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	<title>notturni &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/notturni/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "notturni"</description>
	<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 12:26:40 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Autovie Venete - Cantieri autostradali fino al 4 ottobre]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/10/03/autovie-venete-cantieri-autostradali-fino-al-4-ottobre/</link>
<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 22:46:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Proseguono i lavori di rifacimento della pavimentazione sull&#8217;autostrada A4 Venezia &#8211; Tri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Proseguono i lavori di rifacimento della pavimentazione sull&#8217;autostrada A4 Venezia &#8211; Tri]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Kazuo Ishiguro, Notturni, Einaudi 2009]]></title>
<link>http://ariemma.wordpress.com/2009/07/17/kazuo-ishiguro-notturni-einaudi-2009/</link>
<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 17:21:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>ariemma</dc:creator>
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<description><![CDATA[Notturni: lo scrittore non poteva scegliere miglior titolo. Perchè tutti i cinque racconti, che popo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788806197001" alt="" width="140" height="222" />Notturni: lo scrittore non poteva scegliere miglior titolo. Perchè tutti i cinque racconti, che popolano questo nuovo splendido libro di Ishiguro, lo sono. Agiscono senza lasciarsi vedere, come i due protagonisti del racconto che dà il titolo alla raccolta. Ospiti di un centro lussuosissimo di chirurgia estetica, si scoprono in silenzio, quasi di nascosto, senza vedersi bene, nemmeno in faccia.  I racconti, tutti, sono così: si insinuano dentro e, non si sa bene come, ne combinano delle belle. Accendono spie, richiami. Generano accordi con la nostra vita.  C&#8217;è la passione per la musica come sfondo, e i racconti pure sono musicali, fanno emozionare. Storie marginali, storie di fallimenti, tutte toccanti al di là di ogni sospetto. Uno stile unico. </p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Elio Fiore, un poeta immerso nel mistero di Maria ]]></title>
<link>http://inpurissimoazzurro.wordpress.com/2009/07/11/elio-fiore-un-poeta-immerso-nel-mistero-di-maria/</link>
<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 12:49:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>inpurissimoazzurro</dc:creator>
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<description><![CDATA[UN POETA IMMERSO NEL MISTERO DI MARIA di MARIA DI LORENZO Ci sono degli uomini che passano attravers]]></description>
<content:encoded><![CDATA[UN POETA IMMERSO NEL MISTERO DI MARIA di MARIA DI LORENZO Ci sono degli uomini che passano attravers]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[XVI edizione Notturni in Palestro ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/06/18/xvi-edizione-notturni-in-palestro/</link>
<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 04:44:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Milano  dal 11 luglio al 1 agosto 2009 alle ore 21.30 Villa Reale via Palestro, 16 Invitation au voy]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Milano  dal 11 luglio al 1 agosto 2009 alle ore 21.30 Villa Reale via Palestro, 16 Invitation au voy]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Flash Ep.3: Tuo Facebook!!!]]></title>
<link>http://dionez.wordpress.com/2009/06/17/flash-notturni-ep3/</link>
<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 04:39:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>diOnez</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un giorno una persona su Facebook, mi disse: &#8220;Scusa, ma per principio, non accetto le richiest]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Un giorno una persona su Facebook, mi disse: &#8220;Scusa, ma per principio, non accetto le richieste di amicizia da chi non conosco bene&#8221;..Domanda: Ma che cazzo di principio è? ..Un pò come dire: &#8220;Per principio, suono solo sui tasti Neri del pianoforte&#8221;..non ha senso..non so se là dentro, siano più superficiali, quelli che accettano tutti, o quelli che fanno selezione snob..</p>
<p>Alla fine, è solo un cazzo di FacciaLibro..</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una riflessione su Dino Campana - di Elio Grasso]]></title>
<link>http://rebstein.wordpress.com/2009/05/14/una-riflessione-su-dino-campana-di-elio-grasso/</link>
<pubDate>Thu, 14 May 2009 07:00:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>francescomarotta</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ogni anno questa storia, direbbe Camillo Sbarbaro, ripensando alla nuova stagione che si ripete, rip]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-11305" title="cantiorfici" src="http://rebstein.wordpress.com/files/2009/05/cantiorfici.gif?w=260" alt="cantiorfici" width="260" height="300" /></p>
<p>Ogni anno questa storia, direbbe Camillo Sbarbaro, ripensando alla nuova stagione che si ripete, ripensando alla poesia e a quel “ragazzaccio” che risponde al nome di Dino Campana. Lui addirittura più giovane del poeta di Marradi, lui nato a Santa Margherita nel 1888, mentre Dino vide i suoi natali tre anni prima. Più giovane, certo, non so se più saggio o di mente più limpida, certo più tranquillo negli spostamenti e negli interessi amorosi. Ma chissà… Montale, tanto per nominare un terzo incomodo, definì Sbarbaro “estroso fanciullo”, in una famosa poesia sempre citata con ragione o meno, quando si tratta dei poeti genovesi di quegli anni. Ma questa è un’altra storia, anche di rapimenti letterari, se vogliamo, dato che il nostro ligure premio Nobel e gran fuggitivo di questa Riviera orientale, non fu avaro di scopiazzature condotte con rigore filologico sui versi del collega della Riviera di Ponente. Lasciamo stare.</p>
<p><!--more--></p>
<p>E’ Sbarbaro che conosce Dino Campana, a Firenze nel 1914, al rinomato caffè Paszkowski: là ricevette l’unico libro (e unico lo fu per sempre) di Dino, i <em>Canti orfici</em>, donati soltanto a chi se lo meritava, e già questo la dice lunga sul caratterino di questo toscanaccio che probabilmente cominciò a scribacchiare versi “eterni” fin da ragazzo, specie di Rimbaud nostrano: “Robetta da fiera” li chiamava, dimostrando la stessa verve del collega francese. Sbarbaro lo ricorda in uno dei suoi Taccuini intitolati <em>Trucioli</em>, e lo ricorda così bene tanto da scrivere che “… sghignazzava; moveva le membra disordinatamente. Un disagio nasceva intorno a lui come potesse di punto in bianco, sventatamente, cavar di tasca qualche cosa d’insanguinato.” In realtà dalla tasca uscì la prima edizione dei <em>Canti orfici</em>, stampata nel luglio di quell’anno dalla Tipografia Ravagli di Marradi, a spese proprie e non priva di errori e refusi. Dopo questo primo incontro avvenne che Campana cercò l’amico sette anni dopo, a Genova nel 1921, e la parola “amico” forse è esagerata perché questa volta nemmeno dà la mano a Sbarbaro, dimostrando una reticenza non distante dalla timidezza. Sempre nel diario dei <em>Trucioli</em> il ricordo è preciso: Dino arriva in Piazza Sarzano, l’antica piazza dei tornei a cui salgono molte strade e il sentore del mare. Seduti a un tavolo d’osteria rivolge all’ospite questa frase: “Tu eri Sbarbaro… E ora chi sei?” Al silenzio di quest’ultimo ribatte fischiettando: dopo una frase tanto geniale non poteva che richiudersi nella propria timidezza, nel suo essere “selvatico”, diremmo noi genovesi, naturalmente in dialetto. Campana a Genova fu un osservato speciale, la polizia lo teneva d’occhio, poco convinta della ragione diciamo così “ufficiale” di quella visita, e cioè seguire le lezioni di chimica all’università, e anche trovar giovamento dall’aria del mare. Dalla famiglia Sbarbaro stette non più di tre giorni, mal sopportato per via dei pidocchi, ma lui pure stufo d’esser ospitato: “… lo guardai allontanarsi col suo passo di giramondo verso i <em>carrugi</em> di Sottoripa”. In tasca aveva <em>Le foglie d’erba</em> di Walt Whitman. Proprio di quest’ultimo poeta egli aveva messo in epigrafe ai suoi <em>Canti</em> questo verso, che, tradotto dice: “Essi erano tutti stracciati e coperti con il sangue del fanciullo.” Contro il fanciullo, tutti si scatenarono, a cominciare dai coniugi Campana, che prima internarono il loro ragazzo in manicomio e poi lo spedirono in Sudamerica con in tasca un biglietto di sola andata. Una specie di estradizione, insomma. Ma il ragazzo era tosto, ritornò entrambe le volte. Gli abitanti di Marradi lo derisero e perseguitarono come il matto di turno. I letterati di quegli anni, poi… lo trattarono con sufficienza, forse ebbero paura della sua opera, di quello che a stento riuscivano a raggiungere con mezzi propri, in poesia. Non parliamo degli psichiatri, che usarono su Dino i primi esperimenti con l’elettricità, ancor prima del famigerato elettroshock. I due dunque bevvero vino, parlarono di poesia, con che tono possiamo solo immaginarlo. Lì vicino, poco più in basso, c’è un altro luogo da ascrivere alla mitologia campaniana, quel “Caffè degli specchi”, ancora oggi operante e quasi del tutto intatto al piano terreno, definito “grotta di porcellana”, per via delle piastrelle lucide e gialline. E’ nella terza strofa della poesia <em>Genova</em>, dove il nostro poeta e “matto per forza” scrive: “Sorbendo caffè / Guardavo dall’invetriata la folla salire veloce / Tra le venditrici uguali a statue, porgenti / Frutti di mare con rauche grida…” Dino era passato da Genova già nel 1910 e nel 1913 fu perfino ospite del carcere di Marassi. Oggi la folla continua a salire e scendere, le donne di pescheria si sono trasferite altrove o sono tutte morte. Così come le “troie dagli occhi ferrigni” cantate in un’altra celebre poesia, e parte della collezione per niente povera o “reticente” di ritratti femminili che si possono leggere nei <em>Canti orfici</em>. Unica Opera di Dino Campana, unico libro che ha trovato e provato di tutto nella sua escursione lungo il secolo (il ‘900), e ancor prima che venisse stampato in una tipografia: famigerata la scomparsa del primo manoscritto dei <em>Canti</em>, allora intitolati <em>Il più lungo giorno</em>. Scomparsa? Papini e Soffici semplicemente lo dimenticarono in un armadio, e fu infatti ritrovato per caso sessant’anni dopo. Di tutto, così come nella sua vita il nostro poeta ha sperimentato, e non certo per follia &#8211; se mai fu la sifilide a corrodergli il sistema nervoso. Negli ultimi anni, di Campana si è voluto ricordare soprattutto l’amore contrastato, ma molto meno di quanto ce ne raccontano le cronache più o meno sceneggiate, con Sibilla Aleramo. Lo si legge nel carteggio fra i due e recentemente lo si vede in un film di successo: si incontrano d’estate, nel 1916, fra le montagne del Mugello, dopo essersi scritti. Ma è l’inizio, gli incontri e gli scontri si ripeteranno, certo la poetessa non è donna di facile appagamento, diventerà poi simbolo di liberazione femminile, ma intanto fu costretta a curarsi sia dalle botte che dall’infezione portata dall’amante. Sistemò, dicono, in bella copia l’epistolario, per riguardo verso i posteri, ma probabilmente cercò di rendere più sostanzioso il riguardo per se stessa. Ma sono gli anni in cui Dino è a tutti gli effetti “matto” ed assunto in manicomio, dove resterà fino alla morte, avvenuta nel 1932. Certo, come ha detto più volte Carmelo Bene, gli anni del manicomio furono ben di più: se ci ripensiamo durarono l’intera vita. Ma non esiste niente di simile ai <em>Canti orfici</em>, nella poesia italiana del ‘900: di questo possiamo esserne ben sicuri. Le edizioni si succedono di continuo, tanto per ripagare l’indigenza iniziale, e la stitichezza dei letterati che dettavano legge in quegli anni d’inizio secolo. C’è un canto che conquista, forse soprattutto il lettore giovane, che sente l’ardore adolescenziale finire in un’esperienza senza ritorno, ma che intanto ha tutta la realtà del viaggio, delle donne, delle aspirazioni alla fama. Se di popolare possiamo dire, o di pop secondo una terminologia a noi più vicina, allora l’incanto dei Canti, e scusate il bisticcio, mi sembra perfetto: non a caso Carmelo Bene ne fece uno dei suoi cavalli di battaglia. L’energia che vi trae è la stessa che rese Dino Campana una specie di freak in anticipo sui tempi, ma senza il bagaglio superficiale e anche un po’ tecnologico che accompagna lo sbandato moderno. Essere “fuori”, “out” fu la sua epopea: mentre Rimbaud rinnegò tutto, andando in Africa a tentare il commercio delle armi (dove scrisse lettere alla madre e alla sorella che definire pietistiche è un complimento), Dino ha dato gas al proprio motore, fino all’ultimo, fino a scoppiare, e tenendo sempre ben stretto il proprio Libro. Ma, ricordiamolo bene, non fu matto per davvero: fu solo malato e inchiodato all’etichetta che quei signori decisero di regalargli. Per comodità, per inerzia, per paura, per scemenza.</p>
<p>______________________________</p>
<p align="center">&#160;</p>
<p align="center"><strong>Testi</strong></p>
<p align="center">&#160;</p>
<p>Dai <em><strong>Notturni</strong></em></p>
<p><strong>La Chimera</strong></p>
<p>     Non so se tra roccie il tuo pallido<br />
Viso m&#8217;apparve, o sorriso<br />
Di lontananze ignote<br />
Fosti, la china eburnea<br />
Fronte fulgente o giovine<br />
Suora de la Gioconda:<br />
O delle primavere<br />
Spente, per i tuoi mitici pallori<br />
O Regina O Regina adolescente:<br />
Ma per il tuo ignoto poema<br />
Di voluttà e di dolore<br />
Musica fanciulla esangue,<br />
Segnato di linea di sangue<br />
Nel cerchio delle labbra sinuose,<br />
Regina de la melodia:<br />
Ma per il vergine capo<br />
Reclino, io poeta notturno<br />
Vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo,<br />
Io per il tuo dolce mistero<br />
Io per il tuo divenir taciturno.<br />
Non so se la fiamma pallida<br />
Fu dei capelli il vivente<br />
Segno del suo pallore,<br />
Non so se fu un dolce vapore,<br />
Dolce sul mio dolore,<br />
Sorriso di un volto notturno:<br />
Guardo le bianche rocce le mute fonti dei venti<br />
E l&#8217;immobilità dei firmamenti<br />
E i gonfii rivi che vanno piangenti<br />
E l&#8217;ombre del lavoro umano curve là sui poggi algenti<br />
E ancora per teneri cieli lontane chiare ombre correnti<br />
E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera.</p>
<p align="center"> </p>
<p><strong>L&#8217;invetriata</strong></p>
<p>     La sera fumosa d’estate<br />
Dall’alta invetriata mesce chiarori nell’ombra<br />
E mi lascia nel cuore un suggello ardente.<br />
Ma chi ha (sul terrazzo sul fiume si accende una lampada) chi ha<br />
A la Madonnina del Ponte chi è chi è che ha acceso la lampada? c’è]<br />
Nella stanza un odor di putredine: c’è<br />
Nella stanza una piaga rossa languente.<br />
Le stelle sono bottoni di madreperla e la sera si veste di velluto:<br />
E tremola la sera fatua: è fatua la sera e tremola ma c’è,<br />
Nel cuore della sera c’è,<br />
Sempre una piaga rossa languente.</p>
<p align="center"> </p>
<p><strong>Il canto della tenebra</strong></p>
<p>     La luce del crepuscolo si attenua:<br />
Inquieti spiriti sia dolce la tenebra<br />
Al cuore che non ama più!<br />
Sorgenti sorgenti abbiam da ascoltare,<br />
Sorgenti, sorgenti che sanno<br />
Sorgenti che sanno che spiriti stanno<br />
Che spiriti stanno a ascoltare&#8230;<br />
Ascolta: la luce del crepuscolo attenua<br />
Ed agli inquieti spiriti è dolce la tenebra:<br />
Ascolta: ti ha vinto la Sorte:<br />
Ma per i cuori leggeri un’altra vita è alle porte:<br />
Non c’è di dolcezza che possa uguagliare la Morte<br />
Più Più Più<br />
Intendi chi ancora ti culla:<br />
Intendi la dolce fanciulla<br />
Che dice all’orecchio: Più Più<br />
Ed ecco si leva e scompare<br />
Il vento: ecco torna dal mare<br />
Ed ecco sentiamo ansimare<br />
Il cuore che ci amò di più!<br />
Guardiamo: di già il paesaggio<br />
Degli alberi e l’acque è notturno<br />
Il fiume va via taciturno&#8230;<br />
Pùm! Mamma quell’omo lassù!&#8221;</p>
<p align="center"> </p>
<p><strong>La petite promenade du poète</strong></p>
<p>     Me ne vado per le strade<br />
Strette oscure e misteriose:<br />
Vedo dietro le vetrate<br />
Affacciarsi Gemme e Rose.<br />
Dalle scale misteriose<br />
C&#8217;è chi scende brancolando:<br />
Dietro i vetri rilucenti<br />
Stan le ciane commentando.<br />
&#8230;&#8230;&#8230;.<br />
La stradina è solitaria:<br />
Non c&#8217;è un cane: qualche stella<br />
Nella notte sopra i tetti:<br />
E la notte mi par bella.<br />
E cammino poveretto<br />
Nella notte fantasiosa,<br />
Pur mi sento nella bocca<br />
La saliva disgustosa. Via dal tanfo<br />
Via dal tanfo e per le strade<br />
E cammina e via cammina,<br />
Già le case son più rade.<br />
Trovo l&#8217;erba: mi ci stendo<br />
A conciarmi come un cane:<br />
Da lontano un ubriaco<br />
Canta amore alle persiane.</p>
<p align="center">&#160;</p>
<p><strong>Viaggio a Montevideo </strong></p>
<p>     Io vidi dal ponte della nave<br />
I colli di Spagna<br />
Svanire, nel verde<br />
Dentro il crepuscolo d&#8217;oro la bruna terra celando<br />
Come una melodia:<br />
D&#8217;ignota scena fanciulla sola<br />
Come una melodia<br />
Blu, su la riva dei colli ancora tremare una viola&#8230;<br />
Illanguidiva la sera celeste sul mare:<br />
Pure i dorati silenzii ad ora ad ora dell&#8217;ale<br />
Varcaron lentamente in un azzurreggiare: &#8230;<br />
Lontani tinti dei varii colori<br />
Dai più lontani silenzii<br />
Ne la ceste sera varcaron gli uccelli d&#8217;oro: la nave<br />
Già cieca varcando battendo la tenebra<br />
Coi nostri naufraghi cuori<br />
Battendo la tenebra l&#8217;ale celeste sul mare.<br />
Ma un giorno<br />
Salirono sopra la nave le gravi matrone di Spagna<br />
Da gli occhi torbidi e angelici<br />
Dai seni gravidi di vertigine. Quando<br />
In una baia profonda di un&#8217;isola equatoriale<br />
In una baia tranquilla e profonda assai più del cielo notturno<br />
Noi vedemmo sorgere nella luce incantata<br />
Una bianca città addormentata<br />
Ai piedi dei picchi altissimi dei vulcani spenti<br />
Nel soffio torbido dell&#8217;equatore: finché<br />
Dopo molte grida e molte ombre di un paese ignoto,<br />
Dopo molto cigolìo di catene e molto acceso fervore<br />
Noi lasciammo la città equatoriale<br />
Verso l&#8217;inquieto mare notturno.<br />
<em>Andavamo andavamo, per giorni e per giorni: le navi<br />
gravi di vele molli di caldi soffi incontro passavano lente:<br />
Sì presso di sul cassero a noi ne appariva bronzina<br />
Una fanciulla della razza nuova,<br />
Occhi lucenti e le vesti al vento!</em> ed ecco: selvaggia<br />
a la fine di un giorno che apparve]<br />
La riva selvaggia là giù sopra la sconfinata marina:<br />
E vidi come cavalle<br />
Vertiginose che si scioglievano le dune<br />
Verso la prateria senza fine<br />
Deserta senza le case umane<br />
E noi volgemmo fuggendo le dune che apparve<br />
Su un mare giallo de la portentosa dovizia del fiume,<br />
Del continente nuovo la capitale marina.<br />
Limpido fresco ed elettrico era il lume<br />
Della sera e là le alte case parevan deserte<br />
Laggiù sul mar del pirata<br />
De la città abbandonata<br />
Tra il mare giallo e le dune&#8230;</p>
<p align="center"> </p>
<p>______________________________<br />
I testi sono tratti da: <strong>Dino Campana</strong>, <em>Canti Orfici</em>, cura, introduzione e commento di Fiorenza Ceragioli, Firenze, Vallecchi Editore, 1985.<br />
______________________________</p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"><strong>***</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Comptoir Darna Marrakech]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/2009/04/30/comptoir-darna-marrakech/</link>
<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 14:26:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://myamazighen.wordpress.com/2009/04/30/comptoir-darna-marrakech/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-5279" href="http://myamazighen.wordpress.com/2009/04/30/comptoir-darna-marrakech/flyers_happening_09/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5279" title="flyers_happening_09" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/04/flyers_happening_09.jpg?w=299" alt="flyers_happening_09" width="299" height="300" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[prossimamente, Kazuo Ishiguro, Notturni]]></title>
<link>http://buoneletture.wordpress.com/2009/04/23/prossimamente-kazuo-ishiguro-notturni/</link>
<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 12:28:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>atlantidelibri</dc:creator>
<guid>http://buoneletture.wordpress.com/2009/04/23/prossimamente-kazuo-ishiguro-notturni/</guid>
<description><![CDATA[KAZUO ISHIGURO, NOTTURNI, EINAUDI Storie di musica e crepuscolo I racconti di cinque musicisti che a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>KAZUO ISHIGURO, NOTTURNI, EINAUDI</p>
<p>Storie di musica e crepuscolo</strong></p>
<p>I racconti di cinque musicisti che affrontano il lato piú notturno e oscuro della loro arte e della loro vita Cinque storie di musica e malintesi, di abbandoni e incontri, di musicisti e amanti, cinque «pezzi» tanto brillanti e pieni di una comicità assurda, stralunata quanto capaci di improvvise note malinconiche e crepuscolari.<br />
Tony Gardner è un cantante americano, uno di quei crooner ormai passati di moda che difficilmente verrà fermato per un autografo. Eppure a Venezia, dove è in vacanza, viene riconosciuto da Jan, un ragazzo polacco che suona in una delle orchestrine dei caffè in piazza San Marco. Tony Gardner era l&#8217;idolo di sua madre, quando procurarsi un disco americano dietro la cortina di ferro era un&#8217;impresa, per cui non riesce a trattenersi dall&#8217;avvicinarlo e a prestarsi al favore che il crooner gli chiede: a bordo di una gondola dovrebbe accompagnare lo stesso Gardner che sotto la finestra della moglie canta alcuni<br />
suoi vecchi successi. Una romantica serenata? Jan ne è convinto, ma la realtà si rivela molto piú amara. Oppure: un sassofonista jazz, talentuoso ma dal successo mediocre, decide di assecondare le richieste del suo agente e della moglie e si sottopone a un radicale intervento di chirurgia estetica. Durante la convalescenza, con il volto fasciato dalle bende, conosce la sua vicina di stanza (anche lei col volto fasciato). Il legame con la donna, fugace,<br />
lo spingerà a riconsiderare la sua vita. E poi: un chitarrista spiantato che costretto a servire ai tavoli nel ristorante della sorella, conosce due strani turisti svizzeri spersi in mezzo alla campagna inglese; una misteriosa violoncellista che si nasconde dal futuro marito; una coppia in crisi e un amico che cerca di farli riappacificare, magari grazie a una canzone di Sarah Vaughan, ma correndo il rischio di infilarsi in un guaio ancora peggiore.<br />
Cinque storie dalle diverse tonalità, ma che allo stesso tempo condividono personaggi e situazioni facendosi leggere quasi come un romanzo; un&#8217;unica<br />
riflessione (che Ishiguro elabora con la consueta sensibilità) sul successo, la fama, il fardello della creazione artistica, la fedeltà alla propria ispirazione.</p>
<p>Kazuo Ishiguro<br />
Traduzione di Susanna Basso<br />
Kazuo Ishiguro è nato a Nagasaki nel 1954 e si è trasferito con la famiglia in Inghilterra nel 1960.<br />
Tutti i suoi romanzi sono tradotti in italia da Einaudi: Un pallido orizzonte di colline (1982), Un artista del mondo fluttuante (1986), Quel che resta del giorno (1989), Gli inconsolabili (1995), Quando eravamo orfani (2000) e Non lasciarmi (2006).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'osteria all'angolo]]></title>
<link>http://danielemarzocchi.wordpress.com/2009/03/21/losteria-allangolo/</link>
<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 11:07:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Daniele Marzocchi</dc:creator>
<guid>http://danielemarzocchi.wordpress.com/2009/03/21/losteria-allangolo/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-13" title="00010" src="http://danielemarzocchi.wordpress.com/files/2009/03/00010.jpg" alt="00010" width="500" height="333" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nottata alla finestra]]></title>
<link>http://danielemarzocchi.wordpress.com/2009/03/21/nottata-alla-finestra/</link>
<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 01:30:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Daniele Marzocchi</dc:creator>
<guid>http://danielemarzocchi.wordpress.com/2009/03/21/nottata-alla-finestra/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-10" title="000982" src="http://danielemarzocchi.wordpress.com/files/2009/03/000982.jpg" alt="000982" width="500" height="334" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CILENTO, BLITZ DEI CC IN QUATTRO CLUB PRIVE']]></title>
<link>http://agropolilive.com/2009/01/25/cilento-blitz-dei-cc-in-quattro-club-prive/</link>
<pubDate>Sun, 25 Jan 2009 22:29:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>mimillo</dc:creator>
<guid>http://agropolilive.com/2009/01/25/cilento-blitz-dei-cc-in-quattro-club-prive/</guid>
<description><![CDATA[Blitz nei club privè del Cilento, multati i titolari di quattro circoli. I carabinieri della compagn]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Blitz nei club privè del Cilento, multati i titolari di quattro circoli</strong>. I carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania, agli ordini del <strong>capitano Daniele Campa</strong>, l’altra notte hanno passato al setaccio numerosi locali notturni nei comuni di Vallo della Lucania, Omignano e Casal Velino. <strong>Tutti i circoli controllati sono stati multati per aver fatto entrare persone non munite di tessere e quindi non socie.</strong> Per due strutture i carabinieri hanno anche chiesto ai sindaci dei comuni di appartenenza la chiusura dei locali, poiché recidivi nel non rispetto delle vigenti normative in materia. <strong> In pratica i circoli, esenti da tasse, si comportavano come dei normali esercizi commerciali</strong> permettendo l’ingresso anche ai non soci e offrendo in cambio servizi a pagamento come bar, ristorazione e intrattenimento con bellissime ballerine. <strong>Una quarantina i clienti che l’altra notte sono stati identificati.</strong> Tra questi molti insospettabili agiati professionisti, commercianti e imprenditori della zona. I carabinieri hanno effettuato il blitz dopo una lunga attivitá di osservazione che durava da alcune settimane, per controllare anche eventuali presenze di donne extracomunitarie.  Le ballerine e le intrattenitrici sorprese dai militari sono, però, risultate tutte in regola. Si tratta di <strong>una quindicina di avvenenti donne dell’Europa dell’Est</strong>, di nazionalitá russa, rumena, polacca ed ucraina.  Secondo i carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania , nel club privè i clienti, quasi tutti non soci, pagavano costosi ticket d’ingresso proprio per intrattenersi con le ballerine.</p>
<p>fonte www.julienews.it</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[.Zero]]></title>
<link>http://muffies.wordpress.com/2008/11/26/10/</link>
<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 21:05:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>muffies</dc:creator>
<guid>http://muffies.wordpress.com/2008/11/26/10/</guid>
<description><![CDATA[Oh Well. L&#8217;ennesimo &#8220;inizio da zero&#8221;. &#8230;&#8217;Sera? Già. Chi è &#8217;sta de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div style="text-align:right;"><img style="float:right;margin:0 0 10px 10px;" src="http://i190.photobucket.com/albums/z145/bobichan/tizio1.png" alt="" align="cssRight" /><span style="font-family:Georgia;font-size:x-small;">Oh Well. L&#8217;ennesimo &#8220;inizio da zero&#8221;.</p>
<p>&#8230;&#8217;Sera? Già. <em>Chi è &#8217;sta deficiente che scrive, regia!</em></p>
<p>Two Faced da più o meno due anni, Annamaria da quindici. Una persona normalissima, ordinaria.</p>
<p>Talmente ordinaria e anonima che è capace di preparare a scuola il post per un blog con l&#8217;ipod nelle orecchie dopo un compito di latino e non farsi notare da nessuno. (La mano sull&#8217;orecchio, la sciarpona iraniana e il felpone aiutano molto.)</p>
<p></span></p>
<p><span style="font-family:Georgia;font-size:x-small;">Logorroica. Soprattutto quando si tratta di se. E questo vuol dire anche schifosamente Egocentrica. Materialista. Si può esaltare per una spilla in più o una cintura colorata. Ossessionata dai particolari, dalla qualitàà. Non sono modaiola, non confondetevi nelle vostre testoline scempie. </span></p>
<p><span style="font-family:Georgia;font-size:x-small;">Odio diversificarmi. Ci tengo particolarmente a dirlo. Sono abbastanza scontata e banale, o almeno, abbastanza da non ficcarmi tra gli &#8220;emo pànc scìn royal shitty bbbrutal&#8221; che girano così tanto nel web. Ma fottetevi un pò, via.</span><br />
<span style="font-family:Georgia;font-size:x-small;"><br />
E così come penso che differenziarsi in questo senso sia patetico, stesso penso del fare il vip o il superiore. Finché caghiamo tutti allo stesso modo non abbiamo motivo di sentirci migliori. Anche i vippi sono stitici, eh.</span></p>
<p>(Che aggiungiamo tra i vari aggettivi, &#8220;sboccata&#8221; o &#8220;volgare&#8221;?)</p>
<p><span style="font-family:Georgia;font-size:x-small;">Coos&#8217;altro. Mhm, non mi viene in mente niente. Fangherlabbestia, Abbagascia (scritto proprio così, lords), con la testa a vent&#8217;anni indietro rispetto ai giorni nostri, mi hanno dato parecchie volte della stronza. </span></p>
<p><span style="font-family:Georgia;font-size:x-small;">Faccio pseudo grafica, pseudo disegni (eh, guarda qua.), leggo alquanto, chatto come una bimbaminkia. Non sono fissata così taanto col giappone. Leggo anche wolverine, eh. </span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="font-family:Georgia;font-size:x-small;">E sono la cosa più incoerente e criticabile che possiate considerare. O almeno, che IO conosca. </span></p>
<div style="text-align:left;"><span style="font-family:Georgia;font-size:x-small;">Che abbia esagerato un pò&#8230;?</p>
<p>Ma andate in pace, la miseria.</p>
<p></span></div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La sera di fiera]]></title>
<link>http://linutile.wordpress.com/2008/09/09/la-sera-di-fiera/</link>
<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 13:13:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>V. Birra</dc:creator>
<guid>http://linutile.wordpress.com/2008/09/09/la-sera-di-fiera/</guid>
<description><![CDATA[di Dino Campana la foto è stata trovata qui Il cuore stasera mi disse: non sai? La rosabruna incante]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>di Dino Campana</em></p>
<p><img class="alignnone" title="asd" src="http://img379.imageshack.us/img379/6149/asdvc6.jpg" alt="" width="499" height="376" /></p>
<h5 style="text-align:right;">la foto è stata trovata <a href="http://www.flickr.com/photos/c0ntr0/2295538085/" target="_blank">qui</a></h5>
<p>Il cuore stasera mi disse: non sai?<br />
La rosabruna incantevole<br />
Dorata da una chioma bionda:<br />
E dagli occhi lucenti e bruni: colei che di grazia imperiale<br />
Incantava la rosea<br />
Freschezza dei mattini:<br />
E tu seguivi nell&#8217;aria<br />
La fresca incarnazione di un mattutino sogno:<br />
E soleva vagare quando il sogno<br />
E il profumo velavano le stelle<br />
(Che tu amavi guardar dietro i cancelli<br />
Le stelle le pallide notturne):<br />
Che soleva passare silenziosa<br />
E bianca come un volo di colombe<br />
Certo è morta: non sai?<!--more--><br />
Era la notte<br />
Di fiera della perfida Babele<br />
Salente in fasci verso un cielo affastellato un paradiso di fiamma<br />
In lubrici fischi grotteschi<br />
E tintinnare d&#8217;angeliche campanelle<br />
E gridi e voci di prostitute<br />
E pantomime d&#8217;Ofelia<br />
Stillate dall&#8217;umile pianto delle lampade elettriche</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Una canzonetta volgaruccia era morta<br />
E mi aveva lasciato il cuore nel dolore<br />
E me ne andavo errando senz&#8217;amore<br />
Lasciando il cuore mio di porta in porta:<br />
Con Lei che non è nata eppure è morta<br />
E mi ha lasciato il cuore senz&#8217;amore:<br />
Eppure il cuore porta nel dolore:<br />
Lasciando il cuore mio di porta in porta.</p>
<p style="text-align:center;">
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pacha Club di Marrakech.]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/2008/08/02/pacha-club-di-marrakech/</link>
<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 07:04:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://myamazighen.wordpress.com/2008/08/02/pacha-club-di-marrakech/</guid>
<description><![CDATA[Controllando le parole chiave di ricerca sul blog ho trovato veramente molte richieste di informazio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Controllando le parole chiave di ricerca sul blog ho trovato veramente molte richieste di informazioni sul <strong>Pacha</strong> di <strong>Marrakech</strong>. A<a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/08/pachaingresso.jpg"><img class="size-medium wp-image-475  alignleft" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/08/pachaingresso.jpg?w=240" alt="" width="240" height="125" /></a><a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/08/logopacha.jpg"></a> richiesta allora, vi passo qualche informazione più dettagliata rispetto al post sulle notti di Marrakech nella Cat. <strong>Nightlife</strong>. Questo Club che, recita il sottologo, é il più grande Club dell&#8217;Africa per dimensioni, si trova nella zona dei grandi, anzi enormi, hotels di Marrakech. Conta <strong>due piscine</strong>, due ristoranti e il Chill Out Discoteca. Quindi non c&#8217;é che l&#8217;imbarazzo della scelta per tutti gli amanti della vita notturna, in questo caso esotica. Il Club Disco é riuscito a forgiarsi di un identità musicale molto importante e riconosciuta attraverso suoni progressive, <strong>deep house</strong>, house ed <strong>electro</strong>. Il Pacha ha una programmazione musicale eccezionale e richiama<strong> clubber</strong> da tutto il mondo. E&#8217; ad oggi considerato come uno dei <strong>Top Club House</strong> al mondo e tutti i<strong> DJ</strong> più importanti sono passati da queste parti a mixare la loro musica, da <strong>Tiesto</strong> a <strong>Roger Sanchez</strong> passando per <strong>David Guetta</strong>. Sino a fine agosto tutte le sere dalle 23.00, dalla domenica al venersi il <strong>DJ Van</strong> con i suoi suoni <strong>ultralounge</strong> e il <strong>DJ Pedro</strong> con suoni salsa infiammeranno il dancefloor della discoteca sino all&#8217;alba. <a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/08/arton2497.jpg"><img class="size-medium wp-image-473   alignright" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/08/arton2497.jpg?w=250" alt="" width="250" height="250" /></a>Il costo di ingresso per queste serate é di 200 Dh, consumazione a parte ovviamente.  Capitolo a parte i ristoranti. Il <strong>Crystal Restaurant Lounge</strong> é situato tra il giardino e le piscine. Un decoro bianco, zen con tendenze art-deco&#8217;. <strong>Esotico</strong>, ma mai oltre misura, prevede una cucina <strong>mediterranea</strong>, oserei dire all&#8217;80% <strong>italiana</strong>, con la regia di <strong>Alain Ducasse</strong>. Nel menù del Crystal trovate la <strong>mozzarella</strong> &#8220;da tagliare al coltello (!) con pesto di basilico (!!) a 9 Euro. Varietà di <strong>pizze </strong>a partire da quella con le olive nere (8 Euro) arrivando alla marinara con calamari, molluschi e legumi (12 Euro). Queste le entrée, gli antipasti come si dice in francese. Nei primi piatti la cucina italiana é sempre la padrona con <strong>gnocchi</strong> &#8220;semplicemente al parmigiano e olio di oliva (11 Euro), il riso <strong>Arborio</strong> con gamberi e mascarpone (22 Euro), <strong>tagliatelle </strong>di salmone affumicato, coriandolo e limone dolce (19 Euro). Nei dolci una scelta infinita ma degno di nota il <strong>cappuccino </strong>al cioccolato e<strong> granita</strong> al caffé (11 Euro). Come avrete notato prezzi europei per una clientela europea. Il secondo ristorante é il<strong> Jana</strong>. Un <strong>Riad costruito ex-novo</strong>, su due livelli, molto charme, candele sparse ovunque, salottini privé per consumare un dinner in modo intimo, un personale qualificato. <a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/08/pachainterno.jpg"><img class="size-medium wp-image-476  alignleft" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/08/pachainterno.jpg?w=240" alt="" width="240" height="163" /></a>Gli ingredienti ci sono tutti, <strong>manca </strong>soltanto un po&#8217; di fascino <strong>old</strong>, di <strong>autentico</strong>, quello che si percepisce nei veri Riad della Medina. La carta propone diversi tipi di menù fissi: vi sottolineo il menù <strong>Safran</strong> a 60 Euro oppure il <strong>Cannelle</strong> a 50 Euro, sempre a persona, vini esclusi. In queste due tipologie troverete la famosa<strong> pastilla</strong> di pollo, la<strong> tanja marrakchi</strong> o il <strong>cous cous</strong> l&#8217;Faya ai 7 legumi e via discorrendo. Il fil rouge resta l&#8217;autenticità dei sapori tradizionali della cucina marocchina, a volte con un accenno di fantasia francese ad alleggerire il tutto. Se siete quelli della serie &#8220;<strong>io ci sono stato</strong>&#8221; il<strong> Pacha, the biggest Club in Africa</strong>,  é assolutamente da non perdere.</p>
<p>Chill Out &#8211; Restaurant Jana &#8211; Crystal Restaurant Lounge</p>
<p>Pacha Club &#8211; Nouvelle zone hotellier de l&#8217;Aguedal &#8211; Blv Mohammed VI (ex avenue de France)</p>
<p>Marrakech -  Infos 00212- (0) 24 388400</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ritmi dal Sol Levante per i Notturni in città]]></title>
<link>http://incuzzo.wordpress.com/2008/07/17/ritmi-dal-sol-levante-per-i-notturni-in-citta/</link>
<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 22:45:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>incuzzo</dc:creator>
<guid>http://incuzzo.wordpress.com/2008/07/17/ritmi-dal-sol-levante-per-i-notturni-in-citta/</guid>
<description><![CDATA[Cattedrali di ritmi, suoni profondi e arcani che ricreano atmosfere che sanno di occulto. Uno spetta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Cattedrali di ritmi, suoni profondi e arcani che ricreano atmosfere che sanno di occulto. Uno spettacolo sonoro ma anche visivo quello ricreato dai tamburi giapponesi taiko che  stasera, a Villa Reale (ore 21.30), sono protagonisti del settimo appuntamenti della rassegna Notturni in Villa. Gong e tamburi rituali capitanati da Joji Hirota che fa conoscere a Milano la tradizione di percussioni tradizionalmente chiamate ad accompagnare i riti. Nella cultura giapponese i tamburi, taiko appunto, sono considerati di discendenza divina. Il tamburo assume molte connotazioni: è voce della terra, congiunge umano e divino, è strumento fondamentale nelle cerimonie religiose e civili, ed è protagonista nel teatro.  </p>
<p>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276710 </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La notte pazza a Marrakech!]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/2008/06/20/la-notte-pazza-a-marrakech/</link>
<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 20:27:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://myamazighen.wordpress.com/2008/06/20/la-notte-pazza-a-marrakech/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;E se vuoi regalami una notte, pensa ad una notte pazza a Marrakech&#8220;, cantava Mina in un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/06/mina.jpg"></a><a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/06/mina1.jpg"><img class="size-medium wp-image-104 alignleft" style="float:left;" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/06/mina1.jpg?w=117" alt="" width="117" height="126" /></a>&#8220;<em>E se vuoi regalami una <strong>notte</strong>, pensa ad una notte <strong>pazza </strong>a <strong>Marrakech</strong></em>&#8220;, cantava <strong>Mina</strong> in una bella canzone firmata da <strong>Gaetano Veloso</strong> negli anni &#8216;80. A volte ascolto questa canzone nel Riad e, <strong>sorridendo</strong>, penso che é davvero pazza, <strong>magnificamente pazza</strong>. Ora più che mai le proposte notturne sono diventate centinaia e si fa fatica a restare aggiornati e <strong>uptodate</strong> su tutte le aperture di <strong>Clubs</strong>, Disco, <strong>Lounge Bar</strong> e quant&#8217;altro. Se siete della serie &#8220;<strong>trendyatuttiicostiii</strong>&#8221; i locali pù gettonati sono il <strong>Pacha</strong>, omonimo di <strong>Ibiza</strong>, che nel suo logo ha inserito &#8220;Il Club più grande di tutta l&#8217;Africa&#8221;. Ed é vero perché al Pacha, oltre alla discoteca, sono presenti <strong>due piscine</strong> e due ristoranti. Ovviamente i prezzi sono &#8220;<strong>europei</strong>&#8221; e, normalmente, é frequentato da turisti spendaccioni che ordinano<strong> Cristal </strong>come acqua minerale. Altro locale di tendenza é il <strong>Théatro</strong> situato nella parte europea di Marrakech, nella zona del bellissimo boulevard <strong>Mohammed VI</strong>, davanti al <strong>Palais dei Congressi</strong>. Ambiente raffinato, giochi optical black &#38; white, gigantografie alla &#8220;Andy Wharol&#8221; alle pareti e tocchi di <strong>rosso Ferrari</strong> ovunque, della serie &#8220;<strong>iodevoesserci!</strong>&#8220;.  Potrei andare avanti all&#8217;infinito ma vi rimando alla <strong>Cat.Nightlife</strong> dove troverete le varie <strong>recensioni</strong> dei locali che ho visitato. <a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/06/mvinuit.jpg"><img class="size-medium wp-image-105 alignright" style="float:right;" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/06/mvinuit.jpg?w=130" alt="" width="163" height="109" /></a>Io personalmente sono per le cose &#8220;nostrane&#8221;, pane al pane, <strong>couscous al couscous</strong>, quindi ho deciso che il locale GIUSTO <strong>non é quello trendy</strong> ma quello <strong>storico ed esotico</strong> (non <strong>etnico</strong>, parola fin troppo <strong>abusata</strong> da queste parti), quindi la discoteca <strong>Diamant Noire</strong> lo é. E&#8217; la discoteca dove si possono incontrare marocchini e turisti, divertente, <strong>naif</strong>, stile anni&#8217;80, mai pienissima, su due livelli con musica varia, aperta da parecchi anni dietro all&#8217;<strong>Hotel Marrakech</strong>, a Gueliz, pochi passi oltre al rotonda della fontana di <strong>Place de la Libertè</strong>. E&#8217; una discoteca &#8220;mista&#8221; frequentata da diversi target di clientela, mai volgare pero&#8217; e sempre divertente. I marocchini sono aperti ed espansivi quindi nel giro di pochi minuti potrete conoscere un sacco di gente divertente e passare una serata <strong>Intriganteee</strong>!&#8230;il dopo serata sono affari vostri&#8230; Comunque sia la<strong> Ville Rouge</strong> offre tanto ai nottambuli e a tutti gli animali notturni in circolazione quindi citando ancora una volta la canzone di Mina<strong>  fatevi regalare</strong> o regalatevi una notte pazza a Marrakech (anche due o tre!).</p>
<p>Mina &#8211; Marrakech      <a href="http://www.youtube.com/watch?v=wYEa_PqxHdo">http://www.youtube.com/watch?v=wYEa_PqxHdo</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Racconti Notturni di E.T.A. Hoffmann]]></title>
<link>http://retroguardia2.wordpress.com/2008/05/08/racconti-notturni-di-eta-hoffmann/</link>
<pubDate>Thu, 08 May 2008 08:30:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesco sasso</dc:creator>
<guid>http://retroguardia2.wordpress.com/2008/05/08/racconti-notturni-di-eta-hoffmann/</guid>
<description><![CDATA[Nel luglio del 2003 dedicai molto del mio tempo allo studio della letteratura fantastica con una par]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Nel luglio del 2003 dedicai molto del mio tempo allo studio della letteratura fantastica con una par]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ella]]></title>
<link>http://quattordicisettembre.wordpress.com/2008/03/16/ella/</link>
<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 19:28:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>quattordicisettembre</dc:creator>
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<description><![CDATA[Inspira ogni memoria. Così al navigante di quel vento all&#8217;onda, rilascia fiato al volto amato ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="left">Inspira ogni memoria.</p>
<p align="left">Così al navigante</p>
<p align="left">di quel vento all&#8217;onda, rilascia</p>
<p align="left">fiato al volto amato</p>
<p align="center">&#160;</p>
<p align="center">&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cielo]]></title>
<link>http://quattordicisettembre.wordpress.com/2008/02/12/cielo-2/</link>
<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 23:01:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>quattordicisettembre</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ancora la notte discesa dall&#8217;universo, insorge nell&#8217;anima lenta scopre chiare stelle nel]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ancora la notte</p>
<p>discesa dall&#8217;universo, insorge</p>
<p>nell&#8217;anima lenta</p>
<p>scopre chiare stelle nell&#8217;alto</p>
<p>come bocciolo</p>
<p>al sogno, fragile sguardo</p>
<p>sei, al cospetto immensa</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[In cammino]]></title>
<link>http://quattordicisettembre.wordpress.com/2008/02/03/in-cammino/</link>
<pubDate>Sun, 03 Feb 2008 17:17:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>quattordicisettembre</dc:creator>
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<description><![CDATA[  Passo dopo passo dentro la notte.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://quattordicisettembre.wordpress.com/files/2008/02/notte.jpg" title="notte.jpg"></a><a href="http://quattordicisettembre.wordpress.com/files/2008/02/notte_.jpg" title="notte_.jpg"><img src="http://quattordicisettembre.wordpress.com/files/2008/02/notte_.jpg" alt="notte_.jpg" /></a> </p>
<p>Passo</p>
<p>dopo passo</p>
<p>dentro la notte.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
