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	<title>padania &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "padania"</description>
	<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 00:06:52 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Le famose dieci domande. De La Padania.]]></title>
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<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 15:07:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>discutere</dc:creator>
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<description><![CDATA[Basta. Basta con questa indicibile manfrina messa in piedi dai mezzi di comunicazione di massa sulle]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Basta. Basta con questa indicibile manfrina messa in piedi dai mezzi di comunicazione di massa sulle vicende giudiziarie &#8211; specialmente quelle palermitane &#8211; di Silvio Berlusconi. È arrivata l&#8217;ora delle certezze definitive. Di seguito presento al signor Berlusconi una serie di domande invitandolo pubblicamente a rispondere nel merito con cristallina chiarezza affinché una volta per tutte sia lui in prima persona a dimostrare &#8211; se ne è capace &#8211; che con Cosa Nostra non ha e non ha mai avuto nulla a che fare. A scanso di equivoci e strumentalizzazioni, già da ora &#8211; signor Berlusconi &#8211; le annuncio che nessuna delle notizie sul suo conto che leggerà in questo articolo è frutto di &#8220;pentimenti&#8221;, e nessuna delle domande che le sto per porre si basa o prende spunto anche fosse in modo marginale dalle parole dei cosiddetti &#8220;pentiti&#8221;. Tutto al contrario, esse si basano su personali indagini e su documenti amministrativi che in ogni momento &#8211; se lo riterrà &#8211; potrò inviarle perché si sinceri della loro autenticità. Detto questo, prego, legga, e mi sappia poi dire.Partiamo da lontano, perché lontano inizia la sua storia imprenditoriale, signor Berlusconi.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Primo quesito:</strong></span> lei certamente ricorda che il 26 settembre 1968 la sua società &#8211; l&#8217;Edilnord Sas &#8211; acquistò dal conte Bonzi l&#8217;intera area dove di lì a breve lei costruirà il quartiere di Milano2. Lei pagò l&#8217;area circa 4.250 lire al metro quadrato, per un totale di oltre 3 miliardi. Questa somma, nel 1968 quando lei aveva appena 32 anni e nessun patrimonio familiare alle spalle, è di enorme portata. Oggi, tabelle Istat alla mano, equivarrebbe a 38 miliardi, 739 milioni e spiccioli. Dopo l&#8217;acquisto &#8211; intendo dire nei mesi successivi &#8211; lei aprì un gigantesco cantiere edilizio, il cui costo arriverà a sfiorare 500 milioni al giorno, che in circa 4-5 anni porterà all&#8217;edificazione di Milano2 così come è oggi. Ecco la prima domanda: signor Berlusconi, a lei, quando aveva 32 anni, gli oltre 30 miliardi per comprare l&#8217;area, chi li diede? Inoltre: che garanzie offrì e a chi per ricevere tale ingentissimo credito? In ultimo: il denaro per avviare e portare a conclusione il super-cantiere, chi glielo fornì? Vede, se lei non chiarisce questi punti, si è autorizzati a credere che le due misteriose finanziarie svizzere amministrate dall&#8217;avvocato di Lugano Renzo Rezzonico &#8220;sue finanziatrici&#8221;, così come altre finanziarie elvetiche che entreranno in scena al suo fianco e che tra poco incontreremo, sono paraventi dietro i quali si sono nascosti soggetti tutt&#8217;altro che raccomandabili. Sì, perché &#8211; mi creda signor Berlusconi &#8211; nel 1998, oggi, se lei chiarisse una volta per tutte, con nomi e cognomi, chi le prestò tale gigantesca fortuna facendo con questo crollare ogni genere di sospetto e insinuazione sul suo conto, nessuno e dico nessuno si alzerebbe per criticarla sostenendo che lei operò con capitali sfuggiti, per esempio, al fisco italiano e riparati in Svizzera, poi rientrati in Italia grazie alla sua attività imprenditoriale. Sarei il primo ad applaudirla, signor Berlusconi, se la realtà fosse questa. Se invece di denaro frutto di attività illecite, si trattò di risparmi onestamente guadagnati e quindi sottratti dai rispettivi proprietari al fisco assassino italiota che grazie a lei ridiventarono investimenti, lei sarebbe da osannare. Parli, signor Berlusconi, faccia i nomi e il castello di accuse di riciclaggio cadrà di schianto.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Secondo quesito:</strong></span> il 22 maggio 1974 &#8211; certamente lo ricorda, signor Berlusconi &#8211; la sua società &#8220;Edilnord Centri Residenziali Sas&#8221; compì un aumento di capitale che così arrivò a 600 milioni (4,8 miliardi di oggi, fonte Istat). Il 22 luglio 1975 la medesima società eseguì un altro aumento di capitale passando dai suddetti 600 milioni a 2 miliardi (14 miliardi di oggi, fonte Istat). Anche in questo caso, vorrei sapere da dove e da chi sono arrivati queste forti somme di denaro in contanti.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong> </strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Terzo quesito:</strong></span> il 2 febbraio 1973 lei fondò un&#8217;altra società, la Italcantieri Srl. Il 18 luglio 1975 questa sua piccola impresa diventò una Spa con un aumento di capitale a 500 milioni. In seguito, quei 500 milioni diventeranno 2 miliardi e lei farà in modo di emettere anche un prestito obbligazionario per altri 2 miliardi. Signor Berlusconi, anche in questo caso le chiedo: il denaro in contanti per queste forti operazioni finanziarie, chi glielo diede? Fuori i nomi.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Quarto quesito:</strong></span> lei non può essersi scordato che il 15 settembre 1977 la sua società Edilnord cedette alla neo-costituita &#8220;Milano2 Spa&#8221; tutto il costruito del nuovo quartiere residenziale nel Comune di Segrate battezzato &#8220;Milano2&#8243; più alcune aree ancora da edificare di quell&#8217;immenso terreno che lei comperò nel &#8216;68 per l&#8217;equivalente di più di 32 miliardi in contanti. Tuttavia quel 15 settembre di tanti anni fa, accadde un altro fatto: lei, signor Berlusconi, decise il contemporaneo cambiamento di nome della società acquirente. Infatti l&#8217;impresa Milano2 Spa iniziò a chiamarsi così proprio da quella data. Il giorno della sua fondazione a Roma, il 16 settembre 1974, la futura Milano2 Spa &#8211; come lei senza dubbio rammenta &#8211; viceversa rispondeva al nome di Immobiliare San Martino Spa, &#8220;forte&#8221; di un capitale di lire 1 (un) milione, il cui amministratore era Marcello Dell&#8217;Utri. Lo stesso Dell&#8217;Utri che lei, signor Berlusconi, sostiene fosse a quell&#8217;epoca un «mio semplice segretario personale». Sempre il 15 settembre 1977, quel milione venne portato a 500 e la sede trasferita da Roma a Segrate. Il 19 luglio 1978, i 500 milioni diventeranno 2 miliardi di capitale sociale. Ecco, anche in questo caso, vorrei sapere dove ha preso e chi le ha fornito tanto denaro contante e in base a quali garanzie.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Quinto quesito:</strong></span> signor Berlusconi, il cuore del suo impero, la notissima Fininvest, certamente ricorda che nacque in due tappe. Partiamo dalle seconda: l&#8217;8 giugno 1978 lei fondò a Roma la &#8220;Finanziaria d&#8217;Investimento Srl&#8221; &#8211; in sigla Fininvest &#8211; dotandola di un capitale di 20 milioni e di un amministratore che rispondeva al nome di Umberto Previti, padre del noto Cesare di questi tempi grami (per lui). Il 30 giugno 1978 il capitale sociale di questa sua creatura venne portato a 50 milioni, il 7 dicembre 1978 a 18 miliardi, che al valore d&#8217;oggi sarebbero 81 miliardi, 167 milioni e 400 mila lire. In 6 mesi, quindi, lei passò dall&#8217;avere avuto in tasca 20 milioni per fondare la Fininvest Srl a Roma, a 18 miliardi. Fra l&#8217;altro, come lei certamente ricorda, la società in questo periodo non possedeva alcun dipendente. Nel luglio del 1979 la Fininvest Srl, con tutti quei soldi in cassa, venne trasferita a Milano. Poco prima, il 26 gennaio 1979 era stata &#8220;fusa&#8221; con un&#8217;altra sua società dall&#8217;identico nome, signor Berlusconi: la Fininvest Spa di Milano. Questa società fu la prima delle due tappe fondamentali di cui dicevo poc&#8217;anzi alla base dell&#8217;edificazione del suo impero, e in realtà di milanese aveva ben poco, come lei ben sa. Infatti la Fininvest Spa venne anch&#8217;essa fondata a Roma il 21 marzo del 1975 come Srl, l&#8217;11 novembre dello stesso anno trasformata in Spa con 2 miliardi di capitale, e quindi trasferita nel capoluogo lombardo. Tutte operazioni, queste, che pensò, decise e attuò proprio lei, signor Berlusconi.Dopo la fusione, ricorda?, il capitale sociale verrà ulteriormente aumentato a 52 miliardi (al valore dell&#8217;epoca, equivalenti a più di 166 miliardi di oggi, fonte Istat). Bene, fermiamoci qui. Signor Berlusconi, i 17 miliardi e 980 milioni di differenza della Fininvest Srl di Roma (anno 1978) chi glieli fornì? Vorrei conoscere nomi e cognomi di questi suoi munifici amici e anche il contenuto delle garanzie che lei, signor Berlusconi, offrì loro. Lo stesso dicasi per l&#8217;aumento, di poco successivo, a 52 miliardi. Naturalmente le chiedo anche notizie sull&#8217;origine dei fondi, altri 2 miliardi, della &#8220;gemella&#8221; Fininvest Spa di Milano che lei fondò nel 1975, anno pessimo per ciò che attiene al credito bancario e ancor peggio per i fondamentali dell&#8217;economia del Paese.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Sesto quesito:</strong></span> lei, signor Berlusconi, almeno una volta in passato tentò di chiarire il motivo dell&#8217;esistenza delle 22 (ma c&#8217;è chi scrive, come Giovanni Ruggeri, autore di &#8220;Berlusconi, gli affari del Presidente&#8221; siano molte di più, addirittura 38) &#8220;Holding Italiane&#8221; che detengono tuttora il capitale della Fininvest, esattamente l&#8217;elenco che inizia con Holding Italiana Prima e termina con Holding Italiana Ventiduesima. Lei sostenne che la ragione di tale castello societario sta nell&#8217;aver inventato un meccanismo per pagare meno tasse allo Stato. Così pure, signor Berlusconi, lei ha dichiarato che l&#8217;inventore del marchingegno finanziario, che ripeto detiene &#8211; sono sue parole &#8211; l&#8217;intero capitale del Gruppo, fu Umberto Previti e l&#8217;unico scopo per il quale l&#8217;inventò consisteva &#8211; e consiste tutt&#8217;oggi &#8211; nell&#8217;aver abbattuto di una considerevole percentuale le tasse, ovvero il bottino del rapinoso fisco italiota ai suoi danni, con un meccanismo assolutamente legale. Queste, mi corregga se sbaglio, furono le ragioni che addusse a suo tempo, signor Berlusconi, per spiegare il motivo per cui il capitale della Fininvest è suddiviso così. È una motivazione, però, che a molti appare quanto meno curiosa, se raffrontata &#8211; ad esempio &#8211; con l&#8217;assetto patrimoniale di un altro big dell&#8217;imprenditoria nazionale, Giovanni Agnelli, che viceversa ha optato da molti anni per una trasparentissima società in accomandita per detenere e definire i propri beni e quote del Gruppo Fiat. In sostanza lei, signor Berlusconi, più volte ha ribadito che &#8220;dietro&#8221; le 22 Holding c&#8217;è soltanto la sua persona e la sua famiglia. Non avrò mai più motivo di dubitare di questa sua affermazione quando lei spiegherà con assoluta chiarezza le ragioni di una sua scelta a dir poco stupefacente. Questa: c&#8217;è un indirizzo &#8211; a Milano &#8211; che lei, signor Berlusconi conosce molto bene. Si tratta di via Sant&#8217;Orsola 3, pieno centro cittadino. A questo indirizzo nel 1978 nacque una società fiduciaria &#8211; ovvero dedita alla gestione di patrimoni altrui &#8211; denominata Par.Ma.Fid.A fondarla furono due commercialisti, Roberto Massimo Filippa e Michela Patrizia Natalini. Detto questo, certo rammenta, signor Berlusconi, che importanti quote di diverse delle suddette 22 Holding verranno da lei intestate proprio alla Par. Ma.Fid. Esattamente il 10 % della Holding Italiana Seconda, Terza, Quarta, Quinta, Ventunesima e Ventiduesima, più il 49% della Holding Italiana Prima, la quale &#8211; in un perfetto gioco di scatole cinesi &#8211; a sua volta detiene il 100% del capitale della Holding Italiana Sesta e Settima e il 51% della Holding Italiana Ventiduesima. Vede, signor Berlusconi, dovrebbe chiarirmi per conto di chi la Par.Ma.Fid. gestirà questa grande fetta del Gruppo Fininvest e perché lei decise di affidare proprio a questa società tale immensa fortuna. Infatti lei &#8211; che è un attento lettore di giornali e ha a sua disposizione un ferratissimo nonché informatissimo staff di legali civilisti e penalisti &#8211; non può non sapere che la Par.Ma.Fid. è la medesima società fiduciaria che ha gestito &#8211; esattamente nello stesso periodo &#8211; tutti i beni di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e grande riciclatore di capitali per conto dei clan di Giuseppe e Alfredo Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Gaetano Carollo, Carmelo Gaeta e altri boss &#8211; di area corleonese e non &#8211; operanti a Milano nel traffico di stupefacenti a livello mondiale e nei sequestri di persona. Quindi, signor Berlusconi, a chi finivano gli utili della Fininvest relativi alle quote delle Holding in mano alla Par.Ma.Fid.? Per conto di chi la Par.Ma.Fid. incassava i dividendi e gestiva le quote in suo possesso? Chi erano &#8211; mi passi il termine &#8211; i suoi &#8220;soci&#8221;, signor Berlusconi, nascosti dietro lo schermo anonimo della fiduciaria di via Sant&#8217;Orsola civico 3? Capisce che in assenza di una sua precisa quanto chiarificatrice risposta che faccia apparire il volto &#8211; o i volti &#8211; di coloro che per anni incasseranno fior di quattrini grazie alla Par.Ma.Fid., ovvero alle quote della Fininvest detenute dalla Par.Ma.Fid. non si sa per conto di chi, sono autorizzato a pensare che costoro non fossero estranei all&#8217;altro &#8220;giro&#8221; di clienti contemporaneamente gestiti da questa fiduciaria, clienti i cui nomi rimandano direttamente ai vertici di Cosa Nostra.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Settimo quesito:</strong></span> è universalmente noto che lei, signor Berlusconi, come imprenditore è &#8220;nato col mattone&#8221; per poi approdare alla televisione. Proprio sull&#8217;edificazione del network tivù è incentrato questo punto. Lei, signor Berlusconi, certamente ricorda che sul finire del 1979 diede incarico ad Adriano Galliani di girare l&#8217;Italia ad acquistare frequenze tivù. Lo scopo &#8211; del tutto evidente &#8211; fu quello di costituire una rete di emittenti sotto il suo controllo, signor Berlusconi, in modo da poter trasmettere programmi, ma soprattutto pubblicità, che così sarebbe stata &#8220;nazionale&#8221; e non più locale. La differenza dal punto di vista dei fatturati pubblicitari, ovviamente, era enorme. Fu un piano perfetto. Se non che, Adriano Galliani invece di buttarsi a capofitto nell&#8217;acquisto di emittenti al Nord, iniziò dal Sud e precisamente dalla Sicilia, dove entrò in società con i fratelli Inzaranto di Misilmeri (frazione di Palermo) nella loro Retesicilia Srl, che dal 13 novembre 1980 vedrà nel proprio consiglio di amministrazione Galliani in persona a fianco di Antonio Inzaranto. Ora lei, signor Berlusconi, da imprenditore avveduto qual è, non può non avere preso informazioni all&#8217;epoca sui suoi nuovi soci palermitani, personaggi molto noti da quelle parti per ben altre questioni, oltre la tivù. Infatti Giuseppe Inzaranto, fratello di Antonio nonché suo partner, è marito della nipote prediletta di Tommaso Buscetta. No, sia chiaro, non mi riferisco al &#8220;pentito Buscetta&#8221; del 1984, ma al super boss che nel &#8216;79 è ancora braccio destro di Pippo Calò e amico intimo di Stefano Bontate, il capo dei capi della mafia siciliana. Quindi, signor Berlusconi, perché entrò in affari &#8211; tramite Adriano Galliani &#8211; con gente di questa risma? C&#8217;è da notare, oltre tutto, che i fratelli Inzaranto sono di Misilmeri. Le dice niente, signor Berlusconi, questo nome? Guardi che glielo sto chiedendo con grande serietà. Infatti proprio di Misilmeri sono originari i soci siciliani della nobile famiglia Rasini che assieme alla famiglia Azzaretto &#8211; nativa di Misilmeri, appunto &#8211; fondò nel 1955 la banca di Piazza Mercanti, la Banca Rasini. Giuseppe Azzaretto e suo figlio, Dario Azzaretto, sono persone delle quali lei, signor Berlusconi, con ogni probabilità sentiva parlare addirittura in casa da suo padre. Gli Azzaretto erano &#8211; con i Rasini &#8211; i diretti superiori di suo padre Luigi, signor Berlusconi. Gli Azzaretto di Misilmeri davano ordini a suo padre, signor Berlusconi, che per molti anni fu loro procuratore, il primo procuratore della Banca Rasini. Certo non le vengo a chiedere con quali capitali &#8211; e di chi &#8211; Giuseppe Azzaretto riuscì ad affiancarsi nel 1955 ai potenti Rasini di Milano, tenuto conto che Misilmeri è tutt&#8217;oggi una tragica periferia della peggiore Palermo, però che a lei Misilmeri possa risultare del tutto sconosciuta, mi appare inverosimile. Ora le ripeto la domanda: si informò sulla &#8220;serietà&#8221; e la &#8220;moralità&#8221; dei nuovi soci &#8211; il clan Inzaranto &#8211; quando tra il 1979 e l&#8217;80 diverranno parte fondamentale della sua rete tivù nazionale?</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Ottavo quesito:</strong></span> certo a lei, signor Berlusconi, il nome della società Immobiliare Romana Paltano non può risultare sconosciuto. È impossibile non ricordi che nel 1974 la suddetta, 12 milioni di capitale, finì sotto il suo controllo amministrata da Marcello Dell&#8217;Utri, perché proprio sui terreni di questa società lei darà corso all&#8217;iniziativa edilizia denominata Milano3. Così pure ricorderà che nel 1976 l&#8217;esiguo capitale di 12 milioni aumenterà a 500, e che il 12 maggio del 1977 salirà ulteriormente a 1 (un) miliardo, e che cambierà anche la sua denominazione in Cantieri Riuniti Milanesi Spa. Come al solito, vengo subito al dunque: anche in questo ennesimo caso, chi le fornì, signor Berlusconi, questi forti capitali per aumentare la portata finanziaria di quella che era una modestissima impresa del valore di soli 12 milioni quando la acquistò?</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Nono quesito:</strong></span> lei, signor Berlusconi, certamente rammenta che il 4 maggio 1977 a Roma fondò l&#8217;Immobiliare Idra col capitale di 1 (un) milione. Questa società, che oggi possiede beni immobili pregiatissimi in Sardegna, l&#8217;anno successivo &#8211; era il 1978 &#8211; aumentò il proprio capitale a 900 milioni. Signor Berlusconi, da dove arrivarono gli 899 milioni (4 miliardi e 45 milioni d&#8217;oggi, fonte Istat) che fecero la differenza?</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Decimo quesito:</strong></span> signor Berlusconi, in più occasioni lei ha usato per mettere in porto affari di vario genere &#8211; l&#8217;acquisto dell&#8217;attaccante Lentini dal Torino Calcio, ad esempio &#8211; la finanziaria di Chiasso denominata Fimo. Anche in questo caso, come nel precedente riferito alla Par.Ma. Fid., lei ha scelto una società fiduciaria &#8211; questa volta domiciliata in Svizzera &#8211; al cui riguardo le cronache giudiziarie si erano largamente espresse. Tenuto conto della potenza dello staff informativo che la circonda, signor Berlusconi, mi appare del tutto inverosimile che lei non abbia saputo, circa la Fimo di Chiasso, che è stata per lungo tempo il canale privilegiato di riciclaggio usato da Giuseppe Lottusi, arrestato il 15 novembre del 1991 mentre &#8220;esportava&#8221; forti capitali della temibile cosca palermitana dei Madonia. Così pure non le sarà sfuggito che Lottusi venne condannato a 20 anni di reclusione per quei reati. Tuttora è in carcere a scontare la pena. Ebbene, signor Berlusconi, se quel gangster finì in galera il 15 novembre del &#8216;91, nella primavera del 1992 &#8211; cioè pochi mesi dopo quel fatto che campeggiò con dovizia di particolari, anche circa la Fimo, sulle prime pagine di tutti i giornali &#8211; il suo Milan &#8220;pagò&#8221; una forte somma &#8220;in nero&#8221; &#8211; estero su estero &#8211; per la cessione di Gianluigi Lentini, e usò per la transazione proprio la screditatissima Fimo, fiduciaria di narcotrafficanti internazionali. Perché, signor Berlusconi?Ecco, queste sono le domande. Risponda, signor Berlusconi. Presto. Come ha visto, di &#8220;pentiti&#8221; veri o presunti non c&#8217;è traccia negli 11 quesiti. Semmai c&#8217;è il profumo di centinaia di miliardi che tra il 1968 e il 1979 finirono nelle sue mani, signor Berlusconi. E tuttora non si sa da dove arrivarono. Poiché c&#8217;è chi l&#8217;accusa che quell&#8217;oceano di quattrini provenne dalle casse di Cosa Nostra e sta indagando proprio su questo, prego, schianti ogni possibile infamia dicendo semplicemente la verità. Punto per punto, nome per nome. È un&#8217;occasione d&#8217;oro per farla finita una volta per tutte. Sappia che d&#8217;ora in poi il silenzio non le è più consentito né come imprenditore, né come politico, né come uomo.</p>
<p><em>Le suddette domande non sono state poste da La Repubblica o qualche altro giornale &#8220;dei soliti comunisti&#8221; o &#8220;del gruppo editoriale nemico&#8221;. Prima, molto prima, anche La Padania si poneva e poneva una serie di domande a Silvio Berlusconi, condite da alcune simpatiche immagini come questa:</em></p>
<p><img src="http://www.gattoantonio.it/images/berlusconipadania.jpg" alt="" width="382" height="492" /></p>
<p><em>Le domande sopra esposte le hanno poste nell&#8217;edizione del giorno 8 Luglio 1998. Poi, hanno desistito&#8230; chissà perchè&#8230;.<br />
</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Castelli e le sue proposte da " Crociato "]]></title>
<link>http://pernienteserio.wordpress.com/2009/11/30/castelli-e-le-sue-proposte-da-crociato/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 10:18:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>sfattucci</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Inseriamo una croce sulla bandiera&#8221;, &#8220;ritorniamo alle nostre origini&#8221; ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8220;<span style="text-decoration:underline;"><a href="http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=82439&#38;sez=ITALIA">Inseriamo una croce sulla bandiera&#8221;, &#8220;ritorniamo alle nostre origini&#8221;</a></span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=82439&#38;sez=ITALIA"></a></span> &#8230;. mmm &#8230;. essendo leghista xenofobo  &#8230;.</p>
<p>Io interpreto così:</p>
<p>Ritorniamo all&#8217;epoca dei &#8221; <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crociata">Crociati</a> </span>&#8221; e mietiamo altre vittime!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A GAVIRATE (Varese)]]></title>
<link>http://speradisole.wordpress.com/2009/11/28/a-gavirate-varese/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 22:09:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>speradisole</dc:creator>
<guid>http://speradisole.wordpress.com/2009/11/28/a-gavirate-varese/</guid>
<description><![CDATA[A GAVIRATE (Varese) Un imprenditore di Gavirate (Varese) ha fatto piantare una croce alta sei metri ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><a href="http://speradisole.wordpress.com/files/2009/11/chiesa-retrocinema-bollate2.jpg"></a><a href="http://speradisole.wordpress.com/files/2009/11/crocefisso.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3084" title="crocefisso" src="http://speradisole.wordpress.com/files/2009/11/crocefisso.jpg?w=150" alt="" width="150" height="113" /></a>A GAVIRATE (Varese)</h1>
<p><strong>Un imprenditore di Gavirate (Varese) ha fatto piantare una croce alta sei metri nel cortile della sua fabbrica.</strong></p>
<p><strong>Forse con quel grande crocefisso vuole spaventare i clandestini. </strong></p>
<p><strong>Oppure annunciare che nella sua fabbrica non lavorano  marocchini, magrebini, senegalesi, turchi, cinesi, indiani, sudanesi ecc., ecc., solo italiani del nord.</strong></p>
<p><strong>Oppure che la sua fabbrica è meglio di una chiesa, non solo si lavora, ma si prega.  &#8220;Ora et  labora&#8221; meglio dei monaci nel convento.</strong></p>
<p><strong>Mi sembra un disonore ed un&#8217;infamia,  utilizzare, come arma, una croce, un simbolo cristiano che dovrebbe rappresentare tutte le ingiustizie che si consumano ogni giorno contro gli ultimi. Ed i clandestini, poveri in cerca di lavoro, sono gli ultimi degli ultimi.</strong></p>
<p><strong>Come il sindaco leghista di Coccaglio (Brescia) vuole il &#8220;Bianco Natale&#8221; leghista  e fa perquisire tutte le case dei suoi concittadini per cacciare i clandestini prima di Natale, così questo imprenditore fa della sua fabbrica una chiesa ed un simbolo anticlandestino.</strong></p>
<p><strong>Accanto al grande crocefisso di quella fabbrica, attendiamo di vedere appeso il faccione di Bossi. Non deve mancare, infatti, anche il simbolo delle &#8220;radici&#8221; leghiste.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non Ho Presidenti Italiani]]></title>
<link>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/26/non-ho-presidenti-italiani/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 19:17:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Penso che il ruolo di Napolitano, dei suoi predecessori e dei suoi successori (auspicando che non ve]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Penso che il ruolo di Napolitano, dei suoi predecessori e dei suoi successori (auspicando che non ve ne siano), sia quello di esacerbare i popoli padano-alpini.<br />
Il suo incarico è simbolico, e appunto per questo, è messo al Quirinale per ricordare quotidianamente, come una logorroica e incartapecorita comare napoletana, eventi odiosi e sciagurati come il Risorgimento, la fasulla unità d&#8217;Italia, la resistenza partigggiana, e la presunta Shoah (questo, giusto per rammentare che l&#8217;Italia è una cagna al guinzaglio di Sion).<br />
Oggi tra l&#8217;altro, l&#8217;ha sparata grossa dicendo che il &#8220;Nord&#8221; non può fare a meno del &#8220;Sud&#8221;; ora, parliamoci chiaro: il &#8220;Nord&#8221; è l&#8217;insieme delle nazioni cisalpine, che non sono Italia, il &#8220;Sud&#8221; è l&#8217;Italia, l&#8217;Ausonia. Fattene una ragione, Giorgiazzo.<br />
Noi Padano-Alpini, fortunatamente, non siamo mediterranei semitizzati come gli Italici, e per questo motivo, non solo possiamo fare a meno di gente straniera come Romani (o quello che ne rimane), Campani, Sardi, Siciliani, ma avremmo solo da guadagnarci sbarazzandoci di coloro che ci rendono ridicoli in Europa, ci hanno riempito di mafia e derivati, ci hanno meticciati e gravano sul nostro groppone come pesi morti.<br />
Napolitano, assieme a tutti i presidenti della Rebubbbliga Idalliana, fa disinformazione e alimenta falsi miti come il Risorgimento e la Resistenza, uniti dal retroterra giacobino e massonico, ed entrambi mirati a difendere la catastrofe del tricolore.<br />
Napolitano benedice tutti i pestilenziali enti universalisti che uccidono l&#8217;Europa, parlo di Ue, Vaticano, gran rabbinati, Onu, Nato e lobby varie.<br />
Napolitano è un inguaribile comunista e per questo, fervido adoratore dell&#8217;unione sovietica italiana, dei cingoli rossi sull&#8217;Europa Centro-Orientale e delle azioni di forza contro i moti identitari padano-alpini. Napolitano insomma, come tutti i politicanti del paese di Pulcinella, va pensionato.<br />
Adesso si sta pure ringalluzzendo in vista del demoniaco 150° della criminale e artificiale unità, che gli auguro di festeggiare, con un tricoloretto stracciato, sulle macerie del suo bello stato canaglia nomato Italia.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il "bianco Natale" della Lega]]></title>
<link>http://memoriastorica.wordpress.com/2009/11/25/il-bianco-natale-della-lega/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 11:49:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>memoriastorica</dc:creator>
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<description><![CDATA[Istigatori sempre più efficaci degli istinti primordiali degli italiani, gli esponenti del partito d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://memoriastorica.wordpress.com/files/2009/11/ku-klux-klan-salute.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1940" title="ku-klux-klan-salute" src="http://memoriastorica.wordpress.com/files/2009/11/ku-klux-klan-salute.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Istigatori sempre più efficaci degli istinti primordiali degli italiani, gli esponenti del partito di Umberto Bossi non finiranno mai di stupirci. L&#8217;ultima &#8216;trovata&#8217; è opera della <em>vis comunicativa</em> del sindaco di Coccaglio, un piccolo comune del bresciano, che ha deciso di mandare i vigili urbani a controllare i permessi di soggiorno degli immigrati per favorirne l&#8217;espulsione. Obiettivo dell&#8217;operazione: fare repulisti in tempi rapidi, entro il 25 dicembre. Non a caso l&#8217;iniziativa è stata battezzata &#8221;White Christmas&#8221;, senza nascondere una certa vena d&#8217;ironia. Ma più che alla canzone di Bing Crosby fa pensare al colore dei cappucci del Ku Klux Klan.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Ecco il commento di Alessandro Portelli uscito ieri su &#8220;Il Manifesto&#8221;<!--more--></em></p>
<p style="text-align:justify;">E’ proprio vero che siamo un paese di poeti santi e navigatori. Solo in un paese di geni assoluti poteva essere concepita l’idea, scaturita dalla fervida immaginazione di un paese del bresciano, di lanciare di qui a Natale una campagna di pulizia etnica e chiamarla “White Christmas.” La trovo un’idea entusiasmante. In primo luogo, perché spazza via tutte le menzogne mielate di quando ci raccontavano che a Natale siamo tutti più buoni: prendere spunto dal Natale per diventare più cattivi, e farlo in nome delle nostre radici cristiane mi pare un’operazione liberatoria di verità assolutamente ammirevole. Altro che cultura laica.<br />
Qualche anno fa, quando il mio quartiere scese in piazza per impedire il trasferimento in zona di qualche famiglia rom, una compagna disse: “Non è razzismo, è cattiveria.” Scrissi allora, e mi ripeto: non distinguerei fra le due cose (il razzismo è cattiveria), ma trovo giusta questa parola, “cattiveria”, così elementare da essere caduta in disuso, perché qui è proprio l’elementarmente umano che sta in gioco. D’altra parte, un esimio leghista ministro della repubblica aveva già proclamato che bisognava essere cattivi con gli esseri umani non autorizzati. Disciplinatamente, fior di istituzioni democratiche eseguono: sbattono fuori dalle baracche i rom a via Rubattino a Milano e al Casilino a Roma e i marocchini braccianti in Campania, incitano i probi cittadini dei villaggi lombardi a denunciare i vicini senza documenti, premiano con civica medaglia intitolata a Sant’Ambrogio gli sgherri addetti ai rastrellamenti dei senza diritti. Fini dice che sono stronzi: no, non sono solo stronzi, sono malvagi.<br />
Su un piano più leggero, trovo altrettanto geniale è proclamare che l’operazione si fa in nome dell’ incontaminata cultura lombarda e bresciana – e chiamarla con un nome inglese, per di più orecchiato da una canzone e un film americano. Non si potrebbe trovare un modo migliore per prendere in giro tutta la mitologia lombarda delle radici e della purezza culturale. Non è solo una bella presa in giro di quelli che mettono nomi lumbard sui cartelli all’ingresso dei paesi. Ma è anche un modo per ricordarci che non esiste cultura più paesana, più subalterna e più provinciale di quella che finge un cosmopolitismo d’accatto.<br />
E infine, la trovata dell’inglese è una spietata denuncia dell’ipocrisia razzista. Dire “bianco Natale” significava mettere troppo in evidenza il colore della pelle, perciò lo diciamo con una strizzata d’occhio –dire le cose in inglese, non solo in questo caso ma più in generale ormai, significa dirle ma non dirle, è la nuova forma della semantica dell’eufemismo. E poi, “Christmas” invece di Natale: e hanno ragione, il nostro tradizionale Natale è sempre più sovrastato dall’americano Christmas, lasciamo perdere il misticismo e corriamo a fare shopping.<br />
Aveva proprio ragione la mia amica appalachiana che diceva, “noi poveri di montagna non sognavamo un bianco Natale. Se nevicava, era più che altro un incubo.” Io non so che Natale sognino i senza documenti del bresciano, dopo questo bell’esempio di cristianesimo. La cosa che immagino è che, cacciati dal villaggio, gli stranieri sbattuti fuori di casa andranno a dormire in una stalla e faranno nascere i loro clandestini bambini in qualche mangiatoia.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Italia, Stato Comunista Senza Nazione]]></title>
<link>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/24/italia-stato-comunista-senza-nazione/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 19:19:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
<guid>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/24/italia-stato-comunista-senza-nazione/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;Italia, stato artificiale senza Nazione, creato da criminali a svantaggio dei veri popoli, p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">L&#8217;Italia, stato artificiale senza Nazione, creato da criminali a svantaggio dei veri popoli, può rientrare nel novero di diverse nomee: stato fascista, stato mafioso, stato dittatoriale, stato confessionalista.<br />
Oggi come oggi però, l&#8217;etichetta che calza di più è quella di stato giacobino e comunista, nonostante al governo ci siano i neoconservatori di Berlusconi e i guitti verdi di via Bellerio.<br />
Quindi, perché rosso? Innanzitutto per omaggiare le sue basse origini in vista del 150°: a mettere in piedi la sgangherata baracca tricolore, con l&#8217;ausilio di Francesi ed Inglesi (grandi produttori di intrighi e logge), ci pensarono cospirazionisti, massoni ed Ebrei; del resto solo con l&#8217;inganno e il lavorio sotterraneo si poteva creare un mostro come l&#8217;Italia, utile ai soliti pochi o alle arretrate masse italiche ma dannoso ai popoli padano-alpini, che con l&#8217;Italia non c&#8217;entrano nulla e hanno solo da perderci.<br />
In secondo luogo, è uno stato giacobino e comunista perché l&#8217;attuale assetto dello stato italiano è relativista, progressista, mondialista, liberticida in chiave universalista, un po&#8217; come tutti gli stati europei naturalmente, schiacciati come sono dagli euromassoni di Bruxelles, se non fosse però che in più va considerata la schiavitù anti-identitaria a cui i Subalpini sono sottoposti.<br />
Gli unici &#8220;valori&#8221; pseudo-identitari tollerati sono i rituali giacobini conditi con tricolori, nastri azzurri, e altre false insegne come lo straccio europeista, tutto a scapito delle vere nazioni quali noi siamo, relegate nella stalla per essere munte e macellate a beneficio di istituzioni pizzaiole ed Italiani etnici.<br />
L&#8217;Italia è una sottospecie di Unione Sovietica in tredicesimi, di Jugoslavia titina, tenuta assieme (si fa per dire) da una dittatura apparentemente moderata fatta di malcostume, degrado ed arretratezze tutti mediterranei che le consentono di andare a braccetto con stati semitizzati come Portogallo, Spagna e Grecia.<br />
L&#8217;unica soluzione a questo sconquasso non è l&#8217;artificiale alimentazione di un ridicolo patriottismo di cartapesta, bensì la distruzione dello stato canaglia e l&#8217;indipendenza di tutti i popoli soggiogati e costretti ad essere ciò che non sono: Italiani.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Prosperano e prolificano]]></title>
<link>http://30secondi.wordpress.com/2009/11/24/prosperano-e-prolificano/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 07:55:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
<guid>http://30secondi.wordpress.com/2009/11/24/prosperano-e-prolificano/</guid>
<description><![CDATA[Mi ero ripromesso di scrivere qualcosa sulla letteratura che ipotizza una conquista musulmana dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Mi ero ripromesso di scrivere qualcosa sulla letteratura che ipotizza una conquista<em> </em>musulmana dell&#8217;Europa.</p>
<p>Ieri avevo citato <em>La moschea di Notre Dame</em> della russa Elena Chudinova, la cui recensione è apparsa su &#8220;La Padania&#8221; del 20 ottobre scorso (<a href="http://www.osteriapadana.net/articoli.php?view=78" target="_blank">fonte</a>), e oggi mi volevo occupare degli <em>eurabisti </em>italiani con in testa Pierfrancesco Prosperi e i suoi <em>La casa dell&#8217;Islam </em>e <em>La moschea di san Marco</em> (un titolo a dir poco scopiazzato da quello della Chudinova).</p>
<p>Ma ho letto <a href="http://kelebek.splinder.com/post/21750403/Pierfrancesco+Prosperi%2C+Gianfr" target="_blank">questo articolo</a> di Kelebek che mi sembra spiegare bene la situazione. Invito a leggerlo.</p>
<p>Per chi non voglia farlo riporto la 4a di copertina de <em>La moschea di san Marco</em>:</p>
<blockquote><p>Primavera 2015. Mentre in Arabia Saudita gli USA combattono stancamente la loro battaglia infinita contro i terroristi eredi di Al-Qaeda, in Italia si preparano le elezioni politiche, cui per la prima volta partecipa il Partito della Verità, un movimento di matrice islamica. Inframezzato a spezzoni di trasmissioni TV, articoli di giornale, interviste e altri flashes che delineano il quadro politico e culturale dell&#8217;Italia dell&#8217;epoca, il racconto si accentra sull&#8217;indagine che il commissario Visconti della Questura fiorentina svolge nell&#8217;ambiente degli immigrati tunisini per quello che all&#8217;inizio si presenta come un banale delitto d&#8217;onore. Man mano che l&#8217;inchiesta procede, il commissario si rende conto di aver messo le mani su qualcosa di ben diverso, su un gioco molto più grande di lui; un gioco condotto da chi intende portare la shari&#8217;a, la legge islamica, in quei Paesi che, come l&#8217;Italia, finora venivano considerati neutrali.</p></blockquote>
<p>Fantastico. Lo deve aver letto Angelo Panebianco prima di scrivere <em><a href="http://www.corriere.it/editoriali/09_novembre_18/panebianco_ec5b634a-d40a-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Se l&#8217;islam diventa un partito</a></em>. A quest&#8217;ultimo voglio ricordare che, <a href="http://30secondi.wordpress.com/2009/10/13/numeri-e-favole-4-musulmani-italiani-e-residenti-musulmani/" target="_blank">stanti le ultime statistiche</a>, i musulmani con cittadinanza italiana sono 40.000 (fra cui moltissimi <em>natural born italians</em>). Se anche tutti votassero un partito islamico, cosa altamente improbabile, non riuscirebbero a eleggere proprio nessuno.</p>
<p>Non mettiamo il carro davanti ai buoi, Panebianco.</p>
<p>Prima parliamo di cittadinanza. Poi di partiti islamici.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[BRUCIARE IL TRICOLORE-FILM DOCUM. DELLA LEGA NORD]]></title>
<link>http://mazingazeta.wordpress.com/2009/11/15/bruciare-il-tricolore-film-docum-della-lega-nord/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 10:00:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mazinga Z</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/jgEC-bXykds&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/jgEC-bXykds&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[2011, Fine dell'Italia]]></title>
<link>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/14/2011-fine-dellitalia/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 17:12:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
<guid>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/14/2011-fine-dellitalia/</guid>
<description><![CDATA[2012, fine del mondo. Certo, nei migliori cinema. Avrei un programmino molto più concreto e diverten]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">2012, fine del mondo. Certo, nei migliori cinema.<br />
Avrei un programmino molto più concreto e divertente della fantomatica fine del globo: 2011, fine dell&#8217;Italia. Magari.<br />
Nel 2011 cade il 150° anniversario della nascita (o meglio, dell&#8217;aborto mancato) dello stato italiano, e sarebbe divino se assieme ad esso cadesse l&#8217;Italia.<br />
Sarebbe il modo migliore per festeggiare lo stato canaglia, la repubblica delle banane, l&#8217;entità senza Nazione del tricolore; rispedirla senza pietà nella fogna della massoneria, delle cospirazioni, degli intrighi a vantaggio di pochi e a scapito di moltissimi, a scapito di tutti i popoli padano-alpini, e poi farla esplodere per una salutare palingenesi, per noi e per tutte le vere nazioni europee.<br />
Vendicheremmo così l&#8217;Identità calpestata, i nostri Avi e tutti coloro che per colpa della maledetta Italia sono emigrati, periti in guerre assurde e sotto dittatura, schiacciati da mafia, Chiesa, terrorismo, malgoverno, corruzione.<br />
E non è fantapolitica: cos&#8217;è più fattibile? La fine del mondo o la fine di uno stato criminale, degno compare della ex Jugoslavia, della Russia sovietica, e delle dittature sudamericane o africane?<br />
Manca poco più di un anno all&#8217;annus horribilis e penso sia compito doveroso di tutti i veri Valdostani, Piemontesi, Liguri, Lombardi, Tirolesi, Veneti, Friulani, Romagnoli, Toscani, Umbri e Marchigiani coalizzarsi simbolicamente, in nome della loro Identità e della loro Storia insozzate dall&#8217;Italia e dagli Italiani, e combattere e abbattere la bestia mafiosa, massonica, fascista, comunista, oscurantista avvolta nel lurido tricolore, ottenendo così l&#8217;Indipendenza, la Libertà, per la vittoria del Sangue e del Suolo e per la vittoria della radiosa forza della Verità contro le tenebre della menzogna.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Magna Grecia in Padania]]></title>
<link>http://emiliotremolada.wordpress.com/2009/11/14/magna-grecia-in-padania/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 23:01:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>trem</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-2362" title="statue-copia" src="http://emiliotremolada.wordpress.com/files/2009/11/statue-copia.jpg" alt="statue-copia" width="480" height="613" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GNOCCHI AL BASILICO, RIGHE ROSA, IL COMPAGNO FINI]]></title>
<link>http://diariominimo.wordpress.com/2009/11/09/gnocchi-al-basilico-righe-rosa-il-compagno-fini/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 12:36:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>diariominimo</dc:creator>
<guid>http://diariominimo.wordpress.com/2009/11/09/gnocchi-al-basilico-righe-rosa-il-compagno-fini/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Finalmente un leader credibile&#8221; mi spiega la signorina K. mentre preparo dei commoventi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8220;Finalmente un leader credibile&#8221; mi spiega la signorina K. mentre preparo dei commoventi gnocchi di patate al basilico. E&#8217; nel suo pigiamone di ciniglia a righine rosa mentre guarda con la mamma la puntata domenicale di Fazio, stravaccata sul divanone fuksia. Penso: povera ingenua, si fa abbindolare dall&#8217;ennesima nuova proposta del centro-sinistra ben supportata dal prode Fazio. D&#8217;altrone ha appena compiuto solo due mesi di vita. Nel frattempp alzo lo sguardo sullo schermo e vedo Gianfranco Fini. Si si Gianfranco Fini, quello del MSI, AN, PDL&#8230;quello <em>fasista</em> per intenderci. E&#8217; proprio lui a conqusitare l&#8217;attenzione della Signorina K. ancor meglio del compagno Bersani.<br />
Di colpo capisco il perche&#8217; di quella scritta sui muri che ho notato nelle campagne della bassa pianura lombarda. Accanto a PADANIA LIBERA , W BOSSI.  Si legge scritto, bello in grande, con la vernice bianca FINI MERDA.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Liga Norte y los inmigrantes.]]></title>
<link>http://josueferrer.wordpress.com/2009/11/09/la-liga-norte-y-los-inmigrantes/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 09:49:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>J.Ferrer</dc:creator>
<guid>http://josueferrer.wordpress.com/2009/11/09/la-liga-norte-y-los-inmigrantes/</guid>
<description><![CDATA[La independentista Liga Norte de Umberto Bossi, en la Padania italiana, es uno de los pocos partidos]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-472" title="LEga_Nord22_gif" src="http://josueferrer.wordpress.com/files/2009/10/lega_nord22_gif.gif" alt="LEga_Nord22_gif" width="470" height="332" /></p>
<p>La independentista Liga Norte de <strong>Umberto </strong><strong>Bossi, </strong>en la Padania italiana, es uno de los pocos partidos políticos que está haciendo una política de inmigración realista y responsable con la que coincido si no plenamente sí a grandes rasgos. Los buenistas, los utópicos y los progres de salón dicen que no deberían existir las fronteras y que todas las personas deberían poder circular libremente por donde se les antoje. Sin embargo, ni ellos mismos se creen su discurso. Si realmente lo hicieran comenzarían por derribar sus propias fronteras: las de sus domicilios. ¿Por qué no dejan abierta la puerta de sus casas 24 horas al día y permiten que de ella entre y salga quien quiera? Supongo que dirán que podría entrar algún indeseable para robarles o algo peor. Pues por esa misma razón tampoco se pueden dejar fronteras abiertas en una nación, que es la casa común de todos. Si nadie dejaría entrar en su hogar al primero que llame a su puerta ¿por qué se permite en un país?</p>
<p>Que me llamen fascista, comunista o nazi, que poco me importa, pero pienso que un sin papeles debe ser inmediatamente repatriado a su nación. Creo que no debería poder beneficiarse del sistema del bienestar (sanidad, educación, ayudas sociales, becas&#8230;) una persona que legalmente debería estar viviendo en otro país (salvo que sea un caso de auténtica emergencia, claro está, que tampoco se trata de dejar morir a nadie en mitad de la calle por no tener papeles). Es profundamente injusto e insolidario que una persona que no ha cotizado ni un solo céntimo a la caja común se beneficie de ayudas sociales que quizás debieran corresponder a personas necesitadas que llevan más de 40 años contribuyendo con sus impuestos al mantenimiento del Estado. Y si entrar en un domicilio sin permiso es un delito (allanamiento de morada) también entrar en un país sin cumplir la ley debe ser un delito. No es racismo ni tampoco xenofobia; solamente es sentido común.</p>
<p>No puede ser que alguien que lleva cuatro días viviendo aquí ya tenga más derechos y privilegios que una persona nacida en el país, que es hija y nieta de autóctonos. Con esta política irresponsable de fronteras abiertas y papeles para todos hemos llenado nuestra tierra de Latin Kings ecuatorianos, narcotraficantes colombianos, mafia siciliana, mafia rusa, asaltantes albanokosovares, mendigos rumanos, gorrillas búlgaros&#8230; Valencia se está convirtiendo en el paraíso de los delincuentes, en el parque temático de la criminalidad. La inseguridad ciudadana se había disparado tantísimo en Italia (en algunos pueblos la gente se encerraba dentro de casa para evitar asaltos) que la Liga Norte ha tenido que tomar medidas. Por eso aunque la prensa amarilla extranjera les acuse de racismo, en Padania los votan masivamente. Mientras, en el Reino de Valencia pasa al contrario&#8230; los barrios se llenan de chusma con la connivencia de ingenuos que piensan que nadie es malo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Siamo al verde.]]></title>
<link>http://scartoffie.wordpress.com/2009/11/08/siamo-al-verde/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 07:02:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>scartoffie</dc:creator>
<guid>http://scartoffie.wordpress.com/2009/11/08/siamo-al-verde/</guid>
<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo questo disperato appello di una madre. &#8220;Mi chiamo Sincera Laballa e a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Riceviamo e pubblichiamo questo disperato appello di una madre.<br />
&#8220;Mi chiamo Sincera Laballa e abito a Ballarate, in provincia di Padania.  Ho due figli bellissimi che di giorno van a  laurà.  <strong>Sono preoccupata perchè i miei figli la sera escono in camicia verde</strong>.  Io ci dico; no che c&#8217;è freddo, copritevi!  Ditelo per piaser anche voi a l&#8217;Umberto che adesso c&#8217;è anche l&#8217;influenza dell&#8217;autostrada A1, ai miei tempi c&#8217;era l&#8217;influenza di stagione e adesso di due stagioni, che le stagioni non ci sono più mica l&#8217;è vera!!  Diteci se li fa uscire col cappotto che lui Bossi ce l&#8217;ha (il cappotto), anche se è nato con la camicia.  Complimenti per la vostra trasmissione che la guardo sempre con tanti ospiti&#8221;.<br />
<img src="http://scartoffie.files.wordpress.com/2009/11/verde.jpg?w=116" alt="siamo al verde" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Perché Calearo lascia un Pd "tosco-emiliano"]]></title>
<link>http://statoemercato.wordpress.com/2009/11/07/perche-calearo-lascia-un-pd-tosco-emiliano/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 17:17:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>statoemercato</dc:creator>
<guid>http://statoemercato.wordpress.com/2009/11/07/perche-calearo-lascia-un-pd-tosco-emiliano/</guid>
<description><![CDATA[Massimo Calearo da Il Fatto Quotidiano del 7 novembre “Sono uno fuori dagli schemi, quelli del Pdl d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Massimo Calearo da Il Fatto Quotidiano del 7 novembre “Sono uno fuori dagli schemi, quelli del Pdl d]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dieci domande al signor Berlusconi]]></title>
<link>http://taumazein.wordpress.com/2009/11/04/dieci-domande-al-signor-berlusconi/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 15:30:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>taumazein</dc:creator>
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<description><![CDATA[A volte è bello ricordare i bei tempi andati, no? Chi ha qualche anno in più, o anche chi si ritrova]]></description>
<content:encoded><![CDATA[A volte è bello ricordare i bei tempi andati, no? Chi ha qualche anno in più, o anche chi si ritrova]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gianfranch Miglio]]></title>
<link>http://mazingazeta.wordpress.com/2009/10/30/gianfranch-miglio/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 16:11:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mazinga Z</dc:creator>
<guid>http://mazingazeta.wordpress.com/2009/10/30/gianfranch-miglio/</guid>
<description><![CDATA[Gianfranch Miglio (Comm, 11 genar 1918 – 10 agust 2001) l&#8217;è staa un pulitegh, custitüsiunalist]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-3962" title="90050_1085695_SF98000000_8785317_medium" src="http://mazingazeta.wordpress.com/files/2009/10/90050_1085695_sf98000000_8785317_medium.jpg" alt="90050_1085695_SF98000000_8785317_medium" width="450" height="337" /></p>
<p><strong>Gianfranch Miglio</strong> (Comm, 11 genar 1918 – 10 agust 2001) l&#8217;è staa un pulitegh, custitüsiunalista e scensiaa pulitegh lumbart. L&#8217;è staa anca un senadur de la Repüblega Taliana &#8216;me indipendent per la Lega Nord (1992-1994) e per el Partii Federalista (in talian Partito Federalista) (1994-2001).<br />
L&#8217;ha insegnaa a l&#8217;Üniversità Catolega del Sacher Cör de Milan, indue che l&#8217;è staa anca el preside de la Facultà de Sciens Pulitegh del 1959 al 1988. L&#8217;è staa un aliev del Alessandro Passerin d&#8217;Entrèves e del Giorgio Balladore Pallieri e cun lur l&#8217;ha stüdiaa i classegh del penser giüridegh e pulitulogegh.</p>
<p><!--more--></p>
<h2>I primm agn:</h2>
<p>El s&#8217;era laüreaa in Giürisprüdensa in del 1939 cun la tesi &#8220;Origini e i primi sviluppi delle dottrine giuridiche internazionali pubbliche nell&#8217;età moderna&#8221;. Dopu l&#8217;ha faa l&#8217;asistent vuluntari per la catedra de &#8220;Storia dij dutrin pulitegh&#8221;, che&#8217;l d&#8217;Entreves l&#8217;aveva tegnüü fina a la fin dij agn quaranta.<br />
In del 1948 l&#8217;era diventaa un liber prufesur; in di agn cinquanta l&#8217;aveva stüdiaa i oper dij storegh e dij giürista, suratütt quij tudesch: per esempi i quater vulümm del Deutsche Genossenschaftsrecht che l&#8217;Otto Von Gierke l&#8217;aveva scrivüü intra el 1869 e&#8217;l 1913 e i sagg de storia aministrativa del&#8217;Otto Hintze, che seren staa anca vultà in talian del sò aliev Pierangelo Schiera (O. Hintze, Stato e società, Zanichelli 1980).<br />
E propi in quij agn là, el Gianfranco Miglio l&#8217;ha cugnusüü la granda prudüsiun scentifega del Max Weber e l&#8217;è staa anca vün dij primm che l&#8217;ha stüdiaa ben l&#8217;&#8221;Ecunumia e Sucietà&#8221;, l&#8217;opera püsee impurtanta del suciolegh tudesch, che prima l&#8217;era stada minga cunsiderada in Italia.</p>
<h2>El svilüpp del sò laurà scentifegh:</h2>
<p><strong>El Miglio storegh del&#8217;aministrasiun</strong><br />
A la fin dij agn cinquanta, el Miglio l&#8217;ha fundaa insema cunt el giürista Feliciano Benvenuti l&#8217;Istituto per la Scienza dell&#8217;amministrazione pubblica ISAP (Istitütt per la Scensa del aministrasiun püblega), che l&#8217;è staa anca el sò vice-diretur per un quej agn. In d&#8217;un sagg memurabil del 1957 ciamaa &#8220;Le origini della scienza dell&#8217;amministrazione&#8221; (I urigin de la scensa del aministrasiun), el prufesur cumasch l&#8217;ha descrivüü in manera ciara e eleganta i radis storegh de la disciplina. El s&#8217;era interesaa a la püblega aministrasiun perchè in quij agn là i statt aveven tacaa a duprà pulitegh pianificatris per fà cress la crescita ecunomega.</p>
<p><strong>La Fundasiun taliana per la storia aministrativa</strong> (La Fondazione italiana per la storia amministrativa) F.I.S.A.<br />
Sübet el Miglio l&#8217;ha sentüü el bisogn de stüdiaa in manera püsee sistematega la storia dij pudè püblegh eürupej e, in di agn sesanta, l&#8217;ha fundaa la <em>Fundazione Italiana per la storia amministrativa</em>: un institütt che&#8217;l faseva dij ricerch in manera rigurusa e scentifega, e per quest mutif l&#8217;aveva preparaa per i sò culaburadur un schema de istrüsiun che l&#8217;era pöö vegnüü anca famus perchè l&#8217;era ciar e ben urganisaa.<br />
Cun la F.I.S.A. el Miglio el gh&#8217;aveva un ubietif propi ambisius: el vureva scrif una storia custitüsiunala che la tirava dent i aministrasiun püblegh de sitt e temp diferent per fà una tipulugia dij istitüsiun del Mediuevu al età cuntempuranea, cunt i sò tratt distintif e i element cumünn de tücc i pudè püblegh.<br />
Un altra resun del sò laurà l&#8217;era che&#8217;l vureva stüdià i pudè püblegh in d&#8217;una manera analogeca-cumparativa, cunt un metud scentifegh che l&#8217;Hintze l&#8217;aveva duprà in manera parsiala in de la prima metà del Nöfcent: el prufesur cumasch el vureva definii l&#8217;evulüsiun storega del statt mudern.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3963" title="cartina_pdn" src="http://mazingazeta.wordpress.com/files/2009/10/cartina_pdn.jpg" alt="cartina_pdn" width="397" height="276" /></p>
<h3>Liber scrivù del Prufesur Miglio:</h3>
<ul>
<li>G. Miglio, <em>I cattolici di fronte all&#8217;unità d&#8217;Italia</em>, 1959.</li>
<li>G. Miglio, <em>L&#8217;amministrazione nella dinamica storica</em>, 1961 in <em>Storia, amministrazione e costituzione</em>, Annale ISAP 2004.</li>
<li>G. Miglio, <em>Le trasformazioni dell&#8217;attuale regime politico</em>, 1965.</li>
<li>G. Miglio, <em>Il ruolo del partito nella trasformazione del tipo di ordinamento politico vigente: il punto di vista della scienza della politica, Milano</em>, 1967.</li>
<li>G. Miglio, <em>Le contraddizioni dello Stato unitario</em> in Miglio &#8211; Benvenuti, <em>L&#8217;unificazione amministrativa e i suoi protagonisti</em>, Publicaziun ISAP, Neri Pozza, Vicenza, 1969.</li>
<li>G. Miglio, <em>Rappresentanza e amministrazione nelle leggi del 1865</em> in Miglio &#8211; Benvenuti, <em>L&#8217;unificazione amministrativa e i suoi protagonisti</em>, Publicaziun ISAP, Neri Pozza, Vicenza, 1969.</li>
<li>G. Miglio, <em>La trasformazione delle università e l&#8217;iniziativa privata</em>, 1969.</li>
<li>G. Miglio e P. Schiera, <em>Le categorie del politico. Saggi di teoria politica</em>, Il Mulino, Bulugna, 1972.</li>
<li>G. Miglio, <em>La Valtellina: un modello possibile di integrazione economica e sociale</em>, Quaderni Banca Piccolo Credito Valtellinese, n.1, Tipugrafia Bonazzi, Sundri, 1978</li>
<li>G. Miglio, <em>Ricominciare dalla montagna Milano</em>, Giuffrè, Milan, 1978</li>
<li>G. Miglio, <em>Genesi e trasformazioni del termine-concetto Stato</em>, Vita e Pensiero, Milan, 1981</li>
<li>G. Miglio, <em>Guerra, pace, diritto: una ipotesi generale sulle regolarità del ciclo politico</em>, Giuffrè, Milan, 1982</li>
<li>G. Miglio, <em>Una repubblica migliore per gli italiani</em>, 1983</li>
<li>G. Miglio, <em>Le contraddizioni interne del sistema parlamentare integrale</em>, 1984</li>
<li>G. Miglio, <em>Il nerbo e le briglie del potere</em>: scritti brevi di critica politica 1945-1988, Milan, 1988</li>
<li>G. Miglio, <em>Ricominciare dalla montagna</em>, Giuffrè, Milan, 1978</li>
<li>G. Miglio, <em>La regolarità della politica</em> (2 vol.), Giuffrè, Milan, 1988</li>
<li>G. Miglio, <em>Una costituzione per i prossimi trent&#8217;anni</em>, intervista del Marcello Staglieno, Laterza, Bari, 1990</li>
<li>A. Buchanan, <em>Secessione. Quando e perché un paese ha il diritto di dividersi</em>, introduzion del G. Miglio, Mondadori, Milan, 1991</li>
<li>G. Miglio, <em>Come cambiare. Le mie riforme</em>, Mondadori, Milan, 1992</li>
<li>U. Bossi, D. Vimercati, <em>Vento dal Nord: La mia Lega la mia vita</em>, prefaziun del G. Miglio, Sperling &#38; Kupfer, Milan, 1992</li>
<li>G. Oneto, <em>Bandiere di libertà. Simboli e vessilli dei popoli dell&#8217;Italia settentrionale</em>, introduzion del G. Miglio, Effedieffe, Milan, 1992</li>
<li>U. Bossi, D. Vimercati, <em>La Rivoluzione. La Lega: storia e idee</em>, prefazione di G. Miglio, Sperling &#38; Kupfer, Milan, 1993</li>
<li>G. Miglio, H.D. Thoreau, <em>Disobbedienza civile</em>, Mondadori, Milan 1993</li>
<li>G. Miglio (con Marcello Staglieno e Pierluigi Vercesi), <em>Italia 1996: così è andata a finire</em>, Mondadori, Milan, 1993</li>
<li>G. Miglio, <em>Io, Bossi e la Lega</em>, Mondadori, Milan 1994</li>
<li>G. Miglio, <em>La Costituzione federale</em>, Mondadori, culana Le Frecce, Milan, 1995</li>
<li>G. Miglio, M. Veneziani, <em>Padania, Italia. Lo Stato nazionale è soltanto in crisi o non è mai esistito?</em>, Le Lettere, Firenze, 1997</li>
<li>G. Miglio, A. Barbera, <em>Federalismo e secessione. Un dialogo</em>, Mondadori, Milan 1997</li>
<li>G. Miglio e Aa.Vv., <em>Federalismi falsi e degenerati</em>, Sperling &#38; Kupfer, Milan, 1997</li>
<li>M. Gozzi, G. Miglio, G.A. Zanoletti, <em>Le barche a remi del Lario da trasporto, da guerra, da pesca, e da diporto</em>, Leonardo Arte, Milan, 1999</li>
<li>G. Miglio, <em>L&#8217;asino di buridano</em>, Neri Pozza, Vicenza, 1999</li>
</ul>
<h3>Liber che parlenn del Prufesur Miglio</h3>
<ul>
<li>L. Ornaghi, A. Vitale, <em>Multiformità e unità della politica</em>. Docùmenti del Cunvegn per el 70° cumpleann del Gianfranco Miglio, 24-26 utuber del 1988, Giuffrè, Milan, 1992</li>
<li>G. Ferrari, <em>Gianfranco Miglio: un giacobino nordista</em>, Liber, Ruma, 1993</li>
<li>A. Campi, <em>Schmitt, Freund, Miglio: figure e temi del realismo politico europeo</em>, Akropolis/La Roccia di Erec, Firenze, 1996</li>
<li>Aa.Vv., <em>Gianfranco Miglio: un uomo libero</em>, Quaderni Padani n. 37-38 dela Libera Compagnia Padana, Nuara, 2002</li>
<li>Aa.Vv., <em>Un Miglio alla libertà</em>, Audioliber, Leonardo Facco Editur (culana Laissez Parler), Treej (Bg), 2005</li>
<li>D. Palano, <em>Il cristallo dell&#8217;obbligazione politica</em> in ID., <em>Geometrie del potere</em>, Vita e Pensiero, Milan, 2005.</li>
<li>G. Di Capua, <em>Gianfranco Miglio, scienziato impolitico</em>, Rubbettino, Catanzaro, 2006.</li>
<li>Aa.Vv., <em>Gianfranco Miglio: gli articoli</em>, Quaderni Padani n. 64-65 dela Libera Compagnia Padana, Nuara, 2006.</li>
<li>Aa.Vv., <em>Gianfranco Miglio: le interviste</em>, Quaderni Padani n. 69-70 dela Libera Compagnia Padana, Nuara, 2007.</li>
</ul>
<h3>Interviste</h3>
<ul>
<li><a rel="nofollow" href="http://www.prov-varese.leganord.org/doc/miglio.htm">Intervista sùla Secession dela Padania, 1996</a></li>
<li><a rel="nofollow" href="http://www.corrierecomo.it/pg_interna.cfm?IndiceID=184&#38;MenuID=1">Intervista del Giorgio Bardaglio &#8211; Corriere di Como del 12 Apriil del 1998</a></li>
<li><a rel="nofollow" href="http://www.veja.it/index.php?/archives/982-Gianfranco-Miglio,-un-figlio-dellInsubria.html">Articul del Lorenzo Busi (Libera Compagnia Padana) intitulà <em>Gianfranco Miglio, un figlio dell&#8217;Insubria. Dalla clandestinità de &#8220;Il Cisalpino&#8221;, all&#8217;insegnamento in Cattolica</em> del 24 Macc del 2007</a></li>
<li><a rel="nofollow" href="http://www.giovanipadani.leganord.org/articoli.asp?ID=334">Comemuraziun del Prufesur Miglio in tel Prim aniversari dela mort scrivù de l&#8217;Alessandro Campi</a></li>
</ul>
<h3>Atività parlamentara</h3>
<ul>
<li><a rel="nofollow" href="http://www.senato.it/leg/13/BGT/Schede/Attsen/00001588.htm">Sitee del Senato</a></li>
</ul>
<h3>Articui per aprufundì</h3>
<ul>
<li><a rel="nofollow" href="http://www.liberalfondazione.it/archivio/elite/numero2/Indagine.htm">Indagine sùl Prufesur Miglio scrivù del Carlo Lottieri</a></li>
</ul>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Siamo Tutti Tirolesi]]></title>
<link>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/10/27/siamo-tutti-tirolesi/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 17:22:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
<guid>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/10/27/siamo-tutti-tirolesi/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;assurda situazione che il Tirolo meridionale è costretto a vivere è emblematica per quanto c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">L&#8217;assurda situazione che il Tirolo meridionale è costretto a vivere è emblematica per quanto concerne l&#8217;inesistenza di una Nazione italiana.<br />
Tutte le nazioni padano-alpine la vivono ma il Tirolo è il caso limite.<br />
Aggredito e annesso allo stato italiano con la Grande Guerra, questa terra germanica è stata e continua ad essere barbaramente italianizzata dalle italiche forze d&#8217;occupazione: toponimi storpiati, imposizione della lingua fiorentina, monumenti fascisti e tricolori al vento, immigrazione di Italiani etnici atti a lavare il cervello agli autoctoni.<br />
Ogni resistenza all&#8217;invasore-occupante è bollata come razzista e terrorista ma gli italioti si dimenticano che ad essere fuori posto sono loro, con il loro carico di pasta, pizza, mafia e carabinieri.<br />
E così, nelle graduatorie impietose circa l&#8217;inferiorità italiana rispetto all&#8217;Europa, nel calderone del pattume mediterraneo ci finiamo noi Lombardi e i Tirolesi, assieme a tutti gli incolpevoli, perché non italiani e quindi civili, Cisalpini.<br />
Roma e i suoi tirapiedi han tutto l&#8217;interesse a ridicolizzarci presentandoci come Italiani visto che hanno ampiamente imbastardito le nostre terre e pare che l&#8217;epica triade pizza-mandolino-mafia riguardi pure popoli celto-germanici come noi.<br />
Noi patrioti, che sappiamo benissimo quale sia la Verità, abbiamo il dovere di sostenere i fratelli tirolesi nella loro lotta identitaria per la Libertà contro l&#8217;occupante italiano, perché tale lotta ci riguarda direttamente.<br />
In vista dello sciagurato 2011, armiamoci di coraggio e buona volontà, per difendere la nostra Natura padano-alpina e sconfiggere la peste italica.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Anche il cinema smaschera le bufale leghiste]]></title>
<link>http://memoriastorica.wordpress.com/2009/10/26/anche-il-cinema-smaschera-la-bufala-leghista/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 10:45:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>memoriastorica</dc:creator>
<guid>http://memoriastorica.wordpress.com/2009/10/26/anche-il-cinema-smaschera-la-bufala-leghista/</guid>
<description><![CDATA[(di Roberto Beretta) Uno: Alberto da Giussano non è mai esistito. Due: il “giuramento di Pontida” pr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><em><a href="http://memoriastorica.wordpress.com/files/2009/10/bossi_barbarossa.jpg"><img class="size-full wp-image-1889 alignnone" title="bossi_barbarossa" src="http://memoriastorica.wordpress.com/files/2009/10/bossi_barbarossa.jpg" alt="bossi_barbarossa" width="373" height="186" /></a></em></p>
<p style="text-align:right;"><em>(di Roberto Beretta)</em></p>
<p style="text-align:justify;">Uno: Alberto da Giussano non è mai esistito. Due: il “giuramento di Pontida” probabilmente pure. Adesso che nelle sale d’Italia imperversa (pare comunque con successo inferiore alle aspettative) il kolossal di Renzo Martinelli <em>Barbarossa,</em> chi glielo dice alla Lega Nord che il film sul quale ha puntato per far risalire le sue radici sino al Medioevo è in realtà un polpettone che non rispetta affatto la storia? Eppure è così, praticamente tutti gli studiosi sono d’accordo; e davvero non si sa dove <strong>Federico Rossi di Marignano</strong> (consulente storico della pellicola) abbia – sono parole del regista – “trovato traccia del carroccio, oltre che naturalmente di un certo Alberto da Giuxano” . Beh, forse Martinelli doveva scegliersi meglio il supporto scientifico (il settantenne Rossi di Marignano, del quale in concomitanza col film è uscito anche un libro sullo stesso argomento, risulta laureato in economia, diplomato in pittura e licenziato in scienze religiose: tutto fuorché storia&#8230;), visto che è stato subito massacrato da parecchi studiosi con le carte accademiche in regola. <!--more-->Uno su tutti: <strong>Franco Cardini</strong>. Il quale – avendo già scritto nel 1991 La vera storia della Lega Lombarda  ( Mondadori), dove Alberto da Giussano non è citato nemmeno una volta – ha evitato di far da consulente alla pellicola, poi si è affrettato a pubblicare sul suo sito un lungo articolo: “La storia raccontata dal film è profondamente falsa. A parte il giuramento di Pontida che forse non ci fu mai e Alberto da Giussano che fu inventato nel Trecento, il mostrare il Barbarossa come una specie di “dittatore centralista”, per giunta “straniero”, che spietatamente impone il suo tallone di ferro e le sue ruberie fiscali a un popolo oppresso il quale alla fine giustamente si ribella, è semplicemente ridicolo”. Il medievista fiorentino sfida poi a produrre i nuovi documenti su Alberto da Giussano e la sua presunta “Compagnia della morte”. Ma non altrimenti la pensava uno dei primi studiosi della materia, l’erudito brianzolo don Rinaldo Beretta che – essendo, guarda caso, in cura d’anime proprio in una frazione di Giussano – indagò fin dal 1914 ( la ristampa riveduta del suo lavoro è però del 1970) <em>Il Giuramento di Pontida e la Società della Morte</em> <em> nella battaglia di Legnano,</em> con il significativo sottotitolo: «Storia o leggenda?» . In quel saggio il sacerdote dimostrava tra l’altro che «di un giuramento o congresso, tenuto in Pontida al tempo della Lega Lombarda, non vi è cenno in nessuna fonte scritta e nemmeno nella tradizione orale» prima del 1503 ( ovvero 350 anni dopo il presunto evento!) e che «la Lega Lombarda trasse le sue origini a Bergamo l’8 marzo 1167, non a Pontida il 7 aprile&#8230; È ben difficile sostenere l’esistenza del giuramento di Pontida» . Quanto ad Alberto da Giussano, al di fuori di una cronaca del domenicano milanese Galvano Fiamma ( 1340 circa), il suo «nome è completamente ignorato in tutti gli avvenimenti politici e guerreschi di prima e dopo la battaglia di Legnano&#8230; A meno che si voglia romanzare, la sua figura rimane nel dominio dell’oscurità e della leggenda » . Sempre alla « fonte mal sicura e tardiva » di fra Galvano si deve pure la notizia dell’esistenza a difesa del carroccio di due società militari scelte, tra cui la famosa «Compagnia della morte» capitanata appunto dal valoroso Alberto; ma «la loro esistenza difficilmente si può dimostrare» , anzi «sorge il sospetto che questa leggenda sia stata messa in campo dallo stesso partito dei nobili, al quale apparteneva il Fiamma, coll’intento di attribuirsi la vittoria di Legnano» . Che – detto tra parentesi usando le parole di Cardini – « non fu una gran battaglia. Nessuna delle due parti aveva neppure gran voglia di combatterla». Comunque sia, la linea tracciata da don Beretta è oggi la medesima di tutti gli storici accreditati. Anche la giovane giornalista – ma laureata in storia medievale – Elena Percivaldi<strong>,</strong> autrice del recente <em>I Lombardi che fecero l’impresa</em> (Àncora, pp. 230, euro 16), pur essendo collaboratrice de <em>La Padania</em><em>,</em> non nega certo la realtà storica: «Un guerriero di nome Alberto da Giussano, così come lo vuole la tradizione e l’iconografia, purtroppo non è mai esistito&#8230; Di pura invenzione a questo punto bisogna parlare» . Non solo: per il famoso giuramento, delle fonti coeve «nessuna nomina neanche in modo indiretto il monastero di Pontida&#8230; e neanche la data del patto corrisponde a quella tradizionale: non il 7, ma il 27 aprile 1167 » . Insomma, come si vede, il <em>Barbarossa</em> trasposto su grande schermo non sembra proprio adatto a diradare le nebbie che circondano l’effettiva storia della Lega lombarda. Esso anzi non fa che riprenderne il mito, lo stesso risorgimentale tanto caro a Pellico, Berchet, Gioberti e ovviamente Carducci: con i Comuni italiani alleati per cacciare lo straniero e costruire l’unità della nazione&#8230; Toh: proprio ciò che oggi la Lega di Bossi depreca massimamente. Che Alberto da Giussano non fosse un buon leghista?</p>
<p style="text-align:justify;">(da &#8220;Avvenire&#8221;, 22/10/2009)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I Volontari Verdi e la caccia al topo con Bastoni.]]></title>
<link>http://ilnichilista.wordpress.com/2009/10/23/i-volontari-verdi-e-la-caccia-al-topo-con-bastoni/</link>
<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 13:26:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Chiusi</dc:creator>
<guid>http://ilnichilista.wordpress.com/2009/10/23/i-volontari-verdi-e-la-caccia-al-topo-con-bastoni/</guid>
<description><![CDATA[Oggi mi sono imbattuto nel sito dei Volontari Verdi. Che accoglie ciascun visitatore con le tuonanti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Oggi mi sono imbattuto nel <a href="http://www.volontariverdi.org/">sito</a> dei <em>Volontari Verdi</em>. Che accoglie ciascun visitatore con le tuonanti parole di Mario Borghezio, il &#8220;Presidente Onorario&#8221;:</p>
<blockquote><p>Uomini delle colonie Padanie, noi che siamo delle colonie Padanie, prepariamoci! E&#8217; mia ferma intenzione di impegnarvi in battaglia finché la Padania sia <strong>indipendente</strong>!</p></blockquote>
<p>Il richiamo dell&#8217;europarlamentare della Lega Nord si ripete come un mantra, all&#8217;infinito, senza possibilità di scampo se non quella di azzerare il volume. </p>
<p>Tolto il volume resta l&#8217;obiettivo del sito. Ovvero tesserare &#8220;Volontari Verdi&#8221;. Che vengono così descritti:</p>
<blockquote><p>Si iscrive ai Volontari Verdi chi vuole contribuire alla tutela del Territorio Padano. Un territorio pulito, onesto, dove <strong>è benvenuto chi lavora e rispetta la cultura e le tradizioni del suo Popolo</strong>. </p></blockquote>
<p>Viene da chiedersi: e gli altri? Non sono i benvenuti in suolo &#8220;Padano&#8221;? Borghezio intende forse sostenere che ci sia bisogno di &#8220;ronde verdi&#8221; contro chi non lavora o contro chi non si adopera per mantenere vive tradizioni tipiche della Padania come il matrimonio o il capodanno celtico? </p>
<p>Sembrerebbe di sì. Il fine principale del sito è infatti difendere la propria &#8220;Terra&#8221; a tutti i costi, &#8220;<strong>fino all&#8217;indipendenza</strong>&#8220;. E come metterlo in pratica se non tramite l&#8217;istituzione di &#8220;ronde di sorveglianza&#8221;?  Di cui i Volontari Verdi reclamano addirittura la <strong>paternità</strong>. Cliccando &#8220;per saperne di più&#8221;, infatti, l&#8217;utente viene messo di fronte al testo del decreto attuativo delle ronde di sorveglianza firmato dal ministro Maroni. </p>
<p>Che, sia detto per inciso, riguardando aggregazioni <em>non politicizzate </em>di cittadini, tra cui difficilmente è possibile far rientrare i <em>Volontari Verdi. </em></p>
<p>Borghezio, ad ogni modo, tira dritto per la sua strada. Forte dell&#8217;aiuto del coordinatore federale Valter Granata e di Massimiliano Bastoni. Fondando &#8220;<a href="http://www.affaritaliani.it/milano/volontari_verdi_mario_borghezio_lega_ad_affaritaliani140709.html">scuole</a> di addestramento&#8221; in tutta la Padania (anche se le richieste, precisa l&#8217;europarlamentare, vengono anche da Roma); &#8220;rigidamente separate dal partito&#8221;, s&#8217;intende.</p>
<p>La prima ha aperto il 14 luglio a Milano. Nella <a href="http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/milano-i-volontari-verdi-istituiscono-la-prima-scuola-per-addestrare-i-volontari-delle-ronde-57496/">parole</a> di Bastoni: &#8220;Abbiamo scelto una struttura polivalente come il Palaiseo perché dotato sia di palestre che di aule didattiche necessarie per formare fisicamente e <strong>mentalmente</strong> chi volesse impegnarsi nel garantire maggiore sicurezza ai cittadini&#8221;. </p>
<p>Sarebbe interessante comprendere cosa si intenda, con quel mentalmente. Soprattutto quando l&#8217;eduzione &#8220;mentale&#8221; viene messa nelle mani (solo nella veste di &#8220;<a href="http://www.radioradicale.it/scheda/284160/presentazione-della-prima-scuola-di-formazione-per-i-volontari-della-sicurezza">osservatore</a>&#8220;, sia chiaro &#8211; la scuola non avrà &#8220;nessun cappello politico&#8221;) di una persona che nel 2001 faceva campagna elettorale con un <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2000/marzo/26/Bastoni_contro_immigrazione_solo_nome_co_0_00032610909.shtml">adesivo</a> recante, vicino alla dicitura &#8220;Lega Nord&#8221; gli slogan: &#8220;<strong>Bastoni contro l&#8217;immigrazione</strong>&#8221; e &#8220;<strong>Difendi i tuoi diritti con Bastoni</strong>&#8220;, con tanto di mazze da baseball in bella vista.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-687" title="bastoni3" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/10/bastoni3.gif" alt="bastoni3" width="604" height="310" /></p>
<p> Si tratta di insegnare agli aspiranti Volontari Verdi simpatici giochi di parole come questo?</p>
<p>Sappiamo invece benissimo cosa intendano Borghezio e Bastoni quando parlano della necessità di &#8220;formare <strong>fisicamente</strong>&#8221; i propri rondisti. Per cui non serve tuttavia una sede scolastica: basta il piazzale antistante lo Stadio Meazza. Dove i neofascisti milanesi di &#8220;<a href="http://www.cuorenero.org/cms/">Cuore Nero</a>&#8221; sono soliti <a href="http://ottozona.noblogs.org/post/2009/10/10/botte-da-orbi">malmenarsi</a> con altri neofascisti rivali (quelli del gruppo &#8220;Hammer&#8221;, ad esempio). </p>
<p>E dove, insieme a &#8220;Cuore Nero&#8221;, possiamo trovare anche i Volontari Verdi, da qualche tempo fedeli alleati. Come dimostrato dalla visita di Mario Borghezio del 5 settembre di cui parla <em>il Manifesto.</em></p>
<p>Una <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio-archivio/1281571">inchiesta</a> di Fabrizio Gatti su <em>L&#8217;Espresso  </em>ci permette di ricordare che si tratta degli stessi volontari che nel 1999, all&#8217;indomani dell&#8217;omicidio del tabaccaio Ottavio Capalbio, gridavano &#8220;albanesi assassini&#8221; e &#8220;dateci le armi e ci pensiamo noi&#8221;. </p>
<p>Da internet invece si apprende la considerazione dei &#8220;Volontari Verdi&#8221; per i cittadini che violino la loro concezione di &#8220;sicurezza&#8221; e di &#8220;tutela del Territorio Padano&#8221;. Il 29 novembre 2005 con un comunicato stampa di cui viene addirittura richiesta la pubblicazione, l&#8217;allora responsabile dei &#8220;Volontari Verdi&#8221; per la provincia di Siena, <a href="http://www.prov-siena.leganord.org/29112005.pdf">scrive</a>: </p>
<blockquote><p>La notte, nel centro storico, i residenti si devono sorbire gli schiamazzi e il degrado di quelle <strong>zecche pulciose </strong>che come dei &#8220;cilandroni&#8221; bazzicano in determinati bar [...].</p></blockquote>
<p>Lo stesso Borghezio, ricorda un <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200902articoli/40731girata.asp">articolo</a> de <em>La Stampa</em>, è stato perfino inquisito a causa di una delle sue ronde verdi. L&#8217;ex sottosegretario alla Giustizia (1994) minimizza:</p>
<blockquote><p>Ma si, a Torino. Era successo che uno dei nostri ragazzi era entrato in un bugigattolo dove non doveva esserci nessuno e invece ci aveva trovato dei rumeni clandestini. Si era spaventato e <strong>perdendo l’equilibrio gli era caduta una fiaccola che aveva incendiato il pagliericcio di questi disperati</strong>&#8230;una sciocchezza.</p></blockquote>
<p>Che volete che sia.</p>
<p>Da ultimo, in un <a href="http://www.fvg24.com/play.php?vid=141">video</a> risalente a marzo 2009, Giorgio Marchesich, responsabile dei Volontari Verdi per il Friuli Venezia Giulia, ci aiuta a definire il movimento rondista senza ipocrisia:</p>
<blockquote><p>I Volontari Verdi sono la<strong> componente indipendentista</strong> della Lega Nord Padana. La Lega di &#8220;duri e puri&#8221;, quella che fa riferimento a livello federale all&#8217;europarlamentare Mario Borghezio.</p></blockquote>
<p>L&#8217;identikit del volontario tipo? &#8220;Anzitutto un <strong>idealista</strong>&#8220;, &#8220;uno che difende il territorio&#8221;, &#8220;un <strong>cattolico</strong>&#8220;, &#8220;uno che è dalla parte della legge&#8221;, &#8220;uno che vuole che le cose a casa propria siano gestite dagli <strong>autoctoni</strong>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;intervistatore a questo punto riferisce che, contrariamente a quanto sostenuto dallo stesso Marchesich, i rapporti con la Lega Nord da parte dei Volontari Verdi di Trieste è piuttosto teso, al punto che lo stesso Marchesich sarebbe stato espulso dal partito. </p>
<p>Marchesich parla di &#8220;vergognose frescacce&#8221;, accusa la Lega di &#8220;accogliere i rigurgiti degli altri partiti&#8221; e dunque di non essere abbastanza &#8220;indipendentista&#8221;.</p>
<p>Dunque è vero: i Volontari Verdi non fanno eslcusivo riferimento alla Lega Nord. Sono più estremi. Parlano, come Marchesich, di &#8220;<strong>derattizzazione</strong> dei Rom&#8221;. E sulla non politicizzazione delle ronde sostengono: &#8221;non è importante di che colore è il gatto, l&#8217;importante è che il gatto prenda i <strong>topi</strong>&#8220;.</p>
<p>Il <em>Corriere </em>ha <a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_ottobre_21/flop-ronde-milano-sicurezza-associazione-poliziotti-city-angels-1601902762105.shtml">parlato</a> in questi giorni di &#8220;flop&#8221; delle ronde. Ma c&#8217;è poco da gioire: il &#8220;flop&#8221; riguarda infatti le ronde <em>legali. </em>E i Volontari Verdi?</p>
<p>Invece di esultare per il mancato funzionamento della legge che istituisce le ronde legali, bisognerebbe pensare a come combattere quelle illegali, che invece continuano ad operare indisturbate.</p>
<p>E a dare la caccia ciascuna, Bastoni o meno, al proprio personalissimo topo. </p>
<blockquote><p> </p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Camicie verdi - 2° episodio]]></title>
<link>http://associazioneomilos.wordpress.com/2009/10/21/camicie-verdi-2%c2%b0-episodio/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 11:28:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>associazioneomilos</dc:creator>
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<description><![CDATA[Come annunciato ieri, il secondo episodio del documentario del 2006 sulla Lega Nord. Non vogliamo es]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Come annunciato ieri, il secondo episodio del documentario del 2006 sulla Lega Nord. Non vogliamo esprimere altri giudizi in merito. Sono le stesse parole dei rappresentanti più popolari del partito ad esprimersi.</p>
<p>Buona visione.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/1tUVf_JSPpw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/1tUVf_JSPpw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.]]></title>
<link>http://scartoffie.wordpress.com/2009/10/18/riceviamo-e-pubblichiamo/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 19:59:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>scartoffie</dc:creator>
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<description><![CDATA[La signora cesira, nostra accanita lettrice ci scrive; &#8220;ci volevo dire che, secondo me, c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La signora cesira, nostra accanita lettrice ci scrive;<br />
&#8220;ci volevo dire che, secondo me, c&#8217;è stato un errore sui manifesti della Lega che dicono di dare asili, lavoro e non ricordo cosa, agli italiani.  Forse si sono sbagliati e hanno scritto italiani invece che padani, mi dispiace a me che sono padana, che di solito i leghisti ci hanno  un COLTURA notevole&#8221;.</p>
<p>Giriamo l&#8217;osservazione a chi di dovere&#8230;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[✍ Non c'è due senza tre]]></title>
<link>http://giampierofichera.wordpress.com/2009/10/15/%e2%9c%8d-non-ce-due-senza-tre/</link>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 15:02:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Knockout</dc:creator>
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<description><![CDATA[Alla fermata dell’autobus, quel giorno c’erano tre persone. Io , una vecchietta e una signora di col]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-345" title="duce" src="http://giampierofichera.wordpress.com/files/2009/10/duce.jpg?w=150" alt="duce" width="150" height="123" /></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">Alla fermata dell’autobus, quel giorno c’erano tre persone. Io , una vecchietta e una signora di colore. Forse sudanese o somala.</p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">L’attesa, come al solito, fu lunghissima ed estenuante e sotto un sole a picco.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;"> </span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Finalmente all’orizzonte apparve la sagoma goffa e lenta del C47. Procedeva a rilento, ingolfato nel traffico.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Le portiere stridettero alla loro apertura e dopo aver scansato quelli che scendevano, noi tre in attesa salimmo sperando di trovare posto e refrigerio.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Le nuove normative, in vigore da quasi dieci anni, prevedevano l’uso dei posti anteriori solo per i cittadini di pelle bianca ed autoctoni. Quelli centrali per i bianchi di altra etnia. Quelli in fondo per tutti i coloured.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">L’autista coadiuvato dal controllore aveva il compito di verificare all’ingresso pelle e nazionalità. Chi non  aveva il tesserino di riconoscimento o si rifiutava di mostrarlo, veniva fermato e consegnato alle ronde mobili della Guardia Padana.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Così come gli stranieri che improvvidamente occupavano i sedili riservati agli italiani.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;"> </span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">La Guardia Padana, nata nel nord del paese negli anni 2025, era cresciuta a dismisura ed era diventato un corpo di guardia nazionale potente e pericoloso. Una sorta di Gestapo che faceva riferimento e rispondeva direttamente al Ministro dell’Interno, il colonnello Borgheskaz. Rispettato e temuto persino dal Nuovo Duce, il generale Berluskaz</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">I carabinieri erano stati soppressi e la polizia era  addetta al controllo del traffico e comunque rispondeva al Capo della Guardia Padana, il colonnello Calderlkaz.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;"> </span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Le ronde erano distinte in fisse e mobili. Quelle fisse presidiavano incroci, stazioni, porti, aeroporti, scuole, università e uffici dello stato.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;"> </span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Al fermo seguiva il trasporto in caserma e in tempi rapidissimi la galera o l’internamento nei campi di concentramento disseminati lungo la penisola. Campi di concentramento differenziati per sesso, etnia e colore della pelle. Tutti i coloured, per esempio, erano internati nel campo di Melito Porto Salvo e in quello di Gioia del Colle. Gli slavi e gli albanesi nei campi di Cogoleto e Vasto.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Per i meridionali italiani i campi erano più “leggeri”, solo di lavoro. Senza pene nè sevizie. Meridionali che non potevano assolutamente entrare, nemmeno per turismo, nemmeno per un giorno, nel territorio del centro e del nord del paese. Solo per questo reato era prevista la pena capitale a mezzo impiccagione.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Per gli ebrei, naturalmente, i campi erano esclusivamente i cimiteri.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;"> </span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Nel 1955 a Montgomery in Alabama Rose Parks col suo rifiuto di alzarsi dal posto riservato ai bianchi aveva dato la stura ad una serie di proteste che avevano portato, nel tempo, all’abbattimento di qualsiasi stupida barriera basata sul colore della pelle. L’Italia, invece, dopo oltre 80 anni, aveva fatto suoi quei modelli e ne andava fiera in tutto il mondo.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Il motto del Nuovo Duce era: “ I comunisti vorrebbero una società multietnica e bastarda. Noi no ! Vogliamo la razza pura”.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">La Germania che un tempo si era distinta in queste porcate, si era chiamata fuori da qualsiasi coinvolgimento del governo italiano.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;"> </span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Ormai per gli stranieri era impossibile entrare in Italia. Le coste e le stazioni erano presidiate da bande di guardie padane che avevano libertà assoluta di fare ciò che volevano. E i morti non si contavano. Così come le sevizie e gli stupri.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;"> </span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">L’autobus era quasi vuoto. E ognuno occupò il posto a lui riservato. Due fermate dopo salirono a bordo due militi della GP con la loro famigerata divisa verde che, dopo un cenno di saluto all&#8217;autista, iniziarono a controllare documenti e passeggeri.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Io leggevo tranquillo il giornale ignaro dell&#8217;odissea a cui sarei andato incontro da lì a poco.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Il milite più grosso, rossiccio di capelli e con gli occhi celesti sporgenti e maligni, girò e rigirò per minuti il mio documento fra le sue mani, osservandomi e fissandomi di tanto in tanto. Poi, senza dire una parola estrasse le manette e me le applicò ai polsi. A nulla valsero le mie proteste. Fui condotto al più vicino presidio e scaraventato su una panca in attesa dell&#8217;interrogatorio.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">L&#8217;ispettore capo Biolcati mi ricevette dopo quasi 4 ore di anticamera. Appena entrato mi squadrò da capo a piedi più volte ed affermò senza esitazione che ero uno sporco terrone entrato abusivamente in territorio nordista. E conoscevo già la pena. Con calma, senza farmi prendere dall&#8217;agitazione, gli spiegai che ero in possesso di un permesso straordinario rilasciato dal Ministero della Salute per motivi scientifici e, per mostrarglielo, infilai la mano nella tasca posteriore dei pantaloni per prendere il portafogli in cui lo custodivo. I militi di guardia imbracciarono fulmineamente e contemporaneamente il kalashnikov e me lo appoggiarono al collo. Quelle canne gelide premute sul collo non le dimenticherò mai.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Biolcati si alzò infuriato brandendo il suo indice come un&#8217;arma e urlando come un forsennato che ero uno spudorato mentitore. A nulla valsero le mie rimostranze. Fui portato in una cella e lì rimasi in attesa di eventi.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Il luogo era freddo e lercio. Insetti di vario genere svolazzavano e scorrazzavano allegramente incutendomi ulteriore timore. Decisi di peripateggiare su e giù per l&#8217;angusto locale cercando di rimanere lucido e scervellandomi chi avrei potuto contattare per chiarire l&#8217;equivoco e risolvere il problema che si era messo davvero male. Ormai era buio quando la pesante porta di ferro si aprì e fui condotto dal Commissario Ramella. Piccolo, occhiali pince-nez, occhi gelidi, quasi calvo, non mi degnò di uno sguardo. Ma aveva tra le mani il mio documento d&#8217;identità. Dopo alcuni istanti che parvero un&#8217;eternità si alzò di scatto, battendo i pugni sul tavolo intimandomi di rivelare chi avesse falsificato così bene quel documento. E che se avessi collaborato probabilmente non sarei stato impiccato ma mandato in un campo di lavoro, a meditare, per alcuni anni. Ripetei ciò che avevo detto a Biolcati e , memore della precedente esperienza, gli chiesi se potevo mostrare il permesso che avevo in tasca. Acconsentì con aria imperscrutabile e lo afferrò in malo modo, risedendosi per studiarlo a fondo. Prese persino una lente d&#8217;ingrandimento per verificare ogni cosa, ogni timbro, ogni firma. Senza sollevare lo sguardo dal foglio emise dei mugugni sinistri e ribadì l&#8217;offerta: se avessi collaborato e fatto il nome di quell&#8217;abile falsificatore di documenti mi avrebbe salvato la vita. Non potetti che ribadire quello che avevo  più volte affermato. Il commissario con finta aria triste e facendo spallucce, pigiò un campanello . Una frazione di secondo ed apparvero due gendarmi che mi afferrarono e mi condussero in macchina verso una meta sconosciuta. Fui anche bendato per non riconoscere il tragitto. Ero ormai sfinito. Facevo fatica persino a respirare. Il viaggio fu piuttosto lungo, qualche ora. Lo sfinimento mi aveva fatto appisolare, così sobbalzai quando la macchina frenò bruscamente ed altrettanto bruscamente fui fatto scendere e condotto su delle scale che sembravano interminabili. La stanchezza mi faceva rallentare e i gendarmi , urlandomi oscenità ed offese, mi sospingevano a calci di fucile e cazzotti. Al termine della faticosa salita fui fatto sedere su una gelida panca di marmo. Sentivo un vociare lontano ma non riuscivo a distinguere ciò che veniva detto. Inoltre avevo i brividi di freddo a causa dell&#8217;aria condizionata. Dovevano essere le tre del mattino. Una voce ferma e baritonale mi ordinò di alzarmi . Ero ancora bendato e procedevo incerto a barcollante. Una mano , strizzandomi il braccio, mi sorreggeva e sospingeva  in avanti. L&#8217;aria decisamente più calda mi fece capire che eravamo in un altro ambiente. Non si sentiva volare una mosca. Silenzio tombale. Qualcuno mi tolse la benda. Davanti a me, dopo essermi con una certa fatica riabituato alla luce, vidi una scrivania enorme illuminata in modo tale che chi ne stava dietro non fosse visibile in volto. Una voce quasi infantile, cadenzata , con spiccato accento lombardo mi disse che avevano avuto contatti col Ministero della Salute e che la mia storia era stata confermata. Dopo una breve pausa mi comunicò che il responsabile del permesso straordinario, il professore Miletti, era stato immediatamente rimosso.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">“La scienza padana” disse “non ha bisogno di contributi terronici” e si fece una grassa risata. “Lei è fortunato, può tornare a casa stavolta, ma non si faccia più veder da queste parti il suo nominativo è nella lista dei ricercati e dei nemici della repubblica padana. Sarebbe immediatamente fucilato”. “Il professore Miletti del dipartimento del Ministero per la Salute è già in viaggio per un soggiorno chiaritore nei nostri uffici. Chissà cosa gli è venuto in testa a quel vecchio vercellese di concederle un permesso”. E così dicendo mi porse i miei documenti. Non potei fare a meno di rispondere: “Probabilmente la cultura, l&#8217;intelligenza del prof. Miletti hanno permesso che non venisse contaminato da fattori esterni  risibili oltre che di limitatissima portata culturale”. L&#8217;uomo si sporse in avanti e finalmente se  ne vide il volto: scavato tanto da mostrare le sue ossa facciali e col labbro superiore sormontato da baffetti sottilissimi. Era il Capo della GP in persona, il  feroce Calderkaz. Gli occhi , verdastri, sembrava volessero scoppiare fuori dalle orbite e un rossore gli avvampò l&#8217;incarnato:  “ Se ne vada prima che la dea bendata cessi di starle accanto”.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;"> </span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Sette anni dopo per miracolose quanto impreviste coincidenze, il regime di Berluskaz cadde. L&#8217;Italia ritornò ad essere unita e le frontiere fra nord, centro e sud abolite. Così come le leggi razziali . Insomma tornò una parvenza di nazione civile.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Berluskaz fu arrestato e sottoposto a processo in quel di Norimberga per crimini contro l&#8217;umanità. Oggi sconta la pena dell&#8217;ergastolo. Borgheskaz e Calderlkaz, invece, riuscirono a scappare. Le GP furono sciolte e tutti coloro che avevano a vario titolo collaborato al regime furono puniti con pene non severe. I campi e i ghetti furono aboliti. Agli stranieri di qualsiasi etnia furono concessi gli stessi diritti/doveri degli italiani e, naturalmente, libera circolazione. Gli ebrei ritrovarono pace, ancora una volta.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">La caduta della dittatura fu salutata con gioia in molte zone del paese. Balli e canti e fuochi d&#8217;artificio salutarono l&#8217;avvento del nuovo governo democratico. Dopo 87  anni di buio era tornato finalmente il sole.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;"> </span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Ero a passeggio sul lungomare. Era di maggio e l&#8217;aria era di un tepore piacevolissimo. Avevo lavorato intensamente da 20 giorni e, finalmente, avevo due giorni di riposo. Sentivo il bisogno di sgranchirmi le gambe, di vedere gente, di vedere il mare. Non avevo meta. Girovagavo a caso. Osservavo le persone e vedevo volti sorridenti, voglia di vivere. L&#8217;atmosfera era allegra, frizzante. Un contrasto netto con il grevume, il grigiore degli anni della dittatura. Quando i volti delle persone erano tristi, seri. Quando anche col sole che spaccava le pietre, si avvertiva freddo e mestizia. Quando ci si guardava con sospetto l&#8217;un con l&#8217;altro.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Dopo alcune ore sentii il bisogno di un caffè. E mi sedetti al bar della Vittoria. Era stracolmo. Anche perchè dai suoi tavolini il mare sembrava toccarsi con le mani. E la brezza solleticava piacevolmente i tegumenti e l&#8217;anima.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">A pochi metri un vecchio signore con un bel panama sorbiva un gelato alla frutta di dimensioni considerevoli. Era accompagnato da una donna che, sebbene in età avanzata, conservata ancora i tratti della sua bellezza giovanile. La brezza cambiò direzione e d&#8217;improvviso le parole del vecchio signore mi arrivavano ben distinte alle orecchie. Quella voce mi ricordava qualcosa. Quella cadenza infantile. No, non poteva essere. Non era possibile.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Mi alzai e lentamente girai intorno ai tavolini del bar per poter vedere il vecchio col panama. Il cuore batteva a mille, l&#8217;adrenalina scorreva a fiumi. Quando finalmente fui vicino non ebbi più dubbi. Il mio inquisitore, il feroce Calderlkaz era a pochi centimetri da me. Invecchiato, col pizzettino oltre che i baffetti, ancor più scavato nel volto, coi capelli bianchi ma con la stessa voce infantile, cadenzata di allora.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;"> </span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Agii d&#8217;impulso. Mi sedetti al suo tavolino e sparai: “ Cosa ci fa in terronia, caro Calderlkaz ? Un nordista puro come lei non dovrebbe trovarsi in simili luoghi. Se doveva nascondersi avrebbe dovuto scegliere altri posti, qualsiasi altro posto ma non la disprezzata terronia. La coerenza non fa per lei vero?”. Il vecchio, dopo essere avvampato, a stento si trattenne dall&#8217;aggredirmi. Riacquistata una apparente calma rispose: “ Lei mi confonde con qualcun altro, signore. Ora ci lasci in pace e se ne vada”. Scaraventai in aria il tavolino del bar con tutto quello che c&#8217;era sopra. Mi avventai su Calderlkaz e, per la collottola, lo portai sulla balaustra del lungomare. La gente attonita osservava. La donna che era con lui strillava. Ma sembrava che nessuno l&#8217;ascoltasse.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">“ Vedi quella striscia grigiastra, nel mare ? È liquame. È lo sbocco fognario. Lì è il tuo posto vecchio stronzo. Ora raggiungerai i tuoi compari”. E lo scaraventai in mare.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;"> </span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Mi sentivo meglio, assai. Per quasi trent&#8217;anni avevo dovuto subìre le angherie e le porcate di un regime di merda, fatto da gente di merda, da ignoranti , parvenu e cazzoni purtroppo sostenuti da una buona fetta dell&#8217;opinione pubblica  contaminata , inquinata , irregimentata e addormentata. Mai nella mia vita avevo visto una tale fetenzia al potere, tanto da far rimpiangere i vecchi tromboni della democrazia cristiana.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Una folata di vento più forte scompigliò i miei radi capelli e forse mi riportò alla realtà.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Vivevo in un  paese che aveva consentito lo sviluppo e il radicamento, nel secondo caso ancora più tenace, di due regimi totalitari beceri, stupidi e anacronistici. Tutto il mondo ci aveva riso addosso.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Uno lo avevo scansato, se lo erano sciroppato i miei genitori, la vecchia generazione. Uno , invece, mi era caduto addosso quando meno me l&#8217;aspettavo. Pensando che cultura e  migliorate condizioni socio-economiche potessero essere antidoti contro qualsiasi fanatismo e scempiaggini.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Un tonfo al cuore mi disse che un giorno questo stesso popolo avrebbe potuto fare il tris.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;">Ma immediatamente mi rasserenai, ormai la mia età mi poneva al riparo da qualsiasi pericolo del genere.</span></p>
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="font-variant:normal;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Georgia;font-size:xx-small;">☼ 17 maggio 2009</span></span></p>
<p style="font-variant:normal;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="font-variant:normal;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Georgia;font-size:xx-small;"><strong>☂ ogni riferimento a persone o fatti è puramente casuale</strong></span></span></p>
<p style="color:#d6d6d6;font-family:Optima-Regular, Optima, 'Trebuchet MS', sans-serif;font-size:14px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[QUANDO VINCE LA CATTIVERIA, LA PAURA ENTRA IN CASA]]></title>
<link>http://speradisole.wordpress.com/2009/10/15/quando-vince-la-cattiveria-la-paura-entra-in-casa/</link>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 07:30:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>speradisole</dc:creator>
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<description><![CDATA[QUANDO  LA CATTIVERIA SI TRASFORMA IN PAURA  Leggo da fatti di cronaca che un padre, di nome Mario M]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>QUANDO  LA CATTIVERIA SI TRASFORMA IN PAURA</strong></p>
<p><strong> <img class="alignleft size-full wp-image-1594" title="buttafuori_pezzo" src="http://speradisole.wordpress.com/files/2009/10/buttafuori_pezzo1.jpg" alt="buttafuori_pezzo" width="86" height="110" /></strong>Leggo da fatti di cronaca che un padre, di nome Mario Matarazzo di 44 anni, ha tentato di uccidere la figlia di 23 anni, l&#8217;ha colpita alla gola con un punteruolo, perché amava un albanese. Il fatto è accaduto a Osimo (Ancona), pochi giorni fa.</p>
<p>Fatti di cromana nera, omicidi, rapine ne succedono tanti, purtroppo, ma credo che sia la prima volta che un italiano tenta di uccidere la figlia perchè si era innamorata di uno straniero. Non si trattava nè di persona colpita da raptus o improvvidamente impazzito, ma di uno che odiava il diverso.</p>
<p>Altri due fatti analoghi, con conseguenze drammatiche, sono accaduti &#8220;in casa&#8221; di mussulmani. I padri ed i parenti delle due ragazze giovani uccise, lo hanno fatto per fanatismo religioso, non potevano tollerare che le donne della loro famiglia &#8220;diventassero&#8221; occidentali&#8221; sia nel comportamento che nella mentalità. E credo anche per l’odio crescente che i clandestini cominciano a nutrire nei nostri confronti.</p>
<p>Nel caso di Osimo non c’entra la religione.</p>
<p>Questo delitto è frutto di una propaganda insensata, crudele, ed ingiustificata verso gli immigrati. La criminalizzazione dei immigranti voluta dalla destra sta producendo effetti devastanti e sta radicalmente cambiando anche i nostri rapporti sociali. Ne consegue che ci barrichiamo in casa, mettiamo grate alle finestre, allarmi, dispositivi di controllo, telecamere dentro e fuori casa, fino ad arrivare alla paranoia,  alla paura vera e propria.</p>
<p>Quel famoso pacchetto sicurezza che tanta sicurezza doveva assicurare, si sta rivelando un insulto alla nostra civiltà. La criminalizzazione dei clandestini ha portato al pregiudizio nei confronti di tutti gli immigrati, tanto che li consideriamo tutti colpevoli, a prescindere. La negazione dei diritti inanienabili della persona umana ha portato ad atteggiamenti discriminatori ed incivili, tanto che ci sbarazziamo, senza tanti complimenti anche di coloro che, prima, ci aiutavano, servivano, accudivano, senza pretese.</p>
<p>Lo dimostra il fatto che la &#8220;regolarizzazione&#8221; delle badanti e dell colf, introdotto successivamente dopo l&#8217;emanazione del pacchetto sicurezza, è stata assai inferiore del previsto, proprio per tutta una serie di onerosità e difficoltà inserite nel decreto, che hanno disamorato molti. La conseguenza è che si stanno riempiendo gli ospizi e le persone anziane vengono estirpate dal loro ambiente e portate a morire fuori di casa, dove altri, non importa se stranieri, li accudiscono. Un aumento di cattiveria, una maggiore disumanità anche in famiglia, nessun aumento della sicurezza.</p>
<p>In sostanza  lo Stato ha rinunciato alla sua responsabilità di governare l’immigrazione, di regolarne l’ingresso, ed ha iniettato veleno nelle relazioni sociali del paese.</p>
<p>Così un padre mussulmano non tollera che la figlia diventi italiana, ed un padre italiano non tollera che la figlia si innamori di un albanese, di un diverso, perché lo Stato gli ha insegnato che tutti quelli lì, sono  criminali, delinquenti, mussulmani di merda, ladri, assassini, inaffidabili, non umani ma bestie.</p>
<p>Il pacchetto sicurezza ha portato più paura ed in questo modo il paese va alla deriva.</p>
<p>I problemi ed i disagi che derivano dall’immigrazione si dovrebbero affrontare aiutando le persone a trovare le ragioni di una nuova convivenza. L’immigrazione comunque, volenti o nolenti, sta cambiando il volto della nostra comunità e le incertezze che ne nascono non vanno trasformate in paure, ma affrontate con il buon senso.</p>
<p>Altrimenti succedono fatti come quello di Osimo. Si arriva ad uccidere la propria figlia, per paura di avere, nel caso di specie, un genero albanese.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pre-Giudizio n.6: il Nobel per l'economia a Giulio Tremonti]]></title>
<link>http://giudiziouniversale.wordpress.com/2009/10/13/pre-giudizio-n-7-il-nobel-per-leconomia-a-giulio-tremonti/</link>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 06:01:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>giudiziouniversale</dc:creator>
<guid>http://giudiziouniversale.wordpress.com/2009/10/13/pre-giudizio-n-7-il-nobel-per-leconomia-a-giulio-tremonti/</guid>
<description><![CDATA[Assegnato dalla Sveriges Riksbank il premio Nobel per le Scienze economiche 2009: il prestigioso ric]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-82" title="tremonti1" src="http://giudiziouniversale.wordpress.com/files/2009/10/tremonti1.jpg?w=150" alt="tremonti1" width="150" height="108" />Assegnato dalla Sveriges Riksbank il <strong>premio Nobel per le Scienze economiche 2009</strong>: il prestigioso riconoscimento va all&#8217;italiano Giulio Tremonti, per lo scudo fiscale “e tutti gli altri condoni, passati presenti e futuri”, come si legge nelle motivazioni. Che aggiungono, quasi a voler parare in anticipo le solite sterili critiche: “Il ministro dell&#8217;economia, che ha inventato la finanza creativa e ha predetto la crisi economica mondiale un solo anno dopo l’insorgere della stessa, ben incarna l&#8217;esotico genio mediterraneo. E&#8217; più famoso del Nobel per la letteratura Herta Müller, ha fatto più promesse irrealizzabili del Nobel per la pace Obama, è più brillante dei signori che hanno vinto i Nobel per fisica, chimica e medicina, così noiosi che non ci ricordiamo più neanche come si chiamano”.</p>
<p>A ogni buon conto, Tremonti non è caduto nella trappola tesa dagli accademici di Svezia e ha rifiutato il premio. Aveva infatti appreso, leggendo un trafiletto della <em>Padania </em>che riprendeva uno scoop della <em>Fox news </em>di Murdoch, la seguente notizia: un membro dell&#8217;ente che assegna il Nobel avrebbe lontane origini terrone, Tord Gunnarsson non essendo altro che la scandinavizzazione di Esposito Gennaro, da Boscotrecase (Na).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Fedeli ricostruzioni]]></title>
<link>http://leoman3000.wordpress.com/2009/10/12/fedeli-ricostruzioni/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 15:54:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>leoman3000</dc:creator>
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<description><![CDATA[La statua di Alberto da Giussano a Legnano (da Wikipedia)Mentre si festeggiava l&#8217;Italia calcis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><div id="attachment_423" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img src="http://leoman3000.wordpress.com/files/2009/10/monumento_alberto_da_giussano.jpg?w=300" alt="La statua di Alberto da Giussano a Legnano (da Wikipedia)" title="Monumento_alberto_da_giussano" width="300" height="239" class="size-medium wp-image-423" /><p class="wp-caption-text">La statua di Alberto da Giussano a Legnano (da Wikipedia)</p></div>Mentre si festeggiava l&#8217;Italia calcistica che, pareggiando in Irlanda, ha guadagnato l&#8217;accesso al mondiale sudafricano, in un cinema del varesotto è andata in onda una delle anteprime di &#8220;<a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_11/barbarossa-legnano-applausi-cazzullo_98e7f6b8-b639-11de-819a-00144f02aabc.shtml">Barbarossa</a>&#8220;, film di Renzo Martinelli, che narra le vicende della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Legnano">Battaglia di Legnano</a>. Il 29 maggio 1176 alcuni Comuni lombardi, confederati in maniera rappresentativa nel &#8220;Carroccio&#8221;, si opposero all&#8217;esercito comandato dall&#8217;Imperatore svevo, rendendosi protagonisti di una strenua difesa della Lombardia e non solo.</p>
<p>A capo della fazione principale dell&#8217;esercito che affrontò i germanici, la &#8220;Compagnia della Morte&#8221;, vi era il leggendario <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_da_Giussano">Alberto da Giussano</a> (nel senso che non è accertato se sia davvero esistito). Per alcuni, questo nome non sarà nuovo. Se si ha presente il simbolo della Lega Nord, è quel condottiero blu che fa bella mostra di sé, in compagnia del sole delle Alpi, e che riprende le caratteristiche stilizzate della statua presente nella stessa Legnano. In fin dei conti, è lui il vero protagonista del kolossal diretto dal regista di &#8220;Vajont&#8221;. A prestargli le fattezze è Raz Degan, attore <u>israeliano</u>. </p>
<p>Il cast e il cachet di 22 milioni di Euro garantiscono ottime premesse, almeno per un discreto successo. Barbarossa è interpretato da Rutger Hauer, co-protagonista di &#8220;Blade Runner&#8221; insieme a Harrison Ford, e la proiezione è prodotta e distribuita dalla Rai. Tra le comparse figura persino il Ministro Umberto Bossi, vero e proprio sponsor del film. Non era difficile intuire, infatti, il beneplacito del Senatùr e del suo partito sulla realizzazione della finzione cinematografica. Soprattutto per i riferimenti storici, sempre usati come simbologia della Lega. La fiction, essendo impossibili le riprese in un luogo ormai industrializzato come la piana lombarda, è stata girata <u>in Romania</u>. </p>
<p>Prendendo per buono il reportage di Cazzullo del &#8220;Corriere della Sera&#8221;, in quasi due ore e mezza di film, gli spettatori presenti in quel cinema ricercavano con ardore sia il cameo di Bossi, sia sensazionalistici paragoni tra quest&#8217;ultimo e i paladini che inneggiavano a &#8220;libertà&#8221; o &#8220;conquista&#8221; a seconda delle scene. Dal racconto del giornalista, pare che i paganti inneggiassero agli slogan emessi dagli attori, con tanto di sventolio di fazzoletti verdi, altro colore rappresentante della Padania. In tutta questa esaltazione (tale è) verso il simbolismo nordista, vi sarebbero anche delle &#8220;incongruenze&#8221;.</p>
<p>I ciak, come detto, sono stati registrati all&#8217;estero, con attori stranieri (anche Cécile Cassel e Kasia Smutinak non sono certo italiane&#8230; o settentrionali) doppiati non con accenti del nord (forse serviva qualcosa in stile &#8220;Passione di Cristo&#8221; alla Gibson per rendere il pacchetto più credibile). Teoricamente sarebbe errata anche la verticalizzazione sul predominio della &#8220;razza&#8221; lombarda, in quanto quella regione era solo uno dei primi ostacoli verso la discesa lungo l&#8217;intero Stivale (allora diviso in varie repubbliche, principati e così via) da parte dell&#8217;esercito teutonico. Per quanto riguarda anche le &#8220;incertezze storiche&#8221;, è doveroso puntualizzare che a capo della Lega Lombarda vi era Papa Alessandro III, non certamente di sangue padano, dato che nacque a Siena. La cui figura, comunque, non compare sulla pellicola adesso immessa nelle sale.</p>
<p>La battaglia di Legnano, quindi, non è propriamente una &#8220;esclusiva&#8221; della Lombardia. Per lo meno, sfogliando vari giornali, è questa l&#8217;impressione che ne emerge. Non vi sarebbe stata necessità di citarla nell&#8217;inno di Mameli, altrimenti. Persino Carducci dedicò una sua ode a quelle cronache. Verdi, addirittura, compose un&#8217;opera omonima. Più che il &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Va,_pensiero#Curiosit.C3.A0">Va, Pensiero</a>&#8221; (dal &#8220;Nabucco&#8221; dello stesso Verdi), i vertici in camicia verde potevano scegliere come &#8220;canto nazionale&#8221; (sic) un&#8217;aria tratta dal libretto narrante le vicende di Barbarossa e Alberto. Per una miglior &#8220;contingenza&#8221;. <i>Forse</i>. </p>
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