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	<title>niki-de-saint-phalle &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/niki-de-saint-phalle/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "niki-de-saint-phalle"</description>
	<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 22:03:36 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[La danza delle Nanas di Niki de Saint Phalle. ]]></title>
<link>http://sguardodonna.wordpress.com/2009/11/27/la-danza-delle-nanas-di-niki-de-saint-phalle/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 23:04:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>ele_ttroshock</dc:creator>
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<description><![CDATA[Niki De Saint Phalle,  Roma, Fondazione Roma, 4 novembre 2009 – 17 gennaio 2010   Forme arrotondate,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><span style="color:#ff0000;"><a href="http://www.museodelcorso.it/exhibitions_view.pl?k=44">Niki De Saint Phalle,  Roma, Fondazione Roma, 4 novembre 2009 – 17 gennaio 2010</a></span></h2>
<h2><span style="color:#ff0000;"><a href="http://sguardodonna.wordpress.com/files/2009/11/mostra-niki1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-205" title="mostra niki" src="http://sguardodonna.wordpress.com/files/2009/11/mostra-niki1.jpg?w=150" alt="" width="302" height="187" /></a></span></h2>
<h2><span style="color:#ff0000;"> </span></h2>
<p><span style="color:#ff0000;"><span style="color:#000000;">Forme arrotondate, volumetrie gonfie; nessuna importanza a piedi o mani, grande cura per la capigliatura e enfatizzazione di seni, sesso, ventre e glutei. Tutti potranno riconoscere in queste caratteristiche quelle di uno dei più antichi archetipi della fertilità: la </span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Venere_di_Willendorf"><span style="color:#000000;">Venere di Willendorf,</span></a><span style="color:#000000;"> la statuetta paleolitica rinvenuta in Austria agli inizi del secolo scorso.  E&#8217; sorprendente </span><span style="color:#000000;">come questa piccola scultura &#8211; è alta 11 cm! &#8211; riesca così bene  a trasmettere l&#8217;ideale antico della  femminilità &#8211; un ideale inscindibile da quello di  fecondità e maternità. La sua capacità di sintesi è tale da permettere che il suo carisma non venga mai meno. E il suo carisma probabilmente ha reso la goffa statuina un portafortuna, un amuleto da portare con sè: un augurio  di fertilità e vigore fisico capaci di garantire una buona progenie. Oggi potrebbe essere un portachiavi, un feticcio di quelli da cui ci si separa a malincuore perchè inconsapevolmente la sua presenza è rassicurante.</span></span></p>
<div id="attachment_217" class="wp-caption alignright" style="width: 119px"><a href="http://sguardodonna.wordpress.com/files/2009/11/willendorf.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-217" title="willendorf" src="http://sguardodonna.wordpress.com/files/2009/11/willendorf.jpg?w=89" alt="" width="109" height="157" /></a><p class="wp-caption-text">la Venere di Willendorf</p></div>
<p>A conferma dell&#8217;importanza di questa raffigurazione in epoca preistorica, la diffusione dell&#8217;archetipo: numerose sono infatti altre sculture femminili che rispondono allo stesso ideale di donna. Ma non solo in epoca antica questo prototipo ha avuto fortuna: la sua vis iconica infatti non è sfuggita a una delle più grandi artiste contemporanee, Niki De Saint Phalle, che l&#8217;ha fatto suo riproponendolo nelle sue allegre e coloratissime bambole, le Nanas, come l&#8217;artista le ha chiamate. Ma a differenza di quel lontano progenitore queste figure non sono statiche, ma si librano leggiadre e gioiose come in una favola a lieto fine: la stessa su cui sembrava basarsi la vita dell&#8217;autrice, che proprio nell&#8217;arte sorse a nuova vita liberandosi da profondi traumi psichici.</p>
<p><span style="color:#000000;">Da tempo mi chiedevo come mai nel nostro paese non si dedicasse una grande retrospettiva all&#8217;artista recentemente scomparsa: certo  anni fa si è tenuta a Venezia una grande mostra sul suo connubio con il grande marito, lo svizzero </span><a href="http://www.tinguely.ch/en/museum/jean_tinguely_follow.html"><span style="color:#000000;">Jean Tinguely</span></a><span style="color:#000000;">: uno di quei felici incontri personali e professionali che costellano la storia dell&#8217;arte; ma questo non rende certo giustizia a un&#8217;autrice che ha scelto il nostro paese e le sue terre per fare da casa a uno dei suoi più grandi progetti: Il Giardino dei Tarocchi.Allo stesso modo ho sempre pensato che ben poco rilievo &#8211; rispetto al merito &#8211; fosse dato a questa grande realizzazione dell&#8217;artista, che va ben oltre l&#8217;idea classica di opera e che veramente rappresenta un <em>continuum</em> con la vita dell&#8217;artista. il grande pubblico conosce sicuramente </span><a href="http://sguardodonna.wordpress.com/files/2009/11/496452101_5549"><span style="color:#000000;">Parco Guell</span></a> <span style="color:#000000;">di Barcellona e il suo autore, ma non altrettanto può dirsi del Giardino dei Tarocchi, opera nostrana appunto, che, se al grande precedente gaudiano si ispira, non ne teme tuttavia il confronto. Ma facciamo un passo indietro: chi è dunque Niki De Saint Phalle? Secondo Martina Corgnati, è la donna che per prima &#8220;rompe il quadro di indifferenza e di sottovalutazione&#8221; che oscura le presenze femminili nell&#8217;arte del dopoguerra ed é l&#8217;unica artista di sesso femminile del Nouveau Realisme. Ancora, Uta Grosenick la definisce &#8220;mitica eroina di un&#8217;un&#8217;intera generazione di donne&#8221; per la determinazione e la capacità di affermazione nel mondo dell&#8217;arte. E il suo valore non sfugge a Pierre Restany a cui si deve la sua consacrazione nel combo dei Nouveaux Realistes, app</span>unto,accanto a <a href="http://sguardodonna.wordpress.com/files/2009/11/christo_img_island.gif">Christo</a>, Arman,  Daniel Spoerri, <a href="http://sguardodonna.wordpress.com/files/2009/11/klein.jpg">Yves Klein</a>, per dirne alcuni. Dell&#8217;artista lo colpisce la performance in cui spara a borse di plastica piene di colore che esplodono su tavole di legno con ludica e deflagrante provocazione. L&#8217;elemento giocoso, qui nascosto in parte dalla violenza dell&#8217;azione, diviene man mano parte centrale del racconto di Saint Phalle. Ed ecco due anni più tardi entrare sulla scena le prime delle sue famose donnone policrome: le Nanas, del 1965. <a href="http://sguardodonna.wordpress.com/files/2009/11/4754b1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-177" title="4754b" src="http://sguardodonna.wordpress.com/files/2009/11/4754b1.jpg?w=225" alt="" width="225" height="300" /></a> Sculture in cartapesta &#8211; poi sostituita dal poliestere &#8211; rubiconde e leggiadre che sembrano sciamare alla conquista del mondo. La donna si riconosce così in quell&#8217;ideale antico, potente e vitale tratteggiato sopra: quello della dea creatrice, della grande madre delle arcaiche statuette del passato. Ma non è tutto, poichè, pochi anni dopo, come ape regina di questo importante alveare, l&#8217;autrice dà alla luce <a href="http://sguardodonna.wordpress.com/files/2009/11/hon.jpg">Hon</a>, null&#8217;altro che &#8220;lei&#8221; in svedese. Si tratta di una gigantesca enorme bambola di plastica, dalle generose forme a cui l&#8217;artista ci ha abituato,sdraiata sul dorso:  gli spettatori sono invitati ad entrare al suo interno direttamente dalla vagina.<br />
L&#8217;opera  chiarisce subito le ossessioni di Niki che torneranno assiduamente nel suo lavoro: la donna, il ventre materno e, connesso ad esso, l&#8217;idea di casa come luogo accogliente, intimo e caldo. Nel caso di Hon, a dire il vero, si tratta di una casa-città: primo esempio di quella volontà di intervenire sull&#8217;ambiente con la creazione di un luogo ideale in cui rifugiarsi che diverrà tipico della sua produzione. Il visitatore vi troverà un cinema, un planetario, un acquario, e addirittura una galleria d&#8217;arte: tutti luoghi di evasione e sogno in cui trovare tranquillità, come nell&#8217;utero materno.<br />
Queste creature fiere e opulente prendono a prestito i colori e le forme sinuose da Mirò e la leggerezza di Matisse; esse sbaragliano lo stereotipo della donna filiforme legato all&#8217;idea di una bellezza fragile; al suo posto diventa centrale il concetto di vigore fisico e imponenza; la capacità di dare vita e alimentare la prole: dirette discendenti delle veneri preistoriche ma consapevoli, libere e gaudenti.</p>
<h2 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignright">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://sguardodonna.wordpress.com/files/2009/11/matisse1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-182" title="Matisse" src="http://sguardodonna.wordpress.com/files/2009/11/matisse1.jpg?w=150" alt="" width="150" height="99" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">La danza di Matisse</dd>
</dl>
</h2>
<p>Ma veniamo all&#8217;opera che più ci interessa: il<a href="http://www.nikidesaintphalle.com/"> Giardino dei Tarocchi</a> di Garavicchio. L&#8217;idea viene a Niki proprio a seguito di una visita al Parco Guell di Barcellona ed è grazie alla sua amicizia con Marella Caracciolo Agnelli se si è resa  possibile la sua trasformazione in un progetto concreto. E&#8217; l&#8217;amica infatti  a convincere i propri fratelli, proprietari del terreno a Garavicchio, a concederlo all&#8217;artista per la sua creazione. La sua realizzazione tuttavia si deve soltanto alla caparbietà di Niki che, nonostante le enormi difficoltà che il giardino presenta, non considera mai l&#8217;ooportunità di abbandonare il progetto. Questo anche perchè l&#8217;artista può contare sullo stuolo dei suoi aiutanti che, ognuno in maniera autonoma e personale, concorrono alla realizzazione del grande disegno dell&#8217;autrice.Ed è per questo che a ben guardare il brulicante mondo del giardino si presenta subito come novella <em>Arts and Crafts:</em> l&#8217;opera, lontana dal concetto di genio creatore che si eleva al di sopra dei mestieranti di bottega, è frutto infatti della collaborazione di artisti e artigiani che, diversamente dalle consuetudini moderne, si adoperano spalla a spalla in un lavoro di fattura medievale che richiede forza fisica, perizia tecnica e continue sperimentazioni sui materiali al fine di ottenere i risultati migliori. é così che, secondo il racconto stesso di Niki, alcuni operai locali diventano figure centrali del progetto, in un ribaltamento di ruoli che fa pensare a un processo politico di riscatto della persona. Niki in questo segue soltanto il suo istinto &#8211; come lei stessa dichiara &#8211; rivelando un altro tratto della sua grandezza che la rende capace di allontanarsi da usurati clichè per affidarsi ad audaci sovvertimenti. L&#8217;artista è la regista di questo microcosmo ordinato, ma al tempo stesso fluido e dinamico: una regista attenta e aperta alle innovazioni proposte dai suoi collaboratori.<br />
L&#8217;opera si compone di varie sculture ispirate al mondo dei tarocchi: al suo interno il visitatore può passeggiare liberamente, sostare sulle panchine ammirando le fontane o addentrarsi &#8211; così come nella progenitrice Hon- nelle loro viscere.</p>
<p>Tutte le statue hanno un&#8217;anima d&#8217;acciaio su cui viene steso il cemento che funge da base per il rivestimento di ceramiche, specchi e vetri colorati. Questi scheletri metallici sono realizzate dapprima da Jean Tinguely -l&#8217;artista svizzero marito in seconde nozze nel 1971 della Saint Phalle, che l&#8221;affianca e la sostiene per tutto il suo lavoro &#8211; poi da squadre di operai.</p>
<div id="attachment_186" class="wp-caption alignright" style="width: 131px"><a href="http://sguardodonna.wordpress.com/files/2009/11/giardino-41.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-186" title="giardino 4" src="http://sguardodonna.wordpress.com/files/2009/11/giardino-41.jpg?w=99" alt="" width="121" height="161" /></a><p class="wp-caption-text">il giardino dei tarocchi: l&#39;imperatore; dettaglio</p></div>
<p>I magnifici colossi rappresentano gli Arcani Maggiori. Ritorna dunque la messa in scena di un luogo mitico, una variopinta arcadia, che si fa guscio protettivo in cui cercare quiete o evadere nel sogno. A coronamento di tutta la sua produzione non potevano dunque mancare eroiche figure femminili, lontane discendenti delle grandi madri care all&#8217;autrice. E così si erge a domatrice di questo circo grottesco, l&#8217;istrionica Sacerdotessa: al cui interno, non a caso, si trova la dimora dell&#8217;artista.<br />
Questa grande <em>opera  d&#8217;arte to</em>tale inserisce chiaramente Niki sulla scia di quei tanti artisti che hanno dedicato la propria vita e la propria ricerca alla creazione di un luogo ideale: un&#8217;opera che non sia solo un fatto estetico, ma che sia la ragione stessa della propria vita: pensiamo a esempio al<a href="http://sguardodonna.wordpress.com/files/2009/11/palis-ideal.jpg"> Palazzo Ideale</a> di Cheval. Sono luoghi dove il sogno si confonde con la realtà, dove ognuno di questi artisti ha dato vita alla sua personale Utopia: una città che rimette al centro stesso dell&#8217;esistenza l&#8217;importanza dell&#8217;armonia tra uomo e ambiente e rivendicano un posto di prim&#8217;ordine per la bellezza.</p>
<div id="attachment_184" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://sguardodonna.wordpress.com/files/2009/11/giardino3.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-184" title="giardino3" src="http://sguardodonna.wordpress.com/files/2009/11/giardino3.jpg?w=150" alt="" width="150" height="112" /></a><p class="wp-caption-text">Il giardino dei tarocchi: la sacerdotessa</p></div>
<div id="attachment_183" class="wp-caption alignright" style="width: 109px"><a href="http://sguardodonna.wordpress.com/files/2009/11/giardino-1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-183" title="giardino 1" src="http://sguardodonna.wordpress.com/files/2009/11/giardino-1.jpg?w=99" alt="" width="99" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Il giardino dei tarocchi</p></div>
<p class="mceTemp">Ecco perchè siamo in debito con Niki ed ecco perchè sono lieta che le sia finalmente dedicata una grande retrospettiva a Roma: <a href="http://www.museodelcorso.it/exhibitions_view.pl?k=44">Niki de Saint Phalle,</a> promossa dalla Fondazione Roma , al Museo del Corso di Roma dal 4 novembre al 17 gennaio.</p>
<p>Che la danza abbia inzio!</p>
<p><a href="http://www.nikidesaintphalle.com/">http://www.nikidesaintphalle.com/</a></p>
<p><a href="http://sguardodonna.wordpress.com/files/2009/11/giardino-4.jpg"><br />
</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Parallels]]></title>
<link>http://stylembe.wordpress.com/2009/11/20/parallels-2/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 20:54:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>stylembe</dc:creator>
<guid>http://stylembe.wordpress.com/2009/11/20/parallels-2/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; Niki de Saint-Phalle, Public entering Hon (through her sex), 1966, Moderna Museet, Stockholm ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#160;</p>
<h5><a style="text-decoration:none;" href="http://stylembe.wordpress.com/files/2009/11/honniki1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6410" title="honniki" src="http://stylembe.wordpress.com/files/2009/11/honniki1.jpg" alt="" width="450" height="259" /></a></h5>
<h5><a href="http://stylembe.wordpress.com/files/2009/11/libro0541.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6371" title="libro054" src="http://stylembe.wordpress.com/files/2009/11/libro0541.jpg" alt="" width="450" height="309" /></a><strong><span style="color:#808080;">Niki de Saint-Phalle</span><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#808080;">, </span><em><span style="color:#808080;">Public entering Hon (through her sex)</span></em><span style="color:#808080;">, 1966, Moderna Museet, Stockholm</span></span></strong></h5>
<p><a href="http://stylembe.wordpress.com/files/2009/11/naples-station21.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6360" title="naples station2" src="http://stylembe.wordpress.com/files/2009/11/naples-station21.jpg" alt="" width="450" height="270" /></a></p>
<h5><a href="http://stylembe.wordpress.com/files/2009/11/naples-station1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6372" title="naples station" src="http://stylembe.wordpress.com/files/2009/11/naples-station1.jpg" alt="" width="449" height="337" /></a><strong><strong><span style="color:#808080;">Amanda Levete Architects + Anish Kapoor</span></strong><strong><em><span style="color:#808080;">, </span></em><em><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#808080;">Monte St Angelo Subway station in Naples, photos : Peppe Testa</span></span></em></strong></strong></h5>
<h4><a href="http://www.amandalevetearchitects.com/news/construction-begins-naples-subway"><span style="color:#008080;"> AL_A LINK&#62;</span></a></h4>
<p><a href="http://www.anishkapoor.com/works/public/2002naplessubway/index.htm"><strong><span style="color:#008080;">A K LINK&#62;</span></strong></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Niki de Saint-Phalle - Roma, Museo Fondazione Roma]]></title>
<link>http://eaobjets.wordpress.com/2009/10/30/niki-de-saint-phalle/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 08:47:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stampfli &amp; Turci</dc:creator>
<guid>http://eaobjets.wordpress.com/2009/10/30/niki-de-saint-phalle/</guid>
<description><![CDATA[Museo Fondazione Roma, Roma Niki de Saint-Phalle 4 novembre 2009 – 17 gennaio 2010 Per la prima volt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p></br><br />
<br /></br></p>
<h2><a href="http://www.fondazioneroma.it/home.html" target="_blank">Museo Fondazione Roma, Roma</a></h2>
<p></br><br />
<big><span style="color:#926e24;">Niki de Saint-Phalle<br />
4 novembre 2009 – 17 gennaio 2010</big></span><br />
<br /></br></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#926e24;"><span style="font-size:10pt;">Per la prima volta in Italia una mostra presenta oltre 100 opere di Niki de Saint-Phalle, (Neuillysur-Seine, 1930 – San Diego, 2002), pittrice, scrittrice, performer che ha legato il suo nome a un percorso artistico straordinario che va oltre le classificazioni e le mode, e si mescola con una vita tumultuosa e affascinante: un’energia che ritroviamo in tutte le sue opere, dalle policrome sculture (Nanas) al famosissimo giardino dei Tarocchi di Capalbio.</span></span></p>
<p></br><br />
<br /></br></p>
<blockquote><p><span style="color:#666699;"><span style="font-size:11pt;font-family:'Berlin Sans FB';">Niki de Saint-Phalle</span></span></p>
<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-full wp-image-9737" src="http://eaobjets.wordpress.com/files/2009/10/2_15_arthemesia-e-saint-phalle-copyrighted.jpg" alt="" width="260" height="281" /></p>
<p><span style="color:#666699;"><span style="font-size:10pt;font-family:'Berlin Sans FB';"><br />
Niki de Saint-Phalle<br />
Les trois Grâces (Le tre Grazie), 1994<br />
Resina sintetica e colore vinilico<br />
66 x 79 x 89 cm<br />
© Niki Charitable Art Foundation. All rights reserved.<br />
</span></span></p></blockquote>
<p></br><br />
<br /></br></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#926e24;"> Dopo il grande successo della mostra “Hiroshige. Il maestro della natura”, la Fondazione Roma si distingue ancora una volta per una scelta culturale coraggiosa e innovativa. La rassegna si svolgerà infatti presso il Museo della Fondazione Roma (già Museo del Corso), dal 4 novembre 2009 al 17 gennaio 2010 ed è promossa dalla Fondazione Roma, presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele che ha voluto rendere omaggio all’artista francese portando in Italia una mostra antologica di una celebre esponente della pop art.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#926e24;">Una mostra con caratteristiche eccezionali, anche dal punto di vista della fruizione da parte del pubblico: tutti i bambini fino a 14 anni potranno visitare la rassegna con ingresso gratuito grazie all’impegno della Fondazione Roma e di Arthemisia Group. Una iniziativa che si incontra con lo speciale rapporto che Niki de Saint-Phalle aveva con i bambini: l’artista li invitò spesso a fruire da vicino le sue opere, particolarmente adatte al pubblico dei più piccoli, chiedendo anche di interagire con esse. Per questa ragione, il Presidente Emanuele ha deciso di offrire ai giovani questa straordinaria opportunità. </span></p>
<p></br></p>
<blockquote><p><span style="color:#666699;"><span style="font-size:11pt;font-family:'Berlin Sans FB';">Niki de Saint-Phalle</span></span></p>
<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-full wp-image-9738" src="http://eaobjets.wordpress.com/files/2009/10/4_14_arthemesia-e-saint-phalle-copyrighted.jpg" alt="" width="250" height="188" /></p>
<p><span style="color:#666699;"><span style="font-size:10pt;font-family:'Berlin Sans FB';"><br />
Niki de Saint-Phalle<br />
La Force (La Forza), 1987<br />
Poliestere stratificato e vernice acrilica<br />
36 x 52 cm<br />
Photographer: Laurent Condominas<br />
© Niki Charitable Art Foundation. All rights reserved.<br />
</span></span></p></blockquote>
<blockquote><p><span style="color:#666699;"><span style="font-size:11pt;font-family:'Berlin Sans FB';">Niki de Saint-Phalle</span></span></p>
<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-full wp-image-9739" src="http://eaobjets.wordpress.com/files/2009/10/4_35_arthemesia-e-saint-phalle-copyrighted.jpg" alt="" width="250" height="314" /></p>
<p><span style="color:#666699;"><span style="font-size:10pt;font-family:'Berlin Sans FB';"><br />
Niki de Saint-Phalle<br />
Tree of Liberty (Albero della libertà), 2000-2001<br />
Poliestere dipinto, foglia d’oro<br />
48 x 50 x 54 cm<br />
© Niki Charitable Art Foundation. All rights reserved.<br />
</span></span></p></blockquote>
<p></br><br />
<br /></br></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#926e24;">L’itinerario individuato dal curatore segue il percorso interiore dell’artista e permette lo sviluppo parallelo di un’esposizione che allinea numerosi dipinti del primo periodo dell’artista, degli anni cinquanta e sessanta, insieme alle celebri sculture policrome (Nanas) per le quali Niki de Saint-Phalle è famosa in tutto il mondo. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#926e24;">Le oltre 100 opere che compongono la mostra provengono per la maggior parte dalla Niki Charitable Art Foundation di San Diego in California, e raccontano una storia affascinante, fatta di esperienze vissute, sia dal punto di vista artistico, sia da quello umano e personale. </span></p>
<p></br></p>
<blockquote><p><span style="color:#666699;"><span style="font-size:11pt;font-family:'Berlin Sans FB';">Niki de Saint-Phalle</span></span></p>
<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-full wp-image-9740" src="http://eaobjets.wordpress.com/files/2009/10/foto03-2_arthemesia-e-saint-phalle-copyrighted.jpg" alt="" width="250" height="374" /></p>
<p><span style="color:#666699;"><span style="font-size:10pt;font-family:'Berlin Sans FB';"><br />
Niki de Saint Phalle, 1972<br />
© Niki Charitable Art Foundation. All rights reserved.<br />
</span></span></p></blockquote>
<p></br><br />
<br /></br></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#926e24;">Femminismo, mitologia, violenza, le inquietudini private e quelle sociali, sono i temi che permeano le opere di Niki de Saint Phalle. Opere mai disgiunte dalla sua vita e attraverso la mostra, che presenta anche una serie di fotografie, sarà possibile percepire il fil-rouge che collega le diverse e intersecate esperienze della sua tormentata vicenda artistica. </span></p>
<p></br><br />
<span style="color:#926e24;"><br />
Courtesy ARTHEMISIA GROUP SRL / Museo Fondazione Roma<br />
Images © Niki Charitable Art Foundation. All rights reserved.<br />
</a></span></ul>
<p></br><br />
<br /></br></p>
<blockquote><h2>Links</h2>
<ul>
<li><a href="http://www.fondazioneroma.it/home.html" target="_blank">Museo Fondazione Roma, Roma</a></li>
<li><a href="www.nikidesaintphalle.it" target="_blank">Arthemesia &#8211; www.nikidesaintphalle.it</a></li>
</ul>
</blockquote>
<p></br><br />
<br /></br></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.eaobjets.ch/" target="_blank">Stampfli &#38; Turci &#8211; Art Dealers </a></p>
<p></br></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://eaobjets.wordpress.com/disclaimer/" target="_blank">Disclaimer &#38; Copyright</a></p>
<p></br><br />
<br /></br></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Japon - Avis aux amateurs de musées...]]></title>
<link>http://anneetdavid.wordpress.com/2009/10/22/japon-avis-aux-amateurs-de-musees/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 03:02:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>anneetdavid</dc:creator>
<guid>http://anneetdavid.wordpress.com/2009/10/22/japon-avis-aux-amateurs-de-musees/</guid>
<description><![CDATA[Un des nombreux avantages d&#8217;une visite au Japon est que chaque jour, en plus de savourer une v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="margin-bottom:0;">Un des nombreux avantages d&#8217;une visite au Japon est que chaque jour, en plus de savourer une vie quotidienne toujours déroutante pour des occidentaux, on peut visiter un musée extraordinaire. Histoire, arts, sciences naturelles, il y en a pour tous les goûts ! </p>
<p style="margin-bottom:0;">Si le pays a en effet massacré son environnement naturel à grand renfort de béton, de reforestation sans âme et de lignes électriques, la densité de musées est absolument fantastique. Plus encore, alors qu&#8217;ils sont souvent concentrés en Occident dans les plus grandes métropoles, on en trouve ici dans les endroits les plus reculés. Même lorsqu&#8217;on sillonne rapidement le pays, on n&#8217;est jamais très loin d&#8217;un musée passionnant, grâce notamment aux nombreuses initiatives privées qui sont, depuis près d&#8217;un siècle, venues compléter des collections publiques de qualité. De Nasu au nord de Tokyo à Kurashiki près d&#8217;Okayama, petite visite guidée de ces initiatives personnelles qui ont pour nous embelli un séjour déjà merveilleux (quelques photos seulement ci-dessous pour cause de copyright &#8211; désolés)&#8230;</p>
<p style="margin-bottom:0;">Premier arrêt à Nasu, trois heures en bus au nord de Tokyo, dans une région plus connue pour ses sources d&#8217;eau chaude et ses <em>onsen</em> (les bains si prisés des Japonais). Perdu au milieu d&#8217;une forêt, le Musée Niki (<a href="http://www.niki-museum.jp/english/index.htm">http://www.niki-museum.jp/english/index.htm</a>) est entièrement consacré à l&#8217;oeuvre de l&#8217;artiste française Niki de Saint-Phalle. Né à l&#8217;initiative d&#8217;une collectionneuse japonaise, Madame Yoko Shizue Masuda qui,fascinée par l&#8217;oeuvre d&#8217;une artiste qu&#8217;elle avait rencontré dans les années 1980, a très vite décidé de créer une fondation et un espace d&#8217;exposition pour faire connaître à ses compatriotes l&#8217;oeuvre d&#8217;une artiste effectivement à part, essentiellement connue pour ses « Nanas » rondes et colorées, ses séances de tir et son association au groupe des Nouveaux Réalistes. Le contraste est étonnant entre les dessins et sculptures hyper-expressives et autobiographiques de Niki de Saint-Phalle et l&#8217;isolement et l&#8217;architecture dépouillée du petit musée. Une expérience fascinante, pour l&#8217;occasion de <span style="font-style:normal;">savourer</span><em> </em>l&#8217;oeuvre d&#8217;une artiste que nous apprécions comme pour la chance de passer une première journée au calme dans la campagne japonaise. Le musée ferme malheureusement ses portes temporairement (manque de fonds ? localisation décidément trop peu accessible ?) ; nous avons eu la chance de compter parmi ses derniers visiteurs et lui souhaitons de ré-ouvrir très vite !</p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="fr-FR">Second arrêt, à nouveau sur une journée, à Hakone (<a href="http://www.hakone-oam.or.jp/english/index.html">http://www.hakone-oam.or.jp/english/index.html</a>). Localisation tout aussi improbable, puisque le musée de sculptures en plein air (« Hakone Open Air Museum ») est situé dans les collines et l&#8217;air pur de Hakone, au milieu d&#8217;un massif semi-montagneux plus connu comme lieu de randonnée et de vacances familiales autour de son lac et de ses excellents points de vue sur le mont Fuji que pour ses attraits culturels. Mais nous sommes au Japon&#8230; Après un trajet amusant en train à crémaillère entourés de touristes japonais équipés comme pour gravir l&#8217;Everest, nous sommes les seuls à descendre à l&#8217;arrêt <em>Chokoku-no-Mori</em>. Quelques minutes de marche et nous arrivons au musée ; la vue sur la vallée est somptueuse, l&#8217;air délicatement frais et l&#8217;atmosphère extraordinaire. C&#8217;est la première fois que nous avons la chance d&#8217;observer une aussi vaste collection sculptures dans un environnement exclusivement naturel. Le temps est superbe, la promenade bien conçue et les oeuvres choisies avec éclectisme : d&#8217;Henry Moore à Fernand Léger en passant par Rodin et des artistes japonais moins connus mais également intéressants, la collection est extraordinaire et il y en a pour tous les goûts ! Et surtout, le temps dégagé -qui offre des jeux de lumière fascinants sur les sculptures- et la paysage varié et vallonné permettent d&#8217;exploiter au mieux l&#8217;environnement pour mettre les oeuvres en valeur. C&#8217;est rarement le cas en intérieur, et cela nous rappelle combien la sculpture se vit en relation à l&#8217;espace qui l&#8217;entoure. Une nouvelle journée passionnante &#8211; si vous passez entre Tokyo et Kyoto, faites un détour par Hakone !</p>

<p style="margin-bottom:0;">Enfin, c&#8217;est l&#8217;improbable bourgade de Kurashiki, au bord de <em>Setonaikai</em> -la mer intérieure japonaise-, qui nous a offert une troisième rencontre de ce type. Après avoir prospéré grâce à la production et au commerce du textile, Kurashiki est désormais réputée essentiellement pour son centre historique où un canal serpente entre des entrepôts en pierre blanche joliment préservés (ou restaurés). Si l&#8217;ensemble a un effet sympathique, c&#8217;est le bien Ohara Museum qui a (si l&#8217;on excepte un détour initial aussi involontaire qu&#8217;instructif par le cimetière et les quartiers périphériques) englouti l&#8217;essentiel de notre journée (<a href="http://www.ohara.or.jp/index_eng.html">http://www.ohara.or.jp/index_eng.html</a>).</p>
<p style="margin-bottom:0;">Ce musée a été créé vers 1930 par un mécène local, M. Ohara, pour héberger la collection d&#8217;art occidental (essentiellement impressionniste) qu&#8217;il avait constituée avec l&#8217;aide d&#8217;un peintre local qui achetait pour lui en Europe. La collection a ensuite été élargie pour intégrer des oeuvres de peintres japonais et des arts traditionnels (céramiques et <span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">gravures sur bois), p</span>uis poursuivie par ses enfants après la seconde guerre mondiale.</p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="fr-FR">Petite déception avec la collection originelle, plutôt conservatrice et qui semble témoigner d&#8217;une démarche plus encyclopédique qu&#8217;osée (oeuvres matures d&#8217;artistes connus, on semble parfois avoir acheté des noms plus que des tableaux). La suite de la visite est par contre fascinante : une collection de gravures et de céramiques magnifiques hébergées dans un bâtiment somptueux au plancher en carreaux vernis dont nous nous souvenons encore, puis une collection d&#8217;artistes japonais du 20ème siècle très intéressante pour nous. Enfin, une collection magnifique d&#8217;artistes internationaux de la seconde moitié du 20è, avec un éclectisme similaire à la collection initiale mais un choix d&#8217;oeuvres beaucoup plus osé. Pêle-mêle nous ont marqués quelques dessins de Matisse, une série de Jasper Johns, un portrait magnifique de Bernard Buffet ou encore le plaisir de retrouver les pâtes épaisses et texturées de Riopelle et de découvrir des artistes japonais à la forte personnalité.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Un régal pour nos yeux, mais surtout un réel émerveillement devant une telle curiosité et une poursuite sans faille de l&#8217;excellence et la représent<span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">ativité dans des domaines aussi variés que les gravures sur bois ou les céramiques japonaises traditionnelles et les peintres</span> occidentaux contemporains. Certes, les moyens financiers aident, mais loin de l&#8217;acquisition opportuniste et à des prix record d&#8217;oeuvres très connues par des collectionneurs japonais à la fin des années 80, la constitution progressive d&#8217;une telle collection dans un marché de plus en plus concurrentiel mérite vraiment l&#8217;attention. La preuve de ce qu&#8217;une vision forte peut accomplir avec des moyens, du temps et de la persévérance ? Bravo en tout cas, et merci !</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Niki De Saint Phalle]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/10/17/niki-de-saint-phalle/</link>
<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 07:55:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/10/17/niki-de-saint-phalle/</guid>
<description><![CDATA[Roma, 4 novembre 2009 – 17 gennaio 2010 Museo Fondazione Roma Per la prima volta in Italia una mostr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;"><a href="http://fidest.wordpress.com/files/2009/10/le-tre-grazie-bassa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18449" title="inserzione.ai" src="http://fidest.wordpress.com/files/2009/10/le-tre-grazie-bassa.jpg?w=300" alt="inserzione.ai" width="232" height="152" /></a>Roma, 4 novembre 2009 – 17 gennaio 2010 Museo Fondazione Roma Per la prima volta in Italia una mostra presenta oltre 100 opere di Niki de Saint-Phalle, (Neuilly-sur-Seine, 1930 – San Diego, 2002), pittrice, scrittrice, performer che ha legato il suo nome a un percorso artistico straordinario che va oltre le classificazioni e le mode, e si mescola con una vita tumultuosa e affascinante: un’energia che ritroviamo in tutte le sue opere, dalle policrome sculture (Nanas) al famosissimo giardino dei Tarocchi di Capalbio.  Dopo il grande successo della mostra “Hiroshige. Il maestro della natura”, la Fondazione Roma si distingue ancora una volta per una scelta culturale coraggiosa e innovativa.  La mostra, a cura di Stefano Cecchetto, è co-prodotta e organizzata da Arthemisia Group, in collaborazione con The Niki Charitable Art Foundation (California). Il percorso individuato dal curatore segue il percorso interiore dell’artista e permette lo sviluppo parallelo di un’esposizione che allinea numerosi dipinti del primo periodo dell’artista, degli anni cinquanta e sessanta, insieme alle celebri sculture policrome (Nana) per le quali Niki de Saint-Phalle è famosa in tutto il mondo.   Femminismo, mitologia, violenza, le inquietudini private e quelle sociali, sono i temi che permeano le opere di Niki de Saint Phalle. Opere mai disgiunte dalla sua vita e attraverso la mostra, che presenta anche una serie di fotografie, sarà possibile percepire il fil-rouge che collega le diverse e intersecate esperienze della sua tormentata vicenda artistica. Catalogo Skira</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[color key II: kunstbetrachtung]]></title>
<link>http://gedankentheater.wordpress.com/2009/10/11/color-key-ii-kunstbetrachtung/</link>
<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 12:08:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>sunny11178</dc:creator>
<guid>http://gedankentheater.wordpress.com/2009/10/11/color-key-ii-kunstbetrachtung/</guid>
<description><![CDATA[mich hat das color key fieber gepackt, aber so richtig. diesmal wollte ich kunst ins richtige licht ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>mich hat das color key fieber gepackt, aber so richtig. diesmal wollte ich kunst ins richtige licht rücken.</p>
<p>als erstes einen brunnen von <em>niki de saint</em> phalle in paris:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1994" title="1-5d60540ad303e3898f3497d41b781e26y" src="http://gedankentheater.wordpress.com/files/2009/10/1-5d60540ad303e3898f3497d41b781e26y.jpg" alt="1-5d60540ad303e3898f3497d41b781e26y" width="470" height="352" /></p>
<p>und hier zwei kunstwerke von <em>jeff koons</em> aus einer ausstellung im schloss von versailles:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1995" title="1-a34d64e55ce960915cff838ddd07c527y" src="http://gedankentheater.wordpress.com/files/2009/10/1-a34d64e55ce960915cff838ddd07c527y.jpg" alt="1-a34d64e55ce960915cff838ddd07c527y" width="470" height="352" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1996" title="1-d19b49ae8035edd65cff838ddd07c527y" src="http://gedankentheater.wordpress.com/files/2009/10/1-d19b49ae8035edd65cff838ddd07c527y.jpg" alt="1-d19b49ae8035edd65cff838ddd07c527y" width="470" height="352" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[elles@centrepompidou...]]></title>
<link>http://alerib.wordpress.com/2009/10/08/ellescentrepompidou/</link>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 12:34:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>alerib</dc:creator>
<guid>http://alerib.wordpress.com/2009/10/08/ellescentrepompidou/</guid>
<description><![CDATA[Uma exposição de artistas mulheres da coleção do Museu Nacional de Arte Moderna? A princípio, faz to]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Uma exposição de artistas mulheres da coleção do Museu Nacional de Arte Moderna? A princípio, faz to]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Challenge XxX: Foto vom Stadtwahrzeichen]]></title>
<link>http://vetaro.wordpress.com/2009/09/22/challenge-xxx-foto-vom-stadtwahrzeichen/</link>
<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 12:15:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>vetaro</dc:creator>
<guid>http://vetaro.wordpress.com/2009/09/22/challenge-xxx-foto-vom-stadtwahrzeichen/</guid>
<description><![CDATA[Zu den Challenges, siehe immernoch hier. Heute: Ein Bild von einem Wahrzeichen der Stadt machen, ohn]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Zu den Challenges, <a href="../2009/09/19/werbelog-challenges/">siehe immernoch hier</a>. Heute: Ein Bild von einem Wahrzeichen der Stadt machen, ohne dass auf dem Bild etwas zu sehen ist, was mit dem Anfangsbuchstaben der Stadt beginnt.</p>
<p><!--more-->Hach, wie einfach wäre diese Aufgabe, wäre ich ein Bewohner von Xanten.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 456px"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/de/5/5f/Duisburg_Lifesaver.JPG" alt="" width="446" height="503" /><p class="wp-caption-text">Not my actual entry</p></div>
<p>Es gibt ein Problem. Es ist ähnlich wie das, was ich <a href="http://vetaro.wordpress.com/2009/09/21/challenge-v-filme-mit-lego/">bei der Lego-Aufgabe</a> hatte. Abgesehen davon, dass ich in diesem Fall <em>echt</em> nichts dafür kann.</p>
<p>Der Lifesaver wird gerade saubergemacht. Er ist nicht da.</p>
<p>Das Wahrzeichen von Duisburg ist nämlich, wer ihn noch nicht kennt, ein riesiger Vogelgreif, der hauptsächlich Blau, aber durchaus extrem Kunterbunt ist. An seiner Vorderseite hängt eine extrem blasse frau, die einen extrem bunten Bikini trägt, der ihre enorme Leibesfülle knapp bedeckt. Persönlich behaupte ich, dass die beiden kopulieren. Stadtintern heisst das Ding übrigens auch gerne &#8220;Pleitegeier&#8221;.</p>
<p>Also, was hab&#8217; ich gemacht? Nein,<em> nicht</em> Second Life. ich hab&#8217; einfach den leeren Lifesaver-Ständer fotografiert. Und es stellte sich als deutlich schwerer heraus, Dinge zu finden, die nicht auf die Bilder drauf dürfen, als welche, die erlaubt sind.</p>
<p>Die folgenden beiden Aufnahmen zeigen jeweils 1 Ding, das ich gefunden habe, was mit D beginnt, beides ziemlich leicht zu finden. (Wenn man unbedingt will, findet man auch noch &#8220;Druckluftpumpe&#8221;, &#8220;Dreck&#8221; und &#8220;Drehding unterm Lifesaver&#8221;)</p>
<p><img class="alignnone" src="http://img62.imageshack.us/img62/8417/dsc01516.jpg" alt="" width="700" height="520" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://img27.imageshack.us/img27/4930/dsc01518b.jpg" alt="" width="700" height="520" /></p>
<p>Und hier, zuletzt, nun das eigentliche Bild. Ich seh&#8217; darauf nichts, was mit einem D anfängt (&#8220;Duisburger Fußgänger&#8221; zählt ja laut den Regeln nicht &#8211; und ich hoffe, vom Dreck können wir jetzt auch mal absehen. Äh, und davon, dass der blöde Vogel nicht da ist.)</p>
<p><img class="alignnone" src="http://img27.imageshack.us/img27/255/dsc01519pd.jpg" alt="" width="700" height="910" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SÃO PAULO AGENDA Exposição Uma Aventura Moderna - Coleção de Arte Renault no MAC USP Ibirapuera]]></title>
<link>http://sortimentos.wordpress.com/2009/09/08/sao-paulo-agenda-exposicao-uma-aventura-moderna-colecao-de-arte-renault-no-mac-usp-ibirapuera/</link>
<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 20:10:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>sortimentos</dc:creator>
<guid>http://sortimentos.wordpress.com/2009/09/08/sao-paulo-agenda-exposicao-uma-aventura-moderna-colecao-de-arte-renault-no-mac-usp-ibirapuera/</guid>
<description><![CDATA[SÃO PAULO AGENDA Exposição Uma Aventura Moderna &#8211; Coleção de Arte Renault no MAC USP Ibirapuer]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.sortimentos.com/sp/sao-paulo-agenda-exposicao-uma-aventura-moderna-colecao-arte-renault.htm"><img src="http://www.sortimentos.com/sp/sao-paulo-agenda-exposicao-uma-aventura-moderna-colecao-arte-renault.jpg" alt="SÃO PAULO AGENDA Exposição Uma Aventura Moderna - Coleção de Arte Renault no MAC USP Ibirapuera" /></a></p>
<p><strong>SÃO PAULO AGENDA<br />
<a href="http://www.sortimentos.com/sp/sao-paulo-agenda-exposicao-uma-aventura-moderna-colecao-arte-renault.htm">Exposição Uma Aventura Moderna &#8211; Coleção de Arte Renault<br />
no MAC USP Ibirapuera</a></strong></p>
<div id="HOTWordsTxt">A exposição “Uma Aventura Moderna – Coleção de Arte Renault”<br />
está em cartaz de 11 de setembro até 15 de dezembro, no MAC USP Ibirapuera.<br />
A mostra traz uma seleção de 96 obras – pinturas, desenhos, esculturas<br />
e recortes – produzidas e adquiridas entre 1967 e 1985 por meio de um sistema<br />
pioneiro de mecenato criado à época pela empresa. A mostra integra o calendário<br />
oficial do Ano da França no Brasil, uma iniciativa conjunta dos governos francês<br />
e brasileiro para promover o intercâmbio cultural entre os dois países.<br />
A curadoria é da historiadora Ann Hindry, à frente do acervo Renault desde 1996.<br />
A entrada é gratuita.</div>
<div>.</div>
<div>. <a href="http://www.sortimentos.com/sp/sao-paulo-agenda-exposicao-uma-aventura-moderna-colecao-arte-renault.htm">LEIA MAIS</a> .</div>
<div>.</div>
<div>.</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Art Galerie Nolden/H – Paris ]]></title>
<link>http://yourartshop.wordpress.com/2009/08/28/herzlich-willkommen/</link>
<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 16:18:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mr. Design</dc:creator>
<guid>http://yourartshop.wordpress.com/2009/08/28/herzlich-willkommen/</guid>
<description><![CDATA[Pablo Picasso:“Femme assise au Chapeau et Femme debout drapée“ (1934), handsigniert, nummer. EUR 29.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Pablo Picasso:“Femme assise au Chapeau et Femme debout drapée“ (1934), handsigniert, nummer. EUR 29.]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Elles at Centre Pompidou]]></title>
<link>http://parisbydesign.wordpress.com/2009/08/25/elles-at-centre-pompidou/</link>
<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 13:34:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Karen</dc:creator>
<guid>http://parisbydesign.wordpress.com/2009/08/25/elles-at-centre-pompidou/</guid>
<description><![CDATA[The first clue to “Elles”, the new female focused show at Centre Pompidou, is the wall of badges ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-25" title="elles_at_centre_pompidou" src="http://parisbydesign.wordpress.com/files/2009/08/elles_at_centre_pompidou.jpg" alt="elles_at_centre_pompidou" width="226" height="175" />The first clue to “Elles”, the new  female focused show at <a href="http://www.centrepompidou.fr/">Centre Pompidou</a>, is the wall of badges &#8211; yellow, purple, green, white and pink &#8211; at the entrance to the permanent collection.</p>
<p>At first glance, the names on the badges reinforce the museum’s best known artists.  Then, a double take:  it’s Louis Bourgeois, not Louise; Josephine Beuys, not Joseph; Francine Picabia, Francine Bacon, Miss van der Rohe.</p>
<p>This spacious and provocative opening by French artist Agnès Thurnauer hints at the size and fervor of the show. &#8220;<a href="http://www.dailymotion.com/video/x9edtv_ellescentrepompidou_creation">Elles</a>&#8221; features 500 works by 200 women artists, all taken from the museum’s collection.</p>
<p>Seven sections contain painting, sculpture, decorative art, video, and installations.  The works range from mainstream (<a href="http://www.ina.fr/fresques/elles-centrepompidou/notice/ArtFem00074/suzanne-valadon-la-chambre-bleue-1923-oeuvre-exposee">Suzanne Valadon’s</a> “La Chambre Bleue,” and furniture by <a href="http://www.perimeter-editions.com/laverriere/laverriere-uk.html">Janette Laverrière</a>) to abstract (paintings by <a href="http://www.youtube.com/watch?v=_-JfYjmo5OA">Agnes Martin</a>) to feminist perspectives (<a href="http://www.fembio.org/english/biography.php/woman/biography/niki-de-saint-phalle/">Niki de Saint Phalle’s</a> “Bride” and “Crucifixion”).</p>
<p>Quotes by women artists punctuate the show, guiding the viewer among the sections and into the minds of artists and writers.  Some supply both image and commentary.  My favorite is the <a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=1874503&#38;o=all&#38;op=1&#38;view=all&#38;subj=79956975921&#38;aid=-1&#38;id=674032229&#38;oid=79956975921">Guerilla Girls’ installation</a> showing an odalisque with the head of a guerilla.</p>
<p>The text:  Do women have to be naked to get into the Met. Museum?  Less than 3% of the artists in the modern art sections are women, but 83% of the nudes are female.</p>
<p>If you go&#8230;<br />
Centre Pompidou, Place Georges Pompidou, 75004, Métro:  Rambuteau<br />
Open W-M, 11am-10pm, Th until 11</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Hannover im Kontrast (schwarz/weiß): Die Idee]]></title>
<link>http://skriptum.wordpress.com/2009/07/13/hannover-im-kontrast-schwarzweis-die-idee/</link>
<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 12:00:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>skriptum</dc:creator>
<guid>http://skriptum.wordpress.com/2009/07/13/hannover-im-kontrast-schwarzweis-die-idee/</guid>
<description><![CDATA[Dass Hannover zu den grünsten Städten dieses Kontinents gehört ist müßig zu erwähnen. Mit dem größte]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dass Hannover zu den grünsten Städten dieses Kontinents gehört ist müßig zu erwähnen. Mit dem größten Stadtpark Europas, der Eilenriede, die fast doppelt so groß ist, wie der Central Park in New York, liegt Hannover ganz vorn, wenn es um so genannte, städtische &#8220;grünen Lungen&#8221; geht. Als kleine „Entschädigung“ ist das System der hannoverschen U-Bahn nach New York verkauft worden. Mit dem weltweit größten Schützenfest glänzt Hannover ebenfalls. Die erste Weltausstellung auf deutschem Boden, die „EXPO 2000“ unter dem Motto „Mensch, Natur, Technik“, fand in Hannover statt. Sie hatte die bis dahin größte Resonanz auf Weltausstellungen und neben zahlreichen weiteren Attraktionen das weltweit größte, frei tragende Holzdach zu bieten, unter dem sich einige der insgesamt 15.000 Veranstaltungen abspielten. So oft wie ich dort gewesen bin, ist fast anzunehmen, dass ich die meisten selbst erlebt habe. Generell bietet die abwechslungs- und zahlreiche Gastronomie Hannovers, sowie die rund ums Jahr stattfindenden Veranstaltungen in vielfältigen Stadien und sonstigen Locations kaum Gelegenheit, Langeweile aufkommen zu lassen.</p>
<p>Auch der „Erlebnis Zoo Hannover“ ist weit über die Grenzen Deutschlands bekannt und bietet mit seinen sechs Erlebniswelten an einem Tag die Möglichkeit, zu Wasser und zu Land die ganze Welt zu bereisen. Ebenso sind die erhaltenen bzw. nach dem zweiten Weltkrieg wieder aufgebauten Fachwerkhäuser der Altstadt, in der auch die neun Jahrhunderte alte Marktkirche bewundert werden kann, der Maschsee, der zu den größten Stadtseen Europas zählt, das Aquarium „Sealife“ mit einer einzigartigen Sammlung an vielen exotischen, in jedem Fall aber sehenswerten Wasserlebewesen, und die „Königlichen Gärten zu Herrenhausen“, in denen unter anderem eine weltweit gesammelte Pflanzenpracht und die Niki de Saint Phalle-Grotte bewundert werden kann, erlebens- und genießenswert. Durch ganz Hannover verteilt ist eine der größten Kunstsammlungen weltweit von Niki de Saint Phalle zu besichtigen. Die weltweit größte Messe für Informationstechnik, „CeBIT“, findet seit 1986 auf dem Messegelände Hannover statt.</p>
<p>Hannover ist also durchaus eine Stadt der Superlative. Warum sie von einigen anderen Städten bzw. deren Bewohnern permanent als minderwertig belächelt wird, erschließt sich mir nicht. Vielleicht ist es Angst? Und wenn das nicht, dann vermutlich schlicht Unwissenheit. Denn in 99,873 Prozent aller Fälle wird vorgegeben, Hannover zu „kennen“, wenn lediglich mal die CeBIT besucht wurde. Das reicht nicht; nicht einmal wenig! Aber was auch immer es ist: Auf jeden Fall finde ich es ungerechtfertigt, diese Stadt herabzuwürdigen. Ich liebe Hannover und beabsichtige, nicht nur aus rein privaten Gründen, sie noch viele Jahre mit meiner Anwesenheit zu quälen ;o) Ungefähr 10 Minuten von der direkten Innenstadt entfernt befindet sich meine Wohnung. Also sehr zentral. Dennoch habe ich, egal in welcher Richtung ich aus den Fenstern sehe, eine grüße Blätterwand vor Augen. Es ist also unfraglich, dass Hannover neben den Beinamen „Messestadt“ und „Stadt des Jazz“ als deutsche Jazz-Hochburg, völlig zu recht als die „Stadt im Grünen“ bezeichnet wird. Dem entsprechend fand ich die Idee, Hannover mal im Kontrast, also in Schwarz und Weiß, vorzustellen, ganz reizvoll.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nana und DER SPIEGEL]]></title>
<link>http://nachrichtenbrief.wordpress.com/2009/05/20/nana-und-der-spiegel/</link>
<pubDate>Wed, 20 May 2009 04:24:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Peter Nasselstein</dc:creator>
<guid>http://nachrichtenbrief.wordpress.com/2009/05/20/nana-und-der-spiegel/</guid>
<description><![CDATA[2005 berichtete Der Spiegel (14/2005) unter der Überschrift „Triebstau im Neandertal“ über den „Adon]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>2005 berichtete <a href="http://wissen.spiegel.de/wissen/dokument/dokument.html?id=39916267&#38;top=SPIEGEL"><strong>Der Spiegel</strong> (14/2005)</a> unter der Überschrift „Triebstau im Neandertal“ über den „Adonis von Zschernitz“ und andere Funde, die vom Sexualleben in der Frühzeit zeugen. Der Artikel liest sich, als wären wir noch im Jahre 1932, als Reich sein Buch <a href="http://www.amazon.de/Einbruch-sexuellen-Zwangsmoral-Geschichte-%C3%96konomie/dp/other-editions/346202471X"><strong>Der Einbruch der Sexualmoral</strong></a> veröffentlichte. Ganz im Sinne Freuds sehen die „Tabuisten“ den Urmenschen in einem System aus Triebverzicht und Enthaltsamkeit mit einem streng reglementierten Fruchtbarkeitskult gefangen, in dem das geschlechtliche Verlangen sublimiert und zu ritueller Kunst umgeformt wird. Die Soziobiologen glauben hingegen, der haltlose Frühmensch habe dem genetischen Diktat folgend der Promiskuität gefrönt.</p>
<p>Von sexualökonomischen Überlegungen findet sich keine Spur. Stattdessen&#8230;. – die Sprache des <em>modern liberal</em>: „Pornofiguren“, „Erotiktempel“, „Bewegung in der Sexfront“, „Reizwäsche aus der Bronzezeit“, es „wird gerammelt und geschleckt“, „Dildos“, „SM-Sklavin“, „Kloschmierereien“, „trunkene Orgie“, „Erotikriten“, „Eros-Center“. (Siehe auch den Blogeintrag <a href="http://nachrichtenbrief.wordpress.com/2009/01/21/der-spiegel-und-die-emotionelle-pest-in-der-wissenschaft/"><strong>DER SPIEGEL und die Emotionelle Pest in der Wissenschaft</strong></a> über den unerträglichen <strong>Spiegel</strong>-Stil.)</p>
<p>Nach all dem gesellschaftlichen und wissenschaftlichen „Fortschritt“ der letzten Jahrzehnte sind Reich-Titel wie <a href="http://www.amazon.de/Fr%C3%BChe-Schriften-1920-1925-Wilhelm-Reich/dp/3462025902/ref=sr_1_1?ie=UTF8&#38;s=books&#38;qid=1242661127&#38;sr=1-1"><strong>Der triebhafte Charakter</strong></a>, <a href="http://www.amazon.de/Fr%C3%BChe-Schriften-Genitalit%C3%A4t-Theorie-Therapie/dp/3596267579/ref=sr_1_1?ie=UTF8&#38;s=books&#38;qid=1242661178&#38;sr=1-1"><strong>Die Funktion des Orgasmus</strong></a> und <a href="http://www.amazon.de/Die-sexuelle-Revolution-B%C3%BCcher-Wissens/dp/3596267498/ref=sr_1_1?ie=UTF8&#38;s=books&#38;qid=1242661221&#38;sr=1-1"><strong>Geschlechtsreife, Enthaltsamkeit, Ehemoral</strong></a> aktueller als in den 1920er Jahren! </p>
<p>Na, bzw. „Nana“, immerhin schlägt der Bericht im <strong>Spiegel</strong> dieser Woche über die aktuelle „Venus vom Hohle Fels“ einen anderen Ton an. Einen, bei dem man sich wohl fühlt. Die Statuette sei „– drall und erotisch (…), was wie ein Symbol für Wonne und Wohlleben, sattes Glück und sicheres Gebären scheint.“ </p>
<p><img src="http://nachrichtenbrief.wordpress.com/files/2009/05/nana.jpg" alt="nana" title="nana" width="399" height="480" class="aligncenter size-full wp-image-2758" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[S.D.]]></title>
<link>http://ninarevenant.wordpress.com/2009/05/17/s-d/</link>
<pubDate>Sun, 17 May 2009 22:52:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>ninarevenant</dc:creator>
<guid>http://ninarevenant.wordpress.com/2009/05/17/s-d/</guid>
<description><![CDATA[(&#8216;Poet and Muse&#8217; sculpture by Niki de Saint Phalle)]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://i497.photobucket.com/albums/rr334/nina-revenant/SanDiegoZOO05.png" border="0" alt="Photobucket" /></p>
<p><img src="http://i497.photobucket.com/albums/rr334/nina-revenant/SanDiegoZOO08.png" border="0" alt="Photobucket" /></p>
<p><img src="http://i497.photobucket.com/albums/rr334/nina-revenant/SanDiegoZOO11.png" border="0" alt="Photobucket" /></p>
<p><img src="http://i497.photobucket.com/albums/rr334/nina-revenant/museum.png" border="0" alt="Photobucket" /></p>
<p>(&#8216;Poet and Muse&#8217; sculpture by <a href="http://www.nikidesaintphalle.com/" target="_blank">Niki de Saint Phalle</a>)</p>
<p><img src="http://i497.photobucket.com/albums/rr334/nina-revenant/0SanDiegoZOO104.png" border="0" alt="Photobucket" /></p>
<p><img src="http://i497.photobucket.com/albums/rr334/nina-revenant/0SanDiegoZOO19.png" border="0" alt="Photobucket" /></p>
<p><img src="http://i497.photobucket.com/albums/rr334/nina-revenant/0SanDiegoZOO50.png" border="0" alt="Photobucket" /></p>
<p><img src="http://i497.photobucket.com/albums/rr334/nina-revenant/0SanDiegoZOO54.png" border="0" alt="Photobucket" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Diem Phung Thi, une artiste de génie]]></title>
<link>http://anneetdavid.wordpress.com/2009/05/16/diem-phung-thi-une-artiste-de-genie/</link>
<pubDate>Sat, 16 May 2009 02:05:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>anneetdavid</dc:creator>
<guid>http://anneetdavid.wordpress.com/2009/05/16/diem-phung-thi-une-artiste-de-genie/</guid>
<description><![CDATA[Actuellement à Hué, ancienne capitale impériale du Vietnam, célèbre pour sa cité interdite, ses nomb]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Actuellement à Hué, ancienne capitale impériale du Vietnam, célèbre pour sa cité interdite, ses nombreux tombeaux et ses pagodes, nous sommes ce matin sortis des sentiers battus et avons pris le chemin du musée d&#8217;Art Contemporain. Frondeurs, certes, mais heureux, car la découverte qui nous attendait valait le détour. Ce petit musée, situé dans une charmante maison coloniale, a une collection très restreinte, car il n&#8217;abrite en fait l&#8217;oeuvre que d&#8217;une artiste-sculpteur, Diem Phung Thi (1920-2002), qui fit don de ses oeuvres à sa ville natale. </p>
<p>Elle grandit  au Vietnam, puis séjourna en France pendant quarante ans, où elle travailla comme dentiste, puis sculpteur. L&#8217;histoire dit qu&#8217;elle commença par collecter les rebuts devant l&#8217;atelier d&#8217;un artiste et façonna ainsi sept pièces, qui constituèrent ses formes de base. Elle les assembla par la suite toutes ensemble pour former des centaines de combinaisons-sculptures, à l&#8217;image des sept notes de musique qui permettent de créer des multitudes de mélodies.</p>
<p>La calligraphie fut également une source d&#8217;inspiration clé pour elle, car  elle a utilisé les caractères pour faire un travail de recherche de formes figuratives, qui l&#8217;ont conduit à créer un merveilleux monde imaginaire, d&#8217;une poésie rare et plein de paradoxes : une douceur indéniable des volumes née de courbes généreuses et d&#8217;arêtes tranchantes,  une volonté de construction et de cohésion forte malgré des sections marquées entre les différents volumes d&#8217;une même sculpture&#8230; Mais voyez vous-mêmes en images - et n&#8217;hésitez pas à laisser des commentaires :</p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-size:xx-small;"><a href="http://www.flickr.com/photos/36264623@N08/sets/72157618106414473/show/">http://www.flickr.com/photos/36264623@N08/sets/72157618106414473/show/</a></span></p>
<p style="margin-bottom:0;">Il nous a semblé reconnaître des traits communs avec d&#8217;autres artistes du vingtième siècle, tels Henri Gaudier-Brzeska (<span style="font-size:xx-small;"><a href="http://www.iainfisher.com/russell/ken-russell-article-gaudier.html">http://www.iainfisher.com/russell/ken-russell-article-gaudier.html</a></span>), Kasimir Malevitch (<span style="font-size:xx-small;"><a href="http://www.archipenko.org/">http://www.archipenko.org/</a></span>), Niki de Saint Phalle en monochrome (<span style="font-size:xx-small;"><a href="http://nikidesaintphalle.org/">http://nikidesaintphalle.org/</a></span>), Fernand Léger ou plus récemment Keith Haring (<span style="font-size:xx-small;"><a href="http://www.haring.com/cgi-bin/art.cgi?date=1988&#38;genre=Sculpture">http://www.haring.com/cgi-bin/art.cgi?date=1988&#38;genre=Sculpture</a></span>).</p>
<p style="margin-bottom:0;">Une visite à ne pas manquer si vous êtes dans les parages !</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sonntagsschnippsel]]></title>
<link>http://zimtapfel.wordpress.com/2009/05/03/sonntagsschnippsel/</link>
<pubDate>Sun, 03 May 2009 16:53:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>zimtapfel</dc:creator>
<guid>http://zimtapfel.wordpress.com/2009/05/03/sonntagsschnippsel/</guid>
<description><![CDATA[- Ausflugstipp für Norddeutschland (das richtige Norddeutschland, das zwischen den Meeren): Das Land]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>- Ausflugstipp für Norddeutschland (das <em>richtige</em> Norddeutschland, das zwischen den Meeren): Das Landesmuseum <a href="http://www.schloss-gottorf.de/">Schloss Gottdorf</a> bei Schleswig zeigt noch bis zum 28. Juni die wichtigsten Werke der Künstlerin Niki de Saint Phalle, darunter auch einige der weltbekannten <a href="http://de.wikipedia.org/wiki/Nana_(Skulptur)">Nanas</a>. Sehenswert!</p>
<p>- Nachdem hier im Norden seit Mitte oder Ende März kein Tröpfchen Regen mehr gefallen ist, fällt heute endlich wieder etwas Wasser vom Himmel, damit aber auch das geplante Picknick ins Wasser.</p>
<p>- Man kann aber auch problemlos im Wohnzimmer einer der beteiligten Damen picknicken. Da gibt es sogar frischen heißen Kaffee. Und keine Ameisen. Und keine Spaziergänger, deren Hunde kreuz und quer über die Wiese und mitten über die Picknickdecke rennen.</p>
<p>- Möwen nehmen, wenn gerade mal kein Fisch oder sonstiges Meeresgetier verfügbar ist, gerne auch mal einen Regenwurm, der nichts Böses ahnend über die Straße krabbelt.</p>
<p>- Der Mann hält sich seit heute für eine Woche dienstlich auf der wundervollen Insel Teneriffa auf. Wobei das Dienstliche gerade mal zwei Tage umfasst, der Flug aber bei einwöchigem Aufenthalt mehr als deutlich günstiger ist. So muss der Ärmste also den Rest der Zeit dort irgendwie rumbringen. Bedauernswert!</p>
<p><span style="text-decoration:line-through;">- Leider war der Auftraggeber nicht bereit, Flug und Aufenthalt auch für die reizende Assistentin mitzubezahlen. Gmpfhmpf.</span></p>
<p>- Tatortfreunde aufgepasst: Heute wieder ein neuer Kiel-Tatort im Ersten! Und der nächste Kiel-Tatort ist dann &#8220;meiner&#8221;&#8230; <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[the final installment...]]></title>
<link>http://theoppositeofdisappearing.wordpress.com/2009/05/01/the-final-installment/</link>
<pubDate>Fri, 01 May 2009 18:51:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>mjanetten</dc:creator>
<guid>http://theoppositeofdisappearing.wordpress.com/2009/05/01/the-final-installment/</guid>
<description><![CDATA[totem close up close up bear on totem totem totem pretty rainbow reflection So, that is the last of ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_720" class="wp-caption alignleft" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-720" title="dscn4257" src="http://theoppositeofdisappearing.wordpress.com/files/2009/05/dscn4257.jpg" alt="totem" width="480" height="640" /><p class="wp-caption-text">totem</p></div>
<div class="mceTemp">
<div id="attachment_722" class="wp-caption alignleft" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-722" title="dscn42561" src="http://theoppositeofdisappearing.wordpress.com/files/2009/05/dscn42561.jpg" alt="close up" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">close up</p></div>
</div>
<div class="mceTemp">
<div id="attachment_723" class="wp-caption alignleft" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-723" title="dscn4258" src="http://theoppositeofdisappearing.wordpress.com/files/2009/05/dscn4258.jpg" alt="close up" width="480" height="640" /><p class="wp-caption-text">close up</p></div>
</div>
<div class="mceTemp">
<div id="attachment_726" class="wp-caption alignleft" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-726" title="dscn42612" src="http://theoppositeofdisappearing.wordpress.com/files/2009/05/dscn42612.jpg" alt="bear on totem" width="480" height="640" /><p class="wp-caption-text">bear on totem</p></div>
</div>
<div class="mceTemp">
<div id="attachment_727" class="wp-caption alignleft" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-727" title="dscn4263" src="http://theoppositeofdisappearing.wordpress.com/files/2009/05/dscn4263.jpg" alt="totem" width="480" height="640" /><p class="wp-caption-text">totem</p></div>
</div>
<div class="mceTemp">
<div id="attachment_728" class="wp-caption alignleft" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-728" title="dscn4267" src="http://theoppositeofdisappearing.wordpress.com/files/2009/05/dscn4267.jpg" alt="totem" width="480" height="640" /><p class="wp-caption-text">totem</p></div>
</div>
<div class="mceTemp">
<div id="attachment_729" class="wp-caption alignleft" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-729" title="dscn4266" src="http://theoppositeofdisappearing.wordpress.com/files/2009/05/dscn4266.jpg" alt="pretty rainbow reflection" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">pretty rainbow reflection</p></div>
</div>
<div class="mceTemp">So, that is the last of my wonderful pictures from the amazing sculptural garden, Queen Califia&#8217;s Magical Circle Garden, by Niki de Saint Phalle.  I think the pictures speak pretty much for themselves.  If you ever find yourself in San Diego, CA&#8230;take a drive out to Escondido.  It is worth the trip.  Hope you&#8217;ve enjoyed it as much as I have!</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il GIARDINO dei TAROCCHI]]></title>
<link>http://gianniberni.wordpress.com/2009/04/13/il-giardino-dei-tarocchi/</link>
<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 06:30:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianni</dc:creator>
<guid>http://gianniberni.wordpress.com/2009/04/13/il-giardino-dei-tarocchi/</guid>
<description><![CDATA[Un paio di stagioni fa Fedora, partecipando alle mie attività estive a San Vincenzo&#8230;approfitto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="size-medium wp-image-419 alignleft" title="Giardino dei Tarocchi" src="http://gianniberni.wordpress.com/files/2009/04/scansione0001.jpg?w=300" alt="Giardino dei Tarocchi" width="300" height="159" /></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Un paio di stagioni fa Fedora, partecipando alle mie attività estive a San Vincenzo&#8230;approfitto per salutarla, mi disse che era andata a visitare il Giardino dei Tarocchi a Capalbio.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Mai sentito!! Gli risposi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Allora vai a visitarlo perché merita, replico lei.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">A distanza di due anni (è aperto solo da aprile a ottobre), con tutta la famiglia e con degli amici, sono andato a visitare questo Parco…ed ho trovato davvero qualcosa di originale!!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Verdana;">Si tratta di</span><span style="font-family:Times New Roman;"> </span><span style="font-family:Verdana;">un <strong>“Parco Artistico” </strong>ideato e costruito dall&#8217;artista Niki de Saint Phalle che naturalmente, data la mia ignoranza in materia…non conosco.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Il Parco è costituito da enormi statue costruite in acciaio e cemento e ricoperte di vetri, specchi e ceramiche colorate.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Queste statue sono appunto ispirate alle Figure dei Tarocchi. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">La costruzione del Parco ha richiesto più di diciassette anni di lavoro.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Non si tratta di un qualcosa interattivo, ma tutto da ammirare e fotografare.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">I giochi di colore e di specchi fanno “impazzire” i bambini….il mio ha esaurito la memoria della macchina fotografica!!</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Muovendosi da San Vincenzo o dalla &#8220;Costa degli Etruschi&#8221; in genere, ci vogliono circa due ore di auto per raggiungere il Parco: superstrada fino a sotto Grosseto e poi si prosegue sulla vecchia Aurelia fino a Capalbio. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Caratteristico poi è anche il <strong>Borgo di Capalbio </strong>dal quale,<strong> </strong>passeggiando sulle strette mura, si può vedere un bellissimo panorama….a parte il lato verso Roma dove domina la Centrale di Montalto di Castro.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Se poi si decide di stare una giornata in più nella zona, dalla vicina Porto Santo Stefano è possibile far base per un escursione all’ <strong>Isola del Giglio</strong>.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Ecco alcuni Links che a me sono stati utili:</span></span></p>
<div><span style="font-family:Verdana;"></span></div>
<p> </p>
<p><span style="font-family:Verdana;"></p>
<p style="margin-left:36pt;text-indent:-18pt;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &#34;">         </span></span><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giardino_dei_Tarocchi">Il Giardino su “Wikipedia”</a></span></span></p>
<p style="margin-left:36pt;text-indent:-18pt;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &#34;">         </span></span><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><a href="http://www.nikidesaintphalle.com/ItalianFrameset.html">Il Sito Ufficiale</a></span></span></p>
<p style="margin-left:36pt;text-indent:-18pt;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &#34;">         </span></span><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><a href="http://www.capalbio.net/">Notizie su Capalbio</a></span></span></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Die Brunnen sprudeln wieder!]]></title>
<link>http://hombergerstoerenfried.wordpress.com/2009/04/04/die-brunnen-sprudeln-wieder/</link>
<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 06:12:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>rai30</dc:creator>
<guid>http://hombergerstoerenfried.wordpress.com/2009/04/04/die-brunnen-sprudeln-wieder/</guid>
<description><![CDATA[Auch wenn es heute morgen ein wenig geregnet hat, es ist nun endlich wieder Frühling! Die letzten Ta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone" title="Der Lifesaver von Nikki de Saint-Phalle" src="http://www.hbn-forum.de/img/lifesaver.jpg" alt="" width="427" height="640" /></p>
<p><big><strong>Auch wenn es heute morgen ein wenig geregnet hat, es ist nun endlich wieder Frühling!</strong></big></p>
<p>Die letzten Tage ist das Leben auf die Straßen und in die Fußgängerzonen zurückgekehrt, ebenso wie das Wasser in die Duisburger Brunnen.</p>
<p><strong>Hoffentlich ist das auch in anderer Hinsicht ein gutes Omen und mögen die Eiscafes in diesen Tagen mit dazu beitragen, die Wirtschaftskrise zu überwinden!</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Une Galerie d’art permanente]]></title>
<link>http://hotel2luxe.wordpress.com/2009/02/05/galerie-art/</link>
<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 16:05:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>hotel2luxe</dc:creator>
<guid>http://hotel2luxe.wordpress.com/2009/02/05/galerie-art/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;HOTEL NEGRESCO Jeanne Augier, enrichit l’hôtel depuis 1957 avec de nombreuses oeuvres acheté]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L&#8217;HOTEL NEGRESCO</p>
<p>Jeanne Augier, enrichit l’hôtel depuis 1957 avec de nombreuses oeuvres achetés dans les galeries d’art comme celles de Niki de Saint Phalle, Hyppolite Lucas, des portraits de monarques, le buste de la reine Marie-Antoinette&#8230;</p>
<p>L&#8217;hôtel Negresco propose un restaurant étoilé au Michelin qui vous sert des mets contemporains dans un salon caractérisé par un décor de style Regency avec des boiseries datant du XVIIIe siècle.</p>
<p>Inspirées par l&#8217;histoire et l&#8217;art français, les chambres sont décorées dans un style éclectique qui s&#8217;étend de la période Art déco à Louis XIII.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-32" title="Hôtel Negresco" src="http://hotel2luxe.wordpress.com/files/2009/02/negre.jpg" alt="Hôtel Negresco" width="497" height="167" /></p>
<p><a class="aligncenter" title="B2B" href="http://www.back2basic.fr" target="_blank">Visitez le site back2basic</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[la sfinge]]></title>
<link>http://catinthecupboard.wordpress.com/2009/02/05/la-sfinge/</link>
<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 10:09:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>barbara</dc:creator>
<guid>http://catinthecupboard.wordpress.com/2009/02/05/la-sfinge/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;">
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-886" title="giardino_dei_tarocchi" src="http://catinthecupboard.wordpress.com/files/2009/02/giardino_dei_tarocchi.jpg" alt="giardino dei tarocchi" width="700" height="460" /></dt>
</dl>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Auf dem Weihnachtsmarkt in Duisburg]]></title>
<link>http://hombergerstoerenfried.wordpress.com/2008/12/21/auf-dem-weihnachtsmarkt-in-duisburg/</link>
<pubDate>Sun, 21 Dec 2008 22:56:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>rai30</dc:creator>
<guid>http://hombergerstoerenfried.wordpress.com/2008/12/21/auf-dem-weihnachtsmarkt-in-duisburg/</guid>
<description><![CDATA[Gestern musste ich noch arbeiten, aber den heutigen freien Sonntag nutzte ich um den Duisburger Weih]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone" title="Weihnachtsmarkt in Duisburg" src="http://www.hbn-forum.de/img/weihn_du_2008.jpg" alt="" width="427" height="320" /></p>
<p><big><strong>Gestern musste ich noch arbeiten, aber den heutigen freien Sonntag nutzte ich um den Duisburger Weihnachtsmarkt mit meiner Familie zu besuchen!</strong></big></p>
<p><strong><img class="alignnone" title="Weihnachtsmarkt in Duisburg" src="http://www.hbn-forum.de/img/weihn_du_2008_2.jpg" alt="" width="427" height="569" /></strong></p>
<p>Und der Besuch hat sich gelohnt. Eine schöne Stimmung und viele Buden sowie eine sehr ansehnliche Dekoration waren ein guter Grund einen meiner wenigen freien Sonntage für den Weihnachtsmarkt zu opfern.</p>
<p><img class="alignnone" title="Weihnachtsmarkt in Duisburg" src="http://www.hbn-forum.de/img/weihn_du_2008_3.jpg" alt="" width="427" height="322" /></p>
<p>Offenbar sahen das auch nicht wenige andere so, denn es war rappelvoll und tausende Leute drängten sich auf der Kö. Die Innenstadt ist mit dem Forum auch wirklich wie neu und ohne große Baustelle.</p>
<p><img class="alignnone" title="Lifesaver in Duisburg" src="http://www.hbn-forum.de/img/lifesaver2.jpg" alt="" width="427" height="353" /></p>
<p><strong>Das einzig was nicht schön war ist der Zustand des &#8220;Lifesavers&#8221; gewesen, der bunte Vogel ist ja immerhin schon ein Wahrzeichen unserer Stadt geworden. Aber heute sah er richtig schmutzig aus und lag auch ab dem späten Nachmittag ganz im Dunkeln. Da hätte die Stadt ruhig ein paar Lichtstrahler und ein bischen Reinigung investieren können um den vielen Besuchern auch das Kunstwerk von Niki de Saint Phalle in einem schönen Zustand zu präsentieren.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Three Graces Fountain (The Nana Series)]]></title>
<link>http://publicheart.wordpress.com/2008/11/13/three-graces-fountain-nanas-series/</link>
<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 22:00:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>SL</dc:creator>
<guid>http://publicheart.wordpress.com/2008/11/13/three-graces-fountain-nanas-series/</guid>
<description><![CDATA[Originally uploaded by cathychang Location: On tour around the US and the World (these photos were t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div style="float:right;margin-left:10px;margin-bottom:10px;"><a title="photo sharing" href="http://www.flickr.com/photos/cathychang/197634267/"><img style="border:solid 2px #000000;" src="http://farm1.static.flickr.com/72/197634267_d77f4e79e3_m.jpg" alt="" /></a></p>
<p><span style="font-size:.9em;margin-top:0;">Originally uploaded by <a href="http://www.flickr.com/people/cathychang/">cathychang</a><br />
</span></div>
<h3><strong>Location: On tour around the US and the World (these photos were taken in Atlanta Botanical Garden, Atlanta, Georgia)</strong></h3>
<h3><strong>Sculpture by: Niki De Saint Phalle</strong></h3>
<p>Quoted from <a href="http://www.gmtoday.com/news/travel/travel_midwest/topstory25.asp">gmtoday</a>:</p>
<p><em>The Nanas are the creation of Niki de Saint Phalle, a French artist known for her whimsical mosaic sculptures covered in glass, mirrors and stones&#8230;‘‘Nana means ‘chick’ or ‘girl’ in French,’’ said Marcelo Zitelli, trustee of the Niki Charitable Art Foundation. </em><em>‘‘She wanted to tell people that women were capable, able to do art, to think and be active in society&#8230; </em>(Of the Three Graces Fountain)<em> &#8230;She wanted to do a dance between different races&#8230; I think it was her idea about different races to be able to dance together and to have a very good relationship between them.’’</em></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/frankphotos/168041203/"><img class="aligncenter size-full wp-image-207" title="168041203_c24dc632f3" src="http://publicheart.wordpress.com/files/2008/11/168041203_c24dc632f3.jpg" alt="168041203_c24dc632f3" width="439" height="292" /></a></p>
<p style="text-align:center;">flickr photo originally uploaded by <a href="http://www.flickr.com/photos/frankphotos/168041203/">Frankphotos</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/theeclecticartisan/506222085/"><img class="aligncenter size-full wp-image-208" title="506222085_7d67cebf3d" src="http://publicheart.wordpress.com/files/2008/11/506222085_7d67cebf3d.jpg" alt="506222085_7d67cebf3d" width="333" height="443" /></a></p>
<p style="text-align:center;">flickr photo originally uploaded by <a href="http://www.flickr.com/photos/theeclecticartisan/506222085/">TheElectricArtisan</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/brokenthoughts/2959211729/in/set-72157608223903599/"><img class="aligncenter size-full wp-image-210" title="2959211729_a5af6b53ef" src="http://publicheart.wordpress.com/files/2008/11/2959211729_a5af6b53ef.jpg" alt="2959211729_a5af6b53ef" width="334" height="444" /></a></p>
<p style="text-align:center;">flickr photo originally uploaded by <a href="http://www.flickr.com/photos/brokenthoughts/2959211729/in/set-72157608223903599/">broken thoughts</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/ddanzig/332270201/"><img class="aligncenter size-full wp-image-211" title="332270201_d4d6b4caa0" src="http://publicheart.wordpress.com/files/2008/11/332270201_d4d6b4caa0.jpg" alt="332270201_d4d6b4caa0" width="333" height="500" /></a></p>
<p style="text-align:center;">flickr photo originally uploaded by <a href="http://www.flickr.com/photos/ddanzig/332270201/">DDanzig</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[http://www.mogulus.com/pussypunk]]></title>
<link>http://panzerella.wordpress.com/2008/11/03/httpwwwmoguluscompussypunk/</link>
<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 21:32:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>panzerella</dc:creator>
<guid>http://panzerella.wordpress.com/2008/11/03/httpwwwmoguluscompussypunk/</guid>
<description><![CDATA[watch my PUSSYPUNK CHANNEL and expect the unexpected&#8230;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>watch my <a href="http://www.mogulus.com/pussypunk">PUSSYPUNK CHANNEL</a> and expect the unexpected&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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