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	<title>origini &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/origini/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "origini"</description>
	<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 10:17:25 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Teoria dell'origine dell'Homo sapiens]]></title>
<link>http://giavie.wordpress.com/2009/11/24/teoria-sullorigine-delluomo/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 22:35:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>giavie</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il tempio di ermes]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/QZSL_ppLERo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/QZSL_ppLERo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
<a href="http://www.iltempiodiermes.com/">Il tempio di ermes</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le origini Napoletane di Bruce (di Domenico Porcelli)]]></title>
<link>http://springsteenitalia.wordpress.com/2009/11/11/le-origini-napoletane-di-bruce-di-domenico-porcelli/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 21:17:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>springsteenitalia</dc:creator>
<guid>http://springsteenitalia.wordpress.com/2009/11/11/le-origini-napoletane-di-bruce-di-domenico-porcelli/</guid>
<description><![CDATA[Com&#8217;era già noto a tutti, Bruce Springsteen ha origini italiane,ma purtroppo non si sapeva anc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Com&#8217;era già noto a tutti, Bruce Springsteen ha origini italiane,ma purtroppo non si sapeva ancora con precisione da quale zona provenisse&#8230;.. Finalmente grazie a ricerche effettuate presso gli archivi comunali di Vico Equense sulle origini della famiglia Zerilli, alla quale appartiene Adele, la madre di Bruce si può affermare con grande orgoglio che nelle vene di Springsteen scorre sangue napoletano. A riprova di tutto questo,in primavera sulla stampa locale è apparso un breve articolo di M. Verde. D’altra parte il 20 luglio dopo il concerto romano di Bruce, mammà Adele si è recata proprio a Vico Equense per un saluto ai parenti.</p>
<p>Sappiamo che il nonno paterno di Bruce era 50% olandese (lignaggio di Springsteen) e 50% irlandese (lignaggio di O’Hagen) e la sua nonna paterna era 100% irlandese (lignaggio di Mc Nicholl). Pochi sanno tuttavia che entrambi i nonni materni di Bruce (lignaggio di Zerilli) erano italiani. Quindi, sebbene “Springsteen” sia un cognome olandese, la discendenza di Bruce è per il 12,5% olandese, 37% irlandese e 50% italiana.<br />
Infatti il suo nonno materno, Antonio, era nato a Vico Equense (Napoli) e apparteneva a una famiglia che viveva lì da circa 40 anni<br />
.Zerilli è un tipico cognome siciliano, diffuso specialmente a Trapani e a Palermo. Potrebbe derivare dal termine greco” xeros”, che significa “asciutto – arido”, in riferimento forse alle caratteristiche del luogo di origine.<br />
Andrea Zerilli, trisavolo di Bruce, era nato a Palma di Montechiaro (Agrigento, Sicilia) e nel 1852 nella Parrocchia dei Santi Ciro e Giovanni sposò Rosa Veniero, nipote di Luigi Serio (1744), poeta e patriota. Nella sua gioventù, Serio ottenne la fama di eccellente improvvisatore lirico, che gli procurò incarichi di poeta di corte, revisore di opere teatrali e la cattedra di Eloquenza presso la nostra Università nel 1771. Durante la Repubblica di 1799, Luigi Serio fu uno dei più ferventi patrioti, esperienza da lui stesso documentata nel suo “Ragionamento al Popolo.” Il 13 giugno, quando le truppe del Cardinale Ruffo entrarono in Napoli, Serio si precipitò a combatterle sul ponte della Maddalena e, secondo Coletta, morì sulle rive del fiume di Sebeto.<br />
Andrea Zerilli nel 1858 conduceva un Caffè o una trattoria in Piazza Fontana (Largo Fontana) in Vico Equense. Nel 1883, era tesoriere presso l’Istituto femminile di SS. Trinità e Paradiso, ufficio che sarà ereditato poi da suo figlio Raffaele. Sappiamo anche che Andrea era un appaltatore del Dazio in Vico Equense e in Massalubrense. In Vico era inoltre direttore dell’Ufficio postale. Quando la sua famiglia si ingrandì (cinque bambini, quattro nuore più di venti nipoti) Andrea comprò un suolo dove costruì un edificio in cui vivere tutti insieme e spostare il suo “Gran Caffè Zerilli.” Nel 1897 tutti gli appartamenti furono venduti eccetto il negozio. Andrea morì in Vico Equense il 27 agosto 1901 (all’età di 74 anni) e sua moglie il primo dicembre 1912 (all’età di 81 anni).<br />
Il suo terzogenito, Raffaele, sposò Raffaella Aiello dalla quale ebbe un figlio nel 1887 e cinque figlie tra 1885 e 1896. Il maschio fu chiamato Antonio ( che sarà il nonno di Bruce) e morirà in America nel 1977. Infatti la famiglia di Raffaele emigrò in America tra la fine di 1800 e l’inizio del 1900. Altri parenti del secondogenito di Andrea, Francesco, andarono in America nello stesso periodo tranne due figlie che lasceranno l’Italia negli anni ‘20.</p>
<p>Sappiamo che Antonio era un avvocato, si sposò ed ebbe quattro figlie; la più giovane era Adele Ann che sposò Douglas Frederick Springsteen, morto nel 1998. Dal loro matrimonio nacquero tre bambini: Bruce (23 sept. 1949), Virginia (“Ginny” 1950) e Pamela (1962).<br />
Se ci potevano essere radici anche italiane in un personaggio così “speciale” come Bruce … non avrebbero potuto essere che napoletane</p>
<address>fonte: http://pinkcadillacmusic.wordpress.com/le-origini-napoletane-di-bruce/</address>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nulla nostro che sei nei cieli]]></title>
<link>http://anothereurope.wordpress.com/2009/11/11/nulla-nostro-che-sei-nei-cieli-post-sullante/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 18:39:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesca</dc:creator>
<guid>http://anothereurope.wordpress.com/2009/11/11/nulla-nostro-che-sei-nei-cieli-post-sullante/</guid>
<description><![CDATA[- Perché c&#8217;è qualcosa piuttosto che il nulla? - Doveva esserci. Lawrence Krauss * - Non creder]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>- Perché c&#8217;è qualcosa piuttosto che il nulla?</p>
<p>- Doveva esserci.</p>
<p>Lawrence Krauss</p>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p>- Non crederai a quello che mi è successo oggi.<br />
- Cosa?<br />
- Assolutamente niente.</p>
<p>Richard P. Feynman</p>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p>E la cosa veramente straordinaria è che continuiamo ad arrabattarci.</p>
<p>E pure a scriverlo sui blog.</p>
<p>F.</p>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p>C&#8217;è in rete una lezione di Lawrence Krauss.</p>
<p>La trascriverò.</p>
<p>La espanderò un po&#8217; qua e un po&#8217; là, semplificherò, azzarderò.</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/7ImvlS8PLIo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/7ImvlS8PLIo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p>La trascriverò in <span style="color:#0000ff;">blu</span>.</p>
<p>Poesia</p>
<p>Paesaggio distrutto con<br />
lattine di conserve, gli ingressi delle case<br />
vuoti, che cosa c&#8217;è dentro? Qui sono arrivato</p>
<p>con il treno di pomeriggio,<br />
due pentole legate<br />
alla valigia. Ora sono uscito</p>
<p>dai sogni che soffiano<br />
sopra un incrocio. E polvere,<br />
pavana frammentata, di neon</p>
<p>morto, giornali e binari<br />
questo giorno, che cosa rimedio ora,<br />
un giorno più vecchio, più profondo e morto?</p>
<p>Chi ha detto che una cosa così sia<br />
vita? Io vado in un<br />
altro blu.</p>
<p>Rolf Dieter Brinkmann</p>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://richarddawkins.net/">Richard Dawkins</a>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#0000ff;">Questo è il secondo dei dialoghi sponsorizzati da </span><a href="http://richarddawkinsfoundation.org/"><span style="color:#0000ff;">RDF</span></a><span style="color:#0000ff;">. Qualche anno fa ero ad una conferenza, nella parte delle domande finali, e di solito non mi vengono rivolte domande ostili se non quelle poste da gente religiosa, che si possono affrontare molto facilmente, ma poi mi è stata rivolta una domanda ostile che non era così facile da affrontare, era una domanda molto ingegnosa e difficile e ho pensato: Chi è questo qui? Si è rivelata come una di quelle domande del tipo &#8220;Sono ateo, ma&#8221;, che sono sempre le più difficili da trattare, ed era ovviamente Lawrence Krauss. Non l&#8217;ho trattato molto bene all&#8217;epoca, ma da allora siamo diventati amici stretti e ho un rispetto enorme per quello che sta facendo nel campo della divulgazione scientifica, il campo che da poco non esercito più. È un fisico illustre, autore di molti libri, si interessa anche di scienza in generale e della promozione della comprensione della scienza in generale. Si è recentemente trasferito in Arizona per avviare quella che ritengo essere un&#8217;iniziativa molto interessante. È direttore associato del centro </span><a href="http://beyond.asu.edu/"><span style="color:#0000ff;">Beyond</span></a><span style="color:#0000ff;"> e codirettore dell&#8217;iniziativa </span><a href="http://cosmology.asu.edu/index.php"><span style="color:#0000ff;">Cosmology</span></a><span style="color:#0000ff;"> e direttore dell&#8217;iniziativa </span><a href="http://origins.asu.edu/"><span style="color:#0000ff;">Origins</span></a><span style="color:#0000ff;"> all&#8217;università dell&#8217;Arizona. Quindi lo studio delle origini, le origini di tutti i tipi, dalle origini dell&#8217;universo alle origini della vita e di qualsiasi cosa possibile, che iniziativa incredibilmente entusiasmante da avviare all&#8217;università. Sono felicissimo che Lawrence oggi ci parli. Vi prego di dargli il benvenuto.</span></p>
</blockquote>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p style="text-align:left;">In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l&#8217;abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.</p>
<p style="text-align:left;">Bibbia, Genesi</p>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p style="text-align:left;">Cosa faceva Dio prima di fare il cielo e la terra<span style="font-size:xx-small;"> </span>?</p>
<p style="text-align:left;">Un vanitoso</p>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p style="text-align:left;">Come gli venne l&#8217;idea di fare qualcosa, mentre prima non aveva fatto mai nulla?</p>
<p style="text-align:left;">Un altro vanitoso</p>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p style="text-align:left;">Alle suddette domande un berbero, in italiano moderno un extracomunitario, risponde togliendone il presupposto stesso, eliminando cioè la nozione di &#8220;prima&#8221; rispetto alla genesi del mondo e, non senza una punta di stizza, facendo cominciare il tempo assieme allo spazio:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:left;">Concedi loro, Signore, di riflettere bene<span style="font-size:xx-small;"> </span> a come parlano, e di scoprire che non si parla di un mai là dove non esiste tempo. Dire: &#8220;Non aveva fatto mai nulla&#8221;, non equivale forse a dire che non aveva fatto nulla in nessun tempo? Comprendano quindi che non esiste alcun tempo senza creato, e cessino di dire vanità come queste. Volgano la loro attenzione anche verso le cose che stanno innanzi, e capiscano che tu sei prima di tutti i tempi, eterno creatore di tutti i tempi; che nessun tempo è coeterno con te, come anche nessuna creatura, sebbene ve ne siano di superiori al tempo.</p>
<p style="text-align:left;">Agostino, Confessioni, Libro XIII</p>
</blockquote>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://krauss.faculty.asu.edu/"><span style="color:#0000ff;">Lawrence Krauss</span></a><span style="color:#0000ff;">:</span></p>
<blockquote>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#0000ff;">Grazie. Riuscite a sentirmi ora? Riuscite a sentirmi ora? Ok, bene. Grazie, Richard. Veramente, lasciatemi dire che la mia amicizia con Richard è stata speciale in molti sensi, ogni volta che stiamo assieme mi fa pensare in modo leggermente diverso, spero che valga vicendevolmente, ed è un vero piacere, un onore essere qui. Richard mi ha chiesto di parlare di cosmologia e quando ho spiegato alla signora dell&#8217;organizzazione quello di cui avrei parlato e ho proposto diversi titoli, lei ha pensato che fossero deprimenti e allora ha detto: perché non &#8220;Siamo tutti fottuti&#8221;?, ma ho deciso di non usare quel titolo.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#0000ff;">Ho messo questa citazione qui, mi piacciono le citazioni quando introduco qualcosa da leggere, mi è in qualche modo utile:</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#0000ff;"><em>Il mistero iniziale che accompagna ogni viaggio è in primo luogo come il viaggiatore ha raggiunto il suo punto di partenza?</em> &#8211; Louise Bogan, Viaggio intorno alla mia stanza.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#0000ff;">Voglio parlare della nostra moderna visione della cosmologia e del modo in cui ha cambiato la nostra visione dell&#8217;universo, del passato e del futuro e in qualche modo del modo in cui questa visione è chiaramente straordinaria e molto più straordinaria che nelle fiabe inventate nelle situazioni più religiose. Ma il punto chiave è il mistero. Questa è una delle cose che rende la scienza così speciale, credo: è il fatto che la scienza ama i misteri, agli scienziati piace non sapere, è la parte cruciale della scienza, l&#8217;entusiasmo di imparare com&#8217;è l&#8217;universo. E poi, di nuovo, è così diverso dall&#8217;aspetto sterile della religione, dove l&#8217;entusiasmo sembra essere quello di sapere tutto, nonostante chiaramente non si sappia niente. Questa è una delle ragioni per cui ho messo qui questa citazione.</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#0000ff;"><span style="color:#000000;">*</span></span></p>
</blockquote>
<p>Il <a href="http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s2c1p4_it.htm">Catechismo della Chiesa Cattolica</a> riconosce i contributi fondamentali della scienza, salvo però omettere di trarne le conseguenze per ritornare ancora e sempre al Creatore, al quale &#8211; con la finezza di ragionamento non privo di ironia di cui solo chi resiste temporalmente da millenni è capace &#8211; gli studiosi dovrebbero essere grati:</p>
<blockquote><p>&#8220;La questione delle origini del mondo e dell&#8217;uomo è oggetto di numerose ricerche scientifiche, che hanno straordinariamente arricchito le nostre conoscenze sull&#8217;età e le dimensioni del cosmo, sul divenire delle forme viventi, sull&#8217;apparizione dell&#8217;uomo. Tali scoperte ci invitano ad una sempre maggiore ammirazione per la grandezza del Creatore, e a ringraziarlo per tutte le sue opere e per l&#8217;intelligenza e la sapienza di cui fa dono agli studiosi e ai ricercatori&#8221;.</p></blockquote>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p>Alcune fiabe però sono più belle di altre. I <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fulani">Fulbe</a> del Mali, ad esempio, un popolo di pastori, la vedono così:</p>
<blockquote><p><a href="http://www.enwiki.net/wiki/eb/25612/">All&#8217;inizio c&#8217;era un&#8217;enorme goccia di latte</a>.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.enwiki.net/wiki/eb/25612/">Nella stessa pagina</a> si dice anche che i Pangwa della Tanzania credono che il mondo sia nato dalla cacca delle formiche.</p>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p style="text-align:left;">Ne approfitto per dire a quelli che cercano il commento a No man is an island che non mi pare serva un commento e che comunque qui non lo troveranno mai. E posso dire mai perché c&#8217;è il tempo.</p>
<p style="text-align:center;">*</p>
<blockquote>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#0000ff;">Voglio parlarvi di un racconto del mistero. </span></p>
<p style="text-align:center;">
<div id="attachment_3607" class="wp-caption aligncenter" style="width: 305px"><a rel="attachment wp-att-3607" href="http://anothereurope.wordpress.com/2009/11/11/nulla-nostro-che-sei-nei-cieli-post-sullante/gc47tu/"><img class="size-medium wp-image-3607" title="GC47TU" src="http://anothereurope.wordpress.com/files/2009/11/gc47tu.jpg?w=295" alt="GC47TU" width="295" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Ammasso globulare 47 Tu (eso.org)</p></div>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#0000ff;">Ora abito a Phoenix e la gente sa cosa sono queste, ma quando vivevo a Cleveland dovevo dire alla gente che queste erano stelle. Questa è una fotografia di un ammasso globulare ed è una cosa bellissima in una bella notte di cielo terso, ma quello che voglio dirvi è che la nostra visione ha cambiato il nostro universo così tanto che la materia veramente importante non sono le stelle e le galassie, ma la materia che non potete vedere, la materia misteriosa che domina la natura. È un racconto del mistero, quindi cominciamo.</span></p>
</blockquote>
<blockquote>
<p style="text-align:left;"><em><span style="color:#0000ff;">Era una notte buia e tempestosa&#8230;</span></em></p>
<p style="text-align:center;">*</p>
</blockquote>
<p style="text-align:left;">Gli ammassi globulari sono ammassi relativamente densi di centinaia di migliaia di stelle sottoposte a gravità, in continuo movimento, un po&#8217; come api attorno ad un alveare. Data la relativa densità, qualche volta, ogni qualche milione di anni, le stelle che li compongono si scontrano, qualche volta qualcuna sfugge all&#8217;ammasso, più spesso si possono sfiorare. Alcune sono vecchissime, solo qualche centinaia di milioni di anni meno vecchie dell&#8217;universo. Sono oggetti privilegiati di studio per capire come si sono formate le galassie. Recentemente si è scoperto che possono contenere diverse generazioni di stelle, composte da materiali diversi, con proprietà chimiche diverse: è il caso ad esempio di <a href="http://www.astronomy.com/asy/default.aspx?c=a&#38;id=5487">NGC 2808</a>.</p>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p>Tante stele lontane<br />
e dute sensa pase:<br />
le va le va per strade vane,<br />
dolorose e le tase.</p>
<p>L&#8217;imensità le ingiote<br />
in distanse infinite<br />
e le sprofonda site<br />
in senpre nove note.</p>
<p>E nissun le consola<br />
nissun le ferma un sol momento:<br />
danàe le porta el vento<br />
che no&#8217; sa dî parola.</p>
<p>Un velo selestin de bisso<br />
ne fa da paravento<br />
ne salva dal spavento<br />
che dà l&#8217;eterno abisso.</p>
<p>Ma infin la note ne disperde<br />
tra note e dì ne l&#8217;aria:<br />
in un&#8217;ora solitaria<br />
smore la tera verde.</p>
<p>Biagio Marin, Quanto più moro (1969)</p>
<p>Biagio Marin, Poesie, Garzanti</p>
<h5><span style="font-weight:normal;">Tante stelle lontane/ e tutte senza pace: / vanno e vanno per strade vane, / dolorose, e tacciono. // L&#8217;immensità le inghiotte / in distanze infinite / e sprofondano zitte / in sempre nuove notti. // Nessuno le consola / nessuno le ferma un solo momento: / dannate le porta il vento / che non sa dire parola. // Un velo celestino di bisso / ci fa da paravento / ci salva dallo spavento / che dà l&#8217;eterno abisso. // Ma infine ci disperde la notte / fra notte  e dì nell&#8217;aria: / in un&#8217;ora solitaria / smuore la terra verde.</span></h5>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#0000ff;">Einstein ha sviluppato la teoria della relatività nel 1916, un periodo interessante perché lui aveva sviluppato questa teoria, che era la prima teoria che spiegava non solo come gli oggetti si muovono attraverso lo spazio, ma anche come lo spazio stesso potesse espandersi e ed essere dinamico, una teoria importante sulla presenza della materia, ed era bellissima, e lui in qualche modo sapeva di avere ragione, ma all&#8217;epoca era in contrasto con le osservazioni, il che dava fastidio ai fisici in passato, e l&#8217;osservazione era che l&#8217;universo era stabile ed eterno, quella era la saggezza convenzionale, nella scienza all&#8217;epoca, che l&#8217;universo c&#8217;era da sempre e che per sempre ci sarebbe stato. E la sua teoria discordava da questo perché la teoria della relatività generale soffre dello stesso problema di cui soffre la gravitazione di Newton: la gravità attrae, attira e non spinge mai e se si mettono le stelle e le galassie là fuori, non restano semplicemente là, la gravità crea un&#8217;attrazione dell&#8217;universo che le tira assieme. Allora ha cercato di immaginare cosa fare ed è stato capace di modificare leggermente la sua teoria, in modo coerente con la simmetria matematica che gli ha consentito di svilupparla. Voglio mostrarvi come l&#8217;ha fatto con delle equazioni, che è una cosa che va bene di mattina alle 9 e 45, ma ne ho molte forme pratiche qui:</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#0000ff;">Equazioni di Einstein</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#0000ff;">parte sinistra = parte destra</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#0000ff;">Questo è per i biologi. No, sto scherzando. Ma non è del tutto finzione perché la parte sinistra dell&#8217;equazione vi parla della geometria dell&#8217;universo, del modo in cui le cose sono curve in presenza della fonte della curvatura, che in questo caso è l&#8217;energia-momento dell&#8217;universo:</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#0000ff;">curvatura = energia-momento</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#0000ff;">Bene. Sono in realtà un fisico teorico, per cui devo scrivere le robe giuste, con le lettere, è molto più illuminante per voi, ne sono sicuro:</span></p>
<p style="text-align:left;"><a rel="attachment wp-att-3629" href="http://anothereurope.wordpress.com/2009/11/11/nulla-nostro-che-sei-nei-cieli-post-sullante/einstein/"><img class="aligncenter size-full wp-image-3629" title="einstein" src="http://anothereurope.wordpress.com/files/2009/11/einstein.jpg" alt="einstein" width="284" height="46" /></a></p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><span style="color:#0000ff;">ma questa era la teoria che non funzionava, che rappresentava l&#8217;universo in cui non vivevamo, o così pensavamo, e così è stato in grado di modificarla un po&#8217; aggiungendo un termine supplementare nella parte sinistra, che chiamò il termine cosmologico:</span></p>
<p style="text-align:left;"><a rel="attachment wp-att-3630" href="http://anothereurope.wordpress.com/2009/11/11/nulla-nostro-che-sei-nei-cieli-post-sullante/termine-cosmologico/"><img class="aligncenter size-full wp-image-3630" title="termine cosmologico" src="http://anothereurope.wordpress.com/files/2009/11/termine-cosmologico.jpg" alt="termine cosmologico" width="271" height="78" /></a></p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><span style="color:#0000ff;">Questo termine nella parte sinistra produce una piccola forza repulsiva nello spazio vuoto, così piccola da non alterare le leggi di Newton, che descrivono benissimo il moto dei pianeti attorno al sole &#8211; e lui non voleva distruggere questo &#8211; così piccola da non essere mai misurabile nel sistema solare, ma da poter diventare rilevante su scala galattica e mantenere le galassie distinte e questo è il modo in cui pensiamo che ha salvato la sua teoria. Poco dopo aver introdotto questo termine, è stato chiaro che c&#8217;era un problema.</span></p>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/VaH9e22NnxM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/VaH9e22NnxM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:center;">*</p>
<h2 style="text-align:center;">I- Mf = Nc</h2>
<p>where</p>
<p>I is Italy</p>
<p>Mf is the mess factor</p>
<p>Nc is a normal country</p>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://anothereurope.wordpress.com/files/2009/11/einstein2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3764" title="einstein2" src="http://anothereurope.wordpress.com/files/2009/11/einstein2.jpg?w=300" alt="" width="300" height="144" /></a></p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://www.ethbib.ethz.ch/dachs-online/einstein/Hs_91_555.pdf"><span style="color:#0000ff;">Questa</span></a><span style="color:#0000ff;"> è una cartolina che ho avuto quando sono stato in vacanza in Svizzera, a Zurigo, ed è una cartolina di Einstein a Hermann Weyl, che era un fisico matematico molto famoso, ed è in tedesco, e sicuramente il vostro tedesco è migliore del mio, ma &#8211; è già il 1923 &#8211; dice già: &#8220;Se ci sbarazziamo di un universo quasistatico, che ce ne facciamo della costante cosmologica?&#8221; (&#8220;</span><em><span style="color:#0000ff;">Wenn schon keine quasistatische Welt, dann fort mit dem kosmologischen Glied</span></em><span style="color:#0000ff;">&#8220;), perché capì che se l&#8217;universo si sta veramente espandendo, che è quello che ora sappiamo e vi parlerò del modo in cui siamo venuti a saperlo, allora non si ha più bisogno di una costante cosmologica. Se l&#8217;universo si espande, la gravità può al converso attrarlo, rallentarne l&#8217;espansione, e la grande domanda della cosmologia del XX secolo diventò: c&#8217;è abbastanza gravità da fermare l&#8217;espansione? Quando finirà l&#8217;universo? Finirà <a href="http://www.aduni.org/~heather/occs/honors/Poem.htm">con uno schianto o con un lamento</a>? Con un </span><em><span style="color:#0000ff;">big crunch</span></em><span style="color:#0000ff;">, l&#8217;opposto di un </span><em><span style="color:#0000ff;">big bang</span></em><span style="color:#0000ff;">, o si espanderà per sempre? E questo è il motivo per cui io, in quanto fisico delle particelle, sono finito nella cosmologia, perché volevo essere la prima persona a sapere come il mondo finirà. </span></p>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/845Hx3XV9EU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/845Hx3XV9EU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>(<a href="http://www.gutenberg.org/files/526/526.txt">Mistah Kurtz&#8211;he dead</a>)</p>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p>(continua)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[∐n ∪niv∃ℝs ∂in ℵimi℃]]></title>
<link>http://alexthyme.wordpress.com/2009/11/08/%e2%88%90n-%e2%88%aaniv%e2%88%83%e2%84%9ds-%e2%88%82in-%e2%84%b5imi%e2%84%83/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 16:32:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>alexthyme</dc:creator>
<guid>http://alexthyme.wordpress.com/2009/11/08/%e2%88%90n-%e2%88%aaniv%e2%88%83%e2%84%9ds-%e2%88%82in-%e2%84%b5imi%e2%84%83/</guid>
<description><![CDATA[Vă interesează cum a apărut lumea? (sau cel puțin universul nostru). Și pe Lawrence Krauss îl intere]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Vă interesează cum a apărut lumea? (sau cel puțin universul nostru). Și pe Lawrence Krauss îl intere]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le origini del nome Sangalli]]></title>
<link>http://sangallifamily.wordpress.com/2009/11/06/le-origini-del-nome-sangalli/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 17:24:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>unsangalli</dc:creator>
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<description><![CDATA[Decisamente lombardo, particolarmente concentrato nella fascia che unisce le province di Milano, Lec]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Decisamente lombardo, particolarmente concentrato nella fascia che unisce le province di Milano, Lecco e Bergamo, dovrebbe derivare dalla zona del Sangallo una volta parte del Ducato di Milano (attualmente in Svizzera).</p>
<p>Presumibilmente da san Gallo San Gallo fu un discepolo di san Colombano, visse nel VII secolo, divenne abate e fondò la celebre abbazia che da lui prese il nome. Il nome originario è riferito all’appellativo etnico che indicava un abitante della Gallia. Sappiamo anche dell’esistenza di una nobile famiglia bergamasca con questo cognome: nello stemma compare un’ara su cui sono poggiati un albero e due galli: stemma parlante ma misterioso.</p>
<p>Famosa fu la casata dei da Sangallo, architetti e legnaiuoli appartenenti alle famiglie dei Giamberti e dei Cordiani, residenti presso la Porta Sangallo a Firenze, ed attivi per circa un secolo dalla fine del Quattrocento.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.portalestoria.net/IMAGES%20192/Parabiago-Stemma%5B1%5D.png" alt="" width="257" height="300" /></p>
<address>Grazie a Mauro per la ricerca (e il contributo)<br />
</address>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Anima di nebbia ]]></title>
<link>http://koalanation.wordpress.com/2009/11/05/anima-di-nebbia/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 09:42:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>koalanation</dc:creator>
<guid>http://koalanation.wordpress.com/2009/11/05/anima-di-nebbia/</guid>
<description><![CDATA[Foto by Totino - GF La Mole &#8220;Il bavero rialzato , le mani in tasca . Si lasciarono andare all]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote>
<div id="attachment_215" class="wp-caption aligncenter" style="width: 433px"><a rel="attachment wp-att-215" href="http://koalanation.wordpress.com/2009/11/05/anima-di-nebbia/nebbia/"><img class="size-full wp-image-215 " title="nebbia" src="http://koalanation.wordpress.com/files/2009/11/nebbia.jpg" alt="nebbia" width="423" height="296" /></a><p class="wp-caption-text">Foto by Totino - GF La Mole </p></div>
<p style="text-align:center;">&#8220;Il bavero rialzato , le mani in tasca . Si lasciarono andare all&#8217;ordine straziante di quella città in cui tutto era allineato , come in attesa di un rompete le righe mai arrivato. Camminavano lenti , respirando la nebbia . Con la malinconia che è il regalo ultimo del vino.&#8221;</p>
<p style="text-align:center;">(Questa storia &#8211; Alessandro Baricco)</p>
</blockquote>
<p>Nebbia .</p>
<p>Fredda , composta , silenziosa . Nebbia della mia gente , nebbia dei miei luoghi , nebbia che ci ha cresciuti , che ci ha visti piangere , nebbia negli occhi , nelle orecchie , nelle mani , sotto i piedi &#8230; nebbia che è un pezzo di noi!</p>
<p>Ho pensato tante volte a quanto poco mi sentissi appartenente alla mia terra . Io , così poco torinese nonostante le mie &#8220;pure&#8221; origini , io che me ne sono sempre andata , io che qui &#8220;non ci sto dentro&#8221; , io che non riesco ad essere &#8220;in riga&#8221; come le strade della mia città , io che ogni due o tre isolati regolari ho bisogno di curve e svolte casuali , io &#8230; e la mia città sempre e costantemente in lite!</p>
<p>Un giorno poi la vita mi porta via , dall&#8217;altra parte del paese , dove le strade sono un groviglio , i palazzi buttati a caso , anarchia di vivere  palesata sotto i miei occhi , il sole che splende , il vento caldo che soffoca , urla di strada , odori che assalgono le narici  ad ogni passo !</p>
<p>E improvvisamente comprendo &#8230;</p>
<p>Non appartengo alla mia terra e non le apparterrò mai completamente . Il mio istinto , la mia essenza, il mio cuore ,  mi portano altrove , perchè ho bisogno di una vita più simile a quello che sono .</p>
<p>Ma una parte di me resterà qui per sempre . E&#8217; la parte di me che resta immobile in mezzo alla nebbia . Quella che respira l&#8217;aria gelida a pieni polmoni , che lascia lacrimare gli occhi per il freddo , che si tocca il naso congelato per controllare che ci sia ancora , che abbraccia il nulla e si lascia abbracciare , quella che trema di fronte ai confini confusi del mondo immerso in una crema densa e grigia che inesorabile lo nasconde agli occhi meno attenti.</p>
<p>E&#8217; la parte nostalgica di me . Quella incancellabile che ogni torinese porta con se per sempre . E&#8217; quel nodo alla gola che inspiegabilmente ci strozza sotto un portico vuoto , con le sagome appena abbozzate della gente che cammnina . E&#8217; la punta della Mole che spunta appena a ricordarci che è lì , a farci da stella , perchè noi , spesso , le stelle non le vediamo.</p>
<p>E&#8217; Superga , che vista da qui , sembra sospesa nel nulla , come noi che a volte camminiamo nel grigio e non capiamo se sia cielo o asfalto .</p>
<p>E&#8217; una città in bianco e nero a basso contrasto , la parte di me che per sempre apparterrà a questa terra !</p>
<p>Io e la mia parte gelida e nostalgica apparteniamo a Torino e ai suoi mesi freddi . (anche io e il mio snowboard apparterremo per sempre a questa terra &#8230;eh eh )</p>
<p>Oggi è nebbia fitta . E&#8217; qui per ricordarmi che sono sospesa tra due mondi , ma che QUESTO mondo non potrò mai cancellarlo da ciò che sono &#8230; e allora le dò ragione , le regalo un sorriso e mi incanto a guardare questo spettacolo surreale che ancora per qualche ora mi riempirà gli occhi !</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>ps x <em>Totino</em> nel caso passasse di qua</strong></span> : nel sito dove ho preso la foto non mi è stato possibile lasciarti un messaggio . Spero non ti dispiaccia se la prendo in prestito . LASCIO QUI IL LINK ALLA PAGINA : <a href="http://corsofotodigitale.ning.com/profile/Totino" target="_blank">CLICCATE QUI </a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Adrix]]></title>
<link>http://regallico.wordpress.com/2009/11/01/adrix/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 18:13:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>regallico</dc:creator>
<guid>http://regallico.wordpress.com/2009/11/01/adrix/</guid>
<description><![CDATA[Adrix. dal tardomedievale Adrice a sua volta derivato dal latino adrix e dal cimbro ad-rix, portatri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Adrix. dal tardomedievale Adrice a sua volta derivato dal latino adrix e dal cimbro ad-rix, portatri]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Renzo]]></title>
<link>http://regallico.wordpress.com/2009/11/01/renzo/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 18:04:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>regallico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Uno dei pochissimi nomi che deriva da sé stesso. Purtroppo deve patire la diffusa ignoranza di chi l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Uno dei pochissimi nomi che deriva da sé stesso. Purtroppo deve patire la diffusa ignoranza di chi l]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giuseppe]]></title>
<link>http://regallico.wordpress.com/2009/11/01/giuseppe/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 17:50:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>regallico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il recentissimo ritrovamento nelle forre che circondano alcuni villaggi della Vallagarina (Trentino,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il recentissimo ritrovamento nelle forre che circondano alcuni villaggi della Vallagarina (Trentino,]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Click. RECENZIE LIVE. Origin, cu Mircea Florian. 24.10.2009]]></title>
<link>http://clickzoombytes.wordpress.com/2009/10/28/click-recenzie-live-origini-cu-mircea-florian-24-10-2009/</link>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 11:00:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>clickzoombytes</dc:creator>
<guid>http://clickzoombytes.wordpress.com/2009/10/28/click-recenzie-live-origini-cu-mircea-florian-24-10-2009/</guid>
<description><![CDATA[Fabrica de pensule (clădirea Perom). Inaugurarea Galeriei de Artă alternativă Sâmbătă 24 octombrie O]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3 style="text-align:right;"><span style="color:#333399;">Fabrica de pensule (clădirea Perom).</span></h3>
<h3 style="text-align:right;"><span style="color:#333399;">Inaugurarea Galeriei de Artă alternativă</span></h3>
<h3 style="text-align:right;"><span style="color:#333399;">Sâmbătă 24 octombrie</span></h3>
<h2>Origin</h2>
<h3>Adi Cimpoesu (a.k.a. Electroclown)</h3>
<h3>Bogdan Rakolcza</h3>
<h3>Dan Aga</h3>
<h3>Invitat special: Mircea Florian</h3>
<h1><strong><span style="color:#ff0000;">!!!!!</span></strong></h1>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-7535" title="proba" src="http://clickzoombytes.wordpress.com/files/2009/10/proba.jpg?w=250" alt="proba" width="250" height="187" />19.35</p>
<p>„Lemnul este prost; este ud. Aduceţi alt lemn, preferabil uscat.”</p>
<p>Intrasem în sală. Cu 5 minute înainte de ora stabilită pentru începutul spectacolului.</p>
<p>Sala era goală. Încă se făceau probele de sunet şi acustică în sală.</p>
<p><!--more--><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-7536" title="Opening" src="http://clickzoombytes.wordpress.com/files/2009/10/opening.jpg?w=250" alt="Opening" width="250" height="187" />19.55</p>
<p>Se aduna lumea, al doilea val de public avizat intra în sală.</p>
<p><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span></p>
<p>20.15</p>
<p>Sala s-a umplut; lumea mai venea. Spectacolul începe.</p>
<p><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-7537" title="instrumente. potpuriu" src="http://clickzoombytes.wordpress.com/files/2009/10/instrumente3.jpg?w=250" alt="instrumente. potpuriu" width="267" height="150" />Diversitatea de instrumente a fost copleşitoare, de la trompetă, chitară, orgă electrică, calculator, beatbox, mixer, la căldare cu apă, ţeavă de patru metri, muzicuţă, instrumente mici de percuţie din lemn, fructe (mere) şi legume (morcovi). Aici a fost vorba de muzică experimentală, un set de performance de muzică creată spontan de patru artişti pe un ritm prestabilit şi programat în calculator.</p>
<p><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-7538" title="sala plină" src="http://clickzoombytes.wordpress.com/files/2009/10/sala-plina.jpg?w=250" alt="sala plină" width="265" height="198" />Publicul a fost mult mai avizat ca în pima seară la Fabrica de pensule. De data asta, nu era nici un alt atelier deschis sau eveniment în derulare în întreaga clădire. Din păcate, acelaşi public a fost poate prea şocat de ceea ce s-a întâmplat la Cluj în ultimele zile.</p>
<p>Practic, după 20 de ani, anul acesta am avut trei concerte de muzică experimentală în urbele noastre, dintre care două au avut loc în cele două seri de inaugurare a Galeriei de artă alternativă.</p>
<p><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-7539" title="didgeridoo. DIY" src="http://clickzoombytes.wordpress.com/files/2009/10/didgeridoo.jpg?w=250" alt="didgeridoo. DIY" width="260" height="194" />Astfel, lumea nu a dansat (cum am văzut că se poate întâmpla la concerte cu artişti de gen în străinătate) şi nu a aplaudat, nici când, pentru o singură dată în timpul setului de 90 de minute, artiştii s-au oprit preţ de câteva secunde din spectacol, pentru ca să lase lumea să aplaude &#8230; iar la final am văzut anumite persoane din public care au trecut pe lângă cutia de donaţii de la ieşire, cu nesimţire. Artistul invitat a făcut drumul din Germania special pentru acest eveniment. La noi, nu suntem obişnuiţi cu astfel de situaţii, dar bunul simţ trebuia totuşi să existe, chiar dacă au trecut 20 de ani împotriva noastră. Am fost deosebit de dezamăgit de artişti din noul val care au stat câteva minute, au râs de ceea ce se întâmpla în sală şi au plecat. De astfel de artişti nu avem nevoie!</p>
<p><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-7540" title="tv dinner" src="http://clickzoombytes.wordpress.com/files/2009/10/tv-dinner.jpg?w=250" alt="tv dinner" width="250" height="187" />Am purtat o discuţie filozofică, dacă poate ar fi fost mai bine să circule două căciuli sau doi tineri prin sală cu câteva minute înainte de finalul spectacolului să facă cheta şi să adune banii de la public ca la biserică, unde se ştie bine că fiecare are intenţia de a da mai mult ca vecinul, ca să impresioneze.</p>
<p><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span></p>
<p>Nu suntem în 2009 cu mentalităţile. Îmi pare foarte rău. Şi nu înţeleg cum am ajuns să fim integraţi în Europa. Cultural, <strong><em>cel puţin</em></strong>, nu suntem pregătiţi în nici un fel. Datorită acestui public, nu am putut acorda nota maximă evenimentului, care din punct de vedere artistic şi-a atins scopul şi a oferit o rază de lumină în mijlocul Mărăştiului.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-7542" title="instrumente" src="http://clickzoombytes.wordpress.com/files/2009/10/instrumente41.jpg?w=400" alt="instrumente" width="400" height="300" /></p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-7543" title="going to the waterhole" src="http://clickzoombytes.wordpress.com/files/2009/10/going-to-the-waterhole.jpg?w=400" alt="going to the waterhole" width="400" height="300" /></p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-7544" title="Poems of Higher Thought" src="http://clickzoombytes.wordpress.com/files/2009/10/poems-of-higher-thought.jpg?w=400" alt="Poems of Higher Thought" width="400" height="300" /></p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-7648" title="o poezie de pe una din perne" src="http://clickzoombytes.wordpress.com/files/2009/10/foto-poezie-1.jpg?w=400" alt="o poezie de pe una din perne" width="400" height="507" /><img class="aligncenter size-large wp-image-7649" title="o poezie de pe una din perne" src="http://clickzoombytes.wordpress.com/files/2009/10/foto-poezie-2.jpg?w=400" alt="o poezie de pe una din perne" width="400" height="442" /><img class="aligncenter size-large wp-image-7650" title="o poezie de pe una din perne" src="http://clickzoombytes.wordpress.com/files/2009/10/foto-poezie-3.jpg?w=399" alt="o poezie de pe una din perne" width="399" height="432" /><img class="aligncenter size-large wp-image-7651" title="o poezie de pe una din perne" src="http://clickzoombytes.wordpress.com/files/2009/10/foto-poezie-4.jpg?w=399" alt="o poezie de pe una din perne" width="399" height="462" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le origini del Carlino]]></title>
<link>http://ilovecarlino.wordpress.com/2009/10/19/le-origini-del-carlino/</link>
<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 03:45:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>MyBeagle</dc:creator>
<guid>http://ilovecarlino.wordpress.com/2009/10/19/le-origini-del-carlino/</guid>
<description><![CDATA[Origini del Carlino Il carlino, il piccolo cane dal musino schiacciato e dal corpo di molossoide cos]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_7" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-7" title="carlino" src="http://ilovecarlino.wordpress.com/files/2009/10/carlino.jpg?w=300" alt="Origini del Carlino" width="300" height="237" /><p class="wp-caption-text">Origini del Carlino</p></div>
<p>Il carlino, il piccolo cane dal musino schiacciato e dal corpo di molossoide costruito con concreta armonia nella sua piccolezza, è stato <strong>selezionato in Cina</strong> e appartiene a <strong>una delle razze più antiche</strong> che esiste da oltre tremila anni.<!--more-->In questo lungo periodo la fortuna del <strong>carlino</strong> è stata assai varia, passando da periodi di grande successo ad altri in cui la fama del piccolo cane è stata completamente oscurata. In certe epoche, come nel XIX secolo, la razza è ecaduta e ha subito addirittura cambiamenti genetici, per cui è stato molto difficile riportare il carlio alla sua forma originale.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[...e da vedere...]]></title>
<link>http://fabulousboxguitar.wordpress.com/2009/10/16/e-da-vedere/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 21:18:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabulousboxguitar</dc:creator>
<guid>http://fabulousboxguitar.wordpress.com/2009/10/16/e-da-vedere/</guid>
<description><![CDATA[Forse non tutti conosceranno questo film-documentario sulle origini del blues&#8230; Non è sottotito]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Forse non tutti conosceranno questo film-documentario sulle origini del blues&#8230; Non è sottotitolato, ma non serve conoscere l&#8217;inglese. Le immagini, ma soprattutto la musica sono universali.</p>
<p>Buona visione e buon ascolto</p>
<p><a href="http://www.folkstreams.net/film,109">http://www.folkstreams.net/film,109</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Metodica delle cose inutili - Andare dallo psicologo e darsi a pratiche spirituali]]></title>
<link>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/10/13/metodica-delle-cose-inutili-andare-dallo-psicologo-e-darsi-a-pratiche-spirituali/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 22:01:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>scrittoriprecari</dc:creator>
<guid>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/10/13/metodica-delle-cose-inutili-andare-dallo-psicologo-e-darsi-a-pratiche-spirituali/</guid>
<description><![CDATA[Andare dallo psicologo e darsi a pratiche spirituali Chiariremo subito in questo primo numero della ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;widows:2;orphans:2;" lang="it-IT" align="justify"><strong>Andare dallo psicologo e darsi a pratiche spirituali</strong></p>
<p style="margin-bottom:0;widows:2;orphans:2;" lang="it-IT" align="justify"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-family:Calibri,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Chiariremo subito in questo primo numero della nostra metodica che essa non vuole essere un manuale dello snob, come ingannevolmente potrebbe sembrare, ma una guida certa e sicura per chiunque voglia edificare in se stesso l’uomo futuro e progressivo a maggiore gloria delle belle sorti e gloriose del democratico Occidente. Una guida che rafforzi in detto uomo l’orgoglio e la fede in ognuna delle nostre usanze e credenze. Allora perché, si domanderà qualcuno, parlare di cose inutili? Ed è presto detto: la nostra fede deve essere senza pregiudiziali; la nostra fiducia nel sistema deve essere cieca. Con questa metodica si cercherà la via di un ritorno alle origini che ci radichi meglio in un luminoso avvenire. Quelle origini, veniamo a dire, che si aprono come purissima scaturigine nel crollo della civiltà pagana e nella fondazione di un sistema che nulla ha né di civile né di pagano, e che vive prima di tutto sotto l’insegna del </span></span><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><em>credo quia absurdum</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">. E non solo noi dobbiamo tornare a credere perché assurdo, ma dobbiamo andare oltre, e credere perché inutile. Dobbiamo riconoscere ogni singolo caposaldo del nostro sistema quale è, inutile, e credere in esso, ciecamente ed orgogliosamente, per quello che è: inutile.</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;widows:2;orphans:2;" lang="it-IT" align="justify"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Questa rubrica si impone di offrire solo brevi e semplici esempi, con brevi e semplici parole, nella fiducia certa che più inutile della brevità e della semplicità già di suo non c’è nulla.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;widows:2;orphans:2;" lang="it-IT" align="justify"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-family:Calibri,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">E allora principiamo con la psicologia e il darsi alle pratiche spirituali. Chiediamoci: è veramente tanto inutile starsi a guardare l’anima ossessivamente, fare la conta taccagna di tutti i traumi; oppure spassarsela a compulsare i chakra lungo la verticale del corpo? E questa inutilità è poi centrale nel nostro sistema? </span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;widows:2;orphans:2;" lang="it-IT" align="justify"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-family:Calibri,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Certo che è inutile, e certo che è centrale. Si capisce, infatti, che qualunque essere si doti di strumenti per provare piacere, si dota nel contempo di tutti i mezzi per soffrire, e che per questo tutti gli animali tendono ad usare con discrezione, parsimonia ed equilibrio i detti mezzi e strumenti. Infatti, i famosi greci, avevano varie teorie sull’equilibrio degli umori e, uno in particolare, Ippocrate, quello che ha inventato la medicina, diceva con determinazione che se uno ha l’ansia, la malinconia, o anche il mal di pancia, si vede che c’è una situazione squilibrata e (vi giuro che l’ha detto) bisogna cacciare il dittatore che ha sicuramente preso il potere nella vostra città. L’anima non sta solo dentro di noi, ma anche fuori: magari non sta da nessuna parte, e, allora, è da tutte. E infatti, pure un altro di questi famosissimi, Gesù il Nazareno, ragionando con rapidità che il maggiore dolore all’anima che si può provare è quello di essere privati dell’anima, e ragionando a un modo suo tutto fulminante che mai si è tanto privati di qualcosa come quando ci si trovi in epoca di esaltazione del privato e privatizzazioni (prima vi tolgono l’assistenza sanitaria, poi la pensione, poi lo stipendio, poi la casa e, quindi, arrivano all’anima), un giorno prese, entrò in un tempio dove era allestito un mercato e ornò di calci non so quanti sederi di commercianti. Cosa ne evinciamo? È che se siete infelici o avete il panico ci sono tante cose da combinare lì fuori di utili a farvi stare bene, mentre l’unica inutile è quella di rinchiudervi dentro una stanza con qualcuno, tu e lui e lui e te, a adorarvi le evacuazioni dell’anima; neanche può servire a niente imparare a guardarsi, punta del naso o terzo occhio che sia, la vostra vedantica essenza. </span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;widows:2;orphans:2;" lang="it-IT" align="justify"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-family:Calibri,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">E allora sia lo psicologo! Sia il guru scalzo! Pentitevi dei peccati, prendete coscienza delle orribili colpe edipiche, vostre, di vostro padre e di tutte la discendenza in linea diretta; meditate creativamente, allargate e stringete la coscienza come fosse un pezzo di pongo, distruggetevi l’io, e digiuni, fieri di non avere toccato carne, andatevene a casa, finché ne avete una, e siate felici di voi. Felici di non avere cambiato nulla, felici di essere stati inutili per voi stessi e per gli altri; felici perché un uomo moderno e progressivo da questo si riconosce, dal coraggio e dall’orgoglio di tanta inutilità! </span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;widows:2;orphans:2;" lang="it-IT" align="justify"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-family:Calibri,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">E tutti insieme diciamo: io credo perché inutile.</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;widows:2;orphans:2;text-align:right;" lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Calibri,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><a title="Pier Paolo Di Mino" href="http://www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=redazione" target="_blank"><em>Pier Paolo Di Mino</em></a><br />
</span></span></span></span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Beagle: il piccolo grande cane]]></title>
<link>http://ilovebeagle.wordpress.com/2009/10/07/beagle-il-piccolo-grande-cane/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 19:41:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>MyBeagle</dc:creator>
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<description><![CDATA[il piccolo grande cane Di piccola taglia, ma non minuscolo, il beagle è un cane che può stare in pic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_61" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-61" title="il piccolo grande cane" src="http://ilovebeagle.wordpress.com/files/2009/10/beagle-love.jpg?w=300" alt="il piccolo grande cane" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">il piccolo grande cane</p></div>
<p>Di piccola taglia, ma non minuscolo, il <a title="beagle" href="http://www.delgiglio.com/"><strong>beagle</strong></a> è un cane che può stare in piccoli spazi e che facilmente può essere ospitato in un mini o bilocale. Pulito, affettuoso, vivace ed estremamente sensibile, è un cane che si adatta bene a ogni condizione ambientale.</p>
<p>Allegro e socievole stabilisce fin da subito un’ottima relazione con i bambini e gli altri membri della famiglia compresi eventuali animali domestici già ospitati in casa.</p>
<p>Inoltre, il suo mantello bianco aranciato o tricolore è uno dei più belli che si possono trovare nel mondo canino; cosa non da poco per il proprietario, il suo pelo corto  è facile da tenere pulito.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Il <strong>beagle</strong> è certamente un cane di piccole dimensioni, ma la sua tempra, il suo coraggio , la sua tenacia ne fanno un cane davvero… grande!</p>
<p>Apparentemente proviene dall’antico vocabolo “beagle” che significava “piccolo”, da cui il soprannome di “piccolo grande cane” dato a questo simpatico animale. La sua notevole resistenza fisica e la sua forza, insieme alla sua piccola taglia, ne fanno un eccezionale <strong>cacciatore di lepri e conigli</strong>, capace inoltre di tener testa anche ad animali ben più grossi e aggressivi.</p>
<p>Vivendo con un <strong>beagle</strong> scoprirai le grandi doti fisiche e comportamentali di questo splendido cane dal carattere vivace, socievole e affettuoso.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Beagle campioni di bellezza]]></title>
<link>http://ilovebeagle.wordpress.com/2009/10/07/beagle-campioni-bellezza/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 04:33:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>MyBeagle</dc:creator>
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<description><![CDATA[Allevamento Beagle Toscana Molto docile e affettuosa, quella beagle, è una razza canina molto nota e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_51" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-51" title="allevamento-beagle" src="http://ilovebeagle.wordpress.com/files/2009/10/allevamento-beagle.jpg?w=300" alt="Allevamento Beagle Toscana" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Allevamento Beagle Toscana</p></div>
<p>Molto docile e affettuosa, quella <strong>beagle</strong>, è una razza canina molto nota e diffusa all’interno delle famiglie.</p>
<p>Originariamente però, questa razza canina, veniva prevalentemente utilizzata come cane da caccia di lepri e conigli, dato l’ottimo fiuto.</p>
<p>Fino al XIX secolo, quella dei <strong>Beagle</strong> fu una delle razze più diffuse in Gran Bretagna ed in Francia, non solo per l’ottima predisposizione alla caccia ma anche perché risultò essere un ottimo animale da compagnia, per il suo carattere mite e dolce, e per la sua perfetta affinità con i bambini,  sempre disponibile al gioco e tendenzialmente mai aggressivo.<!--more--></p>
<p>Quella <strong>beagle</strong> è stata inoltre, per la sua beltà, la razza canina preferita della Regina Elisabetta I, che allevò numerosi esemplari e li preferì alle altre razze anche nel noto sport della caccia alla volpe.</p>
<p>Oggi i beagle sono diffusi un po’ in tutto il mondo. Numerosi sono gli allevamenti di <strong>cuccioli di beagle</strong> anche in Italia, dove è possibile acquistare uno o più esemplari, con ottimi pedigree, e concorrere con essi a concorsi ed esposizioni canine.</p>
<p>Uno dei più noti e acclamati <a title="allevamenti di beagle Toscana" href="http://www.delgiglio.com/allevamento-cuccioli-beagle.html"><strong>allevamenti di beagle</strong></a> è l’allevamento del <strong>Giglio d’Oro</strong>, a pochi passi da <strong>Firenze</strong>, qui è possibile trovare numerosi esemplari di beagle, tutti con pedigree, sani, belli e selezionati per essere ottimi compagni di vita, e all’occorrenza anche degli spettacolari campioni.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ahmadinejad ha origini ebraiche]]></title>
<link>http://mirabilissimo100.wordpress.com/2009/10/04/ahmadinejad-ha-origini-ebraiche/</link>
<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 22:45:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>mirabilissimo100</dc:creator>
<guid>http://mirabilissimo100.wordpress.com/2009/10/04/ahmadinejad-ha-origini-ebraiche/</guid>
<description><![CDATA[«Ahmadinejad ha origini ebraiche, la prova nella foto della carta d&#8217;identità» Secondo il Teleg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
<h1>«Ahmadinejad ha origini ebraiche,<br />
la prova nella foto della carta d&#8217;identità»</h1>
<p>Secondo il Telegraph il presidente negazionista si chiamava<br />
Sabourjian, nome ebraico che significa tessitore</p>
<p> </p>
<p>ROMA (3 ottobre) &#8211; Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad sarebbe di origini ebraiche. Proprio lui, l&#8217;uomo che più volte ha negato l&#8217;Olocausto e che considera Israele il nemico numero uno, causa del terrorismo internazionale. A rivelarlo il Daily Telegraph.<br />
<strong>La prova sarebbe la carta d&#8217;indentità</strong> che il presidente ha mostrato in una foto durante le ultime elezioni presidenziali quelle contestate da manifestazioni di piazza duramente represse con la violenza e con arresti arbitrari.</p>
<p><strong>«Un ingrandimento del documento</strong> &#8211; <a href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/iran/6256173/Mahmoud-Ahmadinejad-revealed-to-have-Jewish-past.html" target="_blank">si legge sul sito</a> &#8211; rivela che egli in precedenza si chiamava Sabourjian, nome ebraico che significa tessitore. La fotodimostrerebbe quindi che la famiglia del presidente ha «chiaramente origini ebraiche». SI tratterebbe di una «breve nota scarabocchiata sulla carta che indica che la sua famiglia ha cambiato nome in Ahmadinejad quando si convertì all&#8217;Islam» dopo la nascita dell&#8217;attuale presidente iraniano. Secondi esperti di ebraismo iraniano il suffisso «jian» di «Sabourjian» dimostra che la sua famiglia era addirittura di «ebrei praticanti». Il</p>
<p><strong>Così si spiegherebbe la ragione dell&#8217;odio del presidente per Israele. </strong>Secondo Ali Nourizadeh, del Centro studi arabi e iraniani di Londra, le sue origini spiegherebbero l&#8217;odo che prova verso gli ebrei. «Ogni famiglia che si converte a una religione diversa &#8211; ha spiegato -assume una nuova identità condannando la propria vecchia fede».</p>
<p><strong>I Sabourjian</strong>, aggiunge il Telegraph, provengono tradizionalmente da Aradan, luogo di nascita del leader iraniano, ed il loro cognome «compare addirittura nella lista dei nomi riservati agli ebrei iraniani compilata dal Ministero dell&#8217;Interno».</p>
<p><strong>Il giornale riferisce che Ahmadinejad non ha negato un cambiamento del nome </strong>della propria famiglia quando arrivò a Teheran negli anni Cinquanta ma non ha mai rivelato quale fosse il cognome originario glissando sul tema anche durante il «dibattito presidenziale» di quest&#8217;anno trasmesso in tv. Un blogger, Mehdi Khazali, è stato arrestato l&#8217;estate scorsa per aver chiesto un&#8217;indagine sulle radici di Ahmadinejad.</p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=75444&#38;sez=HOME_NELMONDO">http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=75444&#38;sez=HOME_NELMONDO</a></span></p>
<p><!-- bottoni --></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Io, Moustapha Kessous, giornalista di Le Monde e vittima del razzismo]]></title>
<link>http://anothereurope.wordpress.com/2009/09/26/io-moustapha-kessous-giornalista-di-le-monde-e-vittima-del-razzismo/</link>
<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 05:35:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesca</dc:creator>
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<description><![CDATA[Brice Hortefeux(1) ha troppo senso dell&#8217;umorismo. Lo so, un giorno mi ha fatto uno scherzo. Gi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Brice Hortefeux(1) ha troppo senso dell&#8217;umorismo. Lo so, un giorno mi ha fatto uno scherzo. Giovedì 24 aprile 2008. Il ministro dell&#8217;immigrazione e dell&#8217;identità nazionale(2) mi deve ricevere nel suo maestoso ufficio. Un appuntamento per parlare dello sciopero dei <em>sans-papiers </em>nelle imprese. Non l&#8217;avevo mai incontrato. Paziento con la mia collega Laetitia Van Eeckhout in questo <em>hôtel particulier</em> della Repubblica. Brice Hortefeux arriva, mi porge la mano, sorride e si lascia sfuggire: <em>&#8220;Ha i documenti?&#8221;</em></p>
<p>Tre mesi più tardi, lunedì 7 luglio, giorno del mio 29° compleanno. Copro il Tour de France. Preparo un articolo sulla gente che popola il bordo delle strade. Sull&#8217;asfalto molle vicino a Blain (Loire-Atlantique), mi avvicino ad una famiglia sovraeccitata per il passaggio della carovana, per chiacchierare. &#8221;Con te non parlo&#8221;, mi apostrofa un giovane, sulla ventina. Al mio fianco, il mio collega Benoît Hopquin non si fa alcun problema a discutere con questa &#8221;Francia profonda&#8221;. Mi confesserà più tardi che, quando ci siamo accreditati, un impiegato dell&#8217;organizzazione l&#8217;ha chiamato per sapere se fossi il suo&#8230; autista.</p>
<p>Pensavo che la mia &#8220;qualità&#8221; di giornalista di Le Monde mi avrebbe infine preservato dai miei principali &#8220;difetti&#8221;: essere un arabo, avere la pelle troppo abbronzata, essere un musulmano. Credevo che la mia tessera di giornalista mi avrebbe protetto dalle &#8220;deviazioni&#8221; bilanciate da gente ossessionata dalle origini e dalle apparenze. Ma qualsiasi sia il tema, il posto, la popolazione, i pregiudizi sono persistenti.</p>
<p>Ne parlo spesso con i miei colleghi: fanno fatica a credermi quando descrivo loro questo &#8220;apartheid mentale&#8221;, quando spiego loro le piccole umiliazioni provate quando faccio un reportage, o nella vita normale. A che scopo presentarmi come giornalista di Le Monde, non mi si crede. Alcuni non esitano a chiamare la sede per segnalare che &#8220;un Mustapha si fa passare per giornalista di Le Monde!&#8221;</p>
<p>È da molto tempo che non pronuncio più il mio nome quando mi presento al telefono: è sempre &#8220;Sig. Kessous&#8221;. Dal 2001, da quando sono giornalista, alla redazione di Lyon Capitale e poi a quella di Le Monde, &#8220;Sig. Kessous&#8221; suona meglio: non ci si immagina che il reporter sia un &#8220;<em>rebeu</em>&#8220;(3). Il rabbino capo di Lione, Richard Wertenschlag, mi aveva confessato, sorridendo: &#8220;Credevo fosse della nostra comunità&#8221;.</p>
<p>Ho dovuto amputare una parte della mia identità, ho dovuto cancellare questo nome arabo dalle mie conversazioni. Dire Mustapha significa assumersi il rischio di vedere il vostro interlocutore rifiutarsi di parlarvi. A volte mi dico che sono paranoico, che mi sbaglio. Ma è successo talmente spesso&#8230;</p>
<p>Al mio arrivo al giornale, a luglio del 2004, parto per l&#8217;isola della Barthelasse, vicino ad Avignone, per fare un servizio su un fatto diverso. Un ragazzino è stato assassinato con l&#8217;accetta da un marocchino. Mi ritrovo davanti alla casa dove si è svolto il dramma, busso alla porta, e il cugino, sulla cinquantina, che ha tentato di rianimare il bambino ferito, mi guarda freddamente dicendomi: &#8220;Non mi piacciono gli arabi&#8221;. Alla fine, mi fa entrare.</p>
<p>Si pensava che l&#8217;assassino fosse fuggito dall&#8217;ospedale psichiatrico della zona: chiamo la direzione, ho al telefono la responsabile: &#8220;Buongiorno, sono il Sig. Kessous del giornale Le Monde&#8230;&#8221; Mi dice di essere contenta di ricevermi. Una volta sul posto, la segretaria le segnala la mia presenza. Una donna con le stampelle mi passa davanti, le apro la porta, mi squadra senza dirmi né buongiorno né grazie. &#8220;Dov&#8217;è il giornalista di Le Monde?&#8221;, chiede. Proprio dietro di lei, signora: mi presento. Ho pensato che la direttrice svenisse. Ancora nessun buongiorno: &#8220;Ha la tessera da giornalista?&#8221; mi chiede. &#8220;Ha la carta d&#8217;identità?&#8221; &#8220;La prossima volta, signora, chieda lo stato civile, risparmieremo tempo&#8221; rispondo. Me ne sono andato, evidentemente innervosito, necessariamente disarmato, prima di farmi fermare dalla polizia più in là che credeva di aver&#8230; trovato il sospetto.</p>
<p>Quando il giornale mi chiede di fare un servizio sulla rivolta delle banlieues nel 2005, un membro del club Averroès, presunto promotore della diversità, accusa Le Monde di assumere dei <em>fixeurs</em>, le guide che i giornalisti pagano nelle zone di guerra. Sono solamente l&#8217;alibi di un titolo di &#8220;uno che impartisce lezioni&#8221;, l&#8217;arabo di servizio, come ho sentito spesso dire. In rete, dei siti di estrema destra se la prendono con &#8220;l&#8217;immondo&#8221; quotidiano di riferimento che ha assunto un <em>&#8220;bougnoule</em>&#8220;(4) per parlare delle città.</p>
<p>Eppure, se sapessero a che punto la banlieue mi sia stata estranea. Sono cresciuto nel cuore dei quartieri belli di Lione. Nel 1977, sbarcando dall&#8217;Algeria, mia madre aveva avuto l&#8217;intuizione che bisognasse vivere nel centro della città e non all&#8217;esterno per sperare di uscirne: eravamo tra i pochi maghrebini del quartiere Ainay. Perché funzionasse, ho chiesto di essere educato in una scuola cattolica: ho vissuto l&#8217;inferno! &#8220;Ritorna al tuo paese&#8221; &#8220;Qui non sei a casa&#8221; erano le frasi carine di certi professori e allievi.</p>
<p>Il 21 dicembre 2007, finisco una sessione di perfezionamento in una scuola di giornalismo. All&#8217;orale che conclude questa formazione, la commissione, composta da professionisti, mi pone strane domande: &#8220;È musulmano?&#8221; &#8220;Che cosa pensa della nomina di Harry Roselmack(5)?&#8221; &#8220;Se è a Le Monde, è perché mancava un arabo?&#8221;</p>
<p>A più riprese, arrivando per seguire un processo per il giornale, mi sono sentito chiedere: &#8220;È l&#8217;imputato?&#8221; dall&#8217;usciere o dal poliziotto di turno davanti alla porta del tribunale.</p>
<p>La vita quotidiana del giornalista assomiglia molto a quella del cittadino. Da diversi mesi, cerco un appartamento. Negli ultimi giorni, contatto un proprietario e capito su una signora dalla voce brillante: &#8220;Mi chiamo Françoise e lei?&#8221; &#8220;Sono il Sig. Kessous&#8221; le rispondo, schivo come al solito. &#8220;E il suo nome?&#8221; prosegue. Credo non abbia prestato attenzione al mio silenzio. Non ho osato dirglielo. Mi sono detto<em> </em>che se glielo avessi dato sarebbe andato tutto in fumo, mi avrebbe detto che l&#8217;appartamento era già stato preso. È successo così spesso. Non ho scelta. Esito, balbetto: &#8220;Ehhhhh&#8230; Mus&#8230;Mustapha&#8221;.</p>
<p>All&#8217;inizio, andavo da solo nelle agenzie immobiliari. E per me &#8211; guarda caso &#8211; non c&#8217;erano molte offerte a disposizione. Quando dei proprietari mi danno un appuntamento per visitare il loro appartamento, che sorpresa vedere il &#8221; Sig. Kessous&#8221;! Alcuni mi hanno fatto a malapena visitare le stanze, sostenendo di avere improvvisamente fretta. Ho chiesto aiuto ad un&#8217;amica, una bionda alta e bella. Claire si presenta come mia compagna da quest&#8217;estate e fa le visite con me: raccontiamo che prenderemo l&#8217;appartamento in due. Visibilmente, questo rassicura.</p>
<p>In ogni caso più di quei vigili che si sentono obbligati a seguirmi quando metto piede in un negozio o di quel commesso di un negozio di una grande firma che non mi ha aperto la porta del negozio. A Marsiglia, con due amici (un bianco e un arabo) &#8211; produttori del gruppo rap IAM &#8211; un impiegato di un ristorante ha rifiutato di servirci&#8230;</p>
<p>La notte, l&#8217;esclusione è ancora più umiliante e irritante, sopratutto quando sono neri e arabi che vi respingono all&#8217;ingresso di una discoteca o di un bar. Quattro mesi fa ho voluto portare mia sorella a festeggiare i suoi 40 anni in un locale parigino di  &#8221;tendenza&#8221;. Il buttafuori ci ha impedito di entrare: &#8220;Non ti conosco!&#8221; Avrebbe tuttavia potuto ricordarsi della mia faccia: ero già venuto più volte nelle settimane precedenti, ma con Dida Diafat, un attore &#8211; di cui facevo il ritratto per Le Monde - e con il suo amico, il cantante Pascal Obispo.</p>
<p>Alla fine del 2003, denuncio una discoteca di Lione per discriminazione. Mi presento con un&#8217;amica, una &#8220;francese&#8221;. Il portiere ci propone il rituale &#8220;Mi dispiace, c&#8217;è troppa gente&#8221;. Due minuti più tardi, un gruppo di quindici persone &#8211; tutti bianchi &#8211; entra. Esigo delle spiegazioni. &#8220;Togliti dai piedi!&#8221; dice il buttafuori per sbarazzarsi di me. La denuncia sarà poi archiviata. Ho chiamato Xavier Richaud, il procuratore della Repubblica di Lione, che mi ha raccontato che non c&#8217;erano &#8220;abbastanza elementi&#8221;.</p>
<p>Che dire dei taxi che dopo mezzanotte passano senza fermarsi? Che dire della polizia? Quante volte mi ha controllato &#8211; anche con mia madre, che ha più di 60 anni -, placcato contro il cofano della macchina in pieno centro, perquisito fin nelle calze, bloccato ad una vendita all&#8217;asta, ammanettato ad una manifestazione? Non conto più le volte in cui degli agenti hanno chiesto i miei documenti, ma non quelli della ragazza che mi accompagnava: lei era bionda.</p>
<p>Nel 2004, una notte a Lione con un&#8217;amica, due poliziotti ci hanno incrociato: &#8220;Hai visto che culo?&#8221; dice uno dei due. &#8220;Qual è il suo problema?&#8221; replico. Uno degli agenti tira fuori il manganello e mi dice, accarezzandolo: &#8220;Che cosa vuole il ragazzo?&#8221; Il giorno dopo, ne parlo con Yves Guillot, il prefetto delegato: mi ha chiesto se avessi preso nota della targa della loro auto. No&#8230;</p>
<p>Nel 2007, la brigata anticiriminalità, la BAC, mi ferma sulla riva della Rhône a Lione: ero su un Vélo&#8217;v(6). Mi chiedono se ho il biglietto, se non l&#8217;abbia rubata, la bicicletta. L&#8217;altro giorno, parcheggio lo scooter sul marciapiede davanti a Le Monde. Vedo una macchina che arriva a gran velocità, a fari accesi: dei poliziotti, mani sulle pistole, mi fermano. Dico che lavoro là. Turbati, mi chiedono la tessera da giornalista, ma non la patente.</p>
<p>Di storie come queste, ne avrei molte altre da raccontare. Si dice di me che sono di origine straniera, un <em>beur</em>, gentaglia, un islamico, un delinquente, un selvaggio, un &#8220;<em>beurgeois</em>&#8220;(7), un ragazzo dell&#8217;immigrazione&#8230; ma mai un francese, francese e basta.</p>
<p><a href="http://www.lemonde.fr/societe/article/2009/09/23/ca-fait-bien-longtemps-que-je-ne-prononce-plus-mon-prenom-quand-je-me-presente-au-telephone_1244095_3224.html">Articolo originale del 23.09.09</a></p>
<p>(1) Ministro dell&#8217;interno. Il 10 settembre Le Monde diffonde un video, girato durante l&#8217;estate da <em>Public Sénat</em> e mai trasmesso, in cui lo si sente rivolgere le seguenti parole, che si riferiscono ad un giovane militante del suo partito, un francese di origine maghrebina che posa assieme a lui per una foto in occasione dell&#8217;università estiva dell&#8217;UMP: &#8220;Non corrisponde per niente al prototipo. Ce ne vuole sempre uno. Se ce n&#8217;è uno, va bene. È quando ce ne sono tanti che si hanno problemi&#8221;. La diffusione del video scatena un&#8217;aspra polemica: l&#8217;opposizione chiede le dimissioni del ministro, mentre il giovane militante lo difende dichiarando che si tratta di frasi prese fuori dal contesto: &#8220;È stato preso interamente fuori dal contesto. Il mio segretario dipartimentale scherzava con il ministro perché parla <em>auvergnat </em>(il dialetto dell&#8217;Auvergne) ed è da là che è partito&#8221;. Ognuno può farsene un&#8217;opinione <a href="http://www.dailymotion.com/video/xafxrd_quand-brice-hortefeux-derape_news">guardandolo</a>.</p>
<p>(2) Allora, sempre Hortefeux.</p>
<p>(3) In <em>verlan</em>, l&#8217;<em>argot</em> delle banlieues che inverte la sequenza delle sillabe delle parole, sta per <em>beur</em>, di origine maghrebina.</p>
<p>(4) Nero, nordafricano, in senso dispregiativo.</p>
<p>(5) Giornalista televisivo di TF1, primo giornalista nero in un programma di prima serata.</p>
<p>(6) Biciclette a noleggio messe a disposizione dall&#8217;amministrazione comunale. A Parigi si chiamano Vélib&#8217;.</p>
<p>(7) Gioco di parole tra <em>beur</em>, di origine maghrebina, e <em>bourgeois</em>, borghese.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ugo Cossu: Le origini del futuro]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/09/19/ugo-cossu-le-origini-del-futuro/</link>
<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 08:06:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/09/19/ugo-cossu-le-origini-del-futuro/</guid>
<description><![CDATA[Roma fino al 15/10/2009 Via Cassia 492,Fondazione Museo -Venanzo Crocetti a cura Gabriele Simongini ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;"><a href="http://fidest.wordpress.com/files/2009/09/cossu.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16018" title="cossu" src="http://fidest.wordpress.com/files/2009/09/cossu.jpg?w=149" alt="cossu" width="149" height="300" /></a>Roma fino al 15/10/2009 Via Cassia 492,Fondazione Museo -Venanzo Crocetti a cura Gabriele Simongini  &#8220;Immaginare il futuro andando a ritroso nel passato. Ecco la via maestra seguita da uno scultore appartato e rigoroso come Ugo Cossu, sardo di nascita e romano d&#8217;adozione.  Questo volume, pubblicato in occasione della mostra a lui dedicata dal Museo Crocetti di Roma, documenta i suoi lavori piu&#8217; importanti, fra sculture e dipinti. In queste opere la memoria pressante dell&#8217;arte egizia, cicladica, azteca, africana, nuragica, romanica dialoga con le inquiete sperimentazioni novecentesche di Brancusi, Boccioni, Archipenko, Julio Gonzàlez, Picasso, Giacometti, Moore, Marini, Nivola.  Ma, come nota Gabriele Simongini nel saggio che analizza la ricerca plastica e pittorica di Cossu, questa appassionata marcia verso il passato e&#8217; poi diventata una discesa alla ricerca di valori archetipi e sacrali che hanno una validità universale, non legata ad una scansione cronologica del tempo. Ed avviene sotto il segno dell&#8217;essenzialità e della potenza espressiva. Cossu ha saputo ricondurre quelle infinite suggestioni all&#8217;interno di una vocazione mediterranea volta all&#8217;equilibrio fra uomo e natura, tanto che dalle sue sculture promanano pure la forza e il mistero delle straordinarie rocce dilavate dal vento, nella sua natia Sardegna&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Intervista del 2005 a Onda Rock]]></title>
<link>http://pwitaly.wordpress.com/2009/09/17/int2/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 23:49:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>PW-Italy</dc:creator>
<guid>http://pwitaly.wordpress.com/2009/09/17/int2/</guid>
<description><![CDATA[Patrick ai tempi di Wind in The Wires Patrick, &#8220;Licantrophy&#8221; fu uno dei casi del panoram]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Patrick ai tempi di Wind in The Wires Patrick, &#8220;Licantrophy&#8221; fu uno dei casi del panoram]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Intervista italiana a "irlandando.it"]]></title>
<link>http://pwitaly.wordpress.com/2009/09/17/int1/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 22:00:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>PW-Italy</dc:creator>
<guid>http://pwitaly.wordpress.com/2009/09/17/int1/</guid>
<description><![CDATA[Intervista rilasciata a Legnano (MI) per il magazine online irlandando.it nel periodo di promozione ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Intervista rilasciata a Legnano (MI) per il magazine online irlandando.it nel periodo di promozione ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Prozac - Le Origini! - Atto secondo]]></title>
<link>http://prozacsolution.wordpress.com/2009/09/17/le-origini-atto-secondo/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 16:39:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>The Sims</dc:creator>
<guid>http://prozacsolution.wordpress.com/2009/09/17/le-origini-atto-secondo/</guid>
<description><![CDATA[L’Origine: senza di essa, non ci sarebbe né uno sviluppo né una conclusione. Senza l’Origine, per es]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L’Origine: senza di essa, non ci sarebbe né uno sviluppo né una conclusione.</p>
<p>Senza l’Origine, per esempio, non potremmo parlare né di “universo”, né di “creazione” né di “vita”.</p>
<p> </p>
<p>L’Origine è alla base di qualsiasi cosa, astratta o concreta.</p>
<p> </p>
<p>Per carpirne l’importanza, provate a pensare alle origini dei supereroi: cosa sarebbe diventato Peter Parker se il ragnetto, prima di morsicarlo, fosse stato acchiappato dalla fulminea lingua di un camaleonte radioattivo lì appostato in agguato? E Clark Kent, se il suo pianeta non fosse esploso, avrebbe continuato a portare le mutande sopra i pantaloni (mai capito il perché..) mantenendo il ridicolo nome di Kal-El, che non so cosa significhi su Kripton, ma qua sa tanto di una marca di detersivi?</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Le Origini sono fondamentali..</p>
<p> </p>
<p>Possono impiegare il tempo di un fulmine, o durare un’eternità; possono essere indolori come Pic, problematiche come lavarsi usando come spugna carta vetrata a grani grossi, atroci e dolorose come cadere nelle mani di un dentista sadico e perverso come il mio.. (“Dottore può utilizzare l’anestesia?” “Fammi pensare… ehh…no!).</p>
<p> </p>
<p>Per intenderci, le origini della pazzia del Prozac furono lunghe e dolorose.</p>
<p> </p>
<p>E la causa fu sempre la stessa… A.E.V. (che anche se assomiglia ad A.E.M, non fornisce corrente elettrica o simili)</p>
<p> </p>
<p>Al momento gli storici sono cauti nel stabilire con certezza quali siano le cause scatenanti questa dilagante follia generale: a dire il vero, la discussione è ancora aperta.</p>
<p> </p>
<p>Solo due elementi trovano concordi tutti gli esperti: lo sfrenato amore che questa donna nutre per il P.O.F (Piano di Offerta Formativa) e la predilezione per alcuni autori che non si stanca di riprendere, far studiare ed esaminare con compiti scritti anche tre, quattro, cinque volte!</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Il P.O.F.!!  Il documento più inutile che uno studente potrà mai incontrare, in confronto persino le scritte sui muri dell’aula hanno un interesse artistico/storico/culturale di maggior rilievo.</p>
<p> </p>
<p>Eppure, questa donna nutriva per questo “tomo” un amore così viscerale tale che la passione dei  Paolo e Francesca danteschi  sbiancherebbe dalla vergogna. Una devozione così assoluta che in confronto Battista con Zio Paperone è un violento contestatore sessantottino. Una cura così particolare che neanche un appassionato filatelico potrebbe avere col francobollo più antico e prezioso.</p>
<p> </p>
<p>Da ciò nasceva quindi il bisogno di trovare nuovi adepti alla Devozione del Sacro Plico, proselitismo che costò a noi studenti parecchie ore di scatole piene se non rotte, tante da coprire la rotta Caselle-Francoforte. Erano momenti dedicati all’adorazione del “benedetto” PoF, con tanto di citazioni testuali, osannazioni e preghiere di invocazione per un anno scolastico meno arido è più copioso…</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>In secondo piano era invece la  particolare predilezione di alcuni autori che trovavano in lei grande interesse, tanto da riprenderli più di una volta…</p>
<p>Sin dalla terza, non importava che fossimo in ritardo di due mesi col programma, non cambiava niente che a dicembre  avessimo fatto solo 80 pagine delle 600 del libro, non interessava che avesse già interrogato e fatto verifica scritta su quell’autore, no… lei lo riprendeva, e faceva verifiche sommative, test di ripasso e quant’altro le passasse per la mente…</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><strong>Episodio Namber Trii</strong></p>
<p> </p>
<p>Siamo a fine novembre della quarta, manca un mese alle vacanze di Natale abbiamo fatto solo 120 pagine su un totale di tre libri da 600 pagine ciascuno (per chi non sapesse, 600&#215;3=1800, e quindi la 15esima parte del programma studiato)</p>
<p> </p>
<p>E non contenta del ritardo, non le è bastato averci interrogato e reinterrogato fino alla nausea su quattro autori del menga, (e quando dico quattro son quattro! Bracciolini, De Medici, la cui morte, dovete sapere, fu più sconvolgente della scoperta delle americhe&#8230; che cazzo è un continente intero di fronte all&#8217;intelletto di un pirla?&#8230;cmq&#8230; riprendendo l&#8217;appello, Pulci e quel pervertito del Matteo Maria Boiardo&#8230;. come vedete son 4 precisi precisi) ma ci fa pure un test, così, di ripasso&#8230; diamine: hai &#8221;già verificato le conoscenze&#8221;, sei indietro col programma e ti metti a fare verifiche di ripasso? Ce ne vuole eh!</p>
<p> </p>
<p> Ma pazienza, lei è la professoressa e noi, schifosissimi servetti ai loro ordini, non possiamo che prostrarci con dotta ignoranza alle loro decisioni e sottostare umilmente ai loro comandi&#8230; questa è la scuola e questa è la vie&#8230;</p>
<p> </p>
<p>Se non fosse per un problema&#8230;</p>
<p> </p>
<p>  </p>
<p>Rassegnato, impotente di fronte alla regia decisione, apro il libro di Antologia e comincio a ripassare&#8230;</p>
<p> </p>
<p>se non fosse che appena inizio a leggere nella mia mente si forma un&#8217;immagine molto confusa</p>
<p> </p>
<p>più leggo, però, più questa diventa nitida</p>
<p> </p>
<p> sempre più, sempre più, finchè riesco a distinguere bene la figura&#8230;</p>
<p> </p>
<p>volete sapere che cos&#8217;era?</p>
<p> </p>
<p style="text-align:center;"><strong>ERA UNA FOTTUTISSIMA SCIMMIETTA CHE SUONAVA I PIATTI E SALTAVA SU SE STESSA, ECCO COS&#8217;ERA!</strong></p>
<p style="text-align:center;"> <img class="alignnone size-full wp-image-52" title="provvaaaa" src="http://prozacsolution.wordpress.com/files/2009/09/provvaaaa.jpg" alt="provvaaaa" width="584" height="545" /></p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:right;">PS: ho incrociato Parker la settimana scorsa.</p>
<p style="text-align:right;">Lavora al M.Donald di Via Pietro Cossa.</p>
<p style="text-align:right;">Mary Jane l&#8217;ha lasciato.</p>
<p style="text-align:right;">Adesso lei sta col camaleonte.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Prozac - Le Origini!]]></title>
<link>http://prozacsolution.wordpress.com/2009/09/15/prozac-le-origini/</link>
<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 13:47:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>The Sims</dc:creator>
<guid>http://prozacsolution.wordpress.com/2009/09/15/prozac-le-origini/</guid>
<description><![CDATA[Tutto ha un&#8217;origine.   L&#8217;albero si origina dalla pianticella e la pianticella dal seme (]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Tutto ha un&#8217;origine.</p>
<p> </p>
<p>L&#8217;albero si origina dalla pianticella e la pianticella dal seme (come la canzoncina di Rodari: “per fare un albero, ci vuole un seme, tatatatata tatatata, etc etc)&#8230;</p>
<p>Le Gocciole Extra Dark  si originano dall&#8217;unione di una fragrante e friabile pastafrolla al cacao e miriadi e miriadi di gocce di cioccolato fondente al 75 % &#8230;</p>
<p>I tenebrosi suoni che rimbombano qui nella mia mansarda si originano dall&#8217;incalzante e infaticabile lavoro di una bastardissima termite che prima o poi ucciderò&#8230;</p>
<p>I caziatoni che mi beccherò domani si origineranno dal fatto che oggi ho cazzeggiato per scrivere questo post…</p>
<p> </p>
<p> Tutto ha un&#8217;origine</p>
<p>  </p>
<p>Anche la demenza</p>
<p> Soprattutto quando c&#8217;è di mezzo una donna</p>
<p> </p>
<p> E questa donna si chiama Anna E.<span style="color:#ffffff;">nrica <span style="color:#000000;"><strong><span style="text-decoration:underline;">V.</span></strong></span></span><span style="color:#ffffff;"><span style="text-decoration:underline;">endrame</span></span></p>
<p> </p>
<p> Credo che a lei sia riconducibile il 95% dei casi di pazzia adolescenziale scoppiati nel nostro liceo  (fortunatamente non è il mio caso XD); il restante 5% se lo contendono gli altri professori</p>
<p> </p>
<p>Nessuno di questi però batte la compagna Anna: alla sua maestria gli studenti si possono solo avvicinare consci della propria inutilità, imperfezione e ignoranza&#8230; dotta ignoranza direbbe un inutile filosofo, tal Cusano&#8230;</p>
<p> </p>
<p>Per capirci meglio</p>
<p>  </p>
<p>Anna E. V. è insegnante di lettere in un illustre liceo torinese (il migliore, sottolinerei): il suo bagaglio formativo può contare su un&#8217;esperienza decennale unica nel suo genere&#8230; si sa solo che gli anni di insegnamento accumulati sono la potenza cubica di un numero troppo grande che la mente neanche può pensarlo/comprenderlo</p>
<p> </p>
<p>Questa sua leggendaria formazione fece nascere in lei un desiderio formativo e una passione burocratica mostruosamente unica: la difesa delle Istituzioni tricolori che trovano la loro incarnazione nel P.O.F. e della Privacy! Ore e ore da lei impiegate per inculcarci questi valori. &#8220;Viva la Praivasi&#8221; reca scritto la coccardetta che meriterebbe questa donna.</p>
<p> </p>
<p> &#8221;Coglione&#8221;, &#8220;Idiota&#8221; e &#8220;Pirla&#8221; sono solo alcuni degli epiteti che probabilmente starete dirigendo contro di me&#8230; &#8220;devo perdere il mio tempo a leggere le idiozie di un drogato che descrive una tipica professoressa pia e devota al suo dovere?&#8221;</p>
<p> </p>
<p> Se la devozione e la fede nei valori  e diritti istituzionali della scuola è &#8220;a norma&#8221;, allora troverete singolare il suo metodo di applicarla</p>
<p> </p>
<p>Di seguito ecco due episodi recenti riguardo il tema:</p>
<p align="center"><strong>&#8220;Anna E. V. e la Privacy, questi grandi sconosciuti!&#8221;</strong></p>
<p> </p>
<p><strong>Epidodio Namber Uan:</strong></p>
<p> <em>*interrogazione di antologia: la professoressa ha beccato C. e T&#8230;. dopo solo un&#8217;ora di interrogatorio suona la campanella, e inevitabilmente la docente è costretta a porre fine ai suoi supplizi. Rimandandoli a posto per prendere il libretto, li richiama per l&#8217;assegnazione del voto*</em></p>
<p><em> </em>C. e T. si avvicinano alla cattedra curiosi di scoprire il voto conquistato (è la stessa sensazione che si ha quando si apre un uovo di Pasqua per intenderci)</p>
<p> Presentando fieri i loro libretti immacolati, Anna esclama con la sua possente voce acutissima:</p>
<p> </p>
<p>&#8220;Bene bene bene (parte una finestra), eccoci qua (ne parte un&#8217;altra) con i nostri votiiiiiiiini. T. però adesso allontanati un po&#8217; (tre metri di distanza minimo) perchè devo mettere il voto al  vostro compagno e per Praivasi tu non puoi vederlo&#8221;</p>
<p><em> T. esegue le indicazioni</em></p>
<p><em> Intanto fra i due si instaura un colloquio tipologia E: Confessionale, con tanto di segno di croce e atto penitenziale a memoria</em></p>
<p><em> Terminata la confessione e assolti tutti i peccati, il C. si appropinqua al suo posto, ultimo banco della classe, quando ecco che parte una vocina stridula dalla cattedra:</em></p>
<p> </p>
<p>&#8220;Alessandro, ti ho messo 6a7 veeroo??&#8221;</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><strong>Episodio Namber Ciù</strong></p>
<p><em>*Giulia è una ragazza molto attiva in ambito sociale e scolastico: l&#8217;ultima interrogazione di italiano però è andata maluccio e Poggio Bracciolini le ha consegnato un cupo 5: la professoressa, nella sua immensa prodigalità, vuole dargli un&#8217;altra occasione. Durante la programmazione mensile, quindi, esordisce con questo discorso:*</em></p>
<p> </p>
<p>Beene beene beene (ripartono le finestre appena riparate) ora che abbiamo concluso la nostra doverosa programmazione, voglio rivolgere un avviso a quella ragazza che ha preso 5 nell&#8217;ultima interrogazione di antologia: per rispetto della privacy non dirò chi è ne’ la guarderò, per evitare che la possiate individuare&#8221;</p>
<p> </p>
<p>E continua a parlare guardando in giro per la classe, finchè non incrocia lo sguardo di Giulia, la ragazza in questione: da quel momento si stabilirà un contatto tipo il prior incantatio di Harry Potter più forte persino del più moderno Attack</p>
<p> </p>
<p><em>*guardando intensamente Giulia*</em></p>
<p> </p>
<p>&#8220;Quindi, visto che hai capito, per recuperare il 5 che hai preso&#8221;</p>
<p> </p>
<p><em>*si avvicina al suo banco, si mette davanti a lei e continua a fissarla*</em></p>
<p> </p>
<p>&#8220;devi passare la settimana prossima di antologia, portando questo questo quest&#8217;altro, quello codesto e anche un pizzico di quest&#8217;altro che non ci sta male&#8221;</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p style="text-align:right;">se vi chiedete chi è A. E. V., provate a evidenziare il testo ^^</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le origini: Iscrizione alla loggia segreta P2]]></title>
<link>http://provediregime.wordpress.com/1978/05/28/le-origini-iscrizione-alla-loggia-segreta-p2/</link>
<pubDate>Sun, 28 May 1978 14:36:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>giubot</dc:creator>
<guid>http://provediregime.wordpress.com/1978/05/28/le-origini-iscrizione-alla-loggia-segreta-p2/</guid>
<description><![CDATA[Ricevuta di iscrizione di S.B. alla loggia segreta Propaganda 2 detta P2]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img src="http://files.splinder.com/ea1d781d7de21a9994b63bc00da9d113.jpeg" alt="Ricevuta di iscrizione di S.B. alla loggia segreta Propaganda 2 detta P2" width="500" height="485" /><p class="wp-caption-text">Ricevuta di iscrizione di S.B. alla loggia segreta Propaganda 2 detta P2</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
