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	<title>movimento-studentesco &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/movimento-studentesco/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "movimento-studentesco"</description>
	<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 02:03:23 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Cresce la protesta nelle carceri greche]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/13/cresce-la-protesta-nelle-carceri-greche/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 17:23:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Piccolo aggiornamento dalle carceri greche in sciopero della fame di massa. Uno sciopero che sta cre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Piccolo aggiornamento dalle carceri greche in sciopero della fame di massa. Uno sciopero che sta crescendo a vista d&#8217;occhio..</p>
<div id="attachment_3904" class="wp-caption alignleft" style="width: 437px"><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/korydallos.jpg"><img class="size-full wp-image-3904 " title="GREECE-ESCAPE/" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/korydallos.jpg" alt="GREECE-ESCAPE/" width="427" height="293" /></a><p class="wp-caption-text">Carcere di Korydallos</p></div>
<p>Piccolo aggiornamento causato da profonda pigrizia: per questo procedo con il copia-incolla dell&#8217;ansa<br />
<em><span style="color:#333333;">Migliaia di detenuti greci che da giorni protestano contro le condizioni di vita nelle prigioni, hanno respinto un piano del governo per far fronte alla emergenza e continuano la loro protesta che si va estendendo. «Oggi sono già una ventina le prigioni dove oltre 5000 detenuti rifiutano il cibo delle mense» hanno detto all&#8217;Ansa fonti della &#8216;Iniziativa per i diritti dei prigionierì. Secondo le fonti i detenuti «sono insoddisfatti» delle misure annunciate ieri dal ministro della giustizia. Anche se hanno accolto positivamente la decisione di istituire due commissioni per la riduzione dell&#8217;affollamento delle carceri, denunciano la mancanza o l&#8217;insufficienza di provvedimenti relativi alle condizioni sanitarie, alimentari e ai permessi, nonchè alle modifiche del codice penale. E chiedono in particolare l&#8217;annullamento immediato delle pene disciplinari all&#8217;interno delle carceri. I detenuti hanno così deciso di continuare ed estendere la protesta che «nei prossimi giorni riguarderà tutte e 35 le prigioni del paese», spiegano all&#8217;Iniziativa. La protesta, che include penitenziari ad Atene, Salonicco e Patrasso, consiste attualmente nel rifiutare il vitto del carcere mantenendo ancora una parziale alimentazione individuale. Ma i detenuti minacciano di passare allo «sciopero integrale della fame» se il governo non accetterà tutte le loro richieste. Le vetuste carceri greche sono tra le peggiori d&#8217;Europa, con 13.000 detenuti in istituti che potrebbero ospitarne 8000, secondo l&#8217;Iniziativa. Lo scorso anno la stragrande maggioranza dei prigionieri aveva portato avanti per 17 giorni uno sciopero della fame ottenendo promesse che non sono state mantenute. </span></em></p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Carceri, scioperi e studenti...sempre dalla mia amata Grecia]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/10/carceri-scioperi-e-studenti-sempre-dalla-mia-amata-grecia/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 08:31:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Proviamo a fare un piccolo sunto delle notizie che da ieri girano in rete provenienti dalla cara Gre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Proviamo a fare un piccolo sunto delle notizie che da ieri girano in rete provenienti dalla cara Grecia.</p>
<p>Iniziamo dai detenuti: da ieri sera è iniziato uno sciopero della fame di massa nel carcere di Patrasso per chiedere migliori condizioni di detenzione. I prigionieri che hanno sottoscritto la protesta sono già 650 e sembrerebbe che una protesta simile, e di massa, stia per partire anche nel carcere di Larissa e in quello di Korydallos della capitale.</p>
<div id="attachment_3874" class="wp-caption alignright" style="width: 437px"><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/610x1.jpg"><img class="size-full wp-image-3874 " title="Greece Riots" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/610x1.jpg" alt="Greece Riots" width="427" height="276" /></a><p class="wp-caption-text"> (AP Photo/Thanassis Stavrakis)</p></div>
<p>Poi, incredibile ma vero, il Partito Comunista Greco -KKE- (che non smuove molto le mie simpatie come potete immaginare) ha accusato il nuovo governo, quindi il partito socialista Pasok di voler &#8220;schiacciare il movimento operaio&#8221;. E&#8217; un comunicato che si riferisce ai lavoratori del porto del Pireo (principale porto del Mediterraneo orientale) , in sciopero permanente contro la cessione della gestione dei terminal cargo ad un&#8217;impresa cinese. Lo scorso mese un precedente sciopero aveva bloccato il porto per quasi 3 settimane, causando pesantissime ripercussione sull&#8217;economia del paese. Aleka Papariga, segretaria del KKE scrive che il principale obiettivo del Pasok è quello di schiacciare letteralmente il movimento operaio e popolare con la manipolazione e l&#8217;uso strumentale del bastone e della carota, ovvero della paura e della speranza». Insomma, anche il KKE sembra essersi accorto del pesante livello di repressione che sta scatenando il nuovo governo, anche se non si preoccupa di dire una parola sul movimento studentesco.</p>
<div id="attachment_3875" class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/pic-php.jpeg"><img class="size-full wp-image-3875 " title="pic.php" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/pic-php.jpeg" alt=" (AP Photo/Thanassis Stavrakis)" width="120" height="163" /></a><p class="wp-caption-text">Michalis Chrisochoidis</p></div>
<p>Movimento studentesco che preoccupa sempre di più i nuovi padroni del paese. Proprio in questi giorni è stato lanciato un appello alla mobilitazione generale in una «lotta per una scuola pubblica e libera per tutti» e contro «la repressione poliziesca e il razzismo». Quindi, alla richiesta di 5 anni di carcere per chi occupa scuole ed atenei, la risposta del movimento è stata chiara. Ha rilanciato ad estendere le mobilitazioni, ad unirsi alla protesta sociale ed operaia e all&#8217;insurrezionalismo anarchico.<br />
La richiesta alle 150 occupazioni già in atto è di resistere e contagiare gli istituti che non hanno ancora bloccato la didattica: intanto il 36° anniversario della rivolta studentesca del &#8216;73 è sempre più vicino, così come il primo anniversario della morte di Alexis.<br />
«Nel paese c&#8217;è un&#8217;atmosfera esplosiva, viviamo un momento di esplosione della violenza di cui possono approfittare l&#8217;anarchia e la criminalità organizzata» , ha avvertito Michalis Chrisochoidis, nuovo ministro dell&#8217;ordine pubblico; dopo il cambio dei giorni scorsi ai vertici di polizia e servizi segreti, ha anche annunciato la creazione di una nuova superpolizia impegnata solo contro terrorismo e crimine organizzato.<br />
Alla polizia, ai reparti speciali M.A.T., pare si aggiungeranno nuovi burattini in divisa. Contemporaneamente, il nuovo ministro ha deciso di ridurre la presenza di divise nella zona del Politecnico e nel quartiere di Exarchia in vista di queste calde settimane.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Grecia: nuovi nomi, stessi boia!]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/07/grecia-nuovi-nomi-stessi-boia/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 11:23:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Che ho il pallino della Grecia tanto l&#8217;avete capito. Ma oggi sono pigra nelle mie ricerche di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#000000;">Che ho il pallino della Grecia tanto l&#8217;avete capito. Ma oggi sono pigra nelle mie ricerche di novità da quel bel paese in rivolta.</p>
<div id="attachment_3838" class="wp-caption alignleft" style="width: 498px"><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/610x-5.jpg"><img class="size-full wp-image-3838 " title="GREECE RIOTS" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/610x-5.jpg" alt="GREECE RIOTS" width="488" height="352" /></a><p class="wp-caption-text">(AP Photo/Petros Karadjias)</p></div>
<p>Così, tutte queste belle notizie sul cambio vertici all&#8217;interno del Ministero dell&#8217;Interno, della Polizia e dei Servizi dopo la vittoria del Pasok, ve lo riporto così come viene scritto dall&#8217;agenzia stampa.<br />
Nuovi nomi per le solite divise; nuovi culi per i soliti posti da occupare: le poltrone dei boia, dei maiali (Gourunia), degli assassini (Dolofonoi). </span></p>
<p><span style="color:#888888;">Terremoto nella direzione antiterrorismo della polizia greca, con la totale epurazione dei quadri dirigenti sostituiti in gran parte da coloro che lavorarono con l&#8217;attuale ministro per la Protezione del Cittadino (ordine pubblico) Michail Chrisochoidis. La completa ristrutturazione dell&#8217;antiterrorismo, criticata dal partito di opposizione Nuova Democrazia, avviene mentre è in corso un&#8217;ondata di attentati che i servizi dell&#8217;ordine non appaiono in grado di contrastare. E fa seguito alla nomina del nuovo capo della polizia, Eleftheros Economou. Economou fu portavoce della polizia sotto Chrisochoidis cui si attribuisce il merito di avere smantellato lo storico gruppo armato marxista 17 Novembre. In precedenza era stato nominato un nuovo capo dei servizi segreti (Kyp) nella persona del diplomatico Costantino Bikas; cambiato anche il suo vice. Il nuovo capo dell&#8217;antiterrorismo è Alcibiades Tzoitis, che aveva già guidato un dipartimento dell&#8217;antiterrorismo presso i servizi segreti (Kyp).<br />
Egli sostituisce il generale Dimitris Horianopoulos che ufficialmente se ne va in pensione, e parallelamente sono stati rimossi il suo vice Dimitris Atsas e Yannis Fraikistos, che era capo del dipartimento A dell&#8217;antiterrorismo interno dal 1989. E con loro lasciano anche i principali responsabili degli altri dipartimenti, rimpiazzati con ufficiali che servirono nel precedente governo del Pasok. Il terremoto, che avviene dieci giorni dopo il ferimento di sei poliziotti da parte di un commando armato ad Atene, è stato accompagnato anche da numerose altre nomine e trasferimenti nella struttura generale della polizia, in particolare con il cambio della guardia alla direzione del corpo della capitale, della regione dell&#8217;Attica e di Salonicco. Tre donne sono state promosse al rango di brigadiere generale assumendo importanti funzioni</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Grecia: la polizia comunica di non voler arrestare studenti]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/04/grecia-la-polizia-comunica-di-non-voler-arrestare-studenti/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 17:41:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Aggiornavo ieri con la notizia che la procura di Salonicco aveva chiesto alla polizia la possibilità]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Aggiornavo ieri con la notizia che la procura di Salonicco aveva chiesto alla polizia la possibilità di aprire indagini, con una pena fino a 5 anni di carcere, contro studenti coinvolti in occupazioni di licei e facoltà universitarie. Una richiesta non da poco in un paese in cui vige una legge che mantiene a distanza le forze dell&#8217;ordine da qualunque edificio scolastico ed universitario: quello che è ormai chiamato l&#8217; &#8220;asilo universitario&#8221; è stato strappato con la rivolta studentesca contro i colonnelli del 1973 ed ha sempre permesso al movimento studentesco ateniese di rifugiarsi all&#8217;interno delle città universitarie e delle facoltà occupate in caso di bisogno.</p>
<div id="attachment_3800" class="wp-caption alignright" style="width: 498px"><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/610x.jpg"><img class="size-full wp-image-3800 " title="GREECE-IMMIGRATION-PROTEST-CLASHES" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/610x.jpg" alt="GREECE-IMMIGRATION-PROTEST-CLASHES" width="488" height="324" /></a><p class="wp-caption-text">;-) Foto di Aris Messinis, AFP</p></div>
<p>E&#8217; una legge che negli anni è stata ripetutamente attaccata ma mai sconfitta, tanto che ha permesso alla &#8220;rivolta di dicembre&#8221; dello scorso anno, di durare 3 settimane senza sosta, grazie alle occupazioni degli atenei. Poli liberi e liberati, gli atenei sono stati luoghi di assemblee e incontri, le gremite aule in costante riunione giorno e notte hanno alimentato le manifestazioni e la voglia di resistere e contrattaccare i burattini che fuori fremevano per caricare, sparare e intossicare l&#8217;aria circostante. Sono stati luoghi di dibattito e socialità, luoghi di mense sempre aperte e sempre in funzione, di farmacie più fornite delle vere farmacie, sono state laboratorio di assalti e fughe, di speranze e lacrime.<br />
E ovviamente il Pasok vuole provare ad eliminare il problema dalla base: togliendo l&#8217;asilo. Permettendo alla polizia di entrare.</p>
<p>Da poco però un&#8217;Ansa ci dice che  <em><span style="color:#888888;"> La polizia di Salonicco si rifiuta di arrestare gli studenti che occupano decine di scuole e facoltà universitarie, malgrado l&#8217;ordinanza della procura della città, per timore che ciò scateni pericolose reazioni in un momento di sensibile tensione sociale. È quanto indicano esponenti del sindacato degli insegnanti (Olme) che appoggiano la posizione assunta dagli agenti. Tues Metafidis, dirigente dell&#8217;Olme, citato dai media, ha spiegato che la polizia ritiene che un suo intervento «infiammerebbe la situazione provocando imprevedibili reazioni» da parte dei giovani, che già hanno manifestato il mese scorso ad Atene contro la crisi del sistema scolastico e i tentativi di riforma privatistica delle università. E dal movimento studentesco sono anche giunti segnali di appoggio agli anarchici contro gli arresti e le retate poliziesche. Ieri il procuratore capo del tribunale di prima istanza di Salonicco, Dimitri Papageorgiou, aveva chiesto alla polizia di aprire inchieste, arrestare e deferire alla magistratura gli studenti coinvolti nell&#8217;occupazione di scuole e facoltà universitarie qualora venga impedito lo svolgimento dell&#8217;attività docente. L«incriminazione potrebbe costare ai giovani sino a 5 anni di carcere. La decisione del procuratore, criticata dalle organizzazioni dei genitori e degli insegnanti, rischiava di aprire la porta ad iniziative simili anche ad Atene dove sono in atto numerose occupazioni, scolastiche. Nei giorni scorsi attacchi con bombe molotov erano stati compiuti da sconosciuti contro le storiche occupazioni anarchiche ateniesi in via Lela Karagianni e a Villa Amalias che vanno avanti da una ventina d&#8217;anni. Gli squatter hanno accusato dell&#8217;attacco forze »parafasciste« nel quadro della »strategia repressiva« del nuovo ministro per l&#8217;ordine pubblico Michalis Chrisochoidis</span></em></p>
<p><span style="color:#000000;">Già a caldo, lo scorso natale, alcuni soldati diffondevano <a href="http://baruda.net/2008/12/23/due-comunicati-importanti-da-atenebuona-lettura/">questo comunicato</a></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ma quali reali problemi dell’Università risolverebbe la Fondazione?]]></title>
<link>http://prcvomeroarenella.wordpress.com/2009/10/26/ma-quali-reali-problemi-dell%e2%80%99universita-risolverebbe-la-fondazione/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 09:58:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Guevarablog</dc:creator>
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<description><![CDATA[pubblichiamo una lettera inviata a &#8220;In Movimento&#8221; il giornale del Comitato in difesa del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>pubblichiamo una  lettera inviata a &#8220;In Movimento&#8221; il giornale del <a href="http://ingegnerinlotta.altervista.org/">Comitato in difesa dell&#8217;Università Pubblica (CdUP) di Ingegneria. </a></em></p>
<p style="text-align:justify;">Mentre sui giornali, parlando di università Parthenope, impazza la polemica sui crediti formativi “regalati” agli iscritti Uil indicati dalla segreteria del sindacato stesso, l’università sopra indicata è protagonista di un&#8217;altra vicenda ben più grave. Tutto ha inizio nel luglio 2009: mentre la sonnecchiante onda studentesca è impegnata in ultimi esami e preparativi estivi, il Senato accademico è chiamato a votare la bozza di statuto della Fondazione Parthenope…</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://comunedipartenope.it/files/imagecache/fullsize/files/article_images/Uni_1222159853.jpg" alt="" width="189" height="189" /></p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Fondazione Parthenope? Non c’è da stupirsi, articoli di numerosi docenti della Parthenope da mesi sono presenti su diversi quotidiani cittadini per sottolineare l’effetto benefico della presenza dei privati nelle università pubbliche. La stessa data di convocazione rientra nella migliore tradizione delle politiche antisociali (ricordate legge 133, approvata il 6 agosto 2008?). Le argomentazioni del rettore Ferrara sono deboli: la Fondazione si dovrà occupare solo di gestione del patrimonio immobiliare, di orientamento in entrata e di poco altro.</p>
<p style="text-align:justify;">Insomma, «tanto casino per niente» sostiene il “vice-Cesaro”. Tralasciando le innumerevoli contraddizioni del discorso (il rettore esclude qualsiasi presenza di soggetti privati nel CdA della fondazione, ma non si capisce i nuovi fondi di cui parla da dove arriverebbero, per esempio) l’opposizione degli studenti è netta e si decide di prendere tempo; si ottiene infatti il rinvio della discussione ad ottobre.</p>
<p style="text-align:justify;">Passa l’estate e arriviamo ad oggi; il 19 ottobre viene presentata la bozza di statuto; i punti principali sono: orientamento in entrata, patrimonio immobiliare, placement e gestione del ramo della ricerca. Questo testo mette subito in allarme non solo gli studenti, ma anche alcuni docenti e direttori di dipartimento. Tralasciando &#8211; per questioni di spazio &#8211; gli altri punti, soffermiamoci sull’ultimo: la gestione della ricerca universitaria che, dai dipartimenti, passa in mano alla Fondazione, il cui CdA, checché ne dica Ferrara, sarà composto anche da soggetti privati economicamente rilevanti.</p>
<p style="text-align:justify;">E’ lo schema classico che il movimento studentesco denuncia da anni: La gestione privatistica dell’università e della Ricerca universitaria. Ma il movimento studentesco che dice?  L’Udu Parthenope &#8211; il sindacato studentesco che sta seguendo la vicenda &#8211; pone provocatoriamente una domanda: «Ma quali reali problemi dell’Università risolverebbe la Fondazione?». Anche dal punto di vista puramente pragmatico, la nascita della Fondazione si presta a numerosi dubbi pratici. Completamente estranei alla vicenda sono tutte le altre realtà studentesche.</p>
<p style="text-align:justify;">Siamo di fronte ad un bivio fondamentale e la nascita della Fondazione Parthenope rischia di diventare l’apripista alla privatizzazione delle università napoletane ma il movimento – la famosa Onda &#8211; non c’è.</p>
<p style="text-align:justify;">Siamo al limite, ma c’è ancora tempo perché le realtà studentesche si muovano per dare vita ad una nuova mobilitazione di massa per la difesa dell’università pubblica, cosa aspettiamo?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D. Q.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Onda]]></title>
<link>http://ilrossopomodoro.wordpress.com/2009/07/30/londa/</link>
<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 12:48:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilrossopomodoro</dc:creator>
<guid>http://ilrossopomodoro.wordpress.com/2009/07/30/londa/</guid>
<description><![CDATA[Ha scelto di chiamarsi &#8220;Onda&#8221; (o &#8220;Onda Anomala&#8221;) il movimento di studenti un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-73" title="225px-Via_Sistina_30_ottobre_2008[1]" src="http://ilrossopomodoro.wordpress.com/files/2009/07/225px-via_sistina_30_ottobre_20081.jpg" alt="225px-Via_Sistina_30_ottobre_2008[1]" width="225" height="169" /></p>
<p>Ha scelto di chiamarsi &#8220;Onda&#8221; (o &#8220;Onda Anomala&#8221;) il movimento di studenti universitari e medi nato negli atenei e nelle scuole superiori italiane nell&#8217;autunno del 2008[1]. La nascita di tale movimento studentesco è legata all&#8217;approvazione dei Decreti Legge n° 112/2008 e n° 137/2008, adottati durante l&#8217;estate e successivamente convertiti in Legge (rispettivamente Legge n° 133 del 6 agosto 2008 e Legge n° 169 del 29 ottobre 2008).</p>
<p>Le critiche che l&#8217;Onda ha mosso ai suddetti provvedimenti legislativi sono state principalmente di due ordini, giuridico e socio-economico.</p>
<p>-sotto il primo punto di vista, è stato obiettato che le leggi in questione violano, nella lettera e nella sostanza, la Costituzione Italiana, e più precisamente gli Articoli nn° 3, 9, 33 e 34;</p>
<p>-sotto il secondo punto di vista, è stato messo in evidenza la scomparsa di numerosi posti di lavoro, l&#8217;abbassamento di qualità delle istituzioni della formazione che verrebbero subordinate a consigli d&#8217;amministrazione con partecipazione di privati e, quindi, alle logiche di mercato, con un conseguente aumento delle tasse universitarie tale da rendere l&#8217;Università inaccessibile ai meno abbienti.</p>
<p>Inoltre, i tagli sono stati presentati dal governo come un mezzo per combattere gli sprechi, ma è stato obiettato da un lato che il carattere indiscriminato dei tagli non colpisce gli sprechi in alcun modo, dall&#8217;altro che, nello stesso tempo, vengono varate dal Governo decisioni che comportano spese giudicate inopportune e inutili, come per esempio l&#8217;acquisto di lavagne multimediali per le scuole per un ammontare di 20 milioni di euro[3]. Questa critica è stata esposta in maniera sempre più viva in particolare in relazione al panorama di degrado dell&#8217;edilizia pubblica scolastica che, nel periodo delle contestazioni, ha portato alla morte di uno studente di 17 anni durante un crollo del soffitto del Liceo Darwin di Rivoli.[4] Le reazioni del movimento hanno portato a cortei spontanei e al blocco del Torino Film Festival che si svolgeva proprio in quei giorni nel capoluogo piemontese.</p>
<p>Inoltre, è stato rilevato che nei momenti di crisi economica è sconsigliabile tagliare sui settori della formazione, che sono considerati assolutamente necessari per il funzionamento di una società, delle sue istituzioni e della sua economia.</p>
<p>Da queste accuse il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, il Ministro dell&#8217;Economia e Finanze Giulio Tremonti e il Ministro dell&#8217;Istruzione, Università e Ricerca Maria Stella Gelmini si sono sempre difesi, anche se gli esponenti del movimento si sono dichiarati sempre insoddisfatti da queste risposte.</p>
<p>In un&#8217;occasione, Silvio Berlusconi si è spinto oltre, dichiarando l&#8217;intento di inviare le forze dell&#8217;ordine nelle scuole e negli atenei a sedare la proteste[6].</p>
<p>D&#8217;altro canto, il 23 ottobre 2008 il Presidente Emerito Francesco Cossiga, in un&#8217;intervista al Quotidiano Nazionale, propose al Ministro dell&#8217;Interno Roberto Maroni la sua soluzione per contenere il dissenso universitario nei confronti della Legge n° 133/2008: evitare di chiamare in causa la polizia, ma screditare il movimento studentesco infiltrando agenti provocatori, e solo allora, dopo i prevedibili disordini, &#8220;le forze dell&#8217;ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale&#8221;. Nell&#8217;affermare ciò Francesco Cossiga sostiene che il terrorismo degli anni &#8216;70 era partito proprio dalle università, e conferma di avere già attuato una strategia simile quando egli stesso era stato Ministro dell&#8217;Interno.</p>
<p>Oltre ad innumerevoli manifestazioni locali, cortei autorizzati e non, che hanno percorso tutte le città d&#8217;Italia dall&#8217;inizio di ottobre 2008, ha dato luogo a varie manifestazione nazionali con centinaia di migliaia di persone in occasione degli scioperi convocati da diversi sindacati:</p>
<p>-il 17 ottobre a Roma e a Milano 1° NO GELMINI DAY in occasione dello sciopero dei sindacati di base,</p>
<p>-il 30 ottobre 2° NO GELMINI DAY in moltissime città in occasione dello sciopero nazionale della scuola della CGIL,</p>
<p>-il 14 novembre a Roma, 3° NO GELMINI DAY in occasione dello sciopero nazionale dell&#8217;università della CGIL.</p>
<p>-il 12 dicembre in numerose città in occasione dello sciopero generale indetto dalla CGIL e dai Sindacati di Base.</p>
<p>Una settimana prima del 3° NO GELMINI DAY (14 novembre) si è tenuta la prima assemblea nazionale dell&#8217;Onda nel plesso didattico occupato di Viale Morgagni a Firenze, seguita poi 15 e 16 novembre da una seconda assemblea nazionale nelle aule dell&#8217;Università La Sapienza occupate dagli studenti.</p>
<p>Il Movimento Studentesco dell&#8217;Onda Anomala è stato esplicitamente appoggiato da intellettuali come Ezio Mauro, Umberto Eco, Massimiliano Fuksas, Stefano Rodotà, Adriano Prosperi  e Salvatore Settis.</p>
<p>Di seguito una cronologia degli episodi più significativi:</p>
<p>-6 ottobre 2008 il polo scientifico dell&#8217;Università degli Studi di Firenze viene occupato dagli studenti in seguito ad un&#8217;assemblea straordinaria, dando inizio alle mobilitazioni studentesche a Firenze e in Italia</p>
<p>-8 ottobre vengono occupati all&#8217;Università di Pisa il polo didattico &#8220;Carmignani&#8221; e il rettorato in seguito ad un&#8217;assemblea straordinaria autoconvocata che ha riempito Piazza dei cavalieri. Nelle ore successive dall&#8217;ufficio stampa del rettorato occupato viene proclamato lo stato di agitazione permanente.</p>
<p>-14 ottobre alla Sapienza di Roma un corteo interno parte dalla facoltà di lettere e blocca le lezioni. Viene occupata l’Aula 6 e viene proclamato lo stato di “agitazione permanente”</p>
<p>-15 ottobre sempre alla Sapienza un altro corteo interno sfila per le facoltà dell’ateneo. A Napoli un corteo spontaneo parte dall’università Federico II e percorre le strade del centro.</p>
<p>-16 ottobre dalla Sapienza di Roma dopo un&#8217;assemblea d&#8217;ateneo generale si muove un corteo non autorizzato che attraversa le strade della città e, dopo una contestazione al Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, occupa i binari della stazione Termini.</p>
<p>-17 ottobre in occasione dello sciopero nazionale del sindacalismo di base a Roma migliaia di studenti deviano dal percorso del corteo e raggiungono il Ministero dell&#8217;Istruzione sul lungotevere dopo aver sfondato un cordone di carabinieri.</p>
<p>-20 ottobre 15.000 studenti sfilano per le strade di Palermo in un corteo non autorizzato partito dalla facoltà di Lettere e Filosofia in viale delle Scienze.</p>
<p>-21 ottobre a Torino dopo un corteo spontaneo viene occupato Palazzo Nuovo, a Milano, Firenze e a Napoli migliaia di studenti si riversano per le strade in cortei spontanei.  A Bologna durante un corteo non autorizzato viene occupata la stazione.  A Roma si celebra l&#8217;&#8221;assedio&#8221; al Senato Accademico.</p>
<p>-23 ottobre a Roma un corteo di circa 15 mila studenti parte dalla Sapienza per dirigersi verso il Senato. Giunto a Palazzo Madama il corteo stazionerà per alcune ora lanciando slogan e insulti contro il governo.</p>
<p>-24 ottobre a Venezia più di 2.000 studenti si dirigono in corteo a Rialto e bloccano il ponte.  A Roma nel pomeriggio circa 3.000 studenti si muovono in corteo dall&#8217;università La Sapienza e raggiungono in metropolitana (scavalcando i tornelli di ingresso) l&#8217;Auditorium, dove si sta svolgendo il Festival del Cinema, bloccando l&#8217;ingresso per diverse ore.</p>
<p>-26 ottobre a Roma e Napoli nascono cortei spontanei di studenti medi.  Il corteo romano terminerà con un nuovo sit-in sotto al Senato.</p>
<p>-28 ottobre a Torino, Venezia, Roma e Palermo si moltiplicano i cortei sponanei. A Roma la mobilitazione più intensa, con sette cortei che da vari punti della città confluiscono nuovamente sotto il Senato dando vita ad un sit-in che si protrarrà fino a tarda sera.</p>
<p>-29 ottobre il giorno dell&#8217;approvazione della legge Gelmini al Senato si generano proteste in tutta Italia con cortei e blocchi stradali e ferroviari: a Milano cortei spontanei paralizzano la circolazione della città e vengono occupati i binari della stazione di Lambrate.  A Napoli gli studenti in corteo bloccano i binari della stazione centrale.  A Palermo un corteo non autorizzato blocca le strade del centro.  A Roma migliaia di studenti raggiungono in corteo Palazzo Madama e presidiano piazza Navona per molte ore.  Cortei spontanei si verificano anche a Torino, Alessandria, Bologna, Salerno, Firenze, Padova, Venezia, Cagliari, Genova, Catanzaro, Potenza e Messina.</p>
<p>-30 ottobre in occasione del grande corteo nazionale organizzato dalla CGIL in concomitanza con lo sciopero nazionale della scuola migliaia di studenti deviano dal percorso autorizzato e raggiungono il Ministero dell&#8217;Istruzione dando vita ad un &#8220;assedio&#8221; simbolico.  </p>
<p>-7 novembre a Milano dopo l&#8217;irruzione degli universitari negli uffici della Statale  gli studenti danno vita ad un corteo non autorizzato che sfila per le strade del centro.  A Pisa studenti medi ed universitari occupano la stazione ferroviaria per più di due ore.  Cortei spontanei anche a Bologna, Modena e Parma.[49][50][51] A Roma una manifestazione non autorizzata di 30 mila studenti, medi ed universitari, attraversa la città creando notevoli disagi alla circolazione stradale.</p>
<p>-14 novembre a Roma in occasione dello sciopero nazionale dell&#8217;univeristà dalla grande manifestazione nazionale del movimento studentesco il corteo sfila per le strade del centro e prosegue oltre la fine del percorso autorizzato per raggiungere Montecitorio, che verrà simbolicamente assediato per l&#8217;intera giornata.</p>
<p>-23 novembre a Torino gli studenti scendono in corteo spontaneo per protestare contro lo stato dell&#8217;edilizia scolastica dopo il crollo del soffitto del liceo Darwin di Rivoli che ha portato alla morte dello studente Vito Scafidi. Successivamente irrompono al Torino Film Festival interrompendo le proiezioni.</p>
<p>-28 novembre a Roma centinaia di studenti della Sapienza fanno irruzione nell’Aula Magna del rettorato bloccando la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico.  Successivamente gli studenti scendono in corteo per le strade limitrofe alla zona universitaria bloccando il traffico.[59] A Torino centinaia di studenti universitari bloccano il centro cittadino per dirigersi verso la struttura di &#8220;Torino Incontra&#8221; dove si sta svolgendo il covegno sul futuro della città promosso dal comune di Torino e dall&#8217;Associazione Torino Internazionale. A Bologna gli studenti fanno irruzione nella sede dell’Unicredit di via Rizzoli per protestare contro la socializzazione delle perdite degli istituti di bancari.[60]</p>
<p>-12 dicembre il movimento organizza una giornata di &#8220;sciopero generale generalizzato&#8221; su scala nazionale insieme alla CGIL e ai Cobas.[61] In più capoluoghi i cortei degli studenti deviano dal percorso autorizzato e occupano i consolati greci in solidarietà al movimento ellenico che in quei giorni protesta per la morte dell&#8217;anarchico quindicenne Alexandros Grigoropoulos.[62]</p>
<p>-18 marzo 2009 in tutta Italia, nel giorno dello sciopero dei lavoratori della conoscenza, indetto dalla Flc-Cgil, l&#8217;onda torna in piazza.[63]</p>
<p>-28 marzo il movimento dell&#8217;Onda aderisce alla manifestazione nazionale del sindacalismo di base (CUB, Cobas, SdL) contro il G14 dei ministri del welfare sulla crisi.[64][65][66]</p>
<p>-4 aprile 300 studenti dell&#8217;Onda partono dalla Sapienza per dirigersi al Ministero dell&#8217;Istruzione che verrà bersagliato con un fitto lancio di scarpe (contestazione simbolica comune in tutta Europa che richiama il lancio della scarpa del cronista iracheno al Presidente degli Stati Uniti George W. Bush nel dicembre del 2008).[67] Gli studenti sfilano per le strade di Roma e occupano piazza del Campidoglio esponendo un grande striscione per contestare il protocollo sui cortei che regolamenta le manifestazioni pubbliche nella capitale.[68]</p>
<p>-19 maggio circa 10.000 studenti sfilano per le strade di Torino contro quello che viene definito &#8220;l&#8217;insostenibile G8 dell&#8217;università&#8221;, il G8 University Summit, un incontro internazionale che vede la presenza di 41 rettori delle università italiane e rappresentanze di oltre 200 atenei di tutto il mondo.<span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Ha scelto di chiamarsi &#8220;Onda&#8221; (o &#8220;Onda Anomala&#8221;) il movimento di studenti universitari e medi nato negli atenei e nelle scuole superiori italiane nell&#8217;autunno del 2008[1]. La nascita di tale movimento studentesco è legata all&#8217;approvazione dei Decreti Legge n° 112/2008 e n° 137/2008, adottati durante l&#8217;estate e successivamente convertiti in Legge (rispettivamente Legge n° 133 del 6 agosto 2008 e Legge n° 169 del 29 ottobre 2008).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">Le critiche che l&#8217;Onda ha mosso ai suddetti provvedimenti legislativi sono state principalmente di due ordini, giuridico e socio-economico.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-sotto il primo punto di vista, è stato obiettato che le leggi in questione violano, nella lettera e nella sostanza, la Costituzione Italiana, e più precisamente gli Articoli nn° 3, 9, 33 e 34; </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-sotto il secondo punto di vista, è stato messo in evidenza la scomparsa di numerosi posti di lavoro, l&#8217;abbassamento di qualità delle istituzioni della formazione che verrebbero subordinate a consigli d&#8217;amministrazione con partecipazione di privati e, quindi, alle logiche di mercato, con un conseguente aumento delle tasse universitarie tale da rendere l&#8217;Università inaccessibile ai meno abbienti. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">Inoltre, i tagli sono stati presentati dal governo come un mezzo per combattere gli sprechi, ma è stato obiettato da un lato che il carattere indiscriminato dei tagli non colpisce gli sprechi in alcun modo, dall&#8217;altro che, nello stesso tempo, vengono varate dal Governo decisioni che comportano spese giudicate inopportune e inutili, come per esempio l&#8217;acquisto di lavagne multimediali per le scuole per un ammontare di 20 milioni di euro[3]. Questa critica è stata esposta in maniera sempre più viva in particolare in relazione al panorama di degrado dell&#8217;edilizia pubblica scolastica che, nel periodo delle contestazioni, ha portato alla morte di uno studente di 17 anni durante un crollo del soffitto del Liceo Darwin di Rivoli.[4] Le reazioni del movimento hanno portato a cortei spontanei e al blocco del Torino Film Festival che si svolgeva proprio in quei giorni nel capoluogo piemontese.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">Inoltre, è stato rilevato che nei momenti di crisi economica è sconsigliabile tagliare sui settori della formazione, che sono considerati assolutamente necessari per il funzionamento di una società, delle sue istituzioni e della sua economia.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">Da queste accuse il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, il Ministro dell&#8217;Economia e Finanze Giulio Tremonti e il Ministro dell&#8217;Istruzione, Università e Ricerca Maria Stella Gelmini si sono sempre difesi, anche se gli esponenti del movimento si sono dichiarati sempre insoddisfatti da queste risposte.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">In un&#8217;occasione, Silvio Berlusconi si è spinto oltre, dichiarando l&#8217;intento di inviare le forze dell&#8217;ordine nelle scuole e negli atenei a sedare la proteste[6].</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">D&#8217;altro canto, il 23 ottobre 2008 il Presidente Emerito Francesco Cossiga, in un&#8217;intervista al Quotidiano Nazionale, propose al Ministro dell&#8217;Interno Roberto Maroni la sua soluzione per contenere il dissenso universitario nei confronti della Legge n° 133/2008: evitare di chiamare in causa la polizia, ma screditare il movimento studentesco infiltrando agenti provocatori, e solo allora, dopo i prevedibili disordini, &#8220;le forze dell&#8217;ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale&#8221;. Nell&#8217;affermare ciò Francesco Cossiga sostiene che il terrorismo degli anni &#8216;70 era partito proprio dalle università, e conferma di avere già attuato una strategia simile quando egli stesso era stato Ministro dell&#8217;Interno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">Oltre ad innumerevoli manifestazioni locali, cortei autorizzati e non, che hanno percorso tutte le città d&#8217;Italia dall&#8217;inizio di ottobre 2008, ha dato luogo a varie manifestazione nazionali con centinaia di migliaia di persone in occasione degli scioperi convocati da diversi sindacati:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-il 17 ottobre a Roma e a Milano 1° NO GELMINI DAY in occasione dello sciopero dei sindacati di base, </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-il 30 ottobre 2° NO GELMINI DAY in moltissime città in occasione dello sciopero nazionale della scuola della CGIL, </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-il 14 novembre a Roma, 3° NO GELMINI DAY in occasione dello sciopero nazionale dell&#8217;università della CGIL. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-il 12 dicembre in numerose città in occasione dello sciopero generale indetto dalla CGIL e dai Sindacati di Base. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">Una settimana prima del 3° NO GELMINI DAY (14 novembre) si è tenuta la prima assemblea nazionale dell&#8217;Onda nel plesso didattico occupato di Viale Morgagni a Firenze, seguita poi 15 e 16 novembre da una seconda assemblea nazionale nelle aule dell&#8217;Università La Sapienza occupate dagli studenti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Il Movimento Studentesco dell&#8217;Onda Anomala è stato esplicitamente appoggiato da intellettuali come Ezio Mauro, Umberto Eco, Massimiliano Fuksas, Stefano Rodotà, Adriano Prosperi <span> </span>e Salvatore Settis.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">Di seguito una cronologia degli episodi più significativi:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-6 ottobre 2008 il polo scientifico dell&#8217;Università degli Studi di Firenze viene occupato dagli studenti in seguito ad un&#8217;assemblea straordinaria, dando inizio alle mobilitazioni studentesche a Firenze e in Italia</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-8 ottobre vengono occupati all&#8217;Università di Pisa il polo didattico &#8220;Carmignani&#8221; e il rettorato in seguito ad un&#8217;assemblea straordinaria autoconvocata che ha riempito Piazza dei cavalieri. Nelle ore successive dall&#8217;ufficio stampa del rettorato occupato viene proclamato lo stato di agitazione permanente. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-14 ottobre alla Sapienza di Roma un corteo interno parte dalla facoltà di lettere e blocca le lezioni. Viene occupata l’Aula 6 e viene proclamato lo stato di “agitazione permanente”</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-15 ottobre sempre alla Sapienza un altro corteo interno sfila per le facoltà dell’ateneo. A Napoli un corteo spontaneo parte dall’università Federico II e percorre le strade del centro. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-16 ottobre dalla Sapienza di Roma dopo un&#8217;assemblea d&#8217;ateneo generale si muove un corteo non autorizzato che attraversa le strade della città e, dopo una contestazione al Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, occupa i binari della stazione Termini.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-17 ottobre in occasione dello sciopero nazionale del sindacalismo di base a Roma migliaia di studenti deviano dal percorso del corteo e raggiungono il Ministero dell&#8217;Istruzione sul lungotevere dopo aver sfondato un cordone di carabinieri. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-20 ottobre 15.000 studenti sfilano per le strade di Palermo in un corteo non autorizzato partito dalla facoltà di Lettere e Filosofia in viale delle Scienze.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-21 ottobre a Torino dopo un corteo spontaneo viene occupato Palazzo Nuovo, a Milano, Firenze e a Napoli migliaia di studenti si riversano per le strade in cortei spontanei. <span> </span>A Bologna durante un corteo non autorizzato viene occupata la stazione. <span> </span>A Roma si celebra l&#8217;&#8221;assedio&#8221; al Senato Accademico.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-23 ottobre a Roma un corteo di circa 15 mila studenti parte dalla Sapienza per dirigersi verso il Senato. Giunto a Palazzo Madama il corteo stazionerà per alcune ora lanciando slogan e insulti contro il governo. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-24 ottobre a Venezia più di 2.000 studenti si dirigono in corteo a Rialto e bloccano il ponte. <span> </span>A Roma nel pomeriggio circa 3.000 studenti si muovono in corteo dall&#8217;università La Sapienza e raggiungono in metropolitana (scavalcando i tornelli di ingresso) l&#8217;Auditorium, dove si sta svolgendo il Festival del Cinema, bloccando l&#8217;ingresso per diverse ore. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-26 ottobre a Roma e Napoli nascono cortei spontanei di studenti medi. <span> </span>Il corteo romano terminerà con un nuovo sit-in sotto al Senato. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-28 ottobre a Torino, Venezia, Roma e Palermo si moltiplicano i cortei sponanei. A Roma la mobilitazione più intensa, con sette cortei che da vari punti della città confluiscono nuovamente sotto il Senato dando vita ad un sit-in che si protrarrà fino a tarda sera.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-29 ottobre il giorno dell&#8217;approvazione della legge Gelmini al Senato si generano proteste in tutta Italia con cortei e blocchi stradali e ferroviari: a Milano cortei spontanei paralizzano la circolazione della città e vengono occupati i binari della stazione di Lambrate. <span> </span>A Napoli gli studenti in corteo bloccano i binari della stazione centrale. <span> </span>A Palermo un corteo non autorizzato blocca le strade del centro. <span> </span>A Roma migliaia di studenti raggiungono in corteo Palazzo Madama e presidiano piazza Navona per molte ore. <span> </span>Cortei spontanei si verificano anche a Torino, Alessandria, Bologna, Salerno, Firenze, Padova, Venezia, Cagliari, Genova, Catanzaro, Potenza e Messina.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-30 ottobre in occasione del grande corteo nazionale organizzato dalla CGIL in concomitanza con lo sciopero nazionale della scuola migliaia di studenti deviano dal percorso autorizzato e raggiungono il Ministero dell&#8217;Istruzione dando vita ad un &#8220;assedio&#8221; simbolico. <span> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-7 novembre a Milano dopo l&#8217;irruzione degli universitari negli uffici della Statale <span> </span>gli studenti danno vita ad un corteo non autorizzato che sfila per le strade del centro. <span> </span>A Pisa studenti medi ed universitari occupano la stazione ferroviaria per più di due ore. <span> </span>Cortei spontanei anche a Bologna, Modena e Parma.[49][50][51] A Roma una manifestazione non autorizzata di 30 mila studenti, medi ed universitari, attraversa la città creando notevoli disagi alla circolazione stradale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-14 novembre a Roma in occasione dello sciopero nazionale dell&#8217;univeristà dalla grande manifestazione nazionale del movimento studentesco il corteo sfila per le strade del centro e prosegue oltre la fine del percorso autorizzato per raggiungere Montecitorio, che verrà simbolicamente assediato per l&#8217;intera giornata.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-23 novembre a Torino gli studenti scendono in corteo spontaneo per protestare contro lo stato dell&#8217;edilizia scolastica dopo il crollo del soffitto del liceo Darwin di Rivoli che ha portato alla morte dello studente Vito Scafidi. Successivamente irrompono al Torino Film Festival interrompendo le proiezioni.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-28 novembre a Roma centinaia di studenti della Sapienza fanno irruzione nell’Aula Magna del rettorato bloccando la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico. <span> </span>Successivamente gli studenti scendono in corteo per le strade limitrofe alla zona universitaria bloccando il traffico.[59] A Torino centinaia di studenti universitari bloccano il centro cittadino per dirigersi verso la struttura di &#8220;Torino Incontra&#8221; dove si sta svolgendo il covegno sul futuro della città promosso dal comune di Torino e dall&#8217;Associazione Torino Internazionale. A Bologna gli studenti fanno irruzione nella sede dell’Unicredit di via Rizzoli per protestare contro la socializzazione delle perdite degli istituti di bancari.[60] </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-12 dicembre il movimento organizza una giornata di &#8220;sciopero generale generalizzato&#8221; su scala nazionale insieme alla CGIL e ai Cobas.[61] In più capoluoghi i cortei degli studenti deviano dal percorso autorizzato e occupano i consolati greci in solidarietà al movimento ellenico che in quei giorni protesta per la morte dell&#8217;anarchico quindicenne Alexandros Grigoropoulos.[62] </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-18 marzo 2009 in tutta Italia, nel giorno dello sciopero dei lavoratori della conoscenza, indetto dalla Flc-Cgil, l&#8217;onda torna in piazza.[63] </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-28 marzo il movimento dell&#8217;Onda aderisce alla manifestazione nazionale del sindacalismo di base (CUB, Cobas, SdL) contro il G14 dei ministri del welfare sulla crisi.[64][65][66] </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">-4 aprile 300 studenti dell&#8217;Onda partono dalla Sapienza per dirigersi al Ministero dell&#8217;Istruzione che verrà bersagliato con un fitto lancio di scarpe (contestazione simbolica comune in tutta Europa che richiama il lancio della scarpa del cronista iracheno al Presidente degli Stati Uniti George W. Bush nel dicembre del 2008).[67] Gli studenti sfilano per le strade di Roma e occupano piazza del Campidoglio esponendo un grande striscione per contestare il protocollo sui cortei che regolamenta le manifestazioni pubbliche nella capitale. </span></span></p>
<p><span style="font-size:11pt;line-height:115%;font-family:&#34;">-19 maggio circa 10.000 studenti sfilano per le strade di Torino contro quello che viene definito &#8220;l&#8217;insostenibile G8 dell&#8217;università&#8221;, il G8 University Summit, un incontro internazionale che vede la presenza di 41 rettori delle università italiane e rappresentanze di oltre 200 atenei di tutto il mondo.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Movimento Studentesco del '68]]></title>
<link>http://ilrossopomodoro.wordpress.com/2009/07/30/il-movimento-studentesco-del-68/</link>
<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 12:34:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilrossopomodoro</dc:creator>
<guid>http://ilrossopomodoro.wordpress.com/2009/07/30/il-movimento-studentesco-del-68/</guid>
<description><![CDATA[ Movimento Studentesco o MS o M.S. fu il nome di un&#8217;organizzazione extraparlamentare studentes]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-70" title="300px-Foto21[1]" src="http://ilrossopomodoro.wordpress.com/files/2009/07/300px-foto211.jpg" alt="300px-Foto21[1]" width="300" height="225" /> Movimento Studentesco o MS o M.S. fu il nome di un&#8217;organizzazione extraparlamentare studentesca di sinistra, forte in molti atenei, particolarmente a Milano.</p>
<p>All&#8217;inizio degli anni Sessanta l&#8217;incremento del livello culturale e la maturazione della società permisero agli studenti medi ed universitari di chiedere delle riforme e di ottenere maggiore partecipazione alle decisioni che riguardavano le attività scolastiche. Il termine movimento studentesco, in senso lato, indica il vasto movimento nel settore degli studenti medi e universitari in Italia, attivo dai primi anni sessanta ad oggi. Esso tende a democratizzare le strutture della scuola e a migliorare la collaborazione tra scuola e società. Alterna periodi di attività incisiva a periodi di attività riflessiva.</p>
<p>All&#8217;interno di questo vasto e variegato movimento si enuclearono dei specifici movimenti di durata e localizzazione e scopi definiti in modo specifico. Il termine Movimento Studentesco o MS, in senso specifico, indica una specifica struttura nata all&#8217;Università Statale di Milano e diffusasi nella maggior parte delle scuole milanesi e oltre.</p>
<p>In altre zone il Movimento studentesco assunse inizialmente una più ampia articolazione. A Brescia, per esempio, ebbe inizialmente una connotazione più unitaria. Nella prima metà degli anni &#8216;70 il MS Bresciano perse la componente di Lotta continua; solo successivamente la componente che si rifaceva alla FGCI si distaccò dall&#8217;MS, dopo un duro confronto, fondando con componenti più moderate il Movimento Democratico degli Studenti. Le parole d&#8217;ordine degli schieramenti contrapposti erano &#8220;gestione sociale&#8221; e &#8220;uso parziale alternativo&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A Margherita Cagol]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/06/05/a-margherita-cagol/</link>
<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 05:47:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nell&#8217;anniversario del suo assassinio, questo blog (che ha una categoria dedicata ai compagni u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Nell&#8217;anniversario del suo assassinio, questo blog (che ha una categoria dedicata ai compagni uccisi) parla anche di Margherita Cagol, che scelse <em>Mara</em> come nome di battaglia e militò nelle Brigate Rosse dalla loro formazione al sequestro Gancia e alla conseguente sparatoria della cascina Spiotta del 5 giugno 1975, dove venne uccisa dai carabinieri. Il materiale sulla Cagol è tanto e variegato e la scelta è stata difficile &#8230; non ho messo le sue lettere alla famiglia perchè sono facilmente rintracciabili in rete, ed ho quindi usato stralci del ricordo presente nel terzo volume del Progetto Memoria, &#8220;Gli Sguardi Ritrovati&#8221;, Edizioni Sensibili alle Foglie.</p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#ff0000;">MARGHERITA CAGOL</span></strong><span style="color:#ff0000;"><br />
</span> &#8211; Nasce a Sardagna di Trento l’ 8 Aprile 1945<br />
- Si diploma in ragioneria nel 1964<br />
- milita nel movimento studentesco di Trento<br />
- si laurea in sociologia presso l’università di Trento nel 1969<br />
- milita nel Comitato Unitario di Base della Pirelli, nel Collettivo Politico Metropolitano e in Sinistra Proletaria.<br />
- dal settembre 1970 milita nelle Brigate Rosse<br />
- nell’estate del 1972 si trasferisce a Torino<br />
- viene uccisa dai carabinieri il 5 giugno 1975, ad Arzello d’Acqui (AL)</p>
<p><strong><em>Loris Paroli, Testimonianza al Progetto Memoria, Reggio Emilia 1995</em></strong>.<br />
<a rel="attachment wp-att-2751" href="http://baruda.net/2009/06/05/a-margherita-cagol/br_marac/"><img class="alignleft size-full wp-image-2751" title="br_marac" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/05/br_marac.jpg" alt="br_marac" width="270" height="237" /></a>“[…] Mara era una dirigente comunista, una delle prime donne emancipate dell’epoca moderna e credeva alla donna come uno dei poli della societa’; determinante per l’emancipazione di tutti gli altri. Un giorno manifestando a lei le mie perplessità sulla poca presenza femminile nella nostra organizzazione, anche in relazione alla durezza del vivere clandestini tra soli maschi, mi disse di essere certa che la componente donna nell’arco di pochi anni sarebbe aumentata enormemente. Aveva avuto ragione. Infatti in pochi anni quasi tutte le organizzazioni armate erano dirette da una elevata componente femminile. E questo è uno degli aspetti più profondi della nostra storia, mai messo in luce da colo i quali hanno riversato su centinaia di libri tutti quei tentativi manipolati e disperati nel volerla spiegare.<br />
Mara era una compagna vera e concreta e sapeva costruire relazioni semplicie complesse con tutti i compagni. Con lei non vedevi mai la rottura tra le discussioni politiche e il momento in cui si poteva suonare la chitarra e cantare, scherzare o ridere, o quando si cucinava o si era a tavola. Il tempo era per lei tutto dentro una scelta di vita e con dolcezza sapeva sempre armonizzare i momenti belli con quelli stressanti e angosciosi.<br />
Sul piano personale è la compagna che mi aspetta all’imbocco dell’autostrada di Reggio Emilia, nel lontano ’74, quando faccio la scelta della clandestinità. Ed è lei che fin dal primo momento sa leggermi dentro e capire quanto per me questa scelta fosse anche una scelta sofferta, dato che avevo lasciato gli affetti personali, soprattutto quelli del figlio.<br />
Questa sua comprensione era importante, per me era liberatoria, non mi costringeva, rispetto a certe persone tutte d’un blocco, a essere quello che non ero…<br />
Sul piano politico sono molti i momenti cruciali dove Mara è esageratamente attiva, propulsiva e stimolante nei confronti di tutti nei della colonna di Torino. Un particolare importante: quando l’esecutivo decide di far entrare ‘Frate Mitra’ nelle BR, lei si oppone, politicamente condivideva il metodo di farlo entrare trasversalmente; asseriva che lui doveva inserirsi nel mondo di lavoro e solo in seguito a verifiche… avremmo valutato se e come farlo entrare nell’organizzazione. Nessuno la ascoltò. Frate Mitra si rivelò una spia facendo arrestare Curcio e Franceschini.<br />
Ma il momento più rivelante, ricco e nel contempo lacerante è quello dei primi mesi del ’75, quando noi di Torino proponemmo di affrontare il problema dei nostri compagni prigionieri. Periodo ricco perché dopo tanti compagni arrestati avevamo rimesso assieme le forze in grado di riprendere l’iniziativa teorica e pratica della propaganda guerrigliera. Lacerante in quanto la proposta di Torino non era condivisa da molti compagni di altre colonne. Infatti alla proposta  operativa di liberare Curcio da Casale Monferrato, due compagni scelsero di uscire dall’organizzazione. Altri compagni sospettarono Mara di personalismo, in quanto moglie di Renato (ma se vi fosse stato in lei anche una quota di personalismo affettuoso verso il compagno da liberare era una cosa così grave?) il che non era assolutamente vero: noi di Torino stavamo lavorando da tempo anche su altre prigioni dove erano rinchiusi dei nostri compagni. Solo che proponemmo Casale dove le nostre inchieste avevano individuato dei punti vulnerabili più che altrove. <a rel="attachment wp-att-2752" href="http://baruda.net/2009/06/05/a-margherita-cagol/mara2/"><img class="alignright size-full wp-image-2752" title="mara2" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/05/mara2.jpg" alt="mara2" width="252" height="368" /></a><br />
Alla fine di una serie di dibattiti riuscimmo a far passare la proposta e facemmo l’intervento alla prigione. La cosa riuscì: fu una delle più belle azioni guerrigliere delle BR, attorno alla quale il consenso e l’entusiasmo si manifestarono a livello di massa. Il giorno prima di quell’azione io e Mara ci appartammo in macchina in un viottolo per attendere il momento di fare un sopralluogo al passaggio a livello… E, in attesa che calassero le sbarre, ricordo quel tempo durato circa un’ora di totale mutismo tra me e lei, mentre ascoltavamo Bob Dylan. […] Di certo avevamo la consapevolezza del fatto che all’indomani dovevamo affrontare per la prima volta un attacco ad una struttura militare dello Stato. E benché il nostro intento fosse quello di fare tutto il possibile per evitare sparatorie, non sapevamo se era realizzabile: potevamo lasciarci anche la pelle. La paura è sempre in relazione a ciò che non sei in grado di prevedere, a ciò che non conosci esaurientemente e temi di non saper affrontare i problemi che ti pone.<br />
Mentre parlo di Mara mi accorgo di avere il pensiero fisso alla cascina Spiotta su quel maledetto lenzuolo bianco che sovrasta il suo corpo. Quello è stato unp dei primi sipari calati sulla nostra storia. Ma la cascina Spiotta di Mara non è solo quel finale. Lei in quella nostra vare con diversi ettari di terra era molto attiva e coltivava di tutto, dalle verdure ai frutti e mi parlava spesso di ogni sorta di piante. Simpaticamente, con gesti rassomiglianti ai contadini, l’ho vista irrorare il vigneto su quella dolce rupe delle Langhe, dove il sole si confondeva sul sorriso del suo viso biondo trentino. Lei era una poetessa della vita, nella vita, per la vita; per cui manifestava sempre quella generosità nel suo essere compagna che oltrepassava tutti i limiti, fino a quello di vent’anni fa dove morimmo un po’ tutti sotto quel lenzuolo bianco, ma anche dove rinascemmo un po’ tutti.”</p>
<p><strong><em>ANONIMO: Trafiletto senza luogo né data in Rosso contro la Repressione 16, Milano 1975<br />
</em></strong>“Margherita Cagol.<br />
Dipinta come un’appendice del marito, da cui “dovrebbe” aver preso l’ideologia rivoluzionaria più per amore che per la sua reale scelta politica, Margherita Cagol, ora assassinata nello scontro di Acqui, è considerata dallo Stato e dalla stampa borghese come una donna totalmente incapace di scelte personali dettate da una presa di coscienza politica.<br />
La stampa borghese, serva dei padroni, porta nei suoi confronti un duplice abominevole attacco: oltre alla denigrazione personale che colpisce la donna in quanto sottospecie umana incapace  di fare scelte rivoluzionarie autonome.<br />
Margherita è morta, assassinata dallo stato della violenza come migliaia di altri ed altre rivoluzionarie, pienamente cosciente della sua <a rel="attachment wp-att-2756" href="http://baruda.net/2009/06/05/a-margherita-cagol/hbunir8g_pxgen_r_467xa/"><img class="alignleft size-full wp-image-2756" title="HBuNiR8G_Pxgen_r_467xA" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/06/hbunir8g_pxgen_r_467xa.jpg" alt="HBuNiR8G_Pxgen_r_467xA" width="374" height="251" /></a>scelta di lotta fatta per abbattere il sistema capitalistico e per eliminare quindi lo sfruttamento di qualsiasi essere umano su un altro essere umano.<br />
Evidentemente non meraviglia affatto i compagni rivoluzionari l’attacco politico della stampa sia di Stato che riformista sulle forme di organizzazione e di resistenza armata oggi esistenti in Italia, ma piuttosto il fatto che a questo si aggiunge l’attacco alla donna che non può fare queste scelte politiche se non in quanto manipolata da un uomo di cui si è innamorata perdutamente e per frustrazioni amorose in generale. E’ il caso anche della compagna Ulrike Meinhof oggi coinvolta nel processo più scandalosamente antidemocratico e illegale dell’occidente capitalistico.<br />
Ulrike Meinhof avrebbe intrapreso all’interno di un’organizzazione armata a causa di sue precedenti delusioni amorose. E’ la disperazione individuale, l’insoddisfazione all’interno dei rapporti personali che muove la donna a votarsi e a sacrificarsi per la causa rivoluzionaria. Noi sappiamo che sia Margherita sia Ulrike  hanno fatto le loro scelte di classe e d’organizzazione in base a una presa di coscienza precisa e ad una analisi del momento politico, (fase politica, autonomia della classe, ruolo del riformismo, organizzazione) che pur non condividendo, non possiamo che rispettare.<br />
Nel conto che dovranno pagare i padroni e i loro servi, aggiungiamo anche questo modo di trattare la donna.<br />
Pagherete Caro, pagherete tutto”</p>
<p><strong><em>BRIGATE ROSSE: Volantino di Commemorazione del 6 Giugno 1975:<br />
</em></strong>“Ai compagni dell’organizzazione, alle forze sinceramente rivoluzionarie, a tutti i proletari. È caduta combattendo Margherita Cagol, “Mara”, dirigente comunista e membro del Comitato esecutivo delle Brigate Rosse. <a rel="attachment wp-att-2757" href="http://baruda.net/2009/06/05/a-margherita-cagol/mara1/"><img class="alignright size-full wp-image-2757" title="mara1" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/06/mara1.jpg" alt="mara1" width="240" height="340" /></a><br />
La sua vita e la sua morte sono un esempio che nessun combattente per la libertà potrà dimenticare. Fondatrice della nostra organizzazione, “Mara” ha dato un inestimabile contributo di intelligenza, di abnegazione, di umanità, alla nascita dell’autonomia operaia e della lotta armata per il comunismo. Comandante politico-militare di colonna, “Mara” ha saputo guidare vittoriosamente alcune fra le più importanti operazioni dell’organizzazione. Valga per tutte la liberazione di un nostro compagno dal carcere di Casale Monferrato. Non possiamo permetterci di versare lacrime sui nostri caduti, ma dobbiamo impararne la lezione di lealtà, coerenza, coraggio ed eroismo! È la guerra che decide in ultima analisi della questione del potere: la guerra di classe rivoluzionaria. E questa guerra ha un prezzo: un prezzo alto certamente, ma non così alto da farci preferire la schiavitù del lavoro salariato, la dittatura della borghesia nelle sue varianti fasciste o socialdemocratiche. Non è il voto che decide la conquista del potere; non è con una scheda che si conquista la libertà. Che tutti i sinceri rivoluzionari onorino la memoria di “Mara” meditando l’insegnamento politico che ha saputo dare con la sua scelta, con il suo lavoro, con la sua vita.  Che mille braccia si protendano per raccogliere il suo fucile!<br />
Noi, come ultimo saluto, le diciamo: “Mara”, un fiore è sbocciato, e questo fiore di libertà le Brigate Rosse continueranno a coltivarlo fino alla vittoria! Lotta armata per il comunismo”</p>
<p style="margin:0 0 15px;padding:0;"><em>Nessuno sarà padrone di questo corpo di laghi e vulcani<br style="margin:0;padding:0;" />di questa mescolanza di razze,<br style="margin:0;padding:0;" />di questa storia di lance;<br style="margin:0;padding:0;" />di questo popolo amante del mais,<br style="margin:0;padding:0;" />delle feste al chiaro di luna;<br style="margin:0;padding:0;" />del popolo dei canti e dei tessuti di tutti i colori.<br style="margin:0;padding:0;" />Nè lei nè io siamo morte senza un progetto, senza lasciare un’eredità.<br style="margin:0;padding:0;" />Siamo tornate alla terra da dove ancora torneremo a vivere.<br style="margin:0;padding:0;" />Popoleremo di frutti carnosi l’aria dei tempi nuovi.<br style="margin:0;padding:0;" />Colibrì Yarince<br style="margin:0;padding:0;" />Colibrì Felipe<br style="margin:0;padding:0;" />danzeranno sulle nostre corolle<br style="margin:0;padding:0;" />ci feconderanno eternamente.<br style="margin:0;padding:0;" />Vivremo nel crepuscolo della gioia<br style="margin:0;padding:0;" />nell’alba di tutti i giardini.<br style="margin:0;padding:0;" />Presto vedremo il giorno colmo di felicità<br style="margin:0;padding:0;" />le imbarcazioni dei conquistatori allontanarsi per sempre.<br style="margin:0;padding:0;" />Saranno nostri l’oro e le piume<br style="margin:0;padding:0;" />il cacao e il mango<br style="margin:0;padding:0;" />l’essenza dei sacuanjoches.<br style="margin:0;padding:0;" /><strong>Chi ama non muore mai.</strong></em></p>
<p style="margin:0 0 15px;padding:0;">Da<strong> <span style="color:#008000;margin:0;padding:0;"><em>La donna abitata</em></span></strong>, <span style="color:#008000;margin:0;padding:0;">Gioconda Belli</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Scuola: manifestazione di Cgil stamattina a Firenze]]></title>
<link>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/03/18/scuola-manifestazione-di-cgil-stamattina-a-firenze/</link>
<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 16:34:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzas75</dc:creator>
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<description><![CDATA[Da Nove.Firenze.it Diecimila persone a Firenze alla manifestazione regionale contro il precariato e ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:right;">Da <a href="http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=a9.03.18.13.56"><em>Nove.Firenze.it</em></a></p>
<p><img class="alignleft" style="border:0 none;" src="http://nove.aperion.cc/slir/w350-h450/foto/manifestazione_regionale.jpg" border="0" alt="" />Diecimila persone a Firenze alla manifestazione regionale contro il precariato e i tagli nel mondo della scuola, dall&#8217;asilo all&#8217;università in occasione dello sciopero generale dei settori della conoscenza. <!--more-->I lavoratori dei comparti pubblici e privati della scuola, dell&#8217;università e delle accademie hanno scioperato oggi con manifestazioni e cortei organizzati a Torino, Milano, Padova, Roma, Firenze, Modena, Bolzano ma anche nel resto d&#8217;Italia. Il mondo della scuola università e ricerca ha scioperato per la terza volta negli ultimi 6 mesi per richiedere al Governo di far marcia indietro rispetto ai disastrosi tagli alla conoscenza. Lo sciopero ha ottenuto un’adesione, secondo i primi dati, del 40%, con punte più elevate in alcuni Istituti. Il corteo di Firenze si è concluso con un’assemblea in piazza S. Croce dove hanno preso la parola i lavoratori, genitori, rappresentanti del movimento studentesco e precari che secondo il piano Gelmini, dal prossimo anno perderanno il posto di lavoro. L’assemblea si è conclusa con un lungo applauso seguito ai versi più significativi della nostra cultura nazionale declamati in un luogo tanto simbolico da un docente precario: “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza”.</p>
<p>“E&#8217; assurdo che in un momento di crisi il governo tagli sull&#8217;istruzione e la ricerca, in questo modo si colpisce alla base la possibilità di crescita del nostro Paese. Il Governo porta l&#8217;Italia lontano dai paesi più avanzati. E&#8217; il presente, fatto di spot e provvedimenti contingenti, che si mangia il futuro”. Lo dice il consigliere regionale del PD Diego Ciulli che ha preso parte stamani alla manifestazione dei lavoratori della conoscenza promossa dalla Cgil a Firenze. “Sulla scuola il Governo è in difficoltà – continua Ciulli &#8211; le famiglie hanno rifiutato il modello di tempo ridotto proposto dal Ministro Gelmini, ora il Governo Berlusconi rispetti la scelta delle famiglie, riveda i tagli ed assicuri gli organici necessari per garantire il tempo pieno a tutti quelli che l&#8217;hanno chiesto. Solo così – conclude il consigliere del Pd &#8211; potranno dimostrare che i messaggi tranquillizzanti di questo autunno non erano solo propaganda”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[I peggiori liceali sono i nostri... ma davvero? ]]></title>
<link>http://maxarifay.wordpress.com/2009/01/22/i-peggiori-liceali-sono-i-nostri-ma-davvero/</link>
<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 21:57:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Admin</dc:creator>
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<description><![CDATA[E così il Liceo di Bellinzona risulta essere il penultimo in classifica secondo uno studio che ha co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-152" title="libe_04" src="http://maxarifay.wordpress.com/files/2008/06/libe_04.jpg" alt="libe_04" width="192" height="143" />E così il Liceo di Bellinzona risulta essere il penultimo in classifica secondo uno studio che ha coinvolto numerosi studenti svizzeri. Nemmeno gli altri istituti cantonali stanno molto meglio. Tutti si prodigano a sostenere come questa non sia in realtà una classifica della qualità della scuola, ma solo uno strumento per migliorarsi. Possiamo usare tutte le belle espressioni che vogliamo pur di girare intorno alla torta, ma il dato evidente è proprio quello della classifica. Così almeno apparirà ai più.<br />
Questo articolo non vuole essere un atto di accusa alla scuola pubblica ticinese come qualcuno si potrà aspettare. Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) che ho coordinato per anni ha sempre indicato con chiarezza le lacune e la politica miope del DECS in merito alla scuola e all&#8217;educazione, ma non certo per le medesime ragioni che spingono i signori del Politecnico e della Confederazione a &#8220;testare&#8221; gli studenti per poi metterli sul podio come se la scuola potesse essere ridotta a una gara in cui i partecipanti sgomitano l&#8217;uno contro l&#8217;altro.<br />
I problemi della scuola pubblica ticinese ci sono (e non sono solo finanziari!) e vanno affrontati coinvolgendo chi li vive di persona, ossia insegnanti e studenti in primis. Ma dobbiamo farlo da noi senza lasciarci condizionare dai manager (o dai pedagogisti ad essi subalterni) che difendono un sistema formativo reazionario. Le critiche che piovono dall&#8217;alto del cupolone del Politecnico infatti non sono innocenti auspici di miglioramento: esse al contrario contengono messaggi impliciti agli addetti ai lavori. Messaggi che vanno trattati con cautela e spirito critico, pena la fine di quei (pochi) aspetti socialmente positivi rimasti nella scuola pubblica del nostro Cantone.<br />
I grandi saggi dell&#8217;educazione nazionale ci dicono che gli studenti ticinesi sono poco preparati nel lavoro individuale. Forse è così, sicuramente si potrà migliorare, ma il messaggio di fondo è un altro: basta con forme di cooperazione e sì a maggiore concorrenza individualistica fra gli allievi! Sepolto e dimenticato don Milani e con buona pace di ogni pedagogia collaborativa basata sulla costruzione collettiva dei saperi. La scuola così non sarà più una comunità educante ma un servizio pubblico mercificabile (e privatizzabile) come tutti gli altri, esattamente come ci insegnano i manager che teorizzano il profitto a scapito del lato umano anche nell&#8217;educazione.<br />
L&#8217;altro rimprovero, sempre velato e riferito in modo pacato come vuole la tradizione elvetica del politicamente corretto a tutti i costi, è quello dell&#8217;integrazione: la scuola pubblica ticinese, dicono, seleziona troppo poco al posto di avvantaggiare solo i &#8220;più dotati&#8221;! C&#8217;è chi è nato per studiare (e assumere ruoli di prestigio e comando nella società) e c&#8217;è chi è nato &#8230;per zappare (come dicevano una volta). In Svizzera interna funziona così: non solo la scuola media unitaria non è sempre presente tanto è vero che una prima forma di selezione può avvenire già al termine delle scuole elementari, ma esistono anche forme di &#8220;numerus clausus&#8221; ben prima dell&#8217;università così da diminuire quella che un mio insegnante al liceo definiva &#8220;l&#8217;élite culturale&#8221;. Forse che la nostra società abbia timore di una popolazione troppo istruita? Come leggere se non in quest&#8217;ottica anche il preventivato taglio ticinese alle borse di studio, fortunatamente bocciato in Granconsiglio dopo lo sciopero degli studenti?<br />
Una terza tirata d&#8217;orecchie ci arriva perché i liceali ticinesi sono poco preparati nelle materie scientifiche. Già nel 1997 con l&#8217;introduzione della riforma liceale di allora i movimenti studenteschi protestarono sostenendo che si attribuiva troppo valore alle scienze sperimentali e matematiche togliendole alle materie umanistiche. Avevano ragione: lo scorso anno un&#8217;altra riforma liceale &#8211; la cosiddetta kleine Revision (mai tradotta in italiano nemmeno nel nome!) &#8211; non faceva altro che rafforzare ulteriormente questa tendenza. Le materie scientifiche, amorevolmente definite anche &#8220;blocco scientifico&#8221;, sono effettivamente un blocco: servono ad aumentare la selezione! Se ricominciassi il liceo oggi con le nuove normative probabilmente sarei bocciato a causa delle sole materie scientifiche (che naturalmente ho già scordato). Per carità e amor di patria: mi rendo conto che la Novartis, il Credito Svizzero o chi per essi si aspettino dalla scuola che sforni solo futuri lavoratori qualificati utili ai loro interessi e non certo improduttivi storici medievalisti, sociologi critici o linguisti, tuttavia mi ostino a credere che una società (se poi la vogliamo anche democratica) andrebbe sviluppata su altri concetti e su altri valori. Per fare questo questo, però, ci vuole un governo che abbia un coraggioso progetto politico, civico ed educativo, condiviso e costruito dal basso.<br />
La mentalità delle aziende private, insomma, ha ormai assunto quasi pieno potere anche nelle scelte pedagogiche (soprattutto a livello accademico e nella formazione professionale). In Svizzera interna tutto questo è già molto avanzato e ora lo vogliono &#8220;armonizzare&#8221; cioè imporlo a tutti i cantoni. La quasi unanimità delle forze politiche e sindacali schierate a favore dei nuovi articoli costituzionali sulla formazione votati nel 2006 e del concordato Harmos (che introducono elementi dell&#8217;economia privata nella scuola) indicano chiaramente che esiste un piano preciso di squalifica del ruolo della scuola pubblica. Questi test, a cui viene data tanta eco mediatica, come in passato il famoso test PISA promosso dall&#8217;Organizzazione Mondiale del Commercio, sono specchietti per le allodole: servono a trasmettere alla gente un senso di sfiducia verso la scuola pubblica per favorire il privato e per far approvare l&#8217;idea che l&#8217;unico valore è quello di essere compatibili con le volontà del padronato che indica alle scuole cosa insegnare e, quel che è peggio, a chi. E&#8217; lo stesso DECS ad ammettere infatti che è l&#8217;origine sociale dei giovani a influenzare, anche drasticamente, i loro risultati nello studio.<br />
Gli studenti hanno dimostrato quest&#8217;anno e già in passato di sapersi muovere, ora ci aspettiamo che gli insegnanti inizino ad alzare anche loro la voce ma nella giusta direzione: non verso i banchi (ad esempio dando note basse a chi organizza uno sciopero studentesco!), ma verso il palazzo!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[DOCUMENTI DELLA RIVOLTA STUDENTESCA FRANCESE-RISTAMPA ANASTATICA LATERZA 2008 -10 EURO ]]></title>
<link>http://recensionilibertarie.wordpress.com/2008/12/26/documenti-della-rivolta-studentesca-francese-ristampa-anastatica-laterza-2008-10-euro/</link>
<pubDate>Fri, 26 Dec 2008 11:37:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>prupitto69</dc:creator>
<guid>http://recensionilibertarie.wordpress.com/2008/12/26/documenti-della-rivolta-studentesca-francese-ristampa-anastatica-laterza-2008-10-euro/</guid>
<description><![CDATA[Pur nella eterogeneita&#8217; dei documenti raccolti-diversita&#8217; di toni e di temi d&#8217;altr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Pur nella eterogeneita&#8217; dei documenti raccolti-diversita&#8217; di toni e di temi d&#8217;altronde inevitabile-e&#8217; abbastanza agevole individuare  le linee di forza comuni.Sotto il profilo squisitamente ideologico le proposte che emergono dai documenti raccolti sono collocabili tra il socialismo marxiano e l&#8217;interpretazione anarchica della realta&#8217; storica:viene espressa infatti la necessita&#8217; di porre in atto l&#8217;uomo omnilaterale marxiano,di superare le divisioni sociali e gerarchiche (dalla quelle familiari a quelle sociali con particolare riferimento a quelle della realtà educativa),di conquistarsi-con lo sciopero e la violenza-la liberta&#8217;(che non puo&#8217; essere concessa dall&#8217;alto),di rigettare radicalmente la fonte del potere stesso e la sua manifestazione nella democrazia rappresentativa letta come tradimento della reale democrazia che non può che essere diretta,di costruire una societa&#8217; altra che oltrepassi i limiti del capitalismo e del socialismo autoritario.In particolare,consapevoli della portata rivoluzionaria dei contributi di Marx,Marcuse e Freud, i soggetti rivoluzionari rifiutano la tecnocrazia pur accettando la rivoluzione industriale -ma non certo le sue implicazioni alienanti-,leggono la democrazia rappresentativa come esempio di antidemocraticita&#8217; ma soprattutto vedono nella divisione tra classi  e nella divisione tra lavoro manuale e intellettuale l&#8217;esempio piu&#8217; chiaro di alienazione.In merito poi ai contesti  sociali specifici-l&#8217;universita&#8217; e la sessualita&#8217;-la critica alla realta&#8217; esistente si delinea in modo piu&#8217; chiaro:da un lato l&#8217;universita&#8217; deve divenire un focolaio di contestazione permanente e quindi diventare autonoma dal potere politico e cogestita in modo tale da stravolgere i falsi rapporti tra educatore ed educando oltrepassando lo spirito di competizione e opponendogli lo spirito di collaborazione non gerarchica e la pedagogia dei gruppi tematici;dall&#8217;altro lato l&#8217;apoliticita&#8217; dichiarata dal mondo universitario viene letta come mantenimento o perpetuazione dell&#8217;ordine costituito.Come i partiti dentro l&#8217;universita&#8217; sono letti come forme arcaiche di potere clienterale da rigettare, allo stesso modo le relazioni tra docente e alunno sono false perche&#8217; fittizie:il docente infatti non e&#8217; altro che un intermediario mercante e il suo rapporto con il discente si costruisce sulla base del ricatto e della umiliazione.Quanto all&#8217;esame questo non e&#8217; altro che una sanzione che impedisce al mondo universitario di divenire realmente egualitario.Anche di fronte alla sessualita&#8217; le proposte indicate dai documenti erano per la borghesia del tempo letti come dirompenti:la distruzione della autorita&#8217; non poteva non condurre al rifiuto netto dei rapporti tradizionali all&#8217;interno della famiglia,non poteva non condurre al rifiuto della famiglia in senso classico e alla accettazione della coppia che liberamente si crea e altrettanto liberamente si scioglie.La stessa educazione familiare doveva condurre alla emancipazione della donna e dell&#8217;uomo e non alla riproduzione degli stessi meccanismi alienanti della societa&#8217;.La riappropiazione del proprio corpo e quindi della propria sessualita&#8217; era la conseguenza di una panpoliticizzazione della realta&#8217; che conduceva i soggetti rivoluzionari a prendere atto di come-ad esempio la maternita-&#8217; non fosse sentita come una possibilità di crescita ma fosse vissuta dalla donna come una consuetudine imposta dalla societa&#8217; o di come la sessualita&#8217; -invece di essere libera e consapevole- fosse uno strumento alienante e sottoposto agli stessi meccanismi della societa&#8217; consumistica e capitalista.<br />
GAGLIANO GIUSEPPE</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PER DIFENDERE CHI? A CURA DI F.TRAVAGLINI,G.ROCHAT,F.ACCAME-MAZZOTTA 1976]]></title>
<link>http://recensioni1.wordpress.com/2008/12/25/per-difendere-chi-a-cura-di-ftravaglinigrochatfaccame-mazzotta-1976/</link>
<pubDate>Thu, 25 Dec 2008 18:00:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>prupitto24</dc:creator>
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<description><![CDATA[La ragione principale per la quale venne pubblicato questo volume fu quella di attuare una sottile c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La ragione principale per la quale venne pubblicato questo volume fu quella di attuare una sottile campagna di disinformazione e di sobillazione politica tra I sottoufficiali delle forze armate inducendoli ora ad una aperta ribellione verso I vertici e verso la casta politica-specificatamente quella democristiana- ora ad una critica impietosa all&#8217;assogettamento  italiano alla Nato,critica che si concretizzera&#8217; nella richiesta di  uscire dal vincolo atlantico.Significativo-fra l&#8217;altro-appare l&#8217;uso del termine movimento democratico che, al di la&#8217; della retorica e della demagogia caratteristica della propaganda della cold war, allude alla necessita&#8217; di costruire un movimento profondamente politicizzato e connotato in termini marxisti-leninisti come si evince chiaramente dalle tesi espresse nel volume da Barone-consigliere di Cassazione e membro di Magistratura Democratica-che non solo chiedeva l&#8217;annullamento dei patti segreti atlantici ma esprimeva l&#8217;esigenza di ridimensionare in modo radicale il ruolo dell&#8217;Arma,della presenza americana in Italia propronendo come alternativa un modello di difesa ispirato a Giap e quindi alla guerra di popolo.Al di la&#8217; delle proposte folcloristiche di Barone -assai diffuse comunque all&#8217;epoca-le riflessioni del Gen.Accame appaiono indubbiamente pu&#8217; moderate e ispirate ad una profonda conoscenza delle forze armate.Oltre alla consueta critica all&#8217;apparato democristiano- invischiato secondo l&#8217;autore direttamente o meno in tutte le trame golpiste orchestrate dalla intelligence militare italiana ed in particolare dal Sid-le proposte di Accame si possono agevolmente riassumere nella volonta&#8217; di riformare profondamente I codici militari,di ridurre drasticamente il numero degli ufficiali superiori,di affiancare alla difesa armata quella non violenta e in particolare nella necessita&#8217; da parte dei sottoufficiali di prendere coscienza di essere soggetti attivi sul piano politico facendo venire meno di conseguenza qualsiasi forma di obbedienza cieca ed incondizionata.A sostegno delle considerazioni svolte dagli autori il volume riporta ampi ed anonimi interventi di ufficiali e sottoufficiali che, pur nella diversita&#8217; degli accenti, sono accomunati dalla volonta&#8217; di abbattare la divisione in caste all&#8217;interno delle gerarchie militari,di denunciare la corruzione ampia e diffusa e l&#8217;ipocrisia della apoliticita&#8217; delle forze armate apoliticita&#8217; che viene meno -guarda caso-in occasione dell&#8217;avanzamento di carriera e di superare infine gli enormi limiti posti dalla Nato e dall&#8217;America alla libertà politica e militare dell&#8217;Italia attraverso la capillare presenza delle basi militari sul nostro territorio.<br />
GAGLIANO GIUSEPPE</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA["La smania del concorso"]]></title>
<link>http://gaiabaracetti.wordpress.com/2008/12/15/la-smania-del-concorso/</link>
<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 11:49:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>gaiabaracetti</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mercoledì 17 alle 17.30, il professor Zannini (storico) terrà, nell’Aula 12/A di Palazzo Antonini un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Mercoledì 17 alle 17.30, il professor Zannini (storico) terrà, nell’Aula 12/A di Palazzo Antonini un]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA["Non pagheremo noi la vostra crisi"?]]></title>
<link>http://gaiabaracetti.wordpress.com/2008/12/13/non-pagheremo-noi-la-vostra-crisi/</link>
<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 17:06:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>gaiabaracetti</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lo slogan che si è affermato più di tutti in queste proteste studentesche, si è visto, è: &#8220;non]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Lo slogan che si è affermato più di tutti in queste proteste studentesche, si è visto, è: &#8220;non]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[“Per non dimenticare”]]></title>
<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/12/12/%e2%80%9cper-non-dimenticare%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 19:24:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>verderosa</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Enzo Luongo (occasionalmente)   Non un rito e neanche una riflessione: ecco direi più una invocaz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal" style="margin:0 0 9pt;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">di Enzo Luongo <em>(occasionalmente)</em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#003366;"><img class="alignleft size-full wp-image-3816" title="amicomio" src="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/files/2008/12/amicomio.jpg" alt="amicomio" width="340" height="302" />Non un rito e neanche una riflessione: ecco direi più una invocazione è il post che porgo.</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#003366;">Pur avendo promesso di non scrivere più sul blog, sopportate l’occupazione di spazio.</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="color:#003366;">E’ una occasione unica. Il materiale è misto: un po’ originale ed un po’ la rielaborazione di cose scritte da<span>  </span>Roberto Barbacetto.</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 16pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>Uscivo tardi dalla mensa universitaria quel giorno 12 dicembre 1969.</strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>Era il 38-esimo giorno che stavo all’Università. Ed ancora quella via Mezzocannone mi sembrava immensa,</strong> <strong>affollata, preoccupata, ciarliera.</strong> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><!--more-->Avevo fatto le prime ore di analisi con Coronato e stavo recandomi, piuttosto timoroso all’Aula 5 di Lettere ad una assemblea del Movimento Studentesco sul diritto allo studio.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Angelo, siciliano di Noto, e Nando irpino di Torella, i miei primi compagni di università, (in 38 giorni avevamo stabilito un legame che dura da 39 anni), davanti alle vetrine di Liguori, mi vennero incontro a passo svelto, e mi fermarono con: “Vicì, hai sentito della bomba, e dei morti?” Mossi solo la testa in risposta. Ho sempre ricordato quell’istante, anche ora, come se qualcuno avesse improvvisamente spento l’audio del mondo ed acceso un flash improvviso. Poi Angelo: “noi siamo meridionali, abbiamo il dovere di capire! Là sopra ci sono i nostri, andati coi treni e le valige, a famiglie intere, dobbiamo capire! dobbiamo!”. Fu sempre il più bravo e lesto a collegare. “Andiamo all’assemblea, vediamo che succede!”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Ieri sera abbiamo ancora constatato e concordato che quell’assemblea alla quale partecipanno non ancora è finita. Dobbiamo fare ancora alcuni interventi prima di prendere decisioni: è il nostro destino, la nostra passione e morte, la nostra croce.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Poi la Storia cominciò a srotolarsi a tappeto. Mentre crescevamo. Ci sembrava una strada informe ma già tracciata e noi la sovrastavamo osservando i picchetti-guida laterali: amici, politica, lo studio, Tocchetti e Raithel, i baroni, “l’uomo è un animale politico”, il cinema, Stanley Kubrick, il cinema N.O., i cineforum, masse, movimenti, concerti, la Nuova Compagnia, Eugenio, Eduardo e Mimmo con la casa al Petraio, i vestiti usati di Resina, e poi “i compagni che sbagliano”, “i fascisti”, le manifestazioni, gli attentati, le gambizzazioni, i cortei, le Br, i NAR, i NAP, le colonne, Roberto Franceschi, Varalli e Zibecchi, Giorgiana Masi, Mao, lo stalinismo, i Marxisti Leninisti, Potere Operaio, Lin Piao, Lotta Continua, Movimento Studentesco, Fronte Popolare, Avanguardia Operaia, Avanguardia Nazionale, Stefano Delle Chiaie, Edgardo Sogno, Guido Giannettini, Pino Rauti, Mario Merlino, il FUAN, la “guerra non ortodossa”, la “strategia della tensione”, le “bombe anarchiche”, il Sifar, il Sid, l’Ufficio Affari Riservati del Ministero dell’Interno, il “doppio Stato”, il grande, invisibile, trasversale “partito atlantico”, il “tentato colpo di stato” di Junio Valerio Borghese, i Colonnelli greci, Allende e Neruda, gli Inti Illimani, Videla, gli indiani metropolitani, Dario Fo, la Comune, le canne, la roba, l’afgano nero, il patchouli, l’India, i Crishna, il Marantz le casse e l’LP, il teatro, il Masaniello, la musica, Brian Eno, Genesis, Traffic, Deep Purple, Pink Floyd, Rolling Stones, Dalla e De Gregori, Guccini e De Andrè, John Mayall, i War, Joan Baez, Bob Dylan, Fragole e sangue, Donovan, Yes, Cream, Iron Butterfly, “sognare la california”, il mito di Jack Kerouac, Easy Rider e i chopper, i reading alla Feltrinelli, i City Lights Bookstore, le teorie del ‘Cafè Vesuvio’, Mr Ferlinghetti e Charles Buckowski, le radio libere e quelle private, l’Hard Rock Cafè, le vacanze in Spagna, e a Procida, e la casa, e le spese, e la laurea&#8230; Ricordate?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">“<strong>Per non dimenticare</strong>”. Fu lo slogan, il titolo, il grido, l’invocazione di mille manifestazioni, e cortei, e incontri, e ricordi, e articoli, e iniziative: per anni. Che anniversario dopo anniversario, caduto dopo caduto, diventavano decenni. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">E noi abbiamo contato, goccia a goccia.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Tutto cominciò in quel giorno in cui l’Italia perse l’innocenza: quel 12 dicembre 1969 in cui il terrore, un terrore istrionico e indiscriminato, entrò nella storia del Paese.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">La bomba. Un oggetto programmato per uccidere, quel giorno acquistò dignità di soggetto politico: intimidazione, attacco, punizione, ricatto, messaggio; comunque, atto per fare politica, anzi per fare storia. Politica nuova, fuori dai riti e dalle regole comunemente usati in democrazia, con azioni che giungevano da un qualche luogo nell’ombra e avevano il programma di cambiare il corso della storia.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">A quel giorno seguirono altri giorni, a quella bomba altre bombe, a quei morti altri morti. A chi restava, rimaneva il senso di un’offesa subita, di una perdita irreparabile, di una ingiustizia che perdura. Perché la violenza era rivolta contro cittadini inermi, scelti solo dal caso mentre erano in una banca, in una piazza, in una stazione, su un treno, senza altra colpa che quella di trovarsi lì. E perché mentre gli anni passavano e le conoscenze aumentavano, su quelle storie di bombe e di morti restava l’impossibilità di avere giustizia: le indagini giravano a vuoto, i processi finivano con assoluzioni, gli apparati dello Stato imbrogliavano le carte, sottraevano i testimoni, inventavano piste inesistenti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">“<strong>Per non dimenticare</strong>”: la rabbia per la violenza subita e l’ingiustizia perdurante era via via alimentata dalla coscienza di sapere la verità, ma di non poterla dire. “Io so”, scriveva Pasolini: e lo rileggevo, lo rileggevo! E non mi calmavo!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">In questo paradosso, mentre la forza vinceva spietatamente sulla ragione, al tempo sembrava consegnato il compito di stemperare il ricordo dell’offesa, di spegnere il vigore della rabbia, di anestetizzare la voglia di verità. E, dunque, “<strong>per non dimenticare</strong>” diventava programma minimo di resistenza umana e politica, di sopravvivenza della ragione e delle buone ragioni, perfino contro il buon senso del tempo che passa e, per fortuna, lenisce il dolore dei familiari e degli amici e addolcisce la rabbia dei compagni.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Gli anniversari delle stragi italiane si trasformarono così nell’occasione per celebrare i riti collettivi della memoria. Le lapidi diventarono frammenti del mosaico di una storia ancora contesa, e i familiari delle vittime furono costretti a dover essere una sorta di informale partito che chiede verità e giustizia, dialoga e si scontra con la politica e con la magistratura. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Strana categoria, quella “dell’informale partito dei familiari delle vittime”, (ed io mi sono sempre sentito un militante di quel partito): loro non dimenticano, portano scritto per sempre nella carne o peggio nell’anima un dolore imposto dal caso. Sono costretti a un ruolo pubblico-politico di cui avrebbero fatto volentieri a meno. Eppure sono periodicamente esibiti, o insultati, o sospettati: di esibito protagonismo, di essere venali per le pretese di risarcimento, di aver fatto carriera in quanto figli o mariti o fratelli di morti incolpevoli. Inchiodati, anche in questo, in un ruolo che certamente avrebbero preferito non giocare (ne ha scritto pagine drammatiche Nando dalla Chiesa, che racconta come i familiari delle vittime si trovino addirittura costretti a doversi talvolta scusare per la loro ingombrante presenza, per il peso che senza volere impongono alla memoria collettiva; e Claudio Fava è giunto fino a gridare la sua ribellione “contro il destino precipitato sulle spalle di chi è rimasto, di un figlio che è stato costretto ad assumere su di sé la morte del padre”, “condannato a essere per sempre testimone della vita e della violenza che l’ha spezzata”).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">“<strong>Per non dimenticare</strong>”, allora, a dispetto dei depistaggi degli apparati, del tempo e dell’anima.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Sono trascorsi ormai trentanove anni dal giorno in cui l’innocenza è andata perduta in Piazza Fontana, incipit della guerra invisibile chiamata strategia della tensione. Poi altre stragi, attentati, depistaggi, processi, colpevoli, assoluzioni, &#8230; e non ne parleremo. Trentanove anni di incuria civile. Trentanove anni di dolore amoroso. Trentanove anni d’Italia. La nostra Italia. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">E qualcuno a ridere, ad abbuffarsi, a minimizzare, a non ricordare, a costruirsi fortune nella “milanodabere”, nel silenzio, nella complicità, nell’adescamento sociale, nelle piroette politiche: sul dolore degli altri. &#8230; E non ne parleremo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Fin qui la memoria è comune? Che cosa dunque è successo? Che cosa Vi è successo nel frattempo?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Vi fu un nodo in cui la doppiezza dello Stato si rese visibile, e ci permise di capire, un’anomalia delle catene di comando politico-militari italiane: il direttore dei servizi di sicurezza militari istituzionalmente rispondeva al presidente del Consiglio ma dal punto di vista effettivo, per accordo post bellico, rispondeva ai capi dei servizi di sicurezza Usa. Aveva persino il potere di decidere se comunicare o no l’esistenza di decisioni ‘occulte’ al suo presidente del Consiglio e addirittura di concedergli, oppure no, il nulla osta sicurezza: e senza quel nulla osta non era possibile diventare capo del governo in Italia.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">In questa lampante e stupida bizzarria delle catene di comando politico-militari vi è la ferita alla Costituzione che fonda la sovranità limitata dell’Italia e vi è la radice della doppiezza dello Stato-Italia.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">A noi parve chiaro, subito. Voi tentennate ancora?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">L’effetto più dirompente di questa guerra invisibile che da allora ancora si combatte è la germinazione di sistemi illegali. La necessità di “vincere lo scontro con i comunisti” (lo sentite il rombo di queste affermazioni in questi amari giorni?), ha abbassato a tal punto la soglia di legalità (e forse di coscienza dell’illegalità) da permettere che una élite politica inamovibile per ragioni internazionali, distillasse un sistema di corruzione che ha reso possibili alleanze impensabili, quali quelle con le organizzazioni criminali: particolarmente documentati i rapporti di una parte delle istituzioni con Cosa nostra siciliana e gli agghiaccianti contatti avuti da alcuni politici e uomini dei servizi di sicurezza con “un’agenzia criminale” quale la Banda della Magliana. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Oggi, però i teorici “dell’abbiate fiducia” sostengono che la guerra al comunismo era ed è legittima, anzi meritoria, e dunque se anche qualche errore o eccesso è stato compiuto, il saldo è comunque positivo: la democrazia ha vinto e il benessere è stato garantito: sarà garantito!.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Ma questa affermazione può essere fatta soltanto a costo di una grande rimozione: quella delle vittime incolpevoli, della legalità stracciata, del virus che è entrato in circolo e ha fatto ammalare la politica.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Proprio questo rimosso è invece ciò che oggi è “<strong>da non dimenticare</strong>”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Anche in Francia si è combattuta la guerra invisibile, anche la Germania era terra di confine tra i blocchi. Eppure ciò che è successo in Italia, altrove non è accaduto: morti e feriti, depistaggi e coperture istituzionali.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Più di 400 morti da Portella delle ginestre alla strage di Ustica.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">L’eversione non fa bene alla democrazia, neppure se fatta in nome della democrazia: introduce nel corpo del Paese tossine poi difficili da smaltire. È quanto dimostra la storia attuale del nostro Paese, su cui continuano a pesare l’eredità e i ricatti di un passato nel quale ha finito per prevalere una originale commistione di atlantismo e corruzione, affarismo e gangsterismo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">“<strong>Per non dimenticare</strong>”: bisognerà pure fare i conti con il nostro passato recente. Se non per giudicare, almeno per sapere che cosa è successo. Altrimenti la rimozione vincerà e i fantasmi del passato torneranno a farci visita, nelle notti future.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Dite allora a quei tre ragazzi degli anni cinquanta cosa è accaduto! Cosa Vi è accaduto? Liberateli dal sapere e dal non poter dire!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Era la loro unica gioventù! L’hanno perduta?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">EnzLu</span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fischia il vento e soffia il Melteni]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2008/12/12/fischia-il-vento-e-soffia-il-melteni/</link>
<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 07:00:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
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<description><![CDATA[Proteste contro la riforma della scuola. Il vento greco soffia anche in Francia? di Paolo Persichett]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Proteste contro la riforma della scuola. Il vento greco soffia anche in Francia?</strong><br />
<em></em></p>
<p><em>di Paolo Persichetti </em></p>
<p><em>Liberazione 12 Dicembre 2008</em></p>
<p><em></em><br />
I liceali scuotono la Francia. Con un occhio su quanto accade in Grecia, l’Onda d’Oltralpe torna di nuovo a riempire le piazze, dopo le manifestazioni dello scorso ottobre e novembre e quelle di giugno, per contestare la controriforma della scuola (materna, elementare e superiore) e chiedere le dimissioni del ministro dell’educazione nazionale Xavier Darcos. Un progetto che per grandi linee ricalca quello del nostro ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Nuovi programmi d’insegnamento e taglio secco di 13500 maestri, soppressione di posti per gli insegnanti di sostegno agli alunni in difficoltà, cancellazione dei corsi del sabato mattina. Tra le nuove materie è previsto l’apprendimento dell’inno nazionale, sorta di preghiera laica della nazione per gli adolescenti che dovranno anche imparare a levarsi subito in piedi alle prime note, come nelle caserme. Nei nuovi programmi è prevista la reintroduzione dell’istruzione civica e morale, pare su richiesta dello stesso presidente della repubblica Sarkozy, mirata a sottolineare attraverso delle massime illustrate i principi della morale. Chissà se i piccoli alunni delle banlieues scoveranno tra questi il diritto di avere permessi di soggiorno per i loro genitori?<br />
Licei bloccati a Caen, Amiens, Bordeaux, Brest e Marsiglia dove dal rettorato hanno chiesto l’intervento della polizia per sgomberare gli edifici. Giovedì si sono svolte manifestazioni nelle stesse città, oltre che a Vitrolles, Vannes, Montpellier. La provincia francese è in prima linea nella mobilitazione, molto di più della capitale dove ieri si è tenuto un presidio di protesta unitario, composto da insegnanti, studenti e genitori davanti alla stazione Saint-Lazare con distribuzione di volantini ai pendolari che rientravano dal lavoro. Mentre a Rennes 3500 liceali sono scesi in strada, come a Tolosa e in altre città della Bretagna. A Brest scontri quotidiani tra giovani e forze di polizia si prolungano da una settimana. Lacrimogeni sono stati lanciati dalle forze antisommossa nei cortili di una scuola. A Nantes 500 studenti hanno bloccato le linee del tram. Cherbourg, Saint-Nazaire e Mans sono state traversate da cortei studenteschi con diversi arresti e condanne con rito direttissimo per accuse di degradazioni e violenze.<img class="alignright" src="http://q.liberation.fr/photo/20081211/photo_0302_459_306_18511.jpg" alt="" width="367" height="245" /><br />
«Numerose, ripetute e insistenti, sovente nervose e contraddistinte da scene di violenza», così<em> le Monde</em> ha definito la nuova ondata di proteste, sottolineando le caratteristiche estremamente radicali di questo movimento poco controllato dai tradizionali sindacatini studenteschi. Tira aria nuova, un vento ellenico alimenta questi movimenti locali e spontanei che danno sfogo alla fantasia e arricchiscono la grammatica della protesta con appelli alla «disobbedienza pedagogica» e alla resistenza. Occupazioni notturne degli istituti sono state promosse da professori e genitori, come è accaduto nel liceo Einstein di Sainte-Geneviève-des-Bois, a Sud di Parigi. Un tentativo di dare vita a forme complementari di azione che accompagnino e diano durata nel tempo alla lotta, costruendo consenso e partecipazione. «Non sono il ministro dell’esitazione nazionale», ha risposto Xavier Darcos, facendo capire che andrà avanti comunque. Il <em>Melteni </em>è il vento greco che alza il mare e gonfia le onde. Arriverà anche sulle strade francesi e italiane?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Melteni, il vento greco, dilaga in Europa......e dorme in Italia]]></title>
<link>http://baruda.net/2008/12/11/melteni-il-vento-greco-dilaga-in-europae-dorme-in-italia/</link>
<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 19:25:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Proteste contro la riforma della scuola&#8230;Il vento greco soffia anche in Francia? di Paolo Persi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3>Proteste contro la riforma della scuola&#8230;Il vento greco soffia anche in Francia?</h3>
<p><em> </em></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color:#008000;">di Paolo Persichetti, Liberazione del 12 dicembre 2008<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal">I liceali scuotono la Francia. Con un occhio su quanto accade in Grecia, <em>l’Onda</em> d’Oltralpe torna di nuovo a riempire le piazze, dopo le manifestazioni dello scorso ottobre e novembre e quelle di giugno, per contestare la controriforma della scuola (materna, elementare e superiore) e chiedere le dimissioni del ministro dell’educazione nazionale Xavier Darcos. Un progetto che per grandi linee ricalca quello del nostro ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Nuovi programmi d’insegnamento e taglio secco di 13500 maestri, soppressione di posti per gli insegnanti di sostegno agli alunni in difficoltà, cancellazione dei corsi del sabato mattina. Tra le nuove materie è previsto l’apprendimento dell’inno nazionale, sorta di preghiera laica della nazione per gli adolescenti che dovranno anche imparare a levarsi subito in piedi alle prime note, come nelle caserme. Nei nuovi programmi è prevista la reintroduzione dell’istruzione civica e morale, pare su richiesta dello stesso presidente della repubblica Sarkozy, mirata a sottolineare attraverso delle massime illustrate i principi della morale. Chissà se i piccoli alunni delle banlieues scoveranno tra questi il diritto di avere permessi di soggiorno per i loro genitori?</p>
<div id="attachment_1042" class="wp-caption alignright" style="width: 418px"><img class="size-full wp-image-1042  " title="n1219906130_226578_9357" src="http://baruda.wordpress.com/files/2008/12/n1219906130_226578_9357.jpg" alt="se bruciano le città nascono i fiori" width="408" height="306" /><p class="wp-caption-text">ATENE: se bruciano le città nascono i fiori</p></div>
<p class="MsoNormal">Licei bloccati a Caen, Amiens, Bordeaux, Brest e Marsiglia dove dal rettorato hanno chiesto l’intervento della polizia per sgomberare gli edifici. Giovedì si sono svolte manifestazioni nelle stesse città, oltre che a Vitrolles, Vannes, Montpellier. La provincia francese è in prima linea nella mobilitazione, molto di più della capitale dove ieri si è tenuto un presidio di protesta unitario, composto da insegnanti, studenti e genitori davanti alla stazione Saint-Lazare con distribuzione di volantini ai pendolari che rientravano dal lavoro. Mentre a Rennes 3500 liceali sono scesi in strada, come a Tolosa e in altre città della Bretagna. A Brest scontri quotidiani tra giovani e forze di polizia si prolungano da una settimana. Lacrimogeni sono stati lanciati dalle forze antisommossa nei cortili di una scuola. A Nantes 500 studenti hanno bloccato le linee del tram. Cherbourg, Saint-Nazaire e Mans sono state traversate da cortei studenteschi con diversi arresti e condanne con rito direttissimo per accuse di degradazioni e violenze.</p>
<p class="MsoNormal">«Numerose, ripetute e insistenti, sovente nervose e contraddistinte da scene di violenza», così <em>le Monde</em> ha definito la nuova <em>ondata</em> di proteste, sottolineando le caratteristiche estremamente radicali di questo movimento poco controllato dai tradizionali sindacatini studenteschi. Tira aria nuova, un vento ellenico alimenta questi movimenti locali e spontanei che danno sfogo alla fantasia e arricchiscono la grammatica della protesta con appelli alla «disobbedienza pedagogica» e alla resistenza. Occupazioni notturne degli istituti sono state promosse da professori e genitori, come è accaduto nel liceo Einstein di Sainte-Geneviève-des-Bois, a Sud di Parigi. Un tentativo di dare vita a forme complementari di azione che accompagnino e diano durata nel tempo alla lotta, costruendo consenso e partecipazione. «Non sono il ministro dell’esitazione nazionale», ha risposto Xavier Darcos, facendo capire che andrà avanti comunque. Il <em>Melteni</em> è il vento greco che alza il mare e gonfia le onde. Arriverà anche sulle strade francesi e italiane?</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
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<title><![CDATA[Anche io nell'Onda]]></title>
<link>http://agser.wordpress.com/2008/12/10/anche-io-nellonda/</link>
<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 13:40:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>agser</dc:creator>
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<description><![CDATA[Io sono uno studente universitario&#8230; e faccio parte di ciò che è stata chiamata (o si è autopro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Io sono uno studente universitario&#8230; e faccio parte di ciò che è stata chiamata (o si è autoproclamata) &#8220;Onda&#8221;.<br />
Probabilmente molti di voi credono che l&#8217;Onda si sia dipersa (solo perché non se ne sente più parlare in nessun tg e nessun giornale), tuttavia il movimento è vivo più che mai e non accenna a scemare. E sicuramente il culmine (almeno mediatico) potrebbe essere raggiunto venerdì 12 in occasione dello sciopero generale (come lo è già stato il 30 Ottobre in occasione, invece, dello sciopero della scuola e dell&#8217;università). Io sarò alla manifestazione che si svolgerà nella mia città (Catania) che ha visto per le strade, durante lo sciopero del 30 Ottobre, ben 30 mila manifestanti (dati diffusi dalle autorità e non dagli organizzatori&#8230;). Un numero che, in una città poco &#8220;attiva&#8221; politicamente come Catania, non si era mai visto&#8230;<br />
I motivi della protesta sono ovviamente molteplici. Ma ciò che più mi preoccupa è il disegno che sta dietro a tutte queste &#8220;riforme&#8221;: il tentativo è quello di puntare ad un modello USA che vede l&#8217;istruzione universitaria un bene accessibile esclusivamente ad una élite ristretta e dove la gran parte della popolazione nuota nella più generale ignoranza&#8230;<br />
Ora ho davvero paura (non che non ne avessi prima&#8230;) del mio futuro; comincio a pormi domande del tipo &#8220;riuscirò a pagarmi le tasse per l&#8217;anno prossimo?&#8221;, &#8220;ci sarà ancora il mio corso di laurea?&#8221;. E sì, perche nella mia facoltà si comincia già a parlare di &#8220;numero chiuso&#8221; (mai visto il numero chiuso a Scienze Politiche&#8230;) proprio per cercare di affrontare i tagli proposti nel dl Gelmini e che non sono altro che l&#8217;ennesimo taglio dopo quelli dei passati governi (INDIPENDETEMENTE DAL &#8220;COLORE POLITICO&#8221; DEI GOVERNI STESSI). Quello esploso quest&#8217;anno è un movimento che è stanco di non essere tenuto in conto. E&#8217; stanco della continua precarietà nei call center (io stesso ne ho fatto parte&#8230;) nel nome di un finta &#8220;mobilità&#8221; senza tutele di nessun tipo&#8230;<br />
E&#8217; fin troppo facile etichettarci come &#8220;gente che non ha voglia di studiare e lavorare&#8221;&#8230; la realtà è che non sappiamo cosa ci riserva il futuro&#8230; e abbiamo l&#8217;impressione che ciò che ci aspetta non sarà migliore di ciò che hanno avuto i nostri genitori bensì di gran lunga peggiore.<br />
Nessuno parla di noi, nessuno tenta di capire chi sono i giovani di oggi (ad eccezione dei &#8220;gggiovani&#8221; dipinti da programmi come &#8220;Lucignolo&#8221;). Giovani che irrimediabilmente saranno il futuro di questo paese&#8230; Tagliare i fondi in questa maniera e proporre un modello universitario &#8220;ibrido&#8221; tra pubblico e privato significa colpire il futuro stesso dell&#8217;Italia, ma nessuno sembra rendersene conto&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ANNA BRAVO,A COLPI DI CUORE,LATERZA 2008]]></title>
<link>http://recensionilibertarie.wordpress.com/2008/12/02/anna-bravoa-colpi-di-cuorelaterza-2008/</link>
<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 20:19:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>prupitto69</dc:creator>
<guid>http://recensionilibertarie.wordpress.com/2008/12/02/anna-bravoa-colpi-di-cuorelaterza-2008/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;autrice, convinta assertrice del femminismo pacifista,costruisce un saggio di tipo militante]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="post-body entry-content">
L&#8217;autrice, convinta assertrice del femminismo pacifista,costruisce un saggio di tipo militante partendo da una tesi piu&#8217; volte ribadita nel corso della esposizione:il sessantotto delle avanguardie,della visione manichea della realta&#8217; ha sostanzialmente tradito quella spinta pacifista e libertaria presente in larga parte del femminismo europeo e americano e della cultura underground.Infatti-prosegue la Bravo- tra il sessantaquattro e il settanta il ricorso alla violenza sistematica ha finito per fare propri modelli di riferimento tipici dell&#8217;universo gerarchico-maschilista determinando inevitabilmente una deriva autoritaria.Al di la&#8217; della validita&#8217; della tesi,non c&#8217;e&#8217; dubbio che l&#8217;ala creativa del settantesette e quella pacifista libertaria degli anni sessanta abbiano giocato un ruolo assai limitato sia rispetto alle avanguardie extraparlamentari che rispetto ai partiti tradizionali. Condivisibile e&#8217; indubbiamente la condanna morale e politica compiuta dall&#8217;autrice nei confronti della retorica e della pratica della violenza fatta propria dalle Black Panters e dai Weathermen;altrettanto condivisibile e&#8217; la critica superficiale -nei confronti della democrazia rappresentativa -formulata da larga parte della sinistra extraparlamentare. Per non parlare poi della inaccettabile omissione compiuta nei confronti del dissenso nei paesi dell&#8217;est,omisione cagionata anche dalla percezione dogmatica della realta&#8217; da parte della nuova sinistra.Ora,al di la&#8217; della distinzione oramai storicamente acquisita tra la modalita&#8217; operativa delle Br e quella di Prima Linea e al di la&#8217; della genesi catto-comunista del terrorismo,la forte critica compiuta dalla Bravo nei confronti dei danni determinati dal marxismo ortodosso e nei confronti delle illusioni rivoluzionarie -frutto anche di un sincretismo ideologico contradditorio- ci trovano pienamente concordi.Tuttavia non sono pochi gli aspetti del saggio che non ci sentiamo di sottoscrivere. La consueta demonizzazione delle forze dell&#8217;ordine-tipica della saggistica militante di ieri e di oggi-,la mancata spiegazione dell&#8217;abbandono repentino della scelta non violenta-abbandono sottolineiamo noi dovuto alla sua inefficacia operativa -,l&#8217;illusione neoromantica fatta propria dall&#8217;autrice sulla reale possibilita&#8217; che la scelta pacifista femminista avrebbe potuto incidere in modo radicale sull&#8217;assetto del potere,la implicita equipollenza tra la violenza dei rivoltosi e quella delle istituzioni,la mancata sottolineatura dei fortissimi legami tra il Pci e l&#8217;Urss via Kgb(mentre non e&#8217; assente quella relativa ai legami oscuri tra servizi segreti,neofascismo e malavita,legami che avrebbero dato origine alla strategia della tensione),il rammarico dell&#8217;autrice che il maggio francese sia stato superato dal gaullismo(omettendo il dato di fatto che lo scopo dei gruppuscoli era quello di innestare una vera e propria rivoluzione sul modello comunardo in barba alla non violenza!),il misconoscimento della profonda continuita&#8217; tra le pratiche rivoltose sessantottine e quelle del settantasette ,la casuale dimenticanza da parte della Bravo che le pratiche non violente di Capitini edi Gandhi si erano sviluppate indipendentemente dai fermenti americani di Berkeley cosi&#8217; come l&#8217;antiautoritarismo politico e pedagogico era gia&#8217; stato ampiamente teorizzato dalla filosofia anarchica tra il settecento e l&#8217;ottocento.Ebbene, se non c&#8217;e&#8217; dubbio alcuno che la lotta per la emancipazione della donna e per la liberta&#8217; sessuale abbiano raggiunti livelli altissimi e di grandissimo significato giuridico e politico proprio durante gli a nni sessanta e settanta,e&#8217; tuttavia necessario non dimenticare gli eccessi teoricii e pratici del femminismo che in fatto di integralismo procedeva di pari passo con quello matrialcale.Il non aver saputo o voluto precisare questo aspetto costituisce un limite rilevante del saggio,limite che si aggiunge alla assenza di qualsiasi demarcazione tra il femminismo europeo e quello americano assemblati in modo indistinto. In conclusione, il saggio -oltre a confermare i tipici sterotipi della storiografia militante-finisce per deludere sia il lettore in cerca di una lettura alternativa del sessantotto sia quello in cerca di un approfondimento della problematica femminista sia sotto il profilo teorico che sotto il profilo operativo .<br />
GAGLIANO GIUSEPPE</div>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PROPOSTE PER L'AUTO-ORGANIZZAZIONE DI SOCIOLOGIA E SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE]]></title>
<link>http://socoinmovimento.wordpress.com/2008/11/24/proposte-per-lauto-organizzazione-di-sociologia-e-scienze-della-comunicazione/</link>
<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 23:23:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>socoinmovimento</dc:creator>
<guid>http://socoinmovimento.wordpress.com/2008/11/24/proposte-per-lauto-organizzazione-di-sociologia-e-scienze-della-comunicazione/</guid>
<description><![CDATA[Mettiamo qui di seguito il testo (per chi vuole scaricare il pdf completo: autorganizzazione_per_ate]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://socoinmovimento.files.wordpress.com/2008/11/documento.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-156" title="documento" src="http://socoinmovimento.wordpress.com/files/2008/11/documento.jpg" alt="documento" width="224" height="224" /></a>Mettiamo qui di seguito il testo (per chi vuole scaricare il pdf completo:</p>
<p lang="it-IT" align="justify"><a href="http://socoinmovimento.files.wordpress.com/2008/11/autorganizzazione_per_ateneo1.pdf">autorganizzazione_per_ateneo1</a>) dell&#8217;intervento letto oggi in Assemblea di Ateneo a Psicologia. Il documento costituisce una riflessione nata dagli studenti in mobilitazione di Sociologia e Scienze della Comunicazione. La proposta è stata socializzata all&#8217;Ateneo oggi pomeriggio, e si spera possa costituire una base e un contributo su cui impostare una soluzione condivisa del problema.</p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="it-IT" align="justify"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Il senso di tutto ciò che stiamo per dire è racchiuso nella volontà di allargare ed aprire il movimento in direzione di tutti gli studenti.</span></span></p>
<p style="line-height:.6cm;" lang="it-IT" align="justify">
<p align="justify"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span lang="it-IT">Il meccanismo decisionale si rispecchia nell’organizzazione del movimento, con l’attribuzione di un senso pieno alle assemblee estese a tutti gli studenti, che si rivelano il momento di reale decisione, attraverso il quale “registrare” i cambiamenti ed acquisire le nuove direzioni espresse dal movimento stesso. Per ottenere ciò, è necessario che gli ambiti dove si prendono le decisioni siano le assemblee d&#8217;ateneo e delle singole facoltà, dove la partecipazione degli studenti è più viva. Le assemblee interfacoltà, possono in ogni caso conservare un ruolo tecnico. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="justify">
<p style="margin-left:1.25cm;" align="justify"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span lang="it-IT"><strong>Proposte per l’auto-organizzazione del movimento:</strong></span></span></span><span style="font-size:x-small;"><span lang="it-IT"> </span></span></p>
<p style="margin-left:1.25cm;" lang="it-IT" align="justify">
<p style="margin-left:2.5cm;text-indent:-.64cm;" align="justify"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span lang="it-IT"><span style="font-family:Lucida Sans Unicode;">- </span>Carattere aperto e pubblico di ogni assemblea (ad eccezione di tavoli tecnici di lavoro, per i quali il carattere pubblico deve in ogni caso essere garantito).<!--more--></span></span></span></p>
<p style="margin-left:2.5cm;text-indent:-.64cm;" align="justify"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span lang="it-IT"><span style="font-family:Lucida Sans Unicode;">- </span>Orizzontalità degli apparati decisionali dal micro al macro sistema: l’assemblea è l’unico organo decisionale riconosciuto. Le decisioni e le proposte emerse vanno approvate dall&#8217;assemblea e verbalizzate al termine di ogni incontro dalla presidenza, per la quale vanno comunque assicurate entrambe le procedure di rotazione e revocabilità. Vanno specificati anche i pareri discordanti che figurano come minoritari.</span></span></span></p>
<p style="margin-left:2.5cm;text-indent:-.64cm;" lang="it-IT" align="justify">
<p style="margin-left:2.5cm;text-indent:-.64cm;" align="justify"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span lang="it-IT"><span style="font-family:Lucida Sans Unicode;">- </span>Istituzione della figura funzionale del portavoce che, a qualsiasi livello, è sempre e comunque vincolata ai verbali prodotti nelle assemblee (ciò vale tanto per quelle di facoltà, quanto per quelle di ateneo, e per quelle interateneo). Tuttavia, la funzione del portavoce non è di carattere generale, ma legata a temi specifici predeterminati dall&#8217;assemblea. Revocabilità e rotazione dei portavoce così da consentire oltre il rispetto del carattere non personalistico dell&#8217;assemblea, anche la necessità di socializzare i contenuti tra tutti i partecipanti. Subordinazione dei portavoce alle linee politiche e alle decisioni deliberate nelle assemblee, garantendo in ogni caso la libera espressione dei singoli, a titolo personale e di gruppo, purché esplicitamente dichiarato.</span></span></span></p>
<p style="margin-left:2.5cm;text-indent:-.64cm;" align="justify"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span lang="it-IT">- </span></span></span><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span lang="it-IT">L&#8217;assemblea di ateneo è il luogo di dibatitto e di composizione politica delle linee espresse dalle assemblee di facoltà e dalle individualità. L&#8217;espressione di una linea unitaria è auspicabile, ma non deve rappresentare una forzatura rispetto a un&#8217;eventuale pluralità emersa.</span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span lang="it-IT"> </span></span></span></span><span style="color:#000080;"><a href="mailto:YURI.LIBERO@GMAIL.COM"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span lang="it-IT"><span style="text-decoration:none;">Le piattaforme politiche emergono dalle assemblee di facoltà, e vanno composte, in ultima istanza, in assemblea d&#8217;ateneo. Ciò dovrebbe garantire il processo decisionale dal basso. Per lo stesso motivo, l&#8217;ordine del giorno di ogni assemblea di inter-facoltà e di ateneo dovrebbe essere precedentemente discusso nelle assemblee di facoltà e rendicontato nei verbali, cui il portavoce di ogni facoltà si deve strettamente attenere. </span></span></span></span></span></a></span></p>
<p style="margin-left:2.5cm;text-indent:-.64cm;" align="justify"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">- Ogni sede assembleare dovrà dare disposizioni per la successiva convocazione degli appuntamenti e delle riunioni. Per tutti I tavoli tematici (comprese le riunioni interfacoltà) il numero dei portavoce, e l&#8217;ordine del giorno dovranno essere stabiliti di volta in volta dall&#8217;assemblea d&#8217;ateneo </span></span></p>
<p style="margin-left:1.86cm;" lang="it-IT" align="justify">
<p style="margin-left:1.86cm;" align="justify">
<p lang="it-IT" align="justify">
<p style="margin-left:2.5cm;text-indent:-.64cm;" align="justify"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span lang="it-IT"><span style="font-family:Lucida Sans Unicode;">- </span>Usare la rete per incrementare gli spazi di dibattito e di socializzazione delle  analisi e dei contenuti al fine di giungere ad un’analisi quanto più condivisa, all&#8217;interno del movimento.</span></span></span></p>
<p style="margin-left:2.5cm;text-indent:-.64cm;" lang="it-IT" align="justify">
<p style="margin-left:2.5cm;text-indent:-.64cm;" align="justify"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span lang="it-IT"><span style="font-family:Lucida Sans Unicode;">- </span>Rispetto dell’autonomia nei contenuti e nelle pratiche di lotta all’interno del movimento. L’autonomia del conflitto viene garantita a partire dal livello territoriale delle singole facoltà.</span></span></span></p>
<p style="margin-left:2.5cm;text-indent:-.64cm;" lang="it-IT" align="justify">
<p style="margin-left:2.5cm;text-indent:-.64cm;" align="justify"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span lang="it-IT"><span style="font-family:Lucida Sans Unicode;">- </span>Libertà di associazione all’interno del movimento tra realtà territoriali e di facoltà che condividono contenuti e pratiche di lotta comuni. Per gli eventi organizzati tra 2 o più facoltà si deve garantire quantomeno la pubblicizzazione delle iniziative stesse, al fine di agevolare la trasparenza dei rapporti all’interno del movimento. Ciò, tuttavia, non lede la possibilità di svolgere eventi rivolti esclusivamente a 2 o più facoltà, nel rispetto dell’autonomia di associazione. L’organizzazione degli eventi che coinvolgono le diverse facoltà dell&#8217;ateneo  , invece, devono essere stabilite e condivise da tutti (ad eccezione degli eventi strettamente riguardanti la singola facoltà o le facoltà coordinate). Le proposte  dovrebbero essere pubblicamente esposte sulla rete e discusse. </span></span></span></p>
<p style="margin-left:2.5cm;text-indent:-.64cm;" lang="it-IT" align="justify">
<p style="margin-left:2.5cm;text-indent:-.64cm;" align="justify"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span lang="it-IT"><span style="font-family:Lucida Sans Unicode;">- </span>Regolamentazione dei rapporti con la stampa al fine di tutelarsi dai vari attacchi e dalla disinformazione. Adozione di un sistema che preveda la pubblicazione di comunicati stampa ufficiali, approvati da tutti (tramite assemblea d&#8217;ateneo), e di rigettare ogni dichiarazione </span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span lang="it-IT"><span style="background:#ffffff;">fatta a titolo personale</span></span></span></span></span><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span lang="it-IT"> o di sottogruppi a meno che non porti specificatamente la firma del singolo o del gruppo. Stesso discorso vale per l&#8217;eventuale pubblicazione di opuscoli, documenti e libri.</span></span></span></p>
<p style="margin-left:2.5cm;text-indent:-.64cm;" lang="it-IT" align="justify">
<p style="margin-left:2.5cm;text-indent:-.64cm;" align="justify"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span lang="it-IT"><span style="font-family:Lucida Sans Unicode;">- </span>Creazione di un forum di comunicazione del movimento tra I diversi atenei, con collegamenti diretti alle singole facoltà. É  uno strumento utile, a costo zero, che crea chiarezza e permette di socializzare i contenuti, nonché di coordinarsi a un livello base;</span></span></span></p>
<p style="margin-left:2.5cm;text-indent:-.64cm;" lang="it-IT" align="justify">
<p style="margin-left:2.5cm;text-indent:-.64cm;" align="justify"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span lang="it-IT"><span style="font-family:Lucida Sans Unicode;">- </span>Creazione dei nuclei di dibattito tra i vari atenei in lotta suddivisi per ambiti di competenza (es. per corsi di laurea o per aree tematiche- didattica/welfare/formazione e lavoro, ecc…); Lo stesso potrebbe darsi per quanto concerne l&#8217;intervento attivo del movimento nei confronti di altre realtà in lotta. Si potrebbero creare delle assemblee tematiche specifiche in cui sia affrontata la questione dell&#8217;allargamento del conflitto, divise per ambiti di intervento (migranti, lotta per la casa, lavoratori e precari, ecc&#8230;)</span></span></span></p>
<p style="margin-left:2.5cm;text-indent:-.64cm;" lang="it-IT" align="justify">
<p style="margin-left:2.5cm;text-indent:-.64cm;" align="justify"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span lang="it-IT">A partire dalla discussione di queste proposte e delle altre a venire, rimandiamo ad uno specifico tavolo nel quale avanzare proposte sulle modalità decisionali de</span></span></span><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span lang="it-IT">ll&#8217;assemblea d&#8217;ateneo e delle singole assemblee di facoltà. La data di convocazione di tale tavolo tecnico sull&#8217;autorganizzazione è demandata a questa assemblea d&#8217;ateneo. </span></span></span></p>
<p style="margin-left:2.5cm;text-indent:-.64cm;" lang="it-IT" align="justify">
<p style="margin-left:2.5cm;text-indent:-.64cm;" lang="it-IT" align="justify"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Per concludere, il significato di quello che stiamo cercando di fare è riassunto nelle parole del grande De André: “Bisogna farne di strada da una ginnastica d&#8217;obbedienza, fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza, però bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni”</span></span></p>
<p style="margin-left:2.5cm;text-indent:-.64cm;" lang="it-IT" align="justify"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Per info e contatti: socoinmovimento@gmail.com</span></span></p>
<p lang="it-IT" align="justify"><a href="http://socoinmovimento.files.wordpress.com/2008/11/autorganizzazione_per_ateneo.pdf"></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rigurgiti fascisti denunciano Ulderico Pesce: firmiamo la petizione per bloccare il processo]]></title>
<link>http://rpmn.wordpress.com/2008/11/24/fascisti-merdosi-denunciano-ulderico-pesce-firmiamo-la-petizione-per-bloccare-il-processo/</link>
<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 16:50:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>rpmn</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ulderico Pesce Ulderico Pesce, attore e comico, era a Matera in occasione del Referendum riguardante]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ulderico Pesce Ulderico Pesce, attore e comico, era a Matera in occasione del Referendum riguardante]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Spaesati V]]></title>
<link>http://cinemaecinema.wordpress.com/2008/11/23/spaesati-v/</link>
<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 11:02:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sandro De Luca</dc:creator>
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<description><![CDATA[SPAESATI V “..Anche da noi la destra ha avuto la capacità propagandistica di far credere che popolar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>SPAESATI  V</strong></p>
<p><em>“..Anche da noi la destra ha avuto la capacità propagandistica di far credere che popolari  siano le sue istanze, e la sinistra sia un’accolita di professorini privilegiati ..” M.Serra</em></p>
<p>Primo pensiero: La Scuola Pubblica ha come protagonisti  insegnanti che meriterebbero almeno degli elogi da parte del ministro House- Gelmini o da parte dell’ energumeno.. Brunetta; mentre arrivano offese gratuite ed ingiuste ( guadagnano tanto, sono fa tutti fannulloni.. ).</p>
<p>A chi si devono rivolgere questi insegnanti per far valere le loro giuste ragioni?<br />
Ovviamente ai loro referenti politici; ovvero a politici ed intellettuali di alto profilo del mio e del loro schieramento.</p>
<p>Ad  esempio l’on Rutelli, l’on Finocchiaro, l’on Melandri, l’on Fioroni ( recente ministro all’istruzione ), l’assessore campano Velardi,  Santoro, Nanni Moretti, Bertinotti, Bianca Berlinguer, Adinolfi,  ed altri che adesso non ricordo.</p>
<p>Ma queste insegnanti pensano davvero che  Fioroni, i Rutelli, Melandri Finocchiaro possano ascoltarle in difesa della Scuola Pubblica? <strong>Assolutamente NO</strong>.<br />
I loro figli sono iscritti a prestigiose scuole private.</p>
<p>Per carità, è una scelta legittima la vostra, cari Rutelli, Fioroni, Finocchiaro, Melandri .. , ma non  dovete assolutamente farvi difensori del ruolo della Scuola Pubblica. ( L’etica è…ma no, per voi l’etica è una parolaccia ed è inutile spiegarvi che cosa è ). Sono Spaesato integrale.</p>
<p>Secondo pensiero: Ormai da tempo si parla di riconoscimento di coppie di fatto.<br />
Mi sembra una scelta legittima per chi crede in questo tipo di scelta.<br />
La maggior parte dei parlamentari ( soprattutto quelli di centrodx ) sono contrari.</p>
<p>Bene forse qull’uno che sta leggendo questo blog non sa il il Parlamento italiano riconosce ai suoi eletti il diritto di convivenza; cioè una coppia di fatto ( non unita in matrimonio ) è riconosciuta come tale dal Parlamento con tutti i vantaggi che comporta questo riconoscimento ( assistenza, assegni familiari..).</p>
<p>Cioè i parlamentari che predicano contro il divorzio e contro il riconoscimento delle coppie di fatto, godono invece tutti di questo sacrosanto diritto ( L’on Casini, sedicente cattolico,  ha fatto una battaglia elettorale contro il divorzio ed il riconoscimento delle coppie di fatto;  lui che è divorziato, ha convissuto per lungo tempo con riconoscimento del Parlamento e poi si è risposato).</p>
<p>Per carità on Casini e company, rispetto le vostre scelte. Ma perché voi…mentre noi..Sono Spaesato totale.</p>
<p>Terzo pensiero. Il Presidente Cossiga, sulle occupazioni universitarie, ha suggerito l’ infiltrazione di persone “giuste” tra gli studenti, augurandosi  che avvenga qualcosa di terribile ( magari la morte di un bambino )  in modo che le forze dell’ordine possano efficacemente e duramente intervenire per contrastare la meravigliosa e pacifica onda studentesca.</p>
<p>Ma se il Presidente è convinto di questa strategia ( che sembra che parta da lontano, da molto lontano), è lecito avere qualche dubbio su tutto ciò che è successo, durante i suoi trascorsi mandati politici , con e tra i giovani studenti.</p>
<p>Bene non voglio intervenire in merito al movimento studentesco e tantomeno sul Presidente Cossiga. Ho le mie idee neanche tanto nascoste.</p>
<p>Voglio invece  parlare di Demenza.</p>
<p>Si intende per demenza, grossomodo, una regressione essenzialmente intellettiva che può avere vari gradi di severità.<br />
Le cause sono tante; una è senz’altro l’età che avanza.<br />
Esistono segnali e sintomi che ci orientano nella diagnosi ( tra cui caduta dei freni inibitori, difficoltà nel pensare, nel ragionare nel ricordare.. ).<br />
Se diagnosticata precocemente, ai primi segnali, si può..</p>
<p>Saluti senatore Cossiga, è stato un ottimo Presidente della Repubblica Italiana.<br />
Lunga vita all’onda.. Sono Spaesato integrale.</p>
<p>Quarto pensiero breve.  In un paese vicino Napoli… La prossima volta.</p>
<p>Caro Serra, la destra dal “ pensiero sbrigativo”,  che non tenta e non vuole camuffarsi,  secondo te non ha facile gioco con questa variegata umanità, in cui noi abbiamo creduto ed in cui adesso stentiamo a credere perchè hanno un potere ( non consenso ) non più illuminato?</p>
<p>Se ti trovi a navigare per questi mari, dammi una risposta; altrimenti mi puoi rispondere quando verrai, se verrai ancora, alla Feltrinelli di Napoli dove ti porrò sempre la stessa domanda: La satira è di dx o di sn?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Denunciamo kossiga]]></title>
<link>http://rpmn.wordpress.com/2008/11/18/denunciamo-il-vecchio-terrorista-kossiga/</link>
<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 23:14:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>rpmn</dc:creator>
<guid>http://rpmn.wordpress.com/2008/11/18/denunciamo-il-vecchio-terrorista-kossiga/</guid>
<description><![CDATA[Dopo le dichiarazioni di Cossiga su come distruggere il movimento studentesco, il Soviet Supremo del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Dopo le dichiarazioni di Cossiga su come distruggere il movimento studentesco, il Soviet Supremo del]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'onda anomala fa il sito al ministero]]></title>
<link>http://paz83.wordpress.com/2008/11/17/londa-anomala-fa-il-sito-al-ministero/</link>
<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 19:20:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>paz83</dc:creator>
<guid>http://paz83.wordpress.com/2008/11/17/londa-anomala-fa-il-sito-al-ministero/</guid>
<description><![CDATA[Il sito del Ministero dell&#8217;istruzione rivisitato dall&#8217;onda Anomala. In sostanza un sito ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il sito del Ministero dell&#8217;istruzione <a href="http://www.ministeroistruzione.net/">rivisitato</a> dall&#8217;onda Anomala. In sostanza un sito clone, come spiega <a href="http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/UNIVERSITA-quotCLONATOquot-SITO-MINISTERO-E-quotANNA-ADAMOLOquot/news-dettaglio/3410232" target="_blank">repubblica</a>.</p>
<p>Le prime righe del testo che appare dopo il caricamento della pagina dicono:</p>
<blockquote><p><strong>Sono Anna Adamolo,</strong><br />
sono il Ministro Onda dell&#8217;Istruzione, Università e Ricerca. Il mio compito è quello di tutelare l&#8217;istruzione e l&#8217;università italiana. Il mio primo impegno sarà il ritiro della Legge 133 e della legge Gelmini.</p></blockquote>
<p>Poi prosegue. Vi consiglio di entrare e leggere. Il lato positivo di tutto è che la violenza di questo movimento non si è vista, forse deludendo &#8220;qualcuno&#8221;. In compenso l&#8217;uso della creatività, cosa totalmente pacifica, e del mezzo internet è predominante, e disegna un movimento fresco e intelligente, forse deludendo &#8220;qualcuno&#8221; per l&#8217;ennesima volta.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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