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	<title>morti-sul-lavoro &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/morti-sul-lavoro/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "morti-sul-lavoro"</description>
	<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 02:02:53 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Un altro ferroviere ammazzato dal lavoro]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/23/un-altro-ferroviere-ammazzato-dal-lavoro/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 19:28:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[ROMA: ANCORA UN FERROVIERE SCHIACCIATO DA UN CARRELLO. MORTO DOPO UN MESE DI AGONIA ancora IN MARCIA]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#ff0000;">ROMA: ANCORA UN FERROVIERE SCHIACCIATO DA UN CARRELLO. MORTO DOPO UN MESE DI AGONIA</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><em><a href="http://www.ancorainmarcia.it/aim/home.php">ancora IN MARCIA !</a><span style="font-weight:normal;">GIORNALE DI CULTURA, TECNICA E INFORMAZIONE POLITICO SINDACALE, DAL 1908</span></em></p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>DAI COLLEGHI DI ROMA RICEVIAMO LA NOTIZIA <br />
DI UN&#8217;ALTRA TRAGEDIA SUL LAVORO<br />
ANCORA SANGUE SUI BINARI<br />
DOPO LA MORTE DI DOMENICO RICCO, 27 ANNI, <br />
AVVENUTA IL 5 OTTOBRE SCORSO, A FIRENZE RIFREDI,  <br />
UN ALTRO FERROVIERE HA LASCIATO LA VITA SUL LAVORO<br />
DURANTE LAVORI DI MANUTENZIONE</em></strong></p>
<p><strong><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/spillanouomomorto7-2.gif"><img class="alignright size-full wp-image-4012" title="spillaNoUomoMorto7-2" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/spillanouomomorto7-2.gif" alt="" width="307" height="312" /></a>LA NOTTE SCORSA E&#8217; MORTO IL NOSTRO COMPAGNO DI LAVORO, BRUNO PASQUALUCCI, OPERAIO RFI ADDETTTO ALLA MANUTENZIONE DEL COMPARTIMENTO DI ROMA, A SEGUITO DELLE GRAVISSIME FERITE RIPORTATE NELL&#8217;INFORTUNIO SUL LAVORO AVVENUTO IL 23 OTTOBRE SCORSO NELLA STAZIONE DI MACCARESE (RM), SULLA LINEA ROMA CIVITAVECCHIA. </strong></p>
<p><strong>BRUNO, 63 ANNI, AD UN PASSO DALLA PENSIONE, SAREBBE RIMASTO VITTIMA  DI UNA CADUTA DAL CARRELLO LAVORI IN MOVIMENTO CHE LO AVREBBE SCHIACCIATO CONTRO IL MARCIAPIEDE. LA SUA AGONIA SI E&#8217; PROTRATTA PER UN MESE, DURANTE IL QUALE HA SUBITO NUMEROSI INTERVENTI CHIRURGICI. LA NOTIZIA DELL&#8217;INFORTUNIO SUL LAVORO NON ERA STATA DIVULGATA ALL&#8217;OPINIONE PUBBLICA NE&#8217; ALL&#8217;INTERNO DELL&#8217;AZIENDA, NONOSTANTE L&#8217; ESTREMA GRAVITA&#8217; DEL FATTO E L&#8217;ASSURDA RIPETITIVITA&#8217; DELLE MORTI SUI BINARI. AZIENDA, ANSF, MINISTERO DEI TRASPORTI, ASL, MAGISTRATURA E SINDACATI SONO CHIAMATI A DARE RISPOSTE CONCRETE E NON DI CIRCOSTANZA A QUESTE TRAGEDIE PER RICERCARNE LE REALI CAUSE ED EVITARNE ALTRE. <br />
A NOI IL COMPITO DI ORGANIZZARCI E LOTTARE PER DIFENDERE LA NOSTRA SALUTE E LA NOSTRA DIGNITA&#8217;. NESSUNO LO FARA&#8217; AL POSTO NOSTRO.</strong></p>
<p style="text-align:right;"><strong>Roma, 23 novembre 2009</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La vignetta del giorno]]></title>
<link>http://unafinestrasulmondo.wordpress.com/2009/11/10/la-vignetta-del-giorno-12/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 17:34:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>hell7</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-389" title="pandemia" src="http://unafinestrasulmondo.wordpress.com/files/2009/11/vauro061109.jpg" alt="pandemia" width="322" height="421" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Umbria Olii: salta il processo?]]></title>
<link>http://jabez65.com/2009/10/20/umbria-olii-salta-il-processo/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 21:54:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>jabez65</dc:creator>
<guid>http://jabez65.com/2009/10/20/umbria-olii-salta-il-processo/</guid>
<description><![CDATA[Ricevo e volentieri pubblico: Caro Roberto, ti chiedo di pubblicare questa cosa sul blog. Ho parlato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;"><em>Ricevo e volentieri pubblico:</em></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#ff9900;">Caro Roberto, ti chiedo di pubblicare questa cosa sul blog.<br />
Ho parlato poco fa  con il mio avvocato che ha saputo oggi qualcosa  in merito alla decisione della Cassazione per il processo Umbria Olii.<br />
Il nuovo colpo di scena è che la Cassazione a discapito di quanto hanno detto i giornali locali, non ha deciso nulla e quindi il processo teoricamente il 24 non ci sarà, almeno fin quando la cassazione non decide.<br />
Saluti<br />
Lorena</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tremors]]></title>
<link>http://ilpeggio.wordpress.com/2009/10/01/tremors/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 10:32:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>nro0</dc:creator>
<guid>http://ilpeggio.wordpress.com/2009/10/01/tremors/</guid>
<description><![CDATA[Sumatra, si scava a mani nude tra le macerie, ma senza vecchi maiali tra le balle. Morti 40 operai n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><img class="alignnone size-medium wp-image-2202" title="Tettonica a scaglie" src="http://ilpeggio.wordpress.com/files/2009/10/tettonica-a-scaglie.jpg?w=300" alt="Tettonica a scaglie" width="300" height="266" /></h2>
<h2><a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/esteri/terremotro-sumatra/terremoto-1-ottobre/terremoto-1-ottobre.html">Sumatra, si scava a mani nude tra le macerie</a>, ma senza vecchi maiali tra le balle.</h2>
<h3><a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/incidenti-lavoro-4/fabbrica-tessile/fabbrica-tessile.html">Morti 40 operai nella fabbrica tessile: &#8220;Coloranti cancerogeni.&#8221;</a> Iridella irreperibile.</h3>
<h3><a href="http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_01/palermo_roghi_rifiuati_1f571a9e-ae51-11de-b62d-00144f02aabc.shtml">Palermo soffoca nella spazzatura</a>, Mafia  &#8211; Camorra 1 &#8211; 1.</h3>
<h3><a href="http://www.corriere.it/animali/09_ottobre_01/cani-gatti-longevita-studi-usa-farkas_e49d7caa-ae5e-11de-b62d-00144f02aabc.shtml">Cani e gatti, sempre più spesso oltre i 15 anni</a>; prof Mainardi: &#8220;Se ne bullano coi negri di Swaziland.&#8221;</h3>
<h3><a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_01/trocino-bersani_9e00d3c0-ae57-11de-b62d-00144f02aabc.shtml">Bersani oltre il 56%</a>, di 0.</h3>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Basta morti sul lavoro in nome del profitto]]></title>
<link>http://sinistragenova6.wordpress.com/2009/09/27/basta-morti-sul-lavoro-in-nome-del-profitto/</link>
<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 09:07:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>mariopesce</dc:creator>
<guid>http://sinistragenova6.wordpress.com/2009/09/27/basta-morti-sul-lavoro-in-nome-del-profitto/</guid>
<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA del coordinamento provinciale Sinistra e Libertà di Brescia La terribile notizia d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>COMUNICATO STAMPA del coordinamento provinciale Sinistra e Libertà di Brescia</strong></p>
<p>La terribile notizia della<strong> morte sul lavoro dell’operaio </strong><strong>Alberto Simoncelli</strong>, avvenuta questa mattina e delle gravissime ferite riportate dal  suo collega <strong>Gabriele Mazzola</strong> , rappresenta l’ennesimo anello di quella triste catena di<strong> tragedie sul lavoro</strong> che sembra non avere mai fine.</p>
<p>In attesa che la magistratura e tutte le strutture competenti facciano il loro serio e doveroso lavoro d’indagine sulla dinamica dei fatti, intendiamo esprimere la nostra <strong>solidarietà e vicinanza alla famiglia</strong> dell’operaio scomparso e a quello ferito e a tutti i suoi colleghi operai ed amici, auspicando la guarigione di Gabriele.</p>
<p><strong>Ogni anno muoiono in Italia 1300 persone sul posto di lavoro</strong>:<br />
un fenomeno sociale di massa; una vera e propria guerra a bassa intensità, che di regola si svolge nell’ombra e nel silenzio.<br />
Il mondo del lavoro, in Italia e a Brescia nasconde sempre più il volto infame e crudele della progressiva mancanza di regole sulla sicurezza.<br />
La nostra provincia  non è immune alla destrutturazione del diritto alla salute e all’incolumità nel lavoro.<br />
Le impunità delle aziende sono sempre più evidenti, soprattutto con la neutralizzazione da parte del governo Berlusconi del Testo Unico sulla sicurezza, si abbassa la guardia in maniera complice e consapevole.</p>
<p>Basta morti sul lavoro in nome del profitto.<br />
In una Repubblica fondata sul lavoro come la nostra, di lavoro non si può morire.</p>
<p><strong>Coordinamento provinciale Sinistra e libertà</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Intervista doppia]]></title>
<link>http://lagentestamale.wordpress.com/2009/09/22/intervista-doppia/</link>
<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 07:25:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>lagentestamale</dc:creator>
<guid>http://lagentestamale.wordpress.com/2009/09/22/intervista-doppia/</guid>
<description><![CDATA[Intervista doppia Nome? Luciana Adina Cognome? Tocan Salah Quanti anni hai? 32 32 Da dove vieni? Pad]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Intervista doppia Nome? Luciana Adina Cognome? Tocan Salah Quanti anni hai? 32 32 Da dove vieni? Pad]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["La Nazione" parla del comitato "Giuseppe Coletti"]]></title>
<link>http://jabez65.com/2009/09/21/la-nazione-parla-del-comitato-giuseppe-coletti/</link>
<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 20:30:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>jabez65</dc:creator>
<guid>http://jabez65.com/2009/09/21/la-nazione-parla-del-comitato-giuseppe-coletti/</guid>
<description><![CDATA[L&#39;articolo de &quot;La Nazione&quot; Se vuoi visitare il sito del comitato &#8220;Giuseppe Colet]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_884" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a rel="attachment wp-att-884" href="http://jabez65.com/2009/09/21/la-nazione-parla-del-comitato-giuseppe-coletti/scansione0001/"><img class="size-full wp-image-884" title="&#34;La Nazione&#34; parla del comitato &#34;Giuseppe Coletti&#34;" src="http://jabez65.wordpress.com/files/2009/09/scansione0001.jpg" alt="L'articolo de &#34;La Nazione&#34;" width="450" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;articolo de &#34;La Nazione&#34;</p></div>
<p>Se vuoi visitare il sito del comitato &#8220;Giuseppe Coletti&#8221; clicca &#8211;&#62; <a href="http://comitatogiuseppecoletti.blogspot.com/">QUI</a> &#60;&#8211;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I parà non sono eroi]]></title>
<link>http://silvanascricci.wordpress.com/2009/09/20/i-para-non-sono-eroi/</link>
<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 20:33:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>silvanascricci</dc:creator>
<guid>http://silvanascricci.wordpress.com/2009/09/20/i-para-non-sono-eroi/</guid>
<description><![CDATA[I sei parà morti qualche giorno fa in Afghanistan non sono degli eroi. Sono gli ennesimi morti sul l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-2059" title="Lutto_nazionale" src="http://silvanascricci.wordpress.com/files/2009/09/lutto_nazionale.jpg?w=150" alt="Lutto_nazionale" width="150" height="116" /></p>
<p>I sei parà morti qualche giorno fa in Afghanistan non sono degli eroi.</p>
<p>Sono gli ennesimi morti sul lavoro, anche se in questo caso nessuno le chiama morti bianche.</p>
<p>Che differenza c&#8217;è tra chi muore cadendo da un impalcatura, chi muore stritolato da una pressa, chi muore cadendo da un trattore e chi muore ucciso da un&#8217;imboscata o da una guerriglia in Afghanistan?</p>
<p>Secondo me nessuna.</p>
<p>Per quanto riguarda la diatriba se fare o meno i funerali di stato, ho una sola risposta: se li abbiamo fatti per Mike Bongiorno&#8230;.</p>
<p>Anzi io proporrei che ad ogni morto sul lavoro fosse fatto un funerale di stato, solo così, forse, potremmo accorgerci dell&#8217;immane strage che avviene tutti i giorni e di cui  non ci rendiamo neppure più conto.</p>
<p><span style="color:#000000;"><br />
</span><span style="color:#000000;"></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Denuncia mancanza di misure di sicurezza dopo la morte del collega: LICENZIATO! ]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/09/20/denuncia-mancanza-di-misure-di-sicurezza-dopo-la-morte-del-collega-licenziato/</link>
<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 10:38:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/09/20/denuncia-mancanza-di-misure-di-sicurezza-dopo-la-morte-del-collega-licenziato/</guid>
<description><![CDATA[Dal sito NOMORTILAVORO Luigi Pirino, operario precario della forestale siciliana che viene impiegato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dal sito <a href="http://nomortilavoro.noblogs.org/">NOMORTILAVORO</a><br />
Luigi Pirino, operario precario della forestale siciliana che viene impiegato per 101 giorni all’anno rimanendo in cassa integrazione per il resto del periodo dell’anno, è stato licenziato dal Dipartimento Foreste della Regione Siciliana per “infedeltà all’azienda” e per “denigrazione”. Il tutto nasce l’8 agosto di quest’anno quando il Pirino assiste alla morte di un collega, travolto da un mezzo, mentre cercavano di spegnere un incendio a Niscemi (CL). L’operaio dopo l’incidente denunciò alla stampa il fatto che non si disponeva di dispositivi e procedure di sicurezza. Licenziato in tronco ricorre al giudice del lavoro.E&#8217; stato licenziato perchè ha avuto il coraggio di dire che nella forestale siciliana non c&#8217;è sicurezza per i lavoratori. I sindacati non avrebbero affrontato la questione in maniera giusta e l&#8217;operaio si è rivolto ad un avvocato che ora presenterà ricorso al Giudice del Lavoro. A dare la notizia è un servizio video trasmesso dall&#8217;emittente televisiva TG10 di Gela in provincia di Caltanisetta.<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/R9sTtzG9yPQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/R9sTtzG9yPQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Morire PER 16 EURO: Lorena Coletti intervistata dal "Manifesto"]]></title>
<link>http://jabez65.com/2009/09/20/morire-per-16-euro-lorena-coletti-intervistata-dal-manifesto/</link>
<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 07:02:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>jabez65</dc:creator>
<guid>http://jabez65.com/2009/09/20/morire-per-16-euro-lorena-coletti-intervistata-dal-manifesto/</guid>
<description><![CDATA[Ricevo e volentieri pubblico: Caro Roberto, sono il nipote di Lorena mi occupo io della sua &#8220;c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><span style="color:#cc99ff;">Ricevo e volentieri pubblico:</span></strong></p>
<p><span style="color:#800080;"><em>Caro Roberto, </em></span></p>
<div><span style="color:#800080;"><em>sono il nipote di Lorena mi occupo io della sua &#8220;corrispondenza&#8221;</em></span></div>
<div><span style="color:#800080;"><em>Ti invio l&#8217;intervista che Lorena ha fatto sul manifesto pochi giorni fa in  risposta a quanto Giorgio Del Papa ha dichiarato sullo stesso giornale.</em></span></div>
<div><span style="color:#800080;"><em>Saluti e Abbracci</em></span></div>
<p><span style="color:#ff9900;">INTERVISTA di  Luca Cardinalini </span></p>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#993366;"><span style="text-decoration:underline;">Morire  PER 16 EURO</span></span></h2>
<p><span style="color:#993366;"><br />
<em>Dopo  l&#8217;intervista al manifesto del proprietario della Umbria Olii, Giorgio Del Papa,  la replica di Lorena Coletti, sorella di Giuseppe, una delle quattro vittime  nella strage di Campello sul Clitunno: «Mio fratello è morto per 16 euro e Del  Papa ci ha chiesto 35 milioni di risarcimento» «Quel  giorno mio fratello Giuseppe non doveva nemmeno esserci. Il giorno prima,  durante una saldatura, una scheggia gli era entrata nell&#8217;occhio. Ma ormai però  aveva dato la sua parola. Fece colazione insieme a mia cognata Fiorella, alle  sei di mattina, e lui quasi lo rimproverò per il fatto che andasse a lavorare  anche quel sabato. Lui le rispose con quelle che sarebbero state le sue ultime  parole: dai, che poi nella busta paga ci troviamo anche i 16 euro in più della  trasferta. Ha capito bene? Sedici euro. È morto per sedici euro di trasferta e  ancora oggi, il signor Del Papa, ritiene giusto rispedirci una lettera chiedendo  35 milioni di risarcimento. Lo considera un atto dovuto e forse calcola anche  gli interessi maturati dal giorno della tragedia». Questi  di settembre, in casa Coletti, erano da sempre due giorni di festa, a  prescindere dal giorno della settimana. Il 13 era il compleanno di Giuseppe, il  14 di Lorena. Da quel maledetto 26 novembre 2006, data della tragedia di  Campello sul Clitunno in cui lui perse la vita insieme ad altre tre colleghi,  non c&#8217;è proprio più nulla da festeggiare. Una coltre di dolore ha coperto tutto.  Lorena da quel giorno combatte la sua battaglia in nome del fratello. Ha letto  l&#8217;intervista di Del Papa sul manifesto vuole replicare.</em></span></p>
<p><span style="color:#993366;">Cosa  non le è piaciuto dell&#8217;intervista?</span><br />
<span style="color:#cc99ff;">Non  posso nemmeno dire che la ferita si è riaperta, non essendosi mai chiusa. Non  basta una vita per dimenticare. Del Papa ragiona come se si trattasse davvero di  un incidente automobilistico, pensa di aver subito un danno e ha chiesto a un  giudice di valutare i danni e le responsbailità. Solo che mentre il suo danno è  l&#8217;azienda, il nostro è irreparabile, nessuno ci ridarà indietro i nostri cari.  Come è possibile chiedere a mio fratello, che sta chiuso per sempre dentro a un  un loculo, 5 milioni di euro? Ma in che paese siamo?</span></p>
<p><span style="color:#993366;">In  che punto contesta la ricostruzione che fa Del Papa?</span><br />
<span style="color:#cc99ff;">Né  Manili né i suoi operai avevano istinti suicidi, così come non penso che Del  Papa ne avesse di omicidi. Però di sicuro se i quattro operai avessero saputo  che c&#8217;era il minimo rischio, non sarebbero saliti fin lassù. Del Papa omette di  ricordare che nel luglio 2004, per ottenere una proroga sui tempi di  installazione di quelle passerelle scrisse una lettera all&#8217;Agenzia delle dogane,  dove c&#8217;era scritto: «&#8230;l&#8217;esecuzione dei lavori deve compiersi a silos  completamente vuoti&#8230; essendo inoltre prevista un&#8217;accurata ripulitura,  dovendosi intervenire sugli stessi silos, con fiamma ossidrica».</span></p>
<p><span style="color:#993366;">Vale  a dire?</span><br />
<span style="color:#cc99ff;">Vale  a dire che spettava a lui fare una bonifica di quei serbatoi prima di eseguire  qualunque tipo di lavoro che prevedesse lavori a fuoco. In realtà non solo quei  serbatoi non erano mai stati svuotati o bonificati, ma erano in esercizio, con  carichi e scarichi di quintali di olio anche lo stesso giorno della tragedia.</span></p>
<p><span style="color:#993366;">Del  Papa si difende dicendo che con Manili avevano concordato la tipologia del  lavoro, che prevedeva saldatura a terra delle passerelle e imbullonatura sul  tetto del silos, dove erano espressamente vietati lavori a fuoco.</span><br />
<span style="color:#cc99ff;">Non  so nulla di questi accordi. Del Papa parla di preventivi e di accordi che io non  conosco. Se fosse così, è chiaro che sarebbe una cosa tra lui e Manili, che è  morto, ma rende ancora più ignobile la chiamata in causa anche gli altri tre  operai. Eppoi sono gli stessi periti del Pm a dire che quei silos erano stati  costruiti con evidenti errori di progettazione, perché nessuno ha controllato  prima?</span><br />
<span style="color:#993366;">Chi  doveva eseguire i controlli?</span><br />
<span style="color:#cc99ff;">Non  lo so. È quanto si dovrà capire. Di certo con lui i sindacati hanno avuto vita  difficile, non ce li voleva, e non è il solo. Qui c&#8217;è voluta una tragedia per  scoprire delle magagne. Inoltre, sempre la perizia dei consulenti del pm, dice  che il responsabile della sicurezza &#8211; cioè il titolare dell&#8217;azienda &#8211; non ha mai  informato i lavoratori suoi e quelli delle ditte appaltatrici, dei rischi  specifici, come ad esempio la presenza di esano nell&#8217;olio di sansa  immagazzinato.</span></p>
<p><span style="color:#993366;">Secondo  Del Papa è improprio parlare di rischio esano, perché è un residuo di un  processo di estrazione, processo che Umbria Olii non praticava essendo una  raffineria. In sostanza, Del Papa dice: noi acquistiamo olio di sansa, che non è  assimilabile agli idrocarburi e che è, o dovrebbe essere, già controllato.</span><br />
<span style="color:#cc99ff;">La  perizia dice che la deflagrazione è imputabile proprio al contenuto  significativo di solventi (esano) presente nell&#8217;olio stoccato in quei silos.  Dice anche che molte delle partite di olio di sansa acquistate da Umbria Olii  nei mesi precedenti avevano tutti un elevato contenuto di esano.</span></p>
<p><span style="color:#993366;">La  questione è molto tecnica, solo un tribunale potrà decidere.</span><br />
<span style="color:#cc99ff;">È  quanto speriamo tutti. Se anche Del Papa vuole giustizia non ha che da affidarsi  al giudizio di un tribunale. Si faccia processare invece di ricusare giudici e  perdere tempo. Quanto alle sue proteste contro i politici e i sindacati, gli  rovescio l&#8217;accusa. È vero che si precipitarono tutti davanti ai suoi cancelli,  ma lui quei cancelli non li ha mai aperti. Quanto a noi, i parenti delle  vittime, le uniche volte che l&#8217;ho intravisto, in aula, stava sempre parlottando  e sorridendo con i suoi avvocati. Nemmeno uno sguardo.</span></p>
<p><span style="color:#993366;">Nell&#8217;intervista  Del Papa parla di un clima surriscaldato fin dall&#8217;inizio, di un preconcetto nei  suoi confronti.</span><br />
<span style="color:#cc99ff;">Per  la verità racconta di questa sua richiesta di partecipare ai funerali di Manili.  Non mi risulta ma la prendo per buona. Ma non mi venga a dire che è una  questione di carattere. Ai parenti delle altre tre vittime, era chiedere troppo  un telegramma, un mazzo di fiori, una frase di condoglianze?</span></p>
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</item>
<item>
<title><![CDATA[NOI]]></title>
<link>http://ferrucci.wordpress.com/2009/09/18/noi/</link>
<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 11:19:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>p. ferrucci</dc:creator>
<guid>http://ferrucci.wordpress.com/2009/09/18/noi/</guid>
<description><![CDATA[(da Nazione Indiana) Sergente maggiore Roberto Valente. Nato a Napoli nel 1972. Caporal maggiore Mat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[(da Nazione Indiana) Sergente maggiore Roberto Valente. Nato a Napoli nel 1972. Caporal maggiore Mat]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Soldati, manovali, elettricisti, domestiche... INCIDENTI SUL LAVORO]]></title>
<link>http://realistica.wordpress.com/2009/09/17/soldati-manovali-elettricisti-domestiche-incidenti-sul-lavoro/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 14:49:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Realistica</dc:creator>
<guid>http://realistica.wordpress.com/2009/09/17/soldati-manovali-elettricisti-domestiche-incidenti-sul-lavoro/</guid>
<description><![CDATA[Militari in territori pericolosi, manovali su impalcature non omologate, operai senza uscite di sicu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Militari in territori pericolosi, manovali su impalcature non omologate, operai senza uscite di sicurezza: SCUSATE IL REALISMO ma non DOVREBBERO ESSERE UGUALI? Tranne, s&#8217;intende, per la paga ricevuta in cambio del rischio messo sul banco del mercato di vite.<br />
700 euro al mese, 1200 euro + 150 euro in media in più al giorno per le missioni (che durano circa 6 mesi, dunque più di 30.000 euro in mezzo anno).<br />
Missioni, quelle militari, che di partenza si conoscono come PERICOLOSE, cioè che INCLUDONO IL RISCHIO DI ESSERE COLPITI, OPPURE UCCISI. Rischio calcolato, anche perchè ci si va imbracciando armi.<br />
Il manovale in nero, che viene prelevato lungo la strada, all&#8217;alba, dai luridi caporali NON FA STATISTICA perchè quando gli capita qualcosa viene facilmente fatto sparire.<br />
Ma quegli operai, quei manovali, obbligati a non usare sistemi di sicurezza perchè rallentano la produttività o che non li utilizzano perchè ritenuti scomodi, pesante&#8230; Quelli che lavorano in ambienti pericolosi, dannosi, quelli che lavorano per 800 euro in ambienti privi di sistemi di sicurezza (parlo, per esempio degli idranti, delle uscite di sicurezza, delle porte tagliafuoco&#8230; vi viene in mente niente?).</p>
<p>Sono sempre dispiaciuta quando un essere umano muore.</p>
<p>Mi chiedo, anche, quali siano le ragioni che inducono a trattare la memoria dei morti diversamente quando, in realtà, non dovrebbe essere così.</p>
<p>Quindi mi sono interrogata sui &#8220;funerali di stato&#8221; del signor Bongiorno, e quelli pubblici di Teresa Strada&#8230;</p>
<p>Quindi mi perplimo leggendo la retorica di molti sui giovani soldati uccisi ieri in Afganistan, così come resto attonita davanti al silenzio sulle troppe morti dei lavoratori italiani nell&#8217;adempimento del proprio compito, per davvero pochi euro al mese.</p>
<p>Tutto qui: A CHI GIOVA LA RETORICA DEI NOSTRI TEMPI?</p>
<p>Credo valga la pena trovare una risposta, almeno per capire a chi state facendo il gioco.</p>
<p><span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"><span style="font-weight:bold;font-size:medium;">Avevo un fratello aviatore.<br />
Un giorno, la cartolina.<br />
Fece i bagagli, e via,<br />
lungo la rotta del sud.</span></span></p>
<p>Mio fratello è un conquistatore.<br />
Il popolo nostro ha bisogno<br />
di spazio; e prendersi terre su terre,<br />
da noi, è un vecchio sogno.</p>
<p>E lo spazio che s&#8217;è conquistato<br />
è sui monti del Guadarrama.<br />
E&#8217; di lunghezza un metro e ottanta,<br />
uno e cinquanta di profondità.<span style="font-size:medium;"><br />
</span><br />
<a href="http://thejackspage.spaces.live.com/blog/cns!F32DE3952BDE3BC8!1721.entry" target="_blank"><span style="font-size:medium;"> Bertolt Brecht</span></a></p>
<p><a href="http://mortisullavoro.wordpress.com/">MORTI SUL LAVORO</a> uno dei tanti &#8220;elenchi&#8221;&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ PARLA GIORGIO DEL PAPA, PATRON DELLA UMBRIA OLII ]]></title>
<link>http://jabez65.com/2009/09/12/parla-giorgio-del-papa-patron-della-umbria-olii/</link>
<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 16:44:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>jabez65</dc:creator>
<guid>http://jabez65.com/2009/09/12/parla-giorgio-del-papa-patron-della-umbria-olii/</guid>
<description><![CDATA[Ricevo e volentieri pubblico: Ciao Roberto, ti chiedo gentilmente di pubblicare quest&#8217;intervis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Ricevo e volentieri pubblico:</strong></p>
<p><span style="color:#ff6600;">Ciao Roberto,</span></p>
<div><span style="color:#ff6600;">ti chiedo gentilmente di pubblicare quest&#8217;intervista che Giorgio del Papa  ha rilasciato al Manifesto l&#8217;11 di settembre.</span></div>
<div><span style="color:#ff6600;">Saluti</span></div>
<div><span style="color:#ff6600;">Lorena</span></div>
<div><span style="border-collapse:collapse;color:#333333;"></p>
<ul>
<li style="margin-left:15px;text-align:left;"> <strong>di Luca Cardinalini</strong></li>
<li style="margin-left:15px;text-align:left;"><strong>intervista &#8211; PARLA <span style="color:#ff9900;">GIORGIO DEL PAPA </span>PATRON  DELLA </strong><strong>UMBRIA </strong><strong>OLII </strong><strong> </strong></li>
<li style="margin-left:15px;text-align:center;"><span style="text-decoration:underline;"><strong><span style="color:#ff0000;">Vittima O CARNEFICE?</span></strong></span></li>
<li style="margin-left:15px;"><span style="color:#99ccff;">Proprietario dell&#8217;azienda e unico indagato nel  processo per la strage che il 26 novembre 2006 uccise 4 operai, l&#8217;imprenditore  rivendica il risarcimento di 35 milioni di euro richiesto ai familiari delle  vittime</span></li>
<li style="margin-left:15px;"><span style="color:#ffcc00;">Il processo per la strage  della <strong>Umbria</strong> <strong>Olii</strong> di Campello sul Clitunno &#8211; un&#8217;esplosione di tre  silos di una raffineria d&#8217;olio che ha causato la morte di quattro operai &#8211;  dovrebbe iniziare il prossimo 24 novembre, vigilia del terzo anniversario della  tragedia. Incontriamo Giorgio Del Papa, proprietario  della <strong>Umbria</strong><strong>Olii</strong> e unico indagato per omicidio colposo plurimo con  l&#8217;aggravante della colpa cosciente, dopo la sua (inqualificabile e assurda)  richiesta di risarcimento danni di 35 milioni di euro, presentata ai parenti  delle vittime. </span></li>
</ul>
<ul>
<li style="margin-left:15px;"><strong>Dottor Del Papa, perché ogni famiglia già  straziata si è vista di nuovo recapitare una richiesta di rimborso pari a 5  milioni e rotti?</strong></li>
<li style="margin-left:15px;"><span style="color:#99ccff;">È un atto dovuto. A seguito della tragedia del 26  novembre 2006, la </span><strong>Umbria</strong> <strong>Olii</strong> spa <span style="color:#99ccff;">ha dovuto cessare l&#8217;attività.  Per provare a mantenere il posto di lavoro almeno a una trentina di operai, mio  figlio e altre persone hanno costituito  la </span><strong>Umbria</strong> <strong>Olii</strong> <span style="color:#99ccff;">International srl, mentre è il codice civile ad  avermi obbligato a mettere in liquidazione la vecchia società. Allo scopo è  stata creata la Gestoil, che ha ereditato tutto  della</span> <strong>Umbria</strong> <strong>Olii</strong> <span style="color:#99ccff;">spa, debiti, crediti e ovviamente il contenzioso  di quella sciagura di cui mi sento anche io una vittima.*<br />
</span></li>
<li style="margin-left:15px;"><strong>Un atto magari dovuto, ma oltraggioso per la  memoria di chi non c&#8217;è più.</strong></li>
<li style="margin-left:15px;"><span style="color:#99ccff;">Lungi da me l&#8217;idea di offendere qualcuno. Secondo  lei prenderei un solo euro dai parenti di quei poveretti? La mia è una battaglia  di verità. In questa vicenda fin dai primi istanti si sono assegnati dei ruoli  senza curarsi dei fatti. Con le fiamme ancora alte, un&#8217;azienda distrutta, i  corpi da recuperare &#8211; non si sapeva ancora né quanti e né di chi -, c&#8217;era già il  colpevole: io, il «mostro», l&#8217;imprenditore killer che risparmia sulla sicurezza  dei suoi operai e li fa morire. Un&#8217;equazione perfetta, però falsa. In 70 anni di  attività, non avevamo mai avuto un solo incidente.<br />
</span></li>
<li style="margin-left:15px;"><strong>Questo non lo negano nemmeno i sindacalisti che  hanno avuto a che fare con la sua azienda. Ma hanno anche raccontato della sua  fama di imprenditore duro e allergico a qualsiasi «dialogo».</strong></li>
<li style="margin-left:15px;"><span style="color:#99ccff;">Ho le mie idee. Alla politica ho sempre preferito  il lavoro, andando in giro per il mondo a studiare i modi di produzione  dell&#8217;olio e a vendere i miei prodotti. Quanto agli operai li ho sempre aiutati,  mi danno del tu, con alcuni andiamo insieme in bicicletta. Un clima di buoni  rapporti, mi creda.<br />
</span></li>
<li style="margin-left:15px;"><strong>I sindacati, però, all&#8217;interno della sua  azienda hanno avuto poca fortuna. E quando c&#8217;erano, non li ha mai voluti  incontrare: delegava un suo commercialista.</strong></li>
<li style="margin-left:15px;"><span style="color:#99ccff;">Dove sta scritto che è obbligatorio andare di  persona?<br />
</span></li>
<li style="margin-left:15px;"><strong>Vecchi sindacalisti raccontano una sua frase:  «Non permetterò mai che un comunista metta piede e decida nella mia  azienda».</strong></li>
<li style="margin-left:15px;"><span style="color:#99ccff;">(Ride) Ma sta scherzando?<br />
</span></li>
<li style="margin-left:15px;"><strong>Parlando con i parenti dei cinque operai  coinvolti, è venuto fuori questo quadro: un paio pensavano che i sindacati  fossero la rovina dell&#8217;Italia, gli altri non erano iscritti o se sì, con scarsa  o nessuna fiducia.</strong></li>
<li style="margin-left:15px;"><span style="color:#99ccff;">Questo dovrebbe far riflettere. E le vittime non  erano nemmeno miei dipendenti, ma il titolare di una ditta appaltatrice e tre  suoi operai. Non è colpa mia se i miei dipendenti non sono interessati ai  sindacati, se hanno stracciato le tessere. Non so nemmeno se ci sono iscritti,  se c&#8217;erano, quanti e chi fossero.<br />
</span></li>
<li style="margin-left:15px;"><strong>Di incidente mortale sul lavoro si è trattato,  o no?</strong></li>
<li style="margin-left:15px;"><span style="color:#99ccff;">Certamente, ma dire incidente non equivale a dire  omicidio. Intanto però i tg rimandavano il monito del presidente Napolitano che  invitava gli italiani a «indignarsi», con una schiera di sindacalisti e politici  piazzati fuori dai cancelli a invocare giustizia. Ma prima della giustizia, deve  uscire la verità. La tragedia della</span> <strong>Umbria</strong> <strong>Olii</strong> <span style="color:#99ccff;">ha fatto da  vetrina per molti. Ricordo la governatrice dell&#8217;</span><strong>Umbria</strong> <span style="color:#99ccff;">Lorenzetti qui  davanti al cancello, megafono in mano, che mi additava alla folla chiamandomi  «quello lì». Ricordo le visite dell&#8217;allora presidente della Camera Bertinotti e  dell&#8217;allora ministro del Lavoro Damiano. Fino a prova contraria, era anche il  ministro mio e dei miei 70 dipendenti, perché non ha mai sentito il bisogno di  oltrepassare quel cancello e di incontrarci?<br />
</span></li>
<li style="margin-left:15px;"><strong>Ogni anno in Italia ci sono più di mille morti  sul lavoro. Perché qualcuno avrebbe dovuto accanirsi così, fin da subito, contro  di lei?</strong></li>
<li style="margin-left:15px;"><span style="color:#99ccff;">Non ho mai chiesto una lira di contributo pubblico  e malgrado ciò l&#8217;azienda è diventata importante nel proprio settore. Posso aver  dato fastidio a qualcuno.<br />
</span></li>
<li style="margin-left:15px;"><strong>Tutto ruota intorno a quelle maledette  passerelle da sistemare sopra i silos. A cosa servivano? Chi le aveva  chieste?</strong><strong> </strong></li>
<li style="margin-left:15px;"><strong>Umbria</strong><strong>Olii</strong> <span style="color:#99ccff;">era anche un deposito  doganale. Un giorno l&#8217;agenzia delle dogane di Perugia decise, per contrastare le  frodi, di dover controllare qualità e quantità di olio, non più prendendo  campioni dal basso, ma da tre punti diversi del serbatoio.<br />
</span></li>
<li style="margin-left:15px;"><strong>Cosa cambiava?</strong></li>
<li style="margin-left:15px;"><span style="color:#99ccff;">Niente. Una delle tante casualità costate la vita  a quattro innocenti. Trattandosi di materiale liquido, in un serbatoio dove gli  oli vengono mescolati, il campione è ovviamente sempre omogeneo. Pura  burocrazia.<br />
</span></li>
<li style="margin-left:15px;"><strong>I lavori li affidò alla «Manili impianti»,  senza gara d&#8217;appalto</strong>.</li>
<li style="margin-left:15px;"><span style="color:#99ccff;">Come sempre. Maurizio era il migliore in zona,  esperto della materia, mio amico e soprattutto mio consulente da otto anni.  Iniziarono a lavorarci il martedì, il sabato fatale era l&#8217;ultimo giorno.<br />
</span></li>
<li style="margin-left:15px;"><strong>La procedura del lavoro previsto era la stessa,  per i silos esterni e per quelli interni?</strong></li>
<li style="margin-left:15px;">C<span style="color:#99ccff;">erto che no. Facemmo delle riunioni, lui presentò  dei preventivi, accettati. Per i silos interni si decise di saldare le  passerelle sul tetto e sulle capriate del capannone. Per i silos esterni si  decise di saldare a terra le passerelle, issarle con la gru sul tetto e lì  fissarle «mediante imbullonatura», come recita il preventivo. Tassativamente  esclusi lavori «a fuoco» sui serbatoi, cioè l&#8217;uso della saldatrice.<br />
</span></li>
<li style="margin-left:15px;"><strong>Quindi, secondo lei, cos&#8217;è successo?</strong></li>
<li style="margin-left:15px;"><span style="color:#99ccff;">Siamo nel campo delle ipotesi. Finché saldi sulle  costolature disposte a raggiera sul tetto del serbatoio, vuote dentro e chiuse,  quindi impossibili da permettere al calore di penetrare all&#8217;interno, va bene. Ma  se tocchi il tetto, dove lo spessore dell&#8217;acciaio è di soli tre millimetri, non  hai scampo.<br />
</span></li>
<li style="margin-left:15px;"><strong>Secondo l&#8217;accusa la causa dell&#8217;esplosione è  stata dovuta alla concentrazione troppo elevata di solventi nell&#8217;olio di sansa  grezza, e della mancata comunicazione da parte sua, in quanto responsabile della  sicurezza, dei pericoli di rischio di formazione di miscele esplosive.</strong></li>
<li style="margin-left:15px;"><span style="color:#99ccff;">Assurdo. Molti di quei silos li avevano costruiti  loro, hanno visto in quei giorni camion caricare e scaricare olio in quei silos.  Olio di sansa grezzo, trasportato con le navi e con i camion senza alcun  problema. Ho denunciato per falso i quattro periti della  procura. </span><strong>Umbria</strong> <strong>Olii</strong> <span style="color:#99ccff;">era una raffineria, i solventi venivano  utilizzati normalmente, Manili e i suoi uomini sapevano benissimo che erano  esclusi i lavori a fuoco. Le faccio io una domanda. La prima cosa che gli  inquirenti dovevano chiedermi doveva riguardare l&#8217;esistenza di un piano dei  lavori, perché nessuno lo ha fatto? Il piano dei lavori erano quei preventivi,  presentati dallo stesso Manili, ma non me li hanno accettati come prova quando  abbiamo chiesto il rito abbreviato. Documenti che ho recuperato a fatica, visto  che l&#8217;azienda Manili Impianti, dopo poco tempo dal disastro ha chiuso i battenti  in poche ore.<br />
</span></li>
<li style="margin-left:15px;"><strong>Lei ha ricusato anche i giudici, mentre la sua  richiesta di risarcimento è frutto di una perizia, a lei favorevole, ma respinta  dal tribunale.</strong></li>
<li style="margin-left:15px;"><span style="color:#99ccff;">Il tribunale non ha voluto ammettere come prova  nemmeno la testimonianza di un artigiano di Narni, il signor Francescangeli, un  fornitore di Manili, sostenendo che il perito l&#8217;aveva raccolta in forma  irrituale. Sa cosa ha fatto e detto Francescangeli? Ha esibito i disegni fatti  da Manili e ha confermato che gli aveva detto che i lavori non dovevano  assolutamente prevedere saldature.</span></li>
<li style="margin-left:15px;"><strong>Dimentica le quattro persone che ci hanno  rimesso la vita.</strong></li>
<li style="margin-left:15px;"><span style="color:#99ccff;">Falso. Non fa piacere che quattro persone perdano  la vita in casa tua, ma non posso accettare colpe che non credo di avere. La  sesta vittima sono io, che ho visto la mia azienda bruciare in un attimo, poi ci  sono i miei dipendenti, alcuni si sono dovuti cercare un altro lavoro, altri  sono a rischio. Ho chiesto al tribunale di Spoleto di quantificare danni diretti  e indiretti subiti dall&#8217;azienda, come avviene in qualsiasi tipo di incidente,  automobilistico o di altro genere. Il processo dirà chi ha ragione e chi ha  torto. Avessi preso dei soldi li avrei dati in gran parte a quelle  famiglie.<br />
</span></li>
<li style="margin-left:15px;"><strong>Lei ha detto di essersi sentito subito messo  nel mirino. Da chi e perché?</strong></li>
<li style="margin-left:15px;"><span style="color:#99ccff;">Linciaggio è la parola più appropriata. Un  giornalista del programma Rt, condotto da Enzo Biagi, con le fiamme ancora alte  mi fece alcune domande, prima sulla tragedia poi sulla storia dell&#8217;azienda. Nel  servizio montarono solo queste ultime mie risposte, dando l&#8217;idea di uno spietato  padrone, interessato solo alla sua roba, insensibile al dolore. I media mi hanno  condannato con le mie stesse immagini.<br />
</span></li>
<li style="margin-left:15px;"><strong>Vale a dire?</strong></li>
<li style="margin-left:15px;"><span style="color:#99ccff;">S</span><span style="color:#99ccff;">ono stato io a fornire ai carabinieri i nastri  delle telecamere interne all&#8217;azienda. Si vedono gli operai della Manili, dal  momento del loro arrivo, alle 7, fino all&#8217;esplosione. I carabinieri hanno dato  quei nastri al magistrato, è materiale secretato, in tribunale. Eppure è stato  mandato in onda a Matrix. Chi glieli ha dati, quei nastri?</span></li>
<li style="margin-left:15px;"><strong>C&#8217;è un piano morale, di civile convivenza, che  sembra non sfiorarla.</strong> <strong>Chiedere un risarcimento alle già provate famiglie  delle vittime, equivale a un affronto, per chi ha pagato con la vita un lavoro a  1200 euro mensili</strong>.</li>
<li style="margin-left:15px;"><span style="color:#99ccff;">I parenti delle vittime mi hanno chiesto un  indennizzo per 14 milioni di euro, il comune di Campello mi ha chiesto 5 milioni  addirittura per danni di immagine, dopo un mese si erano costituiti parte civile  enti locali, sindacati, tutti. La mia richiesta è arrivata dopo 18 mesi. E poi,  a proposito di soldi, nella legge finanziaria del dicembre 2006, venivano  stanziati 35 milioni di euro «per il ristoro dei danni causati dall&#8217;esplosione  verificatasi nell&#8217;oleificio</span><strong>Umbria</strong> <strong>Olii</strong>, <span style="color:#99ccff;">nel comune di Campello sul  Clitunno». Ne sono arrivati più di 8 milioni di euro, ma noi non ne abbiamo  visto uno. Ho pagato da solo anche lo sgombero delle macerie. Ho chiesto al Tar  del Lazio che fine avessero fatto quei soldi degli italiani, vincolati a una  destinazione precisa. Nella sentenza di rigetto del ricorso sono arrivati a  scrivere che «per sito non si intendere l&#8217;area interna allo stabilimento  della </span><strong>Umbria</strong> <strong>Olii</strong>». <span style="color:#99ccff;">E cosa si intende, allora?<br />
</span></li>
<li style="margin-left:15px;"><strong>I parenti delle vittime dicono di non aver mai  ricevuto da lei nemmeno un telegramma di condoglianze, una parola di conforto,  che in tribunale non li ha degnati di uno sguardo.</strong></li>
<li style="margin-left:15px;"><span style="color:#99ccff;">Detto che ho il mio carattere, me li hanno messi  contro da subito. Telefonai alla signora Manili chiedendo se potevamo  partecipare al funerale di Maurizio, mi venne risposto che era meglio di no.  Volevo avvicinarli nel massimo riserbo, ma dalle dichiarazioni e dal clima mi  sono reso conto che i tempi non erano giusti. Le famiglie sono state sfruttate  da questo circo mediatico, sono strumenti inconsapevoli nelle mani di chi cerca  pubblicità. In un paese civile le istituzioni avrebbero convocato subito un  tavolo di concertazione, cercando una soluzione ai problemi delle famiglie e  dell&#8217;impresa. Invece qui c&#8217;è chi ha soffiato sul fuoco, esacerbando gli animi,  cavalcando una lotta di classe contro l&#8217;imprenditore.<br />
</span></li>
<li style="margin-left:15px;"><strong>In Italia si continua a morire di e sul lavoro.  Si è chiesto se c&#8217;era qualcosa che avrebbe potuto fare per evitare quel  disastro?</strong></li>
<li style="margin-left:15px;"><span style="color:#99ccff;">È triste dirlo, ma oggi quella tragedia  risuccederebbe lo stesso, anche con questa discussa nuova legge definita «salva  manager». È aria fritta, almeno per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori.  La piaga delle morti sul lavoro, si risolve in un solo modo: mettendo un  sindacalista come responsabile degli appalti, pagato al 50% dalle due parti, ma  non penso che i sindacati accetterebbero mai questa proposta.<br />
</span></li>
<li style="margin-left:15px;"><strong>Quel Biagi che ha criticato disse che lei gli  sembrava immensamente solo, magari ricco e agiato, ma in lotta perenne contro  tutto e tutti. E concluse: a questo mondo, però, non si può essere felici da  soli.</strong></li>
<li style="margin-left:15px;"><span style="color:#99ccff;">Forse è vero, ma voglio giustizia  anch&#8217;io.</span></li>
</ul>
<p></span></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GIUSTIZIA PER GIUSEPPE,MAURIZIO,VLADIMIR E TULLIO!]]></title>
<link>http://jabez65.com/2009/09/09/giustizia-per-giuseppemauriziovladimir-e-tullio/</link>
<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 21:26:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>jabez65</dc:creator>
<guid>http://jabez65.com/2009/09/09/giustizia-per-giuseppemauriziovladimir-e-tullio/</guid>
<description><![CDATA[Ricevo e volentieri pubblico: DEL PAPA RISPONDI  ALLE TUE RESPONSABILITA&#8217;! Ogni estate Giorgio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ricevo e volentieri pubblico:</p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ff9900;">DEL PAPA RISPONDI  ALLE TUE RESPONSABILITA&#8217;!</span></p>
<p>Ogni estate Giorgio Del Papa,   l&#8217;amministratore delegato dell&#8217;Umbria Olii non manca di deliziarci con le sue   spiacevoli  sorprese alle famiglie   degli operai uccisi e all&#8217;unico sopravvissuto, il 25 Novembre del 2006   durante un&#8217;esplosione in cui persero la vita quattro lavoratori di una ditta   esterna morendo carbonizzati nel piazzale della sua azienda mentre effettuavano   interventi di manutenzione.</p>
<p>Nel luglio del 2008 ha scioccato tutti   chiedendo 35 milioni di risarcimento danni, dichiarandosi così non   responsabile della tragedia, ma ritenendosi parte lesa.</p>
<p>Non ha mai accettato un confronto diretto   con i parenti di Giuseppe Coletti, Vladimir Toder, Tullio Mottini, Maurizio   Manili e con il giovane albanese, unico sopravvissuto alla tragedia.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://cesaredamiano.files.wordpress.com/2008/11/campello.jpg?w=528&#038;h=528" alt="" width="528" height="528" />Non ha mai mostrato il benchè minimo   cordoglio a chi ha perso delle persone care in quella circostanza dolorosa.</p>
<p>Ha sempre risposto con denunce a chi ha dimostrato   la sua responsabilità con prove e con perizie, rifiutando sempre un confronto   civile e responsabile.</p>
<p>Dal giorno in cui quegli operai hanno   perso la vita, sono state organizzate diverse e tante manifestazioni per   opporsi alla mancanza di giustizia e verità, ed è nato un Comitato, Il   comitato Giuseppe Coletti per non dimenticare la strage dell&#8217;Umbria Olii e   per affrontare una battaglia sempre più ampia perché in Italia non si   piangano più morti sul lavoro, perché i lavoratori e le lavoratrici possano   avere garantiti i diritti fondamentali.</p>
<p>Lorena e Fiorella, la sorella e la moglie   di Giuseppe Coletti, e tutti gli altri familiari delle vittime chiedono che   sia fatta giustizia, che se effettivamente è provata la responsabilità di Del   Papa nella tragedia che ha causato la morte dei propri cari, paghi   effettivamente penalmente ed economicamente.<img class="aligncenter" src="http://tuttoggi.info/media/images/1419/umbria_olii_anniversario_7.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p>Dal 2006 ci sono stati continui rinvii del   processo con nuovi e puntuali colpi di spugna di Del Papa e dei suoi   machiavellici avvocati.</p>
<p>Lo scorso Agosto l&#8217;imprenditore ha deciso   di promuovere nuovamente un procedimento civile, ma con una novità ben   precisa: infatti, non sarà più la Umbria Olii Spa ad avere pretese   risarcitorie, ma un&#8217;altra azienda, di cui per ora si sa ben poco.</p>
<p>L&#8217;atto porta la firma della &#8220;Gestoil   Srl, società in liquidazione, già Umbria Olii&#8221;. L&#8217;azienda, secondo le   prime informazioni, sarebbe rappresentata legalmente dallo stesso Giorgio Del   Papa che alla Umbria Olii, nei mesi scorsi, aveva lasciato il testimone a un   suo ex collaboratore, Sergio Montano. La Umbria Olii, dopo quel passaggio di   consegne, era diventata Umbria Olii international, pur mantenendo la   denominazione di società per azioni ma con una sede legale diversa,   geograficamente collocata fuori dall&#8217;Umbria.</p>
<p>Se i nuovi cambiamenti restano ancora da   decifrare, appare tuttavia evidente che l&#8217;ennesima novità, soprattutto per   quanto concerne la messa in liquidazione della società, potrebbe avere ripercussioni   nel caso in cui l&#8217;esito processuale si rivelasse sfavorevole a Del Papa.</p>
<p>Simili vicende impoveriscono il tessuto   della giustizia italiana e ledono l&#8217;anima della democrazia.</p>
<p>In questi giorni tanti lavoratori sono   protagonisti di atti estremi di protesta per porre l&#8217;attenzione sulle  loro condizioni difficili e disperate.</p>
<p>I lavoratori e le lavoratrici italiani non   chiedono altro che lavorare e poterlo fare    in condizioni dignitose.</p>
<p>Recentemente il governo Berlusconi ha approvato   il decreto correttivo del 3 Agosto 2009 n.106 che riduce la libertà delle   classi lavoratrici, favorendo di gran lunga gli imprenditori e consentendo   loro in caso di infortuni o di morti, di spostare la responsabilità su altre   figure e che colpisce rovinosamente la persona dei rappresentanti per la   sicurezza dei lavoratori che già come Dante De Angelis e Salvatore Palumbo   pagano a caro prezzo la difesa della sicurezza dei lavoratori.</p>
<p>Con diversi e pericolosi articoli, questo   decreto, firmato dal Presidente Napolitano sancisce la piena libertà degli   imprenditori di sfuggire alle proprie responsabilità e a vedere sempre più   svilita la vita e la dignità del singolo lavoratore.</p>
<p>In questa grigia e drammatica realtà non   siamo assolutamente rallegrati dai dati Inail, che parlano di calo di vittime   sul lavoro, non tenendo conto del lavoro sommerso e dell&#8217;aumento di morti di   lavoratori immigrati, spesso non regolarizzati e penalizzati, proprio perché   stranieri.</p>
<p>Come cittadini italiani, come lavoratori,   come donne e uomini, ci stringiamo a tutti i parenti delle vittime sul   lavoro, a tutti coloro che lottano per la sicurezza nei posti di lavoro, per   una vita dignitosa e a chiunque creda che lottando uniti si possa abbattere   il muro omertoso e indifferente di chi per il mero profitto calpesta lo stato   sociale, affossando la verità e la giustizia.<img class="aligncenter" src="http://www.umbriaclick.it/public/campello-disastr.jpg" alt="" width="400" height="279" /></p>
<p>Il 14 Settembre è la ricorrenza della   nascita di Giuseppe Coletti e noi che portiamo il suo nome vogliamo   ricordarlo con questo comunicato, ricordando a tutta l’opinione pubblica che   dopo 3 anni non è ancora stata fatta giustizia a queste 4 persone morte   lavorando.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.flickr.com/photos/14134972@N04/2736131198/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3083/2735304403_8b9257e227.jpg" alt="" width="400" height="299" /></a><p class="wp-caption-text">Andrea e Lorena. &#34;Giorgio del Papa, quanto vale una vita?&#34; e poi &#34;Un lavoro per vivere, non per morire&#34; </p></div>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#ff9900;">Il Comitato Giuseppe Coletti, segna un   prossimo appuntamento a Campello (con data da definire) perché non si   dimentichi la sua morte e degli altri 3 operai e perché che chi ne ha le mani   insanguinate non rimanga impunito.</span></p>
<p align="right"><span style="color:#800080;"><strong>COMITATO GIUSEPPE   COLETTI</strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Inizia l'anno: sgomberi e stragi sul lavoro...]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/09/01/inizia-lanno-sgomberi-e-stragi-sul-lavoro/</link>
<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 12:16:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[INIZIA L&#8217;ANNO. OGGI E&#8217; 1° SETTEMBRE E CI SIAMO SVEGLIATI CON DUE SGOMBERI&#8230; SARA]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>INIZIA L&#8217;ANNO. OGGI E&#8217; 1° SETTEMBRE E CI SIAMO SVEGLIATI CON DUE SGOMBERI&#8230; SARA&#8217; UN AUTUNNO MOLTO LUNGO</strong></p>
<p>Stamattina alle 6.30 un immenso spiegamento delle forze dell&#8217;ordine ha iniziato lo sgombero di una delle occupazioni più numerose della città, quella di Regina Elena. <span style="text-decoration:underline;">Scadeva oggi la proroga per la sospensione degli sfratti</span>. Le persone sono state caricate su dei pullman dell&#8217;atac per destinazioni ignote. Diverse persone stanno facendo resistenza per capire proprio la destinazione degli occupanti e delle occupanti.</p>
<div id="attachment_3300" class="wp-caption alignright" style="width: 500px"><a rel="attachment wp-att-3300" href="http://baruda.net/2009/09/01/inizia-lanno-sgomberi-e-stragi-sul-lavoro/dsc_0007/"><img class="size-full wp-image-3300 " title="DSC_0007" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/09/dsc_0007.jpg" alt="Foto di Valentina Perniciaro _Regina Elena Occupato_" width="490" height="328" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Valentina Perniciaro _Regina Elena Occupato_</p></div>
<p><a href="http://www.autistici.org/ondarossa/archivio/casa/090901_sgomberoReginaElena4.mp3">QUI</a> la corrispondenza di Radio Onda Rossa</p>
<p>Dall&#8217;ADNKronos invece prendiamo quest&#8217;altra bella notizia proveniente da Genova: <em>Sgomberata la villa in salita Li Gobbi, a Genova, occupata abusivamente da un gruppo di anarchici. Questa mattina, intorno alle 5.45, la digos ha fatto irruzione nell&#8217;edificio, proprietà dell&#8217;istituto Brignole. Erano presenti sette persone, di età tra i 25 e i 35 anni, tra cui uno spagnolo e due francesi. Sono stati tutti denunciati a piede libero per violazione dell&#8217;articolo 633 del codice penale, che comporta reclusione fino a due anni e multa fino a un migliaio di euro. Per lo stesso reato sono stati denunciati altri otto giovani, non presenti nell&#8217;edificio al momento dell&#8217;arrivo della polizia ma, secondo gli accertamenti della digos, frequentatori abituali della villa. Tra i 15 denunciati, alcuni dei giovani già denunciati per offese e minacce agli alpini in servizio di sicurezza a Genova, e l&#8217;anarchico spagnolo che il 28 maggio scorso aveva insultato e aggredito il ministro della Difesa Ignazio La Russa in vista nel centro storico genovese. La villa di salita Li Gobbi, costituita da piano terra, due piani soprastanti e giardino, situata in una zona di pregio, era occupata dal 30 luglio scorso</em></p>
<p><strong>PER CAMBIARE ARGOMENTO MA PER RENDERCI SEMPRE CONTO DI COME E&#8217; INIZIATO BENE QUESTO MESE, ALCUNE AGENZIE PRESE SOLO NELLA MATTINATA, COSì, COME ANTIPASTO IN ATTESA DELLA FINE DELL&#8217;ULTIMO TURNO DI LAVORO</strong>:</p>
<div id="attachment_3301" class="wp-caption alignleft" style="width: 430px"><a rel="attachment wp-att-3301" href="http://baruda.net/2009/09/01/inizia-lanno-sgomberi-e-stragi-sul-lavoro/dsc_0120/"><img class="size-full wp-image-3301  " title="DSC_0120" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/09/dsc_0120.jpg" alt="Foto di Valentina Perniciaro _Per la casa, sotto al Campidoglio_" width="420" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Valentina Perniciaro _Per la casa, sotto al Campidoglio_</p></div>
<p>1- Un operaio di 36 anni e&#8217; morto schiacciato mentre era al lavoro in una marmeria alla periferia di Grottaglie (Ta). L&#8217;infortunio e&#8217; avvenuto poco fa nel laboratorio dell&#8217;azienda, e vano e&#8217; stato l&#8217;intervento di alcuni compagni di lavoro. Sul posto sono al lavoro i carabinieri ed i Vigili del Fuoco che stanno accertando le circostanze della disgrazia.</p>
<p> </p>
<p>2- Un operaio e&#8217; morto cadendo da una tettoia a Serino, nell&#8217;avelinese. Il fatto e&#8217; accaduto questa mattina intorno alle 7.20 all&#8217;interno di un&#8217;azienda agricola per la produzione e il commercio di castagne, la cui sede e&#8217; situata in via Salvatore Pescatore. A perdere la vita, Donato Trombetta, 50 anni, che collabora con quell&#8217;azienda da circa 30 anni. L&#8217;uomo era impegnato nella rimozione della copertura in lamiera di una tettoia per il ricovero degli attrezzi, e si era arrampicato fin sopra questa tettoia con un muletto. Da una altezza di circa 5 metri ha iniziato le operazioni di rimozione dei pannelli con il solo uso di una chiave inglese. Trombetta pero&#8217; ha perso l&#8217;equilibrio, cadendo e battendo il capo sul basamento di cemento sottostante la tettoia. Soccorso subito dall&#8217;unico altro operaio che si trovava in azienda gia&#8217; a quell&#8217;ora, e&#8217; stato portato in auto al pronto soccorso dell&#8217;ospedale Landolfi di Solofra, ma i medici non hanno potuto che diagnosticarne la morte per sfondamento della base cranica.</p>
<p>3-  Infortunio mortale sul lavoro, stamane, a Lunano. Un UOMO di 79 anni, Aldo Carlotti, è stato colpito al torace dalla pala meccanica che in quel momento era azionata dal figlio Giorgio, impegnato in un lavoro di contenimento di un muro. L&#8217;urto ha gettato violentemente a terra l&#8217;anziano che, soccorso, è morto poco dopo il ricovero all&#8217;ospedale. Disperato il figlio, che è stato ascoltato dai carabinieri intervenuti sul posto insieme agli ispettori del lavoro e dell&#8217;Asur</p>
<p>4-Un operaio che stava lavorando nel cantiere della metro C, in via Teano, è rimasto ferito in modo lieve dopo essere caduto in una buca. È successo intorno alle 12. L&#8217;uomo è stato soccorso dai vigili del fuoco che si sono calati utilizzando una gru presente nel cantiere. Nella caduta l&#8217;operaio si è rotto una spalla.</p>
<p> </p>
<p><strong>L&#8217;ODIO NON SARA&#8217; MAI ABBASTANZA </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Tenerife: infarto sul lavoro, il "sin papel" viene lasciato morire]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/08/13/tenerife-infarto-sul-lavoro-il-sin-papel-viene-lasciato-morire/</link>
<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 08:49:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[I fatti risalgono al 25 luglio scorso ma la notizia è uscita solamente due giorni fa sulla carta sta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>I fatti risalgono al 25 luglio scorso ma la notizia è uscita solamente due giorni fa sulla carta stampata spagnola, per fare poi rapidamente il giro della rete. Una notizia che viene dall’arcipelago spagnolo delle Canarie, in una località turistica nella zona settentrionale di Tenerife, ma che abbiamo sentito tante volte nel nostro paese e grazie alle nuovi leggi sull’immigrazione e all’introduzione del reato di clandestinità sentiremo con frequenza quotidiana. <a rel="attachment wp-att-3132" href="http://baruda.net/2009/08/13/tenerife-infarto-sul-lavoro-il-sin-papel-viene-lasciato-morire/000081a_hb_p_005-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-3132" title="000081a_hb_p_005" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/08/000081a_hb_p_0051.jpg" alt="000081a_hb_p_005" width="295" height="239" /></a>Un malore sul posto di lavoro: Luis Beltràn Larrosa, 56enne uruguaiano “sin papel”, che lavorava in nero in un bar sulla spiaggia dell’isola si sente male durante il suo turno. Il titolare del bar, ex funzionario di polizia, pensa bene di prenderlo di peso, portarlo fuori, spogliarlo della sua tuta di lavoro e abbandonarlo lì, in mezzo alla strada.  E’ stato un vicino a chiamare l’ambulanza, arrivata ormai quando il lavoratore irregolare era ormai spirato. Lo stesso che ha poi raccontato di aver visto il titolare del locale svestirlo dei suoi abiti di lavoro e abbandonarlo lì senza chiamare i soccorsi.  All’arrivo della Guardia Civil l’uomo ha dichiarato di aver portato Larrosa fuori solo per farlo respirare meglio, e di aver aspettato con lui i soccorsi. Intanto, su denuncia del figlio, la notizia è venuta alla luce, in attesa dell’autopsia dell’ennesimo lavoratore fantasma, morto invisibile.<br />
(Valentina Perniciaro, <a href="http://altronline.it/node/665">altronline</a>)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La classe operaia non va in paradiso‏]]></title>
<link>http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2009/08/11/la-classe-operaia-non-va-in-paradiso%e2%80%8f/</link>
<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 09:24:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>laconoscenzarendeliberi</dc:creator>
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<description><![CDATA[In base alle stime ufficiali, fornite dall’Inail, il triste bilancio delle vittime sul lavoro in Ita]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;"><a href="http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/files/2009/08/image002.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2767" title="image002" src="http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/files/2009/08/image002.jpg" alt="image002" width="284" height="320" /></a>In base alle stime ufficiali, fornite dall’</span><a href="http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">Inail</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">, il triste bilancio delle vittime sul lavoro in Italia nel 2008 si è fermato per la prima volta sotto la soglia dei 1200. Un dato apparentemente confortante, che viene vantato dal governo come se fosse un successo. Comunque, l’anno scorso il numero dei morti sul lavoro è sceso a 1.120, cioè al livello più basso dal lontano 1951. Nel </span><a href="http://www.inail.it/repository/ContentManagement/information/N584700625/RappAnnuale2008%28mod%29.pdf" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">Rapporto 2008</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">, l’Inail segnala 874.940 incidenti sul lavoro e 1.120 infortuni mortali, la metà dei quali si è verificata sulle strade. Quindi, nel 2008 i morti sul lavoro sono calati del 7,2 per cento. In realtà, in questo calcolo percentuale, già di per sé inquietante, affiora un ulteriore motivo di preoccupazione: i </span><a href="http://www.istitutosanti.org/immigra/tuttiidiritti/lavstranieri_inail.asp" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">lavoratori stranieri</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;"> che si sono infortunati sul lavoro, essendo notevolmente più esposti al rischio infortunistico, sono aumentati del 2 per cento. Dunque, si riducono gli infortuni per i lavoratori in generale, ma tendono a risalire per i </span><a href="http://www.loccidentale.it/articolo/inail.+calano+gli+infortuni+sul+lavoro,+ma+non+per+i+lavoratori+stranieri.0073901" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">lavoratori stranieri</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">.</span> <span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">Inoltre, nonostante la lieve flessione registrata nel 2008, tuttavia il nostro Paese continua ad accusare un numero di morti sul lavoro più elevato rispetto alle altre nazioni europee in termini sia assoluti che relativi. E questo solo per attenerci alle cifre ufficiali. Infatti, non dimentichiamo che l’Italia è il paese del lavoro nero, del record di evasione fiscale, dell’economia sommersa, della mafia e dell’illegalità diffusa.</span></p>
<p style="background:white none repeat scroll 0 0;text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">A proposito di decessi sul lavoro non sarebbe fuori luogo sollecitare un’opportuna riflessione, ossia un’operazione di aggiornamento linguistico. Anziché parlare di </span><a href="http://www.articolo21.info/7739/notizia/non-chiamiamole-piu-morti.html" target="_blank"><em><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">“morti bianche”</span></em></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;"> (un’espressione che designava le morti in culla, ovvero le morti prive di colpa, che implicano un richiamo al destino, al fato, un riferimento più o meno esplicito a circostanze casuali e a tragiche fatalità) è senza dubbio più corretto e appropriato usare la definizione di “<em><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">omicidi bianchi”</span></em>, dal momento che le responsabilità esistono sempre e sono sempre individuabili e perseguibili, almeno dovrebbero esserlo. Così come sono sempre individuabili ed eliminabili i motivi che sono all’origine di quelle morti. </span></p>
<p style="background:white none repeat scroll 0 0;text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">Dunque, in Italia le </span><a href="http://www.inviatospeciale.com/2009/06/altre-stragi-sul-lavoro/" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">stragi sul lavoro</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;"> costituiscono una vera e propria emergenza, malgrado ci si ostini a sottovalutarne l’effettiva portata e la drammaticità, sebbene le </span><a href="http://www.politicalive.com/omicidi-bianchi-sul-lavoro-altro-che-emergenza-sicurezza-1407.html" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">priorità</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;"> nell’agenda del governo siano altre, come pure quelle dell’opposizione, nonostante vengano artatamente falsificate le statistiche a scopo di mera propaganda, benché i mass-media ufficiali continuino ad omettere i dati reali di un </span><a href="http://www.articolo21.info/7806/notizia/morti-sul-lavoro-quota-mille.html" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">bollettino quotidiano</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;"> che assomiglia sempre più ad un </span><a href="http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&#38;_pageLabel=PAGE_SALASTAMPA&#38;nextPage=News_prima_pagina/2008/Infortuni/info-598367173.jsp" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">bollettino di guerra</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">. Infatti, dall’inizio del corrente anno il macabro bilancio degli </span><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/10/13/omicidi-bianchi/" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">omicidi bianchi</span></a> <span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">ha raggiunto quota 500. La media quotidiana di </span><a href="http://www.articolo21.info/5377/editoriale/quanti-morti-sul-lavoro-dovremo-ancora-contare.html" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">3/4 vittime</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;"> provocate dallo sfruttamento capitalistico, segnala l&#8217;idea della <em><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">&#8220;severità&#8221;</span></em> delle norme vigenti e dell&#8217;<em><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">&#8220;inflessibilità&#8221;</span></em> della loro applicazione e dei controlli ispettivi. Se non si fosse capito, stavo facendo dell’ironia. Intanto, gli operai continuano a </span><a href="http://ilpopolosovrano.splinder.com/tag/morti+su+lavoro" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">crepare</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;"> nelle fabbriche, nelle officine, nei cantieri edili, negli ambienti di lavoro,  nei luoghi (malsani e insicuri) dello sfruttamento economico, mentre nessun <em><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;font-style:normal;">governo</span></em><em><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">,</span></em> nessun <em><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;font-style:normal;">partito</span></em><em><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">,</span></em> nessun <em><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;font-style:normal;">sindacato</span></em> può assolutamente intervenire, ammettendo la propria <em><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;font-style:normal;">impotenza</span></em><em><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;"> </span></em>e dichiarando il proprio fallimento.</span></p>
<p style="background:white none repeat scroll 0 0;text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">A questo punto apro una breve parentesi per ricordare un celebre film d’autore del 1971, </span><a href="http://www.geocities.com/mrsalzano/classe.htm" target="_blank"><em><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">“La classe operaia va in paradiso”</span></em></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">. Si tratta di uno straordinario capolavoro del cinema militante e politicamente impegnato, diretto dal regista </span><a href="http://www.eliopetri.org/" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">Elio Petri</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;"> ed interpretato dall’indimenticabile </span><a href="http://www.gianmariavolonte.it/" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">Gian Maria Volonté</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">, nei panni dell’operaio milanese </span><a href="http://www.cinemaesessantotto.it/?page_id=115" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">Lulù Massa</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">. Il quale si presenta inizialmente come un fenomenale campione del cottimo, un vero stakanovista della catena di montaggio, ma improvvisamente subisce un incidente che gli procura la netta amputazione di un dito. Sarà in seguito a questo infortunio sul lavoro che l’operaio Massa ritroverà la sua coscienza di classe, acquisendo la consapevolezza della sua condizione di proletario sfruttato ed inizia a lottare con rabbia e determinazione contro il sistema alienante ed oppressivo della fabbrica.</span></p>
<p style="background:white none repeat scroll 0 0;text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">Ebbene, negli ultimi mesi, sia all’estero (soprattutto in </span><a href="http://www.corriere.it/esteri/09_aprile_08/francia_manager_britannici_sequestrati_operai_73829e6c-2428-11de-a75a-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">Francia</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">) che in </span><a href="http://www.infoaut.org/articolo/gli-operai-in-lotta-da-mesi-contestano-la-voce-del-padrone" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">Italia</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">, gli </span><a href="http://www.spartacist.org/italiano/spo/71/capitalista.html" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">effetti destabilizzanti</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;"> della recessione economica internazionale hanno spinto molti operai, esposti all’incombente minaccia dei licenziamenti, a ribellarsi e ad intraprendere </span><a href="http://www.infoaut.org/articolo/lultima-minaccia-degli-operai-francesi-far-saltare-la-fabbrica" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">forme estreme di protesta</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">, prima impensabili e sconosciute. C’è l’operaio che tenta drammaticamente il suicidio perché non riesce più ad arrivare alla fine del mese, se non proprio alla metà del mese, ma ci sono anche numerosi casi di lavoratori che scelgono di resistere e </span><a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_agosto_5/innse_operai_gru_milano-1601637271627.shtml?fr=box_primopiano" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">lottano strenuamente</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;"> contro i licenziamenti, contro la disoccupazione e contro la crisi, che i padroni tentano di far pagare alla classe operaia, come sempre. </span></p>
<p style="background:white none repeat scroll 0 0;text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">Detto ciò, espongo in breve un ragionamento di ordine personale, quasi intimistico. Io faccio l’insegnante, per cui appartengo economicamente e socialmente alla </span><a href="http://www.pensando.it/public/post/sulla-nuova-borghesia-proletaria-11.asp" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">piccola borghesia</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;"> cosiddetta <em><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">&#8220;intellettuale&#8221; </span></em><em><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;font-style:normal;">(si fa per dire)</span></em><em><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">. </span></em>Ora, sebbene io non sia un operaio (lo sono stato, avendo lavorato per qualche mese in alcune industrie prima di entrare nella scuola, per cui ho sperimentato di persona gli effetti dello sfruttamento materiale e del sistema alienante e repressivo imposto in fabbrica), tuttavia mi considero una sorta di <em><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">&#8220;proletario&#8221;</span></em> del </span><a href="http://www.criminologia.it/scuola/scuola_azienda_fattore_criminogeno.htm" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">sistema aziendale dell&#8217;istruzione</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">, un bene immateriale ridotto a<em><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;"> </span></em><em><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;font-style:normal;">merce</span></em><em><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">.</span></em> Da svendere e consumare, ossia alienare e mortificare.</span></p>
<p style="background:white none repeat scroll 0 0;text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">In ogni caso, anche se fossi stato un impiegato di banca, un medico, un avvocato o un altro professionista, avrei sicuramente espresso la mia </span><a href="http://www.slaicobasmilano.org/solidarieta_slaipom.htm" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">solidarietà</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;"> morale e politica verso le iniziative di lotta e resistenza intraprese negli ultimi tempi da gruppi di </span><a href="http://falcee.blogs.it/2009/04/24/24-aprile-2009-gli-operai-in-lotta-in-europa-e-l-italia-5999195/" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">operai ribelli</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">, perciò perseguitati, in molte fabbriche, soprattutto del gruppo Fiat. Si pensi ad esempio agli operai in lotta a </span><a href="http://www.proletaria.it/index.php/proletaria/Articolo-1/Occupazione/Corteo-degli-operai-della-Fiat-di-Pomigliano-d-Arco" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">Pomigliano D’Arco</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">, ai lavoratori licenziati dalla </span><a href="http://www.fiom.cgil.it/auto/fiat/sata/default.htm" target="_blank"><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;color:windowtext;">Fiat Sata di Melfi</span></a><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">, ai lavoratori che si sono autonomamente organizzati e per questo sono sottoposti all&#8217;ennesimo tentativo di criminalizzazione e a un duro attacco repressivo  portato dal sistema mafioso della Fiat e dallo Stato italiano suo complice da sempre. Io ho sempre manifestato la mia simpatia e vicinanza ideologica nei confronti delle lotte condotte dalla classe operaia in ogni tempo e ogni angolo del pianeta. Da sincero e convinto operaista, ribadisco la mia piena solidarietà morale e politica nei riguardi degli operai vittime sul lavoro, vittime dell’ennesimo inganno, dell&#8217;ennesima menzogna e dell’ennesima mistificazione perpetrata da governo e sindacati.</span></p>
<p><strong><span style="font-family:'Trebuchet MS',sans-serif;">Lucio Garofalo</span></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Umbria Olii: lettera aperta di Lorena Coletti ]]></title>
<link>http://jabez65.com/2009/07/28/umbria-olii-lettera-aperta-di-lorena-coletti/</link>
<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 20:27:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>jabez65</dc:creator>
<guid>http://jabez65.com/2009/07/28/umbria-olii-lettera-aperta-di-lorena-coletti/</guid>
<description><![CDATA[Sono Lorena Coletti sorella di una delle vittime della strage della Umbria Olii. Il 25 novembre 2006]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sono <strong>Lorena Coletti </strong>sorella di una delle vittime della strage della <strong><span style="color:#ff0000;">Umbria Olii</span></strong>.<br />
Il <strong>25 novembre 2006</strong> quattro uomini si alzarono e partirono per andare al lavoro per guadagnarsi da vivere.<br />
Era di sabato, il lavoro lo avevano iniziato il martedì, dovevano installare delle passerelle sopra a dei silos.<br />
<strong>In quei silos c&#8217;era gas Esano, gas molto infiammabile, questo poiché nessuno aveva fatto una bonifica di questi silos.</strong></p>
<p>Verso le 13 di quel maledetto giorno una <strong>enorme esplosione</strong> avvenne.<br />
Venni a sapere della notizia solamente la sera molto tardi.<!--more--><br />
La moglie che lo aspettava per il pranzo non vedendolo tornare fece un giro di telefonate verso i suoi colleghi, ma fu un vano tentativo, perchè non ottenne nessuna risposta.<br />
Fino a che non telefonò alla moglie del datore di lavoro che gli diede la notizia.<br />
<strong>Giuseppe Coletti </strong>mio fratello, <strong>Maurizio Manili </strong>datore di lavoro,V<strong>ladimir Thode </strong>e <strong>Tullio Mottini</strong> erano morti nell&#8217;espolsione.<br />
Unico sopravvissuto <strong>Dimiri Claudio</strong>.<br />
Il proprietario della <strong><span style="color:#ff0000;">Umbria Olii</span></strong> fu indagato e rinviato a giudizio con l&#8217; accusa di omicidio plurimo con l&#8217; aggravante della colpa cosciente e della previsione dell&#8217;evento.<br />
Secondo l&#8217; accusa <span style="color:#ff0000;"><strong>Del Papa</strong> </span>avrebbe dovuto avvertire i lavoratori della ditta Manili, della pericolosità delle sostanze contenute nei serbatoi dove non era mai stata fatta la bonifica.<br />
Un omissione che sarebbe secondo i giudici e i periti dell&#8217;accusa, alla base dell&#8217;incidente causato dall&#8217;utilizzo di una fiamma ossidrica per terminare i lavori sulla superficie metallica dei silos.<br />
Il <strong>24 novembre</strong> prossimo doveva iniziare il processo penale, ma <strong><span style="color:#ff0000;">Giorgio Del Papa</span></strong> e la sua difesa impugna il tutto facendo ricorso in <strong>Cassazione.</strong><br />
<strong>Oggi apprendo la notizia dal mio avvocato che la cassazione decide a ottobre sul rinvio a giudizio penale.</strong><br />
Ma <strong><span style="color:#ff0000;">per la seconda volta</span></strong> viene alla mia famiglia fatta un&#8217; altra richiesta di risarcimento.<br />
<strong>Sono passati quasi <span style="color:#ffff00;">tre anni</span>, e l&#8217; anno scorso ci fu la prima richiesta: di oltre <span style="color:#ff0000;">35 milioni</span></strong><strong> di euro.</strong></p>
<p><strong>Ora mi chiedo se anche quest&#8217;anno la cifra sia sempre quella oppure, se hanno messo a conto anche gli interessi, visto il tempo che è passato.</strong><br />
<strong>Sottolineo che a mio fratello Giuseppe Coletti <span style="color:#ffff00;">e&#8217; stata stroncata la vita</span>, e a Giorgio Del Papa non è stato neanche dato un giorno di carcere e tanto meno di arresti domiciliari.</strong></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#800000;"><strong>Questa e&#8217; la giustizia Italiana!!!!!</strong></span></p>
<p>In tre anni mio fratello e&#8217; stato ucciso diverse volte <strong>ora dico</strong> <strong>basta</strong>.<br />
Degli operai che partono la mattina per fare il loro dovere, per mantenere la famiglia e fare una vita onesta e dignitosa, non meritano di morire.<br />
Come non meritano che la loro <strong>dignità</strong> venga <strong>calpestata</strong> da assurde richieste di risarcimento, mandate da chi li ha uccisi .<br />
<strong>Non lo permetto.</strong><br />
Mi chiedo come un uomo se si può chiamare uomo, abbia il coraggio di alzarsi la mattina e di specchiarsi con quattro morti che pendono sopra la sua testa.<br />
E&#8217; una cosa che mi fa venire i brividi solo a pensarci, mi chiedo se ha un cuore o al suo posto una pietra.<br />
Vorrei che lui sapesse che l<strong>a vita di quattro persone vale molto più </strong>di qualsiasi cifra che lui chiede.</p>
<p>Ma il peggio di tutto e&#8217; che e&#8217; ancora libero e che lo stato Italiano gli permette di fare queste cose.<br />
<strong>Chiedo inoltre di poter incontrare il Presidente della Repubblica per poter parlare personalmente con lui.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Umbria Olii: La nuova vergognosa mossa di Giorgio del Papa]]></title>
<link>http://jabez65.com/2009/07/28/umbria-olii-la-nuova-vergognosa-mossa-di-giorgio-del-papa/</link>
<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 14:12:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>jabez65</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cara Lorena, non ho parole per esprimerti tutta la sofferenza che provo nel leggere quanto mi hai in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Cara Lorena, non ho parole per esprimerti tutta la sofferenza che provo nel leggere quanto mi hai inviato. Spero solo che qualcheduno con più &#8220;potere&#8221; o visibilità di quanta te ne posso offrire io decida di prendersi cura della vostra civile battaglia, perchè non è possibile continuare a vedervi calpestare in questo modo indegno e vergognoso.</p>
<p>Ti voglio bene, ti sono vicino e rimango a tua disposizione per qualsiasi necessità. Coraggio!</p>
<p>Ricevo e volentieri pubblico:</p>
<p><span style="color:#ff6600;"><em><img class="alignleft" src="http://tuttoggi.info/media/images/1419/umbria_olii_anniversario_7.jpg" alt="" width="225" height="168" />Caro Roberto, come promesso, eccomi qua e ho occasione per dirti che di nuovo  Giorgio Del Papa ci ha fatto un altra delle sue bastardate.<br />
Ti allego  l&#8217;articolo del messaggero locale, così quando puoi lo pubblichi nel  blog.<br />
Saluti<br />
Lorena</em></span></p>
<p><span style="color:#ff6600;"><em><br />
</em></span></p>
<p>Articolo del Messaggero 25/07/2009 &#8211; Cronaca  locale<br />
di <span style="color:#ff6600;">ILARIA  BOSI</span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/cronaca/esplosione-perugia/esplosione-perugia/ansa_9285835_20150.jpg" alt="" width="200" height="142" />Quattro lavoratori di una ditta esterna morirono  carbonizzati nel piazzale della sua azienda mentre effettuavano interventi di  manutenzione: ora, dopo mesi di apparente silenzio, <span style="color:#ffff00;">Giorgio Del Papa</span> torna di  nuovo all&#8217;attacco. Rinviato a giudizio per la strage, con accuse che vanno  dall&#8217;omicidio colposo plurimo, con l&#8217;aggravante della colpa cosciente,  all&#8217;omissione dolosa dei mezzi di prevenzione, l&#8217;imprenditore di <span style="color:#ffff00;">Campello</span>, pur  presentandosi con un nuovo biglietto da visita, punta sostanzialmente ad  avanzare una nuova richiesta di risarcimento danni ai familiari delle vittime  della sciagura e all&#8217;unico sopravvissuto. L&#8217;atto di riassunzione del  procedimento civile, che era decaduto dopo l&#8217;ordinanza di annullamento della  perizia tecnica su cui si basava la prima istanza di risarcimento (<span style="color:#ffff00;">quantificato  in oltre 35 milioni di euro</span>) è stato infatti notificato ieri alle parti in  causa. La vicenda civile della <span style="color:#ffff00;">Umbria Olii</span>, che tanto clamore aveva suscitato  proprio in virtù della singolare pretesa risarcitoria, torna quindi di  attualità: <!--more-->già, perché il solo fatto che, mentre non è ancora iniziato il  processo a suo carico, l&#8217;imprenditore abbia deciso di promuovere nuovamente un  procedimento civile, lascia ipotizzare che non sia venuta meno l&#8217;intenzione di  presentare il conto delle macerie ai familiari delle vittime.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://www.dazebao.org/news/images/stories/archivio31/del-papa.jpg" alt="Giorgio Del Papa" width="300" height="227" /><p class="wp-caption-text">Giorgio Del Papa</p></div>
<p>Ma l&#8217;aspetto  singolare non è soltanto questo, che piuttosto rappresenta un film già visto e  che lo scorso anno si tirò dietro un coro d&#8217;indignazione e comunque di stupore  che attraversò l&#8217;Italia intera. <span style="color:#ffff00;">Ora la vicenda presenta un ulteriore spunto di  novità: a promuovere la nuova azione civile, infatti, non è più la Umbria Olii  Spa, ma un&#8217;altra azienda, di cui per ora si sa ben poco. L&#8217;atto porta la firma  della &#8220;Gestoil Srl, società in liquidazione, già Umbria Olii</span>&#8220;. L&#8217;azienda,  secondo le prime informazioni, sarebbe rappresentata legalmente dallo stesso  Giorgio Del Papa che alla Umbria Olii, nei mesi scorsi, aveva lasciato il  testimone a un suo ex collaboratore, <span style="color:#ffff00;">Sergio Montano.</span> La Umbria Olii, dopo quel  passaggio di consegne, era diventata <span style="color:#ffff00;">Umbria Olii international</span>, pur mantenendo  la denominazione di società per azioni ma con una sede legale diversa,  geograficamente collocata fuori dall&#8217;Umbria. <strong>Se i nuovi cambiamenti restano  ancora da decifrare, appare tuttavia evidente che l&#8217;ennesima novità, soprattutto  per quanto concerne la messa in liquidazione della società, potrebbe avere  ripercussioni nel caso in cui l&#8217;esito processuale si rivelasse sfavorevole a Del  Papa</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.agenziami.it/thumb/360/310/1893/jpg/965/" alt="" width="260" height="310" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stato dei funerali]]></title>
<link>http://finoallafine.wordpress.com/2009/07/16/stato-dei-funerali/</link>
<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 21:41:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hiro Protagonist</dc:creator>
<guid>http://finoallafine.wordpress.com/2009/07/16/stato-dei-funerali/</guid>
<description><![CDATA[rientro della salma del militare morto in Afghanistan. penso al dolore dei genitori, delle sorelle, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><span style="color:#003366;">rientro della salma del militare morto in Afghanistan.</span></h3>
<h3><span style="color:#003366;">penso al dolore dei genitori, delle sorelle, insomma, le solite umane cose, e ne rimango colpito umanamente.</span></h3>
<h3><span style="color:#003366;">quel ragazzo stava svolgendo il suo lavoro di militare in un paese in guerra, andava in giro armato, in autoblindo pronti al fuoco.</span></h3>
<h3><span style="color:#003366;">in guerra si viene uccisi, brutto, ma è così.</span></h3>
<h3><span style="color:#003366;">ora, e ogni tanto un po&#8217; di retorica me la voglio concedere, un operaio, un contadino, una badante, vanno a lavorare con la loro moto, l&#8217;auto, la metropolitana. </span></h3>
<h3><span style="color:#003366;">ci vanno per mantenere probabilmente una famiglia, hanno anche loro dei figli, dei genitori, e anche se non avessero nessuno, stanno andando a lavorare, una cosa che ti alzi al mattino e dovresti tornare a casa la sera.</span></h3>
<h3><span style="color:#003366;">non per tutti è così; i dati <a href="http://lombardia.indymedia.org/node/12229">Indymedia</a> riportano per il solo mese di luglio 2009, 8 persone morte mentre lavoravano, morte per cause di lavoro, caduti da un&#8217;impalcatura, travolti da un trattore, soffocati da gas dell&#8217;autocisterna che pulivano.</span></h3>
<h3><span style="color:#003366;">queste persone non andavano in guerra, non erano armati, non erano in autoblindo, non erano circondati da soldati nemici, non c&#8217;erano mine anticarro per strada.</span></h3>
<h3><span style="color:#003366;">trafiletti sui giornali, breve notizia ai telegiornali, il papa che prega per loro e spera che non succedano più cose del genere.</span></h3>
<h3><span style="color:#003366;">poi il silenzio. </span></h3>
<h3><span style="color:#003366;">il ministro della difesa probabilmente farà una verifica delle regole di ingaggio e delle armi in dotazione. più che giusto, direi, visto che si parla di zona di guerra e che il ministro deve difendere i soldati italiani.</span></h3>
<h3><span style="color:#003366;">ma la stessa cosa per i morti sul lavoro, mentre portavano a casa la pagnotta, non dovrebbero farla il ministro del lavoro e il ministro della famiglia?</span></h3>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Due operai morti soli e lasciati appesi per due ore...nel bel paese]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/06/29/due-operai-morti-soli-e-lasciati-appesi-per-due-ore-nel-bel-paese/</link>
<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 18:22:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/06/29/due-operai-morti-soli-e-lasciati-appesi-per-due-ore-nel-bel-paese/</guid>
<description><![CDATA[Sono stati due ore appesi sopra la piattaforma mobile sulla quale stavano lavorando. I corpi erano r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="font:12px Helvetica;margin:0;">Sono stati due ore appesi sopra la piattaforma mobile sulla quale stavano lavorando. <a rel="attachment wp-att-2901" href="http://baruda.net/2009/06/29/due-operai-morti-soli-e-lasciati-appesi-per-due-ore-nel-bel-paese/centro2/"><img class="alignright size-full wp-image-2901" title="centro2" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/06/centro2.jpg" alt="centro2" width="354" height="296" /></a></p>
<p style="font:12px Helvetica;margin:0;">I corpi erano riversi nel cestello elevatore a 6 metri d&#8217;altezza e a dare l&#8217;allarme è stato un contadino alla guida di un trattore, che li ha visti.</p>
<p style="font:12px Helvetica;margin:0;">La dinamica dell&#8217;incidente mortale è tremenda.</p>
<p style="font:12px Helvetica;margin:0;">Dopo la pausa pranzo i due trentenni, entrambi romeni e residenti a Broni (PV), sono saliti nuovamente sul cestello elevatore manovrato da una piattaforma: erano impegnati nella ristrutturazione di un tetto di una cascina. </p>
<p style="font:12px Helvetica;margin:0;">La piattaforma deve aver urtato i cavi dell&#8217;alta tensione e la violentissima scarica ha ucciso entrambi gli operai, probabilmente sul colpo. L&#8217;ora dell&#8217;incidente è stata ricostruita proprio in base alla corrente elettrica che proprio alle 13,30 è saltata in tutta la zona: la corrente viene ripristinata immediatamente, senza che scatti alcun allarme, probabilmente perchè il peso dei due corpi e la scarica aveva spostato il cestello dai cavi.</p>
<p style="font:12px Helvetica;margin:0;">Altri due operai uccisi. </p>
<p style="font:12px Helvetica;margin:0;">Possibile lavorare a 6 metri d&#8217;altezza, in piena estate, alle 13,30 senza che nessuno sia a terra?</p>
<p style="font:12px Helvetica;margin:0;">Possibile morire così soli?</p>
<p style="font:12px Helvetica;margin:0;"> </p>
<p style="font:12px Helvetica;margin:0;">Poi nel frattempo <em>un operaio di 46 anni è morto nel pomeriggio ad Anagni, in provincia di Frosinone, in seguito a un incidente sul lavoro avvenuto alla Siderpali, una fabbrica che produce pali di vari materiali. La dinamica dell&#8217;incidente è ancora al vaglio dei carabinieri. Non si sa se l&#8217;operaio deceduto, Nazzareno Monti, sia stato colpito da un palo o da altro. Quando sono arrivati gli operatori del 118 l&#8217;operaio era già morto. Nazzareno Monti, originario di Anagni, viveva a Valmontone, in provincia di Roma. </em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Santo subito?]]></title>
<link>http://ilbibliofilo.wordpress.com/2009/06/27/santo-subito/</link>
<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 16:12:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>marco1946</dc:creator>
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<description><![CDATA[Che Barack Obama parli di &#8220;un personaggio mondiale&#8221;, passi. L&#8217;America è fatta così]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Che Barack Obama parli di &#8220;un personaggio mondiale&#8221;, passi.</strong></p>
<p>L&#8217;America è fatta così: ancora stanno celebrando Elvis come se fosse Beethoven. Esagerano sempre.</p>
<p><strong>Ma che anche l&#8217;OSSERVATORE ROMANO trovi il tempo e lo spazio per dedicare la propria solenne prosa a un cinquantenne pieno di debiti</strong> (pace all&#8217;anima sua) <strong>MI SEMBRA TROPPO</strong>.</p>
<p><strong>La morte</strong> (di tutti)<strong> merita rispetto, come no? Ma allora perché non fare ogni giorno un necrologio per quelli che muoiono sul lavoro?</strong> Perché purtroppo muoiono ogni giorno&#8230;</p>
<p><strong>Chiedo scusa se</strong> (per una volta) <strong>ho intinto la penna nel moralismo.</strong></p>
<p>Per farmi perdonare, cito uno sfottò romanista di qualche anno fa, in cui viene citato l&#8217;Osservatore di cui sopra.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.romaroma.it/TipTricks/OsservatoreRomano.jpg" alt="" width="488" height="689" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lavoro assassino e menzogne di stato]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/06/24/lavoro-assassino-e-menzogne-di-stato/</link>
<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 20:32:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/06/24/lavoro-assassino-e-menzogne-di-stato/</guid>
<description><![CDATA[http://nomortilavoro.noblogs.org QUESTE LE AGENZIE DI OGGI. IL BOLLETTINO DI GUERRA DELLA GIORNATA S]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_2853" class="wp-caption alignleft" style="width: 640px"><a rel="attachment wp-att-2853" href="http://baruda.net/2009/06/24/lavoro-assassino-e-menzogne-di-stato/banner_fucile_ultimo/"><img class="size-full wp-image-2853" title="banner_fucile_ultimo" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/06/banner_fucile_ultimo.jpg" alt="banner_fucile_ultimo" width="630" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">http://nomortilavoro.noblogs.org</p></div>
<p>QUESTE LE AGENZIE DI OGGI.<br />
IL BOLLETTINO DI GUERRA DELLA GIORNATA SCELTA DALL’INAIL PER COMUNICARCI CHE LE MORTI CHE LORO CONTINUANO A CHIAMARE ‘BIANCHE’ ( E CHE INVECE SAPPIAMO ESSERE DEI VERI E PROPRI ASSASSINII ) IN ITALIA SONO SCESE AL LORO MINIMO STORICO DAL DOPOGUERRA.<br />
POTEVANO RISPARMIARCELO</p>
<p><span style="color:#993366;">@ </span>Un macchinario è esploso questa mattina nello stabilimento Comital di Spinetta Marengo (Alessandria) che ha una 70ina di dipendenti. Diversi lavoratori sono feriti, due (entrambi maghrebini) molto gravi, uno dei quali è stato trasferito al centro grandi ustionati di Torino.Si chiama Idrissi Aatouf Moulay Merouane ed è  in fin di vita con ustioni di 3° grado sul 90% del corpo e poche speranze di sopravvivere. L&#8217;azienda, controllata dal fondo Management e Capitali, con sede centrale a Volpiano (Torino), controlla i marchi Cuki, Domopak e </p>
<p><span style="color:#993366;">@</span> Un operaio di 34 anni, residente a Pietrasanta, in provincia di Lucca, Emiliano Gasparri, e&#8217; morto oggi nel tardo pomeriggio mentre stava lavorando alla realizzazione di un manufatto edile per un privato, in localita&#8217; Trumpedo di Brugnato (La Spezia). Da una prima ricostruzione l&#8217;uomo che e&#8217; il titolare di una ditta edile e&#8217; rimasto folgorato da una scarica elettrica, immediatamente gli altri colleghi di lavoro hanno staccato la corrente elettrica ma per il giovane non c&#8217;era piu&#8217; nulla da fare. Gasparri lascia la compagna e un bimbo di 15 mesi.</p>
<p><span style="color:#993366;">@</span> Per un colpo di sonno un tir si è rovesciato sull’autostrada A5 all’altezza di Arnad,  investendo in pieno un gruppo di operai addetto allo sfalcio delle erbacce. Oltre a cinque feriti &#8211; quattro operai (due lievi) e l&#8217;autista &#8211; c&#8217;era anche un disperso : i vigili del fuoco l&#8217;hanno trovato schiacciato dalla cabina del tir, dopo averlo sollevato. Si tratta di un operaio magrebino di 54 anni. Due feriti sono giunti all&#8217;ospedale di Aosta e le loro condizioni  non sono critiche. Anche l&#8217;autista del tir è rimasto ferito ma in maniera non grave ed è stato sottoposto ad un intervento.</p>
<p><span style="color:#993366;">@</span> Doppio infortunio sul lavoro questa mattina a Massa Finalese, nel Modenese. Due operai romeni di 32 e 37 anni, impegnati nell&#8217;installazione di protezioni alla copertura dell&#8217;ex zuccherificio di via Ceresa, sono stati trascinati violentemente a terra da un&#8217;altezza di 20 metri, riportando lesioni di media gravità. I due erano all&#8217;interno di un cestello sorretto da una gru. Dalle prime ricostruzioni risulta che attorno alle 10.30 il camion su cui era installato il braccio di sostegno della piattaforma si sia ribaltato su un lato, probabilmente a causa del cedimento del terreno su cui poggiava il mezzo. La gru con il cestello all&#8217;estremità si è così inclinata fino a urtare il suolo. I due operai, correttamente imbragati e legati, durante la caduta sono rimasti vincolati al cestello, riportando lesioni di media gravità nell&#8217;impatto a terra. Sono stati soccorsi dai sanitari del 118 e ricoverati all&#8217;ospedale di Baggiovara con l&#8217;Elisoccorso di Bologna. Sul posto anche i carabinieri, i vigili del fuoco e la Medicina del Lavoro. L&#8217;ex zuccherificio di Massa Finalese è attualmente oggetto di una riconversione per ricavarne una centrale elettrica</p>
<div id="attachment_2854" class="wp-caption alignleft" style="width: 570px"><a rel="attachment wp-att-2854" href="http://baruda.net/2009/06/24/lavoro-assassino-e-menzogne-di-stato/19679034qoperaimontedison/"><img class="size-full wp-image-2854 " title="19679034qoperaimontedison" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/06/19679034qoperaimontedison.jpg" alt="Italia, operai Montedison 1969" width="560" height="369" /></a><p class="wp-caption-text">Italia, operai Montedison 1969</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Come uno sfigato qualunque che va a puttane]]></title>
<link>http://silvanascricci.wordpress.com/2009/06/20/come-uno-sfigato-qualunque-che-va-a-puttane/</link>
<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 12:28:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>silvanascricci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Via del Campo c&#8217;è una puttana, gli occhi grandi color di foglia, se di amarla di vien la vogli]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Via del Campo c&#8217;è una puttana, gli occhi grandi color di foglia, se di amarla di vien la voglia basta prenderla per la mano&#8230; via del campo ci va un illuso&#8230; diecimila lire per sentirti dire micio bello e bamboccione&#8230;             (Via del Campo &#8211; Fabrizio De Andrè)</em></p>
<p>Silvio, uno di noi.</p>
<p>Esattamente come migliaia di sfigati italiani che, la sera, si attardano lungo i viali per trovare sesso a pagamento.</p>
<p>Scade decisamente molto l&#8217;immagine del premier tombeur des femmes, irresistibile seduttore, redivivo casanova e dongiovanni; l&#8217;immagine di un SB al cui ammaliante sorriso le donne non sanno resistere.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1381" title="casanova" src="http://silvanascricci.wordpress.com/files/2009/06/casanova1.jpg" alt="casanova" width="300" height="350" /></p>
<p>Anche a SB tocca pagare se vuole qualcuna, non la davano per le sue arti seduttive, per la sua colta dialettica, per l&#8217;aurea di superman, perchè uomo della provvidenza, per un posto in parlamento e udite udite manco per il fascino del potere.</p>
<p>La davano solo perchè pagava, per dirla come Gad Lerner: &#8220;le ostentazioni pubbliche con cui un vecchio uomo che fino a ieri riusciva a presentarsi come figura invidiabile e seducente; l&#8217;unico in grado di avere tutto ciò che gli altri desideravano, sottomettendo le donne con un sorriso. Ora sappiamo che quella fantasia maschile adolescenziale lui se l&#8217;era riprodotta in casa&#8221;.</p>
<p>E i suoi difensori ci mettono il carico da novanta per salvarlo: &#8220;perchè pagare qualcosa che non può fare perchè impotente?&#8221;, mica male come linea difensiva.</p>
<p>Alla faccia dell&#8217;invidia: pago prostitute (&#8220;escort&#8221; nobless oblige) e sono pure impotente.</p>
<p>Ma non preoccupiamoci, ci resta sempre, per consolarci, la decimazione dei precari, i morti di lavoro e altri 200.000 posti di lavoro in meno.</p>
</div>]]></content:encoded>
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