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	<title>monografia &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/monografia/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "monografia"</description>
	<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 18:55:01 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[( Cinema ) - Monografia: Il Nastro Bianco]]></title>
<link>http://fabiopoppi.wordpress.com/2009/11/29/cinema-monografia-il-nastro-bianco/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 17:24:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabiopoppi</dc:creator>
<guid>http://fabiopoppi.wordpress.com/2009/11/29/cinema-monografia-il-nastro-bianco/</guid>
<description><![CDATA[&#8221; Das Weiße Band &#8221; di Michael Haneke, 2009 Con gelida e distaccata narrazione, in un com]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><em>&#8221; Das Weiße Band &#8221; di Michael Haneke, 2009</em></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-size:x-small;"><a href="http://fabiopoppi.wordpress.com/files/2009/11/il-nastro-bianco1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-348" title="Il Nastro Bianco" src="http://fabiopoppi.wordpress.com/files/2009/11/il-nastro-bianco1.jpg?w=209" alt="" width="209" height="300" /></a></span><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p><span style="font-size:small;">Con gelida e distaccata narrazione, in un complesso di acromatiche e spassionate immagini, Hakene dà vita ne “ Il Nastro Bianco “ ad una critica netta e deconcettualizzata di una Germania che con sonnolenza ed abbaglio ideologico, si avvicina al tumultuoso scoppio della Prima Guerra Mondiale. L&#8217;apparente fissità nella simbolica cittadina rurale, permeata di assolutizzazioni religiose e sociali, viene sconvolta da una serie di irrazionali e tragici eventi ( bambini torturati, atti vandalici, misteriose morti, tentati omicidi ) che con destabilizzante impatto ne smuovono reazioni e coscienze. Il regista, sfruttando le ansie della popolazione ai fatti, costruisce un&#8217;acritica e quasi documentaristica analisi della popolazione stessa, ponendo agli occhi dello spettatore, con brutalizzante rilevanza, le enormi contraddizioni e il cinismo di una generazione, quella dei <em>padri</em>, che con castranti dettami e con fondata misantropia, guida e dirige l&#8217;alienata generazione dei <em>figli</em>, i logici colpevoli degli eventi tragici.</span></p>
<p><span style="font-size:small;">La contrapposizione <em>padri-figli</em> è la struttura portante dell&#8217;intera proiezione: Haneke con abilissimo senso della metafora e con innata conoscenza delle dinamiche umane, analizza le condizioni di base che, anni a seguire, genereranno l&#8217;orrore del Nazismo: i <em>figli</em> sono il prodotto di quella stessa saturazione che caratterizza i <em>padri </em>e il Reich hitleriano, idealmente, ne rappresenterà sia la condanna che la naturale espressione: condanna per l&#8217;educazione imposta e ideale punizione per l&#8217;assenza del ragionevole senso critico ( i <em>padri </em>dimostrano sempre totale intransigenza per le proprie concezioni, compresa la vana ammissione di consapevolezza per la responsabilità dei <em>figli</em> ). Nonostante l&#8217;intento critico contestualizzato, “ Il Nastro Bianco “ non pone alcune esplicito giudizio formale: rimanendo ad un livello intermedio tra comprensione e distacco, Haneke pone le basi per una poetica analisi globale, universale, una valutazione analitica, sui generis, dell&#8217;impatto nichilista dell&#8217;assolutizzazione e dell&#8217;intrinseca debolezza della natura umana, rappresentata al parossismo dalla figura del maestro-narratore: un perfetto esempio di buone intenzioni e codardia, di modi e maniere e di educata omertà, colui che tanto pavidamente lascerà il villaggio al suo destino: l&#8217;essere umano nella sua silenziosa mediocrità.</span></p>
<p><span style="font-size:small;">Se la dicotomia generazionale è la struttura, la dinamicità interna è affidata, in maniera bidirezionale, al tema della sessualità: Haneke rappresenta lo sconvolgimento dell&#8217;espressione <em>libidica</em> come indicatore fondamentale di una società al collasso: l&#8217;asessualità imposta dal Pastore ai propri figli opposta alla pedofilia e la misoginia coniugale del medico nei confronti della figlia e della levatrice, la timorosa prudenza del maestro nei confronti dell&#8217;amata Eva in netto contrasto con l&#8217;emancipata ricerca di passione della Baronessa sono tutti magistrali esempi di perdita ( o eccesso ) della dimensione affettivo-sessuale.</span></p>
<p><span style="font-size:small;">Lo scenario e il paesaggio restano sempre inespressivi, freddi e bloccati ( la scelta del bianco e nero è funzionale anche a questo ), pur esprimendo nei momenti più distesi una paralizzante luminosità, essi contribuiscono in maniera decisiva alla costruzione di un universo fortemente definito dal nulla, dall&#8217;assenza: le prospettive, le inquadrature sono “ossimori” visivi, contrapposizioni alla vastità delle inquadrature e degli spazi: l&#8217;ideale scenario per la morte di una generazione.</span></p>
<p><span style="font-size:small;">La profetica sentenza della sorella maggiore al fratellino ( “ Tutti dobbiamo morire un giorno, anche tu&#8230;” ) non lascia spazio alla compassione, eppure Haneke è regista di classe smisurata e mai si lascerebbe andare al banale “ giustizialismo “ esistenziale:  nel vuoto totale d&#8217;umanità, quasi accennata, minuscola nella sua così delicata innocenza, la figura del figlio minore del Pastore ( il dono dell&#8217;uccellino salvato per redimere il padre dalla tristezza ) rappresenta l&#8217;ideale speranza di una generazione annientata che, dal nastro bianco al bianco sinonimo di purezza, passerà in un tremendo raptus di ragione alla ricerca della <em>purezza</em> con l&#8217;effige al braccio della svastica. </span></p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-size:x-small;"> </span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[10!!!]]></title>
<link>http://fashionagain.wordpress.com/2009/11/27/10/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 21:03:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sarina Sena</dc:creator>
<guid>http://fashionagain.wordpress.com/2009/11/27/10/</guid>
<description><![CDATA[Gente, to tão feliz com a notícia que acabei de receber que quero compartilhar aqui com todo mundo. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Gente, to tão feliz com a notícia que acabei de receber que quero compartilhar aqui com todo mundo. <strong>Minha equipe (eu, Christina Bona e Ingrid Voor) tirou 10 no TCC da pós-graduação</strong> em Criação de Imagem e Styling de Moda (Senac). Uhuuuuuuuuuuuu!!! <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>O trabalho é uma análise semiótica da campanha primavera/verão 2009 da Louis Vuitton. Essa aí embaixo com Madonna.</p>
<p><a href="http://fashionagain.wordpress.com/files/2009/11/anuncio-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-576" title="anúncio 1" src="http://fashionagain.wordpress.com/files/2009/11/anuncio-1.jpg" alt="" width="510" height="330" /></a></p>
<p> <a href="http://fashionagain.wordpress.com/files/2009/11/anuncio-21.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-578" title="anuncio 2" src="http://fashionagain.wordpress.com/files/2009/11/anuncio-21.jpg" alt="" width="510" height="333" /></a></p>
<p><a href="http://fashionagain.wordpress.com/files/2009/11/anuncio-3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-579" title="anuncio 3" src="http://fashionagain.wordpress.com/files/2009/11/anuncio-3.jpg" alt="" width="510" height="749" /></a></p>
<p>O mais bacana mesmo na elaboração deste trabalho foi perceber como as imagens de moda (principalmente de grandes marcas de luxo como a Louis Vuitton) são super pensadas, que cada elemento na foto tem uma razão de estar ali, nada é à toa. Tudo tem muita referência, muita informação.</p>
<p>Como o assunto rende muito papo (afinal, foi uma monografia inteira!!!), queria dar ao menos pequenos exemplos do que foi observado na análise das imagens para vocês perceberem o que quero dizer. Reparem a foto do anúncio abaixo com uma leve modificação no photoshop para realçar o contraste. Percebam como a bolsa é o ponto mais iluminado da foto (realçado pela toalha branca embaixo dela), como seus pontos de cores (amarelo e vermelho) se repetem em Madonna mais ou menos na mesma posição e como certos elementos da cantora “imitam” a bolsa (olhe a alça da bolsa e a franja dela!).</p>
<p> <a href="http://fashionagain.wordpress.com/files/2009/11/anuncio-1_modificado.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-580" title="anuncio 1_modificado" src="http://fashionagain.wordpress.com/files/2009/11/anuncio-1_modificado.jpg" alt="" width="510" height="331" /></a></p>
<p>Claro que nada disso foi por acaso, né? Mas para entender bem direitinho, só lendo o trabalho inteiro mesmo. Se ele for publicado <em>onlinemente </em>eu aviso aqui para quem estiver interessado em conferir o resto, tá?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Já era!]]></title>
<link>http://nandaetges.wordpress.com/2009/11/25/ja-era/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 17:16:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>nandaetges</dc:creator>
<guid>http://nandaetges.wordpress.com/2009/11/25/ja-era/</guid>
<description><![CDATA[Depois de&#8230; 101 dias de pensamento na mono 150 horas sentada no cantinho maldito do sofá com o ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Depois de&#8230;</p>
<p>101 dias de pensamento na mono</p>
<p>150 horas sentada no cantinho maldito do sofá com o note no colo</p>
<p>29 livros/mestrados/doutorados lidos</p>
<p>78 páginas de trabalho</p>
<p>21.343 palavras</p>
<p>114.809 caracteres sem espaço</p>
<p>135.206 caracteres com espaço</p>
<p>3.464 linhas</p>
<p>37 surtos psicóticos</p>
<p>2 quilos</p>
<p>42 ligações de &#8220;eu odeio a ABNT&#8221;</p>
<p>29 ligações de &#8220;eu vou me matar&#8221;</p>
<p>1 pen drive quebrado e colado com durex</p>
<p>1 tombo do computador</p>
<p>770 folhas de ofício gastas com correções e impressões finais</p>
<p>50 reais em impressões, capas especiais e encadernações</p>
<p>&#160;</p>
<p>EU TERMINEI A MONOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!! =)))))</p>
<p>Eu sabia que existia vida após a mono, mas não imaginava que seria tão maravilhosa!!!!!</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Monografia: O Sistema Bancário no Brasil]]></title>
<link>http://estabilidadefinanceira.wordpress.com/2009/11/24/monografia-o-sistema-bancario-no-brasil/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 20:42:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>estabilidadefinanceira</dc:creator>
<guid>http://estabilidadefinanceira.wordpress.com/2009/11/24/monografia-o-sistema-bancario-no-brasil/</guid>
<description><![CDATA[Até 1808 as funções de meio de troca e de pagamentos haviam sido cumpridas exclusivamente por moedas]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Até 1808 as funções de meio de troca e de pagamentos haviam sido cumpridas exclusivamente por moedas]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PALESTRA NO POLO DA UNISA DIGITAL EM CARAGUATATUBA]]></title>
<link>http://ezequielmurruga.wordpress.com/2009/11/24/palestra-no-polo-da-unisa-digital-em-caraguatatuba/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 10:12:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ezequiel Elias dos Santos</dc:creator>
<guid>http://ezequielmurruga.wordpress.com/2009/11/24/palestra-no-polo-da-unisa-digital-em-caraguatatuba/</guid>
<description><![CDATA[Palestrei na noite de ontem, no polo da Unisa Digital em Caraguatatuba, sobre Educação Prisional. Fo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.unisa.br/colegio/index.html"></a><a href="http://www.unisa.br/pls/prd/pw_login.startup?codpag=4346"><img src="http://www.unisa.br/imagens/logo_ud-r.png" border="0" alt="" /></a>Palestrei na noite de ontem, no polo da Unisa Digital em Caraguatatuba, sobre Educação Prisional. Foi um sucesso, e não podia deixar de ser, haja vista, o público que se apresentou naquela noite.</p>
<p>Uma grande quantidade de alunos, de vários cursos estiveram presentes. Foram muito participativos e soberam prestigiar com muito carinho o meu trabalho.</p>
<p>Deixo claro que com um público inteligente, verdadeiro e amigos como vocês, fica muito fácil realizar uma palestra ou algo parecido. Por mim teria passado a noite, mas foi o que teve para ontem.</p>
<p>Um grande abraço muito carinhoso aos que estavam presentes na palestra de ontem.</p>
<p>Professor Ezequiel</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Faço trabalhos acadêmicos]]></title>
<link>http://blogdolalio.wordpress.com/2009/11/24/faco-trabalhos-academicos/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 01:44:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>blogdolalio</dc:creator>
<guid>http://blogdolalio.wordpress.com/2009/11/24/faco-trabalhos-academicos/</guid>
<description><![CDATA[Para ganhar uns trocadinhos agora estou fazendo trabalhos acadêmicos, artigos, resenhas, resumos. Co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Para ganhar uns trocadinhos agora estou fazendo trabalhos acadêmicos, artigos, resenhas, resumos. Co]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Os postais na mira dos estudantes de publicidade]]></title>
<link>http://micarecife.wordpress.com/2009/11/21/os-postais-na-mira-dos-estudantes-de-publicidade/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 16:03:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>ianatoni</dc:creator>
<guid>http://micarecife.wordpress.com/2009/11/21/os-postais-na-mira-dos-estudantes-de-publicidade/</guid>
<description><![CDATA[Uma excelente noticia ao mercado publicitário e a nós, claro, é o crescente aumento de trabalhos de ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Uma excelente noticia ao mercado publicitário e a nós, claro, é o crescente aumento de trabalhos de ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Three Trapped Tigers]]></title>
<link>http://makegoodweather.wordpress.com/2009/11/21/three-trapped-tigers/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 12:24:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>makegoodweather</dc:creator>
<guid>http://makegoodweather.wordpress.com/2009/11/21/three-trapped-tigers/</guid>
<description><![CDATA[Trovare qualcosa che suoni nuovo è sempre stata una delle mie fissazioni. Per questo motivo ho speso]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter" title="Three Trapped Tigers" src="http://www.huckmagazine.com/wordpress/wp-content/uploads/three-trapped-tigers-1.jpg" alt="" width="582" height="200" /></p>
<p style="text-align:justify;">Trovare qualcosa che suoni nuovo è sempre stata una delle mie fissazioni. Per questo motivo ho speso innumerevoli pomeriggi (specialmente alle superiori, al posto di studiare ovviamente) vagando per il web alla ricerca di musica nuova. Non è una cosa molto salutare ve lo assicuro. Comunque il succo è che in tutte queste ricerche appena sono capitato sul myspace di queste tre simpatiche tigri in trappola, ho immediatamente comprato il disco.</p>
<p style="text-align:justify;">Vengono da Londra (direi che si sente) e mischiano elettronica, noise, post-rock&#8230; il tutto in pezzi assolutamente non lineari, oserei quasi dire dall&#8217;attitudine prog, o math se preferite, dato che fa più figo ultimamente. Hanno registrato due ep semplicemente chiamati EP1 ed EP2, e le loro canzoni  non hanno titolo, ma sono numerate dall&#8217;1 al 9 in maniera progressiva. La loro foga di sperimentare è tanta che onestamente non posso dire che tutti i tentativi siano riusciti bene, ciononostante &#8220;1&#8243; e &#8220;7&#8243; sono due tra i pezzi più stimolanti che abbia ascoltato recentemente. Il primo paragone che mi viene in mente sono i Battles, ma c&#8217;è un po&#8217; di tutto dentro, da Aphex Twin ai Lightning Bolt.. a voi il giudizio comunque:</p>
<p style="text-align:center;">EP1 (2008)</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.mediafire.com/?yzejw4z35wz"><img class="aligncenter" title="Three Trapped Tigers - EP1" src="http://files.for-robots.com/mark/ThreeTrappedTigers.jpg" alt="" width="250" height="250" /></a></p>
<p style="text-align:center;">EP2 (2009)</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.mediafire.com/?gz4yiyqmkew"><img class=" aligncenter" title="EP2" src="http://www.banquetrecords.com/graphics/item/BSCTS003CD.jpg" alt="" width="250" height="250" /></a></p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">Per chi vuole prima un assaggio:</p>
<p style="text-align:left;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/0lD4eXLubac&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/0lD4eXLubac&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:left;">-A.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Monografia]]></title>
<link>http://tubodensaio.wordpress.com/2009/11/20/monografia/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 16:49:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>tubodensaio</dc:creator>
<guid>http://tubodensaio.wordpress.com/2009/11/20/monografia/</guid>
<description><![CDATA[Alô você! Na verdade sei que esse é um blog pessoal e por isso quem mais entra sou eu. Entretanto, v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignright" style="margin:5px;" src="http://www.codart.nl/images/DouOldWomanReadingLectionaryCa1630RMA350.jpg" alt="" width="311" height="405" />Alô você!</p>
<p style="text-align:justify;">Na verdade sei que esse é um blog pessoal e por isso quem mais entra sou eu. Entretanto, vai saber se tem alguém que acompanha meu blog. SE TIVER, esse é o momento. Vou publicar a minha monografia enquanto estou escrevendo-a.</p>
<p style="text-align:justify;">Sem cortes, revisões e etc. No pêlo. O que gostaria é a opinião de quem quer que seja sobre o que leu. Concorda? Não? é só falar.</p>
<p style="text-align:justify;">Enfim, segue abaixo o primeiro e segundo Capítulo.</p>
<h2 style="text-align:justify;">Capítulo 1</h2>
<p style="text-align:justify;">A ERA DE OURO DO CAPITALISMO</p>
<p style="text-align:justify;">Pensando na evolução das indústrias e o foco no tipo de consumidor que ela busca, podemos traçar uma linha histórica. Primeiramente, devemos começar pelo início do século XX, vamos pensar em uma das pessoas que mais influenciou o estilo de vida do século passado: Henry Ford. Ele e sua visão de linha de produção possibilitaram a massificação da produção de seu carro &#8211; o Ford Modelo T &#8211; e a revolução da produção industrial como um todo. Digo isto porque outros dois eventos históricos também foram catalisadores do consumo de massa. Refiro-me às duas Guerras Mundiais. Em ordem, a Primeira Guerra Mundial proporcionou a evolução da metodologia e da otimização do processo de linha de produção, visto que as indústrias tinham que produzir rapidamente para abastecer os Estados. Entretanto, com o fim da guerra, as indústrias tiveram que focar nos seus mercados internos, ou para reconstruir o próprio país, ou para escoar o excesso de oferta. Desta forma o resultado foi a superprodução de bens e, consequentemente, a quebra da bolsa de Nova Iorque no período entre guerras.  Já a Segunda Guerra Mundial, teve um papel mais importante no processo de evolução do mercado de massa e, consequentemente, o capitalismo. Ela agiu de duas formas: (a) consolidando a evolução do processo de eficiência da linha de produção com o intuito de, primeiramente, abastecer os Estados em guerra e, posteriormente, abastecer a própria população; (b) e o seu período pós guerra teve uma característica peculiar se comparado com o período pós primeira guerra mundial, ou seja, as economias capitalistas &#8211; e quando me refiro às economias quero dizer, primeiramente, a economia norte-americana, visto que a Europa estava destruída e demoraria um tempo para se recuperar &#8211; aprenderam que não poderiam simplesmente superproduzir bens de consumo a partir de uma migração das indústrias (e suas linhas de produção) bélicas para as indústrias de bens de consumo. Desta vez, as indústrias teriam que ir atrás de novos mercados para poder distribuir os seus excedentes – o que deu inicio ao processo de globalização do mundo &#8211; e, como um golpe de sorte, a economia capitalista conseguiu absorver a oferta das indústrias bélicas a partir do surgimento de um adversário ideológico à altura – isto é, o comunismo &#8211; para poder fomentar a produção. Em suma, tais acontecimentos deram início ao o que o historiador Eric Hobsbawn chamaria de <em>Era de Ouro </em>do capitalismo<a href="#_ftn1">[1]</a>, no qual se forma definitivamente a sociedade de consumo de massa. Vale lembrar, por uma questão de continuidade que essa Era só iria acabar com a crise do petróleo no início da década de 1970.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">O NASCIMENTO DO COMPUTADOR PESSOAL</p>
<p style="text-align:justify;">Partindo desta breve história da primeira metade do século XX, podemos seguir adiante e entrar no período que iniciou a transformação na forma das indústrias das economias maduras enxergarem o seu consumidor. Em suma, a passagem do foco da comunicação de massa para o que chamamos de foco na <em>comunicação centrada no indivíduo</em>. Tal terminologia diz respeito ao que enxergamos ser o modo como o marketing atual esta sendo desenvolvido, ou seja, o processo de segmentação de mercados, cada vez mais, esta levando a comunicação a um limite lógico da própria segmentação, isto é, a segmentação de um mercado de um único indivíduo. Para ficar mais claro tal conceito é só pensarmos que atualmente em uma ação de comunicação via celular, que tenha em mãos um banco de dados de CRM (<em>Customer Relationship Manager</em>) e um GPS (<em>Global Positioning System</em>), podemos saber o hábito de consumo de determinada pessoa e enviar uma oferta exclusiva<a href="#_ftn2">[2]</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Retomando o processo de transformação da comunicação, precisamos lembrar o período final da <em>Era de Ouro</em> &#8211; que estaria localizado no começo da década de 1970 &#8211; e traçar um paralelo entre com o surgimento do computador pessoal, fato que consideramos ser o motor propulsor do início da comunicação centrada no indivíduo. Para isso, vamos brevemente observar e analisar os principais acontecimentos que ocorreram entre a década de 1970 e 80:</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://projetoumdoistres.sitepessoal.com/linha do tempo_crop-500.jpg" alt="" width="500" height="204" /></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Como podemos ver, no ano de 1973, ao mesmo tempo em que o mundo inteiro era atingido pela crise do petróleo, um setor da empresa Xerox lançava o primeiro computador pessoal, o Alto. Além da importância histórica, este evento tem uma enorme relevância para nós porque a possibilidade de ter um PC em casa (mesmo que neste primeiro momento não existisse uma adoção massiva deste novo produto) significava o início do surgimento de tecnologias para uso pessoal. Em outras palavras, era o início da transformação de uma indústria focada no consumo de massa, no qual um produto era feito igualmente para todo o mercado, para uma indústria focada segmentação do consumo, no qual um produto era pensado em detrimento de um segmento do mercado.</p>
<p style="text-align:justify;">Outro ponto a se ressaltar é que a partir da introdução do microprocessador em 1972, o mundo começou a ver o surgimento de novas tecnologias transportavam o consumidor para uma experiência mais individual. Podemos exemplificar essa afirmação com o surgimento do VHS em 1976. Este evento indica que o consumidor não precisava mais esperar que o seu filme predileto, que ele provavelmente só assistiu no cinema, passasse novamente em um cinema próximo ou na televisão, a partir daquele momento, ele poderia simplesmente comprar ou alugar um filme e o ver quantas vezes quiser no conforto da sua casa. Isto realmente é o início da transformação de um paradigma no qual o que antes era uma experiência coletiva e, principalmente, o indivíduo necessitava ir atrás da mesma, agora ele simplesmente poderia escolher o que assistir na hora que quiser. O mesmo conceito também se aplica ao surgimento do Walkman, do telefone celular e das televisões a cabo.  Resumindo, podemos citar Austin e Aitchison: <em>“a tecnologia acelerou a velocidade das mudanças que, por sua vez, fizeram que as audiências mudassem e se fragmentassem ainda mais depressa<a href="#_ftn3"><strong>[3]</strong></a>”</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Por fim, tivemos como marco central da nossa linha do tempo o lançamento do Macintosh em 1984. Com este computador, a Apple transformou o mundo dos computadores. O grande diferencial deste computador – e que virou uma característica nos produtos da companhia  até hoje – estava na facilidade de uso, ou usabilidade, que o sistema operacional possibilitava a todos os seus usuários, dos avançados aos mais iniciantes no uso dos computadores – o que consequentemente possibilitou a penetração do produto em uma gama maior de consumidores. Em suma, a preocupação da Apple em desenhar os seus produtos focado (ou centralizado) nas dificuldades, necessidades e características do seu consumidor (ou usuário), fez, e faz, dela uma das grandes companhias do mercado mundial.</p>
<p style="text-align:justify;">Antes de finalizar, é necessário deixar claro um conceito de suma importância para o nosso andamento. A usabilidade citada como peça fundamental nos computadores da Apple, também deve ser entendida como a “<em>rapidez com que os usuários podem aprender a usar alguma coisa, a eficiência deles ao usá-la, o quanto lembram daquilo, seu grau de propensão a erros e o quanto gostam de utilizá-la. [Sendo que] se as pessoas não utilizarem um recurso, ele pode muito bem não existir.<a href="#_ftn4"><strong>[4]</strong></a>”</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Linguagem, internet e design centrado no usuário</p>
<p style="text-align:justify;">Retomando o processo de transformação do mercado de massa para o mercado segmentado no indivíduo, ou o que iremos chamar a partir de agora de mercado centrado no usuário, precisamos observar que o desenvolvimento de novas tecnologias, e no caso do surgimento do computador, de novas mídias, altera o modo como pensamos e interagimos com o mundo. Para explicitar mais este conceito, façamos um paralelo entre os meios de comunicação e a linguagem. Para isso, vamos assumir como premissa que ambas são uma forma de transmitir informação.</p>
<p style="text-align:justify;">Pensando inicialmente na formulação do que é a linguagem e suas implicações na sociedade, vamos referenciar José Luiz Fiorin e seu livro, <em>Linguagem e ideologia</em>. Para o autor, a linguagem não esta desvinculada da ideologia vigente no mundo, visto que “<em>não existem ideias fora do quadro da linguagem</em><a href="#_ftn5">[5]</a>”. Assim sendo, “<em>cada formação ideológica corresponde uma formação discursiva, que é um conjunto de temas e de figuras que materializa uma dada visão de mundo</em><a href="#_ftn6">[6]</a><em>”</em>. Extrapolando o pensamento do autor e considerando que este é um processo de retroalimentação &#8211; já que a ideologia só se sustenta porque é divulgada a partir da própria linguagem -, podemos pensar que o surgimento de novas linguagens, ou mídias, também possibilita uma alteração na visão de ver, perceber e agir no mundo. Esta afirmação pode ser exemplificada com o que Thomas L. Fridman chama de o achatamento do mundo, ou seja, através do surgimento de novas tecnologias e mídias de comunicação (e principalmente a internet), “<em>agora um número maior do que nunca de pessoas tem a possibilidade de colaborar e competir em tempo real com um número maior de outras pessoas de um número maior de cantos do globo [...] num pé de igualdade maior do que em qualquer momento anterior da história do mundo<a href="#_ftn7"><strong>[7]</strong></a></em>”.</p>
<p style="text-align:justify;">Em outras palavras, o advento de novas tecnologias e mídias, como a internet, mudou a forma como nos relacionamos diariamente com a nossa vida pessoal e profissional. Portanto, como foi dito a respeito da linguagem e do processo de retroalimentação, é muito natural também que os elementos que compõe as novas mídias, também sejam introduzidos na nossa ideologia. Assim, considerando que a Internet foi uma das mídias que mais impactou as nossas relações diárias, podemos considerar que seus elementos internos estão cada vez mais infiltrados na nossa forma de pensar. Ademais, esmiuçando quais são os componentes internos, para perceber como eles estão nos influenciando, visualizamos que o desenvolvimento da Web &#8211; e de todas as outras mídias digitais que possuem uma interface gráfica -, esta pautado no conceito de Design centrado no usuário, ou seja, uma mistura de usabilidade com arquitetura de informação que busca atingir uma experiência de navegação simples, fácil e intuitiva, segundo as possibilidades e necessidades do usuário. Logo, percebemos que este conceito fundamental, ao longo dos últimos anos, esta transformando como nos relacionamos com o mundo, ou seja, cada vez mais, esperamos que nossa interação com os produtos seja mais “simples, fácil e intuitiva, segundo as nossas possibilidades e necessidades”. Desse modo, aquele que buscar produzir algo para este mercado centrado no usuário terá que entender não só as necessidades do consumidor – ou, como preferimos dizer, do usuário – mas perceber o que realmente faz sentido para e às pessoas, ou como conceitua Tim Brown, no livro <em>Change by Design</em>, o que é desejável para as pessoas.</p>
<p style="text-align:justify;">Por fim, chegamos ao ponto crucial do nosso primeiro capítulo. Como vimos, as tecnologias advindas do microprocessador realmente começaram a afunilar o mercado de consumo de massa para um mercado segmentado. Ou, se preferirem, como argumenta Seth Godin<a href="#_ftn8">[8]</a>, atualmente, graças a internet, as tribos estão em todos os lugares. Portanto, podemos dizer que a internet, junto com os seus elementos formadores, está mudando o modo como nos relacionamos na nossa vida e, consequentemente, como nos relacionamos com as marcas e produtos que estão a nossa volta.</p>
<p style="text-align:justify;">
<h2 style="text-align:justify;">Capítulo 2</h2>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Feito esse breve panorama histórico, podemos entrar na atual situação da área de comunicação. Como dissemos, atualmente, as empresas precisam entender o que é desejável para o consumidor e como ele interage com os produtos e marcas. No entanto, não estamos dizendo que isso não existe, não seríamos inocentes e cegos ao ponto. Claro que existem casos como o iPhone. Entretanto, sabemos que ainda são poucas as empresas que estão preocupadas com isso, principalmente em países subdesenvolvidos e com um mercado imaturo como o Brasil. Cabe ressaltar o fato que se as companhias estão assim, imagine o cenário das agências de publicidade. Obviamente, como uma prestadora de serviço, esta, na maioria das vezes, age conforme o cliente pensa. Para complicar um pouco mais, no Brasil, na grande maioria, os clientes das agências são transnacionais que sabem, obviamente, a importância estratégica do país em seus negócios, e o quanto podem investir no nosso mercado. Sem contar com o fato que o presente panorama destas empresas, na supremacia dos casos, apresenta um maior interesse no fluxo de caixa do que em qualquer outra atividade de comunicação<a href="#_ftn9">[9]</a>. Portanto, é notório que cada vez mais temos um problema estrutural na área propaganda e publicidade brasileira.</p>
<p style="text-align:justify;">Não obstante, muito dessa problemática também advém da mentalidade de alguns grupos da propaganda nacional. Por exemplo, muitas vezes observamos uma parcela de publicitários que não cansam de formular regras e conceitos certeiros do modo como a publicidade (digital) deve ser. Entretanto, pelo o que vimos até aqui, enxergamos que esta nova mídia é muito recente e esta em constante evolução para podermos afirmar, com certeza absoluta, qualquer tipo de regra. É necessário dizer isto principalmente pelo fato de que muitas agências atuais não necessariamente agem como deveriam, ou seja, como consultores de marketing. Elas preferem simplesmente fazer uma campanha e pensar só no seu próprio fluxo de caixa, mesmo que tal campanha seja para produtos que contenham problemas estruturais. Vide o caso da campanha da Telefônica com Marcelo Tas<a href="#_ftn10">[10]</a> e os problemas que a empresa possui ao servir o seu usuário<a href="#_ftn11">[11]</a>. Muito disto também acontece porque o modelo de negócio das agências é baseado na constante e ininterrupta tentativa de criar peças diferenciadas que possuam um alto grau de persuasão intrínseco. E assim, sem se preocupar com a efetividade das suas estratégias de comunicação, muitas agências estão agindo como as empresas que, segundo uma pesquisa realizada pela <em>Business Week,</em> consideram que “ter grandes lucros é mais importante [...] do que desenvolver produtos seguros, confiáveis e de qualidade para os consumidores” <a href="#_ftn12">[12]</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Desta forma, não é de se estranhar que esta atitude tenha um reflexo direto: a queda de confiança e fidelidade nas marcas por parte do consumidor. Como relata o Austin e Aitchison, uma pesquisa realizada pelo antigo professor da <em>London Business School,</em> Andrew Ehrenberg, constatou que usar a emoção para persuadir alguém a comprar algo, pelo simples fato de criar somente uma relação afetiva, tende a, cada vez mais, não funcionar<a href="#_ftn13">[13]</a>. Esta persistência do mercado na persuasão pela mensagem ainda ocorre porque existe uma tentativa de usar a lógica dos anúncios dos anos 80. Isto é, prezava-se a qualidade da execução criativa da peça publicitária e a comunicação de massa, visto que bastava anunciar em  um veículo de massa que metade do país estaria lhe dando atenção<a href="#_ftn14">[14]</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Contudo, além de vivermos atualmente em um mercado cada vez mais centrado no usuário (ou consumidor), também estamos em uma <em>economia da atenção</em>. Isto é, os consumidores são expostos, diariamente, a milhares de anúncios publicitários e isso resulta em uma tendência do consumidor não prestar mais atenção neste tipo de informação. Assim sendo, chegamos ao ponto que fazer o mesmo não funciona, temos que buscar sempre o novo, o diferente, para só assim poder conquistar, e não somente chamar, a atenção. Entretanto, como pontua o presidente da agência Talent, Júlio Ribeiro, “<em>uma das coisas que os profissionais mais carecem nas agências [de publicidade] e áreas de marketing dos clientes é ter idéias; exercer o ato de pensar. O que eu percebo nas agências e clientes é a existência de uma grande capacidade de gestão e uma deficiente capacidade de inovação</em><a href="#_ftn15">[15]</a>”. Provavelmente, essa deficiência esta intimamente ligada em dois pontos: (a) com a forma de pensar que domina o setor, ou seja, como mencionado, a lógica dos anos 80; (b) com o fenômeno de maturidade das nossas agências, ou seja, segundo a pesquisa de Alan MacCormack, do Professor Visitante do MIT Sloan School of Management, <em>“foi notado que grandes empresas bem estabelecidas no mercado estão propícias a falhar em suas atividades, pois lhe faltam a habilidade de ver a próxima grande ideia do mercado. Além do mais, conforme as companhias crescem e atingem certo sucesso, é comum que uma miopia interna é estabelecida, impactando seus altos executivos, e impregnando os processos internos da organização”</em><a href="#_ftn16">[16]</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Por fim, nos deparamos com a problemática básica atual: as agências precisam trazer a inovação para um mercado de comunicação cada vez mais segmentado e com um consumidor cada vez mais exigente e que não esta disposto a compartilhar a sua atenção. E, naturalmente, os clientes, cada vez mais, cobram das agências uma abordagem totalmente diferenciada da existente. Parece que é o momento de buscar novas soluções para o mercado antes que as agências de propaganda sejam estranguladas por estas duas forças contrárias. Para isso, só vemos uma possibilidade: a inovação focada no usuário. Urge a necessidade de construir pelo menos algumas diretrizes para termos um mercado sólido de inovação na comunicação brasileira. Para isso, antes de tentar definir uma nova abordagem que as agências necessitam para inovar, precisamos dar uma olhada em alguns processos e conceitos de inovação contemporâneos e buscar referências neles. E é exatamente isso que faremos no capítulo a seguir.</p>
<hr size="1" /><a href="#_ftnref1">[1]</a> HOBSBAWN, Eric. Era dos extremos: O breve século XX 1914-1991. São Paulo: Companhia das letras, 1995. P.15</p>
<p>&#160;</p>
<p><a href="#_ftnref2">[2]</a> http://adage.com/digital/article?article_id=135600</p>
<p><a href="#_ftnref3">[3]</a> Tem alguém aí, p.19</p>
<p><a href="#_ftnref4">[4]</a> NIELSEN, Jakob, LORANGER, Hoa. <em>Usabilidade na Web. p. xvi</em></p>
<p><a href="#_ftnref5">[5]</a> FIORIN, José L., <em>Linguagem e ideologia</em>. p.32</p>
<p><a href="#_ftnref6">[6]</a> Idem</p>
<p><a href="#_ftnref7">[7]</a> FRIEDMAN, Thomas L., <em>O mundo é plano: uma breve história do Século XXI</em>. p.18</p>
<p><a href="#_ftnref8">[8]</a> http://www.ted.com/talks/seth_godin_on_the_tribes_we_lead.html</p>
<p><a href="#_ftnref9">[9]</a> AUSTIN, Mark, AITCHISON, Jim. <em>Tem alguém aí? As comunicações no século XXI</em>, p. 22</p>
<p><a href="#_ftnref10">[10]</a> http://info.abril.com.br/aberto/infonews/032009/20032009-48.shl</p>
<p><a href="#_ftnref11">[11]</a> http://g1.globo.com/Noticias/Tecnologia/0,,MUL1202787-6174,00-ANATEL+DETERMINA+SUSPENSAO+DE+COMERCIALIZACAO+DO+SPEEDY.html</p>
<p><a href="#_ftnref12">[12]</a> AUSTIN, Mark, AITCHISON, Jim. <em>Tem alguém aí? As comunicações no século XXI</em>, p. 40.</p>
<p><a href="#_ftnref13">[13]</a> Idem, p. 28.</p>
<p><a href="#_ftnref14">[14]</a> Idem, p. 17.</p>
<p><a href="#_ftnref15">[15]</a> http://www.propmark.com.br/publique/cgi/cgilua.exe/sys/start.htm?from_info_index=51&#38;infoid=46243&#38;sid=64</p>
<p><a href="#_ftnref16">[16]</a>Traduzido de: http://mitsloan.mit.edu/newsroom/2009-maccormack.php</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Monografia: A moeda: Um instrumento básico para a organização do sistema financeiro (final)]]></title>
<link>http://estabilidadefinanceira.wordpress.com/2009/11/18/monografia-a-moeda-um-instrumento-basico-para-a-organizacao-do-sistema-financeiro-final/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 00:00:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>estabilidadefinanceira</dc:creator>
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<description><![CDATA[A moeda: Um instrumento básico para a organização do sistema financeiro Com o desenvolvimento dos me]]></description>
<content:encoded><![CDATA[A moeda: Um instrumento básico para a organização do sistema financeiro Com o desenvolvimento dos me]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[O ano em que não fui à Feira do Livro]]></title>
<link>http://caouivador.wordpress.com/2009/11/18/o-ano-em-que-nao-fui-a-feira-do-livro/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 02:44:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rodrigo Cardia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fiz minha primeira visita à Feira do Livro em 1992, acompanhado do meu pai e do meu irmão. Lembro do]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Fiz minha primeira visita à Feira do Livro em 1992, acompanhado do meu pai e do meu irmão. Lembro do meu fascínio no meio de todos aqueles livros. Mas a opção minha e do meu irmão foi &#8220;conservadora&#8221;: compramos um grande gibi, de faroeste&#8230; E olha que eu já tinha lido livros inteiros, histórias fascinantes como Robinson Crusoe, Moby Dick, Vinte Mil Léguas Submarinas, Cinco Semanas num Balão, etc.</p>
<p style="text-align:justify;">Não lembro de ter ido à Feira em 1993, e tenho a impressão de que fui em 1994. Mas de 1995 em diante, aí sim, posso dizer que fui a todas. Jamais passara um ano sem passear pelas bancas.</p>
<p style="text-align:justify;">Bom, fui a todas, menos à de 2009, que acabou domingo. Pode parecer uma contradição, já que terça-feira passada, comprei um livro na&#8230; Feira! Mas porque simplesmente passei por lá e decidi dar uma olhada na banca da Editora da UFRGS. E só. Comprei um livrinho sobre o nazi-fascismo na América Latina, do Hélgio Trindade. Paguei, guardei na mochila e segui meu caminho, sem sequer parar nas outras bancas.</p>
<p style="text-align:justify;">Dizer que não fui por causa do TCC não explicaria tudo. Claro que tendo um trabalhão desses, não me sentia muito disposto a passar horas na Feira do Livro, que eu poderia usar para tocar em frente o trabalho. Mas, eu pensava seriamente em algumas pausas para ir à Feira.</p>
<p style="text-align:justify;">Porém, razões climáticas impediram minha ida à Feira. Não foram as chuvas que têm caído constantemente &#8211; tempo que considero ideal para ir à Feira, pois assim vai menos gente e fica melhor de se caminhar pelos corredores. O problema é o calor insuportável que anda fazendo em Porto Alegre, que me desestimulou a inclusive fazer tais pausas no trabalho. Preferia me estressar na frente do computador a ter de sair para a rua por qualquer motivo, de modo a suar o mínimo possível.</p>
<p style="text-align:justify;">Sem contar que certamente eu não encontraria o livro que pensava em comprar, do Bourdieu, na Feira. Melhor ir a uma livraria, onde há menos atrolho e o calor é expulso pelos poluidores aparelhos de ar condicionado (mais um motivo para preferir o inverno: não gosto de ar condicionado ligado no quente).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://desinformacaoenoticias.wordpress.com/2009/11/18/38/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 00:49:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>pretage</dc:creator>
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<description><![CDATA[Poxa, tô tipo: sem informações e notícias, e talvez continue por mais um bom tempo&#8230; Também, se]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Poxa, tô tipo: sem informações e notícias, e talvez continue por mais um bom tempo&#8230; Também, sei lá, notícias que eu nuca quero falar aqui é de morte (mesmo, mesmo!), tentei não falei da morte do coordenador do AfroReggae (mas se quiser saber mais, vê aí: http://mais.uol.com.br/view/99at89ajv6h1/afroreggae-pm-do-rj-admite-erro-e-pede-desculpas-0402306AD0C95366?types=A&#38;</p>
<p>Nem falar somente da bunda da vez (agora:http://www.youtube.com/watch?v=V-03ZACkas4) <span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/V-03ZACkas4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/V-03ZACkas4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span>.</p>
<p>Ok, ok resumindo minha notícia agonizante: vésperas de depósito de monografia, então, até mais!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tô perdida!]]></title>
<link>http://vesoares.wordpress.com/2009/11/15/to-perdida/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 19:58:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Verônica</dc:creator>
<guid>http://vesoares.wordpress.com/2009/11/15/to-perdida/</guid>
<description><![CDATA[Escrever sobre a própria cidade e sobre o ofício que escolhi como profissão está se saindo uma taref]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Escrever sobre a própria cidade e sobre o ofício que escolhi como profissão está se saindo uma tarefa mais árdua do que imaginei. Não só pelo volume de informações a que preciso ter acesso mas também pelas formalidades acadêmicas que organizam minhas ideias no chamado &#8220;projeto de pesquisa&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Acho que mencionei aqui a minha primeira apresentação do projeto em sala de aula, na disciplina da admirável professora <a href="http://buscatextual.cnpq.br/buscatextual/visualizacv.jsp?id=K4783207E6" target="_blank">Marieta de Moraes Ferreira</a> (que, por acaso, também e daqui da região serrana, de Nova Friburgo, e me passou excelentes dicas de fontes sobre a questão da &#8220;Cidade Imperial&#8221;).</p>
<p style="text-align:justify;">Minha segunda apresentação do projeto está marcada para dia <strong>25 de novembro</strong>, ou seja, daqui a 10 dias, e confesso que não tenho muitas coisas novas para mostrar. <span style="text-decoration:line-through;">Além da falta de tempo, meu orientador falou que só poderia me atender para falar sobre o projeto em dezembro, o que me deixou bastante perdida</span>.</p>
<p style="text-align:justify;">E além disso tudo, estou terminando a <a href="http://www.posgrau.univap.br/curso_jornalismocientifico.php" target="_blank">especialização EAD em Jornalismo Científico pela Universidade do Vale do Paraíba</a>, com uma monografia sobre <strong>&#8220;O papel dos blogs no discurso interativo da ciência&#8221;</strong> que está me fazendo arrancar os cabelos. Os temas da monografia e do projeto da dissertação são completamente distintos, eu não consigo nem aproveitar as leituras para os dois trabalhos. Então é melhor eu parar de narrar minhas aventuras aqui e voltar a escrever, porque o tempo anda curto.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Apagão brasileiro / aka Ted Koppel's big night out]]></title>
<link>http://indiegeografico.wordpress.com/2009/11/11/apagao-brasileiro-aka-ted-koppels-big-night-out/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 01:34:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rodz</dc:creator>
<guid>http://indiegeografico.wordpress.com/2009/11/11/apagao-brasileiro-aka-ted-koppels-big-night-out/</guid>
<description><![CDATA[Pois é, estou aqui pra contar a vocês como foi a minha super noite de terça-feira (não muito diferen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#610000;">Pois é, estou aqui pra contar a vocês como foi a minha super noite de terça-feira (não muito diferente da noite de vocês, mas com algumas coisas bizarras!).</span></p>
<p><span style="color:#610000;">Eu pensei em escrever ontem, logo depois que a luz voltou, estava pronto pra escrever até uma monografia sobre o assunto&#8230; mas bateu um sono tão violento que resolvi escrever só agora, eliminando os escritos acadêmicos e ficando só com a parte legal mesmo de contar. rs</span></p>
<p><span style="color:#610000;">Quando aconteceu o apagão (exatamente às 22:15h) de ontem, eu fiz o que normalmente faço quando falta luz aqui em casa (algo difícil de acontecer, mas não tão improvável): liguei pra casa de amigos pra ficar na casa deles, afinal de contas EU NÃO SOU OBRIGADO a ficar nesse calor, ninguém merece.</span></p>
<p><span style="color:#610000;"> De cara já liguei pro Caio. Pensei &#8220;zona sul, não falta luz nunca por aquelas bandas e ainda tem muito chocolate disponível&#8221;, e assim sendo resolvi ligar e a primeira coisa estranha da noite aconteceu: Eu não conseguia falar com ninguém! Todos os celulares ficaram fora do ar por pelo menos uns 15 minutos, não conseguia pegar sinal de jeito nenhum (o que já não é muita novidade para um cliente da TIM né). Ainda assim resolvi pegar as minhas coisas, a primeira roupa que consegui achar e peguei meu caminho em direção a zona sul mesmo sem saber se podia ou não me abrigar por lá. E a segunda coisa estranha da noite aconteceu: eu fui percebendo ao longo do caminho que A CIDADE TODA ESTAVA SEM LUZ! Tirando alguns prédios (Petrobras, Banco do Brasil, etc), a cidade inteira estava no escuro. Pensei &#8220;obrigado deus, acabei de ganhar minha monografia de graduação!&#8221; (o tema vai ser geopolítica da energia, então imaginem a minha animação na hora). </span></p>
<p><span style="color:#610000;">Conforme o motorista ia desbravando pela cidade sem luz, outra coisa me deixou com muito medo: os sinais de trânsito estavam todos apagados. Óbvio né, sem luz não tem como, mas isso me pareceu muito bizarro&#8230; os motoristas simplesmente não sabiam o que fazer, se avançavam ou se esperavam os outros avançarem. Muito acidentes de carro devem ter acontecido ontem a noite por conta disso. Percebi outras coisas muito estranhas: Embaixadas, bancos, aeroportos, museus, hotéis, trem&#8230; todos sem luz e sem gerador. Isso me deixou realmente com a dúvida &#8220;imagina se alguém resolve roubar documentos oficiais de uma dessas embaixadas? ou um banco? ou então obras raras dos museus?&#8221;, e concluí que nós REALMENTE não estamos prontos pra entrar no mundo como país desenvolvido, pelo menos não antes de um problema tão básico como a energia não for resolvido.</span></p>
<p><span style="color:#610000;">Naquela altura do campeonato tudo que eu queria era twittar e escrever aqui para o mundo saber o que estava acontecendo na cidade! Pessoas extremamente preocupadas, muitos assaltos acontecendo (eu não cheguei a ver, mas ouvi muitos gritos e, vamos combinar, não estava nenhum pouco difícil de ser assaltado ontem já que todos os policiais sumiram das ruas). Quando cheguei no Caio, já estava muito animado! Queria ir direto pra praia e dar uma olhada geral pra ver como as coisas estavam acontecendo, me bateu uma coisa meio jornalística de ser, fiquei com muita vontade de ver de perto a coisa acontecer, uma vontade meio Clark Kent de ser. O Caio, no entanto, é medroso até a última ponta de cabelo. Fiquei desanimado só de ouvir ele falar sobre como a cidade estava perigosa e como era melhor ficar em casa e blá blá blá. Pra que fique registrado: as pessoas ficam mais seguras em momentos de crise quando estão em grupo do que sozinhas e trancadas em casa, vide &#8220;Ensaio sobre a cegueira&#8221; do Saramago. Convencer ele disso foi extremamente difícil e eu percebi que se eu for jogado no meio de uma floresta ou de uma guerra, eu sobrevivo e a maior parte dos cariocas que eu conheço não. Agradeço ao escotismo por isso eternamente!</span></p>
<p><span style="color:#610000;">Depois de ser abordado pela vizinha velha dele por pelo menos umas duas vezes (&#8220;meu filho, que horas vai voltar a luz? você perguntou ao porteiro? de onde você está vindo?&#8221;) e ser convencido pelo Caio de que era melhor ficar em casa do que correr o grande risco de sair na rua e levarem as nossas chaves de casa (que é só que nós levaríamos mesmo), percebi que já havia se passado uma hora e meia e nada de luz. Aí começamos a conversar e foi algo realmente assustador&#8230; coisa do tipo &#8220;imagina só se a luz não voltar nunca mais? se isso for o fim do mundo de vez e a gente não puder encontrar nossos amigos nunca mais?&#8221; e por aí vai. Ficamos realmente discutindo essas coisas, deu até medo de pensar que poderíamos voltar ao século XVI com essa facilidade, uma simples queda de luz&#8230; Foi aí que percebi: Deixe o ser humano sem um fato de organização básica como luz ou água por tempo suficiente e ele começa a enlouquecer e colocar o modo sobrevivência ON. E acredite, ainda tem gente que acredita que instinto humano não existe&#8230; maldita seja a sociologia!</span></p>
<p><span style="color:#610000;">Ele tinha um rádio lá no celular dele, que ainda tinha bateria, e ficamos ouvindo as notícias. Aos poucos fomos nos tranquilizando, era só uma questão de tempo até a luz voltar. Agora, coisa estranha: Adivinha onde a energia voltou primeiro? Leblon e Lagoa. Porque será, hein? Juro, até nisso gente rica se dá bem&#8230;</span></p>
<p><span style="color:#610000;">A zona sul foi a primeira a receber energia novamente (em outros estados, como São Paulo, a coisa já tinha se normalizado faz tempo). Os noticiários obviamente não falavam de outra coisa, e eu me perguntei &#8220;cara, quem vai querer ver o Programa do Jô depois disso?? A galera quer é saber sobre o apagão, tira isso do ar!&#8221;. Noção de oportunidade: ou você tem ou você não tem.</span></p>
<p><span style="color:#610000;">E assim terminou a minha noite: com o meu fracasso enquanto jornalista, com pessoas felizes por ter a sua preciosa energia de volta e o mundo voltar ao &#8220;normal&#8221;. Mas não se engane, nem tudo nessa vida pode ser controlado pelo homem e o nosso instinto de sobrevivência está lá, dormindo e esperando a hora certa de atacar. Quem sabe no próximo blackout&#8230;</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pesquisa Acadêmica - Uma contribuição teórica com a escolha do assunto]]></title>
<link>http://guilhermezufelato.wordpress.com/2009/11/11/aos-amigos-e-colegas-universitarios-uma-contribuicao-com-a-escolha-do-assunto-na-pesquisa-academica/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 13:00:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Guilherme Zufelato</dc:creator>
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<description><![CDATA[Chegou a hora. E agora, o que eu faço? Foi ao pensar nos vários amigos e colegas que ainda são aluno]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"></p>
<p class="mceTemp" style="text-align:justify;">
<dl class="wp-caption alignleft">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://guilhermezufelato.wordpress.com/files/2009/11/foto-monografia1.jpg"><img class="size-full wp-image-271   " title="foto-monografia" src="http://guilhermezufelato.wordpress.com/files/2009/11/foto-monografia1.jpg" alt="foto-monografia" width="259" height="194" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Chegou a hora. E agora, o que eu faço?</dd>
</dl>
<p style="text-align:justify;">Foi ao pensar nos vários amigos e colegas que ainda são alunos de graduação, que tive a ideia de escrever esse pequeno artigo, &#8220;Pesquisa Acadêmica &#8211; Uma contribuição teórica com a escolha do assunto&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Busquei assim ao longo do texto, contribuir e chamar atenção à importante problemática com a qual nos deparamos ao final de nossos estudos universitários, geralmente essencial a obtenção do título final de qualquer curso de graduação: a produção do trabalho monográfico, ou o chamado TCC.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Num primeiro instante, apontei a importância e o valor que se tem e que se deve dar no momento da escolha do objeto de pesquisa a ser estudado, isto é, do assunto ou tema do trabalho a ser desenvolvido, independente da graduação que se faça. Num segundo momento, indiquei as questões relativas à problematização do assunto, através do que chamamos no campo científico de &#8216;hipóteses&#8217; a serem formuladas a partir dos problemas ora colocados em questão pela pesquisa, e que darão &#8211; ou não &#8211; validade e legitimidade à mesma. </span></p>
<p class="mceTemp" style="text-align:justify;">
<p class="mceTemp" style="text-align:justify;">
<ul>
<li><strong><span style="color:#000000;">A importância da escolha</span></strong></li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Ao se propor a realização de um trabalho científico, seja o iniciante ou o veterano, é importante pensar e escolher um assunto ou tema o qual tenha relação com suas próprias inclinações e preferências pessoais.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Outra maneira, seria descobrir um problema que fosse relevante à pesquisa acadêmica, e que este possua todas as possibilidades de investigação (fontes, referências bibliográficas, indicações de outros pesquisadores do assunto etc.), tanto tecnicamente quanto em função da pesquisa a ser desenvolvida.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">A delimitação do objeto de pesquisa pelo pesquisador deve levar ainda em consideração, além das inclinações ou preferências pessoais deste, suas reais possibilidades ao empreendido da pesquisa; seu tempo disponível, existência de bibliotecas que possam ser consultadas e, ainda, a possibilidade de acesso a especialistas no assunto.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Tais dificuldades são inerentes ao próprio trabalho e devem ser pensadas desde o início, ou a partir do momento da escolha do assunto. (Salomon, 2004)</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Todavia, escolher um tema ou objeto de pesquisa específico demanda uma capacidade de auto-análise por parte do próprio pesquisador, isto é, somente na medida em que este se conhece e sabe de suas próprias vontades e inclinações, limites ou obstáculos, é que se pode com sucesso fazer uma boa escolha. Afinal, como apontei anteriormente, a escolha do assunto está intrinsecamente ligada a subjetividade do pesquisador.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Deve-se levar também em consideração, que uma vez que o trabalho tenha sido realizado, defini-se outras questões diretamente ligadas àquilo que será a realização profissional do pesquisador, ora inserido em um determinada área de pesquisa e trabalho acadêmicos. (Salomon, 2004) </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;"> Para que tudo saia conforme planejado, conta-se com a orientação dos professores desde a escolha do assunto.</span></p>
<p style="text-align:justify;">
<ul>
<li>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#000000;">Sobre a problematização do assunto escolhido</span></strong></p>
</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Outro aspecto significativo a ser indicado ao pesquisador, que também faz parte da reflexão inicial, é o da problematização do assunto no processo investigatório.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;"> Pode-se dizer que a pesquisa inicia-se pelo problema. Não pela teoria, tão menos por outras questões, mas é na problematização que reside a dúvida, a dificuldade, o quebra-cabeça a ser enfrentado pelo pesquisador. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Somos obrigados a pensar a formulação do problema, o que envolve processos intelectuais, tão logo escolhemos o assunto. Para tanto, tal formulação deve ser pensada em dois aspectos, quais sejam: ‘lógica da formulação do problema’ e as ‘técnicas de formulação e delimitação do problema’. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Formular um problema é uma operação genuinamente lógica. Todavia, o que parece ser evidente aos mais experientes, não o é para a maioria dos iniciantes da pesquisa acadêmica. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Há, portanto, neste ponto, a necessidade de ser pensar e se fazer a distinção entre a <em>lógica tradicional (formal), </em>e a <em>lógica dialética</em>. (Salomon, 2004). A primeira, de origem aristotélica, não se propõe a dar conta das especificidades do campo científico, portanto não nos interessa no momento. A segunda delas, a <em>lógica dialética</em> ou também chamada <em>lógica da investigação científica</em> &#8211; diferentemente da primeira &#8211; nos fornece o básico necessário a formulação do problema. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Evidencia-se, para tanto, que a <em>lógica dialética</em> é dividida em dois domínios: o <em>analítico </em>e o <em>sintético. </em>É o primeiro deles que vamos abordar. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">É no <em>analítico</em> que se estuda as operações lógicas fundamentais, também chamado <em>aporética </em>(do grego <em>aporia)</em>, e no qual residem as questões ligadas a dificuldade, ao problema. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Ocupamo-nos a partir de então no trabalho de pesquisa, da operação lógica que é a pergunta científica ou questão principal do trabalho, isto é, da formulação do problema ou do objeto científico a ser estudado. </span></p>
<ul>
<li>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;"><strong>Concluindo as ideias</strong></span><span style="color:#000000;"> </span></div>
</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Na investigação científica, o que chamamos por hipótese (aquilo que será ou não comprovado pelo estudo ao longo de seu desenvolvimento, e que conta com a ajuda de um professor-orientador), deve ser uma resposta a uma dada pergunta inicial, ou seja, à pergunta que surge da problematização do assunto escolhido para ser estudado pelo pesquisador.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Uma vez que se tenha escolhido o assunto, pautado nas observações levantadas, e o tenha problematizado com base nas indicações fornecidas, deve-se não perder mais tempo e começar logo todo o trabalho. O tempo, neste caso, é imprescindível. Bom trabalho! </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Um abraço, </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Guilherme Zufelato </span></p>
<p><span style="color:#000000;"><a href="mailto:gzufelato@yahoo.com.br">gzufelato@yahoo.com.br</a></span><span style="color:#000000;"> </span></p>
<p><span style="color:#000000;"><em>Referência bibliográfica:</em></span><em> SALOMON, Délcio Vieira. <strong>Como fazer uma monografia</strong>. São Paulo: Martins Fontes, 2004. pp. 172 a 183.</em></p>
<p></span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Monografia: A moeda: Um instrumento básico para a organização do sistema financeiro (1ª parte)]]></title>
<link>http://estabilidadefinanceira.wordpress.com/2009/11/09/monografia-a-moeda-um-instrumento-basico-para-a-organizacao-do-sistema-financeiro-1%c2%aa-parte/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 23:52:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>estabilidadefinanceira</dc:creator>
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<description><![CDATA[2- A moeda: Um instrumento básico para a organização do sistema financeiro A moderna organização da ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[2- A moeda: Um instrumento básico para a organização do sistema financeiro A moderna organização da ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[O finalmente da monografia]]></title>
<link>http://nandaetges.wordpress.com/2009/11/09/o-finalmente-da-monografia/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 02:03:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>nandaetges</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dedico esta tese ao meu pai, Elton Felipe Etges. Ele que ponderou minha escolha pelo jornalismo, mas]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:right;"><em>Dedico esta tese ao meu pai, Elton Felipe Etges.<br />
Ele que ponderou minha escolha pelo jornalismo,<br />
mas suspira emocionado a cada pauta.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Kirby: the King of Comics]]></title>
<link>http://latverians.wordpress.com/2009/11/07/kirby-the-king-of-comics/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 17:42:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Eccellenza Sir Crom</dc:creator>
<guid>http://latverians.wordpress.com/2009/11/07/kirby-the-king-of-comics/</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; uscito un libro importante, in un edizione uberpettinata&#8230; Di quelle che anche se te l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>E&#8217; uscito un libro importante, <a href="http://www.edizionibd.it/volumi.php?id=468" target="_blank">in un edizione uberpettinata</a>&#8230; Di quelle che anche se te lo becca la mamma non ti rompe le palle coi giornalini, anzi si bulla con la portinaia perchè avete dei volumi di un certo pregio in casa. Un libro che ha pure vinto un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eisner_Award" target="_blank"><em>Eisner Award</em></a>, che non ci sta mai male come cosa.<img class="alignright" src="http://files.splinder.com/844be200fcd8b81a53123bf16d6b175a_medium.jpg" alt="" width="259" height="350" /></p>
<p>Un libro su Jack Kirby, non con i suoi fumetti badate bene, ma SU Jack Kirby: l&#8217;uomo, l&#8217;autore, il padre di famiglia e -consentitemi- il genio. Ovviamente corredato da molte foto e chiaramente tantissimi disegni dalla sua adolescenza fino agli anni &#8216;90, quando -ahinoi- Jack decise di lasciare questo pianeta. Il tutto narratoci dal suo assitente e amico di sempre, il rubicondo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mark_Evanier" target="_blank">Mark Evanier</a>.</p>
<p>Si apre con una bella prefazione di Neil Gaiman, sentita e per niente retorica&#8230; Un fan che parla del suo mito, una dichiarazione di devozione e appartenenza viscerale&#8230; E così sono tutti gli interventi su di lui nel libro: nessuno ha parole &#8220;carine&#8221; tutti ne sono profondamente <span style="text-decoration:underline;">devoti</span>. Umanamente, professionalmente e immaginificamente Kirby non ha lasciato nessuno semplicemente &#8220;sorpreso&#8221;, ha creato per ognuno un nuovo mondo, diventando non un autore &#8220;gradito&#8221; bensì &#8220;fondamentale&#8221;&#8230; Kirby per decenni è stato il dio che i ragazzi dovevano pregare perchè i fumetti fossero bellissimi, dinamici e avvincenti.</p>
<p>Da queste pagine emerge un uomo caparbio, un figlio coriaceo dell&#8217;America della riscossa, con i piedi per terra e la testa in un vorticare di crepitanti pallini di energia nera e galassie sconfinate. Un ragazzo del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lower_East_Side" target="_blank"><em>Lower East Side</em></a> che ci ha fatto conoscere come è vivere su altri mondi e dominare galassie.</p>
<p>Non mi voglio dilungare troppo sul perchè dovreste acquistare questo libro: se amate i fumetti e se li amate davvero lo saprete già istintivamente che è la cosa giusta da fare&#8230; Anche perchè, disegni a parte, la storia di Jack Kirby è la storia del &#8220;Sogno Americano&#8221;, del <em>self made man</em> nella sua accezione migliore, del fumetto americano e di chi lo ha reso grande; Perchè la sua vita si intreccia con tutte le figure più importanti del fumetto dagli anni &#8216;30 agli anni &#8216;90 e le scelte e le invenzioni che farà da solo, o in coppia con qualche altro autore, le leggiamo ancora oggi sugli scaffali delle fumetterie.</p>
<p>Quindi cacciate questi 30 euro, portatevi a casa questo tomo meraviglioso e inchinatevi al più grande creatore di mondi mai apparso nel fumetto ma soprattutto inchinatevi all&#8217;umiltà di un grande uomo che ha sempre subordinato il suo lato autoriale per la resa commerciale del suo lavoro, riuscendo nonostante ciò a far passare nelle sue pagine tante idee in più di tantissimo fumetto sedicente &#8220;colto&#8221;.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://farm4.static.flickr.com/3454/3384268837_c05697259b.jpg?v=0" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>A tal proposito: nel volume è raccolta per la prima volta in Italia una bellissima storia breve, <em>La legge della strada</em>, sulla sua infanzia nel turbolento <em>Lower East Side</em>, in cui Kirby tira fuori (sotto la richiesta di un suo fan che si propose di pubblicare qualsiasi storia avesse voluto disegnare il Re) tutto il suo lato d&#8217;autore, alla veneranda età di 50 anni per la prima volta&#8230; Ed è un ritratto struggente e crudo della vita per strada che conobbe molto bene: poche pagine non inchiostrate, solo matite in cui c&#8217;è però tutta la maestria dell&#8217;artigiano e tutto il cuore dell&#8217;artista.</p>
<p>Excelsior.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Apresentação da idéia: Olhar Verde]]></title>
<link>http://blender3dcarioca.wordpress.com/2009/11/07/apresentacao-da-ideia-olhar-verde/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 10:15:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rafael Junqueira</dc:creator>
<guid>http://blender3dcarioca.wordpress.com/2009/11/07/apresentacao-da-ideia-olhar-verde/</guid>
<description><![CDATA[Apresentação que ocorreu no Senac. Logo &quot;Olhar Verde&quot; - Conscientize (Foto acima esta em 3]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Apresentação que ocorreu no Senac. Logo &quot;Olhar Verde&quot; - Conscientize (Foto acima esta em 3]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Agora só falta...]]></title>
<link>http://nandaetges.wordpress.com/2009/11/06/agora-so-falta/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 15:00:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>nandaetges</dc:creator>
<guid>http://nandaetges.wordpress.com/2009/11/06/agora-so-falta/</guid>
<description><![CDATA[Tá. Não falta uma coisa só. A lista é grande. Vestido, preparativos da janta, festa. Pensando ainda ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Tá. Não falta uma coisa só. A lista é grande. Vestido, preparativos da janta, festa. Pensando ainda mais próximo: banca, acabar a mono, finalizar as disciplinas da faculdades. Mas enfim. A trilha para a formatura não falta mais. Está escolhida.<br />
No dia 29 de janeiro de 2010 vou pegar meu diploma ao som de Rita Lee. Exatamente. Pensei em mil sugestões, porém optei pelo clássico rock brasileiro. Minha diva de cabelos vermelhos. E a música vai ser&#8230; tã nã nã&#8230; Agora só falta você!<br />
<em><br />
Eu era pequeno demais (só doze aninhos&#8230;) para saber o que queria fazer da vida, mas sabia que queria um dia poder cantar os versos &#8220;um belo dia eu resolvi mudar/ e fazer tudo que eu queria fazer&#8221; como se estivesse falando da minha história pessoal. Já nos anos 80, lembro de ir aos shows de Rita e rezar para que ela cantasse essa música. E, quando isso acontecia, eu, claro, ia às alturas! Em toda a sua carreira, tive vários motivos para adorá-la [...], mas nada que supere a beleza da liberdade sugerida em &#8220;Agora só falta você&#8221;. No ar que eu respiro, eu sinto prazer &#8211; e nem preciso de aspas para citar isso. Certo, Rita?<br />
</em><br />
(Zeca Camargo &#8211; De a-ha a U2)</p>
<p style="text-align:left;">É essa liberdade que sinto a cada vez que a escuto. Além disso, remete a quem sou, minha autonomia, independência, tudo que já conquistei.<br />
Aqui está, então. Com vocês&#8230; a musa!</p>
<p style="text-align:left;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/NBoZ1z9EhbE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/NBoZ1z9EhbE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:left;"><em>&#8220;Pra lhe dizer que aquele sonho cresceu&#8230;&#8221;</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I paesaggi di Piero Rasero]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/06/i-paesaggi-di-piero-rasero/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 08:16:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/06/i-paesaggi-di-piero-rasero/</guid>
<description><![CDATA[Cherasco (Cuneo) 7 novembre alle ore 16 ( chiusura della mostra il 6 dicembre) evvivanoé esposizioni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;"><a href="http://fidest.wordpress.com/files/2009/11/pergolato-sul-mare.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20064" title="Pergolato sul mare -" src="http://fidest.wordpress.com/files/2009/11/pergolato-sul-mare.jpg?w=300" alt="Pergolato sul mare -" width="291" height="200" /></a><a href="http://fidest.wordpress.com/files/2009/11/il-pergolato-della-casa-rosa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20065" title="Il pergolato della casa rosa" src="http://fidest.wordpress.com/files/2009/11/il-pergolato-della-casa-rosa.jpg?w=221" alt="Il pergolato della casa rosa" width="148" height="201" /></a>Cherasco (Cuneo) 7 novembre alle ore 16 ( chiusura della mostra il 6 dicembre) evvivanoé esposizioni d’arte via vittorio emanuele 56  Il pittore figurativo paesaggista piemontese Piero Rasero torna in personale a Cherasco presentando anche la propria monografia artistica. L’esposizione inaugura sabato 7 novembre e prosegue fino a domenica 6 dicembre, con orario 16-19 dal mercoledì al sabato e 10-13; 15-19 la domenica. Ingresso libero; presente in galleria l’artista tutti i sabati e le domeniche. Sabato 21 novembre, alle ore 17 sempre nei locali della galleria cheraschese, viene inoltre presentata ufficialmente la monografia dell’artista, curata da Sara Merlino (direttrice artistica di “evvivanoé”) per Astegiano Editore. Presente il critico d’arte Donat Conenna, direttore del “Tg Arte” di Sky Tv e opinionista Mediaset, auotre dell’introduzione del volume.<br />
Piero Rasero, di origini monferrine, è nato a Torino nel 1947; oggi vive e opera a Carmagnola (Torino), dopo aver vissuto per anni in diverse regioni d’Italia, con soggiorni nei principali paesi europei. Predilige la pittura a olio, ma lavora anche in “olio magro” (un&#8217;antica tecnica risalente all&#8217;inizio del Novecento in cui i colori a olio sono diluiti fino a ottenere un effetto simile all&#8217;acquerello), litografie e serigrafie. Sei sue opere sono state riprodotte in poster, distribuiti in tutto il mondo. Rasero è presente sulla scena pittorica nazionale da oltre quarant’anni, con la partecipazione a prestigiose Fiere ed Expo d’arte in tutta Europa e numerose personali in Italia, Francia, Monte Carlo, Germania, Finlandia, Olanda, Regno Unito, Irlanda e Stati Uniti d’America. Sue opere fanno parte di svariate collezioni private, anche al di fuori dell’Europa (dall’Australia al Canada, dal Sudafrica al Venezuela) e sono presentate al Sharjah Art Museum degli Emirati Arabi Uniti. Hanno parlato di lui centinaia di pubblicazioni tra volumi d’arte, enciclopedie, cataloghi e riviste specializzate, così come numerosi quotidiani e periodici; della sua attività artistica si sono interessati critici, giornalisti e scrittori. www.evvivanoe.it. (pergolato sul mare, il pergolato della casa rosa)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[10 dicas para fazer uma monografia em 10 dias]]></title>
<link>http://nandaetges.wordpress.com/2009/11/06/10-dicas-para-fazer-uma-monografia-em-10-dias/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 01:18:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>nandaetges</dc:creator>
<guid>http://nandaetges.wordpress.com/2009/11/06/10-dicas-para-fazer-uma-monografia-em-10-dias/</guid>
<description><![CDATA[1 &#8211; Prepare litros e litros de café. 2 - Tenha sempre gelo no congelador para colocar nos ombr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;"><strong>1 &#8211; </strong>Prepare litros e litros de café.<br />
<strong>2 -</strong> Tenha sempre gelo no congelador para colocar nos ombros/cotovelos doloridos de tanto digitar.<br />
<strong>3 &#8211; </strong>Esconda chocolates pela casa para os momentos de pânico.<br />
<strong>4 -</strong> Avise seu orientador e amigos próximos sobre a possibilidade de <em>(muitas!)</em> ligações desesperadas repetindo: &#8220;Eu odeio a ABNT&#8221; e/ou &#8220;Eu vou me matar&#8221;.<br />
<strong>5 -</strong> Cancele todos, eu disse <em>TODOS</em>, os seus compromissos. Mantenha apenas tarefas rápidas para distração, como ir ao supermercado, farmácia, etc.<br />
<strong>6 &#8211; </strong>Não tenha disponível nenhum episódio inédito de nenhuma das suas séries favoritas. Além disso, esqueça a locadora.<br />
<strong>7 &#8211; </strong>Separe pelo menos três almofadas para experimentar diversas posições ao longo das maratonas na frente do computador.<br />
<strong>8 -</strong> Coca. Muita coca (o calor torna o café enjoativo já nos primeiros dias).<br />
<strong>9 &#8211; </strong>Compre um bloco de post-it da cor mais berrante que tiver na gráfica/papelaria. Sugiro <em>rosa-mega-ultra-pink</em>. Ele não te deixa pegar no sono em cima dos livros.<br />
<strong>10 &#8211; </strong>Cole o bumbum no sofá/na cadeira e escreva. Escreva. Escreva. Até ter vontade de arrancar o braço fora, vomitar teorias e colocar fogo nos livros.</p>
<p style="text-align:left;"><em>Yes, we can.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
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<item>
<title><![CDATA[Paper: Reflexos dos novos mecanismos de avaliação da ciência e da tecnologia nas práticas de pesquisa da Embrapa]]></title>
<link>http://airtonmoreirajr.wordpress.com/2009/11/05/paper-reflexos-dos-novos-mecanismos-de-avaliacao-da-ciencia-e-da-tecnologia-nas-praticas-de-pesquisa-da-embrapa/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 20:42:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Airton Moreira Jr.</dc:creator>
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<description><![CDATA[Comunicação realizada no 33° Encontro Anual da ANPOCS. Expõe os resultados finais de minha pesquisa ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Comunicação realizada no 33° Encontro Anual da ANPOCS. Expõe os resultados finais de minha pesquisa de iniciação científica, já dialogando com os resultados parciais da revisão de literatura realizada atualmente no meu mestrado.</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align:justify;">MOREIRA JR., Airton. (2009), <em>Reflexos dos novos mecanismos de avaliação da ciência e da tecnologia nas práticas de pesquisa da Embrapa</em>. Trabalho apresentado no 33° Encontro Anual da ANPOCS, Caxambu, 2009 (mimeo).</p>
<p><strong>Resumo</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Os novos mecanismos pelos quais se avaliam as pesquisas científicas e tecnológicas desempenham papéis cruciais na atualidade. Mais que instrumentos gerenciais, as ferramentas de avaliação fornecem legitimidade para práticas e concepções dominantes da atividade científica, impondo uma referência importante para o cotidiano de pesquisa. O objetivo deste trabalho é discutir os efeitos dos novos mecanismos de avaliação da ciência e da tecnologia sobre a atividade científica, a partir de um estudo de caso na Empresa Brasileira de Pesquisa Agropecuária (Embrapa). Diversos  pesquisadores foram entrevistados, o que possibilitou uma aproximação com as implicações da adoção desses mecanismos. Nos discursos desses agentes transparecem algumas tendências e dilemas que permitem compreender melhor a dinâmica de produção científico-tecnológica contemporânea.</p>
<p><a href="http://airtonmoreirajr.wordpress.com/files/2009/11/moreira-jr-reflexos-dos-novos-mecanismos-de-avaliacao-da-ciencia-e-da-tecnolgia-nas-praticas-de-pesquisa-da-embrapa.pdf" target="_blank">Ler o texto na íntegra.</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LONGO DIA...]]></title>
<link>http://economiquement.wordpress.com/2009/11/10/longo-dia/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 01:04:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Economiquement</dc:creator>
<guid>http://economiquement.wordpress.com/2009/11/10/longo-dia/</guid>
<description><![CDATA[Hoje foi um longo dia. Tentei demonstrar para o meu orientador como a econometria é inutil quando ap]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Hoje foi um longo dia. Tentei demonstrar para o meu orientador como a <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Econometria" target="_blank"><strong>econometria</strong></a> é inutil quando aplicada em um campo sem limites bem definidos, como o mercado financeiro. Foi uma tarefa muito complicada. Segue abaixo um pequeno trecho da conversa:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">Ele disse: &#8220;&#8230;como você irá contestar os vários autores ganhadores do Prêmio Nobel?</p>
<p style="text-align:justify;">Eu respondi: &#8220;&#8230;eles se auto contestam, como <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Merton_Miller" target="_blank">Merton Miller</a>.&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">Com um sorriso no rosto, ele disse: &#8220;Você está dizendo que isso é um jogo?&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">Um pouco pressionado, respondi: &#8220;Apostar seu dinheiro nas atuais teorias financeiras, é sim, um jogo&#8230;&#8221;</p>
</blockquote>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#ffffff;"> </span></p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
