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	<title>mostra-di-fotografia &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "mostra-di-fotografia"</description>
	<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 18:05:07 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Dio salvi la Karl du Pigné: Fanny Coletta fotografa la regina delle drag]]></title>
<link>http://venereinforse.wordpress.com/2009/11/29/dio-salvi-la-karl-du-pigne-fanny-coletta-fotografa-la-regina-delle-drag/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 20:32:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>ziarrose</dc:creator>
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<description><![CDATA[La Karl du Pigné in uno scatto di Fanny Coletta Se c&#8217;è in Italia un personaggio che si possa i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_157" class="wp-caption aligncenter" style="width: 260px"><a href="http://venereinforse.wordpress.com/files/2009/11/la_karl_du_pigne.jpg"><img class="size-full wp-image-157" title="la_Karl_du_Pignè" src="http://venereinforse.wordpress.com/files/2009/11/la_karl_du_pigne.jpg" alt="La Karl du Pigné in uno scatto di Fanny Coletta" width="250" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">La Karl du Pigné in uno scatto di Fanny Coletta</p></div>
<p>Se c&#8217;è in Italia un personaggio che si possa in qualche modo accostare alle superstar in drag della Factory di Andy Warhol, questo è La Karl du Pigné, regina della scena en travesti capitolina. Non solo per aver doppiato, dando voce a Jackie Curtis, l&#8217;edizione italiana del film &#8220;Women in revolt&#8221; di Paul Morrisey, per RaroVideo, La Karl du Pigné è circonfusa di un&#8217;allure warholiana per quel modo che le è proprio di stare dentro e fuori i costumi di scena. Per saper cavalcare i bassifondi sui tacchi altri con la stessa affettata grazia di uno dei tanti freak che attorniavano lo stralunato Andy come api.</p>
<p>All&#8217;ultimo minuto  dell&#8217;ultimo giorno prima della chiusura, sono passato nel grazioso e minuscolo Monteverde Spaziodarte, a Roma, per visitare la mostra &#8220;Queen&#8221; la prima personale della fotografa Fanny Coletta, che vede La Karl du Pigné protagonista di una serie di ritratti.</p>
<p>Ambientati in location d&#8217;effetto come una salina e una vecchia chiesa, gli scatti di Fanny Coletta non vogliono essere nè una celebrazione del personaggio nè una rappresentazione patinata dello stereotipo della drag queen. Persa la parrucca, sporco il vestito, impietosa la luce del sole appena sorto che, sostituendosi agli occhi di bue dei palchi delle discoteche, mostra la pelle segnata dal passaggio del tempo, dalla carta vetrata dei giorni, dall&#8217;affanno di un&#8217;umana vanità.<!--more--></p>
<p>Polvere, acqua salmastra, sferze del vento, pioli di ferro di scale senza destinazione su cui arrampicarsi, porte chiuse di legno consunto, sostanziano i plastici primi piani della protagonista, che si distacca dall&#8217;idea tradizionale di drag queen per diventare icona in quel luogo culturale e immaginifico in cui cessa di essere stringente il confine e la definizione dei generi, mescolando ironia e tragedia.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Dal Brasile le foto di Flavio Oliveira: “Arquitetura da Dor”]]></title>
<link>http://donneconlavaligia.wordpress.com/2009/02/05/dal-brasile-le-foto-di-flavio-oliveira-%e2%80%9carquitetura-da-dor%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 08:12:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>la donna con la valigia</dc:creator>
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<description><![CDATA[(Credits photos: Flavio Oliveira) L&#8217;esposizione di Flavio Gonsalves de Oliveira si chiude ades]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://donneconlavaligia.files.wordpress.com/2009/02/4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4025" title="4" src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2009/02/4.jpg" alt="4" width="401" height="268" /></a></p>
<p><a href="http://donneconlavaligia.files.wordpress.com/2009/02/9.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4029" title="9" src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2009/02/9.jpg" alt="9" width="400" height="267" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/2009/02/03/il-brasile-di-oliveira-su-dcv/" target="_blank"><em><strong>(Credits photos: Flavio Oliveira)</strong></em></a></p>
<p style="text-align:left;">L&#8217;esposizione di Flavio Gonsalves de Oliveira si chiude adesso, dopo 24 ore online. Anche questo artevento di &#8220;Donne con la valigia&#8221; è terminato. Con piacere noto che è stato cliccato e consultato da centinaia di persone. Numerosi i commenti alle foto di Flavio, anche dal Brasile. Ringrazio tutti di cuore e in particolare l&#8217;artista, per aver scelto proprio questo sito per mostrare anche sul web le sue durissime e bellissime fotografie.</p>
<p style="text-align:left;">Mi ha scritto Flavio, parlandomi di questo lavoro (e riporto il testo nel &#8220;suo&#8221; italiano): &#8220;La fotografia possiede molti obiettivi e innumerevoli propositi, come tutti i percorsi dell’arte. Tuttavia, nel suo nucleo, una delle sue più nobili finalità è rendere possibile a qualunque persona in qualunque posto visitare, convivere, capire, registrare e mostrare attraverso “Opere dipinte con la luce”, le condizioni di vita di tutti gli esseri umani.</p>
<p><strong>Architettura del Dolore</strong>, intende mostrare le condizioni sociali in cui si trovano le “abitazioni” nelle comunità che sopravvivono attraverso il riciclaggio e la raccolta differenziata dei rifiuti nei grandi centri urbani. La fotografia permette di chiarire e coscientizzare la nostra società sulle condizioni “abitazionali”  dei lavoratori e dei loro famigliari riguardo una delle più importanti attività della nostra era, narrando esplicitamente la realtà che si nasconde ai nostri occhi. Una realtà dura, oppressiva, disuguale, disumana e marginale al livello sociale che si impone alla nostra convivenza quotidiana. Una realtà che trascende le barriere geografiche della nostra città, Stato e Paese diventando realtà in qualsiasi luogo dove si trovino esseri umani meno fortunati.</p>
<p>Con l’uso della fotografia abbiamo l’aspettativa di rendere consapevoli le persone riguardo a questa situazione la quale dimostra che accanto ai nostri centri urbani sono state create vere prigioni sociali, dove esseri umani tentano di sopravvivere in totale stato di miseria e nella sporcizia più assoluta. Emarginati da tutte le risorse sociali e sull’orlo del fallimento completo dei loro mezzi di sostentamento, si trovano in questi posti veri vivai per il  reclutamento di nuovi viziati, nonché malati, tormentati e tutti gli attributi che connotano il più profondo degrado del nostro concetto di “Ordine e Progresso”. Queste comunità sono prigioniere del loro mezzo sociale, prigioniere incapaci di rompere con un futuro degenerato che le attendono, prigioniere della mancanza di speranza, prigioniere dei rifiuti che si trasformano in alimento diretto o indiretto, prigioniere soprattutto di una società ingiusta verso i suoi simili&#8221;. (<em>Flavio Gonsalves de Oliveira</em>)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il Brasile di Oliveira su DCV]]></title>
<link>http://donneconlavaligia.wordpress.com/2009/02/03/il-brasile-di-oliveira-su-dcv/</link>
<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 16:02:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>la donna con la valigia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Care amiche (e amici) di valigia, mancano una manciata di giorni al prossimo art-evento 24ore online]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Care amiche (e amici) di valigia, mancano una manciata di giorni al prossimo <strong>art-evento 24ore online organizzato da DonneConlaValigia</strong>. Chi ha già partecipato ai vernissage via web di questo blog-zine, sa che il 5 febbraio verso le nove di mattina e per un intero giorno, saranno visibili su queste pagine, le toccanti fotografie dell&#8217;ultimo progetto di <a href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/2008/12/02/dal-brasile-allitalia-e-ritorno/" target="_blank">Flavio Oliveira, di cui già vi parlai qui</a>.</p>
<p>Siete tutte/i invitate/i, dunque, all&#8217;inaugurazione online, a&#8230; passare di qui e a lasciare un commento, un saluto o altro all&#8217;autore il quale, smontata a novembre la mostra nell&#8217;ambito del <a href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/2008/09/05/una-donna-con-la-valigia-in-mostra/" target="_blank">Festival di Fotografia di Corigliano C</a>., ha deciso di esporre proprio qui, su DonneConlaValigia, le sue opere più recenti sulla Società dei Rifiuti e la &#8220;Foresta Urbana&#8221;, e in particolare il suo nuovo progetto fotografico: <strong>&#8220;Architettura del Dolore&#8221; &#8211; Dove risiedono i nostri incubi.</strong></p>
<p><a href="http://donneconlavaligia.files.wordpress.com/2009/02/fo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3989" title="fo" src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2009/02/fo.jpg" alt="fo" width="400" height="267" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><em>ph Flavio Gonsalves de Oliveira</em></p>
<p>Mi scrive Flavio: &#8220;La fotografia possiede molti obiettivi e innumerevoli propositi, come tutti i percorsi dell&#8217;arte. Tuttavia, nel suo nucleo, una delle sue più nobili finalità è rendere possibile a qualunque persona in qualunque posto visitare, convivere, capire, registrare e dimostrare attraverso &#8220;Opere dipinte con la luce&#8221; le condizioni di vita di tutti gli esseri umani.</p>
<p><em><strong>&#8220;Architettura del Dolore</strong></em> intende mostrare le condizioni sociali in cui si trovano le &#8220;abitazioni&#8221; nelle comunità che sopravvivono attraverso il riciclaggio e la raccolta differenziata dei rifiuti nei grandi centri urbani. Una realtà dura, oppressiva, disuguale, disumana e marginale al livello sociale che si impone alla nostra stessa quotidianità. Una realtà che trascende le barriere geografiche della nostra città, Stato e Paese diventando realtà in qualsiasi luogo dove si trovino esseri umani meno fortunati&#8221;. Appuntamento da non perdere, dunque, parola di donna con la valigia!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Muri, storie e città]]></title>
<link>http://donneconlavaligia.wordpress.com/2008/06/25/muri-storie-e-citta-iv-art-evento-in-viaggio-taggato-dcv/</link>
<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 21:58:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>la donna con la valigia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il IV dei nostri Art-evento in viaggio &#8220;taggato&#8221; Donneconlavaligia, con la personale di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il IV dei nostri <em>Art-evento in viaggio</em> &#8220;taggato&#8221; Donneconlavaligia, con la personale di fotografie di Martina Zancan, è rimasto online 24 ore dalle 8 del 25 giugno. Si conclude ora. Resterà un&#8217;immagine sola come cover della mostra. Ringrazio ancora per la disponibilità <a href="http://wuma-wuma.blogspot.com/" target="_blank"><strong>l&#8217;artista, che potete trovare qui</strong></a>.</p>
<p><em>&#8220;Le immagini che scatto non mi servono a ricordare ciò che ho vissuto, ma come l&#8217;ho fatto.</em></p>
<p><em>Il modo in cui realizzo una foto, in cui la taglio e la penso, coincide con l&#8217;atteggiamento con cui mi avvicino al soggetto che sto ritraendo, con il mio modo di conoscerlo e di stabilire un contatto con esso. </em></p>
<p><em>Viaggio e fotografia sono scoperta, rappresentano il principale sfogo della mia curiosità.<br />
</em></p>
<p><em>Sebbene possano sembrare un soggetto grezzo, semplice e a volte “piatto”, i muri e tutto ciò che vi passa di fronte mi hanno sempre affascinato. Quando ritraggo le loro superfici, i colori e i molteplici strati sovrapposti e scrostati, vi ritrovo l&#8217;immagine di un attimo irripetibile e la trama di un lungo racconto. </em></p>
<p><em>La vita che vi accade dentro, attorno e di fronte è quella della città dove sono stati eretti, un piccolo pezzo della sua storia&#8221;. </em><strong><a href="http://www.blogger.com/profile/14438044818544028658" target="_blank"> Martina Zancan, fotografa</a><br />
</strong></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;"><a href="http://donneconlavaligia.files.wordpress.com/2008/06/9.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1092" src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/06/9.jpg" alt="" width="500" height="357" /></a></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">8. Prima, donna. Londra <em>(Foto: Martina Zancan</em>)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una fotografa e le sue scoperte]]></title>
<link>http://donneconlavaligia.wordpress.com/2008/06/24/una-fotografa-e-le-sue-scoperte/</link>
<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 21:50:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>la donna con la valigia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho ventisei anni e fotografo quasi da quando ho memoria. Fotografare è il mio modo di amare la realt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ho ventisei anni e fotografo quasi da quando ho memoria. Fotografare è il mio modo di amare la realtà. Mi ha scritto così, Martina Zancan, quando le ho chiesto di descriversi in poche righe. Tempo fa, sono inciampata quasi per caso nei suoi lavori e nelle storie visive raccolte nel <a href="http://wuma-wuma.blogspot.com/" target="_blank"><strong>suo blog Wuma-Wuma</strong></a>. Incantata, le ho chiesto di esporre per un art-evento in movimento alcune sue fotografie. Martina ha accettato e domani mattina alle 8 abbiamo organizzato qui su Donneconlavaligia un vernissage e una mostra online per 24 ore esatte. Vi invito a visitarla: queste foto sono esse stesse un viaggio di scoperta per tutte noi&#8230; a domani</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gli occhi dei bambini sul mondo]]></title>
<link>http://donneconlavaligia.wordpress.com/2008/04/07/gli-occhi-dei-bambini-sul-mondo/</link>
<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 21:59:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>la donna con la valigia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cosa succede quando a scattare delle foto sui propri villaggi sono dei bambini yanomami della forest]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Cosa succede quando a scattare delle foto sui propri villaggi sono dei bambini yanomami della <strong>foresta amazzonica brasiliana</strong>, o dei fieri ragazzini <strong>Nuba</strong> del <strong>Sudan</strong> o i loro coetanei delle <strong>isole Trobiand</strong> (<strong>Papua Nuova Guinea</strong>) o, ancora, bimbi nepalesi della <strong>Mustang Valley</strong>, ai piedi dell&#8217;<strong>Himalaya</strong>? </p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#0000ee;text-decoration:underline;"><a href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/04/06_kaibolan.gif"></a><a href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/04/00_nepaln.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-658" src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/04/00_nepaln.gif?w=510" alt="" width="510" height="335" /></a></span></p>
<p>Che cosa guardano di se stessi, dei loro amici, delle loro case, dei loro giochi, del proprio mondo insomma, questi bambini che per la prima volta &#8211; probabilmente &#8211; si sono ritrovati una macchinetta fotografica usa e getta in mano? A parte i primi, ovvi, momenti di curiosità e stupore, c&#8217;è tutto un percorso affascinante, un racconto descritto con vividi colori e dettagli inusuali per &#8220;noi&#8221;, fotografi-turisti-viaggiatori-reporter, ecc. ecc.: c&#8217;è la scoperta di una popolazione che si guarda con i suoi stessi occhi. Ed è un&#8217;esperienza affascinante che avevo già provato lasciando la mia macchina fotografica nelle mani della mia nipotina di 6 anni, Mary J.: scorci, prospettive, tagli e colori impensabili. La scoperta di un altro mondo. Ho provato la stessa emozione, questa mattina, passando davanti al Palazzo della Cancelleria, a <strong>Roma, </strong>quando<strong> </strong>ho letto il manifesto di una mostra, sono  entrata e ho trovato questa curiosa e intelligente esposizione (che resterà aperta fino al 24 aprile, con un ricco programma di incontri per i giovani, come quello odierno alle 17 con il fotoreporter Francesco Zizola ).</p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#0000ee;text-decoration:underline;"><a href="http://donneconlavaligia.files.wordpress.com/2008/04/loc-mostra.jpg"></a><a href="http://donneconlavaligia.files.wordpress.com/2008/04/loc-mostra.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-671" src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/04/loc-mostra.jpg" alt="" width="217" height="508" /></a></span></p>
<p>Inaugurata senza troppi clamori, intitolata “<strong><em>Con gli occhi di un bambino</em></strong>”, la mostra a ingresso gratuito presenta 200 scatti realizzati da bambine e bambini dai 5 ai 14 anni in quattro differenti, simboliche parti del mondo. Lo scopo, chiaro da subito: farci vedere le quattro destinazioni più remote in cui sono arrivati i fondi dell&#8217;<a href="http://www.8xmillegiovani.it/">otto per mille</a> alla Chiesa Cattolica, e gli sforzi dei missionari impegnati lì in vari progetti, soprattutto scolastici. Un&#8217;occasione preziosa per superare le riserve sull&#8217;operato storico della Chiesa nei confronti dei popoli &#8220;altri&#8221; (lo dico come antropologa), per operare dei distinguo nel nostro passato antico e recente ed evitare di lasciarci ingabbiare dai nostri stessi pregiudizi, per mettere in luce l&#8217;impegno e il duro lavoro di molti religiosi cattolici impegnati in prima linea in zone poverissime del mondo.</p>
<p><a href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/04/bambini.jpg"></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/04/06_kaibolan.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-657" src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/04/06_kaibolan.gif" alt="" width="333" height="509" /></a></p>
<p style="text-align:center;">(Fonte: Brizzi comunicazione &#8211; si ringrazia per la gentile concessione delle foto)</p>
<p> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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