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	<title>ossezia &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "ossezia"</description>
	<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 07:11:09 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Five Years On.]]></title>
<link>http://liberalblog.eu/2009/09/06/five-years-on/</link>
<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 10:37:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonello Leone</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cinque anni fa, si consumava una delle tragedie più sconvolgenti che si siano mai verificate nel vec]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Cinque anni fa, si consumava una delle tragedie più sconvolgenti che si siano mai verificate nel vec]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Queste strane rivoluzioni colorate]]></title>
<link>http://msdfli.wordpress.com/2009/08/07/queste-strane-rivoluzioni-colorate/</link>
<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 18:15:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>gaesate</dc:creator>
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<description><![CDATA[Da un decennio lo scenario politico est europeo e centro asiatico è attraversato da strane rivoluzio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Da un decennio lo scenario politico est europeo e centro asiatico è attraversato da strane rivoluzio]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Georgia: l'anniversario della guerra con la Russia tra i timori di un nuovo conflitto]]></title>
<link>http://peppecaridi2.wordpress.com/2009/08/07/georgia-lanniversario-della-guerra-con-la-russia-tra-i-timori-di-un-nuovo-conflitto/</link>
<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 14:08:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>peppecaridi</dc:creator>
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<description><![CDATA[7 agosto 2008, ore 23.30: l&#8217;attacco georgiano sul capoluogo sud-osseto Tskhinvali segnava l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" style="border:3px solid black;margin:3px;" src="http://www.meteoweb.it/images/georgia2.jpg" alt="http://www.meteoweb.it/images/georgia2.jpg" width="155" height="192" />7 agosto 2008, ore 23.30: l&#8217;attacco <span>georgia</span>no sul capoluogo sud-osseto Tskhinvali segnava l&#8217;inizio della guerra nel Caucaso. 7 agosto 2009: la tensione tra <span>Georgia</span> e Russia resta alta, e sono sempre a rischio incendio le relazioni tra Ossezia del Sud e Tbilisi, tanto che da molte parti si ipotizza il pericolo di un nuovo conflitto.  Nel primo anniversario dello scontro armato nel Caucaso, la &#8216;guerra di parole&#8217; tra Russia, <span>Georgia</span> e Ossezia meridionale ricorda i toni che hanno accompagnato la fatale escalation di un anno fa. Tanto che ieri, dopo giorni di accuse sempre più dure, sia Mosca che Tbilisi hanno frenato, pur con opposte motivazioni. Il vice capo di stato maggiore russo, il generale Anatoly Nogovitsyn, ha sostenuto che la <span>Georgia</span> &#8220;non ha la capacità militare nè economica per portare a segno una nuova aggressione&#8221;. Mentre il governo <span>georgia</span>no ha attribuito l&#8217;improbabilità di una nuova guerra alla &#8220;diplomazia preventiva&#8221; di Tbilisi e al rinnovato sostegno americano. <!--more-->Nei giorni precedenti, in un convulso crescendo di accuse, Mosca aveva criticato gli Usa per le forniture di armi che continuerebbero, anche con l&#8217;arrivo di Barack Obama alla presidenza, e aveva minacciato una reazione militare se fossero continuate le &#8220;provocazioni&#8221; lungo il confine tra <span>Georgia</span> e Ossezia. L&#8217;Ue, preoccupata, ha annunciato l&#8217;intensificzione delle pattuglie degli osservatori della missioen Eumm lungo la frontiera a rischio.  Così, oggi si celebra l&#8217;anniversario della &#8216;guerra dei cinque giorni&#8217;, nella generale consapevolezza che la regione resta molto instabile e che è lontana la soluzione dei tanti conflitti nella regione caucasica. Sia il <span>georgia</span>no che gli ossetini osserveranno un minuto di silenzio per le rispettive vittime. Sia il capo di stato <span>georgia</span>no Mikheil Saakashvili che il leader dell&#8217;Ossezia meridionale Eduard Kokoyti pronunceranno un discorso. A Mosca sono attesi interventi &#8220;ad altissimo livello&#8221;, riferiscono fonti diplomatiche, senza specificare.  Un anno dopo, è incerto anche il bilancio delle vittime. Secondo i dati dell&#8217;Ossezia del Sud, l&#8217;attacco <span>georgia</span>no a Tskhinvali è costato la vita a circa 1.500 persone. L&#8217;inchiesta della Procura russa, precisa oggi Ria Novosti, ha accertato la morte solo di 162 abitanti della regione secessionista, mentre la Russia ha perso 64 militari, compresi 15 assegnati a una missione di peacekeeping. La <span>Georgia</span> ha contato 300 vittime tra la popolazione civile e 200 soldati.  Chiaramente vittoriosa sul piano militare, la Russia non ha saputo scrollarsi di dosso l&#8217;immagine del gigante armato che attacca la piccola <span>Georgia</span> senza vera possibilità di replica. Ma, soprattutto, non è riuscita ad ottenere il riconoscimento dell&#8217;indipendenza dell&#8217;Ossezia del Sud e dell&#8217;Abkhazia, vera scommessa diplomatica russa del dopo-conflitto. Solo il Nicaragua ha proceduto infatti al riconoscimento, mentre il Kosovo &#8211; il precedente citato da Mosca per fare altrettanto con le due regioni <span>georgia</span>ni filorusse &#8211; ha incassato l&#8217;assenso di oltre 150 Paesi.  Neppure i vertici <span>georgia</span>ni sono usciti bene dalla guerra dello scorso anno. Il presidente Mikheil Saakashvili ha inizialmente negato di aver lanciato per prima attacco, poi ha dovuto fare marcia indietro. L&#8217;azione militare per tentare di riprendere il controllo dell&#8217;Ossezia non avrebbe avuto l&#8217;ok americano e della Nato, come lasciato intendere da Tbilisi. Ma un anno dopo, al giovane, irruento Saakashvili in <span>Georgia</span> non sembra ancora esserci una vera alternativa. Le manifestazioni dell&#8217;opposizione dopo un paio di mesi si sono spente nella crescente apatia della popolazione. E un rapporto fatto circolare ieri dal governo <span>georgia</span>no rilancia la tesi smentita dallo stesso Saakahsvili: i <span>georgia</span>ni entrarono in Ossezia per contrastare l&#8217;arrivo delle truppe russe. &#8220;Il governo <span>georgia</span>no concluse che l&#8217;azione militare era l&#8217;unica possibilità per cercare di fermare quella che stava diventando un&#8217;invasione con ob, cita il documento. <strong><em>(Apcom-Nuova Europa)</em></strong></p>
<p><strong><em><span>GEORGIA</span>: FUOCHI D&#8217;ARTIFICIO E CAMPANE PER RICORDARE LA GUERRA         MEDVEDEV, DECISIONE DI INTERVENIRE DIFFICILE MA GESTITA IN MODO  APPROPRIATO        Tbilisi, 7 ago. &#8211; (Adnkronos/Dpa) &#8211; </em></strong>Fuochi d&#8217;artificio e campane in <span>Georgia</span> per ricordare il primo anniversario della guerra contro la  Russia iniziata con i bombardamenti delle forze di terra di Tbilisi  contro il capoluogo dell&#8217;Ossezia del sud di Tskhinvali nella notte del sette agosto. Il Presidente Mikhail Saakashvili ha mantenuto insieme  al suo governo un minuto di silenzio per ricordare le vittime, 201  militari morti e 1.995 feriti, oltre a circa duecento civili uccisi, e in seguito ha deposto una corona alla Tomba del milite ignoto. Ha poi  presenziato a un&#8217;altra cerimonia su una collina sovrastante la  cittadina di Gori che i russi avevano occupato lo scorso agosto. Da  parte russa i morti sono stati 64, 283 i feriti.        In una intervista per un documentario prodotto dalla televisione russa NTV, il Presidente Dmitry Medvedev ha ricordato come sia stata  &#8221;una decisione difficile&#8221; quella di intervenire prima in Ossezia del sud e poi oltre la linea di confine, in territorio <span>georgia</span>no, una  decisione tuttavia &#8221;gestita nel modo giusto&#8221;. Medvedev ha anche  assicurato che Mosca avviera&#8217; relazioni a pieno titolo con l&#8217;Ossezia  del sud e l&#8217;Abkhazia, di cui ha riconosciuto l&#8217;indipendenza alla fine  dello scorso anno, unico stato al mondo insieme al Nicaragua. &#8221;Non e&#8217; una questione di opportunita&#8217; per la Russia, ma e&#8217; il frutto di una  decisione gia&#8217; presa che verra&#8217; attuata&#8221;, ha precisato.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Le tappe della guerra dell'agosto 2008 tra Georgia e Russia]]></title>
<link>http://peppecaridi2.wordpress.com/2009/08/07/le-tappe-della-guerra-dellagosto-2008-tra-georgia-e-russia/</link>
<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 14:07:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>peppecaridi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ad un anno esatto dalla scoppio della guerra tra Georgia e Russia, la situazione nel Caucaso torna a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://www.meteoweb.it/images/Georgia.jpg" alt="http://www.meteoweb.it/images/Georgia.jpg" /><br />
Ad un anno esatto dalla scoppio della guerra tra <span>Georgia</span> e Russia, la situazione nel Caucaso torna ad alta tensione, con nuove accuse di attacchi tra Tbilisi e la repubblica secessionista dell&#8217;Ossezia del sud. Mosca ha accusato la <span>Georgia</span> di riarmarsi, grazie all&#8217;aiuto &#8211; duramente stigmatizzato &#8211; di Usa e Ucraina. Sia il presidente <span>georgia</span>no Mikheil Saakashvili che quello dell&#8217;altra regione indipendentista filo-russa, l&#8217;Abkhazia, Sergei Bagapsh, sostengono che la ripresa del conflitto è un&#8217;ipotesi possibile. Ripercorriamo dunque le principali tappe della guerra tra <span>Georgia</span> e Russia dell&#8217;agosto 2008.   <!--more--><br />
<strong><em>GIOVEDI&#8217; 7 AGOSTO</em></strong> Dopo giorni di scaramucce al confine, l&#8217;esercito <span>georgia</span>no e i separatisti dell&#8217;Ossezia del Sud trovano un accordo, con mediazione della Russia, per mettere fine al conflitto latente fra Tbilisi e la sua regione separatista. Poche ore dopo, l&#8217;esercito <span>georgia</span>no lancia un attacco a sorpresa con la capitale osseta Tskhinvali nel mirino.<br />
<strong><em>VENERDI&#8217; 8 AGOSTO</em></strong> La Russia reagisce militarmente inviando soldati e mezzi corazzati verso l&#8217;Ossezia del Sud. Combattimenti fra truppe russe e <span>georgia</span>ne attorno a Tskhinvali. La <span>Georgia</span> afferma che le sue basi militari sono state attaccate. Il presidente <span>georgia</span>no, Mikheil Saakashvili, afferma di controllare la capitale osseta ma paventa un attacco russo fino a Tbilisi.  Le agenzie internazionali esprimono preoccupazione per il dramma dei civili coinvolti nel conflitto: moltissimi sono in fuga, comincia l&#8217;emergenza alimentare, gli ospedali osseti sono colmi.<br />
<strong><em>SABATO 9 AGOSTO </em></strong><span>Georgia</span>: il parlamento approva un decreto presidenziale che dichiara lo &#8220;stato di guerra&#8221;. L&#8217;esercito russo continua ad attaccare, afferma di aver preso il controllo della capitale osseta Tskhinvali e compie raid aerei su Gori, città <span>georgia</span>na e patria di Stalin. Viene colpita anche una zona residenziale.  Continua la guerra delle accuse: il presidente russo Dmitry Medvedev parla di &#8220;obbligare la <span>Georgia</span> alla pace&#8221;. Il primo ministro Vladimir Putin accusa la <span>Georgia</span> di &#8220;genocidio&#8221;. Il presidente <span>georgia</span>no Mikheil Saakashvili accusa la Russia di voler &#8220;distruggere&#8221; la <span>Georgia</span>. Cominciano intensi sforzi diplomatici: una delegazione di Usa, Ue e Osce si dirige a Tbilisi.<br />
<strong><em>DOMENICA 10 AGOSTO</em></strong> La <span>Georgia</span> annuncia un cessate il fuoco unilaterale, ma secondo la Russia gli scontri continuano in particolare attorno a Gori. L&#8217;aviazione russa lancia raid aerei vicino alla capitale <span>georgia</span>na, Tbilisi, e la marina dispiega navi da guerra presso i porti <span>georgia</span>ni sul Mar Nero.  In Abkhazia, l&#8217;altra regione separatista della <span>Georgia</span>, le autorità separatiste annunciano la mobilitazione delle proprie truppe.  Il governo degli Stati Uniti si schiera apertamente a fianco della <span>Georgia</span> deplorando la &#8220;escalation spropositata e pericolosa&#8221; provocata da Mosca, e avverte che potrebbe avere un impatto &#8220;significativo&#8221; a lungo termine sui rapporti Usa-Russia. Bernard Kouchner, ministro degli Esteri francese, arriva a Tbilisi per colloqui diplomatici e presenta un piano di pace in tre punti.<br />
<strong><em>LUNEDI&#8217; 11 AGOSTO</em></strong> Le operazioni continuano sia da parte russa che <span>georgia</span>na. Le autorità <span>georgia</span>ne affermano che i russi hanno &#8220;catturato&#8221; Gori. Mosca smentisce.  I diplomatici europei guidati da Kouchner convincono il presidente <span>georgia</span>no Saakashvili a firmare una bozza di accordo di cessate il fuoco. Si attende la mediazione di Sarkozy a Mosca per convincere i russi a firmare l&#8217;accordo e il piano di pace in tre punti.  Intanto, Saakashvili lancia un appassionato appello alla difesa della <span>Georgia</span>, mentre da Mosca il primo ministro russo Vladimir Putin accusa gli Stati Uniti di interferenza per il sostegno che danno a Tbilisi. La Russia manda migliaia di soldati in Abkhazia e usa la regione come base per penetrare in territorio <span>georgia</span>no.  L&#8217;Alto commissariato Onu per i rifugiati ritiene che ci siano fra 10mila e 20mila civili sfollati all&#8217;interno della <span>Georgia</span> (inclusa l&#8217;Ossezia del sud). Secondo la Russia, altri 30mila sono fuggiti in Ossezia del Nord. Si parla di migliaia di morti.<br />
<strong><em>MARTEDI&#8217; 12 AGOSTO</em></strong> La Russia continua bombardamenti attorno alla città di Gori; si parla di numerosi morti, fra cui un giornalista olandese.  All&#8217;Onu, nella notte, la Russia blocca de facto l&#8217;approvazione di una risoluzione favorevole al piano di pace in tre punti. A Mosca arriva il presidente francese Sarkozy, presidente di turno dell&#8217;Ue, e presenta un piano in sei punti per mettere fine al conflitto fra <span>Georgia</span> e Russia.<br />
<strong><em>VENERDI&#8217; 15 AGOSTO</em></strong> La missione diplomatica del presidente di turno dell&#8217;Unione Europea porta alla firma di un cessate il fuoco che impegna la Russia ad un ritiro dal territorio <span>georgia</span>no e la <span>Georgia</span> alla rinuncia all&#8217;uso della forza contro l&#8217;Ossezia e l&#8217;Abkazia.<br />
<strong><em>MARTEDI&#8217; 26 AGOSTO</em></strong> La Russia riconosce ufficialmente l&#8217;indipendenza delle due repubbliche separatiste, portando a precedente il riconoscimento del Kosovo. L&#8217;Unione Europea e gli Stati Uniti condannano fortemente la decisione di Mosca.<br />
<strong><em>LUNEDI&#8217; 8 SETTEMBRE</em></strong> L&#8217;Ue ottiene dalla Russia l&#8217;impegno a ritirarsi da Poti entro una settimana e dal resto della zona cuscinetto entro un mese; mentre la Russia ottiene che la zona stessa passerà sotto il controllo di osservaoti Ue ed Osce e non dell&#8217;esercito <span>georgia</span>no. Il giorno seguente, il premier russo Putin firma trattati di cooperazione militare con i governi sud-osseto ed abkhazo, che prevedono la creazione di basi militari russe nei due paesi.<br />
<strong><em>SETTEMBRE </em></strong>Bruxelles rende ufficiale la European Union Monitoring Mission per la <span>Georgia</span> (EUMM). 200 osservatori avranno il compito di assicurare che le forze russe si ritirino dalla zona di sicurezza.  Il mandato dell&#8217;EUMM è stato prorogato nel luglio 2009 di un anno, sino a settembre 2010. La missione Osce, invece, si è dovuta ritirare a fine giugno 2009, a causa del veto russo alla proroga del mandato, iniziato nel 1992. <strong><em>(Apcom-Nuova Europa)</em></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Georgia, inchiesta russa: Tbilisi voleva eliminare gli osseti ]]></title>
<link>http://peppecaridi2.wordpress.com/2009/08/07/georgia-inchiesta-russa-tbilisi-voleva-eliminare-gli-osseti/</link>
<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 14:07:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>peppecaridi</dc:creator>
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<description><![CDATA[La Georgia ha attaccato l&#8217;Ossezia meridionale con lo scopo deliberato di &#8220;eliminare il p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright" style="border:3px solid black;margin:3px;" src="http://www.meteoweb.it/images/georgia1.jpg" alt="http://www.meteoweb.it/images/georgia1.jpg" width="240" height="185" />La <span>Georgia</span> ha attaccato l&#8217;Ossezia meridionale con lo scopo deliberato di &#8220;eliminare il popolo osseto&#8221;, secondo i risultati di un&#8217;inchiesta russa sul conflitto che esattamente un anno fa opponeva Mosca e Tbilisi sul territorio <span>georgia</span>no. &#8220;Le prove raccolte, l&#8217;importanza dell&#8217;aggressione <span>georgia</span>na, i preparativi militari, politici e di propaganda permettono di dire che l&#8217;invasione dell&#8217;Ossezia meridionale aveva l&#8217;obiettivo di eliminare il popolo osseto&#8221;, hanno spiegatogli investigatori della Commissione d&#8217;inchiesta che ha portato avanti l&#8217;indagine in un comunicato.  Il cardine del documento riguarda la &#8220;premeditazione&#8221; di questi crimini, che secondo la Corte russa sono stati organizzati &#8220;dalle più alte cariche politiche e militari&#8221; della <span>Georgia</span>. &#8220;L&#8217;indagine mette in evidenza un grande numero di violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti dell&#8217;uomo e del cittadino commesse dalla parte <span>georgia</span>na contro la popolazione civile dell&#8217;Ossezia del sud e i soldati russi stanziati nel Paese&#8221;, prosegue il documento. <!--more--> La Russia ha accusato già più volte Tbilisi di aver organizzato un &#8220;genocidio&#8221; contro gli osseti. Ieri il viceministro degli Esteri russo, Grigory Karasin, ha dichiarato alla stampa estera che nel corso della guerra sono stati uccisi 162 civili sud osseti e 48 militari russi, incluso 10 &#8216;peacekeeper&#8217; nella notte dell&#8217;attacco <span>georgia</span>no. E ha difeso l&#8217;uso del termine &#8216;genocidio&#8217; per descrivere quanto accaduto. Secondo l&#8217;inchiesta presentata oggi i soldati russi uccisi nel conflitto sarebbero addirittura 67.  Tbilisi, però, smentisce le accuse e rimanda al mittente le ipotesi di premeditazione. Secondo le autorità <span>georgia</span>ne, infatti, l&#8217;esercito russo il 7 agosto di un anno fa &#8220;ha lanciato un attacco massiccio e coordinato&#8221; che, &#8220;tenuto conto della portata&#8221;, è stata un&#8217;azione &#8220;premeditata&#8221; contro la <span>Georgia</span> a cui Tbilisi non ha avuto &#8220;altra scelta che ordinare un&#8217;azione militare per fermare quella che stava diventando un&#8217;invasione&#8221;.  Nel rapporto presentato dalla <span>Georgia</span> si riassumono i passi che hanno portato all&#8217;attacco, con il progressivo ammassamento di truppe russe al confine, e si sottolinea che il leader osseto Eduard Kokoity aveva lasciato la capitale Thskinvali e alcuni villaggi erano stati evacuati, fatto che indica &#8220;senza dubbio che erano in corso i preparativi per lanciare una guerra su vasta scala contro la <span>Georgia</span>&#8221; che aveva l&#8217;obiettivo di &#8220;minare le basi dello stato <span>georgia</span>no utilizzando il separatismo come strumento. E&#8217; stato tutto pianificato e premeditato e gestito dai politici russi&#8221;, ha concluso il ministro Temur Yakobashvili, che ha presentato il report.  <strong><em>(Apcom-Nuova Europa &#8211; Afp)</em></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Ossezia sud: dimissioni governo]]></title>
<link>http://cunesposito.wordpress.com/2009/08/05/ossezia-sud-dimissioni-governo/</link>
<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 16:25:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>cunesposito</dc:creator>
<guid>http://cunesposito.wordpress.com/2009/08/05/ossezia-sud-dimissioni-governo/</guid>
<description><![CDATA[Ossezia sud: dimissioni governo Ossezia sud: dimissioni governo 2009-08-04 10:47:00(ANSA) &#8211; MO]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ossezia sud: dimissioni governo Ossezia sud: dimissioni governo 2009-08-04 10:47:00(ANSA) &#8211; MOSCA, 4 AGO &#8211; Il premier dell&#8217;Ossezia del sud, Aslanbek Bulatsev, si dimette per ragioni di salute, e con lui ha rassegnato le dimissioni l&#8217;intero governo.Il decreto sulle dimissioni di Bulatsev e del suo governo e&#8217; stato firmato dal presidente sudosseto, Eduard Kokoity.Bulatsev era alla guida del governo di Tskhinvali dal 22/10 2008.</p>
<p>Nel maggio scorso in Ossezia del sud si sono svolte le prime elezioni dopo la guerra russo-georgiana e il successivo riconoscimento dell&#8217;indipendenza da parte della Russia.</p>
<p> Fonte:<br />http://www.panorama.it/home/articolo/idAA020001466189?template=templateSky</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Dossier Abkhazia]]></title>
<link>http://msdfli.wordpress.com/2009/07/17/abkhazia-chiama-mosca/</link>
<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 05:47:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>msdfli</dc:creator>
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<description><![CDATA[Abkhazia chiama Mosca Chi è prezioso, nel bene o nel male, è sempre al centro dell’attenzione. Giust]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Abkhazia chiama Mosca Chi è prezioso, nel bene o nel male, è sempre al centro dell’attenzione. Giust]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Ossezia del Sud, partiti filo-russi vincono elezioni]]></title>
<link>http://telreservatio.wordpress.com/2009/07/06/ossezia-del-sud-partiti-filo-russi-vincono-elezioni/</link>
<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 12:37:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>telreservatio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il voto, che per la Georgia è illegale, è stato il primo appuntamento elettorale da quando le forze ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il voto, che per la Georgia è illegale, è stato il primo appuntamento elettorale da quando le forze russe hanno respinto il tentativo di Tbilisi di riprendersi la regione con la forza lo scorso agosto, spingendosi in profondità nel territorio georgiano.</p>
<p>&#8220;I risultati provvisori mostrano l&#8217;Unità in vantaggio, seguita da Comunisti e Partito del Popolo&#8221;, ha detto il ministro dell&#8217;Informazione, Irina Gagloyeva, al telefono a Reuters dalla capitale della regione, Tskhinvali.</p>
<p>Tutti e tre i partiti sostengo Kokoity, un ex lottatore di 44 anni.</p>
<p>Thomson Reuters is the world&#8217;s largest international multimedia news agency, providing investing news, world news, business news, technology news, headline news, small business news, news alerts, personal finance, stock market, and mutual funds information available on Reuters.com, video, mobile, and interactive television platforms.</p>
<p> Fonte:<br />http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE55005M20090601</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Georgia: il punto di non ritorno]]></title>
<link>http://msdfli.wordpress.com/2009/06/10/georgia-il-punto-di-non-ritorno-una-destabilizzazione-programmata/</link>
<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 14:12:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>msdfli</dc:creator>
<guid>http://msdfli.wordpress.com/2009/06/10/georgia-il-punto-di-non-ritorno-una-destabilizzazione-programmata/</guid>
<description><![CDATA[Jean Géronimo martedì 16 settembre 2008 *Dottore in Economia. Jean.Geronimo@upmf-grenoble.fr La cris]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Jean Géronimo martedì 16 settembre 2008 *Dottore in Economia. Jean.Geronimo@upmf-grenoble.fr La cris]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Nominato Koh, prosegue la strategia multipolare americana]]></title>
<link>http://politiche.wordpress.com/2009/06/05/nominato-koh-prosegue-la-strategia-multipolare-americana/</link>
<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 12:22:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>brasseriefoucault</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il preside della facoltà di legge di Yale alla posizione di consulente legale del Dipartimento di St]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Il preside della facoltà di legge di Yale alla posizione di consulente legale del Dipartimento di Stato, mentre i neocon insorgono</strong></p>
<p><strong>Obama ha inaugurato una nuova politica estera americana più internazionalista e multilaterale</strong>, che si sostanzia, anche, in un differente approccio verso gli strumenti di diritto internazionale. Una strategia realista &#8211; nonostante le critiche dei conservatori che lo accusano di seguir più gli ideali che gli interessi &#8211; che elabora il lutto della fine dell’egemonia americana ed accetta l’idea di un mondo multipolare.</p>
<p>Da questa impostazione discende <strong>la nomina di Harold Hongju Koh</strong>, preside della facoltà di legge di Yale, alla posizione di consulente legale del Dipartimento di Stato. Per i conservatori si tratta della fatidica goccia che ha fatto traboccare il vaso: Koh sarebbe il campione del <strong>“transnazionalismo”</strong>, quell’approccio che postula la superiorità del diritto internazionale sull’ordinamento nazionale. Il <em>New York Post</em> l’ha bollato come “l’asso della disobbedienza”.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-426" title="HaroldKoh" src="http://politiche.wordpress.com/files/2009/06/haroldkoh.jpg" alt="HaroldKoh" width="450" height="450" />Le preoccupazioni conservatrici hanno delle ragioni: c’è un’ostilità globale verso gli USA, in gran parte legata all’approccio unilateralista e guerrafondaio di George W. Bush. Molti organismi internazionali si ispirano ad un terzomondismo anticapitalista per il quale gli USA sono “il grande Satana”. Ma l’approccio riformista di Obama si svolge <em>dentro</em> le istituzioni non fuori o contro di esse. Il presidente ha, fin’ora, invertito la rotta: ma con senso della misura.</p>
<p><strong>Gli USA hanno boicottato la conferenza Onu di Ginevra</strong>, la cosiddetta &#8220;<strong>Durban 2</strong>&#8221; dedicata al tema dei diritti umani, perché già sapevano ci sarebbe stato il consueto teatrino antisemita di <strong>Ahdaminejad</strong>; ma hanno, al contrario, deciso di aderire al contestatissimo Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni unite: erede dall’altrettanto contestata Commissione, famosa per produrre più risoluzioni contro lo Stato d’<strong>Israele</strong> che contro tutti gli altri Paesi messi insieme. Le critiche politiche degli americani, quindi, per Obama, non possono tradursi in un rifiuto delle istituzioni. L’idea di fondo del presidente si sostanzia nell’accettare la legittimità di una struttura terza, pur contestando la realtà di ciò che un’organizzazione effettivamente è. Lo stesso <strong>Consiglio dei Diritti Umani</strong>, d’altronde, soffre di quegli stessi problemi che azzopparono la Commissione.  Vedi la maggioranza ai <strong>Paesi della Conferenza internazionale islamica</strong>.</p>
<p>Ciò non di meno, <strong>Obama dimostra un’altra sensibilità diplomatica</strong>, rispetto a Bush. Il presidente ha, ad esempio, aperto a Chavez e, al termine della <strong>conferenza di Trinidad e Tobago del Sudamerica</strong>, la fine dell’embargo a Cuba – richiesto dai Paesi membri dell’<strong>Alternativa Bolivariana per le Americhe (ALBA)</strong>, che non hanno votato la dichiarazione finale del vertice – sembra una possibilità più che concreta. Obama, in realtà, non si è trasformato in un <em>radical chic</em> socialisteggiante: ha concesso l’impunità ai torturatori di <strong>Guantanamo</strong>, non avvia un processo di critica della politica statunitense in Sudamerica che includa l’appoggio CIA alle dittature, o ancora quello attuale concesso ad <strong>Alvaro Uribe</strong>, in Colombia. Ciò non di meno, Obama compie una scelta realistica. L’inversione di rotta che egli sta tentando di imprimere è una conseguenza dei fallimenti delle politiche neoconservatrici. Il modello economico neoliberale, infatti, ha prodotto una crisi che ha affossato gli Stati Uniti.</p>
<p><strong>La condotta americana tesa a forzare il diritto internazionale è ugualmente fallita</strong>. La mostruosità giuridica rappresentata dalle “guerre preventive” ha dimostrato quanto possa essere destabilizzante per il pianeta; mentre il riconoscimento del <strong>Kosovo </strong>ha portato ad un drammatico effetto domino in <strong>Abcazia ed Ossezia</strong>; che può estendersi, potenzialmente, a tutto il <strong>Caucaso</strong>. Gli incidenti che hanno visto protagoniste le navi americane (si pensi al recente caso <strong>Impeccable</strong>) o le esercitazioni di Iran, Cina e Russia nel mare dei Caraibi sono la dimostrazione che la politica USA di tenersi in posizione defilata rispetto agli accordi internazionali e la non sottoscrizione della Convenzione sui diritti del mare sono un errore. Non è un caso che nell’agenda di Obama ci sia la ratifica di questa convenzione.</p>
<p>Allo stesso modo, gli USA – dopo non aver sottoscritto il <strong>protocollo di Kyoto</strong> &#8211; hanno compreso che il futuro delle energie è nelle rinnovabili. La nomina di Harold Hongju Koh si muove, quindi, in questa direzione. Koh non è un attivista: ha lavorato sia con Clinton che con Reagan. E’, invece, uno studioso che ritiene che il diritto internazionale sia una cornice indispensabile entro la quale perseguire legittimamente gli interessi nazionali. A differenza dei teorici <em>hawkish</em> neocon per i quali il diritto era un inutile fardello, e l’interesse nazionale (neoconservatore) un moloch di fronte al quale sacrificare il resto.</p>
<p>Ma, nonostante la reazione scomposta dell’opinione pubblica conservatrice che ha avuto l’ardire di sostenere che Koh avrebbe introdotto elementi di sharia nell’ordinamento interno (è il caso del <em>National Review</em>), il cambiamento obamiano, resosi indispensabile dopo l’era Bush, prosegue.</p>
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<title><![CDATA[Relazioni UE-Bielorussia, arriva una svolta?]]></title>
<link>http://politiche.wordpress.com/2009/04/10/relazioni-ue-bielorussia-arriva-una-svolta/</link>
<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 10:22:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>brasseriefoucault</dc:creator>
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<description><![CDATA[Bruxelles vuole sottrarre Minsk all’influenza russa, ma il presidente Lukashenka sembra preferire le]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Bruxelles vuole sottrarre Minsk all’influenza russa, ma il presidente Lukashenka sembra preferire le lusinghe di Mosca</strong></p>
<p><strong>La UE apre alla Bielorussia</strong>. Nonostante tutto. La settimana scorsa, i ministri degli Esteri dell’Unione si sono incontrati a Bruxelles, per decidere di diminuire le sanzioni che insistono sulla Russia bianca, a causa delle <strong>violazioni dei diritti umani</strong> perpetrati in quel Paese.<br />
In particolare, in agenda, c’è stata la discussione riguardo alla sospensione dei divieti di soggiorno comminati a circa 40 officiali bielorussi, scattata lo scorso ottobre per le accuse di <strong>brogli elettorali</strong>, alle ultime <strong>elezioni del 2006</strong>. Nei prossimi giorni la situazione verrà decisa.<img class="alignright size-full wp-image-399" title="alyaksandr-lukashenka" src="http://politiche.wordpress.com/files/2009/04/alyaksandr-lukashenka.jpg" alt="alyaksandr-lukashenka" width="560" height="420" /><br />
Il <strong>commissario alle relazioni internazionali, Benita Ferrero-Waldner</strong>, ha, inoltre, dichiarato di aver valutato che la Bielorussia sta facendo notevoli passi in avanti sulla strada dei diritti umani.<br />
Ma stanno veramente così le cose? Il 24 marzo, è uscito l’ultimo rapporto di <strong>Amnesty International</strong> sulla Bielorussia; che ci racconta un’altra verità.<br />
Il Paese è l’ultima nazione in Europa a praticare, ancora, la <strong>pena di morte</strong>. Con circa <strong>400 giustiziati</strong>, dall’anno dell’indipendenza (1991), su una popolazione di circa 9 milioni, e palesi e continue violazioni delle libertà fondamentali, la Russia bianca non sembra progredire significativamente sulla strada della democrazia.</p>
<p>Il 25 marzo, la polizia bielorussa ha <strong>malamente arrestato</strong> alcuni attivisti-nostalgici che manifestavano in ricordo della nascita della Repubblica Popolare Sovietica del 1918. Ma, per quanto effimeri siano i miglioramenti nel Paese – bollato dagli USA come “Stato canaglia” &#8211; per l’UE, il problema è un altro.<br />
Minsk è una pedina fondamentale per la Russia; e sottrarla a quella influenza, sarebbe fondamentale. Allo stato attuale, si tratta di capire se l’Unione riesca ad esercitare un reale potere di persuasione sul governo bielorusso.<br />
Dopo l’apertura della Ferrero-Waldner, infatti, il presidente bielorusso <strong>Alyaksandr Lukashenka </strong>ha pensato di bene di cancellare la visita del Commissario europeo, per recarsi in <strong>Armenia</strong>: ritenuta, evidentemente, più importante dell’Unione.</p>
<p>Inoltre, Lukashenka si è anche dichiarato pronto ad offrire <strong>aiuti economici</strong> alle repubbliche separatiste di <strong>Abcazia</strong> ed <strong>Ossezia</strong>, emerse dopo il conflitto russo-georgiano.<br />
Lukashenka si è guardato bene dal riconoscere le due repubbliche – riconosciute, per ora, solo da Russia e Nicaragua – perché una mossa del genere avrebbe tagliato completamente le relazioni di Minsk con l’UE. Eppure, l’offerta di Lukashenka suona come un riconoscimento <em>de facto</em> delle repubbliche separatiste. La sensazione è che il presidente bielorusso sia più interessato alla partnership con Mosca che non a quella con Bruxelles.<br />
Secondo alcuni osservatori, sarebbero state le sanzioni UE a spingere Minsk su questa posizione. Fra gli obiettivi attuali di Bruxelles, c’è quello di rafforzarsi ad Est, con una serie di programmi che includano Ucraina, Moldova, Georgia, Armenia, Azerbaigian e la Bielorussia.</p>
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<title><![CDATA[La sconfitta del pacifismo]]></title>
<link>http://vagnone.wordpress.com/2009/01/23/la-sconfitta-del-pacifismo/</link>
<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 15:40:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>johnfvtc</dc:creator>
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<description><![CDATA[http://www.ragionpolitica.it/testo.2566.html 10 settembre 2004 «Non si può andare d&#8217;accordo co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.ragionpolitica.it/testo.2566.html">http://www.ragionpolitica.it/testo.2566.html</a></p>
<p>10 settembre 2004</p>
<p class="articolo">«<span class="i"><em>Non si può andare d&#8217;accordo con gli Stati Uniti sull&#8217;Iraq</em></span>». «<span class="i"><em>Quando ci sono divergenze come quelle sull&#8217;Iraq è impossibile stabilire un dialogo</em></span>».</p>
<p class="articolo">Parole di Prodi al <span class="i"><em>Corriere della Sera</em></span> che fanno accapponare la pelle, un po&#8217; come l&#8217;articolo apparso su <span class="i"><em>La Stampa</em></span> di Domenica scorsa, firmato dal parlamentare Giulietto Chiesa, inviato in Russia, e altri pezzi sparsi. Il primo si riferisce al <span class="b"><strong>conflitto in Iraq</strong></span>, un tormentone ormai di lunga data, che riemerge con vigore ad ogni ostaggio; il secondo, in modo molto meno grezzo ed impreciso, fa un analisi esteticamente molto raffinata del caso <span class="b"><strong>Ossezia</strong></span>, concludendo che Putin è un dittatore che non potrà andare avanti trattando così i terroristi.<!--more--></p>
<p class="articolo">Sembrerebbero due commenti diversi, a due notizie diverse. Facile sarebbe cassare le affermazioni di Prodi: semplicemente perché non è impossibile essere d&#8217;accordo con gli USA per quanto riguarda l&#8217;Iraq, in quanto vi sono numerosi casi di persone e nazioni intere d&#8217;accordo (che quindi confutano questa &#8220;impossibilità&#8221;), e perché viene da chiedersi come si possa dire che non ci possa essere un dialogo in quanto sono presenti divergenze (e cos&#8217;è il dialogo se non la compensazione di posizioni differenti?). Poi si potrebbe prendere atto di quanto dice Chiesa e dissentire o concordare.</p>
<p class="articolo">Un passo ulteriore è però chiedersi che cosa hanno in comune questi commenti, quali sono i loro fini, insomma perché sono stati detti, rilasciati, scritti. E anche come possono contestualizzarsi ai rapimenti di connazionali vari, come da ultime <span class="b"><strong>Simona Torretta</strong></span> e <span class="b"><strong>Simona Pari</strong></span>, o agli omicidi come quello di Enzo Baldoni.</p>
<p class="articolo">Ecco allora che nel caso di Prodi ci viene subito in mente, confidando bonariamente che non sia uno stupido e basta, che voglia <span class="b"><strong>avvicinarsi alla parte estrema della sinistra</strong></span>, al Correntone, a Rc, ai Verdi e ai Comunisti Italiani. Così da dire quanto detto per l&#8217;Iraq e altre cose interessanti (anche in riferimento al Beslan non ha purtroppo taciuto: «<span class="i"><em>Prima di arrivare alle spiegazioni ci occorrono una serie di informazioni esaurienti su come sono andati i fatti. Poi chiederemo spiegazioni al governo russo, ripeto, come si fa fra amici</em></span>»). Un modo semplice per ammiccare a quel pacifismo che è il filone comune a tutte le vicende di cui stiamo parlando.</p>
<p class="articolo">Già, perché anche nell&#8217;articolo di Chiesa (le cui finalità possono spaziare dalla volontaria oggettiva disinformazione indottrinata alla semplice opinione personale, nella migliore delle ipotesi) si sente questo sentimento di base che è proprio del pacifismo: <span class="b"><strong>la connivenza e la simpatia per il terrorismo</strong></span>. Rinnegata ripetutamente a voce, condannata, quando inevitabile, di fronte ai microfoni. E soprattutto, loro che portano le bandiere tutte colorate, questo non l&#8217;hanno ancora capito, univoca. La <span class="i"><em>ratio</em></span> di base dev&#8217;essere &#8220;nemico comune = alleanza&#8221;, infarcita poi del solito buonismo per popoli del &#8220;terzo mondo&#8221; (concetto preso così a priori e non compreso dalla sinistra del tutto né umanamente né economicamente) e della mal celata antipatia, che rasenta l&#8217;odio, per il nostro amato Occidente. Così contro Putin si pensa prima alle ragioni dei Ceceni che non ai mille bambini un po&#8217; stuprati, un po&#8217; uccisi, tutti sconvolti; e contro Bush si pensa prima agli interessi del petrolio e alle poche vittime collaterali di nostri attacchi, che non alle migliaia di esecuzioni sommarie, al bisogno stesso di democrazia.</p>
<p class="articolo">Ma dicevamo univoca, e lo dimostriamo subito. Non possiamo dire che il terrorismo islamico non consideri di poter utilizzare in qualche modo questo <span class="b"><strong>alleato &#8220;infiltrato&#8221; tra le schiere del nemico</strong></span> (noi) e in grado di metterlo in scacco: è stato dimostrato con l&#8217;attentato a Madrid prima delle elezioni e con gli appelli contro Berlusconi fatti agli Italiani (con richiesta di marce per la pace ecc.). Ma nonostante questo è piuttosto evidente che <span class="b"><strong>i terroristi, come noi non dobbiamo trattare con loro, non hanno nessuna intenzione di trattare con noi</strong></span>: così non si fanno remore a rapire giornalisti della &#8220;amica-connivente&#8221; Francia (che sognava una neutralità impossibile), o membri di ong che si vessillano di dialogo e amore fraterno ammiccante ai musulmani più fondamentalisti. Non si fermano, nell&#8217;ucciderlo, se un ostaggio è un giornalista pacifista, che si autodichiara pure crocerossino (vero o no, non fa differenza a questo punto).</p>
<p class="articolo">La cosa assurda è vedere <span class="b"><strong>come si reagisce in Italia</strong></span>. <span class="b"><strong>Alla sua sconfitta, il pacifismo non fa marcia indietro, non fa neppure il minimo esame di coscienza.</strong></span> Anzi, si sente ringalluzzito, non capiamo come, forse esaltato da un furore auto-lesionista non troppo dissimile da quello dei kamikaze che per un ideale (per una ideologia è più giusto dire) sono pronti ad immolarsi, quando dei suoi componenti vengono eliminati. Per i vertici, è un&#8217;occasione (temiamo benvenuta) in più per attaccare il Governo e chi la pensa diversamente. E, mentre tutti noi, insieme a loro, preghiamo per il futuro di Simona Torretta e Simona Pari, loro indicano il Presidente del Consiglio come unico responsabile, e ostentano bandiere arcobaleno. Così come mentre da tre giorni dei bambini non avevano da bere e da mangiare, ostaggi di criminali (tra cui anche donne incinta! A tal punto è la follia auto-distruttiva da non amare più neppure i propri figli, oltre che da far attaccare dei bambini&#8230;), speravano sotto sotto in uno scacco di Putin, perché i Ceceni sono musulmani e son più simpatici, perché sono oppressi.</p>
<p class="articolo">Prodi è tutto questo che vuole cavalcare, sull&#8217;onda della bufera storica che si abbatte su di noi. Complimenti a lui e alla pericolosa armata della pace che coltiva l&#8217;odio, travestito da valori di fratellanza fanaticamente ideologizzati.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<item>
<title><![CDATA[Tibet, Ossezia, Gaza. Tre pesi, tre misure, una strategia.]]></title>
<link>http://ilderviscio.wordpress.com/2009/01/10/tibet-ossezia-gaza-tre-pesi-tre-misure-una-strategia/</link>
<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 19:46:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano</dc:creator>
<guid>http://ilderviscio.wordpress.com/2009/01/10/tibet-ossezia-gaza-tre-pesi-tre-misure-una-strategia/</guid>
<description><![CDATA[Tibet? Tibet? Ma non era finita la storia del Tibet? Non si sono poi messi d&#8217;accordo? No, la s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Tibet? Tibet? <img class="alignright" src="http://www.fscpo.unict.it/Rassegna_Stampa/immagini/guerra_libano_300_72.jpg" alt="" width="180" height="180" />Ma non era finita la storia del Tibet? Non si sono poi messi d&#8217;accordo?</p>
<p>No, la storia del Tibet non è cambiata di una virgola, anzi è completamente cambiata. Nel senso che&#8230;</p>
<p>Facciamo un passo indietro.</p>
<p>Dunque, la Cina sta preparando le olimpiadi, un paio di monaci partono a piedi da Dharamsala per portare a Beijing un messaggio di pace&#8230;<!--more--></p>
<p>Intanto a Lasha, al termine di una manifestazione pacifica per una maggior autonomia, scoppiano una serie di incidenti che culminano con gravi scontri con la polizia, il saccheggio di numerosi negozi, l&#8217;incendio della moschea e il linciaggio di commercianti cinesi, soprattutto musulmani. Viene applicato il coprifuoco, l&#8217;esercito e la polizia cinese rastrellano la cittá alla ricerca dei responsabili. Seguono numerosi arresti. Sui giornali di tutto il mondo rimbalzano notizie contraddittorie che vorrebbero testimoniare eccessi da una parte e dall&#8217;altra accompagnate da immagini che vengono puntualmente smascherate come false o scattate in altri luoghi o in altri tempi. La protesta indignata si leva unisono in tutti gli angoli del mondo. Il passaggio della fiaccola olimpica è accompagnato da episodi eclatanti tanto da dover viaggiare blindata su quasi tutto il percorso. Un paio di boy scout statunitensi srotolano striscioni di protesta a Pechino giusto il tempo per permettere ai rappresentanti della stampa internazionale di fotografarli e venderli a modello della protesta montante contro il regime autoritario e illiberale di Beijing. Si appendono bandiere alle finestre, si organizzano convegni, concerti di solidarietá e via via tutto lo strumentario delle grandi occasioni.</p>
<p>Arriva la sera dell&#8217;apertura dei giochi. Lo spettacolo offerto è semplicemente mozzafiato. Il Tibet finisce dimenticato, Sua Santitá il Dalai Lama sparisce dai notiziari, si contano le medaglie. Panem et circensis. La Cina ha vinto. Le vittime linciate dalla folla o colpite dai proiettili della polizia? Registrate e inserite nel raccoglitore per l&#8217;archivio. La vita e la morte nient&#8217;altro che un numero di riferimento in un registro di un ufficio governativo. Tot morti, tot arresti, tot dollari, vinto, perso, archiviato.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Per l&#8217;Ossezia il discorso è piú complesso.</p>
<p>All&#8217;inizio c&#8217;è la disgregazione dell&#8217;impero sovietico e il petrolio caucasico rimasto per decenni a riposare praticamente dimenticato. Chi metterá le mani su queste riserve è il punto cruciale di un nuovo &#8220;gran gioco&#8221; che vedrá in campo tutto lo strumentario della guerra nascosta e spietata fra gli attori di questa ennesima tragedia. Il documento <a href="http://www.radio-utopie.de/2008/08/16/Georgia,-Saakashvili-e-le-pipeline.">CIA-OTI* IR 98-211, 23 ottobre 1998</a> (Central Intelligence Agency &#8211; Office of International Issues) ci permette uno di dare uno sguardo a quelle che sono le ragioni vere del conflitto regionale. Il documento stima che gli investimenti delle multinazionali nella regione fino al 2015 saranno di 10 miliardi di dollari l&#8217;anno. Le incertezze degli estensori del documento riguardano (riguardavano) la possibilitá che un prezzo del greggio troppo basso avrebbe scoraggiato gli investimenti. Notoriamente, l&#8217;impennata del prezzo dello stesso, ha riversato nelle casse delle societá coinvolte miliardi di plusvalore. L&#8217;altro punto dolente restava la capacitá di poter esportare il greggio estratto verso i mercati delle nazioni interessate all&#8217;acquisto. A questo proposito gli esperti della CIA scrivono nel loro rapporto che, fatta salva la stabilità politica della regione, sará necessaria la costruzione di una, massimo due, pipeline atte allo scopo, anche se, scrivono sempre gli esperti, probabilmente non ci sará abbastanza petrolio da usufruire al pieno delle capacitá di trasporto. Non importa, continua il documento, &#8220;se la pipeline incoraggiata dagli USA (Baku-Tblisi-Cehylan, N.d.A.) non dovessero raggiungere lo scopo di andare pari passi con la produzione del greggio, gli <strong>iraniani e i russi</strong> sarebbero nella posizione di poter assolvere questo compito nel medio e nel lungo termine&#8221;. La Georgia e la ribelle Ossezia diventano essenziali pedine geostrategiche di questa ennesima messinscena. Nel marzo del 1999, un&#8217;esercitazione chiamata &#8220;<a href="http://www.globalsecurity.org/military/library/report/1999/990000-geneva99FullReport.htm">Geneva Game &#8216;99</a>&#8221; che faceva parte del piú vasto &#8220;US Naval War College International Game Series&#8221; e condotta presso il &#8220;<a href="http://www.globalsecurity.org/military/library/report/1999/990000-geneva99FullReport.htm">Geneva Center for Security Policy</a>&#8220;, alla quale hanno partecipato cinquanta ufficiali di medio livello, diplomatici e personale civile di 25 Paesi della NATO/ Partnership for Peace (PFP) e la Bosnia e L&#8217;Erzegovina, ha simulato un contesto politico-militare nel quale un &#8220;grave disastro umanitario&#8221; nella Georgia rendeva necessario &#8220;l&#8217;invio di soccorsi umanitari in un periodo di cambio di governo e instabilitá politica&#8221;. L&#8217;esercitazione è proiettata a dieci anni piú tardi: il 2008, anno in cui il burattino Saakashvili bombarda Zchivali. Saakashvili si sente sicuro, forse grazie al cosiddetto &#8220;<a href="http://ec.europa.eu/world/enp/pdf/action_plans/georgia_enp_ap_final_en.pdf">EU/Georgia Action Plan</a>&#8221; che gli garantisce la protezione dell&#8217;Unione Europea o forse grazie alla manovra militare chiamata &#8220;Immediate Response&#8221; che ha visto impegnati a metá luglio1200 militari americani e 800 militari georgiani o forse grazie ai mille <a href="http://www.debka.com/article.php?aid=1358">consiglieri militari israeliani</a> presenti sul territorio georgiano. Di fatto, dopo la reazione decisa delle truppe russe, fará la fine di un Rigoletto qualunque, abbandonato al suo destino dai suoi padroni come altri prima di lui. Alla fine sono arrivati i &#8220;soccorsi umanitari&#8221; che hanno portato nel paese ancora piú &#8220;consiglieri&#8221;, finanziamenti (debiti), lacci e laccioli che faranno della Georgia un vassallo remissivo e fedele almeno fino a quando la &#8220;missione olio caucasico&#8221; sará &#8220;accomplished&#8221;.</p>
<p>Le vittime di questa guerra? Registrate e inserite nel raccoglitore per l&#8217;archivio. La vita e la morte nient&#8217;altro che un numero di riferimento in un registro di un ufficio governativo. Tot morti, tot arresti, tot dollari, vinto, perso, archiviato.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Gaza è, nella sostanza, l&#8217;ultima puntata in ordine temporale dello stesso gioco. La puntata ha ovviamente un titolo diverso poiché dobbiamo credere che si tratti di un episodio diverso, ma gli attori dietro le quinte sono sempre gli stessi. Intanto, dietro le quinte c&#8217;è un conflitto arabo-persiano di cui conosciamo poco. L&#8217;Iran, con le sue riserve di petrolio a sud del paese e con le pipeline che lo attraversano da nord a sud, ha giustificate ambizioni da global player. Giá negli anni sessanta lo Sciá Mohammad Reza Pahalevi aveva assolto in compagnia della moglie Farah Diba, un tour in occidente alla ricerca di alleati e partner per un ambizioso progetto di sviluppo industriale che doveva comprendere la costruzione di numerose centrali nucleari. La &#8220;rivoluzione islamica&#8221;, guidata dall&#8217;Ayatollah Khomeini metterá fine all&#8217;idillio fra lo scià e gli alleati statunitensi. La cosa non piace né agli americani né ai loro amici arabi &#8220;moderati&#8221;. Saddam viene manovrato in una guerra lunga e sanguinaria con lo scopo di fermare la rivoluzione islamica. A guerra finita (senza sostanziali cambiamenti) Saddam, che vuole essere ripagato per i suoi sforzi bellici, viene attirato nella trappola del Kuwait e, otto anni piú tardi, in Irak viene esportata la democrazia alla ricerca delle armi di distruzione di massa. Saddam fará la fine di un Rigoletto qualunque, abbandonato al suo destino dai suoi padroni come altri prima di lui. In questa regione disgraziata, lo Stato di Israele gioca il ruolo fondamentale di alleato della politica anglo-americana. Armato fino ai denti, possessore delle migliori tecnologie militari, protetto dal miglior servizio segreto del mondo, dotato di risorse finanziarie praticamente illimitate, Israele è in grado di fornire qualsiasi tipo di informazione a proposito di qualsiasi partecipante del gioco, condurre qualsiasi tipo di operazione militare convenzionale o asimmetrica, entrare ed uscire da qualsiasi porta che protegge i segreti e le strategie dei potenti locali. A secondo del momento e delle strategie, Israele è alleato rispettato o avversario temuto, non solo da arabi e persiani, ma anche dell&#8217;opportunismo europeo ed occidentale. Va da sé che qui si giocano partite, finte, tattiche in un intreccio difficile da interpretare. Mentre i giornali di tutto il mondo pubblicavano le fotografie degli aerei dirottati dai fedayn palestinesi, le segreterie dei partiti, da quella socialista di Craxi a quella democristiana di Andreotti e Moro, trattavano con gli emissari di Arafat l&#8217;immunità dei suoi corrieri sul territorio italiano. Dopo la prima e la seconda intifada, mentre da una parte Israele cerca con ogni mezzo di contrastare l&#8217;ascesa dell&#8217;OLP a ruolo di interlocutore internazionale dei palestinesi, dall&#8217;altra chiude uno o anche tutte e due gli occhi nei confronti della forza nascente di Hamas che raccoglie nelle proprie fila gli irriducibili e gli scontenti verso la politica di conciliazione dell&#8217;astro nascente Mahmoud Abbas (Abu Mazem). Anche se esistono &#8220;tabelle di marcia &#8221; di chi finanzia chi, è probabile che la manovalanza del conflitto (Hamas, OLP, Hizbollah, Jihad Islamica) siano tanti arlecchini, al servizio di due o piú padroni. La &#8220;gloriosa lotta del popolo palestinese&#8221; nient&#8217;altro che fumo negli occhi, come la &#8220;gloriosa lotta del popolo tibetano&#8221; o la &#8220;gloriosa lotta del popolo osseta&#8221;.</p>
<p>Le vittime di questa guerra? Registrate e inserite nel raccoglitore per l&#8217;archivio. La vita e la morte nient&#8217;altro che un numero di riferimento in un registro di un ufficio governativo. Tot morti, tot arresti, tot dollari, vinto, perso, archiviato.</p>
<p>Forse un giorno questi conflitti di confine, come li chiamava Orwell, non appagheranno piú i manovratori seduti negli uffici governativi dell&#8217;Europa, degli USA, della Russia e di chissà dove e allora si arriverá al conflitto vero, aperto, decisivo e sará l&#8217;ecatombe. Oppure gli uomini, anche quelli seduti su comodi divani di pelle e circondati da raffinatissime cortigiane, rinsaviranno e scopriranno che la civiltá umana, pure nella diversitá delle sue culture, religioni, lingue e interessi, è una.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[informazione (?) telecomandata (?)]]></title>
<link>http://sommersisalvati.wordpress.com/2008/10/15/informazione-telecomandata/</link>
<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 20:52:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>sommersisalvati</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tutto il mese di agosto siamo stati bombardati con la crisi tra Russia e Georgia &#8230; regioni fin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Tutto il mese di agosto siamo stati bombardati con la crisi tra Russia e Georgia &#8230; regioni fin]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Georgia, Mosca si ritira dalla zona di sicurezza nell'Ossezia del Sud]]></title>
<link>http://licilia.wordpress.com/2008/10/10/georgia-mosca-si-ritira-dalla-zona-di-sicurezza-nellossezia-del-sud/</link>
<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 19:53:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>licilia</dc:creator>
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<description><![CDATA[La Russia conferma il ritiro in corso dalla &#8216;zona di sicurezza&#8217; a ridosso dell&#8217;Oss]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La Russia conferma il ritiro in corso dalla &#8216;zona di sicurezza&#8217; a ridosso dell&#8217;Ossezia del Sud, annunciano lo smantellamento di sei posti di blocco entro mercoledì. «Abbiamo in programma il totale ritiro dai checkpoints in giornata», ha detto il generale Marat Kulakmetov, comandante delle forze di interposizione russe in Sud-Ossezia. Secondo le agenzie di stampa moscovite, lo smantellamento dei posti di controllo avviene in presenza di osservatori Ue, come da accordi. In base al cosiddetto &#8216;piano Medvedev-Sarkozy&#8217;, che ha fissato in sei punti le condizioni per la tregua dopo il conflitto dello scorso agosto, le forze russe devono completare il ritiro dalle zone cuscinetto entro il 10 ottobre. Mercoledì Sarkzoy e Medvedev tornano ad incontrarsi a Evian, nell&#8217;ambito di una Conferenza organizzata dall&#8217;Istituto per le Relazioni internazionali.Ma un&#8217;altra ripercussione delle crisi russo-georgiana è la decisione di Russia e Bielororussia che hanno deciso  di unificare i sistemi di difesa aerea. Lo ha annunciato il segretario dell&#8217;Unione amministrativa Tra  Mosca e Minsk, Pavel Borodin, specificando che l&#8217;accordo sarà sottoscritto il 2 novembre. Borodin ha spiegato che il sistema antiaereo congiunto tra Mosca e Minsk è la risposta più efficace al processo di allargamento a Est della Nato: «In termini militari questa un&#8217;iniziativa di difesa contro la Nato».  </p>
<p>Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79733 </p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Taccuino di viaggio in Georgia]]></title>
<link>http://lacatasta.wordpress.com/2008/10/06/taccuino-di-viaggio-in-georgia/</link>
<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 15:13:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>lacatasta</dc:creator>
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<description><![CDATA[In una domenica dove il giornalismo televisivo italiano ha dato il peggio di sè, con le varie interv]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:G-UJjrD-oTgCrM:http://www.orizzontintorno.com/Images/Editorial/Ossezia5.jpg" alt="" width="100" height="106" />In una domenica dove il giornalismo televisivo italiano ha dato il peggio di sè, con le varie interviste alla pletora di ministri berlusconiani che hanno invaso i vari salotti domenicali delle reti pubbliche e private, sulle pagine di &#8220;Repubblica&#8221; di ieri si è potuto leggere un pezzo di quel giornalismo &#8220;vero&#8221; che nel piattume della politica gossippata e dello sensazionalismo a tutti i costi emerge come una mosca bianca.</p>
<p>Lo ha scritto Jonathan Littel, un giornalista americano di cittadinanza francese che &#8211; come dice il titolo del suo lungo reportage &#8211; racconta in maniera dettagliata il suo viaggio in Ossezia per verificare la condizione dei luoghi teatro della guerra tra Georgia e Russia scoppiata ad agosto.</p>
<p>Littel fa quello che ogni giornalista dovrebbe fare. Racconta quello che vede. Ci parla della propoaganda russa che non ha nulla da invidiare a quella sovietica di qualche anno fa. Racconta di come, durante le guerre,  la popolazione del luogo più che testimone di quello che accade, spesso si riduce a mera cassa di risonanza del potere a cui risponde. Ecco dunque che nessuno dei georgiani mette in dubbio la ferocia dei nazionalisti osseti e l&#8217;aggressione dei russi. Mentre i civili osseti giurano che si sono solo difesi dalla volontà genocida dell&#8217;esercito russo.</p>
<p>Littel, con un linguaggio chiaro e didascalico e per questo molto efficace, ci fa capire come la ragione (meglio, il torto) stia da entrambe le parti. Che probabilmente i georgiani siano intervenuti per reprimere la guerriglia degli indipendentisti osseti con una durezza che potrebbe far gridare al genocidio. Che probabilmente i russi hanno avuto gioco facile a proporsi a difesa della popolazione osseta per estendere il proprio controllo nel territorio di un paese che negli ultimi tempi ha assunto un atteggiamento troppo ostile al regime di Putin. Che sicuramente la radice di tutto sta in una assurda divisione del territorio che ha voluto mantenere i confini voluti da Stalin per delle regioni che nulla avevano a che spartire (come Georgia e Ossezia o Abkhazia, ma lo stesso discorso può essere fatto per la Cecenia o il Nagorno-Karabak).</p>
<p>Per chi ha ancora voglia di guastare pagine di giornalismo vero, vada a recuperarsi &#8220;la Repubblica&#8221; di ieri.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ossezia, autobomba fa strage di russi]]></title>
<link>http://sworderoll.wordpress.com/2008/10/04/ossezia-autobomba-fa-strage-di-russi/</link>
<pubDate>Sat, 04 Oct 2008 18:51:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>sworderoll</dc:creator>
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<description><![CDATA[da MoscaUn’esplosione nella Repubblica separatista georgiana dell’Ossezia del Sud ha ucciso ieri set]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>da MoscaUn’esplosione nella Repubblica separatista georgiana dell’Ossezia del Sud ha ucciso ieri sette soldati russi. La deflagrazione, presumibilmente causata da un’autobomba, arriva a pochi giorni dalla data stabilita per il ritiro dell’esercito russo dalla zona, come vuole il piano mediato a fine agosto dal leader francese e presidente di turno dell’Unione europea, Nicolas Sarkozy. Secondo quanto riferito alle agenzie di stampa di Mosca dal generale Marat Kulakhmetov, comandante delle forze di pace russe in Ossezia del Sud, alcuni soldati in pattuglia nella zona hanno fermato due veicoli con targa georgiana, a bordo quattro persone di cui non è stata resa nota la nazionalità, fucili e granate F1. I militari avrebbero quindi scortato le automobili alla base, a pochi chilometri dal capoluogo Tskhinvali, dove è avvenuta l’esplosione. Secondo fonti giornalistiche locali, la deflagrazione ha causato forte tensione tra la popolazione, intenta lentamente a ricostruire la cittadina teatro del conflitto di agosto tra Russia e Georgia. Secondo il New York Times, subito dopo il cessate il fuoco, non si sono fermati i camion di aiuti di Mosca, le squadre che ricostruiscono scuole e distribuiscono pane e giornali russi. Per Eduard Kokoity, presidente della Repubblica separatista, dichiarata indipendente assieme all’Abkhazia da Mosca il 26 agosto (e riconosciuta finora soltanto dal Nicaragua, anche se secondo l’ambasciata somala in Russia, presto anche da Mogadiscio), si tratta di «un atto terroristico». </p>
<p>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295432 </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ossezia, autobomba fa strage di russi]]></title>
<link>http://carotel.wordpress.com/2008/10/04/ossezia-autobomba-fa-strage-di-russi/</link>
<pubDate>Sat, 04 Oct 2008 13:43:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>carotel</dc:creator>
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<description><![CDATA[da MoscaUn’esplosione nella Repubblica separatista georgiana dell’Ossezia del Sud ha ucciso ieri set]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>da MoscaUn’esplosione nella Repubblica separatista georgiana dell’Ossezia del Sud ha ucciso ieri sette soldati russi. La deflagrazione, presumibilmente causata da un’autobomba, arriva a pochi giorni dalla data stabilita per il ritiro dell’esercito russo dalla zona, come vuole il piano mediato a fine agosto dal leader francese e presidente di turno dell’Unione europea, Nicolas Sarkozy. Secondo quanto riferito alle agenzie di stampa di Mosca dal generale Marat Kulakhmetov, comandante delle forze di pace russe in Ossezia del Sud, alcuni soldati in pattuglia nella zona hanno fermato due veicoli con targa georgiana, a bordo quattro persone di cui non è stata resa nota la nazionalità, fucili e granate F1. I militari avrebbero quindi scortato le automobili alla base, a pochi chilometri dal capoluogo Tskhinvali, dove è avvenuta l’esplosione. Secondo fonti giornalistiche locali, la deflagrazione ha causato forte tensione tra la popolazione, intenta lentamente a ricostruire la cittadina teatro del conflitto di agosto tra Russia e Georgia. Secondo il New York Times, subito dopo il cessate il fuoco, non si sono fermati i camion di aiuti di Mosca, le squadre che ricostruiscono scuole e distribuiscono pane e giornali russi. Per Eduard Kokoity, presidente della Repubblica separatista, dichiarata indipendente assieme all’Abkhazia da Mosca il 26 agosto (e riconosciuta finora soltanto dal Nicaragua, anche se secondo l’ambasciata somala in Russia, presto anche da Mogadiscio), si tratta di «un atto terroristico». </p>
<p>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295432 </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[4-12 ottobre: Settimana della pace]]></title>
<link>http://sestosguardo.wordpress.com/2008/10/02/4-12-ottobre-settimana-della-pace/</link>
<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 07:09:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>aLe</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il direttore della rivista italiana di geopolitica &#8220;Limes&#8221; sarà uno degli ospiti della ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il direttore della rivista italiana di geopolitica &#8220;Limes&#8221; sarà uno degli ospiti della ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Georgia: piccola guerra grandi conseguenze]]></title>
<link>http://titolando.wordpress.com/2008/09/27/georgia-piccola-guerra-grandi-conseguenze/</link>
<pubDate>Sat, 27 Sep 2008 19:40:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>titolando</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sulle bombe si sono accesi i riflettori. Sulla paura si è innescato l&#8217;interesse. Ma che ne sar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sulle bombe si sono accesi i riflettori. Sulla paura si è innescato l&#8217;interesse. Ma che ne sar]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Tbilisi mon amour]]></title>
<link>http://xinkali.wordpress.com/2008/09/20/tbilisi-mon-amour/</link>
<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 23:01:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>supervacuum</dc:creator>
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<description><![CDATA[È un venerdì sera come tanti altri, qui a Dublino. La gente sembra quasi avere l&#8217;obbligo moral]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://xinkali.files.wordpress.com/2008/09/real-ale-pint.jpg"><img class="size-medium wp-image-50 alignleft" title="real-ale-pint" src="http://xinkali.wordpress.com/files/2008/09/real-ale-pint.jpg?w=263" alt="" width="263" height="300" /></a>È un venerdì sera come tanti altri, qui a Dublino. La gente sembra quasi avere l&#8217;obbligo morale di divertirsi &#8211; passano la serata a bere e quando escono dagli affollatissimi pub del centro intonano slogan da stadio o tentano di ricomporre con fatica rime di qualche canzone di successo. Bere qui è l&#8217;unico modo per rompere le rigide convenzioni sociali e lasciarsi andare un po&#8217; liberamente &#8211; per sbloccarsi nell&#8217;approccio con una ragazza o più semplicemente per tirarsi su il morale dopo una noiosa settimana di lavoro.</p>
<p>La mia quasi ex casa si trova vicino ad un noto ospedale privato &#8211; come potrete immaginare, coloro che si sono divertiti spesso non hanno messo in conto che poi devono tornare a casa. La cosa non è difficile quando si tratta di prendere un taxi; è una bella sfida, spesso culminante in un bell&#8217;incidente stradale, quando ci si prova da soli. E ricordo diversi venerdì notte a contare, attraverso le sirene delle ambulanze, quanti di questi incoscienti ci provano senza successo.</p>
<p>Domani mattina è giorno di pacchi. Sì, è ora di estrarre gli abiti dagli armadi, imballare la console ed il televisore, il piumino ed i cuscini, la stampante, e quant&#8217;altro scoprirò di avere comprato e probabilmente mai utilizzato in questi due anni. Sarà una giornata di ricordi &#8211; alcuni anche precedenti a questa esperienza &#8211; e conoscendo quanto sono malinconico, prevedo già umore nero.</p>
<p>Fortunatamente, l&#8217;impacchettare ed il chiudere vuol dire che sto per tornare a Tbilisi! Non potete immaginare quale felicità: riabbracciare Maria dopo quasi due mesi di separazione, i suoi genitori, rivedere gente felice di incontrarti e con la quale si riesce a parlare di tutto, dalla ricetta di cucina alla filosofia. Ma soprattutto, toccare per la prima volta il pancino! <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>È la prima volta che torno in Georgia dal conflitto. Nonostante Tbilisi non sia stata impattata dagli scontri, sono convinto che troverò una città diversa, più nervosa e più sospettosa. I caucasici sono gente molto cordiale e rilassata ma allo stesso tempo particolarmente polemica. Polemizzano su tutto, senza poi trovare mai una soluzione concreta &#8211; da questo punto di vista mi ricordano tanto gli italiani.</p>
<p>Ora si sentono privati &#8211; a torto o a ragione non spetta a me dirlo &#8211; di due territori che si sono conquistati con il sangue di coloro che ha perso la vita per l&#8217;indipendenza georgiana, prima nel 1989 e poi nel 1991.<br />
In TV non parlano d&#8217;altro. Il telegiornale è un carosello di politici, ognuno con le sue affermazioni e le sue polemiche contro la Russia. In Georgia si può morire di chiacchiere, e tutte queste polemiche non fanno che alimentare le chiacchiere, che a loro volta alimentano nuove polemiche&#8230; beh, mi avete capito.<br />
C&#8217;è ora da vedere se al prezzo che hanno pagato corrisponderà la contropartita: l&#8217;ingresso della Georgia nella NATO. È da almeno un anno che le emittenti georgiane trasmettono una campagna pubblicitaria per convincere i cittadini che la NATO è la loro &#8220;assicurazione sulla vita&#8221;. Mai tale motivazione fu più azzeccata.</p>
<p>Beh, allora forse è il caso di raccogliere le energie per domani. Nell&#8217;ordine:</p>
<ul>
<li>Acquistare scatole da imballo da Argos</li>
<li>Acquistare scotch da pacchi robusto</li>
<li>Cooptare Ivano come schiavo</li>
<li>Impacchettare il possibile</li>
</ul>
<p>Ah, per curiosità &#8211; sapete quanto vuole una società di traslochi per spostare venti pacchi da Dublino a Roma? 1700 Euro + IVA 21% ed assicurazione. Non credo che la roba che ho qui valga così tanto. Vuoi vedere che butto tutto via?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un giorno nella "buffer zone"]]></title>
<link>http://sosgeorgiaabkhazia.wordpress.com/2008/09/19/un-giorno-nellabuffer-zone/</link>
<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 14:22:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>sosgeorgiaabkhazia</dc:creator>
<guid>http://sosgeorgiaabkhazia.wordpress.com/2008/09/19/un-giorno-nellabuffer-zone/</guid>
<description><![CDATA[  Cari Amici Da quando l’esercito russo ha lasciato Gori, dando così un “contentino” ai membri della]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Cari Amici</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Da quando l’esercito russo ha lasciato Gori, dando così un “contentino” ai membri della comunità internazionale che più si sono prodigati per la causa della pace, alla stampa italiana (e non solo) sembra che tutti i problemi siano finiti, che le cose si stiano aggiustando.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">In realtà i Russi sono arretrati solo di qualche chilometro, decretando ufficialmente la cosiddetta zona cuscinetto &#8211; o “buffer zone” &#8211; che penetra in territorio georgiano per svariati km, a partire dal confine con la regione georgiana dell’Ossezia del Sud fino ad arrivare in prossimità di Gori. Si tratta quindi della zona off-limits protagonista della guerra lampo di agosto.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Le informazioni che circolano riguardo questa zona sono terrificanti, si parla di pulizia etnica perpetrata da mercenari ossetini sotto il via libera del comando russo, di mine anti-uomo e delle più disparate razzie.<br />
Parte della popolazione è riuscita a fuggire, coloro che sono rimasti si trovano totalmente isolati e privati dei beni primari.<br />
Era necessario fare qualcosa per loro. Le organizzazioni umanitarie internazionali non possono entrare ma abbiamo trovato il modo di farlo tramite un Meupe (cardinale ortodosso) che nel frattempo, proprio allo scopo di portare aiuti, ha intessuto rapporti con un generale russo comandante nella zona occupata.<br />
Non potevamo farci scappare questa preziosa occasione quindi, con grossi sforzi, abbiamo acquistato 35 tonnellate di cibo destinato a questa povera gente.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><a href="http://sosgeorgiaabkhazia.files.wordpress.com/2008/09/stoccaggio.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-85" title="Stoccaggio" src="http://sosgeorgiaabkhazia.wordpress.com/files/2008/09/stoccaggio.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">La mattina dell’8 settembre, in base alle informazioni ricevute,  decidiamo di spingerci al di là della zona cuscinetto e di portare sei tonnellate di farina in Ossezia del Sud,  in due villaggi georgiani particolarmente colpiti.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><a href="http://sosgeorgiaabkhazia.files.wordpress.com/2008/09/caricamento.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-86" title="Caricamento" src="http://sosgeorgiaabkhazia.wordpress.com/files/2008/09/caricamento.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Ufficialmente partecipano alla missione esclusivamente preti e diaconi, mi chiedono quindi per sicurezza di indossare un abito talare e così faccio insieme al mio collaboratore Merab Mikeladze.<br />
Passando il check- point di Karaleti i soldati russi ed ossetini ci squadrano con sguardo putiniano, trascorrono dieci minuti che mi sembrano un’ora.<br />
 <br />
La prima cosa che posso osservare sulla strada sono due nuove grandi basi russe a pochi km dal check- point:  questo mi fa capire che da lì non se ne andranno tanto presto.<br />
Attraversando la “zona cuscinetto”  osservo una quantità di case bruciate, di negozi svaligiati e di carcasse di macchine.<br />
In giro non si vede nessuno, tutti sono barricati nelle case, tranne i paramilitari ossetini … che di mestiere fanno i predoni.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Arriviamo al villaggio di Meghvrekisi, le strade sono deserte e solo dopo mezz’ora la gente comincia a fare capolino timidamente, hanno capito che siamo georgiani.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><a href="http://sosgeorgiaabkhazia.files.wordpress.com/2008/09/consegna.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-83" title="Consegna" src="http://sosgeorgiaabkhazia.wordpress.com/files/2008/09/consegna.jpg?w=300" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Non tardano ad arrivare lo sfogo e i racconti: le uccisioni a sangue freddo di civili da parte dei russi/ossetini, la paura di andare nei giardini e nei campi per via delle mine anti-uomo … ogni tanto salta in aria qualche animale e purtroppo non solo quello.<br />
Un mese prima della guerra  nel villaggio di Ergenti, nostra prossima meta,  un ragazzo di quattordici anni è saltato in aria mentre giocava nel giardino della scuola.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">E’ facile capire che le mine erano state messe anche prima dell’inizio della guerra, ma il motivo mi è ignoto, lo chiederò al tuttologo Sergio Romano.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Nel villaggio di Ergenti non è andata meglio con i racconti: una vecchia signora c’indica dove il figlio contadino è stato ucciso a sangue freddo sotto ai suoi occhi, altre persone ci spiegano che oltre a non avere cibo ed ad aver paura, devono bere  acqua non potabile perché le condutture sono state danneggiate, e non c’è più elettricità.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><a href="http://sosgeorgiaabkhazia.files.wordpress.com/2008/09/carriole.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-82" title="Situazione alimentare" src="http://sosgeorgiaabkhazia.wordpress.com/files/2008/09/carriole.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">E’ passata una settimana dalla missione, la situazione non e’ cambiata se non per qualche piccolo permesso (così mi dicono!) dato dalle forze di occupazione russe alle organizzazioni umanitarie internazionali.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><a href="http://sosgeorgiaabkhazia.files.wordpress.com/2008/09/gruppo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-84" title="Foto di gruppo" src="http://sosgeorgiaabkhazia.wordpress.com/files/2008/09/gruppo.jpg?w=300" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Siamo stati la prima organizzazione umanitaria ad entrare in Ossezia del Sud e nella Buffer zone, la missione è andata a buon fine ma ci sembra come al solito di non aver fatto abbastanza, spero che il mondo non si dimentichi tanto presto della Georgia.</p>
<p><strong>Il Vice Presidente dello Scudo di San Giorgio</strong><br />
<em>Lelio Orsini</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Russia di Putin e il nuovo ordine mondiale]]></title>
<link>http://osservatorionwo.wordpress.com/2008/08/27/la-russia-di-putin-e-il-nuovo-ordine-mondiale/</link>
<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 17:46:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>GMU</dc:creator>
<guid>http://osservatorionwo.wordpress.com/2008/08/27/la-russia-di-putin-e-il-nuovo-ordine-mondiale/</guid>
<description><![CDATA[notizia del 27 Agosto 2008 LA RUSSIA DI PUTIN E IL NUOVO ORDINE MONDIALE CCSNews &#8211; Roma,Lazio,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>notizia del 27 Agosto 2008</em></p>
<p><a href="http://www.ccsnews.it/dettaglio.asp?id=8249&#38;titolo=LA%20RUSSIA%20DI%20PUTIN%20E%20IL%20NUOVO%20ORDINE%20MONDIALE" target="_blank"><br />
LA RUSSIA DI PUTIN E IL <strong><span class="st">NUOVO</span> <span class="st">ORDINE</span> MONDIALE</strong></a><a href="http://www.ccsnews.it/dettaglio.asp?id=8249&#38;titolo=LA%20RUSSIA%20DI%20PUTIN%20E%20IL%20NUOVO%20ORDINE%20MONDIALE" target="_blank"><strong></strong></a><br />
<span><span style="color:#666666;">CCSNews &#8211; Roma,Lazio,Italy</span><br />
(&#8230;) La vicenda della guerra in Georgia che nel vacanziero mese di agosto è<br />
riuscita persino a scomodare il nostro ministro degli Esteri, Franco<br />
Frattini, (&#8230;)<br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Saakasvili, il duce del Caucaso]]></title>
<link>http://osservatorionwo.wordpress.com/2008/08/20/17/</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 22:11:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>GMU</dc:creator>
<guid>http://osservatorionwo.wordpress.com/2008/08/20/17/</guid>
<description><![CDATA[alla data del 20 Agosto 2008 SAAKASVILI, IL DUCE DEL CAUCASO Altre Notizie &#8211; Roma,Lazio,Italy ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>alla data del 20 Agosto 2008</em></p>
<p><a href="http://altrenotizie.org/alt/modules.php?op=modload&#38;name=News&#38;file=article&#38;sid=61166&#38;mode=thread&#38;order=0&#38;thold=0" target="_blank"><br />
SAAKASVILI, IL DUCE DEL CAUCASO</a><br />
<span><span style="color:#666666;">Altre Notizie &#8211; Roma,Lazio,Italy</span><br />
Ora a Tbilisi c’è un vero “americano” che, destinato a dettare le leggi del <strong><span class="st">nuovo</span> <span class="st">ordine</span> mondiale</strong>, sarà riconfermato nel 2008 alla carica presidenziale dopo <strong>&#8230;</strong></span></p>
<p><img src="http://altrenotizie.org/alt/images/news/saa.jpg" alt="" hspace="12" vspace="0" width="120" height="90" align="left" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
