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	<title>osteria &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/osteria/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "osteria"</description>
	<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 00:58:00 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Quando lo chef vuole spegnere la critica]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/27/quando-lo-chef-vuole-spegnere-la-critica/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 10:46:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Scritto da: Valerio M. Visintin Dalle pagine del Corriere della Sera di ieri, Ezio Santin annuncia c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Scritto da: <strong><a href="http://mangiare.milano.corriere.it/">Valerio M. Visintin</a></strong></p>
<hr /><a href="http://mangiare.milano.corriere.it/EzioSantin.jpg" target="_blank"><img src="http://mangiare.milano.corriere.it/EzioSantin-thumb-130x127.jpg" alt="EzioSantin.jpg" width="130" height="127" /></a>Dalle pagine del <strong>Corriere della Sera </strong>di ieri, <strong>Ezio Santin annuncia che lui e la sua Osteria del Ponte non sono più interessati a comparire sulle guide gastronomiche italiane</strong>. Dice di aver comunicato la decisione già da settembre alle principali testate del settore. <strong>Michelin, Espresso e compagnia bella sono avvisate: d&#8217;ora in avanti lo dovranno ignorare </strong>come è capitato per Gualtiero Marchesi in seguito ad analogo diktat.“Sono 33 anni che siamo sotto esame&#8221;, spiega lo chef di Cassinetta di Lugagnano. &#8220;Ora pensiamo che sia giunto il tempo di prenderci questa libertà”.</p>
<p>Di che libertà starà parlando? Chissà quale sarebbe il commento di <strong>Paolo Mereghetti </strong>se domani <strong>Tornatore </strong>gli ordinasse di astenersi dal recensire i suoi film, perché non più interessato ai commenti. Chissà <strong>Aldo Grasso</strong> che risate si farebbe se <strong>Bonolis o Santoro </strong>gli negassero per iscritto il diritto di giudicare le rispettive trasmissioni. E se <strong>Giorgio De Rienzo </strong>ricevesse una ingiunzione equivalente da <strong>Baricco o Lucarelli</strong>?</p>
<p>La verità è che in nessun altro ambito potrebbe aver mai luogo una ricusazione di questo genere senza scatenare lazzi e pernacchie. <strong>Le opere pubbliche di personaggi pubblici sono naturalmente, indiscutibilmente soggette al giudizio indipendente dei critici.</strong> La sola eccezione è il misero orticello della gastronomia, dove alligna una camarilla di mutuo soccorso tra chef e giornalisti, congiunti gli uni agli altri per convenienza, per questioni d&#8217;affari, per mantenere vivo un morboso meccanismo di reciproca promozione.</p>
<p><strong>La mia speranza è che il capriccio di Santin cada nel vuoto</strong>, valutato alla stregua di una burla. Mi auguro che le guide precettate seguitino a giudicare la sua cucina, nel bene o nel male, ricordando che non scriviamo di ristoranti per gentile concessione di osti e cuochi, ma a beneficio esclusivo dei lettori.</p>
<p><a href="http://mangiare.milano.corriere.it" target="_blank">http://mangiare.milano.corriere.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[APPUNTI - SPORCO MUSO GIALLO]]></title>
<link>http://ritrattidignoti.wordpress.com/2009/11/18/appunti-sporco-muso-giallo/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 01:26:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>sbloggato</dc:creator>
<guid>http://ritrattidignoti.wordpress.com/2009/11/18/appunti-sporco-muso-giallo/</guid>
<description><![CDATA[Me ne stavo aggrappato ad un palo il vento mi beccava d&#8217;improvviso e tirava forte da succhiar ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Me ne stavo<br />
aggrappato ad un palo<br />
il vento mi beccava d&#8217;improvviso<br />
e tirava forte da succhiar via<br />
tutta la prima sigaretta<br />
del pacchetto appena scartato<br />
comprato con i quattro euro<br />
datimi di resto nell&#8217;osteria di fronte<br />
per il mio biglietto verde<br />
conquistato con il sudore di fronte (mio)<br />
per sei ore di lavoro<br />
in un mese.</p>
<p>Non pagavano male lì<br />
non fosse stato per il lavoro<br />
sbucciare pistacchi<br />
per uno sporco muso giallo<br />
che non si puliva il viso<br />
da almeno vent&#8217;anni.</p>
<p>Lo sapevo perchè aveva<br />
muco appicicaticcio<br />
sui sottili baffi neri<br />
che usava portare<br />
ogni giorno<br />
da un anno circa.</p>
<p>Perlomeno non si lavava il volto da un anno<br />
presumibilmente erano almeno trenta, o quaranta<br />
ed il suo muco verde<br />
contrastava con la sua pelle gialla<br />
in maniera vistosa<br />
ancor più di quanto il verde<br />
possa fare a cazzotti con il rosa<br />
e quest&#8217;ultima constatazione<br />
pare sia evidente a tutti.</p>
<p>Con il biglietto verde<br />
avevo fatto bere<br />
tutti gli amici lì dentro<br />
Peppe il falco<br />
Aron la faina<br />
Mario la lancerta<br />
e Silvio Galbanino<br />
che quest&#8217;ultimo poi<br />
era proprio il cognome.</p>
<p>Avevo detto &#8220;metti a bere per 96 euro<br />
che poi quando esco<br />
devo comprar le sigarette&#8221;.</p>
<p>Avevo comprato con il resto<br />
le mie sigarette<br />
e me ne stavo aggrappato a un palo<br />
con la bora che tirava<br />
e con un laido cane<br />
immune al vento e ad ogni legge della fisica<br />
che mi pisciava sulla scarpa<br />
come faceva ogni volta che uscivo dall&#8217;osteria<br />
ed avevo l&#8217;umore a mille.</p>
<p>E mi avvrebbero fatto ridere<br />
anche le assonanze della parola bora<br />
e mi sarei anche chiesto<br />
cosa portavi in quei secchi<br />
che trascinavi per strada<br />
e forse avrei anche pensato<br />
che tutto andava per il meglio<br />
e che come diceva il poeta<br />
o il navigatore, forse il tom tom<br />
il vento era favorevole<br />
potevo togliere gli ormeggi<br />
da un paese devastato dal dolore.</p>
<p>Che quel laido cane<br />
lo pagasse quello sporco muso giallo?</p>
<p><a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.visions.it/Foto/quadro3.jpg&#38;imgrefurl=http://www.visions.it/artecultura.html&#38;usg=__WP6j4lNZe2_d5EpJoPWJ1-5omb4=&#38;h=338&#38;w=400&#38;sz=53&#38;hl=it&#38;start=62&#38;sig2=DXhw4qv0bjZK4TC0rDRPLA&#38;um=1&#38;tbnid=Hh56d8W8MK2QeM:&#38;tbnh=105&#38;tbnw=124&#38;prev=/images%3Fq%3Dubriaco%2Bquadro%26ndsp%3D20%26hl%3Dit%26client%3Dfirefox-a%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26sa%3DN%26start%3D60%26um%3D1&#38;ei=Dk0DS6acGJSxjAfp1uiRAQ"><img class="alignnone" src="http://www.visions.it/Foto/quadro3.jpg" alt="" width="400" height="338" /></a></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
Now playing: <a title="'Stefano Rosso - ...E allora senti cosa fo'' - open on FoxyTunes Planet" href="http://www.foxytunes.com/artist/stefano+rosso/track/...e+allora+senti+cosa+fo?locale=it">Stefano Rosso &#8211; &#8230;E allora senti cosa fo&#8217;</a><br />
<span style="color:#999999;font-style:italic;font-size:10px;">via <a style="color:#666666;" title="FoxyTunes - Web of music at your fingertips" href="http://www.foxytunes.com/signatunes/">FoxyTunes</a></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sulle regole per le Feste da ballo, un avviso del 1894]]></title>
<link>http://mariolanza65.wordpress.com/2009/11/16/un-avviso-del-1894-sulle-regole-per-le-feste-da-ballo/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 13:42:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>mariolanza65</dc:creator>
<guid>http://mariolanza65.wordpress.com/2009/11/16/un-avviso-del-1894-sulle-regole-per-le-feste-da-ballo/</guid>
<description><![CDATA[Di seguito riporto due bei documenti che ci raccontano quanto poteva accadere durante le serate danz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><strong>Di seguito riporto due bei documenti che ci raccontano quanto poteva accadere durante le serate danzanti, e le preoccupazioni e le azioni riguardanti la tutela dell&#8217;ordine pubblico da parte dell&#8217;autorità.</strong></span></p>
<p>&#160;</p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;">Cat. XVIII N° 4, 12 Giugno 1894</span></p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;">Lettera del brigadiere Comandante della stazione di Sant’Ilario d’Enza al Sindaco, oggetto: “Per la tutela dell’ordine pubblico nella ricorrenza di feste da ballo in S.Ilario”.</span></p>
<p>&#160;</p>
<p>“<span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><em>S.Ilario addì 11 Giugno 1894</em></span></p>
<p>&#160;</p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><em>Ho l’onore di sottoporre alla ben nota cortesia della S.V.Ill.ma che domenica 10 and. nella circostanza della pubblica festa da ballo tenuta nella locale sala del teatro comunale, si ebbe a lamentare i soliti biasimevoli disordini fra vari danzanti ed i soliti individui poco amanti dell’ordine pubblico e se nulla di serio si è verificato, lo si deve all’intervento pacificatrice dell’arma ed a buon numero di cittadini.</em></span></p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><em>A mio rispettoso modo di vedere i disordini che di continuo si verificano sulla festa da ballo, li si devono attribuire ai sistemi poco conformi fra i vari costumi dei danzanti.</em></span></p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><em>Per questi motivi ed allo scopo che per lo avvenire l’ordine pubblico non venga più manomesso, io sarei del rispettoso avviso che il permesso del ballo venga concesso sotto speciali condizioni ed all’uopo la prelodata S.V.Ill.ma, salvo suoi pareri contrari, potrebbe valersi del disposto dell’art° 434 del vigente codice penale in base al quale stabilire un sistema conforme che disciplinasse l’ordine interno del ballo da affiggersi al pubblico con apposito manifesto, in base al quale ed in relazione al disposto del citato articolo 434, quest’arma avrebbe maggior forza da operare in base di legge contro coloro che contravvenissero alle regole che da lei fossero date.</em></span></p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><em>Nulla d’incontrario ed anzi approverei pienamente che fosse proibito fermamente qualsiasi pubblica festa da ballo per i riconosciuti motivi d’ordine e di S.a p.a.</em></span></p>
<p>&#160;</p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><em>Il Brigadiere </em></span></p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><em>Comand. La Stazione</em></span></p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><em>Rinaldini&#8221; </em></span></p>
<p>&#160;</p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><strong>In seguito a tale comunicazione, il sindaco, recependo quanto suggerito, stilò e fece affiggere il seguente avviso:</strong></span></p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><em>Discipline per le pubbliche Feste di ballo</em></span></p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><em>Il Sindaco</em></span></p>
<p>&#160;</p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><em>Visto l&#8217;art.39 della Legge di P.S. E  434 del Codice Penale;</em></span></p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><em>A tutela dell&#8217; ordine pubblico nelle Feste di Ballo,</em></span></p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><em>Determina:</em></span></p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><em>D&#8217;ora innanzi nelle dette Feste dovranno osservarsi le seguenti prescrizioni.</em></span></p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><em>I° E&#8217; proibito disturbare la pubblica quiete con clamori, fischi, canti, alterchi, ecc.</em></span></p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><em>II° E&#8217; vietata l&#8217;entrata di persone ubbriache e pericolose.</em></span></p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><em>III° E&#8217; vietato di pretendere che si suonino determinati inni od altro, contro l&#8217; ordine stabilito dal Capomusica.</em></span></p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><em>IV° E&#8217; fatto obbligo di ballare in modo da non urtare le coppie danzanti, né cagionare ingombro o sgambetto alle medesime. E&#8217; ritenuta circostanza aggravante se quanto è prescritto dal precedente inciso sia trasgredito da coppie d&#8217;uomini.</em></span></p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><em>V° I contravventori al presente manifesto ed agli ordini della Forza Pubblica, incaricata di farlo osservare, saranno denunciati all&#8217; Autorità Giudiziaria per l&#8217;opportuno provvedimento e potranno essere espulsi dal locale ed anche immediatamente arrestati.</em></span></p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><em>Dalla Residenza Comunale di S.Ilario d&#8217; Enza</em></span></p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><em>li 20 luglio 1894</em></span></p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><em>Il Sindaco Simonazzi</em></span></p>
<p>&#160;</p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><strong>I due documenti sono conservati nell&#8217; ARCHIVIO  DEL COMUNE DI SANT’ILARIO D&#8217;ENZA</strong></span></p>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"><strong>FILZA 62, ATTI AMMINISTRATIVI, 1894</strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ritrovo del Comitato Via Sguazzina – Centro Veggiano, mercoledi’ 18 novembre, Osteria n. 5]]></title>
<link>http://comitatoveggiano.wordpress.com/2009/11/16/ritrovo-del-comitato-via-sguazzina-%e2%80%93-centro-veggiano-mercoledi%e2%80%99-18-novembre-osteria-n-5/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 10:59:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>comitatoveggiano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mercoledi’ 18 novembre, ore 21:00 Osteria N. 5, via Sguazzina 6, accanto alle scuole medie. Le perso]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Mercoledi’ 18 novembre, ore 21:00</p>
<p>Osteria N. 5, via Sguazzina 6, accanto alle scuole medie.</p>
<p>Le persone di buona volonta&#8217; del comune di Veggiano sono invitate.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Anche i varesotti mangiano]]></title>
<link>http://locuste.wordpress.com/2009/11/15/anche-i-varesotti-mangiano/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 15:00:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>locuste</dc:creator>
<guid>http://locuste.wordpress.com/2009/11/15/anche-i-varesotti-mangiano/</guid>
<description><![CDATA[Si può vivere un weekend all&#8217;insegna della buona cucina persino nel varesotto? Abbiamo provato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Si può vivere un weekend all&#8217;insegna della <strong>buona cucina</strong> persino nel varesotto? Abbiamo provato a dimostrar(ce)lo nell&#8217;ultimo fine settimana esplorando due tra le poche &#8220;isole felici&#8221; di questa provincia che purtroppo, dal punto di vista della ristorazione, è tra le <strong>meno appetibili</strong> d&#8217;Italia.<br />
La prima luminosa eccezione è, da anni, <a href="http://www.locuste.org/cantello.htm">L&#8217;Osteria</a> di Valter Nerito (o Nerito Valter, come preferisce lui) a <strong>Cantello</strong>, a pochi km da Varese: la specialità del paese e della casa sono com&#8217;è noto gli <strong>asparagi</strong>, accompagnati da funghi e selvaggina. Noi per il momento abbiamo provato soltanto il ridotto menu del pranzo, approfittando di un&#8217;offerta strabiliante: <strong>12 euro</strong> per un pasto completo, acqua e vino compresi! Leggete la nostra recensione e attendete con fiducia quella della <strong>Trattoria delle Zucche</strong> di <strong>Osmate</strong>, altro locale che abbiamo visitato con grande soddisfazione. Qui il menu cambia: <strong>pesce di lago </strong>e, naturalmente, zucche tra gli ingredienti ricorrenti, anche se non mancano polenta e fiorentina. Approvato!</p>
<p><img alt="" src="http://www3.varesenews.it/immagini_articoli/200711/nerito.jpg" title="nerito" class="alignleft" width="250" height="260" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Osteria del Pescatore - Noviglio (MI) [Dove mangiare]]]></title>
<link>http://cuocopiero.wordpress.com/2009/11/03/osteria-del-pescatore-dove-mangiare/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 10:12:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>cuocopiero</dc:creator>
<guid>http://cuocopiero.wordpress.com/2009/11/03/osteria-del-pescatore-dove-mangiare/</guid>
<description><![CDATA[Inizio una nuova rubrica per dare spazio ai ristoranti, le pizzerie, le osterie, i bar, etc. che mer]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Inizio una nuova rubrica per dare spazio ai ristoranti, le pizzerie, le osterie, i bar, etc. che meritano &#8211; o non meritano &#8211; di essere frequentati.</p>
<p><strong>OSTERIA DEL PESCATORE</strong> Via guido rossa 4 &#8211; 20082 &#8211; Noviglio (MI) &#8211; Tel. 02.9006018</p>
<p><strong>Cosa ho mangiato</strong><em> (2 persone)</em><strong>:</strong></p>
<p>- Risotto alla Zucca<br />
- Penne all&#8217;arrabbiata<br />
- Lonza alla griglia<br />
- Brasato<br />
- 1/2 l vino rosso sfuso<br />
- 1/2 litro acqua frizzante<br />
- 2 caffè (1 corretto)</p>
<p><strong>Quanto ho speso:</strong> 38 € (2 persone)</p>
<p><strong>Valutazione: </strong>Cucina casalinga, buon cibo. Ambiente piccolo ma accogliente. Prezzo onesto. Consigliato.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mi Vida]]></title>
<link>http://socmel.wordpress.com/2009/10/30/mi-vida/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 13:14:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>socmel</dc:creator>
<guid>http://socmel.wordpress.com/2009/10/30/mi-vida/</guid>
<description><![CDATA[In via Emilia Levante quasi alla rotonda di San Lazzaro troverete il pub e hostaria Mi Vida poco dop]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>In via Emilia Levante quasi alla rotonda di San Lazzaro troverete il <em>pub e hostaria</em> <strong>Mi Vida</strong> poco dopo il vecchio Malts &#38; Hops venedo dal centro.</p>
<p>Locale molto piccolo con una bella saletta interna oltre a qualche tavolino all&#8217;entrata.<em> Amtosfera rilassante, musica soft, colori caldi</em>, il mi vida è l&#8217;ideale per passare una serata tranquilla. Il <em>menù è molto ricco</em> sia nella parte da bere, cocktail non solo classici, vasta assortimento di cose per mangiare.</p>
<p>Ho visto portare un <em>hamburgher che enorme</em> è dir poco, non so come si chiami, io ho preso le patate fritte: mi è arrivata una porzione che era per 2, al modico prezzo di 3,00 euro.</p>
<p>Come cocktail ho provato il <em>Cocoloco</em>: un mix di vodka, rum, ananas e granatina. Buono unico difetto, la panna sopra lo rovina secondo me e non c&#8217;era nemmeno scritto. 5,00 euro i cocktail, davvero onesto. Anche il <em>samba magic</em> solo vodka e succhi di frutta non era male. Però c&#8217;era sempre questa panna.</p>
<p>Ho sentito parlare molto bene per l<em>&#8216;aperitivo</em>, dicono che offrono un gran buffet.</p>
<p>Il Mi Vida ha fa anche da birreria e wine-bar ed è disponibile per compleanni e feste di laurea. Maxischermo sky per le partite.</p>
<p>Il servizioo 0,50 euro. Onesto, mi viene da dire, anche perchè sono rimasti davvero pochi i pub che non lo fanno pagare.</p>
<p>Può essere davvero comodo per chi piace mangiare in un pub la sera, tipo post teatro o cinema o sport. E anche per chi vuole un cafè molto tranquillo.</p>
<p><strong>Pro:</strong> economico, buon menù.</p>
<p><strong>Contro:</strong> un po&#8217; piccolino.</p>
<p> <a href="http://www.mividapub.it">www.mividapub.it</a></p>
<p><strong>Mi Vida</strong></p>
<p><strong>Via Emilia Levante, 139/c</strong></p>
<p><strong>051541309 Bologna</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Osteria Trattoria Rosso San Martino]]></title>
<link>http://socmel.wordpress.com/2009/10/29/osteria-trattoria-rosso-san-martino/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 23:22:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>socmel</dc:creator>
<guid>http://socmel.wordpress.com/2009/10/29/osteria-trattoria-rosso-san-martino/</guid>
<description><![CDATA[Passano i romagnoli e fanno un disastro, certo un altro fantastico disastro: rompono gli schemi ed e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Passano i romagnoli e fanno un disastro, certo un altro fantastico disastro: rompono gli schemi ed ecco un&#8217;altra<em> nuovissima idea</em> nel pieno centro di Bologna.</p>
<p>Il <strong>Rosso San Martino</strong> è la nuova location nella <em>piazza San Martino</em> a metà via Oberdan, il vecchio quartiere ebraico, dell&#8217;Osteria del Rosso di via Augusto Righi.</p>
<p>Locale molto carino, colori caldi sui muri, il rosso predomina&#8230;.ma comunque è rimasto quasi simile al vecchio cafè che c&#8217;era al suo posto, l&#8217;ex cafè Golem, che tra l&#8217;altro mi piaceva molto. In fondo al locale c&#8217;è <em>l&#8217;Osteria</em> dove si possono mangiare su dei <em>taglieri di affettati, formaggi, sottaceti e bere</em> del buon vino romagnolo ad orario continuato dalle 12,30 fino le 23.</p>
<p>La particolarità:<em> il prezzo</em>.</p>
<p>La parte trattoria è aperta dalle 12,30 fino le 15 e dalle 19,30 fino le 23. A pranzo c&#8217;è <em>il menù del rosso da 8,00 euro o da 10,00 euro</em>: per quello da 8,00 scegliete 1 primo o un secondo del giorno, aggiungete dolce o caffè, acqua e coperto compresi; per quello da 10,00 uguale a quello prima però è <span style="text-decoration:underline;">primo e secondo</span>&#8230;.sì con 10,00 fate un pranzo veramente dignitoso. Certo i piatti da scegliere sono sempre solo tra 2 opzioni, però all&#8217;esterno è sempre tutto documentato e di solito è una soluzione vegetariana e una non.</p>
<p>Sentite il mio menù da 10,00 euro: orecchiette con salsiccia, rucola e pomodorini, verdure grigliate con scamorza fusa sopra, dolce al mascarpone, acqua e coperto compresi! Porzioni decenti, per un pranzo è da signori davvero. E devo dire tutto davvero delizioso.</p>
<p>Ma in ogni caso, l&#8217;osteria non è solo questo 2 opzioni, c&#8217;è la possibilità di un <em>menù romagnamia</em> con piadina, affettato, tagliatelle, carne e pomodori alla griglia, dolce, acqua e coperto a 25 euro; altri combinazioni di menù con <em>pollo, piada, strozzapreti</em> (per chi non lo sapesse è pasta tipica romagnola) anche a 15 euro.</p>
<p>Non mancano gli antipasti, i primi, le carne e i dolci tutto fatto in casa.</p>
<p>Organizzano feste di laurea e compleanni, cmq nel sito è tutto ben spiegato.</p>
<p><strong>Pro:</strong> indubbiamente il prezzo e ottima cucina semplice romagnola.</p>
<p><strong>Contro:</strong> per ora nulla non vedo l&#8217;ora di tornarci.</p>
<p><a href="http://www.trattoriadelrosso.it">www.trattoriadelrosso.it</a></p>
<p><strong>Rosso San Martino</strong></p>
<p><strong>Piazza San Martino, 3/b</strong></p>
<p><strong>051262620 Bologna</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Torre di Cherasco]]></title>
<link>http://cibario.wordpress.com/2009/10/28/la-torre-di-cherasco/</link>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 08:30:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcobolasco</dc:creator>
<guid>http://cibario.wordpress.com/2009/10/28/la-torre-di-cherasco/</guid>
<description><![CDATA[La mia nuova vita piemontese (soprattutto nella disorganizzazione da trasloco) prevede ed ha già pre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-61" title="Bola Torre" src="http://cibario.wordpress.com/files/2009/10/bola-torre.jpg?w=300" alt="Bola Torre" width="300" height="263" />La mia nuova vita piemontese (soprattutto nella disorganizzazione da trasloco) prevede ed ha già previsto numerose tappe in &#8220;osteria&#8221;. E qui di locali di buona cucina tradizionale e a buon mercato ce n&#8217;è e davvero tanti.</p>
<p>Io ne amo uno particolarmente. Si chiama <strong>La Torre, è a Cherasco</strong> e, sebbene qui sia molto conosciuto, non lo è altrettanto a livello di critica e comunicazione. Ci sono già stato qualche volta e in questi giorni -alla faccia della crisi- è particolarmente difficile trovare un tavolo.</p>
<p>Piccolo, raccolto, caldo nel&#8217;atmosfera, è uno di quei posti un cui ti senti subito a tuo agio. I proprietari si muovono tra i tavoli con ritmi (e toni) particolarmente <em>slow</em> e raccontano i piatti del giorno. Una di quelle cose che mi hanno sempre dato un po&#8217; fastidio. Qui no, e non potrebbe essere altrimenti. C&#8217;è sempre un po&#8217; di confusione (una bella confusione), bisogna avere un po&#8217; di pazienza, eppure non ci si sente mai abbandonati. Al contrario quando arriva il proprio turno ci si sente accuditi, come a casa. Si mangia cucina locale. Le carni sono perfette, i funghi (queste settimane sono state piene zeppe di funghi, da queste parti) fritti e croccanti, ma l&#8217;insalata di gallina e la minestra di trippe sono il vero ricordo indelebile. <em>Comfort food</em>. Io finisco spesso con i formaggi, che non sono &#8220;recitati a pappagallo&#8221; ma raccontati come piccole creature, quasi fossero piatti della cucina. Si può bere benissimo, ma io rinuncio alla lettura perché scappa sempre fuori qualche buona bottiglia fuori carta. Un posto che trasuda passione.</p>
<p>Non ho mai speso più di 40euro, ma si può spendere meno. Di sicuro anche questo contribuisce al piacere <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Osteria La Torre</strong></p>
<p><strong>via Giuseppe Garibaldi, 13</strong></p>
<p><strong>Cherasco (CN)</strong></p>
<p><strong>t. 0172488458</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Osteria Tana del Drago - S. Bartolomeo in Bosco (Fe)]]></title>
<link>http://socmel.wordpress.com/2009/10/27/osteria-tana-del-drago-s-bartolomeo-in-bosco-fe/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 17:15:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>socmel</dc:creator>
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<description><![CDATA[A metà strada tra Bologna e Ferrara, a destra della Ferrarese si trova il piccolo paesino di San Bar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>A metà strada tra Bologna e Ferrara, a destra della Ferrarese si trova il piccolo paesino di San Bartolomeo in Bosco. Sono stato a mangiare una pizza con amici <strong>all&#8217;Osteria Tana del Drago</strong>. Locale molto semplice e classico, molti posti a sedere, più che osteria mi sembra un classico ristorante pizzeria.</p>
<p>Ottima varietà di scelta nella pizza, io ne ho presa una con <em>scamorza e salame piccante</em> costata sui 7,00 euro: la pizza decente, ma niente di eccezionale. Fattore negativo: eravamo solo noi più altri 2 tavoli che mangiavano però come ristorante. Siamo riusciti ad aspettare 25 minuti. Unica spiegazione era che il forno era spento. Eppure era un venerdì sera.</p>
<p>Coperto 2,00 euro. Un litro di coca-cola alla spina 8,00 euro.</p>
<p>Cosa caratteristica e degna di nota anche se non provata è a 30,00 euro i 10 assaggi di primi piatti con pasta fresca ovvero la famosa <em>&#8220;Fame da Drago&#8221;</em> che rievoca il nome del ristorante: certo bisogna essere davvero degli abili divoratori per riuscire nell&#8217;impresa, però non so dirvi nulla di più. Una volta potrei svelare l&#8217;arcano.</p>
<p>Fanno anche pesce e carne.</p>
<p>Chiuso il Martedì.</p>
<p><strong>Pro:</strong> Pizza non male e buona varietà di gusti. </p>
<p><strong>Contro:</strong> lenti (almeno per la volta che sono stato).</p>
<p><strong>Osteria Tana Del Drago</strong></p>
<p><strong>Via Masi, 209</strong></p>
<p><strong>0532722132 S. Bartolomeo in B. (Fe)</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[festa del vino e della poesia]]></title>
<link>http://tizianacurti.wordpress.com/2009/10/27/festa-del-vino-e-della-poesia/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 15:34:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>tiziana curti</dc:creator>
<guid>http://tizianacurti.wordpress.com/2009/10/27/festa-del-vino-e-della-poesia/</guid>
<description><![CDATA[festa del vino e della poesia POETA DI..VINO L’ACCADEMIA ALFIERI PROPONE :UN EVENTO SPECIALE SABATO ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1328" title="manifesto vino 2009n" src="http://tizianacurti.wordpress.com/files/2009/10/manifesto-vino-2009n.jpg?w=107" alt="manifesto vino 2009n" width="107" height="150" />festa del vino e della poesia POETA DI..VINO</p>
<p>L’ACCADEMIA ALFIERI PROPONE :UN EVENTO SPECIALE SABATO 7 NOVEMBRE <span style="color:#ff6600;"> <span style="text-decoration:underline;"><strong>POETA DI…VINO</strong></span> </span>sorsi di poesia e musica , presso il centro socioculturale IL FULIGNO Nel centro di Firenze a due passi dalla stazione centrale, Sabato 7 novembre, nei locali del caratteristico centro socio culturale del Fuligno, in via Faenza 52 verrà presentato un gustosissimo evento. I poeti dell’associazione culturale Accademia Vittorio Alfieri si esibiranno in un brillante spettacolo di poesia e musica. “Il Poeta di Vino. Sorsi di…versi, musica e vino“. Il piacere della lettura, la delizia dell’ascolto, la soddisfazione del palato. Intermezzi musicali di Massimo Pinzuti, saranno eseguiti brani musicali della tradizione popolare e canti da osteria alternati da letture di poesia a tema sul vino di autori di tutti i tempiSeguirà una degustazione di vini offerti dagli autori presenti all’incontro, il tutto ad ingresso libero e gratuito.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Restaurante ótimo e super novo no Itaim: Osteria]]></title>
<link>http://temavercomigo.wordpress.com/2009/10/25/restaurante-otimo-e-super-novo-no-itaim-osteria/</link>
<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 17:14:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Betina</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ontem almoçamos num restaurante novo (literalmente recém inaugurado) aqui no Itaim: Se chama &#8220;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ontem almoçamos num restaurante novo (literalmente recém inaugurado) aqui no Itaim: Se chama &#8220;Osteria &#8211; cucina trivial italiana&#8221; e é uma delícia.</p>
<p>Fica na Manoel Guedes quase esquina com a Pedroso (um pouco antes do Vaca Véia). Tanto o Dan como eu comemos super bem &#8211; adoramos!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Influenza]]></title>
<link>http://vivalacampagna.wordpress.com/2009/10/20/influenza/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 16:26:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>vivalacampagna</dc:creator>
<guid>http://vivalacampagna.wordpress.com/2009/10/20/influenza/</guid>
<description><![CDATA[Prima o poi doveva capitare: la Pri è a letto stroncata dall&#8217;influenza, la Frida da portare e ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Prima o poi doveva capitare: la Pri è a letto stroncata dall&#8217;<strong>influenz</strong>a, la Frida da portare e da riprendere all&#8217;asilo, sopratutto da tenere lontana dalla mamma, i cani da badare, la casa che è un porcaio, la cena da preparare, e io che faccio avanti e indietro da Rimini tra commercialista, banca e osteria. A pranzo eravamo pieni, ritornati finalmente come ai vecchi tempi, mentre questa sera abbiamo la prima iniziativa di <a href="http://www.ecomia.org">Ecomia</a> una serata con menù mediorientale e proiezione di un documentario sulla Palestina.</p>
<p>Una volta era ovviamente tutto più facile: bussavo da mia mamma, le smollavo Frida, le chiedevo se per favore ogni tanto dava una voce alla Pri per verificare se era viva o morta e se poteva prepare la cena per tutti. Io inforcavo la mia bici e in 2 minuti ero in osteria&#8230; insomma un <strong>welfare </strong>in puro made in italy!</p>
<p>Adesso devo fare i numeri, e perfortuna Frida è la solita roccia e sembra stare meglio di tutti! Ritorna il solito ritornello che adesso devo pedalare visto che la bicicletta l&#8217;abbiamo scelta come volevamo noi!!! E io allegramente pedalo&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[4 Restaurants to try]]></title>
<link>http://lifeinlanghe.wordpress.com/2009/10/08/4-restaurants-to-try/</link>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 11:40:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>lifeinlanghe</dc:creator>
<guid>http://lifeinlanghe.wordpress.com/2009/10/08/4-restaurants-to-try/</guid>
<description><![CDATA[As you can imagine there are many restaurants in this area and we&#8217;ve certainly been to our fai]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>As you can imagine there are many restaurants in this area and we&#8217;ve certainly been to our fair share of them. Here are 4 we&#8217;ve visited recently.</p>
<p><!--more--></p>
<ul>
<li>Profumo di Vino &#8211; This is a Wine Bar and Osteria in Treiso. The owners are the Scottish Chef and Mexican Head Waiter / Wine expert. The food is great, location superb and the prices are not over the top. I enjoyed an excellent lamb main on one of our visits while hubby had the famous local tripe dish. In summer you sit outside on their terrace and in winter the inside is cosy and unpretentious. Popular and full so make sure to book in advance. Ph Italy 0173638017</li>
<li>Osteria del Maiale Pezzato &#8211; Another Osteria located in Sinio. Described as an inn they service typical Piedmonte cuisine. There&#8217;s a lovely terrace for summer dining, which is closed for the cooler and winter months. I&#8217;d describe this Osteria as rustic with good wholesome food. They also offer accommodation for those who want to explore the area further or can&#8217;t drive after dinner. Visit their website at <a href="http://www.maialepezzato.it">www.maialepezzato.it</a></li>
<li>Aria di Langa &#8211; This is a restaurant with accommodation. New in 2008 the views are spectacular and their expansive terrace is perfect for an aperitif or dinner in the warmer months. If you feel so inclined and the weather allows it, take a wander amongst the vines. The service is attentive and the food overall was reasonably good. Visit them online at <a href="http://www.ariadilanga.com">www.ariadilanga.com</a></li>
<li>La Lumaca &#8211; For anyone who loves snails (lumace) this is the restaurant for you. Located in Cherasco it&#8217;s not strickly in Langhe however it&#8217;s worth a visit. Upstairs is a bar and small shop with the restaurant located downstairs in the cellar. The food is very good and, not being a snail eater myself, I&#8217;m told the snails were excellent.  Book ahead on Italy 0172489421</li>
</ul>
<p>It always pays to book ahead in this area as people eat out a lot and there are often many visitors from surrounding countries and further afield. Restaurants can often be closed on a Monday and sometimes a Tuesday so watch out for that too.</p>
<p>Let me know if you try them. Buon appetito!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Installazione/trattoria: Studio Toogood &amp; Arabeschi di Latte ]]></title>
<link>http://mindthecap.wordpress.com/2009/10/01/installazionetrattoria-studio-toogood-arabeschi-di-latte/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 08:07:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>mindthecap</dc:creator>
<guid>http://mindthecap.wordpress.com/2009/10/01/installazionetrattoria-studio-toogood-arabeschi-di-latte/</guid>
<description><![CDATA[La Botola è un&#8217;installazione/trattoria  progettata dallo Studio Toogood in collaborazione il f]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La Botola è un&#8217;installazione/trattoria  progettata dallo Studio Toogood in collaborazione il food designer concettuale Arabeschi di Latte. L&#8217;arredamento è caratterizzato da blocchi colorati giganti in formicadi chiara ispirazione 20th-century. I visitatori/clienti, si possono sedere tra questi elementi scultorei e costruire loro stessi degli elementi con blocchi di dimensioni ridotte.</p>
<p>All&#8217; interno dell&#8217;installazione c&#8217;è il &#8220;<span style="direction:ltr;text-align:left;">The egg-themed food bar&#8221;</span>, dove il cibo è anche un elemento di interattività: i commensali possono scegliere tra una selezione di piatti a base di uova e gli viene dato un &#8220;kit&#8221; con il quale  prepararlo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-557" title="the_hatch_studio_toogood_arabeschi_di_latte_2" src="http://mindthecap.wordpress.com/files/2009/10/the_hatch_studio_toogood_arabeschi_di_latte_2.jpg" alt="the_hatch_studio_toogood_arabeschi_di_latte_2" width="460" height="790" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-558" title="the_hatch_studio_toogood_arabeschi_di_latte_4" src="http://mindthecap.wordpress.com/files/2009/10/the_hatch_studio_toogood_arabeschi_di_latte_4.jpg" alt="the_hatch_studio_toogood_arabeschi_di_latte_4" width="460" height="460" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-559" title="the_hatch_studio_toogood_arabeschi_di_latte_5" src="http://mindthecap.wordpress.com/files/2009/10/the_hatch_studio_toogood_arabeschi_di_latte_5.jpg" alt="the_hatch_studio_toogood_arabeschi_di_latte_5" width="460" height="540" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-560" title="the_hatch_studio_toogood_arabeschi_di_latte_6" src="http://mindthecap.wordpress.com/files/2009/10/the_hatch_studio_toogood_arabeschi_di_latte_6.jpg" alt="the_hatch_studio_toogood_arabeschi_di_latte_6" width="460" height="686" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A tut i cvariaghin dal  me teimp.  Du ritrat a memoria e socuant spenlazadi ed cvariegh di teimp d'indrée,. [A tutti i cavriaghini dei miei tempi. Due ritratti a memoria e un po' di spennellate della Cavriago dei tempi andati] Enrico Corti]]></title>
<link>http://mariolanza65.wordpress.com/2009/09/21/a-tut-i-cvariaghin-dal-me-teimp-du-ritrat-a-memoria-e-socuant-spenlazadi-ed-cvariegh-di-teimp-dindree-a-tutti-i-cavriaghini-dei-miei-tempi-due-ritratti-a-memoria-e-un-po-di-spennellate-dell/</link>
<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 22:40:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>mariolanza65</dc:creator>
<guid>http://mariolanza65.wordpress.com/2009/09/21/a-tut-i-cvariaghin-dal-me-teimp-du-ritrat-a-memoria-e-socuant-spenlazadi-ed-cvariegh-di-teimp-dindree-a-tutti-i-cavriaghini-dei-miei-tempi-due-ritratti-a-memoria-e-un-po-di-spennellate-dell/</guid>
<description><![CDATA[Da Montevideo dove era emigrato 50 anni prima, da antifascista, ricostruisce sul filo della memoria ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Da Montevideo dove era emigrato 50 anni prima, da antifascista,  ricostruisce sul filo della memoria la comunità locale nella quotidianità, disegnando addirittura la mappa della cittadina con le attività quotidiane</p>
<p>Racconta un pomeriggio prima di cena del luglio del 1921 quando aveva 18 anni e “già feva al pit a quelc ragaza&#8230;Pietro &#8216;d Zac al sona al clarein areint a la fnestra averta; al studia una mercia perchè a  la sira al gh&#8217;à d&#8217;ander al provi ed la benda, e al vol mia fèer biastmer al maeister Boetti.”[ e già faceva il filo a qualche ragazza, mentre Pietro di Zac -soprannome, ndr- suona il clarinetto davanti la finestra aperta; studia una marcia perché la sera deve andare alle prove della banda- all'epoca banda socialista, ndr- e non vuole fare bestemmiare il maestro Boetti]<br />
Poi descrive il treno che riporta indietro gli operai dalle officine reggiane, che tornano indietro dalla città, portando nel paese “rurale” non solo il salario, ma anche il mondo nuovo proletario.<br />
E ricorda ancora. Stavolta d&#8217;inverno, nella stalla. “Int&#8217;na stala una sira d&#8217;inveren”<br />
Ricostruisce una scena di famiglia nella stalla del mezzadro, con i campi coperti di neve. Nella stalla tstanno da una parte le donne, che filano la canapa, e “ciciaren” , gli uomini dall&#8217;altra parte “se schìcren un fiasc ed vein” [si sbevazzano un fiasco di vino] e discorrono della vendita di un manzo, mentre da un altra parte i bambini giocano, vicino l&#8217;uscio, discosti, due morosi parlano pianino uno attaccato all&#8217;altra. E i due morosi inscenano una scena di gelosia. Lei che dice  “T&#8217;è un busieder, Domenica &#8216;t s&#8217;è andeè a balèer a San Bertlamè..e t&#8217;an vist con una bionda ed Cheviol&#8230;”[ Sei un bugiardo, che domenica sei andato a ballare a San Bartolomeno, e t'hanno visto con una bionda di Coviolo- frazioni di Reggio Emilia, ndr]<br />
Ricorda ancora di quando, prima che irrompesse il fascismo omicida nel maggio 1921, i socialisti di San Terenziano e i pipini del Vaticano [era il soprannome che San Nicolò, altro borgo del Comune rurale] si attaccavano i manifesti elettorali gli uni sopra gli altri, “e cuand s&#8217;incontreven al do squedri contrarii voleven sciafòon e pugn a tùt ander&#8230;( e una volta a Sverbla e gh&#8217;an mis al parletèin &#8216;d cola in cò&#8230;) &#8230;Di teimp che a la Domenica gh&#8217;era la banda in piaza, con Pider c&#8217;al soneva al piston, Tonino Cavecia al trombon da cant, Flamini al tamburin, Rino Soncini la catùba, Arcangel i cuerc&#8230;.di teimp dal serenedi con chitara e mandolèin. Di teimp di bal int&#8217;al salon &#8216;d Ragni (coi strich ed valzer in&#8217;i cantoon) o int&#8217;i vegliòon con al concert di Pioli o col d&#8217;Berch&#8230;” [ e quando le due squadre di attacchini si incontravano volavano schiaffoni e pugni a tutt'andare- e una volta Sverble- soprannome di un odi questi, ndr- ci hanno infilato il pennello della colla dietro il collo. Dei tempi che la domenica c'era la banda in piazza con Pietro che suonava il trobone, Tonino Cavecchi il trombone da canto. Flamini il tamburo, Rino Soncini il bassotuba, Arcangelo i coperchi delle pentole...i tempi delle serenate con chitarra e mandolino. Dei tempi delle feste da ballo nel salone di Ragni (colle strizzate alle dame nei valzer dei Cantoni- celebre concerto a fiato parmense, ndr-)  o nei veglioni dei festival con il concerto di Pioli o con quello di Barco di Bibbiano]</p>
<p>Tratto da<br />
Paese Nostro, Cavriago (Reggio Emilia)<br />
Anno XXXI n1 ( 29 febbraio 1984),  n2 (10 maggio 1984), n3 (16 luglio 1984)</p>
<p>a cura di C. Mario Lanzafame</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Suoni di pianura]]></title>
<link>http://mariolanza65.wordpress.com/2009/09/19/suoni-di-pianura/</link>
<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 06:46:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>mariolanza65</dc:creator>
<guid>http://mariolanza65.wordpress.com/2009/09/19/suoni-di-pianura/</guid>
<description><![CDATA[di Alberto Lovatto Qui di seguito sono raccolte, più che la cronaca, alcune riflessioni che hanno pr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		H3 { margin-bottom: 0.21cm } 		H3.western { font-family: "Arial", sans-serif } --></p>
<h3 style="page-break-after:avoid;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"> di Alberto Lovatto </span></span></h3>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;">Qui di seguito sono raccolte, più che la cronaca, alcune riflessioni che hanno preceduto e seguito i lavori del pomeriggio di studi organizzato dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Vercelli in collaborazione con l&#8217;Istituto e la Soms di Villata intitolato &#8220;Suoni di pianura. Canti di risaia, bal a palchèt, mandolinistiche, bande musicali e suonatori di jazz&#8221;. L&#8217;incontro si è svolto, sabato 17 aprile 1999, nel salone della Società operaia di mutuo soccorso di Villata con relazioni e interventi di Emilio Jona, Roberto Leydi, Giovanni Barberis, Arnaldo Colombo, Alberto Lovatto, Guido Michelone e Luigi Attademo.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;">Introducendo i lavori ho proposto una evocazione letteraria tratta da &#8220;Le vie dei canti&#8221; di Bruce Chatwin: &#8220;I miti aborigeni sulla creazione narrano di leggendarie creature totemiche che nel Tempo del Sogno avevano percorso in lungo e in largo il continente australiano cantando il nome di ogni cosa in cui si imbattevano &#8211; uccelli, animali, piante, rocce, pozzi &#8211; e col loro canto avevano fatto esistere il mondo. Le tracce lasciate dalle &#8216;creature totemiche&#8217; costituiscono quel dedalo di sentieri invisibili che coprono tutta l&#8217;Australia, e che gli europei chiamano &#8216;Piste del sogno&#8217; o &#8216;Vie dei canti&#8217; &#8220;.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;">Trovo affascinante l&#8217;immagine di un territorio solcato da un reticolo di percorsi di memorie e pensieri che creano e delimitano i territori e le esistenza. &#8220;Suoni di pianura&#8221; viveva un po&#8217; di questa immagine, del desiderio di ricomporre le vie dei suoni e dei canti che hanno solcato la pianura: territorio segnato da incroci e confluenze, luoghi dell&#8217;incontro di voci, gesti, pensieri e memorie. Una evocazione letteraria che, sul piano del metodo, si nutre dell&#8217;idea-progetto di dar senso ad una ricerca musicologica che sappia muoversi non già a partire da un comparto specifico della produzione musicale, ma dallo studio del rapporto fra l&#8217;uomo e la musica, a tutto tondo, entro un territorio dato. Una sorta di piccolo ma sostanziale rovesciamento di prospettiva. La pianura con i suoi sentieri, le sue strade, nei secoli solcate da una infinita catena di vicende umane: emigranti della montagna in cerca di lavoro, pellegrini sulla via francigena, ambulanti, suonatori, contadini che a San Martino lasciano la cascina, mondine per la monda, il trapianto, la raccolta. Ognuno di loro portando con sé non solo merce, braccia, lavoro, ricchezze o fame, ma anche suoni, canti, memoria, cultura, aprendosi ad una rete ampia di scambi che, per la parte più recente di questa storia, richiamano, come nel sottotitolo dell&#8217;incontro, &#8220;Canti di risaia, bal a palchét, mandolinistiche, bande e suonatori di jazz&#8221;.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;">La pianura vercellese è soprattutto risaia: terra d&#8217;acqua protagonista delle prime lotte contadine, dell&#8217;associazionismo, della mutua socialità, luogo ed occasione per la nascita e la elaborazione di musiche e canzoni. Nelle cascine, nelle piazze e nei locali pubblici, nei mercati e nelle feste di paese si sono incontrati e formati cantori e musicanti che hanno imparato a coniugare i suoni della propria terra con quelli della gente che la attraversava; che hanno saputo dare nuovo respiro alla musica di più antica tradizione legandola con i suoni che il presente della storia portava al loro orecchio.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;">Spesso le specializzazioni musicologiche operano costruendo barriere che, se hanno forse una qualche radice nel modo di operare di alcuni musicisti e compositori, non trovano però alcun riscontro nella modalità di fruizione del prodotto musicale. La &#8220;gente&#8221; ascolta generi musicali diversi, utilizza la musica in contesti diversi, ne accetta le differenti funzioni senza porsi problemi di coerenza.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;">Roberto Leydi in un suo libro, denso di evocazioni, &#8220;L&#8217;altra musica&#8221;, del 1991, auspicava per l&#8217;etnomusicologia il ruolo di &#8220;disciplina dedicata a osservare, con propri principi e propri metodi, in modo specifico, i fenomeni musicali del mondo rimasto estraneo, o marginale, rispetto alla musica d&#8217;arte occidentale (e, quindi, anche le manifestazioni di nuova creatività popolare, i processi di contaminazione e tutte le manifestazioni musicali legate alla cultura di massa) , ma anche quello di stabilire una collaborazione attiva con i musicologi, nell&#8217;impegno di rimodellare la storia della musica come storia della musica nella cultura dell&#8217;uomo&#8221;. Questa la prospettiva di metodo di &#8220;Suoni di pianura&#8221;, che ha visto a confronto studiosi di formazione ed interessi differenti.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;">È evidente che un &#8220;pomeriggio di studi&#8221; non può che evocare un insieme così vasto di oggetti e soggetti, ma quello di Villata è stato e voleva essere in un qualche modo un incontro d&#8217;avvio: l&#8217;inizio di una serie di incontri fra studiosi che si occupano di &#8220;suoni di pianura&#8221; che, pur muovendo da approcci ed interessi specifici differenti, hanno in comune l&#8217;attenzione per un determinato territorio e la voglia di confrontarsi e di collaborare.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;">E per quel che attiene il territorio conviene tracciare dei confini. La &#8220;pianura&#8221; presa in prima istanza sotto osservazione a Villata è rappresentata da quel triangolo di terra chiuso fra Sesia, le colline del Biellese e del Canavese e Po. Un triangolo di Piemonte ricco di canti di risaia, di bande musicali, di jazzisti di prestigio, ma anche terra di grandi burattinai ed ambulanti che vi hanno trovato radice e che l&#8217;hanno percorsa. Un triangolo chiuso fra due fiumi ma strettamente collegato con la cultura della montagna piemontese da un lato e, dall&#8217;altro, con il Novarese e la Lomellina che, fino al Ticino, sono ancora &#8220;terre d&#8217;acqua&#8221; a pieno titolo.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;">L&#8217;iniziativa di Villata trovava contesto nel programma ampio e consolidato della rassegna &#8220;Terre d&#8217;acqua&#8221; che Regione Piemonte e Amministrazione provinciale di Vercelli da qualche anno stanno costruendo, ed in particolare con la rassegna &#8220;Radici. La musica nelle terre d&#8217;acqua&#8221;, aperta, quest&#8217;anno, con il concerto di Gianni Coscia e Gian Luigi Trovesi, che da solo, proprio per la densità delle evocazioni che la musica del duo bergamasco-alessandrino, sa mettere in gioco, valeva quale indubbia dichiarazione programmatica (&#8220;Radici&#8221;, titolo del cd del duo è diventato infatti, non a caso, anche il titolo della rassegna). A seguire, nel programma, una serie varia di iniziative musicali: dal concerto de Le Vija alla Fanfara dei Bersaglieri, dal Coro Airone al Ciar d&#8217;la Valara, da I Celti al Quartetto Tamborini.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;">A fianco di tutto questo le iniziative legate al restauro della pellicola di &#8220;Riso amaro&#8221;, con una mostra ed alcune pubblicazioni di cui si darà conto nella rubrica &#8220;Recensioni e segnalazioni&#8221; del prossimo numero.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;">Il pomeriggio di studi &#8220;Suoni di pianura&#8221; era dedicato a Sergio Liberovici, musicista e studioso che non solo ha dedicato molta attenzione, con Emilio Jona, al canto di monda della pianura vercellese ma che, da musicista di formazione colta, ha saputo spesso, e significativamente, mettere in relazione mondi musicali diversi.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;">In conclusione veniamo alla cronaca degli interventi, resoconto più degli argomenti e degli ambiti toccati che del merito delle cose dette, visto che si prevede la pubblicazione degli atti.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;">Emilio Jona, attraverso gli ascolti di una testimone registrata con Sergio Liberovici, ha offerto una panoramica densa del repertorio del canto di monda.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;">Roberto Leydi ha messo a confronto repertori diversi &#8211; canto di risaia, canzone militare e repertorio dei ragazzi nelle colonie estive (oggetto di uno studio di Franco Castelli) &#8211; accomunati da condizioni e modelli comportamentali comuni (la partenza, la vita collettiva, il ritorno) che facilitano e motivano &#8220;travasi&#8221; di moduli testuali e musicali.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;">Guido Michelone ha affrontato la storia del jazz vercellese, con una serie, per necessità, breve di ascolti, che da sola è però bastata a stimolare il desiderio di ulteriori approfondimenti e sviluppi di ricerca.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;">Giovanni Barberis ha invece parlato delle orchestre da ballo, con tutto il coniugarsi di esperienza umana e sociale che la vita dei suonatori portano alla memoria.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;">Luigi Attademo, seguendo alcune piste di ricerca propostegli da Angelo Gilardino, di cui è allievo, ha offerto spunti e visioni in merito alla produzione colta di musiche per strumenti a plettro e a pizzico.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;">Ad Arnaldo Colombo il compito di spostare l&#8217;attenzione sulla parola, sul dialetto, sulla lingua scritta e parlata dei luoghi, tra terminologie specialistiche e poesia dialettale.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;">Chi scrive, presente all&#8217;incontro oltre che come coordinatore dell&#8217;iniziativa anche come relatore, ha parlato di bande musicale e di musica per campane.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;">Assenti giustificati Enrico De Maria, che aveva il compito di condurre, e Cesare Bermani, cui era stato chiesto di richiamare in maniera specifica la dimensione del canto in riferimento stretto a lotte e conflittualità sociali.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;">Nel corso della manifestazione hanno preso la parola, Umberto Oga, attivo presidente della Soms di Villata, e l&#8217;allora assessore alla Cultura della Provincia di Vercelli, Giorgio Orsolano, che di questa e dell&#8217;insieme di iniziative di &#8220;Terre d&#8217;acqua&#8221; che gli han fatto da contesto, è stato ideatore e promotore. </span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">tratto da</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">http://www.storia900bivc.it/pagine/suoni.html</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[osteria del fojonco]]></title>
<link>http://mariolanza65.wordpress.com/2009/09/18/osteria-del-fojonco/</link>
<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 11:25:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>mariolanza65</dc:creator>
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<description><![CDATA[(introduzione) di ORFEO BOSSINI C’è chi sostiene che il fojonco sia una specie di faina, un razziato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><table id="blog" style="height:18px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="1132">
<tbody>
<tr>
<td width="30"></td>
<p style="margin-bottom:0;line-height:100%;widows:2;orphans:2;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">(introduzione) di ORFEO BOSSINI</span></span></p>
<div id="pBlogBody_466508447" dir="ltr">
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">C’è 	chi sostiene che il fojonco sia una specie di faina, un razziatore 	di pollai che si nutre del sangue delle sue vittime. Altri, come lo 	scrittore Giuseppe Pederiali, secondo me più nel giusto, assicurano 	che tale bestia abbia piuttosto le sembianze di un goffo rapace; un 	uccellaccio a tre zampe, con una passione irresistibile per il buon 	vino. Non ci sono prove incontrovertibili della sua esistenza, ma 	alcuni indizi sì: racconti di cacciatori e contadini che parlano di 	strani nidi intrecciati con foglie di vite e fronde di olmo, o di 	inspiegabili sparizioni di lambrusco dalle cantine. Insomma, come 	dicono i vecchi della bassa, fole, racconti da osteria, mentre la 	nebbia, fuori, ammutolisce la campagna.<br />
A Santa Vittoria di 	Reggio Emilia, il gradino più basso della piramide sociale è 	occupato dai braccianti, i proletari della terra. Il bracciante 	d’inverno sente i morsi della fame, perché il campo non ha 	bisogno che di poche cure, e il lavoro scarseggia. Si mangia 	polenta, solo polenta; mai un boccone di carne. E si muore di 	pellagra. La morte è una presenza costante e il suono di una marcia 	funebre copre tutti i giorni la strada che dalla chiesa porta al 	cimitero. E allora, per guadagnare una dignità umana, ci si inventa 	di tutto, anche un nuovo modo di vivere e di lavorare. Suonare 	quando il campo è addormentato, durante le feste di carnevale, o 	per quelle dei santi; suonare per tutte le ricorrenze e con un unico 	scopo: costruire una vita migliore.<br />
Questa è anche la storia di 	Arnaldo Bagnoli, violinista virtuoso, un uomo semplice e nobile al 	tempo stesso. Arnaldo faceva il liscio, la musica da ballo 	peccaminosa ed invisa ai preti, perché i giovani la ballavano 	allacciati, piroettando in turbini di desiderio e di carezze celate 	agli sguardi severi dei genitori. Oggi dici liscio e pensi subito a 	certi intrattenimenti un po’ bizzarri, ma una volta era una cosa 	diversa, non una cosa più seria o più raffinata, semplicemente 	diversa. Il liscio era la musica nella quale una generazione di 	uomini di fatica riconosceva il proprio emblema. Come ricorda 	Carmelo Mario Lanzafame, era la musica del socialismo, che 	tumultuoso a passo di valzer si diffondeva nelle campagne, di pari 	passo con la nascita delle prime cooperative. Era la musica che si 	ballava nei festival, nelle balere: luoghi magici, che impresari 	stravaganti trasportavano in blocchi nella campagna, e che poi si 	montavano con l’unico scopo di far innamorare le persone.<br />
Ti 	pare di vederli, i festival; se ne stanno lì, in mezzo al niente, 	come navi che solcano mari oscuri, illuminati dalla calda luce 	dell’acetilene. Pavimenti di legno, lunghi anche settanta metri, 	tirati a lucido come i parquet dei signori per fare scivolare meglio 	le scarpette dei ballerini. L’orchestra al centro della sala e 	tutt’intorno le coppie a volteggiare. Valzer, mazurke, polke, e 	tanghi; un ballo dopo l’altro. E poi un preludio d’opera, di 	quelli che si ascoltano dagli organetti o dalle bande di paese, per 	rompere il ritmo della serata e per fare riposare i danzatori. Gli 	sguardi appassionati, i sorrisi; la danza che cura con l’oblio la 	pesantezza della vita.<br />
Se le musiche di Arnaldo Bagnoli, seppur 	in frammenti, sono tornate alla luce come tesori nascosti che il 	tempo aveva seppellito nella memoria, il merito è di Andrea 	Bonacini, presidente di Shéhérazade. Gli arrangiamenti di Davide 	Bizzarri e il lavoro degli altri membri del gruppo, di Riccardo Tesi 	e Claudio Carboni, hanno fatto il resto. Ci siamo divertiti a 	giocare con la tradizione, ad alternare brani in versione filologica 	ad altri più creativi, in uno sforzo di elaborazione che nasce da 	un confronto costante. Mi piace poter dire, adesso che tutto è 	terminato, che questo lavoro non è la fine di un percorso ma un 	nuovo inizio, un’esperienza che non ha nessuna vocazione 	antiquaria, ma che vuole fare del passato un presente da rilanciare 	nel futuro.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Orfeo 	Bossini</strong></span></span></p>
</div>
<p style="line-height:100%;widows:2;orphans:2;" align="justify">
<p style="line-height:100%;" align="justify">
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[storia sociale e liscio emiliano]]></title>
<link>http://mariolanza65.wordpress.com/2009/09/17/storia-sociale-e-liscio-emiliano/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 12:53:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>mariolanza65</dc:creator>
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<description><![CDATA[Socialismo a passo di valzer, storia dei violinisti braccianti di Santa Vittoria Carmelo Mario Lanza]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><img src="http://www.lim.it/copertine/altro/lanzafame.jpg" border="0" alt="Lanzafame, Socialismo a passo di Valzer" width="120" height="172" align="right" /></p>
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<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Socialismo a passo di valzer, storia dei violinisti braccianti di Santa Vittoria</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Carmelo Mario Lanzafame</strong></span></span></p>
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<p style="margin-bottom:0;" align="justify">
<p align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Lucca: LIM, 2006, <span style="color:#008080;">Euro 30</span> ISBN 88-7096-436-3  <img src="http://www.lim.it/spaziopiccolo.gif" border="0" alt=" " width="7" height="15" align="bottom" /> <a href="http://www.lim.it/index.htm" target="_top"><img src="http://www.lim.it/homepage.gif" border="0" alt="Vai alla home page" width="109" height="20" align="bottom" /></a></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong>dalla Prefazione</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">
<p align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Qualche tempo fa mi capitò di passare per Santa Vittoria, frazione di Gualtieri, situata nella parte &#8220;bassa&#8221; della provincia di Reggio Emilia, quella parte che verso nord è bagnata dal Po. All&#8217;interno di palazzo Greppi, nel centro del paese, un gruppo di appassionati ricercatori locali aveva realizzato una mostra: pannelli, fotografie, didascalie, cimeli.<br />
La mostra non aveva il solito carattere paesano, né tanto meno si presentava come il prodotto di un interesse folkloristico rispetto la storia e le famiglie locali.<br />
Il tema trattato era la tradizione locale di violinisti e contrabbassisti che avevano esercitato il mestiere di suonatori tra autodidattismo e professionismo. Una tradizione che aveva coinvolto numerose famiglie locali, per almeno tre generazioni, a partire dalla seconda metà dell&#8217;800 fino alla fine della seconda guerra mondiale. Erano presentati spartiti di composizioni scritte a partire dagli anni venti del secolo scorso: valzer, polke, mazurche, fox-trot, tanghi e one-step accomunavano queste famiglie di suonatori di musica da ballo con un sentire diffuso e condiviso dall&#8217;intera comunità locale. Il liscio di questi musicisti, veniva eseguito da loro stessi in complessini chiamati &#8220;concerti&#8221; e formati da cinque archi: tre violini, una viola e un contrabbasso.<br />
Rimasi colpito non solo dall&#8217;originalità del tema e dalla modalità di allestimento, ma anche dalle sollecitazioni e dalle domande che le foto di queste famiglie rimandavano. Al di là dei nomi e delle note biografiche, degli spartiti e delle composizioni, cercavo di capire come fosse stato possibile che in un villaggio allora sperduto e all&#8217;apparenza privo di storia, fossero all&#8217;improvviso apparsi suonatori e musicisti. Forse erano i nipoti di suonatori girovaghi, di zingari o di ebrei in fuga che avevano trovato in questo territorio rifugio? O erano gli allievi di un musicista proveniente da una qualche diaspora mittel-europea? E poi, come mai tutti il violino (a parte raramente le chitarre per le donne), e non, come spesso accadeva, anche la fisarmonica, un clarinetto, un qualche mandolino? Domande, come può notare un esperto, frutto di una sostanziale ignoranza del fatto musicale e della storia della musica popolare.<br />
Passò qualche mese, nel quale le domande rimasero a sonnecchiare sulla scrivania.<br />
Poi incontrai Andrea Bonacini, amico da lunga data, presidente di Sheherazade, allora centro studi musicali. Parlando del più e del meno, gli ricordai della mostra. Venni così a sapere che in realtà, non solo già era stato prodotto e distribuito un cd con alcuni brani del repertorio di una di queste famiglie, ma esistevano scritti, più o meno strutturati, che avevano cercato di approfondire il fenomeno. Andrea mi fece avere un interessante dattiloscritto, insieme alla copia del catalogo della mostra che non avevo trovato in loco.<br />
Il dattiloscritto, firmato Bruno Gabbi, era in realtà il terzo volume delle Memorie storiche della parrocchia di Santa Vittoria, e conteneva, all&#8217;interno di pagine fitte di informazioni e appunti tra erudizione e cronachistica, il capitolo &#8220;La terra e il paese dei violini e degli strumenti ad arco&#8221;.<br />
In queste quaranta pagine, viene ricostruita, sulla scorta di un singolare intreccio di memoria individuale (lo stesso Gabbi in gioventù partecipò ad alcune orchestrine locali), memoria collettiva raccolta in vari modi (come venni in seguito a sapere, l&#8217;autore aveva intervistato personalmente e aveva scritto a numerosi familiari dei suonatori vittoriesi), frammentari approfondimenti archivistici, sia la presunta origine &#8220;esotica&#8221; dei quintetti vittoriesi, sia, questo particolare importante, le diverse formazioni delle varie famiglie.<br />
Questo capitolo, nella sua integrità, il lettore lo troverà allegato alla ricerca, perché credo sia un ottimo esempio di documento ibrido, che disvela e sottace insieme, alcune importanti indicazioni su questa tradizione musicale. La sua peculiarità infatti sta proprio nel partire da premesse cronachistiche &#8211; le memorie della parrocchia locale, ricostruite, attraverso un mix di memorie personali, memorie collettive del paese, richieste di documentazioni a eredi, spoglio di documentazioni varie mai però citate &#8211; ricostruite, dicevo, non tanto le origini, le dinamiche del fenomeno, le modalità di diffusione, bensì la composizione delle formazioni, ponendo una forte attenzione sull&#8217;aspetto familiare dei concerti. Le famiglie dei suonatori, chiamate dall&#8217;autore &#8220;casati&#8221;, Bagnoli, Carpi, Lambruschi, Ghidorzi, Boiardi, Menozzi, Cantarelli, Lanzi, De Carli, Simonazzi, Donelli, Gabbi, in modi differenti e con differente continuità, vengono rubricate secondo uno schema documentale ma senza quelle necessarie cautele, avvertenze, modalità dello storico. Non solo. Il documento si propone innanzitutto all&#8217;attenzione della stessa comunità, nasce cioè come tentativo di restituire ai più giovani del paese le memorie degli anziani. Il pubblico cioè di Gabbi è appunto la comunità del paese, che anche negli stessi &#8220;scòtmai&#8221; (soprannomi collettivi) è chiamata a riconoscersi.<br />
Le evidenti rimozioni, ad esempio l&#8217;ostilità continua della chiesa o l&#8217;assenza di alcuni nominativi scomodi per le compromissioni con il fascismo, non deprezzano lo sforzo ma aiutano noi contemporanei a collocare tale documento nella sua giusta dimensione.<br />
La scelta però di riproporlo in appendice è anche funzionale a coprire una delle tante lacune di questo lavoro.<br />
A differenza di Gabbi e di Gianluca Torelli, curatore della mostra e del suo catalogo insieme al gruppo vittoriese di ricerca e valorizzazione di questa &#8220;tradizione&#8221;, da lui e da altri animato, non solo non ho potuto, se non in minima parte, approfondire il percorso di ricerca sulle memorie superstiti e sulle eventuali documentazioni private rimaste, ma anche gli obbiettivi di questa monografia sono di diverso ordine.<br />
Il problema infatti è che sia il capitolo di Gabbi, sia le ricerche compiute per allestire la mostra avevano, tra i vari pregi, il limite di risultare, alla fine, parziali e aneddotiche, non organizzando il sapere potenzialmente attingibile, e anche attinto, in un quadro che connettesse lo specifico territoriale a un contesto più esteso, senza tenere conto dei contributi della ricerca specialistica, sorvolando sulle modalità del lavoro storico.<br />
Non voglio essere frainteso.<br />
Se risultati si troveranno nel presente lavoro, per quanto modesti e se si vuole parziali, questi sono semplicemente il risultato possibile dell&#8217;incontro tra il necessario lavoro d&#8217;archivio e la passione di chi mi ha preceduto e di chi mi ha aiutato, anche nell&#8217;identificare tracce e segnali in una potenzialmente infinita bibliografia sul fenomeno chiamato liscio, nel quale si colloca compiutamente questo studio di caso. Non è falsa modestia.<br />
In realtà in Italia lo studio di fenomeni quali le origini e gli sviluppi della popular music, seppure ben avviati altrove, basti solo pensare alla tradizione angloamericana o a quella francese, stentano a decollare, il più delle volte pubblicati in riviste specialistiche o in qualche disperso periodico locale. La stessa sensibilità degli storici italiani nell&#8217;affrontare la vischiosità di temi che intrecciano la storia locale con la storia sociale e culturale del paese, lascia scoperto il campo a interventi tutto sommato generalisti, strutturati cioè sull&#8217;osservazione e l&#8217;analisi di fonti ufficiali e nazionali, oppure inquadrati secondo i tradizionali occhiali idealistici che dividono, ad esempio, la musica in colta o non colta (non a caso rinuncio a usare l&#8217;aggettivo popolare), tralasciando attori sociali, contesti sociopolitici, produttori &#8211; ebbene sì i musicisti producono una specifica merce -, venditori e imprenditori, luoghi e spazi dell&#8217;intrattenimento e del tempo libero.</span></span></p>
<p align="justify">
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Festa della Vendemmia in Villa Paladin, domenica 20 Settembre ad Annone Veneto]]></title>
<link>http://500vini.wordpress.com/2009/09/14/festa-della-vendemmia-in-villa-paladin-domenica-20-settembre-ad-annone-veneto/</link>
<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 16:18:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>purplestain</dc:creator>
<guid>http://500vini.wordpress.com/2009/09/14/festa-della-vendemmia-in-villa-paladin-domenica-20-settembre-ad-annone-veneto/</guid>
<description><![CDATA[degustazione vini ad Annone Veneto Agli Appassionati del Vino, gli Amici e ai Clienti… Per Tutti gli]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="center">
<div id="attachment_827" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-827" href="http://500vini.wordpress.com/2008/08/19/vini-in-degustazione-in-enoteca-a-caorle/0710-salonevino-to-122/"><img class="size-medium wp-image-827" title="degustazione vini ad Annone Veneto" src="http://500vini.wordpress.com/files/2008/08/0710-salonevino-to-122.jpg?w=300" alt="degustazione vini ad Annone Veneto" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">degustazione vini ad Annone Veneto</p></div>
<p>Agli Appassionati del <strong>Vino</strong>, gli Amici e ai Clienti…<br />
Per Tutti gli amanti della <strong>Cultura del Vino</strong> e delle <strong>Tradizioni</strong>…</p>
<p align="center">domenica 20 settembre, dalle ore 14.30 alle ore 19.00<br />
<strong>FESTA DELLA VENDEMMIA: il fascino di un momento unico!</strong></p>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#800080;">Traubenfest &#124; Harvesting Party</span></h2>
<p>Ecco un’occasione unica per rivivere i <strong>riti della vendemmia</strong> in un <strong>ambiente di festa</strong> e allegria, per riscoprire i<strong> sapori veraci </strong>e gli intensi profumi di un tempo.</p>
<p><!--more--></p>
<div id="attachment_1731" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-1731" href="http://500vini.wordpress.com/2009/04/03/vinitaly-2009-anche-questanno-e-fatta/vinitaly-2009_001/"><img class="size-medium wp-image-1731" title="Festa della Vendemmia e degustazione vini " src="http://500vini.wordpress.com/files/2009/04/vinitaly-2009_001.jpg?w=300" alt="Festa della Vendemmia e degustazione vini " width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Festa della Vendemmia e degustazione vini </p></div>
<p>I <strong>bambini </strong>potranno <strong>vendemmiare</strong> nei <strong>Vigneti </strong>in cui è immersa <strong>Villa Paladin</strong>, ma soprattutto <strong>pigiare l’uva con i piedi</strong> nei tradizionali <strong>tini di legno</strong>.</p>
<p>L’<strong><a href="http://www.associazionelafontana.it/index.htm" target="_blank">Associazione “La Fontana” di Rustignè di Oderzo</a></strong>, allestirà la <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caupona#Caupona">Caupona</a></strong>, caratteristica “<strong>osteria</strong>” dell’<strong>epoca romana</strong> in cui ritrovarsi per una piacevole “pausa golosa” accompagnata da un buon<strong> calice di vino</strong>.</p>
<p>I tecnici della <strong>Cantina</strong> saranno lieti di accompagnarvi nella <strong>visita ai vigneti</strong>, alla <strong>Cantina di produzione</strong> e alle <strong>sale di invecchiamento</strong>.</p>
<p>Alle 19.30 verrà servita la <strong>cena</strong>, sempre a cura dell’<strong>Associazione “La Fontana”</strong>, con piatti ispirati alle <strong>antiche tradizioni romane</strong>.</p>
<div id="attachment_1031" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-1031" href="http://500vini.wordpress.com/2008/09/09/e-tempo-di-sagra-festeggiamenti-settembrini-a-corbolone/0707-annia-uva-052/"><img class="size-medium wp-image-1031" title="Tralci con grappoli d'uva" src="http://500vini.wordpress.com/files/2008/09/0707-annia-uva-052.jpg?w=300" alt="Tralci con grappoli d'uva" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Tralci con grappoli d&#39;uva</p></div>
<p>Non mancherà l&#8217;<strong>abbinamento cibo vini</strong>, con il corretto accompagnamento delle specialità romane con  i vini prodotti dalla <strong>Famiglia Paladin</strong>: in particolare non mancheranno il vivace <a href="http://www.paladin.it/Dynamic/BrandSingleItem,intLangID,2,intCategoryID,38,intLevelID,1.html" target="_blank"><strong>Raboso Fiore</strong></a>, il tipico <strong><a href="http://www.paladin.it/Dynamic/BrandSingleItem,intLangID,2,intCategoryID,37,intLevelID,1.html" target="_blank">Refosco 2008 Paladin</a></strong> ed il fine <a href="http://www.paladin.it/Dynamic/BrandSingleItem,intLangID,2,intCategoryID,41,intLevelID,1,intItemID,17.html" target="_blank"><strong>Refosco Roggio dei Roveri 2004 Bosco del Merlo</strong></a>.</p>
<p>E’ obbligatoria la prenotazione (fino ad esaurimento posti).</p>
<p><em>I ragazzi della <strong>Cooperativa Madonna dei Miracoli ONLUS di Motta di Livenza</strong>, centro di sostegno alla disabilità, presenteranno i loro lavori. </em></p>
<h3 style="text-align:center;"><em>Per ogni bottiglia acquistata durante la giornata 1€ sarà devoluto alla Cooperativa.</em></h3>
<p><strong>Infoline:<br />
</strong></p>
<ul>
<li> Tel. +39 0422 768 167</li>
<li><a href="mailto:paladin@paladin.it" target="_blank"><span style="color:#aaaaaa;"> paladin@paladin.i</span><span style="color:#aaaaaa;">t</span></a></li>
</ul>
<p><strong>Fonte:</strong><em><br />
- </em><a href="http://www.paladin.it/Dynamic/BrandSingleItem,intLangID,2,intCategoryID,37,intLevelID,1.html" target="_blank">http://www.paladin.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[onicopalpidi - paraboloide]]></title>
<link>http://lemmarioenciclopedico.wordpress.com/2009/09/06/onicopalpidi-paraboloide/</link>
<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 23:05:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>antoniobon</dc:creator>
<guid>http://lemmarioenciclopedico.wordpress.com/2009/09/06/onicopalpidi-paraboloide/</guid>
<description><![CDATA[Onicopàlpidi,onicopalpidi, onimia,_onimia, ònimo,_onimo, ònio,_onio, onìrico,onirico, onirismo,oniri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Onicopàlpidi,onicopalpidi, onimia,_onimia, ònimo,_onimo, ònio,_onio, onìrico,onirico, onirismo,onirismo, oniro-,oniro_, oniròide,oniroide, onirologìa,onirologia, oniromanzìa,oniromanzia, Onìscidi,oniscidi, Oniscoidèi,oniscoidei, Oniscomòrfi,oniscomorfi, onlap,onlap, on line,on_line, onni-,onni_, Onnian,onnian, onnicomprensivo,onnicomprensivo, onnidirezionale,onnidirezionale, onninaménte,onninamente, onnipossènte,onnipossente, onnipotènte,onnipotente, onnipotènza,onnipotenza, onnipresènte,onnipresente, onnipresènza,onnipresenza, onnisciènte,onnisciente, onnisciènza,onniscienza, onniveggènte,onniveggente, onniveggènza,onniveggenza, onnìvoro,onnivoro, Onobrychis,onobrychis, onomanzìa,onomanzia, onomasiologìa,onomasiologia, onomasiològico,onomasiologico, onomasiòlogo,onomasiologo, onomàstica,onomastica, onomàstico,onomastico, onomàtica,onomatica, onomatopèa,onomatopea, onomatopèico,onomatopeico, onònide,ononide, Ononis,ononis, Onopordon,onopordon, onoràbile,onorabile, onorabilità,onorabilita, onoranza,onoranza, onorare,onorare, onoràrio (aggettivo),onorario1, onoràrio (sostantivo),onorario2, onorato,onorato, onóre,onore, onorévole,onorevole, onorevolézza,onorevolezza, onorificènza,onorificenza, onorìfico,onorifico, Onotragus,onotragus, ónta,onta, ontano,ontano, ónte,_onte, on the road,on_the_road, òntico,ontico, onto-,onto_, ontogènesi,ontogenesi, ontogenètico,ontogenetico, ontologìa,ontologia, ontològico,ontologico, ontologismo,ontologismo, ontologista,ontologista, ontóso,ontoso, Onùfidi,onufidi, onusto,onusto, Onychodactylus,onychodactylus, Onychogalea,onychogalea, oo-,oo_, O/O,oo, oocinète,oocinete, oocisti,oocisti, oogamìa,oogamia, oogònio,oogonio, oolite,oolite, Oomicèti,oomiceti, oosfèra,oosfera, oospòra,oospora, oostegite,oostegite, ootèca,ooteca, oozòide od oozoòide,oozoide_od_oozooide, opacìmetro,opacimetro, opacità,opacita, opacizzante,opacizzante, opacizzare,opacizzare, opaco,opaco, opale,opale, opalescènte,opalescente, opalescènza,opalescenza, opalina,opalina, Opalina,opalina_1, Opalinati,opalinati, Opalìnidi,opalinidi, opalino,opalino, opanka,opanka, op-art,op_art, ope,_ope, O.P.E.P.,o_p_e_p_, òpera,opera, opéra-ballet,opera_ballet, òpera buffa,opera_buffa, opéra-comique,opera_comique, operae libertorum,operae_libertorum, operae servorum,operae_servorum, operàio,operaio, operaismo,operaismo, operando,operando, opera omnia,opera_omnia, operare,operare, operating costs,operating_costs, operativo,operativo, operato,operato, operatóre,operatore, operatòrio,operatorio, operazionale,operazionale, operazionalismo od operazionismo,operazionalismo_od_operazionismo, operazióne,operazione, opercolato,opercolato, opèrcolo,opercolo, operétta,operetta, operettista,operettista, operettìstico,operettistico, operista,operista, operìstico,operistico, operóne,operone, operosità,operosita, operóso,operoso, Ophioglossum,ophioglossum, Ophiostoma,ophiostoma, Ophryoglena,ophryoglena, Ophryoscolex,ophryoscolex, Ophrys,ophrys, opia,_opia, opifìcio,opificio, Opiliònidi,opilionidi, opimo,opimo, opinàbile,opinabile, opinare,opinare, opinio communis doctorum,opinio_communis_doctorum, opinio iuris,opinio_iuris, opinion leader,opinion_leader, opinióne,opinione, opinionista,opinionista, opinion maker,opinion_maker, Opistandri,opistandri, opisthaptor,opisthaptor, opisthocranion,opisthocranion, opìstion,opistion, opisto-,opisto_, Opistobranchi,opistobranchi, opistocèle o opistocèlico,opistocele_o_opistocelico, Opistocèli,opistoceli, Opistocòmidi,opistocomidi, opistòdomo,opistodomo, opistòglifo,opistoglifo, opistògrafo,opistografo, Opistòmi,opistomi, Opistopròttidi,opistoprottidi, opistopròtto dalla suòla,opistoprotto_dalla_suola, Opistòrchidi,opistorchidi, opistosòma,opistosoma, Opistospermòfori,opistospermofori, Opistotèli,opistoteli, opistòtono,opistotono, óp là,op_la, oplita,oplita, Oplocàridi,oplocaridi, Oplonemertini,oplonemertini, opopànaco,opopanaco, opòssum,opossum, opoterapìa,opoterapia, opoteràpico,opoterapico, oppiàceo,oppiaceo, oppiare,oppiare, oppiato,oppiato, oppilare,oppilare, òppio (botanica),oppio1, òppio (sostantivo),oppio2, oppiòide,oppioide, oppiòmane,oppiomane, oppiomanìa,oppiomania, opponènte,opponente, oppórre,opporre, opportunismo,opportunismo, opportunista,opportunista, opportunìstico,opportunistico, opportunità,opportunita, opportuno,opportuno, oppositività,oppositivita, oppositóre,oppositore, opposizióne,opposizione, oppósto,opposto, oppressióne,oppressione, oppressivo,oppressivo, opprèsso,oppresso, oppressóre,oppressore, opprìmere,opprimere, oppugnare,oppugnare, oppure,oppureyy, opri\f7~c\f0~nina,opricnina, opsia,_opsia, opsina,opsina, opsiùria,opsiuria, opsonina,opsonina, optare,optare, optimates,optimates, optimum,optimum, optional,optional, opto-,opto_, optoelettrònica,optoelettronica, optometrìa,optometria, optomètrico,optometrico, optometrista,optometrista, opulènto,opulento, opulènza,opulenza, Opuntia,opuntia, opus,opus, opùscolo,opuscolo, opzionale,opzionale, opzióne,opzione, óra (sostantivo),ora1, óra (avverbio),ora2, òra,orayy, oracolare,oracolare, oracoleggiare,oracoleggiare, oràcolo,oracolo, oracula vivae vocis,oracula_vivae_vocis, ora et labora,ora_et_labora, òrafo,orafo, orale,orale, oralità,oralita, orangisti,orangisti, orango,orango, orang-utàn,orang_utan, orare,orare, oràrio,orario, orata,orata, oratóre,oratore, oratòria,oratoria, oratoriale,oratoriale, oratoriano,oratoriano, oratòrio (aggettivo),oratorio1, oratòrio (sostantivo),oratorio2, oraziano,oraziano, orazióne,orazione, Órba,orba, orbace,orbace, orbare,orbare, òrbe,orbe, orbèllo,orbello, orbène,orbene, orbettino,orbettino, orbicolare,orbicolare, Orbiculoidea,orbiculoidea, Orbiniìdi,orbiniidi, òrbita,orbita, orbitale,orbitale, orbitare,orbitare, orbitàrio,orbitario, Orbitoidàcei,orbitoidacei, Orbitolinidee,orbitolinidee, Orbitoliti,orbitoliti, orbitosfenòide,orbitosfenoide, òrbo,orbo, òrca,orca, órca,orca_1, orceina,orceina, orcèlla,orcella, orchéssa,orchessa, orchèstica,orchestica, orchèstico,orchestico, orchèstra,orchestra, orchestrale,orchestrale, orchestrare,orchestrare, orchestrazióne,orchestrazione, orchestrina,orchestrina, orchèstrion,orchestrion, orchétto marino,orchetto_marino, orchi-,orchi_, Orchidàcee,orchidacee, orchidèa,orchidea, orchidopessìa,orchidopessia, orchiectomìa,orchiectomia, orchiepididimite,orchiepididimite, Orchis,orchis, orchite,orchite, orciàio,orciaio, orcinòlo,orcinolo, òrcio,orcio, orciòlo,orciolo, orciprenalina,orciprenalina, òrco od órco,orco_od_orco, òrco marino,orco_marino, ordàlia,ordalia, ordàlico,ordalico, ordeina,ordeina, ordenina,ordenina, ordigno,ordigno, ordinale,ordinale, ordinalità,ordinalita, ordinaménto,ordinamento, ordinanza,ordinanza, ordinare,ordinare, ordinariato,ordinariato, ordinàrio,ordinario, ordinata,ordinata1 ordinata2, ordinatario,ordinatario, ordinativo,ordinativo, ordinato,ordinato, ordinatóre,ordinatore, ordinatòrio,ordinatorio, ordinazióne,ordinazione, órdine,ordine, ordire,ordire, ordito,ordito, orditóio,orditoio, orditóre,orditore, orditura,orditura, ordo iudiciorum privatorum et publicorum,ordo_iudiciorum_privatorum_et_publicorum, ordo magistratuum,ordo_magistratuum, ordonezite,ordonezite, Ordoviciano,ordoviciano, öre,ore, Oreaster,oreaster, orécchia,orecchia, orécchia d’órso,orecchia_dorso, orecchiante,orecchiante, orecchiare,orecchiare, orecchiétta,orecchietta, orecchino,orecchino, orécchio,orecchio, orécchio d’àsino,orecchio_dasino, orécchio di Giuda,orecchio_di_giuda, orecchióne,orecchione, orecchionièra,orecchioniera, orecchiuto,orecchiuto, Orectolòbidi,orectolobidi, oréfice,orefice, oreficerìa,oreficeria, orèmus,oremus, Oreopitecine,oreopitecine, Oreopithecus,oreopithecus, oressizzante,oressizzante, orezzare,orezzare, orfanatròfio,orfanatrofio, òrfano,orfano, orfanotròfio,orfanotrofio, orfenadrina,orfenadrina, òrfico,orfico, orfismo,orfismo, organare,organare, organàrio,organario, organaro,organaro, orgàndis,organdis, organèllo,organello, organétto,organetto, orgànica,organica, organicare,organicare, organicazióne,organicazione, organicismo,organicismo, organicità,organicita, orgànico,organico, organigramma,organigramma, organino,organino, organismo,organismo, organista,organista, organìstico,organistico, organìstrum,organistrum, organite od organito,organite_od_organito, organizzare,organizzare, organizzativo,organizzativo, organizzatóre,organizzatore, organizzazióne,organizzazione, òrgano,organo, organoalogenato,organoalogenato, organofosfòrico,organofosforico, organogènesi,organogenesi, organògeno,organogeno, organolèttico,organolettico, organologìa,organologia, organòlogo,organologo, organometàllico,organometallico, organopatìa,organopatia, organoterapìa,organoterapia, organotropismo,organotropismo, orgànulo,organulo, organum,organum, organza,organza, organzino,organzino, orgasmo,orgasmo, orgeóni,orgeoni, òrgia,orgia, orgiasta,orgiasta, orgiàstico,orgiastico, orgóglio,orgoglio, orgoglióso,orgoglioso, orgònico,orgonico, òribi,oribi, oricalco,oricalco, òrice,orice, oricèllo,oricello, orientale,orientale, orientaleggiante,orientaleggiante, orientalismo,orientalismo, orientalista,orientalista, orientalìstica,orientalistica, orientalìstico,orientalistico, orientalizzante,orientalizzante, orientalizzare,orientalizzare, orientaménto,orientamento, orientare,orientare, orientativo,orientativo, orientato,orientato, orientazióne,orientazione, oriènte,oriente, orienteering,orienteering, orientite,orientite, orifiamma,orifiamma, orifìzio od orifìcio,orifizio_od_orificio, origami,origami, orìgano,origano, origenista,origenista, originale,originale, originalità,originalita, originare,originare, originàrio,originario, orìgine,origine, origliare,origliare, origlière,origliere, orinale,orinale, orinare o urinare,orinare_o_urinare, orinatóio,orinatoio, Oriòlidi,oriolidi, oriòlo (sostantivo),oriolo1, oriòlo (zoologia),oriolo2, Orionidi,orionidi, orittèropo,oritteropo, oriundo,oriundo, orizzontale,orizzontale, orizzontaménto,orizzontamento, orizzontare,orizzontare, orizzónte,orizzonte, orlare,orlare, orlato,orlato, orlatóre,orlatore, orlatura,orlatura, orléans,orleans, orlétto,orletto, órlo,orlo, òrlon,orlon, Orlov (petrografia),orlov, órma,orma, ormài od oramài,ormai_od_oramai, ormare,ormare, ormeggiare,ormeggiare1 ormeggiare2, orméggio,ormeggio, ormisino,ormisino, ormogònio,ormogonio, ormonale,ormonale, ormóne,ormone, ormònico,ormonico, ormonoresistenza,ormonoresistenza, ormonoterapìa,ormonoterapia, ornamentale,ornamentale, ornamentazióne,ornamentazione, ornaménto,ornamento, ornare,ornare, ornatista,ornatista, ornato (aggettivo),ornato1, ornato (sostantivo),ornato2, ornatóre,ornatore, orneblènda,orneblenda, ornièllo od ornèllo,orniello_od_ornello, Ornithogalum,ornithogalum, ornitina,ornitina, Ornitischi,ornitischi, ornito-,ornito_, ornitoaliante,ornitoaliante, ornitòfilo,ornitofilo, ornitògamo,ornitogamo, ornitologìa,ornitologia, ornitològico,ornitologico, ornitòlogo,ornitologo, ornitomanzìa,ornitomanzia, Ornitòpodi,ornitopodi, ornitorinco,ornitorinco, ornitùrico,orniturico, órno,orno, oro-,oro_1 oro_2, òro,oro, Orobancàcee,orobancacee, Orobanche,orobanche, orocinètica,orocinetica, oroclino,oroclino, oroclinotatèsi,oroclinotatesi, orofaringe,orofaringe, oròfilo,orofilo, orògene,orogene, orogènesi,orogenesi, orogenètico,orogenetico, orografìa,orografia, orogràfico,orografico, orologerìa,orologeria, orologiàio,orologiaio, orologièro,orologiero, orològio,orologio, oróngo,orongo, orònimo,oronimo, oroscopìa,oroscopia, oroscòpico,oroscopico, oròscopo,oroscopo, orotatèsi,orotatesi, oròtico,orotico, òroton,oroton, orpellare,orpellare, orpèllo,orpello, orpiménto,orpimento, orrèndo,orrendo, orrìbile,orribile, òrrido,orrido, orripilante,orripilante, orripilazióne,orripilazione, orróre,orrore, orroróso,orroroso, órsa,orsa, orsacchiòtto,orsacchiotto, orsàggine,orsaggine, orsétto,orsetto, orsino,orsino, órso,orso, Orstein,orstein, orsù,orsuyy, ortàggio,ortaggio, ortàglia,ortaglia, ortaq od ortoq,ortaq_od_ortoq, ortatòria,ortatoria, ortènse,ortense, ortènsia,ortensia, òrthicon,orthicon, ortica,ortica, orticàio,orticaio, orticària,orticaria, orticino,orticino, òrtico,ortico, ortìcolo,orticolo, orticoltóre od orticultóre,orticoltore_od_orticultore, orticoltura od orticultura,orticoltura_od_orticultura, Ortidi,ortidi, ortivo,ortivo1 ortivo2, orto-,orto_, òrto (botanica),orto1, òrto (astronomia),orto2, ortoanfibolo,ortoanfibolo, ortobòrico,ortoborico, ortocefalìa,ortocefalia, ortocèntro,ortocentro, Ortoceràtidi,ortoceratidi, ortoclàsio,ortoclasio, ortocoanita,ortocoanita, ortocromàtico,ortocromatico, ortodòntico,ortodontico, ortodonzìa,ortodonzia, ortodossìa,ortodossia, ortodòsso,ortodosso, ortodromìa od ortodròmia,ortodromia_od_ortodromia, ortodròmico,ortodromico, ortoepìa,ortoepia, ortoèpico,ortoepico, ortofonìa,ortofonia, ortofònico,ortofonico, ortofòrmio,ortoformio, ortofòto,ortofoto, ortofotocarta,ortofotocarta, ortofruttìcolo,ortofrutticolo, ortofrutticoltóre,ortofrutticoltore, ortofrutticoltura,ortofrutticoltura, ortogènesi,ortogenesi, ortogenètico,ortogenetico, ortognatismo,ortognatismo, ortògnato od ortognato,ortognato_od_ortognato, ortogonale,ortogonale, ortogonalità,ortogonalita, ortografìa,ortografia, ortogràfico,ortografico, ortoiconoscòpio,ortoiconoscopio, ortolano,ortolano, ortomagmàtico,ortomagmatico, Ortonèttidi,ortonettidi, ortonormale,ortonormale, ortopancromàtico,ortopancromatico, ortopedìa,ortopedia, ortopèdico,ortopedico, ortopnèa,ortopnea, ortopositrònio,ortopositronio, ortoproiettóre,ortoproiettore, ortoproiezióne,ortoproiezione, ortopsichiatrìa,ortopsichiatria, Ortòrafi,ortorafi, ortorifrangènte,ortorifrangente, ortorómbico,ortorombico, ortoscopìa,ortoscopia, ortoscòpico,ortoscopico, ortòse,ortose, ortoselezione,ortoselezione, ortosferoscòpio,ortosferoscopio, ortosimpàtico,ortosimpatico, ortostàtico,ortostatico, ortòstato,ortostato, ortòstico,ortostico, ortotòno,ortotono, ortotropismo,ortotropismo, ortòtropo,ortotropo, Ortòtteri,ortotteri, ortòttico,ortottico, orvièto,orvieto, Oryza,oryza, Oryzomys,oryzomys, Oryzorictes,oryzorictes, òrza,orza, orzaiòlo,orzaiolo, orzare,orzare, orzata,orzata orzata_1, orzato,orzato, orzièro,orziero, òrzo,orzo, ôs,os, osammina,osammina, osamminidasi,osamminidasi, osanna,osanna, osannare,osannare, osare,osare, Osbornictis,osbornictis, oscenità,oscenita, oscèno,osceno, oscillante,oscillante, oscillare,oscillare, oscillatóre,oscillatore, Oscillatoria,oscillatoria, oscillatòrio,oscillatorio, oscillazióne,oscillazione, oscillo,oscillo, oscillòfono,oscillofono, oscillografìa,oscillografia, oscillògrafo,oscillografo, oscillogramma,oscillogramma, oscillòmetro,oscillometro, oscilloscòpio,oscilloscopio, oscitante,oscitante, oscitanza,oscitanza, oscnòdo,oscnodo, òsco,osco, òsco-umbro,osco_umbro, osculare,osculare, osculatóre,osculatore, osculazióne,osculazione, òsculo,osculo, oscuraménto,oscuramento, oscurantismo,oscurantismo, oscurantista,oscurantista, oscurantìstico,oscurantistico, oscurare,oscurare, oscurità,oscurita, oscuro,oscuro, osèlla,osella, osfràdio,osfradio, òsi,_osi, OSI,osi, oside,oside, òsio od -òso,_osio_od__oso, osmànico,osmanico, Osmanli,osmanli, osmanto,osmanto, Osmèridi,osmeridi, Osmia,osmia, osmidròsi,osmidrosi, òsmio,osmio, osmirìdio,osmiridio, osmite,osmite, osmoconformista,osmoconformista, osmoregolatóre,osmoregolatore, osmoregolazióne,osmoregolazione, osmòsi,osmosi, osmotassìa,osmotassia, osmòtico,osmotico, Osmunda,osmunda, Osmundàcee,osmundacee, óso,_oso_1, òso,oso, òsol,osol, ospedale,ospedale, ospedalière,ospedaliere, ospedalièro,ospedaliero, ospedalismo,ospedalismo, ospedalizzare,ospedalizzare, ospitale,ospitale1, ospitalità,ospitalita, ospitante,ospitante, ospitare,ospitare, òspite,ospite, ospìzio,ospizio, ospodarato,ospodarato, ospodaro o gospodaro,ospodaro_o_gospodaro, ossalacètico,ossalacetico, ossalato,ossalato, ossàlico,ossalico, Ossalidàcee,ossalidacee, ossal-succìnico,ossal_succinico, ossalùria,ossaluria, ossame,ossame, ossàrio,ossario, ossatura,ossatura, ossazòlo,ossazolo, ossecrare,ossecrare, òsseo,osseo, ossequènte,ossequente, ossequiare,ossequiare, ossèquio,ossequio, ossequiosità,ossequiosita, ossequióso,ossequioso, osservàbile,osservabile, osservante,osservante, osservanza,osservanza, osservare,osservare, osservatóre,osservatore, osservatòrio,osservatorio, osservazióne,osservazione, ossessionare,ossessionare, ossessióne,ossessione, ossessivo,ossessivo, ossèsso,ossesso, ossèto,osseto, ossi-,ossi_, ossìa,ossiayy, ossiacetilènico,ossiacetilenico, ossiàcido,ossiacido, ossianésco,ossianesco, ossiànico,ossianico, ossibiotina,ossibiotina, ossichetóne,ossichetone, #NOME?,8_ossichinolina, ossicino,ossicino, ossìcolo o ossìculo,ossicolo_o_ossiculo, ossidàbile,ossidabile, ossidante,ossidante, ossidare,ossidare, ossidazióne,ossidazione, ossidiana,ossidiana, ossidimetrìa,ossidimetria, ossidionale,ossidionale, òssido,ossido, òssidoreduttasi,ossidoreduttasi, ossidoriduzióne,ossidoriduzione, ossidrilasi,ossidrilasi, ossidrile,ossidrile, ossiemoglobina,ossiemoglobina, ossificare,ossificare, ossificazióne,ossificazione, ossìfraga,ossifraga, ossigenare,ossigenare, ossigenatóre,ossigenatore, ossigenazióne,ossigenazione, ossìgeno,ossigeno, ossigenoterapìa,ossigenoterapia, ossima,ossima, ossimetrìa,ossimetria, ossimòro od ossìmoro,ossimoro_od_ossimoro, ossiprolina,ossiprolina, ossitetraciclina,ossitetraciclina, ossitiamina,ossitiamina, ossitòcico,ossitocico, ossitocina,ossitocina, ossìtono,ossitono, ossitremorina,ossitremorina, ossiurìasi,ossiuriasi, ossiuro,ossiuro, òsso,osso, ossoàcido,ossoacido, ossobuco od òsso buco,ossobuco_od_osso_buco, Óssola o Val d’Óssola,ossola_o_val_dossola, ossònio,ossonio, ossosìntesi,ossosintesi, ossuto,ossuto, òsta,osta, ostacolare,ostacolare, ostacolista,ostacolista, ostàcolo,ostacolo, ostàggio,ostaggio, ostare,ostare, ostativo,ostativo, òste (sostantivo),oste1, òste (militaria),oste2, osteggiare,osteggiare, osteite,osteite, Osteitti,osteitti, ostèllo,ostello, ostensióne,ostensione, ostensivo,ostensivo, ostensóre,ostensore, ostensòrio,ostensorio, ostentare,ostentare, ostentazióne,ostentazione, osteo-,osteo_, osteoartrite,osteoartrite, osteoartropatìa,osteoartropatia, osteoartròsi,osteoartrosi, osteoblasto,osteoblasto, osteocita,osteocita, osteoclasìa,osteoclasia, osteoclasta,osteoclasta, osteoclastòma,osteoclastoma, osteocondrite,osteocondrite, osteocondrodistrofìa,osteocondrodistrofia, osteocondròsi,osteocondrosi, osteodèsi,osteodesi, osteodisplasìa,osteodisplasia, osteodistrofìa,osteodistrofia, osteofita,osteofita, osteofitòsi,osteofitosi, osteogènesi,osteogenesi, Osteoglòssidi,osteoglossidi, osteolèmo,osteolemo, Osteolepis,osteolepis, osteolisi,osteolisi, osteologìa,osteologia, osteològico,osteologico, osteòma,osteoma, osteomalacìa,osteomalacia, osteometrìa,osteometria, osteomielite,osteomielite, osteóne,osteone, osteonecròsi,osteonecrosi, osteopatìa,osteopatia, osteoperiostite,osteoperiostite, osteopetròsi,osteopetrosi, osteoporòsi,osteoporosi, osteosarcòma,osteosarcoma, osteoscleròsi od osteosclèrosi,osteosclerosi_od_osteosclerosi, osteòsi,osteosi, osteosìntesi,osteosintesi, Osteòstraci,osteostraci, osteotomìa,osteotomia, osterìa,osteria, osterìggio,osteriggio, ostéssa,ostessa, ostètrica,ostetrica, ostetrìcia,ostetricia, ostètrico,ostetrico, òstia,ostia, ostiaco,ostiaco, ostiariato,ostiariato, ostiàrio,ostiario, òstico,ostico, ostile,ostile, ostilità,ostilita, ostinarsi,ostinarsi, ostinatézza,ostinatezza, ostinato,ostinato, ostinazióne,ostinazione, ostino,ostino, òstio,ostio, ostracióne,ostracione, Ostraciònidi,ostracionidi, ostracismo,ostracismo, ostracizzare,ostracizzare, òstraco,ostraco, Ostracodèrmi,ostracodermi, Ostracòdi,ostracodi, òstrega,ostrega, òstrica,ostrica, ostricàio,ostricaio, ostrichèlla,ostrichella, ostrichière,ostrichiere, ostricoltóre,ostricoltore, ostricoltura,ostricoltura, òstro,ostro1 ostro2, ostrogòtico,ostrogotico, ostrogòto,ostrogoto, ostruire,ostruire, ostruzióne,ostruzione, ostruzionismo,ostruzionismo, ostruzionista,ostruzionista, ostruzionìstico,ostruzionistico, Ostrya,ostrya, Osyris,osyris, otalgìa,otalgia, otarda,otarda, otària,otaria, Otàridi,otaridi, otavite,otavite, òtico,otico, Otìdidi,otididi, Otiorrhynchus,otiorrhynchus, otite,otite, Otìtidi,otitidi, oto- od -oto,oto__od__oto, otocióne,otocione, otocisti,otocisti, otoematòma,otoematoma, otogibanashi,otogibanashi, otogi-z\f4~o\f0~shi,otogi_zoshi, otoiatra,otoiatra, otoiatrìa,otoiatria, otoiàtrico,otoiatrico, otolite,otolite, otològico,otologico, otorinolaringoiatra,otorinolaringoiatra, otorinolaringoiatrìa,otorinolaringoiatria, otorragìa,otorragia, otorrèa,otorrea, otoscleròsi od otosclèrosi,otosclerosi_od_otosclerosi, otoscopìa,otoscopia, otoscòpio,otoscopio, ototossicità,ototossicita, ótre,otre, otricolare,otricolare, otrìcolo o utrìcolo,otricolo_o_utricolo, otta-,otta_, òtta,otta, ottacòrdo,ottacordo, ottaedrite,ottaedrite, ottaèdro,ottaedro, ottagonale,ottagonale, ottàgono,ottagono, ottale,ottale, ottano,ottano, ottanta,ottanta, ottantanòve,ottantanove, ottante,ottante, Ottante,ottante_1, ottantènne,ottantenne, ottantèsimo,ottantesimo, ottantìgrado,ottantigrado, ottantina,ottantina, ottativo,ottativo, ottava,ottava, ottavàrio,ottavario, ottavino,ottavino, ottavo,ottavo, ottemperanza,ottemperanza, ottemperare,ottemperare, ottenebrare,ottenebrare, ottenére,ottenere, ottènne,ottenne, ottentòtto,ottentotto, ottétto,ottetto, òttica,ottica, òttico,ottico, ottimale,ottimale, ottimare,ottimare, ottimate,ottimate, ottìmetro,ottimetro, ottimismo,ottimismo, ottimista,ottimista, ottimìstico,ottimistico, ottimizzare,ottimizzare, ottimizzazióne,ottimizzazione, òttimo,ottimo, òtto,otto, Ottobrànchii,ottobranchii, ottobrata,ottobrata, ottóbre,ottobre, ottobrino,ottobrino, ottocentésco,ottocentesco, ottocentèsimo,ottocentesimo, ottocentista,ottocentista, ottocènto,ottocento, ottocifre,ottocifre, Ottocoralli,ottocoralli, ottodramma od octodramma,ottodramma_od_octodramma, ottomana,ottomana, ottomano,ottomano, ottomila,ottomila, ottonàio,ottonaio, ottonare,ottonare, ottonàrio,ottonario, ottonatura,ottonatura, ottóne,ottone, ottoniano,ottoniano, Ottòpodi,ottopodi, ottòtipo,ottotipo, ottrelite,ottrelite, ottriare od otriare,ottriare_od_otriare, ottuagenàrio,ottuagenario, ottùndere,ottundere, ottuplicare,ottuplicare, òttuplo,ottuplo, otturare,otturare, otturato,otturato, otturatóre,otturatore, otturatòrio,otturatorio, otturazióne,otturazione, ottusàngolo,ottusangolo, ottusità,ottusita, ottuso,ottuso, ourèbia,ourebia, ousía,ousia, out,out, outboard,outboard, outbreeding,outbreeding, outcome,outcome, output,output, outrigger,outrigger, outsider,outsider, ovàia,ovaia, ovàio,ovaio, ovaiòlo,ovaiolo, ovalare,ovalare, ovale,ovale, ovalizzare,ovalizzare, ovalizzazióne,ovalizzazione, ovalocitòsi,ovalocitosi, ovalòide,ovaloide, ovante,ovante, ovàrico,ovarico, ovariectomìa,ovariectomia, ovàrio,ovario, ovarìolo,ovariolo, ovariotestis,ovariotestis, ovariotomìa,ovariotomia, ovarite,ovarite, ovarosalpingectomìa,ovarosalpingectomia, ovatta,ovatta, ovattare,ovattare, ovazióne,ovazione, óve,oveyy, over,over, overboost,overboost, overdose,overdose, overdrive,overdrive, overflow,overflow, overite,overite, overlap,overlap, overlay,overlay, oversize,oversize, òvest,ovest, ovicèlla,ovicella, ovideposiziòne,ovideposizione, ovidótto od ovidutto,ovidotto_od_ovidutto, ovifórme,oviforme, ovile,ovile, ovino,ovino, oviparità,oviparita, ovìparo,oviparo, ovisacco,ovisacco, ovo-,ovo_, ovocita od ovocito,ovocita_od_ovocito, ovodeposiziòne,ovodeposizione, ovogamìa,ovogamia, ovogènesi,ovogenesi, ovogònio od oogònio,ovogonio_od_oogonio, ovoidale,ovoidale, ovòide,ovoide, ovolàccio,ovolaccio, ovolàio,ovolaio, ovolina,ovolina, òvolo,ovolo, ovopositóre,ovopositore, ovovìa,ovovia, ovoviviparità,ovoviviparita, ovovivìparo,ovoviviparo, ovulare,ovulare, ovulazióne,ovulazione, òvulo,ovulo, ovùnque,ovunqueyy, ovvéro,ovveroyy, ovviare,ovviare, ovvietà,ovvieta, òvvio,ovvio, Oweniìdi,oweniidi, oxacillina,oxacillina, Oxalis,oxalis, oxford,oxford, oxfordiano,oxfordiano, Oximonàdidi,oximonadidi, Oxirinchi,oxirinchi, Oxistòmati,oxistomati, oxoniènse,oxoniense, ox-tail soup,ox_tail_soup, \f4~o\f0~-yoroi,o_yoroi, oz,oz, òzalid,ozalid, ozelòt,ozelot, ozèna,ozena, oziare,oziare, ozieggiare,ozieggiare, òzio,ozio, oziorinco,oziorinco, oziosità,oziosita, ozióso,ozioso, ozocerite,ozocerite, ozonizzatóre,ozonizzatore, ozòno,ozono, ozonosfèra,ozonosfera, ozonuro,ozonuro, p,pyy, pa,pa, pa’,pa_4, paca,paca, pacarana,pacarana, pacare,pacare, pacatézza,pacatezza, pacato,pacato, pacca,pacca, pacchétto,pacchetto, pàcchia,pacchia, pacchianata,pacchianata, pacchianerìa,pacchianeria, pacchiano,pacchiano, pacchiare,pacchiare, pacciamatura,pacciamatura, pacciame,pacciame, pacco,pacco, paccottìglia,paccottiglia, pace,pace, pace-maker,pace_maker, pacfòng,pacfong, pachi-,pachi_, pachidèrma,pachiderma, pachidermìa,pachidermia, pachidèrmico,pachidermico, pachimeninge,pachimeninge, pachimeningite,pachimeningite, pachiodónte,pachiodonte, Pachiodónti,pachiodonti, pachistano o pakistano,pachistano_o_pakistano, pachitène,pachitene, pachnolite,pachnolite, pacière,paciere, pacificare,pacificare, pacificatóre,pacificatore, pacificazióne,pacificazione, pacìfico,pacifico, pacifismo,pacifismo, pacifista,pacifista, pacioccóne,pacioccone, pacióso,pacioso, paciulì,paciuli, pack,pack, package,package, packer,packer, packfong,packfong, packing,packing, pacta sunt servanda,pacta_sunt_servanda, pactum,pactum, pada,pada, padanità,padanita, padano,padano, padaùk o padùk,padauk_o_paduk, padda,padda, paddle-tennis,paddle_tennis, paddock,paddock, padèlla,padella, padellata,padellata, padellina,padellina, p-àdico,p_adico, padiglióne,padiglione, padiscià,padiscia, pado,pado, padovanèlla,padovanella, padovano,padovano, padre,padre, padreggiare,padreggiare, Padre nòstro,padre_nostro, padretèrno,padreterno, padrino,padrino, padronale,padronale, padronanza,padronanza, padronato,padronato, padróne,padrone, padroneggiare,padroneggiare, padronésco,padronesco, padùk,paduk, padule,padule, Paederus,paederus, paella,paella, paesàggio,paesaggio, paesaggista,paesaggista, paesaggìstico,paesaggistico, paesanismo,paesanismo, paesano,paesano, paése,paese, paesista,paesista, paesìstico,paesistico, paf,paf, PAF,paf_1, paffuto,paffuto, paga,paga, pagadébito,pagadebito, pagàia,pagaia, pagaménto,pagamento, paganeggiare,paganeggiare, paganèllo,paganello, paganésimo,paganesimo, paganizzare,paganizzare, pagano,pagano, pagare,pagare, pagatóre,pagatore, pageant,pageant, pagèlla,pagella, pàggio,paggio, pagherò,paghero, pàgina,pagina, paginazióne,paginazione, paging,paging, paginóne,paginone, pàglia,paglia, pagliaccésco,pagliaccesco, pagliaccétto,pagliaccetto, pagliacciata,pagliacciata, pagliàccio,pagliaccio, pagliàio,pagliaio, pagliarésco,pagliaresco, pagliaròlo,pagliarolo, pagliata,pagliata, paglierìccio,pagliericcio, paglierino,paglierino, pagliétta,paglietta, pagliétto,paglietto, paglino,paglino, pagliolàia,pagliolaia, pagliolato,pagliolato, pagliòlo,pagliolo, paglióne,paglione, pagliuzza,pagliuzza, pagnòtta,pagnotta, pago,pago1 pago2 pago3, pagòda,pagoda, pagodite,pagodite, pagro,pagro, Paguma,paguma, paguro,paguro, Paguroidèi,paguroidei, pah\f4~a\f0~ri,pahari, pàhlavi,pahlavi, pahoehoe,pahoehoe, paigeite,paigeite, paillard,paillard, paillette,paillette, pailou,pailou, paino,paino, pàio,paio, paiolata,paiolata, paiòlo,paiolo, paisà,paisa, pala,pala1 pala2 pala3, paladinésco,paladinesco, paladino,paladino, Palaeoctopus,palaeoctopus, Palaeophonus,palaeophonus, palafitta,palafitta, palafittare,palafittare, palafittìcolo,palafitticolo, palafrenière o palafrenièro,palafreniere_o_palafreniero, palafréno,palafreno, palagonite,palagonite, palàia,palaia, palàico,palaico, palamedèa,palamedea, palaménto,palamento, palamidóne,palamidone, palamita,palamita, palàmite o palàmito,palamite_o_palamito, palanca (sostantivo),palanca1, palanca (moneta),palanca2, palancata,palancata, palanchino,palanchino1 palanchino2, palanco,palanco, palàncola,palancola, palancolata,palancolata, palàndara,palandara, palandra,palandra, palandrana,palandrana, palàngaro,palangaro, Palaquium,palaquium, palare,palare1 palare2, palata,palata, palatale,palatale, palatalizzare,palatalizzare, palatalizzazióne,palatalizzazione, palàtico,palatico, palatinato,palatinato, palatino,palatino1 palatino2 palatino3 palatino4, palato (anatomia e altro),palato1, palato (araldica),palato2, palatoalveolare,palatoalveolare, palatometrìa,palatometria, palatoquadrato,palatoquadrato, palatoschisi,palatoschisi, palatrice,palatrice, palatura,palatura, palazzina,palazzina, palazzinaro,palazzinaro, palazzo,palazzo, palchettista,palchettista, palchétto,palchetto, palco,palco, palcoscènico,palcoscenico, pàlea,palea, Paleacantocèfali,paleacantocefali, paleàceo,paleaceo, Paleàntropi,paleantropi, paleàrtico,paleartico, paleggiare,paleggiare, paléggio,paleggio, palèlla,palella, paleo-,paleo_, palèo (giochi),paleo1, palèo (botanica),paleo2, paleoambiènte,paleoambiente, paleoantropologìa,paleoantropologia, paleoasiàtico,paleoasiatico, paleobiogeografìa,paleobiogeografia, paleobiologìa,paleobiologia, paleobotànica,paleobotanica, paleocarso,paleocarso, Paleocène,paleocene, paleocerebellum,paleocerebellum, Paleochìnidi,paleochinidi, paleocitologìa,paleocitologia, paleoclima,paleoclima, paleoclimàtico,paleoclimatico, paleoclimatologìa,paleoclimatologia, paleocorrènte,paleocorrente, paleocristiano,paleocristiano, Paleodittiòpteri,paleodittiopteri, Paleodónti,paleodonti, Paleoechinòidi,paleoechinoidi, paleoecologìa,paleoecologia, paleoencèfalo,paleoencefalo, paleoendemismo,paleoendemismo, Paleoeterodònti,paleoeterodonti, Paleoeuropèi o Paleoeuropidi,paleoeuropei_o_paleoeuropidi, Paleògene,paleogene, paleogènico,paleogenico, paleogeografìa,paleogeografia, paleogeogràfico,paleogeografico, paleogeològico,paleogeologico, paleografìa,paleografia, paleogràfico,paleografico, paleògrafo,paleografo, paleoicnite,paleoicnite, paleoicnologìa,paleoicnologia, paleoistologìa,paleoistologia, Paleolìtico,paleolitico, paleolitològico,paleolitologico, paleomagnetismo,paleomagnetismo, Paleonemertini,paleonemertini, Paleoniscifórmi,paleonisciformi, paleontologìa,paleontologia, paleontològico,paleontologico, paleontòlogo,paleontologo, palèo odoróso,paleo_odoroso, paleopàllio,paleopallio, Paleopeltoidèi,paleopeltoidei, Paleopitècidi,paleopitecidi, paleopsicologìa,paleopsicologia, Paleosiberiani,paleosiberiani, paleosiberiano,paleosiberiano, paleoslavo,paleoslavo, paleosòma,paleosoma, paleostruttura,paleostruttura, paleosuco,paleosuco, paleosuòlo,paleosuolo, Paleotassodónti,paleotassodonti, paleotemperato,paleotemperato, paleotemperatura,paleotemperatura, paleotettònica,paleotettonica, paleotettònico,paleotettonico, paleotropicale,paleotropicale, paleotròpico,paleotropico, paleovulcànico,paleovulcanico, paleovulcanismo,paleovulcanismo, Paleozòico,paleozoico, paleozoologìa,paleozoologia, palermitano,palermitano, palesare,palesare, palése,palese, palestinése,palestinese, palèstra,palestra, palèstrico,palestrico, paletnologìa o paleoetnologìa,paletnologia_o_paleoetnologia, paletnològico,paletnologico, paletnòlogo,paletnologo, paletot,paletot, palétta,paletta, palettare,palettare, palettata,palettata, palettatura,palettatura, palétto,paletto, paletuvière,paletuviere, p\f4~a\f0~li,pali, palicinesìa,palicinesia, palificare,palificare, palificata,palificata, palificazióne,palificazione, paligrafìa,paligrafia, palilalìa,palilalia, palimbacchìo,palimbacchio, palin-,palin_, palina,palina, palìndromo,palindromo, palingènesi,palingenesi, palingenètico,palingenetico, palinodìa,palinodia, palinogramma,palinogramma, palinologìa,palinologia, palinsèsto,palinsesto, palinspàstico,palinspastico, Palinuri,palinuri, pàlio,palio, paliopsìa,paliopsia, paliòtto,paliotto, palischérmo,palischermo, palissandro,palissandro, palissonare,palissonare, palissonatrice,palissonatrice, palissonatura,palissonatura, palissóne,palissone, Paliurus,paliurus, palizzata,palizzata, palla,palla1 palla2, pallacanèstro,pallacanestro, pallacòrda,pallacorda, palladiana,palladiana, palladianésimo,palladianesimo, palladiano,palladiano, palla di néve,palla_di_neve, pallàdio (sostantivo),palladio1, pallàdio (aggettivo),palladio2, pallàdio (chimica),palladio3, pallàio,pallaio, pallamàglio,pallamaglio, pallamano,pallamano, pallamuro,pallamuro, pallanuotista o pallanotista,pallanuotista_o_pallanotista, pallanuòto,pallanuoto, pallasite,pallasite, pallata,pallata, palla vibrata,palla_vibrata, pallavolista,pallavolista, pallavólo,pallavolo, palleggiare,palleggiare, palléggio,palleggio, pallènte,pallente, pallestesìa,pallestesia, pallet,pallet, pallettizzare,pallettizzare, palliare,palliare, palliata,palliata, palliativo,palliativo, pallidézza,pallidezza, pallidìccio,pallidiccio, pàllido,pallido, pallina,pallina, pallinatura,pallinatura, pallino,pallino, pàllio,pallio, pall-mall,pall_mall, pallonàio,pallonaio, pallonata,pallonata, palloncino,palloncino, pallóne,pallone, pallóne a bracciale,pallone_a_bracciale, pallóne elàstico,pallone_elastico, pallonétto,pallonetto, pallóre,pallore, pallottini,pallottini, pallòttola,pallottola, pallottolière,pallottoliere, palma (anatomia e altro),palma1, palma (botanica e altro),palma2, Palmàcee,palmacee, palmare,palmare, palmàrio,palmario, palmaròsa,palmarosa, palmata,palmata, palmatìfido,palmatifido, palmatinèrvio,palmatinervio, palmato,palmato, palmatocompòsto,palmatocomposto, palmatofésso,palmatofesso, palmatolobato,palmatolobato, palmatopartito,palmatopartito, palmatòria,palmatoria, palmatosétto,palmatosetto, palmatura,palmatura, Palme,palme, palmèlla (biologia),palmella1, palmèlla (conceria),palmella2, Palmellacee,palmellacee, palménto,palmento, pàlmer,palmer, palmer,palmer_1, palméto,palmeto, palmétta,palmetta, palmière,palmiere, palminèrvio,palminervio, palmìpede,palmipede, palmisti,palmisti, pàlmite,palmite, palmìtico,palmitico, palmitolèico,palmitoleico, palmìzio,palmizio, palmo,palmo, pàlmola,palmola, palmóne,palmone, palm top,palm_top, palo,palo, palòlo,palolo, palómba o palombèlla,palomba_o_palombella, palombàccio,palombaccio, palómbo,palombo, palomino,palomino, palóne,palone, palòrcio,palorcio, palpàbile,palpabile, palpare,palpare, Palpatòri,palpatori, palpazióne,palpazione, pàlpebra,palpebra, palpebrale,palpebrale, palpeggiare,palpeggiare, palpìfero,palpifero, Palpìgradi,palpigradi, palpitante,palpitante, palpitare,palpitare, palpitazióne,palpitazione, pàlpito,palpito, palpo,palpo, palpóne (avverbio),palpone1, palpóne (sostantivo),palpone2, paltò,palto, paltoncino,paltoncino, paltonière,paltoniere, paludaménto,paludamento, paludare,paludare, paludato,paludato, palude,palude, Paludicèlla,paludicella, Paludìcoli,paludicoli, paludismo,paludismo, paludóso,paludoso, paludrina,paludrina, palustre,palustre, palvesàrio,palvesario, pam,pam, P.A.M. (antidoto),p_a_m__1, P.A.M. (telecomunicazioni),p_a_m__2, P.A.M.B.A.,p_a_m_b_a_, pamèla,pamela, pampa,pampa, pàmpana,pampana, pampèro,pampero, pamphlet,pamphlet, pampìneo,pampineo, pampinìfero,pampinifero, pàmpino,pampino, pampinóso,pampinoso, pan-,pan_, pan (meteorologia),pan, pan (arte),pan_1, panàccia,panaccia, pànace,panace, panacèa,panacea, panache,panache, panafricanismo,panafricanismo, panafricano,panafricano, panàgia o panàghia,panagia_o_panaghia, panalgèbrico,panalgebrico, pànama,panama, panamènse,panamense, panamericanismo,panamericanismo, panamericano,panamericano, panarabismo,panarabismo, panàrabo,panarabo, panare,panare, panàrio,panario, panarterite,panarterite, panartrite,panartrite, panasiàtico,panasiatico, panata,panata, panatenàico,panatenaico, Panatenèe,panatenee, panàtica,panatica, panattièra,panattiera, Panax,panax, panca,panca, pancàccia,pancaccia, pancàccio,pancaccio, pancake,pancake, pancale,pancale, Pancàridi,pancaridi, pancarrè,pancarre, pancata,pancata, pancétta,pancetta, Panchax,panchax, panchétta,panchetta, panchina,panchina, pància,pancia, panciafichismo,panciafichismo, panciafichista,panciafichista, panciata,panciata, pancièra o pancèra,panciera_o_pancera, panciòlle,panciolle, pancióne,pancione, panciòtto,panciotto, pancitopenìa,pancitopenia, panciuto,panciuto, panconcèllo,panconcello, pancóne,pancone, pancosmismo,pancosmismo, pancòtto,pancotto, pancràtico,pancratico, Pancratium,pancratium, pancraziaste,pancraziaste, pancràzio,pancrazio, pàncreas,pancreas, pancreatectomìa,pancreatectomia, pancreàtico,pancreatico, pancreaticodigiunostomìa,pancreaticodigiunostomia, pancreaticoduodenale,pancreaticoduodenale, pancreatina,pancreatina, pancreatite,pancreatite, pancreatografìa,pancreatografia, pancreozimina,pancreozimina, pancristiano,pancristiano, pancromàtico,pancromatico, panda,panda, Pandanàcee,pandanacee, pandano,pandano, pandemìa,pandemia, pandèmio,pandemio, pandemònio,pandemonio, pàndere,pandere, pandètte,pandette, pandettìstica,pandettistica, pan di miglio,pan_di_miglio, Pandiònidi,pandionidi, pa\f3~nd\f0~it,pandit, pandólce,pandolce, Pandorina,pandorina, pandòro,pandoro, pandura o pandòra,pandura_o_pandora, pane (gastronomia),pane1, pane (tecnica),pane2, pane dei mòrti,pane_dei_morti, panegìrico,panegirico, panegirista,panegirista, panel,panel, panellènico,panellenico, panellenismo,panellenismo, panèllo,panello, panencefalite,panencefalite, panenteismo,panenteismo, panettàio,panettaio, panettatrice,panettatrice, panetterìa,panetteria, panettière,panettiere, panétto,panetto, panettóne,panettone, paneuropèo,paneuropeo, panfìlico,panfilico, pànfilo,panfilo, panfòrte,panforte, pangàsio,pangasio, pangènesi,pangenesi, pangeometrìa,pangeometria, pangermanista,pangermanista, pangiallo,pangiallo, Pangium,pangium, pangolino,pangolino, pània,pania, paniàccio,paniaccio, panicastrèlla,panicastrella, panicato,panicato, pànico,panico, panico,panico_1, panicolato,panicolato, panicuòcolo,panicuocolo, panidiomòrfo,panidiomorfo, panier,panier, panièra,paniera, panieràio,panieraio, panière,paniere, panierino,panierino, panificare,panificare, panificazióne,panificazione, panifìcio,panificio, panifòrte,paniforte, paninaro,paninaro, panino,panino, paninotèca,paninoteca, panióne,panione, panìscia,paniscia, panislàmico,panislamico, panislamismo,panislamismo, panismo,panismo, paniuzza,paniuzza, panizzare,panizzare, panku\f7~s\f0~,pankus, panleucopenìa,panleucopenia, panlògico,panlogico, panlogismo,panlogismo, panmetodismo,panmetodismo, panmissìa,panmissia, panna (alimentazione),panna1, panna (marina),panna2, panna (sostantivo),panna3, pannaròla,pannarola, pannaróne o panneróne,pannarone_o_pannerone, panne,panne, panneggiare,panneggiare, pannéggio,panneggio, pannèllo,pannello, pannicèllo,pannicello, pannicolite,pannicolite, pannìcolo,pannicolo, pannina,pannina, panno,panno, pannòcchia,pannocchia, pannocchina,pannocchina, pànnofix,pannofix, pannolano,pannolano, pannolino,pannolino1 pannolino2, pannònico,pannonico, panoftalmite,panoftalmite, panòplia,panoplia, panorama,panorama, panoràmica,panoramica, panoramicità,panoramicita, panoràmico,panoramico, Panorpati,panorpati, panporcino,panporcino, panpsichismo o pampsichismo,panpsichismo_o_pampsichismo, pansè,panse, pansessualismo,pansessualismo, pansindacalismo,pansindacalismo, pansofìa,pansofia, panspermìa,panspermia, pantagruèlico,pantagruelico, pantàl,pantal, Pantalassa,pantalassa, pantalèra,pantalera, pantalonàia,pantalonaia, pantalonata,pantalonata, pantaloncini,pantaloncini, pantalóne,pantalone1, pantana,pantana, pantano,pantano, pantanóso,pantanoso, panteismo,panteismo, panteista,panteista, panteìstico,panteistico, pantelismo,pantelismo, pantellerite,pantellerite, pantèra,pantera1, panterino,panterino, pantèrna,panterna, pàntheon o pànteon,pantheon_o_panteon, Panthera,panthera, Pantholops,pantholops, panto-,panto_, pantoclastìa,pantoclastia, pantocratóre,pantocratore, Pantodónti,pantodonti, Pantodóntidi,pantodontidi, pantofobìa,pantofobia, pantòfola,pantofola, pantofolàio,pantofolaio, pantofolerìa,pantofoleria, pantografista,pantografista, pantògrafo,pantografo, pantomima,pantomima, pantomìmico,pantomimico, pantomimo,pantomimo, pantonalità,pantonalita, Pantòpodi,pantopodi, pantoteina,pantoteina, pantotènico,pantotenico, Pantotèri,pantoteri, pantun,pantun, panunto,panunto, panurgo,panurgo, panvitalismo,panvitalismo, panxenomòrfo,panxenomorfo, panzana,panzana, panzanèlla,panzanella, panzaròtto o panzeròtto,panzarotto_o_panzerotto, panzóne,panzone, paolini,paolini, paolino (aggettivo),paolino1, paolino (sostantivo),paolino2, paolòtto,paolotto, paonazzo,paonazzo, papa,papa, papà,papa_1, papa Angèlico,papa_angelico, papàbile,papabile, papàia,papaia, papaina,papaina, papale,papale, papalina,papalina, papalino,papalino, paparazzo,paparazzo, papasso,papasso, papato,papato, Papaveràcee,papaveracee, papavèrico,papaverico, papaverina,papaverina, papàvero,papavero, pape,pape, papelera,papelera, pàpera,papera, paperina,paperina, pàpero,papero, papésco,papesco, papéssa,papessa, papiaménto,papiamento, papier collé,papier_colle, papier mâché,papier_mache, papigliòtto,papigliotto, Papilionàcee,papilionacee, papilionàceo,papilionaceo, Papiliònidi,papilionidi, papilla,papilla, papillare,papillare, papillòma,papilloma, papillomatòsi,papillomatosi, papillon,papillon, papillosfinterotomìa,papillosfinterotomia, papino,papino, Papio,papio, papiràceo,papiraceo, papiro,papiro, papirografìa,papirografia, papirologìa,papirologia, papirològico,papirologico, papiròlogo,papirologo, papismo,papismo, papista,papista, Papovavirus,papovavirus, pappa,pappa, pappacéci,pappaceci, pappafico,pappafico, pappagallerìa,pappagalleria, pappagallésco,pappagallesco, pappagallino ondulato,pappagallino_ondulato, pappagallismo,pappagallismo, pappagallo,pappagallo, pappagòrgia,pappagorgia, pappardèlla,pappardella, pappare,pappare, pappata,pappata, pappataci,pappataci, pappatòria,pappatoria, pappina,pappina, pappo (botanica),pappo1, pappo (sostantivo),pappo2, pappóne,pappone, pàprica,paprica, papuano,papuano, pàpula,papula, para-,para_, para (gomma),para, para (moneta),para_1, parà (paracadutista),para_2, parà (movimento nativista),para_3, parabànico,parabanico, parabasale,parabasale, parabèllum,parabellum, parabiòsi,parabiosi, paràbola (algebra e altro),parabola1, paràbola (letteratura),parabola2, parabolano,parabolano, parabòlico,parabolico, parabolòide,paraboloide,</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il 9 del 9 del 2009 all'insegna di equilibri espressivi]]></title>
<link>http://rileggo.wordpress.com/2009/09/06/il-9-del-9-del-2009-allinsegna-di-equilibri-espressivi/</link>
<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 21:23:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>rileggo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Chi è abituato a camminare con il naso all&#8217;insù avrà notato sventolare da alcune finestre del ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:left;"><a rel="attachment wp-att-864" href="http://rileggo.wordpress.com/2009/09/06/il-9-del-9-del-2009-allinsegna-di-equilibri-espressivi/s-martino090909web-2/"><img class="size-medium wp-image-864 aligncenter" title="s.martino090909web" src="http://rileggo.wordpress.com/files/2009/09/s-martino090909web1.jpg?w=211" alt="s.martino090909web" width="211" height="300" /></a>Chi è abituato a camminare con il naso all&#8217;insù avrà notato sventolare da alcune finestre del <a href="http://rileggo.wordpress.com/2009/08/03/lantico-borgo-di-san-martino/">quartiere di San Martin</a>o le bandiere rosse &#8220;<a href="http://www.zeronovezeronovezeronove.it">090909</a>&#8220;. Una forte sinergia culturale tra architettura, design, fotografia, gusto, letteratura, musica e teatro sta alla base di &#8216;Equilibri Espressivi&#8217;. Per la prima volta si sono uniti professionisti in diversi ambiti culturali per dare vita ad un movimento collettivo nel quartiere di San Martino, dove gli stessi svolgono le proprie attività sfruttando questo numero tondo per comunicarlo alla Città.</p>
<p>Massimo, Matteo e Claudio hanno aperto il loro studio di fotografia e design in via Pedrara, Flavio e Michele sono architetti e inaugurano il loro nuovo spazio in via Manzoni, Francesco e Cristina hanno dato forma a un sogno letterario con ‘Rileggo’, la scuola di teatro ‘Spazio 14’ si rinnova per la prossima stagione e l’Osteria di Paolo si occupa di soddisfare il gusto di chi vorrà partecipare all’evento. Il filo invisibile che riunisce e collega tutte le attività sarà tracciato dalle note di Matteo, Presidente dell’associazione ‘il Labirinto’.</p>
<p>San Martino è uno dei quartieri più pittoreschi della città, nasconde tra le sue vie una lunga e antica tradizione ed è particolarmente vivace. L’antico borgo sta crescendo a vista d’occhio; nonostante la congiuntura economica aprono numerose nuove attività, molte delle quali dedicate alla cultura e fonte d’orgoglio per il rione.</p>
<p>“zeronovezeronovezeronove” inizia alle 9 del mattino di mercoledì 9 settembre 2009 e si protrarrà fino alle 9 di sera dove, presso l’Osteria, convoglieranno le diverse attività culturali con i propri visitatori e clienti e sarà punto d’incontro e di scambio per dare equilibrio a queste diverse forme espressive.</p>
<p>Il percorso tra le varie attività è tracciato, tutti i curiosi e amanti della cultura e dell’arte sono invitati a partecipare.</p>
<p>Tra poco dovrebbe essere attiva la pagina: www.zeronovezeronovezeronove.it</p>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Osteria Al Mascaron]]></title>
<link>http://accomodationvenice.wordpress.com/2009/08/29/osteria-al-mascaron/</link>
<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 21:09:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>accomodationvenice</dc:creator>
<guid>http://accomodationvenice.wordpress.com/2009/08/29/osteria-al-mascaron/</guid>
<description><![CDATA[Old style classic Osteria with wooden tables, easy style. Fantastic the place and friendly people. F]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Old style classic Osteria with wooden tables, easy style. Fantastic the place and friendly people. Food too expensive for the quality.</p>
<p>If you follow me you will find some better Venice restaurants at same or cheaper price than the Mascaron.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Al 15]]></title>
<link>http://lacompagniadellaforchetta.wordpress.com/2009/08/29/al-15/</link>
<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 14:23:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Riccardo Di Sipio</dc:creator>
<guid>http://lacompagniadellaforchetta.wordpress.com/2009/08/29/al-15/</guid>
<description><![CDATA[Questa osteria praticamente non necessita di presentazione: e&#8217; LA trattoria bolognese per ecce]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Questa osteria praticamente non necessita di presentazione: e&#8217; LA trattoria bolognese per eccellenza. Di solito, l&#8217;unico vero ostacolo tra l&#8217;avido consumatore e il prodigo oste e&#8217; la prenotazione: il numero di tavoli e&#8217; ridotto, quindi se volete andarci di venerdi&#8217; o sabato per cena, telefonate con un giorno di anticipo.</p>
<p>Imperdibili gli antipasti (ottima la ricotta con aceto balsamico caramellato) e i primi. Se ce la fate, provate i secondi&#8230;</p>
<p><!--more--></p>
<p>Osteria Al 15</p>
<p>Via Mirasole, 15 &#8211; Bologna (BO)</p>
<p>http://www.bolognaintavola.com/al15.htm</p>
<p>Tel: 051 331806</p>
<p>Chiuso la domenica</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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