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	<title>nanotecnologie &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/nanotecnologie/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "nanotecnologie"</description>
	<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 02:22:30 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[30 novembre: Carnevale della Fisica ]]></title>
<link>http://loriscosta.wordpress.com/2009/11/28/30-novembre-carnevale-della-fisica/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 22:18:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>susannacotugno</dc:creator>
<guid>http://loriscosta.wordpress.com/2009/11/28/30-novembre-carnevale-della-fisica/</guid>
<description><![CDATA[Fisica teorica, meteorologia, nanotecnologie, astrofisica ma anche arte, musica, cinema e tutto quan]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img src="http://4.bp.blogspot.com/_80VM5cUIrNc/SvwAP7NCvvI/AAAAAAAAEUs/0d9ko8NWCOM/s400/carnevale-della-fisica.gif" alt="" /></p>
<p style="text-align:left;">Fisica teorica, meteorologia, nanotecnologie, astrofisica ma anche arte, musica, cinema e tutto quanto possa far capo al mondo della cultura, scientifica e non. La collaborazione tra appassionati e blogger ha un punto di riferimento online: il sito del <a href="http://carnevaledellafisica.ning.com/">Carnevale della Fisica</a>. Su questo spazio Internet tutti possono lasciare le loro note, le loro osservazioni, foto, video e quant&#8217;altro. Il Carnevale della Fisica si celebra il 30 novembre, e il sito che porta lo stesso nome dell&#8217;evento si pone come luogo di incontro e di scambio per tutti coloro i quali vogliano prendere parte alla ricorrenza scientifica che, simbolicamente, ricorda il giorno in cui, nel 1609, <a href="http://loriscosta.wordpress.com/wp-admin/post.php?action=edit&#38;post=4737">Galilei </a>osservò il cielo con il suo cannocchiale, dando vita ad una rivoluzione senza precedenti. L&#8217;iniziativa, in Italia, è appoggiata anche da <a href="http://www.gravita-zero.org/">Gravità Zero </a>e dall&#8217;<a href="http://www.uai.it/web/guest/home">Unione Astrofili Italiani</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[WORKSHOP/“Nanotecnologie, regole e responsabilità. Esperienze e interrogativi dai luoghi dell’innovazione” &gt; 1 e 2 dicembre 2009 a Rovigo]]></title>
<link>http://studiobaroni.wordpress.com/2009/11/27/nanotecnologie-regole-responsabilita-evento-ciga/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 15:21:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vittorio Baroni</dc:creator>
<guid>http://studiobaroni.wordpress.com/2009/11/27/nanotecnologie-regole-responsabilita-evento-ciga/</guid>
<description><![CDATA[Si terrà a Rovigo l’1 e il 2 dicembre 2009, presso il CUR – Consorzio Università Rovigo in Viale Por]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-741" title="nanotecnolgie seminario università di padova a rovigo in studio baroni" src="http://studiobaroni.wordpress.com/files/2009/11/nanotecnolgie-seminario-universita-di-padova-a-rovigo-in-studio-baroni1.png" alt="" width="406" height="233" /></p>
<p>Si terrà a Rovigo l’1 e il 2 dicembre 2009, presso il CUR – Consorzio Università Rovigo in Viale Porta Adige n. 45 il workshop “Nanotecnologie, regole e responsabilità. Esperienze e interrogativi dai luoghi dell’innovazione”.</p>
<p>L&#8217;evento è organizzato da CIGA &#8211; Centro interdipartimentale di ricerca e servizi per le decisioni giuridico &#8211; ambientali e la certificazione etica d’impresa – dell’Università degli Studi di Padova che.</p>
<p><!-- SlideShare error: doc is missing or has illegal characters /[^-_a-zA-Z0-9]/ --></p>
<p>Il workshop intende approfondire i diversi aspetti giuridici, etici e sociali che la regolamentazione delle nanotecnologie pone. Il workshop verrà aperto da un intervento del Prof. Renato Bozio (Università di Padova) dal titolo Quali responsabilità per lo sviluppo delle nanotecnologie che offrirà il punto di vista dello scienziato sulla questione della regolamentazione delle nanotecnologie che ormai investe un campo vastissimo di settori e attività, da quello manifatturiero e del tessile, a quello della medicina e della biotecnologia, da quello della cosmetica, a quello della conservazione degli alimenti, dall’ingegneria alla scienza dei materiali alla domotica, dalla elettronica alla computeristica alla produzione di pannelli fotovoltaici, dall’industria aerospaziale all’industria automobilistica, alla chimica ecc.</p>
<p>Confermare partecipazione via mail a info@ecsin.eu o telefonando al n. 0425 377 511.</p>
<p>DOWNLOAD ABSTRACT: <a href="http://studiobaroni.wordpress.com/files/2009/11/workshop-ecsin-nanotecnologie-regole-e-responsabilita-1-e-2-dicembre-2009-abstract.pdf"><span style="color:#0000ff;"><span style="text-decoration:none;">Workshop ECSIN Nanotecnologie regole e responsabilità 1 e 2 dicembre 2009 abstract</span></span></a></p>
<p><!-- SlideShare error: doc is missing or has illegal characters /[^-_a-zA-Z0-9]/ --></p>
<p><span style="color:#ffffff;"> -</span></p>
<p>Centro ECSIN</p>
<p>European Center for the Sustainable Impact of  Nanotechnology</p>
<p>Viale Porta Adige, 45</p>
<p>45100 Rovigo</p>
<p>Tel. +39 0425 377 511 &#8211; 377 501</p>
<p>Fax. +39 0425 377 555</p>
<p>fonte: <a href="http://www.venetonanotech.it/it/news-eventi/news-dal-distretto/seminario-di-studi-nanotecnologie-regole-e-responsabilita-esperienze-e-interrogativi-dai-luoghi-dell-innovazione,3,9267" target="_blank">Veneto nanotech</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una trappola di luce per le cellule]]></title>
<link>http://oggiscienza.wordpress.com/2009/11/26/una-trappola-di-luce-per-le-cellule/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 09:44:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Valentina Murelli</dc:creator>
<guid>http://oggiscienza.wordpress.com/2009/11/26/una-trappola-di-luce-per-le-cellule/</guid>
<description><![CDATA[Uno stretcher ottico, dispositivo biofotonico costituito da due fibre ottiche affacciate, dalle qual]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/gEoS9OSx6B8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/gEoS9OSx6B8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><em><strong>Uno stretcher ottico, dispositivo biofotonico costituito da due fibre ottiche affacciate, dalle quali escono due raggi laser che  “intrappolano”,  senza toccarlo, un singolo globulo rosso. Mentre tutte le altre cellule presenti nel campo si muovono, quella “catturata” nella trappola ottica rimane immobile. </strong></em></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">CRONACA</span> &#8211; Lo stretcher ottico è uno dei dispositivi con cui lavora Francesca Bragheri, tra le giovani ricercatrici dell&#8217;Università di Pavia che ha preso parte a un progetto regionale di ricerca intitolato &#8220;Dalla scienza dei materiali alla biomedicina&#8221;. Durante la giornata di celebrazione della conclusione del progetto, Bragheri &#8211; che lavora presso il laboratorio di elettronica quantistica dell&#8217;ateneo pavese &#8211; ha illustrato i risultati del suo lavoro.</p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0xf8f8f8&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0x666666&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Foggiscienza.wordpress.com%2Ffiles%2F2009%2F11%2Fintervista_bragheri_light1.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /></object></p></span><em>Per saperne di più ascolta l&#8217;intervista integrale di OggiScienza a <strong>Francesca Bragheri</strong><!--more--></em></em></p>
<p style="text-align:justify;">Due gli obiettivi principali del progetto, cofinanziato per un milione di euro dall&#8217;Università di Pavia e dalla Regione Lombardia. Da un lato, offrire un&#8217;occasione di alta formazione a giovani ricercatori; dall&#8217;altro, mettere in comunicazione due “anime” forti della ricerca dell&#8217;Università di Pavia: quella chimico-fisica-ingegneristica, con le sue  piattaforme tecnologiche, e quella biomedica.</p>
<p style="text-align:justify;">Decisamente positivo il bilancio secondo i coordinatori dei lavori, e non solo in termini di pubblicazioni scientifiche (oltre 130 in due anni). “Grande merito di questi due anni è stata la creazione di un ambiente di lavoro propositivo e collaborativo, in cui si è riusciti a superare singole competenze puntando verso obiettivi comuni di ricerca. Direi che abbiamo creato un&#8217;ottima base non solo tecnologica e disciplinare, ma anche psicologica, su cui continuare a lavorare”, ha commentato Cesare Balduini, professore ordinario del Dipartimento di biochimica.</p>
<p style="text-align:justify;">I più entusiasti, comunque, erano i giovani ricercatori. Oltre alla presentazione di Bragheri sui dispositivi biofotonici, ce ne sono state altre su nanomateriali da utilizzare come biosensori ottici, sui telomeri (le estremità dei cromosomi ai cui scopritori è andato quest&#8217;anno il premio Nobel per la medicina) e su nuove molecole per il trattamento delle amiloidosi, patologie causate da alterazioni del metabolismo e della conformazione          delle proteine.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Innovazione, nuova regia ]]></title>
<link>http://provinciapd.wordpress.com/2009/11/07/innovazione-nuova-regia/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 10:40:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>provinciapd</dc:creator>
<guid>http://provinciapd.wordpress.com/2009/11/07/innovazione-nuova-regia/</guid>
<description><![CDATA[ PADOVA. La Camera di commercio gioca la carta dell’innovazione contro la crisi e cambia metodo di l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright size-full wp-image-189" title="campo-fotovoltaico" src="http://provinciapd.wordpress.com/files/2009/11/campo-fotovoltaico.jpg" alt="campo-fotovoltaico" width="450" height="251" /> <strong>PADOVA. </strong>La Camera di commercio gioca la carta dell’innovazione contro la crisi e cambia metodo di lavoro nei rapporti con le associazioni di categoria. Obiettivo: creare sinergie e ottimizzare le risorse, evitando di duplicare iniziative che ogni associazione fino ad ora metteva in cantiere. Come raggiungere l’obiettivo? Ottenendo il riconoscimento dalle categorie di svolgere un ruolo di coordinamento, di essere una vera cabina di regia.<br />
 Così sull’innovazione e sul trasferimento tecnologico alle imprese, la Camera di commercio padovana ha idee chiare: Luigi Rossi Luciani è alla guida di Parco Vega, Parco Galileo e Nanotech, tre organismi di ricerca altamente qualificati. <!--more-->«Se ciò che viene realizzato sui parchi scientifici, viene studiato anche nelle nostre università, perché allora &#8211; si domanda Roberto Furlan, presidente della Camera padovana &#8211; non costituiamo un nuovo organismo che metta insieme i temi dell’innovazione e rompa con la logica del passato legata alla frammentazione? Università, sistema camerale e Parchi tecnologici devono dialogare e un imprenditore come Rossi Luciani, che guida tre realtà di eccellenza, deve farle dialogare tra loro, definendone una strategia comune».<br />
 E’ l’idea del Politecnico? «No, è altra cosa, perché noi ragioniamo sull’esistente, ma che deve essere organizzato in modo nuovo &#8211; chiarisce Furlan &#8211; e da parte nostra noi siamo pronti. Un mese fa abbiamo costituito il Centro regionale del trasferimento tecnologico delle Camere di commercio. Ora inizia a lavorare non sovrapponendo competenze, ma completandole. Siamo ormai obbligati a stare insieme &#8211; sostiene Furlan &#8211; se vogliamo presentarci competitivi nei bandi di gara internazionali. Servono qualità e standard elevati e questo non possiamo che trovarli unendo risorse e competenze».<br />
 Sulle attività per l’<strong>innovazione tecnologica, </strong>la Camera ha stanziato oltre 1,5 milioni di euro sui 10 previsti anche per il 2010. Entro fine novembre la commissione bilancio concluderà il lavoro di selezione dei progetti presentati al 30 settembre. Ma dal 2010 verrà ampiamente rivisto il percorso di valutazione degli interventi economici sui tradizionali 11 settori di attività.<br />
 «Non daremo più contributi a pioggia, ma procederemo con una selezione trasparente basata sulla valutazione di valore tecnico-economica indicata dagli esperti che formeranno la commissione, in presenza di contraddittorio con gli interessati», afferma il presidente dell’ente camerale.<br />
 Nella commissione sono presenti anche i rappresentanti di ogni associazione che in questo modo accettano di sottoporsi ad una sorta di reciproco giudizio. «Dai primi riscontri che abbiamo avuto, il valore delle proposte sarà di uno standing decisamente più elevato rispetto al passato», aggiunge il presidente Furlan.<br />
 Questi gli altri capitoli di spesa aggiornati per il 2009: <strong>Formazione (980 mila euro), </strong>che vedrà anche la creazione di corsi di alta formazione per dirigenti operativi delle associazioni, di Comune, Provincia e Camera di commercio chiamati a guidare la gestione di progetti complessi, per i quali sono richieste nuove competenze. <strong>Studi e ricerche (492.500 euro); qualità e ambiente (500 mila euro) </strong>con progetti nel settore agricolo per razionalizzare lo smaltimento dei rifiuti agricoli; <strong>servizi alle imprese (889 mila) </strong>che per il 2010 comprendono iniziative volte a facilitare il passaggio generazionale; <strong>promozione economica (2,310 milioni), </strong>include azioni su diversi filoni: dal turismo alla filiera agroalimentare; <strong>internazionalizzazione (1,515 milioni) </strong>che ha in Promex il suo strumento principe di azione; <strong>credito (1,15 milioni) </strong>a favore delle Pmi che potranno utilizzare anche lo schema di autodiagnosi, consentendo simulazioni sull’appetibilità creditizia di un’impresa; <strong>iniziative per i consumatori (160 mila); iniziative per la società civile (590 mila) </strong>con azioni a favore degli organismi del terzo settore e dell’integrazione degli stranieri nel mondo del lavoro; <strong>quote associative (120 mila), </strong>in ulteriore calo.</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="2" width="100%">
<tbody>
<tr class="bar1">
<td> </td>
</tr>
<tr class="bar2">
<td> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IBM a Smau 2009: l'innovazione al servizio di un pianeta più intelligente]]></title>
<link>http://ibmasmau.wordpress.com/2009/10/20/ibm-a-smau-2009-linnovazione-al-servizio-di-un-pianeta-piu-intelligente/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 13:07:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>ibmasmau</dc:creator>
<guid>http://ibmasmau.wordpress.com/2009/10/20/ibm-a-smau-2009-linnovazione-al-servizio-di-un-pianeta-piu-intelligente/</guid>
<description><![CDATA[Applicare la tecnologia, oggi abbondante e pervasiva, in maniera più intelligente per ottenere effic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Applicare la tecnologia, oggi abbondante e pervasiva, in maniera più intelligente per ottenere efficienza,  capacità competitiva e dare più qualità alla nostra vita. IBM è in SMAU con un ampio insieme di soluzioni e servizi innovativi per imprese e istituzioni a sostegno del sistema-paese.</em><strong> </strong></p>
<p><strong><em>Milano, 21 ottobre 2009</em></strong><strong> – </strong>A partire da oggi, 21 ottobre, fino al 23 ottobre, nel padiglione 4 di Fieramilanocity, <strong>IBM</strong><strong> prende parte alla</strong> <strong>46° edizione di SMAU,</strong> <strong>per presentare, insieme con i propri Business Partner, il valore di idee, soluzioni e servizi intelligenti a sostegno dei processi legati all’efficienza e all’innovazione del business.</strong></p>
<p><strong>Piccola e media azienda d’ogni comparto produttivo – a cui è dedicata la conferenza stampa prevista per oggi, </strong><strong>21 ottobre, alle 13.00 presso la sala stampa SMAU</strong> &#8211; <strong>e applicazioni ad aspetti e settori quali il traffico, la sanità, la cultura e il turismo: è da qui che parte il viaggio alla scoperta dello </strong><strong>Smarter Planet</strong><strong>, un Pianeta dove Innovazione e Intelligenza trasformano la nostra vita e il nostro modo di operare nella quotidianità.</strong></p>
<p><strong>La presenza di IBM a SMAU si sviluppa in due demo area: lo Smarter Planet, una tensostruttura illuminata a forma di pianeta, e la Business Partner Solutions. Quest’ultima è espressamente dedicata alla presentazione della famiglia di soluzioni e prodotti per la piccola media impresa; nello Smarter Planet invece sono presenti soluzioni tra le più innovative, alcune delle quali già applicate oggi in diversi contesti.</strong></p>
<p>Durante la manifestazione fieristica, IBM<strong>, in collaborazione con il Politecnico di Milano, </strong>svilupperà una<strong> </strong>survey dal titolo:<strong> “quanto la tecnologia può aiutare le aziende ad essere smart”</strong>. Accedendo on line attraverso il sito IBM, le aziende partecipanti potranno scoprire quale potrà essere il ruolo giocato dall&#8217;ICT nei loro progetti futuri e quali sono gli eventuali fattori critici di successo.</p>
<p>Tra le soluzioni presentate all’interno dello Smarter Planet, un esempio è il <strong>Virtual Teller</strong>, vero e proprio sportello virtuale ideato dall’Innovation Center IBM di Bari che, operando sia in modalità selfservice sia con assistenza remota di un operatore, migliora e semplifica il rapporto tra l’utente finale Istituzioni e imprese. Con un semplice clic, ovunque la postazione venga ubicata &#8211; in azienda, in una stazione ferroviaria, in un centro commerciale – diventa possibile colloquiare, richiedere e ottenere quei servizi normalmente garantiti solo recandosi presso gli uffici preposti.</p>
<p>Sempre pensata mettendo al centro l’individuo è<strong> Sesamo Net,</strong> una soluzione studiata per garantire agli ipovedenti libertà di movimento all’interno di edifici o in seno a percorsi urbani grazie alla possibilità, tramite segnale elettronico, di superare le barriere fisiche e architettoniche.</p>
<p><strong>Tag My&#8230;</strong> è invece un progetto basato su tecnologia mobile, il cui obiettivo è aiutare l’utente nella scoperta delle caratteristiche di un luogo, fornendogli le informazioni che meglio rispondono ai suoi interessi. Così, le guide turistiche tradizionali vengono facilmente affiancate da lettori audiovisivi, leggeri e maneggevoli, e soprattutto capaci di maggiore spazio per informazioni aggiornate e personalizzate in tempo reale.</p>
<p>Lo snellimento delle procedure è anche l’obiettivo della <strong>Smarter Reception</strong>, che elimina i tempi di registrazione e di ingresso in un edificio &#8211; azienda, albergo, villaggio turistico, complesso industriale o produttivo &#8211; nel pieno rispetto delle necessarie misure di sicurezza e della privacy. Tutto grazie a un semplice scambio di informazioni via sms o posta elettronica.</p>
<p>In ambito sanitario, soluzioni IBM come il <strong>3D Avatar</strong> consentono nuove modalità per lo svolgimento delle visite mediche, ora anche a distanza, grazie alla tecnologia tridimensionale. I dati ottenuti entrano in un sistema di memorizzazione e di trattamento, affidabile e sicuro -  l’<strong>Electronic Patient Care</strong> &#8211; andando a costituire una vera e propria ‘memoria’ della posizione sanitaria del singolo. Esami, interventi, anamnesi personali e familiari: tutto ciò che il personale sanitario ha bisogno di consultare per le fasi di diagnosi e prescrizione della cura.</p>
<p>Dalla sanità all’entertainment, al mondo virtuale e a nuovi business: il passo è breve, specie se si ricorre a un paio di occhiali 3D e alla comunicazione multisensoriale. Così avviene nel <strong>Chiosco Multisensoriale</strong>, un concentrato di tecnologia, in cui è possibile sentire suoni e profumi, evocare emozioni e richiamare sensazioni impresse nel cervello.</p>
<p>Ovviamente non poteva essere dimenticata la <strong>Ricerca</strong>, attività su cui IBM investe ogni anno circa 6,5 miliardi di dollari. Per l’occasione, è di scena la <strong>Nanotecnologia</strong>, con alcuni esempi quali&#8230;<strong>nuove tipologie di tessuti</strong>&#8230;applicabili a settori quali la moda o il turismo.</p>
<p>Per completare la proposizione di IBM e dei suoi Business Partner a SMAU sono in programma <strong>dieci conferenze tematiche</strong>, tra cui alcune dedicate al tema della sicurezza, al cloud computing, alla gestione intelligente dei dati, e l’illustrazione di 5 casi innovativi di successo.</p>
<p><strong><em>Per maggior informazioni:</em></strong></p>
<p>Alessandro Ferrari – <a href="mailto:alessandro_ferrari@it.ibm.com">alessandro_ferrari@it.ibm.com</a> &#8211; 02 59624690 &#8211; 348 4554535</p>
<p>Pleon per IBM</p>
<p>Michela Mantegazza – <a href="mailto:Michela.Mantegazza@pleon.com">Michela.Mantegazza@pleon.com</a> – 335 6470291</p>
<p><strong><em>I documenti e le immagini del press kit sono scaricabili al link:</em></strong></p>
<p><em><a href="http://www-03.ibm.com/press/it/it/index.wss">http://www-03.ibm.com/press/it/it/index.wss</a> oppure</em></p>
<p><a href="http://ibmasmau.wordpress.com/">http://ibmasmau.wordpress.com/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Condividere la cultura: nascono le iniziative spontanee come la nano-pizza]]></title>
<link>http://modenain.wordpress.com/2009/06/21/nano-pizza/</link>
<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 10:04:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>modenain</dc:creator>
<guid>http://modenain.wordpress.com/2009/06/21/nano-pizza/</guid>
<description><![CDATA[Il nostro gruppo cresce e dagli stimoli degli eventi, si autoattiva per proporre momenti di condivis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il nostro gruppo cresce e dagli stimoli degli eventi, si autoattiva per proporre momenti di condivisione di temi innovativi che possono intrigare e svegliare la mente di ognuno di noi&#8230; anche se non siamo addetti ai lavori.</p>
<p>Ecco che arriva la <span style="color:#0000ff;"><strong><em><span style="color:#ff6600;">Nano-Pizza</span></em></strong></span>: una serata in compagnia di tre esperti di nanotecnologie che ci regaleranno un pò del loro sapere e ci aiuteranno come il futuro sia alla portata di tutti.</p>
<p>Un  esempio di quelli che sono gli obiettivi di questo gruppo: creare cultura, abbattere le barriere dei preconcetti, condividere e scambiare.</p>
<p>Come è nata l&#8217;idea della nano-pizza?</p>
<p>Dalla condivisione dell&#8217;opportunità di partecipare alla V Edizione del Nanoforum che ha stimolato la curiosità di tanti ed alla fine ci ha solleticato la voglia di approfondire.</p>
<div id="attachment_514" class="wp-caption alignright" style="width: 509px"><img class="size-full wp-image-514" title="nanoforum" src="http://modenain.wordpress.com/files/2009/06/nanoforum.jpg" alt="Il forum di Torino" width="499" height="105" /><p class="wp-caption-text">Il forum di Torino</p></div>
<p>&#8220;Le nanotech sono molto &#8220;web 2.0&#8243; perchè nascono dal mix di competenze molto diversi tra loro. Chimici organici, chimici computazionali, fisici, medici: gente di estrazioni molto diverse, e provenienti da paesi diversi, che HA BISOGNO di comunicare sia tecnicamente sia a livello di diffusione e trasferimento tecnologico.</p>
<p>Ho visto &#8220;pitture&#8221; o meglio nano-materiali funzionalizzanti, che spruzzati sulle pareti e sui contetti consentono interessanti abbattimenti di inquinanti e di polveri, come pure di raccogliere l&#8217;energia solare&#8221;</p>
<p> </p>
<p>Chi a fronte di questi stimoli non sarebbe curioso di approfondire?</p>
<p>E non vi preoccupate.. non stiamo parlando di sostituire la buona cucina italiana con una pillola da astronauti&#8230;</p>
<p> </p>
<p>L&#8217;iniziativa<span style="text-decoration:underline;"> è riservata</span> agli iscritti del gruppo ModenaIN su Linkedin!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nanoforum: nanotecnologie in scena a Torino]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/06/08/nanoforum-nanotecnologie-in-scena-a-torino/</link>
<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 12:13:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/06/08/nanoforum-nanotecnologie-in-scena-a-torino/</guid>
<description><![CDATA[Alla miniaturizzazione di un sommergibile, con tanto di equipaggio (Viaggio Allucinante di Isaac Asi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Alla miniaturizzazione di un sommergibile, con tanto di equipaggio (<em>Viaggio Allucinante</em> di Isaac Asimov &#8211; 1966), probabilmente non ci arriveremo mai. In più di quarant&#8217;anni, però, di strada ne abbiamo fatta nel campo delle  nanotecnologie, ovvero &#8220;l&#8217;insieme dei metodi, delle tecniche e dei processi che consentono di osservare, misurare e manipolare la materia su scala atomica e molecolare&#8221;, come spiega il fisico/ingegnere Fabio Beltram attraverso <a href="http://www.nanoforum.it/2008/default.htm">il sito, vetrina online della scorsa edizione del Nanoforum </a>(settembre 2008).<br />
Se &#8216;less is more&#8217;, nano è ancora meglio: stiamo parlando di dimensioni comprese tra 1 e 100 nanometri (un nanometro è un miliardesimo di metro).</p>
<p>Anche l&#8217;Italia ormai, se proprio non è nelle prime posizioni della ricerca mondiale, almeno segue il trend: Nanoforum è un convegno di respiro internazionale su micro/nanotecnologie e nuovi materiali, ma è anche un importante punto di incontro tra ricerca tecnologica e imprenditoria.<br />
<a href="http://www.nanoforum.it/">La quinta edizione</a> (la prima risale al 2005) abbandona per la prima volta la sede storica del capoluogo lombardo per spostarsi in Piemonte. Più precisamente, dal Politecnico di Milano, che continua comunque a fornire il proprio supporto, si trasferisce al centro congressi Torino Incontra. Organizzatore e ideatore del progetto è <a href="http://www.iter.it/">ITER</a>, che si occupa di eventi innovativi fin dal 1989.</p>
<p>Quest&#8217;anno, seguendo le conferenze dei maggiori esponenti del settore, scopriremo un bel po&#8217; di idee sui campi di interesse delle nanotecnologie in generale: dalle applicazioni mediche (dispositivi di diagnosi miniaturizzati, ingegneria dei tessuti, somministrazione mirata di farmaci), ai supporti di archiviazione dati ad altissima densità, ai dispositivi nanoelettronici e per la produzione/conservazione di energia, ai nuovi materiali super resistenti per usi estremi.</p>
<p>Ecco il calendario.<br />
<strong>9 giugno:</strong> tutorial generale e tre tutorial specifici (Nanomeccanica &#38; mems, Nanomedicina, Energia).<br />
<strong>10/11 giugno:</strong> tre sessioni di Business Opportunity con 7 delegazioni estere (Giappone, Corea del Sud, India, Russia, Singapore, Svezia, USA), una sessione plenaria e diciotto sessioni di convegno.<br />
E poi, per chi vuole solo curiosare un po&#8217; in giro, c&#8217;è anche una interessante mostra specializzata (ore 9-17,30).</p>
<p>Insomma, se vuoi sapere a che punto siamo con la ricerca a livello mondiale e cosa siamo in grado di fare con atomi e molecole, non prendere impegni tra il 9 all&#8217;11 giugno. L&#8217;ingresso è anche gratuito!</p>
<p>Fonte: www.wired.it</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Nanotecnologie in cui ricerca e impresa si incontrano]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/06/05/nanotecnologie-in-cui-ricerca-e-impresa-si-incontrano/</link>
<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 17:18:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Torino dal 9 all&#8217;11 giugno 2009, presso il centro congressi Torino Incontra, in via Nino Costa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Torino dal 9 all&#8217;11 giugno 2009, presso il centro congressi Torino Incontra, in via Nino Costa]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Da Rainews 24 ... le armi letali di Gaza e le nanotecnologie]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/06/04/da-rainews-24-le-armi-letali-di-gaza-e-le-nanotecnologie/</link>
<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 21:46:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[“Ho esaminato le immagini gli spettri e le tabelle dei campioni che avete preso a Gaza dopo la recen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>“Ho esaminato le immagini gli spettri e le tabelle dei campioni che avete preso a Gaza dopo la recente guerra e mostrano con molta chiarezza che sono state utilizzate in quel posto delle armi basate su nano sistemi e questa è una delle prime prove evidenti che i nano sistemi soprattutto i nano tubi a carbonio possono essere utilizzati con efficacia distruttiva molto forte. A mia conoscenza è il primo caso sperimentato sul campo durante un atto bellico.” </strong><br />
<img class="alignleft" src="http://lnx.bloggersperlapace.net/bloggersperlapace/upload/dime_ferite.jpg" alt="" width="393" height="488" />Così ha commentato il <strong>Prof. Alberto Breccia</strong><strong>Fratadocchi</strong>, membro del Comitato Scientifico dell’organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) , le analisi dei campioni delle armi misteriose usate a Gaza nell’ ultimo conflitto. </p>
<p>I campioni sono stati raccolti dal documentarista Manolo Lupicchini per la trasmissione di Ricardo Iacona “Presadiretta” e portati ai laboratori dell’ università di Ferrara per essere analizzati. Le analisi sono terminate qualche settimana fa ed ora è la redazione Investigativa di Rainews24 e riprendere il percorso dell’inchiesta con approfondite interviste sui risultati delle analisi e sulle caratteristiche delle ferite misteriose incontrate dai medici che hanno operato allo Shifa Hospital a Gaza. </p>
<p>Due medici norvegesi, il<strong> Dott Erich Fosse</strong> e il <strong>Dott Gilbert Mads</strong>, che hanno operato in quell’ospedale durante il conflitto, raccontano di aver spesso trattato arti inferiori mutilati all’ altezza del femore senza tracce di frammenti di metallo o proiettili, con una insolita morfologia del tessuto organico che appare cauterizzato e non risponde alle cure. <br />
Le analisi presso i laboratori dell’ università di Ferrara dei 3 frammenti degli ordigni misteriosi hanno mostrato: una lega di metalli, una agglomerato di fosfati fusi, e un frammento di Carbonio. E’ quest’ultimo, ad un’analisi microscopica, ha rivelato la presenza di micro tubi di carbonio, cavi , sui quali sono state rilevate sostanze chimiche , in particolare magnesio.<br />
Il caricamento di micro tubi di carbonio, secondo il <strong>Prof. Alberto Breccia</strong> aumenterebbero fino 5 volte la potenza del materiale chimico, riducendo il peso dell’ ordigno. L’ordigno secondo le testimonianze raccolte, viene sganciato da aerei teleguidati ed è in grado di colpire con estrema precisione aree di pochi metri, all’interno dei quali ha conseguenze letali, senza creare danni collaterali nelle aree circostanti. </p>
<p>Nell’inchiesta vengono fatte ipotesi sul funzionamento delle diverse nuove armi usate nel conflitto e sui sofisticati processi fisici che vengono utilizzati, ma la caratteristica comune di questi nuovi ordigni, è quella di utilizzare micro tubi di carbonio caricati di sostanze chimiche e questo fatto potrebbe essere interpretato come una violazione del trattato internazionale del 1993 e delle integrazione del 1997, che proibisce l’uso di armi chimiche.<br />
__di Maurizio Torrealta_</p>
<p>Ancora sulle <a href="http://baruda.net/2009/01/13/bombe-dime-piovono-sulla-popolazione-di-gaza/">bombe D.I.M.E</a> .</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[IBM e Bulgaria per lo sviluppo delle nanoscienze   ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/05/28/ibm-e-bulgaria-per-lo-sviluppo-delle-nanoscienze/</link>
<pubDate>Thu, 28 May 2009 15:34:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[IBM  ed il governo Bulgaro hanno annunciato un progetto di collaborazione nell’area delle  nanoscien]]></description>
<content:encoded><![CDATA[IBM  ed il governo Bulgaro hanno annunciato un progetto di collaborazione nell’area delle  nanoscien]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dedicato al 1 maggio: Crisi=pericolo+opportunità]]></title>
<link>http://davidepaolillo.wordpress.com/2009/04/29/dedicato-al-1-maggio-crisipericoloopportunita/</link>
<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 09:08:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>davidepaolillo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Silenzio: questo per me il simbolo della cassa integrazione. Mi stavo recando presso una delle azien]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-316" title="qu9f9kdxehqe9gp7tfewpk1ko1_250" src="http://davidepaolillo.wordpress.com/files/2009/04/qu9f9kdxehqe9gp7tfewpk1ko1_250.gif" alt="qu9f9kdxehqe9gp7tfewpk1ko1_250" width="162" height="279" />Silenzio: questo per me il simbolo della <strong>cassa integrazione</strong>. Mi stavo recando presso una delle aziende per cui lavoro, dovevo tenere un gruppo, nella solita ruomorosissima stanza che stavo preventivamente maledicendo, nella speranza di mantenere la concentrazione per quelle due ore, finchè aperta la porta d&#8217;ingresso&#8230; niente. Tutto fermo. Spento. Oggi niente terzo turno. L&#8217;unica cosa che gira sono i pc degli uffici sopra. Le uniche persone presenti, quelle che devono lavorare con me. Che botta! <!--more-->Per un attimo mi sono sentito mancare la terra sotto piedi, una leggera vertiggine. Una bella azienda, moderna, sana, molto creativa, ma che deve gestire comunque questo momento isterico con gli strumenti che le sono concessi. Mi sono ripreso quando ho visto le facce dei miei clienti. Serie, serene, attive, concentrate. Non era mai capitato in 15 anni di attività, ma non è un dramma, sono cose della vita, e nella vita c&#8217;è sempre una prima volta. Piuttosto, dicevano le loro facce, cominciamo a lavorare per il dopo, perchè le carestie finiscono e quando sono finite bisogna essere i primi a scattare, bisogna essere pronti. L&#8217;ideogramma cinese della parola crisi (vedi sopra) è composto dalle parole &#8220;pericolo&#8221; ed &#8220;opportunità&#8221;. Queste sono le parole leggo in faccia a queste persone: pericolo-opportunità. La cassa integrazione è una roba brutta, ma concede più tempo per pensare, per studiare nuove soluzioni, per innovarsi. <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nanotecnologia">NANOTECNOLOGIE</a></strong>. Questo è ciò che loro vedono in fondo al tunnel. Le risorse per tenere botta fino alla fine della galleria ci sono, bisogna non sbagliare un colpo, poi, quando tornerà la luce, c&#8217;è già un&#8217;idea molto precisa su come sfruttarla. Bisogna solo uscire. Bisogna stare concentrati, non farsi prendere dallo sconforto. Ora che non ci guarda nessuno, dobbiamo costruire la nuova astronave.</p>
<p><em>May the force be with us!</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nanotecnologie: più sicurezza, ricerca e informazione  ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/04/26/nanotecnologie-piu-sicurezza-ricerca-e-informazione/</link>
<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 17:30:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/04/26/nanotecnologie-piu-sicurezza-ricerca-e-informazione/</guid>
<description><![CDATA[Occorre aumentare i fondi per la ricerca sullo sviluppo e l&#8217;utilizzo sicuri dei nanomateriali,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Occorre aumentare i fondi per la ricerca sullo sviluppo e l&#8217;utilizzo sicuri dei nanomateriali,]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nanogeneratori, ovvero come caricare l’iPhone camminando]]></title>
<link>http://deamaltea.wordpress.com/2009/04/23/nanogeneratori-ovvero-come-caricare-l%e2%80%99iphone-camminando/</link>
<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 11:02:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>deamaltea</dc:creator>
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<description><![CDATA[Image via CrunchBase Zhong Lin Wang, un professore del Georgia Instituite of Technology, ha sviluppa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="zemanta-img zemanta-action-dragged" style="display:block;margin:1em;">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.crunchbase.com/product/iphone"><img title="Image representing iPhone as depicted in Crunc..." src="http://www.crunchbase.com/assets/images/resized/0001/9797/19797v1-max-250x250.jpg" alt="Image representing iPhone as depicted in Crunc..." width="150" height="117" /></a><p class="wp-caption-text">Image via CrunchBase</p></div>
</div>
<p><em><strong>Zhong Lin Wang,</strong> un professore del Georgia Instituite of Technology, ha sviluppato <strong>un sistema di nanogeneratori che presto potrebbero essere in grado di alimentare piccoli apparecchi elettronici</strong>, come un iPhone o un Blackberry, <strong>attraverso i movimenti di chi li indossa</strong>.</em></p>
<p><strong>Il nanogeneratore</strong> è infatti composto da una serie di filamenti di ossido di zinco di dimensioni “nanoscopiche”, spesse solo pochi atomi.</p>
<p>Da <strong>Panorama.it </strong> <a href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/2009/04/23/nanogeneratori-ovvero-come-caricare-l%E2%80%99iphone-camminando/" target="_blank">la notizia qui&#8230;</a></p>
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<ul class="zemanta-article-ul">
<li class="zemanta-article-ul-li"><a href="http://r.zemanta.com/?u=http%3A//www.telegraph.co.uk/scienceandtechnology/science/4731679/Hamsters-in-jackets-harnessed-for-energy.html&#38;a=3297159&#38;rid=ed0c24b1-1e47-4fe1-b760-6a50a8bdd15f&#38;e=fb05e9f0616ed00bb004b663669b4e2b">Hamsters in jackets harnessed for energy</a> (telegraph.co.uk)</li>
<li class="zemanta-article-ul-li"><a href="http://blog.wired.com/wiredscience/2009/03/nanogenerator.html">Hamsters Get Nanotechnology Now But We Could Be Wating for Ten Years</a> (wired.com)</li>
<li class="zemanta-article-ul-li"><a href="http://www.engadget.com/2009/02/27/jacketed-hamsters-demonstrate-movement-powered-nanogenerators/">Jacketed hamsters demonstrate movement-powered nanogenerators</a> (engadget.com)</li>
<li class="zemanta-article-ul-li"><a href="http://blog.marsdd.com/2009/02/18/hamster-power-the-next-cleantech-movement/">Hamster Power: The next cleantech movement?</a> (marsdd.com)</li>
<li class="zemanta-article-ul-li"><a href="http://www.ezrasf.com/wplog/2009/03/27/blackboard-iphone-app/">Blackboard iPhone App</a> (ezrasf.com)</li>
</ul>
<div class="zemanta-pixie" style="margin-top:10px;height:15px;"><a class="zemanta-pixie-a" title="Reblog this post [with Zemanta]" href="http://reblog.zemanta.com/zemified/ed0c24b1-1e47-4fe1-b760-6a50a8bdd15f/"><img class="zemanta-pixie-img" style="border:medium none;float:right;" src="http://img.zemanta.com/reblog_b.png?x-id=ed0c24b1-1e47-4fe1-b760-6a50a8bdd15f" alt="Reblog this post [with Zemanta]" /></a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cosmetici, attenzione ai nanomateriali]]></title>
<link>http://loriscosta.wordpress.com/2009/03/28/cosmetici-attenzione-ai-nanomateriali/</link>
<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 20:13:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>susannacotugno</dc:creator>
<guid>http://loriscosta.wordpress.com/2009/03/28/cosmetici-attenzione-ai-nanomateriali/</guid>
<description><![CDATA[Le industrie della cosmesi dovranno precisare in etichetta l’eventuale presenza di nanomateriali nei]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.farmaciacaprera.it/gallery/4.jpg" alt="" width="495" height="332" /></p>
<p>Le industrie della cosmesi dovranno precisare in etichetta l’eventuale presenza di nanomateriali nei prodotti messi in commercio. Il Parlamento Europeo ha adottato un regolamento per garantire i consumatori sui rischi legati all’uso di sostanze tossiche. Le industrie avranno l’obbligo di specificare il tipo di nanomateriali utilizzati: spetterà poi alla Commissione europea sottoporre le sostanze al vaglio del Comitato scientifico dei prodotti di consumo.</p>
<p>Dall’elettronica ai farmaci le nanotecnologie sono sempre piú glamour. Anche la cosmesi ne ha subito il fascino: accanto alle creme solari con ossido di zinco, il nano-make up prevede rossetti e mascara al titanio, creme antirughe a base di silicio, dentifrici ai nanocristalli. L’Unione vuole essere certa che siano sicuri, oltrechè alla moda.</p>
<p>Il regolamento adottato dal Parlamento stabilisce inoltre che i test sugli animali per verificare la tossicità dei prodotti vengano effettuati solo in assenza di metodi alternativi.</p>
<p>La nuova normativa dovrebbe entrare in vigore progressivamente tra il 2010 e il 2013.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nanotubi a prova di muscolo]]></title>
<link>http://sciencedesk.wordpress.com/2009/03/23/nanofibre-al-carbonio/</link>
<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 20:26:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>sciencedesk</dc:creator>
<guid>http://sciencedesk.wordpress.com/2009/03/23/nanofibre-al-carbonio/</guid>
<description><![CDATA[ Si allungano come un elastico e resistono più dell’acciaio: sono i muscoli artificiali. Oggi divent]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:12pt 0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#333333;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-952" title="nanotubi3" src="http://sciencedesk.wordpress.com/files/2009/03/nanotubi3.jpg?w=96" alt="nanotubi3" width="96" height="96" /> Si allungano come un elastico e resistono più dell’acciaio: sono i muscoli artificiali. Oggi diventeranno ancora più efficienti grazie ad un nuovo materiale costituito da nanotubi di carbonio. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Science (volume 323, numero 5921, pagine 1575-1578) con la firma di un’equipe di ricerca, già affermata nel campo dei nanomateriali, coordinata da </span><span style="color:black;">Ray Baughman</span><span style="color:#333333;"> dell’Alan G. MacDiarmind Nanotech Institute, University of Texas, Dallas, Richardson. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="background:white;text-align:justify;margin:0 0 11.25pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#333333;">Questo materiale di nuova generazione </span><span style="color:black;">è in grado di allungarsi del 220% ad una velocità dell’ordine dei secondi in seguito a segnalazione elettrica.</span><span style="color:#333333;"> Inoltre, mostra una resistenza a temperature estreme comprese tra i -190°C e i 1600°C, un range mai rilevato prima, che ha destato interesse persino nella NASA. A questo proposito, </span></span></span><a href="http://ndeaa.jpl.nasa.gov/nasa-nde/yosi/yosi.htm" target="_blank"><span style="font-size:small;color:#004276;font-family:Times New Roman;">Yoseph Bar-Cohen</span></a><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">, scienziato del Jet Propulsion Laboratory della NASA<span style="color:black;">, ha dichiarato entusiasta “Da una parte abbiamo Marte, e dall’altra Venere. Bene, le loro temperature estreme ricadono nell’intervallo ammesso da questo materiale”. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="background:white;text-align:justify;margin:0 0 11.25pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#333333;">Il segreto è nella sua composizione: i nanotubi sono assemblati a formare fogli di aerogel, simili ad una spugna, in grado di estendersi rapidamente come un nastro in un’unica direzione. La loro densità è simile a quella di un gas con una resistenza paragonabile a quella dell’acciaio. </span><span style="color:black;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:12pt 0;"><span style="color:#333333;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Le aspettative si riversano sulle applicazioni che i muscoli artificiali costituiti da questo materiale potranno avere. In campo medico si potrà assistere ad un cambiamento radicale nell’approccio architetturale<span>  </span>delle protesi artificiali, ma non mancherà l’apertura di prospettive inedite anche nel settore della robotica. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:12pt 0;"><em><span style="color:#333333;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:12pt 0;"><em><span style="color:#333333;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">di Nicoletta Guaragnella </span></span></span></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cultura svedese per i bambini e temi per lo sviluppo]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/03/20/cultura-svedese-per-i-bambini-e-temi-per-lo-sviluppo/</link>
<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 08:48:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/03/20/cultura-svedese-per-i-bambini-e-temi-per-lo-sviluppo/</guid>
<description><![CDATA[La visita in Italia del reali di Svezia è stata caratterizzata, a nostro avviso, da due importanti e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La visita in Italia del reali di Svezia è stata caratterizzata, a nostro avviso, da due importanti e]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nanosfere di oro  dotate di un peptide di targeting sono in grado di  trovare le cellule del melanoma, penetrare profondamente, e poi bruciare il tumore.]]></title>
<link>http://oncoassistance.wordpress.com/2009/02/22/nanosfere-di-oro-dotate-di-un-peptide-di-targeting-sono-in-grado-di-trovare-le-cellule-del-melanoma-penetrare-profondamente-e-poi-bruciare-il-tumore/</link>
<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 16:51:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>santo paolo del fiore</dc:creator>
<guid>http://oncoassistance.wordpress.com/2009/02/22/nanosfere-di-oro-dotate-di-un-peptide-di-targeting-sono-in-grado-di-trovare-le-cellule-del-melanoma-penetrare-profondamente-e-poi-bruciare-il-tumore/</guid>
<description><![CDATA[Nanosfere di oro dotate di un peptide di targeting sono in grado di trovare le cellule del melanoma,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><span style="color:#000080;">Nanosfere di oro dotate di un peptide di targeting sono in grado di  trovare le cellule del melanoma, penetrare profondamente, e poi bruciare il tumore.</span></h1>
<p>Un gruppo di ricerca dell&#8217;Università del Texas e dell&#8217; Anderson Cancer Center guidato dal Prof. Chun Li,  ha  pubblicato questi risultati nel  numero di Febbraio della rivista Clinical  Cancer Research , enfatizzando la prospettiva, non lontana di un prossimo utilizzo delle nanoparticelle per bersagliare e trattare attivamente i tumori dal punto di vista molecolare.Le nanoosfere di oro opportunamente scaldate da un fascio laser sono in grado di determinare nelle cellule di Melanoma di topo danni molecolari di gran lunga maggiori.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nani e giganti]]></title>
<link>http://vagnone.wordpress.com/2009/01/23/nani-e-giganti/</link>
<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 17:13:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>johnfvtc</dc:creator>
<guid>http://vagnone.wordpress.com/2009/01/23/nani-e-giganti/</guid>
<description><![CDATA[http://www.ragionpolitica.it/testo.3068.html 6 febbraio 2005 La svolta Potrebbe essere il fenomeno i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.ragionpolitica.it/testo.3068.html">http://www.ragionpolitica.it/testo.3068.html</a></p>
<p>6 febbraio 2005</p>
<h4 class="articolo">La svolta</h4>
<p class="articolo">Potrebbe essere il fenomeno industriale ed economico più radicalmente rivoluzionario della storia dell&#8217;uomo. Oppure potrebbe essere impossibile: una materia che è vicina alla fantascienza quanto le colonie nello spazio che qualche sonda, ogni tanto, ci fa ricordare e sognare. Ma qualcuno ci crede abbastanza da stanziare <span class="b"><strong>investimenti di mille miliardi di dollari</strong></span> (dieci volte la spesa preventivata per il Medio Oriente), facendolo senza dare troppo nell&#8217;occhio, e senza che nessuno se ne interessi più di tanto. <!--more-->Questo qualcuno è Gorge W. Bush e fa riflettere ulteriormente il fatto che questi mille miliardi di dollari saranno comunque secondari rispetto agli investimenti privati di imprese, multinazionali e centri di ricerca. Insomma, sono le premesse di una grande nazione che vuole candidarsi per la <span class="i"><em>leadership</em></span> di un settore industriale totalmente nuovo tra l&#8217;altro osteggiato in Europa. Qual è il campo di applicazione di tali gigantesche risorse? Due nomi già odorati di frequente, ma piuttosto oscuri nel significato: <span class="b"><strong>nanoscienze e nanotecnologie</strong></span>.</p>
<p class="articolo">Il Presidente degli Stati Uniti al suo primo discorso del quadriennio, tocca questo punto con la chiara intenzione di iniziare <span class="b"><strong>un programma ad ampio respiro</strong></span>, molto probabilmente assai più a lunga gittata del 2008 (scadenza del suo mandato). Così, mentre l&#8217;AIPLA (associazione di giuristi) organizza un congresso ad Orlando, in Florida, per mettere a confronto legali, politici, scienziati e sociologi di tutti i continenti (per l&#8217;Italia, Massimo Introvigne unico spettatore) e discutere delle straordinarie possibilità di quella che è stata definita da più parti come <span class="b"><strong>la Terza Rivoluzione Industriale</strong></span>, l&#8217;Europa rimane alla lettera di un Libro Bianco in cui Bruxelles ha tracciato le linee guida per rendere l&#8217;Europa competitiva sul mercato di questa nuova industria; preparandosi al lancio dell&#8217;<span class="b"><strong>ENIAC</strong></span> (<span class="i"><em>European Nano-electronics Initiative Advisory Council</em></span>), un consiglio di una dozzina di esperti, presieduto dal fondatore di <span class="i"><em>STMicroelectronics</em></span>, Pasquale Pistorio, e senza investirci molto più di ottima retorica.</p>
<p class="articolo">Addirittura <span class="b"><strong>l&#8217;Inghilterra</strong></span> della <span class="i"><em>common law</em></span> filo-americana resta indietro e sembra non accorgersi di un mercato che, dalle difficili ed a questo punto ancora &#8220;stregonesche&#8221; previsioni, nel 2010 dovrebbe essere di più di un miliardo di Dollari US annuali e che ha implicazioni soprattutto mediche sconvolgenti: il principe Carlo d&#8217;Inghilterra guida una lobby verde che vuole fermare la nanotecnologia, correndo su un binario parallelo a quello che vorrebbe bandire gli OGM e lasciare che la fame nel mondo dilaghi tranquillamente, additando piuttosto gli sprechi dei ricchi che <span class="b"><strong>facendo qualcosa per aumentare la produzione dei poveri</strong></span>, e dimenticando che il più antico prodotto di ingegneria genetica che tutti amiamo, le albicocche (innesto di pesco e mandorlo) non ha mai fatto male ad anima viva.</p>
<p class="articolo">La mentalità del nostro vecchio continente è ancora quella di etichettare ogni scienza coi parametri del buono e del cattivo, senza la sensibilità di comprendere che ogni scienza è neutra in quanto tale, e diviene pericolosa in base alla sua applicazione. Ed ora, con Bush nuovamente in prima linea, ci si propone nascostamente un nuovo macrotema che sarà, prima o poi, tanto problematico quanto l&#8217;ingegneria genetica della clonazione e delle provette umane, tra dubbi sui brevetti, sulla <span class="i"><em>privacy</em></span> e chi più ne ha più ne metta. Introvigne conclude il suo articolo del primo febbraio su <span class="i"><em>il Giornale</em></span> così: «<span class="i"><em>restare alla finestra in nome di un ecologismo arcaico significa condannarsi, in nome dell&#8217;anti-americanismo, ad aumentare la distanza tecnologica che ci separa dall&#8217;America</em></span>». Noi non possiamo che dargli ragione ed augurarci che qualcosa cambi.</p>
<h4 class="articolo">Cosa sono le nanotecnologie</h4>
<p class="articolo">I termini nanoscienze e nanotecnologie indicano la capacità di studiare, assemblare, manipolare e caratterizzare la materia a livello di <span class="b"><strong>dimensioni comprese tra 100 ed 1 nanometri</strong></span>. Ciò significa operare a livello molecolare dal momento che 1 nanometro (nm) è un milionesimo di millimetro e corrisponde all&#8217;incirca a 10 volte la grandezza dell&#8217;atomo dell&#8217;idrogeno. Le dimensioni di una piccola molecola sono intorno ad 1 nm e quelle di una proteina intorno a 10 nm. Sono <span class="b"><strong>il punto di incontro di discipline diverse</strong></span> che vanno dalla fisica quantistica alla chimica supramolecolare, dalla scienza dei materiali alla biologia molecolare, la cui applicazione è assai meno sviluppata della teoria, per diverse difficoltà nella creazione ed utilizzazione di materiali, dispositivi e sistemi con dimensioni di tale livello, che si basano su principi radicalmente opposti rispetto ai loro fratelloni &#8220;macro&#8221;. L&#8217;approccio è necessariamente multidisciplinare, essendo richiesto un insieme di tecnologie piuttosto che un&#8217;area specifica ingegneristica o scientifica.</p>
<p class="articolo">Per quanto riguarda il merito della questione, cioè gli approcci che in pratica vengono studiati e portati avanti ad oggi in questo campo nanometrico, ci sono principalmente due filoni distinti ed essenzialmente differenti: il cosiddetto <span class="b"><span class="i"><strong><em>top down</em></strong></span></span> ed il <span class="b"><span class="i"><strong><em>bottom up</em></strong></span></span>. La prima strada, il <span class="i"><em>top down</em></span> è la riduzione con metodi fisici delle dimensioni delle strutture più piccole verso livelli nano. E&#8217; più semplice dal punto di vista realizzativo ed è quindi quella che già oggi porta ad esempi immediati come la litografia a raggio elettronico (propria della microelettronica). La seconda strada è, invece, la cosiddetta <span class="i"><em>bottom up</em></span>: partendo da piccoli componenti, singole molecole (<span class="i"><em>building blocks</em></span>), se ne controlla ed indirizza l&#8217;assemblaggio in nanostrutture sia di tipo inorganico che organico/biologico. Le similarità maggiori sono qui col mondo della biologia ed i problemi realizzativi sono più complessi, ma è il percorso che la comunità scientifica sa di dover percorrere per le realizzazioni più rivoluzionarie ed ambiziose.</p>
<h4 class="articolo">I campi di applicazione</h4>
<p> </p>
<p class="articolo">E&#8217; nelle possibilità della nanotecnologia che sta l&#8217;aspetto più rivoluzionario, perché la portata è di quelle che investono ed influiscono praticamente tutti i settori produttivi:</p>
<p class="articolo">&#62; lo sviluppo e l&#8217;applicazione di materiali nuovi o migliorati (per i trasporti, tecnologie dell&#8217;informazione, le telecomunicazioni);<br />
&#62; prodotti chimici nuovi o migliorati (per es. nuovi catalizzatori);<br />
&#62; lo sviluppo di nuovi farmaci e di nuovi sistemi/dispositivi di cura;<br />
&#62; applicazioni per l&#8217;ambiente (stoccaggio e produzione) e l&#8217;energia;<br />
&#62; la messa a punto di nuovi prodotti cosmetici e per l&#8217;industria alimentare;<br />
&#62; lo sviluppo di prodotti per il settore della difesa e quello aerospaziale.</p>
<p class="articolo"> </p>
<p class="articolo">Sono già attualmente in uso nanopolveri con proprietà anti UV per creme solari e polveri nanostrutturate per coatings o vernici; <span class="i"><em>hard disks</em></span> con superfici nanostrutturate per registrazione dati ad altissima densità. E&#8217; già possibile concentrare i principi attivi di un antibiotico in particelle infinitesimali da inalare evitando la gran parte dei consueti effetti collaterali. Pare siano stati anche provati al prestigioso MIT (in cui è stato sviluppato un <span class="i"><em>Istituto di Nanotecnologia Militare</em></span>) prototipi di &#8220;polvere intelligente&#8221;: granellini che sfuggono a qualsiasi rivelatore, ciascuno dei quali è una vera e propria telecamera, che aprirebbero una nuova epoca per la sicurezza e lo spionaggio. <span class="b"><strong>Altri prodotti sono attesi in tempi piuttosto ravvicinati</strong></span> come certi dispositivi fotonici per telecomunicazioni, superfici autopulenti, sistemi diagnostici basati sul principio <span class="i"><em>lab-on-chip</em></span>, nanocompositi.</p>
<p class="articolo">Infine, con un orizzonte temporale un po&#8217; più lungo, ma comunque entro i prossimi 6-7 anni, sono attesi sistemi avanzati per la somministrazione di farmaci, protesi mediche più resistenti e con migliorata biocompatibilità, polimeri conduttori, migliori sistemi di produzione e stoccaggio dell&#8217;energia. E poi solo il futuro può dire quando e quanto si potrà entrare in un corpo con fibre e dischi di diametri molto più piccoli di un millimetro, dunque non invasivi, per la trasmissioni di immagini di diagnosi, o per il rilascio di medicinali esattamente ed unicamente nel punto dove il medico sa di dover colpire. Oppure poter inviare fax e fotocopie tridimensionali per la riproduzione di corpi solidi (eccezion fatta per gli organismi viventi).</p>
<p class="articolo">La letteratura s&#8217;è già spinta più avanti, immaginando <span class="i"><em>robot</em></span> infinitamente piccoli ed in grado di auto-riprodursi come minaccia per il mondo come lo conosciamo. Ma nella realtà non parliamo dei &#8220;nanobot&#8221; del Micheal Crichton di <span class="i"><em>Preda</em></span>, piuttosto di <span class="b"><strong>un successo statunitense che faremmo bene a non lasciarci sfuggire di mano</strong></span>, per non essere del tutto tagliati fuori dal progresso e per non arrivare tardi su una riflessione, anche etico-morale, dalle dimensioni gigantesche e microscopiche al tempo stesso.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Regione Toscana offre ai ricercatori la Silicon Valley]]></title>
<link>http://formazioneblog.wordpress.com/2009/01/23/la-regione-toscana-offre-ai-ricercatori-la-silicon-valley/</link>
<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 14:30:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>al3ssiac</dc:creator>
<guid>http://formazioneblog.wordpress.com/2009/01/23/la-regione-toscana-offre-ai-ricercatori-la-silicon-valley/</guid>
<description><![CDATA[La Regione Toscana insieme alla Commissione Fulbright, organismo bilaterale costituito fra Stati Uni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La <strong>Regione Toscana</strong> insieme alla <strong>Commissione Fulbright</strong>, organismo bilaterale costituito fra <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Italia</strong> che opera nel settore della <strong>formazione</strong> dal 1946, mette a disposizione con il progetto “<strong>Best</strong>”  5 <strong>borse di studio </strong>per i <strong>ricercatori</strong> delle università toscane al di sotto dei 35 anni. Gli <strong>incentivi</strong> riguardano sei mesi (Settembre ’09-Marzo ’10) di formazione alla <strong>Santa Clara University</strong>, con <strong>seminari</strong> a <strong>Standford </strong>e a <strong>Berkeley</strong> e uno <strong>stage</strong> in una grande <strong>azienda</strong> del settore prescelto sempre nella <strong>Silicon Valley</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-27" title="fulbright-commissione-borse-formazione-america-news" src="http://formazioneblog.wordpress.com/files/2009/01/fulbright.jpg?w=300" alt="fulbright-commissione-borse-formazione-america-news" width="300" height="93" /></p>
<p>I campi del <strong>progetto di ricerca</strong> devono riguardare i settori come  <strong>biotecnologie</strong>, <strong>nanotecnologie</strong>, <strong>ICT</strong>, <strong>scienze biomediche</strong>, <strong>ingegneria aerospaziale</strong>, <strong>design industriale</strong>,<strong> tecnologie </strong>per la <strong>protezione ambientale</strong> e la <strong>produzione energetica</strong>. Il valore di ogni borsa di studio è di 36mila euro. Il <strong>termine</strong> per la <strong>presentazione</strong> delle <strong>domande</strong> è il 27 Febbraio. Maggiori informazioni sul sito <a href="http://www.fulbright.it" target="_blank"><strong>www.fulbright.it </strong></a></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-30" title="siliconvalley-fulbright-borse-formazione-ricercatori-best" src="http://formazioneblog.wordpress.com/files/2009/01/siliconvalley-7921991.jpg" alt="siliconvalley-fulbright-borse-formazione-ricercatori-best" width="616" height="592" /><br />
</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fantascienza o ‘oscuro male’ delle (nano)tecnologie ? - Marisa Uberti ]]></title>
<link>http://cartesensibili.wordpress.com/2009/01/07/fantascienza-o-%e2%80%98oscuro-male%e2%80%99-delle-nanotecnologie-dott-marisa-uberti/</link>
<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 13:07:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://cartesensibili.wordpress.com/2009/01/07/fantascienza-o-%e2%80%98oscuro-male%e2%80%99-delle-nanotecnologie-dott-marisa-uberti/</guid>
<description><![CDATA[nano smart dust FONTE ORIGINARIA che ha pubblicato l&#8217;articolo: http://www.duepassinelmistero.c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#993300;"><em>nano smart dust</em></span></p>
<p>FONTE ORIGINARIA che ha pubblicato l&#8217;articolo:</p>
<p>http://www.duepassinelmistero.com/Morgellons.htm</p>
<p>FONTE da cui si è esportato l&#8217;articolo:  ECOPLANET -quotidiano tecnologico e scientifico</p>
<p>http://www.ecplanet.com/canale/ecologia-6/scie_chimiche-144/1/0/39300/it/ecplanet.rxdf</p>
<p align="justify"><span class="terra" style="color:#000080;"><strong>Fantascienza o ‘oscuro male’ delle (nano)tecnologie ?</strong><br />
di: Marisa Uberti</span></p>
<p><em>Pubblichiamo un pregevole articolo a firma di <a href="http://www.duepassinelmistero.com/" target="_blank">Marisa Umberti</a>, nel quale si evidenzia una serie di dati scientifici a suffragio delle asserzioni sulle origini nanotecnologiche del morbo di Morgellons. E&#8217; rilevante il fatto che ora, anche nell&#8217;ambito medico italiano, si cominci ad affrontare il male del 21mo secolo. E&#8217; un morbo che potrebbe essere l&#8217;ultimo nella storia dell&#8217;umanità, in ogni caso la dimostrazione che le élites sono ormai vicine al traguardo: il totale asservimento delle persone, tutte, che si traduce in un una mutazione antropologica, la riduzione dell&#8217;uomo ad automa controllato.</em>
</p>
<p align="center"><span class="terra" style="color:#000080;"><!--more--><br />
</span>
</p>
<p align="justify"><span class="terra" style="color:#000080;">Confesso che dopo vent&#8217;anni che opero nel campo sanitario e sociale, non avevo mai sentito parlare del morbo di Morgellons e forse trattarne in un sito come questo, che si occupa di ‘misteri’ non è poi così fuori luogo. Misteri moderni (forse) ma per questo abbiamo inserito l&#8217;argomento nella sezione dei ‘Fenomeni insoliti’, in cui ‘due passi’ li possiamo fare senza limiti temporali. Recentemente se ne sono occupati anche dei quotidiani italiani, portando all’attenzione pubblica questa sconosciuta pagina che riguarda la salute umana. Il ruolo di Internet è stato determinante per la divulgazione delle informazioni, che paiono allarmanti: i malati producono dalla pelle fibre e filamenti artificiali, oltre a sostanze gelatinose&#8230; </span></p>
<p align="center"><span class="terra" style="color:#000080;">Cos&#8217;è il morbo di <a href="http://www.tankerenemy.com/2008/02/morgellons-chi-vuole-nasconderci-la.html" target="_blank">Morgellons</a> ? </span></p>
<p align="justify"><span class="terra" style="color:#000080;">È una malattia che non ha una definizione convenzionale, ancora. Venne così chiamata dalla mamma di una bambina che presentava strani sintomi cutanei, analoghi a quelli di una patologia di cui la donna aveva letto in un testo medico del 1600, per la precisione in una lettera scritta ad un amico da sir Thomas Browne (1605-1682), un erudito inglese che si interessò a varie branche del sapere, sentendosi influenzato dalla rivoluzione scientifica apportata da Bacone. In quella lettera Browne descriveva parecchie circostanze mediche da lui riscontrate, compreso il fatto che in Linguadoca vi era una endemia chiamata Morgellons, che colpiva i bambini più che gli adulti, i quali presentavano una &#8216;crescita di capelli&#8217; non in testa ma sul retro del corpo, unita a convulsioni e tosse. Ho trovato la lettera e riporto il passo in cui si accenna al Morgellons:</span></p>
<p>“Hairs which have most amused me have not been in the Face or Head, but on the Back, and not in Men but Children, as I long ago observed in that Endemial Distemper of little Children in Languedock, called the Morgellons, wherein they critically break out with harsh Hairs on their Backs, which takes off the Unquiet Symptomes of the Disease, and delivers them from Coughs and Convulsions”</p>
<p>[Per un'ulteriore trattazione di questa lettera in relazione al Morbo di Morgellons si veda il lavoro "SIR THOMAS BROWNE AND THE DISEASE CALLED THE MORGELLONS By C.E. KELLETT, M.D., M.R.C.P. NEWCASTLE-ON-TYNE, ENGLAND -A note to Sir Thomas Browne's “Letter to a Friend !”].</p>
<p>Certo se il Morgellons fosse stato già noto allora, nel XVII secolo e in una regione francese, come mai oggi quasi nessuno lo conosce ? E chi lo aveva per primo chiamato così ? Dove si era manifestato la prima volta ? Ma è davvero sovrapponibile al morbo di questo nostro XXI secolo ?</p>
<p>La signora Mary Leitao (biologa), che oggi è Presidente della Fondazione di Ricerche Morgellons, madre della piccola paziente, trovò diverse corrispondenze tra la malattia di sua figlia e quanto descritto da Browne e chiamò allo stesso modo il morbo sconosciuto. I fatti risalgono al 2002 in America, a McMurray (Pennsylvania). La figlia di Mary non riusciva a trovare un medico in grado di capire quale fosse il suo male, ma finalmente -grazie anche ai suoi &#8217;sospetti&#8217; che si trattasse di una patologia &#8216;nuova&#8217;- alcuni medici le diedero ascolto.</p>
<p>Non potendo includere i suoi sintomi in nessuna delle patologie (nemmeno rare) esistenti, sentirono di doverne diagnosticare una del tutto ‘nuova’ e misteriosa, che denominarono Morgellons e aderirono alla MFR (Morgellons Research Foundation). In essa vengono da allora studiati tutti quei casi ‘irrisolti’ che sono giunti alla loro osservazione in anni precedenti (dal 1956 al 2007) e che presentano peculiarità analoghe a quelle della figlia di Mary. Erano state classificate come parassitosi ma non erano curabili come tali; inoltre quei casi si erano dimostrati molto diversi rispetto alle altre forme di parassitosi, con sintomi sistemici e non solo localizzati. Tali pazienti si videro appioppare affrettatamente anche una diagnosi generica di malattia psichiatrica (“allucinosi parassitaria”), in quanto generata da ‘autosuggestione’, mentre sembra che i medici di questi pazienti abbiano osservato che i sintomi della malattia precedono gli effetti ‘impressionabili’. E dopo che ci si documenta un poco, si capisce perché i pazienti comincino comprensibilmente ad ‘agitarsi’ e preoccuparsi fino a giungere a delle possibili crisi nervose !</p>
<p align="center"><span class="terra" style="color:#000080;">I sintomi </span></p>
<p align="justify"><span class="terra" style="color:#000080;"><em>Le caratteristiche peculiari del morbo di Morgellons sono tre:</em></span></p>
<p>Lesioni cutanee (tipo una ‘comune’ puntura da insetto) sulle quali sono presenti granelli neri o bianchi, simili nel formato ai granuli di sabbia. Con un microscopio -ma anche ad occhio nudo- è possibile vedere la presenza di “filamenti” di fibre bianchi, blu, rossi o neri (i più comunemente individuati) che diventerebbero fluorescenti alla luce ultravioletta. E&#8217; riferita anche la fuoriuscita di un&#8217; gel&#8217; scuro dalla pelle.Tali filamenti possono comparire anche sulla pelle intatta e le lesioni possono essere secondarie alla loro insorgenza a causa del fastidio avvertito dai soggetti (prurito o dolore intensi) che iniziano a grattarsi procurandosi fino a severe lesioni. Queste ‘fibre’ non sono di origine naturale ma apparterrebbero a quella categorie di materiali ‘artificiali’ costruiti dall’uomo per mezzo delle cosiddette ‘nanotecnologie’. Tali fibre fondono a oltre 700 gradi centigradi (la nostra pelle a 74 circa).</p>
<p>I filamenti sarebbero stati confrontati con oltre 90.000 composti presenti nel database del laboratorio del Centro per lo studio del morbo di Morgellons della Oklahoma State University Center for Health Sciences di Tulsa, senza tuttavia riscontrare niente di simile. Sensazione che ‘qualcosa’ cammini sotto la pelle, si muova, a volte in modo intermittente altre volte continuativamente, provocando disagi di diverso tipo. Può venire interessata tutta la pelle oppure essere limitata al cuoi capelluto, al naso, alle orecchie, al viso, sotto le ginocchia.</p>
<p align="justify"><span class="terra" style="color:#000080;">Dolori muscolo-scheletrici di vara entità e interessanti diversi distretti corporei; talvolta si accompagna la comparsa di prematuri segni di degenerazione dei dischi vertebrali.</span></p>
<p>Sono stati segnalati inoltre limitazioni funzionali tali da interferire con le attività quotidiane; disturbi gastro intestinali; a livello cardiologico sono stati rilevati sintomi di tachicardia e miocarditi; disfunzioni cognitive, come alterazioni della memoria di breve durata, deficit di attenzione, aumento dell&#8217;impressionabilità, ossessioni.</p>
<p>Chi se ne sta occupando</p>
<p>Inizialmente la signora Mary Leitao, oggi presidente della MFR, fu oggetto di pesanti critiche da parte della comunità medico-scientifica, che la tacciò di aver orchestrato una messa in scena. Quando si vide recapitare un numero attorno alle settemila email –si dice- di persone che erano affette dagli stessi sintomi (o avevano in casa propri cari malati di quella strana patologia) non si perse d’animo e continuò la sua ‘battaglia’ riunendo tutte le risorse e le forze disposte a prendere parte ad un vero progetto di Ricerca.</p>
<p align="justify"><span class="terra" style="color:#000080;">Il ristretto numero di medici della MFR decise di estendere i propri intenti a tutti i professionisti sanitari che si sentivano coinvolti in tale ricerca, coloro che avevano avuto modo di entrare in contatto con pazienti affetti da quella ‘strana’ e altamente invalidante patologia, facendo opera di divulgazione per farla anzitutto conoscere, primo passo per una presa di coscienza del problema.</span></p>
<p>I pazienti afflitti dai sintomi sopra descritti riferiscono di aver peregrinato assai da un medico all’altro, da uno specialista all’altro denunciando la mancata sensibilità di costoro nello studiare la loro patologia; di aver ricevuto scetticismo, derisione, frettolose rassicurazioni di una guarigione che mai arriva. I rimedi generici loro prescritti si sono dimostrati inefficaci e ancor peggio, si sono talvolta ritrovati come cavie per meri scopi economici (forse per testare su di essi nuovi prodotti farmaceutici facendo leva sulla speranza di trovare una soluzione al loro problema clinico). Il team della MFR si è posto come obiettivo di dare una connotazione nuova alla malattia di questi pazienti, anzitutto raccogliendo i dati necessari per poterla definire eticamente.</p>
<p>Oggi il sito della fondazione conta quasi dodicimila iscritti, per la maggiore abitanti in California, Florida e Texas, zone che sembrano essere tra le più colpite dall’oscura sindrome. Contempla specialisti di diverse discipline (neurologi, chirurghi, epidemiologi, infermieri professionali e altre figure sanitarie), che collaborano con i pazienti e i loro parenti al fine di raccogliere un database (Registro) di informazioni più completo possibile. E’ nato così il primo studio che ha coinvolto i pazienti teoricamente affetti da malattia di Morgellons per scoprirne cause e trattamenti. Sono stati sottoposti ad esami ematici, dermatologici, psichici, a biopsie cutanee e a breve si dovrebbero avere dei risultati più specifici in merito alle attuali conoscenze della malattia misteriosa.</p>
<p align="justify"><span class="terra" style="color:#000080;">Recentemente un organo sanitario ufficiale statunitense, il CDC (Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta) ha dichiarato di ‘voler vederci chiaro’ e, insieme alla Kaiser Permanentes’s Northern California Division of Research ha iniziato uno studio per cercare di rispondere alle molte richieste di informazione e aiuto sopraggiunte numerosissime dai cittadini e dai medici, i quali versano anch’essi spesso ancora nell’ignoranza e non sanno cosa sia il morbo di Morgellons, che avrebbe colpito oltre ventimila individui negli Stati Uniti. Il 16 gennaio 2008 si è tenuta una riunione scientifica del CDC, nel Texas, a Sant’Antonio, a cui hanno partecipato medici, microbiologi, scienziati, veterinari, che tentano di dare delle risposte sanitarie in materia.</span></p>
<p>Era presente anche il direttore della MFR per ribadire le prospettive dei pazienti &#8211; in gran numero di età infantile &#8211; e dei parenti, oltre che tracciare la ‘breve’ storia o profilo del morbo. Sono state presentate anche discussioni in merito alle strategie da adottare per migliorare il corso della ricerca. Nel corso di tale evento è stata fornita una descrizione congiunta[1] della malattia: “Morgellons is an unexplained and debilitating condition that has emerged as a public health concern. Recently, the Centers for Disease Control and Prevention (CDC) has received an increased number of inquiries from the public, health care providers, public health officials, Congress, and the media regarding this condition. Persons who suffer from this condition report a range of coetaneous symptoms including crawling, biting and stinging sensations; granules, threads or black speck-like materials on or beneath the skin; and/or skin lesions (e.g., rashes or sores) and some sufferers also report systemic manifestations such as fatigue, mental confusion, short term memory loss, joint pain, and changes in vision”.</p>
<p>In America, dal 2004 ad oggi, l’argomento ha trovato spazio su diverse testate giornalistiche anche di prestigio. Tra gli altri, il Daily Mail (18/9/2007), il News Scientist Magazine (12/9/2007), The Wall Street Journal (13/9/2007), Los Angeles Time (13/11/2006), Washington Times (27/6/2006), Chicago Tribune (25/6/2006), San Francisco Chronicle (2/6/2006), Popular Mechanics (6/2005), Reno Gazette Journal (8/5/2004).</p>
<p>Esiste anche una discreta bibliografia, tutta Americana: Savely, VR, Stricher, RB “Morgellons Disease: the Mystery Unfolds” Expert Review of Dermatology, 2007, vol.2, pagg. 585-591; Morgellons Disease (letter to Editor), Bransfield RT, Psychiatric News, 2007; 42: 11, page 24; Harvey, WT Morgellons Disease. I Am Acd Dermatol.2007; 56:705-706; Psychology Today Magazine, March 6, 2007 The Morgellons Mystery; American Journal of Clinical Dermatology 2006, vol.7, Issue authored by Ginger Savely, NP, Mary Leitao and Raphael B.Stricker, MD “The Mystery of Morgellons Disease: infection or Delusion?”; Advance For Nurse Practitioners-May 2005 –National Nursing Publication’s article on Morgellons Disease authored by Ginger Savely, FNP-C and Mary M. Leitao.</p>
<p>Il 29 marzo 2008 si terrà ad Austin (Texas) una conferenza medico -scientifica internazionale sul Morgellons, intitolata &#8220;Searching for the UnCommon Thread&#8221; come riportato nel sito Charles E. Holman Foundation -A Source For Morgellons Disease Information, uno degli organismi sorti per lo studio della malattia.</p>
<p align="center"><span class="terra" style="color:#000080;">Ed in Europa ? </span></p>
<p align="justify"><span class="terra" style="color:#000080;">Pare che il morbo sia arrivato anche qui. Ne ha parlato il londinese Time già nel 2006 e numerosi sono i blog in cui viene sempre più spesso affrontato l&#8217;argomento. Mancherebbe comunque un approccio ufficiale da parte degli Organismi sanitari, almeno per il momento. </span></p>
<p align="center"><span class="terra" style="color:#000080;">“Interazioni” con altre malattie </span></p>
<p align="justify"><span class="terra" style="color:#000080;">La sindrome di Morgellons è stata ‘confusa’ nel corso degli anni con una serie di patologie dalle quali sembra doversi comunque differenziare, appunto per le peculiarità che presenta. In alcuni casi il paziente riferisce di essere stato ‘punto’ da qualche insetto prima del manifestarsi di tutti gli altri sintomi oppure tale è la sensazione che ne hanno ricevuto; alcuni pazienti sono positivi ai test per altre malattie parassitarie, nonché sembrano avere beneficiato di alcuni trattamenti antiparassitari; hanno generalmente mostrato un calo delle difese immunitarie. Appare pertanto logica l&#8217;ipotesi che prima del manifestarsi della malattia vera e propria, il soggetto possa contrarre un malaugurato incontro ravvicinato con un parassita che immette nel suo organismo ‘qualcosa’ ? Tali insetti potrebbero provenire dai sistemi fognari, dice la d.ssa Hildegarde Staninger, che recentemente ha prodotto una sconcertante tesi del problema, dopo aver eseguito numerose analisi laboratoristiche dei filamenti che fuoriescono dalla cute dei pazienti. Tra poco ne parleremo.</span></p>
<p>Tra le malattie con cui è stata scambiata la sindrome di Morgellons figura la Malattia di Lyme, che venne individuata nel 1975 nella omonima cittadina che dà il nome alla patologia, dai ricercatori dell’Università statunitense di Yale in base ad uno studio condotto su un gruppo di bambini che dimostrava una curiosa epidemia di artrite giovanile. I piccoli pazienti presentavano un eritema migrante dal quale sembrava conseguire poi la patologia multiorgano. Nel 1982 fu isolato e classificato il vero responsabile della malattia, da Willy Burgdorfer e A.G.Barbour; si trattava di un microrganismo appartenente all’ordine delle Spirochetales, genere Borrelia, e la specie isolata prese nome dal suo scopritore, burgdorferi.</p>
<p>Questo avveniva in America mentre in Europa, in cui la malattia aveva connotazioni cliniche un po&#8217; diverse, vennero isolate due specie diverse di Borrelia: garinii e afzeli (che in America sono assenti) ad opera dell&#8217;Istituto Pasteur di Parigi. Oggi la sua definizione è che si tratti di “una malattia infettiva sistemica causata da certe specie di Borrelia e trasmessa dagli animali affetti (piccoli roditori, ma anche altri animali, che rappresentano il serbatoio naturale dell&#8217;infezione) all&#8217;uomo attraverso vettori artropodi ematofagi del Genere Ixodes” (che chiameremo zecche). Si può venire punti dalla zecca anche stando sdraiati su un prato o durante escursioni all&#8217;aperto. I sintomi della Malattia di Lyme sono molteplici e si distinguono in due fasi principali: dopo il morso della zecca incriminata (che passa perlopiù inosservato perché indolore) possono passare dai quattro ai sessanta giorni (tempo di latenza lunghissimo) prima di accusare i primi sintomi, dapprima a carico della cute (fase preoce) e poi una seconda fase che coinvolge altri organi, come articolazioni, SNC, cuore, occhi…</p>
<p>La diagnosi dev&#8217;essere posta in tempi rapidi per una prognosi fausta altrimenti può evolvere drammaticamente per le complicanze o cronicizzarsi con esiti permanenti. Stando al dr. William Harvey, presidente del Comitato consultivo dei formazione della NASA (NASA Education Advisory Committee) il 94% delle persone affette da Morgellons sono state trovate positive al batterio associato alla malattia di Lyme e questo appare interessante quanto strano poichè proprio dove è più alta l&#8217;incidenza del Morgellons (California,Texas e Florida) si rileva una bassa incidenza della malattia di Lyme.</p>
<p>Spesso i pazienti affetti da Morgellons sono positivi al test di Fakuda per la diagnosi di Sindrome da Affaticamento cronico che prevede l&#8217;aderenza ad almeno tre fattori oltre il principale, che è la stanchezza debilitante e persistente da almeno sei mesi, tale da non permettere la metà delle attività di vita quotidiana, in assenza di altra patologia sottostante. Gli altri sintomi -almeno tre concomitanti- devono persistere o ricorrere da almeno sei mesi e possono essere linfoadenopatia cervicale o ascellare, dolori articolari, mialgie, cefalea atipica, faringodinia, difficoltà di concentrazione e/o memoria.</p>
<p>Pur trovando alcune ‘similitudini’ con il Morgellons, siamo davanti ad una sindrome diversa. Morgellons non ha a tutt&#8217;oggi una definizione ufficiale sanitaria e nosografica, che solo gli studi incrociati potranno portare a delineare.</p>
<p align="center"><span class="terra" style="color:#000080;">Le cause della malattia: “polveri intelligenti” ? </span></p>
<p align="justify"><span class="terra" style="color:#000080;">In un clima ancora del tutto incerto, meno che mai si conoscono le cause di questo preoccupante morbo, che nuove indagini si prefiggono di individuare. Emergono però all’attenzione delle coraggiose quanto allarmanti teorie correlate alle sofisticate scoperte tecnologiche del nostro tempo. Provengono da diversi studiosi accreditati, che se ne stanno formando un’idea abbastanza chiara in base a quello che hanno trovato analizzando le ‘fibre’ presenti sui pazienti. Il neurologo Edward Spencer, membro del Barkley City Council, confermando la diffusione del Morgellons, fa riferimento alle ‘polveri intelligenti’, una probabile strumento nanotecnologico. Ma che cosa significa esattamente ? Chiamato anche &#8217;smart dust&#8217; è un pulviscolo costituito da miriadi di microchip capace di mimetizzarsi nell&#8217;ambiente e di &#8217;spiarlo&#8217; (trasportato anche da vettori inconsapevoli) captando ogni cosa come farebbero i nostri cinque sensi. Con la differenza che è invisibile. </span></p>
<p align="center"><span class="terra" style="color:#000080;">Da dove arriverebbero queste “polveri intelligenti” ? </span></p>
<p align="justify"><span class="terra" style="color:#000080;">Inquinamento atmosferico ? Il National Register of Environmental Professional (NREP, americano) lo deve aver incluso come una delle cagioni della malattia, se ha allestito un&#8217;apposita unità di intervento per indagare su eventuali cause ambientali. Ma forse è qualcosa di più subdolo, di più cattivo. Qualcosa che è l&#8217;uomo a creare e diffondere per scopi non meglio identificati ma come al solito a farne le spese sono gli ignari cittadini.</span></p>
<p>Il dottor Janavoy attesta che i filamenti fibrosi che fuoriescono dalla pelle dei pazienti affetti da Morgellons non hanno nulla a che vedere con l’apparato pilifero dell’essere umano, né con peli né con capelli; non si tratta nemmeno di cellule né di parassiti: sarebbero ‘nanomacchine’ veicolate da insetti. Ancora questa parola che riporta alla ‘famigerata’ nuova frontiera della scienza: le nanotecnologie, così auspicate per risolvere numerosi problemi in campi variegati… La tossicologa Hildegarda Staninger ha accertato nel 2006, tramite esami di laboratorio, che il Morgellons è collegato alla presenza di frammenti di silicone e fibre di polietilene nell’organismo dei pazienti; anche lei è del parere che questi composti si usino nell&#8217;industria nanotecnologica per incapsulare virus geneticamente modificati, detti ‘viron’, estremamente più piccoli dei già microscopici virus. Le nanofibre del resto, viaggiano in dimensioni da 100 nanometri in giù. L&#8217;istologia cutanea dei pazienti esaminati ha messo in evidenza la presenza di tubicini di vetro e di silicone, in assenza di protesi di qualsiasi tipo eventualmente impiantate nell’organismo in oggetto.</p>
<p>La d.ssa, con il dr. Rahim Karjoo ha avanzato l&#8217;ipotesi di una possibile correlazione tra le tanto discusse ‘scie chimiche’ o chemtrails con l&#8217;incidenza della sindrome di Morgellons. Gli aerei emettono normalmente scie di condensazione (contrails) che svaniscono dopo pochissimi minuti mentre le chemtrails hanno caratteristiche assai differenti, perdurando nell’aria per ore, allargandosi a dismisura e formando nel cielo dei veri e propri incroci geometrici, delle ‘griglie’ che conterrebbero elementi chimici dannosi per l&#8217;atmosfera, nonché –una volta ricaduti a terra – per tutto quanto tocchiamo, mangiamo, respiriamo. Analizzando dei campioni di terreno in cui erano sicuramente ricaduti residui ‘dispersi’ nel cielo dalle verosimili scie ‘chimiche’, i due citati ricercatori hanno scoperto una sovrapposizione tra gli elementi individuati e quelli presenti nelle ‘fibre’ dei pazienti affetti da Morgellons. Entrambi riconducibili non certo a strutture cellulari (estranee all&#8217;organismo umano) ma a forme nanotecnologiche dalla funzione non determinata, creste però dall&#8217;uomo.</p>
<p>I filamenti si possono unire, allargare, espandere; alcuni hanno apparenze biologiche artificiali, cioè contenenti DNA o RNA, microrganismi, proteine, enzimi, plasmidi usati nell&#8217;industria delle nanotecnologie. Non ci sembra poco. Anche se il vero significato spetta codificarlo agli esperti. A meno che i due stiano facendo una crociata contro le industrie nanotecnologiche, bisognerebbe quanto meno rifletterci su. Non sappiamo se esista un reale legame tra l’inquinamento climatico, multifattoriale, e la malattia di Morgellons. Del resto, siamo già rassegnati a convivere con l’oscuro nemico che è l&#8217;inquinamento (visibile e invisibile) e che produce tante altre patologie. Ma aver cominciato a prendere coscienza di questa nuova piaga del ventunesimo secolo è già qualcosa; tuttavia la reazione più comune è di mostrarsi quasi increduli che possa esistere veramente un morbo del genere, che coglie tutti impreparati. Non si sa nemmeno bene come classificarla, come curarla, come gestirla, né di conseguenza come prevenirla e la tendenza del suo sviluppo per il futuro. Perchè Morgellons ?</p>
<p>È, al momento, uno dei misteri di questo neonato millennio.</p>
<p><span class="terra" style="color:#000080;"><span style="font-family:Arial;font-size:x-small;">Data articolo: maggio 2008</span></span></p>
<p><strong>Linkgrafia:</strong></p>
<p>[1] <a href="http://www.morgellons.org/" target="_blank">www.morgellons.org</a> (sito ufficiale della MRF) in inglese</p>
<p><a href="http://www.dldewey.com/morgel.htm" target="_blank">www.dldewey.com/morgel.htm</a> (in inglese)</p>
<p><a href="http://www.tanker-enemy.tv/videos/playlist/17925-Morgellons-is-chemtrails-related" target="_blank">http://www.tanker-enemy.tv/videos/playlist/17925-Morgellons-is-chemtrails-related</a></p>
<p>Si può trovare una traduzione italiana <a href="http://www.tankerenemy.com/2007/09/il-rapporto-staninger-prima-parte.html" target="_blank">qui</a>.</p>
<p><a href="http://www.morgellons-disease-research.com/Morgellons-Message-Board/index.php?topic=204.0" target="_blank">http://www.morgellons-disease-research.com/Morgellons-Message-Board/index.php?topic=204.0</a> (in inglese: intervento del dr. Edward Spencer del 12/05/06 al Berkeley City Council).</p>
<p><a href="http://www.morgellons.eu/" target="_blank">http://www.morgellons.eu/</a></p>
<p><a href="http://www.earthfiles.com/news.php?ID=1418&#38;category=Environment" target="_blank">Link correlato</a>.</p>
<p><strong>Fonti:</strong><br />
<a href="http://www.tankerenemy.com/" target="_blank">tankerenemy.com &#8211; Scie Chimiche (Chemtrails)</a><br />
<a href="http://www.tanker-enemy.tv/" target="_blank">tanker-enemy.tv</a></p>
<h3><span style="color:#ff0000;"><em>Bruce Springsteen &#8211; Devils and dust</em></span></h3>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/_Zi92rsVsEQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/_Zi92rsVsEQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>SUGGERISCO ANCHE QUESTA LETTURA:</p>
<h2><strong></strong>Smart Dust</h2>
<p>Link di riferimento: http://www.metacafe.com/watch/842564//</p>
<p>In seguito alla pubblicazione delle prime dichiarazioni ufficiali derivanti dalle ricerche della tossicologa dott.ssa Hildegarde Staninger, dalle quali si evidenzia uno strettissimo legame di causa &#8211; effetto tra chemtrails cospargenti smart dust (polvere intelligente) e morbo di Morgellons, è d&#8217;obbligo chiarire che cos&#8217;è la smart dust.</p>
<p>Invisibile ed imprendibile, la polvere di intelligenze artificiali, si mimetizza nell&#8217;ambiente e capta calore, suoni, movimenti. Può essere diffusa su territori immensi e può sorvegliarli con una precisione finora sconosciuta. Sa spiare soldati, stando loro incollata a loro insaputa, segnala armi chimiche e nucleari, intercetta comunicazioni, trasmette le sue informazioni ai satelliti.</p>
<p>Utilizzato con successo sia in Afghanistan sia in Iraq, il pulviscolo intelligente è composto di miriadi di computers microscopici. Ognuno misura meno di un millimetro cubo, ma incorpora sensori elettronici, capacità di comunicare via onde radio, software e batterie.</p>
<p>Gli scienziati californiani l&#8217;hanno battezzata smart dust, &#8220;polvere intelligente&#8221;. Il Pentagono la definisce &#8220;La tecnologia strategica dei prossimi anni&#8221;.</p>
<p>Come sostiene la Darpa, la rivoluzione dei microsensori diffusi nell&#8217;ambiente &#8220;diventerà la primaria fonte di superiorità nei sistemi di armamento&#8221;.</p>
<p>Ora si scopre, attraverso gli studi dello staff della dottoressa Staninger, che la polvere intelligente viene cosparsa da velivoli non identificati sul oltre il 70% delle regioni del globo. Intere popolazioni civili sono state sottoposte in questi anni ad un intenso bombardamento invisibile e micidiale.</p>
<p>Difficile non pensare che con l&#8217;utilizzo massivo della smart-dust sulla popolazione civile, non vi siano nascosti biechi obbiettivi di controllo delle masse.</p>
<p>[...] Io la chiamo “polvere intelligente” (smart-dust). La polvere intelligente è una particella molto, molto piccola di nano-grandezza che ha una funzione specifica. Se guardate in certe condizioni di luce, essa appare come un luccichio che non è normale pulviscolo. E’ particolarmente differente dalla normale polvere che trovate in casa. E&#8217; polvere intelligente. State guardando polvere autoassemblante creata artificialmente.</p>
<p>&#8220;[...] Siamo tutti stati esposti: tutti gli animali, tutte le forme viventi di questo pianeta. A questo punto dipende solo dallo stato di salute generale e con cosa siamo stati avvelenati chimicamente&#8230; se viviamo in aree già contaminate o meno. Sono questi parametri che alla fine permettono a questa malattia di manifestarsi prima o poi&#8221;.</p>
<p>Dr. Hildegarde Staninger</p>
<ol>
<li> Categories:				<a title="Watch more Science &#38; Tech videos" href="http://www.metacafe.com/videos/science_and_tech/">Science &#38; Tech</a></li>
<li>Related Link:			<a class="windowBlank" title="Smart Dust (Polvere Intelligente)" rel="nofollow" href="http://sciechimiche-zret.blogspot.com/2007/09/il-rapporto-staninger-prima-parte.html">Smart Dust (Polvere Intelligente)</a></li>
</ol>
<p><!-- end MetaData --></p>
<div id="CommentsTitle"><strong><br />
</strong></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[microcircuiti biotecnologici nelle urine ]]></title>
<link>http://fernirosso.wordpress.com/2009/01/07/microcircuiti-biotecnologici-nelle-urine/</link>
<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 12:30:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://fernirosso.wordpress.com/2009/01/07/microcircuiti-biotecnologici-nelle-urine/</guid>
<description><![CDATA[trovato in : http://freenfo.blogspot.com/2008/06/microcircuiti-biotecnologici-nelle.html Grazie ad u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>trovato in :</strong></p>
<p><strong>http://freenfo.blogspot.com/2008/06/microcircuiti-biotecnologici-nelle.html</strong></p>
<div class="post-body">
<div><span style="font-family:verdana;font-size:x-small;"><img style="display:block;text-align:center;margin:0 auto 10px;" src="http://bp1.blogger.com/_LecpxQwqMrY/SF4ajs6jm4I/AAAAAAAADl0/RF8eiOOmLbw/s400/315095609_6tZAk-S.jpg" border="0" alt="" />Grazie ad una segnalazione della gentilissima Dottoressa <strong><a href="http://www.tankerenemy.com/search?q=Staninger">Staninger</a></strong>, rendiamo conto, soprattutto attraverso le fotografie, di una testimonianza tratta da un forum dedicato al morbo di Lyme, una patologia che inizialmente fu confusa col <strong><a href="http://www.tankerenemy.com/2008/02/morgellons-chi-vuole-nasconderci-la.html">Morgellons</a></strong>, ma di differente eziologia (é, infatti, una malattia dovuta ad un parassita del cotone e non a nanostrumenti biotecnologici). Purtroppo la disinformazione è imperante, perciò molti pazienti affetti da morbo di Morgellons sono ancora convinti di essere vittime di una patologia di origine parassitaria.</p>
<p><a href="http://img517.imageshack.us/img517/2473/allvp1.jpg" target="_blank"><img src="http://img517.imageshack.us/img517/2473/allvp1.th.jpg" border="0" alt="Click to enlarge - Free Image Hosting at www.ImageShack.us" hspace="7" vspace="7" align="left" /></a>Il contributo riguarda le analisi dell&#8217;urina di un paziente affetto con ogni probabilità da Morgellons: nell&#8217;urina sono state trovate formazioni cristalline che, notevolmente ingrandite, appaiono molto simili a circuiti stampati. Questi oggetti sono piccolissimi e trasparenti. La scoperta lascia esterrefatti, ma pare confermare un&#8217;ipotesi ventilata in <a href="http://www.tankerenemy.com/2008/06/mutanti.html"><strong>Mutanti</strong> </a>e sostenuta da alcuni ricercatori come <a href="http://www.tankerenemy.com/2008/04/laeronautica-militare-ti-vuole-lov.html"><strong>Carolin Williams Palit</strong> </a>e <strong><a href="http://www.stevequayle.com/books/Genetic.Arm.html">Steven Quayle</a></strong>. Le scie chimiche sono usate anche per trasformare gradatamente gli uomini in una nuova specie, in cui è superato il confine tra biologico ed elettronico?</span></div>
<p><img style="display:block;text-align:center;margin:0 auto 10px;" src="http://bp0.blogger.com/_LecpxQwqMrY/SF4aZ4pB3nI/AAAAAAAADlk/1HhKSySFiWY/s400/315094564_6ZqjY-S.jpg" border="0" alt="" /><img style="display:block;text-align:center;margin:0 auto 10px;" src="http://bp2.blogger.com/_LecpxQwqMrY/SF4ae62Dj5I/AAAAAAAADls/DMKOqr_qyBI/s400/315095388_6dBXm-S.jpg" border="0" alt="" /><img style="display:block;text-align:center;margin:0 auto 10px;" src="http://bp3.blogger.com/_LecpxQwqMrY/SF4an0oE6pI/AAAAAAAADl8/6q9Z7LkF-pQ/s400/315094576_GNveZ-S.jpg" border="0" alt="" /></div>
<div class="post-body">*   *    *</div>
<div class="post-body"><strong>TROVATO IN </strong></div>
<p><strong>http://www.tankerenemy.com/search?q=Staninger</strong></p>
<h3 class="post-title">Scie chimiche: appunti per una bibliografia ragionata</h3>
<p><a href="http://1.bp.blogspot.com/_LecpxQwqMrY/SVFGXoO7m2I/AAAAAAAAGTg/n2WcQOZXkvg/s1600-h/157557183_f4c931646b_o.jpg"><img style="display:block;width:397px;height:256px;text-align:center;margin:0 auto 10px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_LecpxQwqMrY/SVFGXoO7m2I/AAAAAAAAGTg/n2WcQOZXkvg/s400/157557183_f4c931646b_o.jpg" border="0" alt="" /></a><span style="font-family:verdana;font-size:85%;">Numerosi sono gli studi e le ricerche inserite sulla Rete a proposito delle scie chimiche, mentre pochissimi sono gli articoli pubblicati su riviste cartacee. E&#8217; comunque utile ricordare che è possibile consultarli, fotocopiarli e distribuirne le xerocopie con il fine di divulgare lo scottante tema tra chi lo ignora e tra le persone che considerano Internet solo un&#8217;accozzaglia di teorie strampalate. Per superare quindi questo pregiudizio, si possono citare e far leggere i <em>reportages</em> finora apparsi su periodici.</p>
<p>Sul numero 30 (ottobre 2007), di <strong><a href="http://www.tankerenemy.com/2007/10/rivista-blu-campi-elettromagnetici-e.html">Blu</a></strong>, trimestrale di turismo, diretto da Alessandro Zaltron, si può leggere il testo in cui il problema è inquadrato nelle sue linee salienti. Il breve contributo è intitolato <em>Scie chimiche: una nuvola di interrogativi</em>.</p>
<p>Sul numero 12 della rivista Area 51 (ottobre 2007) comparve un trafiletto a firma di Cristian Vitali, intitolato <em>Scie chimiche nei cartoon della Disney</em>. La nota sfiora l’argomento inerente alla diffusione di messaggi quasi subliminali relativi alle venefiche <em>chemtrails</em>, introdotte nelle sequenze dell&#8217;abominevole produzione destinata ad un pubblico di bambini, il cartone animato <em>Cars</em>.</p>
<p>Sul numero zero e sul numero 2 (maggio 2008) di <strong><a href="http://www.segnidalcielo.it/index.html">Segni dal cielo</a></strong>, mensile diretto dal ricercatore Massimo Fratini, fu pubblicato il dossier <em>Scie chimiche: una realtà inquietante</em>. E’ una ricognizione del tema e dei suoi principali addentellati, con un apparato di indicazioni bibliografiche.</p>
<p>Sul numero 21 della rivista Area 51 si può compulsare <em><strong><a href="http://www.tankerenemy.com/2008/05/i-misteri-di-haarp-scie-chimiche-e.html">I misteri di H.A.A.R.P., Scie chimiche e fenomeno U.F.O.</a></strong></em>, a firma di Roberto La Paglia. L&#8217;autore nel suo testo, imperniato prevalentemente su H.A.A.R.P., sfiora soltanto il nesso problematico tra scie ed O.V.N.I., concludendo nel modo seguente: <em>&#8220;I numerosi avvistamenti U.F.O. in concomitanza ed in prossimità delle scie chimiche hanno sicuramente un senso, equamente diviso tra un&#8217;ipotesi di osservazione e quella di una presenza aliena interagente con il nostro pianeta da tempo&#8221;.</em></p>
<p><strong><em><a href="http://www.edicolaweb.net/ufost22a.htm">Scie nel cielo, paura sulla Terra</a></em></strong> è l&#8217;articolo a firma del biologo Giorgio Pattera: è un<em> dossier</em> leggibile sull&#8217;ultimo numero edito di Area 51, prima che, con cambiamento di casa editrice e redazione, diventasse Area di confine. L&#8217;autore compie una panoramica del soggetto in esame, evidenziando i pericoli per l&#8217;ambiente e per la salute. Non manca una parte dedicata alle interrogazioni parlamentari. E&#8217; stato recentemente inserito nel portale <a href="http://www.edicolaweb.net/ufost22a.htm"><strong>Edicolaweb</strong></a>.</p>
<p>Nell&#8217;articolo a firma di Roberto La Paglia intitolato <em><strong><a href="http://www.tankerenemy.com/2008/10/articolo-sul-morgellons-allinterno.html">Morgellons: malattia aliena?</a></strong></em>, X Times n. 1 del novembre 2008, il ricercatore dedica alcune annotazioni al tema del nesso tra onde elettromagnetiche e le nanostrutture che sono all&#8217;origine della patologia denominata <strong><a href="http://www.tankerenemy.com/2008/02/morgellons-chi-vuole-nasconderci-la.html">morbo di Morgellons</a></strong>. Le osservazioni dello studioso, che si è documentato, consultando gli imprescindibili studi della Staninger, di Castle e della Palit, sono corrette. L’indagine costituisce una svolta: è uno dei primi approcci in Italia al Morgellons, nell’ambito di un’esplorazione ben documentata ed oggettiva.</p>
<p>Infine il numero 2 di X Times, (dicembre 2008), ospita un articolo scritto da Luigina Marchesi ed intitolato <em>Scie chimiche: segreto di Stato</em>. E&#8217; la prima parte di un <em>dossier</em>, basato su osservazioni personali e sostanziato dalle prove raccolte da <strong><a href="http://www.tankerenemy.com/">Tanker enemy</a></strong>, che promette interessanti sviluppi</span></p>
<div class="post-body"></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La scienza in vetrina]]></title>
<link>http://cervellinfuga.wordpress.com/2008/11/30/la-scienza-in-vetrina/</link>
<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 11:39:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>cervellinfuga</dc:creator>
<guid>http://cervellinfuga.wordpress.com/2008/11/30/la-scienza-in-vetrina/</guid>
<description><![CDATA[La facoltà di scienze continua la sua protesta contro i tagli del governo all&#8217;università. Da m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La facoltà di scienze continua la sua protesta contro i tagli del governo all&#8217;università. Da martedì prossimo (2 dicembre) fino a lunedì 15 dicembre professori di astronomia, biologia, fisica e matematica daranno vita ad una serie di conferenze aperte all&#8217;intera cittadinanza.</p>
<p>Il carattere di questi incontri sarà assolutamente divulgativo e di facile comprensione per tutti, l&#8217;intento è quello di informare i cittadini sui motivi della nostra protesta e sulla necessità per un paese moderno di avere una buona ricerca scientifica.</p>
<p>Gli incontri si terranno presso  il Centro Culturale San Gaetano (via Altinate, n.72)</p>
<p>Qui sotto il programma, per maggiori informazioni <a href="http://www.scienze.unipd.it/index.php?id=scienza_in_vetrina">www.scienze.unipd.it</a></p>
<ul>
<li>Martedì 2 Dicembre 2008 dalle ore 17.30 &#8211; <strong>L&#8217;ESPANSIONE DELL&#8217;UNIVERSO</strong> &#8211; Prof. Francesco Bertola &#8211; Dipartimento di Astronomia</li>
<li>Martedì 9 Dicembre 2008 dalle ore 17.00 &#8211; <strong>INCONTRO CON LA BIOLOGIA</strong> &#8211; Dipartimento di Biologia;</li>
<li>Giovedì 11 Dicembre 2008 dalle ore 17.30 &#8211; <strong>INTRODUZIONE ALLE NANOTECNOLOGIE</strong> &#8211; Prof. Paolo Mazzoldi &#8211; Dipartimento di Fisica;</li>
<li>Lunedì 15 Dicembre 2008 dalle ore 17.30 - <strong> IL BUONO, IL BRUTTO, IL CATTIVO: IL GRANDE FAR WEST DI INTERNET</strong> &#8211; Prof. Massimo Marchiori &#8211; Dipartimento di Matematica Pura e Applicata</li>
</ul>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Innovazione è solo nanotecnologie?]]></title>
<link>http://inspirenext.wordpress.com/2008/11/29/innovazione-e-solo-nanotecnologie/</link>
<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 16:39:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Niky</dc:creator>
<guid>http://inspirenext.wordpress.com/2008/11/29/innovazione-e-solo-nanotecnologie/</guid>
<description><![CDATA[Albert Einstein Dal Sole24ore di Sabato 29 Novembre 2008&#8230;.oggi.. &#8220;Deduzione dall&#8217;I]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_80" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://inspirenext.files.wordpress.com/2008/11/albert-einstein.jpg"><img class="size-medium wp-image-80" title="Albert Einstein" src="http://inspirenext.wordpress.com/files/2008/11/albert-einstein.jpg?w=300" alt="Albert Einstein" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Albert Einstein</p></div>
<p>Dal Sole24ore di Sabato 29 Novembre 2008&#8230;.oggi..</p>
<p>&#8220;<em><span style="font-weight:bold;">Deduzione dall&#8217;Ires della quota di Irap che insiste sul costo del lavoro e degli interessi.</span>A decorrere dal periodo d&#8217;imposta in corso al 31 dicembre 2008 è ammesso in deduzione un importo pari al 10% dell&#8217;imposta regionale sulle attività produttive , forfetariamente riferita all&#8217;imposta dovuta sulla quota imponibile degli interessi passivi e oneri assimilati al netto degli interessi attivi e proventi assimilati o delle spese per il personale dipendente e assimilato al netto delle deduzioni spettanti.</em>&#8220;</p>
<p>MA COSA SIGNIFICA? E SCRIVERLO IN ITALIANO? E FARE LE COSE SEMPLICI NO??</p>
<p>Sullo stesso giornale, lo stesso giorno&#8230;oggi:</p>
<p>La Burocrazia? Costa 11,5 mld di Euro alle Pmi italiane</p>
<p><em>Undici miliardi e mezzo di euro all&#8217;anno: tanto pesa la burocrazia sulle spalle delle piccole e medie imprese italiane. Lo rileva l&#8217;Ufficio Studi della Cgia di Mestre in un&#8217;analisi dei costi di gestione del personale, del disbrigo delle pratiche fiscali, della contabilità, insieme a quelli per la formazione e per gli adempimenti in materia di sicurezza e ambiente&#8230;..</em></p>
<p><em><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/11/burocrazia-italia-costo.shtml?uuid=57d11ca4-be28-11dd-a7e6-159b8087b4f8&#38;DocRulesView=Libero" target="_blank">Articolo intero</a></em></p>
<p>Ma a Voi non suona sinistro o quantomeno folle?</p>
<p><strong>Innovare</strong> alle volte non è questione di ricerca avanzata, poli scientifici, cervelli in fuga, silicio e nanotecnologie&#8230;..alle volte &#8220;innovare&#8221; è solo una questione di buon senso&#8230;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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