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	<title>miniere &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/miniere/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "miniere"</description>
	<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 07:21:28 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Il Monte Chiappozzo in Val Graveglia]]></title>
<link>http://enricopelos.wordpress.com/2010/01/02/gita-in-val-graveglia/</link>
<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 14:36:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>enricopelos</dc:creator>
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<description><![CDATA[Partenza al mattino prestissimo (ancora buio ma giustificata da previsioni di bel tempo) per la Val ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div align="center" class="mobile-photo"><a href="http://2.bp.blogspot.com/_SE_ORQ9vP8I/Sz9Z88HxtmI/AAAAAAAAACE/lMJcrAe_0jY/s1600/sentiero+per+monte+chiappozzo+by+enrico+pelos-794993.jpg"><img alt="" border="0" src="http://enricopelos.wordpress.com/files/2010/01/sentieropermontechiappozzobyenricopelos-794993.jpg?w=300" /></a></div>
<div align="justify" class="Section1">
<div class="MsoNormal">Partenza al mattino prestissimo <i>(ancora buio ma giustificata da previsioni di bel tempo)</i> per la Val Graveglia che è una delle valli meno conosciute di Genova ma non per questo meno interessante. </div>
<div class="MsoNormal">Tutta la zona del Monte Chiappozzo è per gli amanti della geologia una delle mete più interessanti in quanto vi si trovano antiche miniere con una tradizione mineraria attiva ancora oggi, sia sotto forma estrattiva che come attrattiva turistica come la Miniera di Gambatesa e paesaggistica.</div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Richard Desjardins a la mine basse]]></title>
<link>http://renartleveille.wordpress.com/2009/11/05/richard-desjardins-mine-malartic-osisko/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 06:18:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>renartleveille</dc:creator>
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<description><![CDATA[Visitez mon nouveau blogue :  http://www.renartleveille.com/ Richard Desjardins s&#8217;exprime sur ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Visitez mon nouveau blogue :  http://www.renartleveille.com/ Richard Desjardins s&#8217;exprime sur ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Abbattitori di arsenico per l’acqua dell’Amiata: necessario un approfondimento.]]></title>
<link>http://idvamiata.wordpress.com/2009/09/16/abbattitori-di-arsenico-per-l%e2%80%99acqua-dell%e2%80%99amiata-necessario-un-approfondimento/</link>
<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 07:39:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lo scorso 8 settembre sono stati inaugurati gli impianti per l’abbattimento dell’arsenico a servizio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Lo scorso 8 settembre sono stati inaugurati gli impianti per l’abbattimento dell’arsenico a servizio]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il Centro dei Diamanti di Anversa]]></title>
<link>http://mygor.wordpress.com/2009/08/25/il-centro-dei-diamanti-di-anversa/</link>
<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 14:42:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>renshicreativestudio</dc:creator>
<guid>http://mygor.wordpress.com/2009/08/25/il-centro-dei-diamanti-di-anversa/</guid>
<description><![CDATA[Anversa e la sua borsa è il centro più importante al mondo ed in europa di produzione e distribuzion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p><strong></p>
<div id="attachment_35" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><strong><a href="http://mygor.wordpress.com/files/2009/08/anversa.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-35" title="Anversa" src="http://mygor.wordpress.com/files/2009/08/anversa.jpg?w=150" alt="Anversa e la sua borsa è il centro più importante al mondo ed in europa di produzione e distribuzione dei diamanti" width="150" height="150" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Anversa e la sua borsa è il centro più importante al mondo ed in europa di produzione e distribuzione dei diamanti</p></div>
<p>Anversa</strong></p>
<p>Anversa è la più importante città della regione delle Fiandre, conta quasi mezzo milione di abitanti e guarda positivamente al futuro, dopo un passato caratterizzato da alti e bassi. Fin dalla fondazione, avvenuta intorno alla metà del VII secolo la città ha tratto la maggior parte dei vantaggi dalla favorevole posizione geografica, diventando uno snodo fondamentale per il transito commerciale tra la Germania e gli stati affacciati sul Mare del Nord. Zucchero, lana, cuoi, spezie, ma soprattutto oro e argento americano, sono i beni che fecero la fortuna delle dogane cittadine, che attirarono decine di migliaia di immigrati da ogni parte d’Europa, e che consegnarono alla città il platonico titolo di emporiodel Mondo. <strong>Di straordinaria importanza è la produzione e distribuzione di diamanti: da secoli è il primo centro per la lavorazione e il commercio dei diamanti al mondo.</strong><br />
Basta inoltrarsi nella Jezusstraat, con il Museo del Diamante, e nella Appelmanstraat per comprendere ciò che questo significhi veramente: il commercio dei diamanti rappresenta l’8% del totale delle esportazioni effettuate dal Belgio.<br />
Con una quota del 70% , la splendida città di Anversa è il più importante centro di scambio dei diamanti al mondo e rappresenta il nuovo “punto caldo” in Europa. Il Centro dei Diamanti di Anversa è un complesso che si estende su 2,5 km,che ospita ben 1500 aziende e 4 borse del diamante. In quest’area estremamente protetta lavorano migliaia di specialisti del settore che danno ulteriore prestigio alla famosa etichetta di qualità internazionale “Cut in Antwerp”, forte di una tradizione di cinque secoli. Per questo <em>la Mygor Diamonds di cui i soci fondatori sono membri della borsa</em>, è fiera di sostenere il mercato certificato e rinomato in tutto il mondo dei diamanti di Anversa.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Miniere e tragedie sul lavoro. Alcuni casi di inizio millennio.]]></title>
<link>http://parlerdemenage.wordpress.com/2009/06/12/miniere-e-tragedie-sul-lavoro-alcuni-casi-di-inizio-millennio/</link>
<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 21:48:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>parlerdemenage</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ucraina: incidente miniera, 2 morti. E’ uno dei titoli che, l’8 giugno 2009, a partire dal tardo pom]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ucraina: incidente miniera, 2 morti. E’ uno dei titoli che, l’8 giugno 2009, a partire dal tardo pom]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Viaggio al centro della terra: tra trivelle e politiche estrattive]]></title>
<link>http://titolando.wordpress.com/2009/06/06/viaggio-al-centro-della-terra-tra-trivelle-e-politiche-estrattive/</link>
<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 20:34:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>titolando</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un pò come nel film o, se perferite, nel romanzo di Jules Verne, Viaggio al centro della terra, è la]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Un pò come nel film o, se perferite, nel romanzo di Jules Verne, Viaggio al centro della terra, è la]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[DAL CARATO ALLA CAROTA... DICONO DI NOI 2]]></title>
<link>http://coopi.wordpress.com/2009/04/23/dal-carato-alla-carota-dicono-di-noi-2/</link>
<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 11:34:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nico Porco</dc:creator>
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<description><![CDATA[18 marzo 2009, EcoWordly, COOPI in Sierra Leone Africa, cercatori di diamanti passano dai carati all]]></description>
<content:encoded><![CDATA[18 marzo 2009, EcoWordly, COOPI in Sierra Leone Africa, cercatori di diamanti passano dai carati all]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Ispantos. A journey in Sardinia - Mostra di Dario Coletti - Castello San Michele - Cagliari]]></title>
<link>http://infopointcagliari.wordpress.com/2009/04/13/ispantos-a-journey-in-sardinia-mostra-di-dario-coletti-castello-san-michele-cagliari/</link>
<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 16:37:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Infopoint  Cagliari</dc:creator>
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<description><![CDATA[Castello San Michele &#8211; Parco San Michele -Cagliari Dal 6 Aprile al 7 Giugno 2009 La mostra pre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2782" title="fotodariocoletti" src="http://infopointcagliari.wordpress.com/files/2009/04/fotodariocoletti.jpg?w=300" alt="fotodariocoletti" width="300" height="199" /><strong>Castello San Michele &#8211; Parco San Michele -Cagliari</strong></p>
<p><strong>Dal 6 Aprile al 7 Giugno 2009</strong></p>
<p>La mostra presenta una raccolta di 60 immagini in bianco e nero, scattate nelle diverse parti della Sardegna dagli anni Novanta a oggi.</p>
<p>Tredici anni fa,un viaggio in Sardegna, fornisce al fotografo romano Dario Coletti, l&#8217;occasione per scoprire i luoghi, le tradizioni, le navi, il mare, i nuraghi, i pastori, le miniere, i cavalli, utilizzando la tecnica fotografica del bianco e nero.</p>
<p>Il reportage fotografico è tratto dal suo libro “Ispantos”, accompagnato dalle suggestioni letterarie dello scrittore Marcello Fois e da una riflessione dell’antropologo Francesco Faeta</p>
<p><strong>Orario:</strong> Dal martedì alla domenica 9.00/13.00  16.00/17.00</p>
<p class="testoOrari"><strong>Ingresso:</strong> Intero 3 €; Ridotto 2 € &#8211; gratuito con Karalis Card</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[RDC : le Président administrateur délégué de la MIBA perd son  mandat ]]></title>
<link>http://oubangui.wordpress.com/2009/04/13/rdc-le-president-administrateur-delegue-de-la-miba-perd-son-mandat/</link>
<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 00:39:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>oubangui</dc:creator>
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<description><![CDATA[Le président administrateur  délégué (PAD) de la Minière de Bakwanga (MIBA), Paul Kabongo,  vient de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h6 style="text-align:justify;">Le président administrateur  délégué (PAD) de la Minière de Bakwanga (MIBA), Paul Kabongo,  vient de perdre son mandat de PAD sur décision du gouvernement  congolais. &#8220;En attendant la nomination de son successeur, c&#8217;est son  adjoint, la DGA madame Tusse qui assure l&#8217;intérim de l&#8217;entreprise&#8221;. </h6>
<h6 style="text-align:justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-1115" title="paulkabongo" src="http://oubangui.wordpress.com/files/2009/04/paulkabongo.jpg" alt="paulkabongo" width="200" height="162" />    <span style="color:#0000ff;"><em>Paul Kabongo</em></span></h6>
<h6 style="text-align:justify;">La décision du gouvernement congolais de retirer le mandat du président administrateur de la MIBA s&#8217;inscrit dans le  cadre de la restauration de la bonne gouvernance et de la relance  de l&#8217;entreprise diamantaire touchée de plein fouet par la crise  financière internationale.  &#8221;Au mois de février dernier, la Direction de la MIBA a annoncé le licenciement de plus de 3.000 de ses travailleurs pour faira  face à la crise financière; la direction avait alors évoqué un  plan de restructuration de l&#8217;entreprise&#8221;, a affirmé un responsable.  &#8221;Cette nouvelle a provoqué une tension sociale et entraîné des marches de protestation des agents de cette entreprise de  production de diamants dans la province du Kasai Orientale&#8221;. Par ailleurs, a-t-il poursuivi, dans la persepctive de  l&#8217;octroi de 110 millions de dollars américains promis par des  partenaires sud-africains à la MIBA, il faut que le gouvernement  congolais procède à des ajustements susceptibles de rassurer ces  partenaires. &#8220;La MIBA a besoin d&#8217;énormes capitaux pour se relancer sa  production. Il faut pour cela que le gouvernement procède à des  ajustements susceptibles de rassurer ces partenaires. L&#8217;objectif  visé est d&#8217;attirer des capitaux et surtout de sortir la Miba de  l&#8217;impasse actuelle&#8221;, a-t-il conclu</h6>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Federalismo fiscale e area metropolitana]]></title>
<link>http://raffaeleparente.wordpress.com/2009/02/07/federalismo-fiscale-e-area-metropolitana/</link>
<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 15:01:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>raffaeleparente</dc:creator>
<guid>http://raffaeleparente.wordpress.com/2009/02/07/federalismo-fiscale-e-area-metropolitana/</guid>
<description><![CDATA[L’individuazione delle funzioni fondamentali deve essere necessariamente accompagnata dall’attuazion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L’individuazione delle funzioni fondamentali deve essere necessariamente accompagnata dall’attuazione dell’art. 119 della Costituzione in materia di federalismo fiscale. Il processo di decentramento avviato a partire dalla legge 59/97 impone già l’avvio del federalismo fiscale al fine di consolidare il livello di finanziamento delle funzioni trasferite e superare le duplicazioni. Con l’individuazione delle funzioni fondamentali occorrerà individuare meccanismi di federalismo fiscale che possano sostenere l’autonomia di entrata e di spesa di ogni livello di governo rispetto alle funzioni ad esso attribuite.  Serve una ricognizione della finanza di ciascun livello di governo Stato, Regioni, Province, Comuni e Comunità montane, in rapporto alle funzioni esercitate. Serve inoltre una proiezione dei fabbisogni in ordine all’attuazione dei processi di decentramento amministrativo e di attuazione del Titolo V, per garantire le risorse finanziarie per ogni livello di governo in rapporto alle funzioni. Nel percorso di attuazione del federalismo fiscale occorrerà tener conto dei seguenti punti:</p>
<p>1)  il riparto tra la competenza legislativa statale e regionale in merito ai tributi regionali e locali;</p>
<p>2)      l’autonomia normativa di Comuni, Province e Città Metropolitane in materia di finanza locale;</p>
<p>3)      un’adeguata proporzione tra tributi propri e compartecipazioni a tributi erariali per ogni livello di governo;</p>
<p>4)      il sistema di perequazione;</p>
<p>5)      il fondo per gli interventi speciali e risorse aggiuntive.  Sono passati pochi mesi dalle elezioni politiche e il dibattito sia nei partiti di centro-sinistra che di centro-destra si sta spostando sul “territorio” in previsione della prossima competizione sulle elezioni amministrative.  Ma attraverso una lettura attenta sui mass-media il rapporto tra i rappresentali delle autonomie locali e e i rappresentanti nazionali è decisamente conflittuale.  Viene spontaneo da domandarsi oggi quale ruolo giochino o possano giocare le diverse autonomie locali,. e le loro assunzioni di responsabilità, nello drammatica situazione economica provocata dalla grande crisi finanziaria che si riflette sulla economia reale.  I cittadini si aspettano adeguati interventi da parte del governo (in intesa con altri governi europei e mondiali e  con le autorità finanziarie sopranazionali) e guardano con apprensione a quello che faranno le grandi centrali finanziarie e bancarie.  Nella periferia, nella realtà locale i cittadini si aspettano gli interventi delle amministrazioni regionali provinciali e comunali per una articolazione e applicazione operativa degli ammortizzatori sociali.  Vi sono Sindaci e Presidenti provinciali che stanno valutando e programmando interventi in aiuto delle famiglie e delle imprese con una riorganizzazione locale del welfare e più ancora su incentivi alla manutenzione (di abitazioni, di boschi, di edifici, scolastici,, ecc.) con interventi finanziari diretti, coadiuvati anche dai fondi europei.  Vi sono aziende di servizio pubblico locale che si dichiarano pronte a fare significativi investimenti in cambio di sostenibili aumenti tariffari.  Vi sono banche a forte caratterizzazione locale che.già ridanno fiato al mondo delle imprese (le banche di credito cooperativo, hanno decisamente aumentato gli impieghi, contro la rigidità delle grandi banche nazionali).  Vi sono fondazioni bancarie che orientano i loro fondi allo sviluppo locale.  Vi sono distretti che stanno dimostrando di essere più che vigili sull&#8217;evoluzione delle filiere di settore e di poter quindi presidiare il potenziale rilancio, dell&#8217;export.  Vi sono innumerevoli piccole e medie imprese che usano la crisi (e la cassa integrazione) per ristrutturarsi.     Quale sarà allora l&#8217;impatto sulle città e sul territorio delle trasformazioni incombenti, la rivoluzione tecnologica, la crisi economica, la transizione sociale, la ricerca dell&#8217;identità?  E in particolare, come queste trasformazioni si confronteranno con l&#8217;assetto territoriale di una Regione come l’Emilia-Romagna, che ha raggiunto significativi risultati economici e sociali?     La Città metropolitana deve sostituire e non aggiungersi all’attuale assetto amministrativo. Deve avere una propria legittimazione elettiva e non essere l’ennesimo ente di secondo grado.  Intervenire in questa materia richiede senso delle istituzioni, rispetto delle popolazioni, lucido disegno semplificatore.  Il governo delle città metropolitane non ha ancora trovato un’adeguata soluzione non tanto per la mancanza di volontà politica quanto per la complessità della questione e soprattutto per non permettere di imporre un assetto uguale per tutte le Città, che sono invece tutte  diverse, per storia e cultura.  Occorre definire esattamente il territorio dichiarato metropolitano e il residuo territorio dell’attuale provincia dovrà essere governato in qualche modo:     a)       con una provincia a ciambella  b)       aggregando il territorio ad altre province.     Nel territorio metropolitano dovrà operare un soggetto che sommi le competenze “di area vasta” dell’attuale comune e dell’attuale provincia, lasciando tutto il resto al livello comune-circoscrizione-municipalità. Il soggetto che possiamo chiamare Città Metropolitana deve avere una legittimazione democratica diretta.  Tutte le soluzioni che ipotizzano soluzioni volontaristiche, associative “di secondo grado”, sono state tentate mille volte e non hanno portato a nulla.  Solo l’elezione diretta di un Sindaco e di un consiglio metropolitano da parte di tutti i cittadini metropolitani metterebbe in moto un processo irreversibile di cambiamento e di semplificazione.  La strada invece di conferire un rango metropolitano all’attuale comune principale, affidandogli funzioni e responsabilità di governo più vasto, senza una corrispondente legittimazione democratica, aumenterebbe contrasti e inefficienze.  La strada maestra deve essere quella di non aggiungere ma di sostituire  Sono dunque questioni e nodi di tal natura, e non certo interessi di parte, a consigliare prudenza e a suggerire, con un po’ di buon senso, un percorso che separi la vicenda della provincia e della città metropolitana da quella delle altre province che rimangono ad operare sul territorio regionale.     Tutto ciò premesso basta ripercorrere tutte le materie che oggi una Provincia deve amministrare per competenza di legislazione e di amministrazione:</p>
<p>1. indirizzi generali di assetto e coordinamento del territorio provinciale, circoscrizioni comunali;</p>
<p>2. toponomastica provinciale;</p>
<p>3. ordinamento degli uffici provinciali e del personale ad essi addetto;</p>
<p>4. tutela, conservazione e sviluppo del patrimonio storico, culturale, artistico e popolare, delle tradizioni, storia, lingue e dialetti;</p>
<p>5. usi e costumi locali ed istituzioni culturali (biblioteche, accademie, istituti, musei) aventi carattere provinciale;</p>
<p>6. organizzazione di manifestazioni e di attività artistiche, culturali ed educative locali, anche con i mezzi radiotelevisivi;</p>
<p>7. urbanistica, piano territoriale provinciale e piani regolatori comunali;</p>
<p>8. difesa del suolo, tutela e valorizzazione ambientale e del paesaggio, prevenzione delle calamità;</p>
<p>9. usi civici;</p>
<p>10. ordinamento delle minime proprietà agricole e di quelle di collina e di montagna;</p>
<p>11. artigianato;</p>
<p>12. edilizia comunque sovvenzionata;</p>
<p>13. porti lacuali;</p>
<p>14. fiere e mercati;</p>
<p>15. tutela, utilizzazione e valorizzazione delle risorse idriche e energetiche;</p>
<p>16. miniere, comprese le acque minerali e termali, cave e torbiere;</p>
<p>17. caccia e pesca;</p>
<p>18. agricoltura e parchi per la protezione della flora e della fauna;</p>
<p>19. viabilità, acquedotti e lavori pubblici di interesse provinciale;</p>
<p>20. comunicazioni e trasporti di interesse provinciale, compresi la regolamentazione tecnica e l&#8217;esercizio degli impianti di funivia;</p>
<p>21. assunzione diretta o partecipata di servizi pubblici e loro gestioni a mezzo di aziende speciali;</p>
<p>22. turismo e industria alberghiera, compresi le guide, i portatori alpini, i maestri e le scuole di sci;</p>
<p>23. agricoltura, foreste e Corpo forestale, patrimonio zootecnico ed ittico, istituti fitopatologici, consorzi agrari e stazioni agrarie sperimentali, servizi antigrandine, bonifica;</p>
<p>24. espropriazione per pubblica utilità per tutte le materie di competenza provinciale;</p>
<p>25. costituzione e funzionamento di commissioni comunali e provinciali per l&#8217;assistenza, l&#8217;orientamento al lavoro e per l&#8217;aggiornamento permanente nonché la riqualificazione dei lavoratori disoccupati;</p>
<p>26. opere idrauliche, organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, rilevamento, disciplina e controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni atmosferiche e sonore;</p>
<p>27. assistenza e beneficenza pubblica;</p>
<p>28. scuola materna;</p>
<p>29. assistenza scolastica per i settori nei quali le Province hanno competenza legislativa;</p>
<p>30. edilizia scolastica;</p>
<p>31. addestramento e formazione professionale, anche post-laurea e dì specializzazione;</p>
<p>32. polizia locale urbana e rurale;</p>
<p>33. istruzione elementare e secondaria (media, classica, scientifica, magistrale, tecnica, professionale e artistica);</p>
<p>34. commercio;</p>
<p>35. apprendistato e lavoro;</p>
<p>36. incremento della produzione industriale attraverso la creazione di poli tecnologici ed incubatoi per l&#8217;innovazione;</p>
<p>37. igiene e sanità, ivi compresa l&#8217;assistenza sanitaria ospedaliera;</p>
<p>38. attività sportive e ricreative con i relativi impianti ed attrezzature;</p>
<p>39. esercizi pubblici;</p>
<p>40. utilizzazione a livello provinciale delle acque pubbliche, escluse le grandi derivazioni a scopo idroelettrico;</p>
<p>41. raccolta ed elaborazione dati, assistenza tecnico-amministrativa ai Comuni;</p>
<p>42. servizi antincendi;</p>
<p>43. sviluppo della cooperazione.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Su Muccadori de sa Sposa - Teatro la Vetreria]]></title>
<link>http://infopointcagliari.wordpress.com/2009/02/07/su-muccadori-de-sa-sposa-teatro-la-vetreria/</link>
<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 10:06:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Infopoint  Cagliari</dc:creator>
<guid>http://infopointcagliari.wordpress.com/2009/02/07/su-muccadori-de-sa-sposa-teatro-la-vetreria/</guid>
<description><![CDATA[Asmed -Balletto di Sardegna - Traversa via della Pace &#8211; Quartucciu (CA) Sabato 7 febbraio 2009]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-429" title="su-muccadori-e-sa-sposa" src="http://infopointcagliari.wordpress.com/files/2009/02/su-muccadori-e-sa-sposa.jpg?w=300" alt="su-muccadori-e-sa-sposa" width="300" height="198" /></p>
<p><a title="ASMED - Balletto di Sardegna" href="http:///www.asmed.it/Balletto di Sardegna/Balletto di Sardegna.html"><strong>Asmed -Balletto di Sardegna</strong> </a>- Traversa via della Pace &#8211; Quartucciu (CA)</p>
<p><strong>Sabato 7 febbraio 2009</strong></p>
<p><strong>Idea originale e regia</strong><em>:</em> Guido Tuveri<br />
<strong>Coreografie</strong><em>:</em> Guido Tuveri in collaborazione con gli artisti Rossana Luisetti, Ignazio Nurra, Valentina Puddu<br />
<strong>Chitarra solista</strong><em>: </em>Giacomo Deiana<br />
<strong>Cantante solista:</strong> Ignazio Nurra<br />
<strong>Scelte musicali</strong><em>: </em>Ignazio Nurra, Guido Tuveri<br />
<strong>Video<em>: </em></strong>Valentino Usai<br />
<strong>Costumi<em>: </em></strong>Archivio costumi Tascusì, archivio costumi Arabesque, Elisabetta Corona Tessitura primitiva della lana realizzata dalle donne del Parco Geominerario guidate da Daniela Ducato.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Sullo sfondo di una parte della nostra storia recente, la fine della seconda guerra mondiale e la liberazione americana, si sviluppano le vicende della storia d’amore tra due giovani, lo stupro di una giovane donna (la sposa), la solidarietà di altre donne (il tessuto sociale). La storia è ambientata tra le miniere di Montevecchio e Ingurtosu. Le scelte musicali sono  basate sulla musica sacra con alcuni inserti di brani contemporanei, e sono intercalate dalla voce di Ignazio Nurra che propone alcuni canti classici del repertorio sardo di compositori nuoresi. Durante lo spettacolo alcune donne di Iglesias e di Guspini guidate da Daniela Ducato creano con le loro mani e i loro corpi il “tessuto sociale” (il velo della sposa), impastando insieme fiocchi di lana di pecora sarda colorati con le terre del Parco Geominerario e con le erbe selvatiche, i frutti, gli ortaggi del Medio Campidano dai quali vedranno realizzarsi coperte e panni colorati destinati al corredo della sposa.</p>
<p style="margin-bottom:0;">I tessuti di miniera prodotti durante gli spettacoli, saranno esposti al Museo dei tessuti e della Moda di Parigi, al Museo Tama Art University di Tokyo e a Palazzo Pitti di Firenze. Successivamente verranno messi all’asta a favore dell’associazione Emergency.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p><strong>Orario: </strong>21:00</p>
<p><strong>Biglietti:</strong> 8 euro, ridotto 4 euro</p>
<h3>Informazioni:</h3>
<p>Balletto di Sardegna  Tel +39 070 8564987 Fax +39 1786037764</p>
<p>info@ballettodisardegna.com</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Congo: «La guerra etnica è un abbaglio: in ballo ci sono ricche miniere e il petrolio»]]></title>
<link>http://ameblog.wordpress.com/2008/11/02/congo-%c2%abla-guerra-etnica-e-un-abbaglio-in-ballo-ci-sono-ricche-miniere-e-il-petrolio%c2%bb/</link>
<pubDate>Sun, 02 Nov 2008 13:38:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>ameblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Una situazione umanitaria «disperata». Una città, Goma, sotto assedio. Migliaia di civili in fuga. P]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Una situazione umanitaria «disperata». Una città, Goma, sotto assedio. Migliaia di civili in fuga. Prezzi dei generi alimentari alle stelle, in un Paese dove il 70% della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno. Niente acqua. Niente cibo. Condizioni igieniche «penose» e «lo spettro delle epidemie dietro l’angolo». Padre Giulio Albanese, missionario comboniano e giornalista con lunga esperienza in Africa, racconta in questi termini la situazione nel nord-est del Congo, dove si consuma quella che definisce «una guerra paravento». Albanese è in contatto costante con i vescovi congolesi. Le notizie che arrivano sono «sconcertanti». Il più numeroso contingente di peacekeeping Onu al mondo – i 16mila uomini della missione Monuc – fatica a gestire la crisi. E dalle Nazioni Unite quello che si continua a sentire sono solo dichiarazioni di «preoccupazione» e «denuncia».Laurent Nkunda, comandante dei ribelli &#8211; per lo più di etnia tutsi &#8211; ha bloccato l&#8217;avanzata delle sue milizie a 15 chilometri da Goma, capoluogo del nord Kivu, minacciando l’occupazione della città se le forze Onu non fermano subito gli attacchi dei militari governativi, di etnia hutu, contro la popolazione civile. Nonostante il cessate il fuoco in vigore da mercoledì, le truppe congolesi hanno compiuto saccheggi, stupri e omicidi contro gli abitanti tutsi. A difendere la città dai ribelli del Congresso nazionale per la difesa del popolo &#8211; ma non dai soldati lealisti &#8211; ci sono solo 800 caschi blu. </p>
<p>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302774 </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Motivati ad emigrare: “avventurieri” del passato e del presente.]]></title>
<link>http://parlerdemenage.wordpress.com/2008/07/28/motivati-ad-emigrare-%e2%80%9cavventurieri%e2%80%9d-del-passato-e-del-presente/</link>
<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 22:27:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>parlerdemenage</dc:creator>
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<description><![CDATA[Attraversare il mare, varcare una catena montuosa. Mutano le terre d’origine, cambiano le traiettori]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Attraversare il mare, varcare una catena montuosa. Mutano le terre d’origine, cambiano le traiettori]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Foto: Le Miniere di Mazarrón]]></title>
<link>http://brandelli.wordpress.com/2008/05/27/foto-le-miniere-di-mazarron/</link>
<pubDate>Tue, 27 May 2008 21:00:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mila</dc:creator>
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<description><![CDATA[Febbraio 2008 &#8211; Minas de Mazarrón (Murcia) Mazarrón è un paesino in provincia di Murcia, oggi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h4>Febbraio 2008 &#8211; Minas de Mazarrón (Murcia)</h4>
<p style="text-align:justify;">Mazarrón è un paesino in provincia di Murcia, oggi famoso come localitá turistica ma fino agli anni &#8216;60 era un famoso centro minerario.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-104" src="http://brandelli.wordpress.com/files/2008/05/mazarron03.jpg" alt="" width="500" height="327" /></p>
<p style="text-align:justify;"><!--more SEGUE . . . -->Le miniere di Mazarrón sono state sfruttate fin dai tempi dei Romani e sono rimaste attive fino alla fine degli anni &#8216;60, oggi sono in abbandono, il paesaggio è incredibile, quasi extraterrestre.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-105" src="http://brandelli.wordpress.com/files/2008/05/mazarron02.jpg" alt="" width="500" height="376" /></p>
<p>I metalli e minerali tingono il paesaggio con tutti i colori immaginabili</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-106" src="http://brandelli.wordpress.com/files/2008/05/mazarron04.jpg" alt="" width="500" height="316" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-107" src="http://brandelli.wordpress.com/files/2008/05/mazarron05.jpg" alt="" width="500" height="373" /></p>
<p style="text-align:center;">
<h4><a href="http://milacroft.altervista.org/album/mazarron/index.html" target="_blank">L&#8217;album<br />
</a></h4>
<p style="text-align:center;"><a href="http://brandelli.files.wordpress.com/2008/05/mazarron-08-4503-01.jpg" target="_blank"><br />
</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bambini in miniera]]></title>
<link>http://terrainagonia.wordpress.com/2008/05/17/bambini-in-miniera/</link>
<pubDate>Sat, 17 May 2008 10:50:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>terrainagonia</dc:creator>
<guid>http://terrainagonia.wordpress.com/2008/05/17/bambini-in-miniera/</guid>
<description><![CDATA[La tanzanite è un gemma rara e preziosa. Si trova in miniere profonde e pericolose. Dove centinaia d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://terrainagonia.files.wordpress.com/2008/05/tanzania.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-167" src="http://terrainagonia.wordpress.com/files/2008/05/tanzania.jpg?w=300" alt="" width="300" height="244" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:130%;" align="center"><span style="color:#660033;"><span><strong><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">La tanzanite è un gemma rara e preziosa.<br />
Si trova in miniere profonde e pericolose.<br />
Dove centinaia di bambini scavano senza sosta.<br />
Nella speranza di uscire dal tunnel</span></strong></span><strong><span style="font-family:Tahoma;"> </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:120%;"><span><span style="font-family:Arial;font-size:x-small;">Hanno tra gli otto e i tredici anni. A vederli                     sparire sotto terra vengono i brividi: le gallerie dentro                     cui si infilano sono cunicoli stretti e fragili che                     potrebbero crollare da un momento all’altro. Basta un                     improvviso cedimento del terreno, un attimo di disattenzione                     o un movimento sbagliato per restare intrappolati a                     centinaia di metri di profondità. E finire inghiottiti dal                     buio, per sempre. Eppure i babyminatori non sembrano                     preoccupati per la loro sorte: sanno di aver poco da perdere                     e in ogni caso non hanno alternative che scendere negli                     abissi, per sopravvivere. È un lavoro sporco e pericoloso                     il loro. Un mestiere duro e imprevedibile, come lo sono i                     preziosi frammenti di tanzanite che si celano nel ventre                     della terra.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:120%;"><span><span style="font-family:Arial;font-size:x-small;">«Questa pietra splendente può cambiare la vita &#8211;                     spiega un giovane lavoratore della miniera &#8211; il problema è                     che per trovarla bisogna rischiare la vita tutti i giorni».                     Siamo nel villaggio di Mererani, vicino ad Arusha, nel                     nord-est della Tanzania, l’unica regione al mondo che                     dispone di giacimenti di zoisite, ovvero tanzanite, una                     gemma rara e pregiata dai sorprendenti rilessi blu e viola.                     Un’autentica ricchezza naturale scoperta alla fine degli                     anni Sessanta; un tesoro minerario d’inestimabile valore                     che viene portato alla luce, giorno dopo giorno, da una                     miriade di piccole imprese locali, affiancate dalla                     multinazionale sudafricana Afgem che dal governo di Dar es                     Salaam ha ottenuto in esclusiva lo sfruttamento dei                     giacimenti più ricchi. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:120%;"><span><span style="font-family:Arial;font-size:x-small;">Qui, fino a trent’anni fa, pascolavano le mandrie                     dei masai. Poi la savana è stata trivellata come un                     gruviera e le colline sono state sfregiate da strade                     polverose e squallide distese di baracche. Al posto dei                     pastori ora ci sono i minatori. Migliaia di minatori, tra                     loro tantissimi ragazzini. Vengono da ogni parte del Paese                     in cerca della pietra luccicante e sognano di accumulare                     ricchezze principesche nelle miniere di Mererani. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:120%;"><span><span style="font-family:Arial;font-size:x-small;">Sul mercato mondiale delle pietre preziose, la                     quotazione della tanzanite viene appena dopo quella dei                     diamanti &#8211; e prima di rubini, zaffiri e smeraldi &#8211; non a                     caso gli esemplari più scintillanti si trovano nelle                     migliori gioiellerie di Parigi, New York e Londra. Il                     colosso dell’oreficeria Tiffany l’ha fatta diventare un                     segno distintivo dei vip. Solo negli Usa il suo giro                     d’affari sfiora i cinquecento milioni di dollari l’anno.                     Ma ai piccoli minatori della Tanzania arrivano solo le                     briciole del business: il loro guadagno medio è di due                     dollari al mese. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:120%;"><span><span style="font-family:Arial;font-size:x-small;">Secondo stime delle organizzazioni umanitarie, tra                     i 1.500 e i 3000 baby-minatori sono impiegati nelle miniere                     tanzaniane, oltre 400 di loro si calano ogni mattina nelle                     gallerie sotterranee di Mererani. Qui i bambini sono molto                     richiesti, ed è facile intuire il perché: lavorano anche                     tredici ore al giorno, senza protestare né scioperare;                     riescono a infilarsi nei tunnel più stretti e fanno da                     rapida spola tra gli uomini in profondità e i rifornimenti                     in superficie. Il tutto per una manciata di soldi, perché                     la gran parte di questi babyminatori non ha famiglia né                     casa, ed è disposta a qualsiasi sacrificio pur di mangiare.                     «Vivono in condizioni disperate, esposti ad ogni genere di                     violenza e abuso &#8211; racconta Alida Vanni, la fotoreporter che                     ha scattato le immagini di questo servizio &#8211; sono costretti                     a calarsi nelle grotte senza alcuna protezione, senza                     stivali né guanti. </span></span></p>
<p><span><span style="font-family:Arial;font-size:x-small;">Arrivano fino a trecento metri di profondità con                     una precaria torcia sulla fronte, che potrebbe spegnersi da                     un momento all’altro: mi hanno raccontato di ragazzini                     dimenticati in fondo alle miniere e di altri uccisi                     dall’esplosione delle mine». Ma questi sono drammi                     destinati a restare sepolti nelle viscere profonde                     dell’Africa.</span></span></p>
<p>Ho ripreso questo post da <a title="missionari" href="http://www.missionaridafrica.org/archivio_rivista/2005_02/01.htm" target="_blank">Missionari d&#8217;Africa </a></p>
<p>Sono incazzato nero, nonostante le tante parole ancora oggi si sfruttano i bambini per la nostra vanità, vergogna</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Per amore dell' Acqua]]></title>
<link>http://terrainagonia.wordpress.com/2008/05/10/per-amore-dell-acqua/</link>
<pubDate>Sat, 10 May 2008 08:52:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>terrainagonia</dc:creator>
<guid>http://terrainagonia.wordpress.com/2008/05/10/per-amore-dell-acqua/</guid>
<description><![CDATA[Si continua a parlane poco, ma il problema dell&#8217;acqua cadrà su tutti noi, quei gentiluomini de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://terrainagonia.files.wordpress.com/2008/05/frame-6.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-163" src="http://terrainagonia.wordpress.com/files/2008/05/frame-6.jpg?w=300" alt="" width="300" height="167" /></a></p>
<p>Si continua a parlane poco, ma il problema dell&#8217;acqua cadrà su tutti noi, quei gentiluomini delle Multinazionali, tipo Nestlè stanno comprando l&#8217;acqua in tutte le parti del mondo, mettendo a repentaglio la vita dei paesi più poveri, in Africa l&#8217;acqua si vende a dei prezzi pari a quelli della benzina, alle popolazioni viene detto di prendere l&#8217;acqua dai pozzi, poi si può purificare con le apposite pastiglie, peccato, che le suddette pastiglie costino 2 dollari cada una, il risultato è che la popolazione si ammala di colera, e nello stesso tempo a pochi km di distanza la gente più ricca non si accorge di nulla, poi c&#8217;è il problema delle acque minerali, negli Stati Uniti, la Nestlè ha comprato i diritti dell&#8217;acqua dello stato del Michigan e ralativo lago, lo stato è andato in tribunale ma tutto è stato inutile, mi bolle il sangue quando vedo le fihette varie con l&#8217;acqua minerale nella borsetta, non sapendo che l&#8217;80% delle acque minerali e acqua di rubinetto, tutto per un finto status, come le scansie dei supermercati, con 10 tipi di shampoo, i capelli sono di tre tipi, secchi,grassi,normali, bona lè, se poi non riesci a diventare una velina cazzi tuoi, il nostro spreco verso l&#8217;acqua è disastroso, nelle Marche hanno deviato un fiume per rifornire L&#8217; acqua <a title="indymedia" href="http://italy.indymedia.org/news/2006/03/1028892.php" target="_blank"><strong>Rocchetta</strong></a>, ed intanto la finta suora contina a dire di bere l&#8217;acqua perchè fà fare molta plin plin, ma và a cagare, vi consiglio di vedere un film documentario stupendo, <a title="for love of water" href="http://www.flowthefilm.com/about.php" target="_blank"><strong>For Love of Water</strong></a> una denucia spiegata molto bene su quello che stannofacendo nel mondo le multinazionali, <strong><a title="lowthefilm" href="http://www.flowthefilm.com/clips.php" target="_blank">per vedere alcune clip del film</a></strong></p>
<p>Per firmare la petizione sull&#8217;articolo 31 dei Diritti Umani clicca <span style="color:#ff0000;"><a title="atricolo 31" href="http://www.article31.org/" target="_blank"><strong>Qui</strong></a></span></p>

</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il parco dell’Arcipelago cerca il ferro degli etruschi]]></title>
<link>http://riomarina.wordpress.com/2008/03/11/il-parco-dell%e2%80%99arcipelago-cerca-il-ferro-degli-etruschi/</link>
<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 14:30:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>blogelba</dc:creator>
<guid>http://riomarina.wordpress.com/2008/03/11/il-parco-dell%e2%80%99arcipelago-cerca-il-ferro-degli-etruschi/</guid>
<description><![CDATA[RIO MARINA (Livorno). Dopo il grande successo della pulizia di Pianosa, che ha visto la partecipazio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>
<a href="http://www.rio-marina.eu">RIO MARINA</a> (Livorno). Dopo il grande successo della pulizia di Pianosa, che ha visto la partecipazione di quasi 500 volontari che hanno ripulito l’isola da oltre 500 grandi sacchi di rifiuti e recuperato quintali di altri rifiuti ingombranti, l’iniziativa “il parco in azione – Azioni per il parco” si trasferisce nelle ex miniere di ferro del comune di Rio nell’Elba «sfruttate sin dall’antichità dagli etruschi per l’estrazione del minerale – spiega una nota del parco nazionale dell’Arcipelago toscano &#8211; Erano celebri già in epoca remota grazie agli scritti degli autori classici, ma dal 1981, dopo quasi tremila anni di attività, il duro lavoro nelle miniere elbane si è fermato e le strutture demaniali permangono a testimoniare una fase sociale ormai conclusa».</p>
<p>Luoghi che oggi sono diventati il cuore del parco minerario dell’Elba, nato per recuperare e valorizzare le aree ex minerarie come giacimenti culturali. Domenica 9, dopo una breve visita guidata nel Burò, il palazzo degli uffici della miniera, oggi museo del Parco Minerario, ci sarà un’escursione attraverso le miniere lungo un percorso ad anello. Partendo dal cantiere Bacino, dove sarà possibile effettuare la raccolta di alcuni campioni di minerali, si visteranno i principali luoghi di estrazione della miniera di Rio.</p>
<p>«I minerali dei ferro del versante orientale dell’isola d’Elba, oltre a rappresentare una fondamentale risorsa economica dell’Elba di ieri, hanno avuto un grande importanza per studiosi, ricercatori ed appassionati, richiamati dalla varietà mineralogica e dalla bellezza dei reperti, in cui sono evidenti forme geometriche da manuale e strutture cristallografiche tipiche, talora riscontrabili unicamente sul nostro territorio – spiega la direttrice del parco nazionale, Franca Zanichelli &#8211; Ematite, Pirite, Limonite, Ilvaite e Quarzo sono solo alcuni dei minerali che possono essere trovati durante una passeggiata intorno a Rio Marina».<br />
<a href="http://www.elbaworld.com/isola_d_elba/it/rio_marina/Appartamenti/"><br />
Rio Marina appartamenti</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Apertura Network Terrainagonia]]></title>
<link>http://terrainagonia.wordpress.com/2008/03/11/apertura-network-terrainagonia/</link>
<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 11:15:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>terrainagonia</dc:creator>
<guid>http://terrainagonia.wordpress.com/2008/03/11/apertura-network-terrainagonia/</guid>
<description><![CDATA[Stò preparando un network per farvi partecipare attivamente Visita Terra in Agonia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Stò preparando un network per farvi partecipare attivamente</p>
<p><a href="http://terrainagonia.ning.com/">Visita <i>Terra in Agonia</i></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Isola d´Elba, di chi sono i terreni ex minerari di Ortano?]]></title>
<link>http://riomarina.wordpress.com/2008/02/25/isola-d%c2%b4elba-di-chi-sono-i-terreni-ex-minerari-di-ortano/</link>
<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 17:06:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>blogelba</dc:creator>
<guid>http://riomarina.wordpress.com/2008/02/25/isola-d%c2%b4elba-di-chi-sono-i-terreni-ex-minerari-di-ortano/</guid>
<description><![CDATA[rio marina RIO MARINA (Livorno). Legambiente Arcipelago Toscano rilancia oggi una vicenda che «esatt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.rio-marina.eu">rio marina</a></p>
<p>RIO MARINA (Livorno). Legambiente Arcipelago Toscano rilancia oggi una vicenda che «esattamente un anno fa – si legge in un comunicato &#8211; nel silenzio e nella disattenzione quasi generale, con un provvedimento (14.2.2007) del G.I.P. del Tribunale di Livorno, emesso su richiesta del Pubblico Ministero Carmen Santoro, venne chiusa, a livello penale. Una vicenda partita da quella che pare una ingiustizia subita da una famiglia elbana che, dopo aver costruito a proprie spese ed aver impegnato per anni il proprio lavoro ed i propri investimenti economici in un’attività commerciale, se la vide “espropriata” da un giorno all’altro da chi la aveva sollecitata a realizzarla».</p>
<p>Il provvedimento sembrerebbe quasi clamoroso e comunque di grande importanza per l’Isola d’Elba e il comune di Rio Marina. «Infatti, la vicenda della famiglia elbana ha svelato un problema ancora più grande che potrebbe comprendere anche altre situazioni dell’ex-compendio minerario – spiega il Cigno verde isolano &#8211; Il procedimento penale riguardava i terreni ex minerari dove attualmente sorge il grande villaggio turistico Ortano Mare e, secondo quanto ipotizzato dalla Procura di Livorno, sarebbero molto probabile che il complesso immobiliare sia stato costruito su terreni non legittimamente acquisiti dalla attuale proprietà, che conseguentemente dovrebbe retrocederli al Demanio dello Stato».</p>
<p>Le indagini sono state condotte dalla sezione di P.G. della polizia municipale di Livorno che ha ricostruito le complesse vicende dei terreni di Ortano che facevano parte del compendio immobiliare concesso dal Demanio minerario dello Stato alla Società Ferromin, poi divenuta “Ilva Miniere dell´Elba”. «In base al capitolato – spiega Legambiente &#8211; una volta cessata l’attività mineraria l’Ilva avrebbe dovuto riconsegnare allo Stato tutte le aree comprese nel compendio. Ma, in piena crisi mineraria e con la cessazione dell’attività estrattiva, con una serie di passaggi che parrebbero non chiari a livello catastale ed a livello di formalità immobiliari, gli immobili sono prima passati ad una società e poi ad un’altra, ma, a quanto pare, sempre a persone giuridiche ricollegabili per le partecipazioni sociali a soggetti che avevano svolto funzioni dirigenziali nella Montecatini Edison, cioè la società che gestiva, quale sub-concessionaria dell’Ilva, le miniere di Rio Marina. Secondo il Tribunale di Livorno, né l’Ilva (ex Ferromin), né la Montecatini avrebbero avuto alcun titolo per alienare a privati i terreni dato che, in base al capitolato, avrebbero dovuto restituirli al Demanio alla cessazione dell’attività estrattiva».</p>
<p>Per questo, secondo il Pubblico Ministero Santoro, emergerebbero «condotte qualificabili come delitti di falso e truffa» per le quali però non è più possibile procedere per intervenuta prescrizione «in ragione del tempo in cui sono stati posti in essere, ovvero gli anni 1960-1970…». La prescrizione ha reso impossibile procedere penalmente, rimane però aperto l’aspetto amministrativo: «Chi è il proprietario dei terreni dove è stato costruito il villaggio turistico Ortano Mare? – si chiede Legambiente &#8211; Se, come pare evidenziato dal provvedimento del Pubblico Ministero, i terreni furono illegittimamente acquisiti, questi, insieme a quello che vi è stato successivamente costruito sopra, dovrebbero tornare in mano pubblica e venire acquisiti dal Demanio dello Stato. E’ strano che una sentenza di tale rilevanza non abbia sollevato il dovuto interesse delle istituzioni locali e degli uffici del ministero competente che dovrebbero prendere finalmente posizione sulla vicenda degli ex terreni minerari di Ortano per chiarirla definitivamente».</p>
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<title><![CDATA[Emergenza medica]]></title>
<link>http://terrainagonia.wordpress.com/2008/01/26/emergenza-medica/</link>
<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 10:02:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>terrainagonia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Per il Centro SALAM di Cardiochirurgia a Khartoum (Sudan), operativo dall&#8217;aprile 2007, Emergen]]></description>
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e inviare via email un curriculum vitae dettagliato (specificando<br />
nell&#8217;oggetto per quale posizione si scrive) al seguente indirizzo:<br />
<a href="mailto:curriculum@emergency.it">curriculum@emergency.it</a></b></p>
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<title><![CDATA[Malawi: proviamo a muovere il culo grazie]]></title>
<link>http://terrainagonia.wordpress.com/2007/12/08/malawi-proviamo-a-muovere-il-culo-grazie/</link>
<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 11:59:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>terrainagonia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il protettorato britannico del Nyasaland, posto nel 1891, è divenuto Stato indipendente nel 1964 col]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://terrainagonia.wordpress.com/files/2007/12/malawi-famine-affected-family.jpg" title="malawi"><img src="http://terrainagonia.wordpress.com/files/2007/12/malawi-famine-affected-family.jpg" alt="malawi" /></a></p>
<p class="viewParCell BLOBAlignLeft">Il protettorato britannico del Nyasaland, posto nel 1891, è divenuto Stato indipendente nel 1964 col nome di Repubblica del Malawi.</p>
<p>Dopo tre decenni di partito unico, il paese ha avuto le prime elezioni multipartitiche nel 1994, con una costituzione provvisoria divenuta definitiva l&#8217;anno successivo.</p>
<p>La forte <strong>corruzione</strong> delle istituzioni, la <strong>crescita della popolazione</strong>, la crescente <strong>pressione sulle terre coltivabili</strong> e la conseguente insicurezza <strong>alimentare</strong>, peggiorata dalle recenti siccità, e ulteriormente aggravata dall&#8217;alta e <strong>crescente incidenza dell&#8217;HIV/AIDS</strong>, sono tra i maggiori problemi attuali del paese.</p>
<p>Il Malawi, inoltre, <strong>è tra i paesi più altamente indebitati con l&#8217;estero</strong>.</p>
<p>L&#8217;economia è prevalentemente agricola, il <strong>90% della popolazione vive nelle aree rurali</strong> in un paese in cui il 50% delle esportazioni sono legate al tabacco.</p>
<p>Sebbene negli ultimi anni la <strong>politica fiscale contro la corruzione è stata molto dura</strong>, le gravi siccità del 2005 e del 2006 hanno costretto il governo ad accrescere le imposte per sostenere la <strong>crisi economica</strong>.</p>
<p>Il Malawi vive dunque una <strong>grave emergenza umanitaria</strong>, una crisi complessa che necessita di un approccio integrato : è necessario mettere fine all&#8217;insicurezza alimentare e agire contro le cause di crescente vulnerabilità della popolazione, particolarmente delle donne e dei bambini.</p>
<p>Il Malawi infatti è <strong>uno dei paesi più poveri al mondo</strong>: il 42% della popolazione vive con meno di 1$ al giorno e <strong>il 65% delle popolazioni rurali vive sotto la soglia di povertà</strong>.</p>
<p>L&#8217;attuale crisi alimentare è accresciuta dall&#8217;alto indice di HIV/AIDS che colpisce <strong>il 14,4% della popolazione tra i 15 e i 49 anni</strong>, colpendo intere generazioni in età lavorativa e mettendole nell&#8217;impossibilità di lavorare una volta ammalate.</p>
<p><strong>La Trasmissione dell&#8217;HIV da Madre a Figlio (TMF),</strong> inoltre, minaccia di contagiare tra i 20.000 e i 40.000 neonati ogni anno, attualmente oltre 83.000 bambini sotto i 15 anni sono sieropositivi.</p>
<p><strong>Quasi un milione di bambini hanno perso uno o entrambi i genitori, la metà dei quali a causa dell&#8217;AIDS.<br />
</strong>I servizi sanitari di base, sovraffollati per le crescenti malattie endemiche nel paese, sono compromessi dalla <strong>mancanza di infrastrutture</strong>, <strong>strumenti e medicine</strong> e dalla carenza di personale medico e paramedico.</p>
<p><strong>I tassi di mortalità neonatale e sotto il quinto anno</strong> (112 e 178 per ogni 1,000 nati vivi rispettivamente) <strong>sono tra i più alti al mondo.</strong></p>
<p><strong>Malaria</strong>, <strong>diarrea, </strong><strong>infezioni respiratorie</strong> acute e <strong>carenze nutrizionali</strong> sono tra le principali cause di mortalità infantile.<br />
<span></span><br />
I tassi di <strong>mortalità materna</strong> sono quasi raddoppiati dal 1992: oggi <strong>più di una donna su cento muore di parto, uno dei tassi più alti al mondo.</strong></p>
<p>Carenze di <strong>Vitamina A</strong>, <strong>ferro</strong> e <strong>iodio</strong> sono molto diffuse in tutto il paese.</p>
<p>Le percentuali di<strong> iscrizione alla scuola secondaria sono molto basse</strong>, in parte a causa della carenza di insegnanti, libri di testo e strutture sanitarie.<br />
<strong>L&#8217;abuso</strong>, lo <strong>sfruttamento</strong> <strong>sessuale</strong> e il <strong>traffico</strong> <strong>di minori</strong> colpisce più di un milione di bambini del Malawi particolarmente le bambine, più vulnerabili e soggette alla discriminazione e alla violenza.</p>
<p class="BLOBFloatClear BLOBRow1px">&#160;</p>
<p class="viewLineBreak">&#160;</p>
<h2 class="viewSottotitoloMattone">Adotta un progetto UNICEF in Malawi</h2>
<p class="viewLineBreak">&#160;</p>
<p>Il Malawi è uno dei paesi per i quali i sostenitori italiani dell&#8217;UNICEF possono effettuare donazioni direttamente finalizzate alla &#8220;adozione&#8221; di un progetto specifico che l&#8217;UNICEF conduce nel paese. L&#8217;obiettivo di questo progetto <strong>è ridurre il contagio da HIV/AIDS</strong>, che ha un&#8217;indidenza molto forte nel paese.</p>
<p>Diversi <strong>cittadini</strong>,<strong> aziende</strong> e <strong>scuole</strong> italiani, attraverso il Comitato Italiano per l&#8217;UNICEF, stanno già offrendo il loro contributo.</p>
<p><strong><a href="http://www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1581">Per saperne di più, visita le pagine dedicate all&#8217;adozione del progetto: &#8220;Fermiamo l&#8217;HIV/AIDS&#8221;</a></strong></p>
<p><font color="#ff0000"><strong> Allora siamo sotto Natale cerchiamo di salvare le nostre coronarie con 2 fette in meno di cothechino, spendiamo anche pochi euro, ma con cuore </strong></font></p>
</div>]]></content:encoded>
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