati”, a marchio.<br />
Non posso discuterne l’efficacia perché non li ho mai utilizzati ma mi sono sempre posto la domanda “perché dovrei comprarmi qualcosa che è presente in natura gratuitamente?” e poi, chi mi garantisce che quel ceppo di micorrize o quei bacilli miracolosi si adattino alla mia situazione pedo-climatica e non schiattino dopo un paio di settimane?</p>
<p>Avevo già inserito un manuale per autoprodursi le micorrize… ma secondo me si può andare anche un po’ oltre, soprattutto se non si dispone di un terreno naturalmente sano ma di un ex campo di mais o una ex vigna dove, il ripristino ad uno stato di natura, può richiedere molti anni o interventi mirati ad accelerarne il processo.<br />
Capirai. Chiedere al mio orto di essere “naturale” è un po’ come chiedere ad un veterano del Vietnam reduce da 20 anni di prigionia di fare da balia a 30 bambini della materna.</p>
<p>Tra i vari “intrugli” miracolosi tempo fa presero piede gli <a href="http://www.embio.it/catalog_1/download/artikel/aam.pdf">EM – Microrganismi Efficaci</a> del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Teruo_Higa">dott. Teruo Higa </a>.<br />
Di nuovo&#8230; non ho la più pallida idea <a href="http://ileia.leisa.info/index.php?url=show-blob-html.tpl&#38;p[o_id]=209100&#38;p[a_id]=211&#38;p[a_seq]=1">se funzionino o meno</a>. Non li ho mai usati e non posso mettere in dubbio che il miscuglio di ceppi di batteri e funghi messi insieme da Higa siano una vera bomba&#8230; sarei curioso di scoprirlo&#8230; come fare? Me li faccio (almeno quelli da utilizzare sulle piante&#8230;)<br />
Pare che la tecnica utilizzata da Hinga sia lo sviluppo scientifico-imprenditoriale di una tecnica tradizionale del sud-est asiatico sviluppata e diffusa alegramente e gratuitamente da <a href="http://www.rodaleinstitute.org/20040401/Hamilton">Gil A. Carandang</a> (allievo, tra l&#8217;altro, del già più volte citato <a href="http://www.context.org/ICLIB/IC42/Jeavons.htm">John Jeavons</a>).<br />
Magari è una boiata&#8230; ma se uno se lo può fare in casa a costo zero&#8230;</p>
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<p>Chiedo scusa&#8230; avevo l&#8217;idea di tradurre i testi&#8230; ma sono veramente un po&#8217; preso. Magari poi, in un secondo momento. Se qualcosa non è chiaro potete sempre provare a chiedere!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pianificare la sostenibilità]]></title>
<link>http://meristemi.wordpress.com/2009/03/03/pianificare-la-sostenibilita/</link>
<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 17:10:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meristemi</dc:creator>
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<description><![CDATA[La storia della foresta in ricostruzione a Samboja Lestari in Indonesia e del suo deus-ex-machina Wi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La storia della foresta in ricostruzione a Samboja Lestari in Indonesia e del suo deus-ex-machina Wi]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[diario di campagna n°202]]></title>
<link>http://ortodicarta.wordpress.com/2008/10/28/diario-di-campagna-n%c2%b0202/</link>
<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 21:58:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nicola</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sta arrivando il freddo, cala dalle valli del canavese per venire a sedersi nel cortile del Mulino. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sta arrivando il freddo, cala dalle valli del canavese per venire a sedersi nel cortile del Mulino.<br />
L’orto si sta addormentando.<br />
I pioppi, reduci dalle tempeste estive, gli stanno rimboccando una spessa trapunta di foglie per la gioia dei lombrichi che si rimpinzano prima di affondare negli strati più profondi del terreno.<br />
Questa situazione di torpore permette di sistemare lo sgabellino [vedi <a href="http://verduredistagione.splinder.com/post/18833852/La+panchina+nell%27orto">funtanin</a>] da orto tra le sue spire e guardarlo mentre lentamente si ferma. Si ferma? Non so, non mi fido… ho una strana sensazione…</p>
<p>Cerco conferma.<br />
Il freddo mi da un ottimo alibi per dedicarmi ad un pessimo hobby: caduta libera nel web.<br />
E, come spesso accade, ci casco sopra quasi per caso. E una cosa difficile da spiegare la “caduta libera nel web”, ha qualcosa a che fare con <a href="http://tecalibri.altervista.org/G/GIBSON_aidoru.htm">AIDORU di Gibson</a> e con l’essere stati la generazione che ha assistito, passo a passo, alla nascita del bombardamento dei mass media.</p>
<blockquote><p>“Aveva il bernoccolo per le impalcature di dati, e un deficit di concentrazione clinicamente documentato che lui riusciva a trasformare, date certe condizioni, in uno stato di iperfocalizzazione patologica.”</p></blockquote>
<p> Aidoru, William Gibson (non il meglio che abbia scritto)</p>
<p>In ogni caso. Guardo il suolo dell’orto, penetro lo strato di foglie, di piante morte, di paglia, sono nella terra. Accendo il pc, passo la hompage, link, sottopagina, riferimento… funghi, reti di ife, micorrize…</p>
<p>Da un articolo del <a href="http://www.thesunmagazine.org/issues/386/going_underground?page=1">Sun </a>di febbraio.<br />
<a href="www.derrickjensen.org">Derrick Jensen</a> intervista una vecchia conoscenza, per chi passa spesso da queste parti, Paul Stamets l’artefice di <a href="www.fungi.com">Fungi Perfecti</a>.  </p>
<blockquote><p>“Dall’alba dei tempi, i miceli hanno svolto un ruolo ecologico fondamentale: nutrire gli ecosistemi, ripararli e, a volte, favorirne la creazione. I filamenti estremamente sottili delle ife fungine assorbono i nutrienti dal terreno e li scambiano con le radici delle piante ottenendo parte dell’energia che producono attraverso la fotosintesi. Nessuna comunità di piante sarebbe in grado di vivere senza i miceli. Sono stato a lungo un abitante ed un difensore delle foreste, ma Stamets mi ha aiutato ha comprendere che avevo mal interpretato la mia casa. Credevo che una foresta fosse fatta di alberi, adesso so che le fondamenta scendono verso il basso, verso i funghi.”</p>
<p>“Leggendo Mycelium Running: ho iniziato a considerare la possibilità che i funghi sappiano qualcosa che noi ignoriamo. Stamets è convinto, non solo, che abbiano la capacità di proteggere l’ambiente ma che dispongano anche dell’intelligenza per farlo. La sua teoria prende spunto dalla capacità dei miceli di trasmettere informazioni attraverso la complessa rete di filamenti grazie a neurotrasmettitori simili a quelli presenti nel nostro cervello: la stessa chimica che permette anoi di pensare. Studi recenti suggeriscono che gli esseri umani siano più collegati ai funghi che non alle piante.”</p>
<p>“Stamets: …L’organismo più vasto al mondo è un “tappeto” di micelio nell’Oregon orientale che copre una superficie di 8.900 m² ed ha circa 2000 anni. La sua tecnica di sopravvivenza è per molti versi misteriosa. Gli esseri umani hanno cinque o sei strati di pelle per difendersi dalle infezioni, i miceli hanno pareti di una cellula. Com’è possibile che questa enorme rete, continuamente sotto attacco da parte di centinaia di migliaia di batteri affamati, sia protetta da una pellicola di una sola cellula? Sono convinto che sia grazie alla costante comunicazione biochimica tra il micelio e l’ecosistema a cui appartiene.”</p>
<p>“Stamets: …Credo che questi “tappeti” siano reti neurologiche. Sono senzienti, presenti ed altamente evoluti. Hanno stomaci estroflessi in grado di produrre enzimi e acidi in grado di digerire i nutrienti esterni al micelio e quindi assorbire i componenti utili per nutrirsi. Mentre camminate in un bosco spezzate un ramo sotto le vostre scarpe, il micelio si solleva, si spinge verso l’alto per catturare il più velocemente possibile i nutrienti appena resi disponibili. Sostengo che abbiano “polmoni” in quanto assorbono ossigeno e esalano anidride carbonica, come noi. Dico che sono senzienti perché in grado di produrre composti farmacologici capaci di attivare ricettori nei nostri neuroni…”</p>
<p>“Stamets: …un gruppo di studio inglese ha pubblicato una ricerca sull’ “architettura” del micelio – com’è organizzato. La ricerca focalizza l’attenzione sui punti nodali di intersezione, i punti di scambio che permettono al micelio di scegliere percorsi alternativi e continuare a svilupparsi in caso di infezioni o rotture. Non esiste un punto specifico della rete che, danneggiato, possa portare la struttura al collasso. Questi punti nodali, secondo lo studio, si conformano perfettamente all’algoritmo che gli scienziati informatici hanno sviluppato per ottimizzare internet. O meglio, internet si conforma perfettamente all’algoritmo del micelio visto che il micelio è arrivato prima.”</p></blockquote>
<p>Sono seduto su uno sgabellino nel bel mezzo di un’estesa internet organica! <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/VALIS">Valis </a>[Vast Active Living Intelligence System] sotto i miei piedi!!<br />
(con buona pace di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/James_Lovelock">Lovelock </a>che continua a non convincermi…)</p>
<p>Tutta sta pappardella ed in fin dei conti mi sto solo crogiolando per l’ottimo aspetto del terriccio dell’orto ottenuto senza fatica!</p>
<p>AGGIORNAMENTO: ci potete credere?! Ho trovato un&#8217;articolo su Stamets in italiano. <a href="http://www.genitronsviluppo.com/2008/05/28/come-i-funghi-salveranno-il-mondo-scoprire-la-micologia-da-paul-stamets-out-sider-del-mondo-accademico-cosi-le-caratteristiche-le-proprieta-e-limportanza-dei-funghi-per-la-natura-e-forse-per-l/">QUI</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[diario di campagna n°139]]></title>
<link>http://ortodicarta.wordpress.com/2008/07/29/diario-di-campagna-n%c2%b0139/</link>
<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 16:29:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nicola</dc:creator>
<guid>http://ortodicarta.wordpress.com/2008/07/29/diario-di-campagna-n%c2%b0139/</guid>
<description><![CDATA[Questo post di qualche giorno fa è stato pubblicato nel bel mezzo di una discussione interminabile t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Questo <a href="http://meristemi.wordpress.com/2008/07/25/la-fitochimica-olistica/">post </a>di qualche giorno fa è stato pubblicato nel bel mezzo di una discussione interminabile tra il mio emisfero destro ed il mio emisfero sinistro sulla definizione del termine: “olistico”. (Anche se l’argomento non è strettamente inerente, le dinamiche hanno a che fare con pratiche “riduzioniste” ed “olistiche”…). Ho incassato il colpo e ho fatto finta di niente.<br />
Oggi, una <a href="http://filidipaglia.blogspot.com/2008/07/cartoline.html">cartolina </a>inaspettata, ha risvegliato i due emisferi dal loro torpore citando <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arrakis_(Dune)">Frank Herbert</a>. I due si guardano in cagnesco ed armati di questo articolo “<a href="http://www.google.it/url?sa=t&#38;ct=res&#38;cd=1&#38;url=http%3A%2F%2Fronnyparkerson.com%2FDunePaper.pdf&#38;ei=EUOPSO_0D4_M0gXFzOm0Cw&#38;usg=AFQjCNF_Yu_y4gpv8NebX-t0I-OyFwlBTQ&#38;sig2=t1KcFwZ_8y3z3m7-t926RQ">Semantics, General Semantics, and Ecology in Frank Herbert’s Dune</a>” ricominciano a far casino.</p>
<p>Esco. Fa il solito caldo appiccicoso, aggravato da quattro gocce di pioggia cadute la notte scorsa.<br />
Armato dell’implume fantolino di tre anni che mi segue ovunque, divoro la lunga striscia di polvere e sassi che divide casa nostra da quella della nostra geronto-vicina. La santa vecchina è stata scelta come mio doppelganger “cattivo” sulle tecniche di orticultura e gestione del suolo.<br />
Spero di riuscire a fare chiarezza, forte anche dell’ennesima lettura approfondita di “<a href="http://www.amazon.com/Towards-Holistic-Agriculture-Scientific-Approach/dp/0080342116">Towards holistic agricolture: a scientific approach” di R. W. Widdowson.</a></p>
<blockquote><p>
Io – Ciao! Senti, ma tu che definizione daresti al termine Olistico?</p>
<p>Lei – Fricchettone!</p>
<p>Io – Si, capisco. Effettivamente è un termine che è stato un po’ abusato da certa New-Age. Ma, allora, come definiresti un tipo di approccio alla coltivazione che non prenda in considerazione lo sviluppo della pianta come processo a sé ma lo inserisse in un contesto più ampio, multi-disciplinare?</p>
<p>Lei – Da fricchettoni!</p>
<p>Io – Ma non sto parlando di energie esoteriche o forze spirituali (quantomeno non in prima istanza). Io mi riferisco ad un metodo che integri botanica, pedologia, agronomia, chimica, fisica, biologia…</p>
<p>Lei – Fricchettone, lo sapevo che volevi fare l’oroscopo ai miei peperoni!</p>
<p>Io – Ma no! Io sto parlando di tenere in conto tutti i processi che determinano la fertilità dell’orto.</p>
<p>Lei – IO determino la fertilità dell’orto. Lavorandolo, non come te… fricchettone!</p>
<p>Io – Questa è un’ottica un po’ “riduzionista”… Il tuo lavoro determina la produttività dell’orto, non la fertilità. Capiamoci: la fertilità di un terreno può determinarne la produttività (naturale) ma non è detto che possa avvenire l’inverso. Un terreno produttivo può essere tecnicamente considerato “non fertile” in quanto dipendente da concimazioni (organiche e non). Questo accade perché le concimazioni in molti casi distruggono i processi bio-chimici determinanti la fertilità (CSC, ciclo ossigeno-etilene, micorrize…). Tant’è che buona parte del territorio europeo viene considerato tecnicamente “deserto” dal punto di vista della fertilità naturale e potrebbe esserlo se si smettesse di botto di coltivarlo.</p>
<p>Lei – “Riduzionati” la barba fricchettone…
</p></blockquote>
<p>Perso il controllo della situazione riprendo la polverosa via di casa prima che venga seriamente messa a rischio la mia autorità paterna agli occhi del pargolo. Posso usare il termine olistico intendendo interdisciplinare senza dover per forza scomodare i Veda? Forse se mi rimetto una cravatta quando dico ‘ste cose… e poi, oggi, la barba me l’ero anche fatta… mica è comodo andare nell’orto con le scarpette buone e la camicia inamidata… forse la montatura degli occhiali o il taglio dei capelli…</p>
<p><strong>Riferimenti</strong>:<br />
Wallwork, J.A. (1975) The distribution and diversity of soil fauna.<br />
Emerson, W.W. (1959) The structure of soil crumbs. J. Soil Sci., 10, 235-44.<br />
Daft, M.J. and Nicolson, T.H. (1966) New Phytol., 65, 343.<br />
Nicolson, T.H. (1976) Utilisation of phosphorus sources of different availability by mycorrizal and non mycorrizal maize. Pl. Soil, 28(3), 329-34.<br />
Nutman, P.S. (1965) Symbiotic nitrogen fixation. In: Soil Nitrogen (eds Bartholomew and Clark), Ch. 10. American Society of Agronomy Madison U.S.A.<br />
Smith, A.M. (1977) Microbial interactions in soil and healty plant growth. Australian Plants, 9(73)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[i manuali del giovine autarchico n°3 (bis)]]></title>
<link>http://ortodicarta.wordpress.com/2008/06/24/i-manuali-del-giovine-autarchico-n%c2%b03-bis/</link>
<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 11:00:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nicola</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il coordinatore EPF di SunSeed.org (Lindsay) mi ha gentilmente dato il &#8220;via&#8221; per postare]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il coordinatore EPF di <a href="http://www.sunseed.org.uk/">SunSeed.org</a> (Lindsay) mi ha gentilmente dato il &#8220;via&#8221; per postare la traduzione del tutorial sull&#8217;autoproduzione dell&#8217;inoculo per le micorrize.<br />
Come per il biochar, gli è stata dedicata una <a href="http://ortodicarta.wordpress.com/fai-da-te-inoculo-micorrize/">pagina </a>(senza immagini), l&#8217;originale si può <a href="http://www.sunseed.org.uk/page.asp?p=167">trovare qui </a>.<br />
Se non volete leggervi la pagina potete scaricare il <a href="http://ortodicarta.wordpress.com/files/2008/06/inoculo-micorrize.pdf">PDF </a>(senza immagini e senza link&#8230; siamo spartani da queste parti&#8230;)</p>
<p>Grazie ancora a Lindsay! Thank you, Lindsay!</p>
<p>Ps.- ora non ho tempo per fare un pippone sull&#8217;importanza delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Micorriza">micorrize </a>e dei danni che si procurano &#8220;disturbando&#8221; il terreno&#8230; ma poi sono cose già dette&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[i manuali del giovine autarchico n°3]]></title>
<link>http://ortodicarta.wordpress.com/2008/06/19/i-manuali-del-giovine-autarchico-n%c2%b03/</link>
<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 23:41:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nicola</dc:creator>
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<description><![CDATA[Credo che ormai si sia capito (se visitate abitualmente questo spazio). Sono sempre più convinto che]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Credo che ormai si sia capito (se visitate abitualmente questo spazio). Sono sempre più convinto che, per dirla con <a href="http://patternliteracy.com/sustag.html">Toby Hemenwey</a>, agricoltura sostenibile sia un ossimoro. Al punto che incomincio a diffidare anche dei sistemi di coltivazione biologici.<br />
Leonardo da Vinci sosteneva che l&#8217;uomo sapesse più cose sulle stelle che giravano sulla sua capoccia che non di cosa succedesse realmente nel terreno che calpestava tutto il giorno. La situazione non è cambiata di molto.</p>
<p>Purtroppo, quando si parla di auto fertilità del suolo, di sistemi di coltivazione “sinergici” e “biomimetici” anche il piccolo ortolano casalingo pensa: “Fricchettoni, andate a ricongiungervi con Gaia madre terra da un’altra parte!” o, al meglio, ti guardano sorridendo e pensando che sei un innocuo perditempo.</p>
<p>Peccato che Fukuoka, prima di diventare un’idealizzazione da immaginario occidentale dello zen, fosse un microbiologo. E che esistano centinaia e centinaia di studi scientifici a riguardo.<br />
Io mi interesso a quelli (quantomeno ci provo). Gaia era solo una mia amica delle superiori. </p>
<p>Uno dei fattori determinanti per la fertilità del suolo sono le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Micorriza">micorrize</a>. Avete presente quando si parla di piante azotofissatrici… ecco, siamo da quelle parti. Le micorrizze sono funghi simbionti che, tra le altre cose, aumentano la capacità di assorbimento di nutrienti da parte delle piante (arrivando persino a soppiantare le radici stesse) e producono una glicoproteina fondamentale per la ritenzione idrica, di CO2 e dei suddetti nutrienti, oltre ad agire sulla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Capacit%C3%A0_di_scambio_cationico">capacità di scambio cationico</a> e la <a href="http://www.soilfoodweb.com/03_about_us/approach.html">soil foodweb</a> attraverso la creazione ed il mantenimento degli aggregati, la <a href="http://www.ars.usda.gov/is/AR/archive/sep02/soil0902.htm">glomalina</a>. (<a href="http://invam.caf.wvu.edu/methods/mycorrhizae/glomalin_brochure.pdf">Qui un PDF illustrativo</a>)</p>
<p>Provate ad indovinare cosa succede alle micorrizze e a tutto il resto quando la terra viene troppo movimentata o concimata in maniera non attentamente calcolata… fine di uno dei fattori fondamentali della fertilità del suolo. Questo succede ormai da anni su grande scala, ma anche su media e piccola, e anche nell’agricoltura biologica. Questo è anche uno dei motivi per cui, tecnicamente, buona parte dell’Europa è ormai considerabile un deserto dal punto di vista della fertilità. Se per far crescere un romolaccio dovete girare, addizionare letame, girare nuovamente… va da sé che non si può considerare fertile il terreno… è fertile entro i limiti in cui voi lo rendete tale, e la cosa mi sta bene per il deserto del Sahara, un po’ meno per la pianura padana…</p>
<p>Fatto il pippone.  <a href="http://www.sunseed.org.uk/page.asp?p=167">Qui la pagina web</a> su come autoprodursi un’inoculo di micorriza.</p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO</strong> ho ricevuto l&#8217;autorizzazione per la traduzione! A presto la pubblicazione&#8230; Grazie mille a Lindsay EPF Co-ordinator!</p>
<p>Comunque fate una cosa buona per il vostro orto: smettete di zapparlo e concimarlo e ricostruitene la fertilità naturale, starà meglio lui e starete meglio voi (sdraiati a prendere il sole nei pressi del boschetto di fragole)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Cercare le micorrize]]></title>
<link>http://gmlu.wordpress.com/2008/05/12/cercare-le-micorrize/</link>
<pubDate>Mon, 12 May 2008 19:09:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Benedetto</dc:creator>
<guid>http://gmlu.wordpress.com/2008/05/12/cercare-le-micorrize/</guid>
<description><![CDATA[Il metodo ideato da Beniamino Peyronel (1890-1975) per individuare le micorrize è piuttosto semplice]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.forestryimages.org/browse/detail.cfm?imgnum=3035047"> </a><a href="http://www.forestryimages.org/browse/detail.cfm?imgnum=3035047"> <img src="http://www.forestryimages.org/images/384x256/3035047.jpg" border="0" alt="ectomycorrhizae,    " width="318" height="212" align="right" /></a>Il metodo ideato da Beniamino Peyronel (1890-1975) per individuare le micorrize è piuttosto semplice. Consiste nel ricercarle in prossimità dei carpofori, tra le radici della pianta ospite, preferibilmente a contatto con grosse pietre piatte. Sollevando tali pietre è possibile vedere (con un po&#8217; di fortuna) gli apici radicali dai quali partono i cordoni miceliari diretti verso il carpoforo. In tal modo il professor Peyronel scoprì che numerose specie di funghi superiori sono simbionti di piante arboree.</p>
<p>Fonte: Meotto F (1996). Caractérisation des mycorhizes  sur le terrain. <em> La mycorhization des plantes forestières en milieu aride et semi-aride et la lutte contre la désertification dans le bassin méditerranéen.</em> CIHEAM-IAMZ. 147 p. (Cahiers Options Méditerranéennes ; v. 20).</p>
<p><a href="http://www.forestryimages.org/images/768x512/3035047.jpg"> </a></p>
<p>Foto: <a class="subheading" href="http://www.forestryimages.org/browse/autimages.cfm?aut=1">Robert L. Anderson</a>,  USDA Forest Service, Bugwood.org  <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/us/"> <img style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by/3.0/us/88x31.png" alt="Creative Commons License" /> </a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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