<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>oriente &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/oriente/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "oriente"</description>
	<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 21:43:21 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Haji]]></title>
<link>http://ale1980italy.wordpress.com/2009/11/27/haji/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 08:22:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessio in Asia</dc:creator>
<guid>http://ale1980italy.wordpress.com/2009/11/27/haji/</guid>
<description><![CDATA[In questi giorni circa 3 milioni di pellegrini musulmani sono arrivati a La Mecca, in Arabia Saudita]]></description>
<content:encoded><![CDATA[In questi giorni circa 3 milioni di pellegrini musulmani sono arrivati a La Mecca, in Arabia Saudita]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["I leoni danzanti" sono in piazza Dante a Campi Bisenzio sabato 28 novembre alle ore 10]]></title>
<link>http://campibisenzio.wordpress.com/2009/11/25/i-leoni-danzanti-sono-in-piazza-dante-a-campi-bisenzio-sabato-28-novembre-alle-ore-10/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 05:35:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>campibisenzio</dc:creator>
<guid>http://campibisenzio.wordpress.com/2009/11/25/i-leoni-danzanti-sono-in-piazza-dante-a-campi-bisenzio-sabato-28-novembre-alle-ore-10/</guid>
<description><![CDATA[Sabato 28 novembre ore 10 in piazza Dante ci sarà uno spettacolo offerto dall&#8217; Associazione Im]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong>Sabato<a href="http://www.comune.campi-bisenzio.fi.it/flex/images/D.1bf0f2378b6f6780c8f7/danzadeleonejpg.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5603" title="fondazione" src="http://www.comune.campi-bisenzio.fi.it/flex/images/D.1bf0f2378b6f6780c8f7/danzadeleonejpg.jpg?w=285" alt="" width="250" height="171" /></a> 28 novembre ore 10</strong> in piazza Dante ci sarà uno spettacolo offerto dall&#8217; Associazione Imprenditori Cinesi. La <strong>danza del leone</strong> è una danza rituale usata in tutto l&#8217; Oriente ed eseguita, in diverse occasioni della vita sociale, per propiziare buoni auspici e fortuna. In Cina, in occasione del capodanno migliaia di leoni e draghi danzano per le strade come segno di buon augurio e di saluto per un nuovo anno ricco e fortunato.<br />
La danza affonda le sue radici nella più antica cultura orientale; la leggenda identifica il Leone originariamente come animale salvatore di villaggi infestati da mostri e di grandi disgrazie, poi come sinonimo di abbondanza, benessere, fortuna e prosperità, tanto da innalzarlo, insieme al Drago, come animale simbolo della Cina. <a href="http://www.comune.campi-bisenzio.fi.it/flex/images/D.0e29f39743c426131a2b/danzadeleone2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5603" title="fondazione" src="http://www.comune.campi-bisenzio.fi.it/flex/images/D.0e29f39743c426131a2b/danzadeleone2.jpg?w=285" alt="" width="250" height="171" /></a>Tecnicamente sono richiesti due atleti, uno gestisce la parte superiore del corpo, controllando le zampe anteriori, il movimento della testa, degli occhi e della bocca, l&#8217;altro ha una visuale piuttosto ridotta, si occupa del corpo e della coda ed è agganciato al primo, controlla i movimenti delle zampe posteriori e del bacino e deve essere abile nel mimare con le movenze del corpo, gli atteggiamenti eseguiti dalla testa. La danza e&#8217; accompagnata da un sottofondo musicale che prevede un Tamburo, due Piatti ed il Gong. Il Tamburo e&#8217; molto importante in tutta la rappresentazione perche&#8217; scandisce il ritmo ed impone I movimenti che il leone dovra&#8217; eseguire. Chi suona i Piatti si dispone di fianco al tamburo con il viso rivolto verso il musicista che mantiene il suo sguardo attentamente sul leone. (<a href="http://www.comune.campi-bisenzio.fi.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/5694" target="_blank">Tratto dal sito del Comune di Campi Bisenzio</a>).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Japonesita con vibrador en el metro]]></title>
<link>http://tiramelaneta.wordpress.com/2009/11/25/japonesita-con-vibrador-en-el-metro/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 01:07:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>tiramelaneta</dc:creator>
<guid>http://tiramelaneta.wordpress.com/2009/11/25/japonesita-con-vibrador-en-el-metro/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Espero que nadie se de cuenta&#8221; ¡¿Que carajos!?  ¡Diablos, sabia que en el lejano Japon ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://tiramelaneta.wordpress.com/files/2009/11/japonesita-con-vibrador.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6460" title="japonesita con vibrador" src="http://tiramelaneta.wordpress.com/files/2009/11/japonesita-con-vibrador.jpg?w=275" alt="" width="275" height="300" /></a><strong><em>&#8220;Espero que nadie se de cuenta&#8221;</em></strong></p>
<p style="text-align:left;"><strong>¡¿Que carajos!?  ¡Diablos, sabia que en el lejano Japon son de mente abierta, muy respetuosos y que no se meten con nadie, pero esto ya es pasarse de la raya! Una chiquilla golosa no aguanto la ganas de tener algo grueso y duro adentro y de plano se metio su vibrador en la cotocha y muy quitada de la pena viajo asi hasta su hogar. Como pueden ver, nadie se dio cuenta (exepto el fotografo) Un cabron esta en la pendeja viendo hacia la ventanilla. Una anciana se quedo jetona  y no sabemos si la demas gente del metro se dio color de que una zorrita se estaba dando placer artificial frente a sus jetas, pues la foto no capto mas. ¡Chale, alla en Niponia si que estan raros y lo que mas coraje da, es que, habiendo tantos tiranetas urgidos en el mundo que darian un brazo por darle la revolcada de su vida a una hembra como esa, la muy tarada prefiera las cosquillas de un vil aparato! No mamen, no es justo, me cae&#8230;</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stato impresa famiglia individuo]]></title>
<link>http://stronggrond.wordpress.com/2009/11/23/stato-impresa-famiglia-individuo/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 22:46:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>stronggrond</dc:creator>
<guid>http://stronggrond.wordpress.com/2009/11/23/stato-impresa-famiglia-individuo/</guid>
<description><![CDATA[In quest&#8217;ordine, dal più importante al meno importante: non è l&#8217;italia, questa, per fort]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>In quest&#8217;ordine, dal più importante al meno importante: non è l&#8217;italia, questa, per fortuna.</p>
<p>L&#8217;individuo realizza valore quando forma una famiglia, la quale beneficia della luce emanata dall&#8217;azienda per la quale l&#8217;individuo lavora e dalla quale trae sostenetamento, nella misura in cui questi è capace di vendersi all&#8217;azienda. Ma il valore supremo è lo Stato, al quale sacrificare il benessere insividuale.</p>
<p>Echi fascisti, pericolosi, che permeano le menti. Echi fascisti che giustificano il giogo, cui l&#8217;italiano non deve più soggiacere. Ce ne siamo liberati, ma il mostro sta tornando, celato dietro il volto anestetizzato dell&#8217;affascinante strisciante passione d&#8217;oriente.</p>
<p>Silvio è solo il fantoccio, anche divertente, in mano ad un sistema più grande. Silvio è il male minore, il contabarzellette del bar sport, che forse alla fine fa quello che può, per sè e anche per l&#8217;Italia. E&#8217; il nostro male politico, ma il male più grande è nelle nostre anime, ammaliate da una culura del consumo e del potere, che hanno completamente annichilito l&#8217;idea stessa di individuo e di responsabilità individuale</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Semana de outros orientes]]></title>
<link>http://novono.wordpress.com/2009/11/22/semana-de-outros-orientes/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 18:48:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Filipe Antolin</dc:creator>
<guid>http://novono.wordpress.com/2009/11/22/semana-de-outros-orientes/</guid>
<description><![CDATA[Definitivamente de regresso por aqui e com uma proposta de influências asiáticas durante uma semana.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Definitivamente de regresso por aqui e com uma proposta de influências asiáticas durante uma semana.]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Combattimenti tra cavalli - nuovo passatempo in Cina]]></title>
<link>http://adrianotrento.wordpress.com/2009/11/21/combattimenti-tra-cavalli-nuovo-passatempo-in-cina/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 23:23:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Adriano Trento</dc:creator>
<guid>http://adrianotrento.wordpress.com/2009/11/21/combattimenti-tra-cavalli-nuovo-passatempo-in-cina/</guid>
<description><![CDATA[Combattimenti tra cavalli &#8211; nuovo passatempo in Cina Ecco il nuovo passatempo che ha preso mol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2007/03/03/CAVALLI.jpg" alt="" width="372" height="500" />Combattimenti tra cavalli &#8211; nuovo passatempo in Cina</p>
<p>Ecco il nuovo passatempo che ha preso molto piede in Cina e in Corea, non ci si accontenta più di far combattere i cani o i galli, adesso tocca anche ai cavalli. Nonostante si tratti di un animale erbivoro, si riesce ad istigarlo a combattere con un suo simile. I due animali sono legati con delle corde che li impediscono la fuga, poi vengono picchiati e assordati per essere aggressivi in più viene usata anche la presenza di una femmina in calore imbottita con gli ormoni. I due contendenti hanno però il destino segnato, il perdente viene subito macellato e consumato dal pubblico, ma spesso anche il vincitore ci lascia le penne per le ferite.<br />
Nonostante la violenza dell&#8217;evento nei paesi orientali è pienamente legale con un ovvio giro di scommesse che lo segue. Tra il pubblilco spesso sono presenti famiglie intere con i bambini.</p>
<p>[Foto: Corriere]</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/dlxf-a3U-KM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/dlxf-a3U-KM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[UNA GUERRA TOTALMENTE INUTIL]]></title>
<link>http://ramrockmanchesterunited.wordpress.com/2009/11/19/una-guerra-totalmente-inutil/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 18:46:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>ramrockmanchesterunited</dc:creator>
<guid>http://ramrockmanchesterunited.wordpress.com/2009/11/19/una-guerra-totalmente-inutil/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; ”Una guerra terriblemente inútil&#8220;   (15 de noviembre de 2009) Guido Maisuls Kiriat Bial]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#160;</p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong><em><span style="text-decoration:underline;">”</span></em></strong><strong><em><span style="text-decoration:underline;">Una guerra terriblemente inútil</span></em></strong><strong><em><span style="text-decoration:underline;">&#8220;</span></em></strong><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong>(15 de noviembre de 2009)</strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr">
<strong><em>Guido Maisuls<br />
Kiriat Bialik, Israel, IL</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong>La guerra es la peor de las tragedias que nos pueden ocurrir a los seres humanos, es la forma mas errónea que disponemos los hombres para demostrar nuestra imperfección, es nuestra reiterada incapacidad de resolver nuestras diferencias por otros medios mucho mas racionales y lógicos, mucho mas humanos. El logro mas elevado al que podemos aspirar, es llegar algún día a comprender y  a concretar esta lucida y profunda conclusión de Ari Folman: &#8220;La guerra es terriblemente inútil&#8221;</strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong><em>He rodado &#8220;Vals con Bashir&#8221; desde el punto de vista de un soldado cualquiera, y solo puede concluirse que la guerra es terriblemente inútil. No tiene nada que ver con las películas estadounidenses. No tiene nada de glamoroso ni de glorioso. No son más que hombres muy jóvenes, que no van a ninguna parte y que disparan contra desconocidos, les disparan desconocidos, y que vuelven a su casa intentando olvidarlo todo. Algunas veces lo consiguen. Pero no ocurre en la mayoría de los casos. </em></strong><strong>Ari Folman.</strong><strong> </strong><strong>Director y guionista: VALS CON BASHIR (2007). </strong></p>
<p dir="ltr"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong>El tremendo genocidio cometido por Rusia ha exterminado alrededor de 100.000 chechenios, uno de cada diez civiles, ante la permisividad y apatía del mundo occidental que se dicen defensores de la paz y de los derechos humanos, no tienen ningún reproche hacia los herederos del KGB, hacia los  Vladimir Putin y sucesores, que ejecutaron en Chechenia uno de los mayores genocidios de los últimos tiempos, mirando  hacia otro lado y recibiéndolos con gran pompa en las cumbres internacionales.</strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong>En la región de Darfur, al oeste de Sudán, el presidente Omar al Bashir</strong> <strong>y sus secuaces han perpetrado un espantoso genocidio,  ante la indiferencia generalizada de la opinión pública y los lideres de Occidente y la habitual y previsible impotencia de la ONU. En el último dato oficial del 2007 se considera que el número de muertes por el conflicto se aproxima a las 750.000 fallecidos por el hambre y la masacre. Las victimas del genocidio (negros y pobres) han pasado simplemente al anónimo y silencioso rincón universal del olvido.</strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong>Los líderes y los detentadores del poder económico y militar mundial no hacen nada para evitar el próximo genocidio nuclear que al igual que Hiroshima y Nagasaki amenaza repetirse pero esta vez multiplicado en poder y destrucción. Sus líderes solo parlotean y desvían las posibles acciones hacia imposibles e hipócritas intentos de negociaciones con psicópatas criminales como Ahmanideyiad y sus secuaces.</strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong><em>&#8220;Ellos podrían lograr en cuestión de segundos lo que hizo Hitler, y matar a seis millones de judíos, literalmente&#8221; &#8220;hay relojes marchando. Uno de estos relojes es el reloj del enriquecimiento de uranio, que muestran que en una fecha determinada, los iraníes tendrán suficiente uranio altamente enriquecido para crear una bomba que podría literalmente borrar a Israel del mapa en cuestión de segundos&#8221;.</em></strong><strong> Embajador de Israel en los EE.UU., Michael Oren.</strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong>Ante la persistencia de una mitificación de la verdadera realidad de este conflicto casi eterno en la que se ve permanentemente afectada la seguridad  de nuestra querida Israel, los zionófobos aportan supuestas pautas y pareceres que deslegitiman los derechos elementales y básicos de Israel a defenderse de los espurios intereses del fundamentalismo islámico y de los antisemitas de siempre que solo intentan destruir esta realización histórica que es la existencia y continuidad de nuestro hogar nacional en esta tierra donde nuestros antepasados forjaron nuestra cultura e identidad nacional</strong><strong>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong>En 1947 la O.N.U. voto a favor de la partición de Palestina por dos estados y entonces los países árabes la rechazaron violentamente porque querían y quieren solo una realidad – &#8220;una palestina sin judíos&#8221; – y la opción de supuesta solución militar fue inventada y sostenida exclusivamente por ellos. </strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong>¿</strong><strong>Crees que los palestinos existieron como pueblo en épocas pasadas?, ¿Que los crearon políticamente luego de la independencia del estado de Israel como una necesidad para deslegitimarlo? ¿Son realmente los palestinos más originarios de estas tierras que los judíos? ¿Los judíos nunca tuvimos nada que ver con estas tierras? ¿El regreso de los judíos a su patria ancestral es imperialismo? ¿Es el Sionismo sinónimo de imperialismo y racismo? ¿Crees realmente en esto</strong><strong>?</strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong>El diabólico uso de las armas para mutilar y aniquilar a otros seres humanos se ve alimentado permanentemente y desde hace mas de cien años por la obstinación fundamentalista de lideres, gobiernos e ideólogos árabes y palestinos; de no tolerar la mera existencia de un estado judío y democrático en la tierra de nuestros antepasados. Han intentado infructuosamente destruirlo y ese ha sido el único obstáculo para la paz y la convivencia pacifica en esta maltratada zona del mundo</strong><strong>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong>Este estado de Israel al que demonizan, estuvo en sus primeros pasos (1947-1948) a punto de ser eliminado totalmente y su población judía a ser masacrada y/o echada al mar Mediterráneo, como una mera continuación del holocausto nazi. Se arrojaron sobre el flamante Israel, varios y poderosos ejércitos de los países árabes vecinos (incitados por el decadente imperio británico) con la expresa e incondicional colaboración de los <em>&#8220;victimizadas</em>&#8221; palestinos de aquel momento.  No deseo decepcionar a sus detractores pues si esto hubiera ocurrido realmente, no tendrían a quien echarle casi todas las culpas de los males del mundo de hoy</strong><strong>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong>Podemos tener más o menos idea de cómo viven los palestinos hoy pero sus dirigentes y mentores son los únicos responsables pues no tuvieron la mas mínima y lógica voluntad de trabajar para mejorar su calidad de vida, solo les interesaron las grandes y copiosas donaciones internacionales para engrosar sus cuentas bancarias en Suiza y comprar los explosivos y las armas mas letales posible que serán utilizadas luego sobre los inocentes ciudadanos israelíes.</strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong>Se empeñaron en crear mas y mas terror, en fabricar bombas humanas suicidas y misiles del mas largo alcance posible para destruir la innegable y evidente realidad de ese Israel indeseado y negado, siempre trabajaron incansablemente para ser las eternas victimas y crear con bastante éxito esa espantosa imagen del israelí cruel y sanguinario en la opinión internacional.</strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong>Israel – ingenuamente &#8211; se retira de Gaza dejando abierta una gran oportunidad y creando un verdadero desafío para que sus habitantes palestinos logren salir de esa ciénaga en la que se auto sumergen. Hoy ya no hay ocupación israelí, no hay asentamientos israelíes, no hay un solo judío en toda la Franja. Y &#8211; ¿qué hacen los palestinos? &#8211; lanzar misiles que matan y mutilan a inocentes civiles. </strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong>Pudo mas la opción del terror, pudo mas someter a Sderot, Ashkelon y todo el Neguev occidental a un fusilamiento letal y despiadado de sus pobladores, e increíblemente ante esta terrible realidad, <em>&#8221; Israel es acusada de alimentar el odio y el genocidio&#8221;.</em> </strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong>Este estado injustamente demonizado tiene una cualidad extraordinaria que desgraciadamente hoy no la poseen la mayoría de los países de la región y es precisamente la elección de vivir en un sistema de completa democracia: esa creación humana e imperfecta que nos permite a los ciudadanos poder desarrollar nuestros talentos en una forma completamente libre, permitiendo y potenciando la autorreflexión, la autocrítica, la capacidad de disenso y el pluralismo de ideas y sentimientos. </strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong>Felizmente hoy el ideal de paz y justicia de los israelíes goza de muy buena salud y se encuentra en su lugar habitual, siempre fue y será un atributo de nuestro pueblo y este conflicto se solucionaría mucho mas rápido si también fuera el preferido de los Arafat, de los Al Fatah y de los Hamas.</strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong>La única y natural solución a este interminable conflicto es promover como objetivo estratégico y primordial la obtención de una paz genuina con todos nuestros países vecinos árabes, <em>&#8220;Paz por Paz&#8221;, </em>como voluntad recíproca de convivir armónica y pacíficamente, sin mentiras ni mascaradas. <em>&#8220;Paz por Paz&#8221;,</em> no paz por territorios, no paz por dinero, no paz por terror, no paz por balas, no paz por hipocresías, simple y genuinamente Paz.</strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong>Es mi ferviente deseo de que la solución de este conflicto termine devorando al terror, a la Intolerancia, a la irracionalidad, al odio gratuito y a la incomprensión entre los pueblos.</strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"> </p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"> </p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"> </p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong><em>“…Con sus espadas forjarán arados</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong><em>y con sus lanzas podaderas.</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong><em>No levantará la espada una nación contra otra</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong><em>ni se adiestrarán más para la guerra”.</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong>(Isaías 2, 4)</strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong>Si no soy yo ¿quién?, si no es ahora ¿cuando?<br />
</strong><br />
<strong><em>(Hillel)</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><strong><em>FUENTE: <span style="font-size:x-small;"><span style="color:#ff6600;"><a rel="nofollow" href="http://cartasdesdeisrael.blogspot.com/" target="_blank"><strong><em>http://cartasdesdeisrael.blogspot.com/</em></strong><strong><em>  </em></strong></a><strong><em><span style="text-decoration:underline;"> </span></em></strong></span></span></em></strong></p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"> </p>
<p style="text-align:justify;" dir="rtl"><strong><em></p>
<p></em></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[[SHELLA] Goodbye Bruce, goodbye Teddy!]]></title>
<link>http://nicolento.wordpress.com/2009/11/18/shella-goodbye-bruce-goodbye-teddy/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 20:21:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>nicolento</dc:creator>
<guid>http://nicolento.wordpress.com/2009/11/18/shella-goodbye-bruce-goodbye-teddy/</guid>
<description><![CDATA[Continua il racconto di Carlo da travelblogs.it Ayutthaya [Thailand] | 2009-10-06 &nbsp; Prima di ra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Continua il racconto di Carlo da travelblogs.it</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ayutthaya" target="_blank">Ayutthaya</a> [Thailand] &#124; 2009-10-06</p>
<p>&#160;</p>
<p><a href="http://nicolento.files.wordpress.com/2009/11/shella.jpg"><img title="Shella" src="http://nicolento.files.wordpress.com/2009/11/shella_thumb.jpg?w=124&#038;h=154" border="0" alt="Shella" width="124" height="154" align="left" /></a></p>
<p>Prima di raccontarvi di questa piccola cittadella a nord di Bangkok devo aggiornare l&#8217;esperienza passata ad Ayudhya.</p>
<p><img style="display:inline;margin-left:0;margin-right:0;" src="http://www.travelblogs.it/shella/132/images/DSCN0082f.JPG" alt="Boat in Ayuthia" width="285" height="215" align="right" />Ad Ayudhya ho partecipato ad una sorta di giro in barca ed ho così avuto la possibilità di circumnavigare la vecchia capitale thailandese visitando diversi templi buddhisti. Devo ammettere che dopo un po&#8217; queste rovine annoiano, specie se in condizioni completamente ristrutturare tanto da sembrare quasi finte. La cosa più bella di questa mia gitarella è stata la possibilità di conoscere altre persone quali le due olandesi Janine e Sasha, Angy l&#8217;australiana  ed il professor Nicolàs, un francese sulla sessantina che ha insegnato in Giappone filosofia ottenendo una cattedra universitaria a Kyoto. Ma voi lo sapevate che in Giappone tempo fa la prima lingua studiata a scuola era il tedesco? Gli interessi economico politici delle guerre fanno venire i brividi se contemplati dietro le quinte&#8230;</p>
<p><img style="display:inline;margin-left:0;margin-right:0;" src="http://www.travelblogs.it/shella/132/images/DSCN0146.JPG" alt="Noem" width="300" height="225" align="left" />A parte questa parentesi le due olandesi e l&#8217;australiana hanno dato un senso a queste serate altrimenti noiose. Ad Ayudhya non c&#8217;è veramente nulla da fare la sera e per grazia divina ci siamo ritrovati ad un tavolo ad ascoltare un thailandese di 56 anni che con enorme stile cantava unplugged le più belle canzoni della storia della musica. Non mi aspettavo una voce così profonda da un personaggio del genere: geniale! Da Bob Dylan ad Eric Clapton&#8230; sempre sullo sbronzo andante ma con una precisione agghiacciante sia nel suonare lo strumento che nel cantare i pezzi. Questo thailandese risponde al nome di Noem ed ho avuto l&#8217;onore di berci una birra assieme in un secondo locale dove suonava assieme a giovani ragazzi della musica rock bellissima! Abbiamo parlato di tante cose tra cui l&#8217;argomento Birmania. Questo Paese, che oggi è il Myanmar, è sotto dittatura ed è tanto difficile entrare nel paese e poter godere delle sue meraviglie vergini. Se da una parte la dittatura rende impossibile poter permanere nel Paese più di 7/14 giorni dall&#8217;altra è attraente l&#8217;idea di entrare in contatto con un popolo che è sempre stato piegato dalla dittatura e che ha tanto da raccontare&#8230; anche se non racconterebbe mai nulla per paura di doverci rimettere la pelle. La natura della Birmania inoltre è incontaminata per via del pugno di ferro ed isole paradisiache sono mete ad oggi poco accessibili. Noem è triste nel raccontare che suonare in un paese del genere è impossibile e nei suoi occhi mi è sembrato di vedere qualche fantasma del passato che ha lasciato tracce anche in Thailandia.<br />
<img style="display:inline;margin-left:0;margin-right:0;" src="http://www.travelblogs.it/shella/132/images/DSCN0147.JPG" alt="Bruce" width="244" height="183" align="right" />Oltre alle discussioni serie e profonde con Noem però, tra diverse birre ed il tanto-molto-parecchio whisky&#38;cola ho avuto il piacere di essere sbalordito dai racconti della new entry: Bruce. Bruce è stato raccattato da me e le due olandesi mentre bevevamo una birra e vedendolo solo al tavolo lo abbiamo invitato a fare due chiacchiere. Un personaggio assurdo!<br />
Chi se lo aspettava che questo ragazzo dall&#8217;aspetto anonimo campasse in giro per il mondo facendo il giocoliere con le palle? E chi se lo aspettava che &#8230;.. girasse sempre&#8230; ed ovunque&#8230; da moltissimi anni&#8230; con un Teddy Bear! Un pupazzo, un orso.. ma non piccolo macché! Sarà almeno un metro di altezza! Ci ha raccontato che una volta mentre faceva uno spettacolo in strada a Londra qualcuno gliel&#8217;ha rubato e quando se n&#8217;è accorto&#8230;:&#8221;Oh fuck, where the fuck is Teddy!?&#8221; ha mollato tutto e l&#8217;ha cercato disperatamente fino a trovarlo galleggiare nel pericolosissimo Tamigi.. erano le 10 di sera di un novembre ed oltre ad essere un fiume pericoloso in se, il Tamigi è freddissimo in inverno.. la polizia lo voleva fermare ma si è tuffato lo stesso per salvarlo e ce l&#8217;ha fatta. Teddy gira tuttora con se nello zaino ma quando noleggia una macchina il posto accanto al pilota è riservato all&#8217;orso, con tanto di cintura.. e sembra che sia pure un Don Giovanni visto le ragazze che procura <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /><br />
Volevo morire dal ridere, non ci credevo&#8230; ma poi me l&#8217;ha presentato!<img style="display:inline;margin-left:0;margin-right:0;" src="http://www.travelblogs.it/shella/132/images/DSCN0149.JPG" alt="Teddy" width="222" height="166" align="left" /><br />
Goodbye Bruce, goodbye Teddy!</p>
<p>P.s. Tra una birra ed un Whisky&#38;Coca  ho assaggiato un lecca lecca al gusto sushi, quindi pesce che se vi dovesse capitare di provare&#8230; insomma&#8230; va bene essere curiosi ma faceva veramente cagare!</p>
<p> <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> )</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La modificación del arte]]></title>
<link>http://tiemposdenadie.wordpress.com/2009/11/18/la-modificacion-del-arte/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 13:26:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Juan José Colomer Grau</dc:creator>
<guid>http://tiemposdenadie.wordpress.com/2009/11/18/la-modificacion-del-arte/</guid>
<description><![CDATA[Antoine Bursak prepara el stand en donde va a exponer parte de su obra. El producto estrella es una ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Antoine Bursak prepara el stand en donde va a exponer parte de su obra. El producto estrella es una caja de madera arcaica de la que ha caído una astilla como metáfora del paso del tiempo. Se titula LA EROSIÓN y cuesta unos cinco mil euros. Se siente orgulloso mientras observa la caja desde lejos. Han sido muchas horas de trabajo y reflexión. El fragmento desprendido, la pérdida, los golpes, las cicatrices, el declinar del cuerpo, el pequeño detalle sin el cual el conjunto es de otro modo o queda cojo. Observa la astilla y decide qué posición debe ocupar. La flecha que indica el camino del sol, de oriente a occidente, amanecer y ocaso, luz y oscuridad. Todo está preparado. Los posibles compradores llegarán en apenas una hora y decide ir a tomar un café y un cigarrillo. Minutos después se va acercando con prisas el empleado de la limpieza. Todo debe estar perfecto. El jefe ha ordenado que los setecientos metros cuadrados de moqueta deben quedar sin una mota de polvo, sin una astilla, sin las hojas caídas de las suelas de los zapatos, sin las furtivas colillas. Aspira y aspira mientras se angustia porque no todo quedará limpio a tiempo. Teme la reprimenda.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[[SHELLA] Ancora a Bangkok]]></title>
<link>http://nicolento.wordpress.com/2009/11/16/shella-bangkok-tuk-tuk-chi/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 22:42:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>nicolento</dc:creator>
<guid>http://nicolento.wordpress.com/2009/11/16/shella-bangkok-tuk-tuk-chi/</guid>
<description><![CDATA[Continua il racconto di Carlo da travelblogs.it Bangkok [Thailand] | | 2009-09-29 &#160; Eccoci qui,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Continua il racconto di Carlo da travelblogs.it</p>
<p>Bangkok [Thailand] &#124; &#124; 2009-09-29</p>
<p>&#160;</p>
<p> <a href="http://nicolento.files.wordpress.com/2009/11/shella.jpg"><img style="display:inline;border-width:0;margin:0 5px 0 0;" title="Shella" border="0" alt="Shella" align="left" src="http://nicolento.files.wordpress.com/2009/11/shella_thumb.jpg?w=124&#038;h=154" width="124" height="154" /></a>
<p>Eccoci qui, sempre a Bangkok.   <br />Bangkok è una città frenetica ed il traffico delle 18.00 è qualcosa di inenarrabile. Sto spendendo i miei giorni camminando come un pazzo e visto le dimensioni della città ho pensato bene di noleggiare anche una mountain bike.</p>
<p><img style="border-bottom:0;border-left:0;display:inline;border-top:0;border-right:0;margin:0 0 0 5px;" border="0" alt="" align="right" src="http://www.travelblogs.it/shella/132/images/DSCN0003.JPG" width="300" height="240" /></p>
<p align="justify">Non ricordavo fosse così bello pedalare! Certo c&#8217;è da tenere gli occhi aperti, infatti a parte che qui guidano sulla sinistra ma gli incroci sono dei punti cruciali! Non si capisce un cazzo! I semafori a volte sono sempre rossi&#8230; sempre. SEEEEMPRE.. Hai voglia ad aspettare il verde!   <br />Semafori a parte in questo momento sto scrivendo da Kahosan Road, una via turistica piena di locali&#160; all&#8217;aperto e sono su un tavolo mentre rutto a go-go dei noodles con salsa cinese e carne di manzo. Ottimi davvero! Pensavo di soffrire la fame ma qui se la cavano bene con la cucina. 3 euro con birra. Ovviamente va detto che normalmente il thailandese medio non mangia come il turista ma si massacra di riso in bianco ed altri beni molto economici tra cui zuppe varie. Tra le bancarelle dei mercati vendono generi alimentari di ogni tipo e io ho provato ad assaggiare qualche spiedino malefico. E&#8217; incredibile&#8230; in Italia il mio intestino fa quello che vuole quando gli pare mentre qui in Thailandia come in ogni viaggio, diventa un orologio: colazione, caffè, sigaretta e taaaaaaaaaaaaaaaac per tutto il giorno sto da dio! Anche la differenza tra i 30 e passa gradi umidi ed i locali con aria condizionata non mi fanno effetti strani come temevo. Perfetto no?    <br />A proposito di aria&#160; condizionata: qui usano l&#8217;aria condizionata in ogni negozio turistico o commerciale, nei taxi e nelle metropolitane che tra l&#8217;altro lasciano a bocca aperta. Rispetto alle metropolitane di Bangkok quelle di Milano sembrano davvero del terzo mondo. Tutto precisissimo, pulitissimo e tecnologicissimo.<img style="border-bottom:0;border-left:0;display:inline;border-top:0;border-right:0;margin:0 5px 0 0;" title="cibanza!" border="0" alt="" align="left" src="http://www.travelblogs.it/shella/132/images/DSCN0006.JPG" width="300" height="240" />    <br />Che dire di altro? Beh viaggiando solo le zone turistiche non offrono tanto. Questa città è caotica e bellissima ma andrebbe vissuta con amici con cui bere senza dover preoccuparsi di tenere sempre gli occhi bene aperti&#8230; appena ci si siede arriva la fighetta di turno che ti vuole intortare.. e ci sanno fare veramente bene credetemi&#8230; Quindi evitando tutti sti scazzi ieri mi sono trovato sul lungo fiume della città a contemplare il panorama. Ho incontrato un thailandese il cui nome è assurdo e quindi che ve lo dico a fare? Mi ha offerto due birre LEO prese sottobanco visto che dopo le 24 non si possono vendere alcolici.. ci siamo avviati verso il lungofiume e abbiamo parlato di un sacco di robe tra cui lo tsunami del 2004, il ciclone che sta investendo le Filippine, il fatto che gli asiatici hanno il pisello piccolo e tantissime altre storie. E&#8217; stato veramente bello passare una serata in compagnia di un vero thailandese. Di solito la gente che attacca&#160; bottone ti sta addosso per venderti qualcosa quindi ben vengano queste esperienze!    <br />Per ora è tutto, mi fermo ancora un paio di giorni qui per approfittare di internet e per finire un paio di sbattimenti, dopodiché andrò a Chang Mai se non cambierò idea prima&#8230; e li non sono sicuro di trovare la rete con la stessa semplicità con cui la trovo qui a Bangkok.    <br />Un grosso abbraccio!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Diario di un viaggio]]></title>
<link>http://nicolento.wordpress.com/2009/11/16/diario-di-un-viaggio/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 17:50:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>nicolento</dc:creator>
<guid>http://nicolento.wordpress.com/2009/11/16/diario-di-un-viaggio/</guid>
<description><![CDATA[Ecco che vi propongo a puntate il diario di un viaggiatore: Carlo detto Shella. Ripropongo qui il di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ecco che vi propongo a puntate il diario di un viaggiatore: Carlo detto Shella. Ripropongo qui il diario anche se lui già pubblica su un sito (orrendo!) tutto il suo percorso. Se volete andare a leggervelo direttamente, nelle prossime puntate darò le coordinate del suo blog.</p>
<p>Il mio intento è far conoscere il viaggio di un giovane trentenne che ha il mondo come patria e non smette mai di viaggiare.&#160; Lo conosco da 10 anni ormai e lo ammiro (ma non diteglielo)</p>
<p>Ecco di seguito la prima puntata. Ogni volta che pubblicherò una sua notizia, metterò tra parentesi quadre “Shella” tanto per capire che è lui che scrive. Io al massimo faccio da revisore e metto un pò di foto.</p>
<p><strong>[SHELLA] Il buongiorno si vede dal mattino</strong></p>
<p><a href="http://nicolento.files.wordpress.com/2009/11/shella.jpg"><img style="display:inline;border-width:0;margin:0 5px 0 0;" title="Shella" border="0" alt="Shella" align="left" src="http://nicolento.files.wordpress.com/2009/11/shella_thumb.jpg?w=124&#038;h=154" width="124" height="154" /></a> Düsseldorf &#124; 2009-09-23</p>
<p>Aeroporto Malpensa, ore 6.45    <br />Ragazza carina allo sportello del check-in: &#34;Buongiorno, biglietto prego&#34;.     <br />Shella sorridente: &#34;Buongiorno, ecco a lei&#34;.     <br />Ragazza carina allo sportello del check-in: &#34;Ha il biglietto di ritorno da Bangkok?&#34;.     <br />Shella sorridente: &#34;No signorina, ho solo l&#8217;andata!&#34;     <br />Ragazza non molto carina allo sportello del check in: &#34;Se lei non ha ne il biglietto di ritorno ne il visto non può salire a bordo.&#34;     <br />Shella perplesso e agghiacciato: &#34;&#8230;&#34;     <br />Ragazza sempre meno carina allo sportello del check in: &#34;&#8230;&#34;.     <br />Shella perplesso agghiacciato ed incazzato: &#34;Ma scusi mi vendete un biglietto e non mi fate salire?&#34;.     <br />Ragazza bruttina allo sportello del check in: &#34;Non è colpa nostra, è la legge&#34;     <br />Shella incazzato come un&#8217;ape: &#34;Ma il visto è risaputo che è possibile farlo direttamente a Bangkok!!!&#34;     <br />Ragazza brutta brutta allo sportello del check in: &#34;Non nel caso di voli internazionali&#8230;&#34;     <br />Shella disperato mentre il check in è in chiusura: &#34;E che devo fare!?!?&#34;.     <br />Ragazza brutta come la fame al check in: &#34;Può recarsi in biglietteria qui dietro e chiedere un biglietto di ritorno, senza non può salire.&#34;     <br />Shella in furia omicida: &#34;KEKKOOOSA?&#34;     <br />Ragazza brutta così brutta che non ne ho mai viste: &#34;&#8230;&#34;     <br />Shella: &#34;&#8230;&#34;     <br />Mi reco quindi incazzato, disperato, agghiacciato, inpanicato&#8230;. allo sportello della Air Berlin per chiedere quanto costa un biglietto di ritorno e dopo una interminabile attesa ed interruzione di telefonate&#8230;     <br />Ragazza2 molto più carina della precedente: &#34;il biglietto più economico per risolvere la situazione è un Bangkok &#8211; Düsseldorf a 259 euro&#34;     <br />Shella: &#34;&#8230; kekkoooosa!&#34;     <br />Ragazza2 che sta perdendo il suo fascino: &#34;Provi ad andare allo sportello della Sea a chiedere altri prezzi&#34;     <br />Shella mentre guarda l&#8217;orologio e pensa al check in che chiude a breve: &#34;Ma faccio in tempo col check in o spendo un sacco di soldi e poi mi lasciate qui in Malpensa? E poi se è solo una questione burocratica in SEA posso chiedere anche un biglietto Bangkok Singapore per dimostrare che non sto in Tailandia giusto?&#34;     <br />Ragazza2 che ridiventa più carina: &#34;Il check in chiude fra 45 minuti quindi ha tempo, per il biglietto le confermo che basta un biglietto che dimostri che se ne va dalla Tailandia.&#34;     <br />Shella preoccupato e confuso: &#34;Ok vado a chiedere in SEA, scusa se sono stato nervoso ma sono incazzato come un&#8217;ape&#8230; è tutto assurdo&#34;</p>
<p>Ragazza2 molto più carina: &#34;Si figuri, comprendo benissimo&#34;    <br />Saluto la mia nuova amiiiiiica e mi fiondo allo sportello SEA sperando di trovare un volo veramente economico. Racconto la pappardella alla Ragazza3 e dopo una breve ricerca sono costretto a comprare un biglietto per la Malesia da 112 euro. E&#8217; un biglietto che con tutta probabilità non utilizzerò mai e l&#8217;alternativa era spendere il triplo per un biglietto rimborsabile&#8230; ma visto che la sfiga mi si aggrappa alla schiena con le unghie affilate opto per dare già per drammatico il rimborso e taglio la testa al toro. Adesso ho anche un biglietto per la Malesia e vedrò se utilizzarlo. Ovviamente nel momento in cui lo utilizzerò avrò lo stesso identico problema del visto ma potrò porre rimedio a Bangkok andando a gesticolare in ambasciata Malaysiana&#8230;     <br />Ora sono a Düsseldorf e scrivo dall&#8217;aeroporto pieno zeppo di wireless points. Dovrò aspettare 7 ore prima di imbarcarmi sull&#8217;aereo che per 10 ore attraverserà Europa ed asia per atterrare a Bangkok.     <br />Pazzesca sta cosa, anche nel mio viaggio in Colombia ed Ecuador sono partito con assurdità che rischiavano di lasciarmi a Malpensa&#8230; poi però si è risolto tutto per il meglio. Alla fine è importante stare sempre calmi e ragionare senza panico&#8230; una soluzione la si trova in un modo o nell&#8217;altro.     <br />Prima di chiudere questo post però voglio ringraziare a livello generale tutti coloro che si sono fatti in quattro per me in questi ultimi giorni di permanenza a Gallarate, chi per i regali, chi per lo zaino, chi per l&#8217;aiuto nel trasloco.. insomma grazie di tutto rigaz.     <br />E&#8217; figo partire&#8230; ti trovi un sacco di attenzioni ed un sacco di calorosi abbracci&#8230; dovrei farlo più spesso :-p     <br />A presto e mentre io sarò tra i 30 ed i 35 gradi&#8230; mi raccomando eh! Godetevi questo tenero INVEEEEEEERNO     <br /> <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dialogo tra Claudio Magris e Orhan Pamuk]]></title>
<link>http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/11/16/dialogo-tra-claudio-magris-e-orhan-pamuk/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 14:19:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>michelemerola</dc:creator>
<guid>http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/11/16/dialogo-tra-claudio-magris-e-orhan-pamuk/</guid>
<description><![CDATA[Il Corriere di qualche giorno fa ha pubblicato un interessante dialogo tra Claudio Magris e Orhan Pa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2041" title="Claudio-Magris" src="http://briciolecaotiche.wordpress.com/files/2009/10/claudio-magris.jpg?w=129" alt="Claudio-Magris" width="129" height="97" /> <img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1557" title="pamuk" src="http://briciolecaotiche.wordpress.com/files/2009/06/pamuk.jpg?w=150" alt="pamuk" width="150" height="97" /><span style="color:#993366;"><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/novembre/12/variante_Pamuk_miei_amanti_trasgressivi_co_9_091112037.shtml">Il Corriere</a> di qualche giorno fa ha pubblicato un interessante dialogo tra Claudio Magris e Orhan Pamuk. Lo riporto qui sotto. Sono entrambi intellettuali che trovo particolarmente interessanti e stimolanti, soprattutto rispetto ai temi legati al confronto tra oriente e occidente, ai confini, all&#8217;europa&#8230; Ho già pubblicato alcune cose loro (Magris: <a href="http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/10/19/claudio-magris-diritti-e-valori-i-confini-dell%E2%80%99europa/">sull&#8217;europa</a>, <a href="http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/07/31/magris-sui-terroristi-degli-anni-di-piombo/">sul terrorismo</a>, <a href="http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/02/11/per-beppino-englaro/">su Eluana Englaro</a>; Pamuk su <a href="http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/08/03/ancora-orhan-pamuk-su-venezia/">Venezia).</a></span></p>
<p><em>Dialoghi Claudio Magris incontra l&#8217;autore de «Il museo dell&#8217;innocenza»</em><br />
<strong>La variante di Pamuk «I miei amanti trasgressivi in una nuova Istanbul»</strong><br />
<em>Ma la Turchia è lontana dall&#8217;Ue: colpa di burocrati e media</em></p>
<p>Nella letteratura moderna e soprattutto in quella contemporanea, la città non è più lo scenario della narrazione, ma diviene essa stessa una forma epica, si identifica con la struttura e col ritmo del romanzo, con la sintassi sconvolta della realtà e della storia. Già la Parigi di Balzac o la Londra di Dickens sono autentici personaggi, sanguigni, tentacolari, ibridi, polimorfi e ancor più lo sono la Berlino di Döblin, la Vienna di Musil, la Dublino di Joyce o la New York di Dos Passos, la cui labirintica e sconnessa pluralità è lo specchio della psiche dell&#8217;individuo che si aggira nella giungla metropolitana. Oggi una di queste città disgregate e agglutinanti è la Mumbai di alcuni scrittori indiani e soprattutto la Istanbul di Orhan Pamuk, il narratore turco Premio Nobel nel 2006, uno dei più celebrati autori presenti sulla scena della letteratura internazionale. Già nei suoi primi romanzi &#8211; Il signor Cevdet e i suoi figli, La casa del silenzio o Il castello bianco &#8211; Istanbul è lo sfondo vivente di un motivo fondamentale nell’opera di Pamuk, affrontato con originalità, rigore e umanissima partecipazione: l’incontro-scontro fra Oriente e Occidente, di cui l&#8217;Impero Ottomano prima e la Turchia dopo sono stati il più grande teatro. In Istanbul la storia di una città diviene quella di chi la racconta, in un continuo intarsio di fantasia e realtà, rievocazione del passato che si trasforma nel presente del narratore-personaggio. Anche Il museo dell’innocenza &#8211; il recentissimo romanzo ora tradotto da Barbara La Rosa Salim (Einaudi) che sta avendo una grande eco &#8211; non esisterebbe senza Istanbul; il narratore-personaggio si chiede, ad un certo punto, come potrebbe far capire la sua devastante passione per la donna amata a chi non conosce la città, perché la storia dei due amanti, Kemal e Füsun, «non è una semplice storia d’amore, è la storia di un mondo, o, in altri termini, la storia di Istanbul». La vicenda amorosa si intreccia infatti a quella della città &#8211; i disordini e il terrorismo degli anni Settanta, il putsch militare del 1980 e le leggi di guerra, il riemergere del fondamentalismo islamico dopo la radicale e anche brutale modernizzazione di Kemal Atatürk, col suo laicismo integrale che per Pamuk è tradizione di famiglia. Questa turbolenta storia turca &#8211; difficile da capire per gli occidentali, che si stupiscono di scoprire che i modernizzatori laici sono anche i nazionalisti autoritari &#8211; è presente pure in altri libri di Pamuk, come Neve o Il mio nome è rosso. Ma in questo romanzo Istanbul è ben di più. È una stratificazione di culture, uno spazio-tempo, il cedevole crogiolo della vita stessa, in cui affonda le radici e le linfe l’amore di Kemal e Füsun, la donna che egli conosce e di cui si innamora alla vigilia del suo matrimonio con Sibel; la donna per la quale, con la quale, senza la quale egli vivrà, pur sposato con Sibel, in una mescolanza di passione travolgente, ambiguità morale, conformismo sociale, purissima tenerezza e selvaggia trasgressione. È per la donna amata che Kemal decide di costruire il Museo, idea portante e struttura del romanzo stesso, col suo catalogo che si identifica con la narrazione e la sua strabocchevole e ordinata pletora di oggetti, ognuno con la sua storia. Oggetti che conservano il calore e l’odore di Füsun, ma narrano pure la città e il mondo: migliaia di scatole di sigarette, animali di porcellana, flaconi ed etichette di acqua di Colonia, sedie sfondate, tappeti, armadi di cucina, 4.213 mozziconi di sigarette, menu e tovaglioli di ristoranti, biglietti di cinema, forcine per capelli. Lo scrittore Pamuk diviene col suo nome e cognome personaggio del suo romanzo, in quanto il protagonista Kemal lo incarica di aiutarlo nella raccolta del Museo e nella ricostruzione della sua storia d’amore. Incontro, non per la prima volta, Pamuk a Milano. È un uomo aperto, di immediata simpatia, il quale sa bene che la vita conta più della letteratura e si è battuto in difesa dei Curdi e per il riconoscimento della memoria storica del massacro degli Armeni, attirandosi, nel suo Paese da lui fortemente amato, censure e aggressive ostilità, anche pesantemente di recente. In lui una franca e gentile allegria si unisce allo Hüzün, quella malinconia turca così simile alla tedesca Sehnsucht e alla Saudade lusitana, nostalgia della nostalgia.<br />
<strong>Magris</strong> &#8211; «Anch’io &#8211; gli dico &#8211; penso che i paesaggi siano personaggi; si leggono, come si legge un libro o un volto, e quando li raccontiamo disegniamo senza accorgercene il nostro ritratto, come in una famosa parabola di Borges. Quale è il tuo rapporto col paesaggio &#8211; urbano, naturale, umano?»<br />
<strong>Pamuk</strong> &#8211; «I paesaggi per me contano molto, anche perché da giovane volevo fare il pittore. Nei romanzi, tuttavia, non si guarda un paesaggio, bensì vi si entra dentro ed esso viene visto con gli occhi dei personaggi, così come nella pittura cinese si suppone che chi lo guarda non sia il pittore, ma la figura che ne fa parte. Nel Museo dell innocenza Istambul è vista soprattutto attraverso i personaggi, attraverso la loro malinconia, i loro amori, le loro pene. Ciò che amo nel tuo Danubio è che non è il ritratto di un fiume, bensì una struttura di relazioni tra gli uomini. Ho visitato anche il Museo del Crimine che tu descrivi, così come, per il mio romanzo, ho visitato migliaia di musei, anche minimi, di tutto il mondo».<br />
<strong>Magris</strong> &#8211; «Il Museo come romanzo è un tema fecondo in letteratura. Penso a certi autori barocchi, al Museo della Scienza di Renzo Rosso, all’ingegnere Neweklowsly del mio Danubio con la sua maniacale e totalizzante raccolta di ogni dato fluviale possibile e, proprio adesso, anch’io mi sto confrontando con la storia (vera) di un abnorme museo. In generale, la mania museale e collezionista è stata vista come una seduzione grandiosa ma spettrale, un amore per la vita mummificata ossia per la morte; penso a certe grandi pagine di Broch su questo tema. Il tuo museo è invece piuttosto il luogo della tenerezza, dell&#8217;affetto, del calore umano, quasi della felicità. Dell&#8217;innocenza, come dice il titolo. Ma può esistere oggi, dopo l’infanzia, un’innocenza? Nessuno è innocente, non fosse altro perché nasce e viene a trovarsi in un mondo almeno in parte condizionato dalla colpa altrui, ingiustizie, guerre, violenze, che è sempre un po’ anche nostra. Quale innocenza, dopo tutte le Auschwitz antiche e nuove?».<br />
<strong>Pamuk</strong> &#8211; «Nel romanzo, ovviamente, l’innocenza è anzitutto quella dei due amanti i quali infrangono il codice della verginità prematrimoniale, in un Paese in cui ancora all’epoca della mia giovinezza, negli anni Settanta, esso era un tabù anche per la borghesia che si pretendeva occidentalizzata. Racconto come la ricerca della felicità passi oltre tutto questo».<br />
<strong>Magris</strong> &#8211; «Un amore è una ricerca di felicità, nel tuo romanzo, che restano all’interno di una società e delle sue norme, senza romperle&#8230;».<br />
<strong>Pamuk</strong> &#8211; «Cerco di mostrare, senza polemica moralista, una società in fondo omogenea nelle sue abitudini, classi alte e basse che guardano gli stessi programmi televisivi e ne discutono. Amo le persone semplici. Personaggi come il tuo ingegnere o il mio protagonista si aggrovigliano in modi complicati, si dibattono tra innocenza e avidità, passione e calcolo. Kemal, il mio protagonista non è innocente; il suo amore è grande, ma egli è anche compromissorio e calcolatore, anche se alla fine si redime».<br />
<strong>Magris</strong> &#8211; «Il tuo libro è un’odissea dell’amore in una società oppressiva&#8230;».<br />
<strong>Pamuk</strong> &#8211; «Cerco di arrivare alle radici dell’amore, ma è difficile. Forse neanche Shakespeare, il più grande, ha capito davvero cosa sia l’amore».<br />
<strong>Magris</strong> &#8211; «A proposito del tuo libro si parla soprattutto dei due amanti, Kemal e Füsun. Ma io trovo non meno, quasi più affascinante la figura di Sibel, la donna con cui Kemal si fidanza e si sposa, profonda nell’apparente normalità, che non è certo meno seducente della trasgressione. C’è un punto su cui non concordo, quando tu dici che, mentre si sta vivendo il momento più felice di tutta propria vita non si può saperlo. Io credo di averlo invece saputo, mentre lo vivevo, e ciò che è venuto dopo lo ha confermato&#8230;».<br />
<strong>Pamuk</strong> &#8211; «Ma come è possibile, quando è passato, vivere sapendo che il resto sarà in discesa?».<br />
<strong>Magris </strong>- «Forse perché la felicità, quando c’è, non passa col passare della situazione che l’ha resa possibile. La felicità è, così come diciamo che Shakespeare è un poeta. O come il mare, altra passione che ci unisce&#8230;».<br />
<strong>Pamuk </strong>- «Se mi chiedessero: &#8220;E adesso come vuoi che ti uccidiamo, dove vorresti morire?&#8221;, io risponderei: &#8220;Uccidetemi mentre sono al mare, mentre sto nuotando e abbraccio l’oceano&#8221;. Quando abbracci il mare come abbracceresti tua madre, per esempio quando Kemal e Füsun nuotano nel mare verso la fine del libro, ecco, quella è la felicità. Il mare mi fa anche scrivere meglio. Dopotutto siamo mediterranei&#8230;».<br />
<strong>Magris</strong> &#8211; «Tu ami il tuo Paese, con quell’amore critico che è la vera fedeltà. Come giudichi &#8211; con la tua fede nell’Europa e nella necessità che la Turchia ne faccia parte &#8211; sia il ritorno dell’integralismo islamico sia la modernizzazione laica, giusta ma spesso intollerante? C’è una via fra queste Scilla e Cariddi?».<br />
<strong>Pamuk</strong> &#8211; «L’Italia ha sempre appoggiato l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea. Oggi la situazione è peggiorata, la porta è meno aperta di qualche anno fa e non ne hanno colpa solo Angela Merkel e Sarkozy; il processo è stato sabotato pure da ultra nazionalisti, burocrati e media turchi. Ne ho una profonda malinconia, la hüzùn turca, ma non piango. Per quel che mi riguarda le difficoltà che ho avuto e che ho in Turchia sono trascurabili rispetto a ciò che ha dovuto sopportare la precedente generazione di scrittori, esposti al carcere, all’esilio. La mia posizione è soprattutto quella di essere stato trasformato in uno &#8220;scrittore politico&#8221;, cosa che non sono e non voglio essere. Ai giornalisti che mi chiedono di parlare di queste cose rispondo: &#8220;La punizione peggiore inflittami dal governo turco sono le domande politiche che mi rivolgete&#8221;».<br />
Mitteleuropa Bosforo * * * Magris Claudio<br />
Pagina 038/039<br />
(12 novembre 2009) &#8211; Corriere della Sera</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Yoko Mitsuya, diosa oriental]]></title>
<link>http://tiramelaneta.wordpress.com/2009/11/15/yoko-mitsuya-diosa-oriental/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 20:48:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>tiramelaneta</dc:creator>
<guid>http://tiramelaneta.wordpress.com/2009/11/15/yoko-mitsuya-diosa-oriental/</guid>
<description><![CDATA[  Para no perder la sana costumbre de admirar la exotica y eterea belleza proveniente del lejano ori]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://tiramelaneta.wordpress.com/files/2009/11/yoko_mitsuya_yoko_mitsuya3_knkyvbd_sized1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6161" src="http://tiramelaneta.wordpress.com/files/2009/11/yoko_mitsuya_yoko_mitsuya3_knkyvbd_sized1.jpg?w=225" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://tiramelaneta.wordpress.com/files/2009/11/yoko_mitsuya_yoko_mitsuya5_snqbnlj_sized.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6162" src="http://tiramelaneta.wordpress.com/files/2009/11/yoko_mitsuya_yoko_mitsuya5_snqbnlj_sized.jpg?w=225" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://tiramelaneta.wordpress.com/files/2009/11/yoko_mitsuya_yoko_mitsuya21_mvwby36_sized.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6163" src="http://tiramelaneta.wordpress.com/files/2009/11/yoko_mitsuya_yoko_mitsuya21_mvwby36_sized.jpg?w=225" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://tiramelaneta.wordpress.com/files/2009/11/yoko_mitsuya_yoko_mitsuya33_xtczeud_sized1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6167" src="http://tiramelaneta.wordpress.com/files/2009/11/yoko_mitsuya_yoko_mitsuya33_xtczeud_sized1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="201" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://tiramelaneta.wordpress.com/files/2009/11/yoko_mitsuya_yoko_mitsuya39_xz9o5o8_sized1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6168" src="http://tiramelaneta.wordpress.com/files/2009/11/yoko_mitsuya_yoko_mitsuya39_xz9o5o8_sized1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://tiramelaneta.wordpress.com/files/2009/11/yoko_mitsuya_yoko_mitsuya45_2q59nq4_sized.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6169" src="http://tiramelaneta.wordpress.com/files/2009/11/yoko_mitsuya_yoko_mitsuya45_2q59nq4_sized.jpg?w=225" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://tiramelaneta.wordpress.com/files/2009/11/yoko_mitsuya_yoko_mitsuya_v_m6b1b3b_sized.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6170" src="http://tiramelaneta.wordpress.com/files/2009/11/yoko_mitsuya_yoko_mitsuya_v_m6b1b3b_sized.jpg?w=200" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://tiramelaneta.wordpress.com/files/2009/11/yoko_mitsuya_yokomitsuya07_d335riq_sized.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6171" src="http://tiramelaneta.wordpress.com/files/2009/11/yoko_mitsuya_yokomitsuya07_d335riq_sized.jpg?w=225" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:left;"><strong>Para no perder la sana costumbre de admirar la exotica y eterea belleza proveniente del lejano oriente, aqui les traemos algunas imagenes de la diminuta y espectacular hermosura llamada Yoko Mitsuya, una verdadera ninfa de expresivos ojos rasgados. ¡Disfrutenlas, tiranetas!</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[medicina occidental y otros modos de prácticas médicas]]></title>
<link>http://introfilosofia.wordpress.com/2009/11/14/medicina-occidental-y-otros-modos-de-practicas-medicas/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 12:57:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>introfilosofia</dc:creator>
<guid>http://introfilosofia.wordpress.com/2009/11/14/medicina-occidental-y-otros-modos-de-practicas-medicas/</guid>
<description><![CDATA[http://www.conoscenza.rai.it/site/it-IT/?ContentID=260&amp;Guid=a5e49686c4e741abbf82cbb58cca612e Med]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h5><a href="http://www.conoscenza.rai.it/site/it-IT/?ContentID=260&#38;Guid=a5e49686c4e741abbf82cbb58cca612e">http://www.conoscenza.rai.it/site/it-IT/?ContentID=260&#38;Guid=a5e49686c4e741abbf82cbb58cca612e</a></h5>
<h5>Medicine a confronto</h5>
<div><strong>Durata video: 								00:29:50</strong></div>
<p><em><strong> 19/3/1998</strong></em></p>
<p><strong>Tratto da: </strong>Il Grillo</p>
<p>Piero Coppo, neuropsichiatra, interviene sulle relazioni tra la cultura occidentale e altre culture rispetto alla salute, alla guarigione e alla concezione globale dell&#8217;uomo in Occidente e nelle altre culture.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Um sonho europeu com a cara do Oriente: Andalus By Cyrela!]]></title>
<link>http://agorasoucorretora.wordpress.com/2009/11/13/um-sonho-europeu-com-a-cara-do-oriente-andalus-by-cyrela/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 20:18:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>joiasdatata</dc:creator>
<guid>http://agorasoucorretora.wordpress.com/2009/11/13/um-sonho-europeu-com-a-cara-do-oriente-andalus-by-cyrela/</guid>
<description><![CDATA[Spa do empreendimento Nossa, esse Cyrela é fantástico! Tão fantástico e encantador que a primeira fa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_26" class="wp-caption alignright" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-26" title="Andalus" src="http://agorasoucorretora.wordpress.com/files/2009/11/andalus.jpg" alt="Andalus" width="500" height="338" /><p class="wp-caption-text">Spa do empreendimento</p></div>
<p>Nossa, esse Cyrela é fantástico! Tão fantástico e encantador que a primeira fase, o Menara, foi vendido para pessoas que nem estavam à procura de um apartamento. Investidores, apostem no Andalus. Um empreendimento colado ao Hospital Albert Einstein e ao estádio do Morumbi. A arquitetura moura, o conceito ousado, com características singulares, o transformam num projeto absolutamente inovador, integrando ambientes internos e externos, com muito charme e beleza. Serão apartamentos maisons, giardinos, padrão e duplex, de 45 a 131 m². Para saberem mais desta maravilha, falem comigo! Estou esperando, hein?</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sobre o Muro de Berlim]]></title>
<link>http://heldervictor.wordpress.com/2009/11/09/sobre-o-muro-de-berlim/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 17:28:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Helder Victor</dc:creator>
<guid>http://heldervictor.wordpress.com/2009/11/09/sobre-o-muro-de-berlim/</guid>
<description><![CDATA[Eu tinha apenas nove anos de idade quando vi na TV a euforia daquelas pessoas ao voltarem à Alemanha]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Eu tinha apenas nove anos de idade quando vi na TV a euforia daquelas pessoas ao voltarem à Alemanha Ocidental após um longo período de cerca de 30 anos. Eu não entendia bem o que estava acontecendo mas os repórteres passavam a clara impressão de que estavam mostrando pessoas que acabavam de se libertar de uma prisão:</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">- Olha aquele carro, como é grande!</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">- E aquela loja toda de vidro!</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">- Nossa! Os restaurantes ficam um ao lado do outro!</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Assim diziam uma família de alemães orientais dentro de seu modesto carro ao observarem o centro de Berlim Ocidental em 1989. Parecia uma cena de mais um filme de ficção científica sobre viagens no tempo.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/hNh_4SoTYhs&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/hNh_4SoTYhs&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Mas não se tratava de ficção, nem tampouco eram prisioneiros de um <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Gulag">Gulag</a> soviético ou qualquer outro tipo de campo de concentração. Antes da construção do Muro, 3,5 milhões de alemães orientais tinham evitado as restrições de emigração do Leste e fugiram para a Alemanha Ocidental, muitos ao longo da fronteira entre Berlim Oriental e Ocidental. Durante sua existência, entre 1961 e 1989, o Muro quase parou todos os movimentos de emigração e separou a Alemanha Oriental de Berlim Ocidental por mais de um quarto de século. Era o símbolo da chamada “<a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Cortina_de_Ferro">Cortina de Ferro</a>” dividindo capitalistas e comunistas em território europeu. Este muro provocou a morte a 80 pessoas identificadas, 112 ficaram feridas e milhares aprisionadas nas diversas tentativas de atravessá-lo.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/h3KicQFQNK0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/h3KicQFQNK0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><a rel="attachment wp-att-1077" href="http://heldervictor.wordpress.com/2009/11/09/sobre-o-muro-de-berlim/berlin-wall-map/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1077" title="Berlin-wall-map (Mapa do muro de Berlim)" src="http://heldervictor.wordpress.com/files/2009/11/berlin-wall-map.png" alt="Berlin-wall-map (Mapa do muro de Berlim)" width="460" height="388" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Para entender como essa barreira foi vencida em 1989 é preciso estudar a situação de decadência em que a (ex) URSS se encontrava, mas a atenção do mundo todo se voltou para o muro quando em 1987 o então presidente norte americano Ronald Reagan desafiou o ainda “recente” líder comunista <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Mikhail_Gorbachev">Mikhail Gorbachev</a> a por abaixo o muro.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><a rel="attachment wp-att-1078" href="http://heldervictor.wordpress.com/2009/11/09/sobre-o-muro-de-berlim/be062736/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1078" title="Muro de Berlim próximo de áreas importantes da cidade" src="http://heldervictor.wordpress.com/files/2009/11/muro2.jpg" alt="Muro de Berlim próximo de áreas importantes da cidade" width="460" height="460" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Em 4 de novembro de 1989. Meio milhão de pessoas participam de uma manifestação pela democracia em Berlim Oriental. Em minha opinião se tratava muito mais de interesses econômicos sobre o alcance de um novo mercado consumidor em lugar de fraternidade e compaixão com seus vizinhos. Poucos dias depois em <strong>9 de novembro de 1989</strong>, Egon Krenz, diz que todos os alemães orientais podem ir para a Alemanha Ocidental a partir do dia seguinte que solicitarem um visto de saída. Uma confusão relacionada ao anúncio leva, em minutos, os berlinenses do Leste a pressionar os postos de fronteira. Até meia-noite, centenas de milhares derrubam o Muro e chegam a Berlim Ocidental. Era o sinal que aquele lado já agia em sincronia com o resto do mundo novamente!</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/l4MjesiDEp0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/l4MjesiDEp0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Passaggio  in  India]]></title>
<link>http://oltreilcancello.wordpress.com/2009/11/09/passaggio-in-india/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 13:34:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Romina</dc:creator>
<guid>http://oltreilcancello.wordpress.com/2009/11/09/passaggio-in-india/</guid>
<description><![CDATA[Trama Adela Quested (Judy Davis) parte dall&#8217;Inghilterra per recarsi in India, a Chandrapore. A]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://oltreilcancello.wordpress.com/files/2009/11/passaggio1.jpg" alt="passaggio1" title="passaggio1" width="144" height="209" class="alignnone size-full wp-image-3733" /><br />
<strong>Trama</strong><br />
Adela  Quested (Judy  Davis) parte  dall&#8217;Inghilterra  per  recarsi  in  India, a  Chandrapore. Adela  viaggia  insieme  a  Mrs. Moore (Peggy  Ashcroft), l&#8217;anziana  madre  del  suo  fidanzato  che  in  India  lavora  come  magistrato  civile.<br />
Affascinate  dall&#8217;India, le  due  donne  si  comportano  in  maniera  molto  diversa  rispetto  agli  altri  inglesi  residenti  a  Chandrapore, che  evitano  di  coltivare  rapporti  da  pari  a  pari  con  gli  indigeni. Mrs. Moore  e  Adela, infatti,  stringono  amicizia  con  un  intelligente  e  sensibile  medico  del  luogo, il  dottor  Aziz, che  le  invita  a  una  gita  alle  grotte  dei  monti  Marabar. Purtroppo, in  quest&#8217;occasione  capita  però  un  fatto  strano: Adela, che  si  reca  da  sola  con  Aziz  a  visitare  alcune  grotte, fugge  via  improvvisamente  accusando  il  medico  di  tentata  violenza.</p>
<p>Aziz  viene  messo  in  prigione  nonostante  si  proclami  innocente, mentre  a  Chandrapore  i  rapporti  fra  inglesi  e  indiani  diventano  sempre  più  tesi. Ma  quando  si  arriva  al  processo  avviene  un  colpo  di  scena: Adela  ritira  le  accuse, accorgendosi  di  aver  commesso  un  errore. Tuttavia, ormai  nulla  potrà  più  essere  come  prima.</p>
<p><strong>Commento</strong><br />
Tratto  da  un  noto  romanzo  di  Edward  Morgan  Forster, <em>A  Passage  to  India</em> (1985)  è  un  film  di  David  Lean.<br />
Abbastanza  fedele  all&#8217;opera  originale, a  parte  alcuni  ovvi  cambiamenti  dovuti  a  necessità  di  sceneggiatura, il  film  si  segnala  per  l<strong>&#8216;ottima  ricostruzione  storica  e  ambientale</strong>  dell&#8217;India  sotto  la  dominazione  britannica  e  per  l&#8217;accurata  <strong>caratterizzazione  psicologica  dei  personaggi</strong>, di  cui  vengono  messi  sapientemente  in  luce  qualità  e  difetti.<br />
Da  sottolineare  la  presenza  di  un  bravissimo  Alec  Guiness  nella  parte  dell&#8217;imperscrutabile  bramino  Godbole. </p>
<p>Proprio  come  il  romanzo, il  film  pone  l&#8217;accento  sulle  inevitabili  difficoltà  che  nascono  dall&#8217;incontro  fra  civiltà  tanto  diverse: la  fredda  razionalità  degli  inglesi  si  scontra  con  l&#8217;ingenuo  sentimentalismo  degli  indiani, creando  una  barriera  che  è  quasi  impossibile  infrangere, perché  valori, mentalità  e  culture  diverse  costituiscono  enormi  ostacoli  per  la  comprensione  reciproca.<br />
A  tratti  algido  ma  ben  diretto, <em>Passaggio  in  India</em>  è  una  buona  trasposizione  del  <a href="http://petalidirose.wordpress.com/2009/11/07/passaggio-in-india/">bellissimo  romanzo  di  Forster</a>, di  cui  consiglio  la  lettura.<br />
<strong>Voto</strong>: 8<br />
<img src="http://oltreilcancello.wordpress.com/files/2009/11/passaggio.jpg" alt="passaggio" title="passaggio" width="500" height="287" class="alignnone size-full wp-image-3736" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Muro di Berlino, iniziative e proposte per celebrare il 9 novembre 1989 ]]></title>
<link>http://loriscosta.wordpress.com/2009/11/07/muro-di-berlino-iniziative-e-proposte-per-celebrare-il-9-novembre-1989/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 13:19:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>susannacotugno</dc:creator>
<guid>http://loriscosta.wordpress.com/2009/11/07/muro-di-berlino-iniziative-e-proposte-per-celebrare-il-9-novembre-1989/</guid>
<description><![CDATA[Una barriera di cemento, alta tre metri e mezzo, ha separato Berlino Ovest da Berlino Est, la Repubb]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/3907/5859/52783.jpg" alt="" /></p>
<p>Una barriera di cemento, alta tre metri e mezzo, ha separato Berlino Ovest da Berlino Est, la Repubblica Democratica Tedesca dalla Repubblica Federale Tedesca, il mondo occidentale da quello orientale dal 1961, anno della sua costruzione, al 1989, anno del suo crollo. Quel muro, per 28 anni, ha rappresentato la Guerra Fredda, la Cortina di Ferro, e il 9 novembre 1989, invece, simboleggia la caduta di un intero sistema, la voglia di cambiamento. Per celebrare i 20 anni trascorsi dallo storico evento si organizzano ovunque, in Europa e nel mondo, manifestazioni, mostre, eventi ed iniziative di ogni genere. Ecco, di seguito, alcuni di questi appuntamenti, oltre a una serie di pagine che raccontano la storia del Muro di Berlino.</p>
<p>Iniziative:<br />
<a href="http://www.info2015expo.it/index.php?/archives/129-Il-muro-di-Berlino-a-Milano.html">Freedom Day a Milano</a><br />
<a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cinema_e_teatro/09_novembre_3/berlino-venti-anni-dopo-1601948434233.shtml?fr=correlati">C&#8217;era una volta Berlino</a> (Cineteca italiana &#8211; Milano)<br />
<a href="http://www.06blog.it/post/6058/roma-celebra-il-20-anniversario-della-caduta-del-muro-di-berlino">Roma: Caduta del Muro</a><br />
<a href="http://fidest.wordpress.com/2009/11/04/muro-di-berlino-memorie/">Muro di Berlino. Memorie </a>(Galleria Tondinelli &#8211; Roma)<br />
<a href="http://www.artsblog.it/post/4264/la-caduta-del-muro-a-firenze">Caduta del Muro: Firenze </a><br />
<a href="http://www.alcinema.it/blog/2009/10/07/20-anni-dalla-caduta-del-muro-di-berlino-oggi-allo-stensen/">Write the wall<br />
Prima o poi tutti i muri cadono </a><br />
<a href="http://foglidarte.blogspot.com/2009/06/muro-di-berlino-un-artista-italiano.html">Pedalando lungo l&#8217;ex confine<br />
Arte a Berlino</a><br />
<a href="http://www.panorami.info/2009/02/1989-crolli-al-libero-ventanni-dalla.html">1989 &#8211; Crolli </a>(Teatro Libero di Milano)<br />
<a href="http://mattiafl.wordpress.com/2009/10/20/souvenir-dal-muro-di-berlino/">Souvenir dal Muro di Berlino </a><br />
<a href="http://www.berlintwitterwall.com/">Berlin Twitter Wall</a></p>
<p>Speciali Online:<br />
<a href="http://www.corriere.it/esteri/speciali/2009/muro-di-berlino/">Berlino: c&#8217;era una volta il muro</a> (Corriere della Sera)<br />
<a href="http://www.ilsole24ore.com/dossier/Mondo/2009/20-anni-dopo-caduta-muro-berlino/">20 anni dopo il Muro</a> (Il Sole 24 Ore)<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/esteri/muro-berlino/muro-berlino/muro-berlino.html">Berlino 20 anni dopo</a> (La Repubblica)<br />
<a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplRubriche/base/grubrica.asp?ID_blog=152&#38;ID_articolo=198&#38;ID_sezione=316&#38;sezione=">Il muro spiegato ai bambini </a>(La Stampa)<br />
<a href="http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2009/11/04/skytg24_speciale_caduta_muro_berlino.html">La caduta del muro di Berlino, vent&#8217;anni dopo </a>(Sky TG24)</p>
<p>La Storia:<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Muro_di_Berlino">Muro di Berlino </a>(Wikipedia)<br />
<a href="http://www.viaggio-in-germania.de/muro-berlino2.html">Date, foto e fatti</a><br />
<a href="http://www.viaggio-in-germania.de/muro-berlino.html">Perché quel muro?</a><br />
<a href="http://newseuropa.wordpress.com/2009/03/07/il-muro-di-berlino-oggi/">Il muro di Berlino Oggi</a><br />
<a href="http://www.rom.diplo.de/Vertretung/rom/it/03/Mauer/mauer__bildergalerie.html">Galleria fotografica</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Berlim em dois momentos! PAZ!]]></title>
<link>http://tulioisaac.com/2009/11/07/berlim-em-dois-momentos-paz/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 03:20:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Túlio Isaac</dc:creator>
<guid>http://tulioisaac.com/2009/11/07/berlim-em-dois-momentos-paz/</guid>
<description><![CDATA[Na noite de 9 de novembro de 1989 o mundo assistia ao fim de um dos maiores ícones da Guerra Fria: O]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-1110" title="Foto: FABRIZIO BENSCH/REUTERS" src="http://tulioisaac.wordpress.com/files/2009/11/1.jpg" alt="Foto: FABRIZIO BENSCH/REUTERS" width="500" height="329" />Na noite de 9 de novembro de 1989 o mundo assistia ao fim de um dos maiores ícones da Guerra Fria: O Muro de Berlim. Por 28 anos a muralha dividiu a Alemanha. Do lado ocidental estava a capitalista, ao leste ficava a comunista. A derrubada do Muro significou o fim de um período de divisões políticas, territoriais e sociais, tanto na Alemanha quanto no mundo. As fotografias apresentadas a seguir contam um pouco da história daquela noite e, viajando no tempo, mostram um pouco da Berlim de hoje.</p>
<p>Fonte: estadão.com.br</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1111" title="GERMANY/" src="http://tulioisaac.wordpress.com/files/2009/11/b02.jpg" alt="GERMANY/" width="500" height="323" /><img class="alignleft size-full wp-image-1112" title="Foto: FABRIZIO BENSCH/Reuters" src="http://tulioisaac.wordpress.com/files/2009/11/b03.jpg" alt="Foto: FABRIZIO BENSCH/Reuters" width="500" height="384" /><img class="alignleft size-full wp-image-1113" title="EFE" src="http://tulioisaac.wordpress.com/files/2009/11/b05.jpg" alt="EFE" width="500" height="356" /><img class="alignleft size-full wp-image-1114" title="Foto: ARND WIEGMAN/Reuters" src="http://tulioisaac.wordpress.com/files/2009/11/b07.jpg" alt="Foto: ARND WIEGMAN/Reuters" width="500" height="762" /><img class="alignleft size-full wp-image-1115" title="Foto: FRANKA BRUNS/AP" src="http://tulioisaac.wordpress.com/files/2009/11/b12.jpg" alt="Foto: FRANKA BRUNS/AP" width="500" height="335" /><img class="alignleft size-full wp-image-1116" title="Foto: FRANKA BRUNS/AP" src="http://tulioisaac.wordpress.com/files/2009/11/b13.jpg" alt="Foto: FRANKA BRUNS/AP" width="500" height="350" /><img class="alignleft size-full wp-image-1117" title="Foto: FRANKA BRUNS/AP" src="http://tulioisaac.wordpress.com/files/2009/11/b15.jpg" alt="Foto: FRANKA BRUNS/AP" width="500" height="344" /><img class="alignleft size-full wp-image-1118" title="Foto: FRANKA BRUNS/AP" src="http://tulioisaac.wordpress.com/files/2009/11/b19.jpg" alt="Foto: FRANKA BRUNS/AP" width="500" height="334" /><img class="alignleft size-full wp-image-1119" title="Foto: Pawel Kopczynski/Reuters" src="http://tulioisaac.wordpress.com/files/2009/11/b20-1.jpg" alt="Foto: Pawel Kopczynski/Reuters" width="500" height="352" /><img class="alignleft size-full wp-image-1120" title="Foto: Gero Bleloer/AP" src="http://tulioisaac.wordpress.com/files/2009/11/b25-1.jpg" alt="Foto: Gero Bleloer/AP" width="500" height="338" /><img class="alignleft size-full wp-image-1121" title="Foto: Gero Bleloer/AP" src="http://tulioisaac.wordpress.com/files/2009/11/b26.jpg" alt="Foto: Gero Bleloer/AP" width="500" height="365" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ya no estamos más acá!!!!]]></title>
<link>http://guerrerosdeluniverso.wordpress.com/2009/11/05/ya-no-estamos-mas-aca/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 18:14:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>bishoujosenshi</dc:creator>
<guid>http://guerrerosdeluniverso.wordpress.com/2009/11/05/ya-no-estamos-mas-aca/</guid>
<description><![CDATA[Si, se venció finalmente el mapeo de dominio que había hecho con la gente de WordPress&#8230; como m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#00ccff;font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Si, se venció finalmente el mapeo de dominio que había hecho con la gente de WordPress&#8230; como me daba muchos dolores de cabeza a la hora de actualizar, de cambiar apariencias y demás, finalmente me decidí a poner un servidor de una buena vez por todas&#8230;</strong></span></p>
<p><span style="color:#00ccff;font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Seguimos saliendo al aire y estamos a full transmitiendo. La nueva cara la podes ver en <a href="http://www.guerrerosuniverso.com.ar">Página Oficial del Programa Guerreros del Universo!!!</a></strong></span></p>
<p><span style="color:#00ccff;font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Los esperamos a todos ahí donde tenemos un chat y otras cositas interesantes!!!</strong></span></p>
<p><span style="color:#00ccff;font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Saludos y Gracias por seguir estando!</strong></span></p>
<p><span style="color:#00ccff;font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Bishoujo Senshi</strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[El dictador que liberó a las mujeres ]]></title>
<link>http://irenehuerga.wordpress.com/2009/11/05/los-grandes-genios-vienen-en-frascos-pequenos/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 08:05:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>irenehuerga</dc:creator>
<guid>http://irenehuerga.wordpress.com/2009/11/05/los-grandes-genios-vienen-en-frascos-pequenos/</guid>
<description><![CDATA[Nacido entre las telas que su padre comerciaba y criado entre algodones por su madre y sus hermanas,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-39" title="Paul Poiret (1879/1944)" src="http://irenehuerga.wordpress.com/files/2009/11/quitar-corse2.jpg?w=100" alt="Paul Poiret (1879/1944)" width="110" height="150" /><strong>N</strong>acido entre las telas que su padre comerciaba y criado entre algodones por su madre y sus hermanas, Paul Poiret (1879/1944) ya apuntaba maneras desde temprana edad y, de no haber sido porque su padre le ató corto y le obligó a terminar sus estudios secundarios y después a trabajar como chico de los recados para un paragüero, ¿quién sabe si no hubiera podido ser un niño prodigio como Mozart o como nuestro pequeño ruiseñor, Joselito? Lo que sí está claro es que fue un juguete roto más; pero en su caso ya en el mundo adulto, aun más cruel y olvidadizo.</p>
<p><img class="size-thumbnail wp-image-41 alignright" title="Corsé liberation" src="http://irenehuerga.wordpress.com/files/2009/11/corse-liberation3.jpg?w=115" alt="Corsé liberation" width="105" height="127" /></p>
<p>Fue el gran liberador de la mujer: nos dejó respirar quitandonos el corsé y nos dejó seducir cambiando nuestras habituales medias negras por unas de seda color carne que invitaban a la imaginación. Pero no lo hizo por amor a la mujer, sino por amor a lo estético y debido a su concepción particular del estilo. &#8216;He liberado sus troncos, pero ahora pienso atarles las piernas&#8217; argumentaba tras la creación de una de sus creaciones más controvertidas: la falda trabada que tenia los bajos tan estrechos que obligaba a las mujeres a andar con pasos muy cortos.</p>
<p>Una vez que se emancipó de las enseñanzas de su profesor, el famoso modisto Jacques Doucet,  parecía que nadie le haría sombra, pues supo ser un gran coolhunter de la moda y las tendencias y supo, por ejemplo, ver antes que nadie la magia de Oriente, con sus colores vivos, sus túnicas, velos, turbantes, pantalones bombachos&#8230;que más tarde popularizó el Ballet Ruso en representaciones como <em>Sherezade.</em></p>
<p>Se consideraba a sí mismo el sultán que vestía a las mujeres de su harén y pensaba que esa sumisión femenina le iba a durar por siempre, pero ya en 1930 comenzaba a verse relegado por otras &#8216;nuevas estrellas&#8217; como Coco Chanel que venían apuntando muy alto.</p>
<p>Pero, aun cuando sus musas comenzaban a dejarle de lado y su nivel de egocentrismo comenzaba a caerse del camello, continuó haciendo alarde de su habitual derroche y siguió organizando fastuosas fiestas, las mismas fiestas que antes le habían reportado publicidad, notoriedad y fama mundial y que ahora no le darían más que ruina y soledad.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-44" title="La Vague" src="http://irenehuerga.wordpress.com/files/2009/11/la-vague1.jpg?w=112" alt="La Vague" width="112" height="150" /></p>
<p>Marcó un antes y después del opresivo corsé que modificó por el traje llamado <em>La Vague</em> (sencillo, entallado bajo los pechos y caída recta hasta los pies)<em>;</em> descubrió el lejano Oriente antes de que este irrumpiera con el Ballet Ruso; fue el primer modisto en lanzar su propio perfume (10 años antes que Chanel); estapó por primera vez motivos artísticos en seda;  y lo más importante, se había convertido en el primer diseñador de la historia  al conseguir que sus creaciones fueran copiadas por todo el mundo, creando así un sello estético.</p>
<p>Y, sin embargo, su vida personal y profesional tuvo su culmen tras la exposición Art Decó que él mismo organizó en 1925. Gastó sumas ingentes de dinero en ella y finalmente los patrocinadores no le respondieron con el dinero prometido. Arruinado, olvidado y abandonado por su musa más importante (su esposa), se retiró a La Provenza y murió pobre y solo en 1944.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Skapegoat oltre l'Europa]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/04/skapegoat-oltre-leuropa/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 17:43:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
<guid>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/04/skapegoat-oltre-leuropa/</guid>
<description><![CDATA[  I giornalisti nati nell&#39;Unione Europea si trovano ad esplorare un continente che ormai diventa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style="color:#0000ff;"><strong> </strong></span></div>
<div><span style="color:#0000ff;"><strong></strong></span></div>
<p><span style="color:#0000ff;"><strong></p>
<div id="attachment_1377" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/terra_003.jpg"><img class="size-medium wp-image-1377" title="Mondo" src="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/terra_003.jpg?w=300" alt="Mondo" width="300" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">I giornalisti nati nell&#39;Unione Europea si trovano ad esplorare un continente che ormai diventa un paese ed un panorama internazionale dove tutto l&#39;occidente si confronta con un mondo in trasformazione: le superpotenze sono finite e la qualità delle relazioni che UE, Cina, Stati Uniti, Brasile, Russia, India intrattengono nel globo definisce le loro possibilità di crescita</p></div>
<p>Il sito ritrova  alcuni dei suoi collaboratori &#8220;storici&#8221; e nuove leve per una maggiore completezza degli argomenti trattati</p>
<p>&#160;</p>
<p></strong></span></p>
<p><span style="color:#000000;">Lo spazio di informazione che avete davanti ha attraversato un periodo di rallentamento, dovuto al fatto che una delle maggiori risorse che aveva trovato, la collaborazione di molti giovani giornalisti impegnati a cavallo del 2007 e del 2008 nell&#8217;esperienza del Corso di Giornalismo della Fondazione Lelio Basso, si era interrotta per impedimenti oggettivi (ad esempio l&#8217; insediamento di queste persone in diverse realtà comunicative o anche in attività del tutto estranee ai mass media). <em>Skapegoat</em> adesso potrà ripartire: i suoi promotori sono tornati ed a loro si stanno aggiungendo altri ragazzi che contano su di un forte radicamento del loro interesse giornalistico in diverse aree geografiche e tematiche.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Il sito è da sempre attento all&#8217;Europa, ma non pensiamo che l&#8217;Unione Europea sia un fenomeno di chiusura, è un&#8217;avventura che si apre alla storia del continente inteso in senso più ampio, entrando a far parte della sua vicenda ed attraendone nuove aree. L&#8217;Europa come paese, oltre i confini attuali della UE, partecipa ai  progetti di tutto l&#8217;Occidente, dialoga con tutto il pianeta attraverso il Commonwealth e per mezzo di tutte le Comunità che nel mondo sono tradizionalmente legate alle nazioni costituenti l&#8217;Europa e che ne arricchiscono il cammino.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">E, non meno importante, l&#8217;Europa sposta la politica dell&#8217;Occidente in direzione di un approccio paritario con i giganti e gli emergenti di un contesto internazionale che non è più pensabile in termini di superpotenze che costituiscono centri direzionali assoluti delle sorti delle popolazioni. Le nazioni a noi più legate come Stati Uniti e Canada, i nuovi protagonisti (Brasile, Cina, India) e quelli che riemergono, come la Federazione Russa, più altri, sono altrettanti soggetti fondamentali della scena del millennio da poco apertosi e l&#8217;Europa, lungi dall&#8217;essere un punto di riferimento obbligato, è quanto gli altri un attore indotto a ridimensionare il proprio spazio in base alla realtà ed a conquistare il proprio ruolo con i fatti e con le relazioni che saprà costruire nel futuro.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Nelle prossime settimane torneranno alcuni dei collaboratori che coloro che seguono il sito da più tempo già conoscono (Michele Vollaro, Aneta Carreri) e nuove leve (Claudia Papaleo e progressivamente anche altri), giornalisti di cui troverete nuovamente o per la prima volta la firma su queste pagine web. Il loro apporto ricondurrà il sito ad una attenzione più completa al Mediterraneo, all&#8217;Est Europeo, agli Stati Uniti ed all&#8217;America Latina, all&#8217;Africa, all&#8217;Asia e con il tempo a settori che erano stati trascurati come la Cultura e lo Sport. Non mancheranno altri approfondimenti su temi sui quali il sito si è concentrato in questo periodo, come il rapporto tra partecipazione femminile e qualità della democrazia, e su argomenti che meritano una nostra maggiore presenza, come i problemi dell&#8217;istruzione.</span></p>
<p><span style="color:#000000;"><strong>Aldo Ciummo</strong></span></p>
<p><span style="color:#0000ff;"><strong><span style="color:#000000;"> </span></strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IL MUSEO DEL TE']]></title>
<link>http://rossellagrenci.wordpress.com/2009/11/04/il-museo-del-te/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 10:17:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>rossellagrenci</dc:creator>
<guid>http://rossellagrenci.wordpress.com/2009/11/04/il-museo-del-te/</guid>
<description><![CDATA[  Lo sapevate che in Italia c&#8217;è il museo del tè? Nel cuore della Sicilia, e precisamente a Rad]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-family:arial;font-size:130%;"><img class="alignnone size-full wp-image-4012" title="istock_000001307562small" src="http://rossellagrenci.wordpress.com/files/2009/11/istock_000001307562small.jpg" alt="istock_000001307562small" width="600" height="436" /></span></p>
<div><span style="font-family:arial;font-size:130%;"> <br />
<span style="color:#008000;">Lo sapevate che in Italia c&#8217;è il museo del tè? Nel cuore della Sicilia, e precisamente a Raddusa, troverete oltre 100 tipi di tè provenienti da tutto il mondo; in più: stampe, oggetti, tazze e teiere dell&#8217;arte del tè.ù<br />
Questo è il link: <a href="www.lacasadelte.it/museo.htm ">www.lacasadelte.it/museo.htm </a></span></p>
<p><span style="color:#003366;">Lo  scrittore e studioso giapponese Okakura Kakuzo (1862-1913) nel suo libro &#8221; The book of tea&#8221; scrisse: La filosofia del te&#8217; non e&#8217; un banale estetismo, essa ci aiuta ad esprimere, insieme all&#8217;etica ed alla religione, il nostro modo di vedere l&#8217;uomo e la natura. Questa filosofia ha influenzato l&#8217;arredamento delle nostre case, le nostre abitudini, la nostra ceramica, i nostri vestiti, la scultura e la letterature. Quando parliamo di un uomo insensibile, codardo e superficiale diciamo che &#8220;non ha il te&#8221; .</span></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Immagini e voci ritrovate della Tasmania]]></title>
<link>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/11/12/immagini-e-voci-ritrovate-della-tasmania/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 11:10:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simona Maggiorelli</dc:creator>
<guid>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/11/12/immagini-e-voci-ritrovate-della-tasmania/</guid>
<description><![CDATA[A Roma per presentare il suo nuovo romanzo Solo per desiderio lo scrittore Richard Flanagan racconta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>A Roma per presentare il suo nuovo romanzo Solo per desiderio lo scrittore Richard Flanagan racconta come fede e ratio si allearonoper distruggere i “selvaggi” aborigeni della sua terra, splendida isola dell’Australia «Si parla di difesa dei valori occidentali, di infedeli, di islamofascisti. Cambiano le parole ma le persone sono ridotte a astrazioni come nel XIX secolo»</em></p>
<p>&#160;</p>
<p>di Simona Maggiorelli</p>
<div id="attachment_2391" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/11/aborigeni.jpg"><img class="size-medium wp-image-2391" title="aborigeni" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/11/aborigeni.jpg?w=300" alt="" width="300" height="204" /></a><p class="wp-caption-text">arte aborigena</p></div>
<p>Il pittore deve aver pensato che quei piedi nudi che spuntavano da sotto il vestito rosso poco si addicessero a un ritratto destinato a una casa inglese.  Così fece in modo che la cornice li escludesse dal quadro. Occhi grandi, pieni di infinita malinconia, «la ragazzina ritratta sulla tela era una delle poche sopravvissute al genocidio di aborigeni perpetrato in Tasmania dagli occidentali. L’ho saputo dopo un bel po’ di ricerche» racconta Richard Flanagan che ha costruito il suo nuovo romanzo,<em> Solo per desiderio</em> (Frassinelli) proprio intorno a quell’immagine. Venti anni fa lo scrittore vide  quel ritratto coloniale dello Hobart Museum  restandone profondamente colpito.  Poi la scoperta che la bambina si chiamava Mathinna e che, per “ghiribizzo”, un bianco aveva voluto prenderla con sé. Dietro a quel quadro, insomma, c’era una storia vera: quella di Sir John Franklin, governatore della Tasmania dal 1837 al 1843 che con la moglie decise di adottare la piccola. Salvo poi abusare di lei e mandarla in un orfanotrofio dove sarebbe stata avviata all’alcol e alla prostituzione. Pedofilo e sospettato di cannibalismo, al suo rientro in Inghilterra, Franklin fu al centro di uno scandalo. Ma il fatto che più ha colpito la fantasia dello storico e romanziere Flanagan è che Charles Dickens, già affermato e nel pieno della attività letteraria, si lanciò in sua difesa con un articolo su una rivista  ma anche rileggendone la vicenda nel dramma<em> The frozen deep</em>. Da un lato un colonialista colpevole di uno dei peggiori crimini al mondo, dall’altro uno scrittore sposato e in crisi che proprio in quel periodo cercava di resistere all’attrazione per una giovanissima attrice. Due storie che Flanagan sapientemente racconta in parallelo in questo romanzo storico letterariamente alto e che non vuole essere “solo” un testo di denuncia della ferocia del colonialismo europeo. Attraverso la storia dei coercitivi esperimenti pedagogici che i Franklin tentarono sulla bambina in nome dell’evangelizzazione e della “scienza” positivistica, nel romanzo Flanagan traccia uno spietato ritratto della razionale, pia e ordinata borghesia londinese che arrivava a trattare gli aborigeni come se non fossero esseri umani. «Il rifiuto delle emozioni, il tentativo di controllare il desiderio che raggiunge livelli macroscopici nella società vittoriana e nella vicenda personale di un grande scrittore come Dickens &#8211; dice Flanagan che abbiamo incontrato a Roma in occasione della presentazione del suo libro &#8211; mi è parso emblematico di un certa malattia e paura di vivere che in altri modi connota oggi la frenetica società occidentale». Così come la paura del confronto con culture diverse. «Viviamo in un periodo in cui tante stupidità e ottusità del passato si ripetono. E le persone &#8211; sottolinea Flanagan-  rischiano di trovarsi ridotte a un’astrazione, proprio come accadeva nel XIX secolo. Abbiamo solo cambiato le espressioni, i modi di dire: oggi si parla di  difesa dei valori occidentali, di infedeli, di islamofascisti ma la sostanza resta la stessa».<br />
Nato in Tasmania nel 1961 da una famiglia di origine irlandese Flanagan ha il vantaggio di vedere la realtà sentendosi parte della cultura aborigena tanto quanto di quella occidentale. «Vivo in un’isola dove la gente non si affanna per scalare la società, anche perché c’è solo la pesca, ciò che offre la natura e poco più. Da noi quando si mangia in giardino c’è sempre qualcuno che si siede dicendo di essere un amico o un parente! Non dico che sia il migliore dei mondi possibili- abbozza  sorridendo- ma è un modo molto umano di stare insieme. Un modo che religione, psicoanalisi o aerobica sfrenata sicuramente non insegnano».</p>
<p>dal quotidiano <span style="color:#008000;">Terra</span> del 14 novembre 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
