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	<title>montalbano &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/montalbano/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "montalbano"</description>
	<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 23:38:21 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Alla ricerca di una lingua per la fiction (II parte)]]></title>
<link>http://minimaetmoralia.minimumfax.com/2009/11/23/alla-ricerca-di-una-lingua-per-la-fiction-ii-parte/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 09:12:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>giorgiovasta</dc:creator>
<guid>http://minimaetmoralia.minimumfax.com/2009/11/23/alla-ricerca-di-una-lingua-per-la-fiction-ii-parte/</guid>
<description><![CDATA[La seconda parte dell&#8217;articolo di Francesca Serafini sul linguaggio della fiction televisiva a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">
<i>La seconda parte dell&#8217;articolo di <b>Francesca Serafini</B> sul linguaggio della fiction televisiva apparso sul sito della <a href="http://www.treccani.it/Portale/sito/lingua_italiana/speciali/fiction/serafini1.html" target="_blank"><b>Treccani</B></a></i>. </p>
<p>di <b>Francesca Serafini</B></p>
<p><b>2. Tutte le lingue del dialogo</b></p>
<p>Anche in un contesto dichiaratamente finto già dal nome (quello della <i>fiction</i>, appunto), bisogna fare tutto il possibile perché i dialoghi non risultino falsi. E per questo è necessario, per prima cosa, che i personaggi si parlino fra loro, e non allo spettatore, come qualche volta succede, per la necessità di passare informazioni che mandino avanti la storia. Così come è opportuno rendersi conto di disporre – a differenza per esempio del dialogato in narrativa – anche del visivo, e quindi della presenza in scena delle cose, che allora non bisogna nominare nelle battute (salvo necessità), potendo invece ricorrere a tutto l’armamentario dei <i>deittici</i> (pronomi, aggettivi dimostrativi, ecc.) che nella realtà rendono più veloci i nostri scambi, naturalmente orientati all’economica linguistica, sotto la spinta delle urgenze comunicative.</p>
<p>Questi sono solo alcuni degli accorgimenti tecnici che bisognerebbe seguire nella stesura di un dialogo. Eppure, capita a volte di avere una sensazione di straniamento all’ascolto di un prodotto italiano, anche quando gli sceneggiatori si siano sforzati di rispettare tutte le regole della drammaturgia della scena. E a me pare che questo disagio abbia, molto spesso, un’origine squisitamente linguistica. E specifica italiana, come proverò a spiegare.</p>
<p>Come è noto, per la sua storia, l’italiano, a differenza di altre lingue, dispone di una molteplicità di varietà locali che sono ancora molto diffuse nel parlato a vari livelli: possono essere l’unica lingua a disposizione di un parlante semicolto; ma possono rappresentare il registro basso di un parlante colto collocato in un contesto comunicativo familiare o scherzoso. Per dirla con termini tecnici, le varianti <i>diatopiche</i> dell’italiano sono ancora moltissime e spesso queste si incrociano con altri tipologie di varianti come quella <i>diastratica</I> (il ceto sociale del parlante e la sua istruzione) o quella <i>diafasica</i> (la varietà dei registri, appunto). Ora, è evidente che se uno sceneggiatore volesse rispettare i canoni della verosimiglianza linguistica fino in fondo, nei suoi dialoghi dovrebbe ricorrere continuamente, se non al dialetto, almeno all’italiano regionale del luogo di provenienza del personaggio a cui deve dare voce. Ma questo creerebbe un problema, dal momento che si può ben ipotizzare che il napoletano di uno scugnizzo risulti incomprensibile a uno spettatore di Trento, solo per fare un esempio. E siccome in genere ciò che non si comprende viene respinto, una lingua troppo marcata in un senso o nell’altro rischierebbe di determinare – ora all’una ora all’altra latitudine – un’emorragia di spettatori che la <i>fiction</I>, considerando i suoi costi, non si può permettere (e forse neanche una televisione pubblica che volesse rimanere ancorata al ruolo pedagogico svolto per anni nella diffusione dell’italiano).<br />
<!--more--><br />
Si può osservare come proprio per questa ragione – tanto per fare un esempio noto a tutti, e che pure rappresenta un’eccezione – negli adattamenti televisivi del ciclo romanzesco di <i>Montalbano</I> di Andrea Camilleri, uno degli interventi è proprio sulla lingua, con una riduzione drastica, rispetto alle opere letterarie, del tasso di sicilianismi (che sopravvivono nella caratterizzazione dei personaggi socialmente più sprovveduti), convertiti nei dialoghi in pennellate di colore locale.</p>
<p>Si capisce come, pur ragionando comunque di scrittura, le esigenze televisive siano di tutt’altra natura rispetto a quelle letterarie; e anche come sia possibile, in questo senso, che quella che per Joyce – altro esempio estremo, come Bufalino che era più che altro attratto dalle varianti <i>diacroniche</I> – rappresentava una risorsa preziosissima per la sua ricerca (il fatto che l’italiano contenesse appunto al suo interno l’idea di «lingue altre» che andava mettendo a punto per il suo <i>Finnegans Wake</I> e che aveva valorizzato nella traduzione dell’episodio di Anna Livia Plurabella), per gli sceneggiatori rischia di diventare un’arma a doppio taglio. Sfruttarla completamente significherebbe condannarsi a un pubblico per forza di cose di nicchia; ignorarla, come più spesso si fa, significherebbe rassegnare i dialoghi a quell’italiano medio o <i>standard</I> (su cui tanto hanno dibattuto Calvino e Pasolini) al centro di vecchie e nuove questioni della lingua, e che per essere di tutti finisce per essere perfettamente rappresentativo di nessuno. Tanto da risultare a volte, se non falso, certamente artefatto, o <i>scritto</i>, come la lingua di un dialogo (siamo qui – tanto per chiudere la rassegna – nell’ambito delle varianti <i>diamesiche</I>) non dovrebbe mai risultare.</p>
<p>A tale proposito ci si potrebbe chiedere come mai queste sensazioni negative non si avvertono mai nella fruizione di opere straniere adattate, che in genere si uniformano programmaticamente proprio su un italiano medio, con l’eccezione di qualche piccola varietà di registro. E la mia impressione è che in quel caso la risposta abbia a che fare con la consapevolezza da parte degli spettatori di aver stretto un patto: non riconoscono nel mondo rappresentato la loro realtà, sanno che è <i>altro</I> da quella e stanno al gioco; e questo vale anche per la lingua: sanno che nell’universo rappresentato è tutt’altra e che qualcuno semplicemente si è preso la briga di renderla accessibile, né più e né meno di un interprete simultaneo che traduca la conferenza di un politico, soffermandosi più che altro sul senso. Negli adattamenti, semmai, un sensazione di straniamento si può avere al contrario da «un eccesso di traduzione», come succede in quelle opere in cui si sceglie di tradurre anche le scritte, non con i sottotitoli ma con inquadrature della scritta medesima tradotta, preparata durante le riprese. Come il diploma appeso nello studio a Washington di Tom Cruise in <i>Leoni per agnelli</I> (il film di Robert Redford del 2007) compilato in perfetto italiano e che dal mio punto di vista crea senz’altro una crepa nel sistema. Così come il proverbio inglese «All work and no play makes Jack a dull boy» (letteralmente <i>Solo lavoro e niente divertimento rendono Jack un ragazzo svogliato</I>) dattiloscritto ossessivamente dal protagonista di <i>Shining</I> (1980) che Kubrick volle girare – con la sua cura maniacale di tutti i dettagli – con relativo adattamento alla lingua dei paesi in cui era prevista la distribuzione del film (si capisce che questo accorgimento ha dei costi e che quindi è tipico del cinema e non della <i>fiction</I>, anche quella facoltosa d’Oltreoceano) e che in italiano corrisponde al famoso <i>Il mattino ha l’oro in bocca</I>. Una scelta che mi ha sempre dato la sensazione di un vertiginoso e repentino sbalzo – ancorché rassicurante – fuori dalla realtà dell’immaginifico Colorado e dell’Overlook Hotel in cui avevo accettato di essere reclusa per la durata del film. Ma, per l’appunto, torniamo in Italia.</p>
<p>Che lingua deve scegliere dunque uno sceneggiatore per fare in modo che i suoi dialoghi risultino nello stesso tempo comprensibili in tutta la penisola e verosimili rispetto alla realtà rappresentata?</p>
<p>L’italiano, evidentemente, il meno possibile <i>medio</I> – cioè punto di incontro di tutte le varietà – e invece il più possibile <i>vario</I> sulla scala dei registri (da un punto di vista lessicale e sintattico), ogni volta adeguati al contesto comunicativo. Con qualche coloritura locale da dosare in considerazione non solo del personaggio da rappresentare (e, anche qui, dell’àmbito in cui è collocato in una data scena), ma anche dell’attore – se si conosce già in fase di scrittura, come è sempre auspicabile – che quando non infligge allo sceneggiatore qualche pugnalata (come una volta con un <i>attimino</I> improvvisato sul set e mai scritto nella scena), gli va piuttosto in soccorso, valorizzando al meglio la natura collettiva del prodotto che tutti insieme stanno realizzando.</p>
<p>Faccio un esempio per chiarire. <i>La squadra</I> era interpretata perlopiù da attori napoletani; alcuni, fra le <i>guest</I> di puntata, anche non professionisti. Nella scrittura di questi personaggi – ma anche nel caso dei protagonisti dall’accento più spiccatamente partenopeo – si è sempre cercato di giocare in sottrazione con le venature locali, perché si sapeva di poter contare sul valore aggiunto dell’interpretazione, che si dava in un certo senso per scontata (anche grazie al contributo di un’altra figura strategica nella filiera produttiva che è il responsabile del <i>casting</I>: l’addetto alla selezione degli interpreti giusti per i vari personaggi). Farcire le battute di un personaggio raccontato come umile, culturalmente sprovveduto, con parole dialettali e giri di frase regionali (come la verosimiglianza richiederebbe), avrebbe potuto significare in certi casi condannarle all’incomprensibilità, specialmente per il pubblico del Nord. Meglio allora affidarsi all’istinto dell’attore sul set, cercando di contenerne gli eccessi con battute in italiano, sia pure del registro più basso. Come è stato, solo per fare un esempio, il caso della vecchina protagonista di una delle storie contenute nella puntata che ha chiuso l’ottava stagione e con quella l’intera serie (che ha in comune con <i>La nuova squadra</I>, attualmente in onda, soltanto tre personaggi). Si tratta dell’episodio 221, che ho sceneggiato con Mario Cristiani e Donatella Diamanti (due straordinari flagellatori). Una piccola storia di disperazione – una guerra fra poveri – ricalcata su uno spunto di cronaca di quei giorni: un emigrato lascia aperta la porta di casa per discutere con dei coinquilini nell’androne, e quando rientra non trova più i suoi risparmi. Trova però la sua macchinetta digitale, che contiene uno scatto che il derubato non riconosce come proprio. Come se il ladro avesse scattato maldestramente (fotografando i suoi piedi, o meglio le sue ciabatte, e dunque il pavimento), e poi alla fine avesse desistito dal proposito di sottrarre anche quella. È proprio quello scatto a inchiodare il ladro, cioè la ladra: la vecchina pensionata che, versando in condizioni economiche disperate, aveva approfittato della disattenzione del suo dirimpettaio rubandogli i contanti. Non la macchinetta, appunto, non essendo ladra di professione e dunque inserita negli ambienti della ricettazione. La scena dello scioglimento del piccolo mistero si può vedere qui:</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/DwriCEE-ikQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/DwriCEE-ikQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>In essa, come si noterà, ci sono molte parole napoletane (<i>trasuta</I> per <i>entrata</I>; <i>sparagna’</I> per <i>risparmiare</I>, ecc.), e varianti locali come <i>aggio</I> per <i>ho</I> e <i>chiù</I> per <i>più</I>, e così via. E tutte quante si attagliano perfettamente al personaggio e lo rendono <i>vero</I>, anche grazie all’intensità dell’attrice (che con le sue espressioni riesce con buona probabilità a farsi capire in tutte le regioni), ma nessuna era presente nella sceneggiatura (che proponeva invece le varianti italiane: rischiose, evidentemente, se il casting avesse selezionato, come pure qualche volta è accaduto, un’interprete non napoletana). Una specie di patto non scritto, insomma, in cui lo sceneggiatore toglie, e l’attore aggiunge, per arrivare tutti insieme – in ogni reparto, ognuno con le sue competenze – a quel vago senso di realtà che ricerchiamo tutti e che in Italia, più che altrove, sembra difficile da raggiungere. Come se un’ideale coperta fosse continuamente tirata ora dal lato della verosimiglianza, ora da quello della comprensibilità, risultando sempre troppo corta.</p>
<p>Evidentemente c’è ancora un po’ di strada da fare. Come nella diffusione dell’italiano a tutti i livelli, così nella sua rappresentazione nella <i>fiction</I> televisiva. Che risente più in generale – rispetto ad altri paesi – di un ritardo nell’elaborazione teorica e dunque, come conseguenza, nella considerazione da parte della critica, e non solo. Ritardo di cui mi sembra spia significativa l’assenza di un linguaggio settoriale autoctono (tutti quei termini tecnici che mi ostino a evidenziare, qui e altrove, con il corsivo metalinguistico). Non si tratta da parte mia di una reazione purista, né di una rappresaglia nei confronti della fatica che ho sempre fatto per spiegare ai miei nonni il significato dei ruoli che ho coperto negli anni nel mio mestiere. Si tratta più in generale di capire se il corrispettivo italiano di termini come <i>script editor</I> o <i>story editor</I> (per non dire <i>fiction</I>) non esiste per pigrizia o perché non siamo in grado di fornire nel nostro paese l’equivalente di quelle professionalità; o se, ancora, a quelle professionalità nel nostro paese non viene dato lo stesso peso che altrove. Nel caso di queste ultime sciagurate ipotesi, forse si potrebbe cominciare proprio dalle parole, trovando quelle giuste. Magari prendendo spunto dal più lontano dei luoghi, come la letteratura di Bufalino, che chiudeva il suo testo <i>Istruzioni per l’uso</I> in questo modo: «abbandono e fiducia nella parola. Sì, l’universo verbale è l’unico di cui veramente mi fido. <i>Nomina sunt consequentia rerum?</I> È vero il contrario, invece, e le cose sono invenzioni e sogni, e le parole epitaffi di sogni».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[perché c'è tanta polizia nelle fiction televisive?]]></title>
<link>http://ilbibliofilo.wordpress.com/2009/09/25/perche-ce-tanta-polizia-nelle-fiction-televisive/</link>
<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 13:25:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>marco1946</dc:creator>
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<description><![CDATA[Da Maigret a Montalbano, da Derrick al Maresciallo Rocca, dal tenente Colombo all&#8217;ispettore Ba]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Da Maigret a Montalbano, da Derrick al Maresciallo Rocca, dal tenente Colombo all&#8217;ispettore Barnaby, passando per squadre di polizia, RIS, CSI, The Discrict, Texas Rangers, il commissario Rex e Raul Bova (improbabile agente dei servizi di Intelligence). C&#8217;è il <em><strong>crimine</strong></em> e dall&#8217;altra parte <em><strong>i</strong></em> <em><strong>tutori della legge</strong></em> che investigano, smascherano e spiegano.</p>
<p><strong>La giustizia trionfa. SEMPRE.</strong></p>
<p><strong>Nella realtà non è così, lo sappiamo. La maggior parte dei crimini resta impunita, </strong>dal furto dei motorini ai delitti della mafia.</p>
<p><strong>Non sapremo mai chi era veramente Jack lo Squartatore, come sono andate le cose quando uccisero Kennedy, se Osama Bin Laden è vivo e</strong> (in caso affermativo) <strong>dov&#8217;è.</strong></p>
<p>e Mattei? e Sindona? e Ustica? <strong>Delitti impuniti</strong>.</p>
<p><strong>PROPRIO PER QUESTO</strong> piacciono tanto queste <em>fiction</em> poliziesche, queste <em>&#8220;finzioni&#8221;</em> in cui alla fine i birbaccioni sono sempre sconfitti.</p>
<p><strong>NON CI RASSEGNAMO</strong> a vivere in un mondo in cui l&#8217;arbitrio, la disonestà e la sopraffazione trionfano. <strong>ABBIAMO FAME E SETE DI GIUSTIZIA.</strong></p>
<p><strong>Vogliamo che il crimine e l&#8217;ipocrisia siano sconfitti dall&#8217;intelligentone/intelligentona di turno.  </strong></p>
<p><strong>Almeno in TV.<img class="alignright" src="http://antoniogenna.files.wordpress.com/2006/12/ilcommissariorex.jpg?w=238&#038;h=349" alt="" width="238" height="349" /></strong></p>
<p>POST SCRIPTUM (postato alle 22.00) <em>Per essere precisi, qualche volta la polizia riesce nel suo intento: qualche mafioso viene arrestato, qualche apparato criminale viene smantellato, ecc&#8230; Per lo più, ciò avviene grazie a un&#8217;antica istituzione, chiamata <strong>&#8220;soffiata</strong>&#8220;, cioè alle informazioni che provengono da <strong>confidenti</strong> (categoria in cui regnano l&#8217;ambiguità e il doppiogioco, ma comunque indispensabile&#8230;) o da <strong>criminali veri e propri</strong> (desiderosi di eliminare la concorrenza).</em></p>
<p><em>Per capire bene certe situazioni vi consiglio di leggere e rileggere un famoso romanzo di Leonardo Sciascia, <strong>IL GIORNO DELLA CIVETTA</strong>. </em></p>
<p><em>Al quale romanzo (e al film che ne fu tratto nel 1968) dedicherò presto un post.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Muu maa Montalbano]]></title>
<link>http://kuortti.wordpress.com/2009/09/18/muu-maa-montalbano/</link>
<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 11:21:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Eija-Liisa</dc:creator>
<guid>http://kuortti.wordpress.com/2009/09/18/muu-maa-montalbano/</guid>
<description><![CDATA[Vuosia sitten Italiaan muuttanut ystäväni vietti muutamia kesäviikkoja Suomessa perheineen. Hän kert]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Vuosia sitten Italiaan muuttanut ystäväni vietti muutamia kesäviikkoja Suomessa perheineen. Hän kertoi tietysti nauttivansa Suomen kesästä niin kuin muutkin perheen jäsenet. Yksi ihanimmista kokemuksista oli ollut Kauppatorilla vaeltelu ja torikahvilassa viipyily. Kun perhe oli ollut tekemässä marjaostoksia, reipas torimyyjä oli kysynyt, että mistäs kaukaa sitä oltiin kun vierasta kieltä solkattiin. Ja kun myyjä oli saanut vastauksensa, että Italiasta, niin välitön reaktio kuului, ou jees Berluskooni, jees jees, big mään!</p>
<p>Kaipa siinä hymyiltiin ja nyökyteltiin sitten puolin ja toisin, mutta ystäväni oli mietteissään torilta pois astellessaan. Tämäkö on se, mitä nykyään ensimmäiseksi ihmisille tulee Italiasta mieleen? Se ei oikeastaan tehnyt häntä iloiseksi. Berlusconin politiikasta ja toimista ollaan montaa mieltä, useimmiten puistellaan epäuskoisesti päätä. Vieläkö muistatte ajan, jolloin Italiasta tuli mieleen pizza, Rooma, basilikan tuoksu, Toscanan kukkulat &#8211; Pavarotti!</p>
<p>Ystävälläni ja minulla on eräs ehdoton yhteinen ihailun kohde. Pidämme <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Andrea_Camilleri" target="_blank">Andrea Camillerin</a></em> Sisiliaan sijoittuvista dekkareista, joissa päähenkilö on vetävä <a href="http://www.sicilytourguides.net/Montalbano_tour.htm" target="_blank"><em>komissario Salvo</em> </a><em><a href="http://www.sicilytourguides.net/Montalbano_tour.htm" target="_blank">Montalbano</a></em>. Tämä televisiosarjassakin esiintyvä enimmäkseen jurottava kaljupää saa jostain syystä villasukat pyörimään jaloissa. Kirjailija Camilleri on jo yli kahdeksankymmenen mutta kirjoittaa edelleen. Kirjoittamisinnostuksensa hän on saanut aikoinaan <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Luigi_Pirandello" target="_blank">Luigi Pirandellolta</a></em>, joka oli Camillerien perhetuttava. Camilleri on syntyjään Sisilian Empedoclesta, joka on myös Montalbano-kirjojen Vigàta, kaupunki, jossa komissario asuu. Aivan kuten ihmiset tekevät matkoja Donna Leonin komissario Brunetti-kirjojen tapahtumapaikoille Venetsiaan, Montalbano-fanit matkustavat Empedocleen ja Girgentiin, joka taas on puolestaan kirjojen Montelusa. Näihin paikkoihin tehdään järjestettyjä kiertomatkojakin.</p>
<p>Ystäväni on oppinut Sisilian murteen lukemalla Camillerin kirjoja. Kyökki-italian hallinnalla siihen ei kyllä taivu. Minua lähinnä harmittaa, että Montalbanoja käännetään suomeksi niin hitaasti. Lohdutin ystävääni, että jos minulta kysyttäisiin nyt, mitä Italiasta tulee ensimmäiseksi mieleen, vastaisin heti: Montalbano!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Les Ales de l'Esfinx.]]></title>
<link>http://elsmeusllibres.wordpress.com/2009/09/10/les-ales-de-lesfinx/</link>
<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 22:00:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>elsmeusllibres</dc:creator>
<guid>http://elsmeusllibres.wordpress.com/2009/09/10/les-ales-de-lesfinx/</guid>
<description><![CDATA[Darrera aventura del comissari Montalbano. Les Ales de l’Esfinx D’ Andrea Camilleri Traducció de Pau]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3>Darrera aventura del comissari Montalbano.</h3>
<p>Les Ales de l’Esfinx</p>
<p>D’ <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Andrea_Camilleri" target="_blank">Andrea Camilleri</a></p>
<p>Traducció de Pau Vidal</p>
<p>Barcelona 2009. Edicions La Campana</p>
<p>224 pags. 14.50.—Euros</p>
<p>En Montalbano torna a remuntar el vol. Després d’alguns casos una mica mes fluixos, el darrer volum de la saga del nostre estimat “cominsari” torna a mostrar-nos la realitat sicil·liana sota la seva particular perspectiva. Aquesta vegada ens parla de noies de l’est reclutades per màfies per exercir la prostitució i de organitzacions suposadament benèfiques que donen cobertura legal a tota aquesta colla de delinqüents.</p>
<div id="attachment_520" class="wp-caption alignright" style="width: 335px"><img class="size-full wp-image-520  " title="Papallona" src="http://elsmeusllibres.wordpress.com/files/2009/09/2852243907_d6277c2b2e.jpg" alt="Papallona" width="325" height="500" /><p class="wp-caption-text">Papallona</p></div>
<p>Els personatges son els de sempre: en Catarella, en Facio, en Mimí Augello, la Lívia, el ”menstre” comissari Salvo Montalbano, la ciutat de Vigatà, el mar, el menjar&#8230; Personatges, llocs i situacions on la munió de seguidors del signore Camilleri ens tornem a trobar com a casa, en família.</p>
<p>“Quan era sota la dutxa va sentir el telèfon. Per sortir a contestar va deixar un reguerot d’aigua que no es va preocupar d’eixugar; total, al cap d’una estona havia de venir l’Adelina.</p>
<p>-          Que l’he despatllat, menstre?</p>
<p>-          No, rei, no, ja estava despert.</p>
<p>-          Segur? No m’ho diu pas per quedar bé, oi que no?</p>
<p>-          No, i ara. Digues, què hi ha?</p>
<p>-          Cominsari què vol que hi hagi si el telefono en aquestes hores?</p>
<p>-          Catarella, te n’adones que no em truques mai per donar-me una bona notícia?</p>
<p>En un instant, la veu de l’agent es va trencar.</p>
<p>-          Ai, cominsari meu! Per què m’ho diu això? Que em vol motrificar? Si fos per mi el trucaria cada matí per dir, no ho sé, que li ha tocat la lonteria, que l’han trascendit de categoria, que&#8230;”</p>
<p>La veritat és que tant se val la mena de cas que investigui en Montalbano. Poden ésser robatoris, segrestos, prostitució o assassinats, tant se val, el que de veritat importa és com i quin retrat ens fa en Camilleri de la Sicília i per extensió de la Itàlia actual. El signore Andrea Camilleri, amb una aconseguida mescla d’ironia, humor i denúncia, ens explica com de prims son els fils que conecten tota la societat italiana. Màfia, Esglèsia, ONGs, Policia, Administració&#8230; estan units per una xarxa de fils interconectats i prims com els de les teles d’aranya. No hi ha res com l’humor intel·ligent per criticar i posar al seu lloc el poder!</p>
<p>A la vegada que acompanyem al “cominsari” a la recerca dels culpables de la mort d’aquestes noies, podem gaudir de la seva filosofia de vida, de les seves menges, de les seves dubtes amb la feina, de les relacions amb els seus polis i amb els seus caps, de la seva manera d’entendre el mon i la justícia i de les tumultuoses relacions amb la Lívia, la seva núvia de la Padània.</p>
<p>Si ens hem empassat tota la sèrie del “cominssari”( per iniciar-se, recomano les 30 magistrals píndoles d’“Un mes amb Moltalbano”)  podem comprobar l’evolució que ha fet el nostre poli i també la resta de personatges. Son evolucions força versemblants, en absolut forçades per justificar la trama de la novel·la que donen força realisme a l’acció i a la novel·la en general.</p>
<p>“ Va passar una de les seves clàssiques nits en blanc: ara em giro cap aquí ara capa allà, ara m’alço ara m’ajec, ara encenc el llum per mirar l’hora ara l’apago.</p>
<p>Per fi va veure filtrar-se a través de la finestra la llum d’una alba clara. Es va aixecar confiant que el pescador s’hagués equivocat sobre la durada del mal temps. I en efecte, l’home l’havia espifiada: el cel era net i clar i l’aire fresc. La mar encara no s’havia calmat del tot però tampoc era prou moguda per no deixr sortir els pescadors. La idea que finalment l’Enzo tornaria a tenir peix fresc el va comfortar.</p>
<p>Tant, que es va tornar a ficar al llit i va dormir tres hores seguides d’una tirada.”</p>
<div id="attachment_521" class="wp-caption alignleft" style="width: 760px"><img class="size-full wp-image-521 " title="Sicília" src="http://elsmeusllibres.wordpress.com/files/2009/09/freeworldmaps-sicily.jpg" alt="Sicília" width="750" height="551" /><p class="wp-caption-text">Sicília</p></div>
<p>Estic convençut de què existeix una petita ciutat al sud d’<a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Italia" target="_blank">Itàlia</a> on hi ha una comissaria amb personal com els que surten a aquesta sèrie i on s’investiguen fets com els que investiguen els nostres amics. Seria un plaer conèixer un paio com el Montalbano i entaular-se amb ell, sortir a lligar amb un Mimi Augello i súmmum dels súmmums, mantenir una conversa amb un Catarella.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Anche Menfi nella Sicilia di Montalbano]]></title>
<link>http://menficambia.wordpress.com/2009/09/08/anche-menfi-nella-sicilia-di-montalbano/</link>
<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 18:46:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>menficambia</dc:creator>
<guid>http://menficambia.wordpress.com/2009/09/08/anche-menfi-nella-sicilia-di-montalbano/</guid>
<description><![CDATA[I luoghi del commissario Montalbano sono quelli della Sicilia meridionale con i suoi paesini bianchi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[I luoghi del commissario Montalbano sono quelli della Sicilia meridionale con i suoi paesini bianchi]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La Sellerio compie 40 anni]]></title>
<link>http://esuonamale.wordpress.com/2009/09/06/la-sellerio-compie-40-anni/</link>
<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 18:24:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilvecchio</dc:creator>
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<description><![CDATA[La casa editrice Sellerio compie quaranta anni. «In occasione dei 40 anni dalla fondazione di questa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img alt="" src="http://www.thrillermagazine.it/imgbank/NEWS/logo_sellerio.jpg" class="aligncenter" width="250" height="203" /></p>
<p style="text-align:justify;">La casa editrice <a href="http://www.sellerio.it/">Sellerio</a> compie quaranta anni. «In occasione dei 40 anni dalla fondazione di questa casa editrice ci piace riproporre alcuni titoli che, a nostro giudizio, hanno rappresentato dei punti cruciali della nostra storia editoriale.» È con queste parole che la casa editrice comunica l’evento: un evento che è un regalo di compleanno, e un regalo che è un omaggio e un grazie a tutti i suoi lettori. Le quaranta candeline prevedono una nuova collana, <a href="http://www.sellerio.it/merchant.php?catx=846&#38;id_ctlg=1#La%20rosa%20dei%20venti">La rosa dei venti</a>, comprendente venti libri.<br />
<!--more-->Questi i dieci titoli fino ad ora pubblicati: Leonardo Sciascia, <em>L’affaire Moro</em>; Gesualdo Bufalino, <em>Diceria dell’untore</em>; Maria Messina, <em>La casa nel vicolo</em>; Luisa Adorno, <em>L’ultima provincia</em>; Antonio Tabucchi, <em>Notturno indiano</em>; Luciano Canfora, <em>La biblioteca scomparsa</em>; Friedrich Glauser, <em>Il tè delle tre vecchie signore</em>; Vincenzo Consolo, <em>Retablo</em>; Leonardo Sciascia, <em>Atti relativi alla morte di Raymond Roussel</em>; Geoffrey Holiday Hall, <em>La fine è nota</em>. Di prossima pubblicazione: Alice Giménez Bartlett, <em>Riti di morte</em>; Carlo Lucarelli, <em>Carta bianca</em>; Sergio Atzeni, <em>Il figlio di Bakunin</em>; Andrea Camilleri, <em>Il birraio di Preston</em>; Adriano Sofri, <em>Il nodo e il chiodo</em>; Andrea Camilleri, <em>Il cane di Terracotta</em>; Santo Piazzese, <em>I delitti di via Medina Sidonia</em>; Roberto Bolaño, <em>Stella distante</em>; Gianrico Carofiglio, <em>Testimone inconsapevole</em>; Pietro Grossi, <em>Pugni</em>.<br />
La casa editrice Sellerio, al numero 50 di via Siracusa, a Palermo, nasce nel 1969. L’idea venne fuori durante una chiacchierata tra i coniugi Sellerio, Enzo ed Elvira, e due loro amici: Antonino Buttitta, antropologo, e Leonardo Sciascia, gigante della letteratura e della cultura novecentesca che per venti anni è stato la mente e l’anima del salotto intellettuale palermitano. In questi quattro decenni la Sellerio ha sfoderato centinaia e centinaia di titoli, tutti inconfondibilmente vestiti di blu, e di piccolo formato, diventati ormai una marchio di fabbrica. Negli anni novanta ha rischiato il naufragio finanziario ma si è salvata grazie a un geniale signore ben educato, e accanito fumatore, di nome Andrea Camilleri, che grazie al suo Commissario di Vigata, <a href="http://esuonamale.wordpress.com/2009/06/16/una-statua-per-montalbano/">Salvo Montalbano</a>, ha fatto vendere alla piccola casa editrice palermitana milioni e milioni di copie in tutto il mondo. «Il successo di Camilleri arrivò in un momento di difficoltà per la casa editrice e fu fondamentale per la sua sopravvivenza e oggi ci permette di continuare a lavorare con serenità. Qual è il nostro segreto? L’indipendenza, l’etica, ossia non portar via autori ad altre case editrici, e la passione: quello che rende bello il nostro mestiere è pubblicare un autore che altrimenti non sarebbe pubblicato»: così ricorda Antonio Sellerio, figlio di Enzo ed Elvira.<br />
Proprio lei, Elvira Sellerio, spiega che questi venti libri sono da «considerare anche come le tante istantanee dell’album ideale dei nostri primi quarant’anni. Per riconoscere e guardare più da vicino una tessera molto piccola, ma molto brillante e colorata, del mosaico mobile della nostra storia di italiani». E nonostante le piccole dimensioni che la Sellerio ha voluto mantenere sin dall’inizio, quasi fosse a conduzione familiare, provinciale, è esemplificativo lo spirito che l’ha contraddistinta in tutti questi anni, come dimostrano ancora le parole di Elvira Sellerio in una rara intervista televisiva del 1988, a un anno dal ventennale: «Quando lavoro, penso a persone più colte di me, i lettori. È un mestiere che va fatto con umiltà e spirito di servizio. La mia unica ambizione è cambiare l’immagine della Sicilia».<br />
Umiltà e tanta passione, e un profondo rispetto per gli autori e i lettori. E per la Sicilia. A giudicare dalle vendite e dall’importanza nel panorama editoriale italiano, e pure nella storia letteraria italiana, la piccola, semplice speranza di una delle fondatrici della Sellerio è divenuta realtà.<br />
Buon compleanno Sellerio.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gita all' Oasi Agrituristica di Baugiano]]></title>
<link>http://sistemist.wordpress.com/2009/08/29/gita-all-oasi-naturale-di-baugiano/</link>
<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 17:46:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>schievano mauro</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;ultimo weekend di agosto l&#8217;ho passato in questa splendida oasi agrituristica. Si tratt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L&#8217;ultimo weekend di agosto l&#8217;ho passato in questa splendida oasi agrituristica.</p>
<p>Si tratta di un oasi naturalistica con agriturismo nelle colline toscane poco distante dall&#8217;uscita autostradale di Prato Ovest a Buriano di Quarrata.</p>
<p>Il posto si differenzia da molti altri per via del rifugio con ristoro, agristurismo, fattoria didattica, sentieristica, area picnic, agrizoo, teatro e giochi in legno, parco aereo (con ponti tibetani), fabbrica di giocattoli, per i suoi pacchetti week end (si possono passare due giorni nelle bellissime stanze decorate a tema) ma soprattutto per la squisita cordialita&#8217; di Luca e Stefania che gestiscono amabilmente l&#8217;oasi.</p>
<p>Per maggiori informazioni:<br />
<a href="http://www.baugiano.it" target="_blank">Oasi agrituristica Baugiano</a><br />
Via delle ginestre 25/29<br />
Buriano di Quarrata (PT)<br />
0573.750221<br />
333.3596073<br />
392.9982282<br />
Gps 43• 49&#8242; 25&#8243; N 10• 58&#8242; 24&#8243; E</p>

</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Summer Fruits]]></title>
<link>http://eatingstamfordhill.wordpress.com/2009/08/21/summer-fruits/</link>
<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 08:34:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>eatingoutinstamfordhill</dc:creator>
<guid>http://eatingstamfordhill.wordpress.com/2009/08/21/summer-fruits/</guid>
<description><![CDATA[A rule, a golden rule perhaps, that I&#8217;ve read in various places is that you should never write]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>A rule, a golden rule perhaps, that I&#8217;ve read in various places is that you should never write a blog entry in which you apologise for the lack of recent blog entries. Therefore, let me apologise for the lack of writing in recent months. A piece of advice I consider more pertinent is not to blog about blogging itself. Even the word blog makes me wrinkle my nose. Blog sounds like toilet (UK) and seems somehow related to the word <em>snot</em>. At least, according to the idiosyncrasies of my internal lexicon. I&#8217;ve read plenty of blogs where the once interesting content skews into discussion about the activity itself; meeting other bloggers, blogging competitions and the ascent into the printed word itself. Or at least mention within physically published newspapers, magazines and such. I would hope that it is most evident, given the turgid and long-winded style that I eschew in this particular medium, that I hold out no hopes there.</p>
<p>I&#8217;ve no idea what the original blog was like, but I was sat in the cinema last week and had to endure a trailer for the forthcoming <em><a href="http://www.julieandjulia.com/" target="_blank">Julie &#38; Julia</a></em> film. For those, perhaps three, readers who have made their way through the first paragraph without passing out due to a lack of zappy oxygen-rich data to absorb, I should mention that this film is based on a blog called the Julie/Julia Project in which one <a href="http://juliepowell.blogspot.com/" target="_blank">Julie Powell</a> undertook the task of cooking of every dish in one Julia Child&#8217;s <em><a href="http://www.slate.com/id/2105213/" target="_blank">Mastering the Art of French Cooking</a></em>. Meryl Streep plays the role of Julia Childs, since one half of the film would appear to be a biopic about her, and Amy Adams plays Ms Powell. Whatever the talents and insight of the these two/four women, possibly even the film itself, the breezy trailer didn&#8217;t encourage me to book advance tickets. My first thought was what level of sympathy am I going to have for a character who must have a sufficient income to buy all these various ingredients on a daily basis. It&#8217;s quite possible that in the original blog itself Julie Powell has to substitute <a href="http://www.nabiscoworld.com/easy-cheese/" target="_blank">Easy Cheese</a> in place of Beaufort due to local availability, substitute chicken nuggets for <a href="http://www.pouletbresse.com/" target="_blank">Poulet de Bresse</a>, but since I&#8217;ve only seen the trailer, I don&#8217;t know this! What an incredibly self-pleasuring piece of cinema, I thought, with the sort of French characters you find in some piece of crap like that recent Piaf film. France revising its past. I&#8217;m similarly ecstatic about the prospect of <em>Coco avant Chanel</em>. But I digress&#8230;</p>
<p>I presume, since I&#8217;ve never read her, that Julia Childs is something in between <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fanny_Cradock" target="_blank">Fanny Craddock</a> and <a href="http://www.guardian.co.uk/lifeandstyle/2009/jul/01/elizabeth-david-food-cookbook" target="_blank">Elizabeth David</a>. There must be some video somewhere:</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/HBQD3aSZ9R4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/HBQD3aSZ9R4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>More or less. I find myself thinking about all that <a href="http://www.amazon.com/exec/obidos/ASIN/B000H23W7Y/ref=nosim/greygardens-20" target="_blank">liver paté</a> in Grey Gardens.</p>
<p>Back to the plot, or lack of it, here is a summation of what I&#8217;ve been up to over the last few months:</p>
<p>1. Cooking at festivals.</p>
<p>2. Working for a local charity.</p>
<p>3. Getting burgled.</p>
<p>4. Pontificating.</p>
<p>Only the first of those items is particularly relevant here. When I arrived at the first festival, I was under the impression that I would pretty much be cooking okonomiyaki for the duration. Not so! For I&#8217;d be running a private kitchen for bar staff and friends, rather than the public. Yes, I agreed with the manager, feeding them the same dish twice a day for five days would get rather monotonous. Fortunately, phew!, I&#8217;d packed a number of other Japanese ingredients that I&#8217;d originally intended for personal consumption and was able to put these to use as well. Yes, I probably should have taken photos but, since I worked alone in the kitchen, my energies were directed towards the cooking rather than the recording. I&#8217;m off next week to do the same at the <a href="http://www.beachdownfestival.com/" target="_blank">Beachdown</a> festival near Brighton and shall try to do better. I took some small pride in walking across a field in the early morning and hearing someone shout &#8220;Ah! The best Japanese chef in Norfolk!&#8221;. Drugs may have been involved in their case and the qualifying <em>in Norfolk</em> was, I believe, quite essential in mine.</p>
<p>As for the other three items, the second has me located in Tottenham and I have eaten in several restaurants along the way up the Seven Sisters Road. I&#8217;ll write about them when time permits. The third, a story I&#8217;m tired of relating, has been an annoyance. No laptop, no bicycle. I&#8217;ve replaced the first of those. The fourth, oh well&#8230;</p>
<p>One impetus for this entry is the recent sub-launch of my <a href="http://www.nandeyanen.co.uk/" target="_blank">website for the business</a>. By sub-launch, I mean that I&#8217;ve put up a temporary holding page so that should anyone receiving a business card actually look at the domain, they can see something other than &#8220;This website has been registered, blah blah&#8230;&#8221;. I&#8217;m almost certainly not going with the &#8220;Osaka Pizza&#8221; idea. It works for Japanese speakers, but probably not other people. I do have another in mind, but it&#8217;s fine for now. Once the festivals are over, I&#8217;ll be expanding the site beyond its current state, which is akin to a couple of rubbish bins outside your house to try and hold a parking space for a large removals van.</p>
<p>And once those festivals are over, I intend going on holiday. Where? I&#8217;m hovering:</p>
<p>1. Sicily. I liked the food last time I was there and I&#8217;ve finished all the <a href="http://www.montalbano.tv/" target="_blank">Inspector Montalbano</a> novels since. It will have sufficiently cooled down by mid-September.</p>
<p>2. Portugal. I have an unresolved love affair with (not in!) Lisbon and need a new pair of gloves. Lisbon has one of the world&#8217;s finest glove shops at <a href="http://www.luvariaulisses.com/" target="_blank">Luvaria Ulisses</a>. However, I&#8217;ve yet to be truly won over by Portuguese food, particularly when compared to Sicily, I often wonder if the English are somehow responsible.</p>
<p>3. Fukuoka. I saw a return flight there for £410 pounds. No, you can&#8217;t afford it&#8230;</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/cRlG8L3WOzk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/cRlG8L3WOzk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>No, honestly, you can&#8217;t&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Un sauro imperiale alla cipollata]]></title>
<link>http://leternauta.wordpress.com/2009/08/16/un-sauro-imperiale-alla-cipollata/</link>
<pubDate>Sun, 16 Aug 2009 11:38:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>leternauta</dc:creator>
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<description><![CDATA[A quanto pare le ricette di Montalbano costituiscono un prolifico filone editoriale.  Quale tra ques]]></description>
<content:encoded><![CDATA[A quanto pare le ricette di Montalbano costituiscono un prolifico filone editoriale.  Quale tra ques]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IDN typographic ident]]></title>
<link>http://stuartmale.wordpress.com/2009/08/14/idn-typographic-ident/</link>
<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 07:33:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>stuart male</dc:creator>
<guid>http://stuartmale.wordpress.com/2009/08/14/idn-typographic-ident/</guid>
<description><![CDATA[This is the new ident for Nylon&#8217;s promo reel. It is amazing and I love the audio too. Nylon cr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>This is the new ident for Nylon&#8217;s<span> promo reel. It is amazing and I love the audio too. </span></p>
<p><span>Nylon  creative directors: Jason Cook, Bryan Lee</span><span><br />
Design: Jason Cook, Bryan Lee, Brian Castleforte<br />
Animation: Brian Castleforte<br />
Producer: Joe Montalbano </span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/t9Qg6FhVM84&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/t9Qg6FhVM84&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Libro: Un inverno italiano. Cronache con rabbia 2008-2009.]]></title>
<link>http://riflessioniquotidiane.wordpress.com/2009/08/01/libro-un-inverno-italiano-cronache-con-rabbia-2008-2009/</link>
<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 10:34:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>riflessioniquotidiane</dc:creator>
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<description><![CDATA[Intervista ad Andrea Camilleri. Autori: Andrea Camilleri-Saverio Lodato; Editore Chiarelettere-pagin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p style="text-align:justify;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/avnsiEL4gX4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/avnsiEL4gX4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><a href="//www.wikio.it/sharethis?url='+encodeURIComponent(location)+'&#38;title='+encodeURIComponent(document.title);"><img style="border:none;" src="http://www.wikio.it/shared/images/wikiothis/buttons/wikio_btn_partager_rounded_it.png" alt="" /></a><br />
Intervista ad Andrea Camilleri.<br />
Autori: Andrea Camilleri-Saverio Lodato; Editore Chiarelettere-pagine 336.<br />
Chi meglio di Andrea Camilleri può raccontare la tragicommedia che stiamo vivendo? Saverio Lodato ha dato voce al più popolare scrittore italiano che commenta giorno per giorno, dal novembre 2008 al maggio 2009, fatti, misfatti, personaggi e figurine che hanno invaso le cronache di giornali e tv. Ecco in scena le bravate di &#8220;Piccolo Cesare&#8221; insieme con il terremoto e la passerella elettorale, l&#8217;infinita emergenza extracomunitaria e i provvedimenti disumani del governo, la pena e lo sciacallaggio sul dramma di Eluana, la Chiesa di <!--more-->Tettamanzi (ma anche quella del papa), l&#8217;incivile polemica sul biotestamento, la ridicola censura a Vauro, il lodo Alfano che grazia Berlusconi&#8230; Un Camilleri controcorrente, tra storia e cronaca, tradizione e racconto.</p>
<p style="text-align:justify;">«Questi politici sempre più si considerano intoccabili. Il loro motto è: io pozzu fari e disfari e cuntu non aiu da dari.»<br />
Leonardo Sciascia aveva fatto in tempo ad accorgersi che l’Italia era diventata «un paese senza verità». Non poteva prevedere che sarebbe diventato il paese dalle mille verità. Questo libro di Saverio Lodato e Andrea Camilleri, che ripropone i testi pubblicati dal novembre 2008 al maggio 2009 sull’Unità, è stato scritto un giorno dopo l’altro, registrando frase dopo frase il “grandguignol” della politica e della cronaca italiane. Sono pagine di commenti e resoconti rabbiosi, dalle quali emerge tutto e il contrario di tutto, le leggi fatte dal premier per non farsi processare, la volgarità eletta a stile di vita, l’informazione a libro paga, il paese delle mille caste. È il diario di un inverno italiano che lascia l’amaro in bocca. Il libro però vuole essere anche una scommessa: trovare, nella confusione di casi sensazionali, notizie eclatanti e misteri indecifrabili, nella ridda di voci, “boatos” e smentite di regime, un piccolo kit di sopravvivenza, una piccola barriera per non essere sommersi dal mare delle chiacchere.<br />
Riviviamo così il novembre dell’anno appena trascorso quando, con le Borse a picco in mezzo mondo e la valanga della crisi in arrivo sull’Italia, il nostro Presidente del Consiglio sembrava canticchiare «tutto va ben, madama la Marchesa». In dicembre, invece, ciò che colpisce gli autori è il decreto che raddoppia l’Iva per il gruppo televisivo Sky: una tassazione che colpisce il principale concorrente di Mediaset e, indirettamente, quasi 5 milioni di italiani che sono abbonati alla tv di Rupert Murdoch. A quella legge seguono i provvedimenti governativi contro l’immigrazione clandestina e tutta la polemica sul calvario della giovane Eluana Englaro. Per fortuna, scrive Camilleri, a Natale si segnala anche una buona novella: è l’idea di un fondo per i poveri del cardinale Tettamanzi che, nella notte del 24 dicembre a Milano, annuncia lo stanziamento di un milione di euro per le famiglie dei disoccupati. Una rivincita della Chiesa degli atti concreti, amata dal creatore di Montalbano, contro la Chiesa che sa solo pontificare.<br />
Il libro prosegue con le cronache dell’anno 2009 nelle quali Camilleri e Lodato passano in rassegna con sarcasmo, ironia e lucidità tutti i temi della vita politica nazionale. L’Alitalia, le social card, la legge anti-intercettazioni, le ronde, il decreto sull’edilizia. Tutto l’inverno italiano appena trascorso rivive in questo libro sui fatti e misfatti dell’Italia di oggi che non può lasciare indifferenti.<br />
(Recensione di IBS)<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-705" title="un inverno italiano" src="http://riflessioniquotidiane.wordpress.com/files/2009/08/copj13.jpg" alt="un inverno italiano" width="200" height="310" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Det nya språket]]></title>
<link>http://babyroyale.wordpress.com/2009/07/08/det-nya-spraket/</link>
<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 13:00:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Jenny</dc:creator>
<guid>http://babyroyale.wordpress.com/2009/07/08/det-nya-spraket/</guid>
<description><![CDATA[Uppdatering gällande tillägnandet av det nya språket: jag kämpar på. Bygger ut ordförrådet och försö]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Uppdatering gällande tillägnandet av det nya språket: jag kämpar på. Bygger ut ordförrådet och försöker förstå grammatiken. Har börjat konstruera egna meningar och tänker ut repliker för de situationer jag befinner mig i. Jag köpte med mig glassiga italienska damtidningar, en av mina fäblesser, och de peppar mig att fortsätta. Tur att Presstop finns i stan, så det finns fler att få tag på när de här är sönderbläddrade. På <a href="http://vardagpasicilien.blogspot.com/" target="_blank">Johannas </a>rekommendation kollades <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Inspector_Montalbano" target="_blank">Kommissarie Montalbano</a> på ettan i måndags. Pratat språk, perfekt. Med vitsiga svängningar, något helt annat än en mossig överkorrigerad språkkurs. Men jag ska lämna tillbaka den snart, och ta fortsättningskursen innan jag går in på hard-core varianten i grupp i höst.</p>
<p>Till dess, kan någon tillhandahålla en fiffig regel för när det ska vara &#8216;del&#8217; och när det ska vara &#8216;dei&#8217;?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vilken helg vi haft...]]></title>
<link>http://lsandelin.wordpress.com/2009/06/28/vilken-helg-vi-haft/</link>
<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 07:53:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lennart</dc:creator>
<guid>http://lsandelin.wordpress.com/2009/06/28/vilken-helg-vi-haft/</guid>
<description><![CDATA[&#8230; Med otroligt bra väder! För mig avslutades kvällen med nya Star Trek och vaga planer på utgå]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8230; Med otroligt bra väder! För mig avslutades kvällen med nya <a title="Start Trek - The Official Site" href="http://www.startrek.com/startrek/view/index.html" target="_blank">Star Trek</a> och vaga planer på utgång, men det blev att uggla hemma framför omväxlande datorn och TV&#8217;n till slut. Kommissarie <a title="Montalbano, nya avsnitt på SVT" href="http://svt.se/2.111732/kommissarie_montalbano" target="_blank">Montalbano</a>, för att vara exakt. Idag ska in till stan å fika, med eller utan sällskap, det återstår att se. Dagen toppas sedan med tvättstugan 15.00 och av hemkomst av sambo och son. Och min dotter från Härjarö artistkollo, men henne träffar jag bara över sms, som bäst. Ordningen blir då återställd. Alles In Ordnung!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Giorno da cani" di Alicia Giménez-Bartlett]]></title>
<link>http://rileggo.wordpress.com/2009/06/19/giorno-da-cani-di-alicia-gimenez-bartlett/</link>
<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 10:09:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>rileggo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un poliziesco di strada, dove l&#8217;abbaglio e l&#8217;errore portano sulla pista giusta, dove ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-304" title="un giorno da cani" src="http://rileggo.wordpress.com/files/2009/06/un-giorno-da-cani1.jpg?w=107" alt="un giorno da cani" width="107" height="150" />Un poliziesco di strada, dove l&#8217;abbaglio e l&#8217;errore portano sulla pista giusta, dove &#8220;un semplice&#8221; omicidio si trasforma in un complesso traffico di cani. Petra Delicado, ispettrice della polizia di Barcellona, e il suo vice Garzón continuano la serie fortunata che in Spagna si è trasformata anche in serie televisiva un pò come il nostro amato Montalbano. Una scrittura fresca, rapida e adatta per la torrida estate che stà per arrivare.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alicia_Gim%C3%A9nez-Bartlett">Alicia Bartlett</a> è nata a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Almansa">Almansa</a> (1951) si è laureata in letteratura e filologia moderna all&#8217;Università di Valencia e ora vive a Barcellona.Con &#8220;<a href="http://www.sellerio.it/merchant.php?bid=909">Una stanza tutta per gli altri</a>&#8221; ha vinto nel 1997 il premio Feminino Lumen come miglior scrittrice spagnola.</p>
<p><strong>Titolo originale:</strong> &#8220;<a href="http://4.bp.blogspot.com/_w2CVIqr3Msk/SJcP52S_oVI/AAAAAAAACAo/2uicNvwSvG8/s200/dia-perros.jpg">Día de perros</a>&#8220;</p>
<p><strong>Anno:</strong> 2000 (siamo alla 18° edizione)</p>
<p><strong>Casa editrice:</strong><a href="http://www.sellerio.it/"> Sellerio</a> (12 euro)</p>
<p><strong>A <a href="http://rileggo.wordpress.com/about/">Rileggo</a>:</strong> 50% (6 euro)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[lETTERE [s]PIEGATE {3}: A. Camilleri, La danza del Gabbiano]]></title>
<link>http://eventibusflexus.wordpress.com/2009/06/02/lettere-spiegate-3-a-camilleri-la-danza-del-gabbiano/</link>
<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 17:13:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>eventibusflexus</dc:creator>
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<description><![CDATA[Una bianca fiammata si accende sulla spiaggia di primo mattino. Divampa il battibatti disperato, il ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote>
<p style="margin-bottom:0;"><img class="alignleft size-full wp-image-171" title="camilleri" src="http://eventibusflexus.wordpress.com/files/2009/06/camilleri.jpg" alt="camilleri" width="250" height="352" /></p>
</blockquote>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<blockquote>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Una bianca fiammata si accende sulla spiaggia di primo mattino. Divampa il battibatti disperato, il frullo convulso di un gabbiano che, strepitando a vuoto, e con torsioni dolorose, di sotto in su si avvita attorno al becco disperatamente puntato sul cielo; e mette in danza, solitaria e terrificante, gli squassi e gli spasimi arrantolati della propria morte. È una prefigurazione sinistra, questa, dell’intonazione lugubre e del ritmo giroscopico del romanzo: che fa perno sulla misteriosa scomparsa dal commissariato di Vigàta dell’ispettore Fazio. (dal risvolto di copertina)</p>
</blockquote>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Non ho resistito, del resto non riesco mai a resistere, è ormai una forma consolidata di dipendenza quella che ho sviluppato per Camilleri e per la serie del commissario Montalbano in particolare.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">E ho contravvenuto al mio principio che i libri si comprano solo dai librai, ma quando ho visto il volume sugli scaffali di un supermercato francese vicino a casa, ho sentito il bisogno di entrarne immediatamente in possesso.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Proseguendo in un percorso di crescente introspezione, cominciato già qualche romanzo fa, Camilleri presenta qui un Montalbano quasi schizofrenico, sempre più segnato dall&#8217;età e dai propri conflitti interiori. La storia è come sempre costruita a regola d&#8217;arte e le 288 pagine del libro si leggono praticamente tutte d&#8217;un fiato. Il ricorso al dialetto è sempre più presente, senza però incidere sulla leggibilità del libro; in alcuni casi addirittura viene spiegato dal narratore come mai in un certo momento il personaggio usi il dialetto e non l&#8217;italiano e viceversa, a sottolineare lo stretto legame tra situazioni, stati d&#8217;animo e lingua.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Divertenti exploit narrativi sparsi qua e là nel testo, in cui Montalbano accenna a una certa fiction vista in televisione con protagonista “un tale Zingaretti” o espliciti riferimenti a Camilleri stesso.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Non mancano, come di consueto, i riferimenti alla situazione socio-politica attuale e le conseguenti amare riflessioni.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Pur non avendo la brillantezza dei primi romanzi della serie, è comunque piacevolissimo da leggere, e si gusta ancor meglio avendo letto i libri precedenti della serie. 13 euri spesi bene. (In realtà un po&#8217; meno, perché al supermercato francese i libri sono scontati del 15%, la cultura val bene una svendita).</p>
<blockquote>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">
</blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[31 Maggio 2009 Visita a Poggio Castiglioni]]></title>
<link>http://pratoetrusca.wordpress.com/2009/06/02/31-maggio-2009-visita-a-poggio-castiglioni/</link>
<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 15:14:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>curiositybox</dc:creator>
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<description><![CDATA[Invitati dall&#8217;amico Pierantonio Gualtieri, presidente degli &#8220;Amici degli Etruschi&#8221;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Invitati dall&#8217;amico Pierantonio Gualtieri, presidente degli &#8220;Amici degli Etruschi&#8221;,  domenica 31 Maggio ci siamo recati sulla Calvana, accompagnati dal Prof. Arch. Giuseppe Centauro, per visitare alcune importanti siti archeologici. Nonostante che il tempo minacciasse la pioggia abbiamo sfidato le avverse condizioni meteo e ci siamo recati in primo luogo sul poggio Castiglioni. Da qui abbiamo osservato dall&#8217;alto la città etrusca sul Bisenzio e il bellissimo paesaggio campestre dove l&#8217;aria era piena di odori della natura. Un commento a parte va fatto a proposito della città emersa dal fango di Gonfienti, che è ormai irrimediabilmente separata dal suo contesto originario, con la strada antica (detta &#8221;decumano&#8221; di una larghezza di 10 metri e 40 cm) ed altre strutture di case etrusche ricoperte dal cemento, oppure sprofondate tra la terra e la sterpaglia. Queste immagini ci hanno richiamato una sensazione di sgomento profondo, come se qualcuno volesse cancellare un pezzo della nostra storia: perchè le Istituzioni non reagiscono? Ci sarà pure qualcuno che è responsabile di questo degrado e scippo culturale?   La seconda tappa della nostra visita  sono state le muraglie o cortine difensive, che dal poggio corrono lungo tutta la Calvana scendendo a Travalle: si tratta di muri spessi anche più di 1 metro, che forse in origine potevano essere alti 3-4 metri e sopra i quali erano infisse palizzate di legno a scopo difensivo. Certamente erano importanti da un punto di vista strategico, poichè il loro perimetro complessivo risulta essere stimato in circa 15 km di lunghezza (a partire da Pizzidimonte, per salire sulla Calvana, scendere a Travalle, chiudendo al colle di Calenzano). Dopo le cortine difensive è stata la volta della grotta del Drago, una fonte di ben 2500 anni fa, che alimentava l&#8217;acquedotto che scorre in mezzo al pianoro della Bucaccia, un luogo quasi magico intriso di natura e storia. Ed è stata proprio la Bucaccia l&#8217;ultimo posto che abbiamo visitato, anche se la vegetazione ha ormai ricoperto e nascosto i tratti di canale (detto acquidoccio) e di ulteriori mura interne e terrapieni che qui si posso ammirare. Da questa esperienza ne siamo usciti consapevoli che vicino a noi ci sono tracce di una storia mai scritta sui libri che parla delle nostre antiche origini: quindi  invitiamo tutti a recarsi in questi posti, per conoscere ed approfondire una parte della nostra civiltà che non va dimenticata e soprattutto non va cancellata.</p>
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<div id="attachment_25" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-25" title="RIMG0041" src="http://pratoetrusca.wordpress.com/files/2009/06/rimg00411.jpg" alt="IL SITO DI GONFIENTI VISTO DA POGGIO CASTIGLIONI IN CALVANA" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">IL SITO DI GONFIENTI VISTO DA POGGIO CASTIGLIONI IN CALVANA</p></div>
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<div id="attachment_26" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-26" title="P1010722" src="http://pratoetrusca.wordpress.com/files/2009/06/p1010722.jpg" alt="LA CROCE DI POGGIO CASTIGLIONI - 1a TAPPA" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">LA CROCE DI POGGIO CASTIGLIONI - 1a TAPPA</p></div>
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<div id="attachment_27" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-27" title="RIMG0064" src="http://pratoetrusca.wordpress.com/files/2009/06/rimg0064.jpg" alt="PARTICOLARE DI UN TRATTO DI MURAGLIA CHE DIFENDEVA LA CITTA' ALTA SULLA CALVANA" width="500" height="666" /><p class="wp-caption-text">PARTICOLARE DI UN TRATTO DI MURAGLIA CHE DIFENDEVA LA CITTA&#39; ALTA SULLA CALVANA</p></div>
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<div id="attachment_28" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-28" title="RIMG0071" src="http://pratoetrusca.wordpress.com/files/2009/06/rimg0071.jpg" alt="PROSEGUIMENTO DELLA CORTINA MURARIA SULLA CALVANA" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">PROSEGUIMENTO DELLA CORTINA MURARIA SULLA CALVANA</p></div>
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<div id="attachment_29" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-29" title="P1010731" src="http://pratoetrusca.wordpress.com/files/2009/06/p1010731.jpg" alt="POSTO DI GUARDIA A PRESIDIO DELLA BUCACCIA - NOTARE LO SPIGOLO" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">POSTO DI GUARDIA A PRESIDIO DELLA BUCACCIA - NOTARE LO SPIGOLO</p></div>
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<div id="attachment_30" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-30" title="P1010721bis" src="http://pratoetrusca.wordpress.com/files/2009/06/p1010721bis.jpg" alt="IL MONTALBANO, SEDE ANTICA DI SITI ETRUSCHI, VISTO DA UN ALTRO LUOGO DI INSEDIAMENTI ETRUSCHI: LA CALVANA" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">IL MONTALBANO, SEDE ANTICA DI SITI ETRUSCHI, VISTO DA UN ALTRO LUOGO DI INSEDIAMENTI ETRUSCHI: LA CALVANA</p></div>
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<div id="attachment_31" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-31" title="P1010730" src="http://pratoetrusca.wordpress.com/files/2009/06/p1010730.jpg" alt="UN ANFITEATRO (?) A MARGINE DELL'ANTICO VILLAGGIO SULLA CALVANA" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">UN ANFITEATRO (?) A MARGINE DELL&#39;ANTICO VILLAGGIO SULLA CALVANA</p></div>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:left;">copyright 2009  pratoetrusca.wordpress.com</p>
<p style="text-align:left;">a cura di   Enrico Bianchi  &#38;  Gabriele Cambi</p>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Poetry for Sunday: my favorite Pasolini (and Orson Welles)]]></title>
<link>http://dobianchi.com/2009/05/24/poetry-for-sunday-my-favorite-pasolini-and-orson-welles/</link>
<pubDate>Sun, 24 May 2009 16:02:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Do Bianchi</dc:creator>
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<description><![CDATA[The embedded video below is one of my all-time favorite movie clips. It&#8217;s from an episodic mov]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>The embedded video below is one of my all-time favorite movie clips. It&#8217;s from an episodic movie called <a href="http://movies.nytimes.com/movie/163256/RoGoPag/overview"><strong>RoGoPaG (1963)</strong></a>, to which <strong>Pasolini</strong> contributed the segment <em>La Ricotta</em>. In Pasolini&#8217;s segment, <strong>Orson Welles</strong> plays an American director making a movie about the life of Christ in Rome.* It is simply brilliant, on so many levels (I love the music and the dancing). It is rivaled only by the sequence where Welles recreates <strong>Pontormo&#8217;s</strong> <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Entombment_(Pontormo)"><strong><em>Deposition</em></strong></a> in the Church of Santa Felicita in Florence.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/5Rh5d8AxvrM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/5Rh5d8AxvrM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>In the clip, Orson Welles reads a poem by Pasolini, &#8220;I am a force of the past.&#8221; In thinking about culinary tradition, pizza paired with wine, and the recent <a href="http://dobianchi.wordpress.com/2009/01/27/pineapple-prohibited-xeno-foodism-in-italy/"><strong>censoring of &#8220;ethnic&#8221; food</strong></a> in Italy, I realize that the poem is actually and entirely topical (even more so when considered in the context of the entire Welles sequence).</p>
<p><em>I am a force of the Past.<br />
My love lies only in tradition.</em></p>
<p>Here&#8217;s an as-of-yet unpublished translation by the Italian translator I admire most, my friend <a href="http://www.poets.org/poet.php/prmPID/928"><strong>Stephen Sartarelli</strong></a>, who has also translated the <a href="http://www.amazon.com/s/ref=nb_ss_gw?url=search-alias%3Daps&#38;field-keywords=camilleri&#38;x=0&#38;y=0"><strong>Montalbano detective</strong></a> series.  I wrote to Stephen who graciously shared his excellent rendering.</p>
<p>I am a force of the Past.<br />
My love lies only in tradition.<br />
I come from the ruins, the churches,<br />
the altarpieces, the villages<br />
abandoned in the Appennines or foothills<br />
of the Alps where my brothers once lived.<br />
I wander like a madman down the Tuscolana,<br />
down the Appia like a dog without a master.<br />
Or I see the twilights, the mornings<br />
over Rome, the Ciociaria, the world,<br />
as the first acts of Posthistory<br />
to which I bear witness, for the privilege<br />
of recording them from the outer edge<br />
of some buried age. Monstrous is the man<br />
born of a dead woman’s womb.<br />
And I, a fetus now grown, roam about<br />
more modern than any modern man,<br />
in search of brothers no longer alive.</p>
<p>Io sono una forza del Passato.<br />
Solo nella tradizione è il mio amore.<br />
Vengo dai ruderi, dalle chiese,<br />
dalle pale d’altare, dai borghi<br />
abbandonati sugli Appennini o le Prealpi,<br />
dove sono vissuti i fratelli.<br />
Giro per la Tuscolana come un pazzo,<br />
per l’Appia come un cane senza padrone.<br />
O guardo i crepuscoli, le mattine<br />
su Roma, sulla Ciociaria, sul mondo,<br />
come i primi atti della Dopostoria,<br />
cui io assisto, per privilegio d’anagrafe,<br />
dall’orlo estremo di qualche età<br />
sepolta. Mostruoso è chi è nato<br />
dalle viscere di una donna morta.<br />
E io, feto adulto, mi aggiro<br />
più moderno di ogni moderno<br />
a cercare fratelli che non sono più. </p>
<p>A little Sunday poetry. Thanks for reading&#8230;</p>
<p><em>Buona domenica a tutti&#8230;</em></p>
<p>* Pasolini was a deeply religious man and he made a beautiful film about the life of Christ, <em>Il vangelo secondo matteo</em> (<em>The Gospel According to St. Matthew</em>, 1964).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fiorello a tutta gag su Del Noce]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/05/22/fiorello-a-tutta-gag-su-del-noce/</link>
<pubDate>Fri, 22 May 2009 06:51:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>SMNews</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/05/22/fiorello-a-tutta-gag-su-del-noce/</guid>
<description><![CDATA[FONTE &#8220;Come facciamo dopo 7 anni senza lui?&#8221; &#8220;Eravamo abituati a vederlo sempre lì]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Spettacolo/?id=3.0.3346317212" target="_blank">FONTE</a></p>
<p><em>&#8220;Come facciamo dopo 7 anni senza lui?&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;Eravamo abituati a vederlo sempre lì in prima fila. Però ti aspettiamo a &#8216;Ceramicando&#8217;, &#8216;Pesca and Fish&#8217;&#8221;</em>. Subito dopo lo showman scherza sul neodirettore di Raiuno: <em>&#8220;Finalmente un nome forte&#8230; Maazza!&#8221;</em></p>
<p><strong>Roma, 22 mag.</strong> <em>(Adnkronos)</em> &#8211; &#8221;Come facciamo dopo sette anni senza Del Noce? Eravamo abituati a vederlo, lì, in prima fila in tutte le trasmissioni di Raiuno. Sapete, ora alla fiction, lo vedremo sbucare tra una scena di Montalbano e l&#8217;altra&#8221;. Non poteva mancare il saluto di Fiorello, ieri sera al Teatro Tenda di Roma a Fabrizio Del Noce, sostituito alla direzione di Raiuno da Mauro Mazza. &#8221;Ci sono tanti canali adatti, tutti per Del Noce, &#8221;Ceramicando&#8221;, &#8221;Pesca and Fish&#8221; -ha scherzato Fiorello che nei varietà condotti su Raiuno ha reso memorabili alcuni siparietti con Del Noce, primo tra tutti l&#8217;ormai celeberrimo bacio. Poi, parlando del neodirettore di Raiuno Fiorello ha scherzato: &#8221;Finalmente un nome forte per Raiuno, Maazza!&#8221; ha continuato, urlando con la voce Ignazio La Russa, una delle sue imitazioni più famose.</p>
<p><!--more--><strong>Fiorello, che nel corso della serata di ieri ha fatto un omaggio a Renato Carosone assieme a Claudio Baglioni</strong>, ha riservato alla Rai e a Mediaset anche altre gag, alla presenza in sala di Giorgio Restelli, direttore delle Risorse Artistiche Mediaset. In particolare ha ironizzato sulle repliche estive.</p>
<p>&#8221;Ci risiamo.. è tornato il caldo. Ma c&#8217;è un&#8217;altra cosa che ci preannuncia l&#8217;arrivo dell&#8217;estate … i palinsesti estivi della Tv! Ora, io non vorrei star qui a parlare male della tv, anche perché non è bello sputare nel piatto dove si mangia … ma soprattutto non è bello mangiare nel piatto dove si è sputato! Dagli archivi di Rai e Mediaset sono già partite le repliche…Rai1 replica Domenica In, su Rete 4 …. … pure Emilio Fede … pensate che lui è in replica da tre anni e nessuno se ne è accorto! Che poi a me dispiace parlar male della Rai … Ma mandano sempre le repliche e a noi tocca pagare il canone … riflettendoci bene, una cosa alla RAI la vorrei dire … ah, voi mandate sempre le repliche dei programmi … va bene … ed io allora il prossimo anno vi mando la fotocopia del pagamento del canone ed il gioco è fatto&#8221;, ha concluso lo showman.</p>
<p>La versione televisiva del Fiorello Show, andrà in onda stasera su Sky Uno (canale 109) alle 21.15, con repliche alle ore 00:00 e il giorno successivo alle 14.25.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nomine Rai, Fiorello a Del Noce: "Ti occuperai di caccia e pesca"]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/05/21/nomine-rai-fiorello-a-del-noce-ti-occuperai-di-caccia-e-pesca/</link>
<pubDate>Thu, 21 May 2009 20:57:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>SMNews</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/05/21/nomine-rai-fiorello-a-del-noce-ti-occuperai-di-caccia-e-pesca/</guid>
<description><![CDATA[FONTE 21 maggio 2009. Dopo le nomine Rai di ieri, Fiorello in teatro a Roma a Sky Tg24 saluta a modo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://spettacoli.tiscali.it/articoli/televisione/09/05/21/fiorello_show_delnoce_093.html" target="_blank">FONTE</a></p>
<p><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-11539" title="Fiorello_Claudio Baglioni" src="http://smnewsblog.wordpress.com/files/2009/05/fiorelloshow_jpg_1221031051.jpg" alt="Fiorello_Claudio Baglioni" width="450" height="204" /></strong></p>
<p><strong>21 maggio 2009.</strong> Dopo le nomine Rai di ieri, Fiorello in teatro a Roma a Sky Tg24 saluta a modo suo Fabrizio Del Noce ex direttore di Raiuno sostituito da Mauro Mazza: &#8220;Ti aspettiamo qui al canale Pesca and Fish&#8221;. Fiorello, in onda stasera su SkyUno alle 21.15, ha detto fra l&#8217;altro: &#8220;Come facciamo dopo sette anni senza Del Noce? Eravamo abituati a vederlo, lì, in prima fila in tutte le trasmissioni di Raiuno. Sapete, ora alla fiction, lo vedremo sbucare tra una scena di Montalbano e l&#8217;altra.</p>
<p><!--more-->Ci sono tanti canali adatti, tutti per Del Noce &#8211; ha continuato Fiorello, che nei varietà condotti su Raiuno ha reso memorabili alcuni siparietti con Del Noce.Battute al vetriolo &#8211; Poi, parlando del neodirettore di Raiuno, Fiorello ha scherzato così: &#8220;Finalmente un nome forte per Raiuno, Maazza!&#8221; ha detto urlando con la voce Ignazio La Russa, una  delle sue imitazioni piu&#8217; famose. Fiorello, che <strong>nel corso della serata di ieri ha fatto un omaggio a Renato Carosone assieme a Claudio Baglioni</strong>, ha riservato alla Rai e a Mediaset anche altre gag, alla presenza in sala di Giorgio Restelli, direttore delle Risorse Artistiche Mediaset. In particolare ha ironizzato sulle repliche estive: &#8220;Dagli archivi di Rai e Mediaset sono già partite le repliche. Raiuno replica Domenica In, su Retequattro pure Emilio Fede, pensate che lui è in replica da tre anni e nessuno se ne è accorto! Che poi a me dispiace parlar male della Rai. Ma mandano sempre le repliche e a noi tocca pagare il canone. Riflettendoci bene, una cosa alla Rai la vorrei dire: voi mandate sempre le repliche dei programmi, va bene, io allora il prossimo anno vi mando la fotocopia del pagamento del canone ed il gioco è fatto&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rai: Fiorello in Teatro saluta Del Noce]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/05/21/rai-fiorello-in-teatro-saluta-del-noce/</link>
<pubDate>Thu, 21 May 2009 16:26:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>SMNews</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/05/21/rai-fiorello-in-teatro-saluta-del-noce/</guid>
<description><![CDATA[FONTE Roma, 21 mag. (Adnkronos) &#8211; &#8221;Come facciamo dopo sette anni senza Del Noce? Eravamo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Spettacolo/?id=3.0.3343760116" target="_blank">FONTE</a></p>
<p><strong>Roma, 21 mag.</strong> <em>(Adnkronos)</em> &#8211; &#8221;Come facciamo dopo sette anni senza Del Noce? Eravamo abituati a vederlo, li&#8217;, in prima fila in tutte le trasmissioni di Raiuno. Sapete, ora alla fiction, lo vedremo sbucare tra una scena di Montalbano e l&#8217;altra&#8221;. Non poteva mancare il saluto di Fiorello, ieri sera al Teatro Tenda di Roma a Fabrizio Del Noce, sostituito alla direzione di Raiuno da Mauro Mazza. &#8221;Ci sono tanti canali adatti, tutti per Del Noce, &#8221;Ceramicando&#8221;, &#8221;Pesca and Fish&#8221; -ha scherzato Fiorello che nei varieta&#8217; condotti su Raiuno ha reso memorabili alcuni siparietti con Del Noce, primo tra tutti l&#8217;ormai celeberrimo bacio. Poi, parlando del neodirettore di Raiuno Fiorello ha scherzato: &#8221;Finalmente un nome forte per Raiuno, Maazza!&#8221; ha continuato, urlando con la voce Ignazio La Russa, una delle sue imitazioni piu&#8217; famose.</p>
<p><!--more-->Fiorello, che nel corso della serata di ieri ha fatto un omaggio a Renato Carosone assieme a <strong>Claudio Baglioni</strong>, ha riservato alla Rai e a Mediaset anche altre gag, alla presenza in sala di Giorgio Restelli, Direttore delle Risorse Artistiche Mediaset. In particolare ha ironizzato sulle repliche estive:</p>
<p>&#8221;Ci risiamo.. e&#8217; tornato il caldo. Ma c&#8217;e&#8217; un&#8217;altra cosa che ci preannuncia l&#8217;arrivo dell&#8217;estate … i palinsesti estivi della Tv! Ora, io non vorrei star qui a parlare male della tv, anche perche&#8217; non e&#8217; bello sputare nel piatto dove si mangia … ma soprattutto non e&#8217; bello mangiare nel piatto dove si e&#8217; sputato! Dagli archivi di Rai e Mediaset sono gia&#8217; partite le repliche…Rai1 replica Domenica In, su Rete 4 …. … pure Emilio Fede … pensate che lui e&#8217; in replica da tre anni e nessuno se ne e&#8217; accorto! Che poi a me dispiace parlar male della Rai … Ma mandano sempre le repliche e a noi tocca pagare il canone … riflettendoci bene, una cosa alla RAI la vorrei dire … ah, voi mandate sempre le repliche dei programmi … va bene … ed io allora il prossimo anno vi mando la fotocopia del pagamento del canone ed il gioco e&#8217; fatto&#8221;, ha concluso lo showman. La versione televisiva del Fiorello Show, andra&#8217; in onda stasera su Sky Uno (canale 109) alle 21.15, con repliche alle ore 00:00 e il giorno successivo alle 14.25.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Montalbano e Roland Barthes]]></title>
<link>http://zatomas.wordpress.com/2009/05/05/montalbano-e-roland-barthes/</link>
<pubDate>Tue, 05 May 2009 07:17:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>zatomas</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Signor Questore&#8221; disse Montalbano al quale era smorcato lo sbromo, vale a dire la vogli]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8220;Signor Questore&#8221; disse Montalbano al quale era smorcato lo sbromo, vale a dire la voglia di pigliare per il culo l&#8217;interlocutore &#8220;tirare fuori un&#8217;arma, una pistola, non significa per niente la morte del minacciato, molto spesso la minaccia non ha valenza tragica, ma cognitiva. Almeno così sostiene Roland Barthes&#8221;.<br />&#8220;E chi è?&#8221; spiò il Questore con la bocca spalancata.<br />&#8220;Un eminente criminologo francese&#8221; mentì il commissario.<br />&#8220;Montalbano, io me ne fotto di questo criminologo! Quello non solo estrae l&#8217;arma, ma spara!&#8221;<br />&#8220;Però non le colpisce, le vittime. Può darsi che si tratti di una valenza cognitiva accentuata&#8221;.<br />&#8220;Si dia da fare&#8221; tagliò Bonetti-Alderighi.</p>
<p>(da <i>Il gatto e il cardellino</i>, di Andrea Camilleri. racconto della raccolta &#8220;Gli arancini di Montalbano&#8221;, pag. 41)</p>
<p>Perché credo fermamente nella forza della cultura popolare, contro le sanzioni e i clichè della cultura alta&#8230;</p>
<ol>
<li>Per Camilleri <b>il lettore è più colto del Questore</b> che, però, appartiene ad una classe sociale più elevata ed è perciò considerato più colto (e fedele verosilmilmente ad una tradizione culturale alta). ERRORE!!! Questa equivalenza è vecchia e non funziona. Bordieu docet.</li>
<li>
<b>Il lettore è indistinto</b>. Le uniche &#8211; superabili &#8211; difficoltà di lettura sono date dai sicilianismi che mai comunque si sono dimostrati un limite ad un&#8217;ampia diffusione dei libri dell&#8217;autore siciliano.</li>
<li>Il <b>gioco della citazione</b> non è detto che sia compreso da tutti. Chi lo capisce, però, se ne farà di risate alle spalle dell&#8217;ignorante &#8220;signori-i-questori&#8221;, come direbbe Catarella.</li>
</ol>
<p>Cultura popolare &#8211; Cultura alta       1-0</p>
<p><a title="Roland Barthes" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roland_Barthes"><img alt="Roland Barthes" src="http://thephoenix.com/BLOGS/blogs/outsidetheframe/barthesatbb.jpg" height="266" width="400"></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scuola materna: Incertezza per 25 bambini]]></title>
<link>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/04/27/scuola-materna-incertezza-per-25-bambini/</link>
<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 21:31:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzas75</dc:creator>
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<description><![CDATA[Da Il Tirreno del 26 aprile 2009 CARMIGNANO &#8211; Dovranno aspettare fino a maggio le venticinque ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:right;">Da<em> Il Tirreno</em> del 26 aprile 2009</p>
<p style="text-align:left;"><strong>CARMIGNANO</strong> &#8211; Dovranno aspettare fino a maggio le venticinque famiglie di altrettanti bambini in lista di attesa per un posto alla materna, negli asili di Seano e Santa Cristina a Mezzana. Venticinque famiglie e non quarantacinque, perché una ventina di bambini di Seano potrebbero trovare posto alla materna di Bacchereto: più distante ma con parecchi posti ancora a disposizione.<!--more--><br />
La dirigente dell&#8217;istituto il Pontormo, che coordina quattro materne, tre scuole elementari ed una media, ha infatti chiesto una sezione in più, anche quest&#8217;anno. Ma dal ministero risposte ancora non ne sono arrivate. Il che, se si vuol vedere il bicchiere mezzo pieno, lascia ancora sperare per una soluzione positiva. Ma crea sicuramente ansia nei genitori.<br />
In genere gli organici, ovvero gli insegnanti, venivano assegnati ad aprile. Quest&#8217;anno il Ministero, che ha ancora qualche conto da far quadrare, è in ritardo. E probabilmente, spiegano all&#8217;istituto &#8220;Il Pontormo&#8221;, per avere una risposta si dovrà attendere tutto maggio. Se non ancora più a lungo.<br />
Dal 2000 le sezioni di materna dei quattro asili di Carmignano sono passate da 4 a 12, a cui si aggiungono due scuole paritarie. Una crescita esponenziale. A fine febbraio i nuovi iscritti erano 122: 293 con i bambini più grandi già da un anno all&#8217;asilo.<br />
Una risposta è inoltre attesa da chi alle elementari ha scelto il tempo pieno. Il taglio di insegnanti previsto a suo tempo dal ministero sembra che si sia ridotto. Certo è che con nove alunni su dieci che sul Montalbano hanno indicato come prima scelta il tempo pieno &#8211; con sei quinte in uscita e sette prime in entrata -, solo assicurando almeno l&#8217;attuale organico si può sperare di riuscire ad accontentare tutti.</p>
<p style="text-align:right;"><em>W.F.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Andrea Camilleri: Jagdsaison]]></title>
<link>http://philipp1112.wordpress.com/2009/03/27/andrea-camilleri-jagdsaison/</link>
<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 11:54:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>philipp1112</dc:creator>
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<description><![CDATA[ Ein derber Schwank aus dem Sizilien der zweiten Hälfte des 19. Jahrhunderts, den uns Andrea Camille]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> Ein derber Schwank aus dem Sizilien der zweiten Hälfte des 19. Jahrhunderts, den uns Andrea Camilleri hier erzählt.</p>
<p>Der zunächst als Fremder eingestufte Neuankömmling trifft am Neujahrstag 1880 auf der Insel ein und eröffnet in der fiktiven Stadt Vigáta eine Apotheke. In der Folge sterben in einem Zeitraum von mehr als drei Jahren einige Mitglieder einer Adelsfamilie und Personen aus deren Umgebung. Die Todesfälle, so klärt es sich zum Ende des Romans auf, stehen in Zusammenhang mit Rache und Nicht-Anerkennung einer Person wegen des Standesunterschiedes.</p>
<p>Camilleri zeigt ein Bild der sozialen Verhältnisse und schildert es als deftiges, farbenfrohes Sittengemälde. In einer Weise, dass meine erwachsene Tochter mir das Hörbuch mit den Worten zurückgab, dass sie so ein Schweinkram nicht hören wolle.</p>
<p>Ähnlich geht es auch in anderen historischen Romanen des Autors zu, der 1925 in Porto Empedocle auf Sizilien geboren wurde und dessen Geburtsort inzwischen nach der fiktiven Stadt Vigáta, in der die historischen Romane spielen,  zu Porto Empedocle Vigáta umbenannt wurde.</p>
<p>Bekannt geworden ist Andrea Camilleri indes besonders durch die Kriminalromane mit Commissario Salvo Montalbano, von denen bis 2006  14 Bände in deutscher Sprache erschienen sind.</p>
<p>Jagdsaison ist ein Roman der größtenteils von der zuweilen derben Ausdrucksweise der agierenden Personen und des Autors lebt, bei dem der Leser bereit sein muss, diese zu akzeptieren. Er bekommt dafür ein Sittenbild und ein Bild über einige soziale Aspekte zu Ende des vorletzten Jahrhunderts auf Sizilien in Form eines historisch Romans vermittelt, beides verpackt in einer netten, Kriminalroman ähnlichen aufgebauten Handlung.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il fascino indiscreto di Alma]]></title>
<link>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/04/30/il-fascino-indiscreto-di-alma/</link>
<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 22:16:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simona Maggiorelli</dc:creator>
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<description><![CDATA[Anteprima. Andrea Camilleri sulle tracce di Renoir e della sua bionda modella. Nel suo nuovo romanzo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Anteprima. Andrea Camilleri sulle tracce di Renoir e della sua bionda modella. Nel suo nuovo romanzo Il cielo rubato  lo scrittore siciliano si prende una licenza da Montalbano e dalla scrittura di genere . Dal 6 maggio in libreria</em></p>
<p>di Simona Maggiorelli</p>
<div id="attachment_1553" class="wp-caption alignleft" style="width: 213px"><img class="size-medium wp-image-1553" title="renoir_1" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/04/renoir_1.jpg?w=254" alt="Renoir" width="203" height="240" /><p class="wp-caption-text">Renoir</p></div>
<p>«Gentile signora, mi permetta di dirle che considero la sua lettera pervenutami ieri come il più bel regalo&#8230;Non solo per il contenuto, ma direi soprattutto per il suo giungermi inaspettata&#8230;». Parole quasi affettate, dal sapore vagamente d&#8217;antan. Con cui quel grande “contraffattore” di stili che è Andrea Camilleri nel suo nuovo romanzo Il cielo rubato (edito da Skira, in libreria dal 6 maggio) si cala nei panni dell&#8217;agrigentino, Mario Riotta: un maturo e colto notaio, che l&#8217;incipit del romanzo ci presenta sorpreso e forse già un po&#8217; segretamente sedotto dalla lettera di una sconosciuta di nome Alma Corradi che gli ricorda un suo scritto giovanile, un libello su alcuni aspetti poco noti del viaggio in Italia del pittore Pierre Auguste Renoir.  Da giovane appassionato di arte, Riotta aveva scoperto molti anni prima che nella Chiesa di Capistrano, un paesino sui monti di Vibo Valentia, una serie di affreschi rivelava la mano del pittore francese, padre dell&#8217;impressionismo. In questo insolito romanzo epistolare &#8211; del tutto fuori registro rispetto alla letteratura di genere che ha reso popolare Camilleri &#8211; il protagonista racconta così la sua scoperta alla signora Alma: «La mia nonna materna era nata proprio a Capistrano nel 1874, figlia di un muratore. Quindi aveva sette anni quando vi arrivò il Maestro. Nella sua memoria di bambina era rimasta impressa la figura di un pittore francese, che lei chiamava il signor Renuà il quale, visto che gli affreschi della chiesa locale si stavano distruggendo a causa dell&#8217;umidità, decise in qualche modo d&#8217;arrestarne la rovina definitiva operando una sorta non di restauro ma di rifacimento».<br />
Finzione narrativa o ricostruzione storica? Camilleri nel libro coltiva sapientemente questa ambiguità. E se, fra gli altri, Mario Guarna, attento studioso di storia locale, in un saggio del 2008 edito da Ibiskos ha offerto molte prove a dimostrazione che il rifacimento fu veramente di mano di Renoir, Camilleri, forse intuendo una risultanza dell&#8217;opera non proprio alla altezza del maestro, si schermisce: «No, non sono andato a vedere gli affreschi in Calabria, del resto nel romanzo sono un fatto abbastanza marginale. Lo spunto narrativo piuttosto mi è venuto da un racconto del figlio di Pierre-Auguste Renoir: Il regista Jean Renoir scrisse di un viaggio di suo padre ad Agrigento e di un furto che avrebbe subito documentato da una lettera di suo pugno, lettera che per quanto ho studiato non ha riscontri storici. Già tutto questo era di per sé  un enigma assai intrigante». Ma al gusto della sciarada che connota la produzione più squisitamente giallistica di Camilleri qui si aggiunge una costruzione letteraria  colta, fin dalla forma scelta, quella del romanzo epistolare. «Mi ero un po’ annoiato a correre sempre lungo le due autostrade del romanzo poliziesco e del romanzo storico» accenna, sornione, Andrea Camilleri. E tocca scomodare più di un modello letterario, a partire da <em>Lolita</em> di Nabokov, per riferire qui adeguatamente di questa divertita rilettura da parte di Camilleri del topos della passione &#8211; vera o fantasticata &#8211; da parte da un uomo  di una certa età per una giovane donna.  In questo caso la bionda Alma &#8211; come scopriremo nel corso della lettura  che- ha la bellezza luminosa e carnale della celebre<em> Baigneuse blonde</em> (1881) di Reinor e, fin dal nome, intriga il lettore in un gioco di specchi con Aline Chavirot la modella, amante e compagna di Renoir che il pittore ritrasse quasi ossessivamente. Nelle sue lettere Alma farà di tutto per evocare l&#8217;immagine di Aline nella mente del maturo notaio.  E il climax del rapporto fra i due, in una ridda di riferimenti iconografici veri e falsi (compreso un finto ritratto di Guttuso che Alma spedisce in foto al già arreso Riotta) presenterà non poche sorprese. Come del resto spiazzante è lo stile e il linguaggio che qui Camilleri squaderna, senza il ricorso all&#8217;icastico siciliano dei suoi lavori più noti. Lo scrittore che in passato si è divertito a imitare lo stile barocco spagnolesco alla Manzoni e perfino la prosa di Boccaccio qui opta per una lingua apparentemente normalizzata, ridotta al grado zero, lasciando che la luminosità gioiosa, la pennellata morbida e la sensualità delle figure femminili di Renoir diventino l&#8217;impasto stesso dell&#8217;intera narrazione. «Le immagini pittoriche sono state un elemento fondante della mia formazione e sono sempre state per me una fonte importante di ispirazione» ci ricorda lo stesso Camilleri, in una pausa del suo  lavoro di scrittura, che lo vede impegnato nel suo studio romano ogni giorno, invariabilmente, allo scoccare delle sette e mezzo del mattino. Così tornano in mente certe suggestioni caravaggesche de <em>La storia del colore</em>, ma anche tanti suoi romanzi storici ricchi di riferimenti alla pittura coeva. Ma ne <em>Il cielo rubato</em> Camilleri arriva a fare della pittura la protagonista stessa del romanzo. Puntando per giunta su un pittore più odiato che amato dalla critica moderna. «Mi intriga indagare il lavoro di scrittori e pittori che suscitano passioni forti – confessa Camilleri &#8211; ,cerco di scoprire le ragioni dell’amore ma anche quelle dell’odio. E questo in pittura avviene molto di più  che non in letteratura. Basta pensare a quanta gente dice di odiare Raffaello».<br />
E riguardo a Renoir, alla fine, a quali conclusioni è giunto? «Che indubbiamente è stato un grandissimo maestro. E non per un quadro in sé. Per capire la pittura occorre fare il possibile per cercare di vedere la mano che sta dietro al quadro. E&#8217; il tipo di pennellata a fare la personalità di un artista. Così come è la scrittura a fare lo scrittore».  Ma da questo nuovo romanzo di Camilleri non filtra soltanto il suo intenso rapporto con la storia dell&#8217;arte, ma anche quello con il cinema, qui chiamato in causa attraverso Jean Renoir, figlio d&#8217;arte e cineasta amatissimo da François Truffaut. «Un film come <em>La grande illusione</em> è un vero manifesto contro la guerra. Molto più di altri film venuti dopo – chiosa Camilleri-. Se fosse proiettato oggi risulterebbe di una modernità strepitosa».  Truffaut scriveva che Jean Renoir non filma situazioni, non filma idee ma uomini e donne che hanno idee. «Come regista è stato una figura di artista enorme Camilleri.  Nel suo cinema c&#8217;è l’impressionismo ma c’è anche e soprattutto il dono del vedere. E lo sguardo &#8211; conclude Camilleri &#8211; è la cosa più importante per un regista».</p>
<p>dal quotidiano Terra</p>
</div>]]></content:encoded>
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