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	<title>napoleone &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/napoleone/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "napoleone"</description>
	<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 18:51:19 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Tesori perduti in vecchi armadi polverosi…]]></title>
<link>http://fsegenova.wordpress.com/2009/11/13/tesori-perduti-in-vecchi-armadi-polverosi%e2%80%a6/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 18:27:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea "feynman82"</dc:creator>
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<description><![CDATA[Grazie a Madre Aluffi, abbiamo recuperato dai fondi di un armadio polverosissimo alcuni numeri del v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright size-full wp-image-269" title="tesoro perduto!" src="http://fsegenova.wordpress.com/files/2009/11/gif_tesoro1.gif" alt="tesoro perduto!" width="160" height="149" />Grazie a Madre Aluffi, <strong>abbiamo recuperato</strong> dai fondi di un armadio polverosissimo <strong>alcuni numeri del vecchio</strong> <strong>giornalino di Gruppo “La Route”.</strong> Purtroppo manca il primo numero e ci sono dei buchi tra i numeri successivi. Tuttavia si tratta di un patrimonio preziosissimo per la storia del nostro Gruppo.</p>
<p>Presto, con l’aiuto di qualche baldo Rovers (per esempio di <strong>Muflone Curioso</strong>, l’ultimo direttore dell’attuale giornalino di gruppo, Orizzonti) <strong>cercheremo di scannerizzare i numeri di “La Route” e renderli disponibili a tutti, su qusto blog, in pdf.</strong></p>
<p>Se Lupi dal pelo color del tasso ci stanno in questo momento leggendo e, ripensando nei loro vecchi Q.d.C. o nello scatolone dei ricordi, trovassero altri numeri di vecchi giornalini di gruppo, renderanno un servizio a tutti se ci contatteranno per metterci una scansione elettronica di tali numeri (che non verranno loro sottratti, ma subito immediatamente restituiti!)</p>
<p style="text-align:center;"> ***</p>
<p>Tanto per stuzzicare l’appetito a tutti, ecco <strong>l’editoriale del n. 5 anno 1</strong> di <em>“La Route – rivista di informazione e metodologia scout della Federazione Scout d’Europa – Genova 1°” </em> del <strong>1980</strong> (periodo stimato: ottobre-novembre):</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>A TUTTI GLI SCOUT IN ASCOLTO</strong></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><em>di Napoleone</em></span>  [alias, Giovanna Garzini, C.G. ]</p>
<p><span style="color:#333300;">Quest’anno siamo più ricchi, ricchi di un bene che i ladri non possono rubare, né il tempo deteriorare, siamo più ricchi di fratelli, infatti sono nati il Branco “Arcobaleno”, il Clan “La Lanterna” e il Riparto guide.</span></p>
<p><span style="color:#333300;">Adesso è necessario che tutti: lupi, guide, scouts, rovers e capi si tirino su le maniche, e, caricati dello stesso zaino, inizino a camminare di buona lena, macinando ogni giorno un pezzetto di strada, scandito dal ritmo della nostra legge e amato in nome della Promessa che ci lega.</span><br />
<!--more--><br />
<span style="color:#333300;">Coraggio! Davanti a noi c’è iil Cristo, l’amico, il nostro capo, su di noi la protezione della Madonna degli scouts, fra di noi S. Francesco, S.Giorgio, S.Paolo.</span></p>
<p><span style="color:#333300;">Siamo ricchi di amicizia, di gioia, di voglia di giocare, di fiducia nel Nostro Padre, di buona volontà: possiamo essere i veri ricchi, i soli ricchi che il Cristo ha chiamato beati.</span></p>
<p><span style="color:#333300;">Come augurio per questo nuovo anno scout ai lupetti dico: “La forza del Branco è nel Lupo e la forza del lupo è nel Branco” (Libro della Giungla).</span></p>
<p><span style="color:#333300;">Agli esploratori: “Il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri” (B.P.).</span></p>
<p><span style="color:#333300;">Alle guide: “Essere pronta vuol dire accettare la vita… vuol dire vivere il presente con forza, coraggio e buona volontà, senza temere il domani, né quel che accadrà dopodomani, né quello che può accadere in un lontano futuro” (Il libro di Lezard).</span></p>
<p><span style="color:#333300;">Ai novizi e ai rovers: “Cristo è strada ed è strada che vive” (Sulle strade).</span></p>
<p><span style="color:#333300;">Ai capi: “E’ necessario seminare 10 volte, 100 volte, la Parola perché un giorno germini e cresca. Ogni ragazzo nel suo giusto momento, un giorno l’uno, un giorno l’altro” (M.D. Porestier).</span></p>
<p><span style="color:#333300;">A me e a tutti i capi della F.S.E. che conosco: “Potrà darsi che… grazie allo Scoutismo, grazie al capo, a 1000 capi… certe parole abbiano un senso – luce. Potrà darsi che, in questo mondo, Daniele sia felice abbastanza e abbastanza coraggioso per immaginare che il Più, il meglio , l’Aldilà…siano accessibili” (da Arte e Tecnica del Capo).</span></p>
<p><span style="color:#333300;">Buona Caccia!</span></p>
<p><span style="color:#333300;">Napoleone</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Prolegomeni alla fine della storia: Kojève sul desiderio (di Antonio Lucci)]]></title>
<link>http://desiderioefilosofia.com/2009/11/12/prolegomeni-alla-fine-della-storia-kojeve-sul-desiderio-di-antonio-lucci/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 11:03:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>luciano de fiore</dc:creator>
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<description><![CDATA[Alexandre Kojève Il 27 gennaio 1968 Jacques Derrida iniziava quella che forse è la sua conferenza pi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_133" class="wp-caption alignleft" style="width: 228px"><img class="size-full wp-image-133" title="Kojève1" src="http://desiderioefilosofia.wordpress.com/files/2009/11/kojeve11.jpg" alt="Kojève1" width="218" height="314" /><p class="wp-caption-text">Alexandre Kojève</p></div>
<p>Il 27 gennaio 1968 Jacques Derrida iniziava quella che forse è la sua conferenza più famosa, <em>La différance</em>, con queste parole: “Parlerò, dunque, di una lettera.”<a href="http://desiderioefilosofia.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#_ftn1">[1]</a><br />
Pochi mesi dopo, a giugno, moriva <strong>Alexandre Kojève</strong>. Moriva dopo aver scritto una nota a quello che risulterà uno dei libri più importanti mai scritti su Hegel, e più controversi: l’<em>Introduzione alla lettura di Hegel</em><a href="http://desiderioefilosofia.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#_ftn2">[2]</a>.<br />
In realtà Kojève non lo scrisse. Il libro fu la raccolta delle lezioni che Kojève tenne all’École Pratique des Hautes Études tra il 1933 e il 1939, messa insieme da Raimond Quenau, suo allievo, diventato poi uno dei più grandi scrittori francesi, autore, fra gli altri, de <em>I fiori blu</em> e di <em>Zazie nel metro</em>. Kojève dette l’imprimatur, corresse le bozze, ed aggiunse delle note.<br />
Una di queste  note, o meglio, due di queste note, rappresentano probabilmente ciò che di più interessante il filosofo russo-francese abbia scritto. Ed è importante rilevare come siano state scritte appositamente da Kojève per l’edizione a stampa del suo lavoro su Hegel. Perché Kojève scriverà raramente per la pubblicazione a stampa. Scriverà quasi sempre per sé. Centinaia di pagine che non pubblicherà e che tutt’ora sono per lo più inedite, anche in Italia<a href="http://desiderioefilosofia.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#_ftn3">[3]</a>.</p>
<p>Il richiamo iniziale a Derrida è tutt’altro che estemporaneo. Innanzitutto perché a mio avviso tutta l’interpretazione derridiana di Hegel è filtrata dalla lettura di Kojève. In secondo luogo perché il filosofo franco-algerino ha sempre dato in tutta la sua opera un’importanza decisiva alla scrittura al margine, alla scrittura dei margini, ai margini della scrittura. Facendo anche abili decostruzioni dell’impianto testuale, scrivendo su due colonne, parallele, orizzontali, verticali. Dunque a partire da questo pensatore l’importanza data ad una nota può essere compresa ancor più adeguatamente. Da ultimo perché, proprio nel testo citato in apertura, che non a caso si intitola <em>Margini</em>, la conferenza <em>La différance</em>, viene immediatamente seguita da quella intitolata <em>Ousia e grammé. Nota su una nota di Sein und Zeit</em><a href="http://desiderioefilosofia.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#_ftn1">[4]</a>.<br />
Dunque è a partire dalla dignità filosofica di una nota e dalla sua rivendicazione che partiamo. Anche questa, come quella di Derrida, sarà una discussione su una nota dunque.<br />
La nota in questione è quella a pagina 541 dell’edizione italiana dell’<em>Introduzione</em>.<br />
Cercheremo di condurre un commentario fedele al testo, una glossa, una nota al margine (di una nota). Solo comprendendo appieno il concetto kojèviano di post-storia è possibile comprendere l’orizzonte entro cui si situano, ad esempio, Bataille e Lacan, pensatori cardine per comprendere l’ermeneutica e la fenomenologia del desiderio.<br />
Siamo all’interno del  VI corso, l’ultimo, quello del 1938-39. L’interpretazione che Kojève dà di Hegel è complessa, stratificata, articolata.<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-136" title="hegel ALLA gROUCHO mARX" src="http://desiderioefilosofia.wordpress.com/files/2009/11/hegel-alla-groucho-marx.jpg" alt="hegel ALLA gROUCHO mARX" width="310" height="427" />Kojève parla com’è noto della <em>Fenomenologia dello Spirito</em> di Hegel. La sua interpretazione si basa su una particolarissima lettura del IV capitolo di questo testo decisivo per il pensiero filosofico occidentale, quello dedicato all’Autocoscienza. Kojève reinterpreterà tutta l’opera hegeliana a partire da questo capitolo, facendo un’operazione di “alta macelleria” filosofica, per usare una pregnante definizione di Antonio Gnoli. Ossia isolerà le tematiche di questo capitolo, o meglio, una tematica che ci interesserà da vicinissimo, e, alla luce di questa, stravolgerà l’intero impianto discorsivo hegeliano. Tutto verrà reinterpretato alla luce di un concetto presente nel IV capitolo della <em>Fenomenologia:</em> il concetto di riconoscimento. O, ancor meglio, di desiderio di riconoscimento.<br />
Ricapitoliamo il percorso hegeliano, leggendolo “kojèvianamente”.<br />
Nei capitoli iniziali della <em>Fenomenologia dello spirito</em> Hegel descrive il percorso della coscienza. Potremmo dire della percezione ingenua, quasi-animale del mondo. Quella che vede soggetto e oggetto come separati, un io che sta di fronte alle cose, che le guarda dal proprio punto di vista privato, e che le consuma.<br />
Nel capitolo successivo a quelli in cui viene descritta da Hegel questa dinamica di rapporto al mondo di tipo “coscienziale” accade qualcosa di decisivo, secondo Kojève. Infatti qui il soggetto, che prima agiva in maniera del tutto simile a quella degli animali, ora prende coscienza di sé. <em>Selbstbewusstsein</em> dice Hegel, appunto. Comprende che la separazione soggetto/oggetto è del tutto illusoria, figlia di una visione ingenua del mondo. Capisce che ogni coscienza, anche quella dell’oggettualità, è coscienza di sé. È una rappresentazione di oggettualità, non un ente separato ed avulso dal soggetto.<br />
Ma come giunge a questa comprensione?  È qui il punto su cui le analisi di Kojève si imperniano ed inscrivono in modo così profondo da rendere quasi indistinguibile la lettera hegeliana dal commentario kojèviano.<br />
L’essere umano si eleva dal proprio status animale attraverso una lotta a morte per il riconoscimento. Cosa si intende, per Hegel e Kojève, con  quest’espressione?<br />
Immaginiamo due esseri umani, in un’ipotetica “scena originaria”. L’uno di fronte all’altro. Ciò che li unisce, ci dicono il filosofo tedesco e quello russo-francese, non è l’interesse, l’amore, il bisogno, la curiosità. Ciò che unisce questi due proto-uomini è il desiderio.<br />
Un desiderio forte, terribile, sradicante: una “passione triste”, per dirla con Remo Bodei e Baruch Spinoza. Il desiderio che li unisce infatti non è un desiderio qualsiasi, ma ha un preciso oggetto. Questo oggetto è il riconoscimento. Ciascuno dei due uomini, mentre guarda l’altro, desidera di essere riconosciuto, di essere stimato, come essere umano. Desidera che l’altro riconosca ciò che egli è, nella sua umanità. E lo vuole ferocemente. I due uomini si scontrano, si affrontano. Ognuno non è disposto a cedere sul suo proprio desiderio (Lacan, amico e allievo di Kojève, farà di questa frase, “Non bisogna cedere sul proprio desiderio”, uno degli asserti più importanti delle proprie teorie. Si presti attenzione, sul proprio desiderio e non al proprio desiderio).</p>
<p>A questo punto possono verificarsi tre condizioni. O uno dei due uccide l’altro, ed allora non c’è riconoscimento, perché un morto non può riconoscere nulla. O muoiono entrambi, e siamo nella stessa situazione. Oppure uno dei due vince, sottomette l’altro, o meglio, l’altro decide di sottomettersi, e diventa servo del primo.<br />
Ci dicono Hegel e Kojève,  che quando uno dei due si sottomette, e diventa Servo, lo fa perché, di fronte alla minaccia, al desiderio devastante dell’altro, ha paura. Trema. Teme per la propria vita. E considera la propria vita il valore più grande, da anteporre a tutto. Anche al proprio desiderio di essere riconosciuto. Ed in questo, per Hegel, non è ancora del tutto degno di essere riconosciuto umano. Perché troppo legato alla propria biologia. Mentre l’altro uomo, quello che ferocemente ha messo davanti a tutto il proprio desiderio, anche di fronte alla possibilità di perdere per questo la propria vita, è divenuto il Signore. Per designare Servo (<em>Knecht</em>: servo e non schiavo, è importante tenerlo a mente. Il servo è tale per un libero atto decisionale, lo schiavo ha perso la libertà per un atto di costrizione altrui, contro la propria volontà) e Signore (<em>Herr</em>) si usano le maiuscole perché queste, sia in Hegel che in Kojève, rappresentano figure archetipiche della storia dell’umanità. Dunque non un servo ed un signore qualsiasi. Neanche, a mio parere (ma contro, ad esempio una tradizione ben salda di studi hegeliani), servi e signori di un determinato periodo storico. Ma Servi e Signori paradigmatici, figure emblematiche della storia dell’umanità. Di ogni umanità, e di ogni soggetto umano.<br />
Dunque un Signore, colui che ha messo il proprio desiderio di essere riconosciuto prima di tutto, e un Servo, colui che ha tremato di fronte alla morte, che ha ceduto sul proprio desiderio. Il Signore è il primo Uomo, con la “U” maiuscola, perché non è più un “animale della specie homo sapiens”, bensì un essere che è in grado di emanciparsi dalla propria contingenza biologica per un fine del tutto astratto, non-naturale. Per il puro prestigio dirà Hegel-Kojève.<br />
Per questo, in Kojève, si parlerà di desiderio antropogeno: il desiderio è ciò che genera l’Uomo in quanto tale, che separerà l’umanità dall’animalità schiacciata dall’imperativo della conservazione biologica.<br />
Il desiderio di essere riconosciuti, dunque, è il desiderio propriamente umano. Non solo, addirittura questo è il desiderio che crea l’uomo dall’animale che egli è, attaccato ai soli desideri (o meglio, dovremmo dire, bisogni) di oggetti determinati. Qui l’oggetto non è un ente determinato, ma un altro desiderio, non-oggetto per eccellenza, come abbiamo spesso visto durante il corso.<br />
Secondo Hegel, però, in questo seguito da Marx e da Kojève, la Storia sarà dei Servi.<br />
Il Servo sarà costretto a lavorare per il Signore. A trasformare il dato naturale per creare ciò che al Signore, suo padrone, è necessario. E facendo ciò, pian piano, imparerà a plasmare il mondo. A creare le cose che al Signore diverranno indispensabili, e che egli non sarà capace di produrre. Il Servo rovescerà il Signore, incapace di fare più nulla per affermare quell’umanità che gli aveva dato una posizione iniziale di preminenza.<img class="alignright size-full wp-image-134" title="NapoleonBike" src="http://desiderioefilosofia.wordpress.com/files/2009/11/napoleonbike.jpg" alt="NapoleonBike" width="500" height="568" /><br />
La Storia, il Fare, con le maiuscole, proseguiranno, senza i Signori. I Servi si prenderanno il mondo, che, fattualmente, già appartiene loro. Ci sarà la Rivoluzione Francese. È questo l’evento cardine secondo l’interpretazione kojèviana di Hegel. La Rivoluzione, che crea soldati-cittadini che hanno fatto propria l’Idea di Libertà per la prima volta nella Storia, e che, con Napoleone, la esportano con le armi nel resto d’Europa, rappresentano per Hegel, secondo l’interpretazione kojèviana, l’inizio della fine della Storia.<br />
In fondo, chi perde (cioè il Signore), perde perché resta ancorato alla dinamica dei bisogni. Chi vince (Il Servo ormai Signore di se stesso, perché conosce il proprio limite), dà vita ad una nuova dinamica, quella dei desideri: di un nuovo mondo, dove regni la libertà per ognuno. La dinamica dei bisogni è il vecchio, la dinamica dei desideri è il nuovo che avanza. Non nel senso che incede, ma nel senso che eccede: avanza eccedendo il dato, facendo spazio alla libertà ed al Saggio che la interpreta nella Storia fino alla Fine di questa. Cosa intendiamo con questa definizione?<br />
Hegel è a Jena, sta finendo di scrivere la <em>Fenomenologia</em>. Sente i cannoni di Napoleone, che sta sbaragliando l’esercito prussiano. E capisce che quello è un momento epocale della storia dell’umanità. Un’idea, anzi L’Idea, quella della Libertà, si sta facendo largo, a colpi di baionetta e di cannone, per tutta l’Europa.<br />
Per questo, vedendo, poco dopo, Napoleone cavalcare trionfante per le strade di Jena, Hegel potrà dire: “Oggi ho visto lo spirito del mondo a cavallo.”<br />
Dopo quell’evento, vale a dire la prima incarnazione dell’Idea di Libertà nella Storia, la Storia propriamente detta non ha più nulla di nuovo da aggiungere. Passerà del tempo prima che quest’Idea si diffonda a quelle che Kojève chiamerà ironicamente le province dell’Impero, il resto del mondo e dell’umanità. Eppure l’Essenziale è stabilito, annunciato, ed in quest’annuncio, concluso. Ovviamente, in un impianto finalistico, da filosofia della storia, quale l’hegeliano.<br />
L’Agire umano propriamente detto, il desiderio di riconoscimento applicato al genere umano, incarnato nell’Idea di Libertà, è compiuto. Nessun agire potrà cambiare più questa acquisizione. Perché nessun riconoscimento ulteriore può essere desiderato. Non c’è più nulla di antropogeno da desiderare.<br />
Ed è qui la questione. Se scompare l’Unico Vero oggetto del desiderio, il riconoscimento, scompare anche il desiderio? È questo l’interrogativo che, prepotentemente, si pone a Kojève. Per comprenderne la portata andremo adesso a leggere, e a commentare, la nota <a href="http://desiderioefilosofia.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#_ftn2">[5]</a> di Kojève, spiegandone ogni singolo capoverso.</p>
<hr size="1" /><a href="http://desiderioefilosofia.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#_ftnref1">[1]</a> J. Derrida, <em>Margini della filosofia</em>, pp. 59-104</p>
<p><a href="http://desiderioefilosofia.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#_ftnref2">[2]</a> A. Kojève, <em>Introduzione alla lettura di Hegel</em>, op. cit., pp. 541-546. (Tutte le citazioni a seguire saranno tratte da questa nota).</p>
<p><a href="http://desiderioefilosofia.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#_ftnref1">[3]</a> J. Derrida, <em>Margini della filosofia</em>, Einaudi, Torino, 1997, p. 29</p>
<p><a href="http://desiderioefilosofia.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#_ftnref2">[4]</a> A. Kojève, <em>Introduzione alla lettura di Hegel</em>, Adelphi, Milano, 1996</p>
<p><a href="http://desiderioefilosofia.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#_ftnref3">[5]</a> Marco Filoni, autore dell’unica monografia su Kojève presente nel nostro paese, si sta occupando del lascito kojèviano, occupandosi di tradurre e curare le opere inedite del grande maestro russo-francese.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MERITARE UN CAPO]]></title>
<link>http://faberex.wordpress.com/2009/10/28/meritare-un-capo/</link>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 18:38:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>faberex</dc:creator>
<guid>http://faberex.wordpress.com/2009/10/28/meritare-un-capo/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; Quando gli uomini si sentono più deboli e più disarmati ,reclamano un capo. Questo fatto poco]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright size-full wp-image-2290" title="big_la_forza_del_bello_5" src="http://faberex.wordpress.com/files/2009/10/big_la_forza_del_bello_5.jpg" alt="big_la_forza_del_bello_5" width="400" height="578" /></p>
<p>&#160;</p>
<p>Quando gli uomini si sentono più deboli e più disarmati ,reclamano un capo. Questo fatto poco edificante dovrebbe fariflettere i migliori sul carattere disastroso di un atteggiamento che consiste nell’abbandonarsi ,come semplici uomini , a un altro uomo. Infatti quasi sempre si tratta di un vero e proprio abbandono. Non riuscendo più ad autogovernarsi, ci si libera di questa funzione virile delegandola a qualcun altro. Ma perché mai un altro sarebbe moralmente più capace di noi o di voi? Non vive nello stesso nostro tempo ? Non ha subito le stesse situazioni vergognose di cui soffriamo anche noi? Perché dovrebbe essere migliore di noi , che ci sentiamo cosi malvagi e inadatti? Un grande uomo…….un uomo superiore per intelligenza e volontà …..non è mai moralmente più grande del suo tempo , non può essere che la somma delle forze e delle debolezze morali di un epoca. Ecco qual è la vera voce della ragione . Ma su questo argomento la gente non ragiona : compie un atto di fede . L’umanità è costantemente un bilico fra i due movimenti della ragione e della fede . E se cosi non fosse come spiegarci la scelta di un capo come Berlusconi ? come Bossi ? come Bersani ?  come Prodi?</p>
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<p>Devo continuare ?</p>
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<p><!--more--></p>
<p>Nel secolo 19° le elites politiche , che erano espressione del liberalismo costituzionale , cioè affermavano la necessità di un ragionevole equilibrio fra le esigenze della libertà  e quelle dell’autorità , non idolatravano mai i grandi uomini. Ma se ragionavano cosi le  elites borghesi , che avevano direttamente o indirettamente in mano la direzione degli stati , gli intellettuali e le masse si comportavano diversamente.</p>
<p>Le masse sono sempre pronte ad abbandonarsi fra le braccia di idoli viventi. Solo le elites , più o meno aristocratiche , sono capaci di mantenere un atteggiamento di diffidenza nei confronti di questi idoli che conoscono troppo bene per considerare superiori. Gli intellettuali ( e in Italia ne abbiamo un validi esempio) si rivelano spesso femminei ed isterici come le masse. Per questa ragione noi abbiamo visto tutto il lungo secolo 19° aumentare sempre più freneticamente l’apologia romantica dei grandi uomini. Il culto dei capi e’ rifiorito di nuovo alla fine del secolo ( e prosegue nel xx secolo fino a spingersi nei nostri tempi a mitizzare le figure presidenziali dei potenti del momento in ultima analisi ora e’ il momento del mito Obama.) nel periodo del simbolismo, che ha affinato e esasperato la maggior parte dei temi romantici. L’orgia della magniloquenza è continuata sino ai nostri giorni. Oggi è facile constatare che all’inizio del secolo quasi tutti gli uomini erano contaminati da una fede irrazionale e furiosa nelle virtù mitiche del capo .La prova miglior e’ che l’idolatria del grand’uomo si è affermata proprio nel mondo marxista con Lenin . II mondo marxista , che considera il mondo razionale, ha ceduto con una facilità sconcertante ai moti dell’animo umano. Certi i marxisti di estrazione culturale rivelano nell’amore fraterno per Lenin qualcosa di umano  e di ragionevole , ma le masse non li hanno seguiti su questa strada. L’esempio della rivoluzione russa scatenò un’ondata dittatoriale in tutta Europa. Anche in questo caso , come altri, il fascismo di Roma o di Berlino , di Varsavia o di Ankara , si presenta più come una derivazione di Mosca che come reazione contro il Bolscevismo. Esaminando il problema più attentamente , vediamo che c’è una enorme differenza fra la concezione del capo affermatasi in Russia ,negli stati uniti, e nella maggior parte dell’Europa. Anche ai giorni nostri ,sentiamo molte teste calde dire che ci vuole un uomo .&#60;&#60; Ah se avessimo un uomo!&#8230;..&#62;&#62; Ma in simili teste il culto del capo diventa qualcosa di statico e di catastrofico e in ogni caso molto diverso dal concetto bolscevico o fascista , tutto intriso di attivismo. Il fascismo non deriva dalla dittatura: è la dittatura che deriva del fascismo . Il fascismo non è uscito dalla testa di Mussolini come Minerva dalla testa di Giove. In Italia tutto il movimento, tutto lo slancio di una generazione ha cercato e trovato il fascismo: una generazione che nello stesso tempo o in seguito si è cercata e trovata in Mussolini. Un individuo non può dar vita a nulla , non può creare una struttura politica in tutta la sua complessità : può solo prendere in mano uno slancio collettivo, stringerlo in pugno e lanciarlo in avanti. Perché ci sia un eletto sono necessari molti chiamati. E’ necessario che molti uomini cerchino , riflettano, agiscano affinché il migliore di loro , lanciato avanti , rilanci a sua volta tutti.</p>
<p>L’attesa odierna della nostra piccola Italia ( ma anche dell’Europa) è sterile. E’ segno di poca riflessione e di debolezza . Non si può sperare in un DEUS EX MACCHINA tra gli ominidi politici attuali e il loro elettorato non ne è da meno. Gli uomini devono lavorare , togliersi dai pasticci da soli, . E SE SANNO AIUTARSI , SARANNO POI AIUTATI A LORO VOLTA DA UN CAPO. Un capo è la ricompensa di una serie molto ampia di sforzi individuali . Basta leggere la storia..è tutto li. Qualsiasi grande uomo politico che ha influenzato il corso della storia deve molto ad altri. ( da qualsiasi parte lo si voglia vedere) Per esempio, Napoleone  non sarebbe mai riuscito ad ergersi sopra gli altri se non avesse beneficiato dell’enorme lavoro compiuto da cento, duecento uomini energici e fedeli che avevano formato la generazione Giacobina, la più solida generazione che abbia mai prodotto la Francia insieme con quella del 1600 e con una o due del 12° secolo , famose per aver fatto quasi nello stesso tempo le crociate , le cattedrali , la scolastica e le chansons de geste.( e questo ribadisco al di là della opinione positiva o negativa che ognuno di noi può avere di Napoleone) Guardiamo all’Italia, lo stesso Mussolini ha beneficiato di tutto lo sforzo prodotto da una parte del rinnovamento sindacalista di Sorel e di Labriola in seno al socialismo, e dall’altra parte dal gruppo degli intellettuali nazionalisti. Prima di essere dittatore Mussolini è stato per lungo tempo uno dei capi del partito socialista. In Germania Hitler ha impiegato due anni a scoprire in venti altri capi altrettanti pionieri. Lenin faceva parte di un gruppo numeroso e brillante in mezzo al quale risaltavano tre o quattro rivali .E per buona pace degli spiriti liberi non succede la stessa cosa anche in Democrazia? Quando andiamo a votare non deleghiamo a un capo, e questo capo da dove è uscito?Non è l’espressione uscita da uno scontro/incontro all’interno del suo partito ? ovviamente quando il partito c’è. Ma torniamo ai nostri giorni e torniamo pure in Italia, chiedendoci : e’ vivo qui da noi un moto di riflessione  e di meditazione , di approfondimento dottrinario , di esame severo ed agile dei valori che forse un giorno potrà produrre come frutto un capo finale ? dove per capo non intendo per forza di cose un dittatore…….è forse questo uomo tra i nostri politici? Oppure lo intravedete nei pochi giovani che hanno deciso di continuare a far politica? Ce lo dobbiamo aspettare alle prossime elezioni ? Un capo è una ricompensa per gli uomini audaci e coraggiosi. Non è il nostro caso. Per suscitare questi uomini dovremmo rompere definitivamente con tutti i vecchi partiti , in cui regna la gerarchia basata su un principio intellettuale ormai morto e sepolto: la devozione accademica. Il pensiero e l’azione devono essere uniti negli stessi uomini e non divisi fra intellettuali di opposizione da un lato e praticoni del governo dall’altro. Dio ci liberi dai tribuni del piccolo schermo e dai pianisti affermati che con il piccolo schermo diventano ogni giorno più potenti ………confidare all’ora nell’uomo uscito fresco fresco dai gazebo al secolo Bersani ?</p>
<p>&#160;</p>
<p>Vi prego non cadiamo nel ridicolo !</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[APPUNTI - UNA NUOVA FRONTIERA PER IL MIO ESSERE]]></title>
<link>http://ritrattidignoti.wordpress.com/2009/10/06/appunti-una-nuova-frontiera-per-il-mio-essere/</link>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 12:28:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>sbloggato</dc:creator>
<guid>http://ritrattidignoti.wordpress.com/2009/10/06/appunti-una-nuova-frontiera-per-il-mio-essere/</guid>
<description><![CDATA[Seduto sul water piego il giornale per tenerlo stretto tra le ginocchia leggere l&#8217;articolo sul]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Seduto sul water<br />
piego il giornale<br />
per tenerlo stretto tra le ginocchia<br />
leggere l&#8217;articolo sulla colonna di destra<br />
mentre con una mano<br />
stacco fogli di carta<br />
da strusciare su e giù<br />
e pensare che<br />
responsabilità penale o civile<br />
pur sempre responsabilità è</p>
<p>Napoleone<br />
quello sì che era un imperatore</p>
<p>Alzo la testa la mia mente va altrove<br />
mentre sondo e conto tarzanelli<br />
parlo : &#8220;testa di c****<br />
io ti ammazzo<br />
ma guarda la m******<br />
porco qua porco là<br />
e io?&#8221;</p>
<p>C&#8217;è a chi basta la carta<br />
chi basta una mano di bidet<br />
chi serve una doccia<br />
per sicurezza<br />
io faccio un trattamento completo<br />
che esplori con cura lo sfintere</p>
<p>Il piacere dei piccoli particolari<br />
la vita è questa</p>
<p>Parlare da soli<br />
questa la nuova frontiera del mio essere<br />
perso ogni disincanto<br />
mi commuovo in bagno</p>
<p>I mori tirano sasso<br />
io rispondo con carta<br />
e vinco</p>
<p>Per una nuova umanità</p>
<p><a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://c2.api.ning.com/files/AciPUF5ZT0VXMXgl9YBIHFJIcUr8SEczhmUAyitSKejE-oXE1YoPsgCv8smlgtCJQ6Opyj9MqC-IGQqJPZSZAKDKWcmhDgS3/DonChisciotteeilmulinoavento.jpg&#38;imgrefurl=http://disegnomanga.ning.com/xn/detail/u_2bmdjfr6yk9m1&#38;usg=__6stN6VI_nd9ZU657RHWoBIfyuyE=&#38;h=903&#38;w=1280&#38;sz=263&#38;hl=it&#38;start=8&#38;um=1&#38;tbnid=JM4b4MnthOdzJM:&#38;tbnh=106&#38;tbnw=150&#38;prev=/images%3Fq%3Ddon%2Bchisciotte%2Bmulini%2Ba%2Bvento%26hl%3Dit%26client%3Dfirefox-a%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26sa%3DN%26um%3D1"><img class="alignnone" src="http://c2.api.ning.com/files/AciPUF5ZT0VXMXgl9YBIHFJIcUr8SEczhmUAyitSKejE-oXE1YoPsgCv8smlgtCJQ6Opyj9MqC-IGQqJPZSZAKDKWcmhDgS3/DonChisciotteeilmulinoavento.jpg" alt="" width="430" height="303" /></a></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
Now playing: <a title="'Roberto Vecchioni - El bandolero stanco' - open on FoxyTunes Planet" href="http://www.foxytunes.com/artist/roberto+vecchioni/track/el+bandolero+stanco">Roberto Vecchioni &#8211; El bandolero stanco</a><br />
<span style="color:#999999;font-style:italic;font-size:10px;">via <a style="color:#666666;" title="FoxyTunes - Web of music at your fingertips" href="http://www.foxytunes.com/signatunes/">FoxyTunes</a></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alla memoria di Benedetto CAIROLI]]></title>
<link>http://termoli.wordpress.com/2009/09/23/alla-memoria-di-benedetto-cairoli/</link>
<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 13:33:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
<guid>http://termoli.wordpress.com/2009/09/23/alla-memoria-di-benedetto-cairoli/</guid>
<description><![CDATA[Termoli &#8211; via Cairoli Per molti termolesi e tanti molisani è il simbolo toponomastico di una p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Termoli &#8211; via Cairoli Per molti termolesi e tanti molisani è il simbolo toponomastico di una p]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[B&amp;B ]]></title>
<link>http://carlociufelli.wordpress.com/2009/09/19/bb/</link>
<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 05:51:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>carlociufelli</dc:creator>
<guid>http://carlociufelli.wordpress.com/2009/09/19/bb/</guid>
<description><![CDATA[Berluscone Bonaparte Da http://antefatto.ilcannocchiale.it/  15 settembre 2009 Il miglior presidente]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_872" class="wp-caption alignleft" style="width: 240px"><img class="size-full wp-image-872" title="berlunapoleone" src="http://carlociufelli.wordpress.com/files/2009/09/berlunapoleone.jpg" alt="Berluscone Bonaparte" width="230" height="346" /><p class="wp-caption-text">Berluscone Bonaparte</p></div>
<p style="text-align:justify;">Da <a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/">http://antefatto.ilcannocchiale.it/</a> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong><strong>15 settembre 2009</strong></strong></p>
<p style="text-align:justify;">Il miglior presidente del Consiglio che l’Italia abbia mai avuto negli ultimi 150 anni va ripetendo in giro che la consegna di 47 chalet a 200 dei trentamila sfollati per il terremoto d’Abruzzo dopo appena 162 giorni rappresenta “il cantiere più grande del mondo”, nonché l’opera di ricostruzione più rapida e imponente della storia dell’umanità. Anche meglio della muraglia cinese e della piramide di Cheope. Non parliamo poi della bonifica delle paludi pontine e della battaglia del grano, che gli fanno un baffo.</p>
<p>A tenergli bordone c’è l’eccellentissimo <strong><strong>Guido Bertolaso</strong></strong>, il gran ciambellano della Protezione Civile nonché “uomo della Provvidenza” che tutto il mondo ci invidia perché senza di lui non sapremmo proprio come fare: anche lui si loda e si imbroda a proposito della ricostruzione più rapida e imponente eccetera. La stampa al seguito registra e rilancia. Peccato che non sia più in vita <strong><strong>Indro Montanelli</strong></strong>, che dopo il terribile sisma del 1980 in Campania e Basilicata, raccolse tra i lettori del suo <em><em>Giornale</em></em> (quello vero, non la tetra parodia oggi in edicola) un bel po’ di quattrini e consegnò ai terremotati di Castelnuovo di Conza un intero villaggio di nuove case, il “Villaggio Il Giornale”, inaugurato insieme all’allora presidente della Repubblica <strong><strong>Sandro Pertini </strong></strong>170 giorni dopo il sisma. Cioè soli 8 giorni dopo l’attuale ricostruzione più imponente e più rapida eccetera.<br />
 <br />
Ma ci fu anche chi arrivò molto prima: lo staff di <strong><strong>Giuseppe Zamberletti</strong></strong>, democristiano lombardo concreto ed efficiente, che senza essere sottosegretario a nulla, ma in veste di commissario straordinario di governo, mise a frutto l’esperienza maturata nel 1976 in Friuli e riuscì a consegnare 150 chalet (identici ai 45 inaugurati ieri dal premier, anche se a pagarli è stata la provincia autonoma di Trento, governata da <strong><strong>Lorenzo Dellai</strong></strong>, centrosinistra) alla popolazione di Ariano Irpino, che aveva appena pianto 300 morti, riuscendo a seppellirli solo tre settimane dopo. Quando avvenne la consegna? Qualcuno, sentita la premiata ditta B&#38;B, nel senso di <strong><strong>Berlusconi</strong></strong> &#38; Bertolaso, dirà: sicuramente non prima di 170 giorni, altrimenti gli annunci del presidente del Consiglio e del capo della Protezione civile sarebbero nient’altro che balle. E i giornali che le registrano senza batter ciglio sarebbero nient’altro che uffici stampa. Bene, tenetevi forte: Zamberletti consegnò ad Ariano i primi prefabbricati appena 60 giorni dopo il terremoto e le 150 casette con giardino dopo soli 122 giorni, dando un tetto permanente a 450 persone: la metà dei superstiti. Cioè impiegò ben 40 giorni in meno della ricostruzione più imponente e rapida eccetera, per fare il triplo del migliore presidente del Consiglio degli ultimi 150 e del capo della Protezione civile che tutto il mondo ci invidia.</p>
<p>Con tre lievissime differenze, fra il 1980 e oggi. Primo: il terremoto in Campania e Lucania si estese per quasi due regioni intere, fece <strong>3 mila morti</strong> (10 volte quelli d’Abruzzo), 9 mila feriti e 300 mila sfollati. Secondo: all’epoca la Protezione civile non esisteva: i soccorsi erano coordinati dalla radio della Rai, con le telefonate in diretta degli amministratori e dei cittadini. Terzo: scalcinata fin che si vuole, l’Italia era ancora una democrazia. E anche il politico più infame avrebbe esitato un po’, prima di pavoneggiarsi a favore di telecamera su un red carpet di cadaveri.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Marchio Infame]]></title>
<link>http://lombardista.wordpress.com/2009/09/14/il-marchio-infame/</link>
<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 18:51:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
<guid>http://lombardista.wordpress.com/2009/09/14/il-marchio-infame/</guid>
<description><![CDATA[Il marchio infame che contrassegna l&#8217;italianità è il tricolore. Maledetta bandiera giacobina m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://3.bp.blogspot.com/_d0c_2i9DrKY/Sq6PQh0gKbI/AAAAAAAAAFI/JPAvzOINshw/s1600-h/italia_israele.jpg"><img style="text-align:center;width:200px;display:block;height:133px;cursor:hand;margin:0 auto 10px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_d0c_2i9DrKY/Sq6PQh0gKbI/AAAAAAAAAFI/JPAvzOINshw/s200/italia_israele.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<div>Il marchio infame che contrassegna l&#8217;italianità è il tricolore.</div>
<div>Maledetta bandiera giacobina mutuata dal ben più noto tricolore rivoluzionario francese, perverte i colori milanesi accostandoli al verde delle divise dei cisalpini, servi del Bonaparte nella famigerata campagna italiana.</div>
<div>Il tricolore italico è la tipica bandiera artificiale senza Storia e senz&#8217;anima opposta alle bandiere intrise di Sangue dei veri Popoli, come la Croce lombarda o il Leone Alato veneto.</div>
<div>Esso è il sigillo dell&#8217;infamia italiana che firma i 150 anni di sciagure e di oppressione antipadano-alpina. Fa specie notare come gli italatri lo venerino come insegna di pace e di libertà, o come gli identitari deviati lo accostino a rune e celtiche o ancora come la pretaglia, nonostante il 20 Settembre, lo incensi e lo benedica nelle cerimonie.</div>
<div>La bandiera italiana fu, è, e sarà sempre e solo il marchio dell&#8217;infamia giacobina e rivoluzionaria che ha portato alla nascita del mostruoso stato italiano divorapopoli, di marca massonica e mafiosa.</div>
<div>Il tricolore lo vedo bene solo come benda per quelle mummie che ancora oggi ci tediano con il ciarpame risorgimental-partigiano, o anche come combustibile per identitari radunti anti-italiani, oppure ancora come carta igienica, senza offesa per il deretano.</div>
<div>E i benpensanti non evochino il vilipendio, perché se insultare una bandiera siffatta è vilipendio, schiavizzare, frustrare, vampirizzare e pure massacrare liberi popoli non italiani, resi sudditi dello stato italiano, è genocidio senza se e senza ma.</div>
<div>Il cencio tricolorito ricorda la pizza, in onore di chi regge il demenzial-demoniaco stato ma palesa pure il verde della ripugnanza, il bianco del nulla assoluto, il rosso del sangue di tutte le vittime sterminate dal Risorgimento, dal Fascismo, dalle guerre, dalle mafie, dal terrorismo. Questa dannata bandiera fasulla incarna appieno tutte le magagne dell&#8217;italianità caratterizzando lo stato italico come essenza scaturita dall&#8217;apolide ed errante peste modernista.</div>
<div>Il tricolore non rappresenta nessuno, nemmeno gli Italiani etnici a pensarci bene. Rappresenta solo le masnade massoniche che in nome dei loro sporchi interessi e ai danni dei popoli decisero di dar &#8220;vita&#8221; alla mefistofelica entità italiana. Essi trovarono degni successori nei fascisti, nei democristiani, nei piduisti e nei mafiosi che ancor oggi sotto l&#8217;egida dello straccio continuano a suggere le genti, spillando sangue e risorse per alimentare il parassita che alloggia a Roma. E successori potrebbero essere anche coloro che si fingono dalla parte dei popoli cisalpini ma che in realtà sono complici del sistema-Italia.</div>
<div>Unica soluzione del problema italico, figlio della Rivoluzione Francese, è il nazionalismo etnico e l&#8217;identitarismo Sangue e Suolo: la nostra Croce di San Giorgio è l&#8217;unico esorcismo efficace contro il demone tricolore.</div>
<p>Paolo Sizzi</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Storicamente Parlando: L'Era Napoleonica]]></title>
<link>http://cossanoinmusica.wordpress.com/2009/09/12/storicamente-parlando-lera-napoleonica/</link>
<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 08:57:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>cossanoinmusica</dc:creator>
<guid>http://cossanoinmusica.wordpress.com/2009/09/12/storicamente-parlando-lera-napoleonica/</guid>
<description><![CDATA[L’ERA NAPOLEONICA Napoleone naque nel 1769 in Corsica, allora ancora in territorio italiano. Entrato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[L’ERA NAPOLEONICA Napoleone naque nel 1769 in Corsica, allora ancora in territorio italiano. Entrato]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[monorimo - nodello]]></title>
<link>http://lemmarioenciclopedico.wordpress.com/2009/09/07/monorimo-nodello/</link>
<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 20:32:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>antoniobon</dc:creator>
<guid>http://lemmarioenciclopedico.wordpress.com/2009/09/07/monorimo-nodello/</guid>
<description><![CDATA[monorimo,monorimo, Monorini,monorini, monoritmo,monoritmo, monorotàia,monorotaia, monosaccàride,mono]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-family:Verdana,Geneva,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:12px;text-align:left;">monorimo,monorimo, Monorini,monorini, monoritmo,monoritmo, monorotàia,monorotaia, monosaccàride,monosaccaride, monoscòpio,monoscopio, monosèpalo,monosepalo, monosillàbico,monosillabico, monosìllabo,monosillabo, monosomìa,monosomia, monosporàngio,monosporangio, monosséno,monosseno, monòssido,monossido, monostàbile,monostabile, monostàdio,monostadio, monostèle,monostele, monostèlico,monostelico, monòstico,monostico, Monostiliferi,monostiliferi, monostròfico,monostrofico, monoteismo,monoteismo, monoteista,monoteista, monoteìstico,monoteistico, monotelismo,monotelismo, monotelita,monotelita, monotemàtico,monotematico, monotipìa,monotipia, monotìpico,monotipico, monotipista,monotipista, monotipo,monotipo, monòtipo,monotipo_1, Monotocardi,monotocardi, monotonìa,monotonia, monòtono (aggettivo),monotono, monotòno (matematica),monotono_1, monotràccia,monotraccia, Monotrèmi,monotremi, Monotropa,monotropa, monotropìa,monotropia, monottongazióne,monottongazione, monottòngo,monottongo, monoturnìsta,monoturnista, monotype,monotype, monovèrbo,monoverbo, monovulare,monovulare, monozigòte o monozigòtico,monozigote_o_monozigotico, monozòico,monozoico, monregalése,monregalese, monsieur,monsieur, monsignorato,monsignorato, monsignóre,monsignore, monsóne,monsone, monsònico,monsonico, Monstera,monstera, monstre,monstre, Monstrillòidi,monstrilloidi, monsù,monsu, mónta,monta, montacàrichi,montacarichi, montacasca,montacasca, montàggio,montaggio, montagna,montagna, montagnardo,montagnardo, montagnòlo,montagnolo, montagnóso,montagnoso, montalettighe,montalettighe, montanaro,montanaro, montanèllo,montanello, montànico,montanico, montanino,montanino, montanismo,montanismo, montano,montano, montante,montante, montare,montare, montàsio,montasio, montata,montata, montatóio,montatoio, montatóre,montatore, montatrice,montatrice, montatura,montatura, montavivande,montavivande, mónte,monte, montebianco,montebianco, montebrasite,montebrasite, montenegrino,montenegrino, monteprèmi o mónte prèmi,montepremi_o_monte_premi, montepulciano,montepulciano, montepulciano d’Abruzzo,montepulciano_dabruzzo, Monterósso Càlabro,monterosso_calabro, montesanto,montesanto, montescudàio,montescudaio, montessoriano,montessoriano, montgomery,montgomery, montiano,montiano, Montiano (aggettivo e sostantivo),montiano_1, monticare,monticare, monticazióne,monticazione, monticellite,monticellite, montmorillonite,montmorillonite, montonata,montonata, montonato,montonato, montóne,montone1 montone2 montone3, montoneros,montoneros, montuosità,montuosita, montuóso,montuoso, montura,montura, monumentale,monumentale, monuménto,monumento, monumentomanìa,monumentomania, monzodiorite,monzodiorite, monzogabbro,monzogabbro, monzonite,monzonite, moon boot,moon_boot, moplèn,moplen, mòra (botanica),mora1, mòra (diritto e altro),mora2 mora4, Moràcee,moracee, moradèlla o moratèlla,moradella_o_moratella, moraiòlo,moraiolo, morale (filosofia, diritto e altro),morale1, morale (edilizia),morale2, moraleggiare,moraleggiare, moralismo,moralismo, moralista,moralista, moralìstico,moralistico, moralità,moralita, moralizzare,moralizzare, moràndola,morandola, moratòria,moratoria, moratòrio,moratorio, mòravo o moravo,moravo_o_moravo, Moraxella,moraxella, morbidézza,morbidezza, mòrbido,morbido, morbìfero,morbifero, morbilità,morbilita, morbillo,morbillo, morbino,morbino, mòrbo,morbo, morbosità,morbosita, morbóso,morboso, Morchella,morchella, mòrchia,morchia, morchióne,morchione, mordàcchia,mordacchia, mordace,mordace, mordacità,mordacita, Mordèllidi,mordellidi, mordenite,mordenite, mordènte,mordente, mordenzare,mordenzare, mordenzatura,mordenzatura, mòrdere,mordere, mordicchiare,mordicchiare, mordigallina,mordigallina, mordiglióne,mordiglione, mordorè,mordore, mordvino,mordvino, morèlla,morella, morèllo,morello, morèna,morena, morèndo,morendo, morènico,morenico, morenosite,morenosite, morènte,morente, morésca,moresca, morésco,moresco, morétta,moretta, morétto,moretto, more uxorio,more_uxorio, morfallassi,morfallassi, morfazinammide,morfazinammide, morfèa,morfea, morfèma,morfema, morfina,morfina, morfinismo,morfinismo, morfinòmane,morfinomane, morfinomanìa,morfinomania, morfismo,_morfismo, morfismo,morfismo, morfo- o -morfo,morfo__o__morfo, morfogènesi,morfogenesi, morfografìa,morfografia, morfolina,morfolina, morfolino-etilmorfina,morfolino_etilmorfina, morfologìa,morfologia, morfològico,morfologico, morfometrìa,morfometria, morfoscopìa,morfoscopia, morfoscultura,morfoscultura, morfòsi o -mòrfosi,_morfosi_o__morfosi, morfosintassi,morfosintassi, morfostruttura,morfostruttura, morfotettònica,morfotettonica, morfotropìa,morfotropia, morganàtico,morganatico, morganite,morganite, morgano,morgano, morgengàbio,morgengabio, morgue,morgue, morìa,moria, moribóndo,moribondo, morigerare,morigerare, morigeratézza,morigeratezza, morigerato,morigerato, moriglióne,moriglione, Moringa,moringa, morióne (militaria),morione1, morire,morire, morituro,morituro, morlacco,morlacco, mormillo,mormillo, Mormìridi,mormiridi, mormóne,mormone, mormònico,mormonico, mormonismo,mormonismo, mórmora,mormora, mormoracchiare,mormoracchiare, mormorare,mormorare, mormorazióne,mormorazione, mórmore,mormore, mormoreggiare,mormoreggiare, mormorìo,mormorio, mórmoro,mormoro, mòro,moro1 moro2, morosità,morosita, moróso,moroso1 moroso2, mòrra,morra, mòrsa,morsa, morsèllo,morsello, morsettièra,morsettiera, morsétto,morsetto, morsicare,morsicare, morsicatura,morsicatura, morsicchiare,morsicchiare, mòrso (participio passato),morso1, mòrso (sostantivo),morso2, mòrso di rana,morso_di_rana, morsura,morsura, mòrta,morta, mortadèlla,mortadella, mortàio,mortaio, mortale,mortale, mortalità,mortalita, mortarétto,mortaretto, mortasa,mortasa, mortasare,mortasare, mortasatrice,mortasatrice, mòrte,morte, mortèlla,mortella, morticino (sostantivo),morticino1, morticino (aggettivo),morticino2, mortìfero,mortifero, mortificare,mortificare, mortificazióne,mortificazione, mortizza,mortizza, mòrto,morto, mortòrio,mortorio, mortuàrio,mortuario, mortuasa,mortuasa, mòrula,morula, Morus,morus, mòrva,morva, mos,mos, MOS,mos_1, mosaicismo,mosaicismo, mosaicista,mosaicista, mosàico (sostantivo),mosaico1, mosàico (aggettivo),mosaico2, mosaismo,mosaismo, mosandrite,mosandrite, mosano,mosano, Mosasàuridi,mosasauridi, mósca,mosca, Mosca,mosca_2, moscacièca o mósca cièca,moscacieca_o_mosca_cieca, mósca di Spagna,mosca_di_spagna, moscàio,moscaio, moscaiòla,moscaiola, moscardino,moscardino, mósca scorpióne,mosca_scorpione, moscatèllo,moscatello, Moscati, Piètro,moscati_pietro, moscato,moscato, moscato d’Asti,moscato_dasti, moscato di Pantelleria,moscato_di_pantelleria, moscatura,moscatura, moscerino,moscerino, moschèa,moschea, moschèra,moschera, moschétta,moschetta, moschettare,moschettare, moschettièra,moschettiera, moschettière,moschettiere, moschétto,moschetto, moschettóne,moschettone, moschicida,moschicida, moschino o moscino,moschino_o_moscino, Moschops,moschops, mosciame,mosciame, mosciara o musciara,mosciara_o_musciara, mosciarèlla,mosciarella, móscio,moscio, moscióne,moscione1 moscione2, mòsco,mosco, moscòforo,moscoforo, móscolo,moscolo, moscóne,moscone, Moscoviano,moscoviano, moscovita,moscovita, mos gallicus,mos_gallicus, mos italicus,mos_italicus, mòssa,mossa, mossière,mossiere, mòsso,mosso, mostàccio,mostaccio, mostacciòlo,mostacciolo, mostaccióne,mostaccione, mostàio,mostaio, mostarda,mostarda, mostardièra,mostardiera, mostardina,mostardina, mostìmetro,mostimetro, mósto,mosto, mostóso,mostoso, móstra,mostra, mostrare,mostrare, mostravènto,mostravento, mostrina,mostrina, mostrino,mostrino, móstro (participio passato),mostro1, móstro (sostantivo),mostro2, mostruosità,mostruosita, mostruóso,mostruoso, mòta,mota, Motacìllidi,motacillidi, motèl,motel, motèlla,motella, motilità,motilita, motivare,motivare, motivazionale,motivazionale, motivazióne,motivazione, motivo,motivo, motmòt,motmot, moto-,moto_, mòto,moto1 moto2, motoaliante,motoaliante, motoaratóre,motoaratore, motoaratrice,motoaratrice, motobarca,motobarca, motocàlcio,motocalcio, motocampèstre,motocampestre, motocarrèllo,motocarrello, motocarriòla,motocarriola, motocarrista,motocarrista, motocarro,motocarro, motocarrozzétta,motocarrozzetta, motociclétta,motocicletta, motociclismo,motociclismo, motociclista,motociclista, motociclìstico,motociclistico, motocìclo,motociclo, motocingolétta,motocingoletta, motocistèrna,motocisterna, motocoltivatóre,motocoltivatore, motocompressóre,motocompressore, motocròss,motocross, motòdromo,motodromo, motoèlica,motoelica, motofalciatrice,motofalciatrice, motofurgóne,motofurgone, motogeneratóre,motogeneratore, motonàuta,motonauta, motonàutica,motonautica, motonàutico,motonautico, motonave,motonave, motoneuróne,motoneurone, motopallóne,motopallone, motopescheréccio,motopeschereccio, motopista,motopista, motopòlo,motopolo, motopómpa,motopompa, motopropulsóre,motopropulsore, motoraduno,motoraduno, motóre,motore, motoreattóre,motoreattore, motorétta,motoretta, motorhome,motorhome, motorino,motorino, motòrio,motorio, motorismo,motorismo, motorista,motorista, motorìstica,motoristica, motorìstico,motoristico, motorizzare,motorizzare, motorizzazióne,motorizzazione, Motorola,motorola, motor-sailer,motor_sailer, motor-scooter,motor_scooter, motor-yacht,motor_yacht, motoscafo,motoscafo, motoscooter o motoscùter,motoscooter_o_motoscuter, motoscuterista,motoscuterista, motosilurante,motosilurante, motoslitta,motoslitta, motóso,motoso, motovedétta,motovedetta, motoveìcolo,motoveicolo, motoveleggiatóre,motoveleggiatore, motovelièro,motoveliero, motovelòdromo,motovelodromo, motozappa,motozappa, motozàttera,motozattera, motrice,motrice, Mòtta, Giusèppe,motta_giuseppe, motteggiare,motteggiare, mottéggio,motteggio, mottettista,mottettista, mottétto o motétto,mottetto_o_motetto, mòtto,motto, mottramite,mottramite, motupròprio,motuproprio, mouche,mouche, mould,mould, mouliné,mouline, mound,mound, mountain-bike,mountain_bike, mouse,mouse, mousse,mousse, mousseline,mousseline, movènte,movente, movènza,movenza, movière,moviere, movìl®,movil, movimentare,movimentare, moviménto,movimento, Moviménto per l’Indipendènza della Sicìlia,movimento_per_lindipendenza_della_sicilia, moviòla,moviola, mozaràbico,mozarabico, mozióne,mozione1 mozione2, mozzare,mozzare, mozzarèlla,mozzarella, mozzatura,mozzatura, mozzèlla,mozzella, mozzétta,mozzetta, mozzicare,mozzicare, mózzico,mozzico, mozzicóne,mozzicone, mózzo (aggettivo),mozzo1, mózzo (sostantivo),mozzo2, mòzzo,mozzo, mozzóne,mozzone, mozzorécchi,mozzorecchi, mpòi,mpoi, mu,mu, mu\f12~!\f0~allaq\f4~a\f0~t,muallaqat, mucca,mucca, mùcchio,mucchio, mùcido,mucido, mucillàgine,mucillagine, mucillaginóso,mucillaginoso, mucina,mucina, mucinósi,mucinosi, muckrakers,muckrakers, muco,muco, mucocèle,mucocele, mucòide,mucoide, mucolìtico,mucolitico, mucopolisaccàride,mucopolisaccaride, mucopolisaccaridósi,mucopolisaccaridosi, mucoproteina,mucoproteina, mucopùs,mucopus, Mucor,mucor, Mucoràcee,mucoracee, mucormicòsi,mucormicosi, mucósa,mucosa, mucosite,mucosite, mucóso,mucoso, mucoviscidòsi,mucoviscidosi, mucronato,mucronato, mucróne,mucrone, muda,muda, mudare,mudare, mud crack,mud_crack, mudéjar,mudejar, mudr\f4~a\f0~,mudra, muezzìn,muezzin, muffa,muffa, muffare,muffare, muffire,muffire, mùffola,muffola, mùffolo,muffolo, muffóso,muffoso, muflóne,muflone, muftì,mufti, mugearite,mugearite, mugghiare,mugghiare, mùgghio,mugghio, Muggiaea,muggiaea, mùggine,muggine, muggins,muggins, muggire,muggire, muggito,muggito, mughétto,mughetto, mugìc,mugic, Mugìlidi,mugilidi, Mugilifórmi,mugiliformi, mugnaiàccio,mugnaiaccio, mugnàio,mugnaio, mugo,mugo, mugolare,mugolare, mugòlio,mugolio, mugolìo,mugolio_1, mugolóne,mugolone, mugugnare,mugugnare, mugugno,mugugno, mu\f3~h\f0~arram,muharram, mu\f3~h\f0~tasib,muhtasib, muirapuama,muirapuama, mujaeddin,mujaeddin, mukarrib,mukarrib, mula,mula, mulàggine,mulaggine, mulattièra,mulattiera, mulattière,mulattiere, mulattièro,mulattiero, mulatto,mulatto, mulésco,mulesco, muleta,muleta, mulétto,muletto, mulìebre,muliebre, mulinare,mulinare, mulinaro,mulinaro, mulinèllo,mulinello, mulino o molino,mulino_o_molino, Mulino, Il-,mulino_il_, mullàghera,mullaghera, müller thurgau,muller_thurgau, Mùllidi,mullidi, mullite,mullite, mulo,mulo, multa,multa, multànime,multanime, multare,multare, multi-,multi_, multicanale,multicanale, multicàule,multicaule, multicollinearità,multicollinearita, multicolóre,multicolore, multielaborazióne,multielaborazione, multiètnico,multietnico, multifòglio,multifoglio, multifórme,multiforme, multigrade,multigrade, multilaterale,multilaterale, multilateralismo,multilateralismo, multilateralità,multilateralita, multilàtero,multilatero, multilìngue,multilingue, multilinguismo,multilinguismo, multilòquio,multiloquio, multilustre,multilustre, multimediale,multimediale, multìmetro,multimetro, multimiliardàrio,multimiliardario, multimilionàrio,multimilionario, multimodale,multimodale, multinazionale,multinazionale, multìpara,multipara, multiplano,multiplano, multiplazióne,multiplazione, multiplétto,multipletto, multiplèxer,multiplexer, mùltiplo,multiplo, multipolare,multipolare, multipòlo,multipolo, multiprocèssor,multiprocessor, multiprogrammazióne,multiprogrammazione, multiproprietà,multiproprieta, multipunta,multipunta, multirazziale,multirazziale, multisala o multisale,multisala_o_multisale, multisecolare,multisecolare, multiselettóre,multiselettore, multisonante,multisonante, Multitubercolati,multitubercolati, multiuso,multiuso, multìvago,multivago, multivibratóre,multivibratore, multìvolo,multivolo, multivoltinismo,multivoltinismo, multivoltino,multivoltino, mùmmia,mummia, mummificare,mummificare, mummificazióne,mummificazione, mumming,mumming, muna\f3~z\f0~ira,munazira, munda,munda, munda-khmer,munda_khmer, munda-polinesiano o munda-polinesìaco,munda_polinesiano_o_munda_polinesiaco, mundebùrdio,mundeburdio, mùndio,mundio, mundus,mundus, mùngere,mungere, mungitóio,mungitoio, mungitrice,mungitrice, mungitura,mungitura, mungo (zoologia),mungo1, mungo (botanica),mungo2, Mungotictis,mungotictis, municipale,municipale, municipalésco,municipalesco, municipalismo,municipalismo, municipalità,municipalita, municipalizzare,municipalizzare, municipalizzazióne,municipalizzazione, municìpio,municipio, Munida,munida, munificènte,munificente, munificènza,munificenza, munìfico,munifico, munire,munire, munizionaménto,munizionamento, munizionare,munizionare, munizióne,munizione, munizionière,munizioniere, muno,muno, muntàz,muntaz, Muntiacini,muntiacini, mùntjak,muntjak, munto,munto, munus,munus, muóne,muone, muònico,muonico, muònio,muonio, muòvere,muovere, mupo,mupo, muqarnas,muqarnas, mura (marina),mura1, mura (sostantivo popolare),mura2, muràglia,muraglia, muraglióne,muraglione, muraiòla (moneta),muraiola1, muraiòla (botanica),muraiola2, muraiòlo,muraiolo, murale,murale, muralismo,muralismo, muràmico,muramico, muraqqa\f12~!\f0~,muraqqa, murare,murare1 murare2, muràrio,murario, murata,murata, muratóre,muratore, muratoriano,muratoriano, murattismo,murattismo, muratura,muratura, mùrcido,murcido, murèna,murena, Murènidi,murenidi, murétto,muretto, Murex,murex, murgiti,murgiti, Muricàcei,muricacei, muricato,muricato, muricciòlo,muricciolo, mùrice,murice, Murìcidi,muricidi, Mùridi,muridi, murifórme,muriforme, Murini,murini, murino,murino, murmèl,murmel, mùrmure,murmure, muro,muro, murra,murra, Murraya,murraya, murrino,murrino, Musa (botanica),musa_1, Musàcee,musacee, musagète o musàgete,musagete_o_musagete, mu\f3~s\f0~all\f4~a\f0~,musalla, musamma\f3~t\f0~,musammat, musang,musang, musare,musare, musata,musata, Musca,musca, Muscari,muscari, muscarina,muscarina, Muschelkalk,muschelkalk, Muschi,muschi, muschiato,muschiato, mùschio (botanica),muschio1, mùschio (industria),muschio2, musciame o musciamme,musciame_o_musciamme, Muscicàpidi,muscicapidi, Mùscidi,muscidi, muscìpulo,muscipulo, musco,musco, musco fiorito,musco_fiorito, muscolare,muscolare, muscolatura,muscolatura, mùscolo,muscolo, muscolocutàneo,muscolocutaneo, muscolomembranóso,muscolomembranoso, muscolosità,muscolosita, muscolóso,muscoloso, muscóso,muscoso, muscovite,muscovite, musdèa,musdea, musèllo,musello, musèo,museo, museografìa,museografia, museogràfico,museografico, museologìa,museologia, museotècnica,museotecnica, museruòla,museruola, musétta,musetta, musette,musette, musétto,musetto, mùsica,musica, Musica, Musica_generale, Musica_generale_terminologia, classificazioni, musicologia, ecc., Musica_generale_profili musicali di Paesi e aree culturali, Musica_generale_scuole, associazioni, festival e premi, Musica_strumenti musicali, Musica_strumenti musicali_a percussione, Musica_strumenti musicali_a fiato, Musica_strumenti musicali_a corde, Musica_strumenti musicali_ad aria, elettronici, ecc., Musica_la musica antica, Musica_la musica colta in Europa, Musica_la musica colta in Europa_biografie (interpreti, critici, ecc.), Musica_la musica colta in Europa_il Medioevo (il canto gregoriano, la monodia profana, ecc.), Musica_la musica colta in Europa_il Cinquecento (il Rinascimento, musica sacra, ecc.), Musica_la musica colta in Europa_il Seicento (il barocco, opera, oratorio, ecc.), Musica_la musica colta in Europa_il Settecento (il classicismo, la musica vocale e l’opera, ecc.), Musica_la musica colta in Europa_l’Ottocento (romanticismo e tardo romanticismo, ecc.), Musica_la musica colta in Europa_la musica contemporanea, Musica_la musica colta nei Paesi extraeuropei, Musica_l’opera lirica, Musica_l’opera lirica_in Italia, Musica_l’opera lirica_in Francia, Musica_l’opera lirica_in Germania e Austria, Musica_l’opera lirica_in altri Paesi, Musica_operetta e commedia musicale, Musica_la musica popolare, Musica_il jazz, Musica_la musica leggera e il rock, musical,musical, musical comedy,musical_comedy, musicale,musicale, musicalità,musicalita, musicante,musicante, musicare,musicare, musicassétta,musicassetta, music-hall,music_hall, musicista,musicista, musico-,musico_, mùsico,musico, musicògrafo,musicografo, musicologìa,musicologia, musicològico,musicologico, musicòlogo,musicologo, musicomanìa,musicomania, musicoterapìa,musicoterapia, musicòmane,musicomane, musivo,musivo, mu\f7~s\f0~k\f4~e\f0~nu,muskenu, musmè,musme, muso,muso, Musofàgidi,musofagidi, musóne,musone, musonerìa,musoneria, mussare,mussare, mùssola,mussola, mussoliniano,mussoliniano, mùssolo,mussolo, mussurana,mussurana, must,must, mustàcchio,mustacchio, mustang,mustang, Mustèlidi,mustelidi, mustiòlo,mustiolo, musulmanésimo o mussulmanésimo,musulmanesimo_o_mussulmanesimo, musulmano o mussulmano,musulmano_o_mussulmano, muta,muta1 muta2, mutàbile,mutabile, mutacismo,mutacismo, mutagènesi,mutagenesi, mutàgeno,mutageno, mutaménto,mutamento, mutande,mutande, mutante,mutante, mutare,mutare, mutarotazióne,mutarotazione, mutatis mutandis,mutatis_mutandis, mutatóre,mutatore, mutazióne,mutazione, mutazionismo,mutazionismo, mutévole,mutevole, mutevolézza,mutevolezza, mùtico,mutico, mutilare,mutilare, mutilato,mutilato, mutilazióne,mutilazione, Mutìllidi,mutillidi, mùtilo,mutilo, mutiny,mutiny, mutismo,mutismo, muto,muto, mùtolo,mutolo, mutóne,mutone, mùtria,mutria, mùtua,mutua, mutuale,mutuale, mutualismo,mutualismo, mutualìstico,mutualistico, mutualità,mutualita, mutuante,mutuante, mutuare,mutuare, mutuatàrio,mutuatario, mutuato,mutuato, mùtulo,mutulo, mùtuo (aggettivo),mutuo1, mùtuo (sostantivo),mutuo2, muwa\f7~ss\f0~a\f3~h\f0~a,muwassaha, mu\f7~z\f0~ik,muzik, mvungismo,mvungismo, Myagawanella,myagawanella, Mycobacterium,mycobacterium, Mycoderma,mycoderma, Mycoplasma,mycoplasma, Mylodon,mylodon, Myocastor,myocastor, Myophoria,myophoria, Myosciurus,myosciurus, Myospalax,myospalax, Myotis,myotis, Myrianida,myrianida, Myrica,myrica, Myricaria,myricaria, Myristica,myristica, Myrmica,myrmica, Myroxylon,myroxylon, Myrtus,myrtus, Mysis,mysis, Mystacina,mystacina, Myxobolus,myxobolus, Myzomela,myzomela, n,nyy, nababbo,nababbo, Nàbidi,nabidi, nabis,nabis, nabla,nabla, nàcchere,nacchere, Nachschlag,nachschlag, nacrite,nacrite, nadìr,nadir, nadirale,nadirale, nadorite,nadorite, naegite,naegite, nafazolina,nafazolina, nafcillina,nafcillina, nafta,nafta, naftacène,naftacene, naftalène,naftalene, naftalina,naftalina, naftenato,naftenato, naftène,naftene, naftènico,naftenico, naftilammina,naftilammina, naftochinóne,naftochinone, naftòlo,naftolo, nagàica,nagaica, nagana,nagana, Nagelfluh,nagelfluh, nagyagite,nagyagite, naharina,naharina, nahcolite,nahcolite, Nahecàridi,nahecaridi, nahuatl,nahuatl, nàia,naia, Naiadàcee,naiadacee, nàibi,naibi, Nàididi,naididi, naïf,naif, nàilon,nailon, naisco,naisco, Naja,naja, Najas,najas, nalidìssico,nalidissico, nalomorfina,nalomorfina, Nana (religione),nana, nanchino,nanchino, Nandina,nandina, nandìnia,nandinia, nandù,nandu, nang,nang, nanismo,nanismo, nanna,nanna, nannocòni,nannoconi, nannoplàncton,nannoplancton, nannùfero o nenùfero o nenùfaro,nannufero_o_nenufero_o_nenufaro, nano-,nano_, nano,nano, nantokite,nantokite, nàos,naos, nàpalm,napalm, napèa,napea, napèllo,napello, napoleóne,napoleone, napoleònico,napoleonico, napoletana,napoletana, napoletanismo,napoletanismo, napoletano,napoletano, nappa,nappa, nappina,nappina, nappo,nappo, Naraoia,naraoia, narbonése,narbonese, narceina,narceina, narcisismo,narcisismo, narcisista,narcisista, narcisìstico,narcisistico, narciso,narciso, narco-,narco_, narcoanàlisi,narcoanalisi, narcoipnòsi,narcoipnosi, narcolessìa,narcolessia, narcomanìa,narcomania, Narcomeduse,narcomeduse, narcòsi,narcosi, narcosina,narcosina, narcosìntesi,narcosintesi, narcoterapìa,narcoterapia, narcoterrorismo,narcoterrorismo, narcòtico,narcotico, narcotina,narcotina, narcotizzare,narcotizzare, narcotrafficante,narcotrafficante, narcotràffico,narcotraffico, nardéto,nardeto, nardo,nardo, nardò,nardo_1, narghilè,narghile, nari,nari, narice,narice, narina,narina, narkom,narkom, narkomat,narkomat, narodniki,narodniki, narrare,narrare, narrativa,narrativa, narrativo,narrativo, narratóre,narratore, narrazióne,narrazione, narsarsukite,narsarsukite, nartèce,nartece, narvalo,narvalo, nasale,nasale, nasalità,nasalita, nasalizzare,nasalizzare, nasalizzazióne,nasalizzazione, nasardo,nasardo, nasata,nasata, nascènte,nascente, nàscere,nascere, nasciménto,nascimento, nàscita,nascita, nascituro,nascituro, nasco,nasco, nascóndere,nascondere, nasconderèlla,nasconderella, nascondiglio,nascondiglio, nascondino,nascondino, nascósi,nascosi, nascósto,nascosto, nasèllo (zoologia),nasello1, nasèllo (meccanica),nasello2, nasétto,nasetto, nashi,nashi, nas\f4~i\f0~b,nasib, nasica,nasica, nasièra,nasiera, nàsion,nasion, naso,naso, nasociliare,nasociliare, nasofaringe,nasofaringe, nasofrontale,nasofrontale, nasogenièno,nasogenieno, nasolabiale,nasolabiale, nasolacrimale,nasolacrimale, nasóne,nasone, nasonite,nasonite, nasopalatino,nasopalatino, nasospinale,nasospinale, nassa,nassa, Nàssidi,nassidi, nastìa,nastia, nàstico,nastico, nastrare,nastrare, nastratura,nastratura, nastrino,nastrino, nastro,nastro, nastrotèca,nastroteca, Nasturtium,nasturtium, nastùrzio,nasturzio, nasuto,nasuto, natale,natale, natalità,natalita, natalìzio,natalizio, natamicina,natamicina, natante,natante, Natanti,natanti, natare,natare, natatòio,natatoio, natatòrio,natatorio, n\f4~a\f0~th,nath, nàtica,natica, Natica,natica_1, Naticàcei,naticacei, natimortalità,natimortalita, natìo,natio, nativism,nativism, nativismo,nativismo, nativista,nativista, natività,nativita, nativo,nativo, nato,nato, nàtola,natola, natrice,natrice, natriemìa,natriemia, natrite,natrite, natro-,natro_, natrojarosite,natrojarosite, natrolite,natrolite, nattè,natte, natura,natura, naturale,naturale, naturalézza,naturalezza, naturalismo,naturalismo, naturalis ratio,naturalis_ratio, naturalista,naturalista, naturalìstico,naturalistico, naturalità,naturalita, naturalizzare,naturalizzare, naturalizzazióne,naturalizzazione, natura mòrta,natura_morta, natura non facit saltus,natura_non_facit_saltus, naturare,naturare, naturismo,naturismo, naturista,naturista, naturìstico,naturistico, nàuco,nauco, naucrarìa,naucraria, naufragare,naufragare, naufràgio,naufragio, nàufrago,naufrago, naultino,naultino, naumachìa,naumachia, naumannite,naumannite, naupliare,naupliare, nauplius,nauplius, nàusea,nausea, nauseabóndo,nauseabondo, nauseare,nauseare, nàuta,nauta, nàutica,nautica, nàutico,nautico, Nautiloidèi,nautiloidei, Nautilus (zoologia),nautilus, nautòfono,nautofono, navaja,navaja, navale,navale, navalèstro,navalestro, navalismo,navalismo, navalmeccànico,navalmeccanico, navarco o navarca,navarco_o_navarca, navarrése,navarrese, navarrino,navarrino, navata,navata, nave,nave, navétta,navetta, navicèlla,navicella, navicèllo,navicello, navicèrt,navicert, navichière o navichièro,navichiere_o_navichiero, navicolare,navicolare, Navicula,navicula, navicularii,navicularii, navigàbile,navigabile, navigabilità,navigabilita, navigare,navigare, navigato,navigato, navigatóre,navigatore, navigatòrio,navigatorio, navigazióne,navigazione, navìglio,naviglio, navimodellismo,navimodellismo, navipèndolo,navipendolo, naviplano,naviplano, navóne,navone, nawab,nawab, nay\f4~a\f0~ pais\f4~a\f0~,naya_paisa, nazarèno,nazareno, nazarèo,nazareo, nazifascismo,nazifascismo, nazifascista,nazifascista, nazificare,nazificare, nazionale,nazionale, nazionalismo,nazionalismo, nazionalista,nazionalista, nazionalìstico,nazionalistico, nazionalità,nazionalita, nazionalitàrio,nazionalitario, nazionalizzare,nazionalizzare, nazionalizzazióne,nazionalizzazione, nazionalsocialismo,nazionalsocialismo, nazionalsocialista,nazionalsocialista, nazionalsocialìstico,nazionalsocialistico, nazióne,nazione, nazireato,nazireato, nazirèo,nazireo, naziskin,naziskin, nazismo e nazista,nazismo_e_nazista, ndràngheta o ‘ndrànghita,ndrangheta_o_ndranghita, ne (particella pronominale e avverbio),ne1, ne (particella pronominale poetica),ne2, ne (preposizione),ne3, né,neyy, ne’,ne_1, neanche,neancheyy, neandertaliano,neandertaliano, neandertalòide,neandertaloide, neànide,neanide, neàntropo o neoàntropo,neantropo_o_neoantropo, neàrtico,neartico, Nebaliàcei,nebaliacei, nébbia,nebbia, nebbiògeno,nebbiogeno, nebbiòlo,nebbiolo, nebbiosità,nebbiosita, nebbióso,nebbioso, nèbel,nebel, Nebraskan,nebraskan, nèbride,nebride, nébula,nebula, nebulare,nebulare, nebularina,nebularina, nebùlio,nebulio, nebulite,nebulite, nebulizzare,nebulizzare, nebulizzato,nebulizzato, nebulizzatóre,nebulizzatore, nebulizzazióne,nebulizzazione, nebulósa,nebulosa, nebulosità,nebulosita, nebulóso,nebuloso, néccio o nìccio,neccio_o_niccio, nécessaire,necessaire, necessàrio,necessario, necèsse,necesse, necessità,necessita, necessitare,necessitare, necessitato,necessitato, neck,neck, Neckera,neckera, necocarpo,necocarpo, necro-,necro_, necrofagìa,necrofagia, necròfago,necrofago, necrofilìa,necrofilia, necròfilo,necrofilo, necrofobìa,necrofobia, necroforèsi,necroforesi, necròforo,necroforo, necrologìa,necrologia, necrològico,necrologico, necrològio,necrologio, necrologista,necrologista, necròpoli,necropoli, necrosato,necrosato, necroscopìa,necroscopia, necroscòpico,necroscopico, necròsi,necrosi, necròtico,necrotico, necrotizzare,necrotizzare, nectocàlice,nectocalice, Nectogale,nectogale, nècton,necton, Nectonematoidèi,nectonematoidei, nectònico,nectonico, Nectria,nectria, Nèctridi,nectridi, neerlandése,neerlandese, nefandézza,nefandezza, nefando,nefando, nefàrio,nefario, nefas,nefas, nefasto,nefasto, nefelina,nefelina, nefelinite,nefelinite, nefèlio,nefelio, nefelometrìa,nefelometria, nefoscòpio,nefoscopio, nefrectomìa,nefrectomia, nefrìdio,nefridio, nefridiopòro,nefridioporo, nefrite (patologia),nefrite1, nefrite (mineralogia),nefrite2, nefrìtico,nefritico, nefro-,nefro_, nefroblastòma,nefroblastoma, nefrocalcinòsi,nefrocalcinosi, nefrocèle,nefrocele, nefrocito,nefrocito, nefrocòlico,nefrocolico, nefrògeno,nefrogeno, nefròlito,nefrolito, nefrologìa,nefrologia, nefróne,nefrone, nefropatìa,nefropatia, nefropèssi,nefropessi, nefroscleròsi,nefrosclerosi, nefròsi,nefrosi, nefrostomìa,nefrostomia, nefrotomìa,nefrotomia, nefròtico,nefrotico, nefròtomo,nefrotomo, nefrotossicità,nefrotossicita, nefrotòssico,nefrotossico, nefruro,nefruro, Neftidi,neftidi, negare,negare, negativa,negativa, negativismo,negativismo, negatività,negativita, negativo,negativo, negato,negato, negatóne o negatróne,negatone_o_negatrone, negatòrio,negatorio, negatoscòpio,negatoscopio, negazióne,negazione, neghentropìa,neghentropia, neghittosità,neghittosita, neghittóso,neghittoso, neglètto,negletto, négli,negliyy, négligé,neglige, negligènte,negligente, negligènza,negligenza, neglìgere,negligere, negoziàbile,negoziabile, negoziale,negoziale, negoziante,negoziante, negoziare,negoziare, negoziato,negoziato, negoziatóre,negoziatore, negoziazióne,negoziazione, negòzio,negozio, négra,negra, negramaro o négro amaro,negramaro_o_negro_amaro, negrara,negrara, negrétto,negretto, negrière,negriere, negrièro,negriero, negrillo,negrillo, negrità,negrita, negritos,negritos, négritude,negritude, negritùdine,negritudine, négro,negro, negroafricano,negroafricano, negroamericano,negroamericano, negromante,negromante, negromantésco,negromantesco, negromàntico,negromantico, negromanzìa o necromanzìa,negromanzia_o_necromanzia, negundo,negundo, nègus,negus, nèh,neh, néi,neiyy, neismo,neismo, Neisseriàcee,neisseriacee, nél,nelyy, nélla,nellayy, nélle,nelleyy, néllo,nelloyy, nelson,nelson, Nelumbo,nelumbo, Nemalion,nemalion, nemaspèrmio,nemaspermio, Nematelminti,nematelminti, nemato-,nemato_, nematoblàstico,nematoblastico, Nematòceri,nematoceri, nematocida,nematocida, nematocisti,nematocisti, Nematòdi,nematodi, Nematofori,nematofori, nematògeno,nematogeno, Nematomòrfi,nematomorfi, nematonuro,nematonuro, nembìfero,nembifero, némbo,nembo, nembóso,nemboso, nembostrato,nembostrato, nemèo,nemeo, Nemertini,nemertini, Nemestrìnidi,nemestrinidi, nemico,nemico, Nemictidi,nemictidi, nemmanco,nemmanco, nemméno,nemmenoyy, nemo ad impossibilia tenetur,nemo_ad_impossibilia_tenetur, nemo potest duobus dominis servire,nemo_potest_duobus_dominis_servire, nemo propheta in patria,nemo_propheta_in_patria, nemorale,nemorale, nènfro,nenfro, nènia,nenia, neo-,neo_, nèo (sostantivo),neo1, nèo (chimica),neo2, neoapostòlico,neoapostolico, neoarsfenamina,neoarsfenamina, neoatticismo,neoatticismo, neoàttico,neoattico, neoautòctono,neoautoctono, neoavanguardia,neoavanguardia, neobattisti,neobattisti, neobehaviorismo,neobehaviorismo, neocapitalismo,neocapitalismo, neocapitalista,neocapitalista, neocàrpia,neocarpia, neoceràtodo,neoceratodo, neoclassicismo,neoclassicismo, neoclassicista,neoclassicista, neoclàssico,neoclassico, neocolonialismo,neocolonialismo, neocolonialista,neocolonialista, Neocomiano,neocomiano, neocriticismo,neocriticismo, neodadaismo,neodadaismo, neodarvinismo o neodarwinismo,neodarvinismo_o_neodarwinismo, neodìmio,neodimio, neoebràico,neoebraico, neoempirismo,neoempirismo, neoencèfalo,neoencefalo, neofascismo,neofascismo, neofascista,neofascista, neofilìa,neofilia, neòfita,neofita, neofobìa,neofobia, neoformazióne,neoformazione, Neogasteròpodi,neogasteropodi, neogèn,neogen, Neògene,neogene, neoghibellinismo,neoghibellinismo, neogòtico,neogotico, neogrammàtica,neogrammatica, neogrammatico,neogrammatico, neogrèco,neogreco, Neogregarine,neogregarine, neoguelfismo,neoguelfismo, neoguèlfo,neoguelfo, neohegeliano,neohegeliano, neohegelismo,neohegelismo, neoidealismo,neoidealismo, neoidealista,neoidealista, neoimpressionismo,neoimpressionismo, neoittita,neoittita, neojacksonismo,neojacksonismo, neokantiano,neokantiano, neokantismo,neokantismo, neolamarckismo,neolamarckismo, Neolampadòidi,neolampadoidi, neolatino,neolatino, neoliberismo,neoliberismo, neoliberty,neoliberty, neolinguìstica,neolinguistica, Neolitico,neolitico, neolocale,neolocale, neològico,neologico, neologismo,neologismo, neomalthusianesimo o neomaltusianesimo,neomalthusianesimo_o_neomaltusianesimo, neomanicheismo,neomanicheismo, neomenìa,neomenia, Neomenìidi,neomeniidi, neomercantilismo,neomercantilismo, neomicina,neomicina, nèon,neon, neonato,neonato, neonatologìa,neonatologia, neonazismo,neonazismo, neonazista,neonazista, neontologìa,neontologia, Neoòfori,neoofori, neopaganésimo,neopaganesimo, neopàllio,neopallio, Neophoca,neophoca, Neophocoena,neophocoena, Neopilina,neopilina, neopitagòrico,neopitagorico, neopitagorismo,neopitagorismo, neoplasìa,neoplasia, neoplasticismo,neoplasticismo, neoplàstico,neoplastico, neoplatònico,neoplatonico, neoplatonismo,neoplatonismo, neopositivismo,neopositivismo, neopositivista,neopositivista, neopositivìstico,neopositivistico, neoprène,neoprene, Neorabdocèli,neorabdoceli, neorealismo,neorealismo, neorealista,neorealista, neorealìstico,neorealistico, Neorniti,neorniti, neoromànico,neoromanico, neoromanticismo,neoromanticismo, Neosalvarsan,neosalvarsan, neoscolàstica,neoscolastica, neoscolàstico,neoscolastico, Neosiberiani,neosiberiani, neosòma,neosoma, neostigmina,neostigmina, neostomìa,neostomia, neotenìa,neotenia, neotènico,neotenico, neotèrico,neoterico, neoterismo,neoterismo, neóteroi,neoteroi, neotestamentàrio,neotestamentario, neotettònica,neotettonica, Neotoma,neotoma, neotomismo,neotomismo, neotomista,neotomista, Neotragini,neotragini, Neotremati o Neotrèmi,neotremati_o_neotremi, neotropicale,neotropicale, Neottia,neottia, neoumanésimo,neoumanesimo, neovedantismo,neovedantismo, neozelandése,neozelandese, Neozòico,neozoico, nepalése,nepalese, Nepentàcee,nepentacee, Nepenthes,nepenthes, neper,neper, neperiano,neperiano, Nepèro,nepero, Nepeta,nepeta, nepetèlla,nepetella, Nephrolepis,nephrolepis, Nèpidi,nepidi, nepotismo,nepotismo, nepotista,nepotista, nepotìstico,nepotistico, neppure,neppure, neps,neps, neptunite o nettunite,neptunite_o_nettunite, ne quid nimis,ne_quid_nimis, nequìzia,nequizia, nerastro,nerastro, nerazzurro,nerazzurro, nerbare,nerbare, nerbata,nerbata, nèrbo,nerbo, nerboruto,nerboruto, nerbuto,nerbuto, nereggiare,nereggiare, Nerèidi (zoologia),nereidi_1, Nereimòrfi,nereimorfi, nerèllo,nerello, nerétto,neretto, nerézza,nerezza, nericare,nericare, nerìccio,nericcio, Nerine,nerine, Neritàcei,neritacei, nerìtico,neritico, Nerìtidi,neritidi, Nerium,nerium, néro,nero, nerofìdio,nerofidio, nerofumo o néro fumo,nerofumo_o_nero_fumo, nerógnolo,nerognolo, nèroli,neroli, nerolidòlo,nerolidolo, neròlo,nerolo, neroniano,neroniano, nerume,nerume, nervatura,nervatura, nervazióne,nervazione, nervino,nervino, nèrvo,nervo, nervosità,nervosita, nervóso,nervoso, nèsci,nesci, nesciènte,nesciente, nèscio,nescio, Nesolagus,nesolagus, nesosilicato,nesosilicato, Nesomiini,nesomiini, Nesophontes,nesophontes, nesosilicato,nesosilicato, Nesotragus,nesotragus, nèspola,nespola, nèspolo,nespolo, nesquehonite,nesquehonite, nèssile,nessile, nèsso,nesso, nessuno,nessuno, nestàia o nestaiòla,nestaia_o_nestaiola, nèsto,nesto, nèstore,nestore, nestorianésimo,nestorianesimo, nestoriano,nestoriano, ne sutor ultra crepidam,ne_sutor_ultra_crepidam, net,net, nète,nete, netsuke,netsuke, nettadènti,nettadenti, nettapénne,nettapenne, nèttare,nettare, nettare,nettare_1, nettàreo,nettareo, nettarina,nettarina, nettarìnia,nettarinia, Nettarinìidi,nettariniidi, nettàrio,nettario, nettarostègio,nettarostegio, nettézza,nettezza, nétto,netto, nettofrinòide,nettofrinoide, nettuniano,nettuniano, nettùnio (aggettivo),nettunioa1, nettùnio (sostantivo),nettunioa2, nettunismo,nettunismo, nettunista,nettunista, netturbino,netturbino, network,network, nèuma,neuma, neumàtico,neumatico, neurale,neurale, neurammìnico,neuramminico, neuramminidasi,neuramminidasi, neurapòfisi,neurapofisi, neurasse,neurasse, neurectomìa,neurectomia, nèurico,neurico, neurilèmma,neurilemma, neurinòma,neurinoma, neuristóre,neuristore, neurite,neurite, neuro- o nevro-,neuro__o_nevro_, neuroanatomia,neuroanatomia, neurobiotassi,neurobiotassi, neuroblasto,neuroblasto, neuroblastòma,neuroblastoma, neurocettóre,neurocettore, neurochìmica,neurochimica, neurochirurgìa,neurochirurgia, neurochirurgo,neurochirurgo, neurocrànio,neurocranio, neurocrinìa,neurocrinia, neurodermite,neurodermite, neurodistonìa,neurodistonia, Neurodontifórmi,neurodontiformi, neuroendocrinologìa,neuroendocrinologia, neuroepitèlio,neuroepitelio, neuroepiteliòma,neuroepitelioma, neurofarmacologìa,neurofarmacologia, neurofibrilla,neurofibrilla, neurofibròma,neurofibroma, neurofibromatòsi,neurofibromatosi, neurofisiologìa,neurofisiologia, neurografìa,neurografia, neuroimmunologia,neuroimmunologia, neuroipòfisi,neuroipofisi, neurolèttico,neurolettico, neurolisi,neurolisi, neurologìa,neurologia, neurològico,neurologico, neuròlogo,neurologo, neuròma,neuroma, neuromasto,neuromasto, neuròmero,neuromero, neuromielite,neuromielite, neuromuscolare,neuromuscolare, neuróne,neurone, neuropatìa,neuropatia, neuropàtico,neuropatico, neuropatologìa,neuropatologia, neuropatòlogo,neuropatologo, neuropilèma,neuropilema, neuroplègico,neuroplegico, neuropòdio,neuropodio, neuròporo,neuroporo, neuropsichiatrìa,neuropsichiatria, neuropsicologìa,neuropsicologia, neurormone,neurormone, neurorrafìa,neurorrafia, neuroschèletro,neuroscheletro, neuroscienza,neuroscienza, neurosecrezióne,neurosecrezione, neurospasmo,neurospasmo, Neurospora,neurospora, neurotensina,neurotensina, neurotmèsi,neurotmesi, neurotomìa,neurotomia, neurotònico,neurotonico, neurotossicità,neurotossicita, neurotòssico,neurotossico, neurotossina,neurotossina, neurotrasmettitóre,neurotrasmettitore, neurotropismo,neurotropismo, Neuròtteri,neurotteri, neurovegetativo,neurovegetativo, nèurula,neurula, neurulazióne,neurulazione, neuston,neuston, neutrale,neutrale, neutralismo,neutralismo, neutralista,neutralista, neutralità,neutralita, neutralizzante,neutralizzante, neutralizzare,neutralizzare, neutralizzazióne,neutralizzazione, neutrino,neutrino, nèutro,neutro, neutrodina,neutrodina, neutrodiurno,neutrodiurno, neutrofilìa,neutrofilia, neutròfilo,neutrofilo, neutróne,neutrone, neutrònico,neutronico, neutronigrafìa,neutronigrafia, neutropenìa,neutropenia, nevàio,nevaio, nevato,nevato, néve,neve, nevicare,nevicare, nevicata,nevicata, nevicato,nevicato, nevìschio,nevischio, nèvo,nevo, nevosità,nevosita, nevóso,nevoso, nevralgìa,nevralgia, nevràlgico,nevralgico, nevrasse,nevrasse, nevrassite,nevrassite, nevrastenìa,nevrastenia, nevrastènico,nevrastenico, nevrilèmma,nevrilemma, nevrite o neurite,nevrite_o_neurite, nevroglìa o neuroglìa,nevroglia_o_neuroglia, nevròsi o neuròsi,nevrosi_o_neurosi, nevròtico,nevrotico, nevvéro,nevvero, new entry,new_entry, new-look,new_look, news,news, newton,newton, newtoniano,newtoniano, new town,new_town, nexum,nexum, ni (avverbio),ni1, ni (lettera dell’alfabeto greco),ni2, niacina,niacina, niacinammide,niacinammide, nialammide,nialammide, niao wen,niao_wen, niaozi wen,niaozi_wen, niàuli,niauli, nìbbio,nibbio, nibelùngico,nibelungico, nicalloy,nicalloy, Nicandra,nicandra, nicaraguégno,nicaraguegno, nicaraguénse,nicaraguense, nìcchia,nicchia, nicchiare,nicchiare, nìcchio,nicchio, Niccodèmi, Dàrio,niccodemi_dario, niccolite,niccolite, nicèno,niceno, nicèno-costantinopolitano, sìmbolo-,niceno_costantinopolitano_simbolo_, nicetammide,nicetammide, nìchel,nichel, nichelare,nichelare, nìchel-argènto,nichel_argento, nichelatura,nichelatura, nichelcròmo,nichelcromo, nichelin,nichelin, nichelino,nichelino, nìchel-Raney,nichel_raney, nichilismo,nichilismo, nichilista,nichilista, nickelodeon,nickelodeon, niclosammide,niclosammide, nicolaiti,nicolaiti, Nicotiana,nicotiana, nicotina,nicotina, nicotinammide,nicotinammide, nicotìnico,nicotinico, nicròmo,nicromo, Nictaginàcee,nictaginacee, nictàlope,nictalope, nictalopìa,nictalopia, nictemerale,nictemerale, nictinastìa,nictinastia, nicto- o nitto-,nicto__o_nitto_, nictùria,nicturia, nidamentale,nidamentale, nidaménto,nidamento, nidiace,nidiace, nidiàndolo,nidiandolo, nidiata,nidiata, nidìcolo,nidicolo, nidificare,nidificare, nidificazióne,nidificazione, nidìfugo,nidifugo, nido,nido, nidòre,nidore, nidulàrio,nidulario, niellare,niellare, niellatura,niellatura, nien-hao,nien_hao, niènte,niente, nienteméno o niènte méno,nientemeno_o_niente_meno, nietzschianésimo o nietzschianismo,nietzschianesimo_o_nietzschianismo, nietzschiano,nietzschiano, nièvo,nievo, nife,nife, niffo o nifo,niffo_o_nifo, nigèlla,nigella, nigeriano,nigeriano, night-club,night_club, nigricante,nigricante, Nigritella,nigritella, ni-hard,ni_hard, niketéria,niketeria, nilgàu,nilgau, nilo,nilo, nilòtico,nilotico, nilpotènte,nilpotente, nilpotènza,nilpotenza, nimbato,nimbato, nimbo,nimbo, nimistà o nimistanza,nimista_o_nimistanza, nimònic,nimonic, ninfa,ninfa, ninfale,ninfale, Ninfàlidi,ninfalidi, ninfèa,ninfea, Ninfeàcee,ninfeacee, ninfèo,ninfeo, ninfétta,ninfetta, ninfòmane,ninfomane, ninfomanìa,ninfomania, Ninfonomòrfi,ninfonomorfi, ninfòsi,ninfosi, ninna,ninna, ninnananna,ninnananna, ninnare,ninnare, ninnolare,ninnolare, nìnnolo,ninnolo, niòbio,niobio, Niphargus,niphargus, nipiologìa,nipiologia, nipiològico,nipiologico, nipóte,nipote, nipplo,nipplo, nippo-,nippo_, nippònico,nipponico, Nippotenidei,nippotenidei, nirat,nirat, ni-resist,ni_resist, nirgu\f3~n\f0~a,nirguna, nirukta,nirukta, nirvana,nirvana, nirvànico,nirvanico, ni-span,ni_span, nissèno (di Caltanissetta),nisseno1, nissèno (di Nissa),nisseno2, nistagmo,nistagmo, nistatina,nistatina, nit,nit, nitèla,nitela, Nitella,nitella, nitidézza,nitidezza, nìtido,nitido, Nitidùlidi,nitidulidi, nitòmetro,nitometro, nitóre,nitore, nitrare,nitrare, nitrato,nitrato, nitrazepàm,nitrazepam, nitrazióne,nitrazione, nìtrico,nitrico, nitrificante,nitrificante, nitrificare,nitrificare, nitrificazióne,nitrificazione, nitrile,nitrile, nitrire,nitrire, nitrito (zoologia),nitrito1, nitrito (chimica),nitrito2, nitro-,nitro_, nitro,nitro, nitroacetilcellulósa,nitroacetilcellulosa, nitroanilina,nitroanilina, Nitrobatteriàcee,nitrobatteriacee, nitrobattèrio,nitrobatterio, nitrobenzène,nitrobenzene, nitrocellulósa,nitrocellulosa, nitroclorofòrmio,nitrocloroformio, nitrocompósto,nitrocomposto, nitrodiglicòle,nitrodiglicole, nitrofenòlo,nitrofenolo, nitròfilo,nitrofilo, nitrofurazóne,nitrofurazone, nitroglicerina,nitroglicerina, nitromannite,nitromannite, nitrometano,nitrometano, nitrosammina,nitrosammina, nitrosanidride,nitrosanidride, nitrosazióne,nitrosazione, nitrosile,nitrosile, nitróso,nitroso, nitrotoluène,nitrotoluene, nitrurazióne,nitrurazione, nitruro,nitruro, nittazióne,nittazione, Nitteribìidi,nitteribiidi, Nittèridi,nitteridi, Nittibìidi,nittibiidi, nittìbio,nittibio, nitticèbo,nitticebo, nittìcora,nitticora, nittipitèco,nittipiteco, nittitante,nittitante, nittofobìa,nittofobia, niùno,niuno, nivale,nivale, nivco,nivco, nìveo,niveo, nivòmetro o nevòmetro,nivometro_o_nevometro, ni\f3~z\f0~\f4~a\f0~m,nizam, nizza,nizza, nizzardo,nizzardo, Nm,nm, n.n.,n_n_, no,noyy, No,no_1, n\f4~o\f0~,no_2, nobèlio,nobelio, nobildònna,nobildonna, nòbile,nobile, nobilèa,nobilea, nòbile di Montepulciano,nobile_di_montepulciano, nobilésco,nobilesco, nobiliare,nobiliare, nobiliàrio,nobiliario, nobilitare,nobilitare, nobiltà,nobilta, nobiluòmo,nobiluomo, Nocardia,nocardia, nocardiòsi,nocardiosi, nòcca,nocca, nocchière o nocchièro,nocchiere_o_nocchiero, nocchieruto,nocchieruto, nocchino,nocchino, nòcchio,nocchio, nocciòla,nocciola, nocciolàia,nocciolaia, nocciolàio,nocciolaio, nocciolato,nocciolato, noccioléto,noccioleto, nocciolina,nocciolina, nocciolino,nocciolino, nòcciolo,nocciolo, nocciòlo (botanica),nocciolo1, nocciòlo (zoologia),nocciolo2, nocciuòla e nocciuòlo,nocciuola_e_nocciuolo, nóce,noce, nóce alata,noce_alata, nóce del Queensland,noce_del_queensland, nocèlla,nocella, nóce metèlla,noce_metella, nocènte,nocente, nocèra,nocera, nòcere,nocere, nocerina,nocerina, nocéto,noceto, noch,noch, nocicettivo,nocicettivo, nocicettóre,nocicettore, nocicezióne,nocicezione, nocillo,nocillo, nocino,nocino, nociuto,nociuto, nocivo,nocivo, Noctiluca,noctiluca, nocuménto,nocumento, nodale,nodale, nodèllo,nodello,</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I corpi di B.: napoleonico]]></title>
<link>http://vibrisse.wordpress.com/2009/09/07/i-corpi-di-b-napoleonico/</link>
<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 04:00:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>vibrisse</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quanti corpi ha Silvio Berlusconi? Iniziamo una perlustrazione. La prima serie (una ventina) compren]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://vibrisse.wordpress.com/files/2009/09/napo_berlu.jpg" alt="napo_berlu" title="napo_berlu" width="385" height="483" class="alignnone size-full wp-image-4089" /></p>
<p><!--more--></p>
<p><font size="1">Quanti corpi ha Silvio Berlusconi? Iniziamo una perlustrazione. La prima serie (una ventina) comprende immagini che manipolano il corpo di Silvio Berlusconi: solitamente per trapianto facciale. In effetti, queste immagini dicono che Silvio Berlusconi può essere una grande quantità di corpi. In genere non indico le fonti delle immagini perché si trovano dappertutto in rete e non sono in grado di stabilire chi le abbia fabbricate. Confesso che scrutare nella rete le immagini manipolate di Silvio Berlusconi mi fa una certa impressione. E&#8217; come se ci fosse una specie di mania. </font></p>
<p><font size="1"> Il prossimo, domani.</font></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[1814 - Borgomanero sommovimenti popolari]]></title>
<link>http://storialakeorta.wordpress.com/2009/09/05/1814-borgomanero-sommovimenti-popolari/</link>
<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 12:47:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>storialakeorta</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sommovimenti popolari a Borgomanero e dintorni nell&#8217;anno 1814 a cura di Alberto Temporelli - A]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sommovimenti popolari a Borgomanero e dintorni nell&#8217;anno 1814 a cura di Alberto Temporelli - A]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Annunciato NAPOLEON: TOTAL WAR]]></title>
<link>http://michele227.wordpress.com/2009/08/26/annunciato-napoleon-total-war/</link>
<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 20:42:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>michele227</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dopo appena 5 mesi dall&#8217;uscita di Empire: Total War, Creative Assembly annuncia l&#8217;uscita]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Dopo appena 5 mesi dall&#8217;uscita di Empire: Total War, Creative Assembly annuncia l&#8217;uscita]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La battaglia. Storia di Waterloo]]></title>
<link>http://marcocrosetto.wordpress.com/2009/08/25/la-battaglia-storia-di-waterloo/</link>
<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 12:16:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcocrosetto</dc:creator>
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<description><![CDATA[La battaglia. Storia di Waterloo Laterza 2007 (collana Economica) 378 pp., Euro 10,50 xxxxxxxxxxxxxx]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-444" title="copt13.asp" src="http://marcocrosetto.wordpress.com/files/2009/08/copt13-asp4.jpeg" alt="copt13.asp" width="80" height="122" /><em> La battaglia. Storia di Waterloo</em></p>
<p><em>Laterza 2007 (collana Economica)</em></p>
<p><em>378 pp., Euro 10,50</em></p>
<p><em>xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx</em></p>
<p>Scrivere di storia non è mai facile. Scrivere di storia militare è ancora più difficile, perché all’enorme mole di documentazione e di informazioni, solitamente è molto difficile abbinare una narrazione sobria, frizzante e coinvolgente. In due parole: non noiosa. Alessandro Barbero riesce nell’impresa in cui grandi storici hanno a mio parere fallito, far coesistere la ricerca storica con una prosa, che per molti versi sconfina nel romanzesco. E la sfida merita ancor più elogi se la materia di studio non è una scaramuccia qualunque, ma una battaglia d’eccezione. Anzi la battaglia, come il titolo stesso del volume lo sottolinea. La grande sconfitta di Napoleone Bonaparte a Waterloo è descritta da Barbero in ogni più piccolo dettaglio. Dallo schieramento degli eserciti, alle caratteristiche dei contingenti più piccoli, dalle modalità di combattimento dell’epoca alle specifiche di ogni reggimento, dalle grandi manovre sul campo, alle strategie dei condottieri a capo delle armate. Tutto è analizzato, sviscerato e scritto con maestria ed energia. Il volume di documenti e testi studiati dall’autore è mastodontico, ma mai in nessuna pagina si cade nella noia o nella monotonia. Il libro va assaporato e gustato riga dopo riga, e se il finale è scontato, le analisi di Barbero chiariscono quei “se” e quei “ma”, che da generazioni avvolgono la battaglia di Waterloo. È un’opera eccezionale, adatta a chi già conosce le campagne napoleoniche o a chi invece poco o nulla sa del generale corso e del suo avversario di Waterloo, il Duca di Wellington. Ma anche di Lord Uxbridge e della sua gamba, dei corazzieri e dei dragoni, dei fucili Baker britannici, della carica della Guardia inglese e dell’immortale e celeberrimo assalto della cavalleria francese ai quadrati di Sua Maestà. Aneddoti, curiosità, incroci, rimandi futuri a soldati che hanno vissuto la battaglia, il saggio di Barbero è questo e molto altro ancora. Rivivono nelle sue frasi, le emozioni e le sensazioni dei soldati (soprattutto britannici, ahimè…), che hanno combattuto il conflitto risolutivo dell’epoca napoleonica. Un ottimo libro firmato da uno dei migliori storici italiani contemporanei.</p>
<p>(voto 5 su 5)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Left handers day!]]></title>
<link>http://aksbang.wordpress.com/2009/08/13/left-handers-day/</link>
<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 19:53:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>aksbang</dc:creator>
<guid>http://aksbang.wordpress.com/2009/08/13/left-handers-day/</guid>
<description><![CDATA[Mi right hand is my left hand! LOL! Normally people uses their right hand to write but I can use bot]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Mi right hand is my left hand! LOL! Normally people uses their right hand to write but I can use bot]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La giornata dell'orgoglio mancino]]></title>
<link>http://pietrobellantoni.wordpress.com/2009/08/12/la-giornata-dellorgoglio-mancino/</link>
<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 13:35:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>pietrobellantoni</dc:creator>
<guid>http://pietrobellantoni.wordpress.com/2009/08/12/la-giornata-dellorgoglio-mancino/</guid>
<description><![CDATA[Da Repubblica.it Diego A. Maradona ROMA &#8211; Ci volle un giocatore, il più grande di tutti i temp]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Da <em><a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/giornata-dei-mancini/giornata-dei-mancini/giornata-dei-mancini.html" target="_blank">Repubblica.it</a></em></p>
<div id="attachment_567" class="wp-caption alignright" style="width: 229px"><img class="size-medium wp-image-567" title="APP2001110918192" src="http://pietrobellantoni.wordpress.com/files/2009/08/16563maradona411mf1.jpeg?w=219" alt="Diego A. Maradona " width="219" height="300" /><p class="wp-caption-text">Diego A. Maradona </p></div>
<p>ROMA &#8211; Ci volle un giocatore, il più grande di tutti i tempi, per cancellare<br />
secoli di pregiudizi. Era il 22 giugno del 1986, Inghilterra contro Argentina quattro anni dopo la guerra delle Falkland. Diego Armando Maradona realizzò due gol storici, il primo di mano. Fu una doppia vittoria, per gli argentini e per i mancini di tutto il mondo che assistettero increduli a un piccolo capovolgimento linguistico: la tanto vituperata sinistra, chiamata da sempre mano del diavolo, divenne ai mondiali del Messico la &#8220;mano de Dios&#8221;.</p>
<p>Una rivalsa per chi si trova a vivere, suo malgrado, in un mondo ostinatamente orientato a destra e che concede un solo strappo alla regola: il 13 agosto, giornata internazionale del mancinismo.</p>
<p>Quest&#8217;anno l&#8217;esclamazione che accompagna la ricorrenza è scontata: &#8220;Yes we can&#8221;. A dettarla il presidente americano Barack Obama che prima di conquistare la Casa Bianca conquistò gli elettori &#8220;sinistri&#8221;. E dire che non era una missione facile: anche il candidato repubblicano John McCain firmava con la mano &#8220;sbagliata&#8221; eppure su Internet i sostenitori lefthand erano tutti per il democratico afroamericano.</p>
<div id="attachment_570" class="wp-caption alignleft" style="width: 272px"><img class="size-medium wp-image-570" title="MarilynMonroe" src="http://pietrobellantoni.wordpress.com/files/2009/08/marilynmonroe2.jpeg?w=262" alt="Marilyn Monroe" width="262" height="300" /><p class="wp-caption-text">Marilyn Monroe</p></div>
<p>Il 13 agosto sarà la festa di quel 10% del mondo, capi di Stato e calciatori compresi, che si appoggia alla sinistra non solo per scrivere, ma anche per saltare o scattare una fotografia, a seconda della gradazione del fenomeno. Nel 1976 l&#8217;associazione &#8220;Lefthanders International&#8221; scelse questa data perché cadeva di venerdì. Come a dire: &#8220;Noi mancini pensiamo il mondo alla rovescia, anche per le superstizioni&#8221;. Uno scarto deciso rispetto al passato, un invito ad abbattere i pregiudizi, almeno quelli linguistici.</p>
<p>In inglese right significa destra, ma anche giusto. In francese gauche, cioè mancino, vuole anche dire sgraziato. In spagnolo l&#8217;espressione no ser zurdo si usa per &#8220;essere intelligente&#8221;, ma il senso letterario sarebbe &#8220;non essere mancino&#8221;. L&#8217;italiano, poi, abbonda di modi di dire non proprio galanti: &#8220;tiro mancino&#8221;, &#8220;sei sceso dal letto con il piede sinistro&#8221;&#8230; Retaggio, secondo i più, di antiche usanze. I romani si erano inventati l&#8217;abitudine di porgere la mano destra come segno di fiducia dovendo abbandonare la presa sulla spada.</p>
<p>Se dalle parole passiamo ai fatti le cose non fanno che peggiorare. Ci sono mille piccoli gesti, come girare la chiave di casa nella serratura, scrivere con la stilografica, usare le forbici o il ferro da stiro, che diventano più complicati di quanto un destro possa anche solo immaginare. I mancini che non riescono ad abituarsi non hanno altra scelta che mettersi a caccia di negozi specializzati. Come quello aperto da Ned Flanders, il religiosissimo vicino dei Simpson, nel centro commerciale di Springfield.</p>
<p>Illustre &#8220;vittima&#8221;, almeno così si narra, fu Charlie Chaplin che suonava</p>
<div id="attachment_571" class="wp-caption alignright" style="width: 249px"><img class="size-medium wp-image-571" title="DA-SC-90-03096" src="http://pietrobellantoni.wordpress.com/files/2009/08/ronald_reagan2.jpeg?w=239" alt="Ronald Reagan" width="239" height="300" /><p class="wp-caption-text">Ronald Reagan</p></div>
<p> divinamente il violino, ma che essendo mancino puntava l&#8217;archetto dritto agli occhi di chi gli stava accanto. O Jimi Hendrix costretto dal padre, ancora bambino, a suonare una chitarra per destrimani. Anche Ronald Regan che da presidente firmava con la destra, da attore recuperava l&#8217;uso della sinistra. La lista è lunghissima, da Alberto Moravia a Valentino Rossi, da Marilyn Monroe a Fidel Castro, da Bruce Willis a Nicole Kidman, da Leonardo Da Vinci a Napoleone. Tutti personaggi illustri che con i loro cervelli &#8220;capovolti&#8221; hanno finito con lo scrivere pagine di storia.</p>
<p>Il 13 agosto è la loro giornata, il trionfo dell&#8217;orgoglio mancino nel quale accendere i riflettori sui disagi e a volte i vantaggi di usare la tanto disprezzata &#8220;mano del diavolo&#8221;. Il sito inglese &#8220;www.lefthandersday.com&#8221; propone a ognuno dei suoi iscritti di fare sperimentare ai propri amici destri come ci si sente a maneggiare utensili pensati per altre dita. In Inghilterra e in America ci sono decine di appuntamenti, feste ed eventi. E quest&#8217;anno anche l&#8217;Italia avrà la sua. La comunità on line dei mancini si è data appuntamento a Rivabello, vicino a Gallipoli.</p>
<p><strong>Stefania Parmeggiani</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ti co nu, nu co ti -  L'Ultimo Giorno di Perasto]]></title>
<link>http://danielerostellato.wordpress.com/2009/07/30/ti-co-nu%e2%80%99-nu%e2%80%99-co-ti/</link>
<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 15:54:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Daniele</dc:creator>
<guid>http://danielerostellato.wordpress.com/2009/07/30/ti-co-nu%e2%80%99-nu%e2%80%99-co-ti/</guid>
<description><![CDATA[La ''Fedelissima Gonfaloniera'' Perché a scuola mi hanno insegnato la storia sul &#8220;Libro Cuore]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_386" class="wp-caption aligncenter" style="width: 264px"><a href="http://danielerostellato.wordpress.com/files/2009/07/perasto_02.jpg"><img src="http://danielerostellato.wordpress.com/files/2009/07/perasto_02.jpg" alt="La &#39;&#39;Fedelissima Gonfaloniera&#39;&#39;" title="La &#39;&#39;Fedelissima Gonfaloniera&#39;&#39;" width="254" height="350" class="size-full wp-image-386" /></a><p class="wp-caption-text">La ''Fedelissima Gonfaloniera''</p></div>
<p>Perché a scuola mi hanno insegnato la storia sul &#8220;Libro Cuore&#8221;, e mi hanno privato di capitoli intensi ed eroici della vita di un posto animato da tutti quelli che cercavano libertà e cultura. E, perdonatemi, ma io queste cose me le voglio riprendere.</p>
<p>Penso che a Padova su 211 mila abitanti solamente metà è padovana. Penso alle nostre università, faro della cultura di un paese dove l&#8217;istruzione è da secondo mondo, e mi fa così male pensare alle cose accadute in questi giorni, e a tutti quelli che hanno vomitato accuse di ignoranza e razzismo.</p>
<p>Ai giorni nostri, Perasto è una piccola città di 349 abitanti che appartiene al Montenegro, stato che sulla sua bandiera riporta al centro un leone. La metà degli abitanti parlano tuttora, dopo due secoli, lingua veneta pur non essendo veneti di origine.</p>
<p style="text-align:center;">*******</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Ti co nu, nu co ti</strong></p>
<p>Premessa</p>
<p>Nel 1368, durante un terribile assedio, <strong>i Perastini offrirono spontaneamente il loro aiuto alla flotta Veneziana</strong>, così Perasto ebbe il privilegio di essere nominata dal governo della Repubblica di Venezia “<strong>FEDELISSIMA GONFALONIERA</strong>”, e tale privilegio venne mantenuto fino alla fina della Repubblica.   Il privilegio consisteva nel conservare, in tempo di pace,  il Vessillo di guerra della flotta Veneta nella casa del Capitano di Perasto mentre, in tempo di guerra, quando il gonfalone veniva issato sulla nave ammiraglia del “Capitano Generale da Mar” dell’armata navale Veneta, i Perastini ne erano suoi straordinari difensori.</p>
<p>Per tale scopo il Consiglio degli Anziani della Comunità di Perasto eleggeva ogni anno 12 Perastini, scelti fra i più valorosi e possenti, che, armati di sciabola, giuravano di morire piuttosto di permettere che la gloriosa bandiera subisse il disonore di cadere in mano nemiche.</p>
<p>Tra la metà di giugno e la fine di agosto del 1797, le comunità delle Bocche si erano riunite a congresso ed <strong>avevano deliberato di rimanere Veneziane ed indipendenti</strong> sotto il governo del loro Provveditore Straordinario: “La Provincia tutta protestò di essere Veneta, e di considerare nella figura rispettabile dell’Ecc.mo sign. Soranzo, quella del perduto affezionatissimo Padre (il Doge)”.</p>
<p>Purtroppo, a causa degli sconquassi causati dalle armate napoleoniche in Europa, il 22 agosto il Generale Maggiore e Comandante delle truppe imperiali austriache, barone Matia Rukavina, sbarcò sulle coste Cattarine ed occupò quella che allora era da loro definita “Albania Austriaca”.</p>
<p>In una cronaca manoscritta Perastina così si narra: “La mattina del 23 agosto convennero tutti i cittadini di ogni ceto e le genti del suo Territorio presso la casa del Capitano di Perasto, dove si trovavano custoditi il Gonfalone e la Bandiera di Campagna.   I dodici gonfalonieri ed i due alfieri guidati dal luogotenente, vi salirono per levare le venerande insegne, dinanzi alle quali vi si trattennero, commossi dalla solennità del momento, più di quanto avrebbero dovuto; sicchè uno dei Giudici della Comunità li raggiunse per invitarli a dare inizio alla mesta cerimonia.</p>
<p>Finalmente innalzate le insegne dai due alfieri preceduti dal Luogotenente, il Gonfalone di S. Marco vide per l’ultima volta le lame sguainate dei suoi gonfalonieri a fargli da spalliera e la Comunità, le corporazioni ed il popolo perastino seguirlo a passo grave verso la piazza S. Nicolò.</p>
<p>Appena che vi furono giunti, il Capitano staccò quelle insegne dalle loro aste e contemporaneamente fu calata dal castello la bandiera Veneta fra il rimbombo della artiglierie di quella fortezza, che sparò 21 colpi di cannone, dai due bastimenti armati a difesa del porto (11 colpi ciascuno) e così di tutti gli altri vascelli mercantili che si trovavano sotto le rive di Perasto e deposte insegne, sopra un bacile d argento, furono trasportate in chiesa dal Luogotenente e da due Giudici nella chiesa, ove, ricevuti da Monsignore Abate e dal Clero, s’avviarono verso l’altare maggiore e vi posero sopra la cara reliquia”.</p>
<p>Qui venne celebrato il famoso commovente discorso del <strong>Capitano Giuseppe Viscovich</strong>:</p>
<h5><em> “In sto amaro momento, in sto ultimo sfogo de amor, de fede al Veneto Serenissimo Dominio, el gonfalon de la Serenissima Repubblica, ne sia de conforto, o citadini, che la nostra condota pasada, che quela de sti ultimi tempi, la ne rende più zusto sto ato fatal, ma doveroso par nu.</em></h5>
<h5><em> Savarà da nù i vostri fioi, e la storia del zorno la farà saver a tuta Europa, che Perasto la ga degnamente sostegnudo fin a l’ultimo l’onor del Veneto Gonfalon, onorandolo co sto ato selene e deponendolo bagnà da el nostro universal, amaro pianto.</em></h5>
<h5><em> Sfoghemose, citadini, sfoghemose pur; ma in sti nostri ultimi sentimenti, che i sigila la nostra gloriosa corsa soto el Serenissimo Veneto Governo, rivolgemose verso sta Insegna che lo rapresenta, e su de ela sfoghemo el nostro dolor.</em></h5>
<h5><em> Par 277 ani la nostra fede, el nostro valor, la sempre custodia par tera e par mar, par tuto indove che i ne ga ciamà i so nemisi, che li xe stai pur queli de la Religion. Par 377 ani le nostre sostanze, el nostro sangue, le nostre vite, le xe sempre stae par Ti, S. Marco; e felicissimi sempre se gavemo reputà, <strong>TI CO NU, NU CO TI</strong>; e sempre co Ti sul mar nu semo stai ilustri e virtuoxi. Nisuni co Ti ne ga visto scampar, nisuni co Ti ne ga visto vinti e spauroxi!</em></h5>
<h5><em> E se sti tempi presenti, infelici par imprevidensa, par disension, par arbitrii ilegali, par visi ofendenti la natura e el gius de le xenti, no Te gavese cavà via, par Ti in perpetuo sarave stae le nostre sostanse, el nostro sangue, la nostra vita, e piutosto che vedarTe vinto e dexonorà dai Toi, el corajo nostro, la nostra fede, se gavarave spelio soto de Ti.</em></h5>
<h5><em> Ma xa che altro no ne resta da far par Ti, el nostro cuor sia l’onoratissima To tomba, e el più puro e el più grando To elogio le nostre lagreme”.</em></h5>
<div id="attachment_388" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://danielerostellato.wordpress.com/files/2009/07/perasto_03.jpg"><img src="http://danielerostellato.wordpress.com/files/2009/07/perasto_03.jpg" alt="Il Bacio di Perasto al Gonfalone di San Marco, in un quadro di Giuseppe Lallich" title="Il Bacio di Perasto al Gonfalone di San Marco, in un quadro di Giuseppe Lallich" width="400" height="244" class="size-full wp-image-388" /></a><p class="wp-caption-text">Il Bacio di Perasto al Gonfalone di San Marco, in un quadro di Giuseppe Lallich</p></div>
<p>Poi, uno alla volta, tutti i presenti baciarono il gonfalone e lo bagnarono con le proprie lacrime. Infine le insegne vennero chiuse in una cassetta e questa fu posta sotto l’altare maggiore.</p>
<p>tratto dal sito <a href="http://www.dasanmarcoasanmarco.org">www.dasanmarcoasanmarco.org</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[65 anni e non dimostrarli!]]></title>
<link>http://identitaveneta1.wordpress.com/2009/07/26/65-anni-e-non-dimostrarli/</link>
<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 16:58:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Identità Veneta</dc:creator>
<guid>http://identitaveneta1.wordpress.com/2009/07/26/65-anni-e-non-dimostrarli/</guid>
<description><![CDATA[Questo articolo è apparso sul supplemento della &#8220;Gazzetta Ticinese&#8221; del 17 luglio 1944 a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Questo articolo è apparso sul supplemento della &#8220;Gazzetta Ticinese&#8221; del <strong>17 luglio 1944</strong> a firma &#8220;Junius&#8221;; in realtà l&#8217;autore è Luigi Einaudi, primo Presidente della Repubblica Italiana; notate l&#8217;attualità dei concetti ed il coraggio delle proposte, che fanno impallidire i politicanti d&#8217;oggi.</p>
<p>**********</p>
<p style="text-align:justify;">Proporre, in Italia ed in qualche altro paese di Europa, di abolire il &#8220;prefetto&#8221; sembra stravaganza degna di manicomio. Istituzione veneranda, venuta a noi dalla notte dei tempi, il prefetto è quasi sinonimo di governo e, lui scomparso, sembra non esistere più nulla.</p>
<p style="text-align:justify;">Chi comanda e chi esegue fuor dalla capitale? Come opera l&#8217;amministrazione pubblica? In verità, il prefetto è una lue che fu inoculata nel corpo politico italiano da Napoleone. Gli antichi governi erano, prima della rivoluzione francese, assoluti solo di nome, e di fatto vincolati d&#8217;ogni parte, dai senati e dalle Camere dei conti o magistrati camerali, gelosissimi del loro potere di rifiutare la registrazione degli editti regi, che, se non registrati, non contavano nulla, dai corpi locali privilegiati, auto-eletti per cooptazione dei membri in carica, dai patti antichi di infeudazione, di dedizione e di annessione, dalle consuetudini immemorabili. Gli stati italiani governano entro i limiti posti dalle &#8220;libertà&#8221; locali, territoriali e professionali. Spesso &#8220;le libertà&#8221; municipali e regionali erano &#8220;privilegi&#8221; di ceti, di nobili, di corporazioni artigiane ed erano dannose all&#8217;universale.</p>
<p style="text-align:justify;">Nella furia di strappare i privilegi, la rivoluzione francese distrusse, continuando l&#8217;opera iniziata dai Borboni, le libertà locali; e Napoleone, dittatore all&#8217;interno, amante dell&#8217;ordine, sospettoso, come tutti i tiranni, di ogni forza indipendente, spirituale o temporale, perfezionò l&#8217;opera. I governi restaurati trovarono comodo di non restaurare, se non di nome, gli antichi corpi limitatori e conservarono il prefetto napoleonico. L&#8217;Italia nuova, preoccupata di rinsaldare le membra disiecta degli antichi ex-stati in un corpo unico, immaginò che il federalismo fosse il nemico ed estese il sistema prefettizio anche a quelle parti d&#8217;Italia, come le province ex-­austriache, nelle quali la lue erasi infiltrata con manifestazioni attenuate. Si credette di instaurare libertà e democrazia e si foggiò lo strumento della dittatura.</p>
<p style="text-align:justify;">Democrazia e prefetto repugnano profondamente l&#8217;una all&#8217;altro. Né in Italia, né in Francia, né in Spagna, né in Prussia, si ebbe mai e non si avrà mai democrazia, finché esisterà il tipo di governo accentrato del quale è simbolo il prefetto.</p>
<p style="text-align:justify;">Coloro i quali parlano di democrazia e di costituente e di volontà popolare e di autodecisione e non si accorgono del prefetto, non sanno quel che si dicono. Elezioni, libertà di scelta dei rappresentanti, camere, parlamenti, costituenti, ministri responsabili sono una lugubre farsa nei paesi a governo accentrato del tipo napoleonico. Gli uomini di stato anglo-sassoni, i quali invitano i popoli europei a scegliersi la forma di governo da essi preferita, trasportano inconsciamente parole e pensieri propri dei loro paesi a paesi nei quali le medesime parole hanno un significato del tutto diverso.</p>
<p style="text-align:justify;">Forse i soli europei del continente, i quali sentendo quelle parole le intendono nel loro significato vero sono, insieme con gli scandinavi, gli svizzeri; e questi non hanno nulla da imparare, perché quelle parole sentono profondamente da sette secoli. Essi sanno che la democrazia comincia dal comune, che è cosa dei cittadini, i quali non solo eleggono i loro consiglieri e sindaci o presidenti o borgomastri, ma da sé, senza intervento e tutela e comando di gente posta fuori del comune od a questo sovrapposta se lo amministrano, se lo mandano in malora o lo fanno prosperare.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;auto-governo continua nel cantone, il quale è un vero stato, il quale da sé si fa le sue leggi, se le vota nel suo parlamento e le applica per mezzo dei propri consiglieri di stato, senza uopo di ottenere approvazioni da Berna; e Berna, ossia il governo federale, a sua volta, per le cose di sua competenza, ha un parlamento per deliberare le leggi sue proprie ed un consiglio federale per applicarle ed amministrarle. E tutti questi consessi ed i 25 cantoni e mezzi cantoni e la confederazione hanno così numerosissimi legislatori e centinaia di ministri, grossi e piccoli, tutti eletti, ognuno dei quali attende alle cose proprie, senza vedersi mai tra i piedi il prefetto, ossia la longa manus del ministro o governo più grosso, il quale insegni od ordini il modo di sbrigare le faccende proprie dei ministri più piccoli. Così pure si usa governare in Inghilterra; con altre formule di parrocchie, borghi, città, contee, regni e principati; così si fa negli Stati Uniti, nelle federazioni canadese, sudafricana, australiana e nella Nuova Zelanda. Nei paesi dove la democrazia non è una vana parola, la gente sbriga da sé le proprie faccende locali (che negli Stati Uniti si dicono anche statali), senza attendere il la od il permesso dal governo centrale.</p>
<p style="text-align:justify;">Così si forma una classe politica numerosa, scelta per via di vagli ripetuti. Non è certo che il vaglio funzioni sempre a perfezione; ma prima di arrivare ad essere consigliere federale o nazionale in Svizzera, o di essere senatore o rappresentante nel congresso nord americano, bisogna essersi fatto conoscere per cariche coperte nei Cantoni o negli Stati; ed essersi guadagnato una qualche fama di esperto ed onesto amministratore. La classe politica non si forma da sé, né è creata dal fiat di una elezione generale. Ma si costituisce lentamente dal basso per scelta fatta da gente che conosce personalmente le persone alle quali delega la amministrazione delle cose locali piccole; e poi via via quelle delle cose nazionali od inter-statali più grosse. La classe politica non si forma tuttavia se l&#8217;eletto ad amministrare le cose municipali o provinciali o regionali non è pienamente responsabile per l&#8217;opera propria. Se qualcuno ha il potere di dare a lui ordini o di annullare il suo operato, l&#8217;eletto non è responsabile e non impara ad amministrare. Impara ad ubbidire, ad intrigare, a raccomandare, a cercare appoggio. Dove non esiste il governo di sé stessi e delle cose proprie, in che consiste la democrazia?</p>
<p style="text-align:justify;">Finché esisterà in Italia il prefetto, la deliberazione e l&#8217;attuazione non spetteranno al consiglio municipale ed al sindaco, al consiglio provinciale ed al presidente; ma sempre e soltanto al governo centrale, a Roma; o, per parlar più concretamente, al ministro dell&#8217;interno. Costui è il vero padrone della vita amministrativa e politica dell&#8217;intero Stato. Attraverso i suoi organi distaccati, le prefetture, il governo centrale approva o non approva i bilanci comunali e provinciali, ordina l&#8217;iscrizione di spese di cui i cittadini farebbero a meno, cancella altre spese, ritarda l&#8217;approvazione ed intralcia il funzionamento dei corpi locali. Chi governa localmente di fatto non è né il sindaco ne il consiglio comunale o provinciale; ma il segretario municipale o provinciale. Non a caso egli è stato oramai attruppato tra i funzionari statali. Parve un sopruso della dittatura ed era la logica necessaria deduzione del sistema centralistico. Chi, se non un funzionario statale, può interpretare ed eseguire le leggi, i regolamenti, le circolari, i moduli i quali quotidianamente, attraverso le prefetture, arrivano a fasci da Roma per ordinare il modo di governare ogni più piccola faccenda locale? Se talun cittadino si informa del modo di sbrigare una pratica dipendente da una legge nuova, la risposta è: non sono ancora arrivate le istruzioni, non è ancora compilato il regolamento; lo si aspetta di giorno in giorno. A nessuno viene in mente del ministero, l&#8217;idea semplice che l&#8217;eletto locale ha il diritto e il dovere di interpretare lui la legge, salvo a rispondere dinnanzi agli elettori della interpretazione data? Che cosa fu e che cosa tornerà ad essere l&#8217; eletto del popolo in uno Stato burocratico accentrato? Non un legislatore, non un amministratore; ma un tale, il cui merito principale è di essere bene introdotto nei capoluoghi di provincia presso prefetti, consiglieri e segretari di prefettura, provveditori agli studi, intendenti di finanza, ed a Roma, presso i ministri, sotto-segretari di stato e, meglio e più, perché di fatto più potenti, presso direttori generali, capi-divisione, segretari, vice-segretari ed uscieri dei ministeri: Il malvezzo di non muovere la &#8220;pratica&#8221; senza una spinta, una raccomandazione non è recente né ha origine dal fascismo. E’ antico ed è proprio del sistema. Come quel ministro francese, guardando l’orologio, diceva: a quest’ora, nella terza classe di tutti i licei di Francia, i professori spiegano la tal pagina di Cicerone; così si può dire di tutti gli ordini di scuole italiane. Pubbliche o private, elementari o medie od universitarie, tutto dipende da Roma: ordinamento, orari, tasse, nomine degli insegnanti, degli impiegati di segreteria, dei portieri e dei bidelli, ammissioni degli studenti, libri di testo, ordine degli esami, materie insegnate. I fascisti concessero per scherno l&#8217;autonomia alle università; ma era logico che nel sistema accentrato le università fossero, come subito ridiventarono, una branca ordinaria dell&#8217;amministrazione pubblica; ed era logico che prima del 1922 i deputati elevassero querele contro quelle che essi imprudentemente chiamarono le camorre dei professori di università, i quali erano riusciti, in mezzo secolo di sforzi perseveranti e di costumi anti-accentratori a poco a poco originati dal loro spirito di corpo, a togliere ai ministri ogni potere di scegliere e di trasferire gli insegnanti universitari e quindi ogni possibilità ai deputati di raccomandare e promuovere intriganti politici a cattedre. Agli occhi di un deputato uscito dal suffragio universale ed investito di una frazione della sovranità popolare ogni resistenza di corpi autonomi, di enti locali, di sindaci decisi a far valere la volontà dei loro amministrati appariva camorra, sopruso o privilegio. La tirannia del centro, la onnipotenza del ministero, attraverso ai prefetti, si converte nella tirannia degli eletti al parlamento. Essi sanno di essere i ministri del domani, sanno che chi di loro diventerà ministro dell&#8217; interno, disporrà della leva di comando del paese; sanno che nessun presidente del consiglio può rinunciare ad essere ministro dell&#8217;interno se non vuol correre il pericolo di veder &#8220;farsi&#8221; le elezioni contro di lui dal collega al quale egli abbia avuto la dabbenaggine di abbandonare quel ministero, il quale dispone delle prefetture, delle questure e dei carabinieri; il quale comanda a centinaia di migliaia di funzionari piccoli e grossi, ed attraverso concessioni di sussidi, autorizzazioni di spese, favori di ogni specie adesca e minaccia sindaci, consiglieri, presidenti di opere pie e di enti morali. A volta a volta servo e tiranno dei funzionari che egli ha contribuito a far nominare con le sue raccomandazioni e dalla cui condiscendenza dipende l&#8217;esito delle pratiche dei suoi elettori, il deputato diventa un galoppino, il cui tempo più che dai lavori parlamentari è assorbito dalle corse per i ministeri e dallo scrivere lettere di raccomandazione per il sollecito disbrigo delle pratiche dei suoi elettori.</p>
<p style="text-align:justify;">Perciò il delenda Carthago della democrazia liberale è: Via il prefetto! Via con tutti i suoi uffici e le sue dipendenze e le sue ramificazioni! Nulla deve più essere lasciato in piedi di questa macchina centralizzata; nemmeno lo stambugio del portiere. Se lasciamo sopravvivere il portiere, presto accanto a lui sorgerà una fungaia di baracche e di capanne che si trasformeranno nel vecchio aduggiante palazzo del governo. Il prefetto napoleonico se ne deve andare, con le radici, il tronco, i rami e le fronde. Per fortuna, di fatto oggi in Italia l&#8217;amministrazione centralizzata è scomparsa. Ha dimostrato di essere il nulla; uno strumento privo di vita propria, del quale il primo avventuriero capitato a buon tiro poteva impadronirsi per manovrarlo a suo piacimento. Non accadrà alcun male, se non ricostruiremo la macchina oramai guasta e marcia.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;unità del paese non è data da prefetti e dai provveditori agli studi e dagli intendenti di finanza e dai segretari comunali e dalle circolari ed istruzioni ed autorizzazioni romane. L&#8217;unità del paese è fatta dagli italiani. Dagli italiani, i quali imparino, a proprie spese, commettendo spropositi, a governarsi da sè. La vera costituente non si fa in una elezione plebiscitaria, a fin di guerra.</p>
<p style="text-align:justify;">Così si creano e si ricostituiscono le tirannie, siano esse di dittatori o di comitati di partiti. Chi vuole affidare il paese a qualche altro saltimbanco, lasci sopravvivere la macchina accentrata e si faccia da questa e dai comitati eleggere a costituente; chi vuole che gli italiani governino sé stessi, faccia invece subito i consigli municipali, unico corpo rimasto in vita, almeno come aspirazione profondamente sentita da tutti i cittadini; e dia agli eletti il potere di amministrare liberamente; di far bene e farsi rinnovare il mandato, di far male e farsi lapidare. Non si tema che i malversatori del denaro pubblico non paghino il fio quando non possano scaricare su altri, sulla autorità tutoria, sul governo la colpa delle proprie malefatte. La classe politica si forma così: col provare e riprovare, attraverso a fallimenti ed ai successi. Sia che si conservi la provincia, sia che invece la si abolisca, perché ente artificioso, antistorico ed anti-economico e la si costituisca da parte con il distretto o collegio o vicinanza, unità più piccola, raggruppata attorno alla cittadina, al grosso borgo di mercato, dove convengono naturalmente per i loro interessi d&#8217;affari gli abitanti dei comuni dei dintorni, e dall&#8217;altra con la grande regione storica: Piemonte, Liguria, Lombardia, ecc.; sempre, alla pari del comune, il collegio regione dovrà amministrarsi da sé, formarsi i propri governanti elettivi, liberi di gestire le faccende proprie del comune, del collegio e della provincia, liberi di scegliere i propri funzionari e dipendenti, nel modo e con le garanzie che essi medesimi, legislatori sovrani nel loro campo, vorranno stabilire.</p>
<p style="text-align:justify;">Si potrà discutere sui compiti da attribuire a questo o quell&#8217;altro ente sovrano; ed adoperare a bella posta la parola sovranità e non autonomia, ad indicare che non solo nel campo internazionale, con la creazione dei vincoli federativi, ma anche nel campo nazionale con la creazione di corpi locali vivi di vita propria originaria non derivata dall&#8217;alto, urge distruggere l&#8217;idea funesta della sovranità assoluta dello Stato. Non temasi dalla distruzione alcun danno per l&#8217;unità nazionale.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;accentramento napoleonico ha fatto le sue prove e queste sono state negative: una burocrazia pronta ad ubbidire ad ogni padrone, non radicata nel luogo, indifferente alle sorti degli amministrati; un ceto politico oggetto di dispregio, abbassato a cursore di anticamere prefettizie e ministeriali, prono a votare in favore di qualunque governo, se il voto poteva giovare ad accaparrare il favore della burocrazia poliziesca ed a premere sulle autorità locali nel giorno delle elezioni generali; una polizia non collegata, come dovrebbe, esclusivamente con la magistratura inquirente e giudicante e con i carabinieri, ma diventa strumento di inquisizione politica e di giustizia &#8220;economica&#8221;, ossia arbitraria.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;arbitrio poliziesco erasi affievolito all&#8217;inizio del secolo; ma lo strumento era pronto; e, come già con Napoleone, ricominciarono a giungere al dittatore i rapporti quotidiani della polizia sugli atti e sui propositi di ogni cittadino sospetto; e si potranno di nuovo comporre, con quei fogli, se non li hanno bruciati prima, volumi di piccola e di grande storia di interesse appassionante. E quello strumento, pur guasto, è pronto, se non lo faremo diventare mero organo della giustizia per la prevenzione dei reati e la scoperta dei loro autori, a servire nuovi tiranni e nuovi comitati di salute pubblica.</p>
<p style="text-align:justify;">Che cosa ha dato all&#8217;unità d&#8217;Italia quella armatura dello stato di polizia, preesistente, ricordiamolo bene al 1922? Nulla. Nel momento del pericolo è svanita e sono rimasti i cittadini inermi e soli. Oggi essi si attruppano in bande di amici, di conoscenti, di borghigiani; e li chiamano partigiani. E lo stato il quale si rifà spontaneamente. Lasciamolo riformarsi dal basso, come è sua natura.</p>
<p style="text-align:justify;">Riconosciamo che nessun vincolo dura, nessuna unità è salda, se prima gli uomini i quali si conoscono ad uno ad uno non hanno costituito il comune; e di qui, risalendo di grado in grado, sino allo Stato. La distruzione della sovrastruttura napoleonica, che gli italiani non hanno amato mai, offre l&#8217;occasione unica di ricostruire lo Stato partendo dalle unità che tutti conosciamo ed amiamo: e sono la famiglia; il comune, la vicinanza e la regione. Così possederemo finalmente uno Stato vero e vivente.</p>
<p>**********</p>
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Da Augusto a Stalin. I momenti salienti del processo d'integrazione europeo]]></title>
<link>http://msdfli.wordpress.com/2009/07/18/da-augusto-a-stalin-i-momenti-salienti-del-processo-dintegrazione-europeo/</link>
<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 17:27:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>msdfli</dc:creator>
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<description><![CDATA[CLAUDIO MUTTI L’Europa potrà trovare l’equilibrio solo nell’unione e nella confederazione dei grandi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[CLAUDIO MUTTI L’Europa potrà trovare l’equilibrio solo nell’unione e nella confederazione dei grandi]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Kill B. Atto Finale.]]></title>
<link>http://cartolinedamarte.wordpress.com/2009/06/26/kill-b-atto-finale/</link>
<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 15:55:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>cartolinedamarte</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Ha mai fatto del male a qualcuno dopo aver bevuto?&#8221; A C faceva male il ginocchio. Seden]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&#8220;Ha mai fatto del male a qualcuno dopo aver bevuto?&#8221; A C faceva male il ginocchio. Seden]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Bibliografie tematiche a cura dell'IMA - Institut du Monde Arabe di Parigi]]></title>
<link>http://filosofiastoria.wordpress.com/2009/06/25/bibliografie-tematiche-a-cura-dellima-institut-du-monde-arabe-parigi/</link>
<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 11:58:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>EF</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sul sito della Biblioteca dell&#8217;IMA &#8211; Institut du Monde Arabe di Parigi è disponibile una]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sul sito della Biblioteca dell&#8217;IMA &#8211; Institut du Monde Arabe di Parigi è disponibile una]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Radio Maria: Via Napoleone e Via Garibaldi]]></title>
<link>http://razionalismo.wordpress.com/2009/06/24/radio-maria-via-napoleone-e-via-garibaldi/</link>
<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 18:06:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>razionalismo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Via Napoleone. Via Garibaldi. Via, non nel senso di strada, ma nel senso di via dai libri di storia.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Via Napoleone. Via Garibaldi.</p>
<p>Via, non nel senso di strada, ma nel senso di <em>via dai libri di storia</em>.</p>
<p>Questa è la richiesta di tale Elisabetta da Sarzana, che chiama Radio Maria durante la trasmissione di Marco Invernizzi, noto (si fa per dire) anti-napoleonico.</p>
<p>Ancora una volta il <em>pubblico parlante</em> di Radio Maria diventa protagonista:</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/kyX4TYPyG80&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/kyX4TYPyG80&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://rapidshare.com/files/248201514/viaNapoleone.wmv">scarica il video</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[UNA NOTTE AL MUSEO 2 - La fuga]]></title>
<link>http://pompiere.wordpress.com/2009/05/26/una-notte-al-museo-2-la-fuga/</link>
<pubDate>Tue, 26 May 2009 15:26:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>pompiere</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un film di Shawn Levy. Con Ben Stiller, Amy Adams, Owen Wilson, Bill Hader, Hank Azaria. Titolo orig]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Un film di Shawn Levy. Con Ben Stiller, Amy Adams, Owen Wilson, Bill Hader, Hank Azaria. Titolo orig]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Napoleone cantava sulle crociere]]></title>
<link>http://pdobama.wordpress.com/2009/05/26/napoleone-cantava-sulle-crociere/</link>
<pubDate>Tue, 26 May 2009 00:20:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>redazionepdobama</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/qp8y84LCYM8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/qp8y84LCYM8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
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