<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>nord &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/nord/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "nord"</description>
	<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 20:48:01 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Gli ultimi eroi]]></title>
<link>http://koalanation.wordpress.com/2009/11/30/gli-ultimi-eroi/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 16:30:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>koalanation</dc:creator>
<guid>http://koalanation.wordpress.com/2009/11/30/gli-ultimi-eroi/</guid>
<description><![CDATA[C&#8217;è un viaggio che vi voglio raccontare . Un viaggio fatto di parole indelebili , verità inneg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>C&#8217;è un viaggio che vi voglio raccontare .</p>
<p>Un viaggio fatto di parole indelebili , verità innegabili , rancore che avvelena , rabbia che divora , impotenza che logora , solitudini &#8220;scelte&#8221; , paure non paure , esili forzati e odio &#8230; odio e NON  indifferenza ! Indifferenza e morte , in questo viaggio , sono sinonimi!</p>
<p>E&#8217; il mio viaggio ne &#8220;La bellezza e l&#8217;inferno&#8221; di Roberto Saviano.</p>
<p><a href="http://www.robertosaviano.it/" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-288" title="sav" src="http://koalanation.wordpress.com/files/2009/11/sav.jpg?w=300" alt="" width="364" height="242" /></a></p>
<p>E ve lo racconterò ,  passo per passo , parola per parola , sensazione per sensazione , ma non oggi , domani!</p>
<p>Oggi voglio raccontarvi il CAPITOLO PRIMO di questo viaggio , iniziato in uno strano giorno di uno degli anni più bui della mia vita, quando , persa nei miei pensieri , piena di rancore , rabbia e sdegno per una società sempre più corrotta , malata e in declino , entrai in libreria e senza nemmeno sapere chi fosse questo Roberto Saviano comprai &#8220;GOMORRA&#8221; ( allora come oggi ero un pò fuori dalle correnti del mondo , perciò non ero stata vittima del relativo bombardamento mediatico !)</p>
<p>Ci si aspetterebbe , da una ragazza del nord , nata , vissuta e cresciuta al nord , che un libro come Gomorra possa sì destare scalpore , ma poi restare un libro come altri nello scaffale della libreria a prendere polvere. Eppure dovevo averlo capito già alla cassa , mentre pagavo il biglietto per quel viaggio senza ritorno!</p>
<p>Era dentro . Dentro nel cuore pulsante e incandescente dell&#8217;istinto , della passione , dell&#8217;attaccamento alla vita , quella vera . E fu come bere una CocaCola ghiacciata in pieno deserto &#8230; ahhhhhh!</p>
<p>Quel ragazzo scriveva di petto . Credeva nelle sue parole . Viveva di quelle parole . Ogni riga era un alito di rancore , lo stomaco mi si rivoltava , mi ritrovavo con i pugni stretti stretti e le unghie che lasciavano il segno nel palmo della mano , la gola zeppa di rabbia , gli occhi lucidi di tensione e la mia voce silenziosa che diceva &#8220;non mollare Robbè , non mollare , non mollare &#8221; . Quel ragazzo parlava di mafia e io , che fin da piccola ho avuto un pessimo e rissosissimo rapporto con i prevaricatori , i prepotenti e le teste di cazzo , la mafia davvero me la sentivo sullo stomaco come una peperonata alle 4 del mattino!</p>
<p>Per la prima volta una voce fuori dal coro . Per la prima volta un ragazzo della mia età , in piedi su un cumulo di rifiuti assassini , gridava al mondo &#8220;&#8221;Maledetti bastardi, sono ancora vivo!&#8221; &#8230; e lo gridava a gran voce , con la faccia sotto la pioggia e il cuore in rivolta &#8230; e lo gridava alla più grande macchina criminale del nostro paese &#8230; e non aveva paura , o forse si , ma è questo che significa avere coraggio , essere vivi : avere paura e non lasciarsi fermare da essa!</p>
<p>E quel giorno compresi . L&#8217;odio viscerale per quel meccanismo avido di anime e dignità che era stato sempre dentro di me , ancora bambina appiccicata alla tv guardando a bocca aperta quelle stragi , quel rancore ficcato là dentro per qualcosa che il mio essere mi impedise di accettare non se ne sarebbe andato mai . E non avrebbe fatto silenzio mai .</p>
<p>Io non conosco davvero la mafia . Vivendo all&#8217;estremo nord del nostro Paese l&#8217;orrore non si percepisce così prepotentemente . Si annusa , a volte , ma è odore lontano e ben mascherato da &#8220;normalità&#8221; . Ma basta mettere un piede laggiù , nel profondo Sud, basta guardare le strade , i marciapiedi , i cassonetti , le case , la gente , ascoltare , conoscere , osservare &#8230; basta vivere qualche mese in quelle terre abbandonate dal tempo ed ecco che un pugno allo stomaco ti stende .</p>
<p>E forse era destino &#8230;</p>
<p>Oggi quelle terre sono la mia casa , &#8220;Gomorra&#8221; non è più soltanto un libro (o un film) , &#8220;La bellezza e l&#8217;inferno&#8221; non è solo il secondo capitolo , Roberto Saviano non è solo uno scrittore . Quelle parole sono l&#8217;ultimo barlume di speranza per un Paese allo sfascio , sono coltelli che girano dentro una piaga , sono spinta a restare in piedi , dritti , con dignità e coraggio &#8230; PERCHE&#8217; LA MAFIA NON CI PIEGHI , PERCHE&#8217; LE LUCI NON SI SPENGANO !</p>
<h3 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Esistono ancora gli eroi &#8230; non li hanno uccisi tutti! </strong></span></h3>
<h3 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><strong>&#8220;Non mollare Robbè!&#8221;</strong></span></h3>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong><br />
</strong></span></p>
<blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Per ogni esecuzione di camorra, per ogni omicidio, Napoli perde dignità, credibilità, luce e serenità. E magari da questo video, pur nella sua atrocità, qualcosa di buono potrà venire. <strong>In futuro &#8211; e mi rivolgo ai lettori del centro e nord Italia &#8211; quando leggerete di queste storie, quando leggerete delle esecuzioni, quando sentirete parlare di sparatorie, invece di pensare che si stia parlando di periferie distanti e di vicende sconosciute, ricordatevi di queste immagini</strong> in modo che le parole, i fiumi di parole che schiere di giornalisti quotidianamente scrivono su queste vicende possano trovare concretezza nel vostro sguardo, nello sguardo di chi legge, uno sguardo che può chiedere di mantenere luce accesa su tutto questo.</p>
<p>È fondamentale comprendere che <strong>le organizzazioni criminali che in Campania, in Calabria e in Sicilia, negli ultimi trent&#8217;anni, hanno fatto più di diecimila morti, non sono un problema del Paese, ma sono <span style="color:#ff0000;">il</span> problema del Paese</strong>. <strong>Che ogni attimo dedicato ad altre vicende, ogni attimo che ci vede distratti da altre questioni, è un attimo concesso alle mafie. &#8220;</strong></p>
<p><em>© 2009 Roberto Saviano. Published by arrangement with Roberto Santachiara Literary Agency</em></p>
<p><em>(In cinque minuti la banalità dell&#8217;inferno ora sogno la ribellione del quartiere &#8211; Roberto Saviano su La Repubblica 30 ottobre 2009 )&#8221;</em></p></blockquote>
</blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CritikTg: le migliori notizie del giorno.]]></title>
<link>http://critikotvfriends.wordpress.com/2009/11/30/critiktg-le-migliori-notizie-del-giorno/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 12:05:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>CRITIKÒ</dc:creator>
<guid>http://critikotvfriends.wordpress.com/2009/11/30/critiktg-le-migliori-notizie-del-giorno/</guid>
<description><![CDATA[VENEZIA, TORNA L&#8217;ACQUA ALTA MALTEMPO DA NORD AL SUD A ROMA RAFFICHE DI VENTO Ha toccato poco d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong>VENEZIA, TORNA L&#8217;ACQUA ALTA<br />
MALTEMPO DA NORD AL SUD<br />
A ROMA RAFFICHE DI VENTO<br />
</strong>Ha toccato poco dopo le 9 i 131 centimetri sul medio mare la punta massima di marea a Venezia che ha portato al ritorno del fenomeno dell&#8217;acqua alta. La massima di marea molto sostenuta era stata annunciata già da giorni dal Centro previsioni maree del comune di Venezia e la popolazione era stata allertata con i vari sistemi in uso in città . Con una massima di marea attorno ai 130 centimetri l&#8217;acqua alta interessa il 43% circa del suolo cittadino. Per stasera è prevista una massima attorno ai 105 centimetri, mentre per domani mattina di 115.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>ROMA, CADONO ALBERI </strong>Per il forte vento molti alberi e rami sono caduti la scorsa notte a Roma impegnando i vigili del fuoco. Stamani due alberi ad alto fusto sono crollati sulla sede stradale rallentando il traffico: uno in via Salaria, all&#8217;altezza di viale Liegi e l&#8217;altro in via Appia Pignatelli, all&#8217;incrocio con via Almone, in direzione fuori Roma.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>FRANE IN LIGURIA </strong>Allagamenti, alberi caduti e piccole frane in tutta la Liguria, a causa dei forti temporali di questa notte. Nell&#8217;imperiese i vigili del fuoco sono stai impegnati dall&#8217;allagamento di un magazzino a Ventimiglia, in via Cabagni Baccini. Smottamenti si sono verificati sull&#8217;Aurelia, nei presi di Latte e nell&#8217;entroterra di Imperia. Allagamenti di scantinati e strade anche a Diano Marina e a Sanremo. In provincia di Savona si sono avuti allagamenti nella piana di Albenga, alberi caduti e piccole frane a Spotorno. A Genova-Pontedecimo, in via San Bonaventura, un albero è crollato, travolgendo diversi pali. Numerosi i tetti scoperchiati, i crolli di grondaie e tabelloni pubblicitari nel capoluogo regionale, soprattutto nelle delegazioni del ponente, da Pegli a Voltri. I danni maggiori si sono registri nel levante genovese, dove la pioggia ha provocato allagamenti di cantine, magazzini e negozi. A Chiavari i vigili del fuoco sono stati impegnati nella rimozione di alberi caduti, sulle alture di Rapallo, in località Santa Maria, il crollo di un muro a secco ha ostruito una strada, poi sgomberata. Nello spezzino il forte vento ha abbattuto numerosi alberi in Val di Vara.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>NEVE IN VALTELLINA </strong>La Valtellina e la Valchiavenna, da stamani, sono investite da un&#8217;ondata di maltempo. Pioggia battente sul fondovalle e fitte nevicate alle quote superiori ai 1000 metri. Madesimo si è svegliata con 90 centimetri di neve fresca in paese e abbondanti nevicate sono segnalate pure da Livigno, dove nel week-end si è sciato gratuitamente per la seconda settimana consecutiva sulle piste del comprensorio Carosello 3000. Intanto la Polstrada del comando provinciale di Sondrio raccomanda agli automobilisti la massima prudenza nel percorrere le strade di fondovalle, per la possibile presenza di grosse pozze d&#8217;acqua e in alcuni tratti di asfalto sconnesso, e di avere le gomme da neve montate o le catene per affrontare i passi alpini e per raggiungere le località alle quote superiori ai 1000 metri. <strong></strong> Neve sopra i 1.400 metri di quota, forti raffiche di neve e piogge intense al fondovalle: in Trentino Alto Adige alcune strade sono state chiuse per le avverse condizioni del tempo. È stato chiuso il Passo Pennes oltre alla strada per la Val Martello per il pericolo di caduta valanghe. Sulla strada per il Passo Resia, per la neve, è necessario che gli automobilisti siano muniti dell&#8217;attrezzatura invernale.<br />
<strong><br />
IN VALLE D&#8217;AOSTA NEVE SOPRA I 1200 METRI</strong>  Dalla notte scorsa nevica in Valle d&#8217;Aosta sopra i 1.200 metri. La precipitazione è moderata ed interessa soprattutto la zona sud-orientale e quella occidentale della regione. Polizia stradale e carabinieri segnalano che in alcune valli laterali (Valtournenche, Valle di Gressoney) è obbligatorio transitare con le catene montate o con pneumatici speciali da neve. Secondo le previsioni dell&#8217;ufficio meteorologico dell&#8217;amministrazione regionale, le precipitazioni si attenueranno in giornata; da domani è previsto un parziale miglioramento con un calo delle temperature.</p>
<p style="text-align:justify;">NEVE E STRADE CHIUSE IN TRENTINO ALTO ADIGE</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--><strong>FOGGIA, FINGE UN MALORE<br />
E VIOLENTA DOTTORESSA</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Un operaio di 25 anni, Raffaele Pignatelli, è stato arrestato dai carabinieri del Comando provinciale di Foggia con l&#8217;accusa di violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni personali nei confronti di una dottoressa di un ambulatorio sanitario di un paese del Gargano. Secondo quanto accertato dai militari, l&#8217;operaio, fingendo un malore ha chiesto di essere visitato dalla dottoressa, ma una volta dentro l&#8217;ambulatorio, avrebbe violentato la donna. La vittima, una guardia medica di 30 anni, ha riportato lesioni giudicate guaribili in 40 giorni. Il ragazzo &#8211; secondo quanto accertato dagli investigatori &#8211; è entrato nell&#8217;ambulatorio, fingendo di accusare un malore. Una volta dentro avrebbe chiuso a chiave l&#8217;ufficio della dottoressa e lì, con forza, ha iniziato a palparla. Le sua attenzioni sono divenute sempre più insistenti: mentre la donna gridava, chiedendo aiuto, le ha strappato i vestiti. La donna ha tentato disperatamente di divincolarsi ma il giovane per bloccarla, l&#8217;ha riempita di calci e pugni colpendola in pieno volto. Nonostante le percosse, la dottoressa è riuscita a liberarsi ed è scesa in piazza, gridando per destare l&#8217;attenzione del vicinato. Le sue urla sono state udite da alcune persone che hanno avvisato i carabinieri. I militari sono riusciti, anche grazie alla descrizione fatta dalla vittima, ad individuare l&#8217;operaio e ad arrestarlo.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>AGGREDITA FUORI DAL BUS<br />
&#8220;MI HANNO RUBATO I DENTI&#8221;</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Elena Aronson è una ragazza di 32 anni, che dopo aver vissuto a Chicago e New York ora vive a Berkeley, vicino San Francisco, negli Stati Uniti. Da più di sette mesi, Elena sta vivendo un incubo: ha raccontato di essere stata aggredita da un uomo dopo essere scesa dall&#8217;autobus, ma nessuno le ha creduto e nessuno continua a crederle, così ha deciso di dire tutto al San Francisco Chronicle, nella speranza di trovare qualche testimone dell&#8217;aggressione di cui è stata vittima. La particolarità per cui gli inquirenti e soprattutto gli investigatori della sua assicurazione sanitaria (ha speso 15mila dollari per le cure dopo l&#8217;aggressione) non le credono è semplice: Elena sarebbe stata infatti &#8216;derubata&#8217; dei suoi denti. Stando al suo racconto di quanto accaduto, di cui solo qualche mese dopo ha iniziato ad avere qualche ricordo nitido, Elena si trovata su un autobus, quando un uomo le si avvicinò fissandole i denti, e sussurrando &#8216;li voglio&#8217;. &#8220;Continuava a ripetermi quanto fossero belli i miei denti, come la luna e le stelle&#8221;, ha raccontato la 32enne, che ricorda solo di essere scesa dal mezzo pubblico: il ricordo successivo è quello di quando era già inginocchiata per terra, con parecchie persone intorno e la bocca sanguinante senza i due incisivi superiori. &#8220;Quando ho raccontato ciò che credo sia accaduto, in molti mi hanno riso in faccia&#8221;, ha detto Elena, disperata, che ha anche cercato di fornire, seppur con difficoltà, un identikit del suo aggressore. &#8220;Io le credo, certo che le credo &#8211; ha detto l&#8217;ispettore Ray Luk, che guida le indagini &#8211; ma non sono molto ottimista sulle possibilità di prendere l&#8217;aggressore, e lo sono ancora meno sulle possibilità di farlo condannare. Anche se trovassimo i filmati delle videocamere a circuito chiuso che dimostrano che una certa persona ha seguito Elena, non possiamo dare per scontato che ci sia stata un&#8217;aggressione. Non possiamo andare davanti ad un giudice basandoci su ciò che Elena pensa che sia successo&#8221;.</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><strong> <span style="color:#ff0000;">LE NOTIZIE SONO DI PROPRIETA&#8217; <a href="http://www.leggo.it">www.leggo.it</a></span></strong></p>
</blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A-50: (5) Du côté de l'Outaouais]]></title>
<link>http://richard3.wordpress.com/2009/11/29/a-50-5-du-cote-de-loutaouais/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 18:00:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Richard3</dc:creator>
<guid>http://richard3.wordpress.com/2009/11/29/a-50-5-du-cote-de-loutaouais/</guid>
<description><![CDATA[Lors de cette sortie du lundi de l&#8217;Action de grâces, j&#8217;ai traversé la &#8220;frontière]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Lors de cette sortie du lundi de l&#8217;Action de grâces, j&#8217;ai traversé la &#8220;frontière]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le macchie bianche del pensiero]]></title>
<link>http://anothereurope.wordpress.com/2009/11/29/le-macchie-bianche-del-pensiero/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 13:42:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesca</dc:creator>
<guid>http://anothereurope.wordpress.com/2009/11/29/le-macchie-bianche-del-pensiero/</guid>
<description><![CDATA[Sulla NZZ del 21.11.09 c&#8217;è un pezzo, tradotto dall&#8217;originale danese, di Jens Christian G]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sulla <a href="http://www.nzz.ch/nachrichten/kultur/aktuell/die_weissen_flecke_des_denkens_1.4045604.html">NZZ del 21.11.09</a> c&#8217;è un pezzo, tradotto dall&#8217;originale danese, di Jens Christian Grøndahl che prende le mosse da un evento che ha occupato molto i giornali del nord Europa negli ultimi mesi: la navigazione, durante la scorsa estate, di due navi mercantili tedesche attraverso il passaggio a nord-est, per la prima volta avvenuto senza l&#8217;aiuto di rompighiaccio.</p>
<p>Grøndahl non si sofferma sulla possibile causa che lo ha reso per la prima volta possibile, il riscaldamento terrestre, che tuttavia i ricercatori marini preferiscono attribuire, più che a cambiamenti termici, a variazioni delle correnti e dei venti, ma si concentra piuttosto sul turbamento che l&#8217;evento ha generato nei popoli nordici, che per millenni hanno vissuto ai margini di una regione perennemente coperta di ghiaccio, impercorribile per mare, associata alla mitologia del confrontarsi umano con i propri limiti, appena appena incrinata dalle imprese eroiche di uomini come Rasmussen, Amundsen e Bering, e simbolizzata sulle carte geografiche da delle macchie bianche, una presenza che ha sempre impedito ai nordici di concepire la terra come completamente rotonda.</p>
<p>Chi è nato nella parte settentrionale del continente &#8211; prosegue Grøndahl &#8211;  è, da sempre, abituato a volgere il proprio sguardo a est, a ovest e a sud, mai a nord. Per i popoli del nord, il passaggio di quest&#8217;estate delle navi tedesche è stato come una &#8220;deflorazione del mito nordico dell&#8217;inaccessibilità&#8221; e &#8220;lascia gli scandinavi con una sensazione straniante e disorientante&#8221; (non essendoci il concetto di Heimat in italiano, ho scelto deliberatamente di tradirlo trasponendo heimatlos in disorientante).</p>
<p>Il pezzo si conclude così:</p>
<blockquote><p>Espresso in termini psicologici, si può dire che non solo gli scandinavi, ma tutti quelli che partecipano alla modernità, hanno finalmente raggiunto la piena maturità, che consiste prima di tutto nell&#8217;assumersi la piena responsabilità. Fino al XX secolo siamo stati figli e figlie della natura, e da questo osservatorio la rivoluzione scientifica e tecnologica degli ultimi cinquecento anni si può caratterizzare come una ribellione della gioventù con Prometeo quale modello. Come l&#8217;adolescente a dispetto dell&#8217;autorità paterna &#8211; nella sicurezza segretamente tranquillizzante della sua forza di ribellione -,  così l&#8217;industrializzazione presuppone implicitamente la mancanza di confini e la superiorità della natura, simbolizzata attraverso le macchie eternamente bianche dei Poli. L&#8217;umanità, finalmente adulta, al vertice sul clima di Copenhagen sarà di fronte ad una scelta: parricidio definitivo o assistenza globalizzata agli anziani.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cominciamo a sbugiardare la Lega]]></title>
<link>http://federazionedellasinistrapreganziol.wordpress.com/2009/11/28/33/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 18:38:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>cccpnz</dc:creator>
<guid>http://federazionedellasinistrapreganziol.wordpress.com/2009/11/28/33/</guid>
<description><![CDATA[da: www.atalmi.it Da settimane corro da una parte all’altra del Veneto chiamato in assemblee pubblic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>da: <strong>www.atalmi.it</strong></p>
<p><a href="http://federazionedellasinistrapreganziol.wordpress.com/files/2009/11/bandiera.jpg"><img src="http://federazionedellasinistrapreganziol.wordpress.com/files/2009/11/bandiera.jpg?w=300" alt="" title="BANDIERA" width="300" height="202" class="alignleft size-medium wp-image-37" /></a></p>
<p>Da settimane corro da una parte all’altra del Veneto chiamato in assemblee pubbliche di lavoratori di aziende in crisi, comitati di cittadini organizzati contro l’inquinamento, famiglie con disabili o anziani vittime dei tagli alla spesa sociale.</p>
<p>Spesso ci sono anche altri esponenti politici presenti, quasi sempre qualche onorevole, qualche consigliere regionale o sindaco leghisti.</p>
<p>La cosa stupefacente è sentire questi esponenti leghisti arringare la platea con propositi bellicosi per difendere i lavoratori del Petrolchimico o i cittadini minacciati da un inceneritore pericoloso di Unindustria o i disabili tassati per usufruire dei servizi.</p>
<p>La cosa triste è vedere lavoratori, cittadini e famiglie applaudirli convinti.</p>
<p>I Leghisti governano la Regione Veneto da 10 anni, governano a Roma ed hanno governato con Berlusconi negli ultimi 8 anni.</p>
<p>Gridano di voler far sentire la voce dei veneti a Roma, come se loro non fossero responsabili, come se loro non fossero al Governo a Roma come in Regione.</p>
<p>Fanno il loro mestiere certo.</p>
<p>Ma mi incazzo quando vedo i lavoratori dell’Alcoa di Fusina applaudire l’onorevole leghista di turno mentre è il Governo nazionale e la Giunta regionale dei leghisti che stanno condannando Marghera al declino industriale; o i cittadini di Mogliano, in lotta contro gli inceneritori che la Giunta regionale vuole a tutti i costi, farsi arringare da un sindaco neoleghista mentre la Lega siede in quella Giunta che potrebbe fermare il progetto.</p>
<p>Certo i leghisti fanno, e bene, il loro mestiere.</p>
<p>Ma noi dovremmo cominciare a sputtanarli, ad inchiodarli alle loro responsabilità, a smetterla di inseguirli sulle loro dichiarazioni roboanti sulla sicurezza o sulle loro istigazioni razzistiche con le quali nascondono solo le promesse mancate di tutela dei ceti popolari della nostra regione.</p>
<p>Bisogna cominciare a fargli pagare il contro delle loro ricche poltrone conquistate con le bugie e non permettergli più di girare a fare promesse pre-elettorali sulla pelle della gente.</p>
<p>Nicola Atalmi<br />
segretario regionale PdcI &#8211; Federazione della Sinistra</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[bxl nord]]></title>
<link>http://co2visuals.wordpress.com/2009/11/28/bxl-nord/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 16:10:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>brunodc</dc:creator>
<guid>http://co2visuals.wordpress.com/2009/11/28/bxl-nord/</guid>
<description><![CDATA[© bruno de cock]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_388" class="wp-caption aligncenter" style="width: 325px"><a href="http://co2visuals.wordpress.com/files/2009/11/20091127-img_0828.jpg"><img src="http://co2visuals.wordpress.com/files/2009/11/20091127-img_0828.jpg" alt="© bruno de cock" title="20091127-IMG_0828" width="315" height="419" class="size-full wp-image-388" /></a><p class="wp-caption-text">© bruno de cock</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Histoires de livres # 1 • Far Westhoek]]></title>
<link>http://wordspics.wordpress.com/2009/11/28/histoires-de-livres-1-%e2%80%a2-far-westhoek/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 13:49:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>wordspics</dc:creator>
<guid>http://wordspics.wordpress.com/2009/11/28/histoires-de-livres-1-%e2%80%a2-far-westhoek/</guid>
<description><![CDATA[À propos de l&#8217;exposition, De l’Itinérance, un parcours éditorial et photographique 1982 – 2008]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;"><em>À propos de l&#8217;exposition, <strong><a href="http://actuthg.wordpress.com/2009/11/14/de-litinerance/">De l’Itinérance</a></strong>, un parcours éditorial et photographique 1982 – 2008.<br />
<strong>Les Douches la galerie</strong>, 5 rue Legouvé 75010 Paris.<br />
Du 3 décembre 2009 au 6 février 2010 (vernissage le 2 décembre).</em></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;"><em><a href="http://wordspics.wordpress.com/files/2009/11/l1070351-copie.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-918" title="Far-Westhoek © Th G" src="http://wordspics.wordpress.com/files/2009/11/l1070351-copie.jpg" alt="" width="510" height="256" /></a><br />
</em></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;">Est-ce lié à mon attirance originelle pour la littérature et le cinéma ? Est-ce lié à ma découverte de la photographie d’abord comme chose imprimée dans des livres de pure photographie (Robert Frank, Alain Resnais*, Tony Ray-Jones, Paul Strand, Walker Evans, Bill Brandt, Josef Koudelka, Lee Friedlander…), avant de m’intéresser à la photographie comme œuvre accrochée sur un mur au même titre qu’un tableau ?  Est-ce parce que le désir de l’en-allée m’est profondément chevillé à l’âme et au corps, non pas sous le couvert du baroudeur, de l’aventurier, du globe-trotter ou du reporter en mission, mais tel le voyageur silencieux qui cherche simplement à rejoindre le monde ? Sans doute un peu de tout cela, et d’autres choses encore dont l’intrication me reste mystérieuse, pour expliquer ma propension non seulement à faire des livres, mais à imaginer mes différents projets, les uns après les autres, avant tout comme des ensembles destinés à l’édition, et donc réfléchis et développés en ce sens. Au point même qu’il m’est arrivé, à l’aube d’un travail, d’avoir déjà en tête la maquette d’un livre dont les images n’étaient pas faites.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;"><a href="http://wordspics.wordpress.com/files/2009/11/l1070346-copie.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-914" title="Far-Westhoek © Th G" src="http://wordspics.wordpress.com/files/2009/11/l1070346-copie.jpg" alt="" width="510" height="253" /></a><br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;">En quelque sorte, mes livres sont moins le catalogue d’une exposition que la matrice de celle-ci. J’ai conçu pendant longtemps l’exposition comme un simple “éclaté“ du livre, ou comme la proposition d’un livre à venir ou espéré —tout en accordant de l’importance à la qualité des tirages en noir et blanc puis en couleur—, avant d’y réfléchir comme un objet en soi faisant pleinement partie de mon propos artistique. Aujourd’hui, je tends à dissocier de plus en plus l’objet livre de l’objet exposition : le livre ne peut être le simple catalogue d’une exposition, ni celle-ci réduite à une sorte de best-off du livre.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;">La plupart de mes projets s’articulent autour d’une problématique du déplacement, qu’il s’agisse de mettre en œuvre différentes formes d’exploration d’un territoire ou, plus souvent encore, de suivre le fil d’un itinéraire dont l’argument ou la raison relève de considérations diverses. Dès 1984, avec le projet intitulé <em>Frontières,</em> j’ai établi une méthode et un principe de travail auxquels je me suis à peu près tenu depuis lors : à savoir, respecter le plus possible dans l’élaboration du travail, mais surtout dans sa restitution, un principe de continuité géographique et chronologique, privilégiant ainsi la progression, la confrontation des images, leur tension dialectique, et privilégiant de fait le récit à la série. Le récit étant entendu non pas comme une “histoire“ —si ce n’est celle de mon rapport au monde—, mais comme le développement d’arguments conceptuels et de problématiques esthétiques à travers la récurrence d’un certain nombre de thèmes que la traversée du paysage ou les rencontres diverses viennent nourrir.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;">Il m’est apparu cependant que si mon travail était en partie connu et reconnu par la régularité de ma production éditoriale, la spécificité de celle-ci et son étendue —notamment tous les livres en noir et blanc qui précèdent <em><a href="http://www.thierrygirard.com/artworks/tokaido/pages/toka-intro.htm">La Route du Tôkaidô</a></em>— étaient loin d’être comprises et sues de tous. D’où la proposition de cette exposition qui permet de retracer la cohérence d’un parcours éditorial et photographique par-delà la diversité des expériences et des projets. Cette sélection d’une douzaine de livres (sur les vingt publiés à ce jour, hors livres collectifs, catalogues d’exposition ou portfolios plus modestes), couvre environ 25 années de travail de 1982 à 2008. Elle est associée à l’exposition de tirages <em>vintage</em>, certains étant, non pas des tirages d’exposition, mais les épreuves (belles) ayant permis de procéder à l’impression de tel ou tel livre.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;">Du coup, il m’est venu l’envie de reprendre dans une série de billets chacun des livres présentés, afin de resituer leur contexte historique et d’en montrer quelques bonnes pages. En commençant évidemment par le tout premier :</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;"><strong>Far Westhoek</strong>, éditions Ferme-Nord de Zuydcoote, 1982.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://wordspics.wordpress.com/files/2009/11/l1010291-copie1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-907" title="Far-Westhoek © Th G" src="http://wordspics.wordpress.com/files/2009/11/l1010291-copie1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="268" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;">Novembre 1981. J’avais décidé depuis l’année précédente de me consacrer complètement, “professionnellement“, à la photographie. Je venais de rater de peu, d’un cheveu —ou plutôt d’un manque de lobbying— la Villa Médicis. Nous étions deux finalistes et mon concurrent, qui avait de l’entregent et surtout de l’entregent —il a depuis disparu des tablettes de la renommée—, avait su faire quelques visites de courtoisie utiles. Nous avions chacun dans notre manche l’un des deux rapporteurs de la commission : il avait le soutien de Jean-Loup Sieff, et moi celui de Gisèle Freund. Mais d’autres personnes avaient pu exercer leur influence, et sans que je puisse le deviner, les dés étaient jetés avant même que je passe mon grand oral devant la commission présidée par Jean Leymarie, alors directeur de la Villa Médicis. Je ne le sus qu’après. Et puis, il se peut que malgré ma confiance affichée, je sois passé à côté de cet oral en donnant sans doute une importance excessive à une image de Rome qui était celle des photographies de William Klein et du cinéma néo-réaliste (Rosselini, De Sica, Pasolini et Fellini premières manières), et en négligeant quelque peu ce que représentait la Villa elle-même au cœur d’une Rome au lourd passé historique. J’avais été quelque peu meurtri de cet échec, et à défaut des lumières méditerranéennes, j’avais repris mes routes septentrionales vers le Nord de la France et Londres. Mais à part une commande en couleur du magazine Geo qui m’avait permis de sillonner tout le pays ch’ti, bien au-delà de ce que nécessitait ce reportage, je m’étais heurté jusqu’à présent à des fins de non-recevoir à chaque fois que j’avais essayé de solliciter quelque aide institutionnelle. L’argent, les structures, la volonté manquaient. Tout manquait, mais le paysage politique venait de changer et le paysage culturel et artistique était sur le point de changer —même si Michel Guy, le prédécesseur de Jack Lang, avait déjà fait un travail remarquable en posant les bases d’une réforme profonde de la politique de la création artistique, mais sans disposer toutefois des moyens que son ambition nécessitait. Bref, fin 1981, on sentait que les choses étaient sur le point de bouger et c’est ainsi que l’une de mes interlocutrices habituelles à Lille m’écrivit un jour un nom et un numéro de téléphone sur un bout de papier en me disant : « Essayez cette piste !». </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;">La piste s’appelait José Jacquemart. Il était conseiller technique auprès de la ministre de la Santé d’alors, et après s’être occupé d’une association de chantiers de jeunesse, il venait de s’installer dans un hôpital maritime désaffecté au nord de Dunkerque, la Ferme-Nord de Zuydcoote ; et là, au milieu de nulle part et des dunes balayées par les vents de la mer,  il avait décidé de recueillir des adolescents en difficulté et d’inviter également des artistes en résidence (tout commentaire ironique est superflu&#8230;). Je pris rendez-vous avec lui dans son bureau parisien, sans avoir d’autre projet précis que le seul désir de pouvoir continuer à photographier “là-haut“ avec un peu de soutien. J’ouvre ma petite boîte pleine de tirages en noir et blanc, mon interlocuteur regarde les images avec attention, referme la boîte et me demande : « Vous avez besoin de combien ? ». Je m’attendais à quelque propos dilatoire, <em>as usual</em>, ou à toutes sortes de questions, mais pas à celle-ci. Cinq secondes de réflexion, un rapide calcul improvisé dans ma tête en me disant qu’il fallait que je tienne six mois (je vivais alors de peu), et je lâche : «  35 000 F (5 400 euros) ».<br />
« Très bien, c’est d’accord, me dit-il, vous appelez demain Pascale Debrock, la responsable des activités culturelles, et vous organisez avec elle votre séjour et votre travail ».</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;"> Et c’est ainsi que je me retrouvai quelques semaines plus tard à arpenter le <em>Westhoek</em>, soit la pointe ouest de la Flandre française, tout ce territoire compris entre Grand-Fort-Philippe au sud de Dunkerque et Bray-Dunes à la frontière belge. J’y passai, entre février et juin 1982, la moitié de mon temps. J’essayai de photographier un peu chaque jour, mais l’hiver me sembla interminable et je fus pris d’une sorte de langueur mélancolique générée par l’austérité du paysage, la rudesse de la vie pour nombre de gens que je rencontrais et une certaine solitude, à peine distraite par quelques émois sentimentaux et quelques amitiés dont certaines ont duré. J’avais aussi, encore, quelques timidités (mais les ai-je toutes vaincues ?) et je me sentais plus à l’aise pour photographier dans des situations collectives, même lorsqu’il s’agissait de fêtes privées, que dans un rapport direct ou plus intime avec une seule personne. Mais, ce que l’on a manqué ou pas su faire n’existe pas. Les regrets ne valent que pour soi. Et ce qui reste, ce que j’ai su saisir, c’est cette poignée d’images que je ne peux renier. Comme l’écrit Béatrice Andrieux dans le <a href="http://actuthg.wordpress.com/2009/11/14/de-litinerance/">texte</a> de présentation de l’exposition <em>De l’itinérance </em>: « Les thèmes chers à Thierry Girard et la mise en place des atmosphères de ses explorations sont posés ». Mais ce qui me touche surtout c’est que, découvrant ce livre qui lui était inconnu, elle puisse parler « d’un livre sombre et magnifique ».</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;"><a href="http://wordspics.wordpress.com/files/2009/11/l1070343-copie.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-911" title="Far-Westhoek © Th G" src="http://wordspics.wordpress.com/files/2009/11/l1070343-copie.jpg" alt="" width="510" height="256" /></a><br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;">Les photographies de ce travail appartiennent à leur époque. Il y a certes l’autorité tutélaire de Cartier-Bresson qui règne en maître sur la scène photographique française**, mais l’époque est surtout marquée par la considération soudaine accordée à l’œuvre de Frank qui devient en quelque sorte le photographe-culte*** de notre génération. L’œuvre de Frank, tout en étant restreinte à un cercle étroit de connaisseurs —rien à voir avec sa diffusion actuelle— est ressuscitée après une parenthèse, un oubli qui a duré une bonne quinzaine d’années, lorsque R.F. eut décidé d’abandonner la photographie pour se consacrer au cinéma. Certes <em>Les Américains</em> ont été publiés en 1958 en France par Robert Delpire, puis en 1959 chez Grove Press aux États-Unis, mais alors que  l’influence de Frank reste vive outre-atlantique (sur les travaux de Winogrand par exemple ou du « jeune » Friedlander, <em>celui de Self-portrait</em>) avec plusieurs rééditions de <em>The Americans</em>, elle ne s’exerce vraiment en Europe qu’au compte-gouttes, grâce notamment à la fidélité d&#8217;Allan Porter et de la revue <em>Camera</em> en Suisse qui publie deux ou trois portfolios, puis de <em>Creative Camera</em> en Grande-Bretagne. La publication de T<em>he Lines of my hand</em> en 1972 reste confidentielle, même s’il est toujours tentant de réécrire l’histoire après, de manière plus emphatique. En 1975, le <em>Creative camera international year book</em> publie un splendide portfolio consacré aux photos de Londres et du Pays de Galles. Ce portfolio sera pour moi la révélation décisive qui m’amènera à considérer la photographie <em>as a true possibility.</em> Il n’est pas anodin d’ailleurs de retrouver dans ce même numéro un portfolio consacré à Cartier-Bresson et deux autres consacrés à la photographie documentaire britannique à travers les œuvres naissantes de Chris Killip et d’Homer Sykes. Cette tradition photographique, héritée entre autres de Bill Brandt et de l’œuvre malheureusement interrompue de Tony Ray-Jone, constitue alors notre troisième sphère d’influence.</span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;"><a href="http://wordspics.wordpress.com/files/2009/11/l1070344-copie1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-910" title="Far-Westhoek © Th G" src="http://wordspics.wordpress.com/files/2009/11/l1070344-copie1.jpg" alt="" width="510" height="249" /></a><br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;">Ce n’est donc pas tout à fait un hasard si, au terme de ce travail, lorsque mon commanditaire, apparemment satisfait de ma prestation photographique, remit un peu (pas beaucoup) d’argent sur la table pour faire un livre, je proposai à mon ami Philippe Bissières, que j’avais chargé de faire la maquette et de suivre la fabrication du livre, de reprendre le format intérieur des <em>Américains</em> version Delpire (nous n’avions pas les moyens d’avoir une couverture en dur) avec une reproduction des photographies à la même taille que celles de Frank. J’imaginais ainsi un geste symbolique et affectif, une sorte d’hommage, une manière de dire ma dette et ma filiation. Philippe m’en dissuada, sans doute à raison, mais l’objet qu’il conçu, légèrement plus grand que « l’original » et avec un principe de mise en page différent, n’est pas non plus si éloigné que ça de la référence évoquée. Ne serait-ce que sur le plan de l’impression avec cette bichromie un peu sourde et son pantone brun sur un papier mat qui n’est pas sans rappeler l’héliogravure d’autrefois et les premières versions du livre de Frank. Il a d’ailleurs été imprimé à Bellegarde dans une imprimerie qui était alors spécialisée dans l’héliogravure sur feuille. Le livre a les défauts de son budget modeste, mais c’est ce qui en fait aussi son charme, et ce qui le rend aujourd’hui paradoxalement moins obsolète que bien d’autres livres publiés à cette époque avec une mauvaise offset sur du papier glossy.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;"><a href="http://wordspics.wordpress.com/files/2009/11/l1070350-copie.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-915" title="Far-Westhoek © Th G" src="http://wordspics.wordpress.com/files/2009/11/l1070350-copie.jpg" alt="" width="510" height="257" /></a><br />
Je ne me souviens plus du tirage, peut-être 1000 exemplaires, et comme Philippe me l’a écrit récemment dans un e-mail : «  Hélas, l&#8217;informatique n&#8217;existait pas, avec sa capacité infinie de garder toutes traces à portée de main. Cette archive papier – pour autant qu&#8217;elle garde trace de l&#8217;étape de fabrication – est à 700 km, dans une chemise, elle même dans un classeur suspendu dans un tiroir qui ne doit plus s’ouvrir très bien, sinon en couinant affreusement, appartenant à une armoire qu’il s’agirait d’identifier comme étant la promise… Alors, ma réponse est comme le dossier: suspendue ! ».<br />
L’essentiel du tirage a été remis au commanditaire qui, n’étant pas éditeur et n’ayant pas de diffuseur, n’a pas su ni pu en faire grand chose. Une poignée de livres vendus en librairie, les autres donnés par moi ou les gens de la Ferme-Nord, et sans doute le stock détruit ou abandonné dans l’humidité des lieux au bout de quelques années. Il doit m’en rester à peine une centaine d&#8217;exemplaires, peut-être moins. Combien d’autres exemplaires, “vivants“, de par le monde ? Difficile à dire, mais vraisemblablement moins de la moitié du tirage.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;"><a href="http://wordspics.wordpress.com/files/2009/11/l1070349-copie.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-916" title="Far-Westhoek © Th G" src="http://wordspics.wordpress.com/files/2009/11/l1070349-copie.jpg" alt="" width="510" height="255" /></a></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#808080;">[ Mai 1982 : Je n'ai pas su photographier sur la plage cette femme déformée, boursouflée, sans âge, qui traînait deux petits enfants. Cela m'a rappelé cette jeune femme vue l'autre jour à la ducasse de la basse-ville de Dunkerque. À peine vingt ans. Une bouche édentée. Des chevilles malingres. Et un bébé tout petit dans ses bras, tout petit.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#808080;">La misère est terrible sur les corps. La misère est grande parfois ici. J'ai l'impression de ne voir qu'elle en ce moment. De ne pouvoir y échapper où que j'aille.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#808080;"><em>Extrait du journal de travail de Far-Westhoek </em>]</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;"><a href="http://wordspics.wordpress.com/files/2009/11/l1070348-copie.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-917" title="Far-Westhoek © Th G" src="http://wordspics.wordpress.com/files/2009/11/l1070348-copie.jpg" alt="" width="510" height="247" /></a></span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;"><span style="color:#993300;">Far-Westhoek a été édité en octobre 1982.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;"><span style="color:#993300;">Impression en bichromie sur papier semi-mat.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;"><span style="color:#993300;">Couverture souple. Format 248 x 222.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;"><span style="color:#993300;">16 pages de textes sur un papier teinté et 48 pages de photographies.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;"><span style="color:#993300;">La calligraphie du titre est due au talent et au pinceau de Philippe Bissières<br />
</span></span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;">* Alain Resnais a publié en 1972 aux éditions du Chêne un livre intitulé <em>Repérages, </em>un ensemble de photographies noir et blanc, faites au Leica, sur des lieux de repérages de films ou de projets de films. Et notamment sur Londres.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;"><span style="color:#993300;"><span style="color:#333333;">* * Note sur l&#8217;influence de Cartier-Bresson : en fait la situation était plus complexe. Il y avait les pro et les anti-HCB, ces derniers reprochant au “Maître“ sa superbe et sa distance élitiste ; et préférant mettre en avant, tel Jean-François Chevrier, la simplicité et l&#8217;authenticité (!?) du populaire Doisneau. Naturellement, les arguments invoqués étaient d&#8217;ordre esthétique, mais ils révélaient aussi une forme de positionnement et de clivage idéologique à l&#8217;intérieur même du microcosme artistique et intellectuel.</span></span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;"><span style="color:#993300;"><span style="color:#333333;">*** Le numéro 11/12 des <em>Cahiers de la Photographie</em>, intitulé <em>Robert Frank, la photographie, enfin.</em>, paraît à l&#8217;automne 1983. On y trouve des contributions de Gilles Mora, Arnaud Claass, Alain Bergala, Jean Arrouye, Denis Roche etc.<br />
</span></span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pour le climat et la Justice Sociale : tous dans la rue le 5 décembre]]></title>
<link>http://climatjustice.org/2009/11/26/pour-le-climat-et-la-justice-sociale-tous-dans-la-rue-le-5-decembre/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 21:49:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>maximecombes</dc:creator>
<guid>http://climatjustice.org/2009/11/26/pour-le-climat-et-la-justice-sociale-tous-dans-la-rue-le-5-decembre/</guid>
<description><![CDATA[Le Tract est ici. Peuples du Sud et du Nord, migrant-e-s, précaires, chômeur-se-s, salarié-e-s, fais]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Le Tract est <a href="http://climatjustice.wordpress.com/files/2009/11/tract-ter1.pdf">ici</a>.</strong></p>
<h2 style="text-align:center;">Peuples du Sud et du Nord, migrant-e-s, précaires, chômeur-se-s, salarié-e-s, faisons converger nos luttes pour la justice climatique !</h2>
<h2 style="text-align:center;"><strong><a href="http://climatjustice.wordpress.com/files/2009/11/moz-screenshot-12.jpg"><img class="size-full wp-image-557 alignleft" title="moz-screenshot-12" src="http://climatjustice.wordpress.com/files/2009/11/moz-screenshot-12.jpg" alt="" width="500" height="706" /></a></strong></h2>
<p style="text-align:center;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non Ho Presidenti Italiani]]></title>
<link>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/26/non-ho-presidenti-italiani/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 19:17:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
<guid>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/26/non-ho-presidenti-italiani/</guid>
<description><![CDATA[Penso che il ruolo di Napolitano, dei suoi predecessori e dei suoi successori (auspicando che non ve]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Penso che il ruolo di Napolitano, dei suoi predecessori e dei suoi successori (auspicando che non ve ne siano), sia quello di esacerbare i popoli padano-alpini.<br />
Il suo incarico è simbolico, e appunto per questo, è messo al Quirinale per ricordare quotidianamente, come una logorroica e incartapecorita comare napoletana, eventi odiosi e sciagurati come il Risorgimento, la fasulla unità d&#8217;Italia, la resistenza partigggiana, e la presunta Shoah (questo, giusto per rammentare che l&#8217;Italia è una cagna al guinzaglio di Sion).<br />
Oggi tra l&#8217;altro, l&#8217;ha sparata grossa dicendo che il &#8220;Nord&#8221; non può fare a meno del &#8220;Sud&#8221;; ora, parliamoci chiaro: il &#8220;Nord&#8221; è l&#8217;insieme delle nazioni cisalpine, che non sono Italia, il &#8220;Sud&#8221; è l&#8217;Italia, l&#8217;Ausonia. Fattene una ragione, Giorgiazzo.<br />
Noi Padano-Alpini, fortunatamente, non siamo mediterranei semitizzati come gli Italici, e per questo motivo, non solo possiamo fare a meno di gente straniera come Romani (o quello che ne rimane), Campani, Sardi, Siciliani, ma avremmo solo da guadagnarci sbarazzandoci di coloro che ci rendono ridicoli in Europa, ci hanno riempito di mafia e derivati, ci hanno meticciati e gravano sul nostro groppone come pesi morti.<br />
Napolitano, assieme a tutti i presidenti della Rebubbbliga Idalliana, fa disinformazione e alimenta falsi miti come il Risorgimento e la Resistenza, uniti dal retroterra giacobino e massonico, ed entrambi mirati a difendere la catastrofe del tricolore.<br />
Napolitano benedice tutti i pestilenziali enti universalisti che uccidono l&#8217;Europa, parlo di Ue, Vaticano, gran rabbinati, Onu, Nato e lobby varie.<br />
Napolitano è un inguaribile comunista e per questo, fervido adoratore dell&#8217;unione sovietica italiana, dei cingoli rossi sull&#8217;Europa Centro-Orientale e delle azioni di forza contro i moti identitari padano-alpini. Napolitano insomma, come tutti i politicanti del paese di Pulcinella, va pensionato.<br />
Adesso si sta pure ringalluzzendo in vista del demoniaco 150° della criminale e artificiale unità, che gli auguro di festeggiare, con un tricoloretto stracciato, sulle macerie del suo bello stato canaglia nomato Italia.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Echipa noastra ... pfff]]></title>
<link>http://b3llax.wordpress.com/2009/11/26/echipa-noastra-pfff/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 09:19:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>BellaX</dc:creator>
<guid>http://b3llax.wordpress.com/2009/11/26/echipa-noastra-pfff/</guid>
<description><![CDATA[Filmuletul facut de mine i`a incantat pe multi.Pe cei devotati partidului,pe cei care isi dorescu cu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Filmuletul facut de mine i`a incantat pe multi.Pe cei devotati partidului,pe cei care isi dorescu cu adevarat sa il vada iar pe Basescu sef de stat.Insa cei care sunt aici pentru bani,cei care se tem de oamenii prostanacului,cei care nu sunt mandrii ca fac parte din echipa mi`au cerut sa scot filmuletul.</p>
<p>De ce sa nu fii mandru ca faci parte dintr`o echipa,oricare ar fi ea? De ce sa nu spui cu voce tare ca esti PDL-ist,indiferent de consecinte? Lasi,profitori,moguli.</p>
<p>Partidul nu are nevoie de oameni ca voi!</p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://www.nextnature.net/research/wp-content/uploads/2006/10/chicken3~.jpg" alt="" width="273" height="386" /><span style="color:#ff0000;">Dear god, so far this year you have taken away my favorite dancer michael jackson, my favorite actor patrick swayze, my favorite singer stephen gately. just so u know my favorite politician is mircea geoana&#8230;</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#ff0000;"><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[B-Boy France 2009]]></title>
<link>http://liloulegeek.wordpress.com/2009/11/26/b-boy-france-2009/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 22:33:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lilou</dc:creator>
<guid>http://liloulegeek.wordpress.com/2009/11/26/b-boy-france-2009/</guid>
<description><![CDATA[Bboy France 2009 Tu m&#8217;excuseras pour le retard, je n&#8217;ai pas une minute à moi! Bref, c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_386" class="wp-caption aligncenter" style="width: 525px"><a rel="attachment wp-att-386" href="http://liloulegeek.wordpress.com/2009/11/26/b-boy-france-2009/s5005007/"><img class="size-full wp-image-386 " title="Bboy France 2009" src="http://liloulegeek.wordpress.com/files/2009/10/s5005007.jpg" alt="Bboy France 2009" width="515" height="386" /></a><p class="wp-caption-text">Bboy France 2009</p></div>
<p>Tu m&#8217;excuseras pour le retard, je n&#8217;ai pas une minute à moi! Bref, c&#8217;est mon blog donc <span style="text-decoration:line-through;">je m&#8217;en fous, je fais ce que je veux!</span> je te prie de m&#8217;excuser, ôh cher lecteur fidèle! <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  <span style="text-decoration:line-through;">Mais après tout, un mois après l&#8217;événement, c&#8217;est pas la mort&#8230;<br />
</span></p>
<p>Commençons par le commencement. <a href="http://liloulegeek.wordpress.com/2009/09/28/on-prend-les-memes-et-on-recommence/">Je t&#8217;ai présenté l&#8217;événement</a>, voici le bilan:</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Tout d&#8217;abord, le B-Girl France. </span></p>
<p>Alors, comme je te l&#8217;ai dit, j&#8217;ai pas pu être présent ce jour là, mais mon acolyte Zac, alias Valentin, y était. Donc, d&#8217;après ses impressions, il y avait du lourd niveau level féminin. Selon lui, du beau spectacle malgré un public endormi dans de beaux petits fauteuils <span style="text-decoration:line-through;">trop</span> confortables.</p>
<p>La gagnante: B-girl Manuella de Figure 2 Style. <a href="http://liloulegeek.wordpress.com/b-boy-france-2009/">Elle remporte la victoire face à Mi-mouche</a>; respect à Mi-mouche d&#8217;être arrivée en finale en partant des qualifications. Mi-Mouche qui mise tout sur l&#8217;originalité et la musicalité, et ça a payait. Manuella qui mettrait plus d&#8217;un mec à l&#8217;amende <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  .</p>
<p>Au passage, on remarquera <a href="http://liloulegeek.wordpress.com/b-boy-france-2009/">le très bon battle Manuella contre Soso</a>, <span style="text-decoration:line-through;">avec le petit kick discret de Soso <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> ,</span> prenez en de la graine et troquez vos talons pour des baskets: Rejoignez les b-girls, on en manque! <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Passons maintenant au B-Boy France,</span> auquel j&#8217;ai assisté avec Hélène, Zac et Charlotte, sa soeur. <a href="http://liloulegeek.wordpress.com/2008/12/29/tatatadam/">Après mon kiff de l&#8217;année dernière,</a> j&#8217;attendais vraiment cet événement. Bilan de cette édition:</p>
<p>Premier mot qui me vient à l&#8217;esprit: BOYCOTT !!  Ouais, c&#8217;est malheureux à dire, d&#8217;autant que c&#8217;est un évènement avec du potentiel. Je vais pas faire durer le suspens plus longtemps: Abdel de 59 Krew représentant Grande-Synthe (la ville organisatrice), eux mêmes organisateurs (dont son frère: Lascen) se retrouve une seconde fois en finale. Le public, <span style="text-decoration:line-through;">composé à 75% de racailles-wallah et de poufs pucelles,</span> participe honteusement à ce boycott. Des chauvins qui ne se manifestent que lorsqu&#8217;on aperçoit Abdel. Oui, je suis un peu agressif dans mes mots, mais c&#8217;est simplement parce que je suis déçu. Je me mettrais sûrement beaucoup de monde à dos en faisant ces accusations, mais le peu de b-boys présents dans le public le confirmera, de bons danseurs se sont fait éliminés alors qu&#8217;ils méritaient sûrement de monter plus haut. Et moi, je trouve cela dommage. Oui, n&#8217;y voyait là aucune haine ou jalousie, juste de la déception&#8230;</p>
<p>Pour parler des événements positifs qui ont relevé le niveau:</p>
<ul>
<li>Le vainqueur: Keyz de Original South King, qui à fait un bon battle.</li>
<li>Deux passages parfaits de Meda, même si ce battle fut le parfait exemple du boycott, mais bon, on retiendra quand même<a href="http://liloulegeek.wordpress.com/b-boy-france-2009/"> sa performance.</a></li>
</ul>
<p>Et enfin, mes coups de coeur:</p>
<ul>
<li>Une <a href="http://liloulegeek.wordpress.com/b-boy-france-2009/">excellente prestation</a> de Bob de Zygomatik. Je l&#8217;ai découvert, mais franchement j&#8217;ai super bien kiffé, au même titre qu&#8217;Hélène. Musical, original, énergique, rien à dire. J&#8217;adore <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  .</li>
</ul>
<ul>
<li>Un superbe show du Wanted posse, Babyson et Junior. C&#8217;était pas prévu dans les guests mais très agréable surprise. Deux très bons danseurs qui ont fait un beau mélange de break et de new style. Personnellement, <a href="http://liloulegeek.wordpress.com/b-boy-france-2009/">je vous le recommande</a> <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  .</li>
</ul>
<p>Voilà, l&#8217;essentiel est dit.<a href="http://liloulegeek.wordpress.com/b-boy-france-2009/"> Toutes les vidéos des battles et des shows sont en lignes sur le blog</a>, et ça c&#8217;est toujours spécialement pour toi petit lecteur<span style="text-decoration:line-through;">, merci qui?</span> <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  .</p>
<p>Pour le reste, tout est dans le podcast:</p>
<p><object width="425" height="254"><param name="movie" value="http://www.dailymotion.com/swf/xb9h9w"></param><param name="allowfullscreen" value="true"></param><embed src="http://www.dailymotion.com/swf/xb9h9w" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="334" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Peace.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ECHIPA NOASTRA]]></title>
<link>http://b3llax.wordpress.com/2009/11/25/echipa-noastra/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 15:27:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>BellaX</dc:creator>
<guid>http://b3llax.wordpress.com/2009/11/25/echipa-noastra/</guid>
<description><![CDATA[Echipa PDL Nord ! Traian Basescu este si va fi presedintele Romaniei! &nbsp; &nbsp;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#ff6600;"><strong>Echipa PDL Nord ! </strong></span></p>
<p><strong><span style="color:#ff6600;">Traian Basescu este si va fi presedintele Romaniei!</span><br />
</strong></p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/P370rUMTWO4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/P370rUMTWO4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Filmrecensie: Nord van Rune Denstad Langlo]]></title>
<link>http://start.bijtendespot.nl/2009/11/24/filmrecensie-nord-van-rune-denstad-langlo/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 22:53:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>El Pientro</dc:creator>
<guid>http://start.bijtendespot.nl/2009/11/24/filmrecensie-nord-van-rune-denstad-langlo/</guid>
<description><![CDATA[Nu eens niet een roadmovie maar een snowmovie. In het begin moet je even door de zure appel heen bij]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-418" title="Gezellig hier hè?" src="http://bijtendespot.wordpress.com/files/2009/11/pietje1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>Nu eens niet een roadmovie maar een snowmovie. In het begin moet je even door de zure appel heen bijten, de film begint namelijk met een situatieschets van de hoofdpersoon die vrij saai is, maar dan komt de film op gang. Geen spanning en actie, maar een portret van een man op zoek naar zichzelf in het eenzame Noorwegen. Af en toe gecombineerd met typische Scandinavische humor. Toch blijft de film wat vlak en is het echt een film om naar te kijken in plaats van in mee te leven en te voelen. Geen drama of sensatie maar een droog verhaal pur sang.</p>
<p>Conclusie: leuke film voor een avondje ontspannen maar geen topper.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/CuPCGf3hVVQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/CuPCGf3hVVQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><a href="http://thepiratebay.org/torrent/5077244/Nord" target="_blank">Hier</a> kunt u de film vinden.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Escort al Nord: Erba un caso isolato?]]></title>
<link>http://loriscosta.wordpress.com/2009/11/23/escort-al-nord-erba-un-caso-isolato/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 17:48:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>loriscosta</dc:creator>
<guid>http://loriscosta.wordpress.com/2009/11/23/escort-al-nord-erba-un-caso-isolato/</guid>
<description><![CDATA[Sembra che per sbarcare il lunario si debba ricorrere ancora al mestiere più antico del mondo. Ora s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/C/consolicarmenquattro_us--400x300.jpg" alt="http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/C/consolicarmenquattro_us--400x300.jpg" /></p>
<p>Sembra che per sbarcare il lunario si debba ricorrere ancora al mestiere più antico del mondo. Ora si chiama &#8220;fare la escort&#8221; ma sempre di prostituzione si tratta. Insomma cambiano i tempi ma dare il proprio corpo in cambio di soldi (e qui si tratta di pochi soldi) è ancora una sicurezza per pagare l&#8217;affitto e per qualche piccolo extra.</p>
<p>Ma sarà vero? Nel profondo Nord, con una laurea in tasca, conseguita in tempi regolari, non si trova lavoro. E allora si tenta una scorciatoia per tirare avanti.</p>
<p>Possibile rimanere soli a tal punto? Possibile non avere alternative? Possibile che la gioventù sia davvero bruciata?</p>
<p>Eppure succede a Erba, in provincia di Como&#8230;</p>
<p>Da <a href="http://www.laprovinciadicomo.it/stories/erba/102526_laureata_e_senza_lavoro_costretta_a_prostituirsi/">La Provincia di Como</a>:</p>
<p><strong>ERBA </strong>«Ho cercato lavoro dappertutto, ma per vivere sono costretta a prostituirmi». Questa è la storia di Francesca (così dice di chiamarsi), una ragazza erbese di ventisei anni laureata in giurisprudenza all’università degli studi di Milano. La giovane, dopo un anno di lavoro come impiegata in un’azienda alla periferia di Bergamo, ha dovuto subire sulla sua pelle gli effetti della crisi economica: ha perso il posto perché la ditta è fallita, e si è trovata con l’affitto di casa e il finanziamento della macchina da pagare. «Ho visto il mondo crollarmi addosso. Come facevo ad andare avanti? Credevo che grazie alla mia laurea non avrei fatto troppa fatica a trovare un nuovo impiego; eppure nulla: passavano le settimane, i mesi e mi ritrovavo sempre più in difficoltà». «Francamente mai avrei voluto finire a vendere il mio corpo per vivere; ma non ho avuto alternative. Un giorno ho conosciuto un’altra ragazza che lo faceva da diversi anni e mi ha consigliato di provarci. All’inizio è stato traumatico, orribile: ricordo bene quando si presentò il primo cliente; mi fece una pessima impressione, al termine della prestazione mi diede 50 euro, ma fu un’esperienza difficile da raccontare».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Frane ed alluvioni al Nord, i morti al Sud]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/23/frane-ed-alluvioni-al-nord-i-morti-al-sud/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 07:23:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/23/frane-ed-alluvioni-al-nord-i-morti-al-sud/</guid>
<description><![CDATA[di Mario Tozzi &#8211; Fonte: Vanity Fair Perchè Piemonte e Lombardia hanno il record di comuni a ri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>di Mario Tozzi &#8211; Fonte: Vanity Fair</p>
<p>Perchè Piemonte e Lombardia hanno il record di comuni a rischio alluvioni e frane, ma i morti sono solo al Sud?</p>
<p>In Italia muoiono, per frana o alluvione, sette persone al mese. Circa il 70% del territorio è a rischio idrogeologico. E ogni tre quarti d&#8217;ora il terreno smottain tutta la penisola. Le frane attive di una certa dimensione &#8211; dagli anni Venti a oggi &#8211; sono state circa 15 mila, le alluvioni di rilievo almeno 5 mila. Sono fenomeni naturali, diffusi in Italia dalla notte dei tempi. Il problema è capire perché si trasformano in catastrofi.</p>
<p>E, da questo punto di vista, non c&#8217;è spaccatura più profonda fra Nord e Sud.<strong> Prendiamo la Campania</strong>, dove <strong>avviene circa il 15% del totale nazionale delle frane,</strong> e quasi il 7% delle inondazioni. <strong>Qui 474 comuni sono a rischio, l&#8217;86% del totale</strong>, e le vittime per questi due eventi, negli ultimi 50 anni, sono state quasi 400, sulle oltre 4 mila nazionali.</p>
<p><strong>Andiamo poi a vedere il Piemonte, anche lui con l&#8217;87% del territorio a rischio</strong>, oppure le Marche e la Toscana (rispettivamente con il 99% e il 98%): <strong>qui le vittime sono molte meno</strong>, o sono <strong>addirittura assenti</strong>. Così <strong>come in Lombardia,</strong> che ha<strong> il record di comuni a rischio</strong> in assoluto (914) dopo il Piemonte (1.046).  Perché?</p>
<p><strong>Nel Mezzogiorno quel rischio potenziale si traduce più spesso in catastrofe </strong>perché il <strong>problema idrogeologico è aggravato da una quantità incredibile di nuove costruzioni,</strong> da chilometri di strade, da<strong> disboscamenti insensati </strong>e da <strong>incendi mirati</strong>. Il problema che è emerso a Messina affonda le sue radici nella prassi quotidiana di trascuratezza del territorio, perché gli amministratori preferiscono costruire un&#8217;opera pubblica, anche se inutile, purché si veda e porti consenso.</p>
<p>E nessuno si accolla, invece, la manutenzione ordinaria,spesso invisibile, mache salverebbe vite e abitazioni. Poi si aggiunge <strong>l&#8217;ignoranza assoluta della geologia del territorio</strong>, che porta a <strong>costruire sulle fiumare</strong>, e infine <strong>le infiltrazioni malavitose,</strong> che trasformano ogni fazzoletto del Paese in un serbatoio di interessi.</p>
<p>Per tutte queste ragioni, nessuno deve più neppure pensare a costruire un ponte nella zona più fragile d&#8217;Italia (per le frane e per terremoti): il ponte sullo Stretto sarebbe uno schiaffo insopportabile per chi è morto nel fango nella moderna Italia an&#8217;inizio del terzo millennio.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ataf Linea 30 è necessaria più sicurezza per utenti lavoratori e studenti, la Lega interroga la Provincia]]></title>
<link>http://campibisenzio.wordpress.com/2009/11/23/ataf-linea-30-e-necessaria-piu-sicurezza-per-utenti-lavoratori-e-studenti-la-lega-interroga-la-provinciale/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 05:48:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>campibisenzio</dc:creator>
<guid>http://campibisenzio.wordpress.com/2009/11/23/ataf-linea-30-e-necessaria-piu-sicurezza-per-utenti-lavoratori-e-studenti-la-lega-interroga-la-provinciale/</guid>
<description><![CDATA[Oggi, lunedì 23 novembre, si discuterà del troppo ricorrente problema degli zingari sugli autobus At]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Oggi, <strong>lunedì 23 novembre</strong>, si discuterà del troppo ricorrente problema degli <strong>zingari sugli autobus Ataf</strong> della <strong>Linea 30</strong> che ogni giorno porta tanti nostri concittadini da Campi a Firenze, per lavoro e per studio. Lo si farà in Consiglio Provinciale grazie alla <strong>Lega Nord</strong>, dato che l&#8217;interrogazione è stata presentata dal <strong>capogruppo Marco Cordone</strong>. In verità sono anni, lo dice anche lo stesso Cordone, che gli utenti di questo servizio sono costretti a subìre vessazioni da parte di diversi zingari che salgono prevalentemente all&#8217;Osmannoro. Ed in effetti è una vera vergogna che da parte dell&#8217;Ataf non vengano garantiti dei regolari e frequenti controlli, che possano far venire alla luce queste situazioni e sopratutto che possano eliminarle. Tutto ciò è strettamente necessario per la sicurezza degli stessi utenti. L&#8217;interrogazione viene posta, fra l&#8217;altro, in un momento in cui la Provincia è impegnata nella stesura del nuovo bando per il trasporto pubblico locale. Cordone ha raccolto, come questo blog già in passato, molte segnalazioni di pendolari in Piazza Dante, anche sabato scorso al gazebo che rappresenta uno &#8220;sportello del cittadino&#8221;, ed adesso chiede garanzie per tutti questi utenti e cittadini campigiani.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A-50: (4) En roulant vers la montée Boucher]]></title>
<link>http://richard3.wordpress.com/2009/11/22/a-50-en-roulant-vers-la-montee-boucher/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 20:34:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Richard3</dc:creator>
<guid>http://richard3.wordpress.com/2009/11/22/a-50-en-roulant-vers-la-montee-boucher/</guid>
<description><![CDATA[À l&#8217;ouest du chemin Avoca, les travaux de l&#8217;A-50, après un départ tardif, avancent plutô]]></description>
<content:encoded><![CDATA[À l&#8217;ouest du chemin Avoca, les travaux de l&#8217;A-50, après un départ tardif, avancent plutô]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Cooperative Design]]></title>
<link>http://ecrinsdesaveurs.wordpress.com/2009/11/22/la-cooperative-design/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 16:07:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Aurélie</dc:creator>
<guid>http://ecrinsdesaveurs.wordpress.com/2009/11/22/la-cooperative-design/</guid>
<description><![CDATA[Il y a quelques temps, je vous ai proposé un article sur la conférence de Frédéric Rossi-Liegibel à ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Il y a quelques temps, je vous ai proposé un article sur la conférence de Frédéric Rossi-Liegibel à propos des innovations packaging.<br />
Aujourd’hui, je vous propose de nous arrêter plus longuement sur la Cooperative Design dont il est le créateur.</strong></p>
<div id="attachment_139" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://ecrinsdesaveurs.wordpress.com/files/2009/11/cooperative-design.gif"><img class="size-medium wp-image-139" title="cooperative design" src="http://ecrinsdesaveurs.wordpress.com/files/2009/11/cooperative-design.gif?w=300" alt="" width="300" height="120" /></a><p class="wp-caption-text">Logo de la Cooperative Design©</p></div>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>L’origine de la Cooperative Design est basée sur un constat : il existe à Paris un savoir-faire dans le domaine du design qui mérite d’être valorisé et qui peut répondre aux besoins des entreprises qui recherchent la souplesse et la réactivité de structures moins importantes, mais tout aussi efficaces, que les grandes agences.</p>
<p>Il s’agit d’accueillir créateurs, designers, typographes dans le dixième arrondissement de Paris, boulevard Magenta, pour leur offrir un lieu de création, de travail mais également une visibilité. Le principe d’être « ensemble mais libre » en quelque sorte.</p>
<p>La Cooperative Design, forte de son label « Paris, capitale de la Création » reçu en septembre dernier, veut défendre et promouvoir les métiers du design et notamment la spécificité parisienne. Protectionnisme ? Pas du tout. Plutôt la reconnaissance de ce savoir-faire dont nous parlions un peu plus haut. Ce petit « je ne sais quoi » de français qui nous permet d’être reconnu à l’étranger. Car on ne peut pas « bien créer » si on ne s’ouvre pas sur le monde.</p>
<p>Le collectif regroupe donc plusieurs noms, connus ou qui montent : Atelier 3D Couleur, BETC Design, Blend, Business Madame, Demoniak, Idoine, Jacob+MacFarlane, Karine Arabian, Matali Crasset, Nord, Nouvel œuvre.</p>
<p>Je trouve l’initiative intéressante et méritoire car certains métiers du design relèvent encore de l’artisanat, parfois de la confidentialité. D’autres (comme celui de typographe) sont en passe de disparaître. Il est donc nécessaire de les sauvegarder tout en les faisant évoluer et en leur donnant une utilité, un rôle social et économique. C’est le challenge que tente de relever Fréderic Rossi-Liegibel au travers de la Cooperative Design.</p>
<p>Pour en savoir plus, je vous invite à découvrir le site à cette adresse : <a href="http://www.cooperativedesign.fr/menu.html">http://www.cooperativedesign.fr/menu.html<br />
</a>Ainsi que le blog à cette adresse : <a href="http://cooperativedesign.wordpress.com/">http://cooperativedesign.wordpress.com/</a></p>
<p>Retrouvez l’article sur la conférence de Frédéric Rossi-Liegibel sur les innovations packaging à cette adresse :<br />
<a href="../2009/11/02/conference-de-frederic-rossi-liegibel-de-la-cooperative-design/">http://ecrinsdesaveurs.wordpress.com/2009/11/02/conference-de-frederic-rossi-liegibel-de-la-cooperative-design/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Sud vince sul Nord nell'imprenditoria al femminile]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/21/il-sud-vince-sul-nord-nellimprenditoria-al-femminile/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 11:51:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
<guid>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/21/il-sud-vince-sul-nord-nellimprenditoria-al-femminile/</guid>
<description><![CDATA[Napoli al vertice  nella classifica dell&#8217;imprenditoria del terziario al femminile: lo rileva u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Napoli al vertice  nella classifica dell&#8217;imprenditoria del terziario al femminile: lo rileva u]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Trois Univers Parallèles - on est en contact avec eux depuis qu'on est au monde.]]></title>
<link>http://electrodes.wordpress.com/2009/11/20/trois-univers-paralleles-on-est-en-contact-avec-depuis-quon-est-au-monde/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 03:17:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Loup Kibiloki</dc:creator>
<guid>http://electrodes.wordpress.com/2009/11/20/trois-univers-paralleles-on-est-en-contact-avec-depuis-quon-est-au-monde/</guid>
<description><![CDATA[Grande Bardane (Great Burdock; Arctium Lappa). &quot;Bar&quot;, c&#39;est comme &quot;Bur&quot;, c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Grande Bardane (Great Burdock; Arctium Lappa). &quot;Bar&quot;, c&#39;est comme &quot;Bur&quot;, c]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le risorse del grande Nord vanno scoperte e non danneggiate]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/20/le-risorse-del-grande-nord-vanno-scoperte-e-non-danneggiate/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 13:17:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
<guid>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/20/le-risorse-del-grande-nord-vanno-scoperte-e-non-danneggiate/</guid>
<description><![CDATA[  Gli ambienti naturali del grande Nord, che affascinano tanti occidentali da sempre, sono in realtà]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style="color:#008000;"><strong> </strong></span></div>
<div><span style="color:#008000;"><strong></strong></span></div>
<p><span style="color:#008000;"><strong></p>
<div id="attachment_1510" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/alaska-brown-bear_7791.jpg"><img class="size-medium wp-image-1510" title="Orso bruno dell'Alaska" src="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/alaska-brown-bear_7791.jpg?w=300" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Gli ambienti naturali del grande Nord, che affascinano tanti occidentali da sempre, sono in realtà una delle parti più fragili del pianeta di fronte alle trasformazioni indotte dalle attività umane</p></div>
<p>Presso l&#8217;ambasciata del Canada si sono incontrati anche i rappresentanti di Svezia, Danimarca, Finlandia e Norvegia: con la partecipazione anche degli USA e del Governo Italiano gli ambasciatori del Nord hanno tracciato una mappa delle sfide che attendono una delle aree più fragili e ricche di diversità ecologiche del pianeta, l&#8217;Artico.</p>
<p>&#160;</p>
<p></strong></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">Abbiamo all&#8217;estremo Nord del mondo cose preziose, che non vanno aggredite ma trattate con cura, dal momento che fanno parte dell&#8217;ecosistema e quindi anche degli equilibri sociali, dell&#8217;economia e della vita sul pianeta come la conosciamo. Riportiamo a questo proposito alcuni degli spunti emersi nella giornata di ieri presso la rappresentanza canadese che si trova ai Parioli a Roma, prima di affrontare l&#8217;argomento con altri servizi più dettagliati, dato che il tema è esteso e merita una riflessione anche in altri spazi e mirata anche ai singoli paesi europei interessati dai fenomeni artici.</span></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">Nella giornata di ieri sono stati in particolare gli ambasciatori di Svezia, Finlandia, Danimarca e Norvegia che hanno fornito al pubblico molte ragioni per difendere questa area e l&#8217;intero equilibrio ambientale, delle cui trasformazioni con il processo di scioglimento dei ghiacci non solo il nord del continente europeo risente, ma tutto il globo ed in maniera speciale quelle zone, ricche di storia e intensamente popolate come sono le coste italiane, che, se sommerse, da una parte creerebbero immensi problemi socioeconomici in uno spazio geograficamente ristretto come la nostra penisola, dall&#8217;altro ci metterebbero di fronte al trauma della perdita di tradizioni e abitudini di vita secolari nel Mediterraneo.</span></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">La Svezia, in quanto Presidente di turno dell&#8217; Unione Europea, sta investendo molto politicamente perchè l&#8217;Europa si affermi come potenza ambientale, rispettando i patti e rilanciandoli, in vista di un cambio di registro nei modi di produzione che non è una polemica di nicchia, ma una esigenza da cui dipende la stessa praticabilità di una economia efficiente e capace di effetti positivi sulla qualità della vita nell&#8217;età attuale. La Finlandia ha nella propria cultura, anche popolare, un rapporto realistico con l&#8217;ambiente naturale, che si esprime anche nei recenti progetti di infrastrutture come il porto di Vuosaari, opere attentissime all&#8217;impatto futuro sulle specie animali presenti. La Danimarca continua a implementare progetti concreti in campo energetico sostenibile (come sta avvenendo a Copenaghen) e ne fa la migliore introduzione al vicinissimo vertice sul clima che avrà per teatro la capitale danese sebbene molte questioni siano aperte e l&#8217;accordo non sarà facile.</span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;"> </span></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">Nel corso del dibattito, sono intervenuti l&#8217;ambasciatore di Finlandia Pauli Makela ed il suo collega svedese Anders Bjurner, l&#8217;ambasciatore di Danimarca Gunnar Ortmann e quello della Norvegia Einar Bull. Tra gli ospiti più importanti, i più interessanti per il piccolo pubblico dei partecipanti sono stati senz&#8217;altro i portavoce delle comunità che vivono nelle aree meno densamente popolate dei paesi più vicini all&#8217;Artico: persone come Tomas Aslak Juuso, che porta avanti le iniziative istituzionali dei giovani Saami finlandesi e Bridget Laroque che in modo simile rappresenta gli interessi del popolo che invece vive tra i ghiacci nell&#8217;estremo nordamerica, i Gwich&#8217; in, hanno approfondito tematiche poco note anche agli addetti ai lavori, ad esempio i rapporti delle minoranze con i diversi stati in cui vivono.</span></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">L&#8217;ambasciatore Lars Moeller, danese che presiede il Consiglio Artico, il Sottosegretario agli Esteri del Governo Italiano Alfredo Mantica e Pernille Moller, caposezione del Ministrero Affari Esteri del Governo Groenlandese, da parte loro hanno messo l&#8217;accento sulla necessità di trattare l&#8217;Artico per quello che è, dedicando fondi, persone e ricerche alla valorizzazione economica di un&#8217;area che può creare sviluppo soltanto nel rispetto e nella conoscenza dell&#8217;ecosistema che la protegge e delle popolazioni, anche numericamente esigue e quindi politicamente poco influenti che la abitano.</span></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">L&#8217;ambasciatore del Canada, James Fox, naturalmente ha aperto i lavori, ospitati appunto dall&#8217;ambasciata di via Salaria, dato che la nazione nordamericana ha promosso l&#8217;iniziativa e che trova nelle terre del Nord una gran parte della propria identità culturale, etnica e geografica.  </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">Ha parlato anche l&#8217;ambasciatore statunitense Liam Wasley, con l&#8217;Alaska infatti gli USA si affacciano alla zona naturale in questione e sono quindi pienamente parte in causa. Il pomeriggio si è svolta una serie di proiezioni ed iniziative culturali che hanno permesso alle persone presenti di approfondire le reciproche differenze nell&#8217;esperienza delle società nordiche, sviluppatesi in ambienti naturali anche molto diversi tra loro. E&#8217; bene quindi non fermarsi agli aspetti istituzionali e rimandare ad una serie di articoli in questi giorni e nella prossima settimana per toccare diverse questioni (l&#8217;ambiente, i rapporti con il nostro continente, le iniziative dei vari paesi coinvolti), gli interventi di alcuni esperti ed esponenti che hanno partecipato all&#8217;incontro ed il lato umanistico delle aree artiche.</span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><strong>Aldo Ciummo</strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mondiali 2010: Ecco tutte le squadre qualificate]]></title>
<link>http://nazionaleitalianacalcio.wordpress.com/2009/11/19/mondiali-2010-ecco-tutte-le-squadre-qualificate/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 08:51:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gianluca De Bianchi</dc:creator>
<guid>http://nazionaleitalianacalcio.wordpress.com/2009/11/19/mondiali-2010-ecco-tutte-le-squadre-qualificate/</guid>
<description><![CDATA[Con le gare di ritorno dei play-off si è completato il quadro, delle partecipanti al mondiale sudafr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Con le gare di ritorno dei play-off si è completato il quadro, delle partecipanti al mondiale sudafricano in programma il prossimo giugno.</p>
<p>Eccole nel dettaglio, continente per continente.</p>
<p><strong>Europa</strong> &#8211; Danimarca, Germania, Inghilterra, Italia, Olanda, Serbia, Slovacchia, Spagna, Svizzera, Francia, Slovenia, Portogallo, Grecia.</p>
<p><strong>Africa -</strong> Costa D&#8217;Avorio, Ghana, Sudafrica (<em>paese ospitante</em>), Algeria, Camerun, Nigeria.</p>
<p><strong>Asia-Oceania -</strong> Australia, Corea del Nord, Corea del Sud, Giappone, Nuova Zelanda.</p>
<p><strong>Nord e Centro-America -</strong> Honduras, Messico, Usa.</p>
<p><strong>Sud-America -</strong> Argentina, Brasile, Cile, Paraguay, Uruguay.</p>
<p><strong>Articolo preso da <a href="http://www.goal.com/" target="_blank">www.goal.com</a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Taipan "Punchliner Mixtape"]]></title>
<link>http://theyellowkid.wordpress.com/2009/11/16/taipan-punchliner-mixtape/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 14:52:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>The Yellow Kid</dc:creator>
<guid>http://theyellowkid.wordpress.com/2009/11/16/taipan-punchliner-mixtape/</guid>
<description><![CDATA[Je vous ai déjà parlé de Taipan, donc je vais pas répéter encore une fois que selon moi il fait part]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-5136" title="taipan-punchliner-mix-tape" src="http://theyellowkid.wordpress.com/files/2009/11/taipan-punchliner-mix-tape.jpg" alt="taipan-punchliner-mix-tape" width="415" height="411" /></p>
<p>Je vous ai déjà parlé de <a href="http://theyellowkid.wordpress.com/2009/06/04/yellow-playlist-taipan-les-depeches-afpan/" target="_blank">Taipan</a>, donc je vais pas répéter encore une fois que selon moi il fait partie des meilleurs rappeurs français, et qu&#8217;il ne bénéficie pas de la reconnaissance que son talent mérite. En espérant que la &#8220;<strong>Punchliner Mixtape</strong>&#8221; prévue pour décembre et produite en grande partie par le cousin surdoué <strong>Céhashi</strong> séduise un grand nombre d&#8217;oreilles curieuses, avant l&#8217;album &#8220;Je vous aime&#8221; qui si tout se passe bien (mais bon, on connaît le rap français) devrait mettre une bonne claque à nos tympans début 2010. En tout cas, je suis impatient d&#8217;écouter &#8220;Laisse-moi dans mes poèmes&#8221; et &#8220;Je commence demain&#8221;. Ca sent la tuerie à plein nez.</p>
<p>Plus d&#8217;infos et le tracklisting complet si vous cliquez <a href="http://www.lzorecords.com/2009/11/taipan-punchliner-mixtape/" target="_blank">ici</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dignità e pregiudizio ]]></title>
<link>http://amezzogiorno.wordpress.com/2009/11/15/dignita-e-pregiudizio/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 15:32:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Francesca Cavallo</dc:creator>
<guid>http://amezzogiorno.wordpress.com/2009/11/15/dignita-e-pregiudizio/</guid>
<description><![CDATA[Il fatto è che c&#8217;è pure chi dice che la questione meridionale è ormai sorpassata. E invece non]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il fatto è che c&#8217;è pure chi dice che la questione meridionale è ormai sorpassata.</p>
<p>E invece non è vero, e io credo che è molto importante ricordarselo ed esserne consapevoli. Io me lo ricordo. Uno: me lo ricordo quando vado in ospedale per fare una visita a Taranto e quando ci vado a Milano. Lì, mi viene proprio la depressione, ma non per i medici, intendiamoci, per le strutture. Due: perché, per quanto io viva in una realtà dove questo tipo di pregiudizi sono rari, però anche a me mi è capitato di incontrare il pregiudizio nei confronti dei terroni.</p>
<p>Una volta a Milano: facevo ripetizioni di italiano a una ragazzina di quarta ginnasio. Sua madre un giorno mi chiese con quanto mi ero diplomata e io le avevo risposto: con 100. E lei: sì, ma vabbè (non credo che abbia detto vabbè, ma il senso era quello), a Taranto.</p>
<p>Altre volte, parecchie altre, mi è capitato di essere considerata una piacevole eccezione. Non è stato piacevole per me.</p>
<p>Oggi in un punto che non saprei ben precisare tra il Piemonte e la Lombardia, un signore di mezz&#8217;età ha usato l&#8217;espressione &#8220;non guarda pericolo&#8221;, io gli ho chiesto in che senso e lui mi ha risposto illustrandomi il significato della parola pericolo.</p>
<p>Cioè io credo che se a uno che viene da mezzogiorno gli dicono &#8220;ma tu parli bene in italiano&#8221;, uno non si dovrebbe insuperbire rispetto a quegli ignoranti dei suoi compaesani, ma si dovrebbe incazzare. Certo che parlo bene l&#8217;italiano, non l&#8217;avete studiato nelle scuole del nord che l&#8217;Italia non finisce a Roma?</p>
<p>No perché, ora, al di là del fatto che magari io vi posso pure sembrare permalosa, qui c&#8217;è una questione. Se il mezzogiorno viene considerato una terra un po&#8217; generica, che rimane un po&#8217; fuori fuoco nell&#8217;immaginazione collettiva, e che viene messa a fuoco solo per brevi istanti (ah il mare, il cibo, i ritmi di vita, il sole&#8230;) allora è più facile che in questa terra che nella vostra immaginazione è così sfocata, è più facile considerare normale che tutti i vostri fanghi industriali, per esempio, vengano sotterrati da noi.</p>
<p>Vi sembra una cosa naturale, della quale neanche preoccuparsi più di tanto perché sta un po&#8217; nell&#8217;ordine delle cose.</p>
<p>NO. In questa terra la gente non ci viene solo in vacanza. La gente in questa terra ci vive, ci muore, molto spesso di tumore o di leucemia a causa del fatto che questa terra sfocata è diventata la discarica d&#8217;Italia.</p>
<p>E allora, siccome parliamo la stessa lingua, non vi potete nascondere più dietro un dito e dire che non lo sapevate.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Les pays du Sud seront les plus vulnérables aux effets du réchauffement global]]></title>
<link>http://nethumanitaires.wordpress.com/2009/11/12/les-pays-du-sud-seront-les-plus-vulnerables-aux-effets-du-rechauffement-global/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 13:42:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>nethumanitaires</dc:creator>
<guid>http://nethumanitaires.wordpress.com/2009/11/12/les-pays-du-sud-seront-les-plus-vulnerables-aux-effets-du-rechauffement-global/</guid>
<description><![CDATA[Plusieurs études confirment que les pays pauvres seront les premières victimes du changement climati]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Plusieurs études confirment que les pays pauvres seront les premières victimes du changement climati]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
