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	<title>multipolarismo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/multipolarismo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "multipolarismo"</description>
	<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 05:08:08 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[I sessanta anni della Repubblica Popolare Cinese]]></title>
<link>http://msdfli.wordpress.com/2009/10/01/i-60-anni-della-repubblica-popolare-cines/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 10:00:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>davide233</dc:creator>
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<description><![CDATA[Alessandro Lattanzio http://www.eurasia-rivista.org//1280/i-60-anni-della-repubblica-popolare-cinese]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Alessandro Lattanzio http://www.eurasia-rivista.org//1280/i-60-anni-della-repubblica-popolare-cinese]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[I caratteri dell'Alleanza Atlantica]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/04/08/i-caratteri-dellalleanza-atlantica/</link>
<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 06:18:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
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<description><![CDATA[I caratteri che contraddistinguono il Patto atlantico sono almeno tre: la sua lunga durata; la limit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/04/eurasia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2377" title="eurasia" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/04/eurasia.jpg?w=218" alt="eurasia" width="218" height="300" /></a></p>
<p>I caratteri che contraddistinguono il Patto atlantico sono almeno tre: la sua lunga durata; la limitazione della sovranità della maggior parte dei partner, a beneficio degli USA; l’ aggressività della sua Organizzazione (la NATO).<br />
Per quanto concerne la prima caratteristica, il Patto atlantico ha sicuramente superato di gran lunga quel limite temporale cui sembrano soggiacere, generalmente, le coalizioni militari, e che Tucidide aveva fissato intorno ai trent’anni.<br />
Spesso, a proposito della durata dell’Alleanza atlantica, che proprio quest’anno compie ben sessanta anni, si considera, la sua anomalia rispetto al principio che avrebbe sempre guidato la politica estera degli USA, quello di affidarsi soltanto ad alleanze temporanee e in casi di straordinaria emergenza.<br />
In realtà, quando si tratta questa questione, non si tiene conto di almeno due importanti fattori: il primo, specifico, contenuto proprio nella formulazione del principio guida fatta da Washington nel suo <em>Farewell address</em>. Washington parlò di temporanee alleanze finalizzate a mantenere gli Stati Uniti “on a respectably defensive posture”, con ciò riferendosi chiaramente ad accordi che dovevano durare tutto il tempo necessario per mantenere la Nazione appunto in una posizione difensiva; il secondo, d’ordine più generale, è da mettere in relazione alla pulsione messianica che, oltre ad animare il patriottismo statunitense e ad impregnare il carattere nazionale dei nordamericani, condiziona e regola le scelte espansioniste ed imperialistiche di Washington.<br />
L’ eccezionalismo messianico è sempre stato per i governanti statunitensi una categoria cui ricorrere per costruire e giustificare le strategie più convenienti agli interessi nazionali. La “straordinaria emergenza”, nella prospettiva religiosa veterotestamentaria propria della tradizione statunitense, avrà, pertanto, una durata che si dilaterà con l’espansione di questi stessi interessi su scala mondiale.<br />
La limitazione di fatto della sovranità di molti membri dell’Alleanza atlantica è dovuta non solo alla sua genesi, avvenuta in un periodo in cui le nazioni europee, uscite distrutte dalla guerra, avevano scarsa capacità di contrattazione con la potenza d’Oltreoceano; ma, principalmente, a quella serie di vincolanti “misure di accompagnamento” che, costituita da Accordi, Trattati e Clausole segrete tra i singoli Paesi europei e gli USA, ha riguardato (e continua a riguardare) la diffusione di istallazioni logistiche e basi militari NATO ed statunitensi in tutta l’Europa.<br />
Tanto per fare un solo esempio, consideriamo, a questo proposito, il caso emblematico dell’<a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/03/06/basi-non-baci/">Italia, ove di basi e istallazioni militari di vario genere, direttamente o indirettamente collegate agli USA ed alla NATO, se ne contano un centinaio</a>.<br />
(&#8230;)<br />
In riferimento al terzo carattere menzionato, quello relativo all’aggressività dell’Organizzazione dell’Alleanza nordatlantica, osserviamo che esso è ben chiaro e manifesto, se si considera l’articolata strategia messa in campo dagli USA al termine del secondo conflitto mondiale ai fini di una vera e propria egemonia a livello mondiale. <!--more--><br />
Tale strategia si compone di due differenti dispositivi geopolitici. Il primo, basato fondamentalmente su meccanismi economici, riguarda essenzialmente:<br />
-<a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/09/19/il-piano-marshall-e-la-nato-culturale/">l’ERP, l’European Recovery Program, meglio noto come Piano Marshall (1947)</a>, dal nome dell’allora segretario di stato, George Marshall. Tramite il Piano di ricostruzione dell’Europa occidentale, Washington condizionò, come i geopolitici francesi Chauprade e Thual osservano, l’integrazione economica europea in uno spazio economico da loro controllato;<br />
-il GATT, Accordo Generale sulle Tariffe ed il Commercio (1947) per favorire la liberalizzazione del commercio mondiale erodendo le prerogative nazionali;<br />
-la Banca mondiale (1945).<br />
L’altro dispositivo, diplomatico e militare, comprendeva oltre la NATO (1949):<br />
- il Patto di Baghdad (1955), poi evoluto in Patto CENTO (Central Treaty Organisation) (1959), dopo l’uscita dell’Iraq del 1958;<br />
- il Patto di Manila o SEATO (South East Asia Treaty Organization) del 1954;<br />
- il Patto tripartito di sicurezza fra Australia, Nuova Zelanda e USA, noto con l’acronimo ANZUS, del 1951.<br />
In tale strategia è evidente <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/06/09/la-nato-secondo-john-kleeves/">la funzione della NATO quale elemento di presidio militare nell’Europa occidentale e mediterranea e di pressione verso i confini occidentale e meridionale dell’Unione Sovietica</a>. La volontà statunitense di istallare un presidio militare in Europa emerge anche dalla nota affermazione del presidente Roosevelt, secondo la quale il Reno era da considerare come la frontiera orientale degli USA.<br />
La NATO costituisce, fin dalla sua creazione, una specifica maglia della rete statunitense per l’accerchiamento dell’intera massa eurasiatica. L’applicazione della teoria del containment (un eufemismo retorico che ha mascherato, nel periodo della Guerra fredda, l’ accerchiamento geostrategico dell’Eurasia) in realtà era un chiaro atto di prepotenza militare e diplomatica diretto dagli USA contro l’URSS ed inoltre un minaccioso avvertimento alle altre nazioni asiatiche e mediterranee. Il carattere aggressivo del Patto atlantico si è manifestato, negli ultimi anni, con l’allargamento (altro eufemismo che vorrebbe occultare il carattere espansionista degli USA) della sua organizzazione verso l’Europa orientale e le Repubbliche centroasiatiche.</p>
<p>Il Patto atlantico si configura dunque come un’alleanza tipicamente egemone, antieuropea e antirussa nel periodo del bipolarismo; antieurasiatica dopo il crollo dell’Unione Sovietica.<br />
Antieuropea, perché con la sua presenza ha impedito la costituzione di un esercito europeo e contribuito alla lunga occupazione statunitense del Vecchio Continente; antieurasiatica, perché ha imposto all’Europa occidentale il ben noto ruolo di “testa di ponte” gettata sul continente eurasiatico, ai fini delle mire statunitensi per il dominio mondiale.<br />
(&#8230;)<br />
La consapevolezza della propria ininfluenza geopolitica condurrà gli Europei, prima o poi, a comprendere che la partecipazione all’Alleanza atlantica è un vincolo che potrebbe condurli lontano dai propri interessi mediterranei ed asiatici.<br />
Se l’Europa vuole partecipare come protagonista al nuovo sistema multipolare deve, al più presto, uscire dalle soffocanti e limitanti logiche nazionali che la dividono, e riconoscere di costituire la componente occidentale dello spazio geopolitico eurasiatico. Mosca, Nuova Delhi e Beijing non attendono altro.<br />
L’assunzione di una chiara visione geopolitica impone agli Europei, per la salvaguardia dei propri interessi economici, militari, politici e culturali, <strong>la rivendicazione di un’inedita sovranità continentale che può essere raggiunta soltanto a partire dalla denuncia della NATO quale strumento di dominio degli USA e dalla contestuale creazione di una forza armata europea</strong>.</p>
<p>Da <em>Il Patto atlantico nella geopolitica USA per l&#8217;egemonia globale</em>, di <strong>Tiberio Graziani</strong>, editoriale del <em><a href="http://www.eurasia-rivista.org/cogit_content/numeri/EkFlyppplyGQMtXajr.shtml">n. 1/2009 di Eurasia. Rivista di Studi Geopolitici</a></em>.<br />
[grassetto nostro]</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Cina guida]]></title>
<link>http://brevidistampa.wordpress.com/2009/03/26/la-cina-guida/</link>
<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 06:48:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Admin1</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nell&#8217;articolo i due professori universitari Pietro Alessandrini e Michele Fratianni commentano]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Nell&#8217;articolo i due professori universitari Pietro Alessandrini e Michele Fratianni commentano la dichiarazione cinese relativa alla costituzione di una moneta sovranazionale. Affermano che se alla Cina va bene una nuova moneta mondiale costruita con un paniere di monete altrui (sostanzialmente dollaro ed euro) va sicuramente bene a tutti, in quanto la Cina potrebbe aspirare nel prossimo futuro a sostituire il &#8220;dollar standard&#8221; con lo &#8220;yuan standard&#8221;. Ma per fare cio&#8217; dovra&#8217; assumersi le responsabilita&#8217; &#8230; (bla, bla, bla, incredibilmente ci hanno risparmiato la questione dei diritti umani e del Tibet ndr). Scopriamo dunque che la Cina e&#8217; gia&#8217; una potenza mondiale imprescindibile,  e a quanto sembra, l&#8217;unica attualmente che prende materialmente posizione. (Piano piano se ne accorgeranno anche nelle universita&#8217; ndr). Intanto negli USA la Fed in meno di sei mesi ha raddoppiato la base monetaria (quindi, grossolanamente parlando, ha dimezzato il valore reale del dollaro ndr) e si appresta ad un nuovo raddoppio con l&#8217;acquisto di ingenti quantitativi di mortgage-bascked securities e titoli federali a lunga scadenza (quantitative easing). <em>Se va bene a Pechino, va bene a tutti &#8211; Sole 24 Ore 26 Marzo 2009.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Cina dichiara guerra ... monetaria]]></title>
<link>http://brevidistampa.wordpress.com/2009/03/24/la-cina-dichiara-guerra-monetaria/</link>
<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 08:31:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Admin1</dc:creator>
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<description><![CDATA[La Cina tramite il vice-Governatore della banca centrale afferma che continuera&#8217; a prestare de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La Cina tramite il vice-Governatore della banca centrale afferma che continuera&#8217; a prestare denaro agli USA acquistandone i T-bond, perche&#8217; sono titoli ad elevata liquidita&#8217; (si possono comprare e vendere facilmente) e a basso rischio. Attualmente ne hanno 740 miliardi di dollari e sono primi col Giappone secondo a 635 miliardi. Il sorpasso e&#8217; avvenuto ad Ottobre 2008. Ma al di la di questo il Governatore della banca centrale cinese Zhou Xiaochuan, ha pubblicato un articolo sul sito web della banca, dove per il futuro richiede la creazione di una valuta di riserva mondiale, in grado di assicurare una stabilita&#8217; di lungo termine, costruita sui Diritti speciali di prelievo del Fmi, caduti in disgrazia con la fine del sistema di Bretton Woods. La Cina e&#8217; disponibile ad acquistare da subito bond del Fmi riformato con una distribuzione piu&#8217; equa dei poteri all&#8217;interno dell&#8217;organismo. La Cina chiede anche che il Fmi intervenga subito per aiutare a superare l&#8217;attuale crisi, ai paesi in via di sviluppo, e nel lungo periodo di diventare l&#8217;ago della bilancia del sistema finanziario mondiale. (Tre accuse dirette contro gli USA: (1) ritorno al sistema di cambi fissi tipo Bretton Woods, ripudiato da Nixon nel 1971, e sostituzione del dollaro come moneta di riserva internazionale , (2) riduzione o eliminazione della posizione egemonica degli USA in seno al Fmi, (3) riduzione del finanziamento del debito pubblico USA a favore del Fmi ndr). La Russia aveva espesso la scorsa settimana una posizione analoga. Se ne parlera&#8217; a Londra per il summit del G20? <em>Cina: una nuova moneta globale &#8211; Sole 24 Ore 24 Marzo 2009.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Una buona ragione per aver rifiutato la Costituzione Europea]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/05/28/una-buona-ragione-per-aver-rifiutato-la-costituzione-europea/</link>
<pubDate>Wed, 28 May 2008 06:55:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sognate un’Europa che costruisce una politica di pace portando avanti una politica indipendente dagl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href='http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/04/eurocost.jpg'><img src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/04/eurocost.jpg?w=128" alt="" width="128" height="100" class="alignnone size-thumbnail wp-image-258" /></a></p>
<p>Sognate un’Europa che costruisce una politica di pace portando avanti una politica indipendente dagli Stati Uniti?<br />
La Costituzione Europea, sonoramente bocciata dai cittadini francesi ed olandesi nella primavera del 2005, avrebbe permesso all’Unione Europea di impegnarsi in operazioni militari offensive anche a migliaia di chilometri dalle sue frontiere. E, precisava, sarebbero stati rispettati gli obblighi derivanti dal Trattato del Nord-Atlantico per quegli Stati membri dell’Unione Europea che considerano la loro difesa comune realizzata nel quadro di tale patto.<br />
Per essere chiari: l’Europa è sottoposta agli Stati Uniti &#8211; ed alla loro supremazia militare &#8211; attraverso la NATO.<br />
La pace, invece, dipende dalla capacità dell’Europa di trovare una centralità politica come “grande spazio” autonomo, orientato a svolgere una funzione di equilibrio strategico in un mondo policentrico, o multipolare che dir si voglia. In tal senso, l’Europa dovrebbe essere sempre meno “occidentale” e sempre più “europea”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La NATO rilancia]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/03/11/la-nato-rilancia/</link>
<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 13:14:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
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<description><![CDATA[A gennaio 2008, in sospetta coincidenza con le esternazioni del segretario alla difesa degli Stati U]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://byebyeunclesam.files.wordpress.com/2008/07/tavolo-nato.jpg"><img src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/07/tavolo-nato.jpg?w=128" alt="" width="128" height="83" class="alignnone size-thumbnail wp-image-572" /></a></p>
<p>A gennaio 2008, in sospetta coincidenza con le esternazioni del segretario alla difesa degli Stati Uniti, Robert Gates, sulla incompetenza delle forze non statunitensi della NATO dispiegate nel teatro afghano ed in previsione del prossimo vertice NATO di Bucarest ad aprile, è stato reso pubblico un ponderoso (150 pagine) studio intitolato “Verso una grande strategia per un mondo incerto. Rinnovando l’intesa transatlantica”. Elaborato da cinque ex alti ufficiali, esso propone la <strong>costituzione di una sorta di direttorio antiterrorismo permanente retto dagli Stati Uniti, dalla NATO e dall’Unione Europea</strong>.<br />
In questo documento, patrocinato dalla fondazione olandese Noaber, si sostiene fra l&#8217;altro che l’Occidente deve essere pronto ad intraprendere un attacco nucleare preventivo per impedire la diffusione – che, secondo gli estensori, sarebbe imminente – di armi atomiche ed altre armi di distruzione di massa. Tale impiego preventivo rappresenterebbe un’opzione chiave di fronte alle minacce del fondamentalismo religioso, del terrorismo, del crimine organizzato… così come dei cambiamenti climatici, delle migrazioni massicce, dell’insicurezza degli approvvigionamenti energetici… insomma, per chi ha orecchie per capire, del nascente multipolarismo geopolitico, con tutte le conseguenze in termini di mutamento degli equilibri di potere che ne derivano.<br />
Dal punto di vista operativo, “Verso una grande strategia per un mondo incerto” propone di concedere agli Stati Uniti un doppio voto, il primo come Stato nazionale ed il secondo come Paese membro della NATO. Tanto per chiarire oltre ogni ragionevole dubbio chi comanda in casa, <strong>la NATO dovrebbe essere sempre l’organismo in cui si discute primariamente ogni questione</strong>, ed i membri NATO che appartengono all’Unione Europea dovrebbero impegnarsi a non mutare il voto espresso in quel ambito quando la questione fosse poi affrontata nel quadro dell’UE. In tal modo, le deliberazioni dell’Unione Europea non verterebbero altro che sulle modalità per eseguire le decisioni già adottate dalla NATO. Fra le misure suggerite dallo studio, vi è pure quella di abolire i caveat che consentono ad ogni Paese membro NATO di ritagliarsi – almeno ufficialmente… &#8211; limiti operativi alla partecipazione alle missioni internazionali (in riferimento alla ritrosia dimostrata da diversi Paesi, soprattutto europei, verso un ulteriore coinvolgimento bellico in Afghanistan).<br />
Si può ragionevolmente concludere che questo direttorio svuoterebbe il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite delle sue (residue) peculiarità, proprio a svantaggio dei due membri permanenti del Consiglio che non sono anche parte della NATO: guarda caso, Cina e Russia. Questa proposta, complessivamente, illustra la volontà statunitense di rompere con le coalizioni militari formate ad hoc, per associare in modo permanente gli “alleati” ai loro piani, creando un multilateralismo selettivo che si pone, ancora una volta, fuori dal diritto internazionale. Con una nemesi storica completa, l’Unione Europea, pensata per garantire la pace in Europa, diventerebbe un docile strumento della volontà egemonica statunitense su scala globale.</p>
<p>Gli autori dello studio, la cui versione in lingua inglese è <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/02/verso-una-grande-strategia-per-un-mondo-incerto-rinnovando.pdf" title="Verso una grande strategia">qui (file .pdf, 3,54 Mb)</a>, sono:<br />
Klaus Naumann (Germania), ex capo del Comitato militare della NATO;<br />
Peter Inge (Regno Unito), ex capo di Stato Maggiore della Difesa;<br />
John Shalikashvili (Stati Uniti), ex capo di Stato Maggiore interarmi;<br />
Jacques Lanxade (Francia), ex capo di Stato Maggiore della Difesa;<br />
Henk van den Breemen (Olanda), ex capo di Stato Maggiore della Difesa.<a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/02/verso-una-grande-strategia-per-un-mondo-incerto-rinnovando.pdf" title="Verso una grande strategia"> </a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Si vota]]></title>
<link>http://malaerba.wordpress.com/2008/03/06/241/</link>
<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 14:24:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>malaerba</dc:creator>
<guid>http://malaerba.wordpress.com/2008/03/06/241/</guid>
<description><![CDATA[Immagine di sotto Gianni D. questa licenza CC Ultimamente sto trascurando il blog, ma punzecchiato d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="center"><img src="http://farm1.static.flickr.com/48/126612915_4e703c4e0c.jpg?v=0" alt="" width="500" height="332" /></p>
<p align="center"><em>Immagine di sotto <a href="http://flickr.com/photos/gdominici/" target="_blank">Gianni D.</a> questa <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/deed.it" target="_blank">licenza CC</a></em></p>
<p>Ultimamente sto trascurando il blog, ma punzecchiato da <a href="http://copiaeincolla.wordpress.com/" target="_blank">ankou6</a> cerco di scrivere un post lungo dopo tempo ormai immemorabile. Negli ultimi tempi, come un po&#8217; per tutti, la mia attenzione è principalmente focalizzata sulla campagna elettorale in corso. La prima cosa che si nota è a mio parere positiva. Dopo anni di bipolarismo finalmente si presentano diversi schieramenti, cinque i principali: destra, centrodestra, centro, centrosinistra, sinistra più una variegata truppa di piccoli che probabilmente non supereranno nessuna delle soglie di sbarramento. Questa nuova fotografia della futura (?) situazione parlamentare mi sembra molto più rappresentativa della società italiana di quanto non lo sia stata negli anni passati la dicotomia berlusconiani/antiberlusconiani o comunisti/anticomunisti. Finalmente un po&#8217; tutti potranno scegliere di votare chi meglio rappresenta i propri interessi e, si spera, vedere i propri rappresentanti in parlamento. Ebbene sì, perché anche per alcuni dei cinque maggiori schieramenti potrebbero presentarsi problemi con la soglia di sbarramento, cosa tutt&#8217;altro che auspicabile. La prima priorità del futuro parlamento sarà infatti quella di varare una nuova legge elettorale per evitare il referendum previsto per il 18 maggio di quest&#8217;anno e spostato per effetto dello scioglimento delle camere (avete notato che nessuno parla di questa cosa sui grandi media?). Il rischio è che i due grandi partiti, che invitano reciprocamente a votare solo per loro e a non disperdere i voti, si mettano d&#8217;accordo per fare una nuova legge elettorale che elimini dai giochi tutti quelli diversi da loro stessi. La prima mossa in tal senso è stata già fatta escludendo dagli schieramenti principali i partiti minori. Vedo come il fumo negli occhi questa cosa, l&#8217;ho già detto prima, questa divisione in due non rappresenta l&#8217;Italia, ammazza le differenze che sono alla base del rinnovamento della società e, nel senso peggiore del termine, americanizza la società proponendo di scegliere tra due partiti dall&#8217;ambizione ecumenica, che finirebbero sempre più per assomigliarsi. Siamo sicuri che è questo lo scenario che vogliamo? Personalmente no, e per questo, per quanto può contare, anch&#8217;io vi invito al voto utile: votate chi vi pare, ma non votate per i due partiti maggiori, abbiamo bisogno che in parlamento ci siano ancora differenze e non il grande inciucio tra due partiti che differiscono ormai solo per una lettera. Chiudo aggiungendo che per prassi, ma non per legge, dopo la modifica della legge elettorale in Italia si sono sempre indette elezioni anticipate, rischiamo di eleggere un parlamento che durerà un anno o poco più?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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