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	<title>nicola-tommasoli &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/nicola-tommasoli/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "nicola-tommasoli"</description>
	<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 17:16:07 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Uccidere è meno grave che rompere vetrine]]></title>
<link>http://vibrisse.wordpress.com/2009/10/10/uccidere-e-meno-grave-che-rompere-vetrine/</link>
<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 07:21:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>vibrisse</dc:creator>
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<description><![CDATA[Federica Sgaggio, qui.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Federica Sgaggio, <a href="http://www.federicasgaggio.it/2009/10/uccidere-e-meno-grave-che-rompere-vetrine/">qui</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Ognuno di noi.]]></title>
<link>http://foampit.wordpress.com/2009/09/10/ognuno-di-noi/</link>
<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 09:56:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>triplepitch</dc:creator>
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<description><![CDATA[Finalmente on-line, sul sito audiodoc, il nuovo documentario sonoro di Jonathan Zenti. ABSTRACT LATO]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Finalmente on-line, sul sito <a href="http://www.audiodoc.it/">audiodoc</a>, il nuovo documentario sonoro di Jonathan Zenti<a href="http://www.audiodoc.it/"></a>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-419" title="OGNUNO" src="http://foampit.wordpress.com/files/2009/09/ognuno.jpg" alt="OGNUNO" width="604" height="604" /></p>
<p>ABSTRACT<br />
<a href="http://www.audiodoc.it/archivio_scheda.php?id_scheda=134">LATO A</a><br />
è la storia di quell´omicidio e della città in cui è avvenuto. Un´accurata ricostruzione della sociologia politica della città, a cavallo tra interessi locali e la ribalta mediatica nazionale. Dentro le piaghe nascoste dell´ordine e del decoro, una città che si trascina un´eredità politica oscura e che si propone per il futuro come laboratorio della repressione e della violenza come strumento di consenso elettorale. Ed è la storia di una vittima casuale che ha trovato una fine che casuale non è.</p>
<p><a href="http://www.audiodoc.it/archivio_scheda.php?id_scheda=136">LATO B</a><br />
è la storia della crescita di uno degli aggressori. Un´accurata ricostruzione di sociologia dell´adolescenza. Un percorso attraverso l´abolizione di luoghi comuni nell´epoca del “bullismo”, del “branco” e del “disagio giovanile”. Dentro la quotidianità di ragazzi che non sono ancora uomini, spesso spinti a seguire i miraggi peggiori nel deserto di possibilità che gli adulti hanno costruito per loro. Ed è il racconto di un omicidio che ha 5 colpevoli materiali e un numero infinito di mandanti.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Nicola Tommasoli: al via il processo]]></title>
<link>http://jabez65.com/2009/02/27/596/</link>
<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 18:14:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>jabez65</dc:creator>
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<description><![CDATA[PESTAGGIO MORTALE A PORTA LEONI. Prima udienza con una significativa decisione della Corte d&#8217;A]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><span class="par">PESTAGGIO MORTALE A PORTA LEONI. Prima udienza con una significativa decisione della Corte d&#8217;Assise dopo una camera di consiglio durata tre quarti d&#8217;ora L&#8217;ente ha subito danni patrimoniali e all&#8217;immagine «per il turbamento morale della collettività»</span></em> Anche gli oltre duecento articoli usciti sui giornali locali e nazionali</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 238px"><img src="http://media.athesiseditrice.it/media/2009/02/10_9_are_f1_204_medium.jpg" alt="Il furgone della polizia penitenziaria allarrivo in Corte dAssise FOTOSERVIZIO DI COSTANTINO FADDA" width="228" height="203" /><p class="wp-caption-text">Il furgone della polizia penitenziaria all&#39;arrivo in Corte d&#39;Assise FOTOSERVIZIO DI COSTANTINO FADDA</p></div>
<p>oltre alla registrazione della puntata di AnnoZero entreranno nel fascicolo del dibattimento. Sono i documenti che l&#8217;avvocato Paolo Tebaldi depositerà alla prosima udienza e rappresentano il sostegno della costituzione di parte civile del sindaco Flavio Tosi, ovvero dell&#8217;amministrazione comunale. Saranno quelli la prova del danno patito per il turbamento morale della collettività patito a causa del dramma che si consumò in tre minuti in corticella Leoni. Tre minuti, la morte di un trentenne di Negrar e mesi di pubblicità negativa a cui si aggiunsero investimenti per garantire la sicurezza. Questo il fondamento della costituzione di parte civile contro la quale si sono opposti i difensori di Nicolò Veneri, Federico Perini, Raffaele Dalle Donne, Andrea Vesentini e Guglielmo Corsi. Un&#8217;opposizione dettata, per l&#8217;avvocato Bussinello «da orientamento della Suprema Corte che non riconosce ad un Comune, ente territoriale, la titolarità di costituirsi in quanto non ente esponenziale. Esiste un interesse pubblico ma astratto e il Comune non ha titolo, altrimenti questa possibilità dovrebbe essere riconosciuta a tutti gli enti locali per tutti i reati che avvengono sul loro territorio». E infatti nel processo Arena il Comune era parte civile. «Costituzione comprensibile in caso di reati associativi contro l&#8217;ordine pubblico, nel reati di strage perchè vanno contro l&#8217;incolumità pubblica perchè in tal caso rappresenta la tutela da parte dell&#8217;amministrazione alla collettività». Durissimo il collega Vito Quaranta che associandosi alla richiesta di estromissione del Comune ha sottolineato che «se il sindaco pensa di usare un processo come questo a mo di arena per il suo interesse si sbaglia». Toni e obiezioni che alle 13 sono stati zittiti dalla pronuncia della Corte presieduta da Dario Bertezzolo (Paola Vacca giudice a latere e sei giudici popolari) che ha ammesso il comune a diventare parte attiva nel processo a carico dei cinque ragazzi sostenendo che «il danno per cui si procede implica un danno di immagine negativa amplificata dai media e comporta un danno economico per le ulteriori risorse necessarie al controllo del territorio per garantire la sicurezza». Turbamento morale della collettività e del danno d&#8217;immagine patito: per quanto riguarda il primo le ragioni a sostegno della richiesta «sono rappresentate dal dolore, sofferenza, sbigottimento e senso di insicurezza che i fatti, per la loro futilità ed efferatezza, hanno provocato fra i cittadini, creando nella memoria comune sdegno e riprovazione nonchè una ferita ed un indelebile turbamento tuttora sussitenti» si legge nell&#8217;atto depositato dall&#8217;avvocato Tebaldi. A riprova di ciò si sottolinea «il sentire della cittadinanza testimoniato dalla continua partecipazione sul luogo dell&#8217;aggressione mortale». Quei fiori, quei messaggi e le foto raccolte in un libro, quelli lasciati da chi transita davanti alla porta romana che fu teatro di tre minuti di follia. E per quanto riguarda il danno all&#8217;immagine il Comune «ritiene sussistano le ragioni di fatto idonee a un ristoro inerente al pregiudizio patito» dall&#8217;Amministrazione «per le conseguenze negative riferibili allo sviluppo turistico ed economico della città».F.M.</p>
<p>(<a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/news/2009-02-23_123321236.html">ANSA</a>) &#8211; VERONA, 23 FEB &#8211; Il branco si spacca: sono  affiorate le prime accuse reciproche tra gli imputati del  pestaggio che porto&#8217; alla morte di Nicola Tommasoli. Oggi  terza udienza del processo in Corte d&#8217;Assise ai cinque  giovani accusati di omicidio preterintenzionale. Davanti  alla Corte il primo degli imputati che ha accettato di  deporre ha indicato precise responsabilita&#8217; tra le fila del  &#8216;commando&#8217; che aggredi&#8217; Tommasoli.</p>
<p>DA <a href="http://www.larena.it/stories/Cronaca/160105/">L&#8217;ARENA .IT</a></p>
<p><img class="alignleft" src="http://media.athesiseditrice.it/media/2009/02/24_9_are_f1_191_medium.jpg" alt="Gli avvocati attornuiano il giudice" width="157" height="161" /></p>
<p>La vita in minuto. Thomas Bernhard, il grande scrittore austriaco, se avesse aggiunto alle cronache fatali del suo libro . L&#8217;imitatore di voci un capitoletto in più, dedicato all&#8217;omicidio di Nicola Tommasoli, avrebbe potuto intitolarlo proprio così. La vita in un minuto. Il destino e l&#8217;esistenza di sei ragazzi giocati tutti in una manciata di secondi. Il tempo di un tafferuglio, cercato o subito non importa, o meglio importante ai soli fini processuali, nel buio di una notte divenuta più buia dopo che la morte ha inghiottito uno di loro. La festa che diventa di botto tragedia. E la vita che cambia di colpo tragitto. Al capolinea per Nicola, immobile a terra, per un calcio e un pugno «che gh&#8217;è stà dà». Verso un tunnel al termine del quale l&#8217;esistenza non sarà più la stessa per gli altri cinque. Li guardo questi ragazzi, più giovani del mio figlio più giovane, li osservo con lo stesso sguardo dei genitori-giurati che ne dovranno stabilire le eventuali responsabilità, alla ricerca di un senso delle cose, per capire quali percorsi li abbiano portati nel vicolo cieco di Corticella Leoni la notte del primo maggio. Mi chiedo se queste traiettorie siano state disegnate dal caso oppure fossero lo sbocco inevitabile di un cammino predeterminato da scelte ideologiche di violenza e da comportamenti quotidiani costellati di soperchierie. Per almeno quattro di loro &#8211; Gugliemo Corsi, Raffaele Dalle Donne, Federico Perini, Nicolò Veneri &#8211; sembrerebbe così. Chi li deve giudicare avrebbe certamente voluto sentire le loro parole. Un racconto. Una spiegazione. Hanno scelto di tacere. Di «avvalersi della facoltà di non rispondere», come recita la formula del giuridichese. E così sono stati costretti a rispondere solo su dati anagrafici, età &#8211; tutti tra i 20 e 21 anni -, luogo di nascita, residenza ed eventuali proprietà. E sui precedenti penalmente rilevanti. Tra patteggiamenti di pene e procedimenti pendenti nessuno ne è esente. Non è un buon biglietto da visita. È probabile che sia una scelta processualmente corretta da parte dei difensori, ma toglie una fetta importante alla comprensione della realtà, che è cosa diversa dalla verità processuale. Alla fine accetta di rispondere solo Andrea Vesentini. Si dipinge come una vittima del Fato, perseguitato da una specie di Hybris da tragedia greca che coincidenza dopo coincidenza l&#8217;ha trascinato dove mai avrebbe pensato di trovarsi. Tutto, dall&#8217;incontro con Corsi nella piazza di Illasi alla scelta di andare insieme in discoteca, dall&#8217;uso della propria auto, perché astemio, alla decisione di fare un giro in centro città in attesa che il Berfis apra, dalla scoperta che Corsi aveva dimenticato il portafoglio a casa ai 15 euro giusti giusti nel proprio, dall&#8217;incontro con Dalle Donne, Veneri e Perini («l&#8217;unico visto qualche volta perché aveva un amico a Caldiero») al Malta all&#8217;incrocio con il punk in via Cappello, dai pub chiusi sino all&#8217;inizio dello scontro con Tommasoli e i suoi due amici, tutto nelle sue parole assume l&#8217;aspetto di una concatenazione funesta di eventi guidati da un dio avverso. Lo stesso che nelle ore e nei giorni successivi alla zuffa gli impedisce di fare in tempo l&#8217;unica cosa che avrebbe dovuto e alla fine aveva deciso di fare: costituirsi. Dalla sua ricostruzione non si capisce se sia più sfortunato o più iettatore, ma alcune cose emergono comunque con chiarezza. Cose già note nelle carte processuali, ma ieri ripetute davanti ai giurati. Con tutto il peso che questo può avere nelle loro decisioni. Ossia, che Corsi ha sferrato il primo pugno, che ha visto Perini e Veneri fermi in piedi vicino alla testa di Tommasoli steso a terra, che Perini nella fuga gli ha parlato di un pugno e di un calcio assestati a Nicola, che Corsi in auto durante il ritorno a Illasi gli ha detto che Veneri aveva colpito con un calcio alla testa il giovane steso inerme sulla schiena. Un racconto che tenta di distinguere la sua posizione da quelli degli altri, compreso il tentativo di staccare i contendenti in due momenti. Parole che non erano e non sono piaciute al terzetto degli amici occasionali diventati complici di un&#8217;aggressione mortale. Vittime, probabilmente, nella scelta del silenzio, anche di un malinteso spirito di corpo. Oltre che di un senso di onnipotenza. Il medesimo che li ha portati a tracciare, con molta ingenuità, sui muri della cella parole e slogan che ora possono ritorcersi contro di loro. (<a href="http://www.larena.it/stories/Cronaca/160105/">Giancarlo Beltrame</a>)</p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#800000;">SONO SCAPPATO, QUESTO L&#8217;ERRORE CHE HO FATTO!</span></strong></p>
<p><img class="alignleft" src="http://media.athesiseditrice.it/media/2009/02/24_8_are_f1_169_medium.jpg" alt="" width="157" height="144" />«Lo sbaglio enorme che ho fatto è stato scappare. Questo è stato l&#8217;errore più grande della mia vita perchè non avevo fatto niente, Nicola non l&#8217;ho nemmeno sfiorato». Ha rotto anche in aula, davanti alla corte, quel muro di silenzio che dal giorno dei fermi ha caratterizzato tutta la drammatica vicenda legata all&#8217;aggressione in corticella Leoni terminata con la morte di Nicola Tommasoli. Per due ore Andrea Vesentini è rimasto sulla sedia dei testimoni, per due ore ha raccontato di quella sera di fine aprile, di quel che accadde, dei giorni seguenti. Cose già scritte nei verbali, ma ieri le ha ripetute. Ha voluto farlo, e quando si è alzato, per la prima volta dall&#8217;inizio del processo ha cercato lo sguardo di sua madre e le ha sorriso. È stato l&#8217;unico a chiedere di essere interrogato, lo ha fatto perchè quel peso con cui convive da quella maledetta sera doveva toglierselo dagli occhi, dalle spalle. «Questi dieci mesi sono stati indescrivibili, per sopportare ogni giorno, ho scritto lettere che ho dato a don Guido Todeschini e lui le ha lette su Telepace. Mi sono pentito di essere scappato quella sera, ho creduto che scrivere fosse un segno per far capire quanto mi dispiaceva». Ha iniziato a parlare immerso nel silenzio, in quell&#8217;aula affollata solo dai genitori e dagli amici dei ragazzi, mentre gli altri quattro giovani che come lui sono accusati di omicidio preterintenzionale in questa brutta storia, lo guardavano fisso. E qualche moto di stizza c&#8217;è stato da parte di Federico Perini quando Andrea ha ricostruito i comportamenti di quella sera iniziata storta, quando ha fatto nomi e situazioni. PORTAFOGLIO E DISCOTECA. «Avevo finito di lavorare ma nel pomeriggio mi ero messo d&#8217;accordo con un amico per andare al Berfi&#8217;s. Ho cenato da mia madre e poi sono andato a Illasi, alle 22 ho incontrato i ragazzi al bar, c&#8217;era Corsi che ha deciso di venire con me. Abbiamo preso la mia macchina, io sono astemio così non ci sarebbero stati problemi al ritorno». Un passo dopo l&#8217;altro ha spiegato che dopo aver parcheggiato la macchina sul lungadige (Rubele, ndr) Guglielmo si accorse di aver lasciato il portafoglio in auto, a Illasi. «Avevo solo 15 euro con me, lui ha detto che forse qualcuno glieli avrebbe imprestati e siamo andati al Malta. L&#8217;appuntamento con Marco era verso mezzanotte, ho trovato un ragazzo che conoscevo e mi sono messo a parlare mentre Corsi ha incontrato Perini. Siamo rimasti lì circa un&#8217;ora». Ma il problema erano i soldi «e purtroppo non l&#8217;abbiamo risolto. Non so chi ha detto di spostarsi in un altro bar ma io ero stanco e alterato perchè volevo andare in discoteca. L&#8217;ho detto a Corsi e lui mi ha risposto “lo so ma se non ho i soldi”». VIA CAPPELLO E IL PUNK. «Non conosco le vie di Verona, solo le principali, e mentre camminavamo mi sono messo a parlare con Veneri di professori e materie, anche lui faceva le Seghetti, la mia scuola. Ero davanti e Corsi si è fermato a parlare con un ragazzo, mi sono avvicinato e l&#8217;ho sentito dire in tono scherzoso: “non è che mi daresti 15 euro?” “avete beccato il punk più squattrinato” fu la risposta ma nessuno lo circondò. I toni sono rimasti sereni, si è messo a parlare di musica con Guglielmo che ha notato sul giubbino di Red la spilletta del suo gruppo preferito. Non gli è stata chiesta, il ragazzo l&#8217;ha data in mano a Corsi che me l&#8217;ha passata. Io l&#8217;ho guardata e gliel&#8217;ho restituita. Ho sentito quello che ha detto Red, ma non ci sono mai stati toni minacciosi, non è stato circondato e poi non lo abbiamo seguito». LA SIGARETTA E LA LITE. «L&#8217;Highlander era chiuso, Veneri e Perini conoscevano la città e indicarono l&#8217;ex Bukowski, arrivammo passando per il primo vicolo e c&#8217;erano tre persone davanti all&#8217;ingresso, uno (che poi riconobbe in Csontala) dava gomitate alla porta che era chiusa. Corsi ha chiesto se gli davano una sigaretta e la risposta è stato un no secco. “Te podei anca darmela la sigareta codino” ha detto e Csontala è tornato indietro e si è messo faccia a faccia con Guglielmo dicendogli “tu non sai chi sono io, ti spacco la faccia” e Corsi gli ha dato un pugno. Nicola non me lo ricordo, non disse nulla ma gli altri partirono autonomamente». Tommasoli vicino al muro, Csontala e Corsi vicino alla ringhiera: «mi sono avvicinato per dividerli, ho tirato Csontala per i capelli, sono caduti lui e Guglielmo. Poi ho visto Cazzarolli che a testa bassa dava colpi ai genitali di Dalle Donne, sono andato a spingerlo via e poi sono tornato da Corsi. Allora ho notato Nicola a terra tra Perini e Veneri. Quella era la fine di tutto. Non ho visto dare calci o colpire. Ma non ho avuto la percezione che fosse così grave, accadde tutto in un minuto e mezzo, due al massimo». È stato allora che ha gridato: «basta, basta, andiamo via» e ha spiegato che fu la reazione perchè smettessero di picchiarsi. «Durante la lite dal vicolo siamo usciti sia io che Cazzarolli, si vede nel video». Poi la fuga: «sono uscito, Corsi mi è passato davanti e poi sono arrivati gli altri, Veneri era ferito a una mano ed era più indietro. E ho fatto l&#8217;errore di scappare». I GIORNI SEGUENTI. Chiese a Perini cosa avevano fatto «lui ha risposto “ghe sta dà un calcio e un pugno”» e in macchina parlò con Corsi: «disse che aveva visto Veneri dare un calcio a quello a terra». Il giorno dopo, il primo maggio, non si parlarono. Ma venerdì lui e Guglielmo si trovarono. «Mi ha detto che doveva chiamare Perini e gli telefonò con il mio cellulare, poi chiese se lo accompagnavo in un bar di borgo Roma. C&#8217;erano Veneri e Perini, con me non parlarono, non mi conoscevano ma a lui dissero che andavano via “non voglio farmi dieci anni di galera” disse Perini ma Guglielmo rispose che lui non sarebbe scappato». E alla domanda se era preoccupato Vesentini ha risposto che «non era coinvolto nella discussione, che non aveva colpito nessuno». I GIORNALI. La conseguenza di quella sigaretta negata la scoprì sabato mattina al bar vicino all&#8217;ufficio in cui lavorava come promotore finanziario. «Lessi il titolo, me lo ricordo ancora, “in coma per una sigaretta negata” e mi sentìì male. Chiesi di andare a casa, che non stavo bene, rimasi da mia mamma ma non riuscivo a mangiare. Ho pensato a cosa fare ma sapevo di non aver fatto del male a nessuno. Domenica parlai con mia madre e le dissi “quel ragazzo in coma, c&#8217;ero anch&#8217;io”». Chiamarono l&#8217;avvocato Toffali ma solo nel tardo pomeriggio riuscirono a incontrarlo e consigliò loro di rivolgersi al collega Francesco Delaini e di andare a costituirsi. «Ho parlato con Corsi, gli ho detto che andavo dalla polizia e lui mi rispose che sarebbe venuto con me ma che non aveva il coraggio di dirlo ai suoi. Parlammo con un amico per spiegargli che noi non avevamo toccato il ragazzo in coma. Perchè i giornali avrebbero scritto di tutto ma noi non c&#8217;entravamo». Questo in piazza ma a casa di Guglielmo c&#8217;era già la Digos. E l&#8217;ispettore Papa telefonò anche ad Andrea.(<a href="http://www.larena.it/stories/Cronaca/160109/">Fabiana Marcolini</a>)</p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#800000;"><strong>PER GLI EX-AMICI E&#8217; UN INFAME</strong></span></p>
<p>Fu un ispettore della polizia penitenziaria che si accorse, il 13 giugno, che le condizioni della cella 21 della prima sezione erano modificate. Scritte e motti in caratteri runici, foto di Corsi e Vesentini corredate da «infame» attaccate alle pareti, l&#8217;immagine di Hitler nell&#8217;anta dell&#8217;armadietto e altre scritte in bagno. E le condizioni della cella 21, quella in cui sono detenuti Nicolò Veneri, Federico Perini e Riccardo dalle Donne, per loro sono diventate anche una nuova contestazione: danneggiamento ai beni dello Stato. A spiegarlo ieri sono stati i due ispettori di Montorio che notarono le scritte e le fotografarono inserendole in un fascicolo che fu trasmesso al dottor Francesco Rombaldoni, il pm titolare dell&#8217;inchiesta sulla morte di Nicola Tommasoli. «Siamo obbligati a rilevare eventuali danneggiamenti, in questo caso alcune scritte erano rivolte ai due coimputati», ha spiegato l&#8217;ispettore Di Bartolo, «inoltre potevano avere un rilievo investigativo per i tre soggetti e rimettemmo gli atti alla Procura». Così quella rabbia raccontata sui muri, quel «Nunc est Bibendum», «Vivi come se dovessi morire subito, come se non dovessi morire maì», «Only White shoes», quella storpiatura del cognome e della fotografia di Andrea in uno sprezzante «Sir Spermentini» e quella qualifica di infami ai due ragazzi di Illasi che fin dall&#8217;inizio non si sono trincerati dietro al silenzio ieri sono entrati in aula. Loro tre, sempre accanto in corte d&#8217;Assise e sempre nella stessa cella, rimasero in isolamento fino ad ottobre, ora permane il divieto di incontro con gli altri due ma il loro comportamento, a parte quelle scritte, non ha dato luogo a rapporti disciplinari. Perini, Veneri e Dalle Donne nemmeno ieri hanno deciso di parlare: il difensore di Veneri (Tiburzio de Zuani) aveva chiesto l&#8217;esame del suo assistito ma poi ha rinunciato (anche se non è escluso che il giovane renda dichiarazioni spontanee in futuro). Vesentini ha parlato e risposto per due ore al pm, alle parti civili e alle difese, gli altri tre giovani uno dopo l&#8217;altro sulla sedia dei testimoni sono rimasti pochi minuti, giusto il tempo per dettare le proprie generalità e dire che si avvalevano della facoltà di non rispondere. Anche Guglielmo Corsi ha scelto di non parlare. Poi nel pomeriggio, quando sono rientrati in aula, gli agenti della polizia penitenziaria hanno fatto sedere Andrea accanto al suo legale ma sul lato esterno. Lontano dagli altri.(<a href="http://www.larena.it/stories/Cronaca/160107/">F.M.</a>)</p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#800000;">LA MAMMA DI ANDREA VESENTINI:<br />
</span></strong></p>
<p>È rimasta seduta fino alla fine dell&#8217;udienza in silenzio. Ha guardato suo figlio ad una quindicina di metri di distanza. Non ha perso neanche una parola della sua deposizione. Ha continuato dal suo posto ad ascoltare tutti i testi della difesa, convocati dall&#8217;avvocato Francesco Delaini. E, alla fine, la mamma di Andrea Vesentini ha tirato un lungo sospiro di sollievo. Ha cercato di salutare il figlio mentre usciva dall&#8217;aula, accompagnato dagli agenti della polizia penitenziaria ma era troppo la distanza, troppa l&#8217;agitazione di quel momento. «Sono contentissima di come ha deposto mio figlio», dice a metà dell&#8217;udienza, «è stato bravo». Su una cosa, soprattutto, la mamma del giovane, accusato insieme agli altri quattro dell&#8217;omicidio preterintenzionale di Nicola Tommasoli, è rimasta colpita: «Durante la sua deposizione, è sempre stato molto spontaneo». D&#8217;altro canto, è stato anche l&#8217;unico che tra i cinque ha parlato e ha deciso di sottoporsi all&#8217;interrogatorio davanti ai giudici. Chi, invece, non vedeva Andrea Vesentini dal giorno della tragica aggressione a Nicola, è il veronese Marco Filippi, 21 anni, studente di scienze motorie. «Sono il suo migliore amico, ci vedevamo tutti i giorni e adesso mi manca. L&#8217;ho trovato meno abbronzato», esordisce, «anche perchè lui si faceva le lampade insieme a me». È sempre stato un ragazzo molto sensibile, dice il suo amico: «Non sono mai andato a trovarlo in carcere perchè prima dovevo deporre in qualità di testimone al processo». Anche Filippi esprime la sua soddisfazione per l&#8217;atteggiamento di Vesentini nel processo: «Ha parlato davanti ai giudici perchè non aveva niente da nascondere».(<a href="http://www.larena.it/stories/Cronaca/160104/">GP.CH</a>.)</p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#800000;"><strong>LA MAMMA DI GUGLIELMO CORSI:</strong></span></p>
<p>«Cerco di farmi coraggio ma sono consapevole che se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi. E loro hanno sbagliato ma mi auguro che le responsabilità vengano chiarite perchè questo è l&#8217;unico modo per rendere giustizia a un ragazzo che è morto. Ho ascoltato la mamma di Nicola Tommasoli, l&#8217;ho vista e ho sentito quel dolore. Mi sono messa nei suoi panni e ho sofferto, mio figlio è in carcere ma è vivo, ha sbagliato e paga il prezzo per quell&#8217;esuberanza». Silvana Bovi parla lentamente, è la mamma di Gugliemo Corsi il giovane che chiese una sigaretta in corticella Leoni e che reagì a un no. «Quello che è successo è gravissimo, lui se ne è reso conto. Ogni volta che vado a trovarlo lo trovo più riflessivo, più consapevole. Non si lamenta, sa dove è, del perchè e lo accetta, cerca di adattarsi ad una vita che credo sia dura per tutti. Per questo provo conforto, anche se è stato il più bersagliato, il primo ad iniziare a litigare ma gli ripeto che l&#8217;unica cosa che deve aiutarlo ad affrontare il futuro è la consapevolezza di non aver toccato quel ragazzo. Da allora non dormo, per quello che è successo, per quel giovane, per mio figlio. E ho il massimo rispetto per il dolore».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nicola Tommasoli, morto a causa del colpo al collo: i risultati dell'autopsia]]></title>
<link>http://jabez65.com/2008/09/13/nicola-tommasoli-morto-a-causa-del-colpo-al-collo-i-risultati-dellautopsia/</link>
<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 14:53:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>jabez65</dc:creator>
<guid>http://jabez65.com/2008/09/13/nicola-tommasoli-morto-a-causa-del-colpo-al-collo-i-risultati-dellautopsia/</guid>
<description><![CDATA[Per chi fosse interessato posto un aggiornamento sul caso di &#8220;Nicola Tommasoli&#8221;, il giov]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#800000;"><em>Per chi fosse interessato posto un aggiornamento sul caso di &#8220;Nicola Tommasoli&#8221;, il giovane veronese morto a causa di un pestaggio da lui subito ad opera di alcuni giovani naziskin.</em></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><em>Potete leggere la sua storia cliccando sui tag </em></span><span style="color:#800000;"><em>a nuvola qui sulla destra, a lui facenti riferimento </em></span><span style="color:#800000;"><em>(ad esempio clicca su : &#8220;Nicola&#8221; o &#8220;Tommasoli&#8221;)</em></span><a href="http://jabez65.wordpress.com"><img class="alignleft" src="http://sviluppo.centrodiascolto.it/2008/05/09/foto/259691.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a></p>
<p>Il consulente del pubblico ministero, la dottoressa Federica Bortolotti, dopo una serie di proroghe ha depositato la relazione nella cancelleria della Procura</p>
<p>Non soffriva di nessuna patologia, né cerebrale né cardiaca, non aveva malformazioni e nemmeno un aneurisma. Per il medico legale, incaricato dal sostituto Francesco Rombaldoni di stabilire le cause della morte del disegnatore industriale di Negrar, se Nicola Tommasoli la notte del 1° maggio in corticella Leoni non avesse ricevuto quel colpo al collo sarebbe ancora vivo. E questo perchè nelle conclusioni della perizia medica su cui si confronteranno nei prossimi giorni anche gli esperti nominati dalle difese, la dottoressa Federica Bortolotti riconosce l’esistenza di un «nesso di causalità materiale tra il trauma cervicale e il decesso avvenuto il 5 maggio 2008». Stabilisce l’esistenza del legame diretto e quindi per i cinque giovani che quella sera con Tommasoli e i suoi amici vennero alle mani l’ipotesi resta la stessa: omicidio preterintenzionale in concorso.<br />
Un colpo mortale, quello evidenziato dall’ematoma alla base del collo, sulla destra, che, come ha ricostruito il medico, provocò l’arresto cardio-circolatorio. Il giovane aveva bevuto, lo rileva il tasso alcolemico presente nel sangue della vittima, e questo ha determinato una generale vasodilatazione e «amplificato in estensione e rapidità l’emorragia subaracnoidea in corso». Ma fu quel colpo a provocare l’emorragia a sua volta sfociata nell’arresto cardiocircolatorio prolungato con conseguenti lesioni cerebrali derivanti dalla mancanza di ossigeno, da qui si sviluppò l’edema che si concluse con la morte cerebrale: la cosiddetta «continuità fenomenologica», ovvero la concatenazione tra i vari momenti.<br />
ESCLUSO IL PESTAGGIO. Non vi fu accanimento, come era già emerso nel corso dell’autopsia, poichè non è stata rilevata la presenza di traumi e lesioni interne. Sono cinque le ecchimosi evidenziate, quelle «in sede latero-posteriore-superiore cervicale destra, all’emilabbro inferiore sinistro, in sede peri-orbitaria sinistra e alla superficie dorsale di entrambe le mani». Lesioni, sottolinea nell’elaborato depositato ieri mattina nella segreteria del pm Rombaldoni dopo 120 giorni, «da corpo contundente», rilevando però che «risulta altamente probabile siano stati utilizzati mezzi di offesa naturali, quali mani e piedi e di conseguenza le lesioni siano conseguenti a pugni e calci». Esclude anche che possano essere state provocate in seguito alla caduta. Tre i colpi che lo hanno raggiunto, poichè le lesioni alle mani sono modeste, e per il medico sarebbero da attribuirsi a tentativi di difesa o di offesa. E dei tre solo quello al collo ha avuto il ruolo rilevante «nel determinismo del decesso».<br />
L’ARRESTO CARDIACO. La sigaretta negata, la provocazione seguita dal litigio e dai colpi, Nicola cadde e il suo cuore quella notte si fermò per venti minuti: questo, per il medico legale, generò la «gravissima sofferenza cerebrale e, secondariamente, la grave emorragia subaracnoidea», rilevata al suo arrivo in ospedale e confermata dagli esami radiologici. Un arresto cardiaco che «data la dimostrata normalità macro e microscopica del cuore, risulta con ogni verosimiglianza» provocato dalla lesione al collo.<br />
L’EMORRAGIA. È su questo elemento che il medico legale esclude qualsiasi dubbio circa la natura del versamento di sangue sottlineando che può essere su base spontanea o traumatica. Così se nel primo caso risulta conseguente «alla rottura spontanea di un vaso arterioso in corrispondenza di malformazioni congenite o acquisite (aneurismi o malformazioni artero-venose)», nel secondo dipende dalla «rottura completa o parziale a seguito di traumi del distretto cranio-cervicale». Una premessa doverosa che le consente di analizzare l’ematona presente su Tommasoli stabilendo «il sistema vascolare vertebro basilare» come sede del sanguinamento, anche se nessuno degli accertamenti è riuscito a stabilire esattamente la sede di rottura del vaso. Non vi erano malformazioni pregresse, né cardiache né cerebrali, e quell’ematoma partiva dal collo per arrivare fino «alla giunzione cranio-cervicale».<br />
IL TRAUMA. Nell’elaborato la dottoressa Bortolotti spiega anche il fatto che il colpo al collo, sul lato destro, possa aver originato un’emorragia. «Si riconosce come colpi inferti in corrispondenza della giunzione cranio-cervicale», si legge nell’elaborato, «possano determinare improvvise e violente oscillazioni». Questo spiegherebbe l’estensione del trauma poichè in quella regione i vasi sono particolarmente vulnerabili», soprattutto, sostiene, nella zona tra la prima vertebra cervicale e l’ingresso della scatola cranica. Va oltre e aggiunge che le conseguenze dei colpi in sede cervicale sono maggiori se risultano inaspettati, questo perchè manca la contrazione muscolare tipica di chi si sta difendendo o aspetta il colpo. «In questo senso stati di intossicazione alcolica con rallentamento dei riflessi, rendono il soggetto ancor più vulnerabile». E Tommasoli aveva bevuto, se fosse stato fermato alla guida gli avrebbero ritirato la patente.<br />
SEQUENZA E POSIZIONE. Il pm le aveva chiesto di stabilire l’esatta successione dei colpi che raggiunsero Tommasoli, una richiesta che per il medico legale non è possibile esaudire «dato il brevissimo intervallo di tempo tra l’uno e l’altro». A questo aggiunge che non è possibile esprimere una «valutazione scientificamente difendibile sulla reciproca posizione di vittima e aggressore/i durante la collutazione data l’estrema mobilità del corpo umano».</p>
<p>( fonte: <a href="www.larena.it">larena.it</a>)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IN-TOLLERANZA ZERO]]></title>
<link>http://giadinskj.wordpress.com/2008/06/04/in-tolleranza-zero/</link>
<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 18:25:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>giadinskj</dc:creator>
<guid>http://giadinskj.wordpress.com/2008/06/04/in-tolleranza-zero/</guid>
<description><![CDATA[ART. 1. (RIORGANIZZAZIONE DEL DISCIOLTO PARTITO FASCISTA). AI FINI DELLA XII DISPOSIZIONE TRANSITORI]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>ART. 1. (RIORGANIZZAZIONE DEL DISCIOLTO PARTITO FASCISTA).</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/-DkURhVKeoM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/-DkURhVKeoM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>AI FINI DELLA XII DISPOSIZIONE TRANSITORIA E FINALE (COMMA PRIMO) DELLA COSTITUZIONE, SI HA RIORGANIZZAZIONE DEL DISCIOLTO PARTITO FASCISTA QUANDO <strong>UNA ASSOCIAZIONE O UN MOVIMENTO PERSEGUE FINALITÀ ANTIDEMOCRATICHE PROPRIE DEL PARTITO FASCISTA, ESALTANDO, MINACCIANDO O USANDO LA VIOLENZA QUALE METODO DI LOTTA POLITICO O PROPUGNANDO LA SOPPRESSIONE DELLE LIBERTÀ GARANTITE DALLA COSTITUZIONE O DENIGRANDO LA DEMOCRAZIA, LE SUE ISTITUZIONI E I VALORI DELLA RESISTENZA O SVOLGENDO PROPAGANDA RAZZISTA, OVVERO RIVOLGE LA SUA ATTIVITÀ ALLA ESALTAZIONE DI ESPONENTI, PRINCIPII, FATTI E METODI PROPRI DEL PREDETTO PARTITO O COMPIE MANIFESTAZIONI ESTERIORI DI CARATTERE FASCISTA</strong>.<br />
Legge 20 giugno 1953, n. 645 (GU n. 143 del 23/06/1952).</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/E5rjycM41YQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/E5rjycM41YQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Non sono “bravate” di qualche giovane ricco annoiato, non sono bulli che se ne vanno in giro come i drughi di Arancia Meccanica, non sono ultrà che per tifare la loro squadra ricorrono alla violenza, non sono normali cittadini sfiniti dall’impunità degli extracomunitari e dalla mancanza dello stato, non sono uomini che cercano solo di difendere le loro famiglie, sono <strong>FASCISTI</strong>. E credo sia l’ora di ricominciare a chiamare le cose ( <strong>e i pezzi di merda</strong>) con il proprio nome perchè <strong>se chi è contrario alla guerra è Comunista chi uccide o tenta di uccidere qualcuno solo perchè diverso è un Fascista</strong>. E non ci sono scuse o giustificazioni. E’ patetico cercare di nascondere l’appartenenza politica e soprattutto umana o <em>dis-umana</em> di queste persone. E’ offensivo che l’ideologia fascista non costituisca un’aggravante per questi tipi di reati. E’ inaccettabile che si chiami “<em>rissa</em>” un agguato.</p>
<p><em>Se non è fascista chi con una croce celtica tatuata nel braccio uccide a coltellate un ragazzo di 26 anni, chi ammazza a calci e pugni un ventinovenne solo perchè il suo aspetto non è quello del figlio di papà, chi al grido di “sporchi stranieri” con svastiche nelle bandane devasta i negozi degli extracomunitari picchiando i proprietari, chi armato di spranghe e catene attacca alle spalle alcuni militanti del collettivo, chi picchia e terrorizza un giovane di 24 anni perchè gay, chi stupra una ragazza uscita da una festa perchè lesbica&#8230;ecc&#8230;ecc&#8230;,</em> allora <strong>QUALE SCONSIDERATA TRAGEDIA DEVE COMMETTERE UN ESSERE VIVENTE PER ESSERE CHIAMATO FASCISTA? </strong>C’è la soglia di un minimo di <em>6 milioni di persone</em> da uccidere sotto la quale gli omicidi non possono essere dichiarati di <strong>stampo fascista</strong>? Ci devono essere nelle immediate vicinanze dei <em>forni crematori</em> per far subito scomparire i corpi delle vittime? Bisogna <em>dichiarare guerra</em> almeno ad un paese o invaderlo militarmente mentre si sta commettendo il reato?  Basta saperlo e noi persone per bene ci mettiamo l’anima in pace ed evitiamo di spendere soldi ed energie cercando la verità in processi <strong>FARSA</strong>.</p>
<p><strong>Circa 400 tra aggressioni fasciste, atti vandalici, danneggiamenti e inneggiamenti al fascismo dal 2005 ad oggi</strong>. (S<em>e loro stessi si identificano e si chiamano fascisti non vedo perchè tutto questo impegno nel voler dimostrare che non lo sono</em>). Atti di violenza con cadenze regolari a sedi di centri sociali, di partito, di sindacati, di ANPI, ma anche a simboli che ricordano lo sterminio degli ebrei, a Moschee e campi rom. Le vittime delle aggressioni non sono solo militanti e antifascisti, ma anche immigrati, omosessuali e chiunque abbia una religione diversa da quella cattolica (ebrei, mussulmani, testimoni di Geova&#8230;).  Molti sono militanti e simpatizzanti di <strong>Forza Nuova</strong>, il <strong>Partito neofascista</strong> fondato da <strong>Roberto Fiore</strong>, <strong>LATITANTE</strong> in Inghilterra perchè coinvolto nel processo sulla <a title="strage bologna 2-08-1980" href="http://www.stragi.it/" target="_blank"><strong>STRAGE DI BOLOGNA</strong></a>, che nel 1998 torna in Italia dopo che la Corte d’Appello dichiara <strong>PRESCRITTA</strong> l’associazione sovversiva. Altri sono leghisti, molti dei quali hanno un passato di picchiatori fascisti. Poi c’è il caso di Napoli dove la Camorra cerca di guadagnarsi l’appoggio popolare a scapito dello stato, organizzando la messa a ferro e fuoco dei campi rom. E’ paradossale il fatto che di fronte ad una piaga come quella della Camorra che insanguina da 30 anni la Campania, che ha ucciso una quantità enorme di giovani, <strong><em>ciò che rende Napoli invivibile sono i rom</em></strong>! Troverei molto più logico che fossero questi ultimi a manifestare contro tutte le schifezze che la Camorra continua a fare, dalla spazzatura ai rifiuti tossici e sarei dalla loro parte se cercassero di buttare giù con una ruspa le case dei camorristi dopo avergli dato fuoco!<br />
Ma questa è un’altra storia&#8230;</p>
<ul>
<li>Il <strong>16 marzo del 2004</strong> a Milano una bella e allegra famigliola composta da <strong>Mattia</strong> (17 anni), <strong>Federico</strong> (28 anni) e <strong>Giorgio Morbi</strong> (54 anni) uccide accoltellandolo in un agguato <strong><a title="davide cesare" href="http://www.reti-invisibili.net/dax/" target="_blank">Davide Cesare “Dax”</a> </strong>(26 anni), militante del <strong>Centro Sociale O.R.So</strong> (Officina di Resistenza Sociale) e ferisce altri due suoi amici.</li>
</ul>
<ul>
<li>Il <strong>18 agosto 2006</strong> a Viareggio una ragazza viene stuprata da due uomini del posto nella pineta della Marina di Torre del Lago. &#8220;<a title="stupro torre del lago" href="http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/cronaca/gay-violentata-versilia/gay-violentata-versilia/gay-violentata-versilia.html" target="_blank"><strong><em>Ti violentiamo perché sei lesbica</em></strong></a>”.</li>
</ul>
<ul>
<li>Il <strong>27 agosto 2006</strong> a Focene viene ucciso sempre a coltellate <a title="renato biagetti" href="http://www.reti-invisibili.net/renatobiagetti/" target="_blank"><strong>Renato Biagetti</strong>,</a> 26 anni, mentre tornava da una festa reggae organizzata dal <strong>Centro Sociale Acrobax</strong>. <strong>Vittorio Emiliani</strong>, 18 anni,<strong> sul braccio un tatuaggio con una croce celtica e accanto la scritta &#8216;forza e onore&#8217;</strong>, ed un suo amico minorenne sono accusati dell’omicidio. “<em>Ragazzini che giocano a scimmottare i fascisti</em>”, si minimizza. Mentre intanto sotto casa del ragazzo ucciso appare la scritta <strong>“<a title="acrobax meno 1" href="http://italy.indymedia.org/news/2006/08/1140960.php" target="_blank">ACROBAX meno 1</a>” con una svastica.</strong></li>
</ul>
<ul>
<li>Il <strong>24 maggio 2007</strong> a Biella una ragazza marocchina di <strong>15 anni</strong> viene <a title="15 anni sfregiata con svastica" href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200705articoli/21994girata.asp" target="_blank"><strong>sfregiata con una svastica</strong></a> sul viso. L&#8217;episodio era già accaduto 2 anni prima: nel settembre 2005 lo stesso ragazzo, che allora aveva 16 anni, le aveva inciso una svastica sul braccio con una pietra urlandole «s<strong>porca negra</strong>».</li>
</ul>
<ul>
<li>Il <strong>28 giugno 2007</strong> a Roma circa cinquanta persone col volto coperto armati di <strong>spranghe e coltelli</strong> irrompono a <a title="aggressione villa ada" href="http://www.socialpress.it/breve.php3?id_breve=1564" target="_blank"><strong>Villa Ada</strong></a> durante il concerto della <strong>Banda Bassotti</strong> <strong>inneggiando al duce</strong>. Gli aggressori lanciano <strong>tre bombe carta</strong> e accoltellano due persone. Nel febbraio 2008 vengono arrestati 20 neofascisti appartenenti a gruppi ultras della lazio.</li>
</ul>
<ul>
<li>Il <strong>primo maggio 2008</strong> viene aggredito a calci e pugni <a title="omicidio nicola tommasoli" href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/pestaggio-verona/due-fermati/due-fermati.html" target="_blank"><strong>Nicola Tommasoli</strong>,</a> 29 anni. <strong>Morirà il 5 maggio dopo un agonia di 5 giorni</strong>. I 5 assassini neonazisti sono: <strong>Raffaele Delle Donne</strong>, 19 anni, già indagato per altri atti di violenza e xenofobi sferrati in città, <strong>Guglielmo Corsi</strong>, 19 anni, <strong>Andrea Vesentini</strong>, 20 anni, <strong>Nicolò Veneri</strong> e <strong>Federico Perini</strong>, in un primo momento fuggiti a Londra.</li>
</ul>
<ul>
<li>Il <strong>24 maggio 2008</strong> al <strong>Pigneto</strong>, quartiere multiculturale di Roma, un gruppo a volto coperto distrugge 2 alimentari ed un call center gestiti da stranieri. Una vera e propria spedizione punitiva al grido di “<em>sporchi stranieri</em>”. Quando un  ragazzo, magari di sinistra, tira un sasso alla vetrina di una banca, di un’agenzia di lavoro interinale o di un McDonald’s viene accusato di terrorismo e associazione sovversiva così in fretta da fargli girare la testa e poi magari anche terrorizzato con la minaccia del carcere a vita. Ma contro gli stranieri non si tratta di Terrorismo. <em>E’ forse giustizia divina o malaugurato accidente?</em></li>
</ul>
<ul>
<li>Il <strong>27 maggio 2008</strong> a Roma un gruppo di studenti viene aggredito davanti all’università <strong>La Sapienza</strong>. I ragazzi della rete per l’autoinformazione attacchinavano per l’università coprendo i manifesti fascisti attaccati nella notte che indicevano l’incontro sulle foibe organizzato (e poi annullato dal rettore) da Forza Nuova per il giovedì mattina. Una ventina di fascisti sono scesi di corsa da 4 macchine armati di spranghe bastoni e cinghie uncinate. <a title="aggressione la sapienza" href="http://blog.libero.it/SinistraTiburtin/commenti.php?msgid=4787059"><strong>Martin Avaro</strong></a>, responsabile della s<strong>ezione piazza Vescovio</strong> e Coordinatore provinciale di Forza Nuova, fermato dagli inquirenti era già coinvolto nell’inchiesta sul raid avvenuto a Villa Ada l’estate scorsa.</li>
</ul>
<p>Queste sono solo alcune delle aggressioni di evidente matrice fascista, quelle che i media, nonostante tutti i loro sforzi, non hanno potuto non trattare. A volte però sarebbe meglio che certi giornalisti tacessero invece di riportare le loro parziali verità. Non si può chiamare rissa un attacco in cui un gruppo armato accerchia e colpisce persone inermi. Basta parlare di ragazzi deviati dal disagio giovanile. Qui c’è qualcosa di molto più grosso dietro, qualcuno che manovra e manipola queste persone, (che già devono venire da famiglie discutibili dal punto di vista umano) che le arma e che le incita e le fomenta contro il diverso. <strong>L’aumentare della violenza squadrista negli ultimi tempi è un chiaro segno dell’impunità di cui godono gli affiliati dei gruppi neonazisti e neofascisti</strong>. Poi i segnali da parte del governo non sono incoraggianti se addirittura si intitola una via di Roma ad Almirante&#8230;</p>
<p>&#8230;..<em>c’è ancora speranza?.</em>&#8230;.</p>
<p>Giada</p>
<p>ps: i video sono ripresi dal documentario &#8220;<a title="NAZIROCK" href="http://www.nazirock.it/" target="_blank">Nazirock</a>&#8221; di Claudio Lazzaro</p>
<p>ps2: per ulteriori informazioni sulle aggrossioni fasciste visitate il sito <a title="antifa" href="http://isole.ecn.org/antifa/" target="_blank">ANTIFA</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fascismo dilagante]]></title>
<link>http://rifondazionebuccinasco.wordpress.com/2008/05/28/fascismo-dilagante/</link>
<pubDate>Wed, 28 May 2008 23:14:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>rifondazionebuccinasco</dc:creator>
<guid>http://rifondazionebuccinasco.wordpress.com/2008/05/28/fascismo-dilagante/</guid>
<description><![CDATA[di Andrea Collini fa|scì|smo 1- movimento politico, fondato da Benito Mussolini nel 1919, che fu al ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" style="float:left;margin-left:5px;margin-right:5px;" src="http://www.silab.it/storia/as34/images/p34_08.jpg" alt="" width="155" height="220" />di <span style="color:#c0c0c0;">Andrea Collini</span></p>
<p>fa&#124;scì&#124;smo<br />
1- movimento politico, fondato da Benito Mussolini nel 1919, che fu al potere in Italia dal 1922 al 1943, dando vita a un regime dittatoriale a carattere totalitario, nazionalista e anticomunista, al quale si ispirarono molteplici movimenti e regimi in Europa e nel resto del mondo &#124; il regime instaurato in Italia da tale movimento<br />
2- estens., regime totalitario fondato su una politica o un’ideologia di tipo fascista: il f. sudamericano, il f. spagnolo<br />
<em>(Dizionario De Mauro)</em></p>
<p><em>2 Maggio 2008</em> &#8211; <a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/pestaggio-verona/pestaggio-verona/pestaggio-verona.html" target="_blank">Verona</a>: pestato per una sigaretta, Nicola Tommasoli, 29 anni, finisce in coma. Aggressori cinque giovani appartenenti all&#8217;estrema destra.<br />
<em>5 Maggio 2008</em> &#8211; <a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/pestaggio-verona/due-fermati/due-fermati.html" target="_blank">Verona</a>: morto Nicola Tommasoli, il ragazzo pestato dai naziskin. Gianfranco Fini, presidente della Camera, afferma che le proteste di piazza (avvenute senza alcuno scontro) di Torino sono fatti più gravi.<br />
<em>24 Maggio 2008</em> &#8211; <a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/pestaggio-nazi-roma/pestaggio-nazi-roma/pestaggio-nazi-roma.html" target="_blank">Roma</a>: raid neonazista al Pigneto. Picchiato un extracomunitario. Un gruppo con il volto coperto da foulard con la svastica ha distrutto le vetrine di due alimentari e di un call center.<br />
<em>28 Maggio 2008</em> &#8211; <a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/pestaggio-nazi-roma/scontri-universita/scontri-universita.html" target="_blank">Roma</a>: scontri all&#8217;Università la Sapienza. Una macchina carica di militanti di Forza Nuova armati di spranghe e coltelli aggrediscono un gruppo di giovani dei collettivi studenteschi che stavano strappando i loro manifesti.</p>
<p>Se questa fosse l&#8217;introduzione un film, ci sarebbe una musica di sottofondo che aumenta di ritmo man mano che si leggono le notizie sopra riportate. A questo punto arriverebbe lo schermo nero e qualche secondo di silenzio. Poi la notizia finale, che darebbe vita alla trama del film: ITALIA, gg/mm/aaaa: RITORNA IL FASCISMO.<!--more--></p>
<p>E&#8217; questa l&#8217;impressione che mi sono fatto seguendo questi gravi episodi di fascismo accaduti in un solo mese. I politici, sopratutto quelli appartenenti alla vecchia Alleanza Nazionale &#8211; ora Popolo delle Libertà &#8211; dicono che non bisogna strumentalizzare le polemiche. Non capiscono che se, come loro affermano, non hanno niente a che fare con il fascismo, non dovrebbero sentirsi presi in causa quando si contesta questa infame ondata di crimini.</p>
<p>E&#8217; un percorso che, per quanto sotterraneo, va avanti da anni, e negli ultimi mesi sta venendo a galla. Ricordiamo, per esempio, lo <a href="http://it.youtube.com/watch?v=ELwpc-OQUP4" target="_blank">scontro avvenuto in diretta Tv </a>tra <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alessandra_Mussolini" target="_blank">Alessandra Mussolini</a> &#8211; attuale deputata per il Pdl - e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vladimir_Luxuria" target="_blank">Vladimir Luxuria</a> - ex deputato PRC &#8211; dove la prima affermava che &#8220;è meglio essere fascisti che froci&#8221;.</p>
<p>Gianni Alemanno, Sindaco di Roma, vuole intitolare una strada a Giorgio Almirante, autore di affermazioni come «Nel nostro operare di italiani, di cittadini, di combattenti – nel nostro credere, obbedire, combattere – noi siamo esclusivamente e gelosamente fascisti. Esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e nella pratica del razzismo», «il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l&#8217;Italia abbia mai tentato», «Quanto ai grandi spacciatori, e nessuno se ne meravigli o si scandalizzi, io vado al di là della pena di morte per i terroristi. I grandi spacciatori di droga, che sono i nemici principali della nostra gioventù, debbono essere impiccati agli alberi delle nostre città».</p>
<p>Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha preso le distanze dalle frasi razziste di Almirante. Ma sembra essere una persona molto contradditoria Gianfranco Fini: condanna il razzismo, ma afferma che una protesta di piazza avvenuta senza alcuno scontro è peggio di un pestaggio a morte a sfondo nazista. Dichiara che «nel suo partito non ci sono posti per i fascisti» (al che, il pungente Luttazzi azzardò: &#8220;devono averli esauriti&#8221;) ma afferma anche che «Mussolini è stato il più grande statista del secolo &#8230; Ci sono fasi in cui la libertà non è tra i valori preminenti».</p>
<p>Tra le file del Popolo della Libertà è stato eletto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Ciarrapico" target="_blank">Giuseppe Ciarrapico</a>, che oltre che essere un pluri-condannato, è un fascista dichiarato. Alla domanda &#8220;Perchè proprio Ciarrapico&#8221; Silvio Berlusconi fu molto chiaro: «Ci serve. È un editore con giornali importanti». Quando si dice che il fine giustifica i mezzi. Ciarrapico fu anche uno dei maggiori sostenitori dell&#8217;iniziativa di Marcello Dell&#8217;Utri secondo cui, nei libri di storia, la Resistenza andava riscritta.</p>
<p>Questi sono alcuni degli ultimi episodi che mi fanno temere che vi sia qualcosa di viscido, infame e tremendamente pericoloso che piano piano affiora dalla segrete dove è stato confinato da quel sentimento di democrazia nato il 25 Aprile del 1945.</p>
<p>«Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.<br />
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.<br />
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.<br />
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.<br />
Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.»<br />
<em>Martin Niemöller</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Roma: Mano libera alle fecce fasciste ]]></title>
<link>http://rpmn.wordpress.com/2008/05/27/roma-mano-libera-alle-fecce-fasciste/</link>
<pubDate>Tue, 27 May 2008 15:23:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>rpmn</dc:creator>
<guid>http://rpmn.wordpress.com/2008/05/27/roma-mano-libera-alle-fecce-fasciste/</guid>
<description><![CDATA[Il Soviet si scusa per aver disertato il blog, ma cause di forza maggiore hanno impedito le comunica]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il Soviet si scusa per aver disertato il blog, ma cause di forza maggiore hanno impedito le comunica]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La morte di Nicola Tommasoli ci interroga nel profondo]]></title>
<link>http://progettoverona.wordpress.com/2008/05/26/la-morte-di-nicola-tommasoli-ci-interroga-nel-profondo/</link>
<pubDate>Mon, 26 May 2008 01:00:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>progettoverona</dc:creator>
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<description><![CDATA[IL MALE OSCURO DI VERONA Non è episodio isolato. Però non ce ne siamo accorti o abbiamo fatto finta ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://progettoverona.wordpress.com/files/2008/05/tommasoli.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-155" src="http://progettoverona.wordpress.com/files/2008/05/tommasoli.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;"><strong><span style="font-size:12pt;">IL<span> </span>MALE<span> </span>OSCURO<span> </span>DI<span> </span>VERONA</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Non è episodio isolato</strong>. Però non ce ne siamo accorti o abbiamo fatto finta di non sapere.</p>
<p style="text-align:justify;">Il procuratore capo Guido Papalia, nel dicembre 2007, rende nota la &#8220;Relazione sull&#8217;andamento della <strong>giustizia penale a Verona</strong> dal luglio 2006 al giugno 2007&#8243;. Ne leggiamo alcune righe:<br />
&#8220;Particolarmente allarmante, come fenomeno di grave turbamento dell&#8217;ordine pubblico è quello relativo alla <strong>accertata esistenza di una organizzazione</strong> composta da persone di giovanissima età che, attrezzandosi con strumenti e mezzi idonei costituenti armi improprie, ha posto in essere diverse attività, per la maggior parte consistite in aggressioni violente, finalizzate a limitare la libertà di altri soggetti ritenuti ‘nemici&#8217; perché di diverso colore della pelle o di diverso look nel vestire o di diversa ideologia palesata con atteggiamenti e comportamenti particolari e ad impedire agli stessi di accedere nelle strade del centro cittadino. L&#8217;aspetto più preoccupante di tale fenomeno è quello che si realizza con <strong>aggressioni ripetute</strong> nel tempo, magari iniziate con semplici molestie, che progressivamente si trasformano in ingiurie, <strong>percosse e lesioni sempre</strong> <strong>più gravi sino a giungere all&#8217;omicidio</strong>. L&#8217;esperienza dimostra come in tutti questi casi il motivo che spinge l&#8217;agente è quello di limitare la libertà individuale e sessuale della vittima nel tentativo di ridurne la capacità di autodeterminazione per <strong>sottoporla ai propri</strong> <strong>voleri</strong>&#8220;.<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Pochi giorni dopo, lo stesso Procuratore rilancia l&#8217;allarme razzismo a Verona riprendendo la &#8220;Relazione&#8221; con sottolineature interessanti: &#8220;Si tratta di aggregazioni violente, finalizzate a limitare la libertà di altri soggetti ritenuti ‘nemici&#8217; perché di diverso colore della pelle o di diverso look o di diversa ideologia. Quando la violenza si traveste da razzismo; quando ad essere protagonisti, e peggio ancora autori, sono <strong>ragazzini</strong> appena maggiorenni che <strong>si</strong> <strong>aggirano in centro, nel fine settimana, armati e pronti ad attaccare chiunque</strong>; quando ciò che vogliono colpire è <strong>il diverso</strong>; è allora che il fenomeno si fa particolarmente allarmante. Ci troviamo di fronte alla accertata esistenza di una organizzazione composta di persone di giovanissima età che, attrezzandosi con strumenti e mezzi idonei costituenti armi improprie, finalizzati a limitare la libertà di altri soggetti ritenuti ‘nemici&#8217; perché magari hanno un colore diverso della pelle, un diverso modo di vestire, diverse idee politiche o perché colpevoli di provenire dal Sud Italia; è allora che si è di fronte a un fenomeno di grave turbamento dell&#8217;ordine pubblico&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Il 26 gennaio 2008 Nicola Greco, presidente della Corte d&#8217;Appello di Venezia, riferendosi a Verona, rilancia: &#8220;Si diffondono fenomeni delinquenziali inquietanti di impronta razzista. A Verona c&#8217;è una organizzazione composta da persone di giovanissima età che, con un equipaggiamento di armi improprie, ha posto in essere aggressioni violente, finalizzate a limitare la libertà di soggetti considerati ‘nemici&#8217; perché di diverso colore o di diversa foggia di abbigliamento o di diversa ideologia. Fatti che hanno generato un grande turbamento dell&#8217;ordine pubblico; fatti di crescente aggressività tendenti a limitare la libertà individuale e sessuale della vittima&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Non si scherza.</p>
<p style="text-align:justify;">Interpellato sulle denunce del Procuratore nei giorni successivi al corteo di &#8220;Fiamma Tricolore&#8221; in città (15 dicembre 2007),  <strong>il</strong> <strong>sindaco Tosi minimizza</strong>: &#8220;C&#8217;è una violenza tra estremismi opposti che va condannata senza mezze misure. Non mi pare che in città ci sia un clima preoccupante&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; doveroso conoscere e capire l&#8217;<strong>ambiente</strong> <strong>cittadino</strong> in cui si collocano le denunce della Magistratura inquirente. Rileggiamo i fatti che si sono susseguiti, in parte riportati nel nostro Blog nei mesi scorsi in due articoli che riproponiamo di seguito al presente, con il titolo &#8220;L&#8217; aria che tira&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Negli ultimi mesi del 2007 e all&#8217;inizio del <strong>nuovo anno</strong>, la città e tutto il Veneto assistono a <strong>un</strong> <strong>crescendo</strong> a chi alza di più la voce , soprattutto da parte dei Sindaci della Lega Nord, in particolare contro il Governo e le Istituzioni della nostra Repubblica. Il clima che si respira autorizza e copre la propensione a spararle sempre più grosse. Da più parti ci si chiede: questa <strong>aggressione verbale</strong> può indurre qualche sprovveduto alla <strong>violenza</strong>?</p>
<p style="text-align:justify;">Ritorniamo al corteo di &#8220;Fiamma Tricolore&#8221; che si svolge in città sabato 15 dicembre 2007. Striscioni :&#8221;O li fermate voi (=Polizia) o ci pensiamo noi&#8221;  &#8211;  &#8220;Verona ci appartiene. Siamo leoni contro iene&#8221;  &#8211;  &#8220;Zecche di giorno &#8211; infami di notte&#8221;  &#8211;  &#8220;Nella notte scura vi copre la Procura&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Non è il ‘nemico rosso&#8217; l&#8217;obiettivo del corteo: &#8220;Nella scala gerarchica delle responsabilità al primo gradino noi mettiamo proprio chi, per incapacità, per indolenza, noncuranza, rilassatezza o magari premeditazione, calcolo e interesse, non opera secondo giustizia, chiudendo un occhio a sinistra, ma tenendolo ben spalancato a destra, creando i presupposti di certe tristi degenerazioni&#8221;. Chiaro: il ‘nemico&#8217; è la Procura della Repubblica di Verona. Lo ribadisce il sindaco <strong>Tosi</strong>, <strong>presente al corteo</strong>: &#8220;Ultimamente la condanna è diretta solo verso una parte politica. Proprio per questa univocità ci auguriamo che gli organi inquirenti agiscano celermente, in modo da scoraggiare altri atti&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;<strong>Veneto Fronte Skinheads</strong>&#8221; proclama: &#8220;<strong>Non possiamo più tollerare</strong> che istituzioni, organi preposti e tutori dell&#8217;ordine continuino nel loro atteggiamento arrogante nei confronti di una parte politica e si dimostrino, al contrario, ignavi e imbelli rispetto alla controparte, alimentando così ingiustizie, iniquità e quindi risentimento, odio e spirali di violenza&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Diverso è l&#8217;atteggiamento di Elio Mosele, presidente dell&#8217;Amministrazione Provinciale di Verona, il quale, rispetto alla manifestazione, prende le distanze dal sindaco Tosi e afferma: &#8220;Mi auguro che non avvenga una degenerazione del clima politico. Io non avrei partecipato. Ho visto anche il Prefetto addolorata. Chi semina vento raccoglie tempesta. <strong>Tosi</strong> si atteggia a <strong>capo</strong> <strong>popolo</strong>, non da primo cittadino. Durante la manifestazione ci sono stati insulti alla Magistratura e bandiere nere&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Pochi giorni dopo, in una manifestazione a Milano, presenti molti veronesi, sono state dette parole di assoluta gravità. Riportiamo solo le più ‘dolci&#8217;: &#8220;Ma quale convivenza, quale pace sociale! Occorre combattere contro &#8220;sti negri&#8221;, contro &#8220;sti zingari&#8221; che ci rubano in casa e ci ammazzano le mogli, ci occupano i terreni e chiedono l&#8217;elemosina. Che vadano &#8220;a lavurar&#8221;: prima a lavorare, poi il resto. Sì, noi <strong>ostentiamo l&#8217;odio</strong> per questa gente e per Roma e chiediamo la forca, <strong>la forca</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Brevi di cronaca</strong>, (da leggere di seguito a quelle riportate in &#8220;L&#8217;aria che tira&#8221;):</p>
<p style="text-align:justify;">- 9 dicembre 2007. Un giovane viene aggredito con mazze e coltelli. Le spranghe servono sfasciargli la macchina; con le lame lo feriscono alla coscia.</p>
<p style="text-align:justify;">- 19 febbraio 2008. Giovani aggrediti davanti allo Stadio, poco prima della partita, per il colore nero della pelle;</p>
<p style="text-align:justify;">- 25 febbraio 2008. Le beby gang in città si stanno riproducendo con velocità allarmante. Sfogo, bullismo, droga? O mancanza di educazione e di senso della vita?</p>
<p style="text-align:justify;">- stessi giorni. Cinque ragazzi all&#8217;attacco: giovani minacciano giovani.</p>
<p style="text-align:justify;">- stessi giorni. Arresto per altri 5 ragazzi tra i 15 e i 18 anni. Aggredivano coetanei.</p>
<p style="text-align:justify;">- 26 febbraio 2008. Ragazzi forzano gli spogliatoi della scuola durante Educazione Fisica. Rubano ai compagni soldi, cellulari e altro. Una organizzazione?</p>
<p style="text-align:justify;">- 10 marzo 2008. Violenza alle ore 22,45. Una trentina di ragazzi ventenni malmenano tre ragazzi più giovani. Li chiamano &#8220;terroni&#8221;. Uno è preso a calci. Un giovane interviene per aiutarlo e viene a sua volta colpito. In piazza Malta.</p>
<p style="text-align:justify;">- 22 aprile 2008, durante un volantinaggio di fronte all&#8217;Educandato Agli Angeli, un giovane della Rete degli Studenti di Verona, dopo essere stato attaccato verbalmente da un coetaneo, è stato aggredito il giorno successivo pressi i giardini Pradaval dallo stesso coetaneo accompagnato da un amico.</p>
<p style="text-align:justify;">- notte tra il 30 aprile e il I° maggio (pochi minuti prima dell&#8217;agguato mortale a Nicola Tommasoli): un gruppo di 5 persone (presumibilmente i 5 assassini) fermano u  ragazzo punk, chiedendo soldi e poi una spilla. &#8220;Ho temuto che avrei preso un sacco di botte&#8221;. Il giovane riuscì a scappare.</p>
<p style="text-align:justify;">- 4 maggio 2008. Due giovani anarco-insurrezionali veronesi aggrediscono &#8211; in via S.Nazaro &#8211; carabinieri in normale controllo, usando una bomboletta spray irritante.</p>
<p style="text-align:justify;">- stesso giorno. Un petardo fragoroso, non pericoloso, gettato da un&#8217;auto, esplode davanti alla sede di Forza Nuova, in via Filopanti.</p>
<p style="text-align:justify;">- primi giorni di maggio. Maria Grazia, mamma di Edoardo, visita i genitori di Nicola Tommasoli e racconta: &#8220;Circa sei mesi fa mio figlio ha subito un&#8217;aggressione nelle vie del centro storico: è stato picchiato senza pietà da un gruppo di giovani; l&#8217;hanno colpito con bottiglie, spaccandogliene una sul viso&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">- Laura Zanetti, giornalista, in visita al luogo dove è morto Nicola, racconta :&#8221;Passeggiavo in via Oberdan con mio figlio e una bandiera della pace. Mi hanno malmenata&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">- <strong>Fatto centrale</strong>. Estate 2007. La Digos scaligera denuncia 17 ragazzi tra i 17 e i 25 anni, legati al Fronte Veneto skinheads. Si incontrano in piazza delle Erbe; bevono e poi comincia la caccia. Per le spedizioni punitive usano tirapugni di metallo e mazze avvolte da catene; spesso bastano calci e pugni. Si muovono nei fine settimana nelle vie del centro, prendendo di mira extracomunitari e uomini e donne in qualche modo non omologabili con le loro idee, colpevoli, secondo loro, di danneggiare l&#8217;immagine di Verona ‘città di classe&#8217;. Cercano un pretesto per attaccar briga e dalle parole passano rapidamente alle vie di fatto. Caratteristiche del gruppo (almeno 20 persone): l&#8217;appartenenza agli ultras dell&#8217;Hellas Verona e la matrice neofascista, confermata da volantini, simboli e fotografie sequestrati. Due dei cinque aggressori di Nicola Tommasoli (uno sottoposto a indagine anche per pestaggi razzisti e violenze allo stadio), erano tra loro. Accusa degli inquirenti: &#8220;associazione a delinquere finalizzata a lesioni personali e alla violazione della legge Mancino contro la discriminazione razziale, etnica e religiosa&#8221;. Aggressioni e pestaggi sono stati rilevati tra il marzo 2006 e il giugno 2007. Obiettivo della banda: il ‘diverso&#8217; di ogni tipo, dal tifoso di una squadra del Sud preso a pugni perché ne indossava la maglietta, a venditori e consumatori di kebab, a giovani dall&#8217;atteggiamento che faceva pensare a una appartenenza di sinistra. Nel corso delle perquisizioni nelle case dei 17 vennero trovati coltelli e mazze accanto ad emblemi nazisti e del &#8220;Veneto Fronte skinheads&#8221;. Scrive la Digos di Verona nel marzo 2008: &#8220;Permane un vincolo associativo diretto all&#8217;attuazione di un programma criminale di più ampio respiro &#8230; con concreto rischio che tali aggressioni possano riprodursi in un indeterminabile tempo futuro&#8221;. In meno di due anni hanno colpito almeno tredici volte, tante sono le denunce.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;agguato in cui è stato ucciso Nicola Tommasoli è una delle tante aggressioni avvenute. Nella stessa notte del I° maggio, probabilmente lo stesso gruppo di cinque ragazzi ha strappato dal bavero del giubbotto di un giovane alcune spillette ritenute poco consone. Parecchi giovani veronesi la notte non hanno di meglio da fare che attaccar briga con qualche malcapitato.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Chi sono questi giovani?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Urlano sulle curve egli stadi; marciano nelle piazze; menano per strada, di sera, in branco. Sono giovani e giovanissimi; hanno facce pulite, capelli corti, talvolta rasati; detestano soprattutto una cosa: il diverso. Diverso di razza, di origini, di ideali, anche solo di costumi o di atteggiamento. E per questo aggrediscono e pestano a sangue: calci, pugni, manganelli, mazze. Li chiamano neonazi. Sono privi di valori culturali e politici: la matrice aggressiva alla base della violenza del branco va ricercata in una cultura basata sulla violenza e su modelli di prevaricazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Lo scrittore Massimo Carlotto afferma: &#8220;Nel veronese c&#8217;è una tradizione di violenza che parte negli anni 70, con forti agganci nella tifoseria scaligera. Sono ragazzi quasi tutti sotto i venti anni, che di politica capiscono un fico secco, eppure sulla politica, quella in particolare della destra radicale, costruiscono un modus vivendi che fa della violenza il collante. Si fa strada in questi giovani il mito squadrista dell&#8217;uomo forte: nessuna tessera in tasca, ma una appartenenza agli ambienti della destra radicale&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Scrive Bruno Cescon: &#8220;E&#8217; accaduto nel cuore della nostra cultura. La radice, dispiace doverlo ammettere, non è altrove. La mala pianta ha attecchito dentro la nostra normalità&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La voce della Magistratura veronese</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; tutta da meditare l&#8217;ordinanza del gip di Verona Sandro Sperandio contro i cinque aggressori:</p>
<p style="text-align:justify;">- <strong>da una parte</strong> si afferma la mancata connotazione politica dell&#8217;aggressione: non è emerso alcun aspetto di natura geo-politica e/o religiosa all&#8217;origine dell&#8217;agguato mortale. L&#8217;incontro tra i due gruppi è stato casuale. Si tratta di violenza fine a se stessa, che ha come punto di riferimento la mattanza come fosse una cosa normale, l&#8217;aggressione insieme per annichilire l&#8217;avversario. I cinque hanno cercato di allontanare da sé la responsabilità di aver colpito ripetutamente il Tommasoli, anche quando era a terra, non volendo capire la vera, propria, comune responsabilità, infierendo sul nemico di quel momento per imporre la propria supremazia e con una violenza fine a se stessa, con un&#8217;azione aggressiva congiunta per annichilire ogni resistenza avversaria. Emerge l&#8217;attitudine a fare della violenza e della prevaricazione il proprio modo di essere;</p>
<p style="text-align:justify;">- <strong>dall&#8217;altra</strong> si afferma che minimizzare l&#8217;episodio e ricondurlo a una semplice discussione degenerata in rissa è inaccettabile e devastante dal punto di vista giuridico-educativo e risulta essere di una gravità processuale elevatissima&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">** il questore di Verona Stingone afferma: &#8220;I presunti responsabili dell&#8217;aggressione appartengono tutti all&#8217;estrema destra, ma alla base del pestaggio non vi sono motivazioni di carattere politico. Si tratta piuttosto delle ragioni della stupidità, della prepotenza e dell&#8217;intolleranza&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">** il procuratore Guido Papalia, profondo conoscitore della realtà cittadina, inquadra la questione: &#8220;La violenza per la violenza appare essere la finalità di questi gruppi pericolosissimi, che hanno ripreso vigore verso fine anno 2007. Fanno parte di un&#8217;area dell&#8217;estrema destra che si aggrega spontaneamente. Sono ragazzi figli dell&#8217;educazione dell&#8217;esclusione. Nicola è stato ucciso perché non aveva una sigaretta. Ma poteva essere colpevole di indossare la sciarpa di un&#8217;altra squadra, di parlare con un accento meridionale, di portare un certo taglio di capelli. L&#8217;obiettivo era colpire ciò che appare diverso. Aspetto problematico e inquietante delle inchieste in atto è che ancora non si  riesce a risalire ad una comune matrice ‘ideologica&#8217; di tale violenza. Mancano prove su un programma prestabilito e una struttura economica alla base delle azioni violente. Non c&#8217;è alcun documento che parli di una organizzazione; non ci sono armi in comune. Manca l&#8217;elemento di aggregazione fondamentale: si incontrano, capiscono di essere parte dello stesso ambiente e decidono di picchiare chi parla, veste o ha un atteggiamento diverso dal loro. Questi ragazzi fanno parte di un&#8217;area nuova dell&#8217;estrema desta che si aggrega spontaneamente. Non sono militanti effettivi di gruppi neonazisti organizzati, anche se praticano le stesse ideologie e gli stessi simboli nazisti. Crescono in un humus ideologico che mescola nostalgie fasciste, odio del diverso, culto della forza e semplice prepotenza: forti con i deboli. Li accomuna l&#8217;idea che la violenza sia pagante e la convinzione di essere superiori a chi è diverso, che non può convivere con loro nel centro storico della città. Non bastano gli sforzi di chi ha il compito di tenere sotto controllo la città. Tocca ai Veronesi fare la propria parte alimentando con i fatti la cultura della tolleranza e della solidarietà e condannando ogni atto di violenza a sfondo politico&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Chi ha una minima conoscenza di questa realtà come può affermare, come fa il sindaco Tosi, che l&#8217;agguato a Nicola Tommasoli è fatto isolato, &#8220;un episodio anomalo&#8221;, &#8220;che capita una volta su un milione&#8221;?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; altrettanto chiaro che coccolare i giovani violenti (sono una minoranza) della curva allo stadio, proteggendoli sempre e comunque, senza ammettere le responsabilità di una &#8220;cultura&#8221; che si nutre anche allo stadio e che giustifica e propone violenza, sopraffazione, odio per il ‘nemico&#8217;, per chi non è dalla nostra parte è gravemente colpevole. E il sindaco Tosi si comporta così.</p>
<p style="text-align:justify;">La città deve interrogarsi sul&#8217;origine del male: per troppe persone l&#8217;altro uomo non è il fratello in umanità, ma una cosa. L&#8217;aggressione da parte di ragazzi normali non è casuale: è la normalità che nasce dall&#8217;indifferenza, che diventa odio e violenza senza ragione nei confronti dell&#8217;altro, del ‘diverso&#8217; (nel caso di Nicola perché ha il codino, chissà perché considerato di sinistra), o perché non appartiene al clan, alla curva sud.</p>
<p style="text-align:justify;">In questi giorni la nostra umanità piange Nicola Tommasoli; piange con i suoi genitori, con la sua fidanzata, con chi lo accompagnava nella vita. Preghiamo il Signore della vita perché accolga lui e soccorra i suoi familiari.</p>
<p style="text-align:justify;">Siamo vicini anche al dolore dei genitori dei cinque colpevoli di questa morte. Preghiamo e speriamo che questi genitori e i loro figli ammettano le loro colpe e  le paghino, come primo passo per il ravvedimento che ogni uomo deve trovare nella sua interiorità, nel sacrario della coscienza.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel futuro la città e chi la guida devono interrogarsi a fondo. Sarebbe errore grave sminuire gli eventi e non assumersene la propria parte di responsabilità, come premessa per un nuovo corso della città.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Tito Brunelli</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Articoli già pubblicati:</p>
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<p class="MsoNormal"><a href="../2008/01/28/laria-che-tira-chi-di-spada-ferisce-di-spada-perisce">http://progettoverona.wordpress.com/2008/01/28/laria-che-tira-chi-di-spada-ferisce-di-spada-perisce</a></p>
<p class="MsoNormal"><a href="../2008/01/26/l-aria-che-tira-chi-di-spada-ferisce">http://progettoverona.wordpress.com/2008/01/26/l-aria-che-tira-chi-di-spada-ferisce</a></p>
<p class="MsoNormal"><a href="../2008/04/18/verona-hellas-insegna">http://progettoverona.wordpress.com/2008/04/18/verona-hellas-insegna</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dopo Verona anche a Padova]]></title>
<link>http://rpmn.wordpress.com/2008/05/13/dopo-verona-anche-a-padova/</link>
<pubDate>Tue, 13 May 2008 12:44:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>rpmn</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sinceramente il Soviet Supremo si è rotto le palle di scrivere su questi argomenti, ma se questi acc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sinceramente il Soviet Supremo si è rotto le palle di scrivere su questi argomenti, ma se questi acc]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Quando l'Italia scoprì che esisteva il neofascismo]]></title>
<link>http://raffaellamoretti.wordpress.com/2008/05/12/quando-la-stampa-scopri-che-esisteva-il-neofascismo/</link>
<pubDate>Mon, 12 May 2008 12:07:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Raffaella Moretti</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nelle ultime settimane, precisamente a partire dal pestaggio a morte di Nicola Tommasoli a Verona da]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal">Nelle ultime settimane, precisamente a partire dal pestaggio a morte di <strong>Nicola Tommasoli</strong> a Verona da parte di cinque neonazisti, neofascisti, balordi o che dir si voglia, la stampa ha iniziato a parlare del fenomeno del &#8220;branco&#8221;. Programmi televisivi di approfondimento indagano sulla realtà politica giovanile, nei salotti televisivi si discute sulle motivazioni di tali atteggiamenti, sui giornali interi editoriali sono dedicati all&#8217;indignazione e alla voglia di &#8220;tolleranza zero&#8221;.</p>
<p class="MsoNormal">È di stamattina la notizia del ritrovamento nel computer di un quattordicenne di Viterbo arrestato per bullismo di materiale neonazista: svastiche, celtiche, filmati di risse allo stadio.</p>
<p class="MsoNormal">Il sindaco di Verona Tosi (leghista) tenta invano, di fare distinguo, di condannare l’episodio che riguarda la sua città. Intanto dimentica di essere rappresentante proprio di quella <strong>politica che ripudia il diverso, che sfotte l&#8217;omosessuale, che offende lo straniero</strong>. Tutta la destra cosiddetta “istituzionale” si impegna a fare di tutto per dissociarsi da movimenti definiti “certe frange di estremisti&#8221;, che in realtà non sono poi così pochi, come vogliono farci credere. Cosa distingue gli uni dagli altri? Quanto c&#8217;è di diverso? Semplicemente che gli uni parlano, gli altri agiscono.</p>
<p class="MsoNormal">Non possiamo stupirci, né indignarci. L’Italia intera ha il dovere di riflettere sui passi che ha compiuto in cabina elettorale, quando a Roma metteva una X sul nome di un <em>&#8220;ex combattente neofascista, che ancora indossa la croce celtica appartenente all&#8217;amico di destra morto durante un combattimento”</em> (<a href="http://www.independent.co.uk/">The Independent</a>, 29 aprile 2008), che in Piazza del Campidoglio veniva salutato così:</p>
<p class="MsoNormal"><img src="http://img396.imageshack.us/img396/9599/esterne2821065428042107ij6.jpg" alt="" /></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">A nessuno può dare la colpa l’Italia, se non a se stessa.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La morte di Nicola Tommasoli è l'agonia della democrazia]]></title>
<link>http://simoneaversano.wordpress.com/2008/05/08/la-morte-di-nicola-tommasoli-e-lagonia-della-democrazia/</link>
<pubDate>Thu, 08 May 2008 18:51:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simone Aversano</dc:creator>
<guid>http://simoneaversano.wordpress.com/2008/05/08/la-morte-di-nicola-tommasoli-e-lagonia-della-democrazia/</guid>
<description><![CDATA[Sgomento, rabbia, dolore, incredulità. I sentimenti si sommano e si confondono lasciando infine un s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sgomento, rabbia, dolore, incredulità. I sentimenti si sommano e si confondono lasciando infine un s]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Omicidio a Verona: orecchino sì od orecchino no?]]></title>
<link>http://termometropolitico.wordpress.com/2008/05/08/omicidio-a-verona-orecchino-si-od-orecchino-no/</link>
<pubDate>Thu, 08 May 2008 15:41:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>areazione</dc:creator>
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<description><![CDATA[In uno dei miei siti preferiti http://www.disinformazione.it/neonazisti_verona.htm leggo questo inte]]></description>
<content:encoded><![CDATA[In uno dei miei siti preferiti http://www.disinformazione.it/neonazisti_verona.htm leggo questo inte]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Morire a Verona con Luigi Scotti ministro della Giustizia]]></title>
<link>http://derivantropologica.wordpress.com/2008/05/07/morire-a-verona-con-luigi-scotti-ministro-della-giustizia/</link>
<pubDate>Wed, 07 May 2008 16:33:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Wallace Henry Hartley</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non sapevamo che in Italia il ministro della Giustizia avesse funzione requirente. Per fortuna Luigi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non sapevamo che in Italia il ministro della Giustizia avesse funzione <a href="http://www.giustizia.it/glossario/voce_glo/ns/funzione_giud_req.htm" target="_blank">requirente</a>. Per fortuna Luigi Scotti,  Guardasigilli per caso, salito a Palazzo Piacentini dopo la bufera che ha travolto Clemente Mastella, ha riempito questo vuoto.</p>
<p>Leggiamo sul quotidiano &#8220;La Stampa&#8221; che secondo il procuratore capo di Verona, Guido Papalia, l&#8217;accusa da contestare ai cinque che hanno ammazzato Nicola Tommasoli per una sigaretta negata dovrebbe essere quella di omicidio doloso. &#8220;Si dovrà stabilire &#8211; sostiene Papalia &#8211; se si tratta di dolo eventuale, diretto o intenzionale, ma l&#8217;accusa è di omicidio doloso o volontario&#8221;. Il ministro Luigi Scotti però non è d&#8217;accordo e, sempre secondo &#8220;La Stampa&#8221; dice: &#8220;Non c&#8217;è dubbio che si tratta di omicidio preterintenzionale&#8221;, ovvero un reato meno grave.</p>
<p>Lo ammettiamo: la questione è roba da tecnici, avvocati e magistrati, e non risulta appassionante per nulla. Ma restiamo convinti che se in questa Italia diroccata ognuno facesse il proprio mestiere, le cose andrebbero un pochino meglio.</p>
<p style="text-align:right;"><strong>Wallace Henry Hartley</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[L'Errore]]></title>
<link>http://zorapide.wordpress.com/2008/05/07/lerrore/</link>
<pubDate>Wed, 07 May 2008 08:34:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>zorapide</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ciò che è accaduto a Verona, caro John, è solo segno di un malessere più grande, ma ci dicono che è ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ciò che è accaduto a Verona, caro <a href="http://johnsblog.splinder.com/post/17008084/L%27errore">John</a>, è solo segno di un malessere più grande, ma ci dicono che è meglio fare finta di nulla, ma ci convincono che è meglio il Nulla, ci martellano nel Cranio che per essere felici occorre fare tutto ciò che ci passa per la testa, e poi quando hai fatto e provato tutto: cosa fai?</p>
<p><i>La Noia</i><br />
La noia la noia la noia la noia la noia<br />
io non ci vivo più<br />
restaci tu qui<br />
soffrirò di nostalgia<br />
ma devo uscire fuori da qui.</p>
<p>Io devo io devo io devo io devo<br />
e come dicevi tu<br />
tornerai qui<br />
solo quando avrai bruciato tutto<br />
solo allora sì.</p>
<p>E la noia la noia la noia<br />
che hai lasciato qui<br />
quella noia che c&#8217;era nell&#8217;aria<br />
che c&#8217;era nell&#8217;aria allora<br />
è ancora qui<br />
è qui che ti aspetta sai<br />
e tu ora<br />
non puoi certo più scappare<br />
come hai fatto allora,<br />
ora sai che vivere<br />
non è vero che c&#8217;è sempre<br />
da scoprire<br />
e che l&#8217;infinito,<br />
è strano ma per noi sai<br />
tutto l&#8217;infinito<br />
finisce qui.</p>
<p><i>(Vasco, La Noia)</i>.</p>
<p>All&#8217;uomo che perde l&#8217;Infinito non resta altro che distruggere la realtà, far finta di essere il Padrone del proprio agire, far fuori quell&#8217;unica cosa che può richiamarlo a qualcosa d&#8217;Altro.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Italia, omicidio volontario]]></title>
<link>http://miogiornale.wordpress.com/2008/05/07/italia-omicidio-volontario/</link>
<pubDate>Wed, 07 May 2008 08:29:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>miogiornale</dc:creator>
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<description><![CDATA[La drammatica vicenda dell&#8217;uccisione del giovane veronese Nicola Tommasoli per mano di 5 giova]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La drammatica vicenda dell&#8217;uccisione del giovane veronese Nicola Tommasoli per mano di 5 giova]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Nicola Tommasoli non ce l'ha fatta. Muore a 29 anni, pestato da cinque skinheads ]]></title>
<link>http://andreasferrella.wordpress.com/2008/05/06/nicola-tommasoli-non-ce-lha-fatta-muore-a-29-anni-pestato-da-cinque-skinheads/</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 21:25:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Sferrella</dc:creator>
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<description><![CDATA[  L&#8217;informazione dovrebbe occuparsi di raccontare i fatti e non le opinioni. Il problema è che]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://andreasferrella.wordpress.com/files/2008/05/20050410_croci_celtiche_ap_400x2621.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-69 aligncenter" src="http://andreasferrella.wordpress.com/files/2008/05/20050410_croci_celtiche_ap_400x2621.jpg" alt="" width="448" height="293" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">L&#8217;informazione dovrebbe occuparsi di raccontare i fatti e non le opinioni. Il problema è che spesso i fatti coincidono con le opinioni. Se è il libero cittadino Gianfranco Fini ad accostare un morto ammazzato  a una bandiera bruciata, si tratta di opinione personale, deplorevole, inappropriata, inconcepibile e assurda, ma comunque libera di esistere. Se invece è il Presidente della Camera a parlare, allora le sue parole non sono più mere opinioni da sconsiderato, le sue dichiarazioni diventano un fatto, un fatto da raccontare.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Nicola Tommasoli è stato ucciso per non aver offerto una sigaretta. Ucciso da quattro skinheads. Ucciso. Ammazzato. Massacrato.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Secondo Fini le contestazioni dei centri sociali alla fiera del libro di Torino sono cosa ben più grave di un ragazzo ammazzato. Perché in quelle contestazioni antisioniste, secondo il leader di An si nasconde l&#8217;ombra dell&#8217;antisemitismo e lui è uno che di antisemitismo se ne intende. L&#8217;uccisione di Nicola, invece, non ha nulla a che vedere con la politica e l&#8217;ideologia. Erano soltanto cinque bravi ragazzi neofascisti, cinque ragazzi di &#8220;buona famiglia&#8221;, come oggi rivendicano a gran voce quelli della &#8220;Verona bene&#8221;. Dunque è stato solo un episodio, la politica non c&#8217;entra nulla.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">La politica invece c&#8217;entra, c&#8217;entra dal momento in cui si lascia che la libertà di espressione e di associazione diventi un pretesto per scatenare la violenza sugli inermi, sugli oppressi e sui diversi. La politica c&#8217;entra perché è la politica la causa di tutto ciò, i cinque aggressori appartengono a gruppi di estrema destra, molto spesso liquidati come un fenomeno poco rilevante, forse addirittura protetti, certamente non nuovi a certi atti di infamia. C&#8217;entra perché è dalla politica che devono arrivare le risposte concrete. Troppo facile utilizzare il pretesto della sicurezza, che poi è una questione di percezione, per fini elettorali. Troppo facile scagliarsi con gli immigrati, facendo coincidere i singoli casi delittuosi, pur cospicui, alla totalità dei comportamenti. Qui il problema riguarda l&#8217;uso sistematico della violenza negli ambienti di estrema destra, riguarda il fenomeno del branco, come vero e proprio centro aggregatore di personalità deboli e distorte, che nel branco trovano potere, identificazione e consacrazione. Giovani, a volte giovanissimi armati di caschi e coltelli, si affrontano senza timori,  nell&#8217;indifferenza dello stato e della società civile. Le strada è il loro colosseo, un&#8217;arena dove combattere una guerra in nome di un&#8217;ideale distorto, inneggiando a Priebke, alla repubblica di Salò, al Führer. La strada è il teatro della loro guerra e una guerra che si rispetti non deve mancare del suo elemento probatorio, la presenza dei morti, dei caduti.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Nicola Tommasoli muore a ventinove anni perché lo stato, la politica e la società tutta, non sono stati in grado di proteggerlo, di garantire alla comunità gli strumenti culturali per decifrare la realtà e fare i conti con la storia, muore perché lo stato non è stato in grado di rendersi conto che quei cinque non erano affatto &#8220;ragazzi di buona famiglia&#8221;. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Dunque l&#8217;informazione dovrebbe separare i fatti dalle opinioni. Nicola Tommasoli è morto la prima volta ammazzato da cinque fascisti nella notte del primo maggio per non aver ceduto una sigaretta ed è morto una seconda volta ammazzato da una dichiarazione assurda, quasi spettrale. Una dichiarazione di un uomo di stato. Adesso  silenzio e  cordoglio.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Pignataro Maggiore(CE)-Comunicato del Centro Sociale Tempo Rosso sui fatti di Verona]]></title>
<link>http://altocasertano.wordpress.com/2008/05/06/pignataro-maggiorece-comunicato-del-centro-sociale-tempo-rosso-sui-fatti-di-verona/</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 19:38:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>ufficistampa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pignataro Maggiore(Ce)- La notte del primo maggio, nel centro di Verona, Nicola Tommasoli di 29 anni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Pignataro Maggiore(Ce)- La notte del primo maggio, nel centro di Verona, Nicola Tommasoli di 29 anni]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Fini giustifica i mezzi]]></title>
<link>http://massim.wordpress.com/2008/05/06/precauzioni-sotto-berlusconi/</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 12:32:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>massim</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Quel gruppo che si definisce neonazista va punito, ma quello che accade a Torino è più grave]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&#8220;Quel gruppo che si definisce neonazista va punito, ma quello che accade a Torino è più grave]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fini priorità (Vivalitalia)]]></title>
<link>http://cymbalus.wordpress.com/2008/05/06/fini-priorita-vivalitalia/</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 09:48:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>cymbalus</dc:creator>
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<description><![CDATA[- Bruciare la bandiera di Israele: GRAVE GRAVE (son comunisti&#8230;); - Ammazzare a calci e pugni u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[- Bruciare la bandiera di Israele: GRAVE GRAVE (son comunisti&#8230;); - Ammazzare a calci e pugni u]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Faschios-”Ultras” morden in Verona]]></title>
<link>http://mazingazeta.wordpress.com/2008/05/06/faschios-%e2%80%9dultras%e2%80%9d-morden-in-verona/</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 09:03:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mazinga Z</dc:creator>
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<description><![CDATA[Eine Gruppe neofaschistischer “Ultras” vom norditalienischen Verein Hellas Verona haben am 04.05.200]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://mazingazeta.wordpress.com/files/2008/05/squadrista_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-336" src="http://mazingazeta.wordpress.com/files/2008/05/squadrista_2.jpg" alt="" width="275" height="455" /></a></p>
<p>Eine Gruppe neofaschistischer “Ultras” vom norditalienischen Verein Hellas Verona haben am 04.05.2008<!--more--> Nicola Tommasoli tot geschlagen. Der 29jährige hatte sich geweigert, einer Gruppe von Faschisten in der Stadt eine Zigarette zu geben.</p>
<p>Der 19jährige Haupttäter Raffaele Dalle Donne wurde bereits festgenommen und hat die Tat gestanden.</p>
<p>Laut heutiger Meldung wurden auch die weiteren 4 Täter festgenommen.</p>
<p>Bereits Anfang 2007 wurde gegen den 19-jährigen Täter und 16 andere Neofaschisten ermittelt, weil sie sich zu einer kriminellen Vereinigung zusammengeschlossen haben sollen. Auch die vier anderen Täter sollen aus diesem Kreis kommen. Auf ihr Konto gingen Überfälle gegen Migranten, Linke, Skater und viele Andere, die ihrer Ansicht nach das Bild Veronas beschmutzen.</p>
<p>Bei einer damit zusammenhängenden Hausdurchsuchung im letzten Jahr fanden die Beamten Waffen, Faschistensymbole und Videomaterial, das viele der Gewalttaten belegt. Die Bande konnte trotzdem weiter die Stadt terrorisieren.</p>
<p>Auch Material der Veneto Fronte Skinheads wurde bei der Hausdurchsuchung gefunden. In Deutschland sind Diese von Auftritten auf dem Rudolf Hess Marsch, oder dem jährlichen Revisionisten-Aufmarsch im Februar in Dresden bekannt. Die 1986 gegründete Organisation, die sich auf ihrer Website mit Angriffen auf Linke und Migranten rühmt, distanziert sich zwar von der Tat. Ihre Vorbildfunktion für die jungen Mörder ist jedoch nicht zu verkennen.</p>
<p>Quelle:</p>
<pre>http://hallas.blogsport.de/2008/05/05/nazi-ultras-morden-in-verona/</pre>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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