<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>migranti &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/migranti/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "migranti"</description>
	<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 00:21:57 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Dibattito]]></title>
<link>http://mastermediazione.wordpress.com/2010/07/31/dibattito/</link>
<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 14:17:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>mastermediazione</dc:creator>
<guid>http://mastermediazione.wordpress.com/2010/07/31/dibattito/</guid>
<description><![CDATA[Da oggi è aperto il dibattito sui servizi agli immigrati proposto durante le lezioni di Pier Paolo:]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mastermediazione.files.wordpress.com/2010/07/tazzina.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-255" title="tazzina" src="http://mastermediazione.files.wordpress.com/2010/07/tazzina.jpg?w=400&#038;h=293" alt="" width="400" height="293" /></a></p>
<p>Da oggi è aperto il dibattito sui servizi agli immigrati proposto durante le lezioni di Pier Paolo:</p>
<p>&#8220;Servizi unici e per tutti (immigrati e non) oppure servizi specifici per immigrati?&#8221;</p>
<p>So che appare leggermente brutale ma ognuno di noi dovrebbe entro il 5 settembre postare due commenti relativi alla suddetta questione&#8230;</p>
<p>Ciao</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Padania e la Nutella]]></title>
<link>http://politicaltv.wordpress.com/2010/06/19/la-padania-e-la-nutella/</link>
<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 15:04:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Matteo Vergani</dc:creator>
<guid>http://politicaltv.wordpress.com/2010/06/19/la-padania-e-la-nutella/</guid>
<description><![CDATA[I leghisti si danno da fare: dopotutto siamo sotto la luna di Pontida, che come recita il fantozzian]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>I leghisti si danno da fare: dopotutto siamo sotto la luna di Pontida, che come recita il fantozziano spot sul <a href="http://www.leganord.org/">sito della Lega</a> è il &#8220;sacro prato in terra bergamasca&#8221;. E si vede che questo evento li ispira particolarmente, perchè ogni giorno c&#8217;è del nuovo materiale per la nostra rubrica Padania&#8217;s Got Talent.</p>
<p>Questa volta non è un leader a essere l&#8217;oggetto della nostra attenzione, ma il giornale La Padania di venerdì 18 giugno 2010. Guardate qui sotto la prima pagina del quotidiano del Carroccio.</p>
<div id="attachment_258" class="wp-caption alignnone" style="width: 215px"><a href="http://politicaltv.files.wordpress.com/2010/06/20100618_nutella.jpg"><img class="size-medium wp-image-258" title="La Padania. 18 giugno 2010." src="http://politicaltv.files.wordpress.com/2010/06/20100618_nutella.jpg?w=205&#038;h=300" alt="" width="205" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La Padania. 18 giugno 2010.</p></div>
<p>Ora, io non pretendo che tutti i giornali debbano essere uguali. Tuttavia credo che sia di buon senso esigere che un quotidiano &#8220;informi&#8221; su quello che accade nel mondo. Che lo racconti, anche a modo suo.</p>
<p>Gli altri quotidiani il 18 giugno 2010 hanno pubblicato diverse notizie:</p>
<p>- <a href="http://www.difesa.it/Sala+Stampa/Rassegna+stampa+On-Line/PdfNavigator.htm?DateFrom=18-06-2010&#38;pdfIndex=0">Il Corriere</a> ha aperto con la notizia della condanna di De Gennaro per i fatti diGenova 2001;</p>
<p>- <a href="http://www.difesa.it/Sala+Stampa/Rassegna+stampa+On-Line/PdfNavigator.htm?DateFrom=18-06-2010&#38;pdfIndex=1">La Repubblica</a> con il ddl di Tremonti che vuole modificare l&#8217;art.41 della Costituzione;</p>
<p>- <a href="http://www.difesa.it/Sala+Stampa/Rassegna+stampa+On-Line/PdfNavigator.htm?DateFrom=18-06-2010&#38;pdfIndex=2">La Stampa</a> con De Gennaro e il &#8220;sì&#8221; dell&#8217;Ue sulla tassa sulle Banche;</p>
<p>&#8230; e via dicendo.</p>
<p>La Padania invece no. In prima pagina pubblica &#8220;Lega garazia di buon governo&#8221; e una fotonotizia altrettanto grande con &#8220;giù le mani dalla nutella&#8221;. E ovviamente, in fondo pagina, una bella pubblicità negativa contro gli immigrati: &#8220;uno straniero su 4 lavora in nero&#8221;. Non si dice che questi stranieri in nero lavorano per gli imprenditori leghisti del bergamasco e del bresciano. E che sono questi ultimi a guadagnare di più dal lavoro in nero. Non si parla di nulla che potrebbe mettere in luce le difficoltà del governo. No. Pensiamo a quanto è buona la Nutella, che è meglio.</p>
<p>Ogni volta che penso ai leghisti, resto basito. Ma davvero qualcuno ancora pensa che la Lega sia un partito serio?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[un po' workshop, un po' focus group per scoprire la costituzione italiana]]></title>
<link>http://sarabigazzi.wordpress.com/2010/06/18/un-po-workshop-un-po-focus-group-per-scoprire-la-costituzione-italiana/</link>
<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 20:42:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>sarabigazzi</dc:creator>
<guid>http://sarabigazzi.wordpress.com/2010/06/18/un-po-workshop-un-po-focus-group-per-scoprire-la-costituzione-italiana/</guid>
<description><![CDATA[Per il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Per il <a href="http://www.museodiffusotorino.it/default.aspx">Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà</a> <strong>ho progettato e condotto 3 workshop</strong> con un gruppo di migranti per il <strong>progetto &#8220;Diffondere la Costituzione&#8221;.</strong></p>
<p><strong></strong><a href="http://sarabigazzi.files.wordpress.com/2011/09/immagine-pubblicazione1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-166" title="diffondere la comunicazione sara bigazzi" src="http://sarabigazzi.files.wordpress.com/2011/09/immagine-pubblicazione1.jpg?w=150&#038;h=210" alt="" width="150" height="210" /></a>Obiettivo dei workshop quello di sviscerare il tema della costituzione italiana in comparazione alle costituzioni di altri paesi, per raccogliere spunti e stimoli capaci di orientare la progettazione e l&#8217;allestimento di una nuova area museale all&#8217;interno del percorso del Museo Diffuso. Una pubblicazione racconta i risultati dei workshop: è disponibile presso il Museo Diffuso.</p>
<p>&#160;</p>
<p><strong>Consiglio a tutti di visitare il museo</strong>: un viaggio multimediale ed esperienziale nella memoria della città di Torino, durante gli anni della guerra e della resistenza. Davvero bello.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Verona, immigrati e stereotipi]]></title>
<link>http://giovannacosenza.wordpress.com/2010/05/03/verona-immigrati-e-stereotipi/</link>
<pubDate>Mon, 03 May 2010 05:30:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>giovannacosenza</dc:creator>
<guid>http://giovannacosenza.wordpress.com/2010/05/03/verona-immigrati-e-stereotipi/</guid>
<description><![CDATA[Da una ricerca condotta dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti e dalla Bocconi fra settembre e novembr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">Da una ricerca condotta dalla <a title="Fondazione Rodolfo Debenedetti" href="http://www.frdb.org/" target="_blank"><strong>Fondazione Rodolfo Debenedetti</strong></a> e dalla <a title="Università Bocconi" href="http://www.unibocconi.it" target="_blank"><strong>Bocconi</strong></a> fra settembre e novembre 2009 in otto città italiane (<strong>Alessandria</strong>, <strong>Bologna</strong>, <strong>Brescia</strong>, <strong>Lucca</strong>, <strong>Milano</strong>, <strong>Prato</strong>, <strong>Rimini</strong> e <strong>Verona</strong>), emerge che a <strong>Verona </strong>gli <strong>immigrati regolari</strong>, quasi <strong>26 mila</strong> su 265 mila residenti, si sentono meno discriminati che nelle altre città esaminate, mentre si sentono più a disagio i <strong>clandestini</strong>, la cui percentuale massima (<strong>11%</strong>) è inferiore alla media nazionale (<strong>14%</strong>) e più bassa di altre città del nord Italia con forte presenza di immigrati.</p>
<p style="text-align:left;">I risultati dell&#8217;indagine, basata sulla distribuzione di <strong>1037 questionari anonimi</strong>, sono stati presentati a Verona il 29 aprile dal sindaco <strong>Flavio Tosi </strong>e da <strong>Tito Boeri</strong>, docente della Bocconi e direttore della Fondazione Debenedetti. Dalla ricerca emerge inoltre che:</p>
<ol style="text-align:left;">
<li style="text-align:left;">a Verona gli <strong>immigrati regolari</strong> si sentono <strong>meno discriminati</strong> (16,9%) che nel resto d&#8217;Italia (20,3%);</li>
<li style="text-align:left;">gli <strong>immigrati irregolari</strong> si sentono <strong>più discriminati</strong> a Verona (42,9%) che nel resto d&#8217;Italia (27,8%);</li>
<li style="text-align:left;">la città è in grado di attrarre immigrati <strong>mediamente più istruiti</strong>;</li>
<li style="text-align:left;">molti immigrati clandestini che hanno avuto <strong>problemi con la legge</strong> li avevano già prima di arrivare in Italia;</li>
<li style="text-align:left;">i <strong>bambini immigrati</strong> sono <strong>ben accolti</strong> nelle scuole comunali dell&#8217;infanzia.</li>
</ol>
<p style="text-align:left;">La sintesi della ricerca, che ho tratto da <strong><a title="Il Gazzettino, 29 aprile 2010" href="http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=99853" target="_blank">una notizia sul Gazzettino</a></strong> e da <a title="Corriere del Veneto, Ansa del 29 aprile 2010" href="http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/29-aprile-2010/a-verona-immigrati-regolari-meno-discriminati-d-italia-1602930383329.shtml" target="_blank"><strong>un&#8217;Ansa</strong></a>, mi è stata segnalata dal collega <a title="Fabrizio Bercelli" href="http://www.facebook.com/profile.php?id=642259784" target="_blank"><strong>Fabrizio Bercelli</strong></a>, il quale ha aggiunto un commento che – essendo io siciliana di nascita ma avendo vissuto per anni a Verona – rispecchia anche la mia esperienza diretta. Lo riporto qui sotto, perché mi pare un interessante spunto di riflessione per tutti:</p>
<p style="text-align:left;"><em><strong>«Perché segnalo questa notizia?</strong> Sono veronese d&#8217;origine e, conoscendo abbastanza bene i veronesi, trovavo inverosimili le accuse di diffusa ostilità agli immigrati rivolte loro un po&#8217; dappertutto: Verona simbolo del razzismo leghista, e il sindaco Tosi suo emblema vivente.</em></p>
<p style="text-align:left;"><em><strong>Poi mi capita di avere, dall&#8217;anno scorso, per ragioni d&#8217;affari, intensi rapporti con vari immigrati regolari</strong> in un paese della bassa veronese (Vigasio), e un&#8217;esperienza diretta dei loro rapporti quotidiani con la gente del posto.</em></p>
<p style="text-align:left;"><em><strong>Ne ho ricavato l&#8217;impressione di un&#8217;accoglienza estremamente rispettosa</strong> e perfino affettuosa da parte di vicini di casa, coinquilini, amministratori di condominio, negozianti, datori di lavoro, colleghi, nonché impiegati e funzionari del comune – gente che per lo più vota Lega, alcuni leghisti militanti.</em></p>
<p style="text-align:left;"><em><strong>Molta freddezza, invece, verso i clandestini</strong>, e nessuna indulgenza con i pochi immigrati anche regolari che violano regole fondamentali per (molti di) noi. Ad esempio (esempi reali), un marito arabo che maltratta la moglie in casa, un gruppo di maschi indiani conviventi che regolarmente buttano la spazzatura dal balcone, altri che sistematicamente non pagano l&#8217;affitto e vandalizzano il condominio in cui abitano. Comportamenti di questo genere non godono di nessuna tolleranza e suscitano dure proteste e sanzioni. Ma gli immigrati &#8220;che i fa pulito&#8221; (che si comportano bene) sono festeggiati e quasi coccolati – questa la mia personale impressione.</em></p>
<p style="text-align:left;"><em><strong>La mia ipotesi, prima di avere notizia dei risultati di questa ricerca</strong>, era che il modello veronese di accoglienza &#8220;a due facce&#8221; fosse eccellente, oltre che assai poco razzista. Un&#8217;ipotesi, certo, basata su esperienze limitate e su una certa conoscenza della cultura locale, niente di più.</em></p>
<p style="text-align:left;"><em><strong>Ora i risultati di questa ricerca suggeriscono che questa ipotesi</strong> (ovviamente non solo mia) sia meno assurda di come la qualificavano i miei amici emiliani &#8220;di sinistra&#8221; quando osavo dirla, venendo trattato da provocatore.</em></p>
<p style="text-align:left;"><em><strong>Se Verona e Nord-Est razzisti, oltre che leghisti, sono falsi stereotipi</strong>, alimentati da giornalisti inetti e politici interessati, <strong>di quanti altri stereotipi simili siamo vittime o complici?</strong>»</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Migranti finti imprenditori per avere il permesso di soggiorno]]></title>
<link>http://nelsonmau.wordpress.com/2010/04/28/migranti-finti-imprenditori-per-avere-il-permesso-di-soggiorno/</link>
<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 08:59:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Nelson Mauro</dc:creator>
<guid>http://nelsonmau.wordpress.com/2010/04/28/migranti-finti-imprenditori-per-avere-il-permesso-di-soggiorno/</guid>
<description><![CDATA[Per certi imprenditori è l&#8217;uovo di Colombo, per i lavoratori una proposta che non si può rifiu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Per certi imprenditori è l&#8217;uovo di Colombo, per i lavoratori una proposta che non si può rifiutare. Per i sindacati invece è aberrante perché è un meccanismo che scavalca in toto i paletti della filiera produttiva dell&#8217;edilizia e delle leggi sull&#8217;immigrazione: impresa e dipendente da un lato, lavoro e permesso di soggiorno dall&#8217;altro. Loro, gli extracomunitari, sono quelli che pagano il prezzo maggiore, e lo pagano sulla loro pelle, in senso letterale.<br />
Succede allora che l&#8217;impresa deve fare i conti con la crisi e non può permettersi di sostenere i costi che un contratto di lavoro comporta: le tasse, i contributi, lo stipendio. E dunque invita i lavoratori ad aprire una partita iva, un&#8217;impresa individuale che in realtà è un corridoio fittizio attraverso il quale possono lavorare nel pieno rispetto delle regole. I migranti accettano, perché è molto meglio del lavoro in nero. In quel caso diventerebbero clandestini, mentre con la partita iva no. Perché il migrante che fonda un&#8217;impresa individuale ha diritto a chiedere e ottenere il permesso di soggiorno.<!--more--><br />
Ecco la trovata che beffa il sistema: intere schiere di lavoratori subordinati che però risultano imprenditori, quindi pagati con fatture, abilitati ad avere il permesso di soggiorno ma senza tutele contributive, senza alcuna garanzia che quel lavoro continuerà ad esserci.<br />
Una dinamica nuova, in crescita costante, che stravolge completamente le statistiche e gli studi degli addetti ai lavori. Una dinamica che, tanto per dirne una, consegna alla storia dati positivi proprio in un anno, il 2009, che in realtà per l&#8217;edilizia è stato negativo come pochi. In cifre in provincia di Bologna tutto ciò si traduce con 639 aziende che l&#8217;anno scorso hanno cessato l&#8217;attività e contemporaneamente 1000 nuove ditte che sono state aperte. Un saldo positivo in un&#8217;annata nera, con la curiosità che 800 di quelle ditte sono individuali, e poco meno della metà sono di migranti (360), come se l&#8217;edilizia di colpo fosse diventata l&#8217;Eldorado della crisi.<br />
In realtà nella maggior parte dei casi si tratta di superstiti, dei pochi che sono riusciti a conservare almeno in parte il lavoro negli anni in cui migliaia di edili lo stanno perdendo. O partita iva, o niente. «E&#8217; un fenomeno in crescita progressiva – spiega Nadia Tolomelli, Fillea Cgil – già molto preoccupante. I lavoratori formalmente risultano artigiani e chiaramente la Cna non sostiene per nulla questa formula. Loro stessi poi non essendo tecnicamente subordinati, non hanno tutela sindacale e quindi diventa complesso poterli aiutare». Difficile anche sanzionare l&#8217;imprenditore, anche «se nel 2009 qualche caso c&#8217;è stato a seguito di ispezioni», aggiunge la segretaria Fillea.<br />
Il resto delle statistiche è un&#8217;appendice di tutto ciò. Il 20% degli infortuni sul lavoro riguarda queste ditte individuali, che peraltro in quanto tali non hanno l&#8217;obbligo di iscriversi alle Casse Edili. Il 40% degli operatori dell&#8217;edilizia sono migranti e tra loro circa un terzo sono rumeni. Un dettaglio proprio sui rumeni: dieci anni fa a Bologna ne risultavano residenti 220, mentre oggi sono diventati 5800 e nella loro comunità sono state aperte 327 imprese individuali, secondo le statistiche del Comune.<br />
Altro dato che riguarda i migranti è legato al lavoro nero. «E&#8217; difficile quantificarlo – aggiunge Tolomelli – Diciamo che in realtà esiste una stima piuttosto approssimativa, una percentuale attorno al 30% considerando tutto il settore dell&#8217;edilizia, all&#8217;interno della quale rientrerebbero i lavoratori non regolarizzati né come dipendenti, né come imprese individuali fornitrici. Va detto però che qui a Bologna il caporalato di cui si parla altrove è un fenomeno che non ha mai attecchito». Almeno quello.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Edilizia, con la crisi meno infortuni]]></title>
<link>http://nelsonmau.wordpress.com/2010/04/27/crisi-meno-infortuni-dopo-il-calo-delloccupazione/</link>
<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 08:55:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Nelson Mauro</dc:creator>
<guid>http://nelsonmau.wordpress.com/2010/04/27/crisi-meno-infortuni-dopo-il-calo-delloccupazione/</guid>
<description><![CDATA[Per una volta, strano a dirsi, la crisi porta buone notizie. Gli infortuni sul lavoro nel 2009 sono]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Per una volta, strano a dirsi, la crisi porta buone notizie. Gli infortuni sul lavoro nel 2009 sono stati in calo e nell&#8217;andamento decrescente ha giocato un ruolo determinante anche la congiuntura economica negativa. Così i dati sul settore dell&#8217;edilizia diffusi da Antonio Mazza, presidente Iiple, che parla di «una diminuzione progressiva che c&#8217;è stata negli ultimi anni, ma che certamente ha risentito del calo dell&#8217;occupazione nel periodo più recente». Le migliaia di lavoratori in meno e la riduzione delle ore lavorate giocano un ruolo nelle statistiche proprio grazie alla loro “assenza”. Meno si lavora, meno (statisticamente) ci si fa male. Curiosa alchimia della realtà occupazionale della provincia bolognese, che però al di là del dettaglio non certo di poco conto, si rivela una realtà sostanzialmente in fase di avanzamento sul piano della sicurezza sul lavoro.<!--more--><br />
Veniamo ai numeri. Nel 2009 alle casse edili risultavano iscritti 10315 lavoratori, il 16,9% in meno rispetto al 2008, con un calo delle ore lavorate pari a 2,7 milioni (sempre nel 2009 rispetto al 2008). Il settore rimane comunque tra i più colpiti dalla crisi, ma il saldo tutto sommato è positivo: a fronte delle 639 aziende che hanno cessato l&#8217;attività, ne sono state avviate 1000, l&#8217;80% delle quali a carattere individuale. «Ci sono degli imprenditori – avvisa Cristina Raghitta, sindacalista Filca Cisl e vicepresidente dell&#8217;Iiple – che spingono i dipendenti a mettersi in proprio per risparmiare sugli oneri sociali, e questo fattore fa crescere il cosiddetto popolo delle partite Iva». L&#8217;imprenditorialità che cresce, vista in quest&#8217;ottica, ha quindi tutta un&#8217;altra fisionomia. Più coatta che volontaria, verrebbe da dedurre. Un lavoro su due poi riguarda ristrutturazioni di immobili, pari al 56% del totale dei cantieri aperti che quindi riguardano cantieri già esistenti.<br />
Il capitolo infortuni è comunque consistente, nonostante il calo. L&#8217;andamento decrescente è pari al 3,5%, con un caso di morte bianca nel 2009 contro i tre del 2008. Fra l&#8217;altro il 20% di questi miete vittime proprio tra gli imprenditori di cui sopra.<br />
Riguardo gli altri infortuni, il 16,7% è stato di lieve entità con prognosi fino ai tre giorni per i lavoratori rimasti feriti, mentre nel 79,1% dei casi l&#8217;entità viene classificata come media visto che la prognosi arriva a tre mesi. Più rari (il 4%) gli infortuni più gravi. In numeri assoluti, le statistiche delle Asl di Bologna e Imola hanno registrato in progressivo calo degli infortuni che nel 2006 erano stati 3136, mentre nel 2008 sono scesi a 2321, con una decrescita del 26%. «Ciò non vuol dire che il problema è risolto – ha aggiunto Mazza – perché il tema della sicurezza sul lavoro ha una valenza culturale. E&#8217; necessario che entri nelle coscienze dei singoli, che diventi un&#8217;istanza del cittadino. Peraltro di questi tempo, la crisi può portare al rischio che alcuni imprenditori o lavoratori, pur di mantenere il lavoro, abbassino il prezzo risparmiando sulla sicurezza». Tutti possibili risvolti di un singolo problema, dal piccolo lavoro in casa al grande cantiere.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nessuno E' Solo &gt; Serydarth - Eforum]]></title>
<link>http://casaleattiva.wordpress.com/2010/04/09/nessuno-e-solo-serydarth-eforum/</link>
<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 15:04:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>serydarth</dc:creator>
<guid>http://casaleattiva.wordpress.com/2010/04/09/nessuno-e-solo-serydarth-eforum/</guid>
<description><![CDATA[Con il sostegno economico del Bando Ex Comunicazione Turco &#8211; Anno 2009 a cura del CSVA L’Assoc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><img src="http://tkfiles.storage.live.com/y1p2CdG6TC3jRXmk5It2DgbeRi1D-zHKOHYuwB4KQepwgWBGusBmUubAGI2Zj-kt5D9eYXU91f26y8" border="0" alt="" hspace="0" width="81" height="77" align="right" />Con il sostegno economico del Bando Ex Comunicazione Turco &#8211; Anno 2009 a cura del CSVA</strong><strong> </strong><strong>L’Associazione Serydarth in collaborazione con l’Associazione E-Forum presenta il progetto “NESSUNO E’ SOLO rivolto ad italiani e stranieri.</strong></p>
<p><strong> </strong>Il progetto  propone di rimuovere gli ostacoli rivolti alle</p>
<p> ü      Attività finalizzate all’inserimento lavorativo (corso di taglio e cucito).</p>
<p>ü   Attività finalizzate all’integrazione sul territorio (corso di lingua e cultura italiana e corso di informatica).<strong></strong></p>
<p>ü   Attività finalizzate alla socializzazione.<strong></strong></p>
<p> A tale proposito vengono organizzati corsi gratuiti di Lingua e Cultura Italiana, Taglio e Cucito, Informatica.</p>
<p> Per informazioni e iscrizioni: <a href="mailto:serydarth@yahoo.it">serydarth@yahoo.it</a>, <a href="mailto:eforum.casale@yahoo.it">eforum.casale@yahoo.it</a>, 338.9995124<strong></strong></p>
<p></em></p>
<h2><span style="text-decoration:underline;">CORSI DI LINGUA E CULTURA ITALIANA<!--more--></span></h2>
<p>Il corso è rivolto ad tutti coloro abbiano esigenze di conoscere e approfondire la lingua italiana e non solo, puntando a fornire un pacchetto completo per migliorare e superare gli ostacoli e le barriere culturali.</p>
<p>Gli utenti saranno selezionati e valutati al fine di predisporre meglio i gruppi di lavoro attraverso l’utilizzo di un test di ingresso; 120 ore trimestrali suddivise nel seguente modo: 3 ore giornaliere di lingua e cultura italiana, normalmente dalle 9:00 alle 12:00, per un totale di 40 ore mensili. Durante le lezioni si usano, oltre al manuale, CD per ascolti autentici, video, film, giornali, canzoni e materiale didattico adeguato al corrispondente livello. Venti ore di cultura e civiltà italiana scelte fra i seguenti temi: arte, gastronomia, cinema, storia, geografia,  musica e tradizioni.</p>
<p>Durante queste ore gli utenti possono svolgere attività di approfondimento, esercitarsi, ricevere suggerimenti individuali su come migliorare il proprio metodo di studio.</p>
<p>Al termine del corso gli utenti saranno sottoposti ad un test finale e riceveranno l’attestato di frequenza e valutazione linguistica.</p>
<p><strong>Corso standard base &#8211; Contenuti grammaticali trattati:</strong></p>
<h2>Fonetica italiana. Articoli: determinativo e indeterminativo Aggettivi: la concordanza degli aggettivi; aggettivi possessivi; Pronomi: diretti e possessivi; Preposizioni: semplici e articolate; Verbi: presente indicativo, passato prossimo, futuro semplice.</h2>
<p><strong>Corso standard Intermedio &#8211; Contenuti grammaticali trattati:</strong></p>
<h2>Verbi: riflessivi, modali, tempi: imperfetto, condizionale presente e passato, congiuntivo presente e imperfetto, imperativo Avverbi I gradi degli aggettivi Pronome relativo Discorso diretto e indiretto</h2>
<h2><span style="text-decoration:underline;">CORSO DI TAGLIO E CUCITO</span></h2>
<h1>Il corso proposto è volto a dare alle donne e alle giovani ragazze delle competenze e ad insegnare  l’istruzione di base. Attraverso questo ed altri programmi volti allo sviluppo delle competenze, vuole dare ogni tipo di opportunità e di possibilità per sostenere ed incoraggiare la partecipazione attiva e responsabile delle donne nella vita sociale della società così come dare mezzi alle donne con l’obiettivo di essere di supporto alle loro famiglie e renderle capaci di condurre la loro vita in modo più sicuro e dignitoso.</h1>
<p>Il principale obiettivo del progetto è di formare le donne come sarte professioniste e di dare loro l’ pportunità di diventare alfabetizzate. Sebbene l’obiettivo principale del programma sia la sartoria, per tutta la durata del corso (tre mesi, 3 ore due volte alla settimana) verrà dedicata un’ora ai corsi di alfabetizzazione. <strong></p>
<p></strong><strong>I contenuti del corso</strong></p>
<p>In questo modulo imparerai a realizzare capi di vestiario ed inoltre :</p>
<ul>
<li>saper riconoscere i tessuti</li>
<li>come usare una macchina per cucire</li>
<li>come prendere le misure</li>
<li>disegnare il cartamodello</li>
<li>tagliare la stoffa</li>
<li>imbastire</li>
<li>cucire la gonna</li>
<li>applicare le rifiniture: zip, orlo, cinturino<strong></strong></li>
</ul>
<h2><span style="text-decoration:underline;">CORSI DI INFORMATICA</span></h2>
<p><strong><em>Livello 1:</em></strong></p>
<p><strong><em>Introduzione all’uso del personal computer per Internet</em></strong></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Target</span>: Adulti, italiani o stranieri, occupati o disoccupati.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Prerequisiti</span>: nessuno.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Obiettivi</span>:</p>
<p>1.      Uso della tastiera e del mouse</p>
<p>1.1.            Gioco del Solitario.</p>
<p>1.2.            Disegno con Paint.</p>
<p>1.3.            Copiatura di semplici testi con Blocco Note o Word.</p>
<p>2.      Navigazione Internet</p>
<p>2.1.            Ricerca di informazioni di interesse generale</p>
<p>2.2.            Ricerca e salvataggio di immagini</p>
<p>3.      Posta elettronica</p>
<p>3.1.            Registrazione di un indirizzo di posta elettronica.</p>
<p>3.2.            Utilizzo della posta elettronica via “web mail”.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Durata</span>: 20 ore.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"> </span></p>
<p><strong><em>Livello 2:</em></strong></p>
<p><strong><em>Uso domestico del personal computer</em></strong></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Target</span>: Adulti, senza titolo di studio, italiani o stranieri, occupati o disoccupati.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Obiettivi</span>:</p>
<p>1.      Uso del pc / gestione file</p>
<p>1.1.   Gestione finestre</p>
<p>1.2.   Gestione cartelle</p>
<p>1.3.   Gestione file</p>
<p>1.4.   Masterizzazione / backup</p>
<p>1.5.   Interfacciamento di una fotocamera</p>
<p>1.6.   Uso di chiave USB</p>
<p>2.      Videoscrittura</p>
<p>2.1.   Redazione</p>
<p>2.2.   Formattazione</p>
<p>2.3.   Inserimento di immagini / scritte artistiche</p>
<p>2.4.   Impaginazione</p>
<p>2.5.   Salvataggio / stampa</p>
<p>3.      Fogli elettronici</p>
<p>3.1.   Inserimento dati</p>
<p>3.2.   Formattazione</p>
<p>3.3.   Totali</p>
<p>3.4.   Salvataggio / stampa</p>
<p>4.      Internet e posta elettronica</p>
<p>4.1.   Ricerca / cattura di informazioni</p>
<p>4.2.   Salvataggio / stampa</p>
<p>4.3.   Utilizzo di base di un client di posta elettronica</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Modalità</span>: realizzazione di progetti concreti. Esempi:</p>
<p>-         raccolta di ricette</p>
<p>-         piccola contabilità domestica</p>
<p>-         redazione/stampa di lettera, documento, certificato</p>
<p>-         compilation musicale su cd</p>
<p>-         album fotografico virtuale</p>
<p>-         ricerca scolastica</p>
<p>-         ricerca avanzata di informazioni su Internet</p>
<p>-         volantino (festa di compleanno / cartello)</p>
<p>-         realizzazione t-shirt</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Durata</span>: 20 ore.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Il progetto è finanziato dal CSVA –</span><strong>Bando Ex Comunicazione Turco &#8211; Anno 2009 a cura del CSVA</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Coloni della mente]]></title>
<link>http://scialocco.wordpress.com/2010/03/19/coloni-della-mente/</link>
<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 16:32:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Shylock</dc:creator>
<guid>http://scialocco.wordpress.com/2010/03/19/coloni-della-mente/</guid>
<description><![CDATA[Se in Israele emigra il thailandese non titola &#8216;migrante&#8217; ma &#8216;colono&#8217; che a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Se in Israele emigra il thailandese non titola &#8216;migrante&#8217; ma &#8216;colono&#8217; che a]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gli stranieri e lo stato Italiano assente: le radici della nuova mafia straniera nel Bel Paese.]]></title>
<link>http://loranablog.wordpress.com/2010/02/14/gli-stranieri-e-lo-stato-italiano-assente-le-radici-della-nuova-mafia-straniera-nel-bel-paese/</link>
<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 10:14:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>loranablog</dc:creator>
<guid>http://loranablog.wordpress.com/2010/02/14/gli-stranieri-e-lo-stato-italiano-assente-le-radici-della-nuova-mafia-straniera-nel-bel-paese/</guid>
<description><![CDATA[Se io fossi un Egiziano di via Padova (MI) o un Magrebino di Rosarno. Se io fossi sfruttato dagli It]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.agenziagrt.it/wp-content/contenuti/immigrati1.jpg"><img class="alignnone" title="http://www.agenziagrt.it/wp-content/contenuti/immigrati1.jpg" src="http://www.agenziagrt.it/wp-content/contenuti/immigrati1.jpg" alt="" width="236" height="274" /></a></p>
<p><strong>Se io fossi</strong> un <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_febbraio_14/via-padova-arresti_132cf838-194a-11df-b019-00144f02aabe.shtml" target="_blank">Egiziano di via Padova</a> (MI) o un <a href="http://www.politicalink.it/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=193:maroni-qrosarno-troppa-tolleranza-con-i-clandestiniq&#38;catid=3:ultime-notizie&#38;Itemid=47" target="_blank">Magrebino di Rosarno.</a><br />
<strong>Se io fossi </strong>sfruttato dagli Italiani e minacciato da altre comunita&#8217; straniere.<br />
<strong>Se gli Italiani</strong> mi vedessero come canaglia e malvivente giusto per il colore della mia pelle e per le tradizioni della mia terra.<br />
<strong>Se gli Italiani</strong> pretendessero da me quel rispetto per regole e viver comune che loro stessi non applicano.<br />
<strong>Se l&#8217;intervento dello stato</strong> <strong>italiano </strong>si limitasse a mantenere l&#8217;ordine pubblico.</p>
<p><strong>Se io fossi una persona onesta</strong>, cosa potrei fare per avere una vita dignitosa?</p>
<p><strong>a)</strong> Lasciare Rosarno / Via Padova<br />
<strong>b)</strong> Organizzare una struttura famigliare nella mia comunita&#8217; per aiutare me e i miei connazionali in Italia</p>
<p>&#8230; che poi voi la chiamaste &#8220;<em>mafia</em>&#8220;, questa e&#8217; una sottigliezza linguistica.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lunedì 1 febbraio: primolunedìdelmese]]></title>
<link>http://coopinsieme.wordpress.com/2010/01/30/lunedi-1-febbraio-primolunedidelmese/</link>
<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 12:44:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Blog della Cooperativa Insieme</dc:creator>
<guid>http://coopinsieme.wordpress.com/2010/01/30/lunedi-1-febbraio-primolunedidelmese/</guid>
<description><![CDATA[Migranti: regole, diritti, doveri di una società che si vuole civile   Gabriele Del Grande Studioso]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2>Migranti: regole, diritti, doveri<br />
di una società che si vuole civile</h2>
<p> </p>
<h3>Gabriele Del Grande</h3>
<p>Studioso delle migrazioni, blogger di Fortress Europe e collaboratore di varie testate,<br />
autore di <em>Mamadou va a morire</em> (2007) e <em>Roma senza fissa dimora</em><span style="font-family:Tahoma;color:#663333;"> (2009).</span></p>
<h3>Enrico Varali</h3>
<p>avvocato, referente veneto dell&#8217;Associazione per gli Studi Giuridici sull&#8217;Immigrazione (ASGI).</p>
<h3>Rappresentanti delle associazioni di immigrati  e operatori del settore</h3>
<p>L&#8217;appuntamento mensile promosso da:</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr align="left" valign="top">
<td colspan="2">Alternativa Nord-Sud per il XXI secolo (coordinamento); Gruppo Italia 81 Amnesty International; CGIL; CISL; Granello di Senape; LEGAMBIENTE circolo di Vicenza e Parco del Retrone; Loma Santa (Terra Promessa); ProgettoMondo MLAL; Progetto sulla Soglia (Rete Famiglie Aperte, Cooperativa Sociale Tangram, Cooperativa Sociale Insieme); Gruppo Sud-Nord Araceli.</td>
</tr>
<tr>
<td align="left" valign="top"><span style="font-size:xx-small;">Per saperne di più: <a href="mailto:info@ans21.org">info@ans21.org</a><br />
presso Cooperativa Insieme, via B. Dalla Scola 253, Vicenza (parcheggio adiacente) </span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MO BASTA! Manifestazione contro sfratti e sgomberi]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/30/mo-basta-manifestazione-contro-sfratti-e-sgomberi/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 14:23:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/11/30/mo-basta-manifestazione-contro-sfratti-e-sgomberi/</guid>
<description><![CDATA[Alemanno sfratta e sgombera? Mo basta! La città è di chi la abita Lo sgombero militare dell&#8217;Ho]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Alemanno sfratta e sgombera? Mo basta! La città è di chi la abita Lo sgombero militare dell&#8217;Ho]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Anche Gesù era un migrante]]></title>
<link>http://firiweb.wordpress.com/2009/11/28/anche-gesu-era-un-migrante/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 09:47:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>FIRI</dc:creator>
<guid>http://firiweb.wordpress.com/2009/11/28/anche-gesu-era-un-migrante/</guid>
<description><![CDATA[Papa: Gesù era uno di loro, rispetto diritti. No a rimpatrio minori rifugiati, scuola e integrazione]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><em>Papa: Gesù era uno di loro, rispetto diritti. No a rimpatrio minori rifugiati, scuola e integrazione per tutti</em></p>
<p style="text-align:justify;">di Domitilla Conte, <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2009/11/27/visualizza_new.html_1621367789.html">ANSA</a></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il villaggio globale chiude sempre più porte e la Chiesa non sta a guardare, specialmente di fronte alla sofferenza dei minori migranti – messaggio odierno del Papa per la 96-esima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_1075" class="wp-caption alignleft" style="width: 157px"><a href="http://firiweb.files.wordpress.com/2009/11/giotto_fuga-in-egitto.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1075" src="http://firiweb.files.wordpress.com/2009/11/giotto_fuga-in-egitto.jpg?w=147&#038;h=150" alt="" width="147" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">&#34;Fuga in Egitto&#34; (Giotto)</p></div>
<p></strong></p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align:justify;">CITTÀ DEL VATICANO, 27 nov. 2009 &#8211; L&#8217;immigrato è una persona &#8220;con diritti fondamentali inalienabili da rispettare sempre e da tutti&#8221;, specialmente se bambino, o comunque minorenne. Pari diritti e pari opportunità rispetto ai residenti, nella scuola e nel lavoro. Il monito del Papa giunge quasi in contemporanea con la proposta della Lega di porre un tetto alla cassa integrazione per i lavoratori extracomunitari, proposta preceduta da molti altri segnali di chiusura, in Italia e fuori, ricordati anche questa mattina anche dal presidente del Pontificio consiglio per i migranti, mons. Antonio Maria Vegliò. I respingimenti praticati anche dall&#8217;Italia, ma anche la proposta di scuole separate in Germania, il referendum anti-minareti in Svizzera, l&#8217;operazione &#8220;White Christmas&#8221; di Coccaglio, nel Bresciano.</p>
<p style="text-align:justify;">I minori migranti vanno accolti e difesi perché due volte più vulnerabili, e perché anche Gesù, da bambino, fu un migrante e sarebbe oggi un rifugiato, essendo scappato con Giuseppe e Maria in Egitto dalla furia di Erode. Vegliò ricorda che i minori non accompagnati non possono essere mai rimpatriati, secondo le norme internazionali, anche se &#8220;tale diritto, come molti altri, non è sempre rispettato&#8221;. Pronta la risposta del ministro dell&#8217;Interno, Roberto Maroni: &#8220;L&#8217;Italia non rimpatria i minori non accompagnati, questa non è la realtà italiana&#8221;. Il fenomeno emigrazione &#8211; ammette papa Ratzinger &#8211; &#8220;impressiona per il numero di persone coinvolte, per le problematiche sociali, politiche, culturali e religiose che solleva, per le sfide drammatiche che pone alle comunità nazionali e a quella internazionale&#8221;. Il migrante, però &#8211; ha affermato con forza il Papa citando la sua enciclica sociale <em>Caritas in Veritate</em> &#8211; &#8220;è una persona umana con diritti fondamentali inalienabili da rispettare sempre e da tutti&#8221;, soprattutto se minore. Sarà quest&#8217;ultimo aspetto il tema della Giornata e il pontefice ne approfondisce ogni risvolto ricordando che la Convenzione dei Diritti del bambino &#8220;afferma con chiarezza che va sempre salvaguardato l&#8217;interesse del minore&#8221;, ma che &#8220;purtroppo nella realtà questo non sempre avviene&#8221;. Abbandono e sfruttamento colpiscono sempre più bambini e ragazzi in ogni continente, per questo occorre proteggerli e accoglierli quando cercano rifugio, favorendo &#8220;il loro sviluppo fisico, culturale, spirituale e morale&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">La parola d&#8217;ordine è <strong>integrazione </strong>e<strong> prevenzione </strong>del<strong> disagio</strong>, che può colpire anche le seconde generazioni di immigrati. A tutti &#8211; dice il Papa &#8211; &#8220;è importante che sia data la possibilità della frequenza scolastica e del successivo inserimento nel mondo del lavoro&#8221;. Deve poi essere &#8220;facilitata l&#8217;integrazione sociale grazie a opportune strutture formative e sociali&#8221;. Il Papa fa appello ai cristiani che attraverso parrocchie e associazioni &#8220;compiono grandi sforzi&#8221; per aiutare i migranti, ma soprattutto a quelli che non lo fanno, affinché prendano &#8220;consapevolezza della sfida sociale&#8221; che pone la condizione dei minori migranti e rifugiati. L&#8217;ultimo appello è per i governi e le istituzioni internazionali, perché promuovano iniziative di sostegno. Una &#8220;voce nel deserto&#8221; destinata a rimanere inascoltata, ha detto qualcuno a mons. Vegliò che commentava il messaggio del Papa. &#8220;Il Vangelo va annunciato anche se molti non lo accettano” &#8211; ha risposto Vegliò, che ha anche negato che vi siano &#8220;controversie&#8221; con la <strong>Lega</strong>. Ed è giusto, gli ha fatto eco il neosottosegretario del Pontificio consiglio, il tanzaniano mons. Novadus Rugambwa, &#8220;alzare la voce anche nel deserto, affinché migranti e rifugiati siano considerati un giorno persone con diritti e accesso alla promozione sociale&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La guerra dichiarata al nemico migrante]]></title>
<link>http://progettoverona.wordpress.com/2009/11/27/la-guerra-dichiarata-al-nemico-migrante-2/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 08:00:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>progettoverona</dc:creator>
<guid>http://progettoverona.wordpress.com/2009/11/27/la-guerra-dichiarata-al-nemico-migrante-2/</guid>
<description><![CDATA[Da &#8220;La Repubblica&#8221; del 17.05.2009 La guerra dichiarata al nemico migrante di EUGENIO SCA]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><em>Da &#8220;La Repubblica&#8221; del 17.05.2009</em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La guerra dichiarata al nemico migrante</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em>di EUGENIO SCALFARI</em></p>
<p style="text-align:justify;">Il tema dei migranti domina l&#8217;attenzione degli italiani e delle istituzioni che li rappresentano: Parlamento, governo, forze politiche, mass media, Chiesa, Presidente della Repubblica, intervenuto per condannare tentazioni di xenofobia e una retorica che si fa un vanto di chiudere la porta in faccia ad un popolo di disperati che dall&#8217;Africa e dall&#8217;Oriente tenta di raggiungere l&#8217;Europa.<br />
La discussione sui barconi affollati di poveretti investe i problemi della sicurezza, del lavoro, della guerra tra poveri, della criminalità organizzata, ma anche l&#8217;etica, la solidarietà, la lotta contro le discriminazioni: un viluppo di problemi che non è semplice districare e che incide sulla sensibilità e sulle legittime paure degli italiani. <!--more-->La Lega e la destra hanno fatto di questo tema il loro cavallo di battaglia; hanno scommesso sulla paura e l&#8217;hanno enfatizzata come più potevano. Dovevano pagare il debito contratto con i loro elettori. Di qui il &#8220;respingimento&#8221; dei barconi in alto mare, che ha tutte le caratteristiche di uno spot pubblicitario accolto con soddisfazione da una vasta platea di italiani intimoriti e incattiviti dall&#8217;arrivo dei barbari, invasori delle nostre terre e della nostra tranquillità.<br />
Se trionfasse la ragionevolezza sull&#8217;emotività si potrebbe trovare un punto di equilibrio, ma sono molti gli ostacoli che vi si frappongono.<br />
Il primo ostacolo sta nell&#8217;interesse politico della Lega e del Popolo della libertà, che mirano a mantenere alto il livello di emotività di un&#8217;ampia parte del paese e, se possibile, ad alzarlo, per distrarre l&#8217;opinione pubblica da altri temi incombenti e non favorevoli al governo: la crisi economica, la distruzione crescente di posti di lavoro, la perdita di competitività del sistema-Italia, il terremoto d&#8217;Abruzzo e i disagi che ne derivano e che sono ancora lontani dall&#8217;essere soddisfatti, la cicatrice tutt&#8217;altro che rimarginata della credibilità pubblico-privata del premier.<br />
Bisogna trovare un nemico esterno sul quale concentrare la rabbia della gente. Eccolo: è il popolo dei barconi. Le guerre indicano un bersaglio e infiammano l&#8217;opinione pubblica: e questa è una guerra. A questo serve il &#8220;respingimento&#8221;, a questo servono le ronde, a questo serve aver istituito il nuovo reato di immigrazione clandestina.</p>
<p style="text-align:justify;">In realtà il 90 % dei migranti entra in Italia e in Europa dai confini dell&#8217;Est Europa. L&#8217;immigrazione dal mare non supera un decimo dei flussi d&#8217;ingresso, ma respingere i barconi con la marina da guerra è teatrale, fa scena, slega gli istinti xenofobi di chi assiste allo spettacolo.<br />
Si dice: quella gente è ingaggiata, trasportata e controllata dalla mafia; viene da per delinquere. Ricondurli da dove sono partiti è dunque un nostro diritto, anzi un dovere verso noi stessi e verso la Comunità europea. Ma manca la prova che i migranti dei barconi siano collusi con la mafia. Vengono dai luoghi più disparati: Sudan, Eritrea, Etiopia, Nigeria, Maghreb, Africa equatoriale. Hanno attraversato boscaglie, foreste, deserti. Inseguono un sogno e affrontano la morte e le sevizie per mesi e mesi. Collusi con la mafia? Trasportati dalla mafia degli scafisti: questo sì. Ma carne da macello di tutte le violenze. Anche della nostra. Non è respingendo i barconi che la nostra sicurezza migliorerà. Non è con le ronde. Non è con la vessazione e con le denuncie.<br />
Bossi dice: “Io parlo con la gente e la gente vuole questo”. E’ vero, Bossi trova consensi. Ma qual è la gente con la quale parla il leader della Lega? Certo, l&#8217;emotività contro il nemico migrante si estende. E’ un buon segno o è un &#8220;trend&#8221; verso il peggio? I leader politici con senso della responsabilità dovrebbero scoraggiarlo. Se invece ne godono e si fregano le mani compiono un pessimo servizio verso l&#8217;interesse nazionale. Giorgio Napolitano si riferisce a questa irresponsabilità quando manifesta preoccupazione per la retorica sull&#8217;immigrazione.<br />
Quel &#8220;trend&#8221; irresponsabile lambisce anche persone insospettabili, come il sindaco di Torino: propone di concentrare gli sbarchi verso due porti dell&#8217;Italia meridionale; sbarchi settimanali, autorizzati a trasportare i migranti regolari o regolarizzabili. Che cosa significa? Vuole dire quelli chiamati da un datore di lavoro italiano? Ma questi non hanno bisogno di imbarcarsi sui barconi degli scafisti; possono prendere navi di linea e arrivare dove vogliono. Di chi sta parando Chiamparino? Chi è chiamato non è clandestino. Chi è clandestino non è regolarizzabile e viene respinto. Ci sono molte badanti clandestine. Saranno rapidamente rimpatriate?<br />
Ho interpellato Piero Fassino sulla sua posizione in proposito. Mi ha detto: 1) il &#8220;respingimento&#8221; è consentito dall&#8217;Unione Europea. 2) Fu sperimentato con successo per stroncare il traffico di persone in provenienza dall&#8217;Albania. 3) L&#8217;Albania era sotto controllo della Nato e in particolare dell&#8217;Italia. 4) La situazione con la Libia è completamente diversa. 5) I centri di raccolta libici dovrebbero esser messi sotto controllo internazionale. Riportare il popolo dei barconi in quei centri significa riconsegnarli ad un sistema di vessazioni crudeli. 6) Il governo italiano dovrebbe chiedere a quello libico un diritto di ispezione dei centri e condizionare a quel diritto l&#8217;erogazione delle risorse finanziarie che l&#8217;Italia ha promesso alla Libia. Ha poi aperto un altro capitolo di grande importanza: qual è la politica del governo italiano verso gli immigrati regolari che da anni vivono e lavorano nel nostro paese? E’ una politica di accoglienza e di integrazione o il suo contrario? Quella politica è un ostacolo enorme al raggiungimento d&#8217;un equilibrio sull&#8217;intera questione dell&#8217;immigrazione e della sicurezza.</p>
<p style="text-align:justify;">Gli immigrati regolari sono oggi più di 4 milioni, ai quali vanno aggiunti i cittadini europei provenienti dall&#8217;Est: romeni, polacchi, ungheresi, …  Le previsioni ci dicono che tra dieci anni gli immigrati &#8220;regolari&#8221; saranno il 10 per cento dei residenti in Italia. Nel 2020 saranno il 15. Lo stesso, più o meno, in tutta Europa. L&#8217;Italia, come la Francia e la Gran Bretagna, sarà un paese multietnico, multiculturale, multireligioso. Non è un&#8217;opinione, è un fatto ed esiste già ora.<br />
Ha ragione Fassino: qual è la nostra politica per gestire questo fenomeno? Anche Fini la pensa allo stesso modo e pone le stesse domande. Il premier ha risposto: l&#8217;Italia non è un paese multietnico; il governo non vuole che lo diventi e non lo diventerà. E le leggi in approvazione e il modo con cui sono preventivamente già gestite va nella direzione voluta da Berlusconi, Maroni e naturalmente Bossi. Il risultato sarà questo: l&#8217;estensione della cittadinanza sarà sempre più lenta e contrastata; l&#8217;accoglienza istituzionale incerta e insoddisfacente; i rapporti tra le comunità di immigrati e i cittadini italiani saranno di diffidenza e non di integrazione, specie nelle zone di più intensa presenza, cioè nel centro nord, la parte più ricca e produttiva del paese.<br />
Questa situazione è quanto di peggio ci si prepara.<br />
Non serve inseguire su questo terreno leghisti e berluscones. A questa deriva bisogna opporsi, tutelando la sicurezza, non soffiando sulla paura, denunciando il mancato rispetto dei diritti civili nei paesi di provenienza a cominciare dalla Libia e coinvolgendo l&#8217;Unione europea nella politica europea dell&#8217;immigrazione. Si può fare. Però sembra un sogno ad occhi aperti.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Migranti: la Puglia cura gli irregolari]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/26/migranti-la-puglia-cura-gli-irregolari/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 09:15:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Daniela Domenici</dc:creator>
<guid>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/26/migranti-la-puglia-cura-gli-irregolari/</guid>
<description><![CDATA[di Francesco Dente Via libera alla nuova legge sull&#8217;immigrazione voluta dal centrosinistra Via]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Francesco Dente Via libera alla nuova legge sull&#8217;immigrazione voluta dal centrosinistra Via]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La polizia italiana nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne...le manganella!]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/26/la-polizia-italiana-nella-giornata-mondiale-contro-la-violenza-sulle-donne-le-manganella/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 23:19:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/11/26/la-polizia-italiana-nella-giornata-mondiale-contro-la-violenza-sulle-donne-le-manganella/</guid>
<description><![CDATA[Su Indymedia ci sono diverse pagine ormai che parlano di quello che è accaduto a Milano. Insomma io]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Su Indymedia ci sono diverse pagine ormai che parlano di quello che è accaduto a Milano. Insomma io]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Prima conferenza regionale sull'immigrazione ]]></title>
<link>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/11/25/prima-conferenza-regionale-sullimmigrazione/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 16:42:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>immigratoamico</dc:creator>
<guid>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/11/25/prima-conferenza-regionale-sullimmigrazione/</guid>
<description><![CDATA[Due giorni in cui si parlerà di immigrazione, diritti, accoglienza ed integrazione. A Cosenza]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Due giorni in cui si parlerà di immigrazione, diritti, accoglienza ed integrazione. A Cosenza &#8211; informa una nota dell&#8217;ufficio stampa della Giunta regionale &#8211; martedì 1 e mercoledì 2 dicembre, si terrà &#8221;Migranti&#8217; la prima conferenza regionale sull&#8217;immigrazione, promossa dalla Regione Calabria che conferma il suo impegno a favore di una gestione solidale, lungimirante e produttiva del fenomeno migratorio. Il Salone degli Specchi del Palazzo della Provincia e la Casa delle Culture ospiteranno l&#8217;iniziativa, fortemente voluta dal Presidente della Regione, Agazio Loiero, e dall&#8217;Assessore alle Politiche sociali, Mario Maiolo. L&#8217;iniziativa sarà presentata ufficialmente lunedì 30 Novembre alle ore 12, nella Casa delle Culture a Cosenza, nel corso di una conferenza stampa.<br />
Nei due giorni di incontri si parlerà di prospettive dell&#8217;immigrazione, della situazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo, di mediazione culturale e processi d&#8217;integrazione, con interventi e dibattiti che vedranno protagonisti amministratori, operatori sociali, esperti, rappresentanti delle istituzioni, della Chiesa e delle forze sociali. Previsti, fra gli altri, gli interventi del Presidente della Regione, Agazio Loiero, dell&#8217;Assessore alle Politiche sociali Mario Maiolo e del Presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio. Al centro della discussione, ovviamente, la legge regionale in materia di richiedenti asilo e rifugiati che ha suscitato l&#8217;attenzione e l&#8217;apprezzamento delle istituzioni nazionali e internazionali per la modernità e la capacità di fondere l&#8217;anima solidaristica con una gestione pragmatica e positiva del fenomeno. &#8221;Un&#8217;iniziativa importante &#8211; ha dichiarato l&#8217;Assessore Maiolo &#8211; che testimonia l&#8217;attenzione speciale da parte della Regione nei confronti di un tema cruciale per il nostro presente e per il futuro. Questi due giorni serviranno a fare il punto sullo stato delle cose in Calabria, che in tema di immigrazione si è dotata di una legge davvero lungimirante, ed a discutere di ciò che ancora si può e si deve fare&#8217;. </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Commento su "Presa diretta" - I Respinti]]></title>
<link>http://terradiconfine.wordpress.com/2009/11/24/commento-su-presa-diretta/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 18:02:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>terradiconfine</dc:creator>
<guid>http://terradiconfine.wordpress.com/2009/11/24/commento-su-presa-diretta/</guid>
<description><![CDATA[Credo che il documentario di Rai Tre sul tema de “I Respinti” (Puntata del 6 Settembre 2009) di Ricc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d7bc61b1-21d5-4731-8032-2645b9d7d3e1.html"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2431" title="Immagine" src="http://terradiconfine.files.wordpress.com/2009/11/immagine.jpg?w=317&#038;h=264" alt="" width="317" height="264" /></a></p>
<p>Credo che il documentario di Rai Tre sul tema de “I Respinti” (Puntata del 6 Settembre 2009) di Riccardo Iacona sia molto interessante e molto attinente al genere di problema che si sta vivendo nel nostro Paese: l’Italia sta maltrattando gli stranieri-.</p>
<p>È comprensibile il “diffidare” dagli immigrati, anche se non giustificabile, specialmente da una parte di popolazione più in là con gli anni, sia per la paura del diverso – in quanto a usanze, costumi e (non sempre) religione e colore della pelle -, sia per qualunquismo dovuto alle malevoci e alla cattiva informazione, a loro volta scatenate da persone che vogliono spingere l’opinione pubblica verso l’odio dello straniero, a volte caprio espiatorio di una società che va a rotoli.</p>
<p>Proprio contro la cattiva informazione e il qualunquismo e per sensibilizzare la popolazione italiana all’accettazione del diverso come prossimo da aiutare e non da cacciare, Riccaro Iacona (presentatore di un programma di seconda serata Rai) ha intervistato il giornalista di fama mondiale, Enrico Dagnino, che vive a Parigi e si è personalmente occupato del caso immigrazione riprendendo con la sua telecamera immagini struggenti: canottoni di immigrati sfiniti, alcuni svenuti, altri graffiati e sanguinanti, altri in lacrime desiderando di entrare in quel territorio italiano che “molto generosamente” ha attuato la legge anti-immigrato e li ha fatti riportare senza chiedere né come né quando né perché al loro paese di provenienza (Sudan, Etiopia, Eritrea…).</p>
<p>Dalla Libia partono i gommoni, ma alcuni dei “quasi immigrati” hanno confessato alle telecamere che in realtà c’è un accordo interno tra poliziotti e intermediari : infatti i rifugiati politici vengono incarcerati e, pagando i secondini, si fanno poi rilasciare; con lo stesso metodo corrompono anche le barriere doganali. Ma poi magari li prendono con una retata per poter di nuovo lucrare sui loro problemi. Una scena che ho trovato a dir poco rivoltante è stata il saluto amichevole tra il nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il dittatore (è l’unica parola poco offensiva con cui definirlo) Gheddafi che, in conferenza stampa, smentivano che in Libia non c’era l’asilo politico e che le storie che i poveri uomini aveva raccontato erano tutte fandonie! Fatto sta che mentre i due si spalleggiavano in conferenza, i gommoni si rovesciavano, quelle povere persone morivano, i bimbi divenivano orfani o peggio ancora i genitori sopravvivevano ai propri figli…</p>
<p>Alcune di queste scene non sono solo rivoltanti ma anche ridicole: esse ritraggono la sede della Lega Nord (la rimembranza del Fascismo più nero, per intenderci), dove tanti elettori – evito di proposito il termine “uomini” perché secondo me non si addice a loro, è un complimento che non mi sento di fare – rigorosamente vestiti di verde a sottolineare la loro piccolezza, sostenevano che sarebbe andato tutto molto meglio senza lo ‘sporco immigrato ladrone’ e il peggio era che tentano di inculcare questa idea deplorevole nella testa di molti dei nostri cittadini, che di fronte alle telecamere accusavano gli immigrati di reati che loro avevano subito anche senza prove! Insomma, lo straniero è colpevole perché esiste; mi sono stupito che abbiano salutato le telecamere con un “buongiorno” e non alzando il braccio destro a mano tesa.</p>
<p>Io ho conosciuto degli immigrati e nel mio piccolo ho cercato di aiutarli: ho offerto loro due chiacchiere, a volte una colazione; perché non mi infastidisce mangiare con loro, non mi dispiace dar loro la mano, non mi impaurisce guardarli negli occhi, che, guarda caso, sono neri carbone, proprio come i miei.</p>
<p style="text-align:right;">A. B.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sindrome Italia]]></title>
<link>http://sinelimes.wordpress.com/2009/11/23/sindrome-italia/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 11:58:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilcor</dc:creator>
<guid>http://sinelimes.wordpress.com/2009/11/23/sindrome-italia/</guid>
<description><![CDATA[di Laura Delsere da Osservatorio Balcani Sono circa 90mila i moldavi che risiedono in Italia, con ta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://sinelimes.files.wordpress.com/2009/11/map_europe_moldova.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-129" title="map_europe_moldova" src="http://sinelimes.files.wordpress.com/2009/11/map_europe_moldova.gif?w=150&#038;h=150" alt="" width="150" height="150" /></a>di <a href="http://www.osservatoriobalcani.org/article/author/view/152">Laura Delsere</a> da <a href="http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/12135/1/358/">Osservatorio Balcani</a></p>
<p><strong>Sono circa 90mila i moldavi che risiedono in Italia, con tassi di crescita doppi rispetto alle altre nazionalità. Lo rileva il recente rapporto di Caritas-Migrantes. Tra le difficoltà del vivere all&#8217;estero si diffonde la &#8220;Sindrome Italia&#8221;, il male oscuro dei clandestini e dei figli dei migranti</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Italia, snodo europeo per la diaspora moldava. Non solo gli immigrati dalle rive del Dnester e del Prut nel nostro Paese hanno tassi di crescita doppi rispetto a quelli delle altre nazionalità, tanto da diventare la decima comunità straniera, e la terza dell’Est, dopo romeni e ucraini. Ma addirittura Roma è la seconda città europea dopo Mosca per presenza di moldavi: rispettivamente 145 mila e 12.800, davanti a San Pietroburgo (oltre 9 mila), Istanbul (8 mila), Odessa (7.650) e Milano (5.800). Il profilo più aggiornato di questa comunità è nell’ultimo rapporto &#8216;I moldavi in Italia&#8217; realizzata da Caritas e Fondazione Migrantes in collaborazione con l`Ambasciata della Repubblica di Moldova a Roma.<!--more--></p>
<p>Oggi nel nostro Paese i moldavi sfiorano i 90 mila residenti. Ma impressionano i numeri della crescita nell’ultimo decennio: da circa 4 mila presenze nel 2001, passando per le 38 mila del 2004, i residenti moldavi in Italia nel 2008 risultano cresciuti di un terzo (+30,4%), a fronte di un aumento medio della popolazione straniera residente del +13,4%. Avamposto dell’emigrazione, le donne. Si dirigono soprattutto verso l’area del Mediterraneo (Italia, Spagna) per lavori di cura, tanto che nel nostro Paese sono tuttora il 67% della comunità, mentre per i moldavi maschi partono per lo più per Russia, Romania, Ucraina o Israele.</p>
<p><strong>Cresce la seconda generazione</strong></p>
<p>I moldavi sono sempre più orientati all’inserimento stabile in Italia, secondo i dati del Rapporto: oggi il 5% è venuto al mondo in Italia, pari a circa 2000 nati nel 2008. E sono 15 mila circa i minori iscritti nelle scuole italiane. “Scuole e università sono luoghi strategici dell’integrazione dei giovani” spiegano alcune iscritte under 30 dell’associazione della diaspora in Italia ‘Dacia’. E a sorpresa citano soprattutto gli atenei religiosi, in cima a tutti l’Angelicum, dove studiò ventenne Karol Wojtyla. “Non era qui, nell’Italia culla della cultura umanistica che doveva nascere la parola clandestino”, scandiscono gli universitari moldavi.</p>
<p>Per gli adulti un punto di riferimento importante sono anche le chiese, “dove possiamo preservare la storia, i valori, la lingua ma anche la fiducia nei diritti”, spiegano attivisti della onlus ‘San Mina’, un’altra sigla a tutela dei diritti civili per i moldavi in Italia. La formazione culturale è una conquista importante, ma “crea inevitabilmente anche fratture tra i genitori e i figli, che a tutti gli effetti si sentono di cultura italiana”, secondo il Rapporto Caritas-Migrantes. “Il risultato è che spesso la seconda generazione non desidera più tornare in patria”. E si trova nella terra di nessuno: per loro, “sospesi tra terra d’origine e partecipazione incompleta alla nuova società –secondo lo studio &#8211; sarà decisivo il riconoscimento di cittadinanza e nazionalità italiana”.</p>
<p><strong>I nuovi moldavi ‘laziali e veneti’</strong></p>
<p>Ci sono due ‘capitali moldave’ oggi nella penisola: sono Roma (e il Lazio) e Padova (in Veneto), le aree a maggior concentrazione, con circa 8 mila residenti complessivi, per lo più impiegati nel settore domestico (32%), nell&#8217;edilizia (12%) ed in imprese di servizi (11%). La mappa regionale del Rapporto Caritas-Migrantes rintraccia i moldavi per lo più nel nord ovest (35,2%), poi nel nord est (27%) e al centro (25,1%). Meno al sud (9,1%) e nelle isole (3,7%). Ma il loro cammino è in salita, secondo diverse voci della diaspora. “Il rinnovo del permesso di soggiorno è il problema più grande, ed è sempre più difficile”, spiega Natalia Moraru, presidente dell’associazione ‘Dòina’.</p>
<p>Nettamente migliore la situazione dei regolari, che comunque hanno accesso ad impieghi spesso inferiori alla propria formazione. Il Rapporto lo ha verificato: a Roma ad esempio il 70% dei moldavi sono laureati (di cui il 5% con due lauree o un dottorato di ricerca), il 30% ha fatto studi medi o professionali. Ma solo il 30-35% ha un lavoro rispondente al curriculum, prevale l’impiego come manovalanza nei servizi, nelle famiglie e negli hotel. Nonostante le molte associazioni sorte finora, i centri di aggregazione per i moldavi restano soprattutto in strada: i piazzali davanti alle chiese di riferimento, spesso anche ‘mercati del lavoro’, e le stazioni degli autobus (a Roma, da Tor di Valle), il mezzo simbolo del pendolarismo con Chişinău. Dove, confermano in molti, i viaggi sarebbero controllati da racket di autisti o trasportatori, ‘dominus’ sulle tariffe e sulla merce spedita, che in molti casi comprende pacchetti di contanti. Qualche volta vengono ‘rubati’ e – come nel caso di una donna che ha visto sparire i suoi 8 mila euro di risparmi inviati in patria &#8211; per riaverli va pagato un riscatto.</p>
<p><strong>La diaspora moldava, è all’estero un cittadino su quattro</strong></p>
<p>La grande ondata di migrazioni dalla Moldavia cominciò nel 1999, l’anno dopo il <em>default</em> russo in cui – ricorda il Rapporto Caritas-Migrantes, citando stime della Banca Mondiale &#8211; il piccolo Paese toccò il suo record di povertà: 80,9% nei piccoli centri, 76,9% nelle campagne 50,4% nelle grandi città. In quei dodici mesi partirono in 100 mila. Nel 1992 una nuova spinta era già venuta dal conflitto militare con la Russia in Transdnistria, zona ad elevata concentrazione industriale, che aggravò la catastrofe occupazionale.</p>
<p>Oggi sui circa 4,2 milioni di abitanti, un moldavo su quattro è all’estero. La repubblica è entrata inoltre nella top list mondiale dei Paesi con le maggiori rimesse in proporzione alla popolazione: circa un terzo del Pil nazionale (36%, con 1.4 miliardi di dollari nel 2008). Denaro inviato per vie informali, con uno scarso ricorso alle banche. Quelle dall’Italia sono state nello stesso anno 54.5 milioni di euro. Secondo il Rapporto Caritas-Migrantes, “se la famiglia è in Italia un immigrato moldavo invia in media nel Paese d’origine 400-600 euro l’anno; se invece marito e figli sono in Moldova, allora si può arrivare a 10 mila euro l’anno”. La somma media è di 7-8000 euro annui, “usata per mantenere la famiglia, pagare gli studi ai figli, comprare una casa”.</p>
<p><strong>Tra i più sfavoriti dell’Est per il visto Ue</strong></p>
<p>Oltre a povertà, disoccupazione e bassi salari, oggi a sostenere l’emigrazione “sono soprattutto l’instabilità governativa, la corruzione e i diritti umani negati &#8211; spiegano gli analisti del Rapporto 2009 &#8211; Tuttora i moldavi sono i più sfavoriti nell’accesso ai visti per i Paesi europei”. Basti pensare che dal 2007 (anno dell’ingresso della Romania nella Ue) fino al 28 gennaio 2009 (quando la sede diplomatica italiana a Chişinău ha cominciato a rilasciare i visti), i moldavi andavano a chiedere il visto per Roma all’ambasciata italiana di Bucarest, così come per i visti in Spagna o Slovenia. Per ottenere il visto per Grecia o Cipro invece partivano per l’Ucraina. “Una situazione a dir poco dorata per le organizzazioni criminali”.</p>
<p>Per un tariffario aggiornato basta consultare gli stessi migranti: oggi costa 4.500 euro un visto per l’Italia, rilasciato dalle opache agenzie moldave per l’impiego, che preparano anche i candidati ai colloqui nelle ambasciate (‘sii naturale’, non arrossire’, ‘ripeti la risposta precisa che ti indichiamo’), mentre nel 2004 i mediatori dovevano accontentarsi di 2.500 euro.</p>
<p>La maggior parte de moldavi arriva in Italia con visto turistico, ma è ancora tra le più alte dell’Est la percentuale di vittime di <em>trafficking</em>. Sono 919 quelle assistite in Italia negli ultimi anni, secondo il Rapporto, dato che ne fa la terza comunità più esposta dopo quelle di Nigeria e Romania.</p>
<p><strong>L’arbitrio della burocrazia, veri ostacoli alla vita in Italia</strong></p>
<p>“I nostri emigrati qui hanno soprattutto bisogno di informazioni e di non restare da soli” spiega Tatiana Nogailic, presidente di Assomoldave. “L’informazione per un immigrato è vita. Al punto che per nuovi provvedimenti di legge, oltre che al nostro blog su internet, puntiamo sugli sms. Ne spediamo fino a mille”.</p>
<p>Quali le maggiori difficoltà per i moldavi? “Variano a seconda se si ha o no il permesso di soggiorno. Il primo gruppo conta anche i titolari di cittadinanza rumena, mentre oggi quelli del secondo, con il nuovo “pacchetto sicurezza”, sono equiparati a fuorilegge. Personalmente ho vissuto con terrore l’attesa, prima del rilascio e poi del rinnovo del permesso di soggiorno. La prima volta per due anni, poi per un anno e mezzo. Per tutto il tempo da irregolare, ci è impedito di tornare in patria, e questo ci rende inesistenti”. In genere, prosegue la Nogailic, “l’insicurezza non finisce mai per le leggi innumerevoli e interpretate in mille modi. Basti pensare al certificato di residenza richiesto per ottenere la Carta di soggiorno: a fronte di un&#8217;unica legge regionale, ogni Municipio di Roma ha una procedura diversa che va da 2 a 12 certificati”.</p>
<p><strong>Sempre più nascosti, così è fallita l’ultima sanatoria</strong></p>
<p>Che cosa è cambiato con l’ultima sanatoria? “E’ stata un successo parziale, sono arrivate appena metà delle richieste previste – commenta Nogailic &#8211; Uno dei motivi dell’insuccesso è dovuto al licenziamento massiccio attuato dai datori di lavoro prima della sanatoria. Per tre ragioni: l’eccessivo costo a carico di chi assume, il suo timore della burocrazia nella fase applicativa nella legge e infine la possibilità di reperire sul mercato lavoratori pendolari a basso costo. Ma il maggior difetto della legge è stato sanare chi aveva un solo datore di lavoro, escludendo così ad esempio ogni colf impiegata in una molteplicità di famiglie. Tutti sappiamo che queste donne continuano a lavorare, con molti disagi in più, in tante case, ma pur superando le 12 ore al giorno complessive e volendo pagare i costi di persona, non ha avuto la possibilità di mettersi in regola. Abbiamo denunciato inutilmente quello che stava accadendo al Prefetto Mario Morcone, capo del dipartimento libertà civili e immigrazione del ministero dell’Interno”. Ma è stato di recente lo stesso funzionario ad ammettere, presentando i risultati della regolarizzazione, che “c’è ancora molto sommerso e la sanatoria andrebbe ampliata”.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Evasioni e lotte in Francia contro i C.I.E.]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/23/evasioni-e-lotte-in-francia-contro-i-c-i-e/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 08:55:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/11/23/evasioni-e-lotte-in-francia-contro-i-c-i-e/</guid>
<description><![CDATA[Evasioni senza frontiere dal sito &#8220;MACERIE&#8221; &nbsp; Preso da http://mpcinque.splinder.com]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Evasioni senza frontiere dal sito &#8220;MACERIE&#8221; &nbsp; Preso da http://mpcinque.splinder.com]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Invisibili]]></title>
<link>http://alfiosironi.wordpress.com/2009/11/23/invisibili/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 01:06:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>alfio</dc:creator>
<guid>http://alfiosironi.wordpress.com/2009/11/23/invisibili/</guid>
<description><![CDATA[Questa sera vado a vedere “Invisibili &#8211; domande, sogni, speranze, dolori e gioie dei migranti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Questa sera vado a vedere “Invisibili &#8211; domande, sogni, speranze, dolori e gioie dei migranti]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fini la pensa come noi, e se lo dice la terza carica dello Stato ....]]></title>
<link>http://paolaandreoni61.wordpress.com/2009/11/22/fini-la-pensa-come-noi-e-se-lo-dice-la-terza-carica-dello-stato/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 07:42:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>paolaandreoni61</dc:creator>
<guid>http://paolaandreoni61.wordpress.com/2009/11/22/fini-la-pensa-come-noi-e-se-lo-dice-la-terza-carica-dello-stato/</guid>
<description><![CDATA[…sotto a chi tocca!]]></description>
<content:encoded><![CDATA[…sotto a chi tocca!]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[25/11 Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: TUTT@ DAVANTI AI C.I.E.]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/21/2511-giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne-tutt-davanti-ai-c-i-e/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 13:52:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/11/21/2511-giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne-tutt-davanti-ai-c-i-e/</guid>
<description><![CDATA[NELLA TUA CITTÀ C&#8217;È UN LAGER È IL CIE (centro di identificazione ed espulsione) DI PONTE GALER]]></description>
<content:encoded><![CDATA[NELLA TUA CITTÀ C&#8217;È UN LAGER È IL CIE (centro di identificazione ed espulsione) DI PONTE GALER]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chiuso il C.I.E. di Caltanissetta: solo la lotta paga!]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/20/chiuso-il-c-i-e-di-caltanissetta-solo-la-lotta-paga/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 16:36:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/11/20/chiuso-il-c-i-e-di-caltanissetta-solo-la-lotta-paga/</guid>
<description><![CDATA[È stato chiuso il centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Pian del Lago a Caltanissetta, in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[È stato chiuso il centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Pian del Lago a Caltanissetta, in]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
