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	<title>mo-yan &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/mo-yan/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "mo-yan"</description>
	<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 08:08:34 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[La Quinzaine n°1003, du 16 au 30 novembre]]></title>
<link>http://laquinzaine.wordpress.com/2009/11/23/la-quinzaine-n%c2%b01003-du-15-au-30-novembre/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 00:21:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>capucinebordet</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;﻿﻿Penseur en captivité&#8221;, un article de Marc Lebiez EMMANUEL LEVINAS CARNETS DE CAPTIVIT]]></description>
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<title><![CDATA[Das größte Operndrama von allen ist die Hinrichtung eines Menschen. Mo Yan "Die Sandelholzstrafe"]]></title>
<link>http://smoel.wordpress.com/2009/11/04/das-groste-operndrama-von-allen-ist-die-hinrichtung-eines-menschen-mo-yan-die-sandelholzstrafe/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 16:32:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>smoel</dc:creator>
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<description><![CDATA[Es ist ein untergehendes Imperium, in dem Mo Yans epischer Roman „Die Sandelholzstrafe“ angesiedelt ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Es ist ein untergehendes Imperium, in dem Mo Yans epischer Roman „Die Sandelholzstrafe“ angesiedelt ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La vida y la muerte me están desgastando, de Mo Yan]]></title>
<link>http://loslibros.wordpress.com/2009/10/01/la-vida-y-la-muerte-me-estan-desgastando-de-mo-yan/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 15:24:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Toronaga</dc:creator>
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<description><![CDATA[Desde que leí la magistral novela Sorgo rojo, de Mo Yan, no deje de seguir a este gran escritor chin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" title="La vida y la muerte me están desgastando." src="http://www.arrakis.es/~dovalo/lavidaylamuerte.jpg" alt="" width="150" height="222" />Desde que leí la magistral novela <em>Sorgo rojo</em>, de <strong>Mo Yan</strong>, no deje de seguir a este gran escritor chino, y la verdad en que en esta nueva entrega no decepciona en absoluto, aunque puede que algunos lectores se echen atrás por ser un libro de más de 700 páginas, y que no sigue el ritmo de las novelas occidentales, sino que usa la cadencia de la novela oriental, donde algo que dura poco en el tiempo puede llenar hojas  y hojas y en cambio un lustro lo puede pergeñar en pocas páginas. <strong>La vida y la muerte me están desgastando</strong> no deja de ser una novela con humor e ironía y eso que se trata de la vida de un terrateniente que es ejecutado  injustamente, aunque bien es cierto que no hay ejecución justa, y que gracias a la reencarnación se convierte sucesivamente en burro, en buey, en cerdo y en el  perro de su propia familia, y que en esas reencarnaciones nos va contando la saga de sus familiares, tanto sus esposas, hijos, nietos y demás parientes,  desde su propia visión de ser humano metido en el cuerpo de distinto animales, el sabe lo que le está pasando y recuerda las distintas vidas y gracias a su prosa somos capaces de oler, degustar e incluso tocar sus propias vivencias así como su desdicha en que nunca se le trata justamente, viendo como sus distintas vidas le son quitadas sin la justicia requerida. Al que no esté  acostumbrado a la novela china le chocará el ritmo de la misma, su lentitud, pero es ahí donde reside su máximo esplendor, en una prosa que es como el terciopelo, que cuanto más lo acariciamos más necesidad tenemos de hacerlo. Mo Yan, seudónimo de Guan Moye, creo que es uno de los escritores que con el tiempo se convertirán en un futuro premio Nobel, maestría no le falta, como ya dejo ver en la ya mencionada <em>Sorgo Rojo, como en Grandes pechos, amplias caderas y en Las baladas del ajo.</em></p>
<p>Ficha:</p>
<p>Lengua. Castellano</p>
<p>Editorial: Kailas</p>
<p>Encuadernación: Tapa blanda</p>
<p>Páginas: 756</p>
<p>Edición: 1ª</p>
<p>Año: 2009</p>
<p>ISBN: 9788489624610</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un'estate da leggere]]></title>
<link>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/07/14/unestate-da-leggere/</link>
<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 20:49:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simona Maggiorelli</dc:creator>
<guid>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/07/14/unestate-da-leggere/</guid>
<description><![CDATA[di Simona Maggiorelli Picasso Estate tempo di riposo. E, finalmente, tempo di letture. Si direbbe co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
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<div>di Simona Maggiorelli</div>
<div>
<div id="attachment_1937" class="wp-caption alignleft" style="width: 254px"><img class="size-medium wp-image-1937" title="Picasso3 dona llegint" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/07/picasso3-dona-llegint.jpg?w=244" alt="Picasso" width="244" height="300" /><p class="wp-caption-text">Picasso</p></div>
<p>Estate tempo di riposo. E, finalmente, tempo di letture. Si direbbe con il signor Lapalisse. Quelle agognate durante tutto l’inverno affogato di impegni e di lavoro. Ma a dare retta a un certo vecchio e usurato costume dei giornali nostrani, che sotto il solleone vanno a caccia di gossip e delitti, gli italiani con l’arrivo delle ferie manderebbero anche il cervello in vacanza. Stanchi di questo vecchio adagio, curiosando fra le novità in libreria, ci siamo immaginati un piccolo vademecum per chi sia già con un piede sull’aereo, sul treno, sulla bicicletta&#8230; cercando di fare incetta di enzimi per la mente&#8230;</p></div>
</div>
</div>
<p><strong>Sotto l’ombrellone</strong></p>
<p>«Tempo!», chiedono con le mani gli allenatori di Pallavolo. E di questi tempi vacazieri, quelli del Beach Volley sulle spiagge. E allora diamoci tempo per un tuffo nelle pagine per cercare di capire qualcosa di più di questo strano Paese in cui viviamo. Un Paese in cui i giornali dei grandi gruppi editoriali “non sempre” fanno il proprio lavoro, mentre singolarmente, e con coraggio, giornalisti e scrittori, passandosi il timone, scrivono la vera storia degli ultimi anni. Parliamo, per esempio, di giornalisti come Lirio Abbate, al lavoro quotidiano in Sicilia contro la mafia, ma anche autore di libri come<em> I complici, tutti gli uomini di Provenzano da Corleone al parlamento </em>(Fazi) scritto due anni fa con Peter Gomez; un libro, pensiamo, che ognuno di noi dovrebbe avere in casa.</p>
<p>Ma pensando a Napoli, alle stragi di camorra e non solo, parliamo anche dei libri di Roberto Saviano che, recentemente per Mondadori ha raccolto i suoi reportage scritti fra il 2004 e il 2009, nel libro <em>La bellezza e l’inferno.</em> Abbate e Saviano, due giornalisti diversissimi, ma che in questo Paese strano vivono entrambi sotto scorta. Una stranezza che la statunitense Freedom house ha passato al vaglio classificando l’Italia all’ultimo posto in Europa per la libertà di stampa.</p>
<p><strong>In campagna</strong></p>
<p>Dedicato a chi va in campagna. In senso letterale. E metaforico, pensando a ciò che si muove o non si muove, ahinoi, a sinistra sulla scena politica italiana. Pensando al teatrino delle candidature alle primarie del Pd a cui già in questi giorni stiamo assistendo e, a chi non rassegnandosi a morire democristiano, berlusconiano o finiano, già si sente in campagna elettorale per le elezioni regionali dell’anno prossimo. Così, fra i molti titoli nuovi che ci si propongono ci viene, in primis, da suggerire come lettura per l’estate il libro, anche se non nuovissimo, di Beppino Englaro <em>Eluana, la libertà e la vita</em> (Rizzoli) accanto a <em>Storia di una morte opportuna</em>, il diario del medico di Welby, Mario Riccio, pubblicato da Sironi.</p>
<p>Poi venendo ai libri freschi di stampa, un titolo importante come <em>Religione e politica </em>(Meltemi) in cui si ricostruisce tutto il percorso che va da Del Noce a Habermas allo statuto del Pd, che in molti ricorderanno, stabiliva che la religione non fosse un fatto al limite privato, ma dovesse rientrare a pieno titolo nel dibattito pubblico; persino, in quello parlamentare. Ma guardando ancora in casa propria pur sforzandoci di pensare Antonio Di Pietro di sinistra, memori delle sue sacrosante battaglie da magistrato, vale la pena approfondire la deriva populista dell’Antonio nazionale, analizzata da Alberico Giostra in <em>Il Tribuno. Vita politica di Antonio Di Pietro </em>(Castelvecchi).</p>
<p><strong>Per chi va in montagna</strong></p>
<p>Pensieri in vetta, dopo lunghe camminate. Un libro, un rifugio. Recita il titolo di una rassegna di incontri con l’autore in Alta Badia, che il 5 agosto, a La Villa-Corvara, invita il direttore del domenicale de <em>Il Sole 24 ore</em>, Riccardo Chiaberge, a presentare il suo ultimo libro<em> La variabile Dio</em> (Longanesi) che indaga le radici dell’insanabile conflitto fra religione e scienza. Ma di scienza e di scoperte mentalmente “ad alta quota” si occupa, fra romanzo e storia, anche il libro del fisico Gino Segré, <em>Faust a Copenaghen</em> (Il Saggiatore) che ricostruisce la vita, le relazioni (nonché la passione per l’alpinismo) e l’impegno assoluto nella ricerca del gruppo di scienziati, sei uomini e una donna, che nel 1932 lavoravano per Istituto di fisica teorica di Copenaghen.<br />
Erano il gruppo di Niels Bohr e di Werner Heisenberg, i “rivoluzionari” della fisica quantistica. Per i più contemplativi, invece, c’è il bel libro curato da Chiara Dall’Olio <em>La Montagna rivelata Fotografie di grandi viaggiatori e alpinisti tra ’800 e ’900 (</em>Skira) e per gli scalatori del limite, invece, il libro testimonianza di uno dei più grandi scalatori al mondo, Alexander Huber <em>La montagna ed io </em>(Corbaccio). E ancora sul versante più “domestico”, riecheggiando il titolo del celebre viaggio in Italia di Dürer, ecco <em>In viaggio sulle Alpi</em> (Einaudi) di Marco Albino Ferrari, che l’autore presenta il 24 luglio a Courmayeur.</p>
<p><strong>Per chi va al lago</strong></p>
<p>Maurizio Pallante, il teorico italiano della decrescita, presenta il 23 luglio nel Parco Laghi Margonara a Gonzaga, in provincia di Mantova il suo ultimo libro<em> La felicità sostenibile</em> (Rizzoli) che parte da alcuni assunti semplici ed essenziali: tra processo di trasformazione e uso finale, una lampadina a incandescenza disperde il 95 per cento dell’energia; per ricavare una bistecca di manzo da un etto, occorrono tremila litri di acqua. Invitando a una battaglia, in teoria elementare ed evidente a tutti, contro gli sprechi. Ma un pesante sasso nel lago stagnante della politica italiana, che sotto Berlusconi (e purtroppo, anche sotto l’ultimo governo di centrosinistra) si è dimostrata quanto mai genuflessa ai diktat vaticani lo getta in primo luogo Gianluigi Nuzzi, con il libro <em>Vaticano Spa</em> (Chiarelettere).<br />
In un Paese cattolico come il nostro da alcune settimane, curiosamente, in cima alle classifiche di vendita dei libri troviamo proprio questo titolo che documenta come lo Ior, la Banca vaticana, abbia negli anni prestato il fianco al riciclaggio di denaro sporco. E non solo. Una storia che si riesce a mettere ancor più a fuoco leggendo il libro di Nuzzi in parallelo con il libro <em>Qualunque cosa succeda</em> del giovane avvocato Umberto Ambrosoli, figlio dell’assassinato Giorgio (appena uscito per Sironi con la prefazione di del presidente Carlo Azeglio Ciampi). E per chi voglia andare ancora più a fondo in questa storia cruciale d’Italia, utilissima è anche la lettura comparata del libro <em>Il Caffé Sindona</em> (Garzanti) che gli autori Gianni Simoni e Giuliano Turone presentano il primo agosto a Courmayeur proprio con Umberto Ambrosoli.</p>
<p><strong>Per chi viaggia</strong></p>
<p>«Per viaggiare basta vivere», scriveva giustamente il portoghese Fernando Pessoa. E proprio per chi sceglie di vivere intensamente attraverso un viaggio ci sentiremmo di suggerire alcuni titoli che ci liberano dalla maschera della felliniana Gelsomina: di chi nulla sa, ma peggio ancora, nulla vuole sapere. Pensiamo a libri come l’autobiografia di Rebya Kader, ex imprenditrice dello Xinjiang, acclamata ai massimi gradi del parlamento cinese perché «arricchirsi è glorioso» e poi subitaneamente cacciata per la sua strenua difesa dei diritti umani nel Turkmenistan orientale. Qualche mese fa Kadeer, leader degli uiguri, esule negli Usa dopo anni di prigione in Cina, è venuta in Italia per presentare il suo libro, <em>La guerriera gentile </em>(Corbaccio), preconizzando un drammatico giro di vite nella sua terra.<br />
Alla luce degli oltre 800 morti denunciati da fonti uigure, uccisi dalla repressione cinese, questo appassionante libro è essenziale per tentare di capire cosa sta succedendo. Dall’Estremo al Medio Oriente, altri focolai di rivolta e repressioni che si consumano sanguinosamente sotto il nostro sguardo distratto. Pensiamo all’Iran e alla rivolta di tanti giovani contro le elezioni truccate dal presidente Ahmadinejad. Anche in Italia sono usciti alcuni titoli che interrogano radicalmente il regime, a cominciare dalla<em> Storia dell’Iran 1890-2008 </em>(Bruno Mondadori) dell’italo-iraniana Farian Sabahi e dalla <em>Storia dell’Iran dai primi del ’900 a oggi </em>di Ervand Abrahamian (Donzelli).</p>
<p>Ma non solo. Con fantasia, raccontando per metafore, spinte da esigenze espressive ma anche dalla necessità di sviare la censura, giovani scrittrici iraniane raccontano tra le righe il cambiamento sotterraneo che la società di Teheran sta vivendo, anche grazie all’impegno delle donne. La studiosa Anna Vanzan ha raccolto le loro voci nel libro Figlie di Shahrazad. Scrittrici iraniane dal XIX secolo a oggi (Bruno Mondadori). E ancora. Dal Medio Oriente all’emergenze dell’Africa, Benito Li Vigni, esperto di geopolitica nel libro<em> I predatori dell’oro nero e della finanza globale </em>(Baldini Castoldi Dalai), indaga a tutto campo sui legami tra «mondo del petrolio» e potere politico-finanziario, inquadrando le verità nascoste che riguardano il futuro dei giacimenti, le guerre, le tensioni geopolitiche e l’uso dell’«arma petrolifera» da parte dei maggiori produttori, primo fra tutti la Russia. «Lungo una sorta di cintura che lega il Sud del mondo, passando dall’Iraq al Sudan e alla Nigeria, per arrivare in Venezuela e Colombia scrive Li Vigni &#8211; gli “imperi del profitto” si scontrano e si alleano. La fame di petrolio spinge a mutamenti epocali negli assetti politici internazionali, basti pensare alla silenziosa colonizzazione cinese dell’Africa e a un evento impensabile come l’affacciarsi della flotta militare di Pechino nel Mediterraneo». Uno scenario instabile nel quale si affaccia la «svolta verde» di Barack Obama e la sua politica estera fin qui moderata.</p>
<p>E ancora a chi voglia viaggiare con cognizione in terra d’Africa suggeriamo <em>I signori della sete </em>(Piemme) di Sergio Grea che offre &#8211; in chiave di romanzo ma sostanziata da una fitta messe di documenti &#8211; un drammatico spaccato delle conseguenze delle guerre per una risorsa primaria come l’acqua. Il libro sarà presentato il 19 luglio a San Marzano Oliveto in provincia di Asti. Last but not least, un libro essenziale per chi quest’estate prendesse le rotte dell’India: parliamo di<em> Quando arrivano le cavallette</em> (Guanda) della scrittrice e coraggiosa reporter Arundhati Roy. Nonostante i passi avanti che ha fatto la più grande democrazia mondiale, sono molte ancora le pagine di ingiustizia. La straordinaria romanziera de Il dio delle piccole cose qui fa cronaca di denuncia documentando azioni di apparati dello Stato deviati e la corruzione di una magistratura prona agli interessi delle multinazionali.</p>
<p><strong>Per chi sta a casa</strong></p>
<p>«L’amore è un viaggio. Ed è meglio viaggiare che arrivare, come diceva qualcuno». Quel qualcuno era il maestro del romanzo d’avventura Stevenson, quello dell’Isola del tesoro. Ma chi siglava questa nota nel 1918 era uno scrittore di lingua anglosassone, forse ancor più grande: D.H. Lawrence, l’autore scandaloso per quegli anni del romanzo <em>L’amante di Lady Chatterly</em>. Di Lawrence in questi giorni Adelphi fa uscire una interessante raccolta di saggi intitolata <em>Classici americani</em>. Di fatto una serie di folgoranti ritratti, di grande penetrazione psicologica di maestri come Edgar Allan Poe, Nathaniel Hawthorne (l’autore de La lettera scarlatta) e di Herman Melville. Il libro, scritto in prima persona, ha come voce narrante quella di un ragazzino di 11 anni che vede suo padre morire improvvisamente.</p>
<p>Ma volendo continuare a viaggiare con la mente nella grande e contraddittoria terra americana, Adelphi offre anche un altro titolo da non perdere di vista: l’affascinante <em>Zia Mame</em> di Patrick Dennis in cui si racconta la grande mela degli anni Venti ricca di jazz e nuove culture con lo sguardo ancora una volta di un ragazzino rimasto orfano, ma in questo caso affidato a una affascinate zia che non aveva mai voluto sposarsi. E ancora per restare in terra a stelle e strisce, mentre il giovanissimo Todd HasakLowy in <em>Prigionieri </em>(Minimum Fax) traccia un corrosivo ritratto dell’America dei nostri giorni in cui &#8211; ipse dixit «tutto è andato completamente a puttane, il governo, le grandi aziende, tutto», esce in rinnovata edizione italiana <em>Uomo invisibile</em> (Einaudi), il romanzo dello scrittore afroamericano Ralph Ellison, che per primo nel 1947 seppe fondere la tradizione orale del Sud con il registro poetico di Dostoevsky per raccontare la storia di un meticcio che ha più di qualche assonanza con quella del presidente Obama, il quale in passato, se non proprio citando Uomo invisibile, ha fatto riferimento ai libri di Ellison.</p>
<p>Un tempo, parlando di superpotenze culturali e non solo politiche, sbirciando da casa il mappamondo e avendo a portata di mano una degna biblioteca, a questo punto, si sarebbe andati a scovare qualche perla di novità letteraria nei territori della ex Urss. Ma letterariamente parlando oggi la temperatura culturale di Mosca sembra essere “non pervenuta”. Come se di dittatura in dittatura, da quella staliniana a quella putiniana, la voce dell’arte fosse stata più che mai tacitata. Mentre le voci critiche dei giornalisti, drammaticamente, vengono azzerate a colpi di pistola. Come la cecena Natalya Estemirova, come Anna Politkovskaya. Alle quali Voland dedica<em> Ragazze della guerra</em> di Susanne Scholl, in uscita nei prossimi mesi.</p>
<p>Nello scacchiere mondiale dell’arte, accanto a nuovi voci emergenti da vaste aree e continenti fin qui ingiustamente considerati periferia del canone occidentale come India, Africa, Caraibi, America Latina, svetta ancora, nonostante la censura, il colosso cinese, che uno scrittore di tradizione alta come Mo Yan ne <em>Le sei rincarnazioni di Ximen Nao</em> (Einaudi) racconta con accenti epici e sottile ironia nel passaggio lungo mezzo secolo che va dalla riforma agraria, alla rivoluzione culturale di Mao, fino agli esiti più recenti, di un’economia liberista e macchiata di sangue. Più giovane, caustico e disposto a raccontare gli ultimi anni della storia cinese al grado zero, Ma Jan, l’autore di folgoranti storie dal Tibet, raccolte in <em>Tira fuori la lingua</em> (Feltrinelli), nel nuovo romanzo <em>Pechino è in coma </em>(Feltrinelli) traccia un poderoso e agghiacciante ritratto di quel che è accaduto nel Paese di Mao a partire dal quel fatidico 4 giugno 1989 in cui la migliore gioventù cinese morì n piazza Tienanmen.</p>
<p><strong>Dovunque andiate</strong></p>
<p>«Nonostante l’epoca sia così nera, così difficile, piena di teologi, di ladroni, la poesia non ha perduto il suo valore, la sua efficacia, l’unica cosa che rimane ancora che possa trasformare il mondo, almeno allusivamente &#8211; un ultimo miracolo che ci resta &#8211; è forse la poesia; anche per questo suo dono di avere gli occhi divaricati, di poter abbracciare diverse cose insieme… ». Così, ricordando queste parole forti che Angelo Maria Ripellino affidò al suo <em>Splendido violino verde</em> (Einaudi), dovunque andiate o non andiate, ci sono dei libri che non deludono mai: sono le raccolte di versi.E fra i tanti classici a cui si può ricorrere per trovare buona linfa, ne segnaliamo anche uno uscito in questi mesi. è Ecco il mio nome (Donzelli) del poeta siriano Adonis. Un libro di versi dedicato al Medio Oriente dove l’autore è nato, ma anche ai sentieri incrociati di New York e di Parigi, dove ha scelto di vivere. A far da filo rosso della raccolta i temi che Adonis esplora poeticamente da cinquant’anni, il desiderio, il rapporto con la donna, il rifiuto della violenza, a cominciare da quella della religione. «Sono nato anti-ideologo e areligioso, perché temo molto tutti coloro che hanno la risposta a ogni domanda», spiega Adonis in una recente intervista.«Il monoteismo è la fonte dei nostri problemi e delle guerre che hanno sempre insanguinato il Mediterraneo; questo posso dirlo certamente come conoscitore dell’islam. Ma lascio a voi la critica del giudaismo e del cristianesimo, gli altri due grandi monoteismi». Nei suoi versi Adonis configura una sua laica antropologia. Con parole risonanti, sfaccettate, dense di significati. Lontane da ogni astrattezza filosofica. «Io vedo l’uomo come essere capace di amore e come creatura anti violenta. Credo davvero che l’uomo possa essere al sommo della creazione, intesa non in senso religioso, ma naturalistico».</p>
<p>dal quotidiano<span style="color:#008000;"> Terra</span>, 18 luglio 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[China And Italy Set Up Cultural Partnership]]></title>
<link>http://chinaluxculturebiz.wordpress.com/2009/06/22/china-and-italy-set-up-cultural-partnership/</link>
<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 02:22:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>chinaluxculturebiz</dc:creator>
<guid>http://chinaluxculturebiz.wordpress.com/2009/06/22/china-and-italy-set-up-cultural-partnership/</guid>
<description><![CDATA[Literary Giant Mo Yan Becomes The Brand Ambassador For Beijing/Lazio Cultural Exchange Partnership, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><em>Literary Giant Mo Yan Becomes The Brand Ambassador For Beijing/Lazio Cultural Exchange Partnership, Promoting Chinese And Italian Tourism</em></h2>
<div id="attachment_843" class="wp-caption alignleft" style="width: 253px"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/File:MoYan_Hamburg_2008.jpg"><img class="size-medium wp-image-843" title="moyan" src="http://chinaluxculturebiz.wordpress.com/files/2009/06/moyan.jpg?w=243" alt="Chinese author Mo Yan. Photo © Johannes Kolfhaus" width="243" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Chinese author Mo Yan. Photo © Johannes Kolfhaus</p></div>
<p>The respected Chinese author <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mo_Yan">Mo Yan</a> has taken on the role of brand ambassador for a new <a href="http://www.libero-news.it/adnkronos/view/139139" target="_blank">cultural partnership</a> between Beijing and the <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lazio">Lazio</a> region of Italy, promoting stronger cultural ties between the two governments and attracting more travel from tourists in both regions. Mo, who traveled to Italy to create the documentary &#8220;Roman Walks: Travel Diary of Mo Yan,&#8221; is well-known in China and the West for two of his novels on which the film <em><a title="Red Sorghum" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Red_Sorghum">Red Sorghum</a></em> was based, and is widely regarded as one of the country&#8217;s greatest literary voices. As<a href="http://news.alibaba.com/article/detail/business-in-china/100121856-1-all-roads-lead-rome%252C-mo.html"> Zhang Lei writes</a>, Claudio Mancini, president of Lazio Tourism Board, felt that Mo would be a better &#8220;face&#8221; for the cultural partnership as he brings the perspective of a Chinese intellectual, and &#8220;both Rome and Beijing have ancient cultures.&#8221; With this appointment, it will be interesting to see if other world cities create more cultural exchange partnerships as a result.</p>
<p>Zhang goes on to note, the huge population and increasing tourist base of China offers huge opportunities for European travel centers, since only about 5% of the Chinese who traveled abroad last year went to Europe. If only <em>10</em>% went to Europe, travel operators could expect huge revenues even if other tourists cut back:</p>
<p><!--more--></p>
<blockquote><p><em>Last year, there were 65,000 Chinese tourists visiting Italy. Among the 12 million people traveling overseas, only 5 percent go to Europe, according to Eugenio Magnani, General Director of Italian National Tourist Office.</em></p>
<p><em>S.E Riccardo Sessa, Ambassador of Italy in Beijing, urged Chinese travel agencies to step up promotion of tourism to Italy and confirmed that it will not be affected by H1N1 pandemic flu.</em></p></blockquote>
<p>And as for Mo Yan, he seems to be adapting to his new role in his characteristic stoic, restrained romantic manner, characteristic of his writing style:</p>
<blockquote><p><em>“In Rome, whenever I saw something striking and magnificent, I related that to the vast and beautiful cultural history of China. This motivated and urged the creative writer instinct in me.&#8221;</em></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rencontre avec Mo Yan 莫言]]></title>
<link>http://electrodocehess.wordpress.com/2009/06/19/rencontre-avec-mo-yan-%e8%8e%ab%e8%a8%80/</link>
<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 10:32:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>J.N.</dc:creator>
<guid>http://electrodocehess.wordpress.com/2009/06/19/rencontre-avec-mo-yan-%e8%8e%ab%e8%a8%80/</guid>
<description><![CDATA[Le vendredi 26 juin à 18 heures à la Librairie Le Phénix 72, bd de Sébastopol 75003 Paris M° Etienne]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="margin-top:0;margin-bottom:0;" align="center"><span style="font-family:RotisSemiSerif;font-size:small;"> </span></p>
<p style="margin-top:0;margin-bottom:0;" align="center"><span style="font-family:RotisSemiSerif;color:#800000;font-size:small;">Le <strong>vendredi 26 juin</strong> à <strong>18 heures</strong> à la <strong>Librairie Le Phénix</strong><br />
72, bd de Sébastopol 75003 Paris<br />
M° Etienne Marcel ou Réaumur Sébastopol <strong> </strong></span>
</p>
<p style="margin-top:0;margin-bottom:0;" align="center"><span style="font-size:small;"><em><span style="font-family:RotisSemiSerif;"><img src="http://mail.google.com/mail/h/15s34tcujay7x/?view=att&#38;th=121f7af767b37f45&#38;attid=0.1.2&#38;disp=emb&#38;zw" border="0" alt="" width="199" height="216" /></span></em><strong><span style="color:red;"><span style="font-family:RotisSemiSerif;font-size:small;"> <a href="http://pagesperso-orange.fr/librairielephenix/MoYan/mo_yan.htm" target="_blank"> v</a></span></span></strong><em><span style="font-family:RotisSemiSerif;"><a href="http://pagesperso-orange.fr/librairielephenix/MoYan/mo_yan.htm" target="_blank"><img src="http://mail.google.com/mail/h/15s34tcujay7x/?view=att&#38;th=121f7af767b37f45&#38;attid=0.1.3&#38;disp=emb&#38;zw" border="0" alt="" width="142" height="215" /></a></span></em></span></p>
<p><span style="color:#550055;"> </span></p>
<blockquote>
<p style="margin-top:0;margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:RotisSemiSerif;">Son quinzième roman<span style="color:#800000;"> <span style="font-style:italic;"><strong>Shensi pilao</strong></span></span></span>《<span style="color:#800000;"><strong>生死疲劳</strong></span>》<span style="font-family:RotisSemiSerif;">, bientôt disponible dans notre langue, traduit par Chantal CHEN-ANDRO et annoncé au <span style="font-weight:bold;">Seuil</span> (collection «<span style="font-weight:bold;"> Cadre vert </span>») pour le <span style="font-weight:bold;">20 août 2009</span>, devrait paraître sous le titre de <span style="color:#800000;"><span style="font-style:italic;"><strong><a style="color:#800000;" href="http://pagesperso-orange.fr/librairielephenix/MoYan/mo_yan.htm" target="_blank">La Dure Loi du Karma</a></strong></span>.</span> Une fresque romanesque qui jongle avec les réincarnations : « <span style="font-style:italic;">Un jeune propriétaire, dynamique et bon, est fusillé peu après le triomphe de Mao Zedong. Selon la loi du karma, il est condamné, pour ses fautes, à être réincarné en animal. Il sera âne, boeuf, cochon, chien, enfin singe, revenant sans cesse sur ses propres traces et auprès de ses descendants.» </span></span></span><a href="http://www.librairielephenix.fr/" target="_self"><span style="font-family:RotisSemiSerif;font-size:small;"><span style="font-style:italic;"><span style="color:#800000;">Lire la suite</span></span></span></a></p>
</blockquote>
<p style="margin-top:0;margin-bottom:0;" align="center"><span style="font-family:RotisSemiSerif;font-size:small;"><span style="font-style:italic;"><br />
<span style="color:#800000;"><a href="http://pagesperso-orange.fr/librairielephenix/MoYan/Web_logogener.gif"><img class="alignleft" src="http://pagesperso-orange.fr/librairielephenix/MoYan/Web_logogener.gif" alt="" width="433" height="30" /></a>Nombre de places limité. Présence à confirmer impérativement auprès de la Librairie Le Phénix</span></span></span></p>
<p style="margin-top:0;margin-bottom:0;" align="center"><span style="font-family:RotisSemiSerif;font-size:small;"><span style="font-style:italic;"><span style="color:#800000;"><br />
</span></span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Con le armi della creatività]]></title>
<link>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2008/12/29/con-le-armi-della-creativita/</link>
<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 23:31:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simona Maggiorelli</dc:creator>
<guid>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2008/12/29/con-le-armi-della-creativita/</guid>
<description><![CDATA[Da Saramago a Marquez, da Abramovic a Quédraogo. Scrittori, artisti, registi e videomaker insieme pe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><strong>Da Saramago a Marquez, da Abramovic a Quédraogo. Scrittori, artisti, registi e videomaker insieme per i diritti umani</strong></em> <span style="color:#800000;"><em><strong>di Simona Maggiorelli</strong></em></span></p>
<p><img class="size-medium wp-image-154 alignleft" title="abramovic" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2008/12/abramovic.jpg?w=300" alt="abramovic" width="300" height="240" /></p>
<p>Qualche anno fa il filosofo Domenico Losurdo, a proposito di diritti umani, invitava a tornare a riflettere sul nazismo e sulla sua  distruzione sistematica del concetto universale di uomo. Riflessione essenziale anche perché le radici di quel tipo di pensiero nazista, non ancora del tutto lette e interpretate, restano subdolamente ancora attive. In forme più o meno mascherate. Magari nascoste sotto una evangelica battaglia a stelle e strisce contro il terrorismo. Come quella in cui si sono cimentate due generazioni di presidenti Bush e che ancora vede decine di internati nel carcere di Guantanamo, senza diritti, torturati e condannati in base a confessioni estorte con la violenza. In un micidiale combinato disposto di violenza fisica e psichica. Di fronte a tutto questo, le giustissime battaglie in difesa dei diritti umani troppo spesso non bastano, sembrano non incidere. Per questo, con le armi non convenzionali del cinema, della letteratura, delle arti figurative, artisti da ogni parte del mondo in <em>Storie di diritti umani</em> (Electa in collaborazione con l’Alto commissariato per i diritti umani) invitano ad approfondire la riflessione, ad andare avanti nel cercare un modo di parlare di diritti umani che sia potente e incontrovertibile. Garcia Marquez, Kaled Hosseini, Josè Saramago, Assia Djebar, Toni Morrison, Mo Yan a molte altre voci autorevoli della scena letteraria internazionale in questo volume che racconta un’opera filmica a più mani, intrecciano il proprio sguardo con quello di registi e performer come il maestro del cinema Idrissa Quédraogo e l’artista Marina Abramovic che da sempre nel proprio lavoro denunciano, con un’urgenza poetica fortissima, il dramma dei diritti umani violati. In Africa, nella ex Jugoslavia, in Cina, in Thailandia e in moltissimi altri Paesi; compresi gli Stati Uniti. Perché, come emerge in questo libro a più voci, non basta l’affermazione di un generico diritto alla felicità, basato sulla rivendicazione dei diritti naturali come quello che si legge nella Dichiarazione di indipendenza americana del 4 luglio 1776. Affermazione generica e, oltretutto, quanto mai ipocrita se si pensa al genocidio degli indiani ma anche alle stragi di civili che gli Usa hanno fatto in Iraq con armi proibite dai trattati internazionali. Ma forse &#8211; come è stato notato da altri &#8211; anche la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, di cui si sono da poco celebrati i sessant’anni, pur facendo affermazioni importantissime, manca del tutto di una riflessione su quella identità umana, più profonda, su cui si basa ogni diritto umano, e che permetterebbe di respingere le tesi confuse e religiose di chi parla di diritto naturale o di astratta sacralità della vita. <img class="size-medium wp-image-157 alignright" title="creat" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2008/12/creat.jpg?w=300" alt="creat" width="300" height="168" />Ma c’è anche un’altra considerazione da fare. La suggerisce la stessa Abramovic in alcune sue brucianti opere dedicate alla memoria del genocidio nella ex Jugoslavia (ora raccolte in una monografia edita da Phaidon), ma anche in questo suo nuovo video dedicato ai bambini del Laos: la battaglia per i diritti umani non può fermarsi solo alla denuncia e al rifiuto della violenza fisica e della distruttività tangibile della guerra. Dalle sue performance e dai suoi lavori di videoarte emerge in filigrana anche la rappresentazione di una violenza invisibile, che all’apparenza non sparge sangue, ma che può essere più terribile delle bombe. Il filosofo Losurdo ne accennava, appunto, in quel suo libro <em>Heidegger e l’ideologia della guerra</em> (Bollati Boringhieri) quando parlava di quella modalità heideggeriana di “essere per la morte” che implica l’eliminazione (l’annullamento) dell’altro per la propria sopravvivenza. E se la riflessione razionale dei filosofi arriva fino a un certo punto, quella di alcuni artisti, anche se inconsapevolmente, sembra suggerire di più. <em><strong><span style="color:#800000;">Left 52-53/08</span></strong></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Les balades de l'all, de Mo Yan]]></title>
<link>http://laberint.wordpress.com/2008/09/05/les-balades-de-lall-de-mo-yan/</link>
<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 11:13:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>diguemariadna</dc:creator>
<guid>http://laberint.wordpress.com/2008/09/05/les-balades-de-lall-de-mo-yan/</guid>
<description><![CDATA[Mo Yan (1955-), escriptor contemporani xinès. Mo YAN. LAS BALADAS DEL AJO (T&#8217;ien-t ang suan t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Mo Yan (1955-), escriptor contemporani xinès.</p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mo_Yan">Mo YAN</a>. LAS BALADAS DEL AJO (T&#8217;ien-t ang suan t&#8217;ai chich ko, 1989). Madrid: Kailas, 2008; 489 pp; traduït per Carlos Ossés; ISBN 84-89624-42-9</p>
<p><a href="http://laberint.files.wordpress.com/2008/09/las-baladas-del-ajo.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-162" title="las-baladas-del-ajo" src="http://laberint.wordpress.com/files/2008/09/las-baladas-del-ajo.jpg?w=64" alt="" width="64" height="96" /></a>     Des del govern arriben promeses de grans guanys per les collites d&#8217;all. Els pagesos dediquen tots els seus esfoços al seu cultiu, davant l&#8217;esperança de millores econòmiques. Però la collita resulta ser més gran que l&#8217;espai dels magatzems estatals i els alls no es poden vendre. Comença una revolta que acabarà sent durament reprimida.</p>
<p>Alls. Pobresa, gana, cobdícia i egoisme. Desànim i rebel.lió. El poder utilitza la violència i la brutalitat per fer callar les veus. Hi ha veus que no han de callar.</p>
<p style="text-align:center;"><em>&#8220;Los pies y manos del bebé se doblaron hacia dentro y los ojos se escarcharon.</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>-Cuando era como tú, mi niño, también quería salir y ver el mundo exterior pero, después de llegar aquí, me daban gachas para cerdos y comida para perros, y trabajé como un buey y un caballo juntos, me golpearon y me dieron patadas, tu abuelo incluso me colgó y me azotó con el látigo. ¿Todavía quieres salir, mi niño?</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>El bebé metió el cuello entre los hombros, convirtiéndose en algo parecido a una pelota, con los ojos llenos de terror y de espanto.&#8221;</em></p>
<p>Una novel.la que fuig de la linealitat i es recolça en la veu de diversos narradors. Un relat de bellesa poètica i crua violència, narra uns fets que ens endinsen en la Xina rural: una visió oposada a la Xina del progrés i la tecnologia, les olimpiades i l&#8217;estètica refinada. Un món rural on encara ser dona significa pertànyer a una categoria inferior. Un món on la fam és el gran eix que mou les vides de tots els seus habitants. A través de situacions paral.leles dins d&#8217;un dispers espai temporal, el clima de la narració va centrant les vides d&#8217;uns pagesos en flux fascinant i brutal, líric i cru, màgic i injust. Una crònica d&#8217;unes situacions que es van arrodonint al llarg de la novel.la, dins d&#8217;un temps i un espai, entre la vida i la mort. Una novel.la coral on s&#8217;alternen les veus que s&#8217;alcen per sobre la intensa olor a alls i una sensació agredolça.</p>
<p>Relacionat: <em><a href="http://laberint.wordpress.com/2008/05/15/des-de-lauditori-tagore-de-la-casa-asia-lunivers-femeni-de-mo-yan/">L&#8217;univers femení de Mo Yan</a></em>.</p>
<p style="text-align:right;">&#8230; On és la mirada crítica? On la veu clara? On la mà ferma? On?! Els rostres es giren, els ulls s&#8217;aparten i les veus s&#8217;apaguen. Es gira el cap, fent veure que no es veu i que no se sap. ¿On sorgiran aquells capaços de destruir per a tornar a construir de nou, damunt de tot allò que està podrit?&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Kinol da Vinci]]></title>
<link>http://noktowizor.wordpress.com/2008/06/03/kinol-da-vinci/</link>
<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 21:53:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>noktowizor</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tak sobie patrzę na to co stworzyłem w nagłówku bloga. Fajnie w sumie to wyszło, prawda? Zdolniacha ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Tak sobie patrzę na to co stworzyłem w nagłówku bloga. Fajnie w sumie to wyszło, prawda? Zdolniacha ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Odurzająca podróż do Alkoholandii]]></title>
<link>http://noktowizor.wordpress.com/2008/06/02/odurzajaca-podroz-do-alkoholandii/</link>
<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 20:54:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>noktowizor</dc:creator>
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<description><![CDATA[Jestem świeżo po lekturze &#8220;Krainy wódki&#8221; niejakiego Mo Yana. Ten pan to taki chiński pis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Jestem świeżo po lekturze &#8220;Krainy wódki&#8221; niejakiego Mo Yana. Ten pan to taki chiński pis]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Des de l'auditori Tagore de la Casa Àsia: l'univers femení de Mo Yan]]></title>
<link>http://laberint.wordpress.com/2008/05/15/des-de-lauditori-tagore-de-la-casa-asia-lunivers-femeni-de-mo-yan/</link>
<pubDate>Thu, 15 May 2008 09:01:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>diguemariadna</dc:creator>
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<description><![CDATA[Aquest dimarts 13 de maig del 2008, en l&#8217;auditori Tagore de la Casa Àsia de Barcelona, va teni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Aquest dimarts 13 de maig del 2008, en l&#8217;auditori Tagore de la <a href="http://www.casaasia.es">Casa Àsia </a>de Barcelona, va tenir lloc la presentació i taula rodona de la darrera novel.la publicada per <a href="http://www.kailas.es">l&#8217;editorial Kalias</a> de l&#8217;escriptor xinès <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mo_Yan">Mo Yan</a>. Sota el títol de <em>&#8220;L&#8217;univers femení de Mo Yan&#8221;</em>, el <a href="http://www.elpais.com/articulo/cataluna/Vamos/poner/mapa/Asia/central/paises/Pacifico/elpepuespcat/20070711elpcat_19/Tes">Sr. Jesús Sanz</a>, director de la Casa Àsia i el <a href="http://kailaseditorial.blogspot.com/2008/04/entrevista-ngel-fernndez-fermoselle.html">Sr. Ángel F. Fermoselle</a>, van presentar l&#8217;escriptor i la seva obra.</p>
<p>La introducció a la literatura xinesa i a l&#8217;escriptor Mo Yan, va ser a càrrec del <a href="http://www.uimp.es/uimp/home/homeUIMPdina.php?jcj=ACADEMICAS_FICHA&#38;juj=2003&#38;jpj=IdActividad=7810302&#38;pg=10&#38;orden=6">Sr. Eugenio Suárez-Galbán Guerra</a>. L&#8217;escriptor i catedràtic va destacar la universalitat de la literatura oriental, allunyada de la imatge exòtica i errònia que sovint es dibuixa des d&#8217;Occident. Citant a dos grans escriptors occidentals, en Faulkner i en Borges, va caracteritzar dos trets fonamentals de l&#8217;obra de Mo Yan. L&#8217;escriptura des dels genis o follets de la infància, que mencionava Faulkner, en l&#8217;escriptor xinès es focalitzen en de dos grans móns: el femení i el rural. A partir del &#8220;cuento chino&#8221; com a gènere, de gran riquesa en Orient i que en Occident s&#8217;ha anat perdent, l&#8217;obra de l&#8217;escriptor dóna una visió de la tragèdia de la dona i la pagesia amb una crua i irònica precisió que no dubta en criticar una realitat. La metaliteratura magníficament treballada de les seves obres, configuren en el diàleg entre el text, el narrador i el lector una excel.lent mostra de l&#8217;esplendor de la paraula. La intertextualitat literària de Mo Yan, la creació dels antecedents als que es referia en Borges, es troba en el realisme màgic i especialment en Gabriel García Márquez. La importància d&#8217;aquesta influència cal buscar-la en com l&#8217;escriptor l&#8217;utilitza i què fa amb ella. El toc màgic i místic no amaga el realisme social, ni les injusticies i omissions polítiques, i seveix per descriure aquest univers femení en ple món rural. En paraules de Vargas Llosa, el Sr. Suárez-Galbán descriu l&#8217;obra del &#8220;maestro Mo Yan&#8221; com a una literatura total, la lectura de la qual, aconsegueix fer que el lector s&#8217;identifiqui amb ella, independentment de nacionalitats i llengües, esdevenint-se literatura universal.</p>
<p>L&#8217;escriptor Mo Yan introdueix els seus 30 anys d&#8217;ofici i les seves dues obres publicades a l&#8217;editorial Kailas: <em>Las Baladas del Ajo</em> i <em>Grandes Pechos, Grandes Caderas</em>, amb una paradoxa temporal entre Orient i Occident. La idea d&#8217;una Xina pacient, tranquil.la i pausada que té Occident, no té res a veure amb la realitat del temps en el seu país, de la mateixa manera que els estereotips que ell pot tenir d&#8217;un lloc es trenquen un cop es coneix aquest indret.</p>
<p>En Guan Moye escriu sota el pseudònim de Mo Yan, que en xinès vol dir &#8220;no parlis&#8221;, en record a la frase que sovint li deien els seus pares de petit, en una època de difícil situació política. La seva infància i adolescència en el camp, el va allunyar de llegir llibres, però no de &#8220;llegir amb les orelles&#8221;, davant els relats, els contes i les faules que escoltava del seu avi i altres familiars. Quan als 20 anys va anar a la ciutat i en la seva posterior formació en l&#8217;exèrcit, no va arraconar aquest caldo de cultiu de la seva vida i dels seus origens, on el toc màgic i el misticisme dels contes van trobar en els Cien Años de Soledad de Gabriel García Márquez, el retrobament de la literatura escrita amb la literatura oral.</p>
<p>La creació de Mo Yan va començar als anys vuitanta i, reconeix, que en aquests prop de 30 anys d&#8217;ofici, el seu procés creatiu té un ritme molt personal. La seva inspiració madura i reposa fins que una guspira la fa sortir, de tal manera que llavors és quan escriu, podent trigar des dels 35 dies que va  utilitzar per escriure la novel.la de <em>Las Baladas del Ajo</em>, als tres mesos que va necessitar per acabar <em>Grandes Pechos, Grandes Caderas</em>.</p>
<p>Els seus origens, el fet de sentir-se part d&#8217;aquest món rural, fa que en les seves obres sigui ficcionada aquesta Xina profunda que ell coneix i de la qual treu els seus personatges que, malgrat els anys, encara resulten actuals. Per l&#8217;escriptor, la recreació fidel dels protagonistes d&#8217;una novel.la o d&#8217;un conte configuren l&#8217;essència real de la trama, més que els rerefons de caràcter ideològic i polític, i és en la construcció d&#8217;aquests personatges, on les dones són les que per ell tenen major importància. El paper de la dona xinesa és fruit de la seva personal visió i observació de la situació femenina en el món rural que ell va viure i conèixer durant molts anys. En Mo Yan veu la dona forta i resistent, molt més que els homes i que, malgrat abusos i mals tràngols, continua aguantant i continua donant amor i protecció. Ell considera que els seus personatges femenins no són un reclam feminista, sinó que són la descripció real d&#8217;una resitència moral i física davant unes situacions crítiques i extremes d&#8217;un feudalisme i d&#8217;una idiosincràsia que encara, avui dia, tot i el progrés, encara és vigent en el món rural xinès.</p>
<p>La visió personal de Mo Yan de la pagesia del segle XXI, ve marcada per una visió crítica a la política xinesa actual. En aquesta època on tecnologia i informació creixen de manera prodigiosa, el món científic camina vers una moral que considera més que dubtosa i que comporta una gestió que afavoreix el creixement urbanístic, davant la greu disminució del terreny cultivable. Mentre els pagesos veuen minvar els seus camps i els seus cultius, tot sembla dur cap a una de les pitjors experiències que l&#8217;ésser humà pot experimentar: la fam, i això, per en Mo Yan, és un greu error.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Escritores españoles y chinos debaten sobre la "Literatura con Ñ" en Pekín]]></title>
<link>http://sophienews.wordpress.com/2007/12/18/escritores-espanoles-y-chinos-debaten-sobre-la-literatura-con-n-en-pekin/</link>
<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 23:33:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>sophienews</dc:creator>
<guid>http://sophienews.wordpress.com/2007/12/18/escritores-espanoles-y-chinos-debaten-sobre-la-literatura-con-n-en-pekin/</guid>
<description><![CDATA[Se trata de jornadas de conversación organizadas por el Instituto Cervantes Once escritores y dos cr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Se trata de jornadas de conversación organizadas por el Instituto Cervantes Once escritores y dos cr]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Letteratura asiatica]]></title>
<link>http://adbonsai.wordpress.com/2007/06/26/letteratura-asiatica-3/</link>
<pubDate>Tue, 26 Jun 2007 07:37:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>adbonsai</dc:creator>
<guid>http://adbonsai.wordpress.com/2007/06/26/letteratura-asiatica-3/</guid>
<description><![CDATA[Mo Yan &#8211; Sorgo Rosso L&#8217;opinione generale è che sia il 100 Anni Di Solitudine Cinese. For]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="left"><strong>Mo Yan &#8211; Sorgo Rosso</strong></p>
<p>L&#8217;opinione generale è che sia il 100 Anni Di Solitudine Cinese.<br />
Forse sarebbero dovuti essere 100 anni di &#8220;capito un cazzo, ma bello&#8221;, dal momento che anche la più piccola dell&#8217;azione diventa una fitta trama complicatissima.<br />
I 5 libri sono abbastanza indipendenti uno dall&#8217;altro, il filo conduttore è la storia del bandito Yu Zhan&#8217;ao e della sua famiglia, attraverso il banditismo, la Resistenza ai giapponesi e la guerra civile.<br />
Il tutto è abbastanza intricato anche perchè non è detto che un personaggio morto scorticato vivo a pagina 20 con dovizia di particolari, non è per stomaci deboli, non ritorni a pagina 400 a morire di vecchiaia.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
