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	<title>muri &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "muri"</description>
	<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 06:57:33 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[L'UOMO OMBRA: la rubrica di Carmelo Musumeci]]></title>
<link>http://urladalsilenzio.wordpress.com/2009/11/22/luomo-ombra-la-rubrica-di-carmelo-musumeci-2/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 11:22:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>alfrhaed</dc:creator>
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<description><![CDATA[Eccoci alla seconda uscita de L&#8217;UOMO OMBRA, la rubrica che Carmelo Musumeci (detenuto con erga]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://urladalsilenzio.wordpress.com/files/2009/11/ombra1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-735" title="ombra" src="http://urladalsilenzio.wordpress.com/files/2009/11/ombra1.jpg" alt="" width="333" height="500" /></a></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Eccoci alla seconda uscita de L&#8217;UOMO OMBRA, la rubrica che Carmelo Musumeci (detenuto con ergastolo ostativo nel carcere di Spoleto, e che voi tutti state imparando a conoscere) ha iniziato a scrivere periodicamente appositamente per questo blog (naturalmente chiunque voglia prenderla e condividerla in altri spazi è bene accetto.. queste cose più circolano meglio è). Non si tratta degli unici testi di Carmelo, tra quelli che ci arrivano direttamente, che pubblichiamo. Cambia semmai lo stile dell&#8217;approccio. In alcuni casi sono testi e lettere che poi rendiamo pubbliche (col suo convinto consenso). Nel caso di questa rubrica è come se Carmelo guardasse negli occhi i lettori e si rivolgesse direttamente ed esplicitamente a tutti gli utenti del blog, come a dire..</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>&#8220;Eccomi. Sono qua.&#8221;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Leggete questa pagina con cura e attenzione. In onore di tutti i muri bianchi rimasti fermi ad aspettare il sangue. In onore e in memoria dei piccoli gulag di periferia, della carne al macello. Quante volte mi colpirai? Mentre nella cella attendo la mia dose quotidiana&#8230; quante volte mi tratterai come un cane? </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Sento queste parole rimaste intrecciate tra i pavimenti, i tavoli, e le inferriate. Come impronta energetica, atmosfera di un luogo, memoria delle cose. In memoria dei fuscelli al vento, ma anche dei veri criminali, che nessuno può essere selvaggemente pestato, e punito, fosse stato anche un vero criminale. </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>15 giorni a fissare il muro. In una cella vuota. Senza televisione e radio. Senza libri e giornali. Senza tavolo. Senza letto. Senza coperte. Senza assolutamente nulla. A sentire scavarti i minuti peggio di una tortura cinese o di un campo koreano. Invocando disperatamente il sonno, dopo ore e ore di straniante follia del nulla. Almeno il sonno, strappandolo il sonno nonostante il freddo non ti dà tregua e non hai nulla dietro cui coprirti. Ma dormi, dormi ragazzo.. fai di tutto per dormire. Abbracciandoti le ginocchia, almeno darai un pò di calore al petto. Dormi come una rana, ma almeno dormi. Così per qualche ora i sogni ti porteranno lontano. Dormi per non impazzire.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ragazzi ho provato a pensare ai 15 giorni di isolamento totale di cui parla Carmelo in questo testo. Se ci provata vi esplode la testa. Nessuno ha mai provato una esperienza del genere. E anche i dettagli.. il freddo.. ricordo le notti in cui a Roma attendevo il notturno e magari ritardava di un&#8217;ora o più. Ed era un inverno così freddo che le mani erano marmo ghiacciato e nonostante giubino e maglioni saltellavi in preda a una insofferenza rara. E poi il lungo viaggio in un autobus scasciato (almeno altri quaranta minuti) fino a casa. Ma tutto quello era Disneyland rispetto a ciò che descrive Carmelo. Il freddo se non puoi scaldarti, ti entra nelle ossa come un tormento che ti occupa la mente e i pensieri. Che significa allora stare per 15 giorni.. e poi altri.. 15.. e poi altri 15 giorni in una cella fredda.. senza riscaldamento, coperte, lenzuole? Senza nulla  su cui far poggiare la mente per provare anche solo a distrarsi?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Scrive bene Carmelo. La corruzione del carcere non investe solo il carcerato. Investe anche e ancora di più gli operatori carcerati. L&#8217;Assassino dei Sogni non contempla vincitori. Questo è un passaggio che può aiutare nel tempo a liberare dall&#8217;odio. A loro modo anche gli autori di questi crimini contro i detenuti, a loro modo.. sono dele vittime; di un genere diverso, ma delle vittime. Spezzare la cappa di nera nube tossica che l&#8217;Assino dei Sogni emana intorno a sé come un demone tolkeniano è un richiamo di liberazione per tutti, detenuti e carcerieri. Non è un urlo rancore, né sogni di vendette di sangue su carcerieri impalati.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E mentre vi scrivo queste pagine, si moltiplicano le voci di chi propugna il ritorno alle super carceri lager&#8230; Pianosa soprattutto. Destra e sinistra intonano in coro punizioni esemplari e regimi di eccezionalità. Ma alcuni non dormono e non staranno ad applaudire mentre altre celle di rigore e muri bianchi verrano edificate tra le spire e le branchie dell&#8217;Assasino dei Sogni.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Vi lascio alla rubrica di Carmelo..</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Dopo la morte di Stefano Cucchi, un altro morto nel carcere di Parma, quella di Giuseppe Saladino. Sempre su questo stesso istituto leggo sul Corriere della Sera di mercoledì 11 novembre del 2009:</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>&#8230; <em>Stava scontando una condanna all&#8217;ergastolo in regime di 41bis. La procura di Bologna ha aperto un fascicolo contro ignoti sulla sua morte, ipotizzando il reato di istigazione al suicidio.</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Conosco bene il carcere di Parma, dopo quello dell&#8217;Asinare è stato uno dei più fuorilegge istituti in cui sono stato detenuto.<br />
Di quel carcere ricordo bene le celle di rigore,  dove mi avevano messo per essermi ribellato contro le guardie che avevano strappato e calpestato con le loro scarpe le foto dei miei figli durante una perquisizione perché non era consentito averne più di dieci.<br />
Mi ricordo come se fosse ieri di quei 15 giorni nella stanza liscia al freddo senza letto, lenzuola, coperte a fissare le pareti sporche e sgretolate della cella per ore e ore.<br />
In ostaggio della delusione, della tristezza e della sofferenza.<br />
Senza nulla, quindici giorni solo con i miei pensieri, la mia rabbia, il mio cuore e la mia anima a cercare di fare il morto, cercando dentro di me l&#8217;amore per rimanere vivo.<br />
In carcere in Italia non si viene solo ammazzati, istigati al suicidio, picchiati, abbandonati come sacchi della spazzatura, ma si viene soprattutto umiliati levandoti la voglia di vivere.<br />
Finiti quei 15 giorni di punizioni, il mssimo ininterrottamente consentiti, dopo un giorno in sezione,  me ne hanno dati altri 15 e poi ancora altri 15 giorni.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E&#8217; facile interpretare e ingannare la legge per gli uomini dal cuore nero dell&#8217;Assassino dei Sogni(il carcere), perché loro sono i buoni e noi i cattivi.<br />
L&#8217;Assassino dei Sogni si ritiene al di sopra di qualsiasi legge.<br />
L&#8217;Assassino dei Sogni non è mai quello che sembra, perché è molto peggio di quello che si crede.<br />
E non è vero che la colpa dell&#8217;illegalità in carcere è a causa di alcune mele marce.<br />
No! Piuttosto è l&#8217;incontrario: in carcere ci sono solo alcune mele buone.<br />
Il carcere è cancerogeno non solo per chi è detenuto, ma è anche cancerogeno, se non di più, per chi ci lavora.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E come si può pensare di garantire la sicurezza sociale non facendo vedere il cielo, le stelle e la luna ai detenuti sottoposti al regime di tortura del 41bis?<br />
Come si fa a tenere in carcere tossicodipendenti che hanno bisogno di cure?<br />
Come si fa a tenere una persona dentro per sempre con l&#8217;ergastolo ostativo, colpevole soprattutto di aver rispettato le leggi della terra e dalla cultura di dove è nato e cresciuto?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il carcere in Italia è una macelleria e al macellaio non fa più impressione la vista del sangue, perché perde la sua umanità e non crede più che la pena abbia alcune funzione rieducativa.<br />
I macellai, le mele marce, i senzanima, chiamateli come vi pare, si sentono così buoni che possono ammazzare, picchiare e distruggere cuore e anime di persone che hanno sbagliato, ma non per malvagità come invece hanno fatto le persone che hanno ucciso Stefano Cucchi.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Carmelo Musumeci                 Carcere di Spoleto    20 novembre 2009</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Uno sguardo]]></title>
<link>http://violaceo.wordpress.com/2009/11/21/uno-sguardo/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 21:50:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>violaceo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi, prima di tuffarmi nella bolgia del supermercato  (reparti alimentari e pulizie),  ho deciso di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Oggi, prima di tuffarmi nella bolgia del supermercato  (reparti alimentari e pulizie),  ho deciso di passare davanti agli scaffali della libreria, dove ho scovato un bellissimo volumetto della Taschen dedicato agli autoritratti. Ho incontrato subito questa immagine che mi ha molto colpito.</p>
<p>La storia associata al quadro e all&#8217;autore è triste, terribile ed inquietante:  guerra, discriminazione, fuga, prigionia e morte.</p>
<p>Davanti allo sguardo di quest&#8217;uomo mi sono sentito scosso e vulnerabile. Si chiamava Felix Nussbaum.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://violaceo.wordpress.com/files/2009/11/fn.jpg" alt="" width="405" height="477" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dietro ai principi]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/11/20/dietro-ai-principi/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 14:28:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
<guid>http://biblicamente.wordpress.com/2009/11/20/dietro-ai-principi/</guid>
<description><![CDATA[Il caso di Abano Terme ormai lo conoscono tutti: una mamma italofinlandese si è opposta alla presenz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il caso di Abano Terme ormai lo conoscono tutti: una mamma italofinlandese si è opposta alla presenz]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MURI]]></title>
<link>http://giorniacolori.wordpress.com/2009/11/20/muri/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 08:49:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>astralla</dc:creator>
<guid>http://giorniacolori.wordpress.com/2009/11/20/muri/</guid>
<description><![CDATA[Per fare un muro a volte non è necessario avere mattoni e cemento.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><strong>Per fare un muro a volte non è necessario avere mattoni e cemento.</strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://giorniacolori.wordpress.com/files/2009/11/img_1604.jpg"><img class="size-medium wp-image-856 aligncenter" title="MURI" src="http://giorniacolori.wordpress.com/files/2009/11/img_1604.jpg?w=225" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Another brick in the wall... of freedom?]]></title>
<link>http://neliana.wordpress.com/2009/11/15/another-brick-in-the-wall-of-freedom/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 23:47:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Neliana</dc:creator>
<guid>http://neliana.wordpress.com/2009/11/15/another-brick-in-the-wall-of-freedom/</guid>
<description><![CDATA[Celebrare il ventennale della caduta del muro dì Berlino e spacciarlo per il pieno raggiungimento dì]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Celebrare il ventennale della caduta del muro dì Berlino e spacciarlo per il pieno raggiungimento dì]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[QUEI MURI APPESI AI CROCIFISSI-ANTONIO SOCCI]]></title>
<link>http://mirabilissimo100.wordpress.com/2009/11/15/quei-muri-appesi-ai-crocifissi-antonio-socci/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 10:29:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>mirabilissimo100</dc:creator>
<guid>http://mirabilissimo100.wordpress.com/2009/11/15/quei-muri-appesi-ai-crocifissi-antonio-socci/</guid>
<description><![CDATA[QUEI MURI APPESI AI CROCIFISSI   Di Antonio Socci   5 novembre 2009 Gesù è stato giudicato – duemila]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
<div><span style="font-size:medium;color:#800000;font-family:Arial;"><strong>QUEI MURI APPESI AI CROCIFISSI </strong></span></div>
<div><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong></strong></span> </div>
<div><span style="font-size:medium;color:#800000;font-family:Arial;"><strong>Di Antonio Socci</strong></span></div>
<div><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong></strong></span> </div>
<div><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>5 novembre 2009 </strong></span></div>
<div>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>Gesù è stato giudicato – duemila anni fa – dalle varie magistrature del suo tempo. E sappiamo cosa decise la “giustizia” di allora.</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><strong><span style="color:#800000;">Oggi la Corte europea di Strasburgo ha emesso una sentenza secondo cui lasciare esposta nelle scuole la raffigurazione di quell’Innocente massacrato dalla “giustizia umana” viola la libertà religiosa.</span></strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>E’ stato notato che semmai il crocifisso ricorda a tutti che cosa è la giustizia umana e cosa è il potere ed è quindi un grande simbolo di laicità (sì, proprio laicità) e di libertà (viene da chiedersi se gli antichi giudici di Gesù sarebbero contenti o scontenti che una sentenza di oggi cancelli l’immagine di quel loro “errore giudiziario” o meglio di quella loro orrenda ingiustizia).</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>Ma discutiamo pacatamente le ragioni della sentenza di oggi: il crocifisso nelle aule, dicono i giudici, costituisce “una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni” e una violazione alla “libertà di religione degli alunni”.</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>Per quanto riguarda la prima ragione obietto che quel diritto dei genitori è piuttosto leso da legislazioni stataliste che non riconoscono la libertà di educazione e che magari usano la scuola pubblica per indottrinamenti ideologici.</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>La seconda ragione è ancor più assurda. Il crocifisso sul muro non impone niente a nessuno, ma è il simbolo della nostra storia. Una sentenza simile va bocciata anzitutto per mancanza di senso storico, cioè di consapevolezza culturale, questione dirimente visto che si parla di scuole. Pare ignara di cosa sia la storia e la cultura del nostro popolo.</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>Per coerenza i giudici dovrebbero far cancellare anche le feste scolastiche di Natale (due settimane) e di Pasqua (una settimana), perché violerebbero la libertà religiosa.</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>Stando a questa sentenza, l’esistenza stessa della nostra tradizione bimillenaria e la fede del nostro popolo (che al 90 per cento sceglie volontariamente l’ora di religione cattolica) sono di per sé un “attentato” alla libertà altrui.</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>I giudici di Strasburgo dovrebbero esigere la cancellazione dai programmi scolastici di gran parte della storia dell’arte e dell’architettura, di fondamenti della letteratura come Dante (su cui peraltro si basa la lingua italiana: cancellata anche questa?) o Manzoni, di gran parte del programma di storia, di interi repertori di musica classica e di tanta parte del programma di filosofia.</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>Infatti tutta la nostra cultura è così intrisa di cristianesimo che doverla studiare a scuola dovrebbe essere considerato – stando a quei giudici – un attentato alla libertà religiosa. In lingua ebraica le lettere della parola “italia” significano “isola della rugiada divina”: vogliamo cancellare anche il nome della nostra patria per non offendere gli atei? E l’Inno nazionale che richiama a Dio?</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>Perfino lo stradario delle nostre città (Piazza del Duomo, via San Giacomo, piazza San Francesco) va stravolto? Addirittura l’aspetto (che tanto amiamo) delle vigne e delle colline umbre e toscane – come spiegava Franco Rodano – è dovuto alla storia cristiana e ad un certo senso cattolico del lavoro della terra: vogliamo cancellare anche quelle?</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>Ma non solo. Come suggerisce Alfredo Mantovano, “se un crocifisso in un’aula di scuola è causa di turbamento e di discriminazione, ancora di più il Duomo che ‘incombe’ su Milano o la Santa Casa di Loreto, che tutti vedono dall’autostrada Bologna-Taranto: la Corte europea dei diritti dell’uomo disporrà l’abbattimento di entrambi?”</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>Signori giudici, si deve disporre un vasto piano di demolizioni, di cui peraltro dovrebbero far parte pure gli ospedali e le università (a cominciare da quella di Oxford) perlopiù nati proprio dal seno della Chiesa?</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>Infine (spazzata via la Magna Charta, san Tommaso e la grande Scuola di Salamanca) si dovrebbero demolire pure la democrazia e gli stessi diritti dell’uomo (a cominciare dalla Corte di Strasburgo) letteralmente partoriti e legittimati (con il diritto internazionale) dal pensiero teologico cattolico e dalla storia cristiana?</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>La stessa Costituzione italiana – fondata sulle nozioni di “persona umana” e di “corpi intermedi” (le comunità che stanno fra individui e Stato) – è intrisa di pensiero cattolico. Cancelliamo anche quella come un attentato alla libertà di chi non è cattolico?</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>E l’Europa? L’esistenza stessa dell’Europa si deve alla storia cristiana, se non altro perché senza il Papa  e i re cristiani prima sui Pirenei, poi a Lepanto e a Vienna, l’Europa sarebbe stata spazzata via diventando un califfato islamico.</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>Direte che esagero a legare al crocifisso tutto questo. Ma c’è una controprova storica. Infatti sono stati i due mostri del Novecento – nazismo e comunismo – a tentare anzitutto di spazzare via i crocifissi dalle aule scolastiche e dalla storia europea.</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>Odiavano l’innocente Figlio di Dio massacrato sulla croce, furono sanguinari persecutori della Chiesa e del popolo ebraico (i due popoli di Gesù) che martirizzarono in ogni modo e furono nemici assoluti (e devastatori) della democrazia e dei diritti dell’uomo (oltreché della cultura cristiana dell’Europa e della civiltà).</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>Il nazismo appena salito al potere scatenò la cosiddetta “guerra dei crocefissi” con la quale tentò di far togliere dalle mura delle scuole germaniche l’immagine di Gesù crocifisso.</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>Non sopportavano quell’ebreo, il figlio di Maria, e volevano soppiantare la croce del Figlio di Dio, con quella uncinata, il simbolo esoterico dei loro dèi del sangue e della forza. Lo stesso fece il comunismo che tentò di sradicare Cristo dalla storia stessa.</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>Se le moderne istituzioni democratiche europee si fondano sulla sconfitta dei totalitarismi del Novecento, non spetterebbe anche alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo considerare che la tragedia del Novecento è stata provocata da ideologie che odiavano il crocifisso (e tentarono di sradicarlo) e che i loro milioni di vittime si ritrovano significate proprio dal Crocifisso?</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>Non a caso è stata una scrittrice ebrea, Natalia Ginzburg, a prendere le difese del crocifisso quando – negli anni Ottanta – vi fu un altro tentativo di cancellarlo dalle aule: “Non togliete quel crocifisso” fu il titolo del suo articolo.</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>Scriveva:</strong></span></p>
<p><em><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>“il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. E’ l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino allora assente. La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo? (…) Dicono che da un crocifisso appeso al muro, in classe, possono sentirsi offesi gli scolari ebrei. Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato, e non è forse morto nel martirio, come è accaduto a milioni di ebrei nei lager? Il crocifisso è il segno del dolore umano”.</strong></span></em></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>La Ginzburg proseguiva:</strong></span></p>
<p><em><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>“Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo… prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei e neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà fra gli uomini… A me sembra un bene che i ragazzi, i bambini, lo sappiano fin dai banchi della scuola”.</strong></span></em></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>Con tutto il rispetto auspichiamo che pure i giudici lo apprendano. “Il crocifisso fa parte della storia del mondo”, scrive la Ginzburg.</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>Infine il crocifisso è il più grande esorcismo contro il Male. Infatti non è il crocifisso ad aver bisogno di stare sui nostri muri, ma il contrario. Come dice un verso di una canzone di Gianna Nannini: “Questi muri appesi ai crocifissi…”. Letteralmente crolla tutto senza di lui, tutti noi siamo in pericolo.</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>Per questo potranno cancellarlo dai muri e alla fine – come accade in Arabia Saudita – potranno proibirci anche di portarne il simbolo al collo, ma nessuno può impedirci di portarlo nel cuore. E questa è la scelta intima di ognuno. La più importante.</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong></strong></span> </p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>Antonio Socci</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong>Da Libero, 4 novembre 2009</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;"><strong></strong></span> </p>
<p><span style="font-size:medium;color:#800000;font-family:Arial;"><a href="http://www.antoniosocci.com/2009/11/quei-muri-appesi-ai-crocefissi…/"><strong>http://www.antoniosocci.com/2009/11/quei-muri-appesi-ai-crocefissi…/</strong></a></span></p>
</div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[" GENIA FESTIVAL: [ Pemecahan Rekor MURI Bersama]"]]></title>
<link>http://chybill.wordpress.com/2009/11/15/genia-festival-pemecahan-rekor-muri-bersama/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 06:30:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>chybill</dc:creator>
<guid>http://chybill.wordpress.com/2009/11/15/genia-festival-pemecahan-rekor-muri-bersama/</guid>
<description><![CDATA[GENIA FESTIVAL merupakan ajang pemecahan Rekor Muri dendan berebagai acara. Salah satunya adalah NGE]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>GENIA FESTIVAL merupakan ajang pemecahan Rekor Muri dendan berebagai acara. Salah satunya adalah NGENET GRATIS SEPUASNYA&#8230;..<br />
GENIA FESTIVAL INI DISELENGGARAKAN PADA HARI mINGGU, 15 nOVEMBER 2009 di GSG IT Telkom Bandung.<br />
pesertanya ada 2000 orang namun di bagi dalam beberapa shift.<br />
acaranya asyik untuk mengisi akhir pekan anak-anak ITT yang memang hari-harinya selalu di sibukkan dengan tugas-tugasnya.<br />
acara ini cocok banget ma kita yang emang maniak internet.</p>
<p>acara ini di sponsori oleh :<br />
-speedy<br />
-telkom Indonesia<br />
-telkomsel<br />
-detik.com<br />
-hardware laboratory<br />
-INSTITUTE TEKNOLOGI TELKOM<br />
-HMIF ( Himpunan Mahasiswa Teknik Informatika)</p>
<p>kompak banget panitianya,,,,tanggung jawab sama tugasnya.<br />
makasih ,,semoga acara ini gag hanya buat pemecahan rekor muri aja..tapi juga bisa diselenggarain setiap waktu buat hiburan mahasiswa ITTelkom khususnya.</p>
<p>LUPH U FUUL&#8230;.^_^</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GENIA FESTIVAL: Break The Record!!]]></title>
<link>http://septiarani.wordpress.com/2009/11/15/genia-festival-break-the-record/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 06:09:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>ranystarry</dc:creator>
<guid>http://septiarani.wordpress.com/2009/11/15/genia-festival-break-the-record/</guid>
<description><![CDATA[Seminggu yang lalu aku kembali ke Bandung, setelah sempat kabuuur ke Jogja selama beberapa hari ;p. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Seminggu yang lalu aku kembali ke Bandung, setelah sempat kabuuur ke Jogja selama beberapa hari ;p. ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Japan’s Manufacturing Techniques]]></title>
<link>http://asifjmir.wordpress.com/2009/11/15/japan%e2%80%99s-manufacturing-techniques/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 02:26:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Asif Mir</dc:creator>
<guid>http://asifjmir.wordpress.com/2009/11/15/japan%e2%80%99s-manufacturing-techniques/</guid>
<description><![CDATA[Nations are built not with bricks and stones but with the capacity to create and apply knowledge. Th]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Nations are built not with bricks and stones but with the capacity to create and apply knowledge. The result of knowledge creation and application in manufacturing and management practices is well demonstrated by Japan. Today we are witness to many industrialized economies that are strengthening their manufacturing activities simply by adopting these techniques.</p>
<p>The distinguishing characteristics associated with Japanese manufacturing techniques include an emphasis on designing and redesigning processes to optimize efficiency and a strong commitment to quality.</p>
<p>The manufacturing techniques that Japanese companies practice provide a competitive advantage and outstanding economic performance. The key for success is an understanding of the broad context of manufacturing culture, infrastructure and environment. These sound manufacturing and business techniques created and adopted by leading Japanese manufacturers have turned out to be the secret of their market leadership in many industries.</p>
<p>Following are a few of these concepts, which can help in managing any business set-up in a better way:</p>
<ul>
<li><em>Kaizen</em> is one such technique, which in Japanese means <em>‘improve.’</em> This is commonly recognized as practices focusing on continuous improvement in manufacturing activities, business activities in general, and even life in general, depending on interpretation and usage. By improving standardized activities and processes, <em>Kaizen</em> helps in eliminating waste.</li>
<li>Another management Japanese technique is the 5-S. It is a technique used to establish and maintain quality environment in an organization. It has five elements: <em>Seiri</em> (sorting out useful and frequently used materials and tools from unwanted and rarely used things); <em>Seiton</em> (keeping things in the right place systematically so that searching or movement time is minimized); <em>Seiso</em> (keeping everything around you clean and in a neat manner); <em>Seiketsu</em> (standardizing the above principles in everyday life) and <em>Shitsuke</em> (inculcating good habits and practicing them continuously). The 5-S practice helps everyone in the organization to live a better life.</li>
<li><em>Kanban</em> and ‘Just in Time’ are two other practices in inventory management practices that were pioneered by the Japanese automobile manufacturers, such as Toyota. Quality improvement, on the other hand, is the result of lower proportion of component scrap since the components spend less time in the supply chain.</li>
<li><em>Poka-yoke</em> is a process improvement focused on training of workers for mastering the increasingly complicated tasks to selectively redesign the tasks so they could be more easily and reliably mastered. It involves designing a foolproof process to eliminate the chance of errors.</li>
<li><em>Jidoka</em> is a practice by means of which an individual worker runs several machines simultaneously. Japan thus designs such machines that eliminate both error and the need for constant supervision.</li>
<li><em>Muda </em>is another technique that reduces wasteful activity in service processes. It ensures process efficiency and effectiveness.</li>
<li><em>Mura </em>curiously combines rigidity and flexibility and thus teaches service process improvement.</li>
<li>Reducing <em>Muri</em> means reducing physical strain. In services process improvement, <em>Muri </em>applies to convoluted and unnecessary routings, physical transfer, and distances paper files may have to travel for a process to complete.</li>
<li><em>Genchi Gembutsu </em>means going to the actual scene (<em>genchi) </em>and confirming the actual scene (<em>gembutsu)</em>. Observation of service processes at the point where it is actually delivered may unearth a host of problems such as lack of training, unnecessary steps, or a number of other areas that would benefit from small but significant process improvement ideas.</li>
</ul>
<p>This is a glimpse of manufacturing techniques that Japan has so intellectually created and so profoundly practiced in its manufacturing systems that even with no natural resources, it has acquired the status of one of the most industrialized nations. Can we learn from Japan?</p>
<p>My Consultancy–<a title="Asif J. Mir" href="http://www.asifjmir.com/" target="_blank">Asif J. Mir </a>- Management Consultant–transforms organizations where people have the freedom to be creative, a place that brings out the best in everybody–an open, fair place where people have a sense that what they do matters. For details please visit <a title="Asif J. Mir" href="http://www.asifjmir.com/" target="_blank">www.asifjmir.com</a>, <a href="http://www.youtube.com/asifjmir">Lectures</a>, <a title="Line of Sight" href="http://asifjmir.blogspot.com/" target="_blank">Line of Sight</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Around Dhaulagiri Trekking - Nepal Trekking.]]></title>
<link>http://canadiantraveler.wordpress.com/2009/11/14/around-dhaulagiri-trekking-nepal-trekking/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 10:35:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>renatahal</dc:creator>
<guid>http://canadiantraveler.wordpress.com/2009/11/14/around-dhaulagiri-trekking-nepal-trekking/</guid>
<description><![CDATA[I Recommend…. Nepal travel and trekking information. Includes, tour, tourism, trek, hiking, expediti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2>I Recommend….</h2>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.nepalvisitors.com/" target="_blank"><img class="aligncenter" src="http://himalman.files.wordpress.com/2009/08/nepalvisitors-bannerad-468.gif" border="0" alt="" height="100" /></a></p>
<p>Nepal travel and trekking information. Includes, tour, tourism, trek, hiking, expedition, peak climbing, adventure holidays trips in Nepal.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Around Dhaulagiri</strong><strong> Trekking</strong> with <img src="http://himalman.files.wordpress.com/2009/06/nepalvisitors-logo-_170.jpg" alt="" width="170" height="20" /></p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dhaulagiri" target="_blank">Dhaulagiri</a> 8,167 meters 7th highest mountain in the world means “white mountain” though many mountains over the world have names, which translate to White Mountain; this is without doubt the most astonishing one. Everyone is familiar with the name Dhaulagiri which is in the western part of Nepal, probably the best spot for remote and adventurous trekking in Nepal. The simple reason behind it is that it consist more than fifteen 7,000 meter magnificent peaks with land of dramatic contrast.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://himalman.files.wordpress.com/2009/08/dhaulagiri.jpg"><img class="aligncenter" title="dhaulagiri" src="http://himalman.files.wordpress.com/2009/08/dhaulagiri.jpg" alt="dhaulagiri" width="468" height="359" /></a></p>
<p>This trekking routes starts after 8 hours scenic drive from Kathmandi to Beni, from Beni you head in a north-westerly direction through the villages of Babichour, Dorbang and Darapani to Muri from where you head north still keeping to the banks of the Myagdi Khola. Muri is the last major settlement on this trail and is inhabited by people of the Magar tribe, of Mongoloid stock and descended from the early settlers of the Nepalese middle hills. From Muri, you head north along the Myagdi Khola through the villages of Baghara, Dobang and Chartare to Pakoban. Beyond Pakoban there are no permanent settlements. Still heading north you skirt the Chhanbardan Glacier, keeping on its left side, to reach the Dhaulagiri Base Camp from where magnificent mountain vistas are available. Head north-east from the Base Camp and climb the steep incline to the French Pass (5,360 meters), between Tukche Peak (6,920 meters) and Sita Chuchura (6,611meters). Heading east you descend a little and pass through a portion of the Hidden Valley and climb to Thapa Pass (5,250 meters), between Tukche Peak and Thapa Peak (6,012 meters) from where you begin your descent, heading south-east to Alubari. From Alubari, the trail further descends to the village of Marpha on the banks of the Kali Gandaki River, and then heads north to Jomsom from where you fly back to Pokhara. For those who have got enough time there is an option continuing trek down to Kalopani, Tatopani, Ghorepani then to Pokhara.</p>
<p>Season: March – November<br />
Airfare Included: No<br />
Tour Customizable: Yes<br />
Minimum Per Person Price: 1800 US Dollar (USD)<br />
Maximum Per Person Price: 2200 US Dollar (USD)</p>
<p><strong>Details Itinerary</strong><br />
<strong>Day 1</strong>: Arrival in Kathmandu airport (1,345 meters). There you will be met by our Airport Representative and transferred to hotel by private tourist vehicle. Overnight at hotel.</p>
<p><strong>Day 2</strong>: Kathmandu city tour. Your sightseeing trip will start at 9AM in the morning after your breakfast. We will provide a private vehicle and professional tour guide. Places we visit Pasupatinath temple, Buddhanath, Monkey temple, Bhaktpur durbar square and Kathmandu durbar square. The afternoon includes a final briefing and preparations for the trek. Overnight at hotel.</p>
<p><strong>Day 3</strong>: Drive to Beni (850 meters) by bus 8 hours. After your breakfast to your hotel, you drive to Beni this day. The drive should take 8 hours and you’ll find most of the part enjoyable, and offering good scenery. Beni is the district headquarters and has a police check post where your trekking permits will be examined. Beni is at the confluence of the Myagdi Khola and the Kali Gandaki. Overnight at tented camp.</p>
<p><strong>Day 4</strong>: Trek to Babiachor (950 meters) 5 hours. Leaving Beni and Kali Gandaki the treks head west along the north bank of the Myagdi Khola through the village of Beni Mangalghat to Singa and Tatopani (hot springs). Crossing the bridge beyond the village to the south bank of the river, the trail makes a little half loop before crossing another bridge, near the village of Simalchour, back to the north bank from where it continues to the village of Babichor. Overnight at tented camp.</p>
<p><strong>Day 5</strong>: Trek to Dharapani (1,400 meters) 6 hours. The valley widens and terraced hills develop on both sides of the river. The trail is fairly level and you pass the village of Shahashradhara, cross the Duk Khola and walking through fields arrive at Ratorunga. From here the valley narrows again and the terraces disappear on either side of the river. Continue to the village of Dharapani. Overnight at tented camp.</p>
<p><strong>Day 6</strong>: Trek to Muri (1,850 meters) 5 hours. After crossing the river to its West Bank as you leave Phedi the trail starts climbing in earnest and there will be many switch-backs until you arrive at the ridge and the angle of ascent eases. Again the trail climbs steeply to the villages of Muri. Continue your trek to Sibang and Mattim. From here you continue up an incline to the snout of a ridge, descend to the Gatti Khola and reach Phalai Gaon (1,810 meters). Cross the Dhara Khola to once again emerge on the west bank of the Myagdi Khola and then climb a ridge to the large Magar village of Muri. Overnight at tented camp.</p>
<p><strong>Day 7</strong>: Trek to Boghara (2,080 meters) 6 hours. Descend a little, cross a stream and continue through terraced fields before climbing a ridge to reach the pass from where you can see Mt. Ghustung South (6,465 meters). Descend to the Myagdi Khola and trek along its West Bank to the village of Naura from where you will climb a little before traversing a grassy hill and climbing a steep slope with switch-backs and then descend through a forest and terraced fields to Boghara (2,080 meters). Overnight at tented camp.</p>
<p><strong>Day 8</strong>: Trek to Dobang (2,520 meters) 5 hours. The trail first descends through terraced fields to a small ridge and then through a forest to Jyardan which is the most remote permanent settlement in these parts. After the settlement a high winding path crosses a rocky area and then descends before climbing again to Lipshe where there is on single hut. The trail continues through a forest to Lapche Kharka and then climbs to the level area at Dobang. Overnight at tented camp.</p>
<p><strong>Day 9</strong>: Trek to Choriban Khola (3,110 meters) 5 hours. After crossing a wooden bridge out of Dobang the trail ascends a forested area. Soon the west face of Dhaulagiri I (8,167 meters) becomes visible through breaks in the trees. Descend to the Myagdi Khola and cross it via a wooden bridge to the east bank continue to Chartare. Passing through forests again, you cut across a rocky area and cross a stream to Choriban Khola. Overnight at tented camp.</p>
<p><strong>Day 10</strong>: Trek to Italian Base Camp (3,660 meters) 7 hours. Follow a trail to the terminal moraine of the Chhonbarban Glacier and enter the glacier from the right. Tukche Peak (6837 meters) becomes visible straight on; at the far end while the impressive north flank of Dhaulagiri I (8,167 meters) dominates the skyline to your right. After a short while you will reach Italian Base Camp (3,660 meters), which is also the site of your camp for the night. To the west are the peaks of Dhaulagiri II (7,751 meters), Dhaulagiri III (7,715 meters) and Dhaulagiri V (7,618 meters). Overnight at tented camp.</p>
<p><strong>Day 11</strong>: Acclimatization and rest day. We will spend a day here in order to acclimatize and adjust to the thinning of the air. It is recommended that your body acclimatizes to the high altitude and be “tuned” for the even higher altitudes to come. Overnight at tented camp.</p>
<p><strong>Day 12</strong>: Trek to Glacier Camp (4,210 meters) 6 hours. Set up early in the morning when the weather is expected to be clear. Trail is bit prone to stone fall, and pass through a narrow gorge. Today we stay overnight near at glacier. Overnight at tented camp.</p>
<p><strong>Day 13</strong>: Trek to Dhaulagiri Base Camp (4,740 meters) 7 hours. This is one of our adventurous days to Dhaulagiri base camp. From here you can look up at the impressive north face of Dhaulagiri I (8167 meters) dominates the skyline to your right. To the west are the peaks of Dhaulagiri II (7,751 meters), Dhaulagiri III (7,715 meters) and Dhaulagiri V (7,618 meters). In front of you is the impressive ice fall that descends from the north east col. Overnight at tented camp.</p>
<p><strong>Day 14</strong>: Another acclimatization and Rest Day. Another rest day, but very important for the acclimatization. Views from this place will be superb and there is plenty to explore. Overnight at tented camp.</p>
<p><strong>Day 15</strong>: Cross French Pass (5,360 meters) then trek to Hidden Valley (5200 meters) 6 hours. After the glacier you climb two terraced hills, the first of which runs along the glacier, and then cutting across a mountain flank and a moraine you enter a gentle incline on the left from an ablation valley. Climb this gentle slope to the French Pass (5,360 meters). A great vista opens up from the French Pass and you will be able to see Mukut Himal (6,328 meters), Tashi Kang (6,386 meters) and Sita Chuchura (6,611 meters), all of which surround the Hidden Valley. To the south is Tukche Peak (6,920 meters) and beyond is the massive peak of Dhaulagiri I. From French Pass you continue along the right edge of the Hidden valley losing a little altitude to Thapa Pass (5,250 meters) between Tukche Peak and Thapa Peak (6,012 meters). Descending from Thapa Pass you will make a camp at about 5,200 meters. Overnight at tented camp.</p>
<p><strong>Day 16</strong>: Cross Dhampus Pass (5,200 meters), and trek to Yak Kharka (3,680meters) 6 hours. Descend from the hidden valley, to the Dhampus Pass and continue to Yak Kharka. There is a perfect camp site to enjoy the surrounding. Overnight at tented camp.</p>
<p><strong>Day 17</strong>: Trek to Jomsom (2,710 meters) 5 hours. Descend to the village of Marpha, on the west bank of the Kali Gandaki River. Marpha is home to many apple orchids as well as all the various food products made from the fruit. Apple Brandy is a local specialty that you may be lucky enough to taste en route. Continue to north, up the river valley to the town of Jomsom. Overnight at tented camp.</p>
<p><strong>Day 18</strong>: Thirty five minutes morning fly to Pokhara (900 meters) and sightseeing same day. Today 35 minutes morning flight takes us to Pokhara from Jomsom. Once we arrived at Pokhara airport, we then drive to hotel. In the afternoon we will have a sightseeing tour around Pokhara valley, which covers Fewa Lake, Devi’s water fall, Museum, Tibetan refugee settlement and Gupteshower cave etc. Overnight at hotel.</p>
<p><strong>Day 19</strong>: Leisure day in Pokhara. It’s also spare day in case of bad weather in Jomsom. Overnight at hotel.</p>
<p><strong>Day 20</strong>: Drive to Kathmandu by bus 7 hours. Overnight back at the hotel in Kathmandu by bus. If you are interested in continuing on to the Chitwan Jungle Safari, River Rafting Adventure or any other tours you can start today. Overnight at hotel.</p>
<p><strong>Day 21</strong>: Transfer to international airport for your final departure.<br />
The trip ends, our Airport Representative will drop you to the Kathmandu international airport for your final flight departure from Nepal.</p>
<p><strong>NOTE</strong>: The above information is a guide and standard template of what we provide. The trek can be customized at your request to accommodate your specific requirements.</p>
<p><strong>Price Includes</strong>:<br />
1. Airport/Hotel/Airport pick up &#38; drop by private car/van/bus.<br />
2. Standard accommodation in four/five star hotel in Kathmandu breakfast included. (3 nights)<br />
3. Standard accommodation in two/three star hotel in Pokhara breakfast included. (3 nights)<br />
4. Kathmandu and Pokhara City Tours inclusive tour guide, private car/van/bus.<br />
5. Full board meal during camping, prepared by our cook with Tea &#38; coffee.<br />
6. Tented accommodation and equipment during the camping trek. (We will provide fully water proof two men tents, dining tents, kitchen gear, dining table, chairs, toilet tents, shower tent etc.)<br />
7. A local government license holder Trekking Guide during the trek., a cook, required number of porters, their food, accommodation, salary, insurance, equipment, medicine.<br />
8. Boiled and purify drinking water for the trek.<br />
9. All trekking permits &#38; fees.<br />
10. Surface Transfer to and from Kathmandu.<br />
11. Flight cost from Jomsom to Pokhara including airport departure taxes in Jomsom airport.<br />
12. Down Jacket and duffel/kit bag by Ace the Himalaya (which needs to be returned after the trek.)<br />
13. All our government taxes.<br />
14. Tourist service charge, vat.<br />
15. Official expanse.</p>
<p><strong>Price Excludes</strong>:<br />
1. Lunch and dinner whilst in Kathmandu and Pokhara.<br />
2. Your travel insurance (compulsory).<br />
3. International airfare and airport departure tax.<br />
4. Nepal entry visa fee (US$ 30 per person) you obtain a visa easily upon your arrival at Tribhuwan International Airport Kathmandu for 60 days from date of issue. You will require 2 passport size photos.<br />
5. Items of a personal nature such as alcoholic drinks, cold drinks, laundry.<br />
6. Personal trekking Equipment.<br />
7. Tips for trekking staff and driver. (Tipping is expected.)<br />
8. Any others expenses which are not mentioned on Price Includes section.</p>
<p>Notes:<br />
Airfare is not included in the tour price.</p>
<p>Price can be also customized. Prices remain valid till December 2008.<br />
Group and Travel Agent discount available as per request.</p>
<p>Please Note: US$90 per person per night if you need extra accommodation in Kathmandu or Pokhara including breakfast<br />
-US$115 per person extra if you wish to take flight from Pokhara to Kathmandu.</p>
<p>Copyright Contain By:<br />
Nepal Visitors Network<br />
P.O. Box :19760, Thamel, Kathmandu, Nepal.<br />
Tel :+977-1-4263133, Fax:+977-1-4216454, +9779841258665 (M)<br />
Skype: nepalvisitors<br />
<a href="mailto:info@nepalvisitors.com">info@nepalvisitors.com</a></p>
<p>* Source :  – <a href="http://www.nepalvisitors.com/" target="_blank">http://www.nepalvisitors.com/</a></p>
<p>** Previous story  : – <a href="http://canadiantraveler.wordpress.com/trekking/" target="_blank">Trekking</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.patagonia.alpinizm.com/" target="_blank"><img src="http://canadiantraveler.wordpress.com/files/2009/11/baner-patagonia.gif" border="0" alt="" width="468" height="60" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.fundacjakukuczki.pl/" target="_blank"><img src="http://canadiantraveler.wordpress.com/files/2009/11/baner-funda-kukuczki-_468.jpg" border="0" alt="" height="40" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.houseonline.com.pl/" target="_blank"><img src="http://canadiantraveler.wordpress.com/files/2009/11/house_banner-new.gif" border="0" alt="" width="468" height="100" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.nepalvisitors.com/" target="_blank"><img src="http://canadiantraveler.wordpress.com/files/2009/11/nepalvisitors-bannerad-468.gif" border="0" alt="" height="100" /></a></p>
<p>** zapraszam na relacje z  wypraw polskich himalaistów.</p>
<p><a href="http://www.addthis.com/feed.php?pub=himalman&#38;h1=http%3A%2F%2Fcanadiantraveler.wordpress.com%2F&#38;t1=" target="_blank"><img src="http://s7.addthis.com/static/btn/lg-feed-2-en.gif" alt="Subscribe" width="125" height="16" /></a></p>
<p>zapraszam do subskrypcji mego bloga</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[3 MU ]]></title>
<link>http://tapuniversity.wordpress.com/2009/11/11/3-mu/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 12:00:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>lhilkemann</dc:creator>
<guid>http://tapuniversity.wordpress.com/2009/11/11/3-mu/</guid>
<description><![CDATA[Muda, Muri, and Mura are three enemies to maintaining a lean six sigma process. Muda (waste), Muri (]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Muda, Muri, and Mura are three enemies to maintaining a lean six sigma process. Muda (waste), Muri (strain), and Mura (discrepancy) are Japanese words representing what should be eliminated in a process. Muda may take on many forms, such as unnecessary waiting, defects, over-production, and adding details that are unimportant to the customer. Muri focuses on the problem of straining capacity, such as over-working people to the point that they make mistakes or get behind in their work so that others are waiting on them. Mura is unnecessary variation which can create a number of problems. For example, if different people choose to use different tools to do the same job, there may be differences in the output and more complexity in ordering supplies. In summary, the goal is to identify and eliminate Muda, Muri, and Mura.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Eventi: Il lungo '89]]></title>
<link>http://metapolis.wordpress.com/2009/11/11/eventi-il-lungo-89/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 10:52:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>metapolis</dc:creator>
<guid>http://metapolis.wordpress.com/2009/11/11/eventi-il-lungo-89/</guid>
<description><![CDATA[Si svolge questo fine settimana a Trento la conferenza internazionale &#8220;Il lungo &#8216;89. Bal]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://metapolis.wordpress.com/files/2009/11/ob-il-lungo-89.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-966" title="OB il lungo 89" src="http://metapolis.wordpress.com/files/2009/11/ob-il-lungo-89.jpg" alt="OB il lungo 89" width="162" height="220" /></a>Si svolge questo fine settimana a Trento la conferenza internazionale <strong>&#8220;Il lungo &#8216;89. Balcani e Caucaso tra aspettative e disincanto dopo la caduta del Muro di Berlino&#8221;</strong>, che rappresenta il convengo annuale di Osservatorio Balcani e Caucaso.<br />
Io ho l&#8217;onore di essere tra i relatori, ma l&#8217;interesse del programma va ben oltre la mia presenza.</p>
<p style="text-align:justify;">Vi segnalo la pagina dell&#8217;evento <a href="http://www.osservatoriobalcani.org/convegno2009">sul sito di OB</a>, dove trovate tutte le informazioni, il programma, le indicazioni e il dossier sul tema. Faccio presente che nei giorni del convegno sarà possibile accedere direttamente dalla homepage del sito alla diretta web del convegno.</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco l&#8217;introduzione sal sito:</p>
<p style="text-align:justify;"><em>&#8220;Sono trascorsi vent&#8217;anni dalla caduta del Muro di Berlino, evento che ha portato alla fine della divisione in Europa, rappresentato la promessa di una pace duratura nel continente e rilanciato il processo di allargamento dell&#8217;Unione europea.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Il convegno «Il lungo &#8216;89» è dedicato alla riflessione sulle transizioni post-comuniste nei Balcani e nel Caucaso, sulle aspettative sorte con la fine della Guerra fredda, sulle delusioni maturate in seguito, sui processi di cambiamento ancora in atto e sulle possibilità di rilancio di un comune progetto politico europeo.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>La prima giornata di lavori sarà dedicata alla riflessione sulle lunghe transizioni nelle due regioni, le frammentazioni nazionali, il ritorno della guerra in Europa e il processo di integrazione europea. Il secondo giorno approfondirà le relazioni di cooperazione e solidarietà che legano comunità e territori prima divisi dalla cortina di ferro&#8221;</em></p>
<p>IL LUNGO &#8216;89</p>
<p>Trento, 13 &#8211; 14 Nov 2009</p>
<p>Indirizzo: Sala di Rappresentanza, Palazzo della Regione, Piazza Dante 16</p>
<p>Organizzato da: Osservatorio Balcani e Caucaso e Regione autonoma Trentino &#8211; Alto Adige; in collaborazione con Tavolo Trentino con il Kossovo; con il sostegno di Provincia autonoma di Trento</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Novembre 1989]]></title>
<link>http://lamontagnaincantata.wordpress.com/2009/11/10/novembre-1989/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 19:38:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>ange</dc:creator>
<guid>http://lamontagnaincantata.wordpress.com/2009/11/10/novembre-1989/</guid>
<description><![CDATA[Agli inizi di novembre, nel 1989, impazzava la lambada (un ballo fortemente erotico dove le gambe de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Agli inizi di novembre, nel 1989, impazzava la lambada (un ballo fortemente erotico dove le gambe de]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quanti altri muri]]></title>
<link>http://contaminazione.wordpress.com/2009/11/10/quanti-altri-muri/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 07:00:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>arnaut</dc:creator>
<guid>http://contaminazione.wordpress.com/2009/11/10/quanti-altri-muri/</guid>
<description><![CDATA[Può suonare pleonastico ripercorrere la storia del Muro di Berlino, ed infatti non lo farò. Le celeb]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Può suonare pleonastico ripercorrere la storia del Muro di Berlino, ed infatti non lo farò.<br />
Le celebrazioni che ancora oggi si susseguono hanno il suono più della retorica che della vera e genuina scossa di novità percepita vent&#8217;anni fa: una nazione si ritrovava unita, uomini e donne potevano finalmente andare per ogni dove senza vincoli ideologici e politici.<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/i5Zm2pje29Y&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/i5Zm2pje29Y&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>La storia insegna che ci sono stati eventi negativi che hanno portato a distruggere politicamente una nazione, ci sono stati poi eventi positivi (e negativi) legati alla sua riunificazione.<br />
La caduta del muro è stato inoltre un momento di grande cambiamento per tutta l&#8217;Europa, il momento in cui l&#8217;ultimo baluardo socialista-comunista ha visto cedere il passo all&#8217;arrembante capitalismo.</p>
<p>Alla fine il bilancio non è comunque dei più positivi se si considera la forte crisi produttica, economica e sociale che vive l&#8217;Europa in questi anni, proprio in seguito ad un eccesso di capitalismo e di liberalizzazioni.<br />
Ma la Storia non si fa con i &#8220;se&#8221; e con i &#8220;ma&#8221;, per cui c&#8217;è da sperare unicamente che quanto appreso da una parte e dall&#8217;altra della cortina sia un monito serio per le generazioni future:<br />
- gli opposti esasperati all&#8217;eccesso portano agli stessi risultati (la dittatura comunista da una parte, quella capitalistica dall&#8217;altra);<br />
- una nazione non può essere divisa;<br />
- non reggono le divisioni e spartizioni territoriali studiate a tavolino per compiacere questo o quello Stato.</p>
<p><!--more-->Eppure oggi restano ancora molti altri muri (<a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/muri-mondo/1.html" target="_blank">una carrellata si trova nella Gallery di Repubblica Online</a>), segno di altrettante sconfitte politiche.<br />
Mi limito a ricordare i casi principali:<br />
<a href="http://www.inviatospeciale.com/2008/11/il-muro-israeliano-dellapartheid/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-77" style="border:2px solid black;margin:5px;" title="muro-palestina" src="http://contaminazione.wordpress.com/files/2009/11/muro-palestina.jpg" alt="muro-palestina" width="220" height="165" /></a>1- il più famoso di tutti è quello che divide le colonie israeliane dalla Palestina, un muro infame, già condannato dall&#8217;ONU, e che serve a dividere in due una nazione in nome di una terra promessa, un muro che non divide semplicemente due diverse nazioni, ma tiene separate tutte le possibilità di una conciliazione.<br />
&#8220;Il 16 giugno 2002 Israele ha iniziato a costruire un muro di circa 720 chilometri all’interno della Cisgiordania; un muro che isola e imprigiona la gente nei ghetti; un muro che si appropria delle terre dei palestinesi, abbatte con i bulldozer le loro case, limita e riduce le risorse economiche per poter condurre una vita decorosa. Un muro dell’apartheid, che circoscrive e ostacola i movimenti dei palestinesi nella loro stessa terra, aumentando la sofferenza, gli abusi e le torture già perpetrati ai danni di questo popolo.&#8221; (per continuare a leggere cliccare sull&#8217;immagine).</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barriera_di_separazione_tra_Stati_Uniti_e_Messico" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-78" style="border:2px solid black;margin:5px;" title="messico-usa-muro" src="http://contaminazione.wordpress.com/files/2009/11/messico-usa-muro.jpg" alt="messico-usa-muro" width="472" height="155" /></a>2- Il muro che separa gli USA dal Messico &#8220;La <strong>barriera di separazione tra Stati Uniti e Messico</strong>, detta anche <strong>Muro messicano</strong> o <strong>Muro di Tijuana</strong>, è una barriera di sicurezza costruita dagli Stati Uniti lungo la frontiera con il Messico. Il suo nome ufficiale in Messico è quello di Muro della vergogna. Il suo obbiettivo è quello di impedire agli immigranti illegali, in particolar modo messicani e centroamericani, di oltrepassare il confine statunitense.&#8221; (per continuare a leggere cliccare sull&#8217;immagine).</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/esteri/09_novembre_06/belfast-muri-tour-ambra-craighero_272ede96-caa8-11de-89f9-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-79" style="border:2px solid black;margin:5px;" title="100_0446" src="http://contaminazione.wordpress.com/files/2009/11/100_0446.jpg" alt="100_0446" width="193" height="134" /></a>3- Il muro di Belfast, a dividere l&#8217;Irlanda del Nord da quella del Sud, i cattolici dai protestanti. &#8220;Belfast, invece, la musica non è ancora suonata. Nel silenzio, i muri restano. Qui, fino ad ora, neanche l&#8217;ombra dei picconi. Eccoli i &#8220;Peace Line&#8221;, ancora al loro posto come trent&#8217;anni fa. Non uno, ma ottantotto in tutta l&#8217;Irlanda del Nord. Resistono indomiti e crescono. Vengono allungati di qualche metro da quelli già esistenti, considerando anche le barriere di lamiera e le semplici palizzate o staccionate che separano le strade dei quartieri cattolici, da quelli protestanti. E insieme ai muri, i murales, la principale attrazione turistica della città.&#8221; (per continuare a leggere cliccare sull&#8217;immagine)</p>
<p>I muri sono fatti per dividere, sono un segno di disprezzo e di miope opportunismo, perché non hanno una visione d&#8217;insieme della politica, ma servono unicamente a soddisfare gli interessi di qualche singolo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Piccolo dialogo sul crollo del muro di Berlino: L’uomo è perseverante, amore mio.]]></title>
<link>http://stiben.wordpress.com/2009/11/10/piccolo-dialogo-sul-crollo-del-muro-di-berlino-l%e2%80%99uomo-e-perseverante-amore-mio/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 04:11:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stiben Mesa Paniagua</dc:creator>
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<description><![CDATA[D- Ma il muro è caduto addosso a molta gente? R- No, amore mio! D- Ma come è stato? Sicuramente era ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">D- Ma il muro è caduto addosso a molta gente?</p>
<p style="text-align:justify;">R- No, amore mio!</p>
<p style="text-align:justify;">D- Ma come è stato? Sicuramente era stato fatto abusivamente. Ora dobbiamo andare ad aiutare gli abitanti di Berlino, dobbiamo fare come in Abruzzo e a Messina?</p>
<p style="text-align:justify;">R- No, amore mio, non dobbiamo, è stato nel 1989.</p>
<p style="text-align:justify;">D- Ma cos’è stato, un terremoto?</p>
<p style="text-align:justify;">R- No.</p>
<p style="text-align:justify;">D- Una frana?</p>
<p style="text-align:justify;">R- Nemmeno.</p>
<p style="text-align:justify;">D- Un cedimento?</p>
<p style="text-align:justify;">R- No no, sono state le persone.</p>
<p style="text-align:justify;">D- Delinquenti, vandali. Pensavo che i bulli ci fossero solo qui. E li hanno arrestati?</p>
<p style="text-align:justify;">R- No, non sono stati vandali era gente comune che veniva dalla parte ovest e dalla parte est.</p>
<p style="text-align:justify;">D- Un’imboscata?</p>
<p style="text-align:justify;">R- No, una liberazione.</p>
<p style="text-align:justify;">D- Ah, ora ho capito! <strong>Allora era il muro di una prigione</strong>?</p>
<p style="text-align:justify;">R- Beh! In un certo senso si.</p>
<p style="text-align:justify;">D- Quindi sono stati liberati?</p>
<p style="text-align:justify;">R- Si, amore mio.</p>
<p style="text-align:justify;">D- Ma allora ci sono più cattivi in giro?</p>
<p style="text-align:justify;">R- No, non erano cattivi.</p>
<p style="text-align:justify;">D- E perché stavano in carcere allora?</p>
<p style="text-align:justify;">R- Non era un carcere, sono stati liberati da un sistema.</p>
<p style="text-align:justify;">D- <strong>Un sistema</strong>?</p>
<p style="text-align:justify;">R- Si, un sistema sbagliato.</p>
<p style="text-align:justify;">D- Cioè?</p>
<p style="text-align:justify;">R- Una società organizzata male.</p>
<p style="text-align:justify;">D- Ah! <strong>Ma chi è stato liberato</strong>?</p>
<p style="text-align:justify;">R- <strong>Gli abitanti di Berlino</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">D- <strong>Quelli dell’est o quelli dell’ovest</strong>?</p>
<p style="text-align:justify;">R- <strong>Eh… Entrambe, credo</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">D- Ah, allora il muro chiudeva tutta la città, come una fortezza?</p>
<p style="text-align:justify;">R- Nooo!, il muro divideva la città in due parti.</p>
<p style="text-align:justify;">D- Si, ma la chiudeva anche come una fortezza?</p>
<p style="text-align:justify;">R- No.</p>
<p style="text-align:justify;">D- Ma, allora, in che senso sono stati liberati. Se potevano comunque uscire dalla città, non erano già liberi?</p>
<p style="text-align:justify;">R- No, perché non potevano passare Berlino da una parte all’altra.</p>
<p style="text-align:justify;">D- Ah, ma era perché il pedaggio era molto caro?</p>
<p style="text-align:justify;">R- Eh! Diciamo che non c’era. Le persone hanno comunque provato ad attraversare il muro.</p>
<p style="text-align:justify;">D- Come? Scavalcandolo?</p>
<p style="text-align:justify;">R-  Si, ma, anche, facendo delle gallerie per terra. Passando di nascosto.</p>
<p style="text-align:justify;">D- Ah! Come fanno gli extracomunitari per venire qui?</p>
<p style="text-align:justify;">R- Non proprio la stessa cosa, ma simile.</p>
<p style="text-align:justify;">D- <strong>Come fanno i Messicani per andare in America</strong>?</p>
<p style="text-align:justify;">R- Si. La dinamica è la stessa. Col muro, con la gente che prova ad andare oltre di nascosto.</p>
<p style="text-align:justify;">D- <strong>Ma, il muro di Berlino era stato costruito per difendere chi da chi</strong>?</p>
<p style="text-align:justify;">R- <strong>Mah! Nessuno da nessuno</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">D- <strong>E allora perché l’hanno fatto</strong>?</p>
<p style="text-align:justify;">R- <strong>Stupidità</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">D- Allora perché l’hanno costruito anche in America?</p>
<p style="text-align:justify;">R- Non per difesa, sicuramente.</p>
<p style="text-align:justify;">D- Ma perché gli americani del nord e quelli del sud non fanno come i tedeschi dell’est e dell’ovest?</p>
<p style="text-align:justify;">R- Cioè?</p>
<p style="text-align:justify;">D- Perché non lo buttano giù?</p>
<p style="text-align:justify;">R- E chi lo sa! Amore mio, e chi lo sa!</p>
<p style="text-align:justify;">D- <strong>Ma ci sono altri muri simili</strong>?</p>
<p style="text-align:justify;">R- Eh! Si! Qualcuno.</p>
<p style="text-align:justify;">D- <strong>Dove</strong>?</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more-->R- Fra l’<strong>Israele</strong> e la <strong>Palestina</strong>; tra <strong>Ceuta</strong> e <strong>Mellila</strong>, che sono due <strong>città spagnole</strong> che si trovano in Africa, e il <strong>Marocco</strong>, che a sua volta ne ha un altro che la separa dalla zona del <strong>Sahara Occidentale</strong>; c’è quello tra la parte <strong>turco-ciprota</strong> e quella <strong>greco-cipriota</strong>; ancora, fra la <strong>Corea del Nord</strong> e la <strong>Corea del Sud</strong>; poi, anche se in parte, c’è ne uno tra l’<strong>Arabia Saudita </strong>e lo <strong>Yemen</strong>; e ancora, quello fra il <strong>Kuwait</strong> e l’<strong>Iraq</strong>; anche tra lo <strong>Zimbabwe</strong> e il <strong>Botswana</strong>; e ancora fra la <strong>Tahilandia</strong> e la <strong>Malesia</strong>; poi c’è quello tra il <strong>Pakistan</strong> e l’<strong>Afghanistan,</strong> e fra l’<strong>India</strong> e il <strong>Pakistan, </strong>e, ancora, tra l’<strong>India</strong> e il <strong>Bangladesh</strong>. Ma c’è ne sono tanti altri che qualcuno vorrebbero tirar su.</p>
<p style="text-align:justify;">D- <strong>E perché li hanno costruiti</strong>?</p>
<p style="text-align:justify;">R- Sempre<strong> per stupidità</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">D- <strong>E perché non li buttano giù</strong>?</p>
<p style="text-align:justify;">R- <strong>Perché l’uomo è perseverante, molto perseverante. Amore mio!</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quanti muri]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/11/09/quanti-muri/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 18:28:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
<guid>http://biblicamente.wordpress.com/2009/11/09/quanti-muri/</guid>
<description><![CDATA[9 novembre. Quest&#8217;anno è facile ricordarsene, mentre tutti i giornali e le televisioni fanno d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[9 novembre. Quest&#8217;anno è facile ricordarsene, mentre tutti i giornali e le televisioni fanno d]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Merkel, Valesa dhe Gorbaciov kalojne uren historike ne Berlin.]]></title>
<link>http://funkyfish.wordpress.com/2009/11/09/merkel-valesa-dhe-gorbaciov-kalojne-uren-historike-ne-berlin/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 17:57:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Funky Fish Production</dc:creator>
<guid>http://funkyfish.wordpress.com/2009/11/09/merkel-valesa-dhe-gorbaciov-kalojne-uren-historike-ne-berlin/</guid>
<description><![CDATA[Kancelarja gjermane Angela Merkel, ish-presidenti i Bashkimit Sovietik Mikhail Gorbaciov dhe ish-pre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.evropskemesto.cz/cms/images/stories/photos_other_cities/pic5.jpg" alt="" width="339" height="192" />Kancelarja gjermane Angela Merkel, ish-presidenti i Bashkimit Sovietik Mikhail Gorbaciov dhe ish-presidenti i Polonise Lech Walesa kane kaluar uren historike te Boesebrukes, ne Berlin.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Me 9 nentor te vitit 1989, ne oren 21:20 ura u kalua nga qytetaret e pare te ish-republikes federale gjermane, duke shenuar keshtu “krisjen” e pare te murit.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p>Gjermania feston sot nje nga pervjetoret me te rendesishem te historise se saj, 20 vjet pas renies se murit te Berlinit, qe shenoi fundin e luftes se ftohte dhe qe ne me pak se 12 muaj coi ne unifikimin e vendit.</p>
<p>Festimet filluan kete mengjes, pak pas ores 09:00, nen nje qiell gri dhe nen reshjet e shiut te ftohte, qe sipas parashikimeve do te vazhdoje edhe gjate mbremjes, kur renia e murit do te rikrijohet simbolikisht permes nje efekti domino perpara portes se Brendeburgut.</p>
<p>Pervec 100 mije vizitoreve qe priten ne zemer te kryeqytetit, dhjetra krere shtetesh dhe qeverish do te marrin pjese ne festime.</p>
<p>Diten e djeshme mberriten ne Berlin sekretarja amerikane e Shtetit Hillary Clinton, ish-presidenti i BS Gorbaciov, nderkohe qe sot pritet te mberrijne lideret e 27 vendeve anetare te BE.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#993300;">/Top  Channel/</span></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vecchi e nuovi muri]]></title>
<link>http://metapolis.wordpress.com/2009/11/09/vecchi-e-nuovi-muri/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 14:57:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>metapolis</dc:creator>
<guid>http://metapolis.wordpress.com/2009/11/09/vecchi-e-nuovi-muri/</guid>
<description><![CDATA[Nella giornata dei grandi festeggiammenti per la ricorrenza dei vent&#8217;anni dalla caduta del Mur]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><a href="http://metapolis.wordpress.com/files/2009/11/copertina_foto_vitanuova.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-950" title="copertina_foto_vitanuova" src="http://metapolis.wordpress.com/files/2009/11/copertina_foto_vitanuova.jpg" alt="copertina_foto_vitanuova" width="320" height="266" /></a></strong></p>
<p>Nella giornata dei grandi festeggiammenti per la ricorrenza dei vent&#8217;anni dalla caduta del Muro di Berlino, riporto un mio articolo uscito venerdì scorso sul <a href="http://www.vitanuovatrieste.it/index.php?option=content&#38;task=view&#38;id=3702">settimanale Vita Nuova</a> di Trieste . <strong>Il titolo apparso sul giornale era &#8220;Quando i ponti diventano muri&#8221;,</strong> articolo centrale di un dossier sui Muri.</p>
<p>(la foto è presa dalla copertina del settimanale del 6.11.09 che contiene il dossier sui Muri, ed era accompagnata dalla scritta &#8220;Oltre ogni muro&#8221;)</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<table style="height:74px;" cellspacing="0" cellpadding="0" width="5" align="left">
<tbody>
<tr>
<td width="65" height="79"></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Vecchi e nuovi muri</strong></p>
<p><em>Scritto da Gian Matteo Apuzzo*</em></p>
<p><em>giovedì 05 novembre 2009</em></p>
<p style="text-align:justify;">Circa un anno fa, Barack Obama, ancora da candidato alla Casa Bianca, aveva scelto Berlino per tenere il discorso principale durante il suo viaggio in Europa, e aveva usato uno slogan forte ed evocativo, “Mai più muri!”, attraverso il quale, toccando la memoria e il cuore dei berlinesi, davanti a migliaia di persone, aveva lanciato un accorato e convinto appello affinché si abbattessero i muri che dividono i popoli, «quelli fra Paesi ricchi e poveri, fra razze e tribù, fra cristiani, ebrei e musulmani». Eppure, nella stessa Europa dai confini mobili non tutti i confini cadono: alcuni si spostano, altri mutano, altri si trasformano, altri addirittura nascono. Non è fatta solo da success stories l’epoca dei muri che cadono, ma molti territori, interni all’Europa o a noi vicini, ci raccontano storie di nuovi confini, a volte materiali e rigidi, a volte immateriali ma forse ancora più difficili da superare.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Nei racconti, nelle narrazioni delle storie personali, a volte piccole, intime e familiari, emergono le contraddizioni della storia, i paradossi della nostra epoca. Fuori e dentro ai confini, cittadini o stranieri, inclusi o esclusi, a seconda del momento o del posto.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Il paradosso principale di questi venti anni è che i confini invece di diminuire sono aumentati e, come sottolineato anche dal grande sociologo americano Peter Marcuse, i conflitti più incandescenti riguardano proprio lo spazio, il suo utilizzo e la sua delimitazione. E proprio le città, alcune città in particolare, stanno diventando i campi di battaglia, anche simbolica, delle nuove divisioni e delle nuove appartenenze contrapposte.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">L’elemento etnico ha assunto una funzione determinante nei conflitti e nelle lotte per lo spazio fisico, per l’appartenenza ad una città o ad un territorio, come ad esempio è avvenuto e sta avvenendo in zone di crisi anche vicine a noi, a partire dall’area balcanica. Se lo sguardo all’Europa parte dai Balcani, allora queste storie diventano numerose e significative, utili sia per capire la direzione verso la quale stiamo andando sia per valutare se davvero ancora resiste il mito dell’Europa “unita e senza confini”.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">La frammentazione nazionale, la politica delle piccola patrie, la nazione etnicamente omogenea, stanno spingendo parti dell’Europa, occidentale e orientale, a deviare da un percorso che la caratterizzava. Guardando vicino a noi, la questione balcanica è divenuta simbolo di una società contemporanea che fa fatica a trovare soluzioni nella gestione della complessità, specchio del sogno a volte tradito del superamento del mondo dei blocchi della guerra fredda. In questo senso possiamo, senza correre il rischio di esagerare, parlare di una nuova epoca di muri.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Così, in Europa, può capitare che da cittadini si passa ad essere “cancellati”, come un gruppo numeroso di “jugoslavi” in Slovenia, o “alieni”, come molti russi nelle repubbliche baltiche. O assistiamo ad una grande crisi politico-istituzionale proprio intorno alla capitale d’Europa, Bruxelles, per i contrasti tra Valloni e Fiamminghi. O accettiamo che nell’Europa unita esista una città divisa come Nicosia, con il muro che divide la parte turca da quella greca sull’isola di Cipro.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">La credenza in un’origine comune diventa perciò un rifugio, una sicurezza illusoria. In questo modo non esistono più gli “abitanti”, i “cittadini” di una regione particolare, ma esistono, da sempre e una volta per tutte i Serbi, i Bosniaci, i Croati, i Kosovari; come anche i Curdi, o i Palestinesi. Quello che conta è il sangue, l’origine comune.</p>
<p style="text-align:justify;">E se lo sguardo passa ancora dai Balcani e va alla realtà attuale della Bosnia Erzegovina ci accorgiamo quanto tutto può essere confine, le chiese e i luoghi di culto, le bandiere, le memorie, i monumenti, i cartelli stradali, i percorsi degli autobus.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Anche i ponti possono dividere, ribaltando lo stesso significato simbolico tra ponti e muri, come avviene ad esempio a Mostar, ma anche a Mitrovica in Kosovo. I confini sono le scuole, divise fisicamente, per cui è divenuta diffusa la definizione di due scuole sotto lo stesso tetto (two schools under one roof), ma divise anche nei contenuti, dove la narrazione della storia prende forma diversa a seconda dell’appartenenza, che determina vincitori e vinti, vittime e carnefici.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">I nuovi muri però non sono una prerogativa balcanica, ma fanno parte della società e del presente del mondo cosiddetto democratico e dell’Europa stessa. Il muro è tornato drammaticamente di moda come figura simbolica perché il concetto in sé indica separazione che equivale a sicurezza. Passato alla storia quello di Berlino, ad esempio Belfast è ancora tagliata da una ventina di cosiddette “Peace Line”, volute dagli stessi abitanti che così si sentono sicuri, dove però non mancano tensioni e atti violenti e dove è ancora difficile individuare percorsi condivisi di costruzione del dialogo.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Non dobbiamo però pensare che sia solo il tema dell’impatto delle migrazioni sulle nostre città che deve essere trattato, ma sono tutte le relazioni sociali ad essere in crisi, dove i conflitti sociali e relazionali si vivono fin dentro ai nostri condomini. Individualizzazione, paura e insicurezza fanno parte di uno stato di malessere del nostro modello di vita, che però trova nello straniero un generale capro espiatorio.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">A questo proposito, qualche anno fa Zygmunt Bauman, citato quasi esclusivamente per le sue riflessioni sulla «società liquida», ha scritto un interessantissimo contributo sulla «fiducia e la paura nella città», soffermandosi sulle difficoltà del vivere quotidianamente con gli stranieri. Città intese come luoghi della paura, quindi. Città diventate una sorta di «discarica» dei problemi causati dalla globalizzazione, che costringono chi riveste responsabilità politiche e amministrative a individuare risposte sempre più locali in un mondo strutturato da processi sempre più globali. In definitiva, secondo Bauman, città come campi di battaglia e al contempo laboratori.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">In questo quadro la reazione tipica appare quella della chiusura. Il sociologo spagnolo Manuel Castells sostiene che nelle città globali esiste in effetti una produzione di senso e di identità, ma che spesso questa significa chiusura. In una simile prospettiva possiamo allora concludere che davvero le città sono diventate dei laboratori, perché nella quotidianità lo scontro di civiltà teorizzato da Samuel Huntington si trasforma in un incontro tra vicini: gente reale, uomini e donne con le quali abbiamo a che fare involontariamente e che prima o poi incontriamo. Lo spirito delle città è alimentato da minuscole interazioni quotidiane ed è nei luoghi che l’esperienza umana si forma, si accumula e viene condivisa e il suo senso viene assimilato, elaborato e negoziato.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Ancora Bauman sostiene che la città induce contemporaneamente alla mixofilia e alla mixofobia. In questo senso gli stessi aspetti della vita urbana possono attrarre persone e respingerne altre, in un inarrestabile processo ambivalente. Dentro e fuori i confini. La varietà promette molte e differenti opportunità. Solo attraverso una “fusione di orizzonti”, secondo la locuzione usata da Hans Gadamer, si può ottenere la comprensione reciproca: orizzonti cognitivi, che vengono tracciati e allargati accumulando esperienze di vita.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">È opportuno quindi riflettere su come non rendere gli spazi urbani una sorta di baluardo, di barriera difensiva. Non bisogna abbandonare lo sforzo di riflettere su come costruire una convivenza e una nuova fiducia civica, senza negare il conflitto esistente ma nel tentativo esplicito di abbattere i muri, fisici e immateriali, costruiti secondo una logica fondata sulla vigilanza e sulla distanza. Costruire una cittadinanza oltre i nuovi muri è la grande sfida contemporanea negli spazi della pluralità.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p><em>*studioso di città divise</em></p>
<p><em>http://metapolis.wordpress.com/</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Fiaccolata contro tutti i muri" a 20 anni dal crollo del muro di Berlino]]></title>
<link>http://campibisenzio.wordpress.com/2009/11/09/fiaccolata-contro-tutti-i-muri-a-20-anni-dal-crollo-del-muro-di-berlino/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 07:24:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>campibisenzio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lunedì 9 novembre Fiaccolata contro tutti i muri, dalle 16.15 alle 23.15 a Campi Bisenzio. 20 anni f]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-5500" title="fiaccolata1" src="http://campibisenzio.wordpress.com/files/2009/11/fiaccolata1.jpg" alt="fiaccolata1" width="406" height="311" />Lunedì<strong> 9 novembre Fiaccolata contro tutti i muri</strong>, dalle 16.15 alle 23.15 a Campi Bisenzio. 20 anni fa crollava il muro di Berlino, Campi Bisenzio vi aspetta in piazza per essere protagonisti di un mondo migliore per la libertà, la pace, l’eliminazione degli armamenti atomici per la convivenza e l’autodeterminazione dei popoli contro il razzismo, la xenofobia e l’omofobia</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Muri Fratricidi]]></title>
<link>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/06/muri-fratricidi/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 14:17:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
<guid>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/06/muri-fratricidi/</guid>
<description><![CDATA[Fra poco si festeggia il ventennale della caduta del muro comunista di Berlino, che separava, anche ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Fra poco si festeggia il ventennale della caduta del muro comunista di Berlino, che separava, anche simbolicamente, due Germanie.<br />
Quel dannato muro era l&#8217;emblema delle ingerenze ideologicamente aliene nelle vicende europee e dell&#8217;umiliazione antitedesca postbellica. Un insulto all&#8217;Identità germanica ed europea rivolto ai nazisti, ultimi baluardi di questo putrefatto continente.<br />
I muri europei che non cadono invece sono quelli nordirlandesi, muri che hanno insanguinato la celtica terra con scontri e massacri fratricidi cagionati da stupide contrapposizioni cristiane (cattolici-protestanti) e dalla dicotomia tra patrioti irlandesi e servi della corona inglese.<br />
Se ci pensiamo bene è davvero assurdo il colonialismo d&#8217;Albione nelle terre britanniche (quando l&#8217;Inghilterra, che sprofonda nel liquame allogeno, farebbe meglio ad inquadrare il vero nemico), come è davvero assurdo che una nazione unitaria quale dev&#8217;essere l&#8217;Irlanda si lasci divorare da guerre civili alimentate poi da un credo semitico.<br />
La vicenda di Belfast, dei suoi muri e dei suoi morti, è emblematica ed è un monito per ogni Europeo: smettiamola con il culto cristiano, anche se condito con salse diverse, i suoi effetti sono disastrosi essendo un corpo estraneo incompatibile con noi e la storia europea lo dimostra ampiamente; smettiamola inoltre con l&#8217;alimentare stati artificiali, stati canaglia, che opprimono con il loro ridicolo &#8220;imperialismo&#8221; non più nazioni esotiche ma nazioni europee. Regno Unito, Francia, Spagna, Italia, sono tutte entità anomale che meriterebbero la sorte della ex Jugoslavia.<br />
Alcuni muri cadono, altri restano. Abbattiamoli assieme ai campanili con una seria riscossa etnica.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MURI sulla rivista Arel]]></title>
<link>http://metapolis.wordpress.com/2009/11/05/muri-sulla-rivista-arel/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 07:33:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>metapolis</dc:creator>
<guid>http://metapolis.wordpress.com/2009/11/05/muri-sulla-rivista-arel/</guid>
<description><![CDATA[Si susseguono in questi giorni le pubblicazioni celebrative a vent&#8217;anni dalla caduta del Muro ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Si susseguono in questi giorni le pubblicazioni celebrative a vent&#8217;anni dalla caduta del Muro di Berlino.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://metapolis.wordpress.com/files/2009/11/arel_rivista_muri.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-938" title="arel_rivista_muri" src="http://metapolis.wordpress.com/files/2009/11/arel_rivista_muri.jpg" alt="arel_rivista_muri" width="100" height="99" /></a>Vi segnalo che pochi giorni fa <strong>è uscito MURI, il numero monografico della rivista Arel</strong>, che tratta il tema in maniera ampia e articolata, riprendendo il concetto del &#8220;muro&#8221; sotto molti punti di vista e rispetto a diversi fenomeni della nostra società. Da diverso tempo sono tra gli autori della rivista, e sul numero &#8220;Muri&#8221; potete trovare un mio articolo dal titolo &#8220;<em>Corrono nei Balcani i muri della memoria</em>&#8220;.</p>
<p>Ecco l&#8217;indice che si trova anche sul <a href="http://www.arel.it/rivista.php">sito di Arel</a>:</p>
<p><strong>La parola al microscopio</strong>.</p>
<p>Presentazione (E.L.).</p>
<p>Europa 1989-2009: dal crollo del Muro al crollo della finanza. Intervista con Tommaso Padoa-Schioppa di Mariantonietta Colimberti e Raffaella Cascioli.<!--more--></p>
<p><strong>Berlino, Europa.</strong></p>
<p>Dalla cortina di ferro alla fine della guerra fredda: pillole di storia e frasi celebri, a cura di Gianmarco Trevisi.</p>
<p>Una metropoli europea del secolo. Incontro con Hans Stimmann di Maria Elena Camarda.</p>
<p>La Romania, un paese ancora al bivio, di Daniel Pommier Vincelli.</p>
<p>L’Europa orientale ci è sfuggita. Non varrebbe la pena di seguirne le orme? di Alexandr Pumpianski.</p>
<p>Un diplomatico dell’Ovest nella Praga comunista, di Alessandro Minuto Rizzo.</p>
<p><strong>Gerusalemme, mondo.</strong></p>
<p>In Terrasanta ho conosciuto chi getta ponti di pace. Intervista con Carlo Maria Martini, di Emanuele Caroppo e Gianmarco Trevisi.</p>
<p>Le rovine del Tempio, epifania di memoria futura, di Maria Caterina Negri.</p>
<p>Un muro da ricostruire, quello nucleare, di Ferdinando Salleo.</p>
<p>Transizioni bloccate. La società iraniana e il regime degli ayatollah, di Emanuele Castelli.</p>
<p>Oltre la Grande Muraglia. Mito e simbolo, di Romeo Orlandi.</p>
<p>La penisola di Corea: le ragioni di una divisione insanabile, di Maurizio Riotto.</p>
<p>Quella barriera anacronistica fra Tijuana e San Diego, di Carla Bassu.</p>
<p><strong>L’Italia: società, scuola, lavoro.</strong></p>
<p>La resistibile ascesa dei muri immaginari: flussi migratori e inserimento, di Giuseppe Sciortino.</p>
<p>Contraddizioni da governare: la lezione di via Anelli, di Fulvio Fontini e Claudio Piron.</p>
<p>Educazione e istruzione, le classi sociali esistono ancora, di Francesco Russo.</p>
<p>Comportamenti e consumi culturali nelle Italie di oggi, di Roberto Ippolito.</p>
<p>Meritocrazia: a che punto siamo? di Roger Abravanel.</p>
<p>Insegnanti autentici e scuola viva, per aprire le soglie tra le generazioni, di Francesco Belluzzi.</p>
<p><strong>L’economia: monete, governance, energia</strong></p>
<p>Globalizzazione, squilibri nelle bilance dei pagamenti e sistema monetario internazionale, di Mario Sarcinelli.</p>
<p>L’anno dei quattro vertici e i recinti della governance mondiale, di Fabrizio Pagani.</p>
<p>Energia: yes, we can…, di Alberto Biancardi.</p>
<p>Le scelte da compiere e l’importanza del fattore tempo, di Franco A. Grassini.</p>
<p><strong>La politica: cittadini, partiti, leadership.</strong></p>
<p>Cooptazione versus competizione: rappresentanza, sistemi elettorali e qualità della democrazia, di Francesco Sanna.</p>
<p>Partiti e classi dirigenti, come eravamo, di Giorgio Benigni.</p>
<p>Da Tangentopoli ai nostri giorni, ecco il tempo del disamore, di Marianna Madìa.</p>
<p>Toccare il muro. Decostruire il limite: appunti per una genealogia dello spazio politico-giuridico moderno, di Valentino Durante.</p>
<p><strong>La storia, le armi, le città.</strong></p>
<p>Le fortificazioni nell’arte della guerra, di Filippo Andreatta.</p>
<p>La giusta separatezza fra civili e militari. Successi e fallimenti del principio di discriminazione, di Lorenzo Zambernardi.</p>
<p>L’assedio di Sarajevo, ovvero attacco al cuore dell’Europa, di Michele Chiaruzzi.</p>
<p>Corrono nei Balcani i muri della memoria, di Gian Matteo Apuzzo.</p>
<p>Demarcazioni urbane, il quartiere di piazza Bologna a Roma, di Eva Masini.</p>
<p><strong>Viaggio nella psiche, nell’arte, nella rete.</strong></p>
<p>L’equilibrio con se stessi e il coraggio di pensare il mondo. Incontro con Giovanni Bolle</p>
<p>a, di Mariantonietta Colimberti e Emanuele Caroppo.</p>
<p>Le pietre limitari del mentale fuori e dentro la stanza d’analisi, di Emanuele Caroppo.</p>
<p>L’amore al tempo dei muri, di Mazzino Montinari.</p>
<p>The Wall, un archetipo tradotto in musica, di Alfredo Sciortino.</p>
<p>Dai graffiti ai writings, comunicare attraverso i segni, di Elisabetta Caroppo.</p>
<p>Ero fuori il muro, adesso, di Giorgio Nisini. Comunità virtuali e costruzione delle identità, di Ferrante Pierantoni.</p>
<p><em>Osservatorio bibliografico</em>, a cura di Pierluigi Mele.</p>
<p><em>Ricordo di Leopoldo Elia un anno dopo.</em> Un difensore lungimirante e intransigente della Costituzione, di Giovanni Maria Flick.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Kisah Pria Ter-BERAT di dunia .... Unik dan mengelitik ...]]></title>
<link>http://brohenk.wordpress.com/2009/11/01/kisah-pria-ter-berat-di-dunia-unik-dan-mengelitik/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 23:56:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>brohenk</dc:creator>
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<description><![CDATA[Rekor Orang Terberat Dunia, Pria 444 Kg Akan Diangkut Heli Perang Di daerah Ipswich,  Rekor dunia be]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Rekor Orang Terberat Dunia, Pria 444 Kg Akan Diangkut Heli Perang Di daerah Ipswich,  Rekor dunia be]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rehat Sejenak di SPBU Muri]]></title>
<link>http://simpanglima.wordpress.com/2009/10/29/rehat-sejenak-di-spbu-muri/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 12:33:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>isdiyanto</dc:creator>
<guid>http://simpanglima.wordpress.com/2009/10/29/rehat-sejenak-di-spbu-muri/</guid>
<description><![CDATA[Menempuh perjalanan panjang dengan mengendarai kendaraan roda dua maupun kendaraan roda empat pasti ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-793" title="spbu muri c" src="http://simpanglima.wordpress.com/files/2009/10/spbu-muri-c.jpg" alt="spbu muri c" width="497" height="372" />Menempuh perjalanan panjang dengan mengendarai kendaraan roda dua maupun kendaraan roda empat pasti cukup melelahkan. Dan untuk sedikit mengembalikan stamina tak ada salahnya berhenti sejenak sembari beristirahat di tengah perjalanan. Di Kabupaten Tegal terdapat Stasiun Pengisian Bahan Bakar Umum (SPBU) yang juga layak dijadikan sebagai tempat rehat sejenak sembari mengisi bahan bakar kendaraan. SPBU 44.521.08 yang terletak di Jalan Raya Dampyak KM 3,5 Kecamatan Kramat Kabupaten Tegal ini cukup unik karena memiliki toilet bersih dalam jumlah yang cukup banyak.</p>
<p><!--more-baca selengkapnya&#62;--><img class="alignleft size-medium wp-image-791" title="spbu muri a" src="http://simpanglima.wordpress.com/files/2009/10/spbu-muri-a1.jpg?w=300" alt="spbu muri a" width="300" height="224" /><img class="alignleft size-medium wp-image-787" title="spbu muri b" src="http://simpanglima.wordpress.com/files/2009/10/spbu-muri-b.jpg?w=300" alt="spbu muri b" width="300" height="224" />Dengan jumlah 67 toilet bersih -yang terdiri dari 12 kamar mandi pria, 15 kamar mandi wanita dan 40 unit <em>urinoir </em>(tempat kencing berdiri untuk laki-laki), SPBU yang diresmikan pada 2 Agustus 2002 yang lalu ini mendapatkan penghargaan dari Museum Rekor Indonesia (Muri) sebagai SPBU dengan toilet terbanyak dan terbersih pada 30 Oktober 2004. Dan kini bahkan SPBU milik Shinta Irawaty ini lebih dikenal masyarakat dengan sebutan SPBU Muri.</p>
<p>Kenyamanan dan kebersihan toilet di SPBU Muri sepertinya menjadi perhatian utama pengelolanya. Terbukti meski toiletnya berjumlah cukup banyak namun kebersihannya senantiasa selalu terjaga. Di SPBU Muri tersebut selain menyediakan toilet bersih dalam jumlah yang cukup banyak juga menawarkan beragam fasilitas lainnya seperti minimarket, cafetaria, pijat refleksi, musholla, tempat bermain anak, tempat menyusui anak, <em>smooking room</em> dan penyewaan tempat tidur.</p>
<p>Minimarket yang ada di SPBU Muri menyediakan beragam kebutuhan seperti makanan dan minuman ringan untuk menemani selama menempuh perjalanan. Sementara itu Cafetaria yang dilengkapi dengan pendingin udara juga siap memanjakan lidah dengan aneka menu makanan dan minuman. Bagi pengendara yang merasa capek dapat melakukan pijat dengan tarif yang cukup terjangkau yakni Rp 30.000 untuk pijat refleksi selama 45 menit dan Rp 36.000 untuk pijat capek-capek selama 45 menit. Bahkan bagi pengendara yang merasa ngantuk dan ingin melepas penat dengan tidur sejenak juga disediakan ekstra bed yang dapat dinikmati di ruangan yang bersih dan berpendingin udara cukup dengan harga Rp 15.000 untuk 12 jam.</p>
<p>Musholla yang ada di SPBU Muri cukup luas dan dilengkapi dengan pendingin udara, sehingga dapat menunaikan ibadah sholat dengan nyaman dan tenang. Di SPBU Muri ini juga terdapat fasilitas yang mungkin jarang ditemukan di SPBU lainnya yakni tempat bermain untuk anak-anak dan ruangan khusus bagi ibu yang akan menyusui anaknya. Bagi perokok juga disediakan area khusus untuk mereka yang dilengkapi dengan meja dan kursi yang telah ditata sedemikian rupa.</p>
<p>Sejak tahun 2008 kemarin, SPBU Muri bahkan kembali menambah jumlah toiletnya menjadi 107 toilet yang terdiri dari 12 kamar mandi pria, 55 kamar mandi wanita dan 40 unit <em>urinoir </em>pria. Dengan jumlah toilet yang semakin banyak ini, diharapkan setiap pengendara yang mampir di SPBU Muri tidak mengantre saat akan menggunakan toilet. *</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cartelli]]></title>
<link>http://geeketto.com/2009/10/26/cartelli/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 08:36:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>geeketto</dc:creator>
<guid>http://geeketto.com/2009/10/26/cartelli/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://geeketto.files.wordpress.com/2009/10/image85.png"><img title="image" style="border-right:0;border-top:0;display:inline;border-left:0;border-bottom:0;" height="386" alt="image" src="http://geeketto.files.wordpress.com/2009/10/image_thumb86.png?w=514&#038;h=386" width="514" border="0" /></a> </p>
<p><a href="http://geeketto.files.wordpress.com/2009/10/image86.png"><img title="image" style="border-right:0;border-top:0;display:inline;border-left:0;border-bottom:0;" height="257" alt="image" src="http://geeketto.files.wordpress.com/2009/10/image_thumb87.png?w=514&#038;h=257" width="514" border="0" /></a> </p>
<p><a href="http://geeketto.files.wordpress.com/2009/10/image87.png"><img title="image" style="border-right:0;border-top:0;display:inline;border-left:0;border-bottom:0;" height="560" alt="image" src="http://geeketto.files.wordpress.com/2009/10/image_thumb88.png?w=514&#038;h=560" width="514" border="0" /></a> </p>
<p><a href="http://geeketto.files.wordpress.com/2009/10/image88.png"><img title="image" style="border-right:0;border-top:0;display:inline;border-left:0;border-bottom:0;" height="386" alt="image" src="http://geeketto.files.wordpress.com/2009/10/image_thumb89.png?w=514&#038;h=386" width="514" border="0" /></a> </p>
<p><a href="http://geeketto.files.wordpress.com/2009/10/image89.png"><img title="image" style="border-right:0;border-top:0;display:inline;border-left:0;border-bottom:0;" height="321" alt="image" src="http://geeketto.files.wordpress.com/2009/10/image_thumb90.png?w=514&#038;h=321" width="514" border="0" /></a> </p>
<p><a href="http://geeketto.files.wordpress.com/2009/10/image90.png"><img title="image" style="border-right:0;border-top:0;display:inline;border-left:0;border-bottom:0;" height="386" alt="image" src="http://geeketto.files.wordpress.com/2009/10/image_thumb91.png?w=514&#038;h=386" width="514" border="0" /></a> </p>
<p><a href="http://geeketto.files.wordpress.com/2009/10/image91.png"><img title="image" style="border-right:0;border-top:0;display:inline;border-left:0;border-bottom:0;" height="365" alt="image" src="http://geeketto.files.wordpress.com/2009/10/image_thumb92.png?w=514&#038;h=365" width="514" border="0" /></a> </p>
<p><a href="http://geeketto.files.wordpress.com/2009/10/image92.png"><img title="image" style="border-right:0;border-top:0;display:inline;border-left:0;border-bottom:0;" height="386" alt="image" src="http://geeketto.files.wordpress.com/2009/10/image_thumb93.png?w=514&#038;h=386" width="514" border="0" /></a> </p>
<p><a href="http://geeketto.files.wordpress.com/2009/10/image93.png"><img title="image" style="border-right:0;border-top:0;display:inline;border-left:0;border-bottom:0;" height="386" alt="image" src="http://geeketto.files.wordpress.com/2009/10/image_thumb94.png?w=514&#038;h=386" width="514" border="0" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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