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	<title>mozia &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/mozia/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "mozia"</description>
	<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 05:50:36 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Motya and other Mediterranean towns]]></title>
<link>http://rambambashi.wordpress.com/2008/12/15/motya-and-other-mediterranean-towns/</link>
<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 00:39:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Jona Lendering</dc:creator>
<guid>http://rambambashi.wordpress.com/2008/12/15/motya-and-other-mediterranean-towns/</guid>
<description><![CDATA[A Greek-Phoenician female mask; Museum Villa Whittaker. Motya is a Phoenician city, situated on a sm]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.livius.org/mo-mt/motya/motya1.html" target="_blank"><strong></strong></a></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 161px"><a href="http://www.livius.org/a/italy/motya/mozia_museum_7.JPG"><strong></strong><strong><img title="Photo Marco Prins" src="http://www.livius.org/a/italy/motya/mozia_museum_7_s.JPG" alt="A Greek-Phoenician female mask; Museum Villa Whittaker." width="151" height="175" /></strong></a><p class="wp-caption-text">A Greek-Phoenician female mask; Museum Villa Whittaker.</p></div>
<p><a href="http://www.livius.org/mo-mt/motya/motya1.html" target="_blank"><strong>Motya</strong></a> is a Phoenician city, situated on a small island in a lagoon in the west of <a href="http://www.livius.org/sh-si/sicily/sicily.html" target="_blank">Sicily</a>. The city was destroyed in 396 BCE by Dionysius of <a href="http://www.livius.org/su-sz/syracuse/syracuse_history01.html" target="_blank">Syracuse</a>, but was not really abandoned: archaeologists have found villas from the fourth century. Still, the island had become more or less empty, and remained so until archaeologists started to dig. They found city walls, a port, sanctuaries, and tombs. The finds are now in museums on the island itself, in Marsala, and in Palermo. You can find the first of three pages devoted to Motya <strong><a href="http://www.livius.org/mo-mt/motya/motya1.html" target="_blank">here</a></strong>; a satellite photo is <a href="http://maps.google.com/?ie=UTF8&#38;om=1&#38;t=k&#38;ll=37.867468,12.467122&#38;spn=0.013077,0.019312&#38;z=16" target="_blank">here</a>.</p>
<p>I was also occupied with <a href="http://www.livius.org/as-at/assos/assos.html" target="_blank"><strong>Assos</strong></a>, in the west of Assos. We visited the site in 2004, and later, we saw many finds in the Paris Louvre and the <a href="http://rambambashi.wordpress.com/2008/07/12/istanbul-arkeoloji-muzesi-archaeological-museum/" target="_blank">Archaeological Museum of Istanbul</a>. Everything is brought together on <a href="http://www.livius.org/as-at/assos/assos.html" target="_blank">this page</a>.</p>
<p><a href="http://www.livius.org/sj-sn/slonta/slonta.html" target="_blank"><strong>Slonta</strong></a> in Libya is one of the weirdest ancient sanctuaries, as you will see on <a href="http://www.livius.org/sj-sn/slonta/slonta.html" target="_blank">this</a> page; for a more regular ancient city, go to Roman <a href="http://www.livius.org/cn-cs/corduba/corduba.html" target="_blank"><strong>Cordoba</strong></a>; and for the delighs of rural life, go to <a href="http://www.livius.org/bn-bz/buzra/buzra.html" target="_blank"><strong>Suq al-Awty</strong></a>, which was part of the <a href="http://www.livius.org/li-ln/limes/tripolitanus.html" target="_blank">Limes Tripolitanus</a>.</p>
<p>The regular reader of this blog will have noted that I am still moving pages. I still have 154 pages to go.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tutto finito ...]]></title>
<link>http://monparadis.wordpress.com/2008/07/31/tutto-finito/</link>
<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 11:53:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Justine</dc:creator>
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<description><![CDATA[CRONACA di un TOUR in SICILIA Ed eccomi di ritorno &#8230; veramente&#8230;confesso&#8230; siamo tor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><span style="text-decoration:underline;">CRONACA di un TOUR in SICILIA<br />
</span></strong><br />
Ed eccomi di ritorno &#8230; veramente&#8230;confesso&#8230; siamo tornati giovedì ma ne abbiamo approfittato per fare lavori a casa (tende, plafoniere, luci, svuotare scatoloni, lavare, pulire ecc&#8230;). Almeno adesso è un pò più presentabile di prima. <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Le nostre vacanze, come avevo anticipato, sono state all&#8217;insegna dell&#8217;avventura. La mattina prendavamo un&#8217;autostrada &#8211; ovviamente dopo aver fatto colazione con granita e brioches- e poi decidevamo dove andare. L&#8217;unica cosa programmata (per forze maggiori) è stato lo splendido spettacolo al Teatro Antico di Taormina dei MOMIX di Moses Pendleton (The Best of Momix). Unico, grande, spettacolare, impressionante, emozionante, meraviglioso. Sono un gruppo di ballerini e atleti fantastici.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ma iniziamo il nostro viaggio.<br />
Allora siamo stati a:</strong></p>
<p><!--more-->- <strong>Capo d&#8217;Orlando</strong>. Dopo 12 h di viaggio (per fortuna senza traffico) e dopo la traversata arriviamo distrutti ma carichi per il giorno dopo. Andiamo a dormire alle 2.30 e il mattino dopo il risveglio è traumatico &#8230; nella&#8217;appartamento sopra stavano ristrutturando tutto. Alle 7.00 svegliata di soprassalto penso ci sia il terremoto &#8230; invece no era il simpatico vicino che col martello pneumatico sta distruggendo casa sua, il nostro sonno e le nostre orecchie. Cerchiamo di dormire ancora un pò ma nulla così ci alziamo e partiamo alla volta delle spiagge di Capo d&#8217;Orlando. Bella come sempre &#8211; a me piace molto &#8211; anche se è diventata un pò commerciale rispetto ad un tempo. Ma va bene,ci sono tanti lidi ma non sono invadenti. Siamo, cmq, fortunati è martedì &#8230; in spiaggia non c&#8217;è nessuno ed è quasi tutta per noi e tra un bagno e l&#8217;altro &#8230; noi &#8230;  finalmente possiamo dormireee!!!!. Verso fine giornata ci addentriamo nel <strong>Parco dei Nebrodi</strong> che porta fino all&#8217;Etna (che come saprete è più che attivo in questo momento);</p>
<p>- <strong>Siracusa. </strong>Orecchio di Dionisio e Teatro. Da vedere anche l&#8217;Ortigia;</p>
<p>- <strong>Noto &#8220;nuova&#8221; e a Noto &#8220;antica&#8221;</strong> a 10km l&#8217;una dall&#8217;altra. Bella Noto (nuova) col suo splendido barocco ma personalmente ci è piaciuta molto di più Noto Antica. Bella la strada per arrivare fino a li, ricca di storia e immersa nella natura. Zona assolutamente non battuta dai turisti. C&#8217;eravamo solo noi, un gruppo di ciclisti e un paio di mucche che non ci vedevano di buon occhio. Bella, se vi capita andate seguendo la strada per la Chiesa di S. Maria della Scala. E&#8217; un tragitto particolare che esula dai soliti itinerari. Non troverete monumenti o musei piuttosto ruderi, un bel percorso storico/religioso e un&#8217;atmosfera magica, particolare &#8230; ci sembrava di essere tornati indietro nel tempo. Si sentiva solo la natura e &#8230; il suono del passato. Che bello ci ha dato un immenso senso di tranquillità, pace e libertà. Ovviamente è soggettivo;</p>
<p>- <strong>Tindari</strong>. Abbiamo visitato la <span style="text-decoration:underline;">Chiesa della Madonna Nera e il suo bimbo</span>. Bellissima nei colori e nella cura con cui è tenuta. Poi abbiamo visitato la <span style="text-decoration:underline;">zona archeologica</span> (che io avevo già visto 10 anni fa) con le terme, la basilica e quel che è rimasto del <span style="text-decoration:underline;">teatro antico</span>. Tutto bello ma davvero mal conservato. Tutto lasciato andare e una zona addirittura non considerata, piena di ruderi storici (lo vede anche chi non è archeologo) ma buttata li senza limiti o controlli. A distanza di 10 anni non ho notato nulla di nuovo, gli scavi sono fermi e credetemi che li sotto ci dev&#8217;essere ancora tanto. Il teatro ormai rovinato dai vari spettacoli che fanno la sera. Era rimasto poco già prima ed ora è sempre meno ciò che rimane delle sue rovine. Le terme sono sempre uguali. In ultimo la zona dei <span style="text-decoration:underline;">Laghetti d Marinello</span> che visti dall&#8217;alto disegnano il volto, di profilo, della Madonna. Dicono che un bambino sia caduto da un&#8217;alta finestra della Chiesa, che è a picco sul mare, e che sia stato salvato dalla Madonna che non l&#8217;ha fatto sbattere sugli scogli ma l&#8217;ha accompagnato sulla spiaggia di questi laghetti. Il bimbo dopo un volo di oltre 15mt non si è fatto neppure un graffio. E&#8217; il <span style="text-decoration:underline;">miracolo della Madonna Nera di Tyndaris</span>; </p>
<p>- <strong>Taormina</strong>. Bella sempre bella. Sempre accogliente e ordinata. Forse una delle pochissime zone che non ho visto peggiorare. Sempre turistica mentre nel resto dell&#8217;isola i turisti sono rarissimi. Infatti tutti i siciliani sono molto molto preoccupati. Quei pochi intravisti (una decina) sono tutti stranieri. Taormina invece è sempre un richiamo forte per i loro ma anche per le persone del posto e in effetti è stupenda.<br />
Che dire, non c&#8217;era molta gente e quindi abbiamo passato una mezza giornata davvero tranquilla. Poi ci siamo mossi per la ricerca dei biglietti per i Momix. Nota di demerito all&#8217;Azienda Turistica che sapeva meno di noi &#8230; poveri turisti. Per chi visita Taormina consiglio anche <strong>Castelmola</strong> magari la sera. E&#8217; un bel borgo medievale &#8230; simpatico il locale Turrisi <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  . E poi fare il bagno all&#8217;<strong>Isola Bella</strong> (da non perdere) e magari fare un giro tra le grotte con le barche dei pescatori;</p>
<p>-<strong> Aci Trezza</strong> (Verga e I Malavoglia), <strong>Aci Castello, Aci Reale e la Riviera dei Ciclopi</strong>. Dove dopo aver visto il castello in pietra lavica, ci siamo rilassati sulla Riviera dei Ciclopi -chiamata così perchè ci sono i massi che il Ciclope Polifemo scagliò contro Nessuno &#8230; ossia Ulisse (in realtà sono scogli formatesi dalla lava dell&#8217;Etna). Abbiamo noleggiato per un&#8217;oretta un pedalò e abbiamo navigato attorno agli scogli, tra i gabbiani. Un bagno veloce, un paio di foto (prossimamente sugli schermi) e poi di nuovo sulla terra ferma. Contrariamente agli anni passati non ho avvistato alcuna medusa (e vi assicuro che erano più che visibili);</p>
<p>- <strong>Marsala.</strong> Che abbiamo utilizzato anche come base per visitare tutte le zone attorno. Arrivati li sabato pomeriggio. La strada (SV) per arrivarci è davvero tipica &#8230; sembra Santa Fe in Mexico. Tutte casette piccoline, basse (stile arabo) e color rosa. Inizialmente confesso ci siamo preoccupati perchè fino a Marsala centro c&#8217;era la desolazione. Non c&#8217;era nessuno in giro &#8230; nessuno!!! Tutto chiuso e mi sembrava strano sia perchè era sabato e sia perchè è una zona dove ci sono molte villette e tanti yatch e barche quindi sembra una zona abbastanza estiva. Lo stesso il giorno dopo. Ragazzi è stato un trauma arrivare nel centro storico di Marsala e non vedere passeggiare nessuno. Tutti i locali, bar, ristoranti chiusi. Sembrava una città fantasma. Eppure c&#8217;erano anche dei bei negozi, il <span style="text-decoration:underline;">Centro Storico</span> è davvero bello bello bello. L&#8217;unico Bar aperto per pizzicare qualcosa a pranzo era proprio fuori dalle mura e non ha voluto farci nemmeno un panino. Perchè? &#8220;E&#8217; domenica e non ci sono turisti &#8230; tranne voi e gli altri 3 dietro di voi. E&#8217; magra&#8221;. Ci credo &#8230; è tutto chiuso !!! Che va a fare un turista se la domenica è tutto chiuso?! Quindi mi raccomando se andate a Marsala &#8211; e ve la consiglio vivamente &#8211; andate durante la settimana. C&#8217;è anche il museo che ospita i resti di una <span style="text-decoration:underline;">Nave Punica</span> (quanto avrei voluto vederla). Il Duomo l&#8217;abbiamo visto solo da fuori ma è bello come il resto del centro (ben tenuto, pulito, ordinato) &#8230; molto più bella di Mazara del Vallo (dove però era tutto aperto). Bellissimo <span style="text-decoration:underline;">l&#8217;entroterra di Marsala</span> con immense distese di vigneti e uliveti. Da fare un giro per scoprire le loro risorse.</p>
<p>- <strong>Mazara del Vallo</strong>. In realtà non c&#8217;è moltissimo da vedere qui. Ha un bel <span style="text-decoration:underline;">lungo mare</span>, ricco di ristorantini e locali. Anche Mazara era deserta ma se non altro era tutto aperto (anche se vuoto). Bellissima la <span style="text-decoration:underline;">Chiesa principale</span> e l&#8217;interno è stupefacente. Abbiamo anche conosciuto il Parroco che ci ha fatto visitare la Chiesa. Davvero simpatico e disponibile. Bella anche la zona Araba anche se un pò lasciata andare. Preferiamo di sicuro Marsala, ma se avete un pò di tempo fate un salto anche a Mazara.</p>
<p>- <strong>Marsala, Mozia e Lo Stagnone</strong>. Sconsolati dopo aver visitato due città vuote (dal punto di vista di abitanti o turisti in giro) abbiamo creato uno slogan &#8230; Desolation, Desertification, Desperation &#8230; Eravamo davvero un pò tristi ma poi decidiamo di anticipare i tempi (era prevista per il giorno dopo) e di andare a Mozia. Ehi &#8230; li c&#8217;era un pò di &#8220;Animation&#8221; <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> .  Vedevamo tante macchine ma nessuno in giro. Noi continuiamo e ci facciamo portare in questa isoletta archeologica &#8211; <span style="text-decoration:underline;">Mothia o San Pantaleo</span> &#8211; città Fenicia. Bella! E&#8217; un&#8217;isoletta privata che si raggiunge con un imbarcadero, attraversando le saline e la laguna (€9,00 imbarcadero + €5,00 ingresso all&#8217;isola). Si lascia la terraferma, con sfondo di mulini e saline, per arrivare in questa grande zona archologica. Un tempo la si raggiungeva attraverso una strada di ciotoli oggi visibile solo con la bassa marea perchè completamente sommersa dalle acque. Noi l&#8217;abbiamo vista nel tratto finale e fa impressione vedere quanto più basso era il livello dell&#8217;acqua e pensare che li ci passavano i Fenici e i Punici con carretti e cavalli. L&#8217;isola è oggi di proprietà della &#8220;Fondazione Giuseppe Whitaker&#8221;, colui che l&#8217;acquistò e che fece gli scavi e i ritrovamenti oggi visibili. Aveva una collezione impressionante di reperti. In quest&#8217;isola venne anche a riposare Garibaldi (dopo lo sbarco dei Mille in Sicilia &#8211; Marsala) e vi è ancora la casa &#8230; ma non è possibile visitarla. Meritano soprattutto il <span style="text-decoration:underline;">Museo e la Casa dei Mosaici</span>. Ma un giro dell&#8217;isola lo dovete fare perchè è bello capire come si erano organizzati, vedere i vecchi porti e appostamenti.<br />
Oggi all&#8217;interno dell&#8217;isola vengono coltivati ulivi e viti (da cui il Vino Mozia e Garibaldi). Maggiori info sull&#8217;isola: Fondazione Whitaker <a href="http://web.tiscali.it/fondazionewhitaker/Mozia/mozia.htm" target="_blank">qui</a> , Egadi Service<a href="http://www.egadi-service.com/mothia/" target="_blank"> qui</a>, Isole Sicila <a href="http://www.isole-sicilia.it/mozia.htm" target="_blank">qui</a>.<br />
Per finire Lo Stagnone è un buon punto di partenza per giornate in barca. Ricordate che vi dicevo che c&#8217;erano solo auto ma nessuno in giro? Al ritorno da Mozia c&#8217;erano solo barche e neppure una auto! Probabilmente sabato e domenica si trasferiscono in barca e fanno il giro anche delle altre isolette dello Stagnone (pic-nic, sole e mare).<br />
Questa zona è anche molto ricercata per il Vento. Infatti era pieno di ragazzi che facevano <span style="text-decoration:underline;">windsurf,</span> <span style="text-decoration:underline;">kitesurf e vela;</span></p>
<p>-<strong> Erice</strong>. Che dire di Erice &#8230; splendido borgo medievale sulle colline di Trapani. La vista è spettacolare su tutta Trapani dove sono anche ben visibili la Via Principale e il Porto. Erice si snoda tra viottoli tipici. Il bello è che è sempre una scoperta &#8230; eh si perchè noi camminando vediamo tanti portoni o portoncini ma sapete che mondo si apre all&#8217;interno? Ci sono giardini, piccoli condomini, piazzette. Peccato non poterli visitare. Si può solo rubare qualche immagine quando si è abbastanza fortunati da trovare un portone aperto. Belli anche i ristoranti, tra l&#8217;altro onesti nel prezzo e si mangia molto bene. Bella di giorno &#8230; ma andateci anche di sera. E&#8217; davvero romantica ed ha un&#8217;atmosfera particolare oltre che un panorama ancora più suggestivo. Grande nota di demerito a quei piloni con tutti quei ripetitori!! Osceni da vedere in un angolo di mondo così bello ma presumo anche molto fastidiosi. Noi abbiamo dovuto posteggiare la macchina in 2posti diversi prima di trovare quello dove i ripetitori non distrubassero la chiusura centralizzata (per chiudere e aprire l&#8217;auto col telecomando -non ha le serrature-) e l&#8217;antifurto.</p>
<p>- <strong>Favignana</strong>. Giretto veloce in scooter dell&#8217;isola. Peccato per il Maestrale che ha distrubato un pò il nostro mini soggiorno. Preso l&#8217;aliscafo (Ustica Lines € 19,50 a tratta a persona) con mare mosso ma per fortuna in 20 minuti da Trapani ci si arriva. Si può prendere anche da Marsala (40min), noi per comodità di orari abbiamo scelto di partire da Trapani e poi anche come parcheggi non è male (€ 0,50 all&#8217;ora, si paga dalle 8.00-12.00 e 15.00-18.00, il resto del tempo è gratuito), non custodito ma ben visibile.  Molto carino il centro con tutti i localini e bar dove fermarsi a mangiare fresche insalatone o panini alla favignanese. Qui lasciate perdere la granita, non sanno cosa sia! E&#8217; ghiaccio e sciroppo come in molte spiaggie Venete.<br />
Bellissima tutta la costa, con delle Baie meravigliose dove prendere il sole. La più bella -per noi- è quella del <span style="text-decoration:underline;">BueMarino</span> (l&#8217;acqua è bellissima) ma molto belle sono anche <span style="text-decoration:underline;">Cala Rossa e Cala Azzura</span>. L&#8217;ideale è girare con lo scooter (€25,00 al giorno).  Un giretto poi fatelo anche i <span style="text-decoration:underline;">Faraglioni</span> &#8230; a parte incrociare qualche simpatico gregge. Passarci in mezzo con lo scooter fa strano e fa anche ridere &#8230;! Bellissima la spiaggia (protetta dal vento) ma anche tutta la costa della zona (non protetta dal vento) che offre uno spettacolo stupendo. <br />
Maggiori info<a href="http://www.isoleegadi.it/isole.php" target="_blank"> qui</a>;</p>
<p>- <strong>Taormina. Teatro Antico 23/07/2008 Momix</strong> &#8211; The Best of Momix. Grandi! Prossimamente racconto e foto.</p>
<p>Ecco queste sono le tappe del nostro tour 2008 in Sicilia. E&#8217; stato veloce ma ci voleva decisamente. Bello il Resort/Agriturismo dove abbiamo soggiornato gli ultimi giorni. Era immerso nel verde ma con tutte le comodità: camera con clima, wifi, sky, frigo ecc&#8230;, e poi piscina, campo da golf, ristornate, pista jogging.</p>
<p>Adesso, però, ci si rimette a lavorare e a studiare. Vabbe. Non vi lascio però senza dirvi i posti, per noi, più belli della Sicilia visti anche in passato.</p>
<p>Mete che consiglio (dal passato) oltre a quelle sopra descritte:</p>
<p>-<strong>Palermo</strong>. Bellissima vi lascerà stupiti. La tv rovina questa città, ormai famosa solo per fatti negativi. Vi assicuro che sarà una scoperta. E&#8217; bellissima, ricca di bellezze storiche e naturali. Il centro città è una meraviglia dietro l&#8217;altra. Merita assolutamente!!!</p>
<p>- <strong>Castellamare del Golfo, Scopello, La Riserva dello Zingaro e San Vito del Capo</strong>. Non saprete cosa vi siete persi finchè non ci andrete. La Riserva è bellissima, bisgna camminare tanto ed avere viveri e pranzo al seguito, xè non ci sono punti di ristoro, ma le spiagge poi ripagano di tutta la fatica. Castellamare ha un porticciolo bellissimo con dei ristorantini dove si mangia benissimo il pesce. Lo consiglio come base per girare le zone attorno e per passare delle serate davvero speciali.</p>
<p>-<strong> Caltagirone</strong>. Bellissima. Con le sue ceramiche coloratissime è un paesino a sè. La scalinata principale è davvero particolare. Da non perdere!</p>
<p>- <strong>Piazza Armerina</strong>. La Città dei Mosaici. Villa Romana lussuosissima con dei mosaici fantastici e in buono stato. E&#8217; un immersione nella vita dell&#8217;epoca romana.</p>
<p>- <strong>Isole Eolie</strong>, che preferisco molto rispetto alle Egadi (è sempre soggettivo). Tipiche e dalle coste bellissime. Inoltre sono molto varie, diverse l&#8217;una dall&#8217;altra ed anche una spiaggia dall&#8217;altra.</p>
<p>- <strong>Agrigento e Selinunte</strong> con le loro bellissime Valle dei Templi.</p>
<p>Il bello dela Sicilia? Che si può coniugare Storia e Cultura con Mare e Natura.  Sole e Vitalità.<br />
Ciao Justine</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aquamadre di Cantine Rallo, un vino dolce e salato]]></title>
<link>http://enopro.wordpress.com/2008/07/06/aquamadre-di-cantine-rallo-un-vino-dolce-e-salato/</link>
<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 17:05:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>enotecaprocida</dc:creator>
<guid>http://enopro.wordpress.com/2008/07/06/aquamadre-di-cantine-rallo-un-vino-dolce-e-salato/</guid>
<description><![CDATA[Ho provato questo vino per la prima volta il 16 maggio di quest&#8217;anno, durante la serata in com]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="size-full wp-image-183 alignleft" style="border:0 none;float:left;" src="http://enopro.wordpress.com/files/2008/07/aquamadre.jpg" alt="" width="133" height="450" /></p>
<p>Ho provato questo vino per la prima volta il <strong>16 maggio</strong> di quest&#8217;anno, durante la <a href="http://enopro.wordpress.com/2008/05/20/le-foto-della-serata-con-cantine-rallo/" target="_blank"><strong>serata</strong></a> in compagnia di Giuseppe Pistone di Cantine Rallo. Ne sono rimasto favorevolmente <strong>colpito ed impressionato</strong> immaginandolo protagonista dei miei pomeriggi di riposo estivi, dove in dolce compagnia e disteso su di un amaca all&#8217;ombra di un <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pinus_pinaster" target="_blank">pino mediterraneo</a></strong>, mi accompagnavo con uno (o più) bicchieri di questo nettare dolce e &#8230; salato.</p>
<p>Di seguito un bell&#8217;articolo su <strong>Aquamadre</strong> apparso sulla rivista <strong>Il Mio Vino</strong> a luglio 2007.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.ilmiovino.it/" target="_blank">Il Mio Vino</a></strong> &#8211; Luglio 2007</p>
<h2 style="text-align:center;"><em>Un bianco di vento e di sale</em></h2>
<p style="text-align:center;"><em><strong>Sapido, fresco, piacevolmente dolce, con una storia affascinante alle spalle e un nome curioso, Aquamadre. Lo produce la siciliana Rallo da uve raccolte nella minuscola isola di Mozia.</strong></em></p>
<p><em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mozia" target="_blank"><strong>Mozia</strong></a>, o <strong>San Pantaleo</strong> come è chiamata nella cartografia ufficiale, è una minuscola isola che si trova nella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_naturale_regionale_delle_Isole_dello_Stagnone_di_Marsala" target="_blank"><strong>laguna dello Stagnone</strong></a>, dieci chilometri a nord di Marsala, lungo la strada per Trapani. E&#8217; una terra emersa e piatta di appena 43 ettari, con una strada sterrata, che le gira tutto intorno, di appena <strong>due chilometri e mezzo</strong>. La laguna che la circonda è bassa. Girandola in barca si vede sempre il fondo. La prospiciente terraferma, anche se il termine non è esatto perché pure la Sicilia è un&#8217;isola, è antica <strong>area di saline</strong>. Liquide miniere a cielo aperto che sono ancora in funzione e costituiscono ambita <strong>meta turistica</strong>.</em></p>
<p><em><strong>Mozia</strong>, che dista solo qualche bracciata dalle saline, è visitata molto meno, perché è di proprietà della <strong>Fondazione</strong> privata dedicata a <strong>Joseph Whitaker</strong>, il mercante inglese che diede impulso al commercio del <strong>vino Marsala</strong> e che, alla fine del 1800, comprò tutta l&#8217;isola.</em></p>
<p><em>La Fondazione fa pagare un <strong>biglietto d&#8217;ingresso</strong> all&#8217;isola e, per di più, per arrivarci, bisogna prendere un traghetto, anche se la traversata dura il tempo di un battito di ciglia. Così il turista di passaggio tende a glissare. Fa due foto ai <strong>mucchi di sale</strong> e ai mulini a vento, si compra per ricordo un sacchetto di questo granuloso oro bianco e se ne riparte. Compiendo un peccato mortale. Perché l&#8217;isoletta, oltre ad essere un <strong>parco botanico</strong> spontaneo stupefacente, è anche un <strong>sito archeologico</strong> di grande fascino, con reperti magnificamente conservati e di grandissima levatura.</em></p>
<p><em><strong>Mozia</strong> fu abitata in epoche preistoriche e fu rifondata dai <strong>Fenici</strong> otto secoli avanti Cristo. Prima come avamposto commerciale, poi come città vera e propria, nella quale trovarono posto ben <strong>15mila abitanti</strong>. I quali, per andare sulla terraferma, avevano costruito anche due chilometri di strada a doppia corsia con tanto di guard-rail centrale. In pietra spessa, ovviamente.</em></p>
<p><em>Questa strada, dritta come una spada, ancora attraversa la laguna ma è <strong>sommersa</strong> da circa 40 centimetri d&#8217;acqua. Da terra non si vede, si intuisce. Ma fino a qualche anno fa era percorsa dai <strong>carretti</strong> che, trainati da asini e cavalli, trasportavano <strong>cesti di uve</strong> raccolte dalle vigne situate, anche queste da tempo immemorabile, nel cuore della piatta isola. Poi i carretti sono stati sostituiti da più lente ma affidabili <strong>barche dal fondo piatto</strong> perché alghe, pietre levigate e molluschi creavano scivolosi problemi alle ruote e agli zoccoli degli animali. I quali, non di rado, andavano fuori strada, finivano in acqua e rovinavano il carico. I <strong>bravi carrettieri</strong>, quelli capaci di tenere la rotta e non andare fuori strada, erano ben pagati.</em></p>
<p><em>Le vigne a <strong>Mozia</strong> ci sono ancora. In tutto <strong>dieci ettari</strong>, al 90% di uva grillo e al 10% di zibibbo e si dice che altri dieci saranno piantati presto. Nove dei dieci ettari per ora in produzione sono appannaggio della <strong>Fondazione Whitaker</strong>. L&#8217;ettaro rimanente invece è stato dato in <strong>conduzione</strong>, dalla Fondazione stessa, alle <a href="http://www.cantinerallo.it" target="_blank"><strong>cantine Rallo</strong></a>, che appartengono dal 1996 alla famiglia <strong>Vesco</strong>. <strong>Rallo</strong> ha uffici e cantine a Marsala, in un baglio antico, e <strong>72 ettari</strong> di terre da vino nella spettacolare campagna sabbiosa di Alcamo.</em></p>
<p><em><span style="text-decoration:underline;"><strong>Una goccia nel mare</strong></span><br />
Le <strong>cantine Rallo</strong> fanno ottimi vini e fatturati. Un totale di <strong>1.750.000 bottiglie</strong> per 4.350.000 euro nel 2006. Tra questi numeri, è il caso di dirlo, è davvero una goccia nel mare il nuovo vino che è stato prodotto dalle vigne dell&#8217;isola di <strong>Mozia</strong>. Il vino si chiama <strong>Aquamadre</strong> ed è fatto, in appena <strong>3.500 pezzi</strong>, con uve grillo in purezza raccolte da pochi filari di piante ad <strong>alberello</strong>.</em></p>
<p><em>Piante rigogliose di foglie che fanno ombra ai grappoli ma <strong>basse e nodose</strong>, per raccogliere maggior calore dal terreno e, al tempo stesso, in grado di resistere ai salati colpi di frusta dello <strong>scirocco</strong>. Un vento che, se nervoso, è capace di distruggere ogni altra forma di allevamento e di vitigno. Inutile sottolineare che la coltivazione del vigneto è <strong>spontaneamente biologica</strong>, perché vento, sale e sole fanno da ammazzamalanni.</em></p>
<p><em>Da queste uve <strong>Andrea Vesco</strong>, 33 anni, laurea in filosofia, vignaiolo di lungo corso e direttore di <strong>Rallo</strong>, ha tratto un vino <strong>magico e semplice</strong> al tempo stesso. Dandogli un nome coraggioso, <strong>AquaMadre</strong>, appunto, proprio per sottolineare l&#8217;inestricabile legame con l&#8217;isola e con quell&#8217;acqua che la circonda e che dà profumi e sapori anche ai piccoli e solidi acini gialli di grillo. L&#8217;acqua, in sintesi, <strong>genitrice di vino e di sale</strong>.</em></p>
<p><em><span style="text-decoration:underline;"><strong>Un ettaro prezioso</strong></span><br />
Come abbiamo detto, le uve grillo con cui viene fatto questo vino sono coltivate su <strong>un solo ettaro</strong>. Le singole piante ad alberello, che mediamente hanno <strong>20 anni</strong>, sono circa quattromila e producono <strong>due grappoli ciascuna</strong>. Si innalzano a&#8230; 2 metri sul livello del mare e affondano le radici in una terra che ha uno scheletro grosso, cioé fatto di sassi e pietre. Una struttura portante sabbiosa e calcarea ma anche minerale, capace di assorbire il calore del sole per cederlo poi di notte.</em></p>
<p><em>Il risultato sono uve di <strong>grande acidità</strong>, dalla sapidità <strong>decisamente salina</strong> e perfettamente sane e asciutte. Il grillo che dà <strong>Acquamadre</strong> viene raccolto a metà ottobre, viaggia in barca fino alla costa e da qui, in pochi minuti di camion frigorifero, raggiunge le cantine di Marsala per essere trasformato in vino nella maniera più semplice possibile, proprio per <strong>non snaturare</strong> le caratteristiche originali dei grappoli.</em></p>
<p><em>Il vino color paglia, <strong>luminoso</strong>, regala subito un gran campionario di <strong>aromi mediterranei</strong>: rosmarino, alloro, timo, menta. Ai quali seguono <strong>sentori fruttati</strong>: ananas e pompelmo, con qualche sfumatura di pera. In bocca l&#8217;<strong>acidità e la salinità</strong> solleticano le ghiandole salivali e questo fa in modo che un sorso ne segua immediatamente un altro. Il gusto è <strong>fresco e dolce</strong>, con un grado alcolico contenuto, <strong>12 gradi</strong>.</em></p>
<p><em>Questo rende il vino, che trascorre poco tempo in cantina, appena sette/otto mesi tra vasche e bottiglia, <strong>ideale come aperitivo</strong> ma anche buon compagno di <strong>formaggi leggeri, freschi</strong>. Nonché di dessert che prevedano <strong>dolci delicati</strong>, privi di pur invitanti strati cremosi. Noi l&#8217;abbiamo bevuto, lo confessiamo, un po&#8217; a tutte le ore, da solo, in compagnia di <strong>piatti delicati</strong>, coi dolci siciliani che poi tanto secchi non erano. Un vino che se n&#8217;è andato via così, <strong>veloce e discreto</strong>, come il sale che si scioglie nell&#8217;acqua.</em></p>
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<p><a href="http://www.cantinerallo.net/index.php?fl=6&#38;op=mcs&#38;id_cont=149&#38;eng=Il%20vino&#38;idm=174&#38;moi=174" target="_blank"><strong>Scheda Tecnica</strong></a></p>
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