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	<title>nazionalismo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/nazionalismo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "nazionalismo"</description>
	<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 20:20:48 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Fini e Affini]]></title>
<link>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/28/fini-e-affini/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 19:04:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fini è l&#8217;incarnazione del neoconservatorismo alla giudeo-americana: liberaldemocrazia qualunqu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Fini è l&#8217;incarnazione del neoconservatorismo alla giudeo-americana:<br />
liberaldemocrazia qualunquista intrisa di mondialismo, di politicamente corretto, di terzomondismo dilaganti.<br />
Una perversa idea politica che punta a defenestrare i valori e l&#8217;ideologia a vantaggio delle logiche di mercato capitalistiche, sull&#8217;esempio delle politiche statunitensi che senza fondamento etnico e culturale mirano solo al benessere materiale e all&#8217;alimentazione di falsi miti universalisti apprezzati da cani e porci.<br />
Purtroppo, senza tirare in ballo il cospirazionismo, l&#8217;Europa è travolta dall&#8217;onda neoconservatrice. Fini, Berlusconi, Sarkozy, Merkel, tanto per citarne alcuni, sono neocon &#8220;europei&#8221; (gli ultimi due hanno bizzarre origini dal fortore israelitico) che, idolatrando gli States, vogliono un&#8217;Europa delle banche e delle lobby rappresentata degnamente dal carrozzone funebre di Bruxelles; tale carrozzone, privo di credibilità ma ricco di anti-identitarismo (funebre, appunto), ha visto bene di inventarsi il Trattato di Lisbona per tenere buoni gli Europei turbolenti, perché identitari, trattato che schiaccia i popoli, li umilia e li beffa impedendo loro di difendere la propria Identità e la propria libertà, di realizzarsi dunque.<br />
Nel delirante piano sovietico della Ue rientra anche l&#8217;ingresso della Turchia e forse di Israele, che darebbero il colpo di grazia all&#8217;agonizzante cultura europea.<br />
Tutto questo a che pro? Per leccare i piedi al sistema-mondo, per continuare a fare i lacchè ben retribuiti degli Usa, per non restare fuori dai disegni criminali di un mondo globalizzato e appestato dall&#8217;universalismo finanziario.<br />
Entrando in queste logiche si capisce la conversione di Fini, che comunque anche prima meritava un&#8217;epurazione essendo un estremista italiano postfascista. Estremista italiano lo è ancora ma ora è molto peggio poiché assieme al culto giacobino dell&#8217;italianità c&#8217;è il culto dell&#8217;integrazione-distruzione degli immigrati, una mistura micidiale.<br />
Possiamo fermare il delirio di Fini e affini? Con un&#8217;Europa europea fatta di nazioni e non di massoni, senza ombra di dubbio.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Charlando con Josu Erkoreka]]></title>
<link>http://plazamoyua.wordpress.com/2009/11/28/charlando-con-josu-erkoreka/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 00:03:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>plazaeme</dc:creator>
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<description><![CDATA[Bueno, charlando es un decir. Escribiendo en su blog. Aunque, ¿quien sabe? En ese post no hay coment]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Bueno, charlando es un decir. Escribiendo en su blog. Aunque, ¿quien sabe? En ese post no hay coment]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Uno stronzo non può essere italiano]]></title>
<link>http://vincenzocali.wordpress.com/2009/11/27/uno-stronzo-non-puo-essere-italiano/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 08:38:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Leggendo i giornali di questi tempi, tra porno-scandali, dibattiti urlati, scontri tra istituzioni, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Leggendo i giornali di questi tempi, tra porno-scandali, dibattiti urlati, scontri tra istituzioni, ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Chi È il Nemico?]]></title>
<link>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/25/chi-e-il-nemico/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 19:02:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Come era prevedibile, i compagni di Officina 33 (associazione studentesca sinistrorsa dell&#8217;uni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Come era prevedibile, i compagni di Officina 33 (associazione studentesca sinistrorsa dell&#8217;università di Berghem) non hanno preso bene la mia nomina essendo il sottoscritto un troglodita, un becero razzista, nazista, satanista.<br />
Voci di corridoio dicono che vorrebbero mobilitare Anpi, Curia e stampa (scusate se mi scappa da ridere) per sollevare il caso e fare un po&#8217; di gazzarra comunista.<br />
Chiamate anche l&#8217;Onu, Babbo Natale e Gesù Cristo già che ci siete.<br />
Vi rendete conto? Sono stato regolarmente nominato senatore accademico dall&#8217;università, il rettore ha approvato, e questi vogliono alzare un polverone semplicemente perché non sono stati abbastanza furbi da candidare uno che potesse durare e non che decadesse a novembre, e perché sui miei blog scribacchio qualche articoletto identitario.<br />
Avete sbagliato obiettivo compagni, io non farei del male nemmeno a un Negro, cioè, a una mosca.<br />
Questa inezia mi consente una considerazione più generale e importante, rossi a parte: la gente, di chi ha realmente paura? Chi realmente odia? È verosimile che tema gli identitari, cioè coloro che la difendono? È verosimile che odi i volontari di Lombardia? Penso proprio di no.<br />
La gente ha paura degli allogeni, italici e non, che irrompono nelle nostre terre uccidendo, stuprando, rubando, spacciando, inquinando etnicamente e culturalmente, distruggendo insomma.<br />
La gente ha paura del nemico, dell&#8217;invasore, non di chi fa il suo interesse e il suo bene, anche solo a parole come me (per ora).<br />
Il Popolo però è traviato dai tricolori, dai preti, dai rossi, e allora sì che comincia la caccia al nazionalista, ma solo se a seminare zizzania ci pensano i giacobini.<br />
Dunque smettiamola di demonizzare i lombardisti e cerchiamo invece di capire chi realmente siano i nostri veri avversari.<br />
La Lombardia è tutto ciò che abbiamo. Basta scontri fratricidi fomentati dalle ideologie, uniamoci e lottiamo compatti contro l&#8217;occupazione italiana e mondialista.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Vittoria Lombardista]]></title>
<link>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/20/vittoria-lombardista/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 19:19:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nove mesi fa le elezioni universitarie, oggi viene alla luce il loro frutto. Senza il minimo sforzo,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Nove mesi fa le elezioni universitarie, oggi viene alla luce il loro frutto.<br />
Senza il minimo sforzo, sono il nuovo senatore accademico di Scienze Umanistiche, in seno al consiglio studentesco dell&#8217;università di Berghem.<br />
Il mio predecessore è decaduto ed ecco la fresca nomina, ottenuta senza meriti e fatica, se non quelli della candidatura scorsa contro la sua. Meglio di così.<br />
È innanzitutto una bella beffa ai danni dei progressisti, che a Umanistiche hanno il loro feudo, e in secondo luogo è una piccolissima vittoria lombardista.<br />
Mantengo il basso profilo e non do naturalmente troppo conto a questo incarico, per me simbolico più che altro. Rappresenterò, senza troppe pretese, tutti gli studenti nazionalisti e fieramente lombardi dell&#8217;università.<br />
Dovrò conciliare questo impegno con quelli didattici, sempre più pressanti, indi non è il caso di lasciarsi andare a bagordi, rodomonterie, e tantomeno a promesse, pratica più consona ai politicanti del tricolore che al sottoscritto.<br />
Ho accettato per l&#8217;invitante opportunità propagandistica e per gli interessanti risvolti che il ruolo e l&#8217;azione consigliare potrebbero portare e poi, non si può mai sapere, magari riuscirò a combinare qualcosa di buono, tenendo però presente che sarò all&#8217;opposizione (le elezioni furono vinte dai rossi, e ben sapendo della loro egemonia nelle facoltà umanistiche e del poco peso di una nuova associazione come il Fronte Universitario Bergamasco, associazione con cui corsi, mi candidai più per pubblicità che per seri propositi) e che la mia triennale è agli sgoccioli.<br />
In ogni caso, staremo a vedere. Per ora accetto di buon grado e dedico questa &#8220;vittoria&#8221; al Lombardesimo e alla Nazione Lombarda, nell&#8217;attesa di fare sul serio col movimento indipendentista che verrà.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Bollettino Patria n. 21. Novembre - Dicembre 2009]]></title>
<link>http://msdfli.wordpress.com/2009/11/20/bollettino-patria-n-21-novembre-dicembre-2009/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 04:35:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>msdfli</dc:creator>
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<description><![CDATA[Vi annunciamo con piacere il ritorno del Bollettino &#8220;Patria&#8220;. Il n. 21 relativo ai mesi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Vi annunciamo con piacere il ritorno del Bollettino &#8220;Patria&#8220;. Il n. 21 relativo ai mesi ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Controlliamo le Nascite, o le Nascite Controlleranno Noi]]></title>
<link>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/17/controlliamo-le-nascite-o-le-nascite-controlleranno-noi/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 18:57:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Parliamoci chiaro: se i subumani del terzo mondo muoiono come mosche non è affar nostro, anzi, abbia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Parliamoci chiaro: se i subumani del terzo mondo muoiono come mosche non è affar nostro, anzi, abbiamo solo da guadagnarci.<br />
I soliti piagnucolosi buonisti mettono l&#8217;accento sulla fame e i malanni nel sud del mondo, ma la sovrappopolazione? Ne vogliamo parlare o nuocerebbe troppo agli interessi di Santa Romana Chiesa, Onu, Fao, Unicef, onlus e ong varie, e altre accolite massoniche?<br />
Il vero problema del globo è la sovrappopolazione. Non è accettabile che gente inutile come Negri, Gialli, Semiti, continui a sfornare figli su figli destinati o a schiattare, ed è il male (male per loro) minore, o ad essere da noi mantenuti a casa loro o peggio a casa nostra.<br />
Le sterminate schiere di subumani non hanno nessuna utilità sociale; ci ringrazino se non li spazziamo via del tutto, e continuino pure a sguazzare nel loro liquame, senza però che la loro inutilità ricada sulle nostre spalle, come purtroppo regolarmente accade.<br />
Per questo motivo la sovrappopolazione va stroncata.<br />
Il modo migliore è sicuramente il controllo delle nascite. Se la marmaglia crociata la smettesse di riempire i Negri di bibbie, rosari e santini dando invece loro condom, pillole e altri contraccettivi sarebbe già un bel passo avanti. Soprattutto se la smettesse poi di fomentare l&#8217;immigrazione antieuropea. Ma chiaramente prima della inutile, quanto il terzo mondo, Chiesa, l&#8217;azione dovrebbe spettare alle organizzazioni massoniche suddette. Devono adoperarsi per promuovere l&#8217;aborto incondizionato, la contraccezione con ogni mezzo, l&#8217;eutanasia, ed istruire i selvaggi affinché lavorino invece di copulare. Impresa assai ardua, me ne rendo conto. Meglio che si svegli l&#8217;Europa e faccia da sé.<br />
Controlliamole queste maledette nascite, e non disdegnamo strumenti ben più drastici, ne va del benessere e dell&#8217;esistenza della Civiltà europea.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Kosovo al voto. Bruxelles trema]]></title>
<link>http://giuliacerino.wordpress.com/2009/11/16/kosovo-al-voto-bruxelles-trema/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 14:38:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>giuliacerino</dc:creator>
<guid>http://giuliacerino.wordpress.com/2009/11/16/kosovo-al-voto-bruxelles-trema/</guid>
<description><![CDATA[Ieri il Kosovo si è recato alle urne. In tutte le città del paese si sono votati sindaci e consigli ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/author/giulia-cerino/"></p>
<p>Ieri il Kosovo si è recato alle urne. In tutte le città del paese si sono votati sindaci e consigli municipali. Quelle amministrative del 15 novembre sono state le prime elezioni organizzate in Kosovo da quando Pristina, nel febbraio 2008, ha dichiarato unilateralmente la sua indipendenza.</p>
<p>http://www.lospaziodellapolitica.com/author/giulia-cerino/</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lombardi, Non Politicanti]]></title>
<link>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/12/lombardi-non-politicanti/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 13:41:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
<guid>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/12/lombardi-non-politicanti/</guid>
<description><![CDATA[Oggi spendo due parole sul fenomeno Massimiliano (Max) Ferrari e il suo leggendario patriottismo. Gi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Oggi spendo due parole sul fenomeno Massimiliano (Max) Ferrari e il suo leggendario patriottismo.<br />
Già direttore di Tg Nord e leghista di vecchia data, nell&#8217;aprile 2006 entra in rotta di collisione con il suo partito (per via di mancata poltrona) e decide di dar vita al Fronte Indipendentista Padano. Nome impronunciabile, simbolo scopiazzato dal Partito Radicale Serbo (aquila bicipite con spade incrociate) con cui vanta di avere legami amicali.<br />
Vista l&#8217;inanità del &#8220;progetto&#8221; dopo pochi mesi diviene Fronte Indipendentista Lombardia, che nonostante l&#8217;impegno identitario di alcuni validi militanti lombardisti, ottiene scarsi risultati. Lo stesso insubre Ferrari non è certo un patriota lombardo modello, avendo una figlia non proprio cisalpina e un&#8217;indole impulsiva e mediterranea.<br />
Passano due anni e alle politiche del 2008 il Fronte corre per il senato prendendo una miseria di voti, il partito meno votato di Lombardia.<br />
Data l&#8217;ovvia batosta qualche mese dopo si fonde con altri partitucoli simil-leghisti formando il cartello Lombardia Autonoma, rinunciando al suo indipendentismo pasticcione e arenandosi in progetti autonomisti (inutili) sull&#8217;esempio di &#8220;regioni&#8221; a statuto speciale come il Trentino Süd-Tirol.<br />
Nel 2006 Ferrari aveva criticato aspramente l&#8217;alleanza leghista con l&#8217;Mpa di Lombardo e la deriva berlusconiana, romana e poltronara della Lega Nord, deriva criticata perché non riguardava lui, e così molto coerentemente, Lombardia Autonoma si unisce allo stesso Mpa (!) e ad altri lombardissimi personaggi del calibro di Storace e Fatuzzo, in vista delle europee della scorsa primavera. Risultati naturalmente fallimentari (ci sarebbe anche da capire questa smania elettorale di partecipare a competizioni italiane ed europeiste, contrarie allo spirito lombardista ma care alla tanto vituperata Lega Nord) ma in compenso Lombardia Autonoma, ora divenuta Lega Padana &#8211; Lombardia Autonoma, ennesima patacca finto-identitaria, è sempre più vincolata al destino della compagine di don Raffaele Lombardo. Magari il nostro Max l&#8217;ha preso in simpatia per via del cognome, chissà.<br />
La morale è che personaggi come Ferrari vanno lasciati perdere, onde evitare avanspettacolo e contraddizioni, e vanno lasciati perdere anche progetti inutili e italianeggianti come l&#8217;autonomismo o l&#8217;indipendentismo raffazzonato e folcloristico.<br />
L&#8217;unica via da seguire è il nazionalismo lombardo indipendentista duro e puro, dapprima come movimento identitario e in un secondo momento, se ce ne sono le condizioni, come partito politico.<br />
La Lombardia ha bisogno di Lombardi, non di politicanti.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Interessanti interventi filosofici, culturali e politici degli intellettuali "di destra" Alain de Benoist, Stenio Solinas e Gennaro Malgeri]]></title>
<link>http://msdfli.wordpress.com/2009/11/12/interessanti-interventi-filosofici-culturali-e-politici-degli-intellettuali-di-destra-alain-de-benoist-stenio-solinas-e-gennaro-malgeri/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 01:42:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>msdfli</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;amico Francesco Mancinelli ci segnala i seguenti interventi. &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[L&#8217;amico Francesco Mancinelli ci segnala i seguenti interventi. &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Turchia: approda in Parlamento la proposta di pace con i Curdi]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/10/turchia-approda-in-parlamento-la-proposta-di-pace-con-i-curdi/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 17:01:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
<guid>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/10/turchia-approda-in-parlamento-la-proposta-di-pace-con-i-curdi/</guid>
<description><![CDATA[Manifestazione dei parenti dei caduti del Pkk a Diyarbakir, il Pkk è la principale organizzazione ar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style="color:#800000;"><strong><a href="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/getattachment-1-aspx.jpg"></a></p>
<div id="attachment_1436" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/getattachment-3-aspx.jpg"><img class="size-medium wp-image-1436" title="getattachment-3-aspx" src="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/getattachment-3-aspx.jpg?w=225" alt="getattachment-3-aspx" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Manifestazione dei parenti dei caduti del Pkk a Diyarbakir, il Pkk è la principale organizzazione armata curda, FOTO di Michele Vollaro</p></div>
<p>Potrebbe trattarsi di un passo fondamentale per avviare l&#8217;emancipazione di un popolo di trenta milioni di persone che vivono in un&#8217;area compresa tra Turchia, Iraq, Iran, Armenia e Siria. La maggior parte vivono proprio nel territorio della Turchia orientale</strong></span></div>
<div><span style="color:#800000;"><strong> </strong></span></div>
<div><span style="color:#800000;"><strong> </strong></span></div>
<div><strong>di   Michele Vollaro</strong></div>
<div>
<p>È una curiosa coincidenza di date, quella che fa cominciare proprio il 10 novembre – data che in Turchia viene celebrato l’anniversario della morte di Mustafa Kemal Atatürk, fondatore della Repubblica – il dibattito parlamentare sulla questione curda.</p>
<p>Da mesi al centro dell’attenzione dei mezzi d’informazione e dell’opinione pubblica turchi, il tema di una normalizzazione dei rapporti tra la popolazione curda e il governo turco è oggetto di indiscrezioni, smentite e annunci di una proposta del primo ministro Recep Erdogan e di una parallela “road map” preparata da Abdullah Ocalan, fondatore del Partito dei lavoratori curdi (Pkk) che dal 1985 ha cominciato una lotta armata contro lo Stato e segregato dal 1999 in un carcere nell’isola di Imrali, nel mar di Marmara. E proprio oggi, in occasione del 71° anniversario della scomparsa di Atatürk, il governo guidato da Recep Tayyip Erdogan ha presentato al Parlamento di Ankara la sua proposta per porre fine al conflitto che da quasi 25 anni oppone lo Stato ai militanti curdi in lotta per il riconoscimento della loro identità come popolo.</p>
<p>Abolizione dei limiti all’insegnamento della lingua curda e al suo utilizzo nelle trasmissioni radio e tv, rafforzamento dei governi locali, riforma dei programmi scolastici che negano l’esistenza del popolo curdo e ripristino dei nomi tradizionali dei villaggi del sudest: sono gli aspetti principali del piano presentati dal ministro degli Interni, Beşir Atalay, che però non ha fatto nessun accenno alla possibilità di disarmo e reintegrazione politica dei membri del Pkk, considerato ancora un’organizzazione terroristica nonostante l’iniziativa a inizio novembre di far tornare in Turchia dal nord dell’Iraq dei “gruppi di pace” composti da miliziani disarmati.</p>
<p>Nettamente contrari a “qualsiasi contatto con i terroristi che possa minare l’unità dello Stato” è stata espressa dai parlamentari  dei due partiti nazionalisti e conservatori Partito del Movimento Nazionalista (Mhp) e Partito Repubblicano del Popolo (Chp), entrambi all’opposizione. La cosiddetta “questione curda” riguarda più di 30 milioni di persone che vivono in un’area compresa tra Turchia, Iraq, Iran, Armenia e Siria, la maggior parte dei quali vive nel territorio della Turchia orientale. In seguito al disgregarsi dell’impero ottomano dopo la prima guerra mondiale, i curdi combatterono sotto il comando di Atatürk durante la guerra d&#8217;indipendenza turca, con la promessa di costruire una repubblica federale, in cui fosse rıconoscıuta la loro identità. Una promessa tradita dal futuro &#8220;Padre della Turchia&#8221;, che optò per una forte ideologia nazionalistica e la costruzione dı uno stato centralizzato.</p>
<p>Da allora i curdi combattono per la loro autodeterminazione. Una lotta che si è intensificata quando nel 1974 Ocalan fondò il Pkk e nel 1985 – pochi anni dopo l’ultimo colpo di stato realizzato dai militari turchi – quando si è optato per la lotta armata. Fino a oggi sono più di 45.000 le vittime del conflitto, in un susseguirsi continuo di tregue ed escalation belliche, più di 6.000 i detenuti politici curdi nelle carceri turche, dove negli anni passati hanno subito gravissime torture, paragonabili secondo numerose associazioni per i diritti civili solo a quelle subite dai prigionieri dei campi di concentramento nazisti.</p>
<p>Ultima in ordine di tempo, una massiccia campagna militare contro basi del Pkk nel nord dell’Iraq, cominciata all’inizio del 2008 e che la settimana scorsa il Parlamento di Ankara ha prorogato per un altro anno; incursioni che non hanno avuto altro effetto se non quello di moltiplicare il numero dei morti tra civili, militari e ribelli, inasprendo gli animi e le tensioni al punto che lo stesso capo di stato maggiore turco, Ilker Basbug, ha dovuto ammettere che i mezzi militari da soli non possono risolvere il problema curdo. </p>
<p>Per la maggioranza dei turchi trovare una soluzione al conflitto con i curdi rimane, per ora, solo una questione d&#8217;immagine, funzionale al processo di adesione della Turchia all&#8217;UE. Sebbene il governo stia spingendo per un&#8217;inversione di tendenza rispetto alla retorica del nemico che ha coinvolto curdi e turchi per decenni, questi ultimi sono ben lontani dall&#8217;aver accantonato i fantasmi del passato e, più che sostenere attivamente il dialogo inaugurato da Erdogan, non vi si oppongono. Ad Ankara, dopo la presentazione del progetto di pace da parte del ministro degli interni, il dibattito parlamentare è stato aggiornato a giovedì, quando interverrà il primo ministro Erdogan, che in ogni caso ci ha tenuto a specificare che il suo governo non ha nessuna intenzione di garantire l’amnistia ai guerriglieri del Pkk, né tanto meno di minare l’integrità statuale.</p>
<p>Da parte sua, il Pkk ha diffuso un comunicato affermando che non abbandonerà la lotta armata fintantoché il governo di Ankara proseguirà le sue operazioni militari nelle regioni curde: “Discutere la questione curda in Parlamento – si legge nel comunicato del Pkk – è un’opportunità per risolvere il problema, ma compito del parlamento è discutere il modo per raggiungere la pace, non affrontare la questione per ottenere altri risultati politici”. </p>
<div id="attachment_1437" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/getattachment-1-aspx1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1437" title="getattachment-1-aspx" src="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/getattachment-1-aspx1.jpg?w=300" alt="getattachment-1-aspx" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">La manifestazione curda a Diyarbakir, FOTO di Michele Vollaro</p></div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Influenza Mondialista]]></title>
<link>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/07/linfluenza-mondialista/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 13:48:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il virus A miete vittime anche nel &#8220;Belpaese&#8221; e dove segnatamente? A Napoli, mi pare ovv]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Il virus A miete vittime anche nel &#8220;Belpaese&#8221; e dove segnatamente? A Napoli, mi pare ovvio.<br />
Mi spiace per il cardinal Sepe ma San Gennaro non sta facendo gli agognati miracoli (poi chiaramente dipende dai punti di vista).<br />
Lasciando però perdere il consueto degrado della città di Pulcinella e della camorra, fertile terreno per contagi, l&#8217;allarme interessa tutta Europa, e chi, ancora una volta, dobbiamo ringraziare? Gli Ameri-cani naturalmente e il loro maledetto mondialismo.<br />
Per colpa loro l&#8217;Europa è una colonia di banche, allogeni e lobby, tutti intenti a demolirne l&#8217;Identità per alimentare il sistema-mondo; per colpa loro e della loro nefasta influenza l&#8217;Europa deve essere fatta a immagine e somiglianza degli $tate$: apolide, reietta, multirazziale, e governata dal moloc ebraico; per colpa loro la tremenda crisi economica ci ha messo in ginocchio; per colpa loro l&#8217;influenza suina ha sorvolato l&#8217;oceano per ammorbare la sacra terra ariana, falcidiandone la popolazione possibilmente.<br />
Il virus A è l&#8217;ultimo munifico dono d&#8217;Oltreoceano, l&#8217;ultimo di una grande serie inaugurata con le ingerenze ameri-cagne delle due guerre mondiali, della Guerra Fredda, dell&#8217;atlantismo sfrenato degli scagnozzi &#8220;europei&#8221; degli Statunitensi.<br />
La cura ad ogni nostro male importato è il nazionalismo e l&#8217;isolazionismo; noi Europei siamo la culla della Civiltà e l&#8217;acme dell&#8217;evoluzione umana e con una grande riscossa torneremmo la Nazione superiore che siamo sempre stati e continueremo ad essere. Ma questo solo se fortemenente lo vogliamo, nulla piega l&#8217;Europa e l&#8217;unico vero nemico che può farci capitolare e portarci alla distruzione non sono gli alieni, ma noi stessi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Identità e totalitarismo]]></title>
<link>http://vincenzocali.wordpress.com/2009/11/06/identite-et-totalitarisme/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 20:42:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il presidente francese Nicolas Sarkozy e Eric Besson, ministro dell&#8217;immigrazione, dell&#8217;i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il presidente francese Nicolas Sarkozy e Eric Besson, ministro dell&#8217;immigrazione, dell&#8217;i]]></content:encoded>
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<item>
<title><![CDATA[Muri Fratricidi]]></title>
<link>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/06/muri-fratricidi/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 14:17:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fra poco si festeggia il ventennale della caduta del muro comunista di Berlino, che separava, anche ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Fra poco si festeggia il ventennale della caduta del muro comunista di Berlino, che separava, anche simbolicamente, due Germanie.<br />
Quel dannato muro era l&#8217;emblema delle ingerenze ideologicamente aliene nelle vicende europee e dell&#8217;umiliazione antitedesca postbellica. Un insulto all&#8217;Identità germanica ed europea rivolto ai nazisti, ultimi baluardi di questo putrefatto continente.<br />
I muri europei che non cadono invece sono quelli nordirlandesi, muri che hanno insanguinato la celtica terra con scontri e massacri fratricidi cagionati da stupide contrapposizioni cristiane (cattolici-protestanti) e dalla dicotomia tra patrioti irlandesi e servi della corona inglese.<br />
Se ci pensiamo bene è davvero assurdo il colonialismo d&#8217;Albione nelle terre britanniche (quando l&#8217;Inghilterra, che sprofonda nel liquame allogeno, farebbe meglio ad inquadrare il vero nemico), come è davvero assurdo che una nazione unitaria quale dev&#8217;essere l&#8217;Irlanda si lasci divorare da guerre civili alimentate poi da un credo semitico.<br />
La vicenda di Belfast, dei suoi muri e dei suoi morti, è emblematica ed è un monito per ogni Europeo: smettiamola con il culto cristiano, anche se condito con salse diverse, i suoi effetti sono disastrosi essendo un corpo estraneo incompatibile con noi e la storia europea lo dimostra ampiamente; smettiamola inoltre con l&#8217;alimentare stati artificiali, stati canaglia, che opprimono con il loro ridicolo &#8220;imperialismo&#8221; non più nazioni esotiche ma nazioni europee. Regno Unito, Francia, Spagna, Italia, sono tutte entità anomale che meriterebbero la sorte della ex Jugoslavia.<br />
Alcuni muri cadono, altri restano. Abbattiamoli assieme ai campanili con una seria riscossa etnica.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Indipendenza Nazionalista]]></title>
<link>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/01/indipendenza-nazionalista/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 17:18:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Riprendendo il discorso di ieri sull&#8217;Indipendenza della Nazione Lombarda e l&#8217;indipendent]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Riprendendo il discorso di ieri sull&#8217;Indipendenza della Nazione Lombarda e l&#8217;indipendentismo, va chiarita un&#8217;altra fondamentale prerogativa dell&#8217;identitarismo vincente: il nazionalismo.<br />
C&#8217;è quello cristiano, quello progressista, quello liberale (parlando di Europa), ma nazionalismi del genere non possono essere ritenuti tali perché contraddittori ed estranei allo Spirito del nostro Continente.<br />
Il nazionalismo europeo genuino, l&#8217;unico possibile, deve esaltare l&#8217;Identità europea senza compromessi. Non deve scendere a patti con corpi estranei (Chiesa) o con ideologie usate per convenienza e per &#8220;avvalorare&#8221; le proprie tesi indipendentiste con discorsi umanitari (vedi progressismo e liberaldemocrazia).<br />
Il nazionalismo non può nemmeno prestarsi ai giochetti giacobini e fascisti delle finte patrie come l&#8217;Italia, poiché è Sangue, Suolo, Razza.<br />
Il nazionalismo mira all&#8217;affermazione, all&#8217;autodeterminazione di una Nazione, di un Popolo. Veri.<br />
Lascia quindi perplessi, parlando di Lombardia, un certo leghismo di sinistra ispirato a Baschi, Catalani e Britannici o quel patetico revanscismo catto-asburgico che sa di Lombardo-Veneto (patria fasulla) e sacrestia.<br />
La Lombardia ha bisogno di Indipendenza e purificazione, autodeterminazione e Libertà. Non le si raggiungono con il politicamente corretto o con il compromesso con ideologie e culture estranee e deleterie, ma solo con la ferma battaglia identitaria animata dal nazionalismo più schietto e perentorio possibile.<br />
Il resto è cagnara, teatrino, puerilità.<br />
Se vogliamo combattere per la Libertà della Lombardia, vera Nazione, dobbiamo combattere per la Verità, ossia per la Natura: Sangue, Suolo, Razza.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[El Burro Catalán]]></title>
<link>http://laquintacolumna.wordpress.com/2009/11/01/el-burro-catalan/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 02:32:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>antoniorb</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pues parece ser que, en la búsqueda de una identidad propia alejada del españolismo, ha salido a la ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Pues parece ser que, en la búsqueda de una identidad propia alejada del españolismo, ha salido a la palestra el burro catalán. Científicamente se le conoce como Equus Asinus Var. Catalana, a diferencia de su primo que es un Equus Asinus a secas. El burro catalán, oriundo de la provincia de Gerona, es un simpático animalillo de pelaje negro, y menor tamaño que su primo el asno común. No obstante, esa escasa envergadura, no resulta ser ningún escollo. Es más, según ciertas agrupaciones nacionalistas, “Los asnos catalanes, son individuos de temperamento sanguíneo, vitales y nobles, de porte orgulloso y cabeza elevada, orejas erectas y mirada expresiva, que han contribuido a lo largo de los siglos, a la formación y mejora de otras muchas razas”.</p>
<p>Así que, cuando hablamos del burro catalán, no hablamos de cualquier especie animal, sino de una suerte de superburro enano. Lamentablemente, el asno en cuestión, está al borde de la extinción. Y tratándose de un superburro, podríamos pensar que la culpa es de alguna clase de kriptonita burricida, pero no. La crisis equina de los años 50, la mecanización del campo y el éxodo rural a las ciudades, han provocado una situación tan penosa. Es más, un 28% de la raza censada, emigró a otras regiones españolas. Esa diáspora forzó su cruce con burras comunes muy frescas que, embarazo mediante, impidieron a los asnos catalanes, retornar a su hábitat natural.</p>
<p>La tragedia quedó servida. Familias de asnos separadas, madres que no pueden ver a sus hijos, hijos que añoran el calor del hogar; en resumen, un horror. Envueltos en esta calamitosa situación, es fácil suponer que, los burros macho, no estén para muchas fiestas y, el día que, por mor de su catalanidad, sacan fuerzas de flaqueza para cubrir a la burra hembra, ésta suele mostrarse sumida en alguna jaqueca, que la indispone para el episodio amoroso. Stress emocional es el término médico que se aplica al estado mental de los asnos catalanes. Y esta ansiedad crece exponencialmente, cuando se difunde la noticia que señala que, los burros catalanes diseminados por la Península, son considerados en el resto de España, una raza doméstica. ¡Sacrilegio! A pesar de su porte orgulloso y su temperamento sanguíneo, no se les otorga la consideración de salvaje. Evidentemente, los burros residentes en Cataluña, se ven abocados a caer en una mayor depresión, al enterarse de que sus familiares emigrantes, son esclavizados sin más, sin siquiera tener en cuenta sus miradas expresivas ó su cabeza elevada.</p>
<p>Por fortuna, el nacionalismo catalán más exacerbado, ha decidido convertir al burro catalán, en su estandarte identitario. Si España abrazó la figura del Toro de Osborne, el catalán de pura cepa se ha entregado a la imagen del asno autóctono. En los últimos tiempos, resulta corriente observar como, en muchos automóviles, aparece adherida una pegatina con la figura del burro catalán.<img class="alignright size-thumbnail wp-image-858" title="pegatina-burro-catalan-en-negro" src="http://laquintacolumna.wordpress.com/files/2009/11/pegatina-burro-catalan-en-negro.jpg?w=126" alt="pegatina-burro-catalan-en-negro" width="126" height="150" /></p>
<p>Ello da idea de la importancia de esta especie pues, su figura se ha impuesto, a razas de tanta importancia como las ovejas aranesa, ripollesa y xisqueta; al perro Gos D´Atura Catalá; ó a la mismísima cabra blanca de Rasquera. Con ello no se pretende restar peso específico a estas magníficas razas autóctonas, ni mucho menos. Pero habremos de reconocer que, el burro catalán, es mucho burro. De hecho, pueden dar constancia de ello, razas italianas como la Ragusana, la Pantelleria ó la Martina Franca que, tras mantener contacto con el asno catalán, se muestran mucho más lustrosas y lozanas. Tampoco las razas Maltesa, Chipriota ó Mallorquina, han puesto pega alguna al comportamiento viril del macho catalán. Hasta la raza Mammoth, que reside en Kentucky, Tennessee y Missouri, ha pasado ha llamarse Imported Mammoth, ante la nostalgia creada en sus integrantes femeninas, tras el paso indeleble del burro catalán.</p>
<p>No es raro por tanto que, los integrantes de ERC (y algunos de CIU y PSC), se sientan tan identificados con el burro. En el fondo, todos ellos llevan un burro dentro, con sus orejas erectas y su porte orgulloso. Ninguno quiere renunciar a llevar la cabeza elevada, al tiempo que deslumbran con su mirada expresiva. ¿Quién quiere ser un Toro de Osborne pudiendo ser un burro catalán? ¿Por qué nadie iba a preferir ponerse en la piel del asno andaluz ó zamorano, pudiendo introducirse en el espíritu del rucio catalán?<img class="alignright size-thumbnail wp-image-860" title="carod" src="http://laquintacolumna.wordpress.com/files/2009/11/carod1.jpg?w=141" alt="carod" width="141" height="150" /><strong> </strong></p>
<p>Carod, Tardá ó Puigcercós lo tienen muy claro. Ellos emigraron a la ciudad de las zonas rurales, y prefieren ser burros. Pero no burros cualquiera, no. Burros catalanes.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Antonio Ramírez</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Qué pereza: el recogenueces, la buena patria vasca, y el rollo de UPyD]]></title>
<link>http://plazamoyua.wordpress.com/2009/10/31/que-pereza-el-recogenueces-la-buena-patria-vasca-y-el-rollo-de-upyd/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 17:53:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>plazaeme</dc:creator>
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<description><![CDATA[El amigo Avinareta no nos entiende [--&gt;]. Y quiere que resaltemos y comentemos la última astracan]]></description>
<content:encoded><![CDATA[El amigo Avinareta no nos entiende [--&gt;]. Y quiere que resaltemos y comentemos la última astracan]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La corrente atlantica russa: varianti storiche e militari]]></title>
<link>http://msdfli.wordpress.com/2009/10/28/la-corrente-atlantica-russa-varianti-storiche-e-militari/</link>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 02:15:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Markus</dc:creator>
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<description><![CDATA[La grande questione geopolitica russa è, anche, il rapporto terra-mare, che in termini strategici vu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La grande questione geopolitica russa è, anche, il rapporto terra-mare, che in termini strategici vu]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Caduto un muro se ne fa un altro]]></title>
<link>http://vincenzocali.wordpress.com/2009/10/21/2045/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 14:38:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Queste foto del muro di Berlino le ho scattate pochi mesi dopo la caduta. Era già stato scalpellato,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Queste foto del muro di Berlino le ho scattate pochi mesi dopo la caduta. Era già stato scalpellato,]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Los “Por supuestos” Generales]]></title>
<link>http://laquintacolumna.wordpress.com/2009/10/21/los-%e2%80%9cpor-supuestos%e2%80%9d-generales/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 10:25:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>antoniorb</dc:creator>
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<description><![CDATA[Los políticos españoles, en su afán por difundir su espíritu demagógico, tienden a escoger entre su ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Los políticos españoles, en su afán por difundir su espíritu demagógico, tienden a escoger entre su vocabulario, palabras grandilocuentes con las que creen que, el ciudadano pensará de ellos, que son grandes pensadores. El problema de esta manera de elaborar discursos es que, en muchas ocasiones, se patea el diccionario ya que, el vocablo elegido, posee un significado muy diferente al que el interlocutor político quiere darle. Este es el caso que hoy nos ocupa con la palabra “presupuesto”. Entre las acepciones que admite la Real Academia de la Lengua está: “Cantidad de dinero calculado para hacer frente a los gastos generales de la vida cotidiana, de un viaje, etc.” ó “cómputo anticipado del coste de una obra ó de los gastos y rentas de una corporación”.</p>
<p>El fondo de unos presupuestos generales rigurosos, se ajustaría a esta definición pero, lamentablemente en España, eso no ocurre. Nuestros políticos confunden su forma de enfrentarse a los presupuestos, convirtiéndolos ipso facto, en “por supuestos”. Así, a primera vista, puede no quedar claro mi punto de vista pero, a lo largo del artículo, intentaré dejarlo claro.</p>
<p>Para empezar, un presupuesto ha de tener un rigor tal que, el objetivo final sea, el bien general. En cambio, el “por supuesto”, sólo busca el bien particular del presidente que, todo lo realiza “por su puesto”, es decir, para salvaguardar su posición jerárquica. Para ello, y no teniendo mayoría absoluta, cuando el PNV, metido en apoyos a ETA, le exige el blindaje del sistema vasco, ZP contesta sin dudar: “por supuesto”. Ya que el número de diputados de esta agrupación nacionalista, no asegura que la propuesta salga adelante, se aproxima a Coalición Canaria. Éstos, a cambio de su apoyo, piden 25.000 millones para Canarias que, sin ofender a nadie, es una barbaridad si tenemos en cuenta la extensión de la comunidad, su población y, sobretodo, la comparación con los beneficios que obtienen otras comunidades más pobladas. En cualquier caso, el presidente del gobierno, no titubea a la hora de contestar: “por supuesto”.</p>
<p>¿Son PNV y CC partidos de derecha? Por supuesto, aunque CC juegue a un centrismo inexistente. ¿Miran estas agrupaciones más allá del beneficio local que les supone la prebenda recibida? Por supuesto, que no. ¿Resulta un escollo insalvable para ZP, la posición ideológica de estas formaciones? Por supuesto que no. ¿Y sus ambiciones territoriales confrontadas con el bien general? Por supuesto que tampoco.</p>
<p>Pero es que no queda ahí la cuestión. La oposición mayoritaria, por supuesto, presentará una enmienda a la totalidad que, por supuesto, será rechazada. En vista del éxito, intentará una serie de enmiendas parciales que, por supuesto, también serán rechazadas. Entretanto, el resto de los grupos opositores, plantearán enmiendas parciales igualmente y, por supuesto, alguna de ellas será aceptada. Esta aceptación no será, en modo alguno, por el interés nacional ni porque ZP y los suyos crean en esa propuesta. Será, por supuesto, un gesto cara a la galería, para que los socialistas vuelvan a hablar de su talante abierto a todas las formaciones, en contraposición con la soledad del Partido Popular.</p>
<p>El debate se planteará, por supuesto, como un autobombo gubernamental, a unas cuentas en las que ni ellos mismos creen. Y su falta de fe en ellas, no procede de su laicismo recalcitrante, sino de su conocimiento sobre la falsedad de las cifras que ofrecen. Parten de supuestos sobre PIB, paro y deuda que, por supuesto, saben que se encuentran muy lejos de la realidad, pues a día de hoy, ya superan las expectativas presupuestarias.</p>
<p>Frente al gobierno, la oposición mayoritaria, por supuesto, negará la existencia de algún elemento útil, en todo el planteamiento del presupuesto. El gobierno a su vez, acusará a la oposición de no proponer medidas concretas, tachándola, por supuesto, de sectaria y enemiga de la democracia. El presidente del PP, por supuesto, lo negará, pero evitará ofrecer esas medidas específicas. Y lo hará porque si lo hiciera, el PSOE, por supuesto, pasaría de ser gobierno, a convertirse en oposición. En lugar de hablar de los presupuestos generales presentados, acabarían, por supuesto, debatiéndose las tesis populares. Y no olvidemos que, por supuesto, el PSOE debiera conocer el planteamiento del PP, pues en su momento, le presentó cien medidas para salir de la crisis, al mismísimo presidente. Por supuesto, ZP ni las leyó (aunque de haberlo hecho, con su lamentable formación, por supuesto, que no se hubiera enterado de nada). Y aún sin pasar la vista por ellas, por supuesto que las criticó e, incluso, sacó conclusiones como que las prestaciones sociales quedarían en riesgo. Ello, por supuesto, sin considerar que fue Aznar el que planteó el Pacto de Toledo que garantizaba el sistema de pensiones.</p>
<p>Finalmente, los “por supuestos generales” se aprobarán y, por supuesto, este aprobado no tendrá que ver con los intereses nacionales. Los beneficiados serán, por supuesto, algunos partidos de índole regionalista y, por supuesto, el gobierno que, podrá respirar tranquilo por su puesto, unos días más. Esto se acabaría, por supuesto, si los partidos regionalistas no tuvieran tanto peso específico en el Congreso. Claro que, para ello, habría que reformar la Ley Electoral, cuestión que, por supuesto, ningún partido con opciones a gobernar, está dispuesto a plantear.</p>
<p>Mientras, los españoles tendremos que hacer números y hasta ingeniería financiera, para tratar de mantener nuestro presupuesto doméstico. Por supuesto que estos sinvergüenzas nos lo han puesto difícil y, por supuesto, nos lo pondrán más aún. A pesar de ello saldremos a flote, si no acabamos antes en el paro, por supuesto.</p>
<p>Antonio Ramírez</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Les Gaulois et les Salasses]]></title>
<link>http://vincenzocali.wordpress.com/2009/10/18/les-gaulois-et-les-salasses/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 08:43:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
<guid>http://vincenzocali.wordpress.com/2009/10/18/les-gaulois-et-les-salasses/</guid>
<description><![CDATA[«Mais le premier défi, celui qui sera le plus structurant, c&#8217;est la question de l&#8217;identi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[«Mais le premier défi, celui qui sera le plus structurant, c&#8217;est la question de l&#8217;identi]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Speriamo che sia italiana]]></title>
<link>http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2009/10/11/speriamo-che-sia-italiana/</link>
<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 18:43:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>LatoI</dc:creator>
<guid>http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2009/10/11/speriamo-che-sia-italiana/</guid>
<description><![CDATA[Vi ricordate il vecchio spot di Calzedonia &#8217;speriamo che si femmina&#8217; in cerca di nuove c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Vi ricordate il vecchio spot di Calzedonia &#8217;speriamo che si femmina&#8217; in cerca di nuove clienti, molto offensivo per noi donne poichè ci mercifica relegandoci al mero ruolo di consumatrici?<br />
E pensare che molti lo hanno definito femminista <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> Se non ve lo ricordate era questo:</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/SBz4qmL03Mk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/SBz4qmL03Mk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Bene, il nuovo spot pare reciti il &#8216;Speriamo sia italiana&#8217; o &#8217;speriamo che sia fascista&#8217;, sembra uno spot di regime fascista. <strong>Dopo lo spot lactacid che pubblicizza le ronde anche gli spot diventano strumento di regime</strong>. Quello che diceva che 42 donne su 100 vogliono le ronde e solo 8 donne su 100 vengono perseguitate dagli ex mettendo in evidenza che la violenza non è in famiglia, ma fuori e ci vogliono le ronde: Lo spot era questo:</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/CyhW8mhLTHI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/CyhW8mhLTHI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Tornando a noi..Che c&#8217;entra alludere all&#8217;inno di mameli in uno spot?</p>
<p>Come in un regime fascista essi ci comunicano che dobbiamo essere  belle, ammiccanti, eterosessuali, oggetti sessuali, sedurre, essere rigorosamente italiane e sfornare figli per la patria meglio femmine per comprare più calze calzedonia possibile.<br />
Questo spot non solo umilia le donne relegandole al mero ruolo di consumatrici ma umilia le straniere escludendole dal mercato.</p>
<p>Sembra un spot berlusconiano..peccato che in rete ancora non l&#8217;ho trovato!</p>
<p>Update:Lo hanno messo!!!</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/n91TpXTIBv4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/n91TpXTIBv4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Letteratura erotica Boris Vian]]></title>
<link>http://apienavoce.wordpress.com/2009/11/14/letteratura-erotica-boris-vian/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 18:28:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>apienavoce</dc:creator>
<guid>http://apienavoce.wordpress.com/2009/11/14/letteratura-erotica-boris-vian/</guid>
<description><![CDATA[dal numero 2 di Satisfiction Cosa si prefigge ogni autore di romanzi? Offrire al pubblico una distra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;"><strong><img class="alignnone" src="http://www.suedive.com/images/amanti.jpg" alt="" width="432" height="641" /></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>dal numero 2 di <a href="www.satisfiction.it">Satisfiction</a></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Cosa si prefigge ogni autore di romanzi? Offrire al pubblico una distrazione? Forse. Interessare il pubblico? Far soldi? Anche, forse, ma per questo c’è un solo modo: interessare il pubblico. Diventare famoso? Assurgere all’immortalità? Farsi un nome? Sempre lo stesso problema, che si interessi beninteso c’è una soluzione piuttosto facile: si tratta di fare semplicemente ricorso all’etimologia; ma così facendo, bisognerebbe considerare come letteratura erotica ogni opera che tratti dell’amore; quanto poi a sapere se le sole opere di pura finzione meritino questa determinazione, o se vi si debbano includere anche le opere di pura erudizione, come l’eccellente Manuale di erotologia classica di Forberg, è un’altra questione; e non abbiamo fatto altro che spostare il problema; perché un’altra definizione, questa volta finalista, della letteratura erotica, nella quale si misuri la qualità di tale letteratura in base all’azione che eserciterà sulla nostra immaginazione e sui nostri sensi, risulta in tal modo contraddetta dalla precedente: in questo raggruppamento non potremmo più includere né l’opera di Forberg (eppure già soltanto le citazioni che riporta lo meriterebbero ( né la Storia dell’amore greco di Meier, «la cui lettura» come osserva il commentatore, «è piuttosto austera, considerando il punto di vista molto generale assunto dall’ autore». E se manteniamo il senso etimologico, cos’è piùerotico di questi due libri, dei quali uno classifica minuziosamente tutte le possibilità fisiche, e l’altro tratta con scientificità ed erudizione infinite l’amore che non osa rivelare il suo nome.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Così, etimologicamente, siamo di fronte a due esempi perfetti; e dal punto di vista finalista che confonde generalmente &#8211; e non senza qualche ragione- letteratura erotica e letteratura eccitante, non abbiamo più nulla. Perché sorprendersi allora posto che lo scrittore è qualcuno che pretende di darvi sensazioni a sua scelta, se i suoi sforzi si rivolgono verso i punti che in voi offrono minore resistenza? Perché lo scrittore non dovrebbe trarre profitto dal pregiudizio universale in favore dell’amore ( amore-emozione), per esempio in Un duro inverno, capolavoro di Raymond Queneau, o amore-azione, in Il piccolo campo di Erskine Caldwell?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><img class="alignnone" src="http://www.patriziabarbiero.it/COPIE%20D%27AUTORE/GRANDI_WEB/WEB/images/KLIMT%20GLI%20AMANTI%20-%20_cm_150x100_JPG.jpg" alt="" width="512" height="342" /><br />
</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Come potete vedere, mi riferisco anche a esempi contemporanei. Ora, i sentimenti e le azioni che trovano nell’amore la loro origine comune &#8211; che abbiano la forma bruta del desiderio o quelle più raffinate del flirt intellettuale con citazioni e filosofia di sottofondo- sono senza dubbio alcuno (insieme a quelli che riguardano la morte, che poi sono molto affini) quelli che l’umanità prova con maggiore intensità e violenza. Alla maggior parte di voi sovverrà certamente un’obiezione. Quanti tra voi tentano di considerare il resto dei loro concittadini con imparzialità sanno che una delle passioni più diffuse nel mondo moderno è l’uso di stupefacenti nella loro forma nobile (oppio, haschisch) o in quella degradata: alcol e tabacco, per non parlare delle forme chimiche e ipodermiche, cocainan e morfina, che sono senz’altro da censurare. Risponderei che se ci si potesse procurare una donna tanto facilmente quanto un bicchiere di gin o un pacchetto di gauloises e se ci si potesse concedere il lusso, come nel caso dell’alcol e della sigaretta, di degustarli all’aria aperta senza aver l’obbligo di rinchiudersi in una camera sudicia e pocoinvitante, l’alcolismo e l’intossicazione sparirebbero immediatamente, o ritroverebbero quantomeno delle proporzioni accettabili. Un divertente paradosso è insito nel fatto che il governo incoraggia con tutti i mezzi i cittadini a bere cognac e far bruciare dell’erba puzzolente,ma nel con tempo arresta e condanna i satiri che in fin dei conti non fanno altro che tentare di praticare una funzione del tutto normale ma variamente complicata da pregiudizi e altri regolamenti. O magari non c’è nessun paradosso, si tratta di due aspetti di una cospirazione nociva. Perché è assolutamente sano, sul piano fisico esplorare insieme alla compagna che abbiamo scelto tutte le possibilità offerte dal gioioso mistero, secondo la divertente formula coniata dai nostri padri. Mentre a bere alcol si prende la cirrosi. Questa è dunque la giustificazione dell’amore come tema letterario, e di conseguenza dell’erotismo: la carenza alla quale uno Stato condanna uno sport che, fino a prova contraria, mi intestardisco a considerare più razionale dello judo e più soddisfacente della corsa o delle parallele ( attività, queste, dalle quali deriva, condividendone alcuni aspetti. E poiché l’amore, che è comunque, lo ripeto, al centro degli interessi della maggior parte della gente sana, è ostacolato e impedito dallo Stato, perché dovremmo sorprenderci se il movimento rivoluzionario assume oggi la forma della letteratura erotica?<br />
Non bisogna farsi illusioni. Il comunismo è buono e caro, ma è diventato una specie di conformismo nazionalista. Il socialismo ha messo tanto vino nell’acqua che si è convertito all’abbondanza… quanto al resto, sorvolerò perché ignoro cosa sia la politica, che mi interessa ancor meno del tabacco…<br />
Sì, i veri propagandisti dell’ordine nuovo, i veri apostoli della rivoluzione futura, futura e dialettica, come è ovvio, sono i cosiddetti autori licenziosi. Leggere libri erotici, diffonderli, scriverli, significa preparare il mondo di domani e segnare la strada della vera rivoluzione.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><img class="alignnone" src="http://lamujerdemivida.files.wordpress.com/2009/06/boris_vian11.jpg?w=300&#038;h=400" alt="" width="300" height="400" /><br />
</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><br />
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Italia sì, Italia no, Italia Gnamme]]></title>
<link>http://giovacollot.wordpress.com/2009/11/13/italia-si-italia-no-italia-gnamme/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 15:29:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>giovacollot</dc:creator>
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<description><![CDATA[Da un po&#8217; di tempo, la questione &#8220;Identità&#8221; è in primo piano nel dibattito politic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-148" title="eugene_delacroix_004_la_libert%C3%A0_guida_il_popolo_1830" src="http://giovacollot.wordpress.com/files/2009/11/eugene_delacroix_004_la_libertc3a0_guida_il_popolo_1830.jpg" alt="eugene_delacroix_004_la_libert%C3%A0_guida_il_popolo_1830" width="540" height="404" />Da un po&#8217; di tempo, la questione &#8220;Identità&#8221; è in primo piano nel dibattito politico quotidiano. Questo sicuramente per la presenza al governo di un Partito, la Lega, che dell&#8217;identità locale ha fatto il proprio cavallo di battaglia, ma credo che questo Nazionalismo sia dovuto a qualcosa di più che alle quotidiane beghe politiche. Tant&#8217;è che, prima di tutto, non è un sentimento diffuso solo in Italia, ma in tutto il resto d&#8217;Europa: i Paesi dell&#8217;est fanno impallidire e sembrare cosmopoliti noi Italiani, ma anche nella grande e civile Francia, per fare un esempio su tutti, Sarkò se n&#8217;è uscito con il richiamo a riscoprire le vere radici francesi. La République fa ripartire il dibattito su cosa vuol dire essere francesi.</p>
<p>Dibattito a cui tutti possono partecipare, ovviamente, tranne quelli che dovrebbero: sono decenni che psicologi e antropologi sono giunti alla conclusione che non esiste una vera identità. O meglio, non esiste una vera e propria identità condivisa, almeno al livello profondo. In altre parole, ognuno di noi ha una propria identità, cioè un suo modo di rispondere alla domanda:&#8221;Chi Sono Io?&#8221; Ma questa identità è costruita da tutte le esperienze individuali, non è imposta dall&#8217;alto. Certo, io sono italiano perchè ho studiato Dante e mangio la pasta a mezzogiorno; ma se non mangiassi la pasta per allergia al glutine? E gli italiani, la maggior parte poi, che non hanno mai letto Dante? E se invece un austriaco è appassionatissimo d&#8217;Italia, cos&#8217;è? Un ebreo ateo, di origine russa ma che abita negli Stati Uniti? C&#8217;è da uscirne pazzi. A tutto ciò, già abbastanza complicato, c&#8217;è da aggiungere il fatto ovvio che l&#8217;identità non è qualcosa di fisso e predeterminato, non è uno IUS SOLI, ma è in continua trasformazione. E&#8217; lo sforzo che per i francesi va fatto ogni giorno: svegliarsi e sforzarsi di comportarsi da francese. Solo che, sinceramente, credo che ben pochi di noi abbiano il tempo e la voglia di concentrarsi per essere Italiani. O francesi. O austriaci. E comunque, è sempre più incerto sapere alla mattina cosa voglia dire essere Francesi, o Italiani, o Austriaci. Già ci metto un po&#8217; per svegliarmi, figurarsi se dovessi ricordarmi già da subito di farmi il caffè piuttosto che il tè, o ricordarmi che le salsicce prima delle 11 sono moralmente e legalmente vietate. Poi ovvio, possiamo parlare di ESPERIENZE condivise, e qui rientra Dante, o i mondiali del 2006. Ma l&#8217;identità è comunque qualcosa di enormemente stratificato, dubbio, incerto. E in trasformazione. In TRASFORMAZIONE. E&#8217; più francese un Musulmano, immigrato di terza generazione, che lavora nel porto di Marsiglia, o M.me Carlà, o anche Ms. Sarkozy (cognome ungherese)? Se non capiamo questo punto, l&#8217;identità diventa una questione di luoghi comuni, finta tradizione, e soprattutto Censo, classe sociale. Dire &#8220;sono italiano perchè sono antifascista&#8221; toglie di mezzo dall&#8217;identià italiana non solo quelli che antifascisti non sono, ma anche quelli che hanno altro a cui pensare.</p>
<p>Ecco perchè il dibattito sull&#8217;identità è fuori luogo: prima di tutto perchè non si può dire cosa vuol dire esser italiano, o meglio si può, ma rischiando di finire per rispondere, invece, dicendo cosa vuol dire essere Giovanni, Paolo o Francesco. In secondo luogo, perchè comunque a questo dibattito partecipano quasi esclusivamente quelli che ne hanno secondi fini: elettorali, di prestigio, ecc., e che per questi cavalcano determinati sentimenti di appartenenza. Non sentirete mai un antropologo parlare ai comizi della Lega; neanche a quelli della sinistra, se è per quello. Infine, spesso queste questioni sono montate ad arte per coprire peggiori problemi. Ma questo è da pagina 10 del Manuale del Buon Politico.</p>
<div>In fondo, però, oltre a tutto ciò, c&#8217;è da considerare il fatto sociale: le identità sono forti ora proprio perchè sono deboli. Cioè, c&#8217;è insicurezza su &#8220;Chi Sono&#8221;, anche a livello individuale, e allora si cerca qualcosa di superiore, un collante sociale. E&#8217; l&#8217;individuo in crisi del XXI secolo che chiede il nazionalismo. Ed è così che io interpreto il forte sciovinismo dei Paesi dell&#8217;Est: sono Paesi giovani, senza grandi differenza etniche, con grandi minoranze al loro interno; bisogna perciò cercare un senso per stare insieme. Così, la Francia di Sarkozy cerca di capire chi è Francese per togliere di mezzo quelli che &#8220;veri francesi&#8221; non sono. Magari riducendo a requisito per essere citoyen il censo, appunto. E qui arriviamo all&#8217;Italia, ad un caso recentissimo: quello dei crocifissi nelle scuole. Io personalmente sono cristiano, con i miei dubbi e le mie insicurezze, ma ritengo di esserlo. Però non mi fa particolare effetto che nelle scuole italiane tolgano il crocifisso. Se io credo, non ho bisogno del simbolo di quello in cui credo; se devo ricordarmi, appunto, ogni mattina di essere cattolico, beh, c&#8217;è qualcosa che non va. Il fatto di riunirsi contro la corte europea a favore del crocifisso, oltre che ovvi significati politici, ha anche l&#8217;intenzione di coprire il vuoto che ci sentiamo dentro. Il crocifisso ci serve per ricordarci chi siamo; o meglio, non chi siamo, ma chi DOVREMMO ESSERE. E soprattutto, ci serve ad escludere lo straniero, colui che non ha &#8220;identità cattolica&#8221;. Rifiutandoci di provare a comprendere che quello che fa oggi &#8220;Italiano&#8221; non è lo stesso del 1860, ma neanche del 1968.</div>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La Croce Non È il Crocifisso]]></title>
<link>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/13/la-croce-non-e-il-crocifisso/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 11:22:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Le fastidiose polemiche di questi giorni sul crocifisso hanno investito anche nobili simboli con rim]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Le fastidiose polemiche di questi giorni sul crocifisso hanno investito anche nobili simboli con rimandi cristiani ma che per ovvi motivi non possono essere equiparati al crocifisso: mi riferisco alle bandiere storiche di alcune nazioni europee tra cui, la Lombardia.<br />
Tali bandiere presentano delle croci, simboli concepiti sì come cristiani, ma che a mio dire si caricano di significati ben più importanti di quello religioso, per me alquanto marginale.<br />
Prendiamo la Croce di San Giorgio, simbolo lombardo. Nata genovese, adottata poi da Lombardi e Inglesi, rappresenta la croce del Cristo risorto, vittoriosa sulla Morte e il Male: croce rossa su sfondo bianco.<br />
Nasce cristiana, e va bene, ma nel Medioevo si sa quanto di facciata e bigotto fu il cristianesimo, fatto di crociate, guerre, massacri, antisemitismo e inquisizione.<br />
La Croce lombarda assunse valore etnico e politico: rappresentò l&#8217;unione dei Lombardi contro l&#8217;Impero che difatti aveva una bandiera, la Blutfahne, opposta alla nostra, croce bianca su sfondo rosso.<br />
La terra padano-alpina divenne terra di Croci di San Giorgio durante l&#8217;Età Comunale; la bandiera crociata garrì alle crociate come simbolo lombardo e a Legnano; tale bandiera è insegna di Milano, cuore di Lombardia, e ancora oggi è da tutti i patrioti sentita come bandiera storica della loro Nazione.<br />
Con un piccolo sforzo la Croce può anche esser vista come ruota solare (vedi celtica), simbolo precristiano ariano, e volendo la bandiera si potrebbe modificare in funzione delle nostre vere Radici indoeuropee, senza insultare i nostri Avi, che anzi, ne sarebbero fieri.<br />
Appare quindi blasfemo contro la Lombardia e fuori luogo ritenere un inequivocabile simbolo cristiano come il crocifisso uguale alla nostra insegna, che di cristiano, a conti fatti, ha poco o nulla, soprattutto se inquadrata con gli occhi e lo Spirito del vero lombardista.</p>
</div>]]></content:encoded>
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